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POLITICI IN CARRIERA
BARCA E RENZI, I GEmEllI
dIvERsI dEl Pd p. 44
baby
killer
bRIANzA
ImPRENdItoRE E sINdACo dEllA
lEGA IN AffARI CoN I ClAN p. 52
GOLFO DEL MESSICO
lA BP RIPulIvA Il PEtRolIo CoN
uN solvENtE dANNoso p. 96
minorenni arruolati per rapine,
eStorSioni, per uCCiDere. Da Gela
a napoli, irrompono le GanG
Di bambini-SolDato pronti a tutto.
la nuoVa leVa Della mafia. eCCo
le Storie Di manoValanza e boSS
Settimanale di politica cultura economia - www.espressonline.it N. 16 anno LIX 25 aprile 2013
Altan
25 aprile 2013 | | 5
il sommario di questo numero a pagina 26
25 aprile 2013 | | 7
C
i sono molti modi per viaggiare
e per conoscere quel che accade
altrove, dove probabilmente
non riusciremo mai ad andare.
Leggere probabilmente la for-
ma di evasione pi antica, la pi semplice.
La pi economica. Prima cera solo il rac-
conto orale. Qualche mese fa, con un po di
anticipo rispetto ai fatti di attualit, mi
capitato tra le mani Pyongyang, un libro
di Guy Delisle (pubblicato da Fusi Orari nel
2006 e ora da Rizzoli Lizard). Delisle un
graphic journalist di origini canadesi che
vive in Francia. Ha fatto di ogni suo viaggio,
o almeno di quelli che lo hanno segnato di
pi, un libro. Di immagini e sensazioni pi
che studi approfonditi. Racconti del quoti-
diano che spesso ci dicono molto pi di
quanto potremmo apprendere se in manie-
ra scientifca studiassimo territori distanti
da noi geografcamente, per cultura e storia.
La prima immagine con cui Delisle ci pre-
senta la Corea del Nord quella dellaero-
porto deserto. Una struttura squadrata, con
al centro uneffge che nel libro troveremo
centinaia di volte: il ritratto del Caro Leader,
Kim-Il-Sung che, insieme al suo erede, Kim
Jong-Il, veglia - o meglio sorveglia - su
chiunque metta piede nella Corea del Nord.
Forse per un caso, Delisle porta con
s un solo libro, 1984di George Orwell,
da leggere nel tempo libero dalla sua occu-
pazione a Pyongyang, ovvero supervisiona-
re il lavoro su un cartone a basso budget.
Oramai a Est si produce tutto, anche i
cartoni animati. Quello che Delisle disegna
e commenta un luogo fuori dal tempo,
come solo le dittature decennali riescono a
essere. Tutto ci appare assurdo. Dalle spil-
lette con le immagini di Kim Il-Sung e di
Kim Jong-Il (resi intercambiabili dal Pho-
toshop di regime), alle uniche melodie che
possibile ascoltare per radio. Ogni canzo-
ne un canto di celebrazione dei Leader.
Ma - e qui avviene lo straniamento maggio-
re - nessuno sente di vivere in un regime.
Tutti si comportano come se la loro vita
fosse lunica possibile, come se fosse natu-
rale che volontari con il sorriso sulle
labbra e una vita fatta dellappena suffcien-
te, possano lavorare nei campi, ripulire le
strade, e che tutti gli stranieri possano cir-
colare solo se accompagnati da una gui-
da. proprio nellutilizzo delluomo-
guida-spia-controllore che il regime eserci-
ta il suo ricatto sugli stranieri che decidono
di visitare il Paese. Uscire senza guida
vietato, girare flmati vietato, fare foto
vietato; e disobbedire mette in pericolo le
guide.
come se i coreani del nord fossero
degli ostaggi a loro insaputa. Imprigionati
in una terra che restituisce una realt alter-
nativa. Una realt magistralmente descritta
nelle pagine sulla visita alla roccaforte-
ironico - del turismo: il Palazzo delle ami-
cizie. Per arrivarci si prende unautostrada
immensa, a quattro corsie, in condizioni
perfette e completamente deserta. A destra
e sinistra qualche villaggio ma senza uscite
per poterli raggiungere. Nei campi volon-
tarinelle risaie e megafoni che trasmettono
le solite canzoni celebrative, le uniche con-
sentite. Alla fne del viaggio Delisle, e noi
con lui, scopriamo una cosa che ha dellin-
credibile: il Palazzo delle amicizie il capo-
linea dellautostrada. Chilometri e chilo-
metri di cemento solo per arrivare l. Ci si
arma di ridicoli soprascarpe per non scalf-
re il pavimento di granito calpestato da un
numero esiguo di visitatori e via tra le me-
raviglie che il mondo ha donato ai dittatori,
in segno di amicizia, per legittimare il loro
governo. C di tutto: fucili da caccia, un
portacenere, un organo a pedali, canne da
pesca, un frigorifero, animali impagliati.
E poi una sala dedicata a ogni nazione:
tutti hanno donato qualcosa a Kim Il-Sung,
fosse anche una biro. Nellultima parte del
museo, la rassegna stampa: intere pagine
pagate a caro prezzo su giornali prestigiosi.
La visita di Delisle si svolta sotto lo sguar-
do commosso della sua guida, perch in
Corea del Nord accaduto qualcosa che
mai ci si sarebbe aspettati: il regime non ha
pi bisogno di controllo, la mancanza di
comunicazioni con lesterno ha generato il
superamento dellocchio scrutatore del
Grande Fratello. Ai Cari Leader, almeno
apparentemente, nessuno si ribella, tutti
accettano questa fnzione. Una fnzione sin
troppo reale.
Coreani ostaggi
a loro insaputa
La dittatura di
Pyongyang
raccontata bene dal
franco-canadese
Delisle. Grazie
allassenza di
comunicazioni con
lesterno, il regime
non ha pi bisogno
di controllo. Per
capirlo basta
visitare il Palazzo
delle amicizie...
Se ne parla su www.espressonline.it
Roberto Saviano Lantitaliano
25 aprile 2013 | | 9
G
li ultimi atti del governo
Monti sono uguali ai primi:
drastici provvedimenti de-
stinati ad arginare la crisi
fnanziaria. Basterebbe un
solo anno di carestia, spiega il premier
uscente, per ridurre il defcit pubblico
dello 0,2 per cento. Se alla carestia si
aggiungono lesproprio della mobilia,
lobbligo di pagare lImu anche sugli
appartamenti dei vicini di casa e la ven-
dita delle fglie vergini ai magnati russi,
si pu arrivare a una riduzione dello 0,5
per cento, che ci consentirebbe di essere
promossi nella categoria AB2 prima del
torneo quadrangolare di Parigi, nel
2019. Gli italiani queste cose le capisco-
no: basta dire loro la verit.
Cassa integrazione Stanno per f-
nire i fondi. Il grande vantaggio - sot-
tolinea il governo - che i prezzi sono
talmente alti che il denaro liquido ha
pochissimo valore. Molto meglio,
dunque, sostituire linsignifcante as-
segno mensile con un pratico paniere
contenente sei mele, mezzo chilo di
mortadella, un fasco di vino, un chilo
di rigatoni, mezzo toscano, una scato-
la di biscotti Tegoloni e due biglietti
per il circo. Il paniere sar integrato,
regione per regione, anche da prodotti
tipici, per incoraggiare le imprese lo-
cali. Ed ecco che nel suo paniere men-
sile il cassintegrato pugliese trover un
tipico coppo per trulli, quello lombar-
do un rotolo di lamierino ondulato,
quello marchigiano un calzascarpe,
quello trentino una chiave a brugola
per seggiovie. Grazie al paniere del
cassintegrato, in soli due anni lItalia
potr rientare nei parametri di Uppsa-
la e avvicinarsi del 2,9 per cento agli
obiettivi di Sheffeld.
Consumi Incrementare i consumi
pure se con gli stipendi dimezzati. E so-
prattutto, farlo rispettando il protocollo
di Pittsburgh e avvicinandosi di almeno
un punto e mezzo al coeffciente di Palm
Beach. Un obiettivo molto diffcile, ma
se diciamo la verit agli italiani, spiega
Mario Monti, sono sicuro che capiran-
no. Ecco dunque il Programma Imbuto,
messo a punto da un pool di economisti
con lausilio di un perito idraulico. Ogni
famiglia verr dotata di un enorme imbu-
to. A turno, legato al letto, ogni membro
del nucleo familiare dovr inflarselo in
bocca e ingoiare grandi quantit di pro-
dotti di largo consumo invenduti, pagan-
doli appena il 20 per cento del loro prez-
zo commerciale. Pro capite, secondo i
criteri stabiliti a Deauville, si tratta di
circa sei chili tra cibo solido e liquido, pi
eventuali piccole dosi di detersivo per il
bucato, sale per lavastoviglie, olio paglie-
rino per mobili. Sono dosi sopportabi-
lissime per un adulto di sana costituzio-
ne, spiega Palazzo Chigi, e possono far
diminuire di almeno il 2,4 per cento le
scorte di merci invendute, aumentando il
Pil di un buon 0,34 per cento. E soprat-
tutto, questo consentirebbe al nostro
Paese di recuperare credibilit interna-
zionale presentandosi agli incontri di
Marbella, nel 2020, con il Paf ridotto di
un quarto e lo Uao quasi dimezzato.
tasse Limposizione fscale in Italia
talmente alta che, secondo il governo,
ogni ulteriore aumento del tutto imper-
cettibile. Ogni nuova imposta, chiari-
sce Palazzo Chigi, fa lo stesso effetto di
una puntina da disegno confccata nel
sedere di una persona gi crivellata di
chiodi di tutte le misure. Non se ne accor-
ge neppure. Gli italiani queste cose le
capiscono benissimo, basta parlargli con
chiarezza. La situazione dunque ide-
ale per proporre nuove imposte, tra le
quali la Pilter e la Giv, nomi di fantasia
per cartelle fscali che ogni uffcio delle
imposte estrarr a sorte tra i contribuen-
ti; lIva sullIva, dettata dal criterio che
anche il pagamento dellIva una tran-
sazione, e dunque devessere soggetto
allIva; e la super Irpef, un raddoppio
secco della popolare aliquota sui redditi
deciso per ragioni soprattutto psicologi-
che: consente al contribuente di vantar-
si con gli amici per il tributo particolar-
mente signifcativo al risanamento del
bilancio pubblico, nel quadro degli ac-
cordi di Brisbane.
Con le fglie vergini
si riduce il defcit
Basta venderle
ai magnati russi.
una delle
ultime trovate
del governo Monti
che vuole farci
pagare lImu anche
sulle case dei vicini.
Mentre lassegno
della Cassa
integrazione sar
sostituito da un
paniere mensile
Se ne parla su www.espressonline.it
Michele Serra Satira preventiva
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on molto tempo fa, un mio
amico stato nominato
ministro dal presidente
Obama. Trovandomi a ce-
na a casa sua per festeggia-
re levento, mi ha spiegato lordalia a
cui sottoposto chiunque venga no-
minato a una carica pubblica anche
del pi basso livello negli Usa.
Ben prima che la sua nomina fosse
ufficializzata, i servizi di sicurezza
interni erano piombati a casa sua e
lavevano rivoltata alla ricerca di det-
tagli compromettenti. Lui e sua mo-
glie avevano dovuto firmare decine di
moduli, dichiarando chi erano gli
amici con cui intrattenevano rapporti
pi frequenti, ogni quanto li incontra-
vano, se avessero conoscenze che rite-
nevano compromettenti, dove si
recavano in vacanza e con chi, appar-
tenenza a associazioni, se avessero
una colf, rapporti con societ private
e pubbliche, con Stati stranieri.
Ogni cOntO bancariO, transazione
economica, fonte di reddito e detta-
glio patrimoniale era gi stato esami-
nato al microscopio, andando a for-
mare un altro corposo dossier che si
aggiungeva a quelli gi raccolti sulla
base di informazioni riservate gi di-
sponibili presso varie agenzie pubbli-
che. Stessa sorte stata riservata alla
figlia (e al di lei marito) del nomina-
to, mentre gli amici pi intimi se
la sono cavata con un lungo interro-
gatorio. Tutto il materiale raccolto
stato poi inviato al comitato del Sena-
to che avrebbe dovuto interrogare la
persona in questione in pi sedute
pubbliche, fino a decidere se confer-
mare o rifiutare la nomina. Nel pas-
sato successo spesso che un ministro
nominato non abbia potuto assu-
mere lincarico per una clamorosa
bocciatura da parte del Senato, dovu-
ta anche ad aspetti marginali della sua
vita passata, come contributi non
versati alla colf o vacanze pagate da
personaggi sospetti.
Si dir che lAmerica ha una mora-
le infarcita di contraddizioni assurde:
un ministro pu perdere il posto per
non aver pagato i contributi alla colf,
ma un ragazzo pu girare carico di
armi e fare una strage. vero: queste
contraddi zi oni fanno parte degl i
estremi inconciliabili che caratteriz-
zano il Dna di questo Paese.
Resta il fatto che la moralit pub-
blica un fatto serio, e quantomeno
esistono processi di selezione per la
classe dirigente. Non solo. Chi scel-
to per una carica pubblica ha tutte le
competenze per occupare quella posi-
zione, non un generico imposto
dal partito o dal presidente di turno.
Non esiste un ministro della Giustizia
o della Difesa che, fino al giorno pri-
ma, avesse fatto mestieri che niente
avevano a che fare con giustizia o
difesa. Per chi non rispetta questi re-
quisiti, le cariche pubbliche sono
inaccessibili: in ogni caso, hanno sem-
pre enormi spazi nel privato per di-
mostrare il loro valore.
LEuropa in genere molto meno ri-
gida degli Stati Uniti nel selezionare
la sua classe dirigente pubblica, ma
altrettanto rigida quando si tratta di
sanzionarne comportamenti inop-
portuni. In Germania i ministri si di-
mettono per aver solo in parte plagia-
to, in giovent, tesi di dottorato; in
Gran Bretagna sono costretti a lascia-
re la carica per non aver pagato una
multa o aver scaricato sui contribuen-
ti il costo di un film visto in albergo.
in italia, tuttO questO bollato
come moralismo o giustizialismo
fanatico. La litania degli anti-morali-
sti va ben oltre, assumendo come
fatti normali della vita i tanti conflit-
ti di interesse, lineleggibilit dei can-
didati, le vacanze pagate a ministri e
grand commis, un certo livello di
corruzione (in fondo, serve a oliare il
sistema, no?), linteresse privato in
atti dufficio, le assunzioni di parenti
e amici, le doppie (e triple) cariche.
Possibile che lItalia abbia ragione e
tutti gli altri torto?
Ecco come si fa
lesame ai ministri
Negli Stati Uniti
passano ai raggi X
lintera vita
di una persona
prima di affdargli
un importante
incarico pubblico:
conoscenze,
situazione
patrimoniale,
rapporti con societ
e con stati stranieri.
Da noi invece...
Se ne parla su www.espressonline.it
Leonardo Maugeri
25 aprile 2013 | | 13
L
a condizione delleconomia
reale dellItalia - da pochi
anteveduta sin dagli anni
Novanta, ammessa ora dai
pi - grave, pi grave di
quanto non fosse nel novembre del
2011, quando lattuale governo nac-
que. Pure, risolvibile.
La fuoruscita dalla crisi - ristagno
dal 1992, contrazione abissale dal
2008 - da ultimo affidata alle impre-
se. Dopo lustri di letargo improdutti-
vo e profitti facili la ripresa dipender
dallautonoma riscoperta da parte
loro della propensione e capacit di
investire, stare sulla frontiera dellef-
ficienza, innovare nei prodotti e nelle
tecniche, assicurare lavoro non preca-
rio e salario dignitoso. Nel tempo la
produttivit delle nostre imprese
scaduta, in assoluto e rispetto ai con-
correnti. essenziale che torni a cre-
scere, recuperi il terreno perduto. La
risposta, seppure tardiva, ancora
nelle potenzialit del sistema.
Lo Stato chiamato a confortare
almeno in tre modi limpegno che lim-
presa decidesse alfne di fare proprio.
Alleconomia occorre un quadro
giuridico moderno: nel diritto socie-
tario e dei rapporti di lavoro, nel
processo civile, nel diritto fallimenta-
re, del risparmio, amministrativo.
Lattuale ordinamento di freno alla
crescita della produzione e della pro-
duttivit, impedisce linvestimento
estero. Si deve riscrivere il diritto
delleconomia in modo organico, nel
rispetto dei principii comunitari, cos
da promuovere le migliori espressioni
della funzione imprenditoriale e del
capitale di rischio.
In secondo luogo, non solamente
attraverso la normativa e lazione
antitrust, va imposta alle imprese la
concorrenza. Solo le pressioni compe-
titive possono costringere alla ricerca
del profitto lungo la strada maestra
dellefficienza, e non attraverso scor-
ciatoie collusive e caccia alle rendite.
La concorrenza specialmente pre-
ziosa nei mercati delle merci base,
che entrano quali beni intermedi nel-
la pi gran parte delle attivit econo-
miche.
Infine, le pubbliche amministrazio-
ni devono tornare a effettuare investi-
menti netti in opere infrastrutturali
che - a cominciare dalla messa in si-
curezza del territorio - siano social-
mente utili, tonifichino la domanda
globale in via diretta e con i loro
forti effetti moltiplicativi, dischiuda-
no alle imprese economie esterne.
Contemporaneamente, deve iniziare a
ridursi la pressione tributaria. Esosa
e iniqua, la tassazione frena laccumu-
lazione di capitale e i consumi, distor-
ce limpiego delle risorse, mortifica
lattivit produttiva. Per investire in
infrastrutture e ridurre le imposte nel
rispetto dei vincoli comunitari e di
mercato finanziario essenziale che
lequilibrio del bilancio - al netto del
ciclo - venga consolidato contenendo
la spesa corrente non-sociale al netto
degli interessi sul debito. Vanno poste
sotto rigoroso, draconiano controllo
tre voci di uscita nel conto della pub-
blica amministrazione: acquisti di
beni e servizi (strappando prezzi me-
no iugulatori ai fornitori); personale
(graduando il turnover, per date re-
munerazioni); altre spese correnti
(tagliando trasferimenti fonte di inef-
ficienza e frutto di corruzione). Nel
loro insieme le tre voci corrispondono
a un quinto del prodotto lordo, con
ampi margini di risparmio, solo mo-
deratamente riduttivi della domanda
globale.
dubbio che si diano realistiche
alternative a queste linee dazione.
Esse sono, oggi, ampiamente condivi-
se dagli economisti, dal mondo della
produzione e, deve ritenersi, dalle
parti sociali. Pu la politica continua-
re a disattenderle fra inconcludenti
attriti di fazioni, mentre il Paese sci-
vola verso la povert, lungo una deri-
va che la politica non ha saputo, in
ventanni, contrastare?
Ripresa fa rima
con impresa
Per uscire dalla
crisi bisogna
mettere chi produce
in condizione di
investire. Con un
contesto giuridico
moderno, aperto
alla concorrenza, e
con una pubblica
amministrazione
effciente.
La politica deve
partire da qui
Se ne parla su www.espressonline.it
Pierluigi Ciocca
a cura di Gianluca Di Feo / Primo Di Nicola
Riservato
25 aprile 2013 | | 15
La lettera di
convocazione in
viaggio verso il palazzo
del Viminale.
Destinatario: il ministro
dellInterno Anna Maria
Cancellieri. Che, nelle
prossime settimane,
potrebbe cos essere
costretta a una trasferta
a Torino per testimoniare
al processo Minotauro.
A richiederne la
presenza stato
lavvocato Cosimo
Palumbo, che nel dibattimento sulle
presunte infltrazioni della ndrangheta
in Piemonte difende un ex assessore
di Chivasso. Il Comune stato oggetto
di unispezione antimafa del Viminale
ma il dossier fnale rimasto top secret:
per renderlo pubblico necessario uno
speciale provvedimento ministeriale.
Per il mio assistito quelle carte sono
essenziali: per questo ho chiesto alla
Cancellieri di venire a testimoniare,
spiega il legale. F. L.
La scure della spending review non risparmia neanche la sicurezza nazionale.
LAise, lagenzia di intelligence che si occupa di estero diretta dal generale
Adriano Santini, ha disdetto gli afftti di alcuni appartamenti romani utilizzati,
fno a qualche mese fa per osservare e flmare i movimenti intorno alle sedi
diplomatiche ritenute pi sensibili. Il taglio avrebbe riguardato almeno quattro
punti dosservazione, uno dei quali con affaccio su via Gaeta, dove ha sede
lambasciata della Federazione Russa. La Guerra fredda fnita davvero e perci
gli 007 militari avrebbero deciso di abbandonare le sedi coperte impiegate
per spiare il via vai intorno alle ambasciate dellEst, una delle missioni centrali
invece nella storia del Sismi, di cui lAise ha preso posto. LAgenzia guidata
da Santini avrebbe smesso di sorvegliare a vista anche un paio di ambasciate
medio orientali, sinora tenute sotto stretta osservazione. F. C.
Mentre nella Chiesa cattolica sul cardinale Carlo Maria
Martini sembra calato il silenzio, gli ebrei hanno deciso
di costruire, nei pressi di Tiberiade, in Galilea, una
foresta in sua memoria. Lidea di Giuseppe Laras, gi
rabbino capo di Milano, e del Fondo nazionale ebraico.
I primi alberi saranno piantati dal 9 al 18 giugno
prossimi, in concomitanza con i 65 anni dello Stato
di Israele e i 50 anni di dialogo ebraico-cristiano
dallindizione del Concilio Vaticano II. E per parte
cristiana saranno presenti due cardinali molto legati
a Martini come Francesco Coccopalmerio e Dionigi
Tettamanzi. M. LA.
Tagli allIntelligence
Finestre fuori servizio
Israele
Onore al cardinale Martini
Si riaccende la controversia legale
sullappalto da 521 milioni di euro in
sette anni affdato dal Viminale a Tele-
com Italia per la fornitura di servizi di
comunicazione elettronica a favore del
dipartimento della pubblica sicurezza e
dellArma dei carabinieri. Fastweb ha
chiesto al Tar di fare eseguire la sentenza
con cui il tribunale, l1 giugno 2012, ha
annullato sia laffdamento con proce-
dura negoziata sia la convenzione qua-
dro stipulata dal ministero dellInterno
guidato da Anna Maria Cancellieri con
Telecom, prorogando il servizio fornito
dalla societ telefonica fno al 31 dicem-
bre 2013. L8 gennaio di questanno la
decisione stata confermata dal Consi-
glio di Stato che ha tuttavia anche chie-
sto alla Corte di giustizia europea di
stabilire se il giudice amministrativo
possa o meno annullare pure il contrat-
to tra Telecom e il Viminale. Ad oggi il
ministero, in vista della scadenza del 31
dicembre, non ha ancora deciso se indi-
re, a partire dal 1 gennaio 2014, un
nuovo bando ovvero procedere a uno o
pi affidamenti del servizio. Questo
perch occorrerebbe prima attendere la
decisione della Corte di giustizia euro-
pea, che potrebbe anche tenere in piedi
il contratto con Telecom, fatto salvo il
risarcimento del ministero alla societ
concorrente. Una risposta giudicata
del tutto elusiva da Fastweb che ha
quindi deciso di rivolgersi di nuovo al
Tribunale amministrativo. D. L.
Ministero dellInterno/1
Piange il telefono
AnnA MARIA CAnCELLIERI
MINIsTeRO DellINTeRNO/2
CaNCellIeRI
IN TRIbuNale
Pronto, viminale | tagli ai servizi | cremonini contro benetton | Passera non Paga | Primarie in tribunale
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16 | | 25 aprile 2013
Riservato
Periodo critico per i Benetton. Alle prese con le questioni antitrust
aperte dal progetto di fusione di Atlantia con Gemina (Aeroporti
di Roma) ora sono incalzati anche dal gruppo Cremonini per le
aree di ristorazione sulla rete Autostrade per lItalia (Aspi). La
societ modenese, che opera con linsegna Chef Express, chiede
da tempo che le siano abbassate le royalty dovute ad Aspi per la
concessione delle sue 20 aree di servizio, ora mediamente pari al
30 per cento circa e per la gran
parte non legate al fatturato. Il
calo di traffco sulla rete si riper-
cuote anche sulle aree di sosta,
entrate in sofferenza per le alte
royalty da pagare a prescindere
dai ricavi. Per questo Cremonini
ha depositato due richieste di
risarcimento danni ad Aspi pres-
so il tribunale di Roma, per ten-
tare di forzare il blocco. A.F.
Benetton sotto tiro
la gueRRa dei panini
Banana Republic guido Quaranta
Luovo di Pasquino
Spesso i talk show politici in tv sono
piuttosto uggiosi per leloquio vano o
tortuoso di molti ospiti presenti nello
studio. Ma, per fortuna, ogni tanto,
qualcuno che si fa capire e,
soprattutto, che ci fa capire, c.
Parlo di Gianfranco Pasquino,
politologo di 71 anni, torinese,
docente all Universit di Bologna, ex
senatore indipendente di sinistra.
Anzitutto si presenta come un
elegante e affabile signore duna
certa et, pacato e sorridente:
lesatto rovescio di diversi
parlamentari che
partecipano ai dibattiti quali
fervorosi, o cipigliosi
Maestri Cantori dei rispettivi
leader. Poi, espone la sue
idee con sobria stringatezza: qualit
da cui gli altri ospiti spesso rifuggono.
E non ricorre alleloquio astruso o
allusivo di chi, per prudenza, non
vuole compromettersi. Pasquino,
inoltre, si guarda bene dallusare
locuzioni insulse, come Inutile girarci
intorno, usate dai politici per
infocchettare il proprio pensiero.
Inoltre, ironico e pungente, anche
con il suo partito di riferimento, il Pd:
altra qualit tanto meritoria quanto
disattesa. E, infne, non scende mai
in chiassosi battibecchi: quando
divampano, se ne ritrae e li
osserva con distacco. Ah,
se in tv ci fosse qualche
altro affabile, pacato e
sorridente Pasquino
PAESE PERCENTUALE foRzE di LAvoRo
diSoCCUPATi iNATTivi PoTENziALmENTE
diSPoNibiLi imPiEgAbiLi
Spagna 25,0 5,7 30,7
grecia 24,3 2,5 26,8
iTALiA 10,7 12,0 22,7
Lettonia 14,9 7,0 21,9
bulgaria 12,3 8,9 21,2
Portogallo 15,9 4,8 20,7
irlanda 14,7 2,6 17,3
Estonia 10,2 6,2 16,4
Cipro 11,9 4,3 16,2
Ungheria 10,9 5,2 16,1
Slovacchia 14,0 2,0 16,0
Lituania 13,3 1,6 14,9
Polonia 10,1 4,3 14,4
finlandia 7,7 6,4 14,1
Svezia 8,0 4,6 12,6
francia 9,9 2,6 12,5
Regno Unito 7,9 3,4 11,3
belgio 7,6 3,2 10,8
Lussemburgo 5,1 5,7 10,8
danimarca 7,5 3,2 10,7
Paesi bassi 5,3 4,5 9,8
malta 6,4 2,9 9,3
Austria 4,3 4,2 8,5
Repubblica Ceca 7,0 1,5 8,5
germania 5,5 2,5 8,0
Emergenza lavoro: in italia sommando chi, senza occupazione,
disponibile a lavorare ma non cerca lavoro (inattivo) con chi
invece cerca lavoro (disoccupato) nel 2012 si raggiunge la
cifra di 5 milioni 831 mila persone (potenzialmente
impiegabili). Lultimo rapporto istat sulla disoccupazione
analizza la situazione allinterno dellUnione europea.
Quasi 6 miLioni senza Lavoro
31 ore e 5 minuti
quanto sono stati impegnati i deputati nel primo mese di
legislatura, dal 15 marzo al 15 aprile. Si tratta di poco meno
di 4 giorni lavorativi da 8 ore quando nello stesso periodo
litaliano medio ha lavorato 21 giorni. Ci dovuto
sopratutto alla mancata istituzione delle commissioni
parlamentari. Infatti, nelle 8 sedute daula convocate hanno
avuto luogo solo gli adempimenti istituzionali (elezione del
presidente della Camera, elezione delluffcio di presidente,
formazione dei gruppi, ecc.) e le comunicazioni del governo.
a cura dellassociazione Openpolis
ParLamento in cifre
Carissime pr allAlitalia. I capitani coraggiosi hanno chiuso il bilancio
2012 con una perdita di circa 280 milioni: tanti dipendenti sono in cassa
integrazione e fonti sindacali spiegano che il management sta tagliando su
tutto, perfno cancelleria e saponi. Qualcuno, cos, ha storto il naso quando
ha scoperto che lazienda dall1 marzo ha ingaggiato Giuliana Paoletti,
capo dellagenzia di pr Image Building che tra i suoi clienti annovera il
vicepresidente di Alitalia Salvatore Mancuso: per sei mesi di contratto
prender circa 70 mila euro al mese. Un po troppo, protesta qualcuno:
C gi un uffcio stampa interno. I prezzi di mercato, comunque, sono alti:
a lEspresso risulta che il contratto di Finmeccanica con lagenzia
Barabino vale circa 400 mila euro spalmati su sette mesi. E. Fitt.
alitalia vola alto nelle pr
GIAnfrAnCo PASqUIno. A SInIStrA, In Alto: CorSIE AUtoStrAdAlI f
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18 | | 25 aprile 2013
Avevano frmato insieme una norma che
disciplina e accorcia di molto i tempi di
pagamento delle catene di supermercati
ai loro fornitori, spesso costretti ad
attendere tempi biblici con i problemi
fnanziari che ne derivano. Ma, a
neanche sette mesi dalla sua entrata in
vigore, il ministro dello Sviluppo
economico Corrado Passera la vuole
affossare e nasce un acceso diverbio
con il collega delle Politiche Agricole
Mario Catania, con il quale aveva ideato questa legge conosciuta come Articolo 62. Una
norma che riequilibria i rapporti di forza tra la grande distribuzione e i suoi fornitori,
spesso piccole e medie aziende agricole, fn da subito osteggiata dalla lobby dei
supermercati e da una parte di Confndustria. I quali hanno convinto Passera a scendere
dal tandem con Catania. Si torner indietro? Per il momento i rapporti si sono irrigiditi e
chiss se ci sar la volont per rivedere la questione nellattuale limbo governativo. A.F.
Grande distribuzione
Passera non paga
Marco Damilano
Top e
FLop
Ignazio Marino fa bene al Garofano: la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per il sindaco
di Roma rimpolpa la presenza del Psi in Senato. Al posto del cardiochirurgo, che lascia palazzo
Madama per dedicarsi alla campagna elettorale per il Campidoglio, sieder Enrico Buemi, storico
leader del Garofano in Piemonte, che il primo dei non eletti a Torino. Classe 1947, Buemi stato
deputato per due legislature ed il terzo esponente del Psi di Riccardo Nencini a entrare in
Senato, facendo salire a sette la squadra degli eredi di Craxi nei due rami del Parlamento. B. C.
Senato
Garofano per Marino
duello a colpi di carte bollate tra le principesse Ruspoli e il
comune di Vignanello, nel Viterbese. Oggetto del contendere
i lavori di consolidamento del parco del cinquecentesco
castello Ruspoli. Lo scorso novembre il sindaco ha chiesto
alle principesse Claudia e Giada Maria Ruspoli, fglie di don
Lillio e della sua prima moglie Flavia Domitilla Salviati (della
famiglia che fond lospedale Bambin Ges di Roma), di
effettuare, a proprie spese, una verifca statica nonch i
necessari lavori di consolidamento e ripristino nel parco
di loro propriet. Il celebre giardino allitaliana insiste su una
serie di grotte naturali che durante le abbondanti piogge
invernali sono soggette a smottamenti, con fumi di fango
che si riversano su alcune abitazioni e sulla strada
comunale. Le nobili non ritengono i lavori di propria
competenza. Per questo hanno chiesto al Tar del Lazio di
annullare lordinanza. Non la prima volta che il castello
fnisce nelle cronache. Due anni fa donna Claudia denunci
lesistenza di strane presenze. Spiriti capaci di spostare
nottetempo, con tanto di rumori molesti, lantico mobilio.
Del problema fu addirittura investito un gruppo di
ghostbusters e qualcuno ipotizz che il responsabile del
baccano notturno potesse essere il signorino, antenato
della famiglia Ruspoli che amava andare a caccia nel parco
del maniero. Da allora del fantasma non si saputo pi
nulla. Che si sia spostato in giardino? D. L.
Quel fantasma di Ruspoli
CORRADO PASSERA
Non solo polizze, immobili
e salotti fnanziari. Con le
societ dei Ligresti, Unipol ha
rilevato anche dei contenziosi.
Uno di questi vede Premafn,
prima azionista di Fondiaria-
Sai, scontrarsi con il Comune
di Milano, che rivendica un
impegno di cessione di aree
da oltre un milione di metri
quadri. Nel 2008 la Corte
dAppello aveva condannato a
risarcire gran parte del danno
Premafn, ricorsa in
Cassazione. Ma visto che la
sentenza dAppello per ora
esecutiva, Palazzo Marino ha
chiesto ad ottobre la
quantifcazione e liquidazione
del danno subito. E in attesa
del verdetto fnale, Unipol nel
bilancio 2012 ha ritenuto
opportuno rafforzare il fondo
sui rischi contrattuali. Non si
sa mai... C. Sc.
PiSaPia in lite
con UniPol
toP MAURIZIO LANDINI
Chi rappresenta operai e lavoratori? In
passato nessun dubbio: nellimmagina-
rio era il leader della Cgil (Lama, Trentin,
Cofferati). Ma oggi Susanna Camusso
in diffcolt, in calo di iscritti, in cerca di
larghe intese con Confndustria. Pi cari-
smatico il leader della Fiom. Fuori la
coppia Camusso-Bersani,
dentro il duo Landini-Bar-
ca. Nel 2014 il ministro po-
trebbe candidarsi a guidare
la sinistra, Landini a con-
quistare la Cgil: primarie a
Corso dItalia?
floP ANtONIO INgROIA
Al pm palermitano spedito tra le Alpi
dopo la fallimentare campagna elettora-
le, nellannus horribilis delle toghe in
politica (Di Pietro sparito, De Magistris
contestato), va dedicato il verso fnale
della canzone di Fabrizio De
Andr, La domenica delle
salme: Il cuore dItalia da
Palermo ad Aosta si gonfa-
va in un coro di vibrante
protesta. Dottor Ingroia,
lo ascolti.
toP MARCELLO SEMERARO
Vescovo di Albano, sconosciuto al pubbli-
co, sar litaliano pi infuente con papa
Bergoglio. Coordiner gli
otto super-cardinali chiama-
ti a riformare la Curia. Chio-
ma fuente, grande prepara-
zione teologica, simpatia
salentina. Taranta power in
Vaticano.
floP PAtRIZIA DADDARIO
Silvio torna a Bari per comiziare, la escort
del lettone di Putin si avvicina, ma viene
tenuta distante dal palco.
Nel 2009 registr il premier,
fu sospettata di collusioni
con servizi stranieri, fece
tremare il potere di B. Face-
va lillusionista: ma le magie
sono fnite. Non solo le sue.
Riservato
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20 | | 25 aprile 2013
GUERRA A GRillo
RISARCIMENTO A CINquE STELLE
CATANiA FUoRi BilANCio
Lavevano ribattezzato lo scissionista o il
papa nero del Movimento 5 Stelle. Perch,
primo fra gli epurati di Beppe Grillo, aveva
deciso di sfdare lex comico mettendo in piedi
un nuovo movimento che tuttora accoglie
i grillini delusi: Revolution. Allorigine della
cacciata, quando nel 2009 era a capo della lista
civica di Parma, alcuni contrasti con i militanti
locali, fra cui Giovanni Favia. Oggi nonostante
siano passati gi quasi quattro anni da quella
che le cronache ribattezzarono la faida
parmigiana, Gaetano Viln, agente fnanziario,
a suo dire continua a pagare le conseguenze di
quella scissione. Strascichi che si manifestano
via Web, soprattutto sulla pagina della sezione
Emilia Romagna del M5S, dove il dissidente
continua a ricevere ingiurie e minacce, anche
di morte. E ora per Beppe Grillo il proprio
visitatissimo sito rischia di essere un
boomerang. Da parte di Viln arrivata
una maxi querela con una richiesta danni
da 300 mila euro.
A meno di due mesi dal voto, il Comune di Catania combatte per accedere al piano di
riequilibrio con qualche manovra di maquillage contabile. Lincubo del dissesto, gi vissuto
sotto lEtna nel 2004-2005, stato evitato dal sindaco Raffaele Stancanelli spostando ai
bilanci successivi un debito da 20 milioni di euro con unimpresa incaricata di realizzare un
piano di edilizia agevolata. La manovra stata denunciata da uno dei revisori del Comune,
Carlo Cittadino. Il solerte funzionario stato subito premiato con lallontanamento
dallincarico. Sebbene abbia vinto i ricorsi al Tar e al Consiglio di giustizia amministrativa
di Palermo, Cittadino non stato riammesso al suo posto e non lo sar almeno fno a dopo
le elezioni. Nel frattempo, entro il 9 maggio la Corte dei conti dovr pronunciarsi sul piano
di riequilibrio, che non tiene conto dei 20 milioni di euro. Fra tentativi di transazione
e mancate opposizioni dellAvvocatura dello Stato, il contenzioso tra il Comune e limpresa
durato ventanni. La cifra in ballo allinizio si aggirava sui 5 milioni. Di lire. G.Tur.
Riservato
Le acque sono cos torbide che perfno
la maggior parte dei maestri del
machiavellismo brancolano nel buio.
A parlare cos lambasciatore americano
a Roma, John Volpe, che nellaprile 1976
descrive al Dipartimento di Stato il clima
di veleni innescato da uno dei pi grandi
scandali della storia della Repubblica
italiana: lo scandalo Lockheed. Trentasette
anni dopo, i Kissinger Cables di WikiLeaks
- pubblicati in esclusiva da lEspresso
in collaborazione con Repubblica -
permettono di ricostruire quellatmosfera
di intrighi e sospetti.
Tutto inizia nel 1971 con la decisione
dellItalia di acquistare quattordici aerei da
trasporto C-130 del gigante della difesa Usa,
Lockheed, al costo di 60 milioni di dollari.
Cinque anni dopo, per, sono gli stessi
americani a far defagrare la bomba:
lindagine di un comitato parlamentare
fa emergere i metodi spregiudicati della
Lockheed nel concludere affari a suon
di tangenti in Paesi amici, come lItalia.
Mazzette pagate a chi? Quando a febbraio
1976 scoppia il caso Lockheed, la stampa
italiana si concentra su un misterioso uomo
politico, nome in codice Antelope Cobbler.
Chi che vuole fare le scarpe allantilope? I
Kissinger Cables di WikiLeaks non forniscono
risposte, ma lasciano afforare il dibattito
nelle stanze segrete della diplomazia Usa.
Nel febbraio 1976, lEspresso tira in ballo il
presidente della Repubblica Giovanni Leone,
raccontando dei suoi stretti rapporti con
Antonio Lefebvre, il cui fratello implicato
nello scandalo. Gli americani reagiscono con
fastidio: Nella veneranda tradizione della
stampa italiana di essere considerati
colpevoli solo per i rapporti con qualcuno,
scrive lambasciatore, Leone stato
trascinato nel fango del caso Lockheed. Due
giorni dopo, per, le frequentazioni di Leone
vengono gi viste dallambasciata con occhi
meno benevoli: Molte fonti nella Dc ci hanno
confermato gli stretti legami professionali
e personali di lunga data tra il presidente
Leone e Lefebvre. A preoccupare sono
gli affari di Lefebvre con governi arabi
e iraniani, sponsorizzati da Leone.
Le polemiche crescono: Il partito non pu
reggere alle pressioni di uno scandalo
cronico in stile Watergate, si lamenta
Flaminio Piccoli. Quando lEspresso tira in
ballo Giulio Andreotti, il divo Giulio si allarma.
Gli Usa temono le manovre di avvicinamento
tra la sua Dc e il Pci di Enrico Berlinguer e
non gli hanno mai perdonato la gestione di
un altro affaire, quello del Sid di Vito Miceli.
Le rivelazioni su di lui provengono dagli
americani o da altri servizi segreti? Nelle
conversazioni diplomatiche, Andreotti
esclude che siano opera del Kgb.
A contribuire alla tensione uno dei contatti
pi fdati degli Usa nella Dc, Massimo
De Carolis, piduista, esponente della
Maggioranza silenziosa, che riferisce
i sospetti che circolano nel suo partito:
a Roma sono in tanti a pensare che le
rivelazioni sulle mazzette Lockheed siano
state accuratamente manovrate da
Washington per distruggere la vecchia
guardia della Dc, in modo da assicurare
un rinnovamento. Rinnovamento che, come
rivelano i cablo, in decine di incontri con gli
esponenti Dc, la diplomazia Usa implora,
insoddisfatta di quel partito di vecchi e
(spesso) corrotti, sempre pi incapaci
di offrire allItalia un governo effcace.
oNoREvolE soNo
Ma guardi che io sono un onorevole!.
Una frase che non ti aspetteresti da
un deputato grillino e che invece
si sentito dire un commesso di
Montecitorio dal parlamentare del
Movimento 5 Stelle Cristian Iannuzzi.
Motivo? Il commesso aveva fatto notare
al deputato-cittadino come fosse vietato
entrare in Transatlantico alla Camera
con una lattina di Fanta ed un piatto
di plastica in mano. L.I.
Mirino sullAntelope
Wikileaks
25 aprile 2013 | | 21 Se ne parla su www.espressonline.it
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SiniStRa ecologia e libeRt
Primarie
in tribunale
RaZZi loW coSt
Sulla carta avevano votato alle primarie dei
parlamentari di Sel. Ma alla Digos di Brindisi
almeno in 30 hanno dichiarato di non
essersi mai nemmeno iscritti alle liste. Che
i conti non tornassero si poteva intuire: in
alcuni comuni laffuenza alle parlamentarie
del 29 dicembre era arrivata al 114 per
cento. Nella zona, percentuali tutte vicine
all80 per cento, a fronte di una media
nazionale tra il 25 e il 30. Alla Procura
di Brindisi era subito arrivato un esposto
di uno dei candidati non eletti, Franco Colizzi,
direttore del locale Centro di salute mentale.
Agli atti c un video che mostra gli
scrutatori intenti a falsifcare frme e
schede. I brogli avrebbero favorito i locali
campioni di preferenze, ora regolarmente
in Parlamento. E Nichi Vendola? Colizzi
riferisce di un lungo colloquio con il
governatore. Lo psichiatra lo aveva visto
sofferente, teso, preoccupato. N. Ro.
tempo di spending review, inglesismo
tanto caro al governo Monti, anche per i
deputati. E non solo grillini. Lonorevole
Antonio Razzi, luomo che salv Silvio
Berlusconi nel 2010, rieletto in Abruzzo
per il Pdl, usa per i suoi spostamenti la
linea di pullman low cost Di Carlo Bus che
parte da Montenero di Bisaccia (il paese
natale di Antonio Di Pietro) e arriva a
Roma Tiburtina con varie fermate
intermedie. Spesa per la tratta no stop
Pescara-Roma, andata e ritorno: 20 euro.
Comprensivi di caff Illy, caramelle e
toilette a bordo. A. Mat.
Il governo che non c. Il toto Quirinale.
La Polizia senza Capo (c il vice): su
tutto questo si rimedier. Il problema
altro, si dice nei corridoi del Parlamento,
e non si sa se si rimedier. Nel limbo
della Seconda Repubblica succede che
i cinque partiti chiave siano - nessuno
escluso, chi pi, chi meno - a rischio
di rottura. Si direbbe lultimo miglio
di un partitismo sado-maso.
GUERRA DEMOCRATICA La palma
della miglior performance va al Pd
segnato da venti di guerra. Ogni giorno,
il bollettino destabilizzante. Parla
Renzi e viene gi una gragnuola di fschi
(bersaniani e bindiani in questa pratica
pi attivi di un merlo) ma anche di
applausi, dai renziani se non altro.
Parla DAlema e i veltroniani vanno
in tilt. Parla Veltroni e i bersaniani
non accusano il colpo. Ci sono
franceschiniani, lettiani, mariniani,
Giovani turchi e vecchi lupi in subbuglio.
Al centro Bersani, politicamente in
bilico tra il marchese De Sade e von
Sacher-Masoch. la non-unione, il
diversamente unito. Pd uguale Partito
democratico ma anche Partito diviso.
BRUNETTA RIBOLLE Non si pensi che
il Pdl sia da meno. Dietro al Cavaliere
padrone, c un popolo che ribolle.
La nomina di Renato Brunetta a
capogruppo ha innervosito molti. Cos
Fabrizio Cicchitto, il suo predecessore,
continua a dichiarare come prima.
Nella mischia sceso anche
Denis Verdini, diventato di colpo
piuttosto loquace.
CL IN PARADISO Per
esempio, Roberto Formigoni
punterebbe ai salotti tv ma le
poltrone sono state gi tutte
prenotate da Maurizio Lupi:
sono ambedue di Comunione
e liberazione. Ma la
Comunione deve essere
svernata in un paradiso
off shore, e il secondo si
liberato del primo.
Solo un malato di uveite non
vedrebbe che il Popolo della
libert (apparente) si
trasformato in quello della
litigiosit (sotterranea).
LEGA EDIPICA Doveva esserci un
bipolarismo stabile e facilitatore, ora
incombe la scissione atomica-partitica.
Come nella Lega, in piena crisi edipica.
La guerra fra i lumbard non si placa con
il segretario Roberto Maroni e i fans
Flavio Tosi, Matteo Salvini, Giancarlo
Giorgetti, contro il cerchio magico di
Umberto Bossi che, grondano i
retroscena, starebbe per fondare un
nuovo movimento. Intanto Luca Zaia,
Roberto Calderoli, Andrea Gibelli sono
sulla riva del Po in attesa di vedere quali
cadaveri passeranno. la Lega slegata
(conio del mago dei calembour
Dagospia).
SCIOLTA CIvICA Anche la signorile
Scelta civica soffre e si lacera. Andrea
Riccardi e Andrea Romano, anima
cattolica e anima laica, non sono la
reciproca tazza di t, Ilaria Borletti
Buitoni non nasconde il disappunto sullo
scenario mentre il leader Mario Monti si
dimette da leader. gi soprannominata
Sciolta civica.
PENTASCISSIONE E siamo a quattro.
E nonostante venga abbassato un velo
Web quando il caso, anche il grillismo
rischia di perdersi qualche pezzo.
Succede sul far di decisioni importanti,
poi arrivano perdoni e indulgenze del
gran capo Beppe Grillo, il sadismo allo
stato puro. Prima o poi si vaticina, anche
l ci saranno turbolenze con tanto di vie
di fuga. Non sar che Movimento 5S pu
anche voler dire Movimento 5 scissioni,
vista la situazione?
Denise Pardo Pantheon
Partiti sado-maso
allultimo miglio
WALTER VELTRONI. A SINISTRA: IL GOVERNATORE PUGLIESE
NIChI VENDOLA
25 aprile 2013 | | 23

uninfame calunnia affermare
che la Polizia di Stato non
espella mai le sue mele marce.
Una di queste, o presunta tale,
stata infatti destituita senza
tanti complimenti due anni fa, il 20 feb-
braio 2011. Si chiama Gioacchino Gen-
chi, era un vicequestore in servizio da 25
anni e da tempo in aspettativa per svol-
gere delicatissimi incarichi di consulente
tecnico-informatico per le procure e i
tribunali pi impegnati nella lotta alla
criminalit organizzata.
IncarIchI InIzIatI al fanco di Giovan-
ni Falcone e proseguiti nelle indagini sulle
stragi del 1992, col risultato di centinaia
tra mafosi, stragisti, estorsori, assassini,
sequestratori, traffcanti di droga e collet-
ti bianchi arrestati e condannati (ultimi
della serie: Cuffaro e DellUtri). Non con-
tento, Genchi lavorava al fanco dellallo-
ra pm Luigi de Magistris nelle indagini sul
malaffare politico-affaristico-giudiziario
in Calabria e Basilicata, guadagnandosi
lostilit trasversale di destra, centro e si-
nistra. E l si era beccato una prima sospen-
sione dal servizio per la grave colpa di aver
replicato su Facebook a un cronista che gli
dava del bugiardo. Poco dopo scatt la
seconda sospensione, per un peccato an-
cor pi mortale: unintervista in cui spie-
gava il suo ruolo di consulente, visto che
tutti lo dipingevano come uno spione
golpista e un intercettatore folle, mentre
non aveva mai intercettato nessuno (in-
crociava e contestualizzava intercettazio-
ni fatte dalle procure). Ma quelle due
esternazioni furono giudicate dai suoi
capi lesive per il prestigio delle Istituzioni
e per limmagine della Polizia. Intanto i
politici di ogni colore facevano a gara a
insultarlo e a infangarlo. Berlusconi chie-
deva il suo arresto per il pi grave scan-
dalo della storia della Repubblica (le sue
consulenze a Catanzaro) e Rutelli, capo
del Copasir, confermava che la sua attivit
era una minaccia per la democrazia.
Lui, essendo stato sospeso dal servizio e
restando un cittadino in possesso dei dirit-
ti costituzionali di parola e di critica, repli-
c criticando il Cavaliere a un convegno
organizzato dagli amici di Beppe Grillo e
al congresso dellIdv.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso,
attirandogli il terzo procedimento discipli-
nare che lo port non pi alla sospensione,
ma alla destituzione (solo un anno prima
il capo della Polizia Antonio Manganelli
aveva elogiato Genchi per gli eccellenti
requisiti intellettuali, professionali e mo-
rali). Il provvedimento recitava testual-
mente: Per aver offeso lonore e il presti-
gio del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. Essendo davvero arduo scre-
ditare Berlusconi pi di quanto si screditi
da solo con le sue parole e le sue opere,
il caso di ricordare come Genchi riusc
nellimpresa: sostenne che era scandaloso
come lallora premier avesse strumentaliz-
zato lattentato di Tartaglia, che laveva
colpito in volto con un souvenir (per un
dente rotto il suo medico millant una
prognosi di almeno 90 giorni). Una
critica eccessiva fnch si vuole, ma pur
sempre legittima. Tant che Berlusconi se
ne sent talmente ferito da non sporgere
neppure querela. Lo zelante Maurizio
Gasparri per minacci fuoco e famme se
il delitto di lesa maest non fosse stato
adeguatamente sanzionato: Se Manga-
nelli si avvalesse ancora di un simile per-
sonaggio, la cosa sarebbe sconcertante e
non priva di conseguenze. E fu pronta-
mente esaudito con lespulsione di Genchi
dalla Polizia, a tutela dellonore e presti-
gio del presidente del Consiglio.
La scorsa settImana lEspressoha
documentato le centinaia di casi in cui po-
liziotti inquisiti, arrestati, condannati per
violenze, pestaggi e addirittura torture, dai
casi del G8 di Genova ai pestaggi di Fede-
rico Aldrovandi e tanti altri, non solo non
sono stati rimossi dal servizio. Ma in certi
casi hanno fatto addirittura carriera. Evi-
dentemente le loro condotte non hanno
leso il prestigio delle Istituzioni n lim-
magine della Polizia n lonore del go-
verno. Se ne deduce che, nello speciale co-
dice disciplinare della Polizia, pi grave
non avere condanne e criticare un politico
che avere condanne per aver picchiato un
innocente. In altre parole: zitto e mena.
Picchiate pure
ma non parlate
La settimana scorsa
lEspresso ha
documentato
numerosi casi di
poliziotti inquisiti e
condannati ma
rimasti in servizio.
Un trattamento che
non stato riservato
a Gioacchino
Genchi, rimosso per
aver criticato
Berlusconi
Se ne parla su www.espressonline.it
Marco Travaglio Carta canta
25 aprile 2013 | | 25
25 aprile 2013
LaLtra copertina di
questa settimana d
notizia in escLusiva di
un rapporto usa suL
disastro ambientaLe
neL goLfo deL messico.
riveLa come La british
petroLeum ha puLito iL
greggio fuoriuscito
daLLa piattaforma aL
Largo deLLa Louisiana
con un soLvente
estremamente nocivo
per La saLute.
nonostante fosse a
conoscenza deLLa sua
pericoLosit (pag. 96).
ai baby kiLLer invece
dedicata La copertina.
si parLa di minorenni
arruoLati dai cLan per
rapine, estorsioni e
anche per uccidere.
gang di sedicenni
pronti a tutto
formano La nuova
Leva deLLe mafie.
ne raccontiamo
Le storie (pag. 30)
Laltra copertina
Settimanale di politica cultura economia - www.espressonline.it N. 16 anno LIX 25 aprile 2013
baby kILLer
sono minorenni le nuove
leve delle mafie p. 30
un goLfo
di bugie
brIaNza
imprenditore e sindaco della
lega in affari con i clan p.52
poLItIcI IN carrIera
Barcae renzi, i gemelli
diversi del pd p. 44
La brItISh petroLeum ha puLIto
IL greggIo fuorIuScIto
daLLa pIattaforma aL Largo
deLLa LouISIaNa coN uN SoLveNte
daNNoSo per La SaLute
Se ne parla su www.espressonline.it
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Sommario
n. 16 - 25 aprile 2013
Questa settimana
29 / chiss se i partiti servono ancora
di Bruno Manfellotto
Inchiesta
30 / Minorenni a Mano arMata
Ragazzini arruolati dai clan per rapine,
estorsioni, spaccio. Pronti a tutto.
Anche a uccidere. Da Gela a Napoli
la nuova leva criminale.
Che si forma anche a Milano
di Lirio abbate
Esclusivo
36 / noBiLi e FeDeLi oFFshore
I Focolarini, il barone Taxis, il fondatore
di tv, limprenditore accusato di frode.
Gli altri italiani nel database
dei paradisi fscali. La terza puntata
della nostra inchiesta
di v. Malagutti, M. sasso e L. sisti
Primo Piano
40 / neL paese DeLLe BoMBe
Boston solo lultimo episodio. Negli Usa
i terroristi colpiscono di frequente.
Soprattutto quelli di estrema destra
di antonio carlucci
Attualit
44 / geMeLLi Diversi DeL pD
Barca e Renzi hanno culture e personalit
agli antipodi. Ma dovranno convivere
di Denise pardo
46 / e nasce iL nuovo correntone
Dopo lo scontro furibondo sul Quirinale,
nel Pd un asse che va da Renzi a DAlema
di Marco Damilano
48 / scissione tra centro e sinistra
di Massimo cacciari
49 / neL partito si torna aL passato
di sofa ventura
50 / cinQue steLLe rosse
Echi. Slogan. Sogni di rivoluzione. C un
flo che porta da Grillo agli anni Settanta
di stefania rossini
52 / BrianZa tra Lega e cLan
Il sindaco, il numero due di Confndustria, il
capitano dellArma. In affari con la camorra
di Fabrizio gatti
57 / riprenDiaMoci i cerveLLi
Sempre pi laureati cercano lavoro
allestero. E la politica deve riportarli qui
di gianfrancesco turano
59 / iL giornaLisMo che verr
Via al festival di Perugia. Tra sfde
e incognite dellinformazione che cambia
di Mauro Munaf
60 / cercasi Lettore DisperataMente
Low cost. Nuovi canali. E-book. Ecco come
gli editori resistono al crollo delle vendite
di Francesca sironi
Mondo
68 / niente weLFare siaMo ingLesi
Cameron vara tagli crudeli allo Stato
sociale che neppure la Thatcher aveva
osato. E mette in crisi milioni di famiglie
di Leonardo clausi
Reportage
74 / Meno sesso pi van gogh
Ad Amsterdam chiudono locali a luci rosse
e coffee-shop. Mentre aprono musei. Con
lidea che la cultura diverte. E fa mangiare
di enrico arosio
Cultura
84 / gaLLery king king siZe
lepoca di spazi spropositati. Manager
strapagati. Di quotazioni fuori scala. E c
chi dice: il mercato sta uccidendo larte
di alessandra Mamm
88 / tornato 50 cent
Il suo impegno musicale e da manager
della moda vale 150 milioni di dollari. Ma
ora il rapper esce con un nuovo disco
di simone porrovecchio
90 / iL Futuro in una staMpante 3D
in corso una nuova rivoluzione industriale,
Che cambia i parametri della nostra civilt.
di giuseppe Berta
93 / La versione Di Dego
Ha 24 anni. Suona benissimo Paganini.
Il segreto: un violino molto particolare
di riccardo Lenzi
5 / per esempio di Altan
7 / Lantitaliano di Roberto Saviano
9/ satira preventiva di Michele Serra
11 / trasparenza di Leonardo Maugeri
13 / economia di Pierluigi Ciocca
15 / riservato di G. Di Feo e P. Di Nicola
18 / top e fop di Marco Damilano
21 / pantheon di Denise Pardo
23 / carta canta di Marco Travaglio
73 / Libero mercato di Luigi Zingales
117 / analisi di Uri Dadush
162 / La bustina di Minerva di Umberto Eco
Rubriche
84
44 52 68
96 74 40
25 aprile 2013 | | 27
Scienze
96 / quante bugie nel golfo
Un rapporto Usa rivela: per sciogliere
il petrolio fuoriuscito dalla piattaforma in
Louisiana la Bp ha usato un solvente tossico
di Mark Hertsgaard
102 / Corro Col Cuore
Il giro dItalia di corsa. limpresa di una
donna operata due volte dai cardiochirurghi
di Paola emilia Cicerone
103 / salute
Tecnologia
106 / linvasione dei PetafloP
Grandi come campi da basket e con una
potenza da fantascienza: ecco le macchine
che cambiano il mondo
di alessandro longo
Economia
110 / Con le ruote di sCorta
Si avvicina la battaglia fnale per
la Pirelli. E Tronchetti ha bisogno di altri
alleati. Mentre i manager se ne vanno
e i conti non fanno faville
di Maurizio Maggi e luca Piana
114 / PoltronifiCio intesa
Dallanchorwoman Finocchi ai renziani
Mattei e Bianchi. Acrobazie e confitte dei
candidati al consiglio della banca
di vittorio Malagutti
118 / e io non Pago le tasse
Le imprese in credito con lo Stato non
si fdano del decreto Grilli. E vogliono
rifarsi non versando le imposte.
Sfdando la legge
di gloria riva
Societ
134 / Colf di Casa nostra
Le italiane tornano a fare le domestiche
e le badanti. Trascinate da una crisi sempre
pi dura. E di cui non si vede la fne
di daniela Condorelli
140 / teMPo infinito
Prima gli orologi. Poi i gioielli. Per arrivare alla
sintesi perfetta: lorologio-bijou
di Paolo de vecchi
142 / Casa style
I grandi nomi della moda al Salone del Mobile.
lora delle Home Collection
di Margherita Helzel
Passioni
146 / Cinema
147 / spettacoli
148 / Musica
149 / arte
150 / libri
152 / Moda
154 / la tavola
155 / viaggi
156 / Motori
158 / Per posta, per email
Copertina: foto di Salvatore Esposito
122 / Metti un Manager al Museo
Porre al centro dellimpresa il processo
creativo. Attraverso larte. E lItalia favorita
colloquio con nancy adler
126 / Mani doro
Ecco come gli artigiani delle regioni
del Centro resistono alla crisi
di Carla tinagli
130 / CoM verde la Mia valle
Coltivare bio. la ricetta di successo:
dallEmilia alla Toscana alle Marche
di elisa Manacorda
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la politica in diretta
Video, reazioni, opinioni, twitter social,
commenti dei lettori e le cronache dal
mondo politico in questi giorni bollenti.
Dal Colle a Montecitorio, lattualit
in diretta sul nostro sito
larte sottile di essere un dandy
Raffnati, trasgressivi, romantici. Negli Usa,
una grande mostra racconta gli uomini che
hanno fatto del guardaroba ricercato una
flosofa di vita. Da Lord Brummel ai nuovi
blogger
Mangiamoci il flm
Se siamo abituati a flm in cui il cibo
protagonista, pi unico che raro un
pranzo nato al cinema. In anteprima su
Food&wine, il menu degli chef-registi
Christian e Manuel Costardi che andr
in scena al festival di Cannes, dedicato
a Il mondo del Silenzio, flm di Jacques
Costeau e Louis Malle, vincitore della
Palma dOro 1956. Mare, pietre e coralli,
caccia agli squali diventano protagonisti
di piatti da grande schermo
Su www.espressonline.it
Speciale Made in Italy
121
25 aprile 2013 | | 29
P
rima strisciante, poi invasiva,
la questione partito corre
parallela al romanzo politico.
Ovvero, che fare di questo
vecchio arnese, buttarlo o tra-
sformarlo? Tenerselo cos com, no.
Oggi, solo a evocarlo, il pensiero corre a
casta e a ruberie, bizantinismi e risse da
cortile, divisioni e spaccature: capo dello
Stato e governo, che calvario. Pi che una
parola, una parolaccia. Di qui lastensio-
ne crescente o la fuga verso chiunque si
dichiari contro la politica e ne smentisca
regole, parole dordine, comportamenti.
Del resto, oggi i partiti sono mac-
chine fuori controllo. Pu farci poco il
cittadino-elettore, impossibilitato a par-
tecipare alle scelte e costretto a subire le
liste elettorali, sorta di hit parade stilate
dagli apparati. A poco serve pure il dove-
roso check istituzionale, vedi lo scandalo
dei bilanci dei partiti, oscuri anche per i
sindaci revisori della Camera. E spesso
impotente perfno la nomenklatura che si
arrende ai mille cacicchi locali.
Nella lotta per la sopravvivenza, inol-
tre, i partiti hanno scambiato la ricerca
del consenso con loccupazione di ogni
possibile luogo della politica: Parlamen-
to, pubblica amministrazione, banche,
pezzi della magistratura. Provocando in
questi anni un corto circuito istituzionale
di cui le inchieste su politica, affari e tan-
genti sono lesempio pi evidente: pen-
sando di rafforzarsi radicandosi nel po-
tere, hanno accelerato la loro agonia.
Il vero mistero di questa tragedia che si
muta in farsa, o viceversa, perch quasi
nessuno si sia reso conto di ci che stava
succedendo e non sia corso ai ripari la-
sciando cos che dilagassero antipolitica
e facili populismi. Le inchieste sulla casta,
cio sui costi della politica, sugli sprechi
e sui privilegi garantiti a pochi a spese di
tutti, lungi dal convincere i vecchi partiti
allautocritica e allautoriforma, li hanno
invece spinti a una patetica autoconser-
vazione. E la met degli elettori a rifugiar-
si nellastensione o nelle braccia di Beppe
Grillo. Che ormai detta lagenda politica.
Il risultato stato devastante: in assen-
za del bench minimo segnale di ripensa-
mento, nelle liste di proscrizione della
casta sono fniti tutti, senza distinzioni di
sorta, buoni e cattivi, onesti e disonesti,
spreconi e rigorosi. Inoltre, lalternativa
ai partiti si materializzata in unesplo-
sione di protesta - trasversale per et,
appartenenze e aree di provenienza - che
ha raccolto il consenso di quasi nove
milioni di italiani, ma che ora non trova
altro modo per esprimersi che parlare per
bocca di un capo che non siede in Parla-
mento, che non si confronta con nessuno
e non concorda ci che dir o far con i
suoi dirigenti e militanti, fgli peraltro di
un partito che non c. E che per ora
sembra intenzionato solo a paralizzare il
sistema nella speranza di una palingenesi
totale. Affdata a se stesso e ai suoi.
singolare che anche questa crisi abbia
generato una soluzione tutta leaderistica
che fa il paio con quella del dopo Tangen-
topoli: ieri il partito padronale di Silvio
Berlusconi, oggi il movimento con un
solo capo; ieri la tv, oggi il web; ieri il
predellino, oggi lo Stretto di Messina a
nuoto. Ma entrambi legati alla sorte del
leader: se viene meno lui, crolla tutto.
Con queste premesse, inevitabile
che a pagare di pi fosse il Pd, rimasto
orgogliosamente legato alla forma parti-
to e tenacemente deciso a preservarne i
connotati. Perfno quando si lanciato
nelle primarie. E dunque non un caso
che di questo si parli proprio nel Pd e che
a farlo siano i dioscuri del partito, i fra-
telli Miliband de noantri: Matteo Renzi
e la new entry Fabrizio Barca, fgli delle
culture politiche democratiche unite e
mai conciliate, plastica rappresentazione
delle due strategie che si contrappongono
e si contrapporranno: dialoganti e isola-
zionisti, inciucisti e flo grillini, partito
liquido e partito partecipato.
Divisi su tutto (pag. 44), ma entrambi
decisi a ripensare il futuro. E magari a
evitare che dallo scontro nasca lennesi-
ma scissione. Al di l di come vada a fni-
re, questa sembra lunica buona notizia
in questi tempi confusi e bui.
Chiss se i partiti
servono ancora
Che fare di questi
vecchi arnesi?
Buttarli via
o ripensarli? Dare
ascolto a Grillo
o ricominciare
daccapo? Nel Pd
se lo chiedono gli
scalpitanti Renzi e
Barca. Con due
ricette diverse.
Ma forse con un
intento comune...
Se ne parla su www.espressonline.it
Bruno Manfellotto Questa settimana
Twitter@bmanfellotto F
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s
tin
i
30 | | 25 aprile 2013
M
alpelo si chiamava
cos perch aveva i
capelli rossi; ed ave-
va i capelli rossi per-
ch era un ragazzo
malizioso e cattivo,
che prometteva di
riuscire un for di birbone. Nel 1878
Giovanni Verga cominciava cos il suo
racconto sui carusi, mandati a morire
nelle miniere siciliane. Oggi nella stessa
zona dellisola altri carusi vengono
mandati al massacro dalle organizzazio-
ni criminali: le microspie li hanno regi-
strati mentre provano Beretta e Kalash-
nikov, commentando con competenza le
caratteristiche delle loro armi. Sono
lultima leva delle cosche: minorenni
arruolati sempre pi spesso dai padrini
di Gela, del Nisseno, di Secondigliano e
del Gargano. Finora i clan li avevano
relegati a compiti secondari: postini
della droga e vedette dei covi. Negli ul-
timi anni invece stanno diventando
bambini soldato: hanno la pistola, rapi-
nano, incassano il pizzo, difendono il
territorio. E sono pronti a uccidere.
Un filmato agghiacciante, ripreso tre
mesi fa dalle telecamere nascoste a Scampia,
mostra i guardiani degli Scissionistimen-
tre impugnano revolver troppo grandi per
le loro mani acerbe. In Puglia ci sono squa-
droni di sicari disposti a tutto: Sono kami-
kaze! Ragazzini che... che non ci pensano,
si vantava uno dei capi dei Telegrafo, stori-
ca famiglia barese. Il boss voleva gettarli
allo sbaraglio per sparare contro la pattu-
glia di carabinieri che aveva scoperto il
Minorenni a
mano armata
Arruolati dai clan
per rapine, estorsioni,
spaccio di droga.
Pronti a tutto, anche
a uccidere. Da Gela
a Napoli, i baby
killer sono lultima
leva criminale
delle mafe.
I bambini soldato
Di LiRiO ABBATE
FOTO Di sALvATORE EspOsiTO
NUOVe emergeNze Inchiesta
25 aprile 2013 | | 31
Minorenni a
mano armata
Un ragazzo armato
con una pistola
calibro 7,65 in un
appartamento di
Scampia
32 | | 25 aprile 2013
nascondiglio dellarsenale del clan. Nel
Gargano si insegna ai sedicenni a fare fuo-
co sugli sbirri. A Napoli invece ci sono
batterie di guaglioni che spianano le armi
per prendere Rolex, portafogli e iPhone:
alcuni sono stati accusati per lomicidio di
un vigilante, a cui hanno tolto il revolver.
Non si tratta di cani sciolti: portano rispet-
to a chi comanda e sono a disposizione
della camorra. Quelli che osano alzare la
testa fniscono male: Ciro Fontanarossa, 17
anni, stato assassinato con sette pallotto-
le nel centro di Napoli, un ragazzo ucciso
come un boss. E il problema continua a
crescere in ogni regione, senza che la giusti-
zia minorile abbia organici e risorse per la
repressione dei reati, mentre la questione
richiederebbe una mobilitazione di tutte le
istituzioni. Nei primi tre mesi di questanno
1.094 under diciotto sono stati fermati o
arrestati, fnendo nei centri di prima acco-
glienza, nelle comunit o nei penitenziari
minorili: oltre il 60 per cento di naziona-
lit italiana. Sono accusati soprattutto di
furti, rapine, estorsioni e spaccio. Ma anche
di omicidio volontario.
bambini perduti. Nella fascia di Sicilia
che va da Caltanissetta a Gela la mafa ar-
ruola minorenni da almeno due decenni.
londa lunga di quella guerra che fece na-
scere unorganizzazione rivale di Cosa
nostra, la Stidda, ispirata ai modelli delle
gang sudamericane. L la cultura dellomer-
t, del sopruso e del rifuto dello Stato pi
profonda: facile per i bambini crescere
secondo i codici mafosi. E fare troppo in
fretta il salto di qualit, stringendo unarma
in pugno. Sono la manovalanza perfetta,
che non attira lattenzione delle polizie ed
disposta a tutto pur di conquistare la
stima dei capisquadra. Se vengono cat-
turati, i minorenni se la cavano con la co-
munit o pene di gran lunga inferiori a
quelle degli adulti. Roberto Scarpinato, che
fno allo scorso mese stato procuratore
generale a Caltanissetta, ha lanciato lallar-
me durante linaugurazione dellanno giu-
diziario: Mentre a causa della mancanza
di risorse centinaia di giovani vengono
abbandonati a se stessi, la criminalit orga-
nizzata allarga le braccia, arruolando un
numero sempre crescente di minorenni
incaricati di eseguire atti di intimidazione,
estorsioni, omicidi, spaccio di droga ed
altri reati che presentano per i maggiorenni
un elevato rischio penale. lo stesso
Scarpinato a ricostruire le tappe delledu-
cazione criminale: Gli uomini delle cosche
selezionano i minori pi violenti e capaci,
e li pongono sotto la protezione di un pa-
drino, incaricato del loro apprendistato.
Liniziazione viene in genere avviata con
lincarico di eseguire incendi e altre intimi-
dazioni. Prosegue con il coinvolgimento
nelle estorsioni. In questi casi il maggioren-
ne si reca dai soggetti da ricattare accom-
pagnato dai minori, in modo da fare com-
prendere alla vittima che saranno questi
ultimi a riscuotere le rate del pizzo. Lulti-
mo passaggio sono le esecuzioni, con lad-
Spaccio di droga a Scampia. a deStra: lomicidio di Salvatore barbato, ucciSo nello ScorSo ottobre. Sopra: unaltra veduta di Scampia. le foto
fanno parte del volume quello che manca. viaggio intorno a napoli di Salvatore eSpoSito e angelo petrella (contraSto)
Inchiesta
25 aprile 2013 | | 33
destramento a sparare per uccidere: Il
distretto di Caltanissetta detiene il triste
record di minorenni incriminati per reati di
mafa, tra i quali anche decine di omicidi.
Sicari teenager. Proprio il fglio di un
boss della Stidda, Marco, ha descritto la
vita quotidiana di un baby killer nisseno.
Ha dichiarato di avere eliminato un avver-
sario, giovanissimo, quando aveva solo
quindici anni: lo impicc come ritorsione
per avere rapinato e ferito la moglie di un
altro capo. Prima lo appese al cappio e poi
si aggrapp alle gambe per soffocarlo,
quindi gli piant un chiodo in testa per es-
sere sicuro che fosse morto. Infne, con la-
iuto dei complici, lo seppell nella calce viva.
Nella guerra di mafa, tanti piccoli pic-
ciotti hanno tentato di riempire i vuoti
aperti nei ranghi dei clan da sicari e retate.
Unavventura che per molti di loro si
chiusa nella vecchia cava di pietra alla pe-
riferia di Gela, trasformata nel cimitero dei
mafosi ragazzini. Per farne sparire i corpi
li inflavano in pile di copertoni e poi appic-
cavano il fuoco, che lentamente divorava
tutto: vite bruciate prima ancora di arriva-
re alla maggiore et. I processi per questi
fatti si sono aperti negli ultimi mesi a Cal-
tanissetta, dove per i minorenni c un solo
pm, Simona Filoni, che porta avanti questi
giudizi assieme a centinaia di altri fascicoli.
Poche settimane fa si aperto il dibatti-
mento pi sconvolgente: imputati Ettore e
Fortunato, due ragazzi accusati di strage.
Gli abitanti di un condominio li avevano
rimproverati perch spacciavano droga
davanti alledifcio. E loro, ancora diciasset-
tenni, hanno tentato di ucciderli tutti. Sono
entrati in un appartamento, rovesciando
benzina sui mobili e sul pavimento, e lo
hanno incendiato. Prima di fuggire hanno
bloccato il portone dello stabile con una
spranga di ferro, in modo da intrappolare
i residenti. Sul muro hanno scritto con lo
spray: Chi qui, morto. Le famme si
sono estese a diversi piani, ma alcuni degli
abitanti sono riusciti a scardinare la porta
quando il fumo stava gi soffocando anzia-
ni e bambini. Non stata una bravata:
hanno intercettato Fortunato mentre par-
lava con il suo capo chiamandolo padri-
no, telefonate che mostrano la totale
adesione ai metodi degli uomini donore.
Piccoli boSS creScono. Oltre ai
carusiarruolati da Stidda e Cosa nostra,
nel nisseno si stanno anche formando baby
gang autonome. La mentalit la stessa.
Durante gli interrogatori rivolgono sguardi
sprezzanti agli investigatori: Non sono un
infame, non faccio nomi. Solo davanti ai
genitori nei loro occhi compare un tratto di
vergogna, senza per che si arrivi al penti-
mento. Nello scorso dicembre tre sedicenni
hanno assaltato una villa: uno ha massa-
crato di botte la proprietaria. Quando lo
hanno arrestato, ha preferito il carcere alla
collaborazione. Un altro quindicenne ha
svuotato una tanica di benzina davanti alla
saracinesca di un panifcio. Ma le famme
lo hanno avvolto, trasformandolo in una
torcia umana. In ospedale, nonostante le
ustioni e la prospettiva della cella, non ha
voluto rivelare chi fosse il mandante.
Per queste azioni i carusi ricevono
cento euro. la tariffa standard nel nisseno
per ingaggiare una squadra di ragazzini, da
usare per le intimidazioni, le rapine o le
consegne di armi. Uno degli ultimi collabo-
ratori di giustizia, Francesco Vella, ex sica-
rio della mafa gelese, ha spiegato ai pm che
quando era minorenne non aveva bisogno
di soldi: La mia famiglia era ricca. Ma
diventato un delinquente perch avevo
il mito del clan degli Emmanuello. Il regalo
pi bello stato a 14 anni quando mi han-
no dato la mia prima pistola.
Sono gli ex bambini soldato, arrestati da
adulti, a raccontare episodi terribili vissuti
nelladolescenza. Una vera scuola di fero-
cia: Una sera andammo a casa di un uomo
che era sospettato di un attentato vicino
alla casa del boss Emmanuello. Lo le-
marco: a quindici
anni mi hanno
ordinato di
eliminare un rivale.
lho impiccato e poi
gli ho piantato un
chiodo in testa
Ingressi nei centri di prima accoglienza
2007 1545
2008 1547
2009 1494
2010 1423
2011 1412
2012 1256
Tra i reati contestati nei primi tre mesi del 2013
Omicidio volontario 8
Estorsione 9
Droga 120
Armi 29
Collocamenti in comunit
2006 968
2007 1102
2008 1195
2009 1212
2010 1248
2011 1297
2012 1285
Tra i reati contestati nei primi tre mesi del 2013
Omicidio volontario 12
Rapina 115
Estorsione 12
Droga 109
Armi 48
Ingressi negli istituti penali
2006 581
2007 645
2008 694
2009 699
2010 713
2011 735
2012 667
Tra i reati contestati nei primi tre mesi del 2013
Omicidio volontario 12
Rapina 90
Estorsione 12
Droga 43
Armi 47
Reati under 18
Fonte: Ministero della Giustizia.
Dipartimento per la Giustizia minorile
Misure contro minorenni di nazionalit italiana
34 | | 25 aprile 2013
gammo ad una sedia e, dopo essere stato
interrogato dal boss, iniziammo a strango-
larlo con una corda. Mentre stava per sof-
focare, Emmanuello ordin a noi ragazzini
presenti di colpire la vittima con schiaff
sulla faccia, fno a quando morto. Poi il
suo cadavere stato offeso: ci hanno
fatto urinare sul corpo.
A Gela lultimo omicidio che coinvolge
un minorenne risale al 7 dicembre scorso.
La vittima un imprenditore, Francesco
Martines, 38 anni, ucciso a colpi di pistola.
Per questo delitto indagato un sedicenne
che ha dichiarato di avere premuto il gril-
letto: Mio padre non centra nulla. Voleva
solo coprirmi, ha detto al sostituto procu-
ratore Simona Filoni. La ricostruzione
ancora al vaglio degli inquirenti. Il giovane
sostiene che il padre gli aveva consegnato
una pistola calibro 9 prima di incontrare
limprenditore: Custodiscila tu. Se le cose
vanno male, dammela. La vittima salita
in auto con luomo e il fglio, ma poco dopo
avrebbe iniziato a schiaffeggiare il padre. A
quel punto il sedicenne avrebbe preso la
pistola che nascondeva sotto il giubbotto e
fatto fuoco, colpendo limprenditore alla
nuca. Il minorenne ha dichiarato: Mio
padre voleva assumersi la responsabilit,
ma sono stato io. Dopo il delitto si fatto
consegnare la pistola e mi ha detto: Cosa
hai fatto? Ti sei consumato tutta la vita!.
vento del nord. Certo, Milano non
Gela. E non ci sono casi di omicidi commes-
si da minorenni. Ma le baby gang sono una
realt attiva anche nelle periferie del Nord:
gruppi composti da figli di immigrati e
anche bande di italiani. Che offrono alle
famiglie mafose loccasione per reclutare
braccia a basso costo. Anche in Lombardia
ci sono fgure emergenti. Come il ragazzino
milanese che si fa chiamare il Vallanzasca
dagli altri membri della gang di quartiere,
nella zona di Quarto Oggiaro dove trentan-
ni fa spopolava Ren. Prima di compiere
14 anni ha messo a segno almeno una de-
cina tra rapine e furti di auto o motorini.
Una volta la volante lo ha intercettato
mentre fuggiva alla guida di una vettura
rubata. Dopo un inseguimento gli agenti lo
hanno bloccato ma sono intervenuti i suoi
genitori, entrambi pregiudicati, che lo han-
no fatto fuggire. Solo quando ha raggiunto
i 14 anni, nello scorso settembre, il giudice
ha ordinato larresto: ha scritto che ha una
naturale disinvoltura e propensione allat-
tivit delittuosa e rappresenta un perico-
lo elevatissimo e concreto per la collettivi-
t. Il Vallanzascaha cercato di scappare
dagli agenti, salendo su un cornicione e
inflandosi nellappartamento di una cop-
pia di anziani, dove stato infne bloccato:
ora in una comunit.
Nei sobborghi di Milano non ci sono
solo gang di giovani dorigine asiatica o
sudamericana. La polizia ne ha segnalate
alcune formate da studenti, nati in famiglie
italiane senza problemi economici, con la
passione per la palestra. Per ora si limitano
ad aggredire i loro coetanei, usando le
mani per farsi consegnare catenine e telefo-
nini. Una delinquenza metropolitana, con
genitori del ceto medio spesso separati e
disattenti. Ma che subisce il fascino delle
storie di malavita descritte dalle fction e
sogna di comprarsi il ferro. I magistrati
che analizzano questi comportamenti par-
lano di reati espressione di malassere del
benessere. Passare dalla bravata al crimine
facile. Come i tre studenti di Pontassieve
(Firenze) che un mese fa hanno distribuito
un volantino ai negozianti chiedendo il
pizzo: vi avevano stampato frasi attribuite
a Raffaele Cutolo nel flm Il Camorrista.
educazione criminale. Ma la serie tv
che ha colpito di pi limmaginario degli
adolescenti Romanzo Criminale, forse
perch narra proprio dellascesa di una
squadra di ragazzini. A Vibo Valentia il
Libanese e il Freddo sono diventati gli eroi
di una baby gang che voleva diventare co-
sca: aveva investito il bottino dei furti nella
droga, cominciando a spacciare. La polizia
li ha arrestati prima che la loro attivit
provocasse la reazione della ndrangheta.
Anche nel Gargano delle faide i pistoleri
della Magliana avevano ispirato i piani di
un circolo di minorenni. Et tra i 15 e i 17,
una canzone come grido di battaglia:
Nel gargaNo uNa
baNda composta da
ragazzi coN meNo di
17 aNNi ha ucciso
quattro persoNe.
voleva ammazzare
pure il boss locale
inchiesta
25 aprile 2013 | | 35
in queste pagine,
le vele di scampia
e le immagini
delloperazione
di polizia scattata
nello scorso
autunno dopo
la nuova guerra
tra i clan che si
contendono il
controllo della
vendita di droga.
molti minorenni
sono stati
coinvolti
tutta mia la citt. Nel loro mirino cera
Manfredonia. Si ritiene che avessero gi
realizzato quattro omicidi, usando armi
giocattolo da soft air modifcate per spara-
re veri proiettili. E volevano spodestare il
clan locale ammazzandone il capo: aveva-
no progettato di chiedergli un incontro per
tributare rispetto e trasformarlo invece in
unimboscata. Ma quei quattro delitti sen-
za autorizzazione avevano preoccupato
anche i mafosi pugliesi che stavano cercan-
do di scovare gli esecutori. Solo lintervento
della polizia ha impedito la strage. Aveva-
no la determinazione per farsi largo, hanno
ucciso senza esitare e forse sarebbero potu-
ti essere arruolati dai boss. Questi ragazzi
sono malati di malavita, affascinati dalla
vita criminale, spiega il capo della squadra
mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini: Il
fascino criminale in questo caso non arriva
dalla famiglia, perch i genitori sono impie-
gati che non hanno nulla a che vedere con
i clan. Per Fabbrocini ci sono quattordi-
cenni e quindicenni che si drogano ed ese-
guono rapine, anche con armi giocattolo.
Dopo il colpo tornano felici nel gruppo di
amici che li accolgono con gli applausi. Ma
per quanto si atteggiassero da boss erano
sempre dei ragazzini: a uno di loro la mam-
ma ha scoperto una pistola in casa e lha
buttata nella spazzatura, mentre ad un altro
glielhanno rubata.
Scuola di camorra. I futuri camorristi
fanno pratica assaltando i coetanei: calano
in centro dai paesoni inglobati nellhinter-
land napoletano o dai quartieri popolari e
rapinano i chiattilli, i fgli di pap bene-
stanti. Non si limitano a prendere smartpho-
ne e scooter: picchiano le vittime per il gusto
di sentirsi potenti. I clan ingaggiano i pi
determinati di loro come corrieri della dro-
ga, per incassare le estorsioni o come senti-
nelle dello spaccio. La differenze che oggi
queste baby reclute sono passate dal coltel-
lo al revolver.
Lo scorso gennaio un poliziotto ha rischia-
to la vita per cercare di bloccare due ragaz-
zini che avevano rubato una mini car. Lagen-
te si aggrappato alla vettura e i minorenni
lo hanno trascinato per metri e metri. Poi
hanno cercato di stringerlo contro un muro.
Il tredicenne accanto al guidatore ha urlato:
Accidimmolo a sta guardia... (uccidiamo
questo poliziotto). Gli episodi di microcri-
minalit aumentano ogni settimana. Secon-
do Margherita Dini Ciacci, presidente del
comitato Campania dellUnicef, la pressione
delle baby gang cresciuta a Napoli del 3 per
cento negli ultimi sei mesi. E a preoccupare
la progressiva diminuzione dellet dei
protagonisti: i pi piccoli hanno tra i 10 e i
13 anni. Tutti pronti a ingrossare le fla della
camorra. Il procuratore generale Vittorio
Martusciello denuncia la sempre maggiore
adesione dei minori ad organizzazioni crimi-
nali. Un fenomeno che si alimenta a causa
del degrado socio-culturale, bassa scolariz-
zazione, indigenza, mancanza di sbocchi,
condizionamento connesso alla pubblicit
ispirata a ideologia consumistica, prospetti-
va di facili guadagni, cultura dellillegalit
favorita dalla mancanza di senso delle istitu-
zioni, appartenenza a gruppi familiari aff-
liati alla camorra. A Sud, i minorenni che
prendono le armi sono quasi sempre fgli del
degrado. E solo la scuola pu salvarli, offren-
do unalternativa ai modelli fatti di violenza
e di morte. n
36 | | 25 aprile 2013
I
focolarini. Un nobile discendente dei
baroni Taxis di Bordonia e Valnigra.
Il manager di una tv privata di gran-
di ambizioni, poi fnita in liquidazio-
ne. E ancora tanti altri che in passa-
to guardavano l dove nascono societ
offshore anche a prezzi stracciati, pagando
solo 495 dollari per il rinnovo annuale:
imprenditori high tech e di pavimenti, re di
abbigliamento per bambini e commerciali-
sti di grido. Si allarga lelenco di chi si
avventurato negli atolli dei paradisi fscali.
Per la terza settimana lEspresso prose-
gue nella pubblicazione dei fle messi a di-
sposizione da The International Consor-
tium of Investigative Journalists (Icij) di
Washington: un database di 122 mila so-
ciet che ha creato uno scandalo mondiale,
tanto da spingere i governi europei a chie- F
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I Focolarini, il barone Taxis,
il fondatore di una tv, lindustriale
accusato di frode... Gli altri italiani
nel database dei paradisi fscali
Di vittorio malagutti, michele sasso e leo sisti
Nobili, fedeli e
OFFSHORE
EScluSivO IL LATO OSCURO DELLA FINANZA
25 aprile 2013 | | 37
dere una revisione delle regole sulla fnanza
globale. Per impedire che gli staterelli tro-
picali offrano schermi di comodo per ope-
razioni opache.
MISTERI DEL COSMO.Focolare Mo-
vement (Italy). Sorprende leggere che i
Focolarini, il movimento cattolico fonda-
to nel 1943 a Trento da Chiara Lubich e
diffuso in 182 Paesi, sarebbero benef-
ciari del Cosmo Trust, costituito nel
1997 nelle Cook Islands, con la consulen-
za di una delle pi importanti societ di
revisione, la PricewaterhouseCoopers.
Possibile? Dalla centrale italiana del mo-
vimento un portavoce precisa che nel
1987 la Focolare Ltd, fondata nel
1970, si trasformata in Focolare Mo-
vement, per raccogliere donazioni a
Hong Kong da una banca locale. Ma -
dichiara - non ha ricevuto elargizioni da
parte del Cosmo Trust. Anche altre
istituzioni a carattere umanitario risulta-
no associate a questo trust: tra i suoi
benefciari compare The Red Internatio-
nal Cross, la Croce Rossa Internaziona-
le. E a infttire il mistero c la presenza
della stessa Croce Rossa in una ventina
di trust diversi: dal Bertholdal Leo,
dal Phoenixal Triton, distribuiti tra
Stati Uniti, Svizzera o Canada e registra-
ti, oltre che alle Cook, anche alle British
Virgin Islands. Un attivismo fnanziario
che non sembra trovare spiegazione. Al-
cuni esperti ritengono che inserire i nomi
di organizzazioni umanitarie serva solo
per allontanare i sospetti dalle creature
offshore: un sistema per abbellirne lim-
magine in caso di controlli. Ma la verit
potr venire solo da eventuali accerta-
menti fscali o penali.
SuLLA SCIA DI WIND. Con i telefoni ha
fatto carriera in fretta. Nel 2000, a soli
trentanni, Guido Fienga era gi un mana-
ger di punta della neonata Wind, allepoca
controllata dallEnel. Con la televisione,
invece, gli andata un po meno bene. Nel
gennaio del 2011, quando Dahlia tv arri-
vata sul binario morto della liquidazione,
lamministratore delegato era proprio lui,
Fienga. Niente da fare, la rete controllata
dal gruppo svedese Wallenberg chiuse i
battenti dopo mesi di vita stentata e lex
numero uno ripartito da Sistemia, societ
romana di servizi alle imprese, dal recupero
crediti alle visure commerciali.
questo lultimo incarico conosciuto per
Fienga, che per, a quanto pare, ha fatto
tappa anche alle British Virgin Islands. Se-
condo larchivio loffshore, il nome del
manager capitolino legato alla societ
Divemaster enterprise, di cui sarebbe
benefciario:benefcial ownersi legge nei
documenti. Va segnalata unaltra circostan-
za. Per alcuni mesi, nella seconda met del
2005, Fienga stato amministratore della
Ta.co srl, la societ coinvolta nellindagine
sulla presunta tangente per la vendita di
Wind da Enel al magnate egiziano Naguib
Sawiris.
Nel dicembre del 2005, il manager poi
passato a Dahlia tv fu sostituito nel consi-
glio di Ta.co da Bruno Capone. Proprio lui,
il commercialista romano che, come ha ri-
velato lEspresso nel numero scorso, a
sua volta compare nel database della fnan-
za caraibica. Non ne so niente, ha repli-
cato Capone a suo tempo contattato da
questo giornale. Il presidente di Ta.co. si
chiama Paolo Lo Bascio, un manager che
ha percorso un tratto di carriera insieme a
Fienga. Entrambi lavoravano in Wind e nel
2005 sono passati alla Sae, una societ
controllata dal fnanziere Alessandro Bene-
detti, pure lui indagato, come Capone e
come Lo Bascio, nellinchiesta della procu-
ra di Roma su Wind.
Unindagine nata nel 2008, su fatti pro-
prio del 2005, infne archiviata per prescri-
zione nel 2010, dopo che le rogatorie invia-
te a Singapore, Stati Uniti e Gran Bretagna
erano rimaste senza risposta.
MODA ESTERA. Gli appassionati del
genere lo conoscono come grande collezio-
nista dauto depoca, ma il varesino Giusep-
pe Prevosti soprattutto lerede di una di-
nastia imprenditoriale che ha costruito la
sua fortuna fn dagli anni Settanta con la
produzione in conto terzi di eskimo e poi di
loden. Da tempo ormai il gruppo Preca
Brummel, controllato dalla famiglia Prevo-
sti, si specializzato nellabbigliamento per
bambini, forte anche di una rete di centina-
ia di punti vendita con insegne come Brums.
Nella lista offshore Giuseppe Prevosti, 67
anni, presidente del gruppo con base a
Carnago, vicino a Varese, spunta come ti-
tolare della Ever Race Investments, che
batte bandiera delle British Virgin Islands.
Il nome Ever Race sembra rimandare alla
passione dellimprenditore per le auto de-
poca. A ben guardare per si trovano trac-
ce della famiglia Prevosti anche in un altro
paradiso fscale. Il capitale sociale della
holding Preca Brummel risulta infatti inte-
stato alla fnanziaria Sodeco Lux, con base
in Lussemburgo.
TESORO DORIENTE. Altri interrogativi
nascono esaminando il ricco dossier di Icij.
Ad esempio, la East Treasure Group Limi-
ted, sorta nel 97 alle British Virgin Islands.
Shareholder, cio azionista, sarebbe un
personaggio eccellente, erede della pi an-
tica nobilit italiana: Paolo Pasio Maurizio
Taxis di Bordonia e Valnigra, residente
conto di hong kong
per il movimento
dei focolari.
che replica: non
lo conosciamo
terza
puntata
LEspresso
prosegue in
esclusiva per lItalia
la pubblicazione
del database sui
paradisi fscali.
I documenti sono
stati ottenuti
dallInternational
Consortium
of Investigative
Journalists.
Assieme a 38
testate di tutto
il mondo, il nostro
settimanale sta
completando gli
accertamenti sui
nomi citati nei fle
di 122 mila societ:
tra loro oltre
duecento italiani.
Le precedenti
puntate
dellinchiesta sono
disponibili sul sito
www.espressonline.
38 | | 25 aprile 2013
prima a Milano e in seguito a Bologna. Una
casata che richiama alla memoria linven-
zione del servizio postale. La East Treasu-
re, questo tesoro dOrientenella tradu-
zione letterale, per, non mostra una gran-
de attivit, al punto che stata cancellata
nel 2000. E Paolo Taxis spiega a lEspres-
soche la East Treasureera stata creata
per una singola operazione commerciale,
neanche andata in porto.
DA TRIESTE ALLEST. Tuttaltra storia
quella che riguarda Fulvo Degrassi, com-
mercialista di Trieste, un cumulo di cariche
alle spalle, con studi allestero, da Mosca a
Bucarest, da Sofa a Zagabria. stato con-
sulente di Riccardo Di Tommaso, titolare
del gruppo udinese di abbigliamento Ber-
nardi, ceduto nel 2012 alla Coin e ultimo
proprietario di Postalmarket (vedi lE-
spresson. 15). Ed in questa veste profes-
sionale che troviamo Degrassi protagonista
di un meeting a Hong Kong, il 20 ottobre
2006, insieme allo stesso Di Tommaso e a
un certo Cristian Rossi. Oggetto dellincon-
tro, la situazione di alcuni trust con sede a
Singapore e alle Isole Vergini, tutti di Di
Tommaso. Ma non tutto. Il dottor Degras-
si associato ad altre offshore delle British
Virgin Islands: la Kwai Ying Development
Ltd e la Commit Ventures Ltd, dove
compare come benefciario proprietario.
wEb E pEcoRIno. Paolo Grazzini noto
alle cronache fnanziarie per aver comprato
nel 2002 la software house Atlantis messa
in vendita dalla Saras dei Moratti. Dallaltra
parte del mondo, nelle caraibiche British
Virgin Islands, il nome dellimprenditore
toscano viene fuori invece come
azionista (shareholder) della
finanziaria White River Hol-
dings Group. Non si sa quale sia
stato il destino della societ ca-
raibica. Di certo la parabola del-
la Atlantis si conclusa nel 2008,
con il fallimento. Nel frattempo
la societ dei Grazzini, oltre a
Paolo anche il padre Raffaello,
aveva intercettato decine di mi-
lioni di euro di contributi pubbli-
ci per la ricerca nel settore infor-
matico, provenienti dal Fondo
europeo di sviluppo regionale.
Con il mercato delle nuove tecnologie in
piena espansione, gli imprenditori origina-
ri della Toscana si lanciano nel business dei
software e soluzioni informatiche per la
pubblica amministrazione. Atlantis mette
in piedi una piattaforma per la produzione,
distribuzione e commercializzazione di
prodotti tipici sardi: vino e pecorino soprat-
tutto. E poi studi per la valorizzazione del
territorio e il pomposo programma la
citt dellinnovazione di Cagliari. Grazie
alla pioggia di denaro si arriva a 200 dipen-
denti, ma quando leconomia rallenta ecco
la crisi e la cassa integrazione. Nel 2008
arriva il fallimento. E tre anni dopo si scopre
che c anche dellaltro. La Guardia di Fi-
nanza ricostruisce una truffa da 25 milioni:
per anni Atlantis ha goduto di sovvenzioni
per programmi informatici e corsi di for-
mazione fantasma; dipendenti spacciati
come esperti per ricerche rimaste sulla
carta. Le Fiamme Gialle individuano un
seminario di sei mesi sospeso dopo appena
due lezioni.I Grazzini sono stati denuncia-
ti per truffa aggravata ai danni dello Stato.
pAVIMEnTI pER TUTTI. Nellarchivio
offshore Sara e Mauro Maccani sono sha-
reholder (azionisti) della Trade-In Ltd
delle Isole Vergini, nata nel 2007 su indica-
zione della fliale di Singapore della banca
svizzera Ubs. Non mi sento di parlarne,
ha risposto a lEspresso Sara Maccani.
Lei la terza generazione della famiglia che
da sessantanni produce pavimenti con
base in Trentino. Lazienda nascedallintu-
izione del nonno Giuseppe Maccani, che
alla fne della guerra inizia la vendita di
prodotti in plastica e gomma. In pochi anni
dal centro di Trento, grazie anche alla col-
laborazione con Pirelli, la piccola realt si
specializza nei primi pavimenti in gomma,
pvc, linoleum e moquette, una novit nellI-
talia del boom economico. Nel 1956 Mau-
ro subentra nellattivit e si concentra sulla
cantieristica, internazionalizzando lazien-
da. La gamma si allarga poi al legno. Oggi
grazie ad una rete di vendita capillare
limpresa riveste ospedali, scuole, palestre,
teatri in Italia e allestero: tra i pavimenti
pi prestigiosi a frma Maccani il Palazzo
della Regione di Udine e lex Michelin di
Trento, ristrutturata da Renzo Piano. Tan-
ti successi che hanno fatto salire il fatturato
a quattro milioni lanno. Con le tentazioni
di quel trust sotto le palme nei Caraibi. n F
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nei file i re trentini dei pavimenti, un
commercialista e il manager della
societ al centro dellindagine wind
un raDuno DeI FocolarInI. SoTTo: lo SPoT DI DhalIa Tv
esclusivo
40 | | 25 aprile 2013
Primo Piano america sotto choc
Nel Paese delle
bombe
Boston solo lultimo episodio. Dalle Torri
Gemelle a oggi negli Usa 81 persone
sono state arrestate per uso di esplosivi.
In maggioranza,fanatici di estrema destra
Di antonio carlucci Da new york
25 aprile 2013 | | 41
42 | | 25 aprile 2013
i terroristi riescono a confezionare
ordigni artigianali. nonostante
le leggi rendano difficile lacquisto
dei prodotti necessari per farli
primo piano
L
a festa si trasformata in tra-
gedia fatta di morti e feriti. E la
tragedia ha rimesso in circolo
la paura dellAmerica di avere
a che fare con un nemico, inter-
no o esterno, che vuole farla vivere in una
condizione di perenne allarme e di sospet-
to diffuso. Le due bombe fatte esplodere
in sequenza luned 15 aprile alla marato-
na di Boston, in mezzo alla folla di atleti
e di spettatori che si godevano la corsa e
una bella giornata di sole primaverile,
hanno riaperto la ferita che giorno dopo
giorno gli americani hanno cercato di
suturare e far guarire negli oltre dieci
anni che sono seguiti al peggiore attenta-
to commesso sul suolo Usa, lattacco alle
Torri Gemelle di New York.
Chi ha fatto esplodere i due ordigni a
distanza di pochi secondi uno dallaltro
che hanno ucciso tre persone tra cui un
bambino di 8 anni, ferito 176 uomini e
donne di cui 17 in condizioni molto gra-
vi? E perch stata decisa questazione?
Poche decine di minuti dopo lesplosione
la polizia di Boston, il Federal Bureau of
Investigation e le altre agenzie coinvolte
nel lavoro di indagine hanno chiesto solo
una cosa: Chi ha visto qualcosa ci dica
qualcosa. Un segno inequivocabile che
non cera neanche un piccolo segno di
allerta che la maratona di Boston potesse
essere lobiettivo di un terrorista solitario
o di unorganizzazione del terrore. Chi
entrato in azione riuscito ad arrivare
indisturbato nella zona della manifesta-
zione sportiva a pi alta intensit di con-
trolli, com la linea di arrivo di una gara,
e ha piazzato il secondo ordigno a 250
metri dal traguardo: due bombe che non
potevano contenere una grande quantit
di esplosivo, ma che hanno comunque
avuto un effetto micidiale perch imbot-
tite di pezzi di metallo e di chiodi.
Lattentato di Boston obbliga lammi-
nistrazione di Barack Obama a rimettere
al centro dellazione politica la lotta al
terrorismo, mentre pian piano il Paese
esce dalla crisi economica, sta affrontan-
do un serrato confronto tra democratici
e repubblicani sul problema spesa pub-
blica, e la Casa Bianca sta cercando di far
progredire questioni strategiche come
una nuova legge sullimmigrazione e
luscita dalla guerra in Afghanistan. Oba-
ma, che fno a luned 15 aprile ha potuto
godere di una sostanziosa rendita di po-
sizione per essere riuscito a eliminare
Osama Bin Laden e ad aver ucciso con le
operazioni segrete dei droni numerosi
quadri dirigenti del terrorismo qaedista,
dovr rialzare le barriere anti-terrore.
Senza poter dare gi oggi agli americani
la risposta sul perch dellattacco e su chi
porta la responsabilit dellattentato.
Non un caso che luned 15 aprile il
presidente non ha usato la parola terro-
rismo e solo il giorno dopo ha detto che
le bombe alla maratona sono un atto di
terrore dovendo ammettere che non
sappiamo ancora chi responsabile di
questo atto e perch lo ha fatto, se stato
pianifcato ed eseguito da una organizza-
zione terroristica, straniera e domestica,
o latto di un solo individuo.
LAmerica ha conosciuto due tipi di
terrorismo, quello interno solitamente di
destra e di matrice razzista (molto spesso
sottovalutato utilizzando il quadro psi-
chiatrico dei responsabili come giustif-
cazione) che ha alla base quasi sempre un
sentimento anti-governo, e quello esterno
che rientra nel grande fume di Al Qaeda
e dei suoi emuli contro il diavolo ameri-
cano e per la guerra santa. Se vero che
ancora non sappiamo chi ha messo a se-
gno lattentato, spiega a lEspresso
Peter Bergen, il responsabile della sezione
Sicurezza nazionale del think tank no
partisan New America Foundation,
sappiamo che nella storia recente degli
Stati Uniti decine di terroristi interni o
esterni hanno complottato pianifcando
luso di esplosivi.
A partire dallattentato alle Torri Ge-
melle, delle 380 persone che sono fnite
sotto accusa per atti di violenza e per
aver ideato dei piani di attacco, 81 sono
state capaci di entrare in possesso di
esplosivi di vario tipo e di componenti
chimici in grado di confezionare un or-
digno: 51 appartenevano allarea delle-
stremismo di destra, delle milizie para-
militari come dei gruppi che si richiama-
no alla supremazia della razza bianca;
23 facevano riferimento allarcipelago
qaedista; 5 si dichiaravano anarchici;
in queste pagine e nelle precedenti, immagini
dellattentato di boston: la seconda
esplosione, il conforto alle persone rimaste
ferite e il trasporto in ospedale dei pi gravi
25 aprile 2013 | | 43
uno solo era un terrorista ambientalista.
Nel periodo precedente all11 settembre
2001, lesplosivo stato comunemente
usato, e in grandi quantit, in attentati
di matrice diversa: dal furgone bomba
che esplose nel 1993 nel parcheggio
sotterraneo di una delle Torri Gemelle e
fu opera di un gruppo che si ispirava ad
Al Qaeda (6 morti, 1.042 feriti) al ca-
mion bomba piazzato nel 1995 sotto un
edifcio federale a Oklahoma City da un
estremista di destra (168 morti, 680 fe-
riti), al pacco esplosivo fatto saltare nel
1996 nella piazza Centennial durante le
olimpiadi di Atlanta da un anti-abortista
(2 morti, 111 feriti).
Questi tre ultimi atti di terrorismo in-
nescarono una reazione delle diverse
agenzie per rendere complicato laccesso
agli esplosivi o ai materiali chimici per
confezionare ordigni. Per Boston lana-
lisi sui residui delle bombe, sul tipo di
esplosivo, sugli inneschi consentir di
indirizzare in una direzione o nellaltra le
indagini, lopinione di Steven Emer-
son, uno dei primi a segnalare oltre 15
anni fa il fenomeno dellislamismo radi-
cale con il libro Jihad in America:
Prima di capire come erano fatte le
bombe e in mancanza di una rivendica-
zione certa sarebbe errato indicare una
pista privilegiata. Tipo dei componenti
e origine dei sistemi di innesco e detona-
zione saranno decisivi a indirizzare gli
investigatori sulla pista domestica o in-
ternazionale.
Oggi, non semplice acquistare grandi
quantit di fertilizzanti, la materia prima
della bomba di Oklahoma City, e del
centinaio di rudimentali bombe a mano
confezionate in Alabama da un gruppo
che si era auto denominato Free Militia.
E ogni volta che Fbi e polizie varie trova-
no invece perossido di azoto sono certi di
essere sulla pista dei gruppi qaedisti, la
materia base che fu utilizzata anche dai
terroristi che attaccarono nel
2005 la metropolitana e alcu-
ni autobus a Londra. Negli
Stati Uniti, il perossido di azo-
to doveva essere la base per le
bombe pianifcate per eplode-
re in alcuni treni della metro-
politana di New York nel
2009: lautore del piano, afga-
no di nascita ma con la citta-
dinanza americana, fu indivi-
duato proprio per i consisten-
ti acquisti e bloccato prima di
entrare in azione.
I terroristi qaedisti hanno
cercato di colpire in molti
modi. In due casi imbarcan-
dosi su voli diretti negli Usa e
indossando bombe artigiana-
li (in un caso esplose ferendo
solo il terrorista, in un altro
fu bloccato prima dellimbar-
co). In un altro, con una rudi-
mentale auto-bomba un
furgone con bombole di gas,
taniche di benzina e fuochi di
artificio, come accadde nel
2010, quando il mezzo fu sco-
perto da un venditore ambu-
lante nella centralissima Ti-
mes Square a New York. In un
altro ancora, entrando in
azione armi in pugno, com
stato il caso di un maggiore
dellesercito Usa, di origine palestinese e
di religione musulmana, che fu indottri-
nato e convinto allatto di terrorismo da
Anwar al Awlaki, un americano di ori-
gine yemenita che ha speso i suoi ultimi
anni ( stato ucciso da un drone in Ye-
men) a reclutare terroristi capaci di
colpire obiettivi negli Usa.
Lattentato di Boston rischia comun-
que di rimettere in circolo in America
quella condizione di paura perenne di
essere colpiti da un nemico interno ed
esterno che ha caratterizzato la vita del
Paese nellultimo decennio, soprattutto
nei grandi centri metropolitani dove gli
obiettivi simbolici abbondano. La paura
permanente che produce senso di insicu-
rezza anche il pi facile innesco per
scelte politiche che si rivelano il pi delle
volte sbagliate e controproducenti. Spe-
riamo che Barack Obama e i responsabi-
li della sicurezza nazionale non ne venga-
no contagiati. n F
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44 | | 25 aprile 2013
Attualit democratici / il dopo bersani
T
anto era scritto che alla
fne sarebbero stati loro
due, speculari, agli anti-
podi, rivoluzionari, cia-
scuno a modo suo. Non
sono (ancora) n rivali, n
alleati e forse non lo sa-
ranno, ma dalla catastrofe democratica,
dalle lotte fratricide allinterno della casa
comune e dallincapacit di tradurre i
sondaggi in governo, Fabrizio Barca e
Matteo Renzi sono riusciti a scappare, a
uscire fuori dagli schemi e dagli schermi
dellortodossia del partito. E anche se
molti ex compagni o neo-compagni ar-
ricciano il naso e storcono la bocca, tra
fumi velenosi, macumbe politiche e spal-
late amicheche fanno tanto male (tut-
te allindirizzo di Renzi) sono loro e nes-
sun altro - almeno per il momento - a
rappresentare le due anime forti, i floni
culturali, i possibili teoremi del futuro del
Partito democratico. E forse, ancora di
pi, del futuro della sinistra italiana.
Luno, 58 anni, ministro della Coesione
territoriale - molto applaudito e lodato -
del governo Monti, dichiaratamente co-
munista ha appena presentato il suo
manifesto, Un partito nuovo per un
buon governo, in cui indica tra le tante
vie la vitale rivoluzione del rapporto tra
cittadini e Stato e il taglio del cordone
ombelicale della fratellanza siamesetra
Stato e i partiti Stato-centrici. Cinquan-
tacinque pagine di esposizione appassio-
nata e vibrante, pi Thomas Hobbes che
Karl Marx, originale e anche orgogliosa
della sapienza riversata, da leggere - se
non si del ramo - con la Treccani a por-
tata di mano, per stare proprio tranquilli.
Laltro, sindaco di Firenze di 38 anni,
in cima ai sondaggi, a volte tacciato dai
nemici persino di strisciante berlusconi-
smo, ha presentato questinverno il suo
programma. Titolo rumoroso: Big
Bang; svolgimento parsimonioso: cento
punti da una riga ciascuno. il flosofo
della rottamazione, forma primordiale di
grillismo e tesi da offcina meccanica che
lha portato sulla cresta dellonda, assas-
sina per i padri fondatori del Pd, e
Personalit e culture
agli antipodi. Eppure
Barca e Renzi sono
il futuro. Ecco come
dovranno convivere
Di Denise parDo
il vAngelo
secondo
mAtteo
e fAbrizio
25 aprile 2013 | | 45
In alto:
FabrIzIo
barca.
a destra:
Matteo
renzI
46 | | 25 aprile 2013
Attualit
forse chiss, suicida per lui, gi abbrac-
ciata a 17 anni nei primi passi di militan-
za dc e decisamente invisa a Barca che la
considera un atto di non responsabilit,
un cambiamento che avviene per sostitu-
zione, non per merito. Il peggiore dei
demoni per il teorico della competenza,
un cursus honorum fra la Banca dItalia,
la direzione di un dipartimento del mini-
stero dellEconomia, la presidenza di un
comitato Ocse: Senza mutare le regole,
ha precisato,la rottamazione diventa
gattopardismo.
Ora, a dire il vero, il sindaco - debutto
da segretario provinciale Pd in Toscana
per poi diventare presidente della Provin-
cia di Firenze, lingua a dir poco afflata,
temperamento positivo, non colpevoliz-
zante, non punitivo - ha da poco virato.
Ha sostituito il fatale slogan distruttivo
con la parola lavoro(sar meno sexy
di rottamazione), ma incrocia la vita
degli italiani. E si concentrato su obiet-
tivi pi costruttivi: la presentazione di
uno studio sul tema cruciale delloccupa-
zione, una nuova legge elettorale, un
Parlamento meno costoso, un fnanzia-
mento dei partiti diverso e pi trasparen-
te, il risparmio dellabolizione delle pro-
vince. Linno a unItalia leggera, non a
un partito pesante.
Non proprio in sintonia con il pensiero
sostitutivo e pi austero di Barca che pro-
pone ben altro. Un partito di metodo, di
sostanza e anche di recupero: gli unici
nomi citati nel manifesto sono quelli di
Enrico Berlinguer e di Raffaele Mattioli,
primo banchiere di sistema. A volte i mo-
delli di Renzi sono pi complessi, nel
senso di complessi musicali. Alcune bio-
grafe raccontano la reazione scandalizza-
ta di Romano Prodi (con il quale c un
flirt assai sfacciato) quando Renzi nel
2006 diede alle stampe Tra De Gasperi e
gli U2. M, che centrano mai?, gli
chiese allibito. E lautore saccente: Per un
giovane pi formativo un testo di Bono
che un saggio di De Gasperi. Pare che
sulla replica del Professore fosse meglio
glissare. Un mese fa, invece, il sindaco to-
scano ha rispolverato Barack Obama:Si
vince con la speranza non con il program-
ma, ha enunciato per una volta visiona-
rio. Per fortuna successo ben prima
dellelaborazione politica di Barca. Se no
chiss che supposizioni maligne.
Tra i due, differenze siderali. Luno ri-
mette al centro il partito, vuole la coesione
e deplora la dittatura del pro e del contro.
Laltro stregato invece dal bipolarismo;
il rito per lefficientismo del sindaco
dItalia; la necessit, quasi da tossico, di
avere un nemico. Il ministro, ex Fgci per
pochi mesi ma da poco pi di una settima-
na tesserato Pd (perch solo ora?)a cui ha
dato uno dei suoi due voti alle ultime ele-
Sul Quirinale, come avveniva ai tempi della
Dc, il Pd ha svolto il suo congresso. Fazioni
in rivolta, big in caduta libera. E il Cannibale
Matteo Renzi scatenato: ha divorato almeno
un paio di candidati e ha giocato la partita
da protagonista, nonostante limprovvida
scelta del partito di escluderlo dai mille
grandi elettori. Sbagliato: quando giochi le
amichevoli metti in campo le riserve, nella
partita della vita devi schierare i campioni,
spiegava alla vigilia delle votazioni per il
presidente della Repubblica il deputato del
Pd Daniele Marantelli, bersaniano inquieto,
uno che se ne intende, tra i pilastri della
Nazionale parlamentari. Terminato il big
match per il Quirinale, lo Squadrone Bersani
destinato a ritrovarsi con uno spogliatoio
dilaniato, una formazione divisa tra moduli
di gioco opposti, un capitano contestato.
Il conclave di Montecitorio e linfnito
prolungarsi della crisi di governo sospesa da
cinquanta giorni consegnano un Pd sempre
meno unito e sempre pi federazione di
sotto-partiti, una specie di proiezione
casalinga dellattuale Unione europea in cui
ciascun Stato o staterello pensa ai propri
interessi. Il gruppone del segretario,
egemone fno a tre settimane fa, si
assottigliato paurosamente. Alliniziativa
pubblica della settimana scorsa, la
manifestazione contro la povert convocata
nel quartiere romano di Corviale, attorno
a Bersani cera solo la guardia scelta,
lo storico Miguel Gotor, neo-senatore e
consigliere del leader, il giovane capogruppo
alla Camera Roberto Speranza pi il giovane
turco tendenza Pier Luigi Stefano Fassina. In
sofferenza acuta il resto del partito per la
chiusura del segretario che non ascolta e
non parla con nessuno, se non con il clan
degli emiliani. Nei gruppi parlamentari c
malumore per i bersaniani piazzati nei posti-
chiave: la vice-presidente del Senato Valeria
Fedeli, appena eletta e catapultata sulla
carica pi alta di Palazzo Madama dopo
il presidente Piero Grasso, con la
sponsorizzazione delluomo macchina di
Largo del Nazareno Maurizio Migliavacca, o il
tesoriere del gruppo Carlo Pegorer. I giovani
turchi di Andrea Orlando e Matteo Orfni
corteggiano il ministro Fabrizio Barca, ma
tentano anche laccordo con Renzi. Il
sindaco di Firenze ha conquistato posizioni
e uscir rafforzato dalla battaglia sul
Quirinale. Massimo DAlema, mossa chiave
della partita, andato a Palazzo Vecchio
per stringere la pace con il rottamatore
(e chiedere un appoggio per il Colle). Walter
Veltroni lo ha invitato a casa, un incontro
riservato e familiare per chiudere con le
antiche incomprensioni. Gli ex popolari,
nonostante il siluro contro Franco Marini,
hanno mollato Bersani e vedono nel sindaco
il futuro condottiero. E anche Enrico Letta,
nel momento pi violento dello scontro,
ha comunque precisato che Matteo una
risorsa. Dallo scontro sul Quirinale, il
congresso anticipato del Pd, potrebbe
nascere un nuovo Correntone che va da
Renzi a DAlema a Veltroni a Letta, tenuto
insieme dalla leadership del sindaco e dal
recupero dellidentit originaria del Pd: la
vocazione maggioritaria formato Lingotto
veltroniano, proflo liberal per attrarre i reduci
di Scelta Civica ormai abbandonati da Mario
Monti al loro destino, tendenzialmente
presidenzialista. Una geografa di equilibri
interni totalmente riscritta rispetto agli ultimi
anni e alle primarie in cui Renzi era isolato
nel gruppo dirigente. Il ritorno del Pd
allamericana e obamiano, un modello
opposto a quello costruito negli ultimi tre
anni dalla segreteria Bersani, il partito
socialdemocratico con qualche nostalgia
togliattiana. Ma anche Renzi il Cannibale,
nonostante la giovane et, deve fare i conti
con il fattore T: il tempo. La sua una
guerra-lampo: se non la vince subito,
simpaluda in trincea.
Marco Damilano
Sul Quirinale nasce
il nuovo Correntone
25 aprile 2013 | | 47
zioni, laltro a Sel, studia il ritorno a una
sinistra pura. Il sindaco, al contrario, il
prodotto contaminato: una creatura del
trattino che unisce il centro con la sinistra.
Ma tutti e due seguono le orme dei padri.
Per Fabrizio, quelle di Luciano Barca,
partigiano, parlamentarte Pci, ex direttore
dellUnite di Rinascita, come moglie
Gloria Campos Venuti, un fsico nucleare,
per quellepoca vissuta come una specie di
astronauta. una famiglia dellintelli-
ghenzia rossa dove crescere insieme ai
piccoli Reichlin, Cossutta, Rodano con
una formazione e unapertura mentale
internazionale pi da fgli del capitalismo:
master a Cambridge e poi Mit e Stanford,
e il matrimonio con Clarissa Botsford,
americana liberal, una voce da bel canto.
Un altro mondo rispetto a quello di
Matteo, sposato con Agnese Landini, in-
segnante di lettere molto carina, precaria
per anni, compagna di liceo negli scout
come lui, e con un pap, Tiziano, a Rigna-
no sullArno prima consigliere comunale
della Democrazia cristiana poi passato al
Pd. Renzi si laurea a Firenze. Il master
glielo consegna Mike Bongiorno, un
assegno di 48 milioni di lire per la trionfa-
le partecipazione a La ruota della fortu-
na. Lincantesimo della tv pop, forse re-
taggio fascinoso di unadolescenza pro-
vinciale, ricordo di unesteroflia da tele-
flm americano - ma linglese lo parla bene
- o intuito di politico che vuole allargare,
fa rottamare a Renzi anche i dogmi delle
apparizioni da talk show, frequentati ulti-
mamente con pi assiduit da Barca. Tan-
to da apparire ad Amici di Maria De
Filippi, con un giovanilistico giubbotto di
cuoio nero. Barca un uomo in grigio, ma
ogni tanto mostra lampi di istrionismo
teatrale, la sciarpona rossa inaspettata in
un economista serio che vorrebbe essere
raccontato solo da numeri, dati, risultati,
profondit di ragionamenti.
Quasi si sono divisi lItalia. Il fl rouge
delleconomista il Mezzogiorno a cui ha
dedicato buona parte della sua scienza.
Stravede per Stefano Caldoro, governato-
re della Campania Pdl (provocando lor-
ticaria nel Pd locale), e per Nichi Vendola,
presidente della Puglia e leader Sel. F
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luno mette al centro di tutto il partito e
deplora la dittatura del pro e del contro.
laltro stregato dal bipolarismo
e ha sempre bisogno di avere un nemico
PiEr LuiGi
BErSAni
48 | | 25 aprile 2013
Attualit
Renzi ha la bussola a Nord, ha avuto
Giorgio Gori come spin doctor e ancora
pesa su di lui la colpa della cena con espo-
nenti della fnanza milanese, organizzato-
re Davide Serra, numero uno del Fondo
Algebris (con societ alle Cayman, Bersa-
ni dixit), per non parlare del t ad Arcore
con un Berlusconi ancora premier. Appena
libero, Barca scala montagne, vicino a
Roma il monte Viglio, il silenzio, la salita,
la sensazione di arrivare pi vicino allin-
finito. Renzi ha la fede viola, evviva il
calcio, il chiasso del tifo, loppio del popo-
lo italiano, il correre in mutande per gri-
dare al mondo Goal!.
Tra loro, forse perch cos diversi, nes-
sun reale incrocio di armi. Anche se Ren-
zi ha raccontato che gli fece visita al mi-
nistero per chiedergli quattrini per Firen-
ze e non and proprio bene: Non me li
diede e mi tratt come un ragazzino.
Qualche giorno fa, invece, c stata una
telefonata di Barca per annunciargli il
parto del suo manifesto. Nonostante
tutto, malgrado il loro Dna, qualcosa li
lega. Entrambi hanno una sana dose di
narcisismo, quello di Renzi pi ruspante,
quello di Barca pi consapevole di un
intelletto e di una cultura superiore. Sono
dotati di senso dellumorismo, vanno
pazzi per Twitter e piacciono entrambi a
Berlusconi: il suo governo rinomin Bar-
ca allEconomia e a Renzi arriv persino
lendorsement della fglia Barbara. Non
Un sistema politico come quello italiano,
ormai oltre lorlo della crisi di nervi,non potr
essere riorganizzato sulla base di quattro idee
stramasticate riedite da qualche saggio
e neppure per opera di un presidente della
Repubblica costretto suo malgrado a
giocare al presidenzialismo. del tutto
evidente che il problema torna a essere, come
lo era dopo Tangentopoli, quello della forma
e della strategia dei partiti politici
e dellequilibrio tra di essi. Una nuove
legge elettorale potr anche aiutare la
governabilit costi quel che costi, ma non
comporta di per s affatto una riforma del loro
assetto interno e del sistema che insieme
formano. Le recenti elezioni e le vicende
successive qualcosa di defnitivo forse
lhanno detto. Berlusconi o no, larea
della sinistra rimane in questo Paese
sostanzialmente bloccata nei confni
tradizionali. Pu governare solo grazie a leggi
elettorali che garantiscano maggioranze
parlamentari col 30 per cento dei voti. Daltra
parte, leffetto prodotto sullopinione pubblica
di centro-destra dalla presenza di una nuova
area moderata, ma chiaramente orientata a
un accordo col Pd, risultato pressoch nullo.
Lesperimento di un centro davvero decisivo,
in presenza dellattuale Pd, fallito, e non
solo, temo, per evidenti errori di impostazione
della campagna e per limmagine
bocconiana del suo leader. Una forza
liberal, capace di contare elettoralmente
quanto il Partito liberale inglese non ha spazio
in Italia, almeno fno a quando le sue
componenti potenzialmente pi signifcative
rimangono catturate nei contenitori Pd
e Pdl. O dobbiamo continuare a sognare
che il Pd divenga ci che era nei voti di molti?
Le speranze si fanno cieche se continuano
a essere coltivate oltre il tempo massimo
Il Pd attuale bloccato nel mezzo come
lasino di Buridano, non riesce ad assumere
una dichiarata fsionomia socialdemocratica,
non riesce a concretizzare una seria
piattaforma di intesa con le forze di centro.
Credo sarebbe utile a tutti che lequivoco
avesse termine e che fnalmente il quadro
politico si normalizzasse. Che il Pd decida
fnalmente intorno alla propria anima che
a questo punto non pu che essere quella
socialdemocratica. Di questanima Vendola
componente naturale. E comprenda
che una socialdemocrazia europea,
oggi, non potr essere rappresentata
dai nobili antenati, neppure da quelli che
ventanni fa magari auspicavano unautentica
metamorfosi del Pci. Il leader delloperazione
credo vi sia, ed Fabrizio Barca. uno di
sinistra senza se e senza ma, e va bene cos.
competente, giovane senza giovanilismi,
poco incline a cooptazioni e nomine,
non parla per frustri slogan solidaristici.
Mi pare abbia ereditato dal padre (con cui
collaborai e che ricordo con stima e affetto)
il meglio di quella cultura politica presente,
eccome, nel Pci, interessata ai rapporti
di produzione infnitamente pi che
alle ideologie.
Questa scelta libererebbe energie
che nel Pd vivacchiano in posizioni del tutto
subalterne, che hanno perduto in questi anni
gran parte delle loro basi elettorali, e che
hanno dimostrato di non potere, nella
collocazione attuale, attrarre un solo voto
dellelettorato di centro-destra. Che vantaggio
possibile auspicarsi dallostinato tentativo
di qualche alchemica combinazione tra ci
che rappresentano un Renzi e un Bersani?
Si crede che la convivenza pi o meno coatta
costituisca unofferta politica migliore?
Forse fno al tracollo elettorale; ora, di certo,
non pi. Una sinistra con Barca, un nuovo
centro con Renzi (che raccoglierebbe subito i
depressi montiani, altrimenti destinati a
sparire al prossimo voto): ecco un quadro
davvero sconvolgente lattuale palude!
Facciamo in fretta, compagni e amici, perch,
continuando cos, il pericolo non Grillo al
50 per cento (cosa che Grillo sa benissimo,
e i suoi parlamentari meglio ancora), ma
lincredibile resurrezione di Berlusconi, e
cio il suicidio perfetto del centro-sinistra.
Resurrezione ancora pi inaudita delle
precedenti. Ricordate? La prima la combin
DAlema alleandosi genialmente con
Cossiga, invece di tornare al voto con Ciampi
candidato per la presidenza del Consiglio.
La seconda Prodi, rimettendo in mare
la navicella ulivista gi affondata.
Non c due senza tre, avverte il demonio.
Massimo Cacciari
Scissione inevitabile
tra centro e sinistra
25 aprile 2013 | | 49
Non c dubbio che Barca sembri una
riserva del Pd, un nome da spendere per
fare bella fgura. Successe per il Campi-
doglio (lui non sment, spieg, per tenere
alto il livello delle candidature) e in uno
dei drammatici pomeriggi post voto e
sine premier il suo fantasma aleggi tra
gli ori del Quirinale. Entrambi apparten-
gono a una Casta, anche il rottamatore
che la vuole rottamare. Quella di Barca
ad alto lignaggio di pensiero, mandarini
che hanno servito il paese. Quella di
Renzi pi locale, legata al territorio.
Alleconomista interessa il partito, ma un
partito ben diverso dalla rappresentazio-
ne contemporanea, privo di commistioni
e ambiguit, persino senza le mani in
pasta nei ricchi consigli degli enti pubbli-
ci, vade retro la Rai. Per Renzi, talentuo-
sa macchina acchiappa consenso, lobiet-
tivo la leadership governativa, il cam-
biamento e il ricambio della stanza dei
bottoni. Rispetto al Pd di oggi, Barca a
lato, pronto a restaurarlo, Renzi contro,
pur ribadendo il suo sangue rosso e che
la sua casa quella. Nessuno dei due
veramente dentro e tutti e due non pos-
sono non fare paura. n
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Il documento del ministro Barca,
Un partito nuovo per un buon governo,
dedicato a immaginare il futuro partito
della sinistra, rappresenta una sfda seria,
poich molte delle tesi esposte indicano
un deciso allontanamento dal modello
originario del Partito democratico,
oltre che dalle principali tendenze
in atto nelle grandi democrazie.
Il partito nuovo un attore cruciale nel
processo di formazione delle domande e
delle opinioni che si articolano nella
societ, nella veste di promotore e guida di
diffusi processi deliberativi, nonch luogo
principe della partecipazione pubblica.
Avendo forse in mente alcuni tipi di
decisione piuttosto che altri - e forse non
ponendo suffciente attenzione a quelli pi
rilevanti per societ complesse che
operano in un contesto globale incerto e
imprevedibile - il ministro privilegia modalit
lunghe e articolate di elaborazione delle
decisioni a scapito di altre, che ad esempio
attribuiscono un ruolo rilevante alla
discrezionalit dei leader (non uomini soli
al comando, ma leader che si avvalgono
di complesse strutture di sostegno e che
sono responsabili davanti ai loro cittadini)
nellassumere decisioni che richiedono
tempi brevi e spesso scelte impopolari,
nonch la capacit di rappresentare
interessi diffusi non organizzati.
Daltro canto, in controtendenza rispetto
a quanto accade nei grandi partiti
occidentali, nel documento si fornisce
unimmagine sostanzialmente negativa
della leadership, sino ad arrivare
a considerare una conquista importante
del Pd, ovvero ladozione di forme di
democrazia diretta (primarie) al suo
interno, come uno strumento che pu
legittimare forme di cesarismo.
Inoltre, questo partito radicato e diffuso
nella societ, struttura di raccordo tra
istituzioni e societ stessa, contrasta con
la complessit e la fuidit contemporanee
e dunque con le forme dinterazione,
aggregazione e partecipazione esistenti,
condizionate dallo sviluppo tecnologico,
dei mezzi di comunicazione e dal venire
meno delle identit tradizionali. diffcile
immaginare come possa essere riprodotta
una forma partito che ancora si basi su
alcuni dei pilastri del partito di massa,
sorto in un momento storico radicalmente
diverso da quello attuale: la sezione
territoriale, il funzionario stipendiato, un
alto numero discritti - fonte principale del
fnanziamento - unintensa partecipazione.
E al tempo stesso lecito chiedersi perch
una nuova forma di penetrazione del partito
nella societ dovrebbe essere auspicabile:
abbiamo ancora bisogna di avanguardie?
Il partito nuovo, infne, prevede lo
spostamento del baricentro della
produzione di idee e risposte di governo
dalle istituzioni e dal partito nelle
istituzioni, verso il partito nel territorio.
Partito degli eletti, partito di governo e
istituzioni paiono pi ricettori che produttori
di soluzioni. Vi un paradosso
nellapproccio di Barca. Da un lato
denuncia la degenerazione del partito
Stato-centrico. Dallaltro immagina
un partito che fornisce alle istituzioni
la direzione. Almeno cos pare. In questo
modo, la netta separazione tra partito
e Stato (attraverso il ridimensionamento
del fnanziamento pubblico, la separazione
tra quadri e funzionari ed eletti e nominati
negli organi di governo, regole per evitare
linfuenza del partito sulle nomine degli
enti) si trova a convivere con il forte
condizionamento del partito come luogo
di elaborazione politica sulle istituzioni
pubbliche. Se cos , la visione che
il ministro Barca ci propone quella
di un sistema politico dove il partito
si rafforza a scapito dellautonomia
e della forza delle istituzioni; dove,
come ha paventato Salvatore Vassallo
(europaquotidiano.it), funzionari e quadri
dettano la linea a eletti e nominati,
trasformati in diretti rappresentanti
di una forza esterna allistituzione.
In conclusione, la lettura della memoria,
intellettualmente stimolante, costringe,
un po stupefatti, a porsi un interrogativo:
perch mai dovremmo costruire una nuova
partitocrazia, ancorch scevra dalle
degenerazioni del passato?
Sofa Ventura
Con il partito nuovo
si torna al passato
quaSi Si Sono diViSi litalia. al
miniStro della CoeSione piaCe
il Sud. il SindaCo inVeCe guarda
pi alla finanza e al nord
UnA mAnIFESTAzIonE
orgAnIzzATA DAl
PArTITo DEmoCrATICo
A romA
50 | | 25 aprile 2013
Attualit ITALIA / IERI E OGGI
F
ranco Piperno evoca per loro
la cuoca di Lenin, Toni Negri
il Pope Gapon, Sergio Bolo-
gna, pi modestamente, li vede
come i figli della Gabanelli,
mentre Franco Berardi (detto ancora Bi-
fo) li esalta come i portabandiera dellin-
solvenza del debito. I destinatari di queste
reminiscenze novecentesche e di altri
contrappunti arditi sono gli uomini e le
donne del Movimento 5 Stelle e soprat-
tutto lui, Beppe Grillo, fno a ieri guarda-
to con la condiscendenza che si deve a un
guitto, oggi oggetto di pensieri lunghi e
speranze rinverdite .
I pensionati della rivoluzione inseguita
senza successo quarantanni fa sono cos
tornati di colpo a un nuovo vigore. A par-
te Negri che, con il successo mondiale di
Imperoe dei sequel sui concetti di Mol-
titudine e di Comune, rimasto sempre
alla ribalta, degli altri si era quasi spento il
ricordo. Invece dopo lexploit elettorale di
Grillo, eccoli di nuovo a cogliere lattimo,
a costruire ponti tra anni lontani e lattua-
lit, con il linguaggio di sempre e il vizio
antico di mettere unipoteca teorica sulle
esperienze altrui.
Il pi esplicito, come nei tempi andati,
Piperno, che gi pass i suoi guai per la
geometrica potenza attribuita alle Bri-
gate rosse di via Fani. Oggi si dice convin-
to che alcune delle idee-forza del M5S
abbiano ascendenze lontane: Si avverte,
per chi eserciti larte della memoria, leco
della parole dordine comuni ai movi-
menti degli anni Settanta: il reddito di
cittadinanza; la democrazia diretta; il ri-
futo del lavoro salariato perch aliena e
lattrazione per lattivit scelta libera-
mente perch realizza; lesercizio spesso
inconsapevole di una certa potenza desti-
tuente. E se linconsapevolezza comba-
cia con lignoranza, che neanche un inna-
morato pazzo pu non vedere nei grillini,
Piperno non si scoraggia, anzi ne fa un
requisito per il potere, perch gli incom-
petenti al governo, come appunto la cuo-
ca citata da Lenin, saranno il segno della
rivoluzione compiuta.
La Russia zarista di un secolo fa evocata
anche da Negri, che meno convinto della
naturale inclinazione rivoluzionaria dei 5
Stelle, incita a stanare il Pope Gapon. Chi non
capisce subito deve riprendere i libri di storia
(ma oggi, come direbbe un grillino, basta
Google) e ricordarsi che si tratta del prete,
capo di unorganizzazione operaia e legato
alla polizia zarista, che port i suoi uomini
al massacro in una manifestazione del 1905.
Infatti per Negri, Grillo s il nuovo elemen-
to di instabilit che gli fa esclamare Viva
lingovernabilit, ma rappresenta in modo
contraddittorio sia gli esclusi sia i piccoli
capitalisti in crisi. Allora bisogna stanarlo
come il Pope Gapon, stanare la sua ambi-
guit, stanarlo sui temi del comune, del
reddito garantito, della patrimoniale, della
rappresentanza. Il fine, naturalmente,
discutere e agire, rompere e ricostruire.
Cinque stelle
ROSSE
Echi. Slogan. Sogni
di rivoluzione.
C un flo che porta
da Grillo agli anni
Settanta. Da Toni
Negri a Rossanda.
Dai Cobas
ai no global
Di STEFANiA ROSSiNi
25 aprile 2013 | | 51
Pi contemporaneo, Sergio Bologna indi-
ca riferimenti televisivi per quelle facce
normali che sono state educate alla politica
dalla Gabanelli e che hanno invaso il Parla-
mento, perch non vogliono pi vivere nel
Paese che Reportci ha fatto vedere tante
volte. Pensa che non ce la faranno ma che
non peggioreranno la situazione. Cos alme-
no, si consola,potr morire incazzato come
sono adesso, ma non di pi.
Guarda invece allEuropa Bifo, che di-
chiara di aver votato M5S come piccolo
contributo per rendere ingovernabile il
Paese. Lo ha spinto anche la voglia di
dare un colpo allEuropa delle banche e
di unirsi a chi non vuole pagare il debito.
Considera Grillo lunico argine al degrado
defnitivo italiano ed molto soddisfatto
che queste elezioni sanciscano la fne dellU-
nione europea dominata dal neoliberismo.
E se fnisse come in Grecia? Bifo non se ne
d troppa pena: Per dirla con una metafo-
ra, ha risposto in unintervista, non mi
interessa cosa c nel sasso, ma quel sasso
ha spaccato il vetro.
Le voci che abbiamo fn qui riportato
sono tutte di ex dirigenti di Potere operaio.
Non stata una scelta, n un caso. Con
leccezione di Oreste Scalzone, interessato
soprattutto al movimento No-Tav, e di
Lanfranco Pace, che dalle pagine de Il
Foglioha defnito Grillo un paranoico di
successo, sono stati i primi a palesare segni
di entusiasmo per lesplosione elettorale
dei 5 Stelle. Ed curioso che sia proprio la
corrente operaista, la pi elitaria e colta di
quegli anni, a compiacersi maggiormente
dellascesa del comico e del suo variopinto
seguito. Chiss che cosa pensa di questi
inaspettati fans eruditi il deputato cittadi-
no Massimo Baroni, quello che era felice
per la mancanza di intellettuali nel M5S?
Di qua ci sono anni di studio e docenze
universitarie, militanze accese ed espulsio-
ni dai partiti tradizionali, febbri insurre-
zionali e derive spesso rovinose. Di l
tanti Vaffa e una teoria degna di Urania
compilata dallideologo Casaleggio.
Comunque Grillo fa presa anche su altri
protagonisti di stagioni concluse. Come
Luca Casarini, ad esempio, che ebbe i suoi
anni doro con i movimenti no-global dei
primi anni Duemila, e che oggi ha una pic-
cola agenzia di marketing a Palermo. Que-
sta botta del Movimento 5 Stelle chiude
definitivamente con il Novecento e con
lepoca della rappresentanza dei partiti, ha
dichiarato entusiasta al settimanale Gli
Altri. E, anche se sospetta in Grillo unam-
bivalenza che pu virare a destra, riesce a
vedere in lui qualche tratto della contesta-
zione del G8 di Genova nel 2001. Spinto poi
dallesperienza personale, lunico tra i
reduci ad apprezzare esplicitamente latten-
zione di Grillo per il lavoro autonomo e il
popolo delle partite Iva: Ha coperto un
enorme buco di rappresentanza e di visibi-
lit per queste categorie di nuovi sfruttati,
vessati dalle banche e dallo Stato.
C infne Piero Bernocchi, un evergreen
fondatore dei Cobas, che non ha mai molla-
to e che si incontra tuttora in manifestazioni
e comizi volanti per le strade di Roma. Vuo-
le dialogare con Grillo in modo che acquisti-
no forza gli elementi che ritiene positivi e va
fero che unesponente dei Cobas sia stata
eletta in Sardegna. Ha detto in un recente
convegno: Sappiamo tutti che gente : per
lo pi uscita da poco dalle nostre aree, da
sindacati confittuali, ex della Fiom o di altre
organizzazioni. Sono persone che hanno
militato nei movimenti dei Beni comuni, in
quelli in difesa del territorio. Molte di loro
hanno i ruoli pi importanti proprio perch
hanno pi esperienza politica.
Insomma, ognuno di questi irriducibili
tira gli atipici abitanti del nuovo panorama
politico dalla propria parte. Piperno li vuo-
le fare incontrare con i Centri sociali (piut-
tosto riottosi al riguardo), Negri vuole in-
cludere le loro singolarit nella moltitu-
dine, Bifo immagina an-
che la loro presenza in una
grande occupazione di
fabbriche e universit in
tutta Europa, Casarini si
aspetta un riscatto delle
partite Iva.
Da Parigi, nel suo appar-
tamento sulla rive gauche,
Rossana Rossanda, la
grande signora della sini-
stra extraparlamentare
degli anni doro, che ormai
ha lasciato anche il suo
Manifestoin mani nuo-
ve, guarda tutto questo
vociare con la distanza del-
lo spazio e degli anni. Giu-
dica senza mezzi termini il
movimento di Grillo come
unarmata Brancaleone
senza programma, ma
anche lei convinta che
qualcosa di buono alla fne
rinascer. Tanto da aver
confdato: La sola ragio-
ne per cui mi dispiace di
morire non vederla. n F
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piperno evoca
le parole
dordine che
ritornano,
dal salario
che aliena
al reddito di
cittadinanza
A SINISTRA: FRANCO
PIPERNO NEL 1970 E,
IN BASSO A SINISTRA,
ORESTE SCALZONE
DURANTE UN
CONVEGNO DI
AUTONOMIA OPERAIA.
SOTTO: TONI NEGRI
E FRANCO BERARDI
DETTO BIFO
52 | | 25 aprile 2013
Attualit camorra / le infiltrazioni al nord
I
l ragionier Giacinto Mariani non
soltanto una persona. molte per-
sone in una. il terzo sindaco pi
infuente della Lega Nord in Italia.
limmagine del centrodestra che ha
appena fatto vincere Roberto Maroni in
Lombardia. il testimonial dei gemellaggi
antimafa con i Comuni del Sud come La-
mezia Terme e SantAgata dEsaro. Giacin-
to Mariani, 48 anni, titolare dello Studio
Mariani & C. - gestione societ e patrimo-
ni immobiliari in corso Buenos Aires 28 a
Milano, da due mandati il primo cittadino
leghista a Seregno, 44 mila abitanti e una
distesa di famosi mobilifci nella provincia
di Monza. Senza volerlo, linconsapevole
Giacinto anche il simbolo di unepoca. La
nostra. In una Brianza un tempo abituata a
scegliere i suoi sindaci democristiani tra i
presidi delle scuole e le casse rurali, il ragio-
nier Mariani una rivoluzione culturale.
Lui, pur essendo un ex tenutario di un lo-
cale per strip-tease e socio di impresari che
nella loro discoteca a Lissone ospitavano le
serate dei killer della ndrangheta, riusci-
to a farsi eleggere due volte. Proprio qui
dove le prediche dei parroci la domenica
infuenzano ancora le opinioni.
Una carriera onnivora quella del ragio-
nier Mariani. Dalle donnine in tanga che
si dimenano nella lap-dance del Lil la
tigresse a Milano, il night-club che ha
venduto prima di lanciarsi in politica. Fino
alle manifestazioni contro la criminalit.
Contro gli immigrati. Contro la prostitu-
zione straniera. Non devessere diffcile
dissimulare per un sindaco leghista, in una
terra in cui da anni nessuno chiede conto
di nulla. Mercoled 10 aprile lEspresso
ha provato a intervistare sullargomento
il vicepresidente provinciale di Confndu-
stria, il cavaliere del lavoro Mario Barza-
ghi, 69 anni. Qualche domanda sui suoi
affari occulti con la famiglia del sindaco
Mariani, con quella del comandante loca-
le dei carabinieri e, tutti insieme, con una
societ paravento del clan dei Casalesi.
Dopo aver ammesso gli affari davanti alla
telecamera, il vicepresidente della Confn-
dustria di Monza e Brianza evidentemen-
te si reso conto delle possibili conseguen-
ze. Cos ha sequestrato il giornalista per
unora nel suo uffcio e lha minacciato di
morte. Quel giornalista chi scrive.
Va subito detto che lArma dei carabinie-
ri non centra nulla in questa incredibile
storia. Centrano piuttosto le scelte indivi-
duali. Un cortocircuito in cui si rifettono
potere economico, politica e criminalit
organizzata. Doveva essere uninchiesta
sulle infltrazioni della camorra al Nord.
In Brianza tra
LEGA E CLAN
Il sindaco, il numero due della Confndustria locale, il capitano
dellArma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno
Di fabrizio gatti
25 aprile 2013 | | 53
Dopo le imprese della ndrangheta sma-
scherate dalla Procura di Milano con lope-
razione Infnito, ecco larrivo dei prestano-
me dei Casalesi. Nelle inchieste per non si
sa mai dove si va a sbattere. E per descrive-
re come fnita, unora in bala delle minac-
ce di morte e dei pugni alzati del vicepresi-
dente di Confndustria, le fgure antropolo-
giche della Brianza cos ben raccontate da
Alessandro Manzoni non bastano pi.
Oggi don Abbondio, i bravi, don Rodrigo
non sarebbero personaggi distinti. Avreb-
bero la stessa faccia. La
stessa maschera. Una
generazione di dottor
Jekyll e mister Hyde si
appropriata di questo
modello dItalia che la
retorica vuole laborio-
so, bigotto e votato alla
piccola e media indu-
stria. In un agghiaccian-
te gioco di specchi, ades-
so non sai pi dove si
nasconde il pericolo.
L11 ottobre 2012 la
Sezione misure di prevenzione del Tribuna-
le di Santa Maria Capua Vetere mette sotto
sequestro una piccola societ con la sede
legale a Somma Vesuviana e luffcio ammi-
nistrativo a Cesano Maderno, vicino a Se-
regno. Si chiama Simec srl. E secondo la
Direzione investigativa antimafa di Napo-
li e la questura di Caserta, limpresa gestita
da Ugo Ersilio Cincotto, 55 anni, brianzolo
di Desio, di fatto appartiene alla costella-
zione di un casertano, Pasquale Pirolo.
Basta il titolo del capitolo che il Tribunale
gli dedica per capire chi Pirolo: Le emer-
genze indiziarie in tema di pericolosit: dal
clan Bardellino al clan dei Casalesi.
Il sequestro della Simec e dei suoi uffci a
Cesano Maderno fnisce sui giornali del
Nord. E la notizia si ferma l. Ma due per-
sone che contano in Brianza sanno cosa si
nasconde oltre quella piccola societ di
Somma Vesuviana. Uno il sindaco leghista
di Seregno. Laltro il vicepresidente provin-
ciale della Confndustria di Monza. Il ra-
gionier Giacinto Mariani e il cavalier Mario
Barzaghi. I due lo sanno bene. Perch oltre
la Simec ci sono loro.
Dal giugno 2010 la Simec ha riempito le
industrie di mezza Italia di preventivi e
progetti per linstallazione di pannelli foto-
voltaici sui tetti dei capannoni. Dalla Brian-
za a Latina. Da Bergamo alla provincia di
Benevento. A cominciare dai nomi delle
aziende brianzole pi famose. Come la
Chateau dAx dei salotti a Lentate sul Se-
veso. O la Chanteclair dei detersivi a Sere-
gno. Valore delle opere proposte: dai 60
mila euro ai 4 milioni. Il problema per il
ragionier Mariani e il cavalier Barzaghi
il centro di seregno con larea dove era previsto lo sviluppo immobiliare.
a sinistra: il sindaco giacinto mariani e il municipio del centro brianzolo
54 | | 25 aprile 2013
Attualit
che sulla carta intestata di quei progetti
non appare soltanto il marchio della Simec.
C anche quello della +Energy srl, laltra
protagonista in questo gioco di specchi. La
loro societ.
Laffare proprio questo. La +Energy
importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La
Simec li installa. E alla fne, almeno fno a
quando non vengono aboliti, si incassano
gli incentivi statali. La collaborazione va
avanti da due anni. Dal 23 giugno 2010
quando la Simec e la +Energy frmano un
accordo di riservatezza. Cio la societ che
verr sequestrata per camorra e quella del
ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si
impegnano fn dallinizio a mantenere se-
greta qualsiasi informazione ad esempio
documenti, progetti, risorse tecniche, dati
societari.
Un accordo superfuo. scontato che
nessuno parler. Perch mai un sindaco
leghista che tanto si batte per la sicurezza
dei suoi concittadini e un vicepresidente
della Confndustria del Nord dovrebbero
rivelare che il loro partner commerciale
un disoccupato di Maddaloni, provincia di
Caserta, padre di quattro fgli, che non sa
come arrivare a fne mese? Sentite cosa
racconta alla Direzione investigativa anti-
mafa di Napoli, pochi giorni dopo il seque-
stro, Nicola Stefanelli, 42 anni, amministra-
tore unico e proprietario al 90 per cento
della Simec: Io attualmente sono disoccu-
pato. Non abbiamo n io n mia moglie
beni immobili o veicoli, praticamente sia-
mo nullatenenti. Riguardo la societ Simec,
venni contattato da un mio conoscente e
compaesano, noto a me quale soggetto in-
cline a commettere imbrogli assicurativi il
quale attualmente mi sembra stia in carcere.
Sapendo della mia indigenza, continua il
socio di maggioranza della Simec, mi
chiese se volevo guadagnare un mensile di
circa 800 euro intestandomi solo formal-
mente delle quote di societ che sarebbero
state gestite da altri. Io allepoca assumevo
sostanze stupefacenti e avendo necessit di
denaro diedi la mia disponibilit.
Anche la +Energy sembra costruita ap-
posta per garantire la riservatezza ai suoi
soci. Solo il 20 per cento in chiaro: appar-
tiene allimmobiliare di famiglia del vice-
presidente di Confndustria. Il resto co-
perto da una societ del Credito Valtelline-
se: lAperta fiduciaria che nel 2011 per
lapprovazione del bilancio delega un me-
dico chirurgo di Seregno, Paolo Villa, 52
anni. Ma un anno dopo, sempre allappro-
vazione del bilancio, accanto al cavalier
Barzaghi e al dottor Villa ecco che si siede
la compagna del sindaco, Antonella Mauri,
55 anni. Sua la delega per il 20 per cento
della +Energy. Non soltan-
to lei per a smascherare la
vicinanza del ragionier Ma-
riani. Anche la sede legale
porta a lui. a Meda, sempre
vicino a Seregno, nei capan-
noni di unindustria di pel-
letteria che il sindaco possie-
de con un assessore.
Pu capitare che uno fac-
cia accordi con unimpresa senza sapere
che dietro ci sia la camorra. La superfcia-
lit non un reato. invece curioso che
proprio nei mesi in cui la compagna di
Giacinto Mariani entra in societ con il
vicepresidente di Confndustria, il sindaco
presenta la bozza del nuovo piano di go-
verno del territorio. Un progetto che il
primo cittadino illustra per la prima volta
accanto a un nome famoso della Lega e poi
delle cronache giudiziarie: lex assessore
regionale Davide Boni, che verr indagato
per tangenti. Dice Boni quel giorno: un
progetto pilota. Nasce il modello Seregno,
con lidea di esportarlo.
La provincia di Monza e Brianza non
pi solo un agglomerato di paesi: ormai
ununica citt di 850 mila abitanti, con
tanto verde da cementifcare. E proprio su
una grande area, la stessa su cui il cavalier
Barzaghi ha creato la sua Effebiquattro,
25 aprile 2013 | | 55
primo produttore di porte in Italia, pre-
vista una trasformazione record. Da zona
industriale a polifunzionale con 121 mila
metri quadri di negozi, appartamenti, uff-
ci e torri di 63 metri daltezza. Giusto per
capirci, la seconda trasformazione prevista
dal piano del ragionier Mariani non supe-
ra i 15 mila metri. La terza 9 mila. Il pro-
getto viene bocciato perfno dai consiglieri
comunali di centrodestra. E il sindaco lo
ritira. Forse anche per questo che poco
prima di Natale, il 21 dicembre 2012, i
soci che si nascondono dietro lAperta f-
duciaria cedono tutte le quote a Mario
Barzaghi. Lasciandogli il cerino in mano.
Ormai quasi tutto chiaro. Ma fno a
oggi il gioco di specchi ancora in piedi.
Soltanto qualcuno tra i clienti della
+Energy sa cosa successo. E vorrebbe
segnalare le spericolate operazioni del
sindaco leghista. Non se la sente per di
uscire allo scoperto. Il motivo lunifor-
me indossata dallaltro amico e proba-
bile socio occulto del ragionier Mariani
e del cavalier Barzaghi: il giovane capi-
tano Luigi Spenga, da qualche anno
comandante della compagnia dei cara-
binieri di Seregno. Un cortocircuito che
non ha bisogno di spiegazioni. Pochi
giorni fa un esposto anonimo arriva alla
redazione di Infonodo.org, un sito di
informazione locale molto attivo tra
Milano e Monza. E di fronte alla com-
plessit della questione, la testimonian-
za viene girata a lEspresso.
per questo che mercoled 10 aprile
Mario Barzaghi risponde alle domande
nelluffcio della sua Effebiquattro a Sere-
gno. Come amministratore unico della
+Energy e come socio che ha rilevato tutte
le quote, non pu non sapere. Racconta che
il progetto del fotovoltaico nato per af-
frontare la crisi della Effebiquattro. Sostie-
ne che la +Energy era inattiva, anche se
smentito dalle fatture sequestrate nelluff-
cio della Simec. Ma sugli ex proprietari
occulti, il vicepresidente di Confndustria di
Monza e Brianza dice proprio cos: Non
era il sindaco, la compagna del sindaco. E
come lei parla di Spenga, non era Spenga.
Io sinceramente non so. Come la compagna
del sindaco, non so se la compagna o la
moglie del capitano o qualche altro paren-
te. La mamma? Mi sembra. Sinceramen-
te io non lo so neanche. Perch io ero solo
come fnanziario e basta.
Il ragioniere. Il cavaliere. Il capitano.
Il gioco di specchi sta per rompersi. La
richiesta di spiegare meglio il suo ruolo
di fnanziario degli affari con la com-
pagna del sindaco trasforma il volto del
cavalier Barzaghi. Il vicepresidente di
Confndustria si alza minaccioso dalla
scrivania. Pretende la cancellazione
dellintervista. Si fa aiutare da una delle
fglie. Si avvicina pi volte con i pugni
stretti. Promette di spaccare il muso al
giornalista che ha di fronte. Abbiamo
gi chiamato il capitano?, dice a un
certo punto la fglia. Il padre fuori di s.
Entra ed esce dalluffcio. Parla con qual-
cuno l fuori: Adesso gli spacco la tele-
camera sulla testa, urla: Lo ammazzo
io questo qua. Lo accoppo. Perch di qua
el va foeura no, di qua non esce, alme-
no vado in galera, ma vado in galera a
ragion veduta. Continua cos per uno-
ra. La telecamera flma e registra le grida.
Alla fne arriva proprio il capitano
Spenga. In modo professionale, cerca di
calmare il cavalier Barzaghi. Ci fa sede-
re tutti alla scrivania. Manca soltanto
il ragionier Mariani. Proprio a questo-
ra il sindaco impegnato in Tribunale
a Monza. Testimone della difesa al
processo contro Massimo Ponzoni. Un
altro big del centrodestra regionale
caduto dalle stelle, tra accuse di corru-
zione e bancarotta.
Il cortocircuito adesso totale. Il capi-
tano in divisa. qui in servizio. Ma
Mario Barzaghi deve considerarlo un
amico qualunque. Perch nonostante la
sua presenza insiste con le minacce: Il
signore che non vada a scrivere o a fare
qualcosa di questo che ne abbiamo par-
lato, che esca, dichiara il vicepresidente
di Confndustria: Perch il signore deve
ringraziare Ges Cristo di non incontrar-
mi per strada poi. S, s, sono minacce
proprio. Sono minacce. n
LindustriaLe
ammette i Legami
davanti aLLa
teLecamera. poi
sequestra e
minaccia iL reporter
Il centro dI seregno. A sInIstrA: lA sede dellA +energy, lA dIscotecA noIr e mArIo bArzAghI.
sotto: show erotIcI nel locAle lIl lA tIgresse, dI cuI stAto socIo Il sIndAco mArIAnI
Sul nostro sito la videointervista di Fa-
brizio Gatti a Mario Barzaghi, vicepresi-
dente Confndustria Brianza. Che prima
ammette i rapporti daffari, poi seque-
stra il giornalista e lo minaccia
www.espressonline.it
25 aprile 2013 | | 57
Attualit italia in crisi
C
apitali in fuga? Si scatena il
terrore. Laureati in fuga? Nes-
sun problema. Eppure i dotto-
ri da esportazione sono un in-
vestimento per lo Stato: 125
mila euro pro capite per i loro 18 anni
medi di istruzione. Gli oltre 6.200 iscritti
con laurea tra i residenti allestero valgo-
no quindi circa 800 milioni di euro, oltre
a quello che producono e che rinforza il
Pil altrui. Gli ultimi dati Istat dicono che
la laurea si festeggia sempre di pi alla
frontiera e che uno scudo fscale per ri-
portare a casa i cervelli non in program-
ma. Non dobbiamo spaventarci, dice
Enrico Giovannini, presidente dellistitu-
to di statistica, perch i nostri laureati
vanno via ma perch i laureati stranieri
non vengono da noi.
La globalizzazione a senso unico nei
fatti. I nostri laureati hanno lavori da
diplomati e con stipendi molto pi bassi
dei colleghi europei. Questo, quando
trovano lavoro. E non semplice. Tra i
laureati italiani di 30-34 anni i disoccu-
pati sono pi del triplo della Germania
(8,3 per cento contro 2,6). Le famiglie
fanno i conti e si chiedono perch investi-
re in un giovane che destinato a incon-
trare le stesse diffcolt di impiego di un
non laureato.
Mancano le politiche della politica,
prosegue Giovannini, ma anche le poli-
tiche da parte delle imprese. A parit di
dimensioni con i gruppi esteri, le grandi
imprese italiane investono meno in ricer-
ca e sviluppo. E alla base del nostro tes-
suto produttivo, cio tra le piccole e medie
imprese non ci sono grandi mezzi per
investire in laboratori strutturati. Le no-
stre imprese fanno s innovazione, ma
legata allesperienza sul campo.
La genialit artigianale italica mostra
la corda di fronte alla fsica, allinforma-
tica, alle nanotecnologie e alle biotecno-
logie. Non a caso, sono questi i settori
dove i laureati italiani hanno i picchi di
presenze allestero pi alti. Qui, il gap
raggiunge i massimi e il riassetto della
legislazione del lavoro non sembra avere
giovato. Una cosa, sostiene Giovanni-
ni, il livello di ingresso salariale che le
imprese fssano a un livello inferiore a
quello di altri paesi, per di pi associan-
dolo anche a forme di precariato. Del
resto, la legge Fornero criticata perch
ha finito per irrigidire i meccanismi e
ostacola le assunzioni. Altra cosa lhan-
dicap che si crea nel progresso della car-
riera. I dati dellOcse ci mostrano una
curva di remunerazione e di carriera
molto pi piatta in Italia che altrove. Qui
la politica non centra. Centrano le azien-
de e la recessione che in Italia ha seguito
una fase di crescita bassa.
Con la stagnazione le imprese italiane
non fanno certo a gara per strapparsi i
laureati a colpi di aumenti. Chi assunto
si deve accontentare. Oppure se ne va.
La qualit della nostra istruzione resta
alta. Le universit italiane hanno richieste
dalla Germania per segnalare i migliori
laureati. La fuga pu continuare. n
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STUDENTI UNIVERSITARI AL POLITECNICO DI MILANO. ACCANTO: ENRICO GIOVANNINI
Studiare oggi per quale futuro - Laureati
senza lavoro il titolo dellincontro
che si terr prossimamente allUniversit
La Sapienza di Roma per la serie dei
Dialoghi dellEspresso. I dialoghi, arrivati al loro terzo appuntamento dopo Napoli
e Palermo, si svolgono nei principali atenei italiani. Allincontro di Roma
parteciperanno, oltre al presidente dellIstat Enrico Giovannini, leconomista Luigi
Zingales, lo statistico Giorgio Alleva, il docente di Scienza dellEducazione Pietro
Lucisano, limprenditore Guido Martinetti, uno dei due fondatori delle gelaterie
Grom, e il direttore dellEspresso, Bruno Manfellotto.
Riprendiamoci i cervelli
Sempre pi laureati
cercano lavoro
allestero. Ma ora
la politica deve
riportarli a casa.
Come fa coi capitali
DI GIANFRANCESCO TURANO
25 aprile 2013 | | 59
BILL EMMOTT E, accanTO, YOanI SancHEZ
Attualit appuntamenti
A
nche se ha ormai superato i
trecento anni, il giornalismo
sta affrontando pi cambia-
menti nellultimo decennio
di vita che in tutta la sua
storia. La crisi della carta e la diffcile
congiuntura economica da una parte,
lavvento dei media digitali e di nuovi
strumenti dallaltra, stanno infatti rivo-
luzionando ogni giorno il modo di pro-
durre e di ricevere le notizie. Proprio con
la consapevolezza di un settore e di un
mondo in continuo mutamento, si apro-
no i lavori del Festival internazionale del
giornalismo di Perugia, la manifestazio-
ne che si terr dal 24 al 28 aprile nel
capoluogo umbro. Levento, giunto alla
sua settima edizione, porter in Italia
dibattiti, workshop, conferenze e pre-
sentazioni dedicate a ogni aspetto
dellinformazione, con lormai consoli-
dato mix di incontri professionali e
pop che ne ha garantito il successo in
una fascia di pubblico assai pi vasta di
quella degli addetti ai lavori.
Lindustria delle notizie di un tempo
non c pi, spiega Arianna Ciccone,
organizzatrice con Christopher Potter
della manifestazione, oggi esistono
tante industrie diverse che convivono,
e il Festival si evoluto proprio per
dare voce a quelle esperienze che in giro
per il mondo stanno nascendo per cre-
are nuovi modi di informare. Non vo-
gliamo pi limitarci a dei dibattiti, ma
diventare una fera delle startup edito-
riali e raccontare gli esperimenti pi
interessanti.
Lanima pi innovativa del Festival si
traduce cos nei panel dedicati al data-
giornalismo, alla gamifcation, allopen
government e negli incontri con gli
hacker, ma il programma della cinque
giorni non si ferma qui. Nella manife-
stazione perugina si alterneranno infat-
ti oltre duecento eventi e quattrocento
speaker: una sfda resa possibile da una
squadra di oltre duecento volontari
provenienti da tutto il mondo che per-
mettono alla manifestazione, caso uni-
co in Europa per un evento del genere,
di rimanere ad accesso gratuito per il
pubblico.
Fiore allocchiello del Festival saran-
no poi gli ospiti internazionali, prima
fra tutte la blogger e dissidente cubana
Yoani Sanchez, per la prima volta in
Italia, a cui si aggiungeranno persona-
lit del calibro di Harper Reed, respon-
sabile tecnologico dellultima campa-
gna elettorale di Barack Obama, Emily
Bell, tra gli autori del saggio Post-In-
dustrial Journalism: Adapting To The
Present e Mathew Ingram, giornalista
e blogger canadese su GigaOM e
PaidContent. n F
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La manifestazione di Perugia vedr
anche la partecipazione dei giornalisti
de LEspresso. Il direttore Bruno
Manfellotto animer un incontro
dedicato al documentario Girlfriend
in a Coma, con lautore del flm ed ex
direttore dellEconomist Bill Emmott.
incentrato invece sulla questione
israelo-palestinese il panel a cui
parteciper Gigi Riva e che tratter
levoluzione della situazione locale
allindomani del voto dellOnu che ha
ammesso la Palestina come paese
osservatore. Alessandro Gilioli tratter
invece la contrastata convivenza tra
i media e il fenomeno politico del
momento, il Movimento 5 Stelle,
in un incontro dal provocatorio titolo
Vittoria a 5 Stelle, la disfatta di media
e politica?. Dalla politica si arriva
infne alla cronaca, con la
presentazione di Sfdare padri e
mariti: storie di donne di ndrangheta,
lultimo lavoro di Lirio Abbate dedicato
a quelle fmmine ribelli che hanno il
coraggio di ribellarsi agli uomini e alla
criminalit organizzata in un territorio
abbandonato dallo Stato.
LEspresso
tra i protagonisti
Il giornalismo
CHE VERR
Via al festival di Perugia. Tra sfde e
incognite dellinformazione che cambia.
Sempre pi veloce. Dalla carta al Web
DI MAURO MUNAF
60 | | 25 aprile 2013
Attualit consumi culturali

la prima volta che accade in un
secolo. E per il terzo anno di
fla, per cui nessuno pu pi
far fnta di niente. Editori, li-
brai, grossisti, distributori.
Sono tutti col fato sospeso: anche i primi
tre mesi del 2013 sono stati in perdita,
dopo un 2012 che si chiuso a meno 8
per cento. Nel 2011 il mercato era gi
diminuito di cento milioni di euro, arri-
vando a un miliardo e quattrocento mi-
lioni. Meno copie vendute. Meno fattu-
rato. Meno lettori. Per tutti, dalla narra-
tiva alla varia, dai saggi ai manuali di
cucina, pure loro, nonostante Master-
chef. Einaudi ha perso il 14 per cento.
Piemme il 20. Rcs Libri ha chiuso lanno
con 24 milioni di euro di ricavi in meno.
Forse crescevamo poco, ma costan-
temente. Non ho mai visto un crollo
come quello a cui stiamo assistendo,
commenta Achille Mauri, presidente del
Gruppo Messaggerie, che riunisce distri-
buzione, ingrosso, e-commerce ed edito-
ria. Di fronte a questa crisi si dibatte su
tutto, navigando a vista: cause, conse-
guenze, strategie per uscirne. Con una
sorpresa: i grandi editori puntano sui
giovani. Non gli adolescenti che abbia-
mo imparato a considerare mangialibri,
vampireschi, romantici o seriali. Ma i
loro diretti superiori, ragazzi dai 20 ai
30 anni che non si considerano pi tee-
nager ma nemmeno gi adulti. Fra bat-
taglie di prezzo e innovazione, ecco co-
me i big italiani stanno provando ad
affrontare la brutta china del 2012.
Una sorpresa in libreria
Il successo della trilogia erotica Cin-
quanta sfumature e dei manuali dedi-
cati a scalogni e padelle farebbe pensare
che le donne siano lunico baluardo ri-
masto per i grandi editori, da Rizzoli a
Gems passando per Mondadori. Ma
non cos, o almeno non solo: Da
sempre in Italia la narrativa letta so-
prattutto da donne, commenta Anto-
nio Franchini, editor della narrativa
Mondadori: Ma negli ultimi due anni
qualcosa di veramente nuovo successo.
Il boom di pubblicazioni dedicate a una
specifca fascia det. Chi va in una
qualunque libreria americana o inglese
trover una produzione massiccia di
romanzi riservati ai New adults, ov-
vero giovani fra i 20 e i 30 anni. Un
fenomeno che ha avuto un impatto enor-
Cercasi lettori
disperAtAmente
Le collane low cost.
La caccia al pubblico
dei 20-30enni.
La sfda del digitale.
Ecco gli editori che
sopravvivono alla
crisi del libro
di Francesca sironi
25 aprile 2013 | | 61
me sul mercato anglosassone e sta ini-
ziando ad averlo anche in Italia, com-
menta Franchini.
Pochi avrebbero scommesso sugli
universitari come divoratori di libri.
Anzi il senso comune li vuole disamo-
rati, quasi a considerare il libro roba da
vecchietti. Se sappiamo infatti che i
bambini leggono molto, come mostra il
grafco Istat pubblicato qui a fanco, il
piacere dei libri si perde progressiva-
mente dai 17 anni in poi. Eppure le ri-
cerche di mercato hanno mostrato che
le saghe di Twilight o Hunger Ga-
mes venivano lette da ragazzi pi gran-
di, non solo da teenager. E gli editori si
sono subito buttati su questo campio-
ne di giovinezza prolungata, come lo
definisce Franchini. Sono gli stessi
ragazzi che qualche anno fa facevano le
code per prendere lultimo Harry Potter
in libreria, commenta Achille Mauri:
E ora hanno bisogno di qualcosa de-
dicato a loro.
Secondo il New York Times le storie
che conquistano questi nuovi adulti
sono sempre i classici damore e forma-
zione, ma con qualche particolare pic-
cante in pi e ambientazioni diverse.
Addio a Hogwarts, arrivano aule uni-
versitarie, lavori precari, appartamenti
in condivisione, lo stesso scenario di
Girls, una serie tv di successo ambien-
tata a Brooklyn. Uno dei titoli pi noti
di questo neo-genere, Easy di Tamma-
ra Webber (pubblicato in proprio
dallautrice come eBook, 150 mila copie
digitali in pochi mesi) si apre con la de-
scrizione di un tentato stupro ad una
festa di Halloween. Una scena non adat-
ta a un teenager, ma che per i nuovi
adulti del tutto credibile.
Non sono per solo storie damore e
tormenti a farsi largo fra i giovani: Io
sono rimasto folgorato, racconta
Mauri: Quando ho scoperto che Il
Piccolo Principe viene comprato so-
prattutto da ragazzi fra i 22 e i 28 anni.
Io a quellet leggevo i russi! Siamo di
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Fonte: Dati Aie sui canali trade: libreria, grande distribuzione, edicola, librerie online e eBook.
Sono esclusi quindi i libri scolastici, lusato, le librerie dei musei
Stima su una media
annuale di perdita
del -7,87% rispetto al 2011
Totale mercato a valore (secondo il prezzo
di copertina), dato in milioni di euro
Totale mercato a volume (numero di libri venduti),
dato in milioni di copie
2009
1.401 104
108
106
98,58
1.448
1.398
1.286
2012 2010 2011 2009 2012 2010 2011
1.200
1.275
1.350
1.425
1.500
95,00
98,25
101,50
104,75
108,00
Copie in picchiata
due immAgini deLLuniVeRsiT biCoCCA di miLAno. i 20-30enni sono LobieTTiVo degLi ediToRi
25 aprile 2013 | | 63
Attualit
fronte a un ritardo culturale pazzesco,
ma che per fortuna viene colmato, a un
certo punto.
Per conquistare gli under 30 una cer-
tezza c: il prezzo. Le nostre edizioni
economiche, a meno di 10 euro, sono
servite nel 2012 a creare nuovi lettori,
racconta Raffaello Avanzini, presidente
di Newton Compton, ora alle prese col
contestato successo delle edizioni Live
a 99 centesimi: Una ricerca Eurisko ha
confermato che i nostri tascabili vengo-
no comprati soprattutto da giovani fra i
16 e i 30 anni.
Precari, magari, studenti, che stanno at-
tenti a quanto spendono: Lanno scorso i
libri economici hanno avuto un vero e
proprio boom. Grazie ai giovani, raccon-
ta Stefano Sardo, amministratore delegato
di Librerie Feltrinelli. Molti editori infatti
hanno seguito Avanzini e proposto collane
low cost, per cercare di acchiappare gli
studenti. Una via che hanno preso anche i
punti vendita. La Feltrinelli Red, inaugura-
ta a Roma e poi chiusa per il cedimento del
palazzo, aperta da dicembre anche a Parma,
continua Sardo, frequentata soprattutto
da universitari. Abbiamo pensato per loro
ambienti con wif gratuito e iPad a disposi-
zione, oltre che tavoli su cui passano i po-
meriggi a studiare. Se comprano, poi si
vedr: Ma intanto entrano in contatto con
il nostro mondo.
Avvisaglie di un terremoto
Se il proflo del nuovo lettore chiaro,
vero anche che di libri confezionati
apposta per lui/lei ce ne sono ancora
pochi. E gli editori restano a leccarsi le
ferite di una crisi epocale. C chi, come
lo stesso Sardo, liquida la questione a
una conseguenza della recessione. Ma
non tutti ne sono convinti: Il libro
sempre stato un bene anticiclico, ri-
sponde Antonio Franchini: Ovvero un
consumo che cresce anche durante pe-
riodi di crisi. Se oggi non cos perch
aumentata la competizione sul tempo
libero. Anche i lettori forti (coloro
che comprano pi di 12 libri allanno e
che da soli acquistano quasi il 45 per
cento di tutti i titoli venduti) sono di-
stratti da mail, film e riviste sui loro
smartphone. La metropolitana insom-
ma non sarebbe pi la pi grande bi-
blioteca del mondo, come scriveva
Pennac, ma un vagone pieno di isolanti
schermi touchscreen.
Achille Mauri ha unaltra idea. Per lui
quelle tirature che si sono ridotte media-
mente da quattro a duemila copie per ti-
tolo sono conseguenze attuali di un pro-
blema atavico dellindustria editoriale
italiana: la mancanza di prodotti popola-
ri. La televisione, ad esempio, snobba-
ta. A parte Fazio i libri non vanno in tv,
nonostante in Italia sia ancora lunico
mezzo capace di raggiungere milioni di
persone. Che la lettura non abbia molto
successo, nel nostro Paese, lo dicono i
numeri: meno di un italiano su due ha
preso in mano un libro nel 2012. E negli
ultimi anni, sostiene Mauri, anche i letto-
ri estemporanei sono rimasti a bocca
asciutta: Nel 2011 non ci sono stati
bestseller. E sono loro a tenere in piedi il
mercato. Niente Harry Potter o Dan
Brown, insomma, e il 2012 stato salva-
to in corner nel secondo semestre dal
successo strepitoso delle Sfumature
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20
30
40
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70
80
Fonte: Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie Aspetti della vita quotidiana
Italiani che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi del 2012, dati in % per fasce det
Maschi Femmine Totale
da 6
a 10
da 11
a 14
da 15
a 17
da 18
a 19
da 20
a 24
da 25
a 34
da 35
a 44
da 45
a 54
da 55
a 59
da 60
a 64
da 65
a 74
da 75
e oltre
Totale
Chi continua a comprare
cAlAno Anche
gli Acquisti. colpA
di mAil, film e
riviste su tAblet
e telefonini
libreriA Feltrinelli A roMA
64 | | 25 aprile 2013
Attualit
di Erika Leonard, che si frma EL James:
I bestseller sono fenomeni imprevedibi-
li, che di solito stupiscono per primo le-
ditore, racconta Franchini, che di scala-
tori di classifche ne ha sfornati tanti, da
Gomorra a La solitudine dei numeri
primi: Nel caso delle 50 sfumature
diverso: erano gi un successo globale.
I due milioni e mezzo di copie vendute nel
nostro Paese hanno permesso a Edizioni
Mondadori di chiudere lanno con un pi
3,9 per cento. Leonard, da sola, valsa il
2 per cento del mercato italiano. Quello
che si scatena un gioco sociale, spiega
Franchini: Anche i pi colti fniscono
per comprare una copia pur di entrare
nella discussione.
Scenari on line
Le Sfumature sono davvero il best-
seller globale: hanno sbancato anche su
Amazon. Dove, per, la signora Leo-
nard non fa la differenza. Il 90 per
cento del nostro fatturato proviene da
libri di cui vendiamo meno di 20 copie,
conferma Martin Angioni, Country
manager di Amazon in Italia: Per noi
a fare la differenza la coda lunga dei
titoli per super specialisti. Proprio per
questo i piccoli editori hanno trovato
nella creatura di Jeff Bezos un punto di
forza: Anche grazie ad Amazon pos-
siamo tenere in vita il nostro intero
catalogo, che in libreria farebbe fatica
a trovare spazio, commenta Fiorenza
Mursia, presidente dellomonima casa
editrice: Perch Amazon non ha pro-
blemi di rese.
E oggi, secondo lAssociazione italiana
editori, le-commerce vale il 10 per cento
delle vendite di libri. Abbiamo 420 mila
titoli disponibili in pronta consegna,
vanta Martin Angioni: Il nostro sogno
avere tutti i titoli mai pubblicati dispo-
nibili in 60 secondi. I distributori non
piangono: Amazon si rifornisce da loro.
Ma piangeranno se e quando arriver in
Italia il Bezos editore. Negli States infatti
Amazon non pi solo un marketplace
di libri altrui: Solo il 3 per cento dei ti-
toli stranieri veniva tradotto in inglese,
spiega Angioni: Un vuoto colmato da
noi, che ora traduciamo per il pubblico
anglosassone i bestseller albanesi, russi,
sudafricani.
Senza dimenticare il successo degli
eBook: La crescita delle edizioni digita-
li superiore alle attese, sia in Italia che
in Europa, conferma Alex Foti, editor
de Il Saggiatore: Soprattutto per la fc-
tion. In Gran Bretagna, il primo mercato
fuori dagli Usa, gli eBook valgono gi il
14 per cento del mercato. In Italia non
che al 2,5 per cento. Ma solo linizio,
sostiene Luca Barbarito, professore di
Economia dei media alla Iulm di Milano:
Ai libri succeder quello che avvenuto
per la musica. La rivoluzione digitale
iniziata, sostiene il professore: I consumi
cambieranno completamente. Gli editori
devono innovare le loro proposte. Lo
sanno, a quanto pare: Oggi non riesco
ad avere la percezione di perennit su
niente, conclude Franchini, dal suo uff-
cio pieno di carte a Segrate: Il lavoro
delleditore non scomparir. Ma si modi-
fcher per forza. n
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La pi famosa sicuramente Erika Leonard, in arte
EL James, autrice delle Cinquanta sfumature, che
ha esordito on line come scrittrice self-published,
autoprodotta. Il suo racconto, pubblicato in Rete tra
i fan della saga di Twilight, venne colto da un editore
australiano e divenne la trilogia che solo in versione eBook
ha venduto 10 milioni di copie. Non solo grazie a lei il self
publishing ormai un fenomeno di primo piano. In Italia
pi del 5 per cento dei titoli in commercio pubblicato in
proprio dagli autori. Gli editori se ne sono accorti, e stanno
pescando a piene mani da questo universo in fermento.
Mondadori, aprendo anche in Italia la piattaforma Writing
Life, per leReader Kobo, spera di conoscere meglio
questi autori che vogliono fare tutto da soli. Il principale
avversario Amazon, dove gli eBook autoprodotti scalano
quotidianamente le classifche di Kindle, vendendo
in pochi mesi anche 5 mila copie digitali, in Italia.
ll direct publishing si vende a prezzi stracciati
ma col vantaggio per gli autori di poter trattenere
per s il 70 per cento di ogni acquisto.
E grazie a servizi come CreateSpace un esordiente
pu decidere in qualsiasi momento di incidere il proprio
nome anche su carta: il libro elettronico viene stampato
e spedito a destinazione in 24 ore.
Basta, mi pubblico da solo
lA rivoluzione
digitAle iniziAtA.
le Abitudini
cAmbierAnno.
succeder come
per lA musicA
IL puBBLICo dEI GIovANI quELLo Su CuI GLI
EdIToRI puNTANo pER uSCIRE dALLA CRISI
Mondo
25 aprile 2013 | | 67
n. 16 - 25 aprile 2013
Il primo ministro palestinese Salam Fayyad,
60 anni, si dimesso a causa dei forti
contrasti con al Fatah, il partito che fu
di Yasser Arafat, sulla gestione dei fondi
dellAnp, lAutorit nazionale palestinese.
Le dimissioni rischiano di indebolire non
solo i rapporti di forza interni allAnp, ma
soprattutto di compromettere le relazioni
tra questultima, lOccidente (Usa, Ue) e lo
Stato ebraico. Pupillo dellamministrazione
Usa, benvoluto dalle cancellerie di mezza
Europa e rispettato dalla classe politica
israeliana, Fayyad sar una fgura diffcile
da rimpiazzare. Lintellighenzia palestinese
non lha mai visto di buon occhio, sia
per i legami con gli Stati Uniti e la troppa
familiarit con gli ambienti economici
israeliani ( nota la sua amicizia con il
presidente della Banca Centrale dIsraele
Stanley Fisher) sia soprattutto per lassenza
di una presa di posizione dura e decisa
contro loccupazione israeliana.
Fayyad ricevette lincarico dal presidente
Abu Mazen nel 2007, col Paese in
ginocchio a causa di una crisi economica,
fnanziaria e umanitaria. L80 per cento
delle strutture pubbliche era stato
distrutto e la disoccupazione era
galoppante. La sua politica economica si
centrata su due cardini apparentemente
opposti: alta spesa pubblica e
liberalizzazioni. Con risultati innegabili: il
Pil cresciuto tra il 5 e il 9 per cento negli
ultimi cinque anni, le infrastrutture statali
(ospedali, scuole e vie di comunicazione)
sono migliorate sensibilmente e il
sistema bancario diventato il motore
trainante delleconomia. Lascia adesso
una Palestina pi moderna, pi preparata
a ricevere un giorno la piena autonomia
politica e territoriale.
Il rischio che il suo lavoro vada perduto
se il successore non continuer sulla
strada che Fayyad ha tracciato. Il
presidente Abu Mazen ha 15 giorni
per scegliere il nuovo primo ministro.
Michele Monni
Palestina
Rebus dopo-Fayyad
Vuk Jeremic, oggi presidente dellAssem-
blea generale delle Nazioni Unite, in pas-
sato ministro degli Esteri della Serbia, tra-
sforma con una certa frequenza il suo in-
carico in un megafono di propaganda
delle tesi del nazionalismo serbo. Solo po-
chi mesi fa, in un concerto organizzato
allOnu, ha lasciato che fosse cantata da un
coro di connazionali la Marcia sul fume
Drina, motivo riutilizzato dai paramilita-
ri serbi nelle azioni contro i musulmani
nella guerra civile del 1991. Il 10 aprile
scorso, anniversario scelto apposta per ri-
cordare il giorno in cui nel 1941 nacque lo
Stato ustascia di Croazia che si schier con
Adolf Hitler, ha organizzato un convegno-
dibattito nella assemblea generale sul Tri-
bunale Internazionale che fu istituito dal
Consiglio di sicurezza Onu proprio per i
confitti degli anni 90 nella ex Jugoslavia.
Con lavvicinarsi della data le defezioni
sono arrivate una dopo laltra: da Song
Sanh-Hyun, il presidente della Corte Inter-
nazionale, ad Adama Dieng, consigliere
speciale del segretario generale Onu sui
genocidi, da Kenneth Roth, segretario
esecutivo di Human Rights Watch, a Patri-
cia OBrien, avvocato generale Onu.
Allappuntamento del 10 aprile non si sono
presentati dichiarando il boicottaggio il
rappresentante degli Stati Uniti, quello del
Canada e della Giordania, mentre tutti gli
Stati aderenti allUnione europea hanno
convenuto di inviare un funzionario e di
non prendere la parola. Il segretario gene-
rale Onu Ban Ki-moon ha partecipato, ha
tenuto una difesa aperta del ruolo del Tri-
bunale Internazionale ed andato via. Li-
stituzione ha messo sotto accusa 161 per-
sone tra serbi (maggioranza) croati, bosnia-
ci e kosovari, 136 sono state giudicate e
condannate, 25 sono ancora sotto proces-
so. Cos a Vuk Jeremic rimasto solo di
ascoltare il discorso del suo invitato di ri-
guardo, il presidente della Serbia Tomislav
Nikolic che per 45 minuti ha defnito selet-
tive le scelte di giustizia del Tribunale Inter-
nazionale che hanno portato a aperte
violazioni del diritto umano.
Antonio Carlucci
Nazioni Unite
Palazzo di vetro alla serba
VUK JEREMIC, PRESIdEntE dELLASSEMBLEA OnU
Politica | analisi | oPinioni | africa | asia | america | euroPa
68 | | 25 aprile 2013
Mondo gran bretagna
niente welfare
siamo inglesi
Cameron vara tagli crudeli allo Stato sociale che neppure
Thatcher aveva osato. E mette in crisi milioni di famiglie
Di leonarDo clausi Da lonDra
25 aprile 2013 | | 69
A
prile il pi crudele dei
mesi, secondo la folgo-
rante apertura de La
Terra Desolata, il poe-
ma modernista di T. S.
Eliot. E in questo aprile
la Gran Bretagna si
davvero svegliata un po pi desolata.
successo qualcosa: di crudele per moltissi-
mi disoccupati, di giusto secondo altret-
tanti contribuenti. Un cinico taglio di
sussidi per i primi, lagognato inizio di un
urgente risanamento per i secondi.
Questo, a seconda dei punti di vista,
il Welfare Reform Act, il pi radicale
disboscamento dello Stato sociale mai
tentato dal 1945. Un intervento enorme,
grazie al quale il mito ideologico fonda-
tivo dei conservatori, cio la contrazione
compulsiva della funzione dello Stato
rispetto a quella del mercato, provviden-
zialmente legittimata dallingente debito
pubblico (2 mila miliardi di dollari, Mo-
odys per questo ha recentemente tolto al
Paese la Tripla A), riceve una robusta
spinta in avanti. Con milioni di famiglie
appartenenti ai ceti pi deboli investite
dalla politica di rigore introdotta dal
governo di coalizione di destra in carica.
Firmata del triumvirato Cameron-Osbor-
ne-Duncan Smith, rispettivamente primo
ministro, cancelliere dello Scacchiere e mini-
stro del Lavoro tory, appoggiata non senza
qualche remora dai liberal-democratici di
Nick Clegg, la riforma rappresenta una vira-
ta dalle implicazioni epocali per il tessuto
sociale del Paese. Lesecutivo la introduce per
porre fne a uno Stato sociale, secondo David
Cameron, non solo economicamente inso-
stenibile, ma che intrappola le persone nella
povert, che incoraggia lirresponsabilit,
che diffonde segnali incredibilmente danno-
si, come il fatto di credere di avere diritto ad
avere qualcosa senza dare nulla in cambio.
E che il non lavorare renda.
Si tratta di interventi che non esagerato
defnire di macelleria sociale e grosso modo
in linea con loffensiva antikeynesiana ca-
valcata a briglia sciolta dalla troika Ue, Bce,
Fmi sulle perenni note del mantra dellau-
sterity. Roba che va al di l dei sogni proi-
biti della compianta MargaretThatcher, la
quale peraltro i sussidi li aument e sulle cui
orme sia la destra sia il centrosinistra blai-
rista hanno continuato a camminare. An-
dando, ora, ben oltre quanto vagheggiato
dalla stessa lady di ferro.
Lintervento si articola in ben 42 cambia-
menti al sistema degli assegni familiari e
punta a risparmiare 18 miliardi di sterline
lanno (oltre 21 miliardi di euro) dal budget
per la sicurezza sociale a partire dal 2015. Da
subito il governo spender 16,5 miliardi in
meno in benefit e agevolazioni. Secondo
lente benefco Child Poverty Action Group
la maggior parte dei tagli andr a colpire le
famiglie meno abbienti. Dice il direttore
Alison Garnham: Il Cancelliere George
Osborne sostiene che ne trarranno giova-
mento le famiglie con bambini che lavorano
sodo e ambiscono a farcela, a salire la scala
sociale. In realt la maggior parte delle fami-
glie a basso reddito ha poche ragioni per
rallegrarsi e molte per spaventarsi. Saranno
600 mila in pi i bambini che scivoleranno
nella fascia della povert.
Le tre maggiori e pi controverse misure
gi in atto sono la cosiddetta Bedroom Tax,
labolizione dei sussidi per la casa e un ab-
bassamento del tetto degli assegni familiari.
La natura di alcuni di questi provvedimenti
di carattere essenzialmente punitivo e pun-
ta, secondo chi li ha voluti, a far ravvedere
coloro che approfttano del welfare in ma-
niera parassitaria preferendo vivere di sussi-
di anzich cercarsi un lavoro vero e pro-
UN ERoiNomaNE chiEdE lElEmosiNa sU UN
poNtE di loNdRa. a siNistRa: david camERoN
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prio, e che la scioccante vicenda della fami-
glia Philpott (vedi box a fanco) simboleggia
in modo emblematico. Scopo della Bedroom
Tax quello di combattere il sovraffollamen-
to delle case popolari e razionalizzarne luti-
lizzo. Chi si trova in et lavorativa e richiede
il sussidio di disoccupazione avendo a dispo-
sizione una stanza da letto inutilizzata in
alloggi popolari perder il 14 per cento dei
propri assegni familiari e il 25 per cento nel
caso abbia pi di una stanza vuota. Le fami-
glie che rientrano in questa categoria sono
circa un milione. Si intende cos spingerli a
cercarsi delle case pi piccole in modo da
lasciare quelle pi grandi ad altre famiglie
pi numerose in lista dattesa e che ammon-
tano, secondo il governo, a 1,8 milioni di
individui. In teoria, ma soltanto in teoria, un
provvedeimento equo. Ma lopposizione
laburista e le associazioni religiose del Paese
criticano la misura per ragioni pratiche oltre
che etiche: nel Nord, tradizionalmente larea
pi povera del Paese, le famiglie che hanno
una stanza in pi rispetto alle necessit sono
il triplo di quelle che vivono in appartamen-
ti sovraffollati. E tutte (si stimano in 660
mila persone) si vedranno ridurre i contribu-
ti per un risparmio di 465 milioni lanno.
Non solo: molte di queste famiglie appar-
tengono a una categoria abbondantemente
(e odiosamente) tartassata: quella dei disabi-
li. I quali vedono il loro sussidio (Disability
living allowance), sostituito dal Personal
independence payment. In pratica, anzich
essere erogati soltanto in base alla disabilit,
dora in poi gli assegni lo saranno secondo
gli effetti che questa produce sul soggetto,
portando a una riduzione degli stessi. Le
valutazioni didoneit non avverranno pi
per iscritto, ma attraverso un colloquio, con
il comprensibile stress psicologico di chi
dovr sottoporvisi. Circa 500 mila persone
perderanno il sussidio.
C poi lintroduzione del Universal cre-
dit, un unico beneft di disoccupazione che
ne sintetizza ben sei dei precedenti e digita-
lizza la ricerca dimpiego affancando Inter-
net ai tradizionali job centre, gli uffci di
collocamento.
Lo storico sistema del sussidio per la casa
(il Council tax beneft), il cui costo era au-
mentato del 50 per cento sotto il precedente
governo Labour ed era amministrato da un
unico dipartimento per il lavoro e le pensio-
ni, sar decentrato e trasferito localmente,
non prima di ricevere una riduzione al pro-
prio budget del 10 per cento. Sono quasi 6
milioni le famiglie a basso reddito su tutto il
territorio nazionale che se ne avvalgono.
Secondo stime dellInstitute for Fiscal Studies
citate dal Guardian, questa mossa avviene
in un momento in cui il fnanziamento degli
enti locali sceso del 26,8 per cento in due
anni, provocando, fra le altre cose, un au-
mento della council tax, limposta comunale
che interessa 2 milioni e mezzo circa di fami-
glie. Scompare inoltre laiuto legale gratuito
per le famiglie che guadagnano meno di 32
mila sterline lanno.
Altrettanto drastico il trattamento riser-
vato al Nhs, il sistema sanitario nazionale
tanto celebrato dalla cerimonia di apertura
delle Olimpiadi dellestate scorsa, che vede
trasferire sulla gi oberata categoria dei
medici e delle infermiere la responsabilit
della propria gestione amministrativa dopo
una massiccia dose di licenziamenti. Varr
un risparmio di 5 miliardi.
Infne il provvedimento-simbolo che ha
saputo parlare alla pancia del Paese, con
plauso irrefrenabile da parte della stampa
tory e di Rupert Murdoch e che gode del
pieno sostegno dellopinione pubblica, alme-
no stando ai sondaggi. Dal 15 aprile, e per
ora soltanto in alcune zone pilota del nord e
del sud di Londra, stato introdotto un tetto
massimo ai beneft richiesti pari al reddito
familiare annuale medio, fssato a 26 mila
sterline (poco pi di 30 mila euro). Che
possono sembrare tanti soldi ma che, nella
carissima capitale, ad esempio, non sono
suffcienti a un nucleo familiare per campare.
Se da una parte questa legge sembra aver
spronato 8 mila persone a trovarsi un lavoro
ancora prima dellentrata in vigore, dallaltra
si teme che mandi 80 mila famiglie in mezzo
a una strada. Inoltre, secondo Jonathan
Portes, gi direttore del National Institute of
Economic and Social Research ed ex econo-
mista del Department of Work and Pensions,
non c ancora alcuna prova che il tetto
un clima teso quello che si respira nel
Regno Unito. E le reazioni alla morte di
Margaret Thatcher - divise fra un nord povero
che non versa una lacrima e un sud ricco
che si straccia le vesti - non fanno che
evidenziare la frattura fra le classi sociali.
Al risentimento nei confronti di chi approftta
del sistema dei sussidi per vivacchiare
dassistenzialismo fa da contraltare la
disperazione dei poveri che non sanno
come campare.
In questo clima la storia horror di Mike
Philpott ha fornito munizioni al fronte anti-
welfare e da settimane occupa le pagine dei
giornali. Philpott un disoccupato di Derby
appena condannato assieme alla moglie
e a un complice per aver dato alle famme
la propria casa dove hanno perso la vita sei
dei quindici fgli avuti da due donne diverse.
Lo Stato sociale, questa lessenza del
discorso, cos com aiuta a produrre individui
del genere. Lo ha detto lo stesso cancelliere
dello Scacchiere George Osborne. La
tragedia, al di l dei risvolti sordidi e del
degrado umano e sociale - il rogo era stato
appiccato con lidea di salvare poi i fgli e
sottrarli allaffdamento della madre fatta
apparire come responsabile -, ha
comprensibilmente inorridito lopinione
pubblica. La sua intollerabilit viene brandita
con forza. E ha scatenato una vera e propria
campagna contro le classi meno agiate.
La satira nei confronti dei diseredati
britannici non nuova, risale ai primi sketch
televisivi dei Monty Python negli anni
Sessanta. In un Paese dove la forbice fra
ricchi e poveri cos vasta non sorprende
nemmeno troppo. Ma in un momento di crisi
come questo dal dileggio si sta passando
a qualcosa che somiglia molto allaperta
ostilit, come se la parte funzionante
del Paese volesse fnalmente liberarsi di un
peso. Defnitivamente. L. C.
Dalli allo scroccone
IL CAnCELLIERE DELLO SCACChIERE GEORGE
OSBORnE. A DESTRA: DUE DISOCCUPATI DAvAnTI
ALLA LORO CASA In UnO DEI qUARTIERI DEGRADATI
DELLA PERIFERIA DI LOnDRA
25 aprile 2013 | | 71
abbia prodotto un mutamento nei compor-
tamenti. E Duncan Smith, il ministro del
Lavoro, non dovrebbe parlare senza avere in
mano delle statistiche vere e proprie.
Proprio questultimo provvedimento evi-
denzia la netta frattura che si venuta a crea-
re nella societ tra la virtuosarealt di un
Paese di onesti lavoratori e imprenditori e la
pesante zavorra di un lumpenproletariat
amorale, pigro e insaziabile, che si riproduce
solo per mungere la mammella dello Stato
sociale. E la dependency culture su cui
Duncan Smith e colleghi non si stancano mai
di ritornare perch tarpa le ali alla piccola
impresa e diventa la causa di tutti i mali delle-
conomia. Ignorando, lassai maggiore danno
causato dal settore fnanziario di cui il gover-
no in parte espressione.
Questo giustizialismo populista ha innega-
bile successo: il 60 per cento degli intervistati in
un recente sondaggio convinto che la colpa
della crisi sia appunto in gran parte dei brutti,
sporchi e cattivi scrocconi,defniti scroungers,
o shirkers, ai quali si contrappongono gli stri-
vers,coloro che lavorano duro perch hanno
ambizioni.Contribuisce alla diffusione delli-
dea la propaganda costante dei giornali pi
letti in assoluto (Sun,Daily Maile Daily
Telegraph) e una cultura televisiva che demo-
nizza i poveri.Non solo. abbracciata soprat-
tutto dai giovani sotto i 30 anni che hanno
studiato a prezzo di grandi sacrifci (le tasse
universitarie sono triplicate) ma non hanno
accesso al mercato del lavoro e vedono negli
scrocconila causa delle loro diffcolt.
Il dato spiega in parte anche limpaccio del
Labour di Ed Miliband, che preferisce sus-
surrare proprio quando ci sarebbe bisogno
di grida: consapevole del rischio di sconten-
tare i molti che hanno volentieri abbracciato
la tesi degli scrocconi, i suoi deputati si sono
astenuti quando il parlamento ha votato una
mozione che impediva a 250 mila giovani di
ricevere unindennit di 130 mila sterline che
lalta corte aveva decretato come indennizzo
per aver preso parte a un controverso (perch
non retribuito) programma governativo di
inserimento nel mondo del lavoro. Le cose
dunque non promettono bene per la campa-
gna elettorale del Labour, che si vedr sbat-
tere in faccia la questione del welfare infnite
volte da qui alle elezioni, nel 2015. A meno
che non sia la rivolta spontanea anti-tagli a
soccorre Miliband.
Come dimostra il caso diventato famoso
delle 53 sterline. Di che cosa si tratta? Un
disoccupato ha detto che, in seguito ai tagli,
si sarebbe trovato a vivere con quella cifra
settimanale a disposizione. Il ministro Dun-
can Smith, con moglie aristocratica e ricchis-
sima, ha replicato che con quel denaro lui
riuscirebbe a campare. Il disoccupato ha al-
lora lanciato una petizione per chiedere che
Smith campi con 53 sterline e ha raccolto in
pochi giorni 400 mila frme.
La proposta dellopposizione di riformare
il welfare in base ai passati contributi di
ciascuno per ora accolta con una certa
suffcienza. La vera speranza del Labour
che la marea cambi quando i Tories comin-
ceranno ad attaccare le pensioni, che aveva-
no sempre giurato di difendere e come inve-
ce sembra saranno costretti a fare.
Il Regno Unito non nuovo a simili dra-
stici rivolgimenti. LaThatcher smantell
lindustria (soprattutto quella estrattiva e
navale) mettendo il turbo alla fnanza, ora i
suoi nipotini stanno smantellando il welfare.
Ed emblematico che succeda nei giorni di
un aprile crudele in cui la polemica sui costi
faraonici del funerali di Margaret ha profon-
damente lacerato lInghilterra. n
si calcola che
almeno 600 mila
bambini finiranno
nella fascia della
povert. ma i ricchi
applaudono
25 aprile 2013 | | 73 Se ne parla su www.espressonline.it
Perch il Giappone
non ci insegna niente
N
ellimmaginario collettivo
i banchieri centrali sono
noiosi uomini in grigio,
senza passioni o colpi di
testa. Ma il nuovo gover-
natore della banca centrale giappone-
se, Haruhiko Kuroda, sembra unec-
cezione. Non per laspetto fisico, ma
per le decisioni che ha preso. Allinizio
di aprile ha sorpreso i mercati finan-
ziari annunciando che nei prossimi
due anni immetter sul mercato pi di
mille miliardi di euro di liquidit,
comprando titoli di stato giapponesi
ma anche altre attivit finanziarie.
quello che gli americani chiamano
quantitative easing, un termine
sofisticato per dire una cosa molto
semplice: stampare moneta. Non so-
lo. A differenza di tutti gli altri ban-
chieri centrali, Kuroda dice chiara-
mente che vuole aumentare perma-
nentemente linflazione. Perch?
Il prImo motIvo che Tokyo da pi
di un decennio in deflazione: ovvero
in una continua (anche se modesta)
riduzione dei prezzi. Dal 1999 lindi-
ce dei prezzi sceso in media dello 0,3
per cento lanno, cosicch quello che
nel 1998 costava 100 yen oggi ne
costa solo 95. Ma il motivo principa-
le che il Giappone ha smesso di
crescere. Se negli Anni 80 il prodotto
interno lordo giapponese cresceva del
4,6 per cento allanno, negli anni 90
dell1,2 per cento, negli ultimi dieci
anni cresciuto solo dello 0,75 per
cento. Tra i grandi paesi sviluppati
solo lItalia ha fatto peggio.
InIzIalmente Il governo ha cercato
di contrastare questi problemi con
una politica fiscale espansiva: costru-
zioni pubbliche, sgravi fiscali. Il debi-
to pubblico salito dal 67 per cento
del Pil nel 1990 al 210 per cento di
oggi. Ma non bastato. Ora il Giap-
pone cerca di risolvere la sua crisi con
una politica monetaria super espansi-
va. Lunico effetto certo di questa
politica una svalutazione dello yen,
con beneficio delle imprese esporta-
trici, che hanno brindato in Borsa. Ma
questa sempre stata la parte sana del
Giappone, che non ha bisogno di ul-
teriori stimoli. La parte malata tutto
il resto. Le banche, ancore afflitte
dalle sofferenze sui prestiti e da unal-
locazione del credito clientelare. Il
settore dei servizi, costoso, inefficien-
te e non competitivo. La macchina
statale, sempre pi gestita per il con-
senso. Un forte invecchiamento della
popolazione che non solo crea proble-
mi al sistema pensionistico, ma favo-
risce anche una gerontocrazia conser-
vatrice che soffoca linnovazione e
ogni cambiamento.
la speranza dI Kuroda che lim-
missione di liquidit riduca non solo
il costo nominale del denaro, ma so-
prattutto il costo reale. Abbassando i
tassi nominali e aumentando linfla-
zione i tassi reali (ovvero la differenza
tra tassi nominali e inflazione) scende,
stimolando gli investimenti e quindi
leconomia. Ma con dei tassi nomina-
li sotto l1 percento e un obiettivo di
inflazione del 2 per cento, lo stimolo
alleconomia di una manovra mone-
taria molto limitato. Mentre lo sti-
molo alla speculazione molto forte.
Con un costo reale del denaro negati-
vo e uno yen che si svaluta i giappo-
nesi si metteranno a comprare materie
prime, titoli esteri ad alto rendimento,
perfino case in Cina, destabilizzando
i mercati internazionali. Laltro effet-
to certo della politica monetaria ag-
gressiva di Kuroda quello di distrar-
re lopinione pubblica giapponese
dalla necessit di riforme vere, che
vadano a toccare i privilegi di una
gerontocrazia inadatta a gestire il
Paese nel XXI secolo.
lunIco vero vantaggIo della poli-
tica di Kuroda quello di dimostrare
allItalia e al mondo che non esistono
scorciatoie. La via delle riforme
difficile. Pensare che si possa risolve-
re tutto con un po di moneta in pi
non solo illusorio, ma anche peri-
coloso, perch distrae dallimpegno
per le riforme vere. Speriamo che
lItalia impari.
Tokyo stampa
moneta per battere
la defazione. Lo
yen si svaluta e
questo favorisce
lexport. Una
lezione per lItalia?
No, perch per
aiutare la crescita
contano di pi
le riforme
Luigi Zingales Libero mercato
Mondo
Reportage
meno sesso
pi van gogh
Ad Amsterdam chiudono molti locali a luci
rosse e coffee-shop. Mentre aprono musei. Con
lidea che la cultura diverte. E fa mangiare
Di enrico arosio - Foto Di emanuele cremaschi per lespresso
Lingresso dellEye,
il nuovo istituto
del cinema che si affaccia
sul mare di Amsterdam
Reportage
| 77
Un mare
di sorprese
Dalla foto grande in senso
antiorario: la Bathtub, la
nuovissima ala dello Stedelijk,
museo di arte moderna e
contemporanea; il bookshop;
un visitatore con laudioguida;
una sala del Museo della
Navigazione ricavato nellex
magazzino dellAmmiragliato;
una sala con dipinti di navi;
la facciata laterale del museo,
con il tre alberi Amsterdam
della Compagnia delle Indie
ricostruito.
78 |
Effetto Rijks
Il 13 aprile ha riaperto il
Rijksmuseum, la pi importante
istituzione culturale olandese,
dopo lavori di restauro durati
dieci anni, su progetto degli
spagnoli Cruz y Ortiz. Da sopra
in senso orario: uno scorcio
delle sale con la pittura
del Secolo doro; il nuovo
ingresso con il brand turistico
I amsterdam; tre momenti
della grande festa
dinaugurazione, a cui
lEspresso ha partecipato;
infne un interno dellEye Film
Institute.
Reportage
80 | | 25 aprile 2013
Sesso, droghe e rock
nroll? Oddio che noia. Banalit. Paccot-
tiglia per turisti un tanto al chilo. Ad
Amsterdam cambiato il vento, non lo
sapevate? Il 30 aprile diventa re Willem
Alexander, Guglielmo Alessandro di
Orange-Nassau, con consorte argentina,
Mxima, di famiglia destrorsa implicata
nel regime Videla. E il 13 ha riaperto
dopo ben dieci anni, a ritmi italiani, il
Rijksmuseum. il Louvre dei Paesi Bassi,
lo scrigno dellidentit nazionale. Perch
nella terra dei tulipani il nazionalenon
pi tab, e anzi in riscoperta. Ma non
solo. Se al Rijksmuseum cerchiamo trac-
ce di cultura libertaria, un olio di Brueghel
col mugnaio che strizza le chiappe alla
contadina non lo troviamo proprio. Ci
accontenteremo, nel padiglione asiatico,
dello Shiva danzante di mille anni fa, con
le quattro braccia (ma il fallo coperto); e,
nel Ventesimo secolo, del Mondrian dress
di Yves Saint-Laurent. Due capolavori di
castit apollinea. Lontani mille miglia
dalle strabordanti nigeriane in perizoma
che si offrono nelle vetrine dei Wallen, la
zona Red Light.
Da anni, dopo gli omicidi iper-politici
di Pim Fortuyn e Theo van Gogh, tra
fammate neo populiste e sterzate anti
immigrati, la citt sui canali ridiscute se
stessa. I coffee-shop della marijuana libe-
ra sono ancora duecento, ma in calo co-
stante. Il numero di vetrine del sesso si
dimezzato. Le biciclette, invece, sono una
potenza ineguagliabile: 550 mila su 740
mila abitanti. di moda la Vespa. Risto-
ranti e caff sono sempre pi belli, fasci-
nosi, diversifcati. Ma il 2013 si aperto
sulla missione-cultura. Amsterdam si
vuole ridefnire come la citt dellofferta
culturale, artistica, museale. Museale, s:
e in modo nuovo.
Che cos il Rijksmuseum, se non par-
te di una strategia? Una strategia di mar-
keting urbano. La sua riapertura, con i
suoi 8 mila pezzi esposti, un restauro
lunghissimo e costoso, lenorme hall
creata dagli architetti spagnoli Cruz y
Ortiz, gli allestimenti di Jean-Michel
Wilmotte, un evento identitario quasi
quanto la successione al trono. Si sono
riscoperte le sale storiciste ideate da Pier-
re Cuypers nel 1885. Larte neerlandese
al centro di tutto, dal secolo doro al de-
sign contemporaneo, e il nucleo simboli-
co del percorso la Galleria donore con
la Ronda di nottedi Rembrandt, sum-
ma di genio e virt di un popolo pragma-
tico, affarista, esploratore. Aperto al
nuovo, ma di saldissimi principi. Questa
saldezza di fondo la ritrovi nella grazia
della Lettrice di Vermeer come nella
tecnica di Frits Koolhoven, lingegnere
che nel 1917 progett il celebre biplano
Bantam della British Aerial Transport.
Reportage
IN ALTO: DUE IMMAGINI DEL fOAM, SPAZIO MOSTRE, SITO wEb E RIvISTA INTERNAZIONALE, TUTTO DEDIcATO ALLA fOTOGRAfIA, cON PARTIcOLARE ATTENZIONE AI
TALENTI EMERGENTI; QUI SOTTO: HEINEkEN ExPERIENcE, TRASfORMAZIONE cREATIvA DELLO STORIcO STAbILIMENTO DI bIRRA NEL cENTRO DI AMSTERDAM
Anche lex fabbrica di birra
diventa unattrazione da
400 mila visitatori lanno,
pi del Maxxi di Roma. E il
Polo del cinema si prepara a
rendere omaggio a Fellini
25 aprile 2013 | | 81
Semplicit, senso del tempo, bellezza,
e niente schermi di computer. Cos ha
riassunto lintera operazione Taco Dib-
bits, il direttore delle collezioni, nomina-
to a soli 39 anni. Il Rijks, com detto,
la porta di un polo museale tra i pi
spettacolari dEuropa. Se percorriamo il
grande prato del Museumsplein, ecco
sulla destra il museo Van Gogh. Operai
su gru gialle lucidano le vetrate. Riapre il
1 maggio dopo restauri, con lambiziosa
mostra Van Gogh at Work, duecento
opere dellartista e di suoi coevi, e uno
sguardo inedito alle tecniche di lavoro,
indagate ai raggi X e al microscopio.
Subito oltre ci viene incontro, di un
biancore clamoroso, quella che la vox
populi ha ribattezzato la Vasca da Bagno:
la recente estensione dello Stedelijk, il
pi importante museo olandese di arte
moderna e contemporanea, gestito dal
Comune, main sponsor la Rabobank.
Unaltra passeggiata accattivante, meno
classica del Rijks, pi esplorativa. Larchi-
tettura dello studio Benthem Crouwel
divide lopinione pubblica, la pelle liscia
come un plasticone ne fa un macro-og-
getto pop assai violento. Ospita lingres-
so, il ristorante, laccesso al settore mostre
temporanee (dal 4 maggio il videoartista
Aernout Mik). Si scende nel sottosuolo
per scale mobili in un tunnel color vani-
glia, accompagnati da suoni arcani com-
posti da Mike Kelley. Una volta risaliti,
lala ottocentesca, a cui la Vasca incol-
lata, riserva continue meraviglie. Il leg-
gendario Violinista di Chagall. Gli
espressionisti tedeschi. I costruttivisti
olandesi e russi. La sezione design svilup-
pata dopo il 1945 dal direttore bauhau-
siamo Willem Sandberg. I funzionalisti
nordici. E poi Rothko e de Kooning, le
magie blu di Yves Klein e il minimalismo
Usa. Per fnire con gli inquietanti Beach
Portraits di adolescenti della fotografa
Rineke Dijkstra. Per un terzo dei costi del
Rijks (127 milioni contro 375; sono cifre
importanti, e scelte politiche coraggiose
in tempi di crisi, sia al governo che nel
Municipio) si ha una visione del moderno
tra le pi stimolanti che si possano incro-
ciare oggi in Europa.
Si aggiunga che sul Museumsplein, lato
sud, si affaccia anche il Concertgebouw,
come dire la Scala di Amsterdam, che com-
pie 125 anni. Subito a ovest c il fashion
disctrict di Hoofstraat. Poco pi in centro,
il Leidseplein con i ristoranti, la vita nottur-
na, il teatro Stadsschouwburg, i templi del
rock e del jazz, Melkweg e Paradiso. Emer-
ge unidea di citt perseguita nel tempo, ben
oltre larco di una singola giunta, com
stata la penultima del sindaco laburista Job
Cohen, che pi ha combattuto il racket
organizzato della prostituzione. Unidea di
cultura non come pedagogia elitaria, ma
legata ai consumi, al tempo libero. In Olan-
da il primo concorrente del sesso a paga-
mento sta diventando lo shopping; un
pensatore cinico come Rem Koolhaas la-
veva previsto con un certo anticipo. Poco
pi a est, la Heineken Experience, fabbrica
di birra trasformata, fa 400 mila visitatori
lanno, pi del Maxxi di Roma: visiti, im-
pari e bevi; e torni volentieri.
Non fnisce qui. Spostiamoci a nord,
subito oltre il centro storico. Che dire? Le
Luci Rosse sono circondate. Ci aspetta un
altro clamoroso attrattore urbano, bian-
co anchesso ma dalle forme inafferrabili.
Nellavvicinarsi, in tre minuti di traghet-
to, gratuito giorno e notte, dal retro della
Stazione, ricorda ora un gabbiano ora
uno squalo. lEye Film Institute. Tuttal-
tra cosa dalloperazione istituzionale del
Rijks. Polo del cinema, con quattro sale,
mediateca, spazio mostre, ristorante con
immense vetrate e terrazza sul mare in-
terno che separa i quartieri nord. Di
fronte, ecco il nuovo Palazzo di Giustizia;
una lieta visione, rispetto ai falansteri
fascisti di tante citt dItalia. LEye, archi-
tettura esagerata degli austriaci Delugan
Meissl, compie un anno di vita. Ora si
celebra il cineasta Johan van der Keuken;
dal 30 giugno toccher a Fellini The
Exhibition. Tutto bilingue, perch qui
linglese lo parla anche il tranviere.
E lEye non sta da solo. Emblema della
lotta dei Paesi Bassi per strappare terra al
mare, introduce idealmente le isole artif-
ciali dove Amsterdam si va estendendo
verso nord-est. A pochi minuti di bici
troviamo la Oba, biblioteca pubblica;
lauditorium Muziekgebouw attivo dal
2005; il Terminal crociere; il Nemo, mu-
seo della scienza di Renzo Piano; lo stu-
pendo hotel Amrath, meraviglia dco; il
centro darte contemporanea De Appel
ricavato nelledificio ottocentesco che
ospitava la lega dei marittimi.
Sempre al mare il nostro giro poco oltre
si conclude. Al museo della navigazione,
Scheepvaartmuseum, aperto nel 2011.
Davanti ormeggiato un tre alberi rico-
struito, lAmsterdam, che fu la gloria
della Compagnia delle Indie e affond
in tempesta nel 1749. E qui torneremmo
ai viaggi, ai commerci esotici, ai profumi
di spezie di questa citt che non si stan-
ca mai, sempre viva, aperta, indomabile.
Ma sarebbe un altro racconto.
Enrico Arosio F
o
to
: L
u
z
P
h
o
to
Cultura
25 aprile 2013 | | 83
n. 16 - 25 aprile 2013
larte, bellezza E tu non puoi farci
niente. Parafrasano la celebre battuta
di Humphrey Bogart la Quadriennale
di Roma presieduta da Jas Gawronski
d il titolo a una due giorni su arte
e informazione. Il 19 e 20 aprile, il
workshop, aperto al pubblico, a Villa
Carpegna a Roma, riunisce direttori,
conduttori tv e curatori per parlare del
nuovo dinamismo che nel Terzo Millennio
ha investito le riviste di settore, pur
in un periodo di crisi economica.
Tra i protagonisti, i critici Marco Senaldi
e Philippe Daverio, Franco Debenedetti,
il direttore di Sky Arte Hd Roberto Pisoni
e leditore Umberto Allemandi. Ad
accompagnare i lavori, una mostra delle
principali riviste darte contemporanea
made in Italy. Daniela Giammusso
Arte e media
Come raccontare
la bellezza
Fumetto o graphic novel? Da tempo la
critica strattona Vittorio Giardino, 66en-
ne, bolognese di nascita, caposcuola del-
la letteratura disegnata, cercando di af-
fbbiargli unetichetta, sia pure retroda-
tata. A gettare una luce oggi Oscar
Cosulich, titolare della rubrica Cartoo-
ning su lEspresso, con il libro intervi-
sta Vittorio Giardino(Exorma editore,
collana: Tac - Tomografe dArte Con-
temporanea): 128 pagine con tavole a
colori. Tradotte in 14 lingue e pubblicate
in 18 Paesi, le avventure di Sam Pezzo,
Max Fridman e Jonas Fink sono narra-
zione per immagini, giornalismo, repor-
tage e molto cinema, con cui Giardino ha
un rapporto simbiotico.
Perch invece della pellicola sceglie il
fumetto? Il cinema unopera collettiva
e io preferisco un lavoro dove discuto tra
me e me: affatico meno la voce e mi capi-
sco meglio. Investigatore del passato
prossimo, per le sue storie a fumetti Giar-
dino utilizza gli strumenti degli storici:
interpretazione accurata, analisi delle
fonti, riscontro dei documenti. Risultato?
In Francia il suo No pasaran un testo
consigliato nelle scuole per lo studio
della guerra civile spagnola. La Istanbul
di Max Fridman fglia di Casablanca
e degli esotismi del Paperino di Carl Bar-
ks e del Corto Maltesedi Hugo Pratt.
Nelle strisce di Giardino c pi Kafka e
Rilke che super eroi. E una ricerca mania-
cale. Il diavolo nei dettagli. Minuziosi,
e tutti signifcanti, quelli disseminati nel-
le pagine da Giardino: dalla toponoma-
stica alle divise, allarchitettura. Un auto-
re lento, divorato dallindagine? Il tem-
po si vendica delle cose fatte senza di lui,
dice malizioso. Figlio degli anni Trenta,
come il maturo Max Fridman, come il
giovane Jonas Fink, gli ultimi due perso-
naggi di Giardino hanno entrambi uno-
rigine ebraica. lossessione del dettaglio
e della memoria.
Le gaLLerie si fanno grandi | ritorna 50 cent | Una stampante cambia iL mondo | paganini versione dego
Fumetto di Cinzia Leone
ossessione giardino
UnA TAVolA DEl lIBRo VITToRIo GIARDIno
84 | | 25 aprile 2013
Cultura
B
igger is better. E pi big,
meglio . Non meno di
duemila, quattromila,
settemila metri quadri...o
novemila addirittura per
un intero palazzo a Chel-
sea. Come quello al 537
West 20th Street, New York, con giardino
interno, impianti ecosostenibili e frma
dello studio Selidorf, architetti minimal
chic quanto basta da essersi specializzati
in gallerie darte e concept-store di Man-
hattan. bastato questo al quarantenne
David Zwirner, rampante gallerista do-
rigine tedesca e potere globale, per scala-
re le classifche delle supersize galleries,
cercando di strappare il titolo di campio-
ne del mondo a Larry Gagosian. A cui,
per, gi riuscito a strappare anche un
paio di artisti, compresa Yayoi Kusama,
ultima star di Louis Vuitton che ha impal-
linato, in suo onore, vetrine e borsette.
Prova che i metri quadri contano. E
negli ultimi anni vengono contati come
titoli nobiliari, in una guerra allultimo
centimetro combattuta nei website delle
supergallerie. White Cube (http://white-
cube.com) a Bermondsey. Terzo spazio
londinese di Jay Jopling, mercante nato
negli anni Novanta con gli Young British
Artists e ora milionario. Tanto da inau-
gurare nellottobre 2011, una sede di
5.440 metri quadri calpestabili, tre gran-
di sale espositive, salette per visioni pri-
vate, uffci, un auditorium, un capiente
magazzino, bar e bookshop. Dallaltra
parte della Manica laustriaco Thad-
daeus Ropac partito con una normale
galleria di Salisburgo, nellottobre 2012
apre a Pantin (sobborgo di Parigi) una
monumentale mostra di Anselm Kiefer,
inaugurando cos la sua seconda sede
nella capitale francese. Complesso indu-
striale di 4.700 metri quadri, composto
da cinque edifci che raggiungono anche
i 12 metri di altezza. Luogo tanto com-
plesso da richiedere sul sito istruzioni e
mappa per orientare il visitatore. I famo-
si dealer Blain&Southern, oltre alla gal-
leria londinese acquistano a Berlino nel
maggio 2010 limmenso spazio dellex
tipografa del Tagesspiegel. Stupefa-
cente esempio di archeologia industriale
con unica navata di cemento e vetro a
Potsdamer Strasse, che supera i 1.300
metri quadri per almeno 20 di altezza.
Ovviamente la pi grande galleria della
Gallery
king king size
White Cube. Zwirner. E soprattutto
Gagosian. lepoca di spazi espositivi
spropositati. Di manager strapagati.
E di quotazioni fuori scala. Ma c chi
dice: il mercato sta uccidendo larte
Di alessanDra MaMM
25 aprile 2013 | | 85
citt tedesca e tra le pi grandi dellintera
Germania.
E infne il number one: Larry Gagosian.
Luomo che di gallerie ne ha ben 12, spar-
se per il pianeta in luoghi strategici (da
New York a Los Angeles, da Ginevra ad
Atene, da Roma a Hong Kong), pronte a
controllare il mercato, neanche fossero
basi militari. In questa corsa alla Oh che
bel castello ha di nuovo battuto tutti,
non tanto in occupazione di spazio, quan-
to in astuzia. La sua supergallery aperta
a nord di Parigi, un hangar di 1.650
metri quadri, ristrutturato da Jean Nou-
vel e piazzato nellaereoporto privato tra
i meglio frequentati dEuropa. I grandi
collezionisti atterrano, guardano, scelgo-
no, contrattano e decollano. Nessun oc-
chio indiscreto, nessuna perdita di tempo.
Geniale.
Ma attenzione. Per Francesco Bonami,
Gagosian il prototipo, loriginale, il
modello vincente e lerrore che tutti stan-
no facendo voler diventare Gagosian.
Cosa che pu anche portarli alla rovina.
Perch per diventare Gagosian bisogna
fare come lui, a cui mai venne in mente di
imitare Leo Castelli, ma fn dagli inizi
invent una formula del tutto nuova. E
il segreto della formula che ha fatto la
fortuna di questo tycoon del mercato
dellarte, la costruzione di un sistema di
gallerie pi simile a un brand multinazio-
nale che a quel salotto cultural-interna-
zionale che lo aveva preceduto stile Ca-
stelli-Sonnabend dove si parlava darte
(ma mai di prezzi in pubblico).
A questa dimensione borghese ed eli-
taria lui contrappone una rete che oggi
conta uno staff di 170 dipendenti; un
indotto che dai trasportatori agli assicu-
ratori moltiplica il numero; unattivit
espositiva di livello museale che fa della
sua lunica galleria di Chelsea a vedere
fle di visitatori in attesa di fronte alle
porte; idee di marketing a dir poco origi-
nali. Una per tutte: la supermostra dei
dotsdi Damien Hirst lanciata nel 2012
simultaneamente nelle gallerie dei tre
continenti del suo impero. Chi riusciva a
visitare tutti gli spazi vinceva unopera
grafca con dedica personale. Lui, invece,
vinse paginate di giornali, migliaia di
twitter, servizi tv in ogni lingua del globo.
Stroncature polemiche urli sul dove
siamo arrivatiche si levano dai blog alle
conversazioni tra addetti ai lavori. Tutto
gratis. Ma sebbene di Gagosian ce ne sia
uno la prova muscolare a misura di metri
quadri destinata soprattutto a sedurre
e impressionare quegli artisti superstar
che come tanti re Mida dettano le condi-
zioni del mercato e cercano scenari sem-
pre pi stupefacenti per le loro esibizioni.
Ed ecco che Kiefer contemporaneamente
allaeroporto di Larry, inaugura il su-
Anthony Gormley AllA GAlleriA White Cube. nellAltrA pAGinA: GAlleriA le moulin di pAriGi
86 | | 25 aprile 2013
Cultura
perspazio Ropac a Pantin, mentre Zwir-
ner riesce a strappargli Koons e Kusama.
La scuderia degli artisti la vera car-
tina al tornasole del potere e poco im-
porta allora se, come nota Jerry Saltz,
uno dei pi ascoltati critici newyorchesi
e voce del Village Voice, nei lindi,
pinti, candidi e immensi spazi delle super
gallery di Chelsea non c anima viva.
Tanto che in queste elegantissime cripte,
frmate dai migliori archietti del mondo,
Jerry assalito dal sospetto che il sistema
dellarte come lo conoscevamo, fatto di
vernissage, incontri, discussioni, dibat-
titi stia morendo. Gallery shows! Luce
della mia vita, fuoco dei miei occhi, il
romantico incipit del suo jaccuse (www.
vulture. com), vi ho amato molto. Ne
ho viste almeno trenta a settimana, per
tutte le settimane dellanno. E le brutte
mostre mi hanno insegnato forse pi
delle belle. E molto ho appreso discuten-
do con gli altri occasionali visitatori. Ma
ora sempre pi spesso nelle gallerie di
Chelsea mi ritrovo a vagare completa-
mente solo, persino nei weekend. E gli
stessi galleristi ammettono che la mag-
gior parte di collezionisti non ha mai
messo piede nei loro spazi. Tutti sappia-
mo che i luoghi deputati allacquisto di
unopera sono ormai le fere, le aste e
persino Internet.
Ennesima prova che queste sempre pi
monumentali cattedrali bianche sono
destinate a strappare gli artisti non solo
alle gallerie ma persino ai musei. Del
resto, continua Bonami, gallerie di
queste dimensioni hanno budget superio-
ri a quelle di un museo, riescono in sei
mesi a montare mostre che a un museo
richiedono due anni di preparazione e
sempre di pi alcuni fra i bravi direttori
sul mercato finiscono per passare dal
pubblico al privato. Che naturalmente
si dimostra molto pi generoso arrivando
a offrire ai migliori contratti tra i 200 e i
250 mila dollari pi beneft e percentuali
sulle vendite. Non stupisce dunque che i
migliori prima o poi rinuncino al presti-
gio del grand commis dEtat (sempre pi
in ribasso ovunque) per abbracciare il
potere del mercato.
Qualche esempio: Mark Francis, oggi
direttore da Gagosian, stato direttore del
Warhol Museum a Pittsburgh e curator
Sopra: DaviD Zwirner nella Sua galleria a ChelSea (new York), uninStallaZione Di DonalD JuDD,
Sempre Da Zwirner, e mario CoDognato. Sotto: uneSpoSiZione
Dei quaDri Di warhol. nellaltra pagina: la galleria Di ropaC a parigi pantin
25 aprile 2013 | | 87
alla Whitechapel mentre il suo collega
John Richardson il biografo di Picasso.
Nello staff di White Cube compaiono in-
vece tanto Tim Marlow, storico dellarte,
saggista ed ex programmista della Bbc, che
Susan May, ex responsabile dei progetti
per la Turbine Hall alla Tate Modern
compreso il famosissimo tramonto di
Olafur Eliasson. Da Blain/Southern invece
arrivato come superdirettore il nostro
Mario Codognato reduce dalla condire-
zione del Museo Madre di Napoli. Anche
lui forte di un curriculum storico-artistico
di tutto scientifco rispetto, che gli fa dire:
Una buona galleria sa quanto sia impor-
tante produrre non solo mostre di qualit
ma anche cataloghi, pubblicazioni, mate-
riale informativo e didattico. Seguire gli
artisti, consigliarli, aiutarli nelle scelte.
Non solo un lavoro fnanziario. un
lavoro culturale.
Ragion per cui, la presenza di queste
figure altamente qualificate, unaltra
garanzia importante per catturare la fdu-
cia e il contratto in esclusiva con gli artisti
che si affdano ai consigli dei direttori, ri-
chiedono la loro presenza in ogni mostra,
biennale o fiera. Li coinvolgono in un
rapporto che supera i confni meramente
professionali per diventare protettivo,
complice, paterno. Cosa che obbliga ogni
direttore a saltellare per il mondo e dichia-
rarsi disponibile praticamente a ogni ora
del giorno e della notte.
Per questo, in genere, la super galleria si
avvale di pi direttori, ognuno dei quali ha
in carico il rapporto con non pi di due o
tre super star (oltre ne va della tenuta
psicofsica), pi il compito di individuare
le giovani promesse. Le quali non appena
arrivano nelle loro mani triplicano (o de-
cuplicano) i prezzi fno a raggiungere cifre
esagerate persino nellopinione degli ad-
detti ai lavori. Non credibile, commen-
ta ancora Bonami, che nomi come The-
aster Gates nelle mani di White Cube o
Abdel Abdessemed in quelle di David
Zwirner passino dai 300 mila a un milione
e mezzo di sterline. E parliamo di artisti
peraltro non facili. Un radicale afroameri-
cano dal messaggio sociale e ideologico (il
primo) e un situazionista o tosto e sovver-
sivo (il secondo) salito agli onori della
cronaca per aver coniato in bronzo la
statua con la testata di Zidane.
Ma la potenza del nome e la autorevo-
lezza del tempio di supersize gallery tra-
muta il bronzo in oro, portando di un
balzo anche il pi improbabile degli arti-
sti a raggiungere cifre che vanno ben oltre
il mercato dei comuni mortali: ovvero le
gallerie medie e medio alte che fnora
rappresentavano il collezionista borghe-
se (creatura in via di estinzione come la
sua classe di appartenenza).
Nel corso dellultima fera di Parigi i
lamenti si sono sentiti levare ovunque e
lucidamente. Georges Philippe Vallois,
patron della storica omonima galleria
parigina e presidente del comitato delle
gallerie francesi, li condensa in fulminea
analisi economica: Una galleria di me-
dia grandezza con ambizioni internazio-
nali non pu pi come un tempo appog-
giarsi a una rete di gallerie amiche per far
girare le opere e far conoscere i suoi arti-
sti. Ora il sistema impone di aprire suc-
cursali nel mondo, con costi di gestione
fuori controllo. Naturalmente non tutti
ce la fanno. Molti soccombono. E come
spesso accade nella storia assistiamo alla
fne del piccolo commercio ucciso dalla
grande distribuzione.
A meno che - come gi qualcuno sta
facendo - non si abbandoni il Gagosian
style per trovare un nuovo modello di
vita e di arte. Pi local che global, pi si-
mile alla bottega di un tempo che alla
multinazionale di oggi, pi povero ma pi
bello ed eco-artisticamente corretto, pi
orientato a scoprire nuovi artisti che a
rubare al vicino i soliti noti. Chiss che,
complice anche la crisi, prima o poi non
rinasca un Leo Castelli. n
I metri quadri ci sono tutti: 30 mila circa che, metro in mano, potrebbero portare lItalia al
top delle classifche delle super gallerie. Ma a parte questo Le Moulin, ex sito industriale
nella campagna parigina, a unora di macchina dalla capitale non ha niente a che vedere
con lo stile da super gallery fn qui descritte. Terza sede dopo San Gimignano e Pechino
di quella Galleria Continua fondata nel 1990 da tre infaticabili signori (Mario Cristiani,
Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo) che da un ex sala cinematografca nel senese paesino
dorigine hanno allargato i loro confni dalla Cina allIle de France. Ora Le Moulin ospita
opere a rotazione di artisti internazionali (da Buren a Solakov a Kapoor) che per lo pi
le allestiscono sul momento o secondo progetti site specifc (come si usa dire).
Lo spazio espositivo di circa 10 mila metri quadri mentre il resto nelle intenzioni dei
fondatori dovrebbe diventare un villaggio per larte contemporanea con tanto di atelier,
residenze, biblioteca, ristorante e laboratori didattici. Insomma pi un progetto di arte
pubblica che di pura fnanza. Del resto pur non avendoci mai rimesso una lira, i ragazzi
della Continua hanno sempre puntato a costruire intorno a s un clima comunitario ben
diverso dallo stile algido e scarnifcato dei White Cube internazionali. Le feste dellarte
in tempo di vendemmia, le inaugurazioni che durano tre giorni, il cibo e i balli, la scelta di
location che richiedono un viaggio. Altro che aeroporto mordi e fuggi, per arrivar da loro
ci vuole tempo. Altro che manager in livrea. Altro che contratti. Con gli artisti facciamo
progetti. Mai avuto uno in esclusiva. Funziona? Son 23 anni che ci siamo.
E non abbiamo ancora chiuso.
Made in Italy per tre
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Cultura
L
a biografa di Curtis Jackson,
alias 50 cent, una leggenda
urbana e una favola pop. Ex
spacciatore del Queens, poi
rapper e gangster a Brooklyn,
Jackson, trentotto anni, oggi lartista
simbolo dellhip hop e della cultura pop
legata a quel genere musicale, e proprie-
tario di un impero imprenditoriale che
spazia dalla moda alla musica. Secondo
la rivista Forbes il suo patrimonio
personale ammonta a circa 150 milioni
di dollari. Se la nascita di questa icona
contemporanea stata raccontata recen-
temente dal regista irlandese Jim Sheri-
dan nel flm documentario 50 cents,
adesso tocca a lui raccontare la sua storia
in musica con il nuovo album Street
King Immortal, il sesto, atteso da anni e
in uscita fnalmente in primavera per In-
terscope Records.
Il disco infatti un affresco autobiogra-
fco prodotto con lausilio dei pi impor-
tanti protagonisti della scena rap mon-
diale: dal re dellhip hop Eminem, al
cantautore Adam Levine, da Alicia Keys
a Chris Brown, e poi Snoop Dogg e le
nuove scoperte Kendrick Lamar e Trey
Songz. Tra le note elettroniche e i bassi
acustici dei primi due splendidi singoli gi
usciti New Daye My Life, i retrosce-
na, gli abissi e la poesia di una carriera e
vita straordinarie. Ma come ha fatto un
ex delinquente di Jamaica Bay, alla peri-
feria est di New York, dove una vita
costa meno di cinquemila dollari e le
luci di Manhattan sono pi piccole
delle stelle, a raggiungere in dieci anni
un sogno troppo grande anche per il
formato americano?
Sopravvissuto a una pioggia di proiet-
tili (nove) nel 2000, scoperto da Eminem
con cui nel 2003 ha prodotto Get Rich
or Die Tryin diventato uno dei debutti
pi venduti di tutti i tempi e apripista del
new rap edonista, il nuovo album non
solo autobiografa, ma anche un omaggio
alla musica che lha salvato, e che oggi pi
di sempre la colonna sonora della nuo-
va America; quella di Obama, dei dirtti
civili, degli afroamericani in ascesa. un
disco che scoppia di musica, dice, una
tempesta di note come non avevo mai
conosciuto. Per questo ci ho messo tanti
anni a realizzarlo. Ogni volta che prova-
vo a registrare, non sapevo mai dove
stessi andando, la musica sembrava arri-
vare dal futuro. Un disco che anche
una rifessione sullindustria musicale che
lha reso miliardario, sulla forza rigene-
rante dellarte, e il senso della vita che a
otto anni, davanti allomicidio della ma-
dre, sembrava gi perduto.
La madre vendeva la droga, il padre
non lha mai conosciuto, Curtis ha vissu-
to nella fattoria della nonna sotto uno
snodo autostradale. A dodici anni gi
punto di riferimento del racket del
Queens. Poi gli anni di prigione e lattac-
co da arma da fuoco nel 2000 subito
dopo essere tornato in libert. Una fla di
proiettili che per miracolo gli sforano il
collo. A fermare per sempre il passato
resta la cicratice sul labbro. Il ghetto di
50 cent non quello romantico cantato
per esempio da Elvis Presley. Dove sono
nato, se hai le scarpe rotte o vendi la
droga per comprarne di nuove, o prendi
la droga per dimenticarti delle scarpe,
racconta. I demoni li ha combattuti con
la disciplina e limpegno ossessivo per il
lavoro. La depressione un lusso che
non mi posso permettere. Devo continua-
mente sgomberare la mia strada dai pro-
blemi, non posso stare fermo a guardare.
Se mi fermassi, perderei di vista il signif-
cato di tutto quello che ho raggiunto.
Dal 2005 il rapper ha anche iniziato
una carriera nel cinema, da attore, in di-
ciotto pellicole, da produttore in altre tre.
anche partner di Coca-Cola e Nike per
le campagne pubblicitarie e creatore di
linee di abbigliamento giovani ma di
lusso. Nella sigla 50 cent un ricordo del
passato. Nelle case popolari di Fort
Greene a Brooklyn avevo un amico che si
faceva chiamare 50
cent e che stato am-
mazzato in una spa-
ratoria. Ho fatto di
tutto per riscattare la
memori a di tutti
quelli fniti come lui.
Dal punto di vista
musi cal e St reet
50 cent
torna a cantare
Il suo impero musicale e della moda vale
150 milioni di dollari. Ma ora il rapper
newyorchese esce con un nuovo disco
Di simone porrovecchio
King Immortal
un lavoro
maturo. Ne sono
state prenotate un
milione di copie
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King Immortal un lavoro maturo,
impegnativo, godibilissimo, una risorsa
di energia, lalbum pi bello frmato 50
cent e tra i migliori del rap di sempre. La
lunga attesa per lalbum a molti sem-
brata studiata a tavolino, ma la conse-
guenza di disdette e incomprensioni con
i discografci. Rispetto il lavoro di tutti,
di chi lavora per me, e di quelli per cui
lavoro. Ma nella mia musica nessuno pu
interferire, commenta. In prevendita
intanto sono gi state prenotate un mil-
lione di copie. Anche questo un altro re-
cord frmato 50 cent.
Street King Immortal pure un inno
damore alla sua citt, New York. Credo
che sia un album che riesce ad abbraccia-
re e assorbire tutto il pop che gira nella-
ria. Gira velocissimo nella grande mecca
creativa newyorchese. Se la New York
alla moda oggi arrivata fno al Queens,
dove anche il MoMa ha aperto la fliale
PS1, per 50 cent il suo Queens resta per
sempre il luogo dove la salvezza te la
compra il denaro. I suoi primi grandi
successi parlano proprio di questo. Con i
guadagni dellesordio ha acquistato la
villa dellex pugile Mike Tyson. Una pro-
priet di 50 stanze, la pi grande del
Connecticut. Ma rivela: Non ci ho mai
dormito. La casa vuota. Volevo fermare
il mio successo, vederlo concretizzato,
hospeso una fortuna, avevo bisogno di
possedere qualcosa di grande. Ma non c
un sola stanza dove mi sia sentito a mio
agio.
E infatti neanche la ricchezza cantata
dallhip hop colma i vuoti di unanima.
Torna al discorso dellinfanzia: Non ho
mai conosciuto mio padre. Avrei potuto
spendere una vita a cercarlo, ed essere
infelice. Ho deciso invece di vivere la mia
vita. Se lo avessi avuto al mio fianco
quando mia madre stata ammazzata
davanti ai miei occhi, la mia vita sarebbe
stata unaltra. Ma sono arrivato a questo.
E cercare mio padre oggi signifca cercare
me stesso.
E il futuro? Sentirete moltissima mu-
sica di 50 cent nei prossimi due anni,
assicura. Quando ero ragazzino il rap
era la musica della periferia, dei gangster.
Non la sentivi n in radio, n al club, ma
per la strada dai fnestrini aperti delle
macchine. Oggi lhip hop, che della pa-
rabola del ghetto il punto pi alto, al
centro dellesperienza americana. Tanto
che sul mercato il nuovo Street King
arriva insieme a una nuova bevanda
energizzante che ha lo stesso nome, natu-
ralmente frmata 50 cent. La commercia-
lizzazione non rischia di fare male alla
musica? Per 50 cent si tratta del contrario,
ovvero, il buon prodotto, anche artisti-
co, che pu manipolare il mercato. 50
cent una marca che genera denaro ma
nata con larte. E chiarisce: La met
degli introiti che la mia compagnia rica-
ver dal nuovo drink andr al Food Pro-
gram dellUnesco. Lespressione abusa-
ta, ma ogni bottiglia venduta sfamer
letteralmente la bocca di un bambino in
Africa. LAfrica lontana, ma a Jamaica
Bay la vita di un uomo pu costare anco-
ra 5 mila dollari. 50 cent oggi nel suo
vecchio quartiere ci passa in limousine
per andare all aereoporto JFK. Che effet-
to fa vedere il passato dai vetri antipro-
iettili? Volevo diventare il primo super-
ricco dellhip hop, e lo sono diventato.
Ma i miliardi non sono pi lobiettivo.
Lobiettivo il lavoro. Intanto un nuovo
progetto: una Fondazione che porta il suo
nome per il finanziamento degli studi
universitari ai ragazzi poveri. La sede
aprir a Jamaica Bay. n F
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Un ritrattO Di 50 Cent. nellaltra pagina:
il rapper DUrante Un COnCertO
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M
ai lItalia si sentita incal-
zata dallo spettro della
deindustrializzazione co-
me in questa interminabi-
le crisi, con i suoi bolletti-
ni di guerra che riportano ogni giorno
la lista delle imprese che chiudono e dei
posti di lavoro persi. Certo diffcile
staccare lo sguardo da un presente cos
cupo per prestare attenzione a chi parla
di una nuova rivoluzione industriale nel
mondo, sottolineando che essa riguarda
anche noi, forse soprattutto noi, tanto
questi messaggi ottimistici contrastano
con la percezione comune della realt.
Eppure, forse proprio per questo meri-
terebbe ascoltare chi dice che quello
della crisi in cui siamo immersi non e
non pu essere il nostro orizzonte esclu-
sivo di riferimento. Perch attorno a noi
- questa la tesi di alcuni autori che van-
no guadagnando consenso - sarebbe in
corso unautentica, nuova rivoluzione
industriale. Non meno radicale e perva-
siva di quelle che lhanno preceduta, si
trattasse delle macchine a vapore delle
fabbriche tessili delle flande dellOtto-
cento o della chimica, del petrolio,
dellelettricit, dellacciaio e del motore
a scoppio che hanno trasformato la vita
delle persone dalla fne dellOttocento
in poi. Una rivoluzione industriale che
per differisce da quelle precedenti per
il suo carattere soft: una rivoluzione
morbida, questultima, destinata a incu-
nearsi profondamente nel lavoro e
nellesistenza, senza possedere la bruta-
le forza durto del passato. Qualcosa di
profondamente e qualitativamente di-
verso dal mutamento indotto dal telaio
meccanico e poi, molto pi intensamen-
te, dalle linee di montaggio della fabbri-
ca-monstrum teorizzata e costruita da
Henry Ford agli inizi del Novecento.
Anzi, la sua novit starebbe proprio
nellessere una trasformazione produt-
tiva che per la prima volta pu addirit-
tura fare a meno della fabbrica tradizio-
nale. Del resto, dove sono fnite le gran-
di fabbriche di un tempo? Se stiamo
allItalia sono ormai pochissime le unit
produttive che concentrano pi di mille
lavoratori. A SettimoTorinese, dove ha
sede il maggior impianto della Pirelli, la
fabbrica ristrutturata e ridisegnata da
Renzo Piano concentra circa 1.250 la-
voratori, che operano su pi turni. Nel-
la struttura inaugurata in gennaio a
Grugliasco, ai confni di Torino, da cui
escono le prime Maserati Quattroporte,
la nuova berlina italiana di lusso, quan-
do le lavorazioni saranno a pieno regi-
me ci saranno 1.500 lavoratori. Questi
numeri non possono essere confrontati
con le concentrazioni operaie di un
tempo, a Mirafori come alla Bicocca.
Non pi la massa dei lavoratori che
raggruppa a dare il segno della moder-
nit e della produttivit di un impianto.
Si pu essere fabbrica moderna metten-
do assieme pochi lavoratori che non
indossano pi la tuta blu, ma nemmeno
la giacca e la cravatta dellimpiegato di
una volta (e neppure il camice bianco
che evoca lo stereotipo del tecnico).
I ruoli lavorativi non sono pi codif-
cati rigidamente e non si riconoscono
dallabito che si indossa sul lavoro. In
prospettiva destinato a cadere il pi
classico dei princpi del taylorismo,
quello che prescriveva una netta sepa-
razione fra chi il lavoro deve progettar-
lo e chi deve eseguirlo. Anche per questo
Chris Anderson, il giornalista e scrittore
che a lungo ha diretto la rivista Wired,
parla degli artefci della nuova rivolu-
zione industriale ripristinando limma-
gine antica del produttore(Makers.
Il ritorno dei produttori. Per una nuova
rivoluzione industriale, Etas Libri).
Lelemento di maggiore originalit, se-
condo la visione ottimistica di Ander-
son, che tutti possiamo diventare o
ritornare produttori. A patto di saper
lavorare con sicurezza sul computer e
soprattutto di saperlo collegare a una
stampante a tre dimensioni. Anderson
spiega che questa la macchina simbo-
lo della nuova rivoluzione industriale,
la stampante in grado di replicare ogget-
ti o parti di un oggetto, esattamente
come la vecchia stampante bidimensio-
nale elabora e riproduce la pagina di un
documento o di un libro.
Le nuove stampanti possono essere
costose e sofsticatissime oppure avere un
prezzo che le rende abbordabili come un
Cultura
Rinasceremo con
una stampante 3D
in corso una
nuova rivoluzione
industriale.
Che cambia
i paramentri della
nostra civilit. Una
chance per lItalia
Giuseppe Berta Scenari
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computer un po sofsticato: dipende da
che cosa si vuole produrre. Ma a prestare
fede ad Anderson ci si pu rivolgere a esse
praticamente per qualsiasi tipo di produ-
zione: lui racconta di aver realizzato da s
i mobili per la casa delle bambole delle
fglie (avendo trovato che quelli in catalo-
go erano molto costosi e per giunta piut-
tosto brutti), ma sostiene che gi oggi
possibile fabbricare persino delle auto-
mobili e gi c chi lo sta sperimentando.
Il problema che con le stampanti a 3D si
rovescia perfettamente limpostazione
fordista, centrata sul paradigma della
produzione di massa. Vale a dire che, una
volta che si sono acquistate le macchine,
produrre un esemplare di un manufatto o
cento o mille avr sempre lo stesso costo
unitario. Ampliando la massa del prodot-
to non si ottiene nessun vantaggio. Ma
allo stesso tempo questo principio fa s che
possiamo replicare un oggetto anche in un
numero limitatissimo di copie, senza aver
bisogno di attivare un processo di produ-
zione che per essere ammortizzato ha bi-
sogno di volumi importanti.
In realt, ci che dice Anderson che il
nuovo modo di produrre si rivela adatto
a soddisfare tutte le esigenze di nicchia. Al
limite individuali, come dimostra il caso
dei mobili per la casa giocattolo. Il suo
vantaggio di consentire la costruzione di
oggetti per i quali esista una domanda
estremamente circoscritta, spesso di am-
bito specifcamente locale. E qui si tocca
il secondo versante cruciale della nuova
rivoluzione industriale: essa permette di
localizzare la produzione dove si vuole. Se
crediamo ai suoi interpreti e fautori, essa
segna la fne dellepoca in cui delocalizza-
re era conveniente. Se non ci sono pi
problemi di costo, dal momento che gli
oneri fssi sono eguali dappertutto, allora
non ha pi senso privilegiare i territori
dove, per esempio, il lavoro a basso co-
sto. Questo criterio vale infatti l dove
ancora predomina la produzione di mas-
sa, ma se il mercato diviene sempre pi di
nicchia, allora si pu tornare a produrre
dove ci pare. Meglio, anzi, essere pi
prossimi ai consumatori fnali, cos da ri-
sparmiare sui costi di trasporto. Non a
caso, i sostenitori della nuova rivoluzione
industriale sono i pi convinti assertori
della grande opportunit
della rilocalizzazione: si
torni a produrre il pi vici-
no possibile ai mercati di
sbocco. E sono i molti a
citare a supporto di questa
tesi lesempio della Swatch,
che ha abbandonato la Ci-
na per fabbricare di nuovo
i suoi orologi in Svizzera.
chiaro che il fascino di
questa rappresentazione
di un futuro industriale che
starebbe gi progredendo
dentro le nostre societ au-
menta se pensiamo che nel
futuro i mercati di nicchia
sostituiranno quelli di
massa, fno quasi a cancel-
larli. la visione accredita-
ta da un altro teorizzatore
della rivoluzione dei pro-
duttori, il giornalista del
Financial Times Peter
Marsh (autore di The New Industrial
Revolution. Consumers, Globalization
and the End of Mass Production; Yale
University Press, un libro che ha avuto
successo lanno scorso nel mondo anglo-
sassone). Anche Marsh crede che si stia
verifcando un cambio d paradigma eco-
nomico e tecnologico centrato, oltre che
sulle stampanti a 3D, sulle nuove forme di
produzione energetica, e sulle nano e
biotecnologie. Come Anderson, Marsh
ritiene che la divisione del lavoro a livello
mondiale stia per cambiare, con la conse-
guenza di riportare in Occidente processi
gi delocalizzati in Oriente. Per di pi,
lascia intendere come lItalia abbia delle
carte signifcative da giocare in questo
cambiamento. Non sono forse gli italiani
che hanno fatto della versatilit, della
duttilit e della capacit di risposta pron-
ta al mercato delle loro imprese un van-
taggio competitivo? Molti dei caratteri del
nuovo scenario industriale militano a
nostra favore. Sta ora a noi cogliere il
vento del cambiamento per rilanciare il
ruolo un po appannato del made in Italy
su basi tecnologiche rinnovate.
UnimmaginE di TEmpi
mOdErni di CharliE
Chaplin, simbOlO dElla
rivOlUziOnE FOrdisTa
25 aprile 2013 | | 93
Cultura
N
iccol Paganini, principe dei
violinisti e tombeur de fem-
mes, non lavrebbe ammirata
solo per il suo aspetto esterio-
re. Avrebbe apprezzato labi-
lit con la quale suona i suoi leggendari 24
Capricci, usciti in cd per la Deutsche
Grammophon. Perch Francesca Dego,
bionda lecchese ventiquattrenne che i suoi
fan potranno ascoltare in tour con la So-
nata Kreutzer di Beethoven al Teatro
Rossini di Pesaro il 21 aprile e con il Con-
certo per violino in mi minore di Mendels-
sohn in giugno alla Victoria Hall di Gine-
vra, secondo un altro principe dei violini-
sti, Salvatore Accardo, uno dei talenti
pi straordinari dellarchetto che calpe-
stino i palcoscenici di oggi. Del resto fn da
piccola in casa sua respirava laria della
grande musica: il padre scrittore un
violinista dilettante e la madre americana,
traduttrice con la passione per la recitazio-
ne, da sempre unamante dellopera.
Quasi per gioco Francesca da bambina si
avvicin al violino e gi a sette anni calc
la scena per il primo concerto da solista
con unorchestra, perfezionandosi poi al
Conservatorio di Milano con Daniele Gay,
che la segue da quando ha nove anni, e con
Salvatore Accardo allAccademiaStauffer
di Cremona.
Francesca suona un prezioso Guarneri
del Ges del 1734, che ha avuto fra i pas-
sati proprietari il grande violinista statu-
nitense dorigine italiana Ruggiero Ricci,
il primo a incidere in disco tutti i Capric-
ci di Paganini nel 1947, proprio con
quello stesso violino. Il mio strumento ha
unanima, unentit che percepisce la real-
t, sostiene Francesca, E poi, come una
persona, vive: invecchiano i preziosi legni
con i quali sono state costruite la cassa
armonica e il manico, cos come la vernice
che lo riveste. Non ha mai conosciuto di
persona Ricci, ma
lho sempre ammira-
to come uno dei pi
grandi solisti del No-
vecento. Ho ascoltato
i suoi dischi, compre-
so quello con la cele-
bre incisione dei Ca-
pricci. Sono convinta che abbia lasciato
unimpronta personale su questo violino
come, stando alla documentazione, le altre
diciotto persone che lo hanno posseduto
a partire dalla fne del Settecento. Infatti il
modo in cui le corde e il legno vibrano
cambiano il suo suono, e se per esempio
un violinista presta il proprio strumento a
un altro anche solo per unora, riprenden-
dolo in mano avvertir qualche piccola
differenza acustica.
Ma per Francesca il rapporto con il suo
strumento anche occasione dintrospezio-
ne psicologica: un po come se facesse
uscir fuori il mio lato oscuro, demoniaco.
Sono sempre stata una persona timida e
insicura, ma quando lo imbraccio e suono
come se acquisissi un rinnovato equili-
brio.
Ammira una collega, la trentacinquenne
olandese Janine Jensen, anche lei molto
bella. una delle musiciste pi complete,
con un vasto repertorio. Ha poi una grande
personalit e ricorda i violinisti di un tem-
po, cos riconoscibili per il proprio stile.
Certo, il fsico lha aiutata nellaver fortuna
coi mass media. innegabile che oggi si
guardi anche allaspetto esteriore. Limma-
gine sul palcoscenico conta, come il vestito
che indossi e il fascino carismatico. Ma
sono convinta che alla fne regga alla prova
del tempo solo chi sa suonare veramente.
Voglio credere che un Oistrakh, se fosse
vissuto oggi, avrebbe avuto la stessa carrie-
ra luminosa. n F
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ra
ti
la versione di
dego
Ha 24 anni. Padre
italiano e madre
americana. Suona
benissimo
Paganini. E il suo
segreto un violino
molto particolare
Di riccarDo lenzi
La vioLinista FranCesCa Dego. in basso: iL CD
Che ha DeDiCato ai CapriCCi Di paganini
Scienze
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n. 16 - 25 aprile 2013
Scoprire comera organizzata una Spa
nel V secolo a. C. Oppure i riti sacri che
legavano gli etruschi alle grotte. O ancora
lingegneria degli acquedotti romani e
ligiene dei nostri antenati medioevali.
Lacqua con i suoi usi industriali, casalinghi
e culturali al centro di un ftto programma
di iniziative in provincia di Bologna, dall11
aprile al 23 giugno. Per Archeologite
2013 sono previste visite guidate,
gratuite, ai musei, laboratori per bambini e
gite sul campo, come quella del 21 aprile
alla grotta del Re Tiberio, nella Vena del
Gesso romagnola: frequentata dallet del
rame al medioevo, era famosa per le sue
acque salutari, che venivano raccolte in
piccole vasche scavate nella roccia.
Ancora oggi, ogni tanto, le vasche si
riempiono e si possono apprezzare le virt
benefche dellacqua rimaste intatte
per 2 mila anni. Altra data il 16 giugno,
per una visita guidata
al museo e agli scavi
archeologici di Claterna,
municipium romano che
sorgeva lungo la via
Emilia tra Bologna e
Imola, dove da
ascoltare il racconto
di come i romani
organizzavano la
protezione dalle piene e
la gestione effciente dellacqua.
Il 23 giugno la volta degli etruschi,
considerati dei veri e propri maestri di
idraulica, al museo di Marzabotto. E per
arrivare a tempi pi moderni, il 20 giugno
si parte alla scoperta di Quando Bologna
viveva sullacqua, con una visita alla
Chiusa sul fume Reno, per ricostruire
la storia del sistema di chiuse, canali,
e condotte che ha distribuito lacqua
alla citt dal XII al XIX secolo.
Archeologia
Amarcord
sullacqua
di Francesca sironi
Non si butta via niente a Prato allo Stelvio,
3.400 abitanti ai piedi dellOrtles, nellAlta
Val Venosta. Gli scarti delle segherie alimen-
tano tre caldaie che immettono il calore in
una rete di teleriscaldamento. Il letame e i
liquami prodotti da 50 masi e 700 vacche
fermentano producendo biogas, trasfor-
mato con i cogeneratori in energia elettrica
e termica. Stesso utilizzo per gli scarti della
frutta. E poi ci sono leolico, lidroelettrico,
il fotovoltaico. grazie a questo sistema che
Prato stata premiata da Legambiente per
il suo progetto smart grid: un modello di
produzione elettrica e termica che valorizza
cogenerazione e accumulo, riducendo le
perdite di rete. La Cooperativa E-Werk ha
come soci tutti gli abitanti: lautosuffcienza
energetica tale, oggi, che Prato vanta un
surplus elettrico del 39 per cento, rivenduto
con i ricavi che ricadono sul paese e bollet-
te che sono alleggerite anche del 30 per
cento.La gestione della fliera energetica
avviene attraverso 18 impianti da fonti
rinnovabili, tra mini-idroelettrico, pompe
di calore, biogas, bioliquidi, eolico e foto-
voltaico. E aggiunge Edoardo Zanchini di
Legambiente: Possiamo immaginare di-
stretti produttivi, condomini o persino
quartieri dove lintegrazione di impianti da
fonti rinnovabili consente di abbattere i
costi di gestione e le ineffcienze tipiche di
quelli tradizionali. Paolo cagnan
Ambiente
Mucca elettrica
India
vivA il cotone ogM
POzzO COn RILIEVO A IPPOCAMPO dEL SITO
dI MARzABOTTO. In ALTO: PRATO dELLO STELVIO
Lanalisi dellintroduzione di cotone
geneticamente modifcato in india ha
mostrato come questo abbia migliorato
le condizioni di vita dei piccoli agricoltori.
Lo studio, condotto da ricercatori
dellUniversit di Gottinga, in Germania,
ha riguardato ben 533 agricoltori, suddivisi
tra quelli che hanno o non hanno adottato
il cotone Gm. emerso che i primi hanno
riscontrato aumenti della produzione del 24
per cento, con proftti maggiori del 50.
e questo perch il cotone Gm resistente
ad alcuni parassiti e richiede meno pesticidi.
a risultati simili era giunto anche uno studio
molto pi piccolo, condotto in sudafrica.
che evidenziava anche leffetto positivo
sulle condizioni di vita degli agricoltori.
Molti analisti avevano invece previsto che a
guadagnare sarebbero stati gli intermediari
e la grande distribuzione. aldo conti
golfo del messico: le bugie e gli affari | cuore & sport | alzheimer
96 | | 25 aprile 2013
Scienze affaire deepwater

innocuo come il sapone li-


quido per i piatti: con
queste parole che luomo
della BP parl a Jamie Grif-
fn della sostanza appicci-
cosa, maleodorante, striata
con i colori dellarcobaleno
che rivestiva il pavimento dellalbergo
galleggiante nel quale Griffn stava rifo-
cillando centinaia di operai addetti alla
bonifica durante il disastro petrolifero
della BP. Gli stessi operai che stavano dis-
seminando ovunque quella sostanza, pene-
trata fn dentro i loro gambali. Griffn,
cuoca e cameriera, faceva di tutto per farla
sparire, ma non veniva via nemmeno con
lacqua bollente.
Erano le prime settimane di
quello che i media di tutto il
mondo chiamavano il peggiore
disastro ambientale della storia
americana, riprendendo le pa-
role del presidente statunitense
Barack Obama. Alle 21.45 del
20 aprile 2010 unesplosione di
fuoco sulla piattaforma petroli-
fera Deepwater Horizon aveva
ucciso 11 operai e ne aveva feri-
ti altri 17. A un miglio di profon-
dit il pozzo Macondo era anda-
to in frantumi, e rilasciava nelle
acque del Golfo del Messico, al
largo della Louisiana, un vero e
proprio fume di greggio, met-
tendo direttamente a rischio le aree di pesca
che forniscono i due terzi dei frutti di mare
consumati negli Stati Uniti, le spiagge dal
Texas alla Florida che attirano verso le
economie locali miliardi di dollari con il
turismo, e le probabilit di Obama di esse-
re rieletto. I repubblicani lo stavano accu-
sando di gestire male quel disastro, il suo
indice di gradimento nei sondaggi precipi-
tava e perfno sua fglia, di undici anni, gli
chiedeva: Pap, non hai ancora tappato
quel buco?.
Jamie Griffn ha fatto come le era stato
detto: Ho provato a pulire i pavimenti con
un prodotto a base di cloro, poi con la
candeggina e perfno con il sapone per i
piatti. E a furia di strofnare si schizzata
le braccia e il viso con quel miscuglio di
detersivo e di sostanza appiccicosa. Nel
giro di qualche giorno la trentaduenne,
madre single, si trovata a sputare sangue
e a soffrire di emicranie incessanti. Poi le
andata via la voce. La gola mi bruciava.
Sembrava quasi che avessi inghiottito delle
lamette, dice. Ma le cose sono peggiorate
ancora: al pari di centinaia, forse migliaia
di operai addetti alla decontaminazione
delle acque del Golfo del Messico, Griffn
stata colpita da tutta una serie di sintomi
dolorosi, strani, grotteschi. A luglio le sue
mani erano ritorte come artigli paralizzati
da continui spasmi muscolari. Ad agosto ha
iniziato a perdere la memoria: dopo aver
fatto per dieci anni la cuoca, non era nean-
che pi in grado di ricordare la ricetta della
minestra di verdure. Il lato destro del suo
corpo, e quello soltanto, ha iniziato a com-
portarsi in modo assurdo: sembrava quasi
che i nervi volessero schizzar fuori dalla
pelle. Provavo un dolore lancinante. La
gamba destra si era gonfata, la caviglia era
diventata larga quanto il polpaccio e senti-
vo un prurito insopportabile.
Sono gli stessi sintomi riportati dai
soldati esposti allAgente Arancione, il
defoliante chimico utilizzato durante la
Guerra del Vietnam. Negli ultimi tempi la
si chiamata anche sindrome della Guer-
ra del Golfo, dichiara Michael Robi-
chaux, medico ed ex senatore dello Stato
della Louisiana che ha preso in cura Grif-
In Louisiana il petrolio stato pulito con un
solvente tossico. Anche per il cervello. Ecco
il rapporto Usa che svela le colpe della Bp
Di MARK HERTSGAARD
Quante bugie
nel golfo
lad della bp tony hayward, silurato a ottobre
del 2010 per gli errori nel golfo del messico.
a destra: la deepwater horizon in fiamme
25 aprile 2013 | | 97
fn e altri 113 pazienti con sintomi simili.
Nel frattempo, lemorragia di greggio
dal giacimento sottomarino continuava. I
media garantivano una copertura delle
notizie 24 ore al giorno e trattenendo il
respiro il mondo intero assisteva ai nume-
rosi tentativi fatti dalla BP di arrestare lo
sversamento. Prima che il pozzo sia fnal-
mente tappato, il 15 luglio, sono trascorsi
87 giorni terrifcanti. Ma ormai - secondo
le stime del governo degli Stati Uniti - si
erano riversati nelle acque del Golfo, 210
milioni di galloni del greggio leggero della
Louisiana, facendo del disastro della BP lo
sversamento preterintenzionale di petrolio
pi grave della storia.
Eppure, a distanza di tre anni, il disastro
della BP gi in buona parte dimenticato,
sia oltreoceano sia negli Stati Uniti. La
rabbia della gente si placata. I media sono
passati ad altro. Oggi soltanto la stampa
che si occupa di economia fornisce una
seria copertura di quello che il Financial
Times ha ribattezzato il processo del
secolo, alludendo al dibattimento in cor-
so a New Orleans nel quale la BP corre il
rischio di dover pagare penali di decine di
miliardi di dollari per il disastro che ha
provocato. Per quanto riguarda Obama,
che allinizio del disastro aveva tuonato
denunciando le scandalose collusioni
tra le societ petrolifere e i responsabili del
governo addetti a far rispettare le norma-
tive, due anni dopo si ricandidato alla F
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dolori. EmorragiE.
nEuropatiE. ma
laziEnda ha dEtto
chE Era innocuo...
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Scienze
presidenza decantando i progressi fatti
dalla sua amministrazione per lo sviluppo
di nuove risorse petrolifere e gas.
Questa amnesia collettiva ben spiega-
bile: la BP ha messo in scena un insabbia-
mento che ha eclissato dallattenzione
dellopinione pubblica la portata dei suoi
misfatti. Mettendo insieme, a tre anni di
distanza, tutti i pezzi pi importanti dello-
perazione di insabbiamento, appare chia-
ramente che esso sia stato, pi che una
strategia prestabilita una risposta ad hoc al
caos che ha seguito il disastro. In ogni caso,
linsabbiamento di fatto riuscito a far
sembrare lo sversamento di petrolio molto
meno grande e distruttivo di quanto sia
stato in realt.
La BP non ha voluto rilasciare dichiara-
zioni in merito.
Ma la cosa pi sorprendente che lin-
sabbiamento sia stato portato avanti sotto
gli occhi di tutti, proprio davanti alle tele-
camere dei mezzi di informazione di tutto
il mondo che non hanno capito niente (in-
cluso il sottoscritto, e mi rincresce dirlo).
Lo strumento principale utilizzato per
linsabbiamento quella stessa sostanza
che a quanto pare ha fatto ammalare Jamie
Griffn, e un numero incalcolabile di altri
operai addetti alla bonifca e di residenti
del posto. Il suo nome commerciale Co-
rexit, che si pronuncia esattamente come
corrects it (pone rimedio). In realt,
nella maggior parte dei telegiornali si parla
di dissolvente: ha la propriet di fssarsi
alle perdite di greggio, di scinderlo in goc-
cioline e di disperderle nelle vaste distese
del Golfo, evitando cos che il catrame
raggiunga le coste del medesimo.
I galloni di Corexit (1,84 milioni) che la
BP ha impiegato durante la bonifca hanno
fatto scomparire quasi tutte le tracce dello
sversamento di greggio, quanto meno dagli
schermi televisivi. Alla fne del luglio 2010,
lAssociated Presse il New York Times
si chiedevano se in fn dei conti la fuoriu-
scita di petrolio fosse davvero un brutto
guaio. Il Timesi spinse al punto di affer-
mare che quando Rush Limbaugh, il con-
duttore radiofonico di destra, aveva accu-
sato giornalisti e ambientalisti di aver
esagerato il problema, in fondo aveva
avuto ragione su un punto.
Ma la BP aveva un problema: aveva
mentito sullinnocuit del Corexit, e la
prova della sua menzogna fnita nelle
mani del Government Accountability
Project (Gap), il pi importante ente di
vigilanza sulle frodi degli Stati Uniti. Du-
rante lindagine condotta dal Gap sul disa-
stro ambientale, un anonimo accusatore
forn una prova incontestabile del raggiro
attuato dalla BP e del suo disprezzo nei
confronti della salute pubblica: un manua-
le tecnico ricevuto dalla Nalco, lazienda
che produce il Corexit fornito per la boni-
fca delle acque del Golfo.
Una copia in formato elettronico di quel
manuale allegata al nuovo rapporto re-
datto dal Gap intitolato Dissolventi letali
nel Golfo(whistleblower.org/GulfTruth).
Sulla base di interviste a parecchie decine
di operai addetti alla bonifca, scienziati e
abitanti della costa del Golfo del Messico,
il rapporto arriva alla conclusione che i
danni alla salute di Jamie Griffn sono co-
muni a quelli subiti da molti altri residenti.
Oltretutto, il miscuglio formato da Corexit
e greggio ha inferto danni tremendi alla
varie forme di vita e agli ecosistemi del
Golfo, ivi incluso un numero senza prece-
denti di mutazioni come gamberi privi di
occhi; un calo dell80 per cento del pescato
di frutti di mare; uno sterminio massiccio
delle microscopiche forme di vita alla base
della catena alimentare marina. Nel suo
rapporto, il Gap mette in guardia dal fatto
che nel caso di un eventuale altro sversa-
mento di greggio di notevole entit, la BP
e il governo degli Stati Uniti sarebbero
pronti a ripetere quanto fatto: In seguito
alla percezione dellazione efficace del
Corexit, tale dissolvente diventato la
scelta preferita negli Usa per le bonifche
degli sversamenti in mare di petrolio.
BP insistette perch il Corexit fosse usa-
to per disperdere le fuoriuscite di petrolio.
E questo allarm la pi importante Ong
ambientaliste della Louisiana, la Lean
(Louisiana Environmental Action Net-
work). La consulente scientifca dellasso-
ciazione, il chimico Wilma Subra si era
detta particolarmente preoccupata dagli
effetti nocivi dovuti alla pericolosa miscela
di greggio e Corexit con queste parole rife-
rite agli inquirenti del Gap: Tra i sintomi
sanitari a breve termine ci sono acuti pro-
blemi respiratori, rash cutanei, problemi
cardiovascolari, effetti gastrointestinali, e
perdita di memoria sul breve periodo. Tra
le conseguenze sul lungo termine, invece,
si parla di tumori, ridotta funzionalit
polmonare, danni epatici e renali.
A distanza di 19 mesi dallesplosione
della piattaforma petrolifera Deepwater
Horizon, uno studio scientifco pubblicato
sulla rivista di settore Environmental
Pollutionriferiva che quando miscelato
al Corexit il greggio diventa fno a 52 volte
pi tossico. Ma la BP si rifutata perfno
di ottemperare a una richiesta diretta
dellamministratore dellAgenzia statuni-
tense per la protezione dellambiente, Lisa
Jackson, che il 19 maggio le aveva inoltra-
to una lettera chiedendo che per la bonifca
la compagnia petrolifera utilizzasse un
dissolvente meno nocivo. Ma Jackson ha
il greggio si espande sui fondali.
a destra: un uccello morto davanti
a cat island, louisiana
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potuto solo chiedere alla compagnia petro-
lifera di farlo, non obbligarli. Perch luti-
lizzo del Corexit era stato autorizzato anni
prima dallo Us Oil Pollution Act. Intervi-
stata per questo articolo, Lisa Jackson
spiega che lei e altri funzionari americani
avrebbero dovuto determinare se lutiliz-
zo dei solventi avrebbe potuto, nonostante
i possibili effetti collaterali, migliorare la
situazione globale nel Golfo e nellecosiste-
ma della costa. Lo scambio era tra i poten-
ziali danni alle acque profonde e le proba-
bilit che il ricco ecosistema delle secche
prossime alla costa e dellestuario venisse
seriamente danneggiato. Jackson aggiun-
ge poi che la Commissione del presidente
che poi ha studiato il disastro non ha criti-
cato questa decisione.
Sapendo che lEpa non aveva lautorit
legale per fermare loperazione, Bp il 20
maggio le rispose che il Corexit era un
prodotto sicuro, e aveva aggiunto che ne
erano disponibili ingenti forniture (ad ap-
pena 30 miglia a ovest di New Orleans si
trova un impianto della Nalco.)
Ma il Corexit non affatto innocuo,
come del resto riportava nero su bianco il
manuale della Nalco (che Bp aveva). Si
tratta del Vessel Captains Hazard Com-
munication Resource Manual, che ho
ottenuto dal Gap: un rapporto di 61 pagi-
ne, ciascuna chiusa in una busta trasparen-
te e il tutto rilegato con una copertina
nera di plastica, che spiega nei dettagli le
propriet scientifche dei due Corexit che
la il gruppo petrolifero stava acquistando,
con un elenco dettagliato dei rischi per la
salute e delle misure precauzionali da
adottare per difendersi.
Nel Golfo del Messico sono stati infatti
utilizzati due tipi di Corexit. Il primo,
chiamato 9527, di gran lunga il pi tos-
sico. Il manuale annota che esso provoca
irritazioni agli occhi e alla pelle. Una espo-
sizione ripetuta o prolungata a questa so-
stanza pu arrecare danni ai globuli rossi
del sangue, danni renali o epatici. Poi
aggiunge che unesposizione prolungata
pu avere effetti sul sistema nervoso cen-
trale, causare nausea, vomito, insensibilit
o effetti narcotici. E consiglia di non far
entrare in contatto il prodotto con gli occhi,
la pelle o i vestiti. Per il secondo, Corexit
90500, il manuale della Nalco consiglia di
evitare il contatto con gli occhi, la pelle, i
vestiti, di non inspirarne le esalazioni,
e di indossare indumenti protettivi ade-
guati. Per le aziende fornire questo genere
di informazioni nei posti di lavoro dove
sono presenti sostanze pericolose, in modo
tale che gli addetti conoscano i pericoli ai
quali vanno incontro e sappiano come
proteggersi da essi una procedura stan-
dard, contemplata dallordinamento giu-
ridico degli Stati Uniti. Ma secondo una
fonte anonima che ha messo il Vessel Cap-
tains Hazard Communication Resource
Manual a disposizione del Gap, durante la
bonifca della BP questa procedura stata
seguita solo di rado, se mai lo stata. La
fonte, che rimasta anonima, mi ha poi
riferito che allinizio della bonifca alcuni
manuali erano stati effettivamente spediti
insieme alle forniture di Corexit, ma poi la
BP ha detto alla Nalco di non farlo pi. Al
punto che questultima si ritrovata con
una stanza piena di manuali inutilizzati.
Bp non ha voluto rilasciare commenti su
questo. Ma Roman Blahoski, il direttore
delle comunicazioni nalco, ha detto che
Nalco ha risposto alla richiesta di fornire
i suoi approvati solventi avanzata da colo-
ro che avevano il compito di proteggere il
Golfo e ridurre limpatto dellevento. Non
mai stata coinvolta nelle decisioni con-
cernenti utilizzo, quantit e applicazione
dei suoi solventi.
Raccontare menzogne sulla sicurezza
un manuale
spiegava i pericoli
e diceva come
evitarli. ma
la compagnia
lo ha ignorato
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Scienze
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del Corexit non stata lunica falsit della
BP a proposito dello sversamento di greg-
gio nel Golfo del Messico. Nel novembre
scorso, ha ammesso di aver mentito al
Congresso degli Stati Uniti in merito alla
quantit di petrolio fuoriuscito dal giaci-
mento Macondo. E lo ha fatto nel patteg-
giamento con il Dipartimento della Giusti-
zia degli Stati Uniti nel corso del quale la
BP si dichiarata colpevole di 14 reati
gravi, e le stato imposto il pagamento di
4,5 miliardi di dollari. Si tratta della multa
pi salata mai infitta a una corporation
negli Stati Uniti.
Una serie di scambi di Email interne
allazienda dimostra che la multinazionale
aveva segretamente calcolato che la per-
dita di greggio potrebbe corrispondere a
uno sversamento di petrolio compreso tra
i 62 mila e i 146 mila barili al giorno, nel
momento stesso in cui i vertici stavano ri-
ferendo al governo e ai media che la perdi-
ta era di soli 5 mila barili al giorno.
Le due menzogne si integrano a vicenda,
in quanto limpiego del Corexit consentiva
di nascondere il fatto che nel Golfo del
Messico si stava riversando una quantit
di greggio di gran lunga superiore a quella
dichiarata. Al pari di un abile mago, lin-
dustria petrolifera ha appreso che se non
vedi qualcosa che prima cera, signifca che
quel qualcosa scomparso, dice nel rap-
porto del Gap Scott Porter, scienziato e
diver, esperto di fondali marini che fa da
consulente alle aziende petrolifere e gli al-
levatori di ostriche. Le societ petrolifere
ormai hanno imparato che per lopinione
pubblica vale la regolase non vedi non
chiedi, e quindi per porre rimedio ai
grandi sversamenti di greggio in mare
hanno scelto come strumento principale i
dissolventi chimici.
Pensando alla vigile attenzione dei me-
dia su quanto stava accadendo nel Golfo,
i vertici della BP si sono anche rifutati di
fornire agli operai addetti alla bonifca gli
indumenti protettivi e lequipaggiamento
e hanno minacciato di licenziare chiunque
si lamentasse. Ho lavorato con almeno
duecento pescatori alla pulizia, e nessuno
di loro aveva ricevuto informazione alcuna
sulla sicurezza o la formazione necessaria
a lavorare con le sostanze tossiche con le
quali entrava in contatto, racconta Acy
Cooper, vicepresidente della Luoisiana
Shrimp Association. Cooper dice che la BP
non ha fornito tute e guanti concepiti per
quando si entra in contatto con sostanze
pericolose. Immagino che non ce li abbia-
no consegnati perch se distribuisci una
maschera a gas implicitamente ammetti
che un pericolo c, e loro non volevano
accollarsi quella responsabilit.
Its not the crime, its the cover up (A
contare linsabbiamento, pi che il reato):
questo il ritornello che si sente ripetere dai
tempi dello scandalo Watergate degli anni
Settanta. Gli insabbiamenti non funziona-
no, si dice, servono soltanto a ingrandire il
buco, perch alla fne la verit salta sempre
fuori. Ma ne siamo sicuri? Gli inquirenti
del Gap speravano che, entrando in pos-
sesso del manuale della Nalco, avrebbero
potuto persuadere la BP a riceverli, e cos
stato. Il 10 luglio 2012 la BP ha ospitato
un incontro riservato presso i suoi uffci di
Houston, al quale hanno preso parte alcu-
ni legali e funzionari di alto livello dellim-
presa e rappresentanti del Gap e della Lean.
I dirigenti della BP presenti non hanno
messo in discussione lautenticit del ma-
nuale della Nalco, dice Thomas Devine,
responsabile del team di avvocati del Gap
che lavora alle indagini sulla BP. Si sono
tuttavia rifutati di rispondere dellaccusa
secondo cui la societ aveva ordinato che
le copie del manuale fossero fatte sparire
dai luoghi interessati alla bonifca, anche
se far luce su quel punto era proprio una
delle finalit dichiarate dellincontro.
Hanno dato il via al meeting con una
presentazione ottimistica su quanto seria-
mente si stavano assumendo la responsa-
bilit dello sversamento e un elenco di
tutte le cose meravigliose che stavano
predisponendo per sistemare la situazio-
ne, dice Devine: Quando arrivato il
mio turno, ho detto che il manuale che il
nostro informatore ci aveva fornito con-
traddiceva quello che avevano appena di-
chiarato, e ho chiesto se avessero espressa-
mente ordinato che il manuale fosse fatto
sparire dai luoghi interessati alla bonifca.
I loro legali hanno risposto che quella era
una faccenda della quale non avrebbero
parlato per la controversia legale in sospe-
so sullo sversamento. La Bp non ha volu-
to rilasciare commenti su questo.
Sembra tuttavia che la reputazione della
BP non abbia subito alcun danno duratu-
ro: il suo valore di mercato (mentre va in
stampa questo articolo) pari alla bella
cifra di 132 miliardi di dollari. Per adesso
pochi alti dirigenti dellazienda sono fniti
dietro le sbarre, forse nessuno. Se avessi
ammazzato 11 persone, una cosa certa:
mi ritroverei a penzolare dalla forca, dice
Jorey Danos: Ma non la BP. Questa la
regola aurea: a stabilire le regole sono
quelli che hanno loro.
Mark Hertsgaard Fellow presso
la New American Foundation.
Il Nation Investigative Fund ha dato un suo
contributo alla stesura di questo articolo.
Traduzione di Anna Bissanti
i condotti del GreGGio e lA piAttAFormA deepwAter Horizon nel GolFo del messico
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I
vana Di Martino arriva di corsa
allappuntamento, una borsa in ma-
no e un sorriso di scusa: Ho appena
fnito di allenarmi. Siamo alla Ca-
nottieri Milano, un edifcio ottocen-
tesco affacciato sul Naviglio che ospita la
storica istituzione sportiva. Nel pieno di
unimpresa importante. Domenica 7 aprile
partito 21 volte donna, il giro dItalia
di corsa voluto da Ivana per dimostrare
che una donna di 42 anni con tre fgli, un
lavoro e qualche problema di salute, pu
realizzare un sogno. un giro di Italia in
21 giorni, 21 chilometri di corsa al giorno,
quello che per gli addetti ai lavori una
mezza maratona. Unimpresa realizzata
grazie alla mobilitazione di tanti, dal mari-
to grande organizzatore, allamico run-
ner Vinicio che guida il camper di supporto.
Ma anche al Centro Cardiologico Monzi-
no e al V-Patch (vedi box), un apparecchiet-
to per monitorare in tempo reale il suo
cuore che fa i capricci e che lha costretta a
sottoporsi a due interventi.
Ivana corre da sempre. Ma, racconta:
Dopo la nascita della mia terza fglia ho
avuto problemi alla tiroide, non mi sentivo
bene, ero sempre stanca. Mi sono fatta
controllare al Monzino, scoprendo che
avevo tantissime extrasistole, anche 20
mila al giorno. Un disturbo benigno, ma
cera il rischio di affaticare il cuore, si deci-
de cos per un intervento di ablazione ra-
dioelettrica per eliminare le aree del musco-
lo cardiaco da cui parte il corto circuito.
Non un intervento a cuore aperto, si
inserisce un catetere dallinguine per map-
pare il cuore e bruciare il tessuto, spiega
sforandosi una gamba come a far capire
da dove entrato il catetere. una cosa
lunga, questo s.. Ci sono volute sei ore.
In effetti il problema non di semplice
soluzione, le aritmie non derivano da un
unico punto, una singola bruciatura non
basta. Per si riparte. Le extrasistole ci sono
sempre, ma sono 8 mila al giorno invece di
20 mila, una bella differenza, servono
meno farmaci, e poi quando corro non le
sento, sottolinea latleta: Spero che la mia
storia aiuti a capire che si pu fare sport
anche con qualche problema di cuore. Poi
io non sono unincosciente, mi muovo
quando i medici mi dicono che si pu.
Ma non fnita, dopo lintervento c
unemicrania che non vuol passare, altri
controlli, si scopre che ha il foramen ovale
pervio, praticamente un buco nel cuore,
ma non me ne ero mai accorta, minimizza.
Per ho dovuto operarmi di nuovo. lo
stesso intervento che ha subito Antonio
Cassano: serve anche a prevenire rischi di
ictus giovanile . Un altro intervento per via
percutanea. Molti credono che il cuore
delle donne sia forte, ma non vero, osser-
va: Sono le donne ad essere forti, ma
spesso sono anche affaticate e stressate. E
proprio in un momento di stress, con il la-
voro in azienda che non gira e la voglia di
mollare, Ivana riuscita a dar forma al suo
sogno: Ero in montagna con la mia bam-
bina, ho avuto come un illuminazione. Mi
sarebbe piaciuto girare lItalia di corsa e
basta. Per quando si ha famiglia non si
pu partire e basta, ecco allora lidea di
21 volte donna. Unimpresa mai prova-
ta prima, ma non correr a velocit da gara
e comunque non la corsa che mi spaventa,
21 km non sono molti, spiega: Mi preoc-
cupano di pi le trasferte, soprattutto tro-
vare lenergia necessaria per dare ascolto a
tutti. A sostenerla ci sar il suo cardiologo,
Marco Moltrasio, mobilitato con tutta
lquipe del Monzino. Le tappe sono molte,
per chi vuole accompagnare Ivana Di Mar-
tino, lappuntamento sul suo blog
http://21voltedonna.wordpress.com
Scienze rinascite
Il piccolo alieno che controlla il cuore di Ivana si
chiama V-Patch, uno strumento di
monitoraggio cardiaco. Praticamente un
cerotto con attaccati gli elettrodi che registrano
le alterazioni dellelettrocardiogramma, e le
trasmettono subito via telefono alla centrale,
spiega Gianluca Polvani responsabile del
servizio di telemedicina del Monzino. Cos il
Centro visualizza i dati, e viene avvisato se
lapparecchio riscontra unanomalia, o la
paziente interviene per segnalare che qualcosa
non va. Il V-Patch, sperimentato dallquipe del Monzino, questa volta lavora in condizioni
estreme, su una paziente che corre per strada a 7/8 chilometri lora, sudata, viene messo alla
prova lo strumento, e al tempo stesso si dimostra che per questo tipo di pazienti lattivit fsica
non ha controindicazioni, sottolinea Polvani. E si conferma leffcacia della telemedicina,
purch non si dimentichi che dietro allapparecchio serve un servizio di monitoraggio,
C un alieno sotto la maglietta
Corro col cuore
Ventuno chilometri al giorno per ventuno
giorni. Cos una maratoneta gira lItalia.
Dopo due interventi di cardiochirurgia
colloquio con ivana Di Martino Di Paola EMilia cicEronE
IVana dI MartIno. sotto, InsIEME allEquIPE
dI CardIoloGI dEl MonzIno
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Salute Scienze
Alzheimer
ah, Saperlo prima
Il Pap test, consigliato per la diagnosi precoce del tumore al collo dellutero, potrebbe
aiutare anche nel cancro delle ovaie e dellendometrio. Almeno secondo uno studio
pubblicato su Science Translational Medicine. Una notizia importante, visto che
al momento non esistono test per la diagnosi precoce del cancro alle ovaie, che ha un
tasso altissimo di mortalit. I ricercatori, coordinati da Luis Diaz della Johns Hopkins
University di Baltimora, hanno utilizzato campioni prelevati da donne sane e malate
per cercare le mutazioni genetiche pi frequenti nei tumori dellovaio e dellendometrio.
In questo modo sono state identifcate tutte le malate allendometrio, e il 40 per cento
di quelle colpite allovaio: un risultato considerato comunque promettente,
anche perch non sono emersi falsi positivi. Paola Emilia Cicerone
teSt per il tumore ovarico
Una malattia che compare
improvvisamente imprigionando chi ne
soffre nella letargia o in un sorta di furioso
delirio, una misteriosa pozione nata da
antiche tradizioni, una regina dagli occhi
neri e dal piglio deciso. Sembrano gli
ingredienti di un feuilleton, invece quella
raccontata dal neurologo scrittore Paolo
Mazzarello, Lerba della regina storia di
un decotto miracoloso Bollati Boringhieri
2013, una storia vera. Un Risvegli
allitaliana che racconta dellepidemia
di encefalite letargica che ha martoriato
lEuropa un secolo fa e del bulgaro Ivan
Raev, guaritore ed erborista dilettante, che
scopre per caso - quando un paziente se
ne nutre nel delirio - gli effetti sul male
misterioso dellatropa belladonna: una
pianta utilizzata fn da tempi antichissimi
negli unguenti delle fattucchiere
ma anche come cura o veleno.
Raev capisce come dosare lestratto
vegetale mescolandolo con altre erbe
per attenuarne gli effetti tossici, e negli
anni 20 gi un guaritore popolare ma
avversato dalla classe medica. A cambiare
la sua storia la regina Elena di
Montenegro, moglie amatissima di Vittorio
Emanuele di Savoia e appassionata
di medicina, nel 1940 ne riceve la laurea
honoris causa. Incuriosita dalla guarigione
di un uffciale italiano curato da Raez
mentre si trovava in Bulgaria, e dalle
informazioni ricevute da re Boris
di Bulgaria, anche lui botanico, la regina si
fa paladina della nuova terapia. Quello che
ne nasce un esempio di collaborazione
virtuosa tra scienza e tradizione ma anche
un complesso programma di riabilitazione
di malati considerati incurabili, il primo di
questo genere in Italia. Grazie alla regina
la cura bulgara arriva negli ospedali romani
poi in tuttItalia e nel resto di Europa,
perfno nella Germania nazista dove
le pozioni bulgare - e
limpegno umanitario di
Elena - contribuiscono
probabilmente a
salvare molti pazienti
encefalitici dai
programmi di
eliminazione
dei disabili.
Paola Emilia Cicerone
fitoterapia
cura della regina
Anche se al momento non esistono vere
cure, la demenza di Alzheimer pu esse-
re contrastata con opportune terapie
cognitive e farmaci. A patto, per, che la
diagnosi arrivi prima possibile. Ma la
malattia, finora, sempre sfuggita ai
metodi di indagine pi usati ed effcaci,
e per questo la ricerca nel campo mol-
to attiva. Lo testimoniano, due articoli
pubblicati sulla rivista Jama, che sug-
geriscono due approcci differenti per la
diagnosi precoce.
Nel primo i neurologi dellUniversit
di Saint Louis hanno voluto verifcare le
connessioni tra scarsa qualit del sonno
e demenza e a tal fne hanno chiesto a 145
persone sane di tenere un dettagliato
diario del sonno per due settimane. Alla
fne emerso che 32 dei volontari dormi-
vano peggio degli altri e che questi stessi
soggetti avevano, nel liquido spinale, una
concentrazione maggiore di beta amiloi-
de, la proteina responsabile della forma-
zione delle placche che distruggono il
cervello. Gli autori cercheranno ora di
capire se il deterioramento del sonno sia
una conseguenza della formazione delle
placche o una possibile causa.
Nel secondo lavoro, invece, i ricercato-
ri dellUniversit del Minnesota hanno
cercato di defnire il proflo di possibili
marcatori biologici partendo dallanalisi
del liquido spinale di un centinaio di
persone, met delle quali con i primi segni
di demenza. Hanno cos visto che questi
ultimi avevano maggiori concentrazioni
di due frammenti specifici della beta
amiloide, chiamati trimeri e amiloide 56,
e che entrambi aumentano con let. Se ci
saranno conferme, i due piccoli pezzi di
proteina potrebbero diventare i marcato-
ri specifci della malattia e un loro aumen-
to, insieme con uno studio della qualit
del sonno, potrebbero costituire un vali-
do strumento di diagnosi precoce.
Agnese Codignola
Tecnologia
25 aprile 2013 | | 105
n. 16 - 25 aprile 2013
Verso la fne di questanno potremmo
vedere sul mercato i primi esemplari degli
occhiali di Google. Se ne sta parlando
tanto, da tempo, ma il progetto ormai in
fase evoluta. Il concetto molto semplice:
sono degli occhiali con un computer dentro,
che visualizzano i contenuti nella parte
bassa della lente. Sono dotati di
fotocamera, di audio, di gps e di tutto
ci che abbiamo oggi dentro un normale
smartphone. Ma un cambiamento di
interfaccia che potrebbe ridisegnare
completamente la nostra esperienza con il
mondo reale e con quello immateriale dei
contenuti e delle relazioni in rete. Gli
occhiali di Google, ha detto Dave Morin,
Ceo di Path (una delle societ che sta
lavorando per aggiornare i contenuti alle
nuove modalit), rappresentano il futuro
della libert. Un futuro in cui spenderemo
pi tempo guardando le persone con cui ci
relazioniamo e migliorando lesperienza di
quello che stiamo vivendo. Questi occhiali
ci daranno le informazioni importanti e
il contesto rilevante nei momenti in cui
ne abbiamo bisogno.
Lidea dei computer indossabili non
nuova. Come non nuova nemmeno lidea
della realt aumentata, che sovrappone
informazioni sulla realt fsica. Ma ora
siamo obbligati a cominciare ad
interessarci dei cambiamenti che queste
innovazioni comporteranno sulla nostra vita
sociale, sul nostro modo di informarci e sul
nostro rapporto con quanto ci circonda. Il
gi sottile diaframma che separa il mondo
di carne e ossa dalla rete tender ad
assottigliarsi ulteriormente. E ci sar molto
da scoprire. Ma un orizzonte che riguarda,
probabilmente, anche il modo in cui
funziona la nostra cultura e la
comunicazione. www.bookcafe.net
Non solo cyber
Google mette
gli occhiali
di GiUSEPPE GRANiERi
Probabilmente il sogno proibito
di ogni automobilista: inflare
ininterrottamente una serie di semafori
verdi. Ora a Los Angeles stanno
cercando di rendere questo miraggio
una realt. La metropoli californiana,
famigerata per i suoi ingorghi, ha infatti
adottato uno dei pi avanzati sistemi
di controllo della circolazione stradale,
lAutomated Traffc Surveillance and
Control System. Costato 400 milioni
di dollari, il programma sincronizza
4.500 semafori su unarea di 469
miglia quadrate; inoltre sfrutta una
serie di sensori magnetici incorporati
nelle strade per monitorare lo
scorrimento dei veicoli, insieme
a centinaia di videocamere e di altri
dati che vengono analizzati dal sistema
in modo da fare continue modifche
e aggiustamenti. Secondo il locale
Dipartimento dei trasporti, ladozione
di questo apparato avrebbe aumentato
la velocit media del traffco di circa
il 16 per cento. I vantaggi, ha dichiarato
il sindaco Antonio Villaraigosa, si
tradurrebbero non solo in un risparmio
di tempo per i cittadini, ma anche
in una riduzione di emissioni di anidride
carbonica, per la diminuzione del numero
complessivo di stop e ripartenze.
Carola Frediani
Energia rinnovabile
Ricarica foto a manovella
In ALTO: UnO SVInCOLO DI LOS AnGELES,
CITT PIOnIErA DEI SEMAfOrI InTELLIGEnTI
CITT DIGITALI | GADGeT eCoLoGICI | INTeRFACCe | MAXICoMPUTeR
Scommette sulla voglia, molto moderna,
di energia rinnovabile. la macchina
fotografca Sun and Cloud, progettata
per essere sempre capace di ricaricarsi,
che in cielo ci siano il sole o le nuvole.
Infatti nel primo caso sfrutter un picco-
lo pannello fotovoltaico posto sulla sua
sommit. Nel secondo, lenergia cinetica
generata da una manovella. Il gadget,
venduto per circa 155 euro, decisamen-
te curioso: uno scatolotto che ricorda un
macinino da caff, di 6x6x8 cm di lato, e
con una fotocamera da 3 megapixel, ca-
pace anche di girare dei video di modesta
risoluzione. Per ricaricarlo servono 12
ore di esposizione al sole. Con la mano-
vella si fatica un po di pi: 150 giri per
un minuto di funzionamento. C. F.
Traffco
oNda vERdE a los aNgElEs
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106 | | 25 aprile 2013
Linvasione dei
petafLop
Nuove misure per calcolare la potenza di computer
grandi come campi di basket. Capaci di cambiare il mondo
Di alessanDro longo
tecnologia supercalcolatori
25 aprile 2013 | | 107
U
n esercito di supercompu-
ter al lavoro sui grandi
problemi dellumanit:
per capire i cambi climati-
ci e indirizzare la politica
verso soluzioni; trovare
cure al cancro e inaugura-
re forme di medicina personalizzata. Ma
anche per scoprire come funziona il nostro
cervello e inventare nuovi materiali per
cellulari e tablet.
I supercomputer sono usati da decenni,
ma c una novit: negli ultimi tempi hanno
raggiunto un livello tale di evoluzione che
possono promettere soluzioni a problemi
fnora irrisolti. Sono quindi ormai entrati
in ogni campo della ricerca e la conferma
nei numeri: le vendite dei supercomputer -
grandi quanto un campo di basket e da
mezzo milione di dollari - sono cresciute del
29 per cento nel 2012, a quota 5,6 miliardi
di dollari, secondo un rapporto pubblicato
a fne marzo dallosservatorio internazio-
nale Idc. Cray, azienda che fa queste enormi
macchine dagli anni Settanta, ha aumenta-
to di 11 volte i propri proftti nel 2012.
Ormai assodato che potremo vincere
le grandi sfde scientifche - nella medicina,
nella climatologia - solo grazie alle armi del
super calcolo, dice Sanzio Bassini, diretto-
re del dipartimento per il Supercomputing
presso Cineca, un consorzio di universit
che gestisce il pi importante supercompu-
ter italiano, a cui hanno dato il nome dello
scienziato Enrico Fermi e che anche nella
classifca dei dieci supercomputer pi po-
tenti al mondo. Al primo posto c Titan, di
Cray, negli Stati Uniti.
Chi gestisce un supercomputer lo con-
divide con vari progetti di ricerca che vi
si connettono a distanza, via Rete, da
diverse parti del mondo. Per esempio il
nostro computer coinvolto nellHu-
man Brain Project, che ambisce a scopri-
re come funziona il cervello umano. In
termini informatici, il nostro cervello
un miracolo: potente quanto un milio-
ne di processori, ma consuma quanto
uno solo, continua.
Il progetto diretto da unquipesviz-
zeradellcole polytechnique fdrale di
Losanna, in collaborazione con pi di 90
universit e scuole di alta formazione di
22 differenti paesi. Vuole realizzare una
simulazione del funzionamento di un
cervello umano entro il 2023. I supercom-
puter catturano immagini del cervello
con sistemi simili a una Tac tridimensio-
nale, per ricostruirne larchitettura in
forma digitale.
Uno degli scopi riuscire cos a cura-
re meglio alcune malattie, dice Bassini.
In primis quelle del sistema nervoso: Ci
serve molta potenza di calcolo per il no-
stro lavoro, che consiste nello studiare la
struttura delle sinapsi. Il loro malfunzio-
namento causa di molte disordini neu-
ronali, come lalzheimer, spiega Markus
Dittrich, del National Resource for Bio-
medical Supercomputing dellamericana
Carnegie Mellon University. Lattuale
generazione dei supercomputer ci sta
portando al punto in cui le simulazioni
informatiche diventano parte integrante
della pratica clinica. Ci fanno capire
quanto anche una piccola differenza ge-
netica cambia il modo in cui un paziente
risponde a un farmaco, dice David
Wright, dellUniversity College di Lon-
dra, che si appoggia al supercomputer
americano Anton.
I supercomputer ci condurranno ver-
so il traguardo della medicina personaliz-
zata, aggiunge Nick Nystrom, a capo
dello Sherlock Project (nel Pittsburgh
Supercomputing Center della Pennsylva-
nia), che grazie alla potenza di calcolo sta
indagando i segnali genetici associati al
cancro. Sfrutta un fnanziamento statale
americano da un milione di dollari.
Un supercomputer in grado di
analizzare in tempo utile la grande
TITAN CRAY XK7. Ha una potenza di 27
Petafop ed il computer pi potente
al mondo. Si trova allOak Ridge National
Laboratory in Tennessee, usato per
la ricerca di modelli fsici di combustione
per aumentare leffcienza di motori
diesel e a biocarburanti.
IBM SEQUOIA Il secondo
supercomputer (20 Petafop) al
Lawrence Livermore National Laboratory
(Usa): simulazioni nucleari, ricerca
astronomica, genomica, clima.
KCOMPUTER Il terzo in classifca
il FujitsudellIstituto di scienze
computazionali RikenaKobe, Giappone.
Usato per la scoperta di nuovi medicinali
e per prevedere i disastri naturali.
MIRA BLUE GENE Firmato Ibm, il quarto
computer pi potente allArgonne
leadership computing facility (Usa):
si occupa di ricerca sulle rinnovabili.
JUQUEEN Si trova in Germania il
computer pi potente dEuropa, quinto
al mondo. Al Jlich Research Centre di
Stetternich si occupa di neuroscienza,
energia, clima, fsica quantistica.
FERMI Il computer italiano pi potente,
nono nella classifca mondiale, presso
il Cineca, a Casalecchio di Reno, un
consorzioformato da 54 universit
italiane e due Enti nazionali di ricerca.
Tra laltro, partecipa allHuman Brain
Project e a progetti di ricerca sui
cambiamenti climatici e i terremoti.
Titan batte tutti
Il supercomputer del cern dI GInevra
108 | | 25 aprile 2013
quantit di dati provenienti da una mac-
china di sequenziamento del Dna. Cos
possiamo non solo capire se ci sono se-
gnali di una malattia ereditaria ma anche
sviluppare medicine e cure specifche per
un individuo particolare, aggiunge
Nystrom. La medicina personalizzata
vicina: ma arriver prima per pochi che
possono permetterselo e poi per la mas-
sa, prevede Nystrom.
Unaltra grossa sfida sar capire i
cambiamenti climatici. Uno dei pro-
getti che utilizza il nostro computer sta
conducendo una simulazione dello svi-
luppo dellanidride carbonica sul pia-
neta nei prossimi 100 anni, dice Bas-
sini: Viene condotto da Pierluigi Vida-
le allUniversit di Reading (Regno
Unito) e fnir nel 2013.
Se riusciamo a creare modelli con-
vincenti che mostrino, in simulazione, i
vantaggi di ridurre le emissioni inqui-
nanti, forse possiamo sperare che lopi-
nione pubblica prema pi forte sui poli-
tici per ottenere misure adeguate, spie-
ga Nystrom. Dal clima al meteo il passo
breve: Gi ci sono modelli accurati,
grazie a supercomputer, per prevedere il
prossimo tornado: ci riesce lUniversit
di Oklahoma, continua Nystrom: Al
Southern California Earthquake Center
invece fanno simulazioni per stimare
meglio limpatto di un terremoto nelle
varie aree di rischio.
Listituto nazionale di geofsica e
vulcanologia di Bologna sta usando il
nostro computer per arrivare a un mo-
dello di propagazione delle onde sismi-
che sullintero territorio nazionale,
dice Bassini: Non scriva che lobietti-
vo prevedere i terremoti, perch
impossibile per ora. Ma i ricercatori
vogliono scoprire come un terremoto
agisce. Capirci di pi, insomma. un
primo passo verso obiettivi pi ambi-
ziosi. Questo progetto termina, si
prevede, a met del 2014.
Abbiamo poi in Italia una tradizione
importante di ricerca sulla dinamica mo-
lecolare: con centri di studio a Trieste,
Modena, Pisa, continua Bassini: Anche
questi utilizzano supercomputer e lo sco-
po scoprire nuovi materiali. Per esempio
per arrivare a schermi arrotolabili in tasca
come un foglio di giornale. O a case che
hanno bisogno di meno energia per riscal-
darsi. E le smart city del futuro avranno
un supercalcolatore al proprio fanco, che
supporter i processi decisionali: dando
previsioni sul meteo, il traffco, le emergen-
ze, aggiunge Michele Vianello, direttore
generale del Vega, Parco scientifco e tec-
nologico di Venezia.
I supercomputer stanno entrando in
tutti i campi dello scibile, dice Massimo
Marchiori, noto matematico delluniver-
sit di Padova e uno dei padri dellalgorit-
mo alla base di Google: Ci servono per
far andare i motori delle automobili in
maniera sempre pi effciente, studiando
come funzionano i vari tipi di combustio-
ne del carburante. O per studiare come
funziona luniverso su grande scala, come
si evolvono le stelle, come esplodono le
supernovae, aggiunge. Stephen Hawking,
il pi noto astrofsico al mondo, ha lancia-
to a luglio scorso il supercomputer euro-
peo Cosmos per indagare sullorigine e la
struttura delluniverso.
Ma come mai i supercomputer hanno
alzato di recente il tiro delle proprie ambi-
zioni? Grazie a un grosso passo avanti
tecnologico, risponde Marchiori: Li-
dea fondamentale stata quella di riutiliz-
zare la tecnologia dei videogiochi, cio i
chip grafci. Queste sono state aggiunte
allarchitettura tradizionale dei super-
computer: in questo modo invece di fare
animazioni per i videogiochi si fanno cal-
coli paralleli sempre pi veloci e soprattut-
to a basso costo. Lenorme spinta di mer-
cato che viene dai videogiochi infatti ridu-
ce i prezzi dei componenti.
I computer che usano acceleratori gra-
fci, oltre ai processori, sono 10-20 volte pi
potenti, conferma Marco Briscolini, che si
occupa di questi temi per Ibm (che ha fatto
alcuni dei pi potenti supercomputer al
mondo): Adesso siamo nellera dei peta-
fop, unit di misura che indica una poten-
za di calcolo pari a mille computer messi
insieme. Andiamo verso gli exafop: come
un milione di computer. Ancora non sap-
piamo come riuscirci, perch una potenza
di quel tipo avrebbe consumi energetici
insostenibili e porrebbe grandi problemi di
raffreddamento. Forse sar possibile con
nuovi materiali: grafene, al posto dellat-
tuale silicio. O luso dei fotoni delle fbre
ottiche, invece degli elettroni, per condurre
le informazioni allinterno dei chip. n F
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per la cura del
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dei terremoti, fno
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Tecnologia
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hawking
Economia
25 aprile 2013 | | 109
n. 16 - 25 aprile 2013
Dynasty
E ora Lapo cambia veste
Lapo Elkann trasforma la sua holding in
societ per azioni e la ribattezza con il nome
di Italia Independent Group. La mossa arriva
a pochi mesi dal cambio della veste giuridica
della controllata La Srl, anima commerciale
del gruppo specializzata in lusso e design
e che ha dato vita agli occhiali griffati e ai
frigoriferi in denim, sempre in Spa. Stavolta
toccato alla capogruppo, La Holding,
cassaforte di tutte le partecipazioni, che
spaziano dallocchialeria alla comunicazione,
fno ai distillati made in Italy di I Spirits,
lanciati insieme a Cipriani. Dal punto di vista
azionario, il nipote dellAvvocato resta socio
di controllo della holding con il 64 per cento,
mentre al suo fanco ci sono i fdi di sempre,
Andrea Tessitore e Mario Ginatta (entrambi
con l11,7), e tre soci di minoranza: Giovanni
Accongiagioco e Alberto Fusignani (con il 4,4
ciascuno) e Pietro Peligra (con il 4,1). Nei
mesi scorsi lassemblea aveva affdato
lincarico ai revisori di Doloitte & Touche. N.C.
Con una lettera inviata al ministro dello
Sviluppo economico, Corrado Passera, ave-
va chiesto di ricevere il saldo della liquida-
zione per il lavoro come commissario stra-
ordinario del gruppo Alitalia. In tutto 3 mi-
lioni di euro, da aggiungere ai 6 milioni gi
incassati in precedenza. La lettera rimasta
per mesi senza risposta sul tavolo del mini-
stro. Che alla fne si deciso a replicare, ri-
gettando la richiesta. Cos lex ministro Au-
gusto Fantozzi ha deciso di rivolgersi ai
giudici. Nei giorni scorsi ha depositato al Tar
un ricorso con cui chiede di riconoscergli i
compensi chiesti. Nel 2008 era stato nomi-
nato dal governo Berlusconi commissario
liquidatore della vecchia Alitalia, quella ab-
bandonata al suo destino con 4 miliardi di
debiti, mentre i patriotidella Compagnia
aerea italiana guidati da Roberto Colaninno
si prendevano rotte e aerei per fondare la
nuova Alitalia. Il 19 luglio 2011, allo scadere
del terzo anno di mandato, Fantozzi rasse-
gn le dimissioni in polemica con lesecutivo
che aveva deciso di affiancargli altri due
commissari. D.L.
Alitalia
Fantozzi va alla guerra
AuGuSTo FANTozzI
le spine di tronchetti | poltronificio intesa | caso cipro | lira dei creditori
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In un mondo che cresce a ritmi mai raggiun-
ti negli ultimi 50 anni, lItalia arranca.
questo lo scenario al 2020 che emerge
dallultimo Rapporto di previsione di Pro-
meteia. Gi, perch il senso di frustrazione
da depressione che si vive da noi e, almeno
in parte, nel resto dellEuropa non trova
riscontro nella altre parti del mondo (vede-
re grafco). Crescono i Brics (Cina, Russia,
India), ma anche lAmerica Latina e lAfri-
ca sub-sahariana. Persino i cugini
dellOccidente, Stati Uniti e Giappone,
fanno registrare tassi di crescita del Pil pro
capite pi che dignitosi.
LItalia e lEuroarea, per la verit, come
se corressero con la zavorra. Mentre gli
altri volano con politiche monetarie aggres-
sive, la Banca centrale europea, vittima del
germanocentrismo in parte provocato
dalla debolezza politica dei paesi meridio-
nali, continua a centellinare gli sforzi. No-
nostante qualche strappo conquistato
dal suo presidente Mario Draghi. Come
lOmt (impegno condizionato ad acquista-
re titoli di Stato) e in futuro, probabilmente,
qualche meccansimo per favorire laffusso
di credito alle piccole e medie imprese.
Prometeia prevede altri incidenti di percor-
so nellarea euro, come Cipro, ma non una
crisi delleuro. Quindi ancora volatilit f-
nanziaria che render faticose le decisioni
di consumo e di investimento. Cos che
lunico motore della crescita italiana ed
europea sar lexport. Per recuperare il
terreno perduto negli ultimi anni bisogner
aspettare a lungo: la disoccupazione italia-
na torner sotto il 10 per cento solo nel 2020
ma alla fne del decennio il Pil non avr
ancora raggiunto il livello toccato prima
della crisi del 2009. E le banche avranno
accumulato 182 miliardi di sofferenze (il
9,5 per cento degli impieghi).
Orazio Carabini
Rapporto Prometeia
2020, Italia in coda
*Sub-Sahariana. Fonte: Prometeia, Rapporto di Previsione Aprile 2013
Pil pro-capite reale
(variazione % tra il 2020 e il 2010)
Cina
India
Russia
America Latina
Africa*
Giappone
Usa
Euroarea
Italia
0 20
102
62,6
51,9
25,5
23,1
21,4
17,8
6,9
3,3
40 60 80 100 120
110 | | 25 aprile 2013
U
n socio che scoppia di
salute, ma con cui in
guerra. Una grande azien-
da, la Pirelli, che in Borsa
perde terreno, mentre la
holding Camfn quota a
premio, e vale molto pi
di quel che contiene (cio la Pirelli stessa)
in vista di possibili scalate. Una pattuglia
di amici chiamati in soccorso, dallindu-
striale farmaceutico Luigi Rovati al gesto-
re del ristorante dei calciatori Xavier Za-
netti e Esteban Cambiasso. Un piano in-
dustriale che continua a essere rinviato. Un
fusso di cassa che nel 2012 - nonostante
un bilancio in forte utile - stato negativo
proprio mentre nel mondo il settore pneu-
matici andava a gonfe vele. Un diffcile
decollo in Russia. E una vera e propria
fuga tra i manager di prima linea.
questa la primavera pi calda di Mar-
co Tronchetti Provera da quando lo spet-
tro dei suoi interessi industriali si concen-
trato solo sul business delle gomme. Ven-
duti i cavi, in via di abbandono il mattone,
limpero dellimprenditore milanese
avrebbe in teoria le carte in regola per
dare grandi soddisfazioni. La Pirelli, da
sempre un marchio molto forte, equipag-
gia da tre anni i bolidi della Formula Uno,
con uno spettacolare ritorno dimmagine.
E anche lanno scorso il gruppo riuscito
a beneficiare della strategia impostata
negli ultimi anni: vendere pneumatici di
alta gamma, pi costosi e redditizi, abban-
donando le produzioni di massa. Cos,
nonostante la recessione che colpisce lIta-
lia e lEuropa, anche il 2012 si chiuso con
ricavi e margini in netto aumento, benef-
ciando di una presenza consolidata in
Asia, Stati Uniti e America Latina.
In questo contesto, colpisce la stafflata
arrivata alla Pirelli dalluffcio studi di
Mediobanca, uno dei soci che permettono
a Tronchetti di mantenere la presa sul
gruppo grazie al patto di sindacato che
custodisce il 45 per cento della Pirelli. Gli
analisti della banca daffari hanno ridotto
da 7,7 a 7 euro il prezzo obiettivo del tito-
lo, confermando il negativo giudizio un-
derperform. Una valutazione che rifette
il pessimismo sullandamento del mercato
europeo, ma anche la sfducia nelle possi-
bilit di raggiungere gli obiettivi redditua-
li indicati per il 2013. Anche se altre case
dinvestimento fanno previsioni pi favo-
revoli (Hsbc vede il titolo a 10 euro),
per vero che la Pirelli ha dato negli ultimi
tempi segnali contrastanti. Il continuo
rinvio della presentazione del piano indu-
striale (doveva arrivare sei mesi fa, slit-
tato a novembre) motivato, dice lazien-
da, con le incertezze macroeconomiche
legate alla crisi europea che impone di
dirottare sui mercati in crescita parte delle
gomme prodotte dove la domanda de-
bole. Una spiegazione plausibile, ma che
non tranquillizza del tutto alcuni osserva-
tori. Per due diversi motivi.
Economia pirelli
Con le ruote di
SCorta
Si avvicina la battaglia fnale per il
controllo del colosso degli
pneumatici. E Tronchetti ha bisogno
di altri alleati. Mentre i manager se
ne vanno. E i conti non fanno faville
Di Maurizio Maggi e Luca Piana
25 aprile 2013 | | 111
Il primo che, a dispetto della buona
performance, sui conti suona qualche
campanello dallarme. Ci sono le attivit
nei fltri per i motori, che Pirelli ha acqui-
stato dalla holding Camfn quando sem-
brava dovessero fare sfracelli e che, negli
ultimi due anni, le hanno fatto perdere 70
milioni attribuiti alla crisi dellauto. Nel
2012, un anno record per lindustria degli
pneumatici, Pirelli ha poi aumentato lin-
debitamento fnanziario netto di 468 mi-
lioni (da 737 a 1.205). Un dato non pre-
occupante in s, ma che colpisce perch
diversi concorrenti hanno chiuso lanno
con un fusso di cassa positivo: dagli 800
milioni di Michelin al miliardo e mezzo di
Continental (vedere il grafco a fanco).
Il secondo motivo di preoccupazione
riguarda invece il fatto che il rinvio del
piano industriale segue un periodo in cui
dallazienda sono usciti ben sette mana- F
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Corta
mArco tronchetti ProverA AllinAugurAzione del nuovo imPiAnto Pirelli di voronezh, in ruSSiA. A SiniStrA: luigi rovAti
Poco autofnanziamento, molti dividendi
Percentuale del dividendo distribuito
(per lesercizio 2012) sul prezzo dellazione
Flusso netto di cassa 2012 rispetto al 2011
(in miliardi di euro)
1,4 1 0,8
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2,3% 3,3% 3,4% 3,6%
112 | | 25 aprile 2013
ger di alto livello. Il primo stato il diret-
tore generale, il toscano Francesco Gori,
uno dei manager pi apprezzati nel setto-
re, in Pirelli dal 1978. Le sue dimissioni,
arrivate la primavera scorsa, sono rimaste
senza spiegazioni ufficiali; pochi mesi
prima, per, Tronchetti si era attribuito la
responsabilit diretta di due mercati cru-
ciali come lEuropa e la Russia. E proprio
sul modo di avviare lassalto russo aveva
imposto un cambio di rotta che per ora
non sta regalando troppi sorrisi (vedere il
box nella pagina a fanco). Dopo Gori, poi,
sono andati via i capi dei business auto e
camion, quello della logistica, nonch i
responsabili regionali di Europa, Asia e
Sud America. Un esodo massiccio, che ha
sorpreso gli esperti delle gomme.
Il problema, per Tronchetti, dunque
capire se questa velocit di marcia sar
suffciente per macinare quegli utili che gli
servono. I dividendi che Pirelli distribuisce,
tra i pi alti nel settore, devono infatti ri-
salire il lungo sentiero di societ fnanziarie
che gli sono necessarie per mantenere il
controllo del gruppo. E limpressione che
proprio la debolezza relativa del dominus
possa scatenare nei prossimi mesi una
battaglia decisiva per conquistare il potere
in Pirelli. stato lo stesso Tronchetti a
cercare laiuto di diversi investitori, trat-
tando lingresso tra i soci dei fondi Clessi-
dra di Claudio Sposito e Investindustrial
di Andrea Bonomi. Unintesa sfumata
perch non si trovato laccordo su come
gestire la coabitazione (la formula uffcio-
sa riguarda i vincoli sulla governance) e
perch nel mezzo delle trattative Tronchet-
ti ha estratto dal cilindro una serie di alle-
ati pi piccoli che lhanno fnanziato in
cima alla catena di controllo dandogli le
risorse per placare le banche: la Rot-
tapharm di Rovati, il fnanziere Sigieri
Diaz e Federico Enrichetti, socio del risto-
rante milanese di Zanetti e Cambiasso.
La rottura con Sposito e Bonomi ha
per bloccato ogni possibile soluzione
dello scontro con Vittorio Malacalza,
lindustriale genovese di origine piacenti-
na che nel 2009 era stato presentato come
il salvatore della patria e il partner indu-
striale che Tronchetti cercava da tempo.
Ma che, poco dopo aver sganciato 100
milioni per entrare nella cassaforte Gpi e
nella holding quotata Camfn, ha comin-
ciato ad avere il sospetto che il presidente
della Pirelli avesse in mente per lui e per i
fgli Davide e Mattia un ruolo di socio
danaroso ma dormiente. Malacalza
contrario alla corposa distribuzione dei
dividendi indispensabili a Tronchetti e non
vuol sentir parlare di cessioni. Emblema-
tica la querelle, sottotraccia, del cosiddetto
cord steel, il cordino dacciaio che serve
per i pneumatici radiali. Un business che,
nonostante il sito Pirelli lo defnisca un
valore aggiunto, si dice possa essere ven-
duto per incassare 400-500 milioni.
Il sistema di scatole cinesi con cui Tron-
chetti controlla il gruppo parte da una f-
nanziaria nella quale la sua famiglia ha il
Economia
Il pEso dElla
famIglIa
TronchETTI
nEllInTEro
gruppo sI fErma
al 4,4 pEr cEnTo.
I malacalza
sono a quoTa 6,7
Limpianto pireLLi di voronezh. in aLto:
vittorio maLacaLza
Famiglia
Tronchetti Provera
Finanziaria
Alberto Pirelli
Famiglia
Malacalza
Rottapharm
Mtp Sapa
Gpi Camn
Pirelli Generali Benetton
Allianz Mediobanca Unipol
Mtp
Partecipazione
Sigieri Diaz
Federico
Enrichetti
Massimo
Moratti
Carlo Acutis
100%
57,5%
30,9% 12,1% 8,6%
26,2%
4,9% 4,7%
4,5% 4,4%
3,9%
6,5%
42,6% 2,4% 5,0%
69,2% 2,8%
25,0% 3,0%
La ragnatela
25 aprile 2013 | | 113
69 per cento. E pi si scende dalla vetta
(vedere il grafco) pi si riducono le per-
centuali attribuibili ai Tronchetti. I Mala-
calza, di fatto, sono gli azionisti pi impor-
tanti, perch sulla base dei loro pacchetti
in Gpi e Camfn, arriverebbero al 6,7 per
cento di Pirelli. I Tronchetti si fermano
invece al 4,4. Sommando tutti i soci-amici
del presidente, tra cui Massimo Moratti,
la loro quota sale per al 7,8.
forse perch possono rappresentare
un rivale pericoloso che la luna di miele
con i Malacalza durata poco. E dopo un
periodo di punture di spillo il confitto
esploso nellestate 2012, su una divergen-
za apparentemente tecnica. Per ripianare
alcuni debiti con le banche, la Camfin
aveva bisogno di soldi. E Malacalza, che
lo stesso Tronchetti aveva presentato in
famiglia come una persona a cui dovere
riconoscenza infnita, quei soldi ce li vole-
va mettere. In contanti. Anche comprando
azioni prive di diritto di voto. Tronchetti
ha preferito puntare invece sullemissione
di un prestito da 150 milioni, con scaden-
za 2017, che ha fatto felici le banche col-
locatrici e mandato su tutte le furie i Ma-
lacalza. I quali, a sorpresa, hanno fatto
sapere di non essere interessati a nessuna
ipotesi di uscita, neppure con una liquida-
zione che gli farebbe guadagnare parecchi
milioni. Vogliono a tutti i costi diventare
un socio sempre pi coinvolto nelle scelte
industriali. Molti fondi di private equity
hanno sul tavolo il dossier Pirelli e stanno
alla fnestra. E Malacalza non vede lora
che scada - tra un anno - il patto di sinda-
cato che coinvolge gli storici alleati di
Tronchetti: Allianz, Generali, Fonsai e i
Benetton. A quel punto i giochi si riapri-
rebbero e lascerebbero in secondo piano
le cause e ricorsi che impegnano gli avvo-
cati dei due rivali. La partita si sposterebbe
sul controllo. Con i genovesi pronti a
mettere altri soldi sul piatto. E Tronchetti
con la speranza di trovare nuovi alleati in
grado di scommettere cifre pesanti. E di
lasciarlo al volante, ovviamente. n F
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Marco Tronchetti Provera non molla. Non
vuole passare come uno dei tanti generali
sconftti nella campagna per la conquista
della Russia. E cos, anche nelle ultime
presentazioni agli analisti, per il 2014
lobiettivo delle vendite di Pirelli Russia
resta fssato a 500 milioni di euro. Lo
stesso indicato quando i progetti russi
vennero illustrati per la prima volta, in un
incontro tenuto a Londra a fne 2011.
La perseveranza di Tronchetti nasconde
per le reali diffcolt incontrate dal gruppo
italiano. Lanno scorso il volume dei ricavi
russi si fermato a 172 milioni, cifra di
gran lunga inferiore ai 300 milioni previsti
inizialmente. Anche i proftti sono pi bassi
rispetto a quelli prospettati nei giorni
euforici del meeting londinese. Allepoca
Tronchetti puntava per il 2012 su un
risultato prima di imposte e interessi di 15
milioni; si fermato a un livello defnito
low single digit: in pareggio o poco pi.
Andamenti che lazienda spiega con la
scelta di puntare sul mercato premium, a
scapito dei volumi, e con i costi pubblicitari
per affermare il marchio fra i clienti.
Per Tronchetti, per, loperazione Russia
una quesitone delicata. stato infatti lui a
volere una radicale modifca dei piani che
il management aveva elaborato per
aggredire uno dei mercati pi promettenti
dEuropa. Quando nel 2008 si inizia a
parlare di Russia, i documenti uffciali
dicono che la Pirelli vuole costruire una
fabbrica nuova di zecca, dove replicare la
fessibilit produttiva ottenuta in Cina,
Romania e Messico: un fattore essenziale
per fare pneumatici di alta gamma, costosi
ma con bassi volumi. Grazie anche al
lavoro di Andrea Sasso, un manager
prelevato dalla Indesit, viene scelta larea
di Lipetsk, dove il produttore di
elettrodomestici ha un proprio impianto
e dove la Pirelli intende realizzare una
fabbrica da 10 milioni di pneumatici
lanno. Tronchetti decide per di
assecondare la volont del socio russo,
la societ pubblica Russian Technologies,
che punta invece sullarea di Samara,
conosciuta in Italia come Togliattigrad.
Il 6 novembre 2008 viene frmato anche
un accordo formale, che prevede 300
milioni di investimento per un impianto
che dovr sorgere dal prato verde.
Con la crisi globale, i piani vengono
congelati fno al 2010, quando si torna
a parlare della costruzione di un nuovo
stabilimento. Alle trattative partecipano
anche esponenti del governo, a partire
da Valentino Valentini, pleni-potenziario
di Silvio Berlusconi per i rapporti con il
Cremlino. Il 26 novembre 2010 il colpo di
scena: viene frmato un protocollo dintesa
allargato alla Sibur, una controllata di
Gazprom. Per 222 milioni Sibur vende
a Pirelli (e al socio Russian Technologies)
due impianti gi esistenti: uno a Kirov,
molto datato; laltro a Voronezh, con
macchinari pi nuovi ma inutilizzati, ancora
ricoperti dal cellophane. Fabbriche gi
pronte ma inadeguate per i requisiti Pirelli,
che investir altri 200 milioni per rifarle.
Obiettivo: produrre un totale di 10,5
milioni di pneumatici lanno, gli stessi
di quando lo stabilimento avrebbe dovuto
essere uno solo, con met operai.
Nel novembre 2011, quando Tronchetti
va a Londra a illustrare i piani, tutti questi
fattori sono per noti. E Kirov, dice, pu gi
produrre 6,5 milioni di gomme. Che per,
nel 2012, non basteranno per centrare
i risultati annunciati quel giorno.
Quella svolta in Russia
114 | | 25 aprile 2013
U
naspirante anchorwoman
nei posti di comando della pi
grande banca italiana. Si
chiama Cristina Finocchi
Mahne ed la conduttrice e
autrice, come recita il suo curriculum
personale, di Watchdog, la prima tra-
smissione sui temi di governance, in
onda sulla tv Class Cnbc. Luned 22
aprile lassemblea di Intesa Sanpaolo
elegger i componenti del consiglio di
sorveglianza e Cristina Finocchi, partita
da outsider, adesso vanta discrete possi-
bilit di entrare nella rosa dei 19 eletti
nellorgano di vigilanza presieduto da
Giovanni Bazoli.
Il nome della signora Watchdog
forse il pi sorprendente nellelenco dei 31
candidati (10 donne) espressi da tre liste
diverse, su cui si dovranno esprimere i
soci della grande banca milanese. Cristina
Finocchi siede nel consiglio della societ
romana di pubbliche relazioni Pms, forte
di un buon parterre di clienti soprattutto
nel giro delle aziende pubbliche. Suo pa-
dre, Michele Finocchi, lex funzionario
dei servizi segreti al centro dello scandalo
dei fondi neri del Sisde, condannato nel
2000 a sette anni e due mesi di reclusione.
Un passato nella multinazionale delle pr
Hill&Knowlton e poi come manager, una
dozzina di anni fa, nella banca bresciana
Bipop (istituto indagato da magistratura
e Bankitalia), la conduttrice televisiva
sponsorizzata dalle tre fondazioni banca-
rie di Padova, Bologna e Firenze. Da prin-
cipio i tre enti puntavano a conquistare al
massimo quattro posti in consiglio. Ades-
so per su questa lista dovrebbero conver-
gere anche i voti di molti grandi investito-
ri internazionali, forti di oltre il 20 per
cento del capitale. E allora i rappresentan-
ti delle fondazioni potrebbero diventare
cinque o forse addirittura sei. In questul-
timo caso Cristina Finocchi, in sesta posi-
zione (su nove) nella lista, entrerebbe nel
consiglio di sorveglianza.
Tutto nasce dalla rissa in casa Assoge-
stioni, lassociazione guidata dallex mini-
stro Domenico Siniscalco che rappresenta
lindustria del risparmio gestito, a comin-
ciare dai fondi dinvestimento. Lo scontro
ha portato allaccantonamento di uno dei
Economia dietro le nomine
Poltronicio
intEsa
Dallanchorwoman Finocchi ai renziani
Mattei e Bianchi. Acrobazie e confitti dei
candidati al consiglio della banca
Di vittorio malagutti
25 aprile 2013 | | 115
possibili candidati, lavvocato e professore
della Cattolica, Vincenzo Cariello. Il modo
in cui si arrivati alla formazione della
lista ha per fatto esplodere i malumori tra
le agenzie di valutazione (Iss e Glass Lewis)
che rappresentano e assistono in assem-
blea gli investitori internazionali. E allo-
ra, piuttosto che appoggiare Assogestioni,
meglio orientarsi sui candidati delle
Fondazioni, questo linvito delle cosid-
dette proxy agencies agli investitori da
loro rappresentati.
questo lultimo giro di giostra nelle
manovre in vista dellassemblea chiamata
a rinnovare la squadra di comando di In-
tesa. Al consiglio di sorveglianza spetta
infatti la designazione dei nove compo-
nenti del consiglio di gestione, dove oltre
alla conferma di Enrico Cucchiani sulla
poltrona di consigliere delegato prevista
la nomina di Gian Maria Gros Pietro come
presidente al posto di Andrea Beltratti. La
Fondazione Cariplo presieduta da Giu-
seppe Guzzetti e la torinese Compagnia di
San Paolo guidata dallex sindaco Sergio
Chiamparino, forti insieme del 14,6 per
cento del capitale di Intesa, controlleranno
la maggioranza del consiglio di sorveglian-
za, con 11 membri che potrebbero diven-
tare 12 su un totale di 19. Altri cinque
posti, ma forse anche sei, sembrano come
detto destinati alle fondazioni di Bologna,
Padova e Firenze, titolari di poco meno del
10 per cento del capitale dellistituto. As-
sogestioni fnirebbe quindi per acconten-
tarsi di un paio di poltrone.
Documenti alla mano, il consiglio di
sorveglianza dovrebbe essere rinnovato
per oltre la met. Scontata la conferma di
Giovanni Bazoli, che lo scorso anno ha
tagliato il traguardo degli 81 anni, nella
lista Cariplo-SanPaolo conservano il po-
sto anche i docenti universitari Franco
Dalla Sega (in quota Milano) e Pietro
Garibaldi (Torino), che lanno scorso so-
stitu la vicepresidente Elsa Fornero, di-
ventata ministro. Confermato anche il
presidente di Confindustria Piemonte,
Gianfranco Carbonato. A quanto pare,
poi, a Intesa non possono proprio fare a
meno di Jean Paul Fitoussi, leconomista
francese che siede tra laltro nel consiglio
di Telecom da quasi dieci anni, sin dai
tempi di Marco Tronchetti Provera. Labi-
le Fitoussi, intervistatissimo dai giornali,
ospite fsso di talk show televisivi, appro-
dato al consiglio di Intesa nel 2010, su
proposta dellallora azionista Crdit Agri-
cole. Uscito di scena listituto transalpino,
arrivata la candidatura delle due grandi
fondazioni azioniste. Questa volta, per,
a sostenere il professore francese sono le
Generali, socie di Intesa con il 4,7 per
cento circa, che non presenteranno candi-
dati e faranno confuire i propri voti sui
nomi proposti da Cariplo-San Paolo.
Il primo in lista per le tre fondazioni
minori invece Mario Bertolissi, vice-
presidente uscente del consiglio di sor-
vegliaza. Bertolissi, ordinario di diritto
costituzionale, due mesi fa ha perso la
corsa alla presidenza della Fondazione
Cariparo (Padova e Rovigo), che ha
confermato il numero uno Antonio Fi-
notti, 83 anni, al vertice dal 2003. Insom-
ma, largo ai giovani.
Niente paura, allo sfdante Bertolissi,
classe 1948, stato comunque garantito
un atterraggio morbido a Intesa. Stesso
discorso, o quasi, per Jacopo Mazzei, gi
presidente della Fondazione Carifrenze.
Dopo mesi di tira e molla, con tanto di
ricorso al ministero dellEconomia, a gen-
naio Mazzei ha dovuto lasciare il vertice
dellente a cui era approdato nel novembre
2011. Tempo poche settimane ed arriva-
ta la poltrona di riserva. Lex timoniere
della fondazione forentina, erede di una
famiglia che ha sempre dominato la scena
fnanziaria locale, si prepara a entrare nel
consiglio guidato da Bazoli. E pensare che
a suo tempo, anni fa, proprio Mazzei fu
un fiero oppositore della fusione della
Cassa di Firenze con listituto milanese.
Il banchiere toscano conosce bene Intesa.
Se non altro perch Mazzei manager e
azionista del gruppo Fratini, la famiglia di
immobiliaristi e imprenditori che nel 2008
si lanci nellavventura Alitalia, compran-
do una piccola quota della compagnia con
lappoggio della banca allepoca guidata da
Corrado Passera. Tre anni dopo Intesa ha
dato una mano agli amici investitori tosca-
ni ricomprandosi le loro azioni Alitalia.
Da Firenze arriva anche Francesco
Bianchi. La sua una candidatura targa-
ta Matteo Renzi. Il sindaco rottamatore
ha sponsorizzato Bianchi nella recente
nomina a commissario straordinario del
Maggio fiorentino, limportante ente
culturale che produce tra laltro lomoni-
mo festival. Lavvocato Alberto Bianchi,
fratello di Francesco, il presidente della
fondazione Big Bang, la cassaforte fnan-
ziaria dellesponente Pd. Il candidato
forentino un professionista di grande
esperienza. Ha lavorato alla Cariplo e poi
come manager di Intesa fino al 2007.
Tempo un paio di anni e Bianchi stato
designato dalla Fondazione Cassa di
Alessandria nel consiglio della Popolare
di Milano, allepoca presieduta Massimo
Ponzellini. fnita male. Con Ponzellini
sfduciato a novembre 2011 e poi agli
arresti. Bianchi si era sflato prima della
tempesta, con le dimissioni presentate a
maggio del 2011. Un paio di anni e il
manager amico di Renzi torna in pista,
questa volta per Firenze. Fondazione che
vai, banca che trovi. n F
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La spaccatura
aLLinterno di
assogestioni. e iL
ruoLo deLLe
fondazioni di
padova, boLogna
e firenze
jean-paul FItOussI. In bassO: crIstIna FInOcchI
Mahne e, a Destra, jacOpO MazzeI. nella
pagIna a FIancO: la seDe DI Intesa sanpaOlO
25 aprile 2013 | | 117 Se ne parla su www.espressonline.it
Grande lezione
dalla piccola Cipro
I
l crollo del sistema bancario cipriota
sar ricordato a lungo, sia per linet-
to tentativo di mettere le mani sui
depositi bancari non garantiti, sia
per le marce indietro e le accuse che
ne sono seguite. Cipro dimostra che non
esiste un chiaro limite al livello di sofferen-
za che un paese pronto ad accettare per
evitare il caos e la confusione che scaturi-
rebbero da una uscita dalleuro. Le condi-
zioni molto dure e senza precedenti imposte
a Cipro dalla Troika (Commissione euro-
pea, Banca centrale europea e Fondo mo-
netario internazionale) hanno segnato la
fne del settore pi importante del Paese,
quello bancario off-shore. Anche i limiti ai
movimenti del capitale sono stati una scel-
ta imposta. Tuttavia le autorit di Cipro non
hanno mai considerato seriamente la pos-
sibilit di unuscita dalleurozona, che
avrebbe permesso loro di adottare una
valuta svalutabile e di non onorare il debito.
Queste due misure avrebbero consentito
alla piccola economia dellisola di ripren-
dersi pi in fretta dallenorme shock.
Il presIdente AnAstAsIAdes, anche
se risentito e amareggiato per le misure
imposte, ha esplicitamente respinto lop-
zione di unuscita dalleuro ritenendola un
giocare con il futuro del Paese. A loro
volta, la Germania e il resto delleurozona
hanno dimostrato di essere pronti a fare
imboccare ai Paesi strade molto diffcili pur
di mantenere lintegrit dellunione mone-
taria. Leconomia di Cipro non supera l1
per cento del Pil dellinsieme delleurozona,
ma il pacchetto di salvataggio destinato a
questo Paese, anche se insufficiente per
preservare lindennit del suo sistema ban-
cario, assomma a un 60 per cento del Pil
cipriota. Aggiungendoci la liquidit fornita
alle banche locali dalla Bce di una entit
forse pari, gli aiuti totali forniti a Cipro
superano facilmente il suo Pil. Inoltre, con-
sentendo una massiccia raccolta di fondi
direttamente dai depositi non garantiti, i
paesi delleurozona hanno dato prova di
essere pronti a rischiare una contrapposi-
zione con la Russia, dove ha sede il princi-
pale gruppo che detiene questi depositi.
Il prelievo sui depositi non garantiti non
sarebbe stato possibile senza un sostegno
attivo da parte della Bce. Il suo ultimatum
(se non fosse stato accettato il programma
della Troika avrebbe bloccato la liquidit
diretta alle banche cipriote) manda un
messaggio chiaro a tutti i Paesi che potreb-
bero cadere nella tentazione di fare affda-
mento su questo tipo di sostegno, riducen-
do cos il rischio di azzardo morale che la
realizzazione delle riforme potrebbe alzare.
lA Bce hA anche permesso al program-
ma della Troika di spezzare il tab che im-
pediva di sacrifcare i detentori di obbliga-
zioni privilegiate prima dei contribuenti. E
se da una parte ci comporta il rischio di un
ulteriore acuirsi della crisi del credito,
dallaltra scoraggia uneccessiva assunzio-
ne di rischio. In aggiunta, la maggiore fes-
sibilit riguardo al coinvolgimento dei
creditori e dei detentori di depositi nel caso
di un salvataggio delle banche, riduce il
costo di possibili futuri salvataggi e abbas-
sa la probabilit di contestazioni nei Paesi
del cuore dellEuropa. Leffetto fnale sar
probabilmente di rassicurare chi detiene
debito sovrano della periferia.
La Troika ha dimostrato di aver svilup-
pato una maggiore fducia nella propria
capacit di gestire il rischio sistemico. E da
ultimo, ma non meno importante, signi-
fcativa la reazione incredibilmente pacata
dei mercati al pasticcio cipriota, nonostan-
te la coincidenza con una profonda crisi
politica in Italia. Leuro si indebolito, il che
probabilmente positivo, mentre le Borse
hanno ceduto poco terreno e gli spread
delle obbligazioni degli Stati della periferia
sono saliti di poco. Questa capacit di ri-
prendersi dallimpatto di uno shock con-
trasta notevolmente con precedenti episodi
analoghi, in particolare con i giorni peggio-
ri della crisi in Grecia, Italia e Spagna.
I mercAtI si sono lasciati rassicurare da
una serie di indicatori dai quali hanno
concluso che la combinazione dellaggiu-
stamento fscale e di quello della competi-
tivit nella periferia sta gradualmente fa-
cendo passi avanti. Il costo del lavoro per
unit di prodotto sceso drasticamente in
Irlanda e Portogallo e signifcativamente
anche in Spagna e Grecia, anche se non in
Italia. Lexport dai paesi della periferia si
rafforza e la ripresa del settore delledilizia
negli Stati Uniti e la crescita robusta dei
mercati emergenti corroborano la speranza
che le condizioni per una ripresa della cre-
scita si stiano lentamente ricomponendo.
La recessione nella periferia deve ancora
percorrere una lunga strada prima di essere
superata, ma solo pi avanti si sapr se
stata superata la fase pi acuta della crisi.
Un dato certo: gli eventi di Cipro contri-
buiscono a rafforzare la credibilit delle
terapie prescritte a quasi tutte le banche
delleurozona, tra cui una regolamentazio-
ne pi severa e requisiti di capitale pi alti.
Leurozona deve procedere pi spedita
verso lunione bancaria, andando oltre
unautorit unica per la supervisione del
settore fnanziario ospitata presso Bce e
creando un vero schema condiviso per
lassicurazione dei depositi e un meccani-
smo comune per leventuale liquidazione
delle banche. Se questi passi fossero stati
compiuti prima, il disastro cipriota sarebbe
stato evitato in buona parte .
traduzione di Guiomar Parada
Avrebbe potuto
uscire dalleuro,
tornare a una
moneta svalutabile e
non onorare il
debito. Ma non lo ha
fatto. Ecco perch
Uri Dadush
Economia
118 | | 25 aprile 2013
Q
uando, allinizio di aprile, il
presidente Mario Monti aveva
annunciato il pagamento di 40
miliardi di euro in tempi rapidi
alle imprese che da mesi aspetta-
no i pagamenti della pubblica amministra-
zione gli imprenditori non avevano creduto
alle loro orecchie. Quando poi hanno sco-
perto la complessit del decreto legge e in-
tuito che i tempi dei pagamenti sarebbero
stati tuttaltro che veloci sono stati colpiti
dallo sconforto, ma non si sono arresi.
Hanno invece deciso di lasciare la sala dat-
tesa, in cui sono abbandonati da mesi, per
andarsi a prendere da soli i soldi che gli
spettano: li tratterranno dalle tasse. Non
ancora una protesta, ma una contropropo-
sta che artigiani e commercianti hanno
fatto al governo. Se lo Stato rifuter, proce-
deranno da soli, tagliandosi le imposte.
Cos non si pu pi andare avanti,
dice Armando Risaliti, artigiano di Prato
sto aspettando 400 mila euro dalla Asl e
nel frattempo mi sono fatto anticipare i
soldi dalla banca, che si tiene 37.500 euro
di interessi lanno. Risaliti a capo del
Consorzio Odontotecnici delle Province
Toscane, che lavora per le Asl del Centro
Italia. Il ritardo medio dei pagamenti di
180 giorni, ma oggi nella sanit si arriva-
ti a sforare i due anni. Il settore che sta
peggio per quello delle costruzioni, come
spiega Vilmo Canghiari, imprenditore edi-
le marchigiano: La Provincia di Pesaro mi
deve 800 mila euro. Pi lavoro, pi il debi-
to cresce, pi lievita il prestito con le banche,
che a fne anno si trattengono il 7 per cento
di quanto mi spetta dallo Stato.
In base alle stime della Banca dItalia, lo
Stato ha debiti per 91 miliardi di euro; se-
condo Confndustria sono 110; per lasso-
ciazione degli artigiani di Mestre 130.
Ignoto anche il numero delle aziende
coinvolte.
Da Confndustria il presidente Giorgio
Squinzi ha gi bocciato il decreto: Contie-
ne procedure molto complesse, che rischia-
no di allungare i tempi e per noi questo
sarebbe un serio problema. A spiegare
perch il decreto fa acqua da tutte le parti
Cesare Fumagalli, direttore generale della
Confartigianato: Un sistema analogo era
stato usato nel 2007 per consentire alle
Regioni di pagare i debiti della sanit. Ci
hanno messo dai tre ai cinque anni per
mettere in moto la macchina. Inoltre la
procedura si svolger per via telematica,
sfruttando la stessa piattaforma creata
dieci mesi fa per il pagamento dei crediti in
titoli di Stato. In quelloccasione, come ha
evidenziato la Banca dItalia, sono stati
emessi 15 milioni su uno stanziamento di 2
miliardi, perch solo il 5 per cento delle
amministrazioni interessate (1.700 su 20
mila) si registrato sul sito. Le altre non
lhanno fatto perch le procedure operative
erano troppo complesse e per la mancanza
di sanzioni per le Regioni inadempienti.
Poi c la questione dellelenco cronolo-
gico delle imprese creditrici, che le ammini-
strazioni locali devono realizzare entro
venti giorni, ma che Rete Imprese Italia
(lassociazione dei negozianti e dei piccoli
imprenditori) stima realizzabile in non
meno di un anno. Tempi inaccettabili per
imprese che in alcuni casi non possono
nemmeno pi contare sugli anticipi delle
banche. quanto sta accadendo in Sicilia,
dove la Regione non pi considerata ente
affdabile da parte degli istituti di credito:
un anno che aspetto 5 mila euro dalla
Regione, racconta Domenico Daleo, im-
piantista a Palermo, e le banche non mi
fanno credito perch pensano che lammi-
nistrazione non sar mai in grado di paga-
re. Qualche tempo fa Daleo aveva avviato
un contenzioso con la Regione Sicilia per
un altro arretrato da 4.200 euro. Dopo
quattro anni e mezzo il conto stato salda-
Economia debiti arretrati
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Grilli. E vogliono
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le imposte. A costo
di sfdare la legge
Di gloria riva
immagini di un CantiErE EdiLE
25 aprile 2013 | | 119
to, ma allimprenditore sono stati accollati
400 euro per limposta di registro del de-
creto ingiuntivo: Doveva pagare la Regio-
ne, ma visto che le casse sono a secco, lE-
rario ha pensato di metterli sul mio conto.
Dovrei pagarli entro fne aprile, ma non
sborser un centesimo. Lo Stato ha gi i
miei soldi due volte: pretende la massima
puntualit per le tasse e poi non mi paga i
lavori effettuati. E se iniziassimo a pagare
solo il dovuto?, ipotesi che Rete Imprese
Italia sta valutando.
Per il momento le associazioni impren-
ditoriali hanno chiesto alla Commissione
speciale di stracciare gran parte del decreto
legge di Grilli e procedere con la compen-
sazione del credito. Sostanzialmente la
proposta dei piccoli che sia il creditore a
dire quanto gli spetta. Una volta ottenuto
lassenso dallente pubblico, limprenditore
dovrebbe potersi scontare la somma dal
primo versamento di imposte, di contribu-
ti Inps o di premi Inail. Se ci accadesse, i
tre enti si troverebbero con un buco da
colmare e andrebbero a loro volta a batter
cassa allo Stato. Sarebbe una rivoluzio-
ne, commenta Enzo Ponzio, imprenditore
edile di Bologna, ma dubito che la propo-
sta venga accettata dal Parlamento e perci
siamo tentati di andare avanti comunque.
Per evitare che si arrivi a una guerra
senza regole, la Confartigianato ha pensato
a un piano di riserva. Se le commissioni ri-
getteranno la proposta della compensazio-
ne diretta, allora lassociazione accetter il
decreto del governo cos com, ma con una
clausola di salvaguardia: se alla fine di
giugno sar evidente che gli enti locali non
riescono a seguire la tabella di marcia per
onorare i debiti, allora si passer al sistema
delle compensazioni e le imprese si dedur-
ranno da sole i crediti dalle tasse. Non solo,
nei piani delle associazioni imprenditoriali
lautoliquidazione dei debiti dovr diven-
tare il sistema standard, cos da rispondere
alla nuova normativa europea, introdotta
il primo gennaio, che impone il pagamento
dei debiti entro 30 giorni, nel settore pub-
blico come in quello privato. Una legge che
al momento sta solo sulla carta, come rac-
conta Giuliano Secco, titolare di un labora-
torio di maglieria di Treviso: Lavoro per
le case di moda che pagano quando voglio-
no. Per lavorare siamo costretti a frmare
accordi di pagamento a 60 o 120 giorni. E
protestare vorrebbe dire far scappare il
cliente. n
Speciale Made in Italy
dalla toScana alle Marche al lazIo.
vIaggIo nel centro del paeSe. tra le
IMpreSe del glaMour dove creatIvIt
e InnovazIone Salvano lInduStrIa
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Il bello
tI fa rIcco
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Speciale Made in Italy Contro la crisi
A
ltro che studenti, turisti o facoltose signore. A far
la coda per entrare agli Uffzi o alla Cappella Si-
stina dovrebbero essere gli industriali. Manager e
imprenditori, seduti davanti a Raffaello o a Picas-
so per prendere familiarit con la strategia pi
trendy del momento: la bellezza. Se ne parla sulla
rivista di economia di Harvard, allAcadamy of
Management, la Copenaghen Business School ha dedicato al rap-
porto fra arte e leadership un intero dipartimento. Fra i guru di
questa teoria, che mette al centro del successo dimpresa la creativit
e sostiene che il presente non si possa pi af-
frontare con i modelli del passato, c sicura-
mente Nancy Adler, professore di Economia
internazionale alla McGill University di Mon-
treal, in Canada, autrice di decine di libri e
centinaia di articoli sul tema, oltre che consu-
lente di compagnie e governi in giro per il
mondo. A Milano atterrata poche settimane
fa per TedxNavigli, un evento che ha riunito
accademici e manager per parlare del Potere
dellamore.
Cosa centra larte con limprenditoria?
Le aziende si trovano oggi a operare in un mondo che cambia
molto pi velocemente di quanto non facesse prima. La crisi eco-
nomica non ha fatto che accelerare e rendere drammatici processi
gi in atto: interconnessione globale, turbolenza dei mercati, im-
prevedibilit della domanda. Per affrontare questo scenario non si
pu pi fare affdamento sulle strategie che funzionavano anche
solo dieci anni fa. Gli imprenditori devono essere capaci di creare
continuamente nuove idee. Di proiettarsi nel futuro. Oggi valgono
di pi i sogni che i manuali di management. E da chi possono im-
parare gli industriali questo approccio visio-
nario alla realt, se non dagli artisti? Il diret-
tore esecutivo di Google, Eric Schmidt, lo ha
detto nel 2003: Bisogna portare gli artisti
allinterno delle aziende perch saranno loro
a creare the next big thing.
Che cosa pu dare un museo a un imprenditore?
Molto pi di quanto non si immagini.
Perch al centro di unimpresa
di successo c il processo creativo.
Che si impara agli Uffzi come ad
Assisi o ai Fori romani. la proposta
di una guru Usa. Che qui spiega per
quali motivi lItalia favorita
Colloquio Con nanCy adler di FranCesCa sironi
Metti
un manager
al museo
leconomista nancy adler.
sopra: la galleria degli uffizi a firenze
25 aprile 2013 | | 123
Qualche giorno fa ero in Norvegia, ingaggiata da una grande
compagnia che aveva appena acquisito due nuove societ. Il
mio compito era aiutare i manager a gestire la fusione. Feci
loro un seminario di otto ore, poi andammo a un museo di
arte moderna. Passammo dai fauves, gli impressionisti, alla
fne arrivammo ai cubisti. Il curatore della mostra spieg loro
la volont di Braque e Picasso di mostrare lo stesso oggetto
sotto diversi punti di vista, contemporaneamente. Il Ceo della-
zienda si volt verso di me e disse: Nancy, questo quello di
cui hai parlato tutto il giorno e che non avevo capito. Dobbia-
mo riuscire a mantenere pi prospettive contemporaneamen-
te, non cercare di ridurre tutte le societ a una sola strategia.
Larte ci d un vocabolario molto pi ampio per vedere il
mondo, per spiegare cosa abbiamo in testa. Apre i nostri oriz-
zonti, ci fa guardare alle cose con uno sguardo pi acuto.
Lei stessa una pittrice, oltre che titolare di una cattedra in economia.
una commistione che accadr sempre pi spesso. Il proces-
so creativo ci insegna a scoprire e a creare bellezza, a svilup-
pare originalit. E oggi la bellezza diventata un fattore fon-
damentale per emergere nel mercato globale. Basta pensare
alla Apple. I cellulari di Steve Jobs non erano solo tecnologi-
camente avanzati. Erano belli, come nessun altro. Jobs stesso
aveva fatto studi di calligrafa. E cercava il bello, lo riconosce-
va, come un artista. In questo voi italiani siete molto ben po-
sizionati: il mondo vi riconosce una cultura meravigliosa e
radicata. Dovete per imparare a sfruttare di pi questo lega-
me storico con larte.
Ma in tempi di crisi, quando mancano i soldi per pagare gli stipendi,
ha senso investire sulla creativit, puntare sui sogni?
Non solo ha senso: necessario. Molto pi che quando le
cose vanno a gonfe vele. Perch se gli affari vanno bene, si-
gnifca che il business funziona e ci si concentra solo a ven-
dere. Non si pensa a cambiare, a creare prodotti migliori. La
Kodak un esempio fulminante: un suo dipartimento aveva
sviluppato prima di chiunque altro la macchina fotografca
digitale. Ma i rullini vendevano cos tanto che lazienda non
invest in quel brevetto. E oggi sta fallendo. In tempi bui
come quelli che sta vivendo lItalia tutti sono costretti a in-
novare. Alcune societ ce la fanno, e crescono, anche in
tempi di crisi. Sono pi fortunate? No, sono state capaci di
vedere una possibilit nel disastro. Quella che chiamiamo
serendipity: trovare qualcosa di buono anche nei mo- F
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Speciale Made in Italy
menti peggiori. Le opportunit non scendono dal cielo. Bi-
sogna avere il coraggio, e uso apposta la parola coraggio, di
crearle, inventando qualcosa di migliore. Gli imprenditori
devono avere speranza. Trovare soluzioni creative, in un
periodo come questo, non un lusso. una necessit.
La creativit al potere, insomma. Vale anche per le piccole e medie
imprese o solo per i giganti con cui ha a che fare lei per lavoro?
Le societ di dimensioni minori in momenti come questo
sono avvantaggiate. Riescono a cambiare e innovare pi rapi-
damente: una barca piccola sempre pi facile da maneggiare
che un pesante vascello. Ma bisogna essere capaci di fare quel
salto. Di investire sulle idee e non lasciarsi scoraggiare dal
clima esterno, dai giornali che parlano solo di scandali fnan-
ziari, disoccupazione e crisi economica. Gli imprenditori de-
vono credere nella loro creativit. E anche in questo voi italia-
ni siete avvantaggiati. In Giappone ci sono interi articoli e ri-
cerche di studiosi che cercano di capire se i giapponesi sono
abbastanza creativi. Voi sapete di esserlo, non lo mettete in
dubbio. Ma dovete riuscire ad applicare questa creativit
allimpresa, ai prodotti, alle forme, al modo di esercitare la
leadership allinterno dellazienda. Oggi le cose cambiano
troppo in fretta: non si possono continuare a gestire le impre-
se come prima, quando il futuro era pi prevedibile. Bisogna
inventare qualcosa di migliore per il mondo.
In che senso migliore? Non gi tanto riuscire a tirar fuori dal
cappello una buona idea?
Anche qui, si tratta di una necessit. Dalle piccolissime imprese
alle multinazionali, tutti sono costretti, per avere successo, a fare
i conti con un pubblico sempre pi attento e informato. La tra-
sparenza richiesta alle compagnie aumentata moltissimo. Ag-
giungere qualche additivo a un prodotto alimentare, ad esempio,
era normale fno a poco tempo fa. andata avanti a lungo:
Basta che sembri bello, poi che importa?. Oggi prodotti cos
sono ancora in circolazione, ma nel futuro lo saranno sempre
meno. Grazie ai social network, la reputazione di unazienda pu
essere distrutta in un secondo se si scopre che nascondeva qual-
cosa. Anche per questo gli imprenditori si devono impegnare a
essere corretti nei confronti dei consumatori. A dar loro qualcosa
di convincente. Non basta sia nuovo: deve essere migliore.
In un suo scritto cita Kof Annan, quando disse, nel 1999: Dob-
biamo unire il potere dei mercati con la forza degli ideali universa-
li, riconciliare le spinte creative dellimpresa privata con i bisogni
degli svantaggiati e le richieste delle generazioni future. un
messaggio ancora valido?
Assolutamente s. E non signifca che gli imprenditori dovrebbe-
ro fare pi benefcenza o diventare flantropi. La carit non centra
niente. Si tratta di investire in prodotti e idee che possano davvero
servire alla societ, che contribuiscano a migliorare il contesto in
cui abitiamo. Anche in questo
senso viviamo in un periodo di
cambiamenti epocali. Le aziende
non possono rimanere a parte,
continuare a perseguire solo il
proftto. Si devono guardare in-
torno, far s che le loro invenzioni
servano a sviluppare nuove rela-
zioni fra le persone. Uno dei pi
grandi economisti del nostro tem-
po, lindiano C. K. Prahalad, ha
dimostrato, col suo libro La for-
tuna alla base della piramide,
che le imprese, oggi, possono aiu-
tare i poveri facendo profitto.
Perch riuscire a vendere prodot-
ti o servizi a chi vive con un meno
di un dollaro al giorno signifca
aver inventato qualcosa di utile,
che li aiuta a migliorare la loro
vita: altrimenti non investirebbe-
ro mai quei pochi centesimi che
hanno. Innovazioni pensate per
loro possono poi arrivare anche
ai pi ricchi, e avere ancora pi
successo. Contribuendo a miglio-
rare il mondo. n
La crisi ha colpito duramente lartigianato del made in Italy
nel centro Italia, vittima delle diffcolt del mercato domestico
in settori come il tessile, le sartorie ma anche la meccanica e
lorefceria. In tre anni, tra la fne del 2009 e il 2012, il territorio
(Emila Romagna, Marche, Toscana, Lazio e Umbria) ha perso
circa 4.569 imprese artigiane manifatturiere (inteso come saldo
tra le imprese chiuse e le nuove nate), che alla fne del 2012
erano circa 101 mila (su 339.455 di tutta Italia). Manca
allappello oltre il 5 per cento delle aziende, in linea con il dato
nazionale di -5,5. Con uneccezione: la Toscana che perde il 3,7
per cento delle sue imprese artigiane. Annus horribilis, il 2009
quando lEmilia Romagna ha chiuso lanno con il bilancio pi
negativo degli ultimi dieci e ha perso il 5,5 per cento delle
imprese, le Marche il 5,9, il Lazio il 5,1, l lUmbria il 5,3.
Ricostruire questa base imprenditoriale non sar facile ma
indispensabile. Anche le grandi aziende, senza di loro, fniscono
per impoverirsi, rileva il presidente di Unioncamere Ferruccio
Dardanello. Eppure, anche il 2012 non decolla. Nelle Marche
il fatturato dellartigianato manifatturiero si alleggerito di un
buon 10,2 per cento sul 2011. Pi marcato ancora in Umbria,
sceso del 10,4 per cento nellultimo quadrimestre. Anche in
Toscana il 2012 si presenta come un anno di peggioramento:
il fatturato del manifatturiero calato a due cifre (-11,4).
In tutto il centro Italia, lartigianato delle costruzioni ha registrato
un saldo negativo di 4.850 imprese sulle 13.692 morte a livello
nazionale. Tiene invece meglio lartigianato dei servizi, grazie
a un maggior dinamismo di nuove realt. Costruzioni e
manifatturiero sono per i comparti pi rappresentativi, ma
entrambi sono anche quelli che hanno risentito maggiormente
della crisi del mercato icon il calo dei consumi e linterruzione
di molti canali di subfornitura. La scarsa propensione
allinternazionalizzazione della piccola impresa artigiana ha poi
impedito di limitare i danni contrariamente a quanto hanno fatto
altre pi strutturate. Elena Bonanni
Un anno da dimenticare
la basilica di san francesco ad assisi.
sotto: la cappella sistina a roma
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Robot multiuso che lavorano i cibi ad alte temperature
per allungarne la data di scadenza. Motori super effcienti
che riducono le emissioni di CO2. Nuove linee di produzione
che garantiscono qualit e tracciabilit dei prodotti. Sono
solo alcune delle nuove soluzioni tecnologiche rese oggi
disponibili dallautomazione industriale, un campo che vede
crescere di anno in anno il suo impatto sulleconomia
del nostro Paese. In un comparto strategico come quello
dellindustria manifatturiera ad esempio, sono sempre di pi
le aziende che fanno affdamento alle soluzioni tecnologiche
per rimanere competitive, tanto che lItalia rappresenta ormai
il secondo mercato in Europa per la tecnologia al servizio
dellindustria. Ma non si tratta solo di risparmiare:
lautomazione industriale permette infatti di sviluppare
impianti a impatto zero dal punto di vista ambientale,
e garantisce qualit e sicurezza dei prodotti. Tutte le novit
del settore saranno presentate a Parma dal 21 al 23 maggio
2013, nel corso della terza edizione di Sps Ipc Drives Italia,
la grande fera dellautomazione industriale organizzata
da Messe Frankfurt. Con oltre 400 espositori, e 14.564
visitatori nella passata edizione, diventato un
appuntamento fondamentale per le aziende e per gli addetti
ai lavori, ma anche per tutti coloro che vogliono saperne di
pi sui processi che portano i prodotti fniti nelle nostre case.
Simone Valesini
E lhi-tech va in fera
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MANI DORO
Lispirazione sono i toni del paesaggio. La cultura quella della
creativit che nasce dallarte. E il know how quello antico.
Cos cresce lo stile italiano. Ecco le imprese manifatturiere che
scivolano sulla crisi. E fanno fatturati. Con laiuto del Web
a cura di carla Tinagli
Speciale Made in Italy / Grandi artigiani
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i che un imprenditore Brunello Cucinelli, a capo di un
impero che stato valutato a fne 2012 quasi 280 mi-
lioni di euro (con una crescita del 15 per cento rispetto
allanno precedente), un flosofo, o meglio, un impren-
ditore-flosofo. Certo, tutto cominciato dalla passione
per la moda, ma lui non ha mai distolto lattenzione dalla ricerca
del bello, da unetica che rispetti luomo e il suo pensiero.
Valori molto nobili ma non sempre facili da attuare in unottica im-
prenditoriale.
Secondo me il profitto economico non pu prescindere
da quello umano e sono convinto che lavorare in condi-
zioni migliori aumenti la creativit. Per questo ho cercato
di concretizzare il concetto di impresa umanistica, cio
di unazienda che si occupa di investire per migliorare la
vita di chi ci lavora. Tanto che mi sembrato giusto alla
fine dello scorso dicembre festeggiare il rendimento posi-
tivo del primo anno in Borsa con un dono economico ai
dipendenti e ai collaboratori: stata una scelta privata, un
ringraziamento a chi cresciuto con me e mi ha aiutato a
crescere con il suo lavoro.
Proftti flosofci colloquio con brunello cucinelli
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Prima il cashmere, poi gli accessori e le scarpe, e oggi anche una
linea di life-style. Con che ispirazione?
Il life-style porta allinterno latmosfera dellUmbria, la mia
terra, dove realizzato. Ogni mio capo frutto della storia
artigianale centenaria della mia regione e dellItalia, aperta
al rinnovamento, alla bellezza, alla contemporaneit. Ed
per questo che apprezzato in tutto il mondo.
Lamore per la bellezza il suo life style?
Tra i miei maestri ci sono Dostojevskij, che diceva La
bellezza ci salver e Kant (Amo il cielo stellato sopra di
me e la morale dentro di me). Ho sempre coltivato un
sogno, quello di un lavoro utile per un obiettivo importan-
te. Presto mi sono accorto che il proftto da solo non mi
bastava e dovevo cercare un fne pi alto e collettivo. Cos
mi sono occupato del restauro del borgo trecentesco di
Solomeo, dove ho la sede, realizzando anche un teatro e un
anfteatro. Mi sono impegnato nella conservazione di alcu-
ni monumenti umbri, come lArco Etrusco di Perugia.
Che cosa pensa di questo momento cos diffcile per lItalia?
difficile, ma anche molto interessante: qualcosa sta
cambiando e si sta rinnovando. Il nostro paese pieno di
risorse, di persone perbene che lavorano con pazienza,
sacrificio e dedizione per migliorare lumanit. Lelezione
di papa Francesco mi ha molto colpito in questo senso:
sar che la spiritualit francescana a cui lui si ispira
sempre stata la mia guida.
Manca la manodopera. I tagliatori di pellame e
i cuciscarpe si trovano sempre con pi diffcolt.
Per Enrico Bracalente, guida e mente della
NeroGiardini (nella foto), la sfda per lartigianato
della scarpa risolvere il problema del ricambio
generazionale. Molto sentito soprattutto da chi,
anche quando i concorrenti delocalizzavano la
produzione nei Paesi a pi basso costo, ha
scelto di mantenere il radicamento sul territorio.
Dal suo quartier generale, a Monte San
Pietrangeli, nel distretto della scarpa di Fermo e Macerata, la
NeroGiardini coordina il lavoro artigianale di 21 calzaturifci e sempre
nelle Marche si trovano i quattro stabilimenti. Sono tutti laureati e non
ci sono pi i tecnici, continua Bracalente: Tra la scuola e le imprese
esiste un gap che va colmato e questo compito spetta agli
imprenditori. Bisogna far entrare i giovani nelle aziende tramite gli
istituti professionali e investire di pi nella formazione. Per questo,
NeroGiardini sta sostenendo dei corsi per operatori per la calzatura
e assumer 14 studenti. Ma, precisa ancora il manager: Il governo
deve investire nella formazione, anche attraverso la riconversione
delle persone che perdono il lavoro, usando per esempio
i soldi che arrivano dallEuropa.
Nel frattempo il vuoto formativo costringe anche chi si continua
a opporre alla delocalizzazione ad avvalersi di paesi come Serbia,
Romania, Tunisia per alcuni passaggi della lavorazione: taglio
e orlatura. Ma il made in Italy un valore, innnazitutto economico,
e a molti piacerebbe tornare qui al 100 per cento.
Elena Bonanni
Cercasi mastro calzolaio
A volte il successo di unazienda nasce da unintuizione: il caso
della Menghi Shoes di Loreto, tra le prime a scoprire il lato chic
della gomma. Arricchendo con applicazioni Swarovski stivali,
dcollet, ballerine, sandali e infradito. In trentanni siamo
diventati i primi al mondo, racconta Emanuela Menghi, fondatrice
e amministratrice. Calzature rigorosamente in gomma: I materiali
che usiamo sono tutti ipertecnologici e privi di sostanze nocive.
Non sono solo gli Swarovski a rendere preziose le Menghi shoes:
I progetti vengono seguiti fno alla realizzazione del prodotto fnale
dal personale competente e dalle offcine specializzate negli
stampi, spiega Menghi: Oggi i sandali jelly in gomma, che sono
il nostro bestseller, hanno raggiunto una tale perfezione
da poter essere considerati come una scarpa di alta
qualit. Tutto merito della concorrenza:
Pensare che avevamo cominciato
con i ciabattoni in gomma, poi i cinesi
ci hanno soppiantato e, giocoforza,
abbiamo cambiato rotta.
Per qualche Swarovski in pi
Fra stilisti virtuali, touch screen nei negozi e comunicazione via Web,
anche nel 2012 Liu Jo ha registrato un fatturato di 286 milioni di
euro, in aumento rispetto ai 259 del 2011. Grazie ai suoi modelli-
icona, come i jeans bottom-up. Spiega Marco Marchi, vicepresidente
e Head of Style: Dopo i jeans, adesso il momento degli accessori,
con una serie di it-bag. E la tecnologia entra a tutti i livelli, dalla
vendita allorganizzazione aziendale: Abbiamo sviluppato, in
collaborazione con lUniversit di Modena e di Reggio Emilia, un
programma informatico che snellisce le procedure di catalogazione,
dice Marchi: E da poco nata una nuova piattaforma Web che
accompagna lutente fno allacquisto on-line. Un percorso che si
pu fare da soli, al computer, ma anche nei negozi Liu Jo (nella foto
in basso: Kate Moss interpreta la collezione primavera 2013):
Abbiamo lanciato una shopping experience virtuale: nei punti di
vendita di Milano e di Barcellona le clienti trovano un touch screen
che fa da virtual stylist al momento dellacquisto.
Kate Moss e il virtual stylist
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Che lusso la tradizione
Linnovazione e la produzione tradizionale. Ossimori che vanno
a braccetto da Santoni, luxury brand con 400 dipendenti e un
fatturato che supera i 50 milioni di euro, grazie al successo nel
mondo delle sue scarpe, realizzate allinsegna dellartigianalit
e delleccellenza italiana. Dal 1975 Santoni ha mantenuto intatte
le caratteristiche pi preziose del puro made in Italy: qualit,
passione per il dettaglio, lavorazione rigorosamente fatta a mano.
Tutti elementi che vengono costantemente aggiornati per adeguarsi
al futuro. Utilizziamo un sistema di prototipazione molto avanzato,
racconta Giuseppe Santoni (nella foto), amministratore delegato
della maison: E la nostra nuova sede a Corridonia, in provincia
di Macerata, patria dellazienda, stata costruita con materiali
riciclabili al 90 per cento ed alimentata da una centrale
fotovoltaica. Innovare, senza mai perdere il savoir-faire artigiano:
Realizziamo le nostre calzature, con le tecniche artigianali di una
volta e i migliori materiali. Realizziamo internamente tutte le nostre
forme e ognuna viene testata da noi prima di andare in
produzione. La fedelt un marchio di fabbrica: Alcuni mastri
calzolai sono in Santoni dallinizio. E visto il successo dellazienda,
non se ne andranno presto.
Piccoli passi milionari
Speciale Made in Italy
Ragazze che amano la storia
A Perugia unistituzione. In Italia una certezza: 830 dipendenti,
154 negozi, 36 monomarca allestero, un milioni di capi
movimentati allanno. Luisa Spagnoli la storia della moda. Che
cambia. Come spiega Nicoletta Spagnoli, bisnipote della celebre
Luisa e amministratore delegato dellazienda: Negli ultimi anni
abbiamo iniziato a rivolgerci a una clientela pi giovane, rimanendo
fedeli allidea originaria. Una strategia premiata dai numeri: i capi
prodotti aumentano e nel 2011 il loro valore ha raggiunto i 134
milioni di euro. Potere delle donne. Gi, perch il 90 per cento dei
dipendenti donna. Come la fondatrice e lattuale amministratore.
Che racconta: Continuiamo a investire sulla maglieria, pezzo forte
gi dai tempi della bisnonna Luisa. Aggiornarsi fondamentale
in un momento diffcile come questo, continua Nicoletta Spagnoli:
Noi, per esempio, puntiamo su una rete di negozi monomarca
sempre pi capillare e tecnologica, collegata in tempo reale con
lo stabilimento e caratterizzata da una vetrinistica accattivante
e curata. Presto arriver anche lo sbarco nelle vendite on-line:
Necessario per la clientela pi giovane.
Suole a struttura aperta, tomaie impermeabili ma traspiranti,
alta ingegneria nei processi di lavorazione. Imac, impresa
calzaturiera italiana che comprende i marchi Primigi per bambini
e Igi&Co per donna e uomo, batte la crisi grazie alla tecnologia
che al centro della produzione. Due stabilimenti in provincia di
Ascoli Piceno, uno in Umbria, i fratelli Mazzocconi investono sulla
ricerca e brevettano prodotti pensati per la salute e il comfort
del piede. Sviluppo e tecnologia sono i due binari entro i quali si
muove la nostra produzione, dice Renato Mazzocconi (nella foto),
fondatore, insieme al fratello David, del gruppo: Tutte le nostre
scarpe mettono in primo piano il benessere del piede:
le caratteristiche tecniche della calzatura sono il nostro punto
di forza. Costruito anche sui brevetti: Tra i nostri vanti ci sono
Surround, una tecnologia che abbina impermeabilit
a traspirabilit, sia per la tomaia, sia per la suola speciale
a struttura aperta, oppure il marchio Enval Soft, rivolto a
persone che cercano scarpe eleganti ma soprattutto comode.
La tecnologia si fa anche in azienda, tra le macchine:
Aggiorniamo costantemente i processi tecnologici
e la loro ingegnerizzazione, cercando i materiali pi nuovi.
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Twin- tech
Lusso accessibile. E online. Cos Twin-Set, brand carpigiano, riesce
a mantenere un tasso di crescita tra i pi alti nellabbigliamento
femminile. In Italia realizziamo il 70 per cento del nostro
fatturato, racconta Tiziano Sgarbi, amministratore delegato della
societ: Ma ora stiamo investendo molto anche in Europa, con
una proposta varia che accontenti la clientela, che trasversale
per et e tipo di donna, visto che i nostri capi sono molto portabili.
Il segreto del successo stato puntare da subito sul web: Siamo
stati tra i primi a introdurre la vendita on-line: esiste dal 2009 ed
in continua crescita, tanto che c un reparto in azienda che se ne
occupa in modo esclusivo, continua Sgarbi. Non si tratta solo di
e-commerce: in Rete Twin-Set (nella foto, la collezione primavera
2013) conosce meglio le sue clienti: Anche i social network sono
fondamentali per rimanere in contatto, spiega lAd: Dedicheremo
sempre pi spazio a questo ambito, aumentando gli investimenti
pubblicitari e di marketing sul web. Per arrivare fno al cellulare:
A breve ci rivolgeremo al mondo del mobile, prezioso sia per
il reperimento di informazioni che per gli acquisti on line.
Florence chic
Quello che conta la manualit. Toni Scervino, amministratore
unico del gruppo Ermanno Scervino (nella foto: le passerelle
milanesi del 2013), ne convinto: Il cuore del nostro know-how
resta la manualit, anche se lapporto tecnologico diventa sempre
pi importante. Tutti i cult dello stilista forentino, capace di
sfruttare abbinamenti inediti e anti-convenzionali, come i piumini
da sera avvitati come una gupire, sono nati da una squadra di
artigiani: Il nostro stile il made in Florence, continua Scervino:
Ancora oggi le persone che lavorano per noi controllano la
produzione di ogni pezzo nei minimi dettagli: dalla mano che disegna
alla prova sul manichino fno alla messa in scena della collezione.
E la tecnologia un fattore strategico, anche per la gestione
internazionale del business. Per questo, aggiunge lamministratore:
Un aspetto che intendiamo potenziare, visto che allestero andiamo
sempre meglio, soprattutto negli Emirati Arabi, in Russia, Giappone,
Corea e, da pochi anni, anche in Cina. La Rete e tutte le nuove
tecnologie come se fossero la cornice, conclude Scervino: Mentre
il quadro fatto dallo stile e dalle eccellenze della manualit.
I suoi ricami e gli oltre 10 mila disegni di cui autrice decorano
da quarantanni la biancheria personale e di casa delle famiglie
pi altolocate del mondo, da Lady Diana ai Kennedy, da Kissinger
a Madonna. Lei, Loretta Caponi (nella foto a sinistra, con la fglia
Lucia), non ha mai abbandonato la sua bottega-laboratorio in piazza
Antinori, nel centro di Firenze. E oggi, per raggiungere oltreoceano
quella clientela raffnata, ha scelto un canale con quattordici milioni
di utenti solo in Italia: le-commerce. Tutto iniziato con le clienti
americane, che ci chiedevano di mandare loro le fotografe dei
disegni, man mano che ne mettevamo a punto di nuovi, racconta
Lucia Caponi, insieme alla madre a capo dellazienda: Poi
abbiamo collaborato con il negozio on-line di Luisaviaroma, quando
ha aperto la sezione bimbo. Il successo stato immediato:
Lartigianato, se non lo riesci a comunicare, sterile, spiega
Caponi: Le-commerce, invece, ci permette di far conoscere il
prodotto anche agli stranieri che non passano a Firenze. Allestero
infatti la vendita via Web unabitudine da tempo e grazie alle-
commerce la raffnata clientela del laboratorio aumentata. A
breve partir anche un canale di vendita digitale frmato Loretta
Caponi. Dove trovare, a portata di mouse, i corredi pi esclusivi.
A letto con Madonna
130 | | 25 aprile 2013
Speciale Made in Italy La scelta green
I
n principio furono tre asini acquistati da un vicino, per
coltivare un piccolo pezzo di terra. Ora sono settecento
capi, delle pi diverse razze italiane certifcate (ma ce n
anche senza pedigree) che pascolano in libert sulle verdi
colline di Quattro Castella, nellappennino Reggiano. E
producono latte: destinato allalimentazione di adulti e
bambini allergici al latte vaccino, o alla produzione di
cosmetici che, come si sa dai tempi di Poppea, hanno un ottimo
effetto sullinvecchiamento della pelle. Montebaducco, lalleva-
mento asinino pi grande dEuropa. Ed rigorosamente bio, perch
gli animali sono nutriti a ciclo chiuso, cio con erba medica e cere-
ali prodotti allinterno dellazienda.
Montebaducco una delle quasi 600 aziende zootecniche bio-
logiche della regione. I dati del Sinab, il Sistema di Informazione
Nazionale sullAgricoltura Biologica del ministero delle Politiche
agricole, alimentari e forestali, dicono che proprio nelle regioni
del centro Italia, tra Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, che
pi attiva la fliera del biologico. Sino a qualche anno fa, spie-
ga Alessandro Triantafyllidis, presidente di Aiab, lAssociazione
che riunisce produttori, tecnici e cittadini-consumatori del settore,
si diceva che in campo bio il Sud del paese produceva e il Nord
consumava. Ora questo non pi cos vero, e il Centro del Paese
ha recuperato e consolidato le sue competenze produttive. Oggi
sono coltivati con metodi biologici certifcati circa un milione e 90
mila ettari di terreno in tutta Italia. In media, circa l8,6 per cento
del territorio. Eppure nelle regioni centrali il dato assai superiore,
e tocca l11,5 per cento.
Una sorta di quadrilatero del bio, insomma, favorito dal
clima e dalla tipologia del territorio, e stimolato dalla crescita
costante dei consumi, soprattutto di quelli a chilometro zero e
che saltano a pi pari qualche passaggio della fliera, passando
direttamente dal produttore alla tavola. Nel 2012 lacquisto di
prodotti biologici da parte dei Gruppi di acquisto solidali, i co-
siddetti Gas, cresciuto del 60 per cento. Le mense scolastiche
che hanno inserito menu biologici sono aumentate del 44 per
cento. Contemporaneamente si sono moltiplicati gli agriturismi
biologici (pi 31 per cento) e i mercatini che offrono prodotti a
fliera corta (pi 13 per cento). Tutti questi fenomeni hanno avu-
to una grossa spinta iniziale nelle regioni settentrionali, ma oggi
il Centro a trainare il settore.
La regione capofla di questo Rinascimento biologico la Tosca-
na: qui il numero degli operatori cresciuto dell8,7 per cento tra
il 2010 e il 2011, a fronte di una lieve fessione della superfcie
coltivata. Qui si incontrano piccoli e grandi produttori che hanno
scommesso sul biologico in tempi non sospetti e che ora raccolgo-
no i frutti della loro sfda. E riescono a portare a sistema le loro
originarie intuizioni e quella che per molti versi una vera e propria
flosofa della produzione. Noi siamo nati alla fne degli anni
Settanta, con un obiettivo molto preciso: portare le sostanze natu-
rali nel comparto della salute, abbandonando la chimica, spiega
per esempio Valentino Mercati, presidente di Aboca, lazienda
agricola immersa nelle colline toscane, in una zona dedicata sin dal
1200 alla produzione di piante offcinali. Sui suoi mille ettari col-
tivati, distribuiti tra la Val di Chiana e la Val Tiberina, in Umbria,
Aboca coltiva circa 70 specie, dal biancospino alla borragine,
dalla genziana al fnocchio. Variet raccolte fresche ogni giorno,
poi essiccate e sfruttate per le loro propriet antiossidanti, dre- F
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Com bio la mia valle
Fatturati e occupazione in
crescita. Con prodotti per
lalimentare e la ftoterapia.
la ricetta di un territorio che
dice no alla chimica
nel piatto. E punta tutto sul
Rinascimento Biologico
di Elisa Manacorda - foto di robEro caccuri
Coltivazione di Camomilla aboCa nella val tiberina. a destra: impianti
di produzione. sotto: il museo aboCa di san sepolCro
25 aprile 2013 | | 131
Com bio la mia valle
Variazione percentuale
del numero degli operatori
e dell'estensione della
supercie coltivata
in ettari per regione.
Confronto 20102011
3.536
3.252
91.013
95.219
Tescana
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
+S,7%
-4,4%
2.127
2.097
54.210
52.731
Harche
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
+T,4%
+2,S%
3.001
2.969
83.664
84.713
LazIe
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
+T,T%
-T,2%
1.318
1.321
35.126
31.141
0mbrIa
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
-0,2%
+T2,S%
3.605
3.252
77.440
76.781
EmIIIa Bemagna
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
+T,S%
+0,9%
1.612
1.580
30.392
31.939
&bruzze
Operatori
2011
2010
Superci e colture
2011
2010
+2,0%
-4,S%
Fonte: Sinab 2012
Piccole aziende crescono
132 | | 25 aprile 2013
Speciale Made in Italy
nanti o lenitive, alcune conosciute da millenni, altre appena sco-
perte grazie alle ricerche sulle caratteristiche dei principi attivi.
Tutto senza chimica, perch sappiamo che lartifciale costa meno,
ma il naturale contiene dei valori dai quali la specie umana non
pu prescindere, continua Mercati. Niente a che vedere con
unagricoltura di retroguardia, non un ritorno allantico, bens una
costante attivit di innovazione e sviluppo. Si studiano in labora-
torio le caratteristiche degli estratti, si depositano brevetti, si cerca-
no soluzioni per molti disturbi.
Pi verso il mare, in quella parte dEtruria affacciata sul Tirreno,
ha invece preso corpo la sfda biologica di Karl Egger, tedesco
trapiantato in Maremma e fondatore dellazienda agricola La
Selva: oltre 400 ettari utilizzati per lallevamento di bestiame (bo-
vini, ovini, pollame), per il pascolo e la coltivazione di foraggio, per
la produzione di cereali, ortaggi, frutteti e vigneti. Da noi le so-
stanze chimico-sintetiche sono un tab, spiega Egger. La produt-
tivit del terreno viene garantita dalla rotazione delle colture, da
una mirata gestione dellhumus, dalla concimazione organica ot-
tenuta dal letame proveniente dalle stalle, e dal riciclo dei residui
organici a disposizione. Risultato: nonostante la crisi, la Selva ha
conquistato anche il mercato europeo ed extraeuropeo. E soprat-
tutto, spiega Antonio Compagnoni dellIstituto per la certifcazio-
ne etica e ambientale (Icea), che con le sue 13 mila aziende control-
late uno dei pi importanti organismi del settore in Italia e in
Europa, ha gradualmente convertito al biologico tutto il distretto,
sia nel settore dellallevamento che in quello dellortofrutta.
Gi, perch questo uno dei punti di forza di chi ha detto no
alla chimica. Se la scommessa vinta, le piccole realt produttive
limitrofe si inseriscono nella scia, e procedono alla conversione,
passando dallagricoltura tradizionale a quella biologica. E maga-
ri, se il fenomeno generalizzato, si d vita ai biodistretti, aree
omogenee di sviluppo eco-compatibile che coinvolgono le altre
aziende, le amministrazioni locali e i cittadini. Tra i primi a capire
che lunione fa la forza stato per esempio Lucio Cavazzoni, oggi
a capo di Alce Nero, una societ per azioni composta da coopera-
tive che mettono in rete un migliaio di agricoltori, trasformatori e
distributori in tutta Italia (e altrettanti in America latina), che
producono il 94 per cento delle materie prime alla base dei prodot-
ti etichettati sotto il nome del capo Sioux. Nata 35 anni fa sulle
colline marchigiane, oggi Alce Nero un colosso con sede a Bolo-
gna, e fattura 50 milioni lanno. Proftti equamente conivisi, perch
bio signifca, come spiega ancora Compagnoni, sostenibilit non
soltanto ambientale, ma anche economica e sociale. Unita a una-
zione protettiva nei confronti del territorio. Lagricoltore biologi-
co un artigiano della sua terra, che deve conoscere in tutte le sue
caratteristiche. Non soltanto per sfruttarle al meglio con le rota-
zioni delle colture, ma anche per rispettarle e non forzarle con il
calendario dei trattamenti imposto dalla chimica, spiega il presi-
dente del gruppo Lucio Cavazzoni. Come dimostra per esempio la
storia del Molino Silvestri, che in Umbria macina a pietra farro,
segale, kamut, avena e ceci biologici provenienti dalle coltivazioni
vicine, utilizzando la sola forza idraulica del torrente vicino.
Cos, grazie alla sfda di imprenditori lungimiranti, lagricoltura
biologica ha smesso di essere un lusso dellintellighenzia metropo-
litana, ed diventata un sistema trainante per il settore. E anche il
punto dolente dei prodotti biologici, quello del prezzo pi elevato,
comincia a diventare un falso problema. Quando abbiamo co-
minciato la nostra attivit, spiega Claudio Caramadre, che oggi
gestisce 30 ettari tra Maccarese e Torrimpietra, a nord della capi-
tale, lagricoltura biologica era roba da fricchettoni, come si dice
a Roma: il naturale, lantico, la tradizione... unidea bucolica
molto lontana dalla realt. Oggi le tecniche avanzate di coltivazio-
ne consentono di produrre a prezzi competitivi. E anche il mercato
maturo per fare s che il bio sia non soltanto appannaggio dellli-
te, ma un vero prodotto popolare. n F
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Nel 2012 cresciuta del 18 per cento.
Ancora. Ma da dieci anni che Rifessi,
lazienda di complementi darredo nata
nel 1990 a Ortona, in provincia di
Chieti, in continua evoluzione. Un
successo conquistato realizzando l80
per cento dei suoi prodotti in loco e il
restante 20 da fornitori specializzati
sparsi per lItalia, dai mobilieri in
Brianza ai produttori di pellami in
Veneto. Una scelta a chilometro zero,
che limita i costi del trasporto e
linquinamento, valorizzando i territori.
Gli specchi, le consolle allungabili (bestseller dellazienda), i
tavoli con un sistema brevettato di apertura, nascono tutti dal
lavoro dquipe del Centro di Ricerca e Sviluppo dellazienda,
una sorta di bottega rinascimentale unica nel suo genere dove
si incontrano professionalit esperte e giovani creativi. La
sfda oggi trasmettere tutta questa attenzione per i prodotti
ai clienti. Come? Con una distribuzione pi attenta. Creiamo
un Rifessi Point allinterno dei punti vendita che valorizzi i
nostri prodotti, racconta Domenico B. Cerqua, responsabile
dello showroom monomarca di Milano, appena inaugurato in
occasione del Salone del Mobile: Il personale di vendita
formato per spiegare al meglio il nostro stile rigoroso, che
coniuga la bellezza alla praticit, a volte impreziosita da
tecniche particolari di lavorazione.
Design a chilometro zero
un quaDrIlatero agrIcolo. Dove
Il naturale DIventa buSIneSS.
grazIe a tecnIche MoDerne
e laboratorI DavanguarDIa
a sinistra: la showroom a milano di riFlessi, azienda attenta alleCo
Societ
25 aprile 2013 | | 133
n. 16 - 25 aprile 2013
Steppe, cavalli, monaci.
E hip hop. la Mongolia
del Ventunesimo secolo
raccontata in Mongo-
lian Bling, documenta-
rio che mostra la gioven-
t di Ulan Bator attraver-
so la lente, inaspettata,
della sua passione per i
ritmi di Snoop Dogg, Tu-
pac o Jay Z. La prima
volta che sono arrivato
nella capitale mi aspetta-
vo di vedere nomadi e
pastori, ha raccontato
al Wall Street Journal
lautore del documenta-
rio, il 35enne Benj Binks:
Invece ho trovato lhip hop. Mi ha colto
alla sprovvista. La scoperta lo ha convin-
to a dedicare alla scena musicale del Paese
un flm, oggi in tour fra i principali festival
del mondo. Quiza e Gee, due dei rapper
intervistati, raccontano la loro ricerca di un
equilibrio fra tradizione e cultura occiden-
tale, fra il Morin Khuur, antico strumen-
to della steppa, simile a un violoncello, e il
beatboxing, le catene doro al collo o le
canottiere extralarge. C anche una ragaz-
za, Gennie, la prima donna rapper della
Mongolia, che fa entrare Binks in sala
prove e in cucina mentre prepara ravioli al
vapore. Lhip hop, raccontano i rapper,
dagli anni Novanta diventato il modo con
cui i giovani hanno cercato una loro iden-
tit dopo il crollo del blocco sovietico. E in
questa ricerca spunta anche Bayarmagnai,
un musicista tradizionale che sostiene che
il rap nato su questi altopiani, ai tempi
di Genghis Khan, con i racconti ritmati
dei nomadi davanti al fuoco, la sera.
Francesca Sironi
Idee | stIlI dI vIta | personaggI | Mode | talentI | teMpo lIbero
Documentari
Rapper delle steppe
bolidi a casa feRRaRi
Ikea fai-da-te. Ma non pi solo nel senso
che il cliente si porta a casa le parti dei
mobili e li ricostruisce. ora c anche
la possibilit di montarseli a proprio
piacimento, reinventando i prodotti con
risultati sorprendenti. lidea venuta a
Flavio romano, un giovane del varesotto
con un diploma in lingue e una tesi di laurea
sul disagio abitativo. Flavio ha aperto il sito
miaikea.com, in cui ad esempio spiega
come ricavare una bici giocattolo dai pezzi
di uno sgabello Frosta, una panchina da tre
sedie granas, un lampadario medievale
per la camera dei bimbi da un baldacchino
Fabler. lidea originaria, in realt, di una
ragazza malesiana (il cui blog in inglese,
ikeahackers.net, ha gi generato una
community globale), ma il merito di Flavio
di averla importata in Italia, da cui
provengono molte delle proposte pubblicate
su miaikea.com. Ma non basta. Flavio
intende aprire una sezione dedicata alluso
fatto dei mobili modifcati nelle case e
anche nelle aziende, nei negozi e nei
ristoranti, e punta ora a creare un circuito di
falegnami e artigiani che possano effettuare
queste modifche su richiesta. e invita i
suoi lettori a partecipare e mandare nuove
proposte al sito: potrete dire che questa
una vostra Ikea. pardon, una vostra idea.
Daniele Castellani Perelli
DeSign
Ho unidea per
trasformare ikea
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La Ligier che guidava Jacques Laftte, le due rombanti protagoniste di una serratissima
sfda al Gran Premio di Francia del 1979: la Ferrari 312 T, condotta da Gilles Villeneuve,
e la Renault R11 di Ren Arnoux. Ci saranno anche lAlfa Romeo 159, la Mercedes W 196 e
la Ferrari Lancia D50 che arrivarono ad agguantare il titolo mondiale con Juan Manuel Fangio
al volante. E, ancora, non mancher la Williams di Ayrton Senna. E poi ci saranno altri gioielli
di tecnologia: un viaggio attraverso quasi cinquantanni di Formula Uno, dal 1950 al 1994,
diciassette automobili protagoniste del campionato mondiale riunite in un unico percorso
pensato per illustrare levoluzione della specie automobilistica. A partire dal 3 maggio,
sar possibile visitare la mostra Grand prix: le monoposto del campionato di Formula 1,
allestita al Museo casa Enzo Ferrari di Modena, negli spazi dedicati alla mitica fgura
di Enzo Ferrari (museocasaenzoferrari.it). Fino a fne ottobre le auto rimarranno esposte per
gli appassionati di motori e Formula Uno. Francesca Schianchi
la rapper Mongola gennIe. In basso: Juan Manuel FangIo
al volante dellalFa roMeo 159, nel 1951
134 | | 25 aprile 2013
L
a donna di servizio non si
chiama pi soltanto Magaly
oppure Alina. A fare le puli-
zie di casa o ad aiutare i ge-
nitori anziani a lavarsi al
mattino ci sono oggi Pina,
Elisabetta o Luciana. Italia-
ne insomma. Che tornano, dopo anni, a
fare le colf. Le loro storie si assomiglia-
no. Spesso sono donne separate con fgli,
oppure hanno il marito in cassa integra-
zione. In tasca, un diploma da anni nel
cassetto, e una professionalit fatta di
lavori di cura: della casa, dei fgli, degli
anziani. La scelta va da s: mettersi sul
mercato offrendo ci che si sa fare me-
glio, accudire bambini, stirare lenzuola
e camicie, pulire vetri.
LInps ha fatto i conti: a partire dal
2008 colf, baby sitter e badanti di nazio-
nalit italiana sono aumentate del 20 per
cento, passando da 120 mila nel 2008 a
143 mila nel 2011. E se vero che i nu-
meri sono ancora a favore degli extraco-
munitari (con 133 mila italiani su un
totale di 652 mila), i mestieri che sem-
brava nessuno pi volesse fare, appan-
naggio da anni delle donne venute
dallEst, ora tornano a essere unoppor-
tunit.
Province e centri servizi organizzano
corsi di formazione cui partecipano in
massa per la prima volta anche le italia-
ne. Si organizza pensando alle straniere,
che hanno lesigenza dimparare bene la
nostra lingua, ci si ritrova a vagliare
Societ Effetto recessione
colf di casa nostra
Dopo anni in cui
i lavori di cura
sono stati
appaltati a donne
e uomini
provenienti da
altri paesi, le
italiane tornano a
fare le domestiche
e le badanti.
Trascinate da una
crisi sempre pi
dura. E di cui non
si vede la fne
di daniela Condorelli
Foto di MassiMo Berruti
Le Lavoratrici domestiche itaLiane hanno in
media 46 anni e Lavorano 19 ore a settimana
25 aprile 2013 | | 135
colf di casa nostra
136 | | 25 aprile 2013
decine di domande di connazionali.
E le connazionali sono sicuramente
preferite alle straniere, quando si tratta
di affdar loro magari il nonno. Gioca a
loro favore il desiderio di rapportarsi
con qualcuno che parli la stessa lingua,
cucini in modo familiare, abbia le stesse
abitudini. Miriam di Udine, alle spalle
ventanni in una fabbrica che produce
sedie, ha seguito un corso di Federcasa-
linghe per diventare badante e ora viene
cercata da famiglie e comuni. In azien-
da sono stata a montaggio, carico e
scarico, gestione del magazzino, rac-
conta, ma era in crisi e avrebbe chiuso
presto, cos mio marito mi ha iscritto a
un corso per Operatore Socio Sanitario.
Ho seguito disabili, anziani e tossicodi-
pendenti. Se entri in punta dei piedi le
famiglie ti accettano, si affezionano. Una
volta che hai cominciato puoi continua-
re a frequentare corsi, a progettare un
percorso. Miriam pensa a un suo pic-
colo centro diurno per anziani. Sono
determinata. Ci vuole spirito di sacrif-
cio, una capacit di sapersi adattare che
non tutte hanno. Questo non un lavo-
ro pulito, nel senso che non sempre sai
cosa troverai nelle case in cui entri. Per
ai corsi ho incontrato anche donne di 60
anni che vogliono rimettersi in gioco. E
uscire dalla solitudine.
Lidentikit delle aspiranti colf italiane
lo ha tracciato di recente la Fondazione
Leone Moressa di Mestre: le lavoratrici
domestiche hanno in media 46 anni e
lavorano 19 ore la settimana. Sono ca-
salinghe con un marito senza lavoro o in
cassa integrazione, pensionate che non
arrivano a fne mese, disoccupate che
non trovano altro. Non ci si pu permet-
tere di restare a guardare e ci si rimboc-
ca le maniche. Le donne di solito cercano
lavori a ore, perch gli pi difficile
trasferirsi a casa altrui come badanti. E
allora si occupano di bambini, stirano,
fanno le pulizie di casa. Chi sceglie las-
sistenza agli anziani, in genere, a una
certa ora torna comunque a casa.
Segnala Raffaella Maioni, presidente
di Acli-colf (aclicolfonline.blogspot.it):
Proprio questa una delle principali
differenze con le loro colleghe straniere,
che sono pi disponibili a trasferirsi in
casa daltri perch hanno lasciato i fgli
al Paese. Altre differenze signifcative
sono let (le immigrate sono di solito
pi giovani) e il livello di istruzione:
quello delle italiane pi basso. Tra le
straniere il 37,6 per cento ha un diploma
Societ
C tanta voglia di
professionalizzazione tra le donne
italiane: ne convinta Federica Rossi
Gasparrini, presidente di
Federcasalinghe, donne.it. Non solo
lavoro in nero, dunque, ma desiderio di
qualifcarsi, come risulta dalle iscrizioni
ai centri per limpiego. ormai passato
il principio che la formazione non
soltanto quella scolastica. Obiettivo:
stiratrici, cucitrici, assistenti familiari
che abbiano una marcia in pi, che non
rientrino sul mercato in modo causale,
confuso e sottopagato. Cos le
associazioni che hanno come obiettivo
la tutela del lavoro familiare,
promuovono sempre pi numerosi
i corsi di formazione sul territorio.
Federcasalinghe ha sedi in diverse citt:
Roma, Palermo, Milano, Napoli, Reggio
Emilia. In ogni luogo le necessit sono
diverse: a Milano c molta richiesta
di accudimento di bambini, a Roma
di badanti, a Napoli di assistenti
alla famiglia.
Anche Apicolf, lassociazione
professionale italiana collaboratori
familiari, ha sedi su tutto il territorio
(api-colf.it). nata per promuovere
questa professione, tutelare chi la
svolge e si propone anche di migliorare
lopinione sulle professioni al servizio
delluomo. Organizza inoltre corsi per
assistenti familiari.
Le Acli hanno unarea che si occupa
dei collaboratori domestici e fa da
mediatore tra domanda e offerta: su
patronato.acli.it nella sezione lavoro
si pu trovare la sede pi vicina. In
gennaio a Padova abbiamo dovuto
rimandare lapertura di un corso e
aumentare il numero dei partecipanti
perch le richieste erano superiori
al previsto. Molte persone sono in
diffcolt, oggi, racconta Raffaella
Le immigrate sono mediamente pi giovani e di
LiveLLo distruzione pi aLto (6,8% Laureate)
Come rimettersi in gioco
25 aprile 2013 | | 137
superiore e il 6,8 per cento una laurea,
contro il 23,2 per cento e il 2,5 delle la-
voratrici domestiche italiane.
Se vero che a doversi rimettere in
gioco sono soprattutto donne di mezze-
t, quello che ha reso attuali lavori fno
a poco tempo fa considerati troppo
umili un fenomeno trasversale. Lo
conferma Marcella Morbiducci, che ha
aperto in Toscana 2M Centro Servizi,
agenzia che afferisce a Federcasalinghe
Obiettivo lavoro, coniuga domanda e
offerta e propone formazione garanten-
do tutela: Vediamo trentenni con bim-
bi piccoli e 55enni che hanno perso la-
vori in fabbrica o supermercati: non
hanno una professionalit o un titolo di
studio. La prospettiva un guadagno
di poco pi di sei euro allora, se il con-
tratto regolare. Ma il nero ancora
tanto, rivelano i dati sulleconomia som-
mersa in Italia dellultimo rapporto
dellistituto di ricerche economiche e
sociali Eures (eures.it): colf e badanti
sono tra le categorie per cui la percen-
tuale di evasione pi alta, sei su dieci
lavorano in nero. Il fenomeno vero
soprattutto per le italiane: lo considera-
no un lavoro temporaneo perci prefe-
riscono intascare in nero compensi pi
elevati, fno a dieci euro lora. Accettano
cos di non avere diritti n tutele, rinun-
ciano a malattia e liquidazione, alle ferie
pagate, alla tredicesima. Spesso, fa nota-
re Rina Bressan, che fa sportello presso
la sede di Monza delle Acli-colf, accetta-
no anche di essere sfruttate con orari
pesantissimi. Diverso per le straniere,
negli ultimi anni pi attente ai loro dirit-
ti: vogliono essere in regola per non ri-
schiare lespulsione.
Ma c richiesta per chi torna a servi-
zio? Secondo Federica Rossi Gasparrini,
presidente di Federcasalinghe, quello
della badante un mestiere che non co-
nosce crisi. Il motivo il progressivo
invecchiamento della popolazione ita-
liana. Secondo il Censis, infatti, entro il
2030 nel Paese ci saranno 4,6 milioni di
anziani in pi; che diventeranno 6,6
milioni entro il 2040.
Fiorella Landro si occupa dello spor-
tello giuridico familiare e del coordina-
mento donne presso le Acli-colf di Mila-
no. Spesso le persone considerano
questi mestieri lultima spiaggia, qualco-
sa che toccava alle straniere e che svilisce.
Uno smacco, interviene. Ogni giorno
vede donne tra i quaranta e i cinquantan-
ni che fanno fatica a riprogettarsi. La
loro la fascia pi a rischio. Hanno
bassa autostima, sono rimaste a casa con
i fgli per dieci anni o pi, e quando ne
escono scoprono che fuori il mondo
cambiato. Milano e provincia offrono
molto, ma bisogna avere una spinta in-
teriore forte per trovare il coraggio di
uscire, frequentare un corso, proporsi
per un lavoro.
La spinta non mancata a Silvia Mar-
tini, 50 anni, che ha fatto la segretaria
per tanto tempo e ha formato il perso-
nale dei call center per una multinazio-
nale tedesca. Quando lazienda ha
chiuso la fliale di Firenze ho trovato
lavori saltuari, sostituzioni in uffcio,
vendita di spazi pubblicitari, poi un la-
voro stagionale in un agriturismo vicino
a Lucca, racconta: Ma dopo essermi
separata ho avuto bisogno di un impiego
anche per gli altri mesi dellanno. Ho
cominciato facendo la dama di compa-
gnia presso una famiglia di Firenze; ora
durante i mesi invernali sono disponibi-
le 24 ore su 24. Il mio un lavoro fati-
coso che non permette di disporre del
Maioni, presidente di Acli-colf.
Le italiane si avvicinano ora ai corsi,
capendo limportanza di qualifcarsi.
Le straniere li frequentano gi da una
decina danni, per apprendere la lingua
e per imparare un mestiere.
Proprio dal bisogno di formazione
di assistenti a unItalia che invecchia,
nasce lidea di aprire in franchising
agenzie che condividano la flosofa
di 2M Centro Servizi; mentre su
labadantedifamiglia.it sono gi una
ventina le richieste di informazioni,
dopo lapertura di Roma, Milano
e Massa Carrara. D.C.
Le italiane sono
preferite alle
straniere per
lassistenza agli
anziani: stessa
lingua, stessa
cucina e abitudini
138 | | 25 aprile 2013
proprio tempo, un lavoro che pu spa-
ventare. Allinizio mi sembrava perfno
punitivo: ognuna di noi ha bisogno di
uscire di casa, avere contatti con lester-
no, qui invece ti infli in unaltra casa, ti
sembra di fare un passo indietro. Un
problema di accettazione sociale, come
conferma Raffaella Maioni di Acli-colf:
Conosco una signora, lasciata dal ma-
rito con un fglio piccolo, una donna che
era abituata a star bene, che ora ha tro-
vato occupazione come colf. Famiglia e
amici, invece di sostenerla, si vergogna-
no di lei.
La crisi il primo motore che spinge
le italiane verso le professioni di cura,
unita al crescente numero di separazioni
con fgli a carico:
quando si state
per anni fuori dal
mercato del lavo-
ro le possibilit di
trovare altri im-
pieghi sono quasi
nulle, e del resto si
tratta di lavori che
si conciliano con le
esigenze di chi, ri-
masto magari ge-
nitore unico, deve
badare a fgli e ca-
sa. il caso per
esempio di Elisa-
betta, che ha lavo-
rato ventanni nel
reparto spedizioni
di una grande casa
di moda, poi ri-
masta a casa a cu-
rare le sue due f-
glie. Ha ricomin-
ciato a lavorare
quando le bambine sono andate a scuo-
la: Avevo gi esperienza con i miei ge-
nitori anziani e ho cercato in questo
settore. Quando ho cominciato io non
esistevano i centri servizi e chi voleva
trovare lavoro non aveva alcun punto di
riferimento.
Appoggiarsi a una delle organizzazio-
ni che tutelano sia le donne che le fami-
glie che le assumono invece fondamen-
tale. Rita ha incrociato lagenzia di Mar-
cella Morbiducci, 2M Centro Servizi, in
un momento diffcile della sua vita, si era
appena separata. A Napoli stavo male.
Ma grazie a unamica mi sono innamo-
rata della Toscana e mi ci sono trasferita.
Io tra i 14 e i 27 anni avevo fatto tanti
lavori, andavo a fare le faccende nelle
case, nelle mense, sono anche stata tre
anni in nero in un ipermercato napole-
tano. Nel Mugello abitavo a pochi passi
dal centro che stava per aprire: sono
andata a sentire, ha funzionato. Mi ha
dato la sicurezza di poter diventare au-
tonoma.
Ora per tornata a Napoli ad accu-
dire la madre rimasta sola, vivono con
la pensione di reversibilit del padre.
Ora lo faccio per lei, ma so che questo
potrebbe essere un lavoro.
E ha ragione, perch la domanda
forte. Diverso per chi si offre come colf:
in tempi di crisi ci si arrangia, la prima
spesa da tagliare quella per la donna di
servizio. Maria Grazia, di Monza, da
ottobre non trova pi lavoro: Ho sem-
pre lavorato come donna delle pulizie.
Ho cominciato a 14 anni. Oggi ne ha
46, il marito in cassa integrazione da
settembre. Hanno due fgli, di 12 e 16
anni. Abbiamo consumato tutti i ri-
sparmi. Io sto cercando anche tramite
agenzie, mi sono rivolta allAcli-colf , ma
non trovo nulla. Mi sono sempre arran-
giata, non ho paura di adattarmi, ma non
basta la buona volont. proprio il la-
voro che manca.
Lo conferma Rina Bressan, allo spor-
tello dellAcli-colf di Monza: Da oltre
un anno non vedo un datore di lavoro,
mentre le donne che vengono a chiedere
un posto sono almeno una decina a
settimana. Lei ha cominciato a fare la
colf quando aveva 13 anni, in un paesino
vicino a Como. Andando a scuola dai
canossiani, negli anni Cinquanta, ha
conosciuto lassociazione Acli-colf. E ci
rimasta dentro, corso dopo corso, fno
a entrare nel direttivo nazionale. Oggi
ascolta i bisogni di donne che vogliono
tornare a fare i mestieri a tempo pieno:
prima a casa propria, poi a ore presso
altre famiglie. E la situazione, persino
nella ricca Brianza, cos diffcile che lei
ha deciso di non chiedergli nemmeno il
pagamento della tessera associativa. n
Societ
Che il lavoro domestico costituisca oggi una concreta opportunit professionale
il concetto che sta decretando il successo di agenzie come Nanny & Butler,
fondata dallimprenditrice padovana Paola Diana. Si rivolge a caregivers
(professionisti delle attivit di cura) e assistenti alla casa con elevata
professionalit e disposti a trasferirsi allestero. Una buona opportunit di lavoro,
e baby sitter che non avrebbero mai pensato di cambiare citt ora sono disponibili
ad andare allestero. In particolare, c richiesta negli Emirati Arabi, in Russia
e in Qatar. Non c comunque domanda soltanto di governanti: anche la professione
di maggiordomo conosce un nuovo splendore, presso quelle famiglie molto abbienti
che abbiano bisogno di una effciente, impeccabile organizzazione della casa.
Quanto alle tate super qualifcate, che siano in grado di risolvere per esempio
anche emergenze dello svezzamento o del sonno dei bambini, i guadagni sono
pi che interessanti: una consulenza telefonica di trenta minuti con una supertata
costa 70 euro, mentre per una giornata a domicilio si arriva a 350. E se si
disposte a trasferirsi, a Dubai una tata con esperienza pu guadagnare anche
950 euro a settimana (nannybutler.com).
E la tata va allestero
quello di colf e badanti uno dei settori
in cui pi e diffuso il lavoro in nero
140 | | 25 aprile 2013
C
inquantanni desperienza in
azienda non sono pochi e sem-
brano ancora di pi, se risultano
dalla somma di due professiona-
lit: i trenta di Marcello e i venti
di Simone, i fratelli oggi alla guida, come
amministratori delegati, del Gruppo Binda.
Fu il nonno Innocente a fondare nel 1906
la societ, partendo da un negozio dorolo-
geria e spostandosi poi dal lago Maggiore
a Milano. Di strumenti del tempo i Binda si
sono sempre occupati, raccogliendo succes-
si tra i quali in particolare, per la forza co-
municativa del messaggio, quello legato al
rilancio di un marchio di propriet con la
campagna Toglietemi tutto, ma non il mio
Breil. Erano gli anni 90 e quello slogan
divenne fenomeno di costume, insieme alle
donne trasgressive e modernamente sen-
suali che, da allora, lhanno interpretato: da
Carr Otis a Monica Bellucci, da Laura
Chiatti a Kasia Smutniak. Nel 2001, un
altro importante passo, nel segno dellori-
ginalit: gioielli Breil prodotti in acciaio, di
design innovativo e riconoscibile. Oggi i due
mondi si sono uniti esaltando a vicenda le
loro caratteristiche - il rigore dellorologio,
la mutevolezza del gioiello - e favorendo la
nascita di un orologio-gioiello: Infinity.
Naturalmente tutto in acciaio.
il pi recente segnale della nostra vi-
talit creativa, rifette Marcello Binda:
abbiamo pensato a una sintesi tra i pi
importanti codici del marchio: a partire dal
metallo inossidabile e moderno per anto-
nomasia, peraltro richiesto a gran voce dal
mercato, accostato a una certa nostra idea
degli orologi e dei gioielli.
Ecco allora nascere lidea di un accessorio
aggraziato e super femminile, dopo che Breil
per molti anni ha voluto marcare il territorio
con segnatempo decisamente maschili, di-
ventati poi unisex. Infinity vuole essere
anche la pi adeguata risposta da parte no-
stra, prosegue Binda, a questo momento
cos diffcile dal punto di vista
economico e non solo. Labbia-
mo defnito un oggetto multi-
indosso per la sua versatilit,
che lo rende competitivo per il
prezzo contenuto e per la grande
possibilit di utilizzo. Si posso-
no scegliere tre tonalit (nero,
classico argento e rosa) tutte pun-
teggiate da cristalli Swarovsky.
Infnity pu considerare co-
me suoi precursori altri gioielli trasfor-
mabiliBreil (Snake del 2004, Bloom del
2009, Chaos e Segretly del 2010 e del
2011), ma il registro cambiato. Essenzia-
le resta la forza dellacciaio, ma sorprende
la morbidezza della maglia, quasi a effetto
tessuto, con cui realizzato il bracciale
dellorologio e la semplicit con cui avvie-
ne la trasformazione: basta sflare la cassa
tonda e di gusto classico per avere una
collana, un girocollo o un bracciale a
doppia o tripla spirale (in vendita a 178 e
188 euro, breil.com). Una soluzione di
perfetta continuit con la filosofia di
Breil, conclude Marcello Binda. Un mar-
chio che nel suo settore ben rappresenta il
made in Italy: nel 2012 ha venduto circa
un milione di pezzi per un fatturato di oltre
50 milioni di euro, dimostrando vitalit
anche con 250 mila fan su Facebook. n
Societ Aziende
Prima gli orologi.
Poi i gioielli. Per
poi arrivare alla
sintesi perfetta:
lorologio-bijou.
Sempre allinsegna
di carattere e design
di Paolo de Vecchi
tempo
infinito
simone e marcello binda; infinity di breil,
orologio, bracciale e collana in acciaio.
sotto: laura chiatti, nel cortometraggio
the cut per il brand breil
25 aprile 2013 | | 141
G
oogle e Facebook non esiste-
vano dieci anni fa, oggi si co-
munica a suon di tweet. E in
unera in cui la tecnologia
scandisce il futuro, come con-
cepire luniversit del domani? questa
la domanda da cui nasce Cornell NYC
Tech: primo campus universitario
dellinformazione digitale, trasformer
nel 2017 Roosevelt Island, lisola dellE-
ast River tra Manhattan e Queens, da
quartiere residenziale in unoasi high
tech allavanguardia.
In quattro anni pi di 1.400 universi-
tari andranno ad abitare Roosevelt
Island, che diventer incubatrice di stru-
menti digitali e apps di cui non sappiamo
ancora di avere bisogno. Secondo Dean
Huttenlocher, preside di Cornell NYC
Tech,lateneo del futuro, che sar def-
nitivamente completato nel 2037 e co-
ster oltre 2 miliardi di dollari, sar una
calamita internazionale per investitori e
nuovi business.
Michael Bloomberg, sindaco di New
York, al progetto ha destinato 100 mi-
lioni di dollari con la speranza che Sili-
con Island, nellarco di 20 anni, riesca
a concorrere con i numeri di Silicon
Valley, pi di 400 mila posti di lavoro e
un prodotto interno lordo del 2011 pari
a 176 miliardi di dollari.
Fissati cos gli obiettivi concreti, come
si disegna concretamente il campus uni-
versitario del futuro? Io desidero esplo-
rare un nuovo modello architettonico.
Immagino una struttura trasparente e
vitale, che faciliti e enfatizzi la connetti-
vit sociale, spiega a New York larchi-
tetto Thom Mayne, a capo dello studio
di architettura Morphosis di Los Ange-
les incaricato di realizzare il primo edi-
fcio di Cornell Tech NYC. Il primo
nucleo delluniversit, dedicato allinse-
gnamento, rifetter lavanzamento tec-
nologico in materia di sostenibilit am-
bientale. Faciliter la nuova natura delle
comunicazioni.
Nonostante il concept della sede
universitaria di Roosevelt Island sia
ancora riservato, Mayne ha dichiarato
di voler creare il primo Zero-Net Ener-
gy Building: in concreto, la prima ar-
chitettura a New York che venga co-
struita con un involucro di celle foto-
voltaiche in grado di trasformare le-
nergia solare direttamente in energia
elettrica.
Il palazzo si autoalimenter perci
grazie al sole ed evolver come un or-
ganismo vivente. Sar la perfetta inter-
sezione tra architettura, ambiente e fun-
zionalit. Queste le parole del fondato-
re dello studio Morphosis, noto tra
laltro per avere realizzato il vertical
campus delluniversit Cooper Union,
enorme parallelepipedo smussato dac-
ciaio che si sviluppa attorno a un atrio
centrale. Stiamo pensando a nuove
forme dinterazione tra studenti e pro-
fessionisti. Il che richieder lideazione
di nuovi spazi, interviene il preside
Huttenlocher: La prossima generazio-
ne di leader dellinformazione crescer
in ambienti urbani concentrati e densa-
mente popolati, dove la tecnologia potr
risolvere molti problemi. La nuova Si-
licon Island infatti non crescer isolata:
Facebook sta pianifcando un program-
ma di mentorship con Cornell NYC Tech
grazie a cui ingegneri e professionisti
lavoreranno in stretto contatto con gli
studenti. E a gennaio iniziato il primo
master in Engineering e Computer
Science presso la sede temporanea di
Cornell NYC Tech nellHeadquarter di
Google, a Chelsea.
Alla creazione del primo palazzo
delluniversit seguir quella di diversi
co-location building: si tratta di sedi
di aziende private allineate sulla tech
walk, la spina dorsale del campus.Le
vie di Cornell NYC Tech per il 2037
saranno arterie brulicanti di schermi. E
chiss quali nuove invenzioni. n
silicon
campus
Nascer a Roosevelt Island, New York.
Ambizione: essere luniversit di domani.
Viaggio negli splendori di Cornell NYC Tech
di Olivia FincatO
Societ Architettura
nei due rendering, scorci del progetto della
cornell university, a new york
142 | | 25 aprile 2013
T
ra successi e debutti, al Salone di
Milano si sono fatte notare an-
che le Home Collection. I mar-
chi pi noti della moda non si
sono fatti sfuggire loccasione
di toccare anche il mondo della casa con
stile, sapienza e artigianalit. Fendi e
Armani, sicuramente tra i pi seguiti del
settore, consolidano il successo di questi
anni con collezioni sempre pi complete
e articolate e una distribuzione strategica,
ora soprattutto rivolta ai Paesi emergen-
ti. Il su misura ormai una parola
dordine che va oltre il singolo prodotto,
ma si allarga a tutti gli ambienti della
casa per soddisfare un cliente esigente e
attratto dalla qualit vestita alla moda.
E non mancano collaborazioni impor-
tanti che garantiscono la qualit dei pro-
dotti, come quella di Diesel con Foscarini,
Moroso, Scavolini.
Societ Design
Casa style
I grandi nomi della
moda al Salone del
Mobile. lora delle
Home Collection.
Tra grande eleganza
e artigianalit
Di margherita helzel
4 3
2
1
5
6
25 aprile 2013 | | 143
F
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a
8
12
11
7
9
14
13
10
1. La collezione di Antonio Marras, lavorata a
mano secondo lantica tecnica tessile sarda.
In collaborazione con Bentu (antoniomarras.it)
2. Fendi Casa punta a pezzi senza tempo.
Cerva Armchair (luxuryliving.it)
3. Maracatu, contenitore disegnato dai fratelli
Campana per Louis Vuitton, collezione Objects
Nomade (louisvuitton.it)
4. Non poteva che chiamarsi Donatella la
nuova sedia per Versace Home disegnata
dagli Haas Brothers (versacehome.it)
5. Skies and Beyond, collezione di scatole
dellartista newyorkese Nancy Lorenz per
Bottega Veneta (bottegaveneta.com)
6. La casa frmata Armani: piano in onice
messicano e lacca arancio per il tavolo Giove,
vasi in vetro di Murano con base in marmo
(giorgioarmani.it).
7. Groom, collezione di arredi utili ed eleganti
realizzati dal designer Philippe Nigro per
Herms (hermes.com)
8. Lifestyle, la linea di accessori casa in
cashmere di Brunello Cucinelli
(brunellocucinelli.com)
9. Crash & Bell: il piatto di una batteria e una
campana che amplifca la luce. Successful
living from Diesel with Foscarini (diesel.com)
10. Al debutto la collezione Gherardini Home,
in collaborazione con Formitalia Luxury Group
11. Collezione di sedute frmata Marni (marni.
com), realizzata a mano in Colombia
12. Per Laura Biagiotti (laurabiagiotti.it)
collezione di accessori in vetro soffato
prodotta e distribuita da J&J
13. Paisley, il decoro cachemire Etro,
riproposto nella collezione di ceramiche e
sulle lampade darredo (etro.com)
14. Velluto blu di Prussia, inserti di lastre di
metallo dorate: Jack, il divano di Bluemarine
Home Collection (bluemarine.com)
Passioni
n. 16 - 25 aprile 2013
25 aprile 2013 | | 145
Cambiate la vostra foto profilo e
usate il nostro logo, per loccasione
tinto di rosso, era lappello che
rimbalzava da una pagina allaltra
del Web. Il simbolo un quadrato
rosso con due linee orizzontali rosa:
il simbolo matematico delluguale.
In questo caso, la variante del logo
di Human Rights Campaign, la pi
grande associazione per i diritti dei
gay negli Stati Uniti, rivisitato per
dal consueto colore giallo e blu al
rosso e rosa, in occasione delle
storiche udienze sulle nozze gay
davanti alla Corte suprema
americana.
Da quel momento partito un tam
tam mediatico senza precedenti in
segno di sostegno per il matrimonio
gay, uno dei temi pi dibattuti degli
ultimi tempi. Decine di milioni di
persone lhanno usato su Facebook
e gli altri siti di social networking,
ma la cosa non si fermata l. Il
simbolo della campagna Stand for
marriage equality, questo il nome,
ha generato varianti e versioni
rivisitate di ogni sorta, dando vita a
un maxi fenomeno virale. Il simbolo
si trasformato, mantenendo i suoi
colori, in una fetta di torta rosso
alchermes con due strati di panna;
due fette di bacon; due paia di baffi
o due anelli doro bianco. entrato
in fumetti e cartoon: c la versione
Star Wars e quella dei Muppets.
Sempre con un filo conduttore: lo
slogan All love is equal.
Diritti civili
Lamore ha lo
stesso colore
di Micol passariello
cinema | spettacoLi | arte | musica | Libri | moda | design | tavoLa | viaggi | motori
vARIe veRSIonI Del logo DellA CAMpAgnA
AMeRICAnA StAnD FoR MARRIAge eqUAlIty
146 | | 25 aprile 2013
Passioni Cinema
ambizione.
cinismo. e senso
dello stato. le
contraddizioni
del ministro
I
l ministro - Lesercizio dello Stato
(Lexercice de ltat, Francia e Bel-
gio, 2011, 115) si apre con un sogno
di Bertrand Saint-Jean (Olivier
Gourmet). Una donna nuda attraver-
sa un salone in cui uomini mascherati
apparecchiano simboli di potere. La at-
tende un coccodrillo con la bocca orrida-
mente spalancata, e lei ci si infla come se
la penetrasse. O forse ne inghiottita,
risucchiata.
Bertrand un uomo politico in senso
pieno. Non un arrivista n un mentitore
cinico. O meglio, non solo questo. C in
lui unimmagine alta della funzione pub-
blica, unimmagine che resiste alle mere
tentazioni del potere e al disincanto con
cui guarda il mondo. E c in lui il senso
francese dello Stato e della dignit di chi
lo serve. Lo stesso vale per Gilles (Michel
Blanc), il suo capo di gabinetto. Entrambi
si sono formati allEna, lcole nationale
dadministration. Sanno dunque dappar-
tenere a una lite, e vivono questa appar-
tenenza sia come privilegio sia come re-
sponsabilit.
Pierre Schoeller s tenuto lontano dalla
semplifcazione antipolitica e populistica
cui la miseria dei tempi ci ha abituato. Del
potere ha dunque scelto di raccontare la
complessit. Il suo ministro dei trasporti
solerte, effciente. Lo quando accorre sul
luogo di un gravissimo incidente, e lo
quando si oppone alla decisione del suo
governo di privatizzare le stazioni ferrovia-
rie. Sorretto da uno staff di comunicatori,
sempre si preoccupa che il suo attivismo sia
testimoniato da radio, televisioni, giornali.
Il suo non solo cinismo, appunto. Ma lo
anche. Che rassicuri lavoratori o che
pianga bambini morti, per lui tutto merita
fatica, forse addirittura impegno ideale. E
allo stesso tempo tutto occasione per sa-
lire, per prevalere. Lo anche a costo di
contraddire quello in cui crede.
Al centro di Il ministroc comunque
il corpo onnipresente di Bertrand: il suo
corpo sempre in corsa da una parte allaltra
del Paese, il suo corpo in perenne solitudine
- una solitudine cercata e costruita come
strumento di difesa e attacco, ma poi since-
ramente sofferta. In fondo, il potere ha in
s molto di corporeo e carnale, come fosse
desiderio di possedere e penetrare una to-
talit pericolosa ed esaltante, e insieme
volutt desserne posseduti, risucchiati.
Detto altrimenti, desiderio di vincere per
fare, ed volutt di abbandonarsi al puro
gusto di trionfare. Il valore di Il ministro
sta nella capacit di Schoeller di mettere in
scena questa complessit.
Film di Roberto Escobar
giochi di potere
Tutto parla di te di Alina Marazzi, Italia, 2012, 83
tutto al femminile, questo quinto lungometraggio di Alina Marazzi. Ma racconta una storia universalmente
umana: quella del rapporto tra madre e fgli, della sua luce e delle sue angosce. Attorno a Pauline
(Charlotte Rampling) e alla giovane, disorientata Emma (Elena Radonicich) si incontrano le immagini del
presente e quelle (in formato ridotto e amatoriale) dun passato che torna con i suoi fantasmi.
Ci vediamo domani
di Andrea Zaccariello, Italia, 2013, 103
A quarantanni, Marcello (un bravo Enrico Brignano) non ha combinato niente nella
vita. Banche e banchieri permettendo, immagina che loccasione sia aprire
unimpresa di pompe funebri in un paesino zeppo di centenari. Ma nessuno di loro ha
intenzione di morire. La storia inizia come farsa, ma termina come critica pensosa del
nostro tempo e della sua religione del denaro. Due flm in uno: troppi.
AltRI FIlm
25 aprile 2013 | | 147
In fondo quella di Caterina Guzzanti
una famigliopatia classicamente italiana.
Sopra di lei grava lingombro egogiorna-
listico del padre, la logorrea antiberlusco-
nide della sorella e la genialit lunare del
fratello (tra i vari confronti, forse, il pi
spiacevole). In questo intreccio domesti-
co-professionale, la piccola di casa ha
scelto di imporsi con uno strumento a
doppio taglio: il satireggiare alla romana.
Condimento che in certe mani pu anche
esaltare lironia - vedi appunto lesempio
del mago Corrado - ma che nel suo caso
un ingrediente letale: non soltanto per-
ch monocorde, ma perch proprio non
aiuta a ridere. Dopodich resta poco da
capire de La prova dellotto, program-
ma di Mtv (il marted sera alle 22.50)
dove miss Caterina dovrebbe convincer-
ci e convincersi di essere diventata adulta,
e dove invece colpisce i soliti bersagli.
Sullo schermo scorrono infatti sarcasmi
e risarcasmi sui format che intasano le
reti nazionali. Schema riassunto in scena
dalla svampita Flavinia, alter ego di Guz-
zanti che conduce Culturissima, pro-
gramma dove si parla di cultura ma in
senso buono. E qui dovrebbe esplodere
lo spasso, in teoria, esaltandoci ancora di
pi quando spunta la parodia di Ginna-
stecon il sottotitolo vite di merda. O
quando, magari, lipercoatta Trapezia
Marconi sostituisce allultimo momento
un ospite esperto di Omero. Una parata
dellinutile che non fa onore alle doti da
autrice e attrice di Caterina Guzzanti.
Anche perch, come docet il filosofo
sanremese Mengoni, mentre il mondo
cade a pezzi ci sarebbe ben altro da
mitragliare con le scariche di cinismo.
www.gliantennati.it
Da quando tradusse in immagini magnifche
e suoni rarefatti per la Comdie Franaise
le favole di La Fontaine, Bob Wilson sembra
vedere sotto la lente dingrandimento e di
fnta ingenuit delle favole molti altri testi.
Anche questultima Odissey, detta in greco
moderno molto accessibile e sillabato al
Piccolo di Milano dopo il debutto ad Atene.
Della Grecia non c solo la cadenza linguistica
ma i colori, quel blu che varia dallelettrico al
cilestrino e che per Wilson la luce di quel
paese cos come bianco gesso sono gli dei
poco affdabili (Il Fato lipocrisia degli dei)
e molte facce imbiancate come le case di
Santorini. Euriloco poi identico a Marcel
Marceau anche nelle movenze. Un po di
costumi sembrano modellati sulle statue del
berlinese museo di Pergamo, una tempesta
fatta con semplici teli mossi ma non agitati,
Nausicaa brandisce unaragosta e non d
retta alla mamma che la mette in guardia su
quel farfallone amoroso dalla barba troppo
curata che se ne va in giro da dieci anni per
il Mediterraneo, le zanzare infestano lisola
di Circe e la scena di seduzione tra la maga
e Ulisse avviene tra il grufolare dei suoi
compagni. Da copiare subito il letto damore
di Circe, un prato digradante di erbette e
margherite. Circe, Calipso, Penelope sono
interpretate dalla stessa attrice, ma gi
Silvana Mangano nel flm del 1954 era
Penelope e Circe. Bella la scena delle sirene
su verdi scogli, orrenda quella di Scilla
e Cariddi. Virtute e conoscenza
di dantesca memoria, per favore astenersi.
Noi ci credevamo invece, anche da piccoli.
Semplici ma effcaci. Il mestiere
e la simpatia umana di Gigi Pro-
ietti sostengono la campagna di
un collaudato gestore del mer-
cato dellenergia che si offre og-
gi alle utenze domestiche: Gre-
en Network. Due spot. Nel
primo, laffabulatore per eccellenza, che
rimasto al buio, si lancia in uno sprolo-
quio dei suoi, ma gli suffciente pronun-
ciare il nome dellazienda per tornare a
vedere la luce. Nel secondo, dopo aver
constatato che oramai lunica comunica-
zione che ci arriva per posta sono bollette
e altre analoghe iatture, si stupisce per il
risparmio. Risparmio, parola dimentica-
ta da molti lustri che de sti tempi
tornata protagonista. E durer a lungo.
Cliente: Green Network
Prodotto: Luce e gas
Agenzia: Hi! Roma
Supervisione Creativa: Francesca
Schiavoni
Art Director: Carlo Barbanera
Copywriters: Elena Bolles, Roberto
Raffone
Regia: Erminio Perocco
Produzione: Plana Film
PUNCTUM: Mai na cartolina no,
bbollette
TeleSpot
di Davide Guadagni
TeleReality di Riccardo Bocca
futile caterina
F
o
to
: W
e
b
p
h
o
to
(2
)
Passioni Spettacoli
Teatro
Bob Wilson
a letto con Circe
Di RiTA CiRio
148 | | 25 aprile 2013
Passioni Musica
Dal debutto Doo-Wops & hooligansdel
2011 sono passati 39 dischi di platino e 45
milioni di singoli venduti. Il nuovo Unor-
thodox Jukebox (Atlantic Records), in
meno di due mesi ha scalato le classifche
mondiali diventando lennesimo disco di
platino nei tre anni di carriera di Bruno
Mars. Mars il nuovo re del rhythmblues
americano, per Time lerede di Elvis
Presley: paragone diffcile da gestire, ma in
effetti una voce sensuale come la sua oggi
non ce lha nessuno. Dopo un gigantesco
tour che questa estate lo porter in ogni
angolo dAmerica, Mars conferma fnal-
mente il suo arrivo in Europa con decine di
date da settembre in poi: per lItalia sicuro
un mega-concerto a Milano, il 26 ottobre,
ma si preparano gi altre date (brunomars.
com). Unorthodox Jukebox un disco
pieno di libert creative: Sono nato alle
Hawaii e naturalmente sono cresciuto con
il reggae. La sfda per me era rivitalizzarlo,
spiega il cantante. Ma qui non c solo
reggae: ed stato diffcile convincere i di-
scografci a lavorare a un album cos etero-
geneo. Ma io mi rifuto di prendere una
strada musicale preparata da altri, di accet-
tare unetichetta. Le canzoni del mio album,
da Locked Out of Paradise a When I
Was Your Man, sono elettro, sono hip
hop, r&b e rock. La stampa americana
lha chiamato un trionfo di Wagner e me-
lodramma: Ma il disco ha una logica in-
terna. E dal vivo dar il meglio di s. La
sua musa? Marvine Gaye. Ma anche tutti
gli artisti della meravigliosa epoca della
Motown Records, quella che ha fatto na-
scere il soul.
Il concerto di Simone Porrovecchio
Fenomeno mars
Che il collettivo catalano La Fura dels
Baus occupi ormai i primi posti tra gli
odierni ideatori di regie sommariamente
defnibili davanguardia, non ci sembra
dubbio. Simbolista, minimalista,
trasgressivo, come lo ha defnito il suo
leader Carlus Padrissa, il loro Samson
et Dalila ripreso allOpera di Roma. Quel
che conta lalta qualit di uno
spettacolo avvincente che scava nel
profondo della tragedia biblica di Saint-
Sans esaltandone quei valori strutturali
e ideali che ne fanno tuttora un unicum
dellopera francese. Il bianco, il nero e il
rosso esclusivamente adottati nelle
proiezioni e nei costumi di un antichit
atemporale coglievano il segno di quel
classicismo immaginario che la cifra di
base di un melodramma sentito e vissuto
come un oratorio: non a caso Haendel e
Cherubini ne costituiscono lintimo Dna,
che esplode incontenibile nel baccanale
del terzo atto, atto di morte per musiche
alla Giacomo Meyerbeer ma di vita per
uno Stravinskij gi in agguato. Un rosso
sangue spaziava sul fondale di un
palcoscenico nudo colorando la perfda
sensualit di Dalila nel celebre duetto
con Sansone, mentre la proiezione di un
tentacolare roveto ardente gradatamente
invadeva la scena, metafora della fatale
passionalit del giudice ebreo. Da un
direttore quale Charles Dutoit, affancato
per lottimo coro da Roberto Gabbiani,
la preziosa partitura usciva esplorata i
n tutti gli aspetti peculiari che ne fanno
un culmine dellopera francese che
chiameremo moderna. Adeguata la
partecipazione dei protagonisti
Aleksandrs Antonenko e Olga Borodina,
unitamente a Mikhail Korobeinikov
e Elchin Azizov.
Lirica di Giovanni Carli Ballola
Sansone allavanguardia
Danza contemporanea, teatro visivo e
nouveau cirque sono protagonisti del terzo
Festival della Danza dellAccademia
Filarmonica Romana al Teatro Olimpico
dedicato a Vittoria Ottolenghi, preziosa voce
critica della danza e frma de LEspresso
scomparsa nel 2012. In programma, tra il 24
aprile e il 24 giugno, quattro appuntamenti:
apre lAterballetto con la Serata Stravinskij,
chiude Eros/Aria di Alessandra Cristiani,
passando per i Mummenschanz e i giovani
del Collettivo 320Chili. D.G.
BRUnO MARS. SOTTO: SAMSOn ET DALILA. A DESTRA
DALLALTO: AnSELMO, DIREzIOnE; VEDUTA DI
ARCOSAnTI, In ARIzOnA; FIOROnI,GLI InVOLUCRI
BaLLa CoL CIrCo
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25 aprile 2013 | | 149
Passioni Arte
Costru la sua unica opera italiana a Vietri
sul Mare: una piccola azienda di ceramiche,
Solimene (1953), un singolare edifcio rive-
stito in ceramica multicolore che vibraal
sole. Lemozione per questa opera ha con-
quistato schiere di architetti, che lo hanno
difeso dal rischio di demolizione o di mo-
difche. Paolo Soleri, morto il 9 aprile, era
nato a Torino il 21 giugno 1919. Dopo un
viaggio negli Usa in cui aveva lavorato con
Frank Lloyd Wright, torna in Italia nel 1950
ma cinque anni dopo si trasferisce defniti-
vamente a Paradise Valley, Arizona. Lho
conosciuto nel Duemila: alla Biennale di
Architettura gli consegnai il Leone dOro.
Tra tanti architetti invitati, fu quasi il solo
a dedicarsi agli studenti organizzando un
fantastico workshop. Ci siamo rivisti altre
volte. Con lui ho avuto per un periodo una
frequentazione e unaffnit di idee. Visio-
nario come i grandi architetti: senza altro
committente che se stesso ha realizzato
lopera della sua vita, Arcosanti. Una citt
che declina il rispetto per la natura in una
zona semi-deserta. E in quella che oggi de-
fniremmo decrescita felice. Costruzioni
con servizi minimi. Alloggi spartani. Ma
grandi spazi per incontrarsi. Studenti e
giovani architetti hanno dato vita con le
loro mani a questa incredibile impresa. I
soldi, diceva Paolo, si trovano. Anche attra-
verso la vendita delle Soleri Wind Bells,
campane di ceramica e di bronzo con una
sottile vela di metallo che suonano al fruscio
del vento. Il prezzo lo stabiliva lacquirente.
Soleri ha vissuto come ha voluto e ha dise-
gnato quello che sognava - opere magnif-
che. Un italiano di cui i grandi critici e sa-
pienti avevano perso le tracce. Ora la sua
scomparsa ci aiuta a far emergere la storia
dellarchitettura, segreta e pulsante.
Vedo Vetro
Fragile?. Fino al 28 luglio. Fondazione Cini.
Isola di San Giorgio. Venezia
Non aspettatevi vetri piombati o dense
paste vitree dallazzurro alloro. Gli artisti
pur contemporanei che hanno ceduto alle
lusinghe del vetro qui non ci sono. N
caduto nel trappolone (vetro pi arte pi
Venezia) il curatore Mario Codognato, che
da buon veneziano era perfettamente
conscio del rischio. E allora ecco un mostra
rigorosa che attraversando in diagonale le
avanguardie riconduce il vetro alla sua
essenzialit: forza, trasparenza, resistenza
e punto di rottura. Energia archetipa che si
spezza in mille schegge (Barry Le Va),
trattiene nei rifessi lillusione della
fgurazione (Gerhard Richter), sostiene
precariamente le cose e la memoria delle
cose (Beuys, Terremoto in Palazzo). E
chiude nella stessa bacheca simboli agli
antipodi di unepoca e di un mondo:
lironica leggerezza dellampolla vuota di
Duchamp, Air de Paris, e il sarcasmo del
barattolo Ikea di Ai Wei Wei che contiene i
resti polverizzati di un vaso neolitico.
FIno allultImo Colore
lopera ultima. Fino al 2 giugno. Schirn
Kunsthalle. Francoforte
Di Claude Monet sappiamo: fece ninfee fno
allultimo respiro. Ma quale fu lultima
opera di grandi maestri del Novecento? Ad
Reinhardt per gli ultimi sei anni si esercit in
dipinti tutti neri. De Chirico riprese il suo
periodo metafsico. Picabia divent lirico e
si commosse di fronte a cieli punteggiati di
cerchi bianchi e rossi. Manet chiuso in casa
si esercit sui vasi da fori, e Kippenberger
mor disegnando con rabbia, come con
rabbia entusiasmante era sempre vissuto.
ART BOX
di Alessandra Mamm
nellanno 1964 la pittura tende ad uscire
dai cromatismi tradizionali per entrare in una
dimensione visiva industriale. un modo di
rendere impersonale limmagine rifessa
sulla tela, cos da azzerarne lespressivit. al
tempo stesso la rappresentazione si rivolge
a soggetti non pi personali ed intimi ma
collettivi e pubblici, come la pubblicit e la
comunicazione televisiva ed editoriale. Pi
che veicolare sentimenti ed emozioni, larte
si concentra su manifestazioni esteriori ed
artifciali. Giosetta Fioroni (1932) inizia sin
dal 1964 a ritrarre, attraverso un riporto
fotografco in argento, fgure femminili dalla
forte seduzione. Sono proiezioni fantastiche
di donne tratte dai cartelloni pubblicitari che
intrecciano i loro movimenti con le fgure
classiche di Botticelli o di Carpaccio.
Questa osmosi di stratifcazioni tra antico e
moderno fa venire a galla una storia dellarte
fatta di dissolvenze ed offuscamenti del
femminile (al drawing Center, new York, fno
al 2 giugno) in cui la ragione di un esprimersi
diverso dal dominante - il maschile -
qualcosa di autobiografco e di quotidiano.
lapertura al privato scaturisce dal di dentro
e intende affermarsi per la sua forza non
impositiva, che diventa leggibile se si
rispettosi di questa sensibilit altra.
unesigenza ad uscire dallisolamento per
comunicare il profondo ed il nascosto che
si cela dietro tutte le apparizioni della donna,
sia sulle pagine delle riviste patinate che
nelle mura di una casa. un guardare
attraverso una macchina da ripresa pittorica
per rilevare i gesti semplici e articolati
di un essere umano che dietro lapparente
sicurezza e lo sguardo seducente nasconde
una fragilit estrema.
Arte
Oltre il
femminile
dI Germano Celant
Architettura di Massimiliano Fuksas
utopia in esilio
150 | | 25 aprile 2013
Passioni Libri
Chi segue il giallo scandinavo lo ha visto
cambiare nel corso degli anni, mentre
diventava il genere da bestseller garan-
tito che oggi: dalla denuncia sociale di
Maj Sjwall e Per Wahl alle analisi
psicologiche di Hkan Nesser, dagli
assassini della porta accanto di Karin
Fossum ai serial killer splatter di Stieg
Larsson. Lislandese Viktor Arnar
Inglfsson nel suo Lenigma di Flatey
(traduzione di Alessandro Storti, Iper-
borea, pp. 290, 16,50) sembra fare il
verso a questa americanizzazione fatta
di assassini sempre pi cattivi e di squar-
tamenti sempre pi fantasiosi e sangui-
nolenti. Lenigma del titolo rimanda alla
pi importante saga islandese, e brani
del testo originale scandiscono la trama
con un catalogo di squartamenti che
fanno impallidire ogni paragone moder-
no ma che non turbano pi di tanto il
lettore, immersi come sono in un Medio-
evo da fantasy.
Una serie di domande misteriose sul
Libro di Flatey lega due morti che
sconvolgono la pi che tranquilla vita
dellomonima isoletta islandese, abitata
da poche decine di persone che si divi-
dono tra la pesca, la caccia e la produ-
zione di piume. Solo la fama della saga
attira qualche visitatore, come il flologo
danese Gaston Lund, che per cercare di
risolvere lenigma va incontro alla mor-
te su unisoletta deserta: una morte or-
ribile, che langelica dottoressa locale
descrive in tutti i dettagli. Come in ogni
giallo scandinavo che si rispetti, la vitti-
ma pu essere pi colpevole di chi la
uccide, e lassassino pu essere chiun-
que: anche Johnna, la dottoressa, o quel
mattacchione del becchino, il Corvo, e
persino il detective, il giovane avvocato
Kjartan. Perch sopra tutti loro c un
destino che, come in una saga, fnisce
sempre per far quadrare i conti.
In quale casa avvenne lincontro fatale tra Friedrich Nietzsche
e Lou Andreas Salom? Perch nel 1906 piazza della
Rotonda, davanti al Pantheon, fu pavimentata in legno?
E da dove deriva lespressione: Nun c trippa per gatti?
Sono tre punti interrogativi del Conosci Roma? di Lauretta
Colonnelli (edizioni Clichy) giornalista e storica dellarte che,
con altri 447 (e relative risposte) racconta la capitale in modo
insolito e intrigante. un prezioso repertorio che copre un
arco di tempo lunghissimo, iniziando dagli elefanti vissuti nel
300 mila avanti Cristo: conta lapidi commemorative, spiega
origini di nomi, racconta retroscena di eventi storici, indaga
personaggi e luoghi. Senza dilungarsi, come un gioco alla
Qeneau che informa e diverte. Consigliato a chi viene a
Roma per la prima volta, a chi ci ritorna volentieri e ai romani
che vogliono saperne di pi. Marisa Ranieri Panetta
Roma svelata e raccontata
In questi tempi disordinati
e confusi si registra un ritorno
al romanzo post-modern.
Ho segnalato, settimane fa, Imperium
di Christian Kracht, ora la volta di C
dellinglese Tom McCarthy (Bompiani,
traduzione di Anna Mioni, pp. 448, 19,50).
In entrambi i casi, la storia, in particolare,
il passaggio dalla fne dellOttocento
al Novecento, viene usata come una
macchineria teatrale che piacerebbe a Luca
Ronconi, dentro cui i personaggi si muovono
come fgure ignare, bidimensionali,
appiattite dalluso capzioso del presente
indicativo. Il libro di McCarthy racconta la
storia di Serge Carrefax, dalla sua infanzia
in unInghilterra rurale dominata dalla
fascinazione per il linguaggio neopositivista
alla giovinezza complessa, che attraversa
il fuoco della prima guerra mondiale come
fosse un romanzo davventure. Ci che pi
interessa lautore sottrarre ogni sostrato
psicologico ai suoi eroi, descritti come di
sghimbescio, con una tecnica narrativa che
si colloca a met strada fra
il fumetto e le suggestioni
oggettive del nouveau
roman. Finalista al Booker Prize del 2010, il
testo ha diviso la critica: chi ne ha lodato
linventiva straordinaria, chi ne ha
segnalato la farraginosit. In effetti,
il romanzo rimane in bilico fra questi due
poli: il mondo dinizio secolo Ventesimo ha
una grazia e unintelligenza non comuni, ma
la sua smagliante bellezza offuscata
talvolta dallautocompiacimento dellautore.
Il libro di Mario Fortunato
Personaggi in cerca dautore
Il romanzo di Angiola Codacci Pisanelli
lIsola del mIstero
25 aprile 2013 | | 151
Passioni Libri
Chi il padre e chi il fglio? Chi il confden-
te e chi il confdato? Mi riconosci, (Fel-
trinelli, pp. 143, 12), libro dalla scrittura
limpida, serena, malinconica, appassiona-
ta, trasognata, pudica, una delle prove
migliori di Andrea Bajani, il quasi-diario
della sua nascita come scrittore, diario a
posteriori, e per interposta persona. Rac-
conta il congedo da Antonio Tabucchi,
amico carissimo, il giorno del suo funerale,
e insieme la memoria a ritroso dei loro in-
contri, dialoghi, scambi, confdenze e atten-
zioni. Un padre e un fglio (letterario, ovvia-
mente), sebbene non si capisca se il padre
Tabucchi e il fglio Bajani, o viceversa. Nel
gioco dei rovesci che seffettua nel libro,
Bajani interpella il fantasma del fratello
maggiore, il suo-quasi-padre, fglio-del-f-
glio, lo chiama a raccolta presso di s unul-
tima volta. Le
pagine dedicate
alla casa vuota e
abbandonata di
Vecchiano di
Tabucchi sono
tra le pi belle
del libro scandi-
to in ventidue
scene. Mi rico-
nosci un libro
sullo spazio fan-
tasmatico abita-
to da uno scrittore (doppio scrittore: Baja-
ni-Tabucchi e Tabucchi-Bajani), che si
manifesta nella dimora toscana lasciata
deserta dallautore di Sostiene Pererira
per andarsene altrove: Parigi, Lisbona. Il
posto vuoto occupato ora da Bajani, in
punta di piedi, rispettoso del fantasma
dellautore che si palesa in forma di ritratto
fotografco con tanto di baff giovanili.
La letteratura fatta anche di passaggi di
testimone. Bajani da tempo ruota intorno
al tema della generazione; lo ha fatto in Se
consideri le colpee in Ogni promessae
persino nel sottile, ma intenso, libro din-
fanzia La mosca e il funerale. Paternit
cercate e mancate, poi ritrovate, maternit
posposte, abbandoni, incontri, salti genera-
zionali: nonni, padri, fgli, madri. Contrav-
venendo un leitmotiv suonato da psicoana-
listi e sociologi, la fgura del padre non
evaporata, anzi. Un fglio-padre chiede al
padre-fglio: mi riconosci? Nellantichit il
riconoscimento avveniva attraverso il sol-
levamento da parte del padre dellinfans, il
senza parola, da terra. Con questo intenso
dialogo con i morti Bajani si solleva da solo,
e senza bisogno di afferrarsi per i capelli,
come il Barone di Mnchausen. E con lui
lievita il racconto, leggero leggero, ma soli-
do, terso e nitido, che lo stigma della ca-
pacit dellautore di camminare dentro la
letteratura con passo fermo e sicuro.
La lettura di Marco Belpoliti
Padre e figlio
Un avvocato romano, Bruno, entra in crisi. Uomo che si muove sul quellincerta linea di confne
che separa il generone da onesti professionisti (e talvolta li mescola gli uni con gli altri) trova
sullo smartphone il messaggio di un ragazzo che sostiene di essere suo fglio. Ma Bruno ha
altri motivi per cui la vita non gli sta andando bene: il rapporto con la fdanzata esaurito e gli
affari vanno male. Parte da qui il thriller di Gianni Perrelli, Il tunnel (Di Rienzo editore, pp. 257,
14). Lautore un reporter; scrive su questo settimanale. Conosce benissimo le contrade del
Medio Oriente. E ha una grande sensibilit per quello che potrebbe essere
defnito il carattere nascosto delle citt: da Parigi a Washington a Teheran a
Damasco. Ne Il tunnel costruisce una trama in cui usa benissimo queste
sue capacit. In breve: Bruno viene arruolato dalla Cia per rintracciare un
carico di missili che dallIran devono arrivare agli Hezbollah in Libano. Il
fnale a gran effetto. Il pregio principale del romanzo la doppia trama.
La prima racconta il Medio Oriente e il terrorismo meglio di tanti reportage
di giornalisti. La seconda scandaglia lanimo umano tra amore, tradimento,
e una certa noia esistenziale, indispensabile per rendere credibili
i protagonisti di ogni buona letteratura di intrattenimento. F
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Come dire
di Stefano Bartezzaghi
Fuori
Strada
LOscar per il peggior comunicatore italiano
ha un autorevole candidato: Gino Strada.
Il valente chirurgo appena apre bocca
anzich pance combina disastri. Ha
opinioni radicali proiettate su scala
geopolitica planetaria: diciamo che il pi
bellicoso alfere della pace. Il suo ultimo
assalto lo ha per operato in modalit
local, dichiarando di essersi opposto
allelezione di Renato Brunetta a sindaco
di Venezia perch esteticamente
incompatibile con la citt gi detta
Serenissima: Non centra niente
con Venezia.
Laggressivo uomo politico dotato di una
statura singolarmente inferiore alla media
nazionale, cosa che sottolineata dalle foto
in cui vicino ai colleghi (arriva a malapena
alla spalla di Silvio Berlusconi, che a basket
non giocava certo da pivot). Solo i satirici
si concedono battute su questa circostanza,
anche se il sarcasmo abrasivo dellattuale
capogruppo dei deputati Pdl parrebbe fatto
apposta per provocare reazioni dissennate
di nemici e pure di amici. Dopo un vertice
con Brunetta e il colossale Guido Crosetto,
dalle labbra a bancomat di un Giulio
Tremonti sort un sibilo: Mi pareva di essere
nel bar di Guerre stellari. Umorismo da
economisti: anche Mario Monti parso
ammiccare, in una recente occasione. Ma
scherzare sullaspetto fsico di qualcuno
proprio orribile e, in pi, di destra
(Berlusconi lo fa sempre, con il plauso dei
suoi, e forse anche dello stesso Brunetta).
Se, per, ci immaginiamo un Brunetta alto
un metro e settanta (Its easy, if you try) la
sconsiderata affermazione di Strada diventa
perfettamente condivisibile. Cosa centra
Brunetta con Venezia? La stessa Venezia
concorda: quella volta gli ha tributato
percentuali elettorali deludentissime.
E il problema proprio estetico: non
dellestetica del corpo, bens di quella della
fgura politica. La statura insuffciente di
Brunetta, insomma, non quella fsica.
Ma essendo la statura fsica quella che ,
dirlo veramente, pacifcamente
inopportuno.
Anagrammi: Gino Strada = satira dOng: /
Dosa grinta!; Renato Brunetta =
aberrante un tot.
Il thriller di Wlodek Goldkorn
da teheran con amore
152 | | 25 aprile 2013
Non solo penne stilografche ma anche
accessori in pelle e gioielleria in argento:
sono i pezzi che compongono la collezione
Signature for goodcreata da Montblanc
per sostenere lUnicef attraverso le iniziati-
ve Scuole per lAfrica e per lAsia e i
programmi educativi in America Latina.
Come ci racconta Barbara Falcomer, am-
ministratore delegato Montblanc Italia.
Montblanc e Unicef: un sodalizio che dura da
diversi anni. Come nato e quali sono i pro-
getti in corso?
La collaborazione nasce dalla condivi-
sione di un principio comune molto im-
portante secondo il quale ogni bambino
dovrebbe avere lopportunit di accedere
a una scolarizzazione di qualit. Questan-
no, per ogni articolo Signature for good
venduto fno al 31 marzo 2014, Montblanc
devolver parte del ricavato: su ogni pezzo
riportato un numero di serie, associato
a un mattone di riferi-
mento nella costruzio-
ne delle scuole. Regi-
strando il numero sul
sitomontblanc.com/si-
gnatureforgood si pos-
sono avere aggiorna-
menti sui progressi
delliniziativa.
Su quali prodotti puntate
in particolare?
La linea Signature for
good di grande impat-
to: il design iconico della classica penna
Meisterstuck stato rivisitato con dettagli
unici e questo classico Montblanc dispo-
nibile nelle versioni stilografca, roller, a
sfera e Le Grand, in resina nera con fniture
platinate. Lo zaffro blu incastonato nella-
nello si ispira al colore dellUnicef. Per
quanto riguarda la collezione in generale,
puntiamo anche sugli orologi, settore nel
quale Montblanc sta perfezionando i cali-
bri e gli standard di ricerca e qualit. Fra
tutte, la linea Timewalker, pensata per un
target business e rielaborata su un classico
come il cronografo Nicolas Rieussec.
Antonia Matarrese
La quattordicesima fragranza della collezione
Exclusive Scents di Prada si chiama Rossetto,
proprio come il prodotto di bellezza pi usato
dalle donne di tutto il mondo. Firmato dal naso
Daniela Andrier in collaborazione con Miuccia
Prada il profumo, sulla scia delle altre fragranze
della collezione nata nel 2003, non segue le
leggi canoniche della piramide olfattiva: un
tocco forito di viola e di rosa, accordi sintetici
di lampone e rossetto, note golose di vaniglia.
Contemporaneamente, lapplicazione web
dedicata a Rossetto, un progetto digitale dello
studio newyorkese 2x4, permetter agli utenti
di creare il proprio moodboard a seconda
dellestro del momento. Filo conduttore della
grafca, le labbra rosse. A. Mat.
Profumo di labbra rosse
Passioni Moda
Una struttura in vinile trasparente con 5
mila cristalli Swarovski incastonati: la
scarpetta creata da Stuart Weitzman per
Laura Osnes, protagonista della
Cenerentola in cartellone a Broadway. Per
loccasione, stata realizzata una capsule
collection battezzata Clearly Timeless e
ispirata al musical prodotto dal duo
Rodgers-Hammerstein: una dcollet e
due sandali con tacchi in plexi. La
collezione in vendita nelle boutique
Stuart Weitzman di New York e sul sito
stuartweitzman.com. A. Mat.
Swarovski ai piedi
di Cenerentola
Progetti umanitari
firMa Per africa e asia
ROSSeTTO, La COLLeziONe exCLUSive SCeNTS di PRada. iN aLTO, da SiNiSTRa: BaRBaRa faLCOmeR;
aCCeSSORi COLLeziONe SigNaTURe fOR gOOd di mONTBLaNC; SCaRPeTTa CReaTa da STUaRT WeiTzmaN
25 aprile 2013 | | 153
Saint-Tropez, Biarritz, Corsaire: sono solo
tre dei nomi evocativi stampati sul Carr
70 in seta vintage Les Sportives frmato
Herms (tel. 02 890871, www.hermes.
com). Costa 245 euro.
Blazer evergreen
Blazer Montedoro
tre bottoni con
tasche a toppa
(550 euro), camicia
Glanshirt in cotone
macrocheck (200
euro), pantaloni
Incotex 1951 con
cintura sartoriale
fantasia (220 euro).
Tutto da Offcina
Slowear (tel. 041
5629611, www.
slowear.com).
Aviatore chic
Modello a goccia che evoca il mondo
dellaviazione per gli occhiali da sole
Eyewear Brioni (www.brioni.com).
Realizzati in corno pregiato e metallo,
sono disponibili in nero e in marrone
a partire da 700 euro.
Passioni Moda
Foulard
stile
vintage
Dettagli
luminosi
Per lei, blusa
asimmetrica (785
euro) e pantaloni
in seta (520 euro),
collier (1.288 euro)
e orecchini (530
euro) in metallo e
quarzi, sandali in
pelle metallizzata
(470 euro). Tutto
della collezione Etro
(tel. 02 550201,
www.etro.com).
lora delle sfde
Movimento automatico con elevato livello
di resistenza magnetica per lorologio
Seamaster Aqua Terra Amagnetic di Omega
(tel. 575971, www.omegawatches.com). Ha
quadrante nero, fondello a vista e bracciale
in acciaio. In vendita a 4.900 euro.
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Borsone w-e della linea Blue Square
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com): realizzato in pelle invecchiata con
profli azzurri, ha dettagli in metallo cromato
e doppio scomparto. Disponibile in blu, nero,
mogano, rosso e giallo a 490 euro.
a cura di Antonia Matarrese
Stiletto da sera
Pelle metal color
orchidea per il
sandalo Lance
frmato Jimmy Choo
(www.jimmychoo.
com). Declinato
in vari colori fra
cui loro e il
bronzo, costa
575 euro.
154 | | 25 aprile 2013
Si pu trascorrere una giornata a Firenze con il sommelier di Borgo
Santo Pietro, alla scoperta di cantine di solito chiuse al pubblico. Ma
si pu anche giocare a golf allUgolino, uno dei campi pi antichi
dItalia, prendere lezioni di equitazione e raggiungere in bicicletta le
rovine di San Galgano. Sono alcune delle proposte di questo relais
allinterno di una villa toscana del XIII secolo, a una quarantina di
chilometri da Siena, ristrutturata dai proprietari danesi Jeanette e
Claus Thottrupe, considerata dalla rivista Tatler tra i migliori rifugi
vicino al paradiso. In effetti, Borgo San Pietro immerso in un
meraviglioso parco, con fontane, gazebo, giardini di rose, prati
ricoperti da fori selvatici, alberi di ciliegie, limoni e anche orti che
forniscono la materia prima allo chef Stefano Santo. A bordo piscina
si godono i primi raggi del sole, mentre nella Spa si possono
prenotare massaggi al rosmarino e basilico, raccolti nei giardini della
villa (doppia da 395 euro, borgosantopietro.com). Luisa Taliento
Relais vicino al paradiso
U
n indirizzo frescoche solo i pa-
rigini pi attenti e sapienti cono-
scono e, tutto sommato, preferi-
scono non rivelare. Fa parte di
quella categoria sempre pi ftta
di locali dove non si sceglie che cosa si man-
gia, c solo il menu previsto per quel servizio,
prendere o lasciare, quasi nulle le alternative
giusto nel caso di intolleranze o allergie.
A molti clienti non piace, ma giocofor-
za adattarsi se si vogliono provare certe
cucine. un segno dei tempi, grami, ma
anche linterpretazione pi verace del con-
cetto di cucina del mercato e delle stagioni.
In rue Vaneau, 7 arrondissement, zona
cole Militaire, Akihiro Horikoshi, detto
Aki, ha aperto meno di un anno fa la sua
Table dAki. Per questa stanza tutta bianca,
unica fra sala e cucina, sedici posti, il termi-
ne ristorante pu apparire eccessivo. Anche
perch Aki molto pi che un solista: un
solitario della cucina. Ha trascorso ventan-
ni accanto a Bernard Pacaud allAmbroisie,
scuola tra le massime oggi possibili. Ma qui
gioca, appunto, solo: acquista, monda,
cuoce, assaggia, impiatta, concede alla mo-
glie - garbatissima e timidamente sorriden-
te - di servire i piatti e di sparecchiarli, dopo
di che lui stesso li lava e riassetta la cucina.
Merita rispetto, suscita ammirazione e fa
quasi tenerezza. Saresti tentato dalzarti, di
dargli una mano, di passargli una casseruo-
la, oppure di esonerare la signora dal ver-
sarti il vino. Epper la cucina, i suoi piatti,
ti sollevano in unaltra dimensione, quella
della soavit, della perfezione millimetrica
delle cotture, dellequilibrio raffnato degli
accostamenti, delle armonie inaspettate:
tutto e soltanto pesce, pi qualche tocchetto
di verdure o legumi, come il merlano con la
verza croccante, le noci di cappesante con
laerea mousse di prezzemolo, gli scampi
appena scottati al sesamo con un flo di in-
tenso succo di crostacei, il trancio di sanpie-
tro passato in padella con carote, olive
verdi, fondo di verdure e, leggerissimo, di
carne, la daquoise al caramello, per fnire.
Pochi vini, a prezzi saggi, per niente parigini,
e conto di 60 euro per il menu della sera,
intorno ai 30 per il piccolo menu del pranzo.
La TabLe daki - Parigi
Rue Vaneau 49 - Tel. (0033) 01.45444388
Chiuso: domenica
guide@espressoedit.it
solo pesce. merlano con
verza croccante, noci di
cappesante con mousse di
prezzemolo. pochi vini,
prezzi saggi. da akihiro
horikoshi, solista in cucina
La Tavola di Enzo Vizzari
minimal a parigi
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25 aprile 2013 | | 155
Passioni Viaggi
Destate il musicista Gustav Mahler vi passeggiava circondato dalle case gotiche e
rinascimentali, probabili ispirazioni per alcune composizioni. Jihlava, citt della Repubblica
Ceca capoluogo della regione Vysocina, potrebbe essere raccontata come una sua sinfonia,
con un particolare contenuto spirituale. A cominciare dalle miniere, ora mete turistiche.
Jinlava, infatti, una delle citt minerarie pi antiche: fondata nella seconda met del
Tredicesimo secolo, proprio accanto i giacimenti dargento. Oggi il secondo pi grande
complesso sotterraneo della regione aperto al pubblico. Nella citt di sopra la prosperit
medievale documentata da molti monumenti ecclesiastici, da alcune case borghesi, ancor
oggi ben conservate, e dalla robusta fortifcazione gotica. Del periodo barocco la chiesa
gesuita di SantIgnazio nella piazza rettangolare. Una volta a Jihlava e dopo aver apprezzato
alcuni monumenti sulle note di Mahler, dovete assolutamente fare una lunga passeggiata
per la regione di Vysocina. Il patrimonio di castelli e fortezze notevole. C quello
duecentesco di Lipnice nad Sazayou, quello cinquecentesco di Trebic, edifcato sui resti
di un grande monastero benedettino, quello di Pojna dove si pu ammirare una magnifca
collezione di orologi antichi e unantica farmacia e le rovine medievali di Orljk u Humpoice,
che destate si trasforma in un un piacevole teatro di rievocazioni in costume. Passeggiando
tra i castelli non dimenticate quello di Telc, patrimonio Unesco, residenza rinascimentale,
opera dellarchitetto italiano Baldassarre Maggi. Una regione che si propone come
una sinfonia, fatta di armonie e di lunghi respiri demozione.
Lem la nuova generazione della storica
pasticceria Marisa ad Arsego, nel
Padovano, ed lacronimo di Lucca, Erica
e Marisa, che proseguono la tradizione di
famiglia iniziata nei lontani anni 30,
quando il pap di Marisa vendeva il suo
gelato andando in giro per le strade con il
carrettino. Oggi Lucca Cantarin, la doppia
del nome una svista dellanagrafe,
pasticcere e lievitista, cura una linea di
biscotti di rara bont, oltre a fare un
panettone con una corona di 26
centimetri. I biscotti di Lem (lembiscotti.
com), confezionati in scatole e tubi di latta
essenziali, sono fatti con farina macinata
a pietra, e ingredienti selezionati. Da non
perdere gli Zaeti, un omaggio alla
tradizione contadina della zona, i friabili
con cioccolato e sale di Maldon, le tegole
alle mandorle e i biscotti con cannella
e limone. Strepitose le Sfoiadine de
na volta, che hanno anche una versione
aggiornata: le Sfogliatine New Age.
Fabrizia Fedele
biscotti e sfogliatine new age
MAJDA
Gorizia - Via Duca dAosta 71
Tel. 0481.30871. Aperto solo la sera;
chiuso domenica
Lambiente composito, dalla corte
dantan, alle note etniche degli interni.
Il gusto in cucina si esprime con la
variet semplice delle colline goriziane,
coronata da erbe di campo e ortaggi
di stagione. Sui 40 euro. Consigliati
per gli assaggi locali la sosta breve
allannessa enoteca.
UN POSTO A MILANO
Milano - Via Cuccagna 2
Tel. 02.5457785. Chiuso luned
Importante e bel recupero di una vecchia
cascina, dove Nicola Cavallaro, chef noto
e stimato, deve unire semplicit e alta
qualit. Idea frenata dal menu scarno
e a volte banale: si pu gioire per
uninsalata ben fatta o per le sarde
in saor, non per la bistecchina ai ferri.
Conto basso, sui 25 euro.
Altre tavole
Il Barolo il re dei vini italiani, un rosso
nobile ed elegante che nasce in una terra
magica, le Langhe, mosaico di territori e
piccoli vigneti. Pur non vantando una tra-
dizione secolare, la famiglia Sobrero, a
Castiglione Falletto, cresciuta negli anni
passo dopo passo. Cos, oggi, con il giovane
Flavio al timone della cantina, i vini stanno
salendo agli onori della ribalta. Soprattutto
il rosso di punta, il Barolo Riserva Pernan-
no, plasmato dalle sole uve del vigneto
omonimo che, con i suoi 1,5 ettari, consi-
derato tra i migliori del cru langarolo
incastonato tra Barolo, La Morra e Serra-
lunga. Neanche 10 mila bottiglie lanno,
affnate tradizionalmente in botte, che non
colpiscono per la potenza, ma per lequili-
brio, larmonia, la grande eleganza.
Alberto Agnelli
Vini
re barolo
luoghi da scoprire di giovanni scipioni
Verso est, sulle note di Mahler
156 | | 25 aprile 2013
Q
uando il prezzo ragionevole,
librida piace. La partenza a raz-
zo della nuova Auris Hybrid,
che la Toyota ha agevolato con
una bella limata ai listini (circa
4 mila euro), ne la plastica dimostrazione.
Se una vettura - peraltro assai pi attraen-
te della vecchia - la si pu comprare pi o
meno con lo stesso costo sia diesel che con
la doppia alimentazione termico-elettrica,
gli ordini foccano. Era successo con la
utilitaria Yaris, capita ora con la compatta
Auris, la prima ibrida del segmento C
(quello della Golf, per capirci) a vendere
molto di pi delle gemelle a benzina e a
gasolio. La nuova Toyota ha fatto passi da
gigante sia in termine di guidabilit e
comfort sia che sotto il proflo puramente
estetico. Pi bassa, flante e spigolosa, ha
un assetto e un look moderatamente spor-
tiveggianti, che impacchettano un caratte-
re docile e ambientalista. Partire in moda-
lit elettrica e continuare a viaggiare senza
emettere niente di nocivo, fattibilissimo se
si accelera piano piano e non si superano
i 50 allora, una sensazione appagante. E
poter viaggiare col solo motore elettrico
per qualche decina di chilometri si rivela
utile anche quando la benzina agli sgoc-
cioli e il display annuncia una risicata
autonomia. Si schiaccia il pulsante EVe
si va a caccia del distributore senza far
rumore, e sul display lautonomia resta
sempre la stessa, perch non si usa neppu-
re una stilla di benzina. Il classico carbu-
rante, invece, lAuris Hybrid se lo beve
come una normale auto a benzina quando
si schiaccia lacceleratore in autostrada.
Rispetto alla precedente edizione, la giap-
ponese ha aumentato pure la capacit del
bagagliaio, perch il pacco batterie non
pi sotto la stiva posteriore ma sotto il
pavimento dellabitacolo. Silenziosa f-
no ai 100-110 orari, la Auris ibrida
ruggisce allorch si guida un po arrab-
biati e i passaggi di marcia del cambio
si sentono. Cos, dopo aver estratto la
vettura dal box senza disturbare e aver
fatto i bravi in citt, risparmiando
laria e le orecchie, si pu tornare
normali e godersi il brum brum del
1.800 da 99 cavalli.
Modello Vendite gennaio
Marzo 2013
Toyota Auris 1.366
Toyota Yaris 836
Toyota Prius 243
Peugeot 508 152
Peugeot 3008 130
Lexus CT 125
Citron DS5 83
Lexus RX 53
Honda Jazz 14
Mercedes Classe E 13
la nuova auris con doppia alimentazione
la star 2013 della categoria. Fonte: Unrae
Top ten ibride
Auto di Maurizio Maggi
piace eco se low cost
Prezzo: 19.350 euro (fno al 30 aprile)
Motore a benzina: 4 cilindri
di 1.798 cc
Motore elettrico: sincrono da 60 cavalli
Potenza combinata: 136 cavalli
Velocit massima: 180 km/ora
accelerazione da 0 a 100 km/ora:
109 secondi
Consumo medio: 25,6 km/litro
emissioni di Co2: 91 grammi/km
lunghezza: 4,27 metri
Bollo annuale: da 258 a 284 euro
Toyota Auris Hybrid
Active Eco
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25 aprile 2013 | | 157
Passioni Motori
La geopolitica delle quattro ruote non
pi quella di una volta. La centralit
ora spetta, pi che allEuropa, alla
risorta America e soprattutto ai
mercati emergenti: Russia, Brasile
e, su tutti, la Cina. Non sfuggono a
questa logica le fortune delle vetrine
automobilistiche, ovvero i saloni: la
confusionaria ostentazione ma anche
la magnificenza di quello di Shanghai,
in scena dal 21 al 29 aprile, ne sono
una testimonianza fedele.
Cos come pure il suo alternarsi con
quello di Pechino, un anno per ciascuno,
in un crescendo di attenzione che ruba
la scena ad altre rassegne tradizionali
del Sud-est asiatico, tipo il motor show
di Tokyo. Un tempo, per esempio, per un
debutto importante come quello della
Ghibli, la Maserati forse avrebbe scelto
Ginevra. E magari anche altri
costruttori del lusso, come i tedeschi,
avrebbero favorito le mura amiche di
Francoforte. Invece tocca alla lontana
Shanghai tenere a battesimo linedita
berlina del Tridente, ma anche il
restyling della Porsche Panamera
o le nuove Audi A3 ed S3, come pure
i prototipi dei futuri crossover frmati
da Bmw e Mercedes, rispettivamente
la X4 e la GLA. Per non parlare dei
marchi cosiddetti generalisti come
Volkswagen, Ford, Citron e Peugeot,
anchessi in prima fla per un posto al
sole nellunico mercato a tiratura
garantita anche per i prossimi anni.
Marco Scafati
La prima gara per moto a zero emissioni nellambito
del leggendario Tourist Trophy, sullisola di Man, risale
al giugno 2009. Parteciparono pochi costruttori, tra cui
lamericana Brammo, che prepar per loccasione due
prototipi basati sulla stradale Enertia. Oggi la casa di
Ashland, Ohio, la pi quotata fabbrica di moto elettriche, con cinque modelli acquistabili anche
in Italia, a Origgio (Varese), Lavis (Trento) e Modica (Ragusa). Al top c la sofsticata Empulse R,
la prima elettrica con cambio a sei marce, motore raffreddato ad acqua da 75 cavalli, velocit
massima di 160 km/h e autonomia di 190 chilometri (costa 14.600 euro). M.T.
EMISSIONI ZERO
Elettriche sprint
cITROn c4 PIcAssO. dALLALTO: BMW x4; BRAMMO
RAcIng 1. nELLALTRA PAgInA: TOyOTA AuRIs hyBRId
Saloni
Tutti in vetrina a Shanghai
Lultima harley-davidson unelegante
custom, si chiama Breakout ed la
versione economica - le virgolette sono
dobbligo, visto che costa quasi 21 mila
euro - della rutilante Breakout cVO, una
delle quattro special realizzate
annualmente a Milwaukee dal celebre
reparto custom Vehicles Operation (un
gioiello prodotto in 1.900 esemplari,
presumibilmente gi tutti aggiudicati al
prezzo di 29.500 euro).
Meno faraonica della progenitrice, la nuova
Breakout la pi bella e intrigante delle
softail, le harley con gli ammortizzatori
celati sotto al motore per far apparire il
telaio privo di sospensione posteriore,
come sulle antenate. Finiture impeccabili
con sapiente alternanza di nero e cromo,
manubrio largo e dritto, pedane davanti al
motore, magnifche ruote gasser col
gommone posteriore da 240, fanno da
cornice allimmortale V2 Twin cam 103 da
quasi 1.700 di cilindrata, con 75 cavalli (ma
esiste anche la versione depotenziata per
neopatentati). Il tutto senza lombra di
vibrazioni e con tanta robusta dolcezza da
godersi senza alcuna fretta. Maurizio Tanca
Moto
Custom elegante,
cuore tenero e forte
Prezzo: 20.900 euro
Cilindrata: 1.690 centimetri cubi
Motore: 2 cilindri a V, 4 valvole
Potenza massima: 75 cavalli
Velocit massima: oltre 180 km/orari
Consumo medio: 17 km/litro
Capacit serbatoio: 18,9 litri
Peso col pieno: 322 chilogrammi
Altezza sella da terra: 66 centimetri
Bollo annuale: da 67,86 a 77,50 euro
Harley-Davidson
Softail Breakout

La C4 Picasso si accorcia un po ma allunga il passo - cos a bordo c pi spazio -
e fa il pieno di tecnologia. Insomma, cambia parecchie carte in tavola la seconda
generazione della monovolume compatta Citron, che arriver a giugno in Italia.
Sul muso si afflano i fari e sallarga la calandra, un insieme che rende pi
aggressiva la vettura, pi elegante invece nel posteriore, rispetto allattuale,
anche per merito del disegno pulito delle luci. Prima auto del gruppo Psa a uscire
dalla nuova piattaforma modulare Emp2, C4 Picasso dimagrisce di 140 chili
(anche grazie al cofano in alluminio) e migliora laerodinamica, tagliando del 30
per cento le emissioni nocive. E agevola il parcheggio con ben quattro telecamere
puntate allesterno, mentre fa locchiolino ai pigroni motorizzando lapertura
del portellone posteriore.
Parcheggio facile con quattro telecamere
158 | | 25 aprile 2013
Lettere
Schifani senza parcelle
In riferimento allarticolo Ingroia e le
parcelle di Schifani(Espressonline.it), si
precisa che Renato Schifani, gi Presiden-
te del Senato ed ora Capogruppo del Pdl
a Palazzo Madama, non ha alcun rappor-
to professionale con Riscossione Sicilia.
Lavvocato Renato Schifani infatti ha
cessato ogni attivit professionale da pi
di dieci anni e quindi non assolutamen-
te socio dello studio legale Pinelli - Schi-
fani - Dagnino. Dunque, non ha e non ha
mai avuto nessun rapporto di lavoro con
Riscossione Sicilia, n diretto n indiret-
to, tantomeno fantomatiche ed inesisten-
ti parcelle milionarie.
Ufficio Stampa grUppo pdl al Senato
Gli studi legali Pinelli-Schifani & Dagni-
no sottolineano che il Presidente Renato
Schifani non mai stato componente
dello studio legale associato Pinelli-Schi-
fani, contrariamente a quanto incauta-
mente pubblicato nellarticolo Ingroia e
le parcelle di Schifani. Lo studio ha un
rapporto di consulenza con Riscossione
Sicilia, disciplinato da una regolare con-
venzione, ma assolutamente falso che
tale rapporto abbia determinato parcel-
le il cui valore complessivo supera i due
milioni di euro per anno dal momento
che le parcelle liquidate non hanno mai
superato la somma media di Euro 16.000
(sedicimila) per anno.
avv. nUnzio pinelli
leni e i contratti take or pay
In relazione allarticolo I contratti
Gazprom li paghiamo noi a frma di
Massimo Riva (lEspresso n. 15)) ci
preme precisare alcuni punti: 1) Il peso
economico dei contratti take or pay
oil-linked ricade interamente su Eni e non
arriva alle bollette dei consumatori; 2)
Non disastra i conti dellazienda per-
ch laumento del prezzo del gas segue
laumento di quello del petrolio. Perci
quando Eni perde sui contratti take or
pay guadagna (molto di pi) con lesplo-
razione e la produzione di petrolio; 3) Eni,
che ha comunque avviato una serie di
rinegoziazioni sui contratti take or pay,
non ha chiesto aiuto a nessuno, ma la si-
curezza di approvvigionamento dellIta-
lia che potrebbe essere scalfta dalla rine-
goziazione di questi contratti non pu
certo pesare sugli azionisti Eni.
erika mandraffino
Eni - Senior Vice President Media Relations
Ottimo, a condizione che la sicurezza
degli approvvigionamenti sia realizzata
soprattutto diversifcando gli approvvi-
gionatori e quindi superando ogni posi-
zione dominante nel settore. (M. R.)
tangentopoli tossica
Con riferimento allarticolo Tangento-
poli tossica (lEspresson. 13) necessa-
rio precisare che la Banca Nazionale del
Lavoro non si mai avvalsa n, pertanto,
ha mai corrisposto alcuna provvigione a
soggetti terzi, intermediari o consulenti,
nelloperativit in derivati con enti pubbli-
Per Posta | Per e-mail | le oPinioni dei nostri lettori | n. 16 - 25 aPrile 2013
Cara Rossini, non possiamo pi accettare che a tutti i livelli regni la maleducazione e luso
di parole che denigrano e offendono gratuitamente. Ogni volta che qualcuno pronuncia o
scrive una parolaccia, c un altro che la legge o lascolta e la ripete. Ci si arrabbia per ogni
fatto che ci accade. Si insulta e si maltratta con un tono odioso anche il pi innocente. In
questo modo si insegna che lunico modo di confrontarsi e di comunicare corrisponde allo
scontro verbale e personale! Chi trova le parole pi cattive fnisce sui giornali o fa notizia in
tv, diventa addirittura famoso. vero che le libert di pensiero e di espressione devono
essere garantite, ma arrivare al punto che stiamo vivendo, senza nessuno che
autorevolmente si opponga e ci salvi da questo scadimento collettivo, inaccettabile.
Alle ultime elezioni sono stati scelti coloro che sapevano usare termini forti e insulti,
che hanno saputo interpretare e dare voce alla rabbia che sta salendo nella gente, ma che
non hanno idea di come si possa uscirne. una follia collettiva che ci invade e quando ce
ne accorgeremo, ci ritroveremo come dopo una guerra, con i pi deboli che saranno morti
o feriti psicologicamente. Ora non pi tempo di propaganda elettorale, non servono pi le
promesse di un futuro migliore; il momento di lavorare per realizzare, concretizzare e dare
inizio a nuovi progetti. Chi avr la forza e il consenso per farlo? Molti hanno paura delle
conseguenze del cambiamento, ma non pi possibile rimandarlo! ada toso
Sono daccordo con lei. anzi, aggiungo che il linguaggi non soltanto la spia, ma in
buona misura anche uno dei motori del nostro degrado. luso feroce e pubblico di termini
fno a ieri considerati tab (o al massimo confnati alle liti privatissime) ha un rapporto
diretto con la sostanza delle cose. la buona educazione si assorbe dalla famiglia e dal
contesto sociale. ma in seguito il rispetto dellaltro richiede disciplina dei sentimenti
e controllo sugli impulsi aggressivi. chi lo pratica oggi? a cominciare dalla scuola, dove
gli insegnanti sono oggetto di dileggio da parte di studenti asini spalleggiati da genitori
sciagurati, passando per la rete dove si pu vomitare impunemente qualsiasi insulto,
per fnire alla politica, bersaglio ormai irrinunciabile di ogni tipo di invettiva, si va
moltiplicando un linguaggio che incoraggia la decomposizione sociale e spegne le poche
voci ancora civili, insieme a ogni principio di autorit. lei chiede chi potr invertire la
tendenza. triste risponderle che per ora non se ne vede traccia.
Non una semplice questione di linguaggio
Risponde Stefania Rossini
stefania.rossini@espressoedit.it
lEspresso: Via C. Colombo, 90 - 00147 Roma. E-mail: letterealdirettore@espressoedit.it
25 aprile 2013 | | 159
ci. In ogni caso Bnl
non ha perpetrato al-
cuna truffa ma ha per-
fezionato, su richiesta degli enti, opera-
zioni nellambito della normativa di set-
tore. Nello specifco, si precisa anche che
nei casi citati sia la Provincia di Vibo
Valentia che il Comune di Filadelfa dal-
le operazioni di fnanza derivata perfe-
zionate con Bnl (tutte ad oggi estinte
anticipatamente su richiesta degli enti),
hanno realizzato e consolidato defniti-
vamente risultati estremamente positivi.
Infatti la Provincia di Vibo Valentia ha
incassato flussi finanziari netti pari a
circa euro 1 milione, di cui circa 460mila
euro a titolo di up frontin linea con le
previsioni normative; il Comune di Fila-
delfa ha incassato fussi fnanziari netti
pari a circa euro 480mila, di cui circa
160mila euro a titolo di up front in li-
neacon le previsioni normative.
francesco chiurco
Resp. Servizio Media Relations Bnl
Larchitetto citterio e il trust dei fgli
In riferimento allarticolo Ecco gli ita-
liani con loffshore, (lEspresson.15),
larchitetto Antonio Citterio precisa che
il Baker Street trust menzionato nel
pezzo e i cui benefciari risultano essere i
suoi fgli, un regolare trust costituito da
uno stretto parente di sua moglie, en-
trambi cittadini statunitensi; in questo
trust gi da alcuni anni, vengono elargite
donazioni del tutto regolari e denunciate
presso le competenti autorit statuniten-
si, destinate ai futuri studi universitari dei
fgli dellarchitetto Citterio, cosa usuale
negli Stati Uniti.
antonio citterio
estranei a quei paradisi
Leggiamo larticolo Dynasty tra gioiel-
li e fondazioni(LEspresson.14) ove
vengono riferite notizie del tutto false
che riguardano la nostra famiglia le cui
conseguenze potrebbero essere gravi sul
piano dellimmagine e conseguente-
mente sul piano della nostra attivit.
Siamo del tutto estranei a quella che
viene defnita una operazione fnanzia-
ria complicatamontata nel 2002 nelle
Isole Cook da Silvana Inzadi in Carima-
ti di Carimate a favore dei suoi parenti
pi stretti, tra cui vengono fatti fgurare
del tutto erroneamente anche i sotto-
scritti, che della signora avevano solo
una superficiale conoscenza. Non si
capisce pertanto per quale motivo la
signora Inzadi avrebbe dovuto renderci
benefciari dei suoi trust SICCe CTC
101 di cui peraltro apprendiamo solo
oggi lesistenza. In effetti non abbiamo
mai ricevuto alcunch n sussistevano
ragioni per cui ci potesse accadere.
Tutto questo era stato chiarito al gior-
nalista che ci aveva contattati giorni fa
ma che evidentemente non ne ha tenuto
alcun conto senza effettuare verifche.
cLaudio Pederzani
aLberto Pederzani senior
Ho dato atto della vostra dichiarazione
nella quale smentite di essere benefciari
di qualsiasi trust, specifcando anche il
vostro senso di sorpresa (L.S.).
serenissima cricca
Nellarticolo Serenissima cricca
(lEspresso n. 11) si scrive che la so-
ciet Mantovani sarebbe incaricata
della costruzione del terminal portuale
daltura di Venezia e che parte dei fondi
provengono da questa societ; informa-
zioni del tutto errate. La gara per laff-
damento della progettazione, costruzio-
ne e gestione dellintervento in questio-
ne, da realizzare in partenariato pubbli-
co-privato, avverr tramite selezione
esperita con bando internazionale. I
fondi per la realizzazione del progetto,
ove non concessi dallo Stato, dall Ue o
da altri enti pubblici, saranno reperiti in
fnanza di progetto a carico del vincito-
re della succitata gara.
giovanna benvenuti
Autorit aeroportuale di Venezia
Il terminal off shore si divide in due
parti. Una la realizza il Magistrato alle
Acque tramite Consorzio - e dunque
Mantovani - con i fondi della Legge
Speciale-Cipe che includono le dighe
protettive e la parte petroli. Laltra do-
vrebbe andare a gara ma senza la prima
parte il terminal non si fa. (G.T.)
Lespresso
via c. colombo, 90, 00147 roma.
e-mail: letterealdirettore@espressoedit.it
precisoche@espressoedit.it
Altre lettere e commenti su www.espressonline.it
In edicola la prossima settimana
Dylan Dog abituato a squarciare il velo della realt per indagare
cosa accade sotto la superfcie, in dimensioni altre, sconosciute e
terrifcanti. A volte proprio lapparenza pi tranquilla e sicura a
nascondere i misteri pi sconcertanti. Come la cittadina di Stepford
dove la vita scorre placida nella quiete delle villette a schiera, con i
giardini sempre in ordine. Ma dietro questa fnta normalit non tutto
gira per il verso giusto. Il meccanismo con cui stata programmata
la vita perfetta si inceppato e la lama di un rasoio affonda i suoi
colpi. Nel secondo episodio, Quando la citt dorme, laffascinante detective londinese
dovr affrontare la dimensione dei sogni. Chi la ragazzina che entra nel sonno delle
persone e le fa morire letteralmente di paura? In questo mondo onirico e inquietante si
trova coinvolto lispettore Bloch. LIndagatore dellIncubo deve dare una mano al vecchio
amico e risolvere in fretta il caso. Nella teoria di stranezze e misteri a cui linvestigatore
inglese ci ha abituati poteva mai mancare una casa infestata? Una presenza maligna si
manifesta nella casa dei Lloyd. Di che si tratta? Dylan Dog chiede consiglio allerudito
Lord Wells per venirne a capo. Roberto Calabr
collezIone storIca a colorI
romano Prodi
caPIre
leconomIa
Dylan Dog
Frankenstein
mary
shelley
La forza del destino fa parte del repertorio di Verdi che ancora
oggi viene rappresentato nei pi prestigiosi teatri mondiali.
Ed anche unopera dalla peculiare dimensione internazionale:
rappresentata per la prima volta a San Pietroburgo nel 1862,
e poi nella sua forma defnitiva (con un fnale diverso) alla Scala
di Milano sette anni dopo, ambientata in Spagna e in Italia. Al
centro ci sono le grandi passioni: un amore contrastato, quello tra
Don Alvaro e Donna Leonora, il sentimento di vendetta del fratello di lei, Don Carlo, che
vuole lavare con il sangue la morte del padre, il marchese di Calatrava. Per questopera,
ispirata al Don Alvaro di Angel de Saavedra, Verdi scrisse alcuni brani splendidi tra cui
la Sinfonia, Ah, per sempre mio bellangiol, Pi tranquilla lalma sento. R.C
Viva - Verdi
la Forza Del DestIno
Venerd 26 aprile
16 volume a 2,90 euro
in pi con lEspresso
+ Repubblica
Venerd 26 aprile
18 Dvd a 7 euro in pi
con lEspresso
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Gioved 25 aprile
volume a 6,90
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Intrigo a norfolk
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Gioved 25 aprile decimo volume a 7,90 euro in pi con lEspresso
Il cielo e la terra
Il lIbro Del PaPa
Volume in edicola
a 9,90 euro in pi
con lEspresso
Venerd 26 aprile 13 Dvd a 7,90 euro in pi con lEspresso + Repubblica
DIRETTORE RESPONSABILE: BRuNO mANfELLOTTO
VICEDIRETTORI: Orazio Carabini, Claudio Lindner
CAPOREDATTORE CENTRALE: Alessandro De Feo
uffICIO CENTRALE: Loredana Bartoletti (Attualit), Gianluca Di Feo
(capo della redazione milanese), Alessandro Gilioli (lEspresso
on line), Daniela Minerva (vicecaporedattore, Milano; responsabile
Scienze), Franco Originario (uffcio grafco)
ATTuALIT: Tommaso Cerno (caposervizio), Lirio Abbate (inviato),
Enrico Arosio (inviato), Paolo Biondani (inviato), Riccardo Bocca
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n. 16 - anno liX - 25 aprilE 2013
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162 | | 25 aprile 2013
L
a mania del collezionismo ri-
guarda gli oggetti pi dispara-
ti, i patrizi romani colleziona-
vano antichit greche (anche
false), se si consultano i catalo-
ghi di Christies si legge di aste in cui si
vendono a colpi di milioni un paio di
calzini appartenuti al duca di Windsor,
ad andare per mercatini si scoprono
appassionati che cercano tessere telefo-
niche, oggettistica massonica, cartoline,
adesivi, vecchi miniassegni, chiavi, bot-
tiglie di Coca Cola, lamette da barba,
diplomi, mignonnettes, incarti di frut-
ta, bustine di zucchero.
ovvio che si sfiora cos la mania,
mentre daltra pasta il collezionismo di
libri antichi, che pu comprendere opere
carissime del XV secolo o prime edizioni
del Novecento, accessibilissime. C un
genere editoriale che si chiama books on
bookse cio libri sui libri. NellOtto-
cento eccellevano in questo genere i fran-
cesi, e pensiamo a bibliofli come Nodier,
ma dal Novecento il genere ha avuto una
foritura singolare nei paesi anglosassoni.
Certo moltissimi libri parlano di altri li-
bri, come accade per le storie della lette-
ratura, ma il genere di libri sui libri si
riferisce alla storia e al collezionismo li-
brario, e pu riguardare ricerche assai di
nicchiacome uno studio sulle dediche o
le prefazioni ai libri del Seicento.
Per avere una idea di quanti libri sui
libri circolino anche in Italia, basta con-
sultare il catalogo della benemerita (e
periclitante, ahim) editrice Sylvestre
Bonnard (dal nome di un biblioflo im-
maginato da Anatole France), ideata e
diretta da Vittorio di Giuro; e ne se veda
il catalogo (www.edizionibonnard.it),
che contempla pi di 120 titoli, che spa-
ziano dallo studio di Grafton sulla nota
a pi di pagina a una storia della rilega-
tura di Petrucci Nardelli compresi i
gialli di Hans Tuzzi, non solo autore di un
fondamentale Collezionare libri antichi,
rari, di pregio ma anche inventore di in-
dagini poliziesche che coinvolgono spes-
so il mondo dei librai antiquari.
Negli ultimi tempi mi parso di notare,
almeno da noi, una particolare revivi-
scenza di questo genere. Tra il 2012 e il
2013 sono apparsi Collezionismo libra-
rio e biblioteche dautore. Viaggio negli
archivi culturali(Quaderni di Apice 5) e
Lo scaffale infnito(Ponte alle Grazie)
di Andrea Kerbaker, con una serie di
medaglioni di bibliofili da Petrarca a
Borges, passando per il cardinal Mazari-
no, Madame de Pompadour o Monaldo
Leopardi. Recentissimo, Per hobby e per
passione di Giulietta Rovera (Manni)
che non si limita ai raccoglitori di incu-
naboli, ma spazia, come recita il sottoti-
tolo, dai fanatici di Barbie ai ladri di
manoscritti, dai cultori del sesso ai colle-
zionisti di farfalle. Il collezionismo libra-
rio pu riguardare anche le opere di co-
siddetti mattoidi, forse pi introvabili
della prima edizione della Gerusalemme
liberata, e proprio mesi fa Paolo Albani
(raccoglitore di teratologie varie) aveva
pubblicato per le edizioni Quodlibet I
mattoidi italiani, nazionalizzando un
genere che aveva gi dato in Francia la
serie dei folli letteraridi Brunet, Nodier,
Queneau e Blavier.
Perch tanto interesse per la colle-
zione di libri proprio nel momento in cui
ogni giornalista pronto a dare la vita per
poter intervistare qualcuno che affermi
che il libro cartaceo fnito e sar sosti-
tuito dai libri elettronici? La prima rispo-
sta : proprio per questo, perch nel
momento in cui un oggetto scompare dal
mercato che si comincia a collezionarne
gli esemplari superstiti. Ma mi sembra
risposta limitativa, perch il collezioni-
smo librario fioriva quando di libri a
stampa ne uscivano di continuo. La rispo-
sta pi convincente forse che, di fronte
alla minaccia, sia pure stoltamente apo-
calittica, della scomparsa del libro si ri-
sveglia e forisce lamore per questo og-
getto magico che ci ha accompagnato
anche prima dellinvenzione della stam-
pa, e proprio il brivido che ci coglie alli-
dea che questi oggetti scompaiano ci
porta a parlare di quelli che hanno pro-
vato di poter sopravvivere pi di cinque-
cento anni.
Libri che
parlano di libri
Rivive il
collezionismo di
pubblicazioni
antiche. Strano, in
unepoca che
segna lavvento
delleditoria
elettronica. O forse
proprio per questo:
quando un oggetto
sta per sparire si
raccolgono gli
esemplari superstiti
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Umberto Eco La bustina di Minerva