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Premesso che il Trattato di Maastrickt è stato già ampiamente violato e disatte-

so da moltissimi Stati sottoscrittori, al fine di mitigare gli effetti devastanti del-


la grave crisi economica in atto, è opportuno procedere in questo senso:

AMMINISTRAZIONE PER LA PROVINCIA DI VENEZIA


Le Amministrazioni Locali che dispongono di proprie risorse finanziarie debbono chiedere l’aboli-
zione o la sospensione del “Patto di Stabilità” per poter realizzare subito le opere necessarie alle
proprie comunità. Ciò sia per disporre delle strutture stesse in tempi certi, sia per creare subito la-
voro alle aziende in crisi ed occupazione a favore dei disoccupati.
(Mantenere risorse economiche disponibili congelate, equivale a fornire il miglior aiuto agli organiz-
zatori della crisi economica)
Le Amministrazioni prive di risorse desiderose di realizzare sul proprio territorio opere giudicate
utili per la propria collettività, debbono insistere presso il Ministero del Tesoro affinché provve-
da alla propria emissione monetaria diretta, come da centennale e consolidata esperienza, me-
diante la quale pagare le pubbliche infrastrutture realizzate.
Non si aggravano ulteriormente i già disastrati bilanci delle Amministrazioni Locali, ne quello del-
lo Stato centrale.
In via subordinata Le Amministrazioni Locali debbono organizzarsi per far realizzare le opere da
un Consorzio pubblico o misto, (anche con la propria presenza). Si debbono rivolgere al Mini-
stero del Tesoro per ottenere la garanzia sui certificati consortili emessi dallo stesso Consor-
zio, con i quali come nel passato, pagare i costi sostenuti per la costruzione delle opere di pubbli-
ca utilità. Anche in questo caso si ottiene la realizzazione delle opere senza creare nuovi debiti,
ne pubblici ne privati.
Proponiamo poi, con l'unico scopo di diffondere una maggiore condivisione e consapevolezza dei
costi della “res pubblica”, la pubblicazione periodica del Bilancio, sia con comunicati che abitual-
mente già raggiungono la cittadinanza che tramite stampa locale, comunque il metodo più econo-
mico. Perchè la cosa sia Trasparente ed attendibile ci rivolgeremo ad Organi Esterni e slegati dalla
politica, anche locale.
SICUREZZA:
Coadiuvare il monitoraggio del territorio mediante affidamento a guardie giurate al controllo del ter-
ritorio attraverso un accordo l’amministrazione comunale. Lotta all’immigrazione incontrollata e
clandestina, con più controlli sul territorio grazie a una riqualificazione dei ruoli tra le forze di poli-
zia. Controlli serrati delle attività commerciali gestite da cittadini extracomunitari. Sviluppata la pro-
posta di "servizio sicurezza territoriale".
Osservatori provinciali mirati a sviluppare la difesa presso la propria abitazione, anche attraverso
l’utilizzo di armi da fuoco, al fine di annientare il pericolo di gravi reati a cose e a persone.
CASA
Diritto alla proprietà della casa con il progetto Mutuo Sociale In poche parole, creare un ente re-
gionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di
costo queste case a famiglie non proprie-
tarie con la formula del mutuo sociale: ov-
vero una rata di mutuo senza interesse,
una rata che non superi 1/5 delle entrate
della famiglia, una rata che viene bloccata
in caso di disoccupazione, una rata che
non passa attraverso le banche...
FAMIGLIA
Tutela assoluta della Famiglia scongiurando la sua vera e propria deriva sotto la pressione di una
minoranza omosessuale. No alle unioni civili. NO AI DICO!
Cambio del regolamento sul criterio di iscrizione agli Asili Nido.
GIOVANI:
Incentivi alla creazione di società dilettantistiche, potenziamento delle strutture sportive e pro-
mozione delle manifestazioni sportive e culturali nel territorio. Campagne di sensibilizzazione con-
tro l’uso di droga e della cultura dello sballo.
Proposta del “salario minimo di inserimento sociale” contro la disoccupazione giovanile, in
cambio di lavori socialmente utili prevenzione e cura della tossicodipendenza, catalogazione e
conservazione dei beni culturali e artistici, rimboschimento e pulizia di aree verdi.
ENERGIA E AMBIENTE:
Chiusura di tutte le discariche e creazione di un termovalorizzatore (cogenerazione più teleri-
scaldamento). Sensibilizzazione alla bioedilizia con l’incentivo all’utilizzo dei pannelli solari.
Una campagna seria contro l'inquinamento deve incentivare gli automobilisti ad istallare impianti a
gas (GPL o metano). Si eviterebbe, in tal guisa, l'obbligo dei d'acquistare un mezzo conforme alle
normative Euro4; acquisto che, nella maggior parte delle volte, avviene tramite l'indebitamento con
le banche.
È altresì necessario favorire l'utilizzo di carburanti alternativi come, per i possessori di piccole im-
barcazioni e autoveicoli alimentati a diesel, potrebbe essere l'olio di colza. Per ovviare alle sanzioni
previste dalla legge occorre fare leva sulla Regione per promulgare leggi che sostituiscano quelle
vigenti e tutelino la scelta ecologica e di risparmio. L'adeguamento dovrà essere anche volto al-
l'eliminazione di tutte le caldaie a gasolio e la loro sostituzione con caldaie alimentate dai gas
sopra citati e dall’installazioni di impianti fotovoltaici.
Rispetto dell’ambiente attraverso la gestione sociale del territorio
La storia millenaria delle nostre tradizioni, insegna che i primi gestori del patrimonio faunistico e
ambientale, assieme agli operatori agricoli, anch'essi uniti da uno spirito comune di conservazione
del proprio territorio, sono proprio i cacciatori ed i pescatori. Nelle regioni e nelle località dove la
tradizione della caccia e della pesca sono più praticate e sentite, le popolazioni della fauna selvati-
ca sono costantemente presenti nel tempo. Ciò dimostra quanto siano legati fra loro, la corretta ge-
stione del territorio, la programmazione oculata e il prelievo responsabile. Disconoscere il ruolo
(positivo) del cacciatore e del pescatore nella gestione del territorio e nell'equilibrio faunistico è un
errore politico grave, figlio dell’ignoranza più becera.
L’idea sbagliata che ha pervaso fino ad oggi la gran parte delle amministrazioni pubbliche e l’opi-
nione della popolazione italiana, è stata la netta contrapposizione tra salvaguardia del patrimonio
ambientale e sfruttamento dello stesso.
L’istituzione di aree protette o a regolamento speciale ha sempre visto come primo passo quello di
estromettere dalle stesse tutte quelle attività tradizionali che le caratterizzavano e che spesso han-
no contribuito a mantenerle in condizioni di buona naturalità specialmente se confrontate con le
aree limitrofe.
La presenza della pesca tradizionale in alcune zone d’Italia ha permesso il mantenimento e la ge-
stione di aree di canneto, paludi o porzioni di fiumi destinate altrimenti a scopi urbanistici.
Anche la semplice realizzazione di appostamenti fissi per la caccia in zone montane o collinari ha
permesso di salvaguardare porzioni di bosco maturo permettendo la sopravvivenza e l’insediamen-
to di specie caratteristiche di questi ambienti, spesso espropriate del proprio habitat dall’attività di
ceduazione continua o dall’urbanizzazione.
Tutto questo non è stato quasi mai tenuto in considerazione durante il processo di realizzazione di
aree protette che ha messo al primo posto, specialmente in passato, l’interdizione alla caccia e
spesso alla pesca delle suddette aree.
Il risultato di questa politica del divieto ha portato a tre risultati totalmente negativi per il nostro terri-
torio, in primo luogo si è assistito al disinteresse e all’abbandono di queste aree da parte dei nor-
mali fruitori delle stesse con conseguente diminuzione della vigilanza di cacciatori e pescatori primi
portatori di interesse in queste aree.
In secondo luogo si è assistito in alcuni casi alla graduale diminuzione della biodiversità dovuta
proprio all’abbandono di certe attività tradizionali che mantenevano alta la variabilità ambientale,
motore principale della biodiversità.
Ultima conseguenza non meno importante è stato in molti casi lo squilibrio faunistico, conseguenza
di un totale non-intervento sulla fauna selvatica più adattabile come tutti i corvidi, specie alloctone
quali ad esempio la nutria, ed alcuni ungulati come cinghiale (in tutte le aree protette del centro sud
della nostra penisola) ed il daino (in alcuni zone del centro Italia).
Tali squilibri faunistici hanno contribuito ad aggravare la situazione ambientale delle aree protette
andando ad interferire anche con attività agricole di pregio, costringendo le amministrazioni locali
all’indennizzo dei danni o a provvedimenti straordinari di intervento quali controllo numerico delle
specie spesso gestito in modo poco trasparente.
Questi interventi quindi oltre a non portare benefici all’ambiente e a non raggiungere gli obiettivi pre-
fissati hanno contribuito a creare malcontento tra tutti quelli che vivono veramente il territorio dove
vincoli e limitazioni sono arrivati senza la concertazione.
L’unica soluzione possibile a questo punto sembra, come da sempre predicato, il coinvolgimento di
tutte le componenti sociali che usufruiscono del patrimonio ambientale come momento di fuga dalla
vita quotidiana le uniche in grado di vigilare e gestire l’ambiente per il quale sicuramente non posso-
no che nutrire amore e rispetto.
Le nostre proposte sono:
- Distinguere fra le due espressioni “proteggere” e “conservare”. Se infatti proteggere significa difen-
dere qualcosa o qualcuno senza intervenire in alcun modo dall'esterno, conservare ha un significato
di per sé assai diverso, dal momento che prevede di intervenire laddove ciò si renda necessario.
- Difendere le attività tradizionali connesse alla fruizione equilibrata della natura come la caccia, pe-
sca, raccolta di funghi, tartufi, creando benefici alla valorizzazione delle loro peculiarità.
- Modernizzare il metodo e le leggi di gestione dei parchi e delle oasi di protezione inserendo i cac-
ciatori e i loro rappresentanti all’interno delle strutture organizzatrici, riconoscendogli un ruolo prima-
rio e “attivo” nella loro gestione. Questi territori si sono dimostrati costosissimi, generando esiti inde-
corosi, sia per l'Ambiente che per la Fauna nel suo complesso. Vere e proprie cattedrali nel deserto.
- Inserire nell'elenco della fauna cacciabile tutte quelle specie che arrecano danni all’agricoltura o
che sono tradizioni locali: se non in reale diminuzione (come accade in Francia).
- Riconoscere contributi ad ATC e CA, rapportandoli alla quantità di soci appartenenti e al tipo di
progetti che essi propongono.
- Abrogare la delibera del 1996 ,creando un reale e necessario distingua tra zps/zsc e Aree protette.
- Rivedere i criteri del decreto ministeriale dell’ambiente del 17/10/07.
- Bloccare la creazione sragionata di riserve.
- Finirla con il preconcetto caccia sì/caccia no, bensì superare la dicotomia diffondendo il concetto di
CACCIA COME.
- Costituire un corpo nazionale di sorveglianza che salvaguardi ambiente e territorio, riconoscendo
così gli stessi poteri e compiti alle guardie delle associazioni venatorie e piscatorie riconosciute,
suddividendo il corpo in tre gruppi:
la vigilanza venatoria (controllo del territorio con particolare riferimento alla salvaguardia delle spe-
cie oggetto di tutela e di quelle in via di estinzione, la prevenzione e la repressione degli atti di brac-
conaggio, l'assistenza ai cacciatori con controllo e verifica di tutte le attività venatorie);
la vigilanza ittica (delle acque interne e marine controllo delle attività di pesca con particolare riferi-
mento ai mezzi ed ai periodi non consentiti, monitoraggio sullo stato delle acque relativamente alle
fonti di inquinamento);
la vigilanza ecologica (controllo di tutte le attività dirette ed indirette che incidono negativamente sul-
l'ambiente - discariche abusive, fonti di inquinamento industriali e civili, distruzione del verde, uso
indisciplinato di anticrittogamici e pesticidi in genere).
Progettando e realizzando edifici ecosostenibili autosufficienti sotto il profilo energetico (col ricorso
alla bioarchitettura e alle energie rinnovabili), anche l’edilizia pubblica (scolastica in primis) può con-
tribuire significativamente, in maniera virtuosa ed educativa, alla tutela ambientale, operando paral-
lelamente una riduzione dei consumi, degli sprechi ed un incremento dei risparmi, senza rinunciare
all’efficienza.
Insistere sul concetto di raccolta differenziata, estendendolo a tutta la provincia e cercando di incre-
mentarne le percentuali di riuscita.
COMMERCIO, ARTIGIANATO E INDUSTRIA
Flessibilità d’orario per i commercianti veneziani con apertura fino alle 22 durante i week end.
Tutela dei piccoli commercianti contro i grandi centri commerciali e blocco delle licenze per que-
sti ultimi. Promozione delle notti bianche in tutte le cittadine della Provincia per favorire gli acquisti.
Salvaguardia degli antichi mestieri artigiani, attraverso l’istituzione di apposite scuole pro-
fessionali. Salvataggio delle aziende locali con una cordata pubblica del comune (50%) e una par-
te privata ad azionariato popolare con preselezione ai soli dipendenti di nazionalità italiana. Pro-
mozione e scambio di know how con aziende estere. Sensibilizzazione delle aziende al coinvolgi-
mento dei dipendenti alla vita delle imprese stesse, ovvero introdurre la Socializzazione.
STRUTTURE:
È basilare che Venezia torni ad essere la “Porta d’Oriente” attraverso la costruzione di un vero
porto commerciale. La “darsena” di Santa Marta non può essere descritta come porto.
Strutture cinematografiche per la promozione dei films nazionali. Una città che ospita la mostra del
cinema non può non avere delle sale cinematografiche. Nuovo mercato ittico a Chioggia.
Nuovo stadio in terraferma per il Venezia Calcio.
TURISMO:
Potenziamento della promozione turistica della provincia. Un turismo mirato, alle bellezze naturali e
ai monumenti storici ed artistici, alla nostra cultura e alla nostra tradizione. Fornire quindi incentivi
agli operatori del settore per migliorare i servizi e la ricettività, accompagnando il tutto con interven-
ti di carattere pubblico di supporto alle iniziative private.
INOLTRE:
Smantellamento immediato del campo nomadi a Favaro Veneto e di tutti i campi abusivi. Ridu-
zione di quelli regolamentati, e graduale eliminazione.
Tolleranza "zero" per gli spacciatori ed utilizzatori di sostanze stupefacenti,per i crimini da pira-
teria della strada, obiettivo eliminare lo scempio delle stragi sulle nostre strade dovute a guida
"criminale", lotta allo sfruttamento della prostituzione da parte di organizzazioni criminali propo-
nendo la costituzione di "case adibite" con controlli sanitari e di sicurezza sull'esempio Elveti-
co e Olandese.
Lotta e prevenzione alla droga e all’alcoolismo con campagne informative organizzate direttamente
nei punti di incontro giovanile tramite strutture mobili.
I CANDIDATI DELLA FIAMMA TRICOLORE:
BOSCOLO Cherubino "Bello Sacchi" nato a Chioggia (VE) il 25/04/1951
BOSCOLO Isabella nata a Chioggia (VE) il 09/07/1958
BOSCOLO Luca detto "Bocca" nato a Piove di Sacco (PD) il 10/06/1977
BOT Ivano nato a Einsiedel (Svizzera) il 19/01/1971
CENTIS Elvio nato a S. Vito al Tagliamento (PN) il 25/08/1955
FAVARETTO Paolo nato a Mira (VE) il 26/08/1944
GRAGNANIELLO Aniello nato a Palma Campania (NA) il 26/02/1939
MAZZON Ennio nato a San Donà di Piave (VE) il 14/09/1933
MIGLIORANZI Andrea nato a Venezia il 20/11/1988
MOINO Ivan nato a Treviso il 27/12/1982
NARDINI Paolo nato a San Donà di Piave (VE) il 10/11/1963
NARDIOTTI Mario nato a San Donà di Piave (VE) il 31/08/1950
PAVAN Ermanno nato a San Donà di Piave (VE) il 12/01/1957
PINARDI Marco nato a Motta di Livenza (TV) il 30/08/1977
PISTONI Andrea nato a Montichiari (BS) il 15/07/1986
PISTONI Roberta nata a Montichiari (BS) 06/07/1984
QUINTAVALLE Roberto nato a Venezia il 25/03/1975
TIOZZO PAOLO “PAGIO” nato a Chioggia (VE) il 28/03/1954

I CANDIDATI DELLA LEGA LOMBARDO-VENETA:


BELLOTTO Mauro nato a Portogruaro il 04/04/1969
BOVO Stefania nata a Peschiera del Garda il 29/07/1969
BUSINARO Franco nato a Venezia il 16/06/1941
CAMPESATO Doriana nata a Vicenza il 08/11/1955
FORNONI Attilia nata a Monza il 16/03/1967
GIURADEI Giovanni nato a Lonato il 23/04/1954
GOBBETTO Franco nato a Treviso il 03/05/1958
GUERRESCHI Alessia nata a Mantova il 30/07/1973
MARINO Gianguido Pietro nato a Pordenone il 11/10/1949
MARCOLINI Diego nato a Verona il 12/04/1975
MARAI Ivan Irenio nato a Desenzano del Garda il 16/06/1978
MASIERO Lino nato a Mirano il 10/09/1962
MERIGHETTI Barbara nata a Castiglione d/Stiviere il 24/03/1971
MOBILIO Francesco nato a Calvera il 11/12/1934
PIAZZESI Andrea nato a Venezia il 05/01/1967
SANCINITO Claudio nato a Verona il 31/01/1967
SCIPIONI Andrea nato a Nogara il 15/03/1967
SONCINI Massimo nato a Lumezzane il 19/04/1966
SPAGNOLI Franco nato a Brescia il 15/11/1951
TAGLIAPIETRA Maurizio nato a Venezia il 30/07/1963
TIOZZO Andrea nato a Chioggia il 03/06/1971
TOLA Antonio nato a Venezia il 02/09/1957
TREVISAN Rosanna nata a Ceggia il 12/11/1952
Marco Pinardi 32 anni Roberto Quintavalle 34 anni Ennio Mazzon classe 1933
attuale commissario responsabile cittadino per storico militante missino
provinciale di Venezia Venezia città più volte Consigliere Comunale
per la Fiamma tricolore della Fiamma Tricolore a San Donà di Piave

Piero Puschiavo è nato il 31 luglio 1965. Ha vissuto sino al 1992 a Sorio di Gambellara in provincia di Vicenza e a tutt’oggi
risiede in provincia di Vicenza. Imprenditore dal 1993 e padre di due figli.
La sua attività politica comincia nella metà degli anni ottanta, vicina all’allora Movimento Sociale Italiano, con una forte
campagna di sensibilizzazione del problema immigrazione. Diversi gli articoli che lo interessano anche sulla cronaca locale e
nazionale, in virtù di una forte ed incessante campagna non solo contro l’immigrazione ma contro la droga con le sue
deviazioni derivanti e soprattutto contro il sistema bancario privato. Forte oppositore della moneta unica, l’€uro, sin dalla sua
nascita, tra i suoi scritti anche un volume intitolato “Dai Gangsters ai Banksters” che anticipava in tempi non sospetti tutte le
truffe finanziarie che si sono susseguite nell’ultimo periodo in Italia. Dal caso Fazio alla Cirio, Parmalat, Bagaglino, Unipol,
ecc. Dal 2004 è iscritto al Movimento Sociale Fiamma Tricolore e dal 2005 componente della Segreteria Nazionale in qualità
di Responsabile della linea politica. Attualmente è anche Coordinatore Regionale del Veneto.