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MEDIO EGITTO

allombra di antichi siti dimenticati


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parte quarta
30/05/2008: e lavventura continua Le tombe di Deir-el-Barsha. Un falco si libra silenzioso e maestoso nel cielo rovente e abbacinante dello wadi non filo daria si muove: tutta la valle riverbera, come una gigantesca fornace, i possenti e penetranti raggi di Ra. Dalle rocce e dalle scarpate ghiaiosi di calcare si alzano masse daria surriscaldata che fanno tremolare le immagini in trasparenza. Alla base del gebel ci attendono due custodi, immobili e silenziose figurine scure, stagliate come neri pezzi secchi di legno sulla chiara massa calcinata dal sole. Avvolti nelle loro galabeyya scure, con un improbabile fucile a tracolla, sono come statue. Quando ci avviciniamo per prendere contatto strizzano gli occhi, due fessure circondate da innumerevoli rughe antiche, poi con pochi gesti essenziali ci mostrano la strada: un ripido sentiero, una delle tante cicatrici bianche e impolverate che serpeggiano sul fianco del gebel. Dopo unestenuante salita al seguito dei due custodi arriviamo a met dellaltura: una serie di antri scuri e allungati nella roccia sembra segnare, come una teoria di trafori, lo strato pi morbido e facile da scavare. In effetti il gebel formato da una massa di strati rocciosi paralleli e sovrapposti di roccia sedimentaria e fra di essi ve ne sono alcuni la cui consistenza e lavorabilit si prestano allo scavo delle sepolture. I miei occhi seguono il profilo del gebel e, nella distanza, fitti palmeti segnano linizio della zona abitata, vicino al Nilo. Ai due lati della nostra posizione i fianchi corrosi e ripidi dei massicci contrafforti rocciosi sei alternano in un gioco di luci ed ombre, come un ciclopico intarsio naturale di strati chiari e scuri, ocra, rossicci e nerastri mentre sopra di noi lo sguardo infuocato di Ra brucia, spietato e impersonale, le pendici sterili della collina. Lontano verso Nord, dietro un contrafforte di roccia dellaltopiano, si sprofonda il sito di Hatnub, antica cava di alabastro conosciuta fin da tempi antichi. Entriamo nella tombe meravigliose, scavate sapientemente da antichi artigiani, allombra fresca della massa di roccia, distaccata amica dei pochi viaggiatori che ardiscono arrampicarsi in questo inferno calcinato dal sole. Ed qui che, riposando e lasciando vagare gli occhi su millenarie iscrizioni e invocazioni, nella quiete silente di un buio sacrale, ritroviamo la nostra pace e il nostro equilibrio. Guardando nella distanza, gi nella valle, il mondo appare distante, silenzioso, bruciato dal calore eppure, ancor pi lontano, la striscia verde della vegetazione ci ricorda che il dio Nilo presente, con le sue acque generose e dispensatrici di vita.

Ed ecco la prima tomba, la pi interessante: quella di Djehutihotep.

Djehutihotep era un funzionario e nomarca che visse al tempo dei regni del Medio Regno dei Faraoni Amenemhet II, Senusert II e Senusert III (19321842 a.C.), le pareti della sua tomba a Deir el Bersha mostrano la sua statua monolitica trasportata dalle miniere. Qui a fianco la foto dal sito, mentre sotto riportiamo una riproduzione. La statua descritta come fatta di alabastro (pietra da Hatnub) e di 13 metri di altezza, e pu essere paragonata alla famosa scena del Palazzo di Sennecherib di Babilonia del trasporto di un colossale toro alato dalla testa umana. Entrambe offrono evidenze del semplice ma efficace metodo di trasporto nei tempi antichi. La figura seduta sul trono, tutta bianca eccetto per il copricapo e la barba artificiale, assicurata ad una slitta che la trasporta. Corde intrecciate sono assicurate alla pietra per mezzo di lacci di pelle di bue, e, sulle ginocchia della statua si trova una figura in piedi, che, battendo le mani, da il tempo agli uomini che trainano la slitta.

Riproduzione della famosa scena del trasporto della statua nella tomba di Djehutihotep

Di fronte alla statua si trova un sacerdote con un incensiere per benedire la figura. Prima arrivano quattro file di operai, 43 uomini in tutto, che tirano quattro cavi fissati alla parte anteriore della slitta. Gruppi di operai ed ufficiali accompagnano la statua, e sulla sommit della scena una folla gioiosa che reca rami nelle mani si fa avanti per incontrare la processione. Djehutihotep stesso segue la statua a piedi insieme con i suoi tre figli e attendenti. Quindi segue un lungo passaggio che descrive levento che stato fortunatamente traslitterato prima della sua distruzione allinizio del XIX secolo. Lartista che aveva decorato la tomba, e le cui sembianze sono riprodotte su questo rilievo dipinto, viene definito Lettore, pittore di mummie, decoratore di questa tomba Ameni-ankhu. Una visita Inaspettata! Dopo aver visitato numerose tombe minori, ecco che i custodi ci portano con aria rassegnata (credono che siamo un gruppo di studiosi italiani in fase di inventario dei siti) verso una tomba che ufficialmente chiusa perch oggetto di ulteriori ricerche e scavi. Si pu notare che lentrata stata opportunamente schermata con mattoni bianchi impilati per ostruire il passaggio ma nulla pu fermarci: un piccolo sforzo e opl! Siamo dallaltra parte! Ed ecco le foto: il nome del proprietario della tomba ancora ignoto dovremo analizzare a casa le foto con calma!

Lentrata vistosamente ostruita

Allinterno mi accoglie un volo di una decina di pipistrelli impazziti!

In basso a sinistra sacchi di cemento e secchi serviti alla creazione dei piloni di supporto per il soffitto crollato

Una parete mostra ancora incisioni geroglifiche abbastanza ben conservate

Uno dei quattro pozzi funerari scavati nel pavimento della tomba

I piloni di supporto per una parte del soffitto crollata vicino allentrata originale

Altre tombe a Deir el Barsha

Giuseppe esce da un anfratto dopo aver fotografato linterno di una tomba, in bilico sullorlo del pozzo

Tracce copte, furia crucifera

Linterno di una tomba enorme con tantissimi vani

Giuseppe sostiene un soffitto crollato

Tutti col naso allins per leggere i geroglifici incisi nel soffitto!

Discesa per il ripido fianco del gebel

Salendo in macchina assistiamo ad una piccola tempesta di sabbia

Come immaginerete la storia non finisce qui se avrete pazienza ne troverete ancora!!!!

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