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La foto che hai pubblicato viola i termini d'uso ed stata rimossa.

A Febbraio 2011 alla pagina istituzionale della New York Academy of Art stata rimossa l'immagine di una donna nuda, realizzata con inchiostro dal pittore Steven Assael, perchnon rispettava gli standard di comunit Poco dopo stata disattivata per sette giorni a causa di altri inappropriati nudi artistici: evono averci considerati recidivi ha dichiarato David Kratz, presidente dell'Accademia, al<New York Times> [link a:http://bits.blogs.nytimes.com/2011/02/18/art-school-runs-afoul-offacebooks-nudity-police] . Kratz ha reso pubblico l'incidente. Quindi Facebook ha puntualizzato ciche dal 2007 a oggi fa ogni volta, e sono parecchie, si trova a dover affrontare un caso del genere: stato un errore, ci scusiamo ha dichiarato un portavoce, Simon Axten. Il quale ha spiegato che i contenuti sono tantissimi e controllarli difficile; infine si congratulato con l'artista facendogli le pisincere scuse. Incidente chiuso? Non cosin fretta, a esser recidivi sono i moderatori di Facebook. I primi casi di donne il cui account viene disattivato o le cui foto durante l'allattamento vengono rimosse risalgono al 2007. Le neomadri condividono gli autoscatti che celebrano la maternit ma per Facebook materiale osceno. Siccome, come scrive Evgeny Morozov, viviamo in tempi di attivismo da poltrona, nasce un gruppo su Facebook, <Breast feeding is not Obscene> [link a:https://www.facebook.com/groups/BreastfeedingIsNotObscene] (l'allattamento non osceno), e conta 7000 utenti. Nella prima pagina il manifesto pro-allattamento recita: acebook ha iniziato a censurare le foto di donne che allattano i propri bambini. Sono definite scenee vengono rimosse con l'avvertimento di non inviare immagini simili, pena la cancellazione del profilo. Ci chiediamo: cosa c'di osceno in una mamma che allatta il suo bambino? In particolare considerando le molte foto pubblicate in Facebook che sono veramente oscene A crearlo sono state le lactivist, ciole sostenitrici delle madri che allattano al seno anche in luoghi pubblici. Esiste una pagina su Wikipedia e un logo. Facebook ha risposto con le scuse di rito, specificando che non ha nulla contro le madri che allattano, ma non ha risolto il problema che si ripresenterogni nove mesi. Ogni anno un nuovo nipple-gate, ogni anno una donna simbolo dell'insensibilitdi Facebook. Nel 2008 accade a Emma Kwasnica, trentatreenne canadese: reastfeeding Mom, Says Facebook Yanked 'Sexually Explicit' Picturestitolava l'Huffington Post; nel 2009 Sharon Adams pubblica le foto della sua doppia mastectomia, prima di Angelina Jolie, per sensibilizzare le altre donne sul cancro al seno, e viene bannata; nel 2011 <Heather Stultz> [link a:

http://www.wcnc.como/home/Facebook-does-about-face-on-breast-feeding-photo-136442808.html]:
ra furiosa quando Facebook ha rimosso le foto dell'allattamento al seno dalla sua pagina chiamata programmaticamente: 'Rispettate il seno' Quest'anno l'anno di Anastasia Chernyavsky, fotografa russa soprannominata adonna Post-Partoe di Kristy Kemp, il cui account stato sospeso con conseguente sdegno di Fox News che le ha dedicato un'intervista. Quando il caso diventa pubblico, <Facebook si scusa, e riabilita le foto rimosse> [link a: http://gizmodo.com/5994109/facebook-apologized-to-a-mom-after-accidentally-banning-hertwice-for-posting-a-breastfeeding-picture]. Ma molto spesso non si va sui giornali e si accetta passivamente la notifica di sospensione di qualche giorno, con la consapevolezza di aver violato il pudore di Zuckerberg. Ma perchsuccede?
C'una famosa frase di un giudice americano che fa cos o non so definire che cosa sia la pornografia, ma la riconosco quando la vedo Nella policy di Facebook al paragrafo udosi avverte che: acebook

applica una politica molto severa in materia di condivisione di contenuti pornografici e impone alcune limitazioni alla pubblicazione di nudit Allo stesso tempo, nostra intenzione rispettare il diritto delle persone di condividere contenuti di importanza personale siano essi fotografie di una scultura simile al David di Michelangelo o foto di famiglia di una madre che allatta al seno il figlio Ma proprio questo il problema, riuscire a conciliare e distinguere tra pornografia e nudit E non c'un giudice capace di riconoscerla allo sguardo. Prima di Facebook per censurare un nudo ci si chiedeva se fosse pornografico o erotico, se fosse artistico oppure no. Oggi si ragiona in codice binario: c'un nudo? sno. Dove il squando va bene implica la rimozione, quando va male cattiva pubblicitper l'azienda. Se Facebook fosse un museo, il curatore non sarebbe l'amministratore della pagina ma pioscuri moderatori che lavorano in subappalto e devono gestire migliaia di segnalazioni, ciodi lamentele. Nei comunicati a seguito di casi specifici si avvisa che: e foto che contengono seni completamente esposti violano le nostre regole e verranno rimosse se segnalate. importante notare che le foto vengono rimosse solo se portate alla nostra attenzione da altri utenti chiarisce un portavoce di Facebook a <Huffington

Post> [link a:http://www.huffingtonpost.com/2012/01/12/emma-kwasnica-breastfeeding-momfacebook_n_1203198.html]. Se qualcuno l'ha segnalata probabile che gli abbia dato fastidio, e noi tuteliamo tutti, ci dice Facebook. Eppure la procedura di rimozione cosautomatica che viene eliminato anche il ritratto di Bea Arthur, un dipinto del 1991 di John Currin: <capezzoli in vista.> [link a:http://www.thedailybeast.com/articles/2013/05/17/bea-arthur-s-boobs-and-what-it-saysabout-art-on-facebook.html]. Neanche il Codice Hays prevedeva tanto puritanesimo. Seppure i capezzoli maschili sono pitollerati, non lo la nuditin s Il <caso di Micke Kazarnowicz> [link a:http://adland.tv/content/bj-rn-borg-bare-butt-cheeks-prove-too-much-facebook-whobanned-their-fanpage-admin], social media manager di Bjorn Borg Underwear, un marchio di intimo scandinavo. importante per capire come funziona la censura di Facebook. Si parla di mutande, e di una pubblicitin cui due ragazzi nordici cercano di salire su un albero per raggiungere un paio di boxer sponsorizzati. Sono nudi, ma non si vedono i genitali. La pagina di Micke viene congelata da Facebook per: ateriale pornografico inappropriato Micke ripubblica la pubblicitcon una versione autocensurata della foto e commenta: oro la considerano pornografica, ma per noi solo simpatica. Non c'neppure erotismo, solo nudit stato probabilmente automatico. Qualcuno ha riportato la foto come offensiva e un moderatore l'ha guardata, ha consultato la dispensa con le regole, e l'ha cancellata Molto probabilmente andata cos Ma chi che monitora e approva/disapprova questi contenuti? La risposta arrivata da Gawker.com grazie alla defezione di un marocchino di 21 anni, Amine Derkaoui, dalla societper cui lavorava, oDeskm. Derkaoui monitorava i contenuti su Facebook e per decidere cosa fosse valido e cosa no aveva a disposizione un manuale di 17 pagine. Per ribellarsi a uno stipendio misero e a un lavoro stressante, il palombaro della rete Dekaoui decide di rendere pubblico il manuale. Dentro si legge che i capezzoli maschili sono ok, ma quelli femminili no; che ogni immagine sessualmente esplicita va censurata; l utomutilazione e le bestialitnon sono ammesse; scene anche parziali in contesto sessuale sono da epurare. Sono ammesse le teste schiacciate, purchnon troppo insanguinate, pensate alle foto delle primavere rivoluzionarie, e c il sangue no I liquidi corporei e i giocattoli sessuali vanno bene solo se decontestualizzati. Sembrano avere un dea chiara di ciche socialmente disturbante e cosa no. Ma sull'autoritdi un ragazzo sottopagato, che con un click deve decidere in pochi istanti tra foto di ogni genere quale sia lecita e quale no, non possiamo aspettarci un giudizio rigoroso. Per questo si ripetono continuamente casi di censura di materiale del tutto innocuo che, una volta raggiunta l'opinione pubblica, richiede qualche portavoce per ammettere l'impossibilitdi una selezione qualitativa. Manca un gatekeeper. Anche se fossero in grado di gestire efficientemente migliaia di contenuti segnalati, e probabilmente non lo sono, non esiste un algoritmo che sappia distinguere tra categorie culturali quale genere di nudo sia accettabile e quale no. Manca la decodifica dei segni. Anche per noi, senza contesto, difficile stabilire se una foto pornografica oppure artistica. Se Robert Mapplethorpe fosse pubblicato su YouPorn passerebbe inosservato nella categoria BDSM. Quel che accade alle donne incinte non una discriminazione di genere nei loro confronti: cadono semplicemente nel girone dei bannati. Non potendo stabilire quale tipo di nudo osceno si scelto di puntare sul capezzolo come confine: un captcha che stabilisce se sei umano oppure no. Se non sei in grado di coprirti il capezzolo vuol dire che non rispetti le regole. Facebook quel luogo dove la Barbie ammessa ma la Venere del Tiziano no. Mapplethorpe sceglierebbe sicuramente Tumblr, e forse dovrebbero far lo stesso le madri che allattano in favore di obiettivo.