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la Repubblica

SABATO 27 LUGLIO 2013

CULTURA
Da Aristotele a Plutarco il mangiare sostenibile segno di civilt e ideale politico
I teorici
IPPOCRATE
Per il padre della medicina il cibo che serve a tenere in equilibrio corpo e anima

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MARINO NIOLA
luomo a fare la dieta o la dieta a fare luomo? vera la seconda. Perch lumanit nasce nel momento in cui inventa il suo regime alimentare. Come dire che homo sapiens e homo edens sono la stessa persona. Mentre i nostri antenati pre-umani si comportavano come animali e mangiavano quel che offriva madre natura. Sostanzialmente carne cruda e vegetali. Un men per individui forti, ma letale per i pi deboli. Ed proprio il fatto di scegliere cosa, come e quanto mangiare a far evolvere la specie. Insomma siamo a dieta da sempre. Molto prima che arrivassero i Dukan, Messegu, Atkins, Oshawa. E gli innumerevoli profeti del benessere che oggi dispensano ammonimenti, comandamenti e suggerimenti. Aglio olio e sermoncino. In realt non abbiamo inventato nulla che gli antichi non sapessero gi. Senza la moderna nutraceutica, ma in compenso dallalto di una superiore concezione delluomo e del suo posto nella natura e nella societ. Cos, se noi consideriamo la dietetica una parte della medicina, per il grande Ippocrate invece il contrario. la medicina a esser parte della dietetica. Semplicemente perch dare a ciascuno il cibo che serve a tenere in equilibrio corpo e anima il primo e indispensabile presupposto di ogni cura. Il celebre motto ippocratico il cibo sia la tua terapia e la tua terapia sia il cibo giunto fino ai nostri giorni come leit motif di unetica dietetica. Proclamata a chiare lettere nel primo punto del rituale giuramento di Ippocrate, in cui i medici promettono ad Apollo, Asclepio, Igea e Panacea, i numi tutelari della loro arte, di regolare la dieta per il bene dei malati. Dove per la parola diata non significa semplicemente modo di mangiare ma forma di vita. Ed qui la differenza con la nostra idea di regime alimentare. Che per lo pi si risolve in un controllo meramente quantitativo delle calorie, del peso e delle misure. Laddove i Greci parlano di vita, noi riduciamo tutto a girovita. Ecco perch le privazioni che ci infliggiamo per avere il ventre piatto e gli addominali a tartaruga spesso non producono altro se non frustrazione e depressione, anoressia e bulimia. Pericoli che gli antichi intravvedono benissimo. Tant vero che nelle Epidemie, un importante testo ippocratico, si cita come esempio estremo di accanimento salutistico, il caso quasi mostruoso di Erodico. Che costringeva i suoi pazienti a fare jogging anche con la febbre, li sfiancava con incontri di lotta e li estenuava con bagni di vapore che li prosciu-

PLATONE
Il filosofo nemico di ogni eccesso suggeriva un compromesso tra bisogni e desideri prevenzione e soddisfazione

SOCRATE
La sua dieta ideale: pane, miele, olio, frutta, verdura formaggio pochissima carne e poco pesce

DIETOLOGIE
I GRECI E LA MODICA QUANTIT COS CON IL CIBO SI SCONFIGGE LHYBRIS
la massima socratica conosci te stesso va letta anche alla luce dellidea platonica della cura di s. Intesa prima di tutto come capacit di leggere e di ascoltare il proprio organismo, di decifrarne i segnali. E di conseguenza stabilire ci che bene e ci che male per la salute di ciascuno. Per questo, secondo Platone, un cittadino responsabile il miglior medico di se stesso. Nessun luminare pu saperne di pi e meglio dellinteressato. Siamo a distanza siderale da quellidea anfetaminica della forma fisica che oggi chiamiamo fitness. E dalle tante mode alimentari lanciate dai guru della nutrizione. Queste sarebbero state considerate delle forme di dietologia per schiavi dagli Ateniesi dellet di Pericle. Che non a caso distinguono due tipi di medici. Quelli per gli uomini liberi, che dialogano e negoziano le prescrizioni con il malato. E quelli per gli schiavi, che impongono ricette e ordinano regimi come dogmi indiscutibili. Se dunque i Greci non amano gli eccessi, non certo per sudditanza al diktat della magrezza. Ma per una ragione sociale e politica. Perch abbuffarsi il se-

Gli appetiti sregolati sono tipici dei bruti, come Polifemo. O come Eristtone re di Tessaglia che divora s stesso
gavano. Magri e scattanti ma spesso agonizzanti. E lui stesso era il primo a imporsi questa disciplina dissennata, fatta di poco cibo e moltissima palestra. Senza il minimo strappo alla regola, nemmeno il pi innocente peccato di gola. Finendo per condurre una vita da moribondo in perfetta salute. Un antenato di quegli ayatollah della leggerezza che oggi vivono da malati per morire sani. Platone, nemico di ogni eccesso, rimprovera a questo tipo di ortoressici unattenzione esagerata al proprio corpo che li rende un inutile peso per la polis. Su questo lautore della Repubblica non ha dubbi. Le diete non servono a prolungare la vita allinfinito n a produrre highlander performanti e superdotati. Ma a essere felici, operosi e in possesso del giusto equilibrio psicofisico. Che non dipende dallapplicazione pedissequa di format nutrizionali, come facciamo spesso noi, quando ci proponiamo di perdere sette chili in sette giorni. Ma il risultato di un circolo virtuoso. Fatto di conoscenza di s e dei propri limiti. Leffetto di un negoziato tra bisogni e desideri, tra prevenzione e soddisfazione. in questo senso che

Il Festival

FILOSOFI A MODENA IL TEMA LAMARE


SAR dedicato al tema dellamare ledizione di questanno del Festival della Filosofia di Modena (Carpi e Sassuolo), in programma dal 13 al 15 settembre, con centinaia di eventi tra lezioni magistrali, mostre, concerti, film, giochi e cene filosofiche. Tra gli ospiti pi noti: Zygmunt Bauman, Marc Aug, Enzo Bianchi, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Roberta de Monticelli, Umberto Galimberti, Jeremy Rifkin, Stefano Rodot, Massimo Recalcati, Luigi Zoja. Si parler tra laltro di amore transitivo e intransitivo, per dire del riconoscimento nella relazione o invece del narcisismo affettivo che sembra dilagante, delle politiche dellamore nella sfera pubblica, delle sue mille figure: i miti, i racconti e le immagini sul carattere inesauribile e spesso paradossale dellesperienza amorosa.

gno di una dismisura disdicevole. Una hybris sempre stigmatizzata, sia sul piano morale che su quello fisico. Perch a fare gli uomini proprio la misura, la regola. Gli appetiti sregolati sono tipici dei bruti e delle bestie. Come Polifemo che non a caso mangia come un maiale e beve fino a ubriacarsi. E come Eristtone, mitico re della Tessaglia, che dopo aver letteralmente divorato tutti gli averi di famiglia, vende perfino sua figlia in cambio di cibo. E alla fine mangia se stesso per placare la sua voracit bulimica. E perfino letimologia della parola bulimia da bos bue e lims fame fa capire che gli antichi considerano le grandi abbuffate un comportamento antisociale. Un aggiotaggio delle risorse politicamente scorretto. Molto meglio una dieta sobria ed equilibrata. Come quelle suggerite da Socrate e dal neoplatonico Porfirio, pane, miele, olio, frutta, verdura, legumi, formaggio. Pochissima carne, poco pesce. E una modica quantit di vino che fa volare il pensiero. Insomma mangiare di tutto un po aiuta a mantenere peso e forma stabili. Evitando le dannosissime diete yo-yo, che fanno male alla salute e alla condotta, su questo sono tutti concordi. Da Aristotele a Galeno, da Pitagora a Plutarco. un mangiare sostenibile che diventa contrassegno di civilt. Critica culturale e ideale politico. Con qualche millennio di anticipo sulla nostra abbondanza frugale. (1. Continua)
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