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Indice

Introduzione

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Descrizione dellIstituto

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Cosa ho osservato nella didattica

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Motivazione intrinseca ed estrinseca

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Descrizione dei progetti

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Il ruolo della disabilit

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Tirocinio attivo in classe

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Conclusioni

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Allegati

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Introduzione
Nella relazione seguente cercher di descrivere il mio tirocinio in una Scuola Secondaria Superiore. In questo Istituto mi sono diplomata e ritornare a distanza di anni come prof/tirocinante (cos venivo chiamata da alcuni alunni), ha fatto in modo che mi sentissi meno spaesata. Girare per la scuola e riconoscere i luoghi, le persone, stato rassicurante, stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio e vedere tutto ci con uno sguardo diverso. Sguardo diverso perch non ero pi lalunna che girava per il corridoio con le sue compagne, ma ero una docente, o meglio ero l per cercare di imparare ad esserlo. Ho notato come la scuola fosse cambiata nel tempo, di quanti miglioramenti ci fossero stati. Il mio sguardo girava come incanto tra le varie pareti e ogni passo faceva emergere ricordi di quegli anni e pensavo: Come diventata bella la mia scuola! Il primo giorno sono stata accolta bene da tutto il personale della scuola, dal personale ATA al personale della segreteria, dal vice preside e infine dalla mia tutor. Ero in una dimensione incantata e vedevo listituto migliorato, vi era maggiore cura degli arredi e laspetto interessante e nuovo stato il monitor vicino allentrata e dove ci sono le segreterie. Questo monitor, collegato al pc indicava le varie attivit presenti nella scuola, le uscite didattiche, i progetti che vengono attuati nel corso dellanno e le classi coinvolte e i relativi docenti responsabili. Entrando in aula due aspetti hanno catturato la mia attenzione: il silenzio presente nelle aule durante le lezioni e la mancanza di colore nelle pareti. Perch il mio sguardo si posato su questi due aspetti e non su altri? Semplicemente perch fino al giorno prima ero una maestra della scuola primaria, dove le pareti delle classi, erano piene di cartelloni e disegni dai mille colori e il silenzio una parola quasi sconosciuta. Abituata ad entrare in classe dove il suono della voce dei bambini una costante, ho trovato strano vedere gli alunni fermi, in silenzio, attenti ad ascoltare linsegnante o chi non era attento faceva comunque finta, i loro sguardi erano diversi dai miei alunni, sembravano non essere curiosi di imparare. Mentre osservavo tutto ci mi chiedevo se era possibile riportarli ad essere un po bambini, rendere il loro sguardo curioso e desideroso di sapere. Nella mia relazione, solitamente avr lattenzione per una classe in particolare (una classe terza), perch ho trascorso pi ore con loro e nonostante fosse una classe poco propensa allo studio e con situazioni difficili per ognuno di loro. Ho trovato alunni molto sensibili e uniti tra loro e ed entrare nella loro classe mi faceva sentire serena. Questi aspetti mi sono piaciuti subito, quasi trascurando laspetto della didattica.

Descrizione dellIstituto
LIstituto diviso in due sedi: una principale dove si trovano 51 aule ordinarie, alcune aule speciali attrezzate a laboratori, e la succursale invece ospita 15 aule, di cui unaula magna di grande capienza, una palestra, un laboratorio multimediale e uno spazio per il servizio psicopedagogico. Le due sedi dellIstituto sono cablate con rete WI-FI che permette lutilizzo del registro elettronico in tutte le classi e la connessione alla rete Internet per finalit didattiche. Aspetto importante che gli insegnanti non si devono spostare da una sede allaltra, chi in sede

non va mai in succursale e viceversa; purtroppo nella succursale non vi la segreteria e neanche altri uffici per personale scolastico. LIstituto ha 66 classi, gli studenti sono compless ivamente 1623 con 3 indirizzi di studio, pi varie specializzazioni allinterno di ogni indirizzo. I docenti sono 148 e sono coordinati da un dirigente scolastico, gli ausiliari sono 15 unit, il personale amministrativo sono 11 unit, il personale tecnico ha una sola unit e il personale ATA coordinato dal direttore dei servizi amministrativi. LIstituto ospita una biblioteca che ha una storia di quasi 150 anni e possiede oltre 12000 volumi. Oltre alla tradizionale catalogazione su carta, la Biblioteca inserita nella catalogazione on line (Opac) delle biblioteche pavesi e della provincia gestita dalUniversit di Pavia. La Biblioteca ha ospitato stage di formazione della Facolt di Conservazione dei Beni culturali dellUniversit di Pavia e ricerche di studenti iscritti ai vari corsi di laurea dellAteneo pavese. Il Dirigente Scolastico nomina ad inizio dellanno Scolastico i responsabili della Biblioteca che organizzano il servizio. Tali responsabili in particolare individuano i settori della Biblioteca maggiormente bisognosi di integrazione o di aggiornamento, raccolgono proposte di acquisto, controllano che i volumi richiesti non siano inutili doppioni e fanno pervenire le richieste di acquisto al Consiglio di Istituto. Il servizio di Segreteria coordinato dal Direttore amministrativo e dal personale addetto allufficio. Presso lIstituto gli uffici sono divisi in: segreteria didattica: essa svolge lattivit di sportello con il pubblico, protocollo generale, protocollo dei reclami, smistamento corrispondenza ai destinatari, archiviazione atti amministrativi e documenti didattici, rilascio certificati; segreteria amministrativa: essa svolge le funzioni contabili, il coordinamento del personale ATA, predispone gli atti relativi allo stato giuridico ed al servizio del Dirigente Scolastico, dei Docenti, del personale ATA. Gli Organi Collegiali operanti nellIstituto sono: Consiglio di Istituto, Collegio dei Docenti, Comitato per la valutazione dei docenti, Consigli di Classe, Comitato tecnico-scientifico, Comitato studentesco, Comitato dei Genitori, Commissione elettorale, Commissione di garanzia, Dipartimenti. Ogni Consiglio di Classe, nella composizione comprendente anche i rappresentanti degli alunni e dei Genitori, si riunisce di regola almeno tre volte nellanno scolastico. I Consigli di classe, di norma, si svolgono in orari diversi per permettere ai Docenti di partecipare a tutte le riunioni. Ho avuto modo di partecipare al Consiglio di classe della quinta, solo per quanto riguarda la parte aperta ai rappresentati dei genitori e degli alunni. La rappresentante degli insegnanti ha letto il documento di maggio e ha sottolineato il rischio di non ammettere sei studenti; non ci sono stati altri elementi rilevanti. Ho avuto modo anche di partecipare alla riunione di dipartimento, nella quale lordine del giorno era ricco di argomenti, tra cui hanno trattato: la mancanza di momenti di incontro tra le colleghe, proposta di cambiare i libri di testo, controllo degli obiettivi minimi, i progetti proposti e la data per la simulazione di seconda prova per le classi quinte. Il clima che ho riscontrato nelle riunioni di serenit di forte appartenenza allIstituto e della presenza di regole precise seguite da tutti i docenti con rigore.

Lobiettivo dellIstituto realizzare una scuola sensibile ai bisogni del territorio, degli studenti e delle loro famiglie nel rispetto dei ritmi e degli stili individuali di apprendimento. La scuola si propone di offrire unampia formazione culturale, di potenziare le capacit espressive e comunicative, anche nelle lingue straniere, di favorire le scelte di studio e di vita, orientando a percorsi consapevoli nellambito degli studi universitari. Limpegno e la motivazione degli allievi sono ritenuti determinanti per acquisire, attraverso la collaborazione e il dialogo didattico, gli strumenti per affrontare la complessit dellepoca contemporanea e dei saperi. Altrettanto rilevanti sono lapporto e il sostegno delle famiglie nel raggiungimento del successo scolastico. Il mio tirocinio si svolto esclusivamente nella sede centrale.

Cosa ho osservato nella didattica


I molteplici cambiamenti introdotti dalla normativa relativa allautonomia scolastica del 1997, ci fanno affrontare la professionalit e lattivit educativa del personale della scuola in modo diverso rispetto al passato. Lattivit didattica dellIstituto si ispira a dei valori precisi: uguaglianza, imparzialit, regolarit, efficienza, trasparenza e libert di insegnamento. La libert di insegnamento1 concepita come importante risorsa culturale ed valorizzata, nellambito delle indicazioni nazionali, dagli indirizzi forniti dagli Organi Collegiali dellIstituto entro i quali essa chiamata ad esplicarsi. La pluralit di metodi didattici intende corrispondere e valorizzare la diversit degli stili di apprendimento degli alunni. Tra le varie metodologie: il laboratori rappresentano una modalit di approccio che mira alla operativit, cio allapplicazione delle conoscenze e la multidisciplinariet praticata sempre pi diffusamente, ribadita dalle Indicazioni Nazionali dei Licei del nuovo ordinamento, necessaria ad affrontare lEsame di Stato, tende a sollecitare abilit e competenze negli studenti ricostruendo, a livello contenutistico e logico, lunitariet e la complessit del sapere. Gli strumenti di verifica sono costituiti da prove semi strutturate, strutturate, colloqui, relazioni su ricerche, elaborati scritti, discussioni tese a promuovere unefficace organizzazione del materiale acquisito, ma anche da prove previste dalla normativa sullesame di Stato. Nelle classi della terza sono attivate procedure di simulazione di seconda e terza prova alla fine di un determinato modulo. In ALLEGATO ho inserito la seconda prova assegnata alle classi. Durante il mio tirocinio ho avuto modo di osservare le classi terze e una classe quinta. Le materie trattate dalla tutor sono state: filosofia, sociologia, antropologia e metodologia della ricerca. Ho notato da subito che per le spiegazioni la tutor non si limitava a ripetere gli argomenti del libro di testo, ma faceva approfondimenti e collegamenti multidisciplinari e aveva abituato le classi a prendere appunti.

Si veda legge sullAutonomia scolastica del 1997 n. 59.

Il mio primo giorno iniziato in aula informatica perch laula della classe terza non era agibile a causa di calcinacci che cadevano dal soffitto; la docente ha spiegato la Metafisica di Aristotele utilizzando le sue diapositive. Finita questa prima ora, ci siamo spostate in unaltra classe terza, largomento stato sempre Aristotele, ma si parlato di sillogismo; in questa classe linsegnante ha spiegato, ogni tanto scritto alla lavagna e gli alunni in modo preciso hanno preso appunti. Lora seguente, la mia tutor ha interrogato in antropologia quattro alunni, mentre la maggior parte della classe si recata al campionato interno di pallavolo. Allultima ora siamo andate in classe quinta e la tutor ha interrogato in sociologia: il Capitalismo per Marx e Weber. Ho voluto proporre una breve descrizione del primo giorno per far capire che non stato facile i primi giorni affrontare un argomento e poi un altro e passare da una metodologia a unaltra e avere classi diverse. Io cercavo di seguire con attenzione ogni cosa, ma ho avuto bisogno di tempo per capire i vari aspetti. Ero affascinata dagli argomenti presentati, di alcune materie conoscevo molto poco, ma stato un piacere poter ascoltare la mia tutor. Ascoltare gli argomenti di filosofia su Platone e Aristotele stato molto interessante e utile perch non immaginavo che la spiegazione dei vari concetti richiedesse molto tempo. Anche Sociologia stata una scoperta, perch vi erano collegamenti a Metodologia della ricerca, anzi molto spesso le due materie venivano spiegate insieme e la chiarezza del linguaggio della docente rendeva tutti gli argomenti comprensibili. Durante le spiegazioni non sempre faceva domande alla classe, ma era solita ripetere gli argomenti molte volte facendo anche esempi concreti. Il tono della voce era costante e gli alunni prendevano sempre gli appunti in silenzio. La mia tutor non si limitava ad usare il libro di testo e le diapositive, a volte per integrare gli argomenti forniva delle fotocopie oppure riassumeva i concetti fondamentali da alcuni sui testi2. Una volta alla settimana la mia tutor era in compresenza in classe quinta con linsegnante di filosofia; anche questo docente era molto preparato e sono stata affascinata dai suoi continui collegamenti, ad esempio durante la spiegazione della Scuola di Francoforte ha fatto un collegamento molto interessante con la Psicologia, in particolare a Freud e alla psicologia delle masse. Riporto una parte del discorso del docente: bearsi di gloria riflessa un meccanismo inconscio che nasce nellinfanzia per spiegare le motivazioni che inducono gli individui a partecipare alla Guerra pur sapendo che andavano a morire; lindividuo nella massa perde lautonomia e sidentifica con il prestigio e la gloria della Patria. La metodologia di questo docente era diversa da quella utilizzata dalla mia tutor, perch leggeva il testo o le fotocopie (se aveva deciso di fare approfondimenti), faceva sottolineare e spiegava in modo preciso facendo collegamenti multidisciplinari continui, non solo alla psicologia ma anche allattualit. Entrambi i docenti avevano una preparazione eccellente e credo sia giusto saper fornire ai propri alunni tutti i mezzi necessari per riuscire ad affrontare il mondo del lavoro. I docenti cercano di seminare puntando alleccellenza, poi i risultati dipendono dalla capacit dei singoli alunni saper cogliere questi insegnamenti.
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Alcuni testi di approfondimento usati per la classe quinta: Il pensiero che conta per spiegare le filosofie Orientali; dispensa di Ferrarotti per il rapporto economia/religione; Enzo Pace Le sette; Bauman Una nuova condizione umana e Vita liquida; classe terza: le Nuove famiglie studi condotti dalla Zanotta.

In ALLEGATO ho inserito degli esempi comunicativi per far capire le dinamiche presenti e la didattica utilizzata nelle classi.

Motivazione intrinseca ed estrinseca3


Quando sono entrata la prima volta nelle varie classi, sia le terze sia la quinta, una delle prime cose che mi sono chiesta se gli alunni fossero motivati allo studio. In particolare guardavo i volti di una classe terza composta da 17 alunni e vedevo attraverso i loro occhi le loro fragilit e i loro problemi. Per questa classe si poteva parlare di una motivazione intrinseca allo studio, inteso come libera scelta dello studente ad essere stimolato dai contenuti proposti oppure dovevo parlare di una motivazione estrinseca determinata solo dal voto? Da quello che ho potuto vedere nel mese del mio tirocinio, in questa classe, la motivazione, per la maggior parte degli alunni, sembrava essere estrinseca. Mi sono chiesta quanto potesse influire il ruolo della docente sulla classe e forse lei non si rendeva conto che il suo atteggiamento e le sue parole erano fondamentali. Ho notato da parte della tutor un diverso atteggiamento con le classi terze, con alcune classi entrava in aula con lidea che gli alunni avessero studiato e si mostrava pi disponibile anche nelle spiegazioni, invece con questa classe terza era prevenuta, o meglio faceva notare le differenze con frasi del tipo: quando entro nella vostra classe mi viene la depressione, perch voi non studiate! Io capisco la mia tutor che non riusciva ad essere serena nella gestione di questa classe perch non si vedeva riconosciuta come docente e latteggiamento di ostilit nei suoi confronti non poteva certo aiutare a migliorare i rapporti tra la docente e la classe. Non voglio raccontare le dinamiche che hanno portato a tali conflittualit ma latteggiamento della mia tutor e la frase da lei pronunciata, riportata precedentemente, da inserirsi in un contesto ben preciso costituito da dinamiche difficili, dove io inconsapevolmente mi sono ritrovata al centro di esse. Ho cercato di capire tali situazioni, sia guardandole con lo sguardo della mia tutor, sia con lo sguardo della classe per riuscire ad essere obiettiva nel giudizio e ho cercato di rompere gli schemi della comunicazione, mostrando la classe da altri punti di visti perch la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura di comunicazione tra i comunicanti, [] lindividuo crede di reagire a quegli atteggiamenti e non di provocarli.4 Ho notato che gli argomenti proposti dalla tutor erano lontani dal loro vissuto e largomento come cambiata la famiglia e le varie tipologie di famiglia, stato vissuto in modo strano. Quando la tutor spiegava, tutti prendevano appunti e con gli occhi lucidi trattenevano le lacrime pensando alle loro situazioni personali, cera un silenzio impressionante, io avrei voluto rompere quellatmosfera ma la mia tutor riuscita senza difficolt almeno apparente a spiegare largomento per unora senza ricevere o fare domande. Secondo me sarebbe stato giusto
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La motivazione intrinseca radicata allinterno dellindividuo, si tratta di piacere intellettuale ed emotivo. La motivazione estrinseca quella che si riscontra, ad esempio studiare solo per avere un buon voto, cio gli alunni sono guidati da riconoscimenti esterni definizione dalle slides e appunti del corso di Psicologia della docente M. Zanetti docente dellUniversit di Pavia. 4 Watzlawick P., Beavin J., Jackson D., Pragmatica della comunicazione umana, (1967) trad. di Ferretti M., Astrolabio Roma 1971, p. 88.

stimolare la classe in qualche modo e magari spingere gli alunni a parlare della loro esperienza di famiglia. O forse meglio delegare le loro problematiche ad altre figure come alla psicologa della scuola? Penso comunque che le classi nel complesso siano state motivate, alcune avevano un reale interesse per gli argomenti proposti, altre invece studiavano solo per avere dei voti accettabili. Linsegnante credo sia stata sempre motivata a fare al meglio la sua lezione, ho notato un vero amore verso ci che insegnava, ma forse a causa della stanchezza (eravamo in aprile) non sempre si accorgeva degli stati emotivi degli alunni, ed essendo molto preparata, pretendeva molto dalle sue classi. Allinizio credevo che la motivazione della tutor fosse determinata solo dal voler trasmettere le conoscenze, caricando le menti degli alunni solo di nozioni astratte e lontane dal loro vissuto, ma in seguito ho capito che non era cos: la mia tutor e anche le altre insegnanti cercavano di renderli sicuri, autonomi, per orientarli alla vita. Ovviamente questa relazione docente-alunni avveniva in modi diversi, perch diversi sono i docenti, alcuni forse pi allegri, altri pi distanti, ma tutti con il desiderio di formare giovani e non come dei contenitori da riempire, ma come persone. Aspetto importante che le classi erano coese, non vi erano elementi di criticit in nessuna di loro. Non ci sono stati episodi di bullismo, ne alunni emarginati o fenomeni di anoressia o bulimia; credo che un clima sereno nelle classi sia favorito anche dalla collaborazione di tutti gli insegnanti che hanno alimentato ci. E la mia motivazione? Questo aspetto e quello relativo alle mie emozioni verranno trattati nel paragrafo tirocinio attivo in classe.

Descrizione dei progetti


LIstituto, come ogni pubblica istituzione, si inspira alla Carta Costituzionale e, in particolare, agli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione Repubblicana. Il servizio scolastico, di istruzione e formazione, improntato alle aperture sovranazionali e internazionali degli articoli 10 e 11 della Costituzione, sia per quanto attiene ai processi di integrazione politica e di cittadinanza europea che per quanto riguarda i valori della pace e della convivenza dei popoli. Larricchimento dellofferta formativa, redatto dal ex DPR n. 275/99, si concretizza in una serie di insegnamenti e/o attivit volti a facilitare il raggiungimento delle finalit dellIstituto. Ecco i progetti e le attivit che ho avuto modo di conoscere direttamente Progetto giovani: lo sportello psicologico e riguarda in modo particolare leducazione alla salute, prevenzione delle tossicodipendenze e del disagio giovanile, educazione alla legalit; monitorato tramite le relazioni finali dei docenti coinvolti e dalla psicologa. (ho notato che le ragazze di una terza avevano vari incontri con la psicologa) Scambi e stage linguistici: stata attuato un Progetto di esperienza di studio e affiancamento al lavoro, che si svolto nel mese di aprile. Una classe terza, per una settimana stata in Spagna. Lattivit di scambio ha caratterizzato lIstituto gi negli anni 70 ed stato uno degli stimoli a

progettare e realizzare la sperimentazione linguistica. In unaltra classe, sempre di terza, nello stesso periodo, stata caratterizzata dallarrivo di una classe tedesca nellIstituto. Le osservazioni che i docenti hanno potuto condurre durante e dopo le varie esperienze confermano la loro forte valenza pedagogica; gli alunni, grazie agli scambi, diventano pi responsabili, socialmente pi maturi e consapevoli. Orientamento in uscita dallIstituto, attuato a partire dalla classe terza. Si tenuto un incontro pomeridiano nella succursale, nellaula magna con la mia tutor, una psicologa e tutte le classi terze dellIstituto. Lettura e scrittura espressiva, ha finalit di potenziamento dellarea linguistica mediante la creazione di testi narrativi, sono partiti dalla lettura di alcuni brani. Il tema trattato dalle classi terze, la felicit, e il tema dellabbandono, (esempio i bambini soldato) tale tema stato sviluppato in letteratura italiana e in filosofia; in seguito la classe ha prodotto in modo individuale degli elaborati sulla tema: cos la felicit e alcuni di questi temi sono st ati pubblicati nel quotidiano locale, La Provincia Pavese. I temi svolti dalla classe sono anche stati letti un sabato sera in centro a Pavia, da alcuni alunni. In ALLEGATO ho proposto lunit didattica svolta durante il laboratorio di tirocinio: essere felici: diritto, conquista o utopia?come possibile lavoro da svolgere; sempre in ALLEGATO ho inserito il tema di una ragazza di terza cos la felicit?

Interviste per il 150 della nascita della scuola: sono state intervistate nove persone e le loro interviste sono state registrate. Si voluto osservare il cambiamento della scuola dal secondo dopo guerra ad oggi. Le variabili esaminate sono state: la struttura e i locali della scuola se sono cambiati nel tempo, lofferta formativa, aspetto didattico e se il rapporto tra docenti e alunni cambiato, metodi e verifiche di insegnamento, episodi significativi per lintervistato, e se i docenti hanno influito sulla loro scelta futura. Generazione web: uso del Tablet in una classe terza; con il Tablet seguono le diapositive della docente e viene utilizzato anche per il progetto di scrittura espressiva (condividono in rete e nel sito della scuola i loro elaborati). Ricerche sociologiche di Carlo Berluti, la classe terza ha partecipato alla sua conferenza svolta a scuola, il quale ha narrato delle sue ricerche sociologiche nei vari Paesi del mondo, ha trattato argomenti come il conflitto, lidolatria, il rapporto con lambiente, il rapporto con il proprio corpo, la spiritualit, lo spazio personale, i segni e i segnali, i codici comunicativi e comportamentali. Non ho partecipato alla sua conferenza perch il tirocinio iniziato subito dopo, ma ho avuto modo di leggere gli elaborati della classe, i quali raccontavano con precisione i racconti di Berluti. Dopo questo lavoro, la classe sempre individualmente ha osservato e descritto un non luogo come la stazione dei treni e di un luogo come loratorio. Ho avuto modo di leggere alcuni dei loro lavori e nel complesso sono stata affascinata dalla loro maturit e capacit

espressiva. Ricordo con piacere la descrizione di un non luogo fatto da una ragazza, la quale non si era limitata ad osservare la stazione, ma aveva intervistato alcune persone che erano l di passaggio. Progetto DSA: lIstituto, nellambito della valorizzazione della persona e del suo potenziale socio cognitivo, mira al superamento di varie forme di disagio e dedica unattenzione particolare agli studenti che presentano i Disturbi Specifici dellApprendimento. Tale termine comprende un gruppo eterogeneo di problematiche che riguardano le difficolt nellacquisizione e nelluso di abilit di comprensione della lettura, scrittura, calcolo e organizzazione visuo spaziale, in una situazione in cui il livello cognitivo, scolastico e le capacit sensoriali sono adeguate allet. Per questi studenti si garantisce, allinterno del progetto Tutti possono imparare tutto: predisposizione di percorsi mirati, elaborati dai docenti curricolari e formalizzati nel P. D. P; attivazione di una fattiva rete di supporto con la famiglia e gli operatori professionali che seguono lo studente; messa a punto di materiale didattico e/o verifiche con lausilio degli strumenti compensativi, previsti dalla legge, in particolare dalla Legge 8 ottobre 2010, n.170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico e il DM del 12 luglio 2011 n.5669 e le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

Il ruolo della disabilit5


Nelle classi dove sono stata durante il mio tirocinio, non ho incontrato alunni con certificazione di disabilit, ma ho trovato alunni affetti da dislessia6, i quali per le prove di verifica scritta utilizzavano come strumento compensativo il pc. Un ragazzo di classe quinta, oltre ad utilizzare questo strumento, durante le lezioni aveva la possibilit a volte di non seguire parte della lezione e di non prendere appunti7 come misura dispensativa. Inizialmente, non capivo, quando mi sono trovata nella sua classe e osservavo che tutti i suoi compagni erano attenti e prendevano appunti, lui invece o dormiva con la testa sul banco, o si limitava a fissare i compagni senza scrivere nulla e a volte usciva dalla classe per poi ritornare molto tempo dopo. Io ero meravigliata da questo suo comportamento ed anche del fatto che linsegnate di classe non dicesse nulla a questo ragazzo. Non capivo come la mia tutor, sempre precisa, attenta alle regole e alla disciplina, non lo rimproverasse. I giorni passavano e un giorno entrando in classe lo vidi mentre scriveva al pc un tema di pedagogia e cos tutto mi fu chiarito: il ragazzo non era svogliato, anzi era uno con dei
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La legge Quadro del 5 febbraio 1992 n. 104, costituisce il principale riferimento per tutte le problematiche dellhandicap: attribuisce alle persone con disabilit ed ai loro familiari la titolarit di precisi diritti, sancisce lassistenza, la piena integrazione, la prevenzione ed il recupero funzionale e sociale ed assicura ad esse tutela giuridica ed economica. 6 La legge del 18 ottobre 2010 n.170, riconosce i diritti rispetto allinserimento scolastico di alunni con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia (distrurbi specifici di apprendimento, di seguito denominati DSA). Sintende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficolt nellimparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidit della lettura. 7 La legge n. 170 art. 5 comma 1, dice: gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilit didattica nel corso dei cicl i di istruzione e formazione.

voti molto alti, ma non riusciva a prendere appunti e non sempre riusciva a stare attento. La mia tutor mi ha in seguito spiegato che gli appunti gli venivano dati dalla sua fidanzata e compagna di banco. Ho trovato interessante questo episodio perch a volte siamo portati a giudicare una situazione in base alla prima impressione; ad esempio se fossi stata uninsegnante e trovandomi di fronte un alunno che dormiva sul banco, lo avrei rimproverato subito; oggi invece, di fronte a una situazione simile cercherei un confronto con le mie colleghe per capire se ci sono delle problematiche nel mio alunno. Altro aspetto simile, stato riscontrato in unaltra classe. Questa volta per avevo seguito il colloquio della mia tutor con il padre, il quale spiegava le varie problematiche del figlio e delle difficolt che aveva avuto in seguito alla bocciatura dellanno precedente. Cos una volta entrata nella classe di questo ragazzo, sono subito riuscita ad individuarlo, senza il bisogno di chiedere spiegazioni alla mia tutor; non ho voluto chiedere nulla perch volevo individuare da sola il ragazzo. Anche in questo caso, il ragazzo dormiva sul banco, ma le sue difficolt erano ben diverse da quelle descritte precedentemente; questo ragazzo durante lultima ora di lezione dormiva tutto il tempo e si svegliava solo pochi minuti prima di andare a casa, se invece filosofia era alla prima ora il ragazzo era sveglio ma il suo viso era come spento e assorto in pensieri lontani. Per un discorso di rispetto della privacy non entro nei dettagli dei suoi problemi, ma sufficiente dire che questultimo aveva voti bassi nonostante la bocciatura. Ho trovato apprezzabile il comportamento della mia tutor nei confronti di questo alunno, si dimostrata comprensiva con lui durante linterrogazione di filosofia a cui ho assistito. In ALLEGATO ho inserito il lavoro di osservazione sulle barriere architettoniche, riferito allunica alunna in carrozzina presente nellIstituto.

Tirocinio attivo in classe


Ripensando alla mia esperienza con le classi, non sono in grado di analizzarmi con precisione, non riesco ad essere obiettiva sulle mie attivit perch per tutto il tempo mi sono sentita desiderosa di imparare, ero come un essere imperfetto che tende in ogni modo alla perfezione, ma pur cercando di avvicinarsi, si rende conto che il cammino lungo e difficile. La prima lezione che ho dovuto condurre stata di sociologia e metodologia della ricerca, in classe terza: Durkheim, un esempio di ricerca, il suicidio. La docente, il giorno prima mi aveva fatto fare le fotocopie dei testi8 utilizzati in classe e mi aveva lasciato libert nel condurre la lezione. Io avevo deciso di unire alla spiegazione dellargomento delle slides in power point, riportando alcune parti pi significative del testo Il suicidio9 e commentarle. Arrivata in classe, ho trovato tutti gli alunni ben disposti ad ascoltarmi e con molta attenzione, prendevano appunti;
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Biscaldi A., Matera V., Il Manuale di Scienze Umane, Sociologia, Marietti Scuola, Novara 2012, pp. 24-26, 30-33; Biscaldi A., Matera V., Il Manuale di Scienze Umane, Metodologia della ricerca , Marietti Scuola, Novara 2012 pp.6062. 9 Durkheim Il suicidio, trad. di R. Scramaglia, Rizzoli, Milano 1987.

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il problema che mentre spiegavo largomento da una parte continuavo a paragonare gli sguardi dei miei alunni della scuola primaria agli sguardi di quella classe, perch pur riscontrando molta attenzione li percepivo distanti. Altra difficolt che continuavo a fare confronti tra la mia spiegazione e quelle condotte dalla mia tutor, mi accorgevo che non ero in grado di padroneggiare largomento e pur sforzandomi dovevo imparare ancora molte cose. In realt la prima esperienza di una spiegazione alla classe ha riguardato Platone. In questo caso quattro ragazze di classe terza, in seguito ad un brutto voto preso nella verifica di Platone, mi hanno chiesto di aiutarle a rivedere gli argomenti chiesti dalla docente perch volevano farsi interrogare e recuperare il voto. La loro richiesta stata inaspettata e ho trovato interessante sapere che vedevano il mio sguardo come fonte di sicurezza, a differenza dello sguardo della mia tutor, del quale erano intimorite. Ho trovato anche curioso che queste ragazze mi vedessero come una persona di cui si potevano fidare, forse limmagine che avevano di me stessa in quella determinata situazione non coincideva con limmagine trasmessa alle alunne, perch anchio ero intimorita dalla mia tutor. Episodio simile si verificato con unaltra classe terza, sempre come argomento Platone10;questa volta stata la mia tutor ad affidarmi un piccolo gruppo per rispiegare largomento in modo da farle recuperare. Alcune delle cause dei voti bassi, era uno studio superficiale basato sugli appunti e non sul libro di testo e la scarsa propensione a ripetere ad alta voce Il lavoro che ho cercato di fare, partendo dalla loro verifica di riguardare insieme gli argomenti chiesti e farle ripetere. Per rendere pi esplicativo il mio lavoro, riporto le domande della verifica, utilizzate per il ripasso di Platone. Spiega come Platone arriva ad affermare che la vera realt costituita dal mondo delle idee. ( dalla domanda che cos ai due mondi di conoscenza). Esponi il mito di Er e spiega perch Platone dice che la filosofia una preparazione alla morte. Illustra almeno tre prove riportate da Platone sullimmortalit dellanima. Perch per Platone la filosofia unesperienza erotica? Dopo aver definito che cos la giustizia, illustra la concezione di stato ideale per Platone. Partendo dal mito del Demiurgo nel Timeo, spiega come si originato il mondo naturale per Platone.

Quando sono state interrogate, sia queste ragazze, sia quelle dellaltra classe (ancora su Platone), la mia tutor ha dato ancora voti bassi, perch ha sostenuto che il loro studio era troppo mnemonico e il linguaggio non era preciso. Io condivido con lei questi aspetti, ma io avrei premiato il loro sforzo e impegno a studiare e avrei alzato un po i voti. Dalla mia esperienza di insegnante della scuola primaria, credo che a volte bisogna trovare un equilibrio e saper mediare tra i vari aspetti; forse meglio motivarli e far credere loro che hanno tutte le capacit per arrivare a voti eccellenti. Forse non punendo continuamente con voti scarsi che si ottiene una loro maggiore motivazione. Io ho riscontrato che facendo in questo modo, premiando limpegno,
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I testi di filosofia utilizzati dalle classi terze, erano: Abbagnano V., Fornero G., Ricerca del pensiero, Paravia 2012; Cioffi F., Luppi G., Agor 1, Mondadori 2012.

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i bambini sono pi motivati a studiare e pi disposti ad ascoltarmi. E forse sbagliato usare lo stesso sistema con gli adolescenti? Per le spiegazioni successive della fisica di Aristotele e per la spiegazione in sociologia della religione trattata da Marx, Weber e Durkheim, ero pi tranquilla e finalmente ho accettato le classi senza fare continui confronti con gli alunni della scuola primaria e non ero pi intimorita dalla loro distanza e neanche dal confronto con la mia tutor. Per trattare la fisica di Aristotele, ho utilizzato per la spiegazione le diapositive della mia tutor e il mio manuale; tutta la classe mi ascoltava e prendeva appunti e quando due alunne si sono messe a chiacchierare sono riuscita senza problemi a riportare il silenzio. Per largomento della religione, ero in classe quinta, ho utilizzato il loro manuale11 e cercato degli approfondimenti da integrare; anche in questo caso la classe mi ha ascoltata prendendo appunti, ma mi sono accorta che a causa della mia stanchezza non ho condotto al meglio la lezione. Sempre in classe quinta stato visto il film Le vite degli altri e alla fine del film ho cercato di sviluppare le tematiche pi importanti, io mi aspettavo da loro un riscontro e invece ancora una volta si sono limitati a prendere appunti, solo quando intervenuta la mia tutor, qualche alunno ha espresso il proprio pensiero. Ci sono stati altri episodi di tirocinio attivo come seguire il lavoro della terza di metodologia della ricerca relativo ai 150 della nascita della scuola e assistere varie classi durante la proiezione del film Agor. In ALLEGATO ho inserito le slides utilizzate per spiegare Durkheim e Aristotele.

Conclusioni
E difficile trovare le parole per concludere questo mio lavoro, perch nella mia testa ci sono domande a cui non so darmi una risposta. Osservando nel mese di tirocinio la mia tutor, ho notato che solitamente ha cercato di mantenere un distacco con la classe, difficilmente ha pronunciato frasi del tipo: Come stai? Hai dei problemi? pur vedendo che alcune alunne erano distanti. Io mi chiedo se sia giusto mantenere tale distanza oppure giusto ad esempio interrompere la lezione e chiedere allalunno se va tutto bene. Per me naturale preoccuparmi del benessere della mia classe, di ciascuno di loro, valorizzando le loro qualit. Credo anche che un buon insegnante dovrebbe mediare tra il trasmettere conoscenze in modo autorevole e il rapporto empatico con la classe, senza cadere nellessere il confidente o un amico. Capisco che forse sia pi semplice preoccuparsi solo della didattica; io nella scuola primaria riesco a mediare tra i due aspetti senza difficolt, riesco a scherzare con gli alunni, (senza perdere autorevolezza) e subito dopo riportarli nella situazione di attenzione, ma non so se in una scuola superiore sarei in grado di fare la stessa cosa, probabilmente seguirei lesempio della mia tutor per paura di non essere ascoltata. Ripensando al mio tirocinio sono anche consapevole dei miei limiti, ma ho imparato a non fare paragoni tra me e le altre insegnanti (ho saputo superare il timore della mia tutor, perch tutti allinizio hanno dovuto apprendere), ho imparato a non fare paragoni tra le classi, perch ognuna
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Giddens, Fondamenti di sociologia, il Mulino, capitolo 14 la religione.

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unica e irripetibile e per questo bella, e ho imparato a non voler assomigliare alla mia tutor perch il metodo di insegnamento si deve avvicinare alla persona. Ritengo che non sia giusto etichettare gli alunni per non cadere nella profezia che si autoadempie12; dallalunno bravo ci si aspetta sempre ottimi voti e di conseguenza dallalunno non bravo ci si aspetta sempre voti negativi. Io credo che non esistono alunni cattivi, ma solo situazioni problematiche, dove linsegnante deve far capire ed educare lalunno a migliorarsi e a non ripetere gli stessi errori, sostenendo una teoria del cambiamento, non necessariamente alunni antisociali diventano adulti antisociali. La scuola come agenzia educativa ha un ruolo fondamentale, anche se insegnare faticoso, perch faticoso stare dentro una relazione di aiuto, intesa, rogersianamente, come relazione di crescita13 che implica il ricorso ad energie non solo intellettuali ma anche emotive. Da questo punto di vista si tratta di un mestiere reso doppiamente impegnativo dal fatto che linsegnante ha anche il controverso dovere ed onere della valutazione dei percorsi di apprendimento dei singoli e dei gruppi, oltre che del proprio.14

Allegati
Esempi comunicativi per capire le dinamiche presenti nelle classi Analisi delle barriere architettoniche della scuola: analisi dellitem 1 dell Ervis Unit didattica: essere felici: diritto, conquista o utopia?(lavoro svolto durante il laboratorio di tirocinio). Tema di una ragazza: Cos la felicit?, tratto dal quotidiano locale La Provincia Pavese. Materiali utilizzati durante il tirocinio in classe: Simulazione di 2 prova, temi di Scienze Sociali Diapositive di Durkeheim, un esempio di ricerca: lo studio sul suicidio Diapositive di Aristotele, la fisica

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La profezia che si autoadempie allinizio una definizione falsa della situazione che determina un nuovo comportamento che rende vera quella che originariamente era una concezione falsa. La speciosa validit della profezia che sia auto adempie produce ripetutamente e continuamente situazioni erronee. Cos il profeta citer il reale corso degli eventi come prova che egli aveva ragione fin da principio. Merton R., Teoria e struttura sociale, Il Mulino, 1992. 13 Rogers C. R., (1969) Libert nellapprendimento, trad. it. Giunti Barbera, 1981. 14 Ferrari M., Pitturelli D. (a cura), SASI-S Strumento di Autovalutazione della scuola, Franco Angeli s.r.l, 2008 Milano, p. 82.

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