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is ~Lascuola non sia palestra dell’Umbria “rossa”’ ALESSANDRO CAMPI n messaggio di po- sta elettronica mi annuncia - per ve- nerdi 10 marzo - la confe- renza stampa di presenta- zione della Rete Studente- sca di Perugia, mata dalla collaborazione tra due realta con una dichiarata connota- zione politico-sindacale: Al- tra Scuola-Uds per le Supe- riori (associazione apartitica attiva negli Istituti superiori cittadini sin dal 1994) e Si- nistra Universitaria-Udu | _ per |'Universita (associazio- | ne, nata anch'essa nel 1994, | ot 2 MR IT EA See EEE }-la mafia a concorsi per i } | graffiti sul Minimetrd". (...) | che si autodefinisce “aparti- | tica, antirazzista e antifasci- sta"). Questo nuovo sogget- | to associativo, stando al co- a ‘miunicato ufficiale, vuole es- sere un "punto di riferimen- to politico-sindacale per tutti gli studenti della no- stra citta e si propone di or- ganizzare da nuovi piani sulla mobilita alternativa a corsi di preparazione e si- mulazione per 1 test di in- | gresso, da convegni contro : SPRL 5. Sais tee a rs bee Pe Le SEGUE A PAGINA 8 Segue dalla prima Si e costituita il 10 marzo la Rete Studentesca di Perugia (...) Incuriosito dalla notizia e dal linguaggio, che mette insie- me un dichiarato impegno civi- le e un forte spirito rivendicati- vo, cerco, navigando su Inter- net, di saperne di pit sugli sco- pi e la natura di questa nuova realta, cosi dichiaratamente orientata a sinistra e che a naso sembrerebbe (ma posso sba- gliarmi) una sorta di “longa manus” giovanile della Cgil sul mondo della scuola e dell'uni- versita. Cosa si prefiggono esat- tamente gli studenti - universi- tari e delle scuole medie supe- riori - che hanno deciso di rac- cogliersi a Perugia nella Rete studentesca? : Cid che trovo nel loro sito - do- cumenti, notizie, commenti, forum, iniziative - @ in effetti estremamente istruttivo. Utile, soprattutto, per capire quali profonde (e probabilmente ir- reversibili) trasformazioni sia- no intervenute nel corso degli anni nel nostro ordinamento scolastico, a tutti i livelli, so- prattutto sul piano della men- talita e del modo di intendere l'apprendimento. Utile, altresi, per farsi un'idea del perché qualunque tentativo di cambia- re lo status quo della scuola ita- liana, cercando di adattarlo ai tempi, sia destinato a scontrar- si con una sorta di muro ideo- logico, con modalita di resi- stenza alimentate al tempo stes- so dalla demagogia e dal vellei- tarismo. Trattandosi di un'associazione di studenti - per quanto politi- cizzati ¢ cosi precocemente in- clini alle "vertenzialita con le istituzioni', come essi scrivono nel presentare - ci si aspette- rebbe, infatti, che parte signifi- cativa delle loro attenzioni fos- se comunque rivolta allo stu- dio, ai suoi problemi e ai suoi riflessi (personali e sociali): dunque ai programmi d'inse- gnamento, agli sbocchi profes- sionali post-laurea, alle questio- ni della didattica, ai rapporti La scuola non sia palestra dell’ Umbria “rossa” Un’immagine di studenti universitari tra scuola e mondo del lavoro, all'aggiornamento _professiona- le dei docenti, all'approfondi- mento delle materie di studio, ai servizi bibliotecari ecc. Tutte cose che invece sembrano restare sullo sfondo delle loro preoccupazioni. A contare, per questi giovani studenti, @ ben altro: da un la- to, le istanze di tipo "corporati- vo", presentate con il linguag- gio tipico del sindacalismo pit agguerrito e scaltro; dall'altro, le opzioni in senso lato politi- co-militante, illustrate a loro volta con uno stile burocratico e freddo, che non denota nulla della creativita che ci si aspette- rebbe da giovani liceali e uni- versitari. Eccoli dunque, per fare qual- che esempio, prendere dura- mente posizione contro la "di- rettiva Bolkestein" che crea in Europa un libero mercato dei servizi, pronti a scendere in piazza contro la legge Fini sulle tossicodipendenze, disposti a mobilitarsi per la pace nell'an- niversario dell'inizio della guer- ra in Iraq. Gli obiettivi della Rete Studen- tesca per l'anno 2006, fissati in una vera e propria Carta d'in- tenti e presentati ieri alla stam- pa, d'altronde parlano chiaro. - Se si escludono l'impegno con- tro il caro libri e lo sforzo per promuovere corsi di prepara- zione per favorire il supera- mento dei test d'ingresso previ- sti da alcune Facolta universita- rie, le altre iniziative messe in cantiere hanno tutte, per usare il loro linguaggio, una precisa finalita politico-sindacale: si va dalla vertenze con gli enti loca- li in materia di mobilita e tra- sporti alle iniziative di lotta alla mafia e a favore della legalita, dalla mobilitazione per "salvare la costituzione" dalla riforma voluta dal centro-destra al dia- logo permanente con le istitu- zioni locali, dalla battaglia per favorire il sentimento di appar- tenenza dei giovani verso la propria citta (per vincere la quale non si offre di meglio che far dipingere i piloni del mini- metrO perugino da gruppi di giovani ‘graffitari") alle inizia- tive di cooperazione interna- zionale finalizzate, nell'ordine, a debellare lo sfruttamento sul lavoro (specie quello minorile), a favorire 1 processi di pace e democratizzazione, a riconver- tire l'industria bellica mondia- le, a stroncare il narcotraffico, a salvare l'ambiente dallo sfructa- mento capitalista, a sostenere lo sviluppo del multiculturali- smo e dell'integrazione tra i po- poli. Tutto molto nobile, ma viene da chiedersi: cosa ci si pud ~ aspettare da giovani che vivono la scuola - vale a dire l'epoca della propria formazione uma- na ¢ intellettuale - con un simi- le spirito, divisi tra enunciati politici roboanti ¢ lotte per la rappresentanza, tra politica di piazza e impegno sindacale? Per quanto mi riguarda, non mi meraviglierei se tra le fila delle Rete Studentesca di Peru- gia maturassero gli ammini- stratori dell'" Umbria rossa" di domani. In effetti, quale pale- stra migliore, per chi vorra un giorno prendere in mano le re- dini di questa regione, di una realta associativa studentesca nella quale ci si muove gia con tanta disinvoltura tra vertenze, carte d'intenti, protocolli d'in- tesa, accordi programmatici, larghe intese e tavoli di concer- tazione? ALESSANDRO CAMPI