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TERMOREGOLAZIONE una funzione omeostatica dell'organismo e in quanto tale descritta come un sistema di controllo o servomeccanismo.

o. Non riguarda tutte le specie animali ma solo quelle omeoterme a sangue caldo, che riescono a mantenere costante la temperatura corporea. Sistema di controllo omeostatico: servomeccanismo. Schema generale: centro integratore che riceve segnali circa una variabile da controllare misurata. L'informazione raggiunge il centro integratore a cui giunge anche l'informazione circa il valore set-point e se i due valori coincidono non c' risposta. Altrimenti, si genera un segnale di errore che attraverso un segnale di controllo incide sulla variabile da controllare. Componenti del sistema centro integratore l'ipotalamo. variabile : temperatura corporea. neuroni set-point a livello ipotalamici che definiscono il valore desiderato della temperatura corporea e che sono bersaglio dei pirogeni che hanno lo stesso effetto dei pirogeni liberati dal sistema immunitario durante l'infiammazione variano il set-point con attivazione dei meccanismi omeostatici per l'aumento della temperatura e il raggiungimento del nuovo set-point. Temperatura misurata con afferenze periferiche e centrali e confrontata con il valore set-point. Se differiscono c' la risposta del sistema di controllo: la temperature ripristinata attraverso due meccanismi: termoproduzione e termodispersione, espressione dell'attivit del sistema nervoso, ormonale ma anche risposte di tipo comportamentale.

temperatura del nucleo e non quella superficiale. Sistema termo regolatorio: core agisce con afferenze a feedback su ipotalamo, in particolare l'area preottica la zona pi importante: la temperatura del core rilevata da termocettori centrali localizzati nel cervello, nel midollo spinale e nei visceri; questi termocettori, quindi, se la temperatura centrale diminuisce rilevata dai termocettori centrali -->ipotalamo risponde con produzione di calore . Termocezione periferica recettori in cute, mucose cavi orale e nasale; sono pi sensibili alla variazione termiche ambientali ( NON DEL NUCLEO ) la temperatura periferica rappresenta un sistema ANTICIPATORIO; invia segnali al sistema integratore ma prima che ci siano effettivamente delle variazione della temperatura interna e quindi del core e serve anche per evitare delle variazioni di temperatura a livello centrale. Termocezione Periferica cutanea ha anche un'altra funzione: generare la sensazione termica, quindi responsabile delle reazioni di tipo comportamentale che ne seguono (allontanamento dal caldo e dal freddo). Pi facile riscaldare che raffreddare per questo si tollerano meglio temperature pi basse di 37 di temperature superiori a 37

Effettori il Sistema efferente dall'ipotalamo sostanzialmente il nervoso somatico (/che innerva muscoli scheletrici generando la Temperatura corporea : dobbiamo distinguere termogenesi da brivido ) ma anche risposte dal due zone : simpatico che regola il grado di vasocostrizione nucleo omeotermico o core: la cui T o vasodilatazione con scambi termici tra core e mantenuta rigorosamente costante a valore 37C involucro e agisce anche sul tessuto adiposo e subisce minime oscillazioni; parti profonde del bruno. collo e del capo e tronco.(valori di riferimento 36,5-37.2) Esaminiamo la periferica involucro: parti superficiali del corpo dovuta alla presenza di termocettori corrispondenti; subisce oscillazioni senza 1 problema: esistono recettori separati per caldo problemi da 25 ai 40 senza problemi. e freddo, oppure sono unici? quando ci riferiamo alla variabile e parliamo di Secondo l' ipotesi codice di frequenza: bassa temperatura corporea, parliamo della frequenza di scarica per il freddo, e viceversa

caldo. Tuttavia evidenze sperimentali hanno dimostrato che sono diversi zone cutanee diverse generano sensazioni diverse ma la stessa se stimolata con caldo e freddo non d entrambe le percezioni; delle fibre afferenti cutanee, alcune rispondono alla diminuzione e altre all'aumento CON AUMENTO DELLA FREQUENZA DI SCARICA; ATTIVAZIONE DI OGNI TERMOCETTORE SI ACCOMPAGNA SOLO A SENSAZIONI DI CALDO O SOLO SENSAZIONI DI FREDDO. Caratteristiche isto-funzionali dei recettori: FREDDO: sono terminazioni libere mieliniche A, sia per dimensioni (diametro di 1-4 m) che velocit di conduzione (5 -25m/s) CALDO: bassa velocit di conduzione e diametro minore; sono comunque terminazioni libere. I termocettori sono caratterizzato da alta adattabilit: La scarica si osserva all'inizio della stimolazione e quando essa termina (rapido adattamento). La frequenza di scarica aumenta con il variare del gradiente termico, per poi assestarsi nel tempo. Raggiunto per un picco di temperatura, la frequenza di scarica si riduce. Esperimento - sx frequenza di scarica di una fibra afferente primaria {registrata da un nervo periferico} aumenta quando una piastra metallica raffreddata a varie temperature viene avvicinata alla cute; la scarica quando avvicinata alla cute - IN MODO DIVERSIO IN DUE CASI: contatto O solo avvicinamento alla cute: se c' contatto la frequenza di scarica aumenta parecchio.

Diversi tipi di recettori scaricano in maniera ottimale a specifiche temperature. Range cutaneo 25 35 Altra caratteristica: frequenza di scarica, con gradiente costante e velocit di applicazione di questo gradiente termico costante, in funzione della variazione cutanea basale: maggiore quest'ultima (la variazione cutanea basale), maggiore la risposta di termocettori. sistemi di allarme sono pi efficienti se la temperatura basale pi alta. Soglia percettiva dipende dalla temperatura basale della cellula. diminuisce all'aumentare della temperatura, di conseguenza si pi sensibili a variazioni di temperatura se la temperatura cutanea alta. Ci lo si deve al fatto che pi alta la temperatura di base, pi rapidamente bisogna attivare i meccanismi di termoregolazione necessari al mantenimento dell'omeostasi termica. Inoltre, se una variazione termica viene applicata rapidamente, la soglia percettiva si riduce: essa cio viene avvertita maggiormente rispetto ad un gradiente di temperatura applicato pi lentamente. La velocit di variazione della temperatura modifica la soglia percettiva per la temperatura se scende al di sotto di 0,1C/s. Se la velocit bassa bisogna applicare stimoli pi intensi. Due tipi di recettori per il caldo operano nel campo fisiologico e poi alcuni con scarica ottimale a 42 gradi ; esistono altri nocicettori che scaricano per temperature maggiori di 45 gradi. Tra questi : alcuni recettori per il freddo che scaricano fino a 37 gradi e poi scaricano per t > 45 gradi in maniera paradossa.

Psicofisiche della sensazione termica ci affidiamo alla descrizione del soggetto ci sono due fattori che influenzano quindi queste percezione : 1. temperatura della cute al momento dello stimolo; Nel secondo grafico l'aumento messo in 2. velocit di variazione della temperatura relazione al gradiente termico (le piastre messe a codifica la soglia percettiva contatto sono mano mano pi fredde (la piastra soglie percettive: attraverso un grafico analizzo pi fredda); l'aumento subito decade e quindi i gradiente minimo di variazione percepito in recettori termici hanno alta adattabilit. funzione della velocit con cui applico la Si capisce che si attivano quando c' una variazione di temperatura. variazione della temperatura cutanea ma non se la variazione di velocit molto lenta, il rilevano esattamente la temperatura . gradiente deve essere molto alto perch la

variazione di temperatura sia percepita.

Per quanto riguarda le vie centrali i termocettori sono le terminazioni periferiche dei neuroni a T CANALI TRP nella termocezione la cui branca centrale entra nelle corna posteriori canali coinvolti nella termocezione sono TRP del midollo spinale, terminando nelle varie (alcuni anche coinvolti nella nocicezione) canali lamine; le vie termocettive e nocicettive sono le a potenziale recettoriale transitorio stesse e diverse da quelle della famiglia di canali che condividono omologia meccanocezione. strutturale; caratterizzati dall'essere canali cationici aspecifici con correnti cationiche FIBRE C Lamine I e II miste. Sono coinvolti anche nel gusto, FIBRE A Lamine I e V nell'olfatto e sono presenti anche in cellule non eccitabili senza ruolo specifico nella trasduzione A questo livello esistono neuroni diversi per le ma con funzioni variabili. varie modalit, cio troviamo neuroni di domini conservati: secondo ordine di tipo nocicettivo, vari neuroni 6 domini trasmembrana ad ampio spettro sui quali vengono convogliate regione poro tra S5 E S6 informazione anche di tipo meccanocettivo, dominio TRP a funzione sconosciuta neuroni per il caldo e neuroni per il freddo. TRPV in cui 1 anche nocicezione e stimoli chimici capsaicina (peperoncino sensazione di I fasci coinvolti decussano sulla linea mediana calore ) TRPM E TRPA sono principalmente nelle fibra ascendenti che vanno a formare il coinvolti nella termocezione. tratto anterolaterale cio spinotalamico che Ciascuno di questi canali si apre per range di temperature determinati mediante esperimenti su animali k.o. (es.topi k.o. per V1 non danno riposte anche protettive all'aumento della temperatura quindi non sono in grado di percepire temperature fino a 43 fino a 50 dove intervengo i V2 DANNO RISPOSTE DI TIPO COMPORTAMENTALE SOLO QUANDO LA TEMPERATURA SUPERA I 53C, con k.o. di V2, V3 e V4 siamo riusciti a definire il range). per il caldo V1 V2 (TEMPERATURE ELEVATE CHE PRODUCONO DISAGIO FISICO) V3 V4 per il freddo DUE CANALI M8 E A1. TRPV1 scarica a T > 43C TRPV2 scarica a T > 52C TRPV3 scarica a 30C < T < 39C espressi prevalentemente in cellule epiteliali rispetto ai neuroni sensoriali TRPV4 scarica a 25C < T < 34C TRPM8 e TRPA1 sensibili al freddo (il primo attivato anche da mentolo e sostanze simili) raggiunge il talamo a livello del nucleo ventro postero laterale (tronco arti e capo) e mediale (territorio facciale), i quali inviano fibre afferenti all'area sensitiva primaria (SI). La via che opera la funzione termoregolatoria in realt distinta da questa via, che sostanzialmente determina la percezione termica. Ci stato provato da esperimenti di lesione in animali, in cui si visto che lesioni dell'area talamica coinvolta nella percezione termica, annulla la percezione ma non le risposte termoregolatorie; sono quindi distinte. La via somatosensoriale che media le risposte anticipatorie mediata da neuroni identificati nel nucleo parabrachiale che proiettano all'area preottica ipotalamica. Sono state individuate due regioni del nucleo parabrachiale: regione laterale esterna neuroni di proiezione all'area preottica attivati dal freddo. regione dorsale neuroni di proiezione ALCOA******attivati dal caldo. Meccanismi di termodispersione e termoproduzione importante la costanza della temperatura corporea; esistono degli intervalli di temperatura in cui la regolazione pu ancora avvenire e

Sono sensibili anche a stimoli chimici, come ad esempio TRPV1 attivato dalla capsaicina. Sono espressi anche nei cheratinociti, cellule non eccitabili. Si presume che essi medino il rilascio di ATP che a sua volta regolerebbe canali ionici ATP-dipendenti.

temperature limite 24 freddo e 40 caldo. Il ruolo della circolazione negli scambi termici tra nucleo ed involucro importante ai fini regolativi, infatti gli scambi tra nucleo ed involucro variano in base alla vasodilatazione/vasocostrizione . Risposta al freddo: vasocostrizione serve a preservare la temperatura del core; Risposta al caldo: vasodilatazione facilita gli scambi favorendo la dispersione di calore.

La conduzione invece necessita di diretto contatto tra lorganismo (cute) e un solido, un liquido o un gas a differente temperatura: il corpo pi caldo cede calore e la quantit di calore dipende dallarea di cute interessata. Laria avendo una scarsa conducibilit termica non cede o acquista calore con facilt (inoltre con lutilizzo do indumenti laria a contatto con la pelle viene trattenuta e si ha minor dispersione di calore tramite conduzione attraverso laria), mentre lacqua ha un calore specifico (4186 Neutralit termca: valore di temperatura Joule/Kg Kelvin, cio la quantit di calore ambientale per la quale la temperatura del corpo necessaria per innalzare la temperatura di una mantenuta costante solo dal calore sviluppato unit di massa di 1k) e conducibilit termica pi dal metabolismo basale. Il 70% del calore elevati. prodotto dal nostro organismo, cio quella parte La convezione strettamente correlata alla che mantiene costante la temperature del core, conduzione ed caratterizzata da moti convettivi dovuta al solo metabolismo basale. del fluido (in genere aria) che riscaldandosi a Vi un intervallo di temperatura, zona di contatto con il corpo tende a un movimento neutralit termica, nel quale l'organismo non ascendente e induce quindi larrivo di nuova aria disperde altra energia per mantenere costante la favorendo dispersione di altro calore. Lutilizzo propria temperatura. di vestiti blocca tali moti convettivi, mentre il Fuori da questa zona, sia per temperature pi movimento li favorisce. elevate che pi basse, necessario spendere Levaporazione il meccanismo energia per attivare processi che mantengono la termodispersivo di maggiore efficacia che termoregolazione. valido anche a temperature superiori a quella del *Analisi grafico con IN BLU curva del corpo (a tali temperature gli altri meccanismi metabolismo energetico in base alla temperatura funzionano al contrario, cio il corpo assume ambientale; IN ROSSO metabolismo energetico; calore con gli altri meccanismi): consiste Zona elettrica neutra compresa tra LCT (low nellevaporazione di acqua dalla cute e dalle critical temperature) E UCT; in questo tratto la t mucose delle vie respiratorie (circa mezzo corporea mantenuta costante solo a spese del litro/die). Cani e gatti tramite la polipnea termica metabolismo energetico SENZA ULTERIORE possono disperdere calore in modo regolato dalle SPESA ENERGETICA RISPETTO A mucose respiratorie luomo no. La quantit QUELLO CHE IL NORMALE dacqau pu essere aumentata dalla secrezione di METABOLISMO BASALE; fuori da questo sudore. range la temperatura mantenuta con dispendio Per far evaporare un litro dacqua servono 580 energetico attraverso processi di Kcal che sono sottratte dalla cute e mucose. termoproduzione e termodispersione. Levaporazione dipende soprattutto dallumidit dellaria: se questa alta verr ostacolata, al Bilancio termico: equilibrio tra termogenesi e contrario in caso di aria secca levaporazione termodispersione. favorita ( importante quindi questo gradiente La termodispersione si basa principalmente su di vapore cit. Pizzuti) La termogenesi si basa su meccanismi fisici (irraggiamento, conduzione, processi chimici (metabolismo basale, attivit convezione, evaporazione). muscolari, ADS ormoni, condizioni ambientali). Lirraggiamento lemissione di calore sotto regolazione del flusso ematico cutaneo forma di onde elettromagnetiche (infrarossi) e Nel distretto cutaneo arteriole e venule formano dipende dalla differenza di temperatura dei due principalmente due plessi (molto variabili) : corpi (anche senza entrare in diretto contatto); ai uno superficiale, il plesso subpapillare (tra strato raggi solari ci si riscalda con questo papillare e reticolare del derma) che emette meccanismo, mentre il corpo umano cede calore perpendicolarmente arcate che vanno verso la cos se lambiente circostante pi freddo. superficie; poi c un plesso pi profondo, il

sottocutaneo. Anastomosi artero-venose contribuiscono a regolare il flusso. pu variare da 200 a 400ml/min fino a 3000 ml/min; la regolazione diversa se consideriamo le regioni estreme del corpo dita, orecchi, naso, dette regioni acrali, dove abbiamo un meccanismo di DILATAZIONE PASSIVA dovuta a riduzione di scarica fibre simpatiche noradrenergiche vasocostrittrici che agiscono tonicamente producendo appunto un tono di base; regioni non acrali del tronco: VASODILATAZIONE ATTIVA; la scarica tonica gi bassa e non si ottiene una vasodilatazione significativa riducendo la scarica vasocostrittrice; la vasodilatazione dovuta a sostanze rilasciate anche con la sudorazione per fibre simpatiche colinergiche su ghiandole sudoripare.

dovuto a sudore(liquido iposmotico con NaCl) perspiratio sensibilis; con secrezione modesta riassorbimento di ioni e acqua duttulare imponente 20 mOsm se secrezione aumenta(fino a 3 l/h) meno riassorbimento perci 100mOsm. sudore: calore innervazione simpatica di tipo colinergico della ghiandola(importante nellesercizio fisico) Ghiandola sudoripare tubulare contorta Umidit ostacola sudorazione acqua non esce perci si usano ventilatori Termogenesi chimica grazie a reazioni di tipo chimico;

termogenesi da brivido(T<35.5): innescata da un centro ipotalamico detto centro del brivido, che prende contatto attraverso delle formazioni dei nuclei encefalici e direttamente con motoneuroni che vanno a innervare il muscolo scheletrico, producendo un aumento tono muscolare e poi delle contrazioni di tipo oscillatorio dovuti alla grossa attivazione dei fusi Effetti diretti sulla temperatura cutanea sui vasi neuromuscolari dal centro del brivido, che non riscaldamento produce vasodilatazione; producono lavoro (il muscolo non si accorcia), raffredda produce vasocostrizione. e riguardano la contrazione simultanea di Mediato da una diversa sensibilit alle muscoli antagonisti perci non c movimento, catecolammine. con finale produzione di calore; questi RAFFREDDAMENTO ECCESSIVO: meccanismi sono regolati dal SN somatico, VASODILATAZIONE PER EVITARE IL CONGELAMENTO NELLE PARTI ESPOSTE; poich diretto alla muscolatura striata. arrossamento delle estremit. Termogenesi non da brivido(T<36.8) SCAMBIO TERMICO CONTROCORRENTE reazioni cellulari che portano alla produzione di Importante in animali sottoposti a temperature calore; estreme, tuttavia un meccanismo che aumento delle reazioni ossidative ritroviamo anche nell'uomo. cellulari Le vene profonde sono vicine alla arterie e in incremento di utilizzo di ATP in cicli che caso di temperature molto basse insieme al non producono lavoro processo di vasocostrizione con ridotto apporto ematico alla periferia, favorito anche il ritorno stimolazione della catena respiratoria venoso dalle vene profonde; raffreddano il riduzione dell'efficienza della sangue arterioso riducendo ulteriormente la fosforilazione ossidativa dispersione di calore, facendo arrivare in per la termogenesi non da brivido ci sono due periferia sangue pi freddo meccanismi: In caso di caldo il sangue viene riportato con le 1) ormonale: intervento di ormoni tiroidei e vene superficiali; non avviene lo scambio catecolammine controcorrente quindi il sangue arterioso non 2) tessuto adiposo bruno: elevato numero di viene raffreddato e il calore viene ceduto citocromi; localizzato in punti strategici nel allesterno trovandosi le vene nel distretto neonato; tende a scomparire; continua ad essere cutaneo. presente e pu generarsi a partire da adipociti bianchi per effetto di stimolazione del sistema Perdita di calore mediante evaporazione nervoso simpatico su recettori 3 (che regola i

meccanismi di formazione di calore in questo tessuto) gioca un ruolo importante l'adattamento al freddo basse temperature costanti aumenterebbero il numero di queste cellule. Ormoni: stimolazione dell'ipotalamo per il freddo fa rilasciare il fattore di rilascio del TSH produzione di TSH, che agisce sulla tiroide, stimolando ormoni tiroidei T3 e T4 ma ultimamente anche un T2 con ruolo nell'attivazione del metabolismo cellulare. Gli ormoni tiroidei, insieme a noradrenalina ed adrenalina agiscono sia su muscoli scheletrici che sugli altri tessuti, aumentando il metabolismo cellulare e la produzione di calore. T3 e T4 pi lente della noradrenalina perci coinvolte di pi nellacclimatamento che nella risposta al freddo Tessuto adiposo bruno Innervato da fibre simpatiche e numerosi mitocondri che danno la colorazione scura : presente nei roditori e animali ibernanti; localizzato in regioni particolari: periaortica interscapolare, intercostale, vicino alle grosse arterie in modo che il calore giunga alle subito alle arterie centrali e quindi al core termico del corpo. Meccanismo alla base della produzione di calore: TERMOGENINA O PROTEINA DISACCOPPIANTE UCP-1, forma un canale per ioni H+ nella membrana mitocondriale interna; il canale protonico fa si che il gradiente generato dalla catena di trasporto degli elettroni venga dissipato da questo passaggio con produzione di calore. In assenza di UCP, l' ATPsintetasi utilizza H+ per la produzione di ATP. Esperimenti che hanno dimostrato il ruolo di UCP: sono stati ottenuti adipociti bruni senza UCP, sono stati stimolate queste cellule con noradrenalina la stimolazione diretta con questo neurotrasmettitore determina un aumento del consumo di ossigeno, quindi aumento metabolismo cellulare, nei topi normali; questo effetto non c'era nei topi privi di UCP . Lo stesso esperimento stato fatto stimolando le cellule con OLEATO (acido grasso); anche in questo caso stimola il consumo di ossigeno cellulare e anche questo meccanismo richiede la

presenza di termogenina per funzionare. L'esperimento fornisce due informazioni riguardo l'azione della noradrenalina sulla produzione di calore del tessuto bruno: la stimolazione di UCP-1 proprio della noradrenalina ed il coinvolgimento degli acidi grassi in questo meccanismo poich mimano l'effetto delle noradrenalina.
Meccanismo d'azione della noradrenalina (o epinefrina): epinefrina recettore 3 via del cAMP con produzione di PKA che agisce sulle goccioline lipidiche: Attivando LOS (lipasi ormone sensibile) Fosforilando la perilipina che cos si stacca dai trigliceridi, favorendo l'attivit della lipasi. Ne segue liberazione di acidi grassi (FFA), che entrano in beta-ossidazione; essi possono anche agire sull'UCP-1: questa si trova nella matrice mitocondriale, legata ad una molecola di GDP che blocca il canale; gli acidi grassi liberi stimolano il distacco del GDP dal canale inducendone l'apertura, l'effetto disaccoppiante e la liberazione di calore. Ergo: NORADRENALINA LIPOLISI DEI TRIGLICERIDI CONTENUTI NEGLI ADIPOCITI La norepinefrina non modula solo l'attivit di UCP-1, ma ne induce anche la trascrizione. Un altro effetto della PKA quella di fosforilare il fattore di trascrizione CREB, che entrando nel nucleo favorisce l'espressione del gene dell'UCP.

Meccanismi centrali della termoregolazione Le aree coinvolte nella termoregolazione sono principalmente due: 1) Area preottica (centro di dissipazione del calore) stimolandola si ottiene vasodilatazione e sudorazione / se lesa si ha ipertermia 2) Area posteriore (centro di conservazione del calore) stimolandola si ha comparsa di brividi, vasocostrizione // se lesa genera ipotermia. L'ipotalamo caratterizzato da un set-point di temperatura (37.1 C) con il quale viene paragonato il valore medio di temperatura registrato dalle integrazioni dei vari termocettori.

Con la febbre (indotta da sostanze pirogene) il set-point viene ricalibrato per valori superiori e la temperatura mantenuta su tali valori. Inoltre l'ipotalamo, attraverso il centro del brivido, agisce anche sui muscoli scheletrici producendo calore attraverso il brivido di freddo. Da impulsi eccitatori a formazioni del troncoencefalico facilitatorie per motoneuroni spinali. I termocettori centrali si trovano sia a livello dei visceri, sia del midollo, sia soprattutto a livello dell'area preottica (prevalentemente recettori per il caldo).

Risposte comportamentali: al caldo: variazione dell'abbigliamento, ricerca dell'ombra, riduzione del lavoro muscolare aumento della termodispersione al freddo: riduzione della termodispersione, aumento della termogenesi, tono muscolare e brivido, movimenti volti alla generazione di calore (battere i piedi, etc.). Meccanismi periferici e locali

Agiscono in base ai recettori periferici che di solito sono meno importanti di quelli centrali tuttavia la soglia del brivido e della sudorazione L'esistenza dei recettori centrali si dimostra cos: viene regolata in base ad afferenze di recettori se si immerge il braccio in acqua calda si ottiene periferici che indicano la T cutanea:Es brivido se sudorazione sia al braccio immerso, sia al la T cutanea alta la soglia del brivido viene braccio non immerso; questo fenomeno spostata a valori del nucleo omeotermico minori mediato sia dai termocettori cutanei, sia dal Quindi i recettori periferici hanno una funzione riscaldamento del nucleo termico: dal braccio di modulazione della risposta caldo/freddo riscaldato il sangue circola fino alla periferia regolandola in base alla T esterna in modo che termica, riscaldandola. non sia eccesiva. I termocettori periferici conservano un ruolo di tipo regolatorio; i recettori periferici pi importanti sono quelli per il freddo, che inviano stimoli alla regione ipotalamica posteriore (che riceve informazioni dall'ipotalamo preottico, con integrazione...) Esistono almeno 4 tipi diversi di neuroni ipotalamici sensibili alla temperatura; Recettori primari per il caldo: aumentano la frequenza di scarica in modo direttamente proporzionale all'aumento della temperatura Recettori primari per il freddo: hanno frequenza di scarica inversamente proporzionale all'aumento di temperatura pare che sia quelli per il caldo che quelli per il freddo mantengano un livello di attivit costante a temperature neutre Interneuroni dotati di set-point: sono interneuroni correlati al caldo e al freddo, sono silenti fino ad una certa Temperatura e poi iniziano la scarica. Probabilmente sono coinvolti nella genesi del set point e sono sensibili alle sostanze pirogene non sono recettori primari, il loro comportamento deriva da contatti sinaptici e circuiti neuronali.