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MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA BRESCIA E DAL MONDO

N. 5 del 2013 - GIUGNO/LUGLIO 2013 - 2,50 1

LE CItt tAtuAtE ItALIANI NEL MoNDo

Alessandro Casali Costantino Franchi Roberto Gaburri Matteo Piantedosi

PENSIERI DI

StRADE E quARtIERI
Villaggio Prealpino

HINtERLAND
Castenedolo

VIAGGIo IN PRoVINCIA
Desenzano d/G Lonato d/G Padenghe s/G Sal Sirmione toscolano Maderno

ECoLoGIA E AMbIENtE

SPECIALE

LItalia ha bisogno di Fede


(Emilio)
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12/DODICIMESI
giugno/luglio 2013 NUMERO 5 RIVISTA MENSILE 2,50

12/DODICIMESI
SOMMARIO RUBRICHE
9 13 17 21 25 90 96 100 laperitivo opinioni il LAVORO TU E IL FISCO bacheca PELO E CONTROPELO qui & l GENTILE FARMACISTA

VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 163 25124 BRESCIA . ITALIA T. +39 030 3758435 F. +39 030 3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com DIRETTORE RESPONSABILE GIORGIO COSTA DIREZIONE@EDIZIONI12.IT COORDINAMENTO DONATELLA CAR DONATELLA.CARE@DODICIMESI.COM HANNO COLLABORATO Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Luce Bellori, Elisabetta Bentivoglio, Elizabeth Bertoli, Alberto Bertolotti, elisa bettini, Silvio Bettini, raffaella bondio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Ferdinando Magnino, Alessia Marsigalia, Enrico Mattinzoli, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Libero Rosellini, Massimo Rossi, Rosanna Scardi, Giordana Talamona, Donatella Tiraboschi, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Camilla Zampolini. EDITORE EDIZIONI 12 SRL VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 163 25124 . BRESCIA . ITALIA REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI BRESCIA N. 52 DEL 24/11/2008 IMPAGINAZIONE SALES SOLUTIONS SRL FOTOGRAFIE Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini STAMPA stilgraf . BRESCIA . ITALIA PUBBLICIT Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it abbonamento annuale 30 tramite bonifico bancario indicando nella causale abbonamento annuale 12 Mesi e nome dellabbonato iban: it 07 R05116 11201 000000027529 per ricevere la pubblicazione, insieme al bonifico sar necessario inviare una mail (abbonamenti@dodicimesi.com) o un fax (al n. 030.3758444) indicante, oltre al nome dellabbonato, lindirizzo al quale inviare la rivista e un numero di telefono

speciale
ecologia e ambiente

PENSIERI DI
10 matteo piantedosi: mille miglia. il marchio? vedremo chi sapr valorizzarlo meglio 14 roberto gaburri: mille miglia. missione compiuta, ma bisogna tutelare il marchio 18 alessandro casali: mille miglia. servono una gara e un comitato di indirizzo 22 costantino franchi: mille miglia. voglio una freccia rossa bresciana, nonostante le gelosie

economia
27 meno tasse meno stato, pi lavoro pi mercato

territorio
44 strade e quartieri: villaggio prealpino 48 hinterland: castenedolo 52 Viaggio in provincia: il turismo nel basso garda. non solo lago

inchiesta
italiani nel mondo

P. 33

inchiesta
71 come lausterity ci taglia la spesa

altro
40 un tesoro di biblioteca 42 le tecnologie al servizio dellacqua 93 www.bsnews.it: il sondaggio trasferirsi allestero: la qualit della vita conta quanto il lavoro 99 deskomusic 30 anni dopo

INCHIESTA
le citt tatuate

P. 81

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

12DODICIMESI MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA BRESCIA E DAL MONDO

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L/ APERITIVO
di GIORGIO COSTA

LITALIA HA BISOGNO DI FEDE


(Emilio)
La primavera 2013 stata pessima, piovosa, fredda, quasi novembrina. Un maggio cos non lo si vedeva da settantanni: acqua e temporali senza pause. Un clima cupo e depressivo, con il meteo allineato, quasi per strani congiunzioni astrali, al clima sociale economico e politico del nostro paese. Ogni giorno notizie a pioggia di chiusure di aziende, PIL in calo, disoccupazione che lievita come un bab, deputati che contano gli scontrini, ministri onesti che non sanno fare i commercialisti e funzionari integerrimi che multano gli artigiani perch non sanno fare i commercialisti. E poi le piazze turche, Brasile-Italia con lesercito in campo, Ben Bernanke, lIMU, lIVA e chi pi ne ha pi ne metta. La mattina meteo.it annunciava le disfatte del tempo, la sera TG La7 quelle economiche e sociali. Poi finalmente lanticiclone delle Azzorre riprende il suo corso naturale e improvvisamente, ormai insperata, lestate meteorologica arriva. Lestate nei TG invece non arriva. Le notizie sono di piogge, cicloni, inondazioni e terremoti, sociali ed economici. Mi manca tanto Emilio Fede e vorrei vedere ancora il suo TG ed i suoi coinvolgenti servizi. Le auto in coda verso Rimini e Riccione, quanto bisogna bere quando fa caldo e quanta frutta e verdura bisogna mangia-

re, quanto va di moda labbronzatura con tante signorine con ombelichi in bella mostra, le spiagge di Forte dei Marmi e gli Yacht di Porto Cervo. Quello era il vero e rassicurante annuncio dellarrivo dellestate, il giusto riposo dopo un anno di fatiche per il Commendator Grand Lup Mann, come per il rag. Fantozzi. Oggi, purtroppo, non ci sono pi le agognate giornate da bollino rosso, nelle spiagge di Forte si vedono soltanto alcune sparute famiglie di russi e dalla Costa Smeralda Yacht, barche e gommoni sono salpati verso la Corsica e la Croazia. Oggi vorrei pi di ogni altra cosa, che ritorni quellestate, che i nostri governanti, prima di tutto il resto, riescano a ridare allItalia ci di cui ha pi bisogno. Speranza e Fede (non Emilio).

giugno/luglio 12/DODICIMESI

giugno/luglio 12/DODICIMESI

/pensieri di
A colloquio con il prefetto Matteo Piantedosi, commissario straordinario dellAci di Brescia.
delledizione 2013? Prima domanda, no! Come ho avuto modo di raccontare gi in altre occasioni, conoscevo superficialmente la Mille Miglia e non avevo idea della sua straordinariet, tanto meno immaginavo la complessit della organizzazione. In meno di un anno, sono passato da neofita ad appassionato. stata unesperienza di lavoro in cui ho messo la stessa energia e il consueto spirito di servizio, ma stata anche unopportunit di crescita culturale e di apprendimento di altri modelli gestionali. Quanto alledizione del 2013, penso di essere obiettivo nel dire che questanno soprattutto date le circostanze stato fatto limpossibile. In pochi mesi, come dicevo, abbiamo recuperato sui ritardi pregressi. Sono soddisfatto anche sulla base dei ritorni in termini di media, di opinione, e del sentimento degli addetti ai lavori che abbiamo registrato. Sono stati positivi, e in certi casi anche propositivi per il nuovo corso Al riguardo stiamo preparando un report per gli inizi di luglio che, in modo assai pi preciso, potr rappresentare anche visivamente i risultati conseguiti. Lei ha ereditato le decisioni dai suoi predecessori, ma nellultima edizione della kermesse (anche attraverso la nomina di Andrea Dalledonne) ha avuto un ruolo importante... Direi semplicemente che abbiamo valorizzato al meglio le potenzialit esistenti della societ con nuovi professionisti che, per dirla con una metafora, sono entrati in corsa e hanno corso al massimo. Dopo le dimissioni dellamministratore delegato, lavvicendamento ai vertici della societ si reso necessario. Rivendico il merito di avere trasformato un momento critico in una grande opportunit: i consiglieri Andrea Dalledonne e Marco Makaus, che ho voluto immettere grandi esperti, ciascuno nel proprio settore si sono integrati bene con il presidente Roberto Gaburri e con Valerio Marinelli, di cui ho voluto la riconferma. Ne emerso un team vincente e caratterizzato da elevati livelli di competenza, esperienza e, aggiungerei, di passione. Che in un progetto come le Mille Miglia non pu mancare. Il risultato stato un mix armonico. Ho visto il direttore del brand, Makaus parlare per ore durante le fasi della corsa e commentare ciascuna auto, accanto allo storico presidente Gaburri, e Dalledonne, uomo tradizionalmente di numeri, attentissimo analista, rivelatosi prezioso per il risultati poi raggiunto, entusiasmarsi al tripudio di bandiere e alla corsa delle auto anche sotto lacqua. Il tutto senza concessioni a inutili e costose sovrastrutture e tenendo i conti sotto controllo.

/pensieri di
gnazione dellorganizzazione della corsa? La considera una via obbligata almeno finch il marchio rimarr nella disponibilit diretta dellAci, che un ente pubblico? Non perdiamo di vista lobiettivo. Le formule in senso astratto non mi appassionano, ma le regole e il metodo sono anche per Aci e per Mille Miglia fondamentali per il raggiungimento del fine che appunto, e ci tengo a ribadirlo, la valorizzazione del marchio, la promozione di un brand che anche una eccellenza territoriale. Un made in Italy di successo che non deve farci temere confronti. Come al solito parlano i fatti: questanno, il 70% dei partecipanti alla corsa sono stati stranieri, e anche in termini di sponsorizzazione e di collaborazione i partner principali sono stati stranieri. Ciononostante, il marchio saldamente nelle mani bresciane dellAci. Quindi conciliare la brescianit e linternazionalit delle Mille Miglia si pu. Tecnicamente considera possibile cedere il marchio a una fondazione partecipata da Aci Brescia e che questa definisca caratteristiche e garanzie da richiedere allorganizzatore? Qualsiasi modello organizzativo futuro dovr indubbiamente articolarsi tenendo conto della valenza storica del marchio. Tecnicamente rilevo che le Fondazioni sono patrimonio di destinazione. LAci di Brescia in questa ottica metterebbe un enorme valore nel piano, quello appunto del marchio stimabile e, per difetto, in diversi milioni di euro. La domanda che pongo : esistono altri soggetti in grado di concorrere con patrimonio di pari valore? Se la risposta negativa, allora sar Aci Brescia a tutelare il valore storico e culturale del brand in qualsiasi modo. Da non bresciano, che Mille Miglia si immagina per il futuro? Da non bresciano ma ormai da vero appassionato, mi piace immaginare una Mille Miglia ancora pi entusiasmante. Un testimonial itinerante di una storia di successo imprenditoriale italiana.

di Andrea Tortelli

atteo Piantedosi il terzo commissario nominato da Roma, in meno di un anno, per gestire lAci Brescia dopo la tormentata vicenda che ha portato alla destituzione dei vertici dellente di via Enzo Ferrari. Prima di lui sono arrivati a Brescia il generale Baldassarre Favara e il prefetto Vincenzo Grimaldi. Ma tutti hanno lasciato in corsa. E a Piantedosi toccato il difficile compito di fare in modo

Mille Miglia, Piantedosi


che la Mille Miglia 2013 prendesse il via. Sempre a lui, ora, spetter decidere se il prossimo anno la gara potr essere assegnata direttamente a 1000Miglia Srl o se dovr essere organizzato un bando. Oltre che portare al pi presto al voto lente di via Enzo Ferrari. Lei il terzo commissario che si succeduto alla guida dellAci Brescia in pochi mesi. Che situazione ha trovato a Brescia? Una situazione oggettivamente complessa, a causa di vicende precedenti al mio insediamento che hanno determinato una vera rincorsa contro il tempo. In pochi mesi, infatti, abbiamo dovuto lavorare molto, innanzitutto per sbloccare questioni in fase di stallo. Lente ancora commissariato. Ma per il primo commissario, Grimaldi, non ce nera motivo. I conti dellente sono in ordine o no? Il bilancio desercizio 2012 sar a giorni sottoposto allapprovazione dellassemblea dei soci. Il consiglio di amministrazione ha predisposto la bozza che gi a disposizione di chi dovr esprimere la valutazione finale.

Quanto alledizione del 2013, penso di essere obiettivo nel dire che questanno soprattutto date le circostanze stato fatto limpossibile.
Uno dei nodi quello di conciliare lesigenza dellAci di trarre profitto dal marchio, con quella di distribuire valore al territorio. Come si conciliano queste due esigenze? Secondo lei laffidamento a una societ in house la soluzione giusta? Non direi che si tratti di un nodo, quanto di un must. Le due esigenze non solo devono conciliarsi, ma la loro sintesi intelligente in fondo lobiettivo cui tendere. Il marchio Mille Miglia ha un valore enorme oltre che simbolico, che stiamo anche facendo valutare in termini economici. Quanto alla formula in house, stato il modello 2013: in questi giorni, stiamo analizzando con grande attenzione varie ipotesi di lavoro per il futuro. Confido che la scelta che verr, sar la migliore e in grado di rispondere alle reali esigenze di valorizzazione del marchio. Lei avrebbe fatto una gara per lasse-

il marchio? Vedremo chi sapr valorizzarlo al meglio


Quando lente di via Ferrari torner a nuove elezioni? Al pi presto: conto che possa avvenire alla scadenza del commissariamento, nel prossimo autunno, e comunque dopo avere superato gli adempimenti di bilancio e aver definito le linee guida per il futuro. Parlo di linee di indirizzo sulle quali lente potr proseguire il suo percorso e lavorare ad esempio alla organizzazione della Mille Miglia 2014. Parliamo della Mille Miglia. Ha mai seguito la corsa da appassionato prima di arrivare a Brescia? Cosa pensa

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giugno/luglio 12/DODICIMESI

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/OPINIONI

scelta di Stile
Design e qualit MaDe in italy per la stanza Da bagno

CROWDFUNDING E TERZO SETTORE


(Non Profit Organization)
il promotore della campagna a stabilire le ricompense: esse sono rappresentative del progetto per il quale si raccolgono fondi e sono in ordine direttamente proporzionale alle donazioni (una sorta di Cause Related Marketing); Il modello donation-based, adottato dalle organizzazioni senza scopo di lucro e dai personal fundraisers che in loro nome raccolgono fondi. Non sono previste ricompense. A volte non stabilito nemmeno un obiettivo finanziario: pi si raccoglie meglio ; Il modello equity-based, molto caro alle startup poich prevede non donazioni bens lacquisto di azioni finanziarie relative allimpresa del promotore della campagna crowdfunding; Il modello social lending, letteralmente prestito sociale, prevede la richiesta di un prestito in denaro da privato a privato. In questo caso non si pu parlare di promotore di una campagna bens pi semplicemente di un individuo che cerca nel web finanziatori di una somma che verr loro restituita con gli interessi. La nuova frontiera della filantropia, e non solo, si chiama crowdfunding. Su www.wikipedia.org il crowd funding o crowdfunding dallinglese crowd, folla, e funding, finanziamento un processo collaborativo di finanziamento dal basso, che mobilita risorse e persone in favore di terzi (persone e/o organizzazioni) per sostenerne gli sforzi ed i progetti. Il crowdfunding si pu riferire a processi di qualsiasi genere, dallaiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno allarte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino allimprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il web solitamente la piattaforma che permette lincontro, la convergenza informativa e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding. In Italia stata recentemente pubblicata (sul blog http://placevent.wordpress. com) unaggiornata indagine curata da Valentina Gasperini, studentessa presso il corso di laurea magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale, dellUniversit di Bologna. I modelli macro di riferimento italiano del crowdfunding tratto dallanalisi svolta a fine 2012 da Castrataro e Pais (consultabile su www.slideshare.net/ crowdfuture/analisidelle-piattaformeitalianedicrowdfunding) sono: Il modello reward-based che riguarda 12 piattaforme su 22 nel nostro Paese e si basa sulle ricompense che i sostenitori di una campagna crowdfunding ricevono effettuando le donazioni. In effetti queste nuove metodologie di sensibilizzazione e raccolta fondi dovrebbero consentire di risolvere le problematiche che da sempre si trascinano intorno alla questione delle donazioni: fiducia, trasparenza, track record. In un momento di crisi economica come quello attuale, in cui la mancanza di risorse, dal 2011 (anno nero per il fund raising del terzo settore), ha visto calare negli ultimi tre anni la raccolta nellordine del 30% anno su anno, compensata solo parzialmente dal contributo dei donatori privati (su www.osservatoriofundraising.org emerge il dato che, nel 2012, su circa 37 milioni di italiani utenti di internet, il 54% cio circa 19.900.000 sono donatori), ben vengano le nuove iniziative. Anche dalle nostre parti qualcosa si muove, prima della fine dellanno dovrebbe essere definitivamente operativa la sofisticata e rivoluzionaria piattaforma in grado di incrementare esponenzialmente il fund raising per le NPO (Non Profit Organization). Una bella scommessa.

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di ANTONIO PANIGALLI

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/pensieri di

/pensieri di
Nel pubblico tutto passa attraverso bandi di gara e procedure che devono garantire la massima trasparenza. I tempi, rispetto al privato, si allungano.
t. C anche una questione di tutela del marchio, che potrebbe finire per sempre in mani romane... Il pericolo esiste. E io mi batter fino allultimo affinch propriet e gestione rimangano bresciane. Sia chiaro non sto difendendo il mio ruolo. Sono un appassionato al servizio della Mille Miglia, non viceversa: c spazio per chiunque abbia la voglia e la capacit di prendersi questo incarico. Non pensa che affidare il marchio a una fondazione possa essere una soluzione per risolvere questa situazione? Certamente necessario blindare il marchio. I consulenti e il commissario prefettizio dellAci stanno gi lavorando per definire la forma migliore. Non mi sento di aggiungere altro: si tratta di questioni che non mi competono, e che richiedono competenze legali. Gi. Ma da bresciano e da appassionato di Mille Miglia pensa che la tutela del marchio debba passare per la cessione da parte dellAci? Il marchio Mille Miglia suscita grandi appetiti e sarebbe positivo se le istituzioni bresciane Comune, Provincia e Camera di Commercio trovassero una forma di collaborazione con lAci per tutelarlo meglio. Certamente il passaggio al privato permetterebbe di agire in maniera un po pi snella. Ma le fondazioni sono enti diversi dagli altri e hanno regole molto precise. Non so se quella possa essere la soluzione giusta.

Mille Miglia, Gaburri

missione compiuta, ma bisogna tutelare il marchio


La societ 1000 Miglia Srl, di cui Gaburri presidente, ha organizzato ledizione del 2013 della Freccia Rossa.
di Andrea Tortelli

ono un appassionato di auto storiche, ma della Mille Miglia sono innamorato da sempre: ricordo ancora con emozione ledizione del 1956 in cui, insieme a mio padre, vidi arrivare in piazza Vittoria per la punzonatura lo squadrone Ferrari. Questanno, dopo 21 anni senza perdere un colpo, Roberto Gaburri non ha potuto prendere parte alla kermesse. Ma la giustificazione per non presentarsi al via con la sua brescianissima Om Superba del 1928 era davvero valida. Gaburri infatti il presidente della societ (la 1000Miglia Srl) costituita dallAci con il compito di organizzare ledizione del 2013 e portare soldi freschi nelle casse dellente di via Enzo Ferrari. Missione riuscita, spiega lui in questa intervista a Bsnews.it. A chi dice che lultima stata unedizione sotto tono rispetto a quelle degli ultimi anni che risponde? Si tratta di una valutazione soggettiva. E

purtroppo molti giudizi sono viziati da invidia. Chi ama la kermesse afferma che questa stata una grande edizione, allaltezza della fama che la corsa ha in Italia e nel mondo. Penso che a parlare siano i fatti, come le migliaia di persone che ci hanno accompagnato lungo il percorso. Sono molto soddisfatto della gara di questanno. Quanto ha influito il cambio in corsa dellamministratore delegato? Stefano Sacco stato nominato a luglio e si dimesso a febbraio. La decisione di Sacco di cambiare lavoro stata uno stimolo per me e per tutta la squadra, che aveva un solo obiettivo: organizzare la gara nel migliore dei modi. La crisi invece ha pesato? Gli iscritti italiani sono diminuiti sensibilmente in favore degli stranieri...

Sono un appassionato al servizio della Mille Miglia, non viceversa: c spazio per chiunque abbia la voglia e la capacit di prendersi questo incarico.

Non poco. Le istituzioni ci hanno messo a disposizione servizi, ma non risorse economiche. Inoltre conosco diversi imprenditori che amano la corsa, ma avendo aziende in difficolt per rispetto delle proprie maestranze hanno deciso di non partecipare. In compenso sono cresciuti gli stranieri, che sono arrivati al 70 per cento dei partecipanti. La Mille Miglia una ricchezza della citt e dovrebbe distribuire valore al territorio. Ma oggi si discute principalmente dellutile che gli organizzatori devono distribuire allAci. Come si conciliano queste due esigenze? La Mille Miglia continua a distribuire ricchezza sul territorio. Fino a ieri i gestori non erano bresciani: oggi i dipendenti vivono qui, le tipografie hanno sede nella Leonessa e via dicendo. Insomma: le due esigenze sono assolutamente conciliabili, si tratta soltanto di lavorare molto sulle tante realt che sono affezionate alla kermesse e predisporre un piano pluriennale. Quanto al resto non voglio avventurarmi in para-

goni con il passato: apprezzo quanto di buono stato fatto perch dobbiamo dire grazie a tutti se la corsa dal 1927 crescita tanto. Tra la gestione in house e quella affidata a privati quali vantaggi e quali gli svantaggi? La differenza tra i due mondi enorme. Lavorare in una realt privata significa prendere decisioni rapide e in prima persona, mentre nel pubblico tutto passa attraverso bandi di gara e procedure che devono garantire la massima trasparenza. Insomma: i tempi si allungano. Per il prossimo anno cosa modificherebbe rispetto al 2013? Che novit mettereste in campo? Le novit principali riguarderanno soprattutto il percorso e la regolamentazione. E una delle priorit sar lavorare ancora di pi sulla sicurezza. Oggi

il problema sono le vetture al seguito, intrusi innamorati della corsa che per lungo il percorso compiono spesso azioni inimmaginabili. Grazie alla polizia stradale questanno siamo riusciti a imbrigliare qualche scalmanato, ma per risolvere il problema alla radice si pu fare poco. Anche se stiamo studiando nuove soluzioni. Quanto, invece, al percorso 2014 non posso ancora svelare nulla. Ma sar deffetto e sar un buon mix di piccoli gioielli e grandi citt, perch una corsa che guarda agli stranieri non pu dimenticare le citt darte pi rinomate. Lappuntamento in viale Rebuffone, a Brescia, dal 14 al 18 maggio 2014. Ma ha in testa una Mille Miglia bresciana o una Mille Miglia italiana? Una Mille miglia non solo bresciana, non solo italiana, ma mondiale. Voi siete nati per tutelare la bresciani-

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il Lavoro

LA/RUBRICA

Nel paese del dragone


le politiche lavorative scricchiolano
trazione delle opportunit di lavoro porter alla luce il destino di queste persone che spontaneamente non rientreranno nelle campagne essendo le condizioni di vita poco migliorate nel frattempo. Oltre a ci dobbiamo ricordare che il reddito pro capite nelle aree urbane il doppio della popolazione delle zone rurali. come se esistessero due paesi e uno di questi molto arrabbiato. La politica inoltre del figlio unico per il contenimento delle nascite ha determinato un evidente squilibrio demografico con la conseguenza che in Cina la forza lavoro sta invecchiando e va rapidamente restringendosi: gli anziani sono destinati a superare i giovani in et di lavoro, oggi sono 160 milioni, nel 2030 saranno 360 milioni. Viene meno uno dei potenti fattori che hanno sostenuto il grande sviluppo economico e lo squilibrio demografico diventer un grave ostacolo per leconomia cinese in futuro. La crisi del mercato europeo, che ha determinato una contrazione delle esportazioni ciQuando ritorni in un paese in cui tutto pare vada ad una velocit esponenziale e che per descriverne il dinamismo realizzativo un docente delluniversit di Shanghai mi dice qui le cose accadono... nella nostra vecchia Europa la lentezza diventata insopportabile, le aspettative sono veramente elevate e quindi mal si accetta che la connessione internet gratuita annaspi per eccesso di richiesta, mentre sullo schermo appaiono e scompaiono conversazioni e portali con annunci di lavoro che segnalano che la possibilit di unofferta di impiego di un magnate cinese che offra il 30% in pi che in America lontana. Il Dragone cinese sta cominciando a zoppicare: la crescita a due cifre ha cominciato a rallentare nel 2010 sino ad arrivare nel primo trimestre 2013 al 7,7%, tasso invidiabile per leconomia occidentale ma che rappresenta per la Cina difficolt importanti e rischi pericolosi. Il nuovo Politburo guidato da Xi Jinping, insediato a marzo, ha come obiettivo principale il consolidamento della crescita ma non potr ignorare la presenza di problemi ereditati da un ciclo di crescita enorme e non sempre frutto di una progettualit capace di governare in chiave prospettica problemi di carattere sociale con evidenti conseguenze sul sistema economico. Importanti criticit si stanno evidenziando nelle politiche del lavoro. Fra le diverse cause si pu citare la gestione di mezzo miliardo di persone che si sono trasferite dalle zone rurali nei grandi centri, trovando sistemazione in mostruosi dormitori a 25 piani non integrandosi con la vita delle megalopoli e continuando a vivere ai margini. La connesi, ha indotto a stimolare politiche di incentivazione nel mercato del lavoro interno per rafforzare il potere dacquisto dei cinesi: linevitabile conseguenza laumento del 25% dello stipendio degli operari cinesi. Le conseguenze non si sono fatte attendere e molte multinazionali, soprattutto americane, stanno lasciando limpero del dragone poich i CEO delle imprese internazionali valutano che il rapporto qualit prezzo della mano dopera non pi soddisfacente e che per le nostre aziende non vale pi la pena. Ma sotto il peso del malcontento generale anche i privilegi dei lavoratori stranieri sono destinati a cambiare e il magnate cinese si rivolge sempre di pi al mercato del lavoro interno e alle universit del paese, che nel frattempo hanno fatto unattenta politica di investimento sui giovani universitari. Leconomia cinese in stand-by e quando si risveglier dovr ripensare, razionalizzare e ridistribuire. Auguriamoci che lEuropa nel frattempo colga lopportunit per riportare il lavoro a casa!

di Emanuela Gastaldi

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/pensieri di

/pensieri di
Pensa che la Leonessa sia stata in qualche modo ingrata nei suoi confronti? Assolutamente no. Quando sono arrivato, dopo le prime settimane di studio, sono stato accolto con grande calore: i bresciani allinizio ti osservano per capire se sei leale, ma poi se ti hanno dato una sincera amicizia non te la tolgono pi. Cos successo. E, al mio congedo, ho sentito attorno a me grande affetto. Certo, alcuni hanno dimostrato lopposto. Ma fa parte delle dinamiche della vita. Torniamo al futuro. Ritiene che lidea di far nascere una fondazione partecipata da soggetti istituzionali ed economici che gestisca il marchio e poi affidi la corsa con un bando sia la strada giusta?

Mille Miglia, Casali


servono una gara e un comitato dindirizzo
Intervista allex presidente dal 2008 a giugno 2012 del Comitato organizzatore della Mille Miglia.

Le cifre di ieri per aggiudicarsi la gestione non sono pi sostenibili.Non bisogna pensare solo a far cassa, ma anche a preservare il valore della corsa.

erve una gara per assegnare la corsa. E serve un comitato dindirizzo che affianchi Aci e organizzatori nelle decisioni strategiche. Per cinque anni il romano Alessandro Casali stato il patron della Mille Miglia. E nelle casse dellAutomobil club bresciano ha versato oltre cinque milioni di euro. Ma la sua avventura bresciana terminata tra le polemiche nel 2012, con la decisione dellAci di creare una societ e affidarle, senza bando, lorganizzazione della corsa. Ora Casali ha le idee chiare su cosa serve per rilanciare la kermesse. Da spettatore privilegiato, che ne pensa delledizione 2013 della Mille Miglia? Il prefetto Matteo Piantedosi ha compiuto davvero un miracolo, organizzando un evento messo a serio rischio dalle decisioni scellerate di qualcuno. La scelta dellAci di affidare lorganizzazione della storica corsa a una societ in house non ha senso, perch questa ha gli stessi vincoli di una societ pubblica e non in grado di prendere scelte in maniera agile e veloce. Quanto al bilancio della Mille Miglia 2013, direi che andata bene dal punto di vista sportivo, meno dal punto di vista mediatico e dimmagine. La crisi comunque stata un problema aggiuntivo. Anche le istituzioni hanno tagliato i contributi.

di Andrea Tortelli

Non pi che in passato. Noi abbiamo preso lorganizzazione nel 2008 e labbiamo tenuta fino allo scorso anno, nel 2013 non che sia cambiato molto. Quanto al ruolo delle istituzioni vorrei ricordare che la Loggia, nellultimo anno, ci aveva versato una cifra simbolica, eppure noi abbiamo speso 100mila euro per una notte bianca che stato un dono damore e di rispetto per la citt in cui nata la Mille Miglia. Chi stato pi bresciano di me?. Chi critica la sua gestione parla proprio di scarse ricadute sul territorio bresciano... I fatti dicono lesatto opposto. Abbiamo sempre lavorato con professionalit bresciane, dalle tipografie ai catering. Chi dice il contrario mente. Per il futuro della corsa qual la soluzione giusta? Credo sia impossibile continuare con una societ pubblica, anche perch questa strada mette a rischio il contributo che lAci percepisce ogni anno. Lunica soluzione che vedo quella di fare un bando di gara, che invece assicurerebbe entrate certe allente. E lei sarebbe pronto a partecipare? Se ce ne saranno le condizioni s. Brescia mi ha dato molto in questi anni e io credo di averla ricambiata mantenendo ogni impegno, oltre che versando pi di cinque milioni di euro nelle casse dellAci.

Credo sia impossibile continuare con una societ pubblica, questa strada mette a rischio il contributo annuale allAci.

La Mille Miglia di Aci Brescia e credo che nessuno possa metterlo in discussione: la fondazione rischia di diventare solo un problema in pi dal punto di vista burocratico. Io preferirei che si desse vita a un comitato dindirizzo con Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio, Confcommercio, Confesercenti, Banco di Brescia, fondazione, Aib e via dicendo. Un comitato che definisca le linee guida e le strategie da intraprendere con lAci Brescia e la societ organizzatrice. Se la fondazione acquisisse il marchio per lo metterebbe al riparo dallipotesi che possa finire lontano da Brescia. La vedo dura: le istituzioni, tanto pi oggi, non hanno le risorse necessarie. Inoltre sono convinto che la propriet debba rimanere ad Aci Brescia. Non penso comunque che esista il rischio che il marchio si allontani da Brescia. Finch esister un Aci nazionale continueranno ad esistere anche quelli provinciali. E la propriet rimarr nella Leonessa. Di fondo resta sempre una questione. La Mille Miglia una ricchezza della citt e dovrebbe distribuire valore al territorio, ma anche oggi si discute principalmente dellutile che gli organizzatori devono distribuire allAci. Come si conciliano queste due esigenze? LAci deve agire come un buon padre di famiglia: deve guardare allinteresse del territorio e affidare la corsa a un organizzatore di alto profilo professionale, che ne preservi il valore storico, culturale, automobilistico e soprattutto le sue origini. A che servirebbe un avventuriero che arrivasse a Brescia mettendo sul piatto diversi milioni e, dopo un anno, lasciasse il deserto?. Per fare tutto ci sono ancora proponibili le cifre che lAci ha chiesto agli organizzatori negli ultimi anni? Le cifre di ieri non sono pi sostenibili. Ovviamente chi dovr redigere il nuovo bando dovr tenere conto del fatto che il mondo cambiato e in qualsiasi manifestazione le sponsorizzazioni sono scese almeno di un terzo. Come dicevo non bisogna pensare solo a far cassa, ma anche a preservare il valore della corsa.

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TU & IL FISCO

LA/RUBRICA

Indagini finanziarie
nella separazione tra coniugi
Fiamme Gialle collaborano e forniscono agli uffici dellAgenzia delle Entrate gli elementi utili per laccertamento, anche derivati da indagini penali, previa autorizzazione del PM. Nello stesso senso, poi, depone lart. 36, comma 4 del DPR 600/1973, che, implicando un obbligo ancor pi generalizzato, prevede che i soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attivit ispettive o di vigilanza nonch gli organi giurisdizionali, requirenti e giudicanti, penali, civili e amministrativi e, previa autorizzazione, gli organi di polizia giudiziaria che, a causa o nellesercizio delle loro funzioni, vengono a conoscenza di fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie, devono comunicarli alla Guardia di Finanza, fornendo leventuale documentazione atta a comprovarli. In sostanza, le indagini finanziarie, una volta che siano state legittimamente autorizzate ed espletate in contesti diversi Le indagini finanziarie svolte nellambito di una procedura di divorzio possono essere utilizzate anche ai fini fiscali. Lo stabilisce la recente sentenza n. 27/31/13 della C.T. Reg. di Firenze. Il giudice civile, in effetti, al fine di determinare lassegno di divorzio e il contributo di mantenimento dei figli minori, pu incaricare la Guardia di Finanza di svolgere le indagini in oggetto, in base al quale il tribunale pu disporre indagini sui redditi e patrimoni delle parti, valendosi anche della polizia tributaria. Nel caso di specie, i controlli sui conti correnti del marito, avevano portato in luce movimentazioni cospicue dellordine di svariate centinaia di miglia di euro. La Guardia di Finanza, per, non si era limitata a utilizzarle nellambito del quale erano state disposte la procedura di divorzio impiegandole anche per il controllo fiscale della posizione del contribuente, che risultava ufficialmente pensionato. In particolare, le Fiamme Gialle avevano ricostruito il suo reddito sulla base delle operazioni finanziarie contestate. Come ormai noto, le indagini in oggetto sono assistite da una presunzione legale per cui i prelievi e i versamenti che il contribuente non giustifichi sono computati ai fini della determinazione della materia imponibile ex art. 32 del DPR 600/1973 e 51 del DPR 633/1972. Ci che pi rileva, per, della sentenza odierna laspetto concernente lutilizzabilit delle indagini finanziarie espletate nellambito della procedura di divorzio anche in sede fiscale. I giudici di merito hanno confermato tale utilizzabilit, per cui le da quello fiscale, divengono comunque utilizzabili anche in questultimo, alla stregua di un qualsivoglia altro elemento comunicato o segnalato da altri organi dello Stato allAmministrazione finanziaria, per lesercizio dellattivit accertatrice. appena il caso di ricordare, infine, che la Cassazione si era gi occupata di una questione analoga, con la sentenza n. 25142 del 2009, con cui aveva sostanzialmente stabilito che la documentazione bancaria rinvenuta dalla Guardia di Finanza, durante attivit di polizia giudiziaria, utilizzabile per laccertamento fiscale sulla base delle indagini finanziarie, poich la mancata adozione delle forme previste dai DPR 600/1973 e 633/1972 (autorizzazione, richiesta alle banche e comunicazione da parte di queste ultime al contribuente) non una condizione necessaria per lapplicazione del meccanismo presunto, il quale ha natura sostanziale.

di FERDINANDO MAGNINO

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/pensieri di
dellipotesi di dar vita a una fondazione per tutelare il Marchio Mille Miglia. Che ne pensa? Il marchio di propriet dellAci Brescia e il nuovo consiglio dellente decider in piena libert cosa farne. Di certo immagino ogni scelta non potr prescindere dal mantenimento del milione abbondante di euro che stato versato negli ultimi anni nelle casse dellente di via Enzo Ferrari. La garanzia potrebbe darla anche una fondazione. Prendendo in concessione il marchio, oppure acquistandolo e versando un bel gruzzolo nelle casse dellAci. La Mille Miglia per Aci la gallina dalle uova doro: vendere il proprio asset migliore non decisione da poco. E francamente non ho le competenze tecniche necessarie per dire se il marchio si possa davvero vendere e se la fondazione possa distribuire utili ad Aci. Ma se domani chiudessero lAci il marchio potrebbe finire per sempre a Roma... Non mi pare un rischio reale. E comunque oggi la questione del marchio mi pare soprattutto unaltra. La Mille Miglia, come ogni evento, pu vivere dei momenti di difficolt e, in quel caso, la sua sopravvivenza sarebbe legata soprattutto al fatto che si siano compiuti o meno sforzi importanti sul versante del marketing. Il marchio vive solo se ha licenziatari importanti, come Chopard. In alcuni Paesi asiatici, per fare un esempio, molti sono convinti che Mille Miglia

/pensieri di
La Mille Miglia pu vivere dei momenti di difficolt, la sua sopravvivenza legata anche agli sforzi che si faranno sul versante del marketing.
sia una marca di orologi: questo potr cambiare solo se si trovassero licenziatari altrettanto importanti che investano veramente sul marchio. Da osservatore privilegiato quale pensa che sia la soluzione migliore per il futuro? A breve il commissario dovr decidere se possibile continuare con laffidamento diretto alla 1000Miglia Srl o se necessario un bando. Poi la parola passer al nuovo consiglio dellAci. La soluzione migliore, per me, che la kermesse venga affidata a qualcuno che sappia farla crescere ancora. Non mi interessa molto se a farlo sia lAci o una fondazione. Ma da bresciano ammetto che non mi piacerebbe se la Mille Miglia finisse in mani straniere. Considera la Freccia Rossa pi italiana o bresciana? Italiana, ma con una forte connotazione bresciana. Nella Leonessa della Mille Miglia si parla tutto lanno. Perfino le proteste pi eclatanti si fanno quando c la corsa. Ma se domani si aprisse un bando per la gestione le verrebbe la tentazione di partecipare? Ho un po di nostalgia, ma sto benissimo dove sono oggi. E a un amico lo consiglierebbe? S. Anche se lo avvertirei del fatto che un bresciano alla guida pu suscitare molte gelosie. C ancora la possibilit di fare business con le cifre attuali da versare ad Aci? Per una persona ben introdotta nellambiente s. Ma voglio sgomberare il campo dai dubbi e dalle illazioni: non parliamo di un business milionario. Diciamo che se ne pu venir fuori guadagnando il giusto, se si lavora giorno e notte e si ha un po di fortuna. Il mercato delle auto depoca invece come va? Un tempo le auto depoca si acquistavano per pura passione e il valore economico era secondario. Oggi cambiato tutto. Sono diventate beni dinvestimento, come i gioielli: possono valere anche diversi milioni di euro e a trattarle sono spesso pi investitori che appassionati. Questo, ovviamente, ha anche effetti sulla Mille Miglia: ai miei tempi le auto importanti si tiravano fuori dal garage, oggi molti proprietari non vogliono mettere a rischio beni cos preziosi con una corsa. Ma per la Mille Miglia meglio allargare le maglie o renderla pi esclusiva e ridurre i partecipanti? Serve una giusta via di mezzo, anche se il territorio potrebbe trarre vantaggio da un aumento del numero dei partecipanti. Per la Leonessa, comunque, la priorit deve essere unaltra. Quanti bresciani, solo per fare un esempio, hanno visitato il Santuario della Via Crucis di Cerveno, che una delle cose pi belle della Val Camonica? Troppo pochi. Bisognerebbe sfruttare loccasione della Mille Miglia per creare un percorso che valorizzi le tante realt di valore che abbiamo e che oggi non sono adeguatamente pubblicizzate. Ma questo implica un investimento sul futuro che solo il pubblico pu fare. E torniamo allesigenza di una fondazione... La fondazione oggi mi pare pi una provocazione che una possibilit reale. I soldi non ci sono. N credo che un organizzatore, da solo, possa trovare le risorse aggiuntive per farlo. Ma la direzione deve essere quella. Dovremmo trasformare la Mille Miglia in un gran tour dellItalia minore, che permetta agli stranieri di scoprire anche realt diverse dalle pi note citt darte.

Mille Miglia, Franchi

voglio una Freccia Rossa bresciana, nonostante le gelosie


Il punto di vista dellex patron della Mille Miglia.
di Andrea Tortelli

L
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a Mille Miglia moderna, per certi versi, lha inventata lui. Per quasi un quarto di secolo, infatti, la sua Marva ha organizzato la kermesse facendola diventare

un appuntamento fisso per i bresciani e portandola ben al di fuori dei confini della Leonessa. Poi, nel 2007, per Costantino Franchi sono arrivati i problemi. Prima la guerra di ricorsi e la gara per lassegnazione persa contro lAti guidato da Casali. Poi le accuse di turba-

tiva dasta e, dopo tre anni, lassoluzione piena. Ora, Franchi un semplice appassionato dauto depoca. Ma il suo senza dubbio un punto di vista privilegiato sul passato, il presente e il futuro della Freccia Rossa. Da qualche tempo a Brescia si discute

Consiglierei a un amico di candidarsi a gestire la corsa. Ma lo avvertirei del fatto che un bresciano alla guida pu suscitare molte gelosie.
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/Bacheca

FasterNet e Panduit hanno realizzato il data center di Golden Lady


30/05 Un data center creato su misura, cucito sulle specifiche esigenze dellazienda come fosse un abito di sartoria. il case study, dal titolo Golden Lady: un data center a prova di futuro, che FasterNet e Panduit hanno presentato al Datacenter Dynamics di Milano, la pi importante conferenza italiana dedicata al mondo dei data center. Il data center stato realizzato per la storica azienda di calzetteria con sede a Castiglione delle Stiviere (Mn), che ha collaborato alla costruzione di una soluzione ICT allavanguardia e in grado di sostenere le future sfide di business che la stessa azienda vorr mettere in campo. FasterNet, azienda bresciana di networking appartenente a Bicta prima rete dimpresa in Italia specializzata nel settore ICT, e Panduit, fornitore leader di soluzioni per infrastrutture di rete dati e industriali, hanno creato per Golden Lady un cuore informatico innovativo sotto molti punti di vista e in grado di azzerare il rischio operativo. Per maggiori informazioni e consultare il programma della conferenza, http://www. datacenterdynamics.com/it/conferences/2013/milan-2013?l=programme

Nuovi brand del settore food nel portfolio Pr di Soluzione Group


06/06 Il portfolio clienti dellarea PR dellimpresa di comunicazione bresciana si arricchito di nuovi e importanti brand italiani del settore food. Si tratta di Compagnia Italiana Sali, Gruppo Pedon e Unione Italiana Vini. Una conferma dellormai consolidato know-how in questo ambito che vede il team PR impegnato da molto tempo nelle media relations per Trentingrana, Gruppo Formaggi del Trentino, F.lli Berlucchi, e del gruppo Bauli (consumo regolare e ricorrenze) insieme ai brand Motta e Doria, oltre al recente Dalter Alimentari, new entry dello scorso anno. Soluzione Group, che questanno festeggia il 25 anniversario, opera a livello internazionale avvalendosi di un team interno di 20 specialisti e 23 agenzie partner nel mondo attraverso il network PRN Public Relations Network, fondato dalla stessa Soluzione Group nel 2005, cui si sono aggiunti da poco anche il Venezuela, la Columbia e da gennaio lIndia (www.pr-network.biz). Tre le divisioni del Gruppo: Branding Intelligence, Media Relations Strategy e Social Media Relations.

Il neo presidente di Aib Marco Bonometti apre gli incontri con le imprese associate
31/05 Con lobiettivo di rafforzare i rapporti tra imprese associate e AIB, il nuovo presidente di Associazione Industriale Bresciana Marco Bomometti ha effettuato in Cembre il primo di una serie di incontri finalizzati a raccogliere le esigenze delle aziende della provincia. Mrco Bonometti si confrontato con il presidente Giovanni Rosani nel corso di una visita ai reparti produttivi della societ e al nuovo magazzino dei prodotti finiti. In un momento particolarmente difficile per lintera economia vogliamo ascoltare, l dove ci sono ha detto Bonometti, che era accompagnato dal direttore di AIB David Vannozzi , i problemi che gli imprenditori incontrano nei rapporti con le istituzioni del territorio, farci loro portavoce e intervenire quando possibile. Abbiamo iniziato da una delle eccellenze bresciane e continueremo nelle prossime settimane il nostro lavoro.

Good Energy Award 2013, la bresciana Turboden tra i vincitori


07/06 Turboden (Brescia) per la categoria Constructor, Teleriscaldamento Termo-Elettrico Dobbiaco-San Candido Societ cooperativa (Bolzano) per la categoria Producer, ed Edilana (Medio Campidano) per la categoria Energy Efficiency, sono i vincitori della quarta edizione di Good Energy Award 2013. Questo il verdetto della Giuria del Premio ideato dallo studio Bernoni Grant Thornton e dedicato ai produttori e costruttori di impianti per il settore delle energie rinnovabili e a quelle aziende che hanno saputo applicare politiche di efficienza energetica. Turboden srl (che dal 2009 fa capo al gruppo statunitense UTC), che si aggiudicata il riconoscimento per la categoria Constructor, specializzata nella costruzione di turbogeneratori basati sullORC (Ciclo Rankine Organico), una tecnologia per la produzione combinata di energia elettrica e calore partendo da diverse fonti di energia e particolarmente adatta alla generazione distribuita. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Banco di Brescia, il presidente Costantino Vitali


06/06 LAssemblea degli Azionisti del Banco di Brescia ha nominato cinque nuovi consiglieri di amministrazione in sostituzione di altrettanti componenti dimessisi. I nuovi amministratori sono: Francesca Bazoli, Pietro Gussalli Beretta, Giorgio Franceschi, Orlando Niboli, Giuseppe Zannoni. Il CdA del Banco di Brescia, riunitosi al termine della seduta assembleare, ha nominato il Costantino Vitali presidente della Banca e Pietro Gussalli Beretta vice presidente; questultimo si affianca allaltro vice presidente, Pierfrancesco Rampinelli Rota. Costantino Vitali sostituisce Franco Polotti, gi Presidente del Banco di Brescia, ora Presidente del Consiglio di Gestione della Capogruppo UBI Banca. Vitali vanta una lunga esperienza nel mondo bancario, in particolare a Brescia dove stato direttore generale della Banca San Paolo di Brescia prima, e del Banco di Brescia poi, fino a al 6 aprile 2010, data in cui stato nominato vice presidente della Banca. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Depositi bancari, il record della crescita va a Castenedolo


07/06 Brescia tra i comuni della provincia dove si registrata una delle maggiori crescite dei depositi bancari: +62,74% negli ultimi cinque anni per 9,4 miliardi di euro a fine 2012. A comunicarlo Deutsche Bank che inaugura un nuovo sportello a Brescia (in via Crocifissa di Rosa, 63) e allarga la propria rete in Lombardia (dove supera i 120 sportelli e gestisce 11,5 miliardi per circa 200 mila clienti). In testa alla graduatoria provinciale ci sono Castenedolo (+105,92% e 230 milioni di euro), Paratico (+94,37% e 40 milioni di euro) e Gardone Valtrompia (+92,30% e 276 milioni di euro). In coda alla classifica sono Esine (-12,91% e 49 milioni di euro), Castrezzato (-5,80% e 40 milioni di euro) e Bedizzole (-0,34% e 125 milioni di euro). Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

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/ECONOMIA

pi lavoro pi mercato
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meno tasse meno stato

Non sette come nel romanzo di Lawrence ma quattro pilastri della saggezza. Cos possono essere definiti i quattro punti citati nello slogan del titolo. Meno tasse come condizione preliminare e basilare, meno Stato come conseguente riduzione della spesa pubblica, pi lavoro come riforma radicale del mercato del lavoro, pi mercato come maggiore liberalizzazione.

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a riforma pi immediata? Pi strategica della pur necessarissima riforma del fisco, pi strutturale della pur basilare riforma della burocrazia, pi fondamentale della sanit e delle pensioni, pi radicale per lintera economia e pi determinante per la crescita? Quella del mercato del lavoro e del contratto unico dei lavoratori. Una riforma allinsegna di un principio-base: se tutti siamo flessibili nessuno precario. PRECARIO? IN LATINO COLUI CHE PREGA Siamo il mercato del lavoro meno flessibile e pi rigido del mondo, ma al punto cui sono giunte le cose flessibilizzare, questo il problema, non basta pi. Non

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diciamo che occorrerebbe precarizzare, ma certamente non andare nel senso del posto fisso a vita poich questo non pi possibile. Sia per ragioni economiche oggettive, poich i processi produttivi odierni richiedono il massimo di flessibilit, sia per il fatto che per ogni occupato a vita c un disoccupato a vita, per ogni posto fisso dentro il mondo del lavoro c un precario fuori dal mondo del lavoro. Precario, per inciso, deriva dal latino prex-precis, preghiera: precario dunque chi prega, nella fattispecie di cui parliamo chi prega per avere un lavoro. Bene la proposta di Letta, e bene anche quella della Ue per il lavoro ai giovani, ma per lItalia centomila nuovi occupati previsti su oltre 3 milioni di giovani disoccupati (24-25 milioni a livello europeo, di cui quasi la met giovani) sono gocce nel mare. Che si fa intanto per gli altri milioni che restano fuori dal lavoro tutta la vita? Labbiamo gi scritto su queste pagine ma occorre continuare a ripeterlo. La nostra generazione quella dei sessanta-settantenni pensionandi o pensionati stata la pi fortunata nella storia dellumanit. Per due ragioni. La prima che non morta in guerra,

come tutte o quasi le generazioni che lhanno preceduta; la seconda che diventata pi ricca dei propri genitori. Ebbene, a compenso di tali privilegi cosa lasciamo ai nostri figli? Un debito pubblico spaventoso e irredimibile, una crisi permanente e irrisolvibile, una disoccupazione talmente cronica e strutturale da apparire irreversibile. Proprio perch la pi fortunata, la nostra generazione stata ed anche, colpevolmente, la pi egoista. Non un discorso moralistico. Ci siamo mangiati tutto quello che cera nel piatto. Un piatto dove non rimasto pi niente per nessuno. Ebbene, verr il giorno che quel piatto vuoto senza pi pietanze i nostri figli ce lo romperanno in testa. E prima lo faranno meglio sar per riappropriarsi di quel poco che resta del loro futuro. LA SPERANZA E LA PIETANZA Altro che dire abbiamo tolto ai nostri figli la speranza o abbiamo tolto loro i sogni. Prima della speranza, abbiamo tolto loro la pietanza. Il ministro del Lavoro Giovannini, con unaria beatamente soave, dice che i giovani disoccupati sono in realt 650mila e non

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/ECONOMIA
dacato istituzionalmente deve tutelare gli occupati, e facendolo fa il suo mestiere. Ma al tempo della crescita e dello sviluppo non cera conflitto tra occupati e disoccupati, o meglio gli interessi di entrambi fino a un certo punto potevano coincidere o essere tendenzialmente conciliabili, tanto che il sindacato poteva assumere tra i propri compiti non primari anche la difesa, quantomeno di principio, dei disoccupati. Oggi, in tempi di crisi, il sindacato pi oltranzista e corporativo, che pi deve difendere gli occupati proprio a causa della crisi, il peggior nemico dei disoccupati. SPESA PUBBLICA IL GRANDE TAB La progettazione di un futuro possibile potrebbe credibilmente fondarsi su quattro pilastri, sopra i quali fondare tutto il resto. un progetto per un futuro di lungo periodo, non certo per il domani. Ma un partito o una coalizione di partiti che sappia elaborare un programma attendibile dentro il perimetro delimitato da questi quattro angoli portanti potrebbe, nellarco di due legislature, condurre il Paese definitivamente fuori dai ritardi strutturali (non dai problemi, ma quantomeno da quei 25 anni perduti, come ha detto il governatore della Banca dItalia Ignazio Visco nelle sue ultime Considerazioni finali). Meno Stato, cio meno burocrazia e spesa pubblica, come compensazione necessaria al meno tasse. Ma la riduzione della spesa pubblica in Italia da sempre un tab sia per la destra che per la sinistra. Altrimenti non si spiegherebbe labnorme debito pubblico che grava sulle finanze nazionali, duemila miliardi di euro pari al 130% del Pil. Che fine ha fatto la tanto sbandierata spending review di Enrico Bondi, il tecnico incaricato dal governo tecnico di Mario Monti di predisporre un piano di riduzione della pubblica spesa? Ma perch in Italia lo anche in quasi tutti i Paesi della Ue, ma in particolare in Italia, poich la spesa pubblica soprattutto spesa sociale impossibile ridurre la spesa pubblica? Per ragioni solo elettorali?

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tre milioni come da sempre conclamato. Bella scoperta. La cifra verosimile se paragonata ai giovani sul mercato del lavoro, ma se rapportata ai giovani in et di lavoro assolutamente sottostimata. I giovani in et da lavoro ma privi di lavoro sono quasi il 40% della forza lavoro giovanile, quella fino a 30 anni di et, mentre nel Sud della Penisola raggiungono il 50%. No, la goccia nel mare di Letta meglio che niente, ma non risolve niente. Risolutiva sarebbe invece la riforma strutturale del lavoro e del mercato del lavoro con il superamento (leggi abolizione) della separazione tra lavoro a tempo determinato e indeterminato (tra posto fisso e posto precario) e una conseguente redistribuzione sistemica del lavoro ispirata a tre principi fondamentali. Il primo la totale flessibilit sia in entrata che in uscita allinsegna del prin-

cipio se tutti siamo flessibili nessuno precario; il secondo che, per dare ai disoccupati un minimo di speranza, occorre gradualmente smantellare i privilegi degli occupati; il terzo che per garantire i precari occorre in qualche misura precarizzare i garantiti. Tre principi tutti riassumibili in un solo denominatore: la difesa del lavoratore al posto della difesa del posto di lavoro. Sono cose che da noi suonano come bestemmie, ma sono la norma in Paesi, quali Stati Uniti e Gran Bretagna, di cui non si pu dire che siano pi arretrati e dove non si pu dire che il lavoratore goda di garanzie inferiori alle nostre. Il fatto , purtroppo, che oggi il peggior nemico dei disoccupati il sindacato degli occupati. Anche questo pu suonare come una bestemmia ma la semplice realt. Altro non potrebbe essere, poich il sin-

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/ECONOMIA
Per paura di perdere voti e consenso e quindi potere? Perch la spesa sociale incomprimibile per ragioni, appunto, sociali? Anche per questo ma non solo. Il fatto che in Italia la spesa pubblica, poco meno della met del Pil, a sua volta per oltre la met assorbita dalla spesa corrente, cio stipendi e pensioni, e questa per due terzi destinata al centro-sud della Penisola. Insomma, ridurre concretamente la spesa pubblica significa, nella particolare situazione italiana, spaccare il Paese, dividerlo in due pi ancora di quanto sia stato diviso dalla geografia e dalla storia. Ridurre quantomeno lo spreco? Benissimo, ma quando ci si prova nessuno si rassegna a considerare spreco il privilegio di cui gode. Affrontare il problema con gradualit democratica? Meglio ancora, ma significa spostarne la soluzione alle calende greche. Cio mai. Significa ammettere che con i normali metodi del consenso maggioritario ossia democratico la situazione insolubile? Forse. Ma se cos fosse, quale sarebbe lalternativa? POSTO DI LAVORO O DIRITTO AL LAVORO? Difesa del posto o del diritto? Del posto di lavoro o del lavoratore? In tempi di crescita, allepoca della societ fordista, i due aspetti erano coincidenti e quasi sinonimi, ma in tempi di crisi sono termini contrapposti. Ci perch il sindacato in Italia pi che mai sindacato dei protetti-assistiti-garantiti-occupati. Ovvero un sindacato pi corporativo e conservativo che collaborativo. Il che non significa arrendevole al padrone, ma che tiene conto della situazione. Un sindacato che certo difende gli occupati ma a scapito dei disoccupati; che tutela i pensionati (ormai il 60% degli iscritti) al posto dei precari. Un sindacato del chi dentro dentro, chi fuori fuori: chi dentro la cittadella del lavoro dentro a vita, chi fuori fuori per sempre. Creare lavoro? Tutti i partiti mettono il lavoro al primo posto. Ma il lavoro non si crea a parole o per decreto, come ti, delle grandi corporazioni povere del sindacato di massa. Un conto il diritto al lavoro, un altro il posto di lavoro. il diritto al lavoro che deve essere fisso, cio garantito a vita, mentre il posto di lavoro che deve essere, ove possibile, flessibile, cio variabile e intercambiabile. Il che significa lincertezza del posto di lavoro come condizione della certezza del diritto al lavoro. Ripetiamo: se c sviluppo tutto si risolve, ma in mancanza di crescita e in carenza di lavoro, se vogliamo dare lavoro a chi non ce lha, occorre dividere il lavoro che c. Ma anche quando arriver la ripresa non dobbiamo perdere loccasione per riformare e ristrutturare, preparando il sistema-Paese ad affrontare le crisi future che periodicamente verranno. Non pi scioperi generali, allora, bens scioperi generazionali. I giovani, se vogliono riappropriarsi del loro futuro, devono prendere nelle loro mani il proprio destino. Noi gli abbiamo lasciato una montagna di debiti poich, giova ripeterlo, ci siamo mangiati tutto quello che cera nel piatto. Duplice imperdonabile colpa, poich il benessere in cui siamo vissuti poteva indurci a lasciare qualcosa di pi invece dei debiti. AI GIOVANI Apologia del giovanilismo? Certo, ma attenzione. Non il giovanilismo arrogante, enfatico, retorico ed eterodiretto (diretto da altri cio dagli adulti) diciannovista, quello che prepar il fascismo, ma il giovanilismo consapevole, razionale e autodiretto dei rottamatori-ricostruttori di oggi. Stare con i giovani non vuol dire essere beotamente giovanilisti, come essere buoni non significa essere beatamente buonisti. S invece ai giovani intenzionati e prendere in mano il proprio destino, quello delle comunit in cui vivono e del Paese cui appartengono, senza delegarlo a questi partiti e a questa politica ma a una nuova politica, e possibilmente a nuovi partiti. Da dove viene la crisi che stiamo vivendo e che mette a rischio, oltre al futuro delle nostre comunit, la sopravvivenza della stessa democrazia rappresentativa? Che

/ECONOMIA

avveniva nei Paesi del socialismo reale, ma col mercato. I posti di lavoro non si mettono a carico dello Stato, la cui spesa nel caso italiano ha portato a un debito pubblico di 2 miliardi di euro ossia 4 milioni di miliardi di vecchie lire, ma con lespansione del mercato. Vale a dire creando le condizioni (poche tasse, buoni servizi, veri incentivi, moderne infrastrutture, credito mirato, burocrazia snella, deregolazione e li-

beralizzazione) che possano favorire la nascita e la crescita delle imprese, cio il principale strumento di occupazione e di crescita reali, e in secondo luogo con una radicale riforma del mercato e della legislazione del lavoro. Ripetiamo: radicale e strutturale, ossia in grado di tagliare le ali ai privilegi corporativi, non solo le corporazioni professionali blasonate e ricche ma anche i milioni di piccoli privilegi, tanti quanti gli occupa-

mette in forse lappartenenza dellItalia allEuropa nonostante le positive performances dei suoi campanili e delle migliaia di piccole imprese laboriose e industriose, competitive malgrado la iniqua pressione tributaria di cui sono vittime per colpa dello Stato e la feroce stretta creditizia da cui sono colpite per colpa delle banche? Le stesse costrette a recuperare le perdite subite negli anni della scellerata finanza speculativa a base di titoli derivati, tossici, nocivi e chi pi ne ha pi ne rimetta? Realt di cui Brescia uno degli esempi pi compiuti per benessere e risparmio, per civilt e laboriosit? La crisi venuta dalle banche, certo, e dalla finanza internazionale che ha causato e causa ancora i noti disastri. Ma non solo queste. Le cause, come sempre accade nella genesi dei fenomeni socio-economici e nelle evoluzioni politico-istituzionali, sono remote, ma nel contempo sono anche recenti. Le matrici sono lontane, ma nel caso di specie sono anche vicine. Molto vicine. Le cause remote vanno cercate

nellEvo, nella nostra storia, le cause vicine nel nostro Ego, nel nostro Io. Evo inteso come cultura della storia e della memoria, Ego inteso come culto di se stessi. Dalla cultura dellEvo cio della storia, della nostra storia ossia della nostra memoria collettiva (ma non sempre condivisa) siamo passati senza accorgercene al culto dellEgo, inteso sia come egoismo generazionale sia come Ego personale. Se le cause della crisi sono dunque anche soggettive, dentro di noi cause che interagiscono con quelle oggettive fuori di noi le risposte non potranno che essere conseguenti, sia soggettive che oggettive. Dobbiamo superare lincoscienza dellEgo e tornare alla coscienza dellEvo, della storia, delle radici. Alla nostra storia, alla nostra memoria. Storia e memoria da cui discendono la nostra attualit e la nostra comunit, lasciando perdere lEgo con le sue degenerazioni, le sue perversioni e i suoi, appunto, egoismi. Primo fra tutti legoismo generazionale. Che la somma degli egoismi individuali.

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L/ INCHIESTA

ITALIANI NEL MONDO


Continua il nostro viaggio alla scoperta degli italiani che vivono allestero. Questo mese il focus riguarda i residenti, coloro che hanno lasciato il nostro Paese da anni.

taliani che migrano? Non una novit. una storia che si racconta ormai da oltre un secolo. In America, in Argentina, in Australia e in alcuni Paesi dellEuropa, i nostri ex compatrioti hanno esportato i loro italici cognomi e la loro professionalit. Molti hanno fatto fortuna e carriera Rudolph Giuliani, Frank Sinatra, Robert De Niro , altri sono emeriti scienziati come Silvio Licali che ha vinto il Nobel per linformatica , altri ancora hanno contribuito a creare lo stereotipo italiano portando con s le cattive abitudini nostrane, cosa nostra compresa. Sta di fatto che, mentre proprio in questi mesi si sta battagliando sulla spinosa questione dello ius soli e ius sanguinis, e sono state assegnate al viceministro degli Affari Esteri Bruno

di Alessia Marsigalia

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L/ INCHIESTA
Archi le deleghe per gli italiani allestero, sono davvero numerosi coloro che ormai vivono lontano dalla patria, perfettamente inseriti nella cultura del Paese ospite. Secondo i dati del Rapporto Italiani allestero 2012, i cittadini italiani iscritti allAire (Anagrafe Italiani residenti Estero) sono 4.208.977, di cui 2.017.163 donne (47,9%). Ben il 54% del totale degli iscritti ha dato come motivo di iscrizione lespatrio, ma continua lascesa dei nati allestero, arrivati al 38,3% (erano il 37,7% nel 2011), mentre quelli che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono fermi al 3,2%. Oltre 1 milione e mezzo allestero da pi di 15 anni e il 14,9% (quasi 630mila) lo da 10-15 anni. Ma dove sono? In base ai dati attuali sono soprattutto in Europa (2.306.769, 54,8%) e in America (1.672.414, 39,7%), seguono Oceania (134.008, 3,2%), Africa (54.533, 1,3%) e Asia (41.253, 1,0%). Il 53,3% partito dal Meridione, il 31,5% proviene dal Nord Italia e il 15,2%, infine dalle regioni del Centro Italia. Il Rapporto Migrantes evidenzia la carriera di questi emigrati, sottolineando come sia alta la presenza degli italiani iscritti a universit straniere e come in ruoli accademici, come il lecturer (professore ordinario) e il professore (cattedratico), godano in quasi tutti i casi di contratti a tempo indeterminato e full time. Altre eccellenze riconosciute allItalia in tutto il mondo sono gli archeologi che sono operanti nel mondo con oltre 150 missioni. Tutti dati che fanno emergere quanto gli italiani allestero, e quindi anche i giovani che emigrano, vadano considerati come un importante potenziale sociale, culturale ed economico a condizione di mantenere legami fruttuosi tra chi partito e chi rimasto. Cosa che spesso non accade, soprattutto per chi allestero da tanto tempo e che occupa livelli di grande responsabilit nei vari settori. Lauspicio, che istituzioni ed enti promuovono, sarebbe la creazione di un filo rosso tra chi va e chi resta affinch coloro che si arricchiscono fuori, siano una risorsa anche per lItalia e chi rimane.

FONDAZIONE MIGRANTES
Intervista a DELFINA LICATA, caporedattore Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. Come cambiato il fenomeno migratorio in questi anni? Nellultimo biennio assistiamo ad un ringiovanimento sia dei residenti allestero (che ad oggi sono oltre 4 milioni, di cui 890mila hanno tra i 19 e 34 e 665mila sono minorenni) sia dei flussi di mobilit. Se nel primo caso abbiamo per dati ufficiali i secondi cerchiamo di individuarli tramite Erasmus, corsi universitari allestero, delocalizzazione delle imprese o le cancellazione dalle anagrafi tramite lIstat. Chi parte? Ci sono diverse categorie. Quelli che partono per formarsi circa 17mila e completare gli studi universitari: loro scelgono mete tradizionali come Francia, Spagna e Gran Bretagna per prossimit geografica, storica e linguistica. Poi dal 2011 si registrato un nuovo flusso, sempre di studio, ma di liceali che seguono rotte completamente diverse verso la Cina, la Russia e lIndia. La mentalit quindi cambia, questi adolescenti hanno in mente Paesi diversi, come sbocco lavorativo, rispetto alla generazione precedente. E poi ci sono i giovani che si specializzano e che vanno

in Europa, ma anche oltre Oceano e soprattutto negli Stati Uniti. Per lavoro invece? Anche qui ci sono due fenomeni: i laureati che decidono di emigrare perch non trovano in Italia un lavoro che rispetti la loro qualifica e poi quelli che invece partono per necessit. A volte, per, anche i neolaureati accettano, se allestero, lavori inferiori alla loro

qualifica perch in quei Paesi trovano stipendi pi alti e meritocrazia. Ad esempio un architetto sottopagato in Italia, va allestero e decide di fare il cameriere perch guadagna molto di pi e intanto impara una lingua. Ci sono poi quelli che emigrano con il visto working holiday, cio arrivano da turisti e poi cercano di rimanere l. Un fenomeno che ha interessato soprat-

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L/ INCHIESTA
tutto lAustralia, che lo scorso anno ha registrato 60mila arrivi. Partono allavventura o con un progetto? Noi abbiamo notato che la mancata iscrizione allAnagrafe degli Italiani allEstero in teoria obbligatoria dopo un anno dovuta anche al fatto che si parte, ma non si hanno certezze. Non come una volta quando si aveva una meta e si andava in un luogo con lintento di restarci. Oggi la maggior parte non si sentono emigrati, ma viaggiatori, spesso costretti a spostarsi se le cose non vanno come speravano. Poi cambiata la mentalit: le distanze si sono accorciate, e il distacco con la famiglia meno avvertito: basta skype per continuare a vedersi. Quali Paesi hanno aperto le porte? Il Brasile alla ribalta, poi c una conferma dellOriente (Cina e India) sia per le opportunit imprenditoriali, sia per chi si sposta per motivi culturali. Anche la Russia una meta ambita e la Tunisia, soprattutto per i pensionati che, con gli stessi soldi riescono a vivere meglio spostandosi in Africa.

CHI HA DECISO DI NON TORNARE


PARIGI IRENE, docente Cosa ti ha spinto a partire? Ho lasciato lItalia nel 2000, a 22 anni: la facolt di lingue mi ha assegnato una borsa di studio per un soggiorno di un anno a Parigi, per uno scambio con Sciences Po, facolt di scienze politiche. Alla fine dellanno scolastico ci fu offerta, come studenti europei che avevano accettato di seguire il piano di studi chiamato programme internationale, la possibilit di iscriverci al penultimo anno di corso, permettendoci in tal modo di conseguire una laurea francese. A Sciences Po mi sono avvicinata alla sociologia urbana e allAmerica latina e ho incontrato il mio attuale direttore di ricerca dellEHESS, che mi ha aiutata in seguito ad ottenere uno stage di cinque mesi a Citt del Messico, presso il centro di ricerca dellambasciata francese. Andata e rimasta a Parigi, perch? Ho scelto Parigi parch ho sempre sognato di vivere in una grande citt e perch il francese era una delle lingue che facevano parte del mio corso di studi. Come ti sei mantenuta? Allinizio vivevo grazie alla borsa di studio Erasmus, insieme a un contributo dei miei genitori e ad alcuni aiuti dello Stato francese specifici per gli studenti. In seguito ho conseguito alcuni piccoli finanziamenti che mi hanno permesso di realizzare dei soggiorni di ricerca in Messico. Per arrotondare, ho sempre lavorato, parallelamente, come cameriera, facendo la baby sitter o dando lezioni private di italiano. Dove vivevi? Per i primi due anni ho vissuto in una chambre de bonne, una stanzetta di 12 mq con bagno in comune un tempo riservata alle domestiche ubicata in una soffitta di un edificio vicino agli Champs Elyses. E ora? Adesso vivo in un vero appartamento con il mio compagno e due bellissimi gatti, in un quartiere pi popolare ma molto vivace, con rapporti di vicinato cordiali e solidali. Cosa fai ora? Da qualche anno insegno in universit, con contratti sempre precari, e in diverse scuole, a Parigi e fuori. Il mio stipendio non mi permette di vivere tranquillamente da sola perch Parigi molto costosa. Spero naturalmente che, una volta terminato il dottorato, le mie condizioni economiche migliorino. Vantaggi a livello professionale? Non so se proseguir la mia vita professionale in Francia, perch anche qui sempre pi difficile potersi inserire stabilmente nel mondo universitario e della ricerca e la concorrenza spietata. Il livello di preparazione molto alto ed difficile ottenere un posto, soprattutto nel campo delle scienze sociali.

Torneresti in Italia? A volte immagino come potrebbe essere tornare a vivere in Italia ma credo che, professionalmente, nel nostro paese non ci siano prospettive, o almeno non nel mio campo. La percezione che ho che il mondo universitario e della ricerca sia ancora pi chiuso e che funzioni secondo regole non sempre trasparenti. LONDRA SARA, receptionist e studentessa Partire perch? Ho sempre vissuto allestero e a 34 anni ho deciso di lasciare definitivamente lItalia. Sapevo gi cosa fare e ho scelto Londra perch Europa ma nello stesso tempo con tante altre culture e tradizioni. Con la lingua? Conosco linglese molto bene in quanto ho vissuto a Bristol e in Australia per parecchi anni. Come stato allinizio? Quando sono arrivata a Londra sono stata ospite da un amico, poi ho trovato

lavoro e di conseguenza una mia stanza. Ora hai un lavoro? S, come receptionist in un salone di bellezza e nello stesso tempo studio al college di Hammersmith and Fulham. Londra cara, guadagni abbastanza? Riesco a vivere bene con lo stipendio che prendo. Quali sono i vantaggi lavorativi di Londra? Che non ci sono discriminazioni, indipendentemente dalla nazionalit o dal sesso hai la possibilit di crescere professionalmente. E in Italia? In Italia non ci torner mai pi. BARCELLONA CHIARA, fairs and events manager Perch dopo lErasmus sei rimasta in Spagna? Durante lErasmus a Barcellona mi sono resa conto che lo sviluppo economico che stava avvenendo in Spagna in quel periodo mi avrebbe offerto maggiori possibilit dal punto di vista professio-

nale. Allepoca la Spagna stava vivendo un boom economico incredibile, pertanto lofferta di lavoro era nettamente superiore rispetto allItalia. Infine, i servizi pubblici spagnoli (sempre allepoca) erano molto pi efficienti rispetto a quelli italiani (trasporti pubblici, servizi medici, ecc.), cosa che rendeva molto vivibile la citt. Conoscevi la lingua prima di partire? Prima di partire per lErasmus no. Quando sono ritornata a Barcellona per iniziare unesperienza professionale, il mio livello era gi abbastanza alto. Come ti sei organizzato allinizio per vivere? E ora? Allinizio ho recuperato i contatti che avevo instaurato durante lErasmus. Difatti sono andata a vivere di nuovo nello stesso appartamento, che avevo trovato per caso in una web di annunci di flat-sharing. Poi ho cercato una sistemazione migliore, e mi sono trasferita in un altro appartamento grazie allaiuto di un amico. Lo stipendio che prendi ti permette di vivere dove sei?

La retribuzione inferiore rispetto a quella che percepisce un uomo nella mia stessa posizione. Credo anche che in altri Paesi prenderei di pi. Del resto gli stipendi in Spagna sono molto pi bassi rispetto ad altri Paesi europei Per mi permette di vivere bene e di concedermi qualche capriccio. Quali secondo te sono gli aspetti positivi, nel settore lavorativo, che qui trovi mentre in Italia no? Direi che in generale in Spagna ci sono molti meno formalismi rispetto allItalia. Posso dare del tu ai Senior Managing Directors dellazienda, e parlare abbastanza apertamente con loro. Torneresti in Italia? Non so... Adesso come adesso la situazione lavorativa in Spagna veramente dura, il 54% dei giovani disoccupato e le aziende in parte stanno passando un momento molto difficile, in parte giocano un po con questo fattore e richiedono sforzi veramente grandi ai lavoratori. Forse sar cos anche in Italia o forse no. Per sono aperta a cambiamenti.

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ERASMUS: UNESPERIENZA CHE TI CAMBIA


di Federico Cardani

La possibilit per uno studente universitario europeo di effettuare un periodo di studio, legalmente riconosciuto, in una universit straniera, grazie al progetto Erasmus, rappresenta per gli studenti unopportunit di crescita, non solo lavorativa.
LAURA - LONDRA Ti mai capitato di sentirti sola durante la tua permanenza allestero? Ci si sente sempre un po spaesati allinizio in un paese che non conosci. Ricordo che quando sono scesa dallaereo mi sono sentita smarrita. Ma proprio questo senso di solitudine che ti porta a conoscere nuove persone e a metterti in gioco. Tutte le paure ti rendono pi forte se sai affrontarle. Hai scoperto qualcosa di nuovo della tua persona grazie a questa esperienza? Sicuramente stata la prima esperienza lontana da casa. Mi sento migliorata molto, nelle relazioni con le altre persone, e ho imparato a non dare nulla per scontato. stato il ritorno a casa a farmi capire quanto sia difficile cavarsela da soli e quanto le comodit siano a volte superflue e a volte estremamente piacevoli. Hai svolto unattivit lavorativa mentre eri allestero? Se s, quale e come lhai ricercata? Ho lavorato come baby-sitter per persone che ho conosciuto durante il periodo Erasmus. Ho vissuto questa esperienza lavorativa come un valore aggiunto, unulteriore forma di crescita personale. Grazie ai bambini, che fortunatamente hanno molto pi pazienza degli adulti, sono riuscita anche a migliorare il mio livello di inglese e a divertirmi in modo genuino. La possibilit di recarsi allestero per studi da sempre un asso nella manica delle universit. Credi che questa esperienza si possa proporre anche a studenti pi giovani? Credo che unesperienza del genere faccia bene a qualsiasi et. Lindividuo sta diventando sempre pi cittadino del mondo e permettergli di conoscere altre culture e paesi pu solo agevolarlo nel futuro. Magari in modalit diverse, ovvero non lasciandolo andare da solo o con tutta quella indipendenza che pu

diventare pericolosa se mal gestita, ma organizzando gruppi di studenti o sistemazioni maggiormente seguite. In questo modo penso che si possa attuare questo programma gi alle scuole superiori. GABRIELE UTRECHT (PAESI BASSI) Utrecht una citt diversa dalle altre mete che solitamente vengono scelte dagli studenti quando decidono di partire per studiare allestero. Come mai questa scelta? In effetti nessuno della mia universit ha optato per questa destinazione. E non capisco il perch. una bellissima citt, viva e molto giovanile. Luniversit organizzata benissimo e anche la sistemazione devo dire che mi ha sorpreso. In che senso? Quando ho avuto la risposta di conferma del mio trasferimento a Utrecht, mi arrivata in allegato la proposta di sistemarmi in un dormitorio nei pressi delluniversit. Allinizio ero scettico, visto che in Italia dormitori e ostelli non sono di certo al livello della Germania o della Spagna. Ma quando sono arrivato sono rimasto estremamente soddisfatto della mia scelta. Praticamente tutti gli studenti Erasmus vivevano nello

stesso palazzo, costruito e strutturato appositamente. Cerano tutti i comfort necessari: lavanderia, posto biciclette, ristorante, bar, discoteca e nelle vicinanze anche un pista al coperto per fare snowboard. Pensi sia meglio studiare allestero o in Italia? Penso sia la stessa cosa, a livello scolastico. Ma se parliamo di vita universitaria unaltra cosa. In Italia non avrei mai conosciuto cos tante persone di diverse nazionalit. Semplicemente avrei frequentato i corsi per poi tornare dagli amici di sempre. Grazie a questa esperienza ho trovato anche lamore, una ragazza di Barcellona. Pensa se non fossi andato cosa avrei perso! Consiglieresti questa esperienza a un amico o un universitario? Assolutamente s! Questa esperienza ti cambia dentro, o meglio, riesce a tirare fuori cos tanta forza che rimarrai sorpreso di te stesso. Mi ha aiutato in qualsiasi ambito, anche a livello lavorativo, non solo per la conoscenza dellinglese, ma anche per unapertura mentale che neanche mi sognavo prima. Viaggiare non solo ti fa crescere, ma ti fa capire come il mondo sia bello e vario, da vedere con i propri occhi.

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in/citt

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dAppello e lUniversit degli Studi di Brescia, che ha visto riconoscere ai magistrati i diritti degli utenti istituzionali, al fine di estendere alla categoria i pi ampi servizi bibliotecari e laccesso alle risorse elettroniche, necessari alle esigenze formative della professione. il 2006 lanno in cui si passati dalla storica sede di via Porcellaga ai Chiostri, luogo architettonicamente pregevole, ma poco funzionale per una biblioteca che richiede grandi astanterie: dai libri a scaffale aperto si arrivati alle sale di consultazione (vocabolari, codici), ma soprattutto ai depositi sotterranei. In questo caso, per rendere pi veloce il recupero dei volumi di studio spiega Bazzoli , si puntato sullautomazione avanzata: il deposito, infatti, robotizzato (il cosiddetto Rails- Roboted Autoscelving Intelligent Library System della ditta bresciana Habitat), composto da queste ultime il solo lavoro di front office (rapporto con lutenza ed erogazione di servizi). Oltre 40mila libri erano sparsi in dipartimenti, studi di docenti, e non risultavano nei cataloghi commenta Bazzoli , ora si sta recuperando tutto il materiale, per rendere disponibile alla comunit accademica lintero patrimonio bibliografico esistente. Patrimonio la cui particolarit riguarda le risorse elettroniche, in netta crescita: Sono oltre 31mila i periodici elettronici dateneo spiega il responsabile , liberamente consultabili dagli utenti istituzionali (tramite stampate e download) sia nelluniversit che fuori casa, grazie allapposito server di filtro detto proxi. Anche i servizi e gli orari della struttura di vicolo dellAnguilla sono stati ripensati (da consultarsi al sito unibs.it), senza pi differenziare il fatto che il fruitore sia di un dipartimento piuttosto che di un altro, istituendo dunque un regolamento comune. Sino a poco tempo fa sottolinea Bazzoli , il 20% dei nostri prestiti andava agli utenti esterni, perlopi liberi professionisti, togliendo risorse agli utenti istituzionali: accadeva cos che, spesso, uno studente non tro-

Un tesoro di

biblioteca
di Alessandra Tonizzo

In una cornice preziosa, i volumi del nostro Ateneo.


dia il direttore Eugenio Pelizzari , data in cui viene approvato e reso esecutivo con Decreto del Presidente della Repubblica il primo Statuto dellUniversit degli Studi di Brescia. Lidea di una nuova biblioteca (prima la struttura dinterfacolt era sita in via Porcellaga, ndr) nasce, a met degli anni 90, dallesigenza di far fronte alla costante crescita del patrimonio. Un impulso decisivo lo si ha nel 1996, con la nascita della Facolt di Giurisprudenza. Dopo varie ipotesi di localizzazione, la scelta caduta sui quattrocenteschi Chiostri della Chiesa del Carmine. Il complesso si articola, appunto, in tre chiostri chiostro maggiore, chiostro della campanella, posto a meridione verso la Contrada del Carmine, e chiostro della cucina, ad Occidente, verso il vicolo dellAnguilla e latmosfera risalente allOrdine dei Carmelitani (la posa della prima pietra della chiesa del Carmine di Brescia datata 1428), nonostante gli importanti lavori di ristrutturazione iniziati nel 2002, si respira ancora tutta. Durante il restauro, la sfida maggiore stata la conciliazione tra fruibilit e rispetto di un luogo cos saturo di storia: Abbiamo dovuto pi volte continua Pelizzari , unitamente allo studio di progettazione, modificare la destinazione duso di diversi locali, per lemergere di inaspettati tesori, tra i quali una splendida Ultima cena del 1500, e per adattare le esigenze di unutenza molto specialistica e attenta allattualit ad una struttura solenne e antica come questa. Cos, spazi gi destinati a scaffalature al pubblico hanno dovuto essere riconvertiti in sale di lettura o uffici, o semplicemente in spazi... visitabili. La Biblioteca di Economia e Giurisprudenza, tuttavia, non solo bella. Vedere la Sala del Camino, il lavamani cinquecentesco, o le cellette affrescate coi ritratti dei fraticelli ci racconta il responsabile Marco Bazzoli, tra una scalinata in pietra e un soffitto ligneo , una grande opportunit. Ma il lavoro bibliotecario vero e proprio altrettanto maestoso: dalla fine del 2011 stiamo infatti attuando una grossa riorganizzazione. Grazie alla legge Gelmini, che prevedeva laccorpamento dei dipartimenti (ognuno fino ad allora dotato di una biblioteca propria), si deciso di riunire tutto il patrimonio bibliografico allinterno delle biblioteche stesse, e di creare un sistema bibliotecario dateneo organizzato in modo da lasciare a

el cuore del centro cittadino, in prossimit delle Facolt di Economia e Giurisprudenza, si trova un gioiello architettonico e culturale: la Biblioteca dei due Istituti, in vicolo dellAnguilla. poco pubblicizzata ma ricca di storia, con tracce dantichit notevoli. I numeri giusti ci sono tutti: 2.742 mq, 91mila monografie, 10mila libri tra rari e di pregio, 1.603 testi antichi (cio pubblicati prima del 1831, soprattutto di argomento giuridico), 240 posti di lettura a sedere, 27 postazioni informatiche al pubblico. La storia della Biblioteca inizia ufficialmente il 27 ottobre del 1983 racconta sul sito online Bibliotecario in Lombar-

vasse un testo per lesame. Allo stesso tempo, per, lUniversit non pu chiudersi completamente al territorio. Ci ha portato, quindi, al libero accesso alla struttura per la consultazione in loco, mentre per il prestito sono state istituite delle convezioni ad hoc per i vari ordini professionali (avvocati, magistrati, architetti). stata stipulata a maggio di questanno conferma il presidente della Corte dAppello, Graziana Campanato , una convenzione tra la Corte

torri metalliche dentro cui trovano posto cassetti di plastica contenenti 60 libri cadauno. In sintesi, loperatore del prestito immette il numero dinventario del libro richiesto in un pc collegato alla macchina, che lo identifica, dopodich il robot corre su binari e lo recupera. Per arrivare, in deposito, alla capienza massima di 100mila testi c ancora tempo. Nel frattempo, leggersi un buon libro allombra della storia tuttaltro che un peccato.

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/convegno
sco , conta invece la capacit politica di portare a termine un problema che si trascina da oltre 40 anni. Dal 2003 a oggi sono stati sviluppati tre progetti per 16 milioni di euro di investimenti complessivi, con risultati soddisfacenti. Ma i problemi da risolvere sono ancora tanti, ha continuato Cesco, il quale evidenziando alcune criticit (tra cui un depuratore vicino alla saturazione, la necessit di nuove linee fanghi, ecc.) ha sottolineato la necessit di realizzare nuovi progetti, alcuni dei quali sono gi cantierabili, altri non sono stati portati a termine per mancanza di finanziamenti. Servirebbero 200 milioni di euro (120 per Brescia e 80 per Verona) per potenziare lesistente (depuratore di Peschiera), dismettere le strutture obsolete, costruire un nuovo depuratore a sud del

AL SERVIZIO DELLACQUA
Il Lago di Garda una risorsa naturale dallenorme impatto paesaggistico, sociale ed economico e i problemi che riguardano la qualit e la quantit delle sue acque al centro di un convegno, che ha visto la partecipazione di numerose aziende attive nellambito dellinnovazione legata al ciclo integrato delle acque.
di Donatella Car

LE TECNOLOGIE

lago, razionalizzare le reti fognarie Una cifra consistente, ha concluso Cesco, che per non riguarda solo Brescia e Verona, ma lintera nazione, di cui fa parte questa perla che va salvaguardata. Il Lago di Garda il brand pi forte del turismo bresciano, ha concluso Massoletti. Nel 2012 la provincia di Brescia ha fatto registrare circa 9 milioni di vi-

sitatori sul territorio, la maggior parte dei quali sul lago. Quello bresciano turismo costoso e sofisticato, fatto di persone attirate dalla bellezza dellambiente, dal patrimonio artistico-culturale, dallofferta enogastronomica e dalla qualit delle acque del Garda. Occuparsi della qualit delle sue acque diventa dunque fondamentale anche per attirare turismo.

LE SOLUZIONI TECNOLOGICHE
Sensus leader nei sistemi di lettura, comunicazione, software e servizi per i distributori di elettricit, acqua e gas ha presentato un contatore intelligente, in grado di ridurre significativamente lacqua non fatturata (a causa delle fughe) e di consentire sostanziosi risparmi. ABB leader nelle tecnologie per lenergia e lautomazione che consentono alle utility e alle industrie di migliorare le loro performance, riducendo al contempo limpatto ambientale ha presentato un approccio globale per la realizzazione di progetti di efficienza energetica (dallaudit al supporto finanziario) e le tecnologie per un impiego efficiente degli impianti di depurazione. Saceccav spa societ leader nel campo del trattamento delle acque reflue, della progettazione e realizzazione di impianti di potabilizzazione, compostaggio ed essiccamento fanghi, che gestisce 156 impianti in tutta Italia, e sta crescendo sul mercato internazionale (con impianti in Turchia, Honduras, Cina e un progetto di sviluppo in Qatar) ha esaminato le tecnologie ambientali e paesaggistiche, e i presupposti per il Garda e linternazionalizzazione. Rocksoil spa societ leader nellambito della progettazione e della consulenza tecnica per le opere di geoingegneria che ha illustrato gli aspetti tecnologici e costruttivi per la realizzazione di grandi cavit. Utilizzando il sottosuolo come risorsa ambientale. Vomm Impianti e Processi leader italiano ed europeo nellambito della progettazione, costruzione e vendita di macchine e impianti di essiccamento e valorizzazione termica ed elettrica di fanghi, biomasse, scarti vegetali, rifiuti organici ha presentato una soluzione per la valorizzazione energetica dei fanghi di depurazione, ricorrendo allessiccamento termico in film sottile Vomm. Una soluzione che apre la via a molteplici riutilizzi del materiale (ad esempio, come concime in campo agricolo, co-combustibile in forni di cementeria o di rsu, o come parte di un ciclo di produzione di energia termica ed elettrica, ecc.), trasformando un problema in unopportunit di business eco-compatibile. Grundfos Pompe Italia leader mondiale nel campo dei sistemi di pompaggio civili e industriali, che conta 19.000 dipendenti nel mondo ha presentato una soluzione, semplice da installare e di basso costo, per monitorare e gestire le pompe, in modo ottimale. NUFiltration Ltd societ start-up con sede in Israele ha presentato in anteprima mondiale una nuova tecnologia di filtrazione delle acque, che permette lutilizzo di membrane di ultrafiltrazione di altissima qualit a costi competitivi rispetto alla filtrazione tradizionale. La tecnologia sviluppata, protetta da un brevetto mondiale, si basa sullaltissima qualit delle membrane (prodotte per uso medico), la loro resistenza e capacit e sullimportante impatto economico e ambientale ottenuto riutilizzando materiale da smaltire. Unapplicazione senza dubbio innovativa, che potenzialmente pu trovare applicazione in diversi campi, tanto che sia Saceccav che Sai8 spa, il gestore del servizio idrico di Siracusa, hanno mostrato interesse a una futura collaborazione, visto che entrambe le aziende in questione sono impegnate nel campo della gestione delle acque e della depurazione.

a difesa e la tutela del Lago di Garda, una grande risorsa naturale destinata ad acquistare unimportanza sempre pi grande nel nostro futuro, stata al centro di un convegno, dal titolo Limpegno tecnologico al servizio della risorsa idrica, tenutosi il 13 giugno a Villa Alba (Gardone Riviera). Il meeting ha preso in esame la complessa situazione relativa al sistema lago, esaminando lo sviluppo tecnologico in campo idrico, e lapporto dellinnovazione tecnologica alla soluzione delle problematiche legate alla gestione delle acque durante il ciclo integrato. Al convegno organizzato da Villa Alba Eventi e moderato da Giorgio Costa, direttore di Dodicimesi, e da Furio Cascetta, professore ordinario presso la Facolt di Ingegneria della Seconda Universit di Napoli hanno preso parte numerose aziende di rilevanza nazionale e internazionale, attive nellambito

dellinnovazione legata al ciclo integrato delle acque (vedi box). A fare un quadro della situazione presente, dopo il benvenuto del sindaco di Gardone Riviera, Andrea Cipani, che ha salutato con favore qualunque iniziativa utile alla buona qualit delle acque del lago, un tema di grande importanza di cui ormai siamo tutti consapevoli, sono intervenuti Pierluigi Ceresa, segretario generale della Comunit del Garda ente territoriale interregionale, lon. Angelo Cresco, presidente Depurazioni Benacensi, e Carlo Massoletti, amministratore delegato di Bresciatourism. Il lago di Garda con i suoi circa 370 km2 di superficie, una profondit media di circa 133 metri e un volume di circa 50 km3 oltre ad essere il pi grande lago italiano, rappresenta il 40% di acqua dolce disponibile in Italia. Numeri importanti ha detto Ceresa che, aldil del consumo per usi agricoli, in futuro, faranno considerare il Garda sempre pi strategico ai fini del consumo umano dellacqua. Senza contare che oggi

il lago le cui sponde sono condivise dalle provincie di Brescia, di Verona e di Trento attira circa 30 milioni di turisti ogni anno, richiamati dalle 125 spiagge, tutte balneabili, regolarmente censite dalle autorit sanitarie, e dalle bellezze paesaggistiche del territorio. La qualit dellacqua, da cui non si pu prescindere, per la salute del lago e dei suoi abitanti, deve essere per connessa con la sua quantit, ha precisato Ceresa, esprimendo con ci la necessit rilevata dai comuni che si affacciano sul lago e dalle due aziende (la bresciana Garda Uno e la veronese Ags) che raccolgono le acque reflue dei comuni rivieraschi e li convogliano al depuratore di Peschiera del Garda di rivedere la normativa che disciplina luscita e il livello delle acque del lago, stabilendo nuovi parametri che ne regolino laltezza massima e minima. Un problema questo che potrebbe trovare una facile soluzione, in quanto la regolamentazione dei livelli del lago non costa ha commentato lon. Cre-

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CI RACCONTANO il prealpino SABRINA COCCI (Le acconciature di Sabrina) Via Brolo Chi popola questa zona? Anagraficamente, il Villaggio Prealpino popolato perlopi da anziani. C poca giovent, anche se, man mano,

Villaggio Prealpino
capolinea della tradizione
hi ci abita lo chiama famiglia, paese. Il Villaggio Prealpino, il quartiere pi a Nord di Brescia, 4.500 anime, unoasi di pace a pochi passi dal centro citt, dove si fanno ancora cose come il Palio delle Contrade, il volontariato spopola e le iniziative culturali non mancano. Il villaggio, nel 2010, stato a lungo sulle pagine dei quotidiani, locali e non, per labbattimento del Residence Prealpino al cui posto, oggi, con oltre un anno di ritardo, si sta lavorando per creare 48 appartamenti (3.200 mq dabitazioni entro primavera 2014) che per una ventina di anni ha ospitato migliaia di cittadini extracomunitari. Oggi, rasserenatasi la questione inerente lintegrazione sociale la componente straniera (albanesi, ucraini, algerini, africani) resta alta, ma i segni di inserimento sono evidenti , si punta al futuro, alla scommessa verde di una mobilit tutta nuova, con larrivo della metropolitana, che trova qui uno dei suoi capolinea. E mentre i commercianti sono incerti circa linfluenza di questo progetto sugli affari, i residenti si dicono perlopi soddisfatti di un servizio che permette loro di spostarsi rapidamente verso le mete lavorative senza lassillo del traffico. Il commercio, un po dispersivo vista lassenza di un vero e proprio centro, sente come ovunque la pressione della crisi (e della grande distribuzione: i piccoli negozi dalimentari qui non sopravvivono): diversi i locali vuoti, ma c anche chi, in controtendenza, sfida la sorte e apre i battenti.

di Alessandra Tonizzo

pare stia incrementando. Commercialmente il Prealpino lavora bene? Devo dire che, qui, ognuno ha la sua fetta di clientela. Questo un periodo no per molti. Gli anziani, si sa, sono risparmiatori, e sono proprio loro i nostri principali clienti. Diverse serrande sono abbassate In verit, nei sette anni di lavoro qui al villaggio, ne ho viste chiudere di attivit e anche in fretta! Il paese si sta un po spegnendo. La qualit migliore del Prealpino? Il fatto che c molta aggregazione, ci si conosce bene. davvero un piccolo paese. Aggregazione anche con gli stranieri? Questa una componente ancora molto presente. Ci sono alcune vie, come il Passo di Resia, abitate in maggioranza da stranieri: pakistani, albanesi La mia

opinione che se una persona lavora e si comporta bene, pu integrarsi tranquillamente. Il problema pi sentito? Sar banale, ma la crisi economica che stiamo vivendo. A livello pratico, invece, qui mancano alcuni esercizi commerciali (scarpe, abbigliamento bambini). Il capolinea della metropolitana ha cambiato le vostre abitudini? A livello commerciale, non ho riscontrato dei cambiamenti. Per so che i clienti se ne servono: questa metro pare comoda e funzionale. In tanti lasciano lauto per recarsi al lavoro con questo mezzo. Eccezion fatta, forse, per gli anziani. ANGELA ALBERTINI (Merceria Il Girasole) Via Brolo Come mai ha scelto il Villaggio Prealpino per aprire la sua attivit? Sono qui da un mese, prima lavoravo a Concesio: cercavo semplicemente un locale pi piccolo per contenere le spese, in questo periodo complicato. La prima impressione stata? Quella di essere proprio in un villaggio, dove la gente vive davvero la zona in cui abita, spostandosi molto a piedi e in bicicletta. C chi passa di qui solo per fare un saluto: incredibile. Come lha colpita la crisi?

Sabrina Cocci

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/strade e quartieri
Una merceria, oggigiorno, tira perch la gente cerca di arrangiarsi in ogni modo. Per, se prima la signora veniva a cercare il filo giusto e finiva per acquistare anche altro, ora questo molto raro. Il Prealpino un paese per vecchi: ci crede? Non mi pare proprio che questa sia una zona di soli anziani. Pu essere unimpressione: chi passeggia, durante il giorno, mentre si lavora? Quelli meno giovani, certo. Ma io vedo tante bambine, molte mamme con i passeggini. Utilizza la metropolitana per venire a lavorare? Abito a San Vigilio, quindi purtroppo a me non serve proprio. Ma la uso per andare in centro citt: comodissima. Il capolinea, qui a due passi, ha portato pi gente? Un po pi di passaggio si nota. Per difficilmente qualcuno dal centro viene qui con la metropolitana, a mio avviso. pi frequente il contrario: lasciare qui la propria auto, a casa, e prendere il mezzo per andare a lavorare. GIUSI (Naomi Caff) Via Prima In tempo di crisi, lei in piena controtendenza Non ho mai fatto questo mestiere, ma ho deciso di aprire lattivit, a dicembre, per avviare un futuro a mia figlia, ora diciassettenne. Perch il Prealpino? Abito altrove, ma questa zona mi sempre piaciuta tanto. Mi trovo benissimo. A livello commerciale, come va? Personalmente, lavoro benino. Sui consumi la crisi ha influito, ma comunque qui si tende a non spendere tanto: una colazione, un caff. Cosa pensa della metropolitana, che ha qui il suo capolinea Nord? Io uso lauto. Non registro un grande passaggio, dopo questo progetto. Cambiamenti allinterno del paese sono difficili: dopotutto la fermata in via Triumplina. La viabilit ancora un punto dolente? Quella sempre stata un labirinto. Qui tutte le vie si somigliano, e non di rado mi perdo. PATRIZIA VOLTA (Cartolibreria Santa Giulia) Via Prima Vende molti biglietti della metro? Si vendono bene, s. Poi qui ora c pi movimento, la gente passa anche solo per parcheggiare lauto. Villaggio Prealpino Una grande famiglia, che mi ha accolta benissimo. Sulla viabilit facciamo una croce? Oddio: perdersi pu capitare, ma solo questione dabitudine. Una volta che conosci la zona Il problema dei posti auto, poi, da me non avvertito. Che rapporti ci sono con gli stranieri? La situazione normalissima. Albanesi, ucraini, algerini, africani per me sono persone che si sono integrate. Come ha vissuto londata di crisi? Ho aperto con la crisi, quindi non posso fare confronti tra prima e dopo. Comunque, oggigiorno si sopravvive.

a pochi minuti dal Lago di Garda - a few minutes from Garda Lake - nur wenige Minuten vom Gardasee

MADAGASCAR

AUSTRALIA PARCO NATURA VIVA

Parcheggio scambiatore al capolinea Prealpino della metro: Era ora!

Viaggio nella Biodiversit


JOURNEY INTO BIODIVERSITY - EINE REISE DURCH DIE ARTENVIELFALT

Inaugurato a maggio, il Park Prealpino un parcheggio di 19mila mq che si estende a margine della omonima stazione, prima fermata da nord sul percorso della metropolitana incentiver luso della metro. A disposizione 455 posti auto (di cui 150 gi pronti e altri 305 disponibili nellarco di alcune settimane dallinaugurazione del parcheggio), raggiungibili sia da via Triumplina che da via dellArsenale; presenti anche 10 posti Bicimia e 45 per le biciclette private, su di unarea capillarmente piantumata. Costato complessivamente 1 milione e 354mila euro, il parcheggio-scambiatore, dopo un primo utilizzo gratuito, sar disponibile con un abbonamento al prezzo di 16 euro mensili, comprensivo di agevolazioni per la metropolitana. Mi sembra unottima cosa commenta Mara, 35 anni, presente al taglio del nastro . Tutte le mattine qui era una caccia al tesoro, e non che uno abbia poi tanto tempo a disposizione. Tirano un sospiro di sollievo anche i commercianti della zona che, dopo numerosi reclami per linvasione dei posti auto a disposizione della clientela (tantissime le affissioni minacciose fuori dalle vetrine), sperano venga ora adottata unulteriore scontistica sulla tariffa-parking in base agli acquisti in loco. Certo sottolinea Claudio, 67 anni, abitante del villaggio Prealpino , pensare che qui prima cera un pescheto fa tristezza. Ma se consideriamo i nostri giovani, il futuro che avanza, sono prezzi da pagare. Io ho un nipote che viene da Nave per andare a lavorare in citt: sapere che non dovr pi impazzire per trovare parcheggio mi fa piacere.

FAUNA PARK/ TIERPARK + SAFARI PARK


Centro Tutela Specie Minacciate
Breeding Center for Endangered Species Zentrum zum Schutze vom Aussterben bedrohter Tierarten

Localit Figara, 40 - Bussolengo Verona - Tel. 045 7170113 - info@parconaturaviva.it


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Foto: Patrick Merighi

/HINTERlAND

Castenedolo
astenedolo, con i suoi 11mila abitanti, appare come un paese tranquillo, una zona di pace tra Brescia e Montichiari. Attraversato dalla strada statale, il via vai non manca, ma non mai troppo. Il commercio ultimamente risente della crisi generale: ci vorrebbero pi movimento e una scossa alleconomia locale. Negli ultimi tempi a tenere desta lattenzione dei cittadini e dellamministrazione locale stato soprattutto la situazione ambientale, con il deciso no del Comune alla proposta di realizzazione di una discarica in localit Cascina Castella che farebbe peggiorare la qualit dellaria e rappresenterebbe un fattore di rischio per la qualit dellacqua potabile e la creazione di un grande polmone verde. Il rimboschimento in atto nellambito della riqualificazione del territorio dellex cava dargilla Italcementi (i lavori, gi iniziati, dovrebbero concludersi nel 2014) per

il futuro sar green

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

di Elena Dalia

rendere il paese pi green dar vita, infatti, a uno dei boschi pi estesi della pianura lombarda, con circa 28mila alberi, due per ogni cittadino. E c da scommettere che la valorizzazione del verde e degli spazi allaperto rester tra le priorit anche dei prossimi anni. CI RACCONTANO Castenedolo

DAVIDE MAZZA (EDICOLA) Piazza Cavour Da quanto tempo lavora qui? Dal luglio 2007. Inizialmente il lavoro andava abbastanza bene, ora, per il difficile momento che sta vivendo il commercio, si dimezzato. Anche la stampa risente della crisi S, perch se la gente non ha lavoro, o ne ha poco, compra meno o non compra pi giornali e riviste. Oggi poi, con lavanzare delle nuove tecnologie, i gio-

vani per informarsi utilizzano internet e non acquistano quasi pi i giornali. Fare questo lavoro piacevole, ma per guadagnare bisogna vendere parecchio. Cosa sta facendo lAmministrazione comunale per aiutare i commercianti? Non sta facendo molto, infatti, qui a Castenedolo molti commercianti sono stati costretti a chiudere, a causa della crisi. Un tema su cui richiamare lattenzione dellamministrazione? Se c una cosa che proprio non capisco sono i parcheggi a pagamento sempre in crescita (se uno spende i soldi per quel-

lo poi ovvio che non li utilizzer per comprarsi qualcosaltro) oppure il disco orario addirittura per meno di mezzora. MATTEO BARCHI (LALCHIMIA DEL GELATO) Via Gramsci Come si diventa gelatai esperti? Ci racconti la sua esperienza Studiando, lavorando e impegnandosi molto. Io sono tornato in Italia lo scorso anno dopo unesperienza di quattro anni allestero. Insieme a quattro miei amici, ora anche soci, ho deciso di av-

Un paese tranquillo, a pochi passi dalla citt, che investe su un futuro migliore soprattutto dal punto di vista ambientale.

Davide Mazza

Matteo Barchi

viare questattivit proprio perch il desiderio di riuscire a fare qualcosa di nostro qui in Italia era forte. Ho imparato il mestiere di gelataio facendo esperienza diretta in questo settore e corsi di formazione specifici. Comunque, anche questo, come la maggior parte dei mestieri, simpara lavorando sul campo. Avete aperto a febbraio di questanno, come sono andati questi primi mesi commercialmente parlando? Devo dire bene. Certo, allinizio non mai semplice ma abbiamo iniziato a farci conoscere attraverso diverse promozioni e ora pi persone apprezzano il nostro prodotto. Io sono di Carpenedolo ma con i castenedolesi mi trovo bene, sono persone solidali e disponibili. I gusti preferiti dai castenedolesi? Ogni paese ha il proprio palato, i gu-

sti cambiano molto anche nellarco di pochi chilometri. Qui a Castenedolo i gusti pi apprezzati sono la liquirizia, la nocciola e il biscottino. Cosa manca al paese? C bisogno di energia, soprattutto la sera. EDDIE TRECCANI (FIORERIA) Via Matteotti Il fiore conosce la crisi? Io non mi posso lamentare, il fiore una cosa che si vende sempre. Sono fiorista europeo e riesco a realizzare

Eddie Treccani

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alcuni lavori diversi dal solito; ho anche alcuni clienti fuori da Castenedolo. Chi un fiorista europeo? un fiorista riconosciuto in tutta Europa. Per diventarlo, si possono fare corsi nazionali o internazionali; principalmente simpara ad allestire con i fiori in diversi ambiti tra cui quello fieristico. un lavoro che deve piacere, per me molto bello perch mi permette di stare in mezzo ai colori e alla natura. Il paese cambiato negli ultimi anni? S, ci sono stati soprattutto cambiamenti positivi. Il paese si espanso e sono nati diversi villaggetti con nuove attivit che funzionano. Quando ero piccolo, su questa strada, che collega Brescia a Montichiari, vedevo passare tantissimi camion e cera molto pi traffico e inquinamento. Ora, con la creazione di nuove strade e altri lavori di riqualificazione della viabilit, i camion non transitano quasi pi da qui. Certo, le auto ci sono sempre, ma non un traffico esagerato. Le nostre domande a C qualcosa che cosa cambierebbe? Secondo me bisognerebbe aiutarsi di pi a vicenda, soprattutto tra noi commercianti, concentrando i nostri acquisti in paese nei negozi dei nostri colleghi. Sicuramente si consoliderebbero ulteriormente i nostri rapporti a vantaggio di tutti. SERGIO CASTREZZATI (FOTOGRAFO) Via Matteotti Com cambiato il suo lavoro nel tempo? Sicuramente il mondo della fotografia stato segnato dal passaggio al digitale che offre innumerevoli possibilit ma rispetto al sistema analogico fa ragionare meno. Oggi si possono fare moltissimi scatti perci spesso le persone si affidano al caso; un tempo invece bisognava sapere prima che risultato si desiderava ottenere. Pochissimi ormai utilizzano la pellicola, anche se devo dire che alcuni giovani sono nuovamente attratti da questo sistema fotografico quasi dimenticato. Come descriverebbe Castenedolo a qualcuno che non lo conosce? Come un paese vivo grazie anche alle associazioni. E dal punto di vista commerciale? Commercialmente parlando la richiesta un po scarsa. Il paese soffre molto la vicinanza con Brescia. Questione discariche. Spero che si riesca ad evitare definitivamente la costruzione di unaltra discarica, lennesima in questa zona.

Eccellenza Italiana

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Crystal 2013 vanta una tradizione nellottica di ben 30 anni:

professionalit, cortesia e glamour ne fanno leccellenza italiana....

Sergio Castrezzati

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Noi siamo ci che facciamo e quindi lEccellenza non unazione ma unabitudine ... Aristotele

GIAMBATTISTA GROLI, SINDACO DI CASTENEDOLO


In questo periodo di forte crisi economica in che modo lAmministrazione Comunale sta aiutando i commercianti locali? Questa una tematica che va ricollocata nel settore economico-produttivo nel suo insieme; il momento di crisi economica purtroppo ha colpito molteplici settori. In questo momento, per quanto riguarda la situazione locale, non possiamo lavorare a 360 come desidereremmo fare perch i nostri fondi sono bloccati dal Patto di Stabilit varato dal Governo. In una situazione come questa anche la riqualificazione della Piazza principale del paese potrebbe favorire un incremento del commercio. Abbiamo organizzato diverse iniziative, tra cui I colori della primavera ad aprile e Piazza Grande a giugno: i commercianti, nella giornata di domenica, espongono e vendono i loro prodotti in piazza; il centro storico si vivacizza a favore del commercio locale. Per ora il riscontro stato positivo. Da cosa nata lesigenza di regolamentare con parcometri il parcheggio di Piazza Martiri della Libert? stata necessaria la regolamentazione con parcometro per arginare una situazione di caos che si era creata. Diverse automobili sostavano per lintera giornata anche in presenza di disco orario; era dunque assai difficile trovare posto, anche dopo vari tentativi. Oggi, chi deve parcheggiare lautomobile per tutta la giornata pu farlo in parcheggi liberi come quello di via Fenaroli, via Pisa, via Rimembranze e via Tito Speri. I risultati sono positivi, ora abbiamo pi posti liberi e una situazione meno caotica per chi vuole recarsi nei negozi del centro. Questione ambientale, come procede la riqualificazione dellex cava dargilla Italcementi? Teniamo molto alla tutela dellambiente e alla salute dei cittadini. In questottica siamo molto fieri dellattuazione del progetto di riqualificazione dellex cava dargilla Italcementi, in programma da molti anni.

Uno show room di 350 mq con i pi blasonati brand del settore: Tom Ford Giorgio Armani Ferragamo Pucci Tiffany Chlo Miu Miu Bulgari Swarovski Jil Sander Kors Flair Paul&Joe Oga Stepper Emporio Armani Xavier Garcia CRYSTAL 2013 si distingue per lattenzione che dedica agli sportivi: occhiali da sole per motociclisti, golfisti e sport estremi.

Questo prevede il rimboschimento di 200.051 mq di territorio Castenedolese e di 34.560 mq del Comune di Mazzano. In quello che sar uno dei pi grandi polmoni verdi della nostra provincia sono previste 7.560 piante, arbusti, alberi di diversa specie e anche un percorso botanico a scopo ricreativo e didattico. Saranno piantate 1.300 piante ad ettaro e alla fine del progetto ci saranno 2 alberi per ogni concittadino. Servir del tempo: questarea dovr rimanere a riposo per sette anni affinch sia garantita la corretta crescita del bosco ma il risultato sar a beneficio di tutti.

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speciale/ecologia e ambiente

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Energie rinnovabili: Calano gli investimenti, cresce la potenza installata


Il 2012 ha fatto registrare una flessione degli investimenti in Italia (-51%) e nel mondo (-12%). Nuovo record invece della potenza installata: i 115 GW rappresentano la met del totale delle nuove installazioni nel mondo. In Italia in testa per crescita il fotovoltaico, con incrementi medi annui di oltre il 105%. Tra le fonti pulite, secondo lanalisi condotta dallEnergy & Strategy Group, mini idroelettrico ed eolico sono economicamente pi attraenti anche in assenza di incentivi.

Il solare fotovoltaico in Italia


Nel 2012, la fonte rinnovabile con maggior crescita stata il fotovoltaico con tassi di crescita medi annui di oltre il 105%. Il nostro paese si conferma al secondo posto nel mondo per capacit fotovoltaica totale in esercizio, preceduta solo dalla Germania, che a fine anno registra una potenza installata di circa il doppio di quella italiana. Secondo il Rapporto Statistico sul Solare Fotovoltaico 2012 realizzato da GSE (il Gestore dei servizi energetici), a fine 2012 in Italia risultano in esercizio 478.331 impianti, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nellanno. Nel solo anno 2012 sono stati installati 148.135 nuovi impianti (+45% rispetto agli impianti esistenti a fine 2011), per una potenza addizionale di 3.646 MW, che hanno triplicato il numero degli impianti presenti a fine 2010 sul territorio nazionale. Per quanto riguarda il futuro del fotovoltaico, la Strategia Energetica Nazionale prevede che fino al 2020 la potenza aggiuntiva installata sar pari a circa 1.000 MW lanno. Gli incentivi. Il parco degli impianti fotovoltaici costituito principalmente da impianti incentivati con il Conto Energia e da altri impianti, che nella maggior parte dei casi godono dei Certificati Verdi o di altri incentivi. Il Conto Energia il meccanismo di incentivazione della produzione da fonte solare introdotto nel 2005, attualmente regolato dal DM 5 luglio 2012 (Quinto Conto Energia) ha rappresentato il motore di questa crescita. I 475.851 impianti che ne usufruiscono hanno contribuito al 96% della produzione fotovoltaica dellanno e ricevuto un incentivo dal GSE (attuatore dei meccanismi di sostegno delle energie rinnovabili e responsabile del Sistema Italiano di Monitoraggio delle fonti rinnovabili) di circa 6 miliardi di euro nel solo 2012. EVOLUZIONE DELLA POTENZA E DELLA NUMEROSIT DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN ITALIA
MW 20.000 18.000 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0
87 32.018 7.647 431 71.288 1.144 155.977 3.470 330.196 12.773 16.420

Potenza Installata (MW)

Numero Impianti
478.331

N 500.000 450.000 400.000 350.000 300.000 250.000 200.000 150.000 100.000 50.000

l 2012 in Italia non stato un anno positivo per il settore delle energie rinnovabili. Lo riferisce il Bloomberg New Energy Finance, secondo il quale gli investimenti si sono dimezzati rispetto al 2011, scendendo a 14,7 miliardi di dollari (-51%). Ma anche a livello mondiale si investito meno. Secondo lultimo rapporto Global Trends in Renewable Energy Investments, lo scorso anno lindustria dellenergia verde ha stanziato 244,4 miliardi di dollari, registrando un calo del 12% rispetto al 2011. la seconda volta nella storia che gli investimenti in rinnovabili sono stati inferiori allanno precedente. In termini di nuova capacit, invece, il 2012 ha segnato un nuovo record raggiungendo i 115 GW, la met della potenza installata da tutte le fonti. La potenza mondiale complessiva da rinnovabili ha raggiunto a fine 2012 i 1.470 GW (+8,5% sul 2011); in testa leolico, seguito da idroelettrico e solare. Il settore d ormai lavoro a 5,7 milioni di persone nel mondo. A causare il calo degli investimenti, secondo il rapporto, la drastica riduzione dei prezzi delle tecnologie (impianti solari ed eolici), la crisi economica e il

taglio degli incentivi in importanti paesi. Oltre allItalia, infatti, hanno registrato un forte calo la Spagna (-68%), strozzata dalle politiche di austerity, e lIndia (-44%), che ha sofferto del freno alleolico e al solare imposto dalle autorit locali. In termini assoluti il decremento maggiore avvenuto negli Usa: -32%, con 44,2 miliardi di dollari. In Europa hanno mostrato un sensibile declino anche Germania (-27%, con 22,8 miliardi di dollari), Regno Unito (-17%, 8,3 miliardi) e Francia (-35%, 4,3 miliardi). In controtendenza invece i paesi emergenti, che hanno investito ben 112 miliardi (erano 94 nel 2011), accorciando notevolmente la distanza con le nazioni industrializzate, che hanno speso 132 miliardi di dollari (contro i 186 del 2011). Il maggiore investitore mondiale la Cina, che ha raggiunto il record dei 67 miliardi di dollari (+22%), grazie soprattutto alle tecnologie solari. In crescita anche il Giappone con 16,3 miliardi di dollari (+75%) e il Sud Africa, passato a 5,5 miliardi di dollari da poche decine di milioni del 2011. Nonostante la battuta darresto, il 2012 si inquadra in un trend comunque crescente, ed il secondo anno

di sempre per volume di investimenti nelle fonti pulite dopo il 2011, anno in cui sono stati investiti 279 miliardi di dollari investiti (+23%). Influenzata anche dai cambiamenti climatici in atto, o forse dalla crescita continua del prezzo del petrolio, lattenzione nei confronti delle energie alternative aumentata in misura esponenziale nel corso dellultimo decennio. Ed prevedibile che il livello degli investimenti continuer a crescere.

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Fonte: GSE, Rapporto statistico solare fotovoltaico 2012

Va detto, per, che lintroduzione del Quinto Conto Energia ha profondamente modificato le regole del gioco nel fotovoltaico italiano, riducendo fortemente per lennesima volta gli incentivi e indicando chiaramente la prossima fine del meccanismo di incentivazione. Ci significa che gli operatori devono prepararsi ad affrontare la nuova sfida della grid parity, ossia lofferta di soluzioni convenienti dal punto di vista economico anche in assenza di incentivi pubblici diretti, con leventuale sfruttamento di meccanismi alternativi. Potenza degli impianti. Tra i nuovi impianti installati nel 2012 (148.135 unit), lincremento maggiore si rileva, in termini percentuali, per gli impianti tra 3 e 20 kW (+47%). La taglia media degli impianti si ridotta passando da 38,7 kW del 2011 a 34,3 kW del 2012. La potenza cresciuta pi che proporzionalmente rispetto alla numerosit, in quanto sono entrati in esercizio impianti di dimensioni pi grandi. Gli impian-

ti entrati in esercizio nel corso del 2012 hanno una potenza media pari a 24,6 kW, inferiore a quella degli impianti entrati in esercizio nel 2011 e nel 2010. La distribuzione del numero e della potenza degli impianti sul territorio nazionale non omogenea. Ma almeno un impianto presente nel 97% dei comuni italiani (era l11% nel 2006) e il 96% degli impianti esistenti collegato alla rete in bassa tensione con una taglia media di 11 kW. Secondo il rapporto GSE, il numero pi elevato di impianti collocato al Nord, in particolare in Lombardia (68.434 impianti, pari al 14,3% del parco nazionale fotovoltaico) e in Veneto (64.941, pari al 13,6%). In termini di potenza installata invece la Puglia a detenere il primato con 2.449 MW installati. La dimensione media maggiore degli impianti in Puglia con 73,0 kW, seguono il Molise (61,1 kW), la Basilicata (58,9 kW), le Marche (57,1 kW), lAbruzzo (51,0 kW); la pi bassa in Valle dAosta (11,7 kW).

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su edifici, nella Regione Trentino Alto Adige con il 91% della potenza installata e a seguire in Valle dAosta (84%) e in Lombardia (80%). La Sardegna, la Calabria e la Liguria sono le Regioni nelle quali vi la quota maggiore di impianti su serre e pensiline. La produzione degli impianti fotovoltaici in Italia nel 2012 ha raggiunto 18.862 GWh con un incremento del 75% rispetto allanno precedente. In soli sei anni, la produzione aumentata di circa 485 volte. Oggi tra le fonti rinnovabili, la fonte solare seconda solo alla fonte idraulica. In Puglia sono stati prodotti 3.491 GWh (il 18,5% del totale nazionale), segue a distanza lEmilia Romagna con 1.758 GWh prodotti (il 9,3%), la Lombardia con 1.681 GWh (8,9%) e la Sicilia con 1.512 GWh (8% del valore nazionale). La Regione con la minore produzione la Valle dAosta con soli 18 GWh prodotti (0,1% del totale nazionale). La Provincia di Lecce storicamente quella in cui si produce pi energia dagli impianti fotovoltaici. Nel 2012 rappresenta il 5% dei 18.862 GWh prodotti a livello nazionale pari a 942 GWh. Altre Province che si sono distinte per lentit della produzione sono Brindisi, Bari e Foggia seguite da Cuneo e Viterbo. Il fotovoltaico nel mondo. Lelenco dei principali paesi che a fine 2012 presentano la potenza installata di solare fotovoltaico pi elevata, vede in testa la Germania con 32.278 KW, seguita dallItalia che ha circa la met della potenza installata tedesca (16.420 MW). Seguono USA (7.583 MW), Giappone (7.414) e Cina (6.593). Al sesto e al settimo posto si posizionano rispettivamente la Spagna (5.100 MW) e la Francia (3.859). La Germania il primo Paese anche per nuova potenza installata nel corso del 2012, con 7.600 MW, al secondo posto lItalia con 3.646 MW. In Spagna, invece, leliminazione degli incentivi ha ridotto sensibilmente le nuove installazioni.

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Il maggior numero di installazioni, circa il 54%, concentrato al Nord (dove primeggiano le Province di Treviso con il 3,6% e Brescia con il 3,3%), circa il 17% installato al Centro (la Provincia di Roma si attesta al terzo posto con il 3,2%), il restante 29% al Sud (la Provincia di Lecce, con il 2,3%, quella con il maggior numero di installazioni a fine 2012). Quanto alla potenza installata (16.420 MW), il 44% al Nord, il 37% al Sud e il 19% al Centro. La Puglia, con il 14,9%, presenta il contributo maggiore. Seguono la Lombardia al Nord con l11,1%, e il Lazio al Centro primeggia con il 6,5% della potenza installata. I pannelli solari pi utilizzati. A livello nazionale il 72% della potenza installata realizzato in silicio policristallino, il 22% in silicio monocristallino e il 7% in film sottile o in materiali diversi. Le nuove tipologie di pannelli in film sottile sono utilizzate in misura percentualmente pi elevata in Sicilia, dove rappresentano il 13% della potenza

installata. La Valle dAosta la Regione con la pi elevata percentuale di pannelli monocristallini, il 40% del totale. I settori di attivit coinvolti. A livello nazionale il 60% della potenza fotovoltaica installata nellindustria, il 15% nellagricoltura, il 14% nel terziario e, per finire, il 12% nel domestico. Tipologie di sito. A livello nazionale il 43% della potenza installata a terra, il 48% collocata su edifici, il 6% su serre e pensiline e il residuo 3% ubicato diversamente, ad esempio utilizzato per le barriere acustiche autostradali. Nel 2012 c stata uninversione rispetto al 2011 del peso nazionale tra gli impianti a terra e quelli su edificio, che nel 2011 erano rispettivamente pari al 49% e 41%. Nelle Regioni del Centro Sud una parte molto consistente della potenza installata a terra, la Puglia, che rappresenta il 15% della potenza fotovoltaica nazionale, in testa con il 78% (a fronte del 22% degli impianti non a terra), seguita da Basilicata (72%) e Molise (68%). Al Nord prevale la collocazione

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energie ha registrato una crescita sostenuta nel caso del biogas agricolo (+264 MW, in linea con quanto gi successo nellanno precedente) e della produzione di energia da oli vegetali (+153 MW) e una crescita appena accennata nel caso delle biomasse agroforestali e degli impianti di recupero energetico da RSU. Il volume daffari della filiera del biogas cresciuto notevolmente negli ultimi anni, pi che raddoppiando dai 900 milioni di euro del 2010 ai 2 miliardi di euro di fine 2012, grazie allelevato numero di nuovi impianti entrati in funzione, il cui valore passato a rappresentare oltre il 50% del volume daffari complessivo nel 2012. La marginalit invece rimasta costante negli ultimi anni e pari mediamente al 14%. Il potenziale di sviluppo degli impianti a biogas di origine agricola strettamente legato alla disponibilit di biomassa da destinare al processo di digestione. Dato il crescente abbandono dei campi con la superficie agricola non utilizzata in continua crescita, si ha tuttavia la possibilit di sfruttare i terreni non coltivati per produrre le materie prime che alimentino la produzione di biogas senza dover sottrarre spazio alle colture food. Il recente cambio normativo tuttavia introduce una maggiorazione degli incentivi per i sottoprodotti agricoli che, quindi, andr ulteriormente a limitare la realizzazione di nuove coltivazioni ad hoc per gli usi energetici a favore del riutilizzo di sottoprodotti. Il volume daffari della filiera agro-forestale italiana rimasto stabile negli ultimi 3 anni con pochi nuovi MW di impianti sviluppati e con oltre il 60% del valore totale derivante dalla vendita dellenergia prodotta. La marginalit, anche nel 2012, tuttavia destinata a diminuire in tutte le aree di business. Il mercato dei grandi impianti di produzione di energia elettrica da biomasse agroforestali e le tecnologie usate per questi impianti infatti sono ormai maturi, mentre esistono ancora opportunit di sviluppo per quanto riguarda gli impianti di piccola taglia (< 1 MW). Considerando i contingenti di potenza incentivabili per i prossimi anni e ipotizzando il loro totale utilizzo, possibile aspettarsi una progressiva diminuzione della nuova potenza installata con circa 250 nuovi MW di impianti da biomasse nel 2013 e meno di 200 MW allanno nel 2014 e nel 2015. LEOLICO Per quanto riguarda leolico, il Decreto Rinnovabili mette a disposizione per il 2013 dei contingenti di potenza che, se sommati, arrivano a 1,36 GW. Tuttavia, pi della met di questa potenza destinata a impianti offshore o rifacimenti per i quali, al momento, non stata registrata alcuna richiesta. Considerando invece i soli contingenti di potenza per nuovi

Le fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche


Il decreto sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, entrato in vigore il 1 gennaio 2013, ha tagliato nettamente gli incentivi. I pi penalizzati sono i grandi impianti a biomassa, per i quali diventa praticamente obbligatorio percorrere la strada dellutilizzo di sottoprodotti in unottica di filiera integrata. Ma alcune tecnologie come eolico e mini idroelettrico soffrono meno dei tagli e sono anche quelle pi prossime alla grid parity. quanto emerge dal Report sulle Rinnovabili Elettriche Non Fotovoltaiche di Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che cerca di capire le conseguenze del DM 6 luglio 2012, noto come Decreto rinnovabili, sulle rinnovabili elettriche. Il Report, primo e unico nel suo genere, prende in esame le singole fonti di energia, cercando di capire quali sono quelle pi penalizzate e di interpretare i cambiamenti in atto nel mondo delle rinnovabili. Analizzando i risultati delle prime procedure di Aste e Registri, valutando quanto le installazioni e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili siano lontane dagli obiettivi del Piano dAzione Nazionale (PAN) e cercando di evidenziare gli squilibri tra mix di produzione atteso e mix reale, discutendo possibili interventi per bilanciare meglio lo sviluppo delle diverse fonti. Il nuovo Decreto fissa come limite massimo di spesa annuo per incentivare le fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche la soglia di 5,8 miliardi di euro. I livelli di incentivi previsti sono, in media, decisamente inferiori a quelli precedenti il 2013 le riduzioni secondo i calcoli fatti nel report vanno dal 15 al 30% , anche se sono previsti premi aggiuntivi rispetto alle tariffe incentivanti base (compresi tra 10 e 40 /MWh) per diverse tipologie e/o configurazioni e modalit di funzionamento sostenibile degli impianti.

I tagli pi consistenti avvengono per impianti di grandi dimensioni e nel settore delle bioenergie (in particolare del biogas e dei bioliquidi) premiando tuttavia luso di sotto-prodotti, quali gli scarti di produzione, rispetto allutilizzo di biomassa vergine. Per alcuni cluster di impianti mini eolico, mini idroelettrico, eolico offshore, forza maremotrice-oceanica i livelli delle remunerazioni sembrano invece superiori rispetto al passato. Lanalisi condotta dallEnergy & Strategy Group porta a conclusioni interessanti. Per alcune fonti come leolico e il mini idroelettrico , in alcune situazioni di siti particolarmente ventosi o fiumi con elevata portata dacqua, le tecnologie rinnovabili non sono molto lontane dalla grid parity, presentando rendimenti interessanti anche in assenza di incentivi. Al contrario, per gli impianti a biomasse, la sola valorizzazione dellenergia elettrica al prezzo di mercato non permette nemmeno di pagare i costi operativi. La sostenibilit economica dipende quindi dalla valorizzazione e dallutilizzo degli scarti/sottoprodotti e dallinserimento dellimpianto nel contesto locale al fine

di valorizzare al massimo la produzione elettrica e soprattutto termica. Attraverso lutilizzo di sottoprodotti e il recupero termico anche questi impianti si spiega possono avvicinarsi alla grid parity. LE BIOMASSE Per quanto riguarda le biomasse, il Decreto Rinnovabili prevede un taglio delle tariffe che va a colpire in particolare gli impianti pi grandi e in generale il biogas, con una riduzione mediamente del 30% solo in parte mitigata dalla presenza di premi e da un allungamento del periodo di incentivazione (da 15 a 20 anni). Gli impianti di piccola taglia a biomassa godono per di tariffe pi generose e facilitazioni di accesso agli incentivi, soprattutto se associati a valorizzazione dei sottoprodotti e riutilizzo degli scarti dei processi di produzione di energia. I bonus combinati permettono, in alcuni casi, come confermano le analisi condotte dallEnergy & Strategy Group, di raggiungere livelli di incentivazione quasi prossimi a quelli della Tariffa Omnicomprensiva in vigore fino al 2012. Nel corso del 2012, il mercato delle bio-

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IMPIANTI IDROELETTRICI E GEOTERMICO Il Decreto Rinnovabili nel 2013 mette a disposizione incentivi per nuovi impianti pari a 120 MW per lidroelettrico e 75 MW per il geotermico. Per queste due tecnologie, tuttavia, vista let media del parco impianti, i rifacimenti rappresentano importanti opportunit e il Decreto ha messo a disposizione per i Rifacimenti ulteriori 300 MW per lidroelettrico e 40 MW per il geotermico. I nuovi incentivi per i piccoli impianti idroelettrici sono rimasti particolarmente generosi (da 257 a 96 / MWh) per permettere lo sviluppo di questa fonte che in Italia presenta notevoli potenzialit. Per il geotermico gli incentivi vanno da 135 a 85 /MWh, ma possono per salire a 200 /MWh in caso di utilizzo di particolari tecnologie avanzate. Secondo i risultati della prima procedura di iscrizione al Registro e allAsta, pubblicati il 15 gennaio 2013 dal GSE, la potenza richiesta a Registro per i piccoli impianti idroelettrici stata pari a pi del doppio di quella disponibile dal Registro nuovi impianti. Tuttavia meno della met dei progetti presentati riuscita ad ottenere gli incentivi. Per la potenza totale richiesta dal geotermico si registrano livelli di saturazione dei contingenti pari complessivamente a circa l85%, a testimonianza dellinteresse per questa fonte di generazione che dispone ancora di potenziale da sfruttare. La produzione idroelettrica in grandi impianti ampiamente sfruttata in Italia, ma lo scarso interesse degli operatori per la prima procedura dAsta deriva anche dallattuale incertezza sulle concessioni idriche. Il mini idroelettrico nei prossimi anni vedr invece nuova potenza installata in linea con le disponibilit dei contingenti, grazie alle tariffe incentivanti che, per i piccoli impianti, non hanno subito eccessive riduzioni e permettono a questi investimenti di essere economicamente sostenibili. QUALE MIX PRODUTTIVO AL 2020? Sulla scorta dei dati raccolti e delle analisi fatte, il Rapporto dellEnergy & Strategy Group cerca anche di capire a che punto siamo arrivati oggi con le installazioni da fonti rinnovabili e la produzione di energia elettrica da queste fonti (includendo anche il fotovoltaico) e quanto siamo lontani dagli obiettivi da raggiungere nel 2020. Per questa analisi stato individuato lattuale mix produttivo di rinnovabili e rapportato con la spesa sostenuta in incentivi. Negli ultimi 5 anni si assistito a un raddoppio della potenza da fonti rinnovabili installata, da 23,6 GW nel 2008 agli oltre 49,2 GW di fine 2012, con dei tassi

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di crescita medi ponderati del 15,8%. La fonte con maggior crescita stata il fotovoltaico con tassi di crescita medi annui di oltre il 105%. Tassi di crescita pi contenuti ma sempre significativi (circa 20%) sono stati quelli registrati dalleolico e dalle bioenergie, entrambi mercati pi maturi. Nel 2012 lidroelettrico, fonte rinnovabile storica per il nostro Paese ha rappresentato quasi la met della produzione da rinnovabile in Italia. La seconda fonte per produzione stata il fotovoltaico seguito da eolico e bioenergie. La spesa per incentivi ha avuto una distribuzione diversa rispetto alla produzione di energia: nel 2012 la spesa per le rinnovabili stata di poco superiore ai 9,6 miliardi di euro, il 63% dei quali destinato alla produzione da fotovoltaico e il rimanente diviso quasi equamente tra bioenergie, eolico e idroelettrico. La necessit degli incentivi e del sostegno a queste fonti duplice e deriva, da un lato, dalla non ancora raggiunta grid parity per alcune fonti o taglie di impianti, e, dallaltro, dagli obiettivi presi a livello comunitario per il raggiungimento di prestabiliti livelli di installazione e produzione al 2020. In attesa del recepimento da parte del Governo della Strategia energetica nazionale (Sen), il documento di riferimento a livello italiano, redatto nel 2010, il Piano dAzione Nazionale (PAN), allinterno del quale sono contenute le indicazioni sulla potenza da installare e produzione al 2020. Confrontando quanto previsto al 2020 e quanto gi raggiunto nel 2012 si legge nel Report possibile notare come ci sia da colmare ancora una certa distanza, anche se alcune fonti fanno gi registrare risultati superiori agli obiettivi 2020. In particolare il fotovoltaico gi oggi produce circa l80% di energia in pi di quanto avrebbe dovuto raggiungere nel 2020. Anche lidroelettrico nel 2012 ha registrato livelli di produzione maggiori rispetto agli obiettivi finali. Le fonti che invece, a oggi, devono ancora raggiungere gli obiettivi al 2020 sono leolico, le bioenergie e il geotermoelettrico. C stata dunque una deviazione rispetto alla programmazione prevista. Guardando poi il mix di spesa possibile constatare come non sia propriamente distribuito sulle fonti che maggiormente richiederebbero incentivi per raggiungere i propri obiettivi. La domanda alla quale per importante rispondere riguarda il mix produttivo auspicabile per il 2020. Gli attuali Decreti hanno un orizzonte di 3 anni e se, come visto, il PAN non risulta pi attuale, poich gi disatteso, diviene essenziale introdurre nuovi obiettivi per bilanciare meglio lo sviluppo delle diverse fonti cos da permettere agli operatori del settore di effettuare investimenti mirati e di lungo periodo.

impianti onshore (500 MW per le Aste e 60 MW per i Registri) e confrontandoli con le installazioni medie annue degli ultimi anni, secondo lEnergy & Strategy Group possibile osservare come il mercato debba affrontare un brusco rallentamento nel prossimo futuro. I contingenti per nuovi impianti previsti riporteranno il mercato eolico alle dimensioni di dieci anni fa, con valori di installato annuo simili a quelli registrati nel 2004/2005. Le installazioni eoliche italiane sono prevalentemente concentrate in poche Regioni del Sud Italia dove la maggiore disponibilit di vento permette una pi elevata redditivit degli investimenti. Anche i nuovi progetti per grandi parchi eolici, che saranno sviluppati nel corso del 2013, sono tutti localizzati in Puglia, Campania e Basilicata. Il volume daffari della filiera delleolico si mostrato in crescita negli ultimi anni con un massimo di 4 mld raggiunto nel 2012 grazie al record di nuova potenza entrata in esercizio. Poco meno del 50% del valore stato generato nellarea di business di gestione degli impianti, mentre della restante met, i 2/3 sono da imputarsi alla produzione di aerogeneratori. Negli ultimi anni tuttavia la marginalit stata in contrazione.

Il recente cambio normativo ha, inoltre, complicato maggiormente le procedure di richiesta degli incentivi e, soprattutto, sfiduciato gli operatori presenti che vedono continuamente cambiare le regole del gioco. Questi due effetti combinati tra loro stanno accrescendo linteresse per i parchi eolici in esercizio, con la conseguente creazione di un mercato secondario per leolico italiano. Altro tema caldo quello relativo alla componente di gestione degli impianti. In Italia, negli ultimi anni, sono nati numerosi player specializzati nella sola attivit di manutenzione che potrebbero sostituirsi ai produttori di turbine che, da sempre, offrivano questo servizio abbinato alla vendita dei loro prodotti. Un ultimo aspetto di interesse riguarda il balzo delle installazioni di mini eolico negli ultimi anni con nuovi impianti per circa 7 MW che hanno portato la potenza totale installata a oltre 20 MW. Le Regioni del Sud fanno registrare un installato complessivo pari al 70% del totale: Puglia 7,3 MW, Basilicata 5,6 MW, e Campania 4,1 MW. Dato che al Registro sono gi stati presentati 135 impianti con potenza inferiore o uguale ai 200 kW, il mercato del mini eolico potr pi che raddoppiare la potenza installata a fine 2013.

Auto ecologiche per rispettare lambiente


La necessit di salvaguardare lambiente tocca da vicino la sensibilit degli automobilisti, che stanno rivolgendo la loro attenzione alle auto ecologiche, sempre pi vantaggiose economicamente grazie anche agli incentivi previsti dalla legge
Mentre il mercato delle auto in piena recessione, il comparto delle auto ibride ed elettriche cresce. I numeri non sono rilevanti, ma le percentuali di crescita sono decisamente consistenti e significative. Secondo i dati diffusi dallUnrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), nei primi cinque mesi del 2013, con il mercato complessivo in caduta dell11,25%, le auto ibride hanno fatto registrare una crescita record del 166,06%, per un totale di 5.699 auto ibride immatricolate (contro le 2.142 vendute nellanalogo periodo del 2012). Buona, anche se pi contenuta, la crescita delle elettriche, salite del +32,80% per un totale di 251 unit. Complessivamente ibride ed elettriche sfiorano quasi la quota dell1% del mercato rispetto allo 0,3% dellanno precedente. Toyota Yaris e Auris (entrambe sopra le 2.000 unit immatricolate) sono ai primi due posti della classifica dei modelli ibridi pi venduti, mentre le elettriche pi vendute vedono in testa la nuova Renault Zoe, su cui la casa francese punta molto, forte anche del successo che la vettura sta avendo in Francia, seguita da Smart Fortwoo, LEaf Nissan, Fluence Renault. Questa crescita la dice lunga su come si stia modificando il concetto stesso di mobilit urbana, oggi sempre pi orientata su city-car silenziose, non inquinanti, capaci di destreggiarsi nel traffico cittadino. E se al momento le auto elettriche stentano a decollare, a causa di alcuni vincoli che ne bloccano la crescita lassenza di una rete infrastrutturale adeguata di ricarica innanzitutto, i costi elevati delle batterie e unautonomia di viaggio piuttosto limitata c da scommettere che la progressiva riduzione dei costi di acquisto e la crescita dellautonomia delle auto elettriche stiano tracciando la strada futura. A fronte dei costi elevati, va ricordato che le auto elettriche godono di alcune agevolazioni, tra cui: - gli incentivi statali, in vigore dal 14 marzo 2013, con un bonus massimo di 5 mila euro, destinato a chi decide di acquistare unauto elettrica o ibrida che emetta meno di 50 g/km di CO2. Le soluzioni meno ecologiche, con emissioni superiori a 50 g/km e fino a 95 g/Km di CO2, e le auto a GPL o metano e Bifuel riceveranno invece 1.200 euro; - lesenzione del bollo per i primi 5 anni e una riduzione del 75% dal sesto anno; - lingresso gratuito nelle ZTL di alcune grandi citt e alcuni parcheggi gratuiti riservati.

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namento. Per spiegare limportanza della tracciabilit dei prodotti, il presidente prende ad esempio il caso del latte fresco e a lunga conservazione. Nel primo caso conosciamo con certezza, grazie a controlli continui e costanti, sia lallevamento che il luogo di provenienza della materia prima spiega - diversamente, invece, il latte a lunga conservazione, che in Italia muove un business da 2 miliardi di litri lanno, per il 90 per cento di importazione, non sottoposto agli stessi controlli, ma viene comunque venduto come prodotto agroalimentare italiano, cosa assolutamente scorretta oltre che responsabile di un progressivo impoverimento del valore e della qualit dei prodotti italiani autentici e certificati. Ed proprio questo che Coldiretti sta cercando cos strenuamente di combattere. Ogni giorno il mondo della falsificazione agroalimentare inventa nuovi stratagemmi per immettere sul mercato prodotti tarocchi, simulando loghi e nomi che ricordano prodotti della tradizione italiana come prosciutto di Parma, mozzarelle di bufala e tutto il resto, ma che di italiano hanno ben poco. Nellassemblea del 4 luglio si parler come ogni anno del progetto di Coldiretti, dello stato di avanzamento di quello che secondo lorganizzazione di categoria un modello di sviluppo per il Paese. Anche in questo (purtroppo) Coldiretti unica nel panorama nazionale afferma Prandini - N i partiti, n le forze di rappresentanza si pongono il problema di pensare al futuro del Paese e di proporre una strada, un modello di sviluppo. Modello di sviluppo che per Coldiretti non pu prescindere dallaffermazione sulla certezza della qualit dei prodotti agroalimentari italiani. Generalmente si parla e si pensa solo con unottica di brevissimo respiro lamenta Prandini - Si guarda giorno per giorno allandamento della borsa e dei mercati finanziari, ci si preoccupa delle variazioni quotidiane dello spread, si spera che le elezioni in Grecia o una decisione della Germania possano raddrizzare la situazione e far ripartire leconomia. Ma purtroppo non e non sar cos. Il futuro di questo Paese e delle nostre imprese dipender soprattutto dalla scelta di quale strada prendere per lo sviluppo dellItalia. Coldiretti oggi lunico soggetto che ha dichiarato e presentato un proprio modello di sviluppo, originale e diverso da quello proposto da questo Governo, dai partiti e dalla politica attuale ma anche diverso da quello sbandierato dagli economisti pi alla moda. Per realizzarlo per necessario che si torni a dare il giusto valore al comparto agricolo sottolinea il presidente Prandini -. Un comparto che in questi anni stato fortemente impoverito

coldiretti verso lassemblea nazionale. prandini: puntare su qualit e tracciabilit

Assemblea nazionale di Coldiretti diversa e unica. Non solo perch rappresenta il momento culmine nel quale lorganizzazione traccia e analizza il bilancio di un anno di lavoro, ma anche e innanzitutto per il numero dei suoi partecipanti. In questassemblea infatti il presidente confederale incontra e parla a quindicimila dirigenti e soci, cosa ben diversa da quello che normalmente fanno le altre organizzazioni di rappresentanza, sottolinea il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini alla vigilia dellincontro nazionale del prossimo 4 luglio al Palalottomatica di Roma. Ma soprattutto nei contenuti che lassemblea di Coldiretti mostra uno stile diverso. Abbiamo la forze di verificare e misurare, anno dopo anno, ci che stato fatto e di verificarne la coerenza rispetto al progetto che abbiamo presentato a tutti quattro anni fa fa sapere il presidente - Anche questo un tratto unico. Mi chiedo infatti quante siano, in Italia, oltre a Coldiretti, le Organizzazioni o le forze politiche in grado di potersi confrontare apertamente con la propria base, con la politica e con le istituzioni su quello che dicevano qualche anno fa o anche solo di poterne parlare senza cadere nelle contraddizioni e nelle incoerenze dei propri comportamenti. Ma qual il progetto ideato e pro-

mosso da Coldiretti per valorizzare la filiera agroalimentare italiana? Lobbiettivo primario dare certezza al consumatore finale sulla riconoscibilit della provenienza delle materie prime

che entrano nella filiera agroalimentare italiana spiega Prandini il ch equivale al controllo dellintera filiera: dalla provenienza delle materie prime al luogo di trasformazione e confezio-

Il presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini

dalla chiusura di tante aziende zootecniche che, costrette dai costi elevati di energia elettrica e manodopera, non sono pi riuscite ad essere competitive sui mercati europei e internazionali. Ci ha portato ad una progressiva globalizzazione del mercato agroalimentare e allomologazione dellagricoltura nei 28 stati membri dellUnione Europea, che ha abbassato la qualit dei prodotti e svalorizzato le tradizioni e la cultura agroalimentare proveniente dal nostro territorio. Puntando su una politica agricola comune, infatti, il rischio quello di sorpassare il valore di un agricoltura che, invece, dovrebbe guardare innanzitutto alle proprie origini e alla propria storia per continuare a garantire la soddisfazione del consumatore finale. Ci sono molte ragioni per partecipare allassemblea del 4 luglio, soprattutto per quanti come noi hanno la cultura del fare e non vogliono rassegnarsi al declino di un Paese come lItalia dove e difficile cambiare, perch quasi nessuno disposto a cambiare.

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ENERGIE RINNOVABILI: LIMPEGNO DI LINEA ENERGIA


idroelettrico

Energia dallambiente: unanima di lgh


Per Linea Energia e per il gruppo LGH territorio, energia e consapevolezza ecologica sono il cuore dellattivit quotidiana: i temi della sostenibilit e dello sviluppo del territorio rappresentano infatti un driver fondamentale, che guida gli investimenti e la realizzazione di nuovi progetti. Il gruppo LGH orienta la propria attivit nella direzione di iniziative che perseguono obiettivi sociali ed ambientali, oltre a progetti industriali volti a contribuire alla crescita economica del Gruppo e delle comunit. Per questo le rinnovabili sono proprio il fulcro della nostra strategia di crescita, con lobiettivo di assicurare la produzione dellenergia necessaria con il rispetto e la tutela dellambiente commenta Alessandro Conter, Presidente di LGH. E a Rodengo Saiano Linea Energia societ del Gruppo LGH specializzata nelle attivit connesse allingegneria dellenergia ha realizzato il nuovo impianto a biomasse legnose. Liniziativa si fonda sulla migliore tecnologia in grado di valorizzare le risorse sul territorio, impiegate nella produzione di energia pulita. Limpianto costruito in partnership con Paradello Ambiente e Cauto Cooperativa Onlus, rappresenta un intervento di eccellenza per tutta larea di riferimento sottolinea Davide Alberti Direttore Generale di Linea Energia. Il progetto a biomasse sorge infatti ai confini della propriet di Paradello, e produce circa 8 milioni di kilowattora di energia elettrica valorizzando esclusivamente legname vergine e non trattato. Un contributo significativo da un punto di vista energetico per LGH, ancor pi rilevante se si pensa che il gruppo impiega quasi esclusivamente risorse rinnovabili, come ad esempio lidroelettrico prosegue Alberti Oltre il 90% dellelettricit prodotta infatti verde, e il gruppo si sta avvicinando ad un traguardo significativo: 1 miliardo di kWh da fonti pulite. La frazione verde (sfalci, ramaglie) sempre pi copiosa ultimamente grazie alla diffusione della raccolta differenziata, una risorsa per creare compost, ovvero il terriccio naturale che sostituisce i concimi chimici. Nellimpianto per la creazione compost di Franciacorta Rinnovabili, il verde in arrivo viene controllato, selezionato e diviso: la parte umida rimane al compostaggio, e diventer ottimo concime naturale per le coltivazioni. La parte secca (il legno) viene ora recuperato direttamente, creando energia certificata rinnovabile, senza dover trasportare su strada , verso impianti similari, il legno, contribuendo, pertanto, alla riduzione di traffico ed emissioni. Limpianto fornir poi alla collettivit, ed in particolare alle scuole, occasioni per sviluppare attivit educative: previsto un percorso di visita, che mostri il funzionamento del ciclo del legno, contribuendo alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sul tema dellimportanza del rispetto dellambiente.

ettere al servizio del territorio investimenti ed impianti coerenti con le esigenze locali. Questo lobiettivo di Linea Energia, la societ del gruppo Linea Group Holding (LGH) holding che vede Cogeme primo azionista con AEM Cremona interamente orientata allenergia, per la quale il 2012, e questi primi mesi del 2013, hanno rappresentato un periodo di intenso impegno. Sono state ben cinque infatti le realizzazioni che hanno visto protagonista la societ che ha sede a Rovato e che opera sulla provincia di Brescia, ma non solo. Linea Energia infatti la societ specializzata nello sviluppo e nella gestione degli impianti e delle attivit connesse allenergia, che proprio nel 2012 ha messo in esercizio cinque nuovi impianti: una nuova centrale idroelettrica in Valle Camonica, due impianti a biomasse legnose sul territorio del gruppo LGH, e due impianti a biogas presse discariche in Sicilia. Proprio con le nuove realizzazioni si implementano gli assets impiantistici della societ, alimentati tutti da fonti rinnovabili, e si contribuisce allimmissione nella rete elettrica nazionale di energia elettrica certificata rinnovabile. Anche il Direttore di Linea Energia, Davide Alberti, sottolinea il percorso di crescita della societ: In ciascuno dei nuovi impianti, abbiamo puntato al massimo risultato energetico ed allutilizzo delle migliori tecnologie disponibili: lo spirito quello di soluzioni su misura, pensate sulla base della disponibilit di materia prima dei luoghi in cui operiamo. Nel 2012 abbiamo prodotto 260 GWh di elettricit e nel 2013 prevediamo un incremento del 6% per arrivare a 276 GWh.

Il direttore di Linea Energia, Davide Alberti

Il nuovo impianto idroelettrico di Corna, a Darfo Boario Terme, canale Aiguale

biomasse

Gli impianti da 1 MW elettrico sono collocati a Cremona e Rodengo

biogas

Linea Energia prosegue Alberti - da tempo ha creduto nelle fonti rinnovabili. Perch? LItalia, per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, si trova costretta, a dipendere fortemente dallestero sia per lapprovvigionamento dei combustibili fossili che per lacquisto diretto dellenergia elettrica. Pertanto, oggi, come nel prossimo futuro, lItalia vanta quale propria unica imprescindibile risorsa le fonti rinnovabili. Ed anche la gestione delle iniziative va fatta con oculatezza e competenza: Completare una iniziativa in Italia risulta infatti molto complesso: ottenere lautorizzazione un lungo percorso, giustamente rigoroso; essere finanziati, soprattutto in questi periodi, richiede una complessa attivit volta a convincere gli istituti finanziatori della bont del progetto. Individuare appaltatori solidi rimane un impegno non secondario. Anche per queste ragioni conclude il Direttore Alberti lo sforzo per la realizzazione degli impianti di Linea Energia particolarmente meritevole. Limpegno per la produzione di energia pulita e lo sviluppo di soluzioni adeguate ai nostri territori: con queste caratteristiche Linea Energia guarda con fiducia al futuro delle energie rinnovabili.

Nuovi impianti a biogas: a Ragusa ed Augusta.

www.lgh.it www.linea-energia.it

Il presidente di LGH, Alessandro Conter.

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LA/provincia

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Il turismo nel Basso Garda

di Alessandra Tonizzo

non solo lago


Lonato, Desenzano, Sirmione, Padenghe, Sal e Toscolano: giovent off limits

uesta (preziosa) porzione di territorio offre un ventaglio di attrattive che, ogni anno, divengono meta preferita di milioni di turisti: arte, storia, cultura, natura ed enogastronomia contraddistinguono il Basso Garda, terra in cui il lago e le sue spiagge fanno da cornice a questo ricchissimo patrimonio. Lonato non spartisce la medesima fama delle pi note localit gardesane, tuttavia saturo di storia. Come promuovere al massimo questo suo patrimonio culturale resta per ancora un mistero. La possente mole della Rocca Viscontea il suo vero gioiello architettonico, al cui interno si trova anche la Fondazione Ugo da Como (dove sono conservati preziosi tesori darte dal XIII secolo fino ai giorni nostri), e rappresenta la bilancia con cui pesare lafflusso di vacanzieri in paese: perlopi scolaresche o coppie di mezza et che si regalano qualche ora libera per un pieno di cultura. Pochissimi pernottano, sebbene i dintorni di Lonato siano ricchi di agriturismi e b&b capaci di ingolosire gli amanti della pace e della buona tavola. Le piazze in porfido del paese, a detta dei commercianti, nei mesi pi caldi non risuonano di alcun scalpiccio festoso: qualche evento riporterebbe quel movimento che, invece, migra verso Desenzano. Qui, il raffinato centro storico in stile veneto, con i suoi portici animati da negozi, vince sempre. Le vasche, infatti, sono lunica usanza dura a morire, perch la frizzante vita notturna cui ci aveva abituato Desenzano ormai cosa daltri tempi. C chi lo definisce per questo, esagerando, un paese per vecchi, ma indubbio che i residenti siano riusciti a far sentire la propria voce pi di locali e bistrot: calma contemplativa versus movida, insomma. La matrice turisti-

Foto: Patrick Merighi

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f i b r a o t t i c a

ca di Desenzano vede primeggiare gli stranieri (nellordine: tedeschi, russi, inglesi, francesi, olandesi e spagnoli), dispiacendo non poco laccoglienza locale, che vorrebbe invece attirare gli italiani. Anche perch lequazione straniero=grasse entrate non pi automatica: panino bordo lago e spese parche hanno contagiato, in questo 2013, anche chi non vive nello Stivale. Lo provano le boutique desenzanesi, tutto fuorch affollate, e le risate a denti stretti di chi sente menzionare il turismo di lusso. C infatti qualcosa che stride tra ci che si riscontra sulla carta resort a cinque stelle, residence esclusivi, mega ville, beauty center, circoli ippici e scuderie under construction nelle aree pi suggestive della nostra Riviera gardesana e quel che si nota per strada: la strage di piccoli natanti nei porti pubblici del Garda, le vacanze oculate di massimo quattro giorni, una stagione che inizia sempre pi tardi, sempre pi col fiato tirato. Lo stesso vale per Sirmione, perla del Garda, con il suo austero castello e le rovine archeologiche della Villa Romana di Catullo. Il pieno di turisti (circa 6 milioni di visitatori lanno) fuori discussione, ma il pubblico dlite, per cos dire, si perso per strada. La gente locale parla di malcelato esibizionismo, come se il paese fosse una grande vetrina con tanto di tappeto rosso, ma la sensazione che qualcosa sia cambiato palese. I commercianti, estate dopo estate, qui si giocano il tutto per tutto, consci che il paese si spegne al tramonto

dellestate. Di lei si dice che sia la pi ordinata ed organizzata di questa porzione di lago a dimostrarlo, la nascita di unapp gratuita che scandaglia tutto, dai ristoranti ai servizi demergenza , ma Sirmione a tratti arranca dietro alla propria fama: panchine con il contagocce e bus navetta inesistenti sono dimenticanze grossolane per un paese che vive delle visite estive di famiglie e coppiette. Entrando a Padenghe si scordano bolge e pigia-pigia: si nel cuore calmo del Garda, dove prende casa chi in cerca di tranquillit. Anche questo un paese che cambia faccia allinizio dellestate, raddoppiando le proprie anime e popolandosi di italiani in fuga dalle metropoli. Padenghe la crisi la sente, e non pu contare sulle sole entrate di luglio e agosto (i suoi mesi clou), ma latmosfera magica e ovattata del borgo speciali gli scorci del Castello medievale e della Pieve di SantEmiliano ripaga in qualche modo dalle fatiche: sembra di vivere in vacanza, dicono infatti molti residenti. Chi passa di qui infaticabili ciclisti, coppie in vena di romanticherie, campeggiatori poco stanziali resta appagato. Sal un altro punto di riferimento del Basso Garda, in cui sempre pi vivo il dibattito tra esercenti e residenti. Destate il paese richiama sia i turisti della domenica sia gli stranieri a zonzo per il lago, ma lofferta resta sottotono rispetto alle aspettative. Percorsi darte e cultura non mancano dalla Fossa (piazza Vittorio Emanuele II), alla torre dellosservatorio meteorologico, al museo sto-

rico del Nastro Azzurro , ma un po pi di brio sarebbe dobbligo. Punto di riferimento (e rifornimento) per i paesini lacustri limitrofi (da Cecina a Bogliaco), Toscolano Maderno lanima sportiva del Basso Garda, meta di villeggianti tedeschi, locatari di seconde case (anche qui, tante le bandiere tedesche nei giardinetti) e atleti del weekend. l trekking e la mountain bike, la canoa, la voga alla veneta, il dragon boat, la vela, il parapendio e lequitazione sono solo alcuni dei modi in cui passare il tempo, che qui scorre lento. La natura rigogliosa seppure si sia costruito molto, e non sempre bene richiama un turismo di nicchia, che rifugge spiagge stracolme e ristoranti chiassosi. La terra del Basso Garda un orcio colmo di monete doro, cui attingono a piene mani stranieri di ogni dove, restii a folli spese ma dal portafoglio pi facile del nostro. Le carte in regola per un rinnovato sviluppo turistico ci sono tutte, e andrebbero sfoderate pure dinverno, insieme a guanti e sciarpa, anche perch le vacanze di una volta non esistono pi: i quindici giorni o pi di villeggiatura sono stati sostituiti da brevi soggiorni mordi e fuggi, e ne risentono tutti. Da dove ripartire? Certamente dai ragazzi, i grandi assenti di questo affresco estivo. Da quella giovent, insomma, che per il lago sempre pi off limits, perch la musica troppo alta e le chiacchiere che tirano allalba danno fastidio.
Nelle pagine precedenti, un particolare di Desenzano. Sopra, uno scorcio di Padenghe.

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CI RACCONTANO lonato del garda visitatori soggiorna a Desenzano. Cosa andrebbe maggiormente sfruttato? Il turismo del golf: siamo circondati da bellissimi campi. NICOLETTA (Euforia, intimo e mare) P.za Martiri Cosa si aspetta da questa stagione, in confronto alla scorsa estate? Lanno passato andata abbastanza bene. Ora dico solo che ho paura. Lonato un paese per turisti? Io ne vedo davvero pochi. Questa piazza destate morta, nessuna festa organizzata Appena chiudono le scuole, si svuota. Cosa si potrebbe fare per invertire questa tendenza? Innanzitutto collaborare di pi con i commercianti. Poi potenziare i parcheggi, che sono pochi, e i vigili multano molto I centri commerciali dei dintorni, in aggiunta, ci stanno ammazzando. Ma il paese avrebbe le carte in regola per richiamare turismo? Potrebbe essere una meta turistica, certo. La Rocca, la casa del Podest...: realt da visitare ci sono. Peccato che la gente preferisca andare a fare le vasche a Desenzano. TAMARA SPADINI (Edicola Tabacchi) P.za Martiri Cosha colpito maggiormente, nel vostro ambito, la crisi? Le sigarette, e ledicola. Ma un flusso molto altalenante. Lonato e il turismo: unaccoppiata credibile? Penso che il paese possa essere una meta per i turisti. Vivo da poco la piazza, ma noto che con il bel tempo di gente ne gira. Anche se molte manifestazioni sono state portare fuori dal centro, quindi meno viva di quanto potrebbe essere. E questa gente aiuta leconomia locale? Alcuni entrano nei negozi, spendono, cercano ristoranti. Vengono prevalentemente da? Sono il riflesso del turismo del lago, quindi tedeschi soprattutto. HALMI VELI (Caff del Centro) P.za Vittorio Emanuele Perch da Montichiari si spostato a Lonato? Ho trovato unoccasione. Il lago sempre il lago. Quale articolo non conosce crisi? Fortunatamente non si rinuncia mai a un buon caff. Lonato un paese per turisti? Oltre alla Basilica il paese non offre pi di tanto. Il centro, poi, non molto sviluppato commercialmente. Destate la realt si anima? Purtroppo anche in quel periodo Lonato un po morto. Il Comune si dovrebbe dar pi da fare: ci fossero eventi e manifestazioni, la gente di qui non si sposterebbe altrove. Chi frequenta il suo locale? Le commesse dei dintorni per le colazioni, nel pomeriggio diversi tedeschi, la sera i giovani del posto. Questi tedeschi che rapporto hanno

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col portafogli? Sono pi rilassati di noi, certamente. Lasciano sempre un euro di mancia, gli unici a farlo. Capita che si fermino qui per qualche tempo? Raramente: il 90% dorme a Desenzano o dintorni. Al massimo, sfruttano qualche nostro agriturismo un po fuori paese: c tanto verde attorno a Lonato.

di Alessandra Tonizzo

ROBERTA ORIOLI (Le Lasse Caff) Via Repubblica Il nome del locale comunica ai turisti e passanti la tradizione di Lonato Proprio cos. Scelto da mio padre, le lasse il nome con cui i ragazzini chiamavano il muro che corre fino al Castello. Aperto a settembre 2012, chi vi frequenta? Pensionati, gruppetti di donne alle prime colazioni, lavoratori per pranzi di lavoro convenzionati con scuole e Comune, tante scolaresche amanti del gelato. Che tipo di turisti frequenta Lonato? Sono diversi i tedeschi, gli olandesi o i francesi che ci raggiungono per visitare la Rocca, la Torre o il museo Ugo da Como. Solitamente si tratta di famiglie o coppie over 40. Queste mete sono ben sponsorizzate? La Pro loco si sta rilanciando dopo anni dassopimento. Anche lufficio turistico attivo, ma c molto margine di crescita. La camminata da qui fino a Padenghe, poi, sar una buona vetrina. C chi si ferma in paese? Lonato non certo conosciuto come le altre localit lacustri, ma ricco di storia. Purtroppo questo rimane comunque un turismo mordi e fuggi: c qualche albergo, dei b&b, ma la maggioranza dei

Halmi Veli

CI RACCONTANO desenzano del garda

di Alessandra Tonizzo

SORRA DASHAMIR (LE BONT DEL CONTADINO) Via Gramsci Come mai ha aperto qui il suo negozio? Abbiamo una produzione propria a Somma Campagna: lidea stata quella

pochisIl centro dispersivo: poca gente, , perch il simi turisti. Ed un gran peccato tare pian paese una chicca storica da gus a estate. piano, come un ghiacciolo in pien

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Sorra Dashamir

di spostarsi sul lago per avere una vendita anche invernale. Desenzano, poi, ottimo per gli spostamenti logistici. I suoi prodotti sono apprezzati? S, e visto landamento ci stiamo attrezzando per proporre anche succhi e altre cose pronte. La stagione promette bene? Con molta fatica, finalmente a maggio si aperta. Ma la gente si sposta con difficolt. Che flusso turistico vede a Desenzano? Sul podio, oggi, ci sono i russi. Poi gli inglesi, i tedeschi e, a seguire, gli spagnoli. Come si comportano? Chi ha casa qui sono i tedeschi che, nelle spese, si rivelano i pi tirati. Chi spende con facilit, senza badare al prezzo, sono invece i russi. Vede movimento in hotel e simili? Sembra che gli alberghi qui vadano bene. Alcuni dicevano daver gi esaurito le prenotazioni prima diniziare effettivamente la stagione.

MARIO ZILIANI (ALBERGO RIVIERA) Via C. Battisti Quali sono i movimenti dei turisti nella bella stagione? Da primavera fino a met giugno si parla di turismo organizzato: comitive, gruppi Durante il weekend, invece, ci sono i visitatori delle citt che vengono a fare un giro. Il turismo del divertimento appartiene al passato di Desenzano. In piena estate, invece, cosa succede? Lincremento del turismo straniero proveniente un po da tutte le zone

Mario Ziliani

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no Trovare posteggio a Desenza andoabb a volt Una a. unimpresa ardu ri tra nata lauto, si cammina volentie che, vas e tant ti: turis abbronzatissimi mente bottiglietta dacqua rigorosa i. Finita prt porter, pochissimi acquist la movida, inizia lausterity?

dallEuropa come dal mondo sensibile: passati i grossi picchi, ora si pu dire sia costante. I soggiorni sono brevissimi: le ferie tradizionali diminuiscono di anno in anno, chi le fa ancora sono i pensionati, tra luglio e agosto. Eppure parlando di Desenzano si pensa ancora al turismo del lusso Anche quel settore sta risentendo della crisi: gli stessi negozi storici, per questa tipologia di clientela, o hanno chiuso o si sono ridimensionati. Per chi ha molti soldi da spendere pi attrattiva, ad esempio, Sirmione. Cosa manca dunque a Desenzano? Servirebbe dare pi sviluppo alle spiagge, e disporre di un contenitore per le iniziative culturali e sportive, che faccia da incentivo anche nei periodi meno turistici. Conferma la crisi dei posti barca? Sinceramente, quelli pubblici non mi paiono in crisi. ALESSANDRO LA BELLA (PIZZERA LA BELLA) Via Roma Il vostro prodotto e la vostra clientela tipo Sono i panzerotti di tutte le fogge, apprezzati specialmente dai giovanissimi. Niente turisti?

Eccome! Ce ne sono tantissimi, molti gli affezionati, che ci conoscono di anno in anno. Di questi tempi, per risparmiare, si prendono una fetta di pizza e se la mangiano fronte lago. Desenzano mantiene ancora il suo podio per la movida? Su questo capitolo spesso hanno la meglio i residenti, che vogliono quiete. La sera, quindi, c poco movimento. Ma con il turista, il desenzanese accogliente? Sicuramente. Superato il primo scalino. Il turismo di lusso c o non c? Io non lo vedo. C stato negli anni passati, quando gli eventi si susseguivano uno dietro laltro: Desenzano era, dopo Milano, la pi bella vetrina per farsi vedere, per comprare.

SERGIO DANGELO (Atelier DAngelo) Via Roma Conferma che il turismo di lusso sia in netto calo, in paese? C davvero crisi, io il lusso non lo vedo. Chi ha i soldi se li tiene stretti: la gente ha paura, complice lallarmismo della tv, che ha bloccato un po tutto. Il turista tipo di Desenzano? Di mezza et, destate prevalentemente straniero (francesi, belgi, olandesi, inglesi, russi) e di passaggio: si fermano qui al massimo tre giorni, poi cambiano posto. Chi invece ha casa sono i tedeschi, e qualche italiano. Il paese ha strutture adeguate ad accogliere i visitatori? Non ha certamente tutto quel che serve, perch Desenzano ora come ora necessita di vita: qui si pensa solo alla cultura, ma cos i giovani non vengono, e sono loro a muovere le famiglie.

Alessandro La Bella

Sergio DAngelo

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ADA (VILLAGGIO TURISTICO V) Via V Ci racconti in breve la storia di questo posto stato il primo villaggio turistico sul lago di Garda, nel 1951, quando si usava ancora via Capezzagna. Si trattava di una semplice base di assito con una tendina, registravamo gli estremi del passaporto ed arrivavano i tedeschi sulle loro Honer, insieme a diversi autostoppisti. Da allora sar cambiato tutto Dal villaggio tenda si passati ai bungalow, mentre ora ci sono camere vere e proprie, con bagno, cucina, patio rivolto al lago con aera wi-fi. A complicarsi moltissimo stata la ricezione: tantissime le informazioni da raccogliere per polizia e varie. Siete un villaggio molto esteso chi vi Le nostre domande a raggiunge? Parliamo di 50mila mq, la maggioranza dedicati a prati rasati per percorsi salute: il senso quello di vivere connessi alla natura. La clientela composta da chi vuole mantenersi in forma dopo gli sport invernali, da gruppi di ciclisti, ma anche dagli amanti dei cani. Tanti italiani? Forse arrivano a un risicato 10%. Facendo un confronto lira/euro, in agosto, qui gli italiani cerano eccome. Ora la maggioranza sono tedeschi, poi gli olandesi. Come giudica Desenzano a livello turistico? Se il suo biglietto da visita, come paese balneare, il pontile Feltrinelli, non parliamo di una buona accoglienza. Per non discutere dellaffronto ai turisti della domenica: dopo eterni incolonnamenti sotto il sole (da Sirmione o dallautostrada a qui, le auto vanno a passo di lumaca), la maggioranza non vorr certo ripetere lesperienza. Cosa spera dunque? Farci conoscere anche per la natura che ci circonda, non solo per locali o discoteche. Il Comune vorrebbe realizzare un grande parco (50 ettari) da qui allautostrada: speriamo.

Ada

ROSA LESO, SINDACO DI DESENZANO DEL GARDA


Desenzano un paese per vecchi: questo, in sintesi, il coro di diversi commercianti locali, secondo i quali i residenti impongono quiete e silenzio, cos la gente tende a spostarsi altrove. finita del tutto lera della movida? Non mi piace questa definizione. A mio avviso Desenzano piuttosto una citt ferma, priva di slancio propositivo, complicata e complessa, dai forti contrasti interni, resa tale da anni di non scelte o di scelte sbagliate o di corto respiro quali il vuoto culturale, la mancata valorizzazione delle proprie eccellenze, il consumo disordinato del territorio. La crisi economica, che non nasce oggi ma che registra oggi livelli drammatici, acuisce la gravit del momento. Ridare a Desenzano lo slancio propositivo che le permetta di rinascere culturalmente ed economicamente restituendo valore a chi a Desenzano vive e lavora e a chi intende investire, richiede, a mio avviso, scelte che puntino su una citt sicura e vivibile per i suoi cittadini, attraente e accogliente per gli ospiti, con la consapevolezza che contesti e gusti sono mutati e forse la soluzione non la semplice riproposta di modelli passati. Il turismo estero registra, in paese, continue impennate, mentre sono sempre pi gli italiani che approdano ad altri lidi. Come riprendersi la fetta latitante del Belpaese? Occorre lavorare per una nuova cultura del turismo o meglio per dare impulso alle diverse tipologie di turismo: culturale, storico, commerciale, familiare, sportivo, enogastronomico, giovanile, ecologico, ludico. Occorre una proposta turistica varia che diventi volano per leconomia desenzanese per tutti i mesi dellanno. Entrano in gioco a questo riguardo la tutela dellambiente, la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed associazionistico, la valorizzazione dei centri storici del Comune, larredo urbano, la capacit recettiva e laccoglienza, le infrastrutture (porti, spiagge, parcheggi, piste ciclabili, percorsi ecologici, aree verdi, passeggiata a lago, mobilit ). Come gestire lafflusso dei turisti della domenica, spesso imbottigliati per ore in un traffico impossibile? Il problema della mobilit, in particolare su via Marconi e su via Gramsci, pesante e di non facile e

immediata soluzione (problema che esiste da decenni ormai). Nel 2006 fu fatto un tentativo di istituire un bus navetta gratuito, che dal parcheggio nord della stazione la domenica portasse i turisti in centro: lesperimento fall per mancanza di utilizzo da parte degli utenti. Noi abbiamo istituito dallo scorso luglio il trasporto urbano festivo che in estate collega spiagge e campeggi, ma fa fatica a decollare. Speriamo sia pi utilizzato questanno. A mio avviso andrebbe potenziata e incentivata la navigazione lacuale. Per decongestionare il traffico su via Marconi e via Gramsci, sono allo studio forme di segnaletica idonee a dirottare, nei limiti del possibile, il traffico sulle tangenziali interne.

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CI RACCONTANO sirmione

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tempo fa, qui si girava solo in cravatta. Chi viene a Sirmione si ferma un po? Buona parte ha una seconda casa, poi c chi soggiorna per una settimana. Ma tantissimi, italiani e stranieri, restano per non pi di tre giorni. Lafflusso le pare in calo? Questa era Piazza Campiello, la penisola che porta allisola, e ora come allora teatro di chilometri di code dalla tangenziale di Brescia, soprattutto nei fine settimana. Daltronde, Sirmione richiama 6 milioni di turisti lanno. MARIA LOPEZ (Enoteca del Lugana) Via Marconi Il suo un locale prettamente turistico Vendo i prodotti tipici del lago, dallolio al vino. In effetti, la mia clientela per il 90% composta da turisti: tedeschi, francesi, brasiliani e, da questanno, diversi russi. Come si comportano? Penso che il turista vada curato: se il posto li accoglie bene, si lasciano andare e spendono tranquillamente. Quanto permangono, in media, a Sirmione? Tanti fanno il tour del lago: tre giorni qui, tre a Lazise, a Verona. I residenti come li accolgono? La gente qui lavora troppo, tutto concentrato in un periodo limitato, quello del turismo stagionale: snervata. Cosa servirebbe in paese? Pi panchine per una sosta serena fronte lago. I trasporti, a mio avviso, vanno bene: traghetti, biciclette a noleggio Chi ama lo sport, poi, lascia la macchina lontano e cammina volentieri.

di Alessandra Tonizzo

ile. LafIl fascino di Sirmione indiscutib isce se stup e , alto pre sem flusso di gente ate. Anche confrontato alle altre localit visit navetta per il visitatore pi sportivo, un bus bbe male: per arrivare entro le mura non sare in pellegrianziani e coppie con passeggini ero tanti. naggio sotto il solleone sono davv

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GRAZIANA SALVINI (Albergo Bar Olimpia) Via Colombare Il suo locale frequentato da Il bar fa riferimento alla gente del posto, mentre per lalbergo facciamo assegnamento sugli stranieri: tedeschi in calo, molti russi o slavi. Gli italiani, infatti, sono pochissimi. Stanno sulle spese o no? Il turista molto accorto e fa soggiorni brevissimi, di quattro giorni al massimo. I periodi di picco e quelli di stasi? Ad agosto c il boom, mentre dinverno qui si vivacchia. Io, in quel momento, ospito magari gente che viaggia per lavoro. Il paese offre tutto ci che serve ai visitatori? Parliamo del centro storico: tolti bar, pizzerie e ristoranti cosa resta? Certo, per la sua posizione Sirmione resta la perla del Garda, ma la clientela dlite che cera un tempo si persa. Ventanni fa, davanti al locale, le colonne dauto erano perennemente ferme. Cosa manca, dunque? I giovani devono spostarsi anche dal lago, oggi, per trovare svago. Prima il Garda gareggiava con la Riviera adriatica, ora tutto chiuso, e questo ci penalizza.

GENNARO NICOTERA (Kento gelateria caff) Via Colombare Chi la frequenta? Persone del posto, e destate i turisti, sia italiani che stranieri. Mi riferisco a

Gennaro Nicotera

tedeschi, olandesi e francesi, soprattutto. Cosa li porta qui? Sirmione attira per la sua unicit: la penisola nel lago. Poi, molto organizzata e pulita. Offre tutti i servizi che servono? Visto il bacino dutenza direi che si potrebbe proporre di pi. Penso a qualcosa per i giovani la sera, o dei bus navetta per portare in centro la gente. C il turismo del lusso in paese? Forse concentrato in poche zone nel centro storico. Di sicuro, c tanto esibizionismo: auto di grossa cilindrata, ecc.. A cosa non si rinuncia, nonostante la crisi?

A un caff al volo, e al gelato nellafa estiva. Gli stranieri impazziscono per le nostre creme, come tiramis o malaga. CARLO NAN (Ristorante trattoria La Botte) Via Colombare Ha un target preciso di clientela? Negli ultimi anni, la maggioranza straniera: tedeschi, americani, inglesi e olandesi. Chi si lascia pi andare? Per me i tedeschi restano i pi rilassati. Sono elastici nelle spese, e poi sanno bere bene. Sirmione a livello turistico

La pi organizzata del lago di Garda, la sua perla. Il lusso ancora presente? Non c pi, nemmeno entro le mura del Castello. Negli ultimi anni questa clientela si fa desiderare. Pensare che,

Carlo Nan

Maria Lopez

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CI RACCONTANO padenghe Le strutture ricettive sono sufficienti e adeguate? Considerando che Padenghe un piccolo centro, le ritengo sufficienti, alcune tuttavia dovrebbero apportare delle migliorie. Che tipo di turismo il vostro? Di seconde case e campeggi. Silvia Papa e Gabriele Bonatti (Pasticceria del Garda) Via Barbieri Padenghe il paese delle seconde case? S, ce ne sono troppe e a prezzi proibitivi. Le zone pi belle del paese sono tutte occupate da seconde case. La sua clientela prevalentemente di Padenghe? Non direi, abbastanza variegata. Che target di turista frequenta il paese? Medio-basso. Quando inizia la vostra stagione turistica? Oggi purtroppo si ridotta, apre a met luglio e chiude a met agosto. Le manifestazioni che organizzate nel periodo estivo sono sufficienti? Purtroppo oggi non c nulla che attiri la gente, salvo la ormai nota festa medioevale che si ripete da anni. Dino Leali (Agenzia Agricola Leali Giacomo) Via F.lli Beretta Cosa offre Padenghe al turista? un bel paese di seconde case, tranquillo. Gode della vicinanza delle strade principali e della ferrovia. Di per s, oltre al castello non offre molto. Il flusso turistico altalenante o continuo nellarco dellanno? Il turismo si concentra in due mesi dellanno: luglio e agosto, eccetto quello delle seconde case. Affermerebbe, quindi, che la presenza turistica influenza il territorio? S, e nel limite lo migliora. Penso soprattutto ai piccoli negozi della zona. C qualcosa che migliorerebbe a livello infrastrutturale? Migliorerei la zona portuale da destinare allattracco di barche private.

di Alessandra cascio

Maurizio Bazzoli (Frutta e Verdura) Piazza Caduti Che tipo di turismo quello di Padenghe? un turismo di seconde case prevalentemente appartenenti a italiani. I turisti veri e propri qui girano poco. Il periodo di maggior flusso turistico qual ? Agosto. I servizi e le infrastrutture a disposizione dei turisti sono adeguate? Non molto, tenga presente che molte attivit stanno chiudendo vuoi per la crisi, vuoi per il raggiungimento dellet pensionabile o per il mancato rinnovo degli affitti. Un pregio di Padenghe? un paese che vive ancora grazie alla presenza di belle case con piscina e vista lago. Sicuramente appetibile per chi vive in citt. Maria Rosa Soncino (Forneria Pane e Dolci) Piazza Caduti Dal punto di vista turistico, com strutturata Padenghe? un paesino carino, a due passi da Desenzano e da Sal. Ai turisti che lo frequentano offre un bel paesaggio, una variet di strutture ricettive e numerosi punti di ristoro.
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Le nostre domande a

PATRIZIA AVANZINI, SINDACO DI PADENGHE SUL GARDA


Il Comune ha previsto un piano di risanamento e ristrutturazione della zona portuale? Attualmente il progetto in fase preliminare e verr curato dallAutorit di Bacino (ex consorzio del Demanio). La zona interessata dallintervento divisa in due parti: una privata e laltra pubblica. Per la prima prevista la possibilit di affidare la ristrutturazione ai privati che dovranno dotarla di un percorso pedonale e di un parcheggio fronte strada; la seconda, pi piccola, sar oggetto di riqualificazione non appena lAmministrazione entrer in possesso di unulteriore area adiacente che permetter la riqualificazione del porto. Ricordo che da questestate sar completo il tratto di passeggiata a lago che collega Padenghe, dal porto privato, fino a Moniga: oltre tre chilometri di costa a disposizione di cittadini e turisti. Come intendete marginare il fenomeno di chiusura delle attivit del centro storico? La chiusura dei negozi in centro storico da ricondursi, da una lato, alla crisi generale che attraversa il paese e i centri storici in generale, dallaltro, alla presenza dei centri commerciali che costituiscono la principale causa di disaffezione della clientela verso i negozi di vicinato. Per ovviare a questa problematica, lAmministrazione pubblica ha cercato di muovere il mercato attraverso forme di cofinanziamento come i distretti del commercio, si cercato di arricchire la programmazione estiva, di eventi, anche attraverso la pedonalizzazione di una parte del centro, ma la risposta dei commercianti non

Gabriele Bonatti

Dino Leali

0 abiDestate la popolazione (oltre 4.30 atsopr ie graz io, opp radd al e tanti) tend case nde seco tutto al fenomeno delle cerca di e ai campeggi. Ma un turista in latmoersi god e tranquillit qui potrebb e dalle ri cent dai i pass due a ta, sfera gius strade pi trafficate.

stata univoca e convinta. Il superamento di questa fase critica richiede certamente azioni pubbliche di sburocratizzazione e magari di agevolazioni fiscali o economiche, ma richiede anche una crescita da parte del privato in termini di servizio e modernizzazione. Segnalo che, al momento, sono ridotti gli oneri di urbanizzazione per le ristrutturazioni. Il Comune ha intenzione di promuovere nuove iniziative di attrattiva turistica oltre la ormai nota festa medioevale? Il Comune ha gi promosso negli anni scorsi parecchi eventi, non solo, quindi, la festa medioevale, ma altre manifestazioni di vario tipo, quali spettacoli musicali, palco giovani, cinema allaperto, teatro, spettacoli comici, mercati tipici, serate a tema e la tradizionale fiera del verde. Anche per questestate, nonostante le ristrettezze di bilancio, la programmazione cercher di risvegliare il clima culturale del paese, non solo per i turisti, ma soprattutto, per i suoi abitanti.

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CI RACCONTANO sal

Grande
promozione

di Alessandra cascio

divani

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degli ulNonostante la flessione turistica alti gli re tene man a e riesc timi anni, Sal etibile standard qualitativi e ad essere app caman non qui che e tralp per i turisti dol no neppure nei giorni pi uggiosi.

in pelle

Nicole von Anhalt (Manaskarma Yoga, workshops & more) Via Pietro da Sal Sal vista con gli occhi di uno straniero. una bella localit turistica internazionale, diversa dalle altre della zona: senza grandi campeggi, con un meraviglioso lungolago, ricca di ristoranti e negozi. Il flusso turistico costante nellarco dellanno? costante, ma influenzato notevolmente dal tempo. I numerosi visitatori del weekend, ad esempio, se il tempo incerto non vengono. I negozi sono aperti tutto lanno o ci sono delle attivit che aprono solo in alta stagione? I negozi sono sempre aperti, gli alberghi e alcuni ristoranti chiudono nel periodo di bassa stagione. Ritiene che il turista che frequenta Sal sia interessato al contesto culturale della zona? Sicuramente s, anche se penso che Sal possa fare di pi, organizzando ulteriori eventi nel periodo estivo. Rosalba Iannicelli (Marylin Calzature) Piazza Leonardo Da Vinci Come aumenta e cala, nellarco dei mesi estivi, il flusso turistico?

Destate la presenza buona e abbastanza costante, nel periodo invernale la situazione un po critica. I turisti sono prevalentemente... Tedeschi e russi. Questi ultimi solamente da pochi anni. Qual let media dei turisti? Credo intorno alla cinquantina. Ritiene che le manifestazioni organizzate dal Comune siano sufficienti nel periodo estivo? Penso che si potrebbe fare di pi, magari ripetendo con pi frequenza la manifestazione Happy blue hour del gioved sera che, da due anni a questa parte, coinvolge attivamente negozianti, ristoratori, bar e locali attirando molta gente da ogni dove. Pu, quindi, affermare che il turista influenza il territorio? S, assolutamente s.

Erica Giacomini (Hotel Ristorante Commercio) Piazza Vittorio Emanuele Che tipo di turismo quello di Sal? Prevalentemente straniero: tedesco, inglese, francese e russo. Presenti in percentuali differenti. Qual il vostro target di clientela? Molto variegato.

Erica Giacomini

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Lofferta commerciale in funzione dei flussi turistici adeguata? Non direi. Chi proprietario dellattivit e ci lavora personalmente tende a coprire anche fasce orarie in cui normalmente i negozi sarebbero chiusi, invece, chi ha dei commessi, tiene aperto lo stretto indispensabile provocando una carenza di servizio. I vostri clienti sono interessati a conoscere le bellezze che circondano Sal? S, molti ci chiedono indicazioni sui posti da visitare e informazioni sulle diverse attrattive che la zona offre. Claudia Citroni (Giardino di Rose biancheria per la casa) Via Butturini Ritiene che il turista influenzi il territorio? S, influenza non solo le attivit commerciali, ma anche quelle residenziali. Il turista che frequenta Sal effettua i suoi acquisti qui, o tende a portarsi le cose da casa? Non so dirle se quelli che frequentano gli appartamenti si comportino in questo modo. I miei clienti continuano a venire e a fare acquisti, anche se non pi come una volta. Che tipo di rapporto quello tra autoctono e turista? Sicuramente daccoglienza e cordialit. Qualcuno ci ha segnalato che il numero di ristoranti non sufficiente, ci conferma questo dato? S, andrebbe implementato rispetto alla richiesta. I servizi e le infrastrutture sono adeguate ai flussi turistici? No, non lo sono dal punto di vista ricettivo, eccetto Limone. Ritiene che il turista che frequenta la zona sia interessato al contesto culturale? Non solo, interessato anche alle bellezze ambientali e alle pratiche sportive. In queste zone non c un turismo di massa. Caterina Quecchia (Bar Stazione) Largo Matteotti I turisti che frequentano Toscolano Maderno sono prevalentemente... Tedeschi . Ha notato un calo di presenze turistiche in questi anni? Rispetto a 4-5 anni fa s. Le strutture ricettive sono sufficienti ed adeguate? Ci sono alberghi, b&b e campeggi, quasi tutti in buono stato. Parte di questi ultimi, per, sono poco attrattivi e non invogliano il turista a venire. Ha sentito parlare del fenomeno dellabbandono dei posti banca? S, anche se non so se questo sia legato al costo dei posti barca o alla crisi. Gabriella Avanzini (Autonoleggio Garda) Via Lungolago

LA/provincia
turistici, cosa che qui a Toscolano al momento manca. Laura Zambiasi (Osteria Antico Pozzo) Via Benamati Avete aperto lattivit da un paio danni. Cosa vi ha spinto a farlo? Ci siamo lanciati in questa avventura partendo da zero, cercando di creare un locale diverso dai soliti, che unisca alla semplicit e familiarit, con cui accogliamo i clienti, un buon rapporto qualit prezzo. Crediamo che la gente oggi abbia bisogno di questo. Che tipo di clientela frequenta la zona? Di varie nazionalit, soprattutto tedeschi, che frequentano maggiormente questa zona. Il turista che frequenta Toscolano Maderno effettua i suoi acquisti qui, o tende a portarsi le cose da casa? Sicuramente parecchie cose se le portano da casa. Qui lavorano molto bene i tre supermercati del paese, mentre le altre attivit commerciali poco. I servizi offerti sono adeguati ai flussi turistici? Questa sponda, a differenza di quella veronese, si caratterizzata per un turismo sportivo e naturalistico. Trekking, passeggiate a cavallo, windsurf, parapendio sono solo alcuni esempi delle numerose attivit che vengono praticate e poco pubblicizzate. Abbiamo notato che ci sono molti appartamenti chiusi e sfitti, come mai? Perch negli anni hanno edificato troppo e oggi moltissimi edifici sono vuoti anche nel periodo estivo.

Gabriella Avanzini

CI RACCONTANO toscolano maderno

di Alessandra cascio

Giovanni Raggi (Ristobar Le Piante) Largo IV Novembre Com cambiato il turismo negli ultimi anni? Si evoluto notevolmente, gli stranieri, ad esempio, non fanno pi vacanze di tre-quattro settimane, ma solamente di dieci-quindici giorni al massimo.

Che tipo di servizio offrite ai turisti? Noleggiamo i risci e lape-calessino con la quale guidiamo il turista alla scoperta degli angoli sconosciuti di Toscolano Maderno: il paese ricco di storia, sconosciuta ai pi. Che tipo di turista frequenta il vostro territorio? un turista attirato dalla bellezza del lago, ma non solo. Sono numerosi, infatti, quelli che vanno alla scoperta del nostro entroterra. Ritiene che i servizi disponibili in zona siano adeguati alle esigenze turistiche? Non credo, e dicendo questo me ne vorranno sicuramente gli albergatori. Penso che per riuscire ad offrire un servizio a 360 gradi, occorra la collaborazione da parte di tutti gli operatori

Giovanni Raggi

Particolarmente indicato per vaca nze attive, dedicate allo sport ed alle escursioni nellentroterra, Toscolano Maderno ha saputo ritagliarsi uno spazio di tutt o rispetto nella rinomata Riviera dei Limoni. Per noi comunque, qualcosa va ancora mig liorato.

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Laura Zambiasi

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LAEROPORTO LIBERT.

L/ INCHIESTA

Come lAusterity
ci taglia la spesa
Il carrello dei bresciani, in tempo di crisi.

di Alessandra Tonizzo

Di viaggiare. LAeroporto di Milano-Bergamo raggiunge 112 citt, per un totale di 127 collegamenti in 33 Paesi in Europa e non solo. Tutto il mondo vi aspetta a braccia aperte. www.orioaeroporto.it

a crisi c ancora, e si sente. Noi bresciani la fronteggiamo (economicamente) oscillando tra oculatezza e tagli netti, un po come accade in tutto il resto dello Stivale. Ma se la recente indagine a cura dellUniversit degli Studi di Milano volta a tastare il polso della felicit delle citt italiane tramite lanalisi dei tweet locali indica Brescia come la metropoli pi triste, ci sar un perch. I sondaggi di BsNews.it mirati al tema in questione parlano chiaro: l80% del campione dichiara di aver fatto massicce rinunce, a causa di una disponibilit di denaro ridottasi per i costi sempre pi elevati, come Imu e benzina (59%), per problemi sul lavoro (16%) e per una propensione al risparmio dovuta a un visione del futuro sempre pi fosca e incerta (25%). Ed qui che entra in gioco, pesantemente, la psicologia. Tanti, infatti, i concittadini che parlano di complotto, di sensazionalismo e affini, e accendono la tiv sperando che, per una volta, lausterity non faccia ingresso nelle loro case attraverso il tubo catodico. Perch la verit questa: i bresciani sono stanchi di sentirsi sullorlo del burrone, sentono che la terra sotto i piedi si sgretola ma vorrebbero guardare altrove, tirare semplicemente una boccata daria fresca. Che questa propulsione si chiami oblio o speranza non dato saperlo, ma le spese schizofreniche dei cittadini rivelano latteggiamento borderline di chi cerca a tutti i costi una via di fuga. Secondo lONF (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), nel biennio

2012-2013 la contrazione relativa ai consumi sar attestata a -6,9%, con una caduta della spesa totale delle famiglie pari a circa 49 miliardi di euro. Solo la diminuzione dei consumi alimentari, nellanno in corso, pari al -4,6% ed equivale a una contrazione di spesa di +262 euro annui a famiglia. Lo scenario, insomma, pi o meno quello di ventanni fa. I bresciani, tra le corsie del supermercato, dimostrano di non rinunciare ai prodotti che vogliono, ma in qualche modo cambiano rotta (marche, numero confezioni, promozioni) per ottenere la merce richiesta pagandola meno. Il risparmio, nei market, diventato un gioco a premi da imparare alla svelta; secondo le tabelle Istat, infatti, si allungano i tempi davanti allo scaffale: il 53% dei consumatori gira pi di un negozio alla ricerca di sconti, promozioni e offerte speciali, il 42% privilegia le grandi confezioni o formati convenienza, il 32% abbandona le grandi marche per prodotti pi economici senza marca. Solo alcuni prodotti

carne e ortaggi in cima alla lista arrancano effettivamente nel paniere. Esasperato, il bresciano medio ha anche tagliato molte cene fuori porta, ma la conseguenza, a sorpresa, non stato un ripiego sui fornelli di casa: niente mani in pasta, dunque, nessun ritorno alla tradizione, ma via ai piatti pronti, ai cartocci delle gastronomie e affini. Il tempo delle massaie, del riciclo e degli avanzi sembra comunque (e purtroppo) latitare nella Leonessa. Persino gli acquisti nel comparto salute hanno tirato il freno. In farmacia, oggi pi che mai, si cerca il consiglio discreto per mettersi in tasca, alla cassa, pi resto possibile. Mentre la cura della persona (benessere & beauty), pur senza lasciarsi troppo andare, rappresenta, specialmente per il genere femminile, la piccola giusta evasione dal quotidiano: una frivolezza salvifica che attraverso una crema, un rossetto o un profumo regala quella dose di leggerezza per affrontare lansia del domani.

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L/ INCHIESTA
Intervista a Giuseppe Cal, responsabile marketing e comunicazione del Gruppo LAlco di Rovato
Pu fare un bilancio sullandamento dei consumi alimentari in tempo di crisi? Devo fare un distinguo tra la vendita allingrosso e quella al dettaglio. La prima non presenta contrazioni significative, anche se non sono in grado di stabilire se questo corrisponda ai parametri di mercato o sia un fattore tutto nostro: per noi, infatti, un comparto che gode di un certo successo. In merito al dettaglio, invece, registro contrazioni sia sul fatturato (volume dacquisto) sia sulla tipologia. Tuttavia il dato complessivo, che fa media sugli andamenti diversificati a seconda delle piazze su cui sono ubicati i supermercati, parla di una tenuta. Per i nostri supermercati andata in sostanza meglio del mercato di riferimento, soprattutto in confronto ai competitor di grandi superfici: centri commerciali e ipermercati. Come mai questa differenza? Queste ultime realt rappresentano il prototipo con maggiore incidenza di crisi settoriale. Situati in centri extraurbani, soffrono la rilevanza di diversi fattori negativi: il doversi muovere in auto per raggiungerli (costo del carburante), utilizzando quindi di una discreta quantit di tempo libero (sempre pi ristretto). Inoltre, le maxi-confezioni tipiche di questi centri sono battute da quelle ad uso familiare classico: lo spazio di scorta oggi sempre meno, per scelta non solo economica; i vecchi compri 3 paghi 2 non funzionano pi, finito il periodo del grande benessere, in cui si metteva in casa la comodit di non pensarci pi. Sono cambiati i consumi perch cambiato il consumatore? Direi di s. La crisi dellaspetto ludico della spesa al centro commerciale un esempio che evidenzia come oggi il consumatore non sia pi disposto a cadere in tentazione. Quali sono le azioni concrete di questo cambio di rotta? Spostare sempre pi gli acquisti su marca privata e sui prodotti in promozione. Lincremento, per quanto ci riguarda, del marchio Despar (che impone livelli elevati di qualit), a detrimento dei prodotti a marchio industriale classico, notevole. Ci viene vissuto come un ripiego, una rinuncia? Parliamo di un ripiego facile, perch la maggior parte dei prodotti a marchio privato tendono a garantire la qualit tipica dei prodotti leader. Per le merci a marchio Despar, noi diciamo al consumatore: hai diritto a spendere meno, ma non ad avere di meno. Ci a cui si rinuncia sono tutti quei fronzoli che non rappresentano la sostanza del prodotto stesso: il costo della pubblicit, il marketing quindi una scelta, questa, che non traduce pi il classico vorrei ma non posso. Tornando al meccanismo della promozione Si incrementano i prodotti da promozionare e la frequenza stessa delle promozioni. La gente le aspetta: sono molto rilevanti nel carrello della spesa, rispetto al passato. Quali possono dirsi le merci in calo e quali quelle in crescita? La tendenza al risparmio e quella a garantirsi comunque un consumo di qualit sono i fenomeni pi rilevanti in tempo di crisi. Osserviamo che il consumatore, nellarea dei prodotti freschi (macelleria e ortofrutta) tende a sostituire le linee pi pregiate con quelle meno pregiate: consistente, per esempio, il passaggio di consumo dalla carne di vitello a quella di manzo, dal manzo al maiale, e dal maiale alla polleria. Il pesce, invece cresce. Daltra parte registriamo comunque una ricerca pi accurata, per questo cresce parimenti la linea di consumo qualificato. Quindi non si registra una flessione dei prodotti pronti, pi cari? Direi che soprattutto i generi di gastronomia tengono le loro quote, perch il tempo libero sempre pi scarso. Se parliamo di merce legata non al consumo ordinario ma qualificato, dedicata ai momenti celebrativi, si prediligono prodotti pronti di qualit (per noi Premium Despar), che si avvalgono di una produzione locale, artigianale, garantita da Doc, Dop e Igp, e che sono in netta crescita. Una battuta sul non-food, inteso come il comparto composto da detergenti per la casa e per la persona. In termini proporzionali, non si sono verificati abbassamenti. La gente continua ad aver cura di s, della propria igiene, e tenere in ordine la propria casa come ha sempre fatto.

L/ INCHIESTA
La voce dei consumatori bresciani
Clara, 83 anni, pensionata Questa crisi ha sicuramente influito sulla mia spesa settimanale, anche se diverso tempo che, con la sola pensione, non posso certo fare pazzie. In generale, ho ridotto la quantit dei prodotti, e la grandezza delle confezioni stesse. Per non rinuncio alla qualit: lesperienza mi ha insegnato che non ne vale mai la pena! Mi limito quindi ha stare nel budget, ma essendo sola, se voglio, ad esempio, bere un caff prendo una buona marca. Ho rinunciato tuttavia ad alcune cose: frutta e verdura fuori stagione, alcune chiccerie come il pat, e la carne. Tanto pollo e tacchino, quindi, molto raramente vitello e affini; prendo cose pi economiche e semplici ma che, se cucinate bene, hanno comunque il loro perch. Per non risparmio sul sapone o sul dentifricio: non mi fido del primo prezzo, magari aspetto lofferta di una marca nota. Cinzia, 58 anni, tutor universitario Il ridimensionamento della mia spesa dovuto pi al rimpicciolirsi del nucleo famigliare che alla crisi: i figli grandi se ne sono andati, siamo rimasti in due. Parlo di una quantit minore di prodotti, ma la qualit la stessa, anzi, ora ogni tanto posso concedermi cose su cui, prima, dovevo fare economia. Vado al supermercato due volte la settimana, puntando sulla merce fresca, ma per alcune merci resto fedele ai piccoli negozi, le botteghe sotto casa: frutta e verdura, creme e detergenti per la persona. Reputo molto costosi i prodotti per la pulizia della casa, ma ho provato marche meno note ed il servizio stato estremamente deludente: stoviglie sporche, panni ingrigiti.

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L/ INCHIESTA
Intervista a Francesco Rastrelli, presidente dellOrdine dei Farmacisti della provincia di Brescia
La crisi ha segnato un cambio di rotta nella abitudini dacquisto degli utenti della farmacia? opportuno sottolineare che le vendite si dividono in due gruppi: i cosiddetti mutuabili e gli acquisti da banco, vale a dire farmaci e parafarmaci che il cliente paga per intero. Sia per i mutuabili sia per i prodotti da banco, si assiste a una netta discesa della spesa, che cala vertiginosamente (-10% in valore rispetto allo scorso anno). Com oggi lapproccio dei consumatori verso i farmaci equivalenti (quindi meno costosi)? Oggi lopzione del farmaco originale rara. Il ricorso al farmaco equivalente sicuramente, nel panorama odierno, un gesto di solidariet e responsabilit sociale. C ancora chi, come gli anziani, tende a fare scorte di medicinali? S, quando la necessit del paziente legata a un fabbisogno concreto, mirato ad evitare frequenti code ambulatoriali, avvalendosi di una minima quantit per unautonomia temporale. Oggi si assiste a un uso non smodato, ma razionale dei farmaci, e lo confermano i dati: la spesa farmaceutica territoriale si aggira attorno all11,5% del fondo sanitario nazionale. Quanto attirano i prodotti legati a benessere e cosmesi, in farmacia? Esistono delle offerte? Ci sono politiche di vendita che, per alcuni periodi, prevedono che certi prodotti di questo genere, a rotazione, vengano messi in offerta: in farmacia la selezione avviene sulla qualit del prodotto parimenti al prezzo. Penso agli integratori (il folto ramo della nutraceutica) e a tutti i prodotti a marchio proprio: il private label, in farmacia, comporta un risparmio fino al 40-50 %. Attenzione, invece, alle politiche del prezzo del tutto fuorvianti: per lo sconto sui farmaci Otc, a differenza di quelli da prescrizione, importante dichiarare su quale prezzo lo sconto viene applicato, in quanto sui farmaci da banco non esiste pi un prezzo fisso. A suo avviso, c chi oggi ricerca nel farmacista una figura di riferimento per il proprio benessere per avallare costose consulenze? Il farmacista vissuto dallutente come una figura con la quale c un rapporto di grande fiducia. Per questo la fidelizzazione alta: si gioca sulla competenza professionale ed uno dei punti forti della stessa professione. La grande accessibilit della struttura fa s che il paziente la percepisca come il primo presidio sanitario di libero accesso. Quando si ha un problema di salute, ci si rivolge con facilit al proprio farmacista, che consiglia il paziente in caso di patologie sintomatiche, mentre in situazioni pi gravi rivolge il paziente in ambulatorio medico.

PUNTI VENDITA CISSVA


Capo di Ponte via Briscioli, 40 Tel. +39.0364.33118 Pisogne Pizza Umberto I, 4 Tel. +39.0364.880299 Edolo Via Folonari, 5 Tel. +39.0364.7281 Iseo Via Roma, 92 Tel. +39.030.9822508 Esine Stazione di Servizio La Sosta - S.S. 42 Tel. +39.0364.466590 Prossima apertura: Via Cologne, 20 Chiari (BS)

La voce dei consumatori bresciani


Italo, 36 anni, libero professionista Sono single, la spesa quindi la sbrigo da me, ma dire che me ne intendo una bufala. Mi arrabatto, e il mio frigo il deserto dei Tartari. Caff al bar, pranzo fuori, e spesso a cena cerco compagnia, quindi capita di fare len plein. Questo si ripercuote sui miei acquisti, rigorosamente nel supermercato pi vicino a casa, in barba alla ricerca del posto meno caro. Sto attento al prezzo solo con i detersivi, perch spendere 5 euro per il detergente dei piatti mi pare una follia. Del resto, a dire il vero, me ne frego: mi serve cos poco che posso permettermi di scegliere quel che mi garba, senza, che so, ripiegare sul prosciutto in offerta o cose cos. Il non-food? Non sono esigente: un sapone vale laltro. Per al profumo di marca non rinuncio. E di certo non lo trovo tra gli scaffali della grande distribuzione.

Li potete trovare anche nei migliori supermercati.

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L/ INCHIESTA
Il parere dei commercianti
Salvatore Sorrentino LOrtolano I suoi clienti acquistano i prodotti di sempre, ma in minore quantit? S e no. La quantit della merce richiesta ridotta, ma se prima qualcuno era affezionato a un prodotto costoso, ad esempio una primizia, adesso ci rinuncia proprio. La frequenza della spesa si alterata? Ovviamente s. Da una volta la settimana si passati, in media, alla spesa ogni 15 giorni. Se ne deduce che i bresciani consumano nettamente meno questi generi alimentari A mio parere mangiano frutta e verdura come sempre, solo si riforniranno dove costa il meno possibile. Quasi ogni fruttivendolo, oggi, offre anche il pronto Che costa ovviamente qualcosa in pi. Chi prendeva abitualmente le verdure cotte non ne fa completamente a meno, ma se le concede con minore frequenza. Guido Vittoni Gastronomie Vittoni Come sono cambiati, recentemente, gli acquisti? Il budget si ridotto e si perdono battute di cassa a causa dellinflusso delle aperture no-stop dei centri commerciali. Questo ha cambiato profondamente lapproccio della clientela verso la distribuzione tradizionale: prima, ad esempio, il sabato ci si approvvigionava in ottica della domenica, ora non pi. Ai propri prodotti preferiti si rinuncia, li si sostituisce con qualcosa di meno caro o se ne acquista meno? La gente oggi ha il coraggio di chiedere gli 80 grammi di prosciutto, quando prima letto era la misura base, spesso con la scusa della dieta. La tendenza quella di non rinunciare ai prodotti, ma abbassare il quoziente di spesa. Purtroppo il cliente cerca di ottimizzare penalizzando la qualit, prediligendo prodotti esteri a scapito dei nostrani. Frutta e verdura sono le merci pi a rischio, perch han-

Salvatore Sorrentino

Guido Vittoni

no poche targhette, diversamente, ad esempio, dalla tracciabilit della carne. I prodotti pronti sono in calo, o in crescita? C sempre meno la propensione a cucinare in casa, le nonnine non esistono pi, manca la voglia di fare da s ai fornelli. Per questo ci si appoggia ad un business commerciale che si propone con i prodotti pronti, e che, con le credenziali giuste, pu aumentare il proprio mercato.

La frequenza media della spesa giornaliera, settimanale? Gli unici clienti che comprano con cadenza regolare sono gli over 65, il resto influenzato dalla concorrenza e dalle nuove abitudini: una volta si va al ristorante, laltra si mangia una pizza al centro commerciale alla spesa ci si penser domani. Per unattivit, con i ritmi e i percorsi odierni, diventa strategico il contesto in cui si insedia.

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L/ INCHIESTA
La voce dei consumatori bresciani
Valeria, 44 anni, casalinga e mamma di 4 bambini Con una famiglia numerosa, fare economia per me unabitudine prima che una necessit. Ultimamente, quindi, non ho cambiato rotta, crisi o non crisi: proseguo sulla mia linea, che punta dritto al discount. Mi rifornisco due volte la settimana, e riesco a portare la spesa mensile a 500/600 euro: una bella botta, come si dice. Mi rivolgo ad una filiera i cui marchi sono controllati, e sono molto flessibile sui prodotti, specialmente su uova, carta igienica e fazzoletti: che ragione c di pagarli una fortuna? Quello a cui abbiamo dovuto dare un grande taglio stata la carne: pollo e hamburger a go-go. Quando danno il via alle scontistiche, spesso faccio scorte. Giusto stamattina il formaggio grana in busta, pronto alluso, era al -40%. Ne ho acquistato tre confezioni. Giulia, 32 anni, commessa part-time Tirare la cinghia per me un imperativo. Sono sempre alla ricerca di un altro lavoro e, viste le giornate frenetiche, spesso e volentieri salto un pasto: non far bene, ma indirettamente risparmio anche sulla spesa. Che per me sempre mordi e fuggi, rincasando la sera, quasi ogni giorno. Pur vivendo sola, economizzo su tutto, e la mia dispensa non mai colma. Leccezione ci sta quando viene qualche amica a cena, allora si sfora, ma per una buona causa; anche se il pi delle volte, quando ci si vede, si finisce a sfamarsi con lhappy hour. Mi madre mi dice mangia il pesce che fa bene!, ma a me viene da ridere: chi ha il tempo di pulire acciughe e sardine, le uniche cose dal costo per me accettabile? Primo prezzo e marchi del supermercato vanno benissimo. Non risparmio, invece, su pochi prodotti clou: i biscotti della colazione, lo yogurt preferito, lo shampoo giusto.

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L/ INCHIESTA

Le citt tatuate
Il mondo dei writers, esperienze artistiche da comprendere e valorizzare. Nellambito della legalit.

di Alessandra Tonizzo

Il particolare di unopera di Claudio Pascolin

ome fosse unimpellenza innata nelluomo. Lasciare un segno, scalfire una superficie, sussurrare ai posteri io sono stato qui. La storia del writing una storia di necessit. Nasce con lurgenza pratica dei lustrascarpe di Los Angeles, intenti a marcare il proprio territorio con scritte e iniziali sul selciato conteso. Prosegue in maniera intimidatoria nella periferia newyorkese, tra i muscoli guizzanti delle gangs, difensori di confini impenetrabili. Muta in comunicazione sociale la cifra del disagio , per poi diventare gesto di stile puro. Dagli anni 70 ad oggi cambiato tutto. Il writing vecchio stampo morto. I graffiti sono stati sostituiti dalla street art, che come un virus si estesa dallombra della Statue of Liberty al mondo intero. Disegnatori solitari danno sfogo alla propria voce, alla propria noia, allo scollamento sotterrano tra le loro vite e il sistema con una bomboletta spray. Art or crime? Ce lo siamo chiesti tutti, se lo chiedono anche loro, i writers. Il cui (personalissimo) codice porterebbe a comporre lontano da monumenti e opere artistiche. Cappuccio calato, la notte come coperta, spesso la tentazione di sbavare oltre i bordi forte, come il brivido lungo la schiena per averla scampata, ancora una volta. Perch le tracce delle trib della bomboletta, in questo caso, diventano impronte digitali

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Gli autori contemporanei della street art
A fianco a giovani ormai pienamente affermati sulla scena internazionale, come James Brown, Donald Baechler, Kenny Scharf e Futura Duemila, in Italia si fanno notare Daniele Nicolosi (in arte Bros), Rossana Campo (nota scrittrice), Blu, The TvBoy, Eron, Michele Chiossi, Ericailcane, Microbo, Bo130, Ozmo e il duo Monica Cuoghi-Claudio Corsello. In Francia operano i nizzardi Pascal Broccolichi e Marc Chevalier, Jonone (americano che vive a Parigi da 15 anni), JR, Alexone e No Two. In Germania si trovano Stephan Hirsig e Sweza. Negli USA, i nuovi protagonisti sono Above, Erik Parker, Barry Mcgee, Ron English, Shepard Fairey (detto OBEY, famoso per il ritratto di Barack Obama), Swoon e il gruppo Faile, mentre in Canada emerge la figura di Jay Wilson.

L/ INCHIESTA

La recinzione esterna del Parco Castelli in citt.

al propano, da marcare stretto per dare un volto a chi compie un palese reato (art. 639 Codice Penale, Deturpamento e imbrattamento di cose altrui), soppesato diversamente in base alla scena del crimine del momento: la recinzione anonima di una tangenziale, la facciata di una chiesa gotica, la staccionata della villetta, la pensilina del bus. Capire diventa difficile. Ma a volte, loro, sanno parlare chiaro. Certo, il graffito parte da una spontaneit dice Rocco Cacciari, giovane writer di Urban Code, in unintervista online sul graffitismo a Venezia (www.rebiennale.org) ma la provocazione sta nel fatto che ci interessa raccontare e dire che questa una forma di attivismo, artistico, che mira a una ribellione rispetto alla omologazione degli orizzonti, dei segni urbani nella metropoli. una ribellione che porta anche a gesti illegali, come lattacco alla superficie dei treni, che sono anche un simbolo della citt che funziona del modulo ripetuto. Il graffito simbolo anche di una rottura di segni imposti sulla citt. E la rottura dellorizzonte dei segni evidenzia le contraddizioni della metropoli. Abbiamo permesso al contesto di farci sentire lontani da casa? Pubblicit, marchi, loghi: linsistenza delle sovrastrut-

ture del marketing sfida le generazioni in erba a riappropriarsi dello spazio vitale? Se le parole del critico darte Vittorio Sgarbi, nel celebre caso sui graffiti del centro sociale milanese Leoncavallo, sono note ai pi larte anche rottura e trasgressione, e non si pu certo giudicare con unottica di poliziesco perbenismo. Come critico, ho il dovere di riconoscere che, in questo caso, lillegalit ha portato a unesplosione creativa. La vera illegalit, infatti, sono gli orrendi palazzi di questo squallido quartiere. I writers, cos come fece Basquiat, sublimano questi scempi edilizi , la voce della gente comune tradisce lincapacit di cogliere la logica di un movimento cos osteggiato, cos vasto. Tanto da non riuscire mai ad essere contenuto entro appositi spazi: muri immacolati come tele, ad uso e consumo dei graffitari, societ consenziente. Lo scarabocchio nero, calcareo, sotto alla finestra di casa porta ad imbestialirsi. Poi dilatiamo il fuoco. Animali mitologici bucano il cemento, mani aliene risalgono pareti, voragini di colore puro sfondano lo smog. E noi li fissiamo rapiti: hanno cambiato la geografia delle nostre strade, tatuato i nostri muri. Ci parlano di un ordine che non basta, una linearit interrotta.

Claudio Pascolin, fabbrica abbandonata, 2007.

Un fenomeno che nasce tra i banchi di scuola


La parola ad Elena, insegnante di Lettere di un istituto superiore cittadino.
Sono molti gli studenti che, oggi, si esercitano sui muri della citt? S, gli studenti rappresentano la categoria principale: io personalmente ne conosco almeno una decina, anche perch let media credo si aggiri tra i 16 e i 20 anni. Nei graffiti dei giovani writers doggi, inseriti nella societ del benessere, quanta protesta, quanto disprezzo o semplice noia sono presenti? A mio parere i giovani che si appassionano a questo tipo di mezzo espressivo partono soprattutto dal desiderio di lasciare un segno in un mondo dal quale si sentono esclusi o perlomeno incompresi. Non una scelta di tipo estetico, legata a una tecnica artistica, ma principalmente sociale. Molti ragazzi frequentano i centri sociali e incanalano in queste opere la loro voglia di protesta, la loro rabbia o semplicemente diversit rispetto a un sistema che percepiscono come lontano e ostile. Istituire dei luoghi legittimi ad uso e consumo delle trib della bomboletta non priva il writer della componente selvaggia della propria opera? Certamente scendere a compromessi col sistema di cui parlavo, per alcuni writers rappresenta il tradimento dello spirito stesso di questa forma darte, che si basa sulla protesta e sul rischio connesso alla possibilit di essere sanzionati o denunciati. Molti per hanno cambiato idea negli ultimi anni e vedono la collaborazione con le istituzioni proficua e interessante. Io sono di questo stesso parere: accettare di decorare gli spazi squallidi per colorare lambiente urbano utile sia per abbellire lo spazio cittadino sia per far conoscere queste opere agli abitanti spesso contrari o critici, favorendone laccettazione. Qual la linea sottile che separa labbellimento dal deturpamento? Per me il rispetto per i monumenti e per le case private. Molti writers si sono dati una specie di codice per individuare quali superfici non considerare per la loro attivit. In particolare i monumenti storico-artistici. A tale proposito per ci sono critici darte, come Sgarbi, che sostengono che in fondo le opere presenti sul suolo pubblico sono di fatto esposte alla vita vera che scorre per le strade e quindi anche ai segni che i cittadini storici lasciano su di essi. Personalmente non credo che sia corretto lasciare campo libero a qualsiasi intervento, anche indiscriminato e discutibile a livello estetico. vero che tutto storia, il bello e il brutto, ma diventerebbe pericoloso, soprattutto nelle citt italiane ricche di testimonianze del passato, non regolamentare il fenomeno.

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L/ INCHIESTA
Storia di un giovane writer
Mi chiamo Claudio Pascolin, sono nato a Brescia nel 1990, vivo a Molinetto di Mazzano. La Comunicazione visiva ha sempre fatto parte della mia vita, anche se non so da dove sia nata in me la voglia di disegnare: ho iniziato da piccolo, perch mi faceva stare bene. Larte credo sia una passione verso qualsiasi cosa, che nasce senza scopi permettendo di concentrare quello che pensiamo e sentiamo in determinati momenti della vita, tramite qualsiasi strumento o parte del corpo; per quanto mi riguarda i migliori strumenti sono le mani. Appassionato dal lettering, mi sono quindi iscritto allIPC C. Golgi di Brescia, scegliendo il ramo della grafica pubblicitaria, dove ho scoperto anche la fotografia. Ho conosciuto diverse realt, compreso il writing, nel 2004, grazie a mio fratello maggiore, Andrea. Questo mondo mi ha sempre interessato, e mi sono costantemente tenuto informato: conoscere prima di fare un po il mio motto, che ripeto ai ragazzini pi piccoli, in cerca di consigli. Ho cominciato da solo, a casa, su pannelli di compensato. Poi alle superiori ho conosciuto Marcello (scomparso purtroppo nel 2011) con il quale ho iniziato a dipingere sui muri, partecipando ad eventi autorizzati e, parlando onestamente, anche ad azioni illegali: nellindole del writer. Con il tempo sono per incappato in diversi problemi che riguardavano lillegale, ho perci deciso di dedicarmi solo a lavori regolari. Ad oggi lavoro come grafico; dipingo per opere personali o su commissione e, quando capita, ad eventi organizzati. Nel 2009 mi sono diplomato con una tesina sul writing. Al capitolo Arte o degrado, analizzando un nutrito campione dintervistati, ho capito che lopinione pubblica spaccata, in merito. Ma confrontarsi, oggi, con il bombardamento mediatico di pubblicit e non, con le mille affissioni abusive, fa comunque riflettere sullestetica di ci che ci circonda. Forse, ci che porta

Claudio allopera.

Brescia - via Cipro, 58 - tel. 030.2452963 - www.montinimpresa.com giugno/luglio 12/DODICIMESI

Pulizie civili e industriali

a percepire insopportabile il writing lassenza di un intento dichiarato (non c un credo politico o unideologia comune nei writers che possa identificare il fenomeno come movimento di protesta), lincomprensione del messaggio e il fatto che i segni sul territorio sono incontrollabili dalle autorit. Tuttavia, considerare il writing arte una forzatura. Il writing essenzialmente la risposta alla tendenza della societ ad annullare il singolo, una reazione contro la comunicazione commerciale che si sviluppa in tutte le citt.

Il writing non potr mai essere arrestato, rinchiuso in una galleria, in un museo, in un libro; il writing l fuori, per le strade, nelle stazioni dei treni e della metropolitana. Continua a modificare laspetto urbano, e tutti i tentativi di eliminarlo non fanno altro che fomentare il fenomeno. Come dice Alessandro Mininno (autore del noto Graffiti Writing. Origini, significati, tecniche e protagonisti in Italia, Mondadori 2008, ndr), invece di cancellare le scritte, forse sarebbe opportuno iniziare a leggerle. http://www.claudiopascolin.it/

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L/ INCHIESTA
Il parere della Loggia: Disegni s, scarabocchi no
Da tempo, con un protocollo dintesa siglato dal Comune di Brescia, e in particolare dagli assessori Fabio Rolfi e Mario Labolani, e dallassociazione True Quality, lAmministrazione comunale si impegnata a concedere allassociazione lutilizzo di aree prestabilite, per decorarle con graffiti artistici, nellottica di una libera espressione artistica dei giovani bresciani e di una rivalorizzazione e riqualificazione di alcune zone della citt. Il Comune da tempo impegnato nel contrasto a graffiti irregolari, tags e imbrattamenti di varia natura, ritenuti dannosi per il decoro urbano e la percezione di sicurezza in alcuni quartieri cittadini. Con questo protocollo dintesa, inoltre, i ragazzi di True Quality (recentemente riconosciuta anche dal Ministero delle Politiche Giovanili, ed inserita nel circuito ACU, associazioni italiane di giovani creativi) si impegnano ad effettuare una campagna di sensibilizzazione verso i giovani writers con lobbiettivo di diffondere la cultura della legalit e del graffito di qualit in contrapposizione allatto vandalico. Dal sottopasso di viale Piave ai muri dellarena parco Castelli a Mompiano, sono dieci le aree concordate per la realizzazione delle opere artistiche, tutte pianificate dal tema allesecuzione in concerto tra Comune e associazione. Il concetto graffiti s, graffiti no, espresso allinizio del mio mandato racconta lassessore Labolani significa proprio questo: gli scarabocchi (le tags) sono una cosa, i disegni veri e propri unaltra. Oltre una decina di writers del primo tipo sono stati individuati e segnalati alla Procura, ma poi si studiato insieme il modo di collaborare. Cos nata True Quality. Ora anche i privati si avvalgono di questi ragazzi per abbellire i propri spazi. Per far s che non vengano sporcate le recinzioni, le cabine di A2A, le pensiline dei bus sarei anche favorevole a creare dei muri appositi nei parchi, a loro uso. Nel prossimo programma elettorale previsto il proseguimento di questa attivit (in scadenza per giugno 2013, ndr), perch il risultato estremamente positivo. Anzi, andrebbe amplificato! Esempio concreto della creativit e della valenza dei writers viene anche da artisti come Omar Hassan, espositore alla Biennale di Venezia, che ha decorato il muro di SantEufemia. Rivisto, migliorato e ampliato devessere, inoltre, laccordo con Aprica per la pulizia dei condomini: questo contratto collaborativo tra pubblico e privato permette, pagando una cifra ridotta, di tenere pulite le case dalle odiose tags, di fatto disincentivandole. Non siamo preoccupati per la nuova metropolitana: non verr presa dassalto, perch sono sicuro che nel mondo dei writers, eccetto i ragazzini, che usano molto i pennarelli, ci siano tanta intelligenza e rispetto.

L/ INCHIESTA
Intervista a Lodovico Minelli

DAI MURI ALLE CASE DASTA: QUANDO IL TRATTO SELVAGGIO SI FA ARTE


Bresciano, curatore indipendente, ideatore e realizzatore di progetti nei settori dellarte contemporanea e della comunicazione, nel 1999 ha fondato la prima associazione italiana relativa alla cultura dei graffiti. Street art e graffiti possono definirsi arte contemporanea? Graffiti e street art sono due fenomeni socio-culturali protagonisti degli spazi pubblici in tutto il mondo: i graffiti dagli anni 70, la street art dalla met dei 90. Fra tutti gli attivisti interpreti di questi fenomeni, alcuni si possono definire a vario titolo artisti e producono arte pi o meno influenzata da esperienze in strada. Non me ne voglia Francesco Bonami che, nel suo ultimo libro, scrive di Banksy non artista perch non dice e non fa nulla di nuovo: a mio parere, lartista inglese esprime il successo di Picasso, la ruffianaggine di Andy Warhol e lappeal di un vandalo romantico senza nome. Pu un fenomeno illegale conformarsi a circuiti darte tradizionali? I canoni estetici e commerciali contemporanei sono intrisi di influenze provenienti da graffiti e street art. Il segreto di tale successo insito nella loro prepotente e ostinata presenza negli ambienti della vita di tutti i giorni, pi che nella loro essenza estetica. Le insegne murali di inizi 900 a Buenos Aires, ad esempio, presentavano le stesse caratteristiche dei graffiti moderni e funzionavano ottimamente ben prima dei convogli dipinti della metropolitana newyorchese. Lidea di street art come moda propedeutica alla sua commercializzazione? Questo non la porterebbe, via via, a un totale esaurimento? La street art e i graffiti si manifestano in questi decenni anche come moda estetico-pubblicitaria. Non sar certo questo, tuttavia, a pregiudicarne il successo nel sistema arte o lo scollamento dal vivo sottobosco underground che li ha generati. I vandali e gli attivisti saranno sempre attivi, moda o non moda. Lo stesso sar per i veri artisti. Quelli che scompariranno saranno, per fortuna di tutti, i falsi artisti, i quali, approfittando della momentanea ignoranza nel campo di curatori, galleristi e collezionisti, hanno riesumato ridicole esperienze vissute nei graffiti improvvisandosi pittori. Quindi, con accortezza, si pu investire in questa branca dellarte? Con profitto? Conosco un collezionista che, acquistando un dipinto di Conor Harrington, artista post-graffiti irlandese, e rivendendolo pochi anni dopo, ha incassato oltre dieci volte il valore dellinvestimento. Non si tratta certo di truffa, moda o fortuna, ma di validit e seriet del percorso dellartista, di importanza dellopera, promozione, solidit e prestigio degli operatori che lo rappresentano. Comincio anche a riscontrare una presenza via via sempre pi diffusa di esperti, saggistica, strumenti per raccontare e valorizzare queste esperienze darte con seriet e competenza.

La facciata delloratorio San Filippo Neri di Ciliverghe, decorata da Claudio Pascolin.

Fine dellaerosol art, via ai graffiti digitali?


questa, in nuce, la scommessa proposta allultima edizione milanese de Salone del mobile. Gi bombolette e pennarelli, insomma, in alto i telefonini. La multinazionale tascabile italiana della luce, Linea Light Group, insieme a una community internazionale e una piattaforma hardware elettronica, ha presentato lo scorso aprile, con il social network Twitter, speciali installazioni a led predisposte per illuminare muri e luoghi. Gli smartphone prenderanno il posto delle bombolette spray e un messaggio inviato su Twitter ha raccontato a Il Sole 24 Ore online Andrea Zugno, del marketing dellazienda generer le combinazioni di colori desiderati che appariranno sulla parete di un palazzo, lungo la struttura di un ponte, ovunque uno spazio ispiri creativit espressiva. Idea geniale, scenografica. Mirata ad arricchire il panorama urbano sempre pi scialbo. Ma c da scommetterci: il design dista dalla strada quanto un hashtag da un pennello.

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/POST-IT

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Pelo e
di IMMANU
immanuel

NON SAPPIAMO NEANCHE SPENDERE


Sembra che non siamo riusciti a spendere il 60% dei fondi europei destinati allItalia, cio circa 30 miliardi di euro. Colpa di procedure complesse o di amministratori incapaci? Nel resto dEuropa i fondi comunitari li spendono, eccome, e i risultati si vedono. Perfino in Spagna, che ci sta portando via il nostro turismo.

IL BIGIO RESTA

EL

@dodicimesi.com

LAIB RITORNATA
Sembra proprio che lAssociazione degli industriali bresciani sia ritornata, con le mani forti di Marco Bonometti, il nuovo presidente eletto a furor di popolo, e cio grazie alla mobilitazione degli iscritti. Nellassegnazione dei nuovi incarichi di vertice, infatti, il reset di Marco Bonometti stato totale, a partire dai quattro vice presidenti. Ma sembra stia lavorando molto anche sulla struttura, per renderla adeguata alla sua visione, annunciata con chiarezza gi il giorno della sua elezione. Ci sono anche i primi fatti rilevanti, e sono significativi. Dopo una settimana dalla sua elezione, Bonometti non ha esitato a vergare una dichiarazione alla stampa sulla vicenda Leali, invitando ad evitare scelte autolesionistiche. Qualche settimana dopo la sua presa di posizione, forte, motivata e tempestiva, laccordo tra i sindacati e la nuova propriet stato firmato. Erano anni che questo non avveniva pi, e la speranza che lepisodio possa rappresentare il preludio di una nuova stagione, in cui AIB torni ad essere protagonista forte, seria, autorevole ed ascoltata. Ne hanno bisogno gli industriali, ma ne ha bisogno anche il territorio.

LE SCELTE CORAGGIOSE DEI SINDACATI

PERFINO IL LATTE, CHE VERGOGNA

Latte tossico, con aflatossine. Ancora il latte! Anni con le quote latte, che hanno accompagnato pi generazioni, con multe non pagate che basterebbero a finanziare labolizione dellIMU. Ma questa del latte tossico proprio no. Al nord, nel ricco Nord Est, una sofisticazione consapevole, pericolosa per la salute, per i bambini. Ne abbiamo sentite tante, negli anni, di storie di frodi in commercio, di sofisticazioni alimentari. Passi per le frodi, sulla cui repressioni, peral-

tro, non sembra sia mai stato usato il pugno di ferro. Ma sul latte stata passata la linea rossa, non si pu transigere. Se non esiste, si vari il reato di attentato alla salute pubblica, da perseguire con priorit, con carcere duro e sequestro dei beni. Se esiste, lo si rispolveri e lo si adegui. Chi attenta alla salute della gente deve sapere che lo Stato lo perseguir con immediatezza, come il tuono dopo il fulmine, e duramente. Altrimenti che stato , di Pulcinella?

Dopo dieci anni (lultima fu nel 2003, contro la finanziaria di Berlusconi) CGIL, CISL e UIL hanno manifestato unitariamente, chiedendo al governo scelte coraggiose. Bene, siamo tutti daccordo. Ma quali? I Sindacati, dal canto loro, quali scelte coraggiose sono disposti a compiere? Hanno la consapevolezza che la situazione tale per cui ci vorrebbe un vero e proprio piano Marshall? Nel quale tutti siano chiamati a dare, a rinunciare? Loro, i sindacati, a cosa sono disposti a rinunciare, nellambito di un progetto di rilancio dellItalia? Se le grandi imprese se ne vanno (lultimo annuncio della Indesit) cosa propongono i sindacati affinch siano indotte a restare? Il ruolo dei sindacati fuori discussione,

cos come sono fuori discussione i loro meriti, specie in periodi bui della nostra repubblica, ma devono comprendere che la crisi non pu essere gestita soltanto finanziando la Cassa Integrazione. Sono pronti, per esempio, a una robusta riforma della formazione professionale, nella quale i sindacati sono magna pars? Non c alcun dubbio: ci vogliono scelte coraggiose, vero. Ma da parte di tutti, anche dei sindacati. Che negli ultimi cinquantanni sono sempre stati al potere (come allINPS) o vicini ad esso, condizionandone le scelte e gli orientamenti, e che hanno delle precise responsabilit. Certo, ci vuole coraggio, ma da parte di tutti, altrimenti lappello resta una petizione di principio.

Speriamo che sia finita la farsa del Bigio. Pare che resti dov, ma limportante che non se ne parli pi, almeno per un bel po di tempo. Non per antipatia preconcetta, ma perch si avuta la spiacevole sensazione che il ritorno del Bigio fosse la versione moderna del panem et circenses dei romani al Colosseo. I bresciani lo hanno capito, e si sono anche seccati, per non dire di peggio, quando facevano i conti con strade dissestate, con servizi precari, con riduzioni delle risorse per le pubbliche utilit, perfino con il taglio dei trasporti dei portatori di handicap. Riposi in pace, il Bigio, e lavoriamo tutti per un futuro migliore, se possibile.

M5S: CONTINUANO LE ESPULSIONI


Quasi ogni giorno ce n una. Probabilmente rester solo Grillo. Non si pu neanche autosospendere. Non neanche parlamentare, lui.

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Contessi Communication

UNA BUONA EDUCAZIONE INIZIA A TAVOLA

... NON SI VIVE DI SOLO GIOCO

/SONDAGGIO

www.bsnews.it Trasferirsi allestero: la qualit della vita conta quanto il lavoro

L
NASCE IL PROSCIUTTO COTTO LEGGERO DI CENTRALE
A BASSO CONTENUTO DI GRASSI:
Il cotto leggero di Centrale contiene non pi del 3% di grassi

idea di trasferirsi allestero ai bresciani non piace. Se non come extrema ratio in caso di perdita del lavoro. A dirlo sono i lettori che hanno risposto allultimo sondaggio lanciato dal quotidiano online Bsnews.it sulle ragioni e le destinazioni di uneventuale fuga allestero. Chiaramente la molla principale per preparare le valige e lasciare tutto alle spalle lincertezza sul futuro economico dellItalia. Mentre la catena che trattiene i bresciani sono soprattutto i legami familiari e la scarsa conoscenza di altre lingue. Anche chi parte, comunque, non vuole andare molto lontano. Tra le mete pi ambite, infatti, ci sono due stati molto vicini: Svizzera e Germania (ma non la Francia), seguiti a ruota dai Paesi anglosassoni. Agli ultimi posti la Cina. Perch il criterio principale di scelta, oltre ovviamente al mercato del lavoro, la qualit della vita e dellambiente.

A RIDOTTO CONTENUTO DI SODIO:

Se perdessi il lavoro andresti a vivere/lavorare allestero?


Quattro bresciani su dieci non andrebbero allestero a nessuna condizione, o quasi. Mentre il 32 per cento, se perdesse il lavoro, non avrebbe problemi a preparare le valige e trasferirsi. Uno su quattro, invece, partirebbe solo in caso di estrema necessit.

Contiene in media il 40% in meno di sodio e dellequivalente sale presenti in un prosciutto cotto scelto*

Oltre il 70% del valore energetico apportato da proteine

ALTO CONTENUTO DI PROTEINE:


No. S. Solo in caso di estrema necessit.

SENZA GLUTINE E SENZA DERIVATI DEL LATTE


*(valore medio fonte Inran: 0,76g/100g)

www.centralelatte-brescia.it

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/SONDAGGIO
Se s, perch?
I motivi principali che spingono i bresciani a partire sono di prospettiva: lincertezza sul futuro dellItalia (47 per cento) e la necessit di garantire un futuro migliore ai propri figli (32 per cento). Solo in seconda battuta arriva la possibilit di trovare con pi facilit lavoro (12 per cento).

Incertezza sul futuro dellItalia. Garantire un futuro migliore ai miei figli.

Trovare con pi facilit lavoro. Non so.

Se no, perch?
A trattenere i bresciani a casa sono, quasi nella met dei casi, i legami familiari e le amicizie. Ma per un quarto dei lettori lostacolo principale la non conoscenza di altre
Legami familiari/amicizie. Non conoscenza della lingua.

lingue. Mentre l8 per cento parla semplicemente di pigrizia. Un 13 per cento, infine, spiega che non partir perch ha fiducia nel futuro dellItalia.
Non so.

Fiducia nel futuro dellItalia. Pigrizia.

LA QUALIT PRODUCE CRESCITA.


DA OLTRE 40 ANNI.

In quale Paese andresti a vivere/lavorare?


Le mete preferite degli italiani allestero sono quelle di sempre. Al primo posto (22 per cento) c la vicinissima Svizzera, seguita a ruota dalla Germania (18 per cento). Ma anche i Paesi anglosassoni restano una destinazione molto ambita. In ordine piacciono Usa e Canada (16 per cento), Australia (13
Svizzera. Germania. Usa e Canada. Australia. Brasile. Inghilterra.

per cento) e Inghilterra (9 per cento). Tra gli altri Stati europei il Nord Europa piace molto pi della Francia (5 per cento contro 1). Mentre i Brics non riscuotono molto successo: in Brasile andrebbe un bresciano su 10 e la Cina si piazza agli ultimi posti con il 6 per cento dei voti.
Cina. Nord Europa. Francia.

Con quale criterio sceglieresti lo Stato estero dove andare a vivere/lavorare?


Un po a sorpresa il primo criterio con cui i lettori dichiarano di scegliere leventuale meta per il trasferimento allestero la qualit della vita e dellambiente (30 per cento), fattore che precede addirittura lampiezza dellofferta del mercato del lavoro (27 per cento). Mentre la terza piazza del podio va alle libert
Qualit della vita e dellambiente. Offerta di lavoro pi ampia possibile. Libert personali e collettive. Presenza di comunit italiane forti. Lingua parlata. Clima. Prospettive economiche di lungo corso.

personali e collettive (12 per cento). Molto staccati tutti gli altri criteri. In ordine la presenza di comunit italiane forti (7 per cento), la lingua parlata (5 per cento), il clima (5 per cento), le prospettive economiche di lungo corso (per cento 5 per cento), la sicurezza (4 per cento), la situazione sociale non conflittuale (4 per cento).
Sicurezza. Situazione sociale non conflittuale. Altro.

www.fluidmEc.it

OLEODINAMICA | PNEUMATICA | AUTOMAZIONE


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/QUI E L
Mille Miglia 2013: il vincitore largentino Juan Tonconogy
Juan Tonconogy, con Guillermo Berisso, ha firmato il terzo successo argentino alla Mille Miglia (dopo Sielecki e Scalise), diventando, a 32 anni, il pi giovane vincitore della Mille Miglia. Al volante di una Bugatti T40 del 1927, ha lasciato dietro di s il mantovano Giordano Mozzi (secondo posto) e il siciliano Giovanni Moceri.

/QUI E L
Omaggio a Litte Tony, un grande artista italiano
Una brava persona Antonio Ciacci, in arte Little Tony. Lo incontrai nel 1994 negli studi Rai di Saxa Rubra a Roma in occasione di una trasmissione sui Beatles proposta da Uno Mattina, condotta allora da Maria Teresa Ruta, e nella quale ero stato coinvolto con tanti appassionati romani. Cera anche Little Tony! Abbiamo suonato insieme e cantato davanti alle memorabilia beatlesiane che avevamo portato da Brescia. Durante la trasmissione, a nome dellassociazione, gli ho dato la nostra tessera di B.D.I.A numero 371. Lo incontrai altre volte in diverse occasioni beatlesiane e tutti lo ricorderemo per la sua semplicit e il suo grande talento. Rolando Giambelli

QUI & l
IL MAESTRO PAPPANO AL TEATRO GRANDE CON LORCHESTRA DI SANTA CECILIA
Lapplauditissimo concerto dellorchestra di Santa Cecilia diretta dallitalo-inglese Antonio Pappano ha proposto un programma variegato. Nellesordio un omaggio allItalia, con In the South di Edward Elgar, che allinizio del Novecento trascorreva le sue vacanze ad Alassio. Poi il Poema dellamore e del mare op. 19 che Ernest Chausson dedic a Duparc, cantato dalla bella voce di Sonia Ganassi. Memorabile lesecuzione della sinfonia n. 6 Patetica di Ciajkovskij, amatissima dal grande pubblico. Come bis finale, uno strepitoso Nimroddi Edward Elgar da Enigma variatons. Lunghissimi gli applausi per il grande direttore e per i suoi orchestrali.

Brescia accoglie larrivo del Giro dItalia e il campione Nibali


La nostra citt, che per la prima volta nella storia ha accolto questanno larrivo del Giro dItalia, ha abbracciato con grande entusiasmo e una giornata di sole, dopo tre settimane di maltempo, i corridori e in particolare Vincenzo Nibali, assoluto dominatore e leader vero, come ha dimostrato, il giorno precedente larrivo, vincendo nella bufera sulle Tre Cime di Lavaredo. Il campione siciliano ha conquistato la Maglia Rosa dopo lottava tappa e non lha pi lasciata fino allultima, la 21, con larrivo e la premiazione finale in Piazza Loggia, domenica 26 maggio.

a cura di ROLANDO

GIAMBELLI

IL TEATRO SANTA CHIARA COMPIE CINQUANTANNI


Per ricordare i 50 anni dallinaugurazione del teatro Santa Chiara, il Comune di Brescia ha organizzato, il 4 giugno allinterno del teatro, una serata dal titolo 1963-2013. I cinquantanni dun Teatro. Ovvero il luogo dellinfinito che negli uomini. Nel corso della serata, stata proposta una lettura interpretata di brani da I giganti della montagna di Luigi Pirandello, spettacolo per la regia di Mina Mezzadri, che inaugur il teatro, il 4 giugno 1963. La serata stata ideata per ricordare alla cittadinanza limportanza storica e il contributo in cultura dato, dai protagonisti della Compagnia della Loggetta prima e dal Centro Teatrale Bresciano poi, al teatro a Brescia.

Nuovo Club Rotary Veronica Gambara


Il 31 maggio, a Villa Fenaroli di Rezzato, nato un nuovo Club Rotary. il 18 Club bresciano, ma il primo in Italia, secondo in Europa e terzo al mondo, a costituzione iniziale esclusivamente femminile. Il nuovo Club intitolato a una bresciana che stata un personaggio di spicco nellepoca in cui vissuta: la poetessa Veronica Gambara di Pralboino (14851550), Contessa di Correggio, piccolo feudo che, rimasta vedova in giovane et, ha guidato con saggezza ed umanit per oltre 30 anni. I Rotary bresciani si sono sempre distinti per la generosit, offrendo aiuto alle strutture che si occupano di persone in condizioni di disagio, e finanziando iniziative in campo medico, borse di studio a sostegno dei giovani meritevoli e molto altro.

PREMIO PER LE ARTI PETRONI: VINCE LA COMPAGNIA INSTABILE INBALA


La compagnia vincitrice della IV edizione del Premio per le arti in memoria di Lidia Anita Petroni 2013, tenutosi presso Teatro Inverso/Residenza Idra, stata scelta tra le 9 compagnie partecipanti nella sezione artie performativa. Lo studio vincitore, Tre uomini a Zonzo, stato selezionato per il 25% dal numerosissimo pubblico presente in sala durante le serate dell 11-18-25 maggio, per il 15% dalle votazioni online (youtube, facebook) e per il 60% da una giuria desperti). I vincitori avranno a disposizione un periodo di residenza presso Residenza Idra e un sostegno alla produzione di 2.000 euro grazie, anche, al contributo del Centro Teatrale Bresciano che verser met della quota.

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/TEmPO lIBERO

DESKOMUSIC
30 ANNI DOPO

e valeva la pena? Mah, probabilmente s: in fondo, celebrare Deskomusic a trentanni dalla prima edizione stata unidea meritoria, e ha solleticato i ricordi e la nostalgia di chi sei lustri fa era (ancora) giovane, o giovanissimo. Ci siamo divertiti, a mettere in piedi questa edizione del trentennale? Mah, probabilmente no. In effetti, quando pi di due anni fa Paolo Salvarani ha cominciato a sfiancarmi con la sua insistenza (meritoria) per convincermi a rimettere insieme la squadra degli organizzatori del primo Desko noi due, Maurizio Matteotti e Cesare Bertoli quello che pi mi piaceva del progetto era proprio lidea di ricreare uniniziativa che, nel suo piccolo, ha cambiato la vita di molte persone. Quello che non sospettavo, che ho sco-

perto strada facendo, e che decine di volte, in questi due anni, mi ha fatto pensare di gettare la spugna, che trentanni fa era stato tutto molto pi semplice. Eppure ci eravamo dovuti inventare tutto da zero, eppure avevamo dovuto navigare a vista per superare ostacoli e imprevisti, eppure la fatica e limpegno erano stati pesanti e per nulla remunerati, se non dalla soddisfazione di vedere per molti sabati consecutivi il Teatro della Pace gremito di ragazzini entusiasti a fare il tifo per il gruppo della loro scuola. Stavolta, invece, mi parso tutto pi complicato. Anche se non sono stato io a caricarmi delle fatiche maggiori: il Cireneo che si caricato il peso sulle spalle stato Paolo Salvarani. toccato a lui cercare di convincere gli interlocutori ufficiali della bont dellidea, peregrinare fra un ufficio pubblico e un altro, sentirsi chiudere

tante porte in faccia e dover accettare di buon grado lottusit di troppi funzionari. toccato a lui combattere le farraginosit di una burocrazia stolida, i formalismi puntigliosi di regolamenti e normative pensati per demotivare e non per facilitare, e vedere che altri meno meritevoli, assai meno benintenzionati ottenevano aiuti e facilitazioni mentre a lui, a noi, veniva risposto regolarmente di no (se e quando qualcuno si degnava di risponderci). Alla fine, fatte salve alcune persone gentili e generose, questa edizione del trentennale di Deskomusic stata portata a termine. Una ragione di pi per andarne fieri, certo; ma anche un motivo di pi per dire mai pi. Perseverare sarebbe diabolico. In una citt spenta e irriconoscente, almeno. Franco Zanetti

1 classificato e premio speciale del pubblico


THE CROWSROADS (liceo ARNALDO) Andrea e Matteo Corvaglia

2 classificato

OVERSKIN (liceo GAMBARA) Andrea Butturini (voce), Simone Gnali (batteria), Alessandro Iemmelo (chitarra), Federico Bianchetti (basso e tastiere)

3 classificato

ENDRIGO (liceo LEONARDO) Gabriele Tura (voce e chitarra), Matteo Tura (basso), Simone Arrighi (chitarra), Ludovico Gandellini (batteria)

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LA/RUBRICA

GENTILE FARMACISTA...
di Francesco Rastrelli
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

Manda la tua domanda a: francesco.rastrelli@dodicimesi.com

IL FARMACISTARISPONDE

D// Gentile Farmacista, larrivo della primavera porta con s anche le allergie da polline. Come possiamo contrastare i fastidi che ne derivano? Elena R// Cara Elena, attualmente sono disponibili due tipi di terapia, che agiscono a livelli diversi, ma comunque entrambi validi ed efficaci. La prima quella che prevede la somministrazione di farmaci su prescrizione medica fra cui quelli attualmente pi utilizzati sono gli antistaminici orali di ultima generazione, i cortisonici nasali e bronchiali, i broncodilatatori inalatori a breve e a lunga durata dazione e gli antistaminici ad uso locale oculare; altri farmaci molto validi nella cura delle allergie primaverili sono gli antileucotrienici a somministrazione orale, principalmente utilizzati in caso di presenza contemporanea di sintomi bronchiali e nasali. Laltra possibilit terapeutica limmunoterapia desensibilizzante specifica, correntemente e impropriamente nota come vaccino, presente nel panorama allergologico ormai da molti anni e resa sempre pi valida e sicura. D// Da un po di tempo soffro di emicrania. Potrebbe darmi qualche consiglio utile a riguardo? Grazie. Marta R// Cara Marta, lemicrania una patologia cronica molto comune che lOrganizzazione Mondiale della Sanit colloca al 7 posto tra tutte le malattie che provocano disabilit. Ecco di seguito alcuni consigli utili per chi

soffre di emicrania: assumere precocemente il farmaco prescritto per lepisodio acuto; registrare su un diario quanti sono i giorni di emicrania al mese e i farmaci usati; verificare da uno specialista la diagnosi se si presentano gli attacchi di emicrania almeno tre giorni al mese; iniziare una terapia di prevenzione utilizzando anche prodotti naturali e/o nutraceutici su consiglio del farmacista, se si superano i tre giorni al mese; evitare la cronicizzazione attraverso terapie innovative sempre su ricetta medica a basso impatto di effetti collaterali. D// Ultimamente mi sento molto stanco e spossato. Lavoro in ospedale e mi sento continuamente sotto pressione, avendo come conseguenza sbalzi dumore frequenti. Cosa mi consiglia per sentirmi meglio? Giacomo R// Caro Giacomo quella che tu mi hai appena descritto definita come Sindrome di Burnout, una condizione di stress cronico. Innanzitutto potrebbe essere utile il supporto di un terapeuta; inoltre si consiglia lassunzione di preparati fitoterapici che contribuiscono a ristabilire lequilibrio in modo naturale e fisiologico e sono ben tollerati. Ad esempio integratori alimentari a base di estratti di Iperico, Passiflora e Valeriana contribuiscono a riportare stabilit del tono dellumore, rinforzare la sicurezza in se stessi e conferire equilibrio interiore.

YOGA: UN RIM

SALUTE

Uno dei motivi pi comuni per cui gli occidentali si avvicinano alla pr atica dello yoga quello di cerca equilibrio psico-fis re un ico che viene sp esso comprome da una vita stres sso sante. Lo stress un a reazione di adattamento ch e il nostro organis mo mette in atto seguito a un camb in iamento fisico o psichico. La reaz stress per defin ione di izione un proces so automatico, affi ci avvenga di nch fondamentale im portanza coltivare buon equilibrio un sia mentale che emotivo. Le prat rappresentano un iche yoga ottimo trattame nt o per lo stress e le patologie ad per esso correlate, co me lipertension diabete, lasma e, il e lobesit.

EDIO ALLO STRE

SS

PILLOLE DI

infatti nutrizionistiche, indubbie qualit senziali es si as gr idi La frutta secca ha ac , minerali, vitamine go oli nti propri e me ri ele ve i ricca di ti alimenti de considerare ques di tto sse ria al e fibre che fanno ire ibu che possono contr di scientifici stu lti integratori naturali Mo . lico bo ibrio fisiometa ti condizioni di squil di salute, immedia i aspetti in termine fic ne to be an i qu o an to rm rat confe nsumo prot nel tempo per co idemie, quando proiettati metabolismi, dislip dis i, lar co as rdiov ca e tti ala no (m co to ocula e che ricondu zione, neoplasie) questi obesit, infiamma diterranea in cui me ta die di o ett nc co al te en am dirett o a pieno titolo. prodotti rientran

I BENEFICI DELL

A FRUTTA SECC

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