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Sog ed ragas

Dal volti, a guarderi tot quater chi soghen insm chis pasen i sog lun cun cleter e i van damor e dacordi am vin da pinser chi peren angei seins eli mo plasme las. Purtrop an pasa mi dimondi che pluff lincant al svanes e i cumincen a quistiuner perch cun tot i matunsein, al machinini, al bamboli e quanteter che la ca la scopia ed barachin ag serov a tot quater al stess pcunsein e an ghe manera ed cambier diresioun: i sbraien cume fure da un namunsein! Mo pusebil che cun tant giabanein, che pi ed la mete ins ricorden gnan daveri, lispirasioun dal mumeint la casca per tot insma a col? E pinser che dache in dre, mo mia po ed tant, ag neven da cunter insema ai di ed na man e ag la caveven a divertires lists! Forse perch in du an riveva mia i sog in s ag riveva la fantasia di puvrt chi feven al bamboli con i scartoc dal furmintoun e ai vistiven cun i artai di visti dla mama. I puvret per ster al pas cun chi eter i feven lo skeitbord cun nasa e quater cuscinet frost e lerc dindian cun un sproc ed sales e la corda da bali. I feven finta deser al mer quand i curiven along i sorc mentri dacqueven. Deh, ragas, iv sinti che difereinsa? E bade bein ch an n mia pase un secol da quand me e voster peder, can som mia di matusa, a feven i caretein cun la lateina dal sardeini, fil dfer e turac. Basta bein can pinsedi che nueter ans divertiven mia! Ansi, av dir depi,a ieren pi cunteint dueter, e la noia an saiven gnan in du la steva ed ca! Adesa, a ueter, iv fan fer la festa del riciclaggio: mo can pinsedi mia daverla inventeda in dal domela! La parola l moderna, la profoma dartificel, mo, da che mond e mond, l semper esistida, sol clan era mia na festa mo narte quotidiana, larte dal rangeres e fer cun col ca gh, druer l'inventiva e l'insegn per ster alegher!

Traduzione: Giochi

di bambini

A volte, a guardarli tutti e quattro che giocano insieme che si passano i giochi lun con laltro e vanno damore e daccordo mi vien da pensare che sembrano angeli senza ali ma plasmati lass. Purtroppo no passa molto tempo che plufflincanto svanisce e iniziano a litigare perch con tutti i mattoncini, le macchinine, le bambole e quantaltro che la casa scoppia per le cianfrusaglie a tutti e tre serve lo stesso pezzettino e non c modo di cambiare direzione: urlano come punti da unape! Ma possibile che con tanti giochini, che pi della met nemmeno si ricordano di averli lispirazione del momento cada per tutti sullo stesso oggetto? E pensare che un tempo, ma non poi tanto lontano, ne avevamo (un numero) da contare sulle dita di una mano e riuscivamo a divertirsi lo stesso! Forse perch dove non arrivavano i giochi in se stessi ci arrivava la fantasia dei (bambini) poveri che creavano le bambole dal cartoccio del granoturco e le vestivano coi ritagli dei vestiti della mamma. I poveri per stare al passo con gli altri costruivano lo skate-board con unasse e quattro cuscinetti e larco degli indiani con un ramo di salice e la corda delle balle (di fieno). Facevano finta di essere al mare quando correvano lungo i fossi mentre si innaffiava. Allora, ragazzi, avete sentito la differenza? E badate bene che no mica passato un secolo da quando io e vostro padre, che non siamo poi cos vecchi, facevamo i carrettini con la lattina delle sardine, fil di ferro e tappo di sughero. Badate di non pensare che noi non ci divertissimo! Anzi, vi dir di pi, eravamo pi contenti di voi, e la noia non sapevamo nemmeno dove abitava. Adesso, a voi, fanno fare la festa del riciclaggio: ma non pensate daverla inventata voi nel duemila! La parola e moderna, profuma di artificiale, ma da che mondo mondo, sempre esistita, solo che non era una festa ma unarte quotidiana, larte di arrangiarsi e accontentarsi di quello che c, Usare l'inventiva e ingegno per stare allegri.