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r \ nchc qucst ( )volunr c, c( ) siconlc i pr ececlcnti clcclicati tt, I norrti propri tlel/'Onbro, I ttottti tttrttuni dcll'Aniuru e I ttoltt tlt'/lo

I'rt.r.rtrntuziont', si avvalc di ilna vast issim acollabor azionc int cr disciplinar c, alkl scopo ( li ot t encr e un clizionar io nr inim o di "im nr agini" che livisit ino c at t Lr alizzino il concct t o junglr ir r not li Sincr onicit i. .fung ideir un nuo\'o principio clie affianca c conrpleta quclli gii esistenti di tcmlx). s;razioc causrrlita. Lo de6ni sincroniciti c, sokr pcr farc qualche cseml) i( ) . lr r t gli evcr r t i sincr onist ici( 'olnpr cse: ir r t r r izior t i. lit nt asic, r isior r i. 1'r r ecognizioni. sogni ver idici, pr r olezie ecc. La def inizione si basa sullir cont em poraneitii psiccllogica chc caratterizza qucst o f cnonr eno;giacchesc si t r at t asse solanr cnt c di cont er npor aneit a lisica sar ebber o st at i suf f icicnt i vocaboli gi) in r r sr 'r . cont e'sir t cr oniar 'tsir r cr t lnisnr o.

I n t o 1 l c t t i n rt

lirto Ji Sirio lirnrmirsoli

StefanoBaratta

nomi della Sincronicit)

Tutti sappiamo che i numeri naturalinon sonodellemere convenzioni. Il solocontarli: 1... 2... ) ... 4..., ne rivelauna propria entiti dotata di qualiti intrinsecheimprevistee imprevedibili, comunque fondamentalinel comprenderee dipanare trama e ordito del mondo naturale.Per rendersene conto bastapensare primi, alladistribuzione dei numeri coi loro collegamenti ai numeri immaginari. - nel suo carteggio con WolfgangPauli Jung scrisse - che il minimo comun denominatore di fisicae psicologia d costituito dall'anticadynamisspiritualedei numeri.Ma, se cosi i: qual d la loro naturae perch6i numeri naturafi"funzionano"? A(lice)e B(ob) posseggono in comuneuna coppiadi particelle che si trovano in uno stato detto "entarcgled" o intrecciato. Possono due fotoni, di cui uno polarizzato essere in direzioneorizzontalee l'altro in posizione verticale, ma non si sa qualedei due sia polarizzatoorizzontalmente o verticalmente.Si sa per6 che, se si registrauno dei due fotoni e si trova che ha polarizzazione orizzontale, alioraI'altro risulteri averepolarizzazione verticale. Come mai, pur trovandosi a disLanza, i due fotoni sono "entangled" o intrecciatiin manierainestricabile, con un legame chenon ha analogo nell'evidenza quotidiana? Di seguitoriporto il commentodi Lorenzo Brutti (vedi il suo Sogno) - un antropologoche E vissutoper cinqueanni col popolo oksapmin- riguardanteun evento accadutogliin quel periodo. .,[...] Talesognofu per me ancheun'espeienza "iniziatica"nel

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StefanoBaratttt

Prefazione.I nomi della Sincroniciti

sensoche, in una societadel segretocome quella oksapmin, dove soltanto gli uomini iniziati erano al corrente del significato arcano del mio sogno, il fatto che io - bianco ignaro dei segreti iniziatici - mi trovassia conoscereinconsciamente un codice culturale senza che nessuno me l'avesse svelato e per di piir ad averlo appreso attraverso un sogno, mi conferi subito un'altra dimensione agli occhi dei miei informatori che da quel giorno presero a considerarmi come uno di loro.>> Capita a tutti di sognare qualcosa che il giorno dopo si verifica, almeno fino a un certo punto. Sciocco sarebbe cercarne una spiegazionerazionale. Infatti il sogno non certo ia causadell'evento,ma le due cose sono sicuramenteleqate fra di loro: come? Quando due persone si incrociano senzaaspettarselo e solo un attino prima si erano impror,r,,isamente ricordati I'uno dell'altro, quando un sogno incredibilmente corrisponde a cid che da li a poco ci accadri, quando veramentecapiamo chi ci d vicino, quando ci sembra di aver conosciuto e amato una persona da sempre, anche se in realt) I'abbiamo appena conosciuta, la cosa awiene nel modo delf incontro. Non c'd un perch6, ma I'incontro stesso,la sua reciprocita, diventano I'unica possibile cifra di quell'infinitesimale eppur irripetibile momento della nostra vita. Anche la nascita e lo sviluppo della vita sulla Terra sono dovuti, per la scienza, a un incontro di questo genere. Una cometa ha incontrato il pianeta. Alffe volte era successo.Forse altre volte accadr) di nuovo. Perch6? Perch6 proprio quella cometa, in quel momento, ha incontrato la Terra? <<Quando Tomds tornd a Praga da Zurigo, fu preso da una sensazione di malessere al pensiero che il suo incontro con Tercsa fosse stato determinato da sei improbabili coincidenzerr. (,osi ci racconta Milan Kundera, commentando una situazionecli trrrbrrmento del protagonista, in una pagina esemplare,Jel,'insrtrtutihtlt' leggerezza dell'essere,in cui si sofferma ad analizzarcI'cct.ezionir[ta di ogni storia d'amore. Ma non E invece gilrsto il c(]ntr.irr-i()/ Non d un awenimento tanto pii significativoc pri'u,ik.giirlo clrrirrrri piir casi fortuiti intervengono a determinarlo/

alla fisica astronomiMa torniamo alla fisica.Pii precisamente ca. Li dove la materia, precipitando a velociti superiore di quella della luce, riduce e concentra la propria massa fino al fondo del buco nero, lo supera e si espandein un nuovo bang. E Ia nascita del buco bianco, in cui il tempo si conta non pii dal passatoal futuro, ma dal futuro al passato. E forse il tempo dell'eterno presente?Come mai questi fenomeni della fisica atomica e subatomica richiedono una conos cenza asftatta, fantasiosa,non relata alla nostra esperienza diretta? Come mai per awicinarci ad essi non sono sufficienti la profonditi e I'astuzia della fisica einsteiniana? perch6 - almeno in parte - dobbiamo ricorrere all'arte, alla visione e alla conoscenza Poetica? Nel cercare di rispondere a questi interrogativi io e Flavio - abbiamo affidato Ermini - curatori dei Quaderni di Conuergenze provenienti dai a studiosi volume quarto questo la rcalizzazionedi alla scienza, dall'arte mistica, fisica alla dalla vari campi del sapere, allo scopo di costume.'., clallapsicoanalisialla critica letteraria e sul concetto fondati di ottenere una raccolta di brevi saggi,tutti junghiano di "sincronicit)", che in qualche modo fornisce delle poriibih risposte, magari patziali, nra che rappresentano lo stimoio p.. .rnu nuova, continua e approfondita ricerca nel campo'
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In Mysterium Crniunctionzs, pubbiicato nei 1955' dopo aver affermato che Mercurio d materia e spirito, Jung inquadrd un concetto destinato negli anni a divenire una topica della psicologia simanalitica:il 56, come provano le sue numerosemanifestazioni boliche, cinge in un comune abbraccio sia la sfera corporea che quella psichica. Bisognerd aspettare molti anni. Pii precisamente lVolfgang li tggi. Quando, in occasione della pubblicazione di (1992), ci si Pauli und C.G. Jung - Ein Briefwecbsel,1932'1958 alcheper il matrimonio dell'autore I'interesse di come accorgerd per mico di psiche, materia e spirito, sia crescitttocostarltemente di rapporto stretto allo gtazie parte proprio molti luitri e - in con anni per mohi intrattenuto scambio umano e culturale

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Stefano Baratta Wolfgang Pauli - abbia aperto un nuovo e interessantecampo di ricerca. Si tratta della Sincroniciti. Peraltro il rapporto tra il padre della psicoanalisi e il noto fisico portd giovamento anche a quest'ultimo che - e non fu I'unico effetto - solo dopo aver incontrato Jung e iniziato a interpretare i propri sogni vide crescere in s6 l'attenzione per I'intricata relazione che lega la fisica dei quanti alla psiche. Questo strano mix tra vita onirica, vita atomica e vita fisica cambid drammaticamente tanto lavita dello scienziato, a cui i attribuita la scoperta di una delle pietre miliari nella fisica atomica: "The Pauli Exclusion Principle", quanto quella dello psicologo che qui trovd i vocaboli necessariper descrivere il sottile eppur tangibile rapporto che accomuna physis e psiche. David Lindorff - autore di Pauli and ]ung - The meeting of two great minds (2004) - con molta sensibilitd e finezza intellettuale, individua nelle teorie di Keplero quel corpus teorico inizialema germinativo che poi permettera ai due di riconoscere agli stessi principi dinamici la responsabiliti di governare natura, psiche e spirito. Di fatto, tra gli scritti del noto astronomo, scopriamo che definisce archetipi quelle immagini primarie che l'anima pud percepire con l'aiuto di una capaciti istintiva innata. Questo ponte che collega le immagini primordiali con gli archetipi ci introduce alla moderna psicologia analitica, diventando uno strumento di indagine dotato di grande capacitd e specificiti nel promuovere una conoscenzaempatica ed emotiva, li dove assumeil nome e assurgeal titolo di istinto delI'immaginazione. Lindorff annota nelle sue pagine che cosi come nella fisica dei quanti l'atto di osservareuna particella sub-atomica inevitabilmente condiziona il suo comportamento, tanto da renderne impossibile una simultanea conoscenzadella sua posizione e del suo momento (Heisenberg's Uncertainty Principle). anche nell'indagine psicologica la presenza dell'osservatorecondiziona il processo sotto osservazione.Nei colloqui con Pauli, Jung vcnne certamente a conoscenzadi questa nuova prospettiva e probabilmente non pot6 che pensare, per analogia, che lo stesso rl<tvcsse accadereanche nell'inconscio:l'Io doveva dunquc intcragirc cor-r cid che osservava.Anche nei sogni. Da questa c()nsill)cv()lczza crebbe il suo interesseper gli eventi sincronici, chc, l,, por.rt)a coniare il termine "psicoide" per designare1l tr,trt ,!',tti,,tt tr.rr fisi-

Sincronicitd I nomidella Prefazione. ca atomica e archetitpi e chiamd "fartore psicoide" un aspetto duranteuna sincroche si enetgizza dell'archetipo, quasi-psichico in a pp. 100-101, Nel carteggio, psichee materia. ni.ita. collega <<Sono convinto a Pauli: una letteradel marzo I95), Jung scrisse Gli archetipi, che essa(la psiche)sia in parte di natura materiale. Platonico)da un lato, purtuttasono Idee (in senso per esempio, fisiologicoi processi connessi uiu dull'uli.o lato sonodirettamente di circoci; e nel casodella sincroniciti essi sono organizzatori una caratcome poter considerati essere da psichiche, tanto stanze (come di significaimbeve la che I'aspetto Materia teristicadella psi<<... to)>.E - in unaletteradel maggio1953(p. Ill) - precisa: neucomuni, principi ordinatori che e materiasono governatida Da questadata in poi ogni non accertabilil>. trali, di per se stessi sianellarelateofico junghiano, nelcorpus speculazione successiva zionetra prich. e materiache negli studi sullasincroniciti, dovrh tener conto di quanto affermatoin questelettere.

qui e ora,con il tempoe lo spad impossibile Vistele premesse, seppur compendiato esauriente, un tracciare zio a disposizione, quindi solo Riporterd quadro sul fenomeno della sincronicit). modo si qualche quindi in Da me sceltiaicuniparticolariaspetti. pir) esauarbitraria- perch6sembrano trattera di un'operazione o aprono nuovefrontiere. rienti di altri o pii interessanti e completaquelli principio che si affianca nuovo un ided Jung gi) esisientidi tempo, spazioe causalit).Lo defini "sincroniciti" tra gli eventisincronisticicome, solo per fare qualcheesempio, precognizioni,sogni veridici, visioni, fantasie, prese:intuizioni, psicola contemporaneit) sottolinea profezieetc... La definizione si trattasse giacch6 se fenomeno; questo iogica che catatterizza ,olr-.nt. di contemporaneiti fisica sarebberostati sufficienti vocaboligii in uso, comesincroniao sincronismo. Dopo aver coniato il termine "sincroniciti", Jung vi diede b) una situazioa) un principio di nessiacausali; diversisignificati: causane in cui due eventinon stannotra di loro in una relazione

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Stt'fano Baratta ma tuttavia significativa; c) una situazionein cui due eventi, coincjdenti nello spazio e nel tempo, sembrano collegati da un nesso diverso e piu significativo. <<Il concetto non spiega niente>>scrisse Jung in Sincroniciti come principtlodi nessiacttusali.<si limita a formulare il verificarsi di coincidenze significative che in sd sono certo dei casi, ma che posseggonoun talgrado di improbabilit) da doversi supporre che essi si b_asino su un principio o su una proprieti dell,oggetto empi_ rico.>> apre la strada a due ipotesi: o la psiQuesta considerazione che non d localizzabile nello spazio o lo spazio d psichicamente relativo e lo stessodeve anche valere per la determinazione temporale della psiche o per il tempo. E ovwio che un postulato di que_ sto genere avri conseguenzedi amplissima porrara. Rimanendo sempre al testo sopra citato, sincroniciti ccvneDrincipio di nessi ac(tusali,I'autore dettaglid il concetto con una formulazione piir precisa e circosranziaia delle tre possibiritaprima abbozzate, cosi descrivendole: <1) Coincidenza di uno statt psi_ chico dell'ossefvatore con un evento esterno contemporaneo e obiettivo che corrisponde allo stato o contenuto psichico [...J, dove tra stato psichico ed evento esreriore non i visiLile alcun raoporto di causaliti e, tenendo conto della relativizzazioneosichica di spazio e tempo che prima abbiamo messo in chiaro. iale .ap_ porto non d neppure pensabile.2) Coincidenza di uno ,tuto pri_ chico con un evento esterno (pii o meno contemporaneo)coirispondente, il quale perd si svolge al di fuori della sfera di percezione dell'osservatore, e quindi distanziato ncllo spazio. . p.,o essere verificato soltanto successivamente [...]. l)Coincidenza cll uno stato psichico con un evento corrispondente,non ancora esistente,futuro, quindi distante nel tempo, il quale a sua volta pud essereverificato solo a posteriori>>. Ma nessuno dei numerosi tentativi di dimostrarc la variclit) scientificadella teoria sulla sincronicit) ha mai porrar()a risr-rltati apprezzal>Ll| cid nonostante moltissime personc si s.n. inrbattuie in esperienze sincronicheinequivocabili,sott. firr.nrit rli coincidenze significativeo nello scoprire una str'rccie rli rcrrrlcnza,un corso' un fluire della propria vita, costellat. rlir c,r,t'rrirli qLresto t ipo.

Prefazir,tne. I nctmidellaSincroniciti Anche se il padre della psicologia analitica applicd la teoria della sincronicit) a un'ampia gamma di ienomeni, che forse sarebbe pir) opportuno definire come parapsicologici, come ad esempio quando cerc6 di dimostrare tale principio verificando se vi fosseo nreno una corrispondenzastatisticamente significativa tra segno zodiacalee scelta del coniuge, a mio awiso il concetto non andrebbe accostato a tali esperienze. Meglio sarebbe inserido in una visione del mondo strutturata sul modello dell'armonia prestabilita di Leibniz o sul modello schopenhaueriano della ..simultaneit) di termini non connessicasualmenter>. D'altronde si trovano espliciti riferimenti in questo senso, scritti da Jung nel volume sopra citato, che lo awicinano ad altri modelli interpretativi, dove il significato degli eventi d cercato, oltre che nei rapporti causali, anche nei rapporti sffutturali: strutturalismo che sottende a una forma di armonia esperienzialetra gli eventi e la nostra capaciti di comprenderli. La ricerca sulla sincroniciti spinseJung a tre principali considerazioni: a) a proposito di opposti, che per l'autore sono l'indispensabile e ineliminabileprecondizionedi ogni vita psichica,non si pud parlare di reaiti, ma di illusione;b) materia e spirito continuano a mescolarsi l'uno nell'altro come una realti condivisa (d'altra parte nella teoria junghiana la concezione del 56 d qualcosa che si ar,'vicinaall'espressionedell'archetipo universale dello spirito e Jung riconosce che le mete spirituali devono prendere corpo per essere realizzate); c) I'idea dell'znus mundus - concezione prenewtoniana secondo cui ogni strato dell'esistenza d intimamente legato a tutti gli altri strati, piuttosto che in relazione con un piano trascendente o sopraordinatoche coordina le parti separate- non d pir) un'astrusa teoria ma diventa un principio metafisico. La sincroniciti e\uno dei n-rodiche hanno gli archetipi per rendersi manifesti. In essa questi ultimi rappresentano se stessi. Abbiamo qui a che fare con un ordine significativo che gradualmente si svela e porta alla luce le sfaccettature di uno stessocontenuto archetipico,barlume, sentore,traccia,profumo, intuizione, riflesso dell'archetipo, che - si sa - di per s6 ,i inconoscibile. Quindi - tenendo presente la tendenza propria agli archetipi di dare origine a una serie plurima e parallela di eventi - il comanife-

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Stefano Baratta

starsi e il susseguirsidei fatti tipico degli accadimenti sincronistici deve essereconsiderato come una manifestazione multipla dell'archetipo, che in essi rivela, e gli stessiimbeve, di significato. Quando ci imbattiamo in questi fenomeni, spesso ci troviamo di fronte alla numinosit), la potenza, la grandezza,la capacit) di sorprendere e meravigliare tipica delle manifestazioni archetipiche. La nostra ragione in maniera grossolana e sorprendente si ribella di fronte all'idea di dover riconoscere l'esistenza dei fenomeni sincronistici. Anche chi non E prevenuto ha molta difficolti nel riconoscere all'archetipo ordinatore la capacit) di trascendere la coscienza.Il che vorrebbe dire concepire lo spirito e la materia in modo unitario. La difficolti sopra accennata prende le mosse proprio da questo fattore. In altre parole, tornando a un concetto gii citato, non d facile accettare la natura non puramente psichica, ma psicoide, dell'archetipo.

Enrico Castelli Gattinara

Autds

Autbs dDTdq Stesso tempo, come gli orologi dell'esperimento mentale del treno nella riflessione bergsoniana su Einstein, che perd si pone sul piano della simultaneiti. Ma anche autds to oa, I'esserestesso,dove nessun tempo alberga I'identiti. Ela coincidentia oppositorum del Cusano? Ogni vero inizio non ha una causa. Cos'd la discontinuiti e che rapporto ha con l'acausaliti? Cid che in storia viene chiamato "caso", vale a dire l'incrocio di eventi e serie di eventi che non hanno nulla apparentemente in comune, e che pure s'incrociano nel tempo e nello spazio. Gli anti chi lo chiamavanoFortuna (cfr. Koselleck, Fut. Pass.II, cap' 4) E I'incrocio di serie causali indipendenti fra loro. Lincontro Capita a tutti di sognafe qualcosa che il giorno dopo si verifica, almeno fino a un certo punto. Allora si esclama, un po' stupiti: proprio stanotte ho sognato qualcosa di simile!>. Sciocco <<Pensa, sarebbe cercarne una spiegazione razionale. Infatti il sogno non e certo la causadell'evento. Le due cose sono legate fra loro, ma non nel modo del rapporto causale,che E quello con cui abitualmente si spiegano le cose. Spiegaresignifica infatti sempre rispondere alla

Queste riflessioni hanno l'intento di individuare un preciso significato nella sincroniciti: non soltanto essa si presenta in modo diretto, ma esprime anche e soprattutto qualcosa che trascende il suo apparire come insieme dei fenomeni che la caratterizzano in quanto tali, con la loro struttura, la loro storia, personaggi e luoghi. E dunque importante catalogare la sincronicitd tra i fenomeni simbolici, qualunque sia la qualit) e I'interpretazione dei fatti accaduti.In quanto simbolo, e manifestazionedell'archetipo, i fenomeni sincronistici stanno tra aldiqua e aldild, tra conscio e inconscio, tra razionale e irrazionale, tra reale e irreale, tra concreto e astratto, ogni volta sono sempre tutte queste cose insieme. Considerata come simbolo, la sincroniciti rivela un messaggio fondamentale: I'intuizione dell'unitd di tutto cid che esiste e non esiste.

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Enri co Ca stelli Gat tindra domanda "perch6?", vuoi risalendo all'infinito la catena delle cause (come fanno i bambini intorno ai tre anni), vuoi interrom_ pendo la catena con la sussunzionedelle cause a una legge gene_ rale (come hanno voluto per molto rempo ra razionalitd*.id""nrrle e I'epistemologia delle scienzenutrr.uli). Quando invece due persone s'incrociano senza aspettarsero,o quando un sogno co'isponde alla realt), il legame fia le due cose awiene nel modo dell'incontro. Non c'i un perch6 <Ji questo incontro, perch6 la carenacausale del sogno (di cui la psicoanalisr ci sa indicare in parte..alcun_e ragioni) non i la stessa che ha porta_ to al sussistere di quella realt). Il sogno ha incontrato la realtd. per questo incontro il sogno e la realti acquisiscono un significato s:gn{o dalla reciprocit). Infatti ogni incontro d tale se d Jgnificativo. Lesperienza che se nc genera d di tipo particolare: .r.ri. .azionalizzablle nel senso di non motivabile, si manifesta nella forma dello stupore e dell'apertura. Stupore per qualcosa che nulla lasciavapresagire, ma che non 6 del t,.rttoinatteso(lo si d sognato); apertura verso qualcosadi nuovo, che sfugge alle catene causali ma che possiamo accogliere (ci accorgiamo j.,llu coincidenza). Lincontro d un nodo dove due itinerari o due esperienze si mescolano, per poi magari separarsidi nuovo. Non c'd Lgiorr" p., cui proprio quelle strade s'incrocino: ogni strada seg,reiI projrio itinerario, e facendolo ne incrocia un'altra. Ir nodo deli'incrocio apre nuove possibiliti, e rende diversa la strada stessa. osni incontro rende differenti i propri elemend: se c'b inconr.o, null sar) pii come prima, e il tempo che segue sari irreversibilmente diverso. Quella strada non sar) piir I'unico cammino possibile, ir,"lo f.." corso obbligato: in virti dell'incrocio, si aprono nuove possibilita di percorso, de'iazioni che rendono rnolteplice la strada sterru. Lu realti che ci circonda ha anche tale aspetio. E non per questo E meno reale. La nascitae lo sviluppo della vita sulla Terra sono dovuti a un incontro di questo genere,senzaun perch6. una co.reta ha incontrato il pianeta. Altre volte .ru,u...rro, forse altrc v.lte accadri di nuovo' La catenadei perch6 si arrestaal calcol. .rbitare .l"i J;; corpi celesti,.e ci pud dar ragione dell'inrpatto. (,i pud persino spiegare perch6 la vita poi si d sviluppata grazic ail',rnil-,icr-,ie favo-

Autds lcvole. Tace perd sul perch proprio quella colneta in quel nromento ha incontrato la Terra. Ecco perch6 gli scienziati scrivono che lavita b una singolarit), una noviti in controtendenza a\ rlcstino decretato dalla seconda legge della termodinamica che ci condanna alla morte termica del disordine nel caos. Una noviti non viene mai spiegata razionalmente. Si dd infatti c()me un incontro, e solo dopo pud generare dei concatenamenti causali.Non possiamo spiegare perch6 c'i vita nell'universo fisico, ma possiamo spiegarea quali condizioni si sviluppa e perch6 segue una certa evoluzione.Ma questo vale per ogni cosa ftuoua. Qualcosa di completamente nuovo ci pud sfuggiredel tutto, o possiamo fraintenderlo, o ci pud incutere paura. Perch6 il nuovo possa venire accolto occorre una disposizione particolare, quella dell'apertura e dell'attesa.Ma perch6 il nuovo possa esistereo venire a essereoccorre la moltepliciti, e non I'identiti. Occorre la singolaritd,e non I'uniformitd. La storia come disciplina mostra Ia forza irreversibile delle singolaritd che sono gli incontri. Gli antichi la chiamavano Fortuna. Nella storia infatti eventi come la nascita della vita si rcalizzano in quantitd indefinite e interminabili, continuamente. Ma la storia ,i la scienza delle cause per eccellenza. Pii ancora che le scienze naturali - dove la causalitde assoggettataepistemologicamentealle leggi generali - la storia lavora sulle causeall'infinito, senza potersi mai fermare alle condizioni di una legge. Questo per la casualiti e la moltepliciti delle singolariti con cui ha a che fare. Casualit) che E a-causale nel nodo che d I'incontro, ma che non sostituisce per questo la causaliti delle serie indipendenti. Un evento storico d spesso dovuto all'incrociarsi e all'incontrarsi di due o pii serie causali indipendenti fra loro. Prendiamo la nascita della scrittura, che si colloca in un periodo che risale circa a 5000 anni fa. La scrittura b stata un incontro singolare fra certi segni e certi significati. Solo quando c'd stato questo incontro, allora quei certi segni si sono legati strettamente a quei certi significati. Sarebbe potuto accadere5000 anni prima, ma non d stato cosi. Evolutivamente, il cervello umano era gi) perfettamente in grado di sviluppare Ia scrittura come aveva sviluppato gii la musica e la pittura. Lincontro perd c'E stato solo in una

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EnricoCas te/li Ga ttinara ccrta cpoca,a un certo momento,quandoil tempo dei segnis'd incrociarocon quello dei significati. E solo a partire da quell'epoca la scrittura,noviti inimmaginabile, i venuia ad err.re. I segni c'eraro gii, i significatipure. Il linguaggiostesso gii esisteva. Ma con la scritturatutto cambia.Nel mito di rheut c-he platone raccontanel Fedrolaforza dirompentedel cambiamento si manifesta con la domandairagica,destinata a rimaneresenza risposta, se la scritturasia velenoo rimedio per Ia mente umana.segno di una novitd sconosciuta che origina una nuova temporaliti, quella che ji ogni ,.rir,o. pervadela permanenza sempre interpretabile Si pud "spiegare" la nascita della scritturu,. lo ,i d fatto, ricor_ rendo a serie causalieterogenee che implicano gli scambi .o-_ merciali,lo sviluppodelle grandi civilti e la necessitd di comunicaree catalogare in modo efficiente, il raffinarsidella cultura.Ma questo non toglie nulla all'inspiegabile incontro che la scrittura manifesta fra il tempo evanescente e tutto mnemonicodellalingua parlata,il tempo lunghissimodei significaticondivisie il tenipo ambiguo e incompiuto che nascecon lei. Sincronicit), .o-. hu scrittoJung,vuol dire incontrofra temporalit) diverse in uno stesso momento temporale.Impararea pensare l'incontro E uno dei compitiche restano aperti allafilosofiae che un'epistemologia critica farebbebenea non ignorare. Lucetta Frisa

Caducit)
Contro la caduciti

In uno dei suoi baiku MatsuoBashoscrive:<Erba estiva: / per molti guerrieri/ la fine di un sogno>>. Da semprei poeti mettono al centro della scenail tempo inesorabile e la caduciti della vita con le sue impreseillusorie,il dolore per giovinezza e bellezza fugaci come ala di farfalla.Lala di farfallami riporta all'idea di parladi questo Psychd e quindi a SigmundFreud, chein Caducitd dissolversi e del dolore che ogni essere umano non pud non provare nel momento in cui ne acquisisce interamente <.Il coscienza: poetaammiravalabellezza della naturaintorno a noi ma non ne traevagioia. Lo turbavail pensieroche tutta quella bellezzaera destinataa perire, che col sopraggiungere dell'inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezzaumana,come tutto cid che di bello o nobile gli uomini hanno creatoo potranno creare. Tuno [...1 gli sembrava svilitodallacaducitia cui era destinator>. Ma a segnodi questamancanza, di questoprofondo sentimento dell'effimero,il poeta ci lasciain erediti le sue parole: poesie che, Iette e rilette, diventeranno bumusper altre poesieche verrannoscritteda altri. Si delineaquindi una traccia,una sciadi volo per chi vogliaseguire la divagante e invisibiletraiettoriadella farfalla. Per sostarein areagiapponese, ricordo le parole del setteYosaBuson:<<Un centesco monacosolo/ leggeuna pietra incisa/ nel vento invernale>>. Una pietra incisacome quelladi Gilgamesh giunta fino a noi dal fondo dei millenni, e non solo perch6la piepii di un foglio di carta. tra d materia legata alla permanenza paroladel sentimenBusonsembrarispondergliancheluifacendo to dell'eterniti, esprimendolo simultaneamente in tre immagini:il

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Lucctta Frisd , r , , n. r \ , , a l l e tto re i n tempo real e_, l a pi etra ' . ' l rl .rr.i o s l )c c u l a re , lr , lr ' r . r lr r 1 r:rl o l ic r i l v e n to c h e n o n l a cancel l a. ll 1r.t.rrr, lcggcndoaltri poeti, ha la sensazione di abitarein una t trrr11111i1'l dove ogni componenterappresenta la caduciti nella prol,rit inJiuiduale uersione, con parole che affida al sogno della soprawivenza dopo la sua morte fisica, qualunque sia il supporto _ pietroso, cartaceo,digitale o "ventoso". Siamo di fronte u .rr, ,.utto di resistenza>>, come suggerisceGilles Deleuze. La resiste nza - l, atto in cui la vita si oppone al <<destino della vito - consisteproprio nel parlare della morte e prolungare questo corteggiamento a distanza,fino a quando lei avri il soprawento: B atto metapoetico attorno alla morte. Nelle epoche d'oro della poesia spagnola e di quella inglese, al pieno fulgore di una regaliti t"...n, fa da contraltare il fulgore spoglio della sua caduciti, cosi come nella pittura della,natura morta gli oggetti sono colti sul punto di sparire dalI'occhio dell'osservatore- occhio vivo, demiurgico, e asincronicamente occhio della morte che ne illumina la precariet). euasi didascalicamentelo stessomessaggio- il permanere della dissoluzione nel suo passaggionel tempo - viene espressonel tema delle tavole apparecchiate e sparecchiate.Quando John Donne inneggia all'amore parlando della morte e inneggia alla morte alludendo ail'amore' questo amore mai scisso dalla morte si eternizza nelle paro,,vivi" tra di noi. {e, parole come pietre tombali, testimoni dei morti E un doppio movimento di sincronia che ruota arrorno a se stesso, non la coincidentia oppositorum verso qualche ipotetico centro. Il concetto di caducit) - che si tinga di religiositi e di fede nell'urraterreno come di laicita senza speranza - segue una traiettoria da fuori a dentro e viceversa, in un apparente sincronismo, celebrando, a seconda di questo movimento, il Tempo (che coglie passato presente e futuro) o il tempo dove vediamo il presente, I'effimero e il semplice sparire dell'uomo. Sparizione fatta disegnali che continuano a parlarne. Morire composto di segni che restano uniche "consolazioni" per chi li scrive, contro ogni trascendenza.Ai versi di Omar Khayyam: In mano prendi una coppa e la treccia "[...] d'Amica gentile / che passa,passae non resta, questa tua vita di un giorno>>fanno eco quelli di Lorenzo il Magnifico, *[...] chi vuol esser lieto sia / del doman non v'd certezza>>.

Caduciti

Il poeta non ha un suo pensiero originale. Ha un destino, comune a tutti i poeti: circoscrivere la sua lotta e la sua illusione (lentro un tessuto di parole, applicandosi ostinatamente a questo lavoro. Per Danilo Kis: <<Tuttocid che soprawive al nulla d una vana vittoria sull'eterniti del nullao. Il suo perenne scacco 1'riccola, che nel vuoto delle parole non troi speculare alla consapevolezza vcri che il vuoto delle parole. Ma la vita B divenire, supera e travolge I'impermanenza umana. Quello che qui muore, altrove pud vivere, forse sta gih nascendo. Pensando oltre noi, come oltre le nostre parole, troviamo vita e morte compresenti in un divenire non legato solo alla cronologia umana. Allora, se d vero che ogni poeta cerca la sua voce, per individuarsi dal nulla, E anche vero che la sua poesia d chiamata a compiere un passo ulteriore: procedere clltre il suo percorso individuativo e confluire, con la sua debole e invisibile scia,nell'aria grande della poesia. Nessun poeta possiede le parole. Sono loro a possederlo.E lui d voce tra le voci, disseminata in intrecci, mescolanze,polifonie. Nel suo prowisoio bic et nunc il poeta non si individua se non nelle variazioni di queste tracce, come un attore che, ogni sera, intona le stessebattute con vibrazione individuale e sempre diversa, perch6 l'arte d molteplicitd e continuum di una stessaintonazione. In una parabola che forse ho letto in qualche antologia borgesiana, un uomo compie un viaggio lunghissirno per trovare un tesoro. Durante quel viaggio incontra qualcuno che gli racconta un sogno dove viene descritta proprio la sua casa, da dove lui E partito, il suo cortile eil pozzo al centro del cortile. In fondo a quel pozzo, dice, c'd un grande tesoro. L'uomo torna a casa,scava sotto il pozzo e trova il tesoro. Che d sempre stato li, a pochi passi da lui. Ma lui lo ignorava. Il lungo viaggio gli d stato necessario per conoscere la realti che cercava: lui stesso.Il racconto sembra un chiaro esempio di quanto Jung intendesse per processo di individuazione. Anche per il poeta il viaggio E simile: tuttavia, appena toccato il centro della sua poesia, sa che il suo nome si perderi insieme a tanti altri che, nella loro molteplicith di voci, andranno a comporre un solo suono di fondo, una polifonia anonima. Nel suo viaggio ha incontrato compagni che, secondo Jung, sono figure dell'indi-

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Lucetta Frisa

viduazione e, nellefiabe,gli <aiumnrimagici>>: srranecoincidenze che non lo davanti a un definitiuo u"llo d;oro -accompagneranno .ma a uno dei tanti che_loseguiranno, a una serieprogressiva di mascheramenti e smascheramenti attraverso c,ri ubitur. l. purol" come.scudi - semprepir) sottili _ conrro la morre. t . puioi"_ maschere sonole traccedel suopassaggio terreno.Ma d solo atffaverso.di esseche pud fingersi immoilnl, e collegarsi ull,ide" del divenire.La sincroniciti d questocon*asto insaiabire, tra vita e che solo le parole,con la loro pelle illusoria,n.liu t.rrir,r.u T9t!": dei richiamie dellecorrispondenre, hunnoil poteredi alreviare. Se il non fare parola d consegnarsi ail'irreversibirita . i""pp"liliil; di una mofie che esiste qui - nel nostrotempoma non nel diveni_ re del Tempo-, scrivered il tentativodi esprimerequalcosa che "trabocca"e ci ammutolisce mentreci esorta,paradossalmente, a farne parola.Una finzioneche non sari pii fir,rion., rn, .p...irf" microcosmico di un'altra- seppureirraggiungibile _ realta. VicenreAleixandrenei suoi pot*oi-i, la-consumation s*ive: <Fared vivereancora,/ o essere vissuti,/ o prossimi.Chi muore vive e dura>>.

Il tt u r ,t,\l ,t r tt,l l 1 t1tl rlt t ,r

( )allipolis
La sincronia impossibile

yuXena tcr rcrl,q RlRr., IV 4l5c Rep., La Rcpubblica di Platone E il primo grande testo della letteraIura occidentale in cui troviamo congiunte le idee di utopia e sinelonia. Nel libro secondo la domanda socratica sull'uomo - gnozi \&tuton - si apre a una nuova dimensione, la Citth. Luomo d come un testo scritto in lettere uoppo piccole per la nostra vista; ma ci viene in aiuto un testo di egual contenuto scritto in lettere molto piri grandi. Questo secondo testo e la Citti. Socrate, dunque, si propone di osservare la "nascita" della Citt): <<Su dunque, dissi, (to l"oytl)>> principio costruiamo nel discorso una cittd fin dal

lRep.,II169c). Socrate cominciacol descrivere una citti "sana",chesi limita a immobile nella sopperire al bisogno;una comunitdsenza violenza, "citt)", gli si contesta, Ma questa sar) non-umana, suanaturalit). una <<cittidi maiali> t172d). La citti umana,veramentecivile, dotatadi mercato,beni, commercio, templi, dimore,d la citt) del lusso,che Socratechiamala cittd <<infiammata>> [)72d): "gonfia", malataper I'eccesso dei beni e delle brame.In termini moderni, I'uomo uomo solo quandod uscito dallo "stato di natura" (piir sull'origine della storia);e tardi lo sosterri il Kant del)eCongetture nello stesso tempo la "civilt)" comportauna crescita irrefrenabile dei desiderie delle ambizioni,fino a rendereinevitabilela tirannide e la guerra. La citti su cui verte ora la ricercanon d pii la citti delleorigipermettadi evitaresiail ni o reale,ma una citti Ia cui costituzione pre-umano siail disumano. Sar) una citti costruita"nel pensiero" (Lo"yor), <<come se raccontassimo una favolan[l76d1. Callipolisd 28 29

Bianca Maria d'Ippolito

Callipolis il "paradigma" platonico dimostra,nella supremaziadeI sapere sullapotenza,il "racconto" filosoficod destinatoa far deperireil della primigeniae feliceetd delIl mito esiodeo mito tradizionale. I'oro, come il mito del regno di Crono nel Politico platonico 275c), si riferisconoa un'eta incomparabilecon la storia 1269b di tecnicae di pensieroagli antipodi della umana,a un'assenza come nel futuro, la Citt) E resa qualiti di Callipolis.Nel passato comenel lontanissimo umana.E nel passato bella dall'invenzione e tentacid che muoveI'umanit) a concepire futuro incalcolabile, e laceradi violenza del sapere, re CallipolisE lo statod'indigenza zionee insiustizia.

un'ipotesi,I'idea di una citt) che rispondaai nuclei essenziali delI'anima:il sapere, il coraggio, il desiderio. Cid chevi conduced I'educazione: al <<giusto amore>>, che d <<amore del bello> [Rep.,III 403', 403c1. Ma qual d il rapporto tra il discorso e la realt)?La citti perfetta, il cui "racconto" viene contrapposto, per la sua razionilitd,ai vecchimiti, devepotersi"trovare" nellarealt). La suapossibilit)d garantita in linea di principio dalla corrispondenza tra la configurazione dell'anima e la costituzione dellaCitt}. Si tratta di un Daradigma in sensostretto, che escludeuna distanzaassolutaira il sapere e la realti. Nasce dunque il vero problema: qual d il tempo della Callipolis? Il filosofo d un <<pirtore di costituzioni>> [Rep., VI, 501c], fondatesui modi dell'animae la funzionedell'educazione. Ma quandoe comeE resapossibile Callipolis? <Siirriterannodunque ancoraquandonoi diciamoche prima chela razzadei filosofi non assumerd il poterenella cittd,non vi sardn6 per la citt) n6 per i cittadini sollievoai propri mali, e neppure sari compiutamente realizzatala costituzione che abbiamo raccontata nel nostro discorso?>> [501e].Solo quandoil potereasseconderi la sapienza, vi sar) la citti perfetta,armoniosa.. perch6I'ordine tra i momenti dell'anima d. musica. Quando I'anima sari musicale, vi sari Callipolis. Callipolisd dunquela citti del futuro - e il tempolungo necessarioal discorsod immaginedel tempo incalcolabilmente lontano in cui sari compiuto I'adeguamento della costituzionepolitica all'animaperfeffamenteeducatae sar) la signoria del sapeiesulla forza.Ma proprio perch6sari reale,Callipolisperird - secondo la Leggecui d sottoposta ogni cosa generatalRep.,YIII,546a-cl. In realti, Callipolis,considerara nellatotalit) del tempo pensabile, abitadiverse dimensioni. <<Se perd d accaduto - p"rru Stcrate * nell'infinito tempo passato,o anche oggi accadein qualche regione barbarica a noi ignota per la sua lontananza,oppure se accadri nel futuro che una qualchenecessitiinduca chi eccelle nella filosofiaa prendersicura di una cirt), allora [...] la costituzioneda noi descrittad esistita o esisteo almenoesisteri>[Rep., VI, 499c-dl. Ma sela "belfezz^"dellaCini perfenarisiede,come 30

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Con-presenza

Camilla Miglio

Con-presenza
Oltre la "vera presenza"

C)ndaunica di cui progres nte sonontarc siuame ; pli esiguodi ogni mdreposst:bile marechesi conquista. furono gii Quantezonedi questispazi internein me. Certi uenli rni sonocome figli. aria, tu, piena ancoradi luoghi gii miei? Mi ricc,nosci, liscia, Tu, un tempo scorza rotontliti e foglio delle mie parole.

Neuton pensat)ache la /ucefosse costituita di parttcelle, ma poi si sco_ nl t 1 che si cotnporta come un'onda. pia tirtti per6 (alliinlzio iel Nouecento) si i osscraato che ffittiuamente ra rucesi comporta,a uorte, come ura particella. Da sempresi credeuacbe l'elettrone fosi" ono parttceila, e poi-si i scopelto chesotto molti punti di uistast compofiacome,tn.onda..E che quindi, in realti, non si'comporta n6 conteparticella nd come onda. ora ci s/amoarresi,e dlciamosemphicemente <<non ? nuna cosanri l'altrar. Perdc'i una cosa positiua;gli elettronisi coruportano comela luce [...], sonotutti oondecorpuscokrir> [ .1.Le informazionisul comportamento ato_ mico e su piccolascalache si eranoandateuia uia accumulando rJurante il primo quartodel Nouecento.[. . .] generarono una confusione crescente, finarmenterisoltatra il 1926e il 1927da schrr)dinger, Hiisenberg, Born.'[...] I I comportamento atomico,essendo lontaiissimo dalle isperien* ora,n.arie, peculiare e misterioso a chiunque, a cbi appenainizia a stu-appare diarelafsica comea cbi ha anni di esperierri t...1. griiil aoW;i*" ;;p:; rare a conoscerlo in modo astratto, o fantasioso,e non in ,elazione)lla nostra esperienza diretta. Cosi spiega Richard P. Feynman nel suo celebre libro comportamento Quantistico, del 196. Ma gii Rainer Maria Rilke (e potremmo citare altri poeri) nel t92i, nil primo della seconda parte dei Sonetti a Orfeo, avevascritfo: Respirare, tu poemainuisibile! Puro spaziocosmicoscambtlato Cont i nuament e con l' essere nost rc,t. Cr_t nt rapp eso, in cui ritmicanente accado.

Lintuizione di Feynman d profonda. I fenomeni della fisica atomica e subatomica, della fisica non lineare, per la logica cui la Chiedono una scienzaE abituata ad affidarsi,restano <<misteriosi>>. <<non in rela<<fantasiosa>>, conoscenzache egli chiama <<astratta>>, zione con la nostra esperienzadiretta>>. In altre parole, chiedono una conoscenzapoetica. La poesia i pulsazione di sistole e diastole, e insieme astrazione.Non E in relama dice proprio il margila nostra esperienzadiretta>>, zione <<con ne ffa questa esperienza nel momento in cui svanisce, e la sua costellazione che gi) - o ancora - brilla nel cielo. Pensiamo alle stelle, la cui luce arriva a noi dal passato,come una macchina del tempo: presente e passato in un solo raggio che parte anni luce lontano e colpisce, oggi e qui e ora, la nostra retina che si serra. E tempo, insieme dilazionato e simultaneo, che attraversa Ia notte. Questa veriti delle stelle la racconta la scienza,ma Ia esprime nel modo pii profondo e antico la poesia. Allo stessomodo: onda e particella, statica e dinamica, ordine e caos, pieno e vuoto. Questo paesaggioatomico per nulla simile a ci6 che alla nostra retina d noto, d da sempre familiare ai poeti, nella poesia del Novecento acuito nella sensibiliti e nelle forme' Come E fatta r.rnapoesia?Proviamo a pensare alla posizione di vocali e consonanti e sillabe e accenti. Si chiamano in uno spazio che E anche sempre tempo e ritmo, nella ripetizione e variazione costruiscono lo spazio di cui sono parte, uno spazio che si espande e si contrae con I'andare del pendolo tra sensoe suono. Alcuni elementi - suoni, colori, imma-

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J3

CamillaMiglio gini - diventano stlange attractors, direbbero i fisici. Luoshi intorno ai quali il tempo prima accelerae poi si addensa,verso i quari diverse zone del testo convergono.E sono con-presenti. Un suono scorre nel letto del proprio verso, ma torna anche altrove, d con-presente, chiama a s6 altri spazi e tempi del testo. I fenomeni della poesiasono sempreanclrefenomeni di non-localitd. Nonlocalit) d quanto awiene quando lo sperimentatorebombarda una scatola (box) con r-rnapanicella, e in un'altra scatola sli strumenti registrano un fenomeno analogo, nonostantela particella abbia colpito un luogo lontano. E come se lo spazionon forre \,,uoto, ma coeso, denso. Dicono i fisici, non esiste il r.uoto, ma qualcosa come l'etere, una sostanza fluida che mette in collegamentoi corpi. I corpi non hanno i confini netti che noi osserviamo a occhio r,rio, il loro margine progressivamentesfrangiato, secondo modelli idrodi'i namici, nello spazio (bellissime le immagini e importanti gli studi di Gerhard Grossing riportati sul sito dell'Ains-Austrian lnstitute for Nonlinear Studies: http :/ / w eb.telekabel. atlains/). I- inteiligenza poetica conosce la dimensione del dire in un suono, in un veiso, in una parola, due o addirittura pii spazi-tempo insieme. poesia, oggi, alle.soglie del ventunesimo secolo, d sorella - _La della scienzapii ardita. E scienza,d intuizione, d pratica della conpresenza' che va oltre la <<vera presenza" di George Steiner: non ha nulla di metafisico, d anzi sempre molto fisica e insieme astratta.. non d mai del tutto fuori dalle categorie, tutte umane e insieme naturali, dello spazio-rempo. Bibliografia Richard P. Feynman,comportamento euantistico, in Id., sei pezzifacili 11961,trad.di LauraServidei, Adelphi,Milano2000. Gerhard Grrissing,Das (Jnbewusste in der physik. IJber die obiektalen Bedingungen uissenschaftlicher Theoriebildung, Tutia+Kant,\x/ien-Berlin 199). ld., Q.uantum Cybernetics, Tougrda Unificationof Relatiuityand euantum Theoryuia Ctrcularly Causal Modeling,Springer, New york ZOOOI Rainer MariaRilke, Sonetti a Orfeo,Il,l, in Id., poesie,II(190g-1926), a cura di GiulianoBaioni, Einaudi-Gallimard, Milano-parigi 1995. GeorgeSteiner, presenze, Vere Garzanti,Milano 1992.
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Sirio Tommasoli

Cosa-causa-di-s6
Armonia della materia

o riferimential di fuori di Larte E realtdin s6,non ha significati altra da s6 e in questa cosa o descrive Non rappresenta se stessa. forza chesi rivelaa chi le I'originedella perfettaautonomiarisiede rivolgelo sguardo. Il segnodell'artistasi manifestain una moltepliciti di forme, il tempo e lo spazio. sull'infinitoapertoche trascende sospese e E un'affermazioneindifferente Non propone,non comunica. rapporti di consuetudine, che non genera insensibile alla risposta, non d consumabile. non d misurabile, non E utilizzabile, nellamateriadell'opeLa forma dell'artesi rinnovamai eguale la verit) delle cosefondandosi ra, in un rito ripetuto che insegue sulla trasparenza $eatrice del pensiero, la sapienzadella vita del cosmo.Ripercorrein percorsidiversila sogliadel madre-figlia dallasua chedivide l'essere dell'orizzonte dubbio, la lineasfumata negazione-origine. non lasciadi s6 memoria I-larted visionariae contemplativa, illuminazioniche si manidi conoscenza, frammenti ma compiuta quando dell'universo il respiro come effimere festanoimprowise, notte e poi della luminoso guarda il cielo invade,per un attimo,chi polmoni. dei con lo svuotarsi svanisce Il segnodell'artistapercorrein direzioniimprevedibilile linee dell'indeterminaellittichedella contiguiti, dell'approssimazione,

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SirioTommasctli tezza,su piani di nitidezzache si intersecano e sovrappongono instabili.Echi dilatati si rifrangonosul ritmo imposto ollamai..io per poi perdersi bruscamente nel nulla, crepe si aprono sulla superficiedestando bagliori di memorierepentinein un divenire di forme e sospensioni dellaforma cheannunciano ir vuoto:l, p..cezionedel non-luogolegataindissolubilmente all,essere, che si manifesta discontinua ner sogno,agitaIalbaperennedellavita. . .,Lartesi rivolgealladimensione del tempoche tendeallo zero. r, il temponon coniugabile del cosmo,del fluire generativo dell,e_ nergia in-cui albergala vita, che transitadd p.!r..,t.-orr*,. presente-futuro senzasoluzionedi continuita. n t._po *aia "f dalle misurazioni dell'esperienza, negato d,aila forzanrn ai"..""idei s.ensi. che appartieneall'ambilto misteriosodell,intuizione, :X saqrrnru aIIa delpoido:Ia pulsioneoriginariache si espande a dis_ solversie ogni volta rinasie, comela i.iti.u fenice,p";iil;;;; la mareriacon la rappresentazione di infinite fr;;;;..,"p;;;;.'" Il tempo dell'arte non i chiuso nel divenire della narcazione, ignorail percorsoche induceI'azionealla quiete, riduce l'.-orio_ ne in equilibrio,riconduce la forzaul pot"... Non traduce Larmonia dellamateria,dellacosa_causa_di_s6, rivelatae nega_ ta nel presenteche si dilata e_ contraeirregolare,,i ,p.*iir-i.i segnidell'arte,si moltiplicasullasuperficie i.il. ,u" r"r-. i" ."a. di energiache vibrano incoerenti,intransitive. E l.rnmc,toche tende all'infinito.

Peter Carrauetta

Diacroniciti

Come si fa a pensare e dunque capirela sincroniciti se non a partire dalla sualabilit), dalla sua infondatezza, dalla suametafisiciti? Se lo si concepisce come pura coincidenza di eventi,il sincronico riveste si un valore orientativo, potendo inscenareun luogo di p^rtenzaper estrapolazioni siamatematiche che psicologiche, tuttavia esso d destinatoa manifestare subito la propria auto-nientificazione, owero il proprio non- sistere. Questostatoo condizioneb tipico delle filosofieidealiste, quelleche sostengono che la materianon esiste, ma anchedi quelleche si nascondono al pure, di sottodellescienze le quali insistono I'arsul far coincidere ch6 con I'assioma, il principio con il fine. Nelle matematiche, il punto, il numero e la linea esistono, si dice, come Forme, o concetti puri, sempre identici a sestessi, in ogni luogo e per tutti, indipendentemente dagli esseri. dal chi e dal dove, a prescindere Se junghianamente non si di nesso tra awenimentiin sincrocausale nia, che cosacollegala psychealla materia,il pensieroal senso, I'immaginealla realti? Non sempreduranteun incontro tra due (devoper forzaprecisare: esseri due esseri umani)si manifesta sincronicit): basti pensare all'innamoramento: la situazione dell'uno (desiderante, febbricitante,giocosa,spessoanche agonale)non semprecoincidecon simileo analoga situazione dell'altro.Di storie di incomprensioni, disguidi,malintesie asimmetrie tra intenzioni e disponibilitdsonozeppigli annalidellaletteratura comele memoriedi chi non vive esclusivamente dentro un numero o una pulsione.Che cosapermetteai due di in-contrarsi, di in-tuarsi,di I'escom-partecipare I'un nell'altroessere al mondo,il trasformare

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Peter Cttrrauetta

Diauctniciti t r'co di nuovo il paradosso: e c'E I'attimo che unisce,che assegna ( ()nsegnasignificazione all'incontro e allo scambio, ma nasce qui rrrbito I'esigenza del suo superamentoda istanzaatemporale,pre( ()nscia, spontaneaa condizione marcatadal tempo, dal desiderio, ,lirlla costruzione della memoria. Il significato medesimo della pulrione simpatetica viene erogato come discorso. come passaggio ,rll,t coscienzae poi della coscienza,dunque ancora una volta come .liacronicith.Ma c'b di pin. Ne "La visione e I'enigma" nel terzo libro dello Zaratbustra nietzscheano, dopo la faticosa ascesadel profeta (e dopo che il rrrrnogli dice che la pietra filosofale scagliatacosi in alto comun,-1rre questa porta gli ricadri addosso), Zarathusta dice: <<Guarda carraia ... essaha due volti. Due sentiericonvergonoqui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine. Questa lunga via fino alla porta e rrll'indietro: dura un'eternitd. E quella lunga via fuori della porta e (191) Lapparente contraddizione in avanti - E un'altra eterniti>>. lcrgica - come sono possibili due eterniti? - si risolve uscendo dalI'universo della logica, o meglio, facendo s/contrare i due sentieri, sta scritto: <<attimo>>. ;lerch6 all'atto ove convergono le loro <<teste>> Ma il profeta subito si domanda, domandandolo al nano, se i sentieri si contraddicano in eterno (il che tra parentesi fa pensare che I'eterno qui non equivalgaall'abolizionedel tempo, ma a una sua infinita estensione).Al che il nano risponde: <<Tutte le cose diritte ricurva, il tempo stesso e mentono ... Ogni verit) E un circolo>>. ,lr92). E noto che da questo momento viene introdotta la nozione dell'attimo che ritorna, <<che trae dietro di s6 tutte le cose awenire, dunque - anche se stesso>>. Lo stessoNietzsche non sembra esser "uscito" da questo meccanismo capacitante ma a suo modo anche idealizzante in cui il fine ultimo dello spirito, se ci si ricorda, tra I'altro, delle tre metamorfosi (il cammello, iI leone, il bambino), d quello di oltrepassarsi per riacquistare l'innocenza,lo spirito del gioco e della completa assenzadel senso del tempo: non termina il terzo libro con i <sette sigillb del <si e amen>> in cui ciascun paragrafo di autoaccettazionereitera <<perch6 ti amo, Eterniti?>. Sari questo il motivo per cui n6 Heidegger n6 Gadamer riuscirono a vedere "oltre" il paradossalemessaggiodi Zarathustra,l'a-

sere-in-s6 in un essere-con_l'altro e dunquein un essere_per-l,al_ tro? Sar) pure il caso, ma questodarsi dell,accadimento ;;il, un senso, generaun effetto,e srotolatutta una seriedi possibili situazioniesistenziali poich6 vengono alla luce in un _;;;;;. (tempo) specificoe in.un-1uogo (spazio)determinati, pu ir"it, personae non altra: Ia Storia, dunque, contro ogni metafisica dell'Essere, del Puncrum, dej paradig-u, dell,Assoluto_ che pure hannoavutole loro ragionie giusiificzzioni " e sfered,influenza.eteorici,appunro,dei MassimiSistemi - si risolvein storie; plu rali, concrete,parziali,.circoscritte, irripetibili r, autrir' io |r;;;, nella loro irriducibile diacroniciti. Larmonia prestabilita un concettoparadossale, come hann<r mostratopensatoricomeHeidegger, Derrida, e Deleuze, fra altri. Ha a tutti gli effetti la configurazLn","to.i.u di una rnu".rrion" o posteriori,consisrente nel porre un principio dopo la ,uu ,.o_parsa,I'assumere una presenza,r"l della ,,r, ir.itrouubi. liti: da qui la sua metafisicit)atemporale, -o-.nio astorica,se si vuole scientifica, orientativa, persinoutile in un mondo do-irruto du un inter-playdi modelli conoscitivie prammarici. Ma sulla condizio_ ne umana'sul vivere,sulla liberti di scelta,sul rischio ,rell'interpretazione, sull' imprescindibilererazionarsi costitutivotra esseri viventi,gli ek-sistenti, ci dice poco.E vero che t,ur-oni^;;;;;_ lita d statagiustificata con |auiirio dellenozionidi .or.irpinJ.nru e.di simpatia, ma di queste solola seconda si affaccia ,li;;;;;; tiva diacronico-esistenziale. co*ispondenza tendeper ruu rui* a identificarsi con moduli matemaiici,calcificati, d;.r.;;;r;;; bili (infatti soloall'interno.diuna poetologica si potrebbeu-piirrne lo spaziosemantico e dunque metufol.o e concepirela corri_ spondenza comeun rispondere-a, ciod ancora,r.ruuolt, nel senso vitale e individuale di una sceltacosciente). La simpatiai.,u"." rivelauna attrazionee tendenza a co-partecipare, variamente motivate,che non pud non riconoscere anchen.llu rnut.riu,;i .;rp., la suaforza.Si d) quindi importanzarorrrnriul"al locus,".ir;;; astrattoo come cifra,ma anche^al topos,spaziovivente ,o.iul. pursibile di trasformazione e codificazione'in formula .",ori.u, in-lin guaggiodellatribrl registrabile per cui, setra due o e trasmissibile. pii esseri ci si trova simpatici, se s'istanzia un patbostra indirrid,ri, 38

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PeterCanauetta erediti tragipoteosi del pensiero metafisico occidentale, <<l'antica ristabiliparadosso diatezza il dell'imme dell'idealismo tedesco: ca (Gadamer mediato>. l5) ta, dell'immediatezza Ma c'E una seconda strada per uscire dalf impasse della sincroniquella dell'ererotopia, che fa capo a Foucault. Abbiamo citd assoluta: ricordato sopra come f istanza sin-cronica si trasformi, all'atto pratico, all'incontro con il reale, in una sorta di qonotopo, ossia luogolinguaggio vivente accessibile alla memoria e di essa creatore, Bisogna allora ammettere che il pensiero sincronico come teorizzato da Jung richiami come contropaftita la dimensione utopica, o meglio atopica: ecco perch6 ,! marcato da qualcosadi trascendente, di metafisico. Ora, nel suo dispiegarsi, nel suo attualizzarsi in corpo' re uiuo e linguaggio marcato dal trascorrere del tempo, dell'assetto diacronico, le figure tipiche del concetto di sincroniciti, quali I'irrazionalitd, il numinoso, il non casuale, la magia medesima intervengono nel concretizzarsidi quelle che, con Foucault, potremmo chiamare eterotopie, ossia quegli spazi sociali vissuti esistenzialmente come alffo o alternativi, per esempio in quanto margini, periferie, isolamenti o spazi nascosti o illeciti o virtuali, insomma appunto come eterotopie. E queste ultime ..sono af6ni>> aife <<eterouonie>> (Foucault 20), ossia a luoghi in cui si danno, o si creano, variazioni del diacronico, per esempio, nei musei e nelle biblioteche, in cui presumibilmente si accumula il tempo, o nelle feste o nei riti, in cui alla modalit) eternitaria si sostituisce una temporaliti cronica, o meglio mitica, oppure nel corso dei viaggi, in cui si di un tempo del passaggioe della rigenerazione,oppure durante il pasto, I'estasi,la danza, o durante I'amore, in cui si realizza un tempo acronico assolutizzante e tuttavia circostanziato. Oppure, come dice Saviani (q.v.),ricordando Florenskii, un tempo capovolto come nel sogno.

Mati Susanna

Dioniso

Bibliografia
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immanentialla coscienza' Tutti gli ddi, pur se pervicaceme-nte aversempremeno a che fare con la storia'Potri bastasembrano rutta interiore,l'eterniti della presenza quesrasincronicith ;; il del nichilismo'pare comun-que epocale nell'Io?Aperta la stagione loro il clestino;li .ont.*poraneiti occidentaleabita.la dl ".r.rn" notte, ripiegandosi sulla desolata e reattiva constarazlone Avremoa che Ni.trr.h", i)uemila anni e non un solonuovo dio>>' divine vicende con esclusivamente fare oggi, in campo storico, supetstizioni con owero: .on ddi superstites? ;t;rr;;;'rolo (Cristianesimo compreso)iIl p.tn'o E:la storiaha ancoraqualcosa sard'da qui du ,itl.td"rri da u'dio "effettuale",oppure il divino ideologico puro strumento solo come in avanti,chiamatoin causa al potenzaxuminosa ffistrumentunregni, come di dominio, come politico? attende cosa ,._iri, ormai piir della Tecnicache del storiadel ;;;r;" la Storia dal dio _ cosa attendiamoancora della ancora Dio (sela Storia coincidecol Suo farsi), cosaattendiamo biblico ,n" iat il Verso dove indica I'ultimo Libro del canone vicenla cui in momento un in rimosso), (peraltrorigorosamente passato gi) consegnata e conclusa d'u diul.t" ,"ppur. del tutto ^l parefinisalvezza' della gica" ,Iastoria in cui la storia"teolo o\ryero e immanenta? Si dovri optareper una radicalelettura ateologica per la (come Kojive A' fa iirti., a.U'int.ro f.no-eno storico si storia e dio tra F)lno,*rrohgia diHegel)?Insomma,la relazione capace ancora d divina d interrottaper sempre'oppure Ia potenza di deciderloe epocalmente' agiie di ttoti.t, il .o.so di ,.gt^r. il ricorrente derriallol Non avrl ancora occasionedi giungere 41

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.\usanna Mati punto estremodella maceriastorica(o ci siamo dentro?),quel punto in cui (comePlatone sostiene neITirueo),preso danadisperazionedi fronte alleirredimibili azionidegli uomini, ..il dio int'erviene>>? siamo forsegiunti al punto d'augurarciche trionfi la tota le anomfa,che il ciclo .or.i.o .,radu ta]mentea rotoli tanto da richiamare la presenza divina, da esigere il dio giudicrnr., ,..ri natore, nel presentedella storia? C,d forse da luuora..' (come un'anticasetta millenaristica) affinch6si realizziI'ingiusriziapii completa, operandoil pii possibile operedi male,p.ri"na.r" l'n._ vitabileI'inrervenro diretro,il giudizi,o finale, I'apocalisse? Elusoil rapportostorico,rimanerasincronici td dd divino, a/ias . la suaimmanenzaallacoscienza. Sincroniciti der dio ,ig"ifi.u-r,! pii n6 meno che la suasimbolica "eterniti": il luogo in"cu inaefettibilmente permane. cid significa ancheilpin profondo;.;..; to di "immortaliti" divina (nozionealtrimenti assaibanale). Gli ddi solo tramontano, si eclissano,si oscurano,mai muoiono; impossibile eliminareogni vero dio, essendo ognunodi essi...ol,ri 8", possedendo e per definizioneesistenza ed essenza ih: eterne; il loro destinod sparizione e ritorno, come accade ur.h. u .olui che, secondoHolderlin, ha compiuto e chiusoil convito ."I.rt", Cristo. Dunque l'immortaliri non d quieta,non i pacifico .o-pi mento astorico,puramente"aionico": infatti essacontiene in s6 l'inquieta riservadella speranza. La mitologia romanticalo narra convinta: c'E un dio che pian piano crescenella coscie nru, un <<sich-erzeugender Gott>>, un dio che si procluce.o-. ,"1.,'.h. compendiae rivela l'inrera-vicenda degli ddi passati, .uppr"r.n_ tando la spiritualizzazione deila mitologla . l'oit..purr^-"i,i, a.r politeismonei Misteri, ma insiemeco.,ier.ndo inie .ir.*" ..rsianiche eccedenti che "sfondano"in avantiil messaggio .b.ui-cristiano - tanto cheallafine nessuna riverazione uurtl"pi,:,p.rJe ognunapassata -, un dio capace di raccogliere l,anelitoui ,u.ro nell'epocadel nichilismocompiuro,1l koimender Gott di ..,i ,i pud ormai dire (come Schelling nota nella Filosofa della Mitologia) che Egli B tutto il divino. Il.divino d sempresincronicoalla coscienza: ma abbiamobisogno di pensare ancheun dio chesi formi per gradi insieme ,i" "il"
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Dioniso rirr,che la accompagniattraversoripetute epifanie, il cui luogo di sirrcroniasia certo stabilmenteinteriore, e che tuttavia sia presentt' anche al Divenire, come pud esserlo solo la mobile eterniti del rrrito. Costui, speranza riposta della Storia, immancabile dio a vcrrire, riserva incombusta di Spirito - e sia un solo nome per Tutti i ' Dioniso.

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DolcaSlataPe/

StefanoBaratta

Dolca Slataper

,lr.': il telefono, I'ascensore, le code, la gente... Di conseguenza ,rnurrvaun comportamento di evitamento che la distaccavaancora ,lr lriu dal mondo esterno.Tentava cosi di esercitare sovra di esso ,rrr rlominio razionale, sino all'illusione di una completa superiorrrrr: con cid perd separandosiquasi interamente dagli oggetti , ogni energia- fino alla neurastenia- da un 'tcrni ed esaurendo l,rro nell'adottare questi meccanismi difensivi, dall'altro nel tentarivo di imporsi agli oggetti e alle impressioni sconvolgentiche da t ssi riceveva. Eravamo a questo punto. Sino a quando Carla non ritrovd un vecchio libro e ricordd un rrtrne:Dolca Slataper ? ,\lataper- I'autore del libro - b uno scrittore triestino, nato nel 1u88,di famiglia slava,ma di madre italiana, nella cui prosa realti c fantasia, memoria individuale e vicenda collettiva si intrecciano in chiave di mito. Di lui le biografie narrano che visse in una citti .love i dissidi tra gruppi etnici avevano sempre caratterizzato una situazione compromissoria, tra i sospetti, gli odii e i risentimenti tipici delle zone di confine. Ed anche che, similmente ad altri scrittori di Trieste, cercd di valorizzare il rovescio di questa realth nel nriraggio di un crogiolo culturale, di un punto di incontro di civilti diverse, tentando di realizzare quella fusione di ingredienti mai raggiunta nella societi triestina, in una letteratura di interessi largamente europei e nelle mitologie etnico-politiche. In questo - pensai - era molto simile alla mia paziente. Anche lei era una donna di conftnenel sensoche la vita I'aveva costretta a mediare tra diverse realti sociali: quella nobile e altisonante voluta dalla famiglia - tantoch6 pir) volte nel corso della terapia scherzammo sulla sua sindrome da castellana- e quella pii energetica, forse anche pii iibera, o meglio pir] autonoma, che emerse per esempio durante il periodo universitario. In lei un'anima ircazionale e ribelle, anarcoide e polemica si scontrava con una sacerdotessa dell'etica, della morale e del primato dell'intelletto sull'arte, sull'economia, sulla storia e sulla gente comune. Owiamente i due aspetti procedevano di pari passo, evidenziandosi in un certo periodo maggiormente il primo e in un altro il secondo.

Carla, paziente di mezzaet), colta e di buona famiglia,se ne stavada tempo immobile; circumnavigando attorno ai suoi pen_ sieri che mai riguardavano oggetti,dati obiettivi o situazioniconcrete:completamente presadalleproprie idee,che seguivano per_ corsiinterni, rincorrendogli elementisoggettivi dellasuaimmaei nazione. Io, il terapeuta, ero sempre pii esterrefatto per questomodo di -_ affrontarela realti che non parriva dall'esperien ia, da| dato di fatto, ma procedeva da un contenutosoggettivo, in un certo senso aprioristico, per cui gli elementiesterninon costituivano n6 I'origine n6 il fine del suo pensiero, che partiva,si torcevae si contor_ cevae infine tornavaal punto di partenza. Affrontando in tal modo i propri problemi carla non o*eneva nl!L. semprepreda di *: complicarli, con il risuitrto di essere mille dubbi, di ogni sorta di indecisione, tirubante. i.,..rt". p"r difendersida tutto cid faceva ricorsoal meccanismo difensivopir) owio in una situazionecome questa:la razionalizzazione. per cui, tendendoa soggettivare la propria coscienza, comincida confondere la verit) soggettiva con la sua persona, scagliandosi contro ogni mio rentativodi far breccianelle suedifese. Inoltre la posizionedi predominio nella coscienza del fattore soggettivo comportavauna svalutazione dell'oggetto, che per lei perdevad'importanza,aveva poco da dire e fin]ia pe. .rrer. .osi svalutato da venirerelegato a una posizione insostenibile a lungo. In tal modo la realti oggetiva assumeva per la mia purieit. una dimensione terrorizzante che le impedivadi affrontarealcun-

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Stefano Baratta Ritornandoa Slataper, Lrnodei suoi motivi pii autenticamente lirici - narranosemprei biografi- fu quello delle propri.;;rfi, insiemeimmaginarie e reali:la casupolicol tetto aipogtio ornZrrio e dal fumo in Carso, la grandeforesu ili Roueri tn llh ilou9 cro-azia e la pianuramorava, nel suose'tirsi italiano,slavoe atftatto dallacultura tedesca. Di nuovo mi stupivo.euanto era similea carla che accanto al medesimo temadelleorigini affr.ancavainconsciamenteun sensoprimigenio, se non adJirittura stregonesco della natura. Anche lei, come Slataper,palpeggiando ,Z;r;;;;; " chiandocon la pahnaapertasull'orto )egti stagni, anduru sp"iantro ra nascita della p ri nzau era? Nel 1901una grandesofferenza psicorogica costrinse |autore a un lungo soggiorno in Carso,che silraclusr! ir, .r' percorsoiniziatico e gli fececapireche il sentimento di nostalgia p.. t. ,urt" origini non potevaessere la premessa per ir ritorno ain nido disfatto. NIa patrzalontana sostitui il futuro nelLa terra del sole.Era incredibile.Tutto cid sembrava aderireperfertamente allamia purr"iirt Dovevaanchelei rinunciarealla iantasticatentazionedi tornare nel castello dorato?Proiettarsi e rinascere nel futuro? Il termineDolca,che io sappia,non esiste. La sua radicetede_ sca.perd, Dolch, potrebbealludere allalama,al coltello,a cid che tagliae divide.Dolch d effettivamente una parolag.r-uni.u ur.uica, nel sensoche d. uno Friineuhochdeutsci - dicia'mo.h. pot..bbe essere del XV secolo - chesignific a pugnale, stiletto.Esist.iJ tre il verbo dolchen= pugnalare . Ma bo'iro - nelle associazioni ii carla - ci portava alla dolcezza e arlamitezza,cosi come ana gradevolezza e alla mansuetudine. Dunque, se lo strumentoa il loJ_ tello, nostro compito sari quello di iecidere, mozzare, troncare, separare. Recidere ogni legame con il passato, e dunque.o., lu t"n_ tazionemai completamente abbandonata di poter riuiu.r. i tempi dei fasti del castello, ma anchecon il suo opporto, I'urp"tto .ori_ pensatoriorappresentato dalla indomita iivoluzionaria,volutamenteanticonformista. Dolcaci dice che separazione dev'esserci, ma.rispettosa del passato ed anchein grado di dimenticarlo, innovativae armonica'ci mette in guardiae addolcisce - pur confermando-lo - I'eroismo, I'irruenza,Ia voglia di cambiaie ua ogni costo di Slataper.

DolcaSlataper I-e indicazioni di quest'accadimento sincronico - grazie anche queste ir amplificazioni - appartvano ora chiare. Come gii detto sia io che la paziente ci trovavamo in una situazione <lifficile, in quanto laterapialanguiva. lanimus di Carla era talmente radicato nei suoi processi di pensiero che non erano bastati gli sfbrzi dei mesi di terapia sino ad allora condotti, e di rrltri tentativi terapeutici attuati in precedenza da colleghi, per scioglierne la cartesiana rigiditi; ci voleva un nuovo evento, un accadimento irrazionale che io owiamente non potevo direttanrente provocare. Il mio lavoro dei primi mesi di analisi si era principalmente concentrato nella preparazione di uno spazio ermeove cid potesseawenire, neutico, un temenos,un hortus conclusus, dato che il lavoro sull'amplificazione non permette altro tipo di programmazione a priori. Finalmente arrivd I'incontro sincronico con Dolca Slataper, la cui amplificazione pose il problema a confronto con strati pii profondi dell'inconscio, innestando un processoterapeutico La paziente - credo che ormai si sia capito - appartiene secondo la teoria dei tipi psicologici di C.G. Jung alla tipologia di pensiero introuerso. L'impostazione introversa aveva determinato in lei un rapporto primitivo e arcaico con I'oggetto, che aveva assunto Ora I'evento sincronico e la sua intercaratterisdche stregonesche. pretazione avevano corretto questo atteggiamento, ponendo il problema a un livello pii primitivo. Aveva dato voce all'inconscio personale.Liberando le funzioni sino ad allora imprigionate Carla pot6 ascoltare la propria estroversione e finalmente senti - in un certo senso per la prima volta - la mia voce. Naturalmente cid che awenne non fu solamente I'incontro col suo inconscio, ma anche con I'inconscio collettivo e cid che sperimentd non fu soltanto primitivo, ma anche simbolico: uero per il futuro. Tutto questo non deve meravigliare dato che un evento sincronico - come pir) volte mi d capitato di osservarenel lavoro clinico - d in grado di correggere I'eccessivarigiditi di un'impost^zione psicologica, facendo vibrare I'estroversioneverso l'introversione, e viceversa. Inoltre, quando lo si tratti con la tecnica dell'amplifica-

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StefanoBaratta

zione, capita spesso che si passi anche nel giro di brevissimo tempo, a volte in un lampo, da una funzione all'allra, dal pensiero al sentimento, dalla sensazioneall'intuizione, per poi magari tornare al primo. La sua importanza sta anche in questo. Nella capaciti di lavorare sia all'interno della funzione principale sia con le funzioni inferiori, amplificandole e portandole pii vicine alla consapevorczza, Nel caso di Cada il passaggioall'estroversione aveva permesso un nuovo atteggiamento verso il mondo esterno, il mondo degli oggetti, che aveva aperto nuove strade alla terapia. Il pensiero aveva momentaneamente abdicato a favore del sentimento e - quella stessanotte - una sensazionenuova che I'accompagnd per tutto il pomeriggio produsse un ricordo: il libro di letteratura, la pagina aperta dalla madre (alla voce Slataper?),un biglienino in cui malediceva i genitori, i rimproveri, la lite, e molto peggio... Fu questo il momento della sua prima dissociazionenevrotica. Da li divenne vittima inconsapevole del suo animus. Li assunsesu di s6 il potere del logos.La sua ostinazione. La direttiviti. La voglia di dominare. Li venne abbindolata da un pensiero di second'ordine, che procedeva da convincimenti non correlati con la realti. Li dovemmo tornare.

Filippo Fimiani

Due in uno
Anacronismie sincroniedell'immaqine
L 'a m o u rr 6 ci p r o q u e [...] m e t e n l e u [...1 la perception dc l'objet int6ricur dans l'objet ext6rieur llltlT()N Latmosphirc - c'est I'obscurit6m6me de l 'i r n r r g c I,L 'IN AS

Un fondo compatto e spopolatoverde petrolio, in bilico sul in un quasimalfermoe mirasolo piedesinistro- il destrosospeso per cadere spintaall'indietro? O sta sta tra ombrae terra: coloso, -, donna una nuda, terrosa? oltrela soglia finalmente per spuntare di profilo per ma lunghi capellineri e caporeclinato collo scoperto un uomo in giacca mani sullespalle, in basso, 1osforzo,respinge quasi carezzevole, di lei,quasi sullacoscia collamanosinistra scura 48 49

Filippo Fitniani

Due in uno

all'altezzadel pube, colla destra invece spinra fin sul fianco destro, quasi a stringerlain un abbraccio da lividi, quasi a rigirarla all'indietro verso il vuoto o verso di s6. In primo piano, I'uomo, di schiena,occupa solo una parte della figura femminile dietro di lui; sbuca dal lato delle ombre portate, ombra fra le ombre, reciso dal resto del suo corpo, invisibile, come lo d I'aria dal respiro; l'uomo, ombra immembrata e incistita, invade il corpo della donna, ci s'incolla addosso,c'incide dentro, possessivo, I'inseguimentoinsistente e imorowiso. i! L)s Jourc gigantesques di Magritte, del t9Z8,r che aveva avuto gii, un'altra versione pubblicata nell'ultimo numero della rivista parigina "Distances" di Paul Noug6 nell'aprile del medesimo anno, col titolo L'Aube desarmdee che Magritre aveva presentaro a Patrice Lecomte insistendo insieme sul tema - pii che un tentativo di stupro, <<lospavento che possiede la donnar, - e sul <<sotterfugio> tecnico, grafico prima e pittorico poi - un <<rovesciamento delle leggi dello spazior>graziea7mantenimento della figura maschile nel contorno di quella femminile. Contenimento che d una contesa, composizioneche tende la rassomigli anza un paros^ sismo insiemerealista,meta-pittoricose non inter-mediale, e denigratorio - le fattezze della figura citano il classicismo enfiato e appesantito di Picassoe L6ger e le rotonditi burrose delle bandesdessindes d'awentura, d'altronde gii recuperate nella sdrie noire di quegli anni ispirata alla versione cinematografica di Fant6mas di Louis Feuillade e alla cronaca nera. Contenimento illusionista che disattende il riconoscimento percettivo e cognitivo abituale di figura e sfondo, che E una coesistenzapolemica, r,rnagigantomachia figuraleentro il figurativo. E qui escogitata una ripresa originale di uno dei principi sovrani del surrealismo, di derivazione dada ma ritrovaro nel plan de non-conuenarcce di Max Ernst (Magritte elogia le illustrazioni per Rdpdtitions di Eluard, del 1922) e, di li, nella moltiplicazione prospettica di de Chirico (Magritte rievoca la promiscuiri tra una testa antica e un guanto chirurgico in Canto d'amore, del tqtq): il collage. Il principio poetico dell'accoppiamento ingiudizioso ma semplificatorio di soggetti differenti, del raggruppamenro emblematico o della collisioneesemplaredi diversi oggerri,rappresenta-

ti- come dir) in Ligne de uie, confercnzadi Anversa, del 1918 - in <tutti i loro particolari manifestirr,fedelmente raffigurati neiia ioro apparcnz^ sensibile, d, infatti, mantenuto all'interno della sintassi e della grammatica della pittura figurativa in quanto tale. In questi anni, durante il soggiorno a Perreux-sur-Marne e a stretto contatto coi surrealisti parigini, Magritte scopre difatti il mistero non tra non nella retorica iconografica della contraple cose ma in esse, posizione e del dipaysagema nell'iconologia materiale della co-esistenzae della co-fusione. Si guardi, per rimanere al precedente pii significativo di Les il traspirare organico e vegetaledella lours gigantesques,l'affrorare, - il legno, inanellato da Freud, in materia naturale per eccellenza byle, Holz, Stoff, Madeira, mater con semantica, sinossi una celebre ritratto di donna, del l92l, questo in La Ddcouuerte:2 in e materia della pittura ed d del tutto le forme i materiali e sono lasciati intatti quasi didascalico, ribadire, a inindagata la sua figuraliti materiale, predefiniti gid e costituiti. un symbolischenGebrauch di significati dipinto interamente a mano>), come Se si tratta di un <<collage auspicavaMax Ernst, essosi guarda bene dall'andare au-deldde la peinture, giacch6 l'assenzadi frattura e di confine tra due o pir) materie di due o pii oggetti, la compresenzae la sincronia di due o pii sostanzee oggetti, di cui Magritte scrive a Noug6 nel novembre del 1927, a sempre risolta e resa nella continuita della superficie pittorica. Non si tr^tta ne d'un assemblaggiodi elementi figurativi e stilistici - come nella pittura-nella-pittura della riuerie modernista e archeologica, letteraria e meta-pittorica, di de Chirico -, n6 d'una combinatoria di anacronismimateriali - come nella morfologia generalizzan dei frottages di Ernst, che fa della trcatiire interrogie il principio aleatorio e ornamentale d'una sincroniciti poietica tra attiviti artistica e generazione naturale. Magritte d dunque assai distante dalla anamnesi dell'inconscio morfologico messa in essere da Ernst in Histoire Naturelle, malgrado sembri ricordare e condividere la sua riscoperta, il 10 agosto 1925, della maccbiadi Leonardo, di Cozens e della tradizione dell'image ruade by chance,e la cui portata gi) intuisce Breton nel 1921, poiin Le Surrdalismeet la Peinture, proprio del '28, e nell'auis au lecteurdi FemruelaA t tes de|'29.

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I:ilippo Fimiani Sar) proprio Les Jours gigantesquesa ribadire che sostanze, nature e simboli diventano gradualmentequalcos'altro,che si trasformano lentamentein altro da se e si fondono in un'unione inedita; e che tale potenzialiti metamorfica,pur refrattariaa una univociti identificatoria ed eidetica, d sempre raggelatae fissatain forme controllatissime,che tale esuberanzametaforica d comunque regolata da un'art de peindre gi) tutta concettuale. Listante d'un presenteche non si realizzeri miri ma d coagulatoin un anenire eternamentea venire e in gesti statici d dunque il tempo tragico di tale immagin e fatta di due eppur una, in bilico tra caduta e arrivo, sospesasenza durata tra violenza e abbandono, insieme ribelle e reclusa tra liberti e necessit},tra esistenza e impotenza. Magritte, in un incompiuto rdcit a quattro mani con Carnille (ioemans, definisce <.miracoli>, i gesti e i movimenti di questa endiadi (di animus e anitnd?)imprigionata in figura, denunciando la postura immobile, pii staruariache pittorica, di quest'immagine-rnontaggio (androgina?) di maschile e femminile, di questa polariti intensificata - violenrata,non sublimata- in uniti. Unit) antiteticadi movimenro e paralisi,in questedttitude., passiouellesE perd all'opera un ahro principio genericodell'immagine, che affenna una pittura ormai decisamente eterogenea tanto al sincretismocompositir,o del collagequrrnto al sincronismomorfologico del frottage, e forse capace di declinare insierne anacronismo espressir,o e illusionismo figurativo, memoria figurale di gesti remoti e riflessionelinguisticasulla percezionevisiva.Mi riferisco alle attitudes ilbgiques dei corpi isrerici disegnati da Paul Richir o fotografati da D6sir6-Magloire Bourneville e Paul Regnard alla Salp tridre al seguitodi Charcot; d'altronde, proprio nel marzo del 1928, lo stesso anno di Nadja e delle opere di Magritte, "La Rdvoh"rtion Surr6aliste"pubblica Lrnresro di Breton e Aragon, Le cinquantenaire de I'hystdrie, e due anni dopo L'Imnzaculde Conception riprende alcune foto di Bourneville e Regnard. Tale modello, perd, e malgrado i fraintendirnentidei surrealisti,eccede il regestoclinico e protocollare di Charcot e sembra consenriredi rivedereplasticamente ed espressivamente all'opera nella figura di Magritte quella che Freud, nel 1908, avevachiamatola toiderspruchsuolleGleichzeitigkcz7, la simultaneird conrraddittoria delle Troses

Due itt tttto

' .t,rttiqut's degli attacchi isterici. Lincomprensibiliti, Unuerstrin,'tr,l,kt'it,del colpo isterico e della figura magrittiana, entrambi ,,r1'1'si1iva-"nte iliusionistici e teatralmentedoppi e posseduti,d, ,lilrrtti, tale perch6 risultato fragile d'un conflitto, d'una lotta 'tra forze opposte, tra antitesi inconciliabili eppur sinr,iltzrlrtcsczl \ r()nichema non determinate.Il ribaltamento percettivo tra volurrt'e ombra grazie al sotterfugio tecnico dell'unica figura, insieme r isrlriletutt'insierne- come una statua:come in Les lours gtgantcper Goethe, e non solo - e tuttavia \tl//L's, o come il Lac.tcoctnte incluietante, tutta riconoscibilecl'un blocco e tuttavia indecifrabiIt'. scmbra mettere in opera, allora, una dinamica formativa - plasrica, contraddittoria, sovra-determinata- dell'immagine e del (dinamica che d, tra I'altro, del tutto assente dalla !.estoespressivo junghiana). topica e dalla sirribolica Nelle pagine del ricit di pugno di Magritte, pubblicate nel 1978,un po' canovaccioiconograficoun po' commento esegetico .lcl dipinto e dcl discgrro,compaiono proprio il motivo della statua c quasi una rivisitazione ribaltata del mito di Pigmalione: la sulle statuedi del suo incantesinro> l'<<impronta .lonna lascerebbe di vita (o animate di cui ,! stata modello, finalmente <<animate Indizi letterari della costruzionedella rappresentazione n.rorte?)>>. e spie metaforiche delle implicazioni nascostedel suo dispositivc'r forrnale, queste parole dicono gli eftetti profbndi clell'errupdtia nella produzione e nella fruizione dell'immagine e ci awertono a ben intendere un'affermazionecli Magritte circa la brutalit) ,.non solo esteriore>>, ciod inerente alla scabrosit)del soggettoe alla troI itnpronta dice qui, infatti, vata tecnica, di Les Jours gigantesques. clella memoria psichica che si attualizza in fantasma e in gesto, denuncia il doppio movimento di incorporazionee proiezioneche c\ all'origine della nascitauna e bina dell'immagine, insieme intee percepita,insierne riore ed esteriore,imrnaterialee reale,r,issuta di s6 e dell'Altro. confusione sangue e aria, materia e ambiente, lo spazioa e costringa le distanze Descrive come I'emozionedivori "vogiia" una stringersi addosso in un tatuaggio d'ombra come riemersa dalle regioni pii nascostedel cuore e finalmente visibile d'un segrcto;raccontacoure,impalpabile eppur fisidecalconrania ca, I'atmosferaincarni figuralmentee tattilmentc il desiderio.

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Filippo Finiani Limmagine afferma insomma I'intenso e lllocalizzabile contatto, immaginario e sentito, attivo e passivo, con Ia Psychddell'Altro, estesaper ogni dove e inafferrabile come il respiro del vento e il sospiro dell'amante; informe come l'<<immagine d'al.a>>, ein Lzftgebild, che I'anziano Goethe canteri in Ulrike von Lewetzov, sua rediviva Elena - quasi eponimo uno e molteplice dell'anacronismo -; duttile come la nuvola che fa notte in pieno giorno e cinge da ogni dove Io - 1o racconraOvidio (Met.,I,588 750) e lo raffigura Correggio (Gioue e Io),1 amn'irato anche da Bataille -, mortale insieme restia e arresa al corpo-respiro, all'affanno rapace del cielo da lei stessainventato e plasmato, per dida con Aristotele, naturalmente in sogno. O d lei a esser immaginata e formata dall'Altro?

FedericoFerrari

Esempio

I'lote
I 2 r Olio sul tela, 16 x 81 cm, Kunsrsammlung Nordrhein-Vestfalen, Dtisseldorf. Olio su tela, 65,2x )Q) cm, Bruxelles, coll. privata. Olio su tela, 161,8x 70,5 cm, Vienna,Kunsthistorisches Museum, l530ca.

Bibliogra/ia
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alle pagine Cid che colpisce un "profano" quando si ar,ryicina junghiane sulla sincroniciti sono gli esempi che lo psicanalista ne di. Viene quindi da chiedersi cosa sia un esempio. Ma a questa domanda, in realtd,non si d) risposta.Non tanto perch6 I'esempio sarebbe indefinibile o non risponderebbe alla domanda fonda(ti estin) - domanda che mentale di tutta la filosofia <<che cos'b?>> tra l'altro, perde di attualiti con I'awento dell'epoca della tecnica, orientata al come pii che al perchd - ma piuttosto perch6 I'esempio ha gi) sempre risposto, prima di ogni possibile domanda' Lesempio d I'esposizione della mancanza di domanda o del fatto che il suo essere d gii tutto li, nella sua semplice esistenza. Uesempio i tautologico, fa tutt'uno con il suo esserein atto, con il suo essereun possibile in atto: un uomo d un uomo, e niente di piir - ma neanche niente di meno. Cosi un uomo che soffre non d il rappresentante degli uomini che soffrono, non A l'elemento campione della statistiia e nemmeno il tipo da prendere a modello' E semplicemente un esempio degli infiniti compossibili che compongono quell'insieme che prende il nome di "uomini che soffrono". In questo senso,un esempionon E mai esaustivo,pur essendo tautologico. Inoltre ogni esempio E perfettamente sostituibile un esempio vale l'altro - ma d anche totalmente unico: "2" e "4", entrambi esempi dell'insieme dei numeri pari, sono indifferenti nella loro differenza. Uesempio d al di l) del sistema rappresentativo: non rappresenta nulla, presenta soltanto la propria singolare esistenza,il proprio esserequello che i. Ma come parlare di un esempio?Come dire appunto I'esem-

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5t

f-eJt'rico Ferrart

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plarit) di ogni caso, di ogni occorrenza acausale, di ogni singola soffercnza, senza tradire la loro specificiti? Il problema d difficile, non solo per il saperenecessariaurente incerto di colui cl.re si occuira della sofferenza altrr,ri, ma anche per ragioni logiche e filosofiche.Lesempio, infatti, ha cerramenrc a che fare con il linguaggio, non d un suo "fuori", un qualcosadi extralinguistico. "Esemplare B cid che non d definito da alcuna proprieti, tranne I'esser-detto".Cosi "un evento acausale"d un esempio dell'insieme che prende il nomc di "eventi acausali".In questo senso,un esempiol-rala propria specificiti nell'esser-,/e,/lo x o y. Il dire, I'essere lir-rguistico, i il fondamento di tutte le possibili appartenenze, di tutti i possibili insiemi di esempi. Riap propriandosi dell'essere linguistico, quindi, ci si riapproprier.ebbe dell'appartenenzastessa, superando cosi ogni particcllarit) come ogni universaliti, o meglio, l'aut aut tra le due. Il che d esarto,ma solo a patto di aggiungere che il detto d la cosastessa, e la cosaE il detto. In quesro modo si potrebbe anche dire che I'esserelinsuistico, I'insieme di tutti i possibili esempi,d il nondo,. uiceueisa. Rinvio dall'uno all'altro, in una distanzadi nulla. Allora, I'esempio sarebbeliberato non ranro per mezzo di una sottrazionedella presunracosain s6 all'insiemedei predicati - poich6 I'esempio non b indicibile, ma B sempre detto - e nemmeno, quindi, per n)ezzo di una parola vergine capace di liberarsi delI'ingombro delle cose, ma piuttosto arrratverso la liberazione di tutti i predicati possibili, la riduzione di tutti al lor-o cararreredi esempio,di singolaritiiuniversaleche nel dirsi x o y, ogni voita, di nuovo, configura un mondo di possibili. Essereesempio, farsi esempio, significa dire, ogr-rivolta e sempre di nuovo, "anche questo d mondo; questd d la mia sofferenza", cioE dire I'evento dell'esserelinguistico, dove pero il "dire" va inteso come un mostrare e quindi un fare. Farsi esenpio, cos'altro significa se non cid che i Greci, e ancora Marx, chiar.navano prdxi-r: un fare nel quale l'agente dell'azione (e quindi anche del dire) si "produce" nel suo stesso operare? Parlare d'esempio, dunque, non vuole affattosottintendereun abbar-rdono della dimensionedell'universaliti a favore di un particolarismo,pii o meno chiuso. Il particolarismo,infatti, i la nega-

Particolareb ziorrcstessa di cid che s'intende parlanclod'esertrpio. particolaritit Le e di se stesso. a se che stesso r iir che non risponde nega, ,i La particolariti :ono esaustive, I'esempio complementare. Lesempio la categoria di universale. r'()n la sua stessaesistenza, rischio, rientrando in una dimensioneche ,lovrebbe evitareqLtesto l)otremmo definire di universalit) singolare.Lesempio dice solriult():"ecco un possibilein atto, all'interno dell'insiemedei possibili", mentre il particolare dice: "ecco la sola attualit)r possibile: I'affermazionedella mia particolariti". Il particolarismob sempre particolarismopredicativo. Dice: io questele mie solrrsono x) y, z, oppure: questad la mia sotferenza, questi i fini. E in le e queste cause zioni, queste le mie certezze, cosa sia "i{)", "x" e giit definito Llucstomodo presuppone conte l"'essere" che li unisce.L'esempio non put) invece dire: "io sono x", poich6 la sua non d una funzione connotativa, ma piuttosto denotativa ("un x"). Un esempio pud solo essere lnostrato. Lesempio dunque non puo essere ipostatizzato in un predicato particolaree nemmeno in un insiemeassoluto.Un esempionon sa nulla dell'insieme che esemplifica,perch6 in sensostretto I'esempio pud solo indicare un insieme a cui appartiene ma non pud in nessunmodo esaurirlo o chiamarsi a rappresentarlo'Un esempio d solo un esempio,tra infiniti altri, pur mantenendo il suo carattepercepibile da tutti. Esso non re d'esemplariti: E rnanifestanlente rappr esent a un'appar t enenza, m a, com e scr ive giust am ent e Agamben, mostra la possibiliti di espropriarsidi tutte le apparteDi qui segueche stessil. nenze,per appropriarsi dell'appartenenza la semplice esistenzadi un esempio e la dimostrazione del fatto che l'universaliti non i mai astratta,ma sempreconcreta.Ogni discorso universale deve concretizzarsiin una pluraliti di esempi, alrimenti d un discorsovuoto, un insiemevuoto. Lesempio, quindi, attestache l'insieme non E vuoto e che dei possibili sono, appunto, possibili, anche quando sembranoimpossibili. Esso attestala possibilita di una particolarit) che cntri a far parte di un'universaliti. Infatti, non si di mai un solo esempio. Lesempio d sempreplurale o, meglio, I'esempiosi di semprecome rinvio a una pluralita. Un esempiounico non sarebbepiu un esernuno stato d'eccezionesottopostoa pio, ma una regolaeccezionale:

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Fcderico Ferrari

un Filhrerprinzzp. Lesempio, invece, conserva nella sua esempla_ ritd plurale un rapporto con una regola valida per tutti i casi sin_ golari. Come scrive Nancy, .d'esempio B scelto e messo da parte per presenrarequalcosadi grande, d'eccezionale. eui, quel ihe A esemplificato, d I'eccezione della singolaritd - i., quanio essa d anche la b-anale regola della molteplicitd. Ma una tale regola, come d giusto che sia, non ha altraistanza che i suoi casi d'eccezione e d'csemplarita>. Ed d esatramenre cosi: I'esempiod l'eccezioneirriducibile d^ellasingolarit), <<inimitabilenel suo sressoessere qualunquerr. E per questo che non d esatto dire, come fu unroru Nancy, che ol'esempio, qui, non rinvia ad una generaliti o ad una universaliti'>. Esso, infatti, r'i rinvia proprio in quanto singolariti universale, valida, ciod, nella sua insostituibile uniciti, p..-, tu,,o I'insieme d'appartenenza. Se cosi non fosse, l,esempio si trasfor_ merebbe in particolare, in quanto ab,soluto. Detio altrimenti, come fa Agamben, <.dauna parte, ogni esempio E traitato come un caso particolare reale, dall'altra, resta inteso ih. non pud vale_ "rro re nella sua particolariti>>. La struttura dell'esempio d, dunque, quella del rinvio, ma di un rinvio in quanto a.rdrta e ritorno:'dai singolare all'universale, dal centro alla perif-eria,da s ali'altro, e viceversa- dove il polo d'andata e quello di ritorno si danno solo nel percorrere la distanza; letteralmente, non vi sono n6 prima n6 dopo. Lesempio, quindi, d sia particolare che universale(e non n6 _ I'uno-n6 l'altro), poich6 essoe esattamenteuna singolariti universale:I'unico punto in cui i due termini possono assumereun senso senza ipostatizzarsi - senzaciod soccombere al rischio dell'autonomia, ma piuttosto facendo sistema (essendoil sistemacid che tiene insiem.e gli esempi). La sua struttura esistenzialed quella delI'et et et... all'infinito.

SergioA. Dagradi

Esistenza
Lungo d il tempo, ma il vero awiene. H.)LDIR-LIN

Milan Kundera, in una pagina esemplarede Linsostenibile leg perezzdtlell'essere, si i soffermato ad analizzare I'eccezionaliti di ogni storia d'amore, di ogni rapporto umano. Commentando una situazione di turbamento del protagonista afferma: <Quando Tomds tornd a Praga da Zurigo, fu preso da una sensazione di malessereal pensiero che il suo incontro con Teresa fosse stato determinato da sei improbabili coincidenze. Ma non d invece giusto il contrario, che un awenimento d tanto piir significativo e privilegiato quanti pii casi fortuiti intervengono a determinarlo?>>.r Alcune pagine precedenti contengono un'altra osservazione dello scrittore ceco che merita la nostra attenzione: <<Nonsi pud mai sapere che cosa si deve volere perch si vive una vita soltanto e non si pud n6 confrontarla con le proprie vite precedenti, n6 correggerla nelle vite futurer>.2 distanti e sconnesapparentemente Queste due considerazioni, se,possonoin veriti dire ben altro. Assumiamo- innanzitutto - la prospettiva, coltivata in particolare dal pensiero femminista, del testo come luogo di configurazione di senso dell'esistenza e di gli accadimendel proprio s6.Attraverso il raccontarsi, emergenza ti della vita assumono per noi una trama, owero un senso, dai quale si staglierebbe un s6 coerente ed unitario: a differenza di ogni metafisica certezza nell'esistenza di una sostanzialiti soggiacente questo s6, precedentee indipendente da ogni forma di narrativit) e da ogni configurazione autobiografica, il pensiero femminista ha sottolineato la dipendenza di questo s6 dalla modula-

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,\crgio A. Dagratli ziclnedel racconto.Ii potere performativo del test' e crelle sue s'ategie retoriche presenta a noi un s6 che potremmo definire fanta_ snatico, e che riverbera I'alone di incertizza che presiede gI ;.;; dimenti della nostra esisrenza.r E, lo stessoK,.,ri..o, .l"l'r.rto, u ricordarci come I'arte dei raccontareabbia a che fare co gezza dell'incertezza,t in quanto consapevole " d"ll'op".o,. ";;;;ni;;;", realti sce'ra da verit) assolute, pnpoiut, viceversada veriti plurine, relati'e e con'adclittorie, -u il ,r...,.r,o.r, assume piena_ mente l'orizzonte di indeterminatezza della prassi umana. Lesistcnza untana, quindi, quale accadi-"nto di eventi che possono essere interpretati corne non guidati da logiche sovradeterminate:il senso,viceversa, .o-" p.oJuzione di n.ssi tra u..u.ri nrenti sincronici, che assumonovalore per il soggetto stesso..g.,, dosi rispetto al caos possibiledel diuenire. E ,irl.tto n u. alu?ni re sentito come minaccia perchd privo di senso. La costruzionedi senso viene pertanto a delinearsi come tutela dall,angosciadel divenire, del non sensodell'esistenza. Ricorda g-onu.lJs."*r"., <'La volonti di salvarsi dalla minaccia dei divenir. d ;r"-;;ii; fbrme originarie di dominio. [...] per salvarsi d necessarioarginare la minaccia del divenire, ciod controllarla, so*oporla u unu [gg.

I:J/ J t eilZA

fortuito aggrovigliarsi degli eventiche dipananora nostra.rirt.,rza'6 I'n questo dare senso,in questaariribuzione di rogiciti, di raz.iona/izzdzione deglievenriemerge il percorsodi indiviiuazione del soggetto: il soggetto si mosrra tru-ii" la suacapacitidi storia, di farestoriadi s6 e quindi di autodeterminarsi, ,ii scegliersi. Nei prenderesensodegli elemenrisincronici,questi stesii elemenri sonoelaborati comeesperienza:-come la propriaesperienza e quin_ di cornese/bst.'Ma di u' s6 che og.ri eu.nto successrvo mostra nellasuaimpossibilit) a pensarsi comesrruttura chiusa e immutabile, definitain quanto definitiva: <<La distruzione degli imm.,tabili da parredellanoviti imprevedibile dell,evento d [...] determi_ nata dalla contraddizione che l'evenrointroducenella struttura inrmutabile. I-levento irrompe in questastrutturaappuntocome noviti imprevedibile che d in contraddizione con ra-dimensione chelovuole anticipare e ridurrea s6traslormando in un non niente la nientit) originaria dell'evenro>r.s

e dunque dominarla>>.5 Liberarci dallacasuarira i.r,u.fJ".;,

Ai

l.'agireaurocomprendentesi clell'individuo - dero di nuovo , r'rr'rr di dirimere I'accaderedi eventi coincidenti, posti in relaziorr r)()ncasualie aventi significatooriginariamenteuguale o simile; l.r sirrcror-riciti viene piegata dalla riflessionedel sogde]l'esistere lr'tto, ch solamentenell'istituzionedi nessicausalie di gerarchie ,li significatotra gli eventi mette alla prova se stessoe la sua possil,rlita di senso,sempre in bilico tra individuazionee nevrosi. I IeideggerianamenteI'esistenzasi t.nosfraqtrindi coffie cx-r'rlc,i': il suo cafattere di trascendentalit) viene manifestato dalla n()stracapaciti di essere storici, iu quanto esseriche nel compren,lersi delineano la temporalit) della propria vita e la scansione ,legli accadimenti che I'hanno caratterizzata,ma aprendosi al conr('n1po al possibile.In questo atto di alltocon-tprensione il soggetto unrano d sempre oltre, al di l) dei meri fatti: d appunto Da-se,in, ('ssere a cui ne va del proprio essere e del sensodel suo esistere. In tal sensocrediamo inoltre accostabile questavisione dell'esistenza urrana a quella prospettatada CharlesTaylor,con la sua idea della at t r aver soun l )crsonau m ana com e sogget t oaut o- int er pr et ant esi propri di articolazioni espressive dei delle sentimenti, lrluralismo proprie emozioni e I'assunzione cli una costanteresponsabilita nei confronti delle valutazioni cla lui compiute rispetto al proprio asire.') l'l ote 1 M. Kundera, (1984), L'insostenibile leggertzza tJell'essere, tr. it., Ade$hi, p. 56. Nlilano 19c)8r5, r Ivi ,p. 16. I Su queste tematiche fbndamentalc A. Cavarero, Tu cheni guurtli, tu che ni racconti. Filox,/iadellanarrazion Milano2001t. e, Feltrinelli, r M. Kundera, (i986),tr. it. Adelphi, L'arte delromanzo, Milano1988, pp. 20-21 . Ma ricordiamo ar-rche <<La le paroledi AdrianaCar,arero; narrazio"rivelail significato ne,si sa,d un'artedelicata, essa senza commettere I'erlore di definirlo".Contrariamente allafiloso{ia. checlarrillennisi ostina a I'universo nellatrappola catturare dellatlefinizione, la narrazione rivela il finitonellasuafragile ur.riciti la gloria' (A. Cavarero, e ne canta Tu chcmi guardi,tu cberni raccortti. Filoso/ia dellanarraztone, op. cit., p. 11). 5 E. Sevelino, p. 15. Legge c'ra.m, Adelphi,Milano 20025,

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SergioA. Dagradi Ancora Severinoci ricorda che: .Nel suo significatoessenziale il caso d I'uscire dal nienre, il caderesull'esistenza essendostarogettato da niente.,Il divenire in quanto tale i caso>> (E. Severino,Legge e caso,op.cit.,p. z) ) . Si stagliain quesradinamica,in questo processodi individuazioneil pro_ blema della.perdita- junghiana_della Jimensioneinconscia,ossiaarchetipa e quindi collettiva. Allo stessotempo vi d un sottile equilibrio nell'evitare la massificazione alla quale ogni dimensione colleitiva rischia di richiamare.
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Matteo Vercesi

Fanciullo salvatore
... i mia opinione siano cheagliarchetipi legati in certecircostanze a fenomenidi contemporaneiti, cioddi sincronicitd. c.c. JuNt;l

E. Severino, Leggee caso,op. cit., p. 44. Ch. Taylor, La topografiamorale del sr', (19gg), tr. it. Edizioni ETS, pisa 2004.

Il fanciullo salvatore,figura dalle caratterisdche divine, annunr rirtricedi una nuova era, pud essereritenuto cifra della sincroni, iti: non interpretabile attraversola discontinuith e la causaliti rrr sintesicome immagine di una tappa dell'esistenza che pud rinr t'nire il proprio compimento esclusivamentenell'evoluzione che ,.trrduce a fasi posteriori, "mature" - bensi attraversola compredi possibilita, date dalla convergenza di temporaliti diverse 'r'nza ..hc si correlano a spazi particolari. Egli si presenta sempre ina\l)ettato; fa la sua apparizionein luoghi inverosimili (nascitadall':rcqua, dalla pietra, da un albero, ad esempio) <: sotto aspetti straordinari (bambino, nano, animale,hornunculus). L archetipo del dio fanciullo i incredibilmente diffuso, connesso ad ogni aspetto del <<motivo bambinon;2 non soltanto riscontrabile nell'immaginariodi culture e tradizioni, bensi anchenegli stati individuali di dissociazione. Gli homuncoli che compaiono nelle rranifestazioni schizofreniche (si pensi all',rallucinazione del bampresente nelle donne alienate) sono il prodotto del dissolvil.>ino> rnento di una personalit) che si trova ancora al <<grado della pluralit)>>, dove I'io non e in grado di vivere la propria totaliti se non .,nella comuniti della famiglia, della tribi o della nazione>>. Si tratdi incompatibiliti tra lo stato del preta di uno stato di scissione, sente e quello del passato: sovente il fanciullo incarna elementi dimenticati dell'infanzia, venuti in contrasto con aspetti dell'esistenzache si conduce a livello attuale. In tale condizione I'origine, individuale o collettiva, rischia di venire pericolosamente minata; d come se il concetto legato alla nascita tendessead un graduale offuscamento, riconducibile a una conseguente perdita dell'iden-

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\1 .,,,,,\,.t,,,sr ' , r i L r,' r l rt( rt\ttt//.t () i rt ti l tgeal puer, ri schi adi vederl omaterr.rl r,' z .rro rrr , rrr' rrs tru tz sc i g n i fi cati ve cl el l apropri a esi stenza, conte ru) l)()lcntc t'ichiamo alla decifrazionee all'accoglirnentodel suo c()ntcnLrto simbolico, Lln po' come accadecon lo scarabeosimbolo cli rinascita che si mateializza dopo un sogno a una paziente di imrnagine di Jung, e che innesta un processo di trasforn'razione,r una psiche che organizzala materia. Il rituale, attraverso la ripctizione ciclica dell'cvento mitico, consentedi riportare zrllacoscienzaI'immagine dell'infanzia,e di sanarele frammentazictni. In csso d presente anche il <<carattere di awenire>>: il motivo dei fanciullo infatti non soltanto correlatoal concetto di passato,ma altresi a quello di futuro. Il bambino d colui che "dcve divcnire", avenrein germe una teurporalit) diversa rispetto a quella gii espressadalla propria condizione; egli d possibiliti e potenziaiit), ed esprinre sopraturto il senso della "totalit)". Per molti versi d affine alla figura di Giano bifronte , rappresentazione del passato, del presentee del futuro; come afferma Gu6non, ..fra il passatoche non i piu e il futuro che non i ancora, il vero volto di Giano, quello che guarda il presente,non d, si dice, n6 I'uno n6 I'altro di quelli visibili. Questo terzo volto, infatti, d invisibile perch6 il presente,nella manifesrazione temporale, non b che un istante inafferrabile>>.r Ma innalzandosial di soora della manifestazione clel transeunte, il presenre contiene o;ni realti; si pensi alla tradizione dell'induismo, ove I'occhio f.ontale di Shiva - invisibile perch6 non rappresenraro da organi corporei - diviene manifestazior-re dell'eterniti. Larchetipo del dio fanciullo csprimc quindi armonia e sincronia,non l'opposizionetipica del dualismo; se ..nella sua formulazione ontologica.il dualismo prevede I'opposizione di due principii>>,5 in tale archetipo possiamo invece rinvenire una costituzione triaclica,ove la dualiti visibile. costituita dalle coppie semantichedivino-umano, passato-futuro, forza-debolezza,completezz2t-carenza. si risolve e si completa, per cosi dire, nell'ineffabile sospensionedelle opposizioni; il tempo presente,intangibile - quindi affine all'aeternus^ poich6 cosranremente mutevole, diviene il luogo "non luogo" ove confluiscono tutte le fbrme. Gli aspettidell'umano e del divino si elevanoe confluiscono nell'eterr-ro; I'uomo diviene cosi un reftdltls.fanciLrlloche

ttt'iuIlo sdluatr,re F,t quindi aifern.raritorna al primigenio punto di partenza'Possianro tenu.na esprimendo lo scopo incatna'-to rc che inianzia e origine nelrisolve si totalitl della Il senso si,cneal futuro - deil'e.istere. di accacluto"' "non ancora del l'invisibile, che d in sintesi la cifra per conchiudere tendere dovri .iJ u .,,1 inevitabilnente I'umano la temporaliti ciclica propria del mito.' . . rappr;sentala prctbabiliti psicbica' poich6 con Se <<l'archetipo ed d al conirti.tturii'ordinari in una sorta di tipi>>' figrl.u "u.nri priori' forma ricctnct;;1,;. oh forma tlel cctordinametlto psicbicg a 7l fanciullo appare cosi trasccnrclbitc per uia d'introspezione>>,6 offre il dispiegaJ"niulrrr.,-t," retto da Jn principio orclinatore che e divieesistenza; di possibiliti infinite di e la germinazione ..,uluu,o,e''proprio trat:rite le possibilitl che offre all'un.rano, -.nro ,-'. ad atofizzare e ot,r" it principic, d-i causalit) che sovente tende spegnereI'Anima' ' cui xttingere ir-, tol senso,clivienefonte sempre rinnovantesia forme e temPi.

N o te (19)2), pref di Antonio Vitolo' Bollati Carl G. Jung, La sittctctrticiti 1'1' 1980, Torino P. Boringhieri, in Carl G' dcl t^anciulh (19'10)' dell',ttchctipo Cfr. Carl G. Jung, Psicologia mitrtktgta dclla sciettttlin studirt ali't Prolcgtmetti i"r*, XU-ft Ker6nyi. Torino 1972' pp' lo7Boringhieri' Bollati Trevi, Mario ai itghl, f..t. diuinasceconrerispostae conlmento allo scritto Ilfanciu/lo 148. Il saggitr citato' volume rlledesimo nel zo tJi Ker6nyi, contenuto cit , pp 35'17' Carl C].Jung, La sincrrtttictt)' (|962), Adelphi, Milano 2000' Sat:rd Scienza Ren6 Gu non, '\tnboli delh p .1 1 8 . l o a n P.C o u l i a n o 'In i ti d ci d u u l i sn i tl cci l cn ttl /i .D a i si ste tn i g n o sti ci a l Jaca Book, Milano \987 ' p' 26' mondo rttrsderno, cit', pp 112 I ll' Carl G. Jrrng,La sincroniciti,

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Fiori gialli Cristtna Faccincani contro terapeutico. Era uno di quei fenomeni che awengono in sincroniciti, ai quali appunto non si pud applicare una logica di causalit) lineare. Di fatto quell'esperienza ha portato, nella relazione tra me e il paziente,la possibiliti di parlare di questo suo vissuto in modi completamente diversi. Io avevo avuto uno choc emotivo che mi aveva consentito di entrare in contatto profondo con cid che il paziente provava quando viveva la realt) infettata dalla sua negativiti. Avevo avuto un'esperienza di forte spiazzamento.ero st at aat t r aver sat a dalle "sue" per cezioni,essein m e avevano avuto un destino diverso e cid mi dava I'autoriti di riaffrontare il problema dell'interpretazione dei suoi vissuti di contagio negativo in un altro modo. Ai suoi occhi ero stata investita da quella negativiti e non ne ero stata travolta, in un certo senso ero soprawissutai avevapotuto suscitarein me una reazione e il risultato non era st at o un r if iut o. . . sopr at t ut t o aveva un t est im one ed egli stessoera stato testimone dell'evidenza della mia rcazione: a partire dall'evento di quell'esperienza condivisa le mie interpretazioni potevano esserecredibili; a quel punto potevano anche funzi onare,non pr im a. Le st esse int er pr et azioni,quant o a cont enut o. ora potevano avere un'efficacia perch6 si innestavano in un'incarnazione. A distanza di un paio d'anni, durante una seduta con lui, si verificd un blackout elettrico; ci fu fra noi uno sguardo d'intesa e il oaziente disse ridendo: <<Nonsono stato io!>>.

Fiori gialli
... Ma, a volte, proprio nel momento in cui tutto ci sembra perduto, giunge il messag_ gio c he c i pu o s a h , a r ea : b b i a m ob u s s a l o - a porte che davano tutte sul nulla; e nella sola per cui si pud entrare, e che avremmcr cercatainvano cent'anni, urtiamo inawer_ t it am ent e, ed e s s a si aore... PROUiT,Il tempo ritrouato Lavoravo con un paziente che aveva la convinzione assoluta di essere nocivo, di avere una negativit) che infettava la realti. Si oercepiva come una sorta di awelenatore, per cui tutte le cose con c,ri entrava in contatto (oggetti, persone) venivano investite da questa negativita interna e subivano una metamorfosi negativu. Aueuu-o Iavorato molto su questo, io mi ero prodigata in interpretazioni,

cercando di dare altre spiegazioni, altre restituzioni di senso del delirio fino a che un giorno successe una cosa sconcertante.prima di andare in studio quel giorno ero andata a comperare un beilissimo mazzo di tulipani gialli, li avevo messi in un vaso poco prima di ricevere il paziente. Arrivd, raccontd le cose ,,r.."rr" q.,.Ii, ,.t_ rimana, dalle quali estraeva il solito significato. Io ricominciai a dire che si poteva darne un'altra interpretazione, si potevano vedere le cose in un altro modo, opporr.ndo il mio ritornello al sLro... quando lui mi disse: <<Madottoressa, guardi sul suo tavolo, sono stato iol>. Mi sono girata e i tulipani si erano completamente afflosciati, le corolle reclinate sul tavolo, come morti. Ho avuto un,esperienza di vacillamento, di spiazzamento,nella quale, a un ini_ ziale sensodi mancanzadi speranzadi via d'uscita, erasubentrato un movimento psichico di ricerca di relazione con l'evento che si era dato, di trasformazione, di accessoalla possibiliti di pensare nuovi pensieri in concomitanza con I'interruzione violenta dell'attivit) interpretativa. Naturalmente io non potevo pensare che cid che sostenev a il pazientesi fosse prodotto sr.,q,rei tulipani in modo lineare. Ma nello stessotempo era awenuto, ,"1 q,ri . ora dell'in_

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l') /

Hc.r'.rc

Giouanni Guanti

Hesse
e Il gictcodelle perle di uetro
... tnirdndo il punto / a cui tutti li tctnpi- e quinditutti gli spazi - sonprcsenri ... DANTE. Pttradiso. XVII. 17 18

Affinch6 anche il nostro Pellegrinaggic.t tn Orientc possa dirigersiverso lo stesso traguardo vagheggiato da Hermann HessenelI'omonimo racconro del I9J2, bisognaavere come bussolala fede in quel punto arcano che lega con (tlnorein un uolume, / cii cheper l'nniuerso si squaderna(ParatJiso, XXXIII, 87 88). Bisogna credere ciod, come lo credettero prima o dopo di lui innumerevoli alri visionari, che possanoviaggiareinsieme,in una fraterna comunione d'intenti, i vivi e i trapassati e i posteri;quelli che furono e quelli che non saranno mai; chi, con-reDantc, s'immagind i propri accompagnatori e chi invece, come il Pablo del Lupo della steppa, il pittore Klingsor (non ancor giunto alla sua ultima estate), Boccadoro e Siddhartae Knecht, percorsemolta strada pur essendo s t at o s o l ta n toi m m a g i n a to . Tutti insieme appassionaramente, entro le spire di quel nc.tdct dell'essereche d insieme Aleph, I'inizio e sorgente del Tutto, e Omega, il Liber in quo totunt continetur degli apocalittici. l|n nodo che b lecito raffigurarsi anche come un viluppo di fogli, o come un volume al contempo puntiforme e onnicomprensivo: e dunque, come una biblioteca, visto che anche la pii sguarnita resta pur sempre un porto accogliente tutto cid che 1o scorrere del tempo e la diaspora degli spazi terrebbe altrimenti irrimediabilmente diviso. Contemplo la mia biblioteca, meravigliandomi ancora che il Gioco delle perle dl uetro poss^ impilarsi frale Odi di C)razio e un calendario degli incontri dei mondiali di calcio Germania 2006: sarebbe essacaotica, o in ordine o che cos'altro? Hic Rhodus. hic saltusr.

ln un aureo libriccino Hesse ha affermato che la Biblioteca d ,,(nrl)re<<un tempio con mille cellee cortili in cui d presentelo spiriro cli tutti i popoli e di tuttc le epoche, perpetuamcntein attesa ,li lidestarsi e sempre pronto a rivivere in uniti ia multiforme 1'r'lifoniadelle sue manifestazioni>>.1 llibbia (t(t biblia,la raccolta di libri per antonomasia), un nodo ,i,'ll'cssere cosi intricato che leggerladalla prima all'ultima pagina o rrprirlaa casod forse la stessa cosa,visto che ogni suo versctto ci \(ludLlerna in apparenza casuale,ma che si rivela inveun consiglio ( r necessario grazie al tocco fatale della... e irrevocabile Prima di poterle dare un nome prcciso, fra il 1916 e 111L)11 , I lcsse si era sottoposto a un'analisi terapeutica con Jozef Lang, lrsichiatraformatosi con Jung e appartenentealla sua cerchia di tollaboratori pii stretti; e poi, nel 1920, era diventato paziente ,lcllo stessoJung.Non so quello che i tre si dissero,anche se pare clre parlassero molto di rutne,ordalie, wotdnismo, tleutscheSeele, Lttlti solari, ariane sirno...Mi piace perd pensareche Jung trovasse il modo di esporre a l{esse anche lo strano ..cascldello scarabeot;2 di certi evendel fatto che .,la connessione c che Hesse,rassicurato prontanon causale.,associasse ti pud esseredi altra natlrra che (The Golcl tsug, r)renteil racconto dell'analista allo Scarabeod'oro <<Ho detto l84l ) di Edgar Allan Poe: forse,a un precisopassaggio: che la singolariti di questa coincidenzami stupi per un istante,il che d il solito effetto di tali fatti: la mente si sforza di trovare una connessione, un legamedi causaed effetto e, quando non vi riesce, oppure, al dilemma subisce una specie di paralisi temporanear>;3 I'ingegnositi umana riescaa costruire un enigma ilei dilemmi, <<se di un genere tale che I'ingegno umano non possa,con la dovuta applicazione,spiegare>>.4 L'accoppiamentotra i due insetti, lo scarabeod'oro di Jung e lo scarabeo d'oro di Poe, fecondo di significati ancorchE sterile di rapporti causali, avrebbe ben potuto generare I'architettura profonda del Glassperlenspiel, innalzato a detta di llesse a livelli virtuosisticida pochi chierici vaganti ebbri di enigmi, rebus e sciarade, ma praticato in modo dilettantesco anche da tutti quelli che sarebbero vissuti nell'era che egli chiamd delfeutlleton, appendici-

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Ciouanni Gmnti stica o della terza pag;na, e noi invece post-modernd:<<Con tenacia imparavano a guidare I'automobile, a fare difficili giochi con le carte e come in sogno si dedicavano a risolvere parole incrociate, perch6 erano quasi inermi di fronte alla morte, alla paura, al dolore, alla fame, le Chiese non davano loro alcuna consolazione, 1o spirito non li consigliavapii>.5 Su niente, men che meno sui bugs (da non tradursi qui come insetti o scarabei,ma come difetti di programmazione) con i quali la sincroniciti ha infettato tutti i nostri arsenali di logica e di buon senso.

Lucio Sauiant

Icone del tempo all'inverso

l,lote Hermann Hesse, Uza biblbteca della letteratura uniuersdle, trad. it. di Italo AlighieroChiusano, Adelphi, Milano 1979,pp. 120-121. Il celeberrimoepisodio venne descritto cosi nel saggiodi Jung sulla singiovanepazientefece un sogno,in un momento decisivo croniciti: <<Una della cura. Nel sogno essaricevevain dono uno scarabeod'oro. Mentre mi raccontavaquesto sogno,io stavo seduto voltando le spalle alla finestra chiusa.D'un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcosa bussasse piano alla 6nestra.Mi voltai e vidi un insetto alato che, dall'esterno, urtava contro la finestra.Aprii la fincstra e presi al volo l'insetto. Era l'analogiapir) prossin-ra a uno scarabeo d'oro che si potevatrovare alle nostre latitudini, ossiauno "scarabeide",una Centaurea aurata,il comune coleottero delle rose, che evidentementeproprio in quel momento si era sentito spinto a penetrare,contrariamentealle sue abitudini, in una camera buia. Devo aggiungere che un casodel generenon mi era mai successo prima n6 mi successe in seguito;anche quel sogno della pazier-rte d rimasto un fatto unico nellamia esperienzan. Edgar Allan Poe, Tutti i racconti- Il resocontodi Arturo Gordon Pym - Le poesie,trad. it. di Carla Apollonio,Bietti, Roma 19804, p.351. Ibid. , p. 156. Hermann Hesse, I/ gioco delle perle di uetro, ftad. it. di Ervino Pocar, p. 18. Mondadori,Milano 19814,

<<Unmattino di primavera ero andato a passeggioe vagabondando per i campi verdi giungo a un vicino villaggio. Qui vedo gli abitanti vestiti a festa con il libro di preghiere in mano awiarsi in fblla alla chiesa.Oggi d infatti domenica,la messaincomincia presto. Decido di assistervi,ma di riposarmi prima un poco nel camposanto che circonda la chiesa,essendoaccaldatoper la passeggiata. A questo punto, mentre leggo le varie iscrizioni tombali, mi d salito sul campanile,sulla cui cima noto accorgoche il sacrestano la campanina rustica che dovrebbe annunciare I'inizio della funzione. Per un certo tempo essa pende immobile, poi prende a oscillare e di colpo rintronano i suoi forti, penetranti rimbombi, cosi forti, penetranti che mi sveglio. Risulta che i suoni provengono dallo scampanellio della sveglia.> E il rr..onto di un sogno e del suo esito, uno dei racconti che Pavel Florenskij riporta nelle pagine iniziali del suo Le porte rega/i. In quelle pagine Florenskii ci sta introducendo alla metafisica delle immagini e della luce che I'icona presuppone; la "metafisica concreta" a cui lascia accederef icona, immagine visibile delf invisibile, tautegoria, rigoroso rinvio a se stesso e medium verso il tutt'altro ordine. Nella metafisica "concreta" di cui parla Florenskii d necessario che il piano dell'empirico e il tutt'altro ordine rimangano salvaguardati nella loro radicale differenza qualitativa, senza tuttavia approdare a una loro incomunicabilit). Nella riflessione di Florenskij, non c'e autentica metafisica che non sia, allo stesso tempo, celebrazionedella positiviti, dell'empirico. Lesperienza

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LucioSaulani delf istantanea aperrrrraal tutt'altro ordine necessita clellavalorizzazione dell'empiria: la vocazione del sensibiie, organo e occasione imprcscindibile, d agevolare,consentire il transito, operando una resistenza che E al tempo stessoimpulso allo slancio intuitivo. La pos i ti ' i ta d e l l ' e m p i ri c oe .l e l l ' e speri enza concreracome i nrercettazionedell'ordine rotalmenrealtro, dell'autonoma realt) delI'orizzontetrascendente e qualitativamente differente,di cui siano. tuttavia, preservate l'alteriti e l'indipendenza. La metafisica"concreta" ,imarri I'orizzonte teorico, lo sfondo permanente su cui prendono forma le analisi figurative, storiche, teologiche,esteticheche Florenskij svolge nel suo libro. Ma d in quelle prime pagine che si annuncia il discorso,cenrralenell'esoosizione della teologia deli'icona, sulla prospettiua rouesciata presentenelle icone. Questo discorsosi articola a partire dal <tempo capovolto>r. ossia, il tempo de] sogno. <<E'oto: in un intervallo che i brevissimo secondo la r'isura esrerna,il tempo del sogno pud durare ore, mesi, perfino anni e in certi casi pariicola.i, ,eco_ li e millenni. In questo sensonessunodubita che il dormiente, is.lato dal mondo visibile esterno e passandocon la coscienzanel second.osistema, acquista anche una nuova misura tlel tenzpo in forza del quale il suo rempo, rispetto al tempo del sistema da lui abbandonato, rrascorre con incredibile velociti>. Eppure, dice Flore'skij, pochi <<hannomeclitato sulla possibilita cire il tempo trascorra a una velociti infinita e perfino rovesciandosi su se ,tesso. che, col passaggio alla velociti infinita, il suo corso prenda il sensoinverso. Ma intanto il tempo dawero pud essere istantaneo e fluire dal futuro al passaro, dagli effetti o[1. .urr., teleologica_ mente' e cid ar,'viene appunto quando la nostra vita passadal visibile all'invisibile,dal reaile all'immasinario>. La causaesrernadel sogno (ad esempio,lo scampanelliodella s ' eglia) d s u b i to s i m b o l e g g i a ra d a l l ' i mnragi nedel l a campani na rustica. Pertanto, la causa psichica dell'inrero sogno d il suono della campanina;sicch6,nella "causalit) diurna", eiso derreDrece_ dere temporalmenreI'inizio della passeggiata, psichicamenre de.ivante dal suono della campanina.Nel tempo del mondo visibile, il suono della campanina deve essere I'awio del dramma onirico, e I'inizio della passeggiata il suo rermine. Eppure, nel tempo del

all'inuerso Iconedel ternPo invisibile, tutto si rovescia.La causa(suono della carnpa',,,,ndo (inizio della pasrrrrrrt) non si manifesta prima della conseguenza ggiata) e di tutta la serie di conseguenze(la folla che va in chie'L determinandolanon come causa ',r. la sostaal camposanto,etc.), , lliciente, bensi come tdlos, come causafinale. ..Sicch6nel sogno il r( nrpo scorre, e scorre celermente, incontrctal presente,all'inuerso su se ,lt'l movimento della coscienzadi veglia. Il primo si capouolge \/('.r'ro e con essosi capovolgonotutte le sue immagini concrete>>' Si capovoigono tutte ie immagini concrete, come nella prorpcttiva rovesciatadelle icone, in cui le case,i monti, le rocce, gli .ggetti, tutte le cose si dirigono verso chi guarda I'icona. <A dirla in breve, la pittura delle icone d una metafisicadell'esscreinon una metafisicaastratta,ma concreta.1...1 La pittura d'i(one sente cid che raffigura come manifestazione sensibilc dell'esscnza metafisica.Nei mezzi stessidella pittura d'icone, nella sua recnica,nelle materie adoprate,nella fattura dell'icona si esprime la metafisica di cui vive e graziea cui esisteI'icona.>t Di nuovo, nella metafisica"concreta", posta la differenza qualitativa tra il piano dell'empirico e il tutt'altro ordine si impone necessitiche si dia un contatto,un tempo istantaneoche I'assoluta porti in contatto i due estremi; punto di unificazione degli opposti, ma sempreradicalmentedistinti. Il tempo di un lampo, che allo stessotempo garantisceil contatto e la differenza,in cui le dimensioni materiale e spirituale si incontrano senzatrattenersi e senza propedeutica. alcuna necessaria Concluderemo, dunque, dalla prima pagina di Le porte regali, in cui Florenskij si awia a introdurre il sogno e il tempo rovesciala vita della nostra anima ci di il punto d'appogto dei sogni: <<Si, gio per conoscere questo confine che mette in contatto i due mondi, infatti anche in noi la vita nel visibile si alterna alla vita nelI'invisibile, sicch6 c'd un tempo, sia pure breve, sia pure concentrato al massimo, talvolta fino all'atomo di tempo - quando i due mondi si toccano e ci diventa contemplabile perfino questo congiungimento. In noi il velo del visibile per un istante si squarciae lo squarcio, ecco, inviattraverso ad esso,mentre ancora si ar,.verte sibile soffia un alito che non d di quaggii>.

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1l
Imtnagine c anima ,rffcrrato dall'Eros si sente come attraversato da pulsioni e inondato ,1'r,rsi da una corrente elettrica che, simile per essenzaal magnetismo, Lir(.ul.ante dei loro limiti muove due anime lontanissimea ricercarsireciil mezzo stesso I,r()calrentein uno slancio che le unisce;e che ffasforma ,li ,,gni accadere,lo spazio ed il tempo che separanoi corpi, neli'onniche sorregge e circonda con le sue acque: l)r (.senteelemento di un ocear-ro , tosi congiunge,senza danno per la loro sminuibile diversiti, i poli del
I tt( )llLlo.
ll

Giancarlo Lacchin

Immaginee anima
Sincronicit)del bello in Ludwig Klages
Gcittinnen rhronen hehr in Einsamkeit, Um sie kein Ort, noch weniger eineZeit; Von ihnen sprechenist Verlegenheit. Die Mtitter sind es: Faustl l.tY. C,OF;|'LIE, Coincidenza d l'arte, coincidenza d il capolavoro che scrive e

descrive la vita dell'arte e delle sue forme. Srruttura della coincidenza E l'organizzazione a-causaledelle forme artistiche all'interno dell'organismoestetico,quale armonia di situazioni e di occasioni, <<come quando un maestosoedificio / fondiamo>>2. Come nel ricordo di una voce perdura nel tempo della storia e della cultura dell'uomo, I'opera d'arte rinnova il legame con il mondo delle immagini e dice dell'antagonismo originario, quello fra anima e spirito, fra visione e volonti, fra intuizione desli a.chetipi e riflessione nelle forme che pensano se sresse. Se infatti ..I'intuizione [...J d pensiero che produce il suo oggetto;la riflessione, invece [...], e pensiero che produce la sua forma>>3. La riflessione d produzione e creazionecontinua e incessante, d mitopoiesi,educata, perd, alla contemplazione della realti delle immalini. Tutto questo d tecbne, d poiesis,B pelasgismo. Nell'immagine, unit) di pensieroe realti, vive la continuire fra l'azione creativa e I'estasi inconsapevole che spinge lontano, oltre il mondo, oltre la morte, verso la lontananza. Lestraneo in essasi fa proprio, il vicino parla con la voce dello straniero, l,antico si fa presente. Limmagine attira verso il suo mondo di forme per resti_ tuire il suo splendore nel corpo dell'opera, che vive, che nutre di segni e di luce. Nel capolavoro vibrano all'unisono i suoni numinosi desli antichi canti, il grido laceranre dell'eroscosmogonico che parla della polarit) originaria; in esso si riconoscono i tratti dell'artista cosmico, cne

l'opera d'arte B il volto della polaca organizzatarr5 Come <<eroti originaria. Nelle sue linee si possonoleggerei tratti r.iti universale rrntichied eterni della realti pulsante,il ritmico alternarsidi notte t' giorno, di terra e cielo, di acque e fuoco. Essa realizza il miracoper kr pii alto: ricondurre lo spirito e la vita all'indisturbatoessere s.' Jel l a l oro realt aor iginar ia. E, lrn ,u..o connubio d'amore quello che essacelebra, il ricongiungimento iniziale nel suo eterno presente. Lopera e archetipo insieme, perch6 forma numinosa d I'immagine dalla quale scaturisce: eternamente opera e immagine, sono l'imporsi della coincidenza presente sulle situazioni e gli eventi che si succedono secondo un nessopuramente causale. La sincroniciti metafisicafondamentaleincarnaradall'arte d cosi il ricordo attualizzante del e nel corpo vivente dell'opera, unica superstitedi un antagonismo antico. cosi cantano le Muse <Ma cid che resta d un dono dei poeti>>:6 e la Terra. E un dono unico e irripetibile della memoria e dell'azione, l'opera d'arte, che cattura un'immagine della realti, la rende carne nelle forme sensibili lasciandola vibrare nell'unith riconquistata: Larte profondad il ponte fra il Nous e la materialHyl(il, fra E'lioe nelo mortedel sangue Gea [...],mortedellospiritonellavita del sangue privo di ncl chiarore in brcve conducc spirituale l,essere [...] il suoflusso Efesto.T cli officine gii nelle splendore ii suo foschia, E nell'universo del mito che affonda le radici la poesia dell'immagine, lo sguardo nel mistero che si fa canto, Sagee leggenda' Il po"1r, come la parola cantata,E il pelasge, I'uomo prossimo agli

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Ciancarlo Lacchin ddi, patico e polare, che accoglie le immagini nella sua anima e ne fa quindi realti, senso, accordo armonico, con il gesto imperioso e riflessivo del suo spirito. Egli, <<certo gii spirituale e turtavia ancora saldamentelegato all'anima, realizzala produzione magica delle immagini o attraverso la loro invocazione "magica" , oppure immettendo plasticameilte la sua interiorit) fecondata in una materia ricettiva, processo dal qr-rale tra I'altro scaturiscela categoria a noi ben nota di quei "segni" che intessonola realti>>.8 Nell'<.oppure>> i contenuto tutto il destino dell'arte. Essa non vuole quindi Ia morte del poeta, di quell'<io gigantesco, ma ancora unito al cuore della terra>>,e e proprio nella trama tessuta dalla sua parola continua incessantea ricercare la composizione originaria. Il poeta d cosi spettatore e creatore della realt.): egli deve liberarsi dalle sferzate del volere, rivolgere lo sguardo alle potenza ctonie del destino e liberare la vita della parola stessa,ma, nella soggezionealla terra, produrre al contempo plasticamente e <<con I'aiuto di un uso della lingua pressoch6simile a quello dell'antichiti [...J rappresentare[...] il contenuto d'anima di quel che fu vissuto e sentito>>.10 Egli d il testimonedi quel "resto" dello spirito che soprawive nell'anima o deii'anima che ancora si pud udire cantare nello spirito: d la voce che racconta il mistero, quello sognato e venerato da Platone e rivelato da Diotima a Socrate: la produzione, la generazione del bello nel bello, sia rispetto al corpo che rispetto all'anima, d I'immagine del loro reciproco amore, il segno della loro inscindibile unit). Il corpo dell'arte d portatore perfetto dell'infinito, manifestazione di infiniti psichica, perch6 <<l'anima d il sensodel fenomeno corporeo e il corpo d il fenomeno dell'animar>.ll Coslanch'io voglio,dallealtezze divine, Riconsacrato alla bella I-eliciti, Lieto di cantare e vedere Tornare ora ai mortali.12
Note

Inmagine c dntmtt

*l)ivinitd solenni troneggianoin solitudine; / intorno ad esse'non luogo le Madri" alcuno,ed ancor meno un tempo' / Parlaredi esseturba / Sono V' Amoretti' Feltrinelli' G di a cura I-Jtfausl, e Faust Goethe, i,. i" ii.. l.Vl. M i l a n o 1 9 9 1 ,I vo l ., P. 1 1 9 . (traduzione nostra)' Pindaro,Ode Olinpica V/' ]-{ scritti 1919tedescrt. romanticistno nel critica di Il concetto \x/. Benjamin, Torino 1922,a cura di G. Agamben, tr' it di C' Colaiacono' Einaudi' p .2 4 . 1992, Eros 0922), tr' it Dell'eros cosmogontco' L. Klages, \'otn kosmttgottischett 1979,p' 12' Milano a cura di U. Colla, Multiphla, di Klagesin un frammento su Goethe risalenteal Secondoun,espressione herausgc1906. .on,"r,uto in L. Klages,Rhythruenund Runen. NachLt? gebenuon ihtn selbst'Barth, Leipzig 1944,p' 144' in ld., Tutte le liriche, a cura di L' Reitani' F. Holderlin, Rimembranza, Mondadori, Milano 2001' p. J45: *Was bleibt aber,stiften die Dichter'' Rhythmenund Runen,cit , p 258 L. Klages, tt' ir'.1 Pelasgi'a cura di.G' L. Klages, Das tV/eltbiltld'esPelasgertums, 1990, p' 51 (prossima Napoli N{oderni' Tempi tutn..,,], Nuove Edizioni ristampa pressoI'editore Marinotti di Milano)'
lo ll

Rhvtmenund Runen,cit.' p' 2)7 ' L. Klages, lPelasgi,tr. it. cit., p.42. L. Klages, tr. it. Ld natuta della coscienza'in desBeausstseil/, L. Klages,Vont Wesen Id., a cura di R. Cantoni,Bompiani,Milano 1940'p' 242' <Sowill ich E Holderlin, Diotima,inld.,Tutte le litiche,tr' it' cit', p 187: zu singenr'rnd / Froh Glilck, ausGotterhohen, / Neu geweiht in schci'rem zurijck' / zu Srerblichcn Nun zu sehcn.

Larte d allora la soluzionedell'enisma.

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Italiana crtnmetlia

Gianni D'Elia

Italiana commedia

Quell'anima gentil fu cosipresta, sol per lo dc,lcesuon della sud terra, di fare al cittadtn suo quiui festa; c ora in te non stdnno senzaguarra li uiui tuc,ti, e /'un l'altro si rode di quei ch'un ruuro etl una fossa serra. (Purg. YI,7 6 81)

Sincroniciti tra I'Italia e la Commediadantesca(D06-2I): 1. Io li rispuosi: <Ciaccct,il tuo affanno mi pesa si, ch'a lagrimar mi 'nuila,. nza dimrui, se tu sai, a che uerranno li clttdJln della citti partlta; s'alcun u'i giusto, e dimmi la cagione per cbe l'ha tanta discordia assalita>.

1. <<Cinismo e trasformismo> degli italiani, dei loro Costurui (1821) (Leopardi): deprecazioneche seguela dantesca. 5. <<NuovoFascismo>> del neocapitalismo (Pasolini): Suitti corsari (rc)75). I1 sincrono fascistadell'Italia: Berlusconi,Ia Lega, i vari postfascisti.. . Tristezza e vergogna del razzismo. Rileggere e commentare a fondo la numero I delle Prtme .\t'ctrciatoie di Saba, di cui resta memorabile la sintesi (1946) di Storta d'Italta, tra cui le frasi: (-). <Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. t...1 Gli italiani sono l'unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia (o della loro leggenda)un fraticidio. Ed d solo col parricidio (uccisione del vecchio) che si inizia una rivoluzione. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.> Sincroniciti tra la decadenzaitalianae il pensiero dei suoi pii grandi antropologi: i poeti d'opposizione. Speranza della critica: contro <<l'omologazione brutalmente totalitaria del mondorr, contro la riduzione della nazione a f azione, in questa primavera fredda e piovosa del 200(',.

(.lnf. VI, 58-63).

z. <<La gente ft01,ae' subiti guadagni orgoglio e dismisura ban generatu, Fiorenza, in te, si che tu gii ten piagni.> Cosi gridai con la faccia leuata 1...)

(Inf.XV\73-t6)

Dante fa la domanda e si di la risposta,dopo dieci canti. E poi:

3.
Abi serua ltalia, di dolc.,re ostello, naue -tanz(tnoccbiere in gran tempesla, non donna di prctuincie, ma bordelhl

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Gio Ferri

Limbo

La teologia cattolica defini, oltre al Limbo dei Giusti non redenti, anche il Limbo dei Fanciulli. La teologia cattolica disse di un Limbo degli Innocenti, dei non lrati alla vita. Dei non nati al bene e al male. Nietzscheanamenteil nonluogo al di li, o meglio al di qua, del bene e del male. Emilio Cecchi narra dei viaggiatori e pellegrini che, sbarcati ad Apollonia, in carovanasi diresseroversoCirene: ,.... che cavalcate, che ingressimemorabili... un platonico paesedi rimembranze prenatali... un limbo biancheggiantedel candor delle origini...>. \X/atteau dipinse Littbarco per Citera, il luogo dell'oblio, delle nonmemorie. Il non-luogo del)apurezza. Dell'amore senzaaggettivi. La teologia cattolica si espressepoi, or non d gran tempo, sulla inesistenza del Limbo. Il non-luogo del non-luogo. Ma il Limbo ormai d stato detto e vissuto nei millenni, e ora la duplice negazione ne fa un luogo reale al quale i pellegrini della terra possono accorrere. Come? Semplicemente ridicendolo per la via della poesia, che d la parola innocente, <biancheggiante del candor delle origini>. Del nulla prolifico. La regione del nulla d la regione limbica della neurofisiologia.Le aree del setto, dell'amigdala, dell'ippocampo, dell'ipotalamo: unit) funzionali che promuovono i comportamenti emotivi, I'amore, le passioni al di qua della corteccia raziocinante, al di qua del bene e del male. La regione limbica d I magazzino delle memorie individuali e genetiche.Ma in esso si situa un retrobottega, il rettiliano, ripostiglio delle memorie ataviche,primigenie. Da questi magazzini dell'inconscio viene la materia della poesia. Mateda <biancheggiante del candor delle originl>. Fuori, nelle confinanti regioni del bene

pretendedi elaborare , .tcl male, la corteccia,*;:::*^ente quei materialie li plasmaal bene istituzionalme.tte' r:rzionalmente, La vita dellaprasdellapoesia. i'innocenza (' irl male.Alla vita senza "civilsi devepuf sopravvivere Certamente, ,r c della menzogna. il puro folle,non pud viverenellacivilti malaMa Parsifal, nrcnre,'l E la poesia dallacorteccia' regolatrice prepotenza con rrr,lrromossa Limbo' di Fuor fuor di follia. si dissecca scoprei bordi (i lembi, il limbus latino) La fisicaastronomica - la .lel nulla.Lh dove - contro un lato dellateoriaeinsteiniana riduluce., della quella a precipitandoa velociti superiore nrareria, ." . .on."nt.u lu propria massafino all'imbuto, fondo del buco del buco e ,i.sfund. in un nuovobang,lanascita nero:lo supera m-a futuro' al bianco,in cui il t.*pt si conta non pii dal passato II E forr. il tempo dell'eternopresente? ,.lalfuturo al passato. rempo ut.-po.ul. della poesia?Ma i resti della materialimbica al limbus,al marsono tratten:ui"i individuataialla neurofisiologia Percid la poesia, ordinatrice. corteccia della gine, dalle resistenze i m e' a b dell' dall'orlo s'af'faccia pericolosamente, di Lewis carroll, di la follia matematica Per fortuna interviene A]ice si quarta dimensione. di molti altri profeti della RudyRucker, tutto, in cui bianco precipitaversoil buco inolira oltre lo specchio, in lo specchio Comeci preannunciava con il tempo , va allaroueicia. dimensioAlice entranel Limbo dellaquarta cui ci rispecchiavamo. si azzetasi annullano. matematicamente male il e il bene in cui ne, paralmondo Il Del tutto. nulla. Del Zero. dello folle regione no. t-u Ma il raziocinante. corteccia dalla regolato quello a lelo e inv"erso specchio? qua dello di o al lo specchio, rovescio d h olire della Linterrogativo, appunto, tende allo zero, all'insignificanza (nel primigenia la cosa poesia a chefa della poesia.I"nsignifican, (seppur oggetto) non ancora la cosareale sensodella Kristeva): (n-el senso di materica,eppure indicibile' In-dicibile: percid il prima' I'oltre, Oltre. Poich6il dentroB iitlUitt dentro. Gramigna) questo stato "formula" per astrazionisimboliche La 1o e vive. -aiematica Io tealizza ale.Lapoesia n-dimension quadridimensionale, ia nei territori del Limbo dove si incontra lo sconosciuto. olttela logica comunione' cosadella Il vaticinato.La I-lindinrostrato. e' on n i cazi u dellamillantatacotn 81

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Lucto-asln0

Rubina Giorgi

Lucio-asino

Una certa superstizione dello spirito, ma forse ancheuna voglia di romanzo cl'anima,ci trascinatalora aleggerein modi tra il maei co e il causalealcuni o molti nessi che ci stanno a cuore: p., qu"_ sto E difficile cogliere nitidamente la "sincronicitd" ipotizzati da di eventi interiori ed esterni,psichici .|ung o coincidenzaacausale e fisici. Se la causalit) riguarda una tipologia di nessi,la sincroniciti tende a scoprire altri nessio altre caratteristiche di nessi.Essa forma tra il mondo razionaledelle causee il incerto delle 'rondo supposizioni magiche un cosrno altro, taiora rischiosa'rente confondibile coi due primi, di corrispondenzeampie tra individuale e universarle, tra empirico ed extrasensoriale, ira effimero e stabile o anzi eterno, nella cui vastit) d possibilerestaredolorosamente sospesi, perdersi nella vertigine o attraversoardue vicissitudini ritrovarsi. Nelle Metamorfosi o l'asino d'orc.,di Apuleio, le sorelle di Anima sue cattive consiglieresono convinte, nella loro invidia turta umana e mortale, che sia labellezzadi psyche a causare la sua fortuna nel palazzo incantato coln.ro di tesori Dosto a disposizionedall'incognito amante. Ed d invece I'inserimento non imnrune da rischio spavento e dolo'e - della bellezza c)i Psyche nella Bcllezza cosmica e divina, il suo rifulgere segreto, segreto a lei stessa,insieme al dio Amore, a fare di lei l,Amata immortale e beara. Solo piu tardi le sorelle comprendono che in essa<<attraverso la donna gii traspare la dearr.E questo non le salva,non le guarisce della loro umanit) isolata dalle corrisoonden z ep s i c o c o s m i c h e . Il romanzo di Lucio protagonista dell'Astlntts aurelts (II sec.

,l (..). uom o di una cur iosit ) est t em a f ont e di guai m a pur e cli ,,cczrsioni straordinarie,d la storia del farsi e del compiersi di un'e,Dcrienza numinosa, dove condizione necessariadel farsi e del ,or.Doiersi d uno stato diminuito, la riduzione da uomo in bestia, ,,ell'asino, animale tra i pii disptezzari e asserviti dall'uomo' (.redo sia possibilecogliervi una diffusa "sincronicit)" leggendoi ,.,rsisfortunati di Lucio in modo capovolto come una sofia di ctccaal riscatto della vita umano-bestialein tlonaliti, approssin-razione vita diviniforrne, in coscienzaaccresciutae illuminata attraverso rrna mistica mortificazione. La "sincroniciti" junghiana senlbra psichico, in cui invero adonrbrareanche un tipo di occasionalismo teol'occasionalismo ltgtrebbero invenirsi dei tratti in comune con caso, nostro iosico-filosofico.Ed d dato con esso di reperire, nel trna eloquentepariti tra vicenda o romanzo di un uomo e romanzo di un dio: Amore, il dio che soffre nel mythos, B assimilato nella realt) all'iniziando ai "misteri" Lucio. Ma poi in eifetti nel romanzo dell'asino tutto E talmente mirato al fine della trasfigurazione deiforme del protagonista, che dobbiamo pensarea un ordinamento finalisticoclel mondo in cui ci si ordinamento munito cli trna intensit) di sensoche non fa r-r-,rou". mancatela sua luce ad alcun evento realeper quanto infimo, e cl-re appresta un rerreno fertile all'irruzione di inzmagini guida salvifisulle onde mosse dell'elemento psichico' in .h. o -.tu-orfiche grado di sovverrire il corso dell'esperienza e gli affetti di un indi uid.ro. cosi che l'emotiuiti vi si mostri una radice fondante e lasci emergereuna contingenzariccadi sorprendentirisorsed'anima, di d, amio vedere, un altro dei nomi per I'i possiLlli. Anzi tl pctssibile di "possihile", "sincroniciti": e, a proprc'rsito junghiana di potesi (r'i pensa anzitutto Jung Leibniz {inalista al pensare non possonon "parte" e "tuttr-r" tra lui parih stabilira da ,r"rrt) e alla pregnante cosi nella realt) come nella logica. Ecco, Lucio si ritrova trasformatoin asino perch6,cdlto da una chiede all'amataservettaFotide (dal nome <<frenetica esaltazioner>, fiocamenreallusivodella luce iniziaffice) I'unguenro magico che lo Farurui stare al Jiancc,tdella nzia trasformi in uccello: <<Prestr,t! Quindi egli vuol esserepari ad venere sotto forma di Antore a[ato>>. nella fabella di Cupido e presto proporr) gli si che Amore Amore!

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RubinaGiorgi Psvche,ben nota almeno nella sua trama esteriore.Fotide sbaslia ungu e n to c L u c i o s i tra s fo rmai n asi no, i n una speci edi rnosrro dunq u e . d o ta to d i me n te e s e n ti mentiunrani ,cosi come ..mostro' appariri a Psyche cupido stessonelle nozze che le sono state vaticinate <<nozze che danno morre>>. II rimedio esiste,e consisterebbe per Lucio nell'ingerire delle rose. Niente di pin facile, ma il "facile" per il momento si mostra imponderabilmente difficile, anzi inattingibile. La ghirlanda di rose, che certo s'imprime bramosamentenel suo animo, gli appa rir) molto pii tardi in sogno, nella visione di Iside, la dea dai mine nomi e volti, e dopo la ricever) nel corso dei "misteri" cui Iside lo chiama, ma intanto dovri soffrire la quasi-morte di sofferenze atroci tra le mani di uomini pir) bestiali dell'asino. cosi elementi realistici sono mescolati con elementi onirici ed endopsichici e il rimando tra gli uni e gli altri finisce con lo stabilire delle corrispondenze portarici di senso, col far affiorare una base indeterminata di possibili in cui le demarcazioni tra sogno e veglia, tra i cliversi tempi e tra i diversi spazi, possono andare dissolte. Similmente si imprime in Lucio con forzala favola di Amore e Psycheincastonataal cuore del romanzo, e accompagneri la sua vicissitudine attestando una caratteristica straordinaiia: la forza del debole entro una \ogica iniziatica di rinascita. La favola ha valenzanon solo psichica ma anche fisica, poich6 da essaI'Ombra e la Luce sono tali da colpirci in modo fisicamente forte oltre che durevole. Ed E destinata esclusivamentea Lucio; significativo che si chiami Carite, Grazia,la giovane cui viene nartat^, ma a lei essa non giover): ar,woltain una sorte ominosa, assumeri su di s6 inconsciamente tutto il nero di spirituale alchimia e filtrerd per Lucio (Charis E anche filtro amoroso) il dono di graziae di lucl. Si costella molteplicemente l'archetipo delle nozze col dio per la psiche di Lucio; quanto a Iside, sullo sfondo i anche lo ,ooro Osiride fatto a pezzi da Seth, il dio che d pure asino malvagio, mentre l'asino Lucio poco manca che sia fafio pezzi dalla-riuu_ ^ perir git) o dalla stupiditi variamente incontrate. E la dea contrapposta all'asino salva nell'asino I'uomo a lei consacrabile. Come Psyche vince le sue ardue prove per riconquistare Amore, e pud finalmente accedere alla condizione divina. mentre

Luuo-aslno

si reintegra I'essenza luminosa del dio Amore di contro al "mostro" delle primitive <<nozze di morter>,cosi Lucio, impressionato ormai da questa impronta numinosa, affronta le sue dure ultilne prove fino al superamento della morte, alla fuga dai vincoli rrmani e alla trasmutazione non nel vecchio uomo ma in uomo pir) che umano, in uomo divino che cerca e trova se stesso come si trova I'amore perduto, attraverso la partecipazione ai misteri di Iside, nei quali, iniziato e vagliato, esperisceil cospirare, il respirare insieme di tutte le cose e le potenze kympnoia o sympatheia),il corrispondersi di tutti gli elementi, I'inserimento della propria vicenda in una pii vasta cosmica vicenda. V'E da notare qui, per tutto cid che abbiamo detto, il presentarsi di una quasi costante caratteristica: alla disfatta dell'agire si e consapevole, umano, che sia accolta e intimamente soppesata affiancaI'aprirsi di un'altra strada, di occasioni - certo per chi sappia coglierle - che sopraggiungono,come una nube di gloria, da parte di un agire straneo,altamente estraneo, incognito ma forse in parte cognito. E la pigra conoscenza parziale viene destata e sommossa dalla durezza di cid che accade. La disfatta non causa I'aprirsi della strada, bensi la rende visibile e la propone. Senza quella disfatta la manifestazionedivina non avrebbe luogo. E questo nesso pud esser ritenuto, credo, un atto di creazione psichica, la creazione di un senso sincronistico, che si serba o tramanda d'awentura in awentura, d'esperienza in esperienza - capace di far mondo.

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Mondo

Tiziano Salari

Mondo
Lo specchiodel mondo intelligibile

ln EnneadeIII,2, Plotino parte dalla premessa che, se attribuire la costituzione e I'essenzadell'universo alla sorte costituisce un'assurditi, tutta','ianon sono senzafondamento alcuni ragionamenti che provano questaassurditi. Ma da dove partire per capire se questo cosmo d subordinato al Destino e quindi alla Necessiti (come credevano gli Stoici) o al contrario si muove, nel suo funzionamento, secondo una logica diversa e pii libera da questi vincoli? Da dove partire per definire l'operato della Prowidenza rispetto al cosmo? In primo luogo questo non ha avuto origine nel tempo, da un atto di creazione,e quindi da un progetto calcolato di Dio nel farne un'opera perfetta. Ma poich6 il cosurod eterno e non potri mai venir meno, bisognapartire dalla premessa, dice Plotino, che I'universonascedall'Intelligenza, e che quindi quello che abbiamo d una copia dell'Intelligenzaed d a essa subordinato. Ma questo cosn)o precedente e originario rimane sempre immobile in se stessoe senzatrasformazionie non manca di niente in tutte Ie sue parti, e anzi ciascunaparte d in arn-ronia con l'intero e non subisce alcuna alterazione.Siamo dunque in presenzadi un Essereche gode della propria immobilit) e serenit), e che proprio attraversoil suo non agire genera il nostro cosmo che non d uno ma si disperde nella moltepliciti, dividendosi non solo in amicizia ma anche nell'inimicizia ffale parti di cui d composto. Le parti non bastanopii a se stesse, ma guerreggianorra di lor o p e r a s s i c u ra rs i l a s o p ra vvi venza. E ppure, del i vando dall'Intelligenza,anche il nostro cosmo partecipadell'Intelligenza e della ragioneche vengono di lassi, in forme che, sia pure subal-

tcrne, hanno la possibilit) di dominare la Necessita.Se un altro nrondo doveva derivaredal primo, questo,essendomescolatoalla lnateria, non poteva che avere un carattere misto, dentro il quale hir incominciato a operare l'Anima, ma non si creda aflitta dalI'angoscia,piuttosto con estrema naturirlezzae con la semplice presente. rrodalit) del suo essere Plotino ci dice d che il mondo d bello in quanto non Quello che c\altro che un riflesso del mondo intelligibile, nato non per un calcolo razionale ma per la sovrabbondanza creativadel Bene, e non solo. Anche se fossefrutto cli un atto creativo,essosarebbeuguallnente bello, e il Dio creatore non dovrebbe affatto vergognarsi clellasua creatura.Luniverso va infatti visto come un intero, e non pud esseregiudicato prenclendo in esame soltanto le sue parti collrese di fronte a un uonlo rlellasua intefezzanoi scparatamente, o giudicassimoa partire da un capello,da un'unio esaminerssimo ghia o da un piede. Poich6 il mondo e un tutto organico, se noi lo interrogassimopotrebbe risponderci che b nato gii perfetto e che non manca di niente, e che in essosi trovano tutte Ie piante e tutti gli animali, e la stirpe di tutte le creature,di tutti gli dei e di tutti i ttrtto e orientato al Bene, demoni. E ogni particolare di questc'r salendodalle creature che hanno una vita puramente vegetativaa della quelle dotate di sensibiliti, e su su fino a quelle in possesso ragionee in grado di parteciparealla vita in tutte le sue forme. trir il costno reale e il cosmo intelligiLa differenza sostanziale bile b che mentre nel cosmo reale c'i il movimento e il cambiamento delle parti, lassritutto d imnobile e invariante nel tempo, mentre nel nostro mondo solo la totalit) vive una vita inesauribile. Vero i che talvolta anche quaggii, quando un'Anima ne ha Ia del divenire e si nobipossibiliti. trova una stabilitafuori dalflr-rsso lita in vicinanza dell'Anima universale.Gli esseriparticolari vivono invece soltanto in funzione della speciee dell'insieme' In ogni caso tutta la vita, sia degli animali che degli uomini, pur nella sopraffazionedegli uni sugli altri, tende al Bene. Siamo dunque in presenzadi urnordine universaleal quale d soggettoI'universo,e dell'ordine si da il disordine e I'irraziosolo in virtir dell'esistenza nalit) e i colpevoli paganoil fio delle loro azioni tnalvage.I buoni, all'opposto,vivono una vita di beatitudinc come gli dei.

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llziano .Salari , ) ,: ,1 rrr,r (l rr,s t()m o n d o Ie A ni me possonoessere fel i ci e se non si sanno awicinare alla virti. " i' ! ''| 'rr()t' i ;;i'r;"" , r , ,l ,r,,1 1 ;rl ric l'c.cr.re i, s e a i b u o n i n o n pesano,per i mal vagi ." p;;;;;;. rrr,,1ti1li1i11rra un bene. Insomma b destino .he i .olpi ,i..il;;l;, ,. lirsciando spazioad altri corpi e ur,.h" il,irio off;;;;ilil;; taggio all'economia der tutto. La vista der vizio i"rl,ri-f""rr"." all'erta,mostra quanto sia pericoloso abbandonarvisie quindi fa nascerela tendenzaalla virtu. Rispetto a questa visione, r'obiezione B che tarvolta i cattivi primeggiano e i buoni patiscono in questo mondo. Ma secondo Plotino questo non pu.oessere..;n qruna non vi e alcun male per i buoni, e nessun bene d possibile per i malvagi. Eppure nel mondo

Mondo r l)cr Plotino I'interpretazioned pii drastica,dato che ogni cosa nel cielo dell'Intelligenza,e addiritlr ha la sua premessa ' ,lrraggiir r ,rr,r le anime preesistevano al loro ingressonei corpi e nel mondo. I r'iene introdotto, surrettiziamente, il concetto di liberti, il fatto tale da annullarela nostra , lre la Prowidenza non potra mai essere rt sponsabilit). E se i cattivi dominano, questo pud essereper Ia r rlti dei dominati, e non certo per colpa delia Prorryidenza. Insomma non ci si pud lamentare, ma solo rendere coscienti ,lt'lla necessit)di ogni cosae della fondamentaletendenzaal bene, \rrpendo che anche l'iniziativa umana ha una grande importanza ncl contrastare i malvagi e nell'orientarsi spontaneamente al bene ..'al bello. Insomma i nostri occhi non riescono a vedere la totaliti rriasolo i particolari. La ragione formale non ha creato solo dei, ma rurche demoni e da ultimo gli uomini. Lamentarsi della realt) E c()nre se un pittore di un animale dipingesse solo gli occhi o in un'opera teatrale criticassimoil fatto che non si occupa solo di eroi, ma anche di servi e di contadini. Senza completezza I'opera lrerderebbe la sua bellezza, cosi I'universo. Per ogni esserenon bisognaguardare solo al presente,ma anche al passatoe al futuro. Qui Plotino sembra rifarsi al concctto di metempsicosi e di trasmigrazione delle anime, per cui da una vita all'altra si realizzerebbe la giustizia,nel sensodella punizione per chi in una vita precedente ha abusato delle sue ricchezze, e ora si ritrova povero, mentre per i buoni Ia poverti non d mai disonorevole, o chi ha ucciso la madre in una vita precedente si ritrova femmina in questa e subisce lo stessooltraggio da parte dei figli. La creazione non d mai un'opera conclusama si rinnova continuamente,e tutto I'universo non E altro che una manifestazione di bellezza e di giustizia, in quanto d ordinato in conformith all'Intelligenza. Non mancando di niente, I'universo suscita la stupita ammirazione di chi lo guarda con la ragione, e vede come ogni parte si integra con I'altra, e che, se il male E implicito in esso,E perch6 il male d inevitabile li dove vi sia la materia, e poi perch6 viene ritenuto un male se gli uomini e gli animali si combattono gli uni con gli altri? La sparizione di alcuni e la soprawivenza di altri, per I'implacabile conflitto degli esseritra di loro, i una necessiti affinch6 si realizzi un awicendamento (e un ringiovanimento continuo) del mondo.

assistiamo spesso a cyes.lo .up.ouolgi_.nto.l] furi,rn;;r;;;;;;i. i malvagi'che cosasignifica? E poiriu'. .n. u p."*ia..rr, ,i"*ri e si lasci sfuggirequesteingiusiizie? Ma questonon pud essere vero,e se il nosrrouniverso dipendedall,Intelligen;;,:h; ;;;. sente.con la suapotenza in ogni coru,doCbiu-o anchericonoscere checiascuna realt)di questo unjverso i propriocomecJeve essere. Bisogna tutraviasap re cheil bene poaramai essere dispie_ gato totalmente, "on essendo, nel mondo, neila sferadell,essere misto, mentre nell'Intellieenza siamo nella sfera d.ll,.rr.." n;;;;;; Dunque siamo seirpre a un livello inferiore, nell,essere misto, anchedi fronre al bene. ul b.il;,;;;rr. ii rrr"r. allabellezza di un uomo sensibile dovremmoin ogni caso apprezzn..I,op..u d.i creatore, che d riuscito a imporre illu ,,^,ur.riu l,rp.;;i"1il;;;_ ne. E poi Plotino s'interroga su qualeposizrone prenderedi fron_ te a palesiesempidi distriLuzi"n. a.i'nruti antiteticaa quenache dovrebbeessere effettivamente: ua .r.n'pio un uomo onestoche viva in povert) e un reprobo che nuoti nii, ,i..h.rr" O"riir. tutti gli alrri eventi,animalie piante, .oniirriao.o J'Or-ril;;; "r, ragioneformale e la vita, nond il .rro di sottilizzaredif;;'; qualchepiccolaimperfezione. f uniu".ro non puOessere giudica_ to a partire da alcunesueparri separate, _u ,olo .oa" E ce*o questouno deipii grandi ".r"iurio. r.ni"rr"i firosofici;;*rJili careil male'(Il concetro diperlerion" in sprnorunon ha nienre a che vederecol bene o .ol ,i"rii.tir." esclusivamente a uno statodi coseche non potrebbe -d.,].,u .rr... Jiu..samente da come
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Lii ,i
'l'i:ittuo SaLtri r,l ,rr rr u o i o r)() e l c s p e c i er estano. d un' osservazi oQrresta ,,' 1 r,,.r l rr)l )c n l ):l i l e ri a n s ao , l o vi sta qui conre espressi one del ' r r ' l rrrr, ,l ..i ' r.' d i p o s s i b i l i ,me ntre per S chopenhauer d i l peg11 p re s e r.rz a r ' r . r r' \j 1 1 1 1 in d i u n d ramma dai conti nui cambi amenti (lr s(L'r)lt c di personaggi,in ultima analisia un gioco, e se piangiarrro 1li f1sn1sai mali, d come se fossimo bambini e piangessimodi ctlseche non sono mali. E, il ragionamentodi Piotino proseguenell'indagareil rapportcl della ragioneformale con tutte le sue parti, dato che tutte sono espressione della stessa e della sua crearivit.). Luniverso d come un grande dramn-ra in cui ciascunoha la sua parte e si mette in gioco nella recita che gli viene richiesta. La bellezza dell'universo si manifesta anche nei suoi contrasti, non occorre che tutti siano belli, ma chc ciascunoconcorra, per quanro gli compete, a recitare il ruolo che gli E stato affidato. Perfino le stonature risultano integrate nell'economia e nella bellezza del tutto. Resta tuttavia aperta la domanclasul perch6 sia stato necessario creareil male.

RomanoGasParotti

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Morte e tempo

l. delNel paragrafo 50 clel capitolo primo della sezione seconda 'sein-unt) or-itologico-esistenla struttura Zeit, neldelitleute I'trpera ziale deila morte, M. Heidegger scrive: tlcve sempre La morte i una possibiliti di essereche il Dasein stesst't Ja si. irssunlersi p/1/ Nella morte, il Dascin si ad-tende se stessonel suo Poter'essere nrottrio.

,,classica"traduzior-reitaliana di Pietro chiodi rende il sensc'r La con il verbo "sovrastare":lDerrida' invece' preferidell'ad-tendere una sce I'espressione verbale s'at-tend lui-mtme per sottolineare contempo nel e riflessiva ,nrtu di t.u.,sitivita all'ennesima potenza, dell'uso di non riflessiva. In questo moclo, berrida rende ragione tale singolare espressione "s'dttentlre" " e ch impossibile ... la morreE, in fondo, il nome dellasimultaneit) attende ci che simultanearnente che tuttaviasappiamo una simultaneit) nello stesstr insieme,nello stesso tempo' dmtt, comesi dice in greco: e questoconanacronla questa attendian-ro ci simultaneamente, temDo, a questoappunta insieme l'uno e I'trltro non arrivanon-rai trattempo; non d colui che ci confine' questo a I'altro, colui che vi attende ."n,o I'altro a " attendere Per plima per recr si vi .1," urriuup". primo o .ol"i non in e in ritardo' al contiarioarrivarci bisogna qucstoappuntamento, anticipo.2

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Romdno Casparotti

Morte e tempo Tutto questo, perd, a partire dal confronto diretto con la Morte. Con la Morte che, nelle parole di Heidegger, d,,la possibiliti della pura e semplice impossibilit) del Dasein>>.6 Qualche pagina pii avanti leggiamo: <<Laprossimit) pii prossima dell'essereper-la-morte come possibilitn d il pii possibile lontana da qualcosa di effettivo(lVirklichen)rl (p. 319). La consapevolezzadi cid - sosterri Heidegger pir) tardi, negli scritti successivialla cosiddetta Kebre - non impone solamente il ripensamento delle categorie logiche della modaliti (al di fuori dei vincoli interpretativi, in cui sono state imprigionate dalla metafisica), ma comporta ed esigeun altro modo di pensare,in cui, innanzitutto, Ia potenza,Ia dynamis, viene prima di ogni attualiti. Un altro modo di percsare,che nasce dall'essere posti soli - solus Ipse - al cospetto della morte, come accade - prima dellafine, in attesa della vera Morte - nell'esperienza radicale dell'Angoscia, la quale, dopo Essere e Tempo, non sar) piD chiamata col nome di <<Angst>. Quest'ultima parola, infatti, richiama ancora qualcosa di umano, di troppo umano, mentre la Morte come <<possibilitidella pura e semplice impossibilit) del Dasein>> d molto di piil di un'esperienza umana. Cosi come il Dasein stesso- in quanto <<tremito delI'essere (Erzitterung des Seyns)>, - non coinci de affatto n6 con l'homo ltumanus,n6 con il singolo uomo, n con llVolk, ma indica semmai la totalit) dell'ente, ogni ente, in quanto puramente possibile, nel suo stare in bilico sull'instabile soelia di un Essereche "trema".

Va posto in rilievo che, per Heidegger, E proprio e solo in questo "s'attendre", che il Dasein pienamente corrisponde al suo pii proprior>.Ma I'attuarsi,l'eneirgeia di tale <<poter<<poter-essere non d altro, per Heidegger, che <la possibiliti essetepii proprio>> della pura e semplice impossibilit) del Dasein>>.3 E proprio I'esperienza dell'Angoscia, che, scavando il vuoto attorno al nostro Esserci, <<isola e apre il Dasein come solus ipser, cioE fa si che I'Esserci esperisca se stesso come pura ipseiti. Decisivo E il fatto che - in questa kdnosis del Dasein quale purissima ipseiti, in un Mitwe/r del tutto vuoto di senso- viene a sospendersi ogni tempo, ogni modaliti della Zeitlichkeit, owero il tempo crono-logico comunementeinteso. E tuttavia, proprio un tale dissolversi di ogni dimensione crono-logica, dischiude la possibiliti di un'autentica comprensione della Ternporalitrit,nel senso che fa libero spazio a quella dimensione autentica del Tempo - nel senso - che originadi una temporaliti finita ed essenzialmenteecstatica riamente ritma le estasi, secondo le quali la Temporalitll <<si temporalizza originariamente dall'ar,ryenire>>.a
a Z.

Dunque, nell'angoscia, cid che ci assale senzaun perchde cid tempo,dilegua,lasciail Daseinsolo, solo nel suo che,in nessun puro essere-per-la-morte, la posowero \a possibiliti per eccellercza, sibiliti pura, in quanto pctssibilitd dell'impossibiliti. Sappiamoche, per Heidegger- il quale ebbe modo di enune Tempo- <Pii in alto della realti ciarlo sin dalle pagine di Essere si trouala possrbiliti,.5 pura - intesacomepossibilit)dellasua stessa E,la possibilita impossibilit)- finisceper dercalizzare tutto. Dar,wero tutto, cosicch6 ancheciir che si dice sia gii accaduto- e rispetto al quale Aristotele,citandoil poetaAgatone,sosteneva cheneppureun dio - diventa,a suavolta, potuto far si chenon fosse avrebbe accaduto un puro possibile. E allora,nienteE irrevocabile, nientepud essere considerato un "punto fefmo", niente sta a fondamento, niented effettuale, nulla potrebbe risultareda nessuna parte. Nessunente pud dirsi reale, neppureil Dasein. 92

Ebb.n", questo altro modo di pensare ha come condizione il pensare radicalmente I'impossibile appuntamento con la Morte. Un rendez-uous,in cui chi attende ha un appuntamento con se stessoche ancora non conosce:arriveri? Un appuntamento, nel quale il Dasein attende se stesso,pro-tendendosi verso cid che E Altro da s6. Nell'attesadi un incontro, in cui i due assolutamente non arriveranno mai assieme,ma in cui ugualmente i due - il Dasein e se stesso, se stessoela sua "impossibile" morte - sincronicamentesi attendono e altrettanto sincrcnicamezle sperimentano il loro contrattempo, il loro simultaneo (ama,in greco) essere i rriducibilm ente an acrunici.

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llonr trtto (| t sparotti

Mt)rta c lLttlpo

l . ,r rrrl t' i rc f().i c N e s p e ri e n z a o ri gi nari adel l a Temporal i t),acca,1.'t Ir.' srrl. rcl pro-tendersi,ossiaiolo nella tensione d.ll'irfuiu.rr.si,il Ddscinpuc\ ri-conoscere il passatoche essostesso i, nel sincronico cofttrattelnpo di "prima" e "dopo", di aver gi) e aver da, di csser dopo e di esserper, senzache i[ possibile circolo si chiuda m ai . Da una tale esperienzafilosofica della sincronicit) ail'interno cli qu,ella che Heidegger chiama prospettiva aurentica e originaria della Temporalitat - che ha nella Morte quale .<arten,t.rri ,.'rt.r* nel suo poter-essere>pii propricl il suo insuperabile skandalon _ derivano irlcuneassaisignificative conseguenze, che hanno apunto a che fare con un altro modo di pcnsare. Innarrzirurro il passato - cio che, per Hei<Jegg er, il Daseirt in . primo luogo essenzialmente i - d destinatoa rinranereinattingibile, perfectum e quindi del tutto itntneznorabilein quanto tul..'p". poterlo inconrrare, infatti, il Dasein deve prenderne le distanre, deve esserselo lasciato definitivamente dietro, alle spalle. Dall'altra parte, Ia dimensi.ne dell'ad-ten<1".", .h" evoca il , fyty..o, non d I'approdo a un ,.oltre ora,, _ inteso nel senso dell'.<oranon ancora, ma poi si>>8 - ma d continuo pro_veniente essere-in-proiezione'verso dove? Verso un senlperacrueni.ns, che i lo stesso inattingibile passaro che il Dasein e. Qui d racchiuso l'originario ritruo delra temporarita, secondo il quale,per riprendere ancora,una volta le purol. di fi"ij"gg"r,lou_ venire <<vanta un primaro nell'ambito deii'uniti esrarica J.itu ,"-poraliti originaria e autentica,bench6la Temporaliti non risulti da un'addizione,o da una successione delle estasi,ma si temporalizzi nella loro cooriginarieti>>.e Una <cooriginarietb> sincronicamente anacronica; ciod sempre arua, sittul, in contrattentpo.

Note M. Heideggcr, Essoe e Ternpo,trad. it., a cura di P. Chiodi, Lor.rganesi, Milano 1970,p. 105. J. Derrida, Aporic. Morire-attendersiai "lintitt della ueriti',, trad. it. Bompiani,Milano 2001,p.57. M. Heidegger, Op.cit.,p. )06.
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Ivi, p. 397. Ivi, p. 59. Ivi, p. 106. I v i , p .3 1 9 . Ivi, p. 19j. I v i , p. 1 9 ) .

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Numeron(tturttle

Stefano Carta

Numero naturale
Penso che tu sia nel giusto nelf ipotizzare che la sincronicith, sebbenesia in oratica un fenomeno relativarnente raro, sia un fattore,o un principio, onnipervasivo nelI'universo. Ciod.nell'unus mundus. Dove non vi d incommensurabiliti tra la cosiddetta materia e la cosiddettapsiche.Qui si entra in acqrre profonde; perlomeno per quanto riguarda me, debbo confessare che sono ben lontano dall'avereesolorato quesleprofondita abissali. In relazionea cid mi scontro semrrre nell'enignra del lunr,ro naturule. Ho la distinra sensazioneche il numero sia la chiave del mistero, poich6 esso i tanto scoperto quanto inventato. E quantiti e nel contempo significato. Per quanto riguarda quest'ultinroasperto,mi riferiqualitativedell'arsco alle caratteristiche chetipo fondamentaleJel cosiddetto Se (monade, microcosmo, ecc.) con le sue varianti storicamenteed empiricamente ben documentatedel Quattro: il l+1 e il 4- 1 . C.G..ILING, Letteraa .|tephenI. Abrams, 21 Ottobre 1957

Tra gli analisti junghiani d frequente la sensazione - che in me sta via via diventando una convinzione - che i fondamenti della psicologia analitica siano congruenti e convergenti con morte tra le recenti scoperte dell'infant researcb,delle teorie cosnitive e di alcuni settori della psicoanalisi.Inoltre, credo che le basi deila psicologia creata daJung ilon stLt,t() in contraddizione(mi sembra prematuro, e sarebbe fbrse riduttivistico, andare oltre questa

cauta necessitb, negatiuaperch credo sizrancora veramentetroppo ardito andare a ricercare una omologia sul piano anatomico dei fenomeni complessi della psicologia dinamica, analitica e non), con le scoperte delle neuroscienzecontemporanee.Tutto cid d, alle volte, percepito come una certa soddisfazione- forse con un sospiro di sollievo - come a dire: <Bene! Non siamo stati falsi/icat i (ancora)>r. Tuttavia, vi d un aitro aspetto che qui desidero sottolineare. Ecco: se la psicologia analitica davvero converge in forma cosi importante con il panorama epistemologico e con la psicologia Non i forse ancora bisogno di e.ssa? contemporanei, c'6)dauuerr,, uenuto il montenlo di sctoglierci m quegli approcci con i quali ci trouiarto ormai taflto prossinzi?E, se si: ..che cosa distingue ancora la psicologia analitica, e in misura sufficiente, darllealre psiI 'aut onom iae l'esist enza/ >>. col og ie,per giust if icar ne Io ho I'impressione che nessunoabbia ancora afTrontatoarticolatamente questa domanda, che poi non e cosi ovvia come potrebbe sembrare. Qui vorrei avanzareuna prima chiave di interpretazione. Vi d un elemento, radicato nella psicologia anaiitica, che ia rend.e unica nel panorama scientifico e analitico. Un elemento da cui discendono poi moltissime altre caratteristiche distintive della psicologia junghiana, come la dinamica dell'inclividuazione da una matrice collettiva, e Ia stessateoria del simbolico corle referentemigliore possibile- e quindi intrinsecamentenecessdrio - di un fattore sconosciuto. Questo elemento (ma forse ce ne sono alt r i! : quest e r ighe sono solo un appunt o per pensar e)si caratterizzacorne una specie di gene; Lln gene clistintivo, unico, in un DNA in parte altrimenti condiviso con altre branche delle scienzecontemporanee. A mio parere, unzrcaratteristicadistintiva di Jung d quella di psichico-somaticoanche in aree tenere conto del f-unzionamento extracliniche, ovvero in aree che non hatrno rilevanza per la psicopatologia, e che configurano la Psicologiaanalitica nei termini di una specie di psicologia generale.D'altra parte, se d vero che gii Hartmann cosi intencleva la psicoanalisi, in Jung qr,resta impostazione ha carattere fondativo e includc di necessiti

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Stefotto Carta .'lonr,rntlcche concernono anche le capaciti tipicamente umane .li frrrc scienzae arte, nonchd di vivere in modo pieno soltanto qr.ralora si renda centrale il perseguimenro- infinito - del senso dell'esistenza. In questo orizzonte quesrapsicologiageneraleche d la psicologia analitica non d nd patomorfa, n6, in virtr) del suo essenziale antiriduzionismo, costruita su basi retrospettive,come invece B stata per moltissimo tenpo molta parte della psicologia dinamica clinica. Sorretta da un antiriduzionismo radicale, che perd non sconfina nel mentalismo, I'opera di Jung tiene sempre sullo sfondo la visione (evoluzionista)della biologia. Pensiamo alla conrroversa teoria dell'archetipo, rispetto alla quale Jung si riferiva costantemente alla tipicit) ed all'arcaismo del sistema nervoso centrale come escmpio che ne rendeva plausibile I'ipotesi ancbe su basi empiriche-osservazionali, e non solo dal punto di vista clinicofenomenologico.Cosi, Jung ci indicava, io credo, la necessiti di tenere conto degli aspetti biologici, senza contemporaneamente "ridurre" la psicologia ad essi. Dunque, la psicologia di Jung non si domanda soltanto come far star meglio un parzientesofferente, perch6 e interessata soprattutto a una questione assai pir) generale, che si potrebbe definire cosi: ..Qual E la chiave per capire come funziona Ia 'mente' nelle situazioni tipiche dell'umano?>>. Ora lo svincolamento dal rischio di guardare all'uomo attraverso la lente della patologia consente a Jung di affrontare alcune questioni che, a mia conoscenza,nessun'altrapsicologia oggi affronta; questioni che, per le branche della scienza verso cui registriamo una convergenza, si rivelano come vere e proprie anoma/ie,nel sensoesatto in cui Kuhn tratta la questione nel suo famoso testo sulle rivoluzioni scientifiche. Non vi d dubbio che l'anomalia pii radicale tra rutte e quella che d collegata alle domande: <<Qual i lu natura dei numeri naturali e: perchd i numeri naturali 'funzionanri?>>. A mio parere, quello del numero naturale,! un problema lnoseologicamente fondamentale, al quale, come ho detto, si collegano moltissime caratteristiche del pensiero junghiano. E un tema che fa della psicologia analitica una branca del sapere
Nunero naturdle

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molto diversada quellesulle quali pur si regiintrinsecamente al problemadel connessa La problematica stranoconvergenze. per quellebranchedella ricerca numero,rutrrul", se d anomalia infant resedrcb, cognitive, a cui mi sono prima riferito (scienze analitica' psicologia per la paradigma invece d neuroscienze), frutto di come liquidare pud si questione la Naturalmente, owio del tutto stranezza'E o una lusso, una mera bizzarria:un analitiseduta in nessuna mai non sorgerd cheuna tale clomanda clinica e che essanon ha alcuna rllevanza ca o psicoterapeutica, essa Kuhn, di diretia.Tuttavia,come,appunto,per le anomalie della problema del significato stesso per la psicologia-lo possiede del nuovo del ialore risolto da Planck per il sorgere meccanica dell'orbita di oppure della distorsione paradigmaquanristico; 'li4"r.uiio checonfermd al suoperielio:un'osservazione osservata gravitazionale teoria utilissima ancora e cara la ouanto vecchia, ma non "vera" (so verosimile, eccezionalmente .re*tonianafosse meno inclusiva). intendodire: assai che non ci sono Ieorieuere; (come, d'altra parte' un psicoanalista In questosenso,uno del nume problema il porsi ruai .,"u.or.i..triato) potrebbenon Temo lavoro-' proprio il . p.oi.gui.e tranquillamente ro naturale comegli cui il solo aspettoclinico a tuttaviache, cosi facendo, a ridurrebbela sua disciplina una si destinerebbe, pletamente aila da riferimentiobiettivie ancorata sganciata ,"tori.u speciale, (a verosimiglianza)' qualsiasi iglianza verosim sola uno snodo Il probleriradel numero naturale rappresenta che questione la e analitica, psicologia della unico e interessante rivedere a costringe porsi e affrontare di Jung ebbe il coraggio verosimilientro i rnodellineuroscienforsesoltanto conclrrsioni tifici attuali, che ancora rivelano la loro insufficienza dinanzi della realt) psicologica' complessiti all'eccezionale i sicurezza: Una cosami sembradi poter dire con sufficiente contare, Latto del numerinaturalinon sonomereconvenzioni. qualiti intrindelleentitd(!,2,)...) cherivelano infatti,produce a loro volta' seche,i*preuiste e imprevedibili'Alcune di esse, del tessuto per comprensione la rilevanza grande pare abbiano numeri dei (b distribuzione della caso il pi,j i.rti*o della natura irnmaginari)' nutneri i con orimi. con i loro collegamenti

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Stefano Carta Sr'r'onrlo.f ung il numero naturale ,! contemporaneamente -rco_ Itt't'/, t'irtucntato ed E un indice di quantiti, qualiti e significato. Ir clucst<'r significa niente meno che, attraversola capaciii intrins c c a. li c o n ta re p ro p ri a d e l l a me n te . l a mentc stessa pud scoprl re_ Uedre aspetti del reale. Il legame tra l'aspetto dell'invenzione del numero e quello della sua scoperta d, per Jung, formulato attra_ verso la sua ipotesi della sincronicitd in quanto tertium del nesso acausaletra i due asperti opposti del reaie: quello "inrerno" alla "mente" e quello appartenenteal mondo ,,oggettuale,'. Nel suo aspetto qualitativo il numero naru.ale descriverebbe dunque qualit) discrete di organizzazionesia del monclo ,.ogget_ tuale" che della "mente". Nel caso della mente, p.. .r.-pio, il passaggiodalla dualiti alla triadiciti d evidente come passaggio verso una rappresentazione- in qualche modo ,.sintetica',_ di due elementi diversi (strutturalmente opposti). Laspetto quaritativo dei numeri, invece, i evidente sul versante del mondo "oggettuale" quando si getta uno sguardo, per esempio, sulla tavola periodica degli elementi. Jung riteneva che il numero fosse il rappresentantedell'inti_ m a c ap a c i ta d e l l a " me n te " d i p e n e trare nel tesro tl cl l a narufa (questa penetrazione d, naturalmente, soggetta al principio di indeterminazione. Credo che anche p.. qu"rto parlasse di Jung creatio continua).Il valore e l'estensionedi questa impostazione costringono a immaginare un qualche livello della "mente" che sia potenzialmenteisomorfo con il mondo ,,esterno,,. La relazione sincronistica espressadal processo del contare, tuttavia' collega il mondo interno e quello esterno seconclo modaliti inattese.Infatti, il mondo a cui attinge la matematica d ben diverso dall'Uruuelt legato alla percezione, rivelando cosi c he il p ro c e s s op re c o n s c i o d e l p ro durre numeri natural i (per Jung un processo <arch6-tipico>>) d isomorfo al tessuto d.lla realti, a sua volta impercepibile dai sensi. come a dire che nesli strati non consci del pensare,la mente d sincronisti.r-"nt. .ollegata con quella struttura del reale, le cui .<profonditi abissali>. alle quali Jung accenna nella lettera riportaia in apertura, resta_ no precluse ai sensii quali di essa,a loro volta non attingono che una m in i m a p o rz i o n e q u a l i ta ti v a .In questo senro I' oferati vi r) naturale Numero .lcl numero assomigliaalla funzione della conoscenzadianoetica (fino a quella urrol,rto, della pistis) che Platone discute nel I:t'tlone, nel qr-,alela conoscenza affidata ai sensi non d che pura ,/oxa. "opinione". S.-,q,,.rt. basi, per esempio, le teorie "relazionali" della psidiventano casi pariicolari (come a dire: newtoniani) di cc-,analiii una psicologia generaleassaipir) inclusiva (come a dire: relativistical, sebbene ancora in parte ipotetica, per la quale non v'd dubbio che I'idea dell'unusmundussia fondata sull'ipotesi che la molteplicit)del mondoempiricopoggisull'uniti del mondo stesesiin lineadi principionon possano separati so e chedue o piu universi che cid tutto contrario, Al l'altro. confrsil'unocon o essere insleme stere non che mondo' unico e solo a-un appartiene diverso divisoe si presenta i il mon;o dei sensi,ma u,' postulatola cui probabiliti e garantitadal fatto che, fino ad o.u, n".rr,lo E stato in grado cli scoprireun mondo.in rivistadal[Traduzione sianoinvalidate. cui le leggidi naturaconosciute I I'autore] D'altra parte abbiamo la testimonianzadi \X/olfgangPauli: quantistila meccanica il fatto che' secondo significativo [...] appare esistenza Ia sua esprime che lato, un da dell'energia .", l, .oni".uazione iel'energia nello spazioe nel tempo dall'ale il manifestarsi ur"n.,porul", della raalti' ln verit)' essi ,.o, ,ono tlue aspettiopposti(complementari) l'uno ora I'altroesplicano ora in concreto ma compresenti, sonosempfe "astratte" Le predominante. funzioni matematiche in modo la loro azione dellafisicamodernafungonoin questocasoda sirnbolichericornpongonrt il contrastn.2 E cl-riaroche questa impostazione raclicalizzasu un piano ontologico quella polarit) interno/esterno che oggi viene normalmente descritta nei termini assai meno compromettenti dl uniti costruzionistiche complesse quali: psiche/mondo oggettuale, innato/appreso, ecc.] Questa concezione "forte" dell'unus muntJusinerisce a una potenziale unit) transpersonaledel reale articctlata dal numero in quanto sitnbolo unifcatc,tre,dalla sincroniciti come modalit) di manifestazionenclla coscienza,nonch6 dalle strutture archetipiche intese, come fa l)auli, nei termini di

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Stefano Cartd

Hintergrundpyisik(sfondofisico fondamentale) il quale pud tronelle immagini archetipiche ?per ;r.*; Ii::, on lr lc T":if.srazione ne J . Poich6 l'edificio di ogni scienza si fonda, alla fine, proprio sullamatematizzazione, il problemadel numero naturalemi sembra I'aspe*o pii clamorosodella necessiridi riferirsi a q*i;;; di siniilea una reoriaarchetipica (la si chiamicomesi uuol"i, p". la quale. la biologiastessa rientrerebbe in una prospettiva assai pir) problematica- meno marerialistica razionalizzante _ <ji e quellacontemporanea, Ia quale,pur con tutti i suoi straordinari successi, douri prima o poi ffiontale questadoruanda onor,oio.-' Il.numero, inquadratonel suo senso,,simbolico,, (nel senso . ciod in cui lo intendono Jung,pauli o la Von Frunz),,i .ril;;;;l problemagenerale della sincroniciti e della cosiddettatrasg!;;s;;uiti <lell'inconscio junghiano e fa la parte di .r., d.ttuglio il;; razzantei di ,n ospitemolto scomodo.Ma non affron"tarlo, alla fine' porterebbe alla paradossale situazione di dichiarare scientincamenterrrrlevante proprio il problema di come funzioni la conoscenza scientifica, perchd il problema *esso seftlbrrtnon scientifico. Come ho scritto nelleprime righe cli questobrevissimo con_ ributo, _daquesta visione del fu*nzionr-.nro profondo della mente,chenon esclude, ma circoscrive, i livelli uersocui l" .;;;: scenzecontemporanee convergono,fa della psicologia analitica un campo unico di ricerca che merita un.oiu ,1i sJpruu-viu.re. Almenofino alla prossima domanda.

Marco Mazzi

Occhio o sulfilm-diario

Not e ' 2 r (19)6), Mystz'rium Coniunctionts, vol. g, princeror.r Un. 9.G. .Jung, Press,Princeton 1970. V/. Pauli, 09j2), psiclte e ndtula, pagg.16 7, AtJelphi, Milano 2006. Cfr. M.M. Gill, (1991), psicoanalisi in transizione,Cortina,Milano 1996.

Locchio d I'affermazionedel momento presentecome elemento privilegiato del rapporto di conoscenza,ilgrado zero di un sistema percettivo.Ma la sua neutralita d quanto di pii enigmaticoesista al mondo. L occhio raccontasempre quella storia cui - pii d'ogni altra - vorrebbe credere. Allo stessomodo ci possiamo rivolgere all'idea del film-diario. Il film non d semplicementeuna registrazione accidentale dei fenomeni, ma, attraversola natura e gli strumenti propri del suo linguaggio, un tentativo di carpire I'essenzadella realt). Da questo processoaffiora perd tutt'altra cosa,e vale a dire la consapevolezza che,dall'atto stessodi filmare, ha origine un "piacere" che non B soltanto godimento estetico, ma d la presenza al tempo della liberti del mondo. E proprio quesro piacere che spetta all'occhio, e che l'occhio trae sotto l'illusoria forma di scgno. La storia dell'occhio E dunque la storia del piacere. Cogliere, con il film, questzr veriti significa tornare alle origini. E chi meglio di Jonas Mekas ha perseguito,con i suoi film, questo inconrro originario? Ogni discorso su Mekas pare sempre esaurirsie perdersi nei particolari della sua straordinaria Recherche in 16mm, in quei frammenti irrelati dell'affannoso rincorrere le rracce del tempo, nell'implacabileriduzione del film a pura elegiadel presente,che I'artista riconosce nel flusso enigmatico del suo mutamento. Pensiamo a un film comeReminiscenccsof a .lcturnel, to Litbuania, che Mekas gira all'inizio degli anni Settanta,durante il suo primo viaggio nel paesenatale,venti anni dopo la partenzaper I'Amer:ica.

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Marcolvlazzi Piuttosto che filmare i mutamenti apportati dal tempo, la cinepresa di Mekas si sofferma su cid che d rimasto immutato: la uecchia stufa nella casadella madre, i campi, i boschi, i declivi intorno alla via di casa...Che cosa siano questi istanti>>, ci dice Mekas, ..e che cosa mi porti a cogliere proprio quell'istantee non un altro, non saprei.E la mia esistenza intera che mi ha fatto incontraregli istan ti che ho filmator>. Ciascunainquadratura sta per un sentimento, per una sensazione - B la sintesidi un evento. EssacontieDetutta la storia a cui I'artista ha inteso alludere.Chi guarda deve compiere un percorso a ritroso, scoprendo i fatti di vita su cui quelle immagini cadono e si depositanocome neve joyciana. Tra immaginazione e memoria, da un lato, e la realt), dall'altro. il film d quelf involucro in cui si concenrra l'attenzione del soggetto e I'intensit) dello sforzo di comprensioneche egli compie. oltre a essere un <.unico,lunghissimofilm>>, come ci dice lui stesso, i 16 rnm di Mekas si presentanocome un'unica e sempre piir intensa soggettiua, entro il cui orizzonte si risolve il rapporto con il mondo, con le persone e con le cose. Dichiara significativamente Mekas: .<Non sono unf lzn-director,non ho maj diietto nr-rlla. Non sono Lln .filtn-makcr, ma solo un filnter...rr. La ricerca di Mekas d <juntlue intessutadella caparbia volonta di iscrivere in un flusso i fram menti delle precedenti esperienze,dilatando ogni tema fino a rac_ cogliere nelle pii ampie volute del film tutto cid che sembrava dimenticato e perduro. Locchio coglie i segni dell'attiva sopra'uwivenza del passatonel presenre;d la forma in cui I'essere accettala continuiti dei f-enomenie I'ineluttabilit) della morte. E in q,resto diario di celluloide che si apre la strada dell'intuizione, nella certezza che filmare un luogo, un volto o una cosa, conduce alla natura pii profonda dell'oggetto filnrato. Si tratta di uno scambio con le cose stesse, in un nrodo pii consapevolee traumatico del semplice sguardo. Locchio, infatti, non inconra semplicemente I'altro - non segueufta scena- mala rivela quale dimensione piena di infiniti significati (bench6 priva di uro ,pecifico senso) che riscatra I'ineffabiliti dell'immagin. .o-" ,Lgno estremo della veriti delle cose. Al piacere resta solo una domanda... quella dell'occhio, che, aprendosi,si chiede:<.Sto suardando o filmando?rr.

Andrea Vestrucct

Oracolo

dell'I-Ching b che esisteuna corrispondenzasin<<Presupposto cronisticatra lo stato psichico di colui che interroga e l'esagramma A partire dalla prospettiva ermeneuticajunghiana d di risposta>>.r possibileapplicare il modello della succitatamodalita di sincroni.ite ul.uto dell'oracolo a Edipo. Un uomo dai piedi gonfi domanda alla Pizia chi egli sia, ossiaquale sia la sua storia e la sua origine; Apollo pare non risponderealla richiesta,rivelando unicamente il futuro di quell'uomo. Nessun nome escedalla bocca del dio; Edipo, di fronte a cid che b reputato un rifiuto di risposta'rinterpreta la predizione in modo erroneo: la conseguenzadi tale errore d la realtzzazionedell'oracolo nella sua correttezza. lanalisi del caso si determina quindi su due piani differenti, I'uno compreso all'interno dell'altro: il primo, relativo alla natura dell'errore di Edipo nell'interpretazione deil'oracolo; il secondo, relativo all'iscrizione di tale errore nel nesso tra la domanda di Edipo e la rispostadella Pizia. L oracolo formulato a Edipo d di per sti un caso di coincidenza tra predizione e fatto futuro, l'improbabiliti della quale si pone come necessiti alla luce dello statuto stessodeii'oracolo: il legame tra il senso del messaggiodell'oracolo e ia forma della realti susalla luce dell'istanza"sincronistiseguentesi d) necessariamente, si potrebbe dire che I'oracolo d un ricetca" della rispostastessa: tacolo inesauribilee infallibile di sincroniciti' Eppure' allo stesso tempo, si d di fronte a un caso particolare di sincronicita: infatti, I'oracolo non d recepito dal soggettoin modo corretto - da qui, Ia In altre parole, a causa natura duale della rispostamantica stessa.

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Andrea\/estrucci dello scarto che il soggettocrede sussista tra la sua domanda e I'oracolo di risposta, Edipo non riconosce il fatto che la predizione del suo futuro rapporto con i genitori - parricidio e incesto - altro non a se non la risposta alla sua domanda sulle origini della sua nascita: conre potrebbe darsi tale comprensione, dal momento che la chiave per I'interpretazione corretta di questo oracolo risiede proprio in un passatooscuro,non saputo perch6 mai visto - Edipo figlio di Laio e Giocasta - ? Bench6 sia proprio questa oscurita il principio di illuminazione dell'oracolo,bench6 dietro il parricidio e I'incesto si nascondanoi nomi di Laio e di Giocasta,gli occhi di Edipo non sono abituati all'oscuriti nebbiosa nel santuario di Apollo, ma paiono esserein grado di vedere solo la luce della presunta certezza passata,e non il buio della predetta certezzafutura: questo passatooscuro - oscuro perch6 d un passatoda verificarsi - viene quindi da lui sostituito con un passatoverificato,ossia di cui il contenuto erroneo - Edipo figlio di Polibo e Merope - viene dato come certo. Lerrore di Edipo consiste quindi nel non riconoscere una certa inferenza tra futuro e passato: il legame tra la risposta e la veriti del passatoappartieneal futuro e non riemergedai passato, in aitri termini d la realizzazionedella previsione a rivelare I'origine e non I'origine a qualificare, a informare la previsione, ad attribuirle forme e nomi. Se la veriti dell'oracolo trova il principio di determinazione nel nesso necessario acausaleche dal futuro aniva al passato,la veritd.- cieca - di Edipo risulta governata dall'inferenza inversa, un'inferenza che scopre il futuro alla luce - falsa - del passato. Due necessiti qui si scontrano, e di natura opposta: secondo I'una, i'awenimento, ogni awenimento futuro, accade secondo una sequenza di eventi che sorgono per continuiti dal passato, in concatenazione costante; secondo l'altra, il futuro riqualifica il passato, gli d) forma, lo modella secondo un processo circolare di sviluppo e di formazione dell'essere.Quest'ultima d Ia necessit)che governa il tempo mantico: essonon sussiste come linearit) di eventi, ma come circolo in rotazione; ogni determinazione di posizione di qualsivoglia punto della circonferenza - ossia di qualsivoglia av'venimento - alla luce della sua equidistanza dal centro perde ogni sensatezza e plausibiliti; il tempo dell'oracolo,

Oracokt pur avendo un centfo di movimento - il centro della circonferenposizioni ridotto a una seriedi successive ,u -, non pud pii essere in movimento: in altre parole, il movimento occupate Ju un "tt.t" seguepir) il movimento di un essere,ossia non mantico del tempo suddivisibile in un prima e in un poi; da biologico il suo sviluppo di questo tempo circolare si rivela la verita che cid deriva il-farto e realizzazionedell'ar,ryenipredizione tra all'interno di un nesso da una concatenazione deriva non mento predetto, la cui necessit) sincronicit)' Edipo' appunto ma d di prima e poi, non d causaliti, u"i"n,lo linearmente cid che esiste circolarmente, posizionando secondola propria storia biologica il non posizionabile,credendo non vede il nesso di agire n"liutu.o e invececompiendo il passato, necesrario di sincronicit) tra I'oracolo e la sua realizzazione.l E possibileora inserire I'errore edipico temporale di interpreturio.," dell'oracolo ali'interno dei nesso di sincronicit) tra la domanda di Edipo e la risposta della Pizia.Il fraintendimento di di quella corrispondendell'assenza Edipo d infatti manifestazione della risposta, enune senso zafta stato psichico di chi domanda ciata nelle pu.ol. di Jung; e se la sincronicitd mantica si inscrive proprio ailtnter'o del l.gu-" tra psiche soggettiva e risposta deli'o.u.olo, I'assenzadi questa corrispondenza rappresenterebbe l'oraallora il principio di impedimento della sincronicitd stessa: fonte di quella necessiti circolare, colo non si poirebbe pir) con-re d proprio questa interruzione Eppure la veriti' sua perderebbe e oracoio a consentireall'orae soggetto tra d.i l.gu-" sincronico avrebbe ragione di lascianon Edipo essa, colo dl verificarsi: senza il carro sul quale viaggia viandante, re Corinto, n6 di incontrare, f ut udall'af f er m azione allola r isult a Lai o,.. La ver it a dell'or acolo sin nesso del soggettiva ra della predizione attraversola negazione determiche cro.,ico. Ecco quindi chiarito il legame sincronistico na I'oracolo a Edipo: la sincronicit) tra predizione e awenimento si manifesta alla luce della negazione della sincronicitd tra soggetto e oracolo. Loracolo a Edipo si mostra a tal purnto terribile e affascinante in forza di questo legame oscuro tra negazione del tutto cid si tradel nessostesso: nessodi sincronicit) e sussistenza e realizzafraintendiDrento tra legame nel duce, nel caso specifico, che possibiliti La soggetto. stesso parte dello zione dell'oru.io du

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AnJrea Vestntcci

la sincroniciti dell'oracolo si verifichi deriva unicamente dal non riconoscim.enrosoggettivo della sincroniciti stessa,or,werosiadal_ l assenza dr srncronicit) tra 56 domandante e Altro rispondente: la sincroniciti dell'oracolo giunge a verita attraverso ,rrrufulru cecit). Edipo compie cid che non aveva visto, compie il suo passato oracolarenel suo futuro biolosico. Q u i n tl i , v i s ta l a s u a c e c i ta ,s i a c ceca.

Saluatctre Ri troua tc.t

Paradosso
Un racconto
Allora, un uomo deluso,che ormai sente realepir) per gli individui e per il interesse cosmo, che per i problemi di una societ) e per la lotta di classe,cosa pud fare, se la mita da conquistare e per lui gii perdutaT I'ASOLINI

Alla proposta di scrivere qualcosa sulla "sincroniciti", risposi senza pensarci su. Positivamente. Non sapevo in che guaio mi sarei cacci,tto. In che pensiero senza storia.

l,l ctte Carl Gustav Iung, volume YIII: La tJinanzica dell'incottscio, tr. ir. !n""r1dl dr ). lJanrele, consulenza di M. tevi, Boringhieri,Torino 1976,p. i45. C[r. Ediptt rc. rv. 788-78.) Alla luce dell'errore di Edipo verso l'oracoro i p.ssibire chiarire anche il suo successo relll r.ispostaalla Sfinge: il mosiro pone'a una domanda rerarN'a allo svllupfo dr un essere; Ia risprosta, basata suila successione di prima e di poi interna al biologico dell'essereumano, porebbe 1em.l9 risalirealla fissiti degli occhi di Edipo versora rrrcecJiqr.rr'uni., a.r".minazione temporale, e alla sua ceciiavcrso l'oscuriti dcil'altra.

Il treno d luogo di molti enigmi originari. Di paradossi.Di molti incontri mai conclusi e mai cercati. Acausali, come si dice. Luogo che radicalizza ogni ambiguit). Ogni scandalo. Facendone delle dualiti ostinate. Dualiti. Mi seguono ovunque. Qualcuna d in agenda. Altre e profbndit) differenti. Asimmetrici. cipitano. Spazi di estensione Che a volte coincidono. Il treno poi d come un ascensore(o "discensore"), ma orizzontale. Parallelo alla terra. Sul treno non Superareinvece l'imbarazzo del occorre decidere la destinazione. perch6. Che cosa porta gli uomini a sfiorarsi. A percorrere un tragitto comune. Che cosa scioglie le distanze tra i loro corpi. Immaginando prossima un'anima. Addirittura. Che cosa incrocia in una variabile scartata 1o sguardo. Quello che ciascuno riserva per se. Tiene segreto. Ma un giorno, ecco. Il pensieroprecipita. E una signora che va a Yenezia. Lo so, perch6 riesco a sbirciare per un attimo nel suo biglietto quando lo introduce frettolosamente nell'obliteratore. Ho gii incrociato il suo sguardonell'atrio della stazione.Lei porta gli occhiali scuri. Io no. Ho anche rifatto i suoi passicon i miei. In Nervosi. Mentre sul pannello scofrevaI'elenco dei treni in .rttesa. ritardo. Sempre pii nervosi. Lho seguitafino all'uscita dall'atrio.

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Saluature Ritrouato fla imboccato il sottopassaggio.L'avrei inconrrara di nuovo. Si gira. Cerca nei miei gesti le iagioni cli una sincera dedizione al caso.

Paradosso

Aspettoche il casosi manifesti.che mi dia l'occasione di dare senso alla coincidenza. Siamonella stessa cafrozza. stessoscompartimento'Prima classe. Stessa direzione.E,traiettoria.v";;, "destino-verso". 'rangentisu curveinfinite. Ir controiloremi manderi via' Forsemanderivia anche l.i- Ho un bigliettodi seconda. Forseintreccer)i nostri sguardi, le voci. Scelgo ,"aif" A destrail finesrrino.Ooye possibileguurai. ". "_".. frr.i, p.. ir..i" .e Faredel paesaggio un alibi.i.i duuuni. Ora si sisrema. Osrentatamenre sottovaluta i miei dubbi. Non possoessere io il limite della sualiberti. Forseun evento corrispondeal mio stato psichico. euesto .ollio, p", "r,".n,, Indolentee perperuo-Stu pe, u..rd.i., "rdr; f.nro. Aboliri le hasarrJ. E a distanza di giorni o addirittu.a di ;""r avri ragione. d;;; insomma uno "scarabeo,'. Che bussiallafinestra per ..entrare,, nel buio. Oltre i suoi occhiali neri. Li ;i;;;" con zelo. Come uno scudoconrroil caso. Un colpodi dadi. scelgo.l{o bisognodi aigomenriper rendere credibilela sin_ croniciti' Anzi nrinacciosa. per sentirla vissuta. Errebnis.Non ,olo E mi serveun sogno.Anche innocente. ''x/eltanschauung. o incoe_ rente. Verso un ,,dentro',.O dentro un ,,verso,,. Unu fugu-rral limbo dellecircostanze non pianificate. Di quel checi stainrorno. Il cuorenero delle cose.Le ieggi del .u*. D.ll. casuali sincronie. Eccetera. Intantoscavalca le suelunghegambe. Ne approfitto per butta_ re e distendere le mie. Maldestrariente. Mie scuse. Infine si parla. Di tutto. pii o meno..per nascondersi, s'intende. euesto "d;;;. Tutto che scorre al finestrino del treno. E.r,.u, bussa,svanisce. parlare del tempo Senzaconnessione. .1. fu .',1.i ;;;"1; citt) che sciamano al finestrino, d.gli uomini.h. l. ubitunoo-i. abitavano. E vi fuggono.,,S.urut.i'l O;;;;r". Penso.Parliamo esartamente di ci6 che sta scivolandovia da questopiccoloschermo vuoto.parliamo.Come se la macchiadi forme e di colori dietro ir verocrer fi"";,;i"; significasse quarcosa. Un eventocontemporaneo al nostro desideriodi senso. Di sentir_
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si pii leggeri, penso. Pii tersi. Awolgere il mondo di connessioni. Snrettere di fissare"fuori". Per distrarsida un segreto. Ora mi cerca. Forse ho qualcosa nei miei gesti. Un'anima che non posso o non so vedere. Io il suo padrone. Io che non so dove sia l'anima. Ne cosa sia. Oltre la sfera di questo scompartimenro. Mi distendo. Perch6 distendersifa bene. Vuol dire sentirsi pieni clcllasituazione.Magari prima che sia troppo tardi. Dimenticarne I'inebrianteincolmabile insensatezza. Sposata.Indizi varii e inconfutabili. Ha pure due figli. Come supponevo.E un marito che aspettadi rendersi utile. Di non mancare. Che viaggia spesso.A volte non ne percepisce la presenza. Con-re se fosseli da sempre.La suavita d un'ombra. Da tempo non sa che farsene. Seguei movimenti della luce. Di notte si confonde con le cose.Ii sogno?Lo ha appreso dai libri. E lo ha abbandonato in una citt) che non conoscepii. In una citt) senzasesso e senza certezze. Vorrebbe tornare con lei in questa citti. Il suo sorriso. Ne sorride ancora. Le risale agli occhi, si dissolve, trema. Come un gesto di paura sorpreso nell'insonnia. Nessuno torna laggii. Nessuno d mai tornato. Il marito. Pensa.Senteche i cosi. Aspetta forse un altro segnale. LeggeJung. Ha tempo per leggerlo."Coincidenza di uno stato psichico con un evento corrispondentenon ancora esistente, ciod distantenel tempo, e verilicabilesolo a posteriori..." pensa.Su un treno come questo. Di sola andata.O solo ritorno. Non andare via da quella storia perduta, vorrebbe dirgli. Semplicemenrenon andare oltre. Ora appare. Venezia.Da questalingua di terrapieno che fende la laguna. Lenta. Sonnolenta.Come sempre.Dietro questi discorsi. Come un sogno luminoso. Interrotto. Che escedal buio. Scendelei per prima. Con calma.Io dietro. I bambini li abbiamo lasciatidai nonni. Dorrnivano.

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Principio

Stefano Guglielnzin

Principio
Le nascitedel principio

La filosofia greca nasce a Mileto, colonia ionica dell'Asia . _. IVIinore, nel VI secoloavanti Cristo. Lungo la linea ,..otor. i"t pensiero religioso occidentale, nerqualel'uniti e il morteplice convivevanoin divina conflittuarit),si apre infatti una air."nri"uiia radicale, chesubordina il molteplice ail'Uno,secondo necessiti: il monismoilozoistadi Taleteconsiste appunto nel ricondurrele innumerevoli differenze deglienti al|uniti del principio,;r;;;pi^prima to qualefbrza vitale, energiain perpetuacreazione. di l.i, Assiro-babilonesi ed Egizi piegavanola specurazione all'utire astrologico, jul .anto to.,r, agronomico e allaprassisociale; t" ,i.tigioni,preolimpica, olimpicae misrerica, pur clando f.,r.n, ur_oni_ ca e divinaall'inspiegabile naturale, si negavano la possibilita d'interrogare quest'ultimo tramiteI'indagine formale,compitoche si assunrer).1a. lilosofiapresocratica, metendo le basip"rrn,.fi"._ mologiadellavisione,secondo le procedure,lel cooriina;", ,i;;; guere,subordinaree unificareil f'enomenic.,cosi da riconcrurlo, appunto, all'uniti. Talet_e inaugurail viaggiodellascienza occiclentale, Conlucio .. .Se d) I'awio allastoriadel pensiero cinese, nellamisurain cui, selezionandoe.interprerand. alcunitrattatianonimid'antichissimu rruJ_ zrone,da loro unasistematica unitariae funzionale al buon governo, eticae politica.A ,liff;.n;; Ji il].un Reriododi piena decadenza Talete, Confucionon creaconcerri, bensipiega-spiega la tradizione plurisecolare allenecessiti politiched"i p."r"nt".-A rigore,d,rnqu", la suadottrinanon d filo-sofia (am.remai colmabil.p". il pr* prio perch6, ".r"1, in essa, il verod gii dato,e scmmai I'esercizio ,p;."1; 112

tivo consistenel trovare le parole giusteper insegnarela pratica della \/ia, quell'etica dello stare dentro il movimento imperscrutabile della verit), che diverri subito motivo di contrasto con I'altra grande scuola cinese, il Taoismo. Entrambe le correnti si diff-erenziano nell'interpretazione della Via, che nel Tao T0 Cbing non e cosrante,' e tuttavia concordano nel ritenerla ,trchd da cui tutto comincia e ritorna. In questosenso, sia lo ionico sia i due cinesiinauguranoun pensiero che unifica il molteplice nella sostanzialitddel Principio e lo fanno, per usarela terminologia junghiana,sincronicarnente, ossia nel medesimo tempo secondo un parallelisrnoacausale e significativo, a cui partecipa la stessa filosofia indiana, tanto nella dottrina del Buddha Siddhartha quanto in quella di Vardhamana, fbndatore, semprenel VI sec.a.C.,del Giainismo. Com',i noto, nel Buddismo hinayano, la pratica dell'ottuplice sentiero che conduce all'estinzionedel desiderio (e dunque del dolore) si fonda neila certezzaupanisadicadell'Unit) dell'Essere (Bribrnan), modello e meta del viaggio c'lell'animaindividuale (Atman), che in essosi risolve;lo stesso dicasi per il Giainismo, nel quale l'esperienzaasceticaprelude alla fusione dell'anima individuale (jiua) con la totalita ciclica del cosmo: purificatasi dalla materia e dunque estinto 11karman, essa raggiunge le alre <<ernime salve> in una <<Darticolare resione dell'universo>> e li dimora in perfettabeatitudine.'In .ont.orro con Ia visionefenomenicametodologicamente fondata della filosofia greca, la ricerca indiana volge dunque lo sguardo verso I'interioriti - ne fa metafora del sentire rettamente impostato - fino a dissolverla nel Principio onnipervadente; similmente, Confucio mantiene l'occhio vigiie sull'armonia dinamica degli opposti, curando l'equilibrio interiore, che B specchiodella volont) del Principio. Cosi facendo, I'agire individuale si armonizza con I'Ordine delTao, in una gerarchia che trova, nella vita collettiva e nell'Imperatore (figlio del Cielo), il suo punto mediano. Alcuni studi recenti,sulla base delle discordanzestilistichedel Tao T0 Ching, sospettano che Lao tzu non sia mai esistito.Di contro, lo storico Ssu-maCh'ien (I45-7c)a.C.) afferma di essere rimasto a lungo, archivistaimperiale a I-o Yang, dove incontrd Con-

11i

ll

Sta.fanr., Cuglielnin

fucio e con lui si confrontd in merito al significato delTao. Anche lo storico della filosofia Chow Yin Ching lo d) contemporaneo del maestro;e cosi fanno, in generale,i taoisti occidentali.*Come gi] suggerito, se cosi fosse, ci troveremmo davanti la singolare evidenza che, sincronicamente, un greco, due cinesi e due indiani hanno fondato la loro dottrina sul Principio unico; a questi, sarebbe doveroso aggiungereI'iraniano Zarathustra (6305Y a.C.), la cui nretafisica monoteistatrova, nel principio di causalit),il corrispett iv o m o n d a n o u n i ta ri o .'
l,lote Com'd noto, I'originario canoneconfuciano, fissatodefinitivamentetra il 1t-2e 11 178d.(,., comprende i seguenti<.Cinqueclassici>r: Libro dei rnuta(Shih Ching), Libro dei locurnenti (Sht nt'nti (I Ching), Libro dellepoesre Ching),Priutuuera c Arttuttno(Ch'un Ch'iu), Memoriesui Riti (Li Chi); su questi testi, Confucio intervenne direttamente, compilandoli (il Ch'un Ch'iu) oppure selezionando le testimonianze e annotandole. Nel Tao T0 CL'ing (I), infatti, <<LaVia, veramente Via non d una via costante>>, se non in quanto ..alternarsi del Non-Essere e dell'Essererr, i quali .<hanno in comune ... il Mistero supremo,la porta di tutti i prodigi'r, (trad.it. di A. Devoto).Ed d appunto questa<<porra>> l'archisrrutrnra del differire continuo quasi in sensodeleuziano. Angelo Brelich, Introduziont' ,tl/a storia dt'lle religioni, ecl. dell'ater.reo, Roma 1966,pp.284-292. Chorv Yih-Ching, La /ilosoJiacinese , trad. dal fr. di G. Falco, Garzanti, Milano 1960,p. 28 Alan \X/. Watts, Il'Iao; la uia dell'acqua chescorre,tlld. it. A. Mantici Lavagnino, Ubaldini,Rorna 1977,p. 20. Zarathustra cornpil) i capitoli Yasna, deti .,Gatharr, i piir antichi clell'Auesta. In essi, il dualismo (la reciproca lotta fra gli spiriti gemelli SpentaMainyu e Angra Mainyu) trova originariamenrein Ahura Mazda il Principio primo, che cli questee altre forze a il creatore.Sari soltanto nei testi pahlavi,successivi di circa un millennio alleGatha,che Ahura Mazda diventa il Dio del bene che lotta contro Angra Mainyu, spirito ostile al rinnovanento del mondo. Sull'argomentocfr. Paul Du Breuil, Lo zorr.tastrisrno, trad. it. S. Brusati, il Melangolo, Genova 199), e A. Brelich, Introduzione alla str.triadelle rcligioni, ed. cit., pp. 294 100. La filosofia pratica cui rinvia Zarathustrala ritroverenroncl Tbetatct platonico( 176),a proposito della massima perfezionc umana perseguibile in terra: <.Assomigliarsi a Dio d acquisire giustizia c santira, e insiemesapienza,,.

Mario Perniola

Quadratura

Il rilievo dato da Jung al concetto di sincronicit) anticipa di alcuni decenni il declino dello storicismo, che owiamente privilegiava la diacroniciti. Quindi sotto un certo aspetto si potrebbe sostenereche Jung anticipa lo strutturalismo degli anni Sessanta del Novecento. Lopera di Gilbert Durand, Le strutture antropologicbe dell'immaginario (PUF, Parigi 196),tr. it. Dedalo, Bari I972) potrebbe essere considerata come la versione strutturalistica di Jrng. Proprio in quegli anni sono in molti a lasciarcaderelo schetna diacronico, di Hegel e di Comte e a sostitriadico, essenzialmente tuirlo con uno schema articolato su quattro elementi. Heidegger introduce la nozione di Geuiert (Quadratura) che implica appunto un rifiuto implicito della dialetticahegeliana. Anche Marshall Mcluhan nel libro Laws of Medid, scritto in collaborazione con suo figlio Eric e pubblicato postumo, introduce una nozione articolatasu quattro elementi,laTetrad. Attraverso tale schema Mcluhan interpreta moltissimi fenomeni della vita contemporanea. Egli individua quattro effetti: rispettivamente definiti con i termini di enhance, obsolence , retrieue e reuerse.I1 di un primo, l'enhance, consiste nell'amplificazione-estensione senso,di un organo o di una funzione; nel secondo,l'obsolence,la situazionepassataviene resaimpotente attraversola sua rimozione; nel terzo, il retrieue,qualcosa da tempo obsoleto viene rimesso in servizio; e infine nel quarto, il reuerse,si crea una nuova configurazioneche ha caratteriinsieme simili e opposti al punto di partenza.

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Mario Perniola Si apre turravia un problema: questi quattro effetti si presentano in successione storica oppure simultaneamente?Nel primo caso si ricade nello storicismo;nel secondo caso nello strutturalismo. Da un punro cii vista epistenrologico, d semn-rai la nozione di nelaork la pii prossirna al Geuiert e alla Te'trad.E la rete non e un sistema storicistico, n6 una struttura. Nel mio lil:ro Transiti (Castelvecchi, Roma 1985)) ho appunto elaborato la nozione di transitc.t per spiegareil movimento all'interno di una rete. Tutto cid risr,rlta in modo molto evidente non appena ci si mette a lavorare su una pagina tL'cb per Internet. Essa ci fornisce I'esperienzadi qr-ralcosa che si presenta come infinito, effimero, archivistico e cornpletamenteriformabile. Si transita all'interno di queste quattro possibiliti, ma essesono date tutte insieme.

GraziaMarchiand

Risveglio

Nelle sue arcliteindagini sull'inconsciocollettivo,le coincidenze acausalic la sincroniciti vista come il campo degli intrecci reali tra I'inaspettatoe cid che e sottoposto alla legge di causa-effetto: kurrrutt nell'accezione antica indiana, C.G. Jung ha posto le basi di Lrna comprensione del cosmo interiore di straordinaria portata conoscitivanel pensiero moderno. Lo ha fatto con gli strumenti dell'analisidel sogno e della struttura profonda della psiche nello compiva passi da stessomomento in cui la fisica novecentesca qr-rantistica della r-natcriae gigante nell'indagine sulla struttura r-rella formulazione,mobile e pur sempreespostaa inintcrrotte rettifiche, di una teoria cosmologicache ipotizza un universo a n... dinrensionidi cui la mente umllna e il mondo vivente sono intima parte. Confinata nelle opere di Jung e nei trattati di fisica inaccessibili all'uomo comune, la sincroniciti - che alla lettera significa cctnut'gno di pii liuelli temporali nella percezione istantanea di cid cbe accade- d sfioraterpir) spessodi quanto si creda da gente di ogni genere;bambini, anzian| individui rr-ralati e satri.personc espostc a trilumi violenti o a niente di tutto quea emozioni scl,"erchianti, sto, quando si trovino agganciatia una sincronia trasalisconosgomenti, incapacidi farsi una ragioneche il consuetoe familiare quadro del mondo possavenire alf improwiso alteratoe con la stessa velocit) ripristinato come nulla fosse. sincronicaha vissuto sulla propria Chi ha avuto un'esperienza a pelle il brivido che l'attore del teatro Noh comunica a chi assiste questa antica forma di liturgia-spettacolorlovc ponti sottili sono

I t6

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Grazit Marchiattd gettati tra i vivi e i morri, esseri um.rl e spiriti disincarnati (kami) e per questa via le gamme dell,emozione estetica foccano il diapason. Una procedura cara*erisrica del Noh ;;;i";;;;;r;';;" fessionista si addestra per |intera vita "il, clnsiste nel rallentamento della cammi|'a\a a pieJi striscia.,ti in s..r,, fino agli .ri."-ia"f corpo immobile. Tecnicamente questa manovra viene definira taglio-nel-conrinuum (kire tsuzuki), I'uttor. infatti interviene sulta sequenzialiti remporale segmentandola in minutissimi frammenti passodopo passo,un.microgesto dopo I,altro, ruotancloimpercet_ tibilmente il volto cui la ma"sch..u una strana, ammic_ cante rigiditi, il carisma del sembiante -nf..ir.e annullato. Via v'ia.h; i" cesura si allarga,la percezioneche il tempo fluisce r."-u nno-o estinguersi come una fia,mma.di canclela espostaa un alito improv_ viso di vento. euando il taglio nel continuum d andato , ,.d;, i" acque del tempo-che-scorre e del tempo arrestato si rimescolancr in un'onda di pietra u-nicae pierra. Cisi accorge che diacronia e sincronia, arresto e fuga, sospensione e moto sono modaliti conformi a un sistenradi utt.nrion" capace di accrescer. ;;;.;" scere la gamma percettiva ar di sopra . a ai so*o dei varori senso-

Risueglio lcrenzialeche la caratterizza,lamente che si affida ai cinque sensi ordinari b a disagio con la vertigine di un tempo che non scorre rettilineo dal passatoal futuro ma s'awortica, s'impenna in sincronie, s'arrestao procede retrogrado alterando il consueto e familiare quadro del mondo. Le vie del risveglio indicate nelle tradi' zioni sapienzialidi Oriente e Occidente e del mondo indigeno e sciamanico allenano a espansioni strabilianti della sensorialiti. (]razie a esseil consueto e familiare quadro del rnondo acquista ia ranquilla identit) del grembiale che s'infila per il disbrigo delle faccende quotidiane. Il grembiale perd si pud sfilare in ogni momento ed d a questa svestizione,a questo denudamento del vuoto sottostante donde affiora l'ottavo senso(alaya) che alludono gli espedientidi scenadel Noh con la camminata strisciantedelI'attore rallentata allo stremo, i suoni gutturali della voce emessa dal basso ventre e la maschera indecifrabilmente n6 tetra n6 lieta, volto dell'indicibile.

nella vaculta radlcale.

riali comuni.Ad esempiola scalaall.rtitu dallu p;i;"il;;;'il;; stadel profondo (yusbiki)cherisalea K0kai, it fondutor! J.ll;;; fila esore.rica shingon(VIII IX sec.)d in quanto;;;;;; ""rpfi.. Ia coscienza (6"), il taanas_pensiero (7o)e liiti?:j:"li.aggiunge (E"), il ricettacolodove sono srivati ataya i semi diogni furr)ion" della.mente-cuore: percettiva, emotiva, mnestica, logica, translogi_ ca, visionaria, estatica, pneumatica, numinosa_ n"it" gruauriini estese dal di auto-referenziariti ar minimo che sconfina .massimo.

Tra i pensatori europeimoderniArthur Schopenhauer (17gg_ 1B60) fu uno dei pochissimi ai quali l,ideadi ;;;il;; sioni non solonon hafatto purio -o.rdi ha dato adito a,r.ru.on..zione che senza -u essere (agganciata teleologica a un mondo di fini) non per questo d nreccanicistica, e alla sincronicit) assegna un posto importante. Nella specurazione trascendente rrii;;;-;;r;;; di segrc o i nt enzionaI e neI di st i n, d, tI i, d;;;;r,t (p arerga, ;:r;ri ;;; metta' P arrcII )' si derinea.r'inrmagine .ii unagigan resc"a r.i. .or-ica solcata da innumerevoli rivelritri ."olro. i%. ra srrurruraaurore118

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Sirtcronicitriiraniche

EzioAlbrile

Sincronicit)iraniche

Si pud parlare del \,'athekdi W. Beckford nei termini di una sincroniciti tra iranismo e gotico: I'evidenza letteraria d nella Storia del principe Alasi e della principessa Firuzkal: (Sellerio, palermo 1992\. La storia b quella del Mago zoroastriano(pp. B1 ss.): egli vive nel <rPalazzo del Fuoco Sotterraneo>> un luogo che ricorda il Kang di Afrasiyab,il "Paradiso" dove vive Afrasiyab,il potentissimo re turanico accolito di Ahriman del mito sistanico,il mito pii antico dello zoroastrismo. La tradizione islamica a cui attinge Beckford tende a demonizzare la religione zoroastriana utllizzando un rnito genuinamente zoroastriano qual d quello sistanico.Le dicromie presenti in tutto il testo culminano nel nome della principessa: Firuz-kah, ciod Firuz-kuh, 1l Mons uictnrialis dell'Opus imperfectum in Mutthacum, il Tur neshanetlella Cronaca)i Zrrlniit,l, rnontngnu sulla cui cima appare ai Magi il Saluator mundi, il Jabat al-fath dei tafsir persiani, il Kuh-e Xwaja sistanico. Ma fruz vale anche per "turchese": il colore che tinge il fuoco nel Tempio sottemaneodel Mago di Beckford. Anche nel mito sistanicoAfrasiyab,inariditore e bonificatore,d responsabile, tramite la combustione delle granagliesaccheggiate, del ripristino del fuoco sacro di Karkoy. E probabile che sullo sfondo di siffatti materiali mitologici ci sia il pii antico tema di Yima, primo uomo, primo re, r.nA anche primo trasgressore poich6 primo sacrificatore (Yasna )2, 8 = di R.C. Zaehner, Zuruan. A ZctrctastrianDtlemnza. Oxfbrd 1955 lrepr. Neu. \brk 19721, p. 145): relegatoin un uar(tsotterraneo, al quale allucleprobabilmen-

te anche Erodoto quando parla cli ho hyprt gen theos "il dio che di qui il passoverso Ahriman d breve' " abita sottoterr^>>... Infine I'anelito del Mugo n"l voler conseguireil dominio sulle (in termini mazdei quella <invisibile" e quella <<ossudue esistenze operazioneimpossibilealle creature ahrimaniche'fa pensare ta>>), mondo alla'possibile cromaticith dei kesbtaar' le sette regioni del ,,turchese"d il colore vittoriale del montc che sta al cenirurri.o, il tro dello ierocosmoiranico, ma d anche I'unico a esserepercepito clall'uomo.Non solo,rtruzd. anche il colore dell'Iran islamizzato' Si possono solo fare ipotesi sulla cromaticita dei restanti di krrhw), (molto materiale iconografico si mova nel libro delle cc-,lorazione dalla adombrata teffestris) Ringbom, PararJisus "volante" deila muia .l.lla citta fluttuante di Kang diz, versione d legato alla sicuramente terrestre Ecbatana, un arcobaleno che planetaria. sequenza 'A q,r.rt" spigolature va "rivelato" che la ben nota formula (eccetto la 9) e che i liturgica .he lnt.odrce ogni Sura coranica al' musulmani recitano a ogni pii sospinto: bismillah al-rdhman i in realti irarahim ..nelnome di Dio ilcmente e misericordioso> (volta al singolaaraba la traduzionc infatti partc E nica: lir prima <.Nel yoztlan i par) natn zc''roastriana formula re) della b".t .totu "venecon tradotto = essere (yaal anche pud dio, nome degli ddi>> la cerimonia di intronizzazione rabile"). Ancora, sincronicamente, (primo impero persiano = 5)Q3)0 a'C' clel sovrano achemenide circa) cosi come letta in Plutarco (Artaserse1,l-2), ha clei singolari punti cli contatto con I'ascensione celeste, tl mi'ral' di Muo*.tto, il re achemenidemangia pistacchie fichi secchie beve prima latte cagliato (= yogurt), che sono i cibi assunti dal profeta del viaggio ..l"ri" e che fanno ancora oggi parte del pasto rituale dell'Ashura, la festa degli sciiti di areairanica' Sempre ir-t,"-u di iianismi, bisognerebbe forse rileggere il bel Tht. lissimo b.S. Flut,"ry-M. Schwartz, Haotna and Harmaline'"S9r7a" Hallucinogen Sdcred Botanical ltlentity of the Indct-Iranian dntJ Its Legaq' ii Religittr, Languuge,and Middle Eastern Fctlklore' Berkeley-io, Ang.l"i London 1989: l'iclea centrale clel libro e camente iclentico all'b ao rna dimost mre cheiI i;om a indico etin-rologi iranico, altro non d che il Peganutnhannala, una pianta psicoatti-

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EztoAlbrile va nota anche come "ruta selvatica"(ni/d rue):la ricerca sesuela falsariga del ba'chiere e poi etnobotanico Gorclon wasson, che negli anni Sessantadel Novecento con un famoso libro identificd il soma conl'Amanita muscaria(il fungo macularo delle fiabe), idea poi mutata in seguito nell'identificazione con la pnlocibe (a \X/asson si deve anche la "scoperta" dellaSaluia ,lirinori*, recata_ gli dalla "curandera" Maria Sabina). In realt) non c'E bisosno di tanti e tali artifizi etnobotanici:l'baoma,la pianta che reca illuido lunare per eccellenza kfr. M. Eliade, irattato di Storia deile Religioni, Torino r976, p.164), che crescenelle altezzedella catena montuosa dell'Hara, pud essereidentificata con 1l papauersomn iferu m. E noto lo stretto legame esistente tra haorta avestico (pahlavi hom) e soma vedico: enrrambi sono il modello dell'Acqua ii Vitu, la libagione celeste ricettacolo della forza luminosa. L b)oma/soma d il nettare vivificante in cui d celata la Luce . La cosa doveva essereabbastanza notanell'antichiti e forse veicolata dai cosiddetti Magi elleniz zati.Di fatro troviamo quesre speculazioni oniriche in tutto il tardo neoplatonismo e in farticolare nella sua versione "ecclesiastica",gli Oracoli Caldaici, u"r. . pro_ prie icone enteogene. Secondole Rapsodieorficbe (citate da proclo) la Notre, gii nutrice di Kronos, consiglia azeus di ubriacare Kronos col miere. Tutto lasciasupporre che nel sonno Kronos sveli a Zeus i suoi segreti,vare a dire "le misure della demiurgia": <<Crono fornisce aZeusi principi di tutta la demiurgia e della prowidenza verso i sensibili> E orobabile che semi di Papauer soznniferuru venisseromescoiad d mlele. certo d che la figura di Kronos sognanrecreatore di universi paralleli B un tratto costantedi tutta questa "teologia" oracolare,un l.eume noto anche da un punto di vista etimologico-ieratico: il ,onrro del divino Noezs"saruro" e satollo di idee intellegibili, secondo un'altra etimologia conosciuta anche da Agostinl esprime nel modo pii efficacela separazione dal mondo sensibile.Esio caratterizza specificamente Kronos perch6, come dice proclo sulla base delle Rapsodie,<egli fu il primo degli ddi a sognare>>. che tale tradizione orfica sia pir) antica delle Rapsodie d confermato dal passo dell'Aristotele exorerico riportato da Tertulliano.

Sincronicitiiraniche Tale tradizione onirica si ritrova (non si sa come) nell'ermetismo barocco del marcheseMassimilianoPalombara (1614-1685), magica>>. un nobile romano edificatore di una pii famosa <<Porta La dottrina del Palombara, sincretico crocevia di neopitagorismo, ermetismo e alchimia, E in gran parte enunciata in una serie di poemetti o Rime ermetiche,nelle quali si esprime lo gnostico anelito verso la palingenesi, il rinnovamento spirituale e corporeo conseguito attraverso la creazione di un elisir universale, il Mercurio utllizzafilosofico, singolarmente definito <.Hermetico papavero>>, to probabilmente in sinergia con il Croco (Zafferano), cosi infatti parlano le allusioni nelle sue Rime.

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Sogno iml>arazzztnte fu interrotto da un uomo che si indirizzir agli altri e comincid a parlare come eccitato. Luomo diceva che dovevanc.r dirnrelo, che questo sogr-ro significavala stessa cosa anche per me. Il gruppo rimase a confabulareper un lungo momento dopodich6, gli uornini accettaronodi spiegarmi a seguitodelle rnie insistenze, il nrotivo del loro stupore e del fervore della loro discussione.Fu il vecchio Hilin che prese la parola e mi disse con voce calma, quasi sorridendo: <Vedi, il sogno che tu hai fatto ci ha molto colpito perch6 ci ha reso f'elicie tristi al tempo stesso.Felici perch6 hai sognato secondo i segni della nostra tradizione, tristi perch6 una personacara della tua famiglia d morta>. E riprese a fumare la sua pipa di bambir, rimuovendo le braci con le pinze di legno duro, gli occhi persi nel fuoco, in un'espressione mista di serenit)r e tristezzaal tempo stesso.Bench6 inrpressionato<laquesta dichiarazione,volli andare fino in londo e gli chiesi di spiegarmi perche sognavocon i simboli della loro cultura e perch6 qualcuno a casa mia era morto. II vecchio Hilin mi rispose:<Perch6 quando una persona muore a Oksapmin, la sua anima devc raggiungere il mondo sotterraneodei rnorti e I'accesso si trova tra il focolare e le cortecce di pandano, in ognuna delle casedegli uomini. Ma non tutti possono aprire quella porta, soltanto un clan Oksapmin, il le anime nel regno dei morti, pud clan deputato ad accompagnare farlo e tu hai sognato Llnapersona di quel clan che lo faceva,qui in casatua. Quindi d chiaro che il messaggio di questo sogno d che qualcuno della tua famiglia i mortol>r. quel sogno nel mio diario notandone Trascrissiaccuratamente la data,ma confessoche ero scetticoallora, pervasodal cartesianidei giovani ricefcatori. smo tipicc-r La posta arrivava r2lramentea Oksapmin, e fu dopo qualche mese che ricevetti una lettera dall'Italia, in cui mio padre mi annunciavaIa morte di mio zio. Nella lettera, c'era anche un ritaglio di giornale che ne facevail necrologio con la data e I'ora del decesso che corrispondevano,come mi pressaidi constatareconsultando le note del mio diario, alla notte in cui feci quello strano sogno che nel frattempo avevo dimenticato. Questo evento comincid a far maturare in ne I'idea dell'esistenzadi archetipi etnici, di simboli a valenzaculturale che, sep-

LorenzoBrutti

Sogno

All'alba l'armosfe_ra sonora di un villaggio oksapnrin ai b.rdi della forestad fatta di stridii di uccelli tragli alb.ri,'aig.rg.,1ir Ji nei porcili e di pianti di neonati alter.natialle uo.li ,,-r]rr-.r_ '-raiali se degli adulti che iniziano anch'essi a svegliarsi. t-. .uponn. oksapmin sono piccole e il centro del pavimento di cortecce di pandano d occupato da un braciere. Gli iniziati rrasco'ono le prime ore clell'alba.elle case degri uomini ad, anarizzar. i ;g;l occorsi durante la norre. Cid spiega perch6 gli anziani furono cosi sor;rresi cla un sogno . che racconrailoro e che feci qualche rempo dopo il n.,ioor.iul, I Oksapmin, quando ero gi) abbastanzain confidenza con i miei informatori ma non abbastanza iniziato alla cultura Oksarrmin ,la comprenderei simboli che vidi in quella srranasituazio,-,e oni.icaEro nella capannache nri ero fatto costruire secondo i criteri tra_ dizionali dei materiali impiegati. Al cen'o della capann;;;;;; giava il focolare, indispensabileper scaldarsi p", . cu.i,rn.". In questo mio sogno un individ'o, un uomo del clan Diuaa che cono_ scevoappena,entrava in casamia, si sedevaaccanto al fuoco e sol_ levava le cortecce di pandano del pavimento, proprio vicino al -perch6 perimetro del braciere.. Il sogno era stano per me cono_ scevo appena quell'individuo e non capivo cosa stessefacendo nella mia capanna. cosi ne parlai agli uomini iniziatiche solevano venire a bere il caffd con me ogni mattino. euancro ebbi finito di racconrareil breve sogno, ci fu un silenzioimprowiso nell,assem_ blea, rnterrorto solranro dal crepitio crerfuoco ner braciere e dai rumori attutiti che provenivano dall'esterlro. poi quel silenzio

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Lorenzo Brutti pur impermeabili alla coscienza,possono invece essereinconsciamente trasmessiall'individuo che per lungo tempo si trovi a contatto di una cultura altra e il cui inconscio finisca coll'essereimoregnato del genius loci. Tale sogno fu per me anche un'esperienza"iniziatica" nel senso che, in una societi del segreto come quella oksapmin, dove soltanto gli uomini iniziati erano al corrente del significato arcano del mio sogno, il fatto che io - bianco ignaro dei segreti iniziatici - mi trovassi a conoscere inconsciamente un codice culturale senza che nessuno me I'avesse svelato e per di pii ad averlo appreso attraverso un sogno, mi conferi subito un'altra dimensione agli occhi dei miei informatori, che da quel giorno presero a considerarmi come uno di loro. I simboli culturali possono fare senso in una cultura e solo in quella cultura. Quando essi cominciano afarc senso anche in una cultura che non d quella di origine del sognatore, vuol dire che il sognatore ha vissuto abbastanza tempo a contatto con questa nuova cultura per essersi appropriato, inconsciamente, dei suoi etnoarchetipi e averla transformata quindi nel proprio sistema simbolico di adozione. E quello che successe i., qtru.rto antropo^ -. logo: comin ciavo a esseresempre pii intriso della cultura autoctona che studiavo.

FlauioErmini

Sonno
Il mondo, la psichee l'uonro formano un sistema complesso e inscindibile che rimanda a matrici archetipichecomuni. In esseil principio di causaliti i costretto ad abdicare per lasciare spazio alle relazioni analogiche. La matrice archetipica del sonno, per esempio, in s6 pud accogliere I'incontro sincronicotra principio psichico materno e principio di formazione-trasformazione dell'uomo e del mondo, quando solo il sonno e non I'alad essisia concesso tra morte, che li porrebbe d'appressoalla rinascita srEFANo BARA''-''A

Va a vedere ogni nottc se la figlia E viva. Siede accanto a lei e ar,'vicinala mano alla sua bocca per sentirne il respiro' Col passaredel tempo, la madre raccoglie i capitoli di quel libro cupo che narra la storia degli uomini. La donna si identifica nella materia che modella. La sostanza mortale, una volta uscitadalle sue mani, crescea dismisurae occupa tutto l'orizzontein cui d nata, tanto che in essal'uomo va perJendosi come nel sepolcro dove gli occhi si oscurano e la bocca tace. con la sua luminositi di superficie' si La sostanzaspecchiante, cosi come I'uomo sembra trovare in presenza, ogni di appropria riconoscimenti, tanto da assumere graditi costellazione qr.ttu della sostanza che altre mani hanno le sembianze consciamente creato. Ecco perch6 I'uomo crede che dietro il gesto ripetuto della madre si nascondanoi grovigli dell'autodistruzione'

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Flat:ioEnnini Questo terreno sembraprecludereogni via di ritorno. E di seta il ponte che da un al di qua doloroso conduce a un alrrove libero da vita e infelicita. La morte interiore a'urziene senza scosse,nel sonno. Ne ha coscienzala madre. E questo pericolo giustificala sua apprensione per la figlia. F'.ccoperchd Rilke - nel suo Canto d,dtzlora e ftlorte - registra: .<E come se fosse dietro cento porte que_ sto sonno che unisce due persone; le unisce cerfle/.r/?tt madre o una morte>>. un ilnportante <Alla fine di una seduta, dopo aver asct'tltato r-rniversitario, professore di provare sogno, chiesi all'analizzan,Jo, al problema relativo sogno. a scrivereuna fiaba sul Quando rientrd a casa il paziente si era gi) dimenticato il "compito", menre continud a dedicarsi alla produzione di un articolo per I'universitd. i giorni e si ricordd che avrebbedovuto inventarela Passavano fiaba rna, di nuovo, senti che era cosa di minor valore rispetto alla Cosi torno pubblicazione relativaalla ricerca che avevaef-fettuato. a immergersi nei giorni seguenti nella stesuradel testo e la fiaba venne dimenticata. E,ranogi) passati otto o nove giorni e una sera il lavoro deli'articolo giunse a compirnento, manc:rvilsolamente una annotilzione bibliografica attinente all'anno di pubblicazione di un testo citato in nota. Cosi si mise a cercare il libro nella biblioteca di casa.La ricerca risultava difficile perch6, avendo traslocato da poco tempo, anche la collocazione dei libri era cambiata rispetto all'ordine precedente,inclltre i suoi libri si erano mescolati a quelli appartenenti alla biblioteca personale della moglie. Inizid cosi la ricerca, che procedette per qualche ora senzaesito fino a cadere sulla poltrona di fronte alla libreria stanco e sconsolato. Mentre stava riflettendo sul disordine che c'era nella mescolanza di testi di vario genere,il suo sguardo cadde in alto verso la secondaanta della libreria in un angolo e li intravide ii iibro che cercava. Prese allora la scaletta e dorro esseresalito aiferrd il libro Giouanni Gocct

Storia

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Ciouttnni Gocci

vere una.fiaba, il professore aveva.i_or* rapidamente la conse_ gna,ma I'inconscio attraverso I'evento sincronico, l";;;;;;;; tato in contattocon sestesso e gli avevadato t occasione per farlo. Quella stessa norte scrisse la fiiba" ra sua storiae att^ versodi essa "irr-to comincidun cambir-.nioirporrante dellasuaesistenza.>> La sincronicitinon d-nient,altro cheunanarrazione dei fatti irr cui un cerroev ntopsichico,rnu, ,.rnp"Jr.r. i" q;;i.h. ;;;;,, esterno non psichico. Tra i due farti nc tuttavia' alcun nessocausale: d un parallelismo di ,ig"ifi:"::lste' In altri termini, tutto cid che ar,ruiene in ogni momento d espressione di quel particolarg unl.o ,.g_.nto di tempoche non tu mai prima e mai pii sari. oweroriu,'orr..uundo l,inconscioe ascoltandolo nelle sue manifestazioni'.i-j-buttiamo in eventi -' ambientaliparallelidi tipo po"i.rf"r..' Tale coincidenza del fa.tio .r,.*o .on queto inrerno diventa importante occasione per I'individ""rir...L'evento porta a'la coscienza l, .onruf.u orezza,che d diversa dalla presadi coscienza,.d"il,*;;;;;;;iella situazione. Tu*o questoaccade come se da qualchepurr. il fnno o lu.;r; t;:6 fosse gii conosciuta, ma non a ]ivellodell,Io...
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unremafo,,au...,t,iJf :::ffi.j:H:::xi3iil?i'1,1,,1'li:::

con la fiaba; le storie,h, ,rrooo, b. Gocci, il suo analista. ";;;;" t,.Oro, uo::.1 u ui|Lu t., che l,avevaacquistaro, ,- ^,9,1"^::: un "nru rncu'oslta, siorno di -.gfprima in libreria, cinqueanni s;;h. Iui ne fosseu .o".ror..nru. In seguitoera stato posizionato nella libreria dalla moslie e dopo il trasloco era sratomescorato ad altri libri net'uni.u irbr.ria di famiglia. Nel momentoin

j',to:1,T:,,'.":l1H[tlirir:;:i::;:E ru,.,-u.i"';;;i;T

il qualeusci assieme a un altro libro nascosto dietro dalla coper_ tina rossacon una strana fig,ura. Incuriosito guardd u.ir. colpito dalla rappresentazione di " una testadi donnl

Jtona

Dunque I'evento sincronico entra nel campo della nostra comprensione-consapevolezza conscia e ci obbliga a un comportamento in particolare. Levento sincronico a pertanro una storia, una parte della nostra storia, e ha un sensoe un significatoin rapporto al fiume dei personaggi, degli incontri, delle narrazioni della vita.

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Tclctra.rporkt

LanfrancoBcilont

Teletrasporto

Iil telet.urpo rto, reahzzatoper primo in laboratorio cla Anton Zeilinger,d I'ultimo grido in di sincronicit), basato com'd -ut..i^ sulle "correlazi.ni quantistiche" a distanza. Il termine richiama Star Trek, e riguarda un oggetto che sconrparc, in qualche posto e appare in qualche altro, a una ccrta distanza. Prendere turte le nrisure a captain Kirk, fino alla disposizione dei suoi geni, pud essere ancora al di l) delle possibiliti iella biotecnologia.E senz'alrropii agevolc raccoglieretutte le intornra_ zioni sulle propriet) di una sedia, eseguendodelre misure, il cui risultato pur) cssereletto su di uno ,t.um",-,to, copiato e inviato ad altre persone,che si incaricherannodi trasporrele propri.tl origi_ narie su un altrc'r supporto materiale,ricostruendou"a .opiu ,l.iiu sedia di partenza. Lzr te/eportat/o, o telctrasporto una operazior-redi questo genere. Non consiste in un trasferime'to di materia alla stai Trah, ma di informazictne, e in particolare di informazione che riguarda un oggettomicroscopico,come un elettrone. un fotone. se-sit.at tassedi una sedia,tutto sarebbesemplice.Ma raccoglierele informazioni sui paran-retri che caratt erizzano lo stato Ji un oggetro rnicroscopicod un'operazionecon conseguenze "sincro"i.rr." ,li nltevo. Infatti, <lualunquemisura effettuata su un micro_oggetto .. -una distruggeil suo stato reale (a me'o che non si r.vi in un u,itortrto della misura, precisanoi dotti, ma d un caso raro). Qualunque dispositivodi misurazionealtera in maniera incon_

trollabile i paranreui che caratteri zzanolo stato del micro-oggetto, mentre una sedia non viene per niente "perturbata" quando le si prendono le misure. Una conseguenzadi questo fatto d nel famoso principio di indeterminazione di Heisenberg, per cui, se si misura con esattezza la posizionedi una particella,non si controlla pii la sua velocit), che pud risultarequalunque. Di qui il cosiddetto teorema di " no-clon/ng" la possibilita di ripro, che esclucle durre la copia esattadi un oggetto quantistico,conservandone lo star oiniziale,pur chc. quesr osia ignor o. Il teletrasporto rende possibile la trasmissionedi uno staro quantistico ignoto da A(lice) a B(ob). Innanzirutto i due posseggono in comune una coppia di particelle. o rnicro-oggetti,cl-re chi a m er em o2 e) , le quali si t r ovano in uno st at o det t o "ent angled" o intrecciato.Possonoessere due fotoni, di cui uno y>olarizzato in direzione orizzontale e I'altro in posizione verticale. Ma non si sa quale dei due d polarizzato orizzonralmenteo r,erticalmente. Si sa perd che, se si registrauno dei due fotoni e si trova che ha polarizzazione orizzontale, allora I'altro risulta avere polarizzazione verticale. Pur trovandosi a distanza, i due fotoni sono entanglatlo intrecciatiin maniera inestricabile,con un legameche non ha analogonell'esperienza di ogni giorno. Aibert Einstein era inorridito da questache, ai suoi rempi, era solo una possibilit) teorica, mentre la tecnologia odierna ha permessodi verificarnela realt) in laboratorio. Per lui I'entangleruent en <rspukhaftefernu,irkureg>>(spettrale azione a distanza) e <<telepatlsche kupplungr, (accoppiamento telepatico). Come pud una misura effettuata su una particella avere un effetto istantaneosu un'altra, posta a distanza/ Forse che le due si scambiano,di soppiatto, messaggi e informazioni a velocith super-luminale? Allora verrebbe superatoil limite superiorealla velociti di propagazione dei segnali,fissatodalla velocit) della luce nel \/uoro, come insegna la relativiti. Il sincronismoimnrediato, che si stabiliscelra le due particelle nello stato "entanglcd", non appena viene eseguitauna misura su una di esse,non venne mai accettatoda Einstein. La natura perd si comporta proprio secondo le modalit) stranissime, previste sulla base del iormalismo quantistico, che

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F
Lanfranco Belloni Einstein riteneva assurde e, soprattutto, incompatibili con la sua teoria della relativit). Ma proprio giocando sulle proprieti degli stati entangled, d. iuscita la trasmissioneo il teletrasporto di informazione quantistica da Alice a Bob. 2. Ad Alice viene data la particella 1, con I'incarico di comunicare a Bob I'informazione codificata nel suo stato. Potrebbe soedirla direttamente a Bob, ma questa non E sempre la via pii iacile. Potrebbe eseguire una misura sulla 1, ma ne distruggerebbe lo stato originario e fornirebbe a Bob una informazione incompleta. Sfrutta a\lonl'entanglement tra2 e l, ciod il "canale quantistico,' che la collega a Bob. Esegue una "misura congiunta" sulla 1 e sulla 2, rendendole cos\ entangled fra di loro. Questa operazione agisceanche sulla l, in virtri delle correlazioni a distanza rese possibili dalle propriet) degli stati entarcgled. In seguito alla misura congiunta, effettuata da Alice su 1 e 2, Bob trova che la particella a sua disposizione, ciod la i, pur essendo a distanza, "precipita" nello stato quantistico che aveva la 1, ciod assume gli stessi parametri che aveva la 1, originariamente data ad Alice. IJinformazione, nascosta nello stato della 1, viene trasmessa alla 3, ma per essere certo che la sua particella I sia veramente "precipitata" nello stato originario della 1, Bob deve conoscere il risultato ottenuto da Alice nella sua "misura congiunta". per ottenere esartamente lo stato di pafienza della 1, Bob potrebbe dover effettuare una rotazione della polarizzazione della l. Per parte sua, Alice trova quattro possibili output nella sua misura. Ma, a seconda del risultato, hala certezzadi quale fosse lo stato delle due particelle I e2, in entrara del suo appanto. Per completare alla perfezione l'operazione di trasmissione a distanza, Bob deve quindi comunicare con Alice tramite un canale "classico", come un telefonino, facendo uso di onde elettromagnetiche. La trasmissione dell'informazione in questo "canale classico" non supera perd il limite posto dalla velocit) della luce. In conclusione, quella che viene trasportata non d la particella
Teletrasporto

1, ma l'informazione sul suo stato. Solo l'informazione fra 2 e ) viene trasmessa "istantaneamente", tramite il gioco delle correlazioni a distanza fra particelle entangled, con buona pace di Einstein. L'operazione completa richiede l'impiego di un canale classico, come una normale telefonata fra Alice e Bob. Quindi, nonostante il "canale quantistico", la trasmissionedell'informazione awiene a velocit) inferiore a quella della luce, con grande soddisfazionedelI'anima inquieta di Albert Einstein.

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Vacuiti

Giulia Niccr.tlai

Vacuita
La teoria buddista della vacuiti

Verso i miei cinquant'anni, dunque agli inizi degli anni C)ttanta, cominciai a vivere con Llna certa, sorprcr.rdente frequenza delle coincider-rze o sincronismi che, pur dandorni un sensodi vertigine causatoda incredulit) e meraviglia (stupore e perplcssit) rrel trovarmi a esseretestimone di tali inspiegabilie "magiche" epifanie), mi clavanopero anche. quasi conternporaneamente, un attimo di s t r aor t linar i a e gioia. c o n rp i rrtc z z a Sentivo conre se mi si aprissero dentr<1, all'altezza del cuore, una dopo I'altra, una fuga di porte fino allora riurastesprangatc. Sentir,o che nri si presentava una prospettiva di liberazione. Provavo un esaltante sensodi libert) interiore, accelltuatodall'impressioneche, per un istante, lo scorrere del tempo si fosse bloccato sopra il nrio capo. liurono proprio Ie coincidenze, i sincronismi, che nella loro esotericae geomctrica "pcrfezione" mi spinsero a intravedere la possibilit) di un "disegno superiore", di una forza superiore che non avrei mai voluto tradire per alcuna ragione. Non so di cosa si tratti - rni dicevo - ma non posso far finta che questeepifanie non mi perderei,tradendo nre stessa. E mi siano awenute . Se lo facessi, era chiarissimo il concetto faustiano del "vendere I'anima al diav olo" . Cosi, rimasi fcrma, in attesa,e dopo un ictus cerebrale che mi colpi nella prin'ravera dell'85 (rendendomi afasica),appena uscita clall'ospedale, incontrai il Buddisrno tibetano del quale divenni rnonacar-rel 1990. Lentamente, c<ln il passaredcgli anni, avrei ripreso a pirrlare

studio della filosoha buddista, la praquasi nornralmente,e con lC) sessionidi preghiera e di meditalunghe tica di un'erica rigorosa e (ir-r zione, sarei riuscita a collegaree a spiegarn-ri parte) i fenomenl "vacuit)" buddista' la teoria della di sincronismo cot-r La forrnula della vacuit) d, molto semplicemente:la non-esistenzai neren t edei f enonr eni. Alior.a, se i fenomeni non esistor]o in maniera inerente, dalla invel oro parte. sono int cr dipcn. lent i.La nost r a m enlc per cepiscc ogni fenomeno, ogni persona' come solida, compatta' ." ,.-p.. deiimitaia ed esistentedalla propria parte' Dunque ognuno di be,-r noi "vede", considerae giudica in maniera errata' E lo fa da tempo (se si crede nell'imprescindibilc concetto buddista irr-rmemorabile l) . r opr io quest a Jispar it ) t r lt com c le cosc ci del l a rci ncar r r azione) sono, e I'intuizione filoso appaiono e come le cose e'f-fettivamente Iica pin importante del Buddismo e deriva dalla teoria della spiriI'ultima e fondamentale conclizione di un can-rnlino "u.rri,), consistein: Rinuncia, Bodhicitta (la mente altruistica di tuale che illuminazione) e, aPPunto, Vacuit). Scritta cosi,la '!,on-esirte.za inerente dei fcnomeni" d solo una formula che lascia dei tutto inclifferenti, e infatti i Lama, i Maestri guardia tibetani che trasmettono gli insegnamenti, mettono in d il pin vacuita di concetto il che discepoli e studenti, au"risandoli afferrato puo cssere non perch6 ostico e ciiflicile da comprendere razionalmentee concettualntente,diventa reale per ogrluno di noi solo se se nefa l'esperienzadiretta, solo se ci appare' per un altiTo' come una luminosa, numinosa rivelazione che ci lascia sbalorditi per la sua esoterica potenza, dandoci un'er]]ozione che non ha uguali nella vita. Cosi icl stessa, ora, per cercare di spiegarmi meglio' sono costrettaad accennar. u .,no seriedi iatti (tra loro strettamentecolpotrei legati), che mi sono capitati nel 1990-91 e nel 2006, ma che il Buddha quando fa' anni 2500 a ,,i.h. fu. risalire . .o,-,n.tt".. storico era sulla terra. per prima cosa e indispensabile che riferisca alcuni concetti il fondam.ntali del Dharma 1la legge) che governa il Buddismo' paroIa testa, esserisenzienti- il corpo alla quale identifica - r-regli la alla sola e la mcnte al cuore. Corpo, parola e mente sono i tre

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Giulia Niccolai elementi e le tre porte di ognuno di noi (tra la nosrra interiorit) e il mondo esterno),che vanno purificati per poter praricarecorrettamente rinuncia, bodhicitta e vacuiti sul lungo iter spirituale. Il corpo si trova alla testa perch nel capo ci sono quattro dei cinque sensi, e la mente (la coscienza) viene visualizzata al|'altezza del cuore per insegnarci man mano a diminuire la dicotomia tra la nostra razionalitd e i nostri sentimenti. La definizione di mente d: chiara, limpida, senza Forma e percepiscegli oggetti. Essendo "senza forma", non d owiamente materia, dunoue non avr) massa.
ri-

Vacuiti Dopo la sosta di Bohdgaya, sarei poi andaracon il Lama e con un'altra monaca a Sarnath per seguire I'iniziazione di Kalachakra (La ruota del tempo), che S.S. il Dalai Lama diede li, nel famoso Parco dei Cervi, a due passida Varanasi,nel gennaio del 1991. Un'altra iniziazione di Kalachakra in India l'avrebbe conferita sempre S.S. nel gennaio del 2006 ad Amaravati proprio dove il Buddha storico diede per la prima volta quella stessainiziazione, e il mio Lama, il Venerabile Thamthog Rimpoce mi consiglid (ma sarebbepii corretto dire: mi ordind) di andarci. Confessoche se avessipotuto decideredi persona,avrei desistito,perch6 ormai ho settant'anni, i viaggi e soprattutto le iniziazioni Kalachakra sono molto faticosi e stancanti e dal 1985 avevo comunque gi) partecipato a sei iniziazioni della Ruota del tempo in Asia, Europa e America. Il nostro gruppo di una cinquantina di discepoli, accompagnato da Thamthog Rimpoce, atterrd a Mumbay (ex Bombay) e nei giorni successivi, dopo aver preso un secondo aereo per Aurangabad, visitammo i templi e i monasteri scavati nelle montagne di Aianta, di Ellora nonch6l'isola di Nagariunakonda dove era vissuto,all'inizio del II secolo d.C. Nagarjuna,il massimofilosofo e teorico della legge della vacuit). Alla fine di questi tre giorni di lunghe camminate, salite e discese su gradini e terreni sconnessi, mi ritrovai con una dolorosa infiammazione al tendine d'Achille della gamba sinistra che mi d) filo da torcere ancora adessodopo tre mesi. Ma, come confessaiall'amica Andrea \)7ahl (con la quale condividevo la stanza dell'albergo a Guntur), dopo tre giorni che erano iniziati gli insegnamenti preliminari di Kalachakra ad Amaravati (dove ci recavamo ogni mattina in autobus), proprio quell'ultima sofferenza aveva fatto si che percepissi per la prima volta il lento movimento delle ruote alla pianta dei piedi. Avevo appena terminato questa mia confessione,quando bussd alla porta Paola De Pirro di ritorno da un Internet CaffE. Ci disse che, avendo cercato Amaravati sul Web, aveva saputo che Ii, in quella zona ancora deserta e disabitata, pin di un secolo prima, durante degli scavi erano state scoperte delle formelle di terracotta sulle quali erano incisi dei piedi con i simboli delle ruote. E

Le sculturee le immaginidipinte delBuddha e di altre diviniti dell'empireobuddista,ce le mostranosemprecon delle ,,ruote" sullepalme dellemanie sulle piante dei piedi- neglistessi identici punti dellestigmate diGesi. Queste"ruote" che i discepolipossonoawertire (come un lento rnovimentorotatorio orizzontale) anche in altre parti del corpo,dovesonosituatii chakra (appunto, "ruote")principalidel canalecentrale(coronae terz'occhio alla testa,gola,cuore,ombelico e genitali), rappresentano il distacco dellamentedallamaterialitn del corpo fisico,e le ruote alle due estremiti (di mani e piedi) suggellano l'awenuta totalepurific azione in questosenso. In altre parole,quando un discepolo riescea percepireun lento movimento rotatorioancheallemani e ai piedi, potri definirsi,,vuoto,' e vibrantecome un flauto,libero da qualsiasi eccessivo atracca(o ad altri)e dallaawersione. mentoa sestesso Nel dicembredel 1990mi rrovanoa Bodhgaya con il mio maestro di allora,il Venerabile LamaTenzinGonpo, e mentrefacevo una serie di prostrazioniin uno dei cortili del luoso sacro del GrandeStupa(chericordaI'illuminazione del Buddka,a\,r/enuta proprio li), promisi a me stessa, con tutto I'impegnodi cui ero capace, che avreifatto il possibile(in questa vita) per ottenereuna purificazione tanto efficace e validada poter an/errireil movimento delleruotesiaallemani cheai piedi. 138

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Giulit Niccolai

aggiunse che quelle formelle si rrovano ora al British Museum. nella stanza n. )4. Fu proprio quel numero che mi lascid senzaparole, essendoicr nata nel ')4.Per un atrimo mi ser-rtii ar,voltaneila vacuiti che _ ridendo - mi faceva cenni da ogni lato. E mi fu chiara la raqione per cui il Lama avesse insistitoperchd facessiqLrelviaggio.
)!

Marco Zulbertt

Vincent

Anche secondola relativiti, cid che non ha massanon sar) con_ dizionato dalla legge del ternpo progressivo. Ueterniti d: assenza di ten-roo. La mente che non ha fornra e non ha massa,se riescea liberarsi dall"'afferrarsial s6", porri sperirrentareclegliattimi di vacuita, degli attimi di assenza cli tempo (pure in un corpo vivo e vegeto sulla terra), congiungendosicosi - per interdipendenza- od ultr" menti che hanno pensato le stessecose anche mieliaia di a'ni prima di lei e si sono date eterno appuntamento. Questi fenomeni sono comunque sempre collegatialla legge di causa ed effetto del Kar:rla.

La vita di Vincent era scandita dal ciclo dei mesi e dei giorni, che si ripetevano lungo il fluire delle stagioni, sernpre uguali rna semprediverse.Cosi il richiamo della madre: <<Vincent, Vincent, la colazione>ogni mattina all'alba, si ripeteva da anni tutte le mattine e llon si interrclmpeva finn a qr-rirndo non rispondevacon il suo <<arrivo>>. Ma mentre, tra sonno e veglia,si appressava al risveglio, quel <<Vincent" gli sembravala voce di un donna che nell'ultirno sogno lo chiamavagentile,una figura lieve clre emergevaidealeda freschi en-rpirei mondi. Sognareera diventato per Vinccnt pertanto un vivere a occhi aperti, uno scenderele scalee guardare fuori dalla finestra,dall'oscuraumida cr:cina,dove la maclregizi cuoceva le patate sul focolare,la bianca neve cadere sr,rlie scure fracide zolle dei campi aperti dalle zappe. Di quel richiamo ripetuto <<Vincent>> per innumerevoli mattini e per tutti gli anni dellrr sua fanciullezza ora echeggiavanella mente Llnasorta cli rnelodia breve e sincopata,come il canto di un uccello che dalla primavera all'autunno gioisceall'arrivo dell'alba. Il nome era un sussultotra le due sillabe,<Vin>> <<cent>>, <.vin>> <<cent>), <<vin cent> che gli sembrava prima lo innalzasseronel cielo e poi lo precipitasserosulla pianura di Auvers tra i covoni clel grano arsi dal sole: <.Vinr> <<cent,.<vin>> <<cent>),..vin,r.<cent>, era uno sbatter d'ali. Anche quella mattina di luglio gli sembrava fosse sua nradre che lo chiamava.Ma aperti gli occhi nel prato erboso non v'era ligura di donna. Solo un sommessocanto di cicale rallentaalcr-rna te dal caldo umido di quell'estate sembrava richiamare il suo

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MarcoZulberti nome. Prima di esserci nella vita presente, Virrcent, gli appariva una sinfonia breve di due barture ihe si ripereva in sel.iei.. o.., oppure una poesia di due versi, che lo rinserrava nella briglia dei suoi versi, il cui senso era solo il suo volto indicato dal dito"che lo mostrava sulla tela dei suoi autoritratti. Il nome lo indicava agli altri ma anche a se stesso,che si specchiava in quelle pennellate lunghe d'azzurro della giacca e di iosso della barba. o"u"ti p.j. yn Solo qui sono tre: uno famo a parigi.,el igg7, e".lii due ?ome. a Saint-R6my nel r899. un solo nome per tre voiti che erano tutti suoi-come i girasoli che si ripetevano orienrandosi ogni giorno in modo diverso. <<Vincent> diventava cosi il respiro che ro aveva educato irrimediabilmente, che aveva curato if suo modo di sentire il mondo, sempre lo stessoper turra lavita. Il respiro sonoro di vincent era quel mondo minimo, naturale, fatto di casupole basse e or.ur", dl fSme di rigore, e di sorrisi larghi come il cielo .h. b.lllurru 9 fi.ro di stelle che ruotavano ancora senzanome. Anche a Neunen, in quel paese freddo e umido, si usavano le parole per indicare gli umili attrezzi da lavoro e i loro amari frutti. ma senzasvelarei loro fondamenti. Solo i nomi apparivano vivi chiamando le ragazzeuna ad una, indicando il loro uolto p...i*, il loro.preciso,comportamento, come se sotto ad ognuna ui forr. una-solasemplice legge che non si ripeteva. Allora \iin."n, intuiva quale fosse_ la sua: quella di osservaie il mondo n"l p.ofondo J"l suo volo che poi svelava agli altri come in una tensione morale insopprimibile che scaturiva dal suo nome <<vncenr>>. Ma come salvarle?Con le parole attente, curate, ma sempre errate di un pastore o con i colori di un pittore, che toccano come dita nel profondo anche le anime pir) grevi e accecate? euei contadini eli sembravano nomi sotto cui agivano in modo quasi musical. f.r?r_ zioni sentimentali ben precise, computate, fin dall'origine, dal loro stessonome, che li orientavano verso la soprar.wiven ia erafeliciti attraverso quell'ostile, duro ambiente naturale. per Vincent "conoscefe se stesso" era divenuto osservarela signora Loyer, la vedova-Kee o la protetta clasina e descri'ere con-i colori lu fu.rzione che agiva sotto il loro nome, la legge che comput uiu Jut primo giorno Ia loro coscienzarendendole Lrganismi autonomi di

Vinct'rtl

passi onie gioie. I l lor o nom e er a la par t it r r r ',nnr r sr r . r lr r , . r r , , , ,, .1r, .,1,g,,,,, ca, dalla quale erano state ra\,'vivate, comc h k'g13r' mente muove la luna poi gover nadall'int er noclcl g, r r r r l, ,r,l , , , , , ', mento del girasole tra l'alba e il tramonto. Per questo motivo Vincent avevacompreso che da Ogril n,,rr,, ci si attende misteriosamenteun qualcosache d gii ncl volt,', rrn qualcosa di gi) intuito che poi si rivela nel suo movimento. lr qrrt' sto valeva misteriosamente anche per i luoghi dov'era stato. Dall'Aja a Bruxelles, da Parigi a Londra, da Etten ad Arles, nominarli voieva dire immaginare individui, lingue e parole ben precisi, in cui si rivelano comportamenti determinati che appaiono mossi da leggi nascoste.Il nome rivelava fin da subito la "legge" sentimentale, un tono musicale, che scaturiva dal respiro delle sue vocali, dal battere contro i denti, dietro le labbra o sul palato della lingua, mossa da una funzione "matematica" interiore precisa,da un caractel. Questo era divenuto Vincent, che non sapeva spiegare con parole, ma solo descrivere con i colori la funzione nascosta che muove l'estatee il sole,I'autunno e Ia luna, l'inverno e la neve, i venti e le primavere con Venere che brilla quando il contadino d <<cent>r gid nel campo ta zappe e patate. <<Vin>> era quel respiro sinfonico che poi d diventato colore saltando le parole, imponendo di andare oltre, di sacrificarsi,di andare oltre il passo che conduce a vedere la legge che giace dietro la montagna, ma gii intuita nella sua veritd irreale dal suo nome <<Vincent>>. Ho usato la figura biogra/ica di Vincent Van Gogh per spiegare quale signifcato attribuisco, sulla scia delle leztoni di Nelson Godmann, Gilles Deleuze, Andrea Bonomi e Frarcco Brioschi, al nome dell'irzdiuiduo. La figura di Vincent Van Gogh si prestaua a questa descrizione, per il suo approdo alla pittura come mezzo per indirizzare gli altri alla ueriti attrauelso non la conoscenzae la spiegazione linguistica come aurebbe fatto se fosse rimasto un pastore euangelico, o peggio aftcora scienttfica se professore, ma attrauerso l'estasi dei colori, attrauerso il piacere della pittura come euocatricee suelatrice tlelle leggi misteriose cbe nzuouotto l'uniuerso. Nei -ruoi quadri tutto d mouimento, l'aria, i girasoli, i pianeti, le stelle, e in Tnezzoui i il contadino clte cantntind come un dio sulle acque.

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MurcoZilberti Il fonema sta quindi printa del norue, influenzdftdo la formazione "frattale" della coscienzache agendo in artbienti serupr('diuerst si cc,tstruisce in modo organicamente diuerso in ogni essereumdno. Ho tletto frattale proprio perchd il fonema ripetendosi nzilioni di uolte deterrztinauna speciedi sutcope,di pausa tra una ripetizione e zrn'altra, senz(tarruonizzazione. Ebbene questa sinrcpe poi uedo si ritroui costantenzente alla base del ftostro agire artistico e ruor(tle. Il tema sincronicita d proprio questo. Ld coscienza non agendo come della ttna fnnzione ma come un J'rattale,cotne un(t partilura rnusicdlecbe si ripete in eterno, non preuede quella lineariti che erlolteanetrte e platonicatnentela rruenleitutnagirta contc su una lauagna,ma (tuanza per piani sconnessi, con salti senza scale cbe li congiungano. Il nome oltre che la.fr,,rmaD quintli anche la gubbia in cui l'esseresi rn/.!oue,diuentando solo esclusiuamenle quell'esserci li e non altri. l'loi diueniatno il ur,ttnesr,lose lo lasciamoagire seuzatnrtscherarkt tlietrct troppe parole. Per tTuestoil pcteta con pochi uersi cerca di saluare la sua ndsclsta identlti.

POS'TFAZIONE

t11

FlauioErmini

Paesaggi della sincronicit)


... il fiore di cui gii siamo il profumo STANESCU

Cbe cosaconosciamo della storia? Annota Nietzsche: <<Tutto cid che il filosofo enuncia sull'uomo non d in fondo altro che una testimonianza sull'uomo di un periodo molto limitato ... Tutto I'essenziale dell'evoluzione umana E awenuto in tempi remotissimi, assai prima di quei quartromila anni che all'incirca conosciamo>>. Commenta Vtiello: <<Essere veramente storici, significa tener distinti la pre-istoria e il pir) antico passato.pre-istoria non d I'antico, il pir) antico. Pre-istoria dl'arcatlco:il luogo delle crplcrr, dei principi. E i "princip7",le arcltai, hanno una temporalitd che non d quella della storia. Sono passato,infatti - e gii da sempre passato - perch6 mai sono state, mai avrebbero potuto essere,,,presente". Ma "passato" sono, che mai non tramonta. Che mai non lascia quanto da esse viene. La pre-istoria E il sottosuolo della storia. Il suo spazio s'estende all'intero corso della storia>>. Soggiunge Nietzsche: <Eppure dell'uomo degli ultimi quatrro millenni si parla come di un uomo eterno, al quale tendono naturalmente dalla loro origine tutte le cose del mondo. Ma tutto E divenuto; non ci sono fatti eterni: cosi come non ci sono veriti assolute>>. Che cosa esige Ia comprensione della storia? E lapidario Nietzsche nel rispondere a questa domanda: <<La felicitd di albergare in s6 non un'anima immortale, bens\ molte arcime mortali>>.

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dellasincroniciti Paesaggi Postfazione. Lo vediamo: i paesaggisi ripetono: la collina, i roseti, il cielo quasi spento, il cantiere. E radure, di tanto in tanto' Nel tema del paesaggiotrovano sviluppo gli stati d'animo. La serenitd conosce spessole apparizioni del sentimento opposto. Di radura in radura, il narratore cerca il luogo verso cui avanzare Con estremaprecisionePaz per poter tornare: la nascitada rinascere. indiiu dorr. conduce il suo cammino: <<Primadella storia, ma non all'infuori di essa.Prima, in quanto realt) archetipica che d impossibile datare, inizio assoluto, tempo rotale e autosufficiente. Dentro la storia - meglio: storia anch'egli - perch6 vive soltanto incarnato, rigenerandosi, ripetendosi nell'attimo della comunione poetica>>' Nel pensare a una possibilita di accessoall'originario, ai suoi p.o..rridi morte, rinascita e trasformazione, il narratore indaga la accostandosial motivo iunrione originaria della propria esisrenza, stessoper cui esiste,e si affida a quel senso transitivo della parola con I'ombra che che mantiene stretto il legame albale ed essenziale non d mai stato spezzato. Li, solo una fragile ringhiera lo separa dalla notte indifferenziata della ragione. Un'impercettibile fessura si apre proprio ld dove - attraverso I'evento sincronico - accadono il contatto e la corrispondenza con l'illeggibilitd della follia che disorienta I'anima. La lingua originaria d un vasto mare dentro il linguaggio' Sgorga dalle profondith archetipiche. Registra Novalis: <<Ilvero inizio e poesia della natura. La fine d il secondo inizio: la poesia dell'arterr, il cui compito d la narrazione del <<veroinizio>>"' consentire che il passo si lasci guidare da questa collusione di senso porta a un'esperienza capace di riandare all'infigurabile cltaos, nelle acque senzafondo visibile dell'inconosciuto' Verso I'inizio si spinge il narratore, ma il passato che svela non d antecedente al presente,sebbene sia la sua fonte. Il suo intento d di preparare il passaggioa un totalmente altro. Per questo si dice che la sua d una continua ricerca di autenticiti'

Le anime mortali parrecipano del tempo della storia e di quello arcaico; non sono eterne n6 storiche. Non avendo radici nel mondo delle percezioni sensoriali, d difficile coglierle se non partecipando alla loro doppia essenzaremporale, segnalatadai fenomeni della sincroniciti, Nella nostra vita esiste quel che ci succede, ma anche quello che potrebbe accaderee apparentemente non accade.La narrazione- sia essaletteraria, psicoanalitica, filosofica, a seconda della colorazione del suo antidiscorso - va proprio alla ricerca di questi <<futuriabortiti>>, cosi come Magris li chiama, e che non accadono, ma segnalano in qualche modo la loro presenzatra le pieghe del "vero" e della luce. Il narratore va a vedere quello che non d mai scomparso; ascolta le voci che si sono perdute nello scolatoio della storia. Di testimonianza di un perenne presente, sempre assente. Lo fa "alla cieca", come fa Magris quando con la sua scrittura insegue <<cid che non d accaduto mai e accade sempre>>, cid che gli eventi sincronici costantemente ci segnalano. Va accostataquella cosi poco naturale luce-non-luce, da cui ci difendiamo giorno dopo giorno per non precipitare nelle tenebre dell'insensatezza. Lintera attiviti narrativa conosce da secoli questa via: conoscere il mondo attraverso paesagginon appariscenti. E riceve stimolo dai principi senza spazio n6 tempo che non possono diventare coscienti ma si manifestano attraverso le coincidenze sincroniche. Si corre al suono improwiso di una voce dentro una cinta di cose mute e irraggiungibili. Quel suono accende il passaggio e subito dopo lo vela, aprendoci al pensiero del cedimento pii che a quello del consistere. Il minore d lo specchio del grande e in parole senzaornamenri sta I'essenzadella complessit). La narrazione applica questa sintesi al groviglio di sensazioniche la natura fa affiorare in noi.

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Flauio Ermini Oltre l'estenuante ripetizionedella scenafamiliare,si apre un varco dato da incrinaturee fessuredi cui colpiscela costrizione angusta. Come scriveLeopardi: <<Per quanto le cose col progressosi alterino, corrompano,sformino e travisino, sempreconservano qualchesegnodella loro origine, e qualchepoco dello spirito e statoloro primitivo>>. Inoltrandosiverso il fondo inesploratodel tempo aurorale,il narratoredescrive quellageografia interiorein ogni storiache racconta.Comepotrebbefare altrimenti? Nessunaesitazioned ammessa. E necessario penetrarefino all'intenzionalitidinamicadelle cose,aprirsi alla continua esperienza del possibile, alla libert) di nominare sempre in modo nuovo. Va compiuto per intero il salto vertiginosoverso il sensooriginario dellecose, quello cheLeopardichiamail <<senso dell'animo>>, ben sapendo chesolo affidandosi alleemersioni sincroniche d possibile esplorare<<i misteri pii nascosti,gli abissipii cupi della natura,i rapporti pii lontani o segreti, le cagionipii inaspettate e remote,le astrazioni pii sublimil>. La ven natura delle cose corrisponde al caratterealogico, sovraconcettuale dell'accadimento primordiale.Per recuperare al linguaggiole sueoriginariepotenzialit)di creare,la narrazione si affrdaa parole che conservano nel loro orizzonte questarelazione con le affezionidell'anima. Parolechevengonoa darsial modo del gestoinaugurale, cid che precedela stessa distinzionetra ragione e follia. Cosi facendo,la narcazione incrina gli schemicanonicidell'ordine familiare;ritorna dal detto a cid che non d detto e che dagli eventisincroniciE richiamato: quellacondizioneanimaleche l'uomo avverte comesuo sfondoe da cui si difendetemendone la sempre possibile irruzione. 1t0

Postfazio n e. Paesaggi della sin oon i cit i

Il carattereoriginario della parola risulta fine e presupposto insieme. l'anima si sviluppa, essasi forma RegistraBenn: <<Quando Demonicaquestaverit), non c'E spazio muovendoversoil basso. I'Olimpo, il Gangesi I'Acheronteha sommerso per la malinconia, mettein movimentoverso\Tittenberg.I-iio, scioltodallacostriziodelle funzioni, puro io nell'incendiodelle ne, nell'abbattimento si volge all'indietro ... priori dell'esperienza, a acausale, origini, il velo di Majo. per sollevare n6 Nei fuochi artificiali del mondo visibile non c'E salvezza passato il verso mondo verit). La parola E fuga dal tempo e dal che ogni eventosincroniquell'invisibile <<che mai non tramonta>>; co segnala. Ecco perch6i narratori non hanno mai abitato il mondo, ma ne fanno, manifestanche loro stessi sempree solo la descrizione rispetto alle cose e al paesaggio. do asimmetriae trascendenza che si sincroniche alle coincidenze Ecco perch6sono attentissimi psichici. fisici e tra eventi manifestano tutte le posprirnordialein cui sonocomprese A quel sussurro sibiliti si accedesolo con il sentireel'immaginazione,attt^verco l'oscillazionesincronicache invita a un modo di pensarein cui non sono pii reperibili gli impianti categorialidella razionaliti. la s^pienz divina,che fu la prima sapienScriveVico: <<Adunque non ragioda una metafisica, dovettecominciare za dellagentilita, nata ed astrattaqual d questaor degli indottrinati' ma sentitaed queldi tai primi uomini' siccome qualedovett'essere immaginata vigorosissime e robusti sensi e tutti raziocinio li ch'eranodi niuno fantasie>>. il spostare dell'originenon significa la dimensione Guadagnare (Freud), (Platone) dall'iperuranio al basso mondo vero dall'alto di non ignorareI'apertura all'inconscio.Si tratta semplicemente la logica. versola fonte che precede 1t1

FlauioErmini I-origine d totaliti che non va intesa come sistema ma come permanente apertura. Ecco perch6 la scena familiare impedisce I'accesso:I'uomo ha dmore del suo passato animale, che credeva assimilato e reso inoffensivo dalla ritualitd quotidiana. La parola torna a quel fondo nascostoda cui si sprigionano mondi che la logica della ragione ordina, ma non genera. L'uomo. sa da quale fondo si d liberato. platone per primo operd un decisivo distacco, uno strappo nei confronti iel pensiero precedente. L'atto di nascita del logos lascia inascoltut, lu pu.ola demonica della sua origine. Nell'ati=rarrersamento i termini della differenza decisi dalla soglia non spariscono: ogni evento sincronico li chiama in causa. Per questo I'uomo chiude la terribile apertura verso il ruogo opaco e buio che lo chiama continuamente in causa, i., quunio fonte. delle categorie che reggono la nostra interpretazione del mondo. La patria antica - dove niente ha ancora senso_, il luogo delle nostre origini: ci si arriva narrando la memoria dei secoli e q,_rella personale. Solo Ii inizia il nosrro viaggio, li dove il passo inaugurale volge una volta ancora al futuro. Il luogo verso il quale diviene necessarioorientarsi d dunque, al contempo, terra di origine e terra promessa, provenienza e desti_ nazione, in quanto gi) stata e ancora a venire. Loscillazione sincronica diffida delle nette demarcazioni, perch6 familiari le sono I'aurora e il crepuscolo, quando il giorno non d solo giorno e la notte non d solo tenebre. ci ."gn"ulu .h. .,! eui ancora posto per tutte quelle nostre vite che abbiamo sognato e immaginato, ma mai vissuto.

Gli autori

Ezio ALszuLE,storico delle religioni. Ha studiato in particolare le interferenze fra ellenismo e dualismo iranico. Tiene corsi di "Religioni dell'Iran preislamico" pressoil Cesmeodi Torino. Da piir di vent'anni SrtrnNo BAMTTA, psichiatrae psicoterapeuta. di C.G. Jung' analitica sullapsicologia le rematiche approfondisce Ha fondato "Convergenze". Bef-LONt,ricercatoreconfermatodi Fisica all'Universitd LANfnANCCt di Milano, collabora al "Corriere della Sera" e ha pubblicato con (2002)' tJiuertente Rizzoli: Da Fermi a Rubbia (1988) e I'a scienza LoRrNzo BRUTTI,psicologo e antropologo. Specialistadella Papua Nuova Guinea presso il Centre National de la Recherche Scientifiquea Marsiglia.Per Meltemi ha curato, insieme ad Anna Paini, il volume La terra dei miei sogni Q002). Cnnnave,tra, poeta e filosofo, i professoredi Italiano e lettePETER ratura compa rata allaCity University of New York. Autore di The Sun and Other Things (1996). StEnRNo C,tRrn, psicologo analitico, professoredi Psicologia dinamica pressoI'Universit)di Cagliari. ENnrco C,qstf,r-lt GAtnNanA, insegnantedi Lettere e docente di Filosofia della scienzaall'Universiti di Roma 1 e all'EHESS di Parigi, si occupa dei rapporti fra filosofia,epistemologiaed estetica. Fra i suoi libri pii recenti: Pensarel'itnpensato 12004). SEncto A. Dircnant, docente di Filosofia nei licei e dottorando in Filosofia del diritto presso I'Universiti di Milano Bicocca. Ha pubblicato la raccoltadi saggiIl Vuoto e la Carne:il pensierofilodella sessualiti. sofico e la problematizzazione

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Cli autori GnNNI D'ELIA, poeta. I suoi libri sono editi da Einaudi (Bassa stagione, 200)). Due studi recenti: Leresia di Pasolini (2005\ e Il Petrolio delle stragi (2006), entrambi pubblicati da Effigie. BlaNca ManrR D'Ippolrro, d ordinario di Filosofia morale alla Facolti di Lettere dell'Universiti di Salerno.Tra le sue pubblicazioni pii recenti: Viaggioal centro della ragione (su Kant), 1998 La cattedralesornmersa(su Binswanger), 2004. FLAVIO ERMINI, poeta e saggista.Tra i suoi libri pir) recenti, due opere di saggistica:Il moto appalentedel sole (con MorettiecVitali) e Antiterra (con i Libri dell'Arca). Direttore di "Anterem" e fondatore di "Convergenze". CnIsnNa FACCINCANI, psichiatra.Si occupa di cura, supervisionee formazionenel campo della psicoterapiapsicoanalitica. FEosPJco FERRARI, docente di Fenomenologia delle arti contemporanee presso I'Accademia di Brera. Le sue ultime due opere: Costellazioni.Saggisull'irnmagine, il tempo e la memoria (2006) e, con Jean-Luc Nancy, Iconografiadell'autore (2006). GIo Fr,nRI,poeta, poeta visivo, critico d'arte e letteratura.Fra le sue pir) recenti raccolte di poesia: lnuenta lengua, LAssassinio del poeta, I e II, Le Palais de Tokio-Guermantes.Fondatore e condirettore di "Testuale". Fnppo FtuIaNI insegnaPoeticae retorica all'Universiti di Salerno. Tra i suoi ultimi lavori PoeticaMundi (Aesthetica-preprint, 2001), Forme informi (il melangolo, 2006). Ha curato Arte Poetica (Mimesis, 2002) di Paul Claudel. Lucl,rra FRISA, poeta, tradutrice e scritrice. Tra i suoi libri di poesia pii recenti.' L'altra (Manni, 2001) e Siamoappena Jigure(GED, 2001). Con Marco Ercolani, i volumi di racconti: Nodi del cuore (Greco & Greco,2000)e Anime strane(rbidem,2006). RoMANo Gaspanott, filosofo, insegna all'Accademia di Belle Arti di Brera e alla facolti di Filosofia dell'Universit) "Vita e Salute" del S. Raffaeledi Milano. Con M. Don) ha curaro Andrea Emo, (Bompiani, 2006). Quadernidi metafisica1927-1981 RustNa GtoRGI, scrittrice.I suoi recenti lavori: un saggiosulla poesia mistica,Luoghi dell'amore.Lintimo intelletto (2001);un racconto, (2004); due libri di poesia:Amore che tu Llimperfezionenecessaria (2004) alla fonte beui e Ombra di luce (200j). GIi autori GIovANNI GoCCI, psicologo analitico. Docente pressole Universiti di Siena, Arezzo e Urbino. Direttore della Scuola di specializzapsicosintetica e ipnosi ericksoniana. zione in Psicoterapia GtovaNNr GuaNl, didatta, saggista e conferenziere, insegna Musicologia e storia della musica all'Universiti di Roma 3.Frai suoi volumi: Romanticisnzoe musica (1981), Guida all'ascolto di Beetbouen(19S5),Estetica musicale (1999). ha pubblicato Comea beato SrgpRNo Gucrmr-pltN, poeta e saggista, confine (poesia, 2001) e Scritti nomadi. Spaesamentoed enanza 2001). nella letteratura del Nouecento (saggistica, Gmrucanro LaccutN assegnistadi ricerca presso I'Universit) di Milano, collabora con la cattedra di Estetica I. Autore di Stefan Georgee I'anticbiti (2006).Dirige "Panoptikon" ed d redattoredi "Filosofia dell'arte", diretta da StefanoZecchi. GRnzIR MaRcriraNd, orientalista, estetologa, scritffice, curatrice e interprete dell'opera di El6mire Zolla. Per aver aperto nuovi orizzonti alla ricerca esteticaha ricevuto nel 2004 il dottorato honoris causadalla Open University, Edinburgo. SusaNNaMATI e dottore di ricerca in Estetica.Ha curato edizioni di Novalis, \X/.F.Otto, Bataille. Tiene un seminario di Estetica filosofica presso lo IUAV di Venezia. Ha pubblicato nel 2006 con Moretti&Vitali N i nfa i n La birin t o. Manco MAzzr i nato nel 1980 a Firenze, dove vive. Scrive sagginei campi letterari e artistici con particolare attenzione all'arte del SecondoNovecento. Caltu-la MIGLIO insegnaLingua e letteraturatedescae Teoria e storia della traduzione alla facolti di Lettere e filosofia dell"'Orientale" di Napoli. Ha pubblicato saggi e monografie su \Waterhouse. Celan; ha tradotto Kafka, Enzensberger, Glulm NICCOLAI, poetessae scrittrice. Tra i suoi libri: Frisbees(poe' sie da lanciare), (1994), Esoterico biliardo (2001), Le due sponde (2006). Con La misura del respiro (2002) le d stato conferito da Anterem il premio specialedella giuria Lorenzo Montano. MAPJOPEnNroI-ad professoredi Esteticaall'Universiti di Roma Tor Vergata.Ha di recentepubblicato pressoI'editore Einaudi Il sex appeal dell'inorganico (1994, 2004), Contro la comunicazione (2004),L'arte e la sua onbra (2000,2004).

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Gli autori

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Sal-vRronr, RrrnovRro (1967) si occupa di Lerreratura ftaliana moderna e contemporaneae collabora a varie riviste. Insegna all'Universiti di Urbino. Ha pubblicato con Book le raccolte di versi: Quanta uita (7991) eVia dellapesa(200)). TtztRNo Snlazu, poeta e saggista. Tra i suoi ultimi libri, Le asine di Saul (2004) e Sotto il uulcano.Studi su Leopardi e altro (2006). In preparazione,La dolcezza d'essere nato. Intorno alla poesiametafisica di Arturo Onofrt Luclo Savt,qNl Filosofo e saggista,insegna Storia della filosofia e Fondamenti di scienzeumane all'Universiti "La Sapienza"di Roma. Tra le sue pubblicazioni, Sull'Athos (20$), Tracciati. Itinerari filosofici nella societi della coruunicazione(2004). Stnto TouiltASOLI, arrista,impegnatonella ricerca visiva nell'ambito della fotografia e della video-art. Tra i suoi llbri: ll Cielo di Maria E (AnteremEdizioni. 1991). MRttEct VERCESI, dottorando di ricerca in Italianistica e Filologia classico-medievale all'Universiti "Ca' Foscari" di Venezia. Suoi articoli sono apparsi su varie riviste e in Il mito nella letteratura italiana,I, operadiretta da Pietro Gibellini (2005),pp.279-297. Axon-e,aVL,sTRUCCI collabora con le cattedre di Storia della filosofia e di Filosofia morale presso l'Universiti di Milano. Si occupa di problemi inerenti alla storia della 6loso6a morale, con particolare riferimento al pensierodi Agnes Heller e di Eric \7eil. MARCOZULBERTI, critico e poeta,ha curato per Mario Luzi i saggiin Prima Scmina (Mursia, 1999) e pubblicato la raccolta di poesie Viuerenel buio (1992).

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