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ANNO 2790 MANHATTAN La polvere aleggiava nellaria bianca e scintillante contro il sole che timidamente si infiltrava tra le serrande.

. Lenta e pigra danzava senza mai volersi posare su nessuna superficie. Il silenzio era smorzato solo dal leggero russare di Paul e dai soffici gemiti che arrivavano dal piano di sotto, nellappartamento dei due coinquilini. Alzai la mano per coprirmi da un raggio di sole che sferzava i miei occhi assonnati e mi appoggiai sui gomiti emettendo uno sbadiglio lungo, nellaltra stanza il suono attutito dei piedi nudi di Kurt sul pavimento. Noi due eravamo cos, sincronizzati e sulla stessa lunghezza donda da quando ci siamo visti la prima volta: ci che piaceva a me piaceva a lui, come due fratelli gemelli da madri diverse e da generazioni diverse. E ci somigliavamo pure, capelli chiarissimi (al tempo i miei capelli erano ancora di un biondo chiaro dorato), stessi atteggiamenti e i visi molto simili, nonostante io avessi a malapena 12 anni e lui 22. Ci incontrammo nel corridoio, uno sguardo dintesa e ci avviammo verso la sala da pranzo. Kurt era bellissimo in qualunque momento della giornata, i suoi capelli scompigliati e gli occhi pieni di sonno e sogni, la canottiera bianca stropicciata, tutto luminoso e dai toni candidi, si mescolava tiepidamente allo sfondo della sala da pranzo modernissima e bianca. Mescolando il caff americano mi chiese sottovoce come avessi dormito. -Come una principessa.- gli risposi con un piccolo sorriso ed il mento alto mentre spremevo del limone nel the. Mi rispose con un sorriso a sua volta e un pizzicotto alla guancia lasciandomi un segno rosso che potevo vedere dal laminato sul frigorifero high tech che rifletteva la mia immagine. Gli zii mi avevano lasciato dormire dai cugini per qualche giorno a causa di un corso di chimica associato al mio liceo, presso un centro studi poco distante da dove abitavano Kurt e Paul. Il pensiero della lezione delle 8 e 15 mi riscosse e finii di mangiare per prepararmi alla giornata. Infilai nella borsa il palmare, il computer, il tablet, il pass cittadino elettronico ed il cercapersone, sparsi per il pavimento della camera da letto. Misi una giacca azzurro chiaro e diedi un bacio sulla guancia ispida ed ancora da rasare di Kurt sentendo il suo odore fresco di shampoo alle erbe. Presi lascensore fino al piano di smistamento per prendere le scale mobili ed immettermi poi nella strada. Il caos cittadino a quellora era straordinario, la gente nella metropoli non si voleva fermare neanche un momento. Guardai un imprenditore in giacca e cravatta che recuperava i momenti persi nel prendersi un caff da asporto correndo con foga verso lufficio. Continuai a camminare tranquillamente, due isolati ed ero gi arrivata. Il bracciale elettronico al polso trill per larrivo di un nuovo messaggio. Il grande orologio futuristico della piazza segnava le 7:59 e 49 secondi. Aprii il messaggio olografico davanti a me Era anonimo. Erano le 7:59:55 secondi. Limmagine in allegato al messaggio vuoto si caricava. Le 7:59:58 secondi.

Unimmagine nera con un titolo bianco a pixel. TIME IS OVER. 8:00:00 Lorologio della piazza si spense insieme al messaggio sul palmare. Le insegne della piazza si spensero a loro volta e lintera citt cadde nel buio. Un silenzio irreale cal sulle bocche di tutti. Una macchina, non badando al semaforo spento, invest limprenditore in un decimo di secondo: la ventiquattrore si apr e i fogli volarono per aria e si posarono tutto intorno al corpo impregnandosi di rosso. La caotica Manhattan era stata spenta.

********** Due notti insonni e tormentate si susseguirono, stetti abbracciata alla mia intera famiglia per cercare di proteggerli in ogni modo da quello che stava succedendo in strada. Rumori di auto sfasciate, edifici che crollavano e vetri che si rompevano non erano niente in confronto alla gente che urlava implorando aiuto. Non sapevo cosa stava succedendo in quel momento in quel marasma e neppure volli vedere. La zia non faceva altro che dondolarsi sulle gambe piangendo, abbracciata al marito ed avvolta in una coperta di plaid verde, la tonalit di cui stava diventando la faccia di Paul, totalmente terrorizzato. Kurt continuava ad affilare coltelli, con lo sguardo gelido e vacuo rivolto ad un quadro nel soggiorno che raffigurava un mare in tempesta. Sentimmo improvvisamente lascensore avviarsi e salire dal piano terra anche se lelettricit continuava a mancare. La zia si mise ad urlare portandosi le mani ai capelli biondo platino e Kurt corse alla porta con i coltelli in mano. I suoi muscoli si gonfiarono per ladrenalina e le vene svettavano in rilievo sui bicipiti. Lascensore si ferm. Un rumore di tacchi si fece sentire dal pianerottolo e una lettera spunt da sotto la porta. Una scritta battuta a macchina era riportata sul davanti della busta color avorio. Per la Spettabile sig.na Tolstoy Eyvor Presi un coltello dalle mani di Kurt e aprii la busta. Egregia sig.na Tolstoj , a seguito alla catastrofe svoltasi 2 giorni fa in data **/09/** alle ore 8:00:00, abbiamo preso accuratamente in esame i residenti della citt con capacit intellettive superiori alla media e i frequentanti

lezioni di chimica, fisica, matematica () per formare un team di esperti con il compito di aiutare lumanit a superare questa crisi. E stato riscontrato che Lei possiede, oltre a titoli di studio rispettabili, anche capacit mistiche quali quelle della sua razza e conoscenza di testi antichi di stregoneria e alchimia: ogni aiuto necessario. LEnclave, associazione che ha lobbiettivo sopra riportato, richiede il Suo lavoro presso i laboratori in cambio di un lauto stipendio e di protezione alla Sua famiglia.() Guardai la zia, che con gli occhi lucidi mi chiedeva in un sussurro: -Amici o nemici?Continuai a leggere abbassando lo sguardo. Verrete assegnati ad altri alloggi, lindirizzo dei laboratori *********,****,** , Le chiediamo totale discrezione su ci da Lei letto in questa lettera. Prenda questa possibilit come un colpo di fortuna, grazie allEnclave la Sua famiglia e Lei vi salverete entrambi, al contrario di molti altri Suoi concittadini non chiamati a prestare servizio per la causa. Speranzosi della Sua collaborazione, Gruppo PR sezione Laboratori, Enclave. In allegato vi era una sottospecie di curriculum che elencava le mie generalit, capacit intellettive, percorso di studi e anche conoscenze di stregoneria. Questultimo punto mi provoc un brivido lungo la schiena: nessuno poteva sapere quelle cose su di me. Oltre alla mia famiglia era un segreto che custodivo gelosamente. Preparai quindi una borsa con il necessario in caso di aggressione e nascosi un sacchetto di erbe nella maglietta, mi sarebbero servite in caso avessi trovato qualche essere anormale. Baciai i miei familiari e mi chiusi la porta alle spalle correndo e dirigendomi verso quellindirizzo. Le scale mobili erano bloccate, data la loro lunghezza mi sedetti sul bordo in metallo e scivolai gi fino al piano di sotto e continuai ad avanzare per poi immergermi per la prima volta dopo il Blackout nella citt. A quanto pare met della popolazione di New York era per le strade, addossati gli uni agli altri con valigie cariche delle loro vite. Un quarto era gi riuscito a scappare e laltro quarto, beh, era addossato agli angoli della strada: corpi dilaniati e senza vita, che aspettavano solo di essere compatiti e sepolti. Mi misi una mano sulla bocca e continuai il mio viaggio fino ai Laboratori. Arrivata davanti a quelledificio dallaria austera mi guardai attorno, da un angolo spunt una donna minuta e con capelli grigi che silenziosamente mi apr la porta facendomi passare. Mi diede un plico di fogli che incominciai a compilare, non era nientaltro che un test del quoziente intellettivo. Controllato il test mi fece un sorriso e mi disse: -Signorina Tolstoj, ora lei fa parte dellenclave.ANNO 2800- LABORATORI DELL ENCLAVE . Un taglio dritto, preciso nella pancia, il sangue controllato dai mille tubi che dipartivano dal corpo del ragazzo steso sul lettino, una sala chirurgica con pareti e mobili in acciaio, illuminata fiocamente da dei neon.

Apr i lembi di pelle con le mani guantate e tastai lintestino sotto la pelle ed i muscoli fino ad immergere completamente la mano nelle viscere. Non esisteva sensazione migliore nella mia vita se non quella di poter entrare dentro la carne di qualcun altro. Lessi di sfuggita la formula sul grande libro antico al mio fianco e presi una manciata di polvere argentata riversandola allinterno del taglio. Gli intestini cominciarono a pulsare ed illuminarsi flebilmente come se allinterno vi fossero delle candele. Sollevai una mano insanguinata per scostarmi una ciocca di capelli dal viso e tolsi laltra dallinterno. Come se una mano invisibile stesse operando sul corpo il taglio si richiuse e cicatrizz, il corpo cominciava a vibrare come in preda ad un attacco epilettico. La schiena del paziente si incurv e forz le cinghie che lo tenevano legato al tavolo da laboratorio. Mi avvicinai e perforai una delle sue vene sul collo con una siringa vedendolo calmarsi e ritirare le zanne che stavano uscendo dalle gengive inferiori. Scrissi i dati ricavati a macchina e spensi le luci del laboratorio. Questa era ora la mia vita, mani dentro i corpi, guanti di lattice, provette, liquidi colorati e radioattivi, mascherine e macchine che in pochi sapevano come potessero funzionare. Era incominciato tutto con il desiderio di salvare chi mi era rimasto di importante, ora andavo avanti da 10 anni facendo quello che mi piaceva, lavorando per lumanit e la scienza