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L'arma senza tempo

Il romanzo che ha ispirato Grottango: il robot senza tempo tradotto da Giovanni Verza

Questo libro pu essere liberamente diffuso e copiato, stampato e dato alle fiamme lasciando inalterati i nomi dell'autore e del traduttore.

Biografia dell'autore: Mishima Yasunari (5 Novembre 1919 / 4 febbraio 1947) Di Mishima Yasunari non si sa molto e L'arma senza tempo l'unico libro che ha lasciato. E' nato il 5 Novembre 1919 a Hiroshima dove morto il 5 febbraio 1946 per le conseguenze della bomba atomica. L'esperienza della atomica ha segnato profondamente gli ultimi mesi della sua vita. A Hiroshima perse tutta la famiglia tranne una sorella trasferitasi a Tokyo poco tempo prima e che prese in considerazione per caratterizzare la bella May. Durante il ricovero in ospedale lesse vari libri di fantascienza che gli ispirarono il manoscritto che mi appresto a tradurre per la prima volta in italiano. Mishima si fece dare carta e penna e in pochi mesi stese quello che ancora oggi pu essere considerato un romanzo unico nel panorama letterario giapponese: il romanzo che ha ispirato una famosa serie intitolata Grottango, il robot senza tempo che in Italia andata in onda poche volte e con scarso successo, ingiustamente schiacciata da robot pi famosi quali Goldrake e Mazinga. Dopo la sua morte il manoscritto stato preso in consegna dalla sorella e dato alle stampe. Il romanzo usc qualche anno dopo ma non ebbe successo: L'arma senza tempo che lo scrittore descrive nel libro, ricordava troppo la bomba atomica che aveva ucciso centinaia di migliaia di giapponesi. Il Giappone non era ancora pronto per Grottango. Nota alla traduzione. La traduzione dal giapponese pu rivelarsi complicata, soprattutto quando ci sono termini che non fanno parte del normale linguaggio parlato. Gli scrittori di fantascienza, si sa, non si fanno problemi e inventano nuovi vocaboli per rendere oggettive le loro invenzioni. Per questo motivo ho utilizzato termini pi facilmente riconoscibili utilizzati ad esempio da Isaac Asimov (astroporto, astroradar ecc.). Per quanto riguarda i nomi dei personaggi c' da evidenziare il fatto che la maggior parte sono gli stessi della serie animata Grottango. In minor numero sono nomi differenti. In questo caso ho preferito utilizzare gli stessi nomi dell'anime per facilitare la comprensione dell'opera. E' una traduzione girellara che forse far storcere il naso ai puristi. Di questo mi dispiaccio, ma essendo questa la prima traduzione, ritengo pi importante che l'opera di Mishima venga apprezzata e diffusa al maggior numero di persone possibili. Breve biografia del traduttore e storia del ritrovamento del manoscritto. Sono nato il 1 aprile 1981. Vivo e risiedo a Firenze. Sono laureato in lingue e letterature orientali e il Giappone la mia grande passione. Sono stato tre volte nel paese del Sol Levante. L'ultima volta, in un sobborgo di Tokyo, ho scovato questo libro sperduto tra centinaia di libri a basso costo. Incuriosito dalla quarta di copertina l'ho sfogliato e con mia grande sorpresa ho notato tantissime corrispondenze con Grottango che vedevo su Teleboiad quand'ero piccolo. Non ho esitato e l'ho comprato. Lo tradurr un po' alla volta sperando che sia di vostro gradimento.

Giovanni Verza

La nascita del principe 1 All'interno di una stanza sotterranea scavata nella roccia fredda del pianeta Kappel nacquero due gemelli. Il primo era robusto con le gambe lunghe e il viso ovale tipico degli abitanti del suo pianeta; un ciuffo di capelli neri gli scendeva dispettosamente sulla fronte umida di placenta. Aveva un neo sotto il naso identico a quello della donna che lo aveva tenuto in grembo sino a pochi istanti prima e che adesso giaceva addormentata su un lettino. Il secondo pesava meno di due chili. Aveva il volto scavato, la testa leggermente schiacciata e la bocca contratta in una smorfia di disapprovazione; le guance erano spiegazzate come fogli di carta straccia gettati in un cestino. Mostrava un chioma rada color del grano e braccia esili come fuscelli. Quando l'infermiera lo sollev mugg con voce stridula e prese ad agitarsi. Poi di colpo tacque. Il bunker echeggi delle ultime urla del bambino e si spense in un silenzio autunnale. Nessuno dei presenti sembrava aver voglia di parlare. Sulla porta lo stemma delle Sette Colonie brillava con timidezza. La luce al neon che illuminava la stanza era appena sufficiente per capire cosa stesse succedendo. A rompere quel silenzio furono gli echi delle esplosioni dell'artiglieria terrestre, il vorticoso scalpicco dei fanti che avanzavano verso i punti strategici della citt, le urla di chi, colpito dai laser a lunga distanza, si accasciava al suolo morente. L'infermiera, vestita con una sobria divisa bianca e verde, prese il bambino tra le braccia e lo avvolse delicatamente in un panno di lana. A pochi metri un militare piantonava la porta d'ingresso dandole le spalle. - E' morto? - chiese una voce profonda. Il volto era nascosto da uno scialle nero che gli teneva scoperti soltanto gli occhi. L'uomo si avvicin con passo svelto. Trattenne il respiro, lo sguardo cupo, fisso verso l'involucro di coperte che l'infermiera teneva in braccio. - E' soltanto silenzioso rispose la donna spaventata. Scost la coperta per vedere meglio. Il bambino aveva l'aspetto gracile e malaticcio, le guance bianche, una bocca esile e lunga simile a una foglia appassita. - Nonostante l'aspetto dimostri tutt'altra cosa, un bambino forte! disse compiaciuto l'uomo. L'infermiera non ebbe il coraggio di annuire, si limit a distogliere gli occhi e guardare un punto indefinito del pavimento. - Sembra che non abbia voglia di piangere sussurr con evidente esitazione. - Piangere non serve a nulla continu la voce profonda e cupa - rende l'uomo fragile, vulnerabile. Sar lui il mio erede. - Ma, signore! intervenne un ufficiale posto sull'attenti all'ingresso della stanza Non lui il bambino che siamo venuti a prendere, non pu diventare re! L'uomo lo ignor. Prese il bambino in braccio e lo sollev in aria. Alla luce di quella stanza sembrava un alberello spoglio e silenzioso. Il bambino spalanc gli occhi mostrando un colore inusitato che fece rimanere tutti a bocca aperta.

- Ha lo stesso colore degli occhi del nostro Dio Kuhn sospir l'uomo. Lo scialle cadde dal volto mostrando una barba ben curata, occhi limpidi e neri. Il volto rotondo, bianco, leggermente scavato sugli zigomi. - Mio re, non lui il motivo per cui siamo venuti qui! - insist l'ufficiale I nostri veggenti parlano del bambino terrestre che verr al mondo e udr la tempesta che si abbatter su Kappel. E' chiaro che l'altro il primo ad aver ascoltato il suono dei bombardamenti della Confederazione della Terra. Dobbiamo... - I veggenti avevano predetto che sarebbe nato un solo bambino oggi. lo interruppe l'uomo - Invece eccoci di fronte ad un parto gemellare. Due bambini che non sembrano neanche gemelli: il primo dall'aspetto forte e dall'animo fragile, l'altro dall'aspetto fragile, ma con una forza d'animo che soltanto il predestinato al trono di Kappel pu avere. - E' sicuro della sua scelta, grande re Karn? - chiese il militare. - Generale Abiura, sono sicuro della mia scelta come delle stelle che illuminano il cielo! Questi occhi non mentono. Guarda il loro colore, quel rosso vivace che arde del fuoco della giustizia. E' il segno che Kuhn ha voluto dare per guidarmi nella scelta. - Cos sia. sospir Abiura abbassando lo sguardo - Che gli occhi di Kuhn ci proteggano. Karn gli porse il fagotto di lana con il bambino. Il militare lo prese in braccio, visibilmente imbarazzato. Sembrava non sapesse da quale verso tenerlo. - Credo che questo bambino abbia bisogno di un nome disse Karn rompendo il silenzio Lo chiamer Aliosha, come mio padre, il primo grande sovrano delle Sette Colonie. - Dell'altro cosa dobbiamo fare? chiese il generale guardando con la coda dell'occhio la culla dove il bambino piangeva ininterrottamente. Karn riprese il piccolo Aliosha e lo strinse a s come se fosse la cosa pi importante della sua vita. - Non so che farmene rispose tra i denti Assicuratevi soltanto che la donna stia bene. Lasciatela riposare e datele da mangiare se lo chiede. Ci servir come merce di scambio. - Si, signore disse Abiura allungando un lato della bocca Credo di aver capito cosa intende fare. - Bene rispose Karn - fate in modo che ci avvenga al pi presto. Karn sistem con cura Aliosha nella culla, poi senza dire null'altro si allontan dal bunker seguito dall'infermiera che aveva assistito al parto. 2 Il neon balbett convulsamente. Il generale imbracci il fucile che aveva appoggiato sul muro e fece cenno al sottoposto di controllare che le uscite fossero sgombre. Il militare fece un cenno di assenso con la testa. - Situazione! disse la voce fredda del generale. - Ci sono informazioni che devo conoscere? - I terrestri hanno diffuso la voce che voi e il re Karn siete morti, signore. Abiura si ferm a riflettere. L'indifferenza del suo volto, nascosta dai solchi che gli rigavano il volto violaceo, in realt esprimeva una profonda preoccupazione. Sapeva che le Sette Colonie sarebbero cadute presto in mano ai terrestri ed era giunta l'ora che quella guerra finisse. - Voglio che mandiate un comunicato al presidente della Confederazione Terrestre. Dovete dire che il generale Abiura e il re Karn sono vivi e che lo rimarranno a lungo.

Con un gesto impaziente prese il basco rosso che aveva in testa e lo strinse con rabbia. - Di' inoltre che sono disposti a incontrarli per trattare. Il militare impallid. Il fucile laser trem tra le sue mani. Era giovane e probabilmente non era mai stato in una vera battaglia. Abiura sapeva che se lo avesse mandato a combattere sarebbe morto in poco tempo. - Intendete arrendervi, signore? - Neanche per idea sussurr Abiura Dite al professor Sanjou che non voglio pi vedere la faccia di un terrestre in nessuna delle nostre colonie e che hanno dieci giorni per togliersi dai piedi. Se cos non fosse, rivedr sua moglie Nanako un pezzo alla volta. Torn a guardare la donna sdraiata sul lettino. Era coperta soltanto da un lenzuolo bianco che formava una figura piuttosto magra. Non era sicuro che i terrestri avrebbero abbandonato il controllo delle Sette Colonie per lei e soprattutto non pensava affatto che suo figlio fosse la parte pi importante di un'arma chiamata Arma finale senza tempo. Colui che udr la tempesta abbattersi su Kappel avr la forza di un'Arma Senza Tempo Karn invece aveva creduto immediatamente a quella strana profezia e senza esitare ordin di organizzare il rapimento della donna. Il piantone segu con gli occhi i passi lenti del generale all'interno del bunker. Aveva lo sguardo torvo e un leggero tremolio del labbro trad un evidente nervosismo. - Signore, la senatrice Nanako molto popolare sulla Terra. Farebbero di tutto per riaverla disse dopo un attimo di esitazione. Abiura sembrava non averlo ascoltato. Rimase a fissare il corpo della donna e seguiva, senza capirle, le linee gialle dello schermo che ne indicavano lo stato di salute. - I terrestri farebbero di tutto per riaverla con loro, non suo marito sussurr. Nanako era giovane e incredibilmente bella. Abiura aveva ancora nella mente il suo sguardo quando laveva sorpresa nascosta dietro un mobile dell'ufficio di Tokyo in cui stava lavorando. Gli occhi, neri e puliti come il cielo di Kappel, sembravano prematuramente spenti. Nonostante la popolarit e l'affetto che il popolo terrestre provava per lei, era delusa e profondamente addolorata per l'odio che questo nutriva nei confronti delle Sette Colonie. Sapeva che prima o poi i Kappeliani sarebbero venuti da lei per rapirla. Lei, che non voleva la guerra e aveva tentato di convincere suo marito a desistere. Abiura si avvicin al militare e gli pos una mano sulla spalla. Il guanto di pelle produsse un tonfo ovattato sulla divisa azzurra e gialla. Un rumore di ossa fragili. - Verranno tempi migliori sussurr il generale - Verr il giorno in cui le Colonie potranno dirsi libere e la Terra tratter Kappel come suo pari. Si volt verso l'oscurit del bunker dove Aliosha se ne stava zitto a fianco del fratello che al contrario sgambettava e frignava irrequieto. Sorrise con evidente soddisfazione. - Verr il giorno in cui il pianeta Kappel diventer finalmente libero.