P. 1
Vita Di Terenzio

Vita Di Terenzio

|Views: 29|Likes:
Published by FedericaSconza
Vita di Terenzio
Vita di Terenzio

More info:

Published by: FedericaSconza on Jun 25, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

02/02/2014

pdf

text

original

PUBLIO TERENZIO AFRO – la vita

dedicato a Lina Taibi e a Cristina Tarabella et nunc manet in te

Premessa alla traduzione Traduzione della Vita di Terenzio scritta da Svetonio Testo originale della Vita Terenzio sul web

n.b.: le note di carattere antiquario sono generalmente tratte dalle voci corrispondenti dell’enciclopedia online della De Agostini - sapere.it (sezione per non abbonati), a volte riportate con qualche modifica; per le definizioni di termini particolari o difficili, mi sono avvalso del dizionario on line messo a disposizione dalla casa editrice Paravia; altri riferimenti bibliografici sono ‘linkati’ all’interno del testo. Il presente documento è stato ideato e realizzato da Nunzio Castaldi (bukowski), autore di progettovidio.it, per ciò che riguarda il webmastering ed il contenting; l’autore rinuncia ai propri diritti di copyright, mettendo a disposizione di tutti questo lavoro, per consultazioni, citazioni e pubblicazioni (gradito il link alla fonte) ad uso didattico e personale, beninteso senza scopo di lucro. Il ‘master’ del presente documento – in formato .doc e dunque pienamente modificabile e personalizzabile – è contenuto nella ‘sezione Documenti’ del newsgroup di progettovidio.it: per scaricarlo, è necessaria l’iscrizione (gratuita) al newsgroup stesso.

bensì dalle didascalie (per le quali vd. anche di un decennio: 195 o 184 per la nascita (anche se quest’ultima coincide in modo sospetto con la data della morte di Plauto). con tutti i compromessi. Il testo ci offre. che vanno a formare quasi la trama di un ‘giallo’. Compose dottissime opere enciclopediche. in fondo. [TORNA AL TESTO] 2 Grammatico latino (IV sec. [TORNA AL TESTO] A partire dalla cronologia. Per poi scomparire. Compose due manuali di grammatica. Lo diviene ancor di più se lo s’intende come preziosa testimonianza del metodo con cui gli antichi facevano esegesi e critica letteraria. tra le righe.PREMESSA ALLA TRADUZIONE [torna all’indice] La fonte principale sulla vita di Terenzio è la biografia [Vita P. di una sua ostinata ‘metà oscura’. scopriamo con sorpresa che di Terenzio. uno più elementare e scolastico (Ars minor). all’ombra. lasci talora trapelare il proprio assenso per un’opinione piuttosto che per un’altra. una sezione del De viris illustribus andata perduta. eppure. inabissandosi nel nulla da cui era giunto. del pettegolezzo. ovvero di come tale critica fosse anche allora influenzata ed anzi esacerbata (non diversamente che oggi) dalle tensioni e dalle simpatie politiche. a seconda delle fonti cui dar credito o delle interpretazioni da accordare al codice in alcuni punti corrotto. o meglio. Il documento. dell’aneddoto. non si sa nulla. che lo aiutano. date peraltro desunte non dalla biografia. se pure è vero che Terenzio perì appena un anno dopo che fu ‘scomparso dalla vista di tutti’. in virtù delle sue eccezionali qualità. a farsi apprezzare ed amare da un’accolita di personaggi potenti. ad una lettura già sommaria. La sua opera più famosa è De vita Caesarum. ancora più incerta la data di nascita. particolari che vanno sotto il nome di Auctarium Donatianum. con l’aggiunta di pochi altri particolari desunti o ricostruiti da fonti diverse. dettagli e congetture contrastanti e divergenti. forse per la prima volta nella storia della letteratura. la figura – che poi diventerà cliché – dell’intellettuale di umili origini ma di grande estro ed ingegno. per una fonte piuttosto che per un’altra. Non solo. stilata da Caio Svetonio Tranquillo1 e contenuta nel De poetis. lo dobbiamo ad Elio Donato2. in pratica. e De viris illustribus. [TORNA AL TESTO] 3 . forse nato a Roma intorno al 70. repertorio perduto di questioni antiquarie e di scienze naturali. lasciando un’opera però immortale. Invero. e per fortuna giunte fino a noi. Terenti Afri]. gli amari bocconi e gli scottanti segreti che questo comporta. appoggiate a buone fonti. che la premise al suo commento alle commedie terenziane. lo proteggono. ma ispirate al gusto ellenistico del particolare curioso. 159 o 158 per la morte. o egli stesso ombra. E’ il 160 la data cruciale. ricchi e casomai prepotenti. fra cui Prata. Il testo infatti – benché rispondente con chiarezza alla scansione: vita opere considerazioni critiche – si dipana attraverso una serie di dati. Terenzio pare vivere due vite parallele. per coinvolgere il suo pubblico. benché egli. Incerta la data di morte e. in base alla quale. (esordio con l’Andria) al 160 (chiusura con gli Adelphoe e con le riproposte dell’Hecyra). gli spianano la strada del successo. di conseguenza. repertorio biografico di cui restano parti relative a poeti. già solo per quest’aspetto. è straordinario ed avvincente. Che la biografia abbia invece scampato tale pericolo.C. grammatici e retori. come se anche la vita di Terenzio si caricasse di quella suspense ch’egli amava instillare nelle sue opere.). ma sensibili alla bellezza dell’arte e della cultura. l’altro per le persone colte (Ars maior). le date di nascita e di morte oscillano sensibilmente. unici punti fermi sono le date di rappresentazione delle sue commedie. sembra di cogliere la perplessità dello stesso Svetonio. e scorrendo il testo. che riesce. I limiti cronologici vanno dal 166 a. 1 Erudito e biografo latino. non si sa quasi nulla di certo3. oltre) apposte alle commedie stesse. la qual cosa farebbe presupporre un resoconto esaustivo. biografie di 12 imperatori (da Cesare a Domiziano). la biografia abbonda di informazioni e di fonti.

fu pretore nel 196 e console nel 190. Taluni lo ritengono un prigioniero di guerra. appassionato di spettacoli gladiatorii. Fu poi governatore della Gallia Cisalpina. lo avrebbero ‘soprannominato’ casomai Poenus. C. congettura recisamente smontata da Fenestella6. fratello di Giugurta.C. allora. a ovest di Cartagine.) e vide così riconoscere il regno di Numidia a sé e ai suoi discendenti. ma soprattutto con Scipione Africano [il famoso distruttore di Cartagine] e C(aio) Lelio10. l’Africa. che rimasero in buone relazioni con Roma fino a Giugurta.C.C. che Augusto unì all’Africa proconsolare. se fosse stato catturato dai Nùmidi7 o dai Getùli8. 51 a. Raggiunse l’indipendenza sotto Massinissa. tipico dell’età ellenistica e romana. se davvero cartaginese. la Numidia era abitata da tribù nomadi che fornivano all’esercito punico una rinomata cavalleria. Ora.). sulle attività manuali e la letteratura. «è più facile supporre che il senatore Terenzio Lucano. essendo il Nostro nato e morto tra la fine della II guerra punica [202 a. fu servo in Roma del senatore Terenzio Lucano [altrimenti ignoto]. né.Cuma 19 d. 35-36 d. che passò dalla parte di Roma durante la II guerra punica (205 a. In seguito all’appoggio dato ai pompeiani dal re Giuba I. sui costumi. ritratto di Terenzio in un clipeo4. Svetonio dice che Terenzio è nato a Cartagine. Biblioteca Apostolica Vaticana) (A Roma) Terenzio fu in intimi rapporti con molti nobili. C. Afro [Afer] indica la regione di provenienza. 235-170 a. capo della tribù dei Massili. Cesare fece della Numidia la provincia Africa nova. il senatore Terenzio Lucano. di cui seguì le imprese in Spagna (dove conquistò Cartagena). [TORNA AL TESTO] 10 9 Console romano (ca. ma anche ben presto affrancato. dei quali – si ritiene – si conquistò il 4 Disco di metallo o di marmo contenente immagini dipinte o scolpite. Terenzio era invero originario di un’altra regione africana. dal quale – in virtù del proprio ingegno e della propria bellezza – non solo fu istruito da uomo libero [ovvero. [TORNA AL TESTO] . ma né i Cartaginesi né i Numidi (per i quali. in Sicilia e in Africa (dove comandò nella battaglia di Zama la cavalleria romana). IV a. [TORNA AL TESTO] 5 Il nome (Terenzio).). con molte notizie anche sugli usi. e fra questi vi sarebbe stato appunto Terenzio. mentre la parte orientale toccò a Gauda. e forse anche il prenome (Publio). oltre) solevano esser chiamati Afri [in gr. vd. Libyes]. Ne restano solo frammenti. sorretto da due attori in maschera.]. C. secondo Plinio. dal momento che non s’attestano contatti commerciali tra Italici ed Afri se non dopo la distruzione di Cartagine9 [146 a. sarebbe potuto pervenire al duce romano. già fatto prigioniero e schiavo dai Nùmidi o dai Getùli. Al termine della guerra romana contro Giugurta (106 a. [TORNA AL TESTO] Storico romano (ca. . Sottomessa a Cartagine almeno dal sec. C. Probabilmente.).TRADUZIONE DELLA VITA DI TERENZIO SCRITTA DA SVETONIO [torna all’indice] Publio Terenzio Afro5. Cicerone gli intitolò il dialogo De amicitia. si procurasse a tale scopo schiavi di popolazioni libiche». corrispondente alla parte orientale dell’odierna Algeria. Inoltre. [TORNA AL TESTO] Secondo il Paratore.].] e l’inizio della III [149 a. amico di Scipione l’Africano. nel 46 a. nato a Cartagine.C. educato alle arti liberali].C. Scrisse una storia di Roma probabilmente dalle origini ai suoi giorni (Annales). il poeta li ebbe dal padrone che lo affrancò. Codice Vaticano Latino 3868 (Città del Vaticano. [TORNA AL TESTO] 6 La Numidia era un’antica regione dell’Africa settentrionale.C. [TORNA AL TESTO] 8 7 Popolazione nomade africana stanziata nella regione a sud della Numidia.C. o. la Numidia occidentale fu assegnata al re dei mauri Bocco.. dunque.

E allora. la sorveglianza sulle strade e sugli edifici. 230-166 a. nulla (quella di) Furio. sciupato ogni suo avere [alcuni leggono: ‘perduto il fiore della giovinezza’]. tranne frammenti – derivate dalla Commedia Nuova greca). alle falde meridionali del monte Cillene. Competenze degli edili erano la sicurezza della città. abitata anticamente dagli Ioni. sui mercati e sui prezzi. sterminati da Ercole. prese il nome da Andreo suo mitico colonizzatore. sulla prima della quali – l’Andria [La fanciulla di Andro13] – si racconta quest’aneddoto: dovendola sottoporre agli edili14. Morì a Stinfalo12. [Citroni et alii. perché almeno ci fosse dove un servo riferisse la morte del padrone». che molti edili consideravano uno strumento per guadagnarsi popolarità e voti. città dell’Arcadia: nulla gli valse (l’amicizia di) Publio Scipione. Alla data dell’esordio di Terenzio (con l’Andria. La testimonianza di Lìcino. ammirato dai contemporanei per la comicità e per il gusto dell’intreccio.C. la più settentrionale delle Cicladi. L’episodio riportato dalla vita svetoniana «è probabilmente inventato: le biografie antiche amano identificare significativi sincronismi tra autori diversi. gli fu ingiunto di leggerla dinanzi a Cecilio (Stazio)15. mentre.). pende dalla divina bocca dell’Africano. la carica divenne una magistratura di tutto il popolo. [TORNA AL TESTO] Magistrati romani creati nel 493 a. è fortemente denigratoria nei confronti dei rappresentanti del Circolo scipionico e. a quel tempo.favore facendo leva sulla propria avvenenza. Terenzio lo andò a trovare che quello era pranzo. mentre considera cool frequentare i banchetti ora di Furio (Filo) [console nel 136 a. Scrisse sei commedie. [TORNA AL TESTO] Isola greca del Mar Egeo. sottolineando il fatto che Terenzio fosse maggiore d’età rispetto ad entrambi.)] sostenga ch’essi fossero coetanei e dall’altro Porcio (Lìcino) [poeta della fine del II sec. come ausiliari (edili plebei) dei tribuni della plebe con il compito di custodire il tempio di Cerere e gli archivi pubblici. sparito dalla circolazione. a.C. nei pressi dell’omonimo lago. va a rintanarsi in un posto remoto della Grecia. i tre vip che. come appare dal tutto. tutt’orecchie. celebre per il mito degli uccelli stinfalidi. si ritrovò povero in canna. se la spassavano alla grande. nulla (quella di) Lelio. Laterza]. nel 166) Cecilio era forse già morto da due anni».C. artigli e ali di bronzo. mentre viene adescato11 nell’Albano per via della sua fiorente età: poi. per riflesso.C. Non si scomodarono neanche a fornirgli una casa a pigione. Con l’aggiunta nel 367 di due edili curuli eletti tra i patrizi. [TORNA AL TESTO] 12 11 Antica città greca del Peloponneso. ed in particolare amano individuare un momento simbolico di traditio lampadis. gli fu chiesto. C. nei confronti di Terenzio.] ora di Lelio. [TORNA AL TESTO] 13 14 15 . benché da un lato (Cornelio) Nepote [il famoso storico (I sec. nell’odierna Corinzia. [TORNA AL TESTO] Il famoso commediografo latino (forse Milano ca. a. mostruosi animali dal becco. giacché Nel verbo corrispondente [rapitur] non manca una (marcata) allusione a probabili violenze sessuali. la qual cosa ancora Fenestella confuta. nonché l’organizzazione di ludi o giochi (tra questi era compreso anche l’allestimento teatrale). La carica era elettiva ed annuale.] fornisca indizi sulla (vera natura della) loro relazione con le seguenti parole: «Mentre ricerca la dissolutezza e le ingannevoli lodi dei nobili. cioè di consegna della ‘fiaccola’ dell’arte da un grande esponente del genere ad un successore che ne eredita o ne supera la gloria. dipinto praticamente come un invertito perdigiorno che dovette ai suoi magnaccia la fortuna e poi la sventura. autore di palliate (commedie – tutte perdute.

così commenti: «Tra tutte. vicino ai modelli della ritrattistica del IV-V sec. pettegolezzo ch’egli contribuì ad alimentare. gli schiavi (e i bambini) stavano seduti su degli sgabelli. suo capolavoro). 27 a. Terenzio sottopose al gusto del pubblico. 342-ca. Compose una storia della letteratura latina in versi. (Marco Terenzio) Varrone20 preferisce l’inizio degli Adelphoe [I fratelli] a quello (dell’omonima commedia) di Menandro21. [TORNA AL 18 TESTO] 19 Nei manoscritti di testi teatrali latini o greci. di leggere il principio della commedia seduto su uno sgabello16 accanto al triclinio. tra cui: Satire Menippee. tre persone (letti tricliniari). insieme di brevi note sull’opera e sull’autore. 5056]: riproduzione di un busto attribuito a Terenzio. le Antichità (in 41 libri. [TORNA AL TESTO] 21 20 Commediografo greco (ca.vestito di abiti decisamente non adatti all’occasione ed al contesto. benché Volcacio (Sedìgito)17. non senza grande ammirazione di Cecilio. il volto invecchiato. e che del loro operato ciascuno si è avvalso in guerra. ma poi. famosi per il canone [= elenco di opere e autori considerati come modelli da seguire o da imitare] dei poeti comici latini che contengono. dopo pochi versi. in affari al momento opportuno e senza (dover subire) arroganza». Un insistente pettegolezzo sostiene che Terenzio fosse aiutato nei suoi scritti da Lelio e Scipione.). in gran parte perdute. «Ciò che codeste serpi affermano. in pace. [TORNA AL TESTO] 17 Poeta e letterato latino (sec.). ben 8mila sesterzi. I a. come nel prologo degli Adelphoe [vv. fu invitato ad accomodarsi alla mensa per consumare il pasto insieme. [TORNA AL TESTO] Scrittore latino (Rieti 116-ca. insieme con le restanti cinque. C. e quindi a completare la lettura. le Ebdomadi. ciascuno. sbarbato e stempiato. dal momento ch’egli gode del favore di coloro che sono nel cuore di voi tutti e del popolo. mentre i convitati erano adagiati su divani che potevano ospitare. redatte in epoca posteriore. Questa commedia. 290 a. La sua opera più nota è Il misantropo. d. [TORNA AL TESTO] .). compose circa 70 opere. limitandosi a qualche timida smentita. si prenderà come sesta l’Hecyra [La suocera]» L’Eunuchus [L’eunuco18] fu addirittura rappresentata due volte in un giorno. Ce ne restano una ventina. Erudito di cultura enciclopedica. le Discipline. C. ritenendola una stroncatura senza scampo – ovvero che ci sono dei nobili che collaborano abitualmente col poeta e compongono insieme con lui – il poeta lo ritiene invece la più grande delle lodi. Ci rimangono i 3 libri sull’Agricoltura e parte del trattato Della lingua latina. 16 Durante la cena. di fondamentale importanza nella filologia e nell’antiquaria.C. stilandone il canone. i Logistorici. rispetto al ritratto contenuto nel clipeo. e meritò un compenso senza precedenti per una commedia. fatto tanto clamoroso che la somma viene riportata finanche nella didascalia19. [TORNA AL TESTO] Uomo che non ha i genitali o li ha atrofizzati per difetto congenito o in seguito a evirazione. C. da notare. Per di più. massimo esponente della commedia nuova.

]: «Le promesse di quello sciagurato di Siro m’han spinto a venire fin qui […]». riportano quintum atque tricesimum. nello scrivere. da fonte certa. 723 e sgg. vuoi per schivare la nomea di prestanome.C. (Terenzio) aveva cominciato a far teatro – o di Q(uinto) Fabio Labeone e M(arco) Popillio. recitò alcuni versi che si trovano nell’Heautontimorumenos [Il punitore di se stesso. Q(uinto) Memmio [altrimenti ignoto]. usando Terenzio come prestanome. in questo caso: ‘(non ancora) trentacinquenne’. al chiuso delle pareti domestiche». C. antico ritratto di un giovane libico. in modo da ritrarli con maggior fedeltà nei suoi scritti. vuoi per osservare più da vicino le istituzioni ed i costumi dei Greci. al posto di quintum atque vicesimum. durante i Ludi. al che. sollecitato dalla moglie a non presentarsi troppo tardi per il pranzo. quanto piuttosto di C(aio) Sulpicio Gallo [console nel 166 a. il seguente aneddoto. accomodatosi finalmente sul triclinio. l’uso – in seguito assurto a ‘moda’ – del ‘viaggio d’istruzione’ in Grecia. non ancora venticinquenne22. le chiese il piacere di non essere interrotto. a. [TORNA AL TESTO] 23 22 Inaugurando. per diletto. ma a personaggi d’un certo rango ‘il cui operato’ il popolo aveva potuto constatare ‘in guerra. Scipione e Lelio erano coetanei. confessò d’esser stato preso. mandò in scena opere che aveva scritto. ricordare quella del nostro Terenzio. uomo acculturato – sotto il cui consolato. la cui fisionomia potrebbe. Santra [grammatico latino del I sec. stando alla descrizione di Svetonio Una volta pubblicate le commedie. pregato di declamare tale capolavoro. in pace. di proprio pugno. Comunque. Ma probabilmente si tratta di un semplice errore grafico (IIIcesimum per UIcesimum). nel 183 e nel 173 a.]. Così si esprime Volcacio (Sedìgito) sulla sua morte: «Non appena Afro ebbe pubblicato sei commedie.Il suo eludere è evidentemente dovuto alla consapevolezza che tale pettegolezzo – accresciutosi col tempo fino a sopravvivere nella posterità – lusingava sia Lelio che Scipione. così. Altri codici.] e poeti. v. condivisa anche da Cornelio Nepote) secondo cui Terenzio. così esclama: «P(ublio Scipione) Africano. in affari’ [riprende l’ultima parte della citazione dal prologo degli Adelphoe]. poiché Svetonio parla dell’obiezione di Fenestella in modo da far ritenere ch’egli segua l’opinione comune (come visto. questa è una riprova del fatto che quello di fissare una data certa per la nascita del nostro poeta era un problema spinoso anche per la critica antica. entrambi ex-consoli [rispettivamente. Terenzio se ne partì23. da un’ispirazione quanto mai copiosa e felice. in alcuni punti. ecco perché Terenzio aveva alluso non a giovani di cui si dicesse che l’avessero aiutato.] ritiene che Terenzio – se proprio s’avvalse dell’aiuto di altri nel comporre le proprie commedie – non poté tanto avvalersi di Scipione e Lelio. più tardi. Nepote riferisce d’aver appreso. all’epoca dei ragazzini. senza far più ritorno. ambientato nella villa di Pozzuoli il 1° marzo di un anno non precisato: C(aio) Lelio. [TORNA AL TESTO] .C. nell’Orazione in difesa di se stesso.

dalle parti della villa di Marte. riuniti in una rudimentale cappella. una volta imbarcatosi. scrivendo nei Compitalia [La festa dei crocicchi 28]: «Terenzio è imparagonabile a chicchessia». a.). poemetto.]. nulla (quella di) Lelio. fece perdere ogni traccia di sé». Plauto e Cecilio. Cicerone. l’ultima parte dei versi di Lìcino riportati più sopra]: «nulla gli valse (l’amicizia di) Publio Scipione. come supposto dallo studioso Ritschl. Sono noti più di 400 titoli e 200 frammenti. che aveva spedito innanzi per nave. E’. poi dei rioni. [TORNA AL TESTO] Uno iugero equivaleva a ca. [TORNA AL TESTO] 25 24 Isola greca del Mar Ionio. nel punto di congiunzione delle diverse proprietà agrarie. Non si scomodarono neanche a fornirgli una casa a pigione. a quel tempo. Afranio27 non ha dubbi nel preferire Terenzio a tutti gli altri commediografi. un numero inattendibile: la cifra CVIII deriverà. ovvero libri manoscritti). Terenzio sarebbe morto in mare. l’unico a proporci un Menandro tradotto e spiegato in latino con scelto linguaggio e toni pacati e parole gentili. secondo altri. vissuto probabilmente nel I sec. a noi non pervenuto]. mi rende alquanto perplesso Porcio (Lìcino) quando scrive [riprende. da erronea ripetizione e trascrizione del cum (CVM M > III) da parte di un copista (prima dell’invenzione della stampa. (naufragando) con 10824 commedie che aveva tradotto da Menandro. ne tesse alte le lodi: «Anche tu. a. nel Limon [Il prato.C.]. i tre vip che. lasciò anche un piccolo appezzamento di 20 iugeri26.C. sito sulla via Appia. forse di contenuto critico-letterario. chi trascriveva codici. Si dice che Terenzio fosse di modesta statura. Interpretò la vita quotidiana dei più umili ceti romani. corporatura gracile e carnagione bruna. [TORNA AL TESTO] 28 . [TORNA AL TESTO] Era dedicata ai Lares Viales [divinità]. presso la costa dell’Acarnania. ovviamente. da dove si transitava durante i viaggi tra Italia e Oriente. Per la qual cosa. oppure a Leucade25. C. sotto il consolato di Gn(eo) Cornelio Dolabella e M(arco) Fulvio Nubiliore [159 a. da cui la separa una laguna intersecata da un canale navigabile. nulla (quella di) Furio. autore di commedie togate. sarebbe morto nell’arcadica Stinfalo. Dal cosiddetto ‘Salto di Leucade’ si narra si sia gettata la poetessa Saffo. se la spassavano alla grande. ma addirittura anche a (Porcio) Lìcino e ad Attilio [poeta comico latino di cui non si sa praticamente nulla]. o per malattia o per il forte rammarico d’aver perduto il bagaglio. e in certo modo confuta. i Lari. Terenzio. e con esso le nuove commedie che aveva appena finito di scrivere. 2500 m2. in un insieme di gradevole garbo». [TORNA AL TESTO] 26 27 Poeta comico latino (II sec. Di contro. Secondo Q(uinto) Cosconio [filologo ed antiquario. accoglievano le famiglie della zona per rustici ludi e offerte sacrificali. perché almeno ci fosse dove un servo riferisse la morte del padrone».partì alla volta dell’Asia (Minore). (Alla sua morte) lasciò una figlia. In quella occasione. là dove le strade ‘si incontrano’ (competunt). andata poi in sposa ad un cavaliere romano. Volcacio lo pospone non solo a Nevio.

sarai annoverato. Terenzio. quamvis Vulcatius dinumeratione omnium ita scribat: "Sumetur Hecyra sexta ex his fabula. Itaque e conspectu omnium abit Graeciam in terram ultimam. iussus ante Caecilio recitare. / comica ut aequato virtus…. ad cenantem cum venisset. [TORNA AL TESTO] . cum inter finem secundi Punici belli et initium tertii natus sit et mortuus. nil Furius. quom illis placet Qui vobis univorsis et populo placent. il testo latino.Gli fa eco Cesare: «Anche tu. dein cetera percucurrisse non sine magna Caecilii admiratione. Quibus etiam corporis gratia conciliatus existimatur. Dum Africani vocem divinam inhiat avidis auribus. post paucos vero versus invitatus ut accumberet cenasse una. nil illi Laelius. in basso] è derivata la fortunata espressione vis comica. Ah. ad ducem Romanum pervenire potuisse. che solo questo ti manchi». Quidam captum esse existimant. II. a quo ob ingenium et formam non institutus modo liberaliter sed et mature manumissus est. Tres per id tempus qui agitabant nobiles facillime. Eorum ille opera ne domum quidem habuit conducticiam. Dum in Albanum crebro rapitur ob florem aetatis suae: Post sublatis rebus ad summam inopiam redactus est." "Eunuchus" quidem bis die acta est meruitque pretium quantum nulla antea cuiusquam comoedia. tu non restassi spregiato in disparte. Quod illi maledictum vehemens esse existumant. homines nobiles Hunc adiutare assidueque una scribere. tra i sommi poeti. subsellio iuxta lectulum residens legisse. contendens utroque maiorem natu fuisse. quamvis et Nepos aequales omnes fuisse tradat et Porcius suspicionem de consuetudine per haec faciat: Dum lasciviam nobilium et laudes fucosas petit. Carthagine natus. dictus est initium quidem fabulae. Et hanc autem et quinque reliquas aequaliter populo probavit. Hic cum multis nobilibus familiariter vixit. Dum ad Philum se cenitare et Laelium pulchrum putat. Nam "Adelphorum" principium Varro etiam praefert principio Menandri. Mi rammarico e mi dolgo. Mortuust Stymphali. o dimidiato Menandro. nullo commercio inter Italicos et Afros nisi post deletam Carthaginem coepto. quod fieri nullo modo potuisse Fenestella docet. 29 Dalla falsa interpunzione del terzo e del quarto di questi versi [… adiuncta foret vis. raffinato purista. Scripsit comoedias sex. TESTO ORIGINALE [torna all’indice] I. Laelio. Non obscura fama est adiutum Terentium in scriptis a Laelio et Scipione. Publius Terentius Afer. per questa ragione. serviit Romae Terentio Lucano senatori. com’è giusto. Arcadiae in oppido. eamque ipse auxit numquam nisi leviter refutare conatus. tal che il tuo estro comico potesse gareggiare in onore con quello dei Greci. id est octo milia nummorum. sì tu. quod erat contemptiore vestitu. quod et ipsum Fenestella arguit. se la verve [vis]29 fosse in te congiunta alla dolcezza dello stile. ut in prologo "Adelphorum": Nam quod isti dicunt malevoli. III. ex quibus primam "Andriam" cum aedilibus daret. propterea summa quoque titulo ascribitur. nec si a Numidis et Gaetulis captus sit. e. cfr. sed maxime cum Scipione Africano et C. Eam laudem hic ducit maxumam. Nil Publius Scipio profuit. Saltem ut esset quo referret obitum domini servulus.

quos non perinde exprimeret in scriptis egressus est neque amplius rediit. Q. Post editas comoedias nondum quintum atque vicesimum egressus annum. . Martiis admonitum ab uxore temperius ut discumberet petisse ab ea ne interpellaret. homine docto et cuius consularibus ludis initium fabularum dandarum fecerit. Terenti. Sulpicio Gallo. colore fusco. fabulis conversis a Menandro. visus numquam est. qui a Terentio personam mutuatus. Quo magis miror Porcium scribere: Scipio nihil profuit. quia sciebat et Laelio et Scipioni non ingratam esse hanc opinionem. Africanus. quae post equiti Romano nupsit. quas in nave praemiserat. nomine illius in scenam detulit. o dimidiate Menander. Comica ut aequato virtus polleret honore Cum Graecis neve hac despectus parte iaceres! Unum hoc maceror ac doleo tibi desse. et merito. sic vita vacat. ac simul fabularum. tu in summis. Cornelio Dolabella M. non tam Scipione et Laelio uti potuisse. puri sermonis amator. ideo ipsum non iuvenes designare qui se adiuvare dicantur. IV. causa vitandae opinionis qua videbatur aliena pro suis edere. deinde rogatum ut scripta illa proferret pronuntiasse versus qui sunt in Heautontimorumeno: Satis pol proterve me Syri promissa huc induxerunt. si modo in scribendo adiutoribus indiguerit. qui tunc adulescentuli fuerunt. Cicero in Limone hactenus laudat: Tu quoque. sed Licinio quoque et Atilio postponit. Terenti. Saltem ut esset quo referret obitum domini servulus. Eorum ille opera ne domum quidem habuit conducticiam. Iter hinc in Asiam fecit. Item C. Tres per id tempus qui agitabant nobiles facillime. Quiddam come loquens atque omnia dulcia dicens. quam C. et VIII. nihil Laelius. Cosconius redeuntem e Graecia perisse in mari dicit cum C. nihil Furius. Caesar: Tu quoque. Nepos auctore certo comperisse se ait. morbo <aut> implicitum ex dolore ac taedio amissarum sarcinarum. quas novas fecerat. V. in negotio Suo quisque tempore usus est sine superbia. Fuisse dicitur mediocri statura. Videtur autem se levius defendisse. consulari utroque ac poeta. Popillio. item hortulos XX iugerum via Appia ad Martis villam. Lenibus atque utinam scriptis adiuncta foret vis. et navem ut semel Conscendit. seu percipiendi Graecorum instituta moresque. in otio. Laelium quondam in Puteolano Kal. Conversum expressumque Latina voce Menandrum In medium nobis sedatis vocibus effers. C. Poneris. De morte eius Vulcacius sic tradit: Sed ut Afer populo sex dedit comoedias. Memmius in oratione pro se ait: P. sed viros ‘quorum operam et in bello et in otio et in negotio’ populus sit expertus. Fabio Labeone et M. quae tamen magis et usque ad posteriora tempora valuit.Quorum opera in bello. Fulvio Nobiliore consulibus. non saepe in scribendo magis sibi successisse. C. Hunc Afranius quidem omnibus comicis praefert scribens in Compitalibus: Terenti non similem dicens quempiam Vulcatius autem non solum Naevio et Plauto et Caecilio. Ceteri mortuum esse in Arcadia Stymphali sive Leuccadiae tradunt Cn. gracili corpore. seroque tandem ingressum triclinium dixisse. quae domi luserat ipse. Santra Terentium existimat. vel Q. qui solus lecto sermone. Reliquit filiam.

Heautontimorumenos. Andria. prescindendo da trafiletti ed altre ripetitive) progettovidio.org: breve introduzione.TERENZIO SUL WEB [torna all’indice] (ho riportato solo risorse in italiano. Eunuchus. nell’apposita sezione. alle commedie Fondazione Julianeo: utile schema riassuntivo Latin Library: testi originali di Adelphi. Rivista Zetesis: la figura del servo in Terenzio Nunzio Castaldi . con considerazioni critiche prosperoworks. Hecyra. Phormio. con considerazioni critiche.it: introduzione (come immaginerete. con considerazioni critiche. potete trovare tutte le opere in traduzione italiana Wikipedia: buona introduzione alla vita ed alle opere. in fase di rifacimento) alla vita ed alle opere.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->