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Marx Riassunto, le tracce del pensiero, Abbagnano

Marx Riassunto, le tracce del pensiero, Abbagnano

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Caratteristiche del marxismo
La critica al di Hegel
La critica della civiltà moderna e del liberalismo: emancipazione politica e umana
La critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione
Il distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale.
La concezione materialistica della storia
Struttura e sovrastruttura
La dialettica della storia
La sintesi del Manifesto
Borghesia, proletariato e lotta di classe
La critica dei falsi socialismi
Il Capitale
Economia e dialettica
Merce, lavoro e plusvalore
Tendenze e contraddizioni del capitalismo
La rivoluzione e la dittatura del proletariato
Le fasi della futura società comunista
Caratteristiche del marxismo
La critica al di Hegel
La critica della civiltà moderna e del liberalismo: emancipazione politica e umana
La critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione
Il distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale.
La concezione materialistica della storia
Struttura e sovrastruttura
La dialettica della storia
La sintesi del Manifesto
Borghesia, proletariato e lotta di classe
La critica dei falsi socialismi
Il Capitale
Economia e dialettica
Merce, lavoro e plusvalore
Tendenze e contraddizioni del capitalismo
La rivoluzione e la dittatura del proletariato
Le fasi della futura società comunista

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Marx

Caratteristiche del marxismo
Una prima caratteristica del pensiero marxista è la sua irriducibilità alla dimensione puramente filosofica, sociologica o economica: <<il marxismo non si lascia collocare in nessuno dei comparti tradizionali>>. Una seconda caratteristica del pensiero marxista è la tendenza a fornire un’interpretazione dell’uomo e del suo mondo che sia anche impegno di trasformazione rivoluzionaria . Per tutta la vita Marx perseguì l’ideale dell’unione tra teoria e prassi. Ritroviamo qui un punto chiave del marxismo: l’ideale di tradurre in atto l’incontro tra realtà e razionalità che Hegel aveva solo pensato e che Marx si propone invece di attuare con la prassi, mediante l’edificazione di una nuova società. Il marxismo ha alla base diverse influenze culturali tra le quali la filosofia classica da Hegel a Feuerbach, l’economia politica borghese da Smith a Ricardo, il pensiero socialista da Saint - Simon a Owen. Marx prende spunto da tali esperienze intellettuali procedendo criticamente oltre i loro risultati e mettendo capo a una visione del mondo.

La critica al <<misticismo logico>> di Hegel
Il rapporto Hegel-Marx è oggetto di divergenti interpretazioni critiche; è innegabile però che l’hegelismo abbia esercitato su Marx un notevole influsso. Il primo scritto in cui Marx si misura con il maestro è la Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico. Quest’ultimo si configura come uno scritto filosofico e politico al tempo stesso, anche se possiamo distinguerne all’interno un momento più propriamente filosofico - metodologico e un momento più specificatamente storico-politico. Il primo momento colpisce il metodo di Hegel: secondo Marx, Hegel utilizza uno stratagemma, ossia quello di fare delle realtà empiriche delle manifestazioni necessarie dello Spirito . Marx definisce tale procedimento <<misticismo logico>>, poiché in virtù di esso le istituzioni, anziché apparire per quel che in realtà sono, finiscono per essere allegorie o personificazioni di una realtà spirituale che sta dietro di essi. Sulla scia di Feuerbach, Marx arriva ad affermare tale versione della realtà è il frutto di un capovolgimento idealistico fra soggetto e predicato. Al metodo hegeliano, Marx oppone il metodo trasformativo, che consiste nel capovolgere ciò che l’idealismo ha capovolto. Oltre che sul piano filosofico, il metodo hegeliano è fallace sul piano politico: esso arriva a canonizzare, a santificare la realtà esistente, trasformando le realtà di fatto in manifestazioni razionali e necessarie dello Spirito.

La critica della civiltà moderna e del liberalismo: emancipazione politica e umana
Alla base della teoria di Marx vi è una critica globale della civiltà moderna. Marx è convinto che la categoria del moderno si identifichi con quella della scissione tra Stato e società civile . Infatti nell’antica polis l’individuo si trovava in un’”unità sostanziale” con la comunità di cui faceva parte; ora invece il cittadino è costretto a vivere due vite: una “in terra” come borghese, nell’ambito dell’interesse egoistico, l’altra “in cielo” come cittadino, nell’ambito dell’interesse comune. Tuttavia, secondo Marx, il “cielo” dello Stato è illusorio poiché lo stato stesso è “imbrigliato” dalla società civile, che lo “abbassa” a semplice strumento degli interessi particolari delle classi più forti. Marx scorge i tratti essenziali della civiltà moderna nell’individualismo e nell’atomismo, ossia nella “separazione” del singolo dal tessuto comunitario. In contrapposizione con tale stato moderno, Marx pone una società che sia una compenetrazione perfetta tra singolo e comunità. Egli ritiene che l’unico modo per realizzare tale prototipo di

Per Hegel l’alienazione era il movimento stesso dello Spirito.società sia l’eliminazione delle diseguaglianze tra gli uomini ed in particolare della proprietà privata. dall’altra come una riproduzione falsa del mondo borghese. accettandone le modalità con cui si arriva a tale autoestraniazione. Quindi la dis-alienazione secondo Marx si ottiene con l’eliminazione della proprietà privata e con l’avvento del comunismo. in modo da potersi riappropriare di sé in modo arricchito. L’alienazione dell’operaio viene descritta da Marx sotto quattro aspetti strettamente connessi fra loro: a) il lavoratore è alienato rispetto al prodotto della sua attività : l’oggetto che produce non gli appartiene.Marx prende spunto soprattutto da Feuerbach. La critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione Nei confronti dell’economia borghese. Infatti essa eternizza il sistema capitalistico. che si fa altro da sé. di natura socio-economica. poiché l’uomo si sottomette ad una terza potenza creata da lui stesso (Dio). La causa prima dell’alienazione risiede dunque nella proprietà privata dei mezzi di produzione. In particolare Feuerbach ha avuto il merito di teorizzare il “rovesciamento materialistico” di soggetto-predicato. in quanto si identifica con la condizione storica del salariato nell’ambito della società capitalistica. d) È alienato rispetto al prossimo : il capitalista trattando come uno strumento l’operaio fa si che il loro rapporto sia per forza di cose conflittuale. dopo aver perso se medesimo nella civiltà delle classi. Tale contraddizione viene espressa da Marx mediante il concetto di <<alienazione>>. deve essere attuata dal proletariato. da parte dell’uomo. L’uomo. Inoltre l’economia politica non scorge la conflittualità che si nasconde dietro il sistema capitalistico stesso. ossia alla sua essenza : la prerogativa dell’uomo rispetto all’animale è la prospettiva di un lavoro libero. estraniandosi dalla propria realtà. Marx assume un duplice atteggiamento: da una parte la considera come un’espressione teorica della società capitalistica . Quindi essa diviene un fatto reale. Tuttavia Marx pensa che l’alienazione sia un fatto pienamente coscienziale. che però non esiste nella società capitalistica. ritrova la propria essenza nel comunismo. L’operaio è costretto a lavorare sotto gli ordini del capitalista affinché quest’ultimo possa raggiungere i suoi fini (=profitto) c) è alienato rispetto al suo stesso Wesen. grazie alla quale il capitalista può espropriare l’operaio del suo lavoro e della sua umanità. b) è alienato rispetto alla sua stessa attività: quest’ultima prende la forma del lavoro forzato. Ciò è dovuto principalmente secondo Marx alla sua incapacità di pensare in modo dialettico . che sempre secondo il filosofo. Feuerbach appare a Marx come il vero superatore della vecchia filosofia poiché è il solo che si trovi in rapporto critico con la dialettica hegeliana.Per Feuerbach l’alienazione è un processo del tutto negativo. borghesia e proletariato. Il distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale. Questo concetto ha le sue radici nelle filosofie precedenti: . Secondo Marx lo strumento per arrivare ad ottenere tali condizioni è la rivoluzione sociale. dovrebbe invece pensare secondo Marx che il capitalismo sia solo un sistema economico tra i tanti della storia. . pensando che questo sia immutabile. della propria essenza. La storia viene quindi vista da Marx come il luogo della perdita e della riconquista. Tale conflittualità si incarna soprattutto nella reale opposizione tra capitale e lavoro salariato. origine di ogni diseguaglianza. . Marx afferma però che .

non devono essere intese come realtà a se stanti. Marx oppone un materialismo che considera l’uomo come prassi. come nell’idealismo storico. Questi trovano la loro espressione giuridica nei rapporti di proprietà. Infatti il discorso storico-materialistico di Marx presuppone una basilare contrapposizione tra <<scienza reale e positiva>> e <<ideologia>>. ma alla tesi secondo cui le vere forze motrici della storia. a prescindere da quelle rappresentazioni ideologiche che ne hanno sempre celato la struttura effettiva. ma l’uomo figlio della società. secondo l’ideologia del materialismo storico. non sono di natura spirituale. formano il modo di produzione. Forze produttive e rapporti di produzione nella loro globalità. Da qui parte la teoria marxiana della religione come Opium des Volks (=oppio dei popoli). . non è riuscito a spiegare le cause di tale alienazione. Il testo in cui si concretizza tale passaggio è L’ideologia tedesca in cui Marx si propone di cogliere la verità sulla storia. lo Stato ecc. ma di natura socio-economica. della praxis rivoluzionaria. in virtù della sua visione “naturalistica” dell’uomo. ossi lo scheletro economico della società. Egli si è troppo concentrato sull’analisi dell’aspetto teorico ed ha tralasciato quello pratico. a determinare la struttura economica di una società. Feuerbach. Di conseguenza. Struttura e sovrastruttura Secondo Marx è necessario distinguere due elementi di fondo nell’ambito della produzione sociale: le forze produttive ed i rapporti di produzione. La concezione materialistica della storia Dall’ideologia alla scienza La critica a Feuerbach segna la linea di confine tra Umanismo e materialismo storico.I rapporti di produzione sono quei rapporti che regolano il possesso e l’impiego dei mezzi di lavoro. ecc. Poiché l’uomo si configura in questo modo. la quale viene vista come una falsa rappresentazione della realtà. secondo Marx le cause dell’alienazione non sono da cercare nell’uomo stesso. . ma viceversa. Per eliminare tale alienazione religiosa è quello di eliminare la società di classe poiché è quest’ultima che crea sofferenza nell’uomo che a sua volta si crea tale “aldilà”. ma come delle espressioni dei rapporti che definiscono la struttura di una società.Feuerbach ha perso di vista la storicità dell’uomo : quest’ultimo è tale perché vivente in un certo tipo di società. secondo la quale la religione è il prodotto di un’umanità alienata e sofferente a causa delle ingiustizie sociali. Quindi non sono più. Infatti a Feuerbach è sfuggito che chi produce la religione non è un soggetto astratto. la storia è un processo materiale fondato sulla dialettica bisogno-soddisfacimento. . L’insieme dei rapporti di produzione costituisce la struttura. e non esiste “l’Uomo” in astratto. le leggi. bensì nella società. ma un individuo che è un << prodotto sociale>>. che cerca illusoriamente nell’aldilà ciò che di fatto è negato nell’aldiquà. i mezzi di produzione e le conoscenze tecnico-scientifiche. Quindi al vecchio materialismo speculativo. Il termine materialismo utilizzato da Marx non allude alla tesi metafisica secondo cui la materia è la sostanza e la causa delle cose.le forze produttive sono tutti gli elementi necessari alla produzione in quanto tale : gli uomini. Un altro aspetto che Marx non condivide della filosofia feuerbachiana è il carattere troppo teoretico. MA COS’E’ L’UMANITA’ INTESA IN MODO SCIENTIFICO E NON PIU’ IDEOLOGICO? Marx risponde che essa è una specie evoluta composta da individui associati che lottano per la sopravvivenza. Un secondo punto che unisce e divide contemporaneamente Marx da Feuerbach è l’interpretazione della religione: pur avendo scoperto il rapporto d’alienazione nei confronti della religione. Il termine sovrastruttura sta a indicare che secondo il materialismo storico i rapporti giuridici. ritenendo che la soluzione dei problemi debba essere cercata nell’azione e non nella speculazione. le forze politiche.

è indubbio che esse costituiscano dei gradini di una sequenza che procede dal basso verso l’alto. Nella prima parte del Manifesto Marx descrive la vicenda storica della borghesia sintetizzandone meriti e limiti. Secondo Marx la borghesia è l’unica classe dinamica. come per Hegel. e l’aristocrazia. Marx distingue cinque epoche nella formazione economica della società: la società primitiva. Sebbene queste epoche non costituiscano dei passi necessari nella formazione economica di una società.le opposizioni che muovono la storia non sono più astratte e generiche. bensì concrete e determinate. produce soltanto grazie al lavoro degli operai. la società asiatica. alla struttura economica della società e alle classi.ha portato il soggetto della dialettica storica dallo Spirito. poiché essa non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e tutto l’insieme dei rapporti sociali. Inoltre è evidente come la storia proceda da un comunismo primitivo al comunismo futuro attraverso il momento intermedio della società di classe. I punti salienti di esso sono: 1) l’analisi della funzione storica della borghesia.La dialettica della storia Marx ritiene che a un determinato grado di sviluppo delle forze produttive. Le nuove forze produttive sono sempre incarnate da una classe in ascesa. Marx perla nel suo Manifesto anche di storia come lotta di classi. Nello stesso tempo la borghesia viene identificata ad uno stregone che non riesce più a governare i titani da esso stesso evocati. significa dire la stessa cosa. Allo stesso modo. 3. desiderosa di cambiamenti a favore del sistema capitalistico. Ora secondo Marx parlare di dialettica tra forze di produzione e rapporti di produzione da una lato e di lotta di classe dall’altro. poiché le forze produttive e i rapporti di produzione risultano incarnate concretamente da quei gruppi di individui che sono le classi. 3) la critica dei socialismi non-scientifici. Il comunismo si configura quindi come lo sbocco inevitabile della civiltà. proletariato e lotta di classe Il Manifesto del partito comunista rappresenta una summa della concezione marxista del mondo. fondata su forme comunitarie di proprietà. volta al superamento del capitalismo. la storia si configura come un processo dominato dalla forza della contraddizione e mettente capo a un “risultato finale ”. borghese e la futura società socialista. Infatti le forze produttive di rivolteranno contro i vecchi rapporti di proprietà. Il carattere dialettico del materialismo storico di Marx e il suo legame con Hegel risultano evidenti: infatti anche per Marx. mentre i vecchi rapporti di produzione sono incarnati da una classe dominante al tramonto. Tuttavia i rapporti di produzione si mantengono solo fino a quando favoriscono le forze produttive. in quanto genera le condizioni ideali per una rivoluzione mondiale comunista. Così il proletariato non può fare altro che mettere in atto una dura lotta di classe. interessata a mantenere i vecchi rapporti di proprietà agrario-feudali. corrispondano determinati rapporti di produzione e di proprietà. quella feudale. generando delle crisi terribili. e quindi implica un socialismo. . si sta delineando nel mondo capitalistico uno scontro fra le forze produttive sociali e i rapporti di produzione privatistici: la fabbrica moderna. di stampo comunista. 2. Un esempio storico può essere visto nella Francia del Settecento dove uno scontro aperto si aprì fra la borghesia.la dialetticità del processo storico è osservabile e testabile scientificamente nei fatti stessi. pur essendo proprietà di un capitalista. La sintesi del Manifesto Borghesia. 2) il concetto della storia come <<lotta di classe >> e il rapporto fra proletari e comunisti. Si riscontra però una notevole differenza tra i due pensatori: Marx ritiene di aver migliorato la filosofia hegeliana in quanto: 1.

la caratteristica generale del capitalismo di produzione è di essere produzione generalizzata di merci. basato sull’analisi critico-scientifica dei meccanismo sociali del capitalismo e sull’individuazione del proletariato come forza rivoluzionaria destinata ad abbattere il sistema borghese. rivolti al passato. . Per essere tale. Marx è convinto che non esistano leggi universali dell’economia. Tuttavia le leggi rilevate. e il socialismo e comunismo critico-utopistici. Merce. su di esso. ma si dovrebbe distruggere per intero. per poi formulare. non è possibile “curare” il capitalismo. Inoltre Marx è convinto che la società borghese porti in se stessa delle contraddizioni strutturali che ne alterano la solidità. e che di conseguenza.il socialismo feudale auspica l’abolizione dell’alienazione della società capitalistica a favore di un alienazione pre-rivoluzionaria. Un’altra caratteristica del metodo di Marx è quella di studiare il capitalismo estraendone gli elementi fondamentali e secondari. bensì rende una fotografia critica della civiltà capitalistica. produce anche i propri inconvenienti. o vero socialismo rappresenta la traduzione germanica e filosofica del socialismo francese. e di aver fatto appello a tutti i membri della società per mettere in atto una pacificazione. . studiando il capitalismo come una struttura i cui elementi risultano essere strettamente interconnessi. hanno un carattere tendenziale e non vanno quindi confuse con delle profezie. 2) Il SOCIALISMO CONSERVATORE è incarnato da quegli economisti che vorrebbero “rimediare” agli inconvenienti del capitalismo senza però distruggere tutto il capitalismo. al fine di mettere in luce alcune caratteristiche strutturali e le tendenze di sviluppo. Infine. hanno avuto il limite di non aver riconosciuto al proletariato una posizione autonoma e una funzione storica.La critica dei falsi socialismi Marx raggruppa e divide la letteratura comunista e socialista in tre parti: il socialismo reazionario. Secondo Marx però. il Capitale non si configura solo con un libro di economia. con lo scopo di svelare la legge economica del movimento della società moderna. Secondo Marx. una merce deve possedere un valore d’uso: deve quindi servire a qualcosa . 1) Il SOCIALISMO REAZIONARIO attacca la borghesia secondo parametri conservatori. gli autori appartenenti a questo periodo. La prima parte del Capitale ci parlerà quindi della “merce”. Esso finirà per opporsi alle conquiste della borghesia liberale per sostenere la reazione dei governi tedeschi. alcune “previsioni”. Esso presenta tre forme: feudale. che ogni società abbia specifiche leggi storiche ed economiche che la regolano. lavoro e plusvalore Secondo Marx. Infine Marx è persuaso che l’economia debba far uso dello schema dialettico della totalità organica.Il socialismo tedesco. il socialismo conservatore. che vorrebbe anch’essa un ritorno alla società pre-rivoluzionaria. e quindi. Il Capitale Economia e dialettica Il Capitale si propone di mettere in luce i meccanismi strutturali della società borghese. piccolo-borghese e tedesca. A questo tipo di socialismo utopistico Marx oppone il suo socialismo scientifico. 3) Il SOCIALISMO E COMUNISMO CRITICO-UTOPISTICO è costituito dalle idee premarxiane che individuarono l’antagonismo tra le classi e gli elementi di contraddizione esistenti nel mondo moderno. . ciò che tali economisti non comprendono è che il capitalismo creandosi da sé. muovendosi così verso una dimensione del tutto utopistica .Il socialismo piccolo-borghese esprime il punto di vista della piccola borghesia rovinata dal capitalismo industriale.

ad esempio la reperibilità di tale merce nel mercato. la forzalavoro dell’operaio smette di essere produttiva.M. deve possedere un valore di scambio. Quindi il proletariato risulta avere.Inoltre. Egli afferma che il valore scambio di una merce discende dalla quantità di lavoro socialmente necessaria per produrre la merce stessa. Di conseguenza. poiché oltre un certo numero di ore. Marx risale al valore scambio di una merce prendendo in considerazione l’equazione valore=lavoro.M. E’ infatti con l’avvento delle macchine che le industrie troveranno un aumento sia del plusvalore relativo. Con l’espressione <<socialmente necessaria>> Marx intende riferirsi alla produttività sociale media esistente in un dato periodo storico. dove D’ è il plusvalore. cioè deve avere la possibilità di poter essere scambiata con altre merci. più alto è il valore della merce stessa. Il capitalista compra la forza-lavoro dell’operaio al prezzo socialmente necessario per produrre tale forza-lavoro. ha una speciale caratteristica. secondo Marx. Tuttavia. ossia i mezzi necessari per la vita (=il salario). In un primo momento. anziché dalla logica dell’interesse collettivo. oltre che diminuire quella retribuita. la forza-lavoro infatti. Il plusvalore quindi discende dal plus-lavoro dell’operaio. bensì all’accumulo di denaro. il capitale cerca di accrescere il plusvalore aumentando la durata della giornata lavorativa. Quindi più lavoro è necessario per produrre una merce.D.ed è questa l’origine del plusvalore-: quella di produrre più di quanto sia pagato. che consiste nel considerare le merci come entità aventi un valere di per sé. il capitalismo punta alla riduzione della parte di giornata retribuita (che Marx chiama plusvalore relativo). Lo strumento tecnico della . il capitalismo si configura come un tipo di società retto dalla logica del profitto privato. Il capitalista investe lì dove è sicuro di poter aver maggior profitto con minimi investimenti. quindi. contrariamente all’impianto economico dell’epoca pre-borghese che era sintetizzabile nella formula M. domai potrebbe valere y . Risulta evidente quindi come il capitalismo sia dipendente dal progresso scientifico e tecnico in ambito industriale. il valore non si identifica con il prezzo: su quest’ultimo influiscono altri fattori. il capitalista ha la possibilità di comprare una merce che ha la caratteristica di produrre valore da impiegare. abbiamo un capitalista che investe del denaro (D) in una merce (M) per ottenere più denaro di quello che egli stesso ha investito (D’). secondo Marx. per essere considerata tale. una merce. non risulta finalizzata al consumo. Tale plusvalore relativo è ottenibile solo mediante il miglioramento della produttività. Tendenze e contraddizioni del capitalismo Di conseguenza. una specifica missione storico-universale. porta Marx a contrastare la teoria del feticismo delle merci. Il prezzo di una singola merce. Infatti è proprio il periodo capitalistico che risulta caratterizzato dall’anarchia della produzione. il profitto di cui il capitalista giova. Inoltre c’è da dire che con le nuove tecniche si va in contro a quella che poi sarà la crisi di sovrapproduzione. Tale merce è l’operaio. Da dove ha origine tale plusvalore? Nella società borghese. il quale dà avvio al processo che segnerà il passaggio dal capitalismo al comunismo. ma questo processo ha dei limiti. Infatti nella società borghese. Ora. che di quello assoluto: le macchine non hanno bisogno di riposo. può essere superiore o inferiore al valore. la caratteristica peculiare del capitalismo è il fatto che la produzione. ma la somma dei vari prezzi delle merci esistenti equivale al valore reale. infatti ciò che oggi vale x. quindi si allunga la giornata lavorativa. La consapevolezza che alla base di tutta l’economia sta il lavoro. il ciclo peculiare del capitalismo viene sintetizzato nella formula D.D’. L’operaio però. più che all’allungamento della giornata lavorativa (che Marx chiama plusvalore assoluto). Infatti. Secondo Marx. La rivoluzione e la dittatura del proletariato Le contraddizioni della società borghese sono alla base della rivoluzione del proletariato.

La comunità viene ad assumere quindi il ruolo di un grande capitalista. che esercita in modo creativo le sue potenzialità. considerato come un essere “unilaterale” e “totale”. Marx contrappone un uomo “nuovo”. La Critica del programma di Gotha. Sui mezzi per arrivare a tale passaggio capitalismo-comunismo. pur facendo un passo in avanti rispetto alla società capitalistica. distingue due fasi della società futura. ora è vista come la preda e la serva del piacere della comunità. . Marx.trasformazione rivoluzionaria è la socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio. poiché tale tipo di società non tiene conto delle differenze individuali. sebbene sia propenso a ritenere che una rivoluzione implichi sempre forme violente. che passando dalle mani dei privati alle mani dell’intera società. Nel primo tipo di comunismo la proprietà viene abolita per essere trasformata in proprietà di tutti: nazionalizzata. negli ultimi anni. Nella società borghese essa era vista come una forma esclusiva di proprietà privata. tale società comunista è ancora “rozza” e deve essere perfezionata prima di arrivare alla società comunista auspicata da Marx. muovendosi su un terreno più socio-politico e meno filosofico. Di conseguenza Marx. In conclusione. La prima trasforma la società nell’unico datore di lavoro esistente e tutti i cittadini in salariati. Il salario è uguale per tutti. all’uomo ossessionato dall’avere di tale società. La “rozzezza” di tale società post-capitalistica è svelata anche dalla figura che viene a prendere la donna. pone fine al fenomeno del plusvalore e dello sfruttamento di classe. Marx distingue tra due tipi di comunismo: uno “rozzo” ed uno superiore. sembra ammettere la possibilità di una via pacifica al socialismo. Questa forma di società verrà quindi sostituita da una forma di comunismo superiore e più “giusta”. Le fasi della futura società comunista Nei Manoscritti.

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