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Igiene generale e applicata

Definizione, finalit e contenuti dell'Igiene L'Igiene "la disciplina che si propone di promuovere e mantenere la salute sia individuale che collettiva". L'Igiene contraddistinta da tre caratteristiche peculiari: il suo interesse non rivolto verso l'uomo "malato" bens verso quello "sano"; l'ambito di intervento non limitato soltanto al singolo individuo, ma esteso all'intera collettivit; gli interventi non sono limitati soltanto all'uomo, ma sono estesi all'ambiente fisico, biologico e sociale nel quale esso si trova inserito.

Definizione di "Salute" (OMS - 1948) "Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale"

SANITA' PUBBLICA Scienza che si occupa di prevenire le malattie e di promuovere e tutelare la salute delle collettivit attraverso gli sforzi organizzati della societ

La tutela della salute si basa su azioni indirizzate alla popolazione pi che al singolo individuo

Le scelte di politica sanitaria devono essere orientate verso interventi di dimostrata efficacia e devono coinvolgere tutti i soggetti interessati attraverso una informazione capillare.

Fondamentale il monitoraggio degli interventi effettuati, con sistematiche valutazioni dei risultati ottenuti.

Indicatori dello stato di salute della popolazione Indice di vecchiaia Mortalit infantile e neonatale

Indice di vecchiaia: Popolazione > 65 anni Popolazione tra 0-14 anni 1961 1991 2001 2010 38,9 96,6 127,0 146,5

100

Mortalit infantile: n morti nel 1 anno di vita (anno x) . 1000 n nati vivi (anno x) Mortalit neonatale: n morti di et 0-28 giorni (anno x) . 1000 n nati vivi (anno x)

Mortalit infantile in Italia Anni 2002-2004: 3,8 per mille Anni 2003-2005: 3,7 per mille Anni 2003-05: Friuli Venezia-Giulia (2,6), Veneto (2,8), Toscana (2,9), Sardegna (3,1) Emilia-Romagna (3,5), Lazio (3,9), Campania (4,3), Sicilia (5,0), Calabria (5,3) Mortalit neonatale in Italia Anni 2003-2005: 2,7 per mille
Rapporto Osservasalute 2008 - Universit Cattolica del Sacro Cuore

Mortalit infantile nel mondo (2008) Giappone (2,8) Francia (3,4) Germania (4,1) Spagna (4,3) Inghilterra (4,9) USA (6,3) Russia (10,8) Afghanistan (154,7) Angola (182,3)

Indonesia, Russia, Italy, Afghanistan - Infant mortality rate - Historical Data Graphs per Year

27/02/13 10:43

Infant mortality rate (deaths/1,000 live births)

Country Indonesia Italy Russia

2000 42.21 5.92 20.33

2001 40.91 5.84 20.05

2002 39.4 5.76 19.78

2003 38.09 6.19 19.51

2004 36.82 6.07 16.96

2005 35.6 5.94 15.39

2006 34.39 5.83 15.13

2007 32.14 5.72 11.06

2008 31.04 5.61 10.81

Afghanistan 149.28 147.02 144.76 142.48 165.96 163.07 160.23 157.43 154.67

Definition of Infant mortality rate: This entry gives the number of deaths of infants under one year old in a given year per 1,000 live births in the same yea indicator of the level of health in a country.

Source: CIA World Factbook - Unless otherwise noted, information in this page is accurate as of January 1, 2011

Cause di mortalit infantile Endogene: salute e et della madre, malformazioni, evoluzione del parto, carente assistenza al parto, ecc. Esogene: malattie infettive, condizioni associate all'abitazione, al reddito, all'educazione del nucleo familiare, abitudine al fumo della madre in gravidanza ecc.

Cause di mortalit neonatale Sono rappresentate dai fattori biologici della mortalit infantile, cio la salute materna, le malformazioni congenite, l'evoluzione e l'assistenza al parto, ecc.

L'Igiene una disciplina articolata in due settori fondamentali:


1. EPIDEMIOLOGIA 2. PREVENZIONE

EPIDEMIOLOGIA
Disciplina che si occupa dello studio delle malattie e dei fenomeni ad esse correlati attraverso: l'osservazione della distribuzione e dell'andamento delle malattie nella popolazione.
a)

l'individuazione dei fattori di rischio che condizionano l'insorgenza e la diffusione delle malattie.
b)

la valutazione della programmazione, diffusione, efficacia degli interventi di prevenzione e cura.


c)

EPIDEMIOLOGIA L'obiettivo dell'epidemiologia pertanto l'individuazione: - dei fattori positivi per il benessere, - dei fattori negativi, responsabili delle condizioni che favoriscono l'insorgenza delle malattie.

Settori dell'epidemiologia Esistono vari settori di interesse e di specializzazione : -l'epidemiologia delle malattie infettive -l'epidemiologia delle malattie cronico degenerative (tumori, cardiovascolari, neuroepidemiologia, farmacoepidemiologia) -l'epidemiologia occupazionale e ospedaliera.

Fonti epidemiologiche Censimenti, Schede di dimissione ospedaliere (SDO), Registri di patologie specifiche (tumori, cardiovascolari, ecc) e di mortalit, Notifica malattie infettive, ecc.

Fattori che influenzano lo stato di salute e/o di malattia


Fattori ambientali: a) Biologico (microrganismi, alimenti); b) Fisico (aria, acqua, suolo, rumore); c) Sociale (dinamica demografica, urbanizzazione, lavoro, accesso ai servizi socio-sanitari) Fattori individuali: abitudini alimentari, alcol, fumo, tossicodipendenza, attivit fisica, ecc. Fattori geneteci: alterazioni genetiche, familiarit.

Evoluzione temporale delle malattie

EPIDEMIOLOGIA GENERALE DELLE MALATTIE INFETTIVE GENEPIDEMIOLOGIA GENERALE DELLE MALATTIE INFETTIVE

STUDIO EPIDEMIOLOGICO DELLE MALATIE INFETTIVE

La conoscenza della epidemiologia delle singole malattie indispensabile per attuare una efficace prevenzione Lo studio epidemiologico degli eventi infettivi deve essere rivolto non solo alla "malattia conclamata" ma anche "all'infezione inapparente"

RAPPORTI TRA I MICRORGANISMI E L'UOMO

I microrganismi possono essere: SAPROFITI: habitat naturale nell'ambiente. COMMENSALI: della cute, delle mucose (apparato digerente, respiratorio, ecc.) PARASSITI: quando sono in grado di aggredire l'ospite causandogli un danno.

GRADI DI PARASSITISMO a) parassiti obbligati b) parassiti obbligati ciclici c) parassiti facoltativi d) parassiti derivati da saprofiti dell'organismo e) parassiti di derivazione ambientale

DINAMICA DEL PROCESSO INFETTIVO a) CONTAMINAZIONE b) PENETRAZIONE c) LOCALIZZAZIONE d) INFEZIONE (abortiva, inapparente o subclinica, lieve, grave, letale)

PERIODI DI INCUBAZIONE DI ALCUNE MALATTIE INFETTIVE AIDS: da 1 a 15 anni ed oltre Rabbia: da pochi giorni a oltre un anno Epatite B: 60 - 90 giorni (45 - 180 giorni) Tifo addominale: 1 - 3 settimane (3 giorni - 3 mesi) Salmonellosi non tifoidee: 12 - 36 ore Morbillo: 10 - 14 giorni (7 - 18) Scarlattina: 1-3 giorni (raramente pi lungo) Meningite meningococcica: 3 - 4 giorni (2 - 10 giorni) (6 - 72 ore)

INFEZIONE E MALATTIA
Interazione di un microrganismo e un ospite recettivo (uomo, animale) Implica nell'ospite INFEZIONE la replicazione dell'agente

Consente la eliminazione dei patogeni Determina la comparsa di anticorpi All'infezione non segue sempre la malattia conclamata

MALATTIA INFETTIVA

l'espressione clinica dell'infezione

INFEZIONE PROCESSO MEDIANTE IL QUALE UN OSPITE SUSCETTIBILE VIENE INVASO DA UN AGENTE PATOGENO CAPACE DI CAUSARE UN DANNO. QUESTO CONTATTO, PIU' O MENO DURATURO, CON MOLTIPLICAZIONE DEL GERME, PUO' NON CAUSARE DANNI EVIDENTI.

MALATTIA INFETTIVA CONDIZIONE NELLA QUALE L'AGENTE PATOGENO SI MOLTIPLICA NELL'OSPITE PROVOCANDO ALTERAZIONI LOCALI O GENERALI. LA MALATTIA INFETTIVA PUO' ESSERE APPARENTE O INAPPARENTE (LATENTE)

VARIABILI CHE INFLUENZANO L'INSORGENZA DELLE MALATTIE INFETTIVE 1) IL PARASSITA patogenicit: capacit di far seguire all'infezione una patologia specifica. invasivit: capacit di radicarsi nell'ospite. virulenza: si differenzia per il livello di danno provocato, fino alla morte (moltiplizazione "in vivo" e/o tossigenicit) 2) L'OSPITE (recettivit, refrattariet, stato immunitario, et, sesso, professione, ecc.) 3) L'AMBIENTE fisico (clima: stagionalit delle malattie, distribuzione geografica delle malattie; suolo: terreni paludosi o contaminati) sociale (abitazioni, lavoro)

FATTORI INERENTI L'AGENTE PATOGENO


VIRULENZA

Indica il diverso grado con cui si esprime la patogenicit a seconda dello stipite microbico in causa.

CARICA INFETTANTE

il

numero

minimo

di

microrganismi

necessario per dare inizio all'infezione. molto variabile da una specie all'altra e nell'ambito della stessa specie pu variare a seconda dello stipite.

STABILIT DEL MICRORGANISMO NELL'AMBIENTE

FATTORI INERENTI L'OSPITE


La refrattariet e la recettivit sono propriet trasmesse geneticamente e sono tipiche delle specie. la recettivit varia da individuo ad individuo nello stesso individuo in funzione dell'et la recettivit aumenta in seguito a malnutrizione affaticamento a stati di debilitazione in presenza di malattie a decorso cronico

CONOSCENZE NECESSARIE PER ATTUARE UN'EFFICACE PREVENZIONE DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI


modalit di trasmissione serbatoi, fonti e veicoli di infezione durata del periodo di incubazione livello di contagiosit frequenza e durata dello stato di portatore persistenza dell'immunit

TRASMISSIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE


DIRETTA verticale: madre -----> feto orizzontale: fonte di infezione -----> uomo sano SEMIDIRETTA (contagio inter-umano) INDIRETTA fonte di infezione ----> veicolo o vettore ---> uomo sano

SERBATOI E FONTI DI INFEZIONE Serbatoio di infezione: la specie vivente o il substrato


inanimato nel quale i microrganismi patogeni vivono e si perpetuano.

uomo ( esempio: epatiti virali, meningite c.s.e.) animale (esempio: molte salmonellosi, brucellosi). ambiente (esempio: Legionella pneumophila, Clostridium botulinum,
miceti)

Fonte o Sorgente di infezione :

l'organismo (umano o

animale) infetto che elimina i microrganismi patogeni consentendone la trasmissione all'ospite recettivo.

Principali fonti di infezione: uomo ammalato animale ammalato (antropozoonosi) portatori

PORTATORI
Portatori: uomo o animali che eliminano gli agenti patogeni senza presentare i segni clinici della malattia. portatori precoci portatori convalescenti portatori cronici portatori sani

VEICOLI DI INFEZIONE
aria alimenti effetti d'uso:
attrezzature medico-chirurgiche o per la lavorazione dei cibi, ecc.

Veicoli inanimati

acqua suolo

Anopheles e Aedes albopictus


(zanzara malaria, Chikungunya)

Veicoli animati o Vettori

attivi

Phlebotomus
(pappataci leishmaniosi)

Pediculus vestimenti
(pidocchi tifo esantematico)

passivi

mosche

PREVENZIONE Insieme degli interventi diretti ad evitare le malattie

Se la prevenzione rappresenta un intervento utile per qualsiasi tipo di patologia, attualmente diviene una necessit inderogabile per molte malattie, oggi prevalenti, che sono croniche e alcune inguaribili.

Le linee strategiche che si possono percorrere per proteggere e potenziare la salute dell'uomo sono: allontanare e/o correggere tutti i fattori potenzialmente nocivi, incrementare il livello di benessere, potenziando la presenza dei fattori protettivi ed aumentando il grado di resistenza all'azione dei diversi fattori di danno.

Prevenzione secondaria Identificazione precoce delle malattie e delle condizioni a rischio. L'utilizzo soprattutto per individuare le malattie cronico-degenerative. Si attua attraverso campagne di screening. Alcuni esempi Tumore mammario (mammografia), Tumore della cervice uterina (Pap test) Tumore colon-retto (sangue occulto nelle feci) Tumore della prostata (dosaggio PSA)

Prevenzione terziaria Viene intesa come la prevenzione delle complicanze di una malattia in atto e della riabilitazione. Ha lo scopo di ridurre i danni e l'invalidit al fine di permettere una condizione di vita "simile" a quella dei soggetti sani. E' un tipo di "prevenzione" utile nelle malattie cronico-degenerative.

Differenze fra Epidemiologia e Medicina Clinica

Epidemiologia
Finalit principale:
Individuazione e ruolo dei fattori causali, modalit di diffusione, frequenza di comparsa. (attribuzione eziologica per la prevenzione della malattie)

Ambito della ricerca: Gruppi di soggetti (famiglie, nuclei,


popolazioni)

Medicina clinica
Finalit principale:
Individuazione del meccanismo di
azione dei fattori causali, dei danni da essi derivabili e delle modalit pi opportune per la cura. (studio della patogenesi, diagnosi e terapia per la guarigione della malattia)

Ambito della ricerca: Singoli individui

Principali caratteristiche distintive della patologia infettiva e non infettiva


Caratteristiche
Immunit

Patologia infettiva

Patologia non infettiva


Assente Ambientali o da abitudini di vita Aspecifici Ad azione lenta Cronico Spesso sfavorevole (non guarigione) Allungano il decorso

Presente Naturali

Fattori causali maggiori

Specifici Ad azione rapida

Decorso

Generalmente acuto Per lo pi favorevole (Guarigione) Abbreviano il decorso

Esito

Effetti dei miglioramenti terapeutici