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INFLUENZA DELL'ALIMENTAZIONE SCORRETTA E ALTERATA SULL'EQUILIBRIO BIOCHIMICO DELLA PERSONA

Questo capitolo non importante, ma molto di pi, perch sono veramente poche le persone che si nutrono correttamente. Per prima cosa molto importante sapere che non si pu correggere una situazione chimica alterata a causa di un'alimentazione sbagliata, anche se ci si mette, ad un certo punto della vita, ad alimentarsi correttamente: cio, se si mangia scorrettamente per molti anni, fino al punto di indebolire il fisico, non sufficiente poi iniziare ad alimentarsi correttamente e sperare di poter ristabilire squilibri chimici ormai radicati da anni, senza dover ricorrere anche ad altri trattamenti di supporto. Parlando in termini scientifici, si potrebbe vedere l'alimentazione come una scienza esatta, in cui ogni singolo elemento (cibo) ha e deve avere il suo preciso posto. Purtroppo l'alimentazione non mai vista in termini scientifici, ma al contrario, un fabbisogno abbinato al piacere del palato. Una volta, tanti anni fa, prima dell'avvento industriale, non c'erano le conoscenze sufficienti per seguire un'alimentazione corretta, ma la quasi totalit dei cibi era veramente genuina. Ora, invece, le conoscenze sono molto pi approfondite, ma la genuinit scomparsa. In questi ultimi anni c' stato il boom del biologico, per, anche mangiando questi cibi, non significa mangiare bene, e anche ricorrere a filosofie particolari, quali il vegetarianismo, non significa assolutamente mangiare sano.

Il solo rispetto della chimica umana pu portare ad una buona salute (per quello che riguarda la parte alimentare, poi necessario valutare anche l'influenza della psiche, ma non in questo capitolo). Per rispettare la chimica dell'alimentazione sarebbe necessaria tanta volont e una conoscenza approfondita sia della composizione chimica dei vari cibi, che anche l'esatto fabbisogno dei singoli elementi che sono necessari per un sostentamento corretto. Per ogni persona diversa dalle altre e ha un suo metabolismo e quindi sarebbe necessario preparare un regime alimentare diverso per ognuno. Questo non possibile e quindi necessario raggruppare varie tipologie di metabolismo simili in pochi gruppi e poi studiare qual' il migliore compromesso per ognuno. Inoltre necessario essere al corrente della tossicit degli alimenti, perch tutti, anche quelli pi puri e sani, hanno un certo grado di tossicit; anche l'acqua potrebbe diventare tossica se assunta in eccesso. Molte persone sono convinte di mangiare bene perch mangiano biologico: non possono pretendere questo se non hanno la conoscenza di come interagiscono i vari alimenti con la chimica del corpo umano, un esempio su tutti: il pane e la pasta. Sono cibi che entrano nella tradizione alimentare italiana, ma pochi sanno quali sono i parametri migliori per consumarli. Le farine raffinate (sia per pane che per pasta) producono un eccesso di muco, che a lungo andare si interpone tra i villi intestinali (fino anche ad intasarli completamente), permettendo cos il proliferare di parassiti e della disbiosi intestinale (gonfiore e difficolt di digestione). Le farine integrali invece (contenendo fibra) compiono un'azione abrasiva sulle pareti intestinali e quindi limitano molto il formarsi di muco e di parassiti. Quindi mangiare biologico raffinato non porta nessun beneficio, mentre il biologico integrale limita il formarsi di disturbi intestinali. Altro problema di un'alimentazione con prevalenza di farine (sia raffinate che integrali) un'alterazione del metabolismo, nel senso che tutti i carboidrati hanno una tendenza sedante, cio tendono a rallentare il metabolismo e quindi si induce la tiroide a lavorare di meno e le ghiandole surrenali a produrre meno energia. Anche il calcio ha questa tendenza, se assunto in eccesso rispetto al magnesio. Quindi discreti quantitativi di carboidrati (pane, pasta, dolci) o di calcio (latte, formaggi) assunti regolarmente e continuativamente portano ad un rallentamento del metabolismo. Una delle conseguenze pi importanti del metabolismo lento la fuoriuscita del calcio dalle ossa, e quindi, potenzialmente, pu essere corresponsabile dell'osteoporosi. Tutto questo anche mangiando strettamente biologico. Dato che la maggioranza della popolazione italiana predilige il consumo di questi alimenti, si pu facilmente capire quanto sia importante approfondire la conoscenza delle conseguenze di questa tipologia di alimentazione. Altro esempio importante quello dei pomodori: fanno parte della famiglia delle solanacee, e quindi contengono solanina, che una sostanza tossica per il corpo. Dato che quasi tutti mangiano spesso, molto spesso pomodori (anche sotto forma di sughi), lentamente, mese dopo mese, il corpo si intossica, ma l'intossicazione di solanina ha un comportamento subdolo, perch quasi sempre silente, e quindi non ci si accorge della sua presenza, per sotto sotto lavora, alterando alcune trasformazioni chimiche che contribuiscono al decadimento della salute in generale.

I pomodori vengono decantati per le propriet antiossidanti (licopeni), per nessuno segnala questa tossicit della solanina, che molto pi importante del beneficio dei licopeni: perci il pomodoro si pu considerare un alimento a rischio se se ne abusa. Esempi come questi ce ne possono essere tanti, ma adesso vorrei soffermarmi su alcune considerazioni che arrivano dalla naturopatia e da altre discipline olistiche: ognuna mette a punto la sua strategia in fatto di alimentazione, ma raro che prendano in considerazione il tipo di metabolismo , che pu essere veloce, lento o misto. Ci sono diete in base al gruppo sanguigno, in base alla costituzione diatesica, in base alla massa grassa ecc., per nessuno valuta mai a fondo il metabolismo basale e una maggiore o minore predisposizione all'assorbimento del cibo ingerito. Il metabolismo basale influenzato sia dall'alimentazione, sia dalla psiche, mentre la predisposizione a maggiore o minore assorbimento condizionata solo dalla psiche. Metabolismo lento significa che le ghiandole surrenali producono poca energia e che la tiroide brucia relativamente poco, nel senso di trasformare l'energia in calore (la spiegazione molto superficiale, ma pi che sufficiente per rendere l'idea). Normalmente nel metabolismo lento molte funzioni sono rallentate, per si sbaglia a valutarlo dalla presenza di eccesso di massa grassa, perch capita, molte volte, che persone con questo metabolismo siano di costituzione magra. L'ipossidatore (cio con metabolismo rallentato) come alimentazione ottimale richiede una particolare dieta basata su un quantitativo limitato di carboidrati (perch sono sedanti) non raffinati, adeguati quantitativi di frutta e verdura crudi e quantitativi abbastanza elevati di proteine (perch sono acceleranti), possibilmente variate, sia di origine animale sia di origine vegetale, e limitati quantitativi di grassi. L'iperossidatore, invece, avendo metabolismo veloce, brucia molto velocemente l'energia recuperata dal cibo e quindi ha bisogno o di mangiare pi spesso, oppure di incamerare alimenti che gli diano una riserva di energia pi duratura, cio cibi grassi. Potrebbe sembrare un controsenso mangiare grassi, ma cos si corre minor pericolo di esaurire le scorte energetiche. Questa distinzione tra i due metabolismi per poco indicativa, perch necessario valutare anche altri parametri: ad esempio la struttura e la massa grassa della persona. La migliore analisi per capire a quale metabolismo si appartiene non tanto la quantit di grasso presente, ma il calore corporeo, o meglio, la capacit di sopportare o meno il freddo e il caldo. Dato che l'ipossidatore brucia poco, produrr meno calore e quindi sopporter poco il freddo e meglio il caldo. Al contrario l'iperossidatore, bruciando di pi e producendo pi calore, sopporter meglio il freddo che non il caldo. Valutando invece la massa grassa si pu essere tratti in inganno perch la maggiore o minore assimilazione del cibo pu dipendere anche da un fattore psichico. Il sistema neurovegetativo totalmente controllato dalla psiche, e controlla il funzionamento di tutti gli organi. Controlla anche il diaframma, e pi precisamente, il suo posizionamento all'interno della cavit toracica. Oltre a permettere la divisione tra l'apparato respiratorio e quello digestivo, apporta anche una conseguenza che quasi nessuno mai prende in considerazione. Il posizionamento del diaframma influenza molto l'assimilazione del cibo: quando esso posizionato troppo in alto, oltre a ridurre la capacit respiratoria, apporta una minore pressione sull'apparato digerente. La conseguenza di questo fatto che anche all'interno

dell'intestino c' una minore pressione: in questa situazione il cibo subisce una minore spinta verso i villi intestinali (attraverso questi il cibo viene assimilato, passando nel sangue), perci l'assimilazione minore. Tanto pi sar minore, tanto pi la persona sar magra o esile. Al contrario, se il sistema neurovegetativo schiaccia eccessivamente il diaframma sull'apparato digerente, all'interno dell'intestino ci sar maggiore pressione e quindi il cibo verr spinto eccessivamente verso i villi: il risultato sar un'assimilazione nettamente maggiore. In questa situazione bisogna tenere presente che verranno assimilate molto di pi anche le tossine presenti nel cibo o formatesi da abbinamenti alimentari sbagliati. Normalmente occorrono 3000 calorie in eccesso al fabbisogno ideale per permettere l'accumulo di 1/2 kg di grasso, e in condizioni di diaframma molto basso il fabbisogno calorico pu ridursi anche drasticamente, per quello che peggio sono le tossine, che deteriorano ancora di pi la situazione, perch rendono il grasso pi resistente alla lipolisi normale (capacit di bruciare i grassi per produrre energia, in mancanza o riduzione dei carboidrati). Ne risulta una situazione veramente difficile da sbloccare, tant' vero che capita, a volte, che anche assumendo poche calorie si continua ad ingrassare, oppure non si perde un grammo. Riuscire a comprendere questo meccanismo rende leggermente pi facile il lavoro, ma non molto, perch sarebbe necessario, in contemporanea, lavorare sulla psiche per ristabilire l'equilibrio del sistema neurovegetativo. Un problema altrettanto importante sarebbe quello della masticazione: la saliva contiene molti enzimi, alcuni dei quali sono specifici per la predigestione dei carboidrati, altri, invece, servono per l'attivazione dei succhi gastrici. I carboidrati, per poter essere digeriti in modo ottimale, richiedono un ambiente alcalino, mentre le proteine di origine animale richiedono un ambiente prettamente acido. Senza una masticazione adeguata, che serve a miscelare il cibo con gli enzimi salivari, per i carboidrati non si riesce a creare la giusta alcalinit, mentre per le proteine non si riesce ad impregnarle abbastanza degli enzimi preposti e quindi non si riesce a stimolare la secrezione, in quantit corretta, degli acidi digestivi. Perci, senza una masticazione adeguata, non si riesce a digerire il cibo correttamente, anzi si innesca la produzione di determinate tossine. Molte persone sono a conoscenza di questo meccanismo, per tutti, o quasi tutti, condizionati dal modo di vivere attuale (sempre di corsa), quando mangiano, non fanno caso a questo principio fondamentale e masticano velocemente e poco, creando molto, molto spesso le condizioni (come minimo) perch si instauri una disbiosi intestinale. Altro argomento importante da comprendere l'argomento carne. L'intestino umano ha la capacit di digerire la carne (l'uomo onnivoro, pu mangiare di tutto), per questa ha alcune controindicazioni e per mangiarla sarebbe necessario fare una scelta oculata sul tipo da preferire. Prima di tutto c' da sapere (ma molti gi lo sanno) che tutta la carne che si trova nei negozi e supermercati tradizionali proviene da bestie allevate con metodo intensivo, e cio fatte crescere velocemente con la miscelazione nei mangimi di notevoli quantit di ormoni; i mangimi stessi, sono spesso di qualit scadente e poi, vivendo in ambienti molto

stretti e costrette a crescere velocemente, sono sottoposte ad uno stress enorme che le indebolisce notevolmente. Quindi, per evitare che si ammalino, vengono trattate preventivamente con dosaggi elevati di antibiotici. Il risultato che le carni di queste bestie sono altamente cariche di sostanze dannose per l'uomo: ad esempio la sempre pi elevata resistenza delle malattie umane agli antibiotici causata proprio dall'assuefazione a questi farmaci, tramite la continua alimentazione di queste carni. Quindi nettamente auspicabile, per chi vuole mangiare carne, rivolgersi a quella biologica. Per c' anche un altro problema (anche con quella biologica), e cio che la bestia, quando viene portata al macello, sente di dover morire e piena di paura produce un sacco di tossine, che vengono assorbite dalla carne. Anche queste tossine sono dannose per la salute umana, quindi anche questo tipo di carne sarebbe da evitare. Perci l'unica carne veramente ottimale (per chi non ne pu fare a meno) sarebbe la selvaggina, perch vive alla stato libero, senza ormoni, antibiotici e mangimi vari, e non si accorge di morire e quindi non sprigiona tossine nelle proprie carni. Altro argomento ancora, anche questo importante, la scelta di mettere nella propria alimentazione molti cibi crudi. Molti sanno che la cottura distrugge o riduce la presenza delle vitamine, ma pochi sanno che la stessa annulla totalmente la presenza degli enzimi e altrettanto pochi sanno che pi importante una presenza adeguata di enzimi rispetto alle vitamine. Gli enzimi sono i catalizzatori di tutte le trasformazioni chimiche che avvengono all'interno del corpo umano e che in buona parte si devono assumere con l'alimentazione. Se si assumono cibi prevalentemente cotti (come la maggior parte della popolazione fa), un po' alla volta si porta il corpo in notevole carenza di essi e le trasformazioni chimiche non possono avvenire pi correttamente. Per le trasformazioni importanti il corpo ha la capacit di utilizzare enzimi preposti per altre mansioni, dirottandoli appunto dove servono maggiormente. Quindi questo meccanismo porta una riduzione laddove incidono di meno sulle funzioni di vitale importanza, e quindi il corpo non manifesta subito queste carenze. Per, piano piano, con il passare del tempo, queste carenze creano scompensi tali da portare una reazione a catena, a livello cellulare, compromettendo un po' alla volta molte funzioni, che poi sfociano nella manifestazione delle malattie. Perci l'alimentazione ideale dovrebbe comprendere molti alimenti crudi, per mangiare carne e pesce crudi comporta sempre un minimo di rischio per la possibilit che abbiano una certa carica batterica. Per questo motivo gli alimenti da poter assumere crudi, sempre valutando la provenienza (tradizionale o biologico) e la possibile presenza di agenti patogeni sono: latte crudo, formaggi da latte crudo, uova, verdura, e frutta, ma soprattutto questi ultimi due. Altro argomento molto importante quello di imparare a leggere gli ingredienti sui cibi confezionati e comprenderne la spiegazione. Partendo dal presupposto che i cibi confezionati devono contenere degli additivi, sempre meglio utilizzare cibi freschi, ma se non possibile sarebbe importante saper scegliere tra la marea di cibi confezionati a disposizione nei supermercati.

Additivi antiossidanti, antiagglomeranti, aromi, conservanti, esaltatori di sapidit, coloranti sono tutte sostanze chimiche che, accumulandosi lentamente nel corpo, possono sfociare in una intossicazione pesante. Anche altri ingredienti devono essere valutati attentamente: un esempio su tutti quello dei grassi, che rappresenta un inganno molto pesante. Quasi sempre come descrizione dei grassi c' scritto grassi vegetali, quasi mai la vera composizione, mentre qualche etichetta riporta la dicitura grassi non idrogenati. Normalmente si tratta di un mix di oli di scarsa qualit, con netta prevalenza dell'olio di palma. Quest'olio economico e contiene una percentuale molto elevata (circa 80%) di grassi saturi: anche questi sono necessari al corpo, ma in misura nettamente inferiore. Pochi sono al corrente di questo, comprano magari olio extravergine di oliva e sono convinti di utilizzare i grassi giusti, poi, magari, comprano prodotti gi confezionati e li consumano regolarmente. Il risultato dopo anni di questa abitudine alimentare uno squilibrio dei grassi corporei difficile da correggere. Sarebbe necessario addentrarsi molto di pi in questo argomento, ma poi diventerebbe troppo difficile riuscire a comprenderlo bene. Altro esempio quello degli zuccheri: ormai diventato di moda produrre e vendere prodotti light, senza zuccheri. Non si trovano quasi pi prodotti con zucchero, ormai gli edulcoranti sono diventati di uso comune perch non apportano calorie, per non tutti sanno, e quasi tutti non ci danno retta, che questi, in primis aspartame e acesulfame, sono sostanze cancerogene. Perci quasi tutti, mangiando alimenti che contengono tali sostanze, si mettono nella condizione di potersi ammalare gravemente. Tutta l'alimentazione odierna pu portare le persone ad essere potenziali ammalati di cancro, ma sembra che siano veramente pochi quelli che pongono attenzione nella ricerca dei cibi pi sani possibili. Ci sarebbe bisogno di parlare ancora molto di alimentazione, ma si dovrebbero aprire molti capitoli sui vari argomenti, e non il caso di andare oltre in questo sito di informazione superficiale. Per chi volesse approfondire questo argomento o anche altri, sarebbe meglio prendere contatto direttamente. Trattato Filosofico