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I leader mondiali e le trame anti Cav: ecco la vera storia

Il piano per eliminar il Cav politicamente messo a punto da Merkel, Sarkozy e Obama dopo numerosi contatti
Paolo Guzzanti

Non vorrei annoiare i lettori con una lunga storia di gasdotti che trasportano milioni di metri cubi di gas dall'est russo e centroasiatico all'Europa occidentale, baster ricordare che il 23 giugno del 2007 fu dato l'annuncio dell'accordo fra Italia e Russia per il progetto South Stream. Cio di un gasdotto lungo 900 chilometri, costruito da Eni e Gazprom, che permetter alla Russia di rifornire di gas l'Europa senza passare dall'Ucraina, attraversando il Mar Nero a oltre 2000 metri di profondit per raggiungere la costa bulgara. Il memorandum di intesa, che ha una portata geopolitica senza precedenti (Corsera) fu firmato a Roma al ministero dello Sviluppo, dai ministri Pier Luigi Bersani (proprio lui) dal ministro russo all'energia Khristenko), dall'ad dell'Eni Scaroni e dal vicepresidente di Gazprom Medvedev (che soltanto un omonimo l'ex presidente). Quel gasdotto ha di fatto ammazzato il progetto Nabucco per un gasdotto tutto europeo che tenesse la Russia lontana, usando gas dell'Azerbaigian, del Turkmenistan e in prospettiva dell'Iran. Uno dir, gi lo sento: e che cavolo c'entra questa vicenda di gas russi e turkmeni con la requisitoria della Boccassini e l'imminente sentenza di Milano contro Berlusconi accusato di prostituzione minorile e di concussione? Risposta: ecco, vorremmo saperlo anche noi. Proprio io, che sono stato molto severo con Berlusconi per certe sue intemperanze comportamentali, che ho inventato un termine che era gi nell'aria - Mignottocrazia che anche il titolo di un mio libro - proprio io di fronte a quel processo sento, come dire, puzza di bruciato. Voglio dire: possiamo discutere e giudicare politicamente tutti i comportamenti di chi rappresenta lo Stato, fin da quando al mattino si allaccia le scarpe; ma tutt'altra faccenda tradurre il life style, il modo di comportarsi e di apparire, in reati previste dal codice penale e in processi che emettono sentenze devastanti senza disporre di una sola vera prova: la famosa pistola fumante che Bush non trov per giustificare l'invasione dell'Irak, ma che invece va benissimo, anche se non fuma, per liquidare un uomo politico di prima grandezza per via giudiziaria. Sia ben chiaro subito: non penso affatto che il procuratore Ilda Boccassini sia il braccio armato di un complotto. Penso anzi che l'infaticabile procuratore sia in cuor suo in perfetta buona fede. Ma penso anche, come altri milioni di persone, che la pretesa criminalit di Berlusconi che a casa sua, nella sua sala da ballo fa il galante e il gaudente, basti a giustificare, o anche soltanto a spiegare una campagna, per dirla con Brecht, di mille galeoni e mille cannoni. Questa impressione di una vasta operazione l'abbiamo avuta quando Berlusconi torn dalla famosa riunione in cui Frau Merkel ridacchiava, Sarkozy faceva marameo, mentre Obama in quel periodo giocava all'uomo invisibile e sembrava una festa un po' diabolica come quella di Rosemary's baby di Polanski. Tutti sembravano sapere gi tutto, salvo l'interessato, profondamente turbato e incredulo. Qualcosa di molto vasto e di molto collettivo - per questo meglio parlare di una

operazione su vasta scala e non di un complotto - era accaduto e andava a compimento dopo un lungo lavoro fatto di incontri, telefonate (centinaia, si presume) e lavoro lobbistico sul tema: far fuori Berlusconi. Il quale, per, un tipo strano. Cocciuto, riesce quasi sempre a spiazzare e sparigliare, sicch, dopo essersi dimesso dalla politica pronto a costruire ospedali in Africa, vedendo che l'accanimento contro di lui non diminuiva ebbe l'impressione che la grande rete dell'operazione lo volesse proprio morto, politicamente e umanamente annientato. E siccome , come dicono i romani, un tipo fumantino, organizz la propria resurrezione, spolver la sedia di Travaglio, risal la china e il resto storia di questi giorni, come storia di questi giorni l'esito del processo Ruby e degli altri processi. Ci sono molte storie dentro questa storia. Molti dettagli e risvolti che meritano di essere rivisitati e connessi. Non voglio citare il solito Andreotti dell'a pensar male si fa peccato ma in genere ci si azzecca. Ma certo che giornalisti e storici, oggi e domani, avranno un gran da fare per tentare di stabilire ci che realmente accadde, come accadde con quali moventi, chi mosse le pedine, qual era la posta in gioco. Un primo tentativo pu essere fatto anche adesso e la verit, questo famoso bene supremo che dovrebbe animare il giornalismo non pu che avvantaggiarsene.