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...quando sono in palcoscenico a provare, quando ero in palcoscenico a recitare. .. stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo.

. Cos si fa il teatro. Cos ho fatto ! [1] Eduardo De Filippo, noto semplicemente come Eduardo[2] (Napoli, 24 maggio 1900 R oma, 31 ottobre 1984), stato un drammaturgo, attore, regista, poeta e senatore a vita italiano. Fra i massimi esponenti della cultura italiana del Novecento, stato autore di nu merosi drammi teatrali da lui stesso messi in scena e interpretati e, in seguito , tradotti e rappresentati da altri anche all'estero. Per i suoi meriti artistic i e i contributi alla cultura, fu nominato senatore a vita dall'allora president e della Repubblica Sandro Pertini. Indice [nascondi] 1 Biografia 1.1 Una famiglia allargata 1.2 Figlio d'arte 1.3 Nella compagnia di Vincenzo Scarpetta 1.4 Le prime esperienze in proprio 1.4.1 "La Ribalta Gaia" 1.5 Il Teatro Umoristico "I De Filippo" 1.5.1 Natale in casa Cupiello 1.5.2 L'avanspettacolo 1.5.3 Al Sannazaro 1.5.4 La conquista dell'Italia 1.6 La ricostruzione del Teatro San Ferdinando 1.7 L'impegno politico 1.8 Il cinema 1.9 Vita privata 1.10 Dissidio tra Eduardo e Peppino 2 L'eredit 3 Carriera 3.1 Teatro 3.2 Cinema (attore) 3.3 Cinema (regista) 3.4 Prosa radiofonica 3.5 Televisione 4 Opere 4.1 Teatro 4.2 Adattamenti e lavori teatrali in collaborazione 4.3 Poesie e racconti 4.4 Altri scritti 5 Onorificenze 6 Note 7 Bibliografia 8 Voci correlate 9 Altri progetti 10 Collegamenti esterni Biografia [modifica] Una famiglia allargata [modifica] Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo De Filippo Figlio naturale dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta teat rale Luisa De Filippo (1878-1944), di venticinque anni pi giovane di lui, Eduardo e i suoi fratelli furono riconosciuti come figli dalla madre [3] da cui assunse ro il cognome De Filippo. Eduardo Scarpetta [4] si era sposato il 16 marzo 1876 con Rosa De Filippo (sorel la di Luca De Filippo padre di Luisa De Filippo), da cui ebbe tre figli: Domenic o [5], Maria [6] e Vincenzo.

Dalla relazione extra-coniugale di Scarpetta con Luisa De Filippo nacquero Titin a, Peppino ed Eduardo. [7] Figlio d'arte [modifica] Eduardo nasce a Napoli nel quartiere Chiaia (secondo alcuni in via dell'Ascensio ne n. 3[8], per altri in via Giovanni Bausan n. 15[9]). A soli quattro anni cond otto per la prima volta su un palcoscenico, portato in braccio da un attore dell a compagnia di Scarpetta, Gennaro Della Rossa, in occasione di una rappresentazi one dell'operetta La Geisha, al Teatro Valle di Roma. Cresce nell'ambiente teatrale napoletano insieme alla sorella maggiore Titina, c he aveva gi agli inizi degli anni '10 un suo posto nella compagnia di Vincenzo Sc arpetta (uno dei figli legittimi di Scarpetta) e al fratello minore Peppino, che assieme ad Eduardo di tanto in tanto viene convocato per qualche apparizione in palcoscenico. Nel 1912 i De Filippo vanno ad abitare in via dei Mille, e sia Eduardo che Peppi no vengono mandati a studiare al Collegio Chierchia, a Foria; qui, tra tentativi di fughe ed insofferenze varie, il piccolo Eduardo inizia a dilettarsi nella sc rittura, producendo la sua prima poesia, con versi scherzosi dedicati alla mogli e del direttore del collegio. Rientrato a casa, parte per Roma in cerca di indip endenza economica, ospite di una zia ed in cerca di qualche lavoretto nell'ambie nte cinematografico, ma senza successo. Tornato a Napoli si cimenta nelle sue pr ime prove d'attore: prima recita nella rivista di Rocco Galdieri, poi nella comp agnia di Enrico Altieri, quindi in altre compagnie come la Urciuoli-De Crescenzo e la Compagnia Italiana. Ed cos che, tra un teatro e l'altro (San Ferdinando, Or feo, Trianon) conosce Tot, che sarebbe diventato un suo grande amico. Nella compagnia di Vincenzo Scarpetta [modifica] Eduardo e Pulcinella (Achille Millo) Nel 1914 Eduardo entra stabilmente nella compagnia del fratellastro Vincenzo Sca rpetta, raggiungendo cos la sorella Titina; tre anni dopo, con l'ingresso nella c ompagnia di Peppino, i tre fratelli si ritrovano a recitare insieme. Alla fine d ella guerra, Eduardo presta servizio di leva nei Bersaglieri (II Reggimento, di stanza a Trastevere) ed incaricato dal comando di organizzare piccole recite per i soldati, di cui anche autore oltre che attore e direttore di compagnia. Duran te questo periodo matura sempre di pi la voglia e la capacit di essere anche autor e e regista oltre che attore, giungendo a scrivere nel 1920 la sua prima commedia vera e propria[10], Farmacia di turno, atto unico dal finale amaro rappresentato l'anno successivo dalla compagnia di Vincenzo Scarpetta. Dal fratellastro, Eduardo eredita, tra l'altro, anche quella severit e quel rigor e che lo caratterizzeranno per tutta la vita sul lavoro e nei rapporti con gli a ltri; caratteristiche sovente enfatizzate da una sorta di leggenda ma che hanno senza dubbio un fondo di verit. Vincenzo Scarpetta propone in quell'epoca un repe rtorio essenzialmente basato sulle commedie del celebre padre oltre a ad altre c ommedie, a spettacoli di rivista e a sparute incursioni nel cinema, riscuotendo un buon successo di critica e di pubblico. Nel 1922 scrive Ho fatto il guaio? Riparer! che va in scena al Teatro Fiorentini quattro anni dopo e che prende in seguito il titolo definitivo di Uomo e galantu omo; in questa commedia, tra le pi comiche del repertorio eduardiano, l'autore in troduce del temi che saranno una costante in numerose opere successive, come la pazzia (vera o presunta) e il tradimento, con un vago sentore pirandelliano che riporta al Ciampa de Il berretto a sonagli, seppur seguendo nella struttura del testo, il modello scarpettiano della farsa tradizionale. Curiosa la citazione ch e Eduardo inserisce nella commedia, quasi a mo' di rivalsa, del lavoro di Libero Bovio Mala nova e che il drammaturgo e poeta napoletano non grad. Il rilievo che Eduardo acquisisce nella compagnia di Scarpetta gi notevole, nonos tante la giovane et; ci lo porta anche a maturare, specie nelle stagioni teatrali estive, esperienze diverse come le recite con i cosiddetti "seratanti" nel 1921 o come la messa in scena di Surriento gentile, idillio musicale di Enzo Lucio Mu rolo opera per la quale Eduardo cura, per la prima volta nella sua lunga carrier a, la regia (16 settembre 1922).

Dopo la morte di Eduardo Scarpetta (29 novembre 1925), Eduardo va a convivere co n una giovane di nome Nin, per la quale compone alcune poesie d'amore (tra cui E mmargarite, la pi antica tra quelle in seguito pubblicate[11]); viene raggiunto q uindi dal fratello Peppino, che nel frattempo ha recitato senza alcun positivo r iscontro economico, con la Compagnia Urciuoli, e che forse spera di poter anch'e gli essere scritturato da Scarpetta. Ma Eduardo decide di tentare l'avventura de l teatro in lingua e si fa scritturare nella compagnia di Luigi Carini come atto re "brillante" convincendo l'impresario a prendere anche Peppino. Ma Peppino ci ripensa per entrare nella Compagnia Vincenzo Scarpetta come sostituto del fratel lo. La parentesi dura poco ed Eduardo rientra nei ranghi, scrivendo nel 1926 Req uie a l'anema soja (poi diventata I morti non fanno paura) in cui recita vestito da "vecchio"; cos dir, molti anni dopo in un'intervista: Non vedevo l'ora di diven tare vecchio: cos, pensavo, non avr pi bisogno di truccarmi. E poi, se faccio il ve cchio da adesso, lo posso portare avanti. Se invece mi metto a fare il giovane, presto diranno: " invecchiato!"[12]. Il tema della pazzia, stavolta vera e non pre sunta, torna prepotentemente nella commedia successiva, dal titolo emblematico d i Ditegli sempre di s che la compagnia di Scarpetta rappresenter per la prima volt a nel 1927. Le prime esperienze in proprio [modifica] Da sinistra: Eduardo, Luisa, Eduardo Scarpetta, Peppino e Titina. Al termine della stagione teatrale del 1927, Eduardo tenta un esperimento "in pr oprio", mettendo su una sorta di cooperativa di attori senza produttore n finanzi atore diretti, e per la quale chiama i fratelli Peppino e Titina a recitare in u n sodalizio artistico con Michele Galdieri (amico di Eduardo e figlio del poeta Rocco); nasce cos la Compagnia Galdieri-De Filippo, di cui Eduardo il direttore, che debutta con successo al Fiorentini di Napoli il 27 luglio con lo spettacolo dal titolo scaramantico La rivista ...che non piacer. In quel periodo Eduardo conosce Dorothy Pennington ("Dod"), un'americana di Phila delphia di cui si innamora, nonostante l'avversione della famiglia di lei, e che sposa a Roma con il rito evangelico il 12 dicembre 1928. Intanto proseguono i t entativi di mettersi in proprio assieme ai fratelli e ancora come attore, autore e capocomico lavora nella De Filippo - Comica Compagnia Napoletana d'Arte Moder na. Sempre nel 1928 scrive l'atto unico Filosoficamente, che propone una sorta d i ritratto della rassegnazione di un piccolo borghese; il testo per il solo dell' autore napoletano a non essere mai stato portato sulla scena. Nel 1929, usando degli pseudonimi (R. Maffei, G. Renzi e H. Retti), Eduardo e Pe ppino mettono in scena lo spettacolo comico Prova generale. Tre modi di far ride re, lavoro in tre atti con prologo ed epilogo di Galdieri, rappresentato al Fior entini. Numerose saranno negli anni a venire, le volte in cui Eduardo si firmer, come autore teatrale con vari pseudonimi (tra i pi noti, Tricot, Molise, C. Consu l); ci al fine di superare le difficolt che aveva in quegli anni a farsi riconosce re dagli impresari i suoi diritti d'autore. "La Ribalta Gaia" [modifica] Ma ben presto, Eduardo, Peppino e Titina vengono chiamati dall'impresario della Compagnia Molinari, appena privatasi dell'apporto di Tot che vi aveva recitato, a costituire una ditta autonoma all'interno della compagnia stessa, la Ribalta Ga ia, assieme a Pietro Carloni, Carlo Pisacane, Agostino Salvietti, Tina Pica e Gi ovanni Bernardi. I tre ottennero un buon successo nella rivista Pulcinella princ ipe in sogno.... Ed all'interno dello spettacolo che viene inserita, come sketch , Sik-Sik, l'artefice magico, tra le commedie pi riuscite del periodo giovanile e duardiano, rappresentata al Teatro Nuovo nel 1929[13] (secondo alcuni nel 1930[1 4]). Lo spettacolo, che narra con ilarit malinconica i risvolti amari della vita di un artista tormentato, povero e anche un po' filosofo, ottiene a Napoli un cl amoroso successo di critica e di pubblico che viene in parte a mancare nella suc cessiva rappresentazione estiva a Palermo, dove Titina, inadatta al ruolo per le i non consono di soubrette, viene fischiata. Eduardo lanciato verso il successo e collabora anche agli altri copioni della Co mpagnia Molinari, come autore (con Mario Mangini in Follia dei brillanti e La te

rra non gira, con Carlo Mauro in La signora al balcone, con Mangini e Mauro in C 'era una volta Napoli, Le follie della citt, arrivato 'o trentuno, S' 'nfuocato o sole!, Cento di questi giorni e Vezzi e riso). Il Teatro Umoristico "I De Filippo" [modifica] I Fratelli De Filippo Dal 1931 finalmente il sogno dei tre fratelli d'arte di recitare assieme in una compagnia tutta loro diventa realt. Eduardo fonda, raccogliendo l'adesione dei fr atelli, la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", che debutta con succe sso a Roma. Dopo alcune recite a Milano, la compagnia a Napoli al Teatro Kursaal (poi Filangieri) dove rappresentano O chiavino di Carlo Mauro, Sik-Sik e per la prima volta la commedia scritta da Peppino Don Rafele 'o trumbone. Vanno quindi in scena l'adattamento L'ultimo Bottone (di Munos Seca e Garcia Alvarez) e una nuova commedia scritta da Eduardo dal titolo Quei figuri di trent'anni fa (titol o originario mutato per la censura, La bisca). Gli ultimi giorni dell'estate i D e Filippo sono a Montecatini dove presentano alcuni sketch assieme alla soubrett e emergente Ellen Meis, senza riscuotere particolare successo, prima di tornare a recitare per l'ultima volta con la Molinari. Il 1931 anche l'anno in cui Eduar do presenta, sotto lo pseudonimo di Tricot, Ogni anno punto e da capo, in occasi one di una serata della festa di Piedigrotta dedicata alla canzone al Teatro Rea le, la cui prima rappresentazione avviene al Teatro Nuovo, all'interno dello spe ttacolo di rivista Cento di questi giorni, in occasione di una serata in onore d el fratello Peppino. La scatenata verve comica dei tre fratelli risaliva alle fo rme farsesche dell'antica commedia dell'Arte, che Eduardo conosceva bene avendol a studiata e non condividendone la visione che gli studiosi avevano di essa: si dimostr, infatti, critico verso l'agiografia degli attori che ne veniva fatta. Natale in casa Cupiello [modifica] Per approfondire, vedi Natale in casa Cupiello. La commedia forse pi nota di Eduardo, Natale in casa Cupiello, portata in scena p er la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, il 25 dicembre 1931, segna di fat to l'avvio vero e proprio della felice esperienza della Compagnia del "Teatro Um oristico I De Filippo", composta dai tre fratelli e da attori gi famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno (Agostino Salvietti, Pietro Carloni, Tina P ica, Dolores Palumbo, Luigi De Martino, Alfredo Crispo, Gennaro Pisano). A giugn o Eduardo aveva firmato un contratto con l'impresario teatrale che lo impegnava per soli nove giorni di recite per presentare il suo nuovo atto unico subito dop o la proiezione di un film. Il successo della commedia fu tale che la durata del contratto fu prolungata sino al 21 maggio 1932. Nata come atto unico (l'odierno 2), Eduardo aggiunse alla commedia altri due atti, quello di apertura (nel 1932 o 1933) e quello conclusivo, dalla cronologia piuttosto controversa (per alcuni fu scritto nel 1934[15], secondo altri addirittura nel 1943, secondo un'ipotesi pi probabile ed avallata pi tardi anche dallo stesso autore[16] che per definir anch e pi tardi la commedia come parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni) . Nel Natale eduardiano tutto ruota attorno ad un pranzo natalizio che viene sco sso da un dramma della gelosia. Sullo sfondo, il ritratto tragicomico del protag onista, Luca Cupiello, figura ingenua di un vecchio con comportamenti fanciulles chi ed immerso nelle sue fantasie e nel suo amore per il presepe, cui si dedica con passione, apparentemente incurante delle tragiche vicende familiari che gli ruotano attorno. Aspetti autobiografici sono rilevabili nella commedia, sebbene mai confermati dall'autore: i nomi dei protagonisti, Luca e Concetta, sono i med esimi infatti dei nonni di Eduardo. L'avanspettacolo [modifica] Il prolungamento del contratto al Kursaal costringe la compagnia ad un superlavo ro, dovendo cambiare spettacolo in cartellone praticamente ogni settimana, come consuetudine in quegli anni di avanspettacolo, dove si recitava subito dopo la p roiezione di un film. Numerosi sono i lavori portati in scena: oltre a Natale in casa Cupiello, la compagnia proponeva sovente Sik-Sik, Quei figuri di trent'ann i fa oppure commedie in collaborazione con Maria Scarpetta, sorellastra di Eduar do, come Parlate al portiere, Una bella trovata, Noi siamo navigatori, Il th dell

e cinque, Cuoco della mala cucina. Curioso l'episodio della parodia di Cavalleri a rusticana che la compagnia portava in scena e che turb Pietro Mascagni al punto da farne bloccare le repliche. Nell'estate del 1932, la compagnia si trasferisc e al cinema-teatro Reale mietendo un buon successo di pubblico e di critica; i t re fratelli vengono ormai chiamati semplicemente con il loro nome di battesimo, Eduardo, Peppino e Titina. Al Sannazaro [modifica] Proprio quando i piccoli cinema-teatri dell'avanspettacolo iniziano a stare stre tti alla compagnia "I De Filippo", e nello stesso tempo in cui Eduardo e Peppino sono impegnati con Tito Schipa nella lavorazione nel film Tre uomini in frac di Mario Bonnard, l'impresario del Teatro Sannazaro li scrittura per la stagione d el celebre teatro napoletano. Il nuovo sodalizio, che perde Salvietti ma mantien e tra gli altri, Carloni e Pisano, vede una maggiore presenza di Titina come pri ma attrice della compagnia; il debutto datato 8 ottobre 1932 con Chi cchiu' feli ce 'e me! (due atti di Eduardo, scritta nel 1929) e Amori e balestre (atto unico di Peppino). Si inizia cos a formare un primo "repertorio eduardiano" che la com pagnia "I De Filippo" porta sulle scene, alternandolo con lavori scritti da Pepp ino e Titina stessi o da Maria Scarpetta, Ernesto Murolo e Gino Rocca. La conquista dell'Italia [modifica] Eduardo incontra Pirandello (1933) Eduardo inizia a sentire il bisogno di abbandonare il "provincialismo" napoletan o della compagnia e, anche spinto da benevoli spunti della critica decide che gi unto il momento per la sua compagnia di operare il decisivo salto di qualit per i niziare a calcare i pi prestigiosi teatri italiani. Fu decisivo in tal senso l'in contro casuale con Luigi Pirandello, che ebbe come conseguenze una grande interp retazione dell'opera Berretto a sonagli nei panni di Ciampa (1936), la messa in scena di Liol e la scrittura della commedia L'abito nuovo.[17]. Il 20 dicembre 1944 recit per l'ultima volta, al teatro Diana di Napoli, accanto a Peppino, con il quale esplose il diverbio finale[18]: quindi fond la nuova comp agnia teatrale che si chiam semplicemente "Il Teatro di Eduardo". La ricostruzione del Teatro San Ferdinando [modifica] Eduardo e Tot Nel 1948 egli acquist il semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli, investend o tutti i suoi guadagni nella ricostruzione di un antico teatro ricco di storia, mentre Napoli viveva una triste stagione all'insegna della pi assurda speculazio ne edilizia. Il San Ferdinando fu inaugurato il 22 gennaio 1954 con l'opera Palu mmella zompa e vola. Eduardo cerc di salvaguardare la facciata settecentesca dell o stabile realizzando all'interno un teatro tecnicamente all'avanguardia per far ne una "casa" per l'attore e per il pubblico. Al San Ferdinando interpret le sue opere, ma mise in scena anche testi di autori napoletani per recuperare la tradi zione e farne un "trampolino" per un nuovo Teatro. Adott il parlato popolare, conferendo in questo modo al dialetto napoletano la di gnit di lingua ufficiale, ma elabor una lingua teatrale che travalic napoletano ed italiano per diventare una lingua universale. Non vi dubbio che l'azione e l'ope ra di Eduardo De Filippo siano state decisive affinch il "teatro dialettale", pre cedentemente giudicato di second'ordine dai critici, fosse finalmente considerat o un "teatro d'arte". Tra le opere pi significative di questo periodo meritano una citazione particolar e Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano[19] (entrambi del 1946), Mia famiglia (1953), Bene mio e core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e luned (1959) scritto apposta per l'attrice Pupella Ma ggio nei panni della protagonista. L'impegno politico [modifica] Eduardo con Sandro Pertini

Eduardo non abbandon mai il suo impegno politico e sociale che lo vide in prima l inea anche ad ottant'anni quando, nominato senatore a vita[20] lott in Senato e s ul palcoscenico per i minori rinchiusi negli istituti di pena. Nel 1962 part per una lunga tourne in Unione Sovietica, Polonia ed Ungheria dove pot toccare con man o la grande ammirazione che pubblico ed intellettuali avevano per lui. Tradotto e rappresentato in tutto il mondo, combatt negli anni sessanta per la cr eazione a Napoli di un teatro stabile. Continu ad avere successo e nel 1963 gli v enne conferito il "Premio Feltrinelli" per la rappresentazione Il sindaco del ri one Sanit (da cui nel 1997 sar tratto un film interpretato da Anthony Quinn). Del 1973 Gli esami non finiscono mai, allestito con successo per la prima volta a Roma: tale commedia gli permise di vincere il "premio Pirandello" per il teatr o l'anno successivo. Dopo aver ricevuto due lauree honoris causa (prima a Birmin gham nel 1977 e poi a Roma nel 1980) nel 1981 fu nominato senatore a vita e ader al gruppo della Sinistra Indipendente. Quando mor, la camera ardente venne allestita al Senato e dopo le solenni esequie trasmesse in diretta televisiva e il commosso saluto di oltre trentamila person e fu sepolto al cimitero del Verano. Nel teatro italiano, la lezione di Eduardo resta imprescindibile non solo per qu anto concerne la contemporanea drammaturgia napoletana (Annibale Ruccello ed Enz o Moscato) e tutta quella fascia di "spettacolarit" tra cinema-teatro-televisione che ha riconosciuto in Massimo Troisi il proprio campione; ma tracce dell'influ enza di Eduardo si riconoscono anche in Dario Fo ed in tutta una serie di giovan i "attautori" come Ascanio Celestini (soprattutto in merito al linguaggio) o di personalit sconosciute al grande pubblico che lavorano nell'ambito della "ricerca " (si ricordi ad esempio Gaetano Ventriglia). Il cinema [modifica] Eduardo e Tot nel film Napoli milionaria (1950) Dal 1932 Eduardo De Filippo entr prepotentemente anche nel mondo del grande scher mo, sia come attore che come regista (ed occasionalmente anche come sceneggiator e): il suo esordio sul set avvenne con Tre uomini in frac di Mario Bonnard (1932 ). Eduardo venne scritturato assieme al fratello Peppino da Giuseppe Amato che l i aveva visti recitare al Teatro Kursaal di Napoli. Il film aveva come protagoni sta il celebre cantante Tito Schipa al quale i due fratelli fanno da spalla.[21] La prima regia di Eduardo fu nel film, di cui fu anche interprete, In campagna caduta una stella del 1940. Amico e collaboratore di Vittorio De Sica, per Vittorio egli invent alcuni person aggi divertenti in alcune pellicole (Tempi nostri e L'oro di Napoli) e cur la sce neggiatura di Matrimonio all'italiana (1964), remake di Filumena Marturano, film diretto da Eduardo nel 1951 con lui e la sorella Titina protagonisti. Nel 1950 diresse e interpret con Tot Napoli milionaria!. Segu nel 1953 il film Napoletani a Milano che fu anche presentato nella selezione ufficiale della 14 Mostra internaz ionale d'arte cinematografica di Venezia. Dopo la regia di Spara forte, pi forte... non capisco! del 1966 Eduardo abbandon i l cinema per dedicarsi alla TV, per la quale ripropose le sue commedie per tutto il decennio successivo e, nel 1984, l'anno della sua morte, interpret il suo ult imo ruolo: il vecchio maestro nello sceneggiato Cuore, diretto da Luigi Comencin i e tratto dal libro di Edmondo De Amicis. Eduardo avrebbe dovuto partecipare al film Porno-Teo-Kolossal di Pier Paolo Paso lini, rimasto incompiuto per la morte prematura del regista. Vita privata [modifica] 'A vita tosta e nisciun' t'aiuta. O meglio c'sta chi t'aiuta, ma una volta sola. .. p put di': "T'aggio aiutato". (Eduardo De Filippo, Il sindaco del rione Sanit) La vita privata di Eduardo, frenetica e confusa nel periodo pre-bellico, trov inv ece pace e serenit negli anni della vecchiaia. Tre sono state le donne importanti e straordinarie nella sua vita: Dorothy Penni ngton (una giovane e colta americana che spos nel 1928; il matrimonio fu annullat o nel 1952 con sentenza del tribunale della Repubblica di San Marino, poi conval

idata anche da quello di Napoli nel 1955)[22], Thea Prandi (madre dei suoi figli Luisa e Luca, sposata il 2 gennaio 1956) e, infine, Isabella Quarantotti, scrit trice e sceneggiatrice che spos il 4 febbraio 1977.[23] Tre mesi dopo, suo figlio Luca lo fa diventare nonno. Nel corso di pochi anni sopport gravi lutti familiari: prima la morte della figli a Luisella, avvenuta il 5 gennaio 1960, poi quella della moglie (da cui si era p eraltro separato l'anno prima), il 9 giugno 1961[24] ed infine l'addio alle scen e (1953) e la morte (1963) di Titina, la sorella da sempre "ago della bilancia" tra le forti personalit di Eduardo e di Peppino. Il 4 marzo 1974, in seguito a un malore durante una rappresentazione scenica, gli fu applicato un pacemaker; tut tavia il 27 marzo era di nuovo sul palcoscenico. Dissidio tra Eduardo e Peppino [modifica] Nel 1944, Peppino lascia la compagnia, per via di contrasti con il fratello Edua rdo (dovuti anche alla relazione che Peppino aveva iniziato con Lidia Maresca, c he divenne poi la sua seconda moglie).[25] Questa separazione consentir a Peppino di trovare un suo stile come autore, distinguendosi da Eduardo per il tono dell e sue commedie, pi leggero. Ci furono voci di riconciliazione con il fratello Peppino in occasione della mal attia di questi nel 1980, ripetute anche di recente dal figlio Luigi: Anni e anni dopo, quando mio padre si ammal, avvisai Eduardo. Un po' si fece preg are, ma poi riuscii ad accompagnarlo in clinica; li lasciai da soli. Avevano tan te cose da dirsi e poco tempo. Devo ammettere che come famiglia siamo stati molt o uniti in scena, ma una volta chiuso il sipario, ognuno faceva la sua vita. Ho continuato a vedere Eduardo anche dopo il litigio.[26] Secondo alcuni scrittori di argomenti teatrali i due fratelli in realt non riusci rono a ricomporre i propri dissidi. "I giornali scrissero quello che il pubblico voleva leggere"[27] Anche in occasione della morte di Titina nel 1963, Eduardo e Peppino avevano lit igato accesamente, davanti alla sorella defunta e agli attoniti familiari di lei , a proposito del luogo di sepoltura.[28] Si scritto che alla notizia del peggioramento delle condizioni di Peppino, Eduar do and s a fargli visita ma una volta morto il fratello non partecip alle esequie e la sera, rivolto al pubblico del teatro Duse di Bologna disse: "Adesso mi manca . Come compagno, come amico, ma non come fratello".[29]