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MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA bERgAMO E DAL MONDO

N. 4 del 2013 - MAggIO 2013 - 2,50 1

PENSIERI DI
Sergio Bonaldi Michele Colombo Pietro Ghislandi Giovanni Urga

StRaDE E qUaRtIERI
Celadina

HINtERLaND
azzano San Paolo

vIaGGIo IN PRovINCIa
Castro Costa volpino Lovere Rogno Sovere

Fughe allestero e sponsor per risparmiare

MatRIMoNI
vISoNI

Gli allevamenti che infiammano la Bassa

Lavoro allestero
biglietto di sola andata
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12/DODICIMESI
MAggIO 2013 nuMERO 4 RIVISTA MENSILE 2,50
VIA PAGLIA, 26 24122 BERGAMO. ITALIA TEL. 035.19903554 redazione@dodicimesi.com

12/DODICIMESI
SOMMARIO RUBRICHE
5 8 13 16 LAPERITIVO INSIDE BACHECA PARETE NORD

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PENSIERI DI
6 MICHELE COLOMBO: QUANTI AFFARI IN PI SE GLI IMPRENDITORI SAPESSERO LINGLESE 10 GIOVANNI URGA: GIOVANI SEMPRE PI SFIDUCIATI. PER QUESTO SCAPPANO ALLESTERO 14 PIETRO GHISLANDI: I COMICI DI OGGI? SONO NEVROTICI E FINTI 18 SERGIO BONALDI: UN MINISTRO COME IDEM PU FAR BENE ALLO SPORT

INCHIESTA

LAVORO ALLESTERO: BIGLIETTO DI SOLA ANDATA

P. 21

TERRITORIO
34 STRADE E QUARTIERI: ARRIVANO LE TURBOMAMME E LA CELADINA RITROVA LO SPRINT 38 HINTERLAND: AZZANO, RESTA UN SOGNO IL RILANCIO DELLAREA DELLEX CASTELLO 42 VIAGGIO IN PROVINCIA: LALTO SEBINO PUNTA AL TURISMO PER INTEGRARE LANIMA INDUSTRIALE

ALTRO
62 COSTUME E SOCIET: IL RIUSO FA TENDENZA 64 WHAT'S UP? COM DIFFICILE ESSERE AL NATURALE

TENDENZE
MATRIMONI: FUGHE ALLESTERO E SPONSOR PER RISPARMIARE

P. 27

INCHIESTA

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

GLI ALLEVAMENTI DI VISONI CHE INFIAMMANO LA BASSA

P. 58

SPORT
VOLO A VELA: QUELLA VOGLIA DI SENTIRSI AQUILE

P. 66

12DODICIMESI MEnSIlE DI ATTuAlIT ECOnOMIA InCHIESTE OPInIOnI E CulTuRA DA BERgAMO E DAl MOnDO

L/ APERITIVO
di GIORGIO COSTA

Il diavolo fa i coperchi
Quando sento parlare di IMU, penso di essere diventato vecchio. Adesso tutto corre veloce, ogni giorno bisogna evolversi, pena limpossibilit di capire cosa succede intorno a te. Una volta era tutto pi semplice e, anche senza essere economisti, si potevano gestire le famiglie, le imprese e le pubbliche amministrazioni col semplice buon senso; oggi gli economisti fanno i politici, i politici fanno gli economisti e del buon senso se ne persa traccia. Per far calare lo spread e ridurre gli interessi del debito pubblico, cos che le imprese e le famiglie paghino meno interessi su credito e mutui, aumentiamo le tasse, dicono i soloni. Cio, in sostanza: per pagare di meno dovete pagare di pi. Togliamo lIMU sulla prima casa e raddoppiamola sui capannoni e negozi. Ma la parola dordine non era lavoro, lavoro, lavoro? Non doveva ripartire ledilizia? Non si doveva favorire laumento dei consumi? LIMU rischia di far cadere il governo? Allora regaliamogli una scatola del Monopoli per ricordargli che una sola costruzione a Parco della Vittoria rende pi di tutto Vicolo Stretto. Avere il coraggio di ripensare le proprie posizioni segno di intelligenza, non di debolezza, sia per chi pensa che toccare la spesa pubblica significhi necessariamente una riduzione del welfare e dei servizi, sia per chi pensa che una qualsiasi patrimoniale sia frutto del demonio. Alzare il velo dai conti pubblici purtroppo fa paura a tutti, perch ormai in Italia non facciamo pi le pentole, ma siamo bravissimi a fare i coperchi. Siamo maestri a tenere ben chiuso il vaso

ma non le pentole
di Pandora degli 800 miliardi di spesa pubblica, con siringhe pagate 10 euro in una ASL e 50 in unaltra, con le assunzioni bloccate ma consulenze a gog, con immobili pubblici inutilizzati e affitti passivi miliardari. Sarebbe lunghissimo e forse poco utile fare lelenco dei coperchi da alzare, dei problemi da risolvere e non da coprire e nascondere; dalle concessioni per il gioco dazzardo agli sprechi della politica per corruzione, incompetenza o ignavia, ma ricordare il sano buon senso necessario. Un imprenditore serio, che si ritrovasse con la sua azienda nella situazione dello Stato italiano, o abbandonerebbe (cosa che i nostri amministratori non si sognano di fare) portando i libri in tribunale, o si rimboccherebbe le maniche per rincominciare da capo, tagliando i privilegi, limando i costi, reinvestendo quel poco che gli rimane, bussando alle banche con seri progetti di ristrutturazione, anche mettendo in discussione, con umilt, quanto fatto fino a quel momento. Fra pochi giorni a Brescia ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco. In questo numero, Dodicimesi ha intervistato cinque candidati alla poltrona di primo cittadino e ve ne propone i programmi. Abbiamo la fortuna che sono tutte persone serie, oneste e competenti, ma, per carit, chiunque venga eletto si dedichi alle pentole e non ai coperchi.

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/pensieri di

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meritiamo tutto ci che abbiamo. Basta ascoltare i discorsi nei bar per capire che gli italiani sono sessanta milioni di commissari tecnici e allenatori. Tutti credono di sapere tutto, di avere competenza in qualunque materia. I tedeschi, anche in questo sono diversi. In che senso? C maggiore seriet e competenza. Nessuno si inventa, dalloggi al domani, una professione ex novo come avviene in Italia. Chi specializzato in un settore lavora in quello, non in altri. il loro sistema che funziona cos, daltra parte. Le sue passioni private? Mi interesso darte e colleziono orologi. Amo molto i quadri di Fontana, mentre tra gli artisti emergenti apprezzo i lavori di Esposito. Lei padre di due figlie. Pensa che un giorno seguiranno le sue orme in azienda? Se avranno la competenza e la voglia, ben venga, altrimenti che seguano unaltra strada. Credo che sia bene non confondere la gestione con la propriet di unimpresa. Chi proprietario non deve gestire, necessariamente, lazienda di famiglia. Se non ne ha voglia meglio che la faccia gestire ad altri, pur mantenendone la propriet. Un sogno per il futuro? Che lItalia torni al vecchio splendore di quindici anni fa. Eravamo leccellenza della moda, dellenogastronomia, dellarte e del turismo. Possiamo ancora esserlo.

Quanti affari in pi

se gli imprenditori sapessero linglese


A colloquio con Michele Colombo, titolare della Colombo Design. Per avere successo allestero necessario avere unottima padronanza della lingua per creare empatia col cliente e strappare laccordo

di Giordana Talamona

nato a Monza, vive a Bergamo, ma ha studiato negli Stati Uniti laureandosi in Business Administration allUniversit di California Los Angeles. Come si definirebbe? Un imprenditore figlio del mondo. Tutta la mia storia, daltra parte, ha un respiro pi internazionale che italiano. Da imprenditore, quali sono i punti critici del sistema Italia? Le aziende italiane medio-alte pagano il prezzo di essere totalmente sole quando affrontato il mercato europeo o mondiale. Lo spread delle imprese italiane rispetto a quelle tedesche, mi si permetta il paragone con la finanza ha un differenziale altissimo in termini di supporto logistico, infrastrutture, burocrazia e credibilit internazionale. Ci faccia qualche esempio. Mancano i fondamentali, come se unabitazione fosse priva della corrente elettrica. Pensi solo alla questione dei voli e alla logistica. Limprenditore tedesco ha una compagnia di bandiera, come la Lufthansa, che viaggia in tutto il mondo, da New York a Ulan Bator, mentre noi

abbiamo lAlitalia che ha, s e no, sei rotte. Per non parlare delle mille situazioni che un imprenditore italiano allestero deve inventare per poter discutere di affari con un cliente, in maniera pi o meno confortevole. Cosa accade? In genere, quando va bene, si organizzano delle riunioni negli alberghi oppure si va direttamente dal cliente. Tuttaltra storia per limprenditore tedesco che, non solo pu accogliere il cliente in una delle filiali della Deutsche Bank, presenti in tutto il mondo, ma pu anche godere del supporto delle Camere di Commercio, sia per le questioni logistiche che burocratiche. Se per noi italiani mancano le cose pi banali, le lascio immaginare il resto. C qualcosa che critica agli imprenditori italiani? Sono poco internazionali, troppo italiani. Senza contare che hanno una pessima conoscenza della lingua inglese. Per avere successo allestero necessario avere una padronanza dellinglese tale da riuscire a discutere degli aspetti formali, informali, tecnici e commerciali di un rapporto di lavoro. In pi di unoccasione sono riuscito a conclude-

re degli affari grazie al fatto che fossi io, in prima persona, a tenere le trattative, senza il filtro di un traduttore. Se si crea una certa empatia col cliente, pi facile strappare un prezzo, ma per farlo occorre parlare la stessa lingua. Lex premier Mario Monti ha dichiarato che se lItalia non cresce non solo responsabilit della politica, ma anche del capitalismo italiano che non ha saputo ammodernarsi e di un sindacalismo responsabile della sua arretratezza. daccordo? Totalmente. Il capitalismo italiano vecchio, cos come il sindacalismo. Pensi solo alla Volkswagen che ha puntando su efficienza, nuovi prodotti e accordo con i sindacati, mirando al principio lavoriamo tutti, lavoriamo bene. La Fiat, al contrario, ha puntato su una gestione finanziaria dellazienda, senza investire nellinnovazione e nella produzione di nuovi modelli, incapace di trovare un accordo condiviso con i sindacati . Mentre VW creava un sistema di marchi sotto un grande gruppo, Fiat aveva la finanza e i sindacati che bussavano alla sua porta. Questo, del resto, sempre stato un limite dellimprenditoria italiana. Quali sono i pregi che ci riconoscono

La politica quella che . Ma come cittadini ci meritiamo tutto quel che abbiamo
gli stranieri? Litaliano medio ha pi stile, classe e senso estetico del tedesco medio. Abbiamo, inoltre, buona capacit di sintesi e flessibilit. Un esempio? Se chiede a un ristoratore tedesco una variazione, seppur minima, a un menu che ha in lista, lo manda in crisi. Venendo al design, come puntare allo chic senza cadere nel kitsch? Noi progettiamo e costruiamo maniglie, oggetti necessari perch si pu vivere anche senzauto, ma non senza le maniglie che, nella nostra filosofia, devono rappresentare il buon gusto del Made in Italy. Per questo puntiamo a un design che possa essere apprezzato su vasta scala, accessibile a tutti, anche nel prezzo. Non sono per il design estremo, quello capibile e acquistabile da pochi. Design sinonimo di qualit? Non sempre, come non lo di fruibilit. Non a caso i salotti di design sono quasi tutti scomodi, un eccesso che non ha ragione dessere. Ritengo che i progettisti di fama nazionale e internazionali debbano essere chiamati a fare dei prodotti che abbiano dei contenuti, ma che siano anche comodi e fruibili. Che senso ha fare un prodotto bello, ma scomodo? Cosa ne pensa della politica italiana, sempre in bilico tra scandali e litigi? Trova sia lo specchio dellitalianit o una degenerazione. Insomma, gli italiani sono migliori di chi li rappresenta? Vuole una risposta sincera? Noi ci

la scheda
Nato a Monza il 15 gennaio 1963, Michele Colombo si laurea, a soli 21 anni, allUniversit di California Los Angeles (Ucla) in Business Administration. La votazione conseguita - Magna Cum Laude - lo fa inserire nella Deans List, lelenco dei migliori studenti universitari Usa. Dopo aver frequentato un Master in International Business (Mba) presso lUcla, torna in Italia. Nel Marzo 1990 socio fondatore con altri componenti della famiglia della Colombo Design Spa, azienda produttrice di maniglie per porte e finestre, maniglie per mobili, complementi darredo, accessori per il bagno con sede in Terno dIsola. La societ esporta in ben 55 Paesi. Lexport assorbe il 50% del fatturato, il 67% del quale destinato ai Paesi Extra Ue. Colombo partecipa alla gestione di altre societ facenti capo al gruppo di famiglia. Attualmente presidente del Cda della Rossini Immobiliare Srl di Bergamo e della Gedy Spa di Milano, specializzata nella produzione e commercializzazione di accessori per larredamento del bagno. Da 2000 Consigliere di amministrazione della Banca Credito Valtellinese.

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Imprese logorate dalla crisi.

E intanto la politica alimenta le incertezze


di John Law

a ripresa rinviata per lennesima volta. I pi ottimisti sperano in fine anno, quelli meno traguardano anche il 2014. Di sicuro, la situazione molto incerta, cos che si passa con grande facilit dalleuforia alla depressione, senza particolari motivi. Limpostazione complessiva non comunque positiva. Lindagine congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo relativa al primo trimestre dellanno ha spento le tiepide illusioni che si erano accese a fine 2012 quando sembrava che la crisi fosse sul punto di interrompersi o almeno ci fosse unattenuazione della caduta. Invece il 2013 iniziato in provincia con una nuova decisa ridiscesa della produzione industriale, in calo del 2,3% nel trimestre e del 4,5% rispetto a un anno prima, che riporta lindice indietro di tre anni, verso i minimi del 2009. Ancora pi critica la situazione dellartigianato manifatturiero con una caduta congiunturale del 9,9% e del 7% su base annua, con lindice sceso in questo caso a minimi mai raggiunti prima, nemmeno quando sembrava che la crisi avesse toccato il suo apice. Ad accentuare la drammaticit della situazione, con un calo della produzione che prosegue praticamente senza soluzione di continuit da sette trimestri, il fatto che la rilevazione non considera la riduzione avvenuta negli ultimi dodici mesi, tra marzo 2012 e marzo 2013, nel numero delle aziende manifatturiere: una contrazione dell1,9%, pari a 224 imprese. Il mercato si sta insomma rimpicciolendo pi di quanto lo faccia il numero degli operatori, con la conseguenza di spazi ridotti anche per chi resiste. Di fronte a una crisi che ormai entrata per alcuni settori al settimo anno, considerando come spartiacque il 2007, ci si trova ancora con una sovraccapacit produttiva e di conseguenza occupazionale che con ogni probabilit richiede un proseguimento della sele-

zione, quindi di una ulteriore contrazione di operatori perch il mercato si possa adeguare alle nuove pi ristrette dimensioni del mercato, dato che non si vede allorizzonte la possibilit di unespansione che dia pi respiro per tutti. La lunga crisi sta logorando sempre di pi la struttura delle aziende, anche sul fronte finanziario, mentre le incertezze dellazione politica ostacolano interventi che possano creare un contesto pi favorevole per la competitivit delle aziende italiane, per il ritorno degli investimenti e anche per la ripresa dei consumi interni. La congiuntura trimestrale non conforta neanche sul fronte delle vendite, conseguenza del resto della caduta dei volumi produttivi il tasso di utilizzo degli impianti sceso di un punto percentuale, al 65,9% , in una situazio-

ne di prezzi sostanzialmente stabili. Il fatturato dellindustria bergamasca risulta in calo nel trimestre, seppure di frazioni di punto, e per la prima volta sono in flessione anche i ricavi dalle esportazioni, che finora hanno dato un contributo essenziale alla tenuta complessiva, tra laltro in maniera pi marcata rispetto a quella del fatturato interno, che prosegue da tempo il suo andamento negativo. Una dinamica simile si registra anche sul fronte degli ordini. Continua il calo per il mercato domestico, coerentemente con la riduzione dei consumi nazionali, ma anche gli ordini esteri a Bergamo sono in rallentamento su base trimestrale e sotto il livello segnato un anno fa. A frenare lattivit sullestero incidono lindebolimento della domanda internazionale, con larea delleuro in recessione nel suo comples-

so, oltre che in alcune componenti importanti, e situazioni finanziarie difficili in sempre pi Paesi dellEuropa mediterranea, sono elementi di tensione nellinterscambio commerciale continentale. Anche alcuni dei principali partner commerciali del made in Bergamo come la Germania, rallentano la crescita, ma accanto a una domanda ridotta dai tradizionali clienti, che appare semplicistico attribuire totalmente alle politiche di austerity, si pone anche il problema della competitivit dei nostri prodotti. In questo scenario resta centrale il problema delloccupazione, che vede una continua erosione, in buona parte mascherata dallampio utilizzo di ammortizzatori sociali. I dati della congiuntura, nonostante linizio anno sia tradizionalmente un periodo favorevole per le assunzioni, in sostituzione delle uscite di fine anno, mostrano una diminuzione del numero complessivo degli addetti allindustria. Il turnover insomma viene rallentato, se non fermato, a fronte della prospettiva di dover gestire un riequilibrio dellattivit produttiva. Anche per questo le prospettive degli imprenditori non danno segnali di miglioramento sul versante occupazionale. Ma in generale le attese restano in territorio negativo, con solo qualche spunto in pi riguardo alla domanda estera. Invece sul fronte interno si continua a pagare landamento depresso dei consumi, penalizzato dalleffetto combinato del deterioramento del mercato del lavoro e della compressione del reddito disponibile. Questo si traduce, secondo lindagine congiunturale, a una caduta del 6,2% su base annua del giro daffari del commercio al dettaglio, mentre nelledilizia c stato un calo del 7,8%, a fronte di una diminuzione in un anno di 708 imprese attive nel settore, pari a una riduzione del 3,5%: una conferma che il problema principale continua ad essere il mercato interno senza stimoli.

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/pensieri di

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studi, realt aziendali e mondo bancario, non vedo differenze tra una latitudine e laltra. E chiaro che la segnalazione rappresenta una condizione solo necessaria e non sufficiente. Sta alla capacit di ogni studente sfruttare al meglio lopportunit. Quale approccio consiglia ad un giovane che deve affrontare il mercato del lavoro? Prima di tutto, bisogna diventare imprenditori di se stessi cercando di sviluppare al massimo la propria professionalit sin dagli studi universitari. Meglio scegliere un percorso di studi tecnicoscientifico che offre prospettive lavorative maggiori e conseguire la laurea nei tempi previsti e con ottimo profitto. indispensabile unottima conoscenza della lingua inglese, unitamente alla disponibilit ad una mobilit geografica, almeno su tutto il territorio europeo. Il consiglio finale quello di cercare di sfruttare le opportunit di scambio internazionali durante il percorso di studi. Una recente indagine Istat ha evidenziato come giovani con pi di 34 anni rinuncino ormai a cercare lavoro perch ritengono di non riuscire a trovarlo. Quale consigli si sente di dare a questesercito di scoraggiati? Avere un atteggiamento distruttivo non premia mai. Se non ci sono opportunit in Italia bisogna allargare i propri orizzonti e cercare occasioni di lavoro altrove. Una scelta quasi certamente premiante nel lungo periodo, ma che molto spesso risulta costosa in termini emotivi e per le implicazioni economiche. Non una scelta semplice. Quali sono i requisiti fondamentali per lasciare il proprio Paese?

Giovani sempre pi sfiduciati.

Per questo scappano allestero


Intervista a Giovanni Urga, professore allUniversit di Bergamo e alla Cass Business School City University di Londra. Gli studenti avvertono di non avere prospettive. I talenti si sentono penalizzati da un sistema gerontocratico e guardano sempre pi oltre confine

Nel sistema universitario anglosassone si valorizzano ricerca e didattica e gli studenti hanno la sensazione che il mondo del lavoro sia a portata di mano. In Italia non cos
Senza dubbio la conoscenza della lingua importante insieme alle competenze acquisite in un determinato ambito. La voglia e la determinazione di fare le valigie devono essere degli stimoli davvero forti. Molti laureati scappano. Il 2012 ha fatto registrare il 30% in pi di espatri rispetto al 2011. Cosa ne pensa? C unemorragia di talenti perch i giovani non vengono valorizzati da un sistema gerontocratico come quello italiano. Un sistema immobile che teme un ricambio generazionale, che invece necessario e vitale. La fuga dei talenti segnala da un lato le nostre grandi doti, dallaltro quanto il Paese perda in termini di capitale umano. Lei insegna nella City a Londra. Che percezione hanno l del nostro Paese? Le vicende politiche degli ultimi anni non mettono in grande luce lItalia. Non infatti mai in discussione la capacit degli italiani, ma la situazione politica e il sistema-Paese. Gli italiani che conosco e frequento a Londra guardano con tristezza alla loro terra dorigine, con lamara sensazione che il Paese sia in mano ad incapaci. Cosa le manca dellItalia e cosa invece la fa tornare volentieri nella terra di Sua Maest? Sono italiano, mi sento italiano e amo il mio Paese, che non ha pari al mondo. Vivo a Londra che una metropoli multietnica e stimolante, ma in Italia torno sempre volentieri, anche se spesso ne tocco con mano le contraddizioni. Il sistema universitario anglosassone mette pi sotto pressione ed incentiva a fare bene il proprio lavoro. Non tutto rose e fiori in Inghilterra, ma si valorizzano ricerca e didattica. In Italia non succede altrettanto.

di Laura Bernardi Locatelli

Universit italiana diventa sempre pi un parcheggio. E non valorizza, come del resto anche il sistema-Paese sempre pi ingessato e gerontocratico, i giovani, specialmente i migliori. Giovanni Urga, professore di Finanza ed Econometria allUniversit di Bergamo e alla Cass Business School City University di Londra, dove dirige anche il Centro di Analisi Econometrica, mette a confronto il sistema anglosassone e quello italiano, non senza lamara constatazione di una vera e propri emorragia di talenti verso altri Paesi in cerca di prospettive pi rosee. Professore, quali sono i principali punti di forza e di debolezza del sistema universitario italiano? In Italia, una buona parte degli studenti arriva alluniversit con un bagaglio culturale pi ampio e ricco di quello anglosassone, che iper-specialistico sin dalla scuola secondaria. La pi ampia preparazione emerge soprattutto nel medio e lungo periodo, dato che al lavoratore odierno richiesto soprattutto

di essere versatile e di apprendere in modo continuo nuove competenze e conoscenze. Di contro, una debolezza del sistema italiano rappresentata dal fatto che gli studenti non sono monitorati nel modo appropriato e possono rimanere iscritti alluniversit ad oltranza. Cosa possiamo imparare dal sistema universitario anglosassone? Nel Regno Unito liter universitario ben monitorato e predeterminato anche in termini di tempo e ci rappresenta un indiscutibile vantaggio. Questo approccio evita che luniversit diventi un parcheggio. Un sistema intasato da un numero elevato di studenti poco motivati ed inspiegabilmente fuori corso un costo che la collettivit non pu e non tenuta a sostenere. Da professore universitario gode di un osservatorio privilegiato sul mondo dei giovani. Che umori avverte? In Italia negli ultimi anni vedo maggior

Ai giovani consiglio di diventare imprenditori di se stessi, cercando di sviluppare al massimo la propria professionalit

pessimismo e rassegnazione, soprattutto in ragazzi brillanti hanno davanti a s tutta una vita. Gli studenti sentono di non avere prospettive e nei corsi di laurea magistrale cresciuta la percentuale di studenti che intendono andare allestero. Quali sono le aspettative di uno studente inglese e quali quelle di uno italiano? Gli studenti inglesi hanno la sensazione che il mondo del lavoro sia a portata di mano, con in tasca una laurea triennale o un master. Durante i tre anni di universit ogni studente ha lopportunit di entrare nel mondo del lavoro attraverso uno stage coerente con il proprio curriculum. In questo percorso lo studente viene valorizzato e non sfruttato come purtroppo accade spesso in Italia, dove c la sensazione che lo stage rappresenti unesperienza senza veri sbocchi occupazionali. In Italia sembra che conti sempre pi la raccomandazione, nonostante curriculum e preparazione. Cosa ne pensa? In Inghilterra come funziona? Se per spintarella o raccomandazione si intende la segnalazione di studenti meritevoli a centri

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/BACHECA

Bergamo Sviluppo, al via lIncubatore Tecnologico 2020


La Giunta della Camera di Commercio di Bergamo ha deciso di realizzare il progetto Incubatore Tecnologico 2020 attraverso la propria azienda speciale Bergamo Sviluppo. Il progetto si svolger presso la nuova sede operativa al Polo per lInnovazione Tecnologica (Point) di Dalmine e prevede sia la realizzazione di azioni mirate di scouting tecnologico per lo start-up di imprese innovative, anche di carattere manifatturiero, da insediare negli spazi del Point di Dalmine, sia lattivazione di una serie di servizi tecnologici avanzati a favore dello sviluppo delle imprese del territorio della provincia, sia il potenziamento di servizi formativi, seminariali e consulenziali. Per la realizzazione delle attivit previste dal progetto la Giunta camerale ha stanziato 200mila euro per il 2013, e 400mila euro per gli anni successivi. Bergamo Sviluppo con linsediamento al Point di Dalmine stata inclusa tra i 30 parchi scientici e tecnologici nazionali associati alla rete APSTI (Associazione Parchi Scientici e Tecnologici Italiani) e a IASP (International Association of Science Parks).

di interesse artistico, culturale e commerciale della citt. I 37mila visitatori che gi nel 2012 avevano usufruito del servizio hanno infatti convinto il Comune di Bergamo a mettere in pista, per la terza estate consecutiva, queste moderne guide turistiche itineranti che, con fare amichevole, aiutano i visitatori a orientarsi tra musei, monumenti, teatri e shopping. Sono otto gli steward e le hostess che turneranno ogni ne settimana per garantire una copertura ssa tra il borgo storico e il centro piacentiniano. In particolare alla Stazione della funicolare bassa e in Colle aperto le guide saranno dotate di una bici con bauletto contenente il materiale promozionale. Gli urban steward distribuiranno infatti mappe e avranno a disposizione un kit per la rilevazione dei dati destinati allindagine sulla valutazione del servizio offerto.

Bergamo wi-, salgono a 22 i punti di connessione


Le 19 oasi telematiche presenti in citt per la navigazione libera in internet diventeranno presto 22 con laggiunta di tre nuovi punti daccesso wi-: piazza Matteotti, la stazione degli autobus e il tribunale di Bergamo, in collaborazione con lOrdine degli avvocati. Il progetto Bergamo wi- nato nel 2010 dalliniziativa BiblioLess del Comune di Bergamo e piazze wi- della Fondazione Bergamo nella Storia e Fondazione Famiglia Legler. Dal cellulare allIpad passando attraverso il pi tradizionale computer portatile, la connessione senza li rappresenta oggi un punto di contatto ormai imprescindibile per i bergamaschi. I numeri parlano da soli: il picco delle connessioni si vericato a novembre 2012 con 24mila accessi mentre si navigato meno ad agosto (7.356). Lhot spot pi gettonato quello della biblioteca Tiraboschi: per studio o per lavoro, solo lo scorso aprile si sono collegate in questa zona 14.200 persone. Ricercate sono anche le oasi del Polaresco, della Circoscrizione 2 mentre resta meno sfruttata quella di via Furietti, in corrispondenza della sede della prima Circoscrizione.

Valcalepio, benemerenze a Tentorio, Malvestiti e Pirovano


Il Sindaco di Bergamo Franco Tentorio, il presidente della Camera di Commercio Paolo Malvestiti e il presidente della Provincia Ettore Pirovano hanno ricevuto nei giorni scorsi la spilla del Colleoni e un attestato di Benemerenze dal Consorzio Tutela Valcalepio. Con questo gesto ha detto Enrico Rota, presidente del Consorzio Tutela Valcalepio intendiamo rendere omaggio a quelle gure istituzionali che con il loro operato contribuiscono al nostro lavoro e ci consentono, grazie al loro appoggio, di portare avanti il nostro mandato di tutela e promozione del vino e del territorio bergamasco. Comune, Camera di Commercio e Provincia aggiunto Rota hanno fatto molto per noi e noi siamo grati per questo impegno. Anche perch ci fa capire che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, che stiamo compiendo le azioni indispensabili per tutelare e promuovere il Valcalepio.

Nasce Quintaruota, svolta per autosalonisti e consumatori


Nasce Quintaruota, piattaforma creata dal Gruppo Autosalonisti di Bergamo che mira a potenziare le vendite online e ad ampliare il proprio bacino di utenti. Il progetto, cui mancano solo pochi dettagli tecnici per entrare nella piena fase operativa prevista a settembre, il primo a livello nazionale per trasparenza e innovazione: il portale sar infatti lunico a rispondere ai criteri del Codice del consumo, che regola i rapporti tra venditori e acquirente. Quintaruota offrir ai consumatori la possibilit di stampare una miniguida per confrontare, anche sul campo, i venditori che applicheranno le condizioni migliori nel rispetto dei loro diritti. Gli autosaloni presenti sul portale nora hanno aderito al progetto 17 concessionari dauto usate, di cui uno con sede nel Bresciano pubblicheranno gli annunci delle autovetture con molti dettagli tecnici e foto in alta denizione, offrendo il maggior numero di informazioni possibili. Le aziende avranno a disposizione anche un temporary manager pronto a formare i venditori su: pubblicit ingannevole, diritto di recesso, azione commerciale scorretta, credito al consumo, contratti a distanza e garanzie sui beni venduti.

Turismo, gli Urban Steward tornano di nuovo in strada


Giubbetto blu, cappellino con visiera e borsa a spalla, sfrecciano per la citt a bordo della loro bicicletta nuova di zecca. Si presentano cos i nuovi Urban steward che, no a settembre, saranno presenti nei luoghi

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/pensieri di
di Rosanna Scardi

/pensieri di
Una canzone che proponevo vestito da carcerato con la palla al piede. Portavo in scena un dialogo tra un corrotto, in cella, e un cittadino onesto, la palla. In Rai rifiutarono di farmi esibire con la mia canzone. Dissero che avrei potuto dare fastidio. Si preso una rivincita? Certo. Mi ha chiamato Maurizio Seymandi a Superclassifica show. Mi sono sentito un piccolo Grillo. Poi ho portato il brano nelle piazze gettando banconote da centomila lire con la mia faccia. La gente si divertiva come matta. Lei ha fatto da controfigura a Pozzetto in arrivato mio fratello nel 1985, al quale stato paragonato. Che differenza c con i comici di oggi? Quando ho incontrato Renato la prima volta, credevo recitasse. Invece, nella vita era come sul set. Autentico. Lo stesso valeva per Alberto Sordi. Riuscivano a rappresentare la quotidianit in modo poetico, surreale. Oggi i comici sono incomprensibili, nevrotici, finti. Oggi si producono tanti film e fiction, molti non di qualit, perch? Perch un circolo chiuso. A fare le scelte sono regista, produttore e politici. Scelgono lamico dellamico. La cosa triste che certi giri sono anche a Milano. E poi ci si stupisce se riusciamo a malapena ad avere candidature allOscar solo per costumi e musiche. A parte Giuseppe Tornatore, sono in pochi a realizzare film di qualit. Le mai capitato di farsi raccomandare? No. Farne a meno un atto di coraggio che ti premia. Credo nella meritocrazia che ti fa durare nel tempo. Perch se ti procurano una serata, ma sali su un palco e le tue battute non fanno ridere, non hai futuro. E poi, come si fa a farsi raccomandare? Esiste una scuola?. Nel 1987 in Soldati - 365 allalba ha interpretato una recluta gay, cosa pensa dei diritti degli omosessuali? Non sono una piaga come sostiene qualcuno, ma sono contrario al matrimonio, e di conseguenza alle adozioni gay. Sar banale, ma un bambino deve avere una mamma e un pap. Quale sorpresa la renderebbe felice? Vorrei incontrare un regista che capisca che dietro la mia espressivit ci sono anni di gavetta. Ci sono caratteristi, come Nicola Pistoia, che a 59 anni ottengono il primo ruolo importante. Non si sa mai. Potrebbe arrivarmi la chiamata di Steven Spielberg. Il complimento pi bello? Il conoscente al bar che mi difende agli occhi della moglie e dice che se non sono famoso perch non sono come quelli che stanno a Roma ad arruffianarsi i potenti. Perch sono uno verace, che gira le piazze e le parrocchie e ama stare tra la sua gente.

I comici di oggi?
ha fatto conoscere tutti i paesi. Non riuscirei ad andarmene. Apprezzo Beppe Grillo che riesce a essere uno stratega senza sedere sulle poltrone dei ladroni, ma ammirando il cielo azzurro della sua SantIlario, alle spalle di Nervi. Se fosse finito a Roma oggi sarebbe uno dei tanti anonimi comici. Come lui un genovese, io sono un uomo del nord, che viene da una terra dove si lavora sodo. Lei ha citato Grillo, oggi un carismatico leader politico, accusato per di avere poche idee. Il problema che Pd e Pdl peccano di protagonismo. I pregi e i difetti di Grillo

hislandi, cosa la rende fiero di essere bergamasco? Sono orgoglioso di essere nato nella terra di Arlecchino. Sapere che la maschera che ha inventato il teatro nel mondo e poi il cinema non viene dalla California o dalla Nuova Zelanda, ma ha le mie stesse origini, mi fa venire la pelle doca. E poi gli somiglio. Come Arlecchino, sono piccolo, ma di buona stazza, con la panciottina e la furbizia da giullare. A proposito, come si mantiene in forma? Con la corsa mattutina, ma serve poco. Mangio un panino veloce prima dello spettacolo pomeridiano. Tiro a sera e, spinto dalla fame nervosa, non resisto al buon cibo. Cos mangio e assimilo il doppio perch dopo lultima esibizione sono rilassato e vado a dormire. Un suo famoso collega, Alessio Boni, ha cercato fortuna altrove, anche in America. Lei, non ha mai pensato di lasciare la sua terra? Sono originario di Comun Nuovo, ma vivo a Ponteranica. Mio pap era un segretario comunale che conosceva e mi

Grillo un uomo coerente e far pulizia nel Movimento 5 Stelle

Il mondo dello spettacolo un circolo chiuso. Avanzano gli amici degli amici. Poi ci si stupisce se non arrivano premi internazionali
la scheda
Pietro Ghislandi nato a Bergamo il 19 aprile 1957. noto al grande pubblico come ventriloquo accompagnato dal pupazzo Sergio. Nel 1985 la controfigura di Renato Pozzetto in arrivato mio fratello. Nel 1987 recita in Soldati - 365 allalba. Lattore vanta partecipazioni nel Muro di gomma di Marco Risi, I mitici - Colpo gobbo a Milano di Carlo Vanzina, Vajont e Porzus di Renzo Martinelli. Leonardo Pieraccioni l ha scelto per Il principe e il pirata, Il paradiso allimprovviso e Ti amo in tutte le lingue del mondo. Lo scorso anno ha partecipato alle fiction di RaiUno Il sogno del maratoneta e Walter Chiari - fino allultima risata. Ha inciso per primo un cd con canzoni in bergamasco, Pota dance.

Sono nevrotici e finti


Parla lattore e ventriloquo Pietro Ghislandi Non ci sono pi personaggi come Pozzetto o Sordi, autentici e poetici nella rappresentazione della realt
stanno nellessere troppo estraniato dal potere. stato vittima dei suoi collaboratori partiti puri e che poi si sono montati la testa. Ma lui un uomo coerente e far pulizia nel Movimento 5 Stelle. Di cosa ha bisogno lItalia? Di gente onesta. Ho letto di un funzionario ministeriale che ha fatto sparire oltre cinque milioni di euro destinati ai beni culturali. Mi vanto a 56 anni di cercarmi ancora il lavoro, perch un attore non va mai in pensione. A ottantanni allora si immaginer ancora su un palco? Certo, il teatro non ha et, lo ha dimostrato Marcello Mastroianni. Lo vidi al Teatro Donizetti diretto da Giulio Bosetti poco prima di morire. Straordinario.

Se non avesse fatto lattore, cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita? Il pianista jazz alla Keith Jarrett. Ho insegnato musica alle scuole medie e trovo che sia il miglior modo per sfogare le tensioni. Lei ha realizzato i suoi sogni, cosa che per i giovani difficile fare oggi... Credo che siano condizionati psicologicamente. Sentono il padre che magari ha perso il lavoro o che si lamenta per le tasse, lImu, la pensione, e si fanno prendere dal panico. In realt, ritengo che la crisi porti, per reazione, le persone pi intelligenti a tirar fuori gli artigli. E poi, se uno davvero disperato, pu sempre andare a scaricare le casse della frutta al mercato. Tanto pi, se giovane. Ha mai conosciuto la censura? Eccome. Nel 1993 ho vinto il Festival nazionale della canzone satirica ad Ascoli Piceno con Tangent dance.

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/parete nord

/parete nord

Festeggiamo la Repubblica,

ma se ci guardiamo intorno non resta che un quadro desolante


di Marco Cimmino

l 2 giugno la festa della Repubblica: qualcuno, forse, non sa nemmeno cosa si festeggi e, qualcun altro, magari, si domanda cosa ci sia da festeggiare. Noi siamo una repubblica sui generis, fatta da sessanta milioni di piccolissime repubblichette, i cui confini geopolitici sono delimitati dalla porta di casa di ognuno. Siamo nati da una terribile guerra civile, la cui onda lunga arriva a lambire perfino la nostra vita politica odierna, a settantanni di distanza. Questo faticoso parto stato propiziato da un re che scappato, abbandonando i suoi sudditi e il suo esercito nelle peste, e da una dittatura che ha avuto il suo Gtterdmmerung in una macelleria messicana, con lo sconcio incancellabile di piazzale Loreto. Il trono cerc di salvarsi, con lscamotage della luogotenenza, tirando in ballo quel poveretto di Umberto, che di troni nulla sapeva, fino allultimo, in ossequio alla regola per cui i Savoia regnavano uno alla volta. Si arriv al referendum: da un mese, il principe era diventato re, col nome di Umberto II. Le masse meridionali, allora come oggi, votarono compattamente per quelli per cui avevano detto loro di votare: scelsero la repubblica gli operai del nord e i sopravvissuti di Sal, che vedevano nei Savoia dei traditori disonorati. Si arriv in volata, allitaliana: vinse la repubblica di unincollatura, e molti dicono che si tratt di un risultato truccato. Il che pure molto italiano. Era la prima volta che tutti i cittadini della Penisola votavano: uomini e donne. Se si pensa che il molto celebrato parlamento, che decret la nascita dellItalia come stato unitario, era stato eletto da meno del 2% della popolazione, fu un bel balzo in avanti. Contemporaneamente allo stabilire se lItalia sarebbe stata una repubblica o una monarchia, si elesse unassemblea costituente, giacch, senza una costituzione, non si potevano fare le elezioni politiche, nominare

deputati e senatori e un governo che ci governasse. La costituente ci mise un anno e mezzo e, il primo gennaio del 1948, anche lItalia ebbe la sua costituzione: quella che oggi ci viene presentata come una specie di capolavoro giuridico e civile e che, in realt, mostr da subito la corda. Tanto per cominciare, si tratt di uno statuto compromissorio, pieno di elevati valori, ma poco efficace nel concreto: venne stilata a quattro mani da gente che si amava come si amano cani e gatti, coi comunisti che sedevano in assemblea, e che, al contempo, progettavano la rivoluzione sovietica, ballando il tango con Stalin, e i democristiani che avevano in mente una specie di dpendance americana. Per inciso: la commissione stragi della XIII legislatura ha raccolto un bel malloppo di documenti in cui i padri costituenti del Pci presiedevano riunioni il cui ordine del giorno parlava di insurrezione armata. Per ulteriore inciso: in Italia si fatto un referendum per abolire le centrali nucleari, ed ospitiamo le testate multiple della Nato, nel-

le basi americane sparse per la Penisola, dove nemmeno possiamo metter piede. Anche questo la Repubblica Italiana. Ma torniamo alla nostra mirabile e intoccabile costituzione: siccome uscivamo dal periodo buio del fascismo, la prima preoccupazione dei padri fondatori fu, inevitabilmente, quella di allontanare qualsiasi rischio di recidive. Impensabile, dunque, era lidea, non si dice di una repubblica presidenziale, ma nemmeno di un governo forte, con ampie capacit decisionali e operative: si cre un bicameralismo perfetto, con un governicchio debole debole e senza strumenti efficaci di intervento. Ne deriv quellabitudine tutta italiota (e, tra parentesi, anticostituzionale) di governare normalmente per mezzo dei decretilegge, che, invece, andrebbero usati solo in casi di assoluta necessit e urgenza. Insomma, una repubblica fondata sulla confusione, pi che sul lavoro. Questo, non ci ha impedito di prosperare, malgrado tutto: finch la grande palude centrista poteva contare su larghi consensi, il

problema dellingovernabilit rimaneva come polvere sotto il tappeto. Prima o poi, per, i nodi vengono al pettine: a partire dagli anno Ottanta del secolo scorso, si sono visti nascere governi sempre pi consociativi, in cui entravano quasi tutti i partiti moderati, attratti dal miraggio di un potere sempre pi scricchiolante: il tetrapartito e il pentapartito, che partorirono Tangentopoli. Il resto storia recente: anzi, per la verit, si tratta di chiacchiericcio, pi che di storia, ma va bene cos. Ecco, noi siamo questo: il 2 giugno, questo che si festeggia. Una repubblica che meno coesa, meno unita e meno dotata di speranzose prospettive oggi, di quanto non fosse allindomani di una guerra spaventosa. Uno Stato in cui i giovani migliori scappano allestero: in cui gli anziani sono visti come zavorra e in cui chi lavora non sa se i soldi che versa per la propria pensione gli torneranno mai indietro. Bella repubblica davvero! Chiss se avrebbero potuto prevedere questo brillante risultato quelli che votarono, quel 2 giugno di tanti anni fa? Immagino di no: chi avrebbe immaginato unItalia ridotta cos? Siamo sempre stati dei poveracci, in Europa: per, perlomeno, avevamo buone scuole, una cultura che gli altri ci invidiavano; avevamo noi stessi e la nostra tradizione, e nessuno avrebbe potuto portarcele via, queste cose. Ce le siamo portate via da soli: non c stato bisogno di guerre n di rivoluzioni. Abbiamo perso la nostra anima nazionale in un dedalo di piccolissimi relativismi spiccioli: abbiamo calato le braghe senza nemmeno uno straccio di nemico che ci imponesse la resa a discrezione. E, adesso, guardiamo sfilare il nostro bel Tricolore, per i Fori Imperiali, tra gli scheletri formidabili di unItalia che fu. Mentre i sardi della Sassari passano cantando Dimonios, come una parata di meravigliosi fantasmi.

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/pensieri di
Intervista a Sergio Bonaldi, campione dello sci. La politica deve fare di pi per sostenere gli atleti. E lei, da ex canoista plurimedagliata, pu capire a fondo cosa serve al nostro mondo

I giovani oggi si appassionano meno agli sport invernali. Sar dura scovare nuovi campioni
Quanto dura, in media, la carriera nello sci di fondo? Ci sono molti atleti norvegesi di quarantanni, passati alle gare lunghe, che stanno continuando a vincere. Nel mio caso non so fin dove arriver, ma credo che per un paio danni riuscir ancora a gareggiare a questo livello. Poi vedremo. Cosha un fuoriclasse in pi rispetto a un campione? Il fuoriclasse vince sempre, a 15 anni, come a 30. Ha delle doti naturali che nessun allenamento pu dare. Il campione, al contrario, certe doti se le conquista strada facendo, continuando a perseverare nellallenamento. Nello sci di fondo e in generale negli sport invernali come siamo messi a finanziamenti? Non benissimo, soprattutto se guardiamo alle squadre scandinave. Credo che loro abbiamo dieci-venti volte i finanziamenti che abbiamo noi. Cosa manca in Italia? Le grandi aziende che si interessino agli sport invernali. Da noi lo sport nazionale il calcio, nei Paesi scandinavi lo sci. Questo significa che loro hanno alle spalle molti pi tecnici di noi, oltre a poter fare maggiori ritiri durante lanno. La nostra ancora una piccola realt, costretta ad arrangiarci con quel che arriva. Venendo ad altro, trova che per lo sport italiano sia un segnale positivo larrivo di unatleta olimpica come Josefa Idem al Ministero dello Sport? Penso proprio di s. Con tutta lesperienza che ha, credo che possa capire

Un ministro come Idem

Difficile immaginare un mondo senza doping. Qualche caso isolato temo ci sar sempre

pu far bene allo sport

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di Giordana Talamona

onaldi, qual stata la sua soddisfazione pi grande nel biathlon? La partecipazione alle Olimpiadi. Mi ha lasciato delle emozioni fortissime, perch quando ho iniziato il mio percorso da professionista, non avrei mai pensato di arrivare sino a quel traguardo.

E nello sci di fondo? Quella di questanno, la vittoria della Coppa del Mondo nelle lunghe distanze. Quanto si allena prima di una gara? Allincirca quattro ore al giorno. Per arrivare preparato alla Coppa del Mondo, mi sono allenato ininterrottamente per undici mesi, da maggio alla fine di marzo. Sportivi si nasce o si diventa? Uno e laltro. Io ho iniziato da piccolo, allet di sei anni, ma era una passione

che avevo dentro. Ero un bambino iperattivo, che non riusciva a star fermo cinque minuti sulla sedia. Come mai passato dal biathlon allo sci di fondo? stata una scelta che ho preso nel 2007, dopo otto anni di corse. Per il biathlon, infatti, non ero abbastanza giovane per continuare con le gare brevi, quindi sono passato alle gare di lunga distanza, per le quali mi sento pi portato.

fino in fondo ci che serva agli atleti, al giorno doggi. Se potesse fare una richiesta alla politica italiana in favore dello sport, quale farebbe? Di seguire maggiormente i giovani atleti. Sono loro il futuro dello sport italiano. Trova che i giovani di oggi si appassionano agli sport invernali come un tempo? Molto meno. La mancanza di neve non aiuta, perch incide sul numero complessivo degli sportivi, adulti come giovani. Una volta, inoltre, cerano pi allenatori che seguivano i ragazzi, oggi molti meno. Perch ? Chi fa lallenatore nei vivai, in genere, lo fa come seconda attivit. Credo che il minor tempo a disposizione e la mancanza di incentivi, siano le motivazioni principali. Questa una grossa ipoteca sul futuro dello sport italiano, perch quando manca il supporto alle nuove generazioni, manca tutto. Chi mi dice che tra i ragazzi che non ho potuto seguire, non ci fosse un campione che sarebbe emerso dopo qualche anno?. Venendo alla scuola, trova che le ore di educazione motoria siano sufficienti per i bambini? Ne servirebbero di pi. Non mi pare che la scuola dia molta importanza allo sport, soprattutto negli anni della crescita. Un vero peccato perch la scuola un ambiente formativo fondamentale per i giovani, che dovrebbe accompagnarli nella crescita, non solo intellettiva, ma anche motoria. Una stima del Ministero della Salute fa un quadro sconfortante sullobesit infantile. Pi di un bambino su tre ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua et. Come abbiamo

fatto ad arrivare a questo punto? una conseguenza di quello che dicevamo prima. Se i giovani non vengono educati ad un corretto stile di vita, normale che si arrivi a questo. A scuola si muovono poco, poi tornano a casa e studiano. Dopodich al posto di uscire, come facevo io da bambino, giocano sul computer. ovvio che ingrassino. Da atleta quali sono gli errori pi gravi che nota nelleducazione alimentare dei piccoli? una questione di entrate ed uscite. Lo spuntino non va fatto se non ci si muove. Bisognerebbe curare lalimentazione, in base alle energie consumate durante il giorno. Lei ha due figli. Ce la fa con loro? Ci provo, ma non facile. Posso anche dir loro di non mangiare merendine per dieci volte, ma se allundicesima se la mangiano, non posso farci niente. Venendo al doping e ad Alex Swarz, crede che qualcuno gli abbia fatto pressioni per vincere a tutti i costi? Non lo conosco, ma penso che abbia scelto liberamente di usare il doping, senza alcuna pressione proveniente da fuori. Ognuno di noi libero, tanto pi nello sport. Da ultimo, riesce a immaginarsi uno sport senza doping? Qualche caso isolato temo ci sar sempre. Detto questo, ritengo che la maggior parte degli atleti si impegni con le proprio forze, senza utilizzare alcun aiuto.

la scheda
Sergio Bonaldi nasce a San Giovanni Bianco il 7 agosto del 1978. Esordisce nel 1999 nel biathlon, in Coppa Europa. Conquista la medaglia di bronzo agli Europei del 2001, disputati in Alta Moriana. Ai Mondiali di Hochfilze del 2005 si piazza 45 nellindividuale. Nel 2006 conquista il bronzo nella Sprint della Val Ridanna e largento nella Sprint della Val Martello. Dal 2007 si dedica allo sci di fondo, gareggiando perlopi nella Marathon Cup. Nel marzo del 2013 oro nella FIS Marathon Cup, nella Engadin Skimarathon, sulla pista svizzera di Samedan.

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L/ INCHIESTA

Del vedere sospeso


Opere di Zaccaria Cremaschi

Lavoro allestero
Biglietto di sola andata
a quelli del Nord Europa, attualmente meno condizionati dalla crisi economica. C per chi guarda con favore anche ai Paesi emergenti, come il Brasile, mentre gli Usa restano la meta per eccellenza per chi vuole farsi un buon curriculum. Addio quindi ai bamboccioni che cercano rifugio in famiglia, perch quasi il 60% dei giovani italiani disposto ad andare allestero per migliorare le proprie opportunit di lavoro. I pi decisi a lasciare nido e patria sono i giovani del Nord che, per cercare impiego si affidano sia allinvio dei curriculum vitae, sia al web riconosciuto come uno strumento pi importante rispetto alle Agenzie per il lavoro inserendo il proprio cv in siti specializzati. Ma anche chi sta ancora studiando pensa gi a cosa fare da grande: gli studenti italiani che completano gli studi allestero
DRIVEPD

La Fondazione Credito Bergamasco invita a visitare gratuitamente la mostra dedicata a Zaccaria Cremaschi dal titolo Del vedere sospeso, nella quale lartista presenta al pubblico unemozionante selezione della sua suggestiva produzione artistica. Liniziativa rientra nelle celebrazioni del centenario di apertura della filiale di Lovere del Credito Bergamasco.

Orari: da marted a sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00; domenica e festivi, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 dalle ore 15,00 alle ore 19,00 Ingresso libero
In collaborazione con:

C chi parte per motivi di studio, chi alla ricerca di un lavoro, chi allavventura. Qualunque sia la motivazione, gli italiani che si trasferiscono allestero sono sempre pi numerosi.
di Alessia Marsigalia

www.fondazionecreberg.it

Atelier del Tadini Lovere, via G. Oprandi


11 maggio-7 luglio 2013

econdo i dati Istat, nel 2012 sono 50mila le persone che in un anno hanno lasciato il nostro Paese per atterrare su altri lidi. Si tratta soprattutto di maschi, sempre pi giovani, e con un titolo di studio sempre pi elevato. In Europa sono Germania, Svizzera, Regno Unito e Francia i Paesi pi gettonati, insieme

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L/ INCHIESTA

L/ INCHIESTA
Le tutele e le garanzie sociali, lambiente internazionale e linvestimento sulla formazione continua, lo stipendio calmierato agli standard europei, la possibilit di fare una carriera rapida se meritevoli e la non discriminazione di genere. Torneresti in Italia? Certo, sono anche attiva in unassociazione italiana che promuove la cittadinanza attiva e linnovazione sociale. Vorrei tornare per concludere il ciclo di circolazione e per partecipare alla rinascita del mio Paese. Vivo la mia assenza dal Paese con un forte senso di responsabilit. Non sono per disposta a farlo a condizioni lavorative inferiori a quelle attuali, se non per incarichi di particolare interesse e rilevanza. PECHINO MARCO, insegnante Perch hai lasciato lItalia? Nellordine: per fare unesperienza allestero, migliorare la lingua cinese, e perch non ce la facevo pi a vivere nella mia citt, Brescia. Sapevi gi cosa fare quando ti sei trasferito? Ho cercato lavoro una volta arrivato a Pechino. Perch hai scelto proprio la Cina? Per ragioni inerenti lo studio della lingua e per la presenza di una folta comunit internazionale. Conoscevi la lingua prima di partire? Avevo delle basi di cinese, lho imparato veramente solo in seguito. Come ti sei organizzato allinizio per vivere? Ho affittato una casa con altri ragazzi, facendo vari lavoretti. E ora? Ora ho un lavoro stabile da pi di due anni. Che lavoro fai? Insegno lingua italiana, un lavoro che mi permette di vivere piuttosto bene e di mettere da parte dei soldi. Un aspetto positivo dellambiente di lavoro? La dinamicit, senza dubbio. Torneresti in Italia? Sto facendo di tutto per non tornare.

(60mila) sono in continuo aumento, e dal 2007 e al 2010 la percentuale cresciuta del 42,6 per cento (fonte Censis). Altro fenomeno nuovo il pendolarismo, non solo a breve raggio che, nel 2010, ha coinvolto 9,6 milioni di italiani, di cui oltre 13mila fanno spola tra Italia e estero. In questo contesto il termine fuga di cervelli appare quindi un po riduttivo rispetto alle scelte di questi uomini e donne che varcano i confini. In una societ sempre pi de-territorializzata grazie ai media digitali, chi parte non si sente migrante in senso classico, pur continuando a vivere e sentire gli effetti dello spostamento dice Delfina Licata, caporedattore del Rapporto Italiani allestero . Il viaggio diviene centrale per la formazione culturale e lidentit di un giovane il quale, non di rado, realizza anche molteplici spostamenti resi possibili dalla facilit dei mezzi di comunicazione. I giovani italiani allestero, quindi, vanno considerati un potenziale sociale, culturale ed economico a condizione di mantenere legami fruttuosi tra chi partito e chi rimasto. Cosa che non sempre avviene, per cui la potenzialit prima richiamata rimane solo formale.

GIOVANI BRESCIANI CHE LAVORANO ALLESTERO


LONDRA EDOARDO, informatico Cosa ti ha spinto a partire? Imparare meglio il conversational-english (parlato, la lingua vera che si usa al bar) e capire com la startup-scene qui a Londra, considerata la Silicon Valley dEuropa. Ti sei preparato prima di partire? Avevo fatto qualche ricerca sulle zone della citt, sui siti web dove cercar casa e sui coworking; per il resto ho improvvisato. Perch hai scelto Londra? Perch la prima volta che sono venuto qui da turista mi sono sentito a casa; qui c la cultura delle startup e parlano inglese! Trovare casa stata dura? Una volta arrivato, ho prenotato 5 giorni in B&B durante i quali ho cercato e trovato casa. Ho avuto una fortuna pazzesca, a Londra trovare una casa decente in un posto decente a un prezzo ragionevole unimpresa! E per il lavoro, essendo tu libero professionista? Ho provato qualche coworking, per il resto non c differenza con lItalia: si va per conoscenze! Ti sei appoggiato ad amici? No, avevo solo qualche contatto in caso di emergenza. Una scelta voluta per non adagiarmi e farcela da solo. A posteriori, devo dire che stata unottima idea: la consiglio a tutti! Riesci a vivere bene con quel che guadagni? A parit di lavoro, mediamente gli stipendi consentono un tenore di vita maggiore qui che in Italia. Anche perch ci sono benefit aggiuntivi forniti dallo Stato (per chi ha figli, disoccupato, ecc.). Quali sono secondo te gli aspetti positivi, nel settore lavorativo, che qui trovi mentre in Italia no? C un abisso! Alcune cose che ho trovato qui: meritocrazia prima di tutto, opportunit decisamente interessanti, poche chiacchiere e tanta sostanza. Torneresti in Italia? Assolutamente s!

BRUXELLES CLAUDIA, funzionario della Commissione Europea Perch hai lasciato lItalia? Volevo fare unesperienza di lavoro presso le istituzioni europee, coerentemente col mio percorso accademico. Non sono fuggita, ho solo inseguito unambizione e unintuizione. Sapevi gi cosa fare quando ti sei trasferita? Mi sono trasferita a Bruxelles due volte: la prima volta grazie a una borsa di studio per un tirocinio al Parlamento Europeo. Dopo una serie di altre esperienze sono tornata in Italia, ma poi ho avuto unimportante occasione di lavoro che, in accordo col mio compagno, ho deciso di accettare. Ci siamo quindi trasferiti insieme a Bruxelles. Come trovi Bruxelles? una citt che amo molto e in cui immagino di poter restare per molti anni: pur essendo una capitale, a misura duomo e il costo della vita ragionevole. E poi la comunit italiana cos numerosa da colmare nostalgie culturali. Conoscevi la lingua prima di partire? A Bruxelles si vive in francese e si lavora in inglese: prima di trasferirmi avevo una conoscenza basica di entrambe le lingue

ma vivere e lavorare qui mi ha permesso di migliorarle molto e di raggiungere rapidamente ottimi livelli. Come ti sei organizzata allinizio per vivere? I primissimi giorni ho approfittato del divano di una coppia di ex colleghi di master, il tempo di trovare una stanza in un appartamento condiviso. Conoscevi qualcuno? Avevo gi una rete di conoscenze di ex alunni del master in Studi Europei che mi ha permesso di adattarmi bene, ma con lo stage ho conosciuto moltissimi giovani colleghi provenienti da tutta Europa. Lo stipendio che prendi ti basta per vivere a Bruxelles? Il mio attuale stipendio triplicato rispetto al mio ultimo contratto a progetto che avevo in Italia, prima di partire. Tuttavia non credo di guadagnare tanto, ma il giusto: a noi italiani queste cifre fanno effetto, condizionati da una visione al ribasso delle remunerazioni, mentre questi stipendi dovrebbero essere la normalit per giovani con percorsi accademici e lavorativi di rilievo. Quali sono gli aspetti positivi che differenziano lambiente di lavoro da quello italiano?

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L/ InCHIESTA
linformagiovani
BreSCiA CATERINA BETTI, referente Eurodesk Informagiovani del Comune di Brescia e consulente della Cooperativa tempo libero per progetti di mobilit allestero. Italiani che vanno allestero: dopo 15 anni di lavoro in questo settore, quali cambiamenti ha registrato? Negli ultimi anni si spostata in avanti let: vengono da noi non solo giovani, ma anche persone adulte e spesso vicine alla pensione. Altro fattore, che riguarda soprattutto i giovani: si tende a prendere un biglietto di sola andata. Quali sono i Paesi pi richiesti? Quelli con meno vincoli allingresso, come Canada e Australia. Gli Stati Uniti sono al top per motivi di studio, mentre il Brasile si recentemente affacciato come meta tra le pi richieste. Che tipologia di lavoro viene ricercata? Bisogna fare una distinzione. Molti di coloro che necessitano dellaiuto dei nostri servizi sono persone non qualificate, senza titolo di studio o esperienza. Quindi unutenza complessa che pu essere indirizzata solo verso lavori stagionali nei settori rurale, di catering o turistico. Per i professionisti abbiamo soprattutto richieste da parte di laureati in economia, ma anche di ingegneri e tecnici. Molte sono anche le richieste di artisti, dalla danza al teatro. Queste le richieste da Brescia, ma allestero cosa cercano? Ingegneri e tecnici nei settori delle rinnovabili sono richiesti, in particolare

L/ InCHIESTA

erasmus, uN trampoliNo di laNcio


di Federico Cardani

Il progetto Erasmus il sogno di molti studenti universitari, ansiosi di preparare le valige e avventurarsi in un ambiente nuovo e affascinante. Le possibilit di scelta ampia, grazie ai contatti che le universit italiane hanno stretto con le citt europee.

LInformagiovani di via San Faustino, a Brescia.

dalla Germania. Anche gli informatici. Francia e Gran Bretagna? Loro non chiedono nulla, hanno gi risorse interne che non sanno come impiegare. La maggior parte torna o rimane? Purtroppo, come Informagiovani perdiamo un po traccia degli utenti: una volta allestero credo che abbiano pensieri pi importanti che tenerci aggiornati. Ma nella cooperativa con cui collaboro il dato abbastanza alto: il 25% di chi parte per programmi di stage e volontariato non torna. In base alla sua esperienza, cosa sta alla base di questa nuova migrazione?

Il lavoro. vero che c meno paura a partire forse grazie alla globalizzazione e alle informazioni che circolano via web. Ma tra le persone che vengono da noi io leggo molta ansia e paura. Talvolta arrivano in lacrime, magari spinti dalla famiglia a partire perch qui non trovano nulla o 17enni che non sanno cosa devono fare. Altri fenomeni rilevanti? Tanta utenza straniera: pakistani, albanesi e maghrebini. Qui non c lavoro e cos decidono di partire. Unutenza complessa, difficile da gestire burocraticamente, per la quale ci siamo dovuti attrezzare.

leeDS (reGno uniTo) - luCA Come mai hai scelto Leeds per fare lErasmus? Su consiglio di alcuni amici inglesi che frequentavano il mio stesso corso e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto. Non solo ho migliorato il mio livello linguistico ma ho anche conosciuto maggiormente me stesso, i miei limiti e le mie paure. Quali differenze hai riscontrato tra il contesto universitario italiano e quello straniero? A Leeds il sistema universitario molto pi organizzato. Le dimensioni delluniversit, lo stile e lapproccio alla lezione sono pi semplici e diretti. Gli insegnanti sono molto disponibili sia durante la lezione che a colloquio. Luniversit italiana ha unimpronta decisamente pi teorica rispetto a quella inglese, che predilige una formazione pi pratica, con laboratori e lavori sul campo. Ora sei tornato in Italia, ma poi che farai? Poco dopo essere tornato ho deciso di fare una breve esperienza lavorativa allestero. Se prima pensavo di passare tutta la mia vita in Italia, ora, grazie alla rete di conoscenze che ho sviluppato, ho svariati paesi dove vorrei vivere o almeno soggiornare per un periodo, e credo che questa fame di nuovo non passer mai.

BArCellonA - FABio Quando sei arrivato, come ti sei organizzato per vivere? Prima di tutto ho provato a verificare le alternative indicate dalluniversit, ma nessuna di esse mi soddisfaceva. Spesso sono distanti dal centro storico e dalla vita notturna. Cos ho deciso di cercare una sistemazione per conto mio tramite i numerosi siti presenti nel web. Per un anno intero ho vissuto con altre 8 persone, tutte di nazionalit diversa, che considero come una famiglia, visto che ho avuto la possibilit di fare da testimone di nozze ai miei coinquilini. Conoscevi gi lo spagnolo? Quando sono arrivato non parlavo neanche una parola, ma per crescere ti devi buttare. Mi ha aiutato molto il fatto di non vivere con italiani, cos adesso oltre allo spagnolo, parlo anche largentino e il costaricense. Perch hai scelto proprio Barcellona? Credo che sia la citt pi multiculturale e misteriosa dEuropa. Cero gi stato con la mia famiglia per un weekend e mi ero innamorato delle persone che vedevo camminare per strada. Era come se ad ogni svolta trovassi qualcosa per cui restare. Sei pi tornato da quando hai nito lErasmus? Torno quasi ogni anno, per rivedere gli amici che sono rimasti.

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MAggIO 12/DODICIMESI

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/tendenze

Concessionarie Uf ciali

fughe allestero e sponsor per risparmiare

Matrimoni

di Giordana Talamona

Italia sta cambiando, almeno a guardare i dati Istat sul matrimonio. Non solo al nord le unioni civili hanno battuto quelle religiose (51,7% a 48,3%), ma la tendenza quella di sposarsi sempre meno. Una svolta che, come registrano gli ultimi dati Istat del 2011, segna un cambiamento socio-culturale in un Paese che solo in apparenza sembra influenzato ancora fortemente dalla religione cattolica. il sud lultimo baluardo del matrimonio religioso (60,2%), mentre se al nord vincono le unioni civili, al centro la partita finisce in pareggio. Un trend che inquadra una societ in netto mutamento, a una velocit ben pi sostenuta di quella del legislatore, con unioni di fatto in crescita e famiglie (29,4%) composte da persone sole. Dati che fanno il paio con il trend della coesione sociale, che negli ultimi dieci anni, dal 1995 al 2010, hanno registrato unimpennata delle separazioni (+ 68%) e dei divorzi (+100,3%). Caro matrimonio Gli irriducibili che credono ancora nella vita coniugale (209mila coppie nel 2011), si devono tuttavia scontrare col caro matrimonio, questione salata che in tempi di crisi pu far venire

250 modelli in pronta consegna, veicoli commerciali in pronta consegna

FINANZIAMENTI TASSO ZERO - Km - SCONTI FINO AL 30%

Ci si sposa sempre meno, di contro i costi per la cerimonia continuano a crescere. Cos c chi si ingegna e trova finanziamenti grazie al web e chi dice s su unisola tropicale evitando spese ingenti e stress da preparativi.
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/tendenze

Daniela Bresciani e Massimo Pilotti

pi di un ripensamento. In Italia per organizzare un matrimonio si spende, in media, dai 20 ai 40mila euro, senza strafare. Le voci di spesa che incidono maggiormente sono labito della sposa (da 800 a 10mila euro), quello dello sposo (da 800 a 4mila euro) e il ricevimento nuziale per il quale si pu spendere da 7mila a 20mila euro per 100 invitati. Se la cerimonia religiosa, ce la si cava con unofferta libera, mentre se si sceglie il Municipio le cifre possono essere significative. Si parte da un minimo di 300 euro per una sala consiliare senza troppe pretese, per arrivare oltre a 1.000 euro per quelle dal valore storico. Se si desidera un matrimonio allamericana, celebrando il rito civile su un prato allestito, le cifre possono salire ulteriormente a causa dellesiguit delle location. Sono infatti ancora poche centinaia, in tutta Italia, le ville storiche private dov possibile celebrare il rito civile. A quel punto le cifre possono lievitare sino a 2.500 euro, vincolando la cerimonia allutilizzo della location per il ricevimento. A tutto questo vanno aggiunte uninfinit di altre spese acces-

sorie che piovono dal cielo come cavallette bibliche, pappandosi in un lampo i pochi risparmi messi da parte. Oltre alle necessarie fedi nuziali (da 350 a 1.500 euro), va tenuto conto del noleggio auto (da 600 a 2.000 euro), delle bomboniere (oltre 1.000 euro), del servizio fotografico e video (da 1.300 a 5.000 euro) e degli addobbi floreali che, tra bouquet della sposa (da 300 euro), decorazioni della cerimonia (da 500 euro) e del ricevimento (da 1.000 a 3.000 euro), incidono considerevolmente sul budget finale. Tutto questo senza contare il viaggio di nozze che, mediamente, si aggira su 6mila euro a coppia. La sponsorizzazione Viste le cifre che girano per pronunciare lagognato s, molte coppie si stanno giocando la carta della sponsorizzazione. Se sposarsi con meno di 2.000 euro sembra un sogno per molti, non lo per Daniela Bresciani e Massimo Pilotti, che sono riusciti a farsi sponsorizzare circa l80% del loro matrimonio. Ma non diamo limiti alla provvidenza perch il 14 settembre,

Per organizzare un rito nuziale oggi si spendono mediamente dai 20 ai 40mila euro, senza strafare

giorno in cui convoleranno a giuste nozze in quel di Muscoline (Brescia), ancora lontano per sapere se riusciranno a ridurre ulteriormente la spesa del loro giorno pi bello. A dar loro una mano ci stanno pensando 19 sponsor che si occuperanno praticamente di tutto, dal vestito della sposa alle bomboniere, dal servizio fotografico allallestimento floreale, sino al ricevimento e alle fedi nuziali. Mancano solo il vestito dello sposo e il viaggio di nozze, per completare lopera di quello che, nato come un gioco leggero, si sta trasformando in un business maledettamente serio. Non chiediamo lelemosina, come qualcuno ci ha accusato di fare! ci tiene a precisare Massimo . Nessuna pistola puntata alla tempia degli sponsor, che al contrario stanno

collaborando entusiasticamente, ricevendo da noi non solo i ringraziamenti, ma la pubblicit su giornali e social network. La sponsorizzazione del matrimonio un must negli Stati Uniti, dove molte coppie si sposano ogni anno arrivando a risparmiare fino al 95% del budget previsto. I requisiti per entrare nelle grazie degli sponsor sono un blog creato ad hoc per il matrimonio, una buona dimestichezza con i social network e molto tempo a disposizione per aggiornare costantemente le proprie pagine. Da quando abbiamo cominciato questavventura, nellottobre del 2012 spiega Massimo , abbiamo ricevuto una trentina di offerte da sponsor di vario genere. Il primo, con grande sorpresa, dopo soli due giorni dalla creazione del

nostro blog. Ad oggi siamo presenti sui principali social network e siamo quotati tra i migliori motori di ricerca legati al matrimonio. Un do ut des che vive del ritorno dimmagine degli sponsor, nella maggior parte piccoli negozianti o liberi professionisti, che sperano di veder aumentare i propri clienti. Non chiediamo agli sponsor di avere dei servizi gratuiti, ci basta che siano scontati prosegue Massimo . Con la crisi che c sarebbe eticamente sbagliato avere troppe pretese, tanto pi per me che ho perso il lavoro e che sto vivendo sulla mia pelle questa grave situazione. Magazziniere del terziario, Massimo disoccupato dallo scorso febbraio, mentre Daniela lavora part-time. Ventinovenni entrambi, convivono gi da tempo nella casa dei

genitori di Massimo, anche se sperano di avere presto un posticino tutto loro. Che arrivi un altro sponsor a soccorrerli? Non a caso la prima offerta arrivata proveniva proprio da un elettricista disposto a fare dei lavori nel loro futuro nido damore. Staremo a vedere. I paradisi tropicali Sempre pi italiani scelgono una romantica fuga allestero, evitando lo stress dei preparativi per il matrimonio. Sbarcata in Italia alle fine degli anni Novanta, la tendenza di celebrare il proprio matrimonio su isole tropicali proviene dagli Stati Uniti, ma oggi un must in Canada, Regno Unito, Russia e Cina. In Italia la tendenza in crescita, come testimoniano le centinaia di richieste che arrivano ogni anno allagenzia to-

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/tendenze
scana Wedding in Paradise. Lidentikit degli sposi italiani che optano per un matrimonio del genere presto detto: prevalentemente del nord, et compresa tra i 30 e i 40 anni, al primo matrimonio (80%), con unestrazione sociale molto variabile, dallimprenditore al lavoratore dipendente. Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna sono le regioni che optano pi facilmente per il matrimonio allestero spiega Silvia Santi, titolare dellagenzia . Dalle regioni del sud, pi tradizionaliste, arrivano non solo meno richieste, ma anche di natura diversa. Se gli sposini del nord preferiscono infatti una romantica fuga per due, quelli del sud si portano un numeroso stuolo di invitati, tra parenti e amici, ben lieti di visitare isole favolose. Le mete pi richieste sono le Seychelles, Antigua e le isole Cook, a cui fanno seguito il Messico e Zanzibar. Le Seychelles sono al primo posto tra le scelte dei nostri clienti, non solo perch sono isole paradisiache, non interessate ancora dal turismo di massa, ma perch rispetto alle isole del Pacifico, sono raggiungibili in molte meno ore di volo. Antigua si classifica al secondo posto come meta ancora poco conosciuta, mentre le isole Cook, le pi desiderate sino a met anni 2000, si classificano al terzo posto. I costi di un matrimonio allestero sono molto variabili in base allisola e al resort scelto dagli sposi. In media un pacchetto nuziale non supera gli 800 euro, extra esclusi, salvo alcuni resort di lusso dove le cifre possono salire fino alle 3.500 euro. Nel pacchetto nuziale sono compresi il costo del celebrante, il certificato di matrimonio, i testimoni, le spese di registrazione, la licenza, il bouquet e le decorazioni floreali. Tutto questo senza contare il volo e il soggiorno. In questi anni la forbice dei nostri clienti si molto ampliata spiega Santi . Se prima vendevamo pacchetti molto esclusivi, oggi ci contattano anche persone che desiderano sposarsi con cifre molto pi contenute. A Zanzibar e in Messico possibile celebrare un matrimonio low cost, comprensivo di pacchetto nuziale e soggiorno per una settimana, a soli 1.800 euro. Lo stesso dicasi per le Bahamas in bassa stagione, da aprile a dicembre. Oltre al matrimonio civile possibile celebrare anche quello cattolico in chiesa, ma esclusivamente alle Seychelles, ad Antigua e alle Bahamas. Mentre per il riconoscimento in Italia nessun problema, purch il matrimonio sia trascritto dalle ambasciate o dai Comuni di residenza. I tempi previsti, con validit retroattiva, cambiano molto in base al Paese: in media due mesi per Seychelles, tre mesi per il Pacifico,

/tendenze
cinque mesi per Mauritius, sei mesi per il Messico e dai cinque ai dieci mesi per i Caraibi. E per chi volesse celebrare il proprio matrimonio come una star di Hollywood, c solo limbarazzo della scelta, ma occorre muoversi per tempo. Paradossalmente pi difficile trovare posto nelle location pi esclusive, frequentate anche dal jet set americano continua Santi piuttosto che in altre, nonostante si parli di cifre tuttaltro che abbordabili. Un esempio? Alle Fiji il Turtle Island Resort arriva a costare, a persona, sino a 2.000 euro al giorno.

Silvia Santi

Al bando pranzi o cene troppo lunghi e grande attenzione alla bomboniera

I consigli del wedding planner Lattenzione al dettaglio tutto


Chi sogna un matrimonio da favola non pu che rivolgersi a lui. Indispensabile in passato per i matrimoni di rappresentanza, oggi il wedding planner diventata una delle figure professionali pi richieste dalle coppie che vogliano celebrare un matrimonio glamour. Il wedding planner offre consulenza ai futuri sposi per tutte le scelte riguardanti il matrimonio, dallindividuazione della location, allorganizzazione del viaggio di nozze, sino alla gestione degli ospiti. la regia artistica di quel giorno, colui che disbriga ogni formalit organizzativa e burocratica, sollevando gli sposi dallo stress dei preparativi. Per trasformare un matrimonio in un grande evento, lattenzione ai dettagli tutto, cos come lequilibrio tra le varie componenti della cerimonia e del ricevimento, spiega Enzo Miccio, wedding planner e conduttore delle trasmissioni Wedding planners e Ma come ti vesti, entrambe su Real Time. Ma quali sono i consigli per un matrimonio perfetto? Per prima cosa necessario scegliere la data e cercare la location. In media si parte con un anno danticipo per non farsi soffiare quella villa tanto ambita, soprattutto se il matrimonio si celebrer in primavera, la

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Enzo Miccio

stagione favorita dagli sposi. Fatto il primo passo, meglio dedicarsi alla scelta del fotografo e dellaccompagnamento musicale, questultimo tra gli elementi pi importanti per la buona riuscita dellevento. Nonostante lItalia sia patria di grandi cantanti e melomani spiega Miccio quello della musica tra le voci di spesa su cui si tende a lesinare. Laccompagnamento musicale, specie

durante laperitivo, in realt fondamentale per creare la giusta atmosfera. Allo stesso modo, per labito della sposa occorre pensarci per tempo, almeno sette mesi prima del matrimonio. La sposa vuole essere femminile e romantica spiega , per questo la gonna diventata pi ampia e il pizzo tornato di gran moda. Allo stesso tempo si riscoperto il valore della grande artigiana-

lit italiana, soprattutto per i ricami fatti a mano. Scelto labito occorre pensare alle decorazioni floreali e al men, con almeno cinque mesi danticipo. Al bando pranzi o cene troppo lunghi, per evitare linsorgere di piaghe da decubito al povero zio Orazio. tra gli errori in cui pi facile incappare spiega Miccio . Molto meglio fare un aperitivo prolonge in piedi, di circa unora, che permetta agli ospiti di arrivare a tavola con la met dellappetito soddisfatto, continuando il ricevimento con massimo tre portate servite a tavola. E per la wedding cake? Spettacolari come opere darte, le torte americane hanno soppiantato gi da qualche anno le classiche cake nuziali, dalla chantilly alla saint honor, rubandone la scena nel momento clou del ricevimento nuziale. Per una wedding cake americana a pi piani, il prezzo medio pu andare dalle 10 alle 15 euro a porzione, cifra che pu alzarsi vertiginosamente a seconda delle ore di realizzazione dei suoi elementi decorativi. Da ultimo le bomboniere. Da anni lotto perch alle bomboniere venga riconosciuta giusta dignit conclude . buona educazione, infatti, dopo aver condiviso una giornata con i propri ospiti fare loro un regalo per ringraziarli di aver partecipato allevento. La bomboniera, tradizionale o innovativa, va dunque sempre fatta.

Ci hanno Detto
Giorgia di Boltiere
Ho deciso di sposarmi alle Seychelles per fare un matrimonio diverso dal solito, senza stress, spendendo una cifra accettabile. Di solito gli sposi organizzano un matrimonio che piaccia agli altri, noi labbiamo organizzato perch piaccia a noi.

con un minimo di 50 invitati. Senza contare gli addobbi oreali sui tavoli, il tableau de mariage e altre sciocchezze che fanno inutilmente lievitare il prezzo.

nati, ma qualcosa da parte ce labbiamo ancora.

livia di Sarnico

Sara di Treviglio

Per il mio matrimonio ho speso circa 27mila euro, viaggio di nozze compreso. Dai parenti e gli amici ho recuperato circa il 60-70% di quanto speso. Lo rifarei.

Ho scelto di acquistare un abito low cost per il mio matrimonio. Cinquecento euro appena. Mentre per le bomboniere abbiamo trovato un sito internet che vende sacchettini per confetti a soli 20 euro per 24 pezzi.

Greta di Bergamo

Fabio di Mornico

Giorgio di Bergamo

Mi ha preso un accidenti quando ho sentito certe cifre! Per una cena di nozze, in una location di medio livello, chiedono dalle 100 euro in su,

Stiamo contribuendo a met del ricevimento di nozze di nostra figlia. Tremila euro non sono pochi, senza contare che pagheremo parte del suo viaggio di nozze. Siamo pensio-

Abbiamo prenotato una bellissima villa in provincia di Lecco, con un anno di anticipo. Il costo di 2.500 euro, ma non mi importa. Ho sempre desiderato un matrimonio da sogno, sin da bambina. Alla favola non rinuncio.

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/STRADE E quARTIERI

/STRADE E quARTIERI
S, abbastanza. Ma la convivenza buona, si vive bene. Ci sono negozi che hanno chiuso negli ultimi tempi? Qualcuno s, ma non credo dipenda dal quartiere. Sono tempi duri per tutti. un quartiere molto trafficato? Abbastanza, per essere una via secondaria c un bel via vai. STeFAno MArenzi (AliMenTAri MArenzi) Via celadina Ci sono servizi nel quartiere? S. Tutti i servizi di prima necessit ci sono. Compresi gli uffici postali e gli ambulatori dei medici di base. C tutto. Non manca proprio nulla? No, direi di no. un quartiere tranquillo? S, forse dopo un certo orario, di sera, anche troppo. Cosa trovano qui i giovani? Oltre loratorio c il centro di aggregazione giovanile che funziona bene. Per il resto forse qualche pub e nulla di pi.

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Girando tra le vie si ha limpres sione di un quartiere non solo vecchio, ma piut tosto malandato e forse proprio dimenti cato. Essere lontano dal centro cittadino evid entemente non aiuta. Si respira per la sem plicit della vita di quartiere e laffabilit dei suoi abitanti. Dentro e fuori i negozi.

cI rAccoNtANo lA CelADinA FABio CABrini e GiuliAnA zAnATTA (eDiColA) Via celadina

arrivano le turbomamme

e la celadina ritrova lo sprint


unassociazione di genitori sta provando con successo a ridare slancio e occasioni di incontro al vecchio quartiere, lontano dal centro e un po dimenticato.

Fabio Cabrini e Giuliana Zanatta

u
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di SArA noriS

n quartiere tagliato a met. Da una parte Bergamo, dallaltra Gorle. Due territori diversi, due amministrazioni comunali distinte, un unico quartiere, Celadina, che da sempre convive con questa strana realt: un po di qua, un po di l, come dice chi ci abita e lavora. E la via Celadina, che comincia dal Portone del Diavolo simbolo del quartiere il confine di questo mondo a met: sul marciapiede a destra si in paese, dallaltra parte della strada in quel di Bergamo.

Nato e cresciuto una sessantina di anni fa con la prima edilizia popolare che allungava la citt fino a Gorle e al confine con Seriate, il quartiere Celadina oggi raggiunge ottomila abitanti e dimostra tutti i suoi anni, soprattutto nei vecchi condomini abitati per lo pi da immigrati, come in via Monte Grigna. Si tratta in maggioranza di sudamericani che, come raccontano i commercianti, sono perfettamente integrati alla vita del quartiere. Non era cos fino a una decina di anni fa, quando via Rovelli era invece invasa dai rom e i residenti di Celadina facevano sentire la loro voce. Un grande quartiere dove trovano

posto anche strutture imponenti come il carcere di via Gleno e il mercato ortofrutticolo in via Borgo Palazzo in cerca di una sua rivincita attraverso la rinascita di via Daste e Spalenga, con i suoi condomini nuovi di zecca, e una piccola piazzetta, che sta tanto a cuore alle mamme di Celadina, diventata centro di eventi e giochi per i bambini. Rivitalizzare il quartiere la parola dordine alla Celadina. Con laiuto di tutti: dal centro anziani a quello giovanile, dalloratorio allassociazione delle TurboMamme fino al gruppo delle famiglie extracomunitarie. Perch rivitalizzare fa rima anche con integrazione.

Quali sono i problemi del quartiere? Non mi pare proprio che ci siano problemi in questa zona. Sono qui da nove anni e non ci sono state situazioni di particolare disagio. Ci sono molti stranieri?

Stefano Marenzi

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/strade e quartieri
EMANUELA e ANNA LONGARETTI (PANIFICIO LONGARETTI) Via Celadina Le mamme in campo

Ci siamo messe in gioco per sentirci utili al quartiere

LAEROPORTO LIBERT.

Emanuela e Anna Longaretti

Un pregio del quartiere. un quartiere popolato, si lavora bene e soprattutto ci si conosce tutti. Noi siamo di Costa Mezzate e abbiamo aperto qui lattivit ma bello vedere come ci sia affiatamento tra le persone. I difetti... Ci sono alcune zone di degrado dove abitano rom ed extracomunitari. Cosa chiederebbe al Comune se potesse? Non mi viene in mente nulla di particolare. In questa zona si sta bene, un bel quartiere. Si organizzano eventi o iniziative? No, niente. C per un gruppo di mamme della scuola che si d molto da fare e organizza momenti dincontro e attivit per i bambini. Si sono chiamate TurboMamme. STEFANIA LOZZA (LOZZA FIORI) Via Celadina un quartiere vivibile? S, non ci si pu lamentare. Problemi? Il traffico. Tutti viaggiano molto velocemente ed pericoloso. Tante volte abbiamo chiesto maggiori controlli. Ci vivono molti anziani? S, il quartiere vecchio. Anche se negli ultimi anni sono arrivate giovani coppie. Possiamo dire che c un cambiamento di generazioni. Cosa manca nel complesso? Manca lautobus che porti a Gorle.

Sono nate per caso e quasi non ci credevano nemmeno loro. Il tempo di una merenda al parco e un po di chiacchiere tra mamme che condividono gli stessi problemi di ogni giorno in un quartiere che potrebbe offrire di pi ai loro piccoli. E si sono dette perch no?. Le TurboMamme della Celadina e gi il nome dice tutto hanno dato vita a una vera e propria associazione, con tanto di sito internet (http://sites.google.com/site/turbomamme/), pagina facebook (Le Turbomamme) e dallo scorso aprile anche con Turbonews, notizie dal quartiere. E non intendono certo fermarsi qui. Siamo sette mamme e un pap spiega la portavoce Manuela Armati e ci siamo trovati quasi per caso con lidea di fare qualcosa per Celadina, anche semplicemente tagliare lerba nelle aiuole o pulire il marciapiede, ma che per noi aveva il significato di voler adottare il nostro quartiere. Come anche darsi una mano tra le famiglie con lora daria, iniziativa grazie alla quale, alcuni sabato sera e domeniche pomeriggio, nel perio-

do invernale le turbo mamme organizzano a turno cene o merende ospitando i bambini e permettendo cos ai loro genitori di avere tre ore daria per rilassarsi. O i tanti laboratori darte, le letture animate, i giochi per i bambini. Poi abbiamo iniziato adorganizzare momenti dincontro nel parco spiega la Turbomamma ed stato bello vedere la partecipazione numerosa. Il Parco delle meraviglie, nella piazzetta di via Daste e Spalenga, due giornate dedicate a giochi di ogni tipo, scambio di giocattoli, percorsi in bicicletta e anche una notte in tenda al parco, si rivelato un successo e solamente lanno scorso ha visto la partecipazione di cento campeggiatori. tutto gratuito precisa Armati si chiede solo la collaborazione. Perch lobiettivo fare qualcosa per noi. E ledizione 2013 si ripete. Lappuntamento per sabato 8 giugno, alle 18. Ma le attivit delle Turbomamme non si esauriscono qui. Perch abitare il quartiere per loro significa coinvolgere tutti. Con entusiasmo e tanta fantasia.

Di crescere. Nel 2012 lAeroporto di Milano Bergamo risultato il 4 aeroporto italiano con oltre 8 milioni di passeggeri, un dato che rispecchia la crescita costante degli ultimi dieci anni per un scalo che contribuisce allaumento del pil provinciale generando ricchezza locale e sviluppo occupazionale del territorio. Il futuro aspetta Bergamo a braccia aperte.

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www.orioaeroporto.it

/HInTERlAnD

/HInTERlAnD
cI rAccoNtANo AzzAno ti servizi, anche il supermercato. Ci sono molti stranieri? S, moltissimi. Sono brave persone, ben integrate. C qualcosa che manca per in paese? Manca una ferramenta, per il resto ci vorrebbe qualche iniziativa in pi. Azzano un po spento. molto trafficato? A volte, ma il traffico soprattutto lungo la strada provinciale verso Zanica e nellesterno del paese, in direzione di Stezzano. MArCo roSSi (GioielleriA roSSi MArCo) Piazza IV Novembre Quali sono i problemi del paese? poco vissuto. La gente, vista la vicinanza con la citt, si sposta per gli acquisti. Senza contare che ci sono anche i vicini centri commerciali di Orio e Stezzano.

azzano

resta un sogno il rilancio dellarea delleX castello


la carenza di fondi penalizza il progetto di rivitalizzazione. intanto il paese deve fare i conti con lingombrante presenza dellaeroporto e dei vicini maxi centri commerciali che portano traffico e penalizzano il piccolo dettaglio.
decreti e criteri nella gestione dei voli: Non si pu chiudere laeroporto commenta il sindaco Pergreffi questo ovvio, ma almeno cercare di attutirne i rumori s. E mentre il primo cittadino attende che aerei e compagnie possano modificare rotte e decolli ci vorrebbe una virata fissa in un punto fisso precisa il sindaco lamministrazione comunale aspetta linizio dei lavori del Polo del lusso, il grande contenitore firmato Percassi dedicato alla moda, per il quale ci sono gi le autorizzazioni ma in realt ancora tutto fermo. Intanto i progetti per il paese quasi ottomila abitanti si concentrano sulla manutenzione delle strade e su un nuovo impianto dilluminazione a Led, mentre la ristrutturazione dellarea centrale dellex Castello resta per ora soltanto un sogno. Ha costi stratosferici spiega il primo cittadino mostrando le tavole di un progetto tra i 3 e i 4 milioni di euro soltanto per la zona del Castello. Una ristrutturazione che, prevedendo una sala polivalente, nuovi uffici comunali, una piazzetta e nuovi negozi, cambierebbe il volto del centro storico. Ci vorrebbero i privati, ma il momento non facile lamara conclusione del primo cittadino. E il progetto, per ora, resta nel cassetto.

nADiA reGGio (eDiColA) Piazza IV Novembre Come si lavora ad Azzano? Bene, non ci si pu lamentare. Io abito e lavoro qui da undici anni. Ci sono mol-

Marco Rossi

un paese sicuro? S, a parte i soliti furti: lanno scorso il paese stato davvero preso di mira. Hanno chiuso molti negozi? S e il processo ancora in corso. Per fare un esempio, avevamo due calzolai: nellarco di tre anni hanno chiuso tutti e due. Ci sono molti anziani? S, il paese invecchia. CriSTiAno CiColAri (AK inForMATiCA) Via roma Quali sono i pregi del paese? tranquillo, vicino a tutto, ci sono servizi di ogni tipo, c anche un centro sportivo. I difetti? Poche iniziative ed eventi, il che rende un po spenta la vita della comunit. Azzano ben servito dai mezzi pubblici? S, abbastanza. Il fatto di essere vicino alla citt aiuta comunque gli spostamenti.

Nadia Reggio di SArA noriS

illette e giardini. A parte i condomini, targati anni Sessanta, che si affacciano sulla centralissima piazza IV Novembre, Azzano San Paolo pi che un paese sembra un grande quartiere residenziale. Complice la vicinanza alla citt che lo rende quasi il suo naturale prolungamento, labitato un susseguirsi di casette, di giardini curati, vialetti e parchi. Unisola felice? Potrebbe anche esserlo. Se non fosse per il fatto che a due passi c laeroporto, che ai suoi estremi ci siano due grandi centri commerciali Orio Center e Le Due Torri a Stezzano e che la provinciale Cremasca nellora di punta invasa dal traffico, Azzano potrebbe essere un paese ideale. Il condizionale dobbligo per chi ci abita e lavora. I commercianti e anche il sindaco Simona Pergreffi, infatti, puntano il dito contro la grande distribuzione che penalizza il commercio in paese e soprattutto contro laeroporto, fonte di disagio, rumori e inquinamento, con i quali sono costretti a convivere. Laeroporto di Orio al Serio resta il nodo cruciale per la giunta leghista di Azzano che ha un solo obiettivo: far rispettare

Cristiano Cicolari

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Nonostante le belle villette e le vie curate che rendono il paese a misura di fam iglia, a pochi minuti dalla citt, il centro sem bra un poco spento e quasi vecchio. Purtropp o poi nanza con laeroporto si fa sentire la vici-

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/HINTERlAND

IO SONO
Il presidente dellAssacom

Amadei: Rendere pi attrattivo il centro pi che mai essenziale


La sua Fioreria Amadei aperta dal 1958 proprio nel cuore del paese, a due passi da quel che resta dellex Castello, larea che, fondi permettendo, rimessa a nuovo potrebbe dare un volto nuovo ad Azzano. Certo, permetterebbe di rivitalizzare il centro storico realizzando un grande centro commerciale allaperto risponde Emiliano Amadei, presidente dellAssociazione commercianti del paese (Assacom) e vice presidente del Distretto Morus Alba che raggruppa i comuni di Azzano, Stezzano, Grassobbio, Orio al Serio e Zanica . C una grande corte molto bella che potrebbe essere utilizzata per diversi servizi. Un Le nostre domande a progetto che lamministrazione comunale deve per condividere con i privati, visti i costi delloperazione. Insieme ai privati bisogna sedersi attorno a un tavolo e capire quali possono essere le soluzioni. Ricreare un centro forte ad Azzano permetterebbe al paese di non essere pi inghiottito dalla citt. Quali sono i maggiori problemi per i dettaglianti? Innanzitutto la vicinanza con Bergamo rende meno attrattivo il paese. Sicch i commercianti devono specializzarsi nella qualit dellofferta e nel servizio. Siamo anche circondati dai poli della grande distribuzione come Orio Center Le Due Torri. Per questo la ristruttu-

GIULIETTA. METTIMI ALLA PROVA,


O PROVA A RESISTERMI.

Emiliano Amadei

razione dellarea del Castello potrebbe essere importante per creare un punto di attrazione alternativo. Organizzate eventi in paese? Cerchiamo di fare il pi possibile. Organizziamo feste in occasione del Natale e di san Rosario (la quarta domenica di settembre) e le varie associazioni e gruppi del paese, come lasilo, loratorio e gli stessi commercianti, collaborano come sponsor nelle diverse occasioni.

SIMONA PERGREFFI, SINDACO DI AZZANO


a due passi dalla citt, con tante belle villette e quartieri residenziali, ma provate a pronunciare la parola aeroporto. La risposta una sola: disagio. Il sindaco leghista Simona Pergreffi non va tanto per il sottile: Se ci sono delle norme vanno rispettate; se c un disagio deve essere distribuito tra i vari comuni e territori coinvolti. Il primo cittadino di Azzano punta il dito contro lo scalo e in particolare contro i decolli: Vogliamo che ci sia una virata fissa in un punto preciso. Come vi state muovendo? Nel 2012 abbiamo fatto un monitoraggio dellaria, che per lArpa non riconosce perch il periodo preso in esame inferiore allanno. I rilievi hanno comunque dimostrato lelevato tasso dinquinamento. I rumori si sentono e alcuni residenti, nella zona verso Grassobbio, lamentano anche puzza di kerosene. Il disagio c e andrebbe distribuito. Se c un decreto con criteri di gestione dei voli va rispettato. Alla proposta di installare doppi vetri in sei-sette appartamenti del paese rispondiamo con un no, grazie. Nessuno sostiene che laeroporto vada chiuso: una realt economica che sta andando bene e d lavoro, ma il disagio notevole e va affrontato. Il polo del lusso, invece? Per ora ci sono tutte le autorizzazioni. Spero che i lavori partano a breve, ma il periodo non facile, le risorse non si trovano facilmente. La ristrutturazione dellarea Castello, nel centro storico, resta una chimera? Anche quello un problema di costi, che sono esorbitanti. Soltanto per una parte, quella appunto dellantico castello, la ristrutturazione costerebbe 3 o 4 milioni di euro. chiaro che servirebbe lintervento dei privati. Sarebbe davvero un intervento di rivitalizzazione del centro storico, perch verrebbero collocati non solo spazi commerciali, ma anche una grande sala polivalente e gli uffici del Comune. Quali interventi invece potranno essere attuati? Sicuramente il progetto dilluminazione pubblica con un nuovo impianto a Led, lapertura di una seconda

farmacia (il bando dovrebbe essere indetto a giugno) e la gestione del chiosco allinterno del parco da parte dei genitori della scuola materna. Si potrebbe fare di pi se avessimo i soldi. Qualche commerciante parla di un paese un po spento. Non mi pare proprio che Azzano sia poco vitale. Soprattutto durante lestate organizziamo diverse iniziative. A luglio ci sar la Festa dei cinque sensi, continuer il festival Levar lombra da terra che ha sempre successo, ci sono gli appuntamenti per i pi piccoli e non mancano i momenti musicali per i giovani. Il calendario ricco diniziative: non mi pare che non si faccia nulla.

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LAlto Sebino

punta sul turismo per integrare lanima industriale


Da Lovere a Castro, da Sovere a Costa Volpino e Rogno, lobiettivo comune qualificare lofferta ricettiva per meglio intercettare una nuova domanda legata alle bellezze storiche e naturalistiche.

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di Giordana Talamona

rrivata nellAlto Sebino come unonda lunga, la crisi sta impattando con meno irruenza rispetto ad altri territori della provincia di Bergamo. Crogiolo di poche grandi industrie, costellato da innumerevoli microimprese che costituiscono lossatura del territorio, lAlto Sebino sta investendo capitali ed energie alla ricerca di una vocazione turistica che non sia pi solo un sogno, ma una

solida realt occupazionale. Il turismo della sponda bergamasca del lago dIseo, ricca darte, storia e bellezze naturalistiche, stato scarsamente valorizzato negli ultimi decenni. Quando il piatto era pieno, nessuno ha pensato di integrare lanima industriale dellAlto Sebino con quella ricettivo-turistica del territorio. Ora che il piatto piange, la corsa a politiche integrate con la Regione Lombardia capaci di creare occupazione si fatta pi faticosa. Unimpresa difficile, ma non impossibile, grazie a un

territorio suggestivo che intervalla paesaggi dolci a vertiginose pareti di roccia che si tuffano a picco nel lago. I punti panoramici mozzafiato non mancano a Lovere e a Castro, cosi come a Rogno e Costa Volpino, paese da cui ha inizio la frequentata pista ciclabile. Sovere un paese grazioso, in passato meta del turismo delle seconde case dei milanesi. Negli anni il centro storico si svuotato di attivit commerciali, ridistribuite via, via lungo la via Roma. Diviso in due dal torrente Borlezza, Sovere ha

numerose costruzioni degne di nota tra cui il Palazzo Venturi, risalente al XVII secolo, con importanti affreschi in stile barocco. Situato nel Borgo San Gregorio, come il Palazzo Bottaini sede della biblioteca civica, Palazzo Venturi riconosciuto come monumento nazionale. Nel Borgo San Martino si trovano altri due palazzi degni di nota, Palazzo Baroni, che possiede interessanti affreschi e stucchi, e Palazzo Longhini, con una fontana ed un porticato di particolare pregio.

Lovere il paese pi rinomato della zona. Considerato tra i borghi pi belli dItalia ha un turismo vitale, merito dei suoi bei palazzi tra cui spicca la Galleria dellAccademia Tadini, al cui interno sono conservate alcune preziose opere di Antonio Canova. Direttamente collegata col traghetto a Montisola, lisola lacustre pi grande dEuropa, Lovere entrata nel Distretto del Commercio con Castro e Bossico da circa un paio danni, facendo del turismo la prima vocazione dellamministrazione locale.

Anche per questo stato recentemente presentato il nuovo albergo diffuso Torre Soca e lOstello del Porto. Entrambi gli edifici sono stati oggetto di importanti interventi di riqualificazione energetica e funzionale, in parte ancora in fase di ultimazione. Lapertura delle due attivit ricettive dichiara Giovanni Guizzetti, sindaco di Lovere assume una rilevanza particolare se rapportata al periodo di grave crisi economica che stiamo vivendo. Testimonia la volont del pubblico e del privato di investi-

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LA/provincia

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re risorse economiche sul territorio in modo sostenibile partendo proprio da una consapevolezza comune: Lovere offre attrattive storico-artistiche, naturalistiche, sportive e del tempo libero che lo rendono unico nel panorama regionale lombardo. Sul territorio di Lovere inoltre presente la pi importante azienda siderurgica di tutto il comprensorio, la Lucchini RS Group, che ha favorevolmente inciso sulleconomia di tutto lAlto Sebino. Allo stesso modo Castro deve buona parte della sua economia proprio alla vicina azienda siderurgica che, qualche anno fa, ha per concesso lutilizzo dei terreni della Gola del Tinazzo. Da quelle aree, dopo un profondo intervento di bonifica, nato un parco gestito dai vo-

Nelle pagine precedenti, Lovere. In questa pagina, dallalto a sinistra, Castro, Sovere, Costa Volpino e Rogno.

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AN I INS

lontari di Legambiente che accoglieranno turisti e scolaresche su tre sentieri naturalistici attrezzati. Le poche attivit commerciali del borgo, molte delle quali storiche, si snodano lungo la via principale che porta sino al lago. Costa Volpino ha unestensione tale da aver creato, nelle sette frazioni del territorio, nuclei commerciali a se stanti, mai riunitisi in ununica associazione dei commercianti. Questa caratteristica, unita alla mancanza di un centro storico che faccia da raccordo tra le frazioni, rende Costa Volpino un paese commercialmente anomalo, che avrebbe i numeri per organizzare eventi di richiamo, ma

che non trova la spinta aggregativa per farlo. Mai toccato da una seria riqualificazione turistica, per la presenza di importanti aziende manifatturiere ed edili che creavano lavoro sul territorio, Costa Volpino sta guardando ora con pi interesse a politiche ricettive locali. Rogno un paese grazioso dove la vita scorre tranquilla. Le attivit commerciali sono tutte concentrate nella piazza principale, davanti al palazzo del Municipio. Da un punto di vista architettonico di particolare importanza la Chiesa di Santo Stefano, che conserva ancora la facciata originaria delledificio sacro risalente alla fine del VI secolo.

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LA/PROVInCIA
cI rAccoNtANo SoVere mesi, ma siamo gi molto soddisfatte. MAriA ereSA Giurini (ArreDAMenTo) Via roma Com cambiato Sovere negli anni? La zona storica del paese, prima ricca di attivit, si svuotata a causa dellarrivo dei centri commerciali. I negozi hanno cominciato a chiudere, talvolta senza riaprire, o redistribuendosi lungo le principali vie di passaggio. Oggi il vero centro del paese la via Roma. E la sera? C poca gente in giro, soprattutto dinverno, ma non si vive una sensazione di poca sicurezza. Nel suo settore si sente la crisi? Abbiamo tutta clientela affezionata. In Le nostre domande a

LA/PROVInCIA
genere le giovani coppie rincorrono gli sconti promessi dai grandi mobilifici. Talvolta sento qualcuno che crede di acquistare mobili di grandi marche salvo scoprire, in un secondo tempo, che ha acquistato merce similare. Nessuno regala la qualit.

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Capire quale fosse il centro, non to mol e tili gen anti Abit stato facile. disponibili, con cui piacevole scam ere. cchi chia biare quattro

MAriAno AnGelo zAnni (BAr CoMMerCio) Via roma

Maria Eresa Giurin

FranCesCo Filippini, sinDaCo Di soVere


Mariano Angelo Zanni

Su cosa si basava leconomia dellAlto Sebino? Una volta su alcune ditte parastatali. A Lovere cera la ex Italsider, oggi Lucchini, e a Costa Volpino la Dalmine. Negli anni si sono ridimensionate e adesso i nostri giovani hanno cominciato a fare i muratori. Ma con ledilizia ferma, capir. un paese vitale, legato alle proprie tradizioni? S, anche se certe tradizioni legate ai vecchi mestieri non sono pi recuperabili. I miei nonni erano falegnami, come molti altri nella zona. Il paese molto esteso. Questo perch nato gi diviso dal torrente, quindi nel passato sono stati creati due centri. Oggi dicono che il centro del paese sia la via Roma, quella dove ci troviamo noi. Manca qualcosa a questa via? La via Roma stata rifatta negli anni Sessanta, ma mancano ancora parte dei marciapiedi, costruiti fino ad un certo tratto Si potrebbe iniziare da l.

STeFAno BAroni (AliMenTAri) Via roma Che paese Sovere? Tranquillo, non c criminalit. stato per anni meta del fenomeno turistico delle seconde case? S, soprattutto provenienti da Milano. Oggi sono quasi tutte chiuse. Crede in un rilancio turistico di Sovere? No, purtroppo. Il paese cambiato molto negli anni? Abbastanza. Sono arrivati altri abitanti, molti dei quali extracomunitari. Sono integrati? Ni. Dipende. Con la crisi quali abitudini hanno cambiato i suoi clienti? Si indirizzano solo verso le offerte, altrimenti escono e cercano altro. ADolFo zAMBlerA (PASTiCCeriA SAnTo STeFAno) Via roma Si sente la crisi? Purtroppo s. Le persone risparmiano sullalimentazione, scegliendo prodotti di bassa qualit. Che economia quella di Sovere?

Adolfo Zamblera

Jessica Barzaghi

Di artigiani, gente che adesso tutta senza lavoro. Si sono perse delle occasioni nel passato? S, per inerzia dei nostri politici. In questo territorio nessuno ha pensato di puntare sul turismo. Quello che era un paese contraddistinto dalle seconde case dei milanesi, oggi non ha pi alcuna vocazione legata alla ricezione. Un pregio del paese? fatto di persone che hanno voglia di lavorare, che sono unite e solidali, ancora legate alle proprie tradizioni. JeSSiCA BArzAGHi (BAr) Via roma Lei ha appena rilevato questo bar.

Perch proprio a Sovere? Ci lavoravo gi. Ho voglia di fare, come molti della mia generazione. Altro che giovani choosy? I giovani hanno voglia di lavorare, il problema trovare delle opportunit. Noi siamo due socie e le assicuro che di ore ne facciamo, eccome!. Sovere un paese vivo? S, vedo che la gente ama uscire, prendere laperitivo, il caff e fare due chiacchiere. Le piace? S, un paese grande, dove le persone sono molto cordiali. Da noi arrivano persone di tutti i tipi, dai giovani agli anziani. Abbiamo aperto solo da pochi

Quali sono le evidenze pi clamorose della crisi? Laumento delle richieste ai servizi sociali, presentate da cittadini autoctoni. Si tratta di situazioni impensabili, fino a qualche anno fa. Fortunatamente sono casi limite, perch il nostro un territorio contraddistinto ancora da forte coesione sociale tra le famiglie. Quanto crede alla vocazione turistica dellAlto Sebino? Tanto, per questo sto lavorando con gli altri Comuni e lo IAT (Informazioni Accoglienza Turistica, ndr), che fa capo a Lovere, per creare degli itinerari integrati tra i territori. A Sovere, in particolare, abbiamo pi di unattrattiva. Quali? Abbiamo il Santuario Madonna della Torre, meta di turismo religioso durante tutto lanno, e un bacino pleistocenico dove, una decina danni fa, fu ritrovato un cervo fossile di 800 mila anni. Oggi il reperto osservabile nel Museo Caffi di Bergamo, ma tutto il bacino ricco di stratificazioni fossili, tanto che Sovere spesso meta di ricercatori provenienti da tutto il mondo. Il nostro intento quello di rendere fruibile la visita del bacino fossile anche ai non addetti ai lavori,

attraverso visite guidate per turisti e scolaresche. Al momento, ci che ci sta maggiormente frenando non la mancanza di fondi, quanto la formazione delle guide che porteranno i visitatori nel sito. un progetto in divenire, su cui crediamo molto. Verranno realizzate opere durante lanno? La frana caduta qualche mese fa, nei pressi del ponte, sta assorbendo energie e denaro, quindi al momento siamo impegnati su quel fronte.

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LA/PROVInCIA
cI rAccoNtANo CASTro

LA/PROVInCIA

Le nostre domande a

massimo rota, presiDente Del CirColo legamBiente alto seBino


stato recentemente inaugurato il nuovo parco della Gola del Tinazzo. Com nato il progetto? Lo stabilimento Lucchini, proprietario dei terreni, ci ha dato in comodato duso tutta larea per adibirla a parco. Il lavoro andato avanti incessantemente per cinque anni, perch a causa dellincuria umana tutta la zona si era trasformata in una vera e propria discarica. Abbiamo messo in sicurezza tutte le falesie della gola, grazie allintervento di esperti rocciatori che hanno ripulito le pareti della forra. Con quali fondi? Il progetto stato tutto autofinanziato, a parte dei fondi concessici dallo stabilimento e da altri sponsor. Abbiamo investito circa 25mila euro per riportare larea allantico splendore naturalistico. Cosa possono trovare i visitatori del parco? Sono stati allestiti tre sentieri. Quello dellEnergia, nella parte alta della gola, dov visitabile un maglio ad acqua e una centrale idroelettrica. C poi il Sentiero Storico, sulla vecchia mulattiera, dov stata allestita una palestra di roccia e, infine, il Sentiero Naturalistico dove si trovano delle sorgenti dacqua purissima in cui vive il gambero di fiume, una tra le specie pi protette in Europa. Proprio per la presenza di questa specie rara, messa in pericolo da anni dallaumento nei fiumi del gambero

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


bra Un paesino dove il tempo sem caff un dere Pren ato. ferm essersi le. evo piac to e fare due passi mol Ancora a misura duomo.

GABriellA VArAlli (il CAFF) Via Matteotti Quali sono le difficolt? A Castro ci sono pochissime attivit commerciali, quindi soffriamo un po di questa situazione. Crede che sia giusto puntare sul turismo? Credo che dovr essere la strada per il prossimo futuro. Anche per questo stiamo cercando di creare degli itinerari, integrati con gli altri territori, che possano chiamare turisti. GiuliA ColoMBi (eDiColA) Via Matteotti Anche la sua unattivit storica. Il negozio c da almeno 100 anni. Io son qui sin da bambina, prima di me cera mia madre.. Trova che sia cambiato molto il paese? A lungo rimasto lo stesso. Nellultimo periodo cambiato con la crisi. In che modo? Ricordo che cera sempre un bel via vai di gente. Pensi che un tempo vendevo almeno 100 copie del Corriere. Oggi solo 5. Le tradizioni del paese? Ci sono ancora. La festa pi importante quella della Madonnina del Cimitero, nata con la Seconda Guerra Mondiale.

rosso, chiederemo che al parco venga riconosciuta la qualifica SIC (Sito di Importanza Comunitaria, ndr), che ci permetter di ottenere dei fondi dallUnione Europea.

Gabriella Varalli

La sua unattivit storica. Su cosa si basava leconomia del paese? Sullacciaieria Lucchini di Lovere, unazienda che aveva circa 3.000 dipendenti. Oggi ne conta appena 900. Credo che la presenza dellazienda abbia sfavorito la vocazione turistica del nostro territorio. In che senso? Finch il settore industriale andato a gonfie vele, nessuno ha pensato di investire nel turismo locale. Purtroppo si sono perse delle occasioni. Come va il Distretto del Commercio di Lovere, Castro e Bossico? stato ottenuto circa due anni fa, quindi ancora molto giovane. Sono arrivati dei fondi per la ristrutturazione dei negozi, ma speriamo che possa continuare con maggiore spirito aggregativo.

FeDeriCA BenDoTTi (AliMenTAri lA PiAzzeTTA) Piazza San giacomo Cos cambiato con la crisi? Paradossalmente c qualche cliente che torna a far la spesa nel paese, senza andare a tutti i costi nei grandi centri commerciali. Come se lo spiega? Perch nei grandi supermercati stanno alzando i prezzi, mentre noi riusciamo a contenerli. Senza contare che al supermercato sei un numero, qui sei una persona di famiglia. Chi sono i suoi clienti? Persone che conosco da una vita, molto spesso anziani, a cui facciamo servizio a domicilio.

Le piace Castro? Molto, un paese piccolissimo ma molto grazioso. E poi ci si conosce tutti. questo il bello di vivere in un paese!. ruDY BerTolA (riSTorAnTe VulCAno VillAGe) Piazza Porto La vostra clientela tipo tutta locale? Per quanto riguarda la ristorazione s, mentre per la ricezione alberghiera lavoriamo spesso per le aziende. possibile cambiare la vocazione di Castro? Ci stiamo provando nellambito del Distretto del Commercio con Lovere e Bossico. La Regione ci ha assicurato che a settembre metter a disposizione delle navette che da Milano porteranno direttamente turisti sul nostro territorio. Proprio per questo stiamo creando degli eventi integrati tra i tre territori. Manca qualcosa al paese? Abbiamo tutto, considerato il numero di abitanti. Servirebbero forse dei parcheggi in pi, ma la conformazione stessa del paese ne ostacola la realizzazione. Quando verr montata larea feste, proprio nellunico parcheggio a disposizione, sar ancora peggio.

Federica Bendotti

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LA/PROVInCIA
cI rAccoNtANo loVere stazioni sciistiche, come Ponte di Legno, il Tonale e Colere. riCCArDo GrASSi (BAr WenDer) Piazza tredici Martiri ora sono stati dati dei capitali per la ristrutturazione dei negozi. C qualcosa da cambiare? La mentalit delle persone. Se vogliamo che Lovere viva di turismo, occorre unapertura diversa. Il turista devessere considerato una risorsa, non un fastidio. nADiA MileSi (BAr CAPrini) Via gramsci Lei ha aperto da pochi mesi. Perch a Lovere? Mi piaceva lidea del bar familiare, con clientela abituale e questa struttura era gi piuttosto conosciuta. Come le sembra il centro storico? Poco vivo. Molti mi dicevano che avrei notato un bel via vai di gente, ma per ora non mi sembra. C qualcosa che andrebbe migliorato? Nel centro storico non c possibilit di parcheggio e la Ztl non favorisce il passaggio di clientela. C da dire che il bar in una delle vie interne del paese, dove passa poca gente rispetto al porto. Il paese le piace? S, molto grazioso.

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Lovere da quanti anni si aperto al turismo? Da poco, perch con la Lucchini da un lato e la Dalmine dallaltra, il nostro territorio non ha mai avuto bisogno di turisti. Negli ultimi decenni, tuttavia, la maggior parte dei cittadini che ha cambiato lavoro, si indirizzata sul turismo. Nonostante la crisi, i turisti continuano a venire a Lovere? Fortunatamente s. Arrivano stranieri durante tutto lanno. Manca qualcosa al paese? No, a Lovere c di tutto: piste di pattinaggio, piscine, SPA, tennis, il traghetto che porta a Montisola. Se c qualcosa che dovrebbe essere potenziata la ricezione turistica, anche se appena stato creato lalbergo condiviso. E durante linverno? Siamo a poca distanza dalle principali

La fortuna di Lovere? Che il turismo non manca. Se ci sai fare con i clienti, sei onesto, capace, il lavoro c. Durante tutto lanno? S. Dinverno c un leggero calo, ma normale che sia cos. Lei fa parte dellassociazione commercianti. Che valutazione d del Distretto del Commercio? ancora presto per fare bilanci. Per

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LA/provincia
CI RACCONTANO costa volpino

ELENA BARCELLA (PIZZERIA BAR MOZART) Via Nazionale

Elena Barcella

ORNELLA ARRIGONI (ALBERGO MODERNO) Piazza Tredici Martiri

Ornella Arrigoni e Gianfranco Cattaneo

mai avuta, perch la sua economia sempre stata centrata sullindustria. La viabilit? Ci penalizza tantissimo. Molti non immaginano neanche che ci sia un paesino cos bello sul lago dIseo. Sulla sponda bresciana la viabilit non male, ma sulla sponda bergamasca terribile. Chi viene da fuori, generalmente si ferma a Sarnico a causa delle lunghe code. Com cambiato il turismo? Oggi un turismo mordi e fuggi, mentre qualche anno fa ci si fermava qualche settimana. DARIO BAIGUINI (RISTORANTE ALMICI) Piazza Tredici Martiri Comera il lavoro prima della crisi? Subito dopo Pasqua iniziava la stagione con larrivo dei primi stranieri. Oggi occorre aspettare la fine di giugno.

un turismo altalenante? Proprio cos. Ci sono anni in cui si vedono pi stranieri, altri pi morti. Si lavora alla giornata. Occorrerebbe qualcosa al paese? La nostra piazza un po sfavorita dallarea feste collocata al porto nuovo. Come mai? Qui siamo un po tagliati fuori, da circa otto anni.

Su cosa si basa leconomia del paese? Sulle costruzioni e sulle industrie. Nel paese abbiamo sempre avuto la Dalmine, che oggi si molto ridimensionata. Ci sono molti stranieri? S, ben integrati. Come cambiato il paese con la crisi? La sera morto. Una volta la gente usciva per un aperitivo, oggi sta a casa. un paese sicuro? S, molto. C unassociazione dei commercianti? Non pi, da due anni. Cosa manca al paese? Un vero e proprio centro. Costa Volpino si sviluppato in maniera strana, con sette frazioni che fanno ognuna vita a s. Questa mancanza di un unico centro ha inciso sul commercio. Difficile immaginare una Notte Bianca. JESSICA OPRANDI (TRE ART CERAMICHE) Via Nazionale Quanto si sente la crisi? Abbastanza. Lavoriamo tanto per chi ha bisogno di fare fototessere e nel periodo delle cresime e delle comunioni. Che paese Costa Volpino? ancora vivo, nonostante la crisi. Nella zona ci sono bei parchi che, tuttavia, non sono sufficienti per richiamare turisti. Manca qualcosa al paese? I parcheggi, purtroppo. Da commer-

Jessica Oprandi

Lia Micali

ciante, inoltre, ritengo che lintera zona non sia abbastanza valorizzata. La viabilit? Questa una zona di passaggio, quindi piuttosto congestionata durante le ore di punta. E i giovani? Per divertirsi vanno preferibilmente verso Pisogne. Secondo me anche Lovere ha perso molto appeal in questi ultimi anni. LIA MICALI (CENTRO ESTETICO BEAUTY CLUB) Via Nazionale Con la crisi i clienti hanno cambiato abitudini? Chi veniva una volta alla settimana a farsi la lampada, ora viene una volta al mese. Questo, come immaginer, cambia di molto il nostro fatturato. Come si adeguata? Abbiamo cercato di seguire questonda

lunga, ma molto difficile. Senza contare che le attivit dei cinesi, che hanno prezzi bassissimi a fronte di una qualit discutibile dei prodotti, ci hanno ulteriormente penalizzato. Le spese? Eccessive per un negoziante. Le tasse sono pesantissime. Cosa manca al paese? Una piazza. Costa Volpino, per questa ragione, non raccoglie, ma disperde. Anche in zone centrali non c una buona sosta che agevoli il commercio. ELENA BETTOLI (FIORISTA) Via Lady Wortley La mancanza di una piazza, incide sul commercio? No, perch il centro del paese qui. Senza contare che il mercoled, con il mercato, la maggior parte delle persone delle sette frazioni, si concentra in questa zona.

Lovere ha risentito della crisi? S, molto. Purtroppo ha un turismo di persone anziane, con pochissimi giovani. Da quando arrivata la crisi? Per noi da questanno. Cosa manca? La mentalit turistica. Lovere non lha

Da destra, Anna Paris, Dario Baiguini e Anna Morandini

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LA/PROVInCIA
cI rAccoNtANo roGno

Elena Bettoli

Sergio Contessi con la danzata

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Piccolo, piccolissimo, ti giri e lha visto tutto. Carino. i gi

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Un paesone senza una evidente e personalit. Cittadini cordiali ili. onib disp

Si potrebbe migliorare qualcosa? In ogni paese c qualcosa da migliorare. Nel nostro caso, credo che la viabilit dovrebbe essere snellita durante le ore di punta. Altro? Sarebbe bene avere altri negozi, ma chi ha la propriet di certi locali, non si decide ad affittarli. Con la crisi hanno chiuso molte attivit? No, non pi di tanto. SerGio ConTeSSi (WAlK THe line TAToo) Via Nazionale Questo un settore che tiene bene, nonostante la crisi? Assolutamente s. Noi siamo aperti da un

paio danni e non ci possiamo lamentare. Come mai? Perch un settore rivolto a un certo target di persone che non bada a spese, al di l che sia un dipendente o un libero professionista. C chi, pur di avere un tatuaggio di un certo tipo, spende tutto lo stipendio guadagnato in un mese. Cosa manca a Costa Volpino? Luoghi per i giovani. Per divertirsi molti vanno fuori, cercando lo sballo. un po il problema della mia generazione e di questi paesini della Bergamasca. Come definiresti la tua generazione? I giovani non hanno rispetto e voglia di fare. Io, dopo una giornata di lavoro, sono pronto ad andare a letto, mica a sballarmi.

MiCHAel BeTToni (BAr ACli) Piazza druso

Michael Bettoni

Le nostre domande a

mauro Bonomelli, sinDaCo Di Costa Volpino


Come sta impattando la crisi a Costa Volpino? In modo considerevole, sia per loccupazione che per le entrate fiscali. Sul nostro territorio sono infatti presenti molte aziende legate alledilizia, oltre a due grosse industrie manifatturiere, la Tenaris Dalmine e Salzgitter Mannesmann, che prima della crisi davano lavoro a buona parte della popolazione. Senza contare che con la recessione, il nostro Comune ha visto diminuire del 60% gli oneri di urbanizzazione, oltre a tutti i tagli fatti dal Governo. State approntando politiche sociali demergenza? Al momento abbiamo messo a disposizione risorse per lAssociazione Costanti e Volontari, finanziando mille trasporti gratuiti allanno per anziani o disabili che abbiano la necessit di spostarsi (andare dal medico, in farmacia, ecc. ndr) e non possono permetterselo. I servizi offerti alla popolazione sono sempre stati alti nel nostro Comune e continuiamo a mantenere lo standard. In futuro dellAlto Sebino potr essere legato al turismo? Occorrer pensare seriamente a come sar il nostro territorio da qui a ventanni. chiaro, infatti, che le politiche a favore del turismo avranno effetto sul medio-lungo periodo. Ci sono territori che in questi anni hanno lavorato molto bene, non ultimi Castro e Lovere. Costa Volpino ha sempre avuto unaltra vocazione, grazie alla sua conformazione estesa e pianeggiante che ha favorito linsediamento industriale. Ritengo, tut-

tavia, che quello del turismo possa essere una strada percorribile anche dal nostro Comune. In che modo? Credo che la chiave potrebbe essere quella di un turismo di giornata o durante i week end. Per questo stiamo riettendo sulla possibilit di creare una spiaggia e unarea di sosta camper, entrambe attrezzate.

Si sente la crisi? Molto. Questo un territorio di piccole aziende che sono andate in difficolt. Anche nel nostro bar si nota un minor afflusso di clienti per un caff o un bicchiere di vino. Le piace Rogno? S, sono nato qui, sono affezionato al mio paese. C qualcosa che andrebbe migliorato? Per me no. Abbiamo tutto. Certo, per divertirsi non c molto, per questo si va verso Lovere. E per lo sport? Abbiamo delle associazioni molto valide. GrAziellA DA SilVA PorTellA (CArPe DieM BAr) Via A. May Lei ha aperto da dieci mesi. Perch proprio qui? Abbiamo avuto unoccasione e labbia-

Graziella Da Silva Portella

Elena Bianchi

mo colta al volo. un paese vitale? S, molto. Lo trovo molto carino e piuttosto animato la sera, soprattutto dai ragazzi. Cosa andrebbe migliorato? Il numero dei parcheggi, una mancanza di cui si lamentano spesso i miei clienti. elenA BiAnCHi (ACConCiATurA) Via Nazionale La sua unattivit storica. Com cambiato il paese? rimasto, grossomodo, lo stesso, a parte laumento del numero degli abi-

tanti. un paese tranquillo? S, molto. Nel nostro paese ci sono tutti i servizi principali, non ci possiamo lamentare. E la crisi? Nella nostra attivit non ha impattato molto, ma in altri settori si sentita, eccome!. Qualcosa da migliorare? Andrebbero rifatti i marciapiedi di questa via perch sono un po pericolosi. E per i bambini? Abbiamo dei parchi attrezzati e una pista ciclabile che porta sino a Costa Volpino.

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MADDAlenA BAlzArini (TABACCHeriA) Piazza druso La sua unattivit storica. Com cambiato il paese? aumentata la popolazione, rispetto al passato. Quando andavo a scuola io, ricordo, eravamo poco pi di 1.200 abitanti. Con la crisi? Stanno attenti a tutto. Il numero di clienti, tra linizio e la fine del mese, cambia considerevolmente. Parcheggi? Mancano. Qui sempre pienissimo e, nonostante la crisi, la gente non perde labitudine di muoversi con la macchina anche per poche centinaia di metri. I centri commerciali? Ne abbiamo due vicini che, ben prima della crisi, hanno tagliato le gambe ai piccoli negozianti. C unassociazione dei commercianti? In passato s. Ora siamo rimasti troppo pochi per pensare di riformarla. elDA BAlzArini (AliMenTAri PoleTTi) Piazza druso La crisi arrivata come unonda lunga a Rogno? Direi di s. Noi abbiamo iniziato a sentirla con larrivo del Governo Monti. Sono cambiate le abitudini dei suoi clienti? Non rinunciano a niente, ma sono pi oculati. Stanno persino attenti al pane, acquistandone meno se avanzato dal giorno prima. Manca qualcosa al paese? Una buona viabilit. Questo ci svantaggia molto, perch per arrivare alla prima autostrada, verso Bergamo o Brescia, ci vuole almeno unora. Avete uno sportello per le aziende? S, che interessa tutte le imprese del territorio, istituito da questa amministrazione. Quando c qualcosa di interessante per le imprese, ne veniamo a conoscenza molto rapidamente.

L/ INCHIESTA
pelli, e di recente in Slovenia. I primi a chiedere il nulla osta per iniziare la nuova attivit sono stati, lo scorso 5 ottobre, i fratelli Legramandi, titolari di una cascina in via Martiri della Libert, fuori dal centro abitato di Misano. Hanno presentato la Scia (segnalazione certificata di inizio attivit) e noi come Comune abbiamo, per quanto di nostra competenza, dato lautorizzazione per effettuare i lavori edili: in pratica la costruzione di una recinzione e il posizionamento di un basamento dove sono appoggiate le gabbie conferma Nunzio Mussi, geometra dellufficio tecnico di Misano . Per un eccesso di zelo, e in via informale, abbiamo chiesto agli esperti dellAsl veterinaria di effettuare un sopralluogo. Quello che accadr dopo, riguardo le condizioni degli animali, non possiamo saperlo. come quando unamministrazione d lok per lesercizio di un nuovo ristorante. Se il gestore user cibo scaduto o non rispetter le norme igienico-sanitarie, non si pu prevedere. Non entra nella questione etica neppure il sindaco, Daisy Pirovano: Non ho mai indossato una pelliccia e amo gli animali afferma la prima cittadina . Ma il Comune ha le mani legate. Comprendo le ragioni delle associazioni, alcune composte da attivisti coscienziosi, altre da persone incivili che protestano imbrattando i muri, come accaduto nei presidii dello scorso marzo. Lo stesso titolare dellattivit, Damiano Legramandi, gi allevatore di bovini da latte, motiva la decisione di allevare i visoni come una necessit e afferma di essersi trovato di fronte a un bivio: o raddoppiare lallevamento di vacche o intraprendere, accanto a questa, unaltra strada, pi remunerativa. Stessa scelta, tra la disoccupazione e un nuovo lavoro, per Franco Finetti, residente a Fontanella, ma titolare della cascina San Rocco, a sud di Antegnate, che conta

L/ INCHIESTA
di ripopolare con i pregiati mustelidi. Unattivit bloccata sul nascere, nonostante Finetti abbia gi acquistato le attrezzature. I documenti presentati non sono completi spiega il sindaco, Andrea Lanzini, che ha anche incontrato i manifestanti . Siamo in attesa dellautorizzazione dellAsl e di quella dei comproprietari di capannone e terreni adiacenti. Al contrario della cascina di Misano, la stalla di Antegnate , infatti, dismessa da anni, non ci sono altri animali, e per avviare lallevamento di visoni occorrono sostanziose opere di modifiche sia interne sia esterne. Liter iniziato a novembre. A febbraio il primo cittadino ha emesso unordinanza sospensiva per effettuare approfondimenti. Finch la documentazione non sar a posto, il permesso resta sospeso, rimarca Lanzini. Entrambe le aziende bergamasche alleverebbero soltanto i visoni, senza trattarne le pelli, divenendo di fatto

Gli allevamenti di visoni


che infiammano la Bassa
Ad Antegnate e a Misano sono in fase di realizzazione le strutture che ospiteranno i mustelidi destinati a diventare pellicce. E le organizzazioni animaliste sono insorte con animate proteste.

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di Rosanna Scardi

asta fare soldi sulla pelle degli animali. Lo slogan contro gli allevamenti di visoni infiamma la Bergamasca. Due i paesi al centro delle proteste. Da una parte Misano Gera dAdda, dove un agricoltore ha destinato un capannone della sua azienda allallevamento di animali da pelliccia (che da maggio hanno gi ri-

empito le gabbie), dallaltra Antegnate, dove stato presentato il progetto per riconvertire una vecchia stalla in disuso. Nel frattempo, le associazioni animaliste, Nemesi e Visoni liberi, ma anche Lav, Enpa, Animal Amnesty, Oipa e Lega anti-caccia manifestano e diffondono immagini dei loro reportage e video choc. Lobiettivo mettere al bando tale produzione attraverso una legislazione ad hoc, come accaduto a dicembre in Olanda, terzo produttore mondiale di

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L/ INCHIESTA
satelliti del pi grande centro in Italia, il Mi-Fo, situato a Campisico, frazione di Capralba (Cremona). In queste batterie ci sono almeno ventimila capi, alcuni di questi sono le fattrici che sono gi finite a Misano. Nel paese del Cremonese sono partiti i primi cortei degli attivisti che aderiscono al gruppo Visoni liberi. Le proteste sono state rumorose e partecipate. Ci sono stati raid notturni in diversi capannoni per girare dei video che mostrano gli animali rinchiusi in spazi ridottissimi ed esposti alle intemperie. Alcune immagini sono state realizzate nella mia struttura ammette Giovanni Bocc, che promette un open day nella sua azienda di Capralba, a settembre . Ci fanno solo un favore, pi se ne parla e pi abbiamo pubblicit. Del resto, se si potesse tirare avanti solo con i polli, nessuno intraprenderebbe questa nuova strada. Ma per guadagnare meglio seguire il mio esempio. Da trentanni do da mangiare a otto famiglie. E, poi, facciamo un lavoro ecologico riciclando gli scarti della lavorazione della carne e del pesce, ben un milione di tonnellate. Le richieste del mercato estero, soprattutto russo, sono in aumento. Cinquanta milioni sono le pelli prodotte nel mondo, di cui 180mila in Italia. Una cifra destinata a decuplicare entro il 2050 e a cui i 16 allevamenti censiti nel nostro Paese non potranno far fronte.

L/ INCHIESTA
Due mondi a confronto

Bocc: Dagli animalisti solo bugie La replica di Nemesi: Bestie in forte sofferenza

Ci hanno detto
Alfredo, Misano
daccordo con gli allevamenti? Sono contrario a ogni forma di prigionia, perch di questo si tratta. L alternativa? Smetterla con le pellicce. Si pu vivere anche senza, no?. ni, perch non fare altrettanto per i polli, che vivono le stesse condizioni di allevamento? Anche tra chi protesta serve coerenza. in quelle condizioni. pazzesco solo a pensarci. Ma allora bisognerebbe smettere ogni forma di allevamento Non dico questo. Vorrei solo che fosse garantita a ogni bestia una vita decente, che si tratti di visoni, polli o capre.

Claudio, Misano

Annalisa, Antegnate

Anche lei ha manifestato contro gli allevamenti? No, non amo questo genere di protesta. Quindi le indifferente quel che accade ai visoni? Non questo il punto. Io credo che non si possa fare una classifica tra le bestie. Se si protesta cos per i viso-

Che ne pensa del business visoni? Se la legge lo permette inutile prendersela con limprenditore?. Anche se crea ricchezza sulla pelle degli animali? Perch chi alleva vitelli, pecore e altri animali da macello non fa la stessa cosa?.

Alberto, Misano

Romina, Antegnate

Hanno ragione gli animalisti? S, non si possono tenere gli animali

Sua moglie ha la pelliccia? No, per fortuna. Mi pare assurdo, con i mezzi che abbiamo oggi, ammazzare ancora animali per vestirci. Per li ammazziamo per mangiare Beh, non abbiamo molte scelte, a meno di non tornare tutti a fare i cacciatori.

Gli animalisti diffondono solo bugie si difende Bocc . Sostengono che le bestie sono spesso malate, ma non nel nostro interesse vendere capi non sani. Dicono che stanno al freddo e al vento per rinfoltire il pelo e renderlo pi pregiato, ma anche questo non vero. I visoni sono animali foto sensibili e loro muta invernale comincia in agosto, quando le giornate si accorciano. Quando i cuccioli, nati a maggio hanno sette mesi, vengono abbattuti allinterno di camere a gas tramite inalazione di monossido di carbonio. Una morte dolce. Si addormentano in pochi secondi, senza soffrire spiega Bocc, che anche presidente dellAiav, lassociazione italiana allevatori di visone . Certo, vivono tutta la vita in prigione, ma perch forse i polli e i conigli non hanno lo stesso destino? Il nostro non un lager, ma il meglio che possiamo offrire a un animale dallevamento. Allultima asta di Copenhagen, la pi importante, le nostre pelli sono entrate nella classifica delle migliori al mondo. E per conseguire questo risultato lanimale deve stare bene. A fare del male ai visoni, secondo limprenditore, sono gli attivisti. Sono dei fanatici che con le liberazioni condan-

nano i visoni a morte violenta la sua opinione . Le abbiamo subte anche noi nel 2003. E quasi tutti i capi sono finiti schiacciati sotto le ruote delle auto. A vedere il reportage Morire per una pelliccia, realizzato da Nemesi Animale ed Essere Animali (visibile sul sito www. visoniliberi.org), emerge unaltra realt. Uno degli autori, Lorenzo Loprete, si infiltrato negli allevamenti. In diciotto mesi, con un gruppo di colleghi ha documentato la vita in gabbia dei visoni, mostrando la sofferenza e quello che gli allevatori tengono nascosto. Gli animali attendono la morte in gabbie dalle dimensioni di un foglio A4 e si cibano attraverso le maglie di ferro spiega lattivista di Nemesi . Ogni istante uguale al precedente per questi esseri. Nel filmato ci sono esemplari con ferite alla testa e alle zampe, conseguenza dellaggressivit dovuta al sovraffollamento, ma anche altri affetti da patologie e infezioni agli occhi. Vengono lasciati morire perch una ferita, anche se curata, lascia il segno alla pelle che viene passata sotto uno scanner alla Kopenhagen Fur, dunque non avrebbe pi valore prosegue . Senza considerare i danni psicologici di creature spesso

Giovanni Bocc

in preda a movimenti compulsivi. Per completare lattivit di investigazione, Nemesi ha inviato al Mi-Fo una persona che ha finto lintenzione di aprire un allevamento. Abbiamo scoperto che unattivit che fa gola a parecchi, soprattutto di questi tempi spiega Loprete . Basta un investimento contenuto, di 40mila euro, e poche ore al giorno di fatica per avviare e mantenere un capannone. Le proteste mirano allabolizione degli allevamenti di animali da pelliccia in Italia. Vogliamo un cambiamento a piccoli passi, questa barbarie deve finire chiarisce . Le nostre manifestazioni servono per stroncare sul nascere questi progetti, aprendo un fronte importante nella lotta allabolizione totale di questi allevamenti. Intanto, proseguono le liberazioni illegali e anonime. Non le approvo, n le condanno conclude lesponente di Nemesi . I nostri visoni sono i figli degli animali catturati in America tra la fine dell800 e i primi del 900. Animali solitari, amanti dellacqua e delle lunghe nuotate. Uno studio condotto dal National Geographic ha dimostrato che la loro indole selvatica non minata dalla vita di prigionia, al punto che molti hanno creato colonie naturali. Basta un balzo per tornare a far parte di quel mondo a cui si appartiene, anche se non lo si mai conosciuto.

Lorenzo Loprete

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/COSTuME E SOCIET

il riuso fa tendenza
Trashy fashion e swap-parties: abiti riciclati e feste del baratto si stanno diffondendo e, complice la crisi, stanno dando nuovi input al mondo della moda.

di CAMillA zAMPolini

vete mai sentito parlare di riuso in ambito moda? Riuso inteso non tanto come acquisto di capi vintage, ma come reinvenzione, riutilizzo, nuova vita. I meccanismi del mondo della moda, si basano sul concetto del ciclico ritorno: del fare, rifare e poi rielaborare di nuovo. Ebbene, negli ultimi tempi, complice forse la crisi, il riuso sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa. Assistiamo alla costante fioritura di botteghe, bottegucce, spazi condivisi e shop che offrono una nuova prospettiva alla clientela che diversamente se ne starebbe ben lontana dagli spazi espositivi. Il concetto di base molto semplice: hai qualcosa di vecchio che non usi pi? oppure ancora possiedi dei capi nellarmadio che per svariati motivi non indossi? Portali da me. Posso aiutarti a reinventarli, oppure comprarli e poi rivenderli sotto nuova forma. Questa tendenza, ormai diffusa in tutto il mondo comunemente chiamata, con unespressione poco affascinante, trashy fashion. Esistono aziende improntate sul mondo del riciclaggio e della recology (contrazione dei termini reuse ed ecology), come ad esempio la Sanitary Fill Company di San Francisco, che incentivano a piene mani la moda; in realt, per parlare di riciclaggio dei rifiuti improntato alla realizzazione di nuovi materiali tessili non bisogna andare cos lontano: anche alcune aziende municipalizzate

aperto tutte le domeniche


italiane propongono di riciclare le bottiglie in pvc per la creazione di tessili dallappeal pi o meno fascinoso. Lidea di trasformare la spazzatura in prodotto di moda da tempo anche patrimonio culturale e ambito di studio e ricerca di scuole di creativit come lIstituto Europeo di Design o il Politecnico di Milano che svolgono da anni manifestazioni di moda incentrate su questo tema. Se non vi sentite ancora pronte per il trashy-chic in senso esteso, sempre parlando di riuso, potrebbero fare per voi gli swap-parties (letteralmente feste del baratto). Recentemente, un folto gruppo di fashion victims americane, con la complicit di alcune fashion bloggers molto in vista, ne hanno organizzati di grandiosi. E cos, ecco comparire swap-parties dappertutto. Gli swap parties in realt non sono nulla di nuovo, infatti, erano gi in voga in America nel periodo tra le due guerre: le signore bene si incontravano di pomeriggio per bere il t e scambiarsi i vestiti! Tra un sorso di t e una chiacchiera quindi, si rinnovavano il guardaroba a costo zero. La cosa bella degli swap parties che si possono organizzare anche a casa tra amiche: basta spargere la voce, organizzare una merenda o un happy our gourmand e il gioco fatto! Se prima di provare a casa, volete testare qualcosa di gi organizzato, vi segnaliamo il sito http://www.swappartybrescia.it; che organizza fantastiche feste in abbinata a simpatici mercatini vintage, a due passi dalla nostra citt.

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MAggIO 12/DODICIMESI

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/what s up?

/what s up?
Perch il tranello sta proprio l, in quella naturalezza coperta da chili di cerone e, peggio, dalla mano invisibile dellesperto in fotoritocco. La buona notizia, per, che finito il tempo di stare a guardare, strappandosi i capelli e lappando yogurt magro. Ci stiamo man mano (e saggiamente) convincendo che la finzione una cosa, la vita vera unaltra. Alla faccia delle fiction e di Photoshop. Ma di questo grande passo dobbiamo pur ringraziare qualcuno. Potremmo cominciare con Julia Bluhm, agguerrita quindicenne di Waterville, nel Maine, che, lo scorso anno, tanto punt i piedi da riuscire a spuntarla: la crociata, da lei indetta online contro luso massiccio di Photoshop nelle pagine della rivista per adolescenti Seventeen, diede vita a una petizione (Seventeen Magazine: give girls images of real girls). Superate le 40mila firme, consegnata nella redazione di New York durante un incontro tra Julia e alcuni rappresentanti della rivista, questa guerra al fotoritocco ha portato i responsabili del magazine a stipulare il Trattato di pace del corpo. In poche parole, Seventeen fa voto di non ritoccare limmagine del corpo e del viso delle modelle, di mostrare solo ragazze in buona salute (quindi non troppo magre), indipendentemente dalla taglia dei vestiti, (essere in salute significa rispettare la tua forma naturale, hanno sancito) e mostrare ogni tipo di modifica fatta alle foto sul blog della rivista stessa.

Com difficile
Noi, le star e lo specchio

essere al naturale
lzi la mano chi, come noi, si stancato degli scatti autocompiaciuti sui vari Facebook, Twitter o Instagram. Questo voler immortalare continuamente, seduta stante, ogni centimetro di pelle, di cemento, di tempo, di esperienza, traduce la tristezza di chi ha perso il significato della (semplice) condivisione per lanciarsi senza paracadute nellempireo della simil-celebrazione. La luce soffusa, a bocca schiusa, diventata il setting perfetto da ricreare ovunque, dal party nostrano al lavasecco sotto casa: limportante versare generosi dosi di glitters sul (troppo scialbo) reale. Finendo per immedesimarci nei nostri alter-ego pixellati. Fino a qui, poco male. Lasciamo queste hollywoodiane velleit a chi non riesce a farne a meno, consolandoci del fatto che, se la posa di tre quarti postrasatura regala a Tizio una botta dadrenalina per affrontare la sua giornata, tanto meglio per lui. Non ci resta, volendo, che andare a trovarlo meno spesso sui suoi diari virtuali: les jeux sont faits!

di Alessandra Tonizzo

Che fare, invece, contro lartiglieria pesante? Pensiamo ai cartelloni pubblicitari che rivestono le citt, ai giornali, le riviste, la tv, i siti internet..: c un mondo, l fuori, che vuol farci credere insistendo non poco che ci si alza al mattino con la pelle che riluce, che non si pu indossare una canottiera se non si hanno ascelle a prova di bacio, che i denti devono abbagliare, i capelli trainare (glabri) bellimbusti senza spezzarsi, e via dicendo. Una follia. Una pazzia. Un delirio. Cui tuttavia crediamo, soprattutto noi donne, non appena decidiamo di affamarci per raggiungere il peso forma di Demi Moore. Poco importa che la ex Mrs Kutcher abbia gi bypassato qualche -anta e che, al naturale, abbia le sue (legittime) zampe di gallina corredate da ginocchia poco toniche e glutei stile Sunsweet.

Gi nel 2011, in Gran Bretagna attraverso lAsa (Advertising Standards Authority) e limpegno della parlamentare Jo Swinson si controllano forma e contenuto delle pubblicit: celebre il recente caso di un prodotto LOral sponsorizzato dalle super-attrici Julia Roberts e Christy Turlington, le cui immagini furono ritoccate cos pesantemente da convincere lautorit suddetta a far ritirare il messaggio. Mentre ne stiamo discutendo, lazienda cosmetica Dove promuove in lungo e in largo la campagna Beautify, in realt un vero e proprio programma per gli addetti ai lavori (art director, graphic designer e manipolatori digitali di immagine) che, promettendo di lisciare e illuminare la pelle delle modelle ritratte, in realt riporta limmagine alla sua versione senza ritocchi. Una trappola miracolosa che, in poco tempo, diventata virale, sulla rete. Non manipolate la nostra percezione della vera bellezza, ribadiscono da anni quelli del team Dove, consci che ancora oggi il 90% dei modelli pubblicitari non sono reali e fomentano un crescente disagio nel pubblico femminile, costretto a sentirsi perennemente inadeguato. Fa discutere, infatti, che lartista (provocatrice) Anna Utopia Giordano si sia sentita pungolata dallirrefrenabile dilemma come sarebbero le opere di Botticelli, Tiziano, Hayez se le modelle avessero i canoni estetici di moda oggi? e (guarda caso), Photoshop alla mano, abbia alterato i tratti di celebri capolavori. Assottigliare, smussare, scarnificare. Le Veneri dellarte petto gonfio, vita sottile, cosce filiformi si sono trasformate da donne reali a pseudo Barbie. Giusto quello di cui avevamo bisogno. Un lavoro inquietante. Che neanche di un film di Dario Argento in una notte da lupi soli in casa. Mille e mille (e ancora mille, e altre cento) volte peggio di una rughetta, un capello bianco, una naturalissima curva in pi.

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/sport

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Quella voglia di

sentirsi aquile

Da 44 anni lAeroClub di Valbrembo sforna piloti di aliante. Il presidente Rota: Luomo non nato per volare ma cos si cerca in qualche modo di imitare gli uccelli. Ci vogliono grande preparazione e rispetto, altrimenti vince sempre la natura
di Fulvio Facci

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l fruscio del vento come unico rumore, lalta quota, la neve sulle montagne. Cos racconta le emozioni del volo a vela, il volo con gli alianti, Salvatore Rota, da poco presidente, dopo essere stato per 15 anni vicepresidente, dellAeroClub Volovelistico Alpino cha ha sede a Valbrembo. E allo stesso tempo ammonisce: Volare a vela un po come scalare una montagna, ci vogliono grande preparazione e rispetto, altrimenti diventa una lotta impari, vince sempre la natura. A Valbrembo si impara veramente a

volare. Da 44 anni in questo aeroporto esiste infatti una scuola per il volo a vela che ha brevettato centinaia di piloti e alla quale si aggiunta recentemente anche una scuola per il volo a motore per il rilascio della licenza di pilota privato e per il volo commerciale di base. C anche una scuola per il pilotaggio di elicotteri, ma il cuore pulsante della struttura resta il volo libero. Penso che il volo a vela prosegue Rota sia il vero volo, tanto che da noi arrivano per sperimentarlo piloti che hanno grande esperienza nei voli di linea o su aerei militari. Penso ci sia la stessa differenza che c tra la poesia e la prosa, tutto pi romantico, c tanta libert. Luomo non nato per vo-

lare ma cos si cerca in qualche modo di imitare il volo degli uccelli. In realt tutto si basa sulla struttura del velivolo e sulla capacit del pilota di sfruttare le cosiddette termiche cio le correnti ascensionali di aria calda che consentono al mezzo di salire di quota. Per questo lattivit ha una sua stagionalit. Da ottobre a febbraio, in generale, si svolge prevalentemente attivit didattica con laliante che viene trainato ad una quota di 700/1.000 metri e dopo un volo non particolarmente lungo, circa un quarto dora, atterra alla base di partenza. Ci sono anche altre situazioni che consentono il volo ma necessitano di spiegazioni tecniche abbastanza pro-

fonde, ci limitiamo perci a ricordarle, sono il volo di pendio o dinamico e il volo donda. Il concetto di base che pi si guadagna di quota pi si guadagna in distanza. Un pilota esperto in una giornata media pu percorrere circa 300 chilometri. Uno dei tragitti tradizionali per chi decolla da Valbrembo una puntata verso il lago di Garda, Toscolano in particolare, poi si vira verso Laveno sul lago Maggiore e si torna alla base. Il presidente Rota tiene a sottolineare la meticolosit della preparazione nellaffrontare anche quelli che si possono definire voli di routine. C infatti una pianificazione precisa del volo nella quale vengono individuati tutti gli aeroporti, le avio superfici ma anche i campi agricoli nei quali pu eventualmente essere effettuato un atterraggio demergenza. Si fanno anche delle ricognizioni fotografiche per tenere aggiornata la situazione. Anche per

voli di una certa durata limpegno non tanto fisico quanto mentale precisa -, bisogna essere in grado di prendere delle decisioni in pochi secondi e quindi ci vuole una certa dimestichezza che ovviamente si acquisisce col tempo. Ora per anche le strumentazioni tecniche sono molto sofisticate e aiutano parecchio. Il variometro ad esempio, lo strumento che indica se si sta salendo o scendendo, prima richiedeva in pratica un occhio costante, adesso acustico e ci pu quindi concentrare su altro. Sul fatto che sia uno sport affascinante non ci sono dubbi, ma forse il volo a vela non per tutti. Dal punto di vista fisico non ci sono requisiti particolari afferma il presidente - salvo la buona costituzione fisica che viene controllata periodicamente e con maggior frequenza quando let sale. Per il resto non possiamo certo definirlo un sport popolare. Il brevetto costa circa 3.000 euro e poi ci sono dei voli successivi da effettuare

obbligatoriamente per non farlo scadere. Del resto evidente che per mantenere e far funzionare strutture e mezzi le spese ci sono. Noi abbiamo una base solida di circa 130 soci che provengono oltre che dalla provincia di Bergamo da Brescia e Milano. un numero sul quale ci siamo stabilizzati anche se abbiamo una continua e interessante affluenza ai corsi. Let va dai 19 ai 70 anni. Abbiamo 15 alianti nostri, di cui alcuni biposto per la scuola e altri particolarmente performanti che consentono di raggiungere una velocit di 250 chilometri allora. C anche un simulatore molto realistico alloggiato nella scocca di un aliante che sta incontrando molto apprezzamento soprattutto da parte dei giovani. Laeroporto di Valbrembo dedicato alla memoria di Aldo Capoferri non solo fondatore della struttura e del Club ma anche autentico pioniere nazionale del volo a vela.

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Listruttore

In aumento i giovani che si avvicinano allattivit

affascinante vedere volteggiare gli alianti sopra laeroporto di Valbrembo. Bello vederli decollare al traino di aerei a motore o magari con il loro motore ausiliare (i motoalianti) per vederli poi atterrare. Si pu passare tranquillamente un pomeriggio con il naso allins. Ma il cuore dellattivit dellAva la scuola per piloti di alianti che ne sforna ogni anno a buon ritmo. Roberto Pirotta, ingegnere aeronautico, vola da undici anni e da sette listruttore della scuola. Da un punto di vista didattico come la scuola guida per la patente dellauto spiega Pirotta . C una parte teorica con un libro e con i quiz proprio come avviene per lauto. E poi c la pratica: le scuole di guida se vogliamo. Sono previste complessivamente 13 ore di volo che vengono misurate da quando laliante si stacca da terra a

quando torna a toccare il suolo ed i minuti vengono sommati. Ogni volo dura in media dai 15 ai 20 minuti, quindi in totale si effettuano una cinquantina di voli. I primi voli sono con alianti biposto ed in pratica si svolgono nello spazio sovrastante laeroporto. Poi, quando si acquisisce un po di esperienza si pu iniziare anche a divertirsi. Lesperienza sembra essere la dote fondamentale sia per le prestazioni sia per la sicurezza: un buon colpo docchio nel valutare una situazione che cambia repentinamente. Sono doti che si acquisiscono con le ore di volo ma nel mio ruolo di istruttore di base rilievo anche altri scogli da superare. Ad esempio una delle difficolt maggiori quella motoria. Si tratta di utilizzare contemporaneamente i piedi e le mani: i piedi per la pedaliera e la mani per la cloche. Si deve agire allo stesso

tempo su entrambi ma ci vuole sensibilit e delicatezza non come il freno e la frizione dellauto, tutto va molto calibrato. Certo anche la parte teorica ha le sue difficolt, c un programma ministeriale da rispettare. Ma in questo caso si pu fare affidamento sulle lezioni e sulla logica delle decisioni. La difficolt maggiore proprio quella motoria, rimarca. Allattivit, come detto, si avvicinano persone di ogni et con una maggioranza comunque di quarantenni, momento della vita in cui si dovrebbe avere sistemato sia la famiglia sia la professione. Questa almeno in parte la casistica dellAva, anche se in questo periodo nota Pirotta - abbiamo diversi giovani tra i 18 e i 25 anni che si avvicinano al volo a vela, stanno veramente aumentando. Devo ammettere che i giovani imparano molto pi facilmente.

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