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Foto e copertina: Valeria Vassallo


http://valeriavassallo.netsons.org/

LA CITT DELLE RONDINI ALBINE


I veleni di Oysya

In ricordo degli anni pi duri della mia vita. Ma anche delle mie speranze per un futuro migliore.

Oh, morte! Fredda, dura, spaventosa morte, ergi qui il tuo altare e drappeggialo degli orrori di cui sei padrona: poich codesto il tuo reame! Ma a una testa amata, riverita e onorata, non potrai torcere un solo capello o rendere odioso un tratto del volto per soddisfare i disegni tuoi spaventosi. E pur se la mano pesante e cadr se lasciata, pur se fermo il cuore e muto il suo battito, cotal mano, e ci importa, fu aperta e magnanima e buona, il cuore valente, caldo e gentile, e il suo battito quello di un uomo. Colpiscilo, ombra, colpiscilo e vedi gli atti suoi buoni sprizzare dalle ferite, e spargere nel mondo la vita immortale. Charles Dickens

CAPITOLO 1 Quando la nuvola di polvere si allarg alle sue spalle, Lucinda ebbe la conferma che i suoi non erano solo sospetti: qualcuno la stava seguendo. Cerc di mantenere il controllo del furgone e non sbandare, mentre allungava una mano verso il cruscotto per prendere la pistola. La soppes pensando che era l'unica arma che non aveva mai usato per uccidere, e guardando lo stato in cui versava non pot fare a meno di chiedersi se avrebbe funzionato, o se pi probabilmente le sarebbe esplosa in mano una volta premuto il grilletto. Neanche ricordava dove l'aveva presa, se al mercato nero o dall'ultimo rigattiere che aveva visitato un mese prima, ma dato che a momenti non ricordava nemmeno il suo nome non c'era di che stupirsi. * Non era particolarmente felice di quella sosta, ma scendendo dal pick-up e guardando i quattro ragazzi che le si avvicinavano cerc di essere ottimista. Finalmente degli esseri umani, pens. O cos sembra. Avevano un aspetto strano a guardarli, fuori luogo e troppo stravagante per il posto e il momento. Uno di loro, quello che doveva essere il capo, si stacc dal gruppetto per raggiungerla prima, dandole appena il tempo di ficcarsi la pistola contro la schiena tra la cintura e i pantaloni, in un punto facilmente raggiungibile in caso di bisogno. Umano o meno, si disse Lucinda, il tizio portava una fondina di notevoli dimensioni attaccata a una coscia, quindi non era male stare un po' in campana. Salve. disse lo sconosciuto, sollevando una mano in segno di saluto. Portava dei guanti senza dita del tipo da corsa, un giacchetto di pelle e aveva i capelli di un ridicolo rosso scarlatto. Lucinda fece un cenno con il mento. Posso fare qualcosa per te? D la verit, pens mentre lo fissava, non hai una vera pistola nella fondina. una di quelle che quando premi il grilletto sputa una bandierina. Bang! Non vorrei sembrare invadente, ma siamo in una gran brutta zona, comment lui, posso sapere come mai ti trovi da queste parti? Con noncuranza, Lucinda si port una mano dietro la schiena e accarezz il calcio della pistola. Ho calpestato una propriet privata? Lui dovette intuire che era armata perch si affrett a rassicurarla sulle sue buone intenzioni, e allung una mano nella sua direzione. Non ti agitare per favore, voglio soltanto parlare un po', le disse. Mi chiamo Julian McGrow, ma tutti mi chiamano solo McGrow. Lucinda, rispose lei, circospetta. Il mio cognome non ha grande importanza. un bel nome, molto originale. Gi, come no... Lo sguardo della ragazza rimase impassibile, mentre cercava di capire in fretta se poteva fidarsi almeno un po' di quel McGrow. Il punto era che non si fidava pi di nessuno da tanto, tantissimo tempo. Per non dire che forse non l'aveva mai fatto in vita sua. Allora, Lucinda, com' che ti trovi in questo deserto? E tu? Chiunque conosca la fama di questa zona sa che conduce soltanto in un posto... Unnamed. Precisamente. E se qualcuno non ci capita per caso deve avere un motivo molto serio per cercarla. Non era una deduzione difficile, riflett la ragazza. Non a caso Unnamed era nota ai pi come La citt morta.

E dimmi, tu e i tuoi amici a quale categoria appartenete? A quella di chi si perso, o a quella di chi va in cerca di guai? Una compagnia per il viaggio era l'ultima cosa che si era aspettata, e anche l'ultima di cui aveva bisogno dato quello che doveva fare. Lo sguardo di Julian McGrow si fece torvo, come un cielo oscurato da una notte improvvisa, ma prima che potesse in qualche modo ribattere alla provocazione uno dei suoi, uno spilungone con la faccia affilata e un lungo ciuffo biondo che gli sfiorava il naso, si interpose tra lui e la ragazza e lo trascin poco lontano per parlargli. I due ebbero un'accesa conversazione di qualche istante, che Lucinda cerc senza successo di carpire. Si sentiva sulle spine e allo stesso tempo improvvisamente esausta, come se interrompendo il suo viaggio avesse anche interrotto un flusso di energia nel suo corpo, e non vedeva l'ora di togliersi di torno quell'imprevista compagnia per ripartire. Era sul punto di voltarsi sui tacchi e rimettersi alla guida quando McGrow liquid il suo compare e torn da lei. Problemi? fece la ragazza, ironica. Niente che non si possa risolvere. Da qualche parte dentro di lei un orologio continuava a ticchettare con violenza, per ricordarle che pi tempo perdeva e pi le possibilit di portare a termine il suo piano e trovare finalmente un po' di pace si assottigliavano. Senti, McGrow, non so esattamente che cos'hai in mente ma io vorrei riprendere il mio viaggio, quindi... Non hai risposto alla mia domanda. la interruppe lui. Se non hai una qualche autorit che mi imponga di risponderti temo di non aver motivo di raccontarti i fatti miei. Spero che non me ne vorrai. Hai ragione, ribatt lui, dato che sono stato io a costringerti a questa fermata credo di essere il primo a doverti delle spiegazioni. Guardando la ragazza, McGrow non riusciva a capacitarsi di quanto ne fosse attratto senza capirne il motivo. In altre circostanze avrebbe detto che era un'attrazione di pelle, ma poich la sua era sintetica quell'espressione non calzava perfettamente. Io e i miei compagni stiamo andando ad Unnamed per cercare un uomo, un dottore. Si chiama Arthur Killeen. Lucinda sent i muscoli fremere sotto una scossa di adrenalina. Ci occorre il suo aiuto per il virus che sta sterminando gli esseri umani. Sappiamo che stato lui a crearlo, quindi pensiamo che possa aver creato anche un antidoto. Un virus? Quale virus? Sapeva benissimo di che virus stava parlando quel tizio, ci che ignorava era che si fosse diffuso. Com' stato possibile, si chiese, dopo tutte le precauzioni che ho preso? Vuoi dirmi che non conosci il virus? Non so davvero di cosa stai parlando, farfugli Lucinda, io non...non sono molto informata su quello che succede nel mondo. Viaggio sola da molto, non ho una radio n tempo di leggere i giornali. Tutti quei mesi di spostamenti continui senza contatti, se non occasionali, con altre persone. Si era davvero isolata fino a quel punto? McGrow era perplesso. Possibile che lei fosse entrata in contatto con i Risorti e le creature di Killeen ma non sapesse nulla del virus? Il suo stupore sembrava genuino...o forse era lui ad essersi rincoglionito al punto giusto. Davvero non sai niente di questa storia? Lucinda deglut un nodo di saliva e polvere amara. Niente, lo giuro. Allora sar bene che ti ragguagli. Ancora non si sa come si sia diffuso il contagio, ma i morti ritornano e danno la caccia ai vivi come in un film dell'orrore, solo che questo maledettamente vero. L'umanit si sta trasformando in un ammasso di cadaveri ambulanti. Quant' grave la situazione? Riesci a immaginare la fine del mondo?

Lei annu. Penso sia arrivata. * Sulle prime, per poco non era svenuta. Mi dispiace di averti dovuto dare questa cattiva notizia. aveva commentato McGrow, mentre lei rimuginava sul suo passato recente, sulle durissime scelte che si era sentita costretta a compiere per salvare un mondo che, a quanto sembrava, stava comunque andando in rovina. Guardando quello strano individuo, Lucinda cerc di capire se c'era una ragione valida perch lui le avesse mentito, e la vicinanza con Oysya le diede un unico suggerimento. Il dottor Killeen. McGrow sembrava sincero, ma lei aveva visto troppo di tutto per riuscire a fidarsi completamente, e tuttavia non poteva ignorare la possibilit che lui avesse detto il vero. In quel caso, non le restava che una scelta: prendere tempo e cercare di scoprire come stavano realmente le cose. Se lui era dalla parte del dottore in qualche modo l'avrebbe smascherato, se al contrario era davvero diretto a Oysya in cerca di una cura per il virus avrebbe potuto approfittarne per cercare in lui e nei suoi amici degli alleati. Quattro uomini armati avrebbero potuto spianarle la strada molto meglio di quanto avrebbe fatto lei da sola con la sua vecchia pistola. Non dispiacerti troppo per me, disse infine a McGrow dopo la sua lunga meditazione, prima o poi avrei dovuto scoprire la verit. Adesso che la conosci puoi rispondere alla mia domanda: se non sapevi nulla del virus, per quale ragione sei diretta a Oysya? Lucinda gliss di nuovo. una lunga storia. Io non ho fretta. Iniziava ad essere fin troppo evidente che lui non l'avrebbe lasciata ripartire senza avere delle risposte, e che non si sarebbe accontentato di mezze parole. Devi cedere un po' Lucinda, si disse la ragazza, soltanto un po'. Non so pi da quanto sono in viaggio, disse, sono esausta, e la notizia che mi hai appena dato mi ha sconvolta. Mi occorre una sosta per riprendere fiato, stanotte. Tu e i tuoi amici potreste fermarvi con me...avremo modo di parlare con pi calma. McGrow accett la sua proposta senza pensarci troppo. Ma devo parlare coi miei compagni, aggiunse allontanandosi. Devo sentire che cosa ne pensano loro. Lucinda non lo perse di vista un solo istante, mentre lui raggiungeva velocemente il resto del gruppo. Cap subito che non c'era stata una vera discussione, ma che McGrow si era limitato a impartire un ordine che gli altri avevano accettato con un cenno della testa, quasi sull'attenti. Soltanto lo spilungone aveva cercato di obiettare, e com'era gi successo il suo capo l'aveva messo a tacere. Un attimo dopo McGrow aveva fatto ritorno. Siamo tutti d'accordo per fare una sosta, disse alla ragazza. Conosco il posto che fa per noi. * Il rifugio che McGrow sugger per la notte era costituito da un albergo fatiscente a pochi chilometri da Unnamed. Il nome della cittadina che lo ospitava non compariva nemmeno sulla mappa stradale, era soltanto un puntino nero su un pezzo di carta, un altro posto senza identit come la citt morta e tutta l'area circostante. Salendo sul tetto dell'albergo, con un buon binocolo si potevano intravvedere all'orizzonte le sagome dei reattori dell'immensa centrale nucleare. Lucinda fece un lungo giro di controllo da sola, prima di tornare dai ragazzi e dichiarare che l'aria della zona era abbastanza pulita nonostante la vicinanza con Unnamed e la sua centrale. McGrow non si disse convinto, anche se sapeva che per il suo corpo una quantit pi o meno alta di radiazioni non avrebbe fatto alcuna differenza. Mentire faceva parte del suo piano, e non aveva previsto che la cosa in qualche modo gli sarebbe pesata.

Era una sensazione odiosa ma incontrollabile. Come lo sai che l'aria pulita? Lei gli mostr uno strumento che gracchiava e ticchettava scrivendo cifre su un display a cristalli liquidi. Perch ho un contatore Geiger-Mller che me lo dice. Ah, quand' cos... Non ti fidi? Certo che mi fido, facevo del sarcasmo solo perch non sono abituato a vedere ragazze che hanno dimestichezza con un contatore Geiger-Mller. Lei sogghign. Se appena un anno fa qualcuno mi avesse detto che io avrei avuto dimestichezza con un coso simile gli avrei consigliato di cambiare spacciatore. Non sembravano trascorsi una decina di mesi da quando tutto quel casino era iniziato, pens, sembrava passata una vita intera, e anche se non ne aveva l'aspetto c'erano momenti in cui si sentiva la donna pi vecchia e pi stanca del mondo. Devi averne passate tante..., comment McGrow. La sensazione odiosa ma incontrollata si fece pi intensa. Lucinda gli restitu uno sguardo per met confuso e per met accigliato. Comunque, come vedi sono sopravvissuta, disse. E poi il passato passato, non pu essere cambiato, perci perch preoccuparsene? Non avrebbe potuto trovare delle parole pi insulse di quelle. Come se il modo in cui aveva vissuto fino a quel giorno si potesse considerare una vera vita. Si era messa alla ricerca di un uomo e aveva incrociato creature innominabili, capaci di azioni che una mente umana difficilmente poteva concepire e rischiando di morire chiss quante volte. Ma forse, pens, in un mondo in cui i morti ritornano per dare la caccia ai vivi le sue esperienze si potevano considerare ordinarie. McGrow la guardava di rimando senza dire una parola, come se se stesse ascoltando l'eco dei suoi pensieri. Era impossibile, tuttavia dava l'impressione di cambiare espressione a seconda delle immagini che lei faceva affiorare, delle sensazioni che queste suscitavano nel suo corpo. Mi sembri stanca., not lui ad un certo punto, pi per spezzare il silenzio che per una reale preoccupazione. Lei annu. Lo sono, gli rispose. Forse meglio se entriamo e ci sediamo da qualche parte. * Lo spilungone, che si chiamava Jake ed era il fratello minore di Julian McGrow, aveva recuperato della legna pulita mentre Wes e Larkin, gli altri due ragazzi del gruppo, avevano rimediato un vecchio bidone di olio vuoto in cui accendere il fuoco, e l'avevano piazzato al centro di un salone immenso e sgombro dal mobilio, al pianterreno dell'hotel. Lucinda si era era accordata per parlare a lungo con McGrow il mattino successivo, prima di rimettersi in viaggio verso Unnamed, e poi aveva mangiato insieme ai ragazzi intorno al fuoco, come in un improvvisato campeggio. Era stato divertente, finch era riuscita a tenere lontani i suoi pensieri, ma non appena gli altri si erano coricati quelli erano tornati a tormentarla. A dispetto di quello che si era aspettata, di crollare semisvenuta non appena si fosse infilata nel sacco a pelo, era rimasta sveglia a rigirarsi per un'ora e mezza, prima di decidere che non ne poteva pi. A quel punto si era alzata e aveva raggiunto la porta del salone. L si era messa a sedere contro lo stipite di una delle porte, e le era venuto in mente che da quando aveva iniziato il suo viaggio quella era a prima notte che trascorreva fuori dal pick-up. Non se n'era mai allontanata prima. Il furgone era l'unica cosa rimasta della sua famiglia e della sua vecchia vita anche se tecnicamente era stato di suo padre, che non le aveva mai permesso di guidarlo, ma lei era sicura che se avesse avuto il tempo di parlare o di fare testamento prima di morire lo avrebbe lasciato a lei. E poi era scassato da anni, si era ripetuta i primi giorni di guida, per lenire la sensazione di aver commesso un furto ai danni della sua stessa famiglia. Era un

vecchio modello molto usato e suo padre lo aveva detestato fin dal primo giorno, ogni volta che ci aveva messo il culo sopra non aveva fatto altro che lagnarsi per tutto il tempo del casino che faceva, e dire che gli sembrava di guidare dentro la sala macchine di un transatlantico. La ragazza sogghign fissando lo sguardo verso il corridoio alla sua sinistra, un serpente nero che la luna screziava appena di argento. Non patetico, pens, che tutto ci che rimane della vecchia me stessa sia rimasto attaccato a un ammasso di ferro arrugginito? Ma del resto ogni eroe aveva il suo sostegno, qualcuno con cui parlare o qualcosa a cui aggrapparsi, e lei aveva il pick-up di suo padre. Cerc di alleggerire la tensione che iniziava a rosicchiarle le spalle pensando che un giorno l'avrebbe battezzato, che quando il dolore sarebbe passato e tutto quello schifo finito avrebbe cercato un buon meccanico per dargli una sistemata, e l'avrebbe fatto riverniciare di rosso, o di nero. Un rosso acceso e squillante, artefatto come i capelli di Julian McGrow, o nero come i suoi vestiti, o magari bianco come la sua pelle. Voltandosi appena verso il centro della stanza, Lucinda vide il ragazzo raggomitolato dentro un sacco a pelo e desider che si svegliasse, che le tenesse compagnia e le raccontasse che cos'era successo al mondo che si era lasciata alle spalle. La fine del mondo. Forse lui aveva esagerato, si disse, la realt dopotutto era un fatto soggettivo, un punto di vista personale, ma sapeva che stava cercando di ingannarsi per non cedere alla disperazione. Gli infetti non lasciavano molto spazio per la soggettivit, n per equivocare. Erano macchine di carne morta ma che per un errore genetico continuava a vivere, programmate con un unico imperativo: trovare esseri umani per straziarne i corpi e divorare le loro interiora. Il ricordo di quello che aveva visto fare ad Ariel, il rumore della sua mandibola mentre masticava la carne coi denti rossi di sangue le fece salire in gola un conato acido e doloroso. Lucinda salt in piedi come una molla e usc nel corridoio pensando di dover vomitare, ma alla fine il dolore pass e lei rimase dov'era, a guardare da una finestra senza vetri la luna che rischiarava le vestigia solitarie di quella cittadina abbandonata, e che illuminava come un occhio di bue il suo caro, vecchio pick-up. Ispir, e immagin che quello fosse una macchina del tempo capace di riportarla a prima che accadesse ci che era accaduto, per permetterle di sistemare le cose, per fare quello che Ariel l'aveva pregata di fare e che lei invece aveva rimandato troppo. Uccidimi Lula...uccidimi subito! Il dottor Killeen rientr prepotentemente nei suoi pensieri. Era lui la causa di tutto, e forse anche il motivo per cui non riusciva a trovare pace e riposo quella notte. Come poteva dormire sapendo che l'uomo era a pochi chilometri da l, e che era ancora vivo quando sarebbe dovuto essere morto da un pezzo? Riscossa da una nuova energia, Lucinda decise che non avrebbe atteso l'alba: avrebbe raccolto le sue cose e se la sarebbe filata alla chetichella. In fondo non doveva nessuna spiegazione a McGrow, e non le importava pi conoscere le sue intenzioni. Se lo sarebbe lasciato alle spalle come aveva fatto con tante altre cose e persone fino a quel momento e presto l'avrebbe dimenticato, senza mai dover ammettere quanto avesse colpito la sua attenzione. Ricordati com' finita, l'ultima volta che ti sei affezionata a qualcuno. Camminando lentamente, per non farsi sentire, la ragazza torn nel salone e inizi a mettere insieme i suoi pochi averi. Aveva appena finito e stava per uscire, quando invece che sulla porta del salone si ritrov di fronte al giaciglio di McGrow. Lo guardava senza capire per quale motivo lo stesse facendo, perch stava esitando in quel modo. Che cosa rappresentava quello sconosciuto? Fino a quel momento lei si era sempre arrangiata, aveva combattuto quasi a mani nude o con armi di fortuna, e ad Unnamed avrebbe potuto benissimo fare altrettanto. Non le occorreva davvero il supporto di Julian McGrow e dei suoi amici eppure era immobile davanti a lui, a guardarlo come stregata. Non gli devo niente, pens, non gli devo nessuna spiegazione.

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Se lo ripeteva come un mantra, ma non riusciva a muoversi. Anche lui restava immobile nel sonno, il suo respiro era cos leggero che si sentiva a stento, come se stesse aspettando che lei raccogliesse la sacca con le sue cose e si mettesse in marcia. Proprio non ti ricordi com' finita con Layton? Lucinda chiuse gli occhi e strinse le palpebre. Doveva andarsene subito o non l'avrebbe fatto pi, e lo sapeva, ma quando riapr gli occhi vide che Julian era sveglio. Vai da qualche parte? Lui si mise subito in piedi. La sua pelle sintetica sembra essere tornata miracolosamente ricettiva com'era stata quella vera, gli sembrava che tutti i circuiti elettrici che gli percorrevano il corpo avessero iniziato a sfrigolare, e che persino gli organi artificiali fossero al limite del collasso. Voleva avvicinarsi a Lucinda e toccarla, ma non lo fece. Quella ragazza lo disarmava. Chiunque avrebbe stentato a credere che una creatura cos minuta avesse il coraggio che aveva avuto lei. Io... McGrow si port un indice alle labbra e poi indic gli altri. Sapeva che erano tutti svegli e all'erta e non voleva che intervenissero in nessun modo, cos era meglio evitare che ascoltassero quello che Lucinda aveva da dire. Fermarsi con lei era stato un azzardo, e anche se n Wes n Larkin avrebbero osato contraddire le sue decisioni c'era sempre Jake, pronto a protestare. Julian le indic l'uscita del salone e vi si avvi. Lei lo segu. Non sapeva se sentirsi in collera, o colpevole, n che cosa avrebbe detto a McGrow quando lui l'avrebbe sommersa di domande, perch era quello che si aspettava, ma lui non lo fece. Fare domande era il secondo punto della sua lista. Trova l'umana era il primo. Trova l'umana, confronta le informazioni di cui disponi con quelle di lei, verifica le sue conoscenze sul virus e portala a Oysya dal dottore. O casomai portala dal dottore e rimanda le spiegazioni a un secondo momento. Non ce la faceva. C'era una sola cosa che gli restava da fare in alternativa, anche quella difficile, e tuttavia necessaria. Lei gli stava di fronte e gli teneva testa con lo sguardo. Non lo temeva, era chiaro, e probabilmente aveva cominciato a subodorare qualcosa. McGrow...io devo andare, disse lei. Devo trovare quell'uomo, Killeen, e fermarlo. Intendi ucciderlo? S. Perch? Perch il suo virus ha sterminato la mia famiglia. Credevo che non sapessi nulla del virus... Ti ho mentito. Benvenuta nel club. Lucinda guard il bagliore sinistro negli occhi di McGrow. Tu lavori per il dottore, vero? Con un passo, lui le si avvicin. La faccenda molto pi complicata di quello che pensi., le rispose. Poi le prese il viso tra le mani, con grazia e senza fretta, posandole i pollici contro le tempie. Avrebbe dovuto spiegarle che cosa sarebbe accaduto, anzich rischiare di mettere a repentaglio la sua vita e compromettere la sua salute mentale, ma all'improvviso sentiva di non poterlo fare. Il suo lato umano prevalse sulla macchina, e il suo lato umano non voleva dare spiegazioni a quella ragazza, non voleva ammettere di averle mentito dal primo momento, e cos si serv della macchina per collegarsi alla mente di lei e leggere tutti i suoi ricordi.

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