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La Stampa Del 6/11/2008 Sezione: Cultura Pag.

47 Pier Giovanni Guzzo I duellanti di Pompei INVIATO A POMPEI C stata una nuova eruzione? Un manipolo di clandestini ha preso possesso degli scavi?. sarcastico, Pier Giovanni Guzzo. Il commissariamento della Soprintendenza di Pompei (ora unificata con quella di Napoli e provincia), di cui a capo da quattordici anni, una ferita aperta. Grave situazione di pericolo, ha scritto la Presidenza del Consiglio nellordinanza n. 3692 dell11 luglio 2008, che dispone interventi urgenti di protezione civile. Come per la spazzatura. Cos adesso, nel basso edificio di via Villa dei Misteri, accanto alla struttura del soprintendente, che mantiene la tutela archeologica, si installato con un proprio staff il prefetto Renato Profili, commissario delegato per lemergenza. Una convivenza da separati in casa, punteggiata di piccoli incidenti e schermaglie indirette. Anche se dalla parte dei nuovi venuti si fa di tutto per ridimensionare. Massimo rispetto reciproco, garantisce Profili. E grande ammirazione per larcheologo Guzzo, uno studioso di livello internazionale. Le frizioni sono superate, la collaborazione funziona, assicura pacioso Luigi Necco, indimenticato volto di 90 minuto, richiamato dalla pensione come portavoce del commissario. Certo, Guzzo e Profili sono due maturi gentiluomini del Sud, pi o meno coetanei, che si intrattengono amabilmente per qualche minuto ogni mattina alla macchinetta del caff. Ma in realt, sotto la cenere e i lapilli, cova il fuoco. In Soprintendenza sono convinti che lemergenza Pompei sia stata creata politicamente, per mettere le mani sulla citt antica. Guzzo - nominato a fine 94 dal ministro Fisichella (primo governo Berlusconi), un passato di iscritto al Pci e oggi certo non berlusconiano, come dice lui stesso - per il suo prestigio indiscusso non poteva cadere sotto la mannaia dello spoils system. Ecco dunque la scelta del commissario. Ma non si trattava soltanto di piantare la bandierina su un sito turistico importante, da due milioni e mezzo di visitatori lanno. Intorno allarea degli scavi si infittisce una ragnatela di interessi locali, con ramificazioni spesso equivoche. Pompei significa appalti, posti di lavoro, indotto. E quindi voti. Qual il "grave pericolo"? Sullordinanza non descritto. Cos come lemergenza, ragiona il soprintendente. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, agita lannosa questione delle bancarelle abusive che assediano il perimetro degli scavi (ma questo di competenza comunale, come laltro problema spesso denunciato della viabilit: si doveva commissariare il Comune?), la giungla delle guide turistiche, la piaga dei cani randagi (ma sono problemi di competenza regionale: si doveva commissariare la Regione?). Lemergenza di Pompei, argomenta Profili, sta nel degrado dellarea archeologica. Nel fatto che oggi i due terzi di questo sito, dichiarato nel 97 dallUnesco patrimonio dellumanit, sono interdetti ai visitatori. Il mio obiettivo recuperarne quanto pi possibile alla fruibilit del pubblico. Sfruttamento turistico: la formula magica. E gi qui si delinea un dissidio con la Soprintendenza. Diciamo che sono due visioni del mondo..., filosofeggia Guzzo. Lattenzione per il pubblico c sempre stata - se non altro perch il pubblico che ci porta gli introiti, da che abbiamo lautonomia. Ma va contemperata con le necessit di programmazione della tutela e del restauro dei monumenti antichi. Se non si curano, ci si domanda che cosa i visitatori tra ventanni potranno visitare. Allaspetto filosofico del contendere si collega quello economico. Da quando, con la legge 352 dell8/10/1997, la Soprintendenza archeologica di Pompei diventata autonoma, le sue disponibilit finanziarie sono passate dai 4-5 miliardi di lire assegnati annualmente dallo Stato agli oltre 33 milioni di euro delle ultime due gestioni, derivanti per l82,3% dalla vendita dei biglietti di ingresso e dai servizi aggiuntivi. Una torta che fa gola a molti. Compreso il Comune, che ne vorrebbe una parte. Ma ora lordinanza 3692 si portata via in un colpo solo tutta la torta pi un (bel) pezzo, disponendo il trasferimento di 40 milioni di euro dalla contabilit della Soprintendenza a quella commissariale. La prima conseguenza che tutti o quasi i progetti relativi alla conservazione sono stati bloccati, e sebbene Profili garantisca che gli interventi da lui previsti sono tutti quelli che aveva fissato il soprintendente, al 99%, la preoccupazione nellaria. Grazie alle proprie risorse, Guzzo era riuscito a trasformare il volto di Pompei. Biglietteria appaltata a una societ privata che ha fatto volare gli incassi (prima accadeva che i biglietti usati venissero recuperati, stirati e rivenduti), bookshop, servizio di audioguide, cura della pulizia e del verde, un sito Internet (pompeiisites.org) esemplare per cura e completezza. E chi oggi visita lo scavo gemello di Ercolano pu constatare un fervore di lavori mai visto, frutto dellimportante accordo di sponsorizzazione raggiunto con David W. Packard, il

magnate americano dellinformatica. Certo, molte domus sono rimaste chiuse al pubblico. Carenze di organici. E paralizzanti veti sindacali. A Pompei c una parte di custodi che chiude gli scavi a comando, che si inventata delle rivendicazioni per mettere in difficolt Guzzo, testimonia un sindacalista Cgil. Poi ci sono gli atti di intimidazione, gli avvertimenti: questo un territorio controllato dalla camorra pi forte e feroce. Situazioni che si trascinavano senza soluzione. Il commissario si subito messo al lavoro. Ottenendo lapertura di qualche edificio in pi, ma non solo. Gi prefetto di Napoli dal 2003 al 2007, quindi abituato a gestire le situazioni difficili, Profili elenca i suoi primi risultati: Cera nellarea degli scavi un signore che aveva il monopolio del servizio di ristorazione e dei servizi igienici, e da anni non pagava laffitto. Era arrivato a quasi 10 milioni di debito. E io il 23 luglio lho cacciato. Poi ho saputo che esistevano 22 fontanelle antiche fuori servizio, e le ho riattivate: in 44 chilometri quadrati non cera modo di dissetarsi, lei capisce? Ho aperto 17 servizi igienici. Ho ripristinato limpianto antincendio, la videosorveglianza. Potenza dei poteri straordinari conferiti al commissario, in deroga alle leggi vigenti, compresa la possibilit di accorciare i tempi delle gare dappalto e eventualmente di ricorrere alla precettazione. Naturalmente le fontanelle guaste facevano comodo ai chioschi esterni che vendono bibite e spremute. E lo sgombero del ristoratore moroso era richiesto da tempo, ma invano, da Guzzo. Detto per inciso: il ristoratore ha presentato ricorso, e sapete chi lo difende? Lo studio legale dellavvocato Claudio DAlessio, che poi il sindaco di Pompei. Ma da queste parti si dice che il sindaco eletto dai bancarellai.

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