Sei sulla pagina 1di 386

POLITECNICO DI TORINO

FACOLT DI ARCHITETTURA







TESI DI LAUREA


TECNOLOGIE PER L'ARCHITETTURA IPOGEA












Relatore : prof. ing. Marco Filippi
Correlatori : prof. arch. Liliana Bazzanella
prof. ing. Sebastiano Pelizza



Candidato : Giorgio Cattano





Anno Accademico 1993 / 94
INDICE

Introduzione 4
1. ARCHITETTURA IPOGEA : STATO DELL'ARTE 7
1.1 LE ORIGINI 8
1.2 LE RAGIONI 17
1.3 I PROBLEMI 27
1.3.1 Problemi psicologici 29
1.3.2 Problemi di realizzazione 31
1.3.3 Problemi normativi 36
1.3.4 Problemi di sicurezza 49
1.3.5 La questione architettonica 51
1.4 GLI ESEMPI 52
1.4.1 Strutture non gradite alla superficie 54
1.4.2 Infrastrutture di trasporto 57
1.4.3 Parcheggi 70
1.4.4 Volumi per la protezione civile 74
1.4.5 I grandi ambienti 77
1.4.6 Ambienti di lavoro 86
1.4.7 Spazi universitari 104
1.4.8 Ambienti della cultura 129
1.4.9 Abitazioni 169
2. ARCHITETTURA IPOGEA: INDICAZIONI PROGETTUALI 190
2.1 SCAVO E CONSOLIDAMENTO 197
2.2 L'INVOLUCRO EDILIZIO 204
2.2.1 L'impermeabilizzazione 209
2.2.2 La questione formale 214
2.2.3 Casi particolari 216
2.3 L'IMPIANTO ARCHITETTONICO 219
2.3.1 La corrispondenza fuori-dentro 221
2.3.2 Lo spazio esterno 223
2.3.2.1 Esigenze prestazionali, alcune proposte 224
2.3.3 Lo spazio interno 230
2.3.3.1 Esigenze prestazionali, alcune proposte 233
2.3.3.2 Gli spazi funzionali 238
2.4 LA LUCE 243
2.4.1 Luce naturale 246
2.4.1.1 Sistemi passivi 247
3
2.4.1.2. Sistemi attivi 258
2.4.1.3. Cenni fisiologici 263
2.4.2 Luce artificiale 265
2.4.2.1 Cenni fisiologici 270
2.5 IL CLIMA 271
2.5.1 Il risparmio energetico 275
2.5.2. Le tecnologie per la climatizzazione passive e attive. 283
2.6 LA QUALITA' DELL'ARIA 296
2.6.1 Cenni sulla SBS 297
2.6.2 Le soluzioni 299
2.6.2.1. I sistemi attivi 301
2.6.2.2. La soluzione ecologica 306
2.6.3 Il problema del radon 316
2.7 IL SUONO 318
BIBLIOGRAFIA 321

4
INTRODUZIONEError! Bookmark not defined.

Un'architettura ipogea esiste sin dalle origini dell'uomo. I corrugamenti e gli
incavi della superficie terrestre furono i primi rifugi offerti all'uomo, come anche
ad altri esseri viventi, da madre natura.
Era il tempo del pericolo e del dubbio e l'antro oscuro offriva all'uomo una
relativa sicurezza. La caverna non solo era un rifugio contro le fiere e le
intemperie ma la complessit della natura, fonte di mistero e di timore, era
sostituita da uno spazio semplice e "puro".
Sviluppando la forza e l'ingegno l'uomo riduce le distanze dalla natura e da
personaggio passivo diviene attivo, aumentando il suo controllo sull'ambiente.
Anche la sua abitazione rispecchia questa volont di protagonismo sull'ambiente
circostante e si impone sempre pi sullo spazio naturale. Questo stesso principio
pu essere riconosciuto, pi o meno forte, lungo tutta la seguente evoluzione
dell'architettura. Dalla Torre di Babilonia (2000 a.C.), dalle piramidi egizie,
passando per le moschee musulmane, i templi greci e romani, le cupole
rinascimentali, le cattedrali gotiche, gli archi di trionfo, fino alle costruzioni delle
grandi esposizioni e agli ultimi grattacieli, la storia dell'architettura fortemente
ispirata da motivi di grandezza e di dominio sullo spazio circostante.
Oggi riconoscibile, in alcune espressioni della cultura architettonica, una
parziale inversione di tendenza. Lo spettacolo che ci propongono le metropoli
mondiali, la continua ricerca di una figura che possa spiccare sul contesto,
sempre pi in alto sempre pi "diversa", in cui il successo divenuto infine
effimero e fugace, suggerisce il principio inverso: sottrarsi a questa gara,
riscoprire l'antico significato di spazio abitato, lontano dall'aggressivit dei
grandi volumi, vicino invece alla dimensione naturale.
Forse la ricerca di qualcosa di nuovo, forse la congestione edilizia in cui
l'architetto si trova ad operare (un oggetto non pu pi spiccare quando perde i
caratteri di originalit rispetto al contesto), o forse la svalutazione dei caratteri
estetici a fronte di questioni pi tecniche e funzionali, comunque valide, che
spingono verso soluzioni meno appariscenti.
forse un ritorno alle origini, un riscoprire i simboli positivi che legano l'uomo
alla terra, alla sua caverna primordiale?
Accanto a questa idea naturalistica e un po' sentimentale, vi all'opposto una
ispirazione tecnologica che proietta lo spazio ipogeo in un prossimo futuro. Lo
spazio sotterraneo infatti un presupposto agli ambienti artificiali, ambiente di
prova dell'uomo per affrancarsi da madre natura. Le basi polari, le profondit
marine, lo spazio sconfinato fuori dell'atmosfera, hanno aperto la strada a nuovi
5
mondi da esplorare, luoghi dalle condizioni eccezionali che imporranno all'uomo
forti condizionamenti fisici e psicologici.
L'impegno di questa tesi di presentare lo spazio ipogeo come una importante
risorsa del sistema terrestre che va inserita nel dibattito della moderna cultura
urbanistica e architettonica.
Daltronde gi oggi le grandi citt della societ industrializzata vivono e si
riproducono, nonostante i gravi problemi di inquinamento e di sovraffollamento
a cui sono soggette, anche grazie all'uso del sottosuolo. Se ancora la "citt
sotterranea" non una realt, sono tuttavia operanti molte infrastrutture urbane
ipogee, sprofondate nel sottosuolo: non solo le linee metropolitane e ferroviarie,
ma anche parcheggi, magazzini, ambienti di lavoro, ospedali, luoghi di spettacolo
e di intrattenimento, centri commerciali. In Italia siamo ancora agli inizi, ma in
molte citt del mondo il sottosuolo considerato ormai uno spazio che
possibile vivere.
L'idea per la verit, ogni volte che viene riproposta sembra raccogliere insieme
entusiastiche adesioni e molte perplessit. Nell'inconscio collettivo agiscono di
concerto un'antica rimozione e una confusa attrazione. Il sottosuolo il luogo
degli inferi, una trappola dove il sole non pu entrare; ma anche sinonimo di
luogo protetto, di rifugio e bunker dove scampare al pericolo, e ancora richiama
l'idea di spazio sacrale.
Le linee della metropolitana, le sale cinematografiche e teatrali, i grandi
magazzini sotto il livello stradale sono luoghi sotterranei molto familiari che
distano pochi metri dallo spazio aperto; sono per vissuti come semplici
appendici dell'architettura fuori terra.
Ma l'idea della citt sotterranea va ben oltre questi utilizzi. Si pensa alla residenza
e al verde in superficie, mentre i tanti spazi di servizio, di deposito, funzionali e
anche di lavoro, di svago e di intrattenimento, potrebbero essere trasferiti
sottoterra. Passeremo cos molte ore della giornata lavorativa in ambienti ad un
tasso di artificialit ben superiore a quello attuale. Ci si chiede dunque: sono
mature oggi le tecnologie produttive e le conoscenze dei tecnici e dei progettisti
per garantire sicurezza e un soddisfacente grado di benessere psico-fisico, o di
comfort ambientale?
In realt il mondo tecnico scentifico ha gi reso disponibili vari strumenti e
sistemi utili a ricreare artificialmente le componenti del comfort ambientale in
condizioni eccezzionali. Manca per ancora una comprensione globale al
problema, che la nuova figura dell'architetto, mediatore fra le diverse discipline
in gioco, potrebbe fornire.
6
Questa complessa e articolata problematica gestibile solo secondo un metodo di
lavoro interdisciplinare in cui l'approccio architettonico e urbanistico deve
integrarsi da un parte con quello tecnologico e dall'altra con quello umanistico:
una sintesi senza la quale il progetto della citt ipogea non potr progredire oltre
la fase attuale della ingegnosa proposta.
Si avverte che lungo la discussione di questa tesi si prender come modello uno
spazio ipogeo assoluto: un volume completamente interrato con limitati contatti
con la superficie. Nonostante non esistano che sporadici esempi di tal genere
questo aiuta a meglio "calarci" nella condizione sotterranea e a innestare su di
essa un discorso il pi generale possibile.
Lungo la trattazione si far poi spesso riferimento ad esempi parziali, o soft,
nell'uso dello spazio sotterraneo, convinti che ognuno di essi possa, per specifici
ed originali aspetti, aggiungere un quid all'approfondimento del tema.

7


ARCHITETTURA IPOGEA : STATO DELL'ARTE Error! Bookmark not
defined.

PARTE PRIMA
8
1.1 LE ORIGINIError! Bookmark not defined.

Gli ambienti sotterranei sono stati il primo rifugio dell'uomo primitivo. Le dure
pareti di roccia rappresentavano un sicuro riparo e definivano uno spazio abitato
nettamente distinto da quello all'esterno. Era allora naturale che la caverna avesse
caratteri positivi, richiamando inconsciamente il ventre materno. La terra, matrice
primaria, suggeriva altres il contatto con le divinit.
L'affinamento delle tecniche costruttive, con il passare del tempo, ha permesso
all'uomo di potersi costruire i propri rifugi senza pi ricorrere alle cavit offerte
dalla natura. Di qui il sottosuolo ha progressivamente perso la sua valenza di
luogo protetto e il suo valore simbolico positivo per assumere, soprattutto
culturalmente, connotati ben diversi che lo vedono associato, in quasi tutte le
religioni occidentali, a divinit negative e a sede dell'ignoto o dell'inferno
1
.
In realt l'idea di caverna e di sottosuolo ha conservato lungo la storia duplici e
opposti significati. La caverna rappresenta l'utero protettivo dove la vita si
nasconde per germinare, essa protegge dal freddo e dai nemici esterni, ma cela
anche angosce e terrore.
Nella pratica delle differenti religioni di dedicare lo spazio ipogeo al regno dei
morti si riconosce pure questo duplice significato, di mistero e di oscurit, ma
anche di fertilit e di protezione perch i morti vengono inumati nella speranza di
una resurrezione.
Anche nella cultura laica il sottosuolo stato spesso tema di interesse, sviscerato
secondo vari significati. Nell'opera narrativa di Dostoevskij, Memorie del
sottosuolo (1865), l'autore sottolinea il legame profondo che esiste tra il
sottosuolo e l'animo umano. Analogamente nelle teorie psicoanalitiche di J ung e
Freud viene proposto il parallelo tra le diverse componenti dell'animo umano e le
parti di un edificio: la cantina e le fondazioni sono metafora dell'inconscio e della
memoria
2
.
Interessante considerare l'interpretazione dei molti narratori che hanno
ambientato racconti fantascientifici nel sottosuolo. La maggior parte si rif ad
una visione negativa, come quella di Herbert George Wells che nel suo romanzo
Time machine ipotizza un viaggio nel futuro in una societ dove gli Eletti vivono
in serenit sulla superficie, mentre i Morlocks, i reietti, producono e lavorano, nel
sottosuolo, assicurando la vita ai primi. Un'analoga visione fornita da Fritz
Lang nel film Metropolis (Germania, 1926), in cui la citt sotterranea ospita le
industrie e i lavoratori, ridotti a pure macchine, identificati come unit

1
Utudjian, Architecture et urbanisme souterrain, Laffont, Paris, 1966
2
Avanza Federica et all, "Progettare il sottosuolo", Milano, Franco Angeli s.r.l., 1991
9
numeriche, mentre in superficie i ricchi possono divertirsi al contatto con la
natura.
la rivoluzione industriale e gli sconvolgimenti che essa ha prodotto, sia
nell'organizzazione economica e sociale che nella forma urbana, che hanno
ispirato un sottosuolo negativo e straniante. In precedenza lo spazio ipogeo era
stato protagonista di uno dei primi romanzi di fantascienza, Voyage dans la Lune,
scritto da Cyrano de Bergerac verso il 1650. L'opera, pur ricca di ragionamenti
bizzarri e fantasiosi, contiene delle intuizioni sorprendenti: ne esempio la
descrizione delle case degli abitanti della luna, specie di architetture mobili, che
venivano interrate stagionalmente a seconda delle condizioni climatiche. J ules
Verne pure assegna allo spazio sotterraneo dei valori positivi per il futuro
dell'umanit, senza per dimenticare i condizionamenti imposti dall'habitat
particolare. Nel romanzo Les indes noire si parla di un vecchio minatore che
preferisce vivere a mille cinquecento piedi di profondit dove felice con la sua
famiglia. Nel futuro la miniera diventer una citt sotterranea che sfrutta le
propriet del luogo ma non riesce a perdere i connotati tenebrosi.
Nei primi anni cinquanta lo scienziato e scrittore Isaac Asimov, universalmente
riconosciuto come il padre della fantascienza moderna, scrive il romanzo The
cave of steel pubblicato dalla collana Urania col titolo Abissi d'acciaio. Viene qui
descritto un futuro in cui le persone vivono permanentemente in citt sotterranee,
gli stessi alimenti, e ogni altro bene proviene da fattorie e industrie ugualmente
interrate. La superficie lasciata libera al dominio della natura, offre uno
spettacolo fantastico per il divertimento degli uomini e uno spazio utile per i
trasporti aerei e per la produzione di energia. L'autore fa trasparire chiaramente
come lo spazio artificiale sia divenuto il loro mondo, sicuro e confortevole,
rispetto al quale il pensiero della vita in superficie un incubo.
Questi riferimenti letterari vedono l'habitat sotterraneo secondo due differenti
visioni: da un lato vi l'approccio romantico che fa presa sui significati simbolici
prodotti dall'inconscio umano e dalla tradizione popolare, dall'altro vi un
approccio pi scientifico che da vita alle utopie sulle citt sotterranee, sia nel
significato negativo, per cui la particolare collocazione viene a rappresentare la
degradazione della societ e della dignit umana, sia pi obbiettivamente di un
mondo diverso frutto di una plausibile evoluzione del genere umano.
Oggi, lontani dagli sconvolgimenti della rivoluzione industriale, in un sistema
economico, politico e sociale relativamente in equilibrio si possono allontanare
gli incubi della fantasia, analizzare con obbiettivit le qualit dell'ipogeo e
insieme riscoprire quella antica valenza del suolo, quale spazio protetto e fertile.
10
L'immagine che l'individuo si crea di uno spazio dipende dalle funzione che gli
attribuisce e da ci che vuole fare di esso. Esistono oggi ragioni sufficienti
all'utilizzo del sottosuolo perch l'uomo possa non solo accettare ma capire e
vedere in nuova luce questa dimensione nascosta.
Come per ogni grande progetto il passaggio dall'idea alla realt lento e tortuoso.
L'intuizione, l'entusiasmo o il genio di pochi deve scontrarsi a lungo contro la
caparbiet dei pi. Escludendo i gi citati narratori un primo accenno all'utilizzo
di piani interrati lo si trova gi in periodo rinascimentale tra gli schizzi di
Leonardo. Lo scienziato aveva infatti approfondito anche i temi dell'urbanistica
ed aveva proposto un
suo piano di citt: un
sistema di strade
sotterranee e canali
per il transito di
carichi e per il
servizio dei piani di
cantina, con al di
sopra una rete di
strade per la
circolazione pedonale
[figura a lato].








Ridisegno di uno schizzo di Leonardo da Vinci (manoscritto B, foglio 16)
La citt basata su due sistemi di strade a livelli differenti; un sitema
inferiore con le strade all'aperto BB per il traffico carraio e le strade
sotterranee CC per il trasporto, un sistema superiore AA, riservato ai
pedoni. Il sistema inferiore comunica con i cortili D e i sotterranei degli
edifici, il sistema superiore con i portici e i piani terreni. Rif. bibl.N.106.


A. Rossi, pag 238
11

Due secoli e mezzo
pi tardi anche i
fratelli Adams
introducevano la
presenza di piani
interrati collegati da
rampe e percorsi,
all'interno del
quartiere Adelphi a
Londra [figura a lato].
Questi due esempi se
da un lato sono
citazioni ancora
parziali, dove in realt
lo spazio interrato
deriva
dall'innalzamento del
piano base di riferimento piuttosto che da uno scavo in profondit, dall'altro si
tratta di grandi intuizioni: l'aver riconosciuto l'esigenza di spazi e percorsi
funzionali, separati dalla vita commerciale e sociale, per una migliore gestione
del fatto urbano
3
.
Solo all'inizio di questo secolo tra le avanguardie dell'architettura si comincia a
prendere piena coscienza della dimensione sotterranea. Nel 1903 l'architetto
Hnart disegna la Rue future.
Un disegno ricco di particolari mostra lo spaccato di una strada. La via
affiancata da un palazzo di sette piani dotato di eliporto ricavato sul tetto e di una
piattaforma ascensore che pu ricoverare la macchina volante in un apposito
hangar sotterraneo.
La strada vera e propria a tre piani: quello in superficie riservato al tram, alle
carrozze e ai pedoni; quello immediatamente sotto a sistemi per il trasporto delle
merci, il terzo alla ferrovia sotterranea, oggi metropolitana, alle canalizzazioni di
servizio, ai serbatoi e ai magazzini.
Oggi la Strada del futuro considerata in Francia il simbolo stesso di un nuovo
modo di concepire l'organizzazione del territorio ed comunemente ritenuta
l'atto di nascita ufficiale dell'urbanistica sotterranea
4
.

3
Rossi Aldo, L'architettura della citt, Clup, Padova, 1987.
4
F. Chilloux,"Rue future, l'atto di nascita dell'urbanistica sotterranea", in COCIS,n.1, A.1, 1992
Il quartiere Adelphi. Un sistema stradale inferiore BB collegato da una
parte con il Tamigi (D) e la banchina di scarico (C), dall'altra con i
sotterranei del complesso edilizio (F'''). Un sistema stradale superiore
AA, con terrazze sopraelevate verso il Tamigi, d accesso ai paini terreni
delle abitazioni private (E'). N. 106


A.Rossi, pag 238
12



Seppur fossero gi state realizzate
in passato molte opere in
sotterraneo, queste erano nate
dall'impossibilit di agire altrimenti
(trafori per superare catene
montuose, fognature per eliminare i
rifiuti liquidi, ...) mentre questo
progetto, rappresentando solo una
delle tante possibilit di gestire il
fatto urbano, intuisce quei vantaggi
per la citt che solo a lungo termine
potevano essere dimostrati. Manc
a Hnart l'impegno per realizzare il
progetto.
Molto pi convinto fu il suo
successore Eduard Utudjian (1905-
1975) che studi per primo in maniera sistematica l'utilizzo del sottosuolo nel
contesto urbano. Architetto, ingegnere e urbanista armeno fu allievo di Auguste
Perret e si impegn per tutta la sua vita al dibattito sull'ipogeo. Nel 1933 fond il
GECUS (Groupe d'Etude et de Coordination de l'Urbanisme Souterrain). Egli
rese famosa in tutto il mondo questa organizzazione attraverso diverse attivit: la
diffusione di una rivista (Le monde souterrain 1933-1967; Reveue des
techniques, de l'urbanisme et des travaux souterrains 1967-1970; Travaux
souterrain 1971 1975), la pubblicazione di testi specializzati e l'organizzazione di
congressi, il primo tenutosi nel 1937 per l'esposizione internazionale di Parigi. Il
GECUS si occupava in particolar modo di promuovere il progetto della ville en
epaisseur, una citt sotterranea, organizzata a vari livelli in profondit, che si
inseriva nel dibattito urbanistico dell'epoca presentando gli stessi temi della ville
radieuse corbusiana: decongestionare la citt con una concentrazione puntiforme
di spazi abitativi e di servizi al fine di ricondurre l'habitat alla sua originaria
valenza ecologica
5
. Ma il suo punto di vista all'opposto delle teorie
architettoniche del grande maestro. Utudjian, grande estimatore della storia, non
poteva infatti accettare il progetto di Le Courbusier per Parigi che, seguendo un
rigido schema funzionalista, prevedeva un grande sventramento della citt.

5
M. Cecchetti, L'habitat ipogeo, L'Arca, ottobre, 1987, pag. 1
N. 36

COCIS, 1-1, pag 7, riduzione 70%
13
Partendo dallo stato d'arte della capitale il suo obbiettivo era invece quello di
decongestionare il centro senza intaccarne il patrimonio storico.
Tuttavia le sue idee non ebbero un grande ascolto da parte del pubblico. Nel
1934 a Bordeaux, al primo congresso francese di urbanistica, il pubblico lo
credette matto e se ne fece beffa, accusandolo di voler seppellire il genere
umano
6
. Ma le proposte di Utudjian non prevedevano di costruire nel sottosuolo
l'abitazione dell'uomo, ma una serie di servizi (soprattutto tecnologici) in grado
di affrontare i problemi venutisi a creare in superficie.
L'importanza di Utudjian risiede non solo nel fatto di essere stato fra i primi ad
affrontare il problema dell'utilizzo del sottosuolo in aree urbane ma anche, e
soprattutto, di averlo fatto in maniera esauriente e sistematica, senza tralasciare
alcun aspetto, da quelli pi tecnici (scavi di gallerie, tunnel, studi geotecnici) a
quelli urbanistici, o a quelli psicologici (illuminotecnica, reazioni negative
all'ambiente sotterraneo). Nonostante alcuni aspetti, soprattutto legati al
progresso urbano e sociale, siano mutati, la sua resta un'opera unica per
completezza e approfondimento
7
.
La cultura artistica del periodo, dedita alla creazione di grandi opere
rappresentative, non poteva accettare la modestia di un'opera forse pi
funzionale, ma nascosta all'occhio umano e priva di caratteri aulici e celebrativi.
Solo il periodo bellico diede ad Utudjian la possibilit di sperimentare realmente
le sue conoscenze nella realizzazione di costruzioni interrate a scopo difensivo.
In Italia mancato quasi completamente un interessamento alla questione. Una
eccezione fornita dall'ingegnere genovese Renzo Picasso che, all'inizio di
questo secolo, si rende noto per il suo accanimento nello sviluppo del sottosuolo.
Nel 1911 presenta al Comune di Genova un progetto per la "risistemazione di
Piazza De Ferrari e le sue comunicazioni occidentali, terrestri e marittime ...."
[figura seguente]. Picasso studia qui un sistema di trasporti pubblici a servizio
misto, con tratti sotterranei, alla superficie, sottoelevati e verticali. Egli aveva
infatti capito che i problemi futuri delle citt sarebbero stati in gran parte legati al
traffico e propose dunque arterie automobilistiche sotterranee, sottolineando il
ruolo fondamentale che avrebbero dovuto avere i servizi pubblici. Purtroppo la
sua idea non venne presa gran ch in considerazione. Nel 1930, dopo aver
partecipato senza successo a due concorsi per Genova, uno nel 1923 sulle
"sistemazioni centrali ed assi radiali" e l'altro nel 1930 per la sistemazione di
Piazza della Vittoria, viene licenziato dal Comune fascista dal suo ruolo di

6
S. Barles, The rise of underground townplanning: E. Utudjian and the GECUS, 5
th
ICUSESS, Delft,
1992
7
F. Avanza et al., Progettare il sottosuolo, Milano, FrancoAngeli srl, 1991
14
consulente e liquidato con 10000 (di allora) perch, in fondo, ritenuto un mezzo
matto. Quantomeno il Comune gli diede un finanziamento per un viaggio negli
Stati Uniti al fine di studiare "viabilit e circolazione delle principali metropoli",
magra consolazione per il suo instancabile impegno
8
.

Nello stesso periodo anche il movimento futurista accennava al sottosuolo, uno
spazio necessario per il grande sviluppo che avrebbe investito la moderna citt
prospettata. Cos Sant'Elia dichiarava nel 1914 sul Manifesto dell'architettura
futurista: "...la strada, la quale non si stender pi come un soppedaneo al livello
delle portinerie, ma si sprofonder nella terra per parecchi piani, che
accoglieranno il traffico metropolitano e saranno congiunti, per i transiti
necessari, da passerelle metalliche e da velocissimi lapis rulant. (.....) Buttiamo
all'aria monumenti, marciapiedi, porticati, gradinate, sprofondiamo le strade e
le piazze, innalziamo il livello della citt"
9
.
Dopo questi personaggi non sono mancate altre proposte, prive tuttavia della
stessa compiutezza. Una proposta originale viene da Paul Maymont che negli
anni '60 progetta un asse multifunzionale per la citt di Parigi sotto la Senna. Il
progetto prende in considerazione il riutilizzo del letto del fiume tra il Pont Neuf
e il vecchio Viaduc d'Auteuil per l'installazione di un asse automobilistico a
quattordici corsie [figura successiva]. Esso era accompagnato da un sistema di

8
Giordano Michele, 1987, Renzo Picasso per Genova, l'Arca, n. 10, ott., pp. 4-11
9
Sant'Elia Antonio, "Manifesto dell'architettura futurista", in Controspazio, aprile-maggio, 1971.
N. 56

L'Arca, 10 1987, pag 8, sezione Piazza De Ferrari
15
parcheggi capaci di accogliere 500 mila vetture e si raccordava alle porte di
Parigi con i boulevard esterni. L'enorme spazio, circa 30 milioni di m
2
,
recuperato 4 metri sotto il livello dell'acqua, accoglieva inoltre numerose
funzioni e attivit: biblioteche, universit, uffici pubblici e magazzini.

Ancora negli anni 60 l'interesse per il sottosuolo limitato a sporadici casi e
manca l'idea di un utilizzo organico e pianificato dell'ipogeo urbano. Tuttavia
vanno pian piano delineandosi una serie di ragioni che sottolineano i caratteri
positivi del sotterraneo, soprattutto in vista degli sconvolgimenti provocati dal
progresso.
Dall'altra parte dell'Atlantico, Malcolm Wells scrive il manifesto dell'architettura
sotterranea: "No where to go but down"
10
. La sua una intuizione ecologica: egli
si lamenta del dominio dell'uomo sulla natura, del continuo dilagare delle
costruzioni sul verde. "Sovrastare sulla natura, questo il compito
dell'architettura ?", si domanda. Lo sfruttamento del sottosuolo, dove possibile,
permette di ridurre l'impatto sul mondo naturale riportando cos l'uomo e la
natura allo stesso livello.

10
Malcom Wells, Nowhere to go but down, Progressive Architecture, february 1965, pp 174-179
N. 9

F. Avanza, pag 130
16
Ricompare nelle parole di Wells il
primordiale significato simbolico di
spazio protetto e la sua architettura,
prendendo spunto dalla libert
compositiva offerta dalla massa
plasmabile di terra, sviluppa a
fondo i temi della cultura organica.
Inoltre l'architetto non dimentica le
particolari doti dell'ipogeo per
creare uno spazio termicamente
protetto ed economico da gestire.

Accanto a questi uomini, che si sono mossi allo scoperto rendendo pubbliche le
loro affermazioni, vi sono poi quegli architetti che seguendo, pi che la ragione,
l'intuizione e l'estro si sono cimentati in questo campo. Sia che si tratti di un
esperimento occasionale, come la Cookpit House di Foster, che di un motivo
architettonico ricorrente come per gli architetti torinesi Gabetti e Isola, lo spazio
architettonico in sotterraneo dimostra il suo particolare fascino [tavola 1].
N. 117

PA, February 1965, pag 175
riduzione 50%
N. 117

PA, february 1965, pag 174, riduzione 70%
17

Casa Jacobs, F.L.Wright, 1942, Wisconsin. N. 55

Casaoggi pag 66
Geier House, P. Jonson, 1965, Cincinnati. N. 79

Nic . n.42

Cocpit House, N. Foster, 1963, Pill Creek , Cornovaglia. N. 18

Aldo Benedetti Norman Foster, 90 %
Clark Nelson House, M.Mc Guire, 1972, River Falls
(Wisconsin) N. 79

immagine Nic 38
Dune House, W.Morgan, 1974, Atlantic Beach. N. 79

immagine Nic 43 +
industria delle costruzioni, A3, pag 29
Sculpture Habitacle, A.Bloc, 1962, Meudon. N 55

Casaoggi, pag 65
TAVOLA 1: Prime ispirazioni ipogee nell'architettura moderna
18
1.2 LE RAGIONIError! Bookmark not defined.

Lungo la breve trattazione sulle origini e le ispirazioni dell'architettura ipogea si
accennato a varie ragioni che si sono man mano aggiunte a convalidare le tesi
dei primi proponitori e che oggi rendono auspicabile una attiva ricerca nel campo
ipogeo. Le riassumiamo qui di seguito.


Ragioni pianificatorie. Gli anni '80 dovevano essere gli anni della
deurbanizzazione residenziale e gestionale. La prima perch la citt caotica,
malsana e pericolosa avrebbe spinto alla fuga verso la campagna. La seconda
perch lo sviluppo delle reti d'informazione avrebbe permesso un allontanamento
fisico tra diversi centri senza perdere il diretto contatto informativo. Questo
decentramento non avvenuto, o non nella intensit prevista. Pare dunque che la
contiguit fisica, la concentrazione, la densit siano requisiti necessari per molte
attivit e senza di questi decadrebbe forse il significato stesso di citt.
A questo punto l'uso del sottosuolo permette di aumentare la concentrazione di
attivit, portando la citt a svilupparsi da un sistema bidimensionale ad uno
tridimensionale. Va sottolineato che lo sviluppo in altezza degli edifici non
rappresenta una terza dimensione perch, mancando i collegamenti "in quota", il
tutto deve poi essere proiettato alla superficie. Nel sotterraneo invece, tutto
quello che sta alla superficie pu essere riprodotto al di sotto, con strade,
collegamenti, e ampi spazi.
L'argomento riguarda una duplice scala. A livello del singolo edificio, quando se
ne richiede un ampliamento, l'opzione sotterranea permette di conservare i
vantaggi sopra citati della contiguit fisica tra i reparti di uno stesso sistema
produttivo.
E a livello macrourbano, urbanistico, lo sfruttamento dello spazio sotterraneo per
la realizzazione di spazi, percorsi e gallerie multi servizio al di sotto della quota
zero di riferimento permette un miglioramento della gestione complessiva del
sistema citt.
19
Ragioni di tutela ambientale: L'opera dei movimenti verdi si spinge contro
l'operato dell'uomo che produce progresso a scapito della natura. Per alcuni,
scienziati e filosofi, il progresso dell'uomo necessariamente legato al
decadimento dell'ambiente. Se anche fosse vero questo assunto, sicuramente vi
deve essere un impegno a minimizzare gli effetti negativi e a controbilanciarli
con opere pro natura (in Finlandia per ogni albero abbattuto ne vengono piantati
due).
Forse lo spazio sotterraneo pu proporsi come contenitore pi sicuro per attivit
pericolose perch il muro di terra che si realizza dotato di caratteristiche
isolanti nei confronti di molti elementi. Si pensi ai depositi di rifiuti, di inquinanti
e di scorie nucleari. L'argomento sicuramente molto delicato e riguarda
problemi di impatto ambientale a lunga e lunghissima distanza nel tempo.
invece certo che la tutela del paesaggio naturale, in zone poco abitate, e
dell'edificato storico, negli antichi centri urbani, trae grande giovamento
dall'interramento di nuove costruzioni estranee al contesto. Lo sfruttamento dello
spazio sotterraneo qui proposto come alternativa al continuo dilagare di
costruzioni sul territorio. Interrare strade, magazzini e tutte quelle attivit che non
richiedono un diretto contatto con il cielo permette cos di preservare vaste aree
"incontaminate".
20
Ragioni di protezione: Il materiale composito di cui costituito il sottosuolo,
pur differendo da luogo a luogo, presenta una serie di caratteristiche idonee alle
funzioni di protezione e sicurezza. Si gi accennato alle sue caratteristiche
coibentanti a cui vanno aggiunte quelle relative all'isolamento acustico. Anche le
vibrazioni, per esempio prodotte dal traffico pesante, dai mezzi su rotaie, dai
macchinari industriali, trovano nel terreno un materiale molto assorbente.
L'aumento della profondit diminuisce progressivamente le vibrazioni trasmesse,
in particolar modo quelle ad alta frequenza. I terremoti, fenomeno che si produce
attraverso la propagazione delle onde nel terreno, il cui effetto dannoso sulle
costruzioni particolarmente accentuato dalle onde di superficie, determinano un
impatto molto ridotto sulle costruzioni in sotterraneo. La struttura si muove nel
terreno come un unico blocco e non come un sistema di elementi collegati tra
loro pi o meno rigidamente, per cui non pu innescarsi il deleterio fenomeno di
risonanza
11
. La posizione sotterranea protegge anche dagli altri eventi eccezionali
che colpiscono la superficie: tornado e incendi raggiungono oggi, in alcune zone
del globo, frequenze mai riscontrate prima in conseguenza degli squilibri
provocati dal degrado ambientale.
Infine, a fronte del rischio di una contaminazione radioattiva, il sottosuolo
presenta certo una delle migliori soluzioni. Infatti le qualit isolanti riferite
precedentemente al terreno vanno allargate anche alle radiazioni. La stessa
struttura sotterranea, realizzata con spesse pareti controterra, con aperture
limitate, con un sistema di ricircolo dell'aria facilmente monitorabile, si presta
bene ad un rischio di questo genere, civile o militare che sia.
Il significato di protezione va esteso anche alla sicurezza contro le intrusioni. La
scarsit di entrate, oltre a rendere possibile un facile controllo sugli utenti di un
edificio, pare inibire i tentativi di violazione.
Anche nel senso opposto, ossia di protezione dell'ambiente da materiali o attivit
pericolose, il sottosuolo, per le stesse caratteristiche gi citate, offre notevoli
garanzie di sicurezza. Per esempio, tra le varie alternative disponibili per
l'eliminazione delle scorie radioattive, lancio nello spazio, trattamento di
riduzione, inabissamento nelle profondit oceaniche, confinamento nel terreno,
quest'ultima rappresenta spesso, in un'analisi multicriteria, la migliore soluzione e
inoltre permette un facile monitoraggio
12
.

11
Carmody J ., Sterling R., "Underground space design. A guide to subsurface utilization and design for
people in underground space", New York, Van Nostrand Reinhold, 1993
12
Bressani Angelica, Il confinamento delle scorie radioattive, implicazioni economiche, tecniche ed
etiche, tesi di laurea, Universit di Torino, Facolt di Economia e Commercio, 1993
21
Ragioni economiche: Lo sviluppo edilizio in atto dai tempi della rivoluzione
industriale nei grandi centri urbani ha raggiunto oggi valori di altissima densit,
prossimi alla saturazione. La richiesta del mercato tuttavia lungi dall'essere
soddisfatta e questo ha determinato una forte lievitazione dei prezzi. In Giappone
per esempio, paese tra i pi sviluppati con una limitata superficie, nel centro della
citt di Tokyo i valori delle aree edificabili hanno superato i 500.000 $ per m
2
.
Stante la attuale tendenza, la ricerca di nuovi spazi si far sempre pi pressante e
con essa aumenteranno i valori delle aree. A un'impresa che desideri costruire
una sede, o ampliarne l'esistente, in una zona centrale si prospettano diverse
soluzioni. Accettare il costo elevato delle aree, se disponibili; rinunciare alla
posizione centrale a favore di una zona periferica; massimizzare il rendimento
degli spazi in modo da minimizzarne la richiesta; svilupparsi in profondit o
soprassedere al problema. Un'indagine di mercato fornir la soluzione ottimale.
Sicuramente l'opzione ipogeo presenta notevoli vantaggi dal punto di vista
economico perch permette un maggiore sfruttamento dell'area. Ancora pi
interessante la soluzione per aree protette da vincoli urbanistici perch lo
sfruttamento al di sotto della superficie permette di riconoscere un valore al
terreno in funzione delle nuove opportunit offerte. Il riconoscimento delle
potenzialit del terreno gi in atto. In Giappone per esempio molti servizi che
erano alla superficie vengono spostati a livelli inferiori rendendo disponibili
nuove aree. A Tokyo, per esempio, nella realizzazione di linee ferroviarie
l'incidenza del costo del terreno sul costo totale raggiunge il 95 %
13
. Un esempio
in Torino il progetto di rinnovamento, gi in atto, delle linee ferroviarie che
collegano le stazioni di Porta Susa e Porta Nuova. L'operazione, che vede
l'interramento di alcuni tratti, render disponibili nuove aree in superficie.
L'utilit economica discende anche dai punti esposti in precedenza. Per quanto
riguarda la pianificazione urbana si visto il vantaggio economico derivante
dalla concentrazione. I motivi riguardanti la protezione spiegano anche come
l'edificio ipogeo sia soggetto ad una usura molto minore: vengono a mancare gli
agenti atmosferici e le sollecitazioni statiche e dinamiche che interessano la
struttura presentano variazioni di intensit minori rispetto alle strutture in
superficie. Di qui derivano minori costi di manutenzione e una vita dell'edificio
complessivamente pi lunga.
Ma il discorso sull'ipogeo non si sofferma sui singoli casi e mette in discussione
tutto lo sviluppo urbano e territoriale finora condotto. Il riconoscimento del
degrado ambientale dovuto alla sviluppo economico e allo sfruttamento delle
risorse naturali non disponibili all'infinito deve impegnare ad una migliore

13
J . Carmody, R. Stirling, op. cit.
22
gestione dei beni disponibili. La concentrazione e la densificazione di un sistema
urbano permette di alleggerire la pressione sulle aree naturali, come sottolineava
gi l'idea corbusiana dell'unit d'habitation, e di ridurre i costi globali di gestione.
Il grafico riportato qui a
fianco mette in rapporto
il costo di gestione di un
sistema urbano,
rappresentato dal
consumo di gasolio, con
la densit della
popolazione. I dati
riferiti ad una serie di
citt mondiali mostrano
chiaramente quanto
aumenti il rendimento di
un sistema urbano con
l'aumento della
concentrazione
spaziale
14
.
Lo spazio ipogeo pare
quindi rispondere in
modo positivo alle
esigenze del progresso mondiale, indirizzato alla specializzazione e alla
concentrazione, suggerendo un nuovo modello di gestione urbana.

14
J . Carmody, R. Stirling, op. cit.
N. 29

C. S., pag 19,
23
Ragioni architettoniche-culturali: Lo spazio ipogeo diviene una nuova
occasione per la volont creativa dell'architetto moderno, utile a tutti coloro che
lamentano la fine del principio creativo perch tutto gi stato fatto.
Manfredi Nicoletti spiega che
15
"...nel panorama della nuova architettura della
caverne si possono individuare due impulsi prevalenti.
Uno quello di riaffondare emblematicamente nel ventre della terra, sia essa
naturale o artificiale, affermando il bisogno di farsi avviluppare da qualcosa di
antico e immutabile, da un solido manto protettivo. Come nei ripescaggi
neostoricisti, vi quindi il desiderio di tornare a uno stato di sicurezza, di
evitare ogni rischio.
L'altro quello di spezzare le catene di lessici abitudinari, cercando di risolvere
i problemi dell'habitat analizzandoli da un punto di vista diverso, tali da
incentivare l'invenzione di nuovi rapporti e strumenti. In tal modo, diviene
naturale rifiutare l'alchimia di ordini compositivi, di dosaggio manierato di
pieni, vuoti, modini e cornicioni ..."
Viene messo a disposizione un nuovo spazio architettonico capace di soddisfare
forse meglio di altri, in alcune occasioni, la corrispondenza fra forma e
architettura. David Bennet, riferendosi alla sua esperienza nella Minnesota
University, parla esplicitamente del tentativo di scardinare la tradizionale
associazione tra specifiche attivit e determinate forme architettoniche.
Sempre Nicoletti introduce bene la particolare condizione della costruzione
ipogea: "Nel banco roccioso, ..., lo spazio della caverna <galleggia> quasi del
tutto libero da vincoli strutturali. Pertanto, la sua espressivit comunicativa
potenzialmente e unicamente concentrata sulle necessit dell'uomo, e non anche
su quelle dell'involucro che l'architettura costruita deve fabbricarvi attorno
superando difficolt statico-tecnologiche".
Il fatto che lo spazio si crei per sottrazione, piuttosto che per addizione, il fatto
che la struttura sia autoportante, il fatto che vi sia una comunione diretta tra
edificio e suolo, pone l'architetto in una condizione totalmente differente. A
questi fattori vanno aggiunti tutti quei significati simbolici a cui il sottosuolo
rimanda e che costituiscono certo uno spunto d'ispirazione eccezionale.
Se un sistema giudiziario ha come suo corrispondente architettonico un palazzo
severo e austero, se la chiesa cristiana ha sempre ripreso forme alte che si
stagliassero contro il cielo, se la prigione deve far mostra di una struttura
resistente non solo per rassicurare gli "onesti cittadini", ma anche per dissuadere i
"meno onesti", allo stesso modo esistono attivit che ben si combinano con le
caratteristiche del sottosuolo.

15
M. Nicoletti, L'architettura delle caverne, Laterza, Bari, 1980
24
Si pensi alle sale di riunione o ai compiti che richiedono un certo grado di
riservatezza; alle sale di incisione dove i rumori dell'esterno non devono
penetrare; ai musei e alle biblioteche per i quali la tranquillit e il silenzio sono
qualit essenziali; al cinema e al teatro che, quali mondi dell'immaginario e della
fantasia, non possono che avvantaggiarsi di una ubicazione che li allontana dalla
"normalit della superficie". Ma anche abitazioni e alberghi possono ottenere
benefici vantaggi per un loro parziale interramento, quando si voglia per esempio
esaltare i caratteri di un'architettura "naturale".
Ma lo stesso ufficio giudiziario, la chiesa o la prigione possono essere creati
seguendo una diversa ispirazione, per la quale la soluzione ipogea pu essere pi
indicata. Pi avanti verranno analizzati alcuni esempi di questi casi, per ora ci
preme sottolineare l'originalit di questo spazio, forse pi riflessivo e introverso,
ma anche pi sincero.
Considerando, per esempio, la tipologia ricorrente della chiesa se all'esterno la
costruzione vuole apparire imponente, quale simbolo della grandezza divina,
all'interno il valori da rappresentare sono pi intimi, consoni alla preghiera e alla
riflessione. Vengono cos ridotte le aperture trasparenti e predominano le tonalit
scure, elementi caratteristici e intrinseci dello spazio ipogeo.
25
Il riuso dei vuoti minerari.
I grandi volumi lasciati disponibili da una miniera esaurita rappresentano una
risorsa di notevole interesse per la nostra societ, non solo nell'ottica ecologica di
ridurre gli sprechi e far rientrare ogni bene, anche di scarto, in un ciclo
produttivo, ma anche per le particolari caratteristiche di isolamento, di
protezione, di sicurezza che questi offrono.
Un alto numero di esempi realizzati [tabella successiva] dimostra il crescente
interesse per questi spazi non solo utili allo smaltimento di rifiuti tossici, ma
anche per uso civile, come magazzini, depositi, uffici, ...
Nello studio del riuso vengono ad intersecarsi molte delle ragioni finora citate:
ragioni economiche, organizzative, tecniche, sociali e politiche.
Dal punto di vista economico deve essere valutato sia il valore del minerale che il
valore dei vuoti ed il tempo di rientro dell'investimento da parte dell'industria
mineraria; dal punto di vista sociale e politico devono essere valutati i benefici
futuri indotti dal riutilizzo dei vuoti; dal punto di vista tecnico si deve trovare un
compromesso tra le condizioni di stabilit e di sicurezza del sotterraneo connesse
con l'attivit mineraria e la sicurezza delle future applicazioni
16
.

16
D. Peila, S Pellizza, P.P. Oreste, "Il riuso dei vuoti minerari", Dipartimento di georisorse e territorio,
Politecnico di Torino
26
Alcuni esempi di riuso dei vuoti minerari nel mondo, N. 87
NAZIONE MINIERA RIUTILIZZAZIONE ANNOTAZIONI
Francia Maturazione di formaggio e
vino, coltivazione di funghi,
spazi espositivi, musei.

Giappone Kamioca (ancora
attiva)
Centro sperimetale di fisica. Spazio a cupola, 40 mt. diametro per 45 mt. di
altezza costruito appositamente.
Ohya Mine Usi industriali e stoccaggio
alimentare.
Esposizioni d'arte
Ampia caverna con attrezzature particolari per
raffreddare i piani inferiori.
Germania Asse salt mine Deposito radiattivo Caverna naturale
Huntorf Deposito di aria compressa caverna naturale
Italia Santa Brigida,
Bergamo
Coltivazione di funghi Trama a pilastri.
Piedmont Deposito di rifuiti industriali Trama a pilastri.
Polonia Wieliczka Museo, Spazi ricreativi, centri
sanitari
La miniera esiste da 700 anni.
Svezia Harsbacka Stoccaggio di olii (1.000.000
m
3
)
La miniera stata convertita nel 1948 ed ancora
in uso.
Kvarntorp Archivi, spazi per conferenze. Trama a pilastri. 12.000 m
3
in 10 ambienti. La
miniera ancora attiva.
Ungheria Cave sotterranee di
Budapest
Stoccaggio di vino, birra,
stagionatura di formaggio
In certi casi le volte richiedono un
consolidamento strutturale.
Cave sotterranee di
Eger
Pubs, stoccagio di vini e museo
correlato

Fertorkos Teatro
USA Wampum Archivio Aperta al pubblico dal 1961
Springfield deposito alimentare
Hudson Deposito di nastri magnetici, di
microfilm, film e copie originali.
32.000 m
3
di spazio organizzato attorno ai pilastri
di sostegno.
Kansas City uffici, depositi, ... Trama a pilastri. 20.000.000 m
3
totali di cui solo
2.000.000 m
3
riutilizzati.
27
Tutte queste ragioni appena citate sono state percepite per lungo tempo da
architetti e pianificatori solo a livello intuitivo e parziale e solo recentemente la
cultura urbanistica ha riconosciuto la loro portata globale, nell'ottico di uno
sviluppo coerente della citt e del territorio.
Ne esempio la Dichiarazione di Tokio sull'utilizzo del sottosuolo urbano,
sancita dai membri della International Conference on Urban Underground
Utilization, tenutasi a Tokio nei giorni 3-5 dicembre 1991, e riportata qui di
seguito.

1. Per il progresso delle moderne citt, il sottosuolo urbano fa parte del nostro
patrimonio e rappresenta una nuova risorsa disponibile per le infrastrutture, per
il rinnovamento urbano e per lo sviluppo futuro.
2. L'obbiettivo dell'utilizzo dello spazio sotterraneo consiste nel miglioramento
della gestione del suolo in superficie e nel rendere la vita pi economica e
confortevole. Per ottenere tale obbiettivo bisogna massimizzare lo sfruttamento,
qualitativo, di questa risorsa.
3. Per la sua natura, una volta sviluppato e utilizzato, lo spazio sotterraneo non
si presta a facili trasformazioni. importante quindi progettare tali spazi sulla
base di programmi a lungo termine. importante anche avere a disposizione
tutte le informazioni sulle condizioni del terreno e un approfondito piano sugli
insediamenti pubblici e privati. Per questo urgente un lavoro di pianificazione
che metta in luce sia gli spazi sopra che quelli sotto la terra.
4. Per sostenere una utilizzazione spinta di questo bene, per contribuire allo
sviluppo coerente della citt, per risolvere i problemi ambientali, per ottenere
tutto ci in modo efficiente, importante sostenere il principio di priorit
dell'uso pubblico sullo spazio privato sotterraneo.
5. Lo spazio ipogeo non va visto solo quale contenitore per infrastrutture ma
anche quale spazio utile per svariate attivit. Per questo deve essere impegno
comune promuovere misure di prevenzione contro i disastri, insieme a studi che
rendano confortevole e attrattiva la dimensione sotterranea. In particolare
bisogna valutare gli effetti psicologici che la permanenza in questi luoghi chiusi
pu avere sull'uomo e trovare le soluzioni per mitigarne gli effetti.
6. Per uno sviluppo efficiente e sicuro dello spazio sotterraneo importante
sviluppare diverse tecnologie costruttive, tra cui i sistemi di scavo e di
stabilizzazione del terreno.
28
1.3 I PROBLEMIError! Bookmark not defined.

stata fin qui presentata una serie di ragioni che sottolineano i positivi caratteri
della dimensione ipogea. Le fantasie dei primi scrittori, le intuizioni degli utopisti
e gli studi dei primi teorici trovano nella caratteristiche del mondo d'oggi un
sorprendente riscontro.
Resta di fatto che il grande ottimismo che pervade il capitolo precedente non
sufficiente a garantire una facile realizzazione dei propositi.
L'introduzione della dimensione sotterranea nell'architettura stata ed tuttora
un processo lento e difficoltoso per ragioni che oggi non hanno niente a che
vedere con l'alone di mistero e di diffidenza che ha circondato a lungo tempo i
luoghi sotterranei, con i significati simbolici molto spesso appartenenti al mondo
della superstizione, n tanto meno con quella generica diffidenza che, in nome
dell'abitudine, spinge spesso gli uomini a rifiutare le novit.
Una serie di rilevanti problemi ha ostacolato, e ostacola, un facile passaggio
dall'idea all'opera compiuta, come sempre avvenuto nella storia. Per lenti passi,
di scoperta in scoperta, la scienza ha aumentato il suo bagaglio culturale, per poi
servirsene nei problemi successivi.
Il progresso delle costruzioni sin qui protratto avvenuto lungo il tentativo
dell'uomo di imporsi sempre pi sullo spazio circostante, di realizzare costruzioni
sempre pi alte ed audaci da cui contemplare il mondo e, nonostante il cattivo
presagio della Torre di Babele, si sono raggiunte "vette altissime".
Quello che invece riguarda l'architettura sotterranea un tema diverso. La
differenza piccola se si pensa semplicemente a questa dimensione solo come
simmetrica, rispetto alla crosta terrestre, delle costruzioni in superficie. In realt
muta l'intero modo di concepire l'architettura, sia per quanto riguarda la
questione strutturale, sia per quanto riguarda gli impegni fisiologici e psicologici
a cui si deve rispondere, e anche dal punto di vista compositivo risultano fuori
luogo i tradizionali canoni artistici.
Innanzitutto, a livello strutturale, esistono notevoli differenze. Per gli egizi con le
piramidi, i romani con il pantheon, .... fino al nostro secolo gli ingegneri con il
grattacielo, le forze in gioco sono state prevalentemente verticali. I problemi
erano: come trasportare, innalzare e collegare i materiali edilizi a dispetto della
forza di gravit?
Ora invece la costruzione in sotterraneo non soggetta ad una direzione
principale di carico, ma le sollecitazioni si distribuiscono spazialmente su diversi
piani perch l'edificio risulta immerso in una massa pi o meno fluida.
29
Anche da un punto di vista culturale vi un cambiamento. Vengono a mancare
molte delle ragioni dell'architettura di superficie, come quelle di rappresentativit
aulica, di dominio sullo spazio circostante, ma anche quelle pi modeste, ma pi
significative, di definire col proprio volume uno spazio esterno architettonico,
come vie, piazze, prospettive e scenari. Quando la facciata, il volume e la sua
ombra spariscono all'occhio umano, viene a mancare anche tutto un sistema
mentale di associazioni che l'uomo abituato a richiamare per riconoscere, per
muoversi e per orientarsi all'interno di un ambiente articolato.
Infine, l'ambiente ipogeo si distacca nettamente da quello di superficie con
rilevanti implicazioni fisiologiche e psicologiche legate all'adattamento dell'uomo
a nuove condizioni (tra l'altro difficili da definire in modo scientifico in quanto
appartengono alla sfera umana, quindi soggettive e variabili). Si entra forse qui
nell'ambito degli ambienti artificiali che fino ad ora sono stati rappresentati solo
da sporadici casi.
Il modello storico fu la grande nave oceanica; oggetto di alta tecnologia, dal
ventre alveolato e denso di vita, ma drasticamente escluso all'ambiente esterno.
Ad essa si ispir Le Courbusier per concepire l'unit d'habitation, e di questa
intuizione benefici Utudjian che concep la sua citt sotterranea come una serie
di spazi concatenati di varia funzionalit. Ma la vera stagione artificiale esplode
successivamente, quando la speleologia, lo sfruttamento dell'artico, il
sommergibile atomico, i laboratori marini, per esempio quelli realizzati da
Cousteau, e i viaggi spaziali, costringono gli architetti a confrontarsi con un
habitat totalmente artificiale.
Tutti questi ambienti, pur non potendo fornire un contributo esauriente
all'argomento per la loro attuale condizione di eccezioni, definiscono forse
l'inizio di un nuovo percorso evolutivo che vede l'uomo via via affrancarsi dalla
necessit di un continuo e diretto contatto con l'habitat d'origine.
I problemi sono dunque di varia natura. Qui di seguito verranno presentati
singolarmente nel seguente ordine:

Problemi psicologici
Problemi di realizzazione
Problemi normativi
Problemi di sicurezza
La questione estetica
30
1.3.1 Problemi psicologiciError! Bookmark not defined.

Nell'ambiente sotterraneo non sufficiente che vengano soddisfatti i requisiti
utili al comfort termo-igrometrico. indubbio che il sottosuolo pu provocare
reazioni psicologiche negative, che possono poi manifestarsi in diverse patologie,
anche gravi come la schizofrenia. Si definiscono due sfere di patologie relative
allo spazio ipogeo. Una, a livello individuale, riguarda una predisposizione
dell'individuo alla paura e alla claustrofobia. L'altra, a livello generale, valevole
per tutti gli individui, si riferisce a una caratteristica dell'ambiente sotterraneo: la
mancanza di stimoli sensoriali.
Per quanto riguarda la prima sfera bisogna pensare cosa l'uomo nel suo
inconscio associa alla condizione sotterranea: tutti da bambini abbiamo avuto
paura del buio e dell'ignoto, la mitologia e la religione rafforzano questa idea
associando al sottosuolo il mondo dei morti e degli inferi. Inoltre generalmente
assunto che le cause per cui alcuni individui considerano negativamente il fatto
di trovarsi in spazi sotterranei, anche quando le condizioni interne sono identiche
a quelle di un edificio convenzionale, sono in relazione alla paura di un collasso
strutturale, e quindi di venire seppelliti, o alla paura di essere intrappolati da un
incendio in un edificio apparentemente senza vie di fuga. In questi casi
influenzano negativamente notizie di incidenti avvenuti in spazi sotterranei.
La reazione individuale pu variare al variare della durata della permanenza nel
sotterraneo. Attrezzature usate per attivit che richiedono una permanenza
limitata nel tempo, come attivit sportive, ristoranti, parcheggi e centri
commerciali, provocano reazioni meno negative rispetto a spazi in cui
necessaria una permanenza pi prolungata, come uffici. Un elemento che
favorisce l'accettazione di questi locali la percezione della ragione della
collocazione in sotterraneo. Infatti poich le finestre e l'illuminazione naturale
non sono necessarie per molte attivit sportive, per musei e negozi, cinema e
teatri, quando vengono posti in sotterraneo non determinano uno stato
particolarmente straniante o sconfortevole.
La seconda sfera, come abbiamo detto, riguarda una caratteristica propria
dell'ambiente sotterraneo: la mancanza di stimoli e di riferimenti col mondo
esterno. Alla superficie siamo abituati a ricevere una moltitudine di informazioni
e sensazioni attraverso tutti e cinque i nostri sensi. La vista ci descrive lo spazio
circostante, ci dice approssimativamente che ore sono e dove siamo, il tempo che
fa e la stagione. L'udito pure definisce per altri versi l'ambiente circostante e
quando la vista manca ci aiuta a definire caratteristiche e dimensioni di uno
spazio. L'olfatto caratterizza diversi luoghi, e insieme al gusto ci danno una
31
percezione della qualit dell'aria. Il tatto, che governa le relazioni tra il corpo e la
materia circostante, ci d le informazioni sulla temperatura, umidit e vento.
Tutte queste informazioni, oltre a essere in numero molto elevato, sono in
continuo mutamento. Il sistema percettivo dell'uomo ha imparato a decifrare,
selezionare, catalogare queste informazioni e, lungi dal farsene sommergere, se
ne serve per mantenere un equilibrio dinamico, definito omeostasi
*
, necessario ad
interpretare correttamente l'ambiente circostante
17
.
Quando l'uomo entra in una grotta si trova in un ambiente che definiamo
iposensoriale. Infatti non solo le informazioni che giungono ai nostri cinque sensi
sono ridotte di numero, ma esse risultano per lo pi con valori costanti. La luce
se c' artificiale, quindi caratterizzata a priori per intensit e colore, la
temperatura e l'umidit sono difficilmente alterabili dalle variazioni all'esterno, i
rumori e gli odori sono quelli prodotti dall'uomo. L'ambiente quindi
caratterizzato da una dimensione statica a cui l'uomo difficilmente si adatta. Lo
dimostrano i recenti esperimenti fatti sulla permanenza prolungata in grotte
sotterranee dove il volontario vive senza alcun riferimento col regolare svolgersi
della vita del nostro pianeta.
Nel nostro cervello, durante lo stato di quiete, i potenziali elettrici delle onde
cerebrali hanno un andamento, pur complesso, periodico; si tratta delle onde alfa
visibili sullo spettro dell'elettroencefalogramma di un paziente a riposo. Quando
il sistema percettivo umano attivo, per esempio quando gli occhi trasmettono le
immagini di un nuovo ambiente, le onde alfa scompaiono, o vengono sommerse
con ritmi pi accentuati. Dopo un po', per, se non appare qualcosa di
visualmente nuovo , le onde alfa riappaiono. Secondo alcuni scienziati le onde
alfa rappresentano uno stato di attesa, nel quale l'area visiva si tiene pronta anche
al minimo stimolo.
Il cervello non pu tuttavia "attendere" indefinitivamente: se un essere umano
viene infatti tenuto per un lungo periodo senza stimoli sensoriali, gli pu divenire
difficile tentare di pensare o di concentrarsi, e pu persino essere portato a
soffrire di allucinazioni. E' quindi come se il cervello, in assenza di informazioni

*
In biologia, termine introdotto da W.B. Cannon (1926) per indicare la condizione dell`equilibrio
dell`ambiente interno degli organismi animali, che assicura una normale attivita' biologica delle cellule e
dei tessuti. I meccanismi regolatori dell`omeostasi constano di un complesso, ma equilibrato, intreccio di
processi, reazioni e fenomeni compensatori, di diversa natura (chimica, chimico-fisica, enzimatica,
ormonale, nervosa), che garantiscono una relativa indipendenza degli organismi dal mezzo esterno.
Elementi determinanti dell`omeostasi sono il normale svolgimento dei processi metabolici, l`assunzione
di ossigeno dall`ambiente esterno, una sufficiente alimentazione, una normale attivita' degli emuntori,
ecc. Particolari sensazioni specifiche (soprattutto quelle di fame e di sete) regolate da centri nervosi
vegetativi situati nella regione ipotalamico-diencefalica, influenzano l`omeostasi e ne sono a loro volta
influenzati (Treccani, Dizionario enciclopedico italiano).
17
Pearson David, 1990, La casa ecologica, TCI
32
reali, cominciasse a fabbricarsene da solo. Degli esperimenti condotti nel 1963
hanno mostrato che uomini tenuti per due settimane in un ambiente privo di
stimoli sensoriali presentano un progressivo affievolirsi
nell'elettroencefalogramma delle onde alfa che, rappresentando lo stato di attesa,
indicano la diminuzione della capacit di reazione del corpo umano
18
.

18
Isaac Asimov, "Il cervello umano", tascabili Bompiani, 1983.
33
1.3.2 Problemi di realizzazioneError! Bookmark not defined.

Il pi delle volte esistono pi soluzioni per realizzare un dato spazio ed
necessario uno studio preliminare molto approfondito per poter avviare la scelta
ottimale. Prima di tutto si devono raccogliere la maggior quantit di informazioni
possibili sul sottosuolo su cui si va ad intervenire. La successione degli strati, la
loro composizione, la dislocazione di eventuali falde acquifere dovranno
descrivere non solo lo spazio strettamente in esame, ma allargarsi su un territorio
pi vasto poich l'impatto ambientale di un'opera in sotterraneo si pu distribuire
su un vasto raggio e in un arco elevato di tempo. Purtroppo non sempre
possibile definire a priori, attraverso i moderni sistemi di rilevamento (sonori,
magnetici, sonde, prelievi, ....), la morfologia di una zona e capita di trovarsi di
fronte a situazioni inaspettate. Generalmente le incertezze riguardano quelle
opere che si spingono a profondit tali, come le gallerie, da non permettere una
definizione esatta della geologia del sottosuolo. Inoltre la presenza di falde
difficilmente rilevabile direttamente ed necessario uno studio a scala territoriale
della situazione idrica. Un esempio di queste problematiche si presentato nella
realizzazione della
galleria di Mompantero
lungo l'autostrada
Torino-Frejus come
descrive il professore
Sebastiano Pellizza in
un suo articolo [figura a
lato]: "..... La galleria,
realizzata per conto
della Sitaf spa dal
consorzio di imprese
Mattioda-Carena, ha
uno sviluppo
longitudinale di circa
900 metri e sottopassa l'abitato di Urbiano (in comune di Monpantero) con
copertura di 30-40 metri. ...... La galleria a due canne: durante lo scavo di
avanzamento della canna di valle si improvvisamente e imprevedibilmente
intercettato un deposito sedimentario, costituito in prevalenza da ciottoli e ghiaie
eterometriche, immersi in una matrice limo-sabbiosa giallastra, sede di
circolazione idrica (la falda subalvea del rio Gendola, che attraversa l'abitato di
Urbiano). Ne sono conseguite in galleria sensibili venute d'acqua (stabilizzatesi
N. 89

Cocis, 1/2,pag 8
34
intorno a 18 l/s) non particolarmente fastidiose per i lavori di scavo. Ad esse
sono per stati riferiti scompensi idrologici sul soprassuolo, quali
l'impoverimento del rio Gendola e di una sorgente a monte, principale fonte di
approvvigionamento idrico del comune di Mompantero. Considerato che il tratto
di alluvione attraversato limitato a una ventina di metri, si esaminata la
convenienza di ripristinare la falda idrica mediante l'impermeabilizzazione del
terreno attorno al cavo cos da ridurre le venute d'acqua in galleria: non per
proteggere il cavo, come si fa di solito, ma per salvaguardare la falda"
19
.
Una volta definite le caratteristiche del terreno si procede alla scelta della
tipologia di scavo. Si pu fare una prima distinzione tra scavo a cielo aperto e in
sotterraneo. Il primo si presenta per opere non profonde, passanti viari, gallerie
multi servizio e soprattutto edifici civili. Si ha il vantaggio di un rigoroso
controllo sull'opera, una maggior sicurezza e possibilit di fuga in caso di eventi
eccezionali.
D'altro canto le operazioni totalmente in sotterraneo offrono il vantaggio di non
interferire con le attivit alla superficie, escludendo i disagi solitamente legati a
questo tipo di operazioni. La tecnologia ha messo a disposizione dell'uomo
macchinari sempre pi potenti capaci di estrarre grandi quantit di terreno in
tempi limitati. Non per niente lo sviluppo delle tecniche e dei macchinari di
scavo misurato in tempo di escavazione per unit di lunghezza [tavola 2].
Quando si passa allo scavo vero e proprio bisogna tenere presente che l'opera
ipogea soprattutto una costruzione in negativo, nel senso che lo spazio si
realizza per l'asporto di materiale. Nella sottrazione di questo materiale bisogna
garantire la staticit della struttura evitando cedimenti. Scavi con fanghi
bentonitici, congelamento del terreno, inserimento di barre di supporto sono
alcune delle tecniche utilizzate per conservare l'equilibrio statico delle enormi
masse di terreno messe in gioco.
Quindi vi il problema della stabilizzazione del terreno con materiale strutturale,
generalmente calcestruzzo proiettato o gettato in opera o prefabbricato.
Attenzione va data alla valutazione dei carichi agenti. Per esempio nelle pareti
controterra il carico non si ricava solo dall'angolo critico di smottamento del
terreno ma anche dall'altezza della colonna d'acqua che si pu formare
all'estradosso con l'afflusso di acqua nel terreno, per esempio in seguito a
precipitazioni. Il muro sar allora pi una diga che una parete di contenimento.
Entra qui in gioco il problema dell'impermeabilizzazione. L'infiltrazione, pur
minima, di acqua nella struttura e poi nell'ambiente interno infatti causa di
notevoli disagi. Sia in riferimento al danneggiamento della parte portante nel

19
Sebastiano Pellizza, COCIS, A.1, n.2, 1992
35
caso di infiltrazione corrosive, sia in riferimento alla gestione del clima interno
nel quale l'umidit relativa e assoluta subirebbero forti scompensi.
Vi anche una ragione ambientale che vuole l'isolamento tra corpo edificato e
massa in cui immerso. Non solo per evitare la captazione di falde acquifere ma
anche per impedire che eventuali agenti nocivi presenti nella struttura, come
additivi, isolanti, ecc., contaminino le acque sotterranee. Tanto maggiore il danno
se si pensa che a volte le falde acquifere si spostano a velocit molto basse, anche
2-3 metri all'anno, rendendo riconoscibile il danno solo molto successivamente,
forse troppo tardi per porvi rimedio.
Un altro problema dato dalla eventuale presenza di argille espansive o materiali
simili nel terreno. Queste sono caratterizzate da un volume dipendente dalla
situazione igrometrica del terreno. Con l'aumento della percentuale d'acqua si
rigonfiano mentre con l'evacuazione di questa si ritirano. evidente che un
comportamento simile comporta non pochi problemi alla struttura anche di un
edificio convenzionale fuori terra. Vi possono infatti essere cedimenti del terreno
sotto le fondazioni che si riflettono poi sull'intero scheletro strutturale. Tuttavia
nelle realizzazioni sotterranee il problema pi delicato. Senza arrivare a
sollecitazioni tali da generare il collasso, anche piccole deformazioni
determinano la comparsa di fessurazioni [figura successiva]. Queste si riflettono
negativamente sull'involucro impermeabile, permettono all'acqua di migrare
all'interno con i conseguenti danni alla struttura e al comfort interno
20
.
importante sottolineare come lo studio del terreno e del sito, per esempio
attraverso prelievi di superficie e in profondit e osservazioni sul comportamento

20
R. L. Wendt, "Hearth sheltered housing, an evaluation of energy conservation design", research
brought by Oak Ridge Natural Laboratory, 1982
Danni ad una struttura ipogea in presenza di argille espansive. N. 113

Earth Sheltered Structures, fact sheet 11, pag 1
36
in diversi periodi dell'anno, sia un passo fondamentale nella prevenzione di danni
molto costosi e difficili da cancellare.
Un altro problema costruttivo interviene nelle realizzazioni al di sotto di edifici
esistenti. A Torino per esempio si stanno realizzando molti parcheggi al di sotto
delle corti interne dei palazzi.
necessaria qui una attenta analisi sull'opera esistente, considerando i carichi, le
fondazioni e le caratteristiche dei materiali. Lo scopo quello di abbassare il
piano di fondale per consentire i nuovi locali sottocortili. I problemi riguardano
la possibilit di trasferire il carico dalle fondamenta a degli appoggi provvisori,
realizzare lo scavo, impostare le nuove fondazioni e ripristinare i carichi
originari. Tutta la sequenza molto delicata: il ripetuto trasferimento di carichi
pu facilmente provocare cedimenti vincolari soprattutto nei vecchi edifici, come
per esempio i palazzi sette-ottocenteschi di Torino, che presentano gi di per s
anomalie strutturali.

TAVOLA 2: Lo sviluppo della tecnica minatoria
37
N. 75




Going underground
38
1.3.3 Problemi normativiError! Bookmark not defined.

Il neo riconoscimento del sottosuolo come un bene sfruttabile, non tanto quale
cava per eventuali materiali presenti in esso, ma per la sua disponibilit di nuovi
spazi civili e industriali, pone non pochi problemi giuridico amministrativi e
mette in luce come la legislazione attuale non abbia i caratteri necessari ad
estendere il suo giudizio "sotto la superficie".
Analoghi problemi erano sorti precedentemente quando la forte domanda di beni
immobili in contesto urbano aveva favorito lo sviluppo in altezza degli edifici. La
mancanza di una normativa che sin dall'inizio ne regolasse lo sviluppo diede
adito a numerosi problemi, come il disturbo del traffico aereo o la creazione di
zone d'ombra su edifici adiacenti, violando cos alcuni diritti di altri soggetti.
Diviene allora importante comprendere l'urgenza di una normativa specifica del
sottosuolo e l'importanza che essa pu assumere per lo sviluppo futuro, tanto pi
se si pensa ad alcune sostanziali differenze tra lo spazio aereo e ipogeo che
rendono quest'ultimo particolarmente delicato.
A livello ambientale, per esempio, mentre l'impatto di una costruzione alla
superficie reversibile, ossia il suo abbattimento riporta le condizioni ambientali
pressoch allo stato originario, una costruzione ipogea non permette la stessa
opportunit. Una volta estratta la materia e realizzata una struttura diviene
impossibile ricreare la situazione originaria. Esistono s alcune tecnologie
adottate nel riempimento di miniere esaurite sfruttando i materiali di scarto delle
stesse
21
, ma non pi possibile ricostruire lo stesso sistema ambientale governato
dall'equilibrio delle masse, dalla migrazione delle falde acquifere e dalla vita
animale. La costruzione ipogea inoltre pu essere causa di danni e disagi al
contesto circostante soprattutto quando lo scavo va a modificare il livello della
falda acquifera. Nei paesi scandinavi questo uno dei pi ricorrenti e insieme dei
pi gravi problemi che possono verificarsi. Le fondazioni di legno che
stabilizzano il terreno al di sotto di alcune citt, quando perdono la protezione
dell'acqua e vengono a contatto con l'ossigeno, marciscono. Altre volte in
presenza di terreni coesivi possono verificarsi assestamenti. Poich questi danni
hanno uno sviluppo molto lento generalmente difficile provare le relazioni di
causa e effetto, cosicch spesso una terza parte a soffrirne e difficilmente potr
formulare una accusa fondata
22
.

21
L. D. Milliken, Beneficial use of industrial by-products for hidraulic salt mine backfill, ICUSSES,
1992, Delft, DUP
22
Mellgren Karl-Erik, Winkvist Torbjrn, Going underground, Royal Swedish Academy of Royal
Science, Stockholm, 1988
39
Anche a livello giuridico lo spazio ipogeo presenta delle novit. Essendo infatti
costituito da una massa solida, e non di aria, pensabile distinguerlo dalla sua
porzione di superficie, dividerlo in strati e farlo entrare all'interno delle regole di
mercato. Questo, se da un lato permette di dare al sottosuolo il giusto peso,
dall'altro pu ingenerare pressanti fenomeni speculativi che rappresentano un
grande pericolo per uno sviluppo intelligente di questa risorsa.
Attualmente quasi tutte i codici si
basano sulla massima latina "Cuius
est solum est usque ad coelum et ad
inferos" che si impone sin
dall'antichit per la sua chiarezza: la
citazione del cielo e degli inferi
serve puramente a sottolineare il
diritto inviolabile della propriet del
terreno senza vedere in realt un
utilizzo di questi. Chi sarebbe stato
allora capace di realizzare una costruzione a mensola che invadesse lo spazio
aereo di un terreno limitrofo? E chi scavare un tunnel sotto un'altra abitazione col
rischio che il tutto collassasse? Senza interrogarci poi sulle ragioni di simili
operazioni.
Questo codice si diffonde in diversi stati e si tramanda di archivio in archivio
fino ai nostri giorni, quando infine si rivela insufficiente a regolamentare un uso
possibile e ragionevole del
sotterraneo.
Sorgono diversi interrogativi.
possibile, ora che la
tecnologia lo permette,
invadere lo spazio sottostante
a un terreno privato? E se s,
entro quali limiti, quale
distanza minima dalla
superficie? E con quale
indennizzo?
impensabile lasciare al solo
arbitrio del privato la
concessione di un terreno per
uso pubblico. necessario
dare al pubblico gli strumenti per acquisire il diritto di sfruttamento di uno
N. 75

Going Underground p.121
N. 75

Going underground p.120
40
spazio, limitatamente a un modificato diritto di propriet. Limitazioni devono
tenere conto del possibile futuro utilizzo del sottosuolo da parte del proprietario e
quindi di una fascia limite, come quella imposta nella legislazione municipale di
Helsinki, che limita il diritto assoluto di un terreno a 6 metri di profondit.
Tuttavia la soluzione scandinava anomala perch parte da una situazione
geologica particolare. Un unico compatto strato di roccia che permette in poca
profondit un saldo vincolo delle strutture al terreno. Altrove la situazione del
terreno molto pi varia: difficile definirla a priori e generalmente meno
affidabile perch il terreno composto da una successione di strati sedimentari.
Una fascia di 6 metri non allora in grado di garantire la realizzabilit di
qualunque edificio e tanto meno a evitare l'influenza del nuovo carico sulla
struttura ipogea. allora campo dell'estimo definire un'appropriato sistema di
indennizzo. La stima comparativa pu ricavare il valore di un bene dall'utilizzo a
cui questo pu essere soggetto. Manca per ancora una casistica sufficiente per
poterne estrapolare una legge.
Una soluzione allora quella adottata dalla normativa francese, insieme a quella
di altri paesi come la Germania e il Giappone, che, partendo dal presupposto che
le opportunit offerte dal sottosuolo vanno man mano scemando con la
profondit, stabilisce un valore per il bene inversamente proporzionale alla
distanza dalla superficie.
Nella realt l'utilizzazione dello spazio "sopra" e "sotto" gi limitata da diverse
regolamentazioni. Restrizioni sulla densit di edificato, sull'altezza, etc......
riducono notevolmente la libert data dalla massima latina. Analogamente la
libert di gestione del sottosuolo controllata da diverse leggi provenienti dai
codici urbanistici o del diritto minerario. I regolamenti edilizi e d'igiene
contemplano infatti la possibilit di utilizzo di questo spazio, ma rispettando
alcune condizioni. Purtroppo queste restrizioni risultano spesso estremamente
limitative, perch al tempo della loro promulgazione il legislatore non aveva
previsto una tale possibilit, e le grandi opere oggi realizzate sono spesso frutto
di trattative speciali promosse dal mondo della ricerca senza un riscontro
normativo regolare.
Esiste una organizzazione mondiale, la ITA (International Tunneling
Association) che impegnata da alcuni anni ad esaminare queste problematiche e
a fornire contributi propositivi per una legislazione specifica. Il manifesto
esposto qui di seguito enuncia i principi guida e le motivazioni dell'associazione:

Il sottosuolo una risorsa per lo sviluppo futuro simile alle aree di superficie e
ai minerali riciclabili. Una volta che creata una cavit nel terreno il sottosuolo
41
non pu pi essere riportato alle sue condizioni originarie e la presenza di
questa apertura pu influire su tutti i possibili usi, nelle vicinanze, della
superficie o del sottosuolo. Questi fattori necessitano di una pianificazione
responsabile per qualunque uso dell'ipogeo affinch questa risorsa non venga
danneggiata o usurpata dai primi usi non coordinati.

La consapevolezza delle potenzialit del sottosuolo deve essere diffusa tra i
pianificatori e gli imprenditori in modo da indirizzare correttamente le direttive
urbanistiche. La pianificazione del sottosuolo dovrebbe essere parte integrante
dei normali processi di organizzazione urbanistica.

Le direttive nazionali, regionali e locali devono fornire le direttive, i criteri e le
classificazioni per organizzare appropriatamente l'uso dell'ipogeo, identificando
le condizioni geologiche, definendo priorit e risolvendo potenziali temi di
conflitto.

In particolare nel 1987 una diramazione ITA, il Working Group on Subsurface
Planning, si impegnata a valutare la situazione giuridica esistente a riguardo nei
diversi paesi. I dati pubblicati nel 1990 hanno mostrato una generale carenza, ma
anche un interesse crescente per l'argomento. Qui di seguito viene riassunta la
situazioni in alcuni paesi.
I dati raccolti riguardano la possibilit di un utilizzo del sottosuolo coerente con
le nuove aspettative e le eventuali limitazioni all'uso dello stesso
23
.




Danimarca
La propriet di un terreno non si estende in profondit, tutto il sottosuolo
propriet dello Stato. Pu esserne concesso il diritto all'utilizzo tramite una
concessione. Questa generalmente vincolata a una prestabilita profondit
e da un prefissato periodo di tempo.
La pratica per la realizzazione deve passare attraverso una serie di uffici, da
quelli nazionali, Ministry of Environment, a quelli locali, e spesso la
popolazione locale direttamente implicata nelle decisioni permettendo o

23
Working Group of sobsurface planning ITA, Legal and administrative issues in underground space
use, 1990, Minnesota, USA
42
negando il proseguimento. Altre restrizioni sono legate alla presenza nel
sottosuolo di risorse naturali come acqua, petrolio, gas, metalli, ...
La pianificazione territoriale non si estende al sottosuolo, il quale regolato
da una specifica regolamentazione.
Particolari disposizioni sull'impatto ambientale obbligano il soggetto
promotore a descrivere gli eventuali disagi prodotti e a definire gli
strumenti per evitarli.
43
Finlandia
Il diritto all'uso del sottosuolo illimitato in profondit salvo in quei casi in
cui l'area definita da un piano regolatore, in cui il limite generalmente
fissato a 6 metri. Un proprietario non pu generalmente opporsi alla
costruzione di un'opera sotto il suo terreno quando si tratta di opere per il
bene pubblico e definite nel piano regolatore approvato dall'autorit
competente. In altre circostanze necessaria l'autorizzaziione da parte del
proprietario, un permesso di escavazione e un permesso di costruzione per
le strutture di accesso. I vincoli sono quelli che difendono l'ambiente e in
particolare quelli relativi al mantenimento della falda acquifera. Una
distanza di rispetto va mantenuta nei confronti di edifici esistenti, sia fuori
terra che interrati.
Il piano urbanistico di superficie si estende anche al sottosuolo per quelle
strutture in cui l'uomo lavora, permanentemente o solo occasionalmente. La
citt di Helsinki ha redatto una mappa che descrive le diverse attivit
presenti nel sottosuolo.
Pur non esistendo una legge specifica per il sottosuolo, la regolamentazione
edilizia rappresentata dal Building Act fornisce qualche accenno.
permessa la localizzazione di spazi di lavoro in posizione completamente
interrata (80/2). Lo spazio di lavoro pu essere illuminato da sola luce
artificiale, ma deve essere provvisto di un adeguato sistema secondario di
illuminazione (84/5).
Un caso particolare offerto da Helsinki dove gi dal 1977 la municipalit
facilita l'utilizzo del sottosuolo mantenendo un livello costante di falda nel
centro della citt. Inoltre fin dal 1955 stata creata una speciale
commissione geotecnica e ultimamente stata approvata una nuova legge
che rende la municipalit in grado di espropriare con rapidit il diritto
all'uso del sottosuolo per scopi di comunicazione: in questo caso viene
utilizzato il sottosuolo al di sotto della quota -6 m, in modo da lasciare
spazio per eventuali opere sotterranee che, se non superano questa quota,
non necessitano di un permesso speciale.
Con estensione nazionale inoltre promossa la costruzione di spazi ipogei
per rifugi civili. Ogni edificio con un volume superiore a 3000 m
3
, i porti,
le stazioni, gli aeroporti devono essere dotati di rifugi, che a seconda della
categoria, devono o meno essere posti nel sottosuolo.
44
Francia
Anche in Francia la legislazione sul diritto di propriet deriva dalla
massima latina "Cuius est solum est usque ad coelum et ad inferos" per cui
la propriet del suolo determina anche quella del sottosuolo senza limiti di
profondit.
Lo sviluppo del sottosuolo pu essere avviato da qualunque soggetto che
sia venuto in possesso della parte in questione. La legislazione francese
ammette infatti la dissociabilit della propriet di superficie da quella
sottostante e la divisione del sottosuolo in strati che possono costituire
ciascuno beni compiuti e suscettibili delle regolari procedure di scambio.
Non esiste tuttavia una legislazione specifica per le costruzioni ipogee. Le
diverse leggi che guidano o limitano tali operazioni sono quelle presenti
nelle regolamentazioni igieniche, in quelle minerarie e di difesa del
patrimonio ambientale.
cos, per esempio, vietato localizzare scuole o camere di degenza sotto la
superficie, ne in generale spazi aperti al pubblico al di sotto del primo piano
interrato o comunque al di sotto di 6 metri di profondit. Cos i grandi
magazzini possono svilupparsi solo un piano al di sotto, al contrario degli
esempi presenti in Canada o in Giappone. Per quanto riguarda le grandi
realizzazioni ipogee, come Les Halles e il Grand Louvre, sono state
necessarie concessioni speciali.
Lo sviluppo dell'utilizzo degli spazi sotterranei in Francia ha comportato
due grandi categorie di problemi. Il primo riguarda la questione
dell'esproprio e della eventuale indennit relativa. Il secondo inerente alla
moltiplicazione dei casi di sovrapposizione tra il dominio pubblico e quello
privato nelle grandi operazioni urbanistiche gi accennate.
Per il primo punto si distinguono due casi. O l'operazione viene condotta in
dominio pubblico per cui gli eventuali problemi sono limitati ai disturbi
prodotti alle propriet limitrofe. Oppure, quando si opera in terreni privati,
necessario ottenere la concessione dal proprietario, per via amichevole o
attraverso l'esproprio.
Il problema dell'esproprio si notoriamente posto nel caso della
sistemazione delle linee metropolitane. A Parigi si per esempio preferito
ricalcare il pi possibile la rete viaria di superficie, ed evitare di incappare
in cavilli burocratici, a scapito di un tracciato pi razionale (questo
costituisce tuttavia un sistema facilmente leggibile da parte degli utenti).
Certe imprese pubbliche che operano nel sottosuolo hanno stabilito un loro
proprio metodo di calcolo per determinare il valore del sottosuolo, quando
45
acquistato per via amichevole (in caso contrario il giudice libero di
adottare o meno tale metodo di valutazione). Ecco qualche esempio di
indennizzo.
A Lione per i tunnel de la Croix Rousse et de Fourvire, situati a pi di
40 metri di profondit, l'indennit stata fissata ad un valore simbolico di 1
Fr/ mq. Il tribunale ha successivamente confermato questa valutazione.
A Parigi per il tunnel della RER l'indennit stata calcolata a partire dai
valori dei terreni in superficie, ai quali viene applicata una percentuale
decrescente con la profondit.
Il secondo problema accennato, la sovrapposizione fra dominio pubblico e
privato, si presenta nelle grandi operazioni urbanistiche. I grandi centri
polifunzionali realizzati recentemente, per la variet delle funzioni svolte e
dei servizi offerti, si sostituiscono pian piano alla pratica urbanistica dello
zooning che divide sul territorio, specializzandolo, le diverse funzioni
urbane. La compresenza di soggetti pubblici e privati, unita a questa
concentrazione di attivit, pone una serie di problemi giuridici e
amministrativi. Si propongono qui di seguito le soluzioni adottate nella
pianificazione della Defanse e di Les Halles.

La Defense. Si tratta del primo insieme immobiliare che sia mai stato
realizzato a una tale scala in Francia, tipico esempio dell'urbanistica
tridimensionale che comporta propriet private e pubbliche collegate,
sovrapposte le une alle altre e, nonostante ci, giuridicamente distinte.
La Defanse comprende attivit terziarie, commerciali e residenziali, oltre a
livelli tecnici legati alle infrastrutture di trasporto.
Per quanto riguarda la parte giuridica sottolineata la dissociazione fra
propriet del suolo e propriet delle costruzioni.
Escluse le imprese degli immobili alla superficie, che sono stati ceduti
definitivamente ai vari acquirenti, l'EPA, tablissement Public
d`Amnagement, conserva provvisoriamente la propriet del suolo. L'EPA
costruisce l'insieme delle strutture, compresa la piattaforma di superficie,
quindi cede la propriet dei locali costruiti sotto il livello pedonale,
comprese i divisori e le pavimentazioni, ma escludendo tutte le strutture
portanti. Sulla piattaforma invece la societ cede i "diritti di costruzione"
con propriet completa o talvolta in "affitto per costruzione".
Un serie di associazioni, che raggruppano i proprietari del quartiere,
assicura la gestione delle opere di interesse comune e della manutenzione.

46
Les Halles. Questo quartiere un esempio di opera esplicitamente
sotterranea: si tratta di un complesso geograficamente chiuso e definito, una
parte di tessuto urbano realizzato nel suolo.
L'organizzazione generale legata al suo carattere di polo, centro
economico, culturale e di interscambio viabilistico, dove la variet e la
quantit di servizi e attivit rendono questo insieme simile al centro di una
citt.
La gestione dell'insieme si basa su un "accordo concertato" tra la SEMAH
(Socit d`conomie Mixte d`Amnagement des Halles), la citt di Parigi,
la RATP e altre concessionarie minori. La SEMAH responsabile della
gestione dell'operazione immobiliare, della pianificazione urbana e della
realizzazione di alcuni sevizi pubblici e privati.


(ex) Germania federale
Il diritto su una propriet si estende senza limiti in profondit. Tuttavia il
proprietario non pu opporsi a una escavazione se non dimostra uno
specifico interesse. Una serie di leggi (difesa delle falde acquifere, difesa
del paesaggio, difesa ambientale) possono limitare l'utilizzo del sottosuolo.
Le costruzioni al di sotto di un edificio devono essere tollerate dal
proprietario nel caso di opere a beneficio della comunit. Esiste un sistema
di indennizzo per l'esproprio dello spazio sottostante sulla base del valore
fondiario e di una funzione inversa, all'aumentare della profondit, secondo
le percentuali qui di seguito riportate:

Giappone
Il diritto di propriet si estende in alto e in basso fintanto che esistano degli
interessi dimostrati. Le restrizioni a difesa delle risorse naturali sono
limitate perch il proprietario ha diritto sui beni presenti al di sotto del suo
terreno. La mancanza di limiti di profondit al diritto di propriet obbliga a
Fino a 10 metri sotto la superficie 5 %
Fino a 15 metri sotto la superficie 4 %
Fino a 20 metri sotto la superficie 3 %
Fino a 25 metri sotto la superficie 2 %
Fino a 35 metri sotto la superficie 1 %
Fino a 50 metri sotto la superficie 0.50
%
Fino a 90 metri sotto la superficie 0.25
%
47
seguire le normali procedure di mercato anche nella realizzazione di
profondi tunnel metropolitani. Nella realizzazione di opere in sotterraneo
viene sottolineata dal legislatore la priorit di interessi della propriet di
superficie.

Gran Bretagna
Il diritto di propriet si estende in profondit senza limitazioni, tuttavia il
codice minerario ammette che la propriet di un giacimento pu essere
distinto da quella del terreno in superficie. Lo sfruttamento del sottosuolo
pu essere condotto da qualunque soggetto che ha un legittimo interesse, sia
con il possesso della superficie sia attraverso un accordo di vendita degli
strati sottostanti.
Qualunque operazione, sopra o sotto la superficie, non deve contrastare con
i vincoli del piano regolatore.
Norvegia
Il diritto di propriet di un terreno non si estende in profondit. Sebbene la
situazione non sia ancora chiarita dalla legislazione, generalmente assunto
che l'utilizzo del sotterraneo per scopi utili alla comunit non richieda alcun
permesso da parte del proprietario, fintantoch l'opera non responsabile di
danni allo spazio sovrastante. I diritti del proprietario a sfruttare il
sottosuolo sono concessi per l'acqua, il carbone, i minerali ed esclusi per i
combustibili liquidi e gassosi e per l'oro alluvionale, definiti propriet dello
stato.
La pianificazione territoriale si estende anche nel sottosuolo per la
profondit utilizzabile.
Ogni utilizzo del sottosuolo per attivit pericolose, depositi, centrali
elettriche, necessita di particolari permessi.
Svezia
La propriet del terreno si estende in profondit senza limitazioni, a meno
di particolari istruzioni da parte dell'autorit competente. Non esiste al
momento una direttiva specifica a riguardo dello sfruttamento del
sottosuolo, ma in fase di attuazione un nuovo regolamento, il New
Swedish Building Code, che approfondir la questione.
La realizzazione di opere sotterranee pu essere condotta da qualunque
soggetto, dopo aver stipulato un contratto di vendita o di usufrutto con il
proprietario del terreno. Durante le procedure legali viene tuttavia richiesta
al proprietario una valutazione di impatto ambientale per verificare
l'eventuale danno che la nuova costruzione pu provocare alla superficie.
48
Attualmente non richiesto alcun permesso per l'escavazione, ma il nuovo
codice imporr una procedura specifica. In fase di costruzione richiesto un
controllo sulla produzione di inquinanti, anche a livello acustico e di
vibrazioni, ed imposto il mantenimento del livello della falda acquifera.
Il piano regolatore di superficie si estende a tutti gli effetti sul sottosuolo. In
alcuni casi la realizzazione di tunnel accompagnata dalla definizione di
alcune zone protette su cui, per conservare la stabilit della massa rocciosa
e delle costruzioni in essa realizzate, viene vietata ogni altra operazione
edile.
USA
Il diritto di propriet si estende senza limiti agli strati sottostanti. Oltre al
legittimo proprietario altri soggetti possono interessarsi al sottosuolo, previa
una trattativa che ne conceda l'uso. Generalmente in casi di danni provocati
dall'escavazione nel sottosuolo su una costruzione in superficie i danni, con
il relativo risarcimento, sono attribuiti alla parte responsabile. Tuttavia,
secondo le regolamentazioni in uso in alcuni stati, Uniform Building Codes,
le fondazioni poco profonde, minori di 12 piedi (circa 3,6 metri) devono
essere rinforzate nel caso in cui il proprietario di un terreno adiacente faccia
presente la sua intenzione di realizzare uno scavo. Il proprietario del primo
lotto paga il consolidamento delle fondazioni fino ai 12 piedi mentre ogni
ulteriore operazione di rinforzo a carico del soggetto che realizza lo scavo.
Alcuni casi portati in tribunale hanno posto non pochi dubbi alla corte
esaminatrice. Gi nel 1929 nel Kentucky, ove hanno sede una serie di
caverne naturali, arrivata in tribunale una causa sul diritto di propriet del
sottosuolo. Una caverna venne adibita dal suo legittimo proprietario ad
attrazione turistica. Quando il successo commerciale fu confermato il
proprietario di un terreno vicino, che aveva ragione di credere che la cava
fosse sita sotto la sua propriet, pretese una percentuale sui profitti. Un
rilievo condotto sul sito dimostr che un terzo della caverna era sita a 110
metri di profondit sotto il suo terreno, e la corte conferm il diritto di
propriet illimitata in profondit stabilendo che un terzo del profitto netto
fosse devoluto alla parte richiedente.
Un altro conflitto legale interessante sorse per la pratica di utilizzare
strutture geologiche per lo stoccaggio di gas naturali. Un proprietario
scoperse una fonte di gas nel suo terreno e lo sfrutt a fini commerciali.
Quando, nel 1934, si scoperse che il gas era uscito, attraverso una falla, da
una caverna sotterranea utilizzata come deposito di una societ, venne
49
avviato un processo. Ma la corte consider l'evacuazione del gas come una
violazione di propriet e diede ragione al nuovo sfruttatore.
Altre giurisdizioni danno molto meno peso alla propriet del sotterraneo. A
New York, per esempio, la corte non considera i tunnel profondi oltre dieci
metri una violazione alla propriet di superficie e non prevede alcun
indennizzo, se non una piccola somma virtuale.
Dopo alcuni casi in cui si invocato il diritto di propriet su degli scavi
pubblici condotti a una profondit di oltre cinquanta metri, che non avevano
alcuna influenza sullo spazio di superficie, una corte promulg la seguente
sentenza:
"Appare chiaro che la vecchia legislazione che estende la propriet di un
terreno fino al centro della terra non pu pi essere accettato come un
principio assoluto. Il titolo di una propriet si estende in profondit
fintanto che pu essere dimostrato un interesse pertinente".

Un caso particolare rappresentato dalla specifica legislazione promulgata
nel 1985 nello stato del Minnesota. La grande attivit mineraria e la
presenza di molte miniere esaurite nel circondario di Minneapolis ha infatti
spinto lo stato a valutare la possibilit di un loro riutilizzo funzionale. Uno
studio specifico ha dimostrato l'alto grado di competitivit detenuto dallo
spazio scavato. Un approfondimento giuridico segnal la presenza di una
serie di impedimenti giuridici allo sfruttamento di tale spazio. Venne cos
redatto e accettato il Minnesota Mined Underground Space
Developement Act.
I punti chiave autorizzati dall'atto includono:
1) Il diritto di realizzare progetti nello spazio sotterraneo;
2) Il potere di gestire autonomamente le aree sotterranee;
3) La possibilit di tenere merce in deposito;
4) Il potere di attivare specifici incrementi fiscali;
5) Il diritto di provvedere a strutture di servizio;
6) Il potere di gestire le tasse doganali;
7) Il potere di partecipare alle contrattazioni.

Dal punto di vista del codice edilizio vengono definiti questi requisiti:
Per avviare la pratica di abitabilit un ingegnere deve verificare la
stabilit della struttura rocciosa e seguentemente si dovr procedere a una
ispezione annuale;
concesso che le aperture si affaccino su strade e spazi interrati;
50
Quando la distanza tra l'uscita di una costruzione e l'uscita esterna supera
i 3500 piedi (oltre 100 metri) necessaria la presenza di spazi protetti con
pareti resistenti al fuoco per una durata di quattro ore;
Qualsiasi utilizzo permesso in una sezione specifica dello spazio
sotterraneo quando la stessa funzione permessa alla superficie;



51
Italia
Manca in Italia, come nella maggior parte degli stati europei, una
legislazione urbanistica e architettonica relativa allo sfruttamento del
sottosuolo. Attualmente le costruzioni sotterranee devono rispondere alle
stesse norme dell'edilizia tradizionale.
Con riferimento al sottosuolo l'immediato riferimento legislativo l'articolo
840 del codice civile, la cui proposizione iniziale del primo comma sancisce
che:
"La propriet del suolo si estende al sottosuolo con tutto ci che vi si
contiene, e il proprietario pu fare qualsiasi escavazione od opera che non
rechi danno al vicino". Tuttavia, al di l dell'ovvio limite del nemini
laedere, la piena libert di gestione viene immediatamente limitata dalla
proposizione successiva:
"Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi
sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti
dalle leggi sulle antichit e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da
altre leggi speciali".
A tutto ci si aggiunge un ulteriore limite alla sancita propriet. Il secondo
comma del citato art. 840 cod. civ., infatti, con disposizione copiata dal
codice civile tedesco ( 905 BGB), prescrive che:
"Il proprietario del suolo non pu opporsi ad attivit di terzi che si
svolgano a tale profondit nel suolo o a tale altezza nello spazio
sovrastante, che egli non abbia interesse ad escludere".
Si tratta di una norma che lascia tanto spazio all'interpretazione e alla
fantasia personali. Infatti questo "interesse ad escludere" pu essere
identificato con la attuale utilizzazione del fondo, ma potrebbe anche
concernere qualsiasi futura utilizzazione, anche se in concreto ancora non
individuata.
Una ulteriore questione riguarda la possibilit di deroga all'articolo 840 cod.
civ. che prevede l'unitariet della propriet del suolo e del sottosuolo: Si
pu trasferire, in tutto o in parte, la propriet del sottosuolo separatamente
da quella del suolo?
Prendendo come analogia le procedure per l'edificabilit sopra un terreno,
la legge n. 10 del 1977 scinde la propriet del suolo dalla facolt di
edificare sullo spazio sovrastante, pertanto si pu pensare di fare altrettanto
col sottosuolo.
Inoltre sono gi presenti nella normativa italiana una serie di norme che
rendono il sottosuolo suscettibile di essere, a determinate condizioni,
52
autonomo oggetto di svariati diritti che ne consentono l'utilizzazione a
soggetti diversi dal proprietario. Sia diritti a contenuto obbligatorio (per
esempio locazione) e sia diritti reali su cosa altrui (per esempio usufrutto,
servit, e, come garanzia, perfino l'ipoteca).
Concludendo, non si pu che sottolineare come l'ordinamento italiano
contenga gi in s le basi essenziali per il riconoscimento del sottosuolo,
purch produttivo, come autonomo bene giuridico, il cui destino non deve
necessariamente seguire quello del suolo sovrastante
24
.
Esistono per ancora molte difficolt da risolvere, testimoniate dalla
comparsa sempre pi frequente di contenziosi. Un esempio significativo il
caso di una caverna tufacea a Napoli: tale caverna serviva da diversi anni ad
una ditta di costruzioni come deposito per i propri materiali, se non che il
proprietario del suolo sovrastante reclam di propria appartenenza tale
cavit, pretendendo l'esproprio degli attuali inquilini o il risarcimento per
l'affitto sino a questo momento non pagato. Dinanzi al Tribunale, tale
contenzioso suscit non poche perplessit, e alla fine si sentenzi che, in
virt dell'art. 840 del codice civile., il proprietario del terreno non poteva
esigere nessun diritto di propriet della sottostante cavit.
Inoltre una serie di leggi, di codici specifici, da quelli sanitari a quelli dei
vigili del fuoco, limitano e ostacolano un pieno sfruttamento di questa
risorsa.
Per esempio il regolamento edilizio del comune di Milano, art. 62 cap. 3,
afferma che i locali di piani interrati possono essere adibiti a locali di
categoria S1, S2 e S3 (non abitabili) come limitate espansioni di locali di
categoria A1 e A2 (abitabili) sovrastanti a condizione che questi non
eccedano 1/10 della superficie del piano.
A riguardo di cinema e teatri la Circolare del Ministero dell'Interno n. 16
del 1951, Norme di sicurezza per la costruzione, l'esercizio e la vigilanza
dei teatri, cinematografi e altri locali di pubblico spettacolo contempla
l'uso del sottosuolo. L'articolo 33 infatti recita "Solo eccezionalmente, per
locali capaci di non oltre 800 spettatori, ammesso che il pavimento della
sala sia a livello inferiore a quello stradale .....". Tuttavia una serie di
vincoli ne limitano l'impiego e viene fissata la soglia di 7,5 metri per la
profondit del pavimento dalla superficie.



24
Renato D`Auria, Gaetano Presti, Aspetti giuridici: fattibilit e proiezione, Atti del convegno " La citt
sotterranea nell'area metropolitana. Servizi e sicurezza", Milano, 20-27 febbraio, 1986
53
1.3.4 Problemi di sicurezzaError! Bookmark not defined.

La sicurezza un parametro che riveste notevole importanza nella progettazione
di ambienti sotterranei: nel sottosuolo infatti il contatto fisico con l'esterno
molto limitato. Per quello che riguarda la ventilazione, l'illuminazione, gli
impianti antincendio, ci si avvale di tecnologie gi ampiamente usate negli edifici
convenzionali, come i grandi magazzini o i grandi complessi di uffici. Vi per
una differenza sostanziale: in simili strutture sempre possibile raggiungere
l'esterno in caso di eventi anomali e garantire la sopravvivenza all'interno
dell'edificio anche in caso di un'interruzione nel funzionamento dei sistemi
artificiali di condizionamento; negli ambienti sotterranei invece questo non
possibile.
In caso di incendio, l'intervento in un edificio sotterraneo presenta caratteristiche
completamente diverse rispetto a quanto avviene in un edificio convenzionale:
infatti il pi delle volte l'accesso a un edificio sotterraneo avviene dal "tetto" o
eventualmente da un lato, al contrario degli edifici fuori terra per i quali
l'accessibilit avviene su diversi fronti e offrono una ventilazione pi efficace. La
notevole emissione di fumi, che accompagna ogni incendio, rende
particolarmente sfavorevole la collocazione di manufatti nel sottosuolo (la
maggior parte delle vittime muore soffocata e solo una minoranza per le ustioni
riportate). Infatti, poich il fumo tende a salire, negli edifici convenzionali, in cui
l'evacuazione delle persone avviene dall'alto verso il basso in direzione opposta
al percorso del fumo, esse si dovrebbero trovare in breve tempo in zona sicura.
Viceversa, in un edificio sotterraneo, l'evacuazione far si che le persone si
troveranno in zone pi alte rispetto al livello dell'incendio, zone in cui
presumibilmente si raccoglieranno i fumi.
Inoltre l'evolversi di un incendio provoca un aumento della pressione atmosferica
all'interno dell'edificio e, fino a che non verranno aperte porte e finestre, la
pressione continuer a salire, provocando un'alterazione nei tempi di resistenza
(norme Rei) di materiali e strutture, che sono calcolati solitamente a pressione
atmosferica (una porta Rei 60 pu resistere al massimo a 45-50 minuti, se la
pressione elevata). Un simile aspetto non va sottovalutato in edifici sotterranei
dove la ventilazione pi faticosa e la pressione, in caso d'incendio, sale
rapidamente
25
. In Italia non vi una normativa specifica per opere nel sottosuolo
se si esclude una normativa antincendio per autorimesse.

25
Corbo Leonardo, rel. al convegno <La citt sotterranea nell'area metropolitana>, Milano, 12-19
maggio, Sindacato regionale ingegneri liberi professionisti della Lombardia, Milano, 1988, pp. 67-69.
54
Un aspetto molto importante poi la definizione dei sistemi di sicurezza nei
tunnel automobilistici. A questo proposito il progetto Laser (Liaison automobile
souterraine express rgionale), un progetto per la viabilit sotterranea di Parigi,
presenta uno studio preliminare assai approfondito. Infatti le misure di sicurezza
rispondono a norme molto severe, divise in due categorie: la sicurezza preventiva
e la sicurezza attiva. La prima consiste in alcuni criteri per la circolazione:
adozione di sensi di marcia separati, accesso consentito ai soli veicoli privati
(cos da ottenere una capacit di frenata omogenea e da diminuire i problemi di
visibilit) ... e alcuni criteri legati alle caratteristiche fisiche del tunnel, come la
distanza fra accessi successivi, che permette un cambio graduale di corsia sia nel
sottosuolo che alla superficie. La seconda prevede l'installazione di pannelli
informativi che segnalino incidenti, guasti, rallentamenti e che possano informare
sul comportamento da tenere in casi speciali.
Come gi accennato, il funzionamento dell'edificio sotterraneo, in quanto
spiccatamente artificiale, dipende dall'erogazione di energia elettrica dalla rete o
da un sistema autogeno. Ci ne fa una costruzione vulnerabile perch in casi di
black-out prolungati o di avaria dell'impianto autonomo l'edificio non pi
vivibile. Nella presente trattazione si cercher allora di porre particolare
attenzione a quelle soluzioni che mirano a sfruttare le energie naturali, disponibili
nel sottosuolo, per garantire i flussi vitali (riscaldamento, refrigerazione,
illuminazione e ventilazione) e rendere autonomo il sistema.


55
1.3.5 La questione architettonicaError! Bookmark not defined.

Si tratta certamente di una questione delicata e non solo perch la critica
architettonica una disciplina che mal si presta ad una trattazione in termini di
teorie e regole. Manca innanzitutto una serie sufficientemente vasta di opere
realizzate che faccia da base culturale. Inoltre non pare ragionevole voler
costruire questa cultura solo sulla base del particolare contesto in cui opera, pur
molto caratterizzante, senza tenere in considerazione altri fattori come la
destinazione d'uso o il gusto personale. Infine potrebbe venire addirittura
obbiettato: ma quale questione architettonica?, visto che lo spazio sparisce alla
vista e si ingloba nel terreno.
Occorre qui fare una precisazione. Per architettura ipogea non si intende un
volume interamente sommerso al quale si accede per un pozzo nascosto, ma
piuttosto tutti quei progetti che, partendo dal riconoscimento delle positive
risorse del sottosuolo, vanno, in modo pi o meno forte, ad interessare lo spazio
sotto la superficie. Vi saranno cos edifici prevalentemente di superficie con vani
interrati per particolari funzioni, edifici met sopra e met sotto, oppure
esclusivamente sotterranei.
In entrambi questi ultimi casi impegno dell'architettura di raccontare, o anche
solo lasciar intuire, la dimensione nascosta. La cosiddetta corrispondenza tra
interno ed esterno deve impedire che la parte ipogea appaia come qualcosa di
estraneo, realizzato al solo fine di maggiorare la metratura globale, mentre deve
aiutare a creare una composizione unitaria. Gli spunti sono moltissimi. Cavedi,
lucernari, ..... permettono una facile comprensione degli spazi, ma anche disegni
tracciati sul terreno aiutano ad una interpretazione dei volumi sottostanti.
Infine un'ultima considerazione sull'architettura in ipogeo. Ora che lo spazio si
interra e la luce che lo illumina scende prevalentemente dall'alto mutano anche
quelle regole di proporzionalit e armonia che da Vitruvio, all'Alberti, al Palladio
e fino ai nostri giorni hanno influenzato la creazione architettonica. La luce che
penetra prevalentemente dall'alto influisce sul modo che ciascuno percepisce un
ambiente; sono necessarie, per esempio, altezze maggiori perch la luce possa
distribuirsi piacevolmente senza creare angoli bui o forti contrasti di luminosit.

56
1.4 GLI ESEMPI Error! Bookmark not defined.

stato sin qui esposto lo sviluppo storico dell'architettura ipogea e si
sottolineato come questo tema sia per molti versi legato all'evoluzione della citt
e, in generale, della societ moderna. Si tratta ora di verificare in quale misura la
forza di queste idee si concretizzata in opere reali.
Non pare molto, rispetto a quanto ci si poteva aspettare. Soprattutto per quanto
riguarda gli spazi pi direttamente legati alla vita umana, come abitazioni e
luoghi di lavoro, gli esempi sono scarsi. Questa carenza probabilmente dovuta
in parte ai pregiudizi e al simbolismo negativo che riguardano la dimensione
sotterranea e in parte alla diffidenza verso un nuovo modo di costruire, che
inevitabilmente influisce sul modo di percepire e vivere l'ambiente. Sicuramente
manca ancora una cultura che veda il sotterraneo in maniera obbiettiva e una
scienza capace di garantire un ambiente sano e confortevole. Comunque,
soprattutto per quanto riguarda le abitazioni, non esistono per ora,
"fortunatamente", sufficienti ragioni a spingere l'uomo per prolungati periodi
sotto la superficie.
All'opposto vi stato un grande sviluppo di costruzioni ipogee per quanto
riguarda i settori delle infrastrutture e di alcuni servizi. Trasporti, parcheggi,
magazzini, depositi di rifiuti, sono stati in alcuni Paesi velocemente immersi nel
terreno. Per questi la particolare natura degli spazi, che non necessita di un
continuo contatto con l'uomo, non stata ostacolata da questioni normative o
pianificatorie e insieme alle ragioni precedentemente descritte, di natura
essenzialmente economica e organizzativa, hanno dato spinta, nei Paesi meno
burocratici, a un veloce sviluppo. Tuttavia in alcuni casi la forte pressione del
mercato sulle aree urbane ha attivato un processo di trasferimento di servizi e
infrastrutture verso gli spazi ipogei troppo veloce perch fossero valutate tutte le
implicazioni urbanistiche dell'operazione, determinando la comparsa di nuovi
problemi soprattutto per ulteriori sviluppi.
forse l'ispirazione poetica e ecologica, quella che vede nel terreno in primo
luogo uno spazio a diretto contatto con la natura dalle caratteristiche affascinanti,
che ha dato luogo ai risultati pi originali. Esistono esempi di abitazioni e
soprattutto luoghi della cultura come musei e spazi sociali che, parzialmente o
completamente interrati, presentano una attenta unit di progetto e una grande
coerenza col contesto, segni di una avvenuta presa di coscienza della nuova
dimensione.
Tuttavia ogni destinazione d'uso e, all'interno dei singoli temi, ogni differente
progetto affronta solo in modo parziale la dimensione sotterranea, sottolinea solo
57
parte delle qualit ipogee e ne affronta i problemi derivanti. Manca ancora una
visione completa dell'ipogeo che sappia sfruttarne a pieno i vantaggi. Un esempio
forse unico la facolt di ingegneria mineraria dell'Universit di Minnesota il cui
progetto un esperimento totale sulle risorse dell'architettura sotterranea e
raccoglie al suo interno tutte le pi moderne conoscenze del campo.
Accettando i contributi anche parziali dalle diverse funzioni che possono
svolgersi in costruzioni interrate possibile presentare una trattazione
sistematica, correlata di alcuni esempi. Si distingueranno cos i seguenti spazi:

Strutture non gradite alla superficie
Infrastrutture di trasporto
Parcheggi
Volumi per la protezione civile
Grandi ambienti
Ambienti di lavoro
Spazi universitari
Ambienti della cultura: cinema, teatri, musei, ambienti di culto
Abitazioni


58
1.4.1 Strutture non gradite alla superficieError! Bookmark not defined.

Sicuramente il sottosuolo offre una felice locazione a tutta una serie di funzioni
che non risultano gradite alla vista perch si sostituiscono allo spazio naturale. In
Scandinavia, dove il sottosuolo compatto si presta ad una facile escavazione,
molte strutture sono state inserite nel sottosuolo beneficiando nel contempo di un
ambiente termicamente pi favorevole. Si tratta di impianti di depurazione delle
acque, di depositi alimentari e non, di basi militari, centrali elettriche, ecc., che
non necessitano di un diretto contatto con la luce, e che anzi spesso richiedono
una posizione "protetta". Un caso emblematico rappresentato dalla
realizzazione nel centro di Stoccolma di un deposito a bassa temperatura (-22, -
24 C) per un volume di 16.000 m
3
utili di derrate alimentari. Il produttore
alimenta il grande deposito urbano e da questo magazzino in centro citt si
alimentano i punti di vendita al dettaglio.
Molto pi ricorrenti sono i depositi di idrocarburi, liquidi e gassosi, che si
avvantaggiano per diverse ragioni della posizione interrata: scarso o nullo
impatto visuale sull'ambiente, maggior sicurezza contro gli incendi, stabilit
termica, migliore conservazione del prodotto.







59
Per quanto riguarda le centrali elettriche,
l'utilizzo del sottosuolo, oltre ad
ottimizzare gli aspetti di impatto
ambientale, consente di creare il dislivello
tra due bacini d'acqua posti su due livelli
differenti, di cui uno nel sottosuolo. Vi
un progetto di questo tipo in Olanda, paese
che non presenta rilievi orografici. Un
esempio italiano la centrale idroelettrica
dell'ENEL a Roncovalgrande, in provincia
di Varese, che sfrutta un piccolo bacino
sopra il lago Maggiore. L'impianto, che ha
dimensioni enormi per un totale di oltre
250.000 m
3
, stato scavato tra il 1967 e il
1971 interamente nella roccia della
montagna, risultando quasi invisibile all'esterno, nel pieno rispetto quindi
dell'ambiente circostante
26
.
In Giappone allo studio un inceneritore di rifiuti in sotterraneo [figura
sottostante]. I vantaggi, oltre a quello di eliminare alla vista un edificio
"scomodo", sono quelli riferiti alla possibilit di una collocazione centrale, che
riduca i tempi e i costi di trasporto, e allo sfruttamento dell'energia termica
prodotta, che pu essere sfruttata all'interno di un sistema di teleriscaldamento
27
.

26
F.Avanza, op. cit.
27
Hanamura T., Yamaguchi T., J oint R&D program for underground space use between private industry
and governament, in ICUSSES, Delft, 1992
Un deposito ipogeo di idrocarburi. N. 29


C.S. pag 94
N. 59


ICUSSES, pag. 178
60
Altre funzioni che trovano particolarmente favorevole la collocazione recessa
rispetto alla superficie sono i depositi di rifiuti. Infatti lo smaltimento dei rifiuti,
quando non si fa uso di inceneritori, avviene comunemente nella discarica
controllata [figura a fianco].
Solitamente la discarica si realizza in un bacino scavato sia perch lo scavo
fornisce la terra necessaria al ricoprimento sia perch si permette cos di non
alterare eccessivamente la morfologia del luogo. Successivamente una specifica
opera di rimboschimento pu migliorare l'aspetto formale e aiutare il processo di
bonifica del suolo.
Oggi si aggiungono ulteriori ragioni all'utilizzo del suolo per le discariche.
Infatti le caratteristiche offerte dal terreno, quali l'isolamento e la stabilit,
permettono che
avvengano i processi di
mineralizzazione dei
rifiuti che in condizioni
anaerobe generano gas
combustibili, come il
metano.
La quantit di biogas
prodotta in rapporto al
quantitativo di carbonio
organico presente; in
generale si ottengono
120-160 mc di gas per
tonnellata di rifiuti. La
principale utilizzazione
mirata alla produzione di
calore o di energia
elettrica
28
.
Per le medesime ragioni
il sottosuolo rappresenta anche una soluzione al confinamento delle scorie
radioattive. Tra le diverse soluzioni a disposizione, lancio nello spazio, riutilizzo,
........., infatti la pi economica e permette, attraverso il monitoraggio, di
controllare i lunghi processi di decadimento.



28
Gianni Lachina, Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, Alinea, Firenze, 1987
N. 65

Lo smaltimento dei rifiuti, BCA 628.4 LAC pag 111
61
1.4.2 Infrastrutture di trasportoError! Bookmark not defined.

Queste sono state le prime opere, realizzate dall'uomo, che hanno interessato il
sottosuolo su grande scala. In Italia, gi tre secoli prima di Cristo etruschi e
romani avevano costruito oltre 300 chilometri di gallerie per i loro acquedotti e
qualche centinaio di metri di gallerie stradali. Tra i pi noti il tunnel di
Posillipo che collega Napoli e Pozzuoli, costruito gi nel 36 a.C., con uno scavo
lungo 1,5 chilometri e largo 7,5 metri. Risale al medioevo il primo traforo alpino:
il Buco di Viso o Perthuius du Viso, nelle Alpi Occidentali, una strada scavata
nella roccia per 75 metri realizzata nel periodo 1475-1480. Ma la grande stagione
delle costruzioni in sotterraneo ha avuto inizio nel secolo scorso, con lo sviluppo
dell'industrializzazione e dei traffici. L'Italia in questo campo ha conquistato
primati mondiali dovendo operare su uno spazio morfologico molto corrugato,
sia al suo interno che ai confini con le altre nazioni. Un esempio il traforo
ferroviario del Moncenisio (o del Frejus) che considerato il primo traforo
moderno delle Alpi. Fu realizzato tra il 1857 e il 1871 per una lunghezza allora
sbalorditiva di 12.233 metri. Con i sui 120 anni di et ancora perfettamente
funzionante
29
.
Oggigiorno le pi lunghe gallerie del mondo sono il tunnel giapponese Seikan
aperto nel 1988, lungo 53,9 km, 23,3 dei quali sotto il mare, e il tunnel sotto la
Manica, che sar aperto al traffico il 7 maggio 1994 [Tavola 3]. Quest'ultimo
rappresenta il pi grande cantiere privato del mondo che riassume in se le pi
sofisticate tecnologie in svariati campi, da quelle proprie dello scavo a quelle del
controllo della direzione, a quelle impiantistiche. Ci sono voluti due secoli di
idee e studio per collegare il continente all'isola, per diminuire una distanza che il
Primo Ministro inglese Lord Palmerston considerava nel 1857 gi troppo corta.
Questa sar la pi lunga galleria sottomarina con 37,5 km sommersi su un totale
di 50,9 km. Due tunnel ferroviari di 42 m
2
di sezione e una galleria di servizio di
soli 15 m
2
saranno congiunti tra loro da una serie di gallerie trasversali. Vari
collegamenti saranno necessari per manutenzione e servizi, mentre alcune piccole
gallerie trasversali (una ogni 250 m) sono previste per rendere meno dirompente
lo spostamento d'aria causato dal passaggio dei treni. L'apertura e chiusura delle
gallerie d'areazione, che aspireranno l'aria davanti ai convogli per immetterla
all'altezza della loro coda, permetter di tenere sotto controllo la pressione
dell'aria, anche allo scopo di ridurre i costi energetici necessari al raggiungimento
delle velocit di 130-150 km/h da parte delle navette. Una serie di studi molto
complessi , svolti dalla MHA britannica e dalla SETEC francese e integrati da

29
Pellizza S., "In Italia poche caverne ma tante gallerie, anche da primato", in Cocis, A.1 n.1, 1992
62
vari esperimenti condotti con modelli all'interno della galleria del Sempione, ha
poi affrontato i problemi chiave della temperatura e del livello di rumorosit
all'interno delle gallerie. Infatti, senza condizionamento dell'aria, in soli 240
giorni d'esercizio la temperatura raggiungerebbe i 50 C, con un aumento di pi
di 30 C dalla data di entrata in servizio dell'opera. Infine, il limite massimo di
rumorosit fissato per l'interno dei treni (80 decibel) potr essere raggiunto con
varie forme di isolamento acustico in grado di impedire ai livelli di rumore
esterni, dell'ordine di 115 decibel, di penetrare nelle sezioni abitate delle
navette
30
.
Ma la pi grande opportunit offerta dal sotterraneo ha riguardato lo sviluppo
delle gallerie urbane per la metropolitana. I vantaggi del subway sono indiscussi.
In campo ambientale riduce l'impatto dei veicoli sulla trama urbana e
sostituendoli diminuisce l'emissione di inquinanti nella citt. In campo
economico richiede minori costi di gestione e offre un maggiore rendimento nel
rapporto portata/costi. Fondamentale poi la sua capacit a raggiungere le zone
pi centrali senza doversi confrontare con gli ostacoli dei centri storici,
densamente costruiti. Per queste ragioni la creazione di questa infrastruttura
urbana pratica diffusa, nelle principali citt del mondo, da pi di un secolo. Si
tratta infatti dell'esempio pi diffuso di spazi ipogei urbani e la frequentazione di
queste strutture ha in gran parte condizionato il nostro modo di considerare il
sottosuolo.
Inizialmente l'attenzione progettuale per queste strutture si rivolta agli aspetti
tecnologici e strutturali trascurando considerazioni sulle caratteristiche
ambientali e formali, dando luogo a quegli esempi di molte citt americane e
europee, tristemente note come ricettacolo di squallore e di delinquenza. Per far
fronte ai notevoli disagi sociali e individuali provocati da questi spazi, la
progettazione delle metropolitane ha cercato di camuffarsi con i caratteri del
mondo soprastante: a Mosca con l'impiego di ornamenti e forme classicheggianti
e a Parigi con i trompe-l'oeil quando alla fine dell'ottocento gli ingressi del metr
vennero plasmati dal naturalismo fitomorfico di Guimard, quasi a contrastare
l'artificiale meccanismo
31
. La mimesi con gli spazi di superficie proseguita
negli anni trenta con la creazione di centri commerciali in collegamento con le
stazione della metropolitana, producendo cos una massiccia frequentazione di
tali spazi (si ricordano il Rockfeller Center e il World Trade Center di New
York). Una svolta nel dare agli ambienti delle metropolitane una propria identit

30
F. Ardito, Vediamoci sul fondo, Costruire, novembre, n. 90, 1990, pp 152-155
31
M. Nicoletti, L'architettura delle caverne, 1980, Laterza, Bari
63
formale avviene in Europa con la progettazione delle metropolitane di Bruxelles,
Stoccolma ed Helsinki.
Nel caso della metropolitana di Bruxelles i progettisti hanno intrapreso un
esperimento che ha caratteristiche comuni a altre realizzazioni nel sottosuolo: gli
spazi, in virt della variet delle forme e degli effetti prodotti dai materiali
utilizzati, concorrono a definire un ambiente pi piacevolmente fruibile.
Nonostante questi spazi dipendano dalle complesse regole dell'organizzazione
funzionale si cercato di ridurre la monotonia degli spostamenti. Sono state
create prospettive e punti di vista sempre originali, giocando sui diversi livelli
delle strutture e una rete di spazi articolati e interconnessi contribuisce a
diminuire la sensazione di claustrofobia. I progettisti hanno inoltre considerato
importante associare l'attivit di spostamento con il tessuto urbano sovrastante,
integrando le entrate in edifici preesistenti e adattando le strutture sotterranee alla
citt di superficie. Uno degli obbiettivi stato quello di rendere differente e
riconoscibile ogni stazione, grazie a un lay-out diverso per ognuna di esse,
aiutando cos il viaggiatore a riconoscere la propria posizione. La ricchezza e la
piacevolezza degli ambienti ottenuta con la composizione di spazi diversi
delimitati da pareti, vetrate, con differenze nella pavimentazione e nei soffitti.
Lungo i corridoi pedonali sono stati inseriti numerosi ristoranti, caff, bar,
negozi, separati da grandi vetrate. I percorsi sono indicati con precisione e
immediatezza da un sistema di pittogrammi appositamente studiato. Inoltre le
stazioni sono state decorate da opere di artisti belgi che hanno cos offerto una
interpretazione artistica al tema ipogeo.
La metropolitana di Bruxelles costituisce un tentativo di rispondere ai problemi
di perdita di contatto con l'ambiente esterno legati al trasporto massificato,
ricreando nel sottosuolo un'immagine della citt di superficie e trasferendo in
essa attivit di tutti i giorni. Dal punto di vista architettonico, in particolare, la pi
recente stazione della metropolitana del centro di Alma, nei sobborghi della
capitale, propone una singolare e personalissima mescolanza di elementi
artigianali e di tecnologia industriale, con risultati formali sorprendenti nei quali
si alternano getti irregolari di calcestruzzo a vista che continuano la
configurazione organica del paesaggio naturale esterno
32
.
In questo intervento si pu notare l'attenzione rivolta ai problemi
dell'integrazione sottosuolo/superficie, l'impegno ad aumentare, tramite
l'accostamento di materiali e tecnologie diverse, la presenza di stimoli sensoriali,

32
C. Bartoli, L'arredo urbano in sotterraneo, relazione al convegno La citt sotterranea nell'area
metropolitana, Milano, 12 e 19 maggio 1987, Sindacato regionale ingegneri liberi professionisti della
Lombardia, pp 85-91
64
senza tuttavia voler nascondere le caratteristiche proprie dell'ambiente
sotterraneo e della caverna.
Quest'ultimo aspetto ancora pi evidente nelle stazioni della metropolitana di
Stoccolma [tavole 4-5], completata nel 1976 su progetto di P. Reimers e M.
Granit, dove lo roccia esibisce con aggressiva freddezza la sua natura. Qui un
linguaggio rigoroso ha lasciato intatta la spontanea verit morfologica della
roccia, esaltandone i corrugamenti e i colori, utilizzando le tecniche di scavo per
modellare forme e ombre in modo originale. Alla rozzezza delle pareti
contrapposta la finitezza hightech delle pensiline, degli impianti, degli elementi
per le informazioni all'utenza. Per esaltarne l'artificialit sono visualmente
distaccati dalla roccia, enfatizzati con colori sgargianti e un'alta perfezione
tecnologica, in contrasto con il grigio non finito della roccia.
Anche qui sono stati chiamati una serie di artisti nazionali a caratterizzare le
stazioni, ricercando l'ispirazione nel tema della roccia. Gli angoli dei corridoi e
delle pareti sono stati arrotondati per diminuire la sensazione di claustrofobia e
per aumentare la visibilit.
Esemplare anche l'esempio della metropolitana londinese recentemente in
fase di ristrutturazione. Ogni stazione facilmente riconoscibile per un
argomento specifico, attraverso disegni, sculture, giochi delle pareti controterra e
colori. Generalmente il tema in riferimento alla zona o al nome stesso della
stazione e ne risulta uno spazio originale, piacevole e facilmente riconoscibile.
Un progetto recente stato l'ampliamento della metropolitana di Lione che ha
introdotto un nuovo percorso, la Linea D. La realizzazione stata
particolarmente attenta sotto i diversi aspetti progettuali, architettonici e
psicologici ed stata occasione anche per un rinnovamento dell'arredo urbano
che caratterizza il metr in superficie. Meritano una nota particolare i segnali
all'aperto che, frutto di un originale
progetto dello studio di Franoise Elene
J ourda e Gilles Perraudin, caratterizzano
unitariamente il percorso e arricchiscono
l'immagine della citt. Particolarmente
significativa la pensilina nella quale
sono concentrate la segnaletica e
l'illuminazione esterna, che richiama le
sembianze di un animale alato, con una
sinuosa spina dorsale, in scocche
dall'alluminio dalla quale sporgono due
ali sagomate in alluminio e
N. 23

Costruire 103, pag 54-55, 50%
65
policarbonato [figura a lato]. I due architetti vedono questi elementi come i segni
emergenti di un mondo sconosciuto, sviluppatosi sotto la citt, dalla quale hanno
attinto cultura, vita, radici che tornano in superficie.
Grande attenzione stata dedicata all'aspetto
architettonico delle stazioni. La progettazione
delle fermate stata affidata a otto
professionisti, secondo la logica consolidata
che vuole i luoghi riconoscibili per la loro
diversit rispetto al contesto. La stazione
Parilly [figura a lato], sempre degli stessi
architetti, si presenta come una lunga cripta
voltata, con grandi sostegni in cemento armato modellati nelle forme di colonne
arcaiche. Le volte sono state sviluppate con l'aiuto di supporti informatici, che
sono stati utilizzati per individuare e valutare la deformazione delle superfici
poliformi sotto determinate spinte o trazioni, come si trattasse di tensostrutture e
non di cemento. Altrettanto significativa la tettoia che copre il nucleo centrale
della stazione, completamente aperto: sar sostenuta da due alberi in acciaio che
dal piano del binario raggiungeranno quasi venti metri di altezza
33
.
Assai meno brillante in Italia la situazione delle gallerie urbane per ferrovie
metropolitane: poco pi di 60 km (di cui pi della met a Milano), soprattutto se
confrontata con gli altri paesi industrializzati: la sola Londra dispone di oltre 300
km di metropolitana e Parigi di quasi 220 km.
Negli ultimi anni vi stato una certa rivitalizzazione con il potenziamento delle
linee metropolitane di Milano (linea 3), Roma e Napoli e con l'avvio del metr a
Genova. Altre citt stanno studiando una loro rete metropolitana tra le quali
Torino, Brescia, Venezia, Bologna, Firenze, Palermo (alcune gi da molto
tempo).
Non pare che i principi sulla qualit formale di questi spazi siano stati recepiti
dalla nuova linea della metropolitana milanese. Qui, per esempio, la
caratterizzazione si applica a una intera linea venendo rappresentata da un colore
unico. L'immagine quella di uno spazio altamente tecnologico e funzionale ma
le stazioni lungo una stessa linea finiscono per essere ripetitive e anonime [figura
sottostante].


33
Bonomo Fabrizio, Lione fa poker, Costruire, n. 103, dicembre 1991
N. 23

pag 54
66
Ma non detto che i vantaggi del sotterraneo possano realizzarsi solo nei grandi
centri urbani. A Sertaus, un piccolo paese del Tirolo a 1400 metri d'altitudine che
conta 850 abitanti, stata realizzata una mini metropolitana sotto il centro
abitato. Il problema era come al solito quello dell'inquinamento dovuto ai mezzi
di trasporto. Nel periodo sciistico, infatti, Sertaus rischiava di soffocare per il
turismo quasi di massa che invadeva il paese. La Otis, l'azienda dei trasporti,
pens di eliminare il flusso di macchine e di autobus, che attraversava
abitualmente Sertaus, realizzando una navetta sotterranea a cuscinetti d'aria,
completamente automatizzata. La navetta passa sotto il centro e collega
perfettamente il posteggio, esterno al paese, con il centro e la funivia. I lavori
vennero iniziati nell'estate-autunno 1984 e la navette entr in servizio
nell'inverno '85-'86
34
.
Contro l'utilizzo del sotterraneo per i trasporti si pone invece Klaus Koenig che
parla di antieconomicit e di scarsa funzionalit delle arterie sotterranee che
isolano da un rapporto diretto con la citt e impediscono un intervento repentino
in caso di necessit di assistenza sotterranea.
Si potrebbe allora pensare di lasciare alla superficie le linee di trasporto pubblico
e interrare la viabilit privata. Questa soluzione, oltre ad essere un incentivo
all'utilizzo del mezzo pubblico, permette una migliore gestione degli inquinanti.
Cos i mezzi pubblici alla superficie sarebbero conformati a precisi standard, di

34
Verdi Laura, "Al piano di sotto le nostre citta' future", Modulo, 1989, pp 198-205
Metropolitanna di Milano, linea 3. La progettazione volta a conferire
all'ambiente interno un'immagine di estrema luminosit, sicurezza ed
efficienza. La scelta dei colori (giallo, rosso, grigio) e dei materiali, l'uso di un
chiaro sistema segnaletico e di moderne tecnologie per il controllo sono gli
elementi cardine di questo progetto. N. 9.

F.A. p. 156, n. 38
67
rumorosit e di inquinamento, mentre i gas inquinanti prodotti dai mezzi privati
verrebbero facilmente confinati e depurati.
Resta aperta la questione sulla sicurezza, in questo caso acuita sia per il fatto che
il trasporto su gomma presenta un pi alto rischio, sia perch aumenta il numero
dei mezzi in gioco.
Un esempio interessante il progetto LASER (Liaison Automobile Soutterraine
Express Regional) per la viabilit di Parigi, attualmente al vaglio della
municipalit [tavola 6]. Oggi in ogni quartiere della citt ogni 10 veicoli 8 sono
solo in attraversamento: sono questi veicoli, il cosiddetto traffico di
collegamento, che circoleranno nelle gallerie proposte dal LASER. Il danno
economico derivato dal congestionamento del traffico stata calcolata in circa
200 milioni di lire (1991) al giorno: la realizzazione di questo progetto dovrebbe
ridurlo di circa un terzo.
Il progetto prevede una corona circolare centrale (lunga 7 km) nella quale si
innestano cinque ramificazioni (lunghe da 5 a 10 km) che si collegano alle parti
periferiche della citt. Questa rete, per i problemi di saturazione del sottosuolo e
per le difficolt di esproprio, prevista ad una profondit compresa tra i 30 e i 70
metri, dove pu anche approfittare di uno strato geologico favorevole. Essa
prevede il collegamento con le autostrade, gli aeroporti e soprattutto con vari
parcheggi filtro sotterranei. Questa struttura, di 50 km di lunghezza, in grado di
accogliere 350.000 veicoli al giorno a una velocit di 60 km/h, dovrebbe
assorbire il 15 % del traffico automobilistico parigino e della periferia,
apportando un miglioramento sensibile nelle zone pi densamente abitate. La
realizzazione della rete automobilistica sotterranea permetterebbe di liberare
circa 100 ettari in superficie consentendo cos di aumentare le aree pedonali, il
verde e lo spazio destinato ai trasporti pubblici. Inoltre la sua realizzazione
comporterebbe una riduzione dell'inquinamento atmosferico sia perch l'aumento
della velocit diminuisce l'emissione di sostanze tossiche (un'automobile a 60
km/h inquina 2.2 volte meno che a 15 km/h) e sia perch il condizionamento
artificiale permette di controllare e purificare i volumi d'aria da evacuare
35
.
Anche in Italia sono state formulate ipotesi di questo tipo. Un progetto originale
quello proposto dall'architetto Fernando de Simone per Firenze: un tunnel a
vari livelli sotto l'Arno, simile per impostazione all'idea di Paul Maymont di un
asse polifunzionale sotto la Senna. Il tunnel, lungo cinque chilometri e a
venticinque metri di profondit, servirebbe tutto il centro storico inghiottendo
traffico, rumori, smog, metropolitana, trasporti di rifiuti e di merci [figura
successiva].

35
M. Baret, Le grands axes du project Laser, Le Monitor, 17 juin, 1988
68
Il vantaggio di scavare sotto un corso
d'acqua quello di essere in un terreno
"libero", escludendo tra l'altro di incappare
in reperti archeologici. Il tunnel ipotizzato
a quattro livelli. Il primo ospita i servizi
tecnici, come il traffico delle merci e il
trasporto dei rifiuti. Il secondo e il terzo
livello assorbono tutto il traffico
automobilistico a pedaggio. L'ultimo strato
occupato dalla metropolitana, con fermate
in corrispondenza di ogni ponte: e da
ognuna di esse un servizio di pulmini
elettrici smista gli utenti nelle varie zone
della citt. Al tubo principale dovrebbero
poi essere collegati dei grandi contenitori sotterranei riservati a supermercati,
banche, cinema e tutte quelle strutture che non hanno bisogno di finestre
36
.

Un ulteriore tema che riguarda le vie di trasporto rappresentato dalle gallerie
multiservizio.
Il sottosuolo delle citt ospita ormai da molto tempo impianti tecnici quali
fognature, reti elettriche e telefoniche, di distribuzione del gas e del carburante. Il
pi delle volte questi trovano locazione al di sotto della sede stradale. Da tempo
questi manufatti creano non pochi problemi: innanzitutto spesso non si conosce
l'esatta ubicazione delle reti impiantistiche e, in caso di manutenzione, si
costretti a una ricerca per tentativi prima di trovare le tubature in questione.
Ulteriori problemi sorgono nel caso di necessit di utilizzo del sottosuolo per altri
scopi, che risulta penalizzato dagli eccessivi costi necessari per spostare e trovare
una nuova collocazione alle reti impiantistiche. Questi e altri motivi (il
potenziamento dei servizi esistenti e soprattutto la futura collocazione, in parte
gi in atto, di ulteriori reti cablate per computer e telecomunicazioni) comportano
gravi disagi di intervento sulle strutture viarie: " fin troppo evidente che
l'incremento in atto del traffico veicolare render sempre pi gravosa l'opera di
manutenzione anzidetta e l'intolleranza dei fruitori della superficie diventer
sempre pi alta determinando fenomeni di comportamento incivile (noto a tutti il

36
Tiziana Abate, La salute a Firenze sta sottoterra, Il Giornale, 18-12-92
N. 1

articolo giornale
Tiziana Abate
69
fenomeno di sabotaggio dei lavori di scavo con il riempimento delle fosse di
rifiuti)"
37
.
La soluzione a questo genere di disagio potrebbe venire da una struttura gi
sperimentata in alcune nazioni (per esempio in Finlandia o in Svizzera) con
notevoli risultati positivi. La cosiddetta galleria multiservizio. Si tratta di una
galleria tecnica, interamente ispezionabile e percorribile, in grado di ospitare
un'ampia gamma di reti tecniche: tubazione per l'acqua a uso potabile, civile e
industriale, per il teleriscaldamento, per il metano, cavi elettrici e per le
telecomunicazioni e, in alcuni casi, quando cio la profondit della galleria possa
consentire la pendenza
necessaria, le fognature.
La figura a lato mostra
la sezione tipo della
galleria multiservizio
installata a Helsinki nel
1984-85. La galleria,
interamente percorribile
anche da veicoli,
permette un intervento
rapido e capillare in
caso di guasti o per
ordinarie
manutenzioni
38
.

Non si tratta di un concetto nuovo. Gi in et classica a Roma erano presenti i
criptoportici, vere e proprie gallerie di servizio sotterranee. Una serie di
criptoportici collegava tutti i palazzi imperiali e permetteva il passaggio degli
addetti e di mercanzie.
Tra gli esempi pi sorprendenti il complesso della Villa Adriana che
l'imperatore Adriano si fece costruire nei pressi di Tivoli. La vastit
dell'impianto, si estende infatti su colline tufacee per un'area di circa 126 ettari, e
la complessit della costruzione, che comprende abitazioni, luoghi di culto,
terme, teatri e quartieri militari, hanno suggerito all'imperatore la creazione di un
sistema di gallerie sotterranee scavate nel tufo. Questi percorsi permettevano il
rispetto delle aree di culto e private e un facile controllo sugli spostamenti delle

37
Arnaboldi Marco, Idee e proposte per una galleria multiservizio, relazione al convegno La citt
sotterranea nell'area metropolitana, Milano 12-19 Maggio, 1987
38
F. Avanza et. al., op. cit.
N. 9

F. A., pag 137, n. 18, 70%
70
persone. Tra i vari tracciati spicca una strada carrabile sotterranea che ancora
reca i solchi delle ruote. Lunga pi di tre chilometri ha svincoli in corrispondenza
di ogni edificio ed illuminata attraverso una serie di lucernari
39
.
Un esempio pi vicino il quartiere
EUR. Dopo la guerra si riprese la
costruzione dell'area e il nuovo
progetto riprese dal vecchio l'idea
dei percorsi di servizio sotterranei.
Furono cos realizzati dal '51 in poi
17 chilometri di gallerie sotterranee
che oggi ospitano diverse utenze
pubbliche e private: i cavi del
telefono, sia quelli tradizionali che
le fibre ottiche, l'elettricit, le
tubazioni idriche [figura a lato].
Inoltre le gallerie, mediante
numerosi cunicoli, sono collegate
direttamente ai principali edifici del
quartiere: il Palazzo dei Congressi, il Museo della Civilt Romana, la Posta. Per
motivi di sicurezza le tubazioni del gas passano invece in apposite trincee.
Tuttavia i tunnel che cinquant'anni fa erano stati costruiti di dimensioni ritenute
"ampiamente sufficienti" sono ormai colmi di utenze e avrebbero bisogno di
essere ampliati
40
.


39
Pavia Carlo, Roma sotterranea e segreta, 1985, Mondadori, Milano
40
Cauli Fabio, Il quartiere EUR di Roma, in COCIS, an. 2, n. 2, 1993
N. 33

Cocis, 2/2, pag 26, 60 %
71



Profilo geologico longitudinale. N. 68






Casabella, 582, 1991,pag 59, 85 %
TAVOLA 3 Il tunnel sotto la Manica, Eurotunnel, 1989-93
L`immagine del sistema. N. 57

Nicolas Gorodiche, pag 50
Schema dell`impianto di condizionamento. 57

Nicolas Gorodiche,Il nuovo cantiere, n 10, 1990
pag 51, 80 %
Uno dei tunnel in costruzione. N. 6

Vediamoci sul fondo pag 153
72
TAVOLA 4 Metropolitana di Stoccolma, P Reimers M. Granit, -1976
L'incontro tra roccia e high-tech. N. 75




Nic, 50% + CS pag 234



GU pag 33 + GU pag 33

73
TAVOLA 5 Metropolitana di Stoccolma, P Reimers M. Granit, -1976
Modellazione artistica della roccia. N. 75




Modulo 89 I, pag 199, 50% GU, pag 118, 80%

Rock Alt., pag 84, 70% GU pag 29, statua

GU, pag 9 + CS, pag 241
74




TAVOLA 6 Progetto Laser, GTM Enterprise, 1987-89, Parigi
La sezione in riferimento al contesto urbano. Il tunnel di 9.5 metri di diametro permette la distinzione del
senso di marcia su due livelli. N. 99

Le Moniteur, 17 june, 1988, pag 30
La rete viabilistica sotterranea della proposta. N. 9

F.A. pag. 139, n. 20
75
1.4.3
ParcheggiError!
Bookmark not
defined.







All'interno della questione generale dei trasporti va imponendosi da tempo il
problema della riorganizzazione della mobilit nelle aree urbane e in particolar
modo delle aree per la sosta. La discussione che, in modo schematico, vede
schierati da un lato gli ambientalisti che sognano la citt senza traffico e dall'altro
gli strenui sostenitori del mezzo privato, risulta sterile, mentre pare oggi pi
conveniente cercare un compromesso tra le varie soluzioni. Si tratta da un lato di
riconoscere la necessit del mezzo privato e dall'altro di limitarne l'uso a
determinate condizioni.
Vanno allora definite le soluzioni che meglio si adattano agli spazi di sosta.
La realizzazione di un parcheggio in sotterraneo implica generalmente una
elevata disponibilit di risorse perch gli oneri per la costruzione sono notevoli.
Ne conseguono per risultati funzionali ed estetici estremamente interessanti
perch, oltre a nascondere alla vista una gran concentrazione di autoveicoli,
possono essere recuperati, attraverso la sistemazione paesaggistica dei piani di
copertura, nuovi spazi urbani.
Le costruzioni sinora prodotte sono tuttavia state realizzate con scarso impegno:
si tratta generalmente di luoghi bui, solitari e labirintici, senza alcuna pretesa
formale o di miglioramento dello stato di fatto. Invece il parcheggio, soprattutto
se sotterraneo, non deve essere considerato uno spazio perduto, un contenitore
privo di qualit all'esterno e all'interno, ma un luogo utile e oggi inscindibile dal
concetto di citt. In effetti pu apparire superfluo arricchire uno spazio adibito a
deposito, in cui l'utente non sosta pi di cinque minuti, ma la qualit dello spazio
deve essere un elemento fondamentale per l'accettazione di un'architettura
particolare come quella ipogea. Pu allora risultare interessante affiancare alla
funzione di parcheggio altre attivit, in modo da rendere giustificata una spesa
maggiore.

41
G. Rodari, Grammatica della fantasia, Torino, 1973
"Milano invasa dalle automobili. Il sindaco offre un premio, e la propria
figlia in sposa, a chi suggerir un rimedio. Si presenta un giovane pifferaio,
di quelli che girano Milano sotto Natale con la zampogna: liberer la citt se
in cambio il sindaco promette che le maggiori piazze cittadine saranno
riservate ai bambini per i loro giochi. Si fa il patto. Il pifferaio attacca la sua
cantilena. Da ogni angolo, rione, quartiere le macchine accorrono al suo
seguito. Egli si dirige verso i Navigli per buttarle nei canali. Succede una
mezza insurrezione degli automobilisti. Il pifferaio si convince, cambia
strada, si dirige sotto terra. Le macchine potranno circolare e sostare la sotto,
lasciando le strade di superficie e le piazze ai bambini, agli impiegati di
banca, ai fruttivendoli, ...e tutti, sul suolo e nel sottosuolo vissero felici e
contenti"
41
.
76
Un esempio il parcheggio sotterraneo scavato nella montagna a Salisburgo, che
pu essere trasformato in un enorme rifugio antiatomico, oppure alcuni parcheggi
negli Stati Uniti che vengono settimanalmente trasformati in mercati. Ci che
importa sottolineare che una struttura adibita esclusivamente a parcheggio non
pu che risultare buia, solitaria e infida, ed un problema ricorrente anche per
altre strutture ipogee. Si sa che la delinquenza, il vandalismo, la droga trovano
proprio qui, in questa oscurit, uno spazio a loro congeniale. Si tratta di
aumentare l'afflusso e mantenerlo costante alle diverse ore del giorno affiancando
a questa altre attivit. del COCIS (Comitato Citt Sotterranea) la proposta dei
"parcheggi integrati", risposta al progetto del comune di Milano di realizzare
100.000 nuovi posti auto in grandi parcheggi sotterranei. I parcheggi integrati
sono strutture che non comprendono solo la funzione di parcheggio, ma anche un
sistema di servizi a interesse pubblico e di attrezzature commerciali. L'adozione
di questa tipologia consente di rendere pi efficiente e confortevole l'operazione
della sosta e del passaggio dal mezzo privato al mezzo pubblico, integrandolo
con altre attivit come lo shopping e la ricreazione. Un esempio di questa
integrazione si trova a Ginevra. La piazza davanti alla stazione ferroviaria, Place
Cornavin, stata oggetto di una risistemazione (1972-1976) che ha coinvolto il
sottosuolo, nell'obbiettivo di creare un organismo in grado di risolvere, sia dal
punto di vista funzionale che da quello formale, il nodo di interscambio tra il
sistema ferroviario e il traffico cittadino, pubblico e privato. stato creato, al
primo livello interrato sotto la piazza, un centro commerciale in diretto contatto
con la stazione ferroviaria, con il capolinea di molte linee di trasporto
automobilistico pubblico e con il parcheggio sotterraneo che si estende su tre
livelli sottostanti, per un totale di 800 posti auto. Si tratta dunque di un
parcheggio integrato, che favorisce l'interscambio tra mezzo privato, mezzo
pubblico e attivit commerciali.
77
Un esempio italiano di parcheggio ipogeo l'autorimessa del complesso
architettonico di C.so Vittorio Emanuele a Milano, realizzato dallo studio BBPR
[figura precedente].
Nei piani sotterranei erano gi presenti alcune strutture come il cinema
Mediolanum e il Pasquirolo, il complesso degli ambienti per lo Skorpion Club e
altri locali di servizio. L'auto parcheggio stato ricavato sotto il terreno libero
che il Comune aveva destinato a piazza e si sviluppa su sette livelli. Durante la
costruzione sono stati reperiti avanzi di muratura del periodo romano, attribuiti
alle terme di Diocleziano. Questi sono divenuti elementi scultorei che
caratterizzano lo spazio architettonico della piazza e rappresentano un
interessante spunto di riflessione sullo "scambio" avvenuto: l'opera d'arte
riesumata dalle tenebre, ora visibile al pubblico, e il deposito nascosto
sottoterra
42
.
Anche la presenza del verde pu aiutare a rendere pi accettabile l'"immersione"
nel terreno. Un esempio interessante il parcheggio in Bloomsbury Square, una

42
Lodovico B. Belgiojoso, Autoparcheggio sotterraneo del complesso architettonico di Corso Vittorio
Emanuele a Milano, in Parcheggi auto per le citt, Ed. L. Galletti & A. Izzo, Milano, 1986
N. 17

BBPR ,pag 21, 70 %
78
piazza nel pieno centro di Londra [figura successiva]. Si tratta di una strutture
cilindrica di 50 metri di diametro e profonda venti metri con 450 posti auto. Un
cilindro minore posto al centro contiene i servizi (di accesso, igienici, tecnici, ...).
Due rampe distribuiscono i veicolo all'interno, permettendo di distinguere il
traffico in uscita da quello in entrata.
La forma circolare, oltre ad essere la migliore dal punto di vista strutturale perch
si adatta in modo ottimale alla sollecitazione uniforme esterna, determina un
volume semplice, unitariamente comprensibile.
La struttura completamente interrata, e tutti i servizi e gli impianti tecnici con
essa, in modo da non alterare quell'atmosfera naturale che da tre secoli
caratterizza gli squares di Londra
43
.
Una diversa soluzione consiste invece nei piccoli parcheggi meccanizzati che
secondo la filosofia del "piccolo e diffuso" offrono un servizio capillare
soprattutto ai residenti nelle grandi citt. Il problema che generalmente affligge il
privato nasce soprattutto dalla scarsit dello spazio disponibile nelle aree di
propriet. A tale problema il parcheggio meccanizzato offre la soluzione pi
rispondente alle esigenze in quanto richiede l'utilizzo di uno spazio ridotto in
superficie e non ha un impatto significativo sul traffico "attratto", quindi non
peggiora l'ambiente circostante. Tuttavia questa soluzione presenta una serie di
inconvenienti tecnici e burocratici. L'adattamento alle esigenze specifiche e ai
vincoli del luogo richiede soluzioni flessibili e particolari, in genere pi onerose
rispetto a quelle standard. Il costo di un posto meccanizzato interrato oscilla tra i
20 e 100 milioni in funzione di vari parametri tecnici: dimensione del
parcheggio, metodologie di scavo possibili, localizzazioni del parcheggio, tipo

43
McClusey J im, Parking: a handbook of environmental design, London, Spin, 1987
N. 74

BCA 725.3 MCC, pag 115
79
del terreno, ...Inoltre, soprattutto quando il privato un condomino, la
legislazione vigente lascia tanti problemi aperti ai quali, considerando anche le
lunghe e incerte tempistiche procedurali, bisogna aggiungere quelle decisionali
fra condomini
44
.

44
R. Pescorama, Parcheggio meccanizzato, piccolo e diffuso, COCIS, 1993, n 1, anno 2, pp 20-23
N. 92

Cocis,A.2, n.1,pag 23, 120%
Il pozzo circolare di un'autosilo a 4 piani ricavato nel cortile interno di un caseggiato. N. 92

Cocis, A.2, n.1, pag20, 70%
80
1.4.4 Volumi per la protezione civileError! Bookmark not defined.

La creazione di spazi e volumi per la protezione civile occupa, per la sua stessa
natura, un posto di rilievo nel campo dell'utilizzo del sottosuolo, confermato
dall'alto numero di bunker antiatomici esistenti un po' ovunque.
L'immersione di uno spazio nel terreno da un lato serve a nasconderlo e a
evitarne la precisa localizzazione, dall'altro la terra un materiale molto
protettivo: la plasticit del terreno attutisce le forze d'urto e la sua composizione
ne fa un ottimo isolante anche di fronte alle radiazioni atomiche.
Le tecnologie applicate nella realizzazione dei rifugi riprendono quelle gi
sperimentate per la costruzione di bunker e linee fortificate sotterranee.
L'esempio pi celebre e notevole di queste strutture la Linea Maginot [tavola
7], struttura difensiva che a detta dei francesi avrebbe impedito ogni tentativo
bellico tedesco nel Paese. La linea si sviluppava lungo il confine franco-tedesco,
dalla Svizzera al Lussemburgo, per un totale di 400 chilometri. Era costruita in
gran parte nel sottosuolo: le opere collegate da gallerie sotterranee che le
rendevano intercomunicanti, comprendevano tutti i servizi e gli impianti,
anch'essi sotterranei. Vi erano centrali elettriche, telefoniche e telegrafiche,
magazzini per munizioni, viveri, depositi per l'acqua, sistemi di compressori che
elevavano la pressione interna oltre quella atmosferica per evitare la penetrazione
di gas asfissianti. Purtroppo risult una vana fatica
45
.
Molte delle opere realizzate nell'ultimo conflitto mondiale sono state progettate
secondo il principio della flessibilit, prevedendo una futura riconversione
funzionale degli spazi per altre attivit, come parcheggi, magazzini, luoghi di
svago e per lo sport.
Una politica lungimirante in questo senso quella adottata durante la seconda
guerra mondiale a Londra, quando fu scavato un sistema di tunnel come rifugio
antiaereo, studiandone il percorso in funzione di un ipotetico sviluppo futuro per
la metropolitana.
Sempre a Londra sono stati costruiti sette immensi rifugi antiaerei destinati a
ospitare strutture governative o militari, da allora praticamente inutilizzati.
Recentemente gli Archivi della Sicurezza, proprietario di uno di questi bunker,
ex quartiere di Heisenhower, e che non hanno mai trovato il modo di utilizzarne
gli enormi spazi, hanno deciso di affittarli per alleggerire le enormi spese di
manutenzione. Forti della loro specializzazione stata suggerita come possibile
utilizzazione, per la stabilit della temperatura e per la facilit con la quale
l'atmosfera pu essere mantenuta a basso tasso di umidit e praticamente priva di

45
Keith Mallory, Arvid Ottar, Architecture of agression, London, Architectural Press, 1981
81
polveri o altre impurit, ad archivio cartaceo o, meglio ancora, di banche dati
elettroniche.
Attualmente la Finlandia risulta essere forse la nazione pi avanzata nella
realizzazione di tali strutture. Durante il periodo postbellico furono costruiti in
questo paese numerosi rifugi antiaerei sotterranei e successivamente stata presa
in considerazione la possibilit di utilizzare tali spazi anche in tempo di pace. Al
febbraio 1980 questi rifugi erano in grado di ospitare circa due milioni di
persone, oltre il 40 % dell'intera popolazione.
Tra i vari esempi di questo paese possono essere citati un volume a Mikkeli,
scavato nella roccia che dal 1971 viene utilizzato come piscina; a Tampere
stato ultimato un rifugio che accoglie una palestra ginnica e sale per il tiro con
l'arco. Nel centro della citt di Espoo, nei pressi della stazione ferroviaria, stato
costruito un rifugio antiaereo su due livelli per un totale di 8.000 mq; in tempo di
pace vi trovano posto sale per attivit sportive e ricreative, sale per l'esercizio
musicale e un teatro di 250 posti. In Turku, il rifugio per la protezione civile
Varrisuo contiene addirittura due campi da hockey su ghiaccio regolamentari e
una pista da pattinaggio lunga 223 metri [figura sottostante].

In Cina esiste una vasta rete di gallerie (sotto le principali citt) che collega
numerosi rifugi antiatomici adibiti, in tempo di pace, a centri commerciali e
ristoranti; questa rete, che risale ai tempi della guerra fredda con l'Unione
N. 52

The rock engineer alternative, pag 116
82
Sovietica, dotata di parecchi ingressi chiusi da portelloni automatici e pu
quindi trasformarsi rapidamente in uno spazio protetto
46
.



46
F. Avanza, op. cit.
83










Vista d`insieme di uno dei complessi intercollegati. N. 70


TAVOLA 7. Linea Maginot, 1930-37
Alcune immagini degli spazi ipogei. N. 70


pag 102, 104
84
1.4.5 I grandi ambientiError! Bookmark not defined.

La carenza di spazio e di servizi che contraddistingue la citt moderna spesso
causa di degrado ambientale del tessuto urbano. Il sottosuolo, in questo caso,
costituisce una risorsa estremamente importante per l'inserimento di strutture
anche di notevoli dimensioni che consentano di mantenere la superficie libera per
altri scopi, primo fra tutti la possibilit di creare ampie zone di verde. Questo tipo
di intervento pu essere previsto sia nei centri storici, ove la superficie risulta gi
satura di preesistenze, che nelle aree periferiche, contraddistinte dalla carenza
cronica di aree a verde e di servizi.
In Giappone, dove vi sono le citt con le pi alte densit demografiche e di
edificato, si sta pensando addirittura a
intere citt sotterranee e alcune
corporation hanno gi prodotto dei
progetti completi. Per esempio Alice
City [figura a lato], della Taisei
Corporation, prevede un sistema di
centri sotterranei intercollegati sul
territorio. In superficie mini parchi
lussureggianti pompano aria pura verso
il sottosuolo dove, a 50-100 metri di
profondit, alloggiano e lavorano
600.000 persone. Gli abitanti possono
passeggiare in magnifici boulevards
vietati alle auto, o lungo pittoreschi
ruscelli. I raggi del sole piovono da
immense cupole trasparenti
47
.
Per ora si tratta di utopie, ma i presupposti per la traduzione in realt non sono
tanto lontani. Inquinamento, sovrappopolazione, mancanza di fonti pulite e
alternative di energia, diminuzione delle risorse alimentari, necessit di ridurre lo
stress dovuto al rumore e tanti altri fattori di disturbo inducono a disegnare un
nuovo modello di citt che garantisca il benessere dei singoli e della collettivit.
Il modello di riferimento sembra essere sempre pi quello di uno spazio
confinato, chiuso, informatizzato e tecnologicamente avanzato. Su questo filone,
anche se con finalit e presupposti diversi, la Nasa si recentemente orientata
verso la realizzazione di moduli abitabili per ricerche scientifiche da installarsi
sulle stazioni spaziali.

47
Dell'Aglio Luigi, Tokio, l'urbanistica del 2000, L'Espresso, 19 dicembre, 1993
N. 45

L'espresso, 19 dic, 1993
85
Nella realt esistono esempi di interi complessi che si sviluppano in sotterraneo,
come shopping center, centri sociali, sportivi, ...che si realizzano come completi
e autosufficienti microsistemi isolati. Infatti i vantaggi del sotterraneo risultano
ancor pi invidiabili per le grandi volumetrie. Dal punto di vista economico, oltre
al ridotto valore dell'area, il costo di costruzione si avvantaggia delle economie di
scala e, a livello di climatizzazione, lo spazio protetto e termicamente stabile
facile da gestire perch la grande massa inerziale della roccia mitiga tutte le
variazioni igrotermiche. Infine, anche a livello psicologico si tratta di complessi
facilmente accettabili per la ricca tradizione di esempi dalle caratteristiche
anticipatrici: la maggior parte dei shopping center sono infatti dei grandi volumi
che, pur se costruiti in altezza, hanno un involucro che toglie la possibilit di
ogni contatto tra dentro e fuori e lo spazio interno governato in maniera
spiccatamente artificiale. E sono proprio questi spazi che danno l'idea del
principale handicapp che riguarda la progettazione dei grandi volumi: la
difficolt ad orientarsi e a riconoscere dei riferimenti col mondo esterno.
La sistemazione di questi spazi in sotterraneo presenta una grande tradizione. Il
Grand Central Terminal Complex a New York, realizzato tra il 1903 e il 1913,
un esempio di sistemazione degli spazi su vari livelli, con accesso diretto da parte
dei mezzi di comunicazione. A partire dal 1931 stato realizzato il Rockfeller
Center, che utilizza il sottosuolo per il collegamento dei diversi edifici, sul quale
si aprono boutique e ristoranti.
Vent'anni pi tardi la volta del
piano di rinnovamento di
Philadelphia che utilizza la
possibilit del sottosuolo per
interrare la circolazione, i
parcheggi e i servizi in genere in
tutto il centro cittadino, tuttavia
realizzato solo in piccola parte.
Esempi davvero spettacolari si
trovano poi in Canada soprattutto
sotto le citt di Montreal e
Toronto. Si tratta di spazi integrati
in cui convivono stazioni, spazi
commerciali e percorsi pedonali.
La ragione alla base di questi
complessi essenzialmente di
natura climatica, poich l'ambiente
N. 29

C.S., pag 199, 90%
86
chiuso ipogeo riesce in modo ottimale a proteggere dalla rigida temperatura
esterna che durante il lungo inverno raggiunge i trenta gradi sotto zero; ma
rispondono anche alle esigenze di creare percorsi alternativi alla superficie,
carica del traffico caotico.
Oggi questi spazi contengono i negozi pi rinomati e lussuosi della citt, segno
della accettazione mentale della dimensione sotterranea.
Lo sviluppo dei percorsi sotterranei di Toronto [figura a lato] cominci gi
all'inizio del secolo quando la compagnia T. Eaton, la pi grande catena di
magazzini del Canada, colleg alcuni dei suoi edifici con tunnel. Da allora lo
sviluppo prosegu, ricevendo nel 1954 un notevole contributo con la costruzione
della metropolitana, il che ha dato la possibilit di creare un sistema integrato e
continuo. Questo sviluppo lento e frammentario sull'arco di molti anni non ha
permesso di creare un sistema pianificato unitariamente e la comprensione dello
spazio non risulta sempre immediata. Tuttavia in una visione globale entrambi i
sistemi sottourbani presentano una positiva struttura gerarchica.
In Montreal per esempio [figura a lato] le diverse zone hanno caratteristiche
peculiari per cui quando ci si sposta lungo i
corridoi dall'uno all'altro polo viene garantito
un senso di partenza e di arrivo rafforzato
dalla ricorrente presenza di un atrio centrale o
di un tema figurativo specifico
48
. Questa Ville
Soutterrain, ideata da Pei nel 1957, accoglie
ogni giorno mezzo milione di canadesi anche
se fuori ci sono trenta gradi sotto zero.
Volendo si potrebbe anche non uscirne mai:
contiene addirittura due stazioni ferroviarie,
due terminal di autopullmann, dieci stazioni
del metr, sette grandi alberghi, tre universit,
trenta sale cinematografiche, duecento
ristoranti, quarantacinque banche, cinque
teatri, mostre permanenti, tre grandi magazzini
e ben mille e seicento negozi.
Una grande opera che invece stata progettata unitariamente il Forum di Les
Halles realizzato a Parigi tra il 1976 e il 1983 [tavole 8-9]. Questo rappresenta
uno dei maggiori esempi di utilizzo del sottosuolo in aree urbane, in quanto ne
presenta quasi tutte le caratteristiche: mantenimento della superficie libera a
verde, un sistema di viabilit e di parcheggi, un interscambio con trasporti

48
R. Carmody, J . Stirling, op. cit.
N. 29

C.S. pag 80
87
pubblici e un centro polifunzionale con diversi servizi (commerciali, ricreativi,
sportivi, culturali).
La caratteristica principale di questo intervento quella di utilizzare il sottosuolo
come strumento per la riqualificazione e la valorizzazione di un'area urbana in
senso non solo funzionale, ma anche formale, culturale e sociale. Il complesso di
Les Halles, situato nel cuore della Rive Droite tra il Louvre e il Marais,
realizzato sull'area dell'ex mercato alimentare. Infatti l'insufficienza delle
superfici disponibili, la congestione della circolazione, i problemi di igiene e di
funzionamento di mercato, rispetto alla crescita demografica di Parigi, ne hanno
reso necessario il trasferimento. Agli inizi degli anni '70 si assisteva al declino
della Rive Droite, un declino soprattutto commerciale, oltre che culturale e
sociale, a vantaggio della Rive Gauche. Era perci necessario riqualificare questa
parte della citt per riconferirle l'importanza che rivestiva un tempo. La
realizzazione della stazione della RER (Rseau Express Rgional) e della
metropolitana, insieme al trasferimento dei padiglioni del baltard, stato
l'elemento propulsivo nella definizione dell'intervento. Questo polo di
interscambio ha reso possibile un rapido e facile accesso al centro di Parigi a un
numero considerevole di abitanti. La realizzazione di una grande area chiusa al
traffico ha inoltre permesso la circolazione pedonale in un quartiere in cui si
stavano sviluppando attivit culturali e legate al tempo libero: era quindi
necessario collegare il livello della stazione (-18 m) con tutta la rete di percorsi di
superficie, e inserire nell'area una serie di servizi quali una biblioteca, un centro
commerciale, oltre a hotel, ristoranti, negozi. Si intendeva altres conservare il
patrimonio architettonico preesistente e non precludere la presenza di spazi verdi.
Il ricorso all'utilizzo del sottosuolo era dunque un presupposto fondamentale per
il soddisfacimento di queste necessit, apparentemente discordanti.
Il sistema di circolazione automobilistico sotterraneo un altro elemento molto
importante dell'intervento ed stato oggetto di un lungo dibattito. L'insieme delle
vie sotterranee risulta essere una proposta molto originale per un centro storico
europeo. Si tratta di un grande sistema giratorio realizzato nella parte ovest
dell'intervento; le radiali a senso unico, che lo legano alle grandi strade vicine,
N. 9

F. A. pag 142
88
hanno trasferito i percorsi in sotterraneo. Il sistema dei parcheggi, direttamente
legato alla circolazione sotterranea, costituito essenzialmente dai 1750 posti
auto dal Parc du Forum. Questa rete stradale viene percorsa da circa sette milioni
di veicoli all'anno che non ne costituiscono ancora la portata limite. Nelle
intenzioni degli ideatori del Forum di Les Halles sempre stato chiaro che il
commercio non era la sola componente. stata tenuta in considerazione fin
dall'inizio l'idea di inserire una serie di servizi che raggiungessero la scala della
citt e che potessero essere utilizzati da parte degli abitanti del quartiere. Da
queste premesse e grazie alla possibilit di utilizzare una vasta area sotterranea
collegata a quella del Forum nasceva il progetto dei servizi municipali del
settore St. Eustache-Bourse de Commerce. L'organismo sotterraneo, curato da
Paul Chemetov, realizzato nel 1985, si distribuisce su una superficie di circa
16000 mq sviluppandosi attorno a due poli principali: il primo a carattere
sportivo, principalmente destinato a rispondere alle necessit dei quartieri centrali
della Rive Droite e a quelle della popolazione studentesca, comprende una
piscina e una palestra. Il secondo raggruppa elementi di carattere culturale ed
costituito da un auditorium, dalla videoteca e dall'audioteca di Parigi e dalla sede
centrale dei Conservatori.
I due settori (Il Forum e gli spazi nei pressi della Bourse de Commerce) sono
estremamente differenti, sia per quello che riguarda il loro aspetto formale che
per le caratteristiche funzionali che presentano: si passa infatti da percorsi
pedonali stretti e bassi, con piccoli negozi su ambo i lati, a una vasta galleria
pedonale con alti pilastri e originali costoloni a sesto acuto in cemento armato,
che ricordano i contrafforti della gotica chiesa di St. Eustache, uno degli elementi
che pi caratterizzano l'aspetto di les Halles in superficie. Infine, la parte degli
spazi sotterranei in prossimit della Bourse de Commerce presenta alcuni
interessanti accorgimenti progettuali per ci che riguarda gli aspetti psicologici:
in particolare si richiama l'attenzione sulla presenza della vasta serra tropicale
sotterranea, illuminata zenitalmente di luce naturale, un elemento molto
importante sotto diversi aspetti. Si tratta infatti di un segno evidente che permette
l'immediato riconoscimento dell'esatta posizione in cui ci si trova e, inoltre, del
verde, importante elemento naturale che attenua l'esasperata tecnologizzazione
dell'ambiente ipogeo
49
.

Anche i centri sportivi hanno dimostrato interesse per lo spazio sotterraneo. Le
maggiori applicazioni si sono avute nei paesi scandinavi dove la natura rocciosa
del terreno rende estremamente economici sia lo scavo che la gestione, ma vi

49
F. Avanza et al., op. cit.
89
sono piscine e centri sportivi anche negli altri paesi europei. A Roma per
esempio la fermata del metr di piazza di Spagna ospita un gigantesco complesso
sportivo, con palestra, campi di squash, due piscine olimpiche. Generalmente
l'interramento dettato da ragioni climatiche come in Scandinavia, altre volte
deriva dalla mancanza di spazio, come nelle grandi citt.
Tra i vari esempi non pu essere non citata l'enorme cavit realizzata in Norvegia
per ospitare un campo da hokey su ghiaccio per le olimpiadi di quest'anno. Si
tratta della pi grande scavo mai realizzato per uso pubblico [tavola 10].
L'enorme caverna, lunga 90 metri, larga 60 metri e alta 24 metri, si trova sotto
una collina presso la citt di Gjvik e pu ospitare fino a 5300 persone.
l'impianto si inserisce in un pi vasto sistema sotterraneo, ove hanno sede una
piscina, una centrale telefonica e un rifugio bellico. La vastit dell'opera, che
risulta spettacolare per il visitatore, ha richiesto per la sua realizzazione soluzioni
particolari ed originali (gli scavi tradizionali non superano generalmente i 25
metri di larghezza). Determinante stato in questo senso l'utilizzo di un moderno
sistema di monitoraggio del terreno in profondit per ottimizzare l'attivit di
scavo e realizzare gli adeguati consolidamenti
50
.
Un altro esempio interessante una piscina in Finlandia interamente scavata
nella roccia. Qui la posizione interrata conseguita dalla volont di ridurre i costi
energetici di esecizio, generalamente molto alti per queste strutture, che sono
stati limitati al 50% rispetto alle soluzioni tradizionali [figura successiva].
Tuttavia, salvo casi eccezzionali dovuti a ragioni climatiche, la condizione
sotterranea risulta per questi spazi meno giustificabile dal punto di vista della
coerenza tra architettura e funzione. Lo sport nasce infatti come sfogo alla

50
Bhasin Rajinder, "Norway's olimpic cavern", in Civil Engineering, dec. 1992
Pianta e immagine della piscina sotterranea. N. A1


Nuovi spazi sotterranei, 4.5.'78, pag 15
90
routine della vita urbana e caotica e dovrebbe allora associarsi a spazi aperti e
naturali.
91





Sezione prospettica d`insieme. N. 29


C.S. pag 317
TAVOLA 8. Forum Les Halles, C. Vasconi, G. Pencreach e P. Chemetov, Parigi 1976-85
Sezione completa. N. 79


Nic. fig. 70
92



TAVOLA 9. Forum Les Halles, C. Vasconi, G. Pencreach e P. Chemetov, Parigi 1976-85
Il percorso interno del
patio.N.79


Nic fig 66 50 %
Il patio interno. N. 79


Nic. fig. 67, 50 %
Interno. La galleria pedonale caratterizzata da alti pilastri e originali
costoloni a sesto acuto che ricordano i contrafforti della chiesa gotica di St.
Eustache alla superficie. N. 9

F.A. pag 142, tav 24








TAVOLA 10. Stadio olimpico, Fortifikasjon Arkitecten, 1992-93, Gjvic, Norvegia
Sezione longitudinale. N.16

75%
Sezione trasversale. N. 16

75%
Prospettiva generale. N. 16

75 %
94
1.4.6 Ambienti di lavoroError! Bookmark not defined.

L'alto livello di artificialit raggiunto in alcuni ambienti di lavoro, come l'ultima
generazione di uffici delle metropoli americane, dove la totale asetticit
dell'involucro esterno rende quasi indifferente il contesto circostante, pu essere
un valido prologo a uno sviluppo di questi spazi in sotterraneo.
Secondo gli psicologi comportamentisti americani, l'uomo in gran parte il
prodotto degli stimoli che riceve dall'esterno e, definendo con sufficiente
precisione l'ambiente, si possono prevedere le azioni dell'individuo. quindi
possibile dirigere l'uomo verso comportamenti predeterminati agendo
sull'ambiente che lo circonda. Negli uffici americani ogni aspetto dell'ambiente
ha motivazioni psicologiche, oltre che funzionali: i bassi pannelli che circondano
i posti di lavoro servono a conferire un piccolo territorio a ogni impiegato e
quindi ad aumentare la sicurezza e la fiducia in s; i mobili antichi che spesso
arredano gli uffici dei dirigenti hanno una funzione terapeutica, in quanto
infondono un senso di tranquillit e di sicurezza; le distanze superiori a due metri
e sessanta centimetri servono a far diminuire il senso di familiarit e ad
aumentare il proprio potere nei confronti dell'interlocutore, mentre i percorsi
colorati e vivaci servono a ricaricare e a stimolare gli impiegati che si
allontanano dalle scrivanie
51
. La percezione da parte dei lavoratori di trovarsi
sotto la superficie sicuramente un altro imput informativo dall'esterno che
influisce sul comportamento. La questione da porre ai teorici comportamentisti
se sia pi utile alla produttivit la posizione alta in un grattacielo, da cui deriva
una percezione di dominio, o una posizione ritirata, nascosta, in cui prevalgono i
caratteri di serenit e di intimit. La risposta non pu essere assoluta.
Sicuramente hanno una grande importanza il tipo di attivit svolte e i fini di una
data impresa: la scelta ottimale scaturisce da un progetto che sappia legare con
coerenza spazio e azione.
Una delle realizzazioni pi celebri e affascinanti nel campo dell'utilizzo del
sottosuolo per strutture produttive il complesso della Great Midwest
Corporation Underground, a Kansas City, soprannominata Subterropolis tanto
grande il suo sviluppo [tavola 11]. In questo complesso scavato in una montagna
trovano infatti posto industrie, uffici, laboratori, magazzini, vie di collegamento
pedonale e automobilistico. Attualmente gli spazi sotterranei occupano una
superficie di circa 13.000.000 mq, dislocati in 13 aree, ognuna con un diverso
proprietario e un totale di circa 2000 persone che lavorano nel sottosuolo. In
origine lo scavo di volumi interni, iniziato nel 1940, aveva lo scopo di estrarre

51
Piera Scuri, Gli ambienti artificiali, Le Scienze, 1988, n 241, settembre, pp 86-93
95
pietra calcarea da costruzione e con l'esaurirsi dello strato di minerale le cavit
sono state man mano convertite per accogliere strutture funzionali, secondo una
pratica diffusa oltre che negli Stati Uniti in Scandinavia. I vantaggi che offre uno
spazio di questo genere sono molteplici: innanzitutto i bassi costi di costruzione,
in quanto la struttura portante gi stata scavata per l'estrazione della pietra; in
secondo luogo il completo isolamento garantisce la massima sicurezza per le
attrezzature interne come l'assenza di vibrazioni e la costanza dei parametri
igrotermici (ci ha consentito tra l'altro la collocazione di una officina per la
produzione di strumenti di precisione).
Questo complesso, per la sua natura completamente sotterranea, presenta inoltre
interessanti spunti per quanto riguarda gli aspetti psicologici. Dall'esterno l'unica
testimonianza offerta dagli ingressi posti alla base della montagna entro cui
scavata la miniera, permettendo cos l'ingresso orizzontale alle automobili e ai
treni. Questi sono molto evidenti, ben illuminati, con precise indicazioni grafiche
anche se messi a confronto con le dimensioni interne risultano ancora molto
piccoli. All'interno non vi in alcun modo il tentativo di mistificare l'assenza di
una forma propria di un edificio convenzionale, facendo per esempio sembrare
l'ingresso parte di una facciata tradizionale, in realt inesistente.
Il contrasto tra la luce dell'esterno e l'oscurit dell'interno, la monotonia delle
strade sotterranee, il loro aspetto labirintico, sono le cause principali di disagio
psicologico, anche se l'ingresso orizzontale evita l'instaurarsi di paure sulla
difficolt ad uscire. In generale, molte difficolt psicologiche sono alleviate
dall'originalit della collocazione.
La progettazione degli interni stata particolarmente accurata nel tentativo di
creare ambienti differenziati e stimolanti: spesso sono state lasciate a vista le
originali superfici rocciose, dipinte di bianco per supplire in qualche modo alla
mancanza di luce; molte pareti divisorie sono vetrate in modo da non creare spazi
angusti e variare le prospettive delle strade sotterranee; infine l'uso della
illuminazione artificiale stato studiato proprio con lo scopo di esaltare le
caratteristiche di unicit dello spazio e contrastare la monotonia prodotta
dall'isolamento con l'esterno.
Un esempio pi "sincero" nella scelta della localizzazione in sotterraneo il
Plant Science Building (palazzo delle scienze vegetali), dell'orto botanico di
New York, a Millbrook [tavole 12-13], che lega con coerenza la sua funzione alla
particolare collocazione. Una donazione fatta all'orto botanico di New York
permette di avviare un progetto sperimentale: un istituto per la ricerca sulle
piante, nel mezzo della natura, in un edificio "ecologico". Il programma prevede
2600 m
2
da destinarsi a uffici, laboratori e biblioteca. Nel '72, data di inizio del
96
progetto, non ancora avvenuto l'embargo del petrolio da parte del Medio
Oriente e la conseguente crisi energetica; tuttavia la ricerca della riduzione dei
consumi viene considerata necessaria, per coerenza alla finalit del progetto.
Particolare importanza data dalla presenza di Malcom Wells nello staff
progettuale. L'iter della progettazione molto approfondito sotto tutti gli aspetti e
mira a integrare in modo ottimale ambiente e struttura. Una attenta analisi del
sito, della topografia e della vegetazione presente mirata a trarre il massimo dei
vantaggi dal contesto, riducendo al minimo gli effetti deleteri su questo. Cos,
sulla vasta area di 2000 acri compresa nella donazione, viene scelta una
localizzazione periferica in una radura protetta contro i venti invernali da una
foresta e da un gruppo di dune.
Le ragioni ecologiche si riflettono nel progetto in due punti: la ricerca del
minimo consumo energetico e lo sfruttamento di energie pulite. Per il primo
punto vengono ridotte al minimo le dispersioni termiche e per questo l'edificio
viene interrato per 2/3 del suo volume. Le spesse pareti, realizzate in cemento e
muratura, sono ulteriormente isolate sull'esterno in modo da costituire un
serbatoio termico. Le pareti fuori terra rivolte verso Est, Ovest e Nord sono
protette da colline di terra addossate per cui in totale risultano tre quarti della
struttura a contatto con la terra. Su questi lati le superfici trasparenti ridotte sono
realizzate con doppi vetri e dotate di pannelli isolanti scorrevoli che durante la
notte riducono ulteriormente le dispersioni. Anche le aperture rivolte a Sud
posseggono questi schermi mobili e inoltre contro la radiazione solare eccessiva
vi sono aggetti che ostacolano l'irraggiamento diretto.
Nell'impegno di sfruttare le energie pulite, si utilizzano dei collettori che
raccolgono l'energia solare per il riscaldamento, mentre la refrigerazione dipende
dall'acqua di pozzo. I collettori caratterizzano formalmente l'esterno: una
successione di prismi che si compone in un enorme tetto a sheed adagiato sul
terreno. Questa struttura il fulcro della costruzione e si ripete con continuit in
sette elementi. Qui vi sono i collettori, posti sul lato pi inclinato, a 60, per
meglio sfruttare le radiazioni del sole invernale, mentre il lato opposto riflette le
radiazioni della volta celeste che il collettore non riceve direttamente. Sul colmo
vi una stretta fascia trasparente che illumina zenitalmente i locali sottostanti.
Anche questo sistema finestrato dotato di pannelli isolanti che ruotando vanno
perfettamente a sigillarsi sul vetro.
Se all'esterno la forma rigidamente legata a questa struttura a sheed lo spazio
sottostante si sviluppa con pi disinvoltura. Le diverse destinazioni d'uso dei
locali richiedono diverse esigenze illuminotecniche. Gli uffici sono disposti al
piano superiore per ricevere il massimo della luce, i laboratori e i magazzini sono
97
invece spazi bui al piano sottostante. Tuttavia aperture sul piano superiore creano
spazi a tutta altezza che danno luce ai percorsi al piano inferiore. Anche la
biblioteca sita al piano pi basso e riceve luce da un atrio ribassato sotto la
struttura a sheed
52
.
In Italia negli stessi anni, primi del '70, veniva realizzato l'ampliamento della
SMA [tavola 14] (ditta produttrice dei pi sofisticati apparecchi di segnalamento
marittimo ed aereo, tra cui radar) secondo il progetto di Pier Luigi Spadolini.
Anche qui il progetto riesce a far risaltare i caratteri positivi dell'ipogeo
sottolineando il legame tra l'architettura e il verde circostante, realizzando un
ambiente di lavoro confortevole. Spadolini si era trovato di fronte ad un difficile
problema: costruire una fabbrica di 22.000 mc in un ambiente delicatissimo come
la collina di Marignolle a Sud di Firenze. L'idea fu quella di trasformare la
fabbrica in un giardino all'italiana, che costituisce la continuazione dell'esistente
giardino della villa, dove sarebbero rimasti gli uffici direzionali della SMA. I
laboratori di ricerca sono stati incassati nel terreno e prendono luce attraverso
fasce continue alte un metro, che girano attorno alla costruzione, sia all'esterno
che sul giardino interno. Il lavorare con il terreno alla quota del davanzale delle
finestre assai gradevole, perch l'occhio, che asseconda il lavoro dei
disegnatori, calcolatori e sperimentatori, trova nella linea orizzontale, guardando
fuori, un punto fermo di riposo e nello stesso tempo questo fatto aumenta la
possibilit di concentrazione, stabilendo una netta differenza fra interno ed
esterno.
Per illuminare le sottostanti officine, Spadolini ha creato, al centro del giardino
all'italiana, una serie di lucernari continui che accompagnano i piani inclinati a
prato, i quali convergono verso la terrazza centrale. Questi gradoni
alternativamente di vetro ed erba, sono il fulcro compositivo del complesso e
danno luogo ad un'ottima illuminazione interna, per cui lavorando nelle officine
non si ha affatto l'impressione di lavorare sottoterra
53
.
Gli uffici giudiziari ad Alba [tavole 15-16], opera degli architetti torinesi A.
Isola, R. Gabetti, G. Varaldo, realizzati pi recentemente nel 1982, riprendono i
temi dell'architettura ipogea per le sue specifiche valenze naturali. Non si vuole
qui ricercare un legame tra forma e funzione, ma sicuramente il carattere naturale
della costruzione giova all'immagine del complesso. Ancor pi che nel centro
residenziale Olivetti, le facciate si nascondono all'occhio dello spettatore esterno,
che non vede altro che artificiali gradoni di verde e alberi. L'architettura si
dispiega solamente all'interno. La corte allungata permette alla luce di entrare nei

52
D. Morton, The solar underground, Progressive Architecture, 1979, aprile, pp 124-127
53
Koenig Giovanni Klaus, "Immersi nel terreno", Ottagono, n. 74, set., 1984, pp 18-23
98
vani che qui si affacciano. I percorsi a spina di pesce, pur se aperti in questa corte
verde, appaiono come sotterranei scoperchiati. Il verde, capace, come abbiamo
gi detto, di giustificare una collocazione limitata negli affacci, acquista qui una
valenza di protezione: dal terreno circostante, ai successivi terrazzamenti fino
all'ultimo solaio un manto che custodisce l'operato giudiziario
54
.
Anche quando la dimensione ipogea viene attuata in seguito a vincoli urbanistici
o ambientali piuttosto che seguendo una coerenza filologica, il risultato pu
essere notevole, a dimostrazione che il sottosuolo un materiale plasmabile, che
si adatta facilmente all'ispirazione e alla fantasia del progettista. Un esempio la
stazione per radio trasmissioni di Gustav Peichl (1976-1979) ad Aflenz,
Grassnitz, in Austria [tavole 17-18]. La stazione per trasmissioni via satellite
situata nella Stiria Superiore, nel versante di una montagna orientata a Sud. A
causa delle pressioni esercitate dalla popolazione locale, l'edificio non avrebbe
dovuto alterare l'ambiente naturale e la pendenza della montagna.
Gli elementi principali dell'intervento sono i crateri artificiali circolari (di 32
metri di diametro, pari alla dimensione dello specchio dell'antenna) che ospitano
l'antenna parabolica e l'edificio di controllo centrale. I locali degli uffici, quelli
del personale e dei visitatori si affacciano a Sud sfruttando la pendenza del sito e
hanno un carattere spazioso e luminoso. I locali di controllo sono separati e
hanno invece un carattere riservato: sono disposti attorno al secondo cratere che
fa da corte interna per l'illuminazione naturale. I locali tecnici sono scavati nella
montagna, mentre l'edificio che ospita gli alloggi del personale, anch'esso rivolto
a Sud, quasi interamente emergente dal terreno e solo il tetto coperto da un
tappeto erboso. In questo modo non stato alterato il profilo della montagna e
l'intero volume stato facilmente mimetizzato nell'ambiente circostante fatta
eccezione, come ovvio, per l'antenna
55
.
Un secondo progetto che mostra numerose analogie con il caso appena descritto
costituito dalla torre per telecomunicazioni progettata da Norman Foster a
Barcellona, in occasione delle recenti Olimpiadi [tavola 19]. La collina che la
ospita non solo sovrasta Barcellona ed visibile da ogni punto della citt, ma
anche parco nazionale. Il vincolo che ne deriva, unito all'eccezionalit della
posizione, ha costituito una sfida a realizzare una struttura che risultasse la pi
snella possibile, la meno stridente possibile col paesaggio, senza rinunciare al suo
ruolo di landmark, un segno forte nello skyline delle colline che circondano la
citt. Questo specifico problema e i numerosi temi tecnici (primo fra tutti la
convivenza nella stessa struttura di due enti televisivi e della compagnia

54
Zermagni Paolo, a cura di, "Gabetti e Isola", Bologna, Zanichelli, 1989.
55
F. Franco, Gustav Peichl. Opere e progetti 1952-1987, Electa, Milano, 1988
99
telefonica spagnola, ma anche altri legati alla manutenzione, alla prevenzione dal
vandalismo, all'azione del vento) hanno trovato soluzione unitaria nella
realizzazione di una struttura in acciaio, tecnologicamente molto sofisticata,
innestata in un nucleo di cemento armato. Anche in questo caso l'attenzione a
problemi ambientali e di impatto visivo ha portato alla collocazione nel
sottosuolo dei volumi di servizio delle emittenti e ha permesso all'antenna di
svettare libera, quasi irreale per l'apparente assenza dei volumi, normalmente
aggregati a questo tipo di impianti. L'alternativa a queste scelte progettuali - ha
detto lo stesso Norman Foster - era "una massa di cemento armato di 25 metri di
base, l'equivalente, se preferite, di una grande ciminiera in mattoni". Qualcosa
insomma che sarebbe risultato insopportabile per l'ambiente che doveva
accoglierla e che avrebbe tolto alla struttura dell'antenna la sua eccezionalit
formale e tecnologica
56
.
Questi due interventi costituiscono una prova del fatto che impianti puramente
tecnici non devono essere necessariamente un fattore di disturbo ambientale, ma
possono al contrario integrarsi con la natura e connotarsi di personali valenze
architettoniche. Molto interessante infatti il connubio che si realizza tra due
entit opposte, il cielo e la terra. In alto l'antenna che col suo volume slanciato
attua una funzione rappresentativa, oltre che rispondere a evidenti ragioni
tecniche, mentre il sottosuolo accoglie le funzioni produttive.
Un esempio con ragioni pi architettoniche che tecnologiche, dove la
progettazione del sottosuolo sfrutta con originalit le sue doti di spazio protetto e
sereno offerto dal centro conferenze Usinor-Sacilor [tavola 20], a Parigi,
progetto di concorso vinto dall'architetto Dominique Perrault.
Si trattava di creare un centro di incontri e di conferenze per una delle pi
importanti industrie francesi produttrici di acciaio. Nella propriet di Saint-
Germaine-en-Laye, dove Usinor-Sacilor aveva installato i suoi centri di ricerca,
c'era anche un castelletto di inizio secolo, intriso di stili differenti, interessante
eventualmente come dato storico. Il dibattito era se abbatterlo e costruire al suo
posto il centro conferenze o se invece riutilizzare lo stesso.
La scelta di Perrault chiara: salvare il castelletto e esaltare la sua eterogeneit
linguistica, con ironia, sospendendolo su un piano di cristallo circolare.
Innanzi tutto le fondazioni; quelle del vecchio villino vengono recuperate,
prolungate con strutture puntiformi. In seguito, il castello viene completamente
svuotato e nei suoi sotterranei ampliati trovano posto la sala conferenze, gli spazi
per la comunicazione, un ristorante e un auditorium da 200 posti. Il tutto 7 metri
sotto il suolo. Un soffitto integralmente di vetro, realizzato da Saint-Gobain,

56
S. C. Novati, In Austria e in Spagna paesaggio inalterato, COCIS, 1992, n 3, anno 1, pp 17-18
100
serve da copertura ai nuovi spazi e da piedistallo al castello. Le varie inclinazioni
del sole creano un'atmosfera irreale e, al calar della notte, tutto diviene come
sospeso su un disco di luce. Anche l'ingresso attraverso il ponte, dal quale il
piano vetrato diviene uno specchio d'acqua, molto suggestivo
57
.
Un altro tema ricorrente nelle strutture ipogee offerto dal riutilizzo funzionale
di cantine e seminterrati che, pur scomodi, hanno acquistato in certi casi un alto
valore in considerazione della posizione favorevole all'interno della citt.
Potenzialmente funzionali per studi e uffici si tratta di adattarli alle nuove
esigenze di comfort.
Un esempio particolarmente interessante la riprogettazione dei due piani
inferiori di una casa georgiana In Goodge Place, nel centro di Londra,
realizzata dagli architetti Pankaj Patel e Andrew Taylor, per uno studio tecnico
[tavola 21].
Lo sviluppo in pianta dei due piani un rettangolo stretto di circa 13 per 5 metri,
e l'unico affaccio possibile al piano superiore sul lato minore affacciantesi sulla
strada.
La progettazione stata sviluppata sin nei minimi particolari, sfruttando ogni
spunto progettuale, forme, luci, colori e inserendo anche l'arredo nell'armonia del
complesso.
Lo spazio principale la lungo sala, che funge da reception ma anche da saletta
riunioni, modellata con diversi espedienti. La parete di destra con la sua lieve
curvatura accompagna il visitatore verso l'interno ed scolpita in modo da
contenere ripiani e nicchie. La parete verso la strada, esclusa la porta, un
semplice foglio di vetro modulato dalle regolari lamelle di una veneziana in
alluminio che dirige la luce in profondit.
Sulla sinistra la parete georgiana stata pulita e i mattoni si mostrano con
semplicit, sporgendo o ritraendosi, seguendo le esigenze funzionali dei pilastri e
dei camini.
In fondo lo spazio termina con una parete, dietro cui vi ancora un piccolo vano
destinato ad ufficio tecnico, modulata secondo una linea curva che da un
confortevole senso di completezza.
A met del lato destro, dallo spigolo del pavimento in legno, si collega
direttamente la rampa che porta al piano inferiore, senza alcuna balaustra. La
discesa accompagnata dalla parete di fondo color vermiglio che collega i due
livelli. Dal basso possibile vedere la elegante struttura della scala, due travi
metalliche smaltate di bianco sulle cui pieghe a gomito si adagiano i listelli di
legno che realizzano gli scalini. Anche cui lo spazio principale, lo studio di

57
Mandrelli O. Doriana, "Luci della citt", l'Arca, n. 60, mag., 1992, pp. 20-23
101
disegno, stretto e lungo ma reso piacevole e intimo dal soffitto curvo. Questo
realizzato semplicemente con pannelli plastici che partendo da met parete per
congiungersi col solaio, contraddicono la normale gestione dei piani verticali ed
orizzontali per dare invece un carattere organico all'insieme. La giunzione tra la
curva e la parete si innesta sulle tracce dei camini georgiani che divengono cavit
per contenere libri e strumenti da disegno.
Tutti questi particolari risultano cos riempire e caratterizzare lo spazio e i giochi
di luce e ombra che i diversi rilievi realizzano sulle superfici tolgono ogni
impressione di costrizione che un ambiente cos angusto facilmente richiama
58
.


58
D. P., Volume control, Architectural Review, n. 1162, december 1993
102

TAVOLA 11. Subterropolis, Great Midwest Corporation, 1960 -, Kansas City
Piano di sviluppo della cava. N. 29


C.S. pag 110
L'utilizzazione come deposito. N. 29


C.S. pag 35 80%
L'entrata ad alcuni uffici. Le bandiere colorate offrono una
nota di colore e movimento. N. 29


C.S. pag 231 80%
L'allineamento dei pilastri. N. 29


C.S. pag 110
L'escavazione del calcare. N. 29

C.S. pag 34
103

Pianta livello inferiore. N 77


pag 124
TAVOLA 12. Plant Science Building, M. Wells, 1972-75, Millbrook, NY
Planimetria. N. 77


P.A. 4/79 pag 124 160 %
Pianta livello principale. N. 77


pag 124
Scorcio generale. N. 77


pag 125
104

Immagine di una sala interna. N. 77


pag 127 70%
TAVOLA 13. Plant Science Building, M. Wells, 1972-75, Millbrook, NY
Sezione della copertura. 1 Collettore solare.
2 Finestra con pannello girevole isolante. 3
Pannelli riflettenti. 4 Struttura in
legno=rigenerabile. 5 Finestra piccola con
doppi vetri e pannelli scorrevoli isolanti. 6
Aggetto contro il diretto irraggiamento
estivo. 7 Speciale terriccio anti
disidratazione. 8 Parete di cemento e
muratura con grande massa termica. 9
Isolamento esterno. N. 77


P.A. pag 125
Vista interna di un corridoio. N. 77


P.A. pag 127
105
TAVOLA 14. Ampliamento della SMA, P.L. Spadolini, Marignolle, FI
Vedute degli esterni. N. 63


Ottagono, n. 74, pag 22, 90 %
106

TAVOLA 15. Uffici Giudiziari, Gabetti, Isola, Varaldo, 1982, Alba
Schizzo di studio. N. 120


Zanichelli, pag 155
Vista d'insieme. N. 120


Zanichelli pag 159, 70%
107


Sezione tipica. N. 35


Electa, pag 134
Sezioni e prospetti trasversali. N. 35


Electa, pag 133
TAVOLA 16. Uffici Giudiziari, Gabetti, Isola, Varaldo, 1982, Alba
108

TAVOLA 17. Stazione per radiotrasmissioni, G.Peichl, 1976-79, Aflenz, Austria.
Veduta dell'insieme. N. 48
109
La distribuzione funzionale degli spazi. N. 47

TAVOLA 18. Stazione per radiotrasmissioni, G.Peichl, 1976-79, Aflenz, Austria
Spaccato del complesso. N. 47




P/A, 3/84, pag ? III
Immagini dell'interno. N. 48


F.F. pag 33
110


TAVOLA 19. Torre per telecomunicazioni. N. Foster, 1991, Barcellona
Immagine della torre con sezione dei locali sotterranei. N.80













Cocis, A1, n. 3, pag 18
111


Il gioco creato dalla luce attraverso la struttura vetrata. N.72


pag 23 50%
La passerella metallica che attraversa il
disco vetrato. N.72

pag 22
Il castello sospeso sul lago di cristallo. N.72


pag 22
Pianta livello sotterraneo. Le varie funzioni si
articolano in forma concentrica attorno al
vecchio edificio. N.72


l'Arca n 60 pag 23 75%
TAVOLA 20. Centro conferenze Usinor-Sacilor, Dominique Perrault, 1990, Parigi
112

TAVOLA 21. Office, Patel & Taylor Architects, London, 1993
Immagine Piano terra Immagine piano interrato. N. 41


pag 51, 60% pag 51, 60%
La parete curva al piano terreno. N. 41

pag 50, 70%
Pianta piano terreno. N. 41

pag 50 A. Rev. n 1162







Pianta piano interrato

pag 50
Immagine della rampa. N. 41

pag 51
Assonometria. N. 41

pag 50
113
1.4.7 Spazi universitariError! Bookmark not defined.

Un argomento a parte si apre per gli spazi universitari dove, nonostante la
presenza di ambienti di lavoro, vi sono esigenze particolari e specifiche. Manca
innanzitutto la forte spinta alla produttivit e alla competitivit mentre sono pi
verosimili caratteri riflessivi, come la quiete, la concentrazione, l'ispirazione, ...
Diviene allora pi facile riconoscere una coerenza tra questi spazi e la
dimensione ipogea, tanto pi quando questa soluzione rende disponibili aree
verdi e grandi spazi liberi in superficie. interessante notare come questi
ambienti siano stati tra i primi a stimolare l'idea dell'ipogeo.
L'applicazione di principi che svincolano l'architettura da ragioni formali di auto
celebrazione e la conducono verso un pi razionale uso delle risorse, come l'uso
del sotterraneo, soprattutto negli spazi delle universit, sintomo del
riconoscimento di questa nuova dimensione.
Come viene spiegato in un articolo comparso su Progressive Architecture (PA
4/71) "vi era un tempo in cui i campus erano torri d'avorio immerse in parchi
lussureggianti. Poi con la crescita degli studenti (passati da 4,6 milioni nel 1965
a 7,4 in 5 anni) i colleges si sono trovati di fronte alla necessit di ampliare gli
spazi e in tempi brevi. Tuttavia, a differenza della parallela esplosione
demografica nelle metropoli, i campus, entit pi piccole e libere dalla
burocrazia governativa, hanno saputo rispondere in modo migliore a tali
problemi".
Pi di una universit ha disposto la locazione di nuovi spazi in sotterraneo.

Il campus di Cedar Falls [tavole 22-23], dell'Universit del Northern Iowa,
durante gli anni '60 si era sviluppato senza controllo sul terreno circostante
rendendo infine necessaria una regolamentazione. Quando si rese necessaria la
costruzione di un centro d'incontro e di servizi per gli studenti si pens ad un'area
verde al centro del campus che per la sua posizione rappresentava un polo sociale
naturale. Tuttavia l'edificazione di quest'area avrebbe eliminato una delle poche
aree verdi rimaste. Si opt quindi per una soluzione in sotterraneo.
Il programma, affidato agli architetti Hunter Rice e Engelbrecht, richiedeva uno
spazio di 5600 m
2
.
La struttura si sviluppa su tre livelli: due ambienti sotterranei e uno spazio aperto
in superficie. Alla superficie vi una piazza caratterizzata da quattro scatole di
cemento. Queste, disposte a croce, sono vetrate sul lato interno per cogliere la
luce e rifletterla verso il basso. Di notte invece il loro ruolo si inverte e
divengono lanterne che illuminano la piazza.
114
L'ingresso dei locali dato da ampie scalinate che evitano l'idea di spazio occluso
e permettono alla luce di scendere con esse.
Lo spazio interno si propone come un unico open space, mancando le partizioni
non solo a livello di piano ma anche tra i due piani. Il superiore infatti pi un
soppalco con ampie porzioni aperte sul piano sottostante.
La progettazione impegnata ad allacciare uno stretto legame tra esterno e
interno sia attraverso la luce, sia con la ripresa di motivi presenti alla superficie.
Cos infatti i quattro blocchi di superficie sono riconoscibili ai piani sottostanti
tramite i pilastri che li sorreggono
59
.

Qualche anno pi tardi si presenta alla Cornell University Campus [tavole 24-
25], a Itacha, una analoga situazione. necessario realizzare una grande libreria
nella zona centrale, facilmente accessibile, ma il campus saturo di costruzioni.
Una possibilit data da un'area verde ben localizzata, ma la sua edificazione
comporterebbe la perdita di uno prato, luogo d'incontro gi consolidato tra gli
studenti, oltre che della vista sul lago Cayuga, vanto dell'Universit. Anche qui la
soluzione ai problemi di tutela ambientale e di congestione dell'edificato, viene
fornita dalla utilizzazione del sottosuolo.
L'incarico affidato agli architetti Earl R. Flansburgh & Associates, Inc.
Nel progetto si riconosce subito la volont di celebrazione della natura e di
sottomissione ad essa. Cos, al contrario della costruzione precedente, non si ha
alcun trattamento architettonico della superficie, e l'edificio si insinua
semplicemente sotto una collina verde. La pianta deriva dalla volont di
preservare il profilo del sito e gli alberi centenari. Gli ingressi si realizzano con
continuit nei dislivelli del terreno, sono ampi per permettere l'entrata della luce e
rappresentano un elemento di continuit tra esterno e interno. Cos infatti i loro
muri controterra si protendono naturalmente nell'interno divenendo le pareti. La
pavimentazione di porfido presente all'esterno pure prosegue all'interno, lungo
quelle linee che definiscono le vie di passaggio tra i diversi reparti,
contrapponendosi alla restante pavimentazione a moquette. Il legame tra fuori e
dentro viene cos realizzato in maniera semplice, ma efficace, proponendo in
sostituzione alla passeggiata sul verde un parallelo sistema di percorsi all'interno.
Inoltre un atrio aperto sui due piani sotterranei aiuta a illuminare l'interno e a
definire un elemento fisso di orientamento aprendo inoltre la vista sulla
architettura circostante e sugli alberi.

59
Red. ,"The student underground", P.A. 4/71, pp 78-85
115
La semplicit d'impostazione si riflette anche sull'impiantistica: i corpi
illuminanti e i condotti d'areazione sono entrambi a vista
60
.

Nel 1973 anche la prestigiosa Harvard University necessita di un nuovo spazio
per una biblioteca, la Pusey Library [tavole 26-28]. Riconoscendo la ridotta
disponibilit di terreno, la scelta cade sul sotterraneo.
Come spiegano gli architetti Hugh Stabbins & Associates, in principio si pens a
un'opera completamente in sotterraneo per non limitare la vista sulla grandiosa
architettura circostante, ma pensando ai nuovi concetti proposti dal landscaping e
riconoscendo la possibilit di creare nuove interessanti viste sugli edifici esistenti
si pass a un progetto semi affiorante.
Questa biblioteca aggiunge 8100 m
2
di strutture alla Harvard College Library che
una suddivisione della Harvard University Library, la pi grande biblioteca del
mondo. A livello di planimetria il sito un prato verde al cui contorno vi sono
altre tre biblioteche, Widener, Hoghton e Lamont. Il progetto vuole essere uno
spazio di interconnessione tra queste unit oltre che un ampliamento delle stesse.
All'esterno la biblioteca si presenta come un terrapieno verde, sopraelevato di
pochi metri dal livello del terreno, cerchiato da lastre di pietra e contenente
percorsi, alberi e siepi. Questo tetto verde tagliato diagonalmente da un
sentiero, e dalle scalinate che lo riportano al piano, in modo da collegare i diversi
edifici. Le tre entrate principali sono posizionate in dipendenza delle biblioteche
esistenti.
Il primo piano interrato caratterizzato da un percorso diagonale che riprende il
parallelo alla superficie. La presenza di questo percorso, che apparentemente
spezza il rigore ortogonale dell'impianto, scelto qui per definire un legame tra
esterno e interno; inoltre, nell'intersezione tra diagonale e maglie ortogonali degli
ambienti, d adito alla presenza di anse triangolari che costituiscono gli spazi di
una galleria espositiva. La corrispondenza tra esterno e interno anche qui
favorita dalla presenza di un atrio centrale. Questo posto in asse con la facciata
curva della Houghton Library e oltre a inondare di luce naturale gli spazi interni
serve quale punto di riferimento.
L'impegno degli architetti ha interessato anche l'arredamento degli interni,
impostato su materiali naturali e pareti luminose. La pavimentazione in
moquette artificiale, la maggior parte delle pareti coperta da pannelli color
bianco ghiaccio non riflettenti e anche i pannelli acustici del soffitto sono dello
stesso colore. Gli infissi sono in noce.

60
Red., "The student underground", P.A. 4/71, pp 78-85
116
La luce naturale resa soffusa da tendaggi in canapa secondo un disegno di
intreccio geometrico. L'illuminazione artificiale affidata a lampade a scarica e
incandescenti. La luce delle prime resa pi calda da riflettori color oro, mentre
le seconde servono per lo pi a sottolineare oggetti interessanti come sculture,
quadri e piante.
I piani sottostanti non sono stati oggetto di uno studio compositivo particolare
perch sono adibiti ad archivio. Il secondo ancora lievemente illuminato
dall'atrio centrale, ma il terzo piano interrato, ridotto di dimensioni, totalmente
buio. Purtroppo questi ultimi piani risultano cos poco flessibili a cambiamenti di
destinazione d'uso che prevedano una presenza di utenti prolungata
61
.

Anche a una biblioteca di legge, che solitamente ha come immagine una
costruzione classica e imponente, viene data ubicazione nel sotterraneo, dove si
adatta con sorprendente naturalezza. Si tratta dell'ampliamento della biblioteca di
legge della University of Michigan. Lo spazio adiacente, se utilizzato per una
costruzione fuori terra, avrebbe comportato non solo la perdita di una piacevole
area verde, ma soprattutto della vista sull'edificio neogotico. Solo la soluzione
sotterranea permetteva qui il soddisfacimento dei presupposti di partenza.
Il progetto viene affidato a Gunnar Birkerts & Associates e l'edificio, 7200 m
2
su
tre livelli, completato nel 1991 con un costo complessivo inferiore al costo
previsto ($7.8 milioni contro i $9.5 milioni)[tavole 29-31].
All'esterno l'edificio si riconosce per un solco a V che corre lungo due lati del
quadrangolare edificio esistente e da un solco triangolare pi piccolo. Questi
elementi sono di dimensioni rilevanti, ma sono trattati con estrema semplicit
nell'impegno dell'architetto di minimizzare le modificazioni sulla situazione
originaria (pare voglia essere una scommessa dell'architetto con se stesso di
riuscire a fare una buona architettura senza l'uso di materia a vista, solo con lo
spazio scavato).
Vi un unico accesso principale che avviene dall'interno dell'edificio esistente:
una scalinata che discende dalla sala di lettura, scarsamente illuminata, situata al
piano terreno dell'edificio neogotico. La situazione oscura viene presto a mutare
perch la rampa passa a lato del solco vetrato. Questo passaggio permette, per la
luce che qui inonda, di presentare il carattere luminoso dell'ambiente, di vedere
chiaramente lo spazio all'aperto come elemento rassicurante e per orizzontarsi, e
infine mostra direttamente l'elemento tecnologico del solco. La discesa ai piani
successivi avviene invece da un'ampia scalinata che si sviluppa in modo

61
Schmertz F. Mildread, "In defence to its environment Pusey Library was built beneath Harvard Yard",
Architectural Record, September, 1976
117
simmetrico all'intersezione tra le due maniche; stupisce invece la mancanza di un
ascensore che colleghi il piano terreno ai piani sottostanti, impedendo cos
l'accesso ai disabili.
Il progetto dello spazio interno deriva strettamente dalla presenza del solco
trasparente. Di giorno la luce affluisce abbondante nell'interno mentre di notte il
flusso si inverte e l'illuminazione artificiale interna si manifesta come una linea
sul prato, mantenendo in vita anche nel buio gli elementi che testimoniano la
presenza dello spazio sottostante.
Il solco costituito da un lato riflettente e da un lato trasparente. Questa
combinazione permette la massima captazione di luce. Ma l'architetto ha voluto
aggiungere ancora un particolare: ai lati dei montanti delle vetrate vi sono degli
specchi che realizzano una lunga fila di "finestre" che catturano le cangianti
immagini del cielo, degli alberi e della gotica facciata dell'edificio madre. A detta
dell'architetto " ...si pensato a questi volubili ornamenti, forme simili a quelle
prodotte da un caleidoscopio, per incantare e distrarre le pragmatiche menti
impegnate nella lettura dei testi giuridici ....". Dal lato pratico questi montanti
riflettenti operano come deflettori per ridurre la percentuale di luce diretta e per
diffonderla in varie direzioni.
Nonostante il solco sia profondo solo un piano, la luce raggiunge anche i piani
sottostanti per la posizione arretrata di questi, che lasciano libero uno spazio a
tutta altezza sotto il lucernario. L'open space che si realizza caratterizzato da
una parete di fondo non verticale, ma inclinata. Lo scopo, oltre ad aiutare i raggi
del sole a scendere nei livelli pi bassi, di creare continuit tra interno e
esterno. Infatti, alla base, la parete inclinata si incontra senza interruzione con la
pavimentazione, mentre pi in alto, procede oltre la vetrata divenendo l'elemento
riflettente.
Di ugual importanza il pozzo triangolare che si trova all'opposto. Questo infatti,
pur se di minori dimensioni, offre una illuminazione alle zone pi lontane dal
solco vetrato, evitando cos il realizzarsi di elevate differenze nei livelli di
illuminamento da un lato all'altro dell'ambiente.
Ma a parte ogni considerazione sul successo formale, questa biblioteca
soprattutto operativa e soddisfa pienamente le esigenze degli studenti. A ogni
studente assegnato un settore dove vi sono a disposizione tavoli e anche piccoli
uffici dotati di sofisticati impianti informatici. Tuttavia molti studenti
preferiscono sedersi ai pi scomodi posti, previsti solo per una breve sosta per
consultazioni, al limite del piano, localizzati sull'open space sotto il solco
trasparente, per la luce e le immagini dell'esterno che qui si possono cogliere
62
.

62
Avanza Federica, op. cit.
118

Accanto a queste singole esperienze s'inserisce a Minneapolis una iniziativa
scientifica, promossa dalla Minnesota University, al cui interno opera
l'Underground Space Center quale emanazione del dipartimento di ingegneria
civile e mineraria. Lo scopo quello di analizzare le condizioni dell'habitat
sotterraneo in funzione di installazioni industriali e soprattutto del risparmio
energetico. Nel Minnesota infatti vi un clima particolarmente difficile, con
sbalzi di addirittura 54 C tra inverno ed estate e il consumo di energia per il
raffreddamento e il riscaldamento sistematicamente molto elevato.
Diretto da Ray Stirling, il centro allarga rapidamente i suoi interessi al campo
dell'architettura e della salvaguardia paesaggistica; dal 1976 pubblica il periodico
"Underground Space", e nel 1979 sintetizza le ricerche in un libro, Earth
Sheltered Housing Design, inteso come un manuale sugli aspetti tecnici, giuridici
e di metodo per una moderna architettura dell'ipogeo. Lo studio riflette un
metodo pragmatico, sottoposto a continue verifiche basate su varie realizzazioni.
A partire dagli anni '70 viene dato inizio a un programma che promuove quelle
costruzioni che per ragioni di disegno urbano, di difesa ambientale o di risparmio
energetico si insinuano nel terreno. la stessa universit a contribuire oltre che
scientificamente anche finanziariamente a diversi progetti.
Il primo esempio il Williamson Hall [tavole 32-34], progettato e realizzato tra
gli anni 1973-1977 dagli architetti Meyers e Bennet, che diviene presto un
prezioso laboratorio di controllo sugli effetti, anche psicologici, delle tecniche
progettuali underground. Si tratta di una grande struttura di 7700 m
2
che combina
una biblioteca (2300 m
2
), locali di segreteria (3400 m
2
) e un'area di servizi agli
studenti (2100 m
2
).
La progettazione ha prima di tutto approfondito il sistema di percorsi, sopra e
sotto la superficie, problematico perch la costruzione serve sia gli studenti, sia la
classe docente e sia il pubblico in generale. Ne risulta un forte taglio diagonale
(lungo la direzione Nord-Sud) dove avviene il transito principale. Per sfruttare al
massimo l'area disponibile e preservare la superficie a verde, lo spazio si insinua
per due livelli sotto terra lasciando alla superficie solo il 5% del costruito,
necessario per alloggiare le superfici trasparenti e i sistemi di sfruttamento
dell'energia solare passivi e attivi. Il percorso diagonale si presenta sia alla
superficie e sia ai due piani sottostanti, rappresentando un utile sistema di
orientamento. Il primo piano interrato non si estende su tutta l'area, ma aperto
in diversi punti legandosi al piano sottostante. Questo permette non solo alla luce
di giungere facilmente al livello inferiore ma, di caratterizzare l'intero volume
come unitario, ampio e articolato.
119
La luce entra attraverso un atrio centrale. Altre aperture si trovano lungo le due
facciate inclinate che limitano l'atrio. Ampie vetrate si alternano con contenitori
di piante. L'edera che ricopre per lo pi queste pareti conferma il carattere
naturale dell'edificio, serve come schermatura all'irraggiamento e d'inverno la
superficie delle foglie assorbe la radiazione solare e riduce la dispersione termica.
Oltre a raggiungere pienamente gli obbiettivi dell'inserimento nella trama urbana
e della riduzione dei consumi, l'edificio felicemente vissuto dagli occupanti.
L'edificio descritto come il pi luminoso tra le costruzioni sotterranee del
campus
63
.

Un progetto successivo la Walker Community Library [figura successiva],
sempre a Minneapolis. Questa, su un piccolo sito, occupa una posizione
strategica nella zona residenziale tra un'area verde e un grande shopping center.
Considerata la intensa attivit di quartiere nell'organizzazione di manifestazioni,
si progetta la struttura sotterranea, protetta dal rumore della vicina strada, e la cui
copertura possa servire come spazio pubblico per le attivit sociali o per
parcheggio. L'uso dello spazio sotterraneo ha permesso anche una riduzione
dell'area necessaria al progetto, riducendo i costi totali del 9%.
Un atrio centrale ribassato permette alla luce di penetrare e rappresenta un
piccolo giardino di quiete
64
.
Qualche anno dopo si inizia il progetto del Fort Snelling Center [figura
sottostante]. Si tratta di un edificio culturale promosso dal Minnesota Historical
Society finalizzato a testimoniare la memoria del luogo e insieme a promuovere
l'interesse per il parco nazionale in cui viene sito, ricostruendo l'area com'era nel
secolo precedente. Per la sua locazione si sceglie una grande duna che fa da
argine al fiume Mississippi e si decide di sfruttarla soprattutto internamente per
ridurre l'impatto sulla natura.

63
The potential of hearth sheltered and underground space, proceedings of the "Underground space
conference", Kansas City, Pergamon Press, J une 8-10, 1981. pag 80
64
Bennet David J ., "Earth sheltered buildings coupled with the sun", proceedings of the Underground
Space Conference and Exposition, Kansas City, Missouri, J une 8-10, 1981
N. 19

The potential of hearth sheltered and underground space", pag 80

120
La geometria
dell'edificio segue
la configurazione
naturale dei
dislivelli e la
copertura
leggermente
sporgente per
permettere la vista
panoramica su tutta
la zona. Il carattere
naturale si riflette
anche nell'impegno
a ridurre i costi
nella gestione
climatica (vedi capitolo "2.5.2. Le tecnologie per la climatizzazione passive e
attive: esempi"). Si fa cos uso di sistemi attivi e passivi per l'assorbimento
dell'energia irradiata, sfruttando il confinamento nella terra. L'uso di piante
finalizzato, oltre che a sottolineare il carattere naturale della costruzione, al ruolo
attivo di schermatura contro l'irraggiamento estivo.
Il complesso si sviluppa sfruttando variazioni di livello che permettono alla luce
di penetrare nella maggior parte degli ambienti. Dove questo non possibile si
ricorre a sistemi di specchi che con multiple riflessioni permettono il contatto
visivo con l'esterno (vedi capitolo "2.4.1.2 sistemi attivi di illuminazione")
65
.
L'ultimo progetto la Facolt di Ingegneria Mineraria, il CMEB (Civil
Mineral Engineering Building), nel campus universitario [tavole 35-37] nel quale
vengono travasate tutte le conoscenze precedentemente acquisite. L'edificio era
stato regolamentato dalla legislazione del Minnesota come esperimento
dimostrativo. Nel 1983 vince il premio organizzato dall'ASCE (America Society
Civil Engineerings) quale migliore opera di ingegneria dell'anno e rappresenta a
tutt'oggi una delle strutture sotterranee pi complete e innovative.
Le aule, i laboratori, le biblioteche, gli uffici e anche le sale ricreative si trovano
per lo pi sotto terra, fino ad una profondit di 40 metri. Il progetto la risultanza
logica delle forze del luogo e riduce al minimo il ruolo dell'architettura per
lasciare spazio alle "ragioni della natura".

65
Bennet David J ., "Earth sheltered buildings coupled with the sun", proceedings of the Underground
Space Conference and Exposition, Kansas City, Missouri, J une 8-10, 1981
N.19

idem, pag 81
121
Il CMEB si inserisce perfettamente nella societ dei post (post industriale, post
moderno, ..) perch riduce drasticamente la sua architettura e mira a un
affrancamento dalle fonti energetiche tradizionali, la luce, il petrolio, .. per
gestirsi in maniera autonoma. Ad esempio la parete principale sopra il livello del
suolo costituita da cilindri ricolmi d'acqua, con la funzione di raccogliere la
luce del sole per produrre una parte dell'energia necessaria e ridurre le gi
limitate oscillazioni di temperatura interna
66
.
Il complesso realizzato da BRW architects (David J . Bennet, J ack a. Meyers) si
sviluppa su un'area di quasi 14.000 m
2
. Il 95 % degli ambienti si trova sotto la
quota zero e alcuni di questi sono completamente interrati, esclusi da ogni
contatto naturale col mondo alla superficie. Si distinguono qui ambienti realizzati
con il sistema cut and cover (scava e copri) e ambienti ricavati dalla escavazione
in profondit.
La costruzione si divide in due parti con differenti funzioni. Sul lato Ovest sono
situate completamente interrate alcune aule in un sistema che si collega alle
strutture esistenti. Ci impedisce che si abbia la sensazione di un vicolo cieco
perch gli ambienti sotterranei sono legati con continuit a strutture di superficie.
La loro struttura di copertura coincide con una corte a forma di spirale che porta
all'ingresso. Questa corte leggermente in pendenza affinch l'entrata, posta
sotto la quota zero, possa avvenire in orizzontale e l'illuminazione sia naturale.
Sul lato destro, fuori dall'ombra di un vicino edificio, vi sono gli uffici e i
laboratori. Questi, nei quali gli utenti hanno una permanenza prolungata, sono
parzialmente trasparenti. In questo edificio vi sono poi tutte le varie
apparecchiature tecnologiche che permettono di portare la luce in profondit.
All'estremit Sud del complesso vi sono gli uffici amministrativi della facolt i
quali si sviluppano interrati attorno ad un atrio ribassato che permette l'entrata
della luce diurna.
In questa ampia costruzione sotterranea, caratterizzata da limitate porzioni
vetrate, la differenziazione degli spazi, l'organizzazione interna di questi e la
massimizzazione dell'uso della luce naturale disponibile, sono essenziali
all'orientamento e alla abitabilit dell'edificio.


66
Verdi Laura, Al piano di sotto le nostre citt future, Modulo, pp 198-205, 1989
122

TAVOLA 22. University Union, Campus Cedar Falls, H. Rice and Engelbrecht, 196?, Iowa
Vista generale del complesso. N. 97


PA 4/71 pag 78 70%
Immagini dell'interno. N. 97


PA 4/71 4 a pag 79 e 80
123

TAVOLA 23. University Union, Campus Cedar Falls, H. Rice and Engelbrecht, 196?, Iowa
Prospetto sud. N. 97

PA 4/71 pag 82








Sezione A-A
Pianta primo piano interrato Pianta secondo piano interrato. N. 97


PA 4/71 pag 82
124

TAVOLA 24. Cornell University library, E.R. Flansburgh & Associates, Itacha, New York
Veduta generale. N. 97


PA 4/71 pag 79
L'integrazione tra spazio costruito e spazio naturale. N. 97


PA 4/71 pag 84 80%
125
TAVOLA 25. Cornell University library, E.R. Flansburgh & Associates, Itacha, New York
Sezione longitudinale. N. 97


PA 4/71 pag 85
Pianta primo piano interrato. N. 97


PA 4/71 pag 85 120 %
Pianta secondo piano interrato. N 97


PA 4/71 pag 85, 120 %
Sezione trasversale. n. 97


PA 4/71 pag 85
126

TAVOLA 26. Pusey Library, Harvard University, H.Stabbins&Ass., 1973, Massachusetts
Vista dall'esterno. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 99? 80%
Sezione B-B. N 111


A Rec 76 n.9 pag 99
Sezione A-A. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 98
Planimetria generale. N. 111


A Rec 76 n9 pag 98?
127
TAVOLA 27. Pusey Library, Harvard University, H.Stabbins&Ass., 1973, Massachusetts
Pianta primo livello interrato. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 100
Pianta secondo livello interrato. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 100
L'atrio centrale. n 111


A Rec 76 n.9 pag 101 70%
Uno degli ingressi. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 97 50%
Pianta terzo livello interrato. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 100
128

TAVOLA 28. Pusey Library, Harvard University, H.Stabbins&Ass., 1973, Massachusetts
Uno degli uffici. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 102
Il corridoio diagonale che taglia la maglia ortogonale. N. 111


A Rec 76 n.9 pag 102 70%
Uno spazio comune. N 111


A Rec 76 n.9 pag 102
129

TAVOLA 29. Law Libray, University of Michigan, G. Birckets, 1981
Vista d'insieme: l'inserimento nel contesto. N. 93


Arca pag 38 60%
La facciata del vecchio edificio. N. 4


A Rec March 82 ? pag 78
Sezione prospettica. N. 9


F.A. pag 151 tav 32
La facciata vista dall'interno. N. 4


A Rec march 92 pag 82
130

TAVOLA 30. Law Libray, University of Michigan, G. Birckets, 1981
Pianta livello terreno. N. 4


A Rec march 92 pag 80
Pianta secondo piano interrato. N. 4


A Rec pag 80
Il solco luminoso. N.93


Arca pag 39 50%
Pianta terzo piano interrato. N. 4


A Rec pag 80
Pianta primo piano interrato. N. 4


A Rec pag 80
131

TAVOLA 31. Law Libray, University of Michigan, G. Birckets, 1981
Il solco visto dal basso. N. 4


A Rec pag 82 n2
La scalinata di collegamento tra sopra e sotto. n. 4


A.Rec pag 84 n1
Immagine del volume interno. N. 4


A Rec pag 83, 40%
Le sfaccettature della struttura trasparente. N. 4


A Rec pag 82
132
TAVOLA 32. Williamson Hall, Minnesota University, Meyers and Bennet, 1973-77
Sezione prospettica. N. 98


PA 1/75 pag 53 55%
La flora rigogliosa sulle balconate. N. 79


Nic tav 65
Veduta dell`esterno. N. 79


Nic tav 63
133

TAVOLA 33. Williamson Hall, Minnesota University, Meyers and Bennet, 1973-77
Planimetria generale. N. 98


PA 1/75 pag 52 70%
Pianta piano primo. N. 98


PA 1/75 pag 53 70%
Immagini tecnologiche del complesso. N. 98


Nic tav 62 130 %
PA 1/75 pag 53
134

TAVOLA 34. Williamson Hall, Minnesota University, Meyers and Bennet, 1973-77
l'illuminazione naturale interna. N. 79


Nic tav 61 70%
L'ampia e articolata volumetria interna. N. 29


CS pag 215
135

TAVOLA 35. Facolt di Ingegneria Mineraria, BRW Architets, 1982, Minneapolis
Sezione prospettica dell'edificio principale. La continuit ottica e luminosa con l'esterno affidata a sistemi attivi e
passivi di captazione dei raggi solari.
1.Sistema ottico solare passivo, a. riflettore di Fresnel,b. dispositivo di controllo del cielo rivolto a nord, c. specchio
di Fresnel, d. zona obbiettivo 2.Muro trombe, collettore solare passivo/attivo 3.Correzione della distorsione
dell'illu-minazione solare decidua 4.terreno coprente i volumi sotterranei 5.Volumi ricavati 37 m. sotto il livello
del suolo 6.Luce solare irradiata dal sistema ottico attivo 7.Sistema attivo di raffreddamento tramite acqua
sotterranea. N. 29


C.S. pag 312
Planimetria generale. N. 9


F.A. pag 150 tav 31
136
TAVOLA 36. Facolt di Ingegneria Mineraria, BRW Architets, 1982, Minneapolis
L'atrio d'ingresso circolare. n. 94


arca pag 25
L'edificio principale. n. 94


Arca pag 25
Le strutture di collegamento verticale per gli ambienti pi interrati
sono state particolarmente studiate. Le superfici interne sono rivestite
in materiale traslucido. All'esterno il corpo facilmente riconoscibile
per la forma cilindrica e il colore rosso sgargiante. N. 94


C.S.pag 297 Arca pag 29 90%
I laboratori scientifici attorno al cavedio rettangolare. N. 94


Arca pag 29
137

TAVOLA 37. Facolt di Ingegneria Mineraria, BRW Architets, 1982, Minneapolis
Pianta degli uffici al livello pi basso. N. 29


C.S. pag 313
Il settore uffici studenti. N.28


Icusses pag 238 80%
Sezione degli uffici studenti. n 28


Icusses pag 239 80%
Partizioni vetrate separano gli uffici dall'open
space.N29


C.S. pag 242 80%
L'area di disimpegno per gli uffici. N 29


CS pag 278 80%
138
1.4.8 Ambienti della culturaError! Bookmark not defined.

Cinema, teatri, sale per conferenze, musei e anche luoghi di culto sono spazi che
richiedono un certo distacco dal mondo esterno. Un distacco che a volte fisico,
quando la luce, la temperatura e i rumori dell'esterno devono essere controllati e
fatti filtrare all'interno in quantit definite. Ma altre volte psicologico, quando
l'estraneit dell'ambiente aiuta alla concentrazione e a calarsi in un contesto
differente dall'esterno.
Cinema e teatro sono attivit che immediatamente escludono la luce esterna per il
loro svolgersi. Offrendo poi un fruizione prevalentemente notturna risulta ancor
meno spiacevole la collocazione sotterranea. Anche a livello psicologico si pu
considerare questa scelta come positiva, creando un distacco tra interno e esterno
parallelo all'impegno di distoglierci dalla realt quotidiana.
Per un museo meno forte questa necessit e varia a seconda dell'argomento
esposto, se pi o meno legato al contesto geografico. Esistono tuttavia altri
motivi che spingono per una collocazione sotterranea. In primo luogo tecnici, per
l'isolamento dall'esterno che comporta la riduzione della polvere, dei fattori
inquinanti e la possibilit di avere un controllo assoluto sulla qualit dell'aria. Poi
la condizione ipogea legata a una situazione di quiete che genera uno stato
psicologico congeniale per cogliere e capire le opere esposte.
Questo nuovo interesse per il fascino dell'ipogeo quale spazio adatto a
manifestazioni artistiche stato confermato in Italia quando si tenne nel 1988
una mostra, dal titolo Sottonapoli: idee per la citt sotterranea, nelle cavit
scavate sotto il capoluogo campano. La manifestazione si proponeva di ridare
vita a questi luoghi esponendo il loro ruolo in venti secoli di storia e affidandosi
all'inventiva di una serie di architetti invitati per l'occasione ad esporre le loro
idee.
Si tratta di una tappa fondamentale nella riscoperta delle cavit scavate nell'arco
di pi di 20 secoli sotto la citt. Il fenomeno, non riscontrabile in nessun'altra
citt europea, dovuto alla particolare conformazione geomorfologica del
territorio, composto da materiali di origine vulcanica, come il tufo giallo,
facilmente lavorabili [tavola 38].
Lo sviluppo inizi fin dalle epoche precedenti la colonizzazione greca. Questi
costruirono tra l'altro un vasto acquedotto sotterraneo costituito da una fitta rete
di cunicoli orizzontali collegati tramite pozzi con le case sovrastanti, consentendo
di calare i recipienti per l'acqua direttamente dalle finestre. I Romani ampliarono
questi pozzi. In epoca paleocristiana il tufo consent lo sviluppo delle catacombe,
che la leggenda vuole fossero quanto restava di un'antica citt sotterranea scavata
139
dal popolo dei cimmeri (quelli che Virgilio descrive viventi in oscure caverne). A
differenza delle altre catacombe queste non sono anguste ne oscure, ma costituite
da ambienti molto spaziosi che prendono luce da squarci e lucernari aperti sui
fianchi o sulla sommit della massa rocciosa. Gli ambienti sono monumentali,
abbelliti di affreschi, mosaici e sculture e alcuni potevano contenere molte
centinaia di fedeli.
All'epoca della dominazione spagnola, quando l'esigenza di contenere la crescita
urbanistica port al divieto di introdurre materiale edile all'interno della citt,
interi quartieri abusivi vennero costruiti estraendo la pietra di tufo dai pozzi
dell'acquedotto, e i cunicoli greci si trasformarono in un sistema di enormi
caverne, tra loro collegate. Molte di queste caverne vennero utilizzate come
rifugio durante l'ultima guerra mondiale. In seguito, il sistema sotterraneo si
progressivamente degradato. Una buona parte delle cavit si trasformata in
discariche, altre addirittura in sbocchi fognari abusivi, altre sono usate come
parcheggi e autorimesse, ma la maggior parte sono chiuse e dimenticate.
Soltanto negli ultimi anni associazioni volontarie di speleologi hanno iniziato
un'opera di riscoperta e risanamento delle grotte napoletane, esplorandole,
analizzandole e rilevandole. del 1987 il concorso indetto dalla Facolt di
Architettura "Progetti per Napoli" in cui vennero presentate alcune soluzioni
innovative per guarire la citt storica dal degrado in cui sprofondata e per il
recupero della citt sotterranea. Ma il boom della riscoperta del sottosuolo del
1988: alcuni ingegneri e architetti dell'universit, insieme al centro Speleologico
Meridionale, proposero all'Agip Petroli di finanziare un concorso d'idee sul tema
specifico del sottosuolo. Cos nasce il laboratorio internazionale "Napoli
Sotterranea" al quale partecipano vari studi di architettura.
L'iniziativa si presenta come una raccolta di idee senza limitazioni e richieste
specifiche e interessa tre aree prese come campione: il Vallone di San Rocco, gli
Ipogei greci e il monte Echia nel quartiere San Fernando. I sette progetti hanno
fatto la loro apparizione il 21 ottobre del 1988 nella sala delle Colonne a Castel
dell'Ovo e vanno dal progetto minimalista di Mario Botta, che riduce il pi
possibile l'intervento nel sottosuolo, a un progetto realistico di Manuel de Sola
Morales, basato su grandi torri di collegamento verticale tra la citt esterna e la
citt sotterranea. Interessante la proposta di Marco Zanuso che prevede delle
coltivazioni agricole e quella di Oriol Bohigas che vede nel sottosuolo un parco
naturale e un canale navigabile.
L'idea di quest'ultimo appare particolarmente interessante per l'uso ludico a cui
destina il sottosuolo e l'ironia con cui sviluppa il progetto.
140
Il progetto di Oriol Bohigas, che interessa l'area di Monte Echia [tavole 39-
40], sottolinea l'antitesi tra superficie e cavit dando alla prima un ruolo vitale e
funzionale e alla seconda un ruolo culturale legato sia alla memoria storica sia
alla fantasia, come egli stesso spiega:
"Sembra assurdo discutere, immaginare e progettare il sottosuolo di Napoli,
quando per tanti anni non si sono avuti sufficienti ed efficaci discussioni,
immagini e progetti per la sua superficie urbana, per cercare di dare soluzione
ai suoi gravi problemi. .....Affinch questo paradosso sia dotato di buoni
strumenti i progetti per Napoli sotterranea dovrebbero affrontare con ironia e
rassegnazione le contraddizioni tra il progetto sotterraneo e il progetto
superficiale, collocando tutto il sotterraneo nella sfera della pura inutilit
operativa e il superficiale come realismo funzionale, il sottosuolo come simbolo
e tratto poetico dei residui inservibili della civilt industriale e il superficiale
come epopea del pragmatismo, ancora valido, di questa stessa civilt
industriale.
Bisogna riorganizzare, con la scusa del sistema caveale, il frammento urbano
della piazza Plebiscito e convertire le grotte in un inutile e grottesco itinerario
acquatico per raggiungere il tragico cimitero delle tecnologie obsolete"
67
.
Un altra occasione che ha messo alla luce la ricchezza progettuale e l'originalit
della dimensione ipogea stata offerta dal concorso, promosso dalla citt di
Salisburgo nel 1988 e presieduto da Gustav Peichl, per il Landesmuseum.
La citt antica di Salisburgo compresa tra due ripide colline e il fiume. Il
densissimo tessuto urbano satura completamente lo spazio sulla riva del fiume,
senza lasciare alcuna area possibile per la costruzione di un nuovo edificio.
Inoltre tutta la citt vecchia vincolata e al suo interno non previsto o ammesso
quasi nessun cambiamento. L'unica soluzione possibile, quando
l'amministrazione band un concorso per un nuovo museo, fu quella di proporre
un edificio completamente interrato nella collina, secondo una prassi non del
tutto nuova per Salisburgo. Infatti nella citt austriaca esistono gi importanti
architetture ipogee, come il famoso Neuer Tunnel, la Felsenreitschule e la zona
del palcoscenico del Festival Hall, che ritagliata nella roccia. Inoltre tutti i
garage costruiti negli ultimi 10-15 anni sono interrati, cosicch possibile vedere
il centro storico privo di automobili. Ma se per tutti i cittadini di Salisburgo
perfettamente normale vedere un garage come uno spazio totalmente interrato,
molti sembravano considerare con ovvia ostilit l'ipotesi di un museo costruito
come un garage con alcuni muri divisori. Per trovare idee e argomenti

67
Lampugnani Vittorio Magnago a cura di, "Sotto Napoli. Idee per la citt sotterranea", catalogo della
mostra a Castel dell'Ovo, Napoli, 21-23 ottobre, Milano, Electa, 1988
141
convincenti l'amministrazione ha cos deciso di indire un concorso a inviti,
accogliendo fra gli altri Kleihues, Nouvel, De Carlo, Hollein. Il progetto
vincitore risulta essere quello proposto da Hans Hollein.
Alla base del progetto [tavole 41-42] vi un particolare modo di immaginare il
museo, come l'architetto stesso spiega. "Gli ambienti del museo non devono
essere neutri, ma caratterizzati, adatti, in certi casi, a interagire con le opere
d'arte; di conseguenza vi sono naturalmente opere che possono essere esposte
solo in alcuni ambienti dell'edificio e non in altri. (.....) Nei musei contemporanei
non si pu pi considerare l'ordine cronologico come l'unico e il pi importante
dei criteri ordinativi e di allestimento. Basti pensare a quante diverse correnti
pittoriche convivevano a Parigi nei primi decenni del secolo per comprendere
quanto sia importante, nel museo, prevedere spazi e percorsi che permettano di
rompere gli schemi storici e geografici troppo rigidi. Il museo implica comunque
un gran movimento di persone. Persone che devono poter trovare facilmente ci
che vogliono vedere non solo perch c' una segnaletica efficace, o perch il
percorso obbligato, ma perch l'architettura del museo rende loro possibile
scegliere, scoprire, percorrere, secondo il loro gusto".
Questa concezione trova uno spazio ideale nella massa rocciosa, un materiale in
cui l'architettura pu liberamente spaziare, come lo stesso Hollein spiega: " ...si
deve costruire per pura sottrazione di spazi, con un procedimento pienamente
scultoreo ed alieno da ogni preoccupazione tettonica. Le leggi da rispettare non
sono pi quelle della statica ortodossa. Esiste infatti la cosiddetta meccanica
della roccia, che insegna a garantirne la stabilit, ma che non obbliga affatto ad
allineare un piano sopra l'altro o addirittura un piano a essere letteralmente
piano piuttosto che obliquo".
La libert di percorsi evocata dall'architetto e la necessit di spazi espositivi
differenti (per esposizioni temporanee, per il museo civico con una sezione d'arte
romanica ed una d'arte contemporanea, per la seconda sede europea del
Guggenhaim Museum) hanno determinato una struttura molto articolata e
complessa. Questa articolazione congeniale allo spazio ipogeo perch
impedisce che possa connaturarsi con scarsi caratteri originali, ambiente buio e
monotono, creando invece un'originale aurea di mistero e di curiosit.
Pur se i tracciati da seguire sono vari si pu riconoscere un filo conduttore che
procedendo dal buio verso la luce e dalla complessit verso lo spazio unitario
aiuta il visitatore a capire autonomamente l'intero sistema. L'ingresso avviene per
una piccola porta, e attraverso la corte del vecchio ospedale gotico, che verr
annesso al museo, ci si immette direttamente nell'interno della collina. Non c'
nulla che dalla citt segnala la presenza del museo, se non la traccia, ora
142
restaurata e dorata, del vecchio acquedotto necessario a portare l'acqua in cima
alla collina. Si entra quindi nella trama dei percorsi interni senza poter essersi
creati alcuna immagine dell'interno. La pietra modellata liberamente cos da
alternare spazi piccoli ad ampie sale, camere in penombra ad ambienti illuminati
zenitalmente. La luce entra attraverso dei tagli nella roccia di 30-40 metri ma non
serve tanto per l'illuminazione, ".....quanto per impedire che il visitatore venga
preso da un senso eccessivo di claustrofobia".
Ovunque possibile la superficie sezionata della roccia viene lasciata a vista
creando un rapporto diretto tra il museo e il suo particolare contesto. Inoltre i
pozzi di luce sono tagliati nella roccia in modo tale da impedire una vista diretta
sull'esterno: una rastrematura alla superficie e la curvatura del secondo tracciato
permettono il contatto tra esterno e interno pi che altro attraverso le ripetute
riflessioni della luce sulle superfici.
Solo alla fine, giunti al grande cavedio, si ha una visione chiara dello spazio e si
pu comprendere nell'insieme l'articolato sistema museale. Si tratta di un grande
spazio, letteralmente scolpito nella roccia senza alcuna finitura, che si sviluppa
per ben 40 metri di altezza (o di profondit) modificando la sua forma ai diversi
livelli. Alla base circolare, salendo lungo le scalinate poste alla circonferenza
l'ambiente si allarga fino a divenire negli ultimi piani una corte a forma di
losanga. Qui si affacciano due piani di sale espositive di dimensione e
illuminazione diverse. All'ultimo livello, quasi a contatto con l'esterno, si trovano
anche il caff, i servizi commerciali e le strutture educative del museo.
Riguardo ai costi di costruzione l'autore si mostra molto ottimista. "Le
costruzioni sotterranee, oltre le metropolitane e i tunnel, sono naturalmente
usuali nell'architettura militare. C' quindi una grande quantit di nozioni
acquisite sulla costruzione ipogea che la rivela come non particolarmente
complicata e sorprendentemente economica: una forma curva lunga sessanta
metri come quella di uno dei pozzi di luce sarebbe stata difficile da costruire e
costosissima all'esterno, mentre risultata semplice ed economica nella roccia.
Tutto il museo, comunque, molto economico: non ci sono facciate, fondazioni,
il sistema di condizionamento dell'aria, umidit a parte, enormemente
semplificato dal fatto che la roccia ha una temperatura fissa di 16 C e che non
c' praticamente alcuna dispersione di calore".
La possibilit di lavorare direttamente con la roccia solitamente limitata a casi
sporadici, dove esistono specifiche condizioni morfologiche. solo nei paesi
scandinavi che esistono le condizioni necessarie, estese a tutto il territorio,
caratterizzato da una base tufacea compatta e omogenea.
143
Un altro progetto che sottolinea il fascino della nuda roccia la futura sala per
concerti della citt di Jnkping, in Finlandia [tavola 43]. L'idea era di
localizzare la costruzione nel parco pubblico della citt. Il parco infatti il centro
della citt, qui si trova un museo all'aperto e uno stadio sportivo entrambi
immersi nel verde e la vista che da qui si gode sul lago Vatten molto famosa. Il
progetto finale propone di localizzare l'edificio nel sottosuolo, per avvantaggiarsi
della posizione centrale e non alterare il sito. Inoltre la posizione sommersa offre
un naturale isolamento sonoro e la libert di gestire la superfici rocciose lasciate
a nudo permette di creare le forme pi adatte all'acustica.
La sala sar affiancata da un museo, da esposizioni e da alcune attivit
commerciali. Un ulteriore vantaggio risulta essere quello economico: la stima ha
valutato il costo di costruzione inferiore a quello per un analogo progetto in
superficie per la minore incidenza delle strutture e del sito.
Questi esempi sviluppano la dimensione ipogea in senso essenzialmente di
competizione nei confronti della superficie: uno spazio nascosto, dove
l'atmosfera si carica di significati spirituali e irreali.
Altre volte gli spazi ipogei hanno un ruolo vitale per il contesto in cui sono
inseriti e le costruzioni si legano con continuit al tessuto urbano di superficie.
Un esempio il grande complesso museale Oakland Museum realizzato nel
1968 secondo il progetto degli architetti Kevin Roche e J ohn Dinkeloo [tavola
44]. L'edificio contiene tre strutture separate: un museo d'arte, un museo di storia
naturale ed un museo della cultura americana. L'edificio, posto nel centro della
citt di Oakland, vuole anche essere uno strumento per riqualificare l'area urbana.
Per questo gli architetti decidono di conservare il carattere naturale presente
prima della trasformazione creando un ambiente sotterraneo coperto dal verde. I
giardini, a detta degli architetti, devono rappresentare un luogo di relax nel
mezzo della vita frenetica della metropoli. Il forte impegno paesaggistico fa
pensare ad una ispirazione wrightiana, tuttavia gli architetti rimangono fedeli alla
loro ispirazione metropolitana non stravolgendo il sistema urbano in cui operano.
L'edificio occupa 4 lotti, i corpi si inseriscono in una maglia quadrata e
l'originalit scaturisce dall'abbassarsi e alzarsi dei volumi. I tre musei si
dispongono essenzialmente su tre livelli secondo uno schema a terrazze, dove il
pavimento dell'uno il prolungamento del solaio dell'altro. Ampie scalinate e
terrapieni colmi di vegetazione legano con continuit i diversi livelli. Infine sotto
tutto trovano spazio due piani di parcheggi che, servendo oltre che i visitatori
anche la popolazione in generale, innestano il legame tra la citt e la sua anima
culturale
68
.

68
S.A.K., 1969, "Oakland's urban oasis", Progressive Architecture, december, pp. 92-95
144
Altre volte lo spazio museale trova una collocazione ideale nel sottosuolo per la
possibilit di osservare reperti, soprattutto archeologici, nel luogo del loro
ritrovamento, e quasi sempre in ambienti suggestivi e favorevoli
all'apprezzamento dell'opera d'arte. In Italia, per esempio, vi da anni il progetto
di creare una vasta piastra sotterranea al di sotto di piazza della Signoria, a
Firenze, che permetterebbe di osservare gli scavi e il rinvenimento dei reperti
durante i lavori degli archeologi, senza per questo turbare la fruibilit della
piazza. Se in Italia gli studi pi recenti per musei sotterranei sono restati finora
sulla carta, all'estero questo tipo di struttura molto pi diffuso.
Il museo della civilt gallo-romana a Lione (opera di Bernard Zehrfens, che gi
aveva introdotto la dimensione sotterranea per il palazzo dell'Unesco, a Parigi)
costituisce un esempio altrettanto interessante di utilizzo del sottosuolo a scopo
museale e, nello stesso tempo, di intervento particolarmente riuscito dal punto di
vista dell'inserimento ambientale [tavola 45]. Il sito fa parte di una zona
sottoposta a tutela archeologica e la soluzione ipogea era l'unica che potesse
rispettare i vincoli. Solo gli uffici e le zone di lavoro non aperte al pubblico sono
state ospitate nell'edificio alla sommit del colle: il museo, invece, si snoda,
scendendo, nelle viscere della montagna. Il sito archeologico che contiene tra
l'altro i resti dell'anfiteatro romano non stato in tal modo compromesso dalla
ampia volumetria del complesso. Il percorso espositivo, aprendosi a tratti verso la
zona degli scavi, permette di conservare una stretta interrelazione con l'ambiente.
Alcune finestre si aprono infatti nel fianco scosceso della montagna permettendo
di osservare "dal vero" i resti di ci che l'interno del museo didatticamente
illustra tramite ricostruzioni e plastici
69
.
Una impostazione simile stata adottata da Renzo Piano per la sistemazione
dell'area archeologica di Pompei quando propone, nel 1989, una sua personale
interpretazione al problema museale [tavola 46]. L'approccio sotterraneo non
solo voluto affinch il nuovo progetto si sottragga alla concorrenza
coll'esistente, ma per una ragione psicologica, per meglio introdurre il visitatore
nella citt sepolta, la cui memoria offuscata dal lungo tempo trascorso. Si tratta
di quattro "bolle", spazi scavati ricoperti da cupole semicircolari, adibite a
diverse funzioni; vi un museo, un teatro, un centro di controllo delle operazioni
di scavo e un contenitore dei reperti portati alla luce, che vengono esposti, a
rotazione e in numero limitato, secondo particolari ricostruzioni tematiche
70
.
Altre volte la soluzione ipogea diviene assolutamente prioritaria rispetto ad altre,
quando per esempio una struttura museale deve svolgere una specifica azione

69
Piersanti Claudio, Rava Rita, La caverna artificiale, L'Arca, n. 10, ott., 1987
70
Piano quartet, The architectural review, 1989, n 74, ottobre
145
protettiva nei confronti del materiale in mostra. Un esempio sono gli studi
effettuati in Egitto per il Subterranean Museum of the Royal Ships of Khufu
(Keope) [figure successive] a Giza e per il Subterranean Mausoleum for
Pharaons, Qweens and members of Royal Families a Muqattam, Cairo. In
contrasto col museo tradizionale queste due strutture permettono di mantenere i
reperti archeologici nel loro habitat naturale.
Il ritrovamento avvenuto nel 1952 di due navi
sepolte, risalenti a circa 4700 anni fa, ai piedi
della piramide di Cheope, a Giza, comportava
notevoli problemi di conservazione, poich esse
erano rimaste, fino a quel momento, in un
ambiente completamente sigillato. La luce,
l'inquinamento atmosferico e le variazioni
climatiche le avrebbero portate a rapida
decomposizione, mentre la sistemazione
sotterranea della sala espositiva ricavata nella
roccia, proposta da Milan Covac, permette un
completo isolamento, oltre a risolvere i problemi
di impatto ambientale legati alla vicina presenza delle piramidi. Gli spazi adibiti
ai visitatori vengono ricavati in corridoi vetrati adiacenti alle sale espositive
naturali. Il sistema di ventilazione, particolarmente importante in questo caso,
costituito da condotti vetrati che provvedono anche al filtraggio della luce. In
sostanza l'elemento isolato non il reperto, bens il visitatore, con i conseguenti
vantaggi in termini di inquinamento e di sicurezza
71
.

71
F. Avanza et al., op. cit.
N. 75

G.U. p. 161
146
Con soluzioni meno drastiche l'architetto Pierre Zoelly ha sperimentato, in
diversi progetti museali, la dimensione ipogea, vista come nuova soluzione per
legare con continuit costruito a paesaggio. A Ginevra realizza il museo
mondiale della Croce Rossa, accanto alla sede principale dell'organizzazione
[figura successiva]. Egli ha lasciato intatta la collina dove ha sede il palazzo
amministrativo, ricorrendo invece allo spazio sotterraneo.
Al livello dell'ingresso si collocano la zona riservata alle informazioni, la
caffetteria e pochi altri servizi. La parte della costruzione che emerge all'esterno,
solo un quarto del totale, trattata a curtain wall. Materiali freddi e duri, cos
come il resto dell'architettura che accompagna la struttura regolare, in cemento
armato di otto metri per otto, con arredi e ringhiere in alluminio. Allestimento e
architettura sottolineano con rigore una storia di sofferenza e dolore, solidariet e
piet.
Il percorso espositivo si sviluppa completamente al piano inferiore, articolato in
nove sezioni: dalla battaglia di Solferino all'appello di Dunant, dalla prima e
seconda guerra mondiale alle vicende dei nostri giorni, con illuminazioni
artificiali, diapositive proiettate anche sul pavimento, poveri oggetti di soccorso,
N. 75

G.U. p.161
N. 107

Costruire 111, pag 187
147
grandi fotografie. La scelta del progettista di contribuire al dipanarsi della storia
con un'espressione architettonica ispirata al Brutalismo anglosassone. I materiali
all'interno sono senza rivestimenti o controsoffittature. In particolare gli impianti
tecnici al soffitto segnano il grande vano di 42 metri per 42 metri con una serie di
percorsi virtuali tra le diverse installazioni. L'insieme ha una forza intensa e
drammatica, che esprime perfettamente l'opera di assistenza condotta dalla Croce
Rossa in 130 anni di attivit. Un solo pozzo di luce scava l'atmosfera e cade sulla
scultura dedicata al ginevrino Henry Dunant, che ha fondato l'organizzazione
dopo aver assistito al massacro della battaglia di Solferino.
Un'altra realizzazione dello stesso architetto il Museo Internazionale di
Orologeria a La Chaux-de-Fonds, citt natale di le Courbusier, progettato
insieme a Georges J . Haefeli [figura successiva]. La soluzione di Zoelly-Haefeli,
che ha vinto il concorso promosso dall'amministrazione locale, si basata su tre
idee che interagiscono strettamente tra loro: l'interramento del museo,
l'indipendenza tra i sistemi di accesso all'esposizione e al parco, la scelta del
cemento armato come materiale di costruzione (cos sapientemente utilizzato da
meritare un premio specifico). Oltre a evocare evidenti memorie lecorbusieriane
e a risolvere i problemi di corrosione derivanti dall'interramento, il ricorso al
cemento armato consente di sagomare lucernari a mezzaluna, che ritmano come
una serie di sculture la collina dalla quale emergono.
L'abilit dei progettisti tale che la scelta della struttura ipogea, anzich essere
un limite, rappresenta una risorsa per l'ideazione di nuove atmosfere. Il visitatore
infatti attratto dalla magia del sottosuolo, dove la lucentezza degli oggetti
(orologi di tutte le epoche, dimensioni e caratteristiche), i rimarchevoli
allestimenti, il gioco di luci e colori creano un ambiente inusuale, ma proprio per
Due sezioni del museo. N. 107
Legenda:
1.scalinata d'ingresso Costruire 111 pag 188
2.hall
3.sala pluriuso
4.esposizione prodotti
artigianali
5.deposito
6.esposizioni industriali
7.amministrazione
8.archivio beni culturali
9.laboratorio
10.esposizione materiale
astronomico
148
questo molto interessante. L'architettura accompagna gli oggetti esposti con una
griglia regolare di cinque metri, con la piacevole sagomatura delle travi che
coprono distanze fino a venti metri, con squarci di luce naturale sugli elementi di
distribuzione orizzontale e verticale. Terminato il percorso museale, si torna
all'aria aperta, e si apprezza pi a fondo il progetto che, basato su una serie di
opposizioni (verde-costruito, sommerso-emerso, luce-ombra, tecnica-natura),
propone l'eterna relazione tra architettura e terra
72
.

Un esempio di grandi dimensioni di architettura ipogea il recente ampliamento
del Smithsonian Institution, un complesso fondato nel 1836 per "approfondire
e diffondere la cultura tra gli uomini", che raccoglie musei e spazi espositivi di
vario argomento.
I nuovi volumi, portati a termine nel settembre del 1987 secondo il progetto degli
architetti Richardson e Abbot [tavola 47], si sviluppano quasi per intero in
sotterraneo (per l'esattezza il 96 %). Questa soluzione scaturita dall'esigenza di
preservare il carattere dello spazio in superficie, segnato dalla presenza di un
grande giardino e dal famoso viale, il National Mall, che taglia la citt di
Washington.
Alla superficie i principali elementi sono due pavillions e un padiglione
d'ingresso, inseriti nei 1,7 ettari di verde del giardino Enid Haupt. I pavillion
servono come entrate alle gallerie espositive sottostanti mentre il padiglione
centrale da ingresso agli ambienti del terzo livello interrato. Le caratteristiche
coperture in rame sono un richiamo allo stile architettonico degli edifici
circostanti e sottolineano con la loro superficie lucida i punti d'ingresso.
Questi volumi emergenti hanno un ruolo molto importante nella vasta trama del
sistema ipogeo. Pur piccoli di dimensioni la loro presenza sottolineata da
caratteri aulici e da richiami classicheggianti che ne fanno quasi dei monumenti
immersi nel verde.
Una volta entrati i visitatori sono condotti verso il basso attraverso un percorso di
rampe. Qui la caratterizzazione dello spazio stata particolarmente studiata dai
progettisti, consci dei problemi psicologici che potevano innescarsi. Dall'alto la
luce naturale filtra attraverso la copertura parzialmente trasparente e inonda lo
spazio in profondit, esaltando le forme e la caratterizzazione delle superfici
rivestite di pietra naturale. Le scale, articolate in due braccia che definiscono un
volume interno circolare, sono strutture leggere, ponti sospesi sullo spazio
sottostante.

72
Saggio Antonio, I musei della terra, Costruire n.111, settembre 1992
149
I primi due livelli ospitano lo spazio espositivo principale con annessi alcuni
negozi e le strutture di servizio. Il terzo livello contiene un centro congressi, un
centro educativo e altri uffici.
Questi spazi, al livello pi basso (-18 metri), sono illuminati direttamente
dall'alto attraverso un lucernario e sono arricchiti da diversi elementi che lo
rendono vitale: poltrone e tavolini, piante e addirittura una grande fontana.
Un piccolo accenno alla fase costruttiva serve ad annotare i problemi ricorrenti
per le grandi costruzioni ipogee. Prima di tutto stato necessario consolidare il
terreno sottostante agli edifici adiacenti con barre e tirafondi. Poi stato
realizzato un complesso sistema di drenaggio per abbassare il livello di falda
durante la fase di scavo. Infine, la necessit di sostenere la pesante copertura
verde attrezzata anche con siepi e alberi, si ricorsi ad una maglia relativamente
piccola, 9 per 9 metri, che stata successivamente adottata come modulo per
l'intera costruzione
73
.
Un progetto che non poteva che porsi in posizione sotterranea il Museo
naturale di vita sotterranea nel parco olandese Hogue Veluwe [tavola 48]. Si
voleva richiamare l'attenzione sull'ecosistema presente sotto i nostri piedi cos
spesso sconosciuto o dimenticato. Nel 1986 l'universit di Eindhoven bandisce
un concorso per l'edificio e risulta vincitore l'architetto C. van Hillo. L'architetto
spiega la sua difficolt iniziale a creare uno spazio che sappia dare l'impressione
della vita sotterranea. Questa difficolt deriva dal differente modo di percepire lo
spazio ipogeo. L'uomo infatti riceve il maggior numero delle informazioni
sull'ambiente circostante attraverso la vista, mentre gli animali che popolano la
terra hanno molto pi sviluppati gli organi del tatto, dell'udito e quelli relativi
all'orientamento. L'idea finale dell'edificio una buca, una apertura nel terreno
che simbolicamente colleghi la superficie al centro della terra. Strato dopo strato
la terra scoperta, e i diversi argomenti del sistema ipogeo trovano locazione a
differenti livelli. Il percorso parte dall'alto e lentamente scende. Giunti al fondo
una scala e un ascensore riportano i visitatori alla superficie. Il sistema del
percorso riprende cos quello ideato da Frank Loyd Wright nel Guggenhaim
Museum di New York ma il senso invertito, partendo in discesa, per
accompagnare lentamente il visitatore nella terra.
Cos l'architetto descrive il percorso che ha ideato: "Dal vicino edificio, il museo
di storia naturale, si percorre una rampa lunga 21 m. L'ambiente si fa pi buio.
Un tronco disteso lungo il percorso accompagna il visitatore fino all'entrata in
un ampio spazio unitario posto sotto terra. Sentiamo ora il rumore di un branco
di renne che ci passa sopra. Alzando gli occhi visibile una enorme radice di

73
D. Nutter, Groundworks, American Underground-Space Association, Minneapolis, 1989
150
faggio. Oltre questa vi una cupola dipinta di blu che ricorda la nostra
posizione rispetto al cielo. La radice rappresenta il culmine dell'asse
immaginario che si collega al centro della terra. Lo spazio diviso in tre settori
su tre diversi livelli. La prima parte, a pianta triangolare, riguarda piante e
animali (.....). Attraverso un ponte si passa al secondo settore relativo alla
geologia e alla vita precedente. Il reperto principale uno scheletro di mammut
disteso nella sabbia visibile sotto il pavimento trasparente (.....). Il terzo livello
racconta delle enormi quantit d'acqua che riempiono il sottosuolo. Si vede
l'acqua, il livello piezometrico e la si pu addirittura bere (.....). Un settore
circolare dell'ultimo livello ruota e si ode un distante brontolio che ricorda i
grandi smottamenti tellurici che hanno definito la forma del mondo attuale. A
conclusione si vede un foro che si apre sul pavimento, la buca che prosegue in
asse fino al centro della terra"
74
.
Un altro esempio recente, davvero rappresentativo per la complessit e la
grandezza dell'operazione l'ampliamento del Louvre, secondo il progetto di
Ieoh Ming Pei & Associates [tavole 49-51]. A ottobre, mentre si festeggiato il
bicentenario della creazione del museo da parte dell'Assemblea Costituente della
Repubblica, il Louvre diventato il Grand Louvre che, grazie soprattutto a
imponenti lavori in sotterraneo, ora il pi grande museo del mondo.
Questo progetto ha avuto risonanza mondiale per svariate ragioni. Innanzitutto il
progetto e la realizzazione sono opera di uno degli architetti pi importanti e
famosi di questi anni, l'architetto americano di origine cinese Ieoh Ming Pei, che
aveva gi dimostrato la sua sensibilit per lo spazio sotterraneo nella
realizzazione di un ampliamento per il Museum of Moderna Art (MOMA) a Los
Angeles, e nella sequenza di volumi sotterranei realizzati per collegare l'edificio
della National Gallery di Washington con la East Wing. In secondo luogo la
struttura si colloca, a Parigi, in un clima di rinnovata grandeur, nel quale si sono
succedute molte interessanti realizzazioni, il completamento della Defense, la
Grand Arche, il museo Quai d'Orseay, l'Opera, .....; molto interesse, e forti
polemiche, ha poi suscitato la costruzione della grande piramide vetrata proprio
al centro della Cour Napolon. Dal punto di vista tecnico inoltre molte delle
nuove realizzazioni scendono per una decina di metri nel sottosuolo, ossia per
parecchi metri sotto il pelo dell'acqua della Senna che circonda l'Ile de France.
Nello scavo, inoltre, i lavori hanno portato alla scoperta di una mole
considerevole di reperti medioevali.
Lo scopo era quello di aumentare il gi elevato numero di visitatori, al tempo tre
milioni all'anno, rendendo pi efficace ed efficiente la gestione di una simile

74
Hillo C. van, "Design aspects of an underground museum", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992
151
struttura e l'accesso alle opere d'arte, ampliando lo spazio espositivo e creando
nuove strutture per l'accoglienza del pubblico. Si quindi creato un ingresso
unico che permettesse di concentrare nella grande salle d'accueil tutte le
attrezzature per l'informazione destinate al pubblico. Allo scopo di rendere
questo ingresso particolarmente visibile ed evidente, di situarlo in posizione
baricentrica rispetto al nuovo assetto del museo, si arrivati alla realizzazione
della vasta sala d'ingresso sotterranea, sormontata dalla piramide vetrata: si tratta
di una piramide quadra di cristallo (di spessore di circa due cm e appositamente
studiato, per le sue caratteristiche di trasparenza, dalla Saint Gobain) di 30 metri
di lato e di 19 di altezza, circondata da tre piramidi minori e da vasche con giochi
d'acqua.
La legittimit dell'inserimento di un volume cos ingombrante all'interno della
corte neoclassica stata al centro di numerose polemiche. In questo ambito
risulta tuttavia un'operazione coerente col contesto. la piramide svolge la
funzione di illuminare la sala d'ingresso, ma soprattutto segnala la presenza dei
volumi sotterranei senza per questo impedire la vista delle facciate del palazzo e
senza sconvolgere le caratteristiche geometriche e architettoniche della corte. Al
visitatore, la posizione ribassata della sala d'ingresso esclude le immagini, oltre
che i rumori, del mondo moderno e la grande vetrata permette di vedere le
grandiose facciate pure, aiutando cos la fantasia a ritornare nel passato.
La realizzazione degli spazi museali sotterranei, la cui prima parte stata aperta
al pubblico nel marzo 1989, stata divisa in tre fasi: innanzitutto la creazione del
livello d'ingresso, in collegamento con rue de Rivoli tramite il portico di
Richelieu, di cui la piramide costituisce l'elemento pi notevole. In secondo
luogo avvenuta la ristrutturazione totale degli uffici di Napoleone III, sino ad
ora adibiti a sede del Ministero delle Finanze. Infine, la creazione di un
parcheggio sotterraneo di seicento posti, di una stazione sotterranea per circa
ottanta pullman e di una galleria commerciale sotto la place du Carrousel e i
giardini delle Tuleries. La terza fase stato un elemento particolarmente
importante per l'attuazione dell'intera operazione. La proposta di questa nuova
area nasceva dalla seguente considerazione: realizzare, contemporaneamente
all'opera principale, una serie di caverne artificiali da immettere sul mercato delle
aree metropolitane avrebbe permesso di ricavare fondi notevoli, tali da
alleggerire i costi dell'opera pubblica.
La vastit dell'ambiente, organizzato come spazio unitario, e le ampie superfici
trasparenti estese a tre piramidi minori eliminano ogni impressione di costrizione.
152
L'utilizzo del sottosuolo ha rappresentato anche l'occasione per valorizzare i
sotterranei storici del palazzo e per creare un ambiente particolarmente adatto
alla fruizione dell'opera d'arte.
L'impianto distributivo stato organizzato sulle caratteristiche delle funzioni
ospitate: gli spazi che non necessitavano di luce diurna (magazzini, locali tecnici)
sono stati quindi collocati completamente in sotterraneo, a una quota di -14 m.
Mentre le piramidi vetrate permettono di illuminare i sovrastanti ambienti,
collocati ai livelli -9 m. e -5.5 m., che oltre ai servizi contengono laboratori per i
restauri e sale espositive
75
.
Un altro progetto interessante, da poco terminato, la biblioteca e galleria
d'arte di Nimes, nuovo polo culturale dfella citt, realizzato da Sir Norman
Foster & Partners [tavole 52-53].
Lo sviluppo dell'edificio stato per molti versi ispirato alla adiacente Maison
Carr, probabilmente il tempio romano meglio conservato al mondo dopo il
Pantheon. L'interno del tempio, un singolo ambiente a tutta altezza senza finestre
rappresentante lo spazio della divinit, riproposto nella nuova costruzione
attraverso un atrio centrale. Diviene cos un edificio introspettivo, dove l'ampio
volume aperto il cuore del complesso attorno a cui ruotano, dietro superfici di
vetro bianco (come sono bianche le pareti interne del tempio) i diversi spazi
funzionali, sociali ed amministrativi.
L'atrio, illuminato dall'alto, pensato come un volume aperto (in origine la
copertura trasparente era stata ipotizzata apribile) che con la sua altezza di oltre
venti metri collega i livelli superiori, dove sono disaposte le gallerie d'arte, ai
piani interrati dove posta la biblioteca.
Lo sviluppo dell'edificio per la met in sotterraneo scaturito dalla volont di
limitare le dimensioni dell'edificio in superficie, per rispetto all'adiancente
edificio storico.
I livelli sotterranei sono cinque e per tutti evidente una progettazione specifica
atta a limitare e a controbilanciare gli aspetti negativi. Un altezza di piano
elevata, almeno quattro metri, la presenza di soppalchi, la limitazione di divisori
per consentire viste libere sono alcuni tra gli spunti porgettuali.
In particolare i primi due livelli si aprono direttamente sull'atrio. Qui la struttura
trasparente delle rampe, realizzate per mensole sovrapposte, permette che la luce
filtri tra un gradino e l'altro illuminando abbondantemente il piano di base.

75
Biasini Emil, Lebrat J ean, Bezombes Dominique, Vincent J ean-Michel, "Gran Louvre", Paris, Electa
Moniteurs, 1989
153
Le stesse rampe, ampie e lineari, rappresentano delle chiare direttrici di
riferimento mentre gli ascensori, visibili attraverso superfici vetrate, sono
elementi coreografici in movimento: un tocco di vitalit allo spazio artificiale.
Al terzo livello sotterraneo, posto sotto la base dell'atrio, vi sono i restanti
ambienti della biblioteca. Qui lo spazio articolato con soppalchi e mezzaini che
lasciano libero uno spazio al centro, la riedizione in piccolo dell'atrio superiore
76
.
Come gi accennato nell'introduzione, anche il luogo sacro pu trovare un facile
riscontro nella dimensione ipogea. La caverna infatti esclude le distrazioni del
mondo esteriore e aiuta la mente alla riflessione e alla introspezione.
Un esempio fra i pi suggestivi la chiesa Tamppeliaukio, o chiesa nella roccia,
ad Helsinki, realizzata gi nel 1967 su progetto di Erkki Yuva [tavola 54].
La chiesa, una delle pi popolari attrazioni turistiche della capitale finlandese,
trova nel sottosuolo una localizzazione sorprendentemente favorevole, resa ancor
pi suggestiva dall'aver mantenuto all'interno la roccia a vista.
situata all'interno di un blocco di roccia rimasto escluso dallo sviluppo della
trama urbana e all'esterno riconoscibile per la cupola circolare a volta che
sporge dal granito. L'ingresso avviene attraverso un atrio in penombra, in lieve
pendenza, che porta al livello leggermente inferiore della chiesa. All'interno
spicca la qualit della luce, filtrata dalla maglia a setti concentrici della copertura,
di cemento e vetro, che va a rifrangersi sulle sfaccettature della pietra intagliata.
Un altro esempio di spazio religioso la chiesa metodista a Milwaukee, nel
Wisconsin, completata nel 1982 su progetto dello studio William Wenzler &
Associates [tavola 55-56]. Mentre la chiesa Tampeliaukio nasce su un motivo
estetico, ispirato al fascino della roccia e della luce che la illumina, il progetto di
questa chiesa, localizzata in una zona fredda (7,4 gradi giorno), invece guidato
dalla volont del risparmio energetico.
Il volume della chiesa, ricoperto da uno spesso manto di terra, riconoscibile
all'esterno per gli ingressi che tagliano il declivio perimetrale e soprattutto per il
grande campanile, fulcro progettuale della composizione.
Questa torre oltre a essere il riferimento esterno, simbolo del luogo sacro, una
struttura tecnologica, caratterizzata da ampie vetrate rivolte a sud, appositamente
studiate per il controllo dell'irraggiamento e dell'illuminazione.
D'inverno i raggi prossimi all'orizzontale del sole attraversano la superficie
vetrata e incidono su una superficie scura, riscaldandola. Appositi convettori
distribuiscono successivamente l'aria nell'ambiente.
D'estate un apposito specchio, ribaltabile meccanicamente, permette di rimandare
all'esterno l'irraggiamento solare, diretto secondo una traiettoria pi inclinata.

76
Davies Colin, Carr Culturel, Architectural Review, n. 1157, J uly 1993
154
Un secondo sistema riflettente si fa carico di distribuire l'illuminazione all'interno
dello spazio associativo. Una serie di specchi, posti leggermente pi in basso
dell'intradosso del solaio, illuminano il soffitto sottolineandone la travatura
radiale. L'effetto di tale illuminazione particolarmente riuscito, realizzando uno
spazio suggestivo, particolarmente adatto allo scopo celebrativo
77
.
Un altro esempio la chiesa sotterranea di Lipomo, progetto vincitore del
concorso indetto dalla citt nel 1988, con la seguente motivazione: "Il progetto
interpreta il contesto urbanistico e la preesitenza della storica chiesa sul colle,
confermando i valori ambientali e simbolici del Comune di Lipomo" [tavola 57-
58].
La Chiesa di Lipomo nasce dal desiderio di scavare pi che costruire, ci in
risposta alla Lipomo nuova degli ultimi trent'anni: innalzare un altro monumento
tra le numerose presenze pu essere segno di distinzione ma pu anche cadere
inevitabilmente in competizione con la fabbrica del costruire e del gi costruito.
Ecco allora che ci si indirizza verso una chiesa capace di creare un paesaggio
tutto penetrato dalla vita, senza sbarramenti, senza recinzioni, variabile al variare
stesso della natura nelle stagioni, una chiesa che richiami la metafora del seme
che nella terra e che sta germogliando.
Questo tipo di costruzione interpreta la volont di di abbandonare la concezione
del simbolo sacro che si innalza trionfalmente a Dio e sul mondo circostante
degli uomini, distinguendosi da ogni altra costruzione, assumendo a sua volta,
tramite i suoi simboli esterni, il significato di richiamo per coloro che si trovano
sul posto e che passano per il paese. Infatti, a seconda dei percorsi a cui si fa
riferimento per acccedere, si incontrano degli elementi architettonici che indicano
che in quel posto vi un edificio di culto. Ad esempio l'ala bianca, posta alla
sommit della collina, emerge dal verde e segnala la presenza dell'altare
sottostante.
All'interno l'aula ecclesiale un invaso a semicerchio che suscita
immediatamente l'idea di sviluppo in larghezza, essa rispecchia il moto di
rotazione della copertura a ventaglio. Nucleo generatore il grosso cilindro a
partire dal quale ruota, con un accennato declivio, la copertura, striata di
nervature, quasi a indicare un unico pilone-albero con lunghi rami piegati verso il
basso, che crea con questi fasci di linee convergenti l'idea di una vera e propria
esplosione spaziale.
La chiesa realizzata con materiali semplici da lasciare a vista: i materiali sono il
calcestruzzo e pietre tagliate a conci grossi, non intonacati. le struttre sono in
calcestruzzo di colore grigio lasciato a vista, l'ala emergente anch'essa in

77
Lam William M., "Sunlight as formgiver for architecture", New York, Van Nostrand Reinhold, 1986
155
calcestruzzo ma di colore bianco per essere immediatamnete percepibile, i muri
perimetrali ed i muri esterni sono a conci grossi di pietra naturale, il pavimento
dell'aula assembleale in lastroni di pietra naturale e la finitura superficiale dello
spazio aperto (che funge da copertura) uno spesso manto erboso
78
.
Un esempio simile alla chiesa di Helsinki il progetto recentemente avviato della
chiesa e centro parrocchiale di Loseto [tavola 59-60], in provincia di Bari, su
progetto di Ottavio di Blasi, un architetto formatosi nel team di Renzo Piano. La
ricerca di un rapporto tra il sacro e la natura ha suggerito all'architetto di interrare
la struttura, a nasconderla parzialmente nel terreno per esaltare il carattere
semplice e naturale dell'ambiente.
Planimetricamente l'edificio si presenta come una distesa verde di 84 metri di
diametro, segnata da un'ampia spirale che dal livello strada scende a -5.80 metri
di profondit. A questa quota, interrato, si trova il piano di pavimento degli
edifici: al centro la chiesa, anch'essa a pianta circolare (28 metri di diametro),
coperta da una grande cupola caratterizzata da pareti scavate nella roccia verso
Sud. Fra la chiesa e il perimetro esterno si trova il centro parrocchiale con alcuni
spazi di servizio, mentre sotto il presbiterio, a -9.80 metri, ricavata una piccola
cripta. In superficie, lungo un tratto del perimetro e solo parzialmente interrato (-
0.70 metri), si trova l'appartamento del parroco. Il complesso non quindi
visibile all'esterno in quanto nascosto dall'anello della recinzione che racchiude e
protegge il tutto. Solo un segnale emerge all'esterno, a confrontarsi con gli edifici
circostanti: una croce sorretta da due tubi in acciaio inox alti pi di trenta metri,
che dalla quota -5.80 salgono fino a 29.20 metri. Interrando l'intero edificio il
progetto imposta un nuovo tipo di rapporto con l'intorno, che guarda al verde e
alla natura come elementi complementari dell'organismo ecclesiale
79
.

78
Tajana Clemente, Chiesa che si ciela nella collina o collina che diventa chiesa?, in Como, n.3, 1988
79
Red., "Chiesa e centro parrocchiale a Loseto", GB Progetti, aprile, pp. 153- , 1993
156

TAVOLA 38. Napoli sotterranea
Immagini dello sviluppo caveale. N. 67


Napoli pag 42, varie, 90%
157

TAVOLA 39. Progetto per l'area di Monte Echia, O. Bohigas, 1988, Napoli
Planimetria del sistema caveale. N 67


Napoli pag 71, in basso, 90 %
Sezioni lungo l'asse del tunne borbonico. N. 67


Nap. pag 72, 90%
158

TAVOLA 40. Progetto per l'area di Monte Echia, O. Bohigas, 1988, Napoli
L'immagine di una cava. N 67


Nap pag 76 55%
Il percorso acquatico. N 67


Nap pag 77 55%
Una scenografia all'interno della cava. N. 67


Nap pag 78 70%
Il museo della tecnologia obsoleto. N. 67


Nap pag 79 55%
Il tunnel borbonico: itinerario acquatico con "autobus
flottanti". N. 67


Nap pag 78 70%
159

TAVOLA 41. Landesmuseum di Salisburgo, H. Hollein, progetto di concorso, 1988
sezione longitudinale. N. 38

H.H. pag 96

Spaccato assonometrico. n. 38


H.H. pag 108
160
TAVOLA 42. Landesmuseum di Salisburgo, H. Hollein, progetto di concorso, 1988
Pianta della basilica. N. 38

H.H. pag 103 , 85%
Studi per
l'illuminazione zenitale
nelle diverse situazioni.
N. 26

Lotus, 70, 1991,
pag 103
N. 38

H.H. pag 107 , 80%
N. 38

H.H. pag 107 , 80%
161

TAVOLA 43. Concert Hall, Flensborns Architects, 1988, J nkping
Sezione. N. 75

G.U. pag 166, 130 %
Schizzo dell'interno. N.75

G.U. pag 166
162

TAVOLA 44 Oakland Museum, K. Roche, J . Dinkeloo, 1961, California
Vista d'insieme. N. 42


Kevin pag 89 50%
Pianta dei volumi interrati. N. 42


kevin Roche pag 88
particolare dei "gradoni" verdi. N. 42


Kevin pag 88
N. 42

Kevin pag 90 80%
Sezione longitudinale. N. 42


Kevin pag 89
163

TAVOLA 45. Museo della civilt Gallo-Romana, B. Zehrfens, 197?, Lione
Immagine dell'interno. Un corridoio lineare dirama verso le singole aree espositive. La
presenza dei costoloni permette di capire lo sforzo che la struttura oppone alla massa di
terreno sovrastante. N. 26


arca pag 33
Vista dell'esterno. Sono visibili solo gli uffici alla sommit. Lo spazio museale riconoscibile per gli aggetti che si
proiettano verso lo spazio archeologico. N.26


Arca pag 33
164

TAVOLA 46. Progetti per Pompei, R. Piano, 1989
Planimetria generale. N. 100


A Rev
Pianta della sfera adibita a teatro. N. 100


A Rev 74/10 pag 89
Sezione della sfera teatro. N. 100


A Rev pag 89
sezione della sfera museo. N. 100


A Rev pag 89
165
TAVOLA 47. Smithsonian institution, Richardson & Abbot, 1987, Washington
La ricca progettazioni d'interni all'ultimo livello N. 81


pag 81, 70%
Sezione prospettica dell'insieme. N. 81


Groundworks, pag 76-77, 50%
Le rampe all'interno di un pavillion
N. 81


pag 79, 70%
I pavillion all'aperto N. 81


pag 78
166

TAVOLA 48. Museo naturale di vita sotterranea, C. van Hillo, 1987, Arnhem
Pianta piano terreno del nuovo museo
e collegamento col preesistente. N. 60


Icusses pag 395
Immagine della cupola. N. 60

A Rev, dec 1993, pag (verso la fine)
Pianta livello -1 e -2. N. 60


icusses pag 397
Sezione museo. N. 60


Icusses pag 602
Sezione. N. 60


Icusses pag 396
167

TAVOLA 49. Grand Louvre, I.M.Pei, 1983-89, Parigi
La Cour Napoleon vosta dall'atrio Sully. N. 22

pag 135
Vista delle facciate storiche attraverso il cristallo. N.22

pag 130
Sezione trasversale. N. 22

BCA 727.7(44) GRA pag 110-111 60%
Pianta del nuovo e dell'esistente alla quota -5.50 metri. N. 22

pag 96-97 50%
168

TAVOLA 50. Grand Louvre, I.M.Pei, 1983-89, Parigi
Sezione attraverso la hall centrale. N. 22

pag 118 65%
Immagini degli interni. Gli ampi spazi concorrono a creare una felice architettura interna. N. 22


pag 116-117 60%
la struttura di copertura a
cassettoni descrive al visitatore la
fatica del peso superiore, inoltre si
integrano qui i corpi illuminanti e le
bocche d'area-zione. N. 22

pag 119
169

TAVOLA 51. Grand Louvre, I.M.Pei, 1983-89, Parigi
Le Carrousel du Louvre attorno all'arco di trionfo, con le opere di raddoppio degli spazi museali. N. 22


Cocis, A2, n.3-4, pag 12
Particolare costruttivo del collegamento tra piramide e piattaforma. N.22

pag 74
170


TAVOLA 52. Library and art gallery, N. Foster, Nimes, 1985-93
Sezione longitudinale attraverso il sito. N. D46


A. Rev. n. 1157, July 1993, pag 26, 90 %
Immagine dell'atrio interno. N. D46


A. Rev 1157, pag 25, 50%
171


TAVOLA 53. Library and art gallery, N. Foster, Nimes, 1985-93
Sezione longitudinale. N. D46


pag 26
Pianta del piano terreno. N. D46


A.R. 1157, pag 22, 60%
Sezione trasversale. N. D46


A.R. 1157, pag 26, 85 %
172

TAVOLA 54. Chiesa Tamppeliaukio, Erkki Yuva, 1967, Helsinki, Finlandia.
Immagine della collina dove inserita la chiesa. N.52


Rock Alt. pag (10)
Immagine dell'interno. N. 52


Rock Alt Fin.
173
TAVOLA 55. Chiesa metodista, W. Wenzler & Associates, 1982, Milwaukee, Wisconsin
Pianta. Le partizioni riprendono la distribuzione radiale delle travi.N.66


697.7 LAM pag 401
Sezione. N. 66

pag 400, 140%
La vegetazione selvatica che ricopre la costruzione e
la struttura del companile sullo sfondo.


pag 400, 80%
Immagine di un ingresso. N. 66

pag 400, 80%
174
Immagine dell'interno. N. 66

pag 402, 50 %
TAVOLA 56. Chiesa metodista, W. Wenzler & Associates,1982, Milwaukee, Wisconsin
Immagine degli specchi. N. 66


pag 402
Diagramma schematico del sistema per il controllo illuminotcnico. In inverno ammessa la
massima quantit di luce, parte della quale ammessa all'interno dlelo spazio. In estate il
pi della luce riflessa all'esterno, tranne durante la funzione. N.66


pag 401
175
Planimetria generale N.112


riduzione da tavole No, (da ultimo 65 %)
Pianta. N 112


riduzione da tavole No, (da ultimo85 %)
TAVOLA 57. Chiesa, P. Noe, P. Biscotti, 1988-?, Lipomo, (CO).
176
Sezione BB. N.112


pag 14-15, 50%
Prospetto presbiiterio N. 112

riduzione da tavole No
Prospetto via Cantaluppi. N. 112


Riduzioni da tavole No
Sezione AA. N. 112


riduzione da tavole No
TAVOLA 58. Chiesa, P. Noe, P. Biscotti, 1988-?, Lipomo, (CO).
177
TAVOLA 59. Chiesa e centro parrocchiale, O. di Blasi, 1993, Loseto (Ba)
Pianta primo livello interrato Pianta secondo livello interrato Pianta della copertura N. 102

pag 154, 85 %
Immagine complessiva. N. 102

pag 154
Prospetto del complesso. N. 102

GB Progetti 1993 Aprile pag 153
178
TAVOLA 60. Chiesa e centro parrocchiale, O. di Blasi, 1993, Loseto (Ba)
Dettagio della sezione d'appoggio della cupola al terreno. N. 102

pag 155
Prospettiva interna verso l'altare. N. 102

pag 155
Sezione longitudinale del complesso. N. 102

pag 155
179
1.4.9 AbitazioniError! Bookmark not defined.

Le caverne dell'uomo primitivo sono cronologicamente il primo esempio di uso
del sottosuolo. Queste prime abitazioni non erano il prodotto di una attivit
dell'uomo sulla natura, ma piuttosto il regalo del caso. Col tempo l'uomo ha
imparato a creare da s le abitazioni uscendo alla scoperto, e solo raramente, per
specifiche ragioni climatiche o di difesa, alcune civilt si sono adattate a
localizzarsi nel sottosuolo. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di abitazioni
scavate in pareti di roccia verticali ben orientate, spesso sfruttando cavit naturali
che venivano poi ampliate, sia verso l'interno che verso l'esterno. Esistono
esempi di interi "villaggi a parete" dove le abitazioni, organizzate su diversi
livelli, sono collegate da percorsi esterni. Sono molto diffuse nel Nord America
col nome di cliff dwellings, ma si trovano anche in Francia, nelle vallate della
Loira e della Senna e in Italia con l'insediamento rupestre dei Sassi di Matera, in
cui il fenomeno non interessa solo l'abitazione, ma anche gli edifici di culto
[tavole 61-62]. Interessante poi la tipologia dei villaggi scavati. A Matmata in
Tunisia [tavola 63], a Salillos de Jalon in Spagna o nella regione dello Shanxi in
Cina [tavola 64], le cavit verticali determinano l'unit abitativa o il gruppo
sociale di base. Queste cavit sono collegate tra di loro con percorsi sotterranei o
di superficie, venendo cos a costituire unit urbane. I villaggi scavati
costituiscono l'esempio pi sorprendente di insediamenti sotterranei che riescono
a utilizzare i vantaggi legati al comportamento termico del sottosuolo. Il pozzo
centrale un elemento che struttura fortemente le abitazioni, da un lato perch ne
organizza e distribuisce le parti, dall'altro perch permette la penetrazione dei
raggi solari, fonte principale di luce e calore.
A Matera la realizzazione dei vuoti stata resa possibile dalla facilit di
escavazione della pietra locale e da un clima mite per la maggior parte dell'anno.
Le caratteristiche negative dell'ipogeo, come l'oscurit, vengono qui meno se si
pensa che gli utenti, contadini e pastori, trascorrevano la maggior parte della
giornata fuori al lavoro, e solo col buio, quando la differenza tra l'ipogeo e il
convenzionale si riduce, tornavano ad abitarle. Chiusi per ragioni igienico-
sanitarie sono oggi oggetto di un restauro finalizzato a ridare la funzione
abitativa, nel rispetto delle attuali norme edilizie (secondo il progetto di
Tommaso Giuria Longo).
La necessit di difendersi dall'esterno ha spesso portato all'interramento totale
dell'abitazione, che in questo caso presenta solo pochi punti di contatto con
l'esterno per l'areazione e l'accesso. Le citt sotterranee di Derinkuyu e
Kaymakli, in Turchia [tavola 65], hanno cos finito per essere dimenticate e
180
riscoperte solo nel 1960: da allora ne sono venute alla luce ben trentasei. La
collocazione sotterranea di queste citt non era solo dettata da ragioni difensive e
di economia, essendo difficile la reperibilit di materiale strutturale, ma anche
dall'adattamento climatico, per ottenere una coibentazione termica altrimenti
irraggiungibile con altre tecnologie. I diversi locali sotterranei sono collegati da
veri e propri labirinti di percorsi, scanditi da piazze, e l'intera citt aerata da
pozzi e condotti d'aria. Queste citt sotterranee, fondate nel periodo neolitico,
furono ampliate e utilizzate come rifugio dai primi cristiani quando gli arabi
invasero la Cappadocia, fini al periodo iconoclasta del IX secolo. Esse
rappresentano gli aggregati pi vasti di una serie di insediamenti ipogei che si
ritiene potessero essere collegati tra loro da una serie di cunicoli, sempre
sotterranei
80
.
Oggi, e in misura sempre crescente negli ultimi decenni, si assiste alla
realizzazione di abitazioni sotterranee soprattutto per i vantaggi che esse offrono
nei riguardi del comportamento termico della struttura. L'architettura sotterranea
residenziale contemporanea si pertanto diffusa soprattutto in quelle zone in cui
viene data particolare importanza al comportamento termico dell'edificio, sia per
l'inclemenza del clima, sia per la particolare attenzione volta dai progettisti al
risparmio energetico, e cio nel Nord America, in Scandinavia, in Australia e
nell'Europa centrale. In queste aree geografiche si trovano molto spesso esempi
di abitazioni per lo pi unifamiliari, parzialmente o totalmente interrate (secondo
la nomenclatura americana earth sheltered o mined).


80
Nicoletti Manfredi. L'architettura delle caverne. 1980. Laterza. Bari
Progetto di abitazione parzialmente interrata, con le proposte di immagazzinamento di frigorie e dell'energia solare
per rendere l'abitazione termicamente autosufficiente. N. A1


nuovi spazi in sott., 4maggio, 1978, pag15
181
Ma se il problema energetico apre la strada a questa nuova possibilit,
successivamente si prende coscienza delle altre caratteristiche della dimensione
sotterranea: integrazione del paesaggio nella natura, originalit, coerenza con
nuovi valori simbolici, ....Sono state proprio queste caratteristiche che hanno
stimolato il recente interesse verso la progettazione di abitazioni interrate da
parte della cultura architettonica ufficiale.
Negli anni trenta Hans Schoroun aveva progettato un insediamento residenziale
parzialmente sotterraneo: si trattava di "case a cratere" interrate, con un lato
aperto sul cratere scavato a cielo aperto. Negli anni '60 Philip J ohnson aveva
realizzato una galleria d'arte personale interrata, nel Connecticut: dall'esterno essa
sembra una collina, una via di mezzo fra una tomba micenea e un rifugio
antiatomico. Anche Norman Foster negli stessi anni proponeva realizzazioni
parzialmente interrate in vista di un equilibrio col paesaggio circostante, un
esempio la Cockpit House. In Italia attenzione analoga stata mostrata da Walter
Di Salvo nella sua casa a Punta Ala, parzialmente interrata, con ampie aperture
affacciantesi sul panorama antistante.
Altro esempio il centro residenziale a Ivrea [tavole 66-67], opera degli
architetti R. Gabetti e A. Isola con L. Re realizzata tra gli anni 1969-74. Il
progetto, se osservato attraverso una sezione tipica, si presenta con scarsi
caratteri ipogei. Oltre all'ampia facciata vetrata, infatti, la struttura di copertura
"visibile", non avvantaggiata per quanto riguarda l'isolamento, da una manto di
terra. Sul retro infine, se il piano basso a contatto col terreno, seppur
indirettamente attraverso una intercapedine tecnologica di circa 1 metro, il piano
superiore d adito ad un ulteriore volume: la zona parcheggi.
Tuttavia l'architettura nel suo insieme intimamente legata col terreno,
addirittura nascosta in esso. Il punto di partenza non quindi stato una ricerca
economica, mirata al risparmio energetico, quanto una immediata volont di
continuit tra terreno e architettura.
Si avvalora cos l'idea che l'architettura sotterranea possa nascere da una esplicita
volont compositiva, senza dover dipendere da esigenze secondarie.
Questa volont di intimit col terreno si manifesta esplicitamente. La pianta
sfrutta i dislivelli del terreno e la copertura piana diviene prolungamento naturale
del terreno circostante. La apparente brusca interruzione del verde che si ha
giunti al parapetto si riconosce solo in distanza, per la curvatura del complesso,
ma la natura riprende subito la priorit, e in modo ancor pi forte, sviluppandosi
libera in un boschetto ameno. Lo spirito sotterraneo diviene pi palese
inoltrandosi all'interno. Dapprima si entra in una "caverna" che custodisce i
parcheggi delle abitazioni. Questa scandita da fasci di luce che penetrano
182
zenitalmente da lucernari (circa ogni 12 metri), creando uno stato di penombra
che non altera la connotazione di caverna. Entrati nell'alloggio la luce aumenta,
ma permane la sensazione di trovarsi all'interno del terreno. L'ingresso dalla
retrostante "caverna" e lo spettacolo della natura attraverso la vetrata di fondo
infatti ripropone la situazione presente negli antichi villaggi a parete. Aiuta a
questa interpretazione il carattere di distacco che si voluto mantenere tra
costruito e paesaggio, evitando un diretto accesso dagli appartamenti al boschetto
e alzando di qualche gradino l'ambiente al piano basso dal suolo, lasciandolo
sospeso sulla natura
81
.
Una ricerca architettonica ancora pi spinta nel trarre ispirazione dal terreno
quella condotta da Emilio Ambasz. Egli vede nel terreno l'origine dell'abitazione
umana, il primo luogo protetto offerto all'uomo. La sua opera densa di richiami
simbolici tra cui l'acqua e la terra sono i pi ricorrente, tuttavia accanto alla
particolare atmosfera che emanano le sue architetture sempre presente un uso
ragionato dei materiali in modo da trarre tutti i benefici che la terra offre.
Nel 1980 progetta la Casa de Ritiro Espiritual [tavola 68]. Posta a 15 miglia da
Cordoba, in Spagna, nel mezzo di un vasto campo di grano, la casa sar utilizzata
come rifugio per i week-end da una coppia senza figli. Si tratta della
riformulazione aggiornata di una tradizionale casa andalusa, con il patio centrale
su cui si aprono tutte le camere. Per mantenere la casa fresca nel clima caldo e
secco della Spagna meridionale, le aree di soggiorno sono isolate con la terra.
La tecnica di costruzione, come pratica dei costruttori locali, utilizzer cemento
e mattoni: le lastre in cemento per pavimenti e pareti sono appoggiate su letti di
sabbia colata; un rivestimento in fibra di vetro, fuso alle giunture, avvolge
interamente le superfici interrate. Pareti doppie coibentate e colonne slanciate
sostengono una copertura in cemento, voltata in diversi punti della casa per
facilitare la definizione delle zone di soggiorno. Una "tettoia" sotterranea in
pannelli di fibre di vetro si estende orizzontalmente come una cornice di 10 piedi
di lunghezza dalla sommit dei muri per impedire che l'acqua inumidisca il
terreno attorno alla casa.
Due alte pareti a stucco si incontrano ad angolo retto, avvolgendo l'area della
casa e definendone l'ingresso. Da quest'ultimo, una scala con gradini di
lunghezza crescente conduce al sottostante patio a cielo aperto su cui si apre
l'abitazione. Un deambulatorio circonda il patio sugli altri due lati, fungendo da
elemento di transizione fra l'abitazione e il patio stesso.
La libert compositiva offerta dalla massa plasmabile del tereno pienamente
sfruttata. La casa consiste semplicemente in un ampio spazio continuo, contenuto

81
Zermagni Paolo a cura di, "Gabetti e Isola", Bologna, Zanichelli, 1989
183
entro pareti ondulate con diverse zone definite da cavit scavate nel pavimento e
corrispondenti in alto alle coperture a volta del soffitto. Tutte le esigenze e i
servizi pratici, come la cucina , il bagno, i ripostigli, .., sono risolti con
contenitori geometrici posti nel terreno e per dormire si possono utilizzare sia
alcune aree del soggiorno sia le alcove contenute all'inteno delle pareti.
Il pavimento e i muri perimetrali sono rivestiti con piccole piastrelle di vetro
delicatamente colorate, e illuminate dalla luce soffice e diffusa che scende dai
lucernari e da quella fresca e ventilata proveniente dal piccolo patio curvilineo
che fa da contrappunto a quello quadrangolare.
Un progetto successivo la House for Leo Castelli, nel Nord-Est degli Stati
Uniti ideata nel 1985. Lo spirito naturale si combina qui con la volont di
sfruttare le energie naturali. Le camere e i muri che si affacciano a settentrione
sono coibentati con una berma
82
di terra dolcemente terrazzata che rende
l'abitazione parte integrante del paesaggio. Un sistema di ventilazione interna
attentamente studiato elimina praticamente la necessit di ventilazione dell'aria.
L'impiego di energia solare passiva, integrata con i collettori solari, riduce il
fabbisogno energetico per il riscaldamento della casa del 70% o anche di pi, se
confrontato con un progetto convenzionale. Tutte le stanze si affacciano su un
cortile ad archi, che funge da piacevole corte d'ingresso. Due grandi berme di
terra proteggono l'abitazione dalla strada e incorniciano il solenne passaggio
d'entrata, e forniscono nello stesso tempo un economico supporto per i pannelli
solari
83
.
Un esempio davvero significativo per la coerenza raggiunta tra spazio abitato e
sottosuolo la casa a bozzolo che l'architetto J avier Sensiain Aguilar ha
costruito per s a Citt del Messico [tavole 69-70].
"Questa casa - egli dice- il risultato di un processo di esperimenti e meditazioni
durato dieci anni attorno al concetto originario dello spazio umano. La linea
retta non esiste in natura, un'invenzione dell'uomo. la curva che l'uomo
sceglie istintivamente nei suoi movimenti. La casa quindi non pu essere pensata
come un rigido volume geometrico, ma deve basarsi su spazi continui, su
luminosit cangianti, su forme curve e avvolgenti che seguono il ritmo naturale
dei movimenti dell'uomo".
In questo progetto l'architetto si proposto di ottenere una continuit armonica
fra forma, spazio, strutture e funzioni. Oltre ai requisiti di ordine psicologico, si
sono cercati vantaggi materiali adottando una forma libera ed "economica" come

82
Berma: termine coniato recentemente a indicare una collina o un riporto di terra a protezione di uno
spazio sottostante. Dall'americano berm.
83
Ambasz Emilio, Fabula Rasa, L'Arca, 1987, ottobre, pp 12-23.
184
la sfera che, fra tutti i corpi geometrici, quello che da il massimo volume con il
minimo di superficie.
La costruzione situata su un lotto di terreno di forma trapezoidale, scosceso e
alberato. Il suo schema fondato su due grandi spazi curvi collegati da un
sinuoso percorso stretto e basso, una sorta di tunnel che segue la pendenza
naturale del terreno unendo i due spazi maggiori, uno dei quali ubicato nella
parte pi alta del lotto, vicino alla strada, mentre l'altro sta a un livello di 4 metri
pi in basso.
Per l'edificazione stato usato il cemento armato: su uno scheletro ricurvo fatto
in maglia di tondino di ferro si gettato dall'interno il calcestruzzo. Pareti,
pavimenti e coperture sono quindi superfici continue di forma grosso modo
sferica, il che conferisce alla struttura una grande resistenza. Nicchie, finestre,
tavoli, ripiani, letti e poltrone sgorgano dalla struttura stessa. Internamente le
pareti sono state trattate con poliuretano espanso iniettato a pressione, che serve
come isolante e impermeabilizzante. Il tutto stato infine ricoperto con uno
strato di terra seminata a prato, cos da unificare nel modo pi organico
l'architettura al verde circostante
84
.
Un progetto che invece all'opposto parte dalle qualit fisiche del terreno utili a
realizzare la totale indipendenza dell'abitazione da fonti di energia artificiali, il
centro studi di Caer Lean realizzato a Monmouth, Gran Bretagna,
dall'architetto P.R. Carpenter [tavola 71]. Il progetto deriva da uno specifico
impegno: la massima riduzione dei consumi energetici sino alla esclusione di
qualunque sistema attivo di riscaldamento. Questa costruzione, realizzata nel
1987, fu classificata tra i primi dieci progetti a basso consumo dalla I.E.A.
(International Energy Authority).
L'impianto architettonico chiaramente subordinato a questa volont.
L'ambiente, visto in sezione, completamente inserito nel terreno e il quarto lato,
aperto verso l'esterno, risulta comunque protetto da un corridoio, detto corridoio
solare, che funge da camera d'aria isolante. La disposizione in pianta molto
semplice: una serie di monolocali affiancati, allungati nella direzione del terreno,
che prendono luce attraverso una finestra sul corridoio. I servizi si trovano verso
l'interno, nella zona meno luminosa, mentre una eventuale tenda permette di
trasformare la zona giorno in notte e di garantire una certa privacy. Sicuramente
le caratteristiche architettoniche interne non sono tra le pi raffinate ma, essendo
i locali ad uso di ospiti temporanei e servendo esclusivamente al pernottamento,
sono pi che sufficienti a garantire le esigenze specifiche
85
.

84
Cardinali Giulia, "Il bozzolo", Abitare,n. 234, maggio, 1985.
85
Carpenter P.R., Energy innovation at Caer Lean, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992
185
TAVOLA 61. I Sassi di Matera
Una unit di vicinato. N. 9


F.A. pag 125 n.1
Vista dell'esterno. N.104


Restucci Amerigo, Matera. I Sassi, Torino, Einaudi, 1991. BCA
711.03(45.44)res pag 128
186
TAVOLA 62. I Sassi di Matera
Immagine dell'interno. N.104


Matera pag 200
Immagine dell'interno. N.104


Matera pag 199
187
TAVOLA 63. Villaggi scavati: Matmata, Tunisia
sezione di abitazione su due livelli. La tipologia di questi insediamenti si compone di una
corte d'accesso, spesso a esedra, aperta a livello del suolo, che, attraverso un tennel, immette
in un patio rettangolare circondato da vani scavati su due o pi piani: quelli superiori sono
destinati a granai e quelli inferiori ad alloggi. N. 9

F.A. tav 3
Pianta di abitazione organizzata su due livelli: N. 9
1 Corte centrale
2 Camera principale
3 magazzino
4 Stanze d'abitazione
5 Cucina
6 Capanna d'estate
7 Arco e pilastro di sostegno
8 Tunnel d'accesso
F.A. tav 2
188
TAVOLA 64. Villaggi scavati: Shanxi, Cina
Immagine d'insieme del villaggio. N. 29

C.S. pag 71
La corte a cielo aperto l'elemento centrale dal quale si dipartono i locali scavati orizzontalmente,
che da esso ricevono luce e aria. Esso rappresenta il centro della vita familiare mentre lo spazio di
superficie lo spazio pubblico, destinato all'agricoltura.
Gansu: esempio di abitazione scavata con ingresso diretto dal piano di superficie.



F.A. tav 5










Scala scavata nel terreno di accesso all'abitazione sotterranea. N. 9
189
TAVOLA 65. Villaggi scavati: Cappadocia, Turchia
Goreme : immagini della citt scavata (da depliant turistico)


da depliant n.0 n.3
Kaynakli, spaccato assonometrico. N. 9


F.A. tav n. 7
Pianta parziale della citt Kaymakli. La citt scavata su una decina di livelli si estende per diversi
chilometri. I locali sono collegati da fra loro da una serie di gallerie ostruibili da dischi di pietra di
1,5 metri di diametro che permettevano un isolamento totale dall'esterno. N. 9

F.A. tav n 6
190
TAVOLA 66. Centro residenziale Olivetti, Gabetti, Isola, Re, 1974, Ivrea
Pianta piano superiore. N. 120


Zanichelli pag 100
Veduta dell'insieme. N. 120


Zanichelli pag 104-105 50%
Schizzo di studio. N. 120


Zanichelli pag 100
191
TAVOLA 67. Centro residenziale Olivetti, Gabetti, Isola, Re, 1974, Ivrea
Immagine notturna della facciata. N. 120


Zanichelli pag 102
Sezione caratteristica. N. 35


Electa pag 100, 90 %
Schizzo di sezione. N. 120


Zanichelli pag 102
192
TAVOLA 68. Casa de ritiro espiritual, E. Ambasz, progetto 1980, Cordoba
Vista del patio. N. 3


Arca pag 15 70 %
Sezione B-B. N. 3


Arca pag 14 70 %
Sezione A-A. N. 3


Arca pag 14 70%
Pianta delle superfici abitabili. N. 3


Arca pag 15 60 %
Prospettiva del progetto. N. 3


Arca pag 12 60 %
193
TAVOLA 69. Casa bozzolo, J .S. Aguilar, 198?, Citt del Messico
Immagini durante la
costruzione. N. 27

pag 61
Sezione B-B. N. 27


pag 61
Sezione A-A. N. 27


pag 61
Pianta. N.27


Abitare 85 n. 234 maggio pag 60 140 %
194
TAVOLA 70. Casa bozzolo, J .S. Aguilar, 198?, Citt del Messico


Immagini dell'interno. N. 27


pag 62, 90 %














pag 62, 90 % pag 62, 90 %
sezione D-D. N. 27


pag 61
sezione C-C. N. 27


pag 61
195
TAVOLA 71. Centro studi Caer Lean, P.R.Carpenter, 1987, Monmouth, U.K
Confronto fra le temperature nelle diverse condizioni. N. 30


Icusses pag 344
Particolare della copertura. N. 30


Icusses pag 343
Sezione. N. 30


Icusses pag 343
Pianta. N. 30


Icusses pag 343
196
TAVOLA 72. Sala conferenze e piscina, P.R.Carpenter, progetto 1987, Monmouth, U.K.
Il sistema di ventilazione per la piscina. N. 30


Icusses pag 349 80%
La proposta per la parete contenente le tubazioni. N. 30


Icusses pag 348 80%
Pianta. N. 30

Icusses pag 346
Sezione. N. 30


Icusses pag 346
Lo studio per la tipologia di parete. N. 30



Icusses pag 346 60%





Icusses pag 347 60%

197
198

ARCHITETTURA IPOGEA: INDICAZIONI PROGETTUALI Error!
Bookmark not defined.

Sono stati sin qui esposti vari esempi, diversi per funzioni svolte o per
l'intenzione architettonica che li ha originati. Su questa molteplicit risulta assai
difficile presentare delle indicazioni generali applicabili ai diversi possibili
utilizzi dell'ipogeo.
Diviene allora necessario porre una limitazione che, in linea col personale
interesse, riguarda quegli ambienti direttamente fruiti dall'uomo dove sono pi
incisive le esigenze di comfort.
importante sottolineare come al termine "ambiente" non fa pi solo riscontro la
dimensione naturale del mondo, ma anche contesti in cui risulta prevalente lo
spazio costruito, trasformato e artefatto, fino ai casi estremi in cui sparisce ogni
contatto con la natura.
A questo riguardo risultano interessanti i recenti studi sugli ambienti artificiali.
Nell'accezione pi larga, tutto quanto stato costruito o modificato dall'uomo
pu essere considerato ambiente artificiale, ma in questa sede il termine sta ad
indicare quegli ambienti che, situati in contesti speciali, vengono
scientificamente predeterminati.
La progettazione di ambienti artificiali implica la conoscenza delle leggi che
regolano il rapporto uomo-ambiente. Un modo per conoscere tali leggi consiste
nello studiare le reazioni che vengono prodotte nel corpo umano da ambienti con
caratteristiche particolari e inusuali. I voli spaziali costituiscono a questo
proposito una ricca sorgente di informazioni. Lo spazio extraterrestre, proprio per
la sua anormalit, chiarisce l'importanza che rivestono per il nostro organismo
alcune caratteristiche del pianeta in cui viviamo, come la presenza della forza di
gravit e di una particolare dimensione spazio-temporale (a questo riguardo
risulterebbero molto interessanti le ricerche compiute dagli studiosi dell'ente
spaziale sovietico pubblicate in "Perception of space and time in outer space",
Nauka Press, Mosca, 1968, tradotto dalla NASA l'anno successivo).
Recentemente la NASA si orientata verso la realizzazione di moduli abitabili
per ricerche scientifiche da installarsi sulle stazioni spaziali. In particolare per il
1996 previsto il lancio della stazione Freedom che orbiter a 800 chilometri
dalla terra. Gli obbiettivi dichiarati riguardano: da un lato la possibilit di
sfruttare l'assenza di peso per studiare nuove possibilit di sintesi, di costruire
materiali sofisticati, ..., dall'altro l'opportunit di studiare a fondo le capacit di
resistenza fisica e psicologica umane in condizioni eccezionali.
PARTE SECONDA
199
L'ambiente dell'abitacolo spaziale deve compensare le lacune, rispetto
all'organismo umano, presentate dallo spazio extraterrestre e non solo da un
punto di vista fisiologico. Non basta infatti costruire contenitori a tenuta stagna
per isolare completamente l'uomo dall'esterno e progettare uno spazio provvisto
di aria, acqua, luce, riscaldamento, cibo. necessario progettare un ambiente che
salvaguardi la salute degli astronauti anche da un punto di vista psicologico, per
esempio mediante un riferimento spazio-temporale che sostituisca, almeno in
parte, quello terrestre. Il discorso fatto a proposito delle stazioni spaziali vale
anche per le altri situazioni in cui le condizioni ambientali raggiungono casi
limite, come le basi polari, i sottomarini, gli spazi sotterranei. La stazione
spaziale, pur essendo un caso estremo, costituisce comunque un luogo di lavoro
in cui la capacit produttiva umana di primaria importanza (il costo di un'ora di
lavoro di un astronauta, secondo i dati forniti dalla NASA, di circa 80.000
dollari), e i fattori ambientali hanno un'influenza fondamentale nello stimolare o
frustrare la produttivit degli esseri umani, come spiegano gli psicologi
comportamentisti
86
.
Altri ambienti particolarmente interessanti, non sempre posti in sotterraneo, ma
comunque simili a tali architetture per l'isolamento cui vengono costretti, sono le
sale di controllo dei grandi impianti industriali.
Chiuse in parallelepipedi di cemento armato sono bunker posti al bordo
dell'impianto industriale, collegate a questi da una quantit enorme di fili, cavi e
condotti sotterranei. Il cemento armato serve a proteggere da eventuali esplosioni
gli operatori, i quali devono poter continuare la loro opera di controllo e arginare
i danni. Il rischio quello di vivere in una dimensione "virtuale" dove sembra
lavorare soltanto la testa, mentre il corpo e lo spazio vengono spesso dimenticati.
Cos, in nome della funzionalit e dell'economia, vengono solitamente allestiti
stanze e corridoi rettangolari con pavimenti sopraelevati, controsoffitti e pareti
rigorosamente in materiali plastici: ambienti semplici da progettare, facili da
montare e da smontare, ma che ostacolano la produttivit e disintegrano la
creativit. Si finisce per ritirarsi nel chiuso mondo della propria mente e perdere
il contatto con la realt.
Non a caso una delle preoccupazioni maggiori riguarda l'attenzione e la velocit
di reazione degli operatori all'interno delle sale di controllo. Dopo ore e ore
passate all'interno di un ambiente completamente chiuso, e quindi ipostimolante,
la mente umana entra in uno stato letargico, per risvegliarsi dal quale non basta il
lampeggio delle lampadine sulla console di comando. ben diversa l'impressione
creata dallo svilupparsi di un incendio da quella procurata da una lampadina,

86
Piera Scuri, Gli ambienti artificiali, le Scienze, n 241, settembre 1988.
200
soprattutto se ci si trova in uno stato apatico, ipoteso. In una sala controllo la
situazione di pericolo coglie l'organismo umano totalmente impreparato, in una
situazione di profondo rilassamento (l'incendio solleciterebbe le sensazioni tattili,
olfattive e uditive oltre quelle visive); le adeguate reazioni al pericolo,
nell'organismo, sono preparate da stati mentali di grande tensione.
Numerosi studi svolti in seguito a gravi incidenti avvenuti in impianti industriali
americani e francesi suggeriscono di riprodurre all'interno delle sale controllo i
rumori, addirittura le vibrazioni prodotte dall'impianto. Questo significa
mantenere i sensi dell'operatore (l'udito, la pelle, le sensazioni muscolari e
articolari) in contatto con la realt dell'impianto. Ma esistono anche altri modi per
mantenere attivi i nostri sensi, utilizzando le tecnologie, la conoscenza
dell'organismo umano, ricorrendo alle possibilit offerte dai materiali, dai colori,
dalle forme dalle dimensioni spaziali, senza arrivare agli eccessi degli
amusement park o dei shopping center.
Soluzioni interessanti sono quelle proposte da Piera Scuri e Douglas Skene per le
sale di controllo progettate per la Himont e la Enichem in Italia. Gli architetti
hanno fatto riferimento alle ricerche svolte sugli spazi artificiali e hanno discusso
i progetti insieme a psicologi e ambientalisti. Nelle loro sale di controllo si legge
il tentativo di contrastare l'immobilit dell'ambiente creando, nonostante le
ridotte dimensioni dello spazio, diversi punti di vista grazie a layout asimmetrici,
curvando i muri e arrotondando gli angoli per creare un senso di movimento,
bucando le pareti con fenditure, vetrate, aperture per sfondare lo spazio,
utilizzando superfici diverse e giustapposizioni di colori forti.
Nelle prime sale controllo, la necessit di contrastare la dimensione soffocante
causata dall'isolamento aveva portato i progettisti a scegliere un colore
uniformemente bianco e superfici lisce in modo da creare un senso di leggerezza.
Le verifiche attuate in seguito hanno permesso di constatare che, insieme al senso
di spaziosit, era necessaria una maggiore stimolazione sensoriale, un bisogno
reso evidente dalla costante presenza delle radio che gli operatori, quasi
furtivamente, portavano sul luogo di lavoro, proprio come estremo mezzo per
"riempire il vuoto".
Nella sala controllo Enichem Elastomeri a Ferrara [figura successiva],
terminata nel 1991, si maggiormente lavorato sulla texture delle superfici (lisce,
ruvide, lucide, opache) e sui colori (grigio chiaro, grigio scuro, blu, verde acqua,
azzurro, marrone, rosa).
Il parallelepipedo in cemento armato foderato da una controparete in mattoni
che serve a creare sporgenze, curve, aperture. L'intonaco bianco e liscio del
corridoio di entrata diventa grigio e granuloso nella zona che circonda la console
201
di comando, poi si interrompe lasciando scoperto il cemento armato, leggermente
colorato di azzurro da una vernice trasparente. In questo punto si trova il
sinottico: una grande finestra artificiale che sostituisce le grandi vetrate che un
tempo consentivano la veduta diretta dell'impianto. Il sinottico un grande
scatolato in Alucobond grigio sul quale serigrafato con colori forti (blu
elettrico, rosso, giallo, viola, verde) il layout dell'impianto. Ai lati sono inseriti
una serie di allarmi visivi e acustici e quattro grandi video che trasmettono
immagini dell'impianto. La grande rappresentazione dell'impianto quindi
appesa al cemento armato lasciato a vista, a voler indicare, spazialmente e
formalmente, che la rappresentazione e l'artificio servono a mantenere il contatto
con la realt e ad agire meglio su di essa.
Le teorie degli studiosi del comportamento vengono applicate negli Stati Uniti
soprattutto negli spazi di lavoro e nei punti di vendita, da considerarsi ambienti
artificiali parziali. Nei primi lo scopo quello di stimolare la produttivit, negli
altri il desiderio di comperare. Lo spazio viene considerato, in ambedue i casi,
come una sorgente di stimoli sensoriali (visivi, uditivi, tattili) diretti a eccitare, a
caricare di una tensione che dovr poi venir scaricata sul lavoro o nel fare
acquisti.
Pur se in questi casi l'approccio risulta limitativo, perch l'intero progetto viene
realizzato in funzione del rendimento economico, la teoria comportamentista
mette in piena luce il ruolo determinante dello spazio interno. L'architetto non
pi solo il garante del successo estetico, ma di tutta una serie di riferimenti umani
e sociali; o, se si vuole, di un'estetica non fine a se stessa, ma impegnata a creare
un equilibrio spaziale, un'armonia che coinvolge uomo e ambiente con
continuit.
Pianta della sala controllo
Enichem Elastomeri. N. E5


Costruire n 102, pag 82
202
A questo equilibrio partecipano tutti i fattori che caratterizzano lo spazio, come la
struttura, la forma, la luce, i colori, i materiali, i suoni, l'aria, ..., gestiti in modo
coerente col sistema psicofisico umano.

203
Verranno ora approfonditi questi temi, divisi per argomento secondo il seguente
schema:
Lo scavo e il consolidamento
L'impianto architettonico
L'involucro edilizio e i materiali
La luce
Il clima
La qualit dell'aria
Il suono

In realt la creazione corretta di uno spazio architettonico richiede un parallelo e
integrato studio dei diversi aspetti. Nello spazio ipogeo la progettazione deve
mirare a creare uno spazio vitale e dinamico e riuscire a cancellare la definizione
di spazio iposensoriale. Dal punto di vista tecnico si tratta di creare stimoli,
immagini e sensazioni che caratterizzino i diversi locali del nostro spazio, anche
nella dimensione tempo, e li rendano facilmente percepibili.
Dove nelle costruzioni convenzionali le qualit naturali dell'ambiente circostante
sono un grande contributo al funzionamento dell'architettura, ora, sotto la
superficie, questo contributo viene a mancare.
Sicuramente gran parte degli spunti proverranno dall'ambiente naturale, culla
dell'evoluzione umana, ma dovr trattarsi di una rielaborazione e non di una mera
imitazione. Il fatto di portare sottoterra l'immagine della superficie, tramite
specchi o rappresentazioni figurative, comporta forse una sorta di inganno e porta
a presentare la collocazione sotterranea come necessariamente dipendente
dall'esterno, priva di una identit personale. Questo un problema delicato: per
alcune funzioni, come le metropolitane e le sottovie automobilistiche, il
riferimento con l'esterno sicuramente importante. In altri casi fuori luogo
rinunciare a valorizzare le caratteristiche proprie del sottosuolo, di per s valide e
originali, ricorrendo a riferimenti illusori e posticci.
Si accenna qui inoltre alla difficolt che proviene dal pregiudizio negativo che vi
contro questo spazio. Gli utenti degli edifici sotterranei si lamentano
frequentemente della bassa temperatura, del tasso troppo elevato di umidit e
della mancanza di ventilazione, ma non sono problemi reali e sono
prevalentemente provocati dalla consapevolezza, spesso improvvisa, di trovarsi
sottoterra
87
. Contro questo pregiudizio, e per controbilanciare gli inevitabili
aspetti negativi, i parametri che definiscono le caratteristiche ambientali devono
avere valori pi restrittivi in vista del benessere.

87
J . Carmody, R. Stirling, op. cit.
204
forse questo pregiudizio a rappresentare il maggiore ostacolo a una sincera
visione della dimensione ipogea. In realt anche il sottosuolo un ambiente
naturale, parte importante nel grande ecosistema che gestisce il globo terrestre,
un elemento, per varie ragioni, rimasto fuori dalla considerazione umana, ma il
cui ruolo sottolineato, per esempio, dal Museo naturale di vita sotterranea,
precedentemente descritto. Acquisire questa positiva concezione permette di
affrontare il progetto ipogeo con "naturalezza".
Tutte le costruzioni ipogee si avvalgono in una maniera o in un'altra delle
caratteristiche offerte dallo spazio sotterraneo dando vita, a seconda del contesto,
della destinazione d'uso, ....., a una figura che oscilla tra caratteri di naturalit e
quelli di artificialit.
Nel primo caso l`ispirazione deriva dalle caratteristiche intrinseche del terreno:
un elemento naturale, coibente e protettivo. il caso di edifici a risparmio
energetico, di architetture naturali e di case ecologiche che il terreno arricchisce
di valenze proprie. Nel secondo caso invece il sottosuolo offre uno spazio
disponibile quando la superficie vincolata. Qui i vantaggi della localizzazione
si scontrano con gli svantaggi legati alla scarsa comunicabilit con l'esterno.
Moderne tecnologie devono sostituire gli elementi naturali assenti e lo spazio si
connota cos come artificiale.
Non sempre questa distinzione cos netta. Lo spazio sotterraneo rimane pur
sempre uno spazio naturale anche se le sue condizioni non sono adatte alla vita
umana e devono essere parzialmente adattate. Il ruolo dell'architettura ipogea pu
allora essere circoscritto all'interno della dicotomia naturale-artificiale e il suo
peso si sposta dall'uno all'altro capo in considerazione di diversi fattori.
Risulta interessante il commento
che Aurelio Galfetti fa del suo
restauro di Castelgrande a
Bellinzona quando racconta del
collegamento tra il piano basso
della citt e il castello sulla
rocca [figura a lato e
successive]. "Dovevo costruire
un ascensore. Un ascensore un
fatto meccanico: si pu ridurre
il problema al disegno del
pulsante e al colore della porta
lasciando la responsabilit alla
ditta costruttrice. Pu per
N. 54

Lotus, n 50, 1986, pag 116
205
essere il pretesto per raccontare, ad esempio, della fatica necessaria per scavare
una montagna. Si pu anche, nel fare un ascensore, evidenziare la tensione che
si prova nel vedere il cielo (il cielo del castello dove si vuole arrivare) da una
finestra 2 x 2 m "sepolti" sotto quaranta metri di roccia. Si pu pensare che sotto
terra bello vedere la roccia bagnata e sentire invece
il beton, fatto dall'uomo, perfettamente asciutto. O
ancora, che quando si parla sotto terra, in una
caverna, bello sentire il rimbombo. A questa cose
pensavo quando ho cercato di trasformare una scala
di sicurezza in un percorso e poi in una struttura,
staccata dalla roccia, a significare uno spazio che
l'uomo si crea in opposizione alla natura"
88
.





88
Galfetti Aurelio, "Restauro di Castelgrande a Bellinzona", in Lotus, 1986, n. 50, pp 111-117.
N. 54

Lotus, n50,1986,pag 112
N.54

Lotus, n 50, 1986, pag 113
206
2.1 SCAVO E CONSOLIDAMENTO. Cenni Error! Bookmark not defined.

La definizione della tipologia di scavo per la realizzazione di opere in sotterraneo
e delle tipologie di sostegno e rinforzo per garantire la stabilit e la sicurezza
sono argomento di rilevante importanza, non solo per la difficolt a stabilire le
metodologie migliori ma anche per i riflessi che questi aspetti hanno su diversi
fattori:
1) costo complessivo dell'opera;
2) dimensioni e organizzazione dello spazio;
3) controllo sulla qualit ambientale;
4) l'impatto ambientale;
5) il fattore di sicurezza raggiunto.

Nello stesso tempo la tecnologia di scavo dipende dal contesto in cui viene sita:
la profondit dell'opera;
il terreno, inteso secondo le sue propriet geomeccaniche e idrogeologiche
i vincoli al contorno.

La scelta della tecnologia di scavo risulta quindi molto delicata e va infine
confrontata con le esigenze prestazionali e architettoniche del progetto.

L'analisi geologica e geomeccanica del sito sono le prime operazioni da
effettuare. Tanto maggiore la complessit dell'opera, tanto pi precise dovranno
essere le tecniche di rilevamento dei dati meccanici per la verifica di stabilit.
I dati di maggiore importanza da acquisire sono:
le caratteristiche geologiche dei terreni
le propriet geomeccaniche e di resistenza dei terreni
lo stato tensionale preesistente
la presenza e l'estensione della falda acquifera
la presenza di discontinuit maggiori.

Conosciuti i dati e confrontati con le esigenze di progetto si pu fare una prima
distinzione: scavo a cielo aperto e scavo sotterraneo.
Lo scavo a cielo aperto si realizza quando l'opera non molto profonda. Ha il
vantaggio di una riduzione dei costi realizzativi ma comporta un notevole disagio
per le attivit di superficie per un periodo di tempo spesso non trascurabile.
Lo scavo sotterraneo necessario per operazioni a grandi profondit ma pu
essere realizzato anche in prossimit della superficie. L'innegabile vantaggio la
207
non intersezione con la vita di superficie, seppur richieda generalmente una
progettazione e tecnologie pi sofisticate per la sua realizzazione.
208
Una seconda distinzione, in relazione ad una scelta preliminare delle tecnologie
operative, comune con le propriet geomeccaniche dei materiali geologici che
per brevit si dividono in terreni sciolti e roccie compatte.
Per quanto riguarda i terreni sciolti, che rappresentano il caso pi comune nei
contesti urbani italiani, l'impegno rivolto a contenere e a consolidare la massa
per fornirle una certa capacit portante e consentire lo scavo in condizioni di
sicurezza.
Si elencano qui di seguito alcune delle tecniche utilizzate
89
.

Iniezioni a bassa pressione. Un intervento permanente che si realizza con
l'iniezione, a basse pressioni (20-40 bar), di malte nel terreno. La miscela riempie
i vuoti del terreno migliorandone le caratteristiche geotecniche e riducendone la
sua permeabilit. A seconda dello specifica esigenza si sceglier la miscela pi
opportuna, optando tra malte cementizie e miscele chimiche.


89
Pelizza Sebastiano, Peila Daniele, "Ground improvement in Tunneling", in Tunneling and
underground space technology, vol. 8, No. 3, 1993
209
Jet grouting. Un intervento permanente che si realizza attraverso l'iniezione
ad alta pressione (oltre 200 bar) di malte cementizie nel terreno.


Diverse tipologie di iniezione nei terreni. N. 103

Trattamento della super-
ficie possibile se non vi
sono ingombri e per li
mitate profondit .

Trattamento a foro cieco,
in avanzamento da cuni-
colo: conveniente quando
il trattamento deve essere
molto preciso e non sono
ammessi cedimenti .



Trattamento conico suborizzontale in avanza Altre possibilit offerte da casi particolari: ad
mento: il metodo classico per le grandi galle- esempio qui esposto un trattamento combina-
rie in terreni difficili. to dalla superficie in primo caso, dalla galleria
laterale in seconda fase.


A. B. Restelli,
pag 9-10, fig 3,4,5,6
Esempio di ombrello di colonne di jet grouting. N. 90



Pelizza Peila , pag 360
210
Rinforzo del terreno. Intervento permanente che si attua introducendo
elementi strutturali pi resistenti e rigidi del terreno che ne aumentano la
resistenza.

Congelamento. Un trattamento
provvisorio che viene applicato a
terreni ricchi d'acqua. Lo scopo di
sfruttare la stabilit che il terreno
acquisisce quando congelato. Una
volta messa in opera la struttura
definitiva questa bilancer la spinta
del terreno, riportato alla condizione
originaria.




Esempio di ombrello di micropali. N. 90


Pelizza Peila, pag 364
Il congelamento del terreno durante la costruzione
della Linea 3 a Milano. N. 50

Forcolini Modulo 89, pag 391, 70%

211
Per scavi a cielo aperto si procede invece realizzando dei diaframmi, attorno al
volume da scavare, a cui spetter il compito di contenere la spinta del terreno.
La tecnica pi comunemente usata lo
scavo con fanghi bentonitici.
I fanghi bentonitici vanno man mano a
sostituirsi al terreno escavato, mediante
una idonea attrezzatura di scavo, e
permettono di mantenere l'equilibrio
statico delle masse grazie alla loro
densit simile a quella del terreno.
Quando lo scavo ha raggiunto la
profondit richiesta viene inserita una
gabbia d'armatura e pompato il
calcestruzzo al fondo dello scavo,
recuparando in superficie i fanghi.







N. 105

Rodio F, pag 6
212
Realizzato lo scavo generalmente si procede all'ancoraggio di questi diaframmi al
terreno retrostante.
La tecnologia pi ricorrente prevede un sistema come quello nella figura qui a
fianco. Un cavo metallico non connesso con il terreno realizza l'unione tra la
superficie muraria e l'ancoraggio (un elemento che
realizza la perfetta unit tra cavo di ancoraggio e
terreno grazie all'iniezione ad alte pressioni di malte
cementizie). Una volta messo in tensione il cavo, il
giunto consente di applicare significative forze alla
parete al fine di contenere la spinta del terreno
90
.

90
Rodio, "High pressure regroutable anchors",depliant informativo
La secuenza delle fasi per il
fissaggio della parete al
terreno
-Realizzazione del diaframma

M 2.1.-1 50 %













-Primo scavo e ancoraggio

















Per fasi successive si ultima lo
scavo aggiungendo i vincoli
necessari
Teste di tiranti in uno scavo profondo 27 metri,
Genova. N.105

Rodio, GB foto 1, 50%
N. 105

Rodio GB, fig 1
213
Quando invece ci si trova ad operare in roccia si ha il vantaggio di operare in un
materiale che pu essere autoportante o che richiede pi ridotte operazioni di
sostegno rispetto ai terreni sciolti.
In queste condizioni risultano molto importanti l'orientamento dlele fratture in
vista delle condizioni di staticit.
Per l'abbattimento si pu ricorrere a due tecnologie:

Scavo con esplosivi.
Questa tecnica ha una lunga tradizione che si affinita nel tempo, riducendo
sempre pi i
tempi necessari
all'abbattimento
e realizzando lo
scavo con
sempre maggior
precisione.
Soprattutto in
ambito urbano,
lo scavo
comporta un
notevole disagio
per cose e persone a causa dei rumori e delle vibrazione prodotte.


Scavo con fresa.
Questa soluzione stata
introdotta nel settore pi
recentemente in vista di un
ulteriore aumento nella velocit
di escavazione.

La disposizione delle cariche in una caverna. mediamente sono necessari 1.8
kg di esplosivo per m
3
di roccia. N. 75

G.U. pag 130
Una delle frese usate nel tunnel della Manica. N. 6

Costruire, n. 110, M, 7-8 '92, pag 38, 70%
214
2.2 L'INVOLUCRO EDILIZIOError! Bookmark not defined.

Escludendo i casi in cui uno spazio realizzato all`interno di una massa rocciosa
per semplice escavazione, la struttura perimetrale la prima opera che si realizza.
Ove nelle costruzioni convenzionali la copertura definisce, per prima, uno spazio
costruito globalmente percepibile, e ne permette il proseguimento,
indipendentemente dalle situazioni climatiche, nell'opera ipogea questo ruolo
appartiene alle pareti perimetrali che difendono lo spazio costruito dalle forze del
terreno circostante.
Realizzare l'involucro di contenimento secondo una forma chiusa.
Nel suo insieme la struttura di contenimento ha un disegno chiuso, sia che si tratti
di opere realizzate completamente in sotterraneo, per esempio gli anelli di una
galleria, sia che si tratti di scavo a cielo aperto dove una cortina delimita lo
spazio interrato [figura a lato].
Questa tendenza, se ci si svincola
dall'abitudine di vedere l'edificio
composto dall'intersezione di piani
verticali e orizzontali, affiancata al fatto
che lo spazio sotterraneo una massa
plasmabile in ogni direzione, fanno
intuitivamente pensare ad una struttura
a guscio perfettamente sigillata dove
all'interno lo spazio pu essere
composto liberamente. La forma sferica
inoltre si adatta meglio al proble-ma
strutturale perch permette una migliore
distribuzione delle forze e delle
reazioni.
La forma curva, oltre ad avere chiari richiami
naturali, offre una sezione pi adatta a resistere alle
sollecitazioni del terreno.

disegno mio n.22-1, 60%
215

Questa idea ancora lontana
da un utilizzo diffuso, anche
perch diviene attuabile in
concomitanza con opere di
dimensioni elevate, ma gi
presente nei progetti di diversi
architetti.
I normali tunnel viari sono
caratterizzati da una sezione a
volta circolare, ma esistono
anche gallerie a sezione
circolare completa [figura a
lato], quando le maggiori
dimensioni o la natura
particolare dei terreni
richiedano resistenze elevate su tutte le superfici, anche quelle inferiori. I recenti
laboratori del Gran Sasso sono realizzati in enormi caverne circolari [tavola 78] e
infine un progetto futuristico di
una societ giapponese, la
Hazama Corporation, che studia
la possibilit dello sfruttamento
del sottosuolo delle grandi citt
come spazio abitabile, prevede
la realizzazione di grandi sfere
collegate tra loro [figura a lato].

Anche Foster, gi nel 1971,
aveva ipotizzato una struttura a
guscio per contenere un volume
ipogeo. Si trattava del Samuel Becket Theatre [figura seguente], a Oxford,
primo dei diversi progetti che Norman Foster elaborava con Richard B. Fuller, le
cui esperienze con le strutture geodetiche avranno sicuramente influenzato la
composizione. Il guscio e le strutture d'accesso spiegano l'impegno dei progettisti
a isolare il contenuto dalla massa di terra
91
.

91
Benedetti A., a cura di , "Norman Foster", Bologna, Zanichelli, 1988.
Mt. Baker Ridge tunnel (19.5 metri diametro interno),
Seattle, Washington, Usa. N. 29


C.S. pag. 100
N. 9

F.A. copertina
216
N. 18






Aldo Benedetti, pag. 58
217
Un progetto molto simile era gi stato realizzato negli anni '60. Si tratta di un
piccolo teatro per un college d'ingegneria di 1000 posti [tavola 73]. In questo
caso la forma sferica ha una doppia ragione. Dal punto di vista formale il
particolare volume, parzialmente sporgente all'esterno, ne facilita la
comprensibilit e ne esalta il ruolo culturale. Dal punto di vista costruttivo si
trattava di rispondere ai problemi di un terreno molto incerto, traforato in
profondit, da vecchie gallerie: la forma sferica permette qui di distribuire in
modo uniforme il carico del volume sul terreno sottostante. Per la realizzazione
delle pareti laterali non stata utilizzata alcuna cassaforma perch il calcestruzzo
stato gettato direttamente sulla superficie escavata
92
.
Se da un lato il suolo permette una enorme libert compositiva, per cui l`opera
ipogea pu svilupparsi a piacere nelle tre dimensioni, dall'altro si tratta di un
elemento molto rigido che non pu pi essere soggetto a facili modificazioni.

Realizzare l'involucro senza interruzioni di continuit.
La continuit strutturale una esigenza fondamentale delle pareti perimetrali
delle strutture ipogee perch devono realizzare una barriera totale tra lo spazio
interno e esterno. Le condizioni "esterne" infatti, caratterizzate da uno stato
pressoch anaerobo e da una forte pressione idrica, sono pi assimilabili a quelle
marine che a quelle in superficie. Tanto vero che Hans Hollein, schizzando una
ipotetica mega struttura ipogea, aveva associato al volume una immagine nautica.
Inoltre, anche in presenza di terreni aridi, va esclusa in maniera assoluta la
presenza di falle e fessurazioni, che permetterebbero il passaggio del radon, un
gas radioattivo presente nella crosta terrestre che emette tutti e tre i tipi di
radiazioni (alfa, beta e gamma), particolarmente dannoso per l`uomo perch
diffuso nell'aria viene direttamente inalato.
La struttura in definitiva, quale che sia la forma, deve diventare una membrana
asettica che impedisca qualunque trasporto di materia tra fuori e dentro.
A favore di questa continuit vi sono le condizioni relativamente stabili della
terra che permettono di eliminare, o quantomeno di ridurre, i giunti di
dilatazione, necessari per le grandi strutture in superficie.

92
Red., "Going underground", in Progressive Architecture, aprile, 1967
N. 79

Nic.n.47
218
Porre particolare attenzione ai materiali. Il materiale che pi si presta a
questo scopo il calcestruzzo. Gi intuitivamente l'origine dei suoi componenti
lo avvicina alla dimensione sotterranea ma sono le sue caratteristiche di
plasmabilit, di resistenza ad agenti corrosivi e eventualmente di impermeabilit
che lo rendono cos adatto. Inoltre le caratteristiche termoigrometriche del
terreno, ambiente umido e termicamente stabile, sono ideali alla sua maturazione
e alla ottimizzazione delle sue caratteristiche.
Recentemente la moderna tecnologia ha messo a punto particolari miscele che si
prestano ad un uso in sotterraneo e in particolare i calcestruzzi con miscela di
fibre d'acciaio, che si adattano facilmente a seguire le forme libere.
La presenza di queste fibre, oltre ad aumentare l'elasticit della struttura,
permette di realizzare opere non dipendenti da forme lineari, ma libere di seguire
le curve del terreno, senza i vincoli imposti dalla lavorabilit dell'armatura, che
viene eliminata. Pur se i costi del materiale sono maggiori, dovuti alla presenza
di 50-70 kg di fibre d'acciaio d'alta qualit per m
3
di prodotto, il costo
complessivo ridotto per la velocit e la semplicit di realizzazione
93
.


93
Vandewalle M., Use of steel fiber reiforced concrete for tunnel constructions, proceedings of
ICUSSES, Delft University, 1992
219


TAVOLA 72. Piccolo teatro, Luc et Thierry Sainsaulieu, 196?., Parigi
Immagine del teatro durante la costruzione. N. 96

P.A. Aprile, 1967, pag 148
Sezione del teatro. N. 96

P.A. Aprile, 1967, pag 148
220
2.2.1 L'impermeabilizzazioneError! Bookmark not defined.

Lo spazio sotterraneo si presenta come un volume immerso in una massa terrosa
dalla quale deve essere isolato, soprattutto per quanto riguarda i movimenti
d'acqua.
Il problema dell'impermeabilizzazione non si misura pi col fenomeno della
caduta a pioggia, come per gli edifici di superficie per i quali il fenomeno
interessa soprattutto la copertura e i sistemi di deflusso, ma riguarda tutte le
superfici di contatto, anche per l'esistenza dei fenomeni di capillarit.
La caratteristica d'igroscopia infatti rende il terreno circostante un rischio
permanente per le infiltrazioni d'acqua.
Esiste inoltre anche un problema all'interno. La pressione del vapore dell'aria
ambiente, che non pu essere assorbita dalle pareti rese impermeabili, pu
attivare i caratteristici fenomeni di condensa, rischio presente anche d'estate
perch la temperatura superficiale delle pareti sempre inferiore ai valori di
comfort.
La figura sottostante visualizza le fonti d'acqua che possono interessare la parete.
Le soluzioni per la sigillatura dell'involucro non si limitano alla scelta del
migliore prodotto, ma sono influenzate dalla tecnologia di scavo e interessano la
progettazione della struttura nel suo complesso.

Pressione di vapore N.113
-interna
-esterna
E.S.S. FS 04 pag 1
Diffusione capillare
-orizzontale
-verticale

Pressione idrostatica
-porosit microscopica
-aperture macroscopiche
221
Disporre una membrana impermeabile lungo tutte le superfici di
contorno.
Nella maggioranza dei casi in cui lo scavo del volume utile successivo alla
disposizione della cortina di diaframmi lo strato impermeabilizzante non pu che
porsi dall'interno.
Lo strato impermeabile che viene posto contro l'intradosso della parete pu
essere:
- un foglio precostituito di materiale
plastico o bituminoso che viene incollato o
ancorato alla superficie della parete.
Particolare attenzione va posta ai punti di
giunzione, realizzabili a caldo o a freddo a
seconda del materiale. Successivamente
pu essere disposto un secondo setto in
calcestruzzo che, oltre ad offrire
un'ulteriore garanzia, svolger i compiti
estetici e strutturali nei confronti del
volume interno [figura a lato].



- una miscela specifica, a base di malte cementizio o chimiche, che viene
spruzzata con apposite attrezzature contro la superficie realizzando un strato
aderente e impermeabile continuo.
Per esempio nella citata casa Bozzolo dell'architetto Aguilar [tavole 68-69]
una particolare miscela di poliuretano espanso stata spruzzata a pressione
sulle superfici interne, aumentando inoltre la resistenza termica
dell'involucro.



M 22-2, 50 %
222
Utilizzare specifiche miscele che rendano impermeabile la parete di
calcestruzzo.
Esistono in commercio additivi specifici (idrobeton, intostop, idrosilex, ....) che
permettono di ottenere calcestruzzi completamente impermeabili. Sono gli
additivi impermeabilizzanti, o idrofughi di massa, la cui funzione quella di
ridurre il rapporto acqua cemento a pari lavorabilit per aumentare la
compattezza del lavorato.
In Germania si parla di tecnologia "weie wanne", ossia impermeabilizzazione
bianca contro quella che fa uso di bitume, "schwarze wanne". Si tratta non solo
di realizzare una massa molto compatta attraverso la riduzione della percentuale
d'acqua ma anche di progettare un tracciamento delle superfici contro terra
continue tra loro, in modo da impedire la formazione di cricche e fessurazioni.
Vengono suggeriti le seguenti regole atte a garantire una corretta
impermeabilizzazione
94
:
-corretta composizione del calcestruzzo con componenti adatti, per esempio
aggregati A/B32 e cemento Z 35
-rapporto acqua cemento <0.60
-perfetta produzione e miscela del cemento
-cura nel getto e compattazione
-immediata e prolungata cura durante la maturazione
-il controllo sulla massima penetrabilit dell'acqua non deve dare valori
oltre i 5 cm con test din 1048 (pressione dell'acqua 0.5 N/mm
2
per 72 ore)
-controllo sulla qualit della costruzione.
Con queste tecnologie vengono comunque predisposti dei canali per il drenaggio
dell'acqua, per l'impossibilit di garantire nel tempo la sigillatura assoluta.

Impermeabilizzare il terreno al contorno. Uno specifico trattamento
impermeabilizzante viene realizzato attraverso iniezioni nel terreno di malte ad
alta pressione che ne aumentano la compattezza e ne variano la composizione.
Risulta per difficile garantire un trattamento omogeneo su tutta l'area e viene
solitamente attuato su opere per cui non richiesta una elevata durabilit.


94
Loymeyer G., Ebeling K., "Building in ground water", proceedings of ICUSSES, Delft University,
1992
223
Realizzare una intercapedine d'aria.
Questa, tra l'altro obbligatoria per gli spazi
abitati sotto la quota zero, offre una garanzia in
pi contro le infiltrazioni d'acqua, ma riduce i
vantaggi relativi all'isolamento termico. L'aria
che circola nel vano serve ad asportare l'umidit
in eccesso, ma porta con s anche il calore
disperso dalle pareti [figura a lato].
Inoltre il vespaio vuoto necessita di potenti
impianti di pompaggio nella eventualit di
innalzamenti della falda acquifera o di
allagamenti.



Miglioramenti sulla base di questa tipologia riguardano la possibilit di un
controllo sull'aria circolante, guidata all'interno di percorsi prestabiliti,
eliminando per esempio le correnti ascensionali e il contatto con l'esterno
attraverso setti orizzontali. Si tratta cio di creare uno spazio di transizione simile
a quello proposto per i nuovi
uffici della Snam da Gabetti e
Isola.
Nel caso ipogeo la camera
d'aria diviene uno spazio
confinato sfruttabile per il
controllo igrotermico in
prossimit della zona di
confine e l'utilizzo di
partizioni vetrate permette di
rendere espliciti i riferimenti
tecnici, impiantistici e
strutturali della costruzione.
La vista della nuda roccia, o
delle pareti in cemento, un
elemento di interesse
ulteriormente arricchibile. Qui
la sistemazione di piante pu


M 22-3 50%


M 22-4, 60%
224
rappresentare un sollievo alla condizione recessa e le stesse trovano un ambiente
favorevole per l'alta umidit relativa.



225
Disporre uno strato impermeabilizzante all'esterno dell'involucro. Solo
quando la struttura viene realizzata all'aperto e successivamente ricoperta di terra
l'impermeabilizzazione pu essere applicata dall'esterno con la possibilit di un
accurato controllo sul risultato.
L'impermeabilizzazione all'esterno viene realizzata con bitumi o resine sintetiche.
Questi prodotti spruzzati sulla superficie definiscono una membrana omogenea
che aderisce tenacemente al calcestruzzo.

La messa in opera del Soiprem,
un particolare impermeabilizzante
bituminoso , lungo la galleria
artificiale FS a San Vito Chietino.
(Depliant illustrativo Saiprem)

Costruire 101, pag 241
226
Inoltre, per allontanare dalle superfici
le alte concentrazioni d'acqua che
possono interessare il terreno,
importante predisporre, a contatto con
le pareti, materiali di riempimento
particolari, come l'argilla espansa che
permette un veloce defluire dell'acqua.
La membrana orizzontale deve
estendersi oltre i limiti della struttura
in modo da allontanare il deflusso
dell'acqua dalla parete, realizzando la
stessa funzione del cornicione nella
casa tradizionale.
Qui a lato la sezione proposta per le
earth sheltered structures dal
Dipartimento Statunitense di
Energetica.


2.2.2 La questione formaleError! Bookmark not defined.

Quando si parlato nella parte introduttiva della questione formale si accennato
tra l'altro alle potenzialit dello spazio ipogeo per creare un'ambientazione
speciale. La progettazione pu infatti far leva sull'effetto drammatico e
suggestivo proprio di questo spazio sottolineando le forme libere e originali della
pietra e richiamando i significati simbolici primitivi. In tal caso superfici di
roccia grezza possono contribuire alla definizione di un ambiente affascinante,
ben distinti dalla monotonia di molti ambienti sotterranei. Si tratta di cogliere
quali debbano essere le caratteristiche dell'edificio, la sua destinazione d'uso, il
contesto urbano e sociale in cui si inserisce e raggiungere il giusto equilibrio tra
facilit d'uso, rispetto dei possibili stress psicologici e utilizzo delle
caratteristiche pi forti e significative dell'ambiente ipogeo. Semplici esempi
possono essere le lavorazioni artistiche e scultoree effettuate nelle metropolitane
dei paesi scandinavi. Spesso qui la roccia viene lasciata a vista e i giochi
realizzati sulle pareti o sui pilastri centrali di pietra arricchiscono l'ambiente di
originali elementi [tavole 4-5].
La presenza di canali di scolo lungo il perimetro
facilita il deflusso dell'acqua. N. 113


E.S.S. FS 04, pag 5, 60%
227
Un esempio
interessante il
complesso Retretti in
Finlandia [figura a
lato]. Si tratta del pi
grande complesso di
caverne del paese,
situato nella parte
orientale presso il
villaggio Punkaharju.
Si pensato subito di
sfruttare questo
affascinante spazio
come ampliamento dell'esistente Art Center. La progettazione degli ambienti si
cos rivolta alla valorizzazione delle eccezionali opportunit offerte dalle
variazioni superficiali di colore dei diversi tipi di roccia al fine di creare un
ambiente originale. Ampie superfici di roccia naturale sono state lasciate a vista
ed evidenziate tramite un'illuminazione e giochi d'acqua particolari. La prima
fase di costruzione ha coinvolto un'area per esposizioni d'arte di 16.000 m
3
ed
stata completata nel 1984. La seconda fase, completata un anno dopo, costituita
dalla famosa sala per concerti di 14.000 m
3
per mille spettatori, oltre a un
ristorante, spazi espositivi con fontane e una cappella.
Un ulteriore esempio, sempre in Finlandia, la chiesa Tamppeliaukio, o chiesa
nella roccia, di Erkki Yuva realizzata gi nel 1967, una delle pi popolari
attrazioni turistiche di Helsinki [tavola 54]. Qui le superfici interne a vista
rendono l'ambiente particolarmente suggestivo e la luce naturale che filtra
attraverso la cornice trasparente della cupola circolare esalta la nudit della
roccia.
Il citato progetto di Hans Hollein per il Landesmuseum di Salisburgo pure
prevede questa opportunit. Infatti, ovunque possibile, la superficie sezionata
della roccia viene lasciata a vista creando un rapporto diretto tra il museo e il suo
particolare contesto.
In Italia gli esempi sono molto rari per la difficolt di trovare una massa rocciosa
compatta e uniforme. Un esempio recente, che ha forti richiami con la chiesa di
Helsinki, rappresentato dalla chiesa a Loseto su progetto di Ottavio di Blasi. La
ricerca di un rapporto tra il Sacro e la Natura ha portato l'architetto a interrare la
struttura, a nasconderla parzialmente nel terreno per esaltare il carattere verde.
All'interno l'ambiente trattato nella semplicit dovuta alla casa di Dio, cos
La sala per concerti Retretti N. 52

The rock alternative pag 126
228
dietro l'altare la parete rocciosa lasciata a nudo sottolinea il carattere puro dello
spazio [tavole 58-59].
Ma non necessario essere in presenza di una massa compatta di roccia per
sottolineare il luogo: anche l'uso del calcestruzzo a nudo permette di ricollegarsi
alla situazione ipogea. Inoltre, rispetto alla roccia, pu essere facilmente
modellato in modo da costruire forme e giochi che ravvivano l'ambiente. La
possibilit dell'utilizzo del calcestruzzo a nudo permesso anche dalla maggiore
temperatura superficiale di parete, che riduce il disagio che si ha in analoghe
strutture alla superficie.
Diviene cos possibile modellare le pareti per adattarle secondo le forme pi
libere e immateriali ispirate dalla fantasia, o per creare spazi e vani funzionali.
L'esempio la citata casa di
J avier Senosian Aguillar, il
bozzolo, dove gli stessi
elementi d'arredo risultano
dalle pieghe dell'involucro. Ma
gi precedentemente Andr
Bloc aveva creato le
"sculptures habitacle", degli
spazi immateriali dove le
superfici si proiettano verso il
centro coinvolgendo tutto lo
spazio in una scultura da
vivere [figura a fianco].

Andr Bloc, prima scultura abitacolo, 1962. N. 79

Nic., fig 45
229
2.2.3 Casi particolariError! Bookmark not defined.

Il tetto verde
La costruzione sotterranea, sia che nasca sulla scia dell'architettura naturale sia
che derivi da una superficie vincolata, per esempio a verde pubblico, si giova
spesso di una copertura vegetale. Anche a livello psicologico si spiegato come
la costruzione sotterranea di un edifico meglio accettata se un uso estensivo
della superficie a verde ne giustifica la collocazione. Il tetto verde non
esclusivo della costruzione ipogea poich esiste un vasto utilizzo anche su
costruzioni tradizionali, soprattutto nei paesi nordici. Oltre ad avere un chiaro
valore formale rappresenta un buon sistema di isolamento. Il suo utilizzo risale
cos gi all'antica tradizione edilizia islandese dove il manto erboso attorno
all'edificio prosegue con continuit sul tetto a falda.
I problemi sono sia di struttura, perch il carico agente aumenta
considerevolmente per la presenza delle piante e dell'acqua [figura sottostante],
sia di impermeabilizzazione.

Lo strato impermeabile, cos delicato, deve conservare le sue caratteristiche nel
tempo senza patire l'attacco chimico dei concimi, dei diserbanti e delle piogge
acide, ne quello meccanico operato dalle radici. Una sezione completa
visualizzata nella figura successiva
95
. Il disegno mostra la struttura completa di
tetto verde, con tutti gli strati funzionali necessari per un buon risultato
complessivo. La struttura pu essere divisa in due blocchi: la struttura del tetto
(da 1 fino a 6) e la struttura della vegetazione (da 8 fino a 12). Lo strato divisorio

95
Dario Marabelli, Piano, ecologico, dal grande futuro, Modulo, Ottobre, 1990
I pesi che gravano sulla soletta in
rapporto al tipo di coltura. N. 73
Modulo, ott. '90, p 1148, 65 %
A) Erba e piante erbacee nane
B) Erbacee a grande sviluppo
e arbusti nani
C) Arbusti
D) Alberelli, alberi
230
e di scorrimento in mezzo deve evitare che influenze negative, create dalla
struttura verde, a seguito di assestamenti, ghiaccio, ecc., danneggino la struttura
del tetto.

Gli strati funzionali di un tetto verde. N. 73.
1 Elemento portante
2 Strato promotore di adesione
3 Strato di barriera al vapore e di ugualizzazione modulo, pag 1149
4 Isolamento termico
5 Primo strato dell'impermeabilizzazione, configurazione
di strato di ugualizzazione della pressione del vapore
6 Strato superiore dell'impermeabilizzazione anche con
funzione antiradice
7 Strato di separazione e di scorrimento
8 Strato di protezione
9 Strato di drenaggio per l`accumulo dell'acqua
10 Strato filtrante
11 Strato di terra per la vegetazione
12 Piante
231
Elementi di collegamento fuori-dentro
Si detto dell'esigenza di garantire la continuit strutturale dell'involucro.
Tuttavia spesso necessario operare dei tagli per costituire dei collegamenti tra
interno ed esterno; prese di luce, d'aria, camini di sfogo, ....., sono gli elementi
deboli delle strutture ipogee ai fini della sigillatura dell'edificio.
La figura qui a fianco proposta per
le earth sheltered structures, dal
dipartimento americano di
energetica, mostra l'articolazione
delle parti di giunzione nel tipico
esempio di camino di ventilazione
che attraversa il solaio di copertura
e il sovrastante manto erboso
96
.
Risulta allora pi congeniale una
progettazione che miri a ridurre il
numero di questi collegamenti,
aumentandone invece la superficie
e convogliando in essi i diversi
flussi richiesti, nello specifico aria e
luce.

96
Earth Sheltered Structures, op.cit.
N. 113

ESS F.S. 4 pag.6, 60 %
232
2.3 L'IMPIANTO ARCHITETTONICOError! Bookmark not defined.

Il manufatto edilizio stato spesso messo a confronto con altri oggetti del
panorama industriale contemporaneo. Se il paragone storico con l'auto, oggi
la nave ad offrire interessanti punti di riscontro. Poi, con un manufatto
sotterraneo, le analogie aumentano. La nave infatti un ambiente per lo pi
chiuso, dove la larghezza considerevole, pi volte interrotta da tramezzature, e le
superfici scarsamente vetrate limitano fortemente un contatto con l'esterno, e
illuminazione e aerazione dipendono da sistemi artificiali. Diviene allora facile
immaginare una architettura sotterranea ponendosi all'interno di una grande nave.
Mentre ci si inoltra per i corridoi e si ruota attorno alle scale ci colpisce la
repentina perdita di orientamento. Nonostante le piantine descrivano chiaramente
la posizione e la distribuzione degli spazi, permane un senso di disagio. Nelle
recenti realizzazioni navali si nota un impegno a rispondere a questo problema.
Nell'ultima nave realizzata per il gruppo Costa Crociere, la cui composizione
interna stata affidata ad un architetto (arch. Guido Canali), lo spazio interno
caratterizzato da grandi volumi che si estendono su pi piani e che ricevono luce
da vaste vetrate appositamente realizzate dalla Saint Gobain.
Un aspetto importante legato alla progettazione di un edificio sotterraneo
dunque la necessit di una comprensione chiara delle sue dimensioni e
dell'organizzazione interna dello spazio.
Facendo un paragone con le qualit umane, l'edificio tradizionale, fuori terra,
potrebbe dirsi estroverso in quanto la sua realizzazione guidata dal continuo
relazionarsi con l'esterno, sia per necessit di normativa (per le imposizioni di
superfici trasparenti, di superfici apribili, di spazi di rispetto tra edificio ed
edificio, ....), sia per ragioni culturali,
per l'idea di edificio che sta alla base
di ogni principio creativo: la casa, uno
dei primi soggetti rappresentati
graficamente dal bambino, una
figura appoggiata su un piano, la
superficie terrestre, e circondata da
elementi della natura come alberi,
montagne, acqua, ....[figura a lato].
L'edificio ipogeo va invece detto introverso perch si realizza in modo autonomo,
con limitati e selezionati affacci sul mondo esteriore. Cambia qui la gerarchia
degli spazi e il ruolo che essi assumono rispetto al contesto: non pi l'edificio che
si manifesta apertamente per forma, dimensioni e qualit, ma una forma nascosta

M 23-1, 50%
233
deducibile indirettamente dall'ambiente circostante; non pi grandi viste
sull'esterno, ma ampi spazi interni; non corridoi che collegano schematicamente
gli ambienti, ma una articolazione pi varia tra spazi propriamente privati e
"pubblici", .....
La trattazione ora prosegue ponendo una distinzione fra le problematiche dello
spazio esterno e quelle dell'interno. Tuttavia nella progettazione questi due temi
devono essere svolti di pari passo, rendendo manifesta quanto pi possibile la
corrispondenza fra "dentro" e "fuori".
A questo riguardo Malcolm Wells sottolinea la
difficolt che spesso hanno le persone a
percepire correttamente lo spazio sotterraneo.
Con ironia egli spiega come spesso la
costruzione ipogea venga immaginata simile a
un edificio tradizionale ma trasposta sotto il
terreno.


PA 5/78, pag 108
234
2.3.1 La corrispondenza fuori-dentro Error! Bookmark not defined.

Come spiega Bruno Zevi
97
la comprensione di un edificio possibile solo dal
vivo poich solo cos si pu riconoscerne la dimensione temporale.
Muovendoci fuori e dentro ci infatti possibile vederlo sotto infiniti punti di
vista che sommandosi nella nostra mente permettono di definire la costruzione
nella sua interit. Per l'architettura ipogea si tratta di un importante presupposto
alla progettazione.
Si tratta di realizzare la corrispondenza fra fuori e dentro. La percezione della
forma dell'edificio dall'esterno, o quantomeno di alcuni suoi contorni, favorisce
anche l'orientamento all'interno dell'ambiente sotterraneo, grazie al
riconoscimento di alcune direzioni gi identificate all'esterno. Questo processo
mentale inoltre influenza la costituzione, nella memoria individuale, di
un'immagine, anche astratta o simbolica, dell'edificio, della sua funzione e del
suo aspetto formale.
Le aperture trasparenti, quali cavedi, atri, ..., rappresentano la soluzione pi
immediata perch gli elementi naturali o architettonici esterni, visibili
dall'interno, forniscono un contatto permanente e un chiaro sistema di
riferimento. Non sempre per possibile trattare liberamente la superficie per
creare questi tagli trasparenti, per gli stessi vincoli che spesso sono alla base
dell'architettura ipogea. L'impegno si sposta allora su collegamenti indiretti, su
analogie formali, ma anche tecniche e costruttive, che offrono all'interno un
chiaro riscontro con l'esterno.
La vista diretta sull'esterno non l'unico strumento per l'orientamento, pur se il
pi semplice, e anzi un semplice lucernario che guarda il cielo non fornisce
alcuna informazione sulla posizione rispetto all'ambiente circostante.
Il nostro cervello coglie, anche involontariamente, attraverso i sensi tutta una
serie di input oltre a quelli visibili che, combinati alla memoria delle precedenti
situazioni, forniscono i dati sulla nostra collocazione. Un impianto architettonico
che si rifletta all'esterno quindi fondamentale per proporre un ambiente
leggibile.

97
B. Zevi, Saper vedere l'architettura, 1953, Einaudi, Torino
235
Realizzare cavedi e atrii per un diretto contatto fra esterno ed interno. Uno
degli esempi pi chiari il solco trasparente nell'edificio della Low Library
[tavola 29-31].







Creare corrispondenza fra il
sistema di percorsi interno ed
esterno. L'esempio della Pusey Library [tavole 26-28] molto significativo: un
percorso collega in diagonale gli estremi del parallelepipedo sporgente, copertura
verde dello spazio nascosto. Ai livelli sottostanti questa direzione ripresa e
risulta tanto pi forte per il fatto che taglia nettamente la maglia ortogonale dello
spazio.

Proporre in superficie disegni
che rispecchino le forme degli
ambienti sottostanti.



M 23-1A, 50%
La forma circolare dello spazio ipogeo ha il suo
riferimento in superficie da un semplice muretto.


M 23-16?, 50%
236
2.3.2 Lo spazio esterno Error! Bookmark not defined.

Nonostante le strutture di superficie possano essere progettate per adeguarsi e per
riflettere le forme naturali, esse hanno una presenza fisica nel paesaggio che crea
una chiara distinzione fra contesto e nuovo costruito. Collocare un edificio
parzialmente o completamente sotto la superficie permette di ottenere una
integrazione quasi completa del costruito con la natura circostante. Questo
conferisce certamente all'edificio una immagine pi "naturale" e offre
l'opportunit di inserire strutture ingombranti in luoghi non adatti a interventi di
grandi dimensioni, per lo pi a seguito di valutazioni di impatto ambientale
negativo o di vincoli paesaggistici.
La maggior parte degli edifici convenzionali hanno confini definiti, un volume
percettibile e un punto d'accesso chiaro e visibile, cos che possono essere
facilmente riconosciuti come un oggetto o uno spazio specifico. Una costruzione
sotterranea spesso non pu fornire questi indizi visivi.
Sebbene creare una struttura discreta sia uno degli scopi dell'utilizzo del
sottosuolo questo approccio pu essere inappropriato o indesiderabile per edifici
che dipendono dall'identificazione pubblica per il loro funzionamento, come
centri d'interesse sociale, biblioteche, spazi civici, ...
Un aspetto importante legato alla progettazione esterna di un edificio sotterraneo
la necessit di una comprensione chiara della localizzazione della costruzione,
della sue dimensioni, dei suoi ingressi.
237
2.3.2.1 Esigenze prestazionali, alcune proposteError! Bookmark not defined..

I Riconoscimento dell'esistenza di uno spazio ipogeo

In un edificio completamente interrato esaltare gli elementi di contatto tra fuori
e dentro (ingressi, lucernari, prese d'aria, ...).

Quando l'edificio si trova nella trama
urbana i riferimenti diminuiscono e
possono confondersi con quelli delle
costruzioni di superficie. Bisogna allora
sfruttare gli spunti offerti dal contesto
circostante e svilupparli coerentemente
col nuovo costruito. Cos, per esempio,
una struttura situata sotto una piazza
completamente circondata da edifici,
come potrebbe essere un parcheggio in
un centro storico, sar pi facile da
immaginare e da localizzare dal
momento che gli edifici adiacenti
definiscono chiaramente i suoi contorni.




M 23-2, 50%


M. 2.3-3, 50%
238
In un edificio sotterraneo con volumi parzialmente in superficie lasciare al
contorno, o presso gli ingressi, la vista libera verso i livelli interrati.

Predisporre elementi segnale per testimoniare il volume sottostante.
Un esempio interessante rappresentato dalle enormi bocche d'areazione del
centro commerciale Shinjuku a Tokio
[figura a lato]. Queste, oltre a permettere
la ventilazione dei volumi sotterranei,
spiegano con ironia l'enorme spazio
presente al di sotto.




M 23- 4, 50%
N. 9

F.A., pag 133, n.12, 70 %
239
II Segnalare le dimensioni del costruito

In un edificio ipogeo in area verde modellare la superficie o creare un
terrapieno rialzato riprendendo le dimensioni di pianta.

Un esempio sono la mensa e i locali ricreativi del Federal Ministry a Bonn, dove
la zona tutelata dalle costruzioni ha suggerito una collocazione sotterranea
[figura sottostante]. Il volume si come sollevato dal terreno facendo apparire
una grande vetrata, corrispondente agli ingressi, al di la della quale il terreno
ridiscende lentamente adagiandosi nella sua configurazione originaria
98
.

98
Barkauskas F., Creative aspects and uses for underground structures. Examples from Germany,
ICUSESS, pp. 483, Delft, DUP, 1992


M 23-6, 60%
Immagine dell'ingresso e sezione completa dell'impianto N. 12


ICUSESS, pag 483
240
Un'altra soluzione porpone il disegno di un tracciato, affidandosi a segni e
opere scultoree, che riprenda il contorno dell'ambiente ipogeo.

Dove non sia possibile offrire una comprensione diretta dell'estensione del
volume, per esempio quando la superficie occupata da altre costruzioni, oltre a
confidare nella capacit deduttiva e mnemonica degli utenti:

Posizionare elementi riconoscibili in superficie (ingressi, lucernari, prese
d'areazione, ...) agli estremi dell'edificio, per suggerirne i limiti nascosti.
Una cornice parziale che sporge dal terreno suggerisce i limiti del volume sottostante.


M 23-7, 60%
L'ingresso posto a cielo aperto permette di presentare immediatamente il nuovo piano di
riferimento. La presenza di due ingressi, posti in posizioni distinte, inoltre, facilita la
comprensione delle dimensioni dell'edificio e del suo inserimento nella trama urbana.

M 23-8, 60%
241
III Rendere individuabili gli ingressi

In qualsiasi edificio, sopra o sotto terra, l'ingresso ha un ruolo fondamentale. Da
alle persone un senso di arrivo; influenza la personale percezione dell'edificio;
focalizza il processo di orientamento all'esterno e all'interno; rappresenta uno
spazio di transizione fisica e psicologica tra interno ed esterno.
I problemi a cui porre maggiore attenzione sono:
1) poich non esiste un volume visibile pu essere difficile riconoscere
l'entrata;
2) la direzione d'ingresso verso il basso, fattore che pu accentuare il
pregiudizio verso il sottosuolo;
3) poich nell'ingresso vengono a mancare i riferimenti con l'esterno si
verificano i primi problemi di disorientamento.

Poich l'ingresso il medio termine tra esterno e interno, far sfumare le varie
caratteristiche ambientali lentamente da una situazione all'altra. La luce, il suono,
la temperatura e l'umidit non devono avere variazioni brusche.
La loro progettazione deve essere particolarmente attenta perch qui gli utenti
hanno il primo impatto con la condizione ipogea; se ampi e luminosi
costituiscono un elemento di sollievo contro l`eventuale pregiudizio.

Realizzare preferibilmente l'accesso da parchi e giardini, poich la
collocazione al di sotto di spazi verdi chiarisce il motivo della natura sotterranea
dell'edificio. La presenza del verde, inoltre, contribuisce a rendere meno
opprimente la forte artificializzazione dell'ambiente ipogeo.

Creare entrate semplici e
leggibili che possano essere
riconosciute a distanza da
diversi punti focali della trama
di superficie.




M. 2.3-10, 50%
242
Per volumi ipogei sotto preesistenti costruzioni creare ingressi differenziati e
ben visibili.

Posizionare
preferibilmente la
discesa all'aperto e
successivamente
l'ingresso all'edificio in
piano.






Realizzare discese lineari che mantengano i riferimenti d'orientamento con
l'esterno.

Associare agli ingressi volumi ampi e articolati con particolari originali che
stimolino la curiosit, contro l'immagine di uno spazio ipogeo piatta e sterile.




M. 2.3-11, 50%


M. 2.3-12, 50%
243
2.3.3 Lo spazio interno Error! Bookmark not defined.

Attraversato l'ingresso e lasciato alle spalle quest'ultimo elemento di contatto con
la superficie lo spazio ipogeo si presenta con i suoi caratteri peculiari, con un
forte grado di artificializzazione e la carenza di molti stimoli sensoriali.
Immaginando di essere al centro di un
grande volume vuoto scavato nella
terra, tra i diversi impulsi progettuali
sicuramente forte quello di riempire lo
spazio con setti e divisioni, renderlo
complesso e articolato, quasi fosse
preferibile uno degli spazi impossibili
figurati da Esher al "silenzio
architettonico" di una camera spoglia.




Pur tuttavia a questa volont di complessit e di asimmetria, caratteristiche
proprie della natura, si affianca un'esigenza di comprensione, di dominio visuale
sull'intero sistema, che si realizza nella presenza di volumi a tutta altezza, di
visuali libere e spazi ampi.
Queste immagini, un po' irreali, sottolineano due esigenze primarie dello spazio
ipogeo. Da un lato vi la ricerca di stimoli e sensazioni che ricreino la
complessit caratteristica della natura, dall'altro, la paura di perdersi in un buio
labirinto spinge verso un'organizzazione di spazi chiaramente comprensibile.
Questi due temi, caos e ordine, apparentemente contrastanti, sono in realt
intimamente legati. infatti la diversit a rendere riconoscibili gli oggetti gli uni
dagli altri, i singoli ambienti all'interno di un edificio e ad aiutare l'orientamento
all'interno di un ampio complesso.
All'interno dei grandi complessi perdono di importanza il singolo spazio, gli
ambienti privati, ... di fronte agli spazi "aperti" o di collegamento, come corridoi,
percorsi verticali, ampi volumi, ...
Questi non solo definiscono la struttura globale del complesso ma essendo terra
di nessuno, spazi neutri, rappresentano il nuovo spazio ambientale, dove
all'utente consentito il libero comportamento, l'espressione dei pensieri
personali, fuori dalla soggezione dello spazio privato.
Mauritius Esher, 1953.


Arca n.10, pag 100, 50%
244
Un interessante esempio di organizzazione interna la ville Soutteraine di
Montreal che, pur realizzata per fasi successive senza un piano globale di
riferimento, risulta notevolmente riuscita grazie al costante impegno seguito dai
progettisti nel caratterizzare le diverse parti. Ogni quartiere trattato con
particolari caratteri originali, ispirati a temi specifici. A livello globale poi una
logica comune a tutte le parti permette di comprendere l'intero complesso come
un'entit organica: in tutti i quartieri esiste un polo in cui si accentrano le
funzioni pi interessanti (stazioni del metr, strutture di risalita, cavedi per
l'illuminazione naturale, ...), mentre semplici direttrici li collegano
reciprocamente.
La comprensione complessiva del volume garantita dalla presenza di queste
linee guida, che collegano con semplicit gli spazi variamente caratterizzati.

Un altro esempio interessante sono gli uffici per gli studenti nell'edificio del
CMEB, localizzati alla quota pi bassa, -40 metri, realizzati secondo una
specifica progettazione ipogea [tavole 35-37].
A detta dello stesso architetto, J . Carmody, questo spazio una dimostrazione
della possibilit di creare un ambiente psicologicamente accettabile, pur in uno
spazio chiuso alla vista sull'ambiente naturale. Risulta interessante riportare il
pensiero dello stesso architetto espresso nell'ultima conferenza ICUSSES
(International Conference on Underground Space and Earth Sheltered
Structures):
" ..I limiti fondamentali della costruzione sono una altezza di tre metri e uno
spazio lungo e stretto che doveva contenere un corridoio pubblico. ...
Nel disegnare uno spazio sotterraneo vivibile gli obbiettivi posti sono stati:
creare una disposizione facile da capire in modo da migliorare
l`orientamento e il riconoscimento delle vie di fuga;
creare un ambiente vario e stimolante in modo da compensare la mancanza
di finestre;
organizzare lo spazio in modo da suggerire sensazioni di spaziosit;
difendere la privacy dei locali privati.
Le applicazioni specifiche usate negli uffici sono state:
Atrio interno: tutti gli uffici e le sale riunioni sono organizzate attorno ad un
atrio centrale. L`area alta solo un piano, ma disegnata in modo da creare
una connotazione spaziosa con viste ampie, offre un aiuto all`orientamento ed
un elemento stimolante all`attivit.
245
Viste libere interne: tutti gli uffici che si affacciano sullo spazio centrale hanno
partizioni vetrate che permettono viste libere e eliminano la sensazione di
imprigionamento.
Gerarchia di privacy: il corridoio pubblico posto fuori dallo spazio studenti,
per evitare che gli uffici con le partizioni trasparenti fossero alla vista del
pubblico. Le aree comuni sono semi-private, aperte solo alla comunit
universitaria.
Sistemi di spazi interconnessi: generalmente desiderabile dividere i grandi
volumi in minori spazi interconnessi, cosicch le viste libere sono preservate ma
l'intero volume non visibile a colpo d`occhio. Sebbene il disegno degli uffici sia
geometricamente semplice, la scomposizione in piccoli spazi caratterizza meglio
lo spazio. Il largo ambiente centrale poi suddiviso da piante e elementi
d`orientamento, cos da non classificarsi come semplice spazio unitario.
Altezze variabili: per la presenza di numerosi condotti nell'intradosso del soffitto
esistente, la misura della nuova altezza limitata a 2.5 metri nella maggior parte
dell'area. Tuttavia tre lucernari si aprono nell'atrio centrale con una altezza di
tre metri da terra. La forma inclinata a falde crea un senso di variet e da
respiro allo spazio.
Ambiente colorato, caldo e spazioso: l`area realizzata con colori caldi alle
pareti perimetrali e ai montanti degli infissi, mentre le porte e il soffitto sono
bianchi. La pavimentazione blu rispecchia la distribuzione degli illuminamenti
naturale e dona spaziosit.
Elementi e materiali naturali: le grandi piante sotto lo skylight nell'atrio
centrale rappresentano un importante elemento naturale. Il soffitto, le porte e gli
elementi d`arredo sono realizzati in legno. Le pareti in arenaria sono troppo
friabili per essere lasciate a vista, ma la rude scorza del cemento che ricopre la
roccia rimane visibile al perimetro per evocare l`associazione con la caverna
naturale. ..."

246
2.3.3.1 Esigenze prestazionali, alcune proposteError! Bookmark not defined..



I Facilitare la comprensione del complesso

Progettare e valutare gli ambienti ipogei pi secondo la pratica urbanistica che
quella architettonica.

Riportare la complessit dell'intero
impianto ad un'unica logica
organizzativa, sottolineando
direttrici forti (la citt lineare)
piuttosto che marcando la forza
centripeta di uno o pi punti (la
citt radiale).









Organizzare lo spazio in modo da sottolineare il senso di spaziosit, rendendo
disponibili il maggior numero di viste libere.

Non mancare di proteggere la privacy dei singoli ambienti. Creare ambienti di
disimpegno che siano filtro tra spazi pubblici e privati. Esempio caratteristico
sono i citati uffici per gli studenti nella Mineral Engineering Building della
Minnesota University.

Uno spazio, pur se molto articolato, pu essere reso
comprensibile attraverso la presenza di direttrici
forti o spazi centrali di riferimento.


M 2.3-16, 60%
247
II Facilitare l'orientamento

Stabilire principi organizzativi
secondo un sistema di percorsi,
di zone, di centri funzionali, di
punti di riferimento, in modo
simile agli elementi che
definiscono lo spazio pubblico di
una citt.






Sottolineare una serie di punti focali
associandoli a elementi originali e interessanti.
Anche in costruzioni poco articolate, come gli
edifici residenziali, l'organizzazione degli
spazi interni dovrebbe basarsi su semplici
sistemi, insistendo sulla presenza di spazi
centrali, rappresentativi dell'intero volume
nascosto [figura a fianco].









M 23-15, 50%
Un corpo centrale illuminato dall'alto
viene facilmente fissato nella mente
come "centro".


M 2.3-17, 60%
248
Proporre un chiaro sistema visivo, con mappe e indicazioni per favorire
l'orientamento
Molte persone, la maggior parte anziane, trovano infatti difficile ricostruire
mentalmente la complessit dei sistemi chiusi e soprattutto durante i primi
contatti trovano un grande aiuto in questi strumenti informativi. Altre volte questi
stesse segnalazioni non hanno un ruolo strettamente geografico ma rappresentano
un elemento di sicurezza, fornendo punti di riferimento e indicando le vie di fuga
per i casi di emergenza.
Fornire le informazioni
associandole a elementi
interessanti, come disegni e opere
artistiche (vedi anche metropolitana
di Stoccolma, tavola 5).







Facilitare il riconoscimento delle
uscite riportando le immagini di
queste all'esterno.

I punti cardinali al centro di un shopping center a
Helsinki. N. 29


C.S. pag 256, 70 %
Tokio underground. N. 29

C.S. pag 254, 70 %
249
III Rendere stimolante lo spazio

Articolare lo spazio in modo da rendere l'ambiente originale e stimolante,
scomponendo i grandi volumi in spazi minori.

Utilizzare elementi naturali per
offrire stimoli e richiamare
associazioni con lo spazio esterno.
Piante, pietre, fontane, tronchi, ...
anche in presenza minima sono
molto utili. Dove possibile lasciare
a vista la roccia, esaltandone la
forma grezza.




Associare alle superfici disegni
che ne modifichino positivamente
l'espressione. Le linee verticali sulle
pareti fanno percepire pi alti i
soffitti; linee diagonali sul
pavimento rendono lo spazio pi
largo e riducono la percezione di
intubamento; superfici con
finimenti e tessitura fine sembrano
pi lontani di quelli con trattamento
grezzo.

Utilizzare i colori in modo aprropriato. I colori che pi si addicono sono quelli
dei materiali naturali e in generale il bianco; vivaci colori su singoli elementi
(infissi, telai, elementi d'arredo, ...) arricchiscono l'insieme.
Underground shopping center in Toronto. N. 29

C.S. pag 237 70%
Stockholm underground. N. 29

C.S. pag 234 70%
250
Utilizzare disegni e fotografie con
profondit di campo elevate e con
soggetti naturali.





Smithsonian museum. N. 29

C.S. pag 248, 70%
251
In spazi sotterranei confinati sfruttare gli specchi per riflettere la luce e
aumentare la percezione di spaziosit. Meglio delle rappresentazioni statiche, lo
specchio offre una vista otticamente corretta da ogni angolo e immagini mutevoli
secondo gli spostamenti.

252
2.3.3.2 Gli spazi funzionaliError! Bookmark not defined.

I percorsi

La metodologia pi' indicata quella che definisce in primo luogo una gerarchia
tra i diversi percorsi, in base per esempio alla affluenza prevista, e
successivamente affianca a questo principio le diverse qualit architettoniche per
sottolineare l`importanza di un tracciato: non solo le dimensioni devono essere
maggiori per percorsi pi importanti, ma anche la luce, i colori e le forme
divengono utili strumenti di comunicazione.

Realizzare percorsi ampi, con un riferimento pi ai grandi viali urbani che ai
nudi corridoi.
Aiutare l'orientamento con percorsi a sezione asimmetrica.

Evitare percorsi in pendenza
perch aumentano la difficolt a
orientarsi; se necessario, introdurre
segni marcati in orizzontale.




Evitare l'effetto tunnel inserendo, lungo i percorsi rettilinei, nicchie e rilievi.
Realizzare un orizzonte virtuale attraverso segni a mezza altezza.
La carenza della linea d`orizzonte ritenuta una ragione di discomfort perch
riduce la capacit di valutare la dimensione degli oggetti, soprattutto quando


M 23-19, 50%


M 23-20, 50%
253
mancano altre persone nel campo visivo che fungano da elementi di riferimento.
In corridoi lunghi la presenza di quadri o di altre figure astratte ricorrenti
permettono di quantificare lo spazio, oltre ad offrire elementi di interesse e di
sollievo contro l`eccessiva nudit. Interessanti sono le vetrine create nel corridoio
diagonale della Pusey Library che definiscono una linea d`orizzonte virtuale e
illuminano piacevolmente l`ambiente.
Risulta interessante la
recente scoperta di un
gruppo di ricercatori
olandesi che ha
dimostrato l`utilit di
una linea orizzontale
negli ambienti delle
grandi imbarcazioni per
risolvere il problema del
mal di mare. Il corpo
umano pare quindi
accettare dei riferimenti
virtuali e uniformarsi ad
essi.


Rendere visibile
l'estensione delle
maniche, aprendo in
alcuni punti gli spazi
privati alla fruizione
comune.










In questo corridoio la struttura laterale rappresenta una linea d'orizzonte
virtuale, utile soprattutto in lunghi percorsi. La eccessiva linearit rotta
dalla presenza di piante e di vuoti utilizzati come poltrone.

M 23-21, 50%
Quando in un corridoio impedita la percezione degli spazi retrostanti
utile permettere delle aperture che si estendano su tutta la manica, che
rappresentano tra l'altro un diversivo allo sgradevole effetto tunnel.


M 23-22, 50%
254
Offrire motivi di comunicazione sociale, crando frequenti punti di sosta,
disponendo sedie e poltrone, ... e tutto ci che possa richiamare all'arredo urbano
di superficie.

255
I grandi ambienti

Una delle maggiori carenze degli spazi ipogei la vista libera sugli spazi naturali.
vero che nella moderna citt le aree libere sono state pian piano soppiantate da
costruzioni ma lo sguardo pu sempre trovare una via di fuga lungo i tracciati
rettilinei o alzando l`occhio al cielo. Diviene cos importante, soprattutto nei
complessi di maggiori dimensioni, alternare agli ambienti chiusi e ai percorsi
delle ampie volumetrie.
Questi spazi, che si presentano generalmente come cavedi, all`aperto o entro il
complesso, divengono chiari ambienti di riferimento e si costituiscono come poli
nella trama del complesso. Qui possibile che vetrate alla sommit aprano la
vista sull'ambiente circostante rendendo nuovamente espliciti tutti i riferimenti di
orientamento. In questo senso rappresentano dei riferimenti geografici che la
mente pu costantemente richiamare.
Se la progettazione dei percorsi si deve far garante di rendere chiara
l'organizzazione a livello di piano, la possibilit di aprire un volume su tutta
l'altezza contribuisce all`orientamento globale fornendo la coordinata verticale.
Diviene cos utile che tutti i diversi livelli abbiano un affaccio su questi volumi.
Le stesse strutture di collegamento verticale trovano in questi spazi la
collocazione ideale.

Associare a questi spazi le attivit pi importanti, distribuendole secondo una
scala gerarchica.

Scomporre i grandi volumi in spazi minori. Sottolineare in vario modo diverse
zone di uno stesso spazio serve ad aumentare gli stimoli e a rendere pi vasto
l'ambiente.
Creare partizioni vetrate
Realizzare soffitti alti e con altezza diverse
Creare dislivelli sul piano di calpestio
Creare nicchie e cavit
Impiegare materiali diversi, meglio se naturali


256
I collegamenti verticali

Questi assumono particolare importanza dove il volume si sviluppa su diversi
livelli.
La progettazione di questi riguarda una duplice esigenza: quella di assicurare una
facile via d`uscita e quella di garantire la leggibilit dell'insieme anche in senso
verticale.

Posizionare le scale possibilmente in affaccio su grandi volumi.

Permettere alla luce naturale di illuminare questi spazi







Realizzare le rampe attorno ad un
cavedio, per permettere la vista
diretta fra le persone, rendendo pi
familiare l'ambiente e offrendo la
possibilit di un immediato
soccorso in caso di necessit.

La presenza del lucernario permette l'illuminazione
naturale dell'interno e il riconoscimento delle
condizioni naturali esterne. Inoltre se visibile
dall'esterno si presta a divenire un punto di
riferimento assoluto. L'utilizzo di partizioni vetrate
per delimitare i vani scala, secondo le norme di
sicurezza, permette di caratterizzare l'ambiente
come ampio e articolato.

M 23-24, 60%
N. 29

C.S. pag 298 70%
257
Creare uno svogimento il pi linare possibile, in modo da mantenere attivi i
punti di riferimento per l'orientamento.

Disporre ampi pianerottoli con elementi originali, per consentire il riposo e
offrire ulteriori punti di riferimento.

Utilizzare preferibilmente le scale mobili perch migliorano per gli utenti la
percezione dell'ambiente, nel quale si spostano e permettono l'utilizzo anche da
ferme. Gli ascensori non permettono una immediata percezione della posizione e
possono invece accentuare il senso di claustrofobia.

Gli ascensori preferibilmente a
vista all'interno di ampi volumi,
divengono elementi in movimento
che rendono vitale lo spazio. Se
realizzati con superfici trasparenti
evitano i tradizionali inconvenienti:
claustrofobia e mancanza di
riferimenti geografici.








M 2.3-25, 50%
258
2.4 LA LUCEError! Bookmark not defined.

Uno degli aspetti che pi penalizzano la collocazione sotterranea di un ambiente
la mancanza di aperture verso l'esterno, sia per quanto riguarda l'illuminazione
che il contatto visivo con l'esterno.
La luce sempre stata riconosciuta come uno dei pi potenti mezzi atti alla
definizione di uno spazio e gli architetti hanno sempre sottolineato la sua
importanza come mezzo che relaziona l`uomo all`ambiente. Nel 1927 Le
Courbusier affermava che "...l`architettura un grandioso gioco di masse messe
insieme dalla luce".
Quando si parla di luce naturale bisogna immaginare anche quella moltitudine di
reazioni che essa innesca sul nostro corpo e sull'ambiente circostante. La luce
non solo l`energia che il nostro occhio percepisce permettendo la sensazione
visiva, ma un flusso che incide sulla nostra pelle.
Nel nostro corpo avvengono migliaia di reazioni chimiche che hanno come
catalizzatore la luce naturale. stato dimostrato, per esempio, che la luce
entrando nell'occhio stimola uno degli orologi biologici di cui siamo dotati e
inibisce la produzione della "melatonina", un ormone prodotto dall'organismo
durante la notte. Alcuni studiosi ritengono che le alterazioni di questo ritmo di
produzione e inibizione siano responsabili di molte patologie, tra cui quelle del
sistema immunitario.
Come noto la luce naturale presenta uno spettro di radiazioni molto ampio:
infatti ricca di infrarossi e di ultravioletti oltre che delle radiazioni visibili. Il
nostro organismo e i nostri occhi sono assuefatti da millenni a lavorare in
condizione di luce diurna; quali effetti pu dunque avere un prolungato
soggiorno nel sottosuolo? una domanda a cui oggi si cerca di dare risposta
anche con sperimentazioni dirette su esseri umani.
Piero Castiglioni, che si occupa dell'approntamento di nuove tecnologie per
l'illuminazione di spazi sotterranei, nel suo intervento al congresso La citt
sotterranea
99
, giudica poco importante, a livello illuminotecnico, la presenza
della luce diurna, che considera ben pi importante invece dal punto di vista
psicologico. La sensazione prodotta dalla luce solare, la sua variabilit, il senso
di contatto con il mondo esterno che essa provoca, la rendono necessaria per il
comfort dell'uomo.

99
Castiglioni Piero, 1987, "Compiti visivi e riflessi psicologici dell'illuminazione artificiale", rel. al
convegno <La citt sotterranea nell'area metropolitana>, Milano, 12-19 maggio, Sindacato regionale
ingegneri liberi professionisti della Lombardia, Milano, pp. 83-84
259
Il primo impegno deve essere rivolto a portare la luce del sole nel sottosuolo. E si
tratta di un tentativo gi messo in atto con successo: cavedi, invasi, grandi
lucernari, pozzi di luce, sono tutte soluzioni costruttive ampiamente
sperimentate. Tuttavia le tradizionali tecniche di captazione della luce diurna
presentano dei limiti: le radiazioni raccolte non sono mai sufficienti a illuminare
tutto lo spazio sotterraneo e poi con interi fronti degli edifici a cielo libero,
affacciati all'esterno, si vanificano fortemente i vantaggi della coibentazione
termica e acustica.
Ecco perci farsi strada altre proposte innovative: la prima riguarda l'impiego di
materiali dalle particolari propriet ottiche e di adatte tecnologie per trasferire,
tramite condotti, la luce naturale a grandi profondit; la seconda riguarda
l'utilizzo della luce artificiale, prodotta con lampade che mirino al massimo
comfort visivo e tendano a riprodurre lo spettro solare.
questo un campo ancora in esplorazione. I parametri relativi all'emissione
solare sono stati ampiamente studiati dalla scienza ma la tecnologia ancora in
una fase sperimentale nel tentativo di riprodurli in un corpo illuminante con un
costo e un rendimento accettabili.
Vi sono dunque anche qui due filosofie a confronto: una "naturalistica"
impegnata a ottimizzare le energie disponibili e l'altra "tenologa", fiduciosa nelle
capacit della scienza di ricreare la forma naturale.
Riprendendo la distinzione fatta al capitolo precedente, fra edifici il cui utilizzo
del sottosuolo spontaneo, per le positive qualit del terreno, ed edifici che
prendono la via del sottosuolo a causa della superficie vincolata, si pu
descrivere, seppur superficialmente, un diverso approccio che queste due
categorie attuano verso il problema luce.
Per i primi, dove il carattere "naturale" determinante, l'illuminazione naturale
uno degli elementi di input della progettazione, insieme alla localizzazione del
sito, all'orientamento e alle caratteristiche dell'involucro.
Per le costruzioni del secondo gruppo, proprio perch nascono in zone
densamente costruite, la collocazione sotterranea si contrappone a una
dimensione naturale, realizzandosi invece con un forte grado di
artificializzazione. Qui la luce naturale inevitabilmente carente e deve essere
sostituita dall'artificiale.
Si accennato nella trattazione di questo argomento a tre tipi di comfort. Uno
psicologico, legato al carattere variabile della luce solare, uno fisiologico,
relativo alle reazioni biologiche innescate dalla radiazione solare sul nostro
corpo, e uno immediato, comfort illuminotecnico, che rende operativo il nostro
sistema ottico nello svolgimento di una attivit. I primi due sono garantiti solo
260
dalla luce naturale mentre per il comfort illuminotecnico considerata sufficiente
l'illuminazione artificiale, dalle buone caratteristiche.
Per il primo gruppo di costruzioni, soprattutto quando la permanenza continua
come nelle abitazioni, necessario il soddisfacimento di tutti e tre i comforts:
l'apporto di luce naturale determinante e prioritario rispetto all'illuminazione
artificiale.
Per il secondo gruppo, se la permanenza non prolungata come spesso accade,
sufficiente soddisfare i comforts psicologico e illuminotecnico. Sono allora
sufficienti anche piccoli affacci sul mondo alla superficie, tali da permettere il
riconoscimento delle condizioni esterne, mentre aumenta l'influenza del sistema
di illuminazione artificiale.
In generale luce naturale, luce artificiale e colori devono essere visti come
elementi inscindibili, importanti strumenti nelle mani dell'architetto per la
progettazione dello spazio ipogeo.
Per ragioni di organizzazione si divide l'argomento in due parti, luce artificiale e
naturale.
Luce naturale, vista soprattutto come elemento responsabile del comfort
fisiologico e psicologico.
Luce artificiale, come elemento importante della progettazione, sostitutivo della
luce naturale dove carente.
tuttavia importante sottolineare la continua interdipendenza che lega queste
due forme di energia; sia nei casi di complementarit, quando per esempio alla
luce artificiale demandato l`impegno di compensare quella naturale carente, sia
nel ruolo di imitazione, quando l`impossibilt di cogliere la situazione luminosa
esterna viene sostituita da un sistema di simulazione artificiale.


261
2.4.1 LUCE NATURALEError! Bookmark not defined.

Vi sono diverse soluzioni che permettono alla luce di raggiungere gli spazi poco
esposti alla superficie. Le possibilit vanno da semplici aperture vetrate sulla
copertura, o su pareti fuori terra, a pi complessi sistemi di captazione e
trasmissione, come specchi e fibre ottiche, importate nel campo
dell'illuminazione da quello dell'elettronica e della conduttivit elettrica. Si
parler cos di soluzioni tradizionali, sistemi passivi, e di tecniche pi
innovative, sistemi attivi.

Ricorrere preferibilmente ai
sistemi passivi. Questi permettono
infatti il duplice scambio:
illuminazione dell'interno e vista
sull'esterno.





Sfruttare i sistemi attivi
ovunque non sia possibile
realizzare il diretto contatto con la
superficie, scegliendo fra le
tecnologie che meglio conservano
le caratteristiche della luce solare.








M 24-1, 50 %


M 24-2, 50%
262
2.4.1.1 Sistemi passiviError! Bookmark not defined.

Questi riguardano tutte quelle aperture nell'involucro edilizio che permettono un
diretto contatto visivo fra interno ed esterno. Finestre, cavedi, atri sono le
soluzioni che per secoli l'architettura ha sperimentato e innovato.
Questi sistemi vanno impiegati dove la destinazione d'uso presuppone una
permanenza prolungata e continua, come abitazioni e ambienti di lavoro. Una
serie di esempi sono stati gi presentati e verranno in parte ripresi.
Si distinguono tre tipologie: finestre, lucernari ed atri senza per questo voler
fare delle nette separazioni. Alcune soluzioni saranno intermedie e un edificio
potr avvalersi delle diverse alternative.
A seconda della tipologia si avranno vantaggi e svantaggi che andranno
confrontati con la morfologia del sito e con la destinazione d'uso.
Ancora pi che per gli edifici convenzionali, importante valutare le
caratteristiche interne degli ambienti. Il problema non solo quello di
massimizzare la quantit di luce entrante ma anche quello di inserirla
opportunamente nell'architettura dell'interno.
Per esempio un lucernario aperto
sopra uno spazio pur ipogeo
[figura a lato] ma trattato
tradizionalmente (altezza 3 m.,
pavimentazione scura, .......)
risulta poco funzionale. L'altezza
ridotta impedisce che la luce
possa diffondersi e il pavimento,
gi poco riflettente, rimander
molta della luce fuori dalla
vetrata (rimarranno solo la radiazioni infrarosse che generano l'effetto serra).





M 24-3, 60 %
La cattiva distribuzione della luce in un ambiente
tradizionale illuminato dall'alto.

M 24-4, 50 %
263
Finestre

Utilizzare l'apertura verticale
ovunque sia possibile senza tuttavia
svalutare le caratteristiche
dell'ipogeo.
Per quanto riguarda l'argomento luce
infatti l'apertura verticale rappresenta
la migliore soluzione, permettendo sia
l'illuminazione interna sia la vista
sull'esterno, rendendo
psicologicamente accettabile lo spazio.
L'apertura verticale inoltre si adatta alla tendenza dell'occhio a guardare avanti,
lungo un piano orizzontale. La possibilit dell'occhio di spaziare su vasti
panorami rappresenta un diversivo e un riposo per l'occhio costretto a focalizzarsi
su viste corte. In un convegno europeo sulla funzionalit degli occhi, di recente
tenutosi a Venezia (22-24 aprile, 1993), emerso che vivere in un appartamento
senza che l'occhio possa spaziare, e con alla finestra la parete della casa di fronte,
rappresenta un continuo stress psicologico. Non poter vedere un qualcosa oltre i
5 metri crea una continua pressione sul sistema visivo e, secondo gli optometristi,
la maggior parte dei casi di miopia in et ultra adolescenziale deriverebbe da
questa condizione
100
.

Selezionare l'orientamento pi utile in considerazione di fattori climatici o
paesaggistici. In climi freddi l'orientamento verso sud dove massima la
radiazione emessa dal sole e dalla volta celeste nell'arco della giornata. In climi
caldi l'orientamento pu essere differente ma pi spesso vengono realizzati delle
strutture schermanti. Vi possono anche essere ragioni topografiche che
indirizzino la vista su panorami piacevoli o su elementi interessanti che aiutino
l'orientamento.


100
Oliviero Alberto, 1993. "La luce accende qualcosa nel cervello", Corriere della sera, 25 apr.
La luce in un ambiente ipogeo illuminato da una
finestra

M 24-5, 50 %
264
Cercare le soluzioni che
massimizzino l'ingresso della luce in
profondit. Gli ambienti che si
inseriscono in profondit con aperture
solo da un lato infatti corrono il
rischio di avere livelli di
illuminamento molto diversi da punto
a punto, determinando situazioni poco
funzionali e sgradevoli.


Ampliare le aperture fino ad
interessare l'intera facciata e alzare le
altezze di piano.

Utilizzare schermature per
deviare i raggi luminosi in
profondit.

Fra le pi comuni soluzioni vi la
creazione di un aggetto superiore (cornicione, balcone, .....) che riduce la sfera
della volta celeste vista dall'interno selezionando invece quella parte meno
intensa che ha direzione orizzontale. La direzione orizzontale si adatta alle
caratteristiche dell'occhio, permette una illuminazione in profondit ed evita che
un flusso eccessivo vada a incidere su una pavimentazione scura riscaldando
eccessivamente l'ambiente. Esempi pi articolati prevedono l'introduzione di pi
mensole per piano in modo da accentuare la direzione orizzontale della luce e
avvantaggiarsi degli apporti riflessi sul soffitto. Diversi esempi sono desumibili
dall'architettura tradizionale.
L'illuminamento in un ambiente profondo

M 24-7, 50 %

M 24-9, 50 %


M 24-8, 50 %
265
Un caso interessante il Lockheed Building 157, un grande edificio per uffici
realizzato con specifici criteri atti a massimizzare l'uso della luce solare. Il
progetto nasce dalla scommessa dell'architetto Leo A. Daly di riuscire a ridurre i
costi relativi all'illuminazione del 50% rispetto alle concorrenti proposte
progettuali. L'edificio fu aperto nel 1983 e le verifiche diedero merito al
progettista. Pur non ipogeo, la grande larghezza delle maniche ( 18-20 metri) e la
presenza di due cavedi che portano la luce in profondit sono elementi che
avvicinano questo progetto alla problematiche di cui ci occupiamo [figura
sottostante].
Il gruppo di ricerca ha inizialmente sperimentato alcune strategie su modelli con
luce artificiale e naturale. Simulazioni al computer hanno fornito i dati relativi
alla riduzione dei consumi. Il disegno conclusivo combina mensole riflettenti
posizionate in prossimit delle pareti degli atri ed esterne [figura a fianco]. Una
altezza di 5 metri tra piano e piano aumenta l'ingresso della luce dall'esterno e
dall'atrio. Sulla facciata rivolta a sud le mensole poste all'esterno operano sia
come ombreggiatori sia come riflettori della luce, facendo rimbalzare i raggi del
sole estivo sul soffitto interno. In inverno le mensole all'interno diffondono la
luce riflessa e riducono l'abbagliamento dovuto al ridotto angolo del sole
invernale
101
.

101
Benton R., Fountain M., "Succesfully daylighting a large commercial building", in Progressive
Architecture, Nov. 1990, pag 117
Pianta. N. 20

P.A. 1990 II nov., pag 118 (?)
266
Un altro esempio il Burnsville Residence
nel Minnesota progettato da Carmody e
Ellison [tavola 75]. Il clima decisamente
continentale della regione e la posizione
geografica ad alta latitudine determina in
inverno giornate molto fredde e scarsamente
illuminate mentre d'estate temperature molto
alte. Sul lato sud sono aperte le uniche
finestre mentre gli altri lati sono protetti da
ridossi di terra. La copertura inclinata, oltre a
deviare i venti invernali del nord, permette di aumentare l'altezza del piano e la
luminosit interna. Le mensole esterne limitano la eccessiva radiazione estiva
mentre non ostruiscono la radiazione invernale del sole basso sull'orizzonte.
Estreme soluzioni di questo tipo portano alla disposizione di setti riflettori sia
orizzontali che verticali [figura seguente].

Sezione. N. 20

idem
N. 113

Earth Sheltered Structures, Fact Sheet 07, pag. 4
267

TAVOLA 75. Burnsville Residence, Carmody, Ellison, 198?, Minnesota
Sezione schematica. N. 113


idem
Vista prospettica. N. 113

ESS FS 12 pag 5
268
Lucernari

Questi sono tutte quelle aperture poste sulla sommit del costruito. Possono
essere in posizione orizzontale o inclinate secondo la pendenza di falda.
Si adattano bene alle strutture
ipogee perch offrono la possibilit
di illuminare lo spazio sottostante,
mantenendo sgombra la superficie.
Vetrocemento, vetro strutturale,
grate, ... sono i materiali ricorrenti
che rendono trasparente una
superficie resistente ai carichi
tradizionali.

La quantit di luce che questi permettono maggiore perch sono rivolti alla
parte di volta celeste con pi alta luminanza e priva di ostruzioni. Tuttavia le
superfici trasparenti orizzontali, o su falde poco inclinate, hanno una serie di
inconvenienti spesso legati alla troppo diretta esposizione.
- Creano nette differenze negli illuminamenti se non preposto uno specifico
sistema rifrattore che diffonda la luce in diverse direzioni.
- La qualit della luce, proveniente dall'alto verso il basso, non usuale
all'occhio.
- Generalmente non permettono un contatto visivo con l'esterno utile
all'orientamen-to, e la vista di eventuali nuvole in movimento aumenta il
disagio.
- Sono responsabili di un forte carico termico per irraggiamento.
- Sono soggetti a essere coperti da materiale volatile e richiedono una
frequente pulizia.

Bisogna allora apportare particolari soluzioni che schermino e diffondano
opportunamente la luce all'interno.



M 24-10, 50 %
269
Disporre alberi sulla superficie.
Questi oltre a dare un carattere
naturale alla costruzione fungono
da ombreggiatori e si prestano a
essere punti fissi di riferimento.
Un problema potrebbe essere la
capacit strutturale del solaio a
reggere il loro carico.



Utilizzare vetri diffusori per ridurre l'irraggiamento e diffondere la luce
all'interno, su un'area pi vasta.
Viene per cos esclusa la
visibilit sull'esterno.






Ribaltere la vetrata in posizione verticale attraverso una finestra
sporgente. In questo modo
l'irraggiamento viene ridotto, la
luce, riflessa dalle pareti interne
del lucernario, arriva in maniera
diffusa, si eliminano i problemi
relativi alla pulizia e si possono
progettare in modo che lo
sguardo possa spaziare
sull'esterno.
Un esempio offerto dalle quattro torri nel centro ricreativo della University of
Northern California [figura sottostante]. Qui una grande quantit di luce pu
entrare dalle ampie vetrate, riflettersi sulle pareti interne e illuminare
diffusamente l'interno. Nonostante manchi un diretto contatto con l'esterno
l'ampiezza delle aperture permette di riconoscere le condizioni esterne e la
possibilit di orientamento facilitata dalla forte legame che questi blocchi
realizzano tra interno ed esterno.


M 24-12, 50 %


M 24-13, 50 %


M 24-14, 50 %
270

I grossi cubi che ammettono la luce nel sottosuolo, Univeristy Union Univ. of Northern California N. 97

the student underground, PA 4/71, pag 82
271
Atri

Questi si adattano particolarmente bene alle strutture ipogee per varie ragioni:
- permettono alla luce di arrivare a grandi profondit.
- a parit di apertura, nel confronto con finestre o lucernari, permetteno una
migliore gestione del flusso luminoso entrante.

Inserire atrii soprattuto nei grandi complessi, associandoli a spazi centrali.
infatti qui che si fanno pi opprimenti le condizioni ipogee, con problemi
d'orientamento e difficolt a comprendere unitariamente lo spazio.
L'illuminazione naturale, la vista sulla variabilit luminosa all'esterno e la
percezione del passare del tempo riportano lo spazio a una condizione
psicologicamente accettabile.

Sottolineare l'importanza del
livello base dell'atrio con
funzioni attrattive e una
progettazione specifica. Gli
utenti infatti paiono accettare
serenamente la sostituzione della
superficie con un piano virtuale
che diviene il nuovo livello di
riferimento. L'illuminazione
naturale dalla "bocca" dell'atrio garantisce una caratterizzazione naturale
dell'ambiente.

Dimensionare la sua superficie in base alla profondit. Gli esempi proposti
sono generalmente poco profondi ma possibile portare la luce a profondit
molto maggiori. Il problema non tanto l'altezza dell'atrio quanto il suo
rapporto con le dimensioni dell'apertura. Quanto pi questo rapporto si fa
piccolo tanto pi viene ridotta la porzione della volta celeste vista e si
riducono i fattori di comfort offerti. Manca nella trattatistica un riferimento ai
valori da adottare.


M 24-15, 50 %
272
In linea generale, osservando
gli esempi proposti, paiono
accettabili valori fino a 1:1.
Con tale valore infatti l`occhio
deve inclinarsi a 45 rispetto
alla linea d`orizzonte, un
angolo ancora accettabile per
vedere il cielo dalla posizione
pi sfavorevole [figura a lato].
In generale bisogna definire i
valori caso per caso,
considerando tutte le variabili
in gioco. I valori dipendono prima di tutto dalla latitudine della zona; trovandosi
all`equatore con sole ricorrente allo zenit, le dimensioni in pianta del cavedio
possono essere notevolmente ridotte, mentre con l`avvicinarsi ai poli bisogna
adeguarsi alla direzione inclinata dei raggi solari.

Inoltre quando lo spazio sufficientemente grande, e realizzato come ambiente
esterno in modo sufficientemente articolato e interessante, come un piccolo parco
con verde e acqua [figura a lato],
diviene meno forte l`esigenza della
vista sull'esterno e i valori si
riducono a quelli imposti dalla
necessit della flora.
Pi facilmente si pu giocare sulla
forma dell'atrio, uscendo dallo
schematismo rettangolare, per
adattarsi in modo specifico al
contesto morfologico e climatico.

Realizzare superfici interne con alti coefficienti riflettenti e tinte
prevalentemente bianche, in modo da non alterare la distribuzione spettrale

M 24-17, 50 %


M 24-18, 50 %


M 24-19, 50 %
273
della luce del sole incidente. Infatti mentre la superficie bianca riflette tutte le
lunghezze d'onda della luce, tutti gli altri colori impongono delle selezioni
rimandando una radiazione incompleta. Questo motivo di affaticamento per
l'apparato visivo perch costretto a ricostruire mnemonicamente i rapporti
cromatici. importante, nella definizione degli indici di riflessione e di
assorbimento, tenere in considerazione i coefficienti di manutenzione, ossia
l'effetto del degrado che sporco, polvere e usura determinano sulle varie
superfici. necessario studiare materiali specifici che conservino a lungo le
proprie caratteristiche e elementi accessibili e facili a pulire.
274
Massimizzare la quantit di luce che pu entrare attraverso le superfici
vetrate interne all'atrio. Poich la luce incider quasi verticale su una
porzione ridotta dell'ambiente importante massimizzare la superficie vetrata
e eventualmente costituire un piano rialzato riflettente antistante la finestra che
rimandi la luce in profondit [figura seguente].



M 24-20, 50 %
275
Realizzare atri chiusi, interni al volume architettonico, per rendere
disponibile al pubblico un ampio spazio anche in condizioni climatiche
estreme. Si amplia cos l'ambiente con un volume a tutta altezza, usufruibile e
climatizzato, che d respiro a spazi
ipogei spesso angusti. La luminosit
pu essere garantita anche da aperture
limitate perch il flusso luminoso
entrante viene totalmente sfruttato
all'interno. Anche qui particolare
attenzione va data ai coefficienti di
riflessione in modo da massimizzare
l'effetto luminoso e conservarne le caratteristiche spettrali.
Questa soluzione, commistione fra lucernario ed atrio, pu essere sensibile ai
problemi di eccessivo irraggiamento e di abbagliamento quando l'apertura di
notevoli dimensioni.
Un esempio tra i pi interessanti la citata biblioteca della facolt di
giurisprudenza del Michigan [tavole 29-31].
Qui la progettazione doveva tener conto di necessit discordanti: interrare
l'edificio per rispettare la preesistenza, dotare la biblioteca di illuminazione
naturale, non nascondere completamente il volume. La soluzione adottata stata
quella di creare un lucernario inclinato inserito nel terreno, che svolgesse la
duplice funzione di segnare la presenza del volume ipogeo e di permettere sia
l'illuminazione naturale che il contatto visivo tra interno e esterno. Infatti,
nonostante raggiunga solo il primo dei tre livelli della biblioteca, l'illuminazione
dei livelli inferiori consentita dall'arretramento dei piani successivi, con
balconate digradanti che si affacciano su uno spazio a tutta altezza, illuminato
appunto dal lucernario inclinato. Inoltre una fila di specchi inclinati sono disposti
nella struttura del lucernario in maniera simmetrica alla superficie trasparente. In
tal modo quella parte di raggi luminosi della volta celeste che non incidono
direttamente sulla vetrate sono rimandati a questa dagli specchi. Poich il
cavedio posto al margine dell'edificio questo strutturato come un atrio, in
modo da far pervenire la luce e la vista dell'esterno anche nella parte centrale. La
luce naturale pu cos essere percepita nella maggior parte degli spazi della
biblioteca. La presenza del lucernario, dello spazio a tutta altezza al di sotto di
questo e delle balconate digradanti consente di ridurre possibili reazioni
psicologiche negative, molto frequenti in simili strutture, soprattutto considerato
il tempo prolungato di permanenza nel sottosuolo che richiede la fruizione di una
biblioteca.


M 24-22, 50 %
276
2.4.1.2. Sistemi attiviError! Bookmark not defined.

Quando la profondit eccessiva e vi sono limitate aperture alla superficie, per
permettere alla luce di penetrare, si utilizzano delle particolari tecnologie atte a
captare, amplificare e trasmettere la luce in profondit.
Si tratta di strumenti che permettono il flusso generalmente in un'unico senso,
consentendo o l'illuminazione dell'interno o la vista sull'esterno.
Le soluzioni utili all'illuminazione vanno da semplici superfici riflettenti a
complesse tecnologie di trasferimento energetico.

Specchi statici
Il sistema pi semplice costituito dall'utilizzo di specchi che, posizionati in
modo appropriato in riferimento alle posizioni ricorrenti del sole, dirigono il
flusso luminoso, anche con successive riflessioni, su un'area stabilita. L'impiego
di questi limitato a zone dove le condizioni atmosferiche permettono per la
maggior parte dell'anno la vista diretta del sole. Inoltre la staticit dello specchio,
bloccato su posizioni definite, ne riduce l'efficienza.
Questa soluzione stata adottata nel Dipartimento di Ingegneria Mineraria
dell'Universit del Minnesota [tavola 76]. La radiazione solare viene riflessa da
dei pannelli riflettenti fissi su dei pannelli diffusori che illuminano cos il grande
spazio sottostante. Per migliorare il rendimento si sono utilizzate delle lenti
riflettenti che funzionano secondo il principio di trasmissione della luce delle
lenti Fresnel, che orientano e intensificano la luce del sole. I pannelli sono
disegnati per catturare la luce del sole durante tutta la giornata per tutto l'anno e
per rifletterla nell'atrio sottostante in maniera diffusa e uniforme. Poich solo una
parte del pannello preposta per una data posizione del sole il suo rendimento
limitato.

Specchi dinamici
Un sistema pi efficiente, ma sempre legato alla frequente disponibilit della
diretta luce del sole, offerto dall'utilizzo di specchi dinamici che seguono
automaticamente la posizione del sole e ne dirigono la luce in un punto preciso.
Anche questa soluzione applicata nel Civil and Mineral Engineering Building
nell'Universit del Minnesota [tavola 76]. La presenza di locali completamente
interrati a 35 metri di profondit, difficilmente collegabile alla superficie,
richiedeva una soluzione specifica. Si realizza cos un eliostato: una lente a
specchio di 2 metri di diametro segue il sole e concentra la sua luce in un raggio;
questo, attraverso un condotto verticale, viene inviato in basso dove, passando
277
attraverso una lente, si diffonde sul pavimento, creando una zona illuminata di tre
metri di diametro
102
.

Condotti di luce
Un'altra soluzione per la conduzione della luce in profondit offerta da condotti
perfettamente riflettenti: una volta che la luce si riflette in essi si propaga
all'interno per ripetute riflessioni. Le dispersioni sono ridotte al minimo dal
coefficiente di assorbimento delle superfici prossimo a zero. La luce quindi
immessa nei locali attraverso delle aperture trasparenti poste lungo il percorso. In
periodo notturno la luce naturale pu essere sostituita da corpi illuminanti
artificiali. Un esempio stato applicato nell'ampliamento degli uffici SMA di
Pier Luigi Spadolini. La SMA tra le pi grandi specialiste a livello mondiale di
conduzione ottica ed energetica (fornisce tra l'altro sofisticati impianti per
sottomarini) e ha reso disponibile moderni materiali per rendere completamente
riflettenti i cavedi che portano la luce ai laboratori interrati, in questo caso una
speciale vernice riflettente argentata.

Fibre ottiche
Una moderna innovazione nel mondo della trasmissione della radiazione
luminosa offerta dalle fibre ottiche. Questo sistema composto di tre elementi.
Una strutture recettiva che raccoglie la radiazione. Si tratta di capsule in resina
acrilica nelle quali sono disposte a nido d'ape una serie di piccole lenti Fresnel.
Queste lenti focalizzano la radiazione sulle estremit del fibre ottiche che
costituiscono il secondo elemento.
Infine vi un sistema diffusore che rilascia la luce nell'ambiente ipogeo.
Il vantaggio di questa applicazione riferibile al poco spazio che le fibre
occupano che le rende adatte anche all'uso in piccoli condotti di edifici esistenti.
Purtroppo presentano due inconvenienti: gli elevati costi (che possono comunque
cambiare con l'evoluzione del settore) e la necessit di una superficie recettrice
pari a quella illuminante.
Tuttavia questa superficie pu realizzarsi
in forma sferica in modo da vedere tutta
la volta celeste e ridurre lo spazio
occupato.
Alcuni esempi di queste applicazioni
sono stati realizzati in Giappone [figura a
lato].

102
Carmody, Stirling, op. cit.
La struttura recettrice sulla copertura di un
edificio sotterraneo a Tokio. n. 29

C.S., pag. 275
278



Esistono anche dei sistemi utili a portare, pi che la luce, le immagini
dell'esterno. Abbiamo infatti sottolineato come le aperture sull'esterno abbiano
pure una ragione di comfort, fornendo le informazioni relative al tempo
atmosferico e all'ora, e inoltre offrono all'ambiente interno statico un sollievo con
immagini di movimento.

Specchi
Un semplice sistema di vista sull'esterno tramite specchi esiste nel Fort Snelling
Visitor Center a Minneapolis [figura sottostante]. Impiegati seduti alla scrivania
due piani sotto terra vedono, su un grande specchio inclinato posto al di l di
un'apertura nella parete, la grande corte interna posta al piano superiore. Questo
sistema simile a un periscopio, a differenza per che la vista sull'esterno
possibile da qualunque posizione seduta nell'ambiente.

N. 29

C.S., pag 251
279
Un pi complesso sistema a periscopio usato
nella Civil Engineering Building a
Minneapolis. La vista [immagine a lato]
offerta all'area di uffici posta a -35 metri
attraverso una serie di lenti con specchi
inclinati alla sommit e alla base del condotto.
L'inconveniente rappresentato dalla
monodirezionalit del flusso per cui la vista
possibile solo da una prefissata posizione
(come un periscopio).

N. 50

modulo 89, pag 204
280
Video terminali
Una soluzione potrebbe anche essere offerta dalle trasmissioni video. Purtroppo
le dimensioni e la risoluzione grafica sono vincolate dalla compatibilit coi costi.
Qualora questi inconvenienti fossero superabili l'utilizzo di video terminali
presenterebbe sicuramente indubbi vantaggi; basti pensare alla possibilit di
ottenere le immagini dell'esterno tramite un allacciamento diretto alla rete
informatica.
281
TAVOLA 76 Facolt di Ingegneria Mineraria, BRW Architets, 1982, Minneapolis
Sezione dei 2 sistemi di illuminazione: eliostate e periscopio. N.29


CS pag 252
Lo specchio attivo dell'eliostato. N. 29

C.S. 274
Immagine esterna dei due sistemi solari. N.
29

C.S., pag 273
Sistema ottico solare attivo. N. 9


FA pag 149, tav 30
Immagine dello spazio interno. n. 79


Nic 30 60%
282
2.4.1.3. Cenni fisiologiciError! Bookmark not defined.

Il campo di studi fisiologici che relaziona corpo umano a radiazione solare
ancora per lo pi inesplorato ma esistono sufficienti dati ed esperimenti per
ritenere la luce del sole necessaria alla sopravvivenza umana. Facilmente si pu
dedurre l'importanza di questo elemento se si pensa come l'intera evoluzione
dell'uomo si sia svolta sotto la luce del sole e che alcuni specifici organi sensibili
si siano adattati ad esso.
Come afferma Richard Wurtman
103
:"..... sembra chiaro che la luce del sole il
pi importante input della vita, dopo il nutrimento e l'aria, per il metabolismo
umano".
La luce del sole composta di radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse. Gli
effetti fisiologici pi importanti sono frutto delle radiazioni ultraviolette e di
quelle dello spettro del visibile. La radiazione ultravioletta si divide in tre campi:
1) UV-A nel campo 320-420 nm
2) UV-B nel campo 280-320 nm
3) UV-C nel campo 200-300 nm.
Il pi notevole effetto di queste radiazioni la sintesi della vitamina D (califeral)
che promuove il metabolismo del fosforo e del calcio. Sono le radiazioni UV-B
responsabili di questo fenomeno, ma poich sono assorbite dal comune vetro
delle finestre, non sono nemmeno trasmesse agli individui che occupano gli
edifici convenzionali illuminati naturalmente. La mancanza di vitamina D pu
causare rachitismo, carie nei denti dei bambini e fragilit d'ossa (osteoporosi)
negli anziani. Comunque la quantit di radiazioni richiesta per la sintesi della
vitamina D relativamente piccola e pu essere ottenuta con l'esposizione delle
mani e del viso durante una passeggiata di 15 minuti. Tuttavia molte persone,
specialmente gli anziani e gli abitanti delle regioni nordiche, non ricevono
neppure questa minima quantit, durante i periodi invernali.
Molti ricercatori associano inoltre alla radiazione ultravioletta un vasto campo di
effetti positivi sul corpo umano, non direttamente individuabili.
Anche le radiazioni dello spettro del visibile hanno effetti positivi. Le
informazioni luminose, oltre a essere convogliate attraverso i nervi ottici dalla
retina alla corteccia visiva, raggiungono, con un sottile fascio di fibre, i nuclei
profondi del cervello e informano il nucleo dell'ipotalamo (il nucleo
soprachiasmatico) della presenza o assenza di luce e, di conseguenza, della
lunghezza della giornata solare. Il nucleo soprachiasmatico un piccolo orologio

103
Wurtman Richard, "Biological implications of artificial illumination", Illuminating Engineer, oct., pp
523-529, 1968
283
biologico costituito da cellule nervose che, come un orologio al quarzo, oscillano
con un ritmo circadiano
104
, cio prossimo, ma non identico, alle 24 ore. Se ci
trovassimo per vari giorni in una grotta in condizione di luce o buio continuo,
senza avere informazioni sull'avvicendarsi del giorno o della notte, il nostro
orologio biologico, svincolato da quello solare, ci spingerebbe a vivere secondo
giornate di circa 25 ore.
Gran parte delle funzioni corporee si
svolgono all`insegna della ritmicit
[figura a lato], che pu variare da pochi
minuti (gli atti respiratori), ad una
giornata (le secrezioni ormonali), ad una
stagione (il tono dell'umore).
Questa ciclicit inserita nel nostro
programma biologico ed ha la chiave in
diverse stazioni del cervello (talamo,
ipotalamo, ...) che funzionano come vere
e proprie centraline del ritmo. Fra queste la pi studiata e` la ghiandola pineale,
una piccola struttura cerebrale, grande quanto un pisello che, sensibile alla luce,
produce un ormone, la melatonina, che aumentando durante la notte e
riducendosi nel corso della giornata "da il passo" a molte funzioni biologiche.
Tra l`altro la melatonina esercita un effetto inibitorio sull'azione di altri ormoni e
mediatori nervosi determinando una riduzione dell'attenzione e della prontezza di
riflessi. In condizione di elevata luminosit viene soppressa la produzione di
questo ormone
105
.
La scarsit di luce per periodi prolungati, e il relativo aumento della melatonina,
pu alterare alcune funzioni nervose e instaurare patologie depressive come SAD
(Seasonal Affective Disorder). Sintomi di questa malattia sono la diminuzione
dell'attivit fisica, aumento del desiderio di carboidrati, irritabilit e disordini di
sonno
106
.


104
Dal latino circa diem, circa un giorno.
105
Oliviero Alberto, 1993. "La luce accende qualcosa nel cervello", Corriere della sera, 25 apr.
106
Carmody Styrling, op. cit.
CICLI DI VITA
Ultradiani (da sotto il minuto a meno di 20 ore)
-Battito del cuore -Atti respiratori
Circadiani (circa 24 ore)
-Temperatura corporea -Pressione sanguigna
-Secrezioni ormonali -Sensibilit ai farmaci
Circaseptani (circa una settimana)
-Reazione di rigetto nei trapianti di rene, cuore,
pancreas
Circatrigintani (circa 30 giorni)
-Ciclo mestruale
Circannuali (circa un anno)
-Depressione stagionale -Secrezione testoterone
284
2.4.2 LUCE ARTIFICIALEError! Bookmark not defined.

indubbio che l'illuminazione artificiale un elemento indispensabile ad ogni
edificio. Questo non solo serve per lo svolgimento di attivit quando il sole
scende sotto l'orizzonte, ma anche per illuminare quegli spazi che, dietro
partizioni o lontani dalle finestre, non ricevono abbastanza luce dalla volta
celeste.
In questi casi si dice che la luce artificiale complementare a quella solare. In
alcuni edifici, come nella biblioteca sotterranea di legge dell'Universit del
Michigan o nel Lockheed Building 157, un sistema di controllo automatico
misura, attraverso fotocellule, l'apporto del naturale e regola di conseguenza
l'output luminoso dell'artificiale in modo da avere un costante livello di
illuminamento durante l'arco della giornata.
In molti edifici alla superficie l'illuminazione naturale viene per lo pi esclusa
attraverso schermature, perch impedisce, con le sue variazioni, un preciso
controllo illuminotecnico, e viene sostituita da un sistema artificiale. In questi
casi il ruolo dell'impianto mirato a realizzare un comfort illuminotecnico
ottimale secondo parametri calibrati su una determinata attivit.
Ma quando l'ambiente in questione uno spazio sotterraneo, privo di aperture
sull'esterno, non pi sufficiente affidare alla luce artificiale il solo compito
illuminotecnico. La uniformit e la staticit dell'illuminamento, se da un lato
assicura massima visibilit in funzione del compito visivo, dall'altro rende lo
spazio artificiale ancor pi alienante.
L'illuminazione artificiale va considerata come un altro strumento nelle mani
dell'architetto nella realizzazione di un ambiente confortevole.
difficile in questo campo fornire una metodologia precisa per organizzare il
sistema artificiale. La soluzione deve scaturire dalle caratteristiche dell'edificio,
la destinazione d'uso, il tempo di permanenza, .... Per esempio la scarsa
permanenza in una fermata della metropolitana ha portato i progettisti delle
stazioni di Stoccolma a conservare l'aspetto di grotta. Invece negli uffici
sotterranei della facolt di Ingegneria Mineraria del Minnesota la prolungata
permanenza degli utenti ha spinto i progettisti a realizzare un finto lucernario che
allontani la sconsolante idea di trovarsi a 35 metri di profondit.
Sicuramente dove la permanenza si protrae nel tempo importante ricostruire un
ambiente simile alla superficie. Questo non vuole essere una azione mistificatoria
quanto un ricreare le condizioni a cui i nostri occhi e il nostro organismo sono
abituati da millenni.
285
Ricostruire la variabilit illuminotecnica tipica della natura.
Le caratteristiche della luce che illumina alla superficie piazze, costruzioni e
singoli elementi variano da luogo a luogo e sono in continua variazione nel
tempo.
Spazi illuminati direttamente dal sole, caratterizzati da contrasti netti tra luce ed
ombra, si alternano ad aree dove la luce proviene dalla volta celeste e dalle
multiple riflessioni delle pareti. Qui la luce si fa pi uniforme, senza direzione
prevalente e le forme perdono le ombre nette.
Inoltre nelle diverse ore della giornata, tra mattina e mezzogiorno e sera esistono
notevoli differenze nella distribuzione spettrale della luce e nei livelli di
illuminamento, per l'influenza che l'atmosfera ha sulla radiazione solare.
Tutte queste variazioni vengono percepite dall'occhio solo in maniera limitata
perch la pupilla si adatta ai diversi livelli di illuminamento modificando la sua
apertura contraendosi o rilassandosi. Solo l'occhio di un fotografo esperto o
meglio l'esposimetro di una macchina fotografica pu descrivere obiettivamente
le variazioni di intensit.
Inoltre la grande differenza tra lo spettro prodotto dal sole alto sull'orizzonte nel
mezzo della giornata (luce fredda) e quello prodotto dal sole basso (luce calda) si
mitiga con i relativi diversi livelli di illuminamento. Ossia il grado di visibilit
dell'occhio umano si mantiene pressoch costante tra le situazioni di luce intensa
fredda e luce debole calda, in conseguenza dell'adattamento dell'uomo alle
condizioni ambientali.
La variabilit che si richiede all'ambiente ipogeo ottenibile con diversi
espedienti:
Disporre gli apparecchi in modo vario. Le lampade a soffitto servono ad
illuminare ottimamente il lavoro svolto su un piano orizzontale ma lampade a
parete, che proiettano un flusso luminoso orizzontale, offrono una migliore
prospettiva dell'ambiente.
Utilizzare fonti luminose con livelli di illuminamento e caratteristiche
cromatiche diversi.
Stabilire le variazioni secondo una ragione gerarchica: in un sistema di spazi
comuni e corridoi si associano agli ambienti pi frequentati caratteristiche
illuminotecniche pi elevate rispetto agli spazi pi remoti.
Costruire la variet anche nel tempo progettando sistemi illuminotecnici che
possano variare le proprie caratteristiche seguendo i cambiamenti della luce
solare.

286
Un esempio interessante il corridoio centrale della biblioteca della Pusey
Library [tavole 26-28]. Sul lato di questo una serie di nicchie per esposizione,
oltre ad offrire un elemento di interesse, offre una illuminazione alternativa a
quella al soffitto con finestre di luce. La distribuzione degli illuminamenti
riprende cos quella tradizionale che vede livelli decrescenti dall'alto verso il
basso come in uno spazio aperto. Al soffitto vi sono sorgenti puntiformi che
creano dei getti di luce sul pavimento. Alle pareti laterali le nicchie illuminate
equilibrano la distribuzione della luce e rendono lo spazio pi ampio, divenendo
vere e proprie finestre. Il pavimento basso riflettente.
Nei locali sotterranei della Facolt di Ingegneria Mineraria di Minneapolis si
costruito un lucernario che desse l'idea di trovarsi appena sotto la superficie
[figura seguente]. Una serie di lampade fluorescenti sono poste dietro un vetro
opaco. La struttura vetrata a forma di piramide cos da dare un senso di
spaziosit all'ambiente. Inoltre la luce artificiale cambia di intensit nello
svolgere della giornata seguendo le variazioni naturali.

Esistono esempi ancora pi spinti nel tentativo di riprodurre le situazioni naturali.
Nella sala di controllo 2 della Henimont, a
Ferrara, situata in sotterraneo, erano richiesti
alti livelli di comfort. Gli architetti Piera Scuri
e Douglas Sken hanno realizzato un lucernario
all'interno del quale non solo varia l'intensit
della luce ma anche la direzione di
provenienza (tramite un sistema meccanico
che sposta le lampade) e le caratteristiche
colorimetriche della luce [figura a lato].




N. 28

ICUSESS, pag 239
N. 29

C.S. pag 276
287
Distinguere gli spazi privati da quelli comuni. Per gli spazi lavorativi
valgono le indicazioni tradizionali, mentre per gli spazi pubblici, dagli atri chiusi
ai corridoi pi periferici, dove generalmente si fanno pi pesanti le critiche alle
costruzioni ipogee, va adottata una specifica progettazione illuminotecnica.
Non esistono regole generali, bisogna invece creare casi particolari, eccezioni
che rompano con l'eccessiva uniformit. Gli esempi derivano da edifici gi
realizzati e dalla fantasia dell'architetto.
Sfruttare luce e colori per modificare la percezione dello spazio. Quando la
luce riflessa su superfici chiare queste determinano una percezione pi ampia
del locale. Cos in ambienti bassi la luce riflessa su un soffitto molto riflettente
allevia il senso di oppressione.
Uno dei tanti esempi
sono i corridoi dei
shopping center
sotterranei a Montreal
[figura a lato]. Qui
nella trama della
struttura del soffitto si
aprono dei rettangoli
illuminati dando
respiro allo spazio di
limitata altezza.
Lo stesso espediente
si pu utilizzare sulle pareti per aumentarne la larghezza (a livello di
impressione).
Un esempio si trova nella Facolt di Ingegneria Mineraria dove piccoli uffici
sono illuminati indirettamente tramite la luce riflessa sulla chiara parete di fondo.
Queste due soluzioni, l`illuminazione laterale e quella verticale, possono esser
riprese per ricreare le cangianti condizioni caratteristiche del mondo alla
superficie. La luce diffusa sul soffitto da una impressione di maggiore altezza e
rappresenta la volta celeste, mentre la luce alle pareti, che aumenta, a livello di
percezione, la larghezza dello spazio, rappresenta lo stato illuminotecnico in
principio e sul finire della giornata.
Una struttura illuminotecnica specifica, come quella mostrata nella figura
sottostante, posta sugli spigoli superiori di un ambiente e composta di due corpi
illuminanti diversamente orientati e variabili di intensit, un esempio di
progettazione illuminotecnica che permette di ricostruire le variazioni
illuminotecniche che avvengono alla superficie.
N. 29

C.S., pag. 280
288
Utilizzare sorgenti luminose dalle caratteristiche simili a quelle solari.
importante poter disporre di lampade dalle ottime prestazioni ottiche e di
efficienza luminosa. Quest'ultima non solo permette un diretto risparmio nei
consumi per l'illuminazione ma anche un risparmio indiretto a livello di carichi
endogeni per la minore emissione di infrarossi.
Le recenti innovazioni nelle lampade a scarica nei gas aggiungono all'efficienza
luminosa buone propriet ottiche. Per esempio i tubi fluorescenti a tre bande
riproducono i colori in percentuale gradita all'occhio, grazie ad una opportuna
miscela di polveri fluorescenti a base di fosforo che correggono lo spettro
avvicinandolo a quello solare. L'uso di alimentatori elettronici ad alta frequenza
permette di aumentare l'oscillazione da 50 hertz a 30.000, eliminando l'effetto
fliker. Inoltre l'aumento della oscillazione riduce la deionizzazione che si produce
all'azzerarsi della corrente, abbassando ulteriormente le perdite di 3-4 watts. Alle
sorgenti a scarica nei gas possibile poi affiancare un potenziometro che vari il
flusso luminoso emesso. Per variare le caratteristiche colorimetriche si possono
affiancare due sorgenti con differenti spettri e variando l'intensit dell'una
rispetto all'altra si ottengono diverse soluzioni cromatiche.



GIORNO NOTTE


M 24-23, 50 %
289
2.4.2.1 Cenni fisiologiciError! Bookmark not defined.

Si parlato della necessit della luce naturale per il nostro sistema fisiologico.
Quando, per ragioni particolari, la lontananza dalla superficie diviene eccessiva
necessario ricreare artificialmente la
radiazione solare pensando anche alla
sua importanza per il nostro
metabolismo. Molti ricercatori hanno
affrontato questo problema e gi ai tempi
della prima guerra mondiale nella linea
Maginot, i cui spazi per ragioni difensive
erano per lo pi dislocati in sotterraneo,
erano previste delle sale per dei bagni di
sole artificiale in sostituzione di quello
naturale [figura a lato].

Pi recentemente diversi esperimenti
condotti su studenti sottoposti a
radiazioni ultraviolette hanno sottolineato l'importanza di queste sia a livello
metabolico che psicologico. In un esperimento in America due classi sono state
messe a confronto. Negli studenti sottoposti a una radiazione luminosa completa,
compresa di ultravioletti, si riscontrato una minore incidenza di carie. Secondo
un esperimento analogo in due gruppi di anziani si riscontrata una notevole
differenza nella capacit di assorbimento del calcio.
In Russia l'esposizione a radiazioni ultraviolette ha rivelato negli studenti una
maggiore prontezza di riflessi, una maggiore impegno, una ridotta stanchezza
dell'apparato visivo e in generale una migliore risposta immunologica.
Se da un lato risulta cos positivo l'utilizzo di tali lampade non si conoscono
ancora completamente gli effetti negativi che tali radiazioni hanno sul corpo. Per
adesso esposizioni eccessive provocano cancro della pelle e stati di allergia
107
.



107
Carmody, Stirling, op. cit.
N. 70

Architecture of agression, pag 104, 60%
290
2.5 IL CLIMAError! Bookmark not defined.

Al comfort termoigrometrico lo spazio sotterraneo si presta sensibilmente bene.
Tra le ragioni che hanno dato origine, nella storia, ad insediamenti ipogei quella
climatica stata la pi ricorrente e nuovamente oggi, quando la crisi energetica
ha acceso il problema sulla limitata disponibilit delle risorse energetiche, la
stessa motivazione tra i motivi ispiratori della moderna casa ipogea.
La ragione sta nel particolare materiale in cui avviluppato l'edificio sotterraneo,
la terra, nei confronti dell'elemento che circonda l'edificio convenzionale: l'aria.
Questi due elementi hanno caratteristiche e comportamenti, che governano gli
scambi tra interno ed esterno, molto differenti. Se da un lato la massa d'aria
possiede il positivo vantaggio della trasparenza alle radiazioni luminose dall'altro
si dimostra scadente a contenere la dissipazione di energia termica. In particolare
la principale differenza che distingue aria da terra il carattere dinamico della
prima e statico della seconda. Mentre negli edifici convenzionali l'energia
dissipata verso l'esterno viene persa coi movimenti dell'aria (ai fini dell'edificio e
non in un bilancio energetico globale) per quanto riguarda la struttura sotterranea
l'energia viene immagazzinata dalla massa che la circonda (a meno di velocit di
migrazione delle falde acquifere eccezionali).
Inoltre lo strato di terra possiede altre caratteristiche positive: un basso
coefficiente di conduzione termica (alta resistenza termica), una elevata capacit
termica, uno spessore disponibile tendenzialmente infinito.
Un ulteriore vantaggio al comfort ambientale deriva dalla condizione termica
delle pareti, caratterizzate da una temperatura superficiale relativamente alta e
costante nel tempo. Si evita cos quell'effetto di disagio termico dovuto
all'irraggiamento del corpo umano verso superfici troppo fredde o troppo calde
che, a parit di temperatura dell'aria, una delle cause pi frequenti di mancato
comfort termico.
Anche qui l'impegno del progettista duplice. Da un lato deve creare le migliori
condizioni ambientali, sopratutto tenendo conto del pregiudizio che spesso
influenza negativamente la reale percezione dell'ambiente. Dall'altro deve
impegnarsi a rendere l'ambiente vitale ricreando la caratteristica di dinamicit
propria della superficie.

291
Offrire valori termoigrometrici leggermente superiori alla norma. Spesso
solo il pregiudizio a descrivere il sotterraneo come un ambiente freddo e umido.
Una soluzione quella di garantire una qualit di condizionamento con
caratteristiche opposte. In inverno la temperatura degli spazi privati pu essere
regolata attorno a 21-22 C, con umidit relativa di 40-50 %. Per gli spazi
comuni i valori invernali devono essere inferiori, sia perch l`attivit motoria
aumenta il metabolismo, e quindi la produzione di calore, sia nei casi di luoghi
aperti al pubblico dove l`abbigliamento rimane quello indossato per le condizioni
climatiche esterne.

Porre particolare attenzione ai carichi endogeni. Se da un lato l`elevata
massa termica della terra smorza gli sbalzi esterni, dall'altro le variazioni che si
possono generare all'interno avranno un impatto molto prolungato nel tempo.
necessario pertanto considerare i dati esterni, la posizione geografica,
l`orientamento, l`occupazione e tutti i carichi endogeni per poter simulare un
bilancio termico verosimile.
Tanto pi la struttura immersa nel terreno e isolata dall'atmosfera terrestre tanto
pi gravi possono farsi le conseguenze dell'accumulo di calore.
Un caso significativo che pone in luce l'influenza dei carichi endogeni stata la
protesta di un gruppo ecologista allo sciopero che qualche anno fa blocc le linee
metropolitane di Parigi. La parte ecologista sottolineava come il blocco delle
motrici determinava un calo della temperatura del terreno e, di conseguenza, un
pericolo per la sopravvivenza dell'ecosistema animale che si era sviluppato in
quelle particolari condizioni termiche.
Inoltre per le costruzioni molto profonde esiste il problema del gradiente termico,
per il quale pi ci si avvicina al centro della terra pi aumenta il calore, in media
un grado ogni cento metri. E' questo uno dei problemi che interessa il progettisti
del nuovo tunnel ferroviario, lungo 54 chilometri da Susa a St. J ean de
Maurienne, che permetter il collegamento ad alta velocit fra Torino e Lione. La
temperatura interna della roccia stata calcolata intorno ai 50 C con la tendenza
ad aumentare quando la linea sar in esercizio. Sar quindi di particolare
importanza il sistema di refrigerazione interna che dovr mantenere la
temperatura del tunnel nei limiti di 25-30 C. All'interno di questo vasto progetto
di rinnovamento del sistema ferroviario la stazione di Porta Susa sar soggetta ad
una radicale trasformazione. Attraverso un suo arretramento di oltre 100 metri
verso Corso Vittorio Emanuele sar resa pi capace, dotata di pi servizi e
soprattutto sotterranea
108
.

108
Red., "Tunnel di 54 chilometri per superare le alpi", La Stampa, sabato, 27 novembre, 1993
292
Il controllo dell'umidit. Si tratta di un problema specifica dello spazio
ipogeo. Da un lato risulta assai difficile garantire una perfetta impermeabilit
dell'involucro e dall'altro lo stesso contenitore, proprio perch a tenuta stagna,
risulta incapace a riequilibrare gli sbalzi generatesi internamente. Mentre le pareti
esterne degli edifici fuori terra, relativamente permeabili, svolgono un ruolo
mitigatore sull'aria ambiente, caricandosi di acqua nei periodi freddi e umidi e
rilasciandola nei periodi pi caldi, nelle costruzioni ipogee l`evacuazione
dell'acqua in eccesso affidata esclusivamente al ricircolo d`aria.
Il fenomeno acuito dalla presenza delle superfici fredde a contatto con la terra
che possono generare forti fenomeni di condensa.

Sfruttare la variabilit termoigrometrica per caratterizzare gli spazi. Le
caratteristiche sopracitate del terreno rendono la spazio ipogeo un luogo
termicamente stabile, con minime variazioni dei parametri ambientali.
Tuttavia, se questa stabilit assunta generalmente como scopo del progetto
termoigrometrico negli edifici convenzionali, nello spazio sotterraneo pu
risultare dannosa, confermando il generale difetto di spazio iposensoriale.
Non si tratta di creare complessi sistemi automatici e retroattivi quanto di non
affannarsi a realizzare il perfetto isolamento e il perfetto controllo sull'aria
entrante. D'altronde le stesse esperienze di Funger, mirate a stabilire le variabili e
i valori ottimali per il comfort, hanno mostrato come non si possa realizzare la
piena soddisfazione di un gruppo di persone, a causa delle inevitabili differenze
che esistono tra individuo e individuo.
Permettere un certa variazione delle variabili climatiche, limitate entro un
prefissato campo, serve da un lato a fornire informazioni sulle condizioni
dell'ambiente all`esterno (pur distorte dallo sfasamento indotto dalla massa di
terra) e dall'altro aiutano a caratterizzare lo spazio interno.
Un modo per ottenere una immediata influenza delle condizioni esterne su quelle
all`interno, opportunamente smorzate, attraverso l'aria d'entrata.
Variando la sua temperatura, o ancora meglio la sua velocit d`ingresso, si crea
un interessante stimolo sensoriale, e la presenza di una corrente (sempre limitata
a valori accettabili) testimonia il diretto contatto con la superficie.
La stessa corrente d`aria pu aggiungersi alle altre informazioni utili
all`orientamento.
In un grande edificio possibile realizzare la corrente sfruttando i moti convettivi
che si creano naturalmente, magari rafforzati dai fumi della centrale termica
[figura successiva].
293

Distinguere fra spazi privati e spazi comuni.
Questa differenziazione termoigrometrica non deve riguardare gli spazi privati
quanto quelli pubblici, aperti alla circolazione, assimilabili alle vie e ai percorsi
della citt. qui infatti pi forte l`impegno a ricreare la variet di stimoli e
sensazioni caratteristica degli spazi naturali.

In questo esempio la temperatura lievemente pi alta dell'aria entrante, in
inverno, ai piani inferiori, per la maggiore lunghezza in cui avviene lo scambio
termico, diviene una informazione sulla profondit a cui ci si trova.

M 25-1, 50%
294
2.5.1 Il risparmio energeticoError! Bookmark not defined.

Molte realizzazioni sotterranee hanno alla loro base la possibilit di realizzare il
comfort termoigrometrico a basso costo, ma, qualunque sia la ragione della
costruzione, il risparmio nella gestione del clima interno presente in ogni
costruzione ipogea.
I livelli di comfort che si vogliono ottenere vanno sempre paragonati al costo
necessario, sia di impianto che di gestione, secondo una curva qualit prezzo.
Nelle costruzioni tradizionali pu essere che elevate esigenze prestazionali
richiedano un costo eccessivo, tale da non renderle economicamente convenienti.
L'edificio sotterraneo permette di raggiungere facilmente un alto grado di
benessere senza uno spinto aumento dei costi. Infatti diverse funzioni che
richiedono un controllo spinto sulle condizioni ambientali trovano locazione
nell'ipogeo, ad esempio archivi cartacei o su supporto magnetico, centri
elaborazione dati e anche depositi d'arte e musei.
La massa del terreno, con la sua bassa conduttivit termica e una elevata
capacit, offre un grande smorzamento termico. Esiste una formula, prodotta da
Hadvig, che permette di calcolare la temperatura del terreno in funzione del
tempo e della profondit
109
.
T h t T Ae t t h a
h
( , ) cos . ( ) .
_
.
max
= +
0316
0 0172 0 316
T(h,t) =temperatura del sottosuolo alla profondit h e nell'istante t (C)
T
a
=temperatura media annua dell'aria (C) A =escursione termica annua
(C)
t
max
=istante in cui si verifica la temperatura massima dell'aria (s)
a =diffusivit termica del terreno (m/s)

109
Fracastoro G., "Elementi di climatologia edilizia", Celid, Torino, 1985
295

Tuttavia, se non necessaria una grande precisione, si pu assumere, oltre i 3-4
metri di profondit, una temperatura costante durante l'arco dell'anno pari alla
media annuale delle temperatura dell'aria.

La variazione della temperatura del terreno in funzione della profondit. N. 29

C.S., pag 28
296
Queste qualit riducono la potenza
necessaria all'avvio e nella gestione
dell'ambiente sotterraneo.
Inoltre la dispersione di energia
viene ulteriormente ridotta nel
tempo per la progressiva
diminuzione della differenza di
temperatura tra interno e esterno
[figura a lato].Queste qualit
riducono la potenza necessaria
all'avvio e nella gestione
dell'ambiente sotterraneo.


Per poter sfruttare in modo efficiente le caratteristiche dell'ipogeo ai fini del
risparmio termico vi deve essere un duplice approfondimento: a livello
progettuale e a livello di programmazione, pi o meno correlate.
Per progettuale si intende la determinazione della tecnologia d'involucro. In linea
generale le pareti devono essere a contatto col terreno senza la presenza di
camere d'aria che, permettendo l'instaurarsi di moti convettivi, vanificherebbero i
processi di trasferimento e conservazione nel terreno dell'energia termica.
Per quanto riguarda l'isolamento la sua presenza deve essere valutata
attentamente. Dove manchi una consistente copertura di terra sopra l'edificio uno
strato coibentante serve ad impedire che il generale isolamento venga sminuito
dalla presenza di un forte flusso termico in uscita [figura sottostante].
la variazione nel tempo della temperatura del
terreno al contorno dell'edificio rende sempre
minore il gradiente termico e con esso il flusso
termico disperso.

M 25-2, 50%
Sezione schematica che mostra i flussi termici di un volume interrato non isolato. N. 113


E.S.S. FS 5, pag 1
297
Sulle altre superfici, laterali e alla base, la presenza di consistenti strati isolanti
pu non risultare sempre conveniente. Per esempio in estate, quando si intenda
utilizzare la massa del terreno per scaricare l'energia in eccesso, lo strato isolante
rappresenta un freno a questo processo.
una questione delicata che si confronta con un'analisi dinamica e riguarda il
secondo punto di approfondimento.
Con programmazione si intende la possibilit di creare una "macchina termica"
che mantenga pi o meno autonomamente l'equilibrio energetico, giocando con i
carichi termici presenti, con le tecnologie d'involucro e con le grandi masse a
disposizione.

Sfruttare la presenza dei due principali
corpi termici a disposizione: sole e terra.
Punto di partenza la disponibilit di due
corpi energetici con temperature opposte
rispetto a quella di comfort umano, la
radiazione solare e la massa della terra. La
prima rappresenta l'energia termica da
sfruttare in condizioni fredde, la seconda una massa a bassa temperatura su cui
trasferire l'energia in eccesso.
In questo senso gli habitat desertici detengono le maggiori potenzialit, soggetti
ad un forte irraggiamento e con un sottosuolo relativamente freddo per
l'accentuato potere isolante. Non a caso molti degli esperimenti sui sistemi
autosufficienti sono stati condotti in clima desertico o semidesertico. Un esempio
recente il progetto vincitore del concorso Citus II indetto nel 1991 allo scopo di
individuare possibili applicazioni di nuove tecnologie nelle realizzazioni di
edilizia sociale in zone disagiate.
Un'area desertica nei pressi del delta del Nilo sar resa fertile grazie a un canale
che vi porta l'acqua. Le strutture civili (abitazione ed edifici pubblici) saranno
concentrate in oasi artificiali [figura seguente], mentre sistemi di produzione di
energia eolica e fotovoltaica forniscono l'energia necessaria al funzionamento di
tutte le attrezzature
110
.

110
Cucinella Mario, "La strategia del virus positivo", in Arca, n 66, dicembre, 1992


M 25-3, 50%
298
Sfruttare queste due fonti energetiche per attivare correnti d'aria
naturali.
Questa tecnologia ha esempi che risalgono a diversi secoli addietro e l'esempio
pi celebre sono le ville di Costozza, citate dallo stesso Palladio. ".... Quasi
nel'istesso modo i Trenti, gentiluomini vicentini, a Costoza lor villa rinfrescano
l'estate le stanze. Perciocch, essendo nei monti di detta villa alcune cave
grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covali, et erano
anticamente petraie - .....- nelle quali nascono alcuni venti freschissimi, questi
gentiluomini, per certi volti sotterranei ch'essi dimandano ventidotti, gli
conducono alle loro case, e con canne simili alle sopradette conducono poi quel
vento fresco per tutte le stanze, otturandole et aprendole a lor piacere per
pigliare pi e manco fresco, secondo le stagioni. ..." (Palladio A., "I quattro libri
dell'architettura", libro I, cap XXVII).
Si tratta di un sistema di raffrescamento che sfrutta la differenza di temperatura
fra l'aria esterna e quella presente in queste grandi cavit, i covoli, che hanno
temperatura pressoch costante durante l'anno, con valori intorno agli 11-12 C.
Essendo i covoli in comunicazione con l'esterno attraverso varie aperture, poste
a quote diverse, nei periodi in cui la temperatura dell'aria esterna maggiore di
quella dell'aria interna si innesca un moto di circolazione naturale dell'aria, per
cui quella calda che entra nei covoli dalle aperture in alto ne esce, raffrescata,
dalle aperture pi basse.
Al fine di sfruttare tale fenomeno naturale per raffrescare le ville, queste sono
state collegate alle parti inferiori dei covoli, o direttamente, quando ci era
possibile, o mediante cunicoli sotterranei appositamente scavati, i "ventidotti",
lunghi fino a qualche centinaio di metri [figura sottostante]. I ventidotti sboccano
Sezione tipo di un'oasi artificiale. N. D.61




Arca 66, pag 40
299
nelle cantine delle ville; di qui l'aria fresca penetra nei locali soprastanti
attraverso rosoni di pietra o marmo traforati posti nei pavimenti delle stanze dei
piani terra.
L'effetto rilevante: ad esempio in una delle ville, a fine luglio, con temperature
dell'aria esterna oscillanti tra 21 e 29 C, l'aria in una stanza a piano terra aveva
temperature comprese tra 20,5 e 21,5 C mantenendo occluso il rosone. In un
altro ambiente della stessa villa, aprendo il rosone, si sono misurate temperature
di 16 C, con temperature esterne fino a 33 C.
La velocit dell'aria direttamente proporzionale alla differenza fra la
temperatura dell'aria esterna e quella del covolo. Il grafico sottostante riporta le
misure istantanee effettuate in corrispondenza dell'ingresso al covolo. Valori
negativi di velocit indicano che il verso opposto
111
.
In una moderna architettura ipogea alcuni condotti inseriti nel terreno possono
svolgere una analoga funzione ai fini del benessere climatico. Inoltre la presenza

111
E16 ENEA, "Architettura bioclimatica", Roma, De Luca Editore, 1983
Schema di funzionamento. N. E16

Aldo Fanchiotti, fig n. 2
V= velocit, At=differenza fra la temperatura dell'aria esterna e del covolo. N. E16

Aldo Fanchiotti, n5
300
di un elemento dinamico, come una corrente d'aria naturale, rende pi vitale lo
spazio interrato.
Il sistema pu risultare
particolarmente utile in
presenza di grandi atrii
vetrati dove d'estate
l'irraggiamento
responsabile di un elevato
carico termico.



Un esempio di questo
sistema stato realizzato nella scuola di Crosara [figura successiva]. Qui il calore
viene ceduto al terreno sottostante la costruzione. Specifiche aperture nel solaio
tra i due piani permettono che la circolazione sia estesa a tutto l'ambiente.

Creare un serbatoio capace di bilanciare le variazioni termiche. Poich lo
stato termoigrometrico di una zona non mai stabile su un'unica temperatura,
fredda o calda, ma oscilla con periodi giornalieri e stagionali, bisogna calibrare in
modo ottimale l'energia entrante, quella irraggiata dal sole, e quella uscente,
ceduta alla massa di terra.
In estate viene immagazzinato il calore in eccesso che nel periodo freddo viene
ceduto nuovamente all`ambiente, come una clessidra che viene girata prima da
un lato, poi dall'altro.
Viene utilizzato il terreno stesso o l'acqua. L'acqua, a sua volta, pu essere
contenuta in serbatoi ermetici immersi nel terreno oppure quella direttamente
presente nella falda acquifera, quando relativamente ferma e confinata.
L'aria presente nei condotti cede il suo calore alle superfici pi
fredde e aumentando la sua densit si sposta verso il basso
richiamando nuova aria

M 25-5, 50%
Scuola materna, S. Los e S. Petucco, 1974, Crosara. N. 15
Sezione.

1) Copertura vegetale Industria delle costruzioni, n. 211, pag 32
2) Radiazione solare
3) Riscaldamento dell'aria
per irraggiamento
4) Cessione del calore
all'ambiente
5) Discesa
6) Rilascio del calore
residuo al sottosuolo
7) Affaccio a sud
301
In Olanda, dove tutto il sottosuolo saturo d`acqua, in grande sviluppo la
possibilit di immagazzinare l`energia termica, sia come massa fredda che calda,
sfruttando quest`acqua.
Per esempio dal 1991 in sperimentazione a Utrecht un deposito di calore a
temperatura relativamente alta (90 C). Si tratta del calore residuo di una centrale
elettrica che viene immagazzinato nel sottosuolo per riscaldare gli ambienti della
vicina universit [figura sottostante].
Tanto pi grande la massa che conserva l`energia tanto pi alto sar il
rendimento. L`aumento delle dimensioni determina una diminuzione della
superficie di scambio, a parit di volume, ma soprattutto, definito il carico
termico utile, se la massa maggiore si abbassa la temperatura di progetto a cui
conservare l'energia e, diminuendo cos il gradiente termico, diminuisce anche la
dispersione.



N. 61

Icusses pag 581
302
Disporre di un sistema attivo capace di riequilibrare il bilancio termico in
situazioni anormali. In quest'ottica di riduzione dei consumi non sempre
facile conservare in ogni caso i valori ambientali desiderati.
La grande capacit termica se da un lato riduce lo sfasamento dell'onda dall'altro
determina una risposta alle variazioni ambientali molto lenta. L'andamento
sinusoidale del flusso varia da ampiezza e frequenza elevata per gli edifici
convenzionali, soprattutto se vetrati, a valori sempre pi bassi con l'aumento
della profondit dell'edificio nel terreno. Se per i primi l'onda ha una frequenza
alta, e il sistema pu considerarsi statico, per gli edifici sotterranei la frequenza
diminuisce, aumenta lo sfasamento e il sistema, dinamico, rende pi articolata la
ricerca dell'equilibrio.
Sorgono particolari problemi per quelle strutture caratterizzate da forti sbalzi
termici per le quale si richiede una elevata prontezza di risposta. Si tratta ad
esempio di luoghi dove si alternano un grande numero di persone, come cinema e
sale per conferenze, per i quali sar necessario affiancare impianti attivi. Quando
le esigenze sono meno imperative si ammette, a favore di un sistema equilibrato
naturale, una maggiore elasticit nella definizione degli intervalli di comfort,
permessa, tra l'altro, dalle temperature superficiali di parete pi soddisfacenti.
Questa maggiore elasticit riduce il distacco artificiale tra interno ed esterno
perch, da un lato, fa dipendere la temperatura interna da quella esterna, pur con
un certo ritardo, dando una informazione sulla situazione climatica all'aperto e,
pi in generale, crea quello stato di variabilit e di dinamicit che rompe con la
stasi dello spazio sotterraneo.

La deumidificazione. Questo processo richiede negli edifici tradizionali
elevati costi. Per le strutture ipogee la presenza di masse a bassa temperatura, in
particolare il terreno, offre invece una facile
gestione delle caratteristiche igrotermiche
dell'aria.
Un esempio descritto nell'immagine a
fianco. Condotti d`areazione immersi nel
terreno, con le superfici appositamente
strutturate in modo da massimizzare lo
scambio termico, permettono, d`estate, di
sottrarre una notevole quantit d`acqua
all`aria esterna entrante, attraverso la
condensazione sulle pareti fredde.



M n. 27, 60%
303
2.5.2. Le tecnologie per la climatizzazione passive e attive: esempiError!
Bookmark not defined.

Fort Snelling Center

questo un caso di edificio "naturale" perch mira a sfruttare al massimo le
potenzialit del terreno per ottimizzare il bilancio termico.
Un sistema di pannelli solari, posti sulla copertura dell'edificio, ha la doppia
funzione di produrre acqua calda per gli usi domestici e di generare energia. Cos
il vapore alla temperatura di 200C 250C alimenta una turbina per la produzione
elettrica. Durante i periodi pi assolati l'elettricit in eccesso servir alla domanda
di refrigerazione superiore alla capacit del sistema naturale. Il sistema di
raffrescamento naturale riprende l'antica pratica del serbatoio di ghiaccio.
Durante il periodo invernale uno scambiatore di calore, nella forma di liquido che
scorre all'interno di una tubatura a contatto con la fredda atmosfera, usato per
congelare l'acqua contenuta in un serbatoio sotterraneo. Durante l'estate,
attraverso un semplice sistema di valvole, lo stesso liquido viene pompato
attraverso il serbatoio e introdotto nella camera di condizionamento aria.


Per il riscaldamento invernale, oltre ai sistemi attivi, una serie di vetrate sono
orientate e inclinate in funzione della pi bassa posizione del sole in inverno.


N. A15

the potential of ES and underground space, pag 82
304
Il museo di vita sotterranea [tavole 48 e 77]

L'edificio sfrutta la presenza della massa d'acqua a -25 m nel sottosuolo alla
temperatura costante di 10 C, durante tutto l'arco dell'anno. La presenza di una
fonte stabile nel tempo facilita le operazioni di stima nel bilancio termico e
permette di sfruttare meglio la potenza dell'impianto selezionato. L'acqua viene
utilizzata per la climatizzazione sia estiva che invernale.
D'estate gli apporti energetici da controbilanciare sono prevalentemente endogeni
dovuti all'impianto di illuminazione e alla presenza dei visitatori. Il carico
termico giornaliero stato valutato nella misura di 20000 W. La refrigerazione
avviene con un impianto di ventilazione a tutt'aria che cede il calore all'acqua di
falda tramite uno scambiatore di calore. Per un volume di circa 2500 m
3
viene
definito un ricambio d'aria di 3600 m
3
/h con una temperatura d'entrata in
ambiente di 14 C. Per il condizionamento invernale la presenza di una massa a
temperatura costante ha offerto la possibilit di utilizzare una pompa di calore per
estrarre l'energia dall'acqua e riversarla in ambiente. Nella figura si vede come la
pompa di calore estrae l'energia dalla falda acquifera (Q
1
) attraverso il
compressore C usando l'elettricit E e la somma di queste quantit (Q
2
=Q
1
+E)
immagazzinata in un serbatoio di 1 m
3
alla temperatura media di 40 C. Il
coefficiente di performance della pompa selezionata C.O.P. = 4, ossia il
rapporto tra l'energia ricavata e quella fornita al compressore uguale a quattro.


305

TAVOLA 77. Museo naturale di vita sotterranea, C. van Hillo, 1987, Arnhem
Influenza delle persone sulla temperatura ambiente: N. 83
A : accettabile
B : non sempre accettabile
C : non accettabile
Icusses pag 605


Sistema di refrigerazione. N. 83


Icusses pag 605
Sistema di riscaldamento. N. 83


Icusses pag 607
306
Plant science building [tavole 12-13]

Il sistema di climatizzazione strutturato in modo da ridurre al minimo l'energia
necessaria e sfruttare al massimo le energie naturali disponibili.
Si trova nel nord degli Stati Uniti dove il clima per lo pi freddo. L'energia
utilizzata quella solare raccolta attraverso una serie di collettori. Dietro 520 m
2

di superficie nera circola e viene riscaldata una miscela di acqua e
anticongelante; il calore viene successivamente trasferito, attraverso uno
scambiatore, a una riserva d'acqua di 60 m
2
contenuta in due serbatoi sotterranei.
Infine il calore viene trasferito all'ambiente tramite l'impianto di trattamento aria.
L'acqua calda viene utilizzata a bassa temperatura, a 40 C, per poter sfruttare
anche il basso irraggiamento del sole durante il periodo invernale e alla estremit
della giornata, infatti i pannelli sono inclinati a 60 per massimizzare la
captazione della radiazione con sole basso all'orizzonte.
Quando la temperatura dell'acqua scende al di sotto il livello utile di 40C entra
in funzione una pompa di calore che pu estrarre energia sia dall'acqua
immagazzinata sia dall'acqua di pozzo. Un ulteriore fonte di energia sono i fumi
caldi prodotti dalle combustioni in laboratorio. Il calore di questi viene riciclato
tramite scambiatori di calore.
In estate la stessa pompa di calore inverte il ciclo e funziona come macchina
refrigerante abbassando la temperatura dell'acqua di pozzo da 9.5C a 5.5C
prima di entrare nella centrale di trattamento aria. L'acqua viene poi filtrata
attraverso strati di ghiaia, prima di essere reimmessa nella falda.
Nei caldi periodi estivi al termine del giorno tutta l'aria viene estromessa e
sostituita dalla pi fredda aria notturna.
Tutte queste attrezzature sono legate a un sistema di controllo computerizzato.
Questo opera combinando variamente le sorgenti di energia da cui trarre o a cui
cedere calore fornendo priorit alla soluzione che minimizza il consumo di
energia. Inoltre questo computer registra e immagazzina in un'ampia memoria
tutti i dati ambientali interni ed esterni cos da avere un resoconto completo sul
funzionamento dell'edificio a lungo termine. Il budget relativo alla
climatizzazione risultato essere di 43.000 BTU per sq. ft contro i normali valori
che si aggirano su 150.000-300.000 BTU per sq. ft. Il costo totale per la gestione
(illuminazione, riscaldamento refrigerazione) ridotto a un quinto rispetto alla
media statunitense.
Lo scopo dell'edificio era il risparmio energetico. I consumi sono ridotti di un
quarto, tuttavia sono ammesse soglie di comfort pi larghe per accettare i ritardi
di risposta che compete a un edificio di grande massa termica. Lo stato di
307
benessere ritenuto soddisfacente dai lavoratori e il carattere naturale ne esalta le
qualit.
308
Earth sheltered residential block in Caer Lean [vedi tavola 71]

L'architetto descrive con orgoglio la capacit di questo edificio di conservare
buoni livelli di comfort durante tutto l'arco dell'anno senza alcun sistema attivo di
riscaldamento. L'energia sfruttata quella irradiata dal sole accumulata
passivamente dalla struttura dell'edificio. Cos l'architetto P. R. Carpenter
riassume il bilancio termico: "L'unico fronte aperto orientato a 30 ovest da
sud e presenta una vasta superficie vetrata, doppio camera, basso emissiva di 43
m
2
. A questa latitudine e secondo tale orientamento si considera un valore medio
di energia irraggiata di 100 W/m
2
. Si ottiene cos un carico totale variabile tra 3
e 5 KW. Nelle condizioni pi fredde, -10 C, calcolata una perdita di 8.5 KW
per una temperatura interna di 20C. Considerando una produzione di 2.5 KW
dal metabolismo umano nel caso di occupazione completa, il bilancio termico si
stabilizza su valori accettabili. Se una camera rimane vuota si raffredda in un
periodo piuttosto lungo di alcune settimane e non scende di oltre 4-5 C,
rimanendo ancora all'interno della zona di comfort definita dall'ASHRAE.
Nonostante le variazioni esterne il calore immagazzinato dalla struttura
dell'edificio garantisce una notevole stabilit termica. La stessa pesante
struttura, che smorza l'onda termica rende, ammissibile parlare di valori medi
nell'arco di un periodo prolungato, stagionale.
(.....) Ci serviva un sistema di immagazzinamento termico a lungo termine. La
maggior parte dei sistemi passivi riguardano un periodo giornaliero. Il
problema quello di conservare la maggior quantit di energia. Si pu
aumentare la dimensione del serbatoio, ma ci comporterebbe dimensioni
immense, o ridurre la temperatura del serbatoio termico, visto che il flusso che si
trasferisce da una massa all'altra anche proporzionale al gradiente termico.
Per cui quando sorta la questione se porre l'isolamento al di qua o al di l
della parete controterra si optato per la soluzione verso l'interno. Infatti cos la
struttura si trova a una temperatura inferiore che se posta verso l'interno,
rispetto all'isolante.
(.....) La luce irraggiata entra nel corridoio solare antistante gli appartamenti e
qui il soffitto inclinato facilita l'entrata dell'aria nei condotti d'areazione per
essere distribuita all'interno dei locali abitati. Inoltre i condotti di output
dell'aria sono in contatto per tutta la lunghezza con quelli di input in modo da
realizzare uno recuperatore di calore. Il problema dell'umidit stato notevole
soprattutto all'inizio perch l'acqua presente nelle pareti ha richiesto un lungo
periodo per evacuare attraverso le discontinuit nello strato di barriera al
vapore. A ci si aggiunge la presenza di piante e un numero ridotto di ricambi
309
d'aria per ridurre le dispersioni. Dopo alcuni anni la situazione igrometrica si
normalizzata e oggi rientra nei valori di comfort.
(.....) stata condotta un'indagine di monitoraggio che ha verificato l'andamento
dei parametri climatici. Per un lungo periodo dell'autunno la temperatura
rimasta stabile giorno e notte su un valore, tanto che l'operatore pensava si fosse
guastato l'apparecchio. Lungo l'arco di un anno la temperatura ha raggiunto il
minimo di 17.5 C dopo un lungo periodo di freddo e in estate non ha superato i
24 C quando fuori risultavano 35 C. La situazione numerica degli occupanti
produce alcune anomalie. Le camere sono studiate per una famiglia di 4
persone, in tale condizione le oscillazioni massime sono dell'ordine di 2 C. Ma
quando entrano una ventina di persone si produce un grande sbalzo termico,
fino a 8 C. poi necessaria una mezz'ora perch il calore venga dissipato nelle
strutture, lasciando un aumento complessivo di 1/10 C".


310
Project of conference hall and swimming pool in Caer Lean [vedi tavola 72].

Dopo il completamento del centro residenziale entrato in fase di studio un
progetto che verificasse la possibilit di garantire uno stato di benessere
attraverso sistemi passivi anche in strutture a climatologia speciale come una sala
conferenza e una piscina. Qui si vuole sfruttare la terra come elemento mitigatore
oltre che delle variazioni climatiche esterne anche degli sbalzi termici endogeni.
In via approssimativa si tratta da un lato di dimensionare le aperture vetrate in
modo che il carico termico per irraggiamento sia tale che la sommatoria dei flussi
entranti pareggi la sommatoria dei flussi uscenti in un periodo annuale. Dall'altro
di trovare il sistema che meglio accumula e gestisce le energie in gioco.
Un'idea proposta per la sala conferenze quella di una parete controterra che
resa pi stabile da una particolare alternanza di strati. Pareti di calcestruzzo alle
estremit, entrambe seguite da uno strato coibente e nel mezzo la terra. La
temperatura al centro si stabilizza cos al valore di 15 C, intermedio tra
l'ambiente interno a 20 C e la terra all'esterno a 10 C. Qui una serie di tubazioni
permette che l'aria venga condizionata. In particolare il condotto in entrata passa
in prossimit del lato interno e quello in uscita in prossimit del lato esterno,
verso la terra.
Per l'ambiente della piscina necessaria una maggiore quantit di energia per le
perdite innescate dal processo di evaporazione e perch si richiede una
temperatura maggiore, attorno ai 28 C. Si pensa a un grande lucernario che
permetta di raccogliere molta dell'energia irraggiata. Questo deve essere
oscurabile in modo da limitare le perdite nei momenti di freddo. Un particolare
sistema passivo di circolazione dell'aria mira a conservare lo stato dell'aria con
un'alto livello di umidit relativa in modo da sfavorire l'evaporazione dell'acqua.


311
Struttura sperimentale dell'Institute of Desert Research, Israel.

Il clima desertico
caratterizzato da una
ampia escursione
termica tra giorno e
notte. Si voluto con
questo esperimento
verificare la capacit
della massa di terra di
smorzare la
fluttuazione termica
esterna. L'edificio
costituito da due
cavit sferiche
collegate tra loro,
costruite su una forma
pneumatica e
successivamente
ricoperte di terra.
L'ambiente maggiore
ha una superficie di 38 m
2
ed una superficie vetrata di 6.3 m
2
. L'ambiente minore
ha una superficie di 20 m
2
e prende luce da due piccole aperture di 0.65 m
2

ciascuna. Tutte queste vetrate sono dotate di una schermatura mobile che le
sigilla contro le dispersioni termiche. L'interesse specifico di questo studio
l'influenza della parete come regolatore dello scambio termico tra ambiente e
massa di terra. In particolare si valutano le caratteristiche di una parete con
isolante interno, che diversifica l'ambiente in questione da quello ipogeo in cui vi
un diretto contatto con la massa sotterranea. In sezione la struttura costituita
da 5 cm di calcestruzzo spruzzato all'interno, uno strato coibente di 2 cm di
polistirolo espanso, uno strato di protezione di calcestruzzo di 3 cm e infine un
manto impermeabile di bitume. La sovracopertura di terreno varia da 40 cm al
centro fino a 3 m alla circonferenza. La pavimentazione consiste di una piastra in
cemento, di un letto di sabbia e di piastrelle ceramiche legate su uno strato di
malta.
L'area in questione l'altipiano Niegev caratterizzato da grandi escursioni
termiche sia giornaliere che annuali. In agosto il cielo terso e la forte radiazione
solare determinano una temperatura diurna media di 32C accompagnata da bassi
La struttura ipogea in pianta (a) e in sezione (b) con il particolare
dell'involucro e la disposizione dei sensori. N. 86

icusses pag 647
312
livelli di umidit relativa, intorno al 25%, mentre di notte si scende a 17C. In
inverno la temperatura massima di 15C e relativamente alti livelli di
irraggiamento contrastano con la temperatura notturna di -4C.
Si proceduto al monitoraggio sia invernale che estivo in diverse condizioni
sfruttando diversamente la presenza delle aperture e delle schermature. I valori
delle temperature risultano dalla media di tre sensori a foglio d'alluminio posti a
diverse altezze (50 cm dal soffitto, 50 cm sul pavimento, nel mezzo).
1)Estate: ambiente chiuso. In questo caso, con tutte le finestre mantenute
oscurate dalle schermature giorno e notte, il comportamento termico dell'edificio
mostra la stabilit
prevista per una
struttura interrata:
la temperatura in
entrambi gli
ambienti ha una
fluttuazione
giornaliera di 1C
mentre all'esterno
vi un salto
termico di 17C.
Tuttavia l'aria
interna ha una
temperatura di 27-28C, superiore alla media delle temperature esterne.

2)Estate:
ventilazione
notturna. Durante
la notte, dalle 18
alle 8, vengono
aperte le finestre
cos da permettere
l'entrata dell'aria
fredda notturna.
l'effetto quello di
abbassare
immediatamente la
temperatura portandola a 23C, 4C al di sotto della situazione precedente.
L'influenza posteriore di questo abbassamento sul periodo giornaliero tuttavia
N. 86
N. 86
313
ridotta, riducendo la temperatura media di solo 1C, portando l'escursione a 3C.
Il veloce raffreddamento notturno e il piccolo smorzamento sulla temperatura
giornaliera attesta la relativamente bassa inerzia termica della struttura. Questo
effetto da attribuire allo strato isolante che impedisce i fenomeni termici a
breve scadenza, rallentando la cessione di calore dalla terra all'aria fredda.



3)Inverno ambiente chiuso. In questa condizione con tutte le pareti termicamente
isolate la temperatura interna risulta considerevolmente superiore a quella
esterna, nonostante la mancanza del contributo solare per irraggiamento, con una
media interna di 17C contro l'esterno a 8C. Sebbene la curva delle temperature
segua con un piccolo scarto le variazioni esterne, l'ampiezza risulta notevolmente
ridotta da 13C a 2C.














N. 86
314
4)Inverno con apertura periodica. La superficie vetrata orientata a sud viene
liberata della schermatura nei periodi diurni. In un giorno sereno, per il quale si
valutano 3.5 kWh/m
2
per irraggiamento, il contributo totale risulta essere pari a
12.5 kWh/m
2
In questo modo la temperatura interna raggiunge i 20C con una
media giornaliera di 17.5C, quasi 9C superiore a quella esterna. Tutto questo
nonostante la bassa resistenza termica della superficie vetrata, che determina una
dispersione di 1.1 kWh/m
2
per giorno. Anche in questo caso le pareti si
dimostrano scarsamente capaci ad immagazzinare energia per un periodo
successivo e la notte la temperatura rimane simile ai valori del caso precedente,
16-17C.





N. 86
315
5)Inverno mancanza di schermature. Con questo caso si analizza il
comportamento di una struttura priva della possibilit di schermare le superfici
vetrate. A causa delle
dispersioni notturne
la temperatura media
scende di 2C, con
massimo di 18C e
minimo di notte a 14-
15C. Il flusso totale
di energia entrante
ridotto a 1.9 kWh/m
2

per giorno.





In conclusione la elevata sensibilit della struttura con l'isolante alla variazioni
immediate pu amplificare i fattori ambientali esterni nelle diverse stagioni,
determinando un handicap o un vantaggio nella gestione del clima interno. In
alcuni casi un certo spessore di isolante, che separi l'alta massa termica della
terra, pu avere un ruolo positivo sia per un riscaldamento efficiente in inverno
che per una refrigerazione in estate. Tuttavia la piccola massa al di qua
dell'isolante si mostrata inefficiente ad accumulare sufficiente calore per uno
sfruttamento futuro, o ad "accumulare" freddo in estate.
Sono in programma ulteriori sperimentazioni al fine di determinare la posizione e
lo spessore ottimale dello strato isolante nella gestione del clima interno
112
.



112
Pearlmutter D., "Monitoring an insulate earth-sheltered structure in a desert climate", proceedings of
the 5
th
ICUSESS, Delft, DUP, 2-5 August, 1992
N. 86
316
I laboratori INFN del Gran Sasso [tavola 75]

Le particolari difficolt della progettazione di questi spazi erano legate alla
ubicazione particolarmente lontana rispetto alle fonti di energia come luce, aria, ..
Le condizioni climatiche interne sono state definite a 20 C e 50 % di umidit
relativa per tutto l'anno, escludendo quindi ogni considerazione sulla utilit di
una corrispondenza tra le condizioni interne ed esterne.
Per non dover realizzare delle canalizzazioni d'aria apposite per i processi di
combustione si ricorsi a sistemi di riscaldamento elettrico.
L'isolamento termico stato progettato in maniera tale che all'energia ceduta dai
sistemi di illuminazione si debba aggiungere eventualmente, in assenza di
ulteriori cessioni da parte degli apparati sperimentali, una quantit di calore
ottimizzata per mantenere le idonee condizioni climatiche all'interno. Tuttavia,
svolgendosi normalmente attivit con trasformazione di energia elettrica in
calore, si ricorre all'acqua di roccia per provvedere alla necessaria refrigerazione,
sia condizionando l'aria con scambiatori di calore al servizio delle
apparecchiature scientifiche. L'acqua drenata a una vasca di transito, ove
prelevata e reimmessa per lo scambio termico con circuiti chiusi intermedi di
vettoriamento del freddo, necessari per evitare ogni possibile inquinamento.
L'aria esterna, necessaria per assicurare il ricambio e la purezza degli ambienti
interni, ammonta a circa 20.000 mc/h ed trasferita tramite canalizzazioni e
ventilatori di immissione ed estrazione; questi ultimi sono ubicati in una cabina
tecnologica sul versante teramano del Gran Sasso e collegati ai laboratori interni
tramite un canale visibile sulla volta del tunnel autostradale sinistro. In caso di
emergenza, possono essere convogliati 80.000 mc/h a uno qualunque dei tre
laboratori, per il "lavaggio" e la diluizione completa per eventuali fughe di
sostanze dannose.

317
TAVOLA 78. Laboratori INFN, Anas 1982-88, Gran Sasso
Sezione prospettica del laboratorio B e particolare costruttivo
del collegamento dell'involucro interno alla base, specifico
per il drenaggio dell'acqua. N. 5


pag 72 80 %
Schema dell'impianto di ventilazione. N. 5

Gb progetti 90, pag 51
Localizzazione del laboratorio e organizzazione degli ambienti. N.5

GB Progetti, 90, giu-lug, pag 51
318
2.6 LA QUALITA' DELL'ARIAError! Bookmark not defined.

La posizione sotterranea presenta, per quanto riguarda la necessit di ricambio
d'aria, un notevole handicap per l'edificio. La dipendenza dell'impianto di
condizionamento dall'energia elettrica rende l'ambiente vulnerabile a possibili
black-out ed impone la presenza di un potente generatore autonomo. La potenza
deve essere tanto maggiore in quanto la struttura ipogea richiede un controllo
sulla qualit del ricircolo d'aria molto pi accurato.
L'isolamento caratteristico dello spazio ipogeo, per quanto riguarda il ricambio
d'aria con l'esterno, oggi facilmente paragonabile a quello degli edifici di
superficie.
L'isolamento spinto e l'eliminazione di quei difetti costruttivi nella continuit
dell'involucro, che permettevano al vecchio edificio di respirare, concorrono ora
a fare del moderno edificio uno spazio completamente sigillato. La trattatistica
odierna ha sottolineato come spesso questa condizione sia causa di grave disagio
e determini talvolta l'inaspettata condizione in cui l`aria esterna meno inquinata
di quella interna.
La SBS (Sick Building Syndrome) ha posto l'attenzione sulla variet di
inquinanti presenti nell'interno di una costruzione. Pur non essendo stato
determinato una stretta consequenzialit tra patologie e cause stato verificato
che la sindrome si manifesta in edifici non dotati, o solo parzialmente, di
aerazione e illuminazione naturale. La tipologia classica quella del grattacielo (i
francesi parlano di "malattia del grattacielo") ma si capisce che pu essere
facilmente compresa anche la costruzione ipogea.
Come si gi sottolineato le carenze reali possono facilmente essere
drammatizzate dal pregiudizio negativo che incorre nello spazio ipogeo. Lo
spazio sotterraneo, oltre che freddo e buio, percepito con aria stagna e
"pesante".
Una progettazione coerente deve ridurre al minimo la presenza di eventuali fonti
di inquinanti, e predisporre filtri e barriere alla loro diffusione in ambiente.
Infine, considerata l`importanza della questione, la stessa progettazione dei
volumi interni se concordata con quella dell'impianto di climatizzazione, pu
risultare utile all`ambiente complessivo. La disposizione degli spazi, l`andamento
dei percorsi e la loro dimensione pu infatti aiutare, o impedire, una corretta
distribuzione dell'aria in ambiente. la questione dell'integrazione tra edificio e
impianti che anche qui acquista particolare importanza.


319
2.6.1 Cenni sulla SBS (Sick Building Syndrome)Error! Bookmark not
defined.

Probabilmente questa sindrome ha un'origine lontana nel tempo coincidente con
le situazioni di cattiva qualit edilizia, come gli edifici speculativi prodotti dalla
rivoluzione industriale. Ma le patologie incerte, il carattere saltuario delle
manifestazioni e soprattutto l'allora secondariet in riferimento a problemi pi
gravi e pi tangibili non hanno permesso per lungo tempo la formulazione di un
campo di studio specifico. solo recentemente che, con l'esasperazione di un
controllo automatizzato sui parametri ambientali primari (temperatura e umidit)
a scapito di fattori non considerati (come gli elementi contenuti nell'aria stessa),
le patologie hanno acquisito un peso e una ricorrenza tali da permettere la
formulazione di una correlazione tra edificio e patologie. Secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanit la SBS si esprime attraverso sintomi di
malessere generale e non specifici accusati da persone che soggiornano in
determinati edifici.
Sono stati condotti vari esperimenti, soprattutto in America, secondo diversi
approcci, medici, psicologici e tecnici di rilevamento.
L'approccio medico ha permesso di individuare e classificare i sintomi. Si sono
riconosciuti cinque gruppi principali:
1) Manifestazioni respiratorie: sensazione di irritazione e secchezza delle
mucose nasali e faringee, in misura minore forme asmatiche.
2) Manifestazioni oftalmiche: secchezza e irritazione delle mucose degli
occhi.
3) Manifestazioni cutanee: arrossamenti della pelle, secchezza, in alcuni
casi eritemi e dermatiti.
4) Sensazioni olfattive e gustative sgradevoli.
5) Manifestazioni neuropsichiche: astenia, torpore, sonnolenza, difficolt di
concentrazione, diminuzione della memoria, mal di testa, talvolta nausea e
vertigini.
Nell'insieme si tratta di sensazioni di malessere che spariscono durante i fine
settimana e le vacanze ma che spesso hanno una recrudescenza alla ripresa del
lavoro.
Parallelamente sono stati messi a punto moderni sistemi di rilevamento che
offrono una base di dati obbiettivi, contro i dati raccolti da questionari e
interviste che dipendono anche da fattori psicologici o da personali allergie. I
rilevamenti hanno fornito gruppi di possibili agenti responsabili:
320
1) Agenti fisici: fattori microclimatici (temperatura, umidit, velocit
dell'aria, ecc.), illuminazione, radiazioni non ionizzanti (radiazioni
ultraviolette, campi elettromagnetici, ecc.), radiazioni ionizzanti (radon e
prodotti di decadimento del radon), rumori.
2) Gas: ossido di azoto (NO
2
); anidride carbonica (CO
2
) proveniente dai
normali processi di ossidazione sia del metabolismo umano che della
combustione; monossido di carbonio (CO) proveniente dal fumo di tabacco,
da combustioni incomplete; ammoniaca (NH
3
); ozono (O
3
); altri occasionali
come freon, emessi da insetticidi e da prodotti per la pulizia.
3) Polveri: asbesto, fibre artificiali, carbon black, pollini, ecc.
4) Agenti biologici: spore fungine, batteri, virus, ecc.
5) Inquinanti gassosi provenienti da prodotti edilizi: formaldeide, solventi
(pitture, vernici ,collanti), isolanti, sigillanti.
tuttavia importante non confondere la SBS con la BRI (Building Releted
Illness). Per la SBS la patologia non deriva da uno specifico agente ma dipende
dalla presenza di numerosi fattori di diversa natura che provocano un'azione
sinergica, con la difficolt di stabilire responsabilit e diagnosi. La BRI dipende
invece dalla presenza di un caso clinico ben definito, dal manifestarsi di malattie
la cui origine direttamente attribuibile a contaminanti presenti negli ambienti.
Gli esempi classici sono la "malattia del legionario", una forma di polmonite
causata da un agente patogeno, la legionella, immesso nell'aria dal sistema di
condizionamento, la "febbre di Pontiac", ecc. , i cui nomi sono spesso legati alle
manifestazioni o ai luoghi in cui si sono generati.
In definitiva il motivo che ha dato origine a queste patologie, sia per quanto
riguarda la SBS che la BRI, da ricercarsi nella sigillatura degli edifici. Quei
veleni che prima si diluivano con l'aria, involontariamente infiltrata tra le
imperfezioni dell'involucro, hanno raggiunto concentrazioni tali da innescare
patologie che richiedono a volte un lungo periodo di convalescenza. Le
rilevazioni di cui si parlava hanno dimostrato che molti edifici hanno una
concentrazione di inquinanti molto al di sopra dell'aria esterna, pur in un una citt
industriale gi molto inquinata
113
.



113
Baglioni Adriana, Piardi Silvia, Costruzioni e salute, Franco Angeli s.r.l., Milano, 1991
321
2.6.2 La purificazione dell'ariaError! Bookmark not defined.

Per l'impegno che richiedono le particolari caratteristiche dell'ambiente ipogeo la
questione della IAQ (Indoor Air Quality) non va circoscritta alla sola definizione
dell'impianto di condizionamento, ma deve interessare l'intero programma che sta
alla base di un edificio. Si definiscono 4 settori di approfondimento.
Rapporto tra edificio e sito. Il contesto influisce sulla costruzione per la
presenza di eventuali inquinanti nell'aria esterna. L'esposizione, l'orientamento, la
presenza di sistemi vegetali e la direzione ricorrente dei venti possono essere
tenuti in considerazione per mitigare gli effetti inquinanti.
Il progetto architettonico. Il progetto architettonico deve valutare le possibili
fonti di inquinamento interne come cucine, sale di stampa, attivit di laboratorio,
garage, ....e tenerne conto nella disposizione delle altre attivit.
I materiali impiegati. I materiali impiegati sia nella costruzione sia
nell'arredamento interno devono essere controllati per quanto riguarda le
emissioni di inquinanti. La questione ancora di difficile gestione perch
mancano molti dati tecnici sui materiali definiti insalubri. L'emissione di sostanze
nocive infatti varia, pu essere costante nel tempo oppure avere una drastica
riduzione in pochi giorni, come per le vernici.
Il sistema di climatizzazione. Il sistema di climatizzazione sicuramente un
elemento determinante per il controllo della IAQ. A partire dalle prese di aria
esterna, attraverso le varie fasi di trattamento, fino alla immissione in ambiente, il
processo deve essere sotto controllo eliminando la possibilit di introdurre
elementi esterni. I ricambi d'aria devono tenere in considerazione non solo la
quantit di persone ma anche il tipo di attivit svolto e il loro valore ottimale
potr essere definito solo attraverso una verifica diretta sulla qualit dell'aria in
situ.

Pur rispondendo con cura in fase di progetto a questo impegno preventivo, le
quantit di inquinanti possono ancora essere al di sopra di valori limite senza
tenere in considerazione l'anidride carbonica prodotta dal metabolismo umano.
Una immissione d'aria elevata, con un alto numero di ricambi/ora senza ricircolo,
oltre ad avere un costo elevato non sempre raggiunge il comfort ipotizzato perch
spesso difficile mantenere basse velocit di immissione e l'aria presa
dall'esterno presenta gi un certo grado di inquinamento.
Altre volte vi proprio l`esigenza di evitare, per un periodo piu' o meno lungo,
l`immissione di aria dall'esterno, per esempio nei rifugi bellici in caso di
calamit.
322
In questi casi, e in generale nella progettazione di un ambiente artificiale
completamente isolato (a cui uno spazio ipogeo pu presupporre), risulta
necessario un impegno a trattare direttamente i volumi d`aria in ricircolo.
A questo punto si prospettano due soluzioni che riprendono l'antitesi finora
espressa, forma naturale e forma artificiale.
Un approccio tecnologico, capace di garantire la qualit dell'aria ambiente
attraverso sistemi attivi di controllo e di purificazione. Oggigiorno esistono
sistemi di rilevamento molto affidabili ed in progresso la tecnologia dei
depuratori. Esistono depuratori elettronici capaci di trattenere fino al 95% delle
impurit presenti nell'aria come particelle minerali, fibre e microorganismi
(spore, batteri e pollini). Quando si tratta di purificare l'aria da particelle pi
piccole sono disponibili filtri elettrostatici che trattengono le particelle di
dimensione fino a 0.1 micron. L'aria pu cos essere purificata da formaldeide,
benzopirene, anidride solforosa, ossido di carbonio, ecc. Ma se indubbio che la
tecnologia possa, prima o poi, avere successo in questo campo, resta il fatto che
questi complessi sistemi aumentano la dipendenza della struttura dalla fornitura
elettrica e dal loro buon funzionamento.
Una seconda via ancora in fase sperimentale. Si tratta di una soluzione
ecologica. Non vuole questa essere una manifestazione di sfiducia verso le
sviluppo della scienza e della tecnica quanto un riconoscimento del possibile
ruolo stabilizzatore e purificatore dei sistemi vegetali. Questa "tecnologia
naturale" offrirebbe la possibilit all'ambiente ipogeo di una maggiore
autonomia. La presente trattazione ha infatti sempre sottolineato il duplice
carattere naturale-artificiale, pi che come immagini antitetiche, come estremi di
campo entro cui pu muoversi una corretta progettazione, priva di idealismi,
preconcetti o pregiudizi.


323
2.6.2.1 I sistemi attiviError! Bookmark not defined.

Sinora non si dispone di un`unica tecnica in grado di rimuovere totalmente
dall'aria fibre, particelle, inquinanti organici e, inoltre, di assorbire gas, vapori e
odori. La variet di sostanze inquinanti sembra tale da escludere questa ipotesi.
Inoltre la tecnologia per la riduzione delle concentrazioni interne di particelle ,
in generale, piu' matura di quella relativa all`assorbimento degli inquinanti
gassosi.
Gli strumenti, oggi a disposizione, per la pulizia dell'aria consistono in: filtri,
generatori di ioni negativi, precipitatori elettrostatici, pulitori elettronici, filtri
bagnati, e anche i raggi ultravioletti sono utilizzati per la distruzione di particelle
biologiche.
Una prima suddivisione categorica riguarda la distinzione tra filtri e
meccanismi, per la rimozione di inquinanti solidi e di batteri, e filtri assorbenti
per la rimozione di gas e vapori.
324
La rimozione di inquinanti solidi e di batteri
Tra questi, una seconda ripartizione distingue i sistemi di filtraggio inseriti
all`interno degli impianti di ventilazione e i cosiddetti "pulitori da camera" che
operano isolati all`interno di un locale.
I meccanismi di filtraggio inseriti negli impianti possono essere:
Meccanismi a setaccio [figura a lato].
Quando il flusso d`aria attraversa le fibre
del filtro, le particelle solide con diametro
maggiore della distanza tra le fibre vengono
arrestate, come avviene attraverso un
setaccio. Questo meccanismo efficace per
le particelle piu' grossolane e per le fibre
(con dimensioni da 5 a 50 m), anche il
diametro delle fibre del filtro pu essere
grossolano e del medesimo ordine di grandezza dei particolati arrestati. Questo
tipo di filtraggio impiegabile soprattutto per la chiarificazione dell'aria
esterna, prima del suo ingresso in ambiente, quando questa sia sostanzialmente
priva di contaminanti.
Meccanismo a inerzia o a collisione
[figura a lato]. In questo schema filtrante il
flusso d`aria, quando giunge in prossimit
delle fibre del filtro, tende a deviare,
seguendone il contorno; le particelle invece,
per l`inerzia di cui dispongono, proseguono
il percorso rettilineo e collidono con il filtro
dal quale vengono trattenute a causa della
viscosit di questo. L`efficacia di questo meccanismo aumenta con la velocit
dell'aria, con il diametro delle particelle e con il ridursi delle fibre del filtro.
Meccanismi di intercettazione [figura a
lato]. Il flusso d`aria, quando giunge in
prossimit del filtro tende a seguirne il
contorno, trascinando nella propria
direzione le particelle piu' fini e piu'
leggere. se la loro traiettoria passa a una
distanza dal filtro inferiore alla misura del
loro raggio, esse vi si fissano a causa delle
forze elementari di attrazione elettrostatica. L`efficacia di questo meccanismo
di filtraggio aumenta con l`aumentare del diametro della particelle, entro un
N. 10

A. Bagioni, pag. 216
N. 10

A. Bagioni, pag. 216
N. 10

A. Bagioni, pag. 216
325
campo definito e con il diminuire del diametro delle fibre del filtro e delle
distanze tra le fibre stesse.
Meccanismo di diffusione [figura a lato].
Le particelle piu' piccole, con dimensioni
inferiori a 1 m, subiscono il
bombardamento delle molecole d`aria che
trasmettono loro dei moti oscillatori di tipo
browniano. Nel corso di tali moti esse
giungono in contatto con le fibre del filtro,
lungo la direzione generale del flusso
d`aria. Anche in questo caso le particelle aderiscono al filtro a causa di forze
elettrostatiche. Le probabilit delle particelle di incontrare le fibre del filtro
aumentano con il diminuire del diametro delle particelle e delle fibre del filtro
e con il ridursi della velocit dell'aria.
Meccanismo ad azione elettrostatica [figura successiva]. In questo sistema
depurante il flusso dell'aria attraversa un intenso campo elettrico in cui
stabilita una produzione di ioni positivi. Questi, nel loro moto, colpiscono le
particelle trascinate dall'aria trasferendo a esse la propria carica positiva.
All`uscita dalla sezione ionizzante, il flusso dell'aria attraversa una sezione
soggetta a un campo elettrico piu' debole dove avviene la precipitazione delle
particelle e la loro raccolta su piastre caricate negativamente.
Questo meccanismo offre rendimenti di filtrazione elevati e risulta efficace per
le particelle di piccolo diametro; necessario, pero', assicurarsi che non
produca ozono.
N. 10

A. Bagioni, pag. 216
Legenda 1) aria esterna; 2) aria di ricircolo; 3) sezione di ionizzazione; 4) sezione di agglomerazione; 5) sezione di
raccolta; 6) percorso delle particelle caricate; 7) aria pulita. N. 10


A. Baglioni, pag 217
326
La precipitazione elettrostatica il principio che sta alla base dei depuratori
elettronici d`aria "da stanza"; questi, di dimensioni diverse secondo il volume
d`aria che devono depurare, possono essere dotati anche di un procedimento di
post-ionizzazione che arricchisce di ioni negativi l`aria dell'ambiente [figura
sottostante].
La presenza di ioni positivi, determinata dalla scissione di molecole che si
trasformano in particelle (ioni gassosi), pu causare fra i tanti disturbi anche la
variazione di un ormone nel sangue, la seritonina, che porta a cefalee,
nervosismo, insonnia e instabilit. Questi apparecchi permettono di riportare ad
uno stato d'equilibrio il rapporto tra i due tipi di ioni.
Un problema di questi strumenti in riferimento alla questione del radon,
particolarmente delicato nelle costruzioni sotterranee. I precipitatori elettrostatici
raccolgono le particelle sospese e le depositano sul filtro: se questo non viene
cambiato con frequenza, diviene luogo di massima concentrazione di prodotti di
decadimento da radon che, di li', emettono le radiazioni nocive.
Generalmente, il giudizio soggettivo nei confronti della qualit dell'aria derivata
da questi apparecchi positivo, ed esistono prove e ricerche che lo convalidano.
In Svezia sono stati condotti una serie di esperimento per verificare
l`abbattimento della concentrazione di particelle minerali mediante l`impiego di
generatori di ioni e di campi elettrici artificiali [figura successiva].



Esempio di ionizzatore: Iso-ion A3. Ionizzatore purificatore d`aria per cucine. Oltre all`azione ionizzante
dotato di un filtro elettrostatico in grado di trattenere oltre il 95% di particelle fino a 0.1 micron. Pu
purificare l`aria da formaldeide,benzopirene,anidride solforosa,ossido di carbonio,particelle pollini. N.10


A. Baglioni, pag 253
327


L`assorbimento di gas e vapori
La rimozione di gas, vapori e odori richiede apparecchiature costose e
specialistiche che, per questo, hanno trovato impiego finora solo nei laboratori e
negli ospedali. In particolare si impiegano:
Meccanismi a carbone attivo. Il carbone attivo assorbe in modo selettivo
molti gas organici. Una volta esaurita la capacita' assorbente del carbone,
questo pu essere rigenerato, per impianti di una certa consistenza, mediante
l`insufflazione di vapore ad alta temperatura.
Meccanismi di lavaggio dell'aria. Le sostanze inquinanti possono essere
rimosse, mediante lavaggio, utilizzando il fenomeno dell'assorbimento che si
realizza mediante la polverizzazione molto fine dell'acqua (a pressione
elevata) con velocit ridotta di attraversamento dell'aria. La polverizzazione
dell'acqua consente di ottenere superfici di scambio elevate; la variazione della
temperatura dell'acqua e l`aggiunta di sostanze adeguate possono rendere
specifico il campo dell'azione filtrante.
Con la formaldeide, in particolare, si pu realizzare la depurazione dell'aria
mediante assorbitori a palline di allumina (ossido di alluminio) impregnate con
pergamanato di potassio; inoltre si possono condensare per raffreddamento le
particelle contenenti quei gas.

Abbattimento della concentrazione di particelle minerali. N. 10
Quantit di particelle in assenza di ventilazione
A Senza campo elettrico ne generatori di ioni A Baglioni pag 218, 90 %
B Con campo elettrico e generatore di ioni
C Con generatore di ioni (applicato a pavimen-
to)
D Con generatore di ioni (applicato a soffitto)
E Con campo elettrico
Quantit di particelle in presenza di ventila-
zione
F Senza campo elettrico ne generatore di ioni
G Con campo elettrico e generatore di ioni
328
2.6.2.2. La soluzione ecologicaError! Bookmark not defined.

L`ecosistema vegetale il polmone che alimenta d`ossigeno l`atmosfera terrestre
e il rene che la purifica. Le piante, infatti, attraverso i processi fotosintetici
governano la presenza di diversi elementi che costituiscono l`aria, e in particolare
l`ossigeno e l`anidride carbonica, mantenendoli a valori a cui gli organismi
animali si sono abituati da millenni.
Ci si domanda allora se sia possibile creare un ecosistema vegetale che sappia
garantire l`equilibrio della biomassa in un ambiente artificiale, come quello
ipogeo.
Si tratta di un argomento ancora molto da esplorare, e il cui approfondimento
rallentato da una serie di problemi. Primo fra tutti il fatto che la pianta sia un
essere delicato, il cui metabolismo soggetto a molti fattori ambientali e
climatici, che influiscono grandemente sui processi fotosintetici (forse solo il
grande volume dell'atmosfera in grado di smorzare e bilanciare le continue
variazioni). Risulta poi difficile riuscire a produrre una stima quantistica sulla sua
produzione di ossigeno e di anidride carbonica. Difficile valutare le stesse
quantit sulla base di unita' precise, per esempio la produzione di ossigeno per
unita' di superficie foliare, e riportare tutte le piante in una scala oggettiva.
Le notizie disponibili descrivono i sistemi vegetali acquatici, le alghe, come
quelli di maggiore efficienza nella produzione di ossigeno. Inoltre l`eventuale
impiego di questi si adatta bene ad una coltivazione controllata in caverna per
l`esigenza di uno ambiente termicamente stabile, come quello marino e per le
minori variabili illuminotecniche da controllare.
Sicuramente l`argomento di notevole interesse, non solo per la grande
diffusione dell'etica ecologica, in alcuni casi semplice moda, ma soprattutto
perch risulta evidente che il progresso che sta caratterizzando gli ultimi decenni
vede da un lato la diminuzione delle aree forestali e dall'altro l`aumento dei
processi di combustione, rendendo quindi sempre piu' instabile l`equilibrio
biomassico dell'atmosfera terrestre.
Tra l`altro il ruolo delle piante si estende anche ad altri parametri che
caratterizzano la qualit ambientale. Le piante filtrano e purificano l'aria per
sedimentazione e assorbimento e le superfici delle foglie, specialmente quelle
ruvide, trattengono polvere e fuliggine. Con il processo della fotosintesi
producono ossigeno che non solo rende l'aria pi pulita ma diluisce anche le
sostanze inquinanti portate dall'aria stessa. Tramite la traspirazione delle foglie e
l'assorbimento dell'acqua attraverso le radici, contribuiscono anche a regolare
329
l'umidit, a modificare la temperatura e a equilibrare gli ioni nell'aria
114
. Tanto
pi interessante se si pensa che l'ambiente ipogeo, per le sue caratteristiche di
stabilit, pu permettere il mantenimento di piante per tutto l'arco dell'anno e in
particolare modo le piante tropicali, che presentano le maggiori capacit di
rigenerare l'aria ambiente.
Se mancano ancora molti dati sulla possibilit di affidarsi esclusivamente a un
"polmone vegetale" per mantenere i diversi costituenti dell'aria a valori normali,
studi specifici sono invece stati condotti sulla specifica capacita' purificante che
le piante svolgono nell'ambiente e la stessa NASA (National Aeronautic Space
Administration) ha condotto recentemente una serie di ricerche
115
.
La NASA ha dapprima identificato i tre principali gas inquinanti: benzene,
tricloroetilene (Tce) e formaldeide. Il primo, da lungo tempo noto come sostanza
che irrita la pelle e gli occhi, pu causare giramenti di testa, nausea, mal di testa,
perdite di appetito, danni al fegato e ai reni. Esposizione continue, anche a bassi
livelli, di benzene causano inoltre nervosismi, turbe psicologiche e persino
anemia. Il Tce usato negli inchiostri delle fotocopiatrici, nelle lacche, le vernici,
gli adesivanti. Il NCI (National Cancer Institute), l'istituto nazionale americano
per il cancro, gi nel 1975 aveva ritenuto il Tce responsabile di tumori al fegato.
La formaldeide invece presente negli isolanti, nei compensati, nelle carte
igieniche e in molte resine. La contengono anche il fumo delle sigarette e
combustibili come il gas naturale e il kerosene. Essa irrita le mucose degli occhi,
del naso e della gola.
Successivamente la NASA ha condotto alcuni esami per valutare la reazione
delle piante messe in contatto con le sostanze in questione. Le piante selezionate
sono state una decina, tutte reperite in vivai locali e mantenute nei vasi originari.
All'interno di camere in plexiglas a tenuta stagna contenenti le piante venivano
introdotti per iniezione i gas per periodi e concentrazioni variabili. In conclusione
tutte le specie saggiate assorbono i tre inquinanti, seppur in modo diverso.
Gli esperimenti sono stati dapprima condotti con elevate concentrazioni di
inquinanti: 15-20 p/m (parti per milione). Le tavole 1, 2, 3 mostrano
rispettivamente le quantit, in microgrammi, dei tre inquinanti rimossi dalle
diverse piante in un periodo di 24 ore raffrontate all'estensione della superficie
fogliare. La tavola 4 mostra invece gli inquinanti rimossi in percentuale sul
valore iniziale. Per garantire l'esattezza dei dati, a fronte di eventuali perdite,
stato anche eseguito un test con cella vuota per lo stesso periodo.

114
Person David, 1990, "La casa ecologica", TCI, 1990.
115
Wolverton B.C., 1989, Interior landscape plants for indoor air pollution abatement, NASA
330
TABELLA 1: rimozione di tricloroetilene effettuata da piante domestiche in 24
h.




TABELLA 2: rimozione di benzene effettuata da piante domestiche in 24 h.


Superficie totale
delle foglie (cm
2
)
Quantit rimosse
per pianta (g)
Rendimento
foglia (g/cm
2
)
Gerbera jamesonii 4581 107653 23.5
Chrysanthemum morifolium 4227 76931 18.2
Hedera helix 1336 13894 10.4
Sansevieria laurentii 2871 28710 10
Dracaena deremensis "Warneckei" 7242 39107 5.4
Spatiphyllum "Mauna Loa" 7960 41392 5.2
Anglaonema "Silver Qween" 3085 14500 4.7
Dracaena marginata 7581 30324 4
Chamaedorea seifritzii 10325 34073 3.3
Dracaena deremensis "J anet Craig" 15275 25968 1.7


Superficie totale
delle foglie (cm
2
)
Quantit rimosse
per pianta (g)
Rendimento
foglia (g/cm
2
)
Gerbera jamesonii 4581 38938 8.5
Hedera helix 981 7161 7.3
Dracaena marginata 7581 27292 3.6
Spatiphyllum "Mauna Loa" 7960 27064 3.4
Sansevieria laurentii 3474 9727 2.8
Dracaena deremensis "Warneckei" 7242 13760 1.9
Chamaedorea seifritzii 10325 16520 1.6
Dracaena massangeana 7215 10101 1.4
Dracaena deremensis "J anet Craig" 15275 18330 1.2
331
TABELLA 3: rimozione di formaldeide effettuata da piante domestiche in 24 h.


Superficie totale
delle foglie (cm
2
)
Quantit rimosse
per pianta (g)
Rendimento foglia
(g/cm
2
)
Musa oriana (banano) 1000 11700 11.7
Sansevieria laurentii ( ) 2871 31294 10.9
Hedera helix (edera) 985 9653 9.8
Chamaedorea seifritzii (bamboo) 14205 76707 5.4
Philodendron oxycardium 1696 8480 5
Philodendrum domesticum 2323 9989 4.3
Chlorophytum elatum 2471 10378 4.2
Scindapsus aureus 2723 8986 3.3
Dracaena deremensis "J anet Craig" 15275 48880 3.2
Dracaena marginata 7581 20469 2.7
Spatiphyllum "Mauna Loa" 8509 16167 1.9
Philodendron selloum (trifoglio) 2373 8656 3.6
Anglonema modestum 1894 4382 2.3
Aloe vera 713 1555 2.2

TABELLA 4: quantit di inquinanti rimossi in unit al milione (1/10
-6
) e relative
percentuali.

Formaldeide Benzene Tricloroetilene
Inizio Fine % Inizio Fine % Inizio Fine %
Dracaena massangeana 20 6 70 14 11 21.4 16 14 12.5
Chrysanthenum morifolium 18 7 61 58 27 53 17 10 41.2
Gerbera jamesonii 16 8 50 65 21 67.7 20 13 35
Dracaena der. "Warneckei" 8 4 50 27 13 52 20 18 10
Ficus benjamina 19 10 47.4 20 14 30 19 17 10.5
Vuoto per controllo perdite 18 17.5 2.8 20 19 5 20 18 10

Sebbene queste informazioni hanno fornito interessanti dati sulle piante pi
adatte a rimuovere uno o pi inquinanti, le condizioni di partenza sono ben al di
sopra di quelle normalmente riscontrabili negli ambienti interni. Perci si sono
condotti successivamente dei test con basse concentrazioni che hanno richiesto
un approfondito studio su sofisticate tecniche di rilevamento adatte per tali
condizioni. Il periodo stato mantenuto di 24 ore mentre la concentrazione
stata limitata al di sotto di 1 p/m. Le tavole 5 e 6 mostrano i risultati in
percentuale forniti per il triclorotilene e per il benzene.
332

TABELLA 5: quantit (1/10
-6
) e percentuali rimosse di tricloroetilene dalle
diverse piante.

Valore iniziale Valore finale Percentuale rimossa
Hedera helix 0.174 0.155 10.9
Dracaena der. "J anet Craig" 0.321 0.265 17.5
Scindapsus aureus 0.207 0.188 9.2
Spathiphillum "Mauna Loa" 0.126 0.097 23
Dracaena der. "Warneckei" 0.114 0.091 20.2
Dracaena marginata 0.136 0.118 13.2
Sansevieria laurentii 0.269 0.233 13.4
Vuoto per controllo perdite 0.121 0.120 <1.0
Controllo del terreno 0.141 0.128 9.2


TABELLA 6: quantit (1/10
-6
) e percentuali rimosse di benzene dalle diverse
piante.

Valore iniziale Valore finale Percentuale rimossa
Hedera helix 0.235 0.024 89.8
Dracaena der. "J anet Craig" 0.432 0.097 77.6
Scindapsus aureus 0.127 0.034 73.2
Spathiphillum "Mauna Loa" 0.166 0.034 79.5
Aglonema modestum o.204 0.107 47.6
Dracaena marginata 0.176 0.037 79.0
Sansevieria laurentii 0.156 0.074 52.6
Dracaena der. "Warneckei" 0.114 0.091 20.2
Vuoto per controllo perdite 0.121 0.120 5.3
Controllo del terreno 0.141 0.128 20.1


Al fine di determinare l'esatto meccanismo relativo alla rimozione chimica
operato dal sistema vegetale un ulteriore esperimento ha messo a confronto le
piante testate normalmente con le stesse dopo essere state private delle foglie.
venuto cos alla luce anche la responsabilit del terreno e dei microorganismi in
esso contenuti nella attivit di purificazione. La tavola 7 mostra le variazioni
determinate dalle piante in diverse situazioni sul benzene introdotto.
333
TABELLA 7: Rimozione di benzene nelle diverse condizioni

Valore iniziale Valore finale Percentuale rimossa
Dracaena marginata
fogliatura completa 0.343 0.144 58.0
senza foglie 0.348 0.175 49.7
controllo sul terreno 0.206 0.164 20.4
Dracaena deremensis "J anet Craig"
fogliatura completa 0.369 0.077 79.1
senza foglie 0.321 0.176 45.2
Scindapsus aureus
fogliatura completa 0.122 0.04 67.2
senza foglie 0.175 0.062 64.6
controllo sul terreno 0.099 0.091 8.1


La tavola 8 mostra infine la crescita della popolazione dei batteri presenti nel
terreno a seguito di esposizioni prolungate, determinando un aumento della
capacit pulente. Questo non un fatto sorprendente in quanto riconosciuto che
i microorganismi hanno la capacit di adattarsi geneticamente, migliorando la
loro abilit a utilizzare le sostanze chimiche come fonte di nutrimento.
Analogamente si utilizzano batteri per la purificazione delle acque nere o
inquinate da petrolio.

TABELLA 8: Rimozione di benzene e valutazione della crescita della
popolazione di batteri.

Percentuale rimossa Conteggio dei batteri
Esposizione iniziale 47.6 3.1 x 10
4

Dopo 6 settimane di esposizione intermittente 85.8 5.1 x 10
4









334

Infine stato ideato un nuovo sistema per rimuovere velocemente alte
concentrazioni di inquinanti come fumo di sigarette, solventi organici, ed
eventualmente radon. Questo filtro combina la funzione delle foglie e delle radici
delle piante con un filtro a carboni attivi [figura sottostante]. La presenza di una
ventola, posta alla base del vaso, permette di muovere grandi quantit di aria
attraverso il filtro dove fumo, elementi organici e microorganismi patogeni sono
assorbiti dal carbone attivo. Successivamente le radici delle piante e gli associati
microorganismi distruggono i vari elementi e eventualmente li trasformano in
nutrimento purificando e rigenerando i carboni attivi. Questo complesso,
abbinato ad una pianta di Pothos, si rilevato particolarmente efficace nel
rimuovere elevate concentrazioni di benzene e di tricloroetilene dall'aria in meno
di due ore come mostrano le tavole 9 e 10, rispettivamente nelle condizioni a alta
e bassa concentrazione di inquinanti.








N. 118

NASA pag 3
335




Sono stati poi condotti alcuni esperimenti per valutare la quantit di elementi
volatili rilasciati dalle stesse piante. Alle medesime condizioni degli esperimenti
precedenti, ossia con bassi livelli di metabolismo determinati dalla scarsa
illuminazione, l'emissione di questi elementi trascurabile. Nel caso la
temperatura e la luce siano aumentate ci si aspetta un aumento di questa
emissione insieme ad un maggiore assorbimento di inquinanti. L'azione delle
particelle rilasciate dalle piante non stata oggetto di studio ma non esistono
sinora dati che dimostrino effetti nocivi sull'uomo.
Si dimostra cos come le piante e il terriccio siano un sistema ecologico ed
autonomo di condizionamento dell'aria e potrebbero essere di grande utilit per le
abitazioni e gli edifici.
In Germania esiste un gruppo di architetti, LOG ID, che da tempo sta esplorando
questo campo. Nel team sono presenti anche botanici, medici, fisici e sociologi
che esplorano sotto tutti i punti di vista la grne solarchitektur, una
combinazione di uso passivo dell'energia solare e della coltivazione di piante
specifiche. Il gruppo ha da poco concluso la realizzazione di un edificio di
ricerca medica, per la chirurgia e la biomeccanica, per conto dell'universit di
Tubingen [tavola 80]. L'edificio non ipogeo ma la struttura pesante e poco
trasparente di perimetro adatta all'immagazzinamento termico, ha analogie con
Grafico 1: rimozione di tricloroetilene e benzene in
alte concentrazioni. N. 118


50 %
Grafico 2: rimozione di tricloroetilene e benzene a
basse concentrazioni. N. 118


50 %
336
edifici semisotterranei posti su un declivio. Infatti una grande vetrata inclinata e
orientata a sud riempie di luce l'atrio centrale colmo di piante. Questo spazio il
cuore dell'abitazione. La maggior parte degli uffici si affacciano verso l'interno
avvantaggiandosi dell'atmosfera gaia e serena che offre la vegetazione. L'intero
spazio funge da serbatoio termico dell'energia irraggiate dal sole e le pareti
trasparenti che confinano con gli uffici sono apribili in modo da permettere una
gestione personale degli scambi termici tra ufficio e serra. Infine un grande
rigeneratore dell'aria, che secondo i progettisti permette di mantenere i livelli di
ossigeno agli alti valori di 21%, contro i ricorrenti 18-20 %
116
.

Infine un accenno va fatto alla recente sperimentazione di essenze e fragranze nel
condizionamento degli ambienti. Si pu dire che questa scienza ebbe inizio nel
1982 in America quando la Fragrance Foundation, un ente di ricerca di supporto
all'industria dei profumi, promosse la creazione di un centro di ricerca olfattiva,
dedicato allo studio dell'olfatto e dei benefici psicologici degli odori. Le ricerche
in questo campo hanno dimostrato una sostanziale influenza degli odori
sull'umore, sul rendimento produttivo e in generale sulla percezione
dell'ambiente circostante.
Da un lato anche gli odori rientrano nella teoria psicologica delle associazioni,
per cui un determinato odore percepito durante un particolare avvenimento,
quando viene nuovamente riscontrato accende le stesse sensazioni allora
prodottesi.
Dall'altro lato gli odori influenzano il sistema ormonale e conseguentemente lo
stato psico-fisico umano. Le ricerche hanno dimostrato per esempio che alcune
fragranze inducono al rilassamento e curano lo stress mentre altre stimolano
all'azione e alla produttivit; la tabella sottostante riporta gli effetti di alcuni
aromi.

116
Peace Veronica, "Solar Log , research center", Tubingen, Architectural Record, n. 1123, 1990
Essenza Gusto Effetti
Angelica aromatico; muschiato stimolante, invigorente
Anice dolce calmante
Basilico aromatico; dolce rilassante
Bergamotto aromatico al limone rilassante, rinfrescante, tonificante
Camomilla dolce, fruttato rilassante
Cardamono caldo; soffice, speziato afrodisiaco stimolante
Incenso balsamico rilassante
Lavanda dolce, limmoncino stimolante; rilassante
Limone limoncino stimolante; rilassante
Menta mentolo stimolante; rilassante
Pino balsamico rivitalizzante, rilassante
337
Gli ambienti sotterranei che risultano privi di una stimolazione olfattiva, se non
addirittura caratterizzati negativamente, potrebbero essere arricchiti di queste
essenze secondo uno studio specifico in base alla destinazione d'uso.
L'introduzione pu avvenire direttamente attraverso l'impianto di
condizionamento, utilizzando fiale preconfezionate in laboratorio (in Giappone
gi stato prodotto un distributore computerizzato di essenze), oppure
indirettamente inserendo piante specifiche all'interno dell'ambiente
117
.

117
Green Annette, "The fragrance revolution", in The Futurist, March-April, 1993
338
TAVOLA 80. Research Center, Log Id, 1989, Tubingen, Germania
Immagini dell'esterno e dell'atrio interno. N. 85

pag 91,93 60%
Piano terra Piano rialzato N. 85



A Rec , n. 1123, 1990, 9, pag 92 85%
Sezione trasversale Sezione longitudinale N. 85


pag 93, 90 %
339
2.6.3 Il problema del radonError! Bookmark not defined.

Si gi accennato al radon, come uno tra gli inquinanti degli edifici. L'edificio
sotterraneo si presenta particolarmente esposto a questo elemento. Infatti il radon
un gas nobile presente nella crosta terrestre. La sua particolare natura e la sua
ottima solubilit nell'acqua fanno si' che possa facilmente giungere dal sottosuolo
e penetrare nelle costruzioni, sia attraverso fessurazioni nella struttura sia
attraverso l'acqua. Il radon un elemento radioattivo che emette tutte e tre i tipi
di radiazioni: alfa, beta, gamma. Il rischio viene dal fatto che il radon e i suoi
prodotti di decadimento, essendo gas, vengono inalati e trattenuti all'interno
dell'apparato respiratorio. Qui le particelle alfa emesse possono colpire
direttamente i vari organi dell'apparato divenendo responsabili dei tumori al
polmone.
Le fonti di inquinamento del radon sono essenzialmente due: i materiali da
costruzione e il sottosuolo. Per quanto riguarda i materiali possibile misurare i
livelli di emissione e indirizzare cos la scelta verso elementi "puliti". I materiali
comunemente usati con i pi alti livelli sono il gesso, il tufo, il granito, la pietra
pomice e i calcestruzzi. Per quest'ultimo i cementi pozzolanici sono i pi
radioattivi.
Il suolo invece emana radon praticamente ovunque essendo distribuito
uniformemente sulla crosta terrestre. Tuttavia dei canali privilegiati possono
indirizzarlo verso particolari ambienti. Attraverso pozzi, fessurazioni nella
struttura, condotte d'acqua e di gas il radon raggiunge a volte concentrazioni
molto elevate all'interno degli ambienti, specialmente se interrati. Inoltre, poich
un gas molto pesante, tende a accumularsi nelle parti basse dove una scarsa
ventilazione pu permettere che raggiunga concentrazioni anche 100 volte
superiori a quelle esterne.
Il radon un problema poco sentito in Italia per lo scarso utilizzo dei piani
interrati e l'alto sfruttamento dei piani pi alti dove con l'altezza si riduce
progressivamente la sua intensit. Paesi come quelli scandinavi, dove gli edifici
sorgono su un suolo granitico ricco di uranio e il clima freddo spinge alla
riduzione della ventilazione, sono molto impegnati nella ricerca e hanno
promosso una serie di campagne informative per divulgare le caratteristiche e le
conseguenze del gas. Queste campagne sottolineano come spesso sia sufficiente
un buon ricircolo per consentire negli edifici convenzionali livelli di
concentrazione non pericolosi.
La situazione sotterranea impone invece una maggiore attenzione, sia per la pi
difficile ventilazione sia per il diretto contatto col suolo e la necessit di un
340
controllo periodico dei livelli raggiunti. Anche per questo problema, come
abbiamo accennato, pare che le piante possano avere un ruolo attivo per la
capacit di assorbire questo gas, capacit probabilmente acquisita nella loro
evoluzione perennemente a contatto col terreno
118
.
Realizzare uno studio preventivo per definire la pericolosit dell'ambiente. Si
provvede cos a misurare le concentrazioni del gas nelle abitazioni esistenti nella
zona, a controllare il sottosuolo, la sua composizione, la permeabilit diretta al
radon o all'acqua.
Prevedere una corretta ventilazione, favorendo, per il risparmio energetico,
recuperatori di calore piuttosto che un ricircolo della aria stessa.
Mantenere l'aria interna in sovrappressione.
Utilizzare barriere impermeabilizzanti, comunque necessarie in strutture
ipogee, e strutture controterra compatte con cementi poco porosi.
Evitare fessurazioni e aperture, ogni conduttura che attraversa la parete deve
essere accuratamente sigillata.
Un altro metodo, volto a ridurre la presenza in aria dei prodotti di decadimento
del radon sfrutta il fatto che questi elementi sono ionizzati positivamente.
Mediante una ionizzazione negativa dell'ambiente in questione i radionuclidi
generati dal decadimento del radon vengono sospinti verso le pareti.
Sistemi specifici prevedono la suzione
del radon proveniente dal sottosuolo
attraverso aspiratori posti in vespai
predisposti attorno alla struttura, oppure
con la suzione dell'aria nelle
intercapedini delle pareti [figura a lato].





1) tubatura a foro aperto per la suzione del radon
2) sigillatura
3) ventilatore per l'evacuazione del radon
dall'edificio





118
Baglioni Adriana, Piardi Silvia, 1991, Costruzioni e salute, Franco Angeli s.r.l., Milano
N. 10

costruzione e salute p 234, 60 %
341
2.7 IL SUONOError! Bookmark not defined.

L'ambiente sotterraneo si differenzia da quello alla superficie anche per quanto
riguarda il comportamento acustico dei suoi ambienti. E' importante affrontare
questo problema perch ambienti dove vi sono problemi acustici, a prima vista
trascurabili, hanno a lungo andare effetti negativi sia a livello di rendimento nel
lavoro sia pi in generale sul comfort psicologico.
L'ambiente sotterraneo come un microcosmo isolato dall'esterno. Questo, dal
punto di vista acustico determina due cose. In primo luogo che i suoni prodotti
alla superficie, soprattutto quelli della natura che noi siamo abituati a percepire
senza rendercene conto, non penetrano e, non essendovene di naturali prodotti
all'interno, ne risulta uno spazio di silenzio. Si vuole sottolineare con ci la
mancanza di stimoli, anche acustici, che caratterizza lo spazio sotterraneo. Dove
la destinazione d'uso comporti una alta densit di utenti il suono prodotto da
questi sufficiente a dare una nota di vitalit ma altrove, dove la fruizione sia
ridotta, la mancanza di rumori determina uno spazio artificiale e inquietante.
Diviene allora importante creare fonti di rumore, non tanto attraverso diffusori
sonori ma attraverso fonti naturali di suoni: una fontana, una uccelliera, anche
una tenda metallica libera di oscillare di fronte all'uscita di un condotto
d'aria,...sono tutti elementi che rompono il silenzio del luogo e inoltre, col loro
richiamo, si definiscono come chiari punti di riferimento.
L`importanza di questo impegno, a massimizzare gli stimoli sensoriali, e' stato
recepito anche dagli ambienti aerospaziali, quando si e' trattato di migliorare il
comfort delle navicelle orbitanti nello spazio. Cosi', per rompere la monotonia
uditiva, i cosmonauti sovietici sono equipaggiati anche di una serie di nastri
registrati che riproducono i rumori tipici terrestri; lo scrosciare della pioggia, il
canto degli uccelli, il suono delle campane, ..
119
.
Un secondo effetto dato dalle caratteristiche particolari di assorbimento e di
riflessione di strutture sotterranee. Uno spazio chiuso, senza vuoti adiacenti su
cui scaricare l'energia sonora e dai confini molto rigidi caratterizzato da una
risposta sonora particolare. Anche a occhi chiusi si pu capire la natura del luogo
dalla semplice risposta dell'ambiente al suono prodotto, per esempio, dallo
scalpiccio.
Generalmente vi un tempo di riverberazione molto lungo e un rumore di fondo
pi accentuato dovuto all'alto potere riflettente della massa rocciosa o del
calcestruzzo di contenimento. Quando il volume di un ambiente supera una certa
dimensione si aggiunge l'effetto sgradevole dell'eco.

119
P. Scuri, op. cit.
342
E' fondamentale, forse pi che per gli altri parametri, per i quali vale pi
l'obbiettivo della flessibilit, sapere in partenza la destinazione d'uso. Cambiano
infatti notevolmente i valori ottimali dei vari parametri acustici a seconda che si
abbia uno spazio di lavoro, una sala conferenze o una sala per audizioni musicali.
Tuttavia raramente le pareti di uno spazio ipogeo vengono lasciate a vista
cosicch lo spazio assume caratteristiche simili a quelle degli ambienti
convenzionali e si rimanda alla relativa trattatistica.
Per quanto riguarda la progettazione degli spazi comuni, aree di sosta e percorsi,
anche qui vale l'impegno di ricreare, anche da un punto di vista acustico, le
caratteristiche alla superficie specifiche della superficie.
Nei vani interrati il forte riflesso sonoro operato dalle superfici, soprattutto se in
calcestruzzo o altro materiale compatto, determina una condizione nettamente
diversa da quella alla superficie, dove il suono si disperde liberamente nell'aria, e
sottolinea il carattere chiuso dello spazio. Superfici con forti poteri assorbenti,
magari affiancate da elementi d'arredo con analoga funzione, servono a ridurre
questo fenomeno e a rendere, anche acusticamente, l'ambiente pi confortevole.
A questo scopo un
controsoffitto tecnologico
pu essere attrezzato come
pannello fono assorbente,
oltre a definire una
possibile area per gli
elementi tecnologici. Per
esempio, collegando i
pannelli in modo elastico al
soffitto si realizza
l'assorbimento tipico dei
pannelli vibranti.









Corridoio attrezzato per un alto assorbimento acustico


mio 2.6 -1, 50 %
343
Quasi una eccezione sono quegli spazi dove si vuole invece esaltare il carattere
particolare ipogeo lasciando, tra l'altro, le pareti a vista. Queste eccezioni
corrispondono agli spazi dell'arte e della cultura come sale espositive,
auditorium,....
Un esempio la citata chiesa nella roccia ad Helsinki. Essendo prevista anche
come sala per concerti, la chiesa doveva rispondere a precisi requisiti acustici:
sono state perci scavate nelle pareti delle nicchie chiamate nidi acustici, che
hanno portato alla realizzazione di una acustica perfetta. Si tratta del principio dei
risuonatori acustici, dove cavit inserite nella parete e collegate con fori di
limitate dimensioni, realizzano un sistema che "cattura" l'onda sonora e ne
dissipa l'energia meccanicamente, entrando in risonanza.
Altre volte l'isolamento acustico dalla superficie proprio la ragione
dell'ubicazione sotterranea, risultando favorevole per sale concerto, studi di
prova, ... A Parigi i locali dell'IRCAM (Institute de Recherche et Cooperation
Acouistique/Musique), un laboratorio molto sofisticato per lo studio della musica
realizzato da Renzo Piano e Richard Rogers, sono situati nei sotterranei del
Centre Pompidou, ottenendo cos un isolamento perfetto dall'esterno [figura
sottostante].

Analogamente, a Stoccolma, la sede della radio svedese di Erik Ahnborg e Sune
Lindstrm (1976-79) inserita nel fianco di una collina presso il centro della
citt.
Tuttavia se gli strati di terreno difendono efficacemente dai rumori provenienti
dalla superficie occorre per tener presente che la presenza sotterranea di arterie
di traffico automobilistico e ferroviario (veicoli con motore a scoppio, treni,
metropolitane, almeno sino alla diffusione dei mezzi di locomozione su
cuscinetto magnetico, in cui sono assenti i fenomeni di attrito tra metriali) pu
N. 9

F.A., pag. 135
344
essere causa di propagazione di vibrazione sia nell'aria degli ambienti, sia
attraverso le strutture resistenti o lo stesso terreno, se dotato di un determinato
grado di rigidezza meccanica. Il rumore cacciato dal soprassuolo, diventato nel
frattempo, come ci si augura, luogo di pace, lo ritroveremo poi sotto la superficie.
Molto oneroso potrebbe rivelarsi il compito di eliminare questo tipo di disturbo,
aggravato dalle accentuazioni date da rimbombi e risonanze in ambienti
confinati
120
.


120
Forcolini Gianni, "La strada del sottosuolo", in Modulo, 89, I
345
BIBLIOGRAFIAError! Bookmark not defined.

346
ELENCO COMPLETO

1 Abate Tiziana, "La salute a Firenze sta sottoterra", Il Giornale, 18 dicembre,
1992.
2 Accati Elena, "Piante da appartamento. Un filtro per l'aria chiusa", La Stampa,
25 novembre, 1992.
3 Ambasz Emilio, "Fabula rasa", l'Arca, n. 10, ott., 1987, pp. 15-24.
4 Anderson Grace, "Architecture beneath the surface", Architectural Record,
mar., 1982, pp. 77-85.
5 Antiga Cesare, "I laboratori INFN del Gran Sasso", GB Progetti, giugno-luglio,
1990
6 Ardito F., "Vediamoci sul fondo", Costruire, n. 90, novembre, 1990.
7 Arnaboldi Marco, "Idee e proposte per una galleria multiservizio", relazione al
convegno La citta' sotterranea nell`area metropolitana, Milano 12-19
Maggio, 1987
8 Ascarelli Giovanni, "Servizio sotto Roma", L'arca, n. 10, ott., 1987, pp. 64-69.
9 Avanza Federica et al., "Progettare il sottosuolo", Milano, Franco Angeli s.r.l.,
1991. BCI 91.064
10 Baglioni Adriana, Piardi Silvia, "Costruzioni e salute", Milano, Franco Angeli
s.r.l., 1991. BCI 91.065.
11 Banham Reyner, "Monaco underground", Casabella, nn.368-369, ago.-set.,
1972, p. 8.
12 Barkauskas F., "Creative uses for underground structures. Examples from
Germany", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
13 Barles S., 1992, "The rise of underground townplanning: E. Utudjian and the
GECUS", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
14 Bartoli Carlo, "L'arredo urbano in sotterraneo", relazione al convegno La
citt sotterranea nell'area metropolitana, Milano, Sindacato regionale
ingegneri liberi professionisti della Lombardia, 12 e 19 maggio 1987, pp 85-
91.
15 Belardi Paolo, "Habitat ipogeo e citt contemporanea", in L'industria della
costruzioni, n. 211, maggio 1989.
16 Bhasin Rajinder, Norway's olimpic cavern, in Civil Engineering, dec. 1992.
17 Belgiojoso B. Lodovico, "Autoparcheggio sotterraneo del complesso
architettonico di Corso Vittorio Emanuele a Milano", in Parcheggi auto per
le citta', Milano, Ed. L. Galletti & A. Izzo, 1986. BCA 725.381 PAR
18 Benedetti Aldo a cura di, "Norman Foster", Bologna, Zanichelli, 1988.
347
19 Bennet David J ., "Earth sheltered buildings coupled with the sun",
proceedings of the Underground Space Conference and Exposition, Kansas
City, Missouri, J une 8-10, 1981.
20 Benton Charles, Fountain Mark, "Succesfully daylaighting a large commercial
building. A case study: Loockheed Building 147", Progressive Architecture,
nov., pp 119-121, 1990.
22 Biasini Emil, Lebrat J ean, Bezombes Dominique, Vincent J ean-Michel, "Gran
Louvre", Paris, Electa Moniteurs, 1989. BCA 727.7(44)GRA
23 Bonomo Fabrizio, "Lione fa poker", Costruire, n. 103, dicembre 1991.
24 Brance Pierre, "Les Hallessortent du sol", Architecture d'Aujourd'hui, n. 73,
mag.-giu.,p XXX, 1974.
25 Bressani Angelica, "Il confinamento delle scorie radioattive, implicazioni
economiche, tecniche ed etiche", tesi di laurea, Universit di Torino, Facolt
di Economia e Commercio, 1993
26 Capezzuto Rita, "La montagna nel museo", Lotus, n. 70, 1991.
27 Cardinali Giulia, "Il bozzolo", Abitare,n. 234, maggio, 1985.
28 Carmody J ohn, "Designing underground facilities for people underground: a
case study of an office design", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
29 Carmody J ohn, Sterling Reinhold, "Underground space design. A guide to
subsurface utilization and design for people in underground space", New
York, Van Nostrand Reinhold, 1993.
30 Carpenter P.R., "Energy innovation at Caer Lean", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
32 Castiglioni Piero, 1987, "Compiti visivi e riflessi psicologici
dell'illuminazione artificiale", rel. al convegno <La citt sotterranea nell'area
metropolitana>, Milano, 12-19 maggio, Sindacato regionale ingegneri liberi
professionisti della Lombardia, Milano, pp. 83-84.
33 Cauli Fabio, "Il quartiere EUR di Roma", in COCIS, an. 2, n. 2, 1993.
34 Cecchetti Maurizio, 1987, "L'habitat ipogeo", L'Arca, n. 10, ott. ,pp. 1-3.
35 Celloni F., D'Amato C., "Gabetti e Isola. Progetti e architetture 1950-1985",
Milano, Electa, 1985.
36 Chailloux F., "Rue future, l'atto di nascita dell'urbanistica sotterranea",
COCIS, Anno 1, n.1, maggio 1992.
37 Choay Francoise, 1968, "Le probleme des halles", Architecture d'Aujourd'hui,
n 138, giu.-lug., p. 53.
38 Ciorra Pippo, "Botta, Eisenman, Gregotti, Hollein: i musei", Milano, Electa,
1991. BCA 727.7 CIO
348
39 Corbo Leonardo, 1988, rel. al convegno <La citt sotterranea nell'area
metropolitana>, Milano, 12-19 maggio, Sindacato regionale ingegneri liberi
professionisti della Lombardia, Milano, pp. 67-69.
40 Corbo Leonardo, 1988, "L'impintistica e la sicurezza negli spazi sotterranei",
rel. al convegno <Lasciamo all'uomo la luce del sole, sprofondiamo i
servizi>, Milano, 8-9 novembre.
41 D. P., "Volume control", Architectural Review, n. 1162, december 1993.
42 Dal Co Francesco, "Kevin Roche", Milano, Electa, 1986. BCA 72.036
(Kevin Roche)
43 Daniel Miriam, Zaltron M. Teresa, Tesi di laurea, "La casa tra il cielo e la
terra", relatore Far Ida, Politecnico di Milano, Facolt di architettura, 1989-
90.
44 D`Auria Renato, Presti Gaetano, "Aspetti giuridici: fattibilita' e proiezione",
Atti del convegno La citta' sotterranea nell`area metropolitana. Servizi e
sicurezza, Milano, 20-27 febbraio, 1986
45 Dell'Aglio Luigi, "Tokio, l'urbanistica del 2000", L'Espresso, 19 dicembre,
1993
46 Donato Giacomo, 1990, "Analisi della tecnica e della tecnologia nella
costruzione dell'Ospedale San Giovanni Battista e sua evoluzione verso la
nuova destinazione a Museo Regionale di Scienze Naturali", in Atti e
rassegna tecnica societ ingenieri e architetti in Torino, A. 44 n 4-5 apr.-
mag., pp 149-175.
47 Doubilet Susan, "Tread softly, carry a big dish", Progressive Architecture, n.
3/84, 1984
48 Fonatti Franco, "Gustav Peichl. Opere e progetti 1952-1987", Milano, Electa,
1988. BCA
49 Fonio Giorgio, "Superior-inferior", l'Arca, n. 10, ott., 1987, pp. 86-89.
50 Forcolini Gianni, "La strada del sottosuolo", in Modulo, 89, I.
51 Fracastoro G., "Elementi di climatologia edilizia", Celid, Torino, 1985
52 F.T.A., "Rock engeineering in Finland", Rakentajain Kunstannus Oy,
Helsinki, 1986.
53 Gagnesi Enzo, "La progettazione limite: progettazione ipotalassica, ipogea e
extraterrestre", tesi di laurea, Politecnico di Torino, Facolt di Architettura,
rel. Ugo Mesturino, A.A. 1992/93.
54 Galfetti Aurelio, "Restauro di Castelgrande a Bellinzona", Lotus n. 50, 1986.
55 Giani Gjlla, J onghi L., Paganelli C., "Le citt invisibili", Casa Oggi, nn.
169-170, lug.-ago, 1988, pp. 61-66.
349
56 Giordano Michele, "Renzo Picasso per Genova", l'Arca, n. 10, ott., 1987, pp.
86-89.
57 Gorodiche Nicolas , "Il tunnel sotto la manica", Il nuovo cantiere, n 10,
ottobre, 1990.
58 Green Annette, "The fragrance revolution", in The Futurist, March-April,
1993.
59 Hanamura T., Yamaguchi T., "J oint R&D program for underground space use
between private industry and governament", in ICUSESS, Delft, 1992.
60 Hillo C. van, "Design aspects of an underground museum", 5
th
ICUSESS,
Delft, 1992.
61 Hove J . van, "Productivity of aquifer thermal energy storage (ATES) in the
Netherland", 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
62 I.T.A., "Legal and administrative iusses in underground space use", 1990.
63 Koenig Giovanni Klaus, "Immersi nel terreno", Ottagono, n. 74, set., 1984, pp
18-23.
64 Koenig Giovanni Klaus,"Pulcinella al teatro Kabuki", Ottagono, n. 77, giu.,
1985, pp 80-85.
65 Lachina Gianni, "Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani", Alinea, Firenze,
1987. BCA 628.4 LAC.
66 Lam William M., "Sunlight as formgiver for architecture", New York, Van
Nostrand Reinhold, 1986. BCA 697.7 LAM
67 Lampugnani Vittorio Magnago a cura di, "Sotto Napoli. Idee per la citt
sotterranea", catalogo della mostra a Castel dell'Ovo, Napoli, 21-23 ottobre,
Milano, Electa, 1988.
68 Lemoine Bertrand, "Il tunnel sotto la Manica", Casabella n. 582, sett., 1991.
69 Lohmeyer G., Ebeling K., "Building in ground water", proceedings of
ICUSESS, Delft University, 1992.
70 Mallory Keith, Arvid Ottar, "Architecture of agression", London,
Architectural Press, 1981. BCA 725.18 Mal
72 Mandrelli O. Doriana, "Luci della citt", l'Arca, n. 60, mag., 1992, pp. 20-23.
73 Marabelli Dario, "Piano, ecologico, dal grande futuro", Modulo, Ottobre,
1990.
74 Mc Cluskey J im, "Parking: a handbook for environmental design", London,
SPIN, 1987. BCA725.3 MCC
75 Mellgren Karl-Erik, winqvist Torbjrn, "Going Underground", Stockholm,
Royal Swedish Academy of Royal Science, 1988.
76 Milliken L. D., "Beneficial use of industrial by-products for hidraulic salt
mine backfill", ICUSESS, Delft, DUP, 1992.
350
77 Morton David, "The solar undergroud", Progressive Architecture, apr., 1979.
78 Morton David, "The student underground", Progressive Architecture, n. 4/71,
1971.
79 Nicoletti Manfredi, "L'architettura delle caverne", Bari, Laterza, 1980. BCA
72.03 Nic
80 Novati S. Calchi, "In Spagna e in Francia paesaggio inalterato mediante
l'interramento dei volumi di servizio", Cocis, anno 1, n.3, 1992
81 Nutter D., Groundworks, American Underground-Space Association,
Minneapolis, 1989.
82 Oliviero Alberto, "La luce accende qualcosa nel cervello", Corriere della
sera, 25 apr., 1993.
83 Ouden C. den, "Design of energy-supply sistem for heating and cooling an
underground museum", 5
th
ICUSESS, Delft, DUP, 1992.
84 Pavia Carlo, "Roma sotterranea e segreta", Milano, Mondadori, 1985.
85 Peace Veronica, "Solar Log, research center. Tubingen", Architectural
Record, 1123, 1990, pp 90-93.
86 Pearlmutter D., "Monitoring an insulate earth-sheltered structure in a desert
climate", proceedings of the 5
th
ICUSESS, Delft, DUP, 2-5 August, 1992.
87 Peila D, Pelizza S., Oreste P.P., "Il riuso dei vuoti minerari", Dipartimento di
georisorse e territorio, Politecnico di Torino.
88 Pelizza Sebastiano, "In Italia poche caverne ma tante gallerie, anche da
primato", periodico d'informanzione del COCIS, apr.-mag, pp 8-9, 1992.
89 Pelizza Sebastiano, "L'opzione sotterraneo vale di sicuro qualche investimento
in pi", periodico d'informazione del COCIS, ago.-set., 1992, pp 8-9.
90 Pelizza Sebastiano, Peila Daniele, "Ground improvement in Tunneling", in
Tunneling and underground space technology, vol. 8, No. 3, 1993
91 Person David, 1990, "La casa ecologica", TCI, 1990.
92 Pescorama Roberto, "Parcheggo meccanizzato, piccolo e diffuso", COCIS,
Anno 2, n. 1, gen-feb 1993
93 Piersanti Claudio, Rava Rita, "L'architettura sotterranea ad illuminazione
naturale", L'architettura. Cronache e Storia, nn 8-9, ago.-set., 1986, pp 658-
663.
94 Piersanti Claudio, "La facolt in miniera", L'Arca, n. 10, ott., 1987.
95 Piersanti Claudio, Rava Rita, "La caverna artificiale", L'Arca, n. 10, ott.,
1987.
96 Red., "Going underground", in Progressive Architecture, aprile, 1967.
97 Red., "The student underground", Progressive Architecture, 4/71, 1971.
351
98 Red., "Meyers and Bennet architects/BRW", Progressive Architecture, jan, n.
1/75, 1975.
99 Red., "Le grands axes du project LASER" Le Monitor, 17 juin, 1988, pp 31-
32.
100 Red., "Piano Quartet", Architectural Review, n. 1112, oct., pp. 74-75, 1989.
102 Red., "Chiesa e centro parrocchiale a Loseto", GB Progetti, aprile, pp. 153- ,
1993.
103 Restelli A. Balossi, "Iniezioni nei terreni sciolti", ciclo di conferenze
dedicate ai problemi di meccanica dei terreni, Politecnico di Torino,
novembre 1981.
104 Restucci Amerigo, Matera. "I Sassi", Torino, Einaudi, 1991. BCA 711.03
(45.44) res
105 Rodio, "High pressure regroutable anchors",depliant informativo.
106 Rossi Aldo, L'architettura della citt, Clup, Padova, 1987. BCA 711 ros.
107 Saggio Antonio, "I musei della terra", Costruire n.111, settembre 1992.
108 S.A.K., "Oakland's urban oasis", Progressive Architecture, december, 1969,
pp. 92-95.
109 Sant'Elia Antonio, "Manifesto dell'architettura futurista, 1914", in
Controspazio, aprile-maggio, 1971.
110 Scuri Piera, "Gli ambienti artificiali", Le Scienze, n. 241, settembre, 1988,
pp 86-93.
111 Schmertz F. Mildread, "In defence to its environment Pusey Library was
built beneath Harvard Yard", Architectural Record, September, 1976.
112 Tajana Clemente, "Chiesa che si ciela nella collina o collina che diventa
chiesa?", in Como, n.3, 1988.
113 U.S. Departement of Energy, Office of conservation and solar energy, "Earth
sheltered structures", 1981.
114 Utudjian, "Architecture et urbanisme souterrain", Laffont, Paris, 1966.
115 Vandewalle M., "Use of steel fiber reiforced concrete for tunnel
constructions", proceedings of ICUSESS, Delft University, DUP, 1992.
116 Verdi Laura, "Al piano di sotto le nostre citta' future", Modulo, 1989, pp
198-205.
117 Wells Malcom, 1965, "Nower to go but down", in Progressive Architercture,
feb., pag. 175.
118 Wolverton B.C., "Interior landscape plants for indoor air pollution
abatement", NASA, 1989.
119 Wurtman Richard, "Biological implications of artificial illumination",
Illuminating Engineer, oct., 1968, pp 523-529.
352
120 Zermagni Paolo a cura di, "Gabetti e Isola", Bologna, Zanichelli, 1989.

353
ELENCO PER ARGOMENTI

A Testi di carattere generale

A1 Associazione Mineraria Subalpina, "Nuovi spazi in sotterraneo" atti
dell'incontro tecnico informativo, Torino, 4 maggio, 1978.
A2 Avanza Federica et al., 1991, Progettare il sottosuolo, Franco Angeli s.r.l.,
Milano. BCI 91.064
A3 Belardi Paolo, "Habitat ipogeo e citt contemporanea", in L'industria della
costruzioni, n. 211, maggio 1989.
A4 Carmody J ohn, Sterling Reinhold, 1993, Underground space design. A guide
to subsurface utilization and design for people in underground space, Van
Nostrand Reinhold.
A5 Daniel Miriam, Zaltron M. Teresa, 1989-90, Tesi di laurea, La casa tra il
cielo e la terra, relatore Far Ida, Politecnico di Milano, Facolt di
architettura.
A6 Forcolini Gianni, "La strada del sottosuolo", in Modulo, 89, I.
A7 Gagnesi Enzo, "La progettazione limite: progettazione ipotalassica, ipogea e
extraterrestre", tesi di laurea, Politecnico di Torino, Facolt di Architettura,
rel. Ugo Mesturino, A.A. 1992/93.
A8 Mellgren Karl-Erik, winqvist Torbjrn, 1988, Going Underground, Royal
Swedish Academy of Royal Science, Stockholm.
A9 Nicoletti Manfredi, L'architettura delle caverne, 1980, Laterza, Bari. BCA
72.03 Nic
A10 Verdi Laura, Al piano di sotto le nostre citta' future, Modulo, pp 198-205,
1989.
A11 COCIS, periodico dell'associazione Comitato Citt Sotterranea.
A12 Periodico L'Arca, n. 10, ott., 1987.
A13 F.T.A., 1986, Rock engeineering in Finland, Rakentajain Kunstannus Oy,
Helsinki.
A14 5
th
ICUSESS, International Conference on Underground Space
Utilizzation and Earth Sheltered Structures, Delft, DUP, 2-5 agosto, 1992.
A15 The potential of hearth sheltered and underground space, proceedings of the
"Underground space conference", Kansas City, Pergamon Press, J une 8-10,
1981.

354
B Testi realtivi alla parte prima: Le origini

B1 Barles S., 1992, The rise of underground townplanning: E. Utudjian and the
GECUS, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
B2 Cecchetti Maurizio, 1987, "L'habitat ipogeo", L'Arca, n. 10, ott. ,pp. 1-3.
B3 Chailloux F., Rue future, l'atto di nascita dell'urbanistica sotterranea,
COCIS, Anno 1, n.1, maggio 1992.
B4 Pelizza Sebastiano, 1992, "In Italia poche caverne ma tante gallerie, anche da
primato", periodico d'informanzione del COCIS, apr.-mag, pp 8-9.
B5 Rossi Aldo, L'architettura della citt, Clup, Padova, 1987.
B6 Sant'Elia Antonio, "Manifesto dell'architettura futurista, 1914", in
Controspazio, aprile-maggio, 1971.
B7 Utudjian, 1966, Architecture et urbanisme souterrain, Laffont, Paris.
B8 Wells Malcom, 1965, "Nower to go but down", in Progressive Architercture,
feb., pag. 175.



C Testi relativi alla parte prima: I problemi e le ragioni

C1 Corbo Leonardo, 1988, rel. al convegno <La citt sotterranea nell'area
metropolitana>, Milano, 12-19 maggio, Sindacato regionale ingegneri liberi
professionisti della Lombardia, Milano, pp. 67-69.
C2 Corbo Leonardo, 1988, "L'impintistica e la sicurezza negli spazi sotterranei",
rel. al convegno <Lasciamo all'uomo la luce del sole, sprofondiamo i
servizi>, Milano, 8-9 novembre.
C3 D`Auria Renato, Presti Gaetano, Aspetti giuridici: fattibilita' e proiezione,
Atti del convegno "La citta' sotterranea nell`area metropolitana. Servizi e
sicurezza", Milano, 20-27 febbraio, 1986
C4 Isaac Asimov, "Il cervello umano", tascabili Bompiani, 1983
C4 I.T.A., 1990. Legal and administrative iusses in underground space use.
C5 Milliken L. D., Beneficial use of industrial by-products for hidraulic salt mine
backfill, ICUSESS, 1992, Delft, DUP
C6 Peila D., Pelizza S., Oreste P.P., "Il riuso dei vuoti minerari", Dipartimento di
georisorse e territorio, Politecnico di Torino.
C7 Pelizza Sebastiano, 1992, "L'opzione sotterraneo vale di sicuro qualche
investimento in pi", periodico d'informazione del COCIS, ago.-set., pp 8-9.

355
D Testi relativi alla parte prima: Gli esempi

Strutture non gradite alla superficie
D1 Hanamura T., Yamaguchi T., J oint R&D program for underground space use
between private industry and governament, in ICUSESS, Delft, 1992.
D2 Lachina Gianni, Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, Alinea, Firenze,
1987.

Infrastrutture di trasporto
D4 Abate Tiziana, La salute a Firenze sta sottoterra, Il Giornale, 18-12-92.
D5 Ardito F., Vediamoci sul fondo, Costruire, n. 90, novembre, 1990.
D6 Arnaboldi Marco, Idee e proposte per una galleria multiservizio, relazione al
convegno La citta' sotterranea nell`area metropolitana, Milano 12-19
Maggio, 1987
D7 Cauli Fabio, Il quartiere EUR di Roma, in COCIS, an. 2, n. 2, 1993.
D8 Giordano Michele, 1987, "Renzo Picasso per Genova", l'Arca, n. 10, ott., pp.
86-89.
D9 Gorodiche Nicolas , Il tunnel sotto la manica, Il nuovo cantiere, n 10, ottobre,
1990
D10 Lemoine Bertrand, Il tunnel sotto la Manica, Casabella n. 582, sett., 1991
D11 Pavia Carlo, Roma sotterranea e segreta, 1985, Mondadori, Milano.
D12 Red., 1988, "Le grands axes du project LASER" Le Monitor, 17 juin, pp 31-
32.

Parcheggi
D14 Ascarelli Giovanni, 1987, "Servizio sotto Roma", L'arca, n. 10, ott., pp. 64-
69.
D15 Belgiojoso B. Lodovico, Autoparcheggio sotterraneo del complesso
architettonico di Corso Vittorio Emanuele a Milano, in Parcheggi auto per le
citta', Ed. L. Galletti & A. Izzo, Milano, 1986.
D16 Mc Cluskey J im, parking: a handbook for environmental design, London,
SPIN, 1987.
D17 Pescorama Roberto, Parcheggo meccanizzato, piccolo e diffuso, COCIS,
Anno 2, n. 1, gen-feb 1993.

Volumi per la protezione civile
D18 Mallory Keith, Arvid Ottar, Architecture of agression, London,
Architectural Press, 1981.
356
Grandi Ambienti
D20 Banham Reyner, 1972, "Monaco underground", Casabella, nn.368-369,
ago.-set., p. 8.
D21 Barkauskas F., Creative uses for underground structures. Examples from
Germany, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
D22 Bhasin Rajinder, Norway's olimpic cavern, in Civil Engineering, dec. 1992
D23 Choay Francoise, 1968, "Le probleme des halles", Architecture
d'Aujourd'hui, n 138, giu.-lug., p. 53.

Ambienti di lavoro
D24 Antiga Cesare, I laboratori INFN del Gran Sasso, GB Progetti, giugno-
luglio, 1990
D25 Celloni F., D'Amato C., Gabetti e Isola. Progetti e architetture 1950-1985,
Electa, Milano, 1985.
D26 D. P., Volume control, Architectural Review, n. 1162, december 1993.
D27 Doubilet Susan, Tread softly, carry a big dish, Progressive Architecture, n.
3/84, 1984
D28 Fonatti Franco, 1988, Gustav Peichl. Opere e progetti 1952-1987,Electa,
Milano.
D29 Koenig Giovanni Klaus, 1984, "Immersi nel terreno", Ottagono, n. 74, set.,
pp 18-23.
D30 Mandrelli O. Doriana, Luci della citt, l'Arca, n. 60, pp. 20-23, mag., 1992.
D31 Morton David, 1979. "The solar undergroud", Progressive Architecture, apr.
D32 Novati S. Calchi, In Spagna e in Francia paesaggio inalterato mediante
l'interramento dei volumi di servizio, Cocis, anno 1, n.3, 1992
D33 Peace Veronica, 1990, Solar Log, research center. Tubingen, Architectural
Record, 1123, pp 90-93.
D34 Zermagni Paolo a cura di, Gabetti e Isola, Zanichelli, Bologna, 1989.

Spazi universitari
D35 Anderson Grace, 1982, "Architecture beneath the surface", Architectural
Record, mar., pp. 77-85.
D36 Morton David, The student underground, Progressive Architecture, n. 4/71,
1971
D37 Nutter D., Groundworks, American Underground-Space Association,
Minneapolis, 1989.
D38 Piersanti Claudio, La facolt in miniera, L'Arca, n. 10, ott., 1987.
D39 Red., 1971, The student underground, Progressive Architecture, 4/71.
357
D40 Red., Meyers and Bennet architects/BRW, Progressive Architecture, jan, n.
1/75
D41 Schmertz F. Mildread, In defence to its environment Pusey Library was
built beneath Harvard Yard, Architectural Record, September, 1976.
Ambienti della cultura
D42 Benedetti Aldo a cura di, Norman Foster, Zanichelli, Bologna, 1988
D43 Biasini Emil, Lebrat J ean, Bezombes Dominique, Vincent J ean-Michel,
Gran Louvre, Electa Moniteurs, paris, 1989.
D44 Capezzuto Rita, La montagna nel museo, Lotus, n. 70, 1991
D45 Ciorra Pippo, "Botta, Eisenman, Gregotti, Hollein: i musei", Electa, Milano,
1991.
D46 Colin Davies, "Carr Culturel", in Architectural Review n. 1157, J uly 1993.
D47 Dal Co Francesco, Kevin Roche, Electa, Milano, 1986.
D48 Donato Giacomo, 1990, "Analisi della tecnica e della tecnologia nella
costruzione dell'Ospedale San Giovanni Battista e sua evoluzione verso la
nuova destinazione a Museo Regionale di Scienze Naturali", in Atti e
rassegna tecnica societ ingenieri e architetti in Torino, A. 44 n 4-5 apr.-
mag., pp 149-175.
D49 Galfetti Aurelio, Restauro di Castelgrande a Bellinzona, Lotus n. 50, 1986.
D50 Hillo C. van, Design aspects of an underground museum, 5
th
ICUSESS,
Delft, 1992.
D51 Lampugnani Vittorio Magnago a cura di, Sotto Napoli. Idee per la citt
sotterranea, catalogo della mostra a Castel dell'Ovo, Napoli, 21-23 ottobre
1988, Electa, Milano.
D52 Piersanti Claudio, Rava Rita, La caverna artificiale, L'Arca, n. 10, ott., 1987.
D53 Red., 1989, Piano Quartet, Architectural Review, n. 1112, oct., pp. 74-75,
1989.
D54 Red., Chiesa e centro parrocchiale a Loseto, GB Progetti, aprile, pp. 153- ,
1993.
D55 S.A.K., 1969, "Oakland's urban oasis", Progressive Architecture, december,
pp. 92-95.
D56 Tajana Clemente, "Chiesa che si ciela nella collina o collina che diventa
chiesa?", in Como, n.3, 1988.
Abitazioni
D58 Ambasz Emilio, 1987, "Fabula rasa", l'Arca, n. 10, ott., pp. 15-24.
D57 Benedetti Aldo a cura di, Norman Foster, Zanichelli, Bologna, 1988.
D58 Cardinali Giulia, Il bozzolo, Abitare, n. 234, maggio, 1985
D59 Carpenter P.R., Energy innovation at Caer Lean, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
358
D60 Celloni F., D'Amato C., Gabetti e Isola. Progetti e architetture 1950-1985,
Electa, Milano, 1985.
D61 Cucinella Mario, "La strategia del virus positivo", in L'Arca n. 66, dicembre
1992.
D62 Giani Gjlla, J onghi L., Paganelli C., 1988, "Le citt invisibili", Casa Oggi,
nn. 169-170, lug.-ago, pp. 61-66.
D63 Restucci Amerigo, Matera. I Sassi, Torino, Einaudi, 1991.
D64 Zermagni Paolo a cura di, Gabetti e Isola, Zanichelli, Bologna, 1989.

E Testi relativi alla seconda parte

Scavo e consolidamento
E1 Restelli A. Balossi, "Iniezioni nei terreni sciolti", ciclo di conferenze dedicate
ai problemi di meccanica dei terreni, Politecnico di Torino, novembre 1981.
E2 Pelizza Sebastiano, Peila Daniele, "Ground improvement in Tunneling", in
Tunneling and underground space technology, vol. 8, No. 3, 1993.
E3 Rodio, "High pressure regroutable anchors",depliant informativo.


Impianto architettonico
E4 Carmody J ohn, Designing underground facilities for people underground: a
case study of an office design, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
E5 Rasori Pino, "La stanza delle illusioni", in Costruire n. 102, novembre 1991.
E6 Scuri Piera, Gli ambienti artificiali, Le Scienze, 1988, n. 241, settembre, pp
86-93.

Involucro edilizio
E7 Lohmeyer G., Ebeling K., Building in ground water, proceedings of
ICUSESS, 1992, Delft University.
E8 Marabelli Dario, Piano, ecologico, dal grande futuro, Modulo, Ottobre, 1990
E9 Vandewalle M., 1992, Use of steel fiber reiforced concrete for tunnel
constructions, proceedings of ICUSESS, Delft University.

Luce
E11 Benton Charles, Fountain Mark, Succesfully daylaighting a large
commercial building. A case study: Loockheed Building 147, Progressive
Architecture, nov., pp 119-121, 1990.
359
E12 Castiglioni Piero, 1987, "Compiti visivi e riflessi psicologici
dell'illuminazione artificiale", rel. al convegno <La citt sotterranea nell'area
metropolitana>, Milano, 12-19 maggio, Sindacato regionale ingegneri liberi
professionisti della Lombardia, Milano, pp. 83-84.
E13 Oliviero Alberto, 1993. "La luce accende qualcosa nel cervello", Corriere
della sera, 25 apr.
E14 Piersanti Claudio, Rava Rita, 1986, "L'architettura sotterranea ad
illuminazione naturale", L'architettura. Cronache e Storia, nn 8-9, ago.-set.,
pp 658-663.
E15 Wurtman Richard, 1968. "Biological implications of artificial illumination",
Illuminating Engineer, oct., pp 523-529.

360
Clima
E16 ENEA, "Architettura bioclimatica", Roma, De Luca Editore, 1983.
E17 Hove J . van, Productivity of aquifer thermal energy storage (ATES) in the
Netherland, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
E18 Ouden C. den, Design of energy-supply sistem for heating and cooling an
underground museum, 5
th
ICUSESS, Delft, 1992.
E19 Pearlmutter D., 1992, "Monitoring an insulate earth-sheltered structure in a
desert climate", proceedings of the 5
th
International Conference on
Underground Space and Earth Sheltered Structures, Delft, 2-5 August.
E20 U.S. Departement of Energy, Office of conservation and solar energy, Earth
sheltered structures, 1981.

Qualit aria
E22 Accati Elena, 1992, "Piante da appartamento. Un filtro per l'aria chiusa", La
Stampa, 25 novembre.
E23 Baglioni Adriana, Piardi Silvia, Costruzioni e salute, Franco Angeli s.r.l.,
Milano, 1991.
E24 Green Annette, "The fragrance revolution", in The Futurist, March-April,
1993.
E25 Person David, 1990, La casa ecologica, TCI.
E26 Wolverton B.C., 1989, Interior landscape plants for indoor air pollution
abatement, NASA.

Suono
E27 Forcolini Gianni, "La strada del sottosuolo", in Modulo I, 89.

361
362



ESPERIENZA PROGETTUALEError! Bookmark not defined.


Questa terza parte il tentativo di trasferire le conoscenze acquisite, nella ricerca
sin qui condotta, su una esperienza progettuale.
Il tema di progetto che quest'anno (A.A. 93-94) veniva proposto per il corso di
Illuminotecnica, acustica e climatizzazione, un centro polifunzionale sotterraneo,
ha fornito una interessante spunto per l'esperienza.
Gli studenti, riuniti in alcuni gruppi, seguendo le indicazioni fornite (riportate pi
oltre), propongono un progetto architettonico corredato delle tecnologie e delle
strutture impiantistiche specifiche per il benessere ambientale.
Per la fruizione di una sala polifunzionale, come quella richiesta, la condizione
sotterranea non presenta vincoli particolari ed anzi la sua posizione "fuori dal
mondo" pu fornire un originale scenario per le manifestazioni culturali, come
gi esposto nel paragrafo 1.4.8. Ambienti della cultura. La posizione interrata
inoltre, se da un lato rende il progetto impiantistico pi stimolante, obbligando a
trovare soluzioni originali per uno spazio ancora poco esplorato, dall'altro vuole
essere una soluzione per evitare il confronto (o il compromesso) con un giudizio
formale sull'esteriorit del complesso.
In realt questa soluzione risultata solo parziale. Tutti i progetti infatti mostrano
la difficolt di costituirsi senza una forma esteriore, rappresentativa. Anche
attraverso piccoli accenni si cerca di dare l'idea del volume nascosto e di
instaurare un dialogo con il contesto.
Questa volont appare ragionevole dove si voglia aiutare la comprensione logica
della dimensione nascosta e l'orientamento al suo interno, meno giustificata dove
non si sia capaci di accettare la qualit "riservata" di questo tipo di architettura e
si voglia, nonostante tutto, arricchirlo di volumi e di richiami esteriori, per
"vanit".





PARTE TERZA
363
DATI DI PROGETTO

Sala multifunzionale, 1100 mq.
La sala con superficie in pianta pari a 600 mq deve svolgere le seguenti funzioni:
- sala conferenze con 600 posti
- sala concerti per musica da camera con 400-600 posti.
A causa delle sue molte funzioni, con conseguente necessit di avere ambienti
variabili e differenti posizioni del podio e della platea, la sala deve avere un
pavimento regolare sul quale i moduli mobili delle sedie e del podio possano
essere posizionati con flessibilit. La disposizione dei moduli delle sedie deve
essere gradualmente incrementata in altezza per file in modo da permettere una
buona visuale. Deve essere comunque possibile posizionare sedie e tavoli
direttamente sul pavimento in occasione di conferenze e incontri.
Per i concerti deve essere possibile collocare una pedana di 150 mq.
I materiali da usare in questa sala dovranno essere scelti con riferimento alle
qualit acustiche della stessa; essi dovranno essere in grado di formare le pareti e
i divisori considerando i frequenti cambi in funzione e disposizione della sala.
Per quanto riguarda le qualit acustiche dell'ambiente, deve essere accordata la
massima priorit alla funzione concertistica. quindi richiesto un volume
compreso tra i 5000 e i 6000 metri cubi.
Ulteriori e diverse utilizzazioni della sala possono essere raggiunte per mezzo di
variabili assorbimenti acustici e l'impiego di sistemi di amplificazione del suono
durante incontri e seminari.

Altri locali
Collegati con la sala multifunzionale sono necessari una stanza per il solista e il
direttore, la biglietteria, i camerini, i servizi igienici, una stanza per il controllo
del suono, e due sale prove: 300 mq in tutto.
Una sala per incontri e seminari per 40 o 60 persone, quattro stanze per interviste
o dibattiti, per un totale di 70 mq, devono essere collocate in stretto collegamento
con la sala conferenze. Tali locali devono essere completamente attrezzati con
strumentazione audio e video.

Ristorante -caffetteria 500mq
Il ristorante caffetteria (300 mq) e la mensa per il personale (100 mq) devono
avere accesso diretto dal foyer della sala polifunzionale. la divisione tra ristorante
e caff, i quali devono avere posti a sedere per 300 persone ciascuno, deve essere
364
flessibile. Il complesso ristorante-caffetteria deve essere sistemato in modo da
costituire un'attrazione all'interno del complesso immobiliare.
La mensa per il personale deve prevedere 100 posti a sedere. In speciali
occasioni deve essere possibile utilizzare la mensa insieme con il ristorante.
La cucina, che con i locali dispensa deve occupare un'area di 100 mq, comune
al ristorante, alla caffetteria e alla mensa.
Il ristorante-caffetteria deve essere illuminato naturalmente dall'alto.
365
PROGETTO 1 [Enzo Rondoletti]

Il progetto si delinea nel pieno rispetto della richiesta di locazione sotterranea, e
pu essere immaginato in zona con superficie fortemente vincolata.
Solo le strutture d'accesso sporgono all'aperto e si configurano come elemento di
riferimento sul territorio e come simbolo del sottostante spazio nascosto.
In linea generale si fanno le seguenti considerazioni.

Pregi riscontrati:
L'accesso attraverso l'atrio circolare, con il relativo elemento sporgente
uno spunto originale, oltre che funzionale. Serve come punto di riferimento
all'esterno, permette il diretto contatto tra esterno e interno, uno spazio
utile alla fuga in caso d'incendio.
stata sfruttata la libert compositiva offerta dalla massa plasmabile del
sottosuolo, creando volumi diversi dimensionati sulle specifiche esigenze
funzionali.
stata prevalentemente usata la forma circolare che si presta bene a
resistere alla spinta delle terre e origina volumi suggestivi. La percezione
dello spazio pu essere descritta come una successione di caverne.

Difetti riscontrati:
Non stata presa in considerazione la possibilit di riutilizzare la terra
escavata per modellare la superficie.
Alcuni dei volumi prospettati risultano difficilmente realizzabili, sia in
fase di scavo, sia per quanto riguarda il contenimento contenimento della
massa di terreno adiacente.
Spiace che la volta del teatro perda il suo fascino dietro un reticolo
geometrico di sostegno alle pannellature acustiche.
366
Suggerimenti forniti


Lo scavo e la costruzione
La maggior parte dei volumi possono essere realizzati col sistema "scava e
copri". Un diaframma continuo viene realizzato al contorno dell'edificio e
successivamente si estrae la terra al suo interno.
A1 Per l'ultima parte, i locali oltre il palco posti in profondit, pu risultare
conveniente procedere con uno scavo in sotterraneo, consolidando il terreno dalla
superficie con iniezioni di malte cementizie.


L'impianto architettonico
Per offrire maggiori informazioni dall'esterno sul volume nascosto la
superficie andrebbe arricchita di richiami con lo spazio sottostante.
A2 Una idea quella di un rigonfiamento del terreno in coincidenza con il grande
volume della sala multifunzionale. Questo permetterebbe inoltre di uniformare lo
spessore di terra utile all'isolamento.
A3 Un'altra idea la valorizzazione della sezione di superficie corrispondente al
volume delle quinte con opere d'arte. Insieme all'ingresso si avrebbero cosi due
elementi forti che definiscono gli estremi dello sviluppo longitudinale
dell'impianto.
A4 La linea di piano costante su tutti gli ambienti rende lo spazio semplice da
comprendere ma sminuisce le potenzialit compositive offerte dal sottosuolo.
Le variazioni di livello rendono l'ambiente ipogeo pi stimolante e inoltre in
questo caso possono risultare favorevoli a collegare in modo organico il piano in
pendenza della grande sala multifunzionale.
A5 Per quanto riguarda la disposizione degli spazi si preferisce spostare i locali
tecnici, posti sotto l'atrio d'ingresso, al primo livello interrato attorno alla corte
circolare. Vi qui uno spazio disponibile, altrimenti perso, che ammette un
diretto contatto con l'esterno, per esempio posizionando delle griglie.
367
La luce
A6 L'atrio d'accesso permette alla luce di illuminare gli ambienti che si affacciano
alla sua base (ristorante, mensa, caffetteria, cucine) con una vetrata continua.
L'elemento centrale della scala risulta utile ad impedire ai raggi del sole di
incidere direttamente sulle superfici vetrate. E' importante quindi massimizzare lo
sfruttamento della luce che si diffonde per mutue riflessioni. Superfici molto
riflettenti, con materiali come marmo o alluminio, risultano particolarmente
adatte.
A7 Uno spazio a tutta altezza che collega le strutture d'accesso al foyer
sottostante allevia il possibile senso d'oppressione dell'ambiente ipogeo.
Superfici molto riflettenti e poco soggette allo sporco ottimizzano questo
elemento.

Il clima
Considerando lo scarso apporto di energia dall'esterno, per l'isolamento offerto
dal terreno circostante e per la mancanza quasi totale di irraggiamento, la ricerca
del bilancio termico sar prevalentemente positiva (apporto di calore).
Tuttavia in situazione estiva con richiesta di uno spinto riciclaggio d'aria
necessario un sistema di refrigerazione per abbassare la temperatura dell'aria
esterna.
A8 Un sistema di condotti inseriti nel terreno attorno all'atrio circolare, vicino
quindi ai locali tecnici, pu svolgere questo impegno, favorendo la cessione di
calore dall'aria al terreno.

368
Il suono
Per gli ambienti dove sono presenti le pareti controterra a vista facile che si crei
un disturbo sonoro caratterizzato da un rumore di fondo elevato, a causa della
superficie compatta del calcestruzzo molto riflettente. E' allora necessario inserire
elementi per l'assorbimento acustico.
A7 L'apertura tra l'ingresso e il foyer a questo scopo un utile strumento, essendo
una "finestra" attraverso la quale le onde sonore possono migrare. Per impedire
che i due spazi possano disturbarsi vicendevolmente le superfici laterali di questo
piccolo cavedio devono essere rivestite di materiali fonoassorbenti.
A9 Per quanto riguarda l'ampia sala, per conservare la sua unit architettonica e
la sembianza di caverna, preferibile eliminare il controsoffitto acustico e il
relativo reticolo che lo sostiene.
Tuttavia le varie destinazioni d'uso che competono alla sala rendono impossibile
una progettazione d'interni che possa soddisfare in modo univoco tutte le relative
differenti risposte acustiche. Considerando infatti per la qualificazione della sala
il parametro del tempo di riverberazione, T
60
, il valori ottimali variano
grandemente, secondo un coefficiente k che passa da 0.2-0.3 per l'audizione
musicale a 0.5-0.8 per funzioni dove essenziale l'intellegibilit della lingua
parlata.
E' necessario quindi disporre di meccanismi che, agendo o sulle caratteristiche
d'assorbimento di alcune superfici o sul volume della sala, possano apportare
sostanziali modifiche alla risposta acustica del volume.
Volendo interessare le qualit assorbenti di alcune superfici una soluzione
quella di disporre, direttamente sotto la grande volta, dei costoloni che a seconda
della loro posizione modifichino il potere assorbente di quel settore [figura
successiva].
369
I pannelli in posizione "aperta" rendono efficace l'imbottitura fortemente
assorbente (per esempio lana di roccia rivestita da pannello d'alluminio traforato,
a=0.7-0.9) posta sulla parete in calcestruzzo. I pannelli in posizione chiusa con la
loro superficie basso assorbente (per esempio linoleum, a=0,03) sortiscono
l'effetto opposto, elevando il tempo di riverberazione (tuttavia se i pannelli non
sono rigidamente vincolati dissipano l'energia sonora incidente entrando in
vibrazione).

Una soluzione meno sofisticata, e forse pi efficiente, consiste nel realizzare un
divisorio mobile che oscuri la parte alta della volta. Una serie di tende appese a
dei cavi d'acciaio, tesi da un lato all'altro della sala, possono soddisfare allo scopo
[figura sottostante].


P1-1, 70%
370
Quando la sala destinata all'uso parlato (conferenze o prosa) la tenda che fa da
soffitto non solo un elemento molto assorbente (a =0.5) ma riduce anche il
volume utilizzato. Da un punto di vista architettonico-funzionale inoltre
l'abbassamento del soffitto indirizza l'interesse verso il palco, eliminando gli
spunti di distrazione offerti dalla grande volta.
Quando invece vi un'audizione musicale la tenda viene ritratta al perimetro e la
volta diviene un interessante elemento visuale che si accompagna alla melodia
della musica. Ma soprattutto un volume acusticamente utile dove il suono pu
riflettersi ripetutamente e risultare pi gradito all'orecchio umano.
Si immagina di lasciare per lo pi a vista la superficie grezza del calcestruzzo
(a=0.02) intervallata da lastre di fibra di legno (a=0.35), disposte su circa un
terzo della superficie, per limitare in parte la riflessione.
Si sono previste tre tipologie d'utilizzazione (conferenze, teatro e musica) in cui
la presenza o meno del divisorio sulla sala e verso il palco variano il volume
interessato e quindi il tempo di riverberazione. Per tutte queste condizioni il
tempo di riverberazione risulta soddisfatto.

Risultato delle prove numeriche



P1-2, 70%
371
Destinazione d'uso a conferenza
(volta e palco esclusi)
V m = 3750
3

A aS A
T i i j j i
= + = + ~

4284 250 680 .

T
ott
k V
.
. = =
9
075 1
T
60
016
088 = =
.
.
V
A
T
O.K.!

Destinazione d'uso a teatro (volta
esclusa)
V m = 5000
3

A aS A
T i i j j i
= + = + ~

583 250 830

T
ott
k V
.
. = =
9
077 1
T
60
016
096 = =
.
.
V
A
T
O.K.!

Destinazione d'uso a sala audizione
(tutto il volume disponibile)
V m = 6700
3

A aS A
T i i j j i
= + = + ~

426 250 680

T
ott
k V
.
. . = =
9
13 21
T
60
016
17 = =
.
.
V
A
T
O.K.!


P1-3, 50%


P1-3, 50%


P1-3, 50%
372
PROGETTO 2 [Antonio Barrocu, Raffaele Colafemmina, Giovanna
Colangelo]

L'impianto si sviluppa essenzialmente in senso longitudinale. Tale fisionomia
esaltata dai due fronti minori a vista. Da un lato l'ingresso principale sfrutta la
presenza dell'argine del Sangone per collegarsi in piano al livello interrato,
dall'altro lato, dietro le quinte del palco, l'impianto si congiunge con continuit al
contesto attraverso una cavit a forma di anfiteatro.
La distribuzione del volume interno rispecchia la forma longitudinale
dell'impianto. Attraverso l'ingresso, si passa per la zona bar-ristorante, si accede
al grande foyer, sormontato dalla piramide vetrata, e infine vi la grande sala
multifunzionale.
La grande dimensione del foyer accettabile solo se prevista una sua frequente
utilizzazione, per esposizioni o altro.

Pregi riscontrati:
Questi due legami con l'esterno "in piano" risultano particolarmente utili sia da
un punto di vista tecnico, perch permettono una facile via di fuga, sia da un
punto di vista psicologico perch realizzano un ingresso semplice e luminoso.
Essendo questi i fronti minori, la dispersione che ammettono con l'aria esterna
non incide in modo rilevante sul bilancio termico globale.
La variazione dei livelli tra un settore e l'altro, tramite scalinate e passerelle,
rende l'ambiente vario e articolato.

Difetti riscontrati:
Le diverse aperture presenti sulla copertura piana determinano d'estate un forte
carico termico, oltre a ridurre il carattere ipogeo della costruzione, ed anche lo
strato di terreno risulta limitato in confronto al grande volume sottostante.
Se la piramide centrale pu risultare accettabile, magari in dimensioni ridotte, per
il ruolo funzionale che svolge nell'impianto (illuminazione e vista sull'esterno) e
per il simbolo che rappresenta sul contesto, meno accettabile risultano le altre
aperture.
Dal punto di vista costruttivo l'impianto deriva dallo svuotamento dell'area
rettangolare dopo averne stabilizzato i confini con diaframmi, presumibilmente
tramite scavi con fanghi bentonitici. Gli angoli acuti dei setti presso le ali del
palco comportano alcuni problemi realizzativi, che suggeriscono un perimetro
pi continuo.

373
Suggerimenti forniti

Lo scavo e la costruzione
Lo schema strutturale presente nella sezione del teatro, un largo portale in cui i
setti laterali sorreggono le grandi travi della copertura, potrebbe essere esteso a
tutto l'impianto. L'eliminazione dei pilastri intermedi rende disponibile un grande
ambiente che pu essere gestito liberamente, rende lo spazio flessibile e
facilmente riadattabile per una eventuale modificazione di destinazione d'uso.
A1 Realizzare la copertura curva in modo da permettere un facile drenaggio
dell'acqua. La curvatura pu facilmente ottenersi con l'utilizzo di travi
precompresse dove la controfreccia risulta utile a meglio bilanciare il grave
carico del terreno (80-100 centimetri).

L'impianto architettonico
Distribuire la copertura verde su tutta l'area, eliminando le diverse aperture e
aumentando lo spessore di terra, dimostrerebbe un maggiore rispetto per la
posizione sotterranea richiesta, oltre a rendere pi economica la gestione del
clima.

La luce
Le diverse aperture presenti permettono una grande entrata di luce e un contatto
diretto con il contesto esterno, escludendo i problemi psicologici generalmente
connessi con gli spazi ipogei.
A2 Addirittura la grande superficie vetrata della piramide pone il rischio di un
eccessivo irraggiamento e illuminamento, consigliando l'utilizzo di vetri molto
riflettenti.

374
Il clima
L'elevata altezza degli ambienti rappresenta un rischio per la formazione di
stratificazioni termiche e di moti convettivi che possono rendere difficoltoso
garantire il comfort in ogni condizione. Se si prospetta un uso vario e continuo di
tale impianto, come le sue dimensioni parrebbero suggerire, un sistema a bassa
temperatura a pannelli radianti a pavimento potrebbe risultare conveniente.
Per quanto riguarda il comportamento estivo il problema maggiore deriva dal
volume trasparente della piramide, che determina un elevato carico termico per
irraggiamento.
A3 Una soluzione potrebbe venire dallo sfruttamento di correnti d'aria naturali
per asportare il calore in eccesso. L'aria esterna potrebbe essere raffreddata
all'interno di condotte immerse nel terreno, e immessa in ambiente dal basso,
attraverso griglie nel pavimento. Per completare il ciclo l'aria calda viene
estromessa attraverso alcune superfici apribili della piramide [figura sottostante].
Questo ricircolo viene governato da un impianto forzato, dove un sistema di
ventole calibra il flusso d'aria in funzione della sua temperatura in uscita dal
condotto sotterraneo.
In sostituzione si potrebbe sfruttare la tendenza al movimento che viene a crearsi
naturalmente in conseguenza dell'abbassamento della temperatura. Un sistema
che si richiama ai "covoli" descritti nel capitolo 2.5 Il clima. L'aria raffreddata
diminuisce di volume creando una depressione, che richiama nuova aria. Nello
stesso tempo l'aria all'interno del foyer si riscalda sotto l'effetto
dell'irraggiamento e tende a salire, uscendo dalle aperture alla sommit.
Sezione trasversale presso la piramide di vetro

M P2-1
375
Si voluto verificare numericamente la possibilit di bilanciare i carichi estivi
con l'utilizzo di condotti interrati. Il carico massimo estivo da bilanciare Q
t
=
360 kW, prevalentemente determinato dall'irraggiamento solare (Q
i
=250 kW).
La quantit di acqua da estrarre, per lo pi dovuta alle persone, pari a 40 g/s.
L'inclinazione della retta di carico cos risultante caratterizzata dal rapporto Ah/
Ax =9 kJ /g.
Il sistema di raffreddamento naturale consiste di una serie di condotti interrati
posti ai lati del grande foyer. Il condotto inizialmente verticale e poi piega sotto
l'edificio in orizzontale (salvo una leggera inclinazione per permettere il deflusso
dell'acqua di condensa e la sua successiva raccolta), fino a giungere allo spazio
tecnico, ricavato sotto la parte centrale del foyer. Il condotto collegato sia con
l'esterno, per permettere la rigenerazione dell'aria, sia con l'ambiente interno per
sfruttare il ricircolo dell'aria.
Il condotto ha una lunghezza utile allo scambio di 20 metri, una sezione circolare
di 30 centimetri di diametro e la velocit dell'aria al loro interno di 4 m/s.
La quantit di aria prelevata dall'esterno necessaria a garantire la rigenerazione
della stessa all'interno (20 m
3
/h a persona) di un volume all'ora, 1 V/h =15.000
m
3
/h, mentre la quantit di aria ripresa dall'interno di 5 V/h. 6V/h
rappresentano dunque la quantit di aria che passa nei condotti necessaria a
trasferire al terreno un carico termico pari a quello da sottrarre all'ambiente.
La trasformazione eseguita nei condotti (raffreddamento e deumidificazione),
calcolata con l'ausilio del programma di calcolo Norma, elaborato dal
Dipartimento di Fisica Tecnica dell'Universit di Atene, mostrata nella tabella
seguente, non tuttavia ancora sufficiente a bilanciare il carico totale, ne riesce
ad asportare l'acqua in eccesso.
E' necessario un abbassamento fino a 12,1 C per arrivare ad incrociare la retta di
carico (sulla curva di saturazione) e garantire cos il corretto asporto di acqua
dall'aria. Per tale ulteriore trasformazione necessario prevedere una specifica
batteria di raffreddamento al termine del condotto.
E' importante provvedere infine a un adeguato sistema di drenaggio sia alla fine
del condotto sia nella batteria di raffreddamento, che estraggono
complessivamente 2 g per kg d'aria, corrispondenti a 2,5 l/h.
L'ultima operazione mostrata nel grafico rappresenta una miscelazione con l'aria
ambiente, secondo un rapporto di 3 : 1, utile per immettere l'aria in ambiente
anzich a 12 C a 16 C, non satura.
Per realizzare il bilancio entalpico sono necessari 64 condotti con le
caratteristiche sopra citate.
Q m h h n v A h h
a b a b a
= = = ( ) ( ) o 362 kW
376
Gli stessi condotti garantiscono altres l'asporto dell'acqua in eccesso in ambiente.
x m x x n v A x x
a A I A I
= = = ( ) ( ) o 43 g/s
In conclusione tre quarti del carico estivo da estrarre viene scaricato al terreno,
riducendo cos la spesa di gestione a un quarto rispetto a un sistema tradizionale.
T [C] [%] x
a
[kg/kg] h [kJ /kg]
Condizione
Esterno E 34 60 0,020 88
Interno I 24 50 0,0095 48
miscelazione all'inizio del condotto
Miscela (1VE+5VI) EI 25,7 55 0,011 54
passaggio nel condotto, L =20 metri, u =30 cm
Uscita condotto N 13,8 100 0,010 39
passaggio nella batteria
Uscita batteria A 12 100 0,0092 34
miscelazione nel vano tecnico sotto il foyer
Miscela (6VA+3VI) AI 16 90
377
Acustica
Anche in questo progetto negli ambienti dove si vogliano lasciare a vista le
superfici in calcestruzzo delle pareti di contenimento importante inserire
elementi assorbenti per evitare una connotazione acustica dello spazio troppo
riflettente (spazio caverna). Di per se nel foyer hanno gi un ruolo assorbente il
grande volume sotto la piramide e l'eventuale spazio sottostante collegato tramite
le griglie d'areazione. In aggiunta si pu realizzare un controsoffitto tecnologico
dotato di pannelli assorbenti.
Il percorso dell'aria con le relative trasformazioni psicrometriche
378
PROGETTO 3 [Luciano Borello, Massimo De Salvo, Davide Ferraris]

Il progetto si pone in corrispondenza di un salto di dislivello del terreno. Questa
collocazione scelta per poter far affiorare un fronte dell'edificio in superficie.
All'esterno questo prospetto da accesso ai volumi interni, mentre alle sue spalle
una successiva serie di gradoni alzano l'impianto fino al livello del terreno
retrostante.
All'interno lo spazio si articola su diversi piani, dove i diversi ambienti si
intersecano vicendevolmente.

Difetti riscontrati
La particolare collocazione, giustificata ove si volesse realizzare la continuit tra
dislivelli in una situazione morfologica articolata, pare qui contrapporsi alle
indicazioni di progetto, svalutando i caratteri peculiari di una collocazione
ipogea. Il fabbricato risulta cos quasi per met fuori dalla linea di terra.
Questa esposizione, limitatamente protetta da un manto di terreno, si riflette
inevitabilmente sul controllo climatico, rendendo meno isolati i volumi interni.
Le scale per le uscite di sicurezza adiacenti alla sala sono elementi disarticolati
che si contrappongono alla generale compattezza dell'opera.
Non sfruttata a pieno la libert compositiva offerta dal sottosuolo, lo spazio
risulta contenuto in un semplice volume squadrato, simile a una edificazione di
superficie.

Pregi riscontrati
L'articolazione interna del volume risulta utile a rendere stimolante la percezione
dell'ambiente. Ne risulta uno spazio complesso e integrato dove i legami visuali
fra le diverse parti facilitano la comprensione del volume ipogeo (cfr. cap. 2.3.3.
Lo spazio interno).
Inoltre questa articolazione, sviluppata in piano e anche in altezza, ha permesso
di realizzare un volume compatto, senza spreco di spazio e di terreno.

379
Suggerimenti forniti

L'impianto architettonico
A1 Abbassare il piano base e estendere la presenza del terreno sulla copertura,
come manto isolante, permette di ricondurre la tipologia dell'edifico a caratteri
pi spiccatamente sotterranei.
Secondo tale ottica pu ancora apparire giustificabile la posizione "esposta" della
zona d'ingresso e di parte del ristorante, considerati spazi di transizione tra fuori e
"dentro", mentre la sala polifunzionale andrebbe realizzata completamente
interrata, per fruire dei vantaggi che il sottosuolo offre (acustica e
climatizzazione).
A2 Risulta conveniente, anche da un punto di vista economico, sostituire i tre
singoli pozzi, conteneti le scale per le uscite di sicurezza, con un percorso
parallelo alla sala, oltre la parete di contenimento.

Clima
A3 Anche in questo progetto pu risultare utile l'utilizzo di condotti interrati per
precondizionare l'aria esterna. Una posizione favorevole sotto il volume
dell'edificio ad una profondit di 7 metri ( T =13 C ) per una lunghezza di 50
metri.
Considerando un diametro di 30 centimetri si
possono ottenere i valori di temperatura
dell'aria in uscita riportati nella tabella a fianco,
in funzione della velocit di passaggio.


Acustica
A4 La realizzazione della superficie di fondo della sala multifunzionale in forma
curva garantirebbe una migliore risposta acustica in una fruizione concertistica,
oltre a rappresentare un mezzo espressivo che esalta le caratteristiche dello
ipogeo.
v [m/s] t [C]
3 16.5
5 17
8 17.6
10 18
380
PROGETTO 4 [Raffaele Balletti, Sabrina Gattiglia]

Il progetto scaturisce da una chiara organizzazione spaziale. Due grandi
ambienti, la sala multifunzionale di forma circolare e la parte di servizio con
ristorante e caffetteria di forma squadrata, sono collegati da un percorso
rettilineo.
Questa stessa organizzazione trova un esplicito riferimento alla superficie dove il
percorso si ripresenta come passeggiata, eventualmente da integrare nel contesto,
mentre con l'uso di terrapieni e di variazioni di livello sono tracciate le figure
quadrato e cerchio dei due ambienti sottostanti.
Una scalinata all'aperto porta al piano interrato dove si trovano il ristorante e la
caffetteria. La zona resa luminosa da un'ampia porzione di copertura realizzata
come lucernario. Successivamente il percorso rettilineo porta alla sala
multifunzionale, scendendo di qualche metro con un'ampia scalinata.

Pregi riscontrati
La chiarezza compositiva rende l'impianto facilmente leggibile. Il richiamo a
semplici forme geometriche, il diretto riscontro tra fuori e dentro, il graduale
passaggio dalla condizione esterna a quella interna, ... sono elementi molto
importanti nella progettazione ipogea.

Difetti riscontrati
La volont di ammettere la luce naturale all'interno dell'ambiente pone per i
progetti sotterranei un ricorrente problema di eccessivo irraggiamento, dovuto
alla disposizione delle vetrature in orizzontale e alla difficolt di posizionare
delle schermatura. Anche qui l'ampia superficie del lucernario risulta molto
sensibile al problema.
Il percorso rettilineo che congiunge i due ambienti presenta alcuni degli aspetti
negativi caratteristici degli spazi ipogei. E' privo di illuminazione naturale, ha un
elevato abbassamento di quota attraverso una lunga scalinata e non presenta
particolari caratteri di originalit atti a compensare tali carenze.


381
Suggerimenti forniti


L'impianto architettonico
Il percorso rettilineo che collega gli ambienti pubblici del ristorante e caffetteria a
quelli della sala multiuso uno spazio molto interessante: qui si esplica il
passaggio dalla situazione aperta a quella prettamente ipogea della sala culturale.
La sua progettazione deve essere sensibile, mirando a creare un trapasso
graduale, limitando i salti e le discontinuit. In quest'ottica la scala che scende di
oltre 4 metri risulta un elemento disturbante. Dal punto di vista formale realizza
un taglio troppo brusco, mentre psicologicamente pu suggerire all'utente la
difficolt alla fuga in caso di necessit. Pi indicata una rampa, che pu
facilmente avere la pendenza entro i limiti di norma (8%), considerata la
lunghezza del percorso.
Nel caso di questo percorso in pendenza consigliabile inserire alcune linee
orizzontali, elementi che quantifichino la reale inclinazione del piano e
rappresentano un orizzonte virtuale di riferimento (vedi cap. 2.3.3.2. Gli spazi
funzionali ).

Il clima
Contro l'eccessivo irraggiamento attraverso il lucernario, oltre ad utilizzare vetri
molto riflettenti, un interessante accorgimento dato dall'utilizzo di vegetazione
come filtro naturale alla luce del sole. Posizionare un reticolo sospeso, un
gazebo, su cui far crescere edera o altre piante, rappresenta un elemento molto
semplice ma che garantisce notevoli vantaggi, primo fra tutti la riduzione della
radiazione solare. Inoltre la presenza delle foglie rappresenta, alla vista di chi si
trova sotto, un elemento molto pi interessante del nudo cielo. I multipli riflessi e
il movimento al vento le caratterizzano come elementi dinamici che
arricchiscono lo spazio ipogeo.
382

La luce
Il ruolo di transizione che si voluto dare al percorso di collegamento pu essere
arricchito dalla qualit luminosa, e in particolare dalla luce naturale. Alcune
aperture realizzate sul percorso in superficie, per esempio in vetro cemento,
possono fornire elementi di interesse e di "sollievo" nella discesa verso la grande
sala. Il graduale aumento dell'altezza del percorso rende man mano meno incisiva
la componente naturale che va bilanciata con un maggiore impegno di luce
artificiale.
Il progetto illuminotecnico a cui si pensa prevede cos un apporto naturale
tramite un lucernario continuo posto al centro del soffitto e un sistema di
illuminazione artificiale con due tipologie di corpi illuminanti [figura
sottostante].



L'illuminazione naturale avviene attraverso una sezione di vetrocemento in
superficie, a cui si aggiunge all'interno una lastra vetrata in modo da realizzare
una camera d'aria utile all'isolamento termico e acustico. La presenza di questo
lungo lucernario, che ammette la luce naturale all'interno del corridoio, ha
inizialmente un ruolo psicologico, ma permette anche di ottenere buoni livelli di
illuminamento con una larghezza relativamente piccola.


P5-1, 40%
383
Per quanto riguarda i modelli artificiali un sistema di illuminazione diretta,
realizzato con lampade alogene inserite nel controsoffitto, garantisce il livello
illuminotecnico ottimale, mentre un secondo sistema, affisso al muro e rivolto
verso il soffitto, realizza una illuminazione indiretta che, nella condizione esterna
di buio, ricrea quello stato di luminanza, intenso in alto e via via minore verso il
basso, caratteristico nell'ambiente naturale [figura seguente].




M p.5-2, 40 %
384
Calcolo illuminazione naturale

I dati relativi alla sezione trasparente sono una larghezza di 60 centimetri, un
coefficiente di trasmissione complessivo del vetrocemento pi successiva lastra
semplice di t
l
=0.35 (0.4 vetrocemento x 0.9 lastra semplice), un alto coefficiente
di manutenzione di 0.7 dovuto al passaggio di persone sulla superficie, un alto
coefficiente di riflessione delle superfici interne del condotto pari a r
l
=0.9 per
ottimizzare la sua funzione (si potrebbe anche pensare di rivestire le superfici di
speciali pellicole altamente riflettenti portando il coefficiente di riflessione a un
valore prossimo a 1).
I dati relativi all'ambiente interno sono un coefficiente di riflessione di 0.9, 0.5 e
0.3 rispettivamente per soffitto (molto chiaro per permettere una buona
illuminazione indiretta), pareti laterali (caratterizzata da un colore relativamente
caldo) e pavimento.
Il programma di calcolo automatico Superlite 2.0, elaborato dal Lawrence
Berkeley Laboratory dell'universit della California, (ammettendo alcune
approssimazioni dovute alla semplificazione del modello reale) ha fornito i livelli
di illuminamento alle differenti quote del percorso e per diversi giorni dell'anno.

E
o
esterno E all'inizio percorso
(altezza soffitto 4 m)
E alla fine del percorso
(altezza soffitto 9 m)
21 giugno ore 12 20.000 lx 380 lx 210 lx
21 marzo ore 12 15.000 lx 280 lx 160 lx
21 dicembre ore 12 7.300 lx 140 lx 80 lx

Tali risultati mostrano come bastino piccole dimensioni di superfici vetrate,
quando siano disposte in orizzontale rivolte verso la volta celeste, per ottenere
valori soddisfacenti.
E' da tenere presente che il valore raccomandato per corridoi e disimpegni, pari a
100 lx, risulta basso in una condizione ipogea, per la quale si consigliano valori
non inferiori a 150-200 lx. In inverno quindi, e in generale nelle condizioni di
basso illuminamento, il ruolo naturale diviene essenzialmente psicologico e va
affiancato dal sistema artificiale.
Un interessante aspetto del lucernario che con fruizione notturna il flusso
luminoso si inverte e la luce artificiale si diffonde attraverso il vetrocemento
all'esterno, testimoniando la presenza del volume interrato e sottolineando il
carattere originale di tale collocazione.

385
Calcolo illuminazione artificiale

Per quanto riguarda l'illuminazione artificiale attraverso una serie di prove
numeriche, operate col programma di calcolo Cophos PC/LD versione 3.31 della
ditta Zumtobel, si alfine optato per i seguenti modelli:

Luce indiretta: Zumtobel SAW-AS 70W
HIT
Lampada, rotante sul proprio asse, con
sorgente alogena da 70 W ad alto
rendimento.
Questa lampada, posizionata a 60
centimetri dal soffitto altamente
riflettente (r
l
=0.9), permette di ricreare
una illuminazione diffusa sul piano di
lavoro e insieme caratterizza il soffitto con una alta luminanza.

Luce diretta: Zumtobel CLE 160 TCD
1/13W 1022. Piccola lampada con
sorgente alogena da 13 W.
Questa caratterizzata da una buona
efficienza luminosa, da un'alta resa del
colore, una alta temperatura dal colore e
insieme alla caratteristica illuminazione
per punti partecipa a rendere vivace
l'ambiente ipogeo.


Per quanto riguarda la disposizione e il numero degli apparecchi si sono fatte le
seguenti scelte.
Le sorgenti di luce indiretta sono disposte con una passo costante. Non
rilevante che l'illuminamento realizzato sul piano utile della rampa (considerato
al livello del pavimento) sia decrescente con l'aumentare dell'altezza, mentre
interessante garantire un livello di luminanza costante sul soffitto, un cielo
virtuale, ai fini di un comfort psicologico. La loro disposizione secondo due file
parallele, distanti 1 metro dalle pareti, e con un passo di 3.2 metri.
Le sorgenti di luce diretta, che devono garantire un determinato livello di
illuminamento, sono invece disposte con un passo variabile, che ne aumenta la


386
concentrazione dove la maggiore altezza ne riduce l'influenza. All'inizio della
rampa sono disposte sul soffitto con una densit di una ogni 5 m
2
, mentre alla
fine, dove l'altezza dello spazio raggiunge i 9 metri, si arriva ad avere una
sorgente ogni 2 m
2
.
I valori risultanti, riportati nella tabella successiva, possono comunque essere
variati agendo su alcuni potenziometri. E' possibile cos calibrare in situ la
situazione pi favorevole per questo ambiente ipogeo.

Situazione inizio percorso h=4 Situazione fine percorso h=9
Apparecchi Densit sor-
genti [n/m
2]

E, piano
lavoro [lx]
L, soffitto
[cd/m
2
]
Densit sor-
genti [n/m
2]

E, piano
lavoro [lx]
L, soffitto
[cd/m
2
]

Luce indiretta

0.08

172

78

idem

100

71

Luce diretta

0.2

91

6

0.5

162

10

TOTALE

-

263

84

-

262

81

La grande differenza che vi tra il numero di corpi illuminanti a luce diretta tra
le posizioni iniziale e finale deriva dalla volont di esaltare due condizioni
illuminotecniche particolari. Una all'inizio ove l'illuminamento, prevalentemente
determinato dall'apporto indiretto, ha una connotazione "soft". Alla fine invece,
dove l'illuminamento deriva principalmente dalle piccole sorgenti alogene, la
luce pi fredda a sottolineare le caratteristiche artificiali di uno spazio a oltre 10
metri di profondit.