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Corriere_04_05_2011

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MERCOLEDÌ 4 MAGGIO 2011 ANNO 136 - N.

105
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In Italia

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Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 6339 Servizio Clienti - Tel. 02 63797510

Fondato nel 1876

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Roma, Piazza Venezia 5 Tel. 06 688281

Lo speciale / 2001-2011 Vi spiego perché la sfida Il ruolo ambiguo del Pakistan ora è sul fronte della cultura l’alleato con troppi interessi
di Tony Blair a pagina 15 di Bernard-Henry Lévy a pagina 19

L’opportunità per Obama: sfruttare il prestigio a Kabul
di Robert D. Kaplan a pagina 19

La nuova ricostruzione del blitz di domenica: il capo di Al Qaeda era disarmato e una delle sue mogli è stata ferita mentre lo difendeva

«Le foto di Bin Laden? Spaventose»
La Casa Bianca teme che la diffusione riaccenda sentimenti antiamericani nel mondo islamico
DIALOGARE A TRIPOLI LA BATTAGLIA NON SI PUÒ PIÙ DIFFICILE FARE COSÌ
di ANTONIO POLITO di FRANCO VENTURINI

S

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

i può dichiarare finita la war on terror, la guerra al terrore? Sì, si può. Però solo il comandante in capo può dichiarare finita una guerra, ed è improbabile che Barack Obama lo farà. E non solo per ragioni di prudenza: è evidente che la lotta al terrorismo continuerà, che il nemico è tutt’altro che scomparso e il pericolo nient’affatto estinto. Ma la parola «guerra» vuol dire molto di più, e perciò George W. Bush la usò, e perciò la dichiarò usando un termine ben più astratto di terrorismo: terrore. La guerra al terrore, che è stato il paradigma della storia globale negli ultimi dieci anni, dall’11 settembre del 2001 al 1˚ maggio del 2011, non era solo fatta di operazioni militari su larga scala, comprendenti anche occupazione e conquista di territori.
CONTINUA A PAGINA 56

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iumi di parole sull’uccisione di Osama Bin Laden ed è giusto così, anche se, come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere di ieri, anch’io avrei preferito che l’America affermasse la superiorità dei valori occidentali catturando il capo di Al Qaeda e affrontando poi le intuibili insidie del suo processo. Poche parole sull’uccisione del figlio di Gheddafi e di tre bambini, ed è comprensibile perché da sempre una notizia più clamorosa relega le altre in seconda fila. E tuttavia, ora che sulla morte di Osama e sul futuro del terrorismo molto è già passato sotto la lente degli analisti, a me pare necessario tornare a quella notte di Tripoli. Perché dietro le bombe che hanno sventrato uno dei tanti bunker nel comprensorio dei potenti a Bab Al-Azizya si nasconde una domanda.
CONTINUA A PAGINA 9

Le immagini del corpo di Osama Bin Laden dopo l’assalto in Pakistan delle forze speciali americane che ha portato all’uccisione dello «sceicco del terrore» sono «dure, spaventose» e «potrebbero infiammare ancor più quei gruppi musulmani che considerano il leader di Al Qaeda un eroe». La Casa Bianca discute su come gestire informazioni e immagini dell’attacco al compound di Abbottabad. Intanto affiorano nuovi particolari sul blitz: Osama era disarmato e una delle sue mogli è stata ferita mentre lo difendeva.
DA PAGINA 2 A PAGINA 19

Giannelli

AP PHOTO

Il compromesso tra Pdl e Lega non cambia la missione in Libia
Il compromesso Pdl-Lega non cambia la missione in Libia. In una mozione comune, il governo si impegna a concordare l’uscita con la Nato e gli alleati. La maggioranza si ricompatta su un testo in sette punti. Pd, Idv e terzo polo sono divisi.
DA PAGINA 22 A PAGINA 24

Maria Sandra Mariani in mano ad Al Qaeda

La copertina della rivista Time per la morte di Osama sullo schermo del Nasdaq a New York

L’intelligence

La politica

L’ostaggio italiano (dimenticato)
di FRANCESCO BATTISTINI

Un’azione storica Quei segreti archiviati nel computer dello sceicco e il dilemma della prova
di GUIDO OLIMPIO
A PAGINA 3

C’

di MASSIMO GAGGI
A PAGINA 2

M. Caprara, Di Caro M. Franco, Frenda Galluzzo, Meli, Nese, Soglio

è un ostaggio italiano in mano ad Al Qaeda: Maria Sandra Mariani (foto), fiorentina, fu rapita il 2 febbraio scorso. Era nel deserto algerino.
A PAGINA 13

L’amore di una madre. L’amicizia tra due donne. Un sorprendente esordio narrativo.
Sonia Raule Vasken Berberian

I contratti potrebbero scattare a settembre Progetto per rilevare il circo dei gran premi

Piano per l’assunzione Gli Agnelli e Murdoch di 65 mila prof precari vogliono la Formula 1
di LORENZO SALVIA di ARIANNA RAVELLI

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COME SABBIA NEL VENTO romanzo

U

9 771120 498008

di MARIO SENSINI
A PAGINA 38

di CORVI e DI STEFANO
A PAGINA 33

ALLE PAGINE 64 E 65

A PAGINA 34

Ferraino, Polato

www.chanel.com

n piano, che potrebbe scattare già a settembre con l’inizio delle lezioni, per assumere 65 mila precari tra insegnanti, bidelli e segretari. Potrebbe essere questa, per la scuola, la novità più importante nel decreto per lo sviluppo che il Consiglio dei ministri discuterà domani.

Mutui a tassi Olindo e Rosa L variabili: La condanna arriva un tetto all’ergastolo per le rate è definitiva

Per i redditi bassi

Strage di Erba

a Formula 1 vicina a una svolta? Proposta congiunta di Exor, holding della famiglia Agnelli, e del gruppo News Corporation di Rupert Murdoch, il magnate australiano dei media: con altri soci vogliono rilevare il circo dei gran premi.

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Primo Piano

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

( Il dilemma Usa: mostrare quel corpo o alimentare dubbi
La fine di Bin Laden Le prove

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Si possono definire le foto come raccapriccianti: e di certo sono potenzialmente incendiarie
Jay Carney, portavoce della Casa Bianca

La Casa Bianca: «Ci stiamo ancora ragionando, sono immagini dure, è un problema di sensibilità»
DAL NOSTRO INVIATO

I precedenti
NEW YORK — Diffondere le immagini del cadavere di Osama per un principio di trasparenza e mettere a tacere gli scettici o evitare di rendere pubblico lo scatto raccapricciante — il cranio squarciato sopra l’occhio sinistro, sangue e materia grigia sul volto — che potrebbe infiammare ancor più quei gruppi musulmani che considerano il fondatore di Al Qaeda un eroe? Offrire una prova visiva che qualcuno contesterà comunque ma rappresenta un punto fermo o preoccuparsi della sensibilità delle famiglie americane che stamattina potrebbero trovarsi a far colazione coi loro bambini davanti a un’immagine — sui giornali e in tv — che è un pugno nello stomaco? Eliminato Bin Laden, ieri alla Casa Bianca si è discusso a lungo di come gestire le informazioni e, soprattutto, le immagini, dell’attacco al «compound» di Abbottabad. Di prima mattina John Brennan, l’esperto di terrorismo nel Consiglio per la sicurezza nazionale di Obama, ha spiegato su tutte le reti televisive che gli uomini del presidente stavano soppesando i pro e i contro della pubblicazione delle immagini. Poco dopo alcune fonti ufficiali anonime annunciavano l’imminente diffusione di alcune foto. Qualche ora dopo la correzione di rotta del portavoce di Obama, Jay Carney: «Ci stiamo ancora ragionando, sono immagini dure, ci sono problemi di sensibilità». Comprensibile, viviamo in un’era di comunicazione vorticosa, di immagini, con le riprese video che, grazie agli «smartphone», sono arrivate ormai ovunque. E l’attacco dei Navy Seals è stato filmato in tutti i dettagli, dall’atterraggio nel cortile della villa che ospitava Osama alla cerimonia funebre sul ponte della portaerei Carl Vinson e alla sepoltura nel Mar Arabico. Non è facile decidere cosa pubblicare e cosa no: ci sono regole da rispettare, ma anche calcoli di opportunità. Si cerca di misurare l’impatto di un’immagine troppo «forte», ma vanno considerate anche le conseguenze di un atteggiamento che rischia di essere considerato reticente. L’era digitale della comunicazione vorticosa trasforma facilmente in incendi le scintille dei teorici del complotto che contestano anche i fatti oggettivamente dimostrati. Un circuito che si è messo in moto — e a una velocità stupefacente — anche stavolta: migliaia

I cameraman chiamati a filmare i cadaveri di Uday e Qussay

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Tre cameraman riprendono i cadaveri di Uday e Qussay, i figli di Saddam Hussein, uccisi dalle forze speciali americane nel corso di una sanguinosa battaglia il 22 luglio 2003. Uday e Qussay si nascondevano in una villa a Mosul, nel Nord dell’Iraq. Gli americani, arrivati in forze dopo una «soffiata», avevano risposto al fuoco dei figli di Saddam. Poi la decisione di mostrarne i cadaveri, per convincere gli iracheni della loro morte

Dopo la grande caccia Al Zarqawi finisce nella rete

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Un soldato americano mostra il volto di Abu Musab al Zarqawi, il capo di Al Qaeda in Iraq, uomo di Bin Laden responsabile dei più sanguinosi attentati nel Paese controllato dagli americani. Giordano di origine palestinese, viene individuato e ucciso con un blitz aereo e terrestre il 7 giugno 2006 in una casa nelle campagne vicino a Baquba. Per evitare speculazioni sulla sua morte, le foto del cadavere sono state mostrate alla stampa

di messaggi su Twitter — 3.440 al secondo — sono stati scambiati negli Usa prima ancora che Obama annunciasse dalla Casa Bianca l’uccisione dello «sceicco del terrore». A parte il pachistano che qualche ora prima aveva filmato col suo telefonino, e trasferito in rete, lo strano traffico di elicotteri e le prime esplosioni, la notizia della morte di Osama aveva cominciato a circolare un’ora prima del discorso presidenziale, mezz’ora prima delle prime conferme in tv: tutto è cominciato alle dieci e mezzo di domenica sera quando Keith Urbahan, l’ex capo di gabinetto di Donald Rumsfeld, il primo ministro della Difesa di Bush, aveva digitato su Twitter l’indiscrezione che aveva appena raccolto. Negli stessi minuti anche le reti televisive Usa ricevevano la stessa indiscrezione in forma dubitativa ma, scottate da infortuni precedenti, hanno aspettato per una ventina di minuti le verifiche del caso, prima di diffondere la notizia. Intanto in rete rimbalzavano già i commenti nel circuito dei blog e delle reti sociali, da Twitter a Facebook. Quando, alle 11.35 della notte, Obama ha fatto il suo annuncio all’America e al mondo, in rete si erano già messi al lavoro i teorici del complotto, certi della falsità di una notizia che doveva ancora essere data. Sono immagini storiche, come quelle dell’esecuzione di Saddam Hussein o dei campi di concentramento nazisti. E’ probabile che prima o poi vengano fuori. Ieri alla Casa Bianca davano abbastanza per scontato il rilascio delle immagini della portaerei. Probabilmente anche alcuni scatti dell’attacco finiranno prima o poi sui media «mainstream» o, nell’era di Wikileaks, su qualche sito Internet. Ma sul volto devastato di Osama ieri c’erano ancora molti dubbi: il volto di Saddam era stato ricomposto prima di fotografarlo. Con Bin Laden non è stato possibile fare la stessa cosa. Modificare l’immagine elettronicamente significherebbe alimentare le voci di chi già grida al falso. Si tratta di decidere se pubblicare in tutta la sua infinita crudezza quella che è destinata a diventare l’immagine dell’era moderna più osservata al mondo.

La casa
Un bambino raccoglie «souvenir» del blitz nel prato antistante la casa dove Osama Bin Laden ha vissuto per 5 anni (Reuters/Akhtar Soomro)

Dal video alle complicità I punti ancora da chiarire

Le prove visibili
Mostrare o no le foto del cadavere di Osama e il video della sepoltura in mare: da giorni la Casa Bianca valuta questa alternativa. Le immagini («raccapriccianti») possono scatenare reazioni tra i musulmani. D’altra parte c’è chi, come i talebani, mette in dubbio la morte per mancanza di prove

L’intervista Scott Turow, autore di «Presunto innocente»

«La sua immagine era ovunque Anche negli incubi di noi americani»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

25
milioni di copie vendute nel mondo degli otto romanzi di Scott Turow, dai quali sono ricavati anche quattro film

Massimo Gaggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

NEW YORK — Dopo averne viste — e scritte — di tutti i colori, persino il padre del thriller a sfondo giudiziario Scott Turow confessa di essere rimasto «letteralmente di stucco» all’annuncio della morte di Osama Bin Laden. «Domenica sera sono andato a letto presto, così ho appreso la notizia la mattina successiva dal Chicago Tribune», racconta il 62enne scrittore e avvocato penalista

statunitense, autore di bestseller quali Presunto innocente e Prova d’appello. «Sono corso su per le scale e ho mostrato la prima pagina del giornale alla mia fidanzata che stava uscendo dalla doccia. Siamo rimasti a guardarci sbigottiti per qualche minuto, quasi incapaci di commentare». Che cosa significa la scomparsa di Bin Laden per l’immaginario collettivo del Paese? «Il risveglio da un incubo e il crollo di una soglia psicologica.

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Primo Piano

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Non ci sono prove della morte di Bin Laden
Zabiullah Mujahid, portavoce Talebani dell’Afghanistan

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Vorremmo sapere il preciso svolgimento dei fatti legati all’uccisione di Osama
Navi Pillay, Alto commissario diritti umani

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Dopo Bin Laden vogliamo eliminare Al Qaeda
John Brennan, capo dell’Antiterrorismo della Casa Bianca

40
i minuti del blitz con il quale i Seals (le forze speciali della Marina americana) hanno preso il controllo della villa-fortino dove era nascosto Osama

Il colpo L’archivio di Al Qaeda

2
Le immagini del cadavere di Osama Bin Laden risultate poi false: la prima è un fotomontaggio che risale al 2006

Una miniera di segreti nel computer di Osama
I maghi dei pc a caccia di nuovi dati

Proteste Palestinesi a Gaza manifestano contro l’uccisione di Bin Laden in Pakistan (Othman / Apaimages)

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i proiettili con cui è stato ucciso Osama a bruciapelo. Dopo un colpo sopra l’occhio sinistro, gli incursori gli hanno sparato al petto per assicurarsi della sua morte

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Perché ucciderlo?
Perché non l’hanno catturato per poi processarlo? Ha reagito al blitz, come riportato in un primo tempo, e per questo è stato ucciso? Dall’Amministrazione ora filtra un’altra tesi: Bin Laden non sarebbe stato armato quando è stato ucciso nella sua camera da letto

Il ruolo dei pachistani
Per gli Usa gli interrogativi politici riguardano l’incerto alleato pachistano. Osama era nascosto in una città a poca distanza da un’Accademia militare. E’ stato protetto da spezzoni del governo? Il Congresso Usa sta valutando se tagliare gli aiuti economici a Islamabad

i computer portatili ritrovati nella casa-rifugio di Osama. Tra il materiale portato via dai commando Usa anche un centinaio tra cd e dvd

WASHINGTON — Osama, nella sua comoda residenza, non aveva la connessione Internet ma possedeva un computer. I commandos americani lo hanno trovato e ora i «maghi» sono al lavoro per tirare fuori tutte le informazioni che può nascondere. E’ una miniera dove al fondo del tunnel può esserci la pepita d’oro. E sono in tanti a scavarci. I tecnici della Cia a Langley in Virginia e probabilmente gli esperti di codici della Nsa nel caso che il computer sia «protetto». Ma c’è anche dell’altro su cui lavorare: 4 portatili, chiavette di memoria, 100 tra cd e dvd, documentazione. File che possono con-

Il tesoro Nel bunker 4 portatili, chiavette di memoria, 100 tra cd e dvd: forse il suo archivio personale
tenere l’archivio personale di Osama. Se le carte digitali «parleranno», la Cia spera di arrivare ad altri personaggi o magari scoprire quanto c’è ancora di ignoto – ed è tanto – su Al Qaeda. Magari sui rapporti tra gli estremisti e i loro complici, sulla rete di finanziamento, sui progetti futuri, anche se Osama non si interessava dei dettagli delle operazioni. In teoria, un maniaco della sicurezza come Bin Laden avrebbe dovuto fare a meno del computer. Non era uno sprovveduto, sapeva dei rischi. Ma per un qaedista il laptop spesso è più utile del mitra. Un suo amico dell’epoca dell’Afghanistan ha ricordato come Bin Laden avesse creato, attorno al ’98, un ufficio media pieno di pc. Una novità. E con il passare del tempo, il binomio computer-Internet si è tramutato nel principale strumento di propaganda dell’organizzazione. Negli anni della clandestinità il Califfo ha potuto restare sulla scena soltanto grazie al web. Osama non è comunque il primo capo qaedista che lascia nelle mani dell’intelligence un portatile. Nell’inverno del 2001, gli inviati del Wall Street Journal trovano un vecchio computer a Kabul: nella memoria c’è un archivio gigantesco,

Negli ultimi dieci anni il volto barbuto di Bin Laden e i suoi sproloqui nei messaggi audio avevano acquisito una macabra ubiquità, da Internet alla tv e dalla radio ai social network. Una sorta di fami-

fattore viene sempre catturato e impiccato dalle autorità». Il presidente Obama è lo sceriffo dell’era moderna che è riuscito a mettere in fuga i fuorilegge? «Nessuno s’illude che il pericolo Scrittore di successo sia stato estirpato Scott Turow, avvocato laureato anche se la lezione a Harvard, 62 anni, dell’America resta: è autore di otto gialli bestseller non è possibile per un totale di 25 milioni comportarsi da cridi copie vendute nel mondo minale senza prima o poi pagare con la liarità imposta agli Stati Uniti, un propria vita. Molta gente in AmePaese dove la gente conosceva la rica, me incluso, era meravigliata faccia del leader di Al Qaeda più dallo spettacolo di Bin Laden, che di quella del vicino di casa». per anni ha spedito ragazzi e raL’impatto della sua morte è gazze a morire per la causa mendunque soprattutto psicologi- tre lui viveva da nababbo, imboco? «Oltre a dare una fortissima spinta politica al presidente Obama, la morte di Bin Laden rilancia l’inclinazione arrogante dell’AmeFinisce il paradosso: rica a credere nella propria superiorità. A torto o ragione, gli Stati la gente conosceva Uniti basano da sempre la pro- la faccia del leader pria identità su un semplice concetto ereditato dal Far West secon- di Al Qaeda meglio do cui "puoi scappare ma non di quella del vicino di casa puoi nasconderti". Alla fine il mal-

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scato tra i fasti di una villa, non certo tra le caverne gelide dell’Afghanistan». Eppure si sapeva già che Bin Laden era molto ricco. «Certo, però è stata l'America a far scoprire al mondo il bluff di Bin Laden, costretto anch’egli a pagare lo stesso prezzo estremo dei suoi seguaci. È stato svergognato per quello che era: un ipocrita che ha spedito migliaia di giovani al macello scegliendo per se stesso una vita ben diversa». È stupito che la sua morte in America sia stata salutata da un coro pressoché unanime di plauso? «No. Anche negli ambienti giudiziari più rigorosi nessuno ha sollevato obiezioni relative alla certezza del diritto. Io stesso sono contrario alla pena capitale ma non certo in questo caso». Qualcuno ha paragonato Bin Laden a Hitler. «Il parallelo è inconfutabile. Era dal 1812, con l’invasione delle truppe britanniche, che l’America non veniva attaccata sul proprio territorio. L’11 settembre è stato un affronto enorme all’America perché ha violato il nostro

senso d’invulnerabilità entro i confini patri. Per una nazione che non ha ancora dimenticato Pearl Harbor (l’attacco giapponese del 1941 che determinò l’entrata in guerra degli Usa, ndr) l’attacco di Osama è stato uno shock immenso». Dove va adesso l’America? «Il presidente Obama ne esce rafforzato perché ha dimostrato di non essere un codardo e di essere capace di prendere decisioni difficili, che neppure il suo predecessore George W. Bush era riuscito a prendere». L’America oggi ha fiducia nella propria capacità di debellare per sempre Al Qaeda? «Se siamo riusciti a eliminare Bin Laden, è logico presumere che anche gli altri leader di Al Qaeda presto cadranno come birilli. Gli esperti sono concordi nel ritenere che Al Zawahiri è il prossimo della lista. Ma ciò che è successo in Pakistan ha avuto un effetto domino anche sull’immagine dell’America nel mondo. C’è un nuovo senso di fiducia nei confronti della superpotenza».

con scambi di email, scenari, nomi della rete terroristica. Ci sono, ad esempio, i report scritti da Richard Reid, il terrorista con le scarpe-bomba, durante un suo lungo viaggio dall’Europa al Medio Oriente. E’ partendo da quella traccia che il giornalista Daniel Pearl inizia una coraggiosa inchiesta che si chiude con il suo assassinio in Pakistan. Se riavvolgiamo il film del terrore e torniamo al 6 gennaio 1995 troviamo un caso clamoroso. Ramzi Youssef, responsabile del primo attacco alle Torri Gemelle, è costretto a scappare dal suo covo a Manila e lascia dietro di sé un computer. La polizia vi trova i dettagli del «piano Bojinka», un complotto per distruggere 12 jet in volo verso gli Stati Uniti. Per qualcuno è la bozza dell’11 Settembre. Suo zio, Khaled Sheikh Mohammed, non è meno imprudente. Dopo l’arresto nel 2003, la Cia ha accesso al suo laptop. Negli atti di incriminazione redatti a Guantánamo c’è la lista, parziale, del contenuto: informazioni sul commando dell’11 Settembre; biografie degli attentatori; certificato di volo di Mohammed Atta; tre lettere di Bin Laden; trascrizioni di una chat di uno dei kamikaze dell’attacco all’America; sintesi di un manuale per

Sicurezza Il capo di Al Qaeda era un maniaco di sicurezza, ma non c’è sistema che non possa essere violato
l’addestramento e la creazione di una cellula; carte sull’assistenza alle famiglie dei qaedisti; lettera di minacce inviata agli Emirati Arabi; una lista di militanti feriti o uccisi. Con il tempo, i terroristi si sono dotati di sistemi criptati più sofisticati. Casseforti elettroniche per custodire i segreti. Sarebbe strano che Osama e i suoi seguaci non lo avessero fatto. Ma non c’è scudo che non possa essere perforato. E’ solo una questione di tempo e risorse. A Washington non mancano.

Alessandra Farkas
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Guido Olimpio
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Primo Piano

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La fine di Bin Laden Il blitz

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Non sapevamo del blitz, esprimiamo preoccupazione e riserve per il modo in cui il governo Usa ha condotto l’operazione
Il ministero degli Esteri pachistano

«Ha resistito, ma non era armato»
La Casa Bianca corregge la ricostruzione del blitz. Si è combattuto stanza per stanza
WASHINGTON — Geronimo, quello vero, si arrese al Canyon nello Scheletro. Geronimo-Osama non lo ha fatto e pur disarmato «ha resistito». Per questo lo hanno ucciso. E solo in quel momento Barack Obama ha pronunciato una frase che era un epitaffio: «Lo abbiamo preso». Una nuova ricostruzione che ha corretto quella iniziale e spinto qualcuno a chiedersi «quante verità ci sono». L’indagine Per l’intelligence se Bin Laden è caduto nella rete lo si deve a un lungo lavoro investigativo. Un modo per sottolineare la continuità con il passato e riconoscere gli sforzi di chi in questi anni è stato spesso sotto attacco. Ecco perché la storia riparte dal 2002. Un anno dove l’intelligence si è tolta i guanti. Ci sono Guantánamo, le prigioni segrete, la tortura. Tutto vale. Tra gli arrestati c’è chi parla di un corriere di fiducia di Osama. Un dato cruciale seguito dalle informazioni di Khaled Sheikh Mohammed e Abu Faraj Al Libi finiti nelle mani degli americani. I due conoscono solo il nomignolo e null’altro. È poco. Tre anni dopo, la Cia lancia l’Operazione Cannonball. Con i rinforzi è possibili aumentare il lavoro di «rastrello». Dragano brandelli di informazioni, soffiate leggere e «cose buone». Arrivano così al nome della famiglia del corriere. Al lavoro di humint — le spie in carne e ossa — si aggiunge quello elettroni-

Le squadre In azione due squadre di 24 uomini. Una ventina le persone catturate. La prima reazione di Obama: «Ce l’abbiamo»
co. Intercettazioni, satelliti spia, controllo delle email. Alla fine gli 007 scoprono l’identità completa. Quel nome resta una pista promettente fino al luglio 2010. Secondo la versione ufficiale un informatore avvista il corriere a bordo di una Suzuki bianca a Peshawar, Pakistan. Lo riagganciano e arrivano alla fine di una strada sterrata ad Abbottabad, dove c’è la misteriosa palazzina. Sul sito scatta una sorveglianza continua. Gli abitanti del complesso sono benestanti e riservati. Non invitano mai nessuno e se i bambini del vicinato lanciano il pallone nel cortile invece che farli entrare gli danno i soldi perché ne comprino uno nuovo. L’intelligence insiste perché nel frattempo un terrorista, Ahmed Siddiqui, catturato in luglio segnala la possibile presenza di Bin Laden ad Abbottabad. La Casa Bianca è informata. La decisione Nel team governativo si discute. Il direttore della Cia, Leon Panetta, preme per agire. Altri frenano, temendo rovesci. Il 14 marzo, gli 007 sono quasi certi che dentro al compound ci sia Osama. Il 22 marzo il presidente esamina tre piani di intervento: raid elitrasportato, attacco con un bombardiere B2, azione congiunta con i pakistani. Tra generali e consiglieri non c’è l’unanimità. Il 28 aprile nuovo meeting. Sedici ore dopo, Obama convoca i suoi e senza perdere tempo dice: «Andiamo». L’operazione La missione spetta ai Navy Seals. Un team si addestra a Coronado, il secondo vicino a Virginia Beach: hanno ricostruito un edificio identico a quello dove abita Osama. Ma non sanno quale sarà l’obiettivo. I quattro elicotteri — più altri velivoli in appoggio — arrivano nella notte su Abbottabad. La versione ufficiale continua a sostenere che sono partiti dall’Afghanistan (Jalalabad), voci

Il nome in codice

Geronimo, l’urlo dei parà

alternative parlano invece di base pachistana. I DevGru, i commandos che operano insieme alla Cia, scendono sull’edificio. Due squadre d’assalto — 24 uomini — più altri militari che creano un perimetro di sicurezza. In tutto 79 uomini. Una volta

Le esercitazioni I due team si sono addestrati in America: è stato ricostruito un edificio identico a quello di Abbottabad

dentro devono distinguere buoni da cattivi. Al primo piano abita una famiglia e una seconda vive in una casetta vicina. Gli «HVT», i bersagli ad alto valore, dovrebbero trovarsi al secondo e terzo piano. I commandos salgono le scale ed è battaglia: i due corrieri sono falciati al secondo piano, una donna muore nel tiro incrociato. Poi i Seals arrivano al terzo, il nascondiglio di Geronimo. Lunedì avevano raccontato che si era fatto scudo della moglie. Contrordine: Osama non è armato ma si oppone ai «cacciatori». La risposta arriva con due proiettili. Il primo lo rag-

giunge sopra l’occhio sinistro devastando il cranio. Il secondo centra il petto. La moglie «cerca di aggredire» un soldato e le sparano in una gamba: si chiama Amal, 29 anni, ed era un «dono» di una famiglia yemenita. È ucciso, invece, Hamza, uno dei figli di Bin Laden. Un’altra figlia del terrorista, appena dodicenne, è testimone della battaglia. Per i pachistani «ha visto tutto». I commandos procedono all’identificazione di Osama con una speciale macchinetta che permette il riconoscimento facciale. È il momento atteso da un decennio. Inviano un messaggio alla si-

«Geronimo è stato ucciso». Il nome del leggendario capo Apache è stato usato per indicare Bin Laden durante il blitz che ha portato alla sua morte. Perché proprio Geronimo? Probabilmente perché è il grido liberatorio usato dai paracadutisti statunitensi durante i loro lanci.

tuation room: «Geronimo E-KIA». «Geronimo, nemico ucciso in azione». Prima di andarsene si impadroniscono di computer e altro materiale. Finisce tutto in uno zaino. Poi legano i civili sorpresi nella palazzina e la famiglia di Osama. Più di venti persone, compresi molti bambini. I commandos sono all’esterno. Distruggono uno dei loro elicotteri — bloccato da un’avaria — e ripartono. Sono trascorsi 40 minuti. L’Operazione Geronimo è finita. Non la storia che la racconta.

Guido Olimpio
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Primo Piano

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

La fine di Bin Laden La famiglia

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Credo che occorra limitare gli aiuti a un Paese come il Pakistan che fa il doppio gioco
Susan Collins, senatrice Usa repubblicana

Figli

DAL NOSTRO INVIATO

BEIRUT — La cucina era all’aperto, accostata al muro di cinta, con due pietre a delimitare il fuoco di legna. Per preparare il pasto all’Emiro di Al Qaeda, le sue donne, mogli, figlie o domestiche, dovevano stare accovacciate maneggiando le pentole annerite sulla fiamma viva. Osama Bin Laden non viveva in una caverna, ma neppure nel lusso come noi lo intendiamo. Quasi una volta alla settimana a casa Bin Laden arrivava la carne sotto forma di una pecora viva. La pecora veniva sgozzata secondo le prescrizioni coraniche, ringraziando Allah, lo sguardo rivolto alla Mecca, e lasciata frollare all’aria fresca di Abbottabad. Nel cortile scorrazzavano galline e, dicono alcune testimonianze, nove bambini dai 2 ai nove anni che crescevano chiusi nel fortino senza né giocare con i vicini di casa né andare a scuola. I rifiuti erano accatastati in mucchio sotto la finestra e di tanto in tanto bruciati assieme ai giornali consegnati ogni mattina alla porta. Nel suo ultimo rifugio Osama Bin Laden aveva con sé almeno una moglie, la sua quarta, la yemenita Amal al Ahmed Sadah. Ovviamente la più giovane dell’harem, sotto i trent’anni. E un figlio, probabilmente Hamza, il minore dei 18 conosciuti. Considerato il principe ereditario di Al Qaeda, dovrebbe avere attorno ai 25 anni. Il ragazzo è stato ucciso nel raid. Era tra i sospetti per l’assassinio di Benazir Bhutto, l’ex premier pachistano. Era nato e cresciuto da terrorista, seguendo papà dal Sudan all’Afghanistan al Pakistan, sempre circondato da guerriglieri armati e pronti a morire agli ordini del padre. La moglie sembrerebbe solo ferita a una gamba e ora in custodia pachistana. Entrambi sono rimasti accanto a Osama nel raid. La palazzina era abitata da un’altra mezza dozzina di adulti più i bimbi. «Due famiglie» ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ieri sera, e frequentata da alcune donne della città pagate per aiutare nella dura routine casalinga senza gli strumenti moderni: dalla cucina a gas, allo scaldabagno, alla lavatrice, al frigorifero, ai cibi pronti. Al primo piano, sotto Osama, stavano quei portaordini che, senza accorgersene, hanno condotto la Cia al covo del capo. A pian terreno viveva la famiglia di uno dei fratelli pachistani che figuravano come proprietari del complesso. L’altro con moglie e figli occupava un edificio adiacente all’interno delle stesse mura. Nelle sue case, sempre le donne vivevano separate dai ma-

Omar 31 anni, aveva tagliato da tempo i rapporti con il padre: sposato con una donna inglese maggiore di quasi 25 anni, è il quarto dei numerosi figli del capo di Al Qaeda (le stime vanno da 16 a 24). La madre Najiwa, prima moglie di Osama e sua cugina, ha lasciato il marito. Con sei figli è fuggita in Iran prima dell’11 settembre 2001. Bin Laden in 57 anni di vita si è sposato cinque volte (due divorzi) Uccisi Osama con il figlio Hamza negli anni 90: l’ultimogenito di Bin Laden è stato ucciso con il padre nel blitz di domenica. Aveva 20 anni

L’erede, la moglie giovane, i bimbi Inseparabili nell’ultimo bunker
I piccoli crescevano rinchiusi nel fortino senza andare a scuola
schi per poi riunirsi ai mariti soltanto nelle camere da letto. Abbottabad non faceva eccezione. Nella sua vita da capo terrorista, Bin Laden non ha mai rinunciato alla famiglia. Come molti combattenti arabi in Afghanistan anche Osama teneva nelle retrovie mogli e figli e all’occasione non dimenticava quelli che considerava i suoi doveri di educatore. Osama dovrebbe avere tra i 18 e i 24 figli. Forse qualcuno dei bambini rimasti illesi nella sparatoria è un Bin Laden. In Growing up Bin Laden, crescere da Bin Laden, il libro di memorie di Najiwa, la prima moglie, si legge del giorno in cui il marito radunò i figli maschi. «C’è un foglio appeso in moschea — disse — chi si candida a diventare martire della Guerra santa come bomba umana può andare a firmarlo». Da ragazzi obbedienti tutti misero il nome nella lista. Oggi Najiwa vive in Siria, in pace, con uno dei figli, Omar. Altre lezioni paterne comprendevano notti nel deserto sudanese, stesi in una buca a forgiare il coraggio a contatto con scorpioni e serpenti; il tiro a segno su scimmiette da compagnia, gli esperimenti con il gas velenoso sui cani di casa e, ovviamente, la frequentazione di jihadisti reduci da agguati, massacri, combattimenti, attentati. Nonostante l’infanzia randagia e violenta non tutti gli eredi di Osama hanno seguito le orme paterne. Abdallah, il maggiore, dirige una società pubblicitaria in Arabia Saudita. Anche se è guardato con sospetto è la guida di altri 4 incensurati fratelli Bin Laden in Arabia. Omar e due altri sono in Siria con la madre Najiwa. Un buon gruppo è agli arresti domiciliari a Teheran: Saad, Othman, Mohammad, Bakr, Fatima, 11 nipoti e Khairiya, la seconda moglie di Osama. Molti altri, invece, sono riusciti meglio secondo gli standard paterni. Saad, il numero tre della serie, si dice fosse coinvolto in attentati in Marocco, Tunisia e Arabia, ma sarebbe stato ucciso da un missile Usa in Pakistan. Il numero sei, Mohammed, aveva sposato la figlia di un jihadista ed è morto combattendo in Afghanistan. Delle femmine si sa ancora meno. Adolescenti sarebbero andate in sposa a terroristi di mezzo mondo. Alcuni analisti sostengono che Al Qaeda riuscirà ad avere un futuro se un Bin Laden si farà avanti a prendere il posto del padre. È probabile che quello di Abbottabad non fosse l’unico rifugio e che lo sceicco del terrore si spostasse dove magari lo aspettava la terza moglie con altri figli maschi in cammino sulla via della Guerra Santa. Osama è morto. Ma altri Bin Laden potrebbero voler continuare la sua storia nera.
Mohammed Aveva 15 anni nel febbraio 2001 quando si sposò a Kandahar, in Afghanistan, alla presenza del padre e del suocero Mohammed Atef (uno dei capi di Al Qaeda poi ucciso dai bombardamenti americani). Questa foto risale al giorno delle nozze: alla festa fu invitata la tv araba Al Jazeera. Un’altra epoca: l’11 settembre avrebbe cambiato tutto. Mohammed scappò in Iran con la madre Najiwa, siriana

Lezioni di coraggio Altre lezioni paterne comprendevano notti nel deserto sudanese, stesi in una buca a contatto con scorpioni e serpenti

Andrea Nicastro
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L’intelligence Usa

«Pakistan tenuto all’oscuro per non scoprire il blitz»
Gli 007 locali coltivano i terroristi come arma nella guerra contro l’India
WASHINGTON — Un balbettio di dichiarazioni che nasconde l’inconfessabile. Il presidente pachistano Zardari assicura che il suo governo era all’oscuro dell’«operazione Geronimo» e che non ha fornito basi o appoggi. Anzi ha protestato per la violazione dello spazio aereo. La Cia rivela di non aver informato il fragile alleato perché temeva potesse avvisare il «bersaglio». La Casa Bianca concede che «non c’è la prova» che i pachistani sapessero della presenza di Bin Laden ad Abbottabad. Sulla stampa, però, escono articoli che parlano di «indagini» sul comportamento di Islamabad e il Congresso minaccia di tagliare gli aiuti miliardari. Sono inquieti anche altri governi occidentali. I pachistani replicano: abbiamo condiviso con la Cia dal 2009 le informazioni su quell’edificio, se avessimo saputo che c’era Bin Laden lo avremmo arrestato. Nello stesso tempo Syed Shahzad, giornalista bene informato, afferma che gli elicotteri Usa sono partiti dalla base di Tarbella Ghazi, vicino alla capitale, e le autorità erano al corrente di un’operazione delle unità speciali. Ma non sapevano quale fosse l’obiettivo. Spiegazioni che alimentano la tesi di chi pensa a un gioco delle parti, con Islamabad che «sapeva» e vuole nascondere un accordo con gli Usa. Mezze verità e mezze bugie che accompagnano da tempo i difficili rapporti tra Stati Uniti e Pakistan. Relazioni fattesi tempestose per un caso di spionaggio che ha avuto per protagonista un agente della Cia, Robert Davis. Lo 007 ha ucciso due uomini che lo seguivano pensando che volessero aggredirlo. Non erano banditi: si trattava di due agenti dell’Isi, il servizio pachistano. Davis è finito in prigione ed è stato rilasciato dopo che la Cia ha risarcito i familiari. Il risvolto interessante è che la spia americana stava indagando sui rapporti tra i pachistani e il gruppo Lashkar E Taiba, coinvolto negli attacchi agli hotel di Mumbai. Un seguito di quanto emerso in un’inchiesta esplosiva, quella che ha coinvolto Ilyas Kashmiri, capo dell’Armata fantasma, e un terrorista di origine pachistana ma cresciuto negli Usa, David Headley. Dalle carte dell’inchiesta — che abbiamo potuto leggere — emerge la connessione tra Headley e ufficiali, in servizio o in pensione, dell’Isi. Le sue stano. Il mullah Omar svernerebbe a Quetta. E non sono solo ipotesi. Lo prova la lunga lista di terroristi catturati o uccisi in Pakistan. Se le autorità usano questi arresti come la prova del loro impegno contro l’estremismo, per gli americani è il segnale che si trovano a loro agio. Esattamente come Osama, che frequentava la residenza di Abbottabad da 5-6 anni. L’Isi mantiene il link con i terroristi come carta nel conflitto con l’India, questione prioritaria per Islamabad. All’opposto Washington non risparmia pressioni sull’alleato perché metta fine al patto con il diavolo. Una resistenza superata, in parte, dagli Usa con le incursioni dei droni impegnati nell’eliminazione dei militanti nell’area pachistana. Di nuovo tutto avvolto dall’ambiguità. Islamabad è contraria, però ha lasciato fare. Almeno fino a pochi giorni fa. L’esito non è incoraggiante. La Casa Bianca è sospettosa e il generale Kyani, capo dell’esercito pachistano, con la passione per la poesia e il golf, non ha nascosto quello che pensa: «Il problema è che non mi fido di voi».
Saad Sulle orme del padre: nato nel 1979, Saad è accanto a Osama durante gli anni in cui è ospite del regime sudanese. Lo segue in Afghanistan. È il figlio maggiore e ha presto ruoli operativi in Al Qaeda. È tra gli organizzatori dell’attentato a una sinagoga in Tunisia che fa 19 morti nel 2002. Nel 2009 sarebbe stato ucciso da un drone Usa mentre si trovava su un veicolo nelle aree tribali in Pakistan

L’ultimo scontro Relazioni tempestose dopo che uno 007 americano ha ucciso due agenti di Islamabad, scambiati per aggressori
dichiarazioni raccontano di come in certe zone del Pakistan convivano senza problemi terroristi, militanti, ufficiali e agenti segreti. È una «bolla» all’interno della quale i rapporti non sono netti. Esistono complicità e connivenze. Alcune di lunga durata, altre temporanee e tattiche. Coperture che hanno permesso ai capi talebani di vivere indisturbati sul territorio pachi-

Il ciclista Un venditore di giornali pachistano, a Karachi, con la prima pagina che annuncia la morte di Osama Bin Laden (Epa)

Guido Olimpio
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La fine di Bin Laden L’America

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La posizione del Pakistan rispetto alla questione di Osama Bin Laden manca di chiarezza
Alain Juppé, ministro degli Esteri francese

Obama «presidente ritrovato» dai repubblicani
Gli avversari lo hanno a lungo accusato di essere inesperto e indeciso Ora elogiano il «comandante in capo». Lui rilancia: restiamo uniti
DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK — «Nulla è impossibile per l’America quando è unita», continua a ripetere Obama dal momento in cui ha condotto a termine con successo l’operazione con la quale è stato eliminato Osama Bin Laden. Una rivendicazione e un auspicio al quale i repubblicani, per ora, hanno risposto con gli elogi di Bush e dei suoi collaboratori alla Casa Bianca, da Dick Cheney a Condoleezza Rice. Un riconoscimento senza riserve per come il presidente democratico ha gestito la più importante e difficile missione antiterrorismo della storia americana. E l’altra sera, alla cena coi leader del Congresso, Obama ha ricevuto un’insolita «standing ovation» assolutamente bipartisan. Un clima di concordia nazionale che certamente non è destinato a durare, visto che l’America sta per entrare nel clima della campagna elettorale per le presidenziali 2012. Ma il presidente domenica notte ha certamente spezzato un incantesimo. A lungo accusato dalla destra di essere inesperto e indeciso, considerato in fondo poco adatto al ruolo anche da molti democratici — ricordate lo spot elettorale per le primarie del 2008 nel quale Hillary Clinton chiedeva agli americani

Memoriale Bandiere americane sul luogo della caduta del volo 93, in Pennsylvania, l’11 settembre 2001

quali fosse il leader più adatto ad affrontare una crisi internazionale improvvisa, scoppiata alle tre di notte? —, Barack Obama ha definitivamente dimostrato di essere un «commander in chief» duro e determinato, quando è in ballo la sicurezza del Paese. Il presidente ha già autorizzato centinaia di bombardamenti dei droni della Cia contro obiettivi terrori-

stici in Pakistan e domenica ha dato prova di grande audacia scegliendo l’incursione dei Seals anziché il bombardamento della villa nella quale si nascondeva lo «sceicco del terrore». Adesso gli americani sanno che, se scoppia una crisi alle tre di notte, possono fidarsi di lui. Obama è riuscito per ora a dare maggiore spessore alla sua «leadership», ma forse i fatti di questi gior-

ni gli consentiranno anche di ridimensionare il clima di astioso conflitto politico che, dalla sanità e dalle misure per l’economia, si era esteso ovunque, anche ai temi più delicati della politica estera. Sembrava ormai che anche la sicurezza nazionale, un terreno nel quale i partiti Usa hanno sempre cercato di mantenere un sostanziale consenso bipartisan, riservando il fuoco del-

le polemiche più abrasive alle altre questioni, fosse ormai preda dell’incendio di uno scontro politico senza quartiere. Un incendio che negli ultimi mesi aveva cominciato a lambire anche i rapporti tra la Casa Bianca e i militari, con molti generali pronti a far sentire il loro dissenso rispetto alle decisioni prese del governo. In queste ore sembra in atto una correzione di rotta, favorita anche dal fatto che Obama ha conseguito il successo più significativo della sua presidenza basandosi su un impianto militare che è rimasto in gran parte quello che gli ha lasciato Bush. Pesa poi molto anche un secondo elemento: nella campagna contro il terrorismo il presidente sta utilizzando ampiamente gli strumenti investigativi — in particolare le informazioni raccolte coi brutali interrogatori a Guantanamo — messi in campo dal suo predecessore alla Casa Bianca. E infatti, pragmaticamente, Obama, prima ha rinunciato alla chiusura immediata del carcere speciale nell’isola di Cuba che aveva promesso ai suoi elettori. E poi è tornato sui suoi passi anche sui processi ai presunti terroristi detenuti a Guantanamo, dopo aver verificato che (anche per gli ostacoli frapporsi dai repubblicani in Congresso) era pressoché impossibile istituire i procedimenti nei tribunali ordinari.

Tutte queste circostanze hanno di certo provocato dissenso e disillusione tra i progressisti della sinistra «liberal», ma hanno anche reso più difficile, per i conservatori, prendere le distanze dal presidente. Tocca adesso a Obama cercare di mantenere questo clima di unità nazionale sui temi della sicurezza, procedendo sulla linea di una sostanziale continuità, senza, però, schiacciarsi troppo sui repubblicani. I quali devono ammettere che George Bush, pur avendo reagito all’attacco dell’11 Settembre di dieci anni fa con durezza, non ha mai saputo governare con efficacia le strutture pubbliche di difesa, forse anche per quel fondo di sfiducia ideologica nel ruolo dello Stato che contraddistingueva la sua amministrazione. Una

Cambio di clima A riavvicinare le parti il fatto che il successo della Casa Bianca si è basato su un impianto militare ereditato in gran parte da Bush
capacità di «connettere i punti» e di agire in modo coordinato che i corpi dello Stato sembrano aver, invece, recuperato sotto Obama: un gestore molto più attento, incalzante, delle strutture di sicurezza di un Paese che oggi restaura, agli occhi del mondo, la sua immagine di unica potenza globale.

Massimo Gaggi
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TODS.COM

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Osama era la testa visibile del terrorismo islamico. Il fatto che sia scomparso Bin Laden non garantisce che scompaia Al Qaeda
Trinidad Jimenez, ministro degli Esteri spagnolo

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I metodi usati da Bin Laden non corrispondevano a questo secolo. Ora che è morto, Al Qaeda potrebbe mutare il suo comportamento Lech Walesa, ex presidente polacco

Protagonista Sognava di ereditare la fattoria di famiglia, ha conquistato il rispetto bipartisan

Panetta, quel calabrese «duro» che ha ripulito e rilanciato la Cia
Contrario alla tortura, ha scommesso tutto sulla strategia dei droni
La bandiera a stelle e strisce sta adagiata in una bacheca, ridotta a uno straccio dalla furia che ha colpito le Torri Gemelle. Vicino, la foto della costa tumultuosa di Monterey, dove Leon Panetta è nato il 28 giugno di 72 anni fa. La California come seconda scelta dei genitori immigrati dalla Calabria e fuggiti dal freddo del Wyoming, ci avevano passato il primo inverno americano. L’ufficio al settimo piano, quartier generale della Cia a Langley, come seconda scelta di questo politico che ha passato quasi quarant’anni a Washington e avrebbe preferito godersi la fattoria ereditata dal padre. Con la morte di Osama Bin Laden, Panetta ha risposto da sé alla domanda «sei sicuro?» che aveva fatto a John Podesta, alla guida del team di transizione per Barack Obama, quando gli aveva offerto di diventare capo dell’Agenzia. Al presidente era stato raccomandato da Rahm Emanuel che a sua volta era stato indicato come capo dello staff proprio da Panetta. «Leon ha un’ottima capacità di giudizio ed è un grande gestore. Non gli manca il carattere tosto, fondamentale per questo lavoro — lo aveva elogiato Emanuel —. Ed è rispettato da tutt’e due i partiti». Debuttante tra i repubblicani, Panetta è diventato democratico nel 1971, dopo aver rotto con Richard Nixon sui diritti civili. La prima scissione per questioni etiche. È stato educato in una scuola cattolica, va a messa la domenica e — dicono gli amici — è pronto a seguire i suoi principi «fino all’intransigenza». Monica Lewinsky era stagista nel suo ufficio, quando guidava lo staff di Bill Clinton, e non ha mai perdonato al presidente lo scandalo sessuale. Come non ha perdonato a George W. Bush «la perdita di autorità morale del Paese»: «Gli americani sono stati trasformati da paladini della dignità umana in un popolo di torturatori da salotto — ha scritto nel 2008 in un commento pubblicato dal Washington Monthly —. Crediamo sì o no nello Stato di diritto e nel divieto di trattamenti e punizioni crudeli? Non ci sono vie di mezzo». Ha cercato di cacciare dalla Cia tutti gli agenti che potessero essere implicati negli abusi e ha licenziato i contractor privati che conducevano gli interrogatori, compresi i due psicologi militari che avrebbero studiato le tecniche più brutali. Su mandato del presidente, ha privilegiato le operazioni antiterrorismo via joystick, gli attacchi con i droni teleco-

Con il presidente Il presidente Barack Obama e Leon Panetta camminano insieme. Panetta è responsabile del «rilancio» dell’Agenzia (Epa)

Profilo

California Leon Panetta a Monterey, la città dov’è nato, sulla moto di un poliziotto

Il leader francese

Sarkozy elogia la tenacia americana
PARIGI — Nicolas Sarkozy si è congratulato con Barack Obama per «la determinazione, la tenacia e il coraggio» dimostrati in questi dieci anni nella caccia a Osama Bin Laden. Il presidente francese ha avuto un colloquio telefonico con il leader americano. Hanno concordato sul fatto che, «al Nicolas Sarkozy di là della sconfitta che la morte di Bin Laden rappresenta per Al Qaeda, la giusta e necessaria battaglia contro la barbarie del terrorismo e contro chi lo sostiene deve continuare». A una cerimonia in memoria delle vittime, Sarkozy ha ribadito che l’attentato di Marrakesh «non resterà impunito»: «I terroristi che hanno colpito il Marocco non avranno tregua, da qualunque parte cerchino di fuggire». Nell’attacco del 28 aprile (una bomba esplosa nel centro della città) sono morte sedici persone, tra loro otto francesi.

mandati. Anche se è una struttura civile, l’Agenzia ha gestito molto più dell’aviazione la strategia delle eliminazioni con i missili sparati dai Predator. L’arma prediletta da Obama è finita l’anno scorso in una battuta presidenziale (che qualcuno ha trovato di cattivo gusto) alla cena con i corrispondenti della Casa Bianca. «I Jonas Brothers sono qui in giro. Le mie figlie, Sasha e Malia, li adorano. Ragazzi, non fatevi venire strane idee. Due parole per voi: droni predatori. Non ve ne accorgereste nemmeno...». Nel ristorante di famiglia, Panetta lavava i piatti e i bicchieri («non era questione di lavoro minorile, ma di necessità»). Nel podere, aiutava i grandi a raccogliere le noci dagli alberi. «Papà e lo zio colpivano i rami con i bastoni, io e mio fra-

Lo scandalo Lewinsky Debuttante tra i repubblicani, è passato con i democratici nel 1971, dopo aver rotto con Richard Nixon sui diritti civili. Capo dello staff per Bill Clinton, non gli ha mai perdonato lo scandalo sessuale

tello dovevamo prendere i frutti che cadevano, cercando di non essere centrati in testa dai gusci. Quando sono stato eletto al Congresso, mio padre mi ha detto: "Non c’è problema, sei addestrato per andare a Washington, hai evitato colpi tutta la vita" (la battuta in inglese gioca anche con nut, noce, che in slang può significare folle, ndr)». Da quest’estate, Panetta dovrà evitare i colpi che arriveranno dalle forze armate. Obama lo ha nominato capo del Pentagono, con l’incarico di tagliare il budget, meno 400 miliardi di dollari entro il 2023. In dieci anni la lunga guerra cominciata dopo l’11 Settembre ha più che raddoppiato la spesa militare: da 316 a 700 miliardi l’anno. I droni funzionano anche per i conti, ogni apparecchio costa 4 milioni e mezzo di dollari contro i 143 di un jet da combattimento.

Origini italiane Leon Panetta, 72 anni, di origini italiane, è nato a Monterey, California Con Clinton Ex consigliere di Richard Nixon, Panetta è stato deputato

Davide Frattini
meridiano.corriere.it
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Il commento

Ma a Tripoli non si può agire allo stesso modo
SEGUE DALLA PRIMA

Una domanda che non dovrebbe lasciarci indifferenti: gli aerei della Nato stanno cercando di uccidere Gheddafi, non diversamente da come i Navy Seals hanno ucciso Osama Bin Laden? Potremmo accontentarci della risposta data dall’Alleanza: puntare all’eliminazione fisica di Gheddafi è contrario al diritto internazionale, noi non abbiamo bersagli individuali e vogliamo soltanto applicare la risoluzione Onu sulla protezione dei civili. Aggiungiamo pure che Gheddafi è stato tanto furbo da piazzare centri militari di comando e controllo a pochissima distanza da abitazioni civili, aumentando così la probabilità di «danni collaterali» ogni volta che l’area viene bombardata. Ma proprio io, che della Nato sono da sempre convinto sostenitore, questa volta ho qualche difficoltà a crederle. Davvero l’abitazione di Saif è stata

presa di mira per errore proprio quando, secondo la versione libica non smentita, Gheddafi padre vi si trovava in visita? Davvero è stato colpito un vicino centro militare e l’onda d’urto ha sfondato le mura blindate della casa? Certo, l’errore o una circostanza particolare restano possibili. Ma quel che mi preoccupa è che i motivi per una eventuale caccia a Gheddafi si vanno moltiplicando con l’andamento non favorevole della guerra. E che servirà chiarezza, allora, sui limiti di legittimità che noi — noi occidentali — non intendiamo superare. Domani si riunirà a Roma il Gruppo di contatto sulla Libia, organismo politico che si affianca al comando militare Nato. Saranno discussi vari argomenti compreso quello del sostegno finanziario ai rivoltosi, ma soprattutto si cercherà di tracciare una «road map» politica capace di portare alla fine delle ostilità, a un processo costituente e a libere elezioni. In una Libia

unita e senza più Gheddafi. Già, ma se Gheddafi, come ha fatto finora, rifiutasse di andarsene? Se gli aerei dell’Alleanza (Tornado italiani compresi) continuassero a rivelarsi insufficienti per vincere il confronto militare? Se le tribù della Tripolitania, come è accaduto sin qui, mantenessero la loro fedeltà al Raìs e sventassero i tentativi di farlo cadere dall’interno? Se insomma la Libia si spaccasse in due e il conflitto entrasse in fase di stallo come prevedono gli stessi generali americani? Lo scontro durerebbe all’infinito (proprio ora che Berlusconi dovrebbe strappare agli alleati una impossibile indicazione temporale di fine!), oppure dovrebbe essere preso in considerazione un attacco terrestre? Sono, queste ipotesi, le più pessimiste. Ma non mancano di qualche realismo, se è vero che gli inglesi in particolare hanno talvolta evocato una rapida incursione terrestre (la risoluzione Onu vieta soltanto l’«occupazione» della Libia)

e sono arrivati, rieccoci al punto, a vedere «un obiettivo» nel clan Gheddafi. Nella fretta di chiudere la partita che tutti i governi dell’Alleanza rivelano giorno dopo giorno, nella conseguente accelerazione che hanno subito le operazioni aeree, nella consapevolezza che la potentissima Nato non può perdere ma non sa come vincere, davvero non esiste la tentazione di premere troppo disinvoltamente un grilletto che promettesse di essere risolutivo? Io temo e credo che questa tentazione esista. Temo e credo, malgrado i proclami e i diritti, che abbia già avuto un seguito pratico. E vorrei che il Gruppo di contatto, la Nato e i singoli governi alleati mi convincessero del contrario. La superiorità dei valori si conquista sul campo. Peccato per Osama. Ma a Tripoli non dobbiamo fare il bis.

democratico della California tra il 1976 e il 1992. Clinton (con lui nella foto) l’aveva scelto prima come direttore dell’Ufficio del Bilancio, poi come suo capo dello staff alla Casa Bianca (1994-1997) Con Obama Dal febbraio 2009 è direttore della Cia. Diventerà segretario alla Difesa, sostituendo Robert Gates. Sulla scrivania troverà tre dossier: completare il ritiro dall’Iraq, la missione in Afghanistan e soprattutto il budget

Franco Venturini
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

La fine di Bin Laden L’immagine

Il blitz minuto per minuto negli occhi di Barack & C.
Nella foto della Situation Room tutta la tensione di quella notte
Guardate bene quella foto e imprimetela nella memoria. Barack Obama ha il volto scuro, «di pietra» come ci dice uno dei suoi collaboratori; il presidente appare quasi rimpicciolito, schiacciato dal peso di una responsabilità immane. Il segretario di Stato Hillary Clinton tormenta il viso con una mano, quasi a nascondere una materna smorfia d’angoscia. Dicono che il vice-presidente, Joe Biden, si sia passato per tutto il pomeriggio i grani di un rosario tra le dita. Guardatela, perché essa rovescia tutte regole dell’informazione moderna, avida divoratrice d’immagini che sole possono sostanziare i fatti e che qui invece scorrono su uno schermo che non vediamo. Eppure, nell’offrirci in modo anche impietoso la spasmodica tensione nervosa di quelle ore, questa fotografia diventa documento inconfutabile di prova. Non abbiamo ancora visto le immagini di Bin Laden morto, né quelle del suo rispettoso funerale marino. Non abbiamo visto, difficilmente vedremo le immagini dei Navy Seals in azione. Ma nessuno di noi, a parte i soliti maniaci delle teorie cospirative, nutre il minimo dubbio sulla verità sostanziale di quanto è accaduto il 1˚ maggio nel compound di Abbottabad: dopo una caccia durata quasi dieci anni, il leader spirituale e politico di Al Qaeda, lo sceicco nero mandante delle stragi dell’11 Settembre, è stato ucciso in una missione speciale ordinata dalla Casa Bianca. Ed è geniale la strategia comunicativa di un’Amministrazione, che naturalmente può confidare sull’alta credibilità e la decenza di Barack Obama, ma risolve l’onere della prova con una fotografia dove protagonista non è il fatto, ma l’ansia per il fatto stampata negli occhi e nei gesti e resa tangibile dall’aria stravolta dei soggetti. Torniamo a osservare la foto. In piedi subito dietro Obama, hanno la faccia paralizzata tre duri, veterani di ogni battaglia militare o politica: da sinistra a destra, sono il capo di Stato maggiore, l’ammiraglio Mike Mullen, quello che considera il debito pubblico americano una minaccia più grave di qualsiasi terrorismo; poi il consigliere per la Sicurezza nazionale, Tom Donilon, uno che stava alla Casa Bianca già ai tempi del Kosovo; infine il capo dello staff, Bill Daley, ministro con Bill Clinton, erede

In riunione
Il presidente Barack Obama domenica scorsa nella Situation Room della Casa Bianca mentre spiega ai membri della Sicurezza Nazionale i dettagli della missione in Pakistan contro il leader di Al Qaeda Osama Bin Laden. Il blitz è stato seguito in silenzio dal presidente americano e dai suoi collaboratori (Reuters/White House/Pete Souza/Handout)

Testimoni Il volto «di pietra» del presidente, Hillary che si tormenta il viso con una mano, la gravità di Biden

SABATO

DO

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ME

NIC

A

della dinastia che ha governato Chicago per mezzo secolo. Dietro a quest’ultimo, appare preoccupato mentre sbircia per vedere meglio Tony Blinken, il consigliere strategico di Biden. L’altra donna della foto ha il volto rabbuiato di Audrey Tomason, direttrice dell’Antiterrorismo. John Brennan, braccio destro del Presidente sulla sicurezza interna e il terrorismo, il falco voluto da Obama al suo fianco, guarda accigliato l’azione. Accanto a Hillary, appare più pallido del solito Denis McDonough, vice di Donilon, ma molto ascoltato da Obama. Al centro, il generale Brad Webb, vice-comandante delle operazioni speciali, è intento a consultare un computer. Solo il ministro della

La mamma pacifista

UN BEL CARATTERINO.

TI ASPET

TA!

Cindy Sheenan incredula «Per me non è morto»
Contestatrice Cindy Sheenan davanti alla Casa Bianca. Nel 2008 ha corso per il Congresso contro la Pelosi ma senza successo

WASHINGTON — Cindy Sheenan, la madre coraggio che nel 2005 si accampò davanti al ranch di Bush per protestare contro la guerra in Iraq, non crede alla morte di Bin Laden e lo dice a chiare lettere sul suo status di Facebook: «Mi dispiace ma se voi credete alla morte di OBL siete stupidi. Pensateci: i figli di Saddam ce li hanno mostrati per provare che erano morti, perché hanno invece sepolto in mare Osama Bin Laden?».

Il gesto di un insegnante

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Non si radeva dall’11 Settembre Ieri è arrivato il giorno giusto
WASHINGTON — Un insegnante americano che aveva fatto voto dopo l’11/9 di non radersi più finché Osama Bin Laden non fosse stato catturato o ucciso, si è finalmente tagliato la barba. Gary Weddle, 50 anni che vive nello stato di Washington, aveva lasciato crescere la sua barba fino alla lunghezza di 38 centimetri. «Ho vissuto la strage dell’11/9 con grande emozione, non volevo dimenticare — ha spiegato — Adesso la notizia della uccisione di Osama Bin Laden mi ha chiuso il cerchio: le cose sono tornate a posto».

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Fotogrammi

Difesa uscente, Robert Gates, ha la sua solita, immutabile espressione da Sfinge: ma lui, si sa, i ragazzi della West Wing con ironia e ammirazione lo chiamano Joda, come il saggio di Star Wars. E’ stato Brennan a descrivere l’atmosfera di domenica pomeriggio, che la foto restituisce pienamente: «E’ stato probabilmente uno dei momenti di maggiore ansia nella vita di tutti noi che stavamo là dentro. I minuti sembravano giorni e il presidente era molto preoccupato per la sicurezza dei nostri uomini impegnati nell’operazione». C’era un silenzio tombale, interrotto soltanto dalla voce di Leon Panetta, il capo della Cia, che in diretta da

Langley raccontava e commentava l’azione: «La tensione era palpabile, molti di noi trattenevano il respiro, nessuno osava dir parola mentre ricevevamo gli aggiornamenti». Non c’era stata unanimità nella squadra di Obama, se eseguire immediatamente il piano proposto dall’Ammiraglio William McRaven, capo delle missioni coperte. Tutto indicava che Bin Laden fosse proprio lì, nel «nascondiglio a vista» più improbabile possibile per un terrorista super-ricercato come lui. Ma la certezza corazzata non c’era. E più volte in passato lo sceicco si era rivelato preda elusiva e scaltra. Soltanto venerdì il presidente aveva dato il segnale verde, dopo aver

chiesto un’ultima pausa di riflessione, raccomandando di farlo il prima possibile. Significava sabato, ma i meteorologi della Cia avevano previsto cielo nuvoloso. Così è successo domenica. La Casa Bianca ha cancellato le visite guidate, per evitare che qualche visitatore fosse insospettito dall’incontro casuale con uno dei volti noti dell’Amministrazione. Obama ha rispettato la sua agenda domenicale e di buon mattino è andato a farsi nove buche sul green della base di Andrews, regolarmente registrato dai media. Poi, dopo mezzogiorno, la Situation Room ha cominciato a riempirsi alla spicciolata. Uno dei ragazzi dello staff è corso da CostCo, in Virginia, dall’altra parte del Poto-

mac, per comprare rotoli di pita col tacchino, gamberoni lessi freddi, patatine, bevande gassate. Alle 14.00, una volta che anche il Presidente era arrivato nel bunker, Panetta ha spiegato tutti i dettagli dell’attacco, che è cominciato meno di un’ora dopo. «Hanno raggiunto l’obiettivo», ha detto il capo della Cia quando i Seals sono entrati nell’edificio. E pochi minuti dopo, quando Bin Laden è stato individuato e preso di mira: «Abbiamo la visuale su Geronimo», il nome dato allo sceicco dalla missione. Quindi la frase attesa: «Geronimo EKIA», che sta per Enemy Killed In Action, nemico ucciso in azione. Nessuno ha fiatato. E’ stato il presidente a interrompere quel silenzio irreale: «Lo abbiamo preso». «C’è stato un grande senso di sollievo», ha detto Brennan. Eppure non era ancora finita. Qualcosa poteva ancora succedere ed è successa. Uno degli elicotteri che avevano trasportato i Seals non è più riuscito a decollare: «Per me e per gli altri nella stanza, è stato uno dei momenti più drammatici, sapevamo di dover ricorrere al piano di emergenza». La foto, ci dicono fonti della Casa Bianca, è stata scattata all’incirca in quella fase. Quando il secondo elicottero è arrivato a raccogliere gli uomini ancora sul campo, la tensione si è sciolta. «E il presidente è apparso finalmente sollevato che nessuno dei nostri e nessuno di quelli che non volevamo uccidere fosse stato colpito».

Paolo Valentino
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Al comando

In questa sala Truman giocava a bowling. Da qui Lyndon Johnson e Kissinger (per conto di Nixon) diressero la guerra in Vietnam

Da Kennedy a Kubrick, la mitica stanza dei bottoni
Voluta da JFK dopo lo smacco della Baia dei Porci, consacrata da Hollywood
Preoccupato Il volto corrucciato del presidente Obama mentre attende l’esito del blitz. La tensione nella situation room è stata palpabile finché Bin Laden non è morto

Tormentata Il segretario di Stato Hillary Clinton guarda lo schermo preoccupata e si copre il volto con la mano per nascondere l’emozione dell’attesa

In preghiera Qualcuno ha raccontato come il vicepresidente Joe Biden abbia passato il pomeriggio con un rosario tra le dita per stemperare la tensione

Barack Obama ha seguito il raid contro Bin Laden nei locali della Casa Bianca dove Harry Truman giocava a bowling e diceva «l’ho preso» riferendosi ai birilli: difficile sostenere che la Storia a volte non abbia senso dello humour. L’aveva già capito Stanley Kubrick che in Il Dottor Stranamore mostrò Peter Sellers presidente che seda una rissa esclamando «qui non potete picchiarvi: è la stanza della guerra», la War Room del Pentagono (con l’ambasciatore sovietico spione che aveva rivelato l’esistenza dell’arma segreta russa, il «dispositivo fine di mondo»). L’attuale Situation Room nell’ala Ovest della Casa Bianca usata da Obama e il suo staff domenica notte non nacque da un piano strategico ma dall’ira di Kennedy per le cattive comunicazioni durante la Baia dei Porci. Sorge dove lo staff di Harry Truman, presidente dal 1945 al 1953, faceva tornei di bocce. Eisenhower però, successore di Truman che si esercitava a golf nello studio ovale danneggiando il pavimento con la mazza, trasformò la sala da bowling in una copisteria finché Kennedy non ne fece il centro comunicazioni nel 1961. Ma la storia della Situation Room comincia molto prima, quando l’ala Ovest (la «West Wing» inaugurata nel 1902, comprende tra l’altro il famoso studio ovale) non esisteva ancora: Abraham Lincoln diresse la guerra contro gli Stati secessionisti dalla sala del telegrafo del ministero della Guerra. Lincoln attraversava la strada, entrava nel Winder Building a pochi passi dalla Casa Bianca dove trovava un po’ di tempo per riflettere nella «Telegraph Room» in attesa che i messaggi dei generali venissero decrittati. E lì estraeva dal taschino il calibro con il quale misurava i movimenti di truppe sulle

mappe. Se Lincoln con telegrafo e calibro è il pioniere (immortalato da Gore Vidal nell’omonimo romanzo bestseller), Franklin Delano Roosevelt è il leader che ha fatto della «War Room» un centro itinerante. Paralizzato dalla polio, malato di cuore, fu costretto a passare lunghi periodi lontano dal caldo soffocante e dagli inverni gelidi di Washington (tra Camp David, che

allora si chiamava Shangri-La, e le terme di Warm Springs, Georgia). Ovunque però Roosevelt — insofferente alla dieta in bianco ordinata dal medico strettamente sorvegliata dalla moglie Eleanor: per lui i panini al tacchino di Obama sarebbero stati una ghiottoneria — interrogava il suo staff dalla sedia a rotelle in vimini. Con Kennedy nasce una vera Situation Room a pochi passi dallo

studio ovale. Non un bunker ma un luogo dove analizzare con il fratello Bobby e le «teste d’uovo» di Harvard l’andamento della crisi missilistica di Cuba del 1962 e dove ignorare i cattivi consigli dei generali guerrafondai (ne scrive Michael Beschloss nel libro Guerra fredda. Kennedy e Kruscev: Cuba, la crisi dei missili, il muro di Berlino, ed. Mondadori). Cose che si possono vedere nel film Thirteen
Dopo l’11/9 George Bush riunito con i suoi collaboratori più stretti alla Casa Bianca nell’ottobre del 2001: alla sua destra Dick Cheney, alla sua sinistra Colin Powell, sullo sfondo Condoleezza Rice (AP Photo/White House, Eric Draper)

L’ironia di Stranamore
La stanza della guerra nel Dottor Stranamore. Nel film Peter Sellers interpreta il presidente, il capitano inglese e il dottor Stranamore

La guerra del Vietnam Il presidente Johnson studia un modello di Khe San, una base avanzata del corpo dei marines attaccata e assediata dalle forze nordvietnamite a partire dal 21 gennaio 1968 durante l’offensiva del Tet (White House/Nara)

Days, con Bruce Greenwood nei panni di JFK e Kevin Costner in quelli del consigliere Kenny O’Donnell. Per il successore Lyndon Johnson la guerra è il Vietnam: ma alla scomoda Situation Room il rude texano preferiva riunioni più informali, anche seduto sulla toilette al cospetto dei collaboratori allibiti. Gestì il Vietnam tra un duello verbale col senatore Russell (presidente della commissione Forze armate) e una minaccia ai generali. Nixon, dopo «LBJ», nella Situation Room mandava Henry Kissinger e restava nello studio ovale, a registrare sui nastri che più tardi gli costarono le dimissioni insulti terrificanti non ai vietnamiti ma agli studenti pacifisti, ai democratici, agli ebrei. Hollywood si è impossessata di molti di quei momenti presidenziali trasformando la Situation Room nel centro di film di guerra (fredda e non). In A prova di errore, apologo antinucleare del quale George Clooney ha realizzato un remake televisivo, Sidney Lumet mostra Henry Fonda presidente che scatena per sbaglio l’apocalisse atomica. E attraverso le ere geologiche hollywoodiane si arriva fino al Morgan Freeman presidente nero (era il 1998, pareva un miraggio) che in Deep Impact deve gestire un’altra fine del mondo che stavolta però arriva dallo spazio. In tv, la Situation Room della Casa Bianca trova il suo ambiente naturale in The West Wing, serial di successo globale con Martin Sheen presidente che sventa anche una specie di piccolo 11 Settembre riveduto e corretto organizzato da una controfigura di Bin Laden.

Matteo Persivale
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

La fine di Bin Laden La sicurezza

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Per una stabilità dell’Afghanistan è necessario lavorare con il Pakistan, cercare di rompere il muro di omertà
Franco Frattini, ministro degli Esteri

San Pietro e Duomo di Milano Sorvegliati i simboli cristiani
Circolare del Viminale: «Possibili ritorsioni isolate»
ROMA — A Roma le basiliche e l’ambasciata statunitense. A Milano il Duomo e la metropolitana. A Venezia piazza San Marco. Sono soltanto alcuni dei «luoghi simbolo» inseriti nell’elenco dei possibili obiettivi, da proteggere dopo il blitz delle forze speciali americane che hanno trovato ed eliminato Osama Bin Laden. Perché — come viene evidenziato nella circolare trasmessa dal Viminale a tutte le questure — «l’uccisione potrebbe determinare azioni ritorsive anche isolate sul territorio nazionale». Il documento esplicita il timore maggiore dei responsabili degli apparati di sicurezza: il gesto del fanatico che si fa esplodere in mezzo alla folla. Come in Marocco la scorsa settimana. Come in altri luoghi dove Al Qaeda ha colpito negli ultimi anni. Sarà il prefetto Gianni De Gennaro, capo dell’intelligence italiana, ad analizzare oggi la minaccia terroristica durante la sua audizione al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Sarà lui a dover esprimere valutazioni sui rischi per l’Italia dopo l’allerta dei vertici della Cia che hanno pubblicamente parlato di una «vendetta» dei fondamentalisti. Non a caso nella circolare del ministero dell’Interno — che ogni questura ha recepito e poi elaborato tenendo conto delle possibili emergenze che sono diverse in ogni città — si parla esplicitamente di «ritorsione» e si sollecitano le strutture locali ad effettuare «controlli rafforzati, frequenti ispezioni e bonifiche dei luoghi possono essere celate insidie». Poi toccherà al generale Adriano Santini, direttore dell’Aise, illustrare i pericoli ai quali sono esposti soprattutto i nostri militari all’estero. Tutte le basi, le sedi diplomatiche e quelle consolari degli Stati Uniti e del Pakistan presso il nostro Paese e presso la Santa Sede sono sottoposte a misure straordinarie di sorveglianza anche con l’impiego dell’esercito. Nella capitale il questore Francesco Tagliente ha inserito nella lista dei palazzi dove inten-

Il documento
Il Viminale ha trasmesso a tutte le questure una circolare con la lista degli obiettivi «sensibili» di minaccia terroristica in Italia

Controlli
Frequenti ispezioni e controlli rafforzati in aeroporti e ferrovie. Nella foto, la stazione Termini a Roma (Omniroma)

sificare le misure di protezione il Quirinale, palazzo Chigi, la Camera, il Senato e tre ministeri: Difesa, Viminale, e Farnesina. A Milano il suo collega Alessandro Marangoni ha sollecitato la massima attenzione nella metropolitana, ma anche di fronte ai cosiddetti soft-target: catene commerciali e luoghi di aggregazione che potrebbero trasformarsi nel bersaglio di un terrorista isolato. Nella maggior parte delle città è stato disposto che «il personale impegnato nella scorta alle personalità dovrà annotare atteggiamenti e comportamenti di persone o mezzi che possano destare sospetti», ma soprattutto dovrà «curare che gli itinerari giornalmente e abitualmente seguiti siano diversificati». Mentre il segretario dell’Associazione funzionari di polizia Enzo Letizia sottolinea la necessità di «potenziare al massimo l’attività di investigazione e analisi con adeguati mezzi e risorse», dura è la denuncia di Nicola Tanzi del Sap che afferma: «L’Italia per i suoi rapporti con il mondo islamico rischia più di altri Paesi e bene ha fatto il Dipartimento a rafforzare il dispositivo di sicurezza. Sicurezza che, voglio ricordarlo, continua ad essere garantita dalle forze dell’ordine, nonostante i tagli del governo. Appena ieri la commissione Bilancio della Camera ha bocciato alcuni emendamenti già approvati in aula relativi alla nostra specificità e questa è una vergogna».

I luoghi di culto

Roma San Pietro
Misure straordinarie alla basilica di San Pietro, simbolo della cristianità. Tra i luoghi «sensibili» anche il Quirinale, palazzo Chigi, la Camera, il Senato, tre ministeri: Difesa, Viminale e Farnesina e l’ambasciata statunitense

Milano Il Duomo
Vigilanza aumentata per il Duomo di Milano. Massima attenzione anche nella metropolitana e nei cosidetti soft-target: catene commerciali e luoghi di aggregazione che potrebbero diventare bersagli di un terrorista isolato

Venezia San Marco
Anche Venezia è «sorvegliata speciale» per l’allerta terrorismo. Particolare attenzione per la basilica di San Marco, uno degli obiettivi più sensibili perché luogo simbolo del culto religioso

Fiorenza Sarzanini
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In Europa

Tutela rinforzata in Spagna Non in Belgio e Germania
MILANO — I Paesi europei rispondono in modo diverso all’annuncio della morte di Osama Bin Laden. In Spagna il livello d’allarme terroristico attualmente è di 2 su una scala di 4 e non desta preoccupazioni supplementari. Tuttavia la Spagna ha deciso di rafforzare la sicurezza delle sue ambasciate in Pakistan, in Afghanistan, in Nordafrica e nei Paesi del Sahel: lo ha annunciato il ministro dell’Interno Alfredo Pérez Rubalcaba. Resta invariata l’allerta terrorismo in Belgio. Il portavoce del ministro federale degli Interni Annemie Turtelboom ha ribadito che il livello di allerta terrorismo «resta allo stadio 2», ossia medio. Maggiore attenzione sarà dedicata soltanto all’ambasciata degli Stati Uniti e a tutti gli edifici con interessi americani che «sono classificati a livello 3, ossia grave». Mentre «non c’è alcun motivo concreto di rafforzare le misure di sicurezza» in Germania: lo ha detto qui il ministro dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich. Il ministro ha aggiunto però che il «livello di minaccia rimane alto in Germania e in Europa», anche se «con la morte di Osama Bin Laden il terrorismo si indebolirà nel medio-lungo periodo».
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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La fine di Bin Laden Il caso

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Il pensiero va a chi ha dato la vita per combattere il terrorismo. Penso ai nostri soldati e a quelli della coalizione
Ignazio La Russa, ministro della Difesa

Maria Sandra, ostaggio (dimenticato) di Al Qaeda
Da tre mesi la turista fiorentina nelle mani di una brigata algerina L’ipotesi del riscatto. La polizia: vogliono negoziare con Berlusconi
DAL NOSTRO INVIATO

La scheda

IL CAIRO — Un messaggio a Berlusconi. L’ultima apparizione di Maria Sandra Mariani, la fiorentina che il 2 febbraio stava nel deserto algerino e da allora è nelle mani di Al Qaeda, probabilmente nel Mali, è qualcosa di più dell’ennesimo video di rivendicazione. Qualcosa di più d’una semplice prova in vita. Lo dice la polizia maliana. Lo scrive una testata online araba, Echorouk: «I rapitori della turista italiana vogliono negoziare con Berlusconi». Una richiesta di riscatto: «Noi siamo Aqim, Al Qaeda nel Maghreb islamico, brigata Tarq Ibn Riyadh — scandisce una voce maschile, prima che si senta quella dell’ostaggio —. Parlo a nome di Abdul Hamid Abu Zayd. Questa donna chiede di trasmettere questo messaggio, cosicché il presidente del suo Paese lo ascolti...». Soldi? Pedaggi politici? Non si sa se scenda nei dettagli, Maria Sandra, oltre a presentarsi, a ripetere il nome di Abu Zayd e a chiedere, cortesemente, «di diffondere questo messaggio, grazie». Oggi la Farnesina convocherà Alessio e Mariangela, il figlio e la sorella, e forse spiegherà: «Del video non sappiamo nulla, non l’abbiamo visto — è perplesso il vecchio papà, Lido, attaccato al telefono nell’agriturismo di famiglia a San Casciano

—. Qualcuno m’ha detto che vogliono il ritiro delle truppe francesi dall’Afghanistan. Qualcun altro, che non è da prendere sul serio. È una situazione piena di dubbi. Che c’entrano i francesi, dico io? I soldati in Afghanistan, li si ha pure noi italiani! Mah, speriamo bene...». Sperare, sì. E tanto. Perché Maria

Scomparsa Maria Sandra Mariani è scomparsa il 2 febbraio nel deserto algerino. Da allora è nelle mani di Al Qaeda, forse nel Mali

Sandra era un ostaggio silenziato. Quasi dimenticato. E dalla sua prigione nel Sahara è ricomparsa il giorno peggiore. Quello dell’uccisione di Bin Laden. Un incrocio fatale di due storie: la morte del più grande impresario del terrore, la sorte dell’ultima sua terrorizzata preda. Giovedì scorso i qaedisti del Maghreb — salafiti irregolari che in passato non si son fatti problemi a uccidere un ostaggio inglese — avevano spedito l’allegato a un giornalista di Al Arabiya, la tv satellitare che da Du-

Rapita Sopra Maria Sandra Mariani, rapita il 2 febbraio scorso nel deserto algerino. A sinistra il padre, Lido Mariani, nei giardini della casa di San Casciano Val di Pesa (Ansa/Ferraro)

bai fa concorrenza ai qatarioti di Al Jazeera. In testa la sigla del Gspc, il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, poi suoni e immagini. Con una sola raccomandazione: rendere noto il nuovo comunicato, il secondo del genere, non prima del 2 maggio. A tre mesi esatti dal sequestro. Perché dieci anni di jihad hanno insegnato che così funzionano i media. I rapitori non potevano immaginare che cosa sarebbe successo, il 2 maggio. E che il prezzo di Maria Sandra, d’improvviso, sa-

rebbe salito al fixing internazionale dei jihadisti: «Questa faccenda del Bin Laden ammazzato ci fa paura», dice papà Lido. «Temo che i rischi per gli ostaggi adesso aumentino — avverte Geoff Porter, esperto inglese di terrorismo nordafricano —. Il loro destino sta virando». L’unica certezza è che è viva. I qaedisti dell’Aqim e del Gspc sono fra le tante sigle in franchising nate dal terrorismo islamico di questi anni Zero. Guidata da un amico personale di Osama, Abdel Malek Droukdel, la

Il video La testata online araba Echorouk ha scritto che «i rapitori della turista italiana vogliono negoziare con Berlusconi» dopo la comparsa di un video in cui è stato chiesto il riscatto

jihad sahariana è erede diretta del sanguinario Gia, il Gruppo islamico armato che negli anni Novanta massacrò migliaia d’algerini e dal quale perfino Bin Laden, dopo aver garantito armi e finanziamenti, prese spaventato le distanze. Di solito, l’Aqim ramazza ostaggi da bande di contrabbandieri e a suon di comunicati e video gestisce il negoziato: a Sarkozy, hanno appena chiesto (inutilmente) 90 milioni di euro in cambio di quattro turisti francesi. Un riscatto, sostengono diplomatici magrebini, fu pagato un anno e mezzo fa anche per la salvezza dell’ostaggio italiano Sergio Cicala e di sua moglie. Maria Sandra forse è stata tradita dalle sue guide. Di sicuro, dalla passione per il deserto che la faceva partire ogni anno, la spingeva a ospitare gli amici tuareg anche nell’agriturismo, le attirava qualche critica: «Lasciatela laggiù, che se la tengano, così impara certa gente ad andare a rischiare in quei posti!», urlò su una radio locale, senza vergogna, un deejay toscano in cerca di pubblicità. Maria Sandra fu caricata su un gippone da 14 armati «con accento mauritano». S’era allontanata dal gruppo per fare alcuni acquisti, le mancavano due giorni per rientrare in Italia. Per tutti questi mesi, la famiglia l’ha aspettata tacendo: le fly davanti a casa non facilitano i rilasci. Che tanto silenzio sia servito. E che il 2 maggio, in fondo, sia solo una data.

Francesco Battistini
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Società Italiana di Medicina Generale

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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2001 2011

«Una delle lezioni che impariamo in modo inequivocabile dal passato dell’Europa è che quando ci chiudiamo in noi stessi finiamo per perdere. Tanto più è vero oggi, in un’epoca di rapida globalizzazione»

APPROFONDIMENTI

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Dobbiamo collaborare con chi vuole modernizzare
Tony Blair Londra Ex premier della Gran Bretagna

Molti si chiederanno il motivo per cui sia così importante studiare religione ed esaminare i suoi legami con la globalizzazione. Molti gestiranno imprese proprie, saranno eletti come funzionari o ricopriranno cariche di comando e responsabilità. Si può essere cattolici, protestanti o semplicemente agnostici. Ma al di là del credo personale, si può essere efficaci senza una comprensione della religione nella sfera pubblica? Pensiamo alle notizie che ci arrivano da tutto il mondo. Il Medio Oriente per esempio. Osama Bin Laden è stato scovato, ora non è più una minaccia e dobbiamo esserne grati al presidente Obama. Ma penso sia importante sottolineare che la battaglia non è finita. Bin Laden incarnava un messaggio molto chiaro: che l’Islam è impegnato in uno scontro radicale con l’Occidente, che è in guerra con noi. Quel modo di rappresentare la realtà, temo, sopravviverà a Osama. Per questo occorre mantenere il massimo impegno al dialogo. I recenti colloqui tra i funzionari pachistani e indiani volti a riprendere i negoziati di pace in seguito agli attentati di Mumbai. La formazione di un nuovo Stato in Sudan. Le uccisioni di religiosi in Indonesia, nonostante questa nazione stia facendo dei passi avanti verso la tolleranza religiosa. Le ostilità di confine tra Cambogia e Thailandia. Le leggi sulla blasfemia e le loro conseguenze per le minoranze religiose. I dibattiti sul multiculturalismo in Germania e nel Regno Unito. E l’elenco potrebbe continuare. A ogni punto citato, è riscontrabile una dimensione religiosa. L’evento principale delle ultime settimane è stato quello legato alle rivolte popolari in Tunisia, Egitto e altri Paesi. Queste non sono scoppiate per una motivazione di natura religiosa, ma i partiti legati ai Fratelli Musulmani continueranno a giocare un ruolo. A favore del cambiamento si schierano queste forze potenti, secolari e religiose, che suscitano una domanda centrale: quale cambiamento stanno mettendo in atto? Sta intanto prendendo forma un nuovo tipo di dibattito che ruota intorno all’immigrazione e al protezionismo, intorno a tematiche che coinvolgono la cultura e l’integrazione, al contempo più vigoroso e (potenzialmente) più esplosivo. Nel Medio Oriente, tale dibattito è volto a capire se l’Occidente rispetti o meno la religione dell’Islam; anche la disputa israelo-palestinese ne è coinvolta. In Europa si tratta di capire se il nostro tentativo di integrare le culture abbia avuto successo o sia stato un fallimento; e nella misura in cui vi sia la percezione del fallimento, la sfida risiede nel capire se la nostra «generosità» nel permettere l’immigrazione e incoraggiare il multiculturalismo sia stata abusata. Spesso si ha la sensazione che le nazioni ospitanti vengano ingiustamente sfruttate da coloro che vogliono i vantaggi dell’Occidente, ma

non i suoi valori. La sfida economica sta intensificando quella culturale. La democrazia e persino il cambiamento economico non sono sufficienti per affrontare questo nuovo scenario. C’è anche una sfida di tipo sociale da tenere presente. Vogliamo società aperte ad altre con fedi e culture differenti rispetto alle nostre tradizioni, oppure a fronte dell’insicurezza e della crisi economica vogliamo chiuderci in noi stessi e pensare prima di tutto «ai fatti nostri»? E se vogliamo aprirci, quali sono le condizioni per cui possa prevalere quest’apertura? Una delle lezioni che impariamo dal passato dell’Europa è che quando ci chiudiamo in noi stessi finiamo per perdere. E se questo si è avverato nei nostri trascorsi storici, tanto più è vero oggi, in un’epoca di rapida globalizzazione, dove la tecnologia, i mass media e i social media stanno letteralmente contraendo il mondo. Questo è vero anche per il Medio Oriente, in cui sono in gioco tre elementi: il primo sono i regimi, spesso alleati dell’Occidente, che credono di dover mantenere una presa salda sulla popolazione per

evitare che forze estremiste e incontrollabili abbiano il sopravvento; il secondo elemento sono quelle stesse forze; il terzo, è un insieme di cittadini che potrei chiamare il «gruppo dei modernizzatori» per la loro attitudine di apertura a livello politico, economico e sociale. Essi operano entro i confini di una regione che occupa uno spazio determinante, se non vitale all’interno della società. Chiedete quanto è importante la religione nella vita degli europei e la risposta sarà all’incirca il 30-35%. In Medio Oriente è di circa il 90-95%. Se non si comprende la religione in Medio Oriente, non sarà possibile capire il Medio Oriente in sé. Così come questi recenti cambiamenti stanno trasformando l’area mediorientale, è significativo il modo in cui la religione influenza questa trasformazione. Se la democrazia porta con sé un atteggiamento aperto anche per la società e la religione, sarà un segnale estremamente positivo. In caso contrario, invece, verrà accentuato il senso di angoscia e di alienazione tra Oriente e Occidente. Il tassello mancante della politica in Medio Oriente è identificabile nell’interreligiosità. Se i musulmani sentono che l’Islam non è rispettato dall’Occidente, la risposta dev’essere quella di impegnarsi in un dialogo che dimostri il contrario. Quando si parla di religione si parla di storia, cultura, tradizione, appartenenza, identità e significato. Di filosofia di vita di una regione. Di spirito, non di sola carne. Se il Medio Oriente producesse un cambiamento politico senza cambiamento sociale basato su una mente aperta verso gli altri, si tratterebbe di una rivoluzione incompleta. Un cambiamento di questo tipo non può avvenire senza l’Islam, è quindi nostro compito collaborare con i modernizzatori dando loro speranza. Questo cambiamento può essere gestito nel tempo e con cura, ma si deve attuare. Ovunque voi guardiate, la religione assume un significato determinante. La fede motiva. Capire la religione può essere importante quanto conoscere il Prodotto interno lordo di un Paese, le sue imprese, le sue risorse. La globalizzazione sta accelerando tutti questi processi. Quando mi chiedono di definire la caratteristica del mondo di oggi, rispondo sempre indicando la velocità di cambiamento. Ci sono movimenti e «uragani di opinione», si sollevano onde di cambiamento che costruiscono lo slancio e s’infrangono contro le nostre posizioni preconcette con velocità sconcertante. O ci adattiamo a tutto ciò o rischiamo di essere spazzati via. (Traduzione di Laura Zanella e Lorenzo Fazzini)
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Questo testo è estratto da un articolo che Tony Blair pubblicherà sul prossimo numero di «Vita e Pensiero».

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

2001 2011

10 anni di terrore Le riflessioni dei media internazionali
Cnn
Fareed Zakaria commentatore per la Cnn e per Time

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The Guardian
Simon Jenkins Guardian e Evening Standard

New York Times
Roger Cohen editorialista di NYTimes e IHTribune

Foreign Policy
William McCants esperto di strategia jihadista

Crediamo che la morte di Osama Bin Laden sia un evento storico e uno sviluppo positivo per gli sforzi internazionali contro il terrorismo
Jiang Yu Portavoce di Pechino

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Capisco le cautele americane, ma la storia di Al Qaeda è arrivata al capolinea

In caso di rappresaglie dei militanti islamici, Washington e Londra siano moderate

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Adesso anche Israele deve capire che è arrivato il momento di cambiare le sue politiche
sama Bin Laden è morto — lo stesso vale per il vecchio Medio Oriente. Per l’editorialista del New York Times Roger Cohen, «che siano morti insieme è un evento casuale e opportuno». Secondo Cohen, Bin Laden ha vissuto per invertire il senso di marcia della storia e stabilire un califfato musulmano in Terra, ma è morto da figura marginale rispetto alle trasformazioni che stanno imprimendo una svolta rapida e radicale al mondo arabo. «Opportuno non è stato solo il momento, ma anche il luogo della morte» del califfo del terrore: lontano dal Medio Oriente con il quale aveva perso contatto. Osama Bin Laden è stato ucciso dalle forze speciali Usa nel cosiddetto «teatro AfPak» (Afghanistan e Pakistan) «dove dieci anni di guerra hanno nutrito l’ideologia e la cultura jihadista». Come completare il lavoro, si domanda Cohen, e uccidere non solo Osama Bin Laden ma il suo intero movimento? «Cacciamo Gheddafi, sosteniamo le rivoluzioni arabe politicamente e finanziariamente. Chiudiamo la guerra in Afghanistan appena i fondamentali requisiti di sicurezza americani siano stati raggiunti. E facciamo comprendere all’alleato regionale più vicino all’America, Israele, che non si può cambiare il Medio Oriente senza cambiare le politiche israeliane».

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La pressione per riportare a casa le truppe americane dislocate in Afghanistan diventerà insostenibile

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Il Pakistan deve rispondere a molte domande e dovremmo essere duri nel porle. Ma la leadership del Paese combatte i terrorismi
David Cameron Premier di Londra

ulla scia della morte di Obama, un certo numero di persone ha cominciato a dire che ciò non significa che Al Qaeda sia stata distrutta. Alcuni sostengono che l'organizzazione, infatti, potrebbe sopravvivere. Gli articoli in prima pagina sia del «New York Times» che del «Washington Post» appoggiano questa tesi. E lo dicono anche molti dei più stretti collaboratori di Obama. Capisco perché le fonti ufficiali debbano dire questo. Vogliono restare cauti. Non vogliono sbilanciarsi. Ma la verità è che questo è stato un colpo devastante per Al Qaeda, che, per altro, era stata già travolta dalla «primavera araba». Non è esagerato dire, invece, che questa è la fine di Al Qaeda nel pieno significato del termine. Al Qaeda è un'organizzazione che non ha grandi risorse finanziarie, né un grande esercito. La sua forza risiede nella figura carismatica del capo, di Osama Bin Laden, nella sua capacità di mobilitare il consenso intorno all'idea di distruggere, attraverso l'estremismo islamico, i regimi corrotti del Medio Oriente. La storia ci insegna che la perdita del leader carismatico è straordinariamente dannosa per questo tipo di struttura. Ayman Zawahiri può essere il cervello che sostiene la squadra, ma non è in grado di esaltare la gente.

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on verseremo lacrime per Osama Bin Laden. Ma anche nel momento della grande gioia dell’America è giusto chiedersi se un’idea possa sopravvivere al suo creatore e se, anzi, possa diventare ancora più potente. La sfida ora non è più per il mondo musulmano, ma per l’Occidente. Negli ultimi dieci anni Stati Uniti e Gran Bretagna si sono imbarcati nelle lunghe e dispendiose guerre in Iraq e in Afghanistan. Ma l’assunto che la povera gente dei villaggi afghani dovesse scegliere tra i talebani e i valori occidentali si è rivelato semplicemente senza senso. Tutto ciò che gli afghani vogliono è la pace. E l’Occidente, in questi anni, non ha fatto che portare la guerra. Gli americani, in particolare, hanno dimenticato il monito del presidente Eisenhower che metteva in guardia dalla prospettiva di conferire un eccessivo potere all’apparato militare. C’è un modo per cambiare strada, all’indomani della morte di Bin Laden? Il test starà nella capacità di Washington e Londra di mettere in campo una credibile strategia di rientro dall’Afghanistan e di reagire con estrema moderazione in caso di rappresaglie dei fondamentalisti. Anche se moderazione non fa parte del lessico usato dalla diplomazia nei confronti del mondo arabo.

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l Qaeda ha perso un potente simbolo della resistenza agli Stati Uniti. Bin Laden incarnava l’ethos e la storia del jihadismo (...). Era un uomo benestante che aveva voltato le spalle al mondo per salvare la sua comunità dai comunisti senza Dio e poi dal Grande Satana. A livello operativo, non sappiamo ancora abbastanza del suo ruolo. Veniva probabilmente consultato prima degli attacchi di maggiore impatto. Otteneva finanziamenti da ricchi donatori e aveva legami di vecchia data con influenti militanti lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan. La morte di Bin Laden lascia un vuoto al vertice dell’organizzazione che sarà difficile colmare. Forse il centro di gravità si sposterà su Al Qaeda nella Penisola arabica (...). La morte di Bin Laden potrebbe avere ricadute anche sulla politica anti-terrorismo degli Stati Uniti. Il sostegno americano alla guerra in Afghanistan, la cui prima missione è sconfiggere Al Qaeda, è andato calando. La pressione per portare le truppe a casa diventerà insostenibile (...). La convergenza della morte di Bin Laden con la Primavera araba e la fine della presenza combattente americana in Iraq spingerà a concentrare l’impegno Usa in Medio Oriente non più sull’antiterrorismo ma sulla costruzione di Stati democratici.

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Intervista/1 Stephen Carter, politologo dell’Università di Yale

«Ma il comandante Obama non è premiato dai sondaggi»

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e foto di Barack Obama ròso dalla tensione e forse dalla paura mentre i Navy Seals scendono su Abbottabad contrasta con un’immagine familiare di questi anni: il volto risoluto, al limite del fideismo, del comandante in capo. Quella era l’immagine del presidente George W. Bush, mentre questo è il tempo pieno di dubbi e infinite verifiche del presidente Obama. Bush ha scatenato due guerre ma non ha preso Osama Bin Laden. Obama ce l’ha fatta e ora deve decidere fino a quando tenere i suoi soldati nel teatro dell’Afghanistan. I percorsi dei due leader non potrebbero essere più diversi. Eppure senza gli interrogatori feroci di Guantánamo, al limite della tortura come li voleva Bush, Obama non ce l’avrebbe fatta. Stephen Carter, politologo di Yale, autore di un recentissimo best seller sulle guerre di Obama («The Violence of Peace: America’s Wars in the Age of Obama»), ammette il paradosso. Ma quando gli si chiede se una tortura come il waterboarding funzioni, cerca di non farsi incastrare: «Non so se "funziona" — risponde —. È proba-

Lo studioso Usa Stephen Carter, autore del best seller «The Violence of Peace: America’s Wars in the Age of Obama»

bile che qualche forma di interrogatorio aspro abbia portato indirettamente alla localizzazione di Osama. Ciò solleva comunque una questione morale, sia che il waterboarding funzioni o meno. Ed è una questione morale rilevante». Obama ora è esposto alle rivendicazioni dei repubblicani sulla gestione della guerra e, insieme, riscuote la loro implicita ammirazione. «Anche i suoi nemici politici ammettono che il suo modo di difendere gli Stati Uniti è aggressivo e poderoso» osserva Carter, sicuramente un ammiratore del presidente. «Ciò che ha ottenuto fa di lui una forza politica formidabile». Eppure resta un enigma, ammette il docente di Yale: «Mi colpisce quanto piccolo sia stato il rimbalzo di Obama nei sondaggi, mi aspettavo molto di più». Forse, sta succedendo semplicemente che ora Obama è già finito sotto pressione dalla sua sinistra interna e dall’opinione pubblica democratica, che ha già un messaggio per lui: riporta a casa l’esercito, stare in Afghanistan non serve più. «C’è sempre stata una

certa confusione sugli obiettivi dell’America nella guerra afghana — riconosce Carter —. Se lo scopo era trovare Bin Laden, allora l’abbiamo centrato. Ma l’amministrazione Obama ha dichiarato obiettivi più ampi, fra cui la creazione di condizioni in cui una minaccia terroristica non possa risorgere. Mi aspetterei che la guerra continui per un po’». Obama stesso l’aveva definita «una guerra per scelta». Ora la scelta è sua e l’America nel frattempo si trova invischiata — a metà — anche nell’operazione della Nato per cacciare Muhammar Gheddafi da Tripoli. Resta da capire se il successo su Al Qaeda faciliterà il lavoro della coalizione in Libia, o se per caso scatenerà reazioni imprevedibili fra i jihadisti che si trovano fra gli insorti. «Molti esperti credono che i successi delle rivoluzioni in Egitto e in Tunisia e il probabile successo in Libia faranno sì che gli estremisti perdano capacità di attrazione — osserva Carter —. Lo spero. Di certo le rivoluzioni della Primavera araba sembrano dominate da un ceto medio laico e dagli studenti universitari, non dagli estremisti». Il sole splende dunque almeno per oggi sulla politica estera di Obama. O meglio splenderebbe, se non fosse per un dettaglio. La Cina, seconda economia del mondo, potenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha impiegato più di 24 ore per fare una dichiarazione sulla morte di Osama. È stato l’ultimo dei Paesi a felicitarsi. «La Cina e gli Stati Uniti sono in tensione su molti fronti — è la spiegazione di Carter —. I cinesi sono interessati ai Paesi dove c’è petrolio o dove si trovano altre risorse. Hanno piani di tutt’altro tipo».

Federico Fubini
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Pubblichiamo in questa doppia pagina le sintesi di una serie di commenti apparsi ieri su grandi quotidiani, canali tv, riviste di politica estera e giornali online di vari Paesi

Financial Times
Gideon Rachman commentatore del Financial Times

Le Figaro
Dominique Moïsi insegna all’«Ifri» di Parigi e a Harvard

Al Jazeera English
Larbi Sadiki insegna all’Università di Exeter

National Interest
Bruce Hoffman esperto di terrorismo e sicurezza

Huffington Post
Jalal Alamgir insegna alla University of Massachusetts

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Si può ripensare la guerra di Kabul, ma la lotta al terrorismo deve continuare come prima
eorge W. Bush era solito domandare «perché non abbiamo trovato Bin Laden?» con tale regolarità che una volta un funzionario esasperato suggerì di mandare al presidente una risposta di una riga. «Perché si nasconde». Lo ricorda l’editorialista del Financial Times Gideon Rachman, per il quale la morte di Osama Bin Laden offre l’opportunità di dichiarare la fine della «guerra al terrore» ma non consente a Europa e Stati Uniti di smettere di preoccuparsi del terrorismo. «L’Occidente avrà bisogno di una seria politica anti-terrorismo per molti anni a venire — scrive Rachman —. La dottrina bushiana per la quale il terrorismo era il centro della politica estera Usa è stata un errore. La dichiarazione di una guerra globale al terrore ha distorto la politica estera americana e condotto direttamente a due guerre, in Iraq e Afghanistan. La morte di Bin Laden dà a Obama la copertura necessaria per cominciare a correggere alcuni di questi errori. La minaccia del terrorismo è stata seriamente gonfiata. Incredibili risorse sono state impiegate nella guerra al terrore. Ora che abbiamo la conferma che la leadership di Al Qaeda aveva le proprie basi ben piantate in Pakistan, è ora di riconsiderare anche l’utilità di una guerra di dieci anni in Afghanistan».

America in declino? In realtà ha dimostrato di essere l’unica superpotenza mondiale
a morte di Osama Bin Laden rappresenta una tripla svolta simbolica. Nella relazione dell’America con se stessa; nel rapporto tra Stati Uniti e resto del mondo e, infine, nel confronto del mondo arabo con se medesimo. La formula usata dal presidente Obama, «giustizia è fatta», ha avuto l’effetto di ricompattare la società americana dietro il suo «Comandante in capo». In questo caso l’America non ha dato prova di superiorità tecnologica. Ma i cittadini hanno visto all’opera il coraggio e la determinazione dei propri soldati. E tutti li hanno sostenuti. In secondo luogo: può darsi che gli Stati Uniti abbiano imboccato la strada di un certo declino, specie in campo economico. Ma oggi hanno dimostrato al mondo di essere ancora l’unica potenza in grado di portare a termine un blitz di questo tipo. Né la Cina, né l’India, né l’Unione Europea sarebbero in grado di farlo. E’ una lezione che vale soprattutto per l’Europa. Infine l’uccisione di Bin Laden sarà un test anche per il mondo arabo. Durante le rivoluzioni di primavera sono state bruciate pochissime bandiere americane. Quante saranno ora? Passa anche da qui la speranza di vedere un mondo riconciliato.

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Muore il mito del terrorista Osama, nasce quello del presidente Obama
bama e Osama. Due nomi che da questo momento saranno sempre accostati. Il cacciatore, Obama, è capo della nazione più potente e temuta della Terra. Osama, il ricercato, era leader di uno Stato senza confini e probabilmente dell’associazione politico-religiosa più temuta del mondo moderno. Indipendentemente da quanto siano stati vittime e carnefici, entrambi sono stati vittime degli ideali e delle idee che hanno amato, e per perseguire i quali — si tratti di una forma di trascendenza divina o della deificazione del modernismo e del capitalismo — hanno costruito miti, corpi di guardia, linguaggi. Per ora, abbiamo concluso un capitolo del libro delle relazioni arabo-americane. In questo capitolo Obama ha ucciso Osama. Per Osama, com’è scritto nel santo Corano: «L’angelo della morte si occuperà di voi, vi farà morire e poi sarete ricondotti al vostro Signore». Lì aspetta il suo giudizio. Quanto a Obama, è l’uomo che ha ucciso Osama — ora non importa se legalmente o no. Questo momento troverà significato solo se i fantasmi dell’odio, della hubris e della violenza saranno messi a tacere — con Osama — e quest’infinita caccia alle streghe contribuirà alla causa della riconciliazione.

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Si può aprire una corsa per conquistare la leadership del terrore e noi potremmo essere colpiti

Riscopriamo la lezione di Eisenhower: l’industria militare può minacciare la pace

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elle prossime settimane e forse mesi ci dobbiamo aspettare azioni di rappresaglia e di vendetta dirette contro gli Stati Uniti. Due questioni aperte. La prima: Al Qaeda e i suoi alleati potrebbero utilizzare le stesse tecniche con cui i social network hanno efficacemente galvanizzato i manifestanti in Nord Africa negli ultimi tempi. La minaccia portata da individui non affiliati ad Al Qaeda sarebbe più difficile da anticipare e monitorare. Per questi attivisti sarebbe agevole alimentare le frustrazioni per la morte del loro capo ideologico. E tali «mobilitazioni» potrebbero costituire un diversivo fatto apposta per nascondere operazioni più serie ed eclatanti. Obiettivo: distrarre la nostra attenzione e tenere impegnate su pericoli «minori» le nostre forze di sicurezza e di intelligence. La seconda questione riguarda il gruppo o la figura che cercherà di occupare il vuoto lasciato da Bin Laden, dimostrando la propria capacità di condurre la jihad. Magari non su livelli paragonabili a quelli raggiunti con gli attentati dell’11 Settembre, ma certo con violenza sufficiente a causare gravi danni. Dobbiamo considerare la fine di Osama una vittoria significativa, forse un punto di svolta in quella che rimane però una guerra lunga.

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America — in realtà gran parte del mondo — è in festa dopo l’uccisione di Osama Bin Laden. Ora gli americani sono più sicuri, ma non sicuri del tutto. Ma le domande principali restano: l’assassinio ha alterato la fondamentale «equazione» del terrore? Rimuove le cause alla base dell’antiamericanismo? Bin Laden è andato, ma «loro» smetteranno di odiare «noi»? In passato l’intervento americano ha lasciato profonde ferite. Rispetto a questo, la maggior parte degli americani mostra una curiosa amnesia. Anche i leader Usa rifiutano di credere che il terrorismo contro l’America abbia qualcosa a che fare con questo passato: i terroristi ci odiano per quello che «siamo», non per quello che «facciamo». L’America detiene il record per il più alto tasso di interventi all’estero nella storia. Nel dopoguerra, solo il presidente Eisenhower ha mostrato il coraggio di condurre un’introspezione critica, quando ha individuato nel settore dell’industria militare la più grave minaccia alla democrazia americana. L’America deve prendere esempio da Eisenhower, guardarsi dentro e porsi le domande dure. Altrimenti, malgrado la fine di Bin Laden, la sicurezza continuerà a sfuggirle.

Intervista/2 Saad Eddin Ibrahim, sociologo

«Noi arabi siamo già oltre In Europa c’è chi non lo vede»

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orse non è ancora l’inizio di una nuova era, ma che l’uccisione di Osama segni la fine di anni, decenni difficilissimi per il mondo arabo e le sue relazioni con l’Occidente è fuori di dubbio. Ovvero: l’era degli estremismi e della difesa dello status quo è davvero chiusa. Un’era vecchia, erede del colonialismo e della guerra fredda, di cui erano rappresentanti i Bin Laden e i teocrati alla Khomeini nel nostro mondo, e in Occidente gli Huntington che predicavano lo "scontro tra civiltà", l’inferiorità della nostra cultura e la difesa di dittatori in nome della stabilità. Per fortuna di tutti oggi sono il passato». E’ il più famoso dissidente egiziano sotto l’ex regime, il grande nemico di Hosni Mubarak che lo mise in carcere e lo torturò, a commentare dal Cairo la morte del capo di Al Qaeda che così poca rabbia ha sollevato nelle piazze arabe. Saad Eddin Ibrahim non ne è sorpreso: «Ci stiamo finalmente liberando di quel piccolo grup-

Opposizione islamica Saad Eddin Ibrahim, 72 anni, rientrato al Cairo dopo l’esilio durante il regime di Mubarak

po, una volta potente, che aveva dirottato l’Islam. Nella Primavera della democrazia gli arabi hanno capito che è possibile prendere in mano il proprio destino senza delegarlo a guide o sceicchi. Bin Laden era già diventato un imbarazzo per la maggioranza dei musulmani, aveva già perso. La sua morte per il nostro mondo, tranne qualche eccezione, è una liberazione». Sociologo, storico e accademico prima in patria e poi negli Usa di cui ha la seconda nazionalità, Ibrahim oggi 72enne ha appena deciso di tornare a vivere al Cairo. Non solo perché l’incubo giudiziario è finito: nel 2000 la sua opposizione a Mubarak gli costò tre anni a Tora, dove oggi sono chiusi molti esponenti del vecchio regime. Prosciolto in appello anche perché diventato un caso internazionale (Emma Bonino seguì i processi), si candidò alla presidenza ma una nuova sentenza per «diffamazione alla patria» lo convinse a tornare in America, dove ha insegnato alla Drew University e continuato a

distanza a lottare. Ma ora è rientrato in Egitto perché nella regione «c’è ancora tanto da fare: abbiamo vinto il primo round, qui e in Tunisia, ma anche in Siria, Bahrein, Libia dove la fine dell’immobilismo è già un gran risultato. Ci aspettano altre battaglie. Né noi né l’Occidente dobbiamo fermarci». I rischi che dalla fine della vecchia era non ne sorga una di democrazia ci sono, dice Ibrahim. «Nel mondo arabo c’è chi vuole tornare al passato, e non solo tra i Fratelli Musulmani e i religiosi che però hanno molto meno potere di quanto tema l’Occidente, l’era dei Khomeini come ho detto è finita. In Egitto, ad esempio, c’è ora chi vuole cancellare le conquiste delle donne ottenute anche grazie all’ex First Lady Suzanne Mubarak. Le donne, i giovani e i copti non stanno ancora ottenendo quanto promesso dalla rivoluzione. Per questo ho proposto alle prossime elezioni una quota del 40% per chi ha meno di 40 anni».

«Bisogna battere chi vuole rimanere nel passato, tanto in Medio Oriente quanto in Occidente»

E anche in Occidente, continua Ibrahim al telefono tra una conferenza e un incontro politico («ma non mi candiderò, resto nella società civile, all’università e alla guida del centro Ibn Khaldun»), negli Usa e in Europa c’è chi vorrebbe frenare il nuovo corso. «Nei giorni della rivoluzione egiziana ero a Washington, ho parlato a lungo con molti esponenti dell’Amministrazione e della Casa Bianca, che hanno tante anime, non sono certo compatte. Per fortuna ha prevalso la linea dei consiglieri di Obama come Samantha Power, Michael McFaul, Mike Posner, che hanno capito come "l’eccezionalità araba" non esista. Che la nostra presunta refrattarietà alla democrazia era un’assurdità e il mantenimento dello status quo un pericolo per tutti». Il presidente americano ha scelto di dare loro ascolto, continua Ibrahim, «nonostante le resistenze degli alleati del Golfo e la paura diffusa anche in America dell’ignoto, dei Fratelli Musulmani, di un nuovo Iran. Adesso, reso più forte dall’uccisione di Bin Laden, Obama deve continuare ad ascoltare la nostra voglia di democrazia, con i nostri tempi e i nostri percorsi diversi ma con lo stesso obiettivo. E l’Europa sia consapevole che una sponda Sud del Mediterraneo libera e democratica è anche nel suo interesse, non l’abbandoni. Almeno questo, per ora. Poi verrà il momento di costruire la nuova era, quella del dialogo vero».

Cecilia Zecchinelli
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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10 anni di terrore L’America e le strategie per il futuro
di Bernard-Henry Lévy

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Bin Laden è morto perché la maggioranza dei musulmani lo aveva, subito, rinnegato. E perché la primavera araba, 10 anni dopo, lo ha condannato

Il ruolo ambiguo dell’«alleato» Pakistan
Bin Laden è morto. In un certo senso, era già morto. E nessuno credeva più, da molto tempo, alla prospettiva da lui tracciata di un islamismo radicale che desse il cambio al comunismo e alle sue ambizioni deliranti. Insomma, stavolta, è morto davvero. Il peggior serial killer della storia contemporanea, l’inventore della nuova strategia terroristica, il capo di una Ong del crimine che ha ucciso, da dieci anni a oggi, migliaia e migliaia di civili, ha lasciato la scena del mondo. Evidentemente, è una grande notizia. A partire da qui, si pongono alcune domande. 1. Chi ha ucciso Bin Laden? Un commando della Joint Special Operations americano, certo. Ma anche, per forza, la coalizione antiterroristica che da dieci anni gli dava la caccia. E le masse arabo-musulmane che, si riteneva, sarebbero cadute fra le braccia di Al Qaeda ma che, in fin dei conti, se ne sono guardate bene e in questi ultimi tempi hanno finito per guarire da tale eventuale tentazione grazie ai movimenti democratici nella regione. Bin Laden è morto perché la maggioranza dei musulmani lo aveva, subito, rinnegato. E perché la primavera araba, dieci anni dopo, lo ha condannato. 2. Cosa ha permesso di uccidere Bin Laden? La presenza delle forze speciali americane in prossimità del Pakistan. Quindi, per parlar chiaro, la loro presenza nel vicino Afghanistan. Ciò significa, per parlar più chiaro ancora, che la coalizione antiterroristica aveva ragione di restare in Afghanistan e che questa guerra tanto denigrata, «malfamata», che si diceva fosse perduta e veniva messa nello stesso sacco dell’assurda guerra in Iraq, era una guerra che bisognava fare e di cui raccogliamo, infine, i frutti di riconciliazione e di pace. L’evento è la conseguenza della presenza, in Kapisa e in Uzbeen, di soldati occidentali. È la vittoria di coloro che, dal 2001, rifiutano di lasciarsi impressionare dal disfattismo. È uno scacco per la politica di appeasement e la sua insondabile frivolezza. 3. Cosa accadrà a partire da questo momento? L’evento è naturalmente una lezione per tutti i terroristi del mondo, specie per i talebani. Inoltre, a medio e lungo termine, provoca un inevitabile indebolimento per il piccolo esercito del crimine di cui Bin Laden era il capo. Ma prima di questo? A più breve termine? Alla base della Base? Nelle cellule che ormai avevano solo lontani rapporti con lui e che, a Marrakech, in uno dei più bei posti del mondo, hanno appena compiuto la carneficina che sappiamo? Non si rischia, così, un’epidemia di piccoli califfi che tentano d’essere califfi al posto del grande Califfo? E questi non entreranno in concorrenza per immaginare una rivincita all’altezza della sua demenza? La

Chi è Bernard-Henry Lévy, 62 anni, è uno dei più noti filosofi francesi: autore di oltre trenta opere, si è occupato di filosofia politica e morale, ma anche di fiction, biografie e reportage sui principali conflitti di questi anni, inclusa la guerra in Afghanistan

morte di Bin Laden è una vittoria. Ma non è ancora, ahimè, la sconfitta del terrorismo. 4. Infine, il Pakistan. Capisco che l’operazione sia stata resa possibile grazie alla cooperazione pachistana. Ma al tempo stesso... Come non ascoltare anche l’altro elemento di verità? Si diceva che il fuggiasco si nascondesse nelle grotte, errando da un rifugio all’altro. Che vivesse la vita di una bestia braccata in chissà quale «zona tribale». Ebbene, era nel cuore del Pakistan. Viveva a 40 chilometri da Islamabad, capitale politica del Paese, in un quartiere che ho visitato durante la mia inchiesta su Daniel Pearl, un luogo residenziale per militari in pensione. Possiamo allora concludere che i pachistani sapevano? Che avevano accettato di proteggerlo e poi hanno deciso di mollarlo? Come non porre la domanda da me posta ogni volta che, in passato, e in circostanze sempre analoghe, le agenzie pachistane scaricavano uno degli jihadisti da loro tenuti in riserva e a portata di mano (gli eventi mi hanno ogni volta, purtroppo, dato ragione): perché questo cambiamento d’idea? Al termine di quale mercanteggiamento? E quale carta si trattiene quando, nella partita di poker che è il gioco diplomatico visto da Islamabad, ci si disfa di simile atout? La scomparsa di Bin Laden, per quanto sia una buona notizia, mi rafforza nell’idea che il Pakistan nuclearizzato, jihadizzato, sottomesso all’influenza persistente dei suoi terribili servizi segreti, resti, come ieri, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta. (traduzione di Daniela Maggioni)
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La fine di Bin Laden mi rafforza nell’idea che il Pakistan resti uno dei luoghi più pericolosi del pianeta

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di Robert D. Kaplan

Oggi diventa possibile spostare l’attenzione americana verso l’Estremo Oriente, dove sta nascendo il vero centro dell’economia mondiale

Una prova che cambia la politica estera Usa
In guerra, il morale è tutto. Per battere il nemico bisogna spezzare il suo morale. L’uccisione di Osama Bin Laden per mano delle Forze speciali americane in uno scontro a fuoco a nord di Islamabad, la capitale pachistana, ha fatto schizzare verso l’alto il morale americano, impartendo un colpo mortale a quello di Al Qaeda, con ripercussioni rimbalzate in ogni angolo del mondo. Bin Laden non si era limitato a sparire misteriosamente nel nulla, a non dare più notizie di sé, alimentando le illazioni sul suo fato e rinfocolando così le speranze dei suoi devoti seguaci sunniti. Né è morto di morte naturale. È stato individuato ed eliminato. Un fatto, questo, che merita la massima evidenza. Tra i molteplici risultati positivi dell’azione, mi limiterò a ricordare i seguenti: Il presidente Barack Obama ha dimostrato una volta per tutte che i democratici sono un partito capace di difendere la sicurezza nazionale: cosa ottima per le sue future possibilità di rielezione alla Casa Bianca, ma soprattutto essenziale per la democrazia americana. Il Paese è tornato ai tempi della Guerra fredda, precedenti a George McGovern, quando le questioni di sicurezza nazionale non dividevano gli animi, perché erano in cima all’agenda politica di entrambi gli schieramenti politici. Oggi, grazie alle sue nuove credenziali di sicurezza nazionale, profondamente simboliche, sarà più facile — politicamente — per Obama imporre tagli alle spese militari, cosa che occorre fare al più presto. Se nel breve periodo si prevede un inasprimento delle tensioni con il Pakistan, i rapporti tra i due Paesi potrebbero migliorare sotto il profilo strutturale. Gli Stati Uniti non hanno mai imposto un cambiamento radicale nella gestione degli affari interni del Paese, solo una maggior assistenza in alcuni settori chiave, come la caccia alle personalità di alto profilo di Al Qaeda. Oggi che il capo assoluto di Al Qaeda è stato eliminato — con o senza l’avallo delle autorità pachistane — c’è speranza che i rapporti tra i due Paesi si normalizzino. Un legame meno intenso con il Pakistan potrebbe anzi rivelarsi più salutare per entrambi i Paesi. Per inciso, sarà più facile instaurare una nuova collaborazione dei servizi segreti per stanare Ayman Al-Zawahiri, un importante capo di Al Qaeda, e il suo complice talebano, il mullah Omar. In ogni caso, gli Stati Uniti dispongono ora di una leva nei confronti del Pakistan di cui prima del raid erano privi. L’uccisione di Bin Laden rafforza inoltre il prestigio americano in Afghanistan, e spronerà forse i talebani a scendere a patti con il governo di Kabul. Al contempo, renderà possibile un sostanzioso ritiro di truppe americane nel 2014, forti della vittoria riportata nella guerra al terrore. La guerra proseguirà di certo in Paesi più

Grazie alle nuove credenziali di sicurezza nazionale sarà più facile per Obama imporre tagli alle spese militari

Chi è Robert D. Kaplan, 59 anni, è un giornalista e saggista statunitense, membro del Center for a New American Security, di Washington. Attualmente lavora per l’«Atlantic Monthly». È stato consulente delle forze speciali dell’esercito Usa, della Air Force e dei Marines

lontani, come Yemen e Somalia, dove Al Qaeda ha da tempo insediato le sue filiali. Ma la risolutezza e la baldanza di questi affiliati hanno subito un duro colpo con la morte del loro leader. Anche se indirettamente, la morte di Bin Laden favorirà la lotta per la democrazia in Medio Oriente, proprio perché ha inferto un tremendo colpo simbolico all’estremismo. La battaglia per il progresso dei governi in Medio Oriente sarà lenta e tumultuosa, con periodiche esplosioni di caos in questo o quel Paese. Ma le rivolte contro i regimi tirannici fossilizzati, seguite dalla morte del numero uno di Al Qaeda, promettono bene per la regione. Inoltre, l’uccisione di Bin Laden ridimensionerà le ambizioni di Hamas e dei Fratelli Musulmani in Egitto e in Siria, i quali, seppur non affiliati ad Al Qaeda, hanno sempre voluto emulare il suo esempio nel lanciare sfide all’Occidente. Ricordiamo tuttavia che Al Qaeda è già stata indebolita dalle sommosse pro democratiche in tutto il mondo arabo e oggi ha toccato il suo punto più basso. La morte di Bin Laden rientra nel processo di risanamento dell’instabilità e dell’estremismo che da tempo travagliano il Medio Oriente e hanno richiamato l’invio delle truppe americane nella regione. Allo stesso modo, oggi essa consente di metter mano alla grande strategia di lungo raggio di Obama: spostare cioè l’attenzione americana verso l’Estremo Oriente, dove sta nascendo il vero centro dell’economia mondiale e dell’attività navale e marittima. Facciamo un passo indietro e riflettiamo: Obama ha già ridotto considerevolmente le forze armate presenti in Iraq e promette il ritiro dell’America dall’Afghanistan nel 2014; ha eliminato Bin Laden; ha evitato la guerra con l’Iran (grazie al sabotaggio industriale, le ambizioni di Teheran di acquisire armamenti nucleari sono state notevolmente rallentate); ha incoraggiato una politica estera più vigorosa e creativa verso l’Asia orientale di quanto non avesse fatto il suo predecessore, specie nel modo in cui ha saputo rassicurare gli alleati nel Mar della Cina meridionale. Certo, permane qualche incertezza riguardo la Libia, ma senza le truppe di terra, non c’è rischio di impantanarsi in una guerra lunga e sfibrante. Pertanto, malgrado tutte le critiche che gli piovono addosso da alcuni settori, questo governo può sicuramente vantare la politica estera più competente ed efficace dai tempi del presidente Bush padre ad oggi. (Traduzione di Rita Baldassarre)
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Politica
La missione La maggioranza si ricompatta su un testo in 7 punti. Pd, Idv e terzo polo divisi

Il ministro fa campagna a Gallarate
Per due giorni consecutivi, Bossi ha improvvisato una visita ai leghisti di Gallarate impegnati nella campagna elettorale a supporto di Giovanna Bianchi Clerici (con il Senatur nella foto), consigliere di amministrazione Rai e candidata sindaco per la Lega con il sostegno di Fli. I due ieri hanno passeggiato in centro e hanno parlato con i militanti. Il leader della Lega mostra particolare attenzione al Comune lombardo più grande in cui il Carroccio corre separato dal Pdl alle amministrative. Primo obiettivo: conquistare il ballottaggio è avvenuto anche se il Senatur lo dà per certo nei «prossimi giorni». Se poi saranno le opposizioni a guadagnarci, si vedrà. Per ora, nel passaggio parlamentare di stamattina, chi si presenterà divisa, con tre diverse mozioni e con l’impossibilità di veder prevalere la propria su quella della maggioranza è proprio l’opposizione. Il Pd annuncia con Bersani che mai sosterrà l’«umiliante» mozione di Lega e Pdl, altrettanto dovrebbero fare Idv e terzo polo, ma è un fatto che i tre partiti riusciranno solo a votare le loro tre mozioni incrociando sostegni e astensioni, anche qui per ovvie ragioni tattiche. Esattamente come temeva Giorgio Napolitano, che del dibattito — come ha fatto capire a tutti i suoi interlocutori — avrebbe fatto volentieri a meno.

Libia, Pdl e Lega uniti al voto «Niente tasse e data per il ritiro»
Mozione comune: il governo si impegna a concordare l’uscita con Nato e alleati
L’ammiraglio Gaudiosi
Eufor Lybia L’ammiraglio Claudio Gaudiosi, 58 anni

L’italiano che guida «Eufor Libya»: nessuno dei nostri? Avrò altre truppe Ue
ROMA — «Ciò che decide l’Italia in questo momento mi interessa poco. Io agisco su mandato dell’Unione Europea». L’ammiraglio Claudio Gaudiosi, napoletano di 58 anni, è a Bruxelles, dove mette a punto i piani per la missione Eufor Libya, di cui è comandante. Si tratta di un’operazione decisa dall’Unione Europea il mese scorso allo scopo di sostenere l’assistenza umanitaria ed, eventualmente, contribuire all’evacuazione dei profughi. Si rischia dunque il paradosso di una missione a guida italiana ma senza soldati italiani, visto il «no» della Lega all’invio di truppe di terra? «So che si discute una mozione della maggioranza sulla crisi libica — dice Gaudiosi —. Ma il contenuto di questo documento non contrasta in alcun modo con il lavoro che io devo svolgere». La missione Eufor prevede un intervento sul suolo libico. La mozione lo esclude. C’è un contrasto. «Il mandato che mi ha affidato l’Ue ha lo scopo di sostenere l’azione delle organizzazioni umanitarie, le quali non dispongono di mezzi adeguati. Se l’Italia preferisce non far parte di questa operazione non è un problema». In pratica cosa deve fare l’Eufor? «La missione è nata con il compito di offrire mezzi e capacità specialistiche per soccorrere persone che versano in una condizione di estrema difficoltà. Si può presentare per esempio la necessità di evacuare gruppi di sfollati o di trasferire uomini dalla Libia nei loro Paesi d’origine». Chi decide gli interventi da compiere? «Tocca all’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) segnalare le azioni necessarie. Noi siamo vincolati alle richieste che ci arriveranno da questo organismo. Siamo assolutamente neutrali rispetto alla crisi libica in corso. Ci occupiamo solo di assistenza. Però siamo ancora in una fase di pianificazione. Studiamo i possibili interventi, lavoriamo su varie ipotesi, in modo che quando verrà chiesto il nostro apporto saremo pronti. Nei prossimi giorni terremo una Force generation conference, dove saranno approvati i piani. Faremo presente all’Ue cosa ci serve per realizzarli, quanti uomini, quanti mezzi. L’Italia potrà contribuire o tenersi fuori».

ROMA — Si chiude oggi, con il voto sulle mozioni che di fatto non cambieranno il corso della nostra politica estera, la querelle sulla natura dell’intervento italiano in Libia, che ha diviso profondamente Pdl e Lega, ma soprattutto Bossi e Berlusconi. Come era ampiamente previsto alla vigilia, la maggioranza è riuscita a ricompattarsi e a presentare un documento comune, in sette punti, in cui pur riconfermando l’adesione ai contenuti della risoluzione Onu già votata in Parlamento alcune settimane fa, si chiede l’impegno del governo a concordare una data per il ritiro della Libia in accordo con Nato e Paesi alleati, e si impegna l’esecutivo a non aumentare le tasse per finanziare «la missione in oggetto». C’è voluto un vertice mattutino presieduto da Berlusconi, che ha avuto modo anche di parlare velocemente con Bossi collegato da Galla-

rate, assieme ai ministri Frattini, La Russa, Maroni, Calderoli nonché ai capigruppi di Pdl, Lega e Responsabili per trovare l’accordo sul testo che resta quello presentato dal Carroccio, pur edulcorato in alcuni passaggi. «In meno di un’ora, e alla prima riunione, abbiamo trovato la quadra», conferma Paolo Bonaiuti. E Bossi si mostra piuttosto soddisfatto: «Non si vince mai al 100 per cento, ma la Lega è brava, ha un discreto segretario...». E se sul punto della data l’intesa è stata piuttosto facile, più complicato semmai è stato tranquillizzare il ministro della Difesa La Russa che non si sarebbero lasciati scoperti i fondi necessari per il suo dicastero. Ma alla fine, l’accordo che è sempre parso obbligato (nonostante le ironie di chi, come il finiano Briguglio, dice che per Pdl e Lega la Nato è considerata «alla stregua della quarta gamba della

maggioranza») è stato messo nero su bianco e oggi reggerà alla prova dell’Aula. Più difficile però dire quale sarà l’impatto che sulla maggioranza avrà, nelle prossime settimane, quella che è apparsa come una divaricazione profonda tra Bossi e Berlusconi, confermata anche dalla freddezza con cui il Senatur si sbilancia sul futuro: «Se ora la maggioranza è più forte? Risolviamo una cosa alla volta, ora abbiamo risolto la questione della mozione sulla Libia». Forse è troppo dire, come fa Adolfo Urso, che adesso «lo scontro tra Bossi e Berlusconi è diventato personale e quindi devastante, la Libia è solo un pretesto». Ma non c’è dubbio che i timori per quello che potrebbe succedere in caso di risultati non brillanti alle Amministrative sono molto diffusi nel Pdl, anche alla luce di quell’incontro chiarificatore tra Berlusconi e Bossi che ancora non

Vertice Ieri il capo del governo ha parlato con il leader leghista Bossi che era in collegamento da Gallarate

Paola Di Caro
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Le condizioni

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La mozione impegna il governo all’azione politica sul piano internazionale per una soluzione diplomatica della crisi libica

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La mozione firmata dai capigruppo di Pdl, Lega e Responsabili esclude ogni futuro intervento delle truppe italiane in azioni di terra in Libia

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È richiesto anche un termine temporale certo di fine ostilità in accordo con gli organismi internazionali e i Paesi alleati

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La mozione unitaria recepisce le sei condizioni della Lega, tra le quali l’impegno del governo a non imporre ulteriori tasse

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Razionalizzare le missioni in corso attraverso una graduale e concordata riduzione degli impegni del nostro Paese

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Superare le criticità conseguenti alla sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha bocciato il reato di clandestinità

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Promuovere il concorso di tutti i Paesi alleati per l’esodo migratorio, l’asilo dei profughi e il contrasto dell’immigrazione irregolare

Le reazioni La Russa: nel comando due generali italiani con potere di veto

La Nato: la missione finirà solo quando Gheddafi si ferma
ROMA — La Nato ha reagito già, pur senza citarla direttamente, alla richiesta di un limite temporale per le incursioni degli aerei in Libia contenuta nella proposta di mozione presentata dalla maggioranza di governo alla Camera. «L’operazione durerà fino a quando le forze di Muammar Gheddafi non smetteranno di attaccare la popolazione libica», ha dichiarato ieri il rePdl e della pattuglia di Iniziativa Responsabile non sono certo il migliore dei modi per accogliere a Roma, da stasera, il segretario di Stato americano Hillary Clinton, impegnata da settimane a sostenere che le operazioni in Libia devono durare fino a obiettivi raggiunti e comportare innanzitutto un impegno europeo. Se approvata, la mozione oggi in votazione alla Camera «impegna il governo» a chiedere di «fissare un termine certo» entro il quale «concludere le azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati nel territorio libico». Nella versione per i giornali, si evidenzia in neretto che questo proposito andrebbe raggiunto «in accordo con le Organizzazioni internazionali e i Paesi alleati». Quel neretto è quasi un’impronta digitale della parte della coalizione di governo preoccupata di impedire contraccolpi da parte di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, i Paesi che più hanno voluto i bombardamenti, autorizzati dall’Onu (e da oltre un mese affidati alla Nato) per salvare civili e insorti dalla repressione gheddafiana. Negli atti parlamentari, tuttavia, il neretto non è previsto e la proposta conferma la riluttanza del governo Berlusconi nell’usare le armi contro il regime del Colonnello. Nel frattempo, il ministro della Difesa Ignazio La Russa a Ballarò ha annunciato di aver ottenuto quanto anticipava venerdì in un’intervista al Corriere: al comando Nato ci sono due ufficiali italiani con «cartellino rosso». «Se la missione non ci appare in sintonia con la volontà di impedire che siano colpiti civili, gli aerei italiani non partecipano», ha spiegato La Russa. In attesa di ricevere domani a Roma una ventina di colleghi dei Paesi del «Gruppo di contatto» sulla Li-

bia, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito la mozione «un testo condivisibile che dice che noi cercheremo, con le organizzazioni internazionali, la Nato e gli alleati, la fissazione di un termine». Il problema è che, malgrado tutti gli Stati coinvolti abbiano fretta di finirla con i costi economici della guerra, i nostri principali alleati chiedono di mantenere gli impegni fino a quando necessario, non di autoassegnarsi compiti a tempo. E così è sancito in pronunce in qualche modo comuni. «I partecipanti hanno concordato di continuare i propri sforzi finché tutte le condizioni saranno sod-

La missione di Hillary Da stasera sarà a Roma il segretario di Stato americano Hillary Clinton, impegnata a difendere la missione libica
sponsabile delle attività navali dell’operazione a comando Nato «Unified Protector». Il caso vuole che dirlo sia toccato a un italiano, l’ammiraglio Rinaldo Vieri, ma in un’alleanza politico-militare non è che ciascuno può agire soltanto come preferisce il rispettivo governo. «È una missione che richiede tempo. Una volta sgominata la prima linea, altre forze si stanno camuffando e sono più difficili da individuare», ha proseguito l’ammiraglio della Nato sul contrasto delle forze mandate dal Colonnello a insidiare gli insorti. E le righe messe a punto dai capogruppo dei deputati della Lega, del

La Farnesina Il ministro degli esteri Frattini ritiene la mozione «un testo condivisibile, cercheremo di fissare un termine»
disfatte», ha scritto la presidenza della Conferenza di Londra il 29 marzo. La Conferenza riuniva circa 40 rappresentanti di governi e organizzazioni internazionali. Compresi Frattini e Clinton che quel giorno ha affermato: «L’azione militare in Libia continuerà fintanto che Gheddafi non si piegherà alla risoluzione Onu». Il 14 aprile, all’incontro tra ministri degli Esteri della Nato a Berlino, Madame Secretary ha sottolineato che gli Usa continueranno le operazioni in Libia fino all’uscita di scena del Colonnello. E l’Italia?

Marco Nese
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Maurizio Caprara
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Politica 23
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So che la decisione della guerra non è apprezzata dal 72% degli italiani, ma in alcuni casi non si può decidere pensando al consenso Silvio Berlusconi

Dietro le quinte Considerate sopra le righe le dichiarazioni leghiste. La cena con Tremonti

Il premier a Bossi: la quadra si trova se vi ricordate che siete al governo
ROMA — Visto che in un paio d’ore, dopo giornate di polemiche a distanza, si è raggiunto l’accordo con la Lega, visto che la mozione della maggioranza sarà una sola, Berlusconi può ben dire che aveva ragione lui a non scomporsi, a giudicare le fibrillazioni del partito del Senatur un caso classico di movimentismo elettorale e pratico (anche in vista di alcuni posti di sottogoverno) del suo miglior alleato. E visto che a Montecitorio finalmente si voterà tutti uniti, il Cavaliere ieri, a Palazzo Chigi, durante il vertice sulla Libia, ironizzava, oltre che sulla propria pazienza, anche sulla famosa «quadra» trovata per l’ennesima volta con il partito leghista: «Se vi ricordate più spesso di stare al governo la quadra, come dite voi, la troviamo in un attimo». Insomma, ieri Berlusconi non aveva particolari motivi di soddisfazione ma nemmeno di rammarico. Ha giudicato sopra le righe le mosse e le dichiarazioni dell’alleato, si è scocciato non poco per i toni del Senatur e dei ministri leghisti, ma gli è toccato di fare buon viso a cattivo gioco; in fondo sapeva sin dal primo giorno che la maggioranza non rischiava granché sulle modalità del nostro intervento militare in Libia. Nel governo ieri si parlava apertamente di «contentino» alla Lega, di una mozione che è fatta apposta per soddisfare ragioni tutte interne al partito del Senatur («persino una citazione dell’articolo 11 della Costituzione, come se questa fosse in pericolo», dicono a Palazzo Chigi) ma che avrà scarsissimi effetti pratici sul contesto militare e sul nostro impegno in seno alle operazioni della Nato. Del resto una chiave per capire quello che è successo l’ha data durante il vertice lo stesso presidente del Consiglio: «Governare è impopolare e la decisione della guerra so bene che non è apprezzata dal 72% degli italiani, ma in alcuni casi non si possono prendere decisioni pensando al consenso». Che lo dica il premier, che ama sopra ogni cosa i sondaggi, colpisce un po’. Ma l’argomento introduce il cuore del problema: a chi si rivolge la Lega e a chi si è rivolto il resto della maggioranza negli ultimi giorni. Evidentemente i destinatari di alcuni messaggi, e di alcune scelte, sono stati diversi. Anche se solo mediatica ieri si è comunque ricomposta ufficialmente una frattura. Restano sul tappeto invece tutte le perplessità sul conflitto non solo di Bossi, ma sopratutto di Berlusconi. Si sa che il capo del governo ha aderito alle richieste degli alleati, sin dall’inizio delle operazioni, con molti dubbi. Per una parte, li ha esternati ieri durante il vertice di maggioranza a Palazzo

Vincino

La Nota
di Massimo Franco

Al telefono alla cena «Mille donne per la Moratti»

Compromesso ambiguo che conferma le distanze fra Cavaliere e Senatur
a mozione unitaria del governo sulla missione in Libia è arrivata. E oggi sarà votata alla Camera dalla Lega e dal Pdl. Formalmente è il documento voluto da Umberto Bossi, e imposto a Silvio Berlusconi. E contiene quel tanto di ambiguità sulla data finale delle operazioni militari, chiesta dal Carroccio, da consentirgli di sostenere che ha vinto lo scontro con il presidente del Consiglio. Ma il saldo dell’operazione appare leggermente diverso da quello accreditato. Se il vertice leghista voleva tenere il capo del governo sulla corda, l’operazione è riuscita. Ma se l’obiettivo era di smentire le decisioni prese da Palazzo Chigi con la Nato sui raid contro Gheddafi, Bossi l’ha mancato. Non poteva essere diversamente. A meno che non si volesse rischiare un’incrinatura nelle alleanze e negli impegni internazionali già presi dall’Italia. L’immagine che il governo di Roma trasmette è quella di un Paese tuttora riluttante ad assecondare le incursioni aeree; ma costretto a conciliare i suoi dubbi con gli imperativi militari che l’Alleanza atlantica si è data dopo il mandato dell’Onu. La mozione leghista, accolta dal Pdl, precisa al sesto dei sette punti nei quali si articola che occorrerà «fissare un termine temporale certo, in accordo con le Organizzazioni internazionali ed i Paesi alleati». È la data «da comunicare al Parlamento, per concludere le operazioni militari». Ma, appunto, la data manca perché sarebbe impossibile indicarla: non può che essere la Nato a farlo. E ieri dal comando marittimo alleato di Napoli, che coordina le operazioPer la Nato tutti ni in Libia, la risposta è stata che la «deve durare fin quando gli obiettivi sono missione Gheddafi non smette di attaccare la militari e collegati popolazione civile», ha spiegato il viceammiraglio Rinaldo Veri. Non soagli attacchi lo. Di fronte alle perplessità di Berludel regime sconi dopo la notizia dell’uccisione di uno dei figli di Gheddafi e di tre nipoti, la Nato ha replicato che «tutti gli obiettivi sono militari e collegati agli attacchi del regime» di Tripoli. Insomma, l’impressione è che la diatriba nella maggioranza non abbia spostato nulla a livello internazionale. La Lega sostiene di avere vinto. Eppure, la difficoltà fra Bossi e Berlusconi marca una presa di distanza dei lumbard dal premier; ma in parallelo fotografa l’impossibilità di andare troppo oltre: almeno per ora. Il centrosinistra infierisce sostenendo che il Carroccio ha ottenuto poco o nulla, e che la mozione è «una farsa». Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, parla di «pasticcio umiliante» e annuncia che voterà contro. La stessa Udc di Pier Ferdinando Casini, inizialmente incline ad appoggiare la politica estera del governo, dirà sì solo al proprio documento e forse a parte di quello del Pd. Il pacifismo di Antonio Di Pietro porta l’Idv ad una posizione solitaria. Ancora una volta, il paradosso è che un centrodestra diviso da tensioni anche elettorali alla fine vota unito. Le opposizioni, invece, presentano mozioni diverse; e vengono accusate di «ingenuità» dal senatore del Pd, Marco Follini, per avere chiesto un dibattito senza calcolare l’atteggiamento della maggioranza. Ma la tesi del centrodestra secondo la quale il governo e l’alleanza Pdl-Lega usciranno compattati da questa vicenda suona un po’ forzata. Per quanto simbolico, l’incontro ancora rinviato fra Berlusconi e Bossi, nato dalle divergenze sulla Libia, comincia a riflettere un malessere slegato dal dossier Gheddafi; e riferibile a problemi che spunteranno dalle urne del 16 maggio.

Chigi: «Se hanno volutamente assassinato il figlio di Gheddafi si tratterebbe di un fatto gravissimo perché l’omicidio non rientra fra gli obiettivi della missione alleata. I target militari sono e devono rimanere esclusivamente militari, occorre evitare il rischio di fare vittime civili». Ovviamente sono commenti a porte chiuse, filtrati attraverso i partecipanti al vertice, ma rimarcano che in privato il Cavaliere punta il dito contro la possibilità che la Nato si spinga sino a mettere in pratica dei raid mirati contro il regime libico e la famiglia di Gheddafi. Di certo c’è che la posizione del Cavaliere oscilla ancora fra la convinta adesione alle scelte compiute e il rammarico per averle subite senza troppa voglia. Non si poteva fare diversamente, ma resta la difficoltà a metabolizzare un conflitto che ha ormai quasi apertamente un solo obiettivo, eliminare un uomo che sino a qualche mese fa era uno dei suoi principali alleati, fra i primi partner economici, persino, a tratti, un amico.

«A Milano rischio di avere meno preferenze di 5 anni fa»
MILANO — Lo ha confessato. Al telefono. Dall’altra parte mille donne. Quelle invitate da Daniela Santanché all’hotel Marriott per sostenere la candidatura a sindaco di Letizia Moratti: «Ho accettato di candidarmi come capolista a Milano pur sapendo che c’è il rischio di prendere meno preferenze di cinque anni fa e di consentire quindi ai nostri avversari di dire che Berlusconi è in declino. Non ho avuto esitazioni, ho ritenuto che il mio impegno sarebbe stato fruttuoso e ho accettato subito di impegnarmi in prima persona». Un’ammissione. A denti stretti. Lascia presagire che la battaglia milanese tra la Moratti e il candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia, non sarà affatto una passeggiata e che i sondaggi lasciano ancora aperta la porta del ballottaggio. Parole molto differenti da quelle che il premier aveva detto poche settimane fa all’apertura della campagna della Moratti al Teatro Nuovo, quando aveva assicurato di battere il record di preferenze di cinque anni fa: 53 mila. Nonostante la prudenza, il presidente del Consiglio ha comunque dato la carica all’esercito in rosa che si è presentato al Marriott: ministre, sottosegretarie, europarlamentari, imprenditrici, avvocatesse e libere professioniste: «Abbiamo una bella battaglia da combattere, abbiamo bisogno di vincere a Milano che è la capitale economica e politica del Paese. Sono convinto che vinceremo e sarà un voto di sostegno al governo». Alla fine si è scusato con la platea in rosa: «Aver mancato un appuntamento con mille donne è un punto molto brutto della mia storia...».

L

Il figlio ucciso del raìs Al vertice di maggioranza il Cavaliere ha esternato alcuni dubbi sulle operazioni in Libia: «Se hanno volutamente assassinato il figlio di Gheddafi si tratterebbe di un fatto gravissimo, l’omicidio non rientra tra gli obiettivi della missione alleata»
«Sono tre o quattro giorni che non dormo bene per questa situazione», ha aggiunto ieri mattina, parlando con i ministri leghisti e i capigruppo della maggioranza alla Camera e al Senato, mentre qualcuno nel suo partito continua a chiedergli di ritagliarsi un ruolo maggiore, magari di mediazione con lo stesso Colonnello, visti i trascorsi. Qualcosa più facile da immaginare che da mettere in pratica e che forse aveva un senso nei primi giorni del conflitto e non a questo punto, mentre Gheddafi minaccia l’Italia di portare la guerra sul nostro suolo. Domani il Cavaliere incontrerà il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Assieme ai ministri degli Esteri dei Paesi che partecipano alle operazioni in Libia, il nostro governo farà a Roma il punto sulla situazione. Intanto, ieri sera, il premier cenava a Palazzo Grazioli con Giulio Tremonti per discutere i dettagli del decreto per lo Sviluppo che la settimana prossima potrebbe essere approvato.

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Elisabetta Soglio
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Marco Galluzzo
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Il caso Una circolare lo toglie ai Vigili. Chiamparino protesta, Emiliano e Fassino con lui. E anche il pdl De Corato

Maroni lo vieta ma i sindaci pd «tifano» per lo sfollagente
MILANO — Lo sfollagente? Indispensabile per la polizia municipale. Parola di Sergio Chiamparino, sindaco uscente di Torino ed esponente di spicco del Pd, che ieri ha scritto al ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla circolare del Viminale che esclude dalla dotazione delle polizie locali una serie di strumenti considerati «armi improprie», per chiedergli di ripensarci. Decisione sbagliata, per Chiamparino: «Oltre a determinare gravi problemi per la sicurezza operativa degli addetti, sempre più impegnati in servizi di presidio che richiedono elevati livelli di difesa personale, creerebbe una grave contraddizione fra ciò che si chiede alle Polizie locali per la sicurezza urbana e l’impossibilità di usare gli strumenti adeguati». Per la soluzione del problema, dunque, servirebbe «una disciplina chiara» che tenga conto «dei cambiamenti di ruolo e di funzioni» con una modifica di un decreto ministeriale (il 145 del 1987) sulla materia. Ma la parabola dello sfollagente-manganello, strumento antisommossa apparso per la prima volta nel XIX secolo in Inghilterra, ieri è stata accentuata dalle dichiarazioni di Piero Fassino, candidato sindaco di Torino del centrosinistra: «Lo sfollagente è uno strumento importante. I vigili urbani, nell’esercizio del loro dovere, devono essere messi in condizione di difendersi, se necessario». Sulla stessa linea il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che a Torino ha partecipato con Fassino a un incontro sulla sicurezza: «Chiediamo al mito, ad esempio, polemizzando ieri con l’eurodeputato leghista Matteo Salvini, ha tuonato: «Anziché tirare per la giacchetta i vigili sulla sicurezza, Salvini chieda a Maroni come mai con una circolare sta decidendo di togliere pure lo sfollagente alla polizia locale, dopo che per anni non ha mai consentito l’uso dello spray al peperoncino a getto balistico, che sarebbe un importante deterrente contro le aggressioni». E il vicecoordinatore pdl in Piemonte, Agostino Ghiglia, ha aggiunto: «Pensare di ritirare questi strumenti indispensabili per garantire lo svolgimento dei compiti dei Vigili urbani nel contrasto della microcriminalità è un’assurdità».

Nel 2009 Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino con il ministro dell’Interno Roberto Maroni (Ansa)

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nistro Maroni di dirci come i vigili devono e possono difendersi. In un momento in cui la legge sul riordino della polizia locale giace in Parlamento e nessuno se ne occupa». Ma voci contrarie alla decisione di Maroni si sono levate anche dal Pdl. Il vicesindaco di Milano Riccardo De Cora-

Angela Frenda
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24 Politica
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Democratici Bersani e Franceschini ammorbidiscono i toni dopo le proteste

«Tregua e conferenza di pace» Svolta del Pd sul conflitto
Disagio dai cattolici ai dalemiani. E la mozione viene riscritta
Ieri nuovo stop

Referendum e regole tv, oggi Zavoli ci riprova
ROMA — Il presidente Sergio Zavoli (foto) è fiducioso: «Si sono create le condizioni per sbloccare l’approvazione del regolamento per i referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento» in calendario il 12 e 13 giugno. Perciò ha riconvocato la commissione di Vigilanza sulla Rai per oggi alle 14 e alle 20. Zavoli conta sul fatto che è stata fissata una data certa (il 17 maggio) per cominciare a discutere anche dell’atto di indirizzo sul pluralismo. Come chiedeva il Pdl. Finora invece niente di fatto: ieri in aula per la maggioranza c’era solo

il leghista Roberto Mura e ovviamente è mancato ancora una volta il numero legale. Provocando lo sdegno di Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, che ha scritto ai presidenti di Camera e Senato denunciando «il grave ritardo nell’emanazione del regolamento per la par condicio in tv». A suo avviso i cittadini «per un atto di arroganza antidemocratica» hanno perso già un mese di tribune referendarie e spot informativi per colpa del «comportamento ostruzionistico della maggioranza». Rilevato peraltro anche dal Pd e dallo stesso Zavoli: «Apprezzo molto la loro ostinazione ma ritengo di non averne di meno». Gianfranco Fini e Renato Schifani, sollecitati anche dai promotori, sono pronti a un intervento congiunto per sbloccare la situazione. Il loro intervento piace a Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario dei senatori pdl. Che rinfaccia all’opposizione di fare «ostruzionismo strisciante» sull’atto di indirizzo sul pluralismo. Dunque qualcosa si muove. Nel dubbio però il radicale Marco Beltrandi annuncia che proseguirà l’occupazione dell’aula della Vigilanza. E di fronte al portone di Palazzo San Macuto continua il presidio dei Comitati per il sì ai referendum, infuriati perché la Rai non fa informazione sui quesiti a meno di quaranta giorni dal voto. «Staremo qui a oltranza» spiega Vittorio Cogliati Dezza.

ROMA — Come spesso accade in politica è chi non ha incarichi di partito o ruoli di spicco nelle correnti che dice apertamente quello che molti pensano e non osano dire per carità di patria o di Pd. Dunque, la parola a Marco Follini: presentare una mozione sulla Libia «senza avere la minima idea di come la maggioranza intende impostare il confronto parlamentare» è «un’ingenuità» e «una sciocchezza». Il destinatario di queste critiche, il capogruppo del Partito democratico alla Camera, Dario Franceschini, ossia colui che ha spinto l’acceleratore di Pier Luigi Bersani e ha depositato a Montecitorio un testo di tre righe che era un sì al conflitto senza se e senza ma, fa mostra di niente. Però è costretto a riscrivere la mozione, onde evitare che il Pd passi per un partito di guerrafondai e il Pdl e la Lega per uno schieramento composto più da colombe che da falchi. In campagna elettorale è un’eventualità che non si augura a nessuno. E quindi ecco che nella serata di ieri la mozione si trasforma e diventa più simile a quella della maggioranza: si chiede di lavorare per «il cessate il fuoco il più presto possibile» e per indire una «conferenza di pace». Il documento di Franceschini, che aveva ottenuto il «via libera» del segretario, non andava bene a molti. E non si sta parlando degli alleati. Fossero stati solo loro non sarebbe stato un problema. Né sarebbe stato un dramma il «no», peraltro già abbondantemente annunciato, di un gruppo di cattolici del partito. La questione era più grave. Il testo ideato da Franceschini e Lapo Pistelli non andava bene a Massimo D’Alema. Il presidente del Co-

I dubbi di D’Alema
Tra i più scettici sull’originaria mozione del Pd, Massimo D’Alema: «L’azione militare intrapresa dalla comunità militare è necessaria, ma non risolutiva» Scelte Il capogruppo alla Camera del Pd Dario Franceschini con il segretario Pier Luigi Bersani

pasir non ha mai nascosto il suo pensiero: «La situazione è preoccupante, non si vede una via d’uscita a questo conflitto. L’intervento militare era necessario, ma è chiaro che con gli attacchi aerei non si risolve la vicenda e non è ben chiara la strategia della coalizione. Dovremmo riflettere seriamente su che cosa fare sul piano politico».

Ma non era solo D’Alema a suggerire la prudenza. Per certi paradossi che solo la politica regala, anche i radicali, che hanno sempre contrastato la linea pro Gheddafi del presidente del Copasir, erano contrari alla mozione di tre righe. E avevano già preparato un loro documento, come aveva anticipato Marco Pannella domenica scorsa. Un documento che era

piaciuto a molti veltroniani, da Giovanna Melandri ad Andrea Sarubbi, da Jean Leonard Touadi a Furio Colombo, che si erano detti pronti a sottoscriverlo. Lo voleva firmare anche Rosa Calipari, della mozione Marino. Insomma, per farla brevissima, il fronte anti-mozione prima stesura era amplissimo. Gira che ti rigira rappresentava mezzo gruppo parlamentare.

Follini «Presentare una mozione sulla Libia senza avere idea di cosa avrebbe deciso di fare la maggioranza è stata un’ingenuità»

Le posizioni

La riscrittura della mozione pd

Un testo autonomo per il Terzo polo

No ai bombardamenti dall’Italia dei valori

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Il testo originale di Dario Franceschini ha dovuto essere riscritto: troppo «guerrafondaio» secondo molti esponenti del partito. Tra cui D’Alema

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Il Terzo polo proporrà al voto una propria mozione di sostanziale sostegno all’aumento dell’impegno italiano in Libia. Ma voterà anche quella del Pd

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La mozione dell’Idv è la più «pacifista». Chiede di escludere «esplicitamente la partecipazione attiva del nostro Paese ai bombardamenti» sul suolo libico

La scelta Undici parlamentari cattolici che avrebbero votato «no» alla prima versione scelgono l’astensione dopo il cambio di rotta

Senza contare che sei deputati e cinque senatori avevano già annunciato che non lo avrebbero mai potuto votare. Si tratta, tanto per fare qualche nome, di Enrico Gasbarra, Gero Grassi, Vincenzo Vita, parlamentari del Pd che non diranno di sì nemmeno alla versione riveduta e corretta del documento. Si asterranno. Dunque, il pressing era tale che alla fine la paura di perdere voti alla Camera e al Senato, oltre che consensi nel Paese, è stata più forte della volontà di «coprire» politicamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha dato il suo benestare ai bombardamenti. Per questa ragione tra ieri sera e stamattina Franceschini e Pistelli si sono messi a lavorare per smussare e annacquare. E alla fine della festa da una mozione decisamente schierata per il conflitto si è giunti a un documento con molti «se» e tanti «ma».

Maria Teresa Meli
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Il personaggio Il presidente Garimberti: una nomina di garanzia

In Rai Lorenza Lei, primo dg donna
Apprezzata dal Vaticano, la manager ha ottimi rapporti con Santoro
ROMA — Lorenza Lei è il nuovo direttore generale Rai designato dal consiglio di amministrazione su proposta del presidente Paolo Garimberti. Oggi la ratifica dell’assemblea dei soci e alle 12 il varo definitivo del cda. Un voto unanime, un’inversione di rotta per un’azienda da tempo divisa, nella stagione di Mauro Masi, da polemiche interne ed esterne, sia politiche che editoriali. Garimberti prevede una direzione generale «di garanzia» e spera che ora si ritroverà «quello spirito unitario di gruppo che ha sempre contraddistinto la Rai nei momenti di difficoltà». Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, apprezza «senza riserve» la scelta e si augura che argini «la lenta deriva che interpreta sempre più forti interessi commerciali e sempre più deboli scrupoli civili». È l’esordio assoluto di una donna al timone operativo di Viale Mazzini. La Rai ha avuto due presidenti donne, Letizia Moratti e Lucia Annunziata, ma mai un direttore generale che ha la responsabilità editoriale e il potere gestionale, per primo la proposta delle nomine. Pdl e Pd per una volta concordano su un giudizio più che positivo su un direttore generale. Il curriculum professionale di Lorenza Lei, cresciuta al marketing della maison Valentino, è quasi unico alla Rai: trecento consigli di amministrazione seguiti come capo staff dei direttori generali Agostino Saccà, Flavio Cattaneo, Alfredo Meocci. Ciò significa una capillare conoscenza dei meccanismi tecnici decisionali ma anche delle alchimie che un direttore generale deve dosare per raggiungere l’accordo su nomine, piani editoriali e finanziari. Lorenza Lei, 51 anni, bolognese di nascita e di gusti, un figlio chef di venticinque anni, separata da tempo, l’hobby della lavorazione del vetro, una laurea in antropologia filosofica, è arrivata alla Rai come consulente nel 1995 e il suo primo scopritore si chiama Renzo Arbore, ai tempi responsabile di Rai International. Nel 1999 l’assunzione a Rai Giubileo, quindi la responsabilità della pianificazione di Raiuno, poi capo staff di Saccà e degli altri direttori generali fino al 2006 quando arriva alla responsabilità delle Risorse artistiche, nel 2009 la vicedirezione generale. Saccà testimonia: «È capace di arrivare alle 7.30 del mattino e di andare avanti fino alle 22». Le foto ritraggono una donna sobria, che predilige tailleur classici e fili di perle, un’acconciatura senza tempo. Nemmeno una partecipazione a eventi mondani romani. Nasce a Bologna da una famiglia comunista ma lei certo comunista non è. Da tempo le gerarchie vaticane hanno manifestato apprezzamento per il suo metodo di lavoro. Tra i suoi estimatori i cardinali Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, quindi Segreteria di Stato e Cei. I Frati di Assisi ieri hanno esultato: «Con la sua competenza e sensibilità darà spessore e qualità a sorella

Chi è
Direttore Bolognese, 51 anni, Lorenza Lei è la prima donna a diventare direttore generale della Rai. La nomina è stata bipartisan

G. Ca.
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La carriera Arrivata in Rai nel 1995 dal marketing di Valentino, presto diventa responsabile di Rai Giubileo. Dal 2009 ha assunto il ruolo di vice direttore generale
Debutto Lorenza Lei, 51 anni, nuovo direttore generale della Rai

Rai. È donna sempre attenta ai valori cristiani e francescani». Ma dalla sua parte ora c’è il centrodestra e soprattutto Giulio Tremonti, ministro dell’Economia e dunque «azionista» della Rai, molto preoccupato dei conti dell’azienda. Ma l’unanimità certifica anche il sì del Pd, che aveva mandato già segnali positivi nei giorni scorsi. Lorenza Lei ha per esempio ottimi rapporti professionali e personali con Michele Santoro: semplicemente impensabile, ora, un episodio come la famosa telefonata in diretta di Mauro Masi durante «Annozero» del 27 gennaio scorso. Molti gli appuntamenti che l’attendono. La successione al Tg2 (candiderà Susanna Petruni o qualcun altro?). Il varo di tanti contratti ancora aperti: «Ballarò», Milena Gabanelli per «Report», Fabio Fazio per «Che tempo che fa» ma anche per la nuova edizione di «Vieni via con me» con Roberto Saviano. Altro nodo, le polemiche sulle presenze dei politici nei tg. Ma secondo molti un’altra azione forte di Lorenza Lei sarà sulla griglia del palinsesto e sui contenuti editoriali di molti talk show di intrattenimento pomeridiani: meno omicidi, meno sangue, meno insistenza sui casi di nera, meno «postazioni fisse» sui luoghi del delitto passionale proprio in quella «fascia protetta» per i minori, sempre più una finzione burocratica sulla carta. E poi nuovi spazi a un’impresa audiovisiva (fiction e tv) in gravissima crisi tra i tagli Rai e del Fus al ministero dei Beni culturali.

Paolo Conti
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Politica 25
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Via al provvedimento Il Guardasigilli incardina alla Camera il testo di legge costituzionale: non è blindato

Il leader di Fli

Alfano: giustizia, l’opposizione spieghi i suoi no
Il premier: la riforma conterrà le intercettazioni. E attacca la Consulta che «obbedisce ai pm»
ROMA — «È partita finalmente, perché noi manteniamo gli impegni». Lo stesso giorno in cui la riforma costituzionale della Giustizia è stata incardinata alla Camera e il ministro Guardasigilli Alfano, oltre ad esprimere la sua soddisfazione, ha affermato che «non è un testo blindato, ma aperto al confronto di tutto il Parlamento», il premier Berlusconi è tornato ad attaccare la Corte costituzionale: «Gli italiani votano i parlamentari a cui trasferiscono la loro sovranità. Il Parlamento discute le leggi e le approva e poi il capo dello Stato le firma, ma se queste leggi non piacciono ai pm di sinistra vengono mandate alla Consulta che su pressione dei pm stessi le abroga». Così come i giudici ordinari sono — secondo Berlusconi — «tutt’uno con i pm». È questo quadro che, per il presidente del Consiglio, «rende indispensabile» approvare entro la fine della legislatura la riforma della giustizia (con «l’obiettivo della separazione delle carriere») e la riforma dell’architettura istituzionale, insieme alla riforma tributaria. Berlusconi — intervenendo telefonicamente ad un’iniziativa elettorale a Mentana a cui era presente lo stesso Guardasigilli — ha anche rilanciato la necessità di un intervento sull’utilizzo ed il ricorso alle intercettazioni, sottolineando che l’uso che se ne fa oggi nel nostro Paese «non è da Stato democratico». Anzi il premier ha tenuto a precisare che la riforma complessiva della giustizia «comprende anche le intercettazioni». Proprio sullo stesso tema, un’apertura è arrivata da una proposta di legge del Pd (primo firmatario Antonello Soro) che indica una «alternativa» a quella del Pdl, ma il cui intento comunque è quello di regolare, «con atteggiamento rigoroso, l’effetto perverso della

I punti
Approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 10 marzo, la riforma della giustizia firmata dal Guardasigilli Angelino Alfano è approdata ieri alla Camera Separazione delle carriere Il pilastro su cui poggia l’intera riforma è la separazione delle carriere tra i magistrati giudicanti e i pubblici ministeri, dal premier ribattezzati «avvocati dell’accusa». La maggior parte della riforma norma le conseguenze di tale separazione Il doppio Csm La novità più vistosa è che il Csm si dividerà in due. In entrambi i casi, l’organo sarà formato da componenti per metà eletti tra i giudici (i «togati») e per metà eletto dal parlamento (i «laici») L’Alta Corte Se oggi tutti i magistrati sono giudicati dalla sezione disciplinare del Csm, a riforma approvata sarà istituita un’Alta Corte di giustizia, anche qui divisa per i due tipi di magistrati L’azione penale Con la riforma, l’azione penale sarà «obbligatoria secondo i criteri stabiliti dalla legge». I criteri saranno definiti con leggi ordinarie

diffusione delle intercettazioni sulla stampa e la televisione», nel caso in cui venga minata la privacy delle persone che spesso finiscono in un «barbaro tritacarne» mediatico, ponendo «un limite a questa deriva». Un’iniziativa che non è piaciuta per niente alla Federazione Nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti: «Sorprende che il Pd abbia cambiato opinione, le strade maestre per una maggiore responsabilità deontologica, sono già chiare da tempo». Avanti tutta, quindi, sulla riforma costituzionale alla Camera, dove, secondo il ministro Alfano, l’opposizione «sta-

volta dovrà motivare i suoi "no"». Parità fra accusa e difesa e responsabilità civile saranno — ha promesso il Guardasigilli — in ogni caso «punti imprescindibili». Con una prima approvazione prevista e auspicata da Alfano prima delle ferie estive. Intanto il disegno di legge sulla «prescrizione breve» è stato anch’esso incardinato, per l’approvazione definitiva, al Senato: ma per entrare nel vivo di entrambi i provvedimenti (riforma e prescrizione breve) bisognerà aspettare l’esito delle Amministrative. Nel frattempo nel centrodestra si starebbero studiando nuove mosse sul fronte giusti-

La proposta pd Dal Pd arriva una proposta sulla regolamentazione «rigorosa» degli «ascolti» telefonici Bocciata dalla federazione della stampa (Fnsi): «Sorprende il cambio di opinione»

zia. Prima di tutto è confermata l’intenzione di inserire il cosiddetto «blocca Ruby» nel ddl sul «giudizio abbreviato»: si tratta in sostanza di una norma che punta a sospendere i processi per i quali è stato sollevato conflitto di attribuzioni. E poi dovrebbe già essere stata messa in cantiere «un’altra mossa a sorpresa e top secret» a palazzo Madama. Quanto alla riforma costituzionale, ieri si sono svolti gli interventi dei due relatori, Gaetano Pecorella e Manlio Contento. Per la capogruppo democratica in commissione Giustizia, Donatella Ferranti, «anche le parole di Alfano su eventuali modifiche del testo sono poco credibili». Perché il ministro e altri esponenti del Pdl vestirebbero «i panni delle colombe per nascondere i tanti falchi, Berlusconi in testa, che vogliono quelle norme approvate rapidamente così come sono state scritte a palazzo Grazioli nella furia anti magistratura». Dello stesso avviso anche il finiano Nino Lo Presti. Immediata la replica al Guardasigilli dell’idv Palomba: «Il ministro vuole che motiviamo i nostri no? Ebbene, tra le mille cose, questo testo non va perché è devastante e intimidatorio verso le toghe. E perché deforma la Costituzione e declassa la magistratura a ordine». Per dimostrare che quello che afferma è vero, Palomba ha annunciato che chiederà «oltre cento audizioni». Positivo, invece, il commento dei Radicali, nonostante Rita Bernardini si dica scettica sui tempi. Secondo Pierluigi Mantini (Udc), infine, è «apocalittico» definire, come hanno fatto i relatori, «incostituzionale e illiberale» l’attuale processo perché non garantisce la parità tra accusa e difesa. Quella di ieri, sostiene, «è stata una partenza con il piede sbagliato».

Fini: il test su di me alle Politiche, non in questo voto
ROMA — Gianfranco Fini spiega all’Unità che le Amministrative non saranno il banco di prova decisivo: «Sono un terreno poco adatto. È importante che ci sia già il terzo polo, ma l’impresa non può certo misurarsi in quest’occasione». Il leader di Futuro e libertà pensa invece alla fine della legislatura: «Mi gioco tutto alle elezioni politiche. Soltanto allora, con Fli e il mio nome scritto nel simbolo, potremo misurarci davvero alle urne e capire quanto pesiamo». Dichiarazioni che suscitano reazioni polemiche e ironiche nel Pdl che vede nelle parole di Fini l’affossamento, di fatto, del progetto del terzo polo. Come fa Daniele Capezzone, portavoce del partito di Silvio Berlusconi, che definisce infatti quello di Gianfranco Fini un «curioso approccio» alla questione: «Ora che vede le elezioni come una grave minaccia di ridimensionamento del suo neonato partitino, si affretta a dire che il voto amministrativo non è per niente un banco di prova». Il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli parla, a sua volta, di «colossale inganno»: «Fini, scoraggiato dai sondaggi, presenterà liste con il suo nome e un simbolo. Mi chiedo: e il terzo polo va a farsi benedire?». Il leader di Futuro e libertà sceglie però di rispondere con un messaggio al direttore de La7 Enrico Mentana, che riportava questa interpretazione: «C’è un limite, spero, alla fantasia. Che una chiacchierata informale, per pura cortesia, venga presentata come una nuova strategia politica è semplicemente risibile. Lo diciamo con rispetto degli amici de La7. È fin troppo scontato infatti ribadire che la linea di Futuro e libertà rimane quella di costituire, nell’ambito del cosiddetto terzo polo, una credibile alternativa tanto al centrodestra di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi quanto al centrosinistra del Pd e dell’Italia dei valori». A difendere Gianfranco Fini interviene infine l’eurodeputato Potito Salatto: «Le critiche di Berlusconi suonano comiche. Proprio lui si erge a censore e, addirittura, a campione di coerenza».
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M. Antonietta Calabrò
Guardasigilli Angelino Alfano, 40 anni, ministro della Giustizia
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Il caso La notifica della Procura consente ai due indagati di chiedere di essere sentiti. Per l’invito a comparire serve il sì del ministro

Manifesti anti toghe, «avvisi» a Lassini e Di Capua
Accusa di vilipendio della magistratura. L’avvocato: e le frasi di Bossi allora? Santanchè: è il codice Rocco
MILANO — «Via le Br dalle procure». Il manifesto che ha reso «famoso» l’avvocato Roberto Lassini, candidato alle comunali di Milano nelle file del Pdl, ha portato due avvisi di garanzia per vilipendio della magistratura. Il primo, allo stesso Lassini, il secondo a Giacomo Di Capua, braccio destro del coordinatore del Pdl lombardo, Mario Mantovani. Nessuna novità sostanziale, perché Lassini e Di Capua erano già indagati da tempo. Piuttosto un atto formale per uscire dall’impasse procedurale. I pm Armando Spataro, Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici non possono inviare un invito a comparire per chiedere l’interrogatorio dei due indagati fino a che il ministero della Giustizia non avrà dato l’autorizzazione a procedere, come prevede il reato di vilipendio all’ordine giudiziario. L’avviso di garanzia è stato effettuato per consentire agli indagati, qualora lo volessero, di richiedere di essere interrogati dai pm milanesi. Nel caso di Lassini, che si è più volte proclamato il «patrocinatore» e non l’autore dei manifesti, rispondere alle domande, potrebbe significare l’archiviazione dell’inchiesta. Il caso, però, travalica l’aula del tribunale. Lassini, pur avendo rimesso le sue «dimissioni formali» nelle mani di Mantovani, resta candidato nelle liste del Pdl e il suo pensiero è chiaro: «Il reato di cui sono accusato è anacronistico. Vogliono rispolverare il codice Rocco. Ci contestano un reato d’opinione. Un reato insussistente, una cosa inopportuna, inadeguata, di cui abbiamo chiesto pubblicamente scusa. Ma perché
A Milano Le affissioni sulle Br apparse a Milano lo scorso 15 aprile e fatte stampare dall’associazione «Dalla parte della democrazia» che fa capo a Roberto Lassini.

quando Bossi parla di Roma ladrona nessuno dice niente? A noi, a scuola, ci avevano insegnato che Roma è caput mundi». Quasi, le stesse parole pronunciate dalla sottosegretaria Daniela Santanchè: «È inquietante che la procura di Milano rispolveri un reato da codice Rocco, qual è il vilipendio, per zittire la libertà di espressione. Procedura che non viene adottata quando opinioni altrettanto discutibili colpiscono altre istituzioni ritenute evidente-

mente meno sacre della magistratura». La Santanchè però fa un passo indietro. «La mia preferenza la darò a Berlusconi». Qualche giorno fa aveva sostenuto che il suo voto sarebbe andato a Lassini. La stessa campagna lanciata dal Giornale di Paolo Berlusconi. Che aveva creato qualche problema ai vertici del Pdl. Alle comunali c’è la preferenza unica e il voto d’opinione a Lassini avrebbe penalizzato il capolista Silvio Berlusconi. Quindi, prudenza

La scheda
Le dimissioni Roberto Lassini (nella foto) si è definito «patrocinatore» dei manifesti e ha annunciato le «dimissioni da candidato» del Pdl alle amministrative

La polemica Molti nel Pdl, da Daniela Santanchè a Tiziana Maiolo hanno protestato per l’inchiesta su Lassini: con lui sarebbe stato usato un peso diverso rispetto a chi «vilipende altre istituzioni ritenute evidentemente meno importanti»

anche da parte del coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani: «Il caso Lassini è chiuso, non fa parte del nostro partito, né del gruppo che si installerà in Comune». Quanto alle preferenze che Lassini potrebbe ottenere «le decideranno i milanesi, ma lui non è parte del Pdl», ha concluso Mantovani. Mentre Di Capua smorza i toni: «Domani (oggi per chi legge, ndr) vedrò gli avvocati. Non c’è nessuna sorpresa e nessun colpo di scena. È un atto formale e dovuto. Sono disponibilissimo come lo sono sempre stato in questa vicenda». L’ultima nota polemica arriva da Tiziana Maiolo. Chiede che la magistratura usi gli stessi mezzi nei confronti del giovane candidato di Sel che lunedì davanti al Tribunale ha insultato Berlusconi: «Gli sarà applicato il trattamento Lassini? Interverranno i vertici dei partiti di sinistra? Le istituzioni? Il presidente Napolitano? Desidero sapere se la reputazione del presidente del Consiglio vale di meno di quella dei procuratori».

Maurizio Giannattasio
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Cronache
Cosa Nostra In aula a Firenze: al Cavaliere un messaggio sul carcere duro

Chi è
«Corleonese» Giovanni Brusca (nella foto), 54 anni, figlio del boss Bernardo, è stato capo del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato, fiancheggiatore dei corleonesi di Totò Riina. Gli sono stati attribuiti un centinaio di omicidi, tra cui quello del piccolo Di Matteo (per questo omicidio

Brusca: «La trattativa ci fu Stragi, il premier non c’entra»
Il killer pentito: il papello era destinato a Mancino
Le reazioni

L’ex ministro e il Cavaliere: nessun contatto
ROMA — L’aut aut al premier Silvio Berlusconi: o trattativa o bombe. Il nome del «committente finale» del patto tra Stato e mafia per far cessare le stragi: Nicola Mancino. Il telecomando delle rivelazioni, il pentito Giovanni Brusca, lo ha attivato. E le polemiche esplodono. Bipartisan come le sue accuse. Con il Pd che chiede all’antimafia di convocare Berlusconi. E il premier che fa trapelare lo sconcerto: «Siamo alla follia». Mentre il Pdl attacca sul carcere duro tolto ai boss e accusa l’ex ministro Mancino che invece minimizza e parla di una «vendetta» di Riina che lui, rivendica, ha fatto arrestare. L’ex scannacristiani, che azionò il telecomando della stragi di Capaci, riesce ancora a stupire. Il premier si mostra esterrefatto nel vertice di maggioranza: «Ci accusano di cose incredibili persino di avere responsabilità in fatti avvenuti in un periodo in cui non ero nemmeno in politica». L’ex ministro, Sandro Bondi, si domanda «chi risarcirà Berlusconi da queste accuse ingiuste». «Esilarante» commenta il ministro Rotondi, alludendo a Brusca. Ma il centrosinistra non lascia cadere le accuse. Walter Veltroni chiede che la commissione antimafia convochi Berlusconi: «È urgente sapere se è stato contattato, da chi, e perché». La replica Dal centrodestra arriva con una nota del difensore, Niccolò Ghedini: «Escluso «Lo stesso qualsiasi coinvolgimento Ghedini: Brusca ha escluso del presidente, non ci qualsiasi sono verifiche da fare» coinvolgimento del presidente e perciò non è dato comprendere quali verifiche Dal centrosinistra dovrebbero essere fatte». Berlusconi, Bersani: «I giudici precisa, «non è mai facciano la loro parte stato contattato né mai Fare passi avanti può ha ricevuto richiesta essere insidioso» alcuna». E «le leggi antimafia, i provvedimenti sul 41 bis, la cattura dei latitanti più pericolosi e il sequestro e la confisca di beni sono la miglior risposta alle illazioni», assicura rinfacciando alla sinistra e a «certa stampa che lo ha beatificato» il caso Ciancimino: «la cui caratura si è finalmente appalesata, con la recente ordinanza di custodia cautelare». Ma è sul caso Mancino che il Pdl cerca di rendere la pariglia. Mentre l’ex ministro, sdegnato, precisa: «Ero ministro da appena 18 giorni». «In realtà — aggiunge — Riina ha fatto il mio nome perché da presidente ho chiesto e ottenuto il suo arresto». Ma il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, incalza: «Ricolleghiamo le affermazioni di Brusca alla campagna che da tempo stiamo conducendo sulla mancata applicazione del 41 bis negli anni ’93-’94. Ora viene fuori una conferma sostanziale». Gasparri, annuncia una mozione in Senato per chiarire i «fatti»: «Al tempo di Scalfaro al Quirinale, di Ciampi a Palazzo Chigi, di Mancino e Amato al Viminale, di Conso alla Giustizia c’è stata la sconcertante resa dello Stato ai boss. Solo Conso è il responsabile? Può darsi pure che Brusca legga i giornali e inventi. Ma la cancellazione del carcere duro per centinaia di criminali è un fatto acclarato». Solidarietà all’ex vicepresidente del Csm, Mancino, giunge invece dall’ex presidente del Senato, Franco Marini («ricostruzione inverosimile e chiaramente non credibile»). D’accordo i pd Luigi Zanda e Nicola Latorre («accuse infamanti»), Giorgio Merlo e Marco Follini («Brusca velenoso su Mancino»). Udc e Idv, con Pier Luigi Bersani, chiedono di «lasciar fare alla magistratura la propria parte». Per il leader pd «fare passi avanti può essere pericoloso e insidioso».

FIRENZE — Due, forse tre settimane prima dell’attentato al giudice Borsellino. Il pentito Giovanni Brusca ricorda quel giorno del 1992 e l’incontro con Totò Riina. «Finalmente si sono fatti sotto», gli dice il boss dei boss. E poi, con un gesto della mano, quasi per dare maggiore enfasi alle parole, gli parla del papello «con una serie di richieste». Consegnato a chi, Brusca, non lo ricorda. Sa invece il nome del «committente finale», come lo chiama lui: «Fino ad ora non l’ho mai detto pubblicamente (ne aveva parlato però con i pm di Palermo, ndr), Riina mi fece il nome di Nicola Mancino, allora ministro dell’Interno». Ieri mattina nell’aula bunker di Santa Verdiana a Firenze, dove si svolge il

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Il processo La deposizione nel processo per le stragi di Cosa Nostra del 1993
processo per le stragi del ’93, l’uomo che ha ucciso Giovanni Falcone, sciolto nell’acido un ragazzino e massacrato uomini d’onore e servitori dello stato, ha raccontato la sua verità sulle trattative tra stato e mafia. Coperto da separé e protetto dagli agenti, Brusca ha citato nomi di primo piano delle istituzioni. Ha detto che Berlusconi e Dell’Utri non c’entrano con le stragi (decise dalla mafia per il maxi processo) raccontando però che verso la fine del 1993 contattò Dell’Utri attraverso Mangano, lo stalliere di Arcore, per cercare di arrivare all’uomo che sarebbe diventato premier. A Dell’Utri, Bagarella, sempre tramite Mangano, fece sapere che il governo dell’epoca sapeva del «papello» e che «da ora in avanti per avere benefi-

ci» sarebbe stato necessario instaurare un altro rapporto politico: Mancino non c’era più. «Chiesi a Mangano se conosceva Berlusconi — ha ricordato il pentito —. Lui disse di sì e che ci saremmo potuti arrivare tramite Marcello Dell’Utri». E grazie a quei contatti ad Arcore mandò un messaggio per far sapere che senza la revisione del carcere duro gli attentati sarebbero continuati. Del papello Brusca ha detto di non averlo mai visto, però di aver saputo quali fossero le richieste contenute in quelle carte: l’applicazione della legge Gozzini sui benefici carcerari, la revisione del maxiprocesso e della legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. Ieri si è parlato molto di quegli anni inquieti e del tentativo quasi ossessivo della mafia d’intavolare trattative con una politica radicalmente cambiata dopo Tangentopoli. Secondo Brusca, nel 1992 la mafia

è stato condannato all’ergastolo) Capaci Nella strage di Capaci, in cui furono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tre agenti della loro scorta, fu lui a schiacciare il tasto che innescò il tritolo Via d’Amelio Ha dichiarato di non aver partecipato alla strage di via d’Amelio (19 luglio 1992) a Palermo, in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta, ma di essere uno dei mandanti Collaboratore Arrestato nel 1996, diventa collaboratore di giustizia

La morte di Falcone decisa prima del 1992. Oltre all’Addaura si pensò a un attentato in piscina
Giovanni Brusca ieri a Firenze

aveva come referenti Salvo Lima (in Sicilia) e Giulio Andreotti a livello nazionale che però non bastavano più perché «non avevano garantito la revisione del maxiprocesso». Citando sempre Riina, Brusca ha parlato di Ciancimino e Dell’Utri «che volevano portare la Lega e un altro soggetto politico che

I partiti «Ciancimino e Dell’Utri volevano portare la Lega e un altro soggetto che non ricordo»

non ricordo». E la sinistra? Ci sarebbe stata anche lei negli interessi della Piovra. «La sinistra in senso lato, non il Pci, quella che governava nel 1992-93», ha detto Brusca. Infine la morte del giudice Falcone. «La decisione non è stata presa nel 1992 ma già prima — ha rivelato il pentito — però era stata rinviata più volte. Oltre all’Addaura (il fallito attentato del giugno del 1989 nella villa affittata dal magistrato, ndr), si pensò a un attentato in piscina».

Marco Gasperetti
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Gli attentati del ’93

Georgofili Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 a Firenze la mafia fa esplodere un furgone vicino all’Accademia dei Georgofili. Perdono la vita 5 persone

Via Palestro Nella strage di via Palestro a Milano del 27 luglio del ’93, morirono 3 vigili del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino

Velabro Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993, a Roma, un’autobomba danneggia gravemente la chiesa di San Giorgio al Velabro

Reggio Calabria Operazione anti-’ndrangheta: arrestati il primo cittadino di Marina di Gioiosa e 3 assessori

Il sindaco appena eletto festeggiò con il boss
MARINA DI GIOIOSA (Reggio Calabria) — Anziché le armi, la politica come strumento di supremazia. I clan Mazzaferro e Acquino di Marina di Gioiosa Jonica sono scesi in campo nella competizione elettorale dell’aprile 2008 con i propri candidati a sindaco per stabilire il controllo dell’amministrazione comunale e dei lavori pubblici. La vittoria di Rocco Femia, detto «pichetta» (zappa), 52 anni, espressione di una lista civica riconducibile al centrodestra, ha assicurato alla cosca Mazzaferro la gestione del Comune. Femia è stato arrestato, assieme a tre suoi assessori e altre 31 persone, tra le quali il capo della famiglia di ‘ndrangheta Rocco Mazzaferro, su provvedimento del gip Adriana Trapani, nell’ambito dell’inchiesta «Circolo formato» coordinata dal procuratore Giuseppe Pignatone. Uno degli assessori arrestati, Rocco Agostino, è candidato con il centrodestra alle elezioni del Consiglio provinciale di Reggio Calabria del prossimo 15 maggio. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere di tipo mafioso. Con gli arresti eseguiti dalla squadra mobile di Reggio Calabria guidata da Renato Cortese, dal commissariato di Siderno diretto da Stefano Dodaro e dallo Sco, è stato stroncato il dualismo politico-mafioso tra due clan che hanno atteso la competizione elettorale per imporre la propria supremazia territoriale. Di quanto fosse determinante questa campagna elettorale a Marina di Gioiosa per i Mazzaferro, lo dimostrano le telefonate di Rocco Mazzaferro che da Milano ha indicato i nomi da mettere in lista. Per monitorare le scelte degli elettori, i Mazzaferro hanno «piantonato» i seggi, presidiato ogni sezione e fornito indicazioni su come e chi votare. Non a caso la vittoria del sindaco Rocco Femia ha generato in lui un momento di grande euforia manifestata, come testimoniano le intercettazioni ambientali, con il pianto e con l’abbraccio al boss Rocco Mazzaferro che — spiegano gli inquirenti — rappresenta la sintesi di un fruttuoso sodalizio che avrebbe aperto le porte degli affari al clan. Dalla statale 106 jonica sino alla sistemazione delle palme sul lungomare cittadino e persino alla collocazione delle panchine. Gli Acquino che avevano candidato Carmelo Carbone, usciti malconci dalla competizione, hanno subito iniziato una serie di azioni violente nei confronti dei parenti del sindaco. Il primo a subire le conseguenze è stato il cognato a cui è stata bruciata l’autovettura. Che s’è guardato bene dal denunciare il rogo. Qualche tempo dopo lo stabilimento balneare di un altro suo parente è stato distrutto dalle fiamme.

Virginia Piccolillo
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Il politico
Il sindaco di Marina di Gioiosa Jonica, Rocco Femia, arrestato ieri dalla polizia nell’ambito dell’operazione contro la cosca Mazzaferro (Ansa)

Carlo Macrì
cmacri@corriere.it
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Cronache 27
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Aula bunker
Il processo per le stragi di mafia del ’93: nell’aula bunker depone (protetto) Giovanni Brusca

Lo scenario La cautela necessaria dopo l’arresto di Ciancimino jr per calunnia

Il silenzio rotto dopo 14 anni e i dubbi sulla credibilità
Indagini complesse per il tempo trascorso e la difficoltà dei riscontri
ROMA — Accadde il 29 settembre scorso che Giovanni Brusca decise di fare i nomi taciuti fin lì. Fresco di avviso di garanzia per riciclaggio ed estorsione, disse ai pubblici ministeri di Palermo: «Credo che sia arrivato il momento di mettere fine a questo modo sbagliato di volere aiutare... Avrei dovuto farlo prima, e quindi mettermi a servizio dello Stato, come è giusto che sia, percorrendo le vie giuste, però ormai... Io quando cominciai a collaborare nei parecchi racconti, ho... come si dice... omesso qualche nome». Era il nuovo pentimento del pentito che uccise Giovanni Falcone, quattordici anni dopo le prime dichiarazioni. E giù la nuova verità: «Dopo l’omicidio Lima si erano fatti sotto alcuni soggetti politici di cui è intervenuta la Lega di Bossi o altri settori politici... In quel momento Riina mi aveva fatto i nomi, le fonti erano sia Vito Ciancimino sia il Marcello Dell’Utri». Ieri, davanti alla Corte d’assise di Firenze, ha ripetuto quelli e altri nomi, incluso Silvio Berlusconi. Sul quale ha ribadito che nella seconda metà del 1993 mandò l’ex stalliere di Arcore Vittorio Mangano ad avvisarlo, attraverso Dell’Utri, che «senza revisione del maxiprocesso e del 41 bis le stragi sarebbero continuate». Poi ha spiegato che con le stragi Berlusconi e Dell’Utri non c’entrano, come ricorda di aver detto al cognato in una conversazione intercettata. Un colpo al cerchio e uno alla botte, si potrebbe sintetizzare: Brusca tira in ballo Forza Italia nella trattativa tra mafia e istituzione ma libera il suo fondatore dall’accusa di essere il «mandante occulto» delle bombe. Quanto è credibile il pentito che ha provato a seguito le orme di Tommaso Buscetta, quando nel 1992 decise di parlare di politica ribaltando i silenzi del 1984? I dubbi sono legittimi, anche perché i tempi sono cambiati, e comunque Brusca non è Buscetta. Ora che le ha rese in aula, e probabilmente le ripeterà fra due settimane al processo contro il generale dei carabinieri Mario Mori, le dichiarazioni dell’uomo che schiacciò il radiocomando a Capaci diventano utilizzabili nelle inchieste. Anche se arrivate molto oltre i famosi 180 giorni fissati dalla legge come limite alle propalazioni dei pentiti. A Palermo, come pure a Caltanissetta dove già nel 2009 il pentito aveva fatto il nome dell’ex ministro Nicola Mancino come «terminale ultimo» del papello inviato da Totò Riina nell’estate del ’92 con le richieste per cessare le stragi, si potranno svolgere accertamenti sul ruolo delle persone indicate da Brusca. Ma il limite di racconti arrivati a quattordici anni e più dall’inizio della collaborazione è ben presente a tutti. Di Mancino, Dell’Utri e Berlusconi ha parlato anche Massimo Ciancimino, il testimone dell’inchiesta sulla trattativa che rischia di rimanere schiacciato sotto il peso della doppia calunnia al prefetto De Gennaro contestatagli dalle due Procure siciliane che l’hanno ascoltato per anni. Il combinato delle sue affermazioni con quelle di Bru-

La vicenda

Il «papello» Massimo Ciancimino (nella foto), figlio di «don Vito» ex sindaco mafioso di Palermo, ha consegnato ai magistrati il presunto «papello», il documento nel quale sono elencate

A settembre Ai pm di Palermo, il 29 settembre scorso, il pentito disse: credo sia arrivato il momento di mettermi a servizio dello Stato. Finora ho omesso qualche nome I verdetti in arrivo Dalle sentenze per Dell’Utri, condannato per concorso con la mafia, e per il generale Mori potranno arrivare nuovi elementi sulla stagione dei misteri

Due mandati al Viminale
Nicola Mancino è stato ministro dell’Interno, dal 1992 al ’94, durante i governi presieduti prima da Giuliano Amato e poi da Carlo Azeglio Ciampi

alcune richieste dei boss per interrompere la stagione delle stragi e che proverebbe la trattativa fra lo Stato e la mafia La trattativa Sarebbe stata avviata nella stagione delle stragi del ’92 in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati simbolo della lotta antimafia

sca potrebbe in teoria aprire nuove prospettive di indagine, secondo il metodo delle verifiche «caso per caso» rivendicato dagli inquirenti palermitani. Ma le difficoltà dovute a inquinamenti e ritardi, unite a quelle che naturalmente si incontrano quando si tentano accertamenti su fatti di quasi vent’anni prima, sono chiare a tutte. Il che non significa che la trattativa sia un’invenzione o che dietro le stragi non ci siano i tante volte evocati «mandanti a volto coperto». Però un conto sono le ipotesi, anche le più verosimili, un altro i procedimenti penali che hanno bisogno di prove. Agli atti delle inchieste restano gli innumerevoli verbali di pentiti e testimoni raccolti nei tanti fascicoli sulla cosiddetta «zona grigia», oltre alle sentenze. Nei verdetti pronunciati a Caltanissetta e Firenze sulle stragi del ’92 e del ’93 sono scolpiti espliciti riferimenti agli ispiratori rimasti nell’ombra. Nelle archiviazioni delle precedenti indagini su Berlusconi e Dell’Utri presunti mandanti (o complici) di chi fece esplodere le bombe, si parla di «rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato». Restano le vecchie dichiarazioni di pentiti come Salvatore Cancemi (che quando si pentì fu definito «il nuovo Buscetta» dal generale Mori), Tullio Cannella, Gioacchino La Barbera e molti altri; e restano, ancora all’esame dei pm che lo considerano attendibile, le parole di Gaspare Spatuzza che ha fatto riaprire le indagini. Anche lui ha parlato con qualche ritardo (ma molto meno rispetto a Brusca) dei presunti rapporti del boss Giuseppe Graviano con Berlusconi e Dell’Utri, e per questo motivo il governo gli ha negato il programma di protezione. Infine ci sono i processi aperti: quello a Marcello Dell’Utri condannato anche in appello per concorso con la mafia, anche se la seconda sentenza ha escluso rapporti dopo il 1992, dunque nel periodo della trattativa, e quello di primo grado contro il generale Mori. Da quei verdetti potranno venire nuovi tasselli alla ricostruzione giudiziaria di una stagione ancora piena di misteri.

Giovanni Bianconi
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Camorra Nei giorni scorsi a Napoli un capolista sotto processo e per le circoscrizionali in corsa parenti di uomini legati alle cosche

Due candidati in cella, nuovo caso nel centrodestra campano
Blitz a Quarto contro il clan Polverino, coinvolti il coordinatore locale pdl e un esponente di Noi Sud
NAPOLI — C’è un’emergenza camorra molto particolare in questi giorni. Non è fatta di sparatorie e morti ammazzati, non si consuma sulle piazze di spaccio di Scampia e Secondigliano o tra i vicoli di Forcella e della Sanità. È un’emergenza che incombe sulle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. E che imbarazza fortemente il centrodestra perché la tiene in casa. Da quando i coordinatori locali del Pdl e dei partitini alleati hanno chiuso le liste dei candidati, è stato tutto un fiorire di incidenti sempre più difficili da giustificare. Prima con una lista d’appoggio alle comunali di Napoli che ha scelto come numero uno un politico sotto processo per favoreggiamento a un clan. Poi con la figlia di un boss candidata alle circoscrizionali, e subito dopo con un’altra giovane, in corsa pure lei per una municipalità, che ha il padre in carcere, accusato di aver protetto la latitanza di un camorrista casalese. Fino a ieri si affannava quasi da solo, nel silenzio di chi quelle liste le ha compilate, il candidato sindaco per Napoli Gianni Lettieri a chiedere «passi indietro» agli impresentabili. Mora starà ringraziando ciò in cui ha fede, perché il boato

Gli altri casi
Nunzia Stolder Nunzia Stolder, 30 anni, diplomata in ragioneria e proprietaria con il marito di un’agenzia di viaggi si è ricandidata alle elezioni municipali San LorenzoVicaria di Napoli con il centrodestra. Nunzia è figlia di Raffaele, figura di rilievo nelle gerarchie delle cosche napoletane Jessica Improta Candidata alla municipalità Chiaia-Posillipo con l’Udeur, che corre in proprio per la carica di sindaco, ma alle circoscrizionali appoggia il Pdl. Il padre di Jessica, Giorgio, titolare di un vivaio, fu arrestato circa un anno fa perché sospettato di aver aiutato durante la latitanza il boss casalese Giuseppe Setola. Dopo un periodo di libertà, nei giorni scorsi è stato arrestato di nuovo su richiesta della Procura antimafia

che nessuno può più far finta di non sentire non arriva da Napoli ma dalla provincia. E stavolta c’è poco da rivendicare la «presunta innocenza di chiunque è sotto processo» (Francesco Pionati, Alleanza di Centro, sul suo candidato accusato di favoreggiamento

alla camorra), o parafrasare l’Antico Testamento e chiedere che «le colpe dei padri non ricadano sui figli» (Clemente Mastella, Udeur, sulla sua candidata con il padre in carcere). A Quarto, quindici chilometri da Napoli e tre da Pozzuoli, sono stati arrestati il capolista

Manifesti
I manifesti che Armando Chiaro (a sinistra) e Salvatore Camerlingo hanno fatto affiggere a Quarto prima di essere arrestati con l’accusa di collusioni con il clan Polverino

del Pdl (nonché coordinatore locale) Armando Chiaro, e il candidato di Noi Sud Salvatore Camerlingo, accusati dalla Procura antimafia di Napoli di essere al servizio del clan Polverino, definito dal procuratore Giovandomenico Lepore «al pari dei Casalesi nella capacità di reinvestire in attività imprenditoriali i proventi illeciti». Quindi ricchissimo e potentissimo. Una brutta grana a dodici giorni dalle elezioni. Che fa agitare le acque all’interno del Pdl napoletano. Il coordinatore regionale Nicola Cosentino, sotto processo per concorso esterno alla camorra casalese, inseguito da una ordinanza di custodia cautelare che solo il Parlamento ha impedito ai magistrati di far eseguire, tutto avrebbe voluto in queste elezioni in cui punta a conquistare Napoli dopo diciotto anni di governo di centrosinistra, fuorché una qualunque ombra di infiltrazioni criminali nel suo partito. E invece si ritrova questa storia di Quarto, dove a scegliere Chiaro come capolista è stato direttamente Luigi Cesaro, coordinatore provinciale del Pdl, presidente della Provincia di Napoli, deputato e grande appassionato di

polpette (lo chiamano Giggino a purpetta) e di mozzarelle che si fa vanto di portare personalmente ai colleghi in Parlamento. Anche da questo nasce la grande amicizia tra Cesaro e Chiaro, che è titolare di un caseificio, e che prima o poi, gli aveva promesso il suo mentore, avrebbe potuto mandare qualche mozzarella in omaggio direttamente a Palazzo Grazioli. Ora invece Cesaro, dicendosi esterrefatto, lo ha

I provvedimenti Il presidente della Provincia Cesaro ha sospeso dal partito il politico coinvolto e nominato un commissario
dovuto sospendere dal partito, nominando a Quarto il senatore Carlo Sarro garante per la legalità. Il Pd, invece le garanzie di legalità le andrà a chiedere stamattina al ministro dell’Interno Maroni. Perché, dice il commissario provinciale Andrea Orlando, «qui non si tratta più di infiltrazioni della camorra nel Pdl, ma di immedesimazione del Pdl con la camorra».

Fulvio Bufi
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28 Cronache Madoff dei Parioli Le motivazioni del Riesame

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Gli stilisti prosciolti
acquistata nel 2004 dalla Bank of Butterfield alle Bahamas, gestore dei fondi Eim e Karla. Secondo i giudici «dall’esame degli atti emerge l’esistenza di un sodalizio criminoso collaudato negli anni, cementato da rapporti di lavoro, di stabile frequentazione e di parentela e sistematicamente dedito all’abusiva attività finanziaria e alla truffa. Il meccanismo fraudolento ideato dal gruppo era tanto elaborato nella fase di preparazione quanto efficace nei risultati. Del resto già nella fase di raccolta delle somme emerge un intento fraudolento da parte dei promotori finanziari i quali si avvalgono nei rapporti di investimento di società aventi la medesima denominazione Eim, ma formalmente distinte, con sede sociale all’estero, ma non abilitate all’esercizio dell’attività finanziaria nè in Italia nè all’estero omettendo ovviamente di comunicare ai clienti l’effettiva condizione giuridica di tali società e anzi predisponendo mezzi, uffici e persone in modo che le stesse potessero apparire come dotate dei requisiti formali per operare». Gli avvocati degli indagati avevano sollecitato la remissione in libertà perché, come evidenzia Mattia La Marra, il difensore di Castellacci, «il solo fatto che anche parenti stretti siano stati coinvolti negli investimenti, dimostra che non c’era alcun intento di commettere illeciti», ma i giudici hanno ritenuto «grave il quadro indiziario» e tuttora esistente «il pericolo di recidiva».

«Truffa da 300 milioni Ecco i conti esteri del tesoro nascosto»
Il Tribunale: caccia ai soldi alle Bahamas
ROMA — Un intreccio di conti correnti sui quali far transitare le somme poi trasferite alle Bahamas. Un incrocio di società utilizzate per occultare la destinazione finale dei soldi. Sono questi i due pilastri sui quali si fonda — secondo i giudici del Riesame — «la complessa organizzazione che ha come promotore Gianfranco Lande», il «Madoff dei Parioli», l’uomo che sarebbe riuscito a truffare oltre 1.500 clienti accumulando almeno 300 milioni di euro. E in dieci pagine il collegio motiva la decisione di lasciarlo in carcere insieme ai suoi presunti complici — la fidanzata Raffaella Raspi, il fratello di quest’ultima Andrea Raspi, Gian Piero Castellacci de Villanova che si occupa di trovare i clienti così come Roberto Torregiani — partendo da un dato concreto: «Con misure cautelari meno incisive gli indagati potrebbero entrare in contatto con gli investitori al fine di condizionarne le dichiarazioni oppure trasferire e occultare le risorse non ancora individuate». I magistrati ritengono dunque che i soldi ci siano ancora e non è vero — come invece sostiene Lande — che sono stati persi con investimenti sbagliati o spericolati pur sottolineando come «ancora incerta, a causa del reticente comportamento di Lande e della Raspi, è la natura degli investimenti effettuati». Nelle carte processuali individuano la traccia che potrebbe farli ritrovare. Una strada che il pubblico ministero Luca Tescaroli ha già intrapreso, delegando accertamenti specifici al nucleo Valutario della Guardia di Finanza e richiedendo rogatorie internazionali. «Lande — scrivono — è il promotore di una complessa organizzazione che agisce dietro una parvenza di efficienza e si avvale di persone dotate di capacità relazionali come Torregiani e Castellacci per reperire clienti disposti a investire importi anche rilevanti senza tante formalità ma anche nella successiva e opaca fase di investimento delle risorse acquisite, di schermi societari e fondi esteri e di rapporti con istituti bancari esteri nell’ambito dei quali svolgono un ruolo di sicura rilevanza i Raspi» e su questo vengono evidenziati i fax inviati da Lande e dalla sua fidanzata «a Hsbc Banc, alla Credit Agricole Indosuez e alla Amt Futures Itd, con i quali chiedono di trasmettere gli estratti conto alla Deerfield Internationale Administrative con sede a Nassau,

D&G, il giudice bacchetta l’Agenzia delle entrate
MILANO — Era una «suggestione forte» l’accusa agli stilisti Dolce e Gabbana (nella foto) di aver frodato il fisco per 800 milioni di euro nel cedere la proprietà dei loro marchi a una società appositamente costituita in Lussemburgo, «ma più la si guarda da vicino, da tutte le angolature, e più resta irrimediabilmente suggestione»: così il giudice Simone Luerti motiva il proscioglimento degli stilisti difesi dagli avvocati Massimo Dinoia e Fortunato Taglioretti, a partire dal fatto che «l’operazione di cessione dei marchi» è per lui stata «reale, effettiva e non simulata», dettata dalla preferenza delle banche per un assetto aziendale che restasse separato dai destini personali dei due stilisti. L’Agenzia delle Entrate contestava che i marchi, compravenduti per 360 milioni su stima della società PriceWaterhouseCoopers, avrebbero invece avuto un valore reale di un miliardo e 193 milioni, con conseguente risparmio fiscale. Il giudice obietta che le stime erano le più varie, al punto che «la stessa Guardia di finanza, utilizzando i criteri di PriceWaterhouseCoopers, indica la cifra massima di circa 550 milioni, meno della metà della stima dell’Agenzia delle entrate». In più il giudice sottolinea «una inammissibile doppia misura»: da un lato «il prezzo di cessione fissato in regime di libertà contrattuale» viene letto dall’Agenzia delle entrate come «sospetto, fittizio e "abusivo" perché i contraenti sarebbero parti correlate», dall’altro si pretende che «la stima dell’Agenzia delle entrate, che è controparte direttamente interessata e costituita parte civile proprio per recuperare la tassazione sul maggior valore, esprima una certezza degna del processo penale. Non è un modo di ragionare che può essere condiviso» per il giudice. Il quale aggiunge che, «nel bilanciamento tra libertà di iniziativa privata e dovere di concorrere alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva», fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge «l’amministrazione finanziaria non può di regola utilizzare, come unico elemento di prova dell’evasione, la discrepanza tra il corrispettivo dichiarato e il valore normale del bene, pena la violazione dell’intangibilità dell’autonomia contrattuale ma anche del principio costituzionale della capacità contributiva».

Nella lista La showgirl Samantha De Grenet ha investito 260 mila euro

La vicenda
L’accusa Gianfranco Lande (a destra), promotore finanziario soprannominato il «Madoff dei Parioli», sarebbe la mente della maxi truffa ai danni di oltre 1.500 persone, tra cui una serie di personaggi dello spettacolo, politici, nobili e sportivi I personaggi Nella lista di Lande e soci ci sono l’ex calciatore Ruggiero Rizzitelli, che ha investito 4 milioni e 895 mila euro; Massimo Ranieri, con un milione e 800 mila euro; David Riondino, che ha perso un milione e 300 mila euro

Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
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Fiorenza Sarzanini
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it-is LIVING, COOKING AND RELAX
GRANDE ENTUSIASMO IN TRIENNALE A MILANO

design Simone Micheli R&S Euromobil

by Gruppo Euromobil: Euromobil cucine, Zalf mobili, Désirée Divani

“DESIGN-ARTE-CULTURA” UNA FORMULA DI SUCCESSO
ll’arte e design guardiamo per crescere e migliorarci. Convinti che arte e design, passato e futuro siano uniti dalla medesima esigenza di arricchire l’animo e la vita dell’uomo”

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Fratelli Lucchetta Pubblico numeroso e ampi consensi alla presentazione inTriennale del progetto per la casa contemporanea “it-is, living, cooking and relax”, che ha messo ancora una volta in risalto la capacità del Gruppo Euromobil di coniugare design, arte e cultura. Ed ora “it-is” non può mancare l’appuntamento con il MilanoFuoriSalone. Tre speciali eventi sicuramente in grado di esaltare ancora una volta questa nuova e rivoluzionaria icona domestica. “it-is” è il progetto di una cucina dalla grande carica espressiva che persegue l’originale filosofia Euromobil: “Living and Cooking”. Un progetto nato dall’incontro tra i Fratelli Lucchetta e il designer Simone Micheli. Che così ci racconta: “Mi sfidarono, dicendomi che con tutte le curve e le geometrie fluide presenti nel mio dna espressivo, sarebbe stato improponibile per loro industrializzare un mio sogno progettuale”. Ma il senso di rivoluzione di forme e contenuti presenti nell’insieme modulare proposto da Micheli ha invece presto convinto Euromobil. Vivere il vortice delle idee, dei progetti e delle emozioni suggerite dai designers e dagli artisti ha sempre assicurato creazioni d’eccellenza al Gruppo.

Un sorprendente progetto dominato dalla scelta cromatica del “black & white”

it-is CONTEMPORARY
Zalf dividono gli ambienti cucina e soggiorno lasciando tra di loro libertà di dialogo. La cucina, contraddistinta dalle ampie ante con gli angoli arrotondati, propone tecnologie all’avanguardia e dettagli di alta qualità costruttiva. Le colonne hanno le ante centrali complanari, per un pratico e immediato utilizzo, mentre il tavolo curvato con spessore differenziato sottolinea un design d’eccellenza. È proprio questa caratteristica del sottile piano-lavoro in pietra acrilica naturale, che ‘scende’ in modo fluido, in un unico pezzo, sul pianotavolo, con uno spessore più importante, che personalizza fortemente la cucina it-is. Innovativi sistemi di illuminazione, con interessanti e scenografiche soluzioni a led, danno luce agli interni dei mobili e sottolineano, con elegante delicatezza, alcuni particolari. Le finiture delle ante delle basi, dei pensili e dei mobili sono in laccato lucido nei colori bianco e nero, le maniglie in cromo lucido. In evidenza nella zona giorno-relax una chaise longue e una poltroncina a marchio Désirée e il tappeto it-is che ripropone, quasi in modo ironico, il disegno e i colori delle ante.

Un marchio, cinque stili di vita
Così è nata it-is, “La cucina” perfetta per la casa contemporanea, caratterizzata da differenti possibilità compositive e numerose varianti di colore e finiture, per andare incontro “alle nuove abitudini e ai rinnovati bisogni dell’uomo”, per soddisfare tutti gli stili di vita: dal sorprendente Contemporary al raffinato Fashion, dal creativo Urban all’armonico Natural, per finire con l’effervescente New Pop. Ma it-is non è solo cucina, è un progetto architettonico, 100% made in Italy, dedicato anche all’ambiente giorno ed in particolar modo alla zona relax e che, grazie alle linee armoniche e continue proposte anche dai divani e dalle sedute Désirée, si presenta come un nuovo “amico domestico” a cui poter chiedere un metaforico abbraccio.

U

na soluzione distributiva per spazi di ampio respiro dove le leggere ante scorrevoli Picà di

t-is è un insieme contenutistico che evoca semplicità classica fusa alla leggera fluidità di cui necessita il mondo contemporaneo”

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Simone Micheli

it-is Contemporary, un grande ambiente multifunzionale con accessori all’avanguardia e con una grande carica espressiva

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Ricchezza di materiali per una cucina elegante e raffinata

it-is FASHION
and Cooking”, dove gli elementi della cucina entrano elegantemente nella zona giorno. L’isola centrale, attrezzata con piano cottura e lavello, ha le basi con ante in frassino “touch” laccato visone, una particolare finitura per un’immagine davvero raffinata. Anche la cappa diventa un piacevole elemento d’arredo mascherando abilmente la sua funzione. Il piano top, in pietra acrilica naturale color bianco, si abbassa in modo sinuoso, per proseguire armonicamente con il piano tavolo. Particolari le sedie it-is abbinate, con seduta e schienale che ripropongono il motivo delle ante, così come l’originale tappeto disponibile in differenti composizioni. La cucina è completata dalle colonne, con ante laccate grigio opaco e maniglie cromo lucido. Le librerie proposte fanno parte della collezione it-is Living; il divano, la chaise longue e le poltroncine portano la firma di Désirée.

U

n unico grande ambiente all’insegna del “Living

it-is Fashion, incontro tra la naturalità del legno e la raffinatezza del laccato

Uno spazio industriale, affascinante e creativo scenario di casa

it-is URBAN

G
it-is Urban, volumi sinuosi ed equilibrati per soddisfare la personalità e le esigenze dell’uomo contemporaneo

li spazi industriali si trasformano in ambienti domestici e gli stili di vita si ade-

guano interpretando con creatività le nuove situazioni. it-is, per questa tipologia abitativa, suggerisce un ampio spazio “cooking” separando l’area “living” con una quinta. La cucina riunisce nell’isola e nelle colonne tutti i suoi indispensabili accessori e una scenografica doppia cappa definisce la zona cottura. Il piano top si modella in modo armonico e sinuoso con il piano snack, più alto e servito dai pratici sgabelli it-is. Il colore più indicato per quest’ambientazione è il frassino “touch” laccato grigio perla, quasi a voler ricordare il colore del cemento industriale. Spostandoci nella zona giorno troviamo it-is Living, alla parete la composizione di mobili contenitori è proposta nelle stesse tonalità degli elementi della cucina, alternate al laccato terra opaco. Per il relax, Désirée propone il divano it-is e le poltrone Lacoon, di Jai Jalan.

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Armonia e naturalezza per un ambiente puro ed essenziale

it-is NATURAL
tura. Un rigore stilistico che si traduce con legni e segni chiari: il frassino “touch” laccato creta per le basi e il laccato opaco canapa per i pensili e per le colonne. Per il top è previsto un piano in quarzo brughiera “sand” con la morbida finitura velluto. II tavolo-snack in frassino “touch” laccato creta è

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n un ambiente dominato prevalentemente dalla luce, la cucina it-is viene proposta con calde cromie, ispirate ai colori tenui della na-

abbinato a due sgabelli. In tutte le composizioni delle cucina it-is lo spazio viene sempre organizzato alla perfezione, con utili accessori e pratici sistemi brevettati Euromobil per rendere la cucina un’esclusiva compagna domestica. La zona relax, progettata con l’inseparabile camino, è qui caratterizzata dalla poltroncina in cuoio intrecciato nella versione color naturale. Divano e tappeto it-is, a marchio Désirée, trovano sempre spazio nella zona “living”.

it-is Natural, caldo abbinamento cromatico per uno stile d’ispirazione nordica

Un effervescente spazio multicolor dove le tinte si mescolano a piacere

it-is NEW POP
soluzione compositiva super basic, con colori vivaci e contrasti netti. I colori proposti sono il laccato bianco del frassino “touch” per le basi, il laccato rosa big bubble opaco per i pensili, mentre la colonna frigo è in versione laccato lavanda opaco. Al centro dello spazio dominano il tavolo, con gamba acciaio e le sedie it-is. Nell’area relax it-is Living, con una divertente composizione alla parete abbinata alle poltroncine in cuoio intrecciato e all’immancabile divano it-is di Désirée.

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na cucina-soggiorno che rievoca alla memoria l’atmosfera che dominava negli anni ’60-’70. La proposta è quella di una

it-is New Pop, idee e soluzioni per un pubblico giovane e dinamico

Cucine: Euromobil Via Circonvallazione 21 - 31020 Falzè di Piave (TV) Italy Tel. +39 0438 9861- www.euromobil.it Mobili: Zalf Via Marosticana 9 - 31010 Maser (TV) Italy Tel. +39 0423 9255 - www.zalf.com Divani: Désirée Via Piave 25 - 31028 Tezze di Piave (TV) Italy Tel. +39 0438 2817- www.divani-desiree.com

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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Cronache 33
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Cassazione Mario Frigerio: giustizia è fatta. La famiglia Castagna: dopo 5 anni di dolore abbiamo il diritto di esultare

Olindo e Rosa, l’ergastolo è definitivo
Condanna confermata per la coppia di Erba. Azouz cambia idea: non sono stati loro
MILANO — Una sentenza senza sorprese quella arrivata ieri sera dalla Corte di Cassazione che ha confermato la condanna all’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati per la strage di Erba. L’unico colpo di scena è stato quello di rappresentato come parte lesa il tunisino, si è però rifiutato: «Gli ho chiesto di revocarmi il mandato — ha spiegato — perché non intendo gettare fango sui miei principi e sui miei trent’anni di professione». Così ha fatto Azouz, uscendo dal processo e rinunciando quindi anche ad avere i sessantamila euro di provvisionale che in primo grado aveva ottenuto come anticipo del risarcimento per i danni conseguenti alla morte della moglie Raffaella Castagna e del figlioletto Youssef, valutati complessivamente in un milione e seicentomila euro. Una scelta che anche l’avvocato non è riuscito a spiegare. «Marzouk — aveva commentato in mattinata Tropenscovino — dice di avere dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo e io mi auguro che siano dubbi genuini e non indotti, così come

In aula
La Cassazione conferma l’ergastolo per Olindo e Rosa (a sinistra) per la morte di Raffaella Castagna e del figlio di due anni (foto sotto), della madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini. In primo grado (26/11/08) la Corte d’Assise di Como li aveva condannati all’ergastolo, sentenza confermata in Appello il 20 aprile del 2010

Nuova versione Il tunisino, parte civile, ha chiesto di riaprire il processo: «Non sono stati loro a uccidere»
Azouz Marzouk, parte civile nel processo, che prima dell’avvio dell’udienza aveva chiesto al suo legale di sollecitare la riapertura del caso, non credendo più alla colpevolezza della coppia. L’avvocato Roberto Tropenscovino, che sin dall’inizio ha

La scheda

Il commento

Quei vicini «feroci» isolati dal mondo in perenne simbiosi
di PAOLO DI STEFANO

l vero colpevole alla fine era proprio il Quadrupede. Non la coppia Olindo e Rosa, ma il Quadrupede, come lo definì il pm di primo grado. Olindoerosa, non due individui separati, ma un solo essere, un animale a quattro zampe con un solo cuore, un solo cervello, un solo istinto. In realtà il «massimo previsto di isolamento» era già nella testa del Quadrupede ben prima che la requisitoria venisse pronunciata, e mai richiesta risultò più inutile, perché Olindoerosa, innocenti o colpevoli, nella loro simbiosi appaiono da sempre isolati dal mondo, indivisibili tra loro anche quando fisicamente divisi. Ancora ieri mattina c’era da valutare se il Quadrupede era un mammifero sonnacchioso e inerme, una vittima designata dalla giustizia, oppure una belva feroce, come è stato dipinto dal sostituto procuratore generale Nunzia Gatto, che proprio su quell’aggettivo, «feroce», ha insistito quasi ossessivamente perché non ci fossero più dubbi. E invece i dubbi, sulla conclamata colpevolezza della coppia Romano-Bazzi, erano cresciuti negli ultimi tempi, al punto da fare emergere un vero e proprio Partito Trasversale degli Innocentisti. Libri, ricostruzioni, servizi televisivi, convegni per dimostrare che non erano stati loro a compiere la più efferata strage familiare del dopoguerra italiano: il mostro era soltanto il risultato di un macroscopico effetto ottico. Uno strabismo di dimensioni pressoché nazionali, un abbaglio gigantesco: quei due poveretti erano vittime di un’inchiesta parziale e piena di preconcetti. E ultimamente poi, a difenderli, ci si è messa persino Federica Sciarelli con Chi l’ha visto?, guadagnandosi il disappunto di mezzo mondo (anche politico), quello, ben più numeroso, dei Colpevolisti a prescindere. In effetti, c’era quasi tutto, in quella coppia (in quel Quadrupede), per confezionare l’identikit-tipo della ferocia repressa, compresi i silenzi, gli sguardi indecifrabili, i sorrisini d’intesa tra irridenti e minacciosi durante le deposizioni più commoventi del processo. Ma soprattutto quella simbiosi-bunker che li isolava dal mondo per proteggerli. «Vicini da morire» (titolo di un bel libro di Pino Corrias sul caso di Erba) erano prima di tutto Olindo a Rosa, e Rosa a Olindo, vicinissimi l’uno all’altra fino a diven-

I

tare una sola creatura «siamese». Poi, certo, c’erano i vicini di casa dello spazzino e della lavoratrice domestica, ma questo era un altro discorso, in fondo più ordinario. Altrettanto ordinario — nel senso che sembrava un copione già scritto da tempo — è il colpo di scena (o colpo di coda?) con cui esce dalla scena giudiziaria (ma non da quella mediatica, si teme, purtroppo) l’ineffabile Azouz Marzouk, il padre di Youssef, la vittima-bambina, e il marito di Raffaella Castagna, uccisa pure lei: è il tunisino dalla personalità doppia e tripla che all’ultimo ha fatto la parte dell’Innocentista-roso-dal-rimorso, dopo aver indossato la maschera dell’Inconsolabile con rosa bianca sul banco del tribunale e con figlio e moglie stampati sulla T-shirt a beneficio dei

La strage L’11 dicembre 2006 Raffaella Castagna, moglie di Azouz Marzouk (foto), viene uccisa con il figlio, la madre e una vicina, Valeria Cherubini

mi auguro che le condanne siano confermate». D’altra parte, il cambiamento di rotta Azouz lo aveva anticipato l’otto aprile in un’intervista televisiva in cui ipotizzava un coinvolgimento nella strage della famiglia Castagna. In aula ieri mattina erano presenti il padre e i fratelli di Raffaella, che però non sono tornati per assistere alla lettura della sentenza. Dopo la decisione di Marzouk, Pietro Castagna ha commentato: «Non ho alcun dubbio sulla colpevolezza dei coniugi Romano e non li perdonerò mai. Quanto alle insinuazioni di Azouz, ci hanno fatto

male ma ormai ci siamo abituati. Speriamo che questo sia l’atto finale». Ieri in aula i due erano seduti distanti e non si sono mai parlati. Il procuratore generale Sante Spinaci, nel chiedere la conferma dell’ergastolo inflitto sia in primo che in secondo grado, aveva voluto sgombrare il campo da ogni dubbio, respingendo le tesi della difesa secondo cui le confessioni di Rosa e Olindo sarebbero state estorte. L’accusa ha escluso anche l’esistenza di piste alternative, come quella di una vendetta contro Azouz maturata negli ambienti

Il verdetto Escluse le ipotesi di una vendetta dei narcotrafficanti o di confessioni estorte

del narcotraffico. O quella di un misterioso coinvolgimento dei Castagna. E poi il procuratore generale ha sottolineato come l’unico scampato al massacro, il vicino di casa Mario Frigerio, abbia riconosciuto in Olindo l’aggressore, incastrato pure da numerose intercettazioni telefoniche. Anche sulla richiesta di perizia psichiatrica l’accusa è stata netta: «Per quanto il comportamento della coppia sia "patologico" — ha sostenuto Spinaci — non si può mettere in dubbio la loro piena capacità di intendere e di volere nell’esecuzione della strage». La sentenza, che rende definitivo il carcere a vita per i due imputati (rimasti in cella), è arrivata ieri alle 20, dopo meno di quattro ore di camera di consiglio. Per la famiglia Castagna ha commentato il fratello di Raffaella, Giuseppe: «Dopo cinque anni di dolore ci sentiamo in diritto anche di esultare», ha detto. Mario Frigerio, tra le lacrime, ha sussurrato: «Giustizia è fatta». E Azouz: «Sono più deluso che felice». Delusa anche la difesa, che con l’avvocato Fabio Schembri ha sottolineato: «Oggi, con la revoca di una parte civile, è successa una cosa estremamente anomala che merita approfondimento».

Luigi Corvi
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Il testimone Mario Frigerio (foto), marito di Valeria, viene accoltellato alla gola. Sopravvive e riconosce come autore della strage il vicino Olindo

numerosi fan club di ragazze in visibilio per la sua barba incolta e i suoi occhialoni Prada. Entrato nell’inchiesta senza grandi meriti (né demeriti) con il marchio del Perseguitato (grazie alla dabbenaggine dei media che avevano subito individuato in lui il colpevole) ne è uscito con quello del Grande Cialtrone. Ha fatto di tutto per essere sempre sotto i riflettori e ora che i riflettori si spengono dovrà rassegnarsi anche lui a ritornare nell’ombra con gli altri Innocentisti, veri o falsi, comunque sconfitti. Si chiude, bene o male, uno dei casi più terrificanti che abbiano occupato i giornali negli ultimi cinque anni. Una strage terrificante anche perché, fino a prova contraria, scatenata da una banale lite tra vicini di casa: come al solito è dalla apparente normalità che esplode il peggio. Il caso si chiude quasi come si era aperto: con l’eco della frase con cui i primi giorni dell’inchiesta il Quadrupede feroce dichiarò con semplicità davanti al Pubblico Ministero la vera ragione del suo gesto: «Disturbavano, non ci facevano dormire».
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L’arresto Olindo Romano e la moglie Rosa Bazzi vengono arrestati l’8 gennaio 2007 Dopo due giorni confessano (nella foto la casa della strage)

Le indagini Tra le ipotesi, poi scartate, la vendetta dei narcotrafficanti contro Azouz e il coinvolgimento dei Castagna (nella foto Carlo, padre di Raffaella)

34 Cronache
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Il decreto D’accordo governo e sindacati, non la Cgil

Piano per la scuola, pronta l’assunzione di 65 mila precari
Prof, verso lo stop degli incarichi provvisori
Premio

LE ASSUNZIONI NEGLI ULTIMI ANNI
Docenti Ata* Letizia Moratti

I posti per i docenti
Ai posti vacanti si aggiungono pensionamenti, esuberi e tagli

LEGENDA Posti vacanti Possibili assunti

Lombardia
5.350 5.214

Friuli V. G.
704 616

Veneto
2.693 2.349

Piemonte
2.588 2.461

Emilia Romagna
2.959 3.079

Marche
911 772 05/06 06/07 35.000 20.000

Liguria
707 750

Abruzzo
585 533

Il Pezcoller all’oncologo Pandolfi
È Pier Paolo Pandolfi il vincitore del premio Pezcoller per la ricerca oncologica. Titolare della cattedra di Medicina e Patologia alla Harvard Medical School di Boston dove dirige il Centro per la Ricerca e la Cura del Cancro e il Dipartimento di Genetica dei Tumori, Pandolfi riceverà l’assegno di 75 mila euro durante la cerimonia che si terrà venerdì al Castello del Buonconsiglio di Trento. Il premio verrà consegnato dal presidente della Fondazione Pezcoller, Gios Bernardi. Il lavoro di Pandolfi è di grande rilievo per le nuove terapie di cura del cancro.
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ROMA — Un piano per assumere a tempo indeterminato 65 mila precari tra insegnanti, bidelli e segretari. Un piano che, a differenza di quanto previsto fino a pochi giorni fa, potrebbe non essere spalmato su tre anni ma scattare in un colpo solo a settembre, con l’inizio delle lezioni. Potrebbe essere questa, per la scuola, la novità più importante nel decreto sviluppo che il consiglio dei ministri discuterà domani. Non si tratta di assunzioni che faranno aumentare gli organici totali che anzi, per effetto dei tagli decisi con la Finanziaria 2008, continueranno a scendere anche l’anno prossimo. Ma della regolarizzazione dei cosiddetti «precari stabili», che vengono assunti ogni primo settembre e licenziati a fine giugno non per sostituire qualcuno ma per coprire posti liberi. La decisione finale non è stata ancora presa ma ieri ne hanno discusso i tecnici dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia. Ed è stato proprio lo staff di Giulio Tremonti a suggerire la strada possibile per limitare al massimo l’impatto sui conti pubblici. È vero che l’operazione non avrebbe un costo elevato perché quei 65 mila stipendi lo

Stato li paga già adesso. Ma in più ci sarebbe la cosiddetta ricostruzione della carriera, cioè il riconoscimento degli scatti di anzianità maturati durante il precariato. Il decreto potrebbe però cancellare questa voce, specificando che si tratta di stabilizzazione con effetti giuridici ma non economici. Anche con questo

Toscana
Giuseppe Fioroni 2.788 3.209

Molise
198 129

Umbria
470 551

Lazio
3.514 3.571

Puglia
1.886 1.940

Sardegna
731 256 07/08 50.000 10.000 Mariastella Gelmini 35.900

Basilicata
244 89

L’intesa L’idea è stata discussa tra i tecnici dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia
correttivo 65 mila assunzioni sono quattro volte quelle fatte l’anno scorso e quindi rappresenterebbero una grande accelerazione rispetto al passato. Ma il segnale migliore che si tratta di una svolta probabile è la conferenza stampa convocata ieri da Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda. I quattro sindacati hanno chiesto proprio 65 mila assunzioni in un colpo solo. E davanti alle telecamere non c’erano solo i responsabili del settore scuola, come di solito avviene, ma anche i segretari generali Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Un’esposizione mediatica

POSSIBILI ASSUNTI
Personale non docente 29.108

Campania
Docenti
Fonte: CISL SCUOLA

Sicilia
2.338 2.586 1.773 125

Calabria
996 878
CORRIERE DELLA SERA

08/09 09/10

25.000 7.000 8.000 8.000 10.000 6.500

10/11

* Ausiliari tecnici amministrativi

che lascia immaginare come dal governo sia arrivato qualche segnale di apertura. E che segna un nuovo capitolo nella tensione con la Flc Cgil, assente all’appuntamento di ieri, che di assunzioni ne chiede ancora di più, 100 mila. Proprio per concentrare gli sforzi sul piano assunzioni, che arriverebbe a pochi giorni dalle elezioni amministrative, potrebbero essere tolte dal decreto sviluppo e dirottate in un provvedimento diverso le altre misure che riguardano la scuola. Compreso il blocco dei trasferimenti degli insegnanti in un’altra provin-

cia, che salirà dai primi tre ai primi cinque anni di lavoro cancellando l’assegnazione provvisoria che finora consentiva di aggirare il divieto. Di assunzione e trasferimenti si discuterà di nuovo oggi nel pre consiglio dei ministri. Il pallino è in mano a Tremonti e il quadro potreb-

I leader di Cisl e Uil Anche Bonanni e Angeletti alla conferenza stampa per formalizzare la richiesta sui posti di lavoro

be cambiare ancora. Ieri è stato proprio il ministro dell’Economia a bloccare all’ultimo momento un aumento dello stipendio per militari e poliziotti. Alla Camera le commissioni Difesa e Affari costituzionali avevano trasformato l’una tantum per il comparto sicurezza prevista da un decreto del governo in una voce stabile dello stipendio. Ma la commissione Bilancio ha bocciato la modifica e alla fine è passata la versione originaria, con diversi malumori anche nella maggioranza.

Lorenzo Salvia
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La legge Prevista anche la presenza di un fisioterapista e la consegna dei referti medici

All’Humanitas Le novità

Punture, prelievi e un infermiere Ecco come cambia la farmacia 1
ROMA — È arrivato il tempo dell’infermiere in farmacia. Entra in vigore oggi il secondo dei decreti attuativi della legge che prevede una serie di servizi (a pagamento) nei luoghi dove istituzionalmente si acquistano medicine. Vengono introdotte figure nuove, come fisioterapisti e infermieri. Dunque per ricevere una puntura (con prescrizione del medico) anziché bussare alla porta del vicino di casa sarà possibile rivolgersi ai professionisti della tamenti eseguiti nelle strutture pubbliche dopo aver preso l’appuntamento in farmacia, se collegata con il Cup (centro di prenotazione unica) della Regione. Il testo ha già ottenuto il via libera dalla conferenza Stato Regioni dopo le osservazioni del Garante della Privacy. La riforma è stata pensata soprattutto per le persone anziane. L’Italia è uno dei Paesi più vecchi del mondo e crescerà la richiesta di piccole prestazioni diagnostiche e terapeutiche da effettuare con facilità e la garanzia di professionalità. Annarosa Racca, presidente di Federfarma, l’associazione di categoria, ricorda che però sarà necessario da parte delle Regioni riconoscere una remunerazione: «Solo con risorse certe saremo in grado di offrire una gamma più completa di servizi con elevati livelli di qualità. Ne parleremo col governo quando rivedremo la nostra convenzione, scaduta da tem-

Fisioterapisti e infermieri
Entra in vigore oggi il decreto attuativo della legge che prevede, tra le altre cose, l’introduzione di figure nuove in farmacia, come fisioterapisti e infermieri

Tra i servizi anche le punture

2 3 4

Per farsi fare una puntura sarà possibile rivolgersi in farmacia ai professionisti della croce verde, con un costo che può aggirarsi tra 5 e 7 euro

po». Il campo d’azione dell’infermiere in farmacia avrà dei paletti. Oltre alle iniezioni, dietro presentazione di ricetta medica, prelievi, medicazioni e visite a domicilio sempre che si tratti di interventi effettuabili «autonomamente dal paziente». Il prelievo di sangue è dal dito. Anche l’attività del fisioterapista è circoscritta a «rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive con terapie manuali, massoterapiche e occupazionali». A Roma Maria Catena Ingria ha anticipato i tempi. La lista delle prestazioni in-

Gerry Scotti «adotta» 4 scienziati
MILANO — Gerry Scotti al fianco della ricerca targata Humanitas. Il presentatore sarà il volto della campagna per il 5 per mille a favore dell’Irccs di Rozzano (Milano). Ha scelto di destinare il compenso pattuito per lo spot tv (dal 4 maggio su Mediaset) alla Fondazione Humanitas per la ricerca, adottando 4 giovani scienziati di talento attivi nella lotta al cancro. «Sono convinto sia importante sostenere la ricerca con un gesto semplice. E ho scelto Fondazione Humanitas perché credo negli studi e nei progetti che porta avanti». L’Istituto clinico Humanitas sottolinea che Gerry Scotti adotterà 4 ricercatori che hanno dimostrato le proprie capacità facendo esperienze all’estero, in prestigiosi istituti e pubblicando i propri studi su riviste scientifiche internazionali. «Humanitas, tutti meritano le migliori cure del mondo» è lo slogan della campagna nazionale firmata da M&C Saatchi, che appare anche su Fecebook, Twitter e YouTube e sul nuovo sito www.iomerito.it.
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153 6

Il decreto legislativo del 3 ottobre 2009 sui nuovi servizi erogati nelle farmacie

La consegna dei referti medici
In futuro si potrà avere la consegna dei referti di esami eseguiti nelle strutture pubbliche dopo aver preso appuntamento in una farmacia legata al Cup

Per gli anziani La riforma è stata pensata soprattutto per le persone anziane. I servizi saranno a pagamento
clude olter, elettrocardiogramma, test della coagulazione del sangue, glicemia e insulina, menopausa e ovulazione: «Siamo tornati alla radice della professione. Non più bottegai, ma figure intermediarie tra medico e cittadino». Andrea Mandelli, presidente di Fofi (federazione degli ordini dei farmacisti) ritiene che il ruolo fondamentale della categoria sarà quello di facilitare l’aderenza dei pazienti alle terapia, con riduzione di sprechi e aumento di guarigioni: «Aspettiamo l’accordo con le Regioni sulla base del quale sarà possibile costruire un percorso condiviso in alleanza col sistema sanitario pubblico».

Gli articoli del decreto che ancora non è stato integralmente attuato

croce verde, con un costo che può aggirarsi tra 5 e 7 euro. Lo stesso per altre piccole prestazioni ambulatoriali. I vantaggi: zero attese, risposte immediate, la comodità di scendere sotto casa evitando il viaggio in ospedale. Un’altra tappa della rivoluzione disegnata dalla legge del 2009 e che sta prendendo forma con i decreti attuativi. Il primo riguardava le analisi. Ora manca il terzo che autorizza la consegna dei referti relativi ad accer-

Prelievi e visite a domicilio
L’infermiere potrà anche fare prelievi, medicazioni e visite a domicilio sempre che si tratti di interventi effettuabili autonomamente dal paziente

Margherita De Bac
mdebac@corriere.it
Multiservizi Un farmacista controlla sul computer un ordine telefonico. Da oggi più servizi (Getty)
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Cronache 35
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Addio brutta copia
L’allarme Pierre-Marc de Biasi, presidente dell’Istituto dei testi e manoscritti moderni, che studia manoscritti e testi preparatori dei capolavori della letteratura per ricostruire la genesi dell’opera (soprattutto di Gustave Flaubert), ha lanciato l’allarme: da una ventina d’anni, gli scrittori scrivono al computer e tendono a non conservare le versioni precedenti di un’opera. Starebbero così scomparendo lavori come la Recherche di Marcel Proust (nella foto sotto), scritta tra il 1909 e il 1922, di cui ci restano 75 volumi con i manoscritti e le correzioni, e quattro quaderni di note Born digital manuscripts La maggioranza degli scrittori si è convertita ai born digital manuscripts, manoscritti composti direttamente al

Tecnologie Il francese de Biasi: è il paradosso del nostro uso del computer

Nuovo attacco

La storia perduta dei libri Nessuno salva le correzioni
Gli esperti: non sapremo più come sono nati i capolavori
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PARIGI — Della Recherche di Marcel Proust, scritta tra il 1909 e il 1922, ci restano 75 volumi con i manoscritti e le correzioni, e quattro quaderni di note. Jonathan Littell ha scritto Le Benevole, dopo un anno e mezzo di ricerche a Mosca nel 2001, in 112 giorni; due stesure a carta e penna, e una terza con il computer. Ma molti altri scrittori della sua generazione sono andati ancora più in là avendo ormai dimenticato la carta: si scrive direttamente con un programma di videoscrittura, che non conserva traccia — a meno che non gli venga chiesto — delle correzioni e dei ripensamenti che fanno da secoli la gioia dei filologi. La letteratura sta diventando il regno eterno della bella copia.

prono che non avranno nulla su cui indagare in futuro per capire come un autore è arrivato a creare un capolavoro della nostra epoca. Pierre Assouline, critico letterario di Le Monde, ricorda che il problema si allarga agli ultimi quarant’anni se consideriamo che i primi supporti elettronici sono spesso ormai illeggibili, e che comunque la durata di vita garantita di un hard disk o di una chiavetta Usb è di 5 anni in media. La digitalizzazione totale delle opere dell’ingegno conduce a un paradosso: sul sito della Biblioteca nazionale di Francia possiamo consultare gli incunaboli o le diverse versioni di un passaggio di Victor Hugo, ma non l’evoluzione tra le diverse stesure di un romanzo contemporaneo, semplicemente perché molto spesso queste non esistono. «Oggi gli scrittori tendono a non usare più la carta — scrive Assouline —. Scrivono direttamente con un programma di scrittura, fanno le correzioni sullo schermo, inviano il loro romanzo o il loro saggio all’editore per email, con un file allegato». Non si tratta di una lamentazione passatista in nostalgia di penna d’oca e calamaio, o delle lettere con il bollo di

Sony, rischiano altri 25 milioni di utenti
MILANO — Non finisce l’incubo per Sony: dopo il PlayStation Network, infatti, anche Sony Online Entertainment ha subito un’intrusione illegale che mette a rischio la sicurezza dei 24,6 milioni di account registrati. Sony ha deciso di interrompere il servizio, come ha fatto con il PlayStation Network, per migliorare l’infrastruttura di sicurezza e scongiurare altre intromissioni. In totale sono stati rubati dati di 100 milioni di clienti. Si teme il furto di dati delle carte di credito di 12.700 clienti non americani e di 10.700 conti correnti da un database del 2007.
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L’eccezione Littell è uno dei pochi a conservare le brutte copie in carta. Il rimedio in un software
ceralacca. Piuttosto, è interessante notare come lo strumento utilizzato per scrivere cambi radicalmente la natura del testo, e il lavoro di quanti ritengono la letteratura degna di essere studiata. Nel saggio Gli archivi della creazione nell’epoca del digitale, de Biasi osserva che «l’era della pergamena era stata quella del palinsesto, l’età della carta quella della correzione; eccoci ora entrati nell’epoca del supporto senza pentimento». La preoccupazione non sembra corporativa, gli archivi dei manoscritti dell’Ottocento e del Novecento daranno lavoro ancora per molti decenni. Solo che, quando si tratterà di esaminare la genesi di capolavori di oggi, non ci sarà granché da studiare. I tecnici dell’Item stanno allora sviluppando un software gratuito, pronto entro due anni, in grado di creare un nuovo file a ogni cambiamento del testo, salvando e conservando in ordine cronologico ogni correzione. Ma nell’era della velocità e della visione a breve termine, potrebbero non essere molti gli scrittori desiderosi di servirsene.

Domani

computer: si scrive con un programma di videoscrittura, che non conserva traccia della «brutta copia» Le conseguenze Tutto il lavoro di annotazione, correzione, riscrittura di un testo, viene perduto: le correzioni e i ripensamenti che costituiscono un materiale prezioso per i filologi non sono più rintracciabili

ILLUSTRAZIONE DI DORIANO SOLINAS

«Distruggendo la possibilità della memoria, ci stiamo preparando un futuro orfano di noi stessi», dice Pierre-Marc de Biasi, direttore dell’Item (Istituto dei testi e dei manoscritti moderni). Il grido d’allarme di questo studioso di Gustave Flaubert (celebre per le stesure tormentate) si basa sulla constatazione che da circa vent’anni la maggioranza degli scrittori si è convertita ai born digital manuscripts, cioè manoscritti composti direttamente al computer, e non resta alcuna traccia della genesi del loro lavoro. Per la prima volta dal Settecento, viviamo in un’epoca nella quale non resterà nulla del gigantesco lavoro preparatorio che prelude all’opera completa. E gli studiosi, abituati a scrutare minuziosamente l’evoluzione di un passaggio di Jane Austen o Honoré de Balzac, sco-

I consigli di bellezza per l’estate
Sarà l’estate della pelle candida, dello smalto colorato e delle ginocchia seducenti: domani, in allegato con il Corriere, c’è l’inserto Beauty: 55 pagine di tendenze e segreti di bellezza, per imitare lo stile di Scarlett Johansson e Catherine Middleton.
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Stefano Montefiori
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L’iniziativa Quaranta invitati: da Gianni Letta a Paolo Romani, da Luca Cordero di Montezemolo a Diego Della Valle

«Bellezza ed efficienza». Un pensatoio sul made in Italy
Imprenditori, esperti e rappresentanti delle istituzioni riuniti per produrre sei-sette idee
Se ne sente parlare da tempo, una specie di torrente carsico che riaffiora qua e là nelle secche della crisi, tra i dibattiti sul rilancio, negli appelli al «sistema Paese». È stato, per anni, la bacchetta magica che tutto avrebbe risolto: il made in Italy, la formula che ci avrebbe salvato dalla deriva nell’oceano dei mercati globali. Cosa significhi nel concreto, è un tema su cui forse in pochi si sono soffermati a riflettere. Funziona, il made in Italy? O, all’inglese: (made in) Italy works? La parentesi non è un vezzo, ma la chiave di lettura del workshop che si terrà sabato a Montepulciano (Siena). Una quarantina i partecipanti, da tre «mondi» — istituzioni, esperti di economia e sviluppo, manager e imprenditori — che non è scontato ritrovare intorno a un tavolo, a porte chiuse, per ragionare insieme su come sfruttare le potenzialità del «marchio Italia» su uno scacchiere internazionale sempre più vasto e complesso, dove dormire sugli allori della fama già conquistata è stupido, se non controproducente. «L’idea — spiega Franco Masera di KPMG (la multinazionale della consulenza promotore dell’iniziativa) — nasce da una domanda: qual è il contribranding». Un’idea che ritorna nella scelta della sede di sabato, la cantina Icario di Andrea Cecchetti, dove si fondono valori «italiani» come arte, gusto, territorio. E intorno a cui si confronteranno presentazioni e dibattiti, partendo da due elementi: «Il mercato, oggi, è fatto sempre più di percezione e meno di "realtà». Dall’89 in poi, inoltre, il numero dei consumatori finali si è dilatato, nel giro di vent’anni avremo una discontinuità di 1,5-2 miliardi... È fondamentale, quindi, saper fare scelte strategiche». A discuterne, i rappresentanti delle istituzioni (Gianni Letta per la Presidenza del Consiglio, Paolo Romani per lo Sviluppo Economico, Enzo Scotti per la Farnesina), interlocutori dal mondo delle imprese (da Salvatore Rossi, Banca d’Italia, a Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Nerio Alessandri, passando per Sace, Google, Saatchi&Saatchi), della finanza (Abi, Banca Intesa). L’obiettivo/ambizione? «Veder nascere, dalla discussione, 6/7 idee e su quelle costruire possibili progetti. Creando una "sistematicità d’azione" che in Italia, oggi, non c’è».

La sede La cantina Icario, a Montepulciano, ospiterà il workshop

La cantina e il video L’incontro nella cantina Icario Tutto partirà da un video di 15 minuti di Fabrica sul Paese dinamico

buto che possiamo dare al Paese che "ci ospita"? La risposta è semplice: il nostro valore aggiunto più significativo è il processo di internazionalizzazione». Tutto prende le mosse da un filmato di 15 minuti, che KPMG Italia ha realizzato con il contributo di Fabrica (il centro di ricerca sulla comu-

nicazione finanziato dal Gruppo Benetton) e mostrato a 800 partner internazionali. «C’è l’Italia che non ti aspetti, imprenditoriale e dinamica», sintetizza Masera. Molti nomi-simbolo, da Barilla a Technogym e Brembo, e un «filo rosso: la capacità di produrre il bello anche nel funzionale». Presenta-

to alla Farnesina, si sta pensando di usarlo come «biglietto da visita» nelle ambasciate all’estero. «Da qui è nato lo spunto di analizzare il tema del made in Italy, soprattutto concentrandosi sull’"Italy": se l’Italia è un brand dal valore positivo, conviene investire in politiche di

Gabriela Jacomella
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Cronache 37
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Ambiente Critiche ai professionisti che usano le reti, ma anche agli sportivi con la lenza

Nespoli

Portofino e i «predoni» del pesce Le razzie nell’oasi protetta
Il Parco chiede il blocco totale. Domani decide la Regione
GENOVA — L’estate è alle porte e nell’area marina di Portofino scoppia la guerra delle cernie. In quella che doveva essere un’oasi protetta — denuncia il direttore del parco, Giorgio Fanciulli — c’è chi fa man bassa di cernie e dentici, «pesci pregiati e carismatici» (così li definisce) che vanno dritti dritti a finire con il loro impalpabile carisma e le più sostanziose carni sulle tavole «dei ristoranti del Golfo del Tigullio e golfo Paradiso». Sotto accusa sono i pescatori professionali di Portofino ma l’allarme è tale che il distessa del Consorzio. Sono completamente al tuo fianco... Ogni decisione inerente alla chiusura della pesca professionale (e quella sportiva?) deve essere fatta in accordo con la Capitaneria». La spinosa questione approderà domani in Regione, al tavolo della Commissione tecnica pesca della quale fa parte il professor Vietti. Il Parco Marino di Portofino è diviso in tre aree, o meglio in tre specchi acquei, in quella di maggior pregio, la A, non si può non solo praticare alcun tipo di pesca ma neanche entrare in barca o fare

De Maupassant

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Ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castani. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino «Vita errante», 1889

il bagno. Le zone B e C sono invece accessibili con autorizzazioni numerate. Quanto alla situazione del parco marino, Fanciulli la definisce «insostenibile e ambientalmente pericolosa» a causa dell’uso «indiscriminato di reti da parte dei pescatori professionali all’interno della zona B e in larga misura della zona C». Mai accaduto prima, riconosce Fanciulli. E per cercare una spiegazione si rifà ai divieti di pesca invernale dei rossetti che tanto hanno fatto penare i pescatori liguri, nonché alla notizia che nel parco pesce ce n’è in abbondanza, quindi perché non andare a prenderlo lì? Il direttore teme di vedere «andare in fumo il lavoro di 10 anni e compromessa un’economia basata sul turismo». Per questo chiede di «blindare» le acque di Portofino. Ma fra le righe di questa battaglia sul fronte del dentice carismatico c’è dell’altro. Ci sono i segnali della rottura di una storica alleanza tra i Comuni di Camogli e Portofino nella gestione del Parco marino, con il «terzo incomodo», quello di Santa Margherita, rappresentato da Rinaldo Marinoni, a sparigliare le carte. Ma questa volta il direttore Fanciulli e il presidente, di provenienza camoglina, con l’affondo nei confronti dei pescatori portofinesi hanno colto tutti alla sprovvista. Nel microcosmo politico dei

L’astronauta che non può dire addio alla madre

rettore conclude una sua lunga lettera a Vito Gedda, il presidente del Parco Marino, con una richiesta drastica: varare «in tempi ristrettissimi norme regolamentari volte al fermo totale della pesca nell’intera zona B per un tempo valutabile in almeno uno o due anni o, comunque, dopo aver rivalutato lo stato di salute delle risorse ittiche di maggior pregio». Fermo totale? Uno stop quindi non solo ai pescatori professionisti ma anche alla pesca sportiva? Il tam tam delle indiscrezioni ha percorso i tre Comuni interessati, Portofino, Santa Margherita e Camogli, e il mormorio nelle rispettive piazzette e bar cresce di intensità di giorno in giorno. Tanto più che il rappresentante dell’Università nel cda del Consorzio del Parco marino, il professor Riccardo Cattaneo Vietti, ha subito risposto all’appello del direttore, chiedendosi se non sia il caso di vietare la pesca sportiva. «La situazione che tu denunci è gravissima — scrive Vietti — e mette in crisi anni di gestione e la credibilità

Il pescatore
Nella foto, un pescatore di Portofino. Il direttore del parco Giorgio Fanciulli ha chiesto in tempi ristrettissimi norme per il fermo totale della pesca nella zona B per almeno uno o due anni

tre Comuni è una rivoluzione. Tutti si chiedono che effetto avrà la guerra della cernia sulle prossime elezioni: il 15 maggio si vota infatti nel Comune di Portofino dove la vittoria si conquista per un numero di voti che si contano su una mano. E la lobby dei pescatori — in passato ha già espresso un sindaco — potrebbe essere determinante. Ma a chi pratica pesca sportiva interessa soprattutto sapere se quest’estate Portofino sarà out.

MILANO — È un triste momento per Paolo Nespoli (nella foto), il nostro astronauta da dicembre sulla stazione spaziale. La mamma Maria è morta improvvisamente senza la possibilità di vederlo tornare sorridente e orgoglioso sulla Terra dopo un’impresa riservata a pochi uomini. Aveva 78 anni ma nulla lasciava presagire il peggio. Adesso il silenzio si è fatto pesante tra la Terra e lo spazio e Paolo lassù è chiuso nei pensieri di una vita. L’amministratore della Nasa Charles Bolden ha manifestato il suo dolore e la sua disponibilità. Altrettanto Jean-Jaques Dordain, direttore generale dell’Esa europea. «In momenti come questo — commenta Enrico Saggese presidente dell’agenzia spaziale italiana — ci si rende conto di come l’isolamento in orbita sia totale anche se la stazione è a soli 400 chilometri d’altezza. Nonostante le comunicazioni senza confini la lontananza degli affetti si avverte e la loro mancanza diventa ancora più penosa. Speriamo che Paolo percepisca i nostri sentimenti». Ad accompagnare la mamma nell’ultimo viaggio a Verano Brianza ci sarà, oggi, la sorella Antonella. «Che strano questo figlio che vuol andare nello spazio» ci disse guardandolo quasi con stupore vestito d’azzurro nei giorni precedenti il volo. Ora la gioia con la quale Paolo guardava la Terra dalla cupola della stazione è diventata un acuto dolore. Fra pochi giorni, a metà maggio, sarebbe tornato. Anche noi gli siamo vicini.

G.Cap.
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Porticciolo Uno scorcio di Portofino. Nell’area marina i pescatori stanno facendo man bassa di cernie e dentici (Ansa)

Erika Dellacasa
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Economia
Indici delle Borse
FTSE MIB 22.315,68 -0,37% -0,37% -0,10% inv. -0,78% -0,34% =

DiaSorin
legati al sapere
www.diasorin.com
La settimana

FTSE MIB
Londra Francoforte Parigi (Cac40) Hong Kong Tokio (Nikkei) Madrid 6.082,88 0,21% 7.500,70 -0,36% 4.096,84 -0,29% 23.633,25 -0,37% borsa chiusa

Cambi
1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1,4780 dollari 0,8969 sterline 1,2780 fr. sv. -0,38% -1,23% 0,87% -0,59% 1 euro 119,3600 yen

Buzzi Unicem

La settimana

Titoli di Stato
Titolo Ced. Quot. Rend. eff. 03-05 netto % Titolo Ced. Quot. Rend. eff. 03-05 netto %

Btp 99-01/11/10

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0,77 1,60 2,17 3,04 3,08 3,52 3,77 4,54

Btp 04-01/02/20 4,500% 100,33 Btp 07-15/09/23 2,600% 98,85 Btp 98-01/11/29 5,250% 100,08 Btp 02-01/02/33 5,750% 104,20 Btp 03-01/08/34 5,000% 94,89 Cct 04-01/05/11 Cct 05-01/11/12 0,980% Cct 07-01/12/14 0,890% Ctz 09-31/03/11 99,85 97,78 -

3,92 5,00 4,63 4,77 4,79 1,81 2,36 -

FTSE It.All Share 23.025,34 FTSE It.Star Dow Jones Nasdaq S&P 500 12.352,52 12.807,51 2.841,62 1.356,62

Btp 01-01/08/11 5,250% 100,92 Btp 07-15/04/12 4,000% 101,75 Btp 02-01/02/13 4,750% 103,38 Btp 04-15/09/14 2,150% 103,69 Btp 04-01/02/15 4,250% 102,31 Btp 02-01/08/17 5,250% 106,10 Btp 08-01/08/18 4,500% 101,21 Btp 08-15/09/19 2,350% 100,86

8,9581 cor.sve. 0,35% 1,4096 dol.can. 0,05%

10.825,60 -0,48%

La lente LA SCALATA DI MARINI,
UN ITALIANO GUIDERÀ ROLEX
i questi tempi può sembrare in controtendenza, anche se in questo caso l’italianità è tutta personale e non aziendale: Gian Riccardo Marini, amministratore delegato di Rolex Italia dal 2000, è stato promosso ai vertici mondiali di Rolex. È un goal segnato dall’italian style nel lusso. Il cognome Marini è legato alla storia italiana del marchio fin dagli inizi. Il creatore Hans Wilsdorf decise di distribuire i prestigiosi orologi in Italia nel 1932 e affidò l’incarico a Franco Locatelli che nel 1947 creò con Ronchi, primo concessionario di Milano, e Renato Marini, commercialista coinvolto come amministratore, la società Romalo, acronimo dei tre cognomi, diventata Rolex Italia solo nel 1993. Negli anni Settanta sono subentrati i figli di Marini: Gianpaolo e Gian Riccardo, che ha iniziato occupandosi dell’organizzazione commerciale, diventando poi direttore nel 1980 e amministratore delegato nel 2000. Ora la «promozione» a livello mondiale. Di lui dicono ami le fuoriserie, moderne e d’epoca, gli sport come il golf e lo sci. E poi la vela.

Decreto sviluppo Clausola tagliacosti per i prestiti fino a 150 mila euro. L’aiuto per chi ha reddito inferiore ai 30 mila euro

Caro mutui, arriva il tetto alle rate
Accertamenti fiscali più soft. Bonus per le assunzioni nel Mezzogiorno
ROMA — Un tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie più povere, il nuovo Piano Casa rafforzato, maggiore possibilità di trattativa privata sugli appalti pubblici e accelerazione delle grandi opere, credito d’imposta per le assunzioni al Sud, ma non solo. Il decreto per lo sviluppo sarà approvato domani, come ha confermato ieri sera il premier Silvio Berlusconi al termine di un incontro con il ministro deltardati o incompleti dovuti al fisco in seguito agli accertamenti. Per le imprese è previsto un aumento della soglia di fatturato per l’accesso alla contabilità semplificata: si passerebbe da circa 300 a 4-500 mila euro per le imprese dei servizi e da 500 a 6-700 mila euro per le manifatture. Le imprese straniere che scelgono di stabilirsi in Italia, inoltre, potranno scegliere di essere tassate secondo il regime fiscale europeo più conveniente in modo permanente, e non più per soli tre anni. Le misure per scongiurare il prevedibile rincaro delle rate dei mutui a tasso variabile riguarderanno solo le famiglie più deboli, quelle con un «Isee» (indicatore del reddito fornito dall’Inps) non superiore a 30 mila euro, ed i mutui di valore non superiore ai 150 mila euro. Il decreto prevede che, su richiesta del contraente, sia posto un tetto massimo («cap») al tasso variabile del mutuo, che sarebbe assistito da una forma di garanzia pubblica. Si arriverà anche alla ridefinizione del tasso di usura oltre il quale le banche non possono prestare denaro, talmente basso (oggi è circa il 4%) da tagliare fuori dal mercato del credito una folta platea di imprese. Confermati il credito d’imposta del 90% e la deducibilità dei costi per le aziende che commissionano la ricerca alle Universi-

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Le altre misure

Documento elettronico sotto i 15 anni

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La nuova carta d’identità elettronica potrà essere richiesta anche dai minori di 15 anni, e avrà validità triennale

Il premier Berlusconi: il testo della manovra sarà presentato domani al Consiglio dei ministri
l’Economia, Giulio Tremonti. Secondo il ministro Renato Brunetta la manovra vale tra 10 e 12 miliardi di minori costi burocratici per le imprese. C’è anche un pacchetto consistente di misure fiscali a favore dei cittadini e delle imprese, a cominciare dalla possibilità di interrompere l’esecutività degli accertamenti, e di conseguenza il pagamento del 50% della maggiore imposta, con un ricorso alla Commissione tributaria provinciale. L’esecutività immediata dell’accertamento fiscale doveva scattare dal primo luglio, ma con il decreto sarebbe sostanzialmente mitigata. I contribuenti potranno infatti chiedere una sospensione di 60 giorni alla Commissione tributaria, guadagnando anche una sorta di corsia preferenziale per il giudizio di merito. Con il decreto, inoltre, verrebbe cancellata la sanzione amministrativa del 30% sui versamenti omessi, ri-

Controlli sulle imprese programmati
I controlli sulle imprese saranno programmati e "proporzionali". Niente preavviso, però, per le verifiche fiscali

Nuova legge sulla concorrenza
Nel decreto potrebbe confluire la legge sulla concorrenza, con le nuove norme su benzina e assicurazioni

Corriere.it

Versamenti fiscali e giorni festivi
Partirà lunedì prossimo, il 9 maggio, lo «sportello mutui» del sito del Corriere. Nelle pagine di Economia (www.corriere.it/economia/) sarà possibile accedere al nuovo servizio che permetterà di calcolare la rata di qualsiasi mutuo. Interessati sono coloro che stanno per acquistare una casa e devono scegliere il tipo di prestito più adatto alle proprie esigenze. Ma anche per chi ha già aperto un finanziamento e vuole capire o meno la possibilità di rinegoziarlo. Inserendo nel «calcolatore» parametri come tasso fisso o variabile, spread, importo e durata del mutuo preferito tra quelli sul mercato sarà possibile arrivare alla rata. La nuova iniziativa va ad aggiungersi a quelle che permettono di accedere ai dati di Borsa e dei Fondi.

Prestiti-casa, sportello Web su «Canale economia»

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I versamenti dovuti al fisco e che cadono di sabato o nei festivi sono spostati al primo giorno lavorativo successivo

Fondi Ue non spesi nel Piano Sud
Possibili anche nuove misure per rafforzare il Piano Sud, forse con la riprogrammazione dei fondi Ue non spesi

Francesca Basso
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tà, con il decreto dovrebbe arrivare anche il credito d’imposta per le assunzioni a tempo determinato nelle regioni svantaggiate del Mezzogiorno. Al via anche il nuovo regime per i distretti turistico balneari, con agevolazioni fiscali per l’aggregazione delle attività esistenti o di nuova realizzazione. Cambiano anche le norme sugli appalti pubblici, con l’aumento da 500 mila a un milione di euro della soglia per la trattativa privata, e le grandi opere. Saranno posti dei limiti sia alle riserve (che fanno lievitare i costi), che alle compensazioni alle amministrazioni locali, mentre saranno eliminati gli arbitrati e, per evitare il blocco dei cantieri, sarà posto un freno alle liti giudiziarie «temerarie». E sempre in tema giudiziario il decreto dovrebbe intervenire con una serie di norme per favorire lo smaltimento dell’enorme arretrato delle cause civili. Con la riedizione del Piano Casa, con la possibilità per lo Stato di sostituirsi alle Regioni che non lo attuano, arriva anche una nuova semplificazione per l’edilizia. Intanto il permesso di costruire passa sotto il regime della Scia, la segnalazione di inizio attività. Per le ristrutturazioni sarebbe previsto il principio del silenzio-assenso, mentre per ottenere le detrazioni del 36 e del 55% sui lavori di ristrutturazione anche ecologici, non servirà più la segnalazione all’Agenzia delle Entrate, ma l’annotazione sulla dichiarazione dei redditi. E per i dipendenti ed i pensionati, da quest’anno, verrà meno anche l’obbligo di comunicare al datore di lavoro i figli ed i familiari a carico.

Mario Sensini
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Economia 39

L’analisi

Il referendum

L’88,8% vota a favore del «modello Pomigliano» per l’impianto destinato alla nuova Maserati

LA RITIRATA FIOM
E LA «DERIVA AMERICANA» DEI BASSI SALARI
di MASSIMO MUCCHETTI

Gli 886 sì della ex Bertone Fiat: ora la firma dell’accordo
Angeletti: è divorzio tra Landini e lavoratori
DAL NOSTRO INVIATO

Forse non si saprà mai quanto vicino sia stato l’accordo tra Sergio Marchionne e la Fiom, rappresentata da Giorgio Airaudo, nel lungo incontro che, ospite il sindaco di Torino, aveva preceduto il referendum alla ex Bertone. E perché non sia stato infine raggiunto. Un’impuntatura sindacale per non depotenziare la causa giudiziaria contro le newco della Fiat? La tentazione aziendale di incastrare i "rossi" in un’alternativa diabolica: o perdere alle urne in una fabbrica dove tre quarti dei dipendenti sono iscritti Fiom oppure vincere con l’effetto di riconsegnarli al commissario dell’ex Bertone che non avrebbe potuto far altro che licenziarli? Fatto sta che il successo plebiscitario dei sì è stato propiziato dall’indicazione di voto favorevole al «contratto Fiat» data, pur senza condividerlo, dai delegati Fiom di fabbrica. È una svolta rispetto al muro contro muro che a Pomigliano e Mirafiori aveva lasciato i metalmeccanici Cgil in minoranza. La sua portata va oltre il recinto sindacale, all’interno del quale viene spiegata come atto di legittima difesa ovvero come ritorno a Canossa di chi, prima, non accettava compromessi in situazioni non troppo diverse. Il rientro nei ranghi della Fiom obbliga tutti a dirsi la verità: i leader sindacali di ogni colore e pure il top management. E la verità è che questi accordi sindacali allineano le condizioni delle maestranze dell’auto italiana ai livelli bassi tipici dell’America contrattualista, azzoppata dalla fede cieca nella finanza, e non a quelli alti, conquistati dalla Germania industriale con gli investimenti e la codecisione tra capitale e lavoro. Sono ormai inevitabili, ancorché non sufficienti, gli accordi alla ex Bertone come a Mirafiori e a Pomigliano. Ma il bilancio del sindacato come difensore dei lavoratori non diventa per questo positivo. Lo rivela in tutto il sistema manifatturiero la sostanziale stagnazione dei salari rispetto all’aumento della produttività. Lo conferma il costante scivolare delle ragioni dello scambio contrattuale dai lavoratori agli azionisti e al management nell’economia globalizzata e, in particolare, nelle multinazionali che scelgono dove produrre merci spesso liberate dalle vecchie radici geografiche. Probabilmente rimane impossibile spostare la Ferrari da Maranello. Ma le Panda si possono fabbricare sia in Polonia che in Campania. In queste condizioni, bene che vada, la difesa del lavoro si risolve in una ritirata strategica. E se l’impresa non è in grado di produrre in loco per i mercati avanzati (è il caso di Fiat tornata in Europa alle vendite scarse degli anni bui) la ritirata strategica rischia di trasformarsi in una rotta mentre la Borsa trova altrove ragioni per festeggiare. Nella moderna corporation il secolare conflitto d’interessi tra lavoro e capitale cambia in modo profondo: il primo resta fisico e perciò tendenzialmente legato ai luoghi e agli affetti, mentre il secondo, nella sua attuale versione finanziaria, inaridisce le radici territoriali dell’impresa originaria per favorire il flusso del denaro virtuale verso il massimo rendimento immediato. Se questo è il mare nel quale nuotano Marchionne, gli Agnelli e i lavoratori, le questioni di fondo diventano due. La prima è se i lavoratori possano ottenere risultati meno grami restando dentro schemi puramente contrattuali, poco importa se in versione aziendalistica o nazionale. Poiché nell’economia globalizzata il sindacato va perdendo il monopolio della forza lavoro perché vengono meno i confini entro il quale si formava, la risposta è negativa. La seconda questione è se la difesa del lavoro in Occidente sia un affare corporativo dei lavoratori o se, invece, coinvolga gli interessi generali dell’economia e, in ultima analisi, il livello di civiltà di un popolo. Se si opta per il primo corno del dilemma, amen. Se si opta per il secondo, allora entrano in gioco la politica economica e industriale e, con essa, il diritto per ridefinire i ruoli dei fornitori di capitale e lavoro nella grande impresa in una democrazia moderna.
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TORINO — Come se nulla fosse. A urne appena chiuse, la ex Bertone ha già ripreso il suo aspetto normale, con le cancellate subito ripulite dai manifesti «elettorali», il consueto traffico sul viale davanti all’ingresso che procede spedito senza ingorghi da assembramento, e i cortili desolatamente vuoti. La scelta dei delegati sindacali Fiom di votare sì al referendum ha evitato spaccature tra i 1.092 operai in cassa integrazione da ormai sei anni, producendo così numeri da plebiscito, che ognuno interpreta a modo suo. I voti favorevoli al piano Marchionne, che garantisce investimenti da 500 milioni di euro e impone nuovi ritmi e orari di lavoro, gli stessi di Pomigliano e Mirafiori, sono l’87 per cento, 886 su 1.087 schede. Non c’era tensione, nello stabilimento che portava il nome di uno dei più antichi carrozzieri piemontesi e adesso dal 2012 diventerà, almeno così ha promesso la Fiat, il centro di produzione della nuova Maserati. Via i volantini che insultano Sergio Marchionne, rimossi i cartelli dei sindacati del sì, riciclati dai giorni di Mirafiori. La scelta delle Rappresentanze sindacali unitarie ha cambiato il significato della consultazione, facendola diventare una questione più privata, che riguardava solo gli operai dello sta-

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Milioni di euro Investimenti previsti per la ex Bertone

bilimento. Non ci sono vincitori e vinti, dice Pino Viola, il delegato più anziano, che ieri pomeriggio ha voluto votare per millesimo, questione di cabala. «Adesso chiediamo a Marchionne di mantenere l’impegno che ha preso e di rispettare l’investimento promesso per questa fabbrica, che finalmente riparta». Contava solo quello, per loro. Hanno fatto il passo che gli veniva richiesto, ma potrebbe non bastare.

A sera tardi, quando i risultati sono ormai ufficiali, arriva la nota della Fiat, che «apprezza il grande senso di responsabilità dimostrato dai dipendenti dello stabilimento» ma attende di verificare «la disponibilità delle organizzazioni sindacali a formalizzare la proposta aziendale». L’azienda conferma che «in presenza della firma di un accordo e dell’esistenza delle condizioni applicative necessarie provvederà a dare il via libera al piano di investimenti previsti dal progetto». La formula non è chiara. Sembra che Fiat chieda la firma dell’accordo alla Fiom, subordinando gli investimenti promessi a questa accettazione. Un passo che non era stato compiuto a Pomi-

gliano e Mirafiori, dove era stata giudicata sufficiente la vittoria dei sì. Il problema forse è nella natura del voto alla ex Bertone, frutto di una strategia interna alla Fiom, che negli stabilimenti di Grugliasco può contare su una maggioranza schiacciante, 741 iscritti su 1.092 lavoratori, che hanno dato il loro assenso per necessità, non certo per convinzione. La Fiom reagisce subito al comunicato della Fiat fissando i paletti della sua piccola svolta. La firma sarà solo delle Rsu, a livello locale. «Noi non lo faremo — dice il segretario torinese Federico Bellono — perché continuiamo a ritenere questo contratto viziato da illegittimità». La sterilizzazione del referendum non ha prodotto grandi risultati. La lotta tra Fiat e Fiom diventa sempre più accesa, Il segretario della Uil Luigi Angeletti parla di «divorzio» tra la Fiom e il resto del mondo, mentre il leader della Cisl Raffaele Bonanni afferma che «davanti a un risultato così clamoroso» il sindacato rosso «non può che firmare l’accordo». Per la Fiom si apre anche un fronte interno. Dopo un giorno di silenzio, si è fatto sentire Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale in scadenza, leader della corrente più massimalista. «Da un lato c’è un sì, dall’altro un no. Il rischio di sbandata della Fiom è evidente. Bisognerà smentire i delegati e dire che la loro firma è a titolo personale e non è valida». Tensioni interne in arrivo, probabile la resa dei conti con il segretario nazionale Maurizio Landini. I lavoratori della ex Bertone, intanto, tornano alla loro cassa integrazione e aspettano. Non possono fare altro.

Marco Imarisio
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L’Ocse

Ricchi-poveri, Italia quinta per disuguaglianza
ROMA — In un contesto di crescente divario tra ricchi e poveri in gran parte dei Paesi Ocse, l’Italia si piazza al quinto posto per livello di disuguaglianza, dietro Messico, Stati Uniti, Israele e Regno Unito. Lo dice un rapporto della stessa Ocse. La Germania è al decimo posto mentre Svezia, Danimarca e Norvegia si confermano gli Stati più egualitari.
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Il caso La sentenza di Torino favorevole a Prima Industrie

Federmeccanica: aumenti per tutti (ma con riserva)
ROMA — Federmeccanica corrisponderà gli au- Uglm è giusta e legittima». In secondo luogo che le menti contrattuali anche agli iscritti alla Fiom, fino sentenze di questi giorni mettono la Fiom di fronte a scadenza del contratto 2008, con «ogni più ampia alla necessità di riconsiderare la strategia di riserva di sospensione e/o di recupero di quanto affidare alla magistratura il compito di sopperire già versato». Lo ha deciso il consiglio direttivo alla manifesta carenza di risultati sul piano dell’associazione imprenditoriale dopo la sentenza negoziale». Il passo successivo, secondo del giudice del lavoro di Torino Federmeccanica, sta che ha respinto il ricorso Fiom nell’individuare «regole capaci di Contenzioso nei confronti di Prima Industrie, dare stabilità alle relazioni azienda del presidente sindacali e certezza applicativa ai Gli industriali: questo dell’Unione industriale di Torino contratti sottoscritti». I dimostra che noi non Gianfranco Carbonato. «Questo metalmeccanici Cgil hanno una vogliamo produrre dimostra che noi non vogliamo visione diversa ma su nuove contenzioso produrre contenzioso — regole sono d’accordo. Per commenta a caldo il direttore di Giorgio Airaudo, responsabile Federmeccanica Roberto auto della Fiom, Santarelli — continuiamo la linea che avevamo «Federmeccanica subisce, e non poteva fare altro, impostato». In un lungo comunicato l'esito delle sentenze, e sulla necessità di regole Federmeccanica ci tiene a spiegare due cose. Che condivise per dare la possibilità ai lavoratori di quanto «deciso dai giudici dimostra che la nostra decidere noi siamo pronti da tempo». R. Ba. scelta di sottoscrivere il contratto nazionale di lavoro del 15 ottobre 2009 con Fim, Uilm, Fismic e © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Il Lingotto /1

Il caso L’ira di Brasile, India, Russia e Cina: «Debiti non più sostenibili, vanno ristrutturati»

Le agenzie di rating danno i voti a Chrysler «Un passo avanti»
MILANO — I rischi rimangono e tutto dipenderà da come continuerà il lavoro di integrazione. Ma le premesse sono buone anche per le agenzie di valutazione del debito. Ed è questo a consentire a Chrysler di rientrare in area rating con voti «preliminari» inattesi per un gruppo uscito dalla bancarotta solo due anni fa. Puntano tutto lì, sul matrimonio sempre più stretto con Fiat, sia Moody’s che Standard & Poor’s. La prima assegna ad Auburn Hills un B2 con outlook positivo (siamo quattro gradini sotto il Ba1 del Lingotto, sotto esame per un possibile declassamento) e lo motiva con «l’aspettativa che l’alleanza con Fiat consentirà a Chrysler di far fronte in modo efficace agli impegni più pressanti. L’interdipendenza strategica, insieme al piano Fiat di salire al 51%, riflette la sostenibilità dell’intesa». S&P è un po’ più «larga» nel voto — il B+ con outlook stabile è solo due gradini più giù del Bb con prospettive negative attribuito al Lingotto — ma il concetto è lo stesso: «Per la casa Usa i vantaggi operativi legati alla gestione di Fiat e l’integrazione dei prodotti potrebbero diventare più importanti nel tempo. Senza il coinvolgimento di Fiat, considereremmo vulnerabile il profilo di rischio di Chrysler e il rating sarebbe più debole». Naturale la soddisfazione di Sergio Marchionne, che parla di «ulteriore, importante passo avanti» per Detroit, al suo rientro «negli schermi radar della comunità finanziaria dopo 13 anni di assenza: i risultati raggiunti nel primo trimestre e i piani di rimborsare i governi di Usa e Canada rafforzano il nostro impegno a raggiungere, con rigore e disciplina, tutti i target del piano industriale Sergio 2010-2014».
Marchionne

Aiuti per 78 miliardi a Lisbona
Sì di Ue e Fmi. Ma è rivolta dei Paesi Bric sui salvataggi europei
MILANO — Ieri sera il premier di Lisbona, José Socrates, ha annunciato l’accordo dell’Europa con l’Fmi per un piano di salvataggio da 78 miliardi di euro. Sono servite settimane per arrivarci perché l’operazione è incappata in scogli imprevisti al Fondo monetario internazionale, che con i governi europei dovrà fornire i finanziamenti necessari. Nel consiglio del Fondo — secondo varie fonti — Cina, Brasile, India e Russia da settimane guidano una coalizione di Paesi emergenti che parlano di una ristrutturazione per il debito di Atene e Lisbona. Ristrutturare equivale a negoziare un rimborso ridotto del capitale o degli interessi, o un rinvio delle scadenze. Si tratterebbe di un’insolvenza che, benché pilotata, potrebbe propagare di nuovo il contagio anche in Irlanda e in Spagna. Questi rischi per ora non frenano i Bric, le potenze emergenti raccolte nella sigla coniata da Goldman Sachs. La prima reazione ostile ai salvataggi in realtà è venuta dalla Cina: il governo di Pechino sarebbe andato su tutte le furie quando il commissario Ue agli Affari monetari Olli Rehn, il mese scorso, ha dato per scontato in pubblico che l’Fmi avrebbe finanziato il Portogallo. Lisbona ha bisogno, in dollari, di una somma da 115 miliardi di cui il Fondo dovrà fornire un terzo. Ma quando Rehn ne ha parlato il consiglio dell’Fmi non aveva ancora affrontato il tema. Visto dalla Cina, quello di Rehn è apparso l’ennesimo abuso di un’Europa che mantiene nell’Fmi un potere non più giustificato. La riluttanza dei Bric sui salvataggi di Portogallo e Grecia sta prendendo dunque sempre più i contorni di una rivolta delle nuove potenze contro il peso eccessivo di quelle vecchie nell’Fmi. Nei decenni scorsi il Brasile, i Paesi asiatici e la Russia, avevano subito dure condizioni per i prestiti dell’Fmi, imposte anche dall’Europa. Oggi stanno rispondendo all’Europa con contestazioni di merito. Per il Portogallo, debito pregresso, dicono i Bric, Lisbona può ricevere nuovi prestiti dell’Fmi (il cui capitale è fornito dai governi che lo compongono, dunque anche da loro). Ancora più complessa la situazione per la Grecia. L’Ecofin ha chiesto entro l’estate all’Fmi una valutazione sulla sostenibilità del debito di Atene. In agosto e ancora in autunno il Fondo svolgerà le analisi di rito sul piano di aiuti in corso, perché in teoria la Grecia dovrebbe tornare a finanziarsi sul mercato per almeno 26 miliardi di euro nel 2012. I Bric sono pronti a chiedere tra qualche mese che Atene ristrutturi per continuare con i prestiti, in modo da garantire che saranno ripagati. E la tentazione della Germania a spingere la Grecia verso il default non fa che rendere i Bric più intransigenti. L’esito del negoziato è aperto. Ma la crisi del debito di Eurolandia è ormai un problema politico anche oltre i suoi confini.

Il premier della Repubblica Popolare Cinese, Wen Jiabao

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miliardi di dollari. Il possibile intervento del Fondo monetario per il salvataggio della Grecia

i Bric hanno iniziato a trattare chiedendo di condizionare gli aiuti a una ristrutturazione preliminare del debito. Il tema è poi stato accantonato per ora. Ma secondo la Cina e gli altri un aiuto nelle condizioni attuali avrebbe violato un principio degli statuti del Fondo: che il Paese aiutato abbia «capacità di ripagare» l’Fmi. Solo se si libera di parte del

Federico Fubini
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R. Po.
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Il Lingotto /2

La «Bravo»? Crossover E per la 500 corre Alonso
Correzione di rotta per la futura Bravo: sarà un crossover e non una berlina classica, costruita sulla base della Dodge Caliber. La decisione di cambiare strategia, come conferma anche Automotive News Europe, è stata presa sulla scia del successo ottenuto dalla Nissan Qashqai, che ha venduto nel 2010 in Europa 216 mila pezzi, quando la casa giapponese ne aveva previsti 100 mila. La prima vettura del gruppo Chrysler interamente sviluppata da Fiat non è compresa nel piano di produzione americano, ma tutto fa supporre che potrà essere esportata anche negli Stati Uniti. Si conferma dunque la strategia del Lingotto di puntare sempre più sul segmento dei veicoli per il tempo libero, come accade oggi con la Freemont — che sarà commercializzata nell'ultimo weekend di maggio, prima della presentazione stampa a metà giugno — e, dal 2013, con la nuova Bravo che apparterrà ad una categoria di dimensioni medie e di larga diffusione. Ben prima del 2013, altre novità sono in arrivo dal Lingotto per l’Europa: debutterà a brevissimo la 500 Twin Air, un due cilindri dedicato a un pubblico giovane. Testimonial sarà Fernando Alonso; il pilota della Ferrari è la faccia giusta, ragionano a Torino, per sposare passione per le quattroruote e guida razionale. Tra le prossime iniziative dedicate alla rete commerciale si prepara una prima assoluta nel mondo automotive: su tutta la gamma, quella attuale e quella futura, verrà prevista una garanzia 2+2, quattro anni di copertura totale, senza alcuna esclusione, di qualsiasi guasto o difetto. Anche in questo caso le novità dovrebbero maturare a breve e comunque prima della presentazione alla stampa internazionale della nuova Lancia Ypsilon, il 24 maggio, a Torino, nella sede del rinnovato Museo dell'Automobile. Sullo sfondo restano i progetti al vaglio nella sede di Auburn Hills: lì si stanno sperimentando i motori Fiat a benzina di ultima generazione, a cui si affiancheranno sistemi ibridi o elettrici. L’orizzonte è il 2017, quando debutterà in America l’alimentazione a metano. Gli incentivi alla produzione sono garantiti dopo che Barack Obama ha dichiarato che «il potenziale del metano è enorme».

Bianca Carretto
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AZIENDA OSPEDALIERA “S. GIUSEPPE MOSCATI” AVELLINO AVVISO ESITO DI GARA Questa Azienda rende noto con delibera n. 247 del 14/04/2011 ha aggiudicato, con il criterio di aggiudicazione previsto dall’articolo 83 del D.Lgs 1632/06 e s.m.i., la procedura aperta per l’affidamento, per il periodo di tre anni, della fornitura mediante noleggio di attrezzature per U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva per un importo triennale di € 741.038,73 + IVA. L’avviso di esito di gara è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il 19/04/2011. Gli esiti di gara sono disponibili sul sito aziendale www.aosgmoscati.av.it Sezione Bandi. Eventuali informazioni potranno richiedersi all’U.O.S. Gare comunitarie e contratti - tel. 0825/203020 203016 telefax 0825/203034 - 91 dalle ore 9,00 alle ore 13.30 di tutti i giorni feriali, sabato escluso. Avellino, lì 2/5/2011 IL R.U.P. - Dr. Vito Mariano AZIENDA OSPEDALIERA “S. GIUSEPPE MOSCATI” AVELLINO AVVISO ESITO DI GARA Questa Azienda rende noto che con delibera n. 248 del 14/04/2011 ha aggiudicato, con il criterio di aggiudicazione previsto dall’articolo 83 del D.Lgs 1632/06 e s.m.i., la procedura aperta per l’affidamento della fornitura di un sistema radiologico ad arco per Elettrofisiologia ed Emodinamica per U.O.C. Cardilogia-Utic per un importo di € 440.495,07 IVA inclusa. L’avviso di esito di gara è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il 19/04/2011. Gli esiti di gara sono disponibili sul sito aziendale www.aosgmoscati.av.it Sezione Bandi. Eventuali informazioni potranno richiedersi all’U.O.S. Gare comunitarie e contratti tel. 0825/203020 - 203016 telefax 0825/203034 91 dalle ore 9,00 alle ore 13.30 di tutti i giorni feriali, sabato escluso. Avellino, lì 2/5/2011 IL R.U.P. - Dr. Vito Mariano

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

REGIONE SICILIANA AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO “PAOLO GIACCONE”
ESTRATTO BANDO DI GARA - PROCEDURA APERTA Si rende noto che, con deliberazione del Direttore Generale n. 371 del 19 aprile 2011, è stata indetta una gara nella forma della procedura aperta, per l’aggiudicazione della fornitura in full service di apparecchiature e della gestione del servizio di perfusione extracorporea per l’Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, per un importo presunto complessivo quinquennale a base d’asta di € 3.650.450,00 (importo quinquennale € 3.650.000,00 al netto di Iva esclusi oneri per la sicurezza pari ad € 450,00 non soggetti a ribasso) CODICI CPV: 33.19.4000-6-33.18.2000 - CODICE GARA 2238089 CODICE CIG. 2166386E44. Le modalità di partecipazione sono riportate nel bando di gara affisso all’albo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” e del Comune di Palermo e sul sito internet http://www.policlinico.pa.it. Termine ultimo per il ricevimento delle offerte: ore 13.00 del giorno 14 giugno 2011. Ulteriori informazioni potranno essere richieste direttamente all’Area Gestione Contrattuale e Negoziale - Dott. Aldo Albano telefono 091/6555566 - 3357783230. Telefax 091/6555502 - e-mail aldo.albano@policlinico.pa.it. F.TO IL DIRETTORE GENERALE - Ing. Mario LA ROCCA

AZIENDA OSPEDALIERA “G.BROTZU” CAGLIARI
AVVISO DI GARA 1) Procedura aperta per la fornitura in service sistemi di infusione continua per il Servizio Farmacia. Anni tre con opzione rinnovo per un altro anno. Cod. CIG 1115771B581115854FD5. Aggiudicazione ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. n. 163/06. Spesa totale presunta comprensiva dell’eventuale anno di rinnovo e dell’eventuale incremento del 20% € 480.000,00=Iva esclusa. 2) Procedura aperta per la fornitura in service di reattivi e strumenti per validare sangue ed emocomponenti con la metodica NAT per la S.C. Immunoematologia. Anni due con opzione rinnovo per un altro anno. Cod. CIG 1116048FED. Aggiudicazione ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. n. 163/06. Spesa totale presunta comprensiva dell’eventuale anno di rinnovo e dell’eventuale incremento del 20% € 2.478.060,00=Iva esclusa. Disciplinari di gara, Bandi integrali, Istanze di ammissione e Capitolati Speciali possono essere ritirati presso il Responsabile del Procedimento Dott.ssa Anna Maria Marongiu - Azienda Ospedaliera “G.Brotzu”, Servizio Provveditorato, tel. 070/539216 dal lun. al ven. - ore 09.00 - 13.30 -, ovvero possono essere consultati liberamente ed estrapolati dal sito internet www.aobrotzu.it. Le offerte dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 20.06.2011 con le modalità prescritte dal Bando e dal Disciplinare di gara. Apertura delle offerte: Gara di cui al punto 1) il giorno 23.06.2011 ore 09.30, Gara di cui al punto 2) il giorno 24.06.2011 ore 09.30. I bandi di gara sono stati inviati alla GUCE in data 22.04.2011. Il Direttore S.C. Provveditorato Dott. Gianfranco Casu

avviso al pubblico
Richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Impianto stoccaggio Gas di Sergnano (CR) Esercizio a pmax=1,05pi
Stogit S.p.A., società soggetta all’attività di direzione e coordinamento dell’Eni S.p.A. – Società con unico socio, avente sede legale in S. Donato Milanese (MI), Piazza Santa Barbara 7 e sede operativa in Crema (CR), Via Libero Comune 5, comunica che sarà inoltrata, in data odierna, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai sensi D.Lgs. 152/08 e s.m.i. (D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e D. Lgs. 29 giugno 2010, n. 128), la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto di ampliamento della capacità di stoccaggio a seguito dell’incremento della pressione massima di giacimento (pmax) pari a 1,05 della pressione iniziale di giacimento (pi), relativo all’esistente impianto di stoccaggio della concessione “Sergnano Stoccaggio” della quale la stessa Stogit S.p.A. è titolare unica e localizzato nel territorio della Regione Lombardia, della Provincia di Cremona, del Comune di Sergnano. Il progetto, una volta realizzato, consentirà di aumentare la disponibilità nazionale di capacità di stoccaggio di gas naturale. Esso, in sintesi, prevede il solo aumento del 5% della pressione iniziale di giacimento senza comportare modifiche impiantistiche dell’esistente centrale, localizzata nel comune di Sergnano, né delle facilities di superficie, presenti, oltre che nello stesso comune di Sergnano, nei comuni di Ricengo e Casale Cremasco Vidolasco. La documentazione allegata all’istanza, di cui agli artt. 22 e 23 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e a quanto indicato nell’allegato VII al decreto (Contenuti allo studio di impatto ambientale), è costituita da: - “Studio di Impatto Ambientale” (SIA) con relativa cartografia tematica ed allegati - “Sintesi non tecnica” dello Studio di Impatto Ambientale; - “Relazione verifica di conformità paesaggistica” - “Studio valutazione di incidenza” - “Copia del presente Avviso al Pubblico”, pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale e su due quotidiani a diffusione regionale. La documentazione sopra indicata, oltre che alle due predette Amministrazioni Centrali, verrà inviata, sempre in data odierna, ed ivi sarà depositata per la pubblica consultazione, a: • Regione Lombardia, Direzione Generale Ambiente, Energia e Reti - Unità Organizzativa Tutela Ambientale - Struttura Valutazioni di Impatto Ambientale, Piazza città di Lombardia, 1- 20124 Milano • Provincia di Cremona, Settore Ambiente, Via Dante, 134 – (26100) Cremona • Comune di Sergnano, Piazza IV Novembre, 8 (26010) Sergnano (CR) • Comune di Casale Cremasco Vidolasco, Via Roma, 56 - 26010 Casale Cremasco Vidolasco (CR) • Comune di Ricengo, Via Roma, 8 - 26010 Ricengo (CR) Ai sensi dell’art. 24, comma 4, del citato D.Lgs. 152/06 e s.m.i., chiunque vi abbia interesse, entro 60 (sessanta) giorni dalla presentazione dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi a: - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali – Divisione II Sistemi di valutazione ambientale – Via C. Colombo, 44 – 00147 Roma; - Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i Beni Architettonici e il paesaggio – Servizio IV – Via di San Michele, 22 – 00153 Roma; - Regione Lombardia, Direzione Generale Ambiente, Energia e Reti - Unità Organizzativa Tutela Ambientale - Struttura Valutazioni di Impatto Ambientale, Piazza città di Lombardia, 1- 20124 Milano - Provincia di Cremona, Settore Ambiente, Via Dante, 134 – 26100 Cremona; - Comune di Sergnano, Piazza IV Novembre, 8 - 26010 Sergnano (CR) - Comune di Casale Cremasco Vidolasco, Via Roma, 56 - 26010 Casale Cremasco Vidolasco (CR) - Comune di Ricengo, Via Roma, 8 - 26010 Ricengo (CR) San Donato Milanese, 4 Maggio 2011. F.to l’Amministratore Delegato

TRIBUNALE CIVILE DI ROMA
sezione fallimentare CONCORDATO PREVENTIVO DAHLIA TV s.p.a. in liquidazione AVVISO AI CREDITORI Ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 163 e 171 del R.D. 16.03.1942, n. 267, vista l’autorizzazione del Giudice Delegato alla procedura, dott. Fabio Miccio, di avvalersi per la convocazione dei creditori delle forme di cui all’art. 126 del R.D. sopra richiamato COMUNICO Che, con decreto del 23/24 marzo 2011, il Tribunale di Roma - sezione fallimentare ha dichiarato aperta la procedura di concordato preventivo, con cessione di beni, della s.p.a. DAHLIA TV in liquidazione, con sede in Roma in Via Valadier n. 42, C.F. e P.IVA n. 06196690967, iscritta presso il Registro delle Imprese di Roma al n. 1220368; Che, con lo stesso decreto, il Tribunale di Roma ha nominato Giudice Delegato alla procedura il dott. Fabio Miccio e Commissario Giudiziale il sottoscritto prof. avv. Antonio Maria Leozappa; Che il Tribunale ha disposto, per l’adunanza dei creditori, l’udienza in data 22.06.2011 ore 11.00, avanti il suddetto Giudice Delegato, nell’aula della sezione fallimentare del Tribunale di Roma in via delle Milizie n. 3/E; Che la proposta contenuta nel ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato prevede all’interno della categoria dei creditori chirografari nr. 3 classi - la 1ˆ relativa al creditore Dahlia TV Broadcasting srl (classe 1); la 2ˆ relativa a tutti gli altri (classe 2); la 3ˆ relativa ai creditori postergati volontari (classe 3) - e: «il pagamento integrale dei creditori prededucibili, dei creditori privilegiati generali, dei creditori chirografari di 1ˆ classe, dei creditori privilegiati speciali limitatamente all’importo di cui al precedente punto 3.2.1 [importo stimato di € 1.833.879,00] e dei creditori chirografari di 2ˆ classe nella misura del 16 %. Per quanto riguarda la 3ˆ classe, i creditori postergati volontari, il loro soddisfacimento è previsto solo all’esito eventuale dell’integrale soddisfo di quelli di 2ˆ classe»; Che la società proponente ha dichiarato che presenta un indebitamento complessivo, al lordo delle spese presunte di liquidazione e di procedura, pari a € 134.258.285,00 ripartito testualmente tra: - Creditori - prededuzione (€ 882.412,00): spese procedura in prededuzione e stima spese proced. in prededuzione; - Creditori - privilegio generale (€ 3.623.424,00): dipendenti, agenti, professionisti, cooperative, previdenziali, tributari, spese stimate di liquidazione per un anno; - Creditori - privilegio speciale (€ 1.833.879,00): istituto Bancario, altri debiti e debiti finanziari; - Creditori - chirografario di 1ˆ classe (€ 3.875.822,00): infragruppo; - Creditori - chirografario di 2ˆ classe (€ 120.467.484,00): istituto Bancario, fornitori, spese stimate di liquidazione per un anno, fornitori febbraio 2011, debiti verso clienti per diritti di visione, altri debiti e debiti finanziari, penali contrattuali; - Creditori - chirografario di 3ˆ classe (€ 3.575.264,00): costi relativi a 2/2011 postergati; Che la società proponente ha dichiarato la seguente previsione di realizzo patrimoniale (€ 29.936.767,00): - € 20.638.163,00 (crediti commerciali, anticipi a fornitori, disponibilità liquide, credito IRES e 70 % del credito IVA 2010 rimborsabile, versamento denaro socio) entro 4 mesi; - € 2.532.523,00 (immobilizzazioni materiali, depositi cauzionali, liquidazione partecipazione società controllata, riversamento da parte di azionista della liquidazione della relativa quota di partecipazione nella società controllata, credito IVA 2010 utilizzabile in compensazione) entro 12 mesi; - € 6.766.081,00 (credito IVA 2011, 30 % credito IVA 2010 rimborsabile) oltre 12 mesi. Che, per il soddisfacimento dei creditori nella misura proposta, la società proponente ha dichiarato: «si può ipotizzare con ragionevolezza che nell’arco di 4 mesi il passivo prededucibile e il passivo privilegiato possa essere integralmente soddisfatto mentre il pagamento del ceto chirografario possa essere eseguito entro 12 mesi». Che la deliberazione del concordato preventivo si svolgerà secondo le modalità previste dall’art. 174 L.F. e seguenti. Che, in particolare, il voto favorevole o contrario, oltre che in sede di adunanza dei creditori (personalmente o tramite mandatario munito di procura speciale), potrà essere espresso per telegramma, per lettera, per telefax da far pervenire a: “Tribunale civile di Roma, sezione fallimentare - procedura concordato preventivo Dahlia TV spa in liquidazione, C.P. n. 10/11 - Via delle Milizie n. 3/E - 00192 Roma” entro e non oltre i venti giorni successivi alla data di chiusura del verbale dell’adunanza. Che la relazione del Commissario Giudiziale prevista dall’art. 172 L.F. sarà depositata nel termine di 3 giorni prima di detta adunanza e potrà essere esaminata presso la predetta cancelleria del Tribunale. INVITO I CREDITORI a comunicare l’importo esatto del credito vantato, la sua fonte e le eventuali cause di privilegio trasmettendo i relativi documenti giustificativi e ogni documentazione/certificazione richiesta dalla legge, anche in considerazione della tipologia del rapporto, nonché il proprio indirizzo, a mezzo lettera raccomandata, al sottoscritto Commissario in Via G. Antonelli n. 15 - 00197 Roma. La società Dahlia TV s.p.a. in liquidazione ha messo a disposizione dei propri clienti/creditori una sezione del sito web www.dahliatv.it nel quale reperire ulteriori informazioni sulla procedura. Per i Creditori titolari di “Smart Card” Dahlia sarà possibile verificare l’importo di soddisfacimento del proprio credito secondo le condizioni concordatarie proposte. Roma, 2.5.2011 Il Commissario Giudiziale - Prof. avv. Antonio Maria Leozappa

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA FEDERICO II
AVVISO DI GARA PROCEDURA APERTA
CIG 1650996FC

REGIONE CALABRIA AZIENDA OSPEDALIERA “PUGLIESE-CIACCIO”
STRUTTURA COMPLESSA ACQUISIZIONE BENI E SERVIZI DIRIGENTE DR. LUIGI LE PERA Via V. Cortese, 25 - 88100 Catanzaro Tel. 0961.883653 - Fax 0961.883505 ESTRATTO AVVISO GARA PROCEDURA APERTA QUESTA AZIENDA RENDE NOTO CHE E’ STATA INDETTA PROCEDURA APERTA PER LA FORNITURA TRIENNALE DI REAGENTI (GARA N. 1460862) (€ 4.180.000,00 TRIENNALE) E DI UN SERVICE PER SISTEMI OTTICI (GARA N. 1645862) (€ 345.000,00 TRIENNALE) CON LE MODALITA’ PREVISTE AI SENSI DELL’ART. 55 DEL D.LGS. 163/06. LE DITTE INTERESSATE, IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI NEL BANDO DI GARA PUBBLICATO DALLA GUCE IN DATA 08.04.2011, DOVRANNO INVIARE OFFERTA A: Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio”, UFFICIO PROTOCOLLO Via Vinicio Cortese n. 25, 88100 Catanzaro SECONDO LE MODALITA’ DEL CITATO BANDO E CON LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA, A PENA DI ESCLUSIONE, ENTRO IL GIORNO 15.06.2011. LE DITTE POTRANNO SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE DI GARA DAL SITO AZIENDALE WWW.AOCATANZARO.IT. IL RESPONSABILE AREA ACQUISIZIONE BENI E SERVIZI (AVV. LUIGI LE PERA)

Questa Azienda intende provvedere all'affidarnento della fornitura di Kit per la Nutrizione Artificiale, occorrente alle esigenze dell’A.P . del DAS di Clinica Medica dell’A.0.U.. Durata dell'appalto: anni uno con possibilitk di rinnovo per un ulteriore anno. Importo presunto riferito alla durata massima biennale di Euro 220.000,00, oltre IVA. Il presente avviso, il bando, il Capitolato speciale d'appalto e relativi allegati, sono reperibili presso il sito internet www.policlinico.unina.it. Eventuali modifiche e/o chiarimenti verranno pubblicati esclusivamente sul sito; è onere delle società tale consultazione. RUP: prof. Franco Contaldo. Il Bando è stato inviato all’U.P.U.C.E. in data 19.04.2011 al 11.2011055655. F.to IL DIRETTORE GENERALE Dott. Giovanni CANFORA

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA FEDERICO II
AVVISO DI GARA PROCEDURA APERTA
CIG Lotto 1: 16766249E2; Lotto 2; 167697076A; Lotto 3: 16771 I8 l SE Questa Azienda intende provvedere all'affidamento, mediante procedura aperta, della fornitura, articolata in lotti, di bendaggi gastrici, per le esigenze del DAS di Chirurgia Generale, Oncologica e Videoassistita dell’A.O.U.. Durata dell’appalto: anni uno con possibilità di rinnovo per un ulteriore anno. Importo presunto riferito alla durata massima biennale di Euro 541.120,00, oltre IVA.. Il presente avviso, il bando, il Capitolato speciale d'appalto e relativi allegati, sono reperibili presso il sito internet www.policlinico.unina.it. Eventuali modifiche e/o chiarimenti verranno pubblicati esclusivamente sul sito; è onere delle società tale consultazione. RUP . dott. Antonio Formato. Il Bando è stato inviato all’U.P .U.C.E. in data 19.04.2011 al n.2011-055639. F.to IL DIRETTORE GENERALE Dott. Giovanni CANFORA

AZIENDA OSPEDALIERA “G. BROTZU” CAGLIARI
AVVISO DI GARA 1) Procedura aperta fornitura di un service completo per le procedure di aferesi terapeutiche e PBSC aferesi per il Centro Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera G.Brotzu per anni uno, eventualmente con opzione di proroga per un altro anno ed eventuale incremento del 20%. Delibera indizione n. 399 del 24.03.2011 CIG. 200652901D da aggiudicarsi ai sensi dell’art. 83 comma 1 lettera ab-c-d-h-n) del D.lgsn. n. 163/06. Importo annuo presunto € 383.000,00= iva esclusa - importo presunto compreso dell’eventuale proroga per un anno e dell’eventuale incremento del 20% euro 920.000,00= iva esclusa. 2) Procedura aperta fornitura di vari dispositivi medici per anestesia, rianimazione ed ossigenoterapia dell’Azienda Ospedaliera “G.Brotzu” - per anni uno, eventualmente con opzione di proroga per un altro anno ed eventuale incremento del 20%. Delibera indizione n. 384 del 18.03.2011 rettificata con l’atto n. 40 del 12.04.2011 - CIG. 198865847E da aggiudicarsi ai sensi dell’art. 83 comma 1 lettera a-b-c-d-h-n) del D.lgsn. n. 163/06. Importo annuo presunto € 266.700,00= iva esclusa - importo presunto compreso dell’eventuale proroga per un anno e dell’eventuale incremento del 20% euro 640.000,00= iva esclusa. Bandi integrali,istanze di partecipazioni, Capitolati Speciali disciplinari tecnici e relativi allegati, possono essere ritirati presso il Responsabile del Procedimento Sig.ra Maristella Frau Azienda Ospedaliera “G.Brotzu”, Servizio Provveditorato, tel. 070/539569 dal lun. al ven. - ore 09.00 - 13.30 -, ovvero possono essere consultati liberamente ed estrapolati dal sito internet www.aobrotzu.it. Le offerte dovranno pervenire con le modalità prescritte dal Bando e dal Capitolato Speciale di gara: 1) entro e non oltre le ore 12.00 del 09.06.2011 e le offerte verranno aperte il 21.06.2011 alle ore 9,00; 2) entro e non oltre le ore 12.00 del 09.06.2011 e le offerte verranno aperte il 20.06.2011 alle ore 9,00. l bandi di gara sono stati pubblicati nella GUCE in data 20.04.2011 e sulla GURI in data 22.04.2011. Il Direttore del Servizio Provveditorato Dott. Gianfranco Casu
PUBLIACQUA S.P.A - FIRENZE
Via Villamagna 90/c - 50126 Firenze (tel. 055/6862538 - fax 055/6862487 www.publiacqua.it - infoappalti@publiacqua.it) ESTRATTO BANDO DI GARA N. 226/APP/2011 Publiacqua S.p.A. indice procedura aperta per l’aggiudicazione dell’appalto di fornitura di purate per gli impianti di potabilizzazione di Anconella e Mantignano - lotto unico - Importo complessivo presunto Euro 715.250,00 di cui euro 250,00 per oneri sulla sicurezza non soggetti a ribasso - CIG 15525851AC. Il bando integrale è visibile sul sito internet www.publiacqua.it. Le offerte, corredate della documentazione richiesta dalle norme del bando di gara, dovranno pervenire entro le ore 12:00 del 23-05-2011. Il bando è stato inviato alla GUCE in data 04-04-2011. IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO - Dott. Alexandre Brouzes

SO.G.I.N. Società Gestione Impianti Nucleari per Azioni
Estratto Annullamento Gara Si rende noto che la SOGIN - Società Gestione Impianti Nucleari per Azioni, con sede in Roma, Via Torino n. 6 ha annullato in autotutela, ai sensi della Legge 241/1990 e s.m.i. e di quanto previsto al punto V.1.2 del bando di gara, la gara indetta con procedura ristretta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i. pubblicato sulla GURI n. 63 del 04/06/2010 e sul sito www.sogin.it Fornitori Bandi e Gare per “Appalto lavori di progettazione e realizzazione di un’area segregata all’interno della piscina dell’Impianto ITREC di Trisaia - Rotondella (MT). (Rif. C0102L10 - CIG 0477676EB0). L’annullamento è pubblicato sulla GURI n. 47 del 20/04/2011 e sul sito www.sogin.it Fornitori Bandi e Gare. Il Responsabile Vincenzo Ferrazzano

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO
VENDITA IMMOBILIARE FALLIMENTARE LEGNANO (MI), VIA MONTEVERDI N. 4 INVITO AD OFFRIRE - LOTTO UNICO Invito a formulare proposte irrevocabili d’acquisto: L’OFFERTA NON DARA’ DIRITTO ALL’ACQUISTO DEL BENE, RESTANDO PIENA FACOLTA’ DEL GIUDICE DI VALUTARE SE DAR LUOGO O MENO ALLA VENDITA E CIO’ ANCHE IN CASO DI UNICO OFFERENTE - COMPLESSO DI FABBRICATI A DESTINAZIONE COMMERCIALE ARTIGIANALE siti in Legnano (MI), via Monteverdi n. 4, composti da n. 3 fabbricati su più livelli, con annessa cabina elettrica e terreno pertinenziale a sedime dei fabbricati. TAGGIA (IM), LOC. ARMA, VIA C.COLOMBO N. 54, “LE TORRI DI COLOMBO” LOTTO 1 A) APPARTAMENTO al piano undicesimo Torre “A”, composto da ingresso, soggiorno, cucina, disimpegno notte, tre camere, due bagni, ripostiglio e quattro terrazzi. B) AUTORIMESSA singola al piano interrato di mq. 14. PREZZO BASE EURO 618.000,00. LOTTO 2 AUTORIMESSA singola al piano interrato di mq.14. PREZZO BASE EURO 32.000,00. Gli immobili al momento sono privi del certificato di agibilità. Vendita senza incanto 06/07/2011 ore 13,00, G.D. Dott. M. E. Pupa, Curatore Fallimentare Dott. R. Riva, Tel. 0331677627. Rif. Fall.19/04 A. SpA Maggiori informazioni presso la Cancelleria.
AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI COMO
VIA PESSINA N. 6 - 22100 COMO - RETTIFICA BANDO DI GARA Si rende noto che l’ASL della Provincia di Como con deliberazione n. 174 del 14/04/2011 ha proceduto a rettificare la documentazione di gara codice CIG 13653144C0 il cui bando di gara è quello pubblicato su GU/S S48 del 10/3/2011 (78812-2011-IT). La rettifica ai documenti è pubblicata sulla piattaforma telematica “Sintel” alla quale è possibile accedere tramite l’indirizzo www.centraleacquisti.regione.lombardia.it. La scadenza per la presentazione delle offerte è prorogata al giorno 25 maggio 2011 ore 15.00. Data di seduta pubblica 30/05/2011 ore 10.00 c/o U.O. Approvvigionamenti, via Castelnuovo n. 1 - Como. Per informazioni: U.O. Approvvigionamenti dell’ASL (tel. 031370919/921; fax 031370601; e_mail: approvvigionamenti@asl.como.it). Avviso di rettifica trasmesso alla GUUE: 20/04/2011. IL DIRETTORE GENERALE - dr. Roberto Bollina

E.S.T.A.V. SUD-EST
(Azienda USL7 di Siena; Azienda USL8 di Arezzo; Azienda USL9 di Grosseto, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese;) Piazza Carlo Rosselli, 24 - 53100 SIENA Estratto bando di gara E’ indetta procedura aperta svolta con modalità telematica, ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006, per la fornitura ed il servizio quadriennale di ossigenoterapia domiciliare (spesa prevista complessiva: € 6.598.310,00 IVA esclusa) da destinare alla A.USL 7 di Siena, alla A.USL 8 di Arezzo ed alla A.USL 9 di Grosseto. La partecipazione è riservata alle ditte iscritte all’Albo Fornitori informatizzato dell’Estav Sud-Est. Gli atti di gara e le modalità di iscrizione all’Albo fornitori possono essere visionati sul sito internet http://start.e.toscana.it/estav-sudest. L’offerta corredata dai documenti previsti dal bando di gara pubblicato sulla G.U.R.I. n. 48 del 22/04/2011, dovrà pervenire entro e non oltre le ore 13,00 del giorno 31/05/2011. Per informazioni (Tel. 055/9106319; Fax 055/9106324; e-mail: s.marruganti@usl8.toscana.it). Il Direttore Generale - Dr. Francesco Izzo

PostelPrint S.p.A.
Avviso di gara: PostelPrint S.p.A. indice bando di gara a procedura negoziata per la fornitura e consegna di carta. Lotto 1) CIG 21007677C3; Lotto 2) CIG 2100880504; Lotto 3) CIG 210094282D; Lotto 4) CIG 2101003A83; Lotto 5) CIG 210105449B; Lotto1) E. 817.600; Lotto 2) E. 335.800; Lotto 3) E. 565.130; Lotto 4) E. 154.000; Lotto 5) E. 183.200; Importo compl.vo di gara pari ad E. 2.055.730. La gara sarà espletata mediante il criterio dellʼofferta economicamente più vantaggiosa. Il termine ricezione domande è il 30/5/2011 ore 12. La documentazione di gara è disponibile sul sito www.postelprint.com. PostelPrint Spa Amm.re Delegato C. Sforza

COMUNE DI VENEZIA
Direzione Contratti e Atti Amministrativi Opere Pubbliche BANDO DI GARA A PROCEDURA APERTA PER APPALTO DI SERVIZI - ESTRATTO Il Comune di Venezia, Tel. 041 2748546 - Fax 041 2748626, bandisce la seguente: Gara n. 21/2011 Procedura aperta per l’individuazione di un Istituto mutuante con il quale stipulare un contratto di mutuo per le finalità di cui alla Legge 798/1984 con oneri di rimborso a carico dello Stato. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 08/06/2011, esclusivamente al Protocollo Generale del Comune di Venezia - San Marco 4165, 30124 Venezia. Eventuali informazioni potranno essere richieste presso la Direzione Finanza, Bilancio e Tributi - Cà Farsetti - S. Marco n. 4136 - Venezia Tel. 041.2748629. Responsabile del procedimento: Rag. Gabriella Mutti. L’avviso integrale è pubblicato nel Foglio delle Inserzioni della G.U.R.I. n. 49 del 27/04/2011 ed è disponibile sui siti Internet www.comune.venezia.it/gare, www.rveneto.bandi.it/ e www.serviziocontrattipubblici.it. IL DIRIGENTE DEL SETTORE GARE - Dott. Fabio Cacco

AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA DEL COMUNE DI ROMA
L.re Tor di Nona n. 1 - 00186 Roma Tel. 06.68841 AVVISO DI ESITO PROCEDURA APERTA 1. ENTE APPALTANTE: A.T.E.R. Roma, indirizzo in intestazione. 2. CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE: Criterio del prezzo più basso di cui all’art. 82 del D.Lgs. 163/06, t.v.. 3. OGGETTO ED IMPORTO DELL’APPALTO: “Servizio di vigilanza uffici ATER, Servizio di trasporto valori Uffici ATER, Servizio di teleallarme-pronto intervento uffici ATER e Servizio di guardiania straordinaria in unità immobiliare di proprietà dell’ATER” codice gara aziendale GS201008 € 1.101.702,40 di cui € 5.747,60 per oneri della sicurezza. 4. AGGIUDICAZIONE DELL’APPALTO: numero offerte pervenute n. 6; Determinazione Direttoriale n. 31 del 19/04/2011 - A.T.I. ICTS SRL/SUPERPOL SRL con sede in Roma Piazza della Libertà n. 10, per un importo totale per il biennio € 867.515,36 di cu € 5.747,60 per oneri della sicurezza. 5. RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Arch. Massimo BELLIA. 6. PUBBLICAZIONE ESITO SITI INTERNET: www.aterroma.it, www.regione.lazio.it, www.serviziocontrattipubblici.it. 7. DATA SPEDIZIONE DEL PRESENTE AVVISO ALLA G.U.C.E.: 28/04/2011. 8. DATA PUBBLICAZIONE DEL PRESENTE AVVISO SULLA G.U.R.I.: n. 51 del 02/05/2011. IL DIRETTORE GENERALE - Stefania Graziosi

AUTORITA’ PORTUALE DI PALERMO
AVVISO DI RETTIFICA BANDO DI GARA L’Autorità Portuale di Palermo rende noto che è stato pubblicato sulla G.U.R.I. n. 49 del 27.04.2011 e sul profilo del committente avviso di rettifica del bando di gara per l’appalto del “Porto di Palermo. Lavori per la messa in sicurezza e la razionalizzazione della distribuzione elettrica nell’area portuale”. Il termine per la presentazione delle offerte è prorogato al 08.06.2011. IL SEGRETARIO GENERALE (Ing. Riccardo D’Amico)

TRIBUNALE DI VERONA
Estratto sentenza n. 857/2011 SENT. CONT. Il Tribunale di Verona, definitivamente decidendo, così dispone: dichiara la morte presunta di DAL GRANDE PIETRO, nato a Verona, il 10.12.1915 scomparso sul Fronte Russo il 16.12.1942; dispone l’inserimento per estratto della sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nei quotidiani “Corriere della Sera” e “L’Arena”. Così deciso in Verona, 15.03.2011

AVVISO DI ISTITUZIONE ALBO FONITORI (ex art. 125 D.Lgs. 163/2006 e smi) A.Se.R. SpA - Azienda Servizi del Rhodense Via Madonna, 63 - 20017 Rho (MI) www.aserspa.net Telefono 02 939989.1 - Fax 02 939989.70 A.Se.R. Spa rende noto che intende istituire l’Albo Fornitori ai sensi dell’art. 125 D.Lgs. 163/2006 e smi. Termine di presentazione delle offerte: entro le ore 17.00 del 10 giugno 2011 per iscrizioni entro il 10 luglio 2011. Documentazione: tutti i documenti, l’elenco delle categorie, la modulistica per presentare domanda di iscrizione e il Regolamento di istituzione dell’Albo, contenente tutte le modalità e le condizioni di partecipazione, sono disponibili accedendo all’indirizzo internet www.aserspa.net. Informazioni: A.Se.R. SpA Servizio Tecnico - serviziotecnico@aserspa.net; tel. 02 939989.1; fax 02939989.70. Il Responsabile Unico del Procedimento Tommaso DI PAOLO

Avviso rettifica: Gara appalto servizi assicurativi Lotto 1 CIG 1785544584. Pubblicata GUCE n. 2011/S 69-112642 del 8/4/11, GURI n.43 dell’11/4/11, scadenza offerte: 23/05/11 h 12. La ANCONAMBIENTE SPA, corrente in Ancona V. del Commercio 27, in via di autotela rettifica che dalla gara in oggetto viene stralciato, per esigenze tecniche, il lotto 1) di € 22.000,00 CPV 66516000-0 CIG 1785544584 relativo alla polizza RC inquinamento per il quale si provvederà in prosieguo. Tutto il resto immutato. Si avvisano i partecipanti interessati che eventuali offerte spedite relativamente al lotto revocato non saranno tenute in considerazione.Il Dir.re Gen.le: ing. G. T. Sanfilippo

ANCONAMBIENTE SPA

Avviso di avvenuta aggiudicazione
Ente Appaltante: Croce Rossa Italiana - Comitato Centrale - Dipartimento Amministrazione e Patrimonio - Servizio 9° A.B.S.P.I.. Oggetto: Fornitura n. 13 tende mod. TM 54, n. 4 mod. TM 36, n. 1 mod. TLX con esoscheletro; CIG: 1087044116; Procedura e criteri di aggiudicazione: Negoziati senza previa pubblicazione di un bando di gara ex art. 57 comma 2 let. b) D.Lgs. 163/2006; sconto su prezzo base palese. Data aggiudicazione definitiva: 04.03.2011; N. offerte ricevute: 01; Aggiudicatario: NBC-R srl Via Boccea 1220 - Roma; Valore totale inizialmente stimato per l’appalto: Euro 686.400,00; Valore finale totale dell’appalto: Euro 686.400,00; Informazioni e accesso atti: Croce Rossa Italiana Comitato Centrale - Dipartimento Amministrazione e Patrimonio - Servizio 9° A.B.S.P.I. - Via Ostiense, 129 - 00154 Roma, tel. 0647596386 fax 064759372. Data Pubblicazione G.U.R.I.: 02/05/2011. Il Dirigente - Dr. Claudio IOCCHI

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

italia: 515050585854

Economia 43
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Bankitalia

La scalata Il board chiama Goldman e Shearman e non discute il prezzo

Il provvedimento
Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha trovato l’accordo con il collega di governo Paolo Romani, sulle rinnovabili

Per Milano Draghi sceglie Sopranzetti
ROMA — Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha deciso: nella generale tornata di nomine nella rete delle filiali ha scelto il nuovo capo della sede di Milano. È Giuseppe Sopranzetti, classe 1954, proveniente dalla sede di Palermo e dirigente di punta della Banca dove, prima di passare nel sistema delle filiali, si è occupato di personale e di organizzazione interna. Sostituisce Salvatore Messina che è andato in pensione già nel febbraio scorso e prende le redini (tenute nel frattempo dal numero due Giovanni Alfieri) della sede che tiene i contatti con i maggiori rappresentanti del mondo bancario e finanziario. Il cambio della guardia c’è stato anche nelle filiali di Bologna, dove è arrivato Francesco Trimarchi, di Firenze che sarà guidata da Vincenzo Umbrella, Napoli (Giuseppe Boccuzzi) e Torino (Luigi Capra). L’attesa, e il crescente nervosismo, comunque a Palazzo Koch è per le nomine interne, di alto livello, che Draghi dovrebbe varare in giugno per occupare le posizioni di segretario generale, funzionario generale addetto alla gestione degli immobili e di responsabile della normativa della Vigilanza.

«L’Opa su Parmalat in regola con il mercato»
MILANO — Se non è stato un via libera «politico» all’Opa dei francesi di Lactalis sulla Parmalat ci è mancato veramente poco. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere ieri mattina che l’offerta — ampiamente osteggiata dal suo ministro, Giulio Tremonti che aveva parlato di operazione alla Gordon Gekko — «rispetta le regole di mercato». Il messaggio è stato confermato da una nota di Palazzo Chigi in cui si smentiva però che il premier avesse ricevuto rassicurazioni in merito dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Anche se lo stesso Vegas ha fatto sapere nei giorni scorsi che la risposta arriverà velocemente, l’esame è ancora in corso. Si parla della prossima settimana. In ogni caso le parole del premier, arrivate a borsa aperta e poco prima del board della società di Collecchio, potrebbero causare non poco imbarazzo se dalla Consob per ipotesi estrema non dovesse arrivare il via libera all’operazione dei Besnier. Da segnalare le obiezioni implicite che il leader della Lega, Umberto Bossi, continua ad avanzare sul dossier: «Risolviamo una cosa alla volta — ha detto — ora abbiamo risolto la questione della mozione sulla Libia». Il titolo, dopo aver sonnecchiato per diversi giorni sui 2,55 euro, era salito fin dal mattino riposizionandosi proprio sul prezzo dell’Opa, a 2,6 euro con un guadagno dell’1,33% sulla notizia che ieri non ha trovato conferma nei fatti di una richiesta da parte di Bondi di un rialzo a 2,8 euro già nel board del pomeriggio. Durante l’incontro che un consigliere ha definito «rapido e tranquillo» non se n’è infatti parlato. Anche se non è mancata una «spigolatura» nel comunicato successivo al consiglio di amministrazione: «Si precisa che tale offerta non è stata né sollecitata né concordata con la società». «È un fatto» minimizzano delle fonti vicino al gruppo, anche se non era certo obbligatorio segnalarlo. Se possa essere un indizio sulla strada

Il premier: chiedete a Consob. Il titolo sale a 2,6 euro

S.Ta.
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della richiesta di ritocco verso l’alto dell’offerta lo si vedrà nei prossimi giorni. Il gruppo ha infatti dato l’incarico ai seguenti advisor finanziari e legali per l’assistenza in relazione alla offerta: Goldman Sachs, Shearman & Sterling, Studio Legale Lombardi Molinari e Associati e Studio Legale Legance, uno spin-off dello studio Gianni Origoni e Grippo. Lombardi si occuperà del capital market, Legance della questione giuslavoristica e Shearman del tema Antitrust. La palla passa ora in mano a Vegas: la Parmalat non ha ancora il prospetto che verrà reso pubblico solo dopo le richieste dell’Authority e il via libera. Nella sostanza dunque gli advisor resteranno per adesso alla finestra in attesa di poter spulciare il documento. Intanto il prossimo consiglio di amministrazione del gruppo è in agenda per il 12 maggio: all’ordine del giorno c’è l’analisi della trimestrale del gruppo del latte ma nulla impedirà di parlare anche dell’Opa se gli advisor avranL’amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi no preparato la fairness opinion. Come al solito Bondi si è allontanato dopo il Come direttore generale consiglio senza rilasciare commenti. Chi lo conosce lo descrive tranquillo anche in quella che si sta mostrando una battaglia all’ultima confezione di latte. Capire cosa potrebbe succedere ora non è facile: che si possa arrivare a uno scontro diretto con la dichiarazione delMILANO — La decisione è maturata in l’ostilità dell’Opa sembra improbabile. Più faciquesti giorni. Piergiorgio Peluso, le che si possa tentare effettivamente la strada responsabile corporate e investment del ritocco. E in ogni caso per conoscere come banking di Unicredit avrebbe andrà a finire la telenovela «Laval versus Collecrassegnato ieri le dimissioni dall’istituto chio» bisognerà attendere l’assemblea di fine di Piazza Cordusio per passare al vertice giugno: anche se i francesi dovessero presentardi Fondiaria-Sai. Il manager, 43 anni, ha si con un pacchetto al di sopra del 50% lo statuiniziato in Mediobanca per poi passare to parla chiaro: alla maggioranza vanno al masal Credit Suisse quindi al Mediocredito simo 9 consiglieri su 11. E chissà se Bondi conCentrale-Capitalia e ora nella tinuerà la battaglia per la sua Parmalat dai bancompagnia assicurativa come direttore chi dell’«opposizione». Massimo Sideri generale. msideri@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Energie, c’è l’intesa Romani-Prestigiacomo sui tempi degli incentivi
ROMA — Ieri sera i ministri dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno raggiunto un accordo sui nuovi incentivi per le fonti di energia rinnovabili. Dopo i recenti contrasti, il punto di equilibrio è stato trovato su un articolo che prevede un «indennizzo nel caso di perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante». In pratica, viene introdotta una clausola di salvaguardia per i ritardi di allacciamento degli impianti da rinnovabili. La norma, che sarà approvata domani dal consiglio dei ministri, prevede che nel caso in cui il gestore di rete non rispetti i tempi per la realizzazione della connessione e per la sua attivazione previsti dalle delibere dell’Autorità per l’energia e il gas, scatta un indennizzo, una sorta di compensazione per i mancati incentivi, sempre stabilito dall’Authority, che sarà a carico dello stesso gestore. Si eviterà così che ritardi nell’allaccio danneggino gli investitori. Infatti gli incentivi scenderanno: -30% per i grandi impianti e -20 per i piccoli, entro la fine dell’anno. Quindi, se le agevolazioni scattano solo dal momento dell’allaccio e questo ritarda, chi ha investito incassa meno di quanto preventivato. Ora con la nuova norma anche se l’incentivo partirà in ritardo e quindi inferiore a quanto sarebbe stato se i tempi dell’allaccio fossero stati rispettati, scatterà però la compensazione.

Il banchiere Peluso alla Fondiaria-Sai

R. R.
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Il progetto Sacconi Domani il via del governo al decreto

Riforma dell’apprendistato con tre nuovi contratti
ROMA — Sarà presentato domani, in consiglio dei ministri, il decreto legislativo che riordina il contratto di apprendistato, sulla base delle linee guida siglate nell’ottobre scorso. Ieri il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ne ha presentato una bozza alle parti sociali, visto che il percorso normativo prevede un accordo con queste e con le Regioni, prima del passaggio nelle commissioni parlamentari. Sacconi ha spiegato che «la riforma definisce l'apprendistato come un contratto a tempo indeterminato con tre possibilità: quella per il conseguimento di una qualifica professionale per i giovani senza diploma; quella che si definisce come contratto di mestiere e si conclude con la verifica della specifica competenza professionale; e quella di alta professionalità e di ricerca per concorrere o conseguire titoli universitari e di scuola secondaria superiore o di praticantato professionale finanche di dottorato di ricerca». Dall’iter normativo scaturirà un testo unico che abrogherà le leggi esistenti. Il ministro ha voluto condensare l’impianto normativo in pochi articoli, probabilmente sette, e pochi commi, proprio per agevolarne al massimo l’applicazione. Ampio il rinvio alla contrattazione collettiva sia per quanto riguarda la durata che i profili professionali. Nel merito, la novità più importante sta nel fatto che il contratto è stato riformato in modo da farne lo strumento principale di accesso nel mondo del lavoro anche per chi l’abbia perso. La prima delle tre forme di apprendistato, quella che riguarda i giovani tra i 16 e i 18 anni non compiuti che debbano completare l’iter formativo, potrebbe essere assistito da forme di agevolazione per le imprese che lo adottino. Allo stesso modo potrebbe essere incentivato anche l’apprendistato professionalizzante, cioè quello che riguarda i maggiorenni tra i 18 e i 29 anni. Il terzo tipo di apprendistato, quello di alta formazione, viene esteso dal campo della ricerca e del dottorato a quello del praticantato negli studi professionali. Nell’incontro si è parlato anche di rivedere l’attuale normativa sugli stage, i tirocini e i contratti di collaborazione professionale (co.co.pro), in modo da limitarne l’abuso. La delega è a costo zero, dunque eventuali incentivi anche sul piano contributivo, devono essere trovati attraverso una razionalizzazione dei fondi già disponibili, a partire da quelli europei. Un’ipotesi è anche quella di aumentare i contributi sui contratti co.co.pro per abbassarli per quelli di praticantato. Per il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, si tratta di «un’impostazione seria che sarebbe giusto, da parte del governo, incentivare attingendo alle risorse delle politiche per l’occupazione». Secondo Claudio Treves (Cgil), «ciò che ha impedito finora all' apprendistato di decollare è stato il conflitto Stato-Regioni». «La Cgil - ha concluso - parteciperà alla discussione con spirito costruttivo». Giudizio positivo della Confindustria: «Condividiamo la riforma. Ricordo che si tratta di una forma di lavoro a tempo indeterminato», ha detto Giorgio Usai, direttore dell’area industriale.

Maurizio Sacconi

Ad aprile

Primo stop per la «cassa» Giù del 10%
ROMA — Cassa integrazione in calo ad aprile anche se prosegue l'aumento di ore autorizzate per la cig in deroga. In totale, ad aprile, le ore di cassa sono diminuite del 10% rispetto a marzo e del 19,7% rispetto ad aprile 2010. La sola cassa in deroga, invece, pur in calo rispetto a marzo del 17,3% denuncia, rispetto ad aprile 2010, un aumento del 14,1%.
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Antonella Baccaro
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Economia 45 Panorama

La prima di Vegas

Hi-tech

L’azienda canadese è il terzo incomodo nella guerra globale tra Apple e Google
90% delle più importanti società statunitensi presenti nell’annuale elenco Fortune 500 utilizzano i servizi BlackBerry. Proprio a Orlando un’azienda italiana, Chiesi Farmaceutici, ha vinto il Wireless Achievement Awards, un concorso a cui hanno partecipato centinaia di società da tutto il mondo, con un’applicazione che automatizza il rapporto medico-paziente: «Non avremmo potuto svilupparla su nessun altro telefono, considerati i molti vincoli legali del settore farmaceutico» ha detto Andrea Chiesi. Rim però non può più rinunciare al ricco mercato consumer. I BlackBerry di fascia bassa hanno avuto un buon successo in molti mercati: si spiegano così i 15 milioni di pezzi venduti nell’ultimo trimestre fiscale. Ai più giovani piace la tastiera fisica completa, eccellente per la messaggistica, soprattutto associata al BlackBerry Messanger, un programma per “chattare” con gli amici dimenticando i costosi Sms. La transizione verso un modello che abbracci di più il pubblico generico è in corso. Il fondatore dell’azienda Mike Lazaridis ha presentato a Orlando i nuovi prodotti, touchscreen: il nuovo smartphone di punta Bold 9900 e l’atteso tablet Playbook. Quest’ultimo è un 7 pollici «tascabile» dalla grande potenza. «Partiamo con 3 mila applicazioni, più di qualunque altro concorrente al debutto» ha detto Lazaridis dal palco, tirando una stoccata ad iPad (che oggi di “app” ne ha 70 mila, ma partì con circa mille). Poi ha abbracciato sul palco Steve Ballmer di Microsoft, ospite a sorpresa, che ha annunciato un’inedita alleanza per portare il motore di ricerca Bing sui prodotti Rim. «Per tutto il settore è un periodo di turbolenza, di cambiamento. In Rim — spiega Alberto Acito, Managing Director Italia — stiamo affrontando il passaggio verso il pubblico consumer, anche in Italia. Ma lo facciamo mantenendoci fedeli alla nostra tradizione che punta su affidabilità, sicurezza e performance».

Paolo Scaroni e una bocconiana per la Consob
Per il suo primo appuntamento con il mercato, Giuseppe Vegas da poco più di tre mesi presidente Consob ha deciso di cambiare. Innanzitutto la data dell’incontro, visto che la consueta cerimonia a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, si terrà lunedì prossimo, in anticipo rispetto alla tradizione del predecessore Lamberto Cardia che riuniva in luglio gli esponenti delle maggiori società, banche e finanziarie. Ed invece più in sintonia col timing, la prima metà di aprile, scelto dal presidente che istituì la prassi dell’incontro annuale, Tommaso Padoa-Schioppa. Ma saranno diverse anche le modalità della manifestazione, finora articolata sull’unica relazione del presidente. Lunedì dopo Vegas, che si soffermerà sull’attività della Commissione e sugli aspetti più rilevanti e problematici del mercato, prenderà la parola Paolo Scaroni, ceo dell’Eni, il gruppo con la più alta capitalizzazione di Borsa. Sarà però una studentessa o meglio una dottoranda della Bocconi a chiudere l’incontro che non per nulla quest’anno avrà per tema «i giovani e la Borsa».

BlackBerry, sfida aperta ad Android e iPhone
Alleanza anche con Microsoft per usare il motore di ricerca Bing

Gli aeroporti Sea verso la Borsa In offerta il 39 per cento
Nome in bianco su fondo rosso di un quadrato con gli angoli smussati: sarà con il nuovo logo presentato ieri che la Sea, il gestore degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa arriverà in Borsa. Ieri il via dell’assemblea al collocamento di circa il 39% del capitale post aumento al servizio dell’Ipo. L’impero di Giuseppe Rotelli si apre al figlio maggiore Paolo. L'imprenditore della sanità, secondo Radiocor, ha aperto al primogenito il capitale di Eurocotec, holding che fa capo a Pandette, la cassaforte in cui, a sua volta, l'imprenditore custodisce il 7,5% di Rcs MediaGroup. Via libera dell'assemblea Indesit al bilancio 2010 — chiuso con un utile netto consolidato pari a 89,7 milioni (34,5 milioni l’utile 2009). Il gruppo guidato da Marco Milani (nella foto) distribuirà un dividendo di 0,30 euro per azione ordinaria e di 0,318 euro per i titoli di risparmio. Le trattative con Edf sul riassetto di Edison vivono «un momento complicato», ha detto Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione di A2A ed Edison. Utile netto di 16,6 miliardi per Beni Stabili nel primo trimestre dell’anno, rispetto ai 13,4 milioni di dodici mesi fa. Fatturato record per il mercato italiano dei semiconduttori, che nel primo trimestre 2011 registra un valore superiore ai 317 milioni facendo tornare il comparto ai livelli del primo trimestre 2008. Il dato segna una crescita del 18 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

DAL NOSTRO INVIATO

Stefania Tamburello
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ORLANDO (Stati Uniti) — A Waterloo, non quella in Belgio ma bensì in Ontario (Canada), c’è la sede storica di Rim. Ma l’azienda che produce i BlackBerry non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, nonostante come per Napoleone nella celebre battaglia le forze dei nemici sembrino preponderanti. I guai si chiamano Apple, con iPhone e iPad, e Google, col suo Android. Capaci di polarizzare attenzioni e consensi del pubblico e di erodere posizioni di forza consolidata. Ne sa qualcosa Nokia, costretta ad abbracciare Microsoft. Per molti analisti sotto attacco è anche Rim, che col BlackBerry ha fatto scoprire all’America prima e al mondo poi le virtù degli smartphone e della posta elettronica in mobilità. Android e iPhone hanno rubato quote ai concorrenti nel settore più remunerativo, quello degli smar-

tphone più costosi. Nonostante i giudizi duri di certi analisti, all’annuale convention dell’azienda, il BlackBerry World in corso a Orlando, Florida, si respira un’atmosfera elettrica, di entusiasmo e non certo di scoramento. Rim è conscia di avere dalla sua diverse carte da giocare. Intanto i suoi asset storici, che ne hanno fatto una potenza nel settore business. Sicurezza dei dati, affidabilità e pieno controllo da parte delle aziende, che Rim offre attraverso i Bes (BlackBerry Enterprise server), un software installato presso il server aziendale di posta elettronica. Oltre il

Consumer La casa madre Rim non può neppure rinunciare al ricco mercato consumer

Paolo Ottolina
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Corriere della Sera - 04/05/2011

AVVISO AL PUBBLICO
RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE ALLA COSTRUZIONE E ALL’ESERCIZIO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DI CONCERTO CON IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE E RICHIESTA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA REGIONALE) La TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani 70, 00156 Roma

RENDE NOTO di aver presentato, in data 16.12.2010 prot. TEFCNA/P20100000451, ai sensi del decreto legge 29 agosto 2003, n. 239, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n. 290 e successive modifiche, istanza con relativo progetto al Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per l’Energia Nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica - ed al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per la Difesa del Suolo, al fine di ottenere l’autorizzazione alla costruzione ed esercizio, avente efficacia di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità, del seguente intervento sulla Rete Elettrica Nazionale: “Nuovo elettrodotto a 150 kV doppia terna Stazione Elettrica di Troia – Stazione Elettrica di Roseto/ Alberona” che l’opera è costituita dalla realizzazione di un nuovo elettrodotto a 150 kV in palificata doppia terna; una delle due terne disponibili collegherà la Stazione Elettrica di Troia con la Stazione Elettrica di Roseto, mentre l’altra collegherà la Stazione Elettrica di Troia con la Stazione Elettrica di Alberona; che la stessa riguarda esclusivamente il territorio della Regione Puglia, interessando i Comuni di Troia, Castelluccio Valmaggiore, Biccari, Alberona e Roseto Valfortore, tutti in provincia di Foggia; che la lunghezza complessiva degli elettrodotti aerei è di circa 14,9 km; che le principali caratteristiche tecniche dell’ elettrodotto 150 kV sono le seguenti: - Frequenza nominale - Tensione nominale - Corrente nominale - Potenza nominale 50 380 1500 1000 Hz kV A MVA

che saranno adottati sostegni di tipo tronco-piramidali a doppia terna, con angolari in acciaio ed elementi zincati a caldo e bullonati; che Terna si riserva comunque la possibilità di impiegare sostegni di caratteristiche equivalenti o superiori o sostegni di tipo speciale; che i terreni interessati dalle aree potenzialmente impegnate, al fine dell’ imposizione di servitù permanente di elettrodotto, sono distinti in catasto dai seguenti numeri di foglio e particelle od aventi causa dalle stesse: COMUNE DI TROIA FOGLIO 6 PARTICELLA 408, POMPA Carmela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 06/10/1944; FOGLIO 6 PARTICELLA 80,PARTICELLA 83, DI RUBERTO Luca n. a SAN GIOVANNI ROTONDO il 28/02/1977; FOGLIO 6 PARTICELLA 244 PARTICELLA 78, POMPA Mario n. a FOGGIA il 08/01/1970; FOGLIO 5 PARTICELLA 236, DI RUBERTO Luca n. a SAN GIOVANNI ROTONDO il 28/02/1977; FOGLIO 5 PARTICELLA 42 PARTICELLA 267 PARTICELLA 41, MARCHESE Giuseppe n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 08/05/1969; FOGLIO 5 PARTICELLA 292, DI PIERRO Donato n. a TROIA il 11/03/1963 DI PIERRO Giovanni n. a TROIA il 15/03/1969 DI PIERRO Maria Assunta n. a TROIA il 13/05/1966 MARCHESE Anna Maria n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 01/06/1953 MARCHESE Ennio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/03/1941 MARCHESE Fernando n. a FOGGIA il 09/02/1961 MARCHESE Giovanna n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 06/03/1947 MARCHESE Lucia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 14/08/1950 MARCHESE Pasquale n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 13/08/1933 MARCHESE Pasquale n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 15/10/1948 MARCHESE Rosa n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 29/06/1938 MARCHESE Silvana n. a FOGGIA il 13/04/1957 MENICHELLA Maria Michela n. a BICCARI il 18/02/1922, SERENA Giovanni n. a FOGGIA il 10/01/1977; FOGLIO 5 PARTICELLA 40, POMPA Donato n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/12/1949, POMPA Renzo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 30/06/1953; FOGLIO 5 PARTICELLA 319, DE GIROLAMO Antonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 10/11/1963 DE GIROLAMO Concetta n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 12/05/1960, DE GIROLAMO Giovanni n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 20/03/1957; FOGLIO 5 PARTICELLA 229, DE GIROLAMO Antonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 10/11/1963 DE GIROLAMO Concetta n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 12/05/1960, DE GIROLAMO Giovanni n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 20/03/1957; FOGLIO 5 PARTICELLA 33, MARCHESE Giuseppe n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 08/05/1969, MARCHESE Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 05/03/1963; FOGLIO 5 PARTICELLA 317, DE GIROLAMO Antonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 10/11/1963 DE GIROLAMO Concetta n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 12/05/1960, DE GIROLAMO Giovanni n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 20/03/1957; FOGLIO 5 PARTICELLA 318, PETRUZZELLI Maria Lucia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 15/09/1949, ZICCARDI Antonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/03/1949; FOGLIO 5 PARTICELLA 22, ZICCARDI Anna n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 26/08/1970 ZICCARDI Donato n. a FOGGIA il 23/05/1980, ZICCARDI Mariano n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 22/11/1972; FOGLIO 5 PARTICELLA 269, ZICCARDI Anna n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 26/08/1970 ZICCARDI Donato n. a FOGGIA il 23/05/1980, ZICCARDI Mariano n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 22/11/1972; FOGLIO 5 PARTICELLA 134, POMPA Nella n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 23/12/1948; FOGLIO 5 PARTICELLA 438, ZICCARDI Anna n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 26/08/1970 ZICCARDI Donato n. a FOGGIA il 23/05/1980, ZICCARDI Mariano n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 22/11/1972; FOGLIO 5 PARTICELLA 146 PARTICELLA 147 PARTICELLA 148, POMPA Nella n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 23/12/1948; FOGLIO 5 PARTICELLA 149, SERENO Rosa n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 07/12/1952; FOGLIO 5 PARTICELLA 150 PARTICELLA 141 PARTICELLA 142, POMPA Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/08/1926; FOGLIO 5 PARTICELLA 143, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 144, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 112, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960 , PARTICELLA 113, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 114 PARTICELLA 115, POMPA Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/08/1926; FOGLIO 5 PARTICELLA 116, GIANNETTA Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/01/1950 GIANNETTA Carmelo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 06/02/1945 GIANNETTA Giovanni n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 05/11/1940 GIANNETTA Nicola n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 28/05/1939, GIANNETTA Savino n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/10/1937; FOGLIO 5 PARTICELLA 117 PARTICELLA 101 PARTICELLA 102, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 103, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 104, POMPA Nella n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 23/12/1948; FOGLIO 5 PARTICELLA 105, GIANNETTA Savino n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/10/1937, PANELLA Carmela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 18/11/1944; FOGLIO 5 PARTICELLA 106, SERENA Rosa n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 07/12/1952; FOGLIO 5 PARTICELLA 94 PARTICELLA 95, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 96, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 97, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 98, CAMPANARO Angela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/11/1960, RICCHETTI Luca n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/10/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 306, PANELLA Nicola n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 01/04/1963. COMUNE DI CASTELLUCCIO VALMAGGIORE FOGLIO 11 PARTICELLA 4, SERENA Anita n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/04/1949, SERENA Benedetto n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/09/1960, SERENA Cinzia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 13/04/1962, SERENA Maria Carmela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 04/06/1947, SERENA Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 25/05/1956; FOGLIO 11 PARTICELLA 86, PALUMBO Gelsomina n. a FOGGIA il 20/02/1965, PALUMBO Laura n. a FOGGIA il 02/10/1971, PALUMBO Nicola n. a FOGGIA il 22/05/1936; FOGLIO 11 PARTICELLA 89, PALUMBO Gelsomina n. a FOGGIA il 20/02/1965, PALUMBO Laura n. a FOGGIA il 02/10/1971, PALUMBO Nicola n. a FOGGIA il 22/05/1936; FOGLIO 11 PARTICELLA 137, ZICCARDI Antonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 15/10/1955, ZICCARDI Maria Elena n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 28/08/1960, ZICCARDI Rocco n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 13/03/1951; FOGLIO 1 PARTICELLA 208, MARCHESE Giuseppe n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 22/01/2025; FOGLIO 1 PARTICELLA 207, MARCHESE Carmina Leonarda n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 07/10/1930; FOGLIO 1 PARTICELLA 206, MARCHESE Emanuela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 16/10/1950, MARCHESE Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/04/1955; FOGLIO 1 PARTICELLA 52, MARCHESE Emanuela n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 16/10/1950, MARCHESE Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/04/1955; FOGLIO 1 PARTICELLA 51, COPPOLELLA Livio n. a FOGGIA il 06/08/1978; FOGLIO 1 PARTICELLA 58, MARCHESE Giuseppina n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 17/02/1956; FOGLIO 1 PARTICELLA 65, PARTICELLA 67, DE PALMA Maria Grazia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 20/07/1959; FOGLIO 1 PARTICELLA 132, CIRCELLI Carmelo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 30/04/1944; FOGLIO 1 PARTICELLA 131, SERENO Antonio Carmelo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/07/1968; FOGLIO 1 PARTICELLA 176, PARTICELLA 130, PANELLA Donato n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 21/11/1963; FOGLIO 1 PARTICELLA 49, PARTICELLA 41, STELLABOTTE Leonarda n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 04/04/1961; FOGLIO 1 PARTICELLA 36, MARCHESE Biagio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 14/03/1949, SERENA Emilia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 16/10/1953; FOGLIO 1 PARTICELLA 81, CACCAVELLA Giovannina n. a BOVINO il 23/09/1936, MARCHESE Mario n. a GRAN BRETAGNA il 28/05/1967, MARCHESE Pasquale n. a BOLLATE il 02/01/1970, MARCHESE Pasqualina n. a GRAN BRETAGNA il 17/03/1964; FOGLIO 1 PARTICELLA 213, SERENA Leonardo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 15/09/1941; FOGLIO 1 PARTICELLA 80, SERENO Antonio Carmelo n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 09/07/1968; FOGLIO 1 PARTICELLA 35, DE PALMA Giuseppe n. a FOGGIA il 24/07/1962; FOGLIO 1 PARTICELLA 104, PARTICELLA 103, DE PALMA Ludovico n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 24/02/1935; FOGLIO 1 PARTICELLA 190, PARTICELLA 18, DE PALMA Maria Grazia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 20/07/1959; FOGLIO 1 PARTICELLA 17, PANELLA Carosena n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 04/01/1962. COMUNE DI BICCARI FOGLIO 56 PARTICELLA 102, PARTICELLA 103, PANELLA Carosena n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 04/01/1962; FOGLIO 56 PARTICELLA 49, STELLABOTTE Leonarda n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 04/04/1961; FOGLIO 56 PARTICELLA 50, COCCO Antonio Beniamino n. a TROIA il 21/02/1951, TREDANARI Carmelina n. a TROIA il 24/09/1955; FOGLIO 56 PARTICELLA 197, CRETA Antonio n. a VOLTURINO il 05/08/1935, IATESTA Maria n. a ALBERONA il 23/03/1940; FOGLIO 56 PARTICELLA 54, CRETA Antonio n. a VOLTURINO il 24/11/1964; FOGLIO 56 PARTICELLA 62, COZZELLA Donato n. a BICCARI il 28/05/1938, COZZELLA Lucia n. a BICCARI il 01/04/1927, COZZELLA Lucia n. a BICCARI il 22/02/1945, COZZELLA Maria; FU LUIGI , COZZELLA Maria; LORENZA FU DONATO , COZZELLA Michele n. a BICCARI il 25/03/1930, COZZELLA Michele; FU DONATO , COZZELLA Vincenzo n. a BICCARI il 09/01/1925, COZZELLA Vincenzo; FU DONATO ; FOGLIO 56 PARTICELLA 63, BRACA Filippo n. a BICCARI il 02/05/1948; FOGLIO 56 PARTICELLA 64, CAMPANARO Antonio FU ANTONIO nata n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/10/1877, CAMPANARO Dialma nata n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 31/07/1922, CAMPANARO Donatantonio n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 12/07/1903, CAMPANARO Giovanni n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il

05/04/1918, CAMPANARO Giuseppe; FU ANTONIO il 23/02/1970, CAMPANARO Luciano Rocco FU ANTONIO n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 01/06/1908, CAMPANARO Nicola FU ANTONIO n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 07/08/1905, CAMPANARO Silvia n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 01/05/1920; FOGLIO 56 PARTICELLA 67, PANELLA Michele n. a CASTELLUCCIO VALMAGGIORE il 03/02/1954; FOGLIO 56 PARTICELLA 68, PARTICELLA 162, BELPEDIO Leonardo n. a BICCARI il 24/12/1956, QUARTUCCI Carmela n. a BICCARI il 19/02/1956; FOGLIO 55 PARTICELLA 50, CASIELLO Giovanni n. a BICCARI il 29/11/1955, ROBERTS Narada Ann n. a GRAN BRETAGNA il 01/07/1957; FOGLIO 55 PARTICELLA 49, PICARO Incoronata n. a BICCARI il 01/05/1942, PICARO Maria Maddalena n. a BICCARI il 04/10/1939; FOGLIO 55 PARTICELLA 48, CASIELLO Giovanni n. a BICCARI il 29/11/1955, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , ROBERTS Narada Ann n. a GRAN BRETAGNA il 01/07/1957; FOGLIO 55 PARTICELLA 47, BELPEDIO Leonardo n. a BICCARI il 24/12/1956, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI ; FOGLIO 55 PARTICELLA 45, PARTICELLA 44, PARTICELLA 24, BELPEDIO Leonardo n. a BICCARI il 24/12/1956; FOGLIO 55 PARTICELLA 43, COZZELLA Donato n. a BICCARI il 29/05/1938; FOGLIO 55 PARTICELLA 210, CASASANTA Maria n. a BICCARI il 01/05/1957, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , MINELLI Pasquale n. a FOGGIA il 21/04/1955; FOGLIO 55 PARTICELLA 208, FIORELLA Michele n. a BICCARI il 07/01/1949; FOGLIO 55 PARTICELLA 39, BIANCO Maria Michela n. a BICCARI il 08/05/1939; FOGLIO 55 PARTICELLA 40, BELPEDIO Leonardo n. a BICCARI il 24/12/1956; FOGLIO 55 PARTICELLA 280, MORLACCO Mario n. a LUCERA il 11/03/1948; FOGLIO 55 PARTICELLA 281, SESSA Maria Rosa n. a BICCARI il 14/11/1951; FOGLIO 55 PARTICELLA 200, COMUNE DI BICCARI , PIERRO Giovanna n. a BICCARI il 07/03/1955, STELLABOTTE Anna Maria n. a BICCARI il 18/06/1927; FOGLIO 55 PARTICELLA 38, D`ADDARIO Anna Maria n. a BICCARI il 05/12/1925, D`ADDARIO Antonio n. a BICCARI il 12/04/1927, D`ADDARIO Fernando n. a BICCARI il 13/06/1937, D`ADDARIO Michele n. a BICCARI il 13/05/1932, D`ADDARIO Vincenzo n. a BICCARI il 27/05/1929, MIGNOGNA Angiolina , MIGNOGNA Annina , MIGNOGNA Donato , MIGNOGNA Giovanni , MIGNOGNA Leonardo; FOGLIO 55 PARTICELLA 203, BASILE Salvatore n. a BICCARI il 13/02/1948, PARTICELLA 202, MIGNOGNA Maria Giuseppa n. a BICCARI il 25/04/1924; FOGLIO 55 PARTICELLA 201, BASILE Anna n. a BICCARI il 30/04/1950, MIGNOGNA Maria Giuseppa n. a BICCARI il 25/04/1924; FOGLIO 55 PARTICELLA 37, D`ADDARIO Anna Maria n. a BICCARI il 05/12/1925, D`ADDARIO Antonio n. a BICCARI il 12/04/1927, D`ADDARIO Fernando n. a BICCARI il 13/06/1937, D`ADDARIO Michele n. a BICCARI il 13/05/1932, D`ADDARIO Vincenzo n. a BICCARI il 27/05/1929, MIGNOGNA Angiolina , MIGNOGNA Annina , MIGNOGNA Donato , MIGNOGNA Giovanni , MIGNOGNA Leonardo ; FOGLIO 54 PARTICELLA 216, PARTICELLA 248, MARINO Salvatore n. a ALBERONA il 22/01/1949; FOGLIO 54 PARTICELLA 215, PARTICELLA 161, MARINO Carlo n. a ALBERONA il 14/01/1952; FOGLIO 54 PARTICELLA 176, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , MARINO Carlo n. a ALBERONA il 14/01/1952; FOGLIO 54 PARTICELLA 26, CATALANO Fernando n. a BICCARI il 28/06/1946, CATALANO Francesco n. a BICCARI il 10/12/1925, CATALANO Giuseppina n. a BICCARI il 10/06/1944, CATALANO Maria Donata n. a BICCARI il 08/08/1927, DI MATTEO Maria Arcangela n. a BICCARI il 23/10/1902; FOGLIO 54 PARTICELLA 25, DI MATTEO Donato; FU RAFFAELE , TURSI Annunziata n. a BICCARI il 25/03/1930, TURSI Giovanni n. a BICCARI il 14/07/1927, TURSI Raffaele n. a BICCARI il 30/11/1938, TURSI Teresa n. a BICCARI il 01/10/1933; FOGLIO 54 PARTICELLA 5, COCCO Antonio Beniamino n. a TROIA il 21/02/1951, TREDANARI Carmelina n. a TROIA il 24/09/1955; FOGLIO 54 PARTICELLA 7; FOGLIO 54 PARTICELLA 8, MERCURELLI Antonietta FU LORENZO n. a BICCARI il 07/07/1884; FOGLIO 43 PARTICELLA 497; FOGLIO 43 PARTICELLA 498; FOGLIO 43 PARTICELLA 499; FOGLIO 43 PARTICELLA 566; FOGLIO 52 PARTICELLA 62; FOGLIO 43 PARTICELLA 361, DI LELLA Michele n. a BICCARI il 25/05/1932; FOGLIO 43 PARTICELLA 568, PARTICELLA 567, PARTICELLA 204, ZERRILLI Giovanni n. a BICCARI il 02/05/1952; FOGLIO 52 PARTICELLA 61, PARTICELLA 60, RUTIGLIANO Angelo n. a FOGGIA il 15/12/1983; FOGLIO 52 PARTICELLA 47, GOFFREDO Alessandra n. a BICCARI il 04/05/1930, TILLI Maddalena Eleonora n. a BICCARI il 04/12/1956, TILLI Maria Antonietta n. a RONCOFREDDO il 04/06/1959; FOGLIO 52 PARTICELLA 182, CATERINO Mariano n. a FOGGIA il 13/12/1983, ENTE COMUNALE DI ASSISTENZA DI BICCARI con sede in BICCARI , CATERINO Mariano n. a FOGGIA il 13/12/1983, ENTE COMUNALE DI ASSISTENZA DI BICCARI con sede in BICCARI ; FOGLIO 52 PARTICELLA 48, CATERINO Mariano n. a FOGGIA il 13/12/1983, ENTE COMUNALE DI ASSISTENZA DI BICCARI con sede in BICCARI ; FOGLIO 52 PARTICELLA 191, CIMINO Alessio n. a BICCARI il 18/11/1950, CIMINO Antonio n. a BICCARI il 23/02/1961, CIMINO Giovanni n. a BICCARI il 14/04/1952, CIMINO Lucia n. a BICCARI il 03/10/1949; FOGLIO 52 PARTICELLA 90, CIMINO Lucia n. a BICCARI il 03/10/1949; FOGLIO 52 PARTICELLA 29, PARTICELLA 28, PARTICELLA 27, PARTICELLA 26, PARTICELLA 25, PARTICELLA 102, PARTICELLA 104, PARTICELLA 39, PARTICELLA 101, PARTICELLA 207, PATUTO Pasquale n. a CASTELVETERE IN VAL FORTORE il 04/01/1946; FOGLIO 52 PARTICELLA 206, PARTICELLA 150, PARTICELLA 159, PARTICELLA 180, PARTICELLA 179, PARTICELLA 199, PATUTO Luca Antonio n. a CASTELVETERE IN VAL FORTORE il 18/10/1943; FOGLIO 52 PARTICELLA 235, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 52 PARTICELLA 3, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 52 PARTICELLA 4, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 52 PARTICELLA 5, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 52 PARTICELLA 6, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 52 PARTICELLA 1, CAVOTO Giuseppa Anna n. a BICCARI il 02/09/1961, SILVESTRE Urbano n. a BICCARI il 08/12/1959; FOGLIO 52 PARTICELLA 94, CAVOTO Giuseppa Anna n. a BICCARI il 02/09/1961, SILVESTRE Urbano n. a BICCARI il 08/12/1959; FOGLIO 52 PARTICELLA 7, INGELIDO Arcangela; FU DONATO , INGELIDO Costantina; FU DONATO n. a BICCARI il 25/11/1908, INGELIDO Giovanni n. a BICCARI il 10/07/1903, INGELIDO Leonardo; FU DONATO n. a BICCARI il 15/05/1917, INGELIDO Lucietta; FU DONATO n. a BICCARI il 05/04/1912, INGELIDO Salvatore n. a BICCARI il 21/04/1906, MOLLE Maria; LUIGIA FU DONATO VED INGELIDO , INGELIDO Antonietta; FU DONATO ; FOGLIO 52 PARTICELLA 8, DE BRITA Costantino n. a BICCARI il 17/04/1953, IANNELLI Maria Alberta n. a PIETRAMONTECORVINO il 23/12/1954; FOGLIO 45 PARTICELLA 314, CHECCHIA Donato n. a BICCARI il 12/03/1899; FOGLIO 45 PARTICELLA 313, CASASANTA Mario n. a BICCARI il 10/04/1962; FOGLIO 45 PARTICELLA 180, PIERRO Celeste n. a BICCARI il 17/07/1960; FOGLIO 45 PARTICELLA 181, CASASANTA Mario n. a BICCARI il 10/04/1962, PIERRO Celeste n. a BICCARI il 17/07/1960, CASASANTA Mario n. a BICCARI il 10/04/1962, PIERRO Celeste n. a BICCARI il 17/07/1960; FOGLIO 45 PARTICELLA 182, SILVESTRE Martino n. a BICCARI il 30/12/1930; FOGLIO 45 PARTICELLA 184, CASASANTA Mario n. a BICCARI il 10/04/1962; FOGLIO 45 PARTICELLA 353, CASASANTA Donato n. a BICCARI il 16/02/1926, CHECCHIA Donato ; FOGLIO 45 PARTICELLA 316, CASASANTA Donato n. a BICCARI il 16/02/1926, CAVALIERI Maria; MAR CASASANTA n. a BICCARI il 03/07/1928; FOGLIO 45 PARTICELLA 317, CATERINO Anna n. a FOGGIA il 26/07/1961, STAMPONE Anna n. a BICCARI il 04/02/1956; FOGLIO 45 PARTICELLA 318, CATERINO Anna n. a FOGGIA il 26/07/1961, STAMPONE Anna n. a BICCARI il 04/02/1956; FOGLIO 45 PARTICELLA 320, CATERINO Anna n. a FOGGIA il 26/07/1961, STAMPONE Anna n. a BICCARI il 04/02/1956; FOGLIO 45 PARTICELLA 321, CATERINO Anna n. a FOGGIA il 26/07/1961, STAMPONE Anna n. a BICCARI il 04/02/1956; FOGLIO 45 PARTICELLA 199, PARTICELLA 198, GOFFREDO Maria Donata n. a BICCARI il 07/07/1930; FOGLIO 45 PARTICELLA 190, CASASANTA Salvatore n. a BICCARI il 18/11/1949, CATERINO Anna n. a FOGGIA il 26/07/1961; FOGLIO 45 PARTICELLA 191, BELPEDIO Leonardo n. a BICCARI il 24/12/1956; FOGLIO 45 PARTICELLA 200, GOFFREDO Maria Donata n. a BICCARI il 07/07/1930, PARTICELLA 201, GOFFREDO Maria Donata n. a BICCARI il 08/07/1930; FOGLIO 45 PARTICELLA 204, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 45 PARTICELLA 323, GOFFREDO Salvatore n. a BICCARI il 26/03/1947; FOGLIO 45 PARTICELLA 342, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 45 PARTICELLA 324, PARTICELLA 340, GOFFREDO Salvatore n. a BICCARI il 26/03/1947; FOGLIO 45 PARTICELLA 339, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 45 PARTICELLA 337, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 45 PARTICELLA 336, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 45 PARTICELLA 335, GOFFREDO Salvatore n. a BICCARI il 26/03/1947; FOGLIO 45 PARTICELLA 334, IANNELLI Gennaro Alberto n. a SVIZZERA il 15/06/1962, IANNELLI Sandra n. a SVIZZERA il 01/04/1969, RUGGIERI Ettorina n. a CAGNANO AMITERNO il 23/06/1934; FOGLIO 46 PARTICELLA 60, SCROCCA Pietro n. a BICCARI il 16/02/1959, SILVESTRE Antonietta n. a BICCARI il 25/02/1959; FOGLIO 46 PARTICELLA 59, SCROCCA Pietro n. a BICCARI il 16/02/1959, SILVESTRE Antonietta n. a BICCARI il 25/02/1959; FOGLIO 46 PARTICELLA 58, COLUCCI Anna Maria n. a BICCARI il 22/02/1925, CORBO Rosa n. a ALBERONA il 28/09/1927, GOFFREDO Angiola n. a BICCARI il 20/04/1950, GOFFREDO Costantina n. a BICCARI il 11/04/1944, GOFFREDO Domenico n. a ALBERONA il 11/12/1951, GOFFREDO Domenico n. a BICCARI il 31/12/1947, GOFFREDO Giuseppina n. a ALBERONA il 01/06/1955, GOFFREDO Maria Giuseppa n. a BICCARI il 07/05/1954, GOFFREDO Orazio , GOFFREDO Quirico n. a BICCARI il 07/12/1957; FOGLIO 46 PARTICELLA 44, SCROCCA Antonio n. a FOGGIA il 15/11/1999, SCROCCA Pietro n. a BICCARI il 16/02/1959, SESSA Costantina n. a BICCARI il 29/11/1967; FOGLIO 46 PARTICELLA 57, CATERINO Clara n. a BICCARI il 29/05/1955; FOGLIO 46 PARTICELLA 136, CATERINO Anna n. a BICCARI il 19/05/1916, CAVOTO Lorenzo n. a BICCARI il 14/09/1910, CAVOTO Maddalena n. a BICCARI il 21/02/1939, CAVOTO Maria Concetta n. a BICCARI il 16/02/1941, NAEF Margrit Maria n. a SVIZZERA il 14/10/1942; FOGLIO 46 PARTICELLA 72, CIAMPI Rosa Vedova FIGLIOLA n. a BICCARI il 08/04/1897, FIGLIOLA Antonio n. a BICCARI il 27/03/1922; FOGLIO 46 PARTICELLA 137, SCROCCA Antonio n. a FOGGIA il 15/11/1999, SCROCCA Pietro n. a BICCARI il 16/02/1959, SESSA Costantina n. a BICCARI il 29/11/1967; FOGLIO 46 PARTICELLA 42, PARTICELLA 43, NIBALLI Carmela n. a BICCARI il 13/03/1963; FOGLIO 46 PARTICELLA 45, PALMIERI Addolorata n. a BICCARI il 24/12/1945, PALMIERI Angelo n. a BUSTO ARSIZIO il 21/11/1967, PALMIERI Antonio n. a BICCARI il 25/09/1952, PALMIERI Giuseppe n. a BICCARI il 19/02/1938, PALMIERI Maria n. a BICCARI il 28/03/1936; FOGLIO 46 PARTICELLA 46, PALMIERI Addolorata n. a BICCARI il 24/12/1945, PALMIERI Angelo n. a BUSTO ARSIZIO il 21/11/1967, PALMIERI Antonio n. a BICCARI il 25/09/1952, PALMIERI Giuseppe n. a BICCARI il 19/02/1938, PALMIERI Maria n. a BICCARI il 28/03/1936; FOGLIO 46 PARTICELLA 47, PALMIERI Addolorata n. a BICCARI il 24/12/1945, PALMIERI Angelo n. a BUSTO ARSIZIO il 21/11/1967, PALMIERI Antonio n. a BICCARI il 25/09/1952, PALMIERI Giuseppe n. a BICCARI il 19/02/1938, PALMIERI Maria n. a BICCARI il 28/03/1936; FOGLIO 46 PARTICELLA 134, NIBALLI Carmela n. a BICCARI il 13/03/1963; FOGLIO 46 PARTICELLA 39, CHECCHIA Anna; MARIA FU VINCENZO n. a BICCARI il 25/10/1908, CHECCHIA Giovanni; BATTISTA FU VINCENZO n. a BICCARI il 15/07/1905, CHECCHIA Salvatore; FU VINCENZO n. a BICCARI ; FOGLIO 46 PARTICELLA 35, RUGGIERO Cesare n. a ROSETO VALFORTORE il 12/04/1955, SBRISSA Clara Silvana n. a CANADA il 27/09/1957, RUGGIERO Cesare n. a ROSETO VALFORTORE il 12/04/1955, SBRISSA Clara Silvana n. a CANADA il 27/09/1957; FOGLIO 46 PARTICELLA 36, CAMMISA Michele; FU GIOVANNI n. a BICCARI il 08/02/1975; FOGLIO 46 PARTICELLA 37, TRONCONE Carmela n. a CASTELFRANCO IN MISCANO il 27/02/1962; FOGLIO 46 PARTICELLA 41, BIANCO Donatina n. a BICCARI il 20/08/1956, CHECCHIA Lorenzo n. a BICCARI il 18/02/1950; FOGLIO 46 PARTICELLA 34, RUGGIERO Cesare n. a ROSETO VALFORTORE il 12/04/1955, SBRISSA Clara Silvana n. a CANADA il 27/09/1957, RUGGIERO Cesare n. a ROSETO VALFORTORE il 12/04/1955, SBRISSA Clara Silvana n. a CANADA il 27/09/1957; FOGLIO 46 PARTICELLA 33, TRONCONE Carmela n. a CASTELFRANCO IN MISCANO il 27/02/1962; FOGLIO 46 PARTICELLA 32, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 31, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, PARTICELLA 194, PARTICELLA 195, PARTICELLA 196, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 4, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, PARTICELLA 182, PARTICELLA 183, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 193, SESSA Maria n. a BICCARI il 21/02/1936; FOGLIO 46 PARTICELLA 192, PARTICELLA 191, PARTICELLA 190, PARTICELLA 189, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 3, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 2, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 198, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 199, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 200, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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25/01/1960; FOGLIO 46 PARTICELLA 222, RUGGIERO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1936, SABATINO Cesare n. a LUCERA il 10/08/1966, SABATINO Concetta n. a BICCARI il 30/05/1962, SABATINO Matteo n. a BICCARI il 25/01/1960; FOGLIO 30 PARTICELLA 319, MARINO Antonio n. a BICCARI il 03/11/1965; FOGLIO 30 PARTICELLA 318, DE AMICIS Concetta n. a LUCERA il 10/05/1958, DE AMICIS Luigi n. a LUCERA il 17/11/1960; FOGLIO 30 PARTICELLA 317, BASILE Domenico; FU DOMENICO n. a BICCARI il 09/06/1963, PICARO Teresa n. a BICCARI il 03/12/1907; FOGLIO 30 PARTICELLA 72, BASILE Domenico; FU DOMENICO n. a BICCARI il 09/06/1963, PICARO Giuseppina n. a BICCARI il 05/08/1941, PICARO Lucia n. a BICCARI il 20/02/1949, PICARO Maria Concetta n. a BICCARI il 08/12/1939, PICARO Rosa n. a BICCARI il 31/10/1943; FOGLIO 47 PARTICELLA 19, RUGGIERO Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 08/08/1949, RUGGIERO Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 13/03/1951, RUGGIERO Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1954; FOGLIO 47 PARTICELLA 123, RUGGIERO Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 08/08/1949, RUGGIERO Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 13/03/1951, RUGGIERO Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1954; FOGLIO 47 PARTICELLA 120, RUGGIERO Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 08/08/1949, RUGGIERO Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 13/03/1951, RUGGIERO Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1954; FOGLIO 47 PARTICELLA 117, RUGGIERO Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 08/08/1949, RUGGIERO Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 13/03/1951, RUGGIERO Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1954; FOGLIO 47 PARTICELLA 16, PARTICELLA 57, PARTICELLA 58, PARTICELLA 26, SABATINO Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 19/06/1953; FOGLIO 47 PARTICELLA 15, PARTICELLA 76, PARTICELLA 75, DE NIGRIS Isabella n. a FOGGIA il 12/07/1976; FOGLIO 47 PARTICELLA 73, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 84, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 85, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 92, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 93, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 12, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 13, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 14, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 47 PARTICELLA 82, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 48 PARTICELLA 89, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 48 PARTICELLA 65, CRISTINZIANO Giovanna n. a BICCARI il 31/10/1949, RAMIERI Umberto n. a VOLTURINO il 19/06/1941; FOGLIO 48 PARTICELLA 48, DE RENZIS Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 27/08/1964, DE RENZIS Carmelita Maria Adelaide n. a ROSETO VALFORTORE il 19/12/1956, DE RENZIS Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 25/09/1962, DE RENZIS Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Franco n. a ROSETO VALFORTORE il 02/04/1954, DE RENZIS Maria Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 20/11/1959, DE RENZIS Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 10/08/1936, FILIGNO Giovina n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1935; FOGLIO 48 PARTICELLA 73, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 48 PARTICELLA 74, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 48 PARTICELLA 97, MENICHELLA Antonio Fernando n. a BICCARI il 01/02/1952; FOGLIO 48 PARTICELLA 116, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giovannina n. a ROSETO VALFORTORE il 21/04/1934, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 48 PARTICELLA 115, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 48 PARTICELLA 45, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 48 PARTICELLA 44, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 94, PARTICELLA 89, MARUCCI Rosaria n. a LUCERA il 10/10/1945; FOGLIO 28 PARTICELLA 146, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 28 PARTICELLA 143, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 28 PARTICELLA 142, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 141, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 82, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 28 PARTICELLA 81, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 137, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 139, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 63, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , GUGLIELMUCCI Nicola n. a ALBERONA il 25/03/1942, PALUMBO Mariannina n. a SAN BARTOLOMEO IN GALDO il 01/01/1943; FOGLIO 28 PARTICELLA 64, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 28 PARTICELLA 61, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , GUGLIELMUCCI Nicola IN COMUNIONE LEGALE n. a ALBERONA il 25/03/1942, PALUMBO Mariannina IN COMUNIONE LEGALE n. a SAN BARTOLOMEO IN GALDO il 01/01/1943; FOGLIO 28 PARTICELLA 138, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , GUGLIELMUCCI Nicola IN COMUNIONE LEGALE n. a ALBERONA il 25/03/1942, PALUMBO Mariannina IN COMUNIONE LEGALE n. a SAN BARTOLOMEO IN GALDO il 01/01/1943; FOGLIO 28 PARTICELLA 59, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , TRIGIANI Carmela n. a ROSETO VALFORTORE ; FOGLIO 28 PARTICELLA 58, COMUNE DI BICCARI C0N SEDE IN ROSETO VALFORTORE , DE RENZIS Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 27/08/1964, DE RENZIS Carmelita Maria Adelaide n. a ROSETO VALFORTORE il 19/12/1956, DE RENZIS Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 25/09/1962, DE RENZIS Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Franco n. a ROSETO VALFORTORE il 02/04/1954, DE RENZIS Maria Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 20/11/1959, DE RENZIS Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 10/08/1936, FALCONE Cristofaro n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Maria Filippa n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FILIGNO Giovina n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1935; FOGLIO 28 PARTICELLA 57, DI FRANCO Francesco Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 22/04/1931, DI FRANCO Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 02/11/1925, DI FRANCO Maria Rosa n. a SACROFANO il 06/01/1921, FINELLI Blanda n. a ROSETO VALFORTORE il 29/08/1958, FINELLI Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 06/12/1921, FINELLI Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 21/05/1918, FINELLI Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 01/08/1920, FINELLI Giuseppe n. a ROSETO VALFORTORE il 08/07/1954, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971, LE DONNE Mariantonia Carolina n. a ROSETO VALFORTORE il 12/06/1932, RONCA Donato Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 07/09/1912, RONCA Giuseppina n. a ROSETO VALFORTORE il 30/03/1951, RONCA Matteo n. a ROSETO VALFORTORE il 31/03/1944, SCHIAVONE Carmela il 23/07/1925, SCHIAVONE Lucia il 01/03/1930, SCHIAVONE Matteo Antonio il 31/01/1928; FOGLIO 28 PARTICELLA 56, IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971; FOGLIO 28 PARTICELLA 55, COMUNE DI BICCARI C0N SEDE IN ROSETO VALFORTORE , DE RENZIS Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 27/08/1964, DE RENZIS Carmelita Maria Adelaide n. a ROSETO VALFORTORE il 19/12/1956, DE RENZIS Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 25/09/1962, DE RENZIS Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Franco n. a ROSETO VALFORTORE il 02/04/1954, DE RENZIS Maria Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 20/11/1959, DE RENZIS Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 10/08/1936, FALCONE Cristofaro n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Maria Filippa n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FILIGNO Giovina n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1935; FOGLIO 28 PARTICELLA 54, SABATINO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 24/04/1966, SABATINO Giuseppe Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 05/12/1961; FOGLIO 28 PARTICELLA 53, COMUNE DI BICCARI C0N SEDE IN ROSETO VALFORTORE , DE RENZIS Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 27/08/1964, DE RENZIS Carmelita Maria Adelaide n. a ROSETO VALFORTORE il 19/12/1956, DE RENZIS Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 25/09/1962, DE RENZIS Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Francesco n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, DE RENZIS Franco n. a ROSETO VALFORTORE il 02/04/1954, DE RENZIS Maria Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 20/11/1959, DE RENZIS Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 10/08/1936, FALCONE Cristofaro n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Maria Filippa n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FALCONE Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1900, FILIGNO Giovina n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1935; FOGLIO 28 PARTICELLA 52, COMUNE DI BICCARI con sede in BICCARI , IANNELLI Gennaro n. a FOGGIA il 04/10/1968, IANNELLI Michele Arcangelo n. a FOGGIA il 29/09/1971. COMUNE DI ROSETO VALFORTORE FOGLIO 5 PARTICELLA 31, TROIANO Leonardo Luca n. a LUCERA il 18/10/1971; FOGLIO 5 PARTICELLA 107, FALCONE Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 20/04/1932, ROBERTO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 30/01/1954, ROBERTO Giovanni n. a ROSETO VALFORTORE il 10/01/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 108, PARTICELLA 100, PARTICELLA 101, CAPOBIANCO Anna Maria n. a ROSETO VALFORTORE il 01/07/1963; FOGLIO 5 PARTICELLA 29, ROBERTO Giovanni n. a ROSETO VALFORTORE il 01/12/1938; FOGLIO 5 PARTICELLA 30, NIRO Antonietta n. a ROSETO VALFORTORE il 12/05/1951; FOGLIO 5 PARTICELLA 23, SABATINO Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 16/03/1952; FOGLIO 5 PARTICELLA 3, GUGLIELMUCCI Domenico n. a ALBERONA il 27/03/1958; FOGLIO 5 PARTICELLA 24, CAPASSO Rita n. a NAPOLI il 19/01/1951, CASAMASSA Antonia n. a FOGGIA il 01/03/1979, CASAMASSA Daniela n. a FOGGIA il 20/02/1982; FOGLIO 4 PARTICELLA 9, PARTICELLA 146, SABATINO Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 16/03/1952; FOGLIO 4 PARTICELLA 7, PARTICELLA 5, PALUMBO Mariannina n. a SAN BARTOLOMEO IN GALDO il 01/01/1943; FOGLIO 4 PARTICELLA 3, DE SANTIS Giovanni n. a ROSETO VALFORTORE il 27/01/1958; FOGLIO 4 PARTICELLA 1, PALUMBO Mariannina n. a SAN BARTOLOMEO IN GALDO il 01/01/1943; FOGLIO 4 PARTICELLA 131, TRIGIANI Cosimo; DI ANTONIO ; FOGLIO 3 PARTICELLA 36, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE ; FOGLIO 3 PARTICELLA 89, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE con sede in ROSETO VALFORTORE, IP MAESTRALE 4 S.R.L. con sede in AVELLINO ; FOGLIO 3 PARTICELLA 35, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE; FOGLIO 3 PARTICELLA 32, RONCA Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 02/02/1899, RONCA Leonarda FU PIETRO n. a ROSETO VALFORTORE il 06/04/1905; FOGLIO 3 PARTICELLA 31, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE, DE NICOLA Maria Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 21/02/1949; FOGLIO 3 PARTICELLA 30, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE, DE NICOLA Maria Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 21/02/1949; FOGLIO 3 PARTICELLA 64, POLICELLI Fausto n. a ROSETO VALFORTORE il 27/11/1953, RINALDI Maria Giuseppa n. a ROSETO VALFORTORE il 09/11/1975; FOGLIO 3 PARTICELLA 12, LA PENNA Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 29/09/1937, LA PENNA Giovanni n. a LUCERA il 21/10/1965; FOGLIO 3 PARTICELLA 11, POLICELLI Antonio; FU ANTONIO, POLICELLI Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 29/02/1908, POLICELLI Leonardo; FU ANTONIO, POLICELLI Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 03/04/1914, POLICELLI Nicola; FU ANTONIO n. a ROSETO VALFORTORE , POLICELLI Stefano n. a ROSETO VALFORTORE il 01/11/1921,FOGLIO 3 PARTICELLA 10, POLICELLI Fausto n. a ROSETO VALFORTORE il 27/11/1953; FOGLIO 3 PARTICELLA 9, LUISI Concetta n. a ROSETO VALFORTORE il 25/05/1912, POLICELLI Filippo n. a ROSETO VALFORTORE il 24/07/1936, POLICELLI Maria; GRAZIA n. a ROSETO VALFORTORE il 14/04/1930, POLICELLI Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 05/06/1934; FOGLIO 3 PARTICELLA 8, LA PENNA Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 29/09/1937, LA PENNA Giovanni n. a LUCERA il 21/10/1965; FOGLIO 3 PARTICELLA 7, LA PENNA Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 29/09/1937, LA PENNA Giovanni n. a LUCERA il 21/10/1965; FOGLIO 3 PARTICELLA 5, LA PENNA Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 29/09/1937, LA PENNA Giovanni n. a LUCERA il 21/10/1965; FOGLIO 3 PARTICELLA 4, LA PENNA Donato n. a ROSETO VALFORTORE il 29/09/1937, LA PENNA Giovanni n. a LUCERA il 21/10/1965; FOGLIO 3 PARTICELLA 2, PETRILLI Antonio n. a ROSETO VALFORTORE il 18/05/1923, PETRILLI Maria Filippa n. a ROSETO VALFORTORE il 05/03/1923, PETRILLI Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 04/09/1924; FOGLIO 2 PARTICELLA 35, PARTICELLA 33, PARTICELLA 208, FALCONE Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1967, INTESTAZIONE PARZIALE ; FOGLIO 2 PARTICELLA 32, POLICELLI Maria; FILIPPA FU DONATO n. a ROSETO VALFORTORE il 07/11/1927; FOGLIO 2 PARTICELLA 31, MARCANTONIO Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 17/08/1951; FOGLIO 2 PARTICELLA 30, GIANNINI Maria; FILIPPA FU STEFANO VED POLICELLI n. a ROSETO VALFORTORE il 09/08/1966, POLICELLI Colomba n. a ROSETO VALFORTORE il 26/05/1905, POLICELLI Giovanni n. a ROSETO VALFORTORE il

01/01/1901, POLICELLI Lucia; FU DONATO,FOGLIO 2 PARTICELLA 29, GIANNINI Maria; FILIPPA FU STEFANO VED POLICELLI n. a ROSETO VALFORTORE il 09/08/1966, POLICELLI Colomba n. a ROSETO VALFORTORE il 26/05/1905, POLICELLI Giovanni n. a ROSETO VALFORTORE il 01/01/1901, POLICELLI Lucia; FU DONATO,FOGLIO 2 PARTICELLA 40, PARTICELLA 331, PARTICELLA 332, PARTICELLA 343, PARTICELLA 344, I.V.PARTICELLA C. 4 S.R.L.(ITALIAN VENTO POWER CORPORATION) con sede in AVELLINO ; FOGLIO 2 PARTICELLA 22, CIUFALO Donato; FU MICHELANGELO, CIUFALO Salvatore; FU MICHELANGELO, CIUFALO Vincenzo; FU MICHELANGELO, LUISI Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 03/07/1922, QUERQUES Concetta; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giovanbattista; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giuseppe; DI GIUSEPPE, QUERQUES Laura; FILOMENA DI GIUSEPPE, QUERQUES Rocco; DI GIUSEPPE, ZITA Maria Grazia n. a FOGGIA il 30/01/1938; FOGLIO 2 PARTICELLA 23, CIUFALO Donato; FU MICHELANGELO, CIUFALO Salvatore; FU MICHELANGELO, CIUFALO Vincenzo; FU MICHELANGELO, LUISI Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 03/07/1922, QUERQUES Concetta; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giovanbattista; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giuseppe; DI GIUSEPPE, QUERQUES Laura; FILOMENA DI GIUSEPPE, QUERQUES Rocco; DI GIUSEPPE, ZITA Maria Grazia n. a FOGGIA il 30/01/1938, CIUFALO Donato; FU MICHELANGELO, CIUFALO Salvatore; FU MICHELANGELO, CIUFALO Vincenzo; FU MICHELANGELO, LUISI Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 03/07/1922, QUERQUES Concetta; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giovanbattista; DI GIUSEPPE, QUERQUES Giuseppe; DI GIUSEPPE, QUERQUES Laura; FILOMENA DI GIUSEPPE, QUERQUES Rocco; DI GIUSEPPE, ZITA Maria Grazia n. a FOGGIA il 30/01/1938; FOGLIO 2 PARTICELLA 24, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE con sede in ROSETO VALFORTORE, LUISI Fedele n. a ROSETO VALFORTORE il 10/03/1939, LUISI Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 19/01/1948; FOGLIO 2 PARTICELLA 25, COMUNE DI ROSETO VALFORTORE con sede in ROSETO VALFORTORE, LUISI Fedele n. a ROSETO VALFORTORE il 10/03/1939, LUISI Filomena n. a ROSETO VALFORTORE il 19/01/1948; FOGLIO 2 PARTICELLA 26, LUISI Michele n. a ROSETO VALFORTORE il 13/04/1959, ROBERTO Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 08/04/1961, LUISI Michele n. a ROSETO VALFORTORE il 13/04/1959, ROBERTO Lucia n. a ROSETO VALFORTORE il 08/04/1961; FOGLIO 2 PARTICELLA 27, FALCONE Teresa n. a ROSETO VALFORTORE il 16/09/1922, LUISI Maria Carmela n. a ROSETO VALFORTORE il 07/07/1945, LUISI Michele n. a ROSETO VALFORTORE il 22/12/1940, LUISI Rosa n. a ROSETO VALFORTORE il 24/03/1943; FOGLIO 2 PARTICELLA 28, DI FRANCO Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 03/05/1961. COMUNE DI ALBERONA FOGLIO 38 PARTICELLA 45, PARTICELLA 41, COMUNE DI ALBERONA, DEL GROSSO Maria Rosaria n. a ROSETO VALFORTORE il 26/06/1945; FOGLIO 38 PARTICELLA 43, PALMIERI Francesco Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 19/11/1956, RUSSO Rita n. a CASTELFRANCO IN MISCANO il 15/10/1960; FOGLIO 38 PARTICELLA 44, PARTICELLA 143, PARTICELLA 144, PALMIERI Francesco Domenico n. a ROSETO VALFORTORE il 19/11/1956; FOGLIO 33 PARTICELLA 245, COMUNE DI ALBERONA con sede in ALBERONA, I.V.P.C. ITALIAN VENTO POWER CORPORATION S.R.L. con sede in AVELLINO; FOGLIO 33 PARTICELLA 108, SABATINO Giuseppina n. a ROSETO VALFORTORE il 09/02/1964, ZITA Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 14/04/1962; FOGLIO 33 PARTICELLA 107, SABATINO Giuseppina n. a ROSETO VALFORTORE il 09/02/1964, ZITA Nicola n. a ROSETO VALFORTORE il 14/04/1962; FOGLIO 33 PARTICELLA 106, PARTICELLA 128, POLICELLI Fausto n. a ROSETO VALFORTORE il 27/11/1953; FOGLIO 33 PARTICELLA 126, POLICELLI Michele n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1968; FOGLIO 33 PARTICELLA 259, FALCONE Maria Grazia n. a ROSETO VALFORTORE il 14/10/1967; FOGLIO 33 PARTICELLA 153, PARTICELLA 154, POLICELLI Michele n. a ROSETO VALFORTORE il 16/02/1968. che le opere saranno realizzate secondo le modalità tecniche e le norme vigenti in materia, come meglio indicato nel progetto depositato, nel rispetto del D.M. 21.03.88 e s.m. nonché della normativa contenuta nella L. 36 del 22.2.2001 e D.P.C.M. 8.7.2003 e che in particolare il tracciato degli elettrodotti è stato studiato in armonia con quanto dettato dall’art. 121 del T.U. del 11/12/1933 n. 1775, comparando le esigenze della pubblica utilità delle opere con gli interessi sia pubblici che privati coinvolti, in modo tale da recare il minore sacrificio possibile alle proprietà interessate, avendo avuto cura di vagliare le situazioni esistenti sui fondi da asservire rispetto anche alle condizioni dei terreni limitrofi; che per la particolare importanza delle stesse opere è stato richiesto il carattere di inamovibilità e pertanto le relative servitù di elettrodotto potranno essere imposte conseguentemente e quindi, in deroga alle disposizioni di cui all’art. 122, commi 4-5, del R.D. 11.12.1933 n. 1775. Tutto ciò premesso, ai fini dell’ “Avvio del procedimento amministrativo” ed anche dell’apposizione del “Vincolo preordinato all’imposizione in via coattiva delle servitù di elettrodotto”, quanto ai fondi interessati dall’elettrodotto, nonché della “Dichiarazione di pubblica utilità” secondo il combinato disposto dell’art. 7 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e del DPR 8 giugno 2001 n. 327 e successive modificazioni

COMUNICA CHE l’oggetto del procedimento promosso è l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio dell’opera denominata “Nuovo elettrodotto a 150 kV doppia terna Stazione Elettrica di Troia – Stazione Elettrica di Roseto / Alberona” l’Amministrazione competente a rilasciare l’autorizzazione è il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Energia nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica – Via Molise 2, 00187 ROMA di concerto con Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Difesa del Suolo - Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA; il Responsabile del procedimento è l’ing. Gianfelice POLIGIONI, Dirigente del suddetto Ufficio del Ministero dello Sviluppo Economico; gli Uffici presso cui si può prendere visione del progetto e della relativa domanda sono: Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Energia nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica – Via Molise 2, 00187 ROMA Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Difesa del Suolo Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA; Inoltre presso: Regione Puglia ufficio di Presidenza - Lungomare Nazario Sauro, 33 - 71121 Foggia Provincia di Foggia ufficio di Presidenza - Piazza XX Settembre, 20 - 71100 Foggia Comune di Castelluccio Valmaggiore - Piazza Marconi - 71020 Castelluccio Valmaggiore (FG) Comune di Biccari - Piazza Municipio, 1 - 71032 Biccari (FG) Comune di Alberona - Strada Lucera s.n.c. - 71031 Alberona (FG) Comune di Troia - Via Regina Margherita, 80 - 71029 Troia (FG) Comune di Roseto Valfortore - Piazza San Antonio, 1 - 71039 Roseto Valfortore (FG) Chiunque, ed in particolare i soggetti interessati, possono prendere visione della domanda e relativo progetto nonché presentare memorie scritte, nel termine di 30 giorni, ai suddetti Ministeri nonché alla a TERNA S.p.A. – Direzione Sviluppo Rete e Ingegneria - Area Progettazione e Realizzazione Impianti sede NAPOLI - Via Aquileia, 8 - 80143 Napoli. INOLTRE, poiché le opere in questione rientrano nel loro complesso tra quelle sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale - VIA regionale ai sensi del Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006, come modificato dal D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008, e della legge regione Puglia n. 11 del 12.04.2001 “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale” e s.m.i

COMUNICA CHE per tali interventi ha presentato alla Regione Puglia - Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle Opere Pubbliche – Ufficio Programmazione, Politiche Energetiche, VIA e VAS - istanza di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi delle sopra citate normative; la tipologia degli interventi descritti non comporta di norma particolare impatto sul territorio salvo che eventualmente per l’aspetto paesaggistico legato alla presenza dei sostegni e dei conduttori che, nella specie, sono stati oggetto comunque di attente ed approfondite valutazioni al fine di una collocazione, per quanto possibile, meno invasiva; copia del progetto delle opere da assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale – VIA regionale, con la relativa documentazione ambientale, è depositata presso i seguenti Uffici a disposizione del pubblico per la consultazione: Regione Puglia – Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle Opere Pubbliche – Ufficio Programmazione, Politiche Energetiche, VIA e VAS Via delle Magnolie (Zona industriale) - 70026 Modugno BA Regione Puglia - Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle Opere Pubbliche – Settore Ecologia Via delle Magnolie (Zona industriale) - 70026 Modugno BA Provincia di Foggia ufficio di Presidenza - Piazza XX Settembre, 20 - 71100 Foggia Comune di Castelluccio Valmaggiore - Piazza Marconi - 71020 Castelluccio Valmaggiore (FG) Comune di Biccari - Piazza Municipio, 1 - 71032 Biccari (FG) Comune di Alberona - Strada Lucera s.n.c. - 71031 Alberona (FG) Comune di Troia - Via Regina Margherita, 80 - 71029 Troia (FG) Comune di Roseto Valfortore - Piazza San Antonio, 1 - 71039 Roseto Valfortore (FG) ai sensi dell’art. 24 comma 4 del Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006, come modificato dal D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla presente pubblicazione, chiunque abbia interesse può prendere visione del progetto, della relativa documentazione ambientale e presentare proprie osservazioni a: Regione Puglia – Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle Opere Pubbliche – Ufficio Programmazione, Politiche Energetiche, VIA e VAS Via delle Magnolie (Zona industriale) - 70026 Modugno BA Regione Puglia - Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle Opere Pubbliche – Settore Ecologia Via delle Magnolie (Zona industriale) - 70026 Modugno BA Dandone cortese comunicazione anche a TERNA S.p.A. – Direzione Sviluppo Rete e Ingegneria - Area Progettazione e Realizzazione Impianti sede NAPOLI - Via Aquileia, 8 - 80143 Napoli.

TERNA S.p.A. - Sede in Roma - Viale Egidio Galbani, 70 Capitale sociale Euro 440.199.936 (al 31 dicembre 2009) interamente versato Registro delle Imprese di Roma, Codice Fiscale e Partita I.V.A. n. 05779661007 R.E.A. di Roma n. 922416

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

Quota/od.
12,622 15,992 6,230 8,839 20,685 4,998 4,907 5,144 4,531 3,676 2,510 5,308 5,128 4,929 5,049 5,333 5,191 5,227 5,613 5,007 5,226 6,054 4,597 6,635 4,827 3,149 4,898 5,343 4,507 4,777 5,491 5,546 5,041 3,331 4,637 3,643 5,043 4,791 5,491 6,087 5,351 4,873 4,600 5,398

Quota/pre.
12,584 15,971 6,231 8,834 20,633 4,999 4,903 5,136 4,531 3,681 2,506 5,302 5,123 4,920 5,062 5,332 5,188 5,198 5,608 5,010 5,212 6,063 4,587 6,618 4,822 3,138 4,889 5,337 4,500 4,771 5,469 5,545 5,033 3,326 4,625 3,645 5,036 4,790 5,474 6,085 5,348 4,860 4,587 5,396

Nome

Data Valuta
29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

Quota/od.
10,009 6,023 18,002 3,484 15,226 4,029 17,495 23,138 4,925 9,521 36,681 7,949 9,147 8,848 7,563 12,865 9,524 14,303 3,992 4,945 5,159 5,104 5,074 5,079 5,102 5,251 5,243 5,121 4,939 5,193 5,698 6,082 11,841 14,034 15,021 7,721 5,462 5,447 5,505 5,283 5,534 11,286 16,744 7,692 7,752 7,296 7,489 5,339 7,628 8,279 8,164 6,007 6,896 6,190 24,354 5,999 5,718 4,837 4,137 4,036 5,749 7,124 7,471 6,515 5,734 5,758

Quota/pre.
9,951 6,006 17,974 3,483 15,213 4,018 17,498 23,063 4,916 9,488 36,572 7,942 9,127 8,823 7,549 12,845 9,498 14,267 3,998 4,938 5,160 5,103 5,072 5,076 5,098 5,247 5,243 5,121 4,939 5,192 5,696 6,079 11,822 14,010 15,013 7,719 5,456 5,441 5,501 5,280 5,529 11,298 16,747 7,690 7,750 7,294 7,488 5,332 7,629 8,270 8,152 6,005 6,887 6,183 24,337 5,995 5,713 4,831 4,132 4,030 5,748 7,121 7,468 6,494 5,732 5,753

Nome
FTSE RAFI Europe FTSE RAFI Hong Kong China FTSE RAFI Italy 30 FTSE RAFI Switzerland FTSE RAFI US 1000 FTSE RAFI US 1000 Global Agriculture NASDAQ OMX Global Agriculture NASDAQ OMX Global Clean Energy Global Listed Private Eq. MENA NASDAQ OMX MENA NASDAQ OMX Palisades Global Water

Data Valuta
02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR USD EUR EUR EUR USD EUR

Quota/od.
7,833 14,268 5,922 7,643 6,751 10,053 9,037 13,457 4,943 6,427 8,174 12,173 7,919

Quota/pre.
7,824 14,318 5,925 7,615 6,789 10,072 9,065 13,449 4,985 6,446 8,173 12,126 7,906

Nome
Credit Opportunities EUR2 Diversified EUR Emerg. Mkts Dynamic EUR2 Emerg. Mkts Dynamic USD2 Euro Liquidity European Corporate Bonds European Fixed Income European Opportunit EUR European Opportunit EUR2 European Small Cap EUR ForExtra Yield EUR Global Convertibles EUR Global Convertibles USD Italian Opportunities EUR Italian Value EUR Japan Opportunities EUR Japan Opportunities JPY Latam Opportunities EUR2 Latam Opportunities USD2 Market Neutral EUR US Dollar Bonds US Dynamic EUR US Dynamic USD US Small Cap USD US Value EUR US Value USD World Opportunities EUR World Opportunities USD 3A Dynamic UCITS Fund EUR

Data Valuta
29/04 29/04 29/04 29/04 28/04 28/04 28/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 28/04 28/04 29/04 29/04 29/04 28/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 27/04 EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR JPY EUR USD EUR USD EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR

Quota/od.
164,300 232,510 124,620 132,640 150,889 202,360 189,710 301,370 169,390 297,100 157,560 203,890 202,550 31,380 222,490 119,510 11610,000 175,730 178,820 150,190 312,850 110,400 115,170 204,980 151,390 153,340 142,390 295,930 1015,160

Quota/pre.
164,440 232,050 123,810 131,760 150,898 201,960 189,270 300,450 168,870 295,170 158,760 203,590 202,240 31,320 222,360 117,660 11433,000 173,880 176,920 150,420 311,840 110,280 115,030 204,640 151,060 153,160 141,880 294,860 1010,360

Nome
US Large Cap A US Large Cap EUR hedged A US Small & Mid-Cap Equ A US Small & Mid-Cap Equ A US Smaller Companies A

Data Valuta
02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 USD EUR EUR USD USD

Quota/od.
75,070 99,760 113,140 168,960 84,700

Quota/pre.
74,510 99,010 112,410 167,980 84,040

AZ FUND MANAGEMENT SA
AcomeA SGR - numero di tel. 800.89.39.89 info@acomea.it AcomeA America AcomeA Bilanciato AcomeA Eurobbligazionario AcomeA Europa AcomeA FdF Pacifico AcomeA FdF Paesi Emergenti AcomeA Globale AcomeA Italia AcomeA Liquidità AcomeA Multi Fd Linea Aggressiva AcomeA Multi Fd Linea Dinamica AcomeA Multi Fd Linea Prudente AcomeA Obbligazionario Corporate AcomeA Obbligaz. Internazionale AcomeA Performance 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 11,896 3,663 12,593 10,865 3,350 6,382 8,590 18,172 11,587 3,649 4,479 4,943 6,556 7,795 17,412 11,928 3,660 12,584 10,845 3,340 6,376 8,585 18,146 11,583 3,640 4,472 4,942 6,556 7,787 17,407 AZ F. Active Selection AZ F. Active Strategy AZ F. Alpha Man. Credit AZ F. Alpha Man. Equity AZ F. Alpha Man. Them. AZ F. American Trend AZ F. Asset Plus AZ F. Asset Power AZ F. Best Bond AZ F. Best Equity AZ F. Bond Trend AZ F. Bot Plus AZ F. Commodity Trading AZ F. Conservative AZ F. Corporate Premium AZ F. Dividend Premium AZ F. Emer. Mkt Asia AZ F. Emer. Mkt Europe AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. AZ F. European Dynamic AZ F. European Trend AZ F. Formula 1 Absolute AZ F. Formula 1 Alpha Plus AZ F. Formula 1 Alpha Plus 20 AZ F. Formula 1 Conserv. AZ F. Formula 1 Dynamic Trading AZ F. Income AZ F. Institutional Target AZ F. Italian Trend AZ F. Opportunities AZ F. Pacific Trend AZ F. Qbond AZ F. QProtection AZ F. Qtrend AZ F. Reserve Short Term AZ F. Solidity AZ F. Strategic Trend AZ F. Trend AZ F. US Income

AKROS ABSOLUTE RETURN AKROS DYNAMIC AKROS MARKET NEUTRAL AKROS LONG/SHORT EQUITY

31/03 31/03 31/03 31/03

EUR EUR EUR EUR

505883,373 489084,815 498165,164 505332,415

507343,447 491404,844 499512,222 508337,101

www.albertinisyz.it Tel 02 30306.1 Albertini Syz Multistrategy Cl.A Albertini Syz Multistrategy Cl.B Albertini Syz Innovation Cl.A Albertini Syz Innovation Cl.B 31/03 31/03 31/03 31/03 EUR EUR EUR EUR 652387,193 467965,050 646120,348 489648,407 653260,860 468353,331 644377,364 488153,470

Amundi Absolute Amundi Azioni QEuro Amundi Breve Termine Amundi Corporate 3 anni Amundi Corporate Giugno 2012 Amundi Dynamic Allocation Amundi EONIA Amundi Equipe 1 Amundi Equipe 2 Amundi Equipe 3 Amundi Equipe 4 Amundi Eureka BRIC Ripresa 2014 Amundi Eureka China Double Win Amundi Eureka Cina Ripresa 2015 Amundi Eureka Doppia Opp 2014 Amundi Eureka Double Call Amundi Eureka Double Win Amundi Eureka Double Win 2013 Amundi Eureka Dragon Amundi Eureka Oriente 2015 Amundi Eureka Ripresa 2014 Amundi Eureka Ripresa Due 2014 Amundi Eureka Settori 2016 Amundi Eureka USA 2015 Amundi Europe Equity Amundi For. E. Eq. Op. 2013 Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 Amundi For. Em.MktEq.R.2014 Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 Amundi Form Gar.Mer.Emergenti Amundi Form Garantita 2012 Amundi Form Garantita 2013 Amundi Form Garantita Due 2013 Amundi Form Priv.Div.Opportunity Amundi Global Emerging Equity Amundi Global Equity Amundi Liquidità Amundi Obbligazionario Euro Amundi Pacific Equity Amundi Più Amundi Premium Power Amundi Private Alfa 2007 Amundi QBalanced Amundi QReturn Amundi USA Equity Unibanca Plus

26/04 29/04 29/04 26/04 26/04 29/04 25/02 29/04 29/04 29/04 29/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 29/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 26/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 26/04 29/04 29/04 29/04 29/04

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,348 13,642 7,412 95,905 4,927 5,431 101,967 5,273 5,231 5,235 4,960 5,496 5,854 5,211 5,228 5,340 5,810 5,078 6,299 5,000 5,434 5,147 4,725 5,110 4,610 4,618 4,618 5,138 4,773 5,040 4,799 4,762 5,692 5,027 4,898 4,865 4,942 5,234 4,549 8,990 5,411 4,666 5,673 5,285 4,911 8,635 5,772 4,978 5,301

5,328 13,605 7,407 96,400 4,931 5,429 101,970 5,271 5,228 5,232 4,956 5,502 5,818 5,174 5,222 5,276 5,736 5,010 6,291 4,961 5,374 5,067 4,715 5,066 4,601 4,567 4,564 5,087 4,761 5,013 4,793 4,758 5,690 5,021 4,891 4,855 4,940 5,238 4,545 8,988 5,404 4,658 5,672 5,282 4,900 8,625 5,767 4,970 5,301

Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Total Return 1 Carige Total Return 2 Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Globale Difesa Classe A Difesa Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Rivalutazione Classe A Rivalutazione Valorizzazione Classe A Valorizzazione

29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,800 6,961 5,448 5,609 5,424 6,226 6,685 5,215 4,471 6,386 11,760 10,846 5,596 6,072 13,517 13,342 11,109 10,980 10,603 10,291 12,589 12,343

5,790 6,941 5,439 5,604 5,419 6,217 6,682 5,212 4,468 6,384 11,758 10,839 5,589 6,066 13,552 13,380 11,125 10,999 10,760 10,451 12,706 12,463

Fondo Pensione Aperto Carige

Eurizon Az Energie Mat Pr Eurizon Az Europa Multiman Eurizon Az Italia 130/30 Eurizon Az Mondo Multiman Eurizon Az Salute E Amb Eurizon Az Teconol Avanz Eurizon Azioni Finanza Eurizon Azioni PMI America Eurizon Azioni PMI Italia Eurizon Azioni PMI Europa Eurizon Bilanc Euro Multiman Eurizon Diversificato Etico Eurizon Focus Az America Eurizon Focus Az Europa Eurizon Focus Az Internaz Eurizon Focus Az Italia Eurizon Focus Az Paesi Em Eurizon Focus Azioni Euro Eurizon Focus Azioni Pacifico Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 Eurizon Focus Far I T 07 Eurizon Focus Gar 06/2012 Eurizon Focus Gar 09/2012 Eurizon Focus Gar 12/2012 Eurizon Focus Gar 03/2013 Eurizon Focus Gar I Sem 06 Eurizon Focus Gar II Sem 06 Eurizon Focus Gar II T 07 Eurizon Focus Gar III T 07 Eurizon Focus Gar IV T 07 Eurizon Focus Ob Eur Corp Eurizon Focus Obbl Cedola Eurizon Focus Obbl Emerg Eurizon Focus Obbl Euro Eurizon Focus Obbl Euro BT Eurizon Focus Obbl Euro HY Eurizon Focus Pr Dinamico Eurizon Focus Pr Moderato Eurizon Focus Pr Prudente Eurizon Focus Rend As 2 A Eurizon Focus Rend As 3 A Eurizon Focus Tesoreria Dollar Eurizon Focus Tesoreria Dollar Eurizon Focus Tesoreria Euro A Eurizon Focus Tesoreria Euro B Eurizon Liquidita' A Eurizon Liquidita' B Eurizon Obbl Etico Eurizon Obbl Euro Corp BT Eurizon Obbl Internazionali Eurizon Obiettivo Rendimento Eurizon Rendita Eurizon Soluzione 10 Eurizon Soluzione 40 Eurizon Soluzione 60 Eurizon Team 1 Eurizon Team 2 Eurizon Team 3 Eurizon Team 4 Eurizon Team 5 Intesa Cass Centro Prot Din Passadore Monetario Teodorico Monetario Unibanca Azionario Europa Unibanca Monetario Unibanca Obbligaz Euro

*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT

www.sorgentegroup.com Fondo Donatello-Michelangelo Due Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita Fondo Donatello-David Fondo Donatello-Puglia Uno Caravaggio di Sorgente SGR 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 EUR EUR EUR EUR EUR EUR 56242,509 50282,489 27332,950 57301,183 3083,178 53356,770 49261,948 26502,119 55927,623 3175,541

Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

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Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Fix. Inc. I Kairos Italia A Kairos Low Vol. A Kairos Low Vol. B Kairos Low Vol. I Kairos Medium Term A Kairos Medium Term B Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Global Kairos Income Kairos Small Cap KIS - Ambiente A KIS - Ambiente I KIS - America A KIS - Asia A KIS - Bond A KIS - Bond I KIS - Dynamic A KIS - Dynamic D KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Global A KIS - Global D KIS - Global I KIS - Global X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X KIS - Long - Short A KIS - Long - Short D KIS - Long - Short I KIS - Long - Short X KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading I KIS - Trading X KIS - Trend I 28/02 28/02 28/02 28/02 28/02 15/04 28/02 28/02 28/02 28/02 28/02 28/02 28/02 02/05 02/05 02/05 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 21/06 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 543822,945 539116,180 761906,760 579494,235 515342,703 565854,584 744521,566 510476,274 518262,542 559839,201 801616,101 574415,422 533350,880 6,016 6,739 9,791 106,770 106,810 153,670 132,920 107,930 108,140 115,560 114,500 115,710 116,400 83,570 81,060 83,620 84,530 106,330 104,500 107,170 107,500 111,060 110,020 111,120 111,890 93,110 92,460 93,310 94,290 104,510 111,200 109,940 111,410 112,050 101,040 535292,148 539844,374 756200,137 574363,786 510793,739 560573,950 740399,229 507811,244 515396,939 555610,485 794638,735 569677,411 528601,575 6,018 6,739 9,805 106,080 106,110 152,490 133,410 107,760 107,970 115,380 114,330 115,530 116,220 83,310 80,800 83,360 84,260 106,310 104,470 107,140 107,500 110,880 109,840 110,940 111,710 92,860 92,220 93,060 94,040 104,470 110,740 109,490 110,950 111,590 100,510

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

Tel: 800/614614 Bim Az. Small Cap Italia Bim Azionario Europa Bim Azionario Globale Bim Azionario Italia Bim Azionario USA Bim Bilanciato Bim Corporate Mix Bim Flessibile Bim Obblig. Breve Term. Bim Obblig. Globale Bim Obbligazionario Euro Sicav Asia Flessibile Sicav Azionario Euro Sicav Azionario Italia Sicav Bil.Equ. Italia Sicav Fortissimo Sicav Europa Flessibile Sicav Monetario Sicav Obblig. Area Europa Sicav Patrimonio Globale Sicav Patrimonio G. Reddito Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetaria Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return Symphonia MS Adagio Symphonia MS America Symphonia MS Asia Symphonia MS Europa Symphonia MS Largo Symphonia MS P. Emer. Symphonia MS Vivace 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 7,513 10,430 4,174 7,347 6,369 22,899 5,592 3,845 6,557 5,772 6,888 6,231 6,119 11,238 5,506 2,879 5,206 7,476 9,533 5,304 7,166 6,520 6,498 6,124 5,936 6,635 5,318 5,541 5,801 5,031 5,465 5,070 5,175 5,067 5,320 5,898 4,060 5,400 5,857 5,795 13,631 5,459 7,506 10,400 4,164 7,344 6,369 22,861 5,593 3,844 6,556 5,767 6,888 6,210 6,106 11,236 5,507 2,877 5,196 7,476 9,530 5,294 7,163 6,502 6,482 6,125 5,935 6,637 5,315 5,537 5,793 5,031 5,466 5,070 5,175 5,067 5,319 5,894 4,061 5,373 5,845 5,788 13,591 5,448

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com PS - Absolute Return PS - Absolute Return B PS - Aliseo A PS - Best Global Managers A PS - Best Global Managers B PS - Bond Opportunities PS - Bond Opportunities B PS - Inter. Equity Quant A PS - Inter. Equity Quant B PS - Liquidity PS - Market Neutral PS - Market Neutral B PS - Opportunistic Growth PS - Podium Flex A PS - Podium Flex C PS - Soprarno Global Macro A PS - Soprarno Global Macro B PS - Soprarno Relative Value A PS - Soprarno Relative Value B PS - Strategic Colibrì PS - Titan Aggressive PS - Titan Conservative PS - Valeur Income PS - Value PS - Value B 03/05 03/05 03/05 26/04 26/04 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 28/04 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 97,770 102,810 98,830 102,580 103,530 141,640 104,740 116,810 116,950 118,550 89,450 84,860 97,220 100,100 99,820 98,330 98,570 97,460 97,310 89,050 104,980 98,790 101,800 97,880 99,230 97,770 102,800 99,000 102,390 103,330 141,650 104,750 119,150 119,250 118,550 89,440 84,850 97,110 99,890 100,000 98,380 98,620 97,440 97,290 89,220 104,660 98,670 101,820 97,610 98,960

KAIROS INTERNATIONAL SICAV

Strategic Trend Inst. C Strategic Trend Retail C

27/04 EUR 27/04 EUR

103,520 103,180

103,480 103,150

EQUITY- I ABS- I

31/03 EUR 553088,382 560460,701 31/03 EUR 7385,717 7324,832 Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it Schroder International Selection Fund SICAV

Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com 28/04 USD 1334,856 1331,908 Bluesky Global Strategy A 28/04 EUR 1158,763 1157,127 Bond Euro A 28/04 EUR 1132,513 1130,926 Bond Euro B 28/04 EUR 1250,427 1248,604 Bond Risk A 28/04 EUR 1216,441 1214,682 Bond Risk B 1418,048 1419,424 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 28/04 EUR 1381,857 1383,213 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 28/04 EUR 28/04 EUR 1253,441 1251,473 European Equity A 28/04 EUR 1206,588 1204,711 European Equity B 27/04 111,094 111,005 Multiman. Bal. A EUR 27/04 EUR 112,494 112,401 Multiman. Bal. M 78,406 78,493 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 27/04 EUR 79,935 80,013 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 27/04 EUR 27/04 EUR 109,680 109,109 Multiman.Target Alpha A

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it Dividendo Arancio Convertibile Arancio Euro Arancio Bilancio Arancio Borsa Protetta Agosto Borsa Protetta Febbraio Borsa Protetta Maggio Borsa Protetta Novembre Inflazione Più Arancio Mattone Arancio Profilo Dinamico Arancio Profilo Equilibrato Arancio Profilo Moderato Arancio Top Italia Arancio 02/05 02/05 02/05 01/03 27/04 27/04 27/04 27/04 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 39,360 50,770 53,550 48,380 54,320 52,540 55,530 54,020 50,150 39,760 56,470 54,260 51,400 51,260 39,420 50,840 53,560 48,320 54,180 52,160 55,560 53,800 50,140 39,700 56,480 54,260 51,410 51,310

ASIAN OPP CAP RET EUR DYNAMIC GROWTH RET EUR EUROPEAN BOND CAP INST FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GRWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR

02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

8,438 861,642 902,697 1118,107 99,203 103,335 83,544 22,339

8,385 860,370 902,987 1117,176 99,005 103,332 83,692 22,345

DB Platinum
Agriculture Euro R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R3C E Croci Germany R1C A Currency Returns Plus R1C Dyn Aktien Pl R1C A Liq Alpha Euro4TotRet R1C A 27/04 27/04 28/04 27/04 27/04 27/04 28/04 27/04 28/04 27/04 27/04 26/04 26/04 26/04 20/04 27/04 20/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR JPY USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 90,660 175,670 99,940 992,260 121,420 92,080 97,190 6444,280 118,580 95,940 101,150 99,100 86,840 103,800 9403,990 106,640 10092,150 92,010 176,980 99,890 991,030 121,230 92,040 96,590 6364,930 118,520 96,250 101,130 99,160 86,790 103,670 9466,000 106,820 10037,510

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it

Numero Verde 800 255783 info@animasgr.it - www.animasgr.it Anima America Anima Asia Anima Convertibile Anima Emerging Markets Anima Europa Anima Fondattivo Anima Fondimpiego Anima Fondo Trading Anima Liquidità Anima Obbligaz Euro Anima Obiettivo Rend. Americhe Corporate Bd Emerging Markets Bd Emerging Markets Eq Europa Iniziativa Europa Italia Monetario Pacifico Pianeta Risparmio Sforzesco Tesoreria Valore Globale Visconteo Capitale Piu' C.Azionario Capitale Piu' C.Bilanc. 15 Capitale Piu' C.Bilanc. 30 Capitale Piu' C.Obbligaz. 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 4,504 6,273 6,391 10,579 4,526 14,577 19,528 13,965 6,694 7,189 5,949 9,140 7,546 6,428 7,380 13,926 7,682 16,332 12,197 4,888 9,523 7,550 10,191 6,947 20,554 35,849 4,935 5,388 5,234 5,489 4,515 6,223 6,390 10,597 4,511 14,568 19,523 13,935 6,692 7,187 5,955 9,182 7,547 6,429 7,384 13,913 7,660 16,335 12,197 4,860 9,538 7,551 10,193 6,945 20,553 35,841 4,933 5,386 5,231 5,488

Invesco Funds
Asia Balanced Fund Asia Consumer Demand Asia Consumer Demand E Asia Infrastructure Asia Infrastructure E Balanced-Risk Allocation Balanced-Risk Allocation E Em. Local Cur. Debt Em. Local Cur. Debt E Em. Local Cur. Debt A-Distr.M Energy Fund Euro Corp. Bond Euro Corp. Bond Euro Corp. Bond E Euro Corp. Bond A-Distr. M Euro Inflation-Linked Bond Global Total Return (EUR) Bond Gold & Precious Metals Gold & Precious Metals E Greater China Eq. Greater China Eq. E Pan European Eq. Pan European Eq. E Pan European Structured Eq. Pan European Structured Eq. E 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 USD USD EUR USD EUR EUR EUR USD EUR USD USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR USD USD JPY JPY USD USD 10,200 10,200 8,740 10,110 10,710 10,220 12,220 10,289 10,250 11,577 9,850 10,085 10,101 13,319 11,237 10,063 10,082 9,990 8,550 10,060 24,250 10,220 11,680 10,270 8,980 37,900 37,010 1678,000 653,000 42,060 19,790 1,121 1,665 1,000 10,160 10,150 8,670 10,040 10,610 10,200 12,200 10,309 10,201 11,606 9,700 10,089 10,089 13,303 11,253 10,023 10,080 9,870 8,430 10,050 24,160 10,150 11,600 10,210 8,930 37,670 36,780 1651,000 644,000 41,850 19,620 1,121 1,665 1,000

DB Platinum IV
Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Paulson Global R1C E Sovereign Plus R1C A Systematic Alpha Index R1C A

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 02/05 EUR 124,250 124,510 NM Augustum Beatrice Eq Fd A 02/05 EUR 165,450 165,420 NM Augustum Corp Bd A 02/05 EUR 133,060 133,040 NM Augustum High Qual Bd A 88,110 88,280 NM Augustum Pan European Eq A 02/05 EUR 02/05 EUR 129,740 129,670 NM Euro Bonds Short Term A 02/05 EUR 42,080 42,000 NM Euro Equities A 02/05 EUR 57,500 57,510 NM Global Equities A 104,690 104,660 NM Inflation Linked Bond Europe A 02/05 EUR 02/05 EUR 116,080 116,110 NM Large Europe Corp A 02/05 EUR 122,840 122,810 NM Previra World Cons A 02/05 EUR 78,150 78,180 NM Q7 Active Eq. Int. A 02/05 EUR 93,480 93,970 NM Q7 Alpha Balanced A 29/04 EUR 107,390 107,510 NM Q7 Globalflex A 29/04 EUR 115,320 115,190 NM Total Return Flexible A

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com 02/05 EUR 6,278 6,273 Nextam Bilanciato 02/05 EUR 4,896 4,891 Nextam Flessibile 02/05 EUR 6,066 6,064 Nextam Obblig. Misto

NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A AAM Pro Select I BInver International A BInver International I Citic Securities China A Citic Securities China I Fidela A Fidela I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A Italian Selection I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I Strategic A Strategic I 03/05 03/05 25/11 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 03/05 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 4,882 4,929 5,016 4,991 5,318 5,390 5,400 5,476 5,478 5,823 5,863 5,292 5,333 3,582 3,694 4,401 4,520 4,502 4,597 3,855 3,958 5,026 5,151 4,877 4,924 4,989 5,315 5,389 5,399 5,495 5,497 5,827 5,867 5,292 5,333 3,598 3,711 4,399 4,519 4,501 4,597 3,852 3,955 5,028 5,153

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Duemme Sicav
Asian Equities C Bond Euro Area C Bond Inflation Linked C Corporate Bond Euro C Dynamic Allocation Efficient Equity Opportunity C Euro Equities C Euro Investments C Flexible Strategies C Global Allocation C Global Convertible Plus Gov Bond Euro Medium Term C Italian Stocks Money Market C Private Equity Strategies C Revenues C Sector Investments Strategic Portfolio C Trading US Equities C Usa Short Term C 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 JPY EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD USD 6237,000 138,430 100,530 120,820 95,390 100,850 115,030 100,970 104,440 93,230 101,370 100,820 116,090 74,850 105,810 92,880 101,570 95,190 104,440 111,590 115,460 111,930 6240,000 138,310 100,270 120,750 95,330 100,800 115,110 100,770 104,560 93,090 101,340 100,980 116,000 74,750 105,760 92,720 101,490 95,060 104,300 111,610 115,240 111,930

Invesco Funds II
Global Small Cap Value R Global Value Eq. R Japanese Eq. Advantage R Japanese Value Eq. R US Small Cap Growth R US Value Eq. R

Invesco Stic
Euro Liquidity US Dollar Liquidity US Dollar Treasury 03/05 EUR 02/05 USD 02/05 USD

AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it Azimut Bilanciato Azimut Formula 1 Alp +20 Azimut Formula 1 Conserv Azimut Formula 1 Hi. Risk Azimut Formula 1 Low Risk Azimut Formula 1 Risk Azimut Garanzia Azimut Prev. Com. Crescita Azimut Prev. Com. Equilibrato Azimut Prev. Com. Garantito Azimut Prev. Com. Protetto Azimut Scudo Azimut Reddito Euro Azimut Reddito Usa Azimut Solidity Azimut Strategic Trend Azimut Trend America 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 24,460 6,359 6,417 7,029 6,636 6,695 12,344 9,838 10,978 9,853 11,501 7,595 15,514 5,444 7,869 5,301 9,739 24,431 6,352 6,411 7,018 6,631 6,683 12,337 9,817 10,964 9,845 11,494 7,588 15,508 5,444 7,864 5,290 9,726

Duemme Sgr
Duemme Hedge Dynamic Duemme Hedge Performance Duemme Hedge Protection 28/02 EUR 422409,666 419442,360 28/02 EUR 573785,185 571185,351 28/02 EUR 571669,214 566276,292

A rettifica di quanto pubblicato nell’edizione del 03/05/2011 i valori quota relativi alle classi I e A del comparto Nextam Partners Multimanager Emerging Markets Equity relativi alla data del 02/05/2011 sono rispettivamente 4.597 e 4.501 Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net Dynamic US Market Dynamic US Market EQQQ EQQQ EuroMTS Cash 3 Months FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap FTSE RAFI Dev. 1000 Fund FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm FTSE RAFI Emerging Mkts FTSE RAFI Emerging Mkts 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR USD EUR USD EUR EUR USD EUR EUR EUR USD 6,182 9,206 39,673 59,079 101,621 5,615 8,361 9,123 9,768 7,302 10,874 6,245 9,265 39,819 59,075 101,620 5,571 8,265 9,126 9,754 7,340 10,889

www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 29/04 EUR Eurizon Az Alto Divid Eur 29/04 EUR Eurizon Az Asia Nuove Econom.

27,081 11,190

27,008 11,211

Absolute Return EUR2 Absolute Return Italy Asia Opportunities EUR2 Asia Opportunities USD2

www.oysterfunds.com 29/04 EUR 29/04 EUR 29/04 EUR 29/04 USD

150,230 165,780 175,590 179,300

150,080 165,210 176,940 180,660

Asia Pacific Property Sec. A Asian Bond Abs.Re. A Asian Convertible Bd A Asian Convertible Bd A Hd Asian Equity Yield A Asian Smaller Companies A BRIC (BR,RU,IN,CH) A BRIC (BR,RU,IN,CH) A China Opportunities A Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A Em. Mkts Dbt Ab.Ret.EUR Hdg A Emerging Asia A Emerging Asia A Emerging Europe A Emerging Markets A Emerging Markets A Emerging Mkts Dbt Abs Ret A EURO Active Value A EURO Bond A EURO Corporate Bond A EURO Dynamic Growth A EURO Equity A EURO Government Bond A EURO Liquidity A EURO Short Term Bond A European Allocation A European Defensive A* European Dividend Max. A European Dividend Max. A European Equity Alpha A European Equity Yield A European Large Cap A European Smaller Comp A European Special Sit A Glb Emer Mkt Opps A Glb Emer Mkt Opps EUR A Global Bond A Global Convertible Bd A Global Convertible Bd A Hd Global Corp B Eur Hedge A Global Clim.ChgeEq.A hdg Global Clim.ChgeEq.A Global Corporate A Global Credit Duration A Global Div.Maximiser A Global Div.Maximiser A Global Energy A Global Equity A Global Equity Alpha A Global Equity Alpha A Global Equity Yield A Global Equity Yield A Global High Yield A Global HYield EUR Hedge A Global Infl L B USD Hed A Global Infl Linked Bond A Global Prop Securities A Global Prop. Sec. EUR Hdgd A Global Smal Companies A Greater China A Indian Equity A Italian Equity A Japanese Equity A Japanese Equity EUR Hdgd A Japanese Large Cap A Japanese Smal Companies A Latin American Fund A Latin American Fund A Middle East A Pacific Equity A Pacific Equity A QEP Global Quant Act Val A QEP Global Quant Act Val A Strategic B Euro Hedged A Strategic Bond A Swiss Equity A Swiss Equity Opps A Swiss Small & Mid Cap A UK Equity A US All Cap A US Dollar Bond A hdg US Dollar Bond A US Dollar Liquidity A US Large Cap A

02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05

USD USD USD EUR USD USD EUR USD USD EUR EUR EUR USD EUR EUR USD USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR USD USD EUR EUR EUR USD USD EUR USD USD USD USD EUR USD EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR USD USD USD EUR JPY EUR JPY JPY EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR USD CHF CHF CHF GBP USD EUR USD USD EUR

127,330 12,290 113,590 114,090 21,430 187,620 147,630 219,180 257,270 17,900 29,020 17,510 26,000 23,690 9,780 14,560 26,960 29,280 15,420 16,370 3,270 22,060 8,480 121,610 6,680 19,110 10,050 76,580 57,670 41,250 12,010 166,970 22,240 107,830 16,240 14,130 11,280 112,390 110,950 129,190 8,960 10,020 8,730 109,610 8,070 5,970 44,760 16,630 93,980 139,700 81,320 120,760 32,400 30,850 26,090 25,570 125,070 118,210 135,560 39,700 132,330 23,840 559,870 57,430 765,500 52,000 38,310 57,230 9,190 8,000 11,900 104,130 155,940 129,410 135,750 29,130 123,400 25,120 3,260 112,940 127,840 18,790 105,190 50,470

126,430 12,280 113,770 114,270 21,380 186,570 147,450 219,040 257,310 17,890 29,010 17,380 25,840 23,760 9,720 14,470 26,960 29,010 15,380 16,370 3,240 21,890 8,470 121,580 6,680 19,050 10,010 76,140 57,340 41,020 11,930 166,220 22,160 107,190 16,130 14,030 11,270 112,360 110,920 128,790 8,920 9,990 8,710 109,370 8,050 5,950 44,480 16,510 93,400 138,930 81,040 120,400 32,350 30,800 26,060 25,540 125,200 118,340 135,000 39,710 133,540 23,710 554,660 56,890 758,410 51,790 37,930 56,690 9,140 7,940 11,820 103,550 155,170 129,320 135,640 29,070 123,390 25,070 3,260 112,010 127,760 18,770 105,190 50,070

Tel. 02 - 430241 www.ubipramerica.it UBI Pr. Active Beta UBI Pr. Active Duration UBI Pr. Alpha Equity UBI Pr. Azionario Etico UBI Pr. Azioni Euro UBI Pr. Azioni Europa UBI Pr. Azioni Globali UBI Pr. Azioni Italia UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. UBI Pr. Azioni Pacifico UBI Pr. Azioni USA UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. UBI Pr. Euro B.T. UBI Pr. Euro Cash UBI Pr. Euro Corporate UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. UBI Pr. Obblig. Dollari UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. UBI Pr. Obblig. Globali UBI Pr. Obblig. Globali Corp. UBI Pr. Portafoglio Aggressivo UBI Pr. Portafoglio Dinamico UBI Pr. Portafoglio Moderato UBI Pr. Portafoglio Prudente UBI Pr. Privilege 1 UBI Pr. Privilege 2 UBI Pr. Privilege 3 UBI Pr. Privilege 4 UBI Pr. Privilege 5 UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico UBI Pr. Total Return Prudente 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 29/04 EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR 4,707 5,658 5,059 5,239 5,989 6,186 4,619 5,204 11,401 6,600 4,201 5,988 6,787 7,320 7,922 6,940 4,779 9,564 5,618 7,040 5,389 5,619 5,906 6,090 5,619 5,679 5,621 5,457 5,284 5,088 5,113 4,982 10,532 4,705 5,654 5,058 5,228 5,978 6,168 4,613 5,198 11,384 6,606 4,183 5,982 6,783 7,319 7,917 6,931 4,777 9,550 5,610 7,032 5,383 5,614 5,901 6,086 5,610 5,667 5,609 5,447 5,273 5,087 5,112 4,981 10,528

www.vitruviussicav.com Asian Equity B Asian Equity B Capital Opportunities Capital Opportunities Hdg Emerg Mkts Equity Emerg Mkts Equity Hdg European Equity Greater China Equity Greater China Equity Growth Opportunities Growth Opportunities Hdg Italian Equity Japanese Equity Japanese Equity Hdg Reserve Liquidity Swiss Equity Swiss Equity Hdg US Equity US Equity Hdg 29/04 29/04 02/05 02/05 02/05 02/05 28/04 29/04 29/04 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 02/05 EUR USD USD EUR USD EUR EUR EUR USD USD EUR EUR JPY EUR EUR CHF EUR USD EUR 80,980 112,500 100,410 94,130 491,340 485,770 227,160 90,110 128,090 57,850 64,290 92,390 95,430 125,750 118,130 115,620 87,530 120,540 135,110 80,820 112,270 100,510 94,240 489,750 484,250 226,820 90,230 128,270 58,010 64,470 92,340 94,120 124,020 118,130 115,640 87,540 120,880 135,500

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Quota/od. = Quota odierna
132DCA7B

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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

italia: 515050585854

Economia/Mercati Finanziari 49

Piazza Affari BATTUTA D’ARRESTO TOD’S IN CONTROTENDENZA
di GIACOMO FERRARI

Sussurri & Grida

Bankitalia rilancia, più deleghe di voto alla Pop Milano
(s.bo.) La Banca d’Italia insiste: la Bpm deve aumentare le deleghe di voto per ciascun socio. Non basta l’aumento da due a tre approvato in assemblea. Via Nazionale non precisa il numero ottimale ma ieri con una nuova lettera al consiglio della Popolare inoltra una nuova sollecitazione. Anche perché il board della Popolare di Milano che si è riunito il 19 aprile aveva deciso, oltre all’aumento di capitale fino a 1,2 miliardi, aveva deciso di integrare il piano industriale con alcune proposte fra le quali portare le deleghe da due a cinque. Decisione che avrebbe portato la Bpm a condividere con il Creval il livello record fra le Popolari. Bankitalia insiste probabilmente perché, nonostante sia in previsione l’aumento delle deleghe effettivamente a quota cinque in occasione della prossima assemblea straordinaria sull’aumento di giugno, è noto ci siano resistenze interne al provvedimento. E ieri, nel consiglio straordinario di messa a punto che precede quello già prefissato del 12, i consiglieri hanno esaminato le nuove linee del piano industriale da introdurre in coerenza con le indicazioni di Bankitalia: le aree principali di intervento vanno dalla struttura del gruppo (di cui è prevista la «semplificazione», quindi l’accorpamento in Bpm di Legnano, Mantova e Alessandra) al peso dell’immobiliare. Dopo le dimissione del direttore generale Fiorenzo Dalu, all’ordine del giorno del board del 12 maggio ci sono anche «provvedimenti sulla direzione». In pole position per la successione a Dalu resta l’attuale condirettore generale Enzo Chiesa. Per Bpm, comunque, il calendario dei lavori si conferma serrato. Dopo la riunione del 12, che secondo le attese fisserà anche l’importo esatto dell’aumento di capitale, ne è già stata convocata un’altra per il 17 maggio, in cui i responsabili della struttura Bpm faranno una relazione al board sui rilievi di Bankitalia.
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parte Londra, che ieri ha chiuso in leggero rialzo alla ripresa delle contrattazioni dopo due sedute di stop per festività, tutte le Borse europee hanno vissuto una giornata priva di spunti e con gli indici in calo. Alcune trimestrali inferiori alle attese e i timori di reazioni terroristiche all'uccisione di Osama Bin Laden hanno frenato gli investitori. A Piazza Affari il Ftse-Mib ha ceduto lo 0,37% nonostante il buon andamento di alcuni dei 40 titoli che compongono l’indice. Diasorin, per esempio, ha guadagnato il 3,58% grazie alle aspettative del mercato per una trimestrale particolarmente positiva (i conti saranno resi noti il 13 maggio prossimo). Nel comparto del lusso spicca poi il progresso (+1,95%) di Tod’s, mentre Impregilo è cresciuta dell’1,63% e StMicroelectronics (+1,52%) ha beneficiato degli ottimi risultati della tedesca Infinenon. Parmalat, infine, nel giorno in cui il cda ha valutato la congruità dell’Opa di Lactalis, è rimbalzata dell’1,33%. A controbilanciare i segni positivi ci sono le flessioni di Tenaris (-2,99%) sulla scia del calo dei prezzi petroliferi, e di Fiat (-2,07%), penalizzata dalla nuova riduzione in aprile della quota di mercato auto in Italia.
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A

anche dello Stato. E Unicredit vuole essere sicura che le varie infrastrutture — indispensabili per il rilancio — siano realizzate. Il Pd è sul piede di guerra: «Intanto il governo sblocchi i fondi per la piattaforma logistica a Trieste e il piano regolatore del porto di Monfalcone» chiede l’eurodeputata Debora Serracchiani. Il Cipe è chiamato in causa. Anche Venezia sta aspettando che gli sblocchi i fondi per il terminal off-shore.
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(fr.bas.) Forse oggi è la volta buona. È atteso un incontro tra governo e Unicredit per fare il punto della situazione in vista dell’accordo tra Stato e Regione Friuli Venezia Giulia per la realizzazione della piattaforma logistica di Trieste e Monfalcone. In sintesi, Unicredit vorrebbe delle garanzie prima di investire 750 milioni di euro. Perché la partita dei porti del Nord Adriatico è complessa, c’è Venezia che spinge con il suo terminal off-shore per restare leader e c’è sull’altra sponda Capodistria (dove è sempre interessata Unicredit) che vorrebbe fare scacco matto. La prima riunione a febbraio è saltata per un disaccordo nell’esecutivo, il ministro veneto Renato Brunetta si sarebbe messo di traverso per difendere Venezia, il pugliese Raffaele Fitto in nome dei porti del Sud. La Regione autonoma vuole il progetto ma non può fare tutto da sola, servono alcuni via libera

Unicredit bussa al governo per il Slitta la sentenza Cir-Fininvest porto di Trieste (f.d.r.) Slitta la sentenza d’Appello sull’affaire Mondadori. I 60 giorni canonici sono scaduti e oggi, in teoria, i giudici avrebbero dovuto depositare la sentenza della causa tra Cir e Fininvest sull’affaire Mondadori. Il termine non è tassativo e la Corte ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario. La sentenza potrebbe arrivare a fine maggio. Bisognerà quindi attendere ancora perché venga scritta la parola fine a una vicenda che sembrava conclusa nel 1991 e che invece due anni fa il giudice Raimondo Mesiano ha riaperto condannando la Fininvest al pagamento di 750 milioni di euro alla Cir per il danno subito all’epoca della spartizione dell’impero di Segrate. Danno che i periti del Tribunale avevano poi ridotto del 18%, ma che in ogni caso rappresenta una posta importante sia per Berlusconi sia per De Benedetti. Non solo dal punto di vista finanziario.
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Nome Titolo Tel.
A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aedes 14w *.....................(WAE14) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Milano 13w .......(WPMI13) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano *.......................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Bulgari ..................................(BUL) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It *..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Camfin .................................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito' .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)
0,810 1,222 8,690 4,506 37,890 1,402 1,159 11,970 0,167 0,031 0,839 0,198 0,553 4,050 10,400 0,521 0,289 0,025 0,289 1,712 5,685 16,610 9,745 11,360 22,260 8,560 3,944 11,440 5,185 8,330 5,850 2,018 — 2,670 1,491 50,750 1,635 2,748 0,465 4,104 2,758 2,302 0,570 3,108 0,364 3,770 3,562 8,380 9,280 0,497 0,675 5,470 0,765 1,400 0,382 1,910 7,470 — — 2,300 27,910 1,259 — 9,220 0,153 12,300 0,354 1,420 10,240 5,865 3,994 3,266 1,220 2,030 1,700 0,411 0,077 4,866 0,228 4,028 18,800 1,632 0,241 7,800 2,182 3,010 0,273 0,123 0,273 0,670 1,746 0,430 1,210 0,776 0,335 1,020 1,330 23,400 4,622 -1,76 -0,65 +0,46 +0,58 -0,63 +0,14 -1,36 -1,97 -2,51 -3,14 -1,35 -1,00 -1,78 -2,22 -0,86 -1,42 -2,59 -1,20 +1,51 +0,41 -1,98 -0,06 -0,41 — -0,13 -0,35 -1,20 +0,09 -1,33 +1,09 +0,26 +0,60 — -1,11 +0,13 +0,50 +0,49 +1,78 -1,36 -3,07 -1,85 — +1,79 +0,91 -2,85 -1,31 +0,79 -0,36 -0,22 +10,43 -0,07 -0,18 +2,00 +0,07 -1,04 -2,50 +2,61 — — -0,86 — +0,16 — -0,27 -0,97 +0,16 +0,83 -0,70 -1,44 -0,93 +3,15 -0,31 +0,83 -0,49 -0,87 +0,07 +1,18 +0,16 -2,56 -0,98 -0,95 +0,06 -0,04 +0,26 +0,09 -1,31 -0,73 +0,99 — -0,30 -0,34 -2,27 -0,25 -0,77 +2,20 -1,54 +0,38 -1,39 -0,64 -23,27 +16,60 -0,69 +24,22 -13,87 -2,30 +7,02 +10,53 -13,28 -26,49 +65,06 +11,64 +4,64 +7,14 -2,89 +10,39 -18,05 -3,52 -36,04 +8,29 +14,73 +7,30 -8,50 +11,26 -2,37 +24,24 +4,89 +24,89 -1,98 -12,32 -5,65 -18,13 — -4,64 -2,87 +4,42 +4,14 -0,97 -6,26 -1,82 -9,57 -13,62 -52,50 -9,78 -17,25 -6,91 -4,05 +6,35 -1,80 +23,66 -1,82 +9,40 +19,27 +1,45 +7,94 +44,70 +38,85 — — +7,85 -5,16 -2,48 — +17,53 +9,91 +50,55 -9,26 +21,99 +17,90 +7,61 -2,47 +20,41 +5,45 +14,75 -1,11 +10,09 +16,49 -0,18 -9,34 +3,61 -1,83 -0,55 -12,03 +25,60 +3,29 +22,86 +8,12 -6,99 -7,91 +2,92 +27,17 -4,66 -8,82 +15,22 -9,19 +2,20 +2,47 +13,70 -1,08 0,733 1,001 7,770 3,628 37,890 1,350 1,040 10,830 0,167 0,030 0,477 0,158 0,478 3,598 9,700 0,472 0,289 0,025 0,285 1,527 4,670 15,270 9,255 9,600 21,750 6,745 3,710 8,955 4,940 8,150 5,730 1,880 — 2,478 1,480 47,680 1,470 2,590 0,465 4,104 2,758 2,272 0,540 3,080 0,358 3,700 3,534 7,400 8,710 0,380 0,653 4,600 0,633 1,330 0,351 1,286 5,010 — — 2,100 27,910 1,230 — 7,725 0,135 7,280 0,331 1,053 7,960 4,902 3,780 2,685 1,120 1,749 1,655 0,329 0,056 4,438 0,228 3,723 17,760 1,450 0,157 5,965 2,030 2,400 0,253 0,119 0,261 0,651 1,337 0,425 1,185 0,647 0,248 0,949 1,279 20,300 4,263

Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
3,192 — 0,210 0,081 1,201 0,911 3,844 1,015 21,650 12,240 5,835 8,605 1,528 33,870 1,299 2,590 21,500 0,842 1,097 1,389 14,310 1,643 4,600 4,804 1,951 1,321 23,800 17,820 10,040 0,967 0,442 0,023 0,112 5,895 2,280 — -0,31 — -7,69 — -1,72 -0,11 -0,41 -2,96 +0,14 +0,74 -0,26 -0,52 -1,42 +3,58 +9,16 +0,39 +1,03 +2,31 -0,90 +0,14 +0,07 +0,18 +1,55 -0,25 -1,37 — -1,24 -1,00 +0,55 -0,05 +0,20 -4,56 -0,18 +3,06 -3,14 — -3,64 — -7,08 -16,75 +11,62 -7,79 -21,39 +20,83 -10,54 -7,06 -3,79 +47,35 +32,87 +7,35 -15,10 -11,15 +39,79 -2,72 -10,16 +5,39 +13,03 +14,10 +4,19 +27,26 +24,11 +6,19 +10,75 +8,53 -3,00 +0,52 -9,34 -22,03 -15,79 +4,15 +21,93 — 3,063 — 0,220 0,078 1,052 0,906 3,640 0,819 20,240 10,990 5,690 5,820 1,125 30,170 1,150 2,442 15,040 0,736 1,097 1,285 12,410 1,435 4,220 3,692 1,563 1,217 21,140 16,340 9,620 0,960 0,432 0,021 0,112 5,390 1,860 — 3,695 752,1 — — 0,281 — 0,161 13,0 1,295 40,3 1,000 137,0 5,020 62,3 1,111 84,6 24,580 884,5 13,690 492,9 6,540 343,6 8,650 1286,7 1,600 473,9 36,090 1868,0 1,573 17,9 3,265 20,0 22,380 240,6 0,907 4315,9 1,287 120,5 1,539 60,1 15,140 68,8 1,768 103,7 4,600 125,7 4,832 45203,8 2,048 9827,5 1,377 23,5 24,320 298,9 18,420 71597,0 10,440 1506,0 0,973 91,8 0,498 42,1 0,029 — 0,143 — 6,275 307,1 2,426 81,7 — —

Borse Estere
indici

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
1,249 1,231 8,750 4,506 44,140 1,477 1,192 12,500 0,231 0,049 0,980 0,281 0,582 4,372 11,200 0,596 0,384 0,029 0,453 1,712 5,960 16,900 10,970 11,360 24,380 8,630 4,080 11,490 5,585 9,895 6,600 2,753 — 3,100 1,660 50,850 1,812 2,780 0,522 4,260 3,210 3,163 1,254 3,455 0,440 4,120 3,750 9,300 9,950 0,505 0,732 5,515 0,765 1,450 0,425 1,980 7,810 — — 2,320 31,430 1,349 — 9,280 0,173 12,300 0,409 1,460 10,760 6,090 4,447 3,276 1,399 2,118 1,945 0,411 0,078 4,945 0,411 4,468 20,310 1,750 0,322 7,800 2,340 4,100 0,305 0,150 0,296 0,777 1,770 0,520 1,440 0,784 0,371 1,069 1,461 24,770 5,505 109,1 3834,7 1849,0 246,8 160,1 50,6 89,6 111,8 122,3 — 89,9 21,7 245,5 898,3 1249,6 23,5 68,7 31,6 24,8 399,3 560,8 9964,3 2479,1 998,0 96,5 1222,5 43,0 1268,6 276,0 2099,3 1798,5 3555,7 — 162,7 26,5 — 2639,5 478,9 168,8 651,7 209,2 956,0 — 92,3 250,5 443,3 46,6 — 61,3 33,3 135,0 1002,6 1462,7 13,1 28,7 65,1 202,6 — — 59,6 156,9 55,8 — 616,0 121,0 3716,9 3,7 149,5 1704,3 239,0 35,4 256,6 15,1 242,9 212,7 275,0 — 2792,5 11,6 185,6 1020,5 20,0 — 130,7 345,0 30,2 22,1 19,3 24,8 120,9 1374,2 44,9 25,7 556,7 21,3 47,8 377,4 1440,7 1535,4

Nome Titolo

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz A New York valori espressi in dollari, a Londra Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni in pence, a Zurigo in franchi svizzeri (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
2,596 1,464 2,684 3,250 0,145 5,190 2,832 6,870 6,200 8,850 0,431 1,276 — 1,041 0,539 0,610 0,755 9,000 2,420 15,650 0,221 0,048 0,019 0,175 0,831 1,296 0,828 1,695 2,790 7,195 20,280 0,495 0,097 0,244 1,230 22,180 0,397 7,795 5,025 12,930 38,200 — 1,648 10,500 7,950 0,585 0,081 1,055 7,070 — 8,585 2,428 4,218 — 2,794 5,800 0,076 1,950 0,502 — 7,990 1,469 0,250 0,850 1,013 0,200 0,310 0,874 16,560 3,412 3,720 0,620 0,078 0,002 91,500 1,497 10,680 9,130 6,060 0,001 — 1,726 2,022 0,535 0,021 0,411 0,022 4,780 — 1,420 4,472 4,038 12,230 3,200 5,690 0,755 0,700 +1,33 +25,41 +1,10 +38,51 -0,07 +10,79 +1,88 -2,03 — -33,79 -2,26 +34,81 -1,32 +46,74 -1,58 +11,98 — +8,77 -1,67 -2,59 -0,78 -12,03 -0,08 +31,75 — — — +0,10 +1,60 +18,33 -1,45 -20,26 +1,62 +0,27 +2,86 +24,14 — +53,26 -0,70 +21,32 -1,47 -6,62 +0,42 +5,25 — +38,52 +0,29 -6,00 -2,12 -1,89 -1,29 +23,66 +1,97 +13,98 +0,89 -16,50 +0,58 +15,53 -0,28 +1,48 -1,07 +2,58 +1,14 +39,46 +2,43+120,68 +0,66 +10,22 -2,30 -11,64 -0,76 -12,30 +0,61 +20,09 +0,13 +14,63 -3,37 +1,52 +0,78 -5,76 -0,68 +1,38 — — -1,79 +3,00 +2,94 +4,79 -0,13 +5,02 -0,09 -8,17 +0,87 -0,49 +0,96 +28,66 -0,91 +18,82 — — — +18,25 +0,08 -8,20 -0,57 +13,46 — — +0,50 +11,54 +2,84 +17,17 -1,04 -0,26 -0,36 +13,70 +0,10 +2,45 — — +1,52 -0,62 -0,07 +4,63 — +13,59 -10,62 +24,54 -0,59 +3,26 -0,20 -16,38 — -3,88 +0,29 +6,33 -2,99 -10,49 — +6,96 -0,21 +1,92 -2,13 -4,25 -0,64 -2,62 — -13,04 +1,95 +23,87 -0,13 +4,25 -1,66 -1,66 +2,30 +69,07 +0,66 -8,73 +20,00 -80,65 — — -0,23 +8,96 -0,69 +5,59 -1,47 +14,19 — -11,86 -0,99 +13,51 -2,25 -5,65 +1,49 +14,42 — — — +8,07 +0,72 +11,80 +0,05 +12,64 -2,00 +23,41 — -40,19 +2,15 +17,62 -1,69 +63,60 -1,13 +37,97 2,035 1,035 2,260 3,024 0,144 3,538 1,878 5,580 5,250 8,565 0,430 0,892 — 0,967 0,429 0,527 0,677 6,965 1,200 12,750 0,221 0,044 0,010 0,162 0,824 1,017 0,717 1,680 2,300 6,605 19,100 0,344 0,031 0,211 1,080 21,420 0,313 6,795 4,925 11,600 33,560 — 1,575 9,750 7,210 0,499 0,069 0,725 5,750 — 7,060 2,378 3,668 — 2,263 4,930 0,071 1,675 0,468 — 7,865 1,400 0,195 0,493 0,967 0,179 0,280 0,812 15,700 3,100 3,490 0,614 0,071 0,002 71,950 1,436 8,710 5,360 5,700 0,000 — 1,474 1,790 0,458 0,019 0,354 0,020 4,140 — 1,281 3,980 3,513 8,150 2,830 4,780 0,445 0,469 2,600 1,554 2,686 3,813 0,245 7,100 2,910 7,025 6,200 10,110 0,490 1,280 — 1,205 0,593 0,792 0,766 9,400 2,957 15,950 0,248 0,058 0,019 0,188 0,887 1,354 0,880 2,078 2,890 7,240 21,490 0,607 0,183 0,293 1,392 25,300 0,400 8,500 6,180 13,720 38,520 — 2,022 10,700 8,100 0,640 0,095 1,055 7,350 — 8,780 2,773 4,242 — 2,950 5,800 0,096 2,016 0,573 — 9,645 1,590 0,473 0,951 1,144 0,239 0,400 1,025 18,510 3,418 3,780 0,712 0,090 0,003 92,400 1,499 11,340 9,395 7,875 0,003 — 1,997 2,150 0,548 0,024 0,419 0,025 4,780 — 1,520 4,498 4,064 12,480 5,350 5,690 0,831 0,785 4501,7 — 993,9 48,5 — 158,2 141,6 3269,3 75,2 10,6 57,7 177,8 — 31,9 448,7 250,6 139,2 76,6 — 3366,2 83,9 22,4 — 48,1 26,6 956,0 24,2 76,2 65,4 1505,1 188,4 79,2 — 196,8 14,3 257,2 36,4 113,6 37,6 734,9 16875,9 — 1579,0 102,4 441,5 80,6 155,9 0,7 115,1 — 1952,5 283,7 15100,6 — 325,2 520,4 32,3 926,3 42,4 — — 195,9 — 39,5 13697,6 288,4 1,7 5263,8 — 6880,7 103,3 67,1 144,8 — 2788,1 45,8 679,4 24,0 3858,6 — — 33250,0 48,9 1134,1 — 536,9 — 49,6 — 42,1 194,9 270,8 650,1 3,1 452,8 18,5 2,4
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 03-05 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 360,42 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 125,02 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2749,77 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 292,26 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 3000,39 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 282,43 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2651,58 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2387,22 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 23633,25 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 27801,21 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 6082,88 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . 10825,60 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 405,57 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 3153,57 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4854,66 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 13692,37 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2872,45 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6510,61 selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 03-05 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 106,35 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58,55 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43,67 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63,37 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 4,41 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 43,25 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 13,38 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . 11,31 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 15,21 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 63,23 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,37 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,60 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97,39 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 121,45 PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 03-05 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,67 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99,60 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43,72 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,21 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53,45 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,19 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,85 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,50 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 71,45 Crédit Agricole. . . . . . . . . . . . . . . . 11,12 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,26 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 15,77 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,81 L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86,59 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66,44 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,77 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,98 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,94 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 53,90 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 45,57 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 52,51 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,76 NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 03-05 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 198,45 American Express . . . . . . . . . . . . . 49,90 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 348,20 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,88 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 12,60 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79,51 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,81 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 113,27 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 17,41 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,52 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 67,88 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 84,70 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 40,51 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,47 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,62 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,38 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 20,64 General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 32,99 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 151,87 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 40,33 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61,80 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172,87 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 4,36 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23,23 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 66,26 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45,92 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 79,89 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 33,26 McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 78,94 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,41 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,81 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 66,66 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 25,72 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 81,66 Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 111,64 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20,44 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 65,71 Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 34,80 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,21 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 47,48 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 43,07 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84,32 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,19 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,92 LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 03-05 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 279,43 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 3115,00 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 3060,84 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 847,00 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 285,23 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458,35 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 194,30 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1326,29 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1313,96 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 384,40 Pearson Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1149,00 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 774,39 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 633,99 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 137,55 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 41,70 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1904,21 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1987,00 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 172,30 ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 03-05 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,20 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,35 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,06 var.% +0,42 +0,72 -1,18 -1,66 -0,68 -2,14 +0,15 +0,35 +0,23 -0,39 -2,16 +0,10 -0,45 -0,08 var.% -1,81 -0,40 -1,16 +0,36 +0,11 +0,23 -0,44 +0,11 -0,04 -1,29 -0,03 -0,57 -1,04 +0,45 -0,85 -0,28 -0,49 +0,57 +0,04 +0,39 -0,17 -0,66 var.% -1,36 +0,50 +0,55 +2,15 +2,11 -0,03 +2,00 -0,96 -0,97 +0,67 +0,24 +0,18 -2,01 -1,28 -1,55 -0,45 +0,78 +2,52 +0,38 +0,62 +0,42 +0,42 -4,39 +1,40 +0,08 +1,64 +1,46 +0,67 +0,38 +0,28 +0,58 -0,48 -1,19 -0,71 -3,54 -2,76 +0,81 -0,60 -0,06 +1,47 -0,46 -1,86 +0,79 -1,21 var.% -0,24 -0,18 +2,37 +0,59 +1,04 -0,91 -2,14 -0,77 +2,42 +0,65 -0,93 -0,17 +0,18 -1,17 -0,04 +0,56 +0,33 +2,32 +0,41 var.% +0,18 +0,10 -0,23 var.% -0,32 +0,01 -0,67 -0,40 -0,28 -0,53 -0,33 -0,44 -0,37 -0,87 +0,21 -0,48 -1,73 -0,83 -0,85 -1,74 +0,21 -0,52

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D'Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De'Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT * ..................................(DMT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enel Green Pw....................(EGPW) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Erg........................................(ERG) Erg Renew ............................(EGR) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital 11w ................(WECA) Ergy Capital 16w ............(WECA16) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Eutelia ...................................(EUT)

Il Sole 24 Ore ........................(S24) 1,317 -0,75 -5,59 1,300 1,510 57,4 Ima * .....................................(IMA) 14,760 +0,96 -1,40 13,850 15,200 542,1 Immsi ....................................(IMS) 0,865 -1,76 +4,16 0,780 0,910 298,7 Impregilo................................(IPG) 2,364 +1,63 +10,21 2,047 2,462 955,9 Impregilo rnc........................(IPGR) 8,040 — +3,74 7,355 8,200 13,0 Indesit....................................(IND) 8,830 -2,05 +7,75 7,700 9,015 1017,3 Indesit rnc ...........................(INDR) 7,340 +0,96 +6,61 6,640 7,340 3,7 Intek.......................................(ITK) 0,516 -0,67 +31,00 0,394 0,520 67,6 Intek 11w ..........................(WIT11) 0,025 +3,32 -0,40 0,022 0,029 — Intek r ................................(ITKRP) 0,807 +7,60 +17,81 0,660 0,815 4,5 Interpump * ..............................(IP) 5,995 -1,24 +4,53 5,360 6,175 584,2 Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,783 -3,33 +17,39 0,630 0,874 — Intesa Sanpaolo......................(ISP) 2,228 +0,27 +8,42 1,891 2,590 26392,0 Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,930 +0,05 +6,98 1,695 2,245 1799,3 Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,014 — +9,68 0,012 0,019 17,1 Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) — — — — — — Irce *......................................(IRC) 2,260 -2,16 +42,23 1,528 2,310 64,0 Iren ........................................(IRE) 1,393 +0,22 +10,91 1,184 1,395 1643,8 Isagro * ..................................(ISG) 3,874 -1,42 +11,40 3,368 3,940 68,7 IT WAY * ................................(ITW) 2,148 -2,45 -16,56 1,824 2,764 18,0 Italcementi................................(IT) 7,280 -0,82 +10,30 5,895 7,650 1291,5 Italcementi rnc .......................(ITR) 3,776 -1,15 +3,52 3,350 3,886 398,8 Italmobiliare...........................(ITM) 29,000 -0,72 +12,67 25,100 29,900 646,1 Italmobiliare rnc...................(ITMR) 18,400 +0,11 +2,85 17,290 19,730 296,8 Italy 1 Invest w ...................(WIT1) 0,750 -4,82 — 0,510 0,788 — Italy 1 Invest...........................(IT1) 9,550 +0,10 — 8,768 9,950 141,3 J Juventus FC * ...............(JUVE) 0,848 +1,62 -11,21 0,780 0,986 170,5 58,8 K K.R.Energy......................(KRE) 0,061 -0,33 -12,01 0,058 0,074 K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,016 — -21,95 0,016 0,024 — Kerself ..................................(KRS) 2,738 -0,44 -21,27 2,660 3,700 47,8 Kinexia..................................(KNX) 1,883 -0,89 -11,80 1,800 2,135 40,3 KME Group ...........................(KME) 0,364 -0,27 +10,26 0,325 0,391 162,0 KME Group 09w.............(WKME09) 0,011 -4,35 -37,85 0,010 0,021 — KME Group 11w.............(WKME11) 0,009 — -36,62 0,008 0,017 — KME Group rnc ...................(KMER) 0,712 +0,71 +22,44 0,576 0,724 31,0 61,3 L La Doria *..........................(LD) 1,996 -1,09 +6,62 1,849 2,068

Exor ......................................(EXO) Exor prv.................................(EXP) Exor risp................................(EXR) Exprivia *...............................(XPR) F Falck Renewables * ........(FKR) Fiat............................................(F) Fiat Ind. priv............................(FIP) Fiat Ind. risp ...........................(FIR) Fiat Industr................................(FI) Fiat prv....................................(FP) Fiat rnc....................................(FR) Fidia * ...................................(FDA) Fiera Milano * .........................(FM) Finarte C.Aste .......................(FCD) Finmeccanica........................(FNC) FNM .....................................(FNM) Fondiaria-Sai .........................(FSA) Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) Fullsix....................................(FUL) G Gabetti Pro.S. .................(GAB) Gabetti Pro.S. 13w .........(WGAB13) Gas Plus................................(GSP) Gefran * ..................................(GE) Gemina ................................(GEM) Gemina rnc ........................(GEMR) Generali ....................................(G) Geox .....................................(GEO) Gewiss .................................(GEW) Greenvision ............................(VIS) Gruppo Coin..........................(GCN) Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) Gruppo Minerali M...............(GMM) H Hera...............................(HER) I I Grandi Viaggi .................(IGV) IGD *......................................(IGD)

24,560 20,810 19,100 1,025 1,533 7,330 5,950 6,150 9,930 5,825 5,780 3,702 4,310 — 9,175 0,470 6,140 3,620 2,880 0,128 — 3,730 4,802 0,707 1,004 16,140 4,738 5,100 4,446 6,900 2,080 — 1,713 1,057 1,643

-0,28 -1,48 -0,76 +10,69 -1,55 +2,14 -1,35 +7,50 -1,54 -8,47 -2,07 +4,34 -1,16 -4,80 -0,89 -0,49 -0,35 +10,33 -1,44 +10,11 -1,70 +9,37 +0,05 +0,39 +0,84 -0,92 — — +0,60 +6,56 +0,73 -6,93 -1,21 -3,00 -2,74 -9,39 +6,12+161,82 -1,54 -41,86 — — -1,84 -5,57 -0,17 +7,19 +1,00 +30,93 -0,69 +5,68 -0,12 +12,08 -0,80 +37,63 +0,20 +26,71 +1,05 -5,35 -0,72 -11,31 -1,14 +21,57 — — +0,18 +10,52 -1,95 +28,98 +0,67 +11,77

19,060 15,390 13,880 0,948 1,200 5,870 5,750 5,745 8,685 4,720 4,710 3,495 4,100 — 8,500 0,467 5,805 3,466 1,071 0,126 — 3,730 4,230 0,532 0,925 13,810 3,377 3,940 4,340 6,615 1,615 — 1,528 0,776 1,445

25,760 3928,8 21,250 1587,7 19,400 175,5 1,155 53,6 1,758 448,3 8,050 7983,2 7,415 614,8 7,395 491,1 10,660 10831,7 6,385 594,0 6,375 457,9 4,140 19,0 4,500 182,7 — — 9,865 5297,2 0,515 117,9 7,565 764,9 4,560 155,8 3,262 32,0 0,245 32,7 — — 4,160 168,5 5,250 68,3 0,707 1032,4 1,170 3,8 16,990 25092,3 4,776 1227,0 5,100 611,0 4,835 25,8 7,870 967,4 2,104 856,7 — — 1,718 1902,7 1,078 47,2 1,660 507,0

Landi Renzo *..........................(LR) 2,434 +0,33 -18,39 2,112 3,015 272,5 Lazio .....................................(SSL) 0,583 -5,82 -23,39 0,459 0,761 39,8 Lottomatica ...........................(LTO) 15,440 +0,59 +64,08 8,925 15,440 2645,7 Luxottica ...............................(LUX) 22,510 +0,90 -1,75 21,310 23,490 10426,0 M Maire Tecnimont ..............(MT) 2,768 -1,28 -17,80 2,650 3,638 895,5 Management e C. .................(MEC) 0,215 -0,05 +0,37 0,208 0,221 101,9 Marcolin ...............................(MCL) 5,390 -0,19 +18,01 4,084 5,400 332,8 MARR * ..............................(MARR) 8,895 -0,39 +1,77 8,080 8,930 593,2 Mediacontech ......................(MCH) 2,130 -0,28 -9,36 2,100 2,470 39,5 Mediaset ................................(MS) 4,474 -1,15 -1,56 4,280 4,923 5304,8 Mediobanca............................(MB) 7,725 +0,32 +14,28 6,555 8,010 6635,9 Mediolanum .........................(MED) 3,946 -0,60 +26,17 3,092 4,084 2891,9 Meridiana Fly........................(MEF) 0,077 -0,13 +70,80 0,043 0,092 106,9 Meridie ...................................(ME) 0,257 +0,59 -25,00 0,248 0,358 13,0 Meridie 11w ....................(WME11) 0,010 +2,04 -44,13 0,009 0,018 — Mid Industry Cap ...................(MIC) 10,400 — +4,00 9,365 10,730 39,3 Milano Ass...............................(MI) 0,998 -0,20 -16,46 0,902 1,405 555,8 Milano Ass. rnc......................(MIR) 1,085 -2,69 -18,79 1,060 1,487 33,6 Mirato * ................................(MRT) — — — — — — Mittel.....................................(MIT) 2,790 +1,01 -9,12 2,530 3,197 197,3 MolMed ...............................(MLM) 0,594 +3,04 +45,05 0,381 0,623 123,5 Mondadori..............................(MN) 2,834 +0,07 +5,16 2,376 2,868 735,6 Mondo HE.............................(MHE) 0,667 -0,45+320,55 0,157 0,720 13,9 Mondo Tv * ...........................(MTV) 6,670 +0,68 +41,24 4,690 7,200 29,3 Monrif..................................(MON) 0,413 -1,15 +2,86 0,399 0,460 59,8 Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,909 -0,66 +5,82 0,794 1,016 4978,3 Montefibre ..............................(MF) 0,140 -0,14 -7,36 0,135 0,170 18,2 Montefibre rnc....................(MFNC) 0,292 — -1,02 0,279 0,321 7,6 Monti Ascensori....................(MSA) 0,650 -0,76 -23,35 0,645 0,848 8,6 Mutuionline *........................(MOL) 5,050 +0,10 +2,43 4,797 5,579 199,6 N Nice *............................(NICE) 2,874 -1,10 -5,54 2,860 3,400 335,8 Noemalife .............................(NOE) 6,030 +0,33 -5,63 5,890 6,390 26,0 Novare ....................................(NR) — — — — — — 19,8 O Olidata ............................(OLI) 0,577 +5,87 -4,63 0,530 0,670 63,7 P Panariagroup * ...............(PAN) 1,400 -0,92 -8,79 1,400 1,622

Parmalat ................................(PLT) Parmalat 15w ................(WPLT15) Piaggio ...................................(PIA) Pierrel ...................................(PRL) Pierrel 12w.....................(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pop Emilia 01/07.............(BPER15) Pramac .................................(PRA) Prelios...................................(PRS) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Industrie * ....................(PRI) Prima Industrie 13w *......(WPRI13) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * .................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) R. Ginori 1735 11w ..........(WRG11) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit 11w ......................(WLIT11) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service......................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) Seteco International * ............(STC) SIAS .......................................(SIS) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Socotherm.............................(SCT) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) Tamburi 13w ...................(WTIP13) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia *........................(TER) Tesmec * ...............................(TES) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 14w ......................(WTIS14) Tod's.....................................(TOD) Toscana Fin .............................(TF) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) UBI Banca 11w................(WUBI11) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol 13w......................(WUNI13) Unipol prv ............................(UNIP) Unipol prv 13w...............(WUNP13) V Valsoia............................(VLS) Viaggi Ventaglio .....................(VVE) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) Y Yoox *...........................(YOOX) Yorkville Bhn ...........................(BY) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

* Titolo appartenente al segmento Star.

B.O.T.
Scadenza Giorni Pr.Netto
15.03.11 15.04.11 16.05.11 15.06.11 15.07.11 15.08.11 11 41 71 102 99,970 99,863 99,754 99,614

Valuta al 05-05-11

Euribor
Periodo
1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi

Monete auree
T. 365
1,258 1,268 1,303 1,421 1,513 1,607 1,711

Oro
03 mag Mattino Sera
33,73 Oro Milano (Euro/gr.) 33.895,00

Tassi
Sconto Interv Sconto Interv

Rend.
1,05 1,09 1,20

Scadenza Giorni Pr.Netto
15.09.11 14.10.11 15.11.11 15.12.11 16.01.12 15.02.12 133 162 194 224 256 286 99,460 99,300 99,140 98,968 98,756 98,543

Rend.
1,31 1,41 1,41 1,44 1,53 1,65

T. 360
1,241 1,251 1,285 1,402 1,492 1,585 1,688

Periodo
7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

T.360
1,763 1,833 1,919 1,993 2,060 2,143

T.365
1,787 1,858 1,946 2,021 2,089 2,173

03 mag

Denaro Lettera
232,92 253,06 232,92 253,06 232,92 253,06 960,61 1.053,57 180,91 205,55 178,23 202,97 178,23 202,97

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese

Oro Londra (usd/oncia) 1.546,50 1.540,25 Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) — 995,48 — — 42,41 17,69

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Jean MacLeod, rivale della Cartland
È stata la grande rivale di Barbara Cartland. Jean MacLeod (nella foto), scomparsa a 103 anni, era una delle regine incontrastate del romanzo romantico britannico. Nella sua carriera aveva pubblicato 130 libri (alcuni con lo pseudonimo di Catherine Airlie), tradotti in tredici lingue e venduti in più di 12 milioni di copie. E dove (si vantava la scrittrice) non aveva mai usato la parola «sesso».

Cultura
di MARZIO BREDA
uel cadavere sta ancora lì, malgrado il tempo che passa». Così disse Sandro Pertini il 15 marzo 1979, a dodici mesi dal delitto, riflettendo su quanto l’immagine di Moro morto resisteva nella coscienza pubblica e puntando lo sguardo dal Quirinale verso la via Caetani, nel centro di Roma, dov’era stato trovato il suo corpo. Oggi, dopo altri 32 anni, l’icona dello statista democristiano assassinato è sempre presente e resta per molti una torturante ossessione perché «non si volle farlo scendere dalla croce e salvarlo» — parole, sempre, di Pertini — come lui stesso aveva tentato di rendere possibile in un negoziato condotto personalmente dalla «prigione del popolo» dov’era rinchiuso. Trattativa con i terroristi. Ma soprattutto con i vertici del potere italiano, con i quali aveva cercato di dialogare attraverso un fitto carteggio nei 55 giorni di sequestro. Delle lettere dello statista si sa ormai molto, grazie anche a una penetrante analisi filologica di Miguel Gotor pubblicata

Misteri In un libro edito da Einaudi Miguel Gotor avanza nuove ipotesi sul memoriale steso dallo statista in risposta alle domande delle Br

I segreti d’Italia nelle parole di Moro
Le responsabilità del golpe Borghese, le tangenti Lockheed, la fuga organizzata di Kappler

«Q

Il giallo Un documento che ci è arrivato deliberatamente in tre rate diverse, tra il 1978 e il 1990
nel 2008, che ha consentito di superare divergenze fuorviate dall’eterno vizio della dietrologia. Lo storico ha adesso completato lo scavo, impegnandosi sul memoriale che Moro stese di proprio pugno per rispondere agli interrogatori delle Brigate rosse. Un documento manoscritto, poi battuto a macchina e fotocopiato dai carcerieri, che fu occultato, censurato, disperso. Un testo al centro di una trama di ricatti e omicidi da cui affiorano raffinate manipolazioni che chiamavano in causa anche la P2. E che ci è arrivato incompleto e, deliberatamente, a rate. Una prima parte fu diffusa dai terroristi il 10 aprile ’78 ed era incentrata sulla figura di Paolo Emilio Taviani, il politico dc che era stato uno dei fondatori di Gladio in Italia, ma già politicamente defilato: un brano autografo di otto pagine carico di allusioni la cui importanza non fu capita, dato che il segreto sulla struttura clandestina attivata dalla Nato negli anni ’50, la rete Stay Behind, era conosciuto solo da una decina di persone. La seconda parte (49 fogli dattiloscritti) venne trovata dagli uomini del generale Dalla Chiesa quattro mesi

Il rapimento
La scena del rapimento di Aldo Moro in via Fani a Roma, il 16 marzo 1978: nell’agguato furono uccisi i cinque uomini delle forze dell’ordine di scorta al presidente della Democrazia Cristiana (AP Photo)

dopo, il 1˚ottobre, nel covo br di via Monte Nevoso, a Milano, e divulgata da Palazzo Chigi il 17 ottobre ’78. La terza parte fu scoperta nello stesso appartamento tenuto per anni sotto sequestro, il 9 ottobre ’90, dietro a un pannello rimosso casualmente da un operaio. E stavolta le pagine, fotocopie dei manoscritti, erano 419. Un brogliaccio di rivelazioni clamorose e giudizi destabilizzanti, di fronte al quale ci fu subito chi parlò di uno pseudo-Moro, negandone l’autenticità. Gotor, in Il memoriale della Repubblica (Einaudi, pp. 624, e 25) fa ora come quando l’operatore di un cinema schiaccia il tasto del roll-back e la pellicola va indietro, per vedere e rivedere una scena. Incrocia i testi e squaderna le cronologie. Sgombra opacità, incoerenze e anomalie. Raffronta atti giudiziari, resoconti parlamentari e giornalistici. Alza il velo su molti enigmi di una lunga catena. Accertando che sul memoriale hanno lavorato due mani censorie, autonome l’una dall’altra. Ad esempio, il materiale che il gruppo antiterrorismo di Dalla Chiesa consegna al governo nel ’78 non è integro: una parte dei dattiloscritti è trattenuta e fatta sparire e intanto viene pilotata una fuga di notizie che costringerà l’esecutivo a rendere pubblico ciò che gli è arrivato. Questo fanno i primi censori, mentre altri senza nome (funzionari dei servizi) nei medesimi giorni si preoccupano di selezionare le pagine, riordinarle secondo una sequenza particolare (successiva, sotto un profilo logico e pratico, a ciò che era affiorato il 1˚ ottobre ’78), nasconderle nella famosa intercapedine in attesa che venga il momento in cui potranno essere «scoperte». Cioè dopo la caduta del muro di Berlino (’89). Conclusioni alle quali lo storico giunge dopo aver verificato le testimonianze di alcuni «lettori precoci», che dimostrano di aver letto il documento prima del ritrovamento ufficiale. Persone che a volte muoiono misteriosamente (la scia di sangue parte da Mino Pecorelli, distillatore di pericolose anticipazioni sul suo giornale, «Op»). O persone che raccontano cose delle quali non c’è traccia nel fascicolo Moro, e che non potrebbero essere conosciute. Ciò che induce Gotor a ipotizzare, con salde ragioni, l’esistenza di quello che i filologi chiamerebbero ur-memoriale: un testo a tutt’oggi censurato, probabilmente perché contiene informazioni che rimangono insopportabili. Indicibili per sempre, perché riguardano la sicurezza nazionale. Di che cosa si tratta? Di nodi critici per il sistema. Alcuni ormai metabolizzati, oggi, ma che non potevano esserlo allora. Tra gli altri, le responsabilità del golpe Borghese e della strategia della tensione, le clauso-

le del cosiddetto «lodo» Moro sul conflitto israelo-palestinese in Italia, le attività della Nato e della Cia, i destinatari delle tangenti Italcasse e Lockheed. Questioni tossiche per la politica, a partire da quella che riguardava il principale protagonista dell’eccidio alle Fosse Ardeatine, l’ex ufficiale delle SS Herbert Kappler. Fu fatto fuggire il ferragosto ’77 dalla struttura supersegreta nota come «Anello», con una finta evasione dall’ospedale del Celio in base a un accordo con la Germania, che soltanto su quello scambio avrebbe appoggiato la richiesta italiana di un prestito urgente. Un pozzo di segreti che Gotor esplora con il rigore dello storico (senza concedere nulla alle caricaturali congetture sui Grandi Vecchi, dall’Andreotti-Belzebù al Cossiga con la kappa) e la passione di chi vuole comprendere com’è cominciata una deriva da cui è nata l’antipolitica e sulla quale si è annichilita un’intera generazione. Infatti, al pari del delitto Matteotti, la vicenda Moro è un caso chiuso continuamente da riaprire, per chi voglia ricomporre «l’anatomia del potere italiano» e saggiare il peso della ragion di Stato in un Pae-

La dimostrazione C’è la prova che sul materiale hanno lavorato due mani censorie autonome l’una dall’altra
se come il nostro. Il potere nella sua proiezione internazionale e non solo considerato badando al cortile di casa, con tutti i suoi attori, Moro in primis, il quale, tutt’altro che plagiato, sospetta d’essere vittima di un’operazione dai forti connotati spionistici e per questo dalla cella conduce una battaglia per rendersi indispensabile. Il potere sotto ricatto nella sua dimensione più tragica e conflittuale, come «fatica e durezza di esercizio della sovranità». Un grande giallo, ma reale e appassionante anche perché scritto benissimo. Una storia dove vero, verosimile e falso si aggrovigliano e sulla quale pendono sempre diversi interrogativi, cui Gotor offre utili tracce di risposta. Dove sono gli originali del memoriale? Perché i terroristi non lo resero pubblico? Fu oggetto di un patto parallelo tra Br e pezzi dello Stato? Ed esistono nastri o video degli interrogatori? «E ora temo che tutto questo sia disperso, per ricomparire, chissà quando e come». Questo confidava Moro alla moglie Eleonora, in una delle ultime lettere. Un timore e una profezia forse non ancora scaduti.
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La prigione
Un’immagine di Aldo Moro nella prigione delle Brigate rosse: durante il sequestro lo statista sarà sottoposto a numerosi interrogatori e invierà diverse lettere alla moglie, ai compagni di partito e a papa Paolo VI (Archivio Corsera)

La fine
Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, dopo una prigionia durata 55 giorni: il corpo sarà abbandonato, il 9 maggio 1978, nel baule di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, vicino alle sedi della Dc e del Pci

Udine 12 -15.05 2011

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Elzeviro
«Sono nato all’inferno» di Mario Gregu

Personaggi A un anno dalla morte un convegno per ricordare l’opera di un padre del riformismo

AUTOBIOGRAFIA DI UN ORTOLANO
di GIULIA BORGESE
embra quasi un artificio letterario quello con cui viene presentato questo libro piccolo e straordinario: un signore di Milano nel 1961 si fa una casetta in Sardegna e prende l’abitudine di andare a far la spesa sempre dallo stesso ortolano. Così accade che l’ortolano entri in sintonia con il cliente, peraltro curioso al punto da farsi raccontare giorno dopo giorno la storia del venditore dalla sua nascita — il 16 aprile 1934 nello «stazzo» Salcunceddi di Balaiana, comune di Luogosanto, provincia di Sassari — fino al suo sbarco da emigrante a Civitavecchia

Antonio Giolitti, l’utopia concreta
Lasciò il Pci dopo l’Ungheria ma non riuscì a conquistare il Psi
di PAOLO FRANCHI
ANTONIO GIOLITTI DURANTE UN COMIZIO A CENGIO (SAVONA) NEL GIUGNO DEL 1961

S

❜❜ Fra i tanti mestieri
di Mario anche quelli di guida e venditore di maglie e mutande
nel 1953. E invece è proprio successo così: questo Sono nato all’inferno di Mario Gregu (Salani, pagine 98, e 10) è l’autobiografia pura e semplice, si può ben dire, che l’ortolano ha scritto su invito dell’amico milanese in un bel corsivo stampatello — come si vede bene dalle pagine del quaderno a righe riprodotte in fondo al libro. «La più incredibile delle storie è una storia vera» è la scritta di copertina: incredibile e anche estremamente coinvolgente. Infatti è la storia di un bambino che a undici anni resta orfano — la mamma è morta di malaria e il padre scappa via lasciando soli i sei figli ad arran-

giarsi. Mario diventa servo pastore di capre, poi manovale nei campi poi si fa per dire, uomo di fiducia di un gruppo di banditi che vivono nascosti nella natura più aspra e selvaggia che si possa immaginare che lui, ragazzino scalzo, deve percorrere per ore. E proprio questo suo continuo camminare, conoscere persone di ogni tipo, cattive o a volte anche buonissime, scoprire luoghi, usanze, superstizioni, si traduce in una avventura straordinaria. Fra i tanti mestieri che Mario, conosciuto come «l’intimoratu» per la sua capacità di affrontare ogni difficoltà e ogni pericolo, eserciterà c’è quello di guida a un regista che viene da Roma per girare un film sulle montagne della Sardegna, e poi di venditore di magliette e mutande alle famiglie che abitano in «stazzi» isolati. Sempre per loro, sarà anche il «portasanti», cioè colui che trasporta la statua del Santo protettore perché possa essere venerato anche da chi sta troppo lontano per poter andare in processione. La scrittura è pulita, un italiano con poche parole in dialetto soltanto quando sono necessarie e intraducibili, senza retorica né sentimentalismi. Protagonista insieme al ragazzo stanco e affamato, spesso maltrattato ma di grande forza e intelligenza, è la Sardegna del dopoguerra: la stessa — ci viene in mente — fotografata da Carlo Bavagnoli per l’inchiesta fatta nel 1959 con Livio Zanetti per «l’Espresso», dal titolo sintomatico «L’Africa in casa», ripubblicata di recente dall’editore Ilisso: una Sardegna poverissima, aspra, senza sorriso, assolutamente in bianco e nero.
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L

a Treccani, assieme alla Fondazione Basso, lo ricorda oggi, a un anno dalla morte, con un convegno articolato come un racconto biografico che comincia negli anni Trenta, attraversa la Resistenza, la Costituente, il comunismo e il socialismo italiano, il centrosinistra, l’Europa: un pezzo, e che pezzo, di Novecento. Al termine di una giornata di discussione, saranno Giorgio Napolitano ed Eugenio Scalfari a discutere su che cosa abbia lasciato in eredità Antonio Giolitti alla nostra democrazia e alla nostra sinistra. Anche a non voler indulgere al pessimismo, la risposta rischia di essere sconsolata. A giudizio di Luciano Cafagna, che lo ha conosciuto come pochi, Giolitti è stato prima di tutto «un intellettuale illuminato», nutrito di una concezione essenzialmente illuministica del riformismo. Vero. Questo spiega perché Giolitti non ebbe mai un forte seguito organizzato nel Psi, ma, a guardar bene, aiuta pure a capire perché «l’intellettuale illuminato», dopo l’uscita dal Pci all’indomani della rivoluzione ungherese del ’56, sia stato a lungo, con Riccardo Lombardi, il socialista più capace di mettere in movimento e di aggregare forze intellettuali (un’area, si diceva allora) attorno a un progetto e, prima ancora, a un’idea di riformismo possibile. Si discute, spesso a vanvera, dell’«egemonia culturale» a lungo esercitata del Pci. Se effettivamente vi fu, cominciò a incrinarsi visibilmente dopo il ’56, quando una già vacillante ortodossia si trovò a fare i conti, nei più diversi campi, con un sempre più dichiarato revisionismo. E di questa appassionata offensiva revisionistica, che ha nel Psi un punto di riferimento tanto essenziale quanto sgangherato, e di quello che negli anni ne derivò, Giolitti non fu solo un protagonista, ma un organizzatore. All’opposizione, a cominciare da «Passato e presente», la rivista che fonda, nel ’58, con Alberto Caracciolo, Claudio Pavone e Carlo Ripa di Meana. Poi, con l’avvento del centrosinistra, al governo, quando tra Roma e Torino attorno a Giolitti ministro del Bilancio e a Giorgio Ruffolo capo della Programmazione si allarga una pattuglia di collaboratori e di interlocutori di tutto rispetto: da Cafagna a Manin Carabba, da Manlio Rossi Doria a Pasquale Saraceno, da Giuliano Amato a Federico Coen,

da Giuseppe Carbone a Scalfari. E infine anche nel partito: a firmare le tesi della sua corrente, a metà degli anni Sessanta, saranno, con Coen, Rossi Doria e Scalfari, Norberto Bobbio e Roberto Guiducci. Non tutti questi intellettuali (e molti altri ancora, che qui non è possibile citare) sono ovviamente etichettabili come «giolittiani» in senso stretto. Ma la comunità cui danno vita, e che resisterà all’usura del tempo, nonché alle durezze (e alle miserie) della lotta politica, ha una sua cifra tutta particolare, di cui anti-

conformismo intellettuale, apertura (senza subalternità) all’economia di mercato, passione riformatrice per l’utopia, che si fa concreta solo se è capace, attraverso progetti e programmi, di modificare per quanto possibile la realtà, sono una componente essenziale. Tutto questo non bastò, e non poteva bastare, a conquistare la leadership del Psi, tanto è vero che nel ’76 fu Bettino Craxi a prevalere senza che Giolitti desse battaglia, che non pochi dei «giolittiani», a cominciare da Amato, un ruolo di primo piano

L’incontro

Un intellettuale illuminato
S’intitola «Una riflessione storica su Antonio Giolitti» il convegno organizzato oggi a Roma dalla Treccani e dalla Fondazione Basso. L’incontro, che sarà concluso alle ore 17.15 da una conversazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Eugenio Scalfari, si svolge alla Sala Igea della Treccani (piazza della Enciclopedia Italiana 4), con inizio alle ore 9.45. Coordinate da Giuliano Amato, si succederanno diverse relazioni sui vari aspetti dell’attività di Giolitti, tenute da Mariuccia Salvati, Luisa Mangoni, Luciano Cafagna, Giorgio Ruffolo, Gian Paolo Manzella e Marco Gervasoni. Interverranno tra gli altri: Manin Carabba, Claudio Pavone, Carlo Ripa di Meana, Luigi Spaventa.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

nel partito e nel governo lo ottennero in età craxiana, e che lo stesso Giolitti, nel 1987, lasciò, dopo trent’anni, la casa socialista, accettando il seggio da indipendente al Senato offertogli dal Pci. Ma basta a dire, come ha sottolineò Napolitano all’indomani della morte, che Giolitti ha lasciato un segno di apertura importante, profondamente innovativo nel rapporto tra politica e cultura. Autorevole collaboratore della Einaudi, era stato lui, Giolitti, a tradurre dal tedesco le due celebri conferenze di Max Weber su La politica come professione e La scienza come professione. E negli anni Ottanta, in un libro sulla questione socialista curato, sempre per Einaudi, assieme a Vittorio Foa, proprio alla lezione di Weber («la politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà, da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso») Giolitti si rifaceva per dare conto della sua utopia riformista: utopia, scriveva, «nel senso di una permanente e certo mai compiutamente soddisfatta tensione ideale verso i valori trascendentali della libertà, della giustizia, della solidarietà». Raramente dei concetti sono parsi tanto inattuali. Ma, senza questa sua particolarissima utopia, riformismo è parola priva di senso e di spessore. Forse, la principale eredità di Giolitti sta nel fatto che ci aiuta a non dimenticarlo.
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Addii /1 Lo storico dell’Università di Milano

Addii /2 Il direttore di «Les Belles Lettres »

Riosa, uno sguardo critico Alain Segonds portò sul movimento socialista in Francia i classici italiani
di ARTURO COLOMBO
lceo Riosa, scomparso a Pavia, ha rappresentato una delle voci più originali fra gli storici italiani. Nato a Monfalcone nel 1939, aveva studiato a Roma alla scuola di Franco Valsecchi e di Renzo De Felice. E là si era laureato in Scienze politiche, anche se poi Milano era diventata il centro dei suoi interessi, tanto da insegnare ormai da lunghi anni all’Università Statale, dove parecchie migliaia di allievi hanno seguito le sue lezioni di Storia del movimento sindacale e di Storia contemporanea. Dovessi scegliere così, all’improvviso, sotto lo shock di una notizia tanto dolorosa, non avrei dubbi a indicare, fra i molti testi di Riosa, la raccolta di saggi apparsa nel 1996 da Ponte alle Grazie con un titolo insolito, Rosso di sera, per spiegare — come lui sapeva fare così bene — quella che considerava la nascita e la morte «apparente» dell’utopia socialista in Italia. Del resto, l’interesse a recuperare e chiarire criticamente i momenti-chiave e i leader non già del partito, quanto piuttosto del composito movimento socialista, ha costituito uno dei caratteri e dei pregi del lavoro storiografico di Riosa, fin da quando aveva preparato e commentato una raccolta degli scritti di Angelo Tasca «socialista»; e prima ancora (nel 1984) aveva dato alle stampe Il movimento operaio tra

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società e Stato (Franco Angeli), allo scopo di illustrare quello che lui stesso definiva «il caso italiano nell’epoca della Seconda Internazionale». Ma la tastiera delle curiosità, e insieme della competenza, di Riosa è molto più ampia; e non è difficile — pur nell’ora amara del distacco, soprattutto per chi l’ha seguito con amicizia e ammirazione — cogliere nei suoi libri l’immagine della notevole capacità, con cui sapeva illustrare tematiche magari fra loro lontane, eppure cariche di significati indispensabili per capire il complicato mondo in cui viviamo. Ripenso, per esempio, al gusto che ho provato, leggendo la sua Storia Alceo Riosa d’Europa nel Novecento, scritta insieme a Barbara Bracco (Mondadori, 2004), oppure seguendo il suo studio dedicato al Primo Maggio (Giunti), apparso nel 1990. Del resto, Alceo Riosa possedeva una dote, purtroppo rara in altri colleghi: la capacità di avvincere anche quando discuteva temi circoscritti e specialistici. L’ultimo suo volume Adriatico irredento (Guida, 2009), che affronta i complessi rapporti fra italiani e slavi, è lì a dimostrarlo.
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di NUCCIO ORDINE

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improvvisa scomparsa lunedì sera di Alain Segonds, a seguito di un infarto che lo ho stroncato a sessantotto anni, lascia un vuoto incolmabile nell’editoria erudita e nella ricerca scientifica europea. Direttore generale de Les Belles Lettres — una delle più prestigiose case editrici del mondo — e Direttore di ricerca al CNRS, Segonds si è fatto alfiere della promozione di un centinaio di classici italiani, molti dei quali pubblicati in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: dalle collane di Giordano Bruno, di Leon Battista Alberti e di Galileo alle Lettere di Petrarca e di Michelangelo, dal teatro dell’Aretino ai poemi cavallereschi di Ariosto e Tasso. Nell’ambito degli studi sul neoplatonismo i suoi contributi costituiscono un punto di riferimento essenziale sulla scena della ricerca internazionale e fanno della Collection Budé la raccolta più importante di testi neoplatonici. Non c’è opera di base che sia sfuggita alla sua attenzione: Proclo, Porfirio, Marino, Damascio. E di grandissimo spessore sono anche i suoi lavori di storia della scienza che abbracciano autori come Keplero e Copernico. La sua travolgente passione e il suo straordinario rigore morale hanno segnato il destino di tantissimi giovani ricercatori italiani ed europei che in lui

avevano trovato un solido punto di riferimento. Nel suo studio, di fronte alla celebre libreria Belles Lettres, Segonds trascorreva buona parte della sua giornata a emendare manoscritti, a sistemare apparati critici, a rivedere note, a perfezionare traduzioni e progetti editoriali. Con una singolare generosità, le sue preziose correzioni e i suoi geniali suggerimenti costituivano il dono di un Maestro che, nella più totale discrezione, amava restare sempre dietro le quinte. Il suo amore disinteressato per la ricerca, la sua profonda umanità, le sue battaglie per la filologia e per il rigore ecdotico, i suoi slanci e le sue aperture, la sua toccante Alain Segonds umiltà restano, per gli amici e i colleghi che hanno avuto la fortuna e il privilegio di frequentarlo, una preziosissima eredità. Segonds ha testimoniato con la sua stessa vita che la ricerca e l’insegnamento non sono un mestiere ma una vocazione. E, come ogni vocazione, richiedono un’adesione totale lontana da qualsiasi volgare profitto. L’affetto e la stima dei suoi colleghi sarà presto manifestata in un volume, che apparirà da Belles Lettres con il titolo «Omnia in uno».
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Idee&opinioni
LA SVOLTA AI VERTICI DELLA RAI

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FARE RETE D’IMPRESA PER CRESCERE L’IMPEGNO CHE SERVE AI PICCOLI
Grazie all’editore Mursia è appena tornato in libreria un testo cult dell’imprenditoria mondiale, Piccolo è bello di Ernst Friedrich Schumacher, pubblicato per la prima volta nel 1973. Stracitato ancora oggi a distanza di 40 anni, il testo di Schumacher aveva all’epoca una curvatura utopista. La difesa dei Piccoli era collocata in un quadro di politiche economiche alternative e di scelte ecologiste. Riletto nell’Italia del 2011 e nella stagione immediatamente successiva alla Grande Crisi, Piccolo è bello conserva il suo carattere provocatorio e può essere utilizzato per porre domande nuove. Le nostre piccole imprese hanno dimostrato sul campo di che pasta sono fatte e hanno incassato ampi riconoscimenti verbali ma i tempi della crisi non consentono soste. E il quesito diventa: può lo straordinario tessuto «orizzontale» di piccole e medie imprese dar vita a un vero processo di aggregazioni «verticali»? È evidente che la domanda è figlia dall’amara conclusione della vicenda Parmalat e dalla constatazione che il difetto di taglia rischia di essere un handicap troppo grande. Ma il quesito sulle dimensio-

Quel cambio di rotta necessario per salvare il servizio pubblico
di SALVATORE BRAGANTINI

Dario Di Vico
ddivico@rcs.it
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A MILANO PROVE TECNICHE DI WIFI MA LA CITTÀ DELL’EXPO PUÒ FARE DI PIÙ
A Milano sono partite due interessanti «prove di WiFi», il collegamento a Internet senza fili. Lungo un asse centrale, dal Castello a piazza San Babila, si naviga gratis per un’ora al giorno sull’intero Web e senza limiti di tempo sui siti istituzionali. La società Expo Spa, dal canto suo, ha poi inaugurato il servizio di rete libera nel maxi-spazio che ospita la sede della società in via Rovello, ubicata su quel medesimo asse. Queste iniziative sono, ovviamente, benvenute. I milanesi, però, sono culturalmente abituati a confrontarsi con le altre metropoli del mondo, più grandi e più piccole. Dalla città più europea d’Italia — ritengono — ci si può aspettare una più alta velocità e una maggior ampiezza dei processi innovativi. Soprattutto di quelli che riguardano le infrastrutture per la diffusione e l’accesso a Internet. E questo anche alla luce dell’Expo 2015, in vista del quale le infrastrutture per la comunicazione dovrebbero essere oggetto di una più alta considerazione. Almeno pari a quella di cui gode il matto-

ne. Milano, che storicamente è la città più cablata d’Europa, potrebbe essere la prima anche nel WiFi di massa. L’impostazione data dal Comune con il progetto «City +» — mettere intorno allo stesso tavolo i fornitori e gli utenti di tecnologia — è un buon approccio, ma bisogna forse procedere con maggior decisione, usando tutte le competenze di cui la città è ricca, senza chiusure verso nessuno. Intanto la Regione Lombardia ha approvato il piano di coinvestimento da 95 milioni di euro con Telecom Italia per azzerare il digital divide. Ci si chiede adesso se e quando partirà davvero il mega progetto da 1,2 miliardi per la diffusione della fibra ottica nelle case di 4,2 milioni di lombardi. Sulla carta si tratta del piano più importante di «banda ultralarga» in Italia e di uno dei più ambiziosi in Europa. Se ne parla da molto, forse da troppo tempo. L’auspicio è che in tempi brevi si passi ai fatti.

per «ribilanciare» le sue critiche è bizzarro. Il potente di turno, anziché sottrarsi alla temuta intervista, ne accetti i rischi, senza chiedere ossequiose riparazioni. Questi programmi generano cassa a gogò, ma i contratti dei loro autori sono fermi. Anche i più affezionati alla Rai, che ne sono il vero patrimonio, pensano a trattare con altri network. I palinsesti autunnali restano incerti e gli inserzionisti si domandano se emigrare, con ovvio danno per la Rai. Gli amministratori non si rendono conto del concreto rischio che qualcuno possa un dì chiedergliene ragione. Ma qui non è la Bbc. Sono arrivati il digitale, il satellite, Sky; il mondo è passato oltre, lasciando sul ciglio della strada la Rai, frusto retrobottega di una politica ripiegata su se stessa. Non possiamo giustificare ancora l’arretratezza abbarbicandoci al remoto passato, che rimuginiamo quasi avessimo davanti non tante vie, ma solo un binario, ma di tram. Una gestione miope ha lasciato languire gli investimenti, allontanando la Rai dall’era digitale, nella quale forse non ha capito di essere entrata. Eppure la morte di questa grande impresa italiana non è scritta nel libro del fato. Il ministro dell’Economia, da azionista, anziché subire — come sta accadendo — nomine di conti-

CHIARA DATTOLA

ni ottimali d’impresa acquista in questi giorni un timing perfetto perché i piccoli di Confindustria saranno, sabato, al centro dell’Assise nazionale di Bergamo e martedì 10 a Roma sarà la volta del primo compleanno di Rete Imprese Italia, la federazione delle organizzazioni del commercio e dell’artigianato. Ad animare la vigilia di Bergamo è stato il vicepresidente Alberto Bombassei, che contando anche sul fattore campo — il convegno si tiene al «suo» Kilometro Rosso — ha richiamato l’associazione a impegnarsi con maggiore determinazione sul tema delle aggregazioni. C’è da decidere come imprimere un’accelerazione al movimento delle reti di impresa, c’è da rispondere alle sollecitazioni di fonte governativa e Consob per rilanciare il rapporto tra Borsa e Pmi, c’è da intavolare un franco dibattito con le banche chiamate ad applicare il tasso di solerzia Parmalat anche ai Piccoli che puntano a crescere. Volendo, dunque, dal doppio appuntamento di Bergamo e di Roma possono arrivare importanti novità.

a Rai è ad una svolta; uscito Mauro Masi, si potrebbe alfine mettere in mani esperte una delle poche grandi aziende rimaste. Capacità gestionale, esperienza di settore e indipendenza dovrebbero essere le doti del suo successore: non la vicinanza ad interessi estranei a quelli del Paese, siano essi quelli di Berlusconi o di un invasivo Stato confessionale nel cuore di Roma. Continuare sulla vecchia via — gestioni caserecce e soggette ad interessi esterni — assicura invece la morte della Rai. Spesso volgare, a volte così di cattivo gusto da rasentare l’oscenità, essa fu sì bacchettona, ma alfabetizzò le masse del Paese distrutto dalla guerra. Subì prima l’ingerenza dei governi, poi la lottizzazione cencelliana, infine il dominio del premier, che controlla Mediaset, una volta concorrente della Rai. La legge Gasparri ne inventò la privatizzazione-burla, e cristallizzò il duopolio collusivo MediaRai; fingendo di tutelare la concorrenza spianò la via a Mediaset. L’autorità di settore, quell’Agcom cui l’aggettivo indipendente va un po’ largo, deve ancora accertare se nella pubblicità tv qualcuno abbia una posizione dominante: non si sa mai, potrebbe essere, ma serve ponderazione, e tanta prudenza. Dove non riuscirono gli inviti a boicottare il canone, i tetti alla pubblicità a favore di Mediaset pur perdente negli ascolti (il duopolio alla lunga nuoce anche al biscione, Masi lo conferma nell’intervista del 30 aprile al Corriere), e neppure la spregiudicata, e molto material, suasion del premier sugli inserzionisti dipendenti dal potere, riuscirà forse l’incapacità gestionale. La lenta asfissia della Rai è un danno collaterale del conflitto di interessi, eppure essa resiste ancora; l’ultima, letale dose della mitridatizzazione va somministrata dall’interno. Il premier giurò di non muovere in Rai neanche una pianta, ma governo e maggioranza straripano dai tg. La direzione uscente voleva sedare «Report», «Vieni via con me», «Annozero», «Ballarò» ed altri programmi, aventi natura, temi, protagonisti diversi, anche antitetici; una cosa li unisce, sono molto redditizi per la Rai, ma invisi al capo. «Annozero» sarà gridato e schierato, ma fa grandi ascolti e, come «Ballarò», riempie un vuoto: settimanali gocce, nei mari che ogni giorno le corazzate berlusconiane dei tg solcano placide. «Vieni via con me» è quasi sussurrata. «Report» fa inchieste; voler intervenire dopo

L

nuità con lo sfascio in atto, potrebbe ancora imporre un radicale cambio di rotta. Metta a capo della Rai un top management all’altezza che, con l’esperienza adatta a un contesto internazionale così mutato e forte della fiducia dell’azionista, investirebbe in prodotti e competenze, salvandola. Sarebbe una bomba, una battaglia durissima certo, ma ne varrebbe la pena; chi vuol essere leader politico deve affrontare la prova del fuoco. Dopo aver difeso — a costo di peggiorare una già non fulgida immagine — l’italianità delle grandi imprese non può, inerte, lasciar morire una delle poche restanti, che per di più avrebbe alti contenuti tecnologici. In Italia, comunque, ci sono ancora energie, capitali, competenze e idee per reagire al declino: si uniscano, se al ministro mancherà il cuore, su una proposta seria che superi la burla di Gasparri e isolando il servizio pubblico salvi — con una gestione radicalmente nuova e tagli anche feroci al personale — quel che resta di questa grande impresa. Nessuno darà loro retta? È probabile, ma ognuno avrà fatto la propria parte. Saranno chiare le responsabilità di tutti; mandanti, testimoni inerti ed esecutori (forse inconsapevoli, ma non incolpevoli) di questa sentenza di morte.
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OCCIDENTE E MONDO ARABO

Edoardo Segantini
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La battaglia più difficile è il dialogo
di ANTONIO POLITO
SEGUE DALLA PRIMA

RIABILITAZIONE E TERAPIA DEL DOLORE PERCHÉ NON USARE (MEGLIO) LE TERME?

Nel 1980 l’Italia ha cambiato l’organizzazione della sanità con una Riforma che si sarebbe dovuta basare su tre gambe: prevenzione, assistenza ospedaliera, riabilitazione. Purtroppo così non è stato, e per anni solo gli ospedali sono stati fulcro della sanità. Gli ospedali già esistevano, i posti letto pure, e nessuno badava agli irrazionali sprechi. Così, a parte rare eccezioni, nonostante il numero di infartuati e di traumatizzati gravi (stradali o da lavoro) la riabilitazione ha lasciato sempre a desiderare. Con viaggi della speranza all’estero, per chi poteva permetterselo. Così, a parte le Spa o simili, la prevenzione non è mai partita. Se non a parole. E da sola, se ben organizzata, potrebbe ridare salute anche alla sanità italiana attirando turisti salutisti. Va bene, obietteranno i più, ma il tutto costa. E con i chiari di luna attuali come si fa? La soluzione c’è e ancora una volta viene da una ricchezza tutta italiana, tramandataci dagli antichi romani: le terme. Oltre 130 sono i centri termali della penisola, presenti in tutte le Regioni. Organizzazione invidiabile: massaggi, acque terapeutiche, fanghi, palestre, esteti-

ca e terapie varie. Con ambulatori, medici e fisioterapisti. Ricchezza che il mondo ci invidia, da rilanciare. Integrandole con nuovi servizi: la riabilitazione, la prevenzione, la terapia del dolore. A carico del servizio sanitario o dell’Inail, per quel che riguarda ciò che oggi si fa in ospedale: una «degenza» in albergo (con la giusta convenzione) costa la metà, al massimo i due terzi, di quanto un giorno in un ospedale pubblico (da 500 euro in su) senza il costo dei farmaci. Insomma una riabilitazione a cinque stelle, coccolati e facendo risparmiare la sanità… Non è poi impossibile. Ovviamente, con gli esami diagnostici che servono assicurati dall’Asl nelle strutture più vicine. E la terapia del dolore non oncologico di cui si sta ora organizzando la rete potrebbe essere assicurata, dopo la corretta diagnosi, da un medico specializzato che può usufruire dell’ambulatorio termale. Utopia? All’estero una nota catena alberghiera si sta interessando proprio alla terapia del dolore pensando di offrirla come servizio nelle sue Spa.

Mario Pappagallo
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La guerra al terrore è stata anche un conflitto culturale, religioso, etnico, filosofico, in cui si è creduto di interpretare la fase finale dello scontro secolare tra Islam e Occidente. Una sfida da molti ritenuta mortale, al punto che uno dei due contendenti doveva soccombere perché il duello potesse davvero finire. Essa si basava su una identificazione più o meno esplicita, talvolta reale ma più spesso immaginata, del mondo arabo con l’islamismo fondamentalista. Nel momento in cui la morte di Bin Laden, con l’eccezione dei fanatici di Hamas e degli assassini del nostro Arrigoni, non suscita neanche una lacrima nella strada araba, né nel Maghreb liberato dai tiranni né nel Mashrek ancora sotto il tallone dei despoti, è evidente che quella guerra si conclude: i destini dell’Islam si sono ormai separati da quelli di Al Qaeda. La storia non è finita, men che meno la storia del mondo arabo. Ma quella storia è finita. Eppure covava sotto le ceneri della Guerra fredda da tempo, da molto prima delle Due torri. Almeno dalla sconfitta sovietica in Afghanistan, che infatti fu il battesimo del fuoco per il combattente Osama. Vent’anni fa comparve per la prima volta in un articolo l’espressione «scontro di civiltà»: a scriverlo fu il grande islamista Bernard Lewis, e il saggio era titolato non a caso Le radici della rabbia islamica. Quando poi Samuel P. Huntington canonizzò quel concetto nel suo celebre libro si era già nel ’96, e le «linee di faglia tra le civiltà», fatte di identità, di religione e cultura, invece che di ideologia e di

interessi geo-strategici com’era stato nel lungo confronto con il comunismo, apparivano a tutti molto chiare: si allungavano dalle anse del Tigri e dell’Eufrate fino alla linea Durrani, che divide le aree tribali dell’Hindu Kush dall’ex India britannica: Iraq e Afghanistan, non a caso l’alfa e l’omega della guerra al terrore. Non si può dire che quella guerra sia stata inutile, o inefficace, nonostante gli errori di cui si è macchiata, il sangue che ha versato, l’odio che ha generato e la divisione dell’Occidente che ha provocato. Anche per questo Obama non la dichiarerà formalmente finita, perché lui è il tipo di condottiero che Enzensberger chiamerebbe «eroe della ritirata», che non perde tempo a cercare di emendare il passato ma lo usa per costruirsi una exit strategy nel presente, per esempio per andarsene presto da Kabul: un leader anti-ideologico interessato solo a ciò che funziona. Ed è indiscutibile che un bel po’ del lascito di George W. ha funzionato. Gli elicotteri del commando che ha ucciso Osama, per esempio, si sono alzati in volo dall’Afghanistan occupato. E le informazioni cruciali per scovare il corriere che ha portato fino al covo sono state strappate ai detenuti di Guantanamo, con o senza il waterboarding (prigione che, tra l’altro, Obama non ha ancora chiuso come aveva annunciato). Più in generale, la ventata dei neo-conservatori, che ha dato un pensiero alla war on terror in America e che tanti seguaci ha seminato perfino in Italia, una cosa buona l’ha fatta: spazzare via quel filone di «isolazionismo» sempre presente nella storia d’America, che può essere più

pericoloso per la pace nel mondo perfino degli eccessi dell’interventismo. In fin dei conti, il Nobel per la pace Obama ha vinto la sua guerra qualche settimana prima di ordinare l’uccisione di Bin Laden, e l’ha vinta proprio quando, dopo molte titubanze, ha scelto di intervenire nella crisi del Maghreb dalla parte dei giovani in piazza piuttosto che dalla parte dei regimi amici, nonostante «idealisti» come Cheney e «realisti» come Kissinger gli suggerissero di salvare Mubarak. La «rabbia islamica», di cui scriveva Lewis, per la prima volta si rivolgeva non contro l’Occidente ma contro i dittatori di casa propria; chiedeva regimi politici all’occidentale, invece di bruciare le bandiere dell’America. Obama ha avuto la prontezza di capirlo, mollando il raìs egiziano. E forse anche noi italiani oggi dovremmo capire meglio perché spariamo sul raìs libico. La dottrina Obama, che porta i segni dell’interventismo liberale di consiglieri della prima ora come Susan Rice e Samantha Power, testimoni l’una del genocidio del Ruanda e l’altra del massacro dei Balcani, è ancora incerta e contraddittoria: si ferma sulla soglia dei regimi o troppo amici (Yemen e Bahrein) o troppo pericolosi (Siria e Iran). Però dà un’alternativa ai giovani arabi: per il loro «risveglio» non è necessario buttarsi tra le braccia dei fanatici con la barba lunga. E la dà anche ai giovani americani scesi per le strade a festeggiare: per vincere il terrorismo non è necessario combattere l’Islam.
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

italia: 515050585854

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Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

Lettere al Corriere
Risponde Sergio Romano
A proposito della sua risposta relativamente al rapporto Goldstone, mi piacerebbe fare alcune considerazioni. Se lei chiude la sua risposta affermando che il «conto» delle vittime a Gaza in quel drammatico periodo è «eloquente» non vi è dubbio alcuno che risulterebbe che la responsabilità dell’accaduto ricada su Israele. In perfetta buona fede ritengo viceversa che vadano fatte considerazioni del tutto assenti nel Suo scritto e più precisamente: 1) quella di Israele è stata una reazione al lancio di un numero impressionante di razzi, nel corso di anni, da parte di Hamas contro la popolazione civile Israeliana: anche l’Italia reagirebbe in maniera molto violenta se piovesse ripetutamente un enorme quantità di razzi sulla propria popolazione da parte di un vicino. 2) Quanto alla sproporzione, nella II guerra mondiale, per fare un esempio, le vittime naziste furono di gran lunga superiori a quelle inglesi : questo significa che i nazisti avevano ragione? Lo scopo di questa mia non è polemica sterile: mi piacerebbe semplicemente verificare una maggiore equidistanza. Franco Cohen franco.cohen@yahoo.it Caro Cohen, l di là di qualsiasi confronto fra le vittime dei due campi, la migliore risposta alla sua lettera è una riflessione sul problema delle responsabilità, anche alla luce di ciò che è accaduto negli scorsi giorni. È possibile sostenere che esiste, nonostante le provocazioni di Hamas, una responsabilità politica israeliana? La nascita di Hamas, all’epoca della prima Intifada, fu inco-

@

E-mail: lettere@corriere.it oppure: www.corriere.it oppure: sromano@rcs.it

LA SITUAZIONE A GAZA DOPO LE RIVOLTE ARABE
raggiata dai servizi israeliani nella convinzione che l’organizzazione islamista sarebbe stata un spina nel fianco di quella laica di Yasser Arafat. Il calcolo si è rivelato esatto e Israele, da allora, non ha mai smesso di soffiare sul fuoco delle divergenze che oppongono gli islamici di Gaza ai laici di Al Fatah. Avrebbe potuto individuare i dissensi che certamente esistono all’interno di Hamas, e isolare gli estremisti di Gaza dal resto della popolazione. Ma ha preferito considerare l’intera Striscia alla stregua di una minaccia da trattare con il rigore dell’assedio e colpire con severità. Questa strategia non era priva di una certa fredda razionalità. Serviva a indebolire il fronte palestinese e a segnalare contemporaneamente che Israele avrebbe negoziato soltanto con i palestinesi buoni della Cisgiordania, non con quelli incorreggibili della Striscia di Gaza. Ma la strategia avrebbe avuto un senso e una giustificazione soltanto se il governo di Gerusalemme avesse dato a Mahmud Abbas un segno tangibile della sua disponibilità al negoziato, se avesse consentito al leader palestinese di vantare alcuni positivi risultati. Ma il governo israeliano, soprattutto dopo il ritorno al potere di Benjamin Netanyahu, non ha mai smesso di autorizzare e finanziare gli insediamenti ebraici nei territori occupati: una politica che ha avuto il duplice effetto di screditare Abbas e di giustificare, agli occhi di molti, la risposta radicale e militante di Hamas. L’obiettivo di Israele, quindi, non era il negoziato, ma la divisione permanente del campo ma ne mancano sempre trenta all’appello! C'è forse una lista di personaggi che preme per entrare al posto degli arrestati? «al tavolo dei vincitori», partecipa con grande enfasi e corrispondente povertà di mezzi?
Francesco Di Marino avvfdima@yahoo.it Gianluigi Romano royalguanti@libero.it

Tuttifrutti
di Gian Antonio Stella

A

palestinese e la creazione, nei territori occupati, di un numero crescente di fatti compiuti. Lo ha fatto nella convinzione di potere sempre contare, in ultima analisi, sulla solidarietà degli Stati Uniti e sulla collaborazione dell’Egitto di Hosni Mubarak. Le rivolte nord-africane e, in particolare, gli avvenimenti egiziani hanno cambiato il quadro politico. L’accordo del Cairo fra Hamas e l’Olp per la formazione di un governo di riconciliazione dimostra che Israele non può contare oggi né sull’Egitto, né sulla reciproca ostilità dei due maggiori gruppi palestinesi. Le segnalo a questo proposito, caro Cohen, un’analisi di Janiki Cingoli nell’ultimo bollettino del Cipmo (Centro italiano per la pace in Medio Oriente, www. cipmo.org) in cui l’autore descrive la minaccia di isolamento che incombe oggi su Israele.
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Il volo verso Crotone del ministro Meloni
ggredire i privilegi. Processo alle caste»: si intitolava così, giovedì 13 settembre 2007, un dibattito ad Atreju, la festa nazionale di Azione Giovani, fortissimamente voluto da Giorgia Meloni, allora combattiva avversaria del governo Prodi e di tutte le prebende della classe politica prima di diventare assai meno combattiva, su questi temi, ministro della Gioventù. È vero che il verbo «aggredire» è una antica passione dell’organizzazione giovanile destrorsa (basti ricordare i titoli di alcuni confronti: «Aggredire l’oppressione», «Aggredire l’egemonia. Processo al ’68», «Aggredire l’ingiustizia sociale», «Aggredire l’inerzia. L’arte della scherma») ma l’allora futura ministro pareva proprio voler fare di quella battaglia uno dei fulcri della sua azione. Denuncia ora il segretario reggino del Pdci Ivan Tripodi: «Giorgia Meloni ha utilizzato un volo di Stato per, udite udite, raggiungere Crotone e poi Reggio per spalleggiare prima un candidato crotonese e poi inaugurare la segreteria del candidato reggino del Pdl Daniele Romeo, segretario particolare del governatore Scopelliti. È noto che i voli di Stato possono essere utilizzati solo per motivi eccezionali, quindi, secondo la Meloni e il Pdl, l’inaugurazione di una segreteria elettorale rappresenta una dirimente e delicata questione di Stato». Una scelta, chiude, «offensiva e indecente». La notizia è stata pubblicata dal manifesto e non risulta sia Un aereo blu stata smentita. Nell’attesa, ricorper sostenere un diamo che i voli di Stato, dopo il candidato locale record raggiunto dal precedente governo Berlusconi nel 2005 (37 e inaugurare ore volate al giorno!) e i tagli impressi dal governo Prodi sotto una segreteria l’infuriare delle polemiche su Mastella, sono ripresi alla grande. Un solo dato: nonostante il timbro «top secret» posto dall’attuale esecutivo sulle notizie di tutti i voli blu, fatta eccezione per una striminzita informazione su quelli del 31˚stormo, sappiamo che questi nel 2005 volarono 78 ore e 50 minuti per ogni membro del governo e nel 2009 per 97 ore e 15 minuti: un aumento del 23,3% sull’anno più spendaccione. Alla faccia di tutti i bla-bla e le promesse di tagli. C’è un altro dettaglio che, dopo le polemiche già esplose intorno a Ignazio La Russa, salito a Milano con un volo di Stato per vedere l’Inter in Champions League, va ricordato. Nel luglio 2007 il quotidiano turco Hurriyet attaccò in prima pagina il premier Recep Tayyip Erdogan perché girava per Istanbul sulla Mercedes blu di Stato. Spiegava infatti al Corriere il giornalista turco Gökan Eren che «nei dieci giorni che precedono il voto, l’Alta commissione elettorale vieta ai membri dei partiti di usare auto, aerei e persino cellulari governativi» e anche se il periodo clou doveva ancora iniziare ed Erdogan non aveva violato nessuna legge, il suo comportamento era da criticare come «non etico, dato che di fatto la campagna elettorale è già cominciata». Tutto ciò in Turchia, si capisce. In Turchia…

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BANKITALIA

Compiti dei Governatori
Caro Romano, le ottime credenziali godute presso l’Ue dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi fanno pensare che egli possa giungere alla prestigiosa carica di Governatore della Bce. In questo caso, finalmente, un’eccellente intelligenza italiana non andrà all’estero per mancanza di opportunità, ma perché richiesta dall’estero. Ciò non può che farci piacere, anche perché si spera che serva a ricordare all’Europa e al mondo che l’Italia, pur non in buone acque, ha ancora qualcosa che vale. Tuttavia ho il timore, certo non solo mio, che la Banca d’Italia, perdendo il suo attuale timoniere venga affidata a qualcuno che non sappiamo se avrà tutte le sua capacità. Il dilemma nasce da sé: sarà certo un bene per l’Europa, ma per il nostro Paese?
Gabriele Barabino Tortona (Al)

Ci auguriamo tutti che il successore di Draghi, se l’attuale governatore verrà nominato a Francoforte, sia all’altezza dei suoi compiti. Mi conforta il pensiero che la Banca ha una forte identità, coscienza del proprio ruolo, orgoglio delle proprie tradizioni e una esperienza recente (quella di Antonio Fazio) che cercherà di non ripetere.

presenza di tanti giovani è anche la dignitosa risposta allo squallore di chi si illude di attrarre le folle con la comicità, la satira o blasfeme forme di pubblicità.
Luca Draper greenpaper1012000@ yahoo.it

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A ROMA PER IL PAPA

Lo stile dei giovani
Le folle convenute a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II hanno dato una magistrale lezione di decoro, stile e soprattutto rispetto per la Città Eterna che ha offerto loro grandiosa ospitalità. Niente a che vedere con la rumorosa e talvolta devastante cialtroneria di altre manifestazioni. Inoltre la

DIMENTICATA DALL’ITALIA

LATITANTI PIÙ PERICOLOSI RAID IN LIBIA

La crisi di Trieste
L’Italia si è comportata con Trieste come con un capriccio, dopo averla posseduta, non sa più che farsene di questo porto franco asburgico. Fino a quando c’era il confine, la situazione era mascherata; ora la città è abbandonata anche dai friulani che costituiscono la maggioranza regionale. Qui a Trieste il porto, le comunicazioni, il commercio e forse anche noi triestini, sembrano assolutamente inutili per l’Italia, che ha problemi suoi forse ancora maggiori.
Maurizio Urbano maurizio.urbano@ autovie.it

I nipotini di Gheddafi
L'uccisione di Bin Laden rischia di far passare sotto silenzio l'assassinio di tre bambini innocenti, nipoti di Gheddafi. È questa la «missione umanitaria» cui l'Italia, ansiosa di sedersi

Quell’elenco di 30 nomi
In occasione dell'arresto di Mario Caterino apprendiamo che il Viminale lo aveva inserito nell’elenco dei trenta latitanti italiani più pericolosi. Sono anni che si parla dell’elenco: molti arresti sono stati eseguiti,

La tua opinione su corriere.it/opinioni/
Osama Bin Laden ucciso in un raid in Pakistan. Temete ritorsioni da parte del terrorismo islamico?

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

La domanda di oggi

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No

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Erba, Azouz Marzouk ha chiesto la riapertura del processo che ha condannato Olindo e Rosa. Vi sembra giusto?

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Interventi & Repliche
Modena: contratti di lavoro e Fiom
in relazione all’articolo «La sentenza di Modena sul contratto e l’articolo scritto con l’avvocato Fiom» (Corriere, 29 aprile) a firma Enrico Marro, invio le seguenti dichiarazioni. L’autore dell’articolo argomenta che il giudice sarebbe «amico della Cgil» e quindi «non sarebbe stato imparziale, facendo vincere la Fiom, difesa per giunta proprio da Piccinini», in base a due indizi: l’articolo da me scritto insieme all’avv. A. Piccinini, del collegio difensivo Fiom, e la comune sottoscrizione dell’appello sul cd. collegato lavoro. Informo che la sottoscritta, come giudice del lavoro, ha partecipato a convegni svolgendo relazioni accanto all’avv. A. Piccinini così come, in ben maggiori occasioni, accanto all’avv. prof. A. Maresca e all’avv. prof. E. Gragnoli, entrambi difensori delle aziende convenute dalla Fiom. L’articolo sul collegato lavoro, pubblicato su «Questione Giustizia», riproduce gli interventi svolti da me e dall’avv. Piccinini in un seminario organizzato a Bologna dai Giuristi Democratici. Quanto scritto dal Marro è quindi parziale e tendenzioso. Le critiche al collegato lavoro sono state ampie e trasversali, diversi appelli sono stati sottoscritti da centinaia di giuslavoristi senza etichetta alcuna e il presidente della Repubblica ha ritenuto di rinviare quel testo normativo alle Camere. Desumere una contiguità tra il giudice e l’avvocato dalla comune sottoscrizione di un simile appello è una forzatura dal punto di vista della coerenza logica e della buona fede. Far discendere da due indizi di questa portata il mio essere amica della Cgil e, addirittura, una violazione del mio fondamentale dovere di imparzialità costituisce non solo una falsità ma anche una grave offesa alla mia dignità e serietà professionale. L’articolo mostra di ignorare la differenza tra la partecipazione al dibattito pubblico e scientifico e il rigore delle decisioni assunte nei processi, corredate da motivazioni e suscettibili di essere impugnate dinanzi ai competenti organi giurisdizionali. Peccato che l’articolo ignori anche il merito del decreto (non sentenza) da me pronunciato, ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, perché avrebbe altrimenti potuto cogliere come le domande della Fiom siano state accolte solo in parte e che la tesi della contemporanea vigenza dei contratti collettivi dei metalmeccanici 2008 e 2009 sia stata propugnata anche dai difensori delle aziende convenute. Carla Ponterio, Modena Il merito del decreto era già stato oggetto di un mio precedente articolo pubblicato il 23 aprile. Quanto a «ignorare la differenza tra la partecipazione al dibattito pubblico e scientifico e il rigore delle decisioni assunte nei processi», ricordo che nell’articolo del 29 aprile ho testualmente scritto che «è sempre azzardato far discendere automaticamente le posizioni professionali da quelle politiche». Per il resto, ho dato notizia delle osservazioni critiche raccolte, come ho ripetutamente scritto nello stesso articolo, tra gli avversari della Fiom. (enr. ma.)

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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Spettacoli
In arrivo Sugli schermi la storia diretta da Giovanni Albanese: confronto tra usanze diverse sulla scia di successi come «Benvenuti al Sud»
Licenziati Da sinistra Vincenzo Salemme (53 anni) e Giuseppe Battiston (42): interpretano i dipendenti licenziati di un pastificio, «riciclati» come custodi

di PAOLO MEREGHETTI

Senza arte né parte
La scena clou

idea probabilmente ha attraversato la mente di molti: che cosa ci vuole a fare un’opera di Fontana, di Kunellis, di Manzoni? Che problemi ci sono a fare un taglio in una tela, a capovolgere una bottiglia di whisky mezza vuota in una scarpa, a lasciare un’impronta su un uovo? Sono capaci tutti... È l’idea da cui parte Senza arte né parte, commedia regionalistica diretta da Giovanni Albanese (nessuna parentela con il comico Antonio), in uscita questa settimana. L’ultima di una stagione che ha visto le sorti del cinema nazionale legate a filo doppio proprio a questo genere: fino a qualche mese fa, infallibile toccasana per risolvere la crisi e invece oggi ricondotto a più miti prospettive e meno entusiastici consensi. Questa commedia, come le tante che l’hanno preceduta (a partire da Benvenuti al Sud , capofila del «nuovo» gradimento del pubblico), ha sostanzialmente adattato al gusto italiano la ricetta internazioSarà per merito del nuovo dinanale del «prodotto medio», di quel mismo delle film commission recinema che mette da parte le ambi- gionali (Senza arte né parte sfrutta zioni autoriali in nome di un pro- il positivo attivismo di quella pufessionismo più classico e tradizio- gliese), sarà per inseguire pubblici nale e che però non cede alle tenta- più diversificati (secondo l’aurea rezioni più trash e trasgressive (alme- gola messa a punto da Aurelio De no dal punto di vista linguistico) Laurentiis per i suoi film natalizi), quelle che hanno fatfatto sta che proprio nel to la fortuna ma più contrasto tra i dialetti e recentemente anche le usanze, molte scenegla scarsa resa al bottegiature hanno cercato la ghino dei cinepanet- Il film chiave per rinnovare toni. Non è una «comuna comicità che fino a del media all’italiana», a ieri sembrava circoscritcui manca la forza del- MEREGHETTI ta al toscano o al romala cattiveria, lo sguarno. Lo fa anche questo do non riconciliato, film di Albanese, metla voglia di confrontarsi anche con tendo assieme il napoletano Vini momenti più neri della realtà (a cenzo Salemme, il friulano Giusepcominciare dalla morte) e l’ambi- pe Battiston e l’indiano Hassani zione satirica: è una «commedia ita- Shapi: sono loro i dipendenti licenliana», di quelle che recuperano le ziati dal pastificio Tammaro che molte facce e le molte cadenze del- vengono «riciclati» dal loro ex pal’Italia di oggi. drone (Paolo Sassanelli) come cu-

L’

A

La banda di falsari dilettanti non sfrutta il potere dei dialetti
Salemme e Battiston, commedia regionalistica poco graffiante
stodi delle opere d’arte contemporanea su cui l’industriale vuole speculare. E che daranno il via a una carriera da falsari. Il problema nasce quando questo incontro tra dialetti diversi (nella storia vengono coinvolti a vario titolo anche il tarantino Giulio Beranek, la catanese Donatella Finocchiaro, il messinese Ninni Bruschetta, la milanese Sonia Bergamasco) rischia di restare una trovata proNel cast La siciliana Donatella Finocchiaro, 40 anni

parole sono capaci tutti di fare l’artista ma poi, quando si passa ai fatti... Costruito sul «sogno segreto» di ogni aspirante artista, il film di Giovanni Albanese restituisce ai grandi maestri lo spessore della loro fatica quando gli allegri falsificatori scoprono la difficoltà della copia. E proprio di fronte all’oggetto che probabilmente ha attirato più ironie e facili battute: un «taglio» di Lucio Fontana. A riprova che l’arte moderna non è fatta solo di idee stravaganti ma anche di qualcosa di ben più complesso.

Le stelle

Guardiani in un magazzino di opere d’arte, tre disoccupati vogliono trasformarsi in falsari
★da evitare ★★interessante ★★★da non perdere ★★★★capolavoro

duttiva, senza delle vere giustificazioni narrative. Il lombardo Bisio sbattuto a Castellabate in Benvenuti al Sud o il pugliese Zalone alle prese con il «razionalismo» milanese di Che bella giornata generavano comicità proprio a partire da questo contrasto, dallo scontro di due estremi geografico-linguistici. La banda dei falsificatori dilettanti di opere d’arte di Albanese e Bonifacci (sono loro a firmare la sceneggiatura) potrebbe parlare con altri accenti e non cambierebbe niente. Ma così si perde una parte del piacere della recitazione regionale. Soprattutto per un attore così fortemente caratterizzato come Salemme, la cui «napoletanità» alla fine resta come sospesa e non sfruttata in tutte le sue potenzialità. Allo stesso modo, si potrebbe dire che il divertente (e coinvolgente) spunto iniziale — ma che cosa ci vuole a fare un quadro con un ta-

glio in mezzo? — viene sfruttato a metà: simpatica la parte dedicata al reperimento dei materiali con cui creare i falsi, non certo indimenticabile quella dei disponibili acquirenti e della creduloneria dei vari esperti, a cominciare dalla collezionista francese. E alla fine non riesci a toglierti dalla testa che un’idea di questo tipo avrebbe potuto essere sfruttata molto di più. Invece, come in tante commedie viste recentemente, lo spunto di partenza — dai quarantenni che devono ripetere l’esame di maturità ai pasticcioni sulle orme di Fontana — tutto si esaurisce dopo poco e il film lascia nello spettatore la poco piacevole sensazione di essere sfuggente e impalpabile, a «coda di pesce». A riprova che per conquistare il pubblico non basta girare una commedia. Bisogna anche sfruttare al meglio i suoi elementi.
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Domani su Sette Ritratto del regista che a Cannes porterà «This must be the place», protagonista Sean Penn

Vita e segreti di Sorrentino, in concorso sulla Croisette
MILANO — È dedicata a Paolo Sorrentino la copertina di Sette, il magazine del Corriere della Sera in edicola domani con il quotidiano. Antonio D’Orrico racconta vita, segreti e carriera del regista — e scrittore — che rappresenterà l’Italia al Festival di Cannes che si apre il prossimo 11 maggio. Dopo aver vinto il premio della giuria per Il divo, Sorrentino si ripresenta sulla Croisette con il suo nuovo This must be the place, il suo primo film americano con una star hollywoodiana, Sean Penn. Paolo Sorrentino è il regista che sognava di fare la rockstar. Perché a 16 anni suonicchia la batteria, è allora che adotta le basette lunghissime che sono un suo segno particolare da carta d’identità. C’è la musica, ma poi anche la lettura, perché un passaggio fondamentale nella vita adolescente del regista è la lettura di Viaggio al termine della notte di Céline, quando aveva 17 anRockstar Sean Penn in una scena di «This must be the place» di Sorrentino. L’attore interpreta una rockstar in declino che decide di dare la caccia all’ufficiale nazista che aveva perseguitato il padre

ni. Una vita che svolta con una tragedia, la morte contemporanea del padre e della madre che si trovavano in una casa di montagna, causa una fuga di gas dal riscaldamento difettoso.

Una vita che svolta di nuovo con una vittoria: Sorrentino (nato a Napoli il 31 maggio 1970) nel 1995 molla l’università (Economia e commercio) per partecipare al premio Solinas per la sceneggiatura: due

partecipazioni, due successi. Parte da lì la via del cinema che lo porta ora a This must be the place, storia di Cheyenne, una rockstar in declino (Sean Penn) che scopre che il padre, con cui non ha contatti da tanti anni, sta morendo. Penn quando arriva è troppo tardi e scopre che il padre è stato in un campo di concentramento, così decide di dare la caccia all’ufficiale nazista che lo aveva perseguitato. «Però non ha doti investigative, si muove con la lentezza esasperante tipica di chi è stato dipendente da droghe e alcol... La mia rockstar somiglia un po’ a Rob Smith dei Cure, che ancora oggi che ha cinquant’anni e passa, porta i capelli lunghissimi, si mette il rossetto. Trovo stupen-

In copertina Paolo Sorrentino sulla copertina di «Sette». Il regista con Nanni Moretti rappresenterà l’Italia al Festival di Cannes che si apre il prossimo 11 maggio

de queste rockstar imbolsite». Cheyenne è un cugino americano di Tony Pagoda, il cantante melodico napoletano protagonista di Hanno tutti ragione, il romanzo scritto da Sorrentino (terzo posto al Premio Strega 2010). Sean Penn si è mostrificato per interpretar-

lo. Appena hanno cominciato a circolare le prime foto dal set, i fan dell’attore hanno protestato su internet chiedendosi con raccapriccio chi è quella specie di drag queen che si spaccia per Sean.

R. S.
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Spettacoli 61
I concerti all’Arena

Personaggi Il musicista cinese ieri al «Corriere». Alla Scala un ciclo a lui dedicato

Lang Lang, lezioni ai bambini: la classica è bella come i cartoon
Il pianista-rockstar entusiasma i lettori di «ViviMilano»
MILANO - Come si dice in cinese Lang Lang? Elementare e subdola, la domanda strappa un sorriso da monello al pianista rockstar, il più mediatico del mondo. Che subito ne dà saggio cimentandosi in una serie di modulazioni, squillanti e gutturali, da cui si deduce che, nella sua lingua, Lang Lang suona certamente in tutt’altro modo. E dato che ci siamo, cosa vuol dire? «Uomo brillante», spiega. «Ma - aggiunge ironico - non prendete la traduzione troppo sul serio». Eppure mai come nel suo caso il detto «nomen omen» risulta veritiero. Brillante, simpatico, spiritoso, sono aggettivi perfetti per questo giovanotto di 28 anni dalla faccia tonda da bambino e il ciuffo dritto in testa, che suonando il pianoforte come «un gatto con undici dita» (la definizione è di Daniel Barenboim, suo maestro ed estimatore) ha conquistato il mondo, ha suonato per l’apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, ma anche alla Casa Bianca per Obama, la regina Elisabetta, il presidente Sarkozy, il primo ministro Putin... Ed è finito nella lista del «Time» delle 100 persone più potenti del mondo. Ma soprattutto ha saputo rendere popolare la classica anche nella platea più diffidente, quel-

La carriera
Lang Lang è nato in Cina, a Shenyang, il 14 giugno del 1982. La passione per il pianoforte arriva a due anni, quando vede un episodio del cartone «Tom & Jerry» in cui Tom suona lo strumento. L’anno dopo inizia a prendere le prime lezioni e a cinque

anni inizia a suonare in pubblico, esibendosi nel suo primo recital. La fama in occidente arriva nel 1999 al «Galà del Secolo» del Ravinia Festival, dove suona con la Chicago Symphony Orchestra

sto cercare di restituire qualcosa. Al momento ho sette allievi, selezionati tra le scuole di musica del mondo, a cui dò lezione ogni due mesi e coinvolgo appena posso in vari concerti. Ma tengo contatti con molti altri giovani attraverso Facebook...» Ginevra vuol sapere com’è stato suonare il piano per i bambini in Africa. «Non era un piano, troppo difficile da trasportare in un villaggio della Tanzania, ma una pianola. Ma ha funzionato benissimo lo stesso. Quei bambini non avevamo mai sentito Chopin o Beethoven ma hanno sensibilità musicale e grandissimo entusiasmo. Alla fine suonavamo tutti insieme la musica di Tom e Jerry». Quella Rapsodia Ungherese di Liszt suonata da topo e gatto in un cartoon, che a due anni lo fece innamorare del piano. Ti diverte insegnare ai bambini? chiede Giacomo. «Se gli piace studiare, sì», Fan Lang Lang, 28 anni, con alcuni dei giovani fan che hanno affollato ieri la sala Montanelli del Corriere assicura lui. Ecco, confessa Maria Vittola dei giovani. Non a caso accor- dedicato e il 23 suonerà Gerria, questo è il problema. A lei si numerosi all’incontro ieri po- shwin con il jazzista Herbie Tom & Jerry la musica piace, ma gli esercizi, meriggio alla Sala Montanelli Hancock), ho tenuto una lezio- La «Rapsodia al piano... del «Corriere» per uno specialis- ne-concerto ad alcuni giovani Ungherese» di Liszt «Ti piacciono gli spaghetsimo incontro dei lettori di «Vi- talenti del Conservatorio. Adesti?», fa Lang Lang. «Sì? Allora saviMilano» con Lang Lang. Solle- so sono qui con voi... Chiedete in «Tom & Jerry» lo prai che per farli bisogna sapercitato dal giornalista Gian Ma- pure». I ragazzi, molti iscritti al fece innamorare li cuocere al punto giusto, prerio Benzing, il pianista non si è Club dell’opera, non si sono fat- del piano a 2 anni parare il sugo come si deve... Le fatto pregare. «Oggi è davvero ti pregare. Perché hai voluto facose buone hanno bisogna di atuna bella giornata per me - ha re una Fondazione per i bambitenzioni in ogni dettaglio. Così esordito -. Prima di venire qui, ni? ha chiesto Chiara. «Perché è anche per la musica». Giuseppina Manin alla Scala (dove in questi giorni io ho avuto la fortuna di avere © RIPRODUZIONE RISERVATA è protagonista di un ciclo a lui grandi maestri e mi sembra giu-

Antonacci a Verona: rivincita per lo show che saltò nel 2005
DAL NOSTRO INVIATO

VERONA — Tre concerti e Biagio ci ha preso gusto. «Potrei tornare a fare i palasport a settembre», annuncia Antonacci. Gli show all’Arena (domenica, lunedì e ieri) avrebbero dovuto essere gli unici appuntamenti live legati all’album «Inaspettata», uscito un anno fa. «Sentivo la necessità di far conoscere il disco con le radio e la promozione non live. Stavo già lavorando al nuovo album, ma mi è tornata voglia». Fan impazzite (la

sicurezza fatica a tenerle a bada), pupazzi e cuori che volano sul palco spoglio, che ha come scenografia solo le gradinate, ospiti come la sua pupilla Loredana e i Club Dogo (l’hip hop all’Arena!). Biagio ripercorre la sua carriera lasciandosi andare a un momento rock e a uno acustico (con arpa e fisarmonica). Quasi una rivincita per lo show cancellato sempre qui nel 2005, alla morte del Papa: «Rivolgo un saluto d’amore glorioso al pontefice, ma allora mi arrabbiai molto. Il sindaco bloccò il mio spettacolo, ma non uno di classica: un esempio di potere usato male», ricorda polemicamente dal palco.

Andrea Laffranchi
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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Spettacoli 63 Brevi
ATTRICE DI B-MOVIE

Tv L’audience di un programma calcolato anche in sette giorni. I concorrenti: saranno aumenti impercettibili

Ascolti, Sky punta sulla «differita»
Nuovo sistema di rilevazione: con repliche e registrazioni più spettatori censiti
MILANO — Una volta era un ascolto clandestino, ora no. Ora l’Auditel, da lunedì 2 maggio, si occupa pure degli ascolti «differiti». Chi di noi, almeno una volta non ha registrato il suo programma preferito perché a quell’ora non poteva guardarselo? Tutti lo abbiamo fatto. E se un tempo era una pratica rara, oggi sta diventando pressoché la norma. Perché sta cambiando il modo di vivere la televisione: vista l’enorme scelta dei canali, siamo noi che decidiamo scientemente cosa, come e quando vedere qualcosa in tv. Sky si è portata avanti offren-

Morta Yvette Vickers resti mummificati
L’attrice statunitense Yvette Vickers, ex playmate di Playboy e reginetta dei B-movie degli anni Sessanta, è stata trovata morta la settimana scorsa nella sua casa di Benedict Canyon, in California. Avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 26 agosto. I resti mummificati della Miss Playboy del 1959 sono stati ritrovati da una vicina di casa.

Il test sul serial

Decoder Un milione e mezzo di abbonati ha un decoder speciale che permette la visione ritardata
do ai suoi abbonati il servizio MySky, ovvero la possibilità di registrare (su memoria fissa, senza ricorrere a dvd) quel che si desidera. Motivo per cui è stata proprio la pay-tv di Murdoch a chiedere ad Auditel di inserire nella lettura dei dati d’ascolto, i programmi visti anche un’ora, due ore dopo la messa in onda. Fino a una settimana dopo. Così si è scoperto che specie i telefilm, le serie tv e i film possono triplicare il proprio ascolto. «Soddisfatto» l’amministra-

Confronti In attesa dell’entrata in funzione del nuovo criterio di rilevazione degli ascolti (dal 2 maggio), nei mesi scorsi sono stati fatti molti test sulla programmazione di Sky; la serie «Spartacus» ha dato i seguenti risultati, riferiti a una settimana: 173mila telespettatori. Così suddivisi: l’ascolto in diretta su SkyUno è stato di 62mila persone, l’ascolto differito di 12mila; l’ascolto medio differito nei 7 giorni di 65mila; l’ascolto da Sky On Demand di 34mila

«Spartacus» Lucy Lawless (43 anni) nei panni della rossa Lucretia e Viva Bianca (28) in quelli di Ilithyia in una scena di «Spartacus»

L’annuncio dei sindacati

Pay tv, sciopero di 12 ore
MILANO — È rottura tra Sky e i sindacati confederali. Dopo l’incontro con l’ad di Sky, Tom Mockridge, e il coordinamento unitario dei lavoratori, è stato indetto un pacchetto di 12 ore di sciopero, le cui modalità saranno decise nei prossimi giorni. Lo annuncia una nota unitaria di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. «Lo sciopero è ormai necessario a causa delle decisioni dell’azienda in tema di politiche retributive, outsourcing, delocalizzazioni e sedi», hanno detto i sindacati.

tore delegato Tom Mockridge; mentre Fabrizio Salini di Fox, spiega che «ci sono serie cult in cui l’incremento d’ascolto in "differita" è vicino al 100%. Questo ci darà più libertà di programmazione e meno timore di controprogrammazioni». In questi mesi sono stati effettuati numerosi test sulla programmazione e per esempio la serie tv «Spartacus» ha dato i seguenti risultati, riferiti a una settimana: 173mila telespettatori. Così suddivisi: l’ascolto in diretta su SkyUno

(l’ascolto medio dei vari passaggi tradizionali nei sette giorni) è stato di 62mila persone, pari al 36% del totale; l’ascolto differito (ovvero la registrazione della puntata nel giorno della prima messa in onda) è stato di 12mila persone, pari al 7% del totale; l’ascolto medio differito nei sette giorni (ovvero l’ascolto da registrazioni) è stato di 65mila, pari al 38%; e infine l’ascolto da Sky On Demand (l’unico che ancora Auditel non rileva) è stato di 34 mila, pari al 19% del totale. Quindi ol-

tre il 60 per cento dell’ascolto di una stessa puntata arriva da registrazioni. Del resto ben un milione e mezzo di abbonati Sky ha il decoder «magico». Il senso — che certamente riguarderà la tv del futuro — è chiaro: siamo noi a scegliere la tv (e non viceversa). Tanto che la campagna promozionale pensata da Sky punta proprio al messaggio: fate altro, non guardate la tv. Leggete, fate l’amore, mangiate una pizza (tanto c’è MySky). Commenta Andrea Scrosati, vice presidente Sky Italia: «Siamo convinti che la tv debba essere un momento di relax, di intrattenimento, di emozione e non qualcosa che toglie tempo allo stile di vita dei nostri abbonati». E anche se gli altri editori televisivi, Rai, Mediaset, La7, non hanno un sistema come quello di MySky, sono contenti della novità Auditel che comunque aumenta gli ascolti per tutti. Del resto pure Mediaset, nella settimana, può godere delle «repliche» in onda su Mediaset Extra, La 5 o su Mediaset Premium on demand. Un aumento di ascolto che però la tv generalista per ora definisce impercettibile. Da alcuni test effettuati, pare che l’ascolto televisivo, con questa novità-Auditel, aumenti giornalmente dello 0.2% e settimanalmente dello 0.5%. Ma c’è tempo per crescere.

RIVELAZIONI

Mentana: il Tg1? Ho rifiutato di dirigerlo
Enrico Mentana ha svelato di aver rifiutato la direzione del Tg1 e di vari giornali tra cui La Stampa e l'Unità. Il direttore, su Vanity Fair, ha detto: «Mi hanno offerto due volte di dirigere il Tg1, in passato, e ho rifiutato. Ci ho lavorato 9 anni, so come funziona». E sull’ipotesi di tornare al Tg5: «La storia non va mai all’indietro».

A TORINO

Veruschka: mi rivedo in Uma Thurman
Veruschka, la top model classe 1939, al Festival Cinema Gay di Torino ha raccontato aneddoti della sua vita che diventeranno una autobiografia. Un volume che sarebbe perfetto per diventare film. Ma chi potrebbe interpretare Veruschka? «Credo che l’attrice che potrebbe impersonarmi meglio sia Uma Thurman».

Maria Volpe
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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Sport

Ottant’anni e 1.600 milioni di reddito
Bernie Ecclestone, 80 anni, controlla i diritti commerciali della Formula 1 attraverso la Cvc. La sua ultima denuncia dei redditi era di 1.600 milioni di euro, 1.000 in meno dell’anno precedente. Il divorzio dalla moglie Slavica gli è costato 670 milioni (LaPresse)

Terremoto Exor, la finanziaria degli Agnelli, e News Corporation, il colosso dei media, vogliono il Circus: pronti a impegnarsi per 50 anni

Rivoluzione in pista
MILANO — I movimenti tellurici che stavano scuotendo il Circus sotto traccia, attraverso voci, smentite, sussurri, sono esplosi in un terremoto. Ed è solo la prima scossa. Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli (maggior azionista del gruppo Fiat, quindi, indirettamente anche di Ferrari), e News Corporation (il colosso dei media di Rupert Murdoch, che va da Sky al Times) vogliono comprarsi la Formula 1. Meglio, «stanno analizzando in via preliminare la possibilità di creare un consorzio con il proposito di elaborare un piano per lo sviluppo nel lungo termine della Formula 1», come recita la nota congiunta emessa, un po’ a sorpresa, ieri sera per fare chiarezza sulle voci che si stavano diffondendo. Siamo in una fase preliminare, per l’appunto, e la pru-

Elkann e Murdoch fanno un’alleanza Nasce la Formula 1 del dopo Ecclestone
denza è obbligatoria, anche per non turbare il mercato. Ma l’intenzione c’è e la proposta, con ogni probabilità, arriverà a essere formulata ufficialmente. Approderà, quindi, sulla scrivania di Bernie Ecclestone, colui che, da trent’anni, gestisce tutto ciò che dalla F1 si trasforma in soldi: ovvero diritti tv e d’immagine. In ogni caso, una rivoluzione. Giusto per avere un’idea: nel 2005 Bernie ha venduto a Cvc le sue società (che appunto sfruttavano diritti tv e d’immagine della F1) per 2,5 miliardi di dollari. E il valore, adesso, sarebbe di sicuro cresciuto. Sempre stime approssimative indicano gli utili annuali della F1 in 350 milioni. Condizione preliminare Ma perché il progetto Elkann-Murdoch prosegua serve una condizione: che gli altri protagonisti (team e Federazione) diano un loro, preliminare, consenso. I colloqui cominceranno da oggi. Per dirla brutalmente: se l’intero piano venisse vissuto come un tentativo della Ferrari di comprarsi il giocattolo sotto mentite spoglie, con ogni probabilità ci si fermerebbe qui. «Nel corso delle prossime settimane e mesi Exor e News Corporation si confronteranno con potenziali partner di minoranza e con i principali soggetti coinvolti — continua la nota —. Non è possibile affermare con certezza che si arriverà a presentare una proposta agli attuali proprietari della Formula 1». Per ora i team stanno a guardare: quel che è certo è che da tempo le squadre più importanti vorrebbero un nuovo partner interessato a investire nel futuro di questo sport, in un progetto che li veda protagonisti, magari diventando anche azionisti. I principi del piano Di certo il consorzio tra Exor e News Corporation nasce con un approccio del tutto nuovo, quasi industriale, e con l’idea di investire a lungo termine: si parla di impegnarsi per i prossimi 40-50 anni. «Qualcosa che, anche per motivi d’età, l’attuale promoter non può fare», si sussurra in riferimento agli 80 anni di Ecclesto-

ne (in effetti il passaggio generazionale sarebbe notevole, visto che John Elkann ha 35 anni e James Murdoch 38). Stabilizzare il governo della Formula 1» è la prima linea guida del progetto. Che significa regole chiare, certezze per investitori e fan. Il secondo principio prevede «l’allargamento della base dei sostenitori». L’idea è quella di coinvolgere nuovi utenti, che hanno un accesso alla F1 ancora irregolare, soprattutto nei Paesi emergenti, forse attraverso una più capillare distribuzione televisiva (e Murdoch attraverso le sole Sky e Fox potrebbe garantire una copertura quasi globale). Il terzo emerge di sfuggita, quando si sottolinea che la F1 per Elkann e Murdoch è «uno sport» in cui vige la competizione. Par di capire che certi stravolgimenti all’inse-

guimento del puro spettacolo non piaceranno. Ma... Ecclestone? Ma qui ci siamo buttati davvero troppo avanti. Anche se la proposta d’acquisto sarà formulata, sarà comunque necessario che l’altra parte sia disposta a vendere. Ecclestone ieri si è prodotto in una smentita un po’ affrettata: «Vi assicuro che nessuna delle parti di cui voi parlate è interessata alla Cvc o ha parlato con me. E la Cvc non ha alcuna intenzione di vendere i diritti della F1». Il fondo Cvc ha poi diffuso un comunicato: «James Murdoch ci ha informato che il loro approccio è amichevole, ed è ad un livello molto preliminare. Sanno altresì che la F1 è una proprietà privata di Cvc e non è in vendita. Cvc riconosce News Corp ed

La novità Era il complice di Stepney nella spy story McLaren: sostituirà il dimissionario Michael

Williams, arriva lo «spione» Coughlan
MILANO — Mike era quello che chiedeva e quasi tutto gli veniva dato. Quello che ha bruciato 780 pagine di segreti Ferrari nel barbecue della villetta nella campagna di Woking, poco prima dell’arrivo della polizia. Anche se probabilmente è facile cadere in tentazione quando un vecchio amico, Nigel Stepney — che lavora per gli storici concorrenti —, si offre di aprirti il suo cuore e le sue email, Mike Coughlan resta un personaggio imbarazzante. Licenziato dalla McLaren, in un primo momento bandito a vita dalla Formula 1, pena poi ridotta a una squalifica di due anni, dopo aver patteggiato una multa di 180 mila euro con il tribunale di Modena, adesso è pronto a rientrare dalla nobile porta della Williams che ha annunciato ieri uno stravolgimento della sua struttura tecnica. Hanno dato le dimissioni il direttore tecnico Sam Michael e il capo degli aerodinamici Jon Tomlinson: finiranno la stagione e poi se ne andranno. Coughlan, invece, arriverà a giugno e comincerà (lui che era capo progettista in McLaren) a lavorare sulla monoposto del 2012. Quella di quest’anno, finora, non ha raccolto neanche un punto. «Sam e Jon sono persone esperte e di talento — le parole di Frank Williams —. Nonostante ciò hanno riconosciuto che le prestazioni della squadra non sono al livello richiesto e hanno rimesso il loro mandato». Qualche altra voce maligna racconta invece che Michael si sia dimesso spiegando che, con i pochi mezzi a disposizione, miracoli non ne può fare. Così il ricorso a Coughlan, sotto forma di una seconda possibilità: «Sono molto grato alla Williams. L’esperienza del 2007 è di quelle che ti cambiano la vita — racconta Coughlan —. Adesso non vedo l’ora di tornare a uno sport che amo. Darò tutto me stesso per far sì che la Williams torni a un alto livello di competitività rispettando gli standard etici di cui è sempre stata sinonimo». Poi, visto che Mike non lo fa, si scusa Williams per lui: «È un bravo ingegnere. Ha lasciato la F1 nel 2007 per una condotta che sa essere stata sbagliata e della quale si dispiace molto». Adam Parr, presidente della Williams la chiude così: «Ha sbagliato, è stato punito e ha pagato. Detto questo, non trovo giusto che una squalifica di due anni si trasformi in una punizione a vita. Sono convinto che ora sia una persona migliore». Con Pat Symonds (quello della Renault e del Singaporegate) già consulente per la Virgin, non resta che aspettare il ritorno di Stepney.

Il presidente Parr: «Ha sbagliato, è stato punito e ha pagato. Sono certo che ora sia una persona migliore»

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Progettista Coughlan (Olycom)

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Sport 65
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Chiusa l’inchiesta sull’incidente di Kubica Nessuno è colpevole

SAVONA — La procura di Savona ieri ha ufficialmente chiuso l’inchiesta sul grave incidente che lo scorso 6 febbraio ha portato al ferimento di Robert Kubica nel corso del rally di Andora. Le indagini riguardavano sia la scuderia che gli aveva affidato l’auto (una Skoda Fabia) sia lo

stesso pilota polacco, prima guida della Lotus Renault di F1: la conclusione del magistrato è che non ci sono responsabilità né su un fronte né sull’altro. Kubica si era schiantato contro un guard rail e un pezzo della lamiera della protezione stradale era penetrato nell’abitacolo, procurandogli

gravi ferite, con il rischio dell’amputazione della mano destra. Lo scorso 24 aprile, dopo 4 interventi e 76 giorni all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, Robert è stato dimesso. Ha già iniziato la fase più delicata della riabilitazione, con l’obiettivo di rientrare in Formula 1.

John Elkann La lezione degli anni difficili del Lingotto

James Murdoch L’outsider nella gara alla successione

L’erede designato Il figlio anticonformista che ama le sfide tra tatuaggi, auto e sa essere protagonista e tecnologie digitali
MILANO — In fondo, sempre di business e sempre di auto si tratta. Solo molto più glamour. E la materia prima — sogno, tecnologia, marchio — ce l’ha in casa. Certo è difficile immaginare John Elkann che lancia telecomandi contro televisori, come Luca Cordero di Montezemolo quando la Ferrari è in affanno, o sbaglia strategia, o peggio ancora butta via una vittoria. Ma anche lui smonta l’agenda per andare ai box a Monza (e con meno scaramanzie del presidente). Non è neppure così distaccato come racconterebbero i gessati blu, i sorrisi più che educati, gli anni passati a vedere la Fiat sfiorare l’inferno e poi risalirne, il presente fatto soprattutto di sfide per l’auto globale. A 35 anni non è più solo l’erede dell’Avvocato: l’aveva indicato il nonno, Giovanni Agnelli, sì, però alla fine il ruolo di plenipotenziario se l’è guadagnato. Proprio con lezioni prese al Lingotto dell’epoca peggiore. E con al fianco Sergio Marchionne, Gianluigi Gabetti, lo stesso Montezemolo. Così, adesso, non stupisce che ridisegni anche la holding capofila. Né che lì, in Exor, cammini ormai da un pezzo da solo. Alla Fiat pensa Marchionne (con «il supporto totale mio e della mia famiglia»). La casa-madre la sta rivoluzionando lui. Erano due finanziarie: ha semplificato e ne ha fatta una sola. Possedeva (possiede) decine di partecipazioni: ha deciso che semplificherà anche lì, «meno attività ma più "pesanti" e in mestieri che conosciamo» (dal che, per cominciare, la messa in vendita di Alpitour, però «mai» della Juve, per dire). Aveva (ha) le tante relazioni internazionali ereditate dal nonno: rimangono, ma ci ha aggiunto quelle costruite in questi anni insieme ai Marchionne, i Gabetti, i Montezemolo. E quelle sue personali. James Murdoch è tra queste. Questione generazionale, anche. Uno ancora «un delfino» (di Rupert, «lo squalo»): ma numero tre di News Corporation, e numero uno per l’Europa e l’Asia. L’altro, già da un po’ al comando: presidente della cassaforte di famiglia Giovanni Agnelli & C., presidente Fiat, presidente e amministratore delegato Exor (e a sua volta con ampie frequentazioni asiatiche: un mese fa, mentre a Torino arrivava Silvio Berlusconi, lui stava a Pechino a parlare di «auto verde» davanti a Wen Jiabao). Uno, Murdoch, magnate della tv. L’altro, Elkann, alle prese con la sfida più ambiziosa (e rischiosa) della old economy e dell’industria motoristica: costruire, con Marchionne e Fiat-Chrysler, uno dei primi player globali. Lì dentro, in quel Lingotto che anche con la casa Usa «ci avrà sempre come principale azionista», c’è ancora tantissimo da fare e dimostrare. C’è però anche quel gioiello che tutti — tedeschi in testa — nel mondo dell’auto invidiano a Torino. E che può rivelarsi, via Exor, il perfetto link tra nuova e vecchia economia. Quale partner migliore della Ferrari, per «scalare» il business non solo televisivo della Formula Uno? E viceversa: chi meglio della globale Sky, quella che ovunque ha rotto schemi e monopoli, per provare a scalzare Bernie Ecclestone? Poi l’ottantenne signore del circus può pure dire che le chance sono «vicine allo zero». Ma i due «ragazzi», John & James, tanto da sottovalutare non sono. Questione generazionale, appunto. Anche per la F1. MILANO — Le automobili sono la grande passione di James Murdoch, 38 anni, erede apparente dell’impero dei media fondato dal padre Rupert. Attraverso l’alleanza con la Exor di John Elkann, il numero tre di News Corp ora lancia una sfida grande come la F1. Il consorzio sarebbe ancora in fase di studio. Ma il quarto dei sei figli (da tre mogli diverse) di Rupert Murdoch non è nuovo a scommesse azzardate. L’ultima l’ha vinta poco più di un mese fa, quando è stato nominato deputy chief operating officer di News Corp e presidente e Ceo delle attività internazionali, oltre a mantenere la guida in Europa e in Asia, diventando il numero tre del gruppo. La promozione obbligherà il giovane Murdoch a trasferirsi da Londra, dove ha sede BskyB, al quartier generale di New York, dove risponderà direttamente a Chase Carey, il braccio destro operativo di Rupert Murdoch, 80 anni, presidente esecutivo di News Corp. La scalata all’impero di famiglia è avvenuta a spese del fratello maggiore Lachlan, 39 anni, che aveva ricoperto lo stesso ruolo di James fino al 2005, quando ha lasciato il gruppo in polemica con l’allora Coo, Peter Chernin. E superando la concorrenza della sorella Elisabeth, 42 anni, che dopo aver litigato con il padre, ha fondato la società di produzione televisiva Shine, salvo tornare all’ovile (con un posto in cda) quando papà Rupert di recente ha deciso di comprare la sua attività. Nella gara per la successione, James è sempre stato considerato l’outsider, tra i favoriti Lachlan e Elisabeth. La sorellastra Prudence, la primogenita di Rupert Murdoch, vive in Australia; le due più giovani, Grace e Chloe, nate dal terzo matrimonio del magnate dei media con la cinese Wendi Deng, sono troppo piccole. Chi lo conosce bene, però, considera James il più brillante dei figli di Murdoch, se non il più ambizioso. Probabilmente è il più ribelle o solo il più anticonformista. Qualche prova: quando al liceo snob di Manhattan si è presentato con i capelli tinti di biondo; o quando si è fatto fare il piercing a un orecchio e a un sopracciglio; o i due tatuaggi (uno, su un braccio, rappresenta una lampadina). L’Università ad Harvard non l’ha mai finita, per dedicarsi a una casa discografica underground hip-hop, che pare abbia lanciato Eminem. Ai libri ha spesso preferito i fumetti, di cui è un abile disegnatore. È cintura nera di karatè e corre in bici. A differenza del padre, i giornali di carta non li ha mai amati, fin da quando a 15 anni il padre lo costrinse a fare uno stage nel quotidiano di famiglia Sydney Mirror e lui finì immortalato sulle pagine del concorrente Sydney Morning per essersi addormentato durante una conferenza stampa. Eppure a 27 anni James Murdoch, sposato con la modella americana Kathryn, che gli ha dato due figli, era già alla guida di Star, la televisione asiatica di News Corp: quando è arrivato, nel 2000, la tv perdeva 100 milioni di dollari all’anno, quest’anno stima 250 milioni di utile e un miliardo di fatturato, grazie alla decisione di James di sbarcare in India. Con Sky, di cui è diventato presidente e Ceo nel 2007, James ha avuto ancora maggior successo, trasformando la società nella prima tv a pagamento in Europa. Le qualità che tutti gli riconoscono? La padronanza delle nuove tecnologie digitali, che non sempre il padre condivide. E l’amore per le sfide impossibili.

Partenza Il via di una gara di Formula 1, il momento più spettacolari e pericoloso di ogni Gran premio (Reuters)

Raffaella Polato
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Nuove generazioni
A sinistra John Elkann, 35 anni, presidente della cassaforte di famiglia, di Fiat e di Exor (di cui è anche ad). A destra James Murdoch, 38 anni, numero tre di News Corp presidente e Ceo delle attività internazionali (LaPresse, Reuters)

Exor quali investitori potenziali ma ogni investimento nella F1 ha bisogno di un accordo con Cvc». Non sembra una porta in faccia. Comunque vada a finire, l’interessamento di nuovi partner apre una stagione del tutto nuova, forse una rivoluzione. Il fondo inglese Cvc detiene oggi il 70% della Formula One Group, che gestisce i diritti tv e lo sfruttamento delle immagini (gestisce quindi, per esempio, la pubblicità in pista e il merchandising). Ecclestone alle squadre distribuisce circa il 50%, una quota che i team non considerano sufficiente. Il Patto della Concordia, il contratto che regola appunto la spartizione della torta, scade nel 2012. Per il dopo, tutto è aperto. Exor e Newsco potrebbero comprare e proseguire, oppure lasciare a Ecclestone e Cvc un nome vuoto, «Formula 1», e mettersi d’accordo con le squadre per ricominciare. Un nuovo campionato, con un nuovo nome e nuove regole, ma con i team più importanti. Con zero euro a Bernie. Che farebbe il primo cattivo affare della sua vita.

Arianna Ravelli
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Giuliana Ferraino
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66 Sport

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

Il futuro Il club rossonero è a un punto dallo scudetto ma già lavora per la prossima stagione

Taye Taywo 26 anni, nato a Lagos, in Nigeria, terzino del Marsiglia. Il Milan vorrebbe tesserarlo, ma c’è un ostacolo: non ha ancora un passaporto comunitario (Ipp)

Federico Marchetti 28 anni, nato a Bassano del Grappa, dopo aver giocato in porta ai Mondiali in Sudafrica è stato messo fuori rosa dal Cagliari (LaPresse)

Andrea Lazzari 26 anni, nato a Bergamo, centrocampista offensivo del Cagliari, piace molto ad Allegri che lo avrebbe voluto già nell’estate scorsa (Sportimage)

Il Milan alza la posta «Mercato da Champions»
Galliani annuncia nuovi acquisti e la riduzione dell’organico Pato su Twitter dà il benvenuto a Ganso, poi cancella il commento
MILANO — Nonostante l’aritmetica e la scaramanzia tengano lontano il diciottesimo scudetto di un solo passo, il Milan è già proiettato nel futuro. Due esempi? La squadra di Allegri con un semplice pareggio si laureerebbe campione d’Italia a Roma, ma nella capitale non sono previsti festeggiamenti in grande stile. Non sono in agenda cene a palazzo Grazioli, nella residenza capitolina del premier, né scorribande notturne nei locali romani. Il Milan che alloggerà in un lussuoso hotel a due passi da villa Borghese stapperà lo champagne in ritiro. Ma con morigeratezza perché la mattina seguente Allegri, un vero sergente di ferro, ha programmato una seduta di allenamento all’Acquacetosa in preparazione alla semifinale di ritorno di Coppa Italia con il Palermo. Non è ancora stato cucito sul petto lo scudetto e già si guarda avanti. Adriano Galliani, al suo arrivo ieri in Lega ha spiegato: «Se dovessimo vincere questo campionato, proveremmo a primeggiare in Champions. Speriamo di giocare anche noi il prossimo anno una semifinale di coppa». Poi analizza: «Quest’anno in Europa ci è andata male, speriamo di avere meno infortuni il prossimo

Verso il titolo
La situazione Il Milan guida la classifica con 8 punti sull’Inter e 9 sul Milan a 3 giornate dal termine Il Milan è campione se Vince o pareggia con la Roma, oppure perde e l’Inter non batte la Fiorentina Scontri diretti In caso di arrivo a pari punti con Inter o Napoli, il Milan è campione perché è in vantaggio negli scontri diretti

Felice Adriano Galliani, 66 anni, vice presidente e ad del Milan (Sportimage)

anno. In coppa siamo penalizzati dal gap rispetto alle spagnole, che hanno vantaggi fiscali e in termini di diritti tv. In Inghilterra i grandi club possono contare sugli introiti garantiti dagli stadi di proprietà. Ma il nostro sarà un mercato da Champions». Bum. Ma non finisce qui. Ipotizzare rivoluzioni non è reato. Elogiando il tecnico che ha saputo trovare alternative valide agli infortunati Pirlo e Ambrosini, l’ad rossonero dopo aver sottolineato i meriti della società («siamo stati costretti a prendere altri giocatori») ha preannunciato tagli imponenti alla rosa: «Così facendo abbiamo 31 giocatori. Ridurremo perciò l’organico a 25-26 uomini». Della rosa attuale non farà più parte il portiere Marco Amelia, arrivato in prestito la scorsa estate dal Genoa. Al suo posto ci sarà Federico Marchetti del Cagliari, in rotta con Cellino, di-

sponibile a contendersi un posto con Christian Abbiati. Non faranno più parte del reparto arretrato Nicola Legrottaglie, sbarcato a Milanello con un contratto di cinque mesi, Marek Jankulovski, in scadenza, Papastathopoulos, tipologia di giocatore che non ha convinto Allegri. Yepes (legato ai rossoneri fino al 2012), desideroso di giocare, intende prima di rimanere fare chiarezza con i dirigenti. Molto probabilmente verrà invece dirottato in prestito a un altro club Didac Vilà. In compenso rinforzeranno la difesa di Allegri un big come Philippe Mexès della Roma e molto probabilmente il nigeriano Taye Taywo, terzino sinistro

Rosa ridotta L’ad svela le intenzioni per la prossima stagione: «La rosa passerà da 31 a 25-26 uomini» Pirlo in bilico La posizione di Pirlo, in scadenza di contratto, è in bilico. Resteranno Seedorf e Ambrosini

dell’Olympique Marsiglia in attesa di ottenere passaporto comunitario. Piace Danilo, il terzino destro del Santos ma anche il suo arrivo è frenato dal limite sugli extra-comunitari. A centrocampo è in bilico la posizione di Pirlo mentre sembrano destinati a ottenere il rinnovo Seedorf e Ambrosini (che ieri ha commentato: «Io rimarrei, ma quando sarà il momento la società avrà il dovere di fare chiarezza»). Van Bommel si è guadagnato la conferma sul campo mentre Strasser potrebbe essere ceduto altrove per crescere. L’obiettivo è Andrea Lazzari del Cagliari, vecchio pallino del tecnico. Nel reparto offensivo del prossimo anno non ci sarà Oduamadi mentre la dirigenza rossonera è alla ricerca di un vice-Ibra. Non dispiace Hulk del Porto ma l’uomo copertina del mercato 2011 è Ganso, il gioiellino del Santos, che secondo Pato ha già un futuro milanese. Lo ha postato su Twitter lo stesso attaccante. «Non è carino scrivere queste cose» ha commentato ieri con gli occhi scuri Galliani. Un’ora dopo il commento era scomparso dal profilo.

Difesa Philippe Mexès, 29 anni, nato a Tolosa, difensore della Roma in scadenza di contratto (Sportimage)

31
I giocatori che fanno parte attualmente della rosa del Milan, troppi secondo Adriano Galliani

26
i giocatori che il Milan vorrebbe avere nella rosa della prima squadra la prossima stagione

Monica Colombo
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Il caso Dopo la sconfitta con la Juve, il presidente biancoceleste scatenato nelle accuse contro arbitri e Figc; Palazzi lo convoca per un’audizione

Abete respinge Lotito e la teoria del complotto anti-Lazio
MILANO — Le parole di Claudio Lotito, dopo Lazio-Juve (0-1) di lunedì sera, sono molto più di una violenta controversia verbale e rappresentano uno strappo lacerante in un finale di campionato turbolento. È stata una partita diretta male da Mazzoleni, in linea con la mediocre stagione della squadra di Braschi (e Nicchi), con l’errore per il fallo non visto di Chiellini su Floccari in area (21’ s.t.). Quello che ha fatto infuriare Lotito: «Sento un tintinnio di manette; ora non si tratta più di verificare se ci sono errori, ma di capire come avvengono certi fatti e se sono determinanti al fine di cambiare i risultati. Se sono sporadici è un conto; se sono fatti che costituiscono un cambiamento radicale, questo è molto diverso. Credo nella giustizia, ma credo debba concretizzarsi fuori dal sistema». Per queste parole, Lotito sarà ascoltato in queste ore dal procuratore federale Stefano Palazzi (ma nel frattempo non è stato deferito), mentre ieri è intervenuto in prima persona il presidente federale, Giancarlo Abete: «Lotito non è fuori dal sistema, visto che è consigliere federale ed è dentro alla Lega. Il problema non è essere dentro o fuori, ma fare discussioni senza alimentare la cultura del sospetto. Bisogna crescere in termini di comportamenti. Lotito deve rappresentare le situazioni se sono meritevoli di approfondimento. Altrimenti è sufficiente dire che si è amareggiati per un arbitraggio ritenuto negativo e si va avanti. Esasperare i toni non giova. Molti credono che le polemiche generino crediti in un mondo che invece ha bisogno di equilibrio». Perché quello di Lotito è uno strappo in piena regola? Lo è per tre motivi. Il primo: il presidente della Lazio e, con lui, Reja («il rigore era nettissimo, si vede che il colore della nostra maglia non piace; mi sembra impossibile non dare un rigore come quello su Floccari») e tutto l’ambiente laziale sono convinti che sia in atto una manovra collettiva per spingere la Roma «made in Usa» al quarto posto. E poco importa se ieri la squadra giallorossa è stata stangata dal giudice sportivo: tre giornate di squalifica per De Rossi e Perrotta, espulsi a Bari e assenti già sabato contro il Milan. Il secondo: fra il quarto e il quinto posto ballano 20 milioni di euro, la cifra che guadagna chi supera il preliminare di Champions League. E questo è l’ultimo anno in cui il quarto posto può consentire la qualificazione all’Europa dei grandi. Dal 2012-2013 i posti in Champions League per l’Italia saranno solo tre. Lotito sostiene

Protagonisti Il presidente Lotito e il tecnico della Lazio Reja. A destra, l’arbitro Mazzoleni (Liverani, LaPresse, Ansa)

Il numero 1 federale «Lotito potrà ora chiarire se ci sono situazioni di cui è a conoscenza. Altrimenti è meglio tacere»

Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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Sport 67

Champions Nessuna rimonta nel quinto Clásico della stagione

Mourinho resta in albergo il Real Madrid va a casa
Finisce 1-1 con gol di Pedro e Marcelo, Barça in finale
Barcellona Real Madrid

1 1

Marcatori: Pedro 9’, Marcelo 19’ s.t. BARCELLONA (4-3-3): Victor Valdes s.v.; Dani Alves 6,5, Mascherano 6, Piqué 6,5, Puyol 6,5 (Abidal s.v. 46’ s.t.); Xavi 7, Busquets 6,5, Iniesta 7; Pedro 6,5 (Afellay s.v. 48’ s.t.), Messi 6, Villa 5 (Keita s.v. 29’ s.t.). All.: Guardiola 6,5 REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas 7; Arbeloa 6, Albiol 6, Carvalho 6, Marcelo 6; L. Diarra 5,5, Xabi Alonso 6; Di Maria 6,5, Ronaldo 4,5, Kaká 4,5 (Özil 6 15’ s.t.); Higuain 5 (Adebayor 5,5 10’ s.t.). All.: Karanka 5 Arbitro: De Bleeckere (Belgio) 6 Ammoniti: Carvalho, Diarra, Xabi Alonso, Marcelo, Pedro, Adebayor Recuperi: 1’ più 3’

uno ha Messi con il numero 10 e gli altri il numero 10 lo fanno indossare a Lassana Diarra, è giusto che sia così. Dal canto suo il Barça ha gigioneggiato per un po’. Poi, stufo di attendere, ha dato gas al motore e allora sono incominciate le danze: Carvalho, già ammonito per un fallo su Messi, è stato graziato dall’arbitro che ha chiuso gli occhi su una sua entrata da tergo sulla «pulce» e Casillas prima dell’intervallo si è dovuto esibire in tre paratone su Messi (due) e Villa. Pure il secondo tempo, vivacizzato in avvio da un invasore solitario votato al martirio, è filato via sulla falsariga del primo nonostante Marcelo (tocco dopo il palo centrato da Di Maria) abbia pareggiato quasi subito la rete di Pedro approfittando dell’unica indecisione dei palleggiatori catalani. A questo punto la lezione delle 5 sfide stagionali tra Barça e Real (3 successi per Guardiola, un pari e la vittoria madridista in Coppa del Re ai supplementari) è sufficientemente chiara. È

Il ritorno di Abidal Abidal torna in campo per qualche minuto a 46 giorni dall’intervento al fegato
infatti possibile che Amnesty International valuti la possibilità di concedere a Mourinho lo status generico di perseguitato calcistico. A dar retta alle sue farneticazioni, tutti ce l’hanno con lui: il Palazzo quando allenava in Italia, l’Unicef ora, l’Uefa di Platini sempre. Può darsi che prima o poi, guardandosi allo specchio, decida di prendersela anche con se stesso. Mou ce l’aveva con Lo Monaco del Tibet e con «Barnetta» Beretta. Mou ha una lunga lista di arbitri in tutto il mondo che lo danneggerebbero scientemente. Mou ha fatto un casino d’inferno per mascherare l’inverecondo catenaccio casalingo che una settimana fa non gli ha impedito di incassare due gol da Messi. Mou avvelena l’aria e riesce nell’impresa di trasformare quel paradiso terrestre che era il calcio spagnolo in qualcosa di simile all’immondezzaio italiano: polemiche, pattume verbale e, chicca finale, razzi e petardi tra le due tifoserie. Visto l’esito di questa semifinale sarebbe cosa buona e giusta se finalmente lo Special One (?) decidesse di darsi al calcio, quello vero, rinunciando per sempre alla sua sistematica opera di demolizione.

Sicurezza Pedro esulta dopo aver segnato il gol che promuove il Barcellona in finale (Ap)
DAL NOSTRO INVIATO

Il tabellone

Talento Paulo Henrique Chagas de Lima Ganso, 21 anni, del Santos, è il grande obiettivo del Milan (Sportimage)

9
i giocatori in scadenza di contratto: Seedorf, Pirlo, Ambrosini, Nesta, Inzaghi, Van Bommel, Legrottaglie, Jankulovski e Roma

1
punto è quello che manca ancora al Milan per assicurarsi la conquista del 18˚ scudetto

BARCELLONA — A tirarla troppo, la corda si spezza e così lo squalificato José Mourinho, che la corda delle provocazioni l’ha tirata davvero troppo, ha visto l’1-1 del Real Madrid davanti alla tv, in albergo, comunicando via telefono con uno degli scudieri in panchina al Camp Nou. C’era infatti da preservare la sua incolumità personale. Il gol dei blancos lo ha firmato Marcelo nella prima (e unica) azione degna di nota, pareggiando la rete di Pedro che è davvero il raccolto minimo per il Barça, dittatore assoluto del campo e pure felice di una felicità vera non soltanto per avere agguantato la 7ª finale di Coppa dei Campioni della sua storia ma anche perché, a 46 giorni dall’intervento al fegato per l’asportazione di un tumore, ieri è tornato a giocare pure Abidal. Mou ha snaturato il Real, gli ha modificato il dna, l’ha trasformato in un’entità catenacciara. Vero è che gli ospiti, con Kakà e Higuain al posto di Özil e Benzema, hanno provato a fare la partita che sarebbe stato

meglio giocare una settimana fa al Santiago Bernabeu (attaccando cioè a tutto campo) soltanto nei primi 10’, senza peraltro cavarne un ragno dal buco. Poi è stata notte fonda. Checché se ne possa disquisire, Mou-

rinho ha trasformato il Real in una squadra di isterici scarponi (5 ammoniti contro uno, 31 falli contro 10), sempre più incline al vittimismo: rivedere per credere le sceneggiate a ogni fischio arbitrale. E del resto se

Champions League V Così ieri Barcellona-Real Madrid 1-1 (and.: 2-0) Qualificato: Barcellona V Così oggi, ore 20.45 Manchester Utd-Schalke 04 (and.: 2-0) Manchester Utd (4-4-2): Van der Sar; Rafael, Ferdinand, Vidic , Evra; Valencia, Fletcher, Scholes, Park; Owen, Berbatov Schalke 04 (4-4-2): Neuer; Uchida, Höwedes, Metzelder, Sarpei; Farfan, Kluge, Jurado, Baumjohann; Raul, Edu Arbitro: Proença (Portogallo) Tv: Raidue, Sky Sport 1, Sky Calcio 1, Premium Calcio V La finale 28/5 a Londra, Wembley Europa League V Così domani, ore 21.05 Sporting Braga-Benfica (and.: 1-2) Tv: Premium Calcio 2 Villarreal-Porto (and.: 1-5) Tv: Premium Calcio 1

L’altra semifinale

Ferguson pensa al Chelsea e tiene i big in panchina
MANCHESTER — (l.v.) Con un accostamento che a sir Alex non ha fatto piacere, in Inghilterra c’è chi ha paragonato l’ultimo Ferguson a José Mourinho. E non per via dei «tituli», ma per le proteste continue sugli arbitraggi e il ricorso sistematico alla teoria del complotto. Quel che è certo è che la «fortezza» Manchester United, che fino a poco tempo fa sembrava inespugnabile, adesso inizia a perdere qualche colpo. Non è un problema immediato, lo Schalke 04 — battuto 2-0 nella semifinale di andata — non dovrebbe costituire un problema. Quando lo United schiera a Old Trafford la coppia centrale Vidic-Ferdinand non ce n’è per nessuno: non prende gol da 28 partite e 2.453 minuti. A preoccupare sir Alex, semmai, è la Premier. Domenica prossima c’è lo scontro diretto con il Chelsea, che è tornato sotto a 3 punti. È vero che si gioca a Old Trafford, ma basterebbe un 1-0 per il sorpasso in classifica grazie alla differenza reti. Anche pensando al Chelsea, il Manchester questa sera sarà ridisegnato: Rooney, Hernandez e Giggs in panchina; Owen, Berbatov e Fletcher in campo. «Non sarà una formalità», ha detto sir Alex, ma di sicuro è una gara da gestire.
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Alberto Costa
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l’idea di una persecuzione del sistema almeno dalla partita con il Napoli (3 aprile, gol non visto di Brocchi e rigore su Cavani). Il giorno dopo aveva parlato della necessità di «istituire una task force, per vigilare sulla regolarità del campionato». Terzo motivo: Lotito, al momento, guida la rivolta dei club medio-piccoli contro le cinque grandi (Juve, Milan, Inter, Napoli e Roma) sulla questione del numero dei tifosi (i bacini di utenza) e teme ritorsioni. Ballano 200 milioni e la questione è così delicata che ieri è saltata l’assemblea dei club (se ne riparla il 16 maggio), in attesa

De Rossi e Perrotta Anche la Roma può lamentarsi: De Rossi e Perrotta squalificati per tre giornate

della riunione di oggi della Corte federale, chiamata a esaminare il «ricorso dei cinque». Lotito, questa volta, non si è nemmeno fatto vedere a Milano. Venerdì scorso il vicepresidente della Figc, Macalli (Lega Pro), ha chiesto che Lotito venga considerato decaduto dalla carica di consigliere federale, visto che la A non partecipa ai lavori del consiglio da luglio 2010. In questa situazione, si è inserita anche l’iniziativa del prof. Severino Antinori che, da azionista della Lazio (il club è quotato in Borsa), ha dato incarico allo studio legale D’Angelo-Notaro di avviare un’azione legale «finalizzata alla verifica della commissione del reato di frode sportiva». Domenica la Lazio (punti 60) va a Udine (punti 59, come la Roma). E c’è un solo posto per la Champions League. Chi arbitra?

Fotofinish
VOLLEY CICLISMO ATLETICA

Macerata, contro Cuneo stasera è match ball
Gara 4 delle semifinali, Macerata prova a chiudere i conti con Cuneo e a negare ai campioni d’Italia la possibilità di confermare il loro scudetto: dopo la vittoria in trasferta e il 2-1 nella serie, infatti, la Lube può sfruttare il fattore campo ed essere la prima finalista (20.30, diretta su Raisport1). Domani, invece, gara 4 tra Modena e Trento: gli emiliani, in svantaggio 2-1, sperano di costringere l’Itas alla quinta e inappellabile sfida. TENNIS — Scoperto e arrestato lo stalker di Serena Williams: è un uomo di 40 anni, fermato dalla polizia di Palm Beach Garden mentre cercava di entrare nella casa della tennista. I documenti l’hanno incastrato: Serena l’aveva già segnalato come molestatore.

Bruseghin, niente Giro Cunego: «Io, innocente»
La squadra spagnola Movistar non ha inserito Marzio Bruseghin nella squadra che da sabato prenderà parte al Giro d’Italia: Bruseghin, come Ballan, Santambrogio, Da Dalto, non gareggerà in attesa degli sviluppi dell’inchiesta antidoping di Mantova. Cunego, che non avrebbe corso comunque il Giro, dice: «Mi spiace per Ballan. Io non c’entro nulla con l’inchiesta. Non sono mai andato nella farmacia incriminata» BASKET — Via con due sorprese alle semifinali di conference della Nba: cadono Chicago (prima testa di serie assoluta) con Atlanta (103-95) e i Lakers con Dallas (96-94). Derrick Rose, play di Chicago, Mvp della stagione. In Italia, Cantù prolunga con Leunen; la Virtus mette fuori rosa l’azzurro Amoroso per indisciplina.

Golden Gala «stellare» con la sfida Bolt-Powell
Il Compeed Golden Gala, tappa della Diamond League di atletica in programma all’Olimpico nella serata del 26 maggio, sarà una sorta di prova generale per la candidatura di Roma ai Giochi 2020. Ieri in Campidoglio è stato presentato il meeting, in versione «stellare»: Usain Bolt farà il suo esordio stagionale nei 100 metri contro il connazionale Asafa Powell e il francese Christophe Lemaitre, primo uomo bianco ad abbattere il muro dei 10’’. L’ambizione è di avere almeno 40 mila spettatori: Bolt, ritratto mentre corre in smoking, è il testimonial della campagna promozionale. Lo sforzo organizzativo, figlio della sinergia Coni Servizi-Fidal, non si limita a Bolt e Powell: nel programma, infatti, ci saranno 15 olimpionici di Pechino, 19 campioni del mondo e 10 d’Europa.

RUGBY

Ora è ufficiale: Brunel sarà c.t. al posto di Mallet
L’ufficialità arriva quando tutto era già svelato: Jacques Brunel (foto), 57 anni, francese del Midi-Pyrénées, dopo la Coppa del mondo in Nuova Zelanda (2 settembre-23 ottobre) sarà il nuovo c.t. dell’Italia. Incarico di 4 anni per il successore di Nick Mallett, al quale il presidente Giancarlo Dondi il 23 aprile aveva comunicato l’irrevocabile decisione del consiglio federale.

Fabio Monti
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Una breve e inesorabile malattia ha interrotto la vita intensa e ricca di studi, di passioni civili e di affetti profondi del Giuseppe e Betty sono vicini all'amico Maurizio e partecipano al suo dolore per la scomparsa del padre La moglie Sandra, insieme ai figli Massimo, Simone e Sara, le nuore Laura, Daniela, i nipoti Federico, Mario, Bianca, Michele e Beatrice annunciano la scomparsa di

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

È mancato all'affetto dei suoi cari il

Notaio

Prof. Alceo Riosa
Lo annunciano affranti la moglie Maria Rosaria, il figlio Daniele, la sorella Ambra.- Le esequie in forma civile si svolgeranno giovedì 5 maggio alle ore 14.30 presso la sala multifunzione del cimitero di Lambrate. - Milano, 4 maggio 2011. Partecipa al lutto: – Enrico Decleva.

Nicola Lupi
- Besana Brianza, 3 maggio 2011. Vincenzo La Russa è vicino con la preghiera a Maurizio per la perdita del padre

Carlo Maria Giovenzana
Ne danno il triste annuncio la moglie Maria, la figlia Alberta con Massimo, gli adorati nipoti e parenti tutti.- I funerali avranno luogo giovedì 5 maggio alle ore 15.30 direttamente nella Basilica di San Giovanni Battista (Duomo), indi al cimitero urbano.- La salma si trova esposta presso la casa funeraria dell'impresa Pirovano sita in Cinisello Balsamo via Aleramo, 29.- Verrà effettuato un servizio di autobus per il cimitero e ritorno.- Si prega di non inviare fiori ma offerte a: Fondazione Ospedale Maggiore, Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano.- Si ringraziano anticipatamente quanti parteciperanno alla cerimonia. - Monza, 2 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Bruno e Margherita Ghezzi. – Raffaele della Valle e famiglia. Alberto e Alberta Cappato con Marco sono affettuosamente vicini a Maria e Alberta per la perdita del caro

La moglie Nicoletta, i figli Federica e Filippo, la mamma Iucci annunciano la scomparsa del loro amattissimo

Il giorno 3 maggio 2011 è improvvisamente venuto a mancare l'

Nino Gerolamo Citterio
marito, padre e nonno affettuoso che nel tempo ha saputo con il suo esempio essere testimone di integrità morale. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Cesare e Ines Canevari. – Elisabetta e Luigi Prinetti. Mio caro

Gian Lorenzo Leidi
I funerali si svolgeranno a Milano presso la parrocchia di San Pietro in Sala (piazza Wagner).Per il giorno e l'ora si prega di contattare il n. 02.32867. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Pier Francesco e Alessandra Meneghini. Andrea abbraccia Nicoletta, Federica e Filippo nel ricordo di

Arch. Nazzareno (Eno) Morrea
Ne annunciano la scomparsa la moglie Dolly e i figli Augusto e Barbara.- Le esequie avranno luogo il giorno 5 maggio 2011 alle ore 10 nella chiesa di Sant'Eugenio. - Roma, 4 maggio 2011.

I cugini Giuliana, Paolo, Laura e famiglie partecipano al dolore di Franco, Lorenzo, Alessandro e Riccardo per la perdita di

Marilù
La tua allegria e vivacità rimarranno nei nostri cuori. - Milano, 3 maggio 2011. Zia Pinuccia, Gabriella, Simonetta, Davide abbracciano con tanto affetto Franco, Lorenzo, Alessandro e il fratello Riccardo per la triste scomparsa di

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Giacomo e Raffaella Caliendo sono vicini con affetto a Maurizio e familiari per la scomparsa del padre

Eno
ti voglio bene Dolly. - Roma, 4 maggio 2011.

Alceo
il tuo sorriso mi accompagnerà e segnerà la strada.- Addio.- La tua Rirò. - Milano, 4 maggio 2011. Ti porterò sempre con me.- Ciao mio dolce

Nino
avevi innati in te valori eccezionali, irrinunciabili, che hai sempre esercitato e difeso con tutti.- La condivisione di questi da parte mia, ha fatto di noi una sola persona e allietato la nostra vecchiaia.- Dedicarti nella vita tutte le mie forze è stata la gioia più grande.- Ringrazio Dio di avermi concesso di esserti vicina sino all'ultimo istante.- Tua Sandra. - Milano, 3 maggio 2011.

Marilù
- Milano, 2 maggio 2011. Gli amici Gian Piero, Gabriella, Manuela, Roberto, Ugo, Mariolina, Carlo, Franca, Cicci, Claudio e Laura commossi ricordano con affetto

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Sergio Scalpelli e Stefano Parisi si stringono all'amico Maurizio nel dolore per la scomparsa del padre

Gian Lorenzo Leidi
- Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Totti e Riccardo Isella. – Giovanna, Emanuela e Antonella Lavorato. Caro

Papà
avrei voluto stare di più e ancora con te, mi manchi tantissimo.- Ti voglio tanto bene.- Augusto. - Roma, 4 maggio 2011.

Papons
Il tuo Daniele. - Milano, 4 maggio 2011.

Papà
mi mancherai per sempre anche se sarai per sempre con me.- Barbara. - Roma, 4 maggio 2011. La perdita di

Maria Luisa Galluzzi
- Milano, 4 maggio 2011. I figli Fulvio e Marcello esprimono il loro profondo dolore per l'improvvisa scomparsa di

Nicola
- Milano, 3 maggio 2011. Andrea Orsini partecipa commosso al dolore di Maurizio per la scomparsa del padre

Alceo
amico, fratello, compagno di lunghe discussioni, di tante risate.- Sia sereno il tuo viaggio.- Federico e Lucia con Salvatore, Gianni e Gianna con Giulia e Stefano, Lizzy e Paolo, Gabriella e Gabriele, Marco e Teresa. - Milano, 4 maggio 2011. Ada e Piergaetano Marchetti partecipano commossi al dolore di Rosaria e Daniele ricordando il fine studioso e l'impareggiabile amico

Papà
Sei nato in un'epoca di uomini valorosi e temprati, ma con il tempo hai saputo essere sia uomo virtuoso del passato che persona dolce ed attenta ad una famiglia fortunata che si è estesa ad altre due generazioni.- Ci mancherà la tua presenza a capotavola di questa grande compagnia, ma dai grandi ai più piccini tutti ti porteranno nel cuore.- Nell'attesa di rivederti in un mondo perfetto, continua a seguirci, caro papà.- Massimo e Simone. - Milano, 3 maggio 2011.

Dott. Carlo Giovenzana
- Vedano Al Lambro, 3 maggio 2011. Ercole e Lina commossi partecipano al grande dolore di Maria, Alberta e famiglia per la perdita del

Gian
ci mancherai.- Partecipiamo con affetto al dolore di Nicoletta, Federica e Filippo.- La famiglia Colombo. - Milano, 3 maggio 2011. Luciano e Marina piangono la perdita di

Nicola Lupi
- Roma, 3 maggio 2011. Sergio Dompé si stringe a Maurizio e alla sua famiglia per la scomparsa dell'amato padre

Eno
mi fa molto male, con amore e affetto infinito sono vicina e abbracciata forte a Dolly, Augusto e Barbara.- Mamma Bianca. - Roma, 4 maggio 2011. Gli amici, i colleghi, il personale e gli studenti del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'Università di Pavia partecipano commossi al dolore della famiglia per la prematura scomparsa del

Enzo Bertazzo
grande uomo che con la sua esuberante simpatia ha raggiunto la sua amata Rosy.- Il funerale si svolgerà giovedì 5 maggio alle ore 14.30 presso la parrocchia Dio Padre di Milano Due Segrate.Si ringrazia anticipatamente tutti quanti interverranno. - Segrate, 3 maggio 2011. Il 2 maggio 2011 è venuto a mancare

Notaio

Gianlorenzo Leidi
amico speciale, persona unica, grande medico, compagno di tanti momenti felici, ed abbracciano Nicoletta, Federica, Filippo e i familiari tutti. - Milano, 3 maggio 2011. Roberto e Alessandra Giacobone con Francesco, Beatrice e Allegra abbracciano con affetto Federica, Filippo e la mamma Nicoletta per la perdita del loro amatissimo

Dott. Carlo Maria Giovenzana
- Monza, 3 maggio 2011. Partecipa al lutto: – Lo Studio Biella Balconi. Ciao

Prof. Alceo Riosa
- Milano, 4 maggio 2011. Alessandra e Antonio De Francesco ricordano con tanto affetto

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Ignazio La Russa si stringe con affetto all'amico Maurizio e alla sua famiglia per la scomparsa del papà

Ninellino
mio, sono stata abbracciata a te sino agli ultimi istanti, accompagnandoti con il mio amore nel tuo cammino in Cielo.- Questo, nell'immenso dolore, mi ha dato tanto conforto.- Nel momento in cui volavi via, ho avvertito il tuo spirito in tutta la stanza, le tue ali protettrici intorno a me ed alla mamma ed un senso di forza e serenità che mi infondevi dentro.- Ora sarai per sempre il mio angelo custode.- Il tuo Bicolino. - Milano, 3 maggio 2011. Eugenia Marangione, Lele, Anna e Paola si stringono a Sandra ed ai suoi figli per la perdita del caro marito e papà

Prof. Paolo Marannino
ricordandone le qualità umane, scientifiche e didattiche. - Pavia, 4 maggio 2011. I Ricercatori del Laboratorio di Sistemi Elettrici per l'Energia della Facoltà di Ingegneria di Pavia partecipano con commozione ed affetto al dolore della famiglia per l'improvvisa e immatura scomparsa del caro collega e amico

Lorenzo Celesia
Ne danno il triste annuncio i figli.- I funerali avranno luogo il giorno 5 maggio 2011 alle ore 10.30 presso la chiesa di S. Maria Addolorata in piazza Buenos Aires. - Roma, 4 maggio 2011. La nostra cara mamma

Alceo
e sono vicini a Maria Rosaria e Daniele. - Milano, 3 maggio 2011. Maurizio, Germana, Luca e Marco ricordano con affetto l'amico di sempre

Nicola Lupi
- Milano, 4 maggio 2011. Bruno Ermolli, profondamente addolorato partecipa al grande dolore di Maurizio per la scomparsa del caro padre

Carlo
sei e resterai sempre nei nostri cuori.- Abbracciamo forte Maria e Alberta.- Daniela, Franco, Massimiliano, Nicoletta. - Lissone, 4 maggio 2011. Ricordiamo il nostro

Gian Lorenzo Leidi
- Milano, 3 maggio 2011. I compagni del Liceo Beccaria di Milano abbracciano Federica e sono vicini alla mamma e a Filippo per la grave perdita del caro

Ordinario di Sistemi Elettrici per l'Energia

notaio

Bianca Curatolo Coffou
ci ha lasciato e ha raggiunto i suoi adorati Ernesto e Mauro.- Lo annunciano con immenso dolore le figlie Oria, Edda, Nida con i nipoti. - Milano, 3 maggio 2011. Susanna e Moreno con Benedetta, profondamente commossi, ricordano il caro amico

Alceo
e sono vicini a Maria Rosaria e a Daniele. - Milano, 3 maggio 2011. Roberto Moro e Bruna Floreani partecipano, con grande affetto e profondo smarrimento, al dolore di Maria Rosaria, Daniele e degli amici tutti per la perdita di

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Bernhard Scholz, Enrico Biscaglia e gli amici di Compagnia delle Opere partecipano al dolore di Maurizio e si uniscono alla famiglia nella preghiera per la perdita dell'amato padre

Carlo Maria Giovenzana
con tanto affetto e rimpianto.- I collaboratori dello Studio Giovenzana. - Monza, 4 maggio 2011. Il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale della Sapio Produzione Idrogeno Ossigeno S.r.l. partecipano commossi al lutto per la scomparsa del dottor

Gian Lorenzo
- Milano, 3 maggio 2011. Il Presidente Claudio De Albertis, congiuntamente al Comitato di Presidenza, alla Giunta, al Gruppo Giovani, a tutti gli Imprenditori, al Direttore, al Vice Direttore e a tutti i colleghi è vicino a Nicoletta, ai suoi figli e ai suoi cari, per la perdita del marito e papà

Prof. Paolo Marannino
e ne ricordano l'impegno proficuo costantemente profuso nell'attività di ricerca, nella preparazione dei laureandi e nella formazione dei dottorandi e assegnisti di ricerca. - Pavia, 3 maggio 2011. Daniela Bertazzoni, le figlie Alissa, Sarah e Olivia, piangono la scomparsa dell'indimenticabile amico

Nino
- Milano, 3 maggio 2011.

Alceo
interprete e testimone dell'impegno morale e dei valori autentici dell'amicizia. - Milano, 3 maggio 2011.

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Il Senatore Mario Mantovani e l'Onorevole Viviana Beccalossi a nome del coordinamento regionale lombardo del Popolo della Libertà sentitamente partecipano al dolore dell'Onorevole Maurizio Lupi per la scomparsa del caro papà

Nino
continua ad accompagnarci come hai sempre fatto in questi anni.- Luisa. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Elise e Massimo Colombo. – Mariangela Cazzaniga. Milly con Gloria e Luisa partecipa con affetto al grande dolore di Sandra e dei figli per la scomparsa del caro

Ernesto Gerelli
e sono affettuosamente vicini a Gianna, Alessandro ed Andrea. - Cesano Maderno, 3 maggio 2011. Il 30 aprile 2011, il nostro collega e amico

Carlo Maria Giovenzana
di cui ricordano con profonda ammirazione le doti professionali, la sua dirittura morale e la sua grande disponibilità. - Monza, 4 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Giuseppe Camosci. – Piercarlo Cavenaghi. – Maurizio Colombo. – Robert Dixon. – Alberto Dossi. – Alessandro Dossi. – Andrea Dossi. – Patrick Neligan. – Michael Olivares. – Mario Paterlini. – Erwin Zwicky. – Giovanni Berti. – Monica Confalonieri. – Claudio Pastori. – Ferruccio Boracchi. – Maria Rosa Sangalli. Giovanni Verga, il Consiglio Direttivo e i genitori del Comitato Maria Letizia Verga sono vicini alla famiglia per la dolorosa perdita del

Gian Lorenzo
- Milano, 3 maggio 2011. La Borio Mangiarotti è vicina alla dottoressa Nicoletta Fayer e ai suoi cari in questo triste momento per la perdita del marito

Marco Chiara
e si stringono affettuosamente a Iaia e Daniela.Daniela Bertazzoni, Alissia, Sarah e Olivia. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipa al lutto: – Graziano Ghiringhelli. Caro

Alceo
dalla prima giovinezza ad oggi uniti anche da ideali di libertà e giustizia sociale.- Carissimo amico fratello dal sorriso gentile e dal pensiero retto sarai sempre presente nella vita quotidiana a me, Armando, Federica e a mia sorella Gabriella.- Giuliana Chiaretti. - Milano, 3 maggio 2011. Sgomenti per l'improvvisa perdita dell'amico

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Guido Podestà Presidente della Provincia di Milano esprime il suo cordoglio all'Onorevole Maurizio Lupi per la perdita del padre

Gian Lorenzo
- Milano, 3 maggio 2011. Partecipa al lutto: – La famiglia De Albertis. Nell'ora dolorosa del distacco e del ritorno al Padre dell'

Massimo Grossi
ci ha improvvisamente lasciato.- Rimarrai per sempre nei nostri cuori.- I tuoi colleghi e amici di Acp & Partners. - Monza, 4 maggio 2011. I dipendenti della ditta Emicar porgono sentite condoglianze alla famiglia per la perdita del loro caro

Nino
- Milano, 3 maggio 2011. Giulio e Cristina, Umberto e Claudia ricorderanno sempre di

Marco Chiara
ti ricordiamo con grande affetto.- Antonio e Francesca Mirigliano e tutto lo staff del Fioraio Bianchi Caffé. - Milano, 3 maggio 2011. Dopo lunga malattia è mancata all'affetto dei suoi cari

Dott. Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Il Montecitorio Running Club si unisce al dolore dell'amico Maurizio per la scomparsa del caro papà

Alceo
partecipiamo al dolore di Maria Rosaria e Daniele.- Mariella e Giuliano Zosi. - Milano, 3 maggio 2011. Emanuela si stringe con immenso affetto a Maria Rosaria nello struggente ricordo del carissimo

Nino
equilibrio, signorilità, discrezione affettuosa, senso morale e non dimenticheranno mai il suo sorriso caro. - Milano, 3 maggio 2011. Luisa Bianchi con il marito e i figli, profondamente commossa per la perdita del caro

Ing. Bonifazio Lodolo D'Oria
Francesca, Elisabetta (suor Emanuela), Margherita, Guido e Toti Melzi d'Eril con le loro famiglie partecipano al dolore di Agnese, Filippo e figli e di tutti i Lodolo con affetto e condivisione. - Milano, 3 maggio 2011. Vanna e Alvise insieme a Clarice con Freddy e Massimo, Filippo e Giulia, Francesca, Corso con Elena, Benedetta, Francesco e Chiara, Costanza con Guglielmo, Vieri con Riccarda Giacinta e Caterina si stringono attorno ai nipoti e cugini per il sereno ritorno alla casa del Padre dell'

Alberto Negri
- Abbiategrasso, 3 maggio 2011. Sergio e Mariella Lovotti con Michele, Francesca e Massimo piangono addolorati la scomparsa della cara

Luigia Raimondi in Baroni
di 64 anni.- A funerali avvenuti in forma strettamente privata l'annunciano il marito Emilio, il figlio Carlo e parenti tutti.- La cara salma riposa in cappella di famiglia nel cimitero di Livraga. - Lodi, 4 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Vittorio, Paola, Giuseppe e Virginia Locatelli. – Amalia, Carlo e Stefano Ramella. Ombretta prende parte al dolore e abbraccia Maurizio per la perdita del suo caro papà

Nicola
- Roma, 3 maggio 2011. I componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale di Fiera Milano Congressi SpA e i dipendenti tutti sono vicini all'Onorevole Maurizio Lupi ed ai suoi familiari per la scomparsa del caro padre

Elisa (Lisetta) Sorini
- Milano Due, 3 maggio 2011. Ringraziamo tutti coloro che in ogni modo ci sono stati vicini condividendo il saluto a

Alceo
animo nobile, spirito lucido e libero, dolce amico di ore liete e cuore generoso che ha attraversato la vita con grazia e profondità. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – Renata e Marina Garampelli. – Maurizio Monteforte. – Angela Giuliani e Luciano Zangobbi. – Anna Piletti. – Liana Messina. Il direttore, i colleghi e il personale amministrativo del Dipartimento di Storia della Società e delle Istituzioni dell'Università degli Studi di Milano partecipano rattristati al dolore della famiglia per la scomparsa del professor

Nino
è vicina a Sandra e Sara con grande affetto. - Pavia, 3 maggio 2011. Cara Sara, in questo momento di profondo dolore porgiamo a te e a tutta la tua famiglia le nostre più sentite condoglianze per la perdita di tuo padre

Dott. Carlo Maria Giovenzana
ricordandolo con stima e per la sua grande umanità. - Monza, 3 maggio 2011. Lo Studio Corbella si unisce al cordoglio della famiglia per la perdita del Notaio

Ing. Bonifazio Lodolo D'Oria
- Milano, 3 maggio 2011. Gli amici del Condominio di Milano corso Porta Romana 87/A-B piangono

Maria Luisa White
Un ringraziamento particolare va a tutti i medici e sanitari che ci sono stati vicini accompagnando affettuosamente la nostra mamma nel suo difficile percorso.- La mamma Bianca ed i figli Giovanni e Francesca. - Osnago, 4 maggio 2011. Il giorno 9 maggio 2011 alle ore 18 verrà celebrata una messa in ricordo di

Nicola
- Milano, 3 maggio 2011. Il Presidente della Regione Roberto Formigoni e la Giunta Regionale esprimono al Vice Presidente della Camera Maurizio Lupi il più sentito cordoglio per la scomparsa del suo caro papà

Gerolamo
Studio Dentistico Dottor Marco Tommaso Favale, collaboratrici ed assistenti. - Milano, 3 maggio 2011. I condomini di via San Martino 9/11, Milano unitamente all'Amministratore, partecipano con sentito cordoglio al dolore della famiglia per la scomparsa del

Carlo Maria Giovenzana
- Monza, 3 maggio 2011. Il Presidente del Consiglio Notarile di Milano Domenico de Stefano, i Consiglieri e i notai tutti del Collegio Notarile di Milano partecipano al lutto per la scomparsa del

Fazio Lodolo D'Oria
uomo di limpida morale cristiana che con la sua amicizia ha arricchito la loro esistenza. - Milano, 3 maggio 2011. Partecipano al lutto: – L'Avvocato Daniela Brancato. – Studio Legale Brancato.

Isaac Cohen
- Milano, 3 maggio 2011. Avvocati Associati Franzosi Dal Negro Pensato Setti prendono viva parte al dolore dell'avvocato Maurizio Cohen per la perdita del padre

Nicola
nella certezza che la sua memoria continuerà ad illuminare la vita dei suoi cari. - Milano, 3 maggio 2011. Il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli, il Presidente Onorario Beppe Modenese, il Consiglio Direttivo, il Comitato di Presidenza, il Direttore Giulia Pirovano ed i soci, partecipano commossi al dolore dell'Onorevole Maurizio Lupi, per la perdita del caro papà

Magda Piceni
nella Basilica di San Simpliciano in Milano.- Elena Piceni. - Milano, 4 maggio 2011.

Dott. Carlo Maria Giovenzana
Notaio in Monza. - Milano, 3 maggio 2011.

Isaac Cohen
- Milano, 3 maggio 2011.

Alceo Riosa
già ordinario di Storia Contemporanea. - Milano, 3 maggio 2011. Il Rettore e l'intera comunità dell'Università degli Studi di Milano partecipano con animo commosso al dolore dei familiari per la scomparsa del

sig. Gerolamo Citterio
- Milano, 3 maggio 2011. Si è spenta, nel sonno, nella pace della sua casa, la signora

Gladys Klien Favara
carissima mamma e fedele amica.- Lo annunciano con commosso rispetto e amore i figli Duccio, Claudio con Nehama e Paolo, con i nipoti Francesco, Olivia, David-Mordechai, Nicola e Alberto ed il suo caro cugino Andrea Sironi-Straußwald.Addio nostra cara.- Sia la tua memoria di benedizione per tutti. - Cernusco sul Naviglio, 2 maggio 2011. Ricordando la cara

prof. Alceo Riosa
già ordinario di storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche, ricordandone l'importante e apprezzata opera scientifica e la qualità dell'impegno didattico. - Milano, 3 maggio 2011. I colleghi del Dipartimento di Studi sociali e politici dell'Università degli Studi di Milano ricordano con stima e affetto il

Nicola Lupi
- Milano, 3 maggio 2011. Il Presidente Mario Lupo, i componenti il Consiglio Direttivo, gli Associati e il personale dell'AGI - Associazione Imprese Generali - partecipano con profonda amicizia al lutto dell'onorevole Maurizio Lupi, Vicepresidente della Camera dei Deputati, per la scomparsa del padre

prof. Alceo Riosa
- Milano, 3 maggio 2011. Gli amici e colleghi di AURO.it si stringono ai familiari nel dolore per la scomparsa di

Nicola Lupi
- Roma, 4 maggio 2011. Il Sindaco, la Giunta Comunale, il Consiglio Comunale di Galbiate esprimono il profondo cordoglio e la sincera vicinanza alla famiglia per la perdita di

Gladys
ci uniamo nel dolore ai suoi familiari.- Giorgio e Romana. - Roma, 3 maggio 2011. La nostra cara mamma e nonna è ritornata al suo lago e alla sua amata Angera

Giorgio Martina
e nel ricordo della sua figura umana e professionale.- Il presidente Giario Conti a nome del Consiglio Direttivo, del Comitato Scientifico e di tutti i soci. - Como, 2 maggio 2011.

Carla Tadini Moroni
non è più tra noi.- Luisa, Giusa e Achille con le loro famiglie lo annunciano con grande commozione.- Le esequie hanno luogo oggi alle 11 presso la chiesa parrocchiale di Angera. - Angera, 2 maggio 2011.

Renato Corti
ricordando le sue doti di amministratore e l'impegno profuso a favore di tutta la comunità galbiatese. - Galbiate, 3 maggio 2011.

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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

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LA LUNA

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1 Giugno

Primo quarto
10 Maggio

Piena
17 Maggio

Ultimo quarto
24 Maggio

DOMANI

VENERDÌ

SABATO

DOMENICA

Genova

Firenze

Ancona

Perugia L’Aquila ROMA Campobasso

La coda di un fronte freddo in trasferimento verso l’Europa orientale attraversa l’Italia, accompagnata da freschi venti settentrionali, che faranno calare le temperature di 1-4 gradi. Al Nord ultimi rovesci al mattino tra basso Piemonte, Oltrepò Pavese e Liguria, in estensione all’alta Toscana e tendenza a schiarite a partire dai settori alpini. Ancora nuvole al Centrosud, con rovesci o temporali nel pomeriggio tra l’Appennino e le coste tirreniche, su Salento e Calabria. Migliora nelle Isole.

IN EUROPA
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Potenza

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LE TEMPERATURE DI OGGI
19 Aosta 19 Torino 20 19 19 19
Milano Trento Venezia Trieste

20 Genova 19 Bologna 20 20 18 17
Firenze Perugia Ancona L’Aquila

20 Roma 15 Campobasso 21 18 15 18
Napoli Bari Potenza Catanzaro

22 R. Calabria 24 Catania 20 20 23 23
Palermo Alghero Cagliari Olbia

Palermo

Il fronte freddo accompagnato da aria polare marittima si muove attraverso l’Europa orientale, portando maltempo soprattutto su Repubbliche baltiche, Bielorussia, Ucraina, Balcani centro-orientali, Mar Nero e Turchia. Tempo instabile con qualche rovescio nell’estremo Sud della Svezia e della Finlandia, su Germania settentrionale, Cechia e Polonia occidentale.
MARE

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LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
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NORD AMERICA
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SUD AMERICA
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AFRICA
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Campobasso Catania Crotone Cuneo Firenze Genova Imperia

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L’Aquila Lecce Messina Milano Napoli Olbia Palermo

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Roma Torino Trento Trieste Udine Venezia Verona

+12 +12 +11 +13 +12 +13 +11

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Lima

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Il Cairo

35 33 28 17
Rio de Janeiro Lagos Luanda Nairobi

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Delhi Shanghai

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Vancouver 10 Chicago San Francisco 25 Los Angeles New York

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Santiago

Bangkok

31

Giacarta

31 19 Sydney

Buenos Aires

25 32

23

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Città del Messico

17

13

P = Pioggia

N = Nuvoloso

T = Temporale

C = Coperto

V = Neve

R = Rovesci

B = Nebbia

23 Città del Capo

Sudoku Difficile
3 7 4 2 8 5 3 6 8 7 5 6 2 3 6 2 4 6 7 9 5 6 3 9 4 5 1 4 8 2
Come si gioca Bisogna riempire la griglia in modo che ogni riga, colonna e riquadro contengano una sola volta i numeri da 1 a 9
LA SOLUZIONE DI IERI
6 8 3 9 7 2 1 5 4 5 2 9 1 8 4 6 7 3 7 4 1 5 6 3 9 8 2 1 3 6 4 5 9 8 2 7 4 5 7 8 2 6 3 1 9 2 9 8 3 1 7 4 6 5 8 1 4 2 3 5 7 9 6 3 7 2 6 9 1 5 4 8 9 6 5 7 4 8 2 3 1

Giochi e pronostici
Lotto
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10eLotto I numeri vincenti 64 38 69 8 17 39 15 60 49 41 44 47 15 28 37 79 40 9 40 37 63 83 50 2 30 45 74 55 72 51 8 40 62 62 75 25 81 29 83 8 27 46 76 87 73 20 8 75 46 12 74 21 18 69 67
2 8 9 15 17 28 30 37 38 39 40 41 47 49 50 60 63 64 69 79

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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PER CONOSCERE PER CAPIRE

Rai1
rai.it 6.10 ASPETTANDO UNOMATTINA. Att. 6.30 TG 1. 6.45 UNOMATTINA. Attualità. Con Michele Cucuzza,Eleonora Daniele. Nel programma: Che tempo fa; Tg 1 (7.00, 8.00, 9.00); Tg 1 L.I.S.; Tg Parlamento; Tg1 Focus; Tg 1 Flash; Linea verde - Meteo verde 10.00 VERDETTO FINALE. Attualità 10.50 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 10.55 150° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE DELL’ESERCITO ITALIANO. Attualità 12.00 LA PROVA DEL CUOCO. Varietà 13.30 TELEGIORNALE. 14.00 TG 1 ECONOMIA. Attualità TG1 FOCUS. Attualità 14.10 SE... A CASA DI PAOLA. Talk show 16.10 LA VITA IN DIRETTA. Attualità 18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con Carlo Conti SERA 20.00 TELEGIORNALE. 20.30 QUI RADIO LONDRA. Attualità 20.35 AFFARI TUOI. Varietà 21.10 NAPOLI MILIONARIA! Teatro. Con Massimo Ranieri, Barbara De Rossi, Enzo Decaro TG 1 60 SECONDI. 23.50 PORTA A PORTA. Attualità. Con Bruno Vespa 1.25 TG 1 - NOTTE. TG1 FOCUS. Attualità 1.55 CHE TEMPO FA.

Rai2
rai.it 7.00 CARTOON FLAKES. Ragazzi 9.45 CRASH - FILES. Attualità METEO 2. 10.00 TG2PUNTO.IT. Attualità 11.00 I FATTI VOSTRI. Attualità 13.00 TG 2 GIORNO. 13.30 TG 2 COSTUME E SOCIETÀ. Attualità 13.50 MEDICINA 33. Rubrica 14.00 DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE SULLE MOZIONI CONCERNENTI L’IMPEGNO ITALIANO IN LIBIA 14.10 POMERIGGIO SUL 2. Attualità 15.00 QUESTION TIME 15.45 CRAZY PARADE 16.10 LA SIGNORA IN GIALLO. Telefilm 17.00 TOP SECRET. Telefilm 17.45 TG 2 FLASH L.I.S. 17.50 RAI TG SPORT. 18.15 TG 2. 18.45 MAURIZIO COSTANZO TALK. Talk show. Con Maurizio Costanzo 19.35 SQUADRA SPECIALE COBRA 11. Telefilm 20.30 TG 2 20.30. 20.35 CHAMPIONS LEAGUE: Semifinale: Manchester United - Schalke 04, ritorno. Calcio 22.45 90° MINUTO CHAMPIONS. Rubrica sportiva 23.20 TG 2. 23.40 CLOSE TO HOME. Telefilm 0.25 RAI 150 ANNI. LA STORIA SIAMO NOI. Attualità. Con Giovanni Minoli

Rai3
rai.it 8.00 RAI 150 ANNI. LA STORIA SIAMO NOI. Attualità 9.00 DIECI MINUTI DI... PROGRAMMI DELL’ACCESSO. Attualità 9.10 AGORÀ. Attualità 11.00 APPRESCINDERE. Talk show 12.00 TG 3. RAI SPORT NOTIZIE. 12.25 TG 3 FUORI TG. Attualità 12.45 LE STORIE - DIARIO ITALIANO. Attualità 13.00 DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE SULLE MOZIONI CONCERNENTI L’IMPEGNO ITALIANO IN LIBIA 14.00 TGR. TGR METEO. 14.20 TG 3. METEO 3. 14.50 TGR LEONARDO. Attualità 15.00 TG 3 L.I.S. 15.05 WIND AT MY BACK. Telefilm 15.50 GT RAGAZZI. 16.00 COSE DELL’ALTRO GEO. Varietà 17.40 GEO & GEO. Documenti 19.00 TG 3. 19.30 TGR. TGR METEO. 20.00 BLOB. Attualità 20.10 COTTI E MANGIATI. Serie 20.35 UN POSTO AL SOLE. Soap 21.05 CHI L’HA VISTO? Attualità. Con Federica Sciarelli 23.15 PARLA CON ME. Talk show 24.00 TG3 LINEA NOTTE. Nel programma: TG Regione; Meteo 3 1.00 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 1.10 GATE C. Attualità

Rete4
mediaset.it/rete4 7.25 ZORRO. Telefilm 7.50 NASH BRIDGES I. Telefilm 8.45 THE SENTINEL. Telefilm 9.45 CARABINIERI. Telefilm 10.50 RICETTE DI FAMIGLIA. Attualità 11.30 TG 4 - TELEGIORNALE. 12.00 WOLFF - UN POLIZIOTTO A BERLINO. Telefilm 13.00 DISTRETTO DI POLIZIA. Telefilm 13.40 SPECIALE TEMPESTA D’AMORE. Varietà 13.50 IL TRIBUNALE DI FORUM - ANTEPRIMA. Attualità 14.05 IL TRIBUNALE DI FORUM. Attualità 15.10 FLIKKEN COPPIA IN GIALLO. Telefilm 16.15 SENTIERI. Soap 16.30 FILM TORNA A SETTEMBRE. (Commedia, Usa, 1961). Regia di Robert Mulligan. Con Rock Hudson, Gina Lollobrigida, Bobby Darin 18.55 TG 4 - TELEGIORNALE. Nel progr.: Meteo 19.35 TEMPESTA D’AMORE. Soap 20.30 WALKER TEXAS RANGER. Telefilm 21.10 LE INDAGINI DI PADRE CASTELL. Telefilm. Con Francis FultonSmith, Christine Döring, Hans Peter Hallwachs 23.05 I BELLISSIMI DI RETE 4. Attualità 23.10 FILM SPECIE MORTALE. (Azione, Usa, 1995). Regia di Roger Donaldson. Con Ben Kingsley, Forest Whitaker

Canale5
mediaset.it/canale5 6.00 TG 5 PRIMA PAGINA. Attualità. Nel programma: Traffico; Meteo 5; Borse e Monete 8.00 TG 5 MATTINA. 8.40 MATTINO CINQUE. Varietà. Con Federica Panicucci, Paolo Del Debbio. Nel programma: Tg 5 Ore 10 11.00 FORUM. Attualità. Con Rita Dalla Chiesa 13.00 TG 5. Nel programma: Meteo 5 13.40 BEAUTIFUL. Soap Opera 14.10 CENTOVETRINE. Soap 14.45 UOMINI E DONNE. Talk show. Con Maria De Filippi 16.15 POMERIGGIO CINQUE. Varietà. Con Barbara D’Urso. Nel programma: Tg 5 minuti 18.50 CHI VUOL ESSERE MILIONARIO. Quiz. Con Gerry Scotti. Nel programma: Tg 5 - Anticipazione 20.00 TG 5. 20.30 STRISCIA LA NOTIZIA LA VOCE DELL’IMPROVVIDENZA. Tg Satirico 21.10 NON SMETTERE DI SOGNARE. Telefilm. Con Katy Saunders, Roberto Farnesi, Giuliana De Sio 23.45 MATRIX. Attualità. Con Alessio Vinci 1.30 TG 5 NOTTE. Nel programma: Meteo 5

Italia1
mediaset.it/italia1 7.00 CARTONI ANIMATI 8.45 URBAN LEGEND. Documentario 9.20 REAL C.S.I. - A SANGUE FREDDO. Documentario 10.30 NON DITELO ALLA SPOSA. Reality 11.55 UMAN - TAKE CONTROL! Reality 12.10 COTTO E MANGIATO IL MENÙ DEL GIORNO. 12.25 STUDIO APERTO. 13.00 STUDIO SPORT. 13.40 I SIMPSON. Cartoni 14.05 UMAN - TAKE CONTROL! Reality 14.25 I SIMPSON. Cartoni 14.50 FUTURAMA. Cartoni 15.15 E ALLA FINE ARRIVA MAMMA! Serie 15.45 ZACK E CODY SUL PONTE DI COMANDO. Serie 16.40 ZEKE E LUTHER. Telefilm 17.10 CAMERA CAFÉ. Serie 17.40 CAMERA CAFÉ RISTRETTO. Serie 17.50 LOVE BUGS. Serie 18.10 UMAN - TAKE CONTROL! Reality 18.30 STUDIO APERTO. Nel programma: Meteo 19.00 STUDIO SPORT. 19.30 C.S.I. MIAMI. Telefilm 20.30 TRASFORMAT. Quiz. Con Enrico Papi 21.10 LE IENE. Varietà. Con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ilary Blasi 24.00 SATURDAY NIGHT LIVE. Varietà 1.25 POKER1MANIA. Varietà 2.15 STUDIO APERTO LA GIORNATA. 2.30 CHANTE! Telefilm. Con Priscilla, Gari Kikoine, Tiphaine Doucet

La7
la7.it 6.00 TG LA7. 7.00 OMNIBUS. Attualità 9.45 COFFEE BREAK. Attualità 10.30 (AH)IPIROSO. Attualità 11.25 CUORE E BATTICUORE. Telefilm 12.30 DUE SOUTH - DUE POLIZIOTTI A CHICAGO. Telefilm. Con Paul Gross, Callum Keith Rennie, Beau Starr 13.30 TG LA7. 13.55 FILM SCACCHIERA DI SPIE. (Spionaggio, Usa, 1972). Regia di Lee H. Katzin. Con Barry Newman, Anna Karina, Karen Jensen. 15.55 ATLANTIDE - STORIE DI UOMINI E DI MONDI. Documentario 17.35 MOVIE FLASH. Attualità 17.40 JAG - AVVOCATI IN DIVISA. Telefilm 18.35 CUOCHI E FIAMME. Attualità 19.40 G DAY. Tg Satirico. Con Geppi Cucciari 20.00 TG LA7. 20.30 OTTO E MEZZO. Attualità. Con Lilli Gruber 21.10 EXIT - USCITA DI SICUREZZA. Talk show. Con Ilaria D’Amico 24.00 TG LA7. 0.10 MOVIE FLASH. Att. 0.15 STORIA PROIBITA DEL ‘900 ITALIANO. Documentario 1.15 OTTO E MEZZO. Attualità. Con Lilli Gruber

MTv
mtv.it 13.05 NINAS MAL. Telefilm 14.05 I SOLITI IDIOTI. Varietà 15.05 JERSEY SHORE. Telefilm 16.00 MADE. Varietà 17.00 16 AND PREGNANT. Varietà 18.00 TEEN MOM. Varietà 19.05 I SOLITI IDIOTI. Varietà 20.00 NINAS MAL. Telefilm 21.00 VITA SEGRETA DI UNA TEENAGER AMERICANA. Telefilm 22.00 16 AND PREGNANT. Varietà 23.00 SPECIALE MTV NEWS. 23.30 SOUTH PARK. Cartoni 24.00 SOUTH PARK. Cartoni

Ranieri «italiano» Ancora truffe per Eduardo svelate dalle Iene

Ieri ha compiuto 60 anni ma per Massimo Ranieri (foto) ultimamente sembra essere cominciata una nuova vita. Riscuote successo ovunque e ogni performance è una nuova sfida. Stasera — dopo «Filumena Marturano» — è protagonista di un’altra grande opera di Eduardo De Filippo: «Napoli milionaria», al fianco di Barbara De Rossi ed Enzo Decaro. Lui e Gualtiero Peirce hanno tradotto in italiano le opere per il pubblico televisivo: un’operazione che ha diviso la critica ma che certamente ha avvicinato la gente alle opere del grande Eduardo.

Chi non ricorda il manager che, qualche anno fa, aveva sponsorizzato una linea d’abbigliamento utilizzando come testimonial un giovane romeno che, ubriaco al volante, travolse ed uccise quattro ragazzi? L’uomo, dopo varie vicissitudini, pare aver aperto un sito Internet specializzato nell’ingaggio delle «ragazze ombrellino», quelle che, ferme sulle linee di partenza delle gare motociclistiche, fanno ombra ai corridori prima della partenza. Il tutto condito da una «truffa». L’ennesima scoperta dalle Iene. Conducono come sempre Luca & Paolo con Ilary Blasi

Deejay TV
10.00 DEEJAY CHIAMA ITALIA. Varietà 12.00 DEEJAY HITS. Musicale 13.30 THE CLUB. Musicale 13.55 DEEJAY TG. 14.00 JACK OSBOURNE: NO LIMITS. Attualità 15.00 THE FLOW. Musicale 15.55 DEEJAY TG. 16.00 DVJ POP. Musicale 17.00 ROCK DEEJAY. Musicale 18.00 DEEJAY NEWS BEAT. Musicale 18.55 DEEJAY TG. 19.00 UOMINI CHE STUDIANO LE DONNE. Attualità 20.00 JACK OSBOURNE: NO LIMITS. Attualità 21.00 UN GIORNO DA CANI. Musicale 22.00 DEEJAY CHIAMA ITALIA. Varietà 23.30 TRIN TRUN TRAN. Musicale

Napoli milionaria! Raiuno, ore 21.10

Le Iene Show Italia 1, ore 21.10

Film e programmi
Saunders drogata senza saperlo La Sciarelli e il caso Rea

Digitale Terrestre

Giorgia (Katy Saunders) fa gli esami del sangue e scopre di essere stata drogata. Lorenzo (Roberto Farnesi, foto con Saunders) cerca di farle aprire gli occhi su Luca. Non smettere di sognare Canale 5, ore 21.10

Il mistero della sparizione e della morte di Carmela-Melania Rea (foto) sarà al centro della puntata del programma condotto da Federica Sciarelli. Chi l’ha visto? Raitre, ore 21.05

PREMIUM GALLERY 15.07 15.15 15.45 15.51 15.58 16.02 16.25 16.35 16.49 17.05 17.22 17.30 17.40 17.55 18.25 18.30 18.35 19.09 19.15 THE O.C. II. Telefilm MYA MALCOLM VI. Telefilm STEEL SMALLVILLE VIII. Telefilm STEEL MYA MAG. Rubrica MYA MONK VI. Telefilm JOI UNA MAMMA PER AMICA II. Telefilm MYA NON PER SOLDI... MA PER DENARO. Film Studio Universal VISITORS III. Telefilm STEEL THE EVENT. Telefilm JOI AMORE, BUGIE E CALCETTO. Film Premium Cinema DISCO INFERNO. Film Tv MYA MALCOLM VI. Telefilm STEEL THE EVENT. Telefilm JOI MALCOLM VII. Telefilm STEEL HAMBURG DISTRETTO 21 IV. Telefilm STEEL JACK & BOBBY I. Telefilm JOI SQUADRA OMICIDI, SPARATE A VISTA!. Film Studio Universal MENO MALE CHE CI SEI. Film Premium Cinema HAMBURG DISTRETTO 21 IV. Telefilm STEEL 19.21 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA IX. Telefilm JOI 19.23 ONE TREE HILL VI. Telefilm MYA 20.05 VISITORS III. Telefilm STEEL 20.10 UNDERCOVERS I. Telefilm JOI 20.10 ONE TREE HILL VI. Telefilm MYA 20.25 UNDER THE INFLUENCE. Show Studio Universal 21.00 THE HOLE. Film Premium Cinema 21.00 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION IV. Telefilm JOI 21.00 UGLY BETTY I. Telefilm MYA 21.00 NIKITA I. Telefilm STEEL 21.00 JUNGLE FEVER. Film Studio Universal 21.50 UGLY BETTY I. Telefilm MYA 21.50 TRAUMA I. Telefilm STEEL 21.51 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION IV. Telefilm JOI 22.33 MYA MAG. Rubrica MYA 22.40 ALEXANDER. Film Premium Cinema 22.40 ELEVENTH HOUR. Telefilm STEEL 22.44 THE TUDORS IV. Telefilm MYA 22.50 MENTALIST III. Telefilm JOI

RAI 4 13.25 14.15 15.00 15.45 16.30 17.15 18.00 18.45 19.30 20.20 21.10 22.40 23.35 WATCH OVER ME. Serie FLASHPOINT. Serie WAREHOUSE 13 II. Serie STREGHE III. Serie DEAD LIKE ME. Serie BEING ERICA II. Serie THE LOST WORLD II. Serie DOCTOR WHO II. Serie WAREHOUSE 13 II. Serie FLASHPOINT. Serie VALZER CON BASHIR. Film ROME. Serie ROME. Serie

La guerra in Libano a cartoni animati

Tre amici, il surf e gli anni Sessanta

Barbara Serra incontra la Dandini
L’ospite di Serena Dandini sarà la giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, conduttrice del programma «Cosmo». Per la musica i Quintorigo e un intervento di Ascanio Celestini. Parla con me Raitre, ore 23.15

Ilaria D’Amico fra Bin Laden e Libia
Ilaria D’Amico parla dell’uccisione di Bin Laden, la guerra all’interno della maggioranza di governo, le ondate di immigrazione, la politica economica e Tremonti. Exit La7, ore 21.10

CIELO 18.00 PROJECT RUNWAY TAGLIA, CUCI E... Varietà 19.00 CIELO TG24 SERA. 19.30 GLI SGOMMATI. Varietà 19.40 SEI PIÙ BRAVO DI UN RAGAZZINO DI 5A? Varietà 20.00 TOP CHEF. Varietà 21.00 HELL’S KITCHEN USA. Varietà 23.00 ANGELI E DEMONI. Film. 1.30 BURN NOTICE DURO A MORIRE. Telefilm 2.15 THE GUARD. Telefilm

Il terribile racconto della guerra di Israele in Libano e della strage nei campi palestinesi di Sabra e Chatila, nel settembre 1982. Un racconto a fumetti e in prima persona: il regista israeliano Ari Folman a quella guerra partecipò come soldato. Valzer con Bashir Rai 4, ore 21.10

Tre inseparabili amici (Jan-Michael Vincent, William Katt e Gary Busey, foto) furoreggiano col surf sulle spiagge della California anni 60. Il tempo passa, la vita li divide, ma le grandi ondate ritornano e li fanno reincontrare. Un mercoledì da leoni Iris, ore 21.05

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Corriere della Sera Mercoledì 4 Maggio 2011

italia: 515050585854

71
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv

Dal Satellite
Film e programmi
Bella e di successo ama l’uomo medio

Cinema
14.05 LA FIGLIA DELL’AMBASCIATORE Parigi, finita la guerra, è considerata luogo di perdizione dalle truppe americane. La figlia dell’Ambasciatore si oppone. MGM 15.25 ULISSE Mentre Ulisse (M. Douglas) vaga per i mari, Penelope (S. Mangano) deve vedersela con i Proci. Il poema omerico secondo M. Camerini. Sky Cinema Classics 16.00 BOYGIRL - QUESTIONE DI... SESSO Nell sta per entrare a Yale; Woody viene accettato in un college grazie alle sue doti di giocatore di football... Commedia adolescenziale. Sky Cinema Family 17.10 SISTEMO L’AMERICA E TORNO Giovanni Bonfiglio (P. Villaggio), impiegato in una ditta lombarda, è mandato negli Usa per seguire un affare. Sky Cinema Classics 18.50 L’UOMO NELL’OMBRA Un giornalista viene assunto per scrivere le memorie dell’ex-primo ministro britannico Lang ma il lavoro si rivela rischioso. Sky Cinema 1 HD 19.00 JACK Jack (R. Williams) ha dieci anni, ma l’aspetto di un quarantenne. I genitori cercano di proteggerlo, ma lui vuole scoprire il mondo. Sky Cinema Passion HD 19.05 UNA PREGHIERA PER MORIRE Martin (M. Rourke), terrorista irlandese accetta l’ultimo incarico come sicario. Ma causa la morte di un gruppo di bambini... MGM 20.55 I LOVE YOU, DON’T TOUCH ME Katie (M. Schaffel) ha 25 anni ed è in cerca del grande amore, ma non si accorge che è già vicino a lei, da molti anni. MGM 21.00 VENGA A PRENDERE IL CAFFÈ DA NOI U. Tognazzi, in età adulta, sposa una delle tre sorelle Tettamanzi. Ben presto diventa amante di tutte. Dirige R. Lattuada. Sky Cinema Classics A PRIMA VISTA Per amore di M. Sorvino, il non vedente V. Kilmer decide di sottoporsi all’ennesimo intervento chirurgico. Sky Cinema Passion HD 21.10 LEI È TROPPO PER ME L’insicuro Kirk conquista, incredibilmente, l’affascinante Molly ma le persone che gli stanno intorno minano la loro felicità. Sky Cinema 1 HD SALVATE IL SOLDATO RYAN Cinque Oscar: regia, fotografia, montaggio, suono ed effetti sonori per il fim diretto da S. Spielberg. Indimenticabili i primi 15 minuti. Sky Cinema Hits HD 22.40 LA MIA VITA È UN DISASTRO Il diario e la vita di una quattordicenne e del mondo che la circonda, incluso ciò che imparerà sui primi baci... Sky Cinema Family 22.45 CATTIVE COMPAGNIE Due ragazzi, diversi in tutto, partecipano insieme e poi disertano la guerra di Secessione. Sky Cinema Classics

Sport
10.00 CALCIO: GERMANIA - OLANDA Campionato Europeo Under 17 Eurosport 10.30 CALCIO: LAZIO - JUVENTUS Serie A Sky Sport 1 HD 10.35 CALCIO: ROMA - MILAN 15/01/06 Serie A Roma ESPN 11.00 CALCIO: CESENA - INTER Serie A Sky Sport 1 HD 11.30 CALCIO: NAPOLI - GENOA Serie A Sky Sport 1 HD 11.45 CALCIO: CAMPIONATO - SERIE A RaiSport 1 12.00 BILIARDO: FINALE Campionato del Mondo Eurosport 13.00 AUTOMOBILISMO: VALLELUNGA, GARA 2 Trofeo 500 Abarth Sky Sport 2 HD 13.30 GOLF: PGA TOUR HIGHLIGHTS RaiSport 1 14.00 TENNIS: 3ª GIORNATA ATP World Tour Masters 1000 Madrid. Diretta Sky Sport 2 HD 14.20 BASKET: 1998: KINDER BOLOGNA - AEK ATENE FIBA Basketball European Club Championship ESPN 15.00 CALCIO: WATFORD - QPR The Championship Sport Italia 15.15 MOTOCICLISMO: 1995 MONZA Superbike - Le gare indimenticabili ESPN 16.00 TENNIS: GIORNO 3 Torneo WTA di Madrid. Diretta Eurosport 16.10 CALCIO: ROMA - MILAN 15/01/06 Serie A Roma ESPN 17.05 MOTOCICLISMO: 2007: GP DI CATALUNYA Moto GP Story ESPN 17.30 CALCIO: INTER - LAZIO Serie A Sky Sport 1 HD 19.00 TENNIS: 3ª GIORNATA ATP World Tour Masters 1000 Madrid. Diretta Sky Sport 2 HD 19.50 EQUITAZIONE: SALTO Coppa del Mondo Eurosport 20.00 MOTOCICLISMO: 2007: GP DI GRAN BRETAGNA Moto GP Story ESPN 20.30 BASKET: PLAY OFF, SEMIFINALE Campionato Italiano Maschile RaiSport 1 20.40 CALCIO: MANCHESTER UNITED SCHALKE 04 UEFA Champions League. Diretta Sky Sport 1 HD 20.50 EQUITAZIONE: DRESSAGE Coppa del Mondo Eurosport 21.00 BASKET: 1999. KINDER BOLOGNA - TEAMSYSTEM BOLOGNA FIBA Basketball European Club Championship ESPN 21.55 GOLF: ZURICH CLASSIC US PGA Tour Eurosport 22.00 MOTOCICLISMO: MONZA 10/05/09 Superbike Highlights ESPN 22.05 BASKET: MIAMI - BOSTON NBA Sky Sport 2 HD 22.30 MOTOCICLISMO: MONZA 09/05/10 Superbike Highlights ESPN 22.55 GOLF: CAMPIONATO BALLANTINE PGA European Tour Eurosport

A fil di rete
di Aldo Grasso

Lo show più brutto è il reality interattivo

Kirk (Jay Baruchel), classico uomo medio americano, con impiego in aeroporto, non può credere alla propria fortuna: si è innamorata di lui Molly (Alice Eve, foto con Baruchel), bella e di successo. Lei è troppo per me Sky Cinema 1, ore 21.10

A

Il capitano Hanks in Normandia

Giugno 1944, sbarco in Normandia. Un drappello di soldati guidati dal cap. Miller (Tom Hanks, foto) rischia la vita per rintracciare il paracadutista Ryan. Regia di Spielberg, 5 Oscar. Salvate il soldato Ryan Sky Cinema Hits, ore 21.10

Salvatores da Oscar con Abatantuono

Serie Tv
14.00 CRIMINAL MINDS Fox Crime HD 15.05 I MAGHI DI WAVERLY Disney Channel 16.05 SCRUBS Fox HD 17.20 SONNY TRA LE STELLE Disney Channel 18.15 HOW I MET YOUR MOTHER Fox HD 19.15 AMERICAN DAD Fox HD 19.20 MEDIUM Fox Life 19.45 LIFE BITES Disney Channel 20.05 THE ELEPHANT PRINCESS Rai Gulp 21.00 DESPERATE HOUSEWIVES Fox Life 21.40 QUELLI DELL’INTERVALLO CAFÈ Disney Channel 21.50 AMERICAN DAD Fox HD 21.55 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids

Intrattenimento
14.10 ALLA CASA CI PENSA LUI LEI 15.20 ROSAMUNDE PILCHER - IL PIÙ BEL REGALO Fox Life 16.55 S.O.S. TATA Fox Life 17.00 TOUGH LOVE E! 18.20 GLI SGOMMATI Sky Uno 19.15 CHEF PER UN GIORNO LEI 20.20 TAKESHI’S CASTLE Cartoon Network 21.00 MERLINO E LA BATTAGLIA DEI DRAGHI Sky Cinema Family 21.10 ITALIA’S NEXT TOP MODEL 4 Sky Uno 22.00 THE REAL L WORD E! 22.10 10 ANNI PIÙ GIOVANE UK Sky Uno 22.15 WIPEOUT - PRONTI A TUTTO K2 23.15 NAKED & FUNNY E! 23.30 I ROBINSON K2

Ragazzi
14.10 MISSIONE CUCCIOLI DeAkids 15.05 FREESTYLE DeAkids 16.10 LE NUOVE AVVENTURE DI SCOOBY-DOO Cartoon Network 17.15 DUE FANTAGENITORI K2 18.00 BIG BANG! IN VIAGGIO CON MARGHERITA HACK DeAkids 19.05 BATMAN THE BRAVE AND THE BOLD Cartoon Network 19.50 THE GARFIELD WEEK Boomerang 20.40 SPONGEBOB Nickelodeon 20.45 ADVENTURE TIME Cartoon Network 20.50 I PUFFI Boomerang 21.00 DUE FANTAGENITORI K2 21.05 SPONGEBOB Nickelodeon 21.10 LE NUOVE AVVENTURE DI SCOOBY-DOO Cartoon Network 21.25 FREESTYLE DeAkids

Documentari
14.25 IL IV REICH IN ARGENTINA History Channel 15.05 COME È FATTO Discovery Science 16.20 SCIENZA DELL’INCREDIBILE National Geographic 17.05 VIAGGIO NELL’UNIVERSO Discovery Science 18.00 L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO Discovery Channel HD 19.05 MEGASTRUTTURE National Geographic 20.05 AFFARI DI FAMIGLIA 2: SQUALI E COBRA History Channel 21.00 MAN, WOMAN AND WILD Discovery Channel HD 21.10 SCIENZA DELL’INCREDIBILE National Geographic 22.00 ANIMAL ARMAGEDDON Discovery Channel HD

Una pattuglia dell’esercito nel ’41 va su un’isola greca. Non sanno nulla dell’Armistizio e continuano a rimanere lì. Oscar come film straniero, regia di Salvatores. Nel cast Diego Abatantuono (foto). Mediterraneo Sky Cinema Comedy, ore 21

bbiamo poche certezze sul senso della vita e della tv, ma almeno una certezza la teniamo ben salda. «Uman. Take control!» è finora il programma più brutto della stagione: il trionfo dell’insensatezza e dell’inconsistenza, una voragine che ci precipita nel nulla, l’uso nefasto dell’interattività fra tv e web (Italia 1, lunedì, ore 21.10). Questo nuovo reality è un format trasmesso per la prima volta in Israele nel 2009 e acquistato da una ventina di Vincitori e vinti Paesi (noi siamo in onda con Portogallo, Brasile e Turchia): otto concorrenti vestiti Gianni come Teletubbies devono traMorandi La scorrere 21 giorni in una casa riproposizione e fare tutto ciò che il pubblidi Sanremo co da casa gli ordinerà di facontro quella del reality. re. Su Raidue continua lo Nella puntata live del luneshow musicale «Due», dì, sotto la guida di Rossella ma a Gianni Morandi e Brescia (ma nella sua parteciRoberto Vecchioni si pazione c’è un perché?) e del affiancano anche Emma mago Forrest (la vera magia e Nathalie: 3.095.000 che dovrebbe compiere è spettatori, 11,11% di quella di risalire la brutta chishare. na che ha preso) abbiamo visto i protagonisti esibirsi a Brescia torte in faccia, docce provoe Forrest canti e altre demenzialità. Su Italia 1 va Non poteva mancare un parin onda il terre di opinionisti rappresenprimo tato dalla dj La Pina, dal conepisodio di «Uman. duttore Diego Passoni, dalla Take control!», scrittrice Alessandra Appiano meta-reality con (che almeno una recensione Rossella Brescia e il positiva la strapperà) e dalmago Forrest. Davanti l’ex coniglio del «Chiambretti allo schermo solo Night» Alberto Argentesi. 1.862.000 spettatori, I concorrenti (giusto che si 9,80% di share. sappia) sono Nora Amile (subito eliminata), Elena Morali, Siria De Fazio (si è infortunata a un piede e ha lasciato momentaneamente il programma), Veronica Ciardi, Maicol Berti, George Leonard, Luca Tassinari e Sergio Volpini. Sono lì per un unico merito: hanno partecipato a un precedente reality. L’aspetto più curioso dell’intera vicenda è il riciclaggio dei concorrenti dei reality. Già ci pensa Barbara D’Urso con intere maratone con i reduci del Grande Fratello, ma qui siamo alla perversità industriale: come accantonare noi stessi, come trascurare il proprio destino, come consumarsi nella piattezza. Come perdere il controllo, fingendo di riscriverlo.
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Luca Telese intervista Paniz
Il nuovo programma di Luca Telese con interviste a personaggi raggiunti fuori dai luoghi pubblici o istituzionali ma direttamente nelle loro abitazioni. Oggi il giornalista incontra Maurizio Paniz del Pdl. Fuoriluogo Current, ore 23

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Mercoledì 4 Maggio 2011 Corriere della Sera

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