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Gabriel De Lautrec

L'EVOCAZIONE
Da quando qualche settimana prima aveva incontrato Henri Vautier, la signora Isabelle Moreau era una donna felice. Sposata senza amore, non aveva nemmeno quella simpatia che pu nascere dalla stima e dallabitudine, per colui di cui portava il nome da una decina danni. Le era stato talmente indifferente che non pensava che egli potesse provare per lei sentimenti diversi da quelli che lui le ispirava. E non si era mai chiesta se latteggiamento riservato che egli aveva adottato nei suoi confronti fosse naturale o dettato da una gelosa fierezza. Adempiva i doveri che il vincolo coniugale le imponeva. Per tutto il giorno si occupava dellimportante casa di moda che il marito dirigeva. Ma aspettava con ansia il momento in cui, venuta lora di cena, poi terminato il pasto, lui usciva due o tre volte a settimana per andare al circolo, da dove non rientrava che verso mezzanotte o pi spesso luna del mattino. Queste uscite non avvenivano a giorni regolari. Ma quasi ogni volta, con la complicit di una serva ciecamente devota e che stava allerta da sola aspettando la padrona, la signora Moreau fuggiva dopo la partenza del marito e andava a trovare il suo amante. Henri Vautier abitava in una strada vicina. La serva Marguerite e Isabelle erano daccordo sul pretesto che avrebbero trovato per il marito se un giorno fosse rientrato allimprovviso; pretesto che evidentemente non sarebbe potuto servire che una volta, ma erano tranquille visto che il caso non si era ancora verificato. Nel frattempo lamante, incerto sul giorno libero, aspettava tutte le sere. E tutte le sere andava a letto verso le undici, ora in cui la sua amica lo lasciava, per sognarla, che lei fosse venuta o no. Anche egli era contento. Non aveva nemmeno quellamarezza che deriva dal pensiero del marito, quando possibile raffigurarselo. Perch non laveva mai visto e Isabelle, dal canto suo, era ben certa che il signor Moreau ignorasse perfino il nome di Henri Vautier. Tuttavia non poteva sottrarsi a certi obblighi e proprio quel giorno, nel pomeriggio, suo marito le ricordava un invito a cena per la sera, che lei aveva completamente dimenticato. Era a casa di vecchi amici; gli Husson, che frequentavano abbastanza regolarmente. Era impossibile trovare scuse, e soprattutto cos tardi, perch il signor Husson aveva invitato anche il figlio di uno dei suoi soci, Jacques Carmellin, per presentarlo ai Moreau, nella cui casa doveva entrare. Isabelle fu tremendamente contrariata. Non vedeva Henri da una settimana. Pens per un momento di mandare Marguerite ad avvertirlo. Ma era un passo imprudente. Daltronde il suo amante non laspettava quella sera pi di unaltra. Si consol un po sognando la felicit che avrebbero provato tutti e due lindomani.

Avevano appena lasciato la stanza da pranzo. Il caff era servito nel salotto. La signora Husson portava un tavolino rotondo leggero con la scatola per sigari e il portacenere. Durante il pasto, la conversazione aveva sfiorato lo spiritismo. Ecco un tavolino, not il giovane Carmellin, che sarebbe meravigliosamente adatto ad evocare gli spiriti. Credete alle sedute spiritiche, signora? fece rivolgendosi ad Isabelle. Mio Dio, signore, non so. Ho sentito alcune persone raccontare cose straordinarie. Altre, invece, alzano le spalle quando si parla loro di comunicare cos con gli spiriti. Se avessi unopinione, propenderei per il no ma, lo ripeto, non so niente. Si potrebbe cercare di constatarlo, disse il signor Husson. Credete che riusciremo a evocare lanima di un morto? Cosa ne pensi mia cara amica? aggiunse voltandosi verso la moglie. Penso che sarei molto spaventata, se avvenisse veramente qualcosa. Bah! Il salotto ben illuminato, e le donne hanno paura solo di notte. Da parte mia, anche se dovessi avere un po paura, sar molto curiosa di assistere a un esperimento del genere, approv Isabelle. E voi, mio caro Moreau, qual la vostra opinione? Pu essere molto interessante. Soprattutto se... Ma no... assurdo... Ah!... In ogni caso, mi prester volentieri allesperimento. Il tavolino fu sgombrato. Le cinque persone si disposero tuttintorno e vi posero su le mani. Evocheremo dunque lanima di un morto, fece il giovare Carmellin. una fortuna che non si possa far venire quella di un vivo. Sarebbe una sorpresa molto spiacevole per lui... Via, via, disse un po febbrilmente Moreau, non parliamo pi. Un momento di raccoglimento sembra indispensabile per creare latmosfera. Le dieci mani erano messe ben aperte sul tavolo con le ultime dita che si toccavano. Ci fu silenzio. Moreau con aria assorta, teneva fissi gli occhi al centro del tavolino. Il padrone di casa inclin la testa verso di lui: Mi sembra necessario sapere quale anima evocheremo. Non so. Qualcuno che abbiamo conosciuto bene. Un amico rimpianto... Moreau parve riflettere, poi: Certamente, ma forse bisogna informarsi prima e sapere se non c, sin dora, uno spirito presente nel tavolo. Spirito, se ci siete, volete manifestare la vostra presenza? Noi aspettiamo. Alcuni minuti passarono in una leggera angoscia. Poi il tavolo si sollev lentamente su due dei suoi piedi. Spirito, ci siete, disse Moreau, con voce ferma. Volete permetterci di parlarvi? Siete disposto a rispondere alle nostre domande? Stabiliremo un colpo per il s e due per il no. Per il resto, sillaber e il tavolo batter un colpo con il piede sollevato quando dir la lettera necessaria. Va bene?

Il piede che era in aria si appoggi chiaramente al suolo e si sollev di nuovo. Perfetto. Vi ringraziamo per aver accettato. Volete farci il favore di dirci il vostro nome? Due colpi molto chiari del tavolo. No? Mi sar permesso di insistere? Altri due colpi, pi forti. Proprio no. Mi dispiace. Potete almeno darci qualche indicazione su di voi, sul luogo in cui siete attualmente, sulla... Le parole di Moreau furono bruscamente interrotte da altri due colpi, ancora pi energici. Ci dispiace. Accettate, in questo caso, di metterci in contatto con un altro spirito e farlo venire qui? Potete? Un colpo. Aspettate. Vorrei evocare lanima di un uomo che ho conosciuto molto bene e che dovrebbe certamente rivelarmi cose interessanti... In quel momento il pendolo del salotto suon mezzanotte. Ci fu una battuta darresto, mentre la suoneria scandiva le ore... Isabelle pens malinconicamente che il suo amico, stanco di aspettarla, si era messo a letto, e dormiva. Suo marito continu: Volete dunque andare a cercarmi lanima... Isabelle alz gli occhi stralunati, come scossa da un presentimento oscuro e terribile. ... Lanima del nostro amico Vautier, Henri Vautier. Comprendete? Il tavolo batt un colpo. Potete farla venire qui? Qualunque siano le condizioni in cui si trovi? Lo potete? La voce dellevocatore era piatta e senza accento. Gli astanti seguivano la conversazione un po emozionati. Isabelle lottava per non svenire. Stava per gridare: "Ma impossibile. Non morto." Si era fermata in tempo, ma che spavento! Dunque suo marito sapeva? Cosa strana, non le aveva rivolto lo sguardo. E come, con quale terribile mistero evocare un essere vivente? Non pens nemmeno lontanamente di essere vittima di un equivoco, e che ci fosse un altro Henri Vautier, morto, questultimo. Sapeva troppo bene, guardando il viso del marito, che si trattava proprio del suo. Il tavolo batt un colpo. La voce dellevocatore sembr prendere un accento sinistro. Dunque spirito, caro spirito, dato che lo potete, fatelo. Aspettiamo lanima di Henri... Henri, aveva detto Henri, come quando lei pensava a lui. Quale spaventosa familiarit! Fece appello a tutta la sua energia, ma avrebbe voluto essere nel nulla. Le sue mani tremavano sul tavolo con un movimento convulso. Suo marito parve accorgersene. Mia cara, ti prego. Capisco che tutto ci pu sembrare un po toccante ma non corriamo alcun rischio. Ed cos interessante. Tutti coloro che sono attorno a questo tavolo non corrono alcun pericolo. Daltronde, niente ti impedisce di considerarlo un gioco. Un po di calma, via!

Ma certo, conferm il giovane Carmellin. Inoltre, non facciamo del male. Gli spiriti sono liberi, mi sembra, di risponderci o no... La curiosit degli Husson era veramente sovraeccitata. Staremo a vedere se il vostro povero amico risponde alla chiamata, disse la donna. Sst! Avremo senza dubbio bisogno di pazienza. Dipende dal caso. Non si sa dove sono le anime. Forse nel caso specifico c una particolare difficolt. Aspettiamo... Si fece silenzio intorno al tavolo. Pass un quarto dora. La signora Moreau aveva avuto il tempo di riprendere i sensi. Improvvisamente il tavolo si sollev su un lato. O piuttosto si sarebbe detto che cercava di sollevarsi. Erano piccoli slanci brevi, decisi, come spasmodici. Poi ricadde. La voce dellevocatore si alz, inflessibile questa volta, imperiosa. Spirito! Ci siete? Rispondete! Una serie di colpi rapidi. Poi limmobilit-- Allimprovviso gli astanti sussultarono. Sul piano del salotto, a tre metri da loro, una nota aveva appena risuonato, una nota sorda, lugubre. Tutti si guardarono, sbigottiti, pronti a fuggire. Non niente, non niente, disse Moreau. Sedetevi e cominciamo. Altre note salirono, monotone, lente. Si sarebbe detto un rintocco a morto. Poi tutto tacque. Ci volle qualche istante per calmare il turbamento generale. Moreau parl. Forse non era altro che unallucinazione collettiva delludito. Il caso si presentava frequentemente. Non bisognava perder la testa, fino al momento in cui si sarebbero sicuramente verificate manifestazioni interessanti. Ma il viso della signora Moreau era bianco come un sudario. Allora il tavolo si sollev su un piede, a pi riprese, e a colpi precipitosi, come un muto che fa gesti impotenti. Aspettate. Comincio lalfabeto-- Calma, amici miei, calma. Volete dirmi il vostro nome? Seguitemi. Batterete alla lettera-- A, B, C. Il tavolo rest immobile fin verso la fine dellalfabeto. Man mano che le lettere venivano pronunciate, gli occhi della signora Moreau si dilatavano per il terrore. S. T. U. continuava suo marito. V-Il tavolo batt un colpo. Ah! perfetto! Siete voi, Vautier, Henri Vautier? Un altro colpo, poi dei movimenti disordinati. Aspettate! Perch vi agitate cos ? Vediamo, siete morto, ora. Ora. Soffrite? Un colpo. Soffrite veramente? Tre colpi energici. Levocatore spiega, cattedratico e freddo: Un colpo vuol dire: "s "; due colpi: "no". Ma tre, abitualmente, significano: "s " con insistenza. Lanima che evochiamo deve soffrire molto.

Poi, avvicinandosi al tavolo, di nuovo: comprensibile. Siete ancora in pena per aver abbandonato il vostro corpo, qualunque sia il momento a partire dal quale vi trovate in questo stato. Vi forse accaduto ci che non vi aspettavate? Il piede del tavolino si sollev e il mobile, nel ricadere, ebbe uno scricchiolio che somigliava ad un gemito. Ebbene, voglio fare qualcosa per voi. Non abbiamo intenzione di tormentarvi. Ascoltate. Ci siete? Un colpo debole. Non dovete pi pensare a ritrovare il vostro corpo. perduto per voi. Le anime, una volta uscite, non rientrano mai nel corpo. La loro presenza non farebbe che disturbare il lavoro della decomposizione, regolare, fatale, definitiva. Sarebbe una sconsideratezza. Ecco ci che farete. Ascoltatemi, vi prego. Partirete per lEgitto. Le anime viaggiano rapidamente. Arriverete laggi e andrete alle piramidi. Accanto ad esse si trova la sfinge con i piedi seppelliti nella sabbia. Vi fermerete davanti a lei, sotto il sole. E vi concedo di passare tutta leternit a supplicarla per ottenere da lei il segreto della vita e della morte. Il tavolo si sollev, come clto da follia, inclinato verso la signora Moreau che si era alzata, impietrita, con lo sguardo fisso, ipnotizzata. Il tavolo si inclin ancora, poi perse lequilibrio e cadde ai piedi della povera donna. L, non si mosse pi. Il signor Husson osserv la signora Moreau, tutto commosso, e non pot trattenersi dal dichiarare, timidamente: Forse, non si dovrebbero fare simili esperimenti sui morti. Sarebbe una cosa terribile, disse Carmellin, se si potesse, nelle stesse condizioni, evocare lanima dei vivi.