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Editoriale

Jacopo Cirillo

Parliamoci chiaro: nella nostra testa Finzioni

era questa roba qui: un pdf scaricabile, stampabile e stampato con 20/30 pagine di rubriche e il concetto di lettura creativa che aleggiava tra le righe. Perch letterarie sono le riviste, mica i siti. E perch in giro di riviste letterarie non se ne vedevano. Oddio, se ne vedevano tantissime, ma erano complicate, lunghe, difficili. Mi ero appena laureato in semiotica (che magari non sar ingegneria aerospaziale, ma un po di intelligenza astratta te la tira fuori) e facevo comunque fatica a leggere lenzuolate di 10.000 o 20.000 battute sulle differenze e affinit tra Leopardi, Guicciardini e una qualche situazione geopoliticosociale di attualit random. Ma allora la facciamo noi la rivista facile, quella per i lettori e non per gli scrittori. Quella per i ragazzi, gli universitari, gli smanettoni. Poi dici, vuoi non avere un sito? Anche solo per avere un luogo fisico dove scaricare la rivista. E allora gi a fare anche il sito, che venne proprio bene e che ancora quello di due anni fa (almeno per un mesetto ancora). E poi bisogna mettere insieme una redazione, far passare una linea editoriale - come si fa a spiegare una linea editoriale che non parte da una selezione di contenuti, bens da un taglio concettuale? gestire il tutto e guadagnarsi pure da vivere nei ritagli di tempo. Ecco, in questi due anni abbiamo fatto tutto questo di sera, nei weekend, nelle pause pranzo, e poi ne abbiamo parlato, in ogni momento possibile, e ce lavevamo sempre in testa. Cos, dal numero zero siamo arrivati al 5, poi al 10 e al 15. E intanto il sito cresceva, la redazione si faceva sempre pi coesa e determinata, i social network diventavano il nostro campo da gioco.

Poi, tre mesi fa, il restyling del mensile, grazie a Flavio Lucidi, Alberto Cocchi e Alberto Gottardo, che sono stati dei campioni. Dopo tutto questo pistolotto, ecco lannuncio: il numero che avete in mano (o sullo schermo) lultimo. Perch vogliamo prendere altre strade, sfide pi difficili ma molto pi divertenti, che riempiranno ancor pi le nostre giornate e le nostre teste, ci obbligheranno a diventare pi efficienti, pi avveduti, pi professionali. Ma Finzioni rimarr sempre la stessa cosa: approcci leggeri a contenuti pesanti. Tra un mese lanceremo il nuovo sito, con un milione di robe nuove, e a giugno una nuova rivista, pi grande, pi bella, diversa. Personalmente Finzioni un progetto a cui tengo in una maniera difficilmente esprimibile a parole, e la soddisfazione pi grande che posso avere siete voi che, leggendoci di sfuggita, approfondendo le nostre idee o sostenendo le nostre battaglie, vi fate scappare un sorriso e pensate: dai, alla fine non poi cos vero che la letteratura noiosa. Jacopo Cirillo

Francesco Giusti The Societe des Ambianceurs et des Personnes Eegantes

Editoriale
Carlo Zuffa

Se stai leggendo queste righe per il sempli-

ce fatto che ai due fondatori di questo progetto piacciono molto la birra e la cedrata Tassoni. Non propriamente in questordine. E non mischiate assieme. Finzioni nasce proprio in una serata prenatalizia davanti ad una birra ed una cedrata Tassoni. Correva lanno 2008. Tante idee sotto lalbero di Natale che con larrivo della primavera (quanta poesia) si trasformano in un blog e una rivista stampata, curati da un ristretto numero di collaboratori. Oggi quel ristretto gruppo e diventato unorganizzatissima redazione di pi di trenta persone, il sito finzionimagazine.it uno dei pi stimati e seguiti nellambito della letteratura in Italia e il magazine pu festeggiare oggi la sua ventesima uscita (e vai con i cori di e chi lavrebbe mai detto? e altri luoghi comuni che non sto ad elencare per rispetto di chi legge). Finzioni, come a noi piace definirlo, un progetto di letteratura creativa, e la parola progetto stessa richiama qualcosa che sempre in movimento, un cantiere sempre aperto, dove le cose sono sempre pronte a cambiare. Per il meglio. Oggi vorremmo proprio parlarvi della rivista che state tenendo per le mani (o state leggendo dal monitor del vostro laptop, ipad, iphone, kindle, etc.). Questa rivista rappresentava e rappresenta una contenuto premium, di approfondimento, agli argomenti che venivano trattati sul blog ed ha subito riscosso un enorme successo, con centinaia di copie distribuite in tutta Italia e migliaia di download. Con laumento di popolarit e di contenuti sul sito e col passare degli anni, il format che inizialmente avevamo pensato ha perso un po del suo smalto, quindi ci sembrato il momento giusto per rilanciare e allargare il campo dazione.

Finzioni magazine si trasformer in un magazine vero e proprio, come quelli delledicola per rendere lidea, trimestrale, ricco di nuovi contenuti, approfondimenti e nuovamente stampato su una bella carta profumata al profumo di carta. La prima uscita sar allinzio dellestate, giusto in tempo per portarlo sotto lombrellone! Ma nel frattempo le sorprese non finiscono qui. Il prossimo mese cliccate su finzionimagazine. it per trovare un sito completamente nuovo e con molte, molte novit. Finzioni nel 2011 cambia, migliora e sceglie di diventare grande. Carlo Zuffa

Diane Arbus Xmas tree in a living room

Sommario
7 8 9 10 12 14 16 17 18 20 22 24 26 28 30 32 33 34 Me lo copre il prezzo? Rayuelati Megaviaggi Le vite ortogonali Interferenze Letto e mangiato Pillole di scienza Intepretazioni non ufficiali Eccezioni Il finzionario Cruciverboso Scritto da un idiota Devo ancora finirlo Trilogie La posta dei lettori Donne & Compressori Ghost world Iperboloser

La disposizione della corteccia

Me lo copre il prezzo?
Licia Ambu

Me lo copre il prezzo la pi quotata costruzione grammaticale dopo dica 33. in libreria si dice un sacco. cronache:

n tale di nome Alan Penn, studiando la planimetria dei centri commerciali Ikea, ha di recente scoperto leffetto labirinto. La questione pi o meno questa. Il percorso intricato del centro impedirebbe a chi entra di tornare indietro o, altrimenti detto , obbligherebbe ad andare avanti fino alluscita. In pratica: entri per le candele alla mela verde, esci con una Billi in dieci colli. Ora, complimenti a parte, in realt questo tipo di osservazione applicabile anche in un microcosmo di proporzioni pi contenute. Tipo una libreria. S vero, siete liberi di entrare e di uscire quando vi pare ma, detto questo, ci sono alcuni spazi che attirano lattenzione pi di altri. Ecco, per esempio, la prossimit della cassa lequivalente di una pubblicit seria, su un Venerd di Repubblica o equipollenti. Osservi, vaghi, scegli, ma quando arrivi in cassa non c storia: immancabilmente ti casca locchio, guardi scruti quindi compri. A meno e al di l della pubblicit televisiva (Fazio) o cartacea (Venerd), la disposizione spaziale pu seccare le vendite di un libro oppure favorirle oltre ogni previsione. E un esperimento davvero interessante da fare, rispolverare vecchie glorie o qualche chicca dellultima ora, magari poco pubblicizzata o delleditore minore (seppur pluri qualificato ma questa unaltra storia), e arredarci il retro della cassa. Spesso basta una sola giornata o addirittura un pomeriggio per ottenere risultati. Altro baluardo, gi dalla semantica, la vetrina. Se intelligente, infatti, dovrebbe stimolare associazioni di idee che vadano oltre le situazioni personali, ma anzi che riguardino questioni trasversali cio interessanti per tutti. Dovrebbe contenere titoli intonati al clima generale, alla-

genda attuale. Meglio: alphatest destate, diete a Gennaio, gialli sempreverdi. Certo ci sono alcuni libri che sono come fardelli, li piazzi in vetrina, li sdrai sui tavoli, li metti in bella vista sperando di non doverti applicare pi di tanto nellinvenzione di eventuali pregi, eppure te li ritrovi sempre l che alla fine ci fai amicizia. Ma c speranza. Un altro tizio di nome Stefano Canali dice infatti, stesso articolo di cui sopra, che a fregarci pu essere lego-depletion o egoprivazione: in condizioni di continua provocazione commerciale siamo incapaci di resistere, proprio ci cede la testa e noi si compra. A volte non resta che sperare nello sfinimento della corteccia pre frontale. Questo spiega un sacco di vendite...

Richard Avedon

Wang Qingsong Follow Him

Rayuelati
Andrea Meregalli

Fats Waller e la Pangea

Delitto tra i Muppets

Megaviaggi
Alessandro Pollini

Rayuela una larga parata di citazioni. Qui, cazzodicanicamente, diagonalmente, ci si omaggia di gran (cit.).

Dove si aprono i libri per chiudere i giorni e domandarsi ancora: ma io cosa leggo a fare?

ciare fortemente, credo si tratti degli occhi, rotondamente bianchi, forse troppo, e dei baffi, cinquecenteschi; se qualcuno mi avesse chiesto, Lo vuoi un peluche con cui dormirci e a cui stringere la mano se sogni di perderti in un villaggio azteco1, io avrei risposto, No; se qualcuno mi avesse chiesto, Lo vuoi Fats Waller con cui dormirci e a cui stringere la mano se sogni di perderti in un villaggio azteco, io avrei risposto, S, perdiana, lo voglio! Solo dopo, una volta avuto, mi sarei accorto che, per dire, i suoi dieci chili di culo flettevano le doghe in legno e lavrei riportato allIkea, tipo; Grazie Fats, ma puzzi forte di roba da bere e a me fa un po specie la situazione. Babs, in Rayuela, capitolo 15, bisticcia con Roland per via che questultimo aveva mostrato disprezzo per Fats Waller, incaponendosi ad ascoltare Ma Rainey. E, dopo, Oliveira, ubriaco di vodka, accenna al terremoto di Bab El Mandeb, in calce a un discorso sacrosantissimo e che la gente normale pensa, o dovrebbe pensare, ma si vergogna come lamico mio che a quindici anni il padre lha beccato a fare su e gi con il coso e gli ha detto, Ti pensavo pi maturo, e dopo ha chiuso la porta del bagno, e allora lamico mio, si capisce, ha provveduto a completare il giochino.

Fats Waller uno che avresti voluto abbrac-

Fats Waller, dice Wikipedia, faceva spesso la figura del buffone, e se vai su Youtube, e digiti F-a-t-s-W-a-l-l-e-r, te lo vedi che canta e che suona il pianoforte e che fa le facce un po da pirla e un po da sbirulino e tant. Bab El Mandeb, invece, una parola bellissima, una parola araba, forse tre, che significa(no) Porta della lamentazione funebre e la storia questa: lAsia e lAfrica, che la Pangea non era pi la Pangea, dovettero lasciarsi, dividersi e al lora piansero che si volevano del gran bene e le lacrime dettero sagoma allo stretto di Bab El Mandeb, lo stretto che le allontana, tra Yemen e Gibuti; e poi ci sono quelli, i famas2, quelli che dicono che no, che le lacrime sono degli stronzi che hanno attraversato lo stretto e che sono annegati, corrente della madonna, altro che Pangea. Take it easy, have a drink, sonny, dont be such a murder to me3.

ri sincrono anche nella vita reale. Questo mi ha sorpreso, nel senso che non credevo che Enrico Ghezzi esistesse. Navigando poi su Youtube lho visto cantare su un assolo di chitarra di Franco Battiato mentre Manlio Sgalambro recitava in latino, o in greco, non ricordo. Lo si poteva facilmente scambiare per il ritorno dei Muppets. Manlio Sgalambro un filosofo assolutamente multimediale: recita, canta cover di ManuChao e, ovviamente, scrive libri di filosofia. Del delitto parla, come dice il nome, del delitto. Qui afferma che non bisogna aver paura di essere visti, ma di essere immaginati. Si dice che a vedere tutto e senza errori sia solo Dio, ma cos non vale, troppo facile. Del resto tutti immaginiamo laltro, e cosa non meno grave immaginiamo anche noi stessi. Ne Leleganza del riccio tutto ruota attorno a come si immaginano le altre persone. I condomini vedono la portinaia e la immaginano mediocre e ignorante, lei vuole nascondersi da loro e non le difficile ingannarli. Alla fine emerge che ci che conta come la protagonista percepisce se stessa.

Mi hanno detto che Enrico Ghezzi parla fuo-

A vedere la superficialit dei condomini mi sono venuti in mente certi conoscenti. Lho sempre detto: genitori e parenti bisogna sceglierseli da grandi, e con contratto a tempo determinato (lunico parente che si pu scegliere il cane che si prende nella propria famiglia). Immagino quei conoscenti abitare anche la casa cubica dei vicini di Margherita Dolcevita di Stefano Benni.Se Margherita Dolcevita fosse vissuta qualche decade fa avrebbe ascoltato Patty Pravo, che da giovane era bellissima. Io invece continuo a saltare da un video allaltro di Youtube rimandando i lavori in giardino. Non bisogna aver paura di essere visti, ma di essere immaginati. Che storia. Leggevo proprio ieri sera prima di andare a dormire (stavo scrivendo a morire, lapsus freudiano anche molto Shakespeare inteso come aggettivo) che La gente quando non capisce, inventa. E questo molto pericoloso. Sono entrambiaforismi di Alda Merini. Ora che morta sono riapparsi magicamente tutti i suoi libri. Facile cos. E anche lei parla del delitto: Il delitto ha le sue porte aperte. Lincomunicabilit sempre trasversale. Pazzesca, che anche un aggettivo ad hoc sia per lei che per questa rubrica.

Nancyesmith

1. Tipico sogno infantile, come specificato dallo psicologo Algide Groppi. (Sogni & Bambini, Edizioni Leoncini). 2. Gente che non crede alle favole, a Babbo Natale, a Manuela Arcuri. 3. Splendida frase di Babs, ragazza americana, co-protagonista di Rayuela. (Rayuela, Einaudi, pag. 65).

Giuditta Matteucci Coniglio

Le vite ortogonali
Jacopo Donati

John Anderton vs Elizabeth Halpern

Diane Arbus The King and Queen of a Senior Citizens Dance

Parallelismi e differenze, in odor di Plutarco, tra le vite e le storie dei personaggi di carta pi (o meno) amati da tutti noi.

Plutarco scrisse una serie di 24 biografie che prese il nome di Vite parallele. Per ognuna prese una figura greca ed una romana, le mise una affianco allaltra e ne cerc le similitudini. Ma qui si parla di finzione, mica di realt!, e cos i miei grandi saranno i personaggi dinchiostro dei libri. Lavoro ben pi umile il mio che, oltre a esaminare solo una parte della vita di questi personaggi, ne sottolineer le differenze. John Anderton ohn Anderton il commissario della Precrimine, una societ che grazie e tre mutanti riesce a prevedere i crimini futuri e a impedirli. Solo uno scrittore come Philip K. Dick riesce a creare un futuro rassicurante e al tempo stesso inquietante come quello in Rapporto di minoranza. Anderton calvo e fuori forma, e dopo aver creato e gestito la Precrimine per molti anni viene affiancato a un giovane, un certo Witwer, che lo sostituir quando Anderton decider di lasciare la societ. Poco dopo larrivo del giovane, Anderton scopre che i mutanti hanno predetto lassassinio di un certo Kaplan per mano sua. Anderton non ha mai sentito nominare questo Kaplan e si ritrova cos in una situazione a dir poco scomoda: da un lato vorrebbe che i mutanti avessero commesso un errore, ma sa che ci statisticamente impossibile; dallaltro si ritrova nei panni delle tante persone internate nei campi di detenzione per un crimine che ancora non hanno commesso e che si ritengono innocenti. Lunica soluzione credibile il complotto.

Elizabeth Halpern Ci sono un biologo, uno psicologo, un matematico e un astrofisico, e questa non una barzelletta. Sono stati chiamati dallesercito per studiare un oggetto sconosciuto sul fondo dellOceano Pacifico, unenorme sfera dorata. Elizabeth Halpern la biologa di Sfera di Michael Crichton. Beth anche lunica donna della spedizione e si sente soverchiata dagli altri. Uno dopo laltro e di nascosto, gli scienziati entreranno nella sfera dando vita a strani fenomeni. Con la morte di uno degli scienziati e di tutto lequipaggio tecnico, i tre superstiti saranno in balia di loro stessi. Beth diventa paranoica e tutte le frustrazioni di una vita vengono a galla. La sfera, che ha dato a tutti e tre il potere di far avverare cose con il

solo pensiero, si rivela essere il nemico minore perch sul fondo del mare ci che minaccia davvero la vita dei superstiti sono le macchinazioni e le psicosi dei superstiti stessi. Anderton e Beth sono due personaggi che si ritrovano inspiegabilmente tagliati fuori da un mondo di cui facevano parte fino a poco prima. Entrambi scienziati, cercano la soluzione pi razionale al loro problema, ma non si accorgono che nelle loro conclusioni non c nulla di razionale. Ci che li differenzia, per, sta nel finale: Anderton si rende conto della sua paranoia e torna a fidarsi di sua moglie e delle persone che ha vicino; Beth, invece, quando tutti e tre sono salvi e decidono di sfruttare il loro potere per dimenticare la sfera, sembra non voler abbandonare il potere della sfera, restando sempre pi sola.

Diane Arbus Two girls in matching bathing suits

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Interferenze
Cristina Farneti

Tab, o dellamore interdetto

Limportante raccontare di storie, di letture e riletture, con lunico vincolo della ricerca del filo di Arianna che conduca alluscita dal labirinto letterario.

Quandero ragazzina mi aveva appassionata

la storia damore dell ochetta Martina che aveva eletto a suo totem Konrad Lorenz: quanto doveva averla impressionata quelluomo barbuto che la osservava appena uscita dalluovo e che avrebbe inseguito per tutta la vita, come padre putativo e amante segreto! Sulla scia di questo imprinting, da allora le storie pi belle furono per me quelle proibite o, meglio, interdette. Non pensate a Pasifae e al suo toro (nel mito lamore stato, in fin dei conti, bestialmente soddisfatto! E ai Greci non ripugnava poi tanto la comunione tra tutte le specie del creato, se Leda si lasci amare da un Giove mutatosi in cigno), ma pensiamo pi banalmente allinterdizione che il destino o la ragion di stato impone, negando la passione, mettendole la museruola, trasformandola nella tensione di un eros mai soddisfabile, ringhioso, mescolato o nascosto dallodio. Proibito. , questo, un vero e proprio archetipo e come tutti gli archetipi nutre di s culture e forme despressione che accomunare pu sembrare uneresia, se non lo consentisse la

libert di questo spazio. Non so con quanti io condivida una memoria adolescenziale: come tutti quelli della mia generazione, anche a me mhanno rovinata i cartoon giapponesi e fra questi ne ricordo uno in particolare, il solito anime fantascientifico, ma il cui fascino era costituito dalle ombre, dallincerta distinzione tra il bene e il male. Il protagonista un alieno disertore accolto da noi terrestri, irrimediabilmente straniero. Sul fronte contrapposto, il suo alter ego: una guerriera dalla chioma verde, senza macchia n paura; solo Marte pu essere il nume tutelare di questi diversi e larena limmagine di unalcova negata, ma Marte e Venere sono gli amanti pi focosi dellOlimpo e il binomio, dunque, non stupisce; la vittoria deve passare per il sacrificio di una per mano dellaltro: chiaro, ogni volta che lo scontro li fronteggia soli, che unintesa sotterranea li contrappone e che, anche per quella puntata, faranno in modo di risparmiarsi. Ecco una delle tante storie in cui una striscia di terra

divide gli amanti, innestando la morte nel seme dellamore. Non so come and a finire la loro storia: forse la serie non ebbe un gran successo o forse cercarono di disintossicarmi dallabuso del mezzo televisivo, fatto sta che non ricordo di averne viste altre puntate, ma il sapore di una tensione erotica senza sbocco mi rimase a lungo impressa. La ritrovai pi tardi. Ero al liceo. Stretta tra le pagine ostiche di un tormentato Tasso, giungo infine in uno slargo dove il respiro pi libero e le atmosfere sono lontanamente note: mi pongo in ascolto. C molta polvere, intorno. Clangore di armi. Sudore. Schizzi di sangue. L, in fondo, stanno un uomo a piedi, un islamico, forse, e un cavaliere cristiano, che smonta da cavallo: i due si studiano, sembrano procrastinare ad arte il colpo mortale. Quando scende la notte, senti i colpi delle lance e poi vedi i due fare corpo a corpo e stringersi e hai quasi limpressione che sia una lotta amorosa, la loro. Infine la spada di Dio affonda nel petto del figlio di Allah e mentre il guerriero cade come un pioppo, gli scivola anche lelmo e dallelmo si sciolgono i lunghi

capelli biondi di Clorinda. Lui, Tancredi, il vincitore, si china sul vinto: non pu crederci: lei, la nemica amata, mai toccata, mai abbracciata, prima, solo ora, solo nella violenza. Le solleva il viso, forse lo accarezza, ma qui ce lo immaginiamo noi: il cristianissimo Tasso chiude con la salvazione del battesimo in punto di morte. C un precedente pi antico e certamente pi scabroso di questa forma di eros che si nutre di antagonismo militare: Achille e Pentesilea. Pentesilea unamazzone tanto bella quanto feroce: non le fa paura Achille, che pi duna volta allontana dalle mura di Troia. Ma anche luomo e la donna pi forti sono legati da unaffinit oscura persino a loro, da una corrente damore e violenza che li spinge luno nelle braccia dellaltra attraverso le battaglie e che solo la morte rivela: quando Achille si china sulla guerriera che ha ucciso, si innamora del suo corpo ghiacciato. E la follia di Venere lo ghermir oltre lultimo tab, spingendolo a profanare la soglia di Thanatos.

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Letto e mangiato
Andrea Sesta

Forse non avrei dovuto fare il pescatore

Non c amore pi sincero di quello per il cibo. (Uomo e Superuomo, George Bernard Shaw)

Non sono insopportabili le introduzioni?

Come se i titoli di testa di un film durassero 10 minuti: uneternit! La prima volta che ho preso in mano Il vecchio e il mare non avevo ben chiaro cosa stessi per leggere. Mai letto nulla di Ernest Hemingway, non conoscevo chi fosse quel George Orwell della postfazione e la Fernanda Pivano della prefazione era un nome come gli altri. Il libro dovrebbe iniziare senza intoppi paraletterari: lasciamo che il lettore costruisca la propria versione del mondo che lo scrittore si preso il compito di inventare. Quando poi un libro un classico, come lo Il vecchio e il mare, parla da solo. Santiago un vecchio pescatore. Dopo 84 giorni passati senza pescare, prende il mare e un Marlin abbocca. Grazie alla sua forza danimo e ad anni desperienza, Santiago vince la lotta contro il pesce. Ma durante il lungo viaggio di ritorno degli squali vogliono mangiarsi la preda del pescatore, che, nel frattempo, deve pensare anche al suo sostentamento. Ed ecco che entra

il cibo: prima il tuna (pesce azzurro, diremmo noi) lesca che gli permetta di catturare il grande Marlin, poi diventa il cibo che permetta a Santiago di sopravvivere. Come a dire che lui e il pesce la stessa cosa e gli squali non devono permettersi di attaccarlo: una battaglia fra figure eroiche: il cacciatore e la preda, tertium non datur. Che pesce disse. Tiene il tuna in bocca di traverso ora, e se lo sta portando via. Poi si volter e lo inghiottir, pens. Non lo disse ad alta voce perch sapeva che a dirle, le cose belle non succedono. Sapeva comera grosso questo pesce e lo immaginava mentre si allontanava nel buio col tuna tenuto di traverso in bocca.[] Nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio, pens.

Ma inevitabile. Devo ricordarmi di mangiare il tuna prima che diventi cattivo, per mantenermi in forza. Ricordati che, voglia o non voglia, devi mangiarlo in mattinata. Ricordati, disse a se stesso. []Forse non avrei dovuto fare il pescatore, pens. Ma per questo che sono nato. Devo assolutamente ricordarmi di mangiare il tuna appena si fa giorno. (da pag.14, Mondadori) La settimana scorsa passeggiavo da un ufficio allaltro della redazione, avevo appena deciso che avrei scritto di questo libro, e, parlando con lamico e collega Michele Marcon, abbiamo pensato fosse il caso di ricordare il fatto che il buon Hemingway fosse vissuto, per qualche anno dopo la seconda guerra mondiale, a Torcello, una piccola isola nella laguna veneziana. Subito ci siamo detti: avr sicuramente mangiato le sarde in saor. Questa la ricetta (per quattro persone): Pulite 600 grammi di sarde, deviscerandole, eliminando testa, lische e pelle. Sbucciate 600 g di cipolle, affettatele e fatele cuocere a fuoco basso con un po di olio, finch non raggiungono quel delizioso colorito caramellato. A quel punto versate un bicchiere daceto, aspettando che venga assorbito e evapori tutto. A questo punto spegnete e mettetele da parte. Riprendete le sarde e infarinatele, intanto mettete a scaldare dellolio (va bene anche lolio di semi). Quando friggete badate bene di non inserire subito tutte le sarde infarinate nellolio bollente, senn la temperatura dellolio cala rapidamente e le sarde, invece che friggere bene e diventare croccanti, si fanno pastose. Immergetele un po alla volta. Poi scolatele, salatele e mettetele a perdere leccesso di unto su carta da cucina.Fate ammollare in acqua calda luvetta (q.b.).Quindi iniziate a disporre uno strato di sarde in un recipiente, e alternatelo con uno di cipolle, di uvetta e di pinoli. Fino allultimo strato che, solitamente, riservato alle cipolle. Lasciate quindi riposare il tutto per una giornata e poi preparatevi a gustare le vostre sarde saporite. Come sicuramente avr fatto Hemingway, e, nel nostro piccolo, pure Michele ed io.

Brian Skerry Dead Giant Bluefin Tuna

Rameez Sadikot

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Pillole di scienza
Fabio Paris

Di che segno sei? Sono del Ciccione!

La forma morta, viva il re!

Intepretazioni non ufficiali


Michela Capra

Fisica, chimica e biologia non sono mai state cos divertenti se, chi le spiega, ce le racconta come le racconterebbe agli aperitivi dopo dei gran Negroni.

Giustizia alle menti che in via conformazione non stanno di casa! Una rubrica contro le interpretazioni odorose di muffa. Baudelaire est le premier voyant, roi des potes, un vrai Dieu

pianeti, con la loro enorme forza di gravit, influenzano senza dubbio lo scorrere della vita delluomo. Cos, pi o meno, diceva Fox Mulder in una puntata di X-Files. E questa grosso modo una delle idee che sta a base dellastrologia. Linfluenza che pianeti e stelle, per mezzo della gravit, esercitano sul nascituro andr a condizionare la sua successiva esistenza. Bha. La pratica dei vaticini il secondo mestiere

Ovvero: la forza di attrazione proporzionale al prodotto delle masse dei due corpi interagenti diviso il quadrato della loro distanza, il tutto moltiplicato per una costante (G, la costante di gravitazione universale, che nome fico!). E gli oroscopi? Facciamo due conti. Saturno dista un miliardo e mezzo di chilometri ed ha una massa di 5,7 1026 Kg, ovvero tantissimo. La forza gravitazionale (espressa come multipli di G)

Spesso quando si parla di poesia, cio assai

raramente, si tirano fuori dal cilindro sempre gli stessi nomi. Ai soliti noti (ecco, proprio i cinque che state pensando) si accompagna in automatico una parola, una caratteristica o un aggettivo che butti un raggio di luce sul loro operato. Completate le due operazioni, siamo a posto, autore inquadrato: da adesso potremmo parlarne le mezzore, basandoci su aleatorie opinioni personali e sulla consapevolezza che anche linterlocutore non poi troppo ferrato in materia. Uno dei cinque sicuramente Baudelaire e, a seconda dellorientamento del nostro bagaglio culturare, lelemento connotativo sar poeta maledetto o, un gradino pi in su, iniziatore dei poeti maledetti, lapripista, superato da Rimbaud ecc. Apripista quantomai azzeccato per Baudelaire, un ariete di segno e di fatto, che con il suo genio infuocato ha sfondato gli argini della modernit letterario-esistenziale. Il concetto da combattere qui un altro, quello cio espresso dalla parola superato. La forma la nozione che nutre in modo massiccio questa falsa persuasione. Oggi si imparato ad accettare lo strano preconcetto per cui la totale libert da forme e strutture indice di progresso e miglioramento. Baudelaire invece porta la struttura del verso e delle rime al massimo dellelenganza, a un picco di tale altezza, che dopo di lui tutti gli altri si sono visti costretti a saltare gi, sfracellando a terra limpeccabile cesellamento metrico di Charles. Mi piace pensarla cos, dopo di lui la distruzione della forma, perch nessuno avrebbe saputo

pi antico del mondo, ed indubbiamente gli astronomi dellantichit erano pure astrologi. Cos come la chimica moderna in effetti figlia dellalchimia antica. Ma da tanto i cieli si sono separati, e mentre lastronomia diventata una scienza moderna lastrologia, sebbene usi a volte strumenti matematici, rimasta astrologia. Con le fondamenta profonde e solide tipiche di un castello di sabbia fatto sulla spiaggia di Cattolica. Fu Newton che, dopo essersi preso una mela in testa, formalizz la legge di gravitazione. Ovvero studi e quantific le forze gravitazionali che attraggono i corpi, noi alla terra, la terra al sole e via cos. La forza di attrazione gravitazionale tra due corpi massa M1 e M2 distanti r espressa come

tra Saturno ed un neonato di 2 chili sar quindi

Mentre la forza che esercita lostetrica di 65 Kg ad una distanza di 10 cm

Ovvero: lostetrica esercita sul nascituro a causa della prossimit una forza gravitazionale venticinque (25!!) volte quella di Saturno. (Per i pignoli e i puntigliosi: i calcoli sono fatti approssimando Saturno, ostetrica e neonato a punti massivi, approssimazione tutto sommato valida) Forse pi che guardare lascendente meglio andare al bagno Lina a Cattolica, che almeno alla gara di tiro alla fune si vincono due ghiaccioli. E quando vi chiederanno segno zodiacale e ascendente potrete ben dire ostetrica cicciona, trascurando gli altri pianeti.

fare meglio del re. Sarebbero risultati tutti dei gretti copycat. Baudelaire esprime il suo potenziale al massimo splendore nelle poesie, tanto che un suo pur importante lavoro, i poemetti in prosa de Lo Spleen di Parigi, potrebbe risultare ridondante senza il confine metrico a modellare il prorompente impeto dei suoi contenuti, che sempre disarmano per lattualit che dipingono. Insomma, deve essere cos a posto la coscienza se si considera Baudelaire superato perch coi suoi versi cuce la pi perfetta cotta metrica? la stessa cosa domandarsi: posto il bando ai formalismi, si cos sicuri che assenza di forma, assenza di struttura = buona arte davanguardia? un po come il corsetto per le donne, si butta via in quanto simbolo di crudele costrizione, ma dopo appena cinquantanni torna sublimato sulle passerelle di alta moda. Poco tempo fa leggevo lintervista a un signore che con la letteratura centra poco, ma che con una vera sensibilit danimo riuscito nellimpresa di fare soldi. Jack White diceva come limporsi costrizioni, strutture e anche privazioni (ma questultima parola da sola implicherebbe un nuovo articolo) riuscito a innovare la musica coi suoi White Stripes. Non credo abbia tutti i torti. Se si vuole poi, Jack salva i creativi da una frustrazione artistica non secondaria: i blocchi autoimposti fanno lavorare pi sostematicamente e favoriscono la disciplina, arma che se si affina come si deve, pu portare a frutti molto dolci. Se oggi riuscissimo a essere tanto maturi da non sentire la minaccia del binario rigido e lo percorressimo a nostro vantaggio, come fece Charles?

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Eccezioni
Filippo Pennacchio

Avant-Pop / Schegge dAmerica

Libri deformi, rifiutati, maledetti e (ovviamente) trascurabili, da dimenticare non appena letti.

letteratura avant-pop ne avrebbe rappresentato un superamento: le cose, intendiamoci, non stavano esattamente cos. Riprendiamo dunque in mano, anche per meglio capire che cosa questa ossimorica formula designi, qualche racconto contenuto in un paio di antologie: Avant-Pop. Racconti per una generazione che sogna a occhi aperti (Shake, 1997) e Schegge dAmerica. Nuove avanguardie letterarie (Fanucci, 2003). Per esempio Anomalie aliene sotto il suolo americano di Craig Baldwin, la storia di una popolazione aliena nascosta tra le viscere della terra raccontata attraverso un improbabile collage di screenshoot filmici. Oppure tra gli episodi migliori Note scarabocchiate al buio guardando Schindlers List, ovvero qual il prezzo delle pentole & tegami di Schindler? di Raymond Federman s, lui, il geniale inventore della cosiddetta surfiction , in cui un anonimo self narrante si pone (e ci propone) una serie di curiose domande a proposito del film spielbergiano insomma, e a ragione, Perch continuo a confondere questo film con Jurassic Park?. Al limite, potremmo ricordare un bozzetto firmato dal pi celebre tra gli autori compresi a torto o a ragione (io dico a torto) nel canone avant-pop: Don DeLillo, che nellEstasi dellatleta assunto in cielo alterna alla descrizione del fotogramma esultante del tennista di cui al titolo il monologo di un anonimo, logorroico Intervistatore.

Soprattutto due, a ben vedere, sono le disgra-

zie che possono occorrere a unopera affinch entri a far parte del canone di Eccezioni: essere (troppo) in anticipo sui tempi o viceversa vedere la luce (troppo) oltre, fuori tempo massimo. Chi per esempio, al di l della ristretta cerchia degli addetti ai lavori storici della letteratura o francesisti che siano si ricorda di tale douard Dujardin, tra i primi scrittori a utilizzare la tecnica dello stream of consciousness? Quasi nessuno, io credo: e ci perch allepoca della pubblicazione siamo intorno a fine 1800 i suoi romanzi si rivolgevano a un pubblico di lettori ancora poco disposto ad accettare una simile, radicale innovazione morfo-sintattica. (Le cose, per la cronaca, muteranno sensibilmente un paio di decenni pi tardi, suppergi allaltezza di quel 1922 in cui a Parigi verr pubblicato lUlisse di Joyce).

E cos, daltro canto, si potrebbe proseguir a lungo, elencando tutta una serie di scritti perlopi sperimentali, ironici e cinici allestremo, autoriflessivi e sempre, comunque intelligentissimi. Ma non si erano gi dette defunte, tutte queste cose, gi allaltezza degli ultimi capolavori di John Barth (cfr. sempre la terza puntata di Eccezioni)? A me pare di s: e in effetti i cosiddetti avant-poppers godettero allepoca di scarsissima fortuna editoriale, condannati anzi a essere in breve tempo dimenticati o ricordati solo da una ristretta lite di lettori clti e outsider. Non che ci significhi qualcosa di negativo o implichi un giudizio di merito, beninteso. Per chi scrive, semmai, vero il contrario: i vari Steve Erickson, Mark Leyner e Paul Di Filippo sono stati e rimarranno tra i migliori scrittori della loro generazione. E daltra parte, citando quali fonti di ispirazione Maestri del calibro di John Cage o dei Pussy Galore, come potrebbe essere altrimenti?

AlexRK A bit later after The decisive moment

John Fraissinet The decisive moment Variation

Pu accadere, daltro canto, anche lopposto: che cio appaiano sul mercato testi e autori allorch un dato movimento letterario, o pi semplicemente un fenomeno editoriale che li potrebbe ricomprendere, sia oramai gi esaurito demod. il caso, per farla breve e introdurre a mo desempio leccezione del mese, di quei romanzi e racconti etichettati come avant-pop: esemplari mutanti di una tradizione letteraria, postmoderna in senso lato, che al volgere dei Novanta quando appunto di avant-pop si comincia a discutere era ormai in necrosi, esaurita per davvero e non solo in senso teorico come prospettato dall eccezionale John Barth (cfr. la terza puntata di questa rubrica). Poco importa, insomma, che Mark Amerika e Lance Olsen i due estensori del manifesto avant-pop, datato 1995 e facilmente rinvenibile in rete (cfr. www. altx.com) premettessero alla loro teoria che il Postmoderno era morto claim in quegli anni abusatissimo, tra laltro e che semmai la

Ambarum Sari The decisive moment

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Il finzionario
Edoardo Lucatti

Elogio del terrorista

Non sempre a pagina giunge lo scritto. Ci son letterature che non sanno desserlo e fuor del libro fan nido. Staniamole!

Non so se lespressione prendere la parola

abbia un equivalente in altre lingue. Sia come sia, essa mette in luce un ratto originario, che descrive in un sol colpo di questa stessa parola emissione e ricezione. Prendere la parola, dunque, nel doppio senso di darle quel flatum vocis che la incarni in padiglioni altrui (emettendola) e di afferrarla ex aliorum flatibus (ricevendola). Sempre e comunque, insomma, la parola si prende. E non da s. Essa ci chiede desser presa, perch senza tale presa essa non . Nel linguaggio non si prende, dunque, se non quel che - non essendo preso - non sarebbe mai. Il rapimento non sopravviene al rapito ma lo istituisce, ponendolo al mondo - o in un mondo - in cui non se non rapito. Finzioni, dunque, esprime non gi linsolente sedizione di lettori impertinenti bens la natura costitutivamente eccentrica della parola, parola intimamente rapita al proprio centro, intimamente trattata come fosse altro da s. Non ci frega assolutamente nulla di quello che Hemingway voleva dire, ci interessa solo quello che Hemingway pu diventare, C del terrorismo, in questa redazione. Questa redazione , anzi, una redazione di terroristi. Noi, qui, si fa del gran terrorismo. Perch il terrorismo essenzialmente questo: trattare limmagine, idolo, Uno divino cui tende lartista, come fosse altro da s. Davanti a Hemingway, prendere la parola non significa interromperlo come vili cafoni ma usare la sua stessa voce per dirne altro, rifiutando perci daddurvi larbitrio dun altrove e liberando piuttosto laltro da s che lopera stessa contiene senza averne sentore. Di nuovo: proprio come fanno i terroristi. Essi non configurano la propria azione come un corpo estra-

neo che grava sulla societ ma come torsione estrema, incommensurabile, della societ stessa. Il grattacielo, trattato come altro da s, diventa bersaglio, ma lo diventa dal suo stesso interno, volgendosi a unalterit che gli del tutto immanente e che, semplicemente, non sapeva, non poteva sapere di avere. Di qui, a ben vedere, lassurdo incanto in cui vivono le istituzioni dei Paesi Civili, convinte di poter mappare i luoghi in cui avverranno gli attentati. Obiettivi, si direbbe, pi insensibili che sensibili, dato che i bersagli non li decide chi viene colpito bens chi colpisce, cio chi, colpendo, istituisce ipso facto dei colpiti. Questa una redazione di terroristi perch impone ai libri ci che essi non sapevano di avere, perch li piega su se stessi fino a un limite insopportabile, varcato il quale un senso nuovo prende a liberarsi in ogni direzione. la deflagrazione, lirraggiamento semico che la lettura produce a bomba nel cuore stesso della parola, evertendola e pervertendola. Siamo terroristi. Terroristi pervertiti. Ma il vero problema che siamo voi, quel che di voi beninteso voi stessi ignorate. Prendere la parola, allora, nei due sensi a un tempo, assumendo la voce daltri nel corpo stesso daltri, fatti altri a se stessi. Esplosi. Faccia a terra, cazzoni! Questa una finzione!

Patrick Baz AFP

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Cruciverboso
Michele Marcon

Sono passati esattamente 18 mesi dal torrido luglio del 2008 (Finzioni n.4), quando usc il primo pantagruelico esemplare delle parole crociate pi difficili di sempre: quasi 400 definizioni, tutte verbosissime, in grado di mettere alla prova il pi erudito dei nostri lettori. Ora, con il nuovo anno, il cruciverbso torna in forma ridotta e vi accompagner mensilmente senza ulteriori pause lunghe come un doppio concepimento. Ah, e la cosa pi importante che il primo che lo risolve e ci manda le soluzione allindirizzo redazione@finzionimagazie.it vince un libro aggratis. Buona fortuna!

Cari lettori, dite, quanto vi mancato il cruciverboso?

ORIZZONTALI 1. Il circuito dei tennisti professionisti 4. Seguono i geli 11. Dave, formidabile genio (iniziali) 13. Nome darte del rapper Craig Miller 16. Ardono quelle di Sandor Marai 18. Macchina impiegata dopo laratura 20. Lo scrittore sponsorizzato da Mora e Arcuri 22. Ex presidente degli U.S.A. 23. Corriere espresso 24. Minerale incolore usato come isolante termico o elettrico 26. Tessuto di certe mutandine 27. Fornisce stipendi ai vecchietti 28. Isola dellarcipelago di Capo Verde 29. Albert, il fisico pi famoso 30. Un protagonista del racconto in semiotichese 32. Indimenticabile Tancredi nel Gattopardo cinematografico (iniziali) 34. Protagonista del libro pi famoso di Laurence Sterne (iniziali) 35. Figura geometrica ottenuta per frammentazione 37. Regista di Nashville e America oggi (iniziali) 39. La verit ebraica 41. Marca di sigarette tedesca 43. Il libro pi letto di sempre 45. Ardisci, azzardi 46. Un film di Spielberg 47. Antico nome del cuneo per spaccare la legna 49. Lassessore Speranzon abbreviato 50. Sentire in inglese 52. Uno dei nani che accompagn Bilbo Baggins alla ricerca di Erebor 53. Fratello di Al Baba che fa una brutta fine 55. Artisti contro larte stessa 56. Ahim, lo Berlusconi

VERTICALI 1. Abbastanza negli SMS 2. Torvo, sinistro 3. Pseudonimo del poeta indiano Avtar Singh Sandhu 4. Giorno 6. Distolti dal bene con astuzia e lusinghe 7. Storica rivista che pubblica il meglio del new writing 8. Mini album musicali 9. Soglia letteraria 10. Volgarmente, un individuo che non si schioda dalliPhone 12. Giovani particolarmente emotivi 13. Il poliedrico Kristofferson 14. Opere ingannevoli fatte ad arte 15. Ci finisce dentro la casa degli Usher 17. La camera di Roland Barthes 19. Nome con cui i poeti latini indicarono lItalia 21. Avellino sulle targhe 23. Lo sono i letti dopo il sesso 25. Carlo, importante architetto veneziano (iniziali) 29. David, ultimo vincitore del premio Hans Christian Andersen 31. Il compagno ideale di chi alza il gomito 33. Indicare a parole il contesto esterno 35. Il fritto allinglese 36. Un classico delle console per videogiochi 38. Preposizione latina 40. Grandi quantit 42. Con them nella canzone dei Pink Floyd 43. Doppia, accoppiata 44. Il signore delluniverso nella mitologia fenicia 47. Club Alpino Italiano 48. Newly industrialized country 51. Alcolisti Anonimi 52. Bryan, autore di comic books britannico (iniziali) 53. Sigla dello stato della California 54. Infrarossi

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Scritto da un idiota
Michela Capra

Fermati al giallo!

Immaginate di dare in pasto uno dei vostri libri preferiti a un perfetto idiota. Qui la versione estrema di ci che dir. potuto studiare, se questa andava a scuola diventava presidente. Il fatto che le bastato fare linfermiera in tempo di guerra per capire tutto sui veleni, nemmeno fosse portata per la medicina, ti dimostra che la Christie era una scaltra. Difatti con i milioni che si messa in banca c poco spazio al dubbio, cara mia. Ci ha visto lungo anche con il teatro, che una volta andava di pi, ora la gente si pure abbastanza stufata, gli attori visti sul palcoscenico sembrano quasi caricature. Comunque, e dacci dentro a scrivere sceneggiature in serie. Che fumo stata pure capace di creare quando in Sipario ha fatto morire Poirot! Manco avessero sparato a Montalbano! S qualcosa ho letto, per quello che sono cos ferma nelle miei idee. Ma poi i gialli sono quasi sempre spazzatura dai, letto uno si sono letti tutti! Quelli di oggi posso addirittura capirli, intrigano, sono vivaci, ma quei ruderi inglesi del Novecento mi mettono angoscia, come ti ho detto. Tutti i giochini di una psicologia spiccia, dinamiche mentali di poca importanza, un abisso in confronto ai gialli di oggi! Me lo neghi?

No e poi no, io leggo solo libri impegnati. Sia-

mo immersi nella superficialit quotidiana e tu mi daresti da leggere i volumetti insignificanti di Agatha Christie? Ma per chi mi hai preso? A parte che gi se guardi la serie di Hercule Poirot alla televisione ti addormenti da quanto moscio, se poi vuoi parlarmi dellantenata della Signora Fletcher, beh, hai sbagliato persona. Trovo tutto ci di un mosciume cos poco contemporaneo, che sbadiglio al solo pensiero. Tutti che la pensano come la signora indifesa, ma per me la Christie aveva un pelo sullo stomaco lungo cos. Come quella storia che si era inventata di scappare di casa tipo sonnambula perch la madre era morta e il marito se la faceva con la segretaria. Che immensa falsit, altro che marketing, ragazzi! Se le studiava di notte la vecchia Agatina, altro che. S, certo chi dice che voleva far incolpare il marito per il suo assassinio con occultamento di cadavere, come nei suoi libelli, fa il suo gioco, ci casca in pieno nella trovata pubblicitaria danteguerra. Non ci saranno state le moderne case editrici, ma fidati che la signora sapeva il fatto suo per farsi promuovere gli scritti. E puzza, puzza eccome, che non ne ha mai voluto parlare coin i giornalisti della vicenda della fuga. Amnesia, amnesia! Poi si risposa con un giovinastro e scrive le storie che la faranno passare alla storia. Alla faccia della donna che non ha

Weegee Weegee

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Devo ancora finirlo


simone rossi

Silenziosi e inutili come le macchie dinchiostro di Mozart.

Devo ancora finirlo, come suggerisce il nome, una rubrica che parla di un libro che simone rossi sta leggendo, ma deve ancora finirlo.

su Libero una recensione di Paolo Nori del penultimo libro di Niccol Ammaniti, Che la festa cominci. Poi per Nori sono cominciati i casini, perch si scatenata una bufera in un bicchier dacqua per questa faccenda dello scrittore di un certo tipo che scrive su un giornale di un altro tipo, io ho la mia posizione riassumibile nellidea che uno scrittore si giudica da quello che scrive e non da dove lo scrive, che tanto io gli articoli di Nori me li leggo sul suo blog, ma questo un altro discorso. La recensione di Nori mi interessa in questa sede perch inquadra una questione che mi torna utile per parlare del libro di cui sto per parlare, e che devo ancora finire. Nella sua recensione, Nori fa un elenco delle metafore usate da Ammaniti nel suo romanzo. Ne riporto qualcuna: assomigliava a una testuggine a cui hanno sfilato il guscio e infilato una tunica bianca, si copriva di gioielli etnici neanche fosse una principessa berbera il giorno dellincoronazione, spiritoso e vivace come un profugo ugandese, Elena Paleologo Rossi Strozzi sembrava (...) un pigmeo con il verme solitario, la Somaini emise un verso simile al richiamo del chiurlo in amore, due occhi grigi e freddi come una giornata dinverno sul mar Caspio, eccetera. Il succo, dice Nori, che poche persone hanno visto una testuggine con la tunica bianca, o una principessa berbera che diventa regina, o un profugo ugandese, o un pigmeo con il verme solitario, e il chiurlo in amore come fa? Non c nessuno che lo sa. Sembra insomma che Ammaniti voglia fare un po il fenomeno con le metafore simpa, e a questo punto Nori cita

Il primo giorno di novembre del 2009 uscita

Flannery OConnor che dice: Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non creder a niente di quello che il narratore si limita a riferirgli. Sto leggendo Coscine di pollo, un libro abbastanza di culto di uno scrittore abbastanza di culto che si chiama Tom Robbins. Lunica cosa che conoscevo di Tom Robbins la frase Non mai troppo tardi per avere uninfanzia felice, che pure il titolo di un disco dei Folkabbestia, ma non centra. Tom Robbins, mi ha detto una volta il mio amico Paolo, uno come te lo deve leggere per forza. Allora mi sono procurato il libro, che fuori commercio, chiss perch, per il mio amico Diego ce laveva e me lha prestato, ormai un anno, ciao Diego, quando torno a Torino te lo riporto, lho iniziato la settimana scorsa e devo ancora finirlo, ne avr letto un centinaio di pagine (sono cinquecento). Finora mi sembra un libro molto divertente: c una coppia in viaggio di nozze a bordo di un camper trasformato in tacchino e poi ci sono degli oggetti che parlano: un calzino sporco, una scatola di fagioli, un cucchiaino, un bastone magico e una conchiglia. Al punto in cui sono adesso stanno andando a Gerusalemme. Gli oggetti, non la coppia. Ma della trama dei libri ce n sempre fregato poco Io qui vorrei solo fare un elenco sommario di alcune metafore che ho trovato nelle prime cento pagine di Coscine di pollo di Tom Robbins: La luce che gettava intorno a s aveva la sfumature di colore di una vagina che gonfiasse bolle di chewing-gum, per dire. Oppure il cielo sembrava un budino alla banana andato a male, oppure la macchina degli sbirri con le luci azzurre lampeggianti come il banco delle

offerte per clienti mutanti in un supermercato postnucleare. Lei, la sposa, si chiama Ellen Cherry e a un certo punto bacia lampia fronte del compagno, dalla quale i capelli si andavano ritirando come ragazzi di campagna in fuga dalla fattoria di famiglia verso le luci della citt, poi c il senso di colpa che si trascinava dietro come una puzzola morta con una catena per il trasporto dei tronchi. O la risata della conchiglia, una risata allegra, acuta, musicale, simile al canto dei topi di campo in procinto di spigolare il grano in un paese in cui tutti i falchi sono vegetariani. A un certo punto le dita cinesi dellalba, sottili e macchiate doppio, stavano massaggiando lillividito fondoschiena del cielo, che non una metafora, ma ci siamo capiti.

Io non so se mi piace una metafora che mi costringe a prendere fiato a met della metafora per arrivare in fondo alla metafora, ma per il resto direi che questo libro una goduria, Tom Robbins ha unimmaginazione frenetica e una capacit di scrittura portentosa, e riesce pure a essere divertente senza bisogno di fare questi funambolismi un po forzati, come un equilibrista sul filo costretto a stare su una gamba sola perch con laltra gamba deve fare girare un cerchio di plastica cos poi la gente dice Oooh. Ecco, ci sono cascato. Come un pollo.

Ren Magritte gli amanti

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Trilogie
Stefano Fanti

Valerio Evangelisti Magus. Il romanzo di Nostradamus


In realt tre il numero perfetto grazie a Paul Auster. Qui di seguito le pi belle trilogie di sempre

imaniamo pi attuali che mai, e in tempi di roghi di libri e censure preventive, affidiamo le nostre ore ad uno degli autori pi presi di mira dai leghisti veneti: Valerio Evangelisti. Dato che parliamo di trilogie, dobbiamo skippare il mastodontico ciclo di Eymerich e puntare dritto su Magus, trittico composto da Il Presagio, LInganno e LAbisso, ed incentrato sulla vita e la morte di Nostradamus,

Il valore enorme del libro il rapporto bilanciato tra storia e mito, magia e quotidianit: limmersione nel tempo totale ma lascia spazio alla divagazione fantasy, affascinante pi che mai nel caso di una figura cos arcana, utile per affrontare a cuor leggero oltre settecento, entusiasmanti, pagine. Cosa mi viene in mente parlando di questo libro e, conseguentemente, del suo autore? Istintivamente, una scena fatta di barbari ignoranti che deridono lintelletto e lispirazione. Ma cos sta merda?? Ma chi cazzo questo??: infatti, ancor pi del terrificante fatto veneto, che ha per sua natura, per, bisogno di essere contrastato e quindi fa prudere le mani (e la testa) e, seppur totalmente assurdo, ha un punto di partenza (il caso Battisti) come dichiarazione di guerra, spaventa e demoralizza il vuoto cosmico nella cultura di questa societ 2.0 (anzi 2.0). Troppa gente non ha idea di quello che sta succedendo ad un metro dal loro naso, vedi, limitandoci nellesempio allambito culturale, quanto capita nelle biblioteche italiane, a cui impedito, da settimane, di aggiornare il catalogo a causa di un problema tecnico. Nel 2011. Giorni e giorni per risolvere un disguido tecnologico. Ma a chi interessa? E questo il punto. Il gatto non si mosse n miagol. Ma Nostradamus percep con chiarezza, nella propria mente, il sussurro concitato con cui il demone era solito parlargli nelluniverso cui apparteneva, tenendosi celato nelle tenebre. Vide immagini nettissime e al tempo stesso confuse, allusive a eventi gi accaduti o che dovevano ancora accadere. Il monologo fu breve e terrificante. ca, o forse magari vuoi leggerne un altro pezzo, dai, va bene, te ne metto un altro pezzo).

Il lavoro di ricostruzione e ricerca storica dellEvangelisti, al solito, monumentale, con le radici nel 500 e lo sguardo allignoto. I tre libri percorrono la vita di Michel de Nostredame, impianto narrativo sorretto da basi ferree degne di un saggio storico, con lepidemia della peste e la persecuzione degli ebrei (e degli ugonotti) a fare da collante e trampolino per analizzare il susseguirsi di vicende che dal privato si espandono alluniversale. Il percorso del protagonista, da giovane e spensierato studente di medicina a combattente oltretombale contro il suo maestro/nemico Ulrico da Magonza, costellato di inimicizie e figure losche (lagguerritissimo inquisitore Diego Domingo Molinas, la duchessa Caterina Cybo-Varano, il subdolo padre Michaelis), avvenimenti reali e dettagliate descrizioni dellepoca, tra saloon pruriginosi e citt devastate in una Francia misteriosa.

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La posta dei lettori


Matteo Bettoli

di Matteo Bettoli

Risposte (inventate) a lettere (verissime) inviate a Matteo Bettoli da una schiera di lettori avidi di conoscenza.

Carissimo nostro amico caro,

oggettivamente il momento degli esordienti, forse perch visto che manca il lavoro, mancano le prospettive, manca la fiducia, mancano li srdi, mancano i valori, manca tutto e non ci sta niente, i giovani con velleit channo del gran tempo per scrivere, magari a scrocco con libm dello zio. Tempo fa la sezione sciocca del sito di Science ha asserito che se tutti gli scrittori in attesa di pubblicazione si mettessero luno sulle spalle dellaltro arriverebbero fino alla luna (e lo potrebbero fare, anche solo per ammazzare il tempo). C chi pesca a piene mani (che poi a parte gli orsi nessuno pesca veramente con le mani) dal realismo isterico di Gustav Erenil, chi dalla memorialistica garibaldina del nipote del condottiero (Garibaldi Giovanni, a cui si deve per una leggera metamorfosazione del nome la formula (gari) BALDI GIOVAN(n)I), chi dalla mitopoiesi di J.R.R. Tolkien e dei suoi hobbit, chi ancora dal fabliau francese dei Bodel e dei Rutebeuf. I latte-boys di Thomas Winir (Tommaso Vini allanagrafe) scrivono robe che non rientrano in nessuno di questi macro-generi cos mainstream, e per questo sono cos (poco?) affascinanti. Emiliano, Polsa

Caro Emiliano, Winir un mattino entrato in un bar della periferia romana, ancora in pigiama, mutanda blanda e tutto, ed ha vociato al barista un bicchiere di latte e lascia la bottiglia sul tavolo!. Caso vuole che labbia notato un avventore che leggeva il Corriere dello Sport davanti al cappuccino (che fai, sono le 10 passate, vai al bar per la colazione -magari hai lasciato la macchina in quarta fila- e non la dai unocchiata al mercato di riparazione della Lazio?). Caso vuole che lavventore sfaccendato fosse il figlio delleditore di Frosinone Rocco Adenoni, che ha prontamente sfidato Winir a berne un litro di quel dannato latte, bollito e con tanto di cremina schifosa (o almeno questa la storia per come lha riportata lautore a Fred Fronnie, un celebre imitatore frusinate di Red). Erano nati in quellistante i latte-boys, ragazzi senza sogni proiettati unicamente verso il cappuccino della mattina (prima delle 11 non connetto proprio, mi sento la testa stupida usa dire Thomas Winir). I latte-boys sono al momento un collettivo -anche se loro si proclamano uno spogliatoiodi 6 ventenni annoiati, poco avvezzi alla scrittura e probabilmente al sapone. Hanno stretti rapporti con la Gazzetta, che ne distribuisce i libri in edicola, si sono dotati di una struttura simile al clan che presiedeva Celentano (Celentano che dichiarano di contestare per il concetto espresso nella canzone Chi non lavora non fa lamore) e sfruttano il grande carisma di Winir per vendere libri contenenti le cronache delle loro spacconate alle serate nei club capitolini e dalla De Filippi.

Caro Gianni, come vaaaaaa? E una vita che non ci si sente, da quando sei andato via dal mare! Io sto al settimo cielo, la mia storia con Stefano va benissimo, sono fidanzatissima, lui mi piace tantissimo. Tu come stai? Spero che tu non ci stia ancora male per quella cosa della scorsa estate, stata una sciocchezza, nessuno dei due credeva che fosse una cosa seria, no? Oggi un giorno bellissimo e sono contentissima. Tu ti sei ripreso? Eri troppo gi quando te ne sei andato! Tu avresti proprio bisogno di distrarti un po, quando vieni a trovarmi a Matera ti presento le mie amiche, alcune sono single e alcune sono carine (anche se non sono quelle single, ahahah!). Vab, mica ci starai ancora male?! Se non stessi cos stupendissimamente bene con Stefano, che il mio amorissimo, con te ci uscirei ancora, ma DA AMICA. Senza passare di l! Che poi come faccio a guardare in faccia il mio cucciolissimo? Comunque davvero, ho una cugina carina (i tipi della mia classe dicono che robusta, ma non vero), te la presento quando vieni a Matera, magari porta un amico (dai che non vero che sei solo come un cane!) cos non stiamo proprio soli io te e mia cugina, che rischiamo di annoiarci. Ora ti saluto che viene il mio meravigliosissimo fidanzato. Stammi bene, Cristina

Questa lettera non era per me e Gianni non la ricever, fortunatamente (la responsabilit -e il merito- pienamente del Direttore di Finzioni, che lha sottratta dalla buchetta del giovane Gianni, che abita nel suo stesso condominio). Forse meglio cos, ch stavi profilando un pomeriggio, forse due, di ESTREMA TRISTEZZA per il povero e indifeso Gianni, incapace di competere con il fascino tonitruante di Stefano, che abita con ogni probabilit a Matera e non in Lombardia ed quindi forte di una prossimit che lo rende molto pi concreto ed appetibile. Ma la contiguit non tutto, diceva Bll in Opinioni di un clown, e lui stava a Bonn in una Germania divisa in cui la separazione dalla sua amata Maria non era geografica, grazie a Dio, ma pi profondamente culturale, religiosa, di pensiero. Le storie damore estive (raccontate cos bene da Fareti in Spero non ti spiaccia la spiaggia, sullo sfondo lItalia dei Gini Paoli e degli Edoardi Vianello) portano sempre -una volta rientrati in citt e giunto lautunno- delle mestizie da paura vera. Mestizie a cui bisogna ribattere con lenergia: Gianni, non ti umiliare, rifiuta i saldi anche se sembrano buone offerte e le amiche di Cristina, non ti meritano! E Cristina, a giudicare dai superlativi che utilizzi, la tua storia con Stefano gi in crisi.

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Donne&Compressori
Alex Grotto

Felicit plurifasica

Il grande male - David B.

Ghost World
Marina Pierri

Per chi i libri preferisce farseli consigliare da uno che non ne ha mai letti e non dagli intellettuali veri di Finzioni.

Ghost World una rubrica che parla di fumetti. Il tipo che inizia e finisce in un albo solo e dunque si chiama graphic novel, o cos pare.

Signori, voi siete degli eroi. Avete capito be-

nissimo, eroi. Dei nostri tempi, armati di creativit e partita IVA, avete un vocabolario forbito, avete il know how per convincere la gente, il potere della parola al suo stato ferale e con la duttilit dei nostri prodotti. Avete il coraggio di mettervi in gioco, in proprio ma al nostro servizio. Seguono immagini proiettate sullo schermo di alpini coraggiosi, Manolo che scala a mani nude le Pale di San Martino, ragazzini che fanno parkour, due fotogrammi con strette di mano e una schiacciata a canestro di Pippen, il tutto supportato da un remix di P.Diddy e frasi in verdana che inneggiano al lavoro di squadra. Era il meeting dei commerciali di unazienda, ma al tempo stesso era il Necronomicon dellautocompiacimento. Io me ne stavo l seduto a ridere sotto i baffi, da solo, e il ridere da soli la cosa che pi mi avvicina ai Momenti di Trascurabile Felicit raccontati nellomonimo libro da Francesco Piccolo (Einaudi, 133 pagine, dodici euro) che uno di quei tascabili che in libreria stanno al banco vicino alla cassa perch facilmente rubabili dai temibili taccheggiatori quattrocchi. Lho comprato insieme ad un mattone su Ugo Cerletti perch il commesso non aveva da darmi il resto e quindi ho afferrato la prima cosa a tiro che non fosse una Moleskine, ma in fondo comprare cose a caso per poter riavere indietro almeno dieci euro dei cinquanta presi in ostaggio qualcosa che mi rende felice e se poi il commesso dovesse non farcela ugualmente ponendomi di fronte al bivio di: a) comprare una cosa inutile di entit pi piccola per ridurre ulteriormente il resto o b) lasciare gi tutto, farmi andare in un bar a cambiare la banconota pesantissima per una libreria e tornare pi tardi, io ovviamente sceglierei di lasciare gi tutto e non tornare pi cosicch il commesso possa provare sensi di colpa per

urarsi: Pierre-Franois Beauchard, in arte David B., sembra sapere benissimo cosa vuol dire. E in questo senso Il grande male (capolavoro riconosciuto del fumetto diviso in sei albi ed edito da unannetto, nella sua interezza, dalla sempre-sia-lodata Coconino Press) un mezzo e un fine atto allo scopo. Eppure la malattia, almeno, quella vera e propria, non dellautore, ma di suo fratello Jean-Cristophe, che soffre di una forma molto grave di epilessia. questo, in due parole, il centro caldo del libro: il dramma individuale che, come farebbe una piovra gigantesca, avvolge e dilania una famiglia, investendone tutti i membri in maniera differente ma sempre terribile. Quindi, se adesso state pensando che non si tratti proprio del volume pi allegro del mondo, lasciate che vi rassicuri, e con veemenza: non lo .
Michael Wolf The Transparent City Details

to fine a s stesso. Limpressione che sia quasi sempre funzionale a una catarsi (necessaria). Il che non una deficienza, ma ne fa soprattutto un libro utile. Ovviamente questo vale per tutto ci che autobiografico: alcuni di noi hanno storie vere che sarebbe un crimine non raccontare; fardelli, bagagli, incudini a volte. Per Beauchard questultimo sembra essere il caso. Ne viene unautodenuncia, una dichiarazione di colpevolezza dolente; ma anche un giusto compiacimento per il superamento di avversit inconcepibili per la maggior parte di noi. Tutti gli abitanti di casa B. sembrano perdersi in un momento o nellaltro, ma non David, che vince per la sua capacit di venire a patti con quelli che lui chiama e disegna come mostri. Eppure, mentre gli adulti navigano per acque impetuose o poco ortodosse come quelle dellesoterismo (sempre per curare Jean-Cristophe), lautore resta coi piedi per terra. Quasi sempre. Fugge via, si, ma non si smarrisce mai. Cos il Grande male un viaggio tortuoso nella mente, dove il senso di colpa procede a braccetto con un narcisismo ingombrante e castrato che, a un certo punto, diventa impossibile ignorare. Di pi: diventa la sola ancora a cui aggrapparsi (labilit nel disegno, sottolineata sempre, ne prova) mentre la barca va alla deriva. Nessun autore grafico che abbia mai letto ha saputo rendere conto dellattaccamento alla vita in maniera altrettanto brutale.

il mancato guadagno ed io possa provare una felicit trascurabile e momentanea. Unaltra cosa che mi regala cinque secondi da vincitore parcheggiare lauto dagli abusivi, scendere lentamente temporeggiando in attesa che arrivi limmancabile ragazzo di colore a chiamarmi capo chiedendomi i soldi e batterlo sul tempo esordendo con Scusa, hai mica due euro? solo per vederli ancora pi spaesati, sopraffatti dagli eventi, distrutti nella logica sociale pi basilare. Poi per recupero subito con un No dai scherzavo! e gli allungo pi monete che posso. Probabilmente uno di loro star descrivendo il momento in cui dico No dai scherzavo! dopo quella gag idiota come uno dei suoi momenti di trascurabile felicit e questo mi farebbe piacere.

Come vi dicevo, il Grande male composto da una serie di albi scritti in tempi diversi. La cosa si sente parecchio, pi che in Black Hole di Burns o Berlin di Lutes, che pure hanno avuto la stessa genesi. E la ragione che il libro un cammino verso la guarigione, o una sembianza di guarigione che, pur non essendo completa, informa una convivenza possibile con il male. La prima parte molto accorata e dolce (secondo me, anche la pi commovente), ma secondo quello che ha tutta laria di essere un percorso, il libro cessa via via di essere empatico con il malato e si focalizza sul protagonista e narratore. La cosa bizzarra che dalle parti dellultimo tomo almeno, cos m parso il racconto smette di essere sentimentale e le emozioni cedono il passo allautoanalisi. Lasciando al lettore tutta lamarezza della distanza, e della colpa. A differenza di molte graphic novel autobiografiche, infatti, Il grande male non un raccon-

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Iperboloser
Matteo Bettoli
Racconti gonfiati di storie vere, o racconti veri di storie gonfiate. In entrambi i casi subito simpatia verso chi perde per costituzione.

Ci sono due modi per raccontare storie: la noiosa verit e la mirabolante esagerazione dei fatti. Lesagerazione dei fatti, o iperbole, bella perch una caricatura. Wittgenstein (yawn) diceva che fare una caricatura non altro che privilegiare e mettere laccento su una parte in rapporto con il tutto, creando dunque, dico io, una sproporzione. O meglio, unasimmetria. Lasimmetria fa ridere e fa pensare, perch non regolare, dunque buffa, e va messa a posto gestalticamente con la propria testa. Liperbole, la storia esagerata, segue esattamente questa dinamica: divertente e fa lavorare il cervello. Fa ridere e fa pensare. Ci sono poi due ruoli che si alternano nelle storie: la banalit dei vincitori e il sorprendente spessore dei perdenti. Le storie dei vincitori sono retroattivamente incastrate nel rasoio di Occam: la soluzione spesso la pi semplice e ovvia. Quando le leggi, sembra che tutto sia andato liscio, che sia successo quello che doveva succedere e niente altro. Leroe ha vinto perch buono, la soluzione pi semplice che vinca. Non si scappa. Le storie dei perdenti invece sono pi belle perch i perdenti, per tirare acqua al loro mulino, si raccontano in modo pi personale, pi soggettivo, si guardano dentro non potendo ovviamente aggrapparsi alla rassicurazione dei fatti oggettivi. Trovano la verit dentro di s, non fuori, come Karate Kid. Solo che loro perdono per costituzione. E la verit soggettiva infinitamente pi interessante: come diceva qualcuno (quel qualcuno era Kierkegaard ma avevo paura di annoiarvi ancora di pi), con soggettivo non si intende un attributo relativistico ma una appropriazione della verit in termini esistenziali. La verit per me. Negli Iperboloser accoppieremo felicemente questi due fenomeni, raccontando storie esagerate di grandi sfortunati. Quel ganzo di Walter Benjiamin ha detto che la storia il bottino dei vincitori. Liperbole, allora, la risorsa, forse lultima, dei perdenti.
Gustavo Cuevas Matador Julio Aparicio is wounded by the bull

Nikola Tesla, nato serbo ma rapidamente

americanizzato sulla fine dell800, fu uno dei pi geniali scienziati a morire nella sfiga pi nera. Fin dalla pi tenera et aveva la fissa per le storie elettriche ed altre amenit tipiche di chi vive intensamente il proprio tempo e non ne ha da perdere, correnti alternate, cose cos, onde radio, elettromagnetismo. Trascur il fatto che alle estremit degli arti non si hanno calamite e che per questa ragione le monete non si attaccano alle mani in automatico, quindi fin i suoi giorni dimenticato da tutti e povero in canna senza ricevere grandi riconoscimenti ed onori. Limmancabile beffa fu che lultimo mese di vita -lui che aveva rinunciato ai miliardi perch convinto che lenergia dovesse essere libera- lo pass completamente al buio per una bolletta della luce non pagata.

Mor solo. Una delle poche persone a lui vicine era Thomas Edison ma non giov al loro rapporto laccusa che Tesla muoveva al padre della lampadina di lavarsi poco. Tesla decise di scegliere proprio questo come aspetto da ricordare del suo amico in un articolo che scrisse sul New York Times il giorno dopo la sua morte (mi spiace per la morte di Thomas, era un amico, ma ignorava le pi basilari regole delligiene scrisse un Tesla piccato. si vede che sto Edison puzzava proprio tanto tanto). Mor zitello. Si dichiarava asessuale e promuoveva leugenetica, sempre che a procreare non dovesse essere chiamato lui, ch in questo caso si chiamava fuori. Mangiava ai tavoli dei ristoranti pi imbucati e caveva la fissa che la camera dalbergo in cui passava la notte dovesse sempre avere un numero divisibile per tre. Perch, gli chiese Ron Mend. Gn gn, rispose lui forse gi pazzo. Di lui ci restano un botto di cose, a partire dai Tesla, un gruppo hard rock americano nominato pure da Brizzi in Jack Frusciante uscito dal gruppo, battezzato cos in suo onore e che il grunge ha spazzato via.

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Jacopo Cirillo non mai riuscito a spiegare a sua nonna cosa fa nella vita. Prima per colpa della semiotica, adesso per colpa di una casa editrice. Ha cofondato questa rivista solo per poterle dire: faccio il co-fondatore di una rivista. E anche, ma secondariamente, per poter dire quello che gli pare sui libri che legge.

Jacopo Donati studia Filosofia estetica a Bologna. La sua carriera universitaria gli permetter, al massimo, di suonare lorganetto per strada: conscio di ci, per non pensarci, passa buona parte del suo tempo a scrivere, a leggere e a inseguire innumerevoli passioni che, per lo pi, svaniscono nel giro di pochi giorni lasciando il posto a nuove manie. Stefano Fanti fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica, letteratura ed ambiente. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e grindcore. Alex Grotto la conseguenza di unadolescenza sbagliata fatta di TV spazzatura, fumetti spinti e musica sgangherata. Un eterno precario del buon gusto che ancora non sa come trasformare la sua colta apatia in denaro e affitti pagati, ma cerca di ovviare al problema abitando in una stanza rancida di provincia e scrivendo di musica su Vitaminic. E sovrappeso, si veste malissimo ed ha occhiali grandi per darsi un tono che non pu permettersi. Viviana Lisanti laureata in scienze storiche e studia cultura editoriale allUniversit Statale di Milano. Momentaneamente si guadagna da vivere spacciandosi per grafica nonostante non possa vantare alcuna conoscenza in merito. Nessuno finora se ne ancora accorto, quando verr smascherata sar costretta a far fruttar una laurea a detta di molti inutile. Edoardo Lucatti. Edo. Ode. Deo. Un essere flesso nelledibile, nella lirica e in un soprannaturale deodorante. Performer di incauta protervia, aruspice della significazione e calciapalle di poca morale. Seminte per alcuni, semita per altri, una piccola fucina di omaggi al vostro personale sconcerto teoretico. Fabio Paris nasce impagliato, e cos finir, per evitare che gli amici ballino sulla sua tomba. Zingaro, in accezione monicelliana, ha studiato chimica, seguendo la sua passione per la geopolitica. Dopo un passato da sedicente esperto

di nanotecnologie ora gira il mondo andando di miniera in miniera. Le sue miniere preferite sono quelle di litio. Michele Marcon ama cos irrazionalmente le lettere da aver avuto la leggerezza di confessare in famiglia una certa velleit letteraria. Il giorno dopo il padre si presenta a casa con una maglietta del Milan autografa: Allo scrittore Michele, Kak. Nonostante incertezze sullautenticit, Michele si sente fregato: gli tocca diventare uno scrittore, non pi un affare privato. Per ora un abile lettore, ma la cosa triste che tifa Juve praticamente dalla nascita. Andrea Meregalli un pensatore di quasi venticinque anni. In questo istante medesimo si arrovella su quesiti del tipo: Cosa far da grande?. Assiduo frequentatore di autostrade nonch massimo esperto in campo internazionale di prodotti quali friggitrici, scalda patate, piastre per panini e salamandre, ama molto abbinare correttamente i boxer con le calze. Passa buona parte della sua giornata a leggere le scritte oscene sulle porte dei cessi nei centri commerciali. Filippo Pennacchio, gi in tenera et plagiato dalla figura di Lee Harvey Oswald, a tuttoggi suo eroe personale, vive a Milano, dove studia, fa la spesa alla Pam, frequenta concerti di dubbio gusto e beve dei gran birroni. Quando non sa che fare, ammortizza i propri desideri nel sapere, manco fosse un personaggio delilliano, leggendo libri dalle cinquecento pagine e oltre. Di conseguenza, alle volte si annoia tantissimo. Cristina Farneti nata agli albori degli anni 70. Dopo la laurea in Letteratura Greca ha svolto mille lavori: lago della sua vita era il caso. Giunta a met del cammino, si prende il lusso di fare quello che le piace. Alterna periodi di misantropia a girandole di mondanit: adora le compagnie intelligenti, il buon vino, le serie americane demenziali, il cinema. Le piace il silenzio della notte e detesta le chiacchiere inutili. Passioni serie: mitologia e letteratura classica; da lettrice dilettante percorre la narrativa italiana e americana del Novecento. I suoi fari letterari sono Svevo e Dostoevskij.

Vive ai margini fuligginosi di Milano con il marito e ladorata gatta. Giuditta Matteucci romagnola ma le sarebbe piaciuto nascere in un piccolo paese molto impronunciabile degli Stati Uniti per poter crescere dondolandosi su una veranda suonando tristi canzoni damore folk. Malata di narcolessia e di allucinazioni diurne fatica a contestualizzarsi nella vita quotidiana e quando ci riesce probabilmente sta ridendo. Si occupa di comunicazione e disegna con la penna perch povera. Vi vuole bene. Marina Pierri ha 28 anni e vive a Milano, dopo dieci gloriosi anni passati a studiare/lavorare/ fare radio/ fare la dj in quel di Bologna. Si occupa a tempo pieno del portale musicale Vitaminic.it ma scrive anche su Rolling Stone, PIG Magazine e Blow Up. Ascolta una media di tre nuovi dischi al giorno, legge, guarda un sacco di film e serie televisive americane. simone rossi vive alla Casa del Cuculo, un posto dove ci piove dentro (cit.). Di giorno scrive, di sera suona, di notte dorme. Tutti e tre troppo poco. Il suo primo libro si chiama La luna girata strana (Zandeg, 2008). Il suo secondo libro si chiama sbriciolu(na)glio per ragioni che potete pure chiedergliele, ma tanto vi risponde a caso. Il suo gatto invece si chiama Chomsky, ma non si vedono da un po. Sta abbastanza su internet: tutte le sue cose, sbriciolu(na)glio compreso, sono su: http://simone-rossi.it Andrea Sesta ha capito che gli piaceva scrivere quel giorno che alle elementari ha trovato un modulo per il presito dei libri della biblioteca della scuola, e lha riempito di tutte le parolacce che conosceva. La situazione andata peggiorando quando gli hanno detto che su internet poteva avere un blog tutto suo. C chi dice che le suppliche di sua madre affinch mantenesse un qualche residuo di contegno abbiano funzionato. Continua a studiare, e si anche un po laureato. Alessandro Pollini ingrassa a vista docchio. Vive con il cane Plauto che dorme sotto alla libreria.

Carlo Zuffa nelle ultime due decadi non ha raggiunto traguardi degni di nota e ritiene che la sua infanzia sia stata traviata dal finale di Marcellino Pane e Vino. Ora, di notte nel buio della sua cameretta, studia piani segreti per i COBRA, i quali gentilmente gli hanno concesso un p di tempo libero per co-fondare Finzioni. Licia Ambu pensa che avere una sola personalit sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso (e intercambiabile) un sacco di cose. Attualmente la posizione pi quotata per guardare il mondo le sembra a testa in gi.

Matteo Bettoli nasce in epoca reaganiana su un carro di bovini, dal quale eredita la passione per la dinamicit. A 21 anni controlla i principali media di casa: 3 televisioni, 2 computer, labbonamento allEspresso e la radio ricevuta in regalo per la cresima. Decide allora di trasferirsi. Studia a Bologna. Passa diverse giornate in Sud Africa, Austria e Belgio. Lacronino di questi tre paesi SAAB, che non a caso produce automobili brutte ed sullorlo del fallimento. Abita a Roma e si sveglia presto. Michela Capra, She lives on Love Street, lingers long on Love Street Nata in provincia di Varese nellaprile 1983, ha trascorso gran parte dellinfanzia sulle spiaggie liguri. Ha frequentato il liceo linguistico, dove ha iniziato a conoscere e amare la letteratura americana. Alla facolt di Lettere Moderne ha incontrato la letteratura francese, innamorandosi della sua poesia. Laureata in Filologia Romanza, appassionata lettrice di ogni forma di scrittura medievale. Compone racconti sin da piccina e vive immersa nel verde insieme al marito e ai suoi tre gatti.

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