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DA: CANTI DELL'INNOCENZA E DELLESPERIENZA

IL VERDE ECHEGGIANTE II sole sorge e fa Felici i cieli. Liete le campane Suonano per salutare La primavera. L'allodola e il tordo Gli uccelli di fratta Cantano intorno Pi forte, al suono Rallegrante delle campane E noi giochiamo intanto Sul verde echeggiante. John dai capelli bianchi Ride e non gli importa Siede sotto a una quercia Tra gente della sua et Ridono se giochiamo E dicono all'improvviso: Cos, cos erano Le gioie anche per noi Quando eravamo bambine E bambini, cos anche la nostra Festante giovinezza Sul verde echeggiante . Si stancano i piccoli Non c' pi allegria II sole tramonta E i giochi terminano. Nel grembo delle loro Mamme, molte sorelle e Fratelli come nei nidi Gli uccelli sono pronti per il Riposo. Non ci sono pi giochi, allegria Sul verde che imbuia.

L'AGNELLO Agnellino chi ti fece Tu lo sai chi ti fece? La vita, il pascolo ti ha dato Accanto al fiume & sul prato E una veste deliziosa La pi dolce, di lana Luminosa, e una voce Cos tenera da fare Liete tutte le vallate. Agnellino chi ti fece Tu lo sai chi ti fece? Agnellino te lo dico Agnellino te lo dico. Lui ha il tuo stesso nome Perch si disse l'Agnello. Lui mite, lui buono Lui divent un bambino. Io bambino & tu agnello Da lui prendiamo il nome. Agnellino, sii benedetto Agnellino, sii benedetto.

LA TIGRE Tigre! Tigre! divampante fulgore Nelle foreste della notte, Quale fu l'immortale mano o l'occhio Ch'ebbe la forza di formare La tua agghiacciante simmetria? In quali abissi o in quali cieli Accese il fuoco dei tuoi occhi? Sopra quali ali osa slanciarsi? E quale mano afferra il fuoco? Quali spalle, quale arte Pot torcerti i tendini del cuore? E quando il tuo cuore ebbe il primo palpiti Quale tremenda mano? Quale tremendo piede? Quale mazza e quale catena? Il tuo cervello fu in quale fornace? E quale incudine? Quale morsa robusta os serrarne I terrori funesti? Chi l'Agnello cre, cre anche te? Fu nel sorriso che ebbe Osservando comprato il suo lavoro, Mentre gli astri perdevano le lance Tirandole alla terra E il paradiso empivano di pianti? Tigre! Tigre! divampante fulgore Nelle foreste della notte, Quale mano, quale immortale spia Osa formare La tua agghiacciante simmetria?

LA GIOIA APPENA NATA Io non ho nome Son nata due giorni fa . Come ti chiamer? Felice sono Gioia mi chiamo . Una dolce gioia ti tocchi. Cara gioia Dolce gioia di due giorni Dolce gioia ti chiamo. Tu sorridi Io canto intanto. Una dolce gioia ti tocchi.

LA ROSA MALATA Oh rosa, sei malata. Il verme invisibile Che vola nella notte Negli urli delle tempeste Scopr il tuo giaciglio Di gioia scarlatta E il suo amore segreto e buio Distrugge la tua vita.

L'IMMAGINE DIVINA Piet Misericordia Pace e Amore Pregano tutti quelli che soffrono E a queste virt che san dare sollievo Dopo rivolgono il loro grazie. Perch Piet Misericordia Pace e Amore Dio, il nostro Padre caro, E Piet Misericordia Pace e Amore l'uomo, Suo figlio, di cui ha cura. Misericordia ha il cuore d'uomo Piet ha dell'uomo il volto Amore umana forma divina E Pace ha vesti d'uomo. Cosi tutti gli uomini, d'ogni paese Quelli che pregano quando soffrono Pregano l'umana forma divina Piet Misericordia Pace e Amore. E tutti devono amare l'umana forma In tutti, nei pagani, turchi, giudei. Dov' Misericordia Piet Pace & Amore L c' Dio.

COMPENDIO DELL'UOMO Piet non ci sarebbe pi Se non facessimo qualcuno povero E Misericordia non potrebbe esserci Se tutti fossero come noi, felici. La paura reciproca fa nascere La pace, finch l'amore di s cresce: Allora la Crudelt intreccia le trappole E dispone bene le sue esche. Siede con sacre paure E bagna il suolo di lacrime; Allora Umilt mette radici Sotto i suoi piedi. Subito si diffonde l'infelice Ombra del Mistero sopra il suo capo E il Millepiedi e la Mosca Si nutrono di Mistero. E porta come frutto la Menzogna Frutto vermiglio e dolce da mangiare E il Corvo il nido ha fatto Nella sua ombra pi greve. Gli dei della terra e del mare Traverso la Natura cercarono quest'albero Ma tutto il loro cercare fu vano: Uno ne cresce nel Cervello Umano.

DA: IL MATRIMONIO DEL CIELO E DELL'INFERNO

L'ARGOMENTO Rintrah rugge scuotendo i suoi fuochi nell'aria pesante; Fameliche nubi oscillano sopra l'abisso. Un tempo docile, e per pericoloso sentiero, L'uomo giusto seguiva il suo percorso Lungo la valle della morte. Rose sono piantate dove spini crescono, Nella brughiera desolata cantano Le api rigonfie di miele. Fu allora che apparvero piante Lungo il pericoloso sentiero, E un fiume e una sorgente Sopra ogni rupe e tomba, E sull'ossa imbiancate Argilla rossa emerse; Finch l'insolente lasci i sentieri pi semplici Per camminare per i pi pericolosi, e sospingere L'uomo giusto in regioni desolate. Ora strisciando il serpente si muove In mansueta umilt, E l'uomo giusto in aspri luoghi infuria Dove i leoni s'aggirano. Rintrah rugge scuotendo i suoi fuochi nell'aria pesante, Fameliche nubi oscillano sopra l'abisso.

PROVERBI INFERNALI Nel tempo della semina impara, in quello del raccolto insegna, d'inverno spassatela. Guida il carro e l'aratro sopra l'ossa dei morti. La strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza. La Prudenza una ricca e brutta vecchia zitella corteggiata dall'Impotenza. Chi desidera ma non agisce, alleva pestilenza. Il verme tagliato perdona l'aratro. Se gli piace l'acqua, buttatelo nel fiume. Lo stolto non vede un albero allo stesso modo del saggio. Chi ha un volto senza un raggio di luce, non diventer mai stella. L'Eternit innamorata delle opere del tempo. L'ape affaccendata non ha tempo per dolersi. Le ore della pazzia sono misurate dall'orologio; ma quelle della saggezza, nessun orologio pu misurarle. Per l'unico cibo sano non valgono reti n trappole. Conti, peso e misura, lasciali all'anno di carestia. Nessun uccello sale troppo in alto, se sale con le sue ali. Un cadavere non si vendica se l'insulti. il gesto pi sublime anteporre un altro a s. Se il matto persistesse nella sua follia, andrebbe incontro alla saggezza. Pazzia il travestimento della malizia. Vergogna la maschera dell'Orgoglio. Con le pietre della Legge hanno alzato Prigioni; coi mattoni della Religione, Bordelli. La superbia del pavone, la gloria di Dio. La lubricit del capro, la munificenza di Dio. La collera del leone, la sapienza di Dio. La nudit della donna, il lavoro di Dio. L'Eccesso di dolore ride. L'Eccesso di gioia piange. Il ruggire dei leoni, l'ululare dei lupi, l'ergersi del mare furente e la spada distruttrice, sono particelle dell'eternit troppo grandi per l'occhio dell'uomo. La volpe biasima la trappola, non se stessa. Le Gioie fecondano: i Dolori partoriscono. L'uomo indossi le spoglie del leone, la donna il vello della pecora. All'uccello un nido, al ragno una tela, all'uomo amicizia. Il pazzo egoista e sorridente e il pazzo tetro e scontroso saranno entrambi presi per saggi, affinch possano essere una frusta. Ci che oggi pu dimostrarsi, una volta fu solo immaginato. Topo, gatto, volpe, coniglio mirano alle radici; il leone, la tigre, il cavallo, l'elefante si volgono verso i frutti. La cisterna trattiene, la fonte dilaga. Un pensiero colma l'immensit. Sii sempre pronto a dire ci che pensi, e il vile ti scanser. Qualsiasi cosa che si possa credere, immagine di verit. L'aquila non sprec mai tanto il suo tempo come quando si mise alla scuola del corvo. La volpe provvede a s, ma al leone provvede Iddio. Di mattina pensa. A mezzogiorno agisci. A sera mangia. Di Notte dormi. Se uno ti ha permesso di fargliela, segno che ti conosce.

Come l'aratro va dietro alle parole, cosi Iddio esaudisce le preghiere. Le tigri dell'ira sono pi sagge dei cavalli dell'educazione. Aspettati veleno dall'acqua ferma. Non puoi mai sapere ci che basta, a meno che tu non abbia conosciuto prima l'eccesso. Da' ascolto ai rimproveri del matto: privilegio da re. Gli occhi di fuoco, le narici d'aria, la bocca d'acqua, la barba di terra. Chi manca di coraggio esuberante d'astuzia. Il melo non chiede per crescere consiglio al faggio, n al cavallo il leone per afferrare la preda. Chi grato nel ricevere si prepara un'abbondante messe. Se non ci fossero stari gli sciocchi, dovremmo esserlo noi. L'anima della dolce gioia, non si potr mai insozzare. Quando vedi un'Aquila, vedi una particola di Genio: alza la testa ! Come, per deporvi le uova, il bruco elegge le foglie pi belle, il prete depone cosi sulle nostre migliori gioie la sua maledizione. La creazione d'un piccolo fiore lavoro di ere. Condannare accresce il vigore. Benedire, lo attenua. Il miglior vino il pi vecchio, l'acqua migliore la pi nuova. Pregare non ara ! Adulare non miete ! La gioia non ride ! I dispiaceri non piangono ! La testa, il Sublime; il cuore, Pathos; i genitali, Bellezza; mani e piedi, la Proporzione. Come per l'uccello, l'aria, per il pesce, il mare, cosi sia il disprezzo per lo spregevole. Il corvo vorrebbe che ogni cosa fosse nera, il gufo, che tutto fosse bianco. Esuberanza Bellezza. Se il leone si lasciasse consigliare dalla volpe, si farebbe furbo. Le migliorie raddrizzano le strade; ma le vie tortuose e prive di migliorie sono quelle del Genio. Sarebbe meglio per te uccidere un bimbo nella culla che cullare desideri inattuati. Dove manca l'uomo, la natura sterile. La verit detta in modo comprensibile non sar mai non creduta. Abbastanza oppure Troppo.

DAL MANOSCRITTO PICKERING

IL VIAGGIATORE MENTALE Viaggiai in un paese degli uomini, Paese di uomini, anche di donne; E tali udii e vidi cose orrende Quali mai non conobbero gli erranti della fredda terra Poich in gioia il Bambino vi nasce Generato in atroce doglia; Parimenti mietiamo in gioia il frutto II cui seme spargemmo in acri lacrime. E se il nato Bambino un maschio Viene dato a una Vecchia Donna, Che gi, su una roccia, l'inchioda, Cogliendone gli strilli in coppe d'oro. Gli cinge il capo di spine di ferro, Le due mani e i due piedi gli trafigge, Con un taglio in un fianco il cuore Gli espone al caldo e al freddo. Usa i diti a enumerargli ogni nervo, Come l'avaro nel contare l'oro; Si nutre dei suoi strilli e dei suoi pianti, Cresce di giovent quanto egli invecchia. Finch egli non divenga Giovent sanguinante, E non divenga lei splendida Vergine; Egli si spezza allora le manette, E la incatena a terra per godere. In tutti i nervi di lei egli si pianta, Giusto come il bifolco con la terra; Si fa ella il luogo dov'egli s'annida E un orto che settanta volte frutta. Si riduce egli presto a un'Ombra annosa, Errante attorno ad un terreno covo, Pieno zeppo di gemme e d'oro Che con industria seppe guadagnare. Sono le gemme dell'anima umana, I rubini e le perle d'occhio infermo d'amore, D'un cuore sofferente l'oro non calcolabile, II gemito del martire, il sospiro d'amante.

Questo il suo cibo, questa la bevanda; Da l'alimento al mendicante e al misero E al viaggiatore in viaggio: sempre aperta la sua porta. La sua pena l'eterna loro gioia; E ne fanno echeggiare i tetti e i muri; Finch sopra il focolare dal fuoco Un Fantolino Femmina non spunti. Essa tutta di fuoco solido E oro e gemme, e la mano niuno Osa stendere a toccarne la forma bambina, Per avvolgerla in fasce. Ma da s va lei verso l'uomo che ama, Sia vecchio o giovane, povero o ricco; Subito espellono l'Annoso Ospite, Mendico all'altrui porta. Lontano se ne va errando in lacrime, Finch non l'accolga qualcuno; Spesso gi cieco, prostrato dagli anni, in desolata pena, Se ne va finch non gli riesca d'attrarre una Donzella. Ed a placare la sua et glaciale, La prende il poveretto nelle braccia; Dalla sua vista la casa scompare, E l'orto insieme a tutti i cari incanti. Si sparpagliano in paese i convitati, Poich alterandosi l'occhio altera tutto; I sensi s'aggomitolano in paura, La piatta terra diventa una palla; Stelle, tutto svanisce, sole, luna, Si fa vasto un deserto senza limite, Non resta niente da mangiare o bere, Deserto attorno buio. Col miele delle sue labbra infantili, Col pane e il vino del sorriso dolce, Con fantasie azzardose d'uno sguardo incostante, Fa lei che egli s'incanti sino al punto d'infanzia; Poich via via che mangia e beve cresce Pi giovane e pi giovane ogni giorno; E nell'aspro deserto Vanno entrambi vagando nella costernazione e nel terrore Come cerva selvatica essa fugge, Selvagge macchie pianta il suo timore, Mentre egli seguita a inseguirla notte e giorno, Indotto dalle varie arti d'amore; Da varie arti dell'odio e dell'amore,

Finch il deserto immenso non si copra di piante Con labirinti dell'amore indocile, Dove gironza il leone, e l'orso, e il lupo. Finch egli non divenga capriccioso Bambino, E lei una desolata Vecchia Donna. Ci gironzano allora in folla innamorati; Roteano pi vicini il sole e gli astri; Gli alberi espandono una dolce estasi Per quanti nel deserto stanno errando; Finch pi citt non vi sorgano E accoglienti dimore di pastori. Ma quando trovano il Bimbo Accigliato, II terrore si sparge nell'immensa regione: Essi gridano II Bimbo ! il Bimbo nato ! E da tutte le parti fuggono. Poich a chi osi toccare quell'Accigliata Forma, Si brucia sino alle radici il braccio; Leoni, orsi, lupi, tutto fugge urlando, E ogni albero si spoglia dei suoi frutti. E niuno pu toccare quella Forma Accigliata, Salvo una Vecchia Donna; Essa la inchioda gi sopra una roccia, E ogni cosa succede come dissi.

DA: VALA, o I QUATTRO ZOA

(Dalla Notte I) (Proemio) Il canto che scosse con rabbia linfinito, il canto della Madre Antica, Udendo il marciare di lunghi, forti, eroici versi Risuonanti in ordinate schiere, pronti per il giorno Della Battaglia Mentale *** (Separazione primordiale tra Tharmas ed Enion) Nel potere genitoriale di Tharmas ha inizio. Si oscura allOccidente Perdute! Perdute! Perdute sono le mie Emanazioni! Enion O Enion! Siamo Vittime delle Vite che celiamo in segreto. Ho nascosto Gerusalemme in Silente Contrizione. Piet di me! Possa io per te creare un labirinto, O Enion. Perch prendesti la dolce Gerusalemme dal profondo dellAnima mia, E la celasti in Morbidi recessi di buio e di silenzio? Non amore che reco a lei, Piet. Ella ha preso rifugio nel mio petto, non posso scacciarla. Gli uomini ricevettero mortali ferite, le Emanazioni fuggirono; Da me vennero per rifugio e per amore di Piet debbo tenerle. Enion rispose: La tua paura mi fa tremare, mi avvolge il tuo terrore. LAmore perduto, Terrore e Odio regnano al suo posto, E gelide richieste di Diritto e Dovere, anzich Libert. Tu fosti per me il pi dolce figlio del cielo Ma adesso Perch sei tu Terribile? E ancora ti amo nel tuo terrore Fino alla mia stessa Estinzione, fino che io diventi unOmbra nellOblio. A meno che una strada sia trovata, perch io possa guardarti e vivere E nascondere il mio Oscuro sembiante. Sussurri segreti al mio Orecchio Nel segreto di morbide ali. In intrighi di bellezza illusoria Ho lanciato sguardi nellanima segreta di colui Che ho amato, e negli Oscuri recessi ho trovato il Peccato E non posso tornare. Pallido e tremante, sulle sue nubi, Tharmas sedeva piangendo. Perch esamini ogni piccola fibra della mia anima Spargendole al sole come sterpi da seccare? La gioia del bimbo leggiadra, ma unanatomia Orrendamente Mortale dovrai trovare in essa, La Disperazione della Morte e laleggiare Dinfinita Malinconia. Impazzirai dorrore considerando in questo modo Ogni momento delle mie segrete ore. So che ho peccato E sgualdrine sono diventate Le mie Emanazioni. Non so che cosa fanno, e se sapessi

Nuova Disperazione porterebbe il suicidio nel mio cuore. O Enion, tu sei radice che cresce nellinferno Anche se di bellezza celestiale, che mi conduce a distruzione. A volte penso tu sia un fiore che si espande A volte un frutto, che si stacca dal suo ramo In strazio e pena atroce. Io sono come un atomo Un Nulla perso nel buio, ma sono ancora Unidentit: desidero, sento, e piango e gemo. Ah terribile, terribile! *** (Apparizione di Urizen) Guarda: io sono Dio il tremendo distruttore, non il Salvatore Perch dovrebbe la Divina Visione spingere i figli di Eden A lasciare le proprie delizie per combattere contro lo Spettro? Lo Spettro lUomo; il resto fantasia e illusione. Cos parl il Principe della Luce, e si sedette Davanti al Seggio di Los. Sulla riva sabbiosa Riposavano i carri di fuoco. Diecimila migliaia erano i suoi compagni, gli spiriti del vento Diecimila migliaia di carri splendevano nel cielo: Si riversarono sulla spiaggia dorata dinanzi alloceano silente. Gioivano per la vittoria, e i cieli eran pieni di sangue. La Terra imband la sua gran tavola. La Notte porse una coppa dargento Piena del vino dangoscia atteso alla festa dorata. Ma il Sole splendente non cera ancora: riempiendo le distese, egli dormiva Come un uccello nel guscio azzurro che tra poco esploder. Los vide la ferita dello schianto; la vide, e pianse e compat E si pent del colpo inferto ad Enitharmon, e sent amore Salire per le Vene, e la strinse Per sanare le ferite che lui stesso aveva inferto. Mangiarono il pane di sangue, e bevvero il vino di nervi Ascoltarono il Canto delle Sfere, e lArpa degli Elementi Videro le Ore danzare, e correre su per il cielo Con aure alate che spargevano gioia nella luce cangiante. Ma Luvah e Vala nel cielo sanguigno Restarono soli in fiera gelosia, dimenticati Stavano sopra i cieli, desolati, sospesi nel sangue Non potevano scendere, n distogliere lo sguardo Luno dallaltra. LEternit apparve allora su di loro, Come un Unico Uomo, ricoperto dai panni di sangue di Luvah Che si fa carico delle sue afflizioni. Questa fu la Visione, mentre il sole tramontava sulla terra nebbiosa.

(Canto degli spiriti alla festa di Los ed Enitharmon) Efrem chiam Sion: Svegliati, o Monte Fratello Rifiutiamo lAratro e la Pala, il pesante Martello e lErpice aguzzo. Bruciamo le messi abbattiamo i recinti, Ingrassarsi di sangue umano e ubriacarsi col vino della vita molto meglio della fatica della vendemmia e del raccolto. Guarda il fiume rosso del sangue dellUomo Dilagare lascivo tra le mie ginocchia rocciose Le mie nuvole non sono quelle dei prati verdi e dei frutteti, Sono le Nuvole dellAnima Umana. Le mie narici bevono La vita umana. Villaggi gementi saccasciano sulla pianura Un lamento percorre le Valli, da Mulini e Fienili Ma i Palazzi eleganti, oscuri e silenziosi, si piegano dorrore Nascondendo quadri e libri nelle tane della Terra Le Citt si consultarono, dicendo Impazziti sono i figli col vino della discordia. Prepariamo un Flagello, sorella Citt I bambini sono nutriti per il Macello; una volta venivano nutriti Di latte, ma adesso si nutrono di sangue. Un Cavallo ha pi valore di un Umano; la Tigre feroce Ride della forma Umana; scherza e ride il Leone Assetato di sangue. Pregano il Ragno: Allarga la tua tela! Accresci le tue ossa Con tendini carne e midollo! Esaltati! Trova una voce Chiama i tuoi oscuri compagni armati, perch i figli dellUomo sadunano Per devastare le citt! Luomo non sar pi! Svegliate, amici Larco che risuona sopra i colli! Luvah e Vala cavalcano trionfanti Nel cielo insanguinato. E la Forma Umana non pi.

(Dalla Notte II) (Urizen crea il Guscio Mondano) E presero i Leoni di Urizen il lavoro: roventi nella forgia Ruggivano le masse splendenti, tuonavano i martelli; molte piramidi Furono create e scaraventate tuonando Nel profondo della Non Entit Calde di calor rosso trovarono la strada per molte leghe, finch si riposarono. Trov il suo centro ognuna, e l ristette, sospesa, Scintille lanciando nellorrido abisso Affich i figli di Urizen in ordinate schiere Misurassero labisso con compassi E poi erigessero la potente misura Che Luvah strapp dal Cuore inerte dellUomo Caduto

E pesassero i massicci Cubi, e li disponessero In tremende postazioni. E chiusi per tutto il tempo in Caverne, i dorati Telai eretti Si misero al lavoro, e tesserono le Atmosfere. Poi il Ragno e il Verme Mossero la spola alata soffiando striduli per i fili in ascolto. Sotto le grotte spostarono le matasse di piombo e le conocchie di ferro In enorme trama, e rabbia inumana nello spaventevole abisso. Mentre lontano nellimmenso ignoto, le forti Aquile alate Piegarono il loro volo avventuroso, in forme Umane Attraverso le tenebre profonde portarono le stoffe intessute Su ganci doro appesero i tendaggi universali, e li stesero da Sole a Sole Veicoli di luce, separarono le furiose particelle In morbide correnti, come lacqua Si mescola col vino. Mentre dunque gli Spiriti del vento potente illuminavano le tenebre I fili furono tirati e le corde arrotolate; il debole allora Inizi a lavorare, e molta gente fu catturata, e molte reti Furono tese e molti Spiriti intrappolati, e reti innumerevoli, Innumerevoli trappole e tagliole, e molti flauti suadenti E dolci cetre furono formate, disseminate sopra linfinito Con gioia crudele catturarono gli ascoltatori, e con gioia crudele Li legarono, condensando in un piccolo compasso Cos grande energia. Qualcuno divenne seme Di ogni pianta che sar mai piantata Qualcuno bulbi, gettati tutti insieme in silos e fienili. Quindi si fecero avanti i Costruttori. Dapprima il divino Architetto Espose il suo progetto; fondamenta mirabili copriron linfinito Ledificio quadrangolare fu innalzato, i cieli Squadrati da una linea. Trigoni e cubi Dividono gli elementi in confini finiti. Senza sosta le infinite moltitudini lavorano: disponendo con enorme fatica le pietre squadrate Con malta impastata con le ceneri di Vala Dalle oppresse femmine schiave. *** ( Canto dellEsperienza di Enion) Quindi il vivente Los condusse Enion nellinfinito mortale S da portare anche lo spirito di Ahania dentro il suo Vortice. Ah cecit felice! Enion non vede il terrore dellincerto E geme dallabisso. Tremano i cieli doro. Io fui creata per piantare cardi per grano, ortica come cibo Ho seminato nella terra una falsa promessa, e ha generato un albero Velenoso; e ho scelto il serpente per consiglio E il cane per maestro dei miei figli Ho intrappolato la colomba e lusignolo lontano dalla luce e dalla vita E ho indotto a mendicare di porta in porta il verme della terra Ho insegnato al ladro un sentiero segreto che conduce alla casa del giusto Ho insegnato al pallido artifizio a spargere le reti sul mattino Sono bronzo i miei cieli, ferro la terra, una zolla di creta la luna

Il mio sole pestilenza che brucia a mezzod, e vapore nella notte profonda. Qual il prezzo dellEsperienza? La compra luomo con una canzone O la saggezza con un ballo in strada? No, comprata con il prezzo Di tutto quello che possiede: casa moglie figli. La saggezza venduta in mercati desolati dove nessuno compra E nel campo avvizzito dove il villano ara per nulla. facile trionfare nel sole dellestate E nel raccolto, cantare sopra il carro carico di grano facile parlare di pazienza al derelitto Spiegare al vagabondo senza casa Le leggi della prudenza Sentire il grido del corvo affamato nella fredda stagione, quando il rosso sangue pieno di vino e del midollo degli agnelli facile beffarsi della furia degli elementi Sentire il cane alla porta dellinverno, il bue che muggisce nel macello Vedere un dio in ogni vento e una benedizione in ogni tuono Sentire suoni amorosi nel ciclone che distrugge la casa del nemico Godere del mal secco che copre il suo terreno, e dellinfermit che uccide i figli Mentre nei pressi della nostra porta olivi e vigne cantano e sorridono E i nostri figli portano frutti e fiori E il dolore e i lamenti si dimenticano, e lo schiavo che langue nel mulino E il prigioniero in catene e il povero in galera e il soldato sul campo Quando le ossa schiantate lo hanno lasciato a gemere Tra i pi felici morti facile gioire nelle tende della prosperit Quindi potrei cantare e giubilare Ma non cos per me!

(Dalla Notte IV) (Separazione di Los ed Enitharmon) Ma Tharmas cavalc loscuro Abisso. La sua voce risuon sul diluvio incombente. Vide Los e Enitharmon che emergevano DallAbisso in forza ed in splendore. Le sue viscere si struggevano per loro. Essi sorgevano in forza sul diluvio incombente. In vergogna possente, Scarlatto come il Sole allalba torrida del giorno di sangue Tharmas li rimir. Le sue viscere Languivano per loro *** Los sergeva sprezzante, rosse scintille di rovina Scaturivano dalla testa furiosa. Vol sopra le onde di Tharmas Tharmas pietoso richiam le sue Onde Poich Enitharmon lanci un urlo violento, e grid: O dolce mondo

Costruito dal divino Architetto, il cui amore per Los ed Enitharmon Tu, temerario odioso Demone, nella tua furia hai sovvertito

Quale divino Architetto, disse Tharmas, oserebbe sfidare il mio volere? Poich se voglio io comando a queste acque di innalzarsi o di restare quiete Sotto il mio sguardo irato; il mio volere sar la mia Legge. Cos dicendo, in unenorme ondata, forz la splendente Enithamon Lontano da Los. Ma la protesse con tenera cura In una immensa onda del tiepido occidente, medicando la sua ferita sanguinante. Oh quale fu lurlo di Los quando tutte le fibre si spezzarono Dove Enitharmon era attaccata sul suo lato sinistro in pena opprimente. Cadendo sulle rocce url il suo Dolore. Finch il suo sangue si rapprese E ululando nel vento piangeva La sua disperazione. E Tharmas richiam lOscuro Spettro precipitato sulla Sponda Con le membra disperse; lo Spettro si lev con grande pena UnOmbra blu oscura e triste. Come una plumbea statua Piegata dalla caduta da una torre, LOmbra dolente si erse

(Dalla Notte V) (Incatenamento di Orc) Negli oscuri recessi Enitharmon allev il focoso figlio Sedendo nelle tenebre; Los sopra di lei si lamentava in disumana angoscia. Suggendo il latte di Enitharmon crebbe il fanciullo ardente; Los intorno a lei pilastri edificava di ferro e bronzo e argento e oro Quadruplici in oscuro profetico timore Poich ora temeva Morte Eterna ed estrema Estinzione. Edific Golgonooza sul lago di Udan Adan Sopra il Limite di Traslucenza, quindi Luban. Pose le Fondamenta Tharmas, e Los la termin tra cupi pianti. Ma quando quattordici estati e quattordici inverni furono trascorsi Sulla loro solenne abitazione Los scorse il giovane rubizzo Che abbracciava la sua fulgente madre, e vide fuochi maliziosi Nei suoi giovani occhi e comprese chiaramente Che Orc tramava la sua morte. Un dolore attravers la rossa fronte; Una stretta cintura apparve sul suo cuore come un laccio di sangue. In reconditi sospiri la distrusse, ma il mattino seguente Una nuova cintura intorno al cuore. Ogni giorno scrutava lardente giovinetto con silente paura Le sue guance immortali mortalmente pallide, finch parecchi giorni E molte notti passarono in orrendo dolore,

Formando una cintura durante il giorno e distruggendola di notte. La cintura si formava al mattino, e si spezzava in due la notte Cadendo sulle rocce, una ferrea catena serrata anello per anello. Vide Enitharmon la catena sanguinante dei giorni e delle notti Originata dal cuore di Los, e vide come egli ogni mattina Lavorava in pena struggente accompagnato dalloscuro spettro. La chiam la catena Di Gelosia. E Los inizi ad inveire Contro Enitharmon, poich non pot pi celare la sua piaga sconosciuta, E prese il ragazzo tra le mani immortali mentre Enitharmon lo seguiva dolente. Lo port sulle montagne di ferro, e la Catena gelosa Cadde dal cuore sopra le montagne. Lo Spettro tenebroso Teneva il giovane ardente, lo inchiod poi Los, la catena maledetta Sulle sue membra avvolse. Oh come pianse e gemette La splendente Enitharmon sopra il figlio! La gioia amata fu messa in catene dallinesorabile Los. Batt i chiodi il martello di Urthona in terrore Dieci bronzee forme. Dieci volte urlarono i Demoni Divampando distruggendo ruggendo rimbombando Forte Forte pi Forte le tenebre ingaggiarono battaglia Con le onde di Tharmas e le Nevi di Urizen Crepitando le fiamme sgorgarono con furia dal demone immortale Circondato di fiamme il Demone cresceva urlando nel fuoco Los avvolse Enitharmon in una fredda bianca nube Infine la condusse nel profondo del suo labirinto Dando severo incarico allo Spettro di sorvegliare lurlante nemico. Serrato nellAmore Paterno, Possessivo, Famelico Appetito Le sue membra bloccate scherniscono la catena, poich sopra di esse Un cerchio di fiamme divampanti le nutre e reca le virt del Mondo eterno. A miriadi agitati intorno al Demone si lamentano gli spiriti di vita Al suo immenso richiamo sallontanano nei cieli E ritornano con cibo e bevande. O simmergono negli abissi Per portare le eccitanti gioie dei sensi a lenire la sua rabbia senza fine. Gli occhi, le luci del suo enorme corpo, si contraggono e si espandono Contratti percepiscono i segreti delle montagne infinite Le vene doro e dargento e i segreti di Vala Ogni cosa che cresce dal bocciolo immacolato O respira; unanima fragrante in espansione che contempla Gli incubi del Sole e della Luna, i Pianeti Elementali e le sfere deccentrico fuoco. Le sue narici respirano fuoco. I suoi capelli Boschi di fiere selvagge dove il leone scruta la tigre e dove ulula il lupo Dove laquila nasconde i suoi piccini tra forre e precipizi; Il suo petto cielo stellato che si espande; le stelle intorno a lui cantano in coro; L ondeggiano le messi, e la vendemmia gioisce. Dalle Fonti Scaturiscono ruscelli di delizia. L i fiori selvatici Ridono e bevono cantando. La cavalletta, la mosca e la formica La falena dorata costruisce la sua casa E sparge il suo letto di seta. I suoi lombi intessuti di seriche fiamme sono come selvagge fornaci, Selvagge come il toro possente nel tempo dellestate Quando le api cantano nei pressi dello stagno Dove le mandrie riposano allombra, e lungo le sorgenti Le greggi numerose ricoprono i monti e nelle vallate scintillano;

Le sue ginocchia sono rocce di diamante, di rubino e smeraldo. Spiriti della forza nei Palazzi in dorate armature gioiscono; Armati di lance e di scudi, bevono e stanno allegri sul massacro Questo il Demone, questo il suo terrore Negli abissi profondi. Ma quando furon di ritorno a Golgonooza, Los ed Enitharmon Sentirono lo strazio che i Genitori sentono. Piansero insieme, e Los ebbe rimorso Davere incatenato Orc sulle montagne E pi forti furono i pianti di Enitharmon; lamore del padre e della madre fece ritorno Nonostante il terribile orrore di quella catena infernale. A mezzanotte salzarono inquieti e preoccupati Nove giorni viaggiarono attraverso il deserto di Entuthon Benithon Tra le meste vallate; tenendola per mano, Los condusse Enitharmon Fino alle alte montagne dove Orc gridava nel vento. Egli voleva renderle il figlio con gioia dieci volte maggiore Anche a rischio della sua stessa vita. Piet e sofferenza erano in lui. Allorch giunsero alla roccia tenebrosa e alla cava spettrale Ecco che nella pietra videro le radici che promanavano dalle giovani membra E fibre robuste che si erano intrecciate dalla Catena della Gelosia, Sviluppandosi rapidamente in fitta vegetazione sulla roccia e intorno alla caverna E sulle membra immortali del terribile ardente giovinetto. Invano tentarono di liberarlo. Invano tentarono di dissolvere La catena con lacrime amare. N la morte di Enitharmon N la consunzione di Los potevano scioglierla N sradicare le fibre infernali dal loro letto pietroso; Non la forza di Urthona, non la possanza dei Tori di Luvah Che ogni giorno traggono dal profondo il riluttante Sole Poteva sradicare la catena infernale. Poich essa aveva messo radici In ferree rocce, e formato una catena che giungeva sino al Centro della Terra Legando insieme il Centro e penetrando con le fibre Le membra di Orc. Divent con lui una sola cosa, Una viva Catena sorretta dalla vita dei Demoni. Terrore e sconforto E rabbia e lamenti avvolsero in fredde nubi i Genitori Mentre si piegavano gemendo verso il tremendo giovane, fin quando Al suo fianco precipitarono svenendo.

(Dalla Notte VI) (Urizen visita le cave) Poich Urizen vide i terrori dellAbisso mentre vagava tra quelle rovine Di spiriti che furono suoi figli, e figli di Luvah. Sgomenti al suono dei loro stessi gemiti che sembrano scuotere limmenso Vagano in ansia. Un Sole e una Luna spaventevoli nel cuore Un Universo di costellazioni fiammeggianti nel cervello Una Terra di misero inverno sotto i piedi, e intorno ai loro lombi Acque o vento o nubi o lampi che incombono e piaghe pestilenti Oltre i confini di se stessi il loro sguardo non pu penetrare Come un albero non sa quello che oltre le sue foglie e la sua scorza Per beve le gioie dellestate e teme le pene invernali

Cos nelle regioni della tomba nessuno conosce il suo oscuro compagno Pur dividendo il tremendo dolore e mutuamente rendendo gli spasimi Le convulsioni e i dolori pulsanti in tormenti che avvelenano lanima Forme orrende e dolenti sospiri in prigioni infuocate E in catene di caldo rosso ferro, alcune coronate di serpenti Alcune col petto cinto da mostri. Alcune su letti di zolfo ruotanti E vide donne marciare su roventi distese di sabbia In bande di cento, cinquanta; di mille, colpite da folgori ardenti Dietro di loro in raffiche continue. Pass rapido in volo il Signore della Luce sui deserti roventi Con fragori di tuono. E i deserti passarono, tra le nubi di fumo Con miriadi di esseri in angoscia nei vapori soffocanti Con rapido volo si mosse il Signore, pur se saffievoliva il suo potere Finch si sent venir meno, e vag affranto su rocce e Montagne Dove moltitudini erano rinchiuse in solide rocce e montagne Che i loro tormenti scuotevano. Giunse quindi tra ardenti castelli E citt costruite dacciaio rovente, E vide le forme di tigri e leoni, esseri umani disumanati Molti in forma di serpi e lombrichi denorme misura Che gli sbarravano la strada sul cupo terriccio in viscidi percorsi Tracciati tra abisso ed abisso, tessuti da mostri coperti Di scaglie e nervature o armati in gusci di ferro o di bronzo O doro, tormento scintillante e sibilante in eterno dolore A volte salzavano come colonne dacqua o di fuoco Vagando invano si contraevano a volte, e a volte sallungavano In cerca di un impossibile sollievo. La sua voce fu un tuono indistinto alle loro orecchie Sorde e pesanti, e gli occhi e le narici erano chiusi. Spesso si rivolse alle vittime urlanti, con accenti dolci o Furiosi ma nessuno rispose Ognuno avvolto nel proprio tormento urlava incurante del suo dire, N ottenne voce di dolce risposta quando prov con le lacrime: Egli sapeva che erano i suoi figli, in rovina nel suo mondo in rovina.

(Dalla Notte VII) (Lapertura del Centro e ledificazione di Golgonooza) Rincuorati: sono io il tuo vero S Pur se diviso da te e Schiavo di ogni Passione Della tua Anima selvatica Apri le Porte della Memoria e guardami Non un altro ma il vero Te stesso io sono il tuo Spettro Mi dominasti con Forza Immortale in tempi antichi Quandero famelico e assetato di morte e lussuria Anche se sono orrendo e sinistro ai tuoi occhi anche se sono sepolto Dalle rovine dellUniverso. Ascolta ci che ispirato ti dico e taci Se in uno ci uniremo un mondo migliore nascer Aperto nel tuo cuore nei lombi e nel mirabile cervello Triplice, come fu nellEterno, e questo quarto Universo Sar Rinnovato dai tre e consumato nei fuochi mentali Ma se rifiuterai, un altro corpo sar preparato Per me e tu sparirai in vapore e non sarai pi

Poich tu sei soltanto una forma e un organo di vita Un nulla continuamente ricreato da Piet e Amore divino Los furibondo replic. Spettro orribile il tuo dire colpisce le mie orecchie Con convinzione irresistibile comprendo di non esser tra coloro Che persistono sebbene convinti. Sebbene furiosi. Controllati dal potere razionale Eppure sento gi un Mondo interno che si apre E in esso tutte le sostanze reali Che in questo mondo esterno non sono che ombre passeggere Le sento venire nel mio petto e portare tra le tue braccia tenebrose La mia dolce Enitharmon. Placher la mia furia e insegner La pace allAnima delloscura vendetta Ed espiazione alla Crudelt Cos parl Los, Abbracciando Enitharmon e lo Spettro Le nuvole si mossero per unirsi in Amore e Rapimento E Golgonooza fu edificata Los costru alte colonne e tremende Cupole nei cieli sottostanti Poich sotto la Terra vera il cielo e sotto ancora la Terra Triplice nel cervello e nel cuore e nei lombi Una Triplice Sublime Atmosfera che seguiva dal mondo dUrthona E trovava un Duplice limite chiamato Satana e Adamo

(Dalla Notte IX) (Preludio allApocalisse) Los tendeva le sue mani vegetali La mano destra ramificava in Potenza fibrosa Afferrando il Sole. La sinistra copriva la Luna Come radici oscure, e li scagliava in basso, lacerando i cieli Da immensit ad immensit. Precipitarono i fuochi Eterni, con tuono e stridore E squilli potenti di Tromba tra cielo e cielo Un forte suono parlava: Destatevi, o morti, venite al giudizio Dalle quattro direzioni, Destatevi e Accorrete Docili come fogli dellEnorme volume del Cielo e della Terra Con rombo di tuono e orrendi scotimenti da ogni parte Squassati sono i cieli e la Terra rimossa Divelte le fondamenta delle Eterne colline I troni dei Re sono squassati, essi hanno perso le vesti e le corone Il povero colpisce il suo oppressore, si desta alla vendemmia. Tremando dinanzi alle folle di schiavi che adesso sono liberi Guerrieri denudati corrono verso il mare Come mandrie dinverno, come alberi spogli Come il vento incalzano gli oppressi, non v dove fuggire. Per tutto il tempo squillano le trombe; dal sangue rappreso e dalle tane deserte Partono le moltitudini tremanti verso le fiamme del fuoco mentale, immergendo le membra Nelle splendenti visioni dellEterno Poi come colombe da pilastri di fumo le tremanti famiglie Di donne e bambini, per tutte le nazioni sotto il cielo

Savvinghiano agli uomini riuniti in bande Di venti e cinquanta; pallidi come neve Che cade sopra lerba intorno allalbero spogliato Loppressore caduto, da loro Abbattuto, ed essi si risvegliano alla vita Bench pallido, il giusto in piedi, eretto, e guarda verso il cielo Tremanti, colpiti dal colpo Universale, si sradicano gli alberi Orribilmente muggiscono le rocce, fuggendo. Montagne e fiumi piangono Un pianto desolato; le mandrie si riuniscono, inginocchiandosi ai cieli; tremano le belve Della foresta; rabbrividendo, il Leone domanda al Leopardo: Provi anche tu lorrore che provo io, mai conosciuto prima? La mia voce rifiuta di ruggire, e ti parlo con flebili sospiri Stanotte prima dellalba lAquila ha chiamato lAvvoltoio Il Corvo ha chiamato il falco: li ho uditi dalla nera foresta Dicevano: Fuggiamo; sento nel vento Un terrore che viene dal Sud. Sinvolarono lAquila ed il Falco Al sorgere del sole, e quando questo fu alto Il Corvo e lAvvoltoio li seguirono. Fuggiamo verso il nord. Fuggirono. I Figli dellUomo li videro partire in stormi desolati. Suonarono le trombe E tutti i Figli dellEternit Discesero in Beulah Nelle fiamme selvagge le membra del Mistero si consumavano urlando In profonda afflizione. Montano le fiamme crepitando fino alla Sinagoga Di Satana. Forte il serpente Orc urlava la sua rabbia Nelle sue ventisette Volute. LAlbero del Mistero ascese tra fiamme ricurve Il sangue sprizz in masse potenti, in vortici selvaggi Oltre le chiuse del Firmamento. Le chiuse esplodono; i neri torrenti Si riversano sulla Terra; il sangue scorre senza posa Nei palazzi i Re sono sommersi; i Pastori, con greggi e tende Precipitano dai monti in neri fiumi; Citt, Villaggi, Castelli ed alte guglie affondano nel diluvio tenebroso; In branchi i cadaveri di Uomini e di Bestie galleggiano ondeggiando alla marea Di sangue schiumante sotto il Cielo instancabile e tetro, fino a quando Tutti i tiranni del Mistero sono espulsi E nessuno rimane sulla Terra E quando la Tirannia eliminata dalla faccia della Terra Intorno alla forma di Drago di Urizen, intorno alla forma di pietra Le fiamme si muovono intense nel vasto Universo Ed entrano nella Santa Citt; le nubi dolenti Tra solchi di lampi si schiudono, le fiamme selvagge lambiscono La Pioggia di Sangue; viventi fiamme alate, dotate dintelletto e ragione Marciano intorno alla terra, in schiere ordinate, Fiamma dopo fiamma; dal sangue rappreso e dalle tane deserte Partono le moltitudini tremanti verso le fiamme del fuoco mentale, immergendo le membra Nelle splendenti visioni dellEterno *** (Albione richiama Urizen) Oltre lUniversale Confusione, oltre il Polo pi remoto, Dove i vortici iniziano a operare, nel Sud lontano UnOrribile roccia si erge. Fu abbandonata quando Urizen Consegn i cavalli della Luce nelle mani di Luvah Su questa roccia riposa il volto scolorato dellUomo Eterno Ricoperto di alghe di morte, pallido, freddo, in pena e tormento

Alza gli azzurri raggi dei suoi occhi, e piange con voce di paradiso Chinando il capo verso lUniverso Che si consuma, cos si lamenta: O mia fragilit! O Sfinimento! O guerra, guerra tra i miei elementi! I figli esiliati dal mio seno mi passano davanti Gli uccelli sono muti; sui colli le mie greggi muoiono sotto i rami; Le tende son crollate; tacciono le trombe e i dolci accenti dellarpa Sui miei colli nebbiosi, che eruttano fuoco e tempeste Il latte delle vacche e il miele delle api, e tutti i frutti del raccolto dorato Sono ammassati nel caldo scottante e nella pioggia sferzante La mia veste diventa confusione, pietra il mio oro splendente Dove un tempo sedevo ora vago stanco in miseria e dolore Ch dallinterno il mio seno avvizzisce, e si stringe di pena Il Grano mutato in ortica, le mele in veleno Gli uccelli canori in corvi assassini, la gioia in gemiti amari Le voci dei bimbi nella tenda in pianti dinfanzia abbandonata Esiliato dal volto della luce e dallo splendore del mattino In questo mondo scuro, angusta dimora, io vago Udendo il Mistero che urla nel fuoco di Consunzione Quando sar lUomo del futuro come quello di un tempo? O stanca vita, perch sto qui, abbandonato da tutti i miei poteri Nellindolenza della notte mortale, e indolenza e lamento Aleggiano sulla mia soglia tenebrosa? Anche se mi alzo, e guardo, E spregio la guerra tra i miei elementi, debole il mio cuore Si dissolve la mia mente. Ma ancora guarder dentro il mattino Donde proviene il suono furioso Degli Uomini che bevono il sangue daltri uomini Ubriachi di sangue fumante, rubizzi ma non per vino che nutre LUomo Eterno sedette sulle Rocce e url con voce afflitta Principe della Luce, dove sei? Ti vedo, ma non sei come una volta Nei campi Eterni, nelle nubi del mattino, Marciando con arpe e canzoni, e Ahania splendente che cantava Dinanzi a te, e i tuoi figli e figlie si ritrovavano intorno allampio desco Non vedi questa rovinosa, furiosa confusione? Ritorna dal sonno della fredda astrazione, ritorna E sorgi alle nascite Eterne, scrolla via il tuo gelido riposo Precettore danime, tenace oppositore di ogni cambiamento Sorgi, che i mondi Eterni vedano il tuo volto, in pace e gioia Che tu, orrenda forma di Certezza, possa sedere in paesi e villaggi Tra bimbetti che giocano ai tuoi piedi, con leggero timore Temendo il tuo cipiglio, amando il tuo sorriso O Urizen, Signore della Luce Cos chiam. Labisso seppell la sua voce, e non vi fu risposta Allora lira divamp; fu ira lUomo Eterno, e di nuovo grid: Oh sorgi, pietrificata forma di morte, dragone degli Abissi Vieni ai miei piedi, dragone; destati, Urizen Come hai potuto deformare queste perfette proporzioni Di vita e di persona, poich la vita proporzionata alla Persona Fa s che Luvah infuri nel tenebroso abisso, fino a Consumarsi Poich se tu non nutri la sua rabbia, sacquieter Ma se oserai disubbidire al mio fermo comando Prender la tua corona ed il tuo scettro, e ordiner con ferreo rigore i miei elementi

Scaraventandoti nellindefinito, dove non vive nulla. L vagherai. E se ritornerai stanco e piangente sulle soglie dellEsistenza Corazzer il mio cuore contro di te in Eterno, e mai pi taccoglier La tua Scienza, simile a bestia che sautodistrugge, sar quello che t dato in sorte Eternamente. La mia rabbia contro di te ancor pi grande Di quella contro Luvah, poich la guerra energia schiavizzata Ma la tua religione, artefice primo della guerra E della distrazione di queste oneste menti In un confuso turbamento di lotta, dorgoglio e donore, un inganno cos ripugnante che ti caccer via se non ti penti Lasciandoti come un ramo marcito da bruciare Con il Mistero, la Puttana, e con Satana, nei secoli dei secoli Lerrore non pu essere redento, in tutta lEternit: il peccato s. Perfino Rahab redenta, in sangue e furia e gelosia Quella linea di sangue che si stende sulle finestre dellalba Si redenta dal potere dellErrore. Destati, o drago degli Abissi! Oltre lUniversale Confusione, oltre il Polo pi remoto, Dove i vortici iniziano a operare, nel Sud lontano UnOrribile roccia si erge. Fu abbandonata quando Urizen Consegn i cavalli della Luce nelle mani di Luvah Su questa roccia riposa il volto scolorato dellUomo Eterno Ricoperto di alghe di morte, pallido, freddo, in pena e tormento Alza gli azzurri raggi dei suoi occhi, e piange con voce di paradiso Chinando il capo verso lUniverso Che si consuma, cos si lamenta: O mia fragilit! O Sfinimento! O guerra, guerra tra i miei elementi! I figli esiliati dal mio seno mi passano davanti Gli uccelli sono muti; sui colli le mie greggi muoiono sotto i rami; Le tende son crollate; tacciono le trombe e i dolci accenti dellarpa Sui miei colli nebbiosi, che eruttano fuoco e tempeste Il latte delle vacche e il miele delle api, e tutti i frutti del raccolto dorato Sono ammassati nel caldo scottante e nella pioggia sferzante La mia veste diventa confusione, pietra il mio oro splendente Dove un tempo sedevo ora vago stanco in miseria e dolore Ch dallinterno il mio seno avvizzisce, e si stringe di pena Il Grano mutato in ortica, le mele in veleno Gli uccelli canori in corvi assassini, la gioia in gemiti amari Le voci dei bimbi nella tenda in pianti dinfanzia abbandonata Esiliato dal volto della luce e dallo splendore del mattino In questo mondo scuro, angusta dimora, io vago Udendo il Mistero che urla nel fuoco di Consunzione Quando sar lUomo del futuro come quello di un tempo? O stanca vita, perch sto qui, abbandonato da tutti i miei poteri Nellindolenza della notte mortale, e indolenza e lamento Aleggiano sulla mia soglia tenebrosa? Anche se mi alzo, e guardo, E spregio la guerra tra i miei elementi, debole il mio cuore Si dissolve la mia mente. Ma ancora guarder dentro il mattino Donde proviene il suono furioso Degli Uomini che bevono il sangue daltri uomini Ubriachi di sangue fumante, rubizzi ma non per vino che nutre LUomo Eterno sedette sulle Rocce e url con voce afflitta Principe della Luce, dove sei? Ti vedo, ma non sei come una volta

Nei campi Eterni, nelle nubi del mattino, Marciando con arpe e canzoni, e Ahania splendente che cantava Dinanzi a te, e i tuoi figli e figlie si ritrovavano intorno allampio desco Non vedi questa rovinosa, furiosa confusione? Ritorna dal sonno della fredda astrazione, ritorna E sorgi alle nascite Eterne, scrolla via il tuo gelido riposo Precettore danime, tenace oppositore di ogni cambiamento Sorgi, che i mondi Eterni vedano il tuo volto, in pace e gioia Che tu, orrenda forma di Certezza, possa sedere in paesi e villaggi Tra bimbetti che giocano ai tuoi piedi, con leggero timore Temendo il tuo cipiglio, amando il tuo sorriso O Urizen, Signore della Luce Cos chiam. Labisso seppell la sua voce, e non vi fu risposta Allora lira divamp; fu ira lUomo Eterno, e di nuovo grid: Oh sorgi, pietrificata forma di morte, dragone degli Abissi Vieni ai miei piedi, dragone; destati, Urizen Come hai potuto deformare queste perfette proporzioni Di vita e di persona, poich la vita proporzionata alla Persona Fa s che Luvah infuri nel tenebroso abisso, fino a Consumarsi Poich se tu non nutri la sua rabbia, sacquieter Ma se oserai disubbidire al mio fermo comando Prender la tua corona ed il tuo scettro, e ordiner con ferreo rigore i miei elementi Scaraventandoti nellindefinito, dove non vive nulla. L vagherai. E se ritornerai stanco e piangente sulle soglie dellEsistenza Corazzer il mio cuore contro di te in Eterno, e mai pi taccoglier La tua Scienza, simile a bestia che sautodistrugge, sar quello che t dato in sorte Eternamente. La mia rabbia contro di te ancor pi grande Di quella contro Luvah, poich la guerra energia schiavizzata Ma la tua religione, artefice primo della guerra E della distrazione di queste oneste menti In un confuso turbamento di lotta, dorgoglio e donore, un inganno cos ripugnante che ti caccer via se non ti penti Lasciandoti come un ramo marcito da bruciare Con il Mistero, la Puttana, e con Satana, nei secoli dei secoli. Destati, o drago degli Abissi! *** (LUltima Vendemmia) E quando sorse lalba, gli Eterni si levarono, per iniziare la Vendemmia In basso videro figli e figlie sbalorditi Alla vista delle moltitudini oscure, le Ombre del mondo sottostante Sorse lalba, Urizen si lev. Nella mano il correggiato Sferza il Terreno, risuonando orribilmente sotto i cieli Tetro echeggiando dolente il suolo scosso E tutte le Nazioni furono trebbiate, e le stelle trebbiate dai baccelli Allora Tharmas prese il Ventilabro, e il vento furioso ventilando In alto, sospinto a sud e ad ovest dal turbine violento Gett le Nazioni come Pula nel mare di Tharmas Tharmas url: O Selvaggio Mistero! Vedi? La tua fine giunta

Sei tu quella che rese ebbre le nazioni con la coppa della Religione Scendete, Re e Consiglieri e Guerrieri Giganti Scendete nellabisso, scendete e nascondetevi Scendete con Carri e cavalli, e rauche trombe di guerra Guardate come la Pompa del Mistero discende nelle Cave I suoi grandi uomini, ululando, sollevano la polvere E si strappano i capelli canuti. Le sue donne delicate, i suoi fanciulli Lanciano gridi nellamaro vento. Della loro bellezza spogliate, lacere le chiome, la pelle raggrinzita Guarda: il buio ricopre la lunga teoria di bandiere nel vento E neri stalloni e uomini armati e miseri schiavi Dov la tomba che li ricever? Dove staranno? E chi verser lacrime per il Mistero che mai liber i suoi schiavi? Possa lo schiavo che alla macina legato correre per i campi Possa guardare in alto verso il cielo, e ridere nellaria che risplende E possa la sua anima in catene prigioniera del buio e dei lamenti La cui faccia non vide mai un sorriso, in trenta stanchi anni Alzarsi ed ecco: le catene sono sciolte, sono aperte le porte della cella Possano ritornare la sua donna ed i suoi figli dalla frusta delloppressore Essi guardano indietro ad ogni passo, e lo credono un sogno Sono questi gli schiavi che gemevano lungo le strade del Mistero? Dove sono i ceppi, dove i sorveglianti? Sono questi i prigionieri? Dove sono le catene, dove il pianto? E perch vi guardate ancora intorno? Se avete sete, c un fiume che scorre; andate e rinfrescate le membra riarse I beni della Terra sono innanzi a voi. Il Mistero non pi E tutti gli Schiavi da tutte le Terre dellimmenso Universo Cantarono un Nuovo Canto, coprendo il caos con le sue note felici Mentre i colpi di Urizen risuonavano forti, e forte soffiava il vento di Tharmas Chiaro e forte nellimmensit celeste. E questa fu la canzone che cantavano Composta da un Nero dellAfrica nella piccola Terra di Sotha Aha Aha come giunsi di colpo alla mia dolce terra natia? Come giunsi quaggi? Mi pare dessere tornato alla mia giovinezza Quando ascoltavo la voce cara di mio padre, nella sua casa seduto Mi pare di vedere le sue greggi e le sue mandrie, e sento le mie membra rinnovate E guarda: i miei fratelli nelle tende, e i loro piccoli attorno Il canto si innalz alla Festa dorata. LUomo Eterno esult *** (Epilogo) Il Sole ha lasciato le tenebre, e ha trovato un pi fresco mattino E la luna delicata si rallegra nella notte chiara e senza nubi E lUomo viene fuori dalle nebbie dei fuochi. Il male finito e consumato I suoi occhi contemplano le Angeliche sfere, sorgenti notte e giorno Come lucerne si consumano le stelle, e al loro posto Gli Occhi in Espansione dellUomo contemplano il profondo Di mondi mirabili: ununica Terra, un unico mare Non Globi Erranti ma Stelle di fuoco che sorgono di notte dallOceano E un Unico Sole, che esce ogni giorno con canti di gioia, come un Essere Umano appena nato Chiamando al lavoro lAratore, e il Pastore al riposo Cammina tra le Montagne Eterne, levando la voce celeste

Conversando notte e giorno con le forme Animali di saggezza Che sorgono rigenerate dal Mare di fuoco Disperdendosi per il Mondo Poich Tharmas diresse le sue greggi sui colli e nelle Valli I bimbi giocano tra le greggi lanose intorno alla tenda splendente DellUomo Eterno. Risuona il martello dUrthona Nelle cave profonde sotto le sue membra rinnovate Ruggiscono i leoni intorno alle Fornace, e di sera giocano nelle valli Alzano il muso dalla terra e conversano con lUomo Come possibile che abbiamo camminato in mezzo al fuoco senza consumarci? Com che ogni cosa mutata, come nei tempi antichi? Il sole sorge dal suo letto di rugiada, e laria fresca Con i suoi raggi sorridenti gioca, per far crescere i semi della vita E la Terra rinfrescata effonde sorgenti di vita, a migliaia e migliaia Urthona risorto nella sua antica forza Non pi diviso da Enitharmon, non pi Spettro di Los Dov lo Spettro della Profezia? Dov lingannevole fantasma? Finito. E Urthona sinnalza dalle mura in rovina Nella sua forza primigenia per forgiare larmatura dorata della Scienza Per la guerra mentale. La guerra delle spade finita Sono finite le oscure Religioni; la dolce Scienza regna.

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