Sei sulla pagina 1di 2

Femminismi nel terzo millennio

Le parlamentari sono tante, ma permane la resistenza di meccanismi neutri e il sistema ancora patriarcale
di Giancarla Codrignani

La ricerca biotecnologica sta inventando un analogo biologico del computer che penetra la cellula e, dopo averla analizzata, la riprogramma. Forse guariremo da malattie, forse diventeremo alieni: comunque pochissimi di noi contemporanei all'altezza degli avanzamenti che determinano la storia futura. Nemmeno i politici si interrogano: il fatto che non studino peggiore della corruzione. Non si tratta di cultura o competenze tecniche: lo si constata anche dai giornalisti, che ormai lavorano solo al desk e dal computer non gli esce nulla di equivalente ai rapporti diretti con la gente in strada. Le donne hanno di nuovo immagine sfuocata e appaiono sempre pi stritolate. Quando maiora premunt, facciamo le portatrici d'acqua. Mentre, proprio quando tutto cambia bisognerebbe immettersi nei meccanismi trasformativi. Le elezioni di febbraio hanno portato in Parlamento 290 donne, il 30,2 %, un primato europeo. Non tutti i partiti sono uguali: nel PD le elette sono 156, mentre M5S ne ha 61. Tuttavia, alzi la mano femminista chi crede che sperimenteremo grandi cambiamenti. Simbolico l'inizio del "troie" di Battiato. E, anche peggio, la Roberta Lombardi capogruppo M5S alla Camera dei Deputati nel giudizio assolutorio su Mussolini. Le altre presenti erano cos assenti dalla logica istituzionale da non essere venute in mente come "sagge" per una "commissione di saggi". Si pu essere state madri della Repubblica o addirittura presiederla e non averne la rappresentativit femminile in diritto. Essere uno a tre in Parlamento, dunque, illude poco: anche in Algeria sono un terzo, eppure il diritto di famiglia resta patriarcale. La resistenza dei meccanismi, che non sono neutri, resta forte, anche se le donne studiano di pi e sanno fare meglio. Ma hanno studiato su testi scientifici "neutri", privi della loro storia e della consapevolezza che c' un "altro genere". In Algeria le avvocate e le magistrate sono pi o meno come da noi. Ma il diritto quello scritto in nome dell'uomo, che "comprende" le donne e si riserva il potere.

Sembra che davvero il femminismo sia morto e sepolto: bisogner inventarsi qualcosa, se vero che in tutta Europa le donne vogliono avere marito e bambini, lavorare "come gli uomini", ottenere servizi "per la famiglia", e perfino subire riduzioni di orari senza lamentarsi perch agli Stati fa comodo un ammortizzatore sociale accomodante e a basso costo. Personalmente sono arrivata a capire non tanto le Femen ucraine, quanto la loro seguace tunisina Amina Tyler che si messa a seno nudo su Facebook e ora reclusa in casa: che fare se alla nonviolenza tolgono la libert? Forse ci faremo insegnare da amiche lontane. Il 20 dicembre l'Assemblea generale dell'Onu ha

adottato la "Risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili" su cui da anni si erano impegnate donne di tutti i paesi in cui il costume impone questa pratica di odio estremo (a fine sec.XIX la clitoride di isteriche e ninfomani veniva cauterizzato anche da noi). In Bolivia, dopo le pressioni femminili degli ultimi anni contro gli assassinii "di genere", il 10 marzo stata firmata dal presidente Morales la legge che introduce il reato di "femmicidio" (con pena fino a 30 anni, la pi elevata mai espressa dal codice boliviano). Per "garantire una vita libera da violenze di genere". Eppure nei paesi emersi ed emergenti le violenze di genere sono molto pi pesanti anche giuridicamente e le donne sono cos culturalmente condizionate da subirle e alimentarle. Ma anche dove le donne rischiano di pi ci sono segnali: in Pakistan, dove possibile avere un capo del governo donna (una governante?) come Benazir Bhutto - poi uccisa per ragioni politiche e non di genere -, una quindicenne, Malala Yousafzai, era stata sparata alla testa dai talebani che non sopportavano la sua decisione di rivendicare il diritto allo studio per le bambine: in Inghilterra l'hanno ricostruita, pronta a ricominciare il suo impegno e, se le daranno il Nobel, diventer un faro per tutte. In Italia per lo stupro di branco agito nel 2007 a Montalto di Castro ai danni di una quindicenne non creduta (il sindaco Carai del PD invest 40mila euro per la difesa dei "ragazzi"), il Tribunale ha chiesto - sette anni dopo - per gli otto ex-minori imputati un nuovo periodo di messa in prova (la prima era stata revocata dalla Cassazione per mancanza di segni di ravvedimento e aveva portato a riaprire il processo) che porterebbe all'estinzione del reato. La nuova udienza l'11 luglio. La dignit della ragazza? quella di tutte noi?

(05 Maggio 2013)