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MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA BERGAMO E DAL MONDO

N. 3 DEL 2013 - APRILE 2013 - 2,50 1

Alessio Boni Roberta garibaldi giuditta guizzetti Roberto Valentin

pENSIERI DI

Colognola Curno

StRADE E quARtIERI HINtERlAND

ghisalba Martinengo Mornico al Serio Romano di lombardia

VIAggIo IN pRoVINCIA

Medicina estetica

MENo lIftINg pI BotulINo


teatro filodrammatici

uNA pRopoStA pER SAlVARE lA StAgIoNE DI pRoSA

Dal Medio Ego al Nuovo Evo


Inside | Bacheca | Ciclismo per amatori | Inchiesta sullolfatto | Whatsup | Ciclismo per amatori

12/DODICIMESI
APRILE 2013 NUMERO 3 RIVISTA MENSILE 2,50
Via Paglia, 26 24122 Bergamo. italia Tel. 035.19903554 redazione@dodicimesi.com

12/DODICIMESI
SOMMARIO RUBRICHE
7 11 15 19 28 78 lAperitivo PRODOTTO & MERCATO STRATEGIA DIMPRESA bacheca inside parete nord

DIRETTORE RESPONSABILE GIORGIO COSTA DIREZIONE@EDIZIONI12.IT COORDINAMENTO DONATELLA CAR Giuseppe Ruggieri HANNO COLLABORATO Silvio Bettini, Donatella Car, Alessandro Cheula, Marco Cimmino, Mario Conserva, Laura Di Teodoro, Giovanna Dolci, Fulvio Facci, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Roberto Giulietti, Laura Bernardi Locatelli, Sara Noris, Antonio Panigalli, Lelia Parisi, Massimo Rossi, Giuseppe Ruggieri, Rosanna Scardi, Daniele Selini, Giordana Talamona, Donatella Tiraboschi, Alessandra Tonizzo. Editore Edizioni 12 Srl Redazione Via Paglia, 26 - 24122 Bergamo Tel. 035.19903554 redazione@dodicimesi.com Sede legale: Brescia Viale Duca degli Abruzzi, 163 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI bergamo n. 10/12 del 16/03/2012 IMPAGINAZIONE SALES SOLUTIONS SRL FOTOGRAFIE Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini STAMPA stilgraf . BRESCIA . ITALIA PUBBLICIT Via Paglia, 26 - 24122 Bergamo Tel. 035.19903543 segreteria.bergamo@salesolutions.it materiali: advertising@salesolutions.it abbonamento annuale 30 tramite bonifico bancario indicando nella causale abbonamento annuale 12 Mesi e nome dellabbonato iban: it 07 R05116 11201 000000027529 per ricevere la pubblicazione, insieme al bonifico sar necessario inviare una mail (abbonamenti@dodicimesi.com) o un fax (al n. 030.3758444) indicante, oltre al nome dellabbonato, lindirizzo al quale inviare la rivista e un numero di telefono

PENSIERI DI
8 roberto valentin: a questitalia serve pi giustizia sociale 12 roberta garibaldi: bergamaschi poco ospitali? solo uno stereotipo 16 alessio boni: fare il piastrellista mha insegnato cos il lavoro 20 yu yu: con lanoressia mai abbassare la guardia

INCHIESTA

medicina estetica: c la crisi, meno lifting, pi botulino

P. 31

politica
23 dal medio ego al nuovo evo (apartitici, non apolitici)

territorio
48 hinterland: curno, il paese schiacciato dai centri commerciali 52 viaggio in provincia: i paesi della bassa, in prima linea contro la crisi

INCHIESTA
P. 67
un salvadanaio pubblico per salvare la stagione di prosa al filodrammatici

altro
80 what's up? s viaggiare 82 quando il ciclismo una passione senza et

INCHIESTA
la ricercatrice con la puzza sotto il naso

P. 73

strade e quartieri
colognola, un quartiere senza pace
12DODICIMESI MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA bergamo E DAL MONDO

P. 40

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

RISTORANTE] [SETTECENTO ****

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L/ APERITIVO
di GIORGIO COSTA

Fate quel che faccio, non fate quel che dico


Mio padre era un uomo taciturno. Non burbero, anzi amava molto lallegria, ma era stato segnato dalla vita. Le pesanti difficolt economiche dellinfanzia, la guerra in Africa, lemigrazione nel 55 dal Sulcis allalta Val Trompia, avevano mutato il suo carattere. Grazie alle sue capacit professionali e a grandissimi sacrifici port la sua famiglia, tra cui ovviamente il sottoscritto, a un benessere economico nella media dellepoca, se non addirittura superiore. Eravamo alla fine degli anni 60 ed io, studentello diciottenne, tornavo a casa tutti i giorni riversando fiumi di politica sul mio disincantato genitore. Sopport per molto tempo finch un giorno, guardandomi contrariato, disse: Giorgio, tu parli troppo. Non conta quello che dici, conta solo quello che fai. Ammutolii di colpo, umiliato e confuso. In quel periodo, infatti, pensavo che dibattiti e discussioni rappresentassero lessenza della vita e che le azioni di una persona fossero insite nelle parole che pronunciava. Quindici anni dopo nacque mia figlia. Dopo poco tempo, la gioia di tenere in braccio quellesserino donatomi dal Signore fu turbata dalla preoccupazione

di non essere in grado di darle unadeguata educazione. Decisi di parlarne con Marco, frate francescano mio coetaneo, responsabile di un seminario in citt. Dopo aver ascoltato i miei dubbi, Marco, con tranquillit e competenza, mi disse: Leducazione non si spiega, si apprende con lesempio. Tua figlia si former con lesempio che tu e tua moglie le darete. Sono passati quasi trentanni e oggi so che mio padre e Marco avevano ragione. Contano le azioni e non le parole, se vuoi essere seguito devi dare lesempio. Oggi osservo sconsolato il dibattito pubblico, sento parole che non contano, guardo esempi riprovevoli. Mi domando come questa scellerata classe dirigente possa ancora pensare che gli italiani debbano fare quello che loro dicono e non quello che loro fanno. Un mio amico imprenditore mi ha raccontato questo fatto che, purtroppo non uno scherzo: La scorsa settimana guardavo i miei dipendenti che facevano il corso per la sicurezza della postura sul posto di lavoro. Un corso di 8 ore per 174 dipendenti = 174 giorni uomo. E per dire cosa? Come si sta seduti. Praticamente quasi niente, sono partiti dalluomo delle caverne, per passare allhomo sapiens e poi finire alla spiegazione di come fatta la spina dorsale.... 174 giorni di lavoro in meno rispetto a certi miei concorrenti esteri? E perch? Perch continuano ad esserci leggi ad personam (ma non per Silvio stavolta..), per persone alla ricerca di inventarsi un lavoro a discapito del Paese che produce... davvero. E loro parlano, parlano. Parlano di come reperire risorse. Eccone una di risorsa che non costerebbe niente alle casse dello Stato se venisse tolta. Come molte onerose adempienze aziendali sulla privacy, per non parlare di altre decine di analoghe normative, inutili, pleonastiche, borboniche, antistoriche e strumentalmente astruse ed intricate. Ma per toglierle bisogna fare, e loro preferiscono parlare. Fino a che gli italiani, seguendo il loro esempio, incominceranno a parlare e smetteranno di fare.

aprile 12/DODICIMESI

/pensieri di

/pensieri di
Non sono un economista, ma ragiono da persona assennata e di buon senso. Il problema pi grave lo Stato assetato di soldi che anzich diminuire la spesa pubblica aumenta le tasse. Gli unici posti salvaguardati, in questo modo, sono quelli pubblici. Di conseguenza, in cambio di servizi scarsi, siamo meno competitivi. Privilegiamo linefficienza statale allefficienza privata per il mantenimento dello status quo. Quali sono i pi grandi problemi dellItalia? La criminalit organizzata la nostra piaga, ma anche la magistratura per lincapacit conclamata. Un imprenditore che sbaglia deve pagare erga omnes per responsabilit oggettiva, perch non poteva non sapere. Mai si sentito di un giudice condannato per un suo errore da un organismo indipendente ed esterno. Allora perch non far giudicare un industriale dal Consiglio superiore degli imprenditori? ridicolo. Cosa pensa dei sindacati? La Cgil ha causato danni gravissimi. Ricordiamo poi che negli anni Settanta c chi andato in pensione dopo soli quindici-ventanni di lavoro. Si creato il debito pubblico per finanziare le pensioni inconcepibili che lInps ha erogato mentre i nostri figli dovranno lavorare fino a settantanni. Cos la giustizia sociale? Lapplicazione del concetto uguale per tutti. E nel nostro Paese non esiste. Lei ha due figli, Diego, trentanni, che ha seguito le sue orme, e Stefania, di ventisei, che lavora in Lussemburgo. Un cervello in fuga? Preferisco dire una donna in carriera, si laureata con il massimo dei voti alla Bocconi e sta seguendo la strada per realizzarsi. Se le avessero detto: pap, da grande voglio fare lattore. Come avrebbe reagito? Bene. Perch un lavoro non si fa per convenienza. Limportante che ti soddisfi e sia proficuo per te e chi ti sta attorno. Il noto pezzo di carta ha ancora valore? Dipende dove stato preso e quanto studio ci voluto per conseguirlo. La laurea la base, poi per anche lesperienza lavorativa e la volont vera di darsi da fare sono fondamentali. Noi italiani ci piangiamo troppo addosso? Eccome, altrimenti non si spiegherebbe perch gli immigrati, nonostante gli alti tassi di disoccupazione, lavorino. Negli Stati Uniti nessuno si scandalizza se un giovane laureato fa il cameriere in attesa di trovare il lavoro pi consono. In Italia i ragazzi aspettano unoccasione fino a quarantanni e nel frattempo sono mantenuti dai genitori. che stanno cambiando ancora. Oggi ci sono i cellulari, una volta cerano i ricetrasmettitori cb. A proposito, a tredici anni ha fabbricato il suo primo ricetrasmettitore, mentre a nove aveva costruito una radio. Un ragazzo prodigio? Ho reso il mio hobby una professione. I risultati migliori li ottiene chi spinto dalla passione, rispetto a chi disinteressato. Lei ha acceso la tv di Arafat dopo i bombardamenti, quella irachena dopo Saddam, ha reso possibile che fosse trasmessa la visita di Papa Wojtyla a Cuba. Qual il traguardo pi importante? Faccio le stesse cose da oltre trentanni, solo che sono sempre pi evolute e perfezionate. Un traguardo ogni nuovo prodotto che funziona. Un personaggio che stima? Papa Francesco. Perch un gesuita come mio zio. Lei nato a Milano da padre altoatesino e mamma milanese, come finito nella provincia di Bergamo? Ai tempi delluniversit avevo un amico di Treviglio, con cui decisi di attrezzare la prima emittente privata della Bassa, Radio Liberty, poi ho conosciuto mia moglie, che originaria di Caravaggio. Qui ha sede lazienda mentre dal 1990 viviamo in una cascina ristrutturata proprio a Treviglio. Cosa la rende fiero di essere oggi un bergamasco? La gente seria, che si impegna e che mi ha accettato.

A questItalia serve

pi giustizia sociale
a storia di Roberto Valentin porta speranza in tempi difficili per limprenditoria. Presidente del settore metalmeccanico in Apindustria, lassociazione piccole e medie imprese di Bergamo e provincia, Valentin il fondatore di Abe - Advanced broadcasting electronics, con sede a Caravaggio, tra le pi apprezzate aziende che producono trasmettitori radiotelevisivi e reti di comunicazione a livello mondiale. Valentin, lei uno dei pochi a offrire lavoro. Che qualit devono possedere i buoni dipendenti? Devono essere capaci, motivati e desiderosi di imparare. Giusto un paio di settimane fa ho preso un ragazzo laureato in ingegneria, far uno stage in azienda. Se andr bene, rimarr e crescer con noi. Le risorse umane restano dunque centrali? S, sono un bene che permette allazienda di continuare ad evolversi. Noi, poi, ricerchiamo figure con caratteri-

Intervista a Roberto Valentin, presidente del gruppo Metalmeccanici di Apindustria, nonch fondatore di Abe. Lapplicazione del concetto uguale per tutti in questo Paese non esiste. Dobbiamo smetterla di piangerci addosso. Un personaggio che stimo? Papa Francesco, perch un gesuita.

di Rosanna Scardi

Privilegiamo linefficienza statale allefficienza privata per mantenere lo status quo


Ha mai fatto discriminazioni fa uomini e donne? Assolutamente no. In azienda c una donna ingegnere e altre sono impiegate nei reparti cos come nellamministrazione. C chi sostiene che con leccesso di tecnologia si sia perso qualcosa, che si stesse meglio cinquantanni fa. Cosa ne pensa? Levoluzione ha fatto s che si viva in modo diverso. Per giudicare bisognerebbe aver provato, alle stesse condizioni, entrambi i periodi. Grande peso hanno avuto i nuovi mezzi di comunicazione

la scheda
Roberto Valentin nasce a Milano il 21 luglio del 1956. Durante il quarto anno di studi al Politecnico, nel 1979, fonda a Treviglio la ABE Elettronica. Lanno successivo la sede viene spostata a Caravaggio. Dal 1988 lazienda una societ per azioni. Progettista di trasmettitori radiotelevisivi e ponti microonde sia per lavoro sia per passione, limprenditore presidente del settore metalmeccanico di Apindustria Bergamo, nonch membro di giunta. Con 28 dipendenti, ABE fa l85% del suo fatturato, circa 6 milioni di euro, in paesi extra Ue, spesso in zone di guerra. Tra le sue imprese laver acceso la tv cubana per la visita del Papa nel 1998, laver rimesso a nuovo la tv di Arafat dopo che gli impianti erano stati distrutti dai missili Tsahal, le tv di Bosnia e Kosovo dopo la mattanza balcanica e quella irachena, dopo la caduta di Saddam Hussein, a Baghdad e Bassora.

La criminalit organizzata la nostra vera piaga


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stiche particolari, da formare anche in azienda. Mi piace lidea di poter crescere i miei ragazzi, di investire su di loro. Cosa direbbe a quei giovani che pensano di potersi inserire nel mondo del lavoro solo se raccomandati? Che le imprese non sono delle entit

astratte, ma si basano sulle capacit dei propri individui, raccomandati e yes men non servono a nulla. Lei ha creato un fronte tecnologico allavanguardia, ma anche vero che chiudono quaranta imprese al giorno, come ci si pu salvare da questo tsunami?

aprile 12/DODICIMESI

aprile 12/DODICIMESI

PRODOTTO&MERCATO

LA/RUBRICA
pensiamo che ormai quasi il 60% degli italiani si connette abitualmente al web, mentre il 90% possiede almeno un telefonino che nella met dei casi uno smartphone (cio un telefonino che consente di connettersi ad internet). Ancora, non potrebbe essere differente se pensiamo che, secondo il Censis, l87,4 dei giovani tra i 14 e i 29 anni utilizza internet, ma lo utilizza anche il 15,1% della popolazione tra i 65 e gli 80 anni, e che soprattutto il web viene principalmente utilizzato per reperire informazioni di cronaca e notizie su prodotti in commercio tanto che la classifica 2012 delle parole pi ricercate in Italia la seguente: Terremoto, Ingv, Lucio Dalla, Zalando, Costa Concordia, Calcolo Imu. Chiaro che il web uno strumento interattivo e molto pi di altri permette di identificare accuratamente linteresse specifico di ogni utente specifico, lhanno compreso molto bene gli operatori di alcuni settori della nostra economia, gli acquisti in rete di prodotti turistici crescono al ritmo del 32% lanno, del 27% quelli di servizi finanziari e del 23% quelli di articoli sportivi, per una spesa complessiva che vale oltre 32 miliardi di euro, il 2% del nostro Pil. Lha compreso anche qualcun altro: il mattatore delle recenti elezioni politiche ha disertato qualunque presenza media, concentrandosi sul web.

Marketing Pubblicit e Comunicazione

il SOPRAVVENTO del WEB


Una definizione corrente dice che marketing significa letteralmente piazzare sul mercato; rientrano quindi nel marketing tutte le attivit che cercano di indirizzare la scelta verso un prodotto o un servizio. innegabile che le azioni intraprese per indirizzare le nostre scelte crescano costantemente sia sotto il profilo della quantit che nel novero degli strumenti utilizzati: siamo letteralmente bombardati da consigli per gli acquisti che spaziano dai beni di consumo a quelli durevoli, dalla scelta di un programma televisivo a quella di un candidato politico. Stando a Nielsen, il mercato delladvertising in Italia nonostante una contrazione degli investimenti che deriva dalle problematiche economiche e finanziarie di questi anni ed quantificabile nel 5,7% circa vale comunque qualcosa come 7,6 miliardi di euro. Il dato senzaltro rilevante, ma solo sezionandolo possiamo osservarne le principali dinamiche che, qualora ce ne fosse stato bisogno, ci avvertono che la nostra societ sta evolvendo ad una velocit mai raggiunta prima. Se, infatti, i principali media soffrono un crollo verticale degli investimenti: tra il 15 e il 16% per la carta stampata, quasi il 12,5% per la TV e circa l8% per la radio, in grande crescita sono gli investimenti pubblicitari su internet e su telefonia mobile, rispettivamente + 9,8% e + 22%. Non potrebbe essere diversamente se

TV
+1,8%
Fonte: Nielsen, Auditel (averange minute rating)

internet
+6,4%

mobile
+26%

Fonte: Nielsen, Audiweb Fonte: Nielsen, Mobile Media (utenti attivi per mese) (penetrazione smartphone)

+1,3%
Fonte: Nielsen, Auditel (averange minute viewed)

+11%
Fonte: Nielsen, Audiweb (tempo speso nel giorno medio)

+22%
Fonte: Nielsen, Mobile Media (tempo medio visite da mobile)

-12,4%
Fonte: Nielsen, BD Adex (investimenti pubblicitari)

+9,8%
Fonte: Nielsen, BD Adex (investimenti pubblicitari)

+22,1%
Fonte: Nielsen, BD Adex (investimenti pubblicitari)

Fonte: The Nielsen Company, Watch & Buy Report, novembre 2012. * Dati aggiornati al mese di settembre 2012, confrontati con il periodo omologo del 2011.

di silvio bettini
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/pensieri di
di Sara Noris

/pensieri di
Gli alberghi stanno soffrendo la concorrenza dei b&b. Per questo va combattuto labusivismo
riconoscibile, unimmagine turistica definita, forte ed univoca, quindi pi efficiente e capace. Citt Alta potrebbe essere ancora pi valorizzata senza auto e con percorsi che mettano in risalto lintero contesto e non solo via Colleoni che arrivata al limite della sua capacit di carico. La nuova stazione ferroviaria e magari nuovi treni e un miglioramento delle vie di accesso darebbero un respiro nuovo al turista che arriva da noi. La politica ha fatto da freno o ha fatto quel che doveva? Sono state fatte azioni che potevano essere fatte. Oggi positiva la creazione di Turismo Bergamo: si creato un ente per promuovere un intero territorio. Il portale unico del turismo stato un ottimo risultato. Lospitalit e i bergamaschi non sempre vanno daccordo. Condivide? solo uno stereotipo, che pu essere superato. Da unindagine svolta dallUniversit di Bergamo emerso che i turisti apprezzano laccoglienza dei bergamaschi. Linglese intanto lo sanno ancora in pochi La situazione migliorata, il personale si qualificato in questi anni. Molti giovani universitari hanno migliorato la conoscenza della lingua, sono stati fatti dei passi in avanti. Tra albergatori e strutture extraricettive (b&b, case vacanze, affittacamere.) non tutto fila liscio a livello di concorrenza. Come si pu ovviare? Lofferta turistica di Bergamo negli ultimi anni ha cambiato pelle e gli hotel tradizionali hanno risentito del fiorire dei bed & breakfast. I posti letto oggi offerti da agriturismo, affittacamere, case vacanze, case per ferie e b&b superano i 2.900. In citt si registrato un aumento di 20mila presenze per la categoria dei b&b a scapito degli alberghi. Per questo importante mettere a punto una strategia che tenga conto della qualit di ogni specifico servizio, mettendo in rete lofferta complessiva e mettendo fine ad attivit sommerse e abusive che spesso intercettano il turista senza garantire i requisiti previsti per legge. Qual il turista tipo che arriva in citt? Sono sempre pi stranieri, provenienti in particolare da Spagna, Gran Bretagna e dai Paesi dellEst. Ci caratterizziamo ormai per una prevalenza di turismo culturale, ma anche daffari, e quindi la citt deve attrezzarsi per accogliere questo visitatore che ha esigenze differenti. verso di loro che vogliamo pensare ad unofferta su misura. Quello pi redditizio? Gli inglesi e turisti dellEst. Il peggiore? Non esiste turista migliore o peggiore: chiunque visiti la citt portatore di valore. Spetta alla citt, con i suoi servizi, le infrastrutture e lofferta ricettiva e culturale, il compito di far restare il turista pi tempo possibile, facendogli conoscere e apprezzare quello che di bello e unico ha da offrire. Grandi eventi o iniziative particolari possono incidere strutturalmente sul turismo? Lopportunit pi vicina e pi concreta e allo stesso tempo pi prestigiosa la possibilit di diventare Capitale Europea della Cultura, che sarebbe unoccasione unica per disegnare la nuova Bergamo e per arrivare ad una vision condivisa su ci che vorremo essere tra dieci anni. Questo il vero valore della candidatura: la possibilit di fermarsi a riflettere e a progettare, con un necessario confronto tra Comune e Provincia, maggioranza e opposizione, istituzioni pubbliche e private e singoli cittadini, in cui ognuno potr dare il suo contributo. Lei insegna allUniversit di Bergamo. Dal suo osservatorio privilegiato che idea si fatta della nuove generazioni? I giovani sono la categoria che pi propensa a viaggiare, ma spesso mancano le risorse necessarie per farlo. Oggi per con la rete il viaggio alla portata di tutti e i giovani da questo punto di vista sono i pi avvantaggiati. Credo che bisognerebbe assecondare questa tendenza, facilitando i giovani nei loro viaggi, che sono investimenti sul futuro, con promozioni, pacchetti pensati per i pi giovani, convenzioni con i servizi potenzialmente pi interessanti per questa categoria. Per fare questo per bisogna essere consapevoli che ogni viaggio unesperienza unica per i ragazzi, perch contribuisce alla loro crescita personale, una nuova scoperta che in un modo o nellaltro cambier la loro percezione del mondo e allargher le prospettive. Quali speranze e quali ideali mostrano? Hanno la speranza di un mondo pi coeso, senza frontiere n vincoli, in cui muoversi facilmente senza rischi o barriere politiche e religiose. Si avvicinano alla politica o ne sono lontani? Alcuni hanno oggi delle spinte verso la politica altri invece dimostrano un distacco dedicandosi solo al loro percorso di crescita nel gruppo di amici. Come vede i giovani grillini? Nel contesto dove insegno non ho visto un particolare attivismo legato al movimento 5Stelle. A un giovane che sta per concludere la scuola superiore ed entrer nel mondo universitario cosa consiglierebbe? Oggi c un ampio ventaglio di possibilit. LUniversit di Bergamo offre molteplici corsi di laurea, anche in lingua inglese, e la possibilit di andare allestero. Il consiglio proprio questo: andare verso nuovi orizzonti.

Bergamaschi poco ospitali?


tuazione stabile per il turismo in citt, dato molto positivo se confrontato con la situazione di crisi che caratterizza lo scenario nazionale. Siamo Ryanair dipendenti? Ryanair sicuramente una presenza importante. Laeroporto ci ha facilitato per il turismo cittadino raccoglie solo una parte di chi passa da Orio. Comunque grazie a Rynair la nostra citt stata conosciuta dai turisti. Turisticamente parlando come immagina Bergamo nel futuro? La citt sta prendendo coscienza della sua valenza culturale ed intenzionata a cogliere ogni occasione che questa sapr darle. Un appuntamento importante sar Expo 2015. previsto un aumento dei fatturati turistici nazionali del 25% e

l turismo a Bergamo? Sempre pi culturale e meno daffari anche se a far da traino restano i grandi eventi e i viaggi low cost. Paga per il prezzo di non avere ancora un vero e proprio biglietto da visita che possa distinguere e rendere inconfondibile la sua offerta culturale. Ma come sar la Bergamo turistica nel prossimo futuro? Ne abbiamo parlato con Roberta Garibaldi, docente di marketing turistico allUniversit di Bergamo e responsabile del progetto I turismi a Bergamo per il Comune. Come cambiato il turismo in citt? Bergamo ha una consolidata tradizione turistica, favorita negli ultimi anni dallo sviluppo dello scalo di Orio e dal boom delle compagnie low cost. Dai primi dati a disposizione sul 2012 si vede una si-

solo uno stereotipo


A colloquio con Roberta Garibaldi, docente di marketing turistico allUniversit cittadina. Sul turismo dobbiamo ancora lavorare parecchio per migliorare lofferta. Citt Alta andrebbe maggiormente valorizzata.
le occasioni per la nostra provincia non mancheranno. Quali sono i punti forti di Bergamo? Bergamo piace molto ai turisti, soprattutto stranieri. Ad oggi i nostri punti di forza, oltre al nostro patrimonio storico artistico e paesaggistico, sono la presenza di un aeroporto, unofferta ricettiva di qualit, un nuovo dialogo tra turismo e cultura, esplicitato attraverso la rete Bergamo card, un sistema wi-fi diffuso, un portale unico del turismo e le azioni di promozione attivate sui Paesi di destinazione. I punti critici invece? Dobbiamo migliorare rispetto alla conoscenza da parte dei turisti dellofferta degli eventi, della ricchezza della nostra enogastronomia e dello shopping, valorizzare tutto il nostro territorio, partendo dal Parco dei Colli. Inoltre manca ancora un biglietto da visita Bergamo

Ai giovani consiglio di andare allestero, verso nuovi orizzonti

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aprile 12/DODICIMESI

aprile 12/DODICIMESI

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M oroni
OMAGGIO A

Strategia dimpresa

LA/RUBRICA
per il Reach, affermando in sostanza che il controllo per la registrazione delle sostanze pericolose ha consentito una miglior gestione dei rischi per lambiente e la salute umana, quindi i pericoli derivati dalle sostanze registrate secondo il regolamento risultano notevolmente diminuiti. Nel sottolineare che sino ad oggi le imprese europee hanno registrato presso lECHA oltre 30mila fascicoli con la descrizione degli usi e delle propriet di quasi 8.000 sostanze prodotte o immesse sul mercato, la Commissione non sottovaluta i costi per le imprese legati alla gestione del sistema Reach, ma rileva gli effetti economici complessivamente positivi per lintero comparto produttivo, diretta conseguenza dellimponente know how messo da parte nel corso degli anni di gestione del regolamento. Con questo patrimonio di informazioni, unico al mondo nel suo genere, Reach si rivelato un fattore chiave per la crescita e la competitivit dellindustria europea per merito della conoscenza e dellinnovazione che comporta; per questo motivo la Commissione lo valuta come uno strumento da incentivare e proporr pertanto a breve una riduzione dei diritti di registrazione, in particolare per le piccole e medie aziende europee.

REACH,

C i n q u e o p e re d a c o l l e z i o n i p r i v a t e

una storia a lieto fine


Un paio di anni fa ci occupammo di un tema delicato e importante, gli obiettivi di sostenibilit ambientale dellUnione Europea, indicandoli come progetti ambiziosi ed impegnativi, ma nella direzione degli interessi generali della comunit; nulla a che vedere, aggiungemmo, con quanto avviene ad esempio in Cina, dove, come era facile prevedere, stanno cominciando a pagare oggi prezzi altissimi per aver trascurato oltre i limiti la salvaguardia dellambiente. Tra i diversi provvedimenti europei citammo tra gli altri il regolamento noto a tutte le industrie produttrici europee con lacronimo Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) che, con la finalit di aumentare le misure di salvaguardia della salute umana e dellambiente, impone che siano prodotte o importate nellUnione Europea solo le sostanze registrate, e stabilisce che ogni produttore o importatore di una determinata sostanza debba inviare allAgenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA) un fascicolo di registrazione, accompagnato dallonere corrispondente alla propria categoria. Gli obiettivi alla base del Reach sono il miglioramento della protezione della salute umana e dellambiente contro i possibili rischi rappresentati dalle sostanze chimiche, laumento della competitivit delle produzioni industriali della Ue e la garanzia della libera circolazione di sostanze nel mercato interno dellUnione. Si tratta di misure comunque onerose, anche se lintenzione del legislatore quella di non penalizzare la competitivit delle aziende e di stimolare le capacit di innovazione delle stesse. Il regolamento Reach entrato in vigore nel 2007 dedicato in particolare allindustria chimica, ma interessa anche le produzioni industriali in genere, come quelle metallurgiche, non solo perch i metalli come tali sono contemplati nellambito del Reach stesso, ma anche perch le loro lavorazioni vengono talvolta effettuate impiegando sostanze ritenute a rischio. Per quanto riguarda i metalli, questi secondo il regolamento Reach debbono essere tutti registrati, e ci comporta dei costi per lindustria; a questo debbono essere aggiunti gli oneri per partecipare a quel processo che viene definito limplementazione del Reach stesso, cio lattivit dei singoli consorzi di filiera per acquisire migliori conoscenze sui comportamenti specifici di determinate sostanze. Gli oneri complessivi per le industrie non sono di poco conto: ad esempio secondo le stime effettuate nel 2010 dallassociazione europea dei metalli non ferrosi Eurometaux, nellambito dei 25 consorzi sui metalli costituiti il costo per lindustria era stato stimato tra 150 e 200 milioni di euro, spalmati su un periodo di circa 3 anni. A distanza di cinque anni dallentrata in vigore del regolamento, la Commissione Europea stila un primo bilancio molto positivo

DRIVEPD

La Fondazione Credito Bergamasco invita a Palazzo per conoscere da vicino alcuni capolavori di Giovan Battista Moroni, celebre pittore del Cinquecento. Assieme allo straordinario Cavaliere in rosa sfilano alcuni ritratti, affiancati da dipinti di soggetto sacro. loccasione per vedere opere uniche, conservate in collezioni private.

Orari: sabato 11, 18 e 25 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 20.30 (per chi lo desidera, visite guidate gratuite con inizio alle ore 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30 - 19.30); domenica 12, 19 e 26 maggio, dalle ore 10.30 alle ore 19.30 (per chi lo desidera, visite guidate gratuite con inizio alle ore 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 17.30 - 18.30).

Ingresso libero www.fondazionecreberg.it

di Mario Conserva

Bergamo, Largo Porta Nuova 2

11-26 maggio 2013

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/pensieri di

/pensieri di
Lo Stato deve occuparsi prima di tutto di chi guadagna 900 euro al mese, ha un mutuo, moglie e tre figli da mantenere. Le persone, come dimostrano i casi di suicidio, troppo spesso sono abbandonate ai loro problemi. Si mai pentito di qualcosa? Di aver firmato il contratto per interpretare la parte di Walter Chiari, ma solo allinizio. Una volta carpita lessenza, sono riuscito a entrare in qualunque personaggio da Caravaggio, folle e maledetto, a Ulisse, anche se non stato facile rendere la dimensione epica mentre mi sentivo ridicolo con il gonnellino. Ma il mattatore era unanguilla, sempre diverso a se stesso, sia che fosse il Walter del 1950, quello del 1943 o quello con il problema della cocaina. La soddisfazione pi grande? Quando ho girato La meglio giovent come mini serie in quattro puntate per la Rai non sapevo neppure se sarebbe stata messa in onda. Ma riusc ad arrivare a Cannes, nella sezione Un certain regard. Oltre sei ore di film pi una di pausa. Alla fine, ricordo i venti minuti di applausi e il pubblico in lacrime che mi abbracciava. Mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Il giorno dopo ci hanno avvisato di aver vinto il Festival. E la gioia esplosa. Sappiamo che non sposato e che non ama parlare della sua vita privata. vero, ma vorrei un figlio. Siamo troppo concentrati su di noi. Un bambino ti scioglie il cuore. Ed il prossimo sogno che voglio realizzare.

Fare il piastrellista
mha insegnato cos il lavoro
di Rosanna Scardi

Parla lattore bergamasco Alessio Boni. Se dopo 12 ore di prove a teatro mi sento stanco, penso a quel mestiere cos faticoso. Il problema attuale la mancanza di guide. La mia generazione guardava a Volont, Magnani, Mastroianni. Oggi i ragazzi sono bombardati dai reality show.
smesso il senso del dovere, la capacit di mandare gi amaro e il non mollare mai un lavoro a met. Anche se questo comporta lessere alle sei del mattino su un set. In fondo, sono fortunato perch faccio un mestiere che mi appassiona. Il suo lavoro la porta a girovagare per il mondo. Visti da fuori come sono i bergamaschi? Sono degli instancabili lavoratori, onesti e di gran responsabilit. Ma anche testardi come muli, se si ammorbidissero un po, otterrebbero molti pi riconoscimenti. Invece, troppo spesso si incaponiscono nel seguire un sentiero, senza ascoltare consigli. Cosa pensa dei giovani doggi? Molti sono gi vecchi a ventanni, senza speranze, disincantati. Hanno perso la capacit di sognare, che limmaginifico della vita. Senza desideri e ambizioni sei finito. Sono una forza propulsiva, quella che avevano i miei genitori quarantanni fa e, a loro volta molto prima, i miei nonni. Qual il vero problema oggi? La mancanza di guide. La mia generazione guardava a Gian Maria Volont, Anna Magnani, Marcello Mastroianni. Oggi i ragazzi sono spaesati, confusi, bombardati dai reality show. Pensano che nella vita conti solo diventare famosi. E, a ventanni, facile imboccare la strada sbagliata. Tra Angela Merkel e Carla Bruni, lex premire dame essercita maggior fascino tra i giovani. vero ed un grave problema. Bisogna dimostrare di valere nel campo che si scelto. Non importa se si arriva a essere sotto i riflettori oppure no. Se qualcuno le proponesse delle produzioni scarse ma di grande guadagno, accetterebbe? Mai, non sono un arrivista. Ma girerei subito una pellicola che mi piace, anche se sapessi di non finire mai sulle copertine delle riviste. Il pregio del film La meglio giovent stato il valore di sei mesi di lavoro sul set, non solo laver conquistato il Nastro dargento. Nella vita pi importante lo studio o il talento? Senza talento non esisterebbe nessuna forma darte. Ma le attitudini personali sono materiale grezzo che va affinato. Se non c preparazione, inutile crogiolarsi nel sacro fuoco. Ho visto troppe persone che tra genio e sregolatezza hanno sprecato le proprie capacit perch non si sono impegnate e non hanno ottenuto risultati. Proprio i giovani adulti sotto i quarantanni

oni, lei nato a Sarnico ed cresciuto a Villongo, ma vive tra Roma e un casale in Toscana. Perch ha lasciato Bergamo? Per inseguire il mio sogno. Me ne sono andato nel 1988, a ventidue anni, per fare il militare e non sono pi tornato indietro. Volevo studiare recitazione e a Bergamo non cera unaccademia darte drammatica, allora sono andato a Roma. La provincia mi sempre stata stretta, sono stato anche in America, dove ho fatto mille mestieri, baby sitter, cameriere, distributore di giornali. Suo padre come reag? Malissimo. Non poteva capire. Ma quando nel 1992 mi sono diplomato alla Silvio DAmico si reso conto che la mia era una vera passione e non la voglia di far niente. Oggi orgoglioso della mia scelta. Per il suo primo lavoro, a 14 anni, stato accanto a suo padre, che faceva il piastrellista. Cosa le ha insegnato? stato lesempio di un grande lavoratore che considerava la sua nobile bottega di artigiano un regno. Quando dopo dodici ore di prove a teatro mi sento stanco, penso a lui, che faceva uno dei mestieri pi faticosi senza mai lamentarsi. Devo ringraziarlo per avermi tra-

La politica dovrebbe occuparsi di chi guadagna 900 euro al mese con mutuo e famiglia a carico

sono i pi colpiti dalla disoccupazione. Un dramma che ha vissuto? Certo, anchio ho avuto momenti difficili. Nel 1995 sono stato senza lavoro per undici mesi e sono andato in depressione. Poi la fortuna di nuovo girata dalla mia parte. giusto varcare i confini se qui non ci sono prospettive? Se un ragazzo che vive ad Avellino, e fa lo scienziato o larcheologo, ottiene una chance in Massachusetts o in Svizzera, deve cogliere loccasione, piuttosto che restare in Italia a marcire facendo il cameriere o pulendo le scale. Occorre un cambio epocale. Il futuro dei ventenni, non dei sessantenni. Ermanno Olmi ha dichiarato: la crisi ci spinge al consumo necessario. La proposta di praticare la povert come virt. daccordo? S, nella misura in cui la crisi non solo finanziaria, ma morale. Oggi la profondit si ricerca in superficie. Lessenziale

riconduce a vedere luomo attraverso la sua dignit e i suoi valori. Come quando si verifica una forte siccit, le radici affondano sempre pi gi e i frutti sono pi saporiti. Ma questo vale per chi non ha problemi economici, come il signor Olmi ed io. Quale dovrebbe essere la priorit della politica?

la scheda
Alessio Boni nato a Sarnico il 4 luglio 1966. Il debutto come attore avviene nel 1988 nei fotoromanzi. Dieci anni dopo protagonista della serie tv La donna del treno, diretta da Carlo Lizzani, mentre la notoriet arriva con la soap Incantesimo. La svolta nella carriera arriva con La meglio giovent, film diretto da Marco Tullio Giordana, vincitore della sezione Un certain regard al Festival di Cannes nel 2003, e grazie a cui, nel 2004, ottiene il Nastro dargento. Nel 2005 gira La bestia nel cuore, regia di Cristina Comencini, candidato allOscar come miglior film straniero. Vince il Globo doro come miglior attore rivelazione per Quando sei nato non puoi pi nasconderti sempre di Giordana e per Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi. Tra le fiction interpretate, Guerra e pace, Caravaggio, Puccini, Walter Chiari-Fino allultima risata. Le ultime sono Odissea dedicata alla figura di Ulisse e Lingegnere sugli anni di piombo che saranno trasmesse dalla Rai nella prossima stagione.

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NUOVA MITO ENERGY MACHINE.


Promoberg vara il primo corso di formazione in Europrogettazione
LEnte Fiera Promoberg, in collaborazione con il Centro di Formazione in Europrogettazione attivo presso la Venice International University ha lanciato il primo master in Europrogettazione per le Pmi . Lobiettivo far fronte alle esigenze del territorio e far in modo che possa accedere ed utilizzare al meglio le risorse finanziarie europee. Il master rivolto a imprese, associazioni di categoria, sindacali e del terzo settore, associazioni e gruppi di volontariato, organizzazioni internazionali, enti di ricerca, universit, consulenti e liberi professionisti, ma anche studenti universitari iscritti allultimo anno e neolaureati ha una fase di formazione in aula e una di progettazione individuale. Lobiettivo dei moduli in aula (dal 30 settembre al 4 ottobre alla Fiera di Bergamo, con due eventi extra presso la sede universitaria di S. Agostino il 2 e 5 ottobre) e del semestre di percorso individualizzato con dei tutor di imparare a sviluppare e stendere progetti europei in risposta ai bandi che lUnione europea mette in campo per ottenere i finanziamenti e soprattutto essere in grado di gestirli, che la parte pi difficile.

/Bacheca

processi. Liniziativa ha lo scopo di premiare le aziende che abbiano realizzato interventi tecnologicamente innovativi e abbiano utilizzato il brevetto quale strumento di valorizzazione e di protezione della propriet intellettuale. La domanda va presentata allo sportello dellUfficio promozione entro il prossimo 31 agosto. Sono proponibili per il premio: i prodotti o processi innovativi oggetto di brevetto europeo o Patent Cooperation Treaty concesso dal 1 gennaio 2012; le domande di brevetto per invenzione con rapporto di ricerca di European Patent pubblicato dal 1 gennaio 2012. Per la domanda di brevetto pubblicata si intende quella depositata da almeno diciotto mesi. Lammontare complessivo del fondo di 45mila euro. Per le due categorie di innovazione ammesse (prodotto e processo) si concederanno fino a tre premi da 15mila euro ciascuno.

Ai Social Bond Ubi Comunit il premio La banca solidale di Abi


14/02 Il progetto Social Bond UBI Comunit di UBI Banca si aggiudicato il Premio ABI 2013 per lInnovazione nei servizi bancari nella categoria La banca solidale. La giuria ha decretato il progetto vincitore per le sue caratteristiche di concretezza ed efficacia nel generare immediati impatti positivi sul contesto socio-ambientale concorrendo direttamente a supportare lo sviluppo delleconomia del bene comune, aumentando la coesione sociale. I Social bond UBI Comunit costituiscono un prestito obbligazionario che offre al sottoscrittore lopportunit di ottenere un ritorno sullinvestimento e nello stesso tempo contribuire al sostegno di iniziative di rilevante valenza sociale. In particolare, il progetto prevede che la Banca devolva una quota predefinita dellimporto raccolto a supporto di iniziative promosse da organizzazioni non profit oppure destini lammontare collocato allerogazione di finanziamenti a condizioni competitive per contribuire allo sviluppo sul territorio di interventi di imprenditorialit sociale.

Ance Bergamo, Savoldelli presidente del Gruppo Giovani


Francesco Savoldelli il nuovo presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Edili (GIE) di Ance Bergamo. Succede a Cristian Vitali, divenuto vicepresidente nazionale sempre del Gruppo Giovani. Savoldelli, classe 75, originario di Clusone, laureato in Ingegneria Civile e ricopre lincarico di direttore operativo nellazienda di famiglia, la Ilet di Rovetta. Membro attivo del Gruppo GIE fin dalla sua iscrizione, nel 2006, durante il mandato di Vanessa Pesenti stato responsabile della Formazione, mentre nellambito del mandato di Cristian Vitali, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e referente del progetto Lets Synergy organizzato dal neocostituito Coordinamento Bergamo Giovani. Dal 2008 Consigliere del Gruppo Giovani di Ance Nazionale e dal 2011 Consigliere Regionale nellambito di Ance Lombardia. Il nostro Gruppo GIE - ha dichiarato il neo presidente - proseguir il lavoro cominciato con il progetto del Tavolo di coordinamento con le rappresentanze giovanili delle altre associazioni imprenditoriali e con una iniziativa a breve per aiutare le imprese ad utilizzare al meglio i fondi della Comunit Europea.

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/pensieri di
Parla Giuditta Guizzetti, divenuta celebre con la canzone Mon petit garon e poi vittima della malattia che ha minato corpo e spirito. Ora vivo a Ibiza, sono rinata e sto per diventare mamma.

/pensieri di
Nel mondo artistico, in questi anni di oblio chi rimasto accanto a Yuyu? Moltissime persone e, infatti, sono molto contenta per come ho gestito i rapporti con gli altri. Sono stati molti, sia quando le cose andavano bene che quando andavano male. Ho contatti con personaggi di quel mondo con i quali mi sento. Non una grande fetta ovviamente. Che cosa si aspetta? Niente di particolare. meglio non crearsi troppe illusioni, tutto quello che accadr andr bene. Di sicuro non permetter di rattristarmi. Comunque vada, andr bene. Sono molto contenta del lavoro di produzione che abbiamo fatto, lo ritengo molto valido. Nessuna aspettativa, cos come quando uscito Mon petit garon. Tra laltro il nuovo pezzo stato scritto dallo stesso autore. Come si chiamer questi nuovo singolo? Lamour, un titolo che dice tutto. Che cos lamore per lei? Il mio sorriso.

di donatella tiraboschi

Con lanoressia mai abbassare la guardia


Conoscenze e amici, oltre che la mamma. stata sempre la mia citt, mi rimasta nel cuore. Pregi e difetti di Bergamo? una citt vivibile, umana, ma le rimasto attaccato il bollino della provincialit, del paesotto, con una propensione al pettegolezzo. Anche questo mi ha portato ad andare via. Ho vissuto situazioni che mi hanno ferito nel periodo post-celebrit. Ho ricevuto sostegno, ma anche tante coltellate alle spalle. Pregi e difetti del vivere in Spagna? Parlando di unIbiza quotidiana e non discotecara, direi il clima, il paesaggio piano artistico, con la gestione di una galleria darte. Mi sono trovata bene; un contratto e un lavoro fisso mi hanno consentito di riprendere un cammino personale con la giusta tranquillit, una stabilit che mi ha salvato dalla malattia e dai meccanismi contorti in cui ero finita. Quando si guarisce dallanoressia? Quando si ha la consapevolezza di essere malati e con tutte le forze si desidera uscirne. Non basta essere coscienti del proprio stato, occorre dire basta. Quel momento, per me, ha coinciso con il giorno in cui ho preso le mie cose, ho caricato la macchina e sono andata via. In questa nuova vita ha trovato lamore un artista che ho conosciuto qui tramite la galleria che gestivo. Prima stata una grande amicizia e poi lamore. successo tutto con grande velocit e in modo assolutamente naturale. Lui ha un anno meno di me finalmente un uomo un po pi giovane (ride di gusto). Incontra bergamaschi a Ibiza? S, mi riconoscono e spesso assisto anche a scene carine, del tipo: vado o non vado, glielo dico che lho riconosciuta oppure no? Ho ricevuto anche qui tantissimo affetto, con gesti che mi hanno fatto bene al cuore.

Yu Yu

entornata Giuditta, come sta? Benissimo, sono al quinto mese di gravidanza, a inizio giugno nascer la mia bambina. Sono felicissima. Sta andando tutto bene, mi sto godendo questo momento magico, lontano dalle preoccupazioni. E anche lontana dallItalia La mia vita qui a Ibiza dove sono approdata quattro anni fa, arrivando da Bergamo senza conoscere nessuno. Sono partita da zero ed ho trovato tutto. Casa, lavoro e amore? Proprio cos. Qui un modo di vivere completamente diverso, ho potuto rompere con il passato e ricostruirmi. Che legami le sono rimasti con Bergamo?

e il senso di vivere in un modo un po hippie. Al supermercato ti aiutano a caricare la spesa: a Bergamo quando mai lo fanno? C molta umanit, molta serenit anche nei rapporti interpersonali. Il lato negativo lambivalenza, un volto sociale e urbano che cambia completamente con larrivo della brutta stagione. Che cosa le manca dellItalia? La pizza! Mi manca un certo modo di vivere tipicamente italiano, qui al di l di tutto quello che pu apparire vige uno stile di vita molto nordico. A Ibiza che cosa fa? Parlando perfettamente quattro lingue, ho subito trovato lavoro in questo negozio molto famoso, lo Sluiz, dove in poco tempo sono diventata un punto di riferimento, con la gestione dei clienti importanti. Mi sono attivata anche sul

Bergamo ce lho nel cuore, anche se odio la propensione al pettegolezzo

la scheda
Giuditta Guizzetti, nata a Parigi nel 1976, ex hostess di madre francese e padre italiano, per anni residente a Bergamo, diventa famosa con il nome darte di Yu Yu grazie al singolo Mon petit garon, pubblicato nel 2001 e utilizzato come colonna sonora di uno spot televisivo. Un successo che viene bissato poco dopo con un altro singolo, Bonjour Bonjour, anchesso ripreso da uno spot pubblicitario. Non altrettanto fortunate, sono state, invece, le produzioni successive che hanno segnato il suo declino artistico. Dal 2005 al 2008, Giuditta vive un periodo tremendo a causa dellanoressia, una malattia sconfitta che la debilita profondamente nel corpo e nello spirito, raccontata nel libro Il cucchiaio una culla - Diario della battaglia di Yu Yu contro lanoressia, pubblicato nellottobre 2008 da Aliberti Editore. Ora vive serena a Ibiza dove ha trovato lamore e dove aspetta la nascita della sua primogenita per il prossimo giugno.

Sembra di sentirla davvero serena Non tutto rosa, ho anchio i problemi che hanno gli altri, ma anche ripensando alla mia malattia, direi di s. Con lanoressia non bisogna mai abbassare la guardia, purtroppo una malattia che segna a vita, gli effetti rimangono. Quali sono? Pensieri che, in certe giornate, ti riportano l. Ma sono cose delicate preferirei non parlarne. Cosa si pu dire a chi malato? Nessun consiglio, perch io stessa allepoca non ascoltavo nes-su-no. Lunica cosa che posso dire di non chiudersi in se stessi, di parlarne e di cercare un aiuto.

Dallanoressia si esce quando si ha la consapevolezza di essere malati

Giuditta guarda avanti Sono una abituata a vivere il presente, il mio futuro la bambina che nascer, il pensiero di una vita nuova da un lato mi spaventa un po e dallaltro mi elettrizza. E poi c in arrivo un nuovo singolo. Torna Yu Yu? S questa unanticipazione assoluta. Sono tornata a incidere con la prima casa discografica, quella di Mon petit garon. Unidea nata quasi per scherzo che si concretizzata e che lanceremo a breve. A chi dedica questo ritorno sulla scena artistica? Sicuramente a chi verr.

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/POLITICA

DAL MEDIO EGO AL NUOVO EVO


I partiti attuali sembrano inadatti a mettere in relazione gli interessi (la pulsione, la pancia) con i valori (la ragione, la testa) attraverso le idee e gli ideali (la passione, il cuore). Incapaci a mettere in connessione leconomia con letica attraverso la politica e la cultura. Inadeguati, dunque, a trasformare letica dei valori in epica degli ideali.

(APARTITICI, NON APOLITICI)

di Alessandro Cheula

rillo stato una scossa, come nel 1992-94 lo fu Bossi. La Lega in ventanni, grazie anche a Berlusconi, stata depotenziata ossia integrata, assimilata, omologata e metabolizzata, tanto che dal secessionismo passata al federalismo e da questo al macroregionalismo (il sindacato del Nord di Roberto Maroni). Toccher la stessa sorte anche al M5S, pur essendo geograficamente nazionale, programmaticamente trasversale, politicamente diagonale e ideologicamente neutrale? La risposta del sistema politico se vuole salvare ci che resta della democrazia rappresentativa (delegata), essendo la democrazia partecipativa (diretta)

unistanza ancora astratta nonostante la rete e le sue possibilit di intervenire e interagire in tempo reale a livello di massa non pu che essere lautoriforma, ossia la rifondazione dei partiti che ne fanno parte. E i futuri protagonisti di tale processo, non esclusivi ma decisivi, potrebbero essere, oltre a Grillo e Matteo Renzi (il Blair italiano), anche i cadetti del Pdl quali Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini. Il primo, Grillo, dallesterno del sistema, pur essendovi entrato; il secondo, Renzi, dallinterno del partito, pur volendone uscire. LIBERT E PROCESSO Rinunciare a se stessi per ritrovare se stessi. Questo devono fare i partiti storici se vogliono salvarsi. Vale a dire non solo rinnovarsi ma rifondarsi e rigenerarsi, cio estinguersi per rinascere. Lautoriforma, ossia il cambiamento motu proprio, generato al proprio interno, molto pi difficile di qualsiasi riforma suggerita o sollecitata dallesterno. Ma in compenso meno traumatico in quanto pu essere pilotato senza rotture, come invece avvenne ventanni fa con la rivoluzione di Mani Pulite.

Rivoluzione apparente proprio perch non effettuata per convinzione (o per opportunit) ma subita per convenzione (per necessit). Quale vision per gli anni a venire? Quale mission per uscire dal pantano? Non pi libert e progresso, troppo ingenuamente illuminista, e nemmeno libert e progetto, troppo illusoriamente dirigista, bens libert e processo, realisticamente e liberamente riformista. Un processo collettivo e condiviso, ma anche connettivo e conclusivo. Trasversale, diagonale e neutrale (non senza valori, ovviamente, ma senza sistemi di valori, ossia senza ideologie). Ecco perch il binomio di libert e processo, inteso in tale senso, pu far rima con progetto e progresso. Dipende da noi. Da ognuno di noi. Dal medio-ego a un nuovo evo. MENO TASSE MENO STATO PI LAVORO PI MERCATO Mentre Grillo, sia pure con la veemenza populistica del suo motteggio e Renzi, con la irruenza riformistica del suo fraseggio, hanno mostrato di percepire le dirompenti novit dei processi in atto, Mario Monti, pur avendo intuito il

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/POLITICA
tendenziale strisciante superamento del dualismo destra-sinistra, non ha saputo o potuto essere conseguente con tale percezione. Sapr esserlo Gregorio Gitti, suo stretto collaboratore, che con la sua Fondazione Etica sembrato intravvedere la possibilit di nuovi scenari etico-politici e dunque nuove strategie della speranza, come da anni noi amiamo definire le istanze provenienti dalla societ civile? Domanda riassumibile, da una parte, nella vecchia protesta di meno tasse meno Stato, e dallaltra nelle nuove proposte di pi lavoro pi mercato? Meno tasse e meno Stato intesi come riduzione del carico fiscale, dei costi della politica (da non confondersi con quelli della democrazia), dei costi della burocrazia e della spesa pubblica: soprattutto quella corrente (salari e stipendi) e quella sociale (pensioni e sanit). Due voci che sommate sono pari alla met del Pil, percentuale non pi sostenibile, o tanto pi insostenibile quanto pi difficilmente comprimibile. Pi lavoro pi mercato intesi come riforma del mercato del lavoro, onde superarne la rigidit, e come controllo sulla organizzazione del lavoro. Due riforme contestuali trattandosi dei due fattori principali della produttivit e quindi della competitivit sistemica, cio del sistema-Paese nel suo insieme, senza la quale non c mercato poich anche i necessari investimenti in tecnologia verrebbero vanificati. Appare dunque assolutamente improponibile, in quanto praticamente impossibile, la proposta di Grillo di ridurre lorario dei lavoro a venti ore settimanali per fare posto ai giovani disoccupati. Apprezzabile il fine di occupare i giovani che rischiano di restare fuori a vita dal mondo del lavoro (la generazione perduta lemergenza pi drammatica con la quale abbiamo a che fare ma di cui non abbiamo sufficiente coscienza) ma del tutto inadeguato il mezzo, poich in molti comparti manifatturieri il dimezzamento dellorario creerebbe insormontabili problemi di organizzazione del lavoro. Ci che va cambiato non il singolo orario di lavoro ma il carico di lavoro complessivo attraverso la totale flessibilizzazione sia in entrata che in uscita della forza lavoro, in modo da ridistribuire a livello di sistema il lavoro esistente (se tutti siamo flessibili nessuno precario). Come del tutto fantapolitica laltra proposta, al limite della demagogia seppur eticamente motivata da una comprensibile ansia di giustizia sociale, relativa al salario di cittadinanza con mille euro mensili per tutti coloro che ne hanno bisogno. I conti dello Stato esploderebbero e il debito pubblico passerebbe dallattuale 127% del Pil al 140% con le immaginabili conseguenze sui tassi di interesse. Lunica risposta una crescita non tanto felice quanto possibile e sostenibile, e quindi perfettibile, certo difficile ma certamente preferibile alla romantica utopia grillina della decrescita felice, mutuata dal (economista?) francese Serge Latouche. chiaro che non si pu crescere allinfinito, ma da qui a teorizzare il pauperismo quale panacea di tutti i mali del sistema, ce ne corre. La decrescita solo una suggestiva sociologia di importazione che vorrebbe farci digerire una mistica della povert ammantata e legittimata da ideologia dellausterit. Certo che non pi il caso di andare a testa bassa verso una diseguaglianza della ricchezza senza morale n coscienza, ma da qui a teorizzare una nuova uguaglianza della miseria ce ne passa. Anche perch il caso di rammentare che giustizia sociale non significa automaticamente eguaglianza economica, essendo leguaglianza economica imponibile solo con una dittatura politica, cio con il massimo di ingiustizia sociale. NON CONTRO LA POLITICA MA CONTRO LA PARTITICA La rete, nuovo strumento di democrazia di massa interattiva, affosser i partiti? presto per dirlo, ma certo che i partiti tradizionali, come insegna lesperienza grillina, sono stati completamente scavalcati dalla rete. Un conto, infatti, la politica, un altro sono i partiti. Affermare che senza partiti non c politica e senza politica non c democrazia, e quindi senza partiti non c democrazia, stato vero fino ad oggi, ma non significa che in concreto debba esserlo per sempre. Certo, in tale discorso c una evidente ambiguit di fondo: come possibile una politica senza i partiti? possibile. Oggi la complessit della societ civile tale da contemplare una pluralit di soggetti politici, non solo i partiti tradizionali (istituzionali) ma anche attori sociali come movimenti, associazioni, aggregazioni, scuole o correnti di pensiero pi o meno organizzati. Del resto, i partiti stessi nel nostro ordinamento costituzionale repubblicano non sono considerati istituzioni ma semplice associazioni di interesse senza personalit giuridica. Un profilo assai poco caratterizzato nel senso istituzionale, ma contrassegnato da una intrinseca labilit e precariet giuridica. Ripetiamo: possibile una politica senza partiti? Ribadiamo: possibile. In primo luogo perch nella societ moderna i partiti non sono gli unici depositari della politica, come non sono pi lunico veicolo di organizzazione del consenso n lunico tramite di rappresentanza della volont popolare. Nel senso che la politica pu essere fatta anche da soggetti diversi dai partiti. In secondo luogo perch, nella fattispecie di cui si parla, non si va contro i partiti, ma si guarda oltre i partiti. Insomma, nessuna pretesa di rappresentanza esclusiva o sostitutiva dei partiti tradizionali, ma solo la convinzione di poterne assolvere lo stesso compito con altri mezzi ed altri strumenti la rete strumento elettivo ed effettivo di partecipazione al posto o accanto ai partiti stessi. Nessuna indebita concorrenza o competizione con i partiti-istituzione, ma concorso con questi, e se necessario al posto di questi, per la crescita della comunit e il benessere delle persone che ne fanno parte. Oltre la politica, infine, non tanto perch la politica pu apparire disgustosa, anche se dopo le elezioni del febbraio 2013 sembra dare segni di

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Beppe Grillo

Roberto Maroni

Matteo Renzi

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sotto forma di populismo antipartitico. Mai dimenticare che il qualunquismo in Italia morto per merito di Berlusconi poich grazie a lui entrato in politica, ha cominciato a fare politica, si assunto una responsabilit politica. efficienza e trasparenza Trasparenza ed efficienza sono in rapporto biunivoco. Se la trasparenza condizione di maggiore efficienza, questa per essere tale richiede la massima trasparenza. Ecco perch occorre giocare danticipo. Non per tattica opportunistica o per trucco elettoralistico. Il programma non deve essere un libro dei sogni da buttare alle ortiche dopo la sconfitta o da buttare nel cestino dopo la vittoria elettorale. Ma un progetto realizzabile in quanto concepito e concordato con la societ civile e dentro la societ civile, le cui articolazioni sono quanto mai capillari e corpuscolari, nel senso di essere estese a tutto lo spessore della complessit sociale. da qui che bisogna partire per la formulazione di un programma concreto, secondo passaggio dopo aver elaborato un progetto completo. Poich il progetto la cornice, il contenente, mentre il programma il soggetto, il contenuto. Un progetto connettivo per un programma conclusivo, un processo collettivo per un progresso condiviso. Non sar facile ma proprio per questo che occorre cominciare in anticipo sui tempi canonici tradizionali. QUALE PROCESSO ? PROGETTO E PROGRESSO Cambiare se stessi per cambiare gli altri? Riprendiamo sommariamente, articolandolo ulteriormente, il discorso avviato in premessa. Giova ribadire la distinzione tra apartitici e apolitici. Poich un conto essere apolitici, un altro essere apartitici. Un conto essere contro la politica, un altro andare oltre la politica. Non contro i partiti ma contro la partitica quindi fuori dai partiti. Non perch i partiti siano da aborrire o da abolire ma perch sono da cambiare. Ma se i partiti, cio la po-

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litica, sono lo specchio del Paese, per cambiare loro, gli eletti, occorre prima cambiare gli elettori. Cambiare noi stessi, appunto, per cambiare gli altri. Ecco perch Libert e processo un programma non contro qualcuno ma per qualcosa. Un progetto che guarda in alto ma comincia dal basso. Un percorso puntato in avanti ma che guarda al tuo accanto. Un cammino lungo fatto di piccoli passi. Un progresso graduale composto da un programma economico, un progetto politico, una proposta culturale, un profilo etico. Vale a dire un piano trasversale, un prodotto territoriale, un percorso popolare, un processo multipolare. interessi e valori Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. larticolo 49 della nostra Costituzione, lunico dove vengono menzionati i partiti che, pur privi di personalit giuridica, sono libere associazioni di interessi, come dice la dottrina politica conclamata e consacrata. Solo interessi? No, i partiti, aggiungiamo noi, sono associazioni di interessi e anche di valori, di idee e pure di ideali. Come del resto qualunque organizzazione di uomini liberi ed uguali, essendo interessi e valori due parti indivisibili, due facce della stessa medaglia: la persona umana. Come lo pure, nel proprio ambito e nella fattispecie di cui si parla, il binomio di libert e processo. Una istanza di gente comune che non vuole solo cambiare gli altri ma che aspira a cambiare se stessa, condizione necessaria, anche se non sempre sufficiente, per cambiare gli altri. Ma comunque necessaria, cio irrinunciabile. Anche perch, concludendo, va detto che gli attuali partiti nonostante tutti i commendevoli sforzi sembrano inadeguati a mettere in relazione gli interessi con i valori attraverso le idee e gli ideali. I partiti esistenti appaiono tuttora incapaci, nonostante tutta la buona volont, a mettere in connessione leconomia con letica attraverso la politica e la cultura.

Maurizio Lupi

Mariastella Gelmini

ravvedimento e resipiscenza. E non solo perch per una parte degli elettori pu essere ancora tale, o perch per unaltra parte pu essere ancora recuperata e riguadagnata al bene comune. Ma perch la politica ha bisogno in ogni caso di una seria rifondazione. Rinnovamento che pu partire sia dallinterno che dallesterno dei partiti. MAGGIORANZE SILENZIOSE MINORANZE SEDIZIOSE Un equivoco da evitare: come ieri veniva demonizzato il qualunquismo, oggi viene criminalizzato il populismo. A prescindere dal fatto che sono due fenomeni differenti (il qualunquismo antipolitico cio contro la politica, il populismo antipartitico cio contro i partiti ma fa politica) si tratta di feticci terminologici devianti e funzionali a polemiche di comodo, utili ad evitare di affrontare il merito delle questioni. Ecco perch una mission allaltezza dei problemi, riassunta nella sintesi di uno slogan, potrebbe proporsi oggi con la

seguente sequenza: Leconomia al primo posto, la politica al secondo, la cultura come valore, letica come sensore. La politica dunque non al quarto posto ma al secondo, a conferma della sua importanza e rilevanza per la soluzione dei problemi comuni. Politica nelle pi diverse forme (movimenti, non solo partiti, e opinioni, non solo istituzioni) e coi pi differenti strumenti (liste civiche,anche se alla prova dei fatti la civica per eccellenza, quella nazionale di Monti, ha fatto flop rispetto alle previsioni). Pi chiaramente: il mercato (leconomia) come motore, lo Stato (la politica) come vettore, la societ (la cultura) come tutore, la persona (letica) sul palco donore. Nessuna parentela dunque n con maggioranze silenziose n con minoranze sediziose. Nessuna attinenza o connessione col qualunquismo dantan o col populismo dabord. Non quello arcaico di Guglielmo Giannini, patron dal qualunquismo storico dellimmediato dopoguerra, n col qualunquismo antipolitico, fenomeno ancora presente

Gregorio Gitti

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Bergamo, la nuova emergenza

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lincapacit di produrre lavoro


di John Law

l primo trimestre del 2013 ha confermato come leconomia di Bergamo stia perdendo la capacit di produrre lavoro. Questa sta diventando la vera emergenza, che non sar risolta semplicemente dallarrivo di una reale ripresa economica che continua a slittare, ma che richiede un mutamento strutturale, ancora di difficile visibilit. La tendenza consolidata che prosegue anche in questo primo scorcio di anno vede un numero di entrate nel mondo del lavoro inferiore alle uscite, con un saldo che si traduce da un lato in minore occupazione (il tasso nel 2012 ulteriormente sceso al 61,8%, il valore pi basso tra tutte le province lombarde) e dallaltro in maggiore disoccupazione. Per questultima, in particolare, il tasso pi che raddoppiato nel periodo della crisi, balzando, tra il 2008 e il 2012, da un eccellente 3% a un 6,8% che inizia ad evidenziare criticit, anche se il dato resta sotto la media regionale, che al 7,9%. Ci sono settori che vanno peggio di altri. Ledilizia, in particolare, e tutto quanto vi ruota intorno, sta subendo i colpi pi pesanti, dato che il calo dellattivit nei cantieri comporta in generale meno lavoro e quindi meno occupazione. Per anche il commercio non riesce pi a svolgere la sua funzione di camera di compensazione, dato che il calo dei consumi si fa sentire nel settore, a seguito della contrazione del reddito disponibile, mentre anche nel terziario in genere la situazione difficile, sia nuovamente per il calo dei consumi, sia per la minore attivit delle aziende. Per concludere poi con lindustria, che nel 2012 ha registrato un calo delle produzione del 4,4% a livello provinciale, dato superiore anche alla media lombarda, che ferma la caduta al 3,7%. Ovviamente questo quadro di attivit debole, se non in declino, si ripercuote sulloccupazione, dato che le aziende se questa situazione

non cambia devono a un certo punto adeguare gli organici alle dimensioni ridotte per effetto dalla crisi. Oggettivamente bisogna dire che se la situazione non ha assunto carattere di emergenza sociale grazie agli ammortizzatori sociali. Nei primi tre mesi le richieste di cassa integrazione sono salite del 34%, passando da 6,4 a 8,6 milioni di ore (un aumento di 2,1 milioni di ore, che equivale a circa met dellintero ammontare del 2007, lultimo anno prima della crisi). Si tratta di ore concesse e non necessariamente utilizzate, ma comunque un dato significativo di come in realt gi ora i senza lavoro sono in effetti pi di quanti risultano dalle statistiche. Pi di met delle ore autorizzate sono relative a Cig ordinaria, quella tipicamente legata a una crisi congiunturale che per in

certi casi copre una situazione strutturale. Tra i record negativi del primo trimestre c infatti anche quello dei cento fallimenti dichiarati, un numero mai registrato in precedenza, che si aggiunge tra laltro a un considerevole ricorso a concordati, che salvano, contrariamente ai fallimenti, limpresa ma pagano comunque un pedaggio in termini di occupazione. Il fatto che lazienda, seppure ridimensionata, sia comunque messa in condizione di proseguire lattivit apre alla possibilit di un recupero: i posti sono invece persi nella quasi totalit per le aziende fallite, pur nella possibilit di un anno di ammortizzatore sociale, cos che le procedure aperte questanno si mostreranno negli effetti occupazionali solo nel 2014 o in seguito. Stessa sorte per i posti di lavoro anche delle imprese

chiuse senza ricorso a procedure concorsuali, che in ogni caso nel 2012, e nel primo bimestre di questanno, sono, in maniera inedita, superiori a quelle che hanno aperto. Come nel 2014 andranno a conclusione crisi avviate questanno, cos nel 2013 si chiudono casi del passato. In effetti il ricorso alla mobilit partito di velocit, con 1.053 licenziamenti che in buona parte per riguardano lavoratori di aziende gi chiuse da tempo. Nel primo trimestre gli iscritti alla mobilit sono stati 1.716: un numero da considerarsi arrotondato in ampio difetto, perch il mancato finanziamento delle liste 236 riferito alle piccole aziende ha comportato che siano rimaste congelate le richieste dopo il primo gennaio e il conto comprenda solo le pratiche avviate nel 2012. E questo un primo problema sociale legato alla mancanza di finanziamenti per gli ammortizzatori sociali che rischia di avere un secondo caso da luglio con lesaurimento dei fondi per la cassa integrazione in deroga. Lo scenario, anche per limpossibilit di contenere le uscite con gli ammortizzatori sociali, mentre le nuove norme previdenziali ostacolano gli scivoli alla pensione, comporta che il 2013 del lavoro sar peggiore di un 2012 che nella Bergamasca ha visto una diminuzione di circa 12mila occupati, mentre sono aumentate di quasi 13mila le persone in cerca di lavoro, che comprendono sia chi ha perso il posto, sia soprattutto chi non riesce a trovare il primo. E si torna cos al problema principale dellincapacit della economia bergamasca di produrre lavoro. Le ragioni sono banali: chiudono aziende, in particolare, nella manifattura, con un numero di occupati superiore a quelli che si possono ragionevolmente ipotizzare potranno avere le aziende che aprono. La cura al momento non si intravede ancora.

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Unindagine fra i medici specialisti evidenzia un calo della chirurgia plastica e un aumento di chi chiede interventi estetici pi blandi, alla ricerca di un compromesso tra portafoglio e lotta allinvecchiamento. Tonini: Offerte eccessivamente convenienti su internet non sono solo sospette, ma pericolose.
di Giordana Talamona

Medicina estetica
c la crisi, meno lifting pi botulino
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L/ INCHIESTA

a medicina estetica cresce, nonostante la crisi. quanto emerge da unindagine dellAssociazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), presentata nel marzo scorso, che fa il punto sul settore. Dal sondaggio, a cui hanno risposto 255 chirurghi plastici in tutta Italia, risulta che nel 2012 la chirurgia plastica ha registrato un calo: quasi 9 specialisti su 10 (88%) dichiarano di aver operato meno dellanno precedente, con una contrazione dellattivit compreso tra il 10 e il 15%. Questo si somma alla diminuzione gi registrata nel 2011, quantificabile attorno all8-12%. Al contrario la medicina estetica, che gi nel 2011 aveva registrato un aumento del 7-9%, continua a crescere: nel 2012 aumentata del 10-12% circa. Come a dire che gli italiani non rinunciano al mito della bellezza, accontentandosi di risultati pi blandi, ma meno cari. Pi acido ialuronico (+24,5% rispetto al 2011) e botulino (+15,6%), meno lifting.

In flessione anche il sogno di un seno da pin-up, che passa dal primo al quarto posto nel 2012, scavalcato dalla liposuzione che si attesta al primo posto come lintervento di chirurgia estetica pi praticato. Segue il ringiovanimento dello sguardo (blefaroplastica) e il trapianto di grasso autologo, tendenza in netto aumento. Linnesto di grasso prevede di iniettare del grasso precedentemente prelevato da una zona del corpo in unaltra precisa il bresciano Giovanni Botti, presidente di Aicpe . Piace perch consente di ottenere risultati naturali utilizzando tessuto proprio e non sostanze di sintesi o protesi. Si tratta di una tendenza in crescita: basti pensare che lanno scorso in Gran Bretagna, per la prima volta, il numero di interventi di innesto di grasso (lipofilling) ha superato, seppur di poco, quello delle liposuzioni. Occorre peraltro ricordare che il tessuto adiposo da trapiantare dapprima prelevato in unaltra zona del corpo, ricorrendo comunque perlomeno a una microliposuzione.

Giovanni Botti, presidente di Aicpe

Dalla cellulosa alla plastica Il 30% delle pazienti arriva ancora con la foto di una star del cinema. A parlare Davide Tonini, medico specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, che esercita a Bergamo e a Verona. Tra i divi che popolano, pi

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di altri, i sogni degli italiani rimangono stabili: Angelina Jolie per le labbra, Jennifer Lopez per i glutei e Demi Moore per il seno. Gli uomini chiedono di avere il naso di Brad Pitt e di farsi togliere le borse sotto gli occhi, come George Clooney. Ma per fortuna una tendenza in netto calo. Grazie alla campagna dinformazione di questi ultimi anni prosegue Tonini la maggior parte dei pazienti arriva con idee precise e progetti di miglioramenti che non si discostano troppo dalla realt di partenza. Dunque la foto di Jennifer Lopez pu essere utile solo per capire il tipo di forma che desidera la paziente, per poi tararla adeguatamente sul suo fisico. Le motivazioni psicologiche Ci sono pazienti che non devono essere operati, le cui motivazioni psicologiche non possono essere considerate genuine spiega Giovanni Botti . Pazienti che pensano di riconquistare il proprio partner grazie al lifting o giovanissime che vivono ossessivamente la comparsa di una ruga despressione devono essere ben consigliate dal chirurgo, il cui compito talvolta anche quello di dire no. Tra le ragioni psicologiche pi gettonate, c lemulazione di una star o di unamica. Ho recentemente sconsigliato una paziente di 28 anni, alta 1.60 per 45 chili, di passare da una seconda a una quinta di seno spiega Davide Tonini . La paziente voleva delle protesi come quelle della cugina, una ragazza alta 1.80 per 80 chili. Due fisici completamente diversi non possono avere identico risultato. Anzi, pi una protesi grossa, pi comprime i tessuti che tenderanno a degenerare velocemente. Il risultato un seno enorme, brutto, su un fisico inadatto a sopportarlo. Legate al passare del tempo, allemulazione, allidea di bellezza e ai modelli veicolati dai media, le motivazioni psicologiche nascondono uno scollamento tra limmagine di s e lio interiore. Una frattura che, crudelmente, si manifesta davanti allo specchio, incidendo nella vita sociale di tutti i giorni. Recentemente racconta Botti ho operato un mio collega di 63 anni, che non si sentiva pi in linea con il proprio viso. Si sottoposto a un lifting che lha rimesso al pari con il suo io interiore. Daltra parte la vita si allungata di una ventina danni, un periodo che dovrebbe essere percorso nel modo pi sereno possibile. Lesercito dei chirurghi In Italia i medici che esercitano la chirurgia estetica, tra specialisti in chirurgia plastica e non, sono circa 5.000. Il numero di quelli in possesso di una specializzazione in Chirurgia Plastica, e che quindi possono vantare una formazione ad hoc, si riduce drasticamente. Oggi un medico con una laurea in medicina, senza specializzazione, pu praticare svariate procedure estetiche chirurgiche e nonchirurgiche. Tutto questo legalmente, in Italia, come allestero. La legge autorizza il medico laureato in medicina e chirurgia ad effettuare qualsiasi tipo di pratica medica, con lesclusione della radiologia, dellodontoiatria, dellanestesia e rianimazione spiega Giovanni Botti . Questo significa che, se ne ha la competenza, un medico chirurgo pu eseguire qualsiasi genere di attivit medica, dalla cardiochirurgia alla chirurgia plastica. Gi, ma chi stabilisce la competenza di un medico? La specializzazione in Chirurgia Plastica potrebbe essere la prima discriminante, visto che liter post laurea

Il chirurgo Davide Tonini

di specializzazione prevede il completamento di 5 anni di studio, a cui segue un esame con tesi. La tendenza di altri Paesi europei si sta attestando verso questa direzione. il caso di Francia e Austria, la cui legislazione ha ristretto lesercizio della chirurgia plastica ai soli medici specializzati, senza validit retroattiva per tutti quelli laureati nel passato.

Le societ mediche di chirurgia plastica Il paziente pu farsi unidea sulla preparazione di un medico verificando la sua iscrizione a una delle due societ mediche di chirurgia plastica presenti in Italia. La pi antica la Sicpre, Societ italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (www.sicpre.it), attiva dal 1934. La societ si occupa, oltre che

di chirurgia estetica, anche di chirurgia plastica ricostruttiva, legata a neoplasie mammarie, a fratture facciali e a tumori cutanei. Laltra, lunica in Italia che si occupa solo di chirurgia estetica, lAicpe, Associazione italiana di Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), che ammette tra i suoi soci solo medici specializzati o equipollenti in chirurgia

plastica, che negli ultimi tre anni abbiano esercitato prevalentemente la chirurgia estetica. Come tutelarsi Occorre temere i prezzi eccessivamente bassi avverte Davide Tonini . Certe offerte pubblicate su noti siti internet non sono solo sospette, ma

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pericolose. O le pazienti vengono operate in strutture non adeguate, oppure i chirurghi utilizzano materiali non certificati, potenzialmente rischiosi. Ma quanto giusto pagare per un intervento di chirurgia estetica? A chiarire le cifre Giovanni Botti. Individuare un range sempre molto difficile, perch la forchetta di unoperazione pu essere molto ampia spiega . I fattori che incidono sono la struttura, la notoriet del chirurgo e la collocazione geografica, tanto che un addominoplastica pu variare, indicativamente, dai 6 al 15mila euro. Ci sono cifre, tuttavia, al di sotto delle quali bene non scendere. Per una rinoplastica si parte da 5mila euro, cos come per una mastoplastica additiva. Per laddominoplastica si sale a 6 mila euro, mentre per una blefaroplastica superiore il costo varia da 1.500 euro, se fatta in ambulatorio, a 2mila euro in clinica. Si trovano offerte a prezzi di costo, che lasciano perplessi continua Botti . Una mastoplastica additiva proposta a 3.500 euro totalmente fuori mercato. Basta fare due conti, per rendersene conto. Protesi di qualit costano mediamente 1.500 euro, la clinica non meno di 2mila euro, a cui aggiungere lanestesista ed altre spese. Questo significa che chi propone cifre del genere usa materiali e strutture inadeguate, oppure ci rimette. Botulino Gli italiani hanno una resistenza ingiustificata verso il botulino, probabilmente dovuta a informazioni non corrette aggiunge Giovanni Botti . Solo lutilizzo improprio della tossina associato a risultati poco naturali, mentre, se effettuato da mani esperte, consente di ottenere un effetto non artificiale. Lo dimostra il fatto che le iniezioni di botulino sono saldamente al primo posto in tutto il resto del mondo, mentre in Italia sono al secondo posto dopo lacido ialuronico. Prodotto dal batterio Clostridium Botulinum, il botulino una sostanza che blocca lacetilcolina rilasciata dai nervi, impedendo cos la contrazione dei muscoli. Se iniettata in quelli mimici del viso provoca, dunque, una riduzione dellattivit contrattile attenuando le rughe despressione. Per unefficacia costante, occorre sottoporsi al trattamento ogni 3-4 mesi. Ma anche in questo caso, occorre stare attenti alla professionalit del medico. In Italia esistono infatti solo tre tipi di tossine autorizzate, oltre ad altre diffuse. Il prezzo pu essere un primo indicatore di massima. Molto dipende dalla quantit iniettata precisa Botti . Tuttavia, se si procede sulle rughe tra le sopracciglia, sulla fronte e sulle zampette di gallina, non si pu pensare di spendere meno di 300 euro. In caso contrario il medico potrebbe utilizzare prodotti non autorizzati o diluiti. Gli interventi combinati Complice la crisi, sempre pi pazienti chiedono interventi combinati che permettano, in ununica operazione, di ammortizzare il costo della struttura e dellanestesista. Sta al chirurgo associarli correttamente, valutandone la portata per evitare di sottoporre il fisico del paziente a un impegno troppo gravoso. La chirurgia estetica infatti non scevra da un 5% di possibili complicanze, percentuale che pu aumentare se si incappa nel medico o nella struttura sbagliate. Gli interventi combinati sono, in linea di massima, possibili ma con le dovute limitazioni spiega Giovanni Botti . La prima considerazione la durata complessiva degli interventi che non dovrebbero mediamente superare le 5 ore, per evitare un aumento netto dei rischi per il paziente. Lomeostasi, ossia la capacit dellorganismo di mantenere un equilibrio interno, al variare delle condizioni esterne rimane piuttosto costante entro le 4-5 ore di operazione. Oltre le quali ci possono essere improvvise variazioni che aumentano considerevolmente i rischi delloperazione spiega Botti , tanto che si prevedono interventi pi lunghi solo se considerati indispensabili o salvavita, come nel caso nei trapianti multipli di organi. Unaltra considerazione come associare gli interventi. Una rinoplastica e un trapianto autologo di grasso al seno, possono essere abbinati senza che il rischio operatorio aumenti prosegue , ma esistono altri interventi abbastanza invasivi, come laddominoplastica o la riduzione mammaria, che non andrebbero abbinati ad altre operazioni, per non aumentarne esponenzialmente i rischi operatori. A questo si aggiunga unaltra questione determinante come la caratteristica

L/ INCHIESTA
della struttura. State attenti a quei chirurghi che trattano con troppa superficialit un intervento importante, senza prevedere il supporto di unanestesista mette in guardia Davide Tonini oppure proponendovi una struttura, come un ambulatorio o un poliambulatorio, in cui non sia possibile il ricovero, nel caso in cui il paziente non se la senta di tornare a casa.

Lidentikit dei pazienti

ECCO LE RICHIESTE PI FREQUENTI AVANZATE DA UOMINI E DONNE


Continuano a essere le donne le pazienti che si rivolgono pi spesso alla chirurgia e alla medicina estetica. Gli uomini, che rispetto al passato sono pi interessati agli interventi estetici, vanno dal chirurgo tra i 45 e i 55 anni, se eterosessuali, tra i 30 e i 40 anni se omosessuali. Una media diversa per il gentil sesso, che si rivolge alla chirurgia estetica tra i 35 e i 45 anni. Le giovani vanno dal medico preferibilmente per aumentare il seno (mastoplastica additiva), le signore pi age per ritornare allantico splendore, sia sopra che sotto. A sorpresa infatti tra le operazioni che nel 2012 hanno registrato il maggior aumento percentuale troviamo quella ai genitali (+24%). Una richiesta che nasconde limbarazzo per certe situazioni intime, influenzata dalla moda della depilazione totale che espone il pube femminile a pi di uno sguardo critico. Ci vuole non solo esperienza, ma anche cautela nella programmazione degli interventi e precisione nei dettagli durante lesecuzione spiega Gianfranco Bernabei, chirurgo plastico consigliere di Aicpe e presidente dellAssociazione Europea di Ringiovanimento e Chirurgia Plastica Estetica Genitale (Arpleg) . Negli ultimi due anni sono purtroppo aumentati i casi di pazienti gi sottoposte a interventi che lamentano risultati scadenti, complicazioni e danni spesso difficilmente riparabili. Le richieste pi comuni riguardano principalmente interventi di labioplastica (riduzione di piccole e grandi labbra), vaginoplastica (restrizione della vagina) e iniezioni di acido ialuronico o grasso per ridare tono alle grandi labbra. Le minorenni non possono invece aumentare il seno prima dei 18 anni. A dirlo una legge del 2010 che chiarisce definitivamente let pi appropriata per ricorrere al chirurgo plastico. Prima di fare una mastoplastica additiva, necessario attendere il completo sviluppo corporeo della paziente precisa Giovanni Botti, presidente di Aicpe . Ci sono molte adolescenti, infatti, che tendono a svilupparsi tardi e intorno ai 17 anni vivono una crescita naturale del seno a completamento dello sviluppo corporeo. Ma non tutte le operazioni chirurgiche sono vietate per gli adolescenti. il caso della rinoplastica, lintervento che consente di rimodellare il naso, e dellotoplastica che corregge le orecchie a sventola. Nel caso della rinoplastica necessario verificare il completo sviluppo osseo del paziente, attraverso una lastra al polso prosegue , mentre per lotoplastica possibile operare anche i bambini piccoli, perch lorecchio non si modifica pi con let.

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LA MIA ESPERIENZA IN UN AMBULATORIO BERGAMASCO
Per farci unidea sullo svolgimento di una prima visita in un centro estetico, abbiamo preso appuntamento in un poliambulatorio bergamasco. Nella stessa struttura, che fa capo a un noto marchio di chirurgia estetica, si trova anche un centro di implantologia e cure odontoiatriche. Prima di entrare compilo un lungo questionario di anamnesi, dove inserisco allergie, malattie e interventi pregressi. Nel frattempo mi viene comunicato il cognome del medico che mi visiter. Entro nella sala visite, il medico arrivato da pochi minuti, tiene il camice aperto. Sulle pareti foto di corpi scolpiti, ma nessuna laurea di specializzazione. Gli spiego che vorrei fare unaddominoplastica. Il medico valuta le mie motivazioni psicologiche, poi decide di visitarmi. Non porta i guanti. Mi spoglio e, improvvisamente, dalladdominoplastica che potremo fare con un intervento meno invasivo del solito, si passa non so come a parlare della liposuzione alle ginocchia, dellinterno cosce e della mastoplastica additiva. Gli dico che lidea di avere delle protesi mi inorridisce, quindi senza scomporsi mi propone una mastopessi (o lifting del seno), con aggiunta di grasso autologo. Si tratterebbe di sollevare la mammella, poi di prendere del grasso dalle ginocchia o dalla pancia, per aggiungerlo nel decollet. Tento di rivestirmi ma, ahim, vede le braccia. Le alzi cos. Eseguo. Sta per spiegarmi loperazione alle braccia, quando lo interrompo facendogli presente che mi vanno bene cos come sono. Ci sediamo, concentrandoci solo su tre interventi: una mastopessi, una mini-addominoplastica e un intervento di liposcultura alle ginocchia. Si parla di cifre. Gli chiedo se possibile effettuare tutti gli interventi in ununica operazione. Dopo qualche istante di incertezza mi risponde che non ci dovrebbero essere problemi. Dovrei verificare solo qualche questione di sicurezza per operarla in questa struttura, dal momento che non potrebbe essere ricoverata dopo gli interventi. Anzi, direi che nel suo caso sarebbe meglio fare degli interventi combinati, visto che nella mastopessi previsto unaggiunta di grasso autologo che estrarrei da due aree. Senza contare che risparmierebbe del denaro. Ma queste sono valutazioni che potremo fare pi avanti, quando le avr prescritto qualche esame. Si parla brevemente del postoperatorio. La questione cicatrici ed eventuali complicanze, sfiorata appena. Il medico lascia la stanza. Pochi istanti dopo compare una gentile segretaria con un preventivo. Mini-addominoplastica 4.875 euro, liposcultura alle ginocchia 4.125 euro, mastopessi con aggiunta di grasso autologo 5.125 euro. Totale 14.125 euro. Se decidesse di fare degli interventi combinati, sarebbe possibile applicare un piccolo sconticino. Si passa alla questione pagamenti. Mi propone un comodo finanziamento a tasso zero, col quale pagare lintervento in 24, 48 o 60 mesi. Uscita dal centro estetico, verifico che il medico che mi ha visitata sia iscritto a Aicpe o a Sicpre, le societ pi importanti del settore. Il suo nome non c.

Ci hanno detto
Anna, 46 anni, Bergamo
Mia sorella andata allestero per aumentare il proprio seno. Si fatta una vacanza e ha messo delle protesi spendendo quanto unoperazione in Italia. I problemi sono nati quando tornata in Italia. Il seno ha cominciato a fistolizzare e ha dovuto farsi togliere le protesi. di soldi per pagare lintervento, semplicemente cerco di accettarmi cos come sono. Per carit, ognuno libero di pensarla come vuole. vo che qualcuno lo scoprisse prima dellintervento. Adesso ho una quarta, la taglia che avrei sempre voluto avere. E sono soddisfatta.

Sara, 43 anni, Predore

Gianni, 31 anni, Martinengo

Non mi piaccio e certamente vorrei essere come alcuni divi della tv, ma non mi sottoporrei mai a un intervento di chirurgia estetica. La mia non paura per il dolore o mancanza

Vista let che incalza e le rughette che aumentano, mi sento propensa a farmi qualche ritocchino di chirurgia estetica, ma la mia paura quella di cadere nelle mani di qualche macellaio.

Angela, 60 anni, Brembate

Antonella, 31 anni, Milano

Mi sono rifatta il seno. Sono andata in unaltra regione perch non vole-

Ho fatto delle iniezioni di botulino in un nuovo centro estetico, risparmiando il 30% rispetto al solito. Il problema che leffetto stato pi breve, un mese e mezzo appena! Su internet ho trovato altri casi simili, scoprendo che se diluito il botulino ha minor effetto. Sono arrivata a sessantanni per farmi fregare!.

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/strade e quartieri

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Colognola
un quartiere senza pace
Gabriella Pesce

I residenti lamentano inquinamento acustico e ambientale. Sotto accusa il frequente passaggio degli aerei, che ha anche deprezzato il valore degli immobili. Il locale Comitato d battaglia in cerca di una soluzione.
di Alessia Marsigalia

era una volta Colognola, detta del Piano, comune indipendente che mescolava tradizione, grazie allaffascinante borgo storico, e progresso con il passaggio della ferrovia che ne accrebbe lo sviluppo industriale. E cera, unaltra volta, Colognola che, con regio decreto del 10 febbraio 1927, fu annessa al territorio comunale di Bergamo, diventando un quartiere residenziale con uno sviluppo abitativo che ha avuto due ondate boom, negli anni 50 e poi nel 70. Oggi c Colognola, un quartiere con due chiese, delle botteghe, qualche bar e circa cinquemila abitanti: un sorta di paese alle porte della citt dove tutti si conoscono, tutti ci abitano da una vita e molti non sopportano pi il rumore degli aerei che decollano e atterrano, a sentir loro, a fil di tetto. Spesso si dice che Orio al Serio sia un aeroporto seduto sulla citt di Bergamo: utilizzando questa metafora si pu dire che Colognola ne sente i respiri, la tosse e talvolta lalito cattivo. Non ce lhanno con laeroporto in s. Sanno che Orio ha dato lavoro, ricchezza e sviluppo alla citt. Per dal 2009, quando quella maledetta rotta stata

cambiata, Colognola non sente pi ragioni, anzi lamentano gli abitanti , non sente proprio, visto che il rumore diventato il loro sottofondo quotidiano. Laeroporto non doveva disturbarli, cera scritto ovunque sulle carte che mostrano alcuni cittadini fondatori dellAssociazione Colognola per il suo futuro: le aree interessate dalle curve isofoniche avrebbero toccato solo in minima parte il quartiere, ma poi una nuova rotta ha reso la situazione inaccettabile. Ad aggiungersi al problema rumore c la possibile variante del Pgt del Comune di Bergamo, che declasserebbe Colognola da area residenziale a zona di rispetto e rischio aeroportuale, fatto che non solo spaventa ma che defrauda i cittadini dei loro patrimoni immobiliari racconta Gabriella Pesce del direttivo dellAssociazione perch ovvio che tale declassamento comporta una pesante perdita di valore di tutte le abitazioni. LAssociazione ha gi presentato un ricorso al Tar e un esposto in Procura e ha raccolto oltre 1.500 firme in un documento in cui si ripercorre lo sviluppo dellaeroporto e si toccano le questioni aperte fino alla pi sentita, quella riguardante le curve isofoniche e il piano di zonizzazione, per il quale Colognola si ritrovata in fascia A, dove il limite di 65 decibel. Lesposto muove accuse a tutti

coloro che avrebbero dovuto controllare sviluppi e certificazioni dello scalo e che tocca aspetti critici quali il limite di unit di traffico ignorato, i movimenti annui previsti, le centraline acustiche e ambientali mobili e i cui dati vengono poi consegnati allaeroporto. Gabriella Pesce e Camilla Colnago, le due rappresentanti dellAssociazione che abbiamo incontrato nel nostro viaggio a Colognola, ci tengono subito a precisare che, visto che stata appena messa una centralina mobile di rilevazione dellinquinamento ambientale, di aerei ne passano pochi. Viene collocata due volte lanno per due settimane e, improvvisamente, di aerei ne passano di meno raccontano; noi comunque ci domandiamo a che serva analizzare linquinamento per cos poco tempo, ma soprattutto che funzione abbia la centralina se poi i dati vengono passati alla Sacbo perch li rielabori. Da quando il controllore e il controllato sono la stessa cosa?. Le rappresentanti marcano per la questione del rumore, quei decibel che non significano solo mancanza di vivibilit, ma anche un danno patrimoniale, perch gli immobili stanno perdendo valore e noi paghiamo lImu come tutti i quartieri. La rabbia degli abitanti per gran parte rivolta al Comune di Bergamo che

non li avrebbe protetti e salvaguardati, rispetto a quel Piano di Via approvato da un decreto ministeriale del 2003 in cui erano contenute prescrizioni precise sulle curve isofoniche, sulle unit di traffico, sullespansione dellaeroporto, che doveva essere fatta verso est, toccando in minima parte Colognola. Anche lattuale sindaco denunciano aveva promesso di non superare il limite di 68.570 movimenti annui, ma gi stato superato molte volte, tanto che 11 sindaci dellhinterland hanno fatto una diffida alla Sacbo perch lo rispetti. Nel 2012 le proiezioni parlano di 75mila unit. Oltre al rumore la questione ambientale preoccupa lAssociazione, considerando che Il comune di Azzano San Paolo, inserito nella zona di rispetto, ha rilevato un inquinamento altissimo. Noi abbiamo chiesto centraline anche per gli avio inquinanti di cui nulla sappiamo. La questione aeroporto allordine del giorno, ogni mese un comune o un quartiere si ribella e fa sentire la sua voce. Ed per questo sono convinti a Colognola che si bloccato lo sviluppo verso est, zona meno antropizzata, delineato inizialmente nel Piano. Quelli di Seriate, Grassobbio e Bagnatica hanno fatto valere i loro diritti pi di noi e quindi lespansione avvenuta a ovest. Ci sono, vero, zone travagliatissime, come il Cas-

sinone, ma nel piano di via gli abitanti hanno potuto scegliere tra la delocalizzazione o linsonorizzazione. Per la politica della compensazione chi perde dei benefici va risarcito, noi invece, oltre al danno la beffa. Ma lipotesi di insonorizzazione non soddisfa comunque gli abitanti di Colognola, bench tempo fa Sacbo abbia annunciato di aver stanziato diversi milioni per attuarla. Se doves-

Camilla Colnago

sero insonorizzare tutte le zone A non so quanto spenderebbero. I 20 milioni che dicono di aver stanziato non sono sufficienti e poi non si sa chi ne avrebbe diritto. A noi interessano le finestre

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insonorizzate, vogliamo rimanere zona residenziale. Prima del 2009 la rotta lambiva diversi quartieri, ma il disturbo era mite. Oggi invece Colognola il fulcro. Il comune non ci ha pensato? Forse i nostri voti contano meno? O, forse, visto che a Colognola non c pi spazio per costruire, mancano gli interessi a salvaguardarla?. Gli interrogativi e le ipotesi dei colognolesi sono vari e quotidiani. Il fatto certo che, a Colognola, oltre ad un istituto per malati psichici, ci sono diverse scuole, una primaria, due materne, una scuola media e lIstituto superiore Belotti, che ogni giorno porta nel quartiere fino a 1.500 ragazzi. Queste strutture, in base alla legge del 1975 in materia di edilizia scolastica, sono soggette a norme severe difficilmente adeguabili a una zona di rispetto. Abbiamo troppi aeroporti tuona la signora Pesce che non dialogano tra loro, Malpensa sotto-utilizzato e uno come Orio sovrautilizzato. Nessuno poi cita Montichiari, a 50 chilometri da qui, luogo disabitato, immerso nel verde, di cui nessuno parla mai... Forse l c qualcuno che tutela un eventuale sviluppo invasivo. Forse, ma quella di Montichiari unaltra storia...

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La posizione di Sacbo
Sacbo ricorda inoltre che ha dato incarico allAsl Bergamo di realizzare uno studio epidemiologico per valutare se la presenza dellaeroporto possa produrre effetti sullo stato di salute dei cittadini. I primi risultati dei dati analizzati sottolinea non hanno mostrato significative difformit nello stato di salute dei cittadini pi prossimi allo scalo rispetto ad altri. Nel corso del 2013 verranno per raccolti dati pi specifici cos da permettere ulteriori considerazioni. Per dare corso ai programmi di mitigazione a livello residenziale Sacbo ha invitato anche i Comuni del territorio circostante il sedime aeroportuale a sottoscrivere una nuova intesa (dopo il protocollo con Regione Lombardia e Provincia di Bergamo del settembre 2008), che definisca i reciproci impegni affinch liter tecnico, amministrativo e realizzativo sia il pi efficace possibile. LAeroporto di Orio al Serio si appresta infine a redigere un nuovo MasterPlan (Piano di Sviluppo Aeroportuale) che verr sottoposto allapprovazione di Enac e conseguentemente a tutti gli iter autorizzativi necessari tra cui la valutazione di impatto ambientale.

Avanti col piano di mitigazione ambientale


LAeroporto di Orio al Serio ha conosciuto una fase di crescita decennale che lo ha fatto diventare il quarto scalo italiano per movimento passeggeri e un volano per leconomia territoriale. Durante questa crescita sottolinea la Sacbo, la societ di gestione dello scalo non si mai perso di vista il problema dellimpatto ambientale, gestito con la massima trasparenza attraverso la rete di centraline per il rilevamento del rumore e la relativa pubblicazione dei dati messi a disposizione delle amministrazioni locali e dei cittadini, e lelaborazione di un piano di mitigazione che prevede una serie di interventi, in parte gi adottati, altri in corso dopera o in previsione, condivisi e approvati in seno alla Commissione Aeroportuale presieduta da Enac e partecipata dai Comuni interessati, oltre che da Ministero dellAmbiente, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Arpa. La costante presenza dellAgenzia, Ente tecnico regionale di riferimento, garantisce inoltre la correttezza delle valutazioni effettuate e, attraverso i periodici controlli effettuati, lattendibilit dei dati raccolti. Studi in corso sempre da parte di Arpa Lombardia, effettuati su richiesta della Commissione aeroportuale, stanno confermando che la nuova rotta, caratterizzata da virata con allineamento allasse autostradale, risulta ancor oggi estremamente efficace. Laeroporto sottolinea anche che ladozione di aeromobili di nuova generazione da parte dei vettori che operano sullo scalo bergamasco ha contribuito a ridurre il valore medio della rumorosit prodotta in fase di sorvolo, che resta il parametro di riferimento per lanalisi dellimpatto acustico. Sacbo si aggiunge si pronunciata per lattuazione degli interventi di mitigazione che interessano il quartiere Colognola. Nonostante il ricorso contro la zonizzazione acustica, che resta il riferimento per poter eseguire interventi efficaci ai fini della mitigazione ambientale, Sacbo sta procedendo alle valutazioni dei possibili interventi da attuarsi nel breve periodo nelle abitazioni pi esposte. Peraltro, tutti i recettori sensibili ricadenti allinterno dellarea di zonizzazione acustica sono stati oggetto di intervento di mitigazione ambientale in accordo con i Comuni interessati e secondo indicazioni definite e approvate dal Cnr che ha eseguito i collaudi acustici. Nel complesso, ricorda ancora Sacbo, gli interventi, basati sulla sostituzione degli infissi o linstallazione di impianti di climatizzazione, hanno riguardato nove scuole (sei di Bergamo, due di Orio al Serio e una di Grassobbio) e in particolare tutte quelle presenti nel quartiere Colognola: nella scuola materna di via Linneo si intervenuto negli anni scorsi; alle elementari Calvino, alla media Muzio, alla scuola materna di via Costantina e nellItc Belotti le opere sono state realizzate lestate scorsa.

I residenti

Troppo spesso la situazione insopportabile


Ettore Attan (pensionato) Da quanto tempo sta a Colognola? Dal 1978. Ha firmato per lesposto in procura? Certo, perch sono convinto che passare per vie legali sia la soluzione migliore. Cosa le d pi fastidio di questa situazione? Non mi preoccupo tanto per me quanto per i miei nipoti. Che futuro possono aspettarsi da tutto questo inquinamento? Le faccio un esempio: mia moglie pulisce il balcone tutte le mattine. Sa di che colore diventa lo straccio? Nero, e puzza di cherosene. E il rumore? Io potrei dormire fino a tardi, sono in pensione. Ma avendo labitudine di tenere le finestre aperte, anche dinverno, mi sveglio allalba perch gli aerei passano di continuo, mattina presto, notte... non c tregua. La sua soluzione? Io ho viaggiato molto quando lavoravo. Ne ho visti di aeroporti, ma uno come quello di Bergamo mai. in citt, non esiste una situazione del genere da nessuna parte. Senza contare il traffico di automobili che genera. Fosse per me lo chiuderei. Fausto Giuliani (Direttore Asilo Infantile di Colognola) Qualche famiglia ha portato via i suoi bambini dallasilo di Colognola? No fortunatamente, ma solo tra le madri che portano qui i figli si sono raccolte 150 firme. Ottimo risultato avendo circa 140 bambini. Hanno insonorizzato ledificio? S, ma solo le finestre. Cosa inutile

Ettore Attan

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palestre, sono rimasti senza nulla. Studi e ricerche dimostrano che lalta rumorosit ritarda lapprendimento. Da cittadina come vede questa situazione? Certe volte vorrei proprio andarmene, non potendo nemmeno decidere di andare a letto o svegliarmi quando voglio, considerati i rumori. Ma il valore degli immobili sta crollando. Basta vedere sui portali la quotazione delle abitazioni... Colognola diventata la pi economica. Ed un vero peccato, visto che in questa zona si stava bene. Laeroporto per ha portato turismo e ricchezza? Ma davvero possiamo calcolare quanti dallaeroporto si fermano a Bergamo? Noi affoghiamo in tutto questo per quale guadagno? Poi sono stanca di vivere in un posto dove appena si parla di salute ti guardano storto. Taranto non insegna nulla? E poi fanno le domeniche ecologiche... ma che senso ha!. Sergio Savoldelli (Titolare negozio Ex Cooperativa) Ha messo i doppi vetri? No, nessun doppio vetro, il rumore lo sento tutto. E lo sentono anche i clienti, quando ordinano qualcosa e passa un aereo non si sente nulla. Da quando lavora qui? Sono ormai 52 anni. E la situazione quando peggiorata? Direi negli ultimi 3-4 anni. Oltre al rumore c altro che le d fastidio? Lodore di cherosene che, soprattutto in estate, insopportabile. Lei abita anche a Colognola? No, io abito a Orio. L sar peggio? S, decisamente. Gabriella Poli (Titolare Pellicceria Oberti) Da quanto vive a Colognola? Sono ben 40 anni. E che dice dellaeroporto? Che c dal tempo della guerra, ma nes-

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Fausto Giuliani

in primavera e in estate. Quando passa il maggior numero di aerei? La mattina e poi riprendono verso sera. anche lei daccordo con questa protesta? S, se rimane in questi termini, cio legale e istituzionale. Non appoggio proteste in mezzo alle strade, cortei o manifestazioni. In questo modo, con dati alla mano, e seguendo le giuste direzioni, sposo appieno le ragioni dellAssociazione. Raffaella Rossi (insegnante dellIstituto Belotti) Come vive da insegnante il lavoro e la vivibilit della scuola? LIstituto Belotti ospita ogni giorno circa 1.500 studenti: una delle scuole pi grandi di Bergamo. Se poi calcoliamo le persone che ruotano superiamo questa cifra. La legge sulledilizia scolastica parla chiaro: una scuola in queste condizioni non ci pu stare. LIstituto stato per insonorizzato. Loro mettono solo i doppi vetri, ma una vera insonorizzazione prevede una coibentazione totale, una sorta di cappotto su tutto ledificio. Corridoi, atri,

Sergio Savoldelli

Gabriella Poli

Raffaella Rossi

suno si sarebbe aspettato che diventasse cos. quasi ormai inutile parlarne, tutti questi problemi erano ovvi, un po com successo con lospedale: tutti sapevano che la zona era paludosa, ma ci hanno costruito lo stesso. I suoi clienti come reagiscono? Quelli che vengono da fuori mi guardano stupiti e mi chiedono: sempre cos? Secondo lei il Comune si dimenticato di Colognola? Una volta come presidente dellAssociazione Artigiani e Commercianti di Colognola ho incontrato il sindaco e gli ho proposto di venire a una festa organizzata in Piazzale delle Scienze qui nel quartiere. E gli ho anche proposto una musica deccellenza, come sottofondo: quella degli aerei. mai venuto? No. Crede che il valore degli immobili ne stia risentendo? Le dico solo che mio figlio ha una casa con un bel giardino in via Caduti del Lavoro, ma che mangiare fuori impossibile, non ci si sente mentre si parla e c una gran puzza. Io sto per fare un terrazzo sopra casa, ma tanto non ci andr mai. Il quartiere sta soffrendo? Negli ultimi anni si sta degradando. Buche sui marciapiedi, spazzatura lasciata in giro, senza parlare della presenza di gente poco affidabile.

Crede sia una conseguenza dellaeroporto? Io so solo che se un comune non si interessa di un quartiere vince il degrado e se si continua cos c il rischio che Colognola diventi un ghetto. Rossano Baretti (edicolante) Lei che lavora allaperto come sta? Sento gli aerei tutto il giorno. cos terribile come si dice? Terribile forse no, ma quando passano i cargo mi tremano i vetri delledicola e anche il pavimento. I suoi clienti che le raccontano? Che trovano i balconi sporchi la mattina. Con che frequenza sente gli aerei? Il mattino presto anche uno ogni due minuti. Vorrebbe chiuso laeroporto? No, assolutamente, ma che migliorassero le rotte e che volassero un po pi in alto.

Rossano Baretti

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in evidenza

in evidenza

Diachem,

lagricoltura moderna ha il partner ideale


Gianluigi Dubbini

I numeri del successo


Il gruppo Diachem nel 2011 ha fatturato 29.342.000 euro, il 13% in pi rispetto al 2010. Una realt fatta da 96 dipendenti di cui, 4 dirigenti, 8 quadri, 34 impiegati e 50 operatori nella sede produttiva. Lo stabilimento di Caravaggio ha una superficie industriale di 38.000 metri quadri, di cui 14.000 coperti, con 7.000 metri quadri di magazzino. I reparti di formulazione sono 7, con 22 linee di formulazione e 21 di linee di confezionamento. Nel 2011 lo stabilimento ha prodotto 8.771 tonnellate di formulati, il 50,5% destinati ai clienti industriali (4.434 tonnellate, +10% rispetto al 2010), il 46% ai prodotti Chimiberg (4.040 tonnellate, +14%) e il 3,6% ai prodotti per lexport (300 tonnellate, in lieve calo).

Dubbini: La nostra strategia? Stare molto vicini ai clienti con un ampio catalogo di prodotti e con un efficace servizio post-vendita. Notevole lo sforzo nella difesa internazionale delle registrazioni
Ci sono ancora multinazionali che vogliono investire in Italia, ma lo faranno solo se saremo in grado di garantire loro dei tempi ragionevoli di avviamento degli impianti. Bisogna, dunque, che la burocrazia sia reattiva come lo leconomia mondiale, altrimenti rischiamo di lasciarci sfuggire unimperdibile opportunit di crescita. A parlare Gianluigi Dubbini, attualmente alla guida con i fratelli Marco e Paolo del gruppo Diachem, realt 100% italiana che si occupa di formulazione e commercializzazione di prodotti chimici per lagricoltura. Un gruppo che nel 2011 ha fatturato 29.342.000 euro, in crescita del 13% rispetto al 2010. Di questi, oltre 21 milioni di euro sono stati fatturati dal nostro marchio commerciale Chimiberg, spiega Dubbini storico brand rivolto al mercato italiano, distribuendo gli agrofarmaci formulati da Diachem. Il fatturato Chimiberg del 2011 rappresenta al momento il record storico per il marchio. Nello stesso anno la divisione industriale ha fatturato oltre 7 milioni di euro (+17% rispetto al 2010) e la divisione export circa 1 milione di euro, in lieve calo rispetto allanno precedente. Sempre nel 2011 lo stabilimento di Caravaggio ha prodotto 8.771 tonnellate di formulati, il 50,5% dei quali sono stati destinati ai clienti industriali (4.434 tonnellate, +10% rispetto al 2010), il 46% ai prodotti Chimiberg (4.040 tonnellate, +14%) e il 3,6% a prodotti per lexport (300 tonnellate, in lieve calo). Un gruppo solido che deve fare i conti, tuttavia, non solo con la crisi mondiale che sta gravando sul settore agricolo, ma con un sostanziale immobilismo burocratico che da sempre sfavorisce la competizione delle aziende italiane. Uno dei nostri clienti internazionali, che crede ancora nellItalia, ci ha sottoposto un progetto molto interessante spiega Dubbini che ci permetter di realizzare circa 5 mila tonnellate di prodotti nei prossimi tre anni, a fronte di un nostro investimenti di 3 milioni di euro nello stabilimento di Caravaggio. Il gruppo pronto a investire questi capitali, ma molto dipender dai tempi di ottenimento delle varie autorizzazioni. Altrimenti detto, se limpianto si avvia in un anno, un anno e mezzo al massimo, come avviene allestero, linvestitore straniero che preferisce il gruppo Diachem per la qualit dei pro-

dotti, per la fidelizzazione compiuta dalla sua rete vendita e per le garanzie che in grado di offrire, investir in Italia, in caso contrario andr altrove. E che la Diachem abbia puntato con forza su tutti questi plus, negli ultimi decenni, lo dicono le cifre. Non un caso che il 95% del fatturato netto consolidato di Chimiberg, il marchio delle attivit commerciali di Diachem, sia garantito da rivenditori che sono stati fidelizzati nel tempo. La nostra strategia quella di essere molto vicini ai clienti, fornendo non solo un ampio catalogo dei prodotti, spiega Dubbini ma offrendo loro anche un servizio post-vendita capace di dare consulenza nellottimizzazione del loro uso. Non ultimo, ci serviamo di particolari strumenti di incentivazione con i quali offriamo, a clienti di una certa dimensione, la possibilit di usufruire di originali iniziative culturali e di svago, al raggiungimento di un determinato obiettivo, strategia che fidelizza e coinvolge molto le aziende. Due dei punti di forza, di questa eccellente realt bergamasca, sono la formulazione e preparazione di circa l80% dei prodotti a catalogo, realizzati nello stabilimento di Caravaggio, e lo sforzo nella difesa internazionale delle registrazioni. Avere uno stabilimento allavanguardia di formulazione e preparazione dei prodotti, un valore aggiunto che ci differenzia enormemente da altre realt di uguali dimensioni prosegue Dubbini perch ci permette di lavorare anche per grosse multinazionali, in conto terzi, garantendo loro tutte le certificazioni richieste dalla normativa che disciplina il settore dellindustria chimica. Inoltre, abbiamo concentrato gli ultimi sforzi economici pi consistenti nellottica di difendere il nostro catalogo prodotti. La normativa europea, che armonizza tutti i processi di registrazione, etichettatura e commercializzazione dei prodotti chimici per lagricoltura, a salvaguardia della salute e della sicurezza degli operatori e dei consumatori, obbliga le aziende dellagrochimica, per il mantenimento delle registrazioni, a produrre corposi dossier contenenti molteplici dati, tossicologici, agronomici, valutazioni di impatto ambientale. Diachem ha quindi deciso di investire creando al suo interno un ufficio di Marketing operativo e strategico e un ufficio Regulatory, questultimo deputato a seguire liter delle registrazioni. Nel settore Regulatory, negli ultimi anni, Diachem ha investito circa 2,5 milioni di Euro. Nel 2006 sono stati predisposti due Allegati III (relativi ai prodotti formulati), andati a buon fine e autorizzati dagli enti preposti nel 2011, a salvaguardia

di 6 registrazioni spiega . Dal 2009 al 2012 abbiamo prodotto ben 18 ulteriori Allegati III, che difenderanno 32 registrazioni. Nel prossimo triennio 2012-2015 prevediamo un ulteriore investimento in Allegati III pari a 1,5 milioni di Euro, con la produzione di 8 documenti a difesa di ulteriori 12 registrazioni. Investimenti strategici che non solo garantiscono il mantenimento di un patrimonio di registrazioni interne allazienda, con un portafoglio di prodotti rispondente alle esigenze di unagricoltura in evoluzione, ma che rispondono a obiettivi di crescita nel medio periodo. Il progetto di ottenere nuove registrazioni nella fascia del sud Europa continua Dubbini ampliando nei prossimi 3-5 anni lexport anche verso i Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, ai quali facciamo attualmente vendita spot. Lobiettivo che intendiamo raggiungere di passare dallattuale 5% dellexport, a una percentuale che oscilla tra il 10% e il 15%, passando da 800 mila euro a 2,5 milioni di euro. Una storia tutta bergamasca Luigi Dubbini, ingegnere civile, fonda nel 1937 con il fratello Amleto, chimico tessile, una societ per la produzione e vendita in Italia di prodotti chimici ausiliari per lindustria tessile. Dieci anni dopo nasce Chimiberg Srl, societ per lo sviluppo di prodotti chimici destinati alle industrie della concia, del cuoio, della carta e della cosmesi. Nel 1952 Ezio Dubbini, figlio di Luigi, entra nellazienda dopo essersi laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano. Nel 1957 la Chimiberg, divenuta Chimiberg Spa, estende la propria attivit alla produzione e commercializzazione di prodotti chimici per lagricoltura. Dieci anni dopo, nel 1967, viene fondata ad Albano S. Alessandro, la Dubbini Spa, che successivamente diventa Diachem Spa (Development Industrial & Agricultural Chemicals), azienda che si occupa della formulazione di agrofarmaci e specialit nutrizionali per le coltivazioni agricole, nonch della commercializzazione diretta tramite la propria consociata, la Chimiberg. Negli anni Ottanta Ezio Dubbini entra nel settore delle comunicazioni acquisendo la Suardi Telefonia, che presto cambia ragione sociale in Sostel Spa. dello stesso periodo lingresso nel gruppo dei figli di Ezio Dubbini, Gianluigi, laurea in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano, e Marco, laurea in Economia e Commercio. Nel 1986 il gruppo acquista il complesso industriale dei laboratori chimici Cifa di Caravaggio, dove vengono trasferite tutte le linee di produzione e confezionamento. Negli anni

Ottanta Diachem tra le prime aziende dellagrochimica a introdurre nel mercato italiano grazie a unintuizione di Ezio Dubbini i prodotti flowable, sospensioni concentrate di principi attivi (fungicidi, insetticidi e diserbanti) micronizzati in acqua, fino ad allora diffusi solo nel settore delle vernici. Nel 2006 nasce Diagro Srl, societ amministrata da Franco Tettamanzi, che si occupa di fertilizzanti speciali. Paolo Dubbini, terzo figlio di Ezio, entra in Diachem nel 1992, dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio. Recentemente entrata in Diachem la quarta generazione, con Francesca Dubbini, figlia di Gianluigi. Una laurea in architettura e ingegneria edile, Francesca Dubbini da poco tornata in Italia dopo aver lavorato nel settore delle costruzioni prima a Londra e poi a Singapore. Francesca ha collaborato al progetto per la nuova sede direttiva di Caravaggio, recentemente inaugurata, che si affianca allo stabilimento produttivo. Il premio Odysseus Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento, perch la scommessa di portare in un mercato tradizionale come quello agricolo, una comunicazione innovativa e di impatto, stata vinta. A parlare Gianluigi Dubbini, presidente della Diachem, gruppo che si aggiudicato il premio Odysseus di Confindustria Bergamo per la campagna di advertising Chimiberg Altro che Favole e il soggetto La Mela Senza la Strega. Una campagna pubblicitaria che non enfatizza il prodotto, ma che mette in evidenza il concetto stesso di sicurezza alimentare, a cui pu contribuire luso razionale degli agrofarmaci Chimiberg. In occasione dellinaugurazione della nuova sede direttiva Diachem a Caravaggio, tenutasi lo scorso 15 Novembre 2012, stato presentato il nuovo soggetto La Zucca Senza la Fata, dove una bellissima Cenerentola pronta per il ballo reale, tiene stretta una zucca sotto il braccio, rifiutando le magie della Fata. Unaltra campagna, declinata in maniera innovativa, sulla necessaria sicurezza alimentare.

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CI RACCONTANO curno Ci sono parcheggi? Pochi. Non bastano. Chi vuole entrare nel centro del paese non sa dove parcheggiare?. servito dai mezzi pubblici? S, questo servizio funziona. I pullman ci sono. Cosa chiederebbe al Comune? Di vivacizzare un po di pi il paese. Con i centri commerciali aperti anche la domenica qui non viene proprio nessuno. MARISA TAIOCCHI (Casalinghi) via Papa Giovanni Un pregio di Curno Pregio? No, guardi di bello c ben poco. I difetti Diversi. La presenza dei centri commerciali che ci penalizza, le poche iniziative in paese, lintroduzione del senso unico in questa via che limita laccesso ai cittadini. Cosa vorrebbe per il paese? Che fosse frequentato un po di pi. Bisogna animare il centro, spento. Sono dodici anni che sono qui ed sempre stato cos. Bisogna fare qualche iniziativa in pi. MILENA BONATI (Fruttivendolo) Largo Vittoria un paese tranquillo? S, ma anche un paese senza brio. Le iniziative latitano. Ho questa attivit dal 1988: prima si lavorava con pi soddisfazione. Ora tutto pi difficile e la scarsa animazione del centro ci penalizza ulteriormente. Hanno chiuso molti negozi? S, negli ultimi anni ci sono state diverse chiusure. Non un bel momento e anchio cerco di tener duro. Quali sono i problemi del paese? Manca il flusso della gente. tutta nei centri commerciali. Qui in paese non si vede. Ci sono stranieri? S, se ne vedono abbastanza.

Curno
appiccicato alla citt con tutti i vantaggi che ne derivano, ma da sempre ha stampato addosso la fastidiosa etichetta di paese dei centri commerciali, del traffico a dismisura, delle villette cresciute come funghi. Perfino il suo primo cittadino, Perlita Serra, non difende la sua Curno e con un sorriso a met tra il divertito e il rassegnato commenta che alla fine Curno ha poco di bello. A parte il fiume Brembo che costeggia la Marigolda, il quartiere pi verde e pi pregevole, come precisa il sindaco, che vorrebbe realizzare un approdo in quel tratto e renderlo di facile accesso, Curno deve fare i conti con una viabilit complessa da un lato la Briantea, da sempre uno degli accessi alla citt pi trafficati, dallaltro la via Fermi dei centri commerciali e che, a detta del sindaco, soltanto una futura metropolitana potrebbe davvero risolvere.Intanto la nuova amministrazione comunale vorrebbe riqualificare il centro storico del

il paese schiacciato dai centri commerciali

GIUSEPPINA CARPANO (Bar Aretusa) via Papa Giovanni

di Sara Noris

paese che modesto, non si nota come ha commentato il sindaco aggiungendosi al coro dei commercianti i quali, rincarando la dose, definiscono Curno un paese fantasma. Perch la gente qui non arriva, gli acquisti si fanno altrove, nei vicini centri commerciali. Eppure il paese di facile accesso, qualche anno fa ha anche cambiato faccia: una nuova pavimentazione e una piazza moderna ed elegante su cui si affaccia il Municipio, qualche casetta nuova che spicca tra le vecchie costruzioni. Eppure i commercianti dicono che poco vivace. C poco o nulla, si potrebbe fare di pi. Intanto il primo cittadino avanza una proposta: la vecchia trattoria Il Tinto, di propriet comunale, adeguatamente ristrutturata, potrebbe diventare un polo di iniziative per tutti, punto di riferimento per il paese, con tanto di centro ristoro, magari slow food o a chilometro zero. Vorremmo emettere un bando entro questanno per avere i finanziamenti precisa il sindaco Serra. Chiss, potrebbe essere lo stimolo giusto per far crescere vivacit e dinamismo.

Tra i progetti in corso, la ristrutturazione della trattoria Il Tinto, di propriet comunale, che potrebbe diventare un polo di attrazione per iniziative di richiamo nel centro storico. E tra i sogni nel cassetto spunta anche un approdo sul Brembo.

Giuseppina Carpano

un paese con molti servizi? No, non proprio. Nel settore alimentare manca la macelleria, non c un mini market. I centri commerciali ci penalizzano.

Milena Bonati

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Bella la piazza del Municipio, mod erna e funzionale, cos come lingresso dall e Crocette con la nuova pavimentazione e le nuove costruzioni attorno alla chiesa. Pec cato per per quellaria un po rassegnata che si respira girando per negozi. Curno ha proprio bisogno di una sferzata di energia.

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ANTONELLA ROTTOLI (Langolo fiorito) Largo Vittoria Cosa le piace di Curno? Sono tredici anni che ho questa attivit e vedo molte persone. Mi piace il fatto che ci si conosca un potutti. Cosa non sopporta? I centri commerciali. un paese trafficato? S, soprattutto al mattino, poi nel pomeriggio si riduce. Quando cera il doppio senso di marcia per arrivava pi gente. Un errore del passato Lo spreco di soldi per la costruzione della scuola elementare e della biblioteca che sono ancora l ferme. SANTO MANETTA (Pizzeria Al Sorriso) via Lecco Lei presidente dellAssociazione Le Botteghe di Curno. Perch i commercianti si lamentano che il paese morto? Sono presidente da cinque anni, mentre lAssociazione c da quasi dieci anni. Il problema che il centro si sta disgregando: i piccoli negozi soffrono e non c un afflusso continuo di clienteLe nostre domande a

Mario Negri - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scienti co Fondazione no pro t da oltre 50 anni al servizio degli ammalati

la. C anche il fatto che Curno non ha una sua storia, un avvenimento o una ricorrenza che la identifichi e organizzare eventi e iniziative non facile perch il Comune non ha soldi e i commercianti non vivono un momento facile per pagare di tasca propria. Quindi il centro ha poche speranze di risollevarsi? Il fatto che non c un vero progetto per i commercianti. Anche se si sta cercando di creare una sorta di rete tra noi esercenti. In che modo? Con la semplice comunicazione, non

solo tra commercianti ma anche tra le diverse associazioni del paese. Limportante essere uniti e avere idee per animare il centro.

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Santo Manetta

in difesa della salute e della vita


Prof. Silvio Garattini

PERLITA SERRA, SINDACO DI CURNO


Gli obiettivi da raggiungere non sono certo facili: ci sono cantieri fermi da decenni quello della nuova scuola elementare e della futura biblioteca una viabilit tutta da rivedere e il sogno di progettare un vero e proprio accesso al fiume Brembo. Avete da poco approvato il nuovo Piano di Governo. Riuscirete a sbloccare i cantieri fermi da tempo? Stiamo valutando ogni dettaglio. Il cantiere della scuola elementare era stato bloccato dalla precedente amministrazione ed stato un errore, anche perch era stato deciso che un imprenditore portasse a termine i lavori. Ma non sono certo tempi facili. Per la biblioteca ci sono i finanziamenti, ma sono bloccati dal patto di stabilit. Tra i progetti c anche il Parco del Brembo? S, lidea quella di valorizzare laccesso al fiume nel quartiere della Marigolda. la parte pi pregevole del paese. Per il resto Curno ha ben poco di bello. Darete il via libera anche a nuove costruzioni residenziali? Noi crediamo nel recupero e non daremo il via a nuove costruzioni, anche se ci sono dei piani integrati di intervento che non sono ancora partiti e se si sblocca il mercato daranno vita a nuove costruzioni. S costruito molto in paese, ma ci sono ancora molti metri cubi disponibili. Anche per centri commerciali? Per nuovi centri commerciali no, ma il Piano di governo del territorio prevede che il centro commerciale, che risale al 1991, possa riqualificarsi. Questo non significa necessariamente un aumento di volume. Siamo in

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attesa che venga presentata la proposta di riqualificazione. Il traffico? un problema mai risolto. Attorno ai centri commerciali la circolazione difficoltosa, la Briantea spesso rallentata. Verr risolto solo con la linea metropolitana. Noi siamo pronti a fare la nostra stazione....

Destineremo interamente i vostri contributi alle ricerche pi avanzate contro le malattie


pi gravi, pi diffuse, meno curabili: la malattia di Alzheimer, l'ictus cerebrale, i tumori femminili, le malattie neurologiche, le patologie da inquinamento, il diabete, le malattie renali, le malattie rare.

Per avere maggiori informazioni sulle nostre attivit consultare il sito


www.marionegri.it
LIstituto Mario Negri ringrazia Armando Rotoletti per luso gratuito della foto

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I paesi della Bassa


in prima linea contro la crisi

A Romano di Lombardia, Martinengo, Ghisalba e Mornico al Serio le amministrazioni si sono attivate con progetti di utilit e fondi speciali. Anche il commercio tenta il rilancio con eventi per rivitalizzare i centri storici

a sensazione di sconcerto. Quella che fino a pochi anni fa era una terra ricca, fatta di lavoratori instancabili per lo pi impiegati nelledilizia, oggi un territorio in profonda difficolt. Chi perde il lavoro vive questa nuova condizione con senso di colpa, incapace spesso di reagire. C chi sta chiuso in casa per giorni e giorni senza uscire, per la vergogna di essere in cassa integrazione ci raccontano. Un sentimento che la dice lunga sulla dignit di una terra dove, storicamente, lassistenzialismo era considerato come un fallimento personale. Non stupisce, quindi, che ci si rivolga alle amministrazioni locali per chiedere un lavoro, piuttosto che aiuti economici. Di fronte alla crisi, ogni amministrazione tenta di fare quel che pu, con la consapevolezza che dopo il taglio ai trasferimenti e i vincoli dettati dal Patto di Stabilit, quello che rimane ben poco. Romano di Lombardia risponde creando, con altre amministrazioni locali, piccoli progetti di pubbli-

di Giordana Talamona

ca utilit, (interventi di manutenzione, raccolta delle foglie, ecc.), assegnati con dei bandi lavoro. Gocce nel mare come ammette lo stesso sindaco che oltre alla crisi se la deve vedere con altre questioni. Tema caldo, quasi rovente, degli ultimi mesi stato infatti dei parcheggi a pagamento nellarea di piazza Fiume e delle cerchie (il percorso attorno al centro storico). Entrati in funzione e subito distrutti da balordi, i parcometri della discordia (80 centesimi allora o a frazione di ora), piacciono a pochissimi. I detrattori, molti dei quali commercianti, li ritengono responsabili di aver svuotato il centro storico, dando il colpo di grazia a un commercio di vicinato gi fiaccato dalla crisi. Il Distretto del commercio di Romano, tuttavia, ha rappresentato una boccata dossigeno al territorio, grazie allerogazione di un contributo a fondo perduto pari a 280 mila euro che lamministrazione locale ha lasciato alle attivit commerciali, per finanziare la ristrutturazione dei negozi. A Martinengo lamministrazione locale ha reagito alla crisi creando un fondo per le emergenze (20 mila euro

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sia il 2011 che per il 2012), a cui ha aggiunto stanziamenti speciali per voucher sociali (10 mila euro circa). In controtendenza rispetto ad altre realt, il commercio di vicinato sembra reggere ancora bene, tanto che nel cuore del centro storico sono stati recentemente aperti nuovi negozi. Tra le questioni pi sentite dalla popolazione c quella della sicurezza, a cui lamministrazione locale risponde con dati oggettivi. Secondo gli ultimi disponibili, nel solo 2010 il corpo di polizia locale ha fatto 35 arresti, rilevato 239 notizie di reato ed elevato 206 denunce per reati dimmigrazione clandestina e spaccio. Il paese infatti presidiato da un pattugliamento territoriale, con turni serali che coprono cinque sere a settimana, festivi compresi. A Ghisalba per rilanciare il commercio stato riportato, con successo, il mercato nella piazza Garibaldi. Tutti contenti, commercianti, ambulanti e cittadini, anche se la questione parcheggi gi rilanciata come una necessit, se il mercato rimarr nel cuore del paese. Il Patto di Stabilit, spada di Damocle di ogni Comune dItalia, sta inoltre mettendo in dubbio la realizzazione della scuola dellinfanzia, opera necessaria per il territorio di Ghisalba. A Mornico sul Serio stessa situazione. Anche qui il Patto di Stabilit ha bloccato la realizzazione di un asilo nido che avrebbe potuto accogliere 10-15 bambini. Il commercio sembra reggere abbastanza bene, grazie anche al lavoro di unassociazione inserita nel Distretto del commercio, che collabora con i paesi di Cividate al Piano e Palosco. La crisi sta, semmai, impattando sul tessuto sociale del paese che, come altre realt italiane, assiste alla fuga dei propri giovani allestero. C chi va in Australia a raccogliere pomodori, pur di lavorare. Un segnale che si scontra con lidea che i giovani siano tutti choosy e con una politica nazionale incapace di dare risposte serie.
Nelle pagine precedenti, un particolare di Mornico al Serio. In questa pagina, dallalto, Ghisalba, Martinengo e Romano di Lombardia.

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CI RACCONTANO GHISALBA

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chiudere il doppio accesso alla piazza, creando sensi unici per aumentare il numero dei posti auto. Non sono convinta, tuttavia, che possa essere una soluzione risolutiva. Questione sicurezza? Ghisalba un paese tranquillo. Per fortuna da quel punto di vista non ci sono problemi.
Martina Ponti

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


AbiUn paese grazioso, tranquillo. con ili, onib disp to mol e tili gen i tant ttro qua e biar scam cui piacevole chiacchiere.

GIUSEPPE FERLA (ERBORISTERIA) Via Roma

merciale, il mercato nella piazza? Positivamente. Da quando ritornato, abbiamo incrementato landirivieni di clientela. Questione parcheggi? Se la clientela non ha il parcheggio vicino, non si ferma. Adesso, poi, col mercato in piazza, occorrer pensarci. Da quel che vedo, infatti, le persone non vengono in paese per fare un giro, ma solo per fermarsi presso alcuni negozi. Cosa occorrer fare? Ho sentito parlare della possibilit di Il suo un negozio storico di Ghisalba. Chi il vostro cliente tipo? Sono tutte persone che conosciamo da una vita. Purtroppo i giovani li vediamo a Natale e a Pasqua, quando vogliono un pezzo di carne di alta qualit. Preferiscono andare nei centri commerciali, durante tutto lanno. La mentalit del consumatore cambiata molto, purtroppo. Come fa ad andare avanti? Sopravvivo, questa la verit. E ce la faccio solo perch non ho laffitto, n dipendenti, altrimenti avrei gi dovuto chiudere da un pezzo. Anche se lo volessi regalare, un giovane non vorrebbe il mio negozio. Il gioco non vale pi la candela, troppe tasse, pochi introiti. MARTINA PONTI (ABBIGLIAMENTO PONTI) Piazza Garibaldi Il suo un negozio storico? S, aperto dagli anni Venti, tanto che la Regione Lombardia ci ha dato un premio, qualche anno fa. Dal 2000, lanno in cui ho cominciato ad occuparmene, cominciata la quarta generazione. Come impatta, sulla sua attivit comLe nostre domande a

LAURA GIAVARINI (CIRCOLO ARCI DEL PROGRESSO) Piazza Garibaldi Negli ultimi anni hanno chiuso molti negozi? Solo con la fine del 2012 hanno chiuso lagenzia interinale del lavoro, una parrucchiera e un alimentari. La crisi arrivata, tuttavia, in un contesto gi sofferente, causato dai grandi centri commerciali. Su cosa si basa leconomia del paese? Principalmente sulledilizia e su alcune medie industrie situate in altri paesi

Giuseppe Ferla

Lei il vicepresidente dellassociazione dei commercianti. Come sta impattando la crisi nel territorio? Stiamo cercando di resistere ad una crisi che mai nessuno ha vissuto prima dora. Il nostro intento quello di continuare a stimolare il commercio di vicinato attraverso degli eventi. Quali sono le prossime iniziative? Il primo maggio riempiremo la piazza con bancarelle e vecchi mestieri, a latere di una mostra sullimmigrazione. Prossimamente ci sar una mostra sui reperti militari e il 2 giugno, come di consueto, una sfilata di moda. A maggio, inoltre, si terr la Fiera gestita da unassociazione costituitasi ad hoc per la sua organizzazione e promozione. Nel commercio lunione fa la forza? Per esperienza so che fondamentale continuare nello sviluppo di una rete

provinciale tra commercianti, tanto pi oggi. Credo che chi continui a stare nei comitati, bene o male, riesca ad andare avanti. Perch stato riportato il mercato nella piazza Garibaldi? Proprio per incentivare il commercio. Questa una richiesta emersa sia dai commercianti che dagli ambulanti. Si tratta di una prova che durer sino a fine anno. Poi tireremo le conclusioni. Parcheggi? Ne abbiamo. Qualche cliente, tuttavia, ha gi rilevato che con il nuovo mercato nella piazza, occorrer pensare anche ad un ampliamento dei posti auto. GIANFRANCO GANZERLA (MACELLERIA) Via Roma Com cambiato il paese? Negli ultimi quindici anni si molto ingrandito, soprattutto per larrivo degli extracomunitari. Sono integrati? Mah, non molto, mi sembra. Che paese Ghisalba? un paese ancora molto vivo, con molte iniziative, soprattutto destate.

SAMUELE VEGINI, SINDACO DI GHISALBA


Come sta impattando la crisi sul suo territorio? Viviamo quotidianamente la crisi attraverso le richieste dei nostri concittadini che, sempre pi spesso, si rivolgono a noi per un aiuto, chiedendo addirittura un lavoro. Dal canto nostro, cerchiamo di fare il possibile, ma non riusciamo a dare risposte a tutti, senza contare che i ridotti trasferimenti statali e il Patto di stabilit ci stanno condizionando enormemente. Ci sono opere necessarie che, a causa del Patto di Stabilit, non potranno essere realizzate? Ci servirebbe una nuova scuola dellinfanzia, perch la struttura che abbiamo oggi non solo obsoleta, ma non riesce pi ad accogliere tutti i bambini del nostro territorio. Il progetto pronto, abbiamo trovato le risorse economiche, ma il Patto di Stabilit ci impedisce di utilizzarle. Si tratta di unopera importante, che si aggira intorno ai 2 milioni e mezzo di euro di costi, che accoglier 9 sezioni della materna, per 270 bambini, pi 30 posti per il nido. Qui le vie sono due: o rispettiamo il Patto di Stabilit, oppure realizziamo comunque lopera. Sembra che non intenda rispettare il Patto, cos? Si parla della vita vera dei cittadini, non di numeri! Credo quindi che realizzeremo la scuola, rientrando nel Patto per il triennio successivo. Mi auguro che, nel frattempo, qualcosa sia cambiato, che i sindaci si facciano sentire con forza, perch non pi possibile andare avanti cos. Venendo al commercio, con il mercato nella piazza Garibaldi, si pone la questione parcheggi. possibile realizzarne di nuovi? Di parcheggi ne abbiamo gi a sufficienza, semmai stiamo valutando la possibilit di modificare leggermente la disposizione del mercato per migliorare la viabilit. Cosa ne pensa della pavimentazio-

ne di piazza Garibaldi e via Roma? un disastro, se potessi la rifarei domani stesso. Non solo non bella, ma si rompe periodicamente, tanto che siamo costretti a fare dei rattoppi. E una pavimentazione che ho ereditato e che, in tutta sincerit, non avrei mai realizzato con quei materiali. E della Casa di riposo, cosa ci dice? una questione da sbloccare. Alcuni privati infatti hanno presentato unofferta, quattro anni fa, per la sua realizzazione, ma un progetto fermo.

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zioni abbiano ben riqualificato il paese. Un pregio? Il paese al centro di varie arterie che lo congiungono a Bergamo e ai centri principali. C una polisportiva che funziona molto bene, cos come il centro anziani. Cosa manca? Una Casa di riposo. Se ne era parlato, ma non so se la costruiranno.

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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


cariNel complesso un paese molto odisp e o man alla dini no, con citta nibili.

Laura Giavarini

limitrofi. Oggi quelle che non hanno chiuso, hanno i dipendenti in cassa integrazione. C qualcosa che cambierebbe nel paese? Ci sono troppe barriere architettoniche per i disabili, senza contare che le pavimentazioni di piazza Garibaldi e di via Roma creano dei grossi disagi, sia quando piove che quando nevica. I gradini davanti al Comune sono una vera disperazione per gli anziani del paese, che spesso cadono e finiscono allospedale con qualche frattura. LAURA GALLI (EDICOLA-TABACCHERIA) Via Roma Sono diminuite le persone che giocano al Lotto? S, decisamente. Noi abbiamo il Lotto da circa sedici anni e con la crisi il calo sensibile. Ghisalba un paese vitale? Dal lato commerciale purtroppo no. I negozi non sono molti e, rispetto agli altri paesi, il centro storico non ben distribuito. C qualcosa che manca, a parte il lavoro? Mi sembra che le ultime amministraCI RACCONTANO MORNICO AL SERIO Ho aperto da circa 18 anni, quindi ormai ho una clientela molto affezionata. Chi viene da me, ma credo che valga anche per altre attivit commerciali, si fida della mia professionalit. Un pregio? un paese molto tranquillo. CLAUDIO ALFRANO (IL MARKET DI ALFRANO) Via Bergamo Com cambiato il paese? Sostanzialmente il paese rimasto lo stesso dal 1995, anno in cui ho aperto lattivit. E con la crisi, come sono cambiate le

NADIA BADONI (VANITY SHOP ABBIGLIAMENTO) Via Bergamo migliorato il paese nellultimo periodo? Per quanto riguarda la viabilit, senza dubbio. La via Bergamo stata riqualificata molto bene, aggiungendo dei parcheggi nuovi che stanno agevolando il mio lavoro. E il commercio?

abitudini dei suoi clienti? Sul confezionato i clienti si indirizzano verso le seconde scelte, piuttosto che acquistare la marca nota. Mentre per il reparto macelleria, se prima chiedevano il vitello, adesso scelgono il maiale. Sugli affettati, invece, si indirizzano verso le offerte. Unabitudine che, invece, resiste? I piatti pronti. Nonostante siano mediamente pi cari, non c stata alcuna flessione nel reparto gastronomia . Su cosa verte leconomia del paese? Sulledilizia e anche sul tessile, almeno fino a quattro anni fa, quando la pi importante azienda del territorio ha chiuso per trasferirsi a Chiari. Oggi che anche ledilizia ferma, pu ben immaginare la situazione dei cittadini di Mornico. LAURA MICHELETTI (NEW STYLE ACCONCIATURE) Via Padre Bernardino Come valuta linserimento di Mornico nel Distretto del Commercio con Cividate al Piano e Palosco? Positivamente, perch ci permette di pianificare, in concertazione con le associazioni dei commercianti dei tre paesi, varie manifestazioni che danno

buona visibilit ai nostri negozi. Cosa organizzate, come associazione dei commercianti di Mornico? Con la bella stagione, le Notti Bianche, mentre nel periodo invernale organizziamo dei mercatini di Natale che, attraverso dei percorsi strutturati, permettono alla clientela di vedere tutti gli espositori. Contemporaneamente a questi eventi, vengono previsti dei piccoli intrattenimenti, spettacoli per bambini o sfilate di moda. Manca qualcosa al paese? No, mi sembra che sia ben servito. Anche per quanto riguarda i parcheggi, nota dolente di tutti i paesi, non mi posso lamentare. Gli extracomunitari sono integrati? Non tutti. Mi sembra che la comunit indiana, rispetto ad altre, cerchi di inserirsi maggiormente nel tessuto sociale del paese, seguendo attivamente anche i corsi di italiano promossi dallamministrazione. SOFIA LANZA (MARKET GIGI) Via Roma Che bilancio fa del Distretto? Positivo. Mi sembra che ci sia buona interazione tra i tre territori. I mercatini di Natale sono stati un po calmi, ma spe-

riamo nelle prossime Notti Bianche. C una buona risposta di pubblico? Soprattutto destate. Collaborate anche con lamministrazione locale? Qualcosina. Diciamo che ci fanno un po di pubblicit. Manca qualcosa al paese? No, questo un piccolo paese, non si pu pretendere pi di tanto. Un punto di forza del paese? Tutto sommato si vive bene. MARCO BRESCIANI (PARRUCCHIERE) Via Indipendenza Come va il commercio? Si cerca di andare avanti, puntando sulla qualit e sui servizi. Larrivo dei centri commerciali ha

Laura Galli

Nadia Badoni

Claudio Alfrano

Laura Micheletti

Marco Bresciani

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penalizzato la sua attivit? Non pi di tanto. Questa una professione legata ancora alla professionalit e al rapporto di fiducia che si instaura, negli anni, con la propria clientela. Semmai il problema la mancanza di liquidit delle famiglie che rinunciano sempre pi spesso al superfluo. Di quanto diminuito il lavoro? Del 50% per le signore, un po meno per i signori. Anche sui bambini, la flessione stata considerevole. Come cambiato il paese negli ultimi anni? cambiato molto dal punto di vista architettonico, grazie soprattutto allarrivo di aziende che hanno investito sul territorio. Abbiamo un auditorium nuovo, cos come una nuova piazza, la Chiesa e loratorio. Questo non ha impattato, tuttavia, sul tessuto sociale del paese, che ha mantenuto intatte le sue tradizioni e abitudini. CI RACCONTANO MARTINENGO

ENRICO MERISI (EDICOLA) Via Matteotti

Giuseppe Fasolini

Valentina Francolino

Enrico Merisi

Le nostre domande a

ERMANNO CHIODINI, SINDACO DI MORNICO


Dal 2013 partito il global service. Vuole spiegarci cos e quali sono i vantaggi per i cittadini? un nuovo sistema di programmazione della manutenzione ordinaria affidata a un gestore unico, in grado di garantire le condizioni di sicurezza, efficienza e valore del patrimonio nel tempo. Il gestore fornisce un sistema informativo col quale i cittadini possono segnalare per telefono a un numero verde, oppure on line, la necessit di un intervento manutentivo a strade, illuminazione, aree verdi e immobili pubblici.La ditta prende in carico la segnalazione e, in base alla tipologia del problema, interviene in 24 ore oppure in qualche settimana. Periodicamente il gestore invia al Comune il rendiconto dei lavori e la tempistica rispettata. La spesa annua del servizio di circa 120 mila euro. Come sta impattando la crisi sul territorio? In maniera pesante, tanto che parte del mio tempo necessariamente dedicato al sociale. Oggi infatti sono molti i cittadini che si rivolgono alla nostra amministrazione cercando le risorse necessarie per pagare le bollette di luce e gas. Senza contare il grosso problema degli sfratti che impatta sul territorio in maniera drammatica, coinvolgendo spesso famiglie con minori. Unaltra questione che mi preoccupa molto riguarda i giovani che hanno terminato gli studi e che, superati i trentanni, sono ancora senza lavoro. Alcuni vanno allestero, altri rimangono sul territorio vivendo di quel poco che riescono a guadagnare, senza riuscire a crearsi una famiglia. Stiamo perdendo unintera generazione di giovani, questa la terribile verit, una generazione che non vede alcun futuro. Come sta reagendo la sua amministrazione? Intervenire molto difficile, tanto pi con una riduzione dei trasferimenti di 120 mila euro nellultimo anno e un Patto di Stabilit che ci obbliga ad avere un accantonamento pari a

Come ha inciso la crisi nella sua attivit? Molto. Le persone cercano di risparmiare su tutto. Il paese cambiato molto in questi anni? No, rimasto sostanzialmente lo stesso, sia da un punto di vista urbanistico, che architettonico. Cosa manca? Delle strutture per i giovani. Qualcosa da migliorare? Ci sono dei parchetti, dove vanno a giocare i bambini, che avrebbero bisogno di essere riqualificati. Gli stranieri sono integrati? Non pi di tanto, fanno vita a s. Un pregio? Abbiamo un centro storico invidiabile. GIUSEPPE FASOLINI (IMBIANCHINO - ARTIGIANO) Via Bologna Com cambiato il suo lavoro con la crisi?
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Ho deciso di non lavorare pi con le aziende, troppi rischi. Prima pagavano a 60-90 giorni, adesso mi tocca aspettare quasi un anno. Mentre coi privati? C di buono che tirano sul prezzo, ma alla fine pagano puntualmente. C un urgenza a cui occorrerebbe far fronte, nel paese? Lassistenza domiciliare agli anziani. E la Casa di riposo? Ce labbiamo, ma occorrerebbe snellirne la burocrazia. VALENTINA FRANCOLINO (ERBORISTERIA IL GIRASOLE) Via Locatelli Lei ha rilevato lattivit dalla sua titolare pochi mesi fa. La crisi non la spaventa? S, ma sono una persona ottimista, quindi spero che possa andare bene. Questa, inoltre, unattivit che c sul territorio

da circa 15 anni, quindi la gente conosce me e lamia professionalit. Che paese Martinengo? Mi pare che sia in controtendenza rispetto ad altri paesi dellhinterland. Nel centro storico, infatti, sono pi duno i negozi nuovi che stanno aprendo. Mi sembra, dunque, che si stia vivacizzando. Inoltre noto che le persone del paese stanno tornando a fare acquisti sul territorio, piuttosto che andare nei grandi centri commerciali. La sera com il paese? Molto tranquillo. Qui anche i bar tengono chiuso. E per i giovani cosa c? C la biblioteca che organizza qualche evento culturale, ma si sente la mancanza di un posto dove ritrovarsi. Questione parcheggi? I miei clienti si lamentano che sono troppo pochi. Io stessa a volte arrivo tardi perch fatico a trovare un posto auto.

180 mila euro. Stiamo cercando delle soluzioni, ma la realt che abbiamo dovuto necessariamente fare dei tagli anche nei servizi sociali. Ci sono opere necessarie che, a causa del Patto di Stabilit, non potranno essere realizzate? Nel nostro piano quinquennale avevamo inserito la realizzazione di un asilo nido. Si tratta di unopera che sarebbe venuta incontro alle famiglie del nostro territorio, ospitando 10-15 bambini. Al momento, tuttavia, non ce la possiamo permettere, se vogliamo restare nel Patto di stabilit.

tinenCinto dalle mura medievali, Mar ico. stor tro cen bel un rio go ha prop glienCittadini cordiali e molto acco rsi e ti, che hanno voglia di racconta bella raccontare il paese. Proprio una scoperta.

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LUIGI BULDRIN (BULDRIN ABBIGLIAMENTO) Via Locatelli Il vostro un negozio storico, quindi potrete dirmi com cambiato il paese in questi anni. Dal punto di vista architettonico rimasto sostanzialmente immutato. Il cambiamento pi significativo stato quello sociale, a causa dellarrivo degli extracomunitari. Sono integrati? Solo il 10%. Molti vivono alle spalle del Comune. La sicurezza? il male minore. Tutto sommato, infatti, grazie al lavoro delle forze dellordine non ci possiamo lamentare. Certo che dappertutto non posso arrivare. Qual la prima cosa che chiederebbe alla pubblica amministrazione per rendere pi vivibile il paese? Le nostre domande a

Luigi Buldrin con la moglie

Dovrebbero togliere lisola pedonale, durante la domenica ed eliminare la zona disco in tutto il centro storico. Un pregio? Non ne trovo, perch un paese governato non al meglio. I cittadini, inoltre, sono invidiosi. Questultima una caratteristiche che ha sempre contraddistinto Martinengo. LETIZIA MOROSINI (TABACCHERIA MOROSINI ELISABETTA) Piazza Maggiore un paese sicuro? Mah, la sera durante linverno non mi sento molto sicura. Ci sono in giro solo extracomunitari. solo una sensazione o ci sono stati casi critici? Qualche ragazza stata avvicinata. Nessuna cosa grave, per Tema parcheggi? Quella una spina nel fianco per tutti i paesi. Il boom si ha la mattina, quando le mamme portano i figli a scuola, poi pian piano diventa pi vivibile. Adesso che si pu parcheggiare anche dove c lospedale, mi pare che qualche piccolo miglioramento ci sia stato. Un pregio? Il centro storico molto bello.

PAOLO NOZZA, SINDACO DI MARTINENGO


Come sta reagendo la sua amministrazione alla crisi? Attraverso un notevole sforzo economico, che non ha precedenti rispetto ad altre realt comunali limitrofe. Con linizio della crisi, infatti, abbiamo messo in campo un fondo per le emergenze sociali che ha stanziato poco pi di 20 mila euro sia per il 2011, che per il 2012. A questo abbiamo aggiunto degli stanziamenti per i voucher sociali, che si aggirano intorno ai 10 mila euro. Sono interventi che si scontrano, tuttavia, con una realt in netto peggioramento, dove le richieste di aiuto da parte dei cittadini aumentano progressivamente. Qual il grado di sicurezza del territorio? Oggi Martinengo molto pi sicura rispetto a quando ci siamo insediati nel 2009. Solo nel 2010 il corpo di polizia locale ha fatto 35 arresti, elevato 206 denunce per reati dimmigrazione clandestina e spaccio, oltre ad aver rilevato 239 notizie di reato. Come avete proceduto dal 2009? Il paese prima era in un Consorzio di polizia con Fontanella, Covo, Isso e Barbata, per il quale pagava, essendo socio di maggioranza, circa 500 mila euro allanno. Questo consentiva di avere sul territorio una pattuglia che garantiva una presenza giornaliera di sole 3 ore. Uscendo dal Consorzio, non solo la spesa si dimezzata, ma abbiamo costituito un corpo autonomo di polizia con un organico di sei addetti. Il pattugliamento territoriale organizzato su tre turni, il primo comincia alle 7 del mattino, lultimo finisce alle 2 di notte. I turni serali coprono cinque sere a settimana, festivi compresi. A questo si aggiungano gli sforzi che abbiamo messo in campo per le dotazioni strumentali e per limplementazione del servizio di videosorveglianza. Inoltre abbiamo attivato protocolli dintesa con la stazione dei Carabinieri locali, che ci garantisce un servizio appiedato per i giorni di mercato e non solo. Recentemente abbiamo anche preso contatto con la Guardia di Finanza, con cui sottoscriveremo un protocollo dintesa finalizzato al controllo delle attivit irregolari, che possono mascherare fenomeni di immigrazione clandestina. Tema parcheggi. Cosa risponde a chi si lamenta dei parcheggi a disco nel centro storico?

CI RACCONTANO ROMANO DI LOMBARDIA

Che la regolamentazione con disco orario necessaria, sia per il rilancio del commercio, che per consentire ai cittadini di accedere ai principali servizi siti nel centro storico. Di fatto, prima della sosta a disco, cera chi lasciava la propria macchina parcheggiata per tutto il giorno, limitando landirivieni di cittadini. Inoltre, abbiamo recentemente fatto uno studio che conferma che la dotazione dei parcheggi complessivi nel territorio in linea con le necessit reali. Da ultimo, esiste il parcheggio del centro commerciale Le Maschere, a ridosso del centro storico, nel quale possibile parcheggiare senza problemi, perch privato ad uso pubblico.

LUIGI LAMERA (BAR VIA DI QUI) Via Cesare Battisti Com la sicurezza a Romano? Carente. Non neanche colpa dei carabinieri, non credo che abbiano il potere di fare di pi. Senza contare che con quello che prendono, non rischiano. Se arriva qualcuno che fa casino, meglio se ti arrangi da solo. Ci sono molti stranieri?

S, i primi sono arrivati quando ero ragazzino io. Oggi si pu dire che sono bergamaschi dadozione. In generale, tuttavia, parto prevenuto. Cosa ne pensa dei parcheggi a pagamento lungo le mura? Non sono totalmente contrario. Prima che li mettessero non cera un parcheggio libero qui vicino. Adesso mi sembra che ci sia pi andirivieni di persone. Forse avrebbero potuto lasciare qualche fascia libera, magari con disco orario. Credo che quello sarebbe stato un buon compromesso. CLAUDIO ROSSI (ALADIN) Piazza G. B. Rubini Come sta impattando la crisi su Romano? A parte qualche industria, tutto il territorio viveva di edilizia. Qui c gente sullorlo della disperazione. Questa era una zona di grandi lavoratori, gente con un orgoglio e una dignit altissime. Oggi il morale del paese sta toccando terra. Comera prima? Andavamo al bar e si leggeva la Gaz-

Letizia Morosini

Luigi Lamera

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MARIAGIOVANNA VAVASSORI (EREDI DI VAVASSORI LUIGI MERCERIA) Via G. B. Rubini Manca qualcosa? I servizi di base ci sono. Forse andrebbe fatto qualcosa di pi per i giovani e gli anziani. PIERMARIO LAMERA (IL BUOGUSTAIO GASTRONOMIA) Via A. Tadini
Claudio Rossi

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Cosa ne pensa del Distretto del commercio di Romano? Un altro buco nellacqua. Concretamente non ha inciso minimamente. LUCIA CARMINATI (MERCERIA CARMINATI) Piazza G. B. Rubini La sua attivit aperta dal 1924. Le piace ancora Romano? S molto. Credo che oltre ad essersi ingrandito, abbia aumentato sensibilmente i servizi per i cittadini. Ci sono anche dei buoni mezzi pubblici. Io sono molto soddisfatta del mio paese. La crisi? molto dura. Ero abituata ad avere il negozio sempre pienissimo, tanto da faticare ad andare al bar per un caff. Oggi la clientela si ridotta enormemente. Chi veniva quattro volte al mese, viene una volta sola. contraria ai parcheggi a pagamento? S, i miei clienti ne sono ossessionati. Entrano in negozio e cercano di fare in fretta per non prendere la multa. Non contesto la cosa in s, ma il modo. Se lavessero fatto progressivamente, limpatto sarebbe stato minore. Invece cos, tutto dun botto, hanno creato un vero problema al paese.

zetta. Ora sono tutti informatissimi sulla politica. La gente d addosso ai politici, a tutti, nessun escluso. Le persone sono rassegnate? Non ancora. Chi ha via qualcosa tenta di aprire qualche negozio. Ma questa lultima volta. Se i politici non si mettono daccordo, si troveranno la gente fuori dalle aule del Parlamento. E nel suo esercizio? Il mio negozio etnico ha sempre richiamato linteresse dei giovanissimi. Oggi vengono per dare unocchiata, ma non si possono pi permettere di spendere nemmeno dieci euro!.

Mariagiovanna e Roberto Vavassori

La sua unattivit storica. Come le sembra il paese oggi? cambiato molto. Innanzitutto sono arrivati molti stranieri, con cui abbiamo iniziato a convivere: loro si sono adeguati a noi e noi a loro. La clientela? diventata sempre pi esigente. Per accontentarla bisogna sempre stare al passo, ordinare nuova merce. Ma giusto cos. La crisi? Si sente, eccome.

Piermario Lamera

Com il paese di sera? Dopo le 18 c il coprifuoco. Le persone in giro sono pochissime, la maggior parte extracomunitari. La sensazione non bella, soprattutto per le giovani. contrario ai parcheggi a pagamento? Certamente, questo non fa che alimentare un certo abbandono del paese. La gente viene meno, anche nella mia gastronomia. Quante persone in meno? Il 30%, da quando ci sono i parcheggi a pagamento. Sar anche dovuto alla crisi, certo che introdurre ulteriori spese non fa che sfavorire il commercio. Chi non viene pi? Quelli che si fermavano per il pranzo. Chi viene a Romano per un panino non spende 80 centesimi di parcheggio, piuttosto va altrove. E per i giovani c qualcosa? C qualche associazione sportiva.
PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Lucia Carminati

Le nostre domande a

MICHELE LAMERA, SINDACO DI ROMANO


Come sta impattando la crisi sul territorio di Romano? Molto duramente, soprattutto a causa del fermo delledilizia. Le imprese artigiane del territorio impiegate direttamente o indirettamente nel settore edile, superano infatti il 40%. La mia percezione che circa l80% delle persone con gravi difficolt che si rivolgono oggi ai servizi sociali sono del settore edile. Quanto al commercio, che bilancio fa del Distretto di Romano? Il riconoscimento del Distretto del commercio ha portato, sul territorio di Romano, unerogazione di un contributo a fondo perduto pari a 280 mila euro. La mia amministrazione ha deciso di lasciare questa cifra alle attivit commerciali, per finanziare fino al 50% delle ristrutturazioni dei negozi di vicinato (vetrine, dehors, apparati di sicurezza ecc). Ci sono altre attivit in atto, tra cui la presentazione di un polo informativo di coordinamento delle varie attivit promosse dal Distretto. A breve verr designata una persona che non solo sar a disposizione dei commercianti, ma che li contatter uno per uno per informarli su tutte le attivit che il Distretto ha messo a disposizione. Un tema molto caldo la questione dei parcheggi a pagamento lungo le cerchie del centro storico. Da cosa nasce questa decisione? Dalla presa di coscienza che era un annoso problema che doveva essere affrontato. Lanalisi scientifica commissionata per capire il tempo medio di ricerca di un posto auto, ha infatti messo in luce dati che non potevano lasciare indifferenti. Lanello intorno al centro storico comprende 530 parcheggi. Ebbene, prima dellintroduzione del parcheggio a pagamento, il tempo medio per la ricerca di un posto auto variava tra gli 11 e 19 minuti, mentre in zone della citt non c una sostanziale rotazione dei veicoli. Questa, daltra parte, solo

Un bel centro storico, dove piacevole fermarsi per un caff o per delle spese. Cittadini e negozianti molto cordiali e aperti. Un paese dove vivrei volentieri.

la prima parte di un piano sosta molto pi vasto, che comprender la realizzazione di pi parcheggi liberi nei pressi della stazione e dellospedale che frutter altri 150 posti auto. Inoltre, esiste gi nella prossimit del centro storico, in piazza Consalvo, un parcheggio libero ad alta capacit da 150 posti auto che risulta essere sostanzialmente inutilizzato. Quello sarebbe il pi indicato per rispondere alle necessit dei pendolari che vengono a Romano per prendere il treno.

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www.ccallevalli.it

al Filodrammatici
la proposta di Gianfranco Bonacina, presidente della Cassa Rurale di Treviglio che, insieme al Comune, sostiene il Teatro. Ma i conti da alcuni anni non tornano pi e il direttore Paolo Colleoni ha annunciato il calo del sipario per la stagione di prosa.
di Rosanna Scardi

Un salvadanaio pubblico per salvare la stagione di prosa

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L/ INCHIESTA

a stagione di prosa al Teatro Filodrammatici di Treviglio si conclusa con lannuncio choc della sua cancellazione. Spese di gestione, debiti pregressi, pochi sponsor, contributi comunali ridotti, hanno fatto s che il direttore Paolo Colleoni rinunciasse alla sfida: tenere in piedi un teatro con un cartellone di qualit quando la crisi economica morde. Professione commercialista, da venticinque anni direttore del Filodrammatici per passione, Colleoni ha comunicato la decisione al pubblico, lo scorso mese, al termine dellultima rappresentazione, La leggenda di Redenta Tira. La crisi colpisce tutti indistintamente spiega anche i grandi teatri di Bergamo e Milano sono in perdita. Molti hanno chiuso, altri ridotto le giornate. Il Filodrammatici paga poi il fatto che offre solo 290 posti, troppo pochi per una gestione conveniente. Difficile fare i conti con larte, dunque. E allora non resta che rinunciare alla prosa. Mancano i fondi, da cinque anni la gestione arranca. Ho cercato un confronto con tutti, perch volevo tenere aperto andando contro la logica dei numeri, ma sarebbe stato irresponsabile aumentare il debito che poi il Comune e i suoi cittadini devono pagare spiega amareggiato il direttore . Mi rendo conto che ci sono le famiglie in difficolt da aiutare, non sono uno sprovveduto che vuole buttare al macero il denaro pubblico.

Gianfranco Bonacina, presidente della BCC di Treviglio

Secondo teatro della provincia, unica vera sala in paese, la struttura, propriet della Parrocchia San Martino, gestita dallassociazione Amici del Teatro, stata inaugurata nel 1905. A coprire le spese di gestione e manutenzione non bastano le entrate che arrivano a circa 120mila euro provenienti solo in parte dalla vendita degli abbonamenti, il cui prezzo va dai 110 ai 170 euro, a seconda del posto scelto, per otto rappresentazioni, e dai biglietti, che variano dai 16 ai 27 euro. Fondamentale resta il contributo del Comune che per quattro anni ha stanziato, inserendola come spesa straordinaria in bilancio, 50mila euro a stagione, che ora saranno ridotti a 30mila. Alla base una convenzione che prevede in cambio della somma luso della sala per una sessantina di volte. Altra sovvenzione, quella della Cassa Rurale, pari a 15mila euro lanno. Veniamo ai costi. Fra le spese, oltre allo stipendio al custode e allaffitto, ci sono i cachet delle compagnie che variano dai 6.500 agli 8.200 euro, Iva esclusa. E poi c il debito dellassociazione che gestisce la sala, intorno ai 70mila euro. Un rosso da saldare con rate salate. Sono stato costretto a ridurre le compagnie nazionali dichiara il direttore uscente . Se prima sette spettacoli su sette avevano quali protagonisti attori famosi, ora sono dovuto scendere a tre, questanno Mariano Rigillo, Paola Gassman, Maria Amelia Monti, puntando per il resto su artisti meno di grido, ma comunque di talento. Ho la coscienza a posto, perch il livello rimasto alto. Colleoni mostra fiero le locandine della prosa che ha debuttato nella stagione 1988-1989 grazie al comitato di gestione che si trasform in associazione tre anni dopo. Dal 1991 ho portato a Treviglio tutti i pi grandi attori ammette orgoglioso . Sono arrivati 800 interpreti per 170 spettacoli. Primo grande nome a calcare la pedana, Glauco Mauri che recit Edipo re nel 1996, ma nella lista infinita si registrano anche i nomi di Giorgio Albertazzi, Lia Tanzi, Raf Vallone, Maurizio Micheli, Amanda Sandrelli, Anna Proclemer,

Gianrico Tedeschi, Catherine Spaak, Carla Gravina, Ida Di Benedetto, Isa Barzizza, Arnoldo Fo, Gianluca Guidi, Milva, Monica Guerritore, Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche del film La vita bella, fino ai Cavalli Marci, irriverenti comici genovesi. Non mancano gli aneddoti. Tra i compiti che mi spettavano, cera quello di controllare che non entrassero portoghesi sorride Colleoni . Cos quando trovai una signora, alta e intabarrata, che si aggirava fra il pubblico pensai non volesse pagare e le chiesi con fare arrogante se fosse unattrice. E lo era davvero. Era la sera del 14 gennaio 1996 e mi ero appena imbattuto in Marina Malfatti che pochi minuti dopo avrebbe portato in scena Come prima, meglio di prima di Pirandello. Per farmi perdonare ho dovuto recuperare dei fiori. Colleoni si fa carico anche dellaccoglienza degli attori che arrivano nella Bassa. Spesso invitandoli a cena a casa. Ricordo il novantenne Ernesto Calindri che rifiut malamente il pollo lesso che gli offrii la sera perch voleva mangiare come tutti racconta . Giancarlo Sbragia mi chiese labbacchio a mezzanotte. E quando dovetti ripiegare su un misero toast, mi trafisse con uno sguardo di ghiaccio. Il pi bravo? Enrico Maria Salerno. Recitava Il silenzio di Dio vestito da metalmeccanico e riusciva a fornire anche a un ateo i

Paolo Colleoni, direttore del teatro

presupposti per avere fede. Nella voce di Colleoni c tanta amarezza. Il Comune dovrebbe far pagare luso della sala, basterebbero 400 euro per volta per compensare le perdite. Non si tiene conto che ogni volta aprire costa diverse centinaia di euro. Si paga laffitto per la sala alloratorio, mentre il teatro gratis. Non giusto. Se lamministrazione facesse pagare anche solo trenta dei

sessanta affitti, si otterrebbero 12mila euro, e noi saremmo salvi. La convenzione con il Comune prevede tuttavia un uso non a fini di lucro del teatro, destinato ai saggi delle scuole e alle manifestazioni delle associazioni di solidariet. Se si vuole far pagare la sala, va rivisto laccordo, magari forfetizzando il costo per lutilizzo afferma il sindaco, Giuseppe Pezzoni . Noi, fino a che

abbiamo potuto, abbiamo supportato la stagione con una somma consistente. Difficile far passare ulteriormente un contributo cos significativo. Il primo cittadino ha assistito allo spettacolo di avvio della stagione. Ho finanziato il cartellone a occhi chiusi, confidando nella qualit sostiene . Ma ora non ci sono risorse economiche, una soluzione potrebbe essere una stagione ridotta.

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Tra i timori, inoltre, c la possibile concorrenza del futuro auditorium da 350 posti che sorger nellarea dellex Upim. Ma Pezzoni lo esclude: Sono due strutture diverse. Lauditorium sar un ulteriore punto dincontro, un motore capace di ravvivare il cuore della citt. Larea del Filodrammatici non ha mai avuto unattivit serale. Maggior benefattrice dello storico teatro la Banca di Credito Cooperativo di Treviglio che si occupata negli anni delle ristrutturazioni, lultima, per renderlo agibile, nel 1987, sborsando un miliardo e mezzo di vecchie lire. Abbiamo provveduto a ogni esigenza, sia che ci fosse da rifare un muro, concedendo cinquemila euro, sia che si rompesse una lampadina assicura il presidente della BCC, Gianfranco Bonacina . Negli anni abbiamo cercato sponsor, anche piccoli, i quali spesso si tiravano indietro. E noi, che copriamo cinquanta comuni con altrettante necessit, non possiamo dissanguarci. La Cassa Rurale non pu fare i miracoli. Bonacina si rammarica per questa scelta: Ho scritto a Colleoni una lettera per ringraziarlo del lavoro svolto afferma . Ora c la necessit di un grande aiuto, poteva intervenire la Provincia, ma non stato possibile. Confido nella sensibilit dei trevigliesi e propongo la creazione di un salvadanaio pubblico. Solo cos al Filodrammatici potr alzarsi di nuovo il sipario.

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Le opinioni dei cittadini

Inaugurato nel 1905 pu ospitare 290 spettatori


Il Filodrammatici lunico teatro a Treviglio, dopo la demolizione del Sociale, nel 1964. Si trova nel piazzale del Santuario, conta 290 posti, di cui 216 in platea e 74 in galleria, ed di propriet della Parrocchia San Martino. Progettato in stile liberty nel 1898 da Carlo Bedolini, stato inaugurato il 15 luglio 1905 da Agostino Cameroni, primoparlamentare trevigliese. Nello stesso anno nasce la Compagnia Circolo di San Luigi e la struttura diventa anche sala cinematografica. Con lavvicinarsi della prima guerra mondiale il teatro ospita lospedale militare, poi la sede dellindustria milanese Face. Nel 1940 nasce la compagnia di prosa, ma a causa della seconda guerra mondiale il teatro viene convertito ancora in ospedale. Lattivit artistica riprende nel 1945 con la Compagnia Stabile diretta da Gino Gaigher. Gli interni, nel frattempo, sono rinnovati, lingresso dotato di guardaroba e specchiere. Il palcoscenico allungato, la galleria e il corridoio di accesso ampliati, mentre il boccascena viene fiancheggiato da decorazioni e da coppie di colonne dorate. Per la gestione, nel 1987, si costituisce un comitato senza fini di lucro, di cui fa parte il direttore Paolo Colleoni. Il Filodrammatici viene ristrutturato dallarchitetto Duccio Bencetti che presiede lassociazione Amici del Teatro. A finanziare il progetto la Cassa Rurale che restituisce il teatro alla citt il 28 febbraio 1987. I lavori costano un miliardo e mezzo di lire. Nel 1991 si alza il sipario sulla prima stagione di prosa a carattere nazionale.

Un peccato che in tempi di crisi sia sempre la cultura a pagare


Walter Danelli attore e regista della Compagnia Stabile Carlo Bonfanti, 54 anni Sono dispiaciuto. Sono necessari sponsor e disponibilit finanziare oppure si ridimensiona la stagione cercando di coinvolgere compagnie e artisti alla ricerca di un trampolino di lancio. Alla base di questa strategia ci devono essere i giovani, capaci di sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione. Roberto Fabbrucci giornalista, 68 anni Ricordo che negli anni Sessanta e Settanta, al Circolo Artistico abbiamo smesso di proporre spettacoli per mancanza di fondi. A quel punto abbiamo organizzato il Teatro Pullman. Si partiva da Treviglio, alle 20, diretti a Milano, con posti prenotati alla Scala, al Piccolo, al Lirico. Era un modo per offrire un servizio e non scaricare sulla collettivit il costo per il divertimento di pochi. Marina Daga Scali soprano, 52 anni Penso che lItalia debba puntare sulle eccellenze di canto e teatro per rialzarsi. Chiudere una struttura una scelta miope. La soluzione potrebbe essere far pagare laffitto della sala alle compagnie che poi gestiscono gli incassi. Loris Scaravaggi architetto, 45 anni Se si arriva a chiudere unattivit culturale siamo messi davvero male. Ma anche naturale che nei momenti di crisi i primi a essere in difficolt siano i beni non di prima necessit, quali il divertimento raffinato. Per salvare il teatro occorre sensibilizzare lopinione pubblica e attirare attori quotati che lavorino anche a scopo di beneficenza. Altra soluzione temporanea potrebbe essere una stagione ridotta. Patrizia Siliprandi farmacista, 67 anni Il Comune non deve ridurre il finanziamento. Altrimenti il sindaco deve chiarire quali sono le priorit che intende sovvenzionare. E verificare se corrispondono alle esigenze e alla qualit di vita dei trevigliesi. Doctor Faust cantante, 53 anni un peccato che la cultura sia sempre la prima a pagare i danni della crisi. Larte rappresenta le fondamenta della societ civile, non una cosa superflua. Camilla Arsuffi pensionata, 65 anni I miei ricordi risalgono allinfanzia, quando ammiravo la vecchia scalinata a semicerchio del Filodrammatici. Mi mancheranno le commedie dialettali. Ma ci sono cose molto pi importanti, come i nostri giovani senza lavoro. Lorenzo Figlioli musicista della banda, 37 anni Qualsiasi forma di espressione culturale va salvaguardata. Altrimenti perdiamo una parte di ci che siamo, parlo a nome degli amanti del teatro. A me succederebbe la stessa cosa se mancassero i contributi per i concerti. Mary Grosso maestra elementare e attrice, 48 anni La cultura di notevole importanza, considerato il lavoro che svolgo con dedizione. Credo per che per unamministrazione comunale sia prioritario dare un aiuto a chi ne ha veramente bisogno. Elio Massimino Associazione Clementina Borghi, 62 anni La sopravvivenza del teatro nelle mani dei privati. Se si impegnano, possono creare eventi, concerti, da cui trarre le risorse per finanziare unaltra forma darte. Alberto Galli, bancario e attore, 44 anni In un Paese dove la cultura schiacciata dal calcio e dal suo indotto non mi meraviglio se larte la prima a rimetterci in un momento difficile. Treviglio ha quel che si merita in termini di una volont politica che non ha mai rivalutato il teatro negli ultimi decenni e di una cittadinanza che mai si fatta sentire in tal senso.

Giuseppe Pezzoni, sindaco di Treviglio

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Anna DErrico, bergamasca, studi alla Sissa di Trieste, da tre anni lavora al Max-Planck Institute of Biophysics di Francoforte e studia come il cervello riesca a decifrare e riconoscere gli odori. Deodorizzazione e inquinamento hanno soffocato le potenzialit espressive del nostro senso pi istintivo e sensuale. I feromoni? Il loro ruolo nelluomo ancora tutto da provare.
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La ricercatrice
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con la puzza sotto il naso

di Laura Bernardi Locatelli

eodorizzazione e inquinamento soffocano la potenzialit espressiva del nostro senso pi istintivo e sensuale, con la sensazione di vivere in un mondo che non sa pi di niente. Il simbolo perfetto per un momento storico in cui si persa labitudine di ficcare il naso nella realt in tutte le sue molteplici sfumature racchiuso nel flacone Greed che lartista bresciano Francesco Vezzoli ha presentato alla Gagosian Gallery di Roma. Un flacone vuoto, un profumo che non esiste e al tempo stes-

so la negazione dellolfatto, perfetto per un momento storico di desolante smarrimento e incertezza espressiva. La sfida per ognuno riempire di significato e intrappolare il profumo di ricordi e sensazioni, liberando cos lenorme potenziale delle nostre due narici e del complesso sistema olfattivo, evolutosi gi prima che iniziassimo a camminare su due zampe per essere il pi veloce e immediato punto di contatto con la parte pi istintiva del nostro cervello. Siamo diventati degli analfabeti olfattivi. Lolfatto il nostro senso pi immediato eppure viene messo in secondo piano rispetto agli altri sensi. Di qui lidea di

una ricercatrice bergamasca, di pubblicare un blog dalle solide basi scientifiche dedicato a odori improbabili e puzze (im)possibili (http://perfectsenseblog.com). Laureata in biologia a Pavia, dove ha svolto un dottorato di ricerca in neuroscienze, Anna DErrico si dedicata allo studio dei feromoni alla Sissa, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Da tre anni a questa parte lavora al Max-Planck Institute of Biophysics di Francoforte, dove studia come il cervello riesca a decifrare e riconoscere gli odori, una faccenda piuttosto ingarbugliata, e quindi affascinante da morire come

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non esita a definirla sul sito. In un mondo dominato dalla vista, Anna DErrico invita a chiudere gli occhi e aprire le narici per riappropriarci di una sensibilit poco ascoltata e lasciarsi cos guidare dal senso pi sensuale che la natura ci abbia donato: Dal punto di vista evolutivo il canale visivo rappresenta senza dubbio un ruolo chiave, ma lolfatto fondamentale. Le vie nervose inviano a ogni stimolo olfattivo informazioni al cervello in modo pi diretto degli altri sensi, perch non passano per il talamo, stazione nervosa intermedia tra sistema sensoriale e gli altri distretti cerebrali. Raggiungono cos direttamente le vie centrali del nostro sistema nervoso. Le informazioni arrivano allarea limbica, la nostra parte pi istintuale, responsabile anche di creare rigetto o piacere nella sfera sessuale. La memoria gioca un ruolo chiave: non solo un topos letterario, come nella Recherche di Proust con le famose madeleine, ma il profumo del ricordo un dato scientifico: Una situazione si ricorda pi velocemente se associata a un odore, solo non siamo abituati ad esprimerlo a parole. Esiste poi un legame ancestrale che lega le persone, basti pensare al rapporto tra madre e figlio e alla loro capacit di riconoscere reciprocamente i propri odori. Il nostro vocabolario olfattivo alquanto scarso: Sul fronte cognitivo siamo poco educati a definire informazioni legate allolfatto, eppure un naso ben allenato pu arrivare tranquillamente a distinguerne 10mila diverse. Dare voce a profumi, odori ed essenze non appartiene alla nostra societ e siamo poco abituati ad usare lolfatto nella comunicazione. Siamo a tutti gli effetti degli analfabeti olfattivi. Il marketing e lindustria appiattiscono i nostri sensi: Siamo dominati dal senso di igiene imposto dalle industrie chimiche, da detersivi, profumi Un bouquet tutto profumato e che sa di buono che copre e nasconde odori pi naturali. Sempre pi attenzione negli ultimi tempi dedicata allaromaterapia, il cui effetto tutto da dimostrare e diventa una forzatura commerciale.

A differenza di quanto lindustria voglia fare credere, sul ruolo dei feromoni nelluomo manca lonere della prova. Sul mercato vengono proposte essenze ed elisir in grado di destare eccitamento ed attrazione sessuale. In realt se ci vero per molte specie animali in cui i feromoni percepiti grazie allorgano

vomeronasale inducono comportamenti stereotipati, dallattacco alla difesa alla riproduzione, nelluomo questorgano vestigiale e non quindi in uso. probabilmente un retaggio del nostro passato evoluzionistico. In compenso, lo stress ha un odore: Influisce sulle reazioni metaboliche, porta a sudare di pi. Un

cattivo compagno che inevitabilmente fa percepire la propria presenza. Lultima frontiera delle strategie delle multinazionali il neuromarketing e vede le neuroscienze al servizio delle big company: Il marketing si rif sempre pi frequentemente ai risultati di studi neuroscientifici, dal layout visivo

alla scelta del packaging. Negli Stati Uniti molti negozi diffondono fragranze per creare una maggiore propensione allacquisto. Ma un conto limpatto emotivo, che soggettivo, un altro la reazione fisiologica, ancora poco studiata. I nasi comunque esistono, eccome: Senza dubbio una dote innata,

ma come tale va allenata e curata perch si esprima al meglio. I training durano anni ed possibile arrivare a cogliere e distinguere 10mila odori. Ci sono poi gli artisti che grazie alla loro sensibilit danno vita a profumi unici. Odori e profumi variano poi da cultura a cultura. Gli orientali pensano che

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noi occidentali abbiamo un odore mortifero spiega ancora DErrico . Da un punto di vista fisico, una delle principali responsabili della differenza tra una nazionalit e laltra lalimentazione, luso di determinate spezie e ancora labitudine a certi odori piuttosto che ad altri. Da un recente studio emerso che in parte la personale impronta odorosa determinata anche dalle caratteristiche del proprio sistema maggiore di istocompatibilit (MHC), una famiglia di proteine coinvolte nei processi di reazione immunitaria, che funziona come unetichetta personale e permette al corpo di individuare gli agenti esterni, potenzialmente patogeni. Sfruttando questo sistema, siamo in grado di distinguere il nostro odore da quello degli altri. Tutto ci che poco conosciuto desta sospetto: Ognuno costruisce poi la propria memoria olfattiva in un determinato luogo e contesto e stabilire ci che piacevole da ci che non lo , oltre ad essere soggettivo e personale, codificato da ogni societ. Un vero e proprio etnocentrismo percettivo: Il 20% ritiene, in base allindagine da noi condotta, che per sopperire alla difficolt di reperire profumi occidentali, gli stranieri ricorrano a fragranze locali. Non manca chi pensa che per profumarsi si raccolgano, come in un rituale indigeno, erbe e fiori. Il 20% dubita addirittura delluso del profumo in Oriente, sottolinea Rosanna Resmini, beauty consultant di Shiseido. Uno schiaffo, insomma, alla storia della Compagnia delle Indie e alla meraviglia dei profumi del continente nero, meta imprescindibile per ogni artista del profumo.

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La sommelier Lesperta

CESARI: PER CAPIRE UN VINO BISOGNA ANNUSARE IL MONDO CHE CI CIRCONDA


Lolfatto forse il senso pi importante per la degustazione, ma negli ultimi anni si persa labitudine di riconoscere profumi e odori: difficile ritrovare nel bicchiere il biancospino per chi non lha mai sentito o cogliere il profumo del giglio ed ancora individuare una delle molteplici note erbacee. Si perso un contatto con la natura e con il territorio. Allenare il naso annusando il mondo che ci circonda e che cambia di stagione in stagione fondamentale per chi si avvicina alla degustazione di vini, in cui olfatto e retrolfatto giocano un ruolo cruciale sottolinea Nives Cesari, delegata Ais Bergamo, tra le prime donne sommelier italiane . Bisogna aprire di pi le narici e memorizzare tutto per far riaffiorare poi ricordi e sensazioni. Le tendenze del mercato evidenziano una propensione per i vini dal bouquet pi profumato: Conquistano i vini aromatici, fruttati, floreali e di facile beva. Pi difficili da comprendere vini dalla struttura pi complessa, passati in legno. Una tendenza confermata in larga misura dalla produzione di vini dallimpatto olfattivo accattivante. Un naso allenato arriva a cogliere sfumature gradevoli e sgradevoli: Cuoio, idrocarburi, ambra grigia, ceralacca, plastica e unampia gamma di odori animali caratterizzano vini maturi e strutturati, liberati dal passaggio in legno e dallossidoriduzione in

RESMINI: A 8 DONNE SU 10 PIACE LUOMO PROFUMATO

botte e in bottiglia. Una complessit di sensazioni olfattive, oltre che di gusto, che rappresentano una sfida anche per il naso pi allenato, che riesce a distinguere sfumature diverse da unannata allaltra. Ai meno esperti possono sembrare odori sgradevoli, per questo va ricreata unassociazione piacevole con il vino, attraverso le sensazioni e le emozioni che lassaggio regala. La sensibilit femminile aiuta a decifrare i vini pi criptici: Le donne sono pi abituate a riconoscere profumi e odori ed hanno una maggiore sensibilit olfattiva. Ma la vera differenza la fa lallenamento. Il tappo, in compenso, lo riconoscono tutti: il difetto che si riconosce pi frequentemente, anche se pu essere confuso talvolta con la caratteristica del legno di un vino barricato. E su questo punto scattano puntualmente vere e proprie diatribe. In commercio tra le essenze nez du vin vi sono ormai anche i difetti pi frequenti riscontrabili nel vino per una valutazione in negativo: Le essenze ricordano la maggior parte delle note che si possono ritrovare in un vino. Sono utili per ripescare informazioni olfattive dallarchivio della nostra memoria e per arricchirlo. Ma nulla pi efficace della realt e della natura che ci circonda, una biblioteca a disposizione di tutti, tutta da sfogliare.

Nives Cesari, delegata Ais Bergamo

Il profumo un importante veicolo comunicativo. Rosanna Resmini, 29 anni, beauty consultant di Shiseido, si laureata in Scienze della Comunicazione a Bergamo con una tesi su Il consumo di profumo nella nostra societ . Unanalisi da un punto di vista antropologico, dopo aver condotto un questionario in profumeria, con interessanti risultati. A partire dallincapacit di descrivere correttamente le proprie preferenze per una fragranza: Il 64% apprezza i profumi dalle note dolci, fruttate e floreali e le grandi griffe assecondano in larga misura questa preferenza. Solo il 30% si lascia conquistare da note speziate e legnose. Eppure, immancabilmente la maggior parte lamenta sempre, durante le campagne di promozione di nuovi profumi, che siano troppo dolci. Una sensazione completamente sfalsata: la dimostrazione evidente che non esiste una percezione pura. Le stesse persone, chiamate ad indicare il profumo preferito, fanno riferimento a fragranze dalle note di cipria, vaniglia, tuttaltro insom-

ma che fresche. La percezione legata ai sentimenti che ogni fragranza richiama: Ogni profumo amato o odiato, difficilmente resta indifferente. Capita spesso di arrivare a detestare il profumo usato dallex-fidanzato o dallex moglie. Ogni essenza estremamente evocativa e la fragranza sempre associata a un periodo positivo, ma tante volte il desiderio di voltare pagina pi forte. Il profumo ha un fortissimo appeal: L80% degli intervistati attratto dal profumo delle persone, che gioca un importante ruolo nellaffinit di coppia. A 8 donne su 10 piace luomo profumato, anche se per il 20% delle donne non importante luso del profumo declinato al maschile. Pubblicit e marketing influenzano la scelta: Per il 90% la marca, o meglio la griffe, rappresenta una vera e propria discriminante nella scelta del profumo, ma solo il 2% ammette di lasciarsi influenzare dalle campagne pubblicitarie. Ad ognuno il suo flacone preferito: Il 32% degli intervistati usa lo stesso profumo da anni, mentre il 34% lo cambia alme-

no una volta nel corso dellanno. Il 28% segue promozioni e offerte e cambia fragranza in base al prezzo del flacone. Molti cambiano profumo perch lo ricevono in regalo, soprattutto a Natale, periodo che vale quasi la met del fatturato di ogni profumeria. La crisi porta a una scelta pi accurata della fragranza di cui avvolgersi: Linteresse per il profumo sempre fortissimo, ma di questi tempi il prezzo determinante. I formati piccoli vanno per la maggiore: al profumo non si rinuncia ma se ne usa meno e magari solo per certe occasioni. Ogni volta che si propongono sconti si riscontra un boom di vendite di flaconi. Diverse le opinioni rispetto alla distanza a cui opportuno si intuisca il profumo indossato: Per il 22% la fragranza qualcosa di estremamente intimo e personale e va percepita solo a pochi centimetri di distanza. Per il 30% infastidisce se viene percepito a meno di mezzo metro; per il 38% la distanza ottimale un metro. Ma per il 10% importante lasciare la famosa scia ad ogni passo.

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/parete nord

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Ma che vil razza dannata sono

questi giornalisti!
uando uno giovane, la domanda di tutte le domande , quasi sempre: cosa voglio diventare da grande? Allinizio si opta per lastronauta, inevitabilmente. Col passare degli anni, le ambizioni si limano, si livellano, si razionalizzano: in un certo senso, si imborghesiscono. Cos, pi o meno intorno ai ventanni, si comincia a sognare di fare il giornalista, lavvocato, il neurochirurgo. Io di avvocati e di operazioni a cranio aperto so meno di zero: per, di giornalismo, dopo tanti anni, un pochino ne mastico e, cos, mi piacerebbe farvi un bel ritrattino contrastivo, tra quel che sembra il giornalismo e quel che, nella realt, finisce con lessere. A titolo di premessa, si tenga presente che Bergamo non New York e nemmeno Milano: fino a qualche anno fa, il migliore atout per entrare nella redazione del pi importante quotidiano locale era avere uno zio prete. Comunque, un po di fascino il vecchio mestiere dellimbrattacarte sembra averlo conservato, se una facolt, peraltro pressoch inutile, come Scienza della Comunicazione ha ancora delle iscrizioni. Ordunque, vi dir come sono andate le cose a me: non che io rappresenti chiss quale pietra di paragone, ma, perlomeno, sar sicuro di non diffondere notizie false e tendenziose, visto che riguardano la mia persona. Dunque, dovete sapere che, quando avevo diciottanni, ero un liceale di belle speranze: ero bravino in italiano e questo sembrava aprirmi ogni porta. Difatti, cominciai ad occuparmi di cronaca giudiziaria per LEco di Bergamo: articoletti da mille battute, sui processi, le sentenze, le storielle di nera provenienti da palazzo di giustizia. Sembrava un promettente inizio, anche perch cominciavo a vedermi affidare altre cronache, di quelle tipiche da collaboratore giovane, del genere conferenze e simili. Il mio omologo, che

di Marco Cimmino

lavorava per il quotidiano concorrente, era un discreto furbacchione, mentre io ero decisamente un fesso: lo capii quando mi scipp una notiziona sullAtalanta, ma soprattutto, quando mi freg la morosa. Razza maledetta, quella dei giornalisti: ha ragione Goffredo Fofi. DallEco me ne andai dopo che lallora direttore cass una mia inchiesta sullultima esecuzione capitale eseguita a Bergamo, con la scusa che i figli del giustiziato erano stati affidati al Patronato San Vincenzo. Non era aria, evidentemente. Apro una piccolissima parentesi per spiegare la mia ostilit verso i corsi universitari per diventare giornalisti: tra i miei compagni del liceo, solo tre non si sono laureati. Due di loro sono ottimi giornalisti: il terzo ha fatto il prete. Comunque, qualche tempo dopo, tenevo una rubrica dedicata alla scuola sul Secolo dItalia: nonostante vaghe richieste di mantenere

un tono scanzonato, cercai di parlare in termini comprensibili di quella che, a parer mio, la pi terribile catastrofe nazionale, ossia labissale crisi delleducazione. La direttrice, alla fine, mi fece capire che o la buttavo in farsa oppure era meglio che mi trovassi un altro giornale per cui scrivere: inutile dire, dato il mio caratterino, che nemmeno le risposi e me ne andai. Da allora, mi sono ripromesso di scrivere solo quello che credevo giusto, senza la minima deroga: devo dire che mi andata di lusso, perch ho quasi sempre trovato direttori comprensivi e tolleranti, anche se, qualche volta, li ho messi un po nei guai con le mie sparate. Per, in un certo senso, sono rimasto al palo: unica vera soddisfazione, un grande giornalista che mi ha detto che, se fosse stato lui il direttore eccetera, eccetera, mi avrebbe offerto un assegno in bianco per scrivere. Peccato che il diretto-

re fosse un altro, e lassegno sia rimasto nel libretto apposito. Cos, oggi collaboro: il che, in soldoni, vuol dire che scrivo per un numero enorme di testate, ma che lo faccio in maniera un filino estemporanea, da collaboratore, appunto. Dalla Rai alla Rassegna. Non che la cosa mi dispiaccia, intendiamoci: dato che, grazie al cielo, un lavoro vero non mi manca, posso prendere questa cosa come una specie di hobby, con una spruzzatina di evangelizzazione civile e un pizzico di sale e pepe. Per, se dovessi dire quel che penso sul serio del mondo del giornalismo, credo che, di primo acchito, proclamerei trattarsi di inverosimile accolita di mediocri leccapiedi, incapaci di mettere due parole insieme con un po di brio e di eleganza o di dire, anche solo per una volta, la verit. Poi, pensandoci meglio, dovrei ammettere che non cos: non sempre cos, perlomeno. Ci sono, anche qui, in Mesopotamia, tante persone per bene, bravi giornalisti, che scrivono cose giuste in modo chiaro e comprensibile. Ma molto difficile che facciano carriera: questo, almeno, lasciatemelo dire. Forse non era Fofi quello della razza maledetta: mi sa, anzi che era Gad Lerner, ossia lultimissimo che dovrebbe lamentarsi di come funziona la faccenda o era Michele Serra? Mi sa che erano tutti e tre: ho recensito un loro libello, che diceva proprio cos. Faccia tosta mica da ridere! Ve ne dico unultima, che riguarda Pigi Battista, voce autorevolissima ed esempio di seriet professionale: una volta, in una sua rubrica su La Stampa stronc con sarcasmo un mio libro. Solo che io quel libro non lo avevo ancora scritto n, lui, cela va sans dire, poteva averlo letto. Gli scrissi facendoglielo notare: nemmeno mi rispose. Nel campo del giornalismo, quelli come lui hanno comunque ragione, specialmente se hanno torto. Vil razza dannata

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/what s up?

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Lilluminazione : bene partire con laria da sprovveduti, ma che sia soltanto una studiatissima allure da globetrotter navigato. Meglio tenersi in tasca una guida coi controfiocchi, e diffidare da consigli troppo entusiastici. La probabiGiusto per fare lit che il premuroso amico di qualche esempi o. Se siete dei ricercatori turno ti consigli cos caldaseriali, con la m an ia dellele nco pro & cont mente il tal (sperduto) museo ro, dovere reca rv ch i a Pein o city. L si trov per vedere come te la cavi in a il Love Marke su pe t: un rm er cato che, sugli un dedalo di corridoi senza sescaffali, al post di detersivi e o gnaletica, che neanche il Minobistecche con losso, mette in bella mostra tauro, alta. Tralasciando le le foto di 400 singles, con tanto di dettag nostre disavventure ma con la liate info. In Gi ap po ne, invece, ci va mente resa acuminata da siffatte da chi ha prov to (e fallito) la aesperienze abbiamo poi scoperto ggancio agli ha ppy hour nost ra ni. Se nemmen che, per i single, in qualche modo tutto fila o i machikon lo cali funzionano aper via pi liscio. Perch il mondo intero, pare, itivi di massa : ci si ritrova al m en o in 2mila si sent si adopera per trasportare la categoria da ir legittimato gettare la spug a una nazione allaltra seguendo il semplicina. E sbronzar si in santa pa ce , addominali de stico fil rouge dellaccoppiamento, dellincontratti. Ma la trovata contro, dellinnamoramento, insomma. E migliore arriva da oltreoceano. Fate cos: quando si organizza un viaggio cos, cosa prenotate in un alberghetto di vostro gust ce ne pu fregare del tempo, del raffredo in L.A., e viag gi ate estrem am ente leggeri. Pe dore, dei misunderstandings dagenzia? rch tutto ci se che vi rv e una t-shirt sdru Ladrenalina dellincognita amorosa a cita 100% coto ci do ne: rm ir et e per tre notti, mille, siamo dentro ad un brutto trip nel poi la deposite rete in un cent quale persino il cortese benvenuto dello ro specializzato che, dopo averla congelat stuart ci sembra una smaccata avance. a per bene, la numerer esponendola ai nasi in cerca dellanima gemella. Ebbene s: il colpo di fu lmine avverr (forse) gr azie alle esalaz ioni dei vostri feromoni. Tentar non nu oce.

S, viaggiare
Gioie e dolori dei globetrotters
di Alessandra Tonizzo o confessiamo subito. Questarticolo nasce come pretesto per parlare (anche) di un nostro viaggio andato a male, come quel barattolino di yogurt goloso di cui non potevamo farne a meno, e poi immancabilmente irrancidito dietro al cespo dinsalata bio. Partiamo col dire che viaggiare unarte (S, viaggiare Evitando le buche pi dure, cantava, appunto, Lucio Battisti, in tutta unaltra epoca), e se allincipit di ogni valigia e biglietto aereo appaiono le sintomatologie pi invalidanti, beh, si capisce subito che questarte non la si padroneggia molto bene. Forse il destino ci sta dicendo di lasciar perdere, di accoccolarci sul divano e, piuttosto, ascoltare ipnotizzati per ore ed ore le dissertazioni di Licia Col.

Ma noi siamo sordi (complice lintasamento al calcestruzzo da raffreddore cronico?) ad ogni avvisaglia, e ci imbarchiamo ugualmente. Non solo, scegliamo una meta svincolandola dal suo contesto stagionale migliore, perch nella nostra testa esistono posti che sono cool ad ogni latitudine climatica. Certo, come no. Andate a Berlino in un weekend marzolino, e poi diteci se di bello non resta solo la rima sibillina (a meno che, ovvio, non siate patiti per scenari da Cortina di Ferro). Dopo aver pattinato a -10 imbottiti di paracetamolo (sul marciapiedi, beninteso), quandanche gli artisti di strada quel florilegio di ragazzoni punk dalle mani doro, capaci di far sbocciare splendide parure da un servizio di vecchie posate facevano marameo dai loro caldi nascondigli, torniamo a casa, con unidea fissa in testa e un mal di gola da primato.

Quanto a noi, abbiamo deciso che, almeno per un po, seguiremo i dettami di Keiesuke Matsumoto. Monaco buddista 33 anni, dirigente (si fa per dire) del tempio tokyota Komyoji e da poco anche scrittore , Keiesuke pratica e predica lo Zengosaidan in casa propria, ovvero larte di non procrastinare nel fare ordine. Il suo primo libro, Manuale di pulizie di un monaco buddhista, ci chiarisce le idee: se vuoi essere felice, fai, guarda caso, le pulizie. Un panno, una scopa, e quattro solide mura. Siamo gi a nostro agio. Fino al prossimo, immancabile, viaggio.

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Quando il ciclismo
una passione senza et
Sono circa 3mila, in Bergamasca, gli atleti che partecipano alle gare per Amatori. Hanno dai 15 ai 75 anni e sono accomunati dal gusto di faticare sulle due ruote. Beloli (Fci): La crisi non si sente, prevale lo spirito di amicizia.

Lo storico presidente

Fanton: Amatori s, ma ben organizzati


Gianfranco Fanton - ciclismo Amatori: un binomio pressoch inscindibile nella nostra provincia visto che fin dal 69 Fanton protagonista assoluto nel settore. Trentun anni in qualit di presidente del Comitato provinciale dellUdace, ora alla testa dellAcsi che ne ha preso il posto, ma soprattutto una passione inossidabile per le due ruote con una presenza quotidiana sia nella fase di programmazione sia sulle strade, in occasione delle gare. Cosa significa questo? La passione passione spiega Fanton e non necessariamente deve essere razionale. Abbiamo cominciato a Dalmine con un gruppo di amici e poi via via il movimento si sviluppato. In provincia ora abbiamo 79 societ con circa 2.500 tesserati. Ogni stagione organizziamo circa 630 gare. Infatti, per ogni appuntamento non ci limitiamo a stilare delle classifiche differenziate per fasce di et ma disputiamo sugli stessi percorsi, a volte allungandoli con un altro o pi giri, diverse gare riservate appunto alle diverse categorie. Ecco quindi che gli impegni si moltiplicano, pur tenendo conto che non possiamo esagerare. In situazioni nelle quali impegniamo strade importanti cerchiamo di porci dei limiti per ridurre i disagi al traffico. A grandi linee a volte infatti ci sono ulteriori suddivisioni le categorie sono sei: cadetti, juniores, seniores, gentlemen, supergentlemen e donne. Le fasce di et vanno dai 15 ai 75 anni. Lentusiasmo non solo il mio o di altri organizzatori prosegue ma vedo anche gli atleti realmente coinvolti nellattivit. Ho notato anche una notevole crescita, non solo sul piano agonistico. I nostri ciclisti mi sembrano pi maturi e consapevoli anche sotto il profilo psicologico. Un esempio per tutti: un tempo ma-

di Fulvio Facci

i pu dire che anche i ciclisti bergamaschi della categoria Amatori abbiano la loro MilanoSanremo o la loro Rubaix, solo per citare un paio di classiche. Lesercito dei circa 3.000 tesserati per i vari Enti (Fci, Acsi, Csi e Uisp) pu contare infatti su un calendario ricco che si snoda da met marzo a fine settembre e che, appunto, ha le sue classiche nel Giro della Bergamasca, giunto alla 37esima edizione, e nel Trofeo dello Scalatore, che si snoda in una serie di appuntamenti lungo tutta la stagione ed ha raggiunto il 23esimo anno, per citarne alcune. Alex Beloli, responsabile del settore per il Comitato provinciale di Bergamo della Fci, ma soprattutto grande organizzatore di gare, ci racconta questo

mondo. Si tratta di un panorama di atleti abbastanza composito spiega , a partire dalle diverse fasce di et. Si va infatti dai 15 ai 75 anni con suddivisioni in categorie che tengono conto della data di nascita per quanto riguarda le classifiche. Ci sono ex professionisti, ex dilettanti ma numericamente la fascia pi significativa quella di appassionati che vanno dai 40 ai 50 anni e che si sono magari avvicinati tardi a questo mondo. Hanno scoperto il ciclismo in et matura e ne hanno fatto unautentica passione coltivata non solo attraverso le gare ma soprattutto con allenamenti impegnativi. Una fatica giornaliera per arrivare poi allappuntamento del fine settimana. Loccasione per disputare la corsa, per limpegno agonistico, ma anche per uno scambio di opinioni davanti a una birra in amicizia a gara conclusa.

In provincia le gare organizzate sono circa cento per stagione, unottantina le societ, con un lievissimo calo rispetto al passato come riflesso della crisi economica. Nel programmare le gare prosegue Beloli cerchiamo di tener conto delle diverse esigenze, insomma di accontentare un po tutti. Ci sono quindi percorsi in salita come nel Trofeo dello Scalatore, ma anche percorsi misti o addirittura pianeggianti. E per non farci mancare niente abbiamo anche gare in pista al velodromo di Dalmine. La partecipazione sempre vivace e numerosa, sono belle gare, combattute. Non siamo in espansione ma possiamo dire di non soffrire particolarmente per la crisi. Questo in relazione al fatto che le societ hanno prevalentemente basi di amicizia, se non addirittura famigliari. E il giorno della gara moglie e figli non mancano.

Gianfranco Fanton

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Concessionarie Uf ciali

gari di fronte a una giornata sbagliata il ciclista insisteva, non voleva fare brutta figura con il ritiro. Ora c maggior consapevolezza, se una giornata no, non vale la pena di insistere o rischiare, ci sar unaltra occasione di riscatto. Pi in generale, comunque, lapproccio alle gare migliorato sotto tutti i profili. Come dire, si tratta di amatori, ma poco o nulla viene lasciato al caso, come nelle migliori tradizioni ciclistiche. Ciclismo uguale fatica, a volte solitaria. La platea di chi si dedica a questo sport a livello amatoriale veramente composita con un autentico mix di chi, in pratica, dalla bici non mai sceso (ex professionisti o comunque agonisti) e chi lha scoperta tardi. Se le fasce di et centrali, dai 40 ai 60 anni, sono le pi numerose, non molto significativa invece la presenza del gentil sesso. Poco toccati dalla crisi conclude Fanton , ci difendiamo bene sia sul piano organizzativo sia su quello degli atleti. Il mio non un allarme ma vorrei comunque richiamare lattenzione su un aspetto che sta emergendo. Si tende ad allungare i percorsi, magari per certe manifestazioni, a 80 o 90 chilometri. Vorrei solo ricordare che gli Amatori sono solo amatori e andrebbero trattati come tali: 50 o 60 chilometri possono bastare.

La Federazione: Un movimento importante per numeri e attivit


Alla Federazione Ciclistica Italiana sanno perfettamente che esistono diversi modi di declinare questa attivit, pensiamo, ad esempio, alla mountain bike o al ciclocross o al ciclismo su pista. Ed per questo che allinterno di ogni Comitato provinciale c un referente per ogni settore. Andando a guardare dentro la categoria degli Amatori che in effetti si autodefinisce, evidenziando il modo amatoriale, appunto, di praticare il ciclismo a tutte le et scopriamo nella nostra provincia un ulteriore segmento dellattivit sportiva vivace e vitale. Claudio Mologni, nuovo presidente del Comitato di Bergamo della Fci, si insediato da poco pi di un mese ma non manca di esperienza, visto che segue il ciclismo dagli inizi degli anni Ottanta, dopo una parentesi con il calcio e unesperienza come presidente di una Polisportiva. Mi sono messo subito al lavoro in un mondo che conoscevo bene racconta Mologni conservando le strutture di base. Abbiamo un referente, un responsabile per ogni categoria e per quanto riguarda gli Amatori lincarico andato ad Alex Beloli che ben conosce la materia, visto che organizza gare da parecchio tempo. un settore che testimonia la grande passione per le due ruote, ma ha la sua importanza anche per i numeri che muove, visto che, oltre alla Federazione, ci sono altri Enti sportivi che se ne occupano. Noi cerchiamo di dare il nostro contributo soprattutto in termini di sicurezza organizzativa e di rispetto delle regole, comprese quelle previste dal Codice della Strada. La struttura del Comitato con un referente per ogni settore consente confronti rapidi e sta camminando bene.

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Alex Beloli

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