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La Tamaro il femminismo e le ragazze

Il nostro errore, non chiedere di pi


Caro direttore, tutte le analisi della condizione femminile in Italia iniziano dalla demolizione dellunico fondamentale movimento che in un paese immobile e dominato dalla Chiesa come il nostro ha aperto possibilit di pensiero, di vita e di lavoro alle donne: il movimento femminista. Al contrario di Susanna Tamaro, io ne ho fatto parte attivamente. Non ricordo riunioni dominate da effluvi di patchouli e canne come scrive lei, ma incontri tra donne di et, classe sociale, situazioni familiari diverse che si scambiavano esperienze, discutevano dei loro diritti, delle loro aspirazioni, della violenza e dellisolamento subiti per generazioni. Nessuna esperienza collettiva stata per me cos importante come il movimento femminista. Parlarne come una fabbrica di aborti fatti nellincoscienza e nella superficialit mi pare incredibile e mi stupisce che Susanna possa farlo. Iniziare un articolo sulle donne accusandole di leggerezza nel considerare il tema della procreazione, dellaborto, descrivendo le loro riunioni di un tempo come specie di messe sataniche in cui si organizzavano infanticidi, mentre lei, unica, considerava la vita come fatto cos straordinariamente complesso e misterioso da meritare come minimo un po di timore e rispetto, mi sembra un atto di disprezzo violento per tutte. Il movimento femminista degli anni 60 e 70 si occupato di temi molto pi vasti di quelli citati da Susanna Tamaro. Laffermazione della differenza femminile; il riconoscimento da parte delle donne della propria autonomia, lanalisi approfondita della sessualit, la difesa del corpo, la scelta consapevole della maternit, sono solo una parte degli argomenti su cui le femministe di tutto il mondo si sono interrogate in quegli anni. In questi anni di ripresa massiccia della violenza sulle donne anche in paesi avanzati come il nostro, quante volte ho ripensato alla oceanica manifestazione notturna delle donne a Roma per riprendersi la libert di uscire sicure nella loro citt. Quanti temi di allora mi sono tornati in mente sfogliando i giornali di questo ultimo anno, leggendo gli articoli in cui la sessualit italica sembra essere tornata indietro di decenni, ripensando alle riflessioni fatte allora sul rispetto di s. Con lo stesso disprezzo con cui descrive le femministe, Susanna Tamaro parla delle ragazze di oggi, figlie di quelle madri. Ne parla travisando i dati della realt. Dire che allaborto ricorrono soprattutto le straniere e le adolescenti una ovviet, sono le categorie pi fragili, quelle per cui stata pensata la legge. Ma non si non dice che il numero degli aborti in costante calo da molti anni. Non sappiamo da quale classe sociale o regione geografica provengano queste adolescenti che ricorrono allinterruzione della gravidanza, ma Susanna le mette tutte in conto alle femministe di allora, sono le loro figlie. Non cos. Le ragazze di oggi, tranne casi eccezionali, non fanno aborti perch sanno esattamente come non avere bambini, lo sanno tanto bene che fanno pochi figli e sempre pi tardi. Falsit, come la promiscuit dei ragazzi. Senzaltro ci saranno realt difficili in cui questo avviene, ma ogni donna che ha figli adolescenti sa che al contrario i ragazzi tendono oggi a formare coppie gi dal primo incontro, a vivere relazioni serie e monogamiche, privandosi di quelle esperienze che sono invece fondamentali per la formazione della sessualit e per la conoscenza dellaltro sesso. E si arriva alla domanda sul corpo, che per me andrebbe posta cos: com possibile che in un paese che ha visto gi nel dopoguerra la nascita di una grande associazione

femminile come lUdi e un potente movimento femminista negli anni 70, limmagine della donna italiana sia quella trasmessa dalla televisione, riportata dagli scandali, che la sessualit e la relazione uomo donna sembrino tornate indietro di decenni, che la libert che il movimento femminista ha conquistato non serva alle donne per sentirsi libere veramente? La televisione, al contrario di quello che pensa Susanna, non crea nulla, ma riprende e amplifica ci che gi presente nella societ. l, nella societ, che dobbiamo guardare e cercare di capire cosa successo. Perch in Italia c il tasso di lavoro femminile pi basso dEuropa? Perch la tiv pubblica italiana trasmette programmi in cui il corpo delle donne esposto come non accade in nessun paese europeo? Perch la natalit cos bassa? Perch le donne vengono pagate a parit di preparazione e mansioni meno degli uomini? Perch nessun governo si mai occupato veramente delle donne? Io credo che questo sia accaduto perch il movimento femminista non andato fino in fondo, non ha trasformato le grandi scoperte di quegli anni in diritti acquisiti e sorvegliati, non ha preteso dalla politica lattuazione concreta non solo della parit, ma della differenza femminile, che implica una societ a misura delle donne, del loro lavoro, dei bambini, del compito doppio che hanno sempre svolto nel silenzio. Cristina Comencini 21 aprile 2010