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Ride bene chi ride ultimo. È scientificamente dimostrata.

(Luca Debiase – Il sole 24 ore – Nova – 18 febbraio 2009)

A quanto pare, diverse zone del cervello umano entrano in gioco quando le persone si focalizzano
sull'osservazione di ciò che hanno intorno e quando pensano a fatti lontani, nel tempo e nello
spazio. Inoltre, ci sono zone specializzate nella costruzione di relazioni con gli altri e zone che
ragionano intorno alle migliori decisioni da prendere in rapporto ad uno scopo. Il problema: come e
meglio decidere? Pensando a fare bella figura o a scegliere bene? E guardando al breve termine o
allungo termine? E la domanda che si pone, per esempio, Robin Hanson economista alla George
Mason University, riflettendo sulle ricerche degli psicologi Nira liberman e Yaacov Trope delle
università di Tel Aviv e New York, autori del paper pubblicato da Science: «The Psychology of
Transcending the Here and Now».
Ebbene: e possibile prendere le decisioni giuste e coltivare una buona immagine di se? In certi casi
e molto difficile e una situazione di crisi come 1'attuale e una miniera di esempi di quel genere di
casi. Molto spesso, poi, le decisioni giuste sono coerenti con le visioni di lungo termine e quelle
sbagliate si prendono istintivamente reagendo ai fatti sul momento. E anche qui la crisi offre una
miniera di esempi. Certo, tutte le possibili combinazioni sono dense di rischi, ma una e migliore
delle altre: 1. pensando solo a fare bella figura nel breve termine si rischia di dipendere troppo dai
fatti del presente e dal giudizio degli altri, aviluppandosi superficialmente in un in-sieme di azioni
incoerenti poiché i fatti e i giudizi delle persone nel breve sono, appunto, diversi e incoerenti; 2.
decidendo sempre per la soluzione giusta nel breve termine si finisce per assumere un'immagine
densa di eccessi che di solito diventano vizi come l’avidità e la superbia; 3. scegliendo sempre in
base a un ragionamento controllato per arrivare al migliore risultato nel lungo termine ci si espone a
una quantità di critiche che si potrebbero sinterizzare; nel forte rischio di apparire noiosi; 4. sicché,
per Hanson, l’unica strategia che può riservare soddisfazioni e puntare a fare bella figura nel lungo
termine Questo e coerente con i risultati raggiunti da Liberman e Trope che sottolineano come in
fondo la capacita di astrazione che Serve a prendere decisioni razionali e orientate a uno scopo
agisca nel breve e nel lungo termine in base a un unico racconto esperienziale. E coerente con il
proverbio «ride bene chi ride ultimo». Ed e coerente con la leadership dei visionari che propria in
quanto hanno uno scopo dilungo termine ma sanno come presentarlo riescono a raggiungere una
popolarità duratura e a realizzare i loro obiettivi. Anzi, per quelli che adottano questa strategia, la
popolarità arriva proprio in base alla loro visione e ai loro risultati dilungo termine. Del resto,
mentre i giudizi degli altri, nel breve termine, possono essere un punto di riferimento frivolo e
volubile, soggetto alle mode e alle ambizioni, nel lungo termine il giudizio sto-rico diventa più
solido e motivato, renden-do coerenti gli obiettivi di fare bella figura e di decidere in modo giusto.
Perchè il futuro non si conosce, ma si consoce il modo in cui ci si racconta il futuro. E questo, si sa,
ha delle conseguenze: se sono giuste la bella figura e assicurata. Se invece si contrabbanda la
visione di lungo termine con una serie lunghissima di reazioni istintive, prima o poi si sbaglia. Per-
dendo anche la faccia. Sicché l’unica strada ragionevole e pensare sul serio il futuro. E
raccontarsene bene la direzione e lo scopo. Anche per vivere meglio il presente.