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Introduzione

In un mondo in cui appare quotidianamente allorizzonte una nuova scoperta sci entifica e, questultima, diventa conoscenza di dominio pubblico in base allinteresse che le multinazionali nutrono nei suoi confronti, in cui esisterebbero obiettivamente applicazioni tecniche molto pi efficienti di quelle in uso se si sfruttassero realmente le capacit e le conoscenze di ultima generazione, ho voluto ambientare la mia tesina. In questi anni di Liceo Scientifico, la scienza stata sicuramente un denominatore comune che ci ha accompagnato dallinsiemistica e lo studio delle forze sino agli integrali e la fisica degli ultimi secoli. Con lintroduzione del Metodo Scientifico si definito laspetto cangiante di questa disciplina che non si basa su credenze dogmatiche ma su tesi pubblicamente dimostrabili. Perci ho voluto sviluppare una riflessione su quali sono, nei giorni nostri, i limiti di una scienza continuamente in crescita. Questo percorso attraverser diverse discipline fornendo un ordine cronologico volto a dimostrare che gi gli antichi Romani si interrogavano sul progresso scientifico. Proseguir poi citando il padre della letteratura Italiana, Dante, analizzando come questultimo affront un limite naturale che si dimostr invalicabile senza laiuto di Dio. Per poi passare ad un altro illustre esponente della tradizione italiana cio Leopardi, che ricorse allimmaginazione come mezzo di superamento di un limite imposto dalla condizione umana: linfelicit. Arriveremo cos a distinguere tre tipologie di limiti odierni: i limiti da me definiti tecnici poich dettati da deficit strutturali o conoscitivi delluomo, i limiti morali generati dalle societ del ven tunesimo secolo e i loro valori, e una terza categoria di limiti analizzeremo in conclusione. Per prima cosa vorrei portare alla vostra attenzione il potere del sapere scientifico, in grado di manipolare lesistenza umana nel bene e nel male (le protesi di ultime generazioni create e la bomba atomica potrebbero essere rispettivamente due esempi calzanti) da cui si deduce che interesse di tutti capirlo e sfruttarlo nella maniera pi consona e utile per lumanit. Gi Einstein, in un messaggio agli scienziati Italiani aveva fatto appello alla rinascita di un sentimento di responsabilit scrivendo:
.... Vediamo oggi delinearsi, per luomo di scienza, un tragico destino . Sostenuto dalle sue aspirazioni alla chiarezza e allindipendenza esteriore, egli ha, con uno sforzo quasi sovrumano , forgiato da se stesso le armi del suo asservimento sociale e dellannientamento della sua personalit . Egli deve piegarsi al silenzio di chi detiene il potere politico, ed costretto , come un soldato , a sacrificare la propria vita , e ci che peggio a distruggere quella degli altri , anche se convinto dellassurdit di un tale sacrificio . Egli vede con assoluta chiarezza che la situazione determinata dalla storia per cui soltanto gli stati possono disporre del potere economico e politico , e quindi anche di quello militare , deve condurre alla distruzione totale . Egli cosciente che luomo pu essere ancora salvato soltanto cambiando i metodi della forza bruta con un ordine giuridico soprannazionale... Entro mura misteriose si perfezionano con fretta febbrile i mezzi di distruzione collettiva. Se si raggiunge questo scopo, lavvelenamento dellatmosfera da parte della radioattivit e , di conseguenza , la distruzione di qualsiasi forma di vita sulla terra , entrerebbero nel novero delle possibilit tecniche . E tutto concatenato, in questo sinistro svolgersi davvenimenti . Ogni passo si presenta come inevitabile conseguenza del precedente . Al termine del cammino , si profila sempre pi distinto lo spettro della distruzione completa . Noi non possiamo cessare di ammonire ancora e sempre; non possiamo rallentare i nostri sforzi per dare coscienza alle nazioni del mondo, e soprattutto ai loro governi , dellimmagine del disastro che essi debbono esser certi di provocare se non cambieranno atteggiamento gli uni verso gli altri , e la loro maniera di concepire il futuro. Il nostro mondo minacciato da una crisi la cui ampiezza sembra sfuggire a coloro che hanno il potere di prendere grandi decisioni per il bene e per il male. La potenza scatenata dallatomo ha tutto cambiato , salvo il nostro modo di pensare , e noi stiamo scivolando cos verso una catastrofe senza precedenti. Perch lumanit sopravviva un nuovo modo di pensare indispensabile. Allontanare questa minaccia divenuto il problema pi urgente del nostro tempo.

Lucio Anneo Seneca


Appartenente a una ricca famiglia di rango equestre nacque a Cordova, in Spagna, forse nel 4 a.C. Studi a Roma educato dallo stoico Attalo e dal neopitagorico Sozione (questultimo lo inizi a costumi sobri e austeri). Divent Questore ma la sua brillante carriera fu rovinata da difficili rapporti con gli imperatori: Caligola, geloso di Seneca, progett di ucciderlo e Claudio nel 41 a.C lo condann allesilio istigato dalla moglie Messalina che sfrutt un infima amicizia con Giulia Livilla. Rientrato a Roma, avrebbe voluto abbandonare la carriera politica ma fu costretto ad accettare la carica di precettore di Nerone su richiesta della madre Agrippina (nuova moglie di Claudio). Fu testimone del terribile matricidio compiuto da Nerone nel 59 poich la madre si opponeva al suo matrimonio con Poppea Sabina e nel 62 abbandon definitivamente la vita politica favorendo lascesa del sinistro pretorio Tigellino. Accusato di complicit nella Congiura di Pisone (che mirava ad uccidere Nerone) fu costretto ad uccidersi. Le Naturales quaestiones In questopera, redatta negli anni del ritiro, possibile individuare una particolare concezione di sapere scientifico, visto come elemento per elevarsi a Dio, volto al superamento del limite della superstizione colpevole della presenza di timori infondati nella mente umana. Affrontando il testo, infatti, troviamo fin dal primo libro una chiara presa di posizione di Seneca nella quale si scopre l'intento primo dell'opera: permettere all'uomo, una volta libero dalle false credenze che avvolgono la natura, di ascendere ad una dimensione pi divina. Di particolare importanza sono il paragrafo 8-9:
Hoc est illud punctum quod tot gentes ferro et igne dividitur? O quam ridiculi sunt mortalium termini!
(" tutto qui quel punto [la Terra] che viene diviso col ferro e col fuoco fra tante popolazioni? Oh quanto ridicoli sono i confini posti dagli uomini!")

Sviluppate in sette libri, le Naturales quaestiones sono di fatto un trattato di scienze naturali suddiviso in sette libri che venne dedicato a Lucilio (il destinatario delle Epistole). In particolare lopera tratta di argomenti metereologici; l'edizione a noi giunta non integrale e differisce quasi sicuramente dall'edizione originale per ordine e composizione. Questi, principalmente, sono gli argomenti su cui Seneca si sofferma: 1. libro: I fuochi - Gli specchi 2. libro: Lampi e folgori 3. libro: Le acque terrestri (completo) 4. libro: il Nilo - Neve, pioggia e grandine 5. libro: I venti 6. libro: I terremoti 7. libro: Le comete

importante ricordare che, fine ultimo dellopera, non raccogliere ordinatamente ogni conoscenza dell'epoca (cosa che invece possiamo intendere almeno in parte nel Naturalis historia di Plinio il vecchio) ma uno scopo morale. Questi intenti sono esplicitamente trattati nelle prefazioni e negli epiloghi dei singoli libri che si rivelano digressioni di carattere moralistico. In questi Seneca si dimostra fiducioso nella ricerca ma critica la tendenza ad utilizzare conoscenze scientifiche e ritrovati della tecnica in funzione di un accrescimento dei vizi e della corruzione.

Limpostazione formale e argomentativa delle Naturales Quaestiones simile a quella dei Dialogi, come anche quella degli altri trattati: il De clementia e il De Beneficiis. Anche qui infatti lautore parla in prima persona rivolgendosi a un dedicatario con cui immagina di discutere e dialogare; anche qui individuabile un impianto argomentativo e dialettico energico e impegnato oltre che luso di procedimenti diatribici.

Dante Alighieri
Proseguendo nellanalisi generale del concetto di limite nel corso della letteratura incontriamo lineffabilit Dantesca, in altre parole lincapacit di dire, di esprimersi perch la grandezza degli argomenti non consente a Dante di tradurre tutto ci di cui testimone. Questo concetto da lui chiaramente descritto allinizio dellultima cantica, nel primo canto del paradiso infatti Nel ciel che pi de la sua luce prende fu.io, e vidi cose che ridire n sa n pu chi di l s discende; perch appressando s al suo disire nostro intelletto si profonda tanto, che dietro la memoria non pu ire. (Pd I, 4-9) Nel cielo che pi riceve del raggio divino io giunsi, e l vidi cose che chi ritorna da lass non riesce e non ha la possibilit di riferire, poich avvicinandosi alloggetto del suo desiderio, lintelletto umano si addentra a tal punto che la facolt di ricordare non riesce a tenergli dietro.

Lelevatezza degli argomenti non rende possibile comunicare la materia trattata, questo un vero e proprio limite umano, di cui Dante pienamente consapevole. Salendo sempre pi nel cammino intrapreso nella Commedia, arrivato al Paradiso, Dante raggiunge lEmpireo, la sede di Dio. E proprio la grandezza, limmensit di Dio, la materia teologica che diventa inesprimibile. Il 33 canto del Paradiso si apre con la preghiera di S.Bernardo alla Vergine che pu essere divisa in due parti (secondo la struttura liturgica tipica di tutte le preghiere), nella prima troviamo lode e benedizione della divinit mentre nella seconda presenta la richiesta di aiuto e linvocazione. Dopo questa preghiera Dante prova ugualmente a descrivere ci che vede nonostante le difficolt, rimanendo fedele fino allultimo al compito assegnatogli dalla divina provvidenza: testimoniare a tutti quello che ha visto. Inizia dunque la poesia dellindicibile dal 55 verso. Da quinci innanzi il mio veder fu maggio che l parlar mostra, cha tal vista cede, e cede la memoria a tanto oltraggio. Qual colui che sognando vede, che dopo l sogno la passione impressa rimane, e laltro a la mente non riede, cotal son io, ch quasi tutta cessa mia visione, e ancor mi distilla nel core il dolce che nacque da essa. Cos la neve al sol si disigilla; cos al vento ne le foglie levi si perdea la sentenza di Sibilla. (Pd XXXIII, 55-66)

Da qui in poi ci che vidi fu maggiore di ci che diranno le mie parole, che cedono ad una visione tanto sublime, come la memoria a tanta meraviglia. Come colui che ha un sogno, e in cui dopo il sogno rimane impresa la sensazione di esso, mentre il resto torna alla memoria, cos mi trovo io, che quasi tutte le immagini di quella vista sublime scomparse, ma ancora la dolcezza che deriv da essa scende goccia a goccia nellanima. Cos la neve si scioglie ai raggi

solari, cos i responsi della Sibilla scritti su

foglie leggere si perdevano nel vento.

Con queste tre similitudini Dante cerca di descriverci la situazione in cui si trova: non pu raccontarci quello che ha visto ma solamente la sensazione di dolcezza che ancora gli rimane in cuore. Per esprimere questo Dante evoca limmagine di chi svegliatosi ha perso il ricordo di quanto ha sognato ma reca ancora nel cuore lemozione mentre lultima similitudine, si riferisce al mito della Sibilla, mitica profetessa cumana, che scriveva i suoi responsi su foglie che poi il vento disperdeva, per cui era difficilissimo ricostruirli. Omai sar pi corta mia favella, pur a quel chio ricordo, che dun fante che bagni ancor la lingua a la mammella. (Pd XXXIII, 106-108) Ormai le mie parole, anche solo rispetto a quello che ricordo, saranno pi brevi di quelle di un bambino che ancora prende il latte dal seno.

Chiara dichiarazione dineffabilit: dora in avanti il suo parlare sar talmente inadeguato rispetto a quanto a visto, da essere superato dal balbettio di un infante che bagni ancora la lingua al seno della madre. Oh quanto corto il dire e come fioco al mio concetto! e questo, a quel chi vidi, tanto, che non basta a dicer poco. (Pd XXXIII, 121-123) Quanto insufficiente e debole la parola rispetto allimmagine che conservo! E anche questa, rispetto a quella visione, tale che dir poco non sufficiente.

Dante sospira e ancora una volta denuncia linadeguatezza del suo linguaggio rispetto al ricordo che conserva dellimmagine della Trinit. Lumana ragione sconfitta, non c soluzione se non lintervento gratuito di Dio che illumina con un fulgore la mente di Dante facendogli comprendere lincomprensibile. A questo punto non si pu dire pi niente, la poesia ha raggiunto il suo limite e lascia il posto al silenzio proprio nel momento in cui desiderio e volont, per Dante, finalmente coincidono grazie allintervento divino. A lalta fantasia qui manc possa; ma gi volgeva il mio disio e l velle, s come rota chigualmente mossa, lamor che move il sole e laltre stelle. (Pd XXXIII, 142-145) Alla mia pur eccezionale facolt immaginativa vennero meno a questo punto le forze; ma Dio, il sommo amore che imprime movimento al sole e agli altri astri, faceva gi girare il mio desiderio e la mia volont come una ruota gira con moto uniforme.

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi nacque nel 1798 a Recanati, un borgo appartenente allo Stato Pontificio. Il padre era un uomo colto ma di cultura attardata e accademica mentre la madre, donna dura e gretta, si fece dominatrice della vita familiare. Intorno ai dieci anni abbandon lo studio con precettori ecclesiastici poich non aveva pi nulla da imparare da loro e continu i suoi studi da solo per quei sette anni di studio matto e disperatissimo. Dopo aver cercato pi volte di uscire dal paese natio riusc ad avere alcune esperienze fuori da Recanati, a Roma, ma quegli ambienti letterari lo delusero fortemente per meschinit e mancanza di valori. Dopo aver lavorato per alcuni anni con leditore Stella torn a Recanati per motivi economici e di salute, si trasfer ancora a Firenze per poi terminare la propria vita a Napoli nel 1837.

Il pensiero del Leopardi Trae origine dalla concezione meccanicistica del mondo, che egli aveva appreso dallilluminismo e fatta propria al tempo della conversione filosofica. Meditando su di essa, egli giunse a una forma di materialismo assoluto. Il mondo dunque per il Leopardi governato da leggi meccaniche in cui luomo, Non solo una creatura debole e indifesa, ma anche un essere insignificante nel contesto della vita universale. La stessa concezione, che per i pensatori del 700 era motivo di orgoglio e di ottimismo, per il senso di liberazione che esso comportava dalle superstizioni del passato e per la nuova fede nella scienza, per il Leopardi motivo di tristezza e di pessimismo, perch egli avverte dolorosamente i limiti della natura umana, in contrasto con linnata aspirazione delluomo allinfinito. La poetica del Vago e Indefinito e lo Zibaldone La teoria del piacere elaborata nel luglio 1820 costituisce il nucleo germinale della filosofica pessimistica del Leopardi. E perci tutti i piaceri debbono essere misti di dispiacere, come proviamo, perch lanima nellottenerli cerca avidamente quello che non pu trovare, cio una infinit di piacere, ossia la soddisfazione di un desiderio illimitato. Veniamo alla inclinazione delluomo allinfinito. Indipendentemente dal desiderio del piacere, esiste nelluomo una facolt immaginativa, la quale pu concepire le cose che non sono, e in un modo in cui le cose reali non sono. (Zibaldone, 165-172) A proposito del nostro discorso sui limiti, la ricerca dellinfinito nellimmaginazione, costituisce proprio un tentativo di superamento di un limite naturale (ricordiamo che in una prima fase Leopardi attribuisce la causa dellinfelicit alluomo stesso, in seguito aderisce allideale di natura maligna per poi approdare a un pessimismo cosmico in cui linfelicit un dato di fatto per natura). infatti impossibile raggiungere IL piacere (infinito) nella realt, la realt immaginata costituisce una compensazione indispensabile al soddisfacimento dei bisogni umani. Nello Zibaldone Leopardi passa minuziosamente in rassegna, in chiave sensistica, tutti gli aspetti della realt sensibile che, per il loro carattere indefinito, possiedono una forza suggestiva. Si viene quindi a definire la Teoria della Visione individuabile nel Bello Poetico. Questultimo concetto si manifesta in parole dal carattere vago e indefinito come lontano, antico, notte e

nella Rimembranza cio immagini suggestive che permettono il recupero della visione immaginosa della fanciullezza attraverso la memoria, oppure il ricordo di immagini trovate in altri poeti. Ecco espresso la prima tipologia, riferita al fanciullo; seguita dalla spiegazione del concetto di rimembranza poetica: Da fanciulli, se una veduta, una campagna, una pittura, un suono [..] ci piace e ci diletta, quel piacere e quel diletto sempre vago e indefinito: lidea che ci desta sempre indeterminata e senza limiti [..]. Da grandi [..] non sar pi simile in nessun modo allinfinito, o certo non sar cos intensamente, sensibilmente, durevolmente ed essenzialmente vago e indeterminato [..]. Anzi osservate che forse la massima parte delle immagini e sensazioni indefinite che noi proviamo pure dopo la fanciullezza e nel resto della vita, non sono altro che una rimembranza della fanciullezza, si riferiscono a lei e dipendono da lei e derivano da lei, sono come un influsso e una conseguenza di lei. (Zibaldone,514-516)

Un oggetto qualunque, per esempio un luogo, un sito, una campagna, per bella che sia, se non desta alcuna rimembranza, non poetica punto a vederla: La medesima, ed anche un sito, un oggetto qualunque, affatto impoetico in se, sar poetichissimo a rimembrarlo. (Zibaldone,4426) Le parole lontano, antico e simili sono poeticissime e piacevoli, perch destano idee vaste, e indefinite, e non determinabili e confuse. [..] (Zibaldone, 1789) Le parole notte notturno ec., le descrizioni della notte ec., sono poeticissime, perch la notte confondendo gli oggetti, lanimo non ne concepisce che unimmagine vaga, indistinta, incompleta, s di essa che quanto ella contiene. Cos oscurit, profondo ec. ec. (28 Sett 1821) (Zibaldone, 1798) Alla teoria del vago e indefinito si collega strettamente quella della doppia visione cio della realt attraverso limmaginazione, indispensabile al fine della compensazione della finitudine del piacere reale: Egli vedr una torre, una campagna, udr cogli orecchi un suono duna campana; e nel tempo stesso collimmaginazione vedr unaltra torre, un'altra campagna, udr un altro suono. In questo secondo genere di obietti sta tutto il bello e il piacevole delle cose. (Zibaldone,4418) Linfinito Nellottica di individuare applicazioni della Teoria del piacere leopardiana allinterno della sua poetica, che permettano di individuare le metodologie di superamento del limite dellinfelicit umana nella realt, consideriamo questa famosissimo componimento in cui il poeta varca un limite fisico, costituito dalla presenza di una siepe che gli impedisce lo sguardo, attraverso limmaginazione.

Fu composto a Recanati nel 1819 (un anno prima della formulazione della Teoria del Piacere e pubblicato per la prima volta con gli altri Idilli nel periodico bolognese Il Nuovo Raccoglitore nel 1825, poi nelledizione bolognese dei Versi ed infine nei Canti nel 1831.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di l da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Cos tra questa immensit s'annega il pensier mio: e il naufragar m' dolce in questo mare.

Riferendosi anche allanno di produzione, si pu affermare che Linfinito anticipa, in forma poetica e nucleo tematico, la teoria del piacere del 1820, da cui si sviluppa la teoria del vago e indefinito. Come si potuto notare in alcuni passi dello Zibaldone soprariportati, Leopardi sostiene che particolari sensazioni visive o uditive, per il loro carattere vago e indefinito, inducono luomo a crearsi con limmaginazione quellinfinito a cui aspira, e che irraggiungibile, perch la realt non offre che piaceri finiti e perci deludenti. Linfinito appunto la rappresentazione di uno di questi momenti privilegiati, in cui limmaginazione strappa la mente al reale, che il brutto. Supera un limite umano per immergere lanimo nellinfinito e, significativamente, le teorizzazioni dello Zibaldone richiamano proprio questo testo come esempio. Nella prima parte (vv. 1-8) limpossibilit della visione, cio la siepe che chiude lo sguardo impedendo a questultimo di spingersi fino allestremo orizzonte, esclude il reale e fa subentrare il fantastico. Potremmo esprimere questo concetto utilizzando alcuni passi dello Zibaldone dicendo allora in luogo alla vista, lavora limmaginazione e il fantastico sottentra al reale. Il pensiero si costruisce dunque lidea di infinito spaziale interminati spazi di l da quella caratterizzati da sovrumani silenzi e profondissima quiete. Nella seconda parte invece, (vv. 8-15), limmaginazione prende lavvio da una sensazione uditiva, lo stormire del vento tra le piante. La voce del vento, che nella tradizione poetica ha sempre evocato immagini effimere e vane, viene paragonato allinfinito silenzio creato dallimmaginazione e suscita lidea del perdersi delle labili cose umane nel silenzio delloblio: un infinito temporale. Particolare il disegno strutturale in cui i due momenti sopracitati sono scanditi da sette versi e mezzo ciascuno e da un punto di blocco grammaticale che si oppongono allunit processuale del passaggio psicologico dellio. Questultimo, dinanzi alle immagini interiori dellinfinito spaziale prova un senso di sgomento giungendo ove per poco il cor non si spaura; ma nel secondo momento lio si annega nell immensit dellinfinito temporale. Finisce con il perdere la propria identit, e questa sensazione di naufragio dellio piacevole (e il naufragar m dolce in questo mar) secondo il tema dellorrore dilettevole di Lucrezio che, secondo il sensismo, suscitato dallimmaginazione dellinfinito (Cellerino, 1972).

Sarebbe sicuramente semplice interpretare il componimento in chiave mistico/religiosa, il perdersi dellio infatti base di ogni esperienza mistica; il linguaggi della mistica inoltre richiamato dalla metafora del mare in cui lio naufraga e Leopardi stesso, nello Zibaldone, usa il termine di estasi per indicare simili rapimenti generati da sensazioni indefinite. Gi De Sanctis forn una lettura in chiave religiosa della lirica dicendo Cos i primi solitari scopersero lIddio) e la stessa interpretazione venne fornita dalla successiva critica idealistica. Ma bisogna fare attenzione poich no ravvisabile alcun riferimento al sovrannaturale, l infinito Leopardiano non ha le caratteristiche del divino, di unentit spirituale trascendente. Anche perch, lo stesso scritto di Recanati, specifica fermamente nello Zibaldone che Linfinit della inclinazione delluomo una infinit materiale. Inoltre, prestando attenzione al verso 7, si nota che linfinito in questione non neanche oggettivo (io nel pensier mi fingo) ma evocato in maniera soggettiva a partire da sensazioni fisiche, in chiave prettamente sensistica. Per questi motivi possibile affermare che il disegno costruttivo, nonostante si articoli in due momenti scanditi dallo stesso numero di versi, un punto grammaticale e due tipi di infinito (spaziale e temporale); esiste in realt in processo unico rappresentato dal passaggio psicologico e da un elemento sintattico, una congiunzione coordinativa (E che inizia il secondo periodo), e da uno metrico, una sinalefe che collega spaura con la congiunzione successiva (per sinalefe si intende la fusione della vocale finale di una parla con quella iniziale della parola successiva del verso. Si pronunciano distinte ma metricamente si contano come fossero una sillaba sola.

Limiti Odierni Di ordine Tecnico


Passiamo ora ad analizzare i limiti contemporanei distinguendoli nelle categorie anticipate nellintroduzione: la prima di queste riguarda i limiti tecnici in cui limpossibilit del progresso nasce da deficit strutturali o conoscitivi dellodierna cultura scientifica. Il primo aspetto che analizzer sar lincapacit delluomo del ventunesimo secolo di controllare la fusione nucleare per poterla utilizzare a scopi industriali ed energetici.

La fusione nucleare
Prima di tutto occorre paragonare la fusione nucleare allaltra reazione nucleare: la fissione nucleare. Questultima, oltre ad essersi macchiata di stragi nucleari come Cernobyl e Fukushima e militari come Hiroshima e Nagasaghi, ha un potere energetico molto minore rispetto alla fusione nucleare. Basti pensare che questultima alimenta il Sole (come altre stelle) in cui due atomi di Idrogeno si fondono creando un atomo di Elio e lenergia sprigionata in grado di illuminare linterno sistema solare. Attualmente nel centro di.si stanno portando avanti ricerche per creare in grado di sopportare le altissime temperature sprigionate dalla fusione nucleare.

Scienze della Terra


Proprio parlando di fusione nucleare possibile collegarsi al Sole, stella intorno a cui orbita lintero sistema solare, alimentata costantemente da reazioni di fusione nucleare. Ricordando sempre il filo conduttore dei limiti della scienza e applicando questo concetto alla materia in questione possibile riscontrare argomenti tuttora spiegati attraverso ipotesi pi o meno sicure e dimostrate; ma pur sempre ipotesi. Prima di tutto, parlando dellorigine e dellevoluzione delluniverso, si notano due teorie completamente distinte: 1) Teoria dellUniverso Stazionario: che si basa sul Principio Cosmologico della Fisica secondo cui lUniverso, su larga scala, dovrebbe essere immutabile. Per questo il reciproco allontanamento delle galassie e la diminuzione della densit (stabilito dagli studi di Hubble che portarono alla formulazione della legge di hubble v/d = Ho dove questultima la costante che prese il suo nome) sarebbero compensati da una continua creazione di materia nello spazio. 2) Teoria dellUniverso Inflazionario: che si basa sul famoso Big Bang cio lesplosione di un uovo cosmico (in cui era concentrato tutto lUniverso ad una pressione pressoch infinita e a una temperatura di miliardi e miliardi di gradi) che sarebbe avvenuta dagli 11 ai 15 miliardi di anni fa. In realt limmagine dellesplosione rischia di essere forviante in quanto non esisteva un dentro ed un fuori dato che lo spazio si gener proprio insieme allespansione. Dopo la sua nascita, lUniverso sarebbe passato in una fase in cui le forze fondamentali si sarebbero comportate in modo diverso. Si sarebbe dunque generata una

violentissima espansione che, nel giro di 10(-32) avrebbe fatto aumentare il volume dellUniverso di miliardi e miliardi di volte mentre la temperatura sarebbe scesa rapidamente. Al termine di questa fase di inflazione la sfera di fuoco avrebbe preso ad espandersi a ritmo pi lento, lenergia si condens in particelle elementari come quark ed elettroni e poi in protoni e neutroni. Solo dopo 300.000 anni si formarono i primi atomi di idrogeno e la sfera si spense. Con la nascita di questo elemento la luce pot viaggiare liberamente ed proprio di questa fase primordiale che si trovata traccia. Nel 1965 infatti, due scienziati verificarono lesistenza di una radiazione di fondo rilevabile coi i radiotelescopi in ogni direzione dello spazio corrispondente alla temperatura di circa 3 K (-270 C). Tale radiazione residua nota con il nome di Eco del Big Bang. Lanalisi sistematica di queste radiazioni di fondo, rappresentata dal lancio in orbita del satellite COBE nel 1989, ha permesso di individuare minuscole variazioni nella radiazione di fondo che sono state interpretate come disuniformit della distribuzione della materia. Una sorta di increspature da cui avrebbe preso origine la struttura dellUniverso: non omogenea ma alla periferia di bollevuote. Sebbene la prima delle teorie sopracitate abbia indubbi limiti al suo interno, dati dalla mancanza di qualunque prova sulla possibilit di formazione di nuova materia e dal conteggio di oggetti lontanissimi (come i Quasar) che sembrano indicare un aumento della densit media dellUniverso nel lontano passato, anche la teoria dellUniverso Inflazionario non stata del tutto dimostrata. La scoperta delleco del Big Bang stato solo il primo passo per arrivare ad una dimostrazione certa dellipotesi, ancora oggi si cerca di spiegare in maniera pi esaustiva cosa avvenne nellattimo immediatamente successivo alla presunta esplosione. Il 6 marzo 2013 stata confermata lesistenza della particella di Dio ma non sono ancora state scoperte le sue caratteristiche e (per lavori di aggiornamento sullLHC volti al raggiungimento di unenergia massima di 14 TeV) resteranno ignote almeno fino al 2015. Considerando invece il futuro delluniverso si aprono scenari del tutto incerti caratterizzati da ipotesi molto pi incerte. Non si sa infatti se lespansione continuer, portando cos lUniverso ad essere un cimitero buio poich le stelle esauriranno il loro combustibile lasciando il Cosmo nelloscurit, oppure se linflazione verr interrotta dalla forza di gravit e inizier cos un inversione di movimento per le galassie che potrebbe tornare alla condizione originaria di uovo cosmico attraverso un aumento della temperatura e della densit universale: il Big Crunch (Grande collasso).

Matematica
La parola limite suggestiva, ha un significato intuitivo ma spesso nel linguaggio comune assume differenti significati. Parlando di un oggetto capita di dire che questi limitato, cio che ha una forma finita o dei confini, oltre i quali probabilmente non possibile andare, e forse non sarebbe neppure opportuno sconfinare al di l di essi. Seguendo questa interpretazione importante comprendere quali siano questi limiti e che contorno definiscono. Nonostante assuma differenti significati, il concetto di limite in matematica ben definito e parte fondamentale dellanalisi infinitesimale. Fu Newton a rendere comprensibile il concetto dinfinitesimo: una grandezza infinitamente piccola ma diversa da zero. La sua definizione richiedeva di considerare il rapporto di due quantit e di determinare quindi ci che accadeva a questo rapporto quando le due quantit

tendevano simultaneamente a zero. Definendo questo rapporto ultima ratio (ratio dal latino : rapporto) affermando che: E da intendersi il rapporto delle quantit non prima che esse svaniscono, n dopo che sono svanite, ma con il quale esse svaniscono Ma una frase del genere non di aiuto per una precisa definizione matematica del concetto. Allinizio dellOttocento, infatti, schiere di matematici si occuparono della questione cercando di dare una definizione al concetto di limite. Nel 1821 il francese Augustin-Louis Cauchy propose questa definizione: Allorch i valori successivamente assunti da una stessa variabile si avvicinano indefinitamente a un valore fissato in modo da differirne alla fine tanto poco quanto si vorr questultima quantit chiamata il limite di tutte le altre. E da notare che la rigorosa definizione di Cauchy evita termini imprecisi come infinitamente piccolo ma non determina ci che succede nel preciso istante in cui la variabile raggiunge il limite. Nonostante questo la definizione ebbe successo soprattutto perch Cauchy riusc a dimostrare i pi importanti teoremi dellanalisi. Lultima opera di consolidamento di questa definizione venne scritta dal matematico tedesco Karl Weierstrass e i suoi allievi. Nelle sue lezioni Weierstrass definiva il limite L della funzione f(x) nel punto x0 nel modo seguente: 0 la differenza f(x0)- L minore di e in valore assoluto, allora L il limite di f(x) per x=x0 Notiamo dunque che la definizione di Weierstrass ben diversa ma esprime lo stesso concetto di quella formuata da Cauchy. E una definizione per buona parte simbolica e fornisce una definizione statica del limite. La definizione di limite usata ai giorni nostri la seguente:

Limiti Odierni Di ordine Morale


Causati da un precedente uso improprio delle nuove scoperte scientifiche
Passiamo ora ad analizzare laltra parte dei limiti contemporanei analizzando i limiti imposti dalle societ del ventunesimo secolo, la cultura occidentale e letica religiosa, alla scienza. Suddividerei ancora i limiti, che ho definito morali, in due categorie caratterizzate dalla motivazione di fondo di queste giustificazioni. Nel primo sottogruppo inserir limiti che la societ nutre verso il progresso per timore e preoccupazione generati da un suo precedente uso improprio, che ha portato morte e distruzione sullintera umanit. La seconda famiglia di limiti morali invece, tratter diverse tipologie di rifiuto degli ultimi ritrovati della tecnica, basate sulla naturale condizione di dipendenza in cui luomo si posto nel momento in cui si creato degli enti superiori da adorare.

Storia La Bomba Atomica


Gi nella sezione inerente alla fusione nucleare si accennato alla fissione nucleare come altra reazione nucleare che ha portato morte e distruzione in diverse occasioni negli ultimi 100 anni. Sorvolando dunque sulle indubbie qualit e risorse energetiche, testimoniate dallintenso utilizzo di energia nucleare in diversi paesi, analizzer il primo disastro nucleare che cost la vita di migliaia di persone. Potremmo prendere questo evento come causa della nascita di un limite morale allinterno dellinconscio umano, una sfiducia nei confronti del progresso generata dalla scelleratezza. Lattacco a Hiroshima e Nagasaki del 6 e 9 agosto 1945 compiuto dallaviazione Americana, diventato il simbolo della distruzione portata dalla guerra e ci obbliga a pensare che portata potrebbe avere la nascita di un terzo conflitto mondiale sfruttante le armi di ultima generazione. Lapplicazione pratica della potenza sviluppata dai neutroni provoc quel giorno una vampata generata dallo scoppio che fu percepita chiaramente da aerei in volo ad oltre 200 Km dalla citt di Hiroshima (la prima colpita). Una nube di vapori rosso-giallognoli dalla caratteristica forma di fungo si elev in cielo per circa 10.000 metri, in un raggio di 1,6 Km dal punto centrale dello scoppio i due terzi degli edifici esistenti andarono distrutti. Quando la nuvola a fungo creata dalla bomba si dissip 70.000 dei 343.000 abitanti giacevano morti per gravi ustioni, 80.000 erano i feriti e una parte di loro mor successivamente per le irradiazioni. La bomba atomica di Hiroshima era lunga sette metri e pesava 4 tonnellate e fu sganciata da un grosso bombardiere B/29 appositamente attrezzato (battezzato ENOLA GAY); il suo pilota disse che, dopo 45 secondi: ... una luce fortissima riemp laeroplano. La prima onda durto ci colp. Eravamo gi a diciotto chilometri e mezzo in linea daria dallesplosione atomica, ma tutto laereo scricchiol e cigol per il colpo... i girammo a guardare iroshima. La citt era nascosta da quella nuvola orribile, ribollente, a forma di fungo, terribile e incredibilmente alta

Una bambina che allepoca aveva cinque anni ricord: Proprio mentre guardavo su in cielo, ci fu un lampo di luce bianca, e in quella luce il verde delle foglie prese improvvisamente il colore delle foglie secche E ancora Truman, in un rapporto via radio alla nazione dichiar quanto segue: "Having found the bomb we have used it. We have used it against those who attacked us without warning at Pearl Harbor, against those who have starved and beaten and executed American prisoner of war, against those who have abandoned all pretense of obeying international laws of warfare. We have used it in order to shorten the agony of war, in order to save the lives of thousands of young Americans." Da un punto di vista militare la seconda guerra mondiale si svolse rapidamente, soprattutto a causa dei nuovi mezzi di trasporto, di comunicazione e delle nuove armi messe a disposizione dalla scienza e dallapplicazione tecnica. Nel Blitzkrieg (guerra lampo) tedesco la popolazione nemica veniva dapprima fiaccata con la propaganda e poi messa in fuga con i bombardamenti , in modo che ostacolasse i movimenti delle forze difensive mentre laviazione mitragliava le strade. Per conquistare la Polonia ci volle meno di un mese; nellaprile 1940 il Blitzkrieg colp la Norvegia e la Danimarca; in maggio le forze tedesche marciarono verso lOlanda e il Belgio sino alle coste della Manica e invasero la Francia che si arrese in giugno. Nel giugno 1940 entr in guerra anche lItalia con Mussolini e le truppe italiane si spinsero dalla Libia verso Suez dallAlbania penetrarono in Grecia ma con poco successo. Allora intervenne Hitler occupando la Grecia, aggredendo la Jugoslavia e occupando lAfrica settentrionale. AllAsse vittorioso si unirono Ungheria, Romania e Bulgaria. Dopo la caduta della Francia ci si aspettava che Hitler invadesse lInghilterra, ma le incursioni aeree non riuscirono a sconfiggere laviazione britannica poco numerosa ma efficiente e con un primo ministro Winston Churchill dotato di grandi capacit organizzative. Hitler allora, nel giugno del 41, rivolse la sua attenzione a oriente invadendo la Russia. Nel novembre del 1942 tocc lapice del suo successo: la Germania occupava e controllava 16 paesi europei. Nei paesi conquistati l industria e lagricoltura furono riorganizzate in modo da rispondere alle esigenze tedesche, centinaia di migliaia di operai furono deportati in Germania, mentre 5-6 milioni di ebrei vennero messi a morte organizzando il pi grande sterminio della razza ebraica. Gli Stati Uniti fecero da spalla allInghilterra fornendole armi e risorse, ma nel dicembre 1941 con un incursione aerea su Pearl Harbor (Hawaii ) il Giappone affond met della flotta statunitense e gli USA furono costretti ad entrare in guerra. Entro il settembre 1943 le forze anglo-americane avevano allontanato gli eserciti dellAsse dallAfrica ed erano sbarcati in Italia, mentre a Oriente larmata rossa travolgeva il fronte tedesco. Nel giugno del 1944 gli anglo-americani aprirono un secondo fronte in Normandia con loperazione Overlord (la pi grande operazione di mezzi anfibi) datata 6 giugno 1944; nellaprile del 45 si incontrarono con i Russi sullElba e il 30 aprile Hitler si uccise. Per mettere fine al conflitto mondiale gli Americani decisero di utilizzare le armi atomiche di recente invenzione. Dopo lo sgancio della bomba su Hiroshima, tre giorni dopo sganciarono un secondo ordigno ancor pi potente sulla citt di Nagasaki. Il Giappone distrutto e annientato si arrese. La seconda guerra mondiale era finita portandosi dietro tante vite umane innocenti e una

minaccia che incombe tuttora sulla popolazione mondiale. I due ordigni nucleari che misero il ginocchi il Giappone furono frutto di una corsa agli armamenti iniziata dagli Stati Uniti intorno al 1939, in quellanno infatti Einstein invi allallo ra presidente Franklin D.Roosvelt alcune lettere, facendogli presente la sua preoccupazione per la possibile disponibilit tedesca di armi nucleari. On August 2, 1939, Albert Einstein sent a letter to the US President Franklin D.Roosvelt suggesting that the USA should begin its own research on nuclear weapons because of the potentially destructive power of the atomic bombs. In fact there were scientists, as Einstein, who were concerned about the development of Nazi German technologies that could have led their army to the victory. The letter said that: In the course of the last four months it has been made probable (through the work of Joliot in France as well as Fermi and Szilard in America) that it may become possible to set up a nuclear chain reaction in a large mass of uranium, by which vast amounts of power and large quantities of new radium-like elements would be generated. Now it appears almost certain that this could be achieved in the immediate future. This new phenomenon would also lead to the construction of bombs, and it is conceivable (though much less certain) that extremely powerful bombs of a new type may thus be constructed. A single bomb of this type, carried by boat and exploded in a port, might very well destroy the whole port together with some of the surrounding territory. However, such bombs might very well prove to be too heavy for transportation by air. It also specifically warned about Germany: I understand that Germany has actually stopped the sale of uranium from the Czechoslovakian mines which she has taken over. [che lei controlla] That she should have taken such early action might perhaps be understood on the ground that the son of the German Under-Secretary of State, von Weizscker, is attached [impegnato] to the Kaiser-Wilhelm-Institute in Berlin where some of the American work on uranium is now being repeated. After hearing the letter, Roosevelt authorized the creation of the Advisory Committee on Uranium [comitato consultivo sulluranio]. Six thousand dollars were budgeted by the committee for neutron experiments performed by Fermi at the University of Chicago. The Advisory Committee on Uranium did not vigorously pursue development of a weapon, and two other organizations superseded it. Eventually the work of fission research was taken over by the Manhattan Engineering District (MED) in 1942 that started a clear project to build a bomb. Einstein did not work on this last one because he was considered to be a risk cause of his pacifist ideas, so he was moved to another department aimed to the improvement of naval arms. Einstein later regretted having signed the letter because it led to development and use of the atomic bomb against citizens. He justified his decision because of the greater danger that Nazi Germany would have developed the bomb first.

Causati dalla condizione di sottomissione ad un essere superiore


Questa seconda categoria di limiti morali tratter quei limiti che hanno caratterizzato la mentalit umana in seguito alla nascita delle prime divinit preistoriche. Nel momento in cui luomo ha posto il seme della propria creazione nelle mani di un essere superiore si anche posto in una condizione di dipendenza da lui. Il romanticismo e la rinascita di ideali antropocentrici hanno solamente restituito alluomo parte di quella dignit che era stata dimenticata nelle epoche precedenti; ma non lhanno reso arbitro di vita e di morte, funzione che ancora oggi la coscienza umana e le religioni attribuiscono ai propri Dei. Questo concetto ci impone dunque di rifiutare gli ultimi ritrovati della medicina e dellingegneria genetica per ragioni prettamente etiche. Prendendo in considerazione la letteratura inglese possibile notare come gi allepoca di Christopher Marlowe fosse forte questo concetto di limite invalicabile della conoscenza e delle possibilit umane (Dottor Faustus fu costretto a vendere la propria anima al diavolo tramite Mefistofele per ottenere poteri divini). Anche in epoca Vittoriana, Robert Louis Stevenson rappresent lipocrisia della societ a lui contemporanea attraverso il superamento di un limite scientifico: limpossibilit di isolare la parte buona delluomo da quella malvagia.

Robert Louis Stevenson


He was born in Edinburgh in 1850, the only son of a successful civil engineer. He went to Edinburgh University where he studied engineering and law; he always preferred literature and had decided to become a professional writer. He moved to the French Riviera to recover from respiratory illness (he suffered from tuberculosis), in 1879 he went to California and there he got married with Frances Osbourne, an American divorcee. He published an adventure novel, Treasure Island, which gave him immediate fame; this increased with the publication of The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde in 1886. For reasons of health, Stevenson sailed for the South Pacific. He visited Tahiti, Hawaii, Polynesia and Australia and settled in Samoa. He died there in 1894 after a haemorrhage. He belonged to the third phase of Victorian literature in which the sense of isolation of the writer broke out into shocking forms of denunciation. Authors as Oscar Wilde and Robert Louis Stevenson strongly criticized the Victorian establishment characterized by widespread hypocrisy and superficiality. In these years Jeremy Bentham claimed that everything that is profitable is justified, representing the existence of a strong materialism, but the Victorian society always refused to admit it preferring to cover the unpleasant aspects of progress under a veil of respectability and facile optimism. For instance the Victorian upper classes could not tolerate the word leg spoken in polite society but actually they were guilty of the prostitution of thousands of women. Anyway the reaction to liberalism and industrialism was strong, Prime Minister Benjamin Disraeli defined England as the two nations, a country made up of just two classes: the rich and the poor. But also Karl Marx and Friederich Engels, who wrote together the Communist Manifesto in 1848, sided with the exploited class of the poor that was risking starvation; they wanted in fact a violent revolution of the proletariat. In this awful background Oscar Wilde, other exponents of the Aestheticism (like Joris-Karl Huysmans who created the archetypal decadent Des Esseintes) and Robert Louis Stevenson, represented and criticized the faults of the Victorian Age in different ways. On the one hand these authors used scandalous behaviours, which were defined Decadent, to stress their disapproval towards the values of the society. On the other Stevenson overcame a scientific limit

to represent the real features of the bourgeoisie. He could be considered one of the best writers in the horror and crime tradition, and his masterpiece would become an horror story influenced by Gothic tradition and even more by Edgar Allan Poes tales of terror. But Actually The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde is a strong critical to the Victorian Compromise. By reading the book we understand that we all have two sides that love together, a good and an evil one, but we can never separate them also using science (that in those ages was becoming really important thanks to many researches). Dr Jekyll is the archetype of the bourgeoisie, he helped people, he was a respectable and he followed all social conventions man on his every day life but actually he had an evil side (like everyone). He managed to divide his two parts with the aim to isolate and then eliminate his bad one but he quickly lost the control over them, therefore Dr Jekyll was obliged to commit suicide in order to kill the crooked Mr Hyde who was ruling him. For these reasons Stevensons most famous novel stroke the core of the Victorian hypocrisy using the double personality theme. He anticipated modern psychology but even more he represented an insurmountable limit of his contemporary science that was improving day by day but couldnt demand to divide the self. We have read two passages taken from the novel, the first one is Jekyll turns into Hyde and describes the transformation into Hyde made by Dr Jekyll to discover a new part of human mind. He knew the risks but anyway he did it. Firstly he felt happier, younger and freer since the doctor was too limited by social conventions. He became also shorter because, symbolically, the tall and virtuous Dr Jekyll turned into the wicked and little Mr Hyde. In the last part he understood to have divided his soul and eventually he drank off a potion to change again into the doctor. In the second passage named Jekyll can no longer control Hyde we can see the loss of control over Hyde from Jekyll. In fact after one of his adventurous night he woke up and recognized to be in Soho in a small room where he used to stay when he was the terrible Hyde. Firstly he saw his hands, which were wild and full of hairs, therefore he understood that he couldnt cont rol the transformation. Hyde was also growing in stature so, on a moral side, the evil was triumphing over good; this also led the protagonist to kill himself.

La bioetica
Tornando ai limiti odierni, sentiti dalla nostra coscienza, occorre analizzare ancora questa disciplina che racchiude in s discussioni volte a stabilire entro quali canoni debba agire la condotta umana nellarea delle scienze della vita. Il termine infatti composto dalle due parole greche bios, cio vita, e ethos, morale; venne coniato dal cancerologo statunitense Van Rensselaer Potter tuttavia, mentre questultimo alludeva ad un etica della biologia capace di garantire la sopravvivenza delluomo anche dopo la rivoluzione scientifica, il termine stato successivamente codificato nellEnciclopedia della Bioetica con questa definizione: lo studio sistematico della condotta umana nellarea delle scienze della vita e della cura della salute, in quanto tale condotta viene esaminata alla luce di valori e principi morali. (Encyclopedia of Bioethics, 1995) Questa accezione standard non annulla le profonde divergenze sui compiti di questa disciplina, infatti potrebbe essere intesa sia come attivit tesa a porre dei limiti alla pratica tecnico-

scientifica sia come discussione libera, spregiudicata e pluralistica. La Bioetica diventata, dagli anni 90 del secolo scorso, caratterizzati da una condizione di incertezza dei valori e dei codici stabiliti, un fenomeno culturale di rilevanza planetaria; che, oggi, fa parte del bagaglio culturale del cittadino comune (M.Mori). I problemi della bioetica, vista come ramo delletica, vertono soprattutto su questioni normative e morali sollevate in campo biomedico come laborto, leutanasia, la fecondazione artificiale e la manipolazione genetica. Molto stretto il legame con la filosofia, infatti, discutere su temi del genere, significa imbattersi in talune questioni di fondo come la vita, la morte e il dolore. Allinterno del policromo quadro della bioetica possiamo individuare due grandi modelli teorici ispirati rispettivamente a due distinte filosofie: una di matrice religiosa e laltra laica. La bioetica di matrice religiosa si basa in particolar modo sulla bioetica cristiana di tipo cattolico-ortodosso che pone al suo principio la sacralit e linviolabilit della vita ovvero, la dottrina secondo cui lesistenza, essendo un dono di Dio, non appartiene alluomo ma a colui che lo ha creato. Se la vita sacra vuol dire che sacro anche il corpo, con tutti i suoi organi, i quali hanno ognuno un fine specifico (gli occhi hanno come fine la vista). Ogni intervento tecnico che modifichi il naturale finalismo del corpo e dei suoi organi pertanto da ritenersi illecito. Il medico pu soltanto intervenire a ristabilire lordine naturale qualora un organo o una funzione si ammalino, ma non pu sostituirsi a Dio, modificandone i piani. Questo pensiero, ovviamente appoggiato dalla chiesa di Roma, venne espresso da Papa Paolo VI e ribadito da Giovanni Paolo II tramite queste frasi: [..] luomo e la donna non sono arbitri, non sono padroni, chiamati [..] ad essere partecipi della decisione creatrice di Dio. [..] pertanto [..] la contraccezione da giudicare, oggettivamente, cos profondamente illecita da non potere mai, per nessuna ragione, essere giustificata. (17 settembre 1983) La bioetica cattolica inoltre, tende a porsi come unetica normativa basata sul concetto di un metodo triangolare che funziona in questo modo: da una preliminare informazione scientifica risale ad alcuni principi ontologici e antropologici universali, per derivarne delle univoche applicazioni particolari. La Bioetica di matrice laica invece, che si ispira ai valori di autonomia e libert e allatteggiamento di coloro che ragionano indipendentemente dallipotesi di Dio (come se Dio non ci fosse secondo lincisiva formula di Grozio, ripresa da Scarpelli). Incarnazione emblematica di questa posizione quella che insiste sul principio della qualit della vita, essa nega infatti lesistenza e la validit di leggi indipendenti dal consenso degli individui, non accettando dunque i dogmi imposti dal paradigma della sacralit della vita. Inoltre pone come prioritario criterio di scelta il benessere e la libera progettualit degli individui singoli e associati che possa portare a conclusioni del tutto aperte e modificabili. Infine, rifiuta qualsiasi legittimazione del dolore. Si nota dunque una differenza fondamentale tra il paradigma di matrice religiosa e quello della qualit della vita. Il primo infatti tende a porsi in una condizione di dovere assoluto, di rispetto della sacralit, che non ammette eccezioni. Viceversa il secondo principio ammette eccezioni ispirandosi soprattutto al principio di benevolenza. Riepilogando tale diversit Elena Soetje scrive:

Il principio assoluto che non ammette eccezioni [..] il principio [..] della sacralit della vita che impone il rispetto assoluto del finalismo intrinseco nel progresso biologico-naturale [..] ma il suo dovere resta lobbedienza a tali norme rispetto alle quali [..] la valutazione individuale della qualit della vita un fatto del tutto contingente [..] Qualora si decida per la non obbedienza [..] il suo agire viene giudicato moralmente illecito e incorre dunque nella condanna morale [..] Notiamo quindi che nel descrivere la bioetica di matrice religiosa la Soetje sottolinea la sua volont di controllo delle passioni che, se violata, porta inevitabilmente alla condanna. Proseguendo con il secondo paradigma dice: aratteristica fondamentale e discriminante delletica della qualit della vita [..] garantire un livello di vita giudicato sufficientemente adeguato. [..] La moralit diviene allora unimpresa umana in quanto luomo libero di stabilirne le norme, [..] In tale prospettiva letica tende non al controllo delle passioni, ma alla soddisfazione delle aspirazioni e dei desideri umani . (Entrambi da: La responsabilit della vita. Introduzione alla bioetica, pp 20-21, 1997) Ecco invece che nel descrivere il paradigma della qualit della vita molta attenzione viene posta al soddisfacimento delle passioni e dei desideri umani, che porta ad una valutazione dei casi volta per volta in cui letica deve essere subordinata alla qualit dellesistenza. Questa valutazione altamente variabile ad personam diventato punto di debolezza del paradigma di matrice laica poich la pluralit delle opzioni etiche e il potere decisionale degli individui elevato allennesima potenza sembra aprire le porte al relativismo. Tant che letica forte della sacralit della vita accusa letica laica di soggettivismo e viceversa letica debole della qualit della vita accusa letica religiosa di dogmatismo. A mio parere, da parte dei rigidi canoni religiosi, bisognerebbe avere un minimo di coscienza e responsabilit indispensabili per valutare casi eccezionali poich sconvolge pensare che nel 1993, centinaia di suore vittime di rapimenti e stupri avvenuti durante la guerra in Bosnia, furono costrette dal Vaticano a mettere al mondo i loro figli della violenza nonostante avessero votato fedelt eterna a Dio. In quei giorni infatti ci fu una diatriba sollevata da padre Aldo Bergamaschi di Reggio Emilia che, dopo aver criticato il Papa di utilizzare due pesi e due misure (alludendo ad una precedente legittimazione di aborto da parte del Pontefice), fu subito richiamato allordine da monsignor Piero Pennacchini, portavoce della Santa Sede, che dichiar che mai, in nessun caso, stato legittimato laborto costringendo le suore ad essere vittime fino in fondo.

Limiti Odierni Di matrice ignota


Passiamo ora allultima categoria di limiti contemporanei, di matrice ignota perch ad oggi non sono state riscontrate ragioni, motivazioni e/o colpevoli per la presenza di questi limiti imposti agli ultimi ritrovati della tecnica. Questo argomento potrebbe di per se sviluppare una tesina e sicuramente anche accese ore di dibattito ma per diverse ragioni, come la mancanza di fonti certe e ipotesi plausibili, ho deciso di portare alla vostra attenzione una parte dei casi in questione senza addentrarmi troppo alla ricerca di risposte. Un primo particolare caso degno di nota quello dellamericano Stan Meyer, un inventore dellOhio, che nel 1995 annunci in televisione di aver costruito unauto alimentata ad acqua capace di percorrere 184 Km con 4 litri dacqua. Si basava su una tecnologia in grado di produrre una miscela di idrogeno e ossigeno con un minimo utilizzo di energia. Meyer considerato da alcuni il secondo miglior inventore del XX secolo, dopo Nikola Tesla, egli riusc a cambiare il sistema di iniezione di una comunissima auto aggiungendo una cella per lelettrolisi che si ricaricava automaticamente con la dinamo. Lo scienziato ottenne i brevetti per la sua invenzione ed era pronto per la produzione: infatti con soli 1500 dollari, avrebbe trasformato qualunque automobile in una water car. Comera ovvio per questa geniale invenzione che avrebbe rivoluzionato in positivo le vite (e i portafogli) di molti, rischiava di dar fastidio ai magnati del petrolio. Pare che in molti si proposero come acquirenti della sua invenzione, tra cui lArab Oil Corps e il governo degli Stati Uniti che voleva impiegare usare la sua invenzione per lalimentazione dei mezzi militari. Poich Meyer non aveva alcuna intenzione di venderla a nessuno, adducendo come motivazione il fatto che la tecnologia al servizio delle persone, cominci ad essere oggetto di min acce e intimidazioni, fino a che fu ritrovato senza vita nel marzo del 1998 in un parcheggio, dopo aver cenato presso un ristorante di Grove City, sua citt natale. Lautopsia dichiar che la morte avvenne a seguito di un aneurisma cerebrale, ma i teori ci della cospirazione insistono nel dire che fu avvelenato per togliere di mezzo la tecnologia da lui inventata e che nella sua morte erano coinvolte le compagnie petrolifere e il governo degli Stati Uniti. Il fratello di Meyer racconta che la settimana successiva alla sua morte, gli avvoltoi si appropriarono dellauto e tutti gli strumenti di sperimentazione. Al di l delle circostanze misteriose in cui avvenne la sua morte, pare che un alone di mistero avvolga il nome di Stan Meyer, sul quale si trovano pochissime notizie (Wikipedia ne dedica una voce in pochissime lingue) e di lui parlano diffusamente soltanto blog o forum o piccoli siti. Un altro fatto singolare che il sito www.stanmeyer.com sia attualmente offline. Altre storie potrebbero riguardare Nikola Tesla e le sue scoperte come la creazione di una macchina in grado di sfruttare la corrente alternata gi negli anni 30, la capacit di ricavare energia pulita e libera (o free energy) sfruttando le correnti elettriche della Terra, il primo sistema di antinquinamento della storia (creato in collaborazione con Mary Walton) sembrerebbero scomparse nel nulla, dimenticate o per lo meno non abbastanza sponsorizzate dai magnati della Terra per diventare invenzioni utili allintera umanit. Lo stesso Henry Ford, fondatore della casa automobilistica pi famosa di tutti i tempi e inventore della produzione in serie, fu lideatore di una delle prime automobili completamente ecologiche sia per via dei materiali che la costituivano sia per il combustibile che la alimentava. La Hemp Body Car creata nel 1941 era infatti costituita da fibre di cellulosa biodegradabili derivate dalla

canapa e dalla paglia di grano, mentre il suo motore era alimentato da etanolo di canapa. Gi nel 1925 Ford aveva azzardato lipotesi di riuscire a creare unauto completamente realizzata ed alimentata grazie alla canapa; era inoltre convinto che la maggior parte dei vegetali pi comuni (come mele, patate ed erbacce) potessero essere trattate nello stesso modo per diventare combustibile utile al rifornimento degli stessi macchinari agricoli. La Hemp Body Car era alimentata dalla canapa distillata, il suo valore inquinante venne stabilito come pari a zero, ma non venne mai prodotta su larga scala. A prescindere dalle teorie di complotto riguardanti queste invenzioni di nicchia oggi si continua a discutere di proposte per trovare una valida alternativa al petrolio, idrocarburo che regge leconomia mondiale ma destinato ad una fine (pi o meno vicina). Nasce quindi spontaneamente un interrogativo pi che lecito: se queste nuove tecnologie fossero gi alla nostra portata sia dal punto di vista conoscitivo che produttivo, lumanit le sfrutterebbe? O meglio, la nostra societ basata su capitalismo, speculazione e falso liberismo le accetterebbe? Gi il grande Manzoni, nel chiedersi se la vita di Napoleone fu vera gloria?, riusc solamente a rispondersi ai posteri lardua sentenza. Pertanto io credo che, al giorno doggi, sarebbe necessario fare una riflessione, ammettendo lesistenza di limiti della scienza e del progresso, dettati da mancanze conoscitive, strutturali e anche da eventi che hanno segnato il nostro passato. Questi limiti per, in casi particolari, non sembrano presentare motivazioni plausibili che giustifichino la difficolt di procedere verso il futuro, costringendoci a rimanere ancorati ad un passato che si sta gi dimostrando troppo stretto per contenere in maniera adeguata lintera umanit.

Andrea Griffone

Bibliografia
Nova Opera, terzo volume Giovanna Garbarino Naturales Quaestiones Seneca La Divina Commedia Dante Alighieri (vers. S.Jacomuzzi, A.Dughera, G. Ioli, V. Jacomuzzi) Zibaldone Giacomo Leopardi Linfinito da Canti di Giacomo Leopardi La Letteratura, volume 4 Baldi, Giusso, Razzetti, Zaccaria La Terra nello spazio e nel tempo Palmieri, Parotto Nuovi profili storici Giardina, Sabbatucci, Vidotto Trumans Radio report to the American people on the Potsdam Conference Einsteins letters to Roosvelt Cakes and ale, volume 2 Cattaneo, De Flaviis Dr Jekyll and Mr Hyde Robert Lousi Stevenson Encyclopedia of Bioethics Kennedy Institute of Ethics Il nuovo protagonisti e testi della filosofia Giovanni Fornero La responsabilit della vita. Introduzione alla bioetica Elena Soetje Corriere della sera 4 marzo 1993, pagina 7, Bruno Bartolini www.nikolatesla.it - Il sito italiano di Nikola Tesla