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Ivan Hra: Lispirazione nella Mesopotamia antica, PIB 28.2.

2011

Ispirazione: ispirazione nel senso ristretto: rivelazione divina dei contenuti della fede per mezzo di un testo scritto il quale diventa la norma del contenuto e della pratica della fede. Lispirazione in questo senso comporta lidea dellinfallibilit del testo ed connessa con la creazione del canone di testi religiosi. una categoria legata ad un sistema concreto della fede (giudaismo, cristianesimo, islam) e non si pu verificare indipendentemente dalla rispettiva fede religiosa. ispirazione nel senso ampio: idea che si crede provenire da unentit spirituale diversa dalla persona umana (una divinit, un essere sovrannaturale). Conosciuta nellantichit come fonte di opere letterarie e di comunicazioni divine (Muse e Pythia dellantichit classica). In Mesopotamia: rivelazioni attraverso omina, profezie, sogni.

Divinazione e oracoli Losservazione e linterpretazione di fenomeni nel mondo materiale o nella percezione personale (p. e. sogni), intesi come segni premonitori comunicati dagli di e riguardanti il futuro e la volont divina. Con laiuto della divinazione si facevano decisioni private, politiche, militari, religiose, ecc. che poi venivano considerate come guidate dalla volont divina. estispicio: il fegato come tavoletta degli di nella quale gli di iscrivono i loro decisioni. segni celesti: iir am, scrittura del cielo. oracoli profetici. Non temere, Esarhaddon! Io sono Bl. Mentre sto parlando con te, veglio sui travi del tuo cuore. Quando tua madre ti ha dato alla luce, 60 grandi di erano presenti con me e ti proteggevano: il dio Sn alla tua destra, il dio ama alla tua sinistra, 60 grandi di stavano attorno a te e cingevano i tuoi lombi. Non confidare nelluomo; alza gli occhi, guarda a me! Io sono Itar di Arbla; ho riconciliato il dio Aur con te. Quando eri piccolo, ti ho sostenuto. Non temere; lodami! Quale nemico ti abbia attaccato, ed io stavo zitta? I giorni futuri di sicuro saranno come quelli passati. Io sono Nab, il signore dello stilo. Lodami! Di bocca di Bai, cittadina di Arbla.
[messaggio di una profetessa al re Esarhaddon, in: S. Parpola, Assyrian Prophecies, p. 6]

Tempio il restauro del tempio di ama a Sippar dal re babilonese Nabonedo (556-539 a. C.): Ebabbar, il tempio di (ama), che (si trova) a Sippar, che Nabucodonosor (1124-1103), un re precedente, ebbe costruito senza aver visto il suo fondamento, quando lo cercava egli costru quel tempio, ma dopo 45 anni le mura di quel tempio caddero. Ero turbato, avevo paura, ho avuto palpito. La mia faccia era molto afflitta, finch io abbia fatto uscire ama dallinterno del (tempio) e labbia fatto risiedere in unaltra casa. Ho levato quel tempio, ho cercato il suo fondamento antico, ho scavato 18 cubiti in fondo nella terra, e (ho visto) il fondamento messo da Narm-Sn (2259-2223), il figlio di Sargon, che per 3200 anni nessuno dei miei predecessori regali ebbe visto: ama, il grande signore, mi ha mostrato Ebabbar, la casa, la dimora dove il suo cuore contento. Nel tartu, nel mese favorevole, in un giorno di consentimento, che per mezzo dellestispicio mi avevano indicato gli di ama e Adad, con argento, oro, pietre preziose, con pezzi di (legno del) bosco e con olio di cedro, nella gioia e nel giubilo, ho messo fermamente i suoi mattoni (precisamente) sulle fondamenta di Narm-Sn, senza un dito di sporgenza o un dito di cavit.
[H. Schaudig, AOAT 256, 422-423.438-439]

Ivan Hra: Lispirazione nella Mesopotamia antica, PIB 28.2. 2011

Statue divine la fabbricazione di una nuova statua di ama dal re babilonese Nab-apla iddina (887-855 a. C.): Gli ordinamenti divini di (ama) erano dimenticati, in modo che il suo aspetto e i suoi attributi erano andati perduti e nessuno li aveva visti. Il re Simbar-ipak (1025-1008) fece ricerche intorno al suo aspetto, ma (ama) non gli rivolse il suo sguardo. Non avendo visto la sua immagine e i suoi attributi, (il re) fece innalzare il disco solare, che sta davanti a ama, e stabil offerte regolari. (...) Un disegno della sua immagine, una terracotta della sua forma e dei suoi attributi fu vista sullaltra riva dellEufrate, sulla riva occidentale. Nab-ndin-umi, il sacerdote della citt di Sippar, divinatore, (...) mostr quel disegno dellimmagine a Nab-apla-iddina, il re, suo signore. Nab-apla-iddina, re di Babilonia, al quale per ordine (divino) stato affidato (lincarico) di fabbricare la statua, ha visto quellimmagine e il suo volto mostrava gioia, il suo spirito esultava. La sua attenzione si concentrata sulla fabbricazione della statua e con la maestria di Ea, con il lavoro degli (artigiani divini) Ninildu, Kusibanda, Ninkura e Ninzadim ... egli ha curato precisamente la (fabbricazione della) statua del grande signore ama.
[vedi Ch. Woods, JCS 56 (2004) 83-86]

Testi lEpopea di Erra, V 39-61: Lode al grande signore Nergal e alleroe Ium per anni senza fine! Come il dio Erra arse dira e progett dabbattere i paesi e di distruggere la loro gente, il dio Ium invece, suo consigliere, lo plac e lasci indietro un resto il compositore delle tavolette del (poema) Kabti-iln-Marduk, figlio di Dbibi. Nel corso della notte (il dio) gli concedette una visione (nel sogno), e secondo ci che (il dio) parl nella dormiveglia, egli non tralasci nessuna (riga), e nemmeno una sola riga vi aggiunse. Erra lo ud ed espresse la sua approvazione; gli piacque quello di Ium, suo araldo, (e) tutti gli di encomiarono assieme con lui. Allora leroe Erra cos parl: Nel santuario del dio che glorifica questo canto, si accumuli labbondanza; quello invece che lo rigetta, non abbia a odorare pi incenso. Il re che magnifica il mio nome, abbia signoria di tutto il mondo! Il principe che proclama la lode del mio eroismo, non abbia rivale! Il cantore che lo canta, non morir nella sentenza di condanna, (ma) al re e al principe sar accetta la sua parola. Lo scriba che lo impara sfuggir dal paese nemico (e) sar onorato nel proprio paese. Nel sacrario dei sapienti, dove essi fanno continua menzione del mio nome, io aprir il loro orecchio. Nella casa dove questa tavoletta deposta, anche se Erra arde dira, anche se i Sette fanno strage, la spada della condanna non le si accoster, ma la salvezza si poser sopra di essa. Questo canto abbia luogo per sempre in modo che permanga in eterno! Tutti i paesi lo odano e celebrino il mio eroismo! Gli abitanti dei paesi lo conoscano e magnifichino il mio nome!
[L. Cagni, Lepopea di Erra, 126-129]

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