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L'Espresso 27 settembre 2001

Pi diversi, pi ricchi
Wanda Tommasi I filosofi e le donne, Tre lune edizioni, pp. 265, lire 35 mila

Non sappiamo se la diferenza sessuale sia la vera questione con cui deve confrontarsi il pensiero contemporaneo ancora pi che la differenza ontologica su cui ha insistito tanto Heidegger. O se, come pensano le teoriche del femminismo - e non solo loro, anche filosofi maschi come Deleuze o Derrida - ogni discorso sulla differenza ontologica possa solo articolarsi come discorso sulla concretezza del corpo sessuato. Quello che spesso induce a dubitare di queste tesi il fatto che, mentre la differenza ontologica heideggeriana - l'idea che non si possa identificare l'essere con gli enti dati oggettivamente davanti a noi, giacch se lo si facesse non si capirebbero pi la libert, l'esistenza, la storia - ha dato luogo a sviluppi teorici ricchi di implicazioni, discutibili ma nettamente caratterizzate, la filosofia della differenza sessuale ci appare troppo spesso oscura e puramente polemica. Anche per questo ci sembra utile la chiara introduzione alla filosofia (del) femminile offerta ora da un bel libro di Wanda Tommasi, docente all'universit di Verona che ricostruisce alcuni momenti salienti della filosofia antica e moderna sulla donna e la sessualit, dai greci al pensiero cristiano a Cartesio e Kant, fino ai lavori di alcune pensatrici di oggi (Simone de Beauvoir, Hannah Arendt, Maria Zambrano, Luce Irigaray). Soprattutto in loro, il pensiero femminile ha ormai abbandonato la semplice rivendicazione dell'uguaglianza di diritti con il maschio, e si delinea come attenzione alla differenza in quanto fonte di arricchimento dell'umano. Di una tale attenzione, nel mondo dell'incontro-scontro tra le culture, forse abbiamo davvero bisogno. GIANNI VATTIMO