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Riassunti Di Sociologia Generale Dal Libro "Corso Di Sociologia", Bagnasco

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RIASSUNTO DI SOCIOLOGIA

CAPITOLO 1 (LE SOCIETA PREMODERNE)
Cacciatori –raccoglitori: Società basate sulla raccolta (donne) e sulla caccia (uomini). Prevalentemente nomadi, senza capo a parte che per difendere il territorio. Figura di valore: sciamano che era capace di cacciare gli spiriti. Coltivatori- orticoltori: Con loro si ebbe l’innovazione della coltivazione. Non più nomadi, ma stabiliti in un territorio, fino a quando tale terreno aveva le risorse disponibili. Le aree si allargano sempre di più quindi nascono le guerre. A tal punto la coltivazione spettava alle donne, mentre gli uomini si dedicavano ad attività militari. Il capo di queste società è spesso un capo militare. Pastori: Con queste società nacque l’addomesticamento degli animali, quindi l’uomo ebbe più controllo dei processi naturali. Poche erano le società che vivevano di solo allevamento. Molte praticano anche forme di coltivazione e altre praticano forme di baratto con società di coltivatori. Agricoltori: Con loro nasce una innovazione tecnologica importantissima, l’aratro. L’aratro va a sostituire le zeppe e i badili dei coltivatori, che scavavano la terra troppo superficialmente. L’aratro, oltre a essere molto più veloce, soprattutto quando cominciarono a farlo trainare da animali, permise che un terreno riuscisse a dare una quantità di prodotto fino a 40 volte superiore a prima. L’agricoltura incomincia a produrre un surplus, ossia più prodotti alimentari di quelli che si hanno bisogno. Feudalesimo: Con la caduta dell’impero Romano, tutto cambia. Le città si spopolano, la popolazione si disperde nelle campagne, gli scambi via male non sono più possibili perché infestato di pirati. In risposta a tutti questi processi, nasce il feudalesimo. Il feudo è un pezzo di terreno sulla quale comanda un signore feudale, chiamato feudatario. Questo feudatario è spesso un cavaliere che ha il compito di proteggere il sovrano che a sua volta gli da il terreno. Ogni feudatario, poi amministra e gestisce la sua terra e gli schiavi che ci vivono sopra a suo piacimento. Questa economia, chiamata economia curtense è un economia chiusa perché riesce a mantenersi in moto autosufficiente.

CAPITOLO 2 (LE ORIGINI DELLA SOCIETA MODERNA IN OCCIDENTE)
La nascita del capitalismo: Il capitalismo va a sostituire il feudalesimo. Formato dai detentori del capitale (fabbriche, macchinari), e dai lavoratori, che prestano la loro forza lavoro in cambio di un salario. Karl Marx da una definizione di Capitalismo che si può dividere in 4 elementi:

2 Il capitalismo è un economia di scambio, in particolare una economia monetaria Sul mercato non si scambiano soltanto merci, ma anche prestazioni lavorative tra i capitalisti e i proletari Gli obbiettivi dei capitalisti sono quelli di accumulare profitto come fine in se, e nel suo reinvestimento. L’organizzazione della produzione deve essere fondata su criteri di razionalità economica.

Così il capitalismo si espande in tutti i settori: Agricoltura: Per effetto delle esigenze di equipaggiamento degli eserciti, la domanda di panni di lana aumenta, quindi si ha bisogno di più territori adibiti al pascolo, non avendoli si recintano quelli civici. Così facendo i contadini più poveri, non potendo più alimentare il loro bestiame, sono costretti o a vendere i territori e a prestare lavoro, oppure a emigrare. Così la piccola nobiltà terriera e i contadini benestanti, affittano o acquistano le terre abbandonate, trasformandosi in capitalisti agrari. La differenza tra i feudatari e i capitalisti agrari, era che quest’ultimi aveva interesse a introdurre innovazioni tecnologiche nella coltivazione per aumentarne la produzione. Nasce così l’agricoltura moderna. Attività mercantili: Anche qui, nasce il capitalismo mercantile; mercanti e banchieri avevano accumulato molto denaro e quindi potevano concedere prestiti a principi e re. Inoltre nacque il lavoro a domicilio: I mercanti giravano per i villaggi con materie prime e qualche attrezzo, e distribuivano il tutto nelle case, contadine, ripassando poi a prendere il lavoro finito in cambio di una somma di denaro. Artigianato: Alcuni artigiani riescono a espandere la loro bottega, prendendo altri lavoratori, e così facendo assicurano ai mercanti una produzione costante e abbondante. Alcuni artigiani si sono trasformati così in imprenditori industriali di stampo capitalistico. Tutto questo nacque grazie allo spirito del capitalismo. Un imprenditore che segue lo spirito del capitalismo è un imprenditore razionale, che non è orientato al consumo, vizi e piaceri, ma orientato all’accumulazione del profitto, per il suo reinvestimento nell’impresa. Per Weber lo spirito capitalistico si è formato grazie alla religione, in particolare alle sette protestanti influenzate da Calvino, e più in particolare dal dogma della predestinazione. (ossia dio a stabilito chi si salverà e chi no). Quindi gli uomini, con la paura di questo dogma cercavano una vita terrena senza ozi vizi e piaceri. La nascita dello stato moderno: Nello stato feudale, dominava la dimensione locale. Ogni feudatario, proprietario di un terreno, deteneva il potere sul suo territorio. Le guerre per i feudatari erano all’ordine del giorno, perché si cercava di conquistare nuovi territori. Si continuò così fino a quando, grazie alle guerra, al gioco diplomatico e ai matrimoni, non emerse un potere in grado di sottomettere gli altri, si creò in pratica una unificazione dei territori. Si venne a creare così un monopolio della violenza legittima ( Max Weber), vale a dire il diritto esclusivo di usare la forza da parte del sovrano. Questo processo di unificazione/pacificazione fra i territori, permise di creare grandi eserciti di persone bene addestrate. Le spese militari, però, a volte riuscivano a raggiungere anche il 70% del bilancio dello stato. Così si creò anche un monopolio fiscale. Le somme da spremere ai contribuenti vengono decise dallo stato, i funzionari hanno ora uno stipendio fisso, che non dipende più da quanto riescono a spremere dai contribuenti, e vengono sottoposti a delle norme astratte.

3 Parallelamente nasce anche un monopolio monetario, nato dall’esigenza di avere una moneta unica, per facilitare gli scambi. Così lo stato si prese il diritto del conio della moneta. Infine nacque anche un monopolio della giustizia: farsi giustizia da soli non è più consentito, ma è compito dello stato decidere chi ha torto e chi ha ragione. Individualismo: Con la nascita dello stato moderno nasce anche l’individualismo. L’individuo non viene più solo apprezzato per le caratteristiche che lo rendono uguale ai menbri dl suo gruppo, ma viene apprezzato per le proprie caratteristiche. Così in campo religioso, la religiosità individuale prende il sopravvento su quella della chiesa, ora quello che conta è il rapporto diretto tra individuo e divinità. In campo economico, si ha il pieno diritto di disporre di proprietà individuali. Razionalismo: Accanto all’individualismo, nasce anche il razionalismo, la ragione diventa uno dei valori sociali dominanti. Alla fede si sostituisce la ragione, alla quale gli esseri umani possono fare affidamento per decidere il proprio destino. Questo permette di guardare la realtà umana come una realtà oggettiva, non dominata da divinità, e da magie e quindi completamente manipolabile.

I sociologi utilizzano diversi modelli per descrivere le caratteristiche della nascita dello stato moderno: Il modello evoluzionistico: secondo questo modello, (massimo esponente Spencer) le società si evolvono come gli animali. Come un piccolo animale, anche l’embrione di uno grosso è formato da poche parti, ma più cresce l’animale, più le parti si moltiplicano e differenziano. Così avviene anche per le società: quanto la società è piccola, è formata da poche parti con poche differenze, ma con l’aumento della popolazione, le divisioni e suddivisioni diventano sempre più marcate. I modelli dicotomici: Questi modelli, si preoccupano di più di descrivere le dimensioni del cambiamento più che spiegarne le cause. Il primo modello dicotomico è stato sviluppato da Maine. Secondo Maine le leggi che regolano i rapporti tra gli uomini si posso distinguere in due classi: lo status e il contratto. Le prime traggono origine dalla famiglia, o tra padrone e schiavo, dove ci sono dei diritti e doveri reciproci. Alla seconda categoria appartengono le leggi che si istaurano liberamente tra individui, quando stipulano tra loro un contratto. Per Maine questo tipo di leggi, nelle società moderne va sempre di più a sostituire quelle di status, anche nella famiglia. Il secondo modello è quello di Durkheim. Lui si chiede perché l’individuo da un lato diventa sempre più autonomo, mentre dall’altro è sempre più dipendente. Questo perché nelle società premoderne (meccaniche) non c’erano l’individualità e le differenze, quindi tutti erano uguali. Al contrario nelle società moderne, (società organiche) grazie all’avvento della divisione del lavoro, ognuno si differenzia dagli altri, e quindi si è tutti dipendenti dagli altri. L’ultimo modello dicotomico preso in considerazione è quello di Tonnies che da un significato diverso a meccanico e organico. Per lui organica è la comunità, la famiglia. Secondo lui nella comunità gli individui vivevano tranquilli e pacifici gli uni accanto agli altri. Con l’avvento delle Società moderne (meccaniche) gli individui restano separati nonostante i fattori che li uniscono.

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Il modello delle pattern variables: questo modello dicotomico viene elaborato da Parsons. Egli, per spiegare come le società moderne sono quello che sono attualmente ha elaborato uno schema concettuale formato da cinque coppie di termini: 1: Affettività- Neutralità Affettiva: La società moderna distingue nettamente dove è consentito e dove non è consentito esprimere affettività. 2: Orientamento all’interesse privato- Orientamento all’interesse collettivo: la società moderna opera una netta distinzione tra situazioni in cui le persone agiscono secondo il loro interesse personale e altre in cui si guarda l’interesse personale. 3: Particolarismo- Universalismo: La società moderna distingue nettamente situazioni in cui l’individuo condivide caratteristiche con altri individui (universalismo) e situazioni nella quale si guardano solo quelle personali ( particolarismo). 4: Specificità- diffusione: Nella società moderna tendono a prevalere i rapporti dove gli individui sono coinvolti solo per alcuni dei loro aspetti personali (specificità) e altre dove vengono coinvolti tutti ( diffusione). 5: Iscrizione - acquisizione: Nelle società moderne tendono a prevalere le situazioni in cui non contano le qualità attribuite alla nascita (sesso razza) ma quelle che vengono acquisite durante la vita

CAPITOLO 3 (FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE)
Azione sociale: Per azione sociale si intende un agire che sia riferito al comportamento di altri individui. Possiamo distinguere diversi tipi di azioni: Azioni razionali rispetto allo scopo: Se chi agisce valuta razionalmente i mezzi necessari al fine preposto. Azioni razionali rispetto al valore: Se chi agisce ritiene di fare cioè che gli viene comandato dal dovere, dalla dignità, senza preoccuparsi delle conseguenze. Azioni determinate Effettivamente: Se si tratta di pure manifestazione di gioia gratitudine, affetto, odio. Azioni Tradizionali: se riguardano semplici espressioni di abitudini, comportamenti che si ripetono nel tempo. Due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni, formano una relazione sociale. Se queste persone che hanno una relazione fra loro, agiscono reagendo alle azioni degli altri, formano una interazione sociale. A loro volta, un insieme di persone che hanno fra loro una interazione sociale, formano un gruppo sociale. I caratteri di questi gruppi cambiano con la loro dimensione.

il gruppo scompare. i gruppi si possono distinguere in : Gruppi primari: Piccole dimensioni a ruoli diffusi con contenuti affettivi (famiglia. Un carattere importante del gruppo è il suo grado di completezza. si possono notare anche altre caratteristiche fondamentali: Un gruppo di due persone (diade)ha una caratteristica molto importante. padre). quindi di un gruppo sociale relativamente piccolo. POTERE E CONFLITTO Il potere è la possibilità di trovare obbedienza a un comando che abbia un determinato contenuto (Weber). ci sono sempre più controversie che in quelli dispari. amici) Gruppi secondari: Grandi dimensioni. e quelli che avrebbero le caratteristiche per entrarvi (sindacato operaio di 100 persone in una città di milioni di operai). è permette di risolvere queste controversie. ossia il rapporto fra i membri che fanno effettivamente parte del gruppo. gruppi informali. ossia l’insieme dei comportamenti che in un gruppo ci si aspetta da un membro del gruppo. I ruoli possono essere classificati in due modi: Ruolo specifico: è un ruolo che riguarda un insieme di comportamenti limitati e definiti (operaio) Ruolo diffuso: un ruolo che riguarda un insieme di comportamenti più ampio e meno definito. se il gruppo si è formato in modo spontaneo e senza regole per il suo funzionamento. Anche le triadi (gruppi di tre persone) hanno delle caratteristiche molto importanti: Se due membri del gruppo hanno una controversia. considerati legittimi da tutti e due gli attori. ogni persona svolge dei ruoli. ruoli specifici con contenuti più freddi ( aziende) Inoltre i gruppi si possono dividere in gruppi formali se sono basati su uno statuto o regolamento esplicito. Sempre riguardo alla dimensione del gruppo. con gesti e le informazioni sono scambiate con una alta velocità). il terzo membro spesso funziona da mediatore.5 Se si parla di una famiglia. Un’altra caratteristica fondamentale dei piccoli gruppi e che nei gruppi pari. Le proprietà del conflitto sono: Il conflitto contribuisce a stabilire e mantenere i confini del gruppo (la destra e la sinistra) I gruppo che richiedono un impegno totale della personalità sono capaci di limitare i conflitti. All’interno del gruppo. Un tipo di potere particolare è l’autorità o potere legittimo. L’autorità riguarda relazioni nella quale si ha il diritto di dare ordine e l’obbligo di eseguirli. allora l’interazione sociale sarà diretta (si parla faccia a faccia. Con riferimento ai ruoli. Se si parla invece di una azienda. Se però i soggeti cercano di cambiare i criteri della legittimazione si apre un conflitto. (madre. ma se questi esplodono si arriva anche alla distruzione della relazione (famiglia) Il conflitto con altri gruppi normalmente aumenta la coesione interna (il nemico alle porte spesso fa dimenticare disguidi all’interno del gruppo. allora l’interazione si svolge sia in modo diretto (fra colleghi) . che in modo indiretto ( ordini. e si è tutti più uniti) . quindi un gruppo grosso. se un membro decide di uscire dalla relazione. scritti).

si riferisce a un insieme di individui. sia pacifici. che diventano l’obbiettivo di azioni in genere violente ( azione dimostrativa contro un gruppo di immigrati neri). Folla: è un insieme di persone in un luogo che reagiscono a uno stimolo sviluppando umori e atteggiamenti comuni. IL COMPORTAMENTO COLLETTIVO Si distingue dal comportamento di gruppo. a differenza delle organizzazioni sono gruppi di persone che si riuniscono tra loro. raduni ecc. basati su regolamenti chiaramente stabiliti. il pubblico più di una. INTERAZIONE E SOCIETA Tornando Sull’argomento delle azioni sociali. anche volontariamente. che si manifesta in genere con una fuga. La differenza fondamentale tra folla e pubblico è dunque che la folla ha una sola opinione. è molto importante dire che spesso l’azione che viene eseguita dall’attore. le decisioni che possono essere considerate del gruppo. ha conseguenze inattese.6 Il conflitto può generare nuovi tipi di interazione fra gli antagonisti ( due bambini che non si conoscono e litigano per un gelato. In particolare ci sono due tipi di folla: Folla espressiva: è lo sfogo di tensioni sociali con comportamenti inconsueti (festival rock.B. A seconda delle azioni e i loro effetti di composizione. calpestare gente caduta. dove le conseguenze inattese fanno parte di caratteri dell’interazione diretta (insiemi piccoli di persone). Il comportamento collettivo. ORGANIZZAZIONI) Associazioni e organizzazioni: Sono dei gruppi progettati per raggiungere un limitato scopo. Le associazioni. frequentare certi locali piuttosto di altri. All’interno del gruppo. e i sistemi di interdipendenza: dove le azioni di ciascun individuo si riflettono su tutti gli altri senza l’interazione diretta (grandi gruppi). e vogliono cercare di raggiungere o di difenderli. . può succedere che poi ci giocano insieme). Nelle organizzazioni invece. partecipare è un lavoro remunerato. il comportamento collettivo. conduce a una perdita di controllo che spesso finisce in azioni violente. La folla può esprimere sia atteggiamenti violenti. Questa comportamento. spingere per passare da una porta. Ma in assoluto. perché hanno in comune degli interessi. Tali conseguenze inattese vengono chiamate: effetti di composizione. vengono definite azioni collettive. sottoposti a uno stesso stimolo che interagiscono fra loro (le mode nel vestire. i tre comportamenti collettivi più importanti sono: Panico: è una reazione collettiva spontanea.) Folla attiva: attenzione e sentimenti degli individui è rivolte su persone e cose.: paradigma dell’azione CAPITOLO 4(I GRUPPI ORGANIZZATI: ASSOCIAZIONI. si può fare una distinzione fra sistemi di interazione. spesso con il denaro. N. hanno opinioni diverse su come affrontarlo. però. Pubblico: è un insieme di persone che si confrontano con uno stesso problema.

Atteggiamenti così ostacolano la capacità di adattarsi alle continue situazioni particolari. Secondo Drucker. lo schema interpretativo. Questo problema. più che alle regole bisogna fare attenzione agli obbiettivi. nelle situazioni particolari portano alla inefficienza. ogni incertezza sulla regolamentazione di un ruolo. Una soluzione a tale problema è la <<Direzione pero Obbiettivi>> proposta da Drucker. (giochi di potere) Al centro della sua attenzione ci sono le relazioni di potere. perché nessuno sa se è vero o no). ogni comportamento deve essere eseguito senza errori da una persona. possono essere cambiati o modificati a ogni riunione. La burocrazia di Weber si basa su un principio fondamentale: la prevedibilità dei comportamenti ottenuta con la loro standardizzazione. fenomeno. i principali caratteri della burocrazia e quindi dell’organizzazione sono: -Una divisione stabile e specializzata dei Compiti -Una precisa struttura gerarchica -Competenza specialistica per ogni posizione -Remunerazione in denaro per il lavoro svolto Il problema è che spesso la burocrazia risulta non efficace (capacità di un’azione di raggiungere gli obbiettivi posti) e non efficiente (dispendio di risorse utilizzate per raggiungere l’obbiettivo). ossia la possibilità di interferire sul comportamento di altri. Infatti. Si difiniscono quindi. Il secondo modello teorico è di Crozier. viene ben fatto da Tocqueville. Inoltre questi obbiettivi. Per Crozier. Secondo Mintzberg. (un ingegnere che produce una macchina. Egli usa per definire la forma moderna di organizzazione il termine Burocrazia. tale spazio viene chiamato società civile. Lo studio delle Organizzazioni invece viene ben fatto da Weber. e si sviluppa concorrenza fra gli individui e quindi nascono nuove tensioni. 5 tipo di configurazioni tipiche . un nobile francese. porta alla luce zone di inefficienza e permette di ridurre i giochi di potere. uno schema di questo genere. Allora una nuova soluzione viene proposta da Mintzberg. infatti Merton dice che proprio le condizioni che normalmente portano all’efficienza. anche se non servono. Il primo modello teorico è di Merton: Secondo Merton la burocrazia richiede regole generali e chiaramente definite. ossia la teoria delle 5 organizzazioni con figurative. Secondo questo schema. Anche questo schema però. infatti individua uno spazio che le associazioni si sono create facendosi largo fra le istituzioni della società. si scontra con un problema: non è facile da realizzare. Per Weber. secondo uno schema organizzativo chiamato Organigramma. Questo principio si scontra con due difficoltà: In primo luogo: l’uomo non è una macchina e quindi non è completamente prevedibile. può chiedere più dipendenti nel suo reparto.7 Lo studio delle associazioni. invoglia maggior mente le persone a impegnarsi. da potere a chi quel ruolo svolge. solo se i problemi che incontra l’organizzazione nello svolgere i suoi compiti sono semplici. Tutto nell’organizzazione deve essere previsto perché i rapporti siano più impersonali possibili. va costruito tenendo conto della dimensione dell’organizzazione. costruendo dei modelli teorici. fissati a grandi linee e non nei dettagli. Egli. viene studiato dai sociologi. In secondo luogo: é possibile progettare uno schema organizzativo.

Egli distingue la Razionalità Funzionale( quella di chi si adatta agli ordini ricevuti eseguendoli senza errori e senza discuterli). È in sostanza la burocrazia di Weber che diventa efficace solo se l’ambiente è stabile. Simon. N. Coalizioni: gruppi di persone con interessi comuni che si alleano con altri gruppi di persone con interessi diversi dai loro contrattando certe decisioni cruciali.Burocrazia professionale: Coordina dipendenti con un lungo periodo di formazione esterno all’organizzazione ( insegnanti di una scuola) 4. premio nobel per l’economia. in questo modo una grande organizzazione complessa si adatta meglio all’ambiente. Nel primo caso il valore orienta l’azione in vista della sua realizzazione (realizzare un sogno).Struttura semplice: il controllo è esercitato dal vertice che si accentra tutte le funzioni di direzione.Struttura divisionale: si avvicina alla direzione per obbiettivi di Drucker. Per distinguere i due tipi di razionalità vengono usati i nomi Razionalità sinottica (quella di Weber) e razionalità incrementale (quella di Simon). se non si comportano razionalmente le persone che ci lavorano dentro. NORME. vendite produzione). dicendo che è impossibile prendere una decisione. 5.Burocrazia meccanica: coordinata attraverso la standardizzazione dei compiti. 2.Abdocrazia: indica gruppi di lavoro formati da persone che si conoscono e che operano fidandosi uno dell’altro (gruppo di scienziati che studiano un fenomeno ancora sconosciuto). contraddice Weber. ma alla sfera degli ideali. e quindi parla di: Razionalità limitata: la razionalità possibile e concretamente perseguibile in normali condizioni di incertezza. che una organizzazione non può essere razionale. dei desideri. LA RAZIONALITA ORGANIZZATIVA E I SUOI LIMITI Secondo Weber le organizzazioni sono razionali perché gli attori al loro interno compiono azioni razionali secondo lo scopo. Nel secondo caso il valore orienta l’azione in vista della sua difesa. calcolando ogni possibile conseguenza e avendo in testa ogni possibile alternativa. senza preoccuparsi di guardare alle conseguenze. sia per indicare qualcosa per non appartiene al mondo delle cose reali.8 1. Inoltre bisogna tenere conto anche della razionalità individuale (delle persone) e razionalità collettiva (dell’organizzazione). sia per indicare qualcosa di reale di cui si teme la perdita. CAPITOLO 5(VALORI. il coordinamento si ottiene fissando gli obbiettivi da raggiungere. compiere una azione. Infatti nelle organizzazioni le persone in genere orientano i loro comportamenti a quello che gli viene richiesto. Razionalità sostanziale (quella di chi cerca di comprendere come diversi aspetti di una situazione siano collegati fra loro. a settori con funzioni diverse (acquisti. ISTITUZIONI) Valore: si usa il termine valore. Simon dice. I valori hanno delle definite caratteristiche: . A questo punto ci serve la distinzione delle razionalità fatta da Mannhein. 3.B.

9 -In primo luogo: i valori appaiono come orientamenti dai quali discendono i fini delle azioni umane. Le società umane presentano gradi diversi di integrazione dei valori in sistemi di valori. Queste sanzioni interne. -In terzo luogo: i valori esistono come fatti sociali. tutto questo prende il nome di processo di secolarizzazione. Anche il singolo individuo può fare proprio dei valori incompatibili fra loro e trovarsi quindi di fronte a situazioni di dilemma etico. Le sanzioni possono assumere le forme più diverse che vanno dalla disapprovazione sociale che si esprime fino alla pena capitale. sono avvenuti alcuni cambiamenti alla sfera dei valori: Si è allargato il grappolo dei valori universali. ossia ogni individuo cerca di realizzare il suo ideale di vita buona nell’arco della sua esistenza staccandosi dai valori dell’oltre tomba. la rubo o no?) ORIZZONTE TEMPORALE E MUTAMENTO NELLA SFERA DEI VALORI Col passare del tempo. infatti quando sistemi di valori o singoli valori sono incompatibili tra loro. in quanto vengono fatti propri da individui o gruppi. DAI VALORI ALLE NORME Norma: è un mezzo che prescrive e vieta dei comportamenti in vista di qualche fine/valore. Questi valori. spesso nascono conflitti tra chi si è appropriati di tali valori. ad esempio una multa per essere passati con il rosso. Al giorno d’oggi noi viviamo in una società e in un’epoca caratterizzata da un pluralismo dei valori. riguardano sempre qualcosa di trascendentale rispetto all’esistenza. ossia il tribunale che giudica le nostre azioni e ci fa sentire in colpa quando deviamo una norma sociale. Parson dice che le società stanno in piedi perché sono tenute insieme dai sistemi di valori. mediante processi di scelta. di disagio che ci viene se violiamo una norma. e con l’avvento delle società avanzate e moderne. Se non si rispetta una norma. della libertà della uguaglianza ecc. -In secondo luogo: i valori se non riguardano cose reali che si ha paura di perdere. ossia al processo con le quali l’individuo si fa proprio delle norme sociali. i sistemi di valori si sono frammentati e infine si assiste a un processo di presentifazione dell’orizzonte di realizzazione. (esempio della medicina per il figlio. Ma non sempre questo si verifica. Tutto questo a sua volta è possibile grazie all’interiorizzazione delle norme. -In quarto luogo: i valori vengono fatti propri da individui e gruppi. ad esempio il senso di colpa per essere passati con il rosso. Una importante classe di valori. a loro volta possono essere compatibili o incompatibili fra loro. sono possibili solo grazie al tribunale interno che c’è dentro a ognuno di noi. non ho i soldi. sono quelli nei quali una civiltà si riconosce e chi non li accetta si mette al di fuori di quella civiltà. si incombe in una forma di sanzione. Le sanzioni interne: Ossia il senso di colpa. è quella dei Valori Universali: (valori di tutti). Alcuni esempi importanti sono: Il valore della pace. . i quali orientano in base ad esso il loro agire. Bisogna però distinguere due tipi di sanzioni: Le sanzioni Esterne: ossia una sanzione che ci viene attribuita da altri.

Le leggi sono emanate dalla autorità (potere legislativo) hanno bisogno di un apparato per la loro applicazione (potere giudiziario) e un apparato per le sanzioni da esse previste (istituzioni penali).10 Quindi più una norma sociale viene interiorizzata dalla società. ossia situazione di crisi nella quale gli ordini normativi non hanno più potere sugli individui. hanno un basso grado di istituzionalizzazione le istituzioni che prescrivono il digiuno. ossia quelle che le norme gli vietano o gli permettono: 1. e dal grado di accettazione di tali regole da parte della società. ad esempio. meno ci sarà bisogno delle sanzioni esterne per quella norma. Nelle moderne società occidentali. (condizione di anomia) descritta da Durkheim. invece. permettono eccezioni. al contrario delle società islamiche. linguaggio).vi è un eccesso di norme ( dichiarazione dei redditi) 2. IL CONCETTO DI ISTITUZIONE Istituzione: Si intende un modello di comportamento preposto allo svolgimento di funzioni. fidanzamento.vi è una carenza di norme e quindi l’azione non trova chiari punti di riferimento normativi. che gli individui compiono senza accorgersene (non stare attaccati a una persona mentre si parla) Le norme esplicite sono quelle scritte. . Il grado di istituzionalizzazione di un sistema di regole dipenda da diversi fattori: Dalle norme flessibili o rigidi. IL PROCESSO DI ISTITUZIONALIZZAZIONE Quando nasce. in questo caso si scatenano comportamenti scorretti e sregolati. medici) che si applicano solo a determinati gruppi sociali All’interno di un sistema normativo. (istruzione scolastica. indicano ciò che è possibile e ciò che non è possibile fare. TIPI DI NORME Le norme possono essere classificate in: Regole costitutive e regole regolative. possono presentarsi 3 casi in cui l’individuo non è più capace di capire cosa e cosa non può fare. Un'altra distinzione importante è quella fra norme implicite e norme esplicite Le norme implicite sono quelle non scritte. Le prime si riferiscono ad attività che potrebbero esistere senza tali regole. nell’ambito di una attività che già esiste. non ammettono eccezioni e la loro applicazione non richiede un apparato per la loro interpretazione (gli scacchi). ossia sistemi di regole.vi sono norme contraddittorie (scienziato che fa una scoperta) 3. un’istituzione non si può ancora chiamare un istituzione compiuta. che in una determinata società sono dotati di cogenza normativa. Le seconde. Un ultima distinzione importante di norme riguarda i codici deontologici (di avvocati. perché molti comportamenti restano ancora in uno stadio poco elevato di istituzionalizzazione. dal grado di conoscenza di tali norme cha hanno gli attori che ne fanno parte. e c’è bisogno di un apparato per la loro interpretazione Norme Giuridiche: ossia le leggi.

Patrimonio culturale: Con tale termine si indica l’insieme di tutti quei valori. queste istituzioni vengono chiamate : Universali culturali. CAPITOLO 6(SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA) Socializzazione: Si indica il processo mediante il quale i nuovi nati diventano membri della società. Funzione di riproduzione biologica e culturale. Il patrimonio che in millenni è stato accumulato dall’umanità si trasmette alle nuove generazioni in due modi: Attraverso le informazioni genetiche: il bambino nasce già sapendo tali informazioni e le mette in atto tramite l’istinto. TIPI DI ISTITUZIONI Oltre al grado di istituzionalizzazione le istituzioni possono essere differenziate grazie alla loro forma organizzativa. Parson prevede che una società per esistere debba avere 4 tipi di istituzioni che si differenziano per la loro funzione: Funzione Economica. Un'altra parte va a formare le competenze sociali specifiche che sono quelle che consentono agli individui di svolgere ruoli particolari. Una parte va a formare le competenze sociali di base che vengono trasmesse a tutti i membri della società (competenza comunicativa. L’insieme dei processi che permettono la formazione delle competenze sociali di base prende il nome di socializzazione primaria. campi di concentramento). LE FASI DELLA SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA La socializzazione primaria avviene secondo tre fasi: Attaccamento: appena nato il bambino vede il mondo impersonato essenzialmente dalla madre. lo scambio di doni). cioè la capacità di usare il linguaggio e la capacità di entrare in rapporto con gli altri). norme . L’insieme dei processi che permettono la formazione delle competenze sociali specifiche prende il nome di socializzazione secondaria.11 Al contrario un caso di elevato grado di istituzionalizzazione è presente nelle istituzioni che controllano permanentemente i comportamenti degli attori che ne fanno parte. essendo differenziate. non è possibile tramandare il patrimonio culturale in blocco. (il gioco. Attraverso il processo di socializzazione:Riguarda tutta la parte di patrimonio che il nuovo individuo apprende durante la sua vita. quindi viene diviso in due parti. conoscenze e linguaggi che consentano alla società di esistere e di adattarsi al suo ambiente. Si parla quindi di istituzioni totali (galera. Funzione normativa. Funzione politica. Nelle società moderne. Questa suo bisogno di dipendenza dalla madre. Ci sono delle istituzioni che si trovano in tutte le società. Questo è possibile grazie a pratiche ed istituzione che trasmettono ai nuovi venuti una parte almeno del patrimonio culturale. lo spinge a un forte attaccamento nei suoi confronti: .

Per questo motivo l’individuo. sulla base della quale si formano delle aspettative Di comportamento reciproche. (i genitori hanno fornito un bagagli di valori. quindi conduce alla formazione del senso di appartenenza. Questo crea incoerenza fra i vari agenti di socializzazione (ad esempio i genitori che manifestano ostilità contro la televisione). Identità sociale: L’insieme dei ruoli svolti dall’individuo nelle varie sfere della vita alle quali appartiene. opera una astrazione e generalizzazione dai ruoli delle figure parentali e a quelli in generale. Altro generalizzato: Il bambino si trova ad agire in una cerchia di persone allargata e quindi. fin da piccolo diventa un agente attivo della propria socializzazione. Determinazione di regole di comportamento: la madre. sia gli altri membri del gruppo di cui fa parte. Si possono distinguere due componenti nel processo di formazione dell’identità: Identificazione: Il soggetto fa riferimento alle figure di cui si sente uguale. da dove arriva la lingua: Ipotesi monogenetica:chi sostiene che le lingue attuali sono prodotte da una differenziazione di un’unica lingua Ipotesi Poligenetica:chi sostiene che le lingue attuai sono prodotte da una differenziazione di più lingue. Individuazione: Il soggetto fa riferimento alle caratteristiche che lo distinguono dagli altri. sia gli altri gruppi. comportamenti. al figlio che sicuramente verranno cambiate dalle prime esperienze scolastiche.12 Reciprocità del rapporto adulto-bambino: A sua volta la madre. Linguaggio innato: Per linguaggio innato nella specie umana si intende una sorta di caratteristica del suo patrimonio biologico che si è formata gradualmente nel corso del processo di evoluzione. man mano che cresce. e non più per gratificare il genitore. interpreta i suoi messaggi e soddisfa adeguatamente i suoi bisogni. spettando a lui il compito di gestire l’inevitabile conflitto. nel soddisfare i bisogni del bambino incomincia a stabilire delle regole. Identità personale: per identità personale si intende l’immagine che l’individuo a di se stesso. . CAPITOLO 7(LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE) Gli studiosi si sono posti la domanda. SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA L’insieme dei ruoli svolti da un individuo si disegna con il termine inglese Role Set. perché esse sono entrate a far parte della sua immagine. Questa immagine l’individuo l’ha costruita obbedendo alle norme autonomamente. I CONFLITTI DI SOCIALIZZAZIONE Il processo di socializzazione appare nel complesso tutt’altro che lineare. Elaborazione cognitiva del mondo sociale: Ad ogni stadio il soggetto assume ruoli nuovi che si aggiungono e si diversificano dai precedenti. così si differenzia e specifica anche l’identità.

Contaminazione linguistica: avviene per i movimenti migratori. un codice e un messaggio. Prospettiva dei biologi evoluzionisti: Si divide in due considerazioni: Teorica: riguarda appunto il problema dei <<vantaggi evolutivi>> Empirica: riguarda lo studio di alcuni disturbi del linguaggio . che si manifestano nell’incapacità di usare certe categorie grammaticali. Oltre alla classe sociale i linguaggi si differenziano anche per genere: . ossia a seconda della classe sociale a cui l’individuo appartiene. Secondo: Ha carattere normativo. Un canale. quindi erano portati a mettere evidenza quello che differenzia una lingua. Affinché un atto comunicativo abbia luogo devono essere presenti 5 elementi: Un emittente. A tal proposito si è sviluppata una scuola di linguistica che è stata chiamata strutturalistica. Il concetto di condivisione del codice comunicativo indica due aspetti: Primo: il linguaggio è una convenzione sociale. conquiste e sottomissioni. vuol dire nominarla. LA VARIABILITA DEI LINGUAGGI UMANI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO Tutte le lingue presentano caratteristiche strutturali comuni. cioè formato da un insieme di norme. VARIABILITA SOCIALE DELLA LINGUA Stratificazione sociale: Si riferisce alla collocazione nello spazio socioculturale dell’individuo. N. Gi appartenenti a questa scuola studiano la lingua come un sistema strutturato di parti indipendenti . Essi sostengono la presenza di elementi stabili in ogni lingua chiamati: Universali linguistici. FUNZIONI DEL LINGUAGGIO Il linguaggio svolge due tipi di funzioni che tra loro sono collegate: Funzione cognitiva del linguaggio: Le operazioni fondamentali del pensiero trovano corrispondenza nelle strutture del linguaggio (pensare qualcosa. presenta delle differenze nei modi di esprimersi. ed è appunto la funzione che ci permette di nominare il pensiero.) Funzione comunicativa del linguaggio: Va posta accanto a quella cognitiva. sia verbalmente che mentalmente. Un ricevente. che definiscono quali sono i modi ammissibili per la costruzione del messaggio. Diversa la pensano i linguisti della scuola romantica fiorita in Germania. Essi vedevano nella lingua l’espressione più genuina dello spirito di un popolo. un patto implicito stabilito all’interno della comunità. A tal proposito la semantica prende il sopravvento sulla sintassi.B.13 Prospettiva di Chomsky: Prevede che il linguaggio sia il risultato di un processo di selezione naturale che avrebbe fornito alla specie umana un decisivo vantaggio evolutivo rispetto alle altre specie. Nella lingua che avrà il sopravvento resteranno comunque tracce di quella soppressa.

(avvocati. N. in contesti altamente formalizzati vigono regole molto precise su chi al il diritto di iniziare.) . esistenza di regole più o meno implicite). ma non in un’altra del tutto diversa. Linguaggio pubblico: Molto più formale e impersonale perché è rivolto a un pubblico e non a una serie di persone bene individuate. PUBBLICO. non si sta attenti alla correttezza delle forme grammaticali e sintattiche. movimenti delle braccia e delle mani che forniscono una serie di messaggi aggiuntivi. concetto di massa/audience: comunicazione rivolta da parte di un numero ristretto di emittenti ad un numero molto vasto di riceventi che restano nella maggior parte dei casi anonimi. la criminalità è legata ad alcune caratteristiche fisiche di una persona. Inoltre bisogna distinguere le differenze tra un linguaggio in forma scritta o in forma orale: Nella comunicazione orale. si aggiungono una serie di elementi metacomunicativi che sono assenti nella forma scritta. inferiore o alla pari di esso. Lambroso. Linguaggio gestuale: postura del corpo. testa piccola ecc. interrompere e concludere l’iterazione. definisce il “delinquente nato”. tipo il tono e l’intensità della voce e tutta la gamma del linguaggio gestuale. in tal caso si tratta di linguaggi specialistici. Concezione relativistica della devianza: Un comportamento può essere considerato deviante in una situazione. ed è in grado di mettere alla luce la struttura dei rapporti sociali tra i membri del gruppo (rapporti di potere. CAPITOLO 8 (DEVIANZA E CRIMINALITA) Devianza: Definiamo devianza ogni atto o comportamento di una persona o di un gruppo di persone che viola le norme di una collettività e di conseguenza va in contro a una sanzione. Analisi conversazionale: è l’analisi dell’interazione sociale all’interno di un gruppo. LINGUAGGIO E INTERAZIONE SOCIALE La comunicazione verbale. cambia a seconda del contesto nella quale avviene l’interazione. medici. con una serie di attributi fisici (sopracciglia folte.14 Linguaggi e generi: riferito alle diversità linguistiche tra maschi e femmine: certi espressioni possono essere prescritte o vietate a seconda del sesso dell’individuo. Uno dei primi studiosi di questa teoria . Troviamo differenze di linguaggio anche a livello di città o campagna e infine anche differenze legati ai gruppi professionali. Inoltre fa la differenza anche la posizione sociale degli interlocutori: il linguaggio utilizzato varia molto se si ritiene che colui al quale sia indirizzato si collochi in una posizione superiore. TEORIE DELLA CRIMINALITA Spiegazioni biologiche: Secondo questa teoria. ecc) TIPI DI LINGUAGGIO: PRIVATO. ORALE E SCRITTO Il linguaggio varia a seconda della situazione sociale nella quale avviene la comunicazione: Linguaggio privato: tra amici o famiglia. caratteristiche non presenti in un contesto più informale.B.

riprende questa teoria prevedendo che il comportamento deviante non è ne ereditario ne inventato dall’attore. commette un reato. cioè alla mancanza delle norme sociali che regolano e limitano i comportamenti individuali. Se una persona viola il diritto penale. ma appreso attraverso la comunicazione con altre persone. se non rispetta le altre leggi commette un illecito. amici. Di conseguenza lo si guarda in un modo diverso dagli altri. Interni diretti: sentimenti di imbarazzo. tramite i controlli sociali. Una persona che viene accusata di essere deviante. Teoria della scelta razionale: Secondo questa teoria i reati sono considerati come un’azione intenzionale adottata attivamente dagli individui. . La devianza secondaria quando la persona suscita una reazione di condanna da parte degli altri. Teoria del controllo sociale: Questa teoria non studia il perché le persone commettono reati. Questi controlli possono essere di vario tipo: Esterni: le varie forme di sorveglianza esercitate dagli altri. viene bollata con una “etichetta di deviante”. che ha diversi valori e norme da quelli della società generale. DEVIANZA E SANZIONI Sanzioni formali: Attribuita da gruppi organizzati o organi specializzati. e Interni indiretti: l’attaccamento psicologico agli altri e il desiderio di non perderli. Per il reato è prevista una pena. Ossia. elaborata da Durkhein. per capire la devianza è necessario tenere conto non solo della violazione. Merton ha ripreso questa teoria sostenendo che le situazioni di anomia nascono da un contrasto fra la struttura culturale (obbiettivo da raggiungere) e la struttura sociale (mezzi consentiti). non viene più accettato e continua a deviare. ma il perché la maggior parte non li commette. A questo punto è necessario distinguere la devianza primaria da quella secondaria. ma anche della creazione e dell’applicazione delle norme. Maggior esponente: Hirschi. le forme di devianza sono in parte dovute all’anomia. sanzione che può misurare la libertà personale dell’individuo. Sutherland. Teoria dell’etichettamento: Secondo tale teoria. che impediscono loro di violare le norme. La severità delle sanzioni dipende dalla gravità dell’infrazione commessa.15 Teoria della Tensione: Secondo questa teoria. infatti. Sanzioni informali: spontanee. una persona commette un reato. Nel caso degli illeciti la sanzione colpisce il patrimonio di chi l’ha commessa. sostengono che una persona è capace di scegliere liberamente se violare o meno una norma. Gli esponenti di questa teoria. di colpa e di vergogna. Teoria della subcultura: Secondo questa teoria. La devianza primaria è l’insieme di quelle violazioni delle norme che presto vengono dimenticate. perché si è formato in una subcultura criminale. attribuite da famiglia.

Anche la scienza greca si è sviluppata prevalentemente nel campo dell’astronomia e della matematica. Si tratta del primo passo verso il processo di istituzionalizzazione della scienza che trova in Inghilterra le condizioni più favorevoli per il suo sviluppo. invece. Così “ il movimento delle accademie” si apre nel 17 secolo alla scienza sperimentale. Verso la seconda metà del secolo. Tra tutte le nazioni. . prevede che le condizioni più favorevoli siano state rese possibili da un esigenza tecnologica di una emergente borghesia industriale. Nel periodo che va grossomodo dall’inizio del 19 secolo fino alla seconda guerra mondiale si assiste a due tendenze principali: 1: le scienze si istituzionalizzano in discipline specialistiche all’interno delle università 2: si sviluppa in forma parzialmente autonoma il settore della ricerca applicata connesso all’industria. ma i loro maggiori contributi si trovano nel campo delle “tecniche”. Le prime riflessioni “scientifiche” sono le osservazioni sui movimenti delle stelle nelle civiltà mesopotamiche ed egizie. ereditò la tradizione della scienza greca. e dall’altro quando si sviluppano delle norme autonome che regolano l’attività degli scienziati. quindi. inoltre nel Medioevo la scienza non conobbe sviluppi spettacolari. In questo periodo. poi. Al contrario Hessen. nella quale la verità non viene più ricercata nelle scritture. Le scienze moderne nacquero nel 17 secolo. grandi laboratori di ricerca applicata che contribuiscono allo sviluppo dell’industria. cioè alla descrizione e spiegazione degli eventi. Possiamo dire che la scienza si istituzionalizza quando da un lato la società riconosce l’importanza della sua funzione sociale.16 RIASSUNTO SOCIOLOGIA (SECONDA PARTE) CAPITOLO 9 (SCIENZA E TECNICA) La scienza è quell’attività umana orientata in modo primario e sistematico alla conoscenza. Per tutto il mondo antico. ma nella osservazione attenta della realtà naturale. La tecnica. invece è orientata alla soluzione di problemi pratici . assumono la leadership a livello mondiale. i primi scienziati sviluppano la prassi di incontrarsi regolarmente in circoli intellettuali. quindi si può parlare di un vero e proprio movimento scientifico. si sviluppano nelle università e nella scuole superiori appena create (o politecnici). coinvolte nello sviluppo della scienza. Secondo Merton . scienza e tecnica restano due ambiti separati. . ossia fattori religiosi. gli stati uniti dall’inizio del 20 secolo. Il mondo romano. il processo di istituzionalizzazione della scienza trova le condizioni più favorevoli in Inghilterra in quanto erano presenti elementi dell’etica protestante. Il processo di istituzionalizzazione è proseguito e si è approfondito nelle fasi successive. e con loro si sviluppa il metodo sperimentale.

Tuttavia nessun paradigma riesce a risolvere tutti i problemi ritenuti rilevanti. sempre secondo Merton. L’esempio più significativo di rivoluzione scientifica è la “rivoluzione copernicana” alla quale Kuhn aveva dedicato uno studio specifico. e per raggiungere questo fine si prosegue con il metodo induttivo (l’osservazione ripetuta di regolarità. L’analisi kuhniana parte dal presupposto che nello sviluppo di ogni singola scienza vi siano delle fasi di continuità. è l’accrescimento della conoscenza verificata . dall’altro a quelli della società. L’esistenza di tale paradigma è possibile solo se viene accettato da una comunità scientifica. la scienza gode nella società moderna di un elevato grado di autonomia e si sviluppa essenzialmente per effetto di una dinamica endogena (interna) anche se non mancano gli aspetti esogeni (esterni). Kuhn invece mette sotto discussione il significato della cumulatività del progresso scientifico. spesso si trovano ad operare in una situazione di “ambivalenza strutturale”: devono far fronte da un lato ai valori della comunità scientifica. . Tutto ciò però non basta per mettere in crisi un paradigma scientifico. Comunitarismo: La scienza è patrimonio comune e quindi i risultati raggiunti da uno scienziato devono essere comunicati per poter essere condivisi da tutti gli altri. la teoria dell’evoluzione di Darwin che incontrò l’opposizione di tutti coloro che prevedevano alla lettera il racconto biblico della creazione. L’ethos di questo comunità scientifiche è formato da quattro principi Universalismo: le appartenenze di genere. quindi paradigma e comunità scientifica sono tra loro collegati. razza . come dice Merton. che tutti gli scienziati devono rispettare. al giorno d’oggi la grande maggioranza degli scienziati opera all’interno di enti di ricerca in stretto contatto con apparati industriali e militari dove il segreto è un criterio fondamentale. la crisi appare soltanto quando è disponibile un paradigma alternativo: <<Una volta raggiunto lo status di paradigma una teoria scientifica è dichiarata invalida solo se esiste un’alternativa disponibile che può prendere il posto. La proposta di un nuovo paradigma da luogo a una <<rivoluzione scientifica>>. La garanzia dell’autonomia della scienza è per Merton l’esistenza di “comunità scientifiche”. nell’ambito della scienza non esistono. si ebbe 3 secoli dopo. riguarda il posto della scienza nella società moderna. dove le nuove conoscenze vengono sovrapposte a quelle vecchie in un processo cumulativo. In questo. ogni altro interesse è secondario.17 Una prima domanda che si sono posti i sociologi. Per Merton come per Parson. chiama questo processo: “paradigma scientifico”. Quindi gli scienziati. Spesso però. Il passaggio da una visione geocentrica (le stelle e il sole girano intorno alla terra che è ferma in mezzo all’universo) a una visione eliocentrica (è la terra che gira intorno al sole e il sole stesso è una stella . e delle fasi di rottura della continuità. al contrario una comunità scientifica è possibile solo se c’è un paradigma scientifico. ci si trova in una fase di discontinuità. sesso. quindi si manifestano anomalie e contraddizioni. Il fine istituzionale della scienza. consente la formazione di leggi generali sulla base delle quali formulare previsioni) e con il metodo deduttivo (ricavare in modo logicamente coerente proposizioni determinate da premesse determinanti). Questi 4 principi formano quindi un codice deontologico. Un'altra importante rivoluzione scientifica. Kuhn. Dubbio sistematico: è dovere di ogni scienziato esporre i propri risultati in modo tale che possano essere controllati e criticati dai suoi pari. Disinteresse personale: l’interesse primario dello scienziato deve essere il progresso della conoscenza. caso.

La sociologia del laboratorio utilizza quindi un <<Approccio Costruttivista>> al problema della conoscenza. LA NUOVA SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA Nella filosofia della scienza contemporanea si contrappongono due tradizioni: da una parte l’empirismo/razionalismo critico (maggiore esponente Popper). comunque. Tra ricerca pura (nelle università) e ricerca applicata (politecnici e laboratori di ricerca industriale) esiste una competizione per le risorse. l’ultima ma non la meno importante è la fase che postcede la seconda guerra mondiale. ma poiché i rischi di insuccesso attribuiti a quest’ultima sono alti fanno si che spesso le imprese non siano interessate ad investirci. La ricerca applicata all’innovazione tecnologica trae spesso vantaggio dalla ricerca fondamentale. prevedeva tre aspetti principali: 1: come vengono condotti gli esperimenti nei laboratori. 3: come i rapporti con interessi politico sociali influenzino le modalità della ricerca. circa il 40% delle risorse mondiali destinate alla ricerca scientifica è stato assorbito dalla ricerca militare. Secondo l’empirismo il metodo scientifico procede per tappe: in primo luogo si incontrano dei problemi dai quali nascono degli interrogativi.18 LIMITI DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA La scienza non è in gradi di produrre <<verità assolute>> ma soltanto verità che valgono all’interno di convenzioni e paradigmi. tale approccio non nega l’esistenza di una realtà esterna. Dalla seconda guerra mondiale in poi. È possibile quindi avvicinarsi alla condizione ceteris pari bus. Il programma di ricerca di questa scuola. in secondo luogo si propone qualche teoria per risolvere i problemi e in terzo luogo si sottopongono a critica i tentativi di soluzione attraverso l’osservazione empirica della realtà. Il programma relativista è stato ripreso e sviluppato dalla sociologia della scienza contemporanea. Nell’ambito del rapporto tra ricerca pura e ricerca applicata un ruolo decisivo è stato assunto dagli apparati militari. dall’altra il relativismo (maggiori esponenti: Feyerabend e Lakatos). Secondo il relativismo invece. in particolare dalla scuola di Endimburgo. In questo caso si parla di ricaduta tecnologica. il rapporto fra scienza e tecnologia assume un’importanza decisiva. . Questo è anche un bene perché la ricerca per fini militari può produrre innovazioni che vengono poi utilizzate nella produzione civile. non fanno venir meno il fatto che essa costituisce il fondamento della nostra civiltà e che se vogliamo agire in modo consapevole dobbiamo fare affidamento alle conoscenze che ci circondano prodotte dalla scienza. Il laboratorio è un luogo artificiale dove la natura viene riconfigurata per poterla meglio manipolare al fine di condurre osservazioni controllate. 2: come all’interno di un gruppo di scienziati viene costruito il consenso di una interpretazione dei risultati sperimentali. inoltre ogni conoscenza è destinata prima o poi ad essere superata in un processo senza fine. non è possibile identificare dei criteri che ci possano dire quando una conoscenza è vera e quando invece è falsa (smentisce la terza fase dell’empirismo). In questa fase. Tornando alle 3 fasi dello sviluppo di scienza e tecnica. ma ritiene che la scienza non possa accedervi se non attraverso pratiche di costruzione della realtà. I limiti della conoscenza.

Gli atteggiamenti del pubblico dipendono da due componenti tra loro interdipendenti. le scienze sociale. sono dotati cioè della capacità di attribuire un senso alle loro azioni. Una risoluzione a tale problema consiste nella formazione di sottodiscipline nella quale gli specialisti devono essere in grado di disporre di competenze plurime e di padroneggiare una molteplicità di linguaggi. . La terza dimensione: riguarda il metodo sperimentale. Perciò l’opinione pubblica si interroga sia sulla sostenibilità dei costi della ricerca. le scienze sociali trattano oggetti che hanno natura “soggettiva”. chimica ecc. Oltre a sapere il grado di sviluppo della ricerca applicata. La quinta dimensione: riguarda il grado di istituzionalizzazione: le scienze sociali hanno visto riconosciuto il loro posto nelle istituzioni scientifiche e accademiche in epoca più recente rispetto alle scienze naturali.19 Un indicatore del grado di sviluppo della ricerca applicata in un paese è la cosiddetta bilancia tecnologica che contabilizza gli introiti e gli esborsi dovuti alla cessione e all’acquisto di brevetti industriali. questa diversità fra i due tipi di scienze. Nella letteratura anglosassone le due scienze vengono contraddistinte dai termini: scienze dure e scienze molli. La ricerca interdisciplinare. sia per natura sostanziale ( i fenomeni da studiare non possono essere riprodotti in laboratorio). psicologia ecc Questa distinzione. Seconda dimensione: riguarda la funzione dei paradigmi: nelle scienze naturali i paradigmi si succedono dia cronicamente. Le principali dimensioni di differenza fra due tipi di scienza sono 5: Prima dimensione: riguarda la natura dell’oggetto. dall’altra sociologia. Nella fase attuale. (biochimica. Per rispondere a queste esigenze. dove da una parte troviamo: fisica. per effetto delle iniziative dei movimenti ecologisti. sia per natura deontologica (limiti a condurre esperimenti su esseri umani. la percezione del rischio tecnologico e delle minacce all’ambiente. quindi è fortemente avvertita. Entrambi fanno parte della cultura scientifica diffusa. con il quale è sempre più difficile per l’uomo comune entrare in contatto. l’uno di natura cognitiva e l’altro di tipo valutativo. mentre nelle scienze sociali sono più spesso presenti sincronicamente. sia sulla sua effettiva utilità. ritengono che i fenomeni umani dovrebbero essere piuttosto <<Compresi>> nel loro significato culturale. crea un problema: L’impossibile comunicamento fra ambiti disciplinari diversi. cioè la misurazione dell’output e della qualità della ricerca. SCIENZE NATURALI E SCIENZE SOCIALI Se le scienze della natura cercavano di spiegare gli eventi naturali riconducendoli ad una legge universale di natura. viene sviluppata una disciplina che prende il nome di scientometria. La quarta dimensione: riguarda il tipo di linguaggio utilizzato nella comunicazione: nelle scienze sociali è spesso necessario definire i termini che si usano. al fine di determinare se le risorse investite dalla collettività hanno prodotto gli esiti attesi. è necessario valutare anche il contributo che da tale ricerca. nelle scienze sociali è molto più difficile compiere dei veri e propri esperimenti. biofisica) L’IMMAGINE PUBBLICA DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA Nell’opinione pubblica si sono diffuse immagini della scienza come mondo a parte . fanno scendere il livello di credibilità nei confronti della scienza. formata dagli insegnamenti scolastici e dalla divulgazione scientifica.

È importante distinguere la magia dalla religione. la religione è una credenza. L’esperienza del caso: l’uomo ha bisogno di dare una spiegazione agli eventi naturali. in molte religioni primitive è formata da divinità che rappresentano fenomeni. ma anche quella del bene e del male. Tali ordini morali hanno quasi sempre trovato nella religione il loro fondamento. nel quale i credenti riconoscono in un oggetto. Sia nella vita di tutti i giorni. Vi è inoltre un altro aspetto legato all’esperienza religiosa: il problema dell’ordine morale. alle cose e ai fenomeni vi siano degli spiriti che intervengono attivamente . ultraterrena. tuttavia le nostre spiegazioni rimangono sempre parziali e provvisorie. che credono che dietro agli uomini. A tale proposito possiamo distinguere la credenza del Mana delle isole della Melanesia. La magia si differenzia dalla religione per il diverso rapporto che si istaura tra sacro e profano: le pratiche rituali servono per influenzare gli spiriti e le forze occulte. postulano l’esistenza di una sfera della realtà trascendente rispetto alla sfera della realtà percepibile. essi vivono nella certezza che la loro vita a un inizio è una fine: un limite. sia in momenti cruciali della propria esistenza gli essere umani sono posti di fronte la necessità di scegliere tra corsi alternativi di azione. l’antenato comune che ha dato origine al clan. In molti casi queste scelte non coinvolgono solo la dimensione dell’utile. dall’altro deve esisterne uno delle cose immortali. i criteri di scelta sono dei codici morali che consentono di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. ossia il motivo per il quale gli esseri umani sviluppano la credenza nell’esistenza del sacro. sociali. e individuali che interferiscono con la sua esistenza. quindi abbiamo due sfere distinte: la sfera del sacro e la sfera del profano (tutto quello che non viene considerato sacro) Si può dire che le varie forme di religione si differenziano tra loro a seconda del modo i cui è articolato il legame tra le due sfere. studiato da Durkheim. quindi ci rendiamo conto che il caso e il disordine dominano comunque una gran parte della realtà nella quale si svolge la nostra esistenza. secondo il quale esistono delle forze sovrannaturali che influenzano positivamente e negativamente le vicende umane. Troviamo poi. o un insieme di credenze. le religioni animistiche . Gli esseri umani sanno di dover morire. Più in particolare. TIPI DI RELIGIONE Vi sono molti criteri in base ai quali è possibile classificare i diversi tipi di religione da un punto di vista sociologico. Per credenza si intende. L’ESPERIENZA RELIGIOSA I tratti fondamentali dell’esperienza religiosa. L’idea stessa di limite è possibile solo se c’è anche l’idea opposta di assenza di limite: se da un lato c’è il mondo delle cose mortali. Un primo criterio riguarda la natura delle credenze legate al mondo e all’aldilà. Questa sfera della realtà trascendente. relativa all’esistenza di una realtà ultrasensibile. Tali credenze religiose. un giudizio sulla realtà che si fonda su un atto di fede. oppure da divinità delle anime dei defunti. mentre nella religione il fine è quello di consentire agli uomini di accedere alla sfera del sacro attraverso pratiche mistiche. sono essenzialmente due: l’esperienza del limite: riguarda la stessa vita umana. In questi casi. Il toteismo. e sovrannaturale.20 CAPITOLO 10 (LA RELIGIONE) La religione è un fenomeno universale nelle società umane.

queste sono chiamate religioni cosmo centriche. Oppure religioni che prescrivono una condotta ascetica di vita. perché soltanto così l’uomo può ricevere la grazia. e il metodo di comportamento che garantisce la salvezza. Il movimento religioso nasce quando in una società maturano le condizioni per una rottura delle credenze tradizionali. Vi sono poi religioni. A questo punto tutto è basato sul rapporto carismatico tra il capo e i suoi seguaci e sulla fratellanza che si viene a creare tra i membri del gruppo. Vi sono anche altri criteri in base al quale classificare i tipi di religione. Tutte queste religioni riguardano in genere società semplici formate da pochi membri. Tale divinità è oggetto di adorazione da parte dei fedeli. . cristianesimo e islamismo). e soprattutto tra il mondo divino e umano ci sono analogie e corrispondenze. raggiungibile mediante pratiche di contemplazione. troviamo religioni che prescrivono di tenere un comportamento di rifiuto del mondo. alla quale è affidato il compito di fare da intermediario tra gli uomini e le potenze sovrannaturali. Tra queste si collocano le religioni che credono nell’esistenza di una (monoteismo) o di più divinità ( politeismo).le religioni teocentriche. Questa è una prima forma di divisione del lavoro. Nelle religioni. gli ordini monastici. MOVIMENTI E ISTITUZIONI RELIGIOSE Le religioni non sono soltanto sistemi di idee. tipo il buddismo. Al loro opposto troviamo. queste ultime religioni vengono chiamate religioni della redenzione. Quindi si formano delle organizzazioni religiose che possono essere: movimenti religiosi. troviamo religioni la cui promessa consiste nella possibilità di raggiungere uno stato di beatitudine durante la vita terrena. i quali riconoscono in essa tutti gli attributi di cui sono privati (perfezione. che postulano l’esistenza di un aldilà dominato dall’esistenza di una divinità. l’eterogeneità tra divino e umano raggiunge il grado più elevato: Dio è unico. Altre ancora credono nella presenza delle anime dei morti. il profeta è quindi uno strumento mediante il quale dio fa sentire la sua voce agli uomini. o grazie a una reincarnazione. perché le idee per diventare socialmente operanti devono essere sostenute da uomini che operano nell’ambito di gruppi organizzati e istituzionalizzati. Anche nelle religioni delle società più semplici comprare una figura che si pone su un piano diverso da quello di tutti gli altri credenti. onnipotenza). onnipotente e la sua potenza non può essere messa in discussione dalla concorrenza di altri.appunto. All’inizio di un movimento religiosi vi è infatti una profezia e un profeta che rivela agli uomini la parola e la volontà di dio.21 influenzandone il comportamento. Nelle religioni politeiste. si raccoglie una comunità di fedeli che crede nelle virtù del capo. monoteistiche. perché il ministro del culto è esentato dal provvedere direttamente ai suoi bisogni e vive per lo più delle offerte dei fedeli. Si forma così un ceto sacerdotale ( il clero). Seguendo Weber. che postulano l’esistenza di una sfera dove regna quiete e armonia. invece (ebraismo. Molto diverse sono invece le grandi religioni <<Universali>> cioè quelle religioni che uniscono grandi masse di uomini. Successivamente intorno al profeta. le sette e le denominazioni. In base al primo criterio. il mondo degli dei è differenziato: è quasi sempre gerarchizzato. in cui l’uomo si fa strumento della volontà divina. Da punto di vista del metodo di comportamento. chiese. altri due criteri risultano di massima importanza: Il tipo di Promessa di premio che viene riservato ai fedeli. oppure religioni che promettono la redenzione delle pene nell’aldilà.

Non è più la persona capo che deve generare fedeltà. C’è da tenere conto però che la maggior parte delle volte una guerra non è mai pienamente una guerra di religione. è chiaro che questo bisogno è diverso a seconda della posizione che un individuo occupa nella società. In epoca moderna il movimento religioso più importante nell’ambito del cristianesimo è stato la riforma protestante. Anche le sette passano attraverso un grado di istituzionalizzazione e si trasformano così in denominazioni alle quali di nuovo. sono strettamente intrecciate alle strutture della società entro la quale si trovano ad operare. La setta è una comunità religiosa ristretta. chiese sette e denominazioni la storia ci presenta un quadro di lotte invece che uno di tolleranza. Quando la religione assume la forma organizzativa della chiesa si forma una differenziazione interna fra ceto sacerdotale e massa dei credenti. che queste persone acquistano poi più potere se la loro posizione viene sanzionata dall’autorità religiosa. RELIGIONE E STRUTTURA SOCIALE Le religioni e le organizzazioni religiose. è però spesso la formazione di una setta. tra cui i membri stabiliscono legami molto forti di fratellanza. Ad esempio nella chiesa cattolica sono comparsi movimenti considerati eretici e quindi duramente repressi e altri. dove vi è spesso omogeneità tra i rappresentanti del clero e i fedeli di una parrocchia. Come è stato detto. ad essa si appartiene per scelta attraverso un atto di rifiuto del mondo) che invece sono stati accettati. L’esito di un movimento. Una setta si differenza da una chiesa perché mentre a una chiesa ci si appartiene per nascita a una setta ci si appartiene per adesione individuale. non a caso i faraoni dell’antico Egitto venivano considerati delle divinità. la successione del capo. In breve il movimento deve trasformarsi in chiesa attraverso un processo di istituzionalizzazione delle credenze e delle pratiche religiose. ma interessi politici sono spesso nascosti dietro di essa. Il problema della successione è il più difficile da affrontare. I potenti. separata dalla massa dei fedeli di una chiesa. avvertiranno il bisogno di dare un senso al mondo e alla propria esistenza che giustifichi anche la loro posizione di superiorità. La chiesa cattolica infatti è un buon esempio di organizzazione differenziata. l’esperienza religiosa nasce dal bisogno di dare un senso al mondo e alla propria esistenza. ereticale oppure no. i ricchi. È innegabile poi. ma le sue idee e la sua dottrina. come per la chiesa ci si appartiene più per nascita. la religione è parte della società e ne riflette le caratteristiche. IL PROCESSO DI SECOLARIZZAZIONE . Le credenze devono poi essere codificate in un testo scritto che valga come legge fondamentale e come strumento di trasmissione della fede.22 Un movimento religioso nasce e si diffonde perché i suoi membri passano attraverso a una esperienza fondamentale: l’esperienza della conversione che rappresenta una svolta nella vita dell’individuo. Detto questo. la diffusione della fede e la definizione di regole. Per poter sopravvivere un movimento religioso deve saper affrontare una serie di problemi. Molto importante è prendere in considerazione il rapporto fra chiesa e stato che può svilupparsi in termini di aperto conflitto o di sostegno reciproco attraverso una sorta di alleanza. è facilmente deducibile che una religione come il cristianesimo. una religione che predica che <<gli ultimi saranno i primi>> contiene un evidente messaggio sovversivo che difficilmente sarà ben accolto dai potenti della terra. Tra chiese e denominazioni la differenza fondamentale sta nel fatto che le chiese tendono ad essere organizzazioni religiose dominanti nella società. Tra le diverse religioni. gli ordini monastici (tipo comunità religiosa.

2: La religione come ideologia delle classi dominanti: Secondo questa interpretazione la religione è un fenomeno che oscura le menti e impedisce di vedere la luce della ragione. Per loro le società sono un insieme di varie parti tenute insieme da qualche credenza comune. la scienza continua a produrre scoperte ma non vi è più una fiducia così sicura nei suoi illimitati poteri. tipo il marxismo. 5: La concezione fenomenologica: L’elemento universale della religione è l’esperienza del sacro. (inferiore all’onnipotente) e l’esperienza del mistero (il sacro produce un emozione profonda). Un esempio molto importante dell’operare del processo di secolarizzazione lo si ha nel significato del lavoro. Esse si collocano infatti in uno stato avanzato di un processo che viene chiamato processo di secolarizzazione. Scienza e religione si sono spesso trovate a combattere su fronti opposti. la religione da un lato inganna i poveri facendo accettare loro la condizione di subordinazione. Weber vede la religione come un fenomeno dotato di una sua autonomia specifica. sembra quasi che le religioni vengano sostituite da altre fedi di tipo secolare e politico . In certe fasi storiche. Infine nel processo di secolarizzazione anche lo sviluppo della scienza ha senza dubbio svolto un ruolo decisivo. Secondo questa concezione i tratti dell’esperienza religiosa sono il sentimenti di essere creatura. Per Volteire. per raggiungere in fine lo stadio positivo dell’epoca moderna. Anche per Spenser la religione è un fenomeno che appare nelle società più antiche che egli chiama società militari in quanto in esse vige un rigido principio gerarchico. A differenza di Marx e Durkheim. seguito da uno metafisico. . in quanto si pensava che scienza e ragione avrebbero contrastato ogni tipo di credenza mistica. e dall’altro inganna i ricchi ai quale la chiesa estorce elemosine in cambio della purificazione dai peccati. mentre oggi. Alle origini di questo processo ci sono le stesse religioni che collocano il sacro e il divino su un piano trascendente in una sfera nettamente alta confronto al mondo e alle cose terrene. la religione occupa uno stadio primitivo nella evoluzione delle società umane. essa pone quindi l’accento sulla relazione tra il soggetto credente e l’oggetto di venerazione . Nel passato la concezione del lavoro era vista come pena e fatica. mentre ai giorni d’oggi come strumento di realizzazione della volontà divina. Comte individua tre stati nello sviluppo delle società umane: stadio teologico. punizione del peccato originale. (durkheim) 4: La religione come fattore di mutamento: Questa interpretazione risale prevalentemente a Weber.23 Il posto della religione risulta nelle società moderne ridotto rispetto alle società del passato. 3: L’interpretazione funzionalistica: per i funzionalisti la religione svolge un ruolo fondamentale in ogni tipo di società. LE INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE DELLA RELIGIONE Le principali interpretazioni sociologiche della religione sono 5: 1: Le interpretazioni in chiave evoluzionistica della sociologia positiva dell’ottocento: secondo questa interpretazione. Inoltre anche la sfera delle attività e delle istituzioni politiche si è col tempo resa autonoma alla religione. Marx chiama la religione <<l’oppio dei popoli>> perché non permette l’attivazione del processo mediante il quale gli oppressi prendono coscienza di essere vittime dei rapporti dominanti. Poi il declino di queste <<religioni secolari>> hanno portato alla formazione di nuove religioni e di nove sette che sono state raggruppate sotto il nome di New Age.

Si definisce perciò: “strato” un insieme di individui che godono delle stesse risorse è occupano la stessa posizione di potere. tra i teorici del conflitto ci sono impostazioni diverse. egli è arrivato alla conclusione che la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. e la concentrazione del potere politico (perché ad appropriarsi di questo surali è quasi sempre chi ha più potere). e quello relazionale che ha invece a che fare con i rapporti di potere esistenti tra di essi. la forma della curva a campana dipende da due fattori: le dimensioni del surplus economico ( che appunto si hanno con l’avvento delle società di agricoltori). Mettendo a confronto società di tipo diverso. Ritengono invece che le disuguaglianze esistono perché i gruppi sociali che se ne avvantaggiano sono in grado di difenderle dagli attacchi degli altri. 3: Il periodo di tempo necessario all’acquisizione delle competenze necessarie per quella posizione. per poi diminuire ancora (curva a campana). 4: per indurre queste persone bisogna ricompensarli materialmente e moralmente (reddito e prestigio maggiore degli altri) Teorie del conflitto : Del tutto diversa è l’impostazione della teoria del conflitto. una di Marx. Il sociologo americano Lenski ha tentato di individuare le condizioni che favoriscono le disuguaglianze sociali. 2: Il numero di quelle persone dotate delle caratteristiche necessarie allo svolgimento di quella posizione è limitato e scarso. che era molto bassa nelle società di cacciatori-raccoglitori. TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE Le più importanti teorie formulate dai sociologi sono: La teoria funzionalista della stratificazione sociale: I funzionalisti hanno cercato di spiegare non le variazioni nel tempo della stratificazione ma le sue caratteristiche universali. e la stragrande maggioranza non le ha. Tutto questo può essere riassunto in 4 punti: 1: In ogni società non tutte le posizioni hanno la stessa importanza funzionale. genera dei sacrifici che devono essere sostenuti da parte di coloro che si sottopongono. riguardante l’ammontare delle ricompense materiali ricevute dagli individui. nella società antica invece la produzione si basava sulla proprietà della terra e degli strumenti di lavoro ( proprietari terrieri) e dai lavoratori della terra. in quanto essa. si intende il sistema delle disuguaglianze strutturali di una società. e l’altra di Weber. La forma di produzione e quella delle proprietà variano poi a seconda del tipo di società: nell’antica Roma c’era la proprietà degli schiavi. e ha raggiunto il punto di massimo in quelle di agricoltori. ma alcune sono più rilevanti di altre. è cresciuta in quelle orticole. Secondo Lenski. . -Le classi sociali secondo Marx: In ogni società le classi si formano per via dei rapporti di produzione e delle relazioni di proprietà: un piccolo numero di persone ha la proprietà dei mezzi di produzione.24 CAPITOLO 1 (STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI) Per stratificazione sociale. svolge per loro delle funzioni vitali. E la tesi di fondo è che la presenza universale della stratificazione è spiegata dall’esigenza sentita da ogni società di collocare gli individui nella struttura sociale. Infine nella società borghese la proprietà è costituita dal capitale industriale e le due classi principali sono la borghesia ( che lo controlla) e il proletariato (la forza lavoro). I sostenitori di tale teoria negano che la stratificazione sociale svolga una funzione vitale . Anche internamente. nei suoi due principali aspetti: quello distributivo.

Marx distingueva tra classi in sé e classi per sé. le fanno lavorare. al contrario si parla di squilibrio di status. di istruzione ecc. hanno proposto il concetto di squilibrio di status per spiegare alcune forme di comportamento. e nella terza si associano in partiti per il controllo dell’apparato di dominio. Il passaggio da una classe all’altra è favorito da tre fattori: Fattori che facilitano la comunicazione fra gli appartenenti a una classe. nella seconda seguono comuni interessi ideali dando origini a ceti. classi. Il sottoproletariato infine è una massa nettamente distinta dal proletariato industriale e ne fanno parte ladri e delinquenti di ogni genere. Ora si parla di equilibrio di status quando le posizioni occupate dall’individuo in ciascuna gerarchia si trovano in ranghi equivalenti. al contrario l’individuo darà la colpa alla società. Questa classe si può collocare nel mezzo perché è formata da persone che sono proprietarie di mezzi di produzione. -Schiavitù: forma estrema di diseguaglianza. caste. In questo caso l’individuo viene colpito da delle conseguenze che sono diverse a seconda del rapporto degli status ascritti (posizioni acquisite alla nascita) e acquisiti. SISTEMI DI STRATIFICAZIONE SOCIALE I più importanti sistemi di stratificazione sociale sono stati 4: schiavitù. l’individuo darà la colpa a se stesso. Con la prima espressione indicava un insieme di individui che si trovano sulla stessa posizione rispetto alla proprietà di mezzi terrieri. ceti. I mercati erano tre: del lavoro.) e ciascuno individuo occupa una posizione in ciascuna gerarchia. Se lo status ascritto è alto e l’altro basso. per Weber era la situazione di mercato. sono insiemi di persone con uno stesso stile di vita. mentre per Marx il criterio di appartenenza a una classe era la proprietà e i mezzi di produzione. (pezzo a parte) Lo squilibrio di status secondo i sociologi americani: Lenski e altri soci ologi americani. e si distinguono l’uno dall’altro per il diverso grado di prestigio (onore di ceto) di cui godono Per migliorare la loro posizione. Però. nel secondo debitori e creditori e nel terzo consumatori e venditori. ma nello stesso tempo svolgono anche un lavoro manuale. Essi sostengono che c’è una pluralità di gerarchie: (di reddito.25 Altre classi che Marx prende in considerazione sono la piccola borghesia (artigiani e commercianti). La schiavitù può esistere soltanto in una economia poco sviluppata che richieda grandi quantità di lavoro umano. del credito e delle merci. -Le classi sociali secondo Weber: a differenza di Marx. Weber era convinto che le disuguaglianze fra gli individui andavano cercate in più sfere: l’economia. in cui delle persone ne possiedono altre. Nella definizione di classe Weber non si allontana tanto da Marx. ossia restringendo gli accessi ad un numero limitato di persone. Usava la seconda quando questi individui prendevano conoscenza di avere degli interessi comuni e di appartenere alla stessa classe. Nel primo si contrapponevano classe operaia e imprenditori. Nella prima gli individui si uniscono sulla base di interessi materiali comuni formando classi sociali. di potere. fattori che riducono le stratificazioni interne di una classe e infine fattori che rendono più rigide le barriere di classe. le puniscono e le possono vendere a proprio piacimento. acquistano forza lavoro. Weber distingue fra <<classi possedenti privilegiate positivamente>>(chi possiede) e <<classi acquisitive privilegiate negativamente>> (chi non ha niente). la cultura e la politica. che riguardano la stratificazione sociale di Weber. i ceti seguono la strategia della chiusura sociale. I ceti invece. .

le caste formano un ordine rigidamente gerarchico. riguardante la società Inglese del 1688. Il cerchio interno era formato dai poveri strutturali (non più in grado di guadagnarsi da vivere). perché disoccupati. la società indiana si divideva in 4 grandi gruppi di caste che avevano funzioni sociali diverse ed erano poste in ordine gerarchico. più una casta è pura. la società moderna è caratterizzata dall’eguaglianza di diritto di tutti i suoi membri: Tutti sono uguali davanti alla legge. Classe media impiegatizia: impiegati pubblici e da quelli privati. DUE SCHEMI DI CLASSIFICAZIONE Il primo dei due schemi è stato proposto da Labini. principalmente due schemi di classificazione. -Le classi nelle società moderne: A differenza di quelle nell’antico le regime.26 -Il sistema delle caste in India: Il sistema delle caste esiste in india da almeno 2500 anni. artigiani e commercianti (redditi misti). le norme giuridiche stabilivano che la nobiltà e il clero fossero esentate dal pagamento delle tasse. Ad esempio. Quindi si può dire che nella società moderna le classi esistono ancora. -Il sistema dei ceti nelle società di antico regime: La società articolata in ceti. Classe operaia: braccianti. ossia ogni casta è legata allo svolgimento di un mestiere. 3:In terzo luogo. operai d’industria e dell’edilizia (salari). però le caratteristiche presenti in ogni casta sono: 1:In primo luogo. il profitto e il salario. Vi sono 3 grandi categorie di reddito: la rendita. Il quadro più preciso che abbiamo sulle dimensione dei diversi ceti è quello preparato da King. In secondo luogo fra i ceti c’erano differenze sociali non solo di fatto ma anche di diritto. Ma pur essendo uguali di diritto. Secondo i testi sacri. ed è basato principalmente sul tipo di reddito percepito da un individuo. basato su un criterio religioso: quello della purezza. Ai giorni d’oggi vengono usati. riguardo alla povertà si sa che nelle città europee vi erano tre cerchi concentrici di persone povere. Sempre nello stesso periodo. la casta dei lavoratori e dei servitori domestici. più sarà elevata gerarchicamente. il cedo medio era occupato dai piccoli proprietari terrieri e infine nel posto più alto c’erano i tre ceti più elevati (persone con cariche importanti. caratteristica della casta è la specializzazione ereditaria. ma sono classi di fatto e non di diritto. dove il ceto più basso era occupato dai vagabondi. 2:In secondo luogo. Sicuramente però l’organizzazione in caste dell’india è formata da alcune migliaia di caste. Sottoproletariato: composto da coloro che per lunghi periodi restano fuori dalla sfera di produzione. coltivatori diretti. i cavalieri. poi quella dei cavalieri. i cittadini non lo sono di fatto. e le famiglie con titolo di pari). la casta è un <<ceto chiuso>> ci si entra solo per nascita. poi i contadini e come ultima. Indipendentemente dal numero. nella quale si possono distinguere sei grandi ceti. Piccola borghesia relativamente autonoma: è composta dai lavoratori autonomi. al vertice vi era la casta dei sacerdoti. . poi i poveri congiunturali (lavoratori occasionari con bassi salari) e infine i poveri non indigenti (artigiani che quando si verifica una crisi economica devono per forza fare affidamento all’assistenza pubblica). Labini ha distinto cinque grandi classi sociali: Borghesia: è formata dai grandi proprietari (rendita) e dagli imprenditori (profitti e redditi misti). In certi casi però è ammesso il matrimonio di una donna con un uomo di casta lievemente superiore. Sulla base di queste categorie di reddito. aveva alcune caratteristiche distintive: In primo luogo gli status ascritti avevano un’enorme importanza.

Tuttavia alcuni sociologi hanno affermato che si sta sviluppando una nuova classe. il processo di industrializzazione ha determinato il declino di queste due classi. Classe V: Tecnici di livello basso Classe VI: Operai specializzati di tutti i settori economici Classe VII: Operai non qualificati. Classe III: Impiegati di livello superiore e inferiore. facendone nascere un’altra: quella operaia di fabbrica. lavoro duro. Ad esempio. al lavoro dipendente). all’inizio del secolo scorso. Diverso è stato l’andamento della classe media impiegatizia: tale classe ha continuato a crescere fino a diventare in alcuni paesi la classe più numerosa. Oggi però anche il lavoro nelle fabbriche è diventato meno gravoso e faticoso. che è composta da tutte le persone che si trovano in uno stato permanente di povertà. Classe II: Imprenditori di livello inferiore. Classe IV: Comprende la piccola borghesia urbana. possibilità di carriera). gli occupati possono essere divisi in tre categorie: gli imprenditori. che è diventata la più ampia. i lavoratori autonomi senza dipendenti e i lavoratori dipendenti. Ci sono stati anche processi di De-proletarizzazione (il contrario) N. la sottoclasse. presentano un grave problema: prendono in considerazione solo le persone occupate. lavoro molto più semplice. I primi “colletti blu” svolgono mansioni sporche. negli ultimi due secoli. ALCUNI GRANDI CAMBIAMENTI Trasformazioni di grande rilievo sono avvenute. la maggioranza della popolazione faceva parte delle due principali classi agricole: quelle dei braccianti e quelle dei coltivatori proprietari. In base alle relazioni di lavoro. I secondi “colletti Bianchi” operano negli uffici. . quindi dalla società industriale si è passati alla cosiddetta postindustriale. nella stratificazione sociale di tutti i paesi che oggi chiamiamo occidentali sviluppati. Poi.27 Il secondo schema di classificazione è stato proposto da Goldthorpe e si basa su due criteri: la situazione di lavoro e la situazione di mercato. Altri importanti mutamenti nella stratificazione sociale hanno a che fare con i processi di proletarizzazione: Espressione che viene usata per indicare un individuo che passa dalla piccola borghesia al proletariato (dal lavoro autonomo. Con la prima espressione si fa riferimento alla posizione nella gerarchia organizzativa. Successivamente è cominciato il declino di questa classe e ha iniziato a svilupparsi il settore dei servizi. tenendo conto della situazione del mercato e del settore di attività economica si giunge al seguente schema a sette classi: Classe I: è formata da grandi imprenditori di livello superiore. La seconda espressione indica invece l’insieme dei vantaggi e degli svantaggi che hanno i titolari dei vari ruoli lavorativi (livello di reddito percepito. in Europa. Sono cambiati anche i rapporti e le relazioni fra classe operaia e classe media impiegatizia. Inoltre. mentre ci sono anche i disoccupati.B (i Macjobs) (lavori nelle catene di fast-food) LA SOTTOCLASSE I due schemi che abbiamo preso in considerazione per analizzare il mutamento della stratificazione sociale.

Ma questo non è vero perché al giorno d’oggi. I passaggi fra una classe e l’altra possono essere analizzati mettendo a confronto la famiglia di origine di un individuo con quella che egli ha raggiunto in un determinato momento della sua vita. è inutilizzabile. Se i due strati o classi. un ceto o una classe sociale a un altro. Del tutto diversa è la mobilità collettiva: con questa espressione si intendono i movimenti verso l’altro e verso il basso non di una persona ma di un gruppo di persone. I sociologi distinguono fra diversi tipi di mobilità: Innanzitutto la mobilità sociale può essere orizzontale (spostamenti da una posizione sociale a un’altra dello stesso livello) oppure può essere verticale (spostamenti da una posizione sociale a un’altra di livello superiore o inferiore). le classi sociali si differenziano per distribuzione di reddito e durata della vita. La ricerca ha fruttato che Giappone ha il reddito più uguale. CAPITOLO 2 (LA MOBILITA SOCIALE) Definiamo mobilità sociale ogni passaggio di un individuo da uno strato. La durata della vita: Alcune ricerche mostrano che vi era una relazione inversa fra classe sociale e tasso di mortalità. In questo caso si parla di mobilità sociale intragenerazionale o di carriera. se il livello è superiore si parla di mobilità sociale ascendente. esiste anche oggi. Il problema della povertà è formato dalla mancanza di posti di lavoro. tante più persone di ogni data età. La mobilità assoluta è data dal numero complessivo di persone che si spostano da una classe all’altra. ad esempio. mentre per mobilità relativa si intende il grado di eguaglianza delle possibilità di mobilità dei membri delle varie classi. stati uniti quello più disuguale. Si parla in questo caso di mobilità intergenerazionale. La sottoclasse è costituita da tre gruppi: ragazze madri. anche se in forma molto ridotta. ormai il concetto di classe non esiste più. se è inferiore. Per le ricerche viene utilizzato il reddito. In questo caso. morivano. Ossia quanto più bassa era la classe sociale. Uno dei metodi per misurare la disuguaglianza le classi con diverso reddito è il coefficiente di Gini. L’IMPORTANZA DELLE CLASSI SOCIALI Secondo alcuni sociologi.28 Le concezioni della sottoclasse sono prevalentemente 2: Culturalista. In una società vi è una completa eguaglianza di chance di mobilità quando la classe di origine degli individui non influenza i loro destini sociali. Questa relazione. DEU TRADIZIONI TEORICHE . Tutti questi tipi di mobilità elencati finora si riferiscono alla mobilità individuale. delinquenti. Il confronto può essere fatto anche fra le varie posizione che una persona ha occupato nel corso della sua esistenza. ad esempio gli operai hanno un tasso di mortalità molto più alto rispetto agli impiegati. sono molto lontani tra loro allora si parla di mobilità di lungo raggio. Distribuzione di reddito: Bisogna tenere distinto il reddito ( reddito generato in qualsiasi modo da un individuo) dal patrimonio (beni immobili e mobili posseduti dall’individuo). Strutturalisti: La sottoclasse è la debolezza dell’economia. che viene espresso in una scala che va da 0 (uguaglianza) 1(disuguaglianza). se invece sono congiunti fra loro mobilità di breve raggio. persone espulse dalla forza lavoro. mobilità sociale discendente.

hanno criticato questa concezione. I due principi fondamentali dell’induismo sono la credenza nella metempsicosi e la teoria della retribuzione. che era dovuta in parte a quel fenomeno chiamata <<circolazione dei giovani>> (i giovani venivano mandati per alcuni anni a servire in casa di altre famiglie spesso di nobili). Questo sistema degli esami favorì la mobilità sociale. l’anima passa in un altro corpo. e la posizione che questo occupa nelle caste dipende da come si è comportato nella vita precedente). Tuttavia ammette una forma particolare si mobilità sociale: quella fra una vita e l’altra. attorno al problema della formazione e dell’azione delle classi. introdusse il sistema degli esami. Per quanto riguarda la mobilità sociale collettiva. Ovviamente. ossia i funzionari governativi. stabilì che solo coloro che avessero passato tali esami potevano entrare a far parte del ceto al vertice della gerarchia. il rango sociale dipendeva dagli esami che un individuo aveva sostenuto. per due motivi: il primo è che l’unità di base del sistema di stratificazione è la famiglia e non l’individuo in se. Alcuni sociologi hanno sostenuto che una classe diventa una formazione stabile quando coloro che ne fanno parte condividono. Molto forte era la mobilità intragestionale. L’unico problema è che tutte queste indagini (ad eccezione di quella svolta in Italia) tengono in considerazione solo la popolazione maschile. . Questo perché quando l’imperatore. non solo collettiva ma anche individuale. Il secondo ruota invece. era presente una notevole mobilità assoluta. La Cina e il sistema degli esami: In Cina. LA MOBILITA NELLE SOCIETA NON CONTEMPORANEE L’india e le caste: La religione indù è molto severe a riguardo della mobilità fra le diverse caste. (Ad ogni successiva morte in un corpo. mercanti e artigiani. Egli analizzava la mobilità sociale in molti paesi per un lunghissimo periodo di tempo. invece c’era una speranza movimento.29 Lo studio delle mobilità è stato intrapreso da due diversi angoli visuali: Il primo ha a che fare con il concetto di apertura di una società o di fluidità sociale (cioè le opportunità che delle persone con origini sociali diverse hanno di raggiungere le varie posizioni del sistema di stratificazione). quella appunto basata sulle differenze di genere. Dopo la seconda guerra mondiale. gli stessi stili di vita e hanno interessi comuni. in quanto anche proprietari terrieri. e secondo che la posizione della famiglia in questo sistema viene determinato solamente dal capogruppo che è necessariamente un uomo. Questo processo viene chiamato di <<sancritizzazione>> (ossia il processo con cui gli individui di una casta cambiano costumi ideali e rituali. LE RICERCHE SULLA MOBILITA SOCIALE Il primo studio sistematico sulla mobilità sociale è stato scritto da Sorokin. molte studiose. sostenendo che essa rende impossibile l’analisi di una delle più importanti forme di disuguaglianza sociale. poi i sociologi hanno cominciato ad usare campioni rappresentativi della popolazione del paese. La società di antico regime: Le ricerche storiche mostrano ch nella società di antico regime. Infatti le caste intermedie e inferiori cercavano spesso di conquistare una posizione più elevata nella scala sociale. potevano far parte di ceti molto più alti. gli stessi ideali. basandosi però su una documentazione costituita da campioni rappresentativi non di tutta la popolazione ma solo di alcuni gruppi specifici. imitando quelli di una casta superiore).

Anche secondo loro tutti i paesi occidentali oggi hanno un elevata mobilità sociale. alcuni riuscivano ad entrarci anche se erano nati da un'altra famiglia non aristocratica. Questo tipo di mobilità viene chiamata mobilità con ritorno alle origini. Loro sostengono che per quanto riguarda la mobilità assoluta vi siano significative differenze fra i paesi perché è dovuta da fattori esogeni. il passaggio dalla società preindustriale a quella industriale è stato accompagnato da un aumento della mobilità sociale sia assoluta (grazie ai continui mutamenti del mercato) sia relativa (grazie a un processo di razionalizzazione che rende importanti i ruoli acquisiti e non più gli ascritti). comportamento del governo ecc. 1: Gli immobili: Coloro che restano nella classe del padre. e che una forte mobilità sociale è una caratteristica specifica dell’industrializzazione. si può arrivare alla conclusione che la teoria che trova maggior conferma nei dati presenti è quella di Sorokin. non mancava neanche la mobilità di tipo intergenerazionale: in linea di principio l’aristocrazia era un ceto a cui si apparteneva per classe. Nella società di antico regine poi. 4: La quarta è sostenuta da Lipset e zetterberg. Infatti alcuni nobili hanno provato la brutta esperienza del <<Declassamento>>della mobilità sociale discendente. ma solo delle fluttuazioni che dipendevano da fattori esogeni e endogeni. N. I sostenitori di questa seconda tesi. Ma loro sostengono anche che l’andamento della mobilità sociale sia simile in tutti i paesi. (Cobalti e Schizzerotto). possiamo prendere in considerazione tre punti: la classe sociale della famiglia di origine. LA MOBILITA SOCIALE ASSOLUTA IN ITALIA Negli ultimi decenni. nel nostro paese vi è stata una forte mobilità assoluta grazie alle trasformazioni nel mercato del lavoro. 3:La terza è stata formulata da Sorokin. in attesa poi di tornare a casa e di sostituire il padre o il fratello nella attività familiare. Coloro che si trovano in questa situazione venivano chiamati <<Poveri vergognosi>>.B Grazie a numerosi indagini su molti paesi. Per analizzare insieme i due aspetti della mobilità sociale (inter e intragenerazionale). ma non vi era nessuna costanza del suo aumento. prevedono che la forte mobilità di alcuni paesi è dovuta a fattori di ordine culturale o politico (tipi di istituzione.30 In altre zone di Europa. al contrario la mobilità relativa è molto simile. 2: La seconda è in netto contrasto con la prima. 5: La quinta teoria è di Jones e Hauser. tanto è vero che non si esce solo per morte. Fra questi tre punti vi sono 5 possibili itinerari sociali. Egli ha affermato che in quei tempi la mobilità sociale era elevata. INDUSTRIALIZZAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO Le spiegazioni fondamentali che riguardano i mutamenti nella mobilità sociale. quella della prima occupazione dell’individuo e quella attuale. Secondo questa teoria. Tanto vero che non si entra in una classe non si entrava solo per nascita. flussi consistenti di giovani lasciavano i genitori per emigrare in un centro urbano dove trovare un’occupazione.) Essi sostengono anche che l’andamento della mobilità sociale è diverso da paese a paese. . della società contemporanea sono 5: 1: La prima è la teoria liberale dell’industrialismo.

poi la lasciano per occuparne un'altra. Infine Lipset ha sostenuto che produce frustrazione. I sostenitori di questa ipotesi. 2: La seconda è detta ipotesi della risocializzazione: Per i suoi sostenitori se una persona passa da una classe all’altra deve ridefinire la propria identità sociale. in seguito la cambiano ma senza mai tornare al punto di partenza. Dunque per la prima uomini e donne si nasce per la seconda si diventa. CAPITOLO 3 (LE DIFFERENZE DI GENERE) Nelle scienze sociali si è introdotta la distinzione fra sesso e genere. Dimorfismo sessuale: uomini e donne presentano caratteristiche diverse a livello di organi. N. 5: Super-mobili: partono diversi dal padre. Le ricerche condotte finora. Per sesso si intendono gli attributi dell’uomo e della donna che riguardano le caratteristiche biologiche. 3: I mobili all’entrata nella vita attiva: Partono da un occupazione diversa da quella del padre e vi restano. e uno destro che prevale negli uomini). Per quanto riguarda invece le persone che fanno parte della mobilità discendente. Per quanto riguarda le persone che fanno parte della mobilità ascendente. peso altezza ecc. Trent’anni dopo poi Sorokin rilevava che la mobilità sociale favoriva la supercialità e diminuiva l’intimità. Per quasi tutti gli studiosi. per genere le loro qualità distintive definite culturalmente. ma poi si ritrovano al punto di partenza. Secondo l’impostazione essenzialistica: Gli ormoni influenzano il comportamento di uomini e donne. la risposta è di rifiuto della nuova classe.31 2: I mobili con ritorno alle origini: occupano una posizione diversa da quella del padre. la risposta riguarda il superconformismo (adeguarsi ai modi di pensare e di agire della nuova classe con molto impegno. ESSENZIALISMO E COSTRUTTIVISMO SOCIALE Numerose teorie sono state elaborate e proposte per spiegare le differenze di comportamento e di atteggiamento fra uomini e donne. comunque . ma le più importanti sono due e sono opposte: essenzialismo e costruttivismo sociale. Per la prima le differenze fra mascolinità e femminilità sono naturali e universali. Per quanto riguarda il cervello invece. ma la relazione fra queste due variabili è debole e non basta. per la seconda sono una costruzione sociale.B Tasso di autoreclutamento: la % delle persone che fanno parte della classe del padre. alcuni studiosi riconducono le differenze fra uomini e donne alla lateralizzazione del cervello o alla asimmetria emisferica (ossia nel cervello ci sono due emisferi uno sinistro che prevale nelle donne. 4: I mobili nel corso della vita attiva: Stessa posizione del padre. LE CONSEGUENZE DELLA MOBILITA SOCIALE Che effetti ha sugli individui la mobilità sociale? I sociologi per rispondere a questo interrogativo hanno costruito due diverse ipotesi: 1: La prima dello sradicamento sociale: Già ai tempi Durkheim rilevava che i bruschi aumenti di mobilità portavano a un aumento dei suicidi. mutare sia il modo di pensare sia quello di agire. hanno dimostrato che questa è l’ipotesi che trova maggior riscontro. prevedono che le risposte delle persone alla mobilità sociale sono di due tipi.

Il caso più famoso è quello degli indiani Irochesi. e si è abbassato ancora di più nelle società agricole. Sono invece esistite società nelle quali le donne avevano un potere non trascurabile. GENERE E CULTURA Numerose prove a favore della tesi che il genere è una costruzione sociale risultano da una ricerca condotta dalla studiosa americana Mead su tre tribù della nuova Guinea: Gli Arapesch: Non solo le donne ma anche gli uomini erano miti. Nelle società di caccia e raccolta invece le disuguaglianze fra uomini e donne erano molto basse. Per alcune donne queste differenze dipendono da fattori biologici. passivi e affettuosi. l’importanza delle donne è maggiore nelle società con un sistema di parentela ma trilaterale. La diversità di status di queste due società dipende da due . Per quanto riguarda il secondo. tanto più una società è in guerra. e quindi alle donne rimanevano dei compiti importanti. le femmine all’unione. Infatti la femmina p specializzata nella produzione di uova. In questa popolazione. erano sospettose.b: Investimento parentale : (l’investimento effettuato da un genitore per accrescere le possibilità di sopravvivenza del figlio. La terza l’ipotesi della spendibilità e afferma che gli uomini svolgono i ruoli più pericolosi perché dal punto di vista della riproduzione sono più facilmente sostituibili. irascibili e aggressive. il maschio n quella di spermatozoi. La seconda chiamata l’ipotesi della compatibilità con l’allattamento dei bambini. LA DIVISIONE SESSUALE DEL LAVORO NELLE SOCIETA PRE E INDUSTRIALI Per spiegare la divisione sessuale del lavoro sono state formulate varie ipotesi. gli uomini passivi. La prima considera cruciale la maggiore forza fisica degli uomini. I Mundugumur: Una tribù di cannibali e cacciatori nella quale non solo gli uomini ma anche le donne.32 tutte le differenze riguardano gli ovuli e gli spermatozoi. tanto più è probabile che le relazioni tra uomini e donne siano accentuate. Gli uomini tendono al dominio. Un esempio di due società nella quale lo status delle donne è praticamente opposto sono L’Africa occidentale e L’India settentrionale. Quanto al terzo fattore: lo status sociale delle donne dipende anche dal contributo che esse danno alla produzione e al controllo che esercitano sulle risorse economiche. Lo status delle donne: Non è mai esistita una società nella quale il potere politico fosse nelle mani delle donne (matriarcato). L’essenzialismo femminista: uomini e donne hanno tratti completamente diversi. sostiene che le donne svolgano i compiti che riguardano la cura dei bambini. I Tschambuli: Nella quale le donne erano pratiche e efficienti. Poi però la situazione è drasticamente cambiata con le società orticole dove lo status della donna era molto basso. a spese della possibilità di investire in un altro figlio). sensibili e delicati. Per quanto riguarda il primo. N. tranquilli. gli uomini si assentavano spesso per andare a combattere contro altre tribù. per altre all’esperienza della maternità. Le variazioni nello spazio e nel tempo dello status delle donne sono riconducibili a tre fattori: -Il sistema di parentela -La frequenza con cui una società è in guerra -Il contributo economico fornito dalle donne.

Le minor cure ricevute dipendono dal sottosviluppo economico. e quali sono le lori ispirazioni professionali più adatte.33 tipi diversi di agricoltura. Questo si verifica perché fin dalla nascita. a famiglia. le disuguaglianze di genere sono diminuite anche in questo campo. dove il tasso di mortalità femminile è più alto di quello maschile. GENERE E SALUTE Nel campo della salute le donne sembrano essere avvantaggiate: Infatti le donne in quasi tutti gli stati del mondo hanno un indice di vita media più alto di quello degli uomini. Definizioni: Uso del tempo: come la popolazione impiega il tempo durante i giorni feriali e quelli festivi. ma in parte anche da fattori ambientali e sociali. il modo di vestirsi. Teoria della discriminazione statistica: secondo la quale gli imprenditori trattano gli individui sulla base delle proprie credenze (ad esempio si rifiutano di assumere donne in ètà feconda perché hanno l’idea che esse si assenteranno spesso dal lavoro e quindi sono meno produttive degli uomini. fanno lavori più pericolosi ecc. ad esempio le donne hanno ottenuto il diritto di voto in quasi tutti gli stati del mondo e è aumentata la percentuale di donne iscritte a un partito politico. e i mass media insegnano ai due generi. i cui valori vanno da 0 a 100. Ci sono paesi però. la scuola. scelgono di svolgere quei compiti che consentono una certa flessibilità e non quelli che permettono di fare carriera. Teoria della socializzazione di genere: cerca di spiegare perché le donne siano orientate più verso la famiglia che verso la carriera. Differenze retributive: Le donne presentano delle retribuzioni più basse per vari motivi. Questo. Tasso di attività della popolazione femminile: percentuale della popolazione femminile che svolge un lavoro retribuito. di parlare. Vi sono varie spiegazioni del perché le donne abbiano tassi di attività più bassi: La teoria del capitale umano: Poiché le donne hanno un forte orientamento verso la famiglia. Tale indice è 100 quando in una occupazione vi sono solo uomini o solo donne e 0 quando il rapporto fra i due sessi è equilibrato. fumano di più. Si calcola con l’indice di dissimilarità. Nella prima è un sistema femminile di coltivazione. LA POLITICA Nell’ultimo secolo. Infatti gli uomini bevono più alcol. Questo perché le femmine ricevono meno cure dei maschi. Segregazione occupazionale: indica la concentrazione di uomini e donne in lavori diversi. Nella seconda vi è invece un sistema maschile. ad esempio le regioni del terzo mondo. In parte per la segregazione occupazionale. in parte dipende da fattori biologici. in parte perché la popolazione femminile svolge occupazioni meno qualificate di quelle maschili. .

Una coorte è formata da persone nate nello stesso periodo. sono insiemi di individui di età simili. I RITI DI PASSAGGIO I riti di passaggio. Agostino. Le numerose ricerche condotte in questo campo. invece 7 come i giorni. Tali aspirazioni nascono durante l’infanzia e sono correlate alla situazione economica dei genitori. Poi è ricalato. atteggiamenti e opinioni riguardanti la società.34 CAPITOLO 4 (CORSO DI VITA E CLASSI DI ETA) In ogni società vi sono vari strati di età (per età si intende una caratteristica ascritta). non sposandosi. Quanto maggiori sono le dimensioni di una coorte. fino a toccare la fase di picco alla fine degli anni 50. Gli studiosi. hanno sottoposto a verifica la validità delle ipotesi di Easterlin. Ad esempio Pitagora pensava ci fossero 4 fasi come 4 stagioni. Perché vi sia una generazione è però indispensabile che ci sia un nesso generazionale. sono cerimonie che accompagnano ogni modificazione di posto. ma come una costruzione sociale. considerano il corso della vita non come biologicamente determinato. è aumentato. LE FASI DEL CORSO DELLA VITA L’idea che nella vita di un essere umano vi siano fasi diverse è molto antica. ossia che le persone oltre a essere nate nello stesso arco di tempo. sposandosi tardi. analizzando i dati demografici. e con lei anche le varie norme formali e informali). Gli stradi di età . mostrando che le dimensioni della corte influiscono sulle scelte procreative dei soggetti ma non su altri comportamenti. che a poco a poco invecchiano passando per vari ruoli. Una corte è quindi un insieme di persone che vivono uno stesso evento in uno stesso momento. I comportamenti ritenuti adeguati alle diverse età possono essere definiti sia da norme formali che da norme informali. hanno sostenuto che le differenze nelle dimensioni delle coorti possono provocare dei mutamenti nel modo in cui vengono assegnati i ruoli. perché subiscono l’effetto dell’affollamento. è invece diverso da quello di coorte. . e secondo questo studioso la generazione non è un gruppo concreto. di stato. tanto più basso è il livello di reddito effettivo dei suoi componenti. differiscono anche per status e ruoli. Il secondo processo è quello del mutamento delle strutture e dei ruoli connessi all’età ( la società si trasforma. Coloro che hanno un reddito relativo basso reagiscono. La dimensione delle corti e l’effetto Easterlin: Negli ultimi anni l’andamento della natalità a subito forti variazioni. Questi strati oltre a essere diversi per ampiezza e composizione. Il termine generazione è stato usato da Mannhein. Per capire come si formano gli strati di età bisogna tenere presente che in ogni società ci sono due processi diversi: Il primo è quello universale dell’invecchiamento e della successione delle coorti. che è il confronto tra le risorse economiche che un individuo possiede (reddito effettivo) e le aspirazioni che essa ha (reddito atteso). ma coloro che ne fanno parte hanno la stessa collocazione nello spazio storico. vi è il concetto di reddito relativo. Ad esempio se questo evento è la nascita allora si parla di coorte di nascita. Si sono così succedute coorti di dimensioni molto diverse. Oggi i sociologi. Dopo essere diminuito. rubando o suicidandosi. hanno in comune valori. Il significato di Generazione. di posizione sociale e di età. ha presentato la versione più articolata di questa ipotesi. Alla base dello schema di Easterlin. Il demografo Easterlin.

oggi è quasi scomparso. e infine fu introdotta per la prima volta l’organizzazione per classi scolastiche.35 Tutti questi riti hanno una struttura simile e passano attraverso tre diverse fasi. riti legati al fidanzamento e alle nozze ecc. uno storico francese. È indubbio che e cose siano comunque cambiate dal passato ad oggi. Ora. i matrimoni erano precoci (ancora molto giovani). sono caduti in disuso. La seconda: è che nel passato i padri e le madri avevano un atteggiamento di indifferenza nei riguardi dei figli finché questi erano piccoli. Secondo loro nessun dato esiste per farci dire che le madri e i padri non si interessavano dei figli. due erano particolarmente importanti. ma era presente già nel passato. Per spiegare questo fenomeno.(gioventù lunga). Secondo Aries la situazione cambiò radicalmente in età moderna. LA GIOVENTU Sempre criticando Aries. L’INFANZIA Molti storici hanno invalidato le tesi sul’infanzia di Ariel. il secondo in Europa orientale. Nel primo gli sposi (già di età avanzata) si staccavano dai genitori e mettevano su casa per proprio conto (gioventù lunga). Nel secondo. 3)lascia la casa dei genitori. . presentava due tesi che hanno avuto grande risonanza nel mondo scientifico. La prima: è che l’infanzia e l’adolescenza sono invenzioni della società moderna e che un tempo non esistevano come fasi distinte del corso della vita. In generale si può dire che una persona diventa adulta quando varca alcune soglie: 1) conclude il percorso formativo. 5) diventata padre o madre. ma è stata anche sottoposta a dure critiche. 2)occupazione stabile. È importante distinguere la gioventù (passaggio dello status sociale di bambino a quello di adulto) dalla pubertà (passaggio dalla condizione fisiologica del bambino a quella fisiologica dell’adulto). e inoltre nel medioevo c’era già un sentimento di infanzia. riti legati al passaggio dall’infanzia alla gioventù. altri hanno perso importanza e altri sono ancora in uso. degli studiosi hanno cercato di dimostrare che la gioventù( adolescenza) non è un’invenzione della nostra epoca. Aries. Il ruolo dei riti di passaggio è poi profondamente cambiato nel corso del tempo. Nel primo presente in Europa settentrionale. Oggi la maggior parte dei riti. perché è maturata l’idea che i bambini devono godere di diritti e privilegi e non devono essere maltrattati. Troviamo riti legati a molti aspetti. -Fase preliminare o di separazione: una persona abbandona la posizione e le forme di comportamento precedenti. 4)si è sposata. con le sue esigenze specifiche. perché poco a poco nacque il sentimento dell’infanzia. Fra i vari sistemi di formazione della famiglia. ad esempio il fenomeno dell’abbandono dei neonati.e gli sposi andavano a vivere a casa del marito. sull’importanza della tesi di Ariel non ci sono dubbi. Inoltre i genitori cominciarono ad affezionarsi fin da subito ai loro figli. -Fase di transizione o di margine: Il soggetto non è ne da una parte ne dall’altra -Fase di aggregazione: il soggetto viene reintrodotto nella società e ha doveri e diritti precisi.

ma fino a quando non erano considerati un peso per la società. Si definisce razza: un insieme di individui che condividono alcune caratteristiche somatiche. Anche la specie umana può essere classificata con questo metodo. in base al quale il comportamento di individui. in questo caso vengono classificati in razze. parte da una operazione molto semplice. . N. meno dispregiativo. innanzitutto bisogna sapere quali proprietà prendere in considerazione. Certo. LA VECCHIAIA Di solito si pensa che le perone anziane godessero in passato di un grande potere e prestigio. e che lo abbiano perso nel corso degli anni. Ma le cose non sono proprio così. LA TERZA ETA E IL PENSIONAMENTO La situazione degli anziani è profondamente cambiata nel nostro secolo. Infine dopo la terza età troviamo la quarta età. grazie alle pensioni Il pensionamento: la fine del periodo di lavoro e l’inizio di quella del tempo libero. CAPITOLO 5 ( RAZZE. che è quella della dipendenza fisica dagli altri. o gruppi di individui. IL RAZZISMO: DOTTRINE. Per classificare qualsiasi tipo di oggetti. oltre che alle differenze somatiche. Queste dottrine della razza si formano su un forte determinismo biologico. Ad esempio gli esseri umani possono essere classificati in base alle caratteristiche somatiche. gli anziani venivano rispettati. il concetto di razza. Poi la regola logica che si deve seguire dice che ad una classe appartengono oggetti simili per certe proprietà (genere prossimo) e oggetti che non sono simili ( differenza specifica). il loro peso numerico sulla popolazione è cresciuto. lasciati morire di fame o addirittura uccisi. ci si sposa più tardi e si ha il primo figlio più tardi.B.36 Poi fu introdotta a coscrizione universale obbligatoria (leva obbligatoria a 20 anni) e questo fece diminuire le differenze dei due tipi di gioventù. un po’ perché si entra nel mondo del lavoro più tardi. la classificazione. In primo luogo. si è avuto un prolungamento della fase giovanile. ETNIE E NAZIONI) Ogni forma di sapere. Allora a quel punto venivano maltrattati. ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI Verso l’inizio del 19 secolo cominciano a formarsi dottrine che attribuiscono alla razza tratti del comportamento. Prepensionamento : Fenomeno di chi lascia il lavoro prima dei limiti di età. è molto importante perché serve per spiegare moltissimi fatti storici. Oggi invece esiste il sistema pensionistico che permette ai pensionati una vita dignitosa. viene determinato in base alla propria razza. Anche negli ultimi anni. La maggior parte delle classificazioni hanno una particolare struttura ad albero: ogni classe comprende una pluralità di sottoclassi e sottosottoclassi. In terzo luogo è mutata la condizione economica degli anziani. in quanto chi smetteva di lavorare non godeva di nessuna entrata. nell’antichità. In secondo luogo ha assunto un significato nuovo. Un tempo il ritiro del lavoro aveva un significato diverso. Dal punto di vista sociologico. un po’ perché gli studi durano di più. chiamato terza età: che indica quella fase della vita che inizia con la pensione ed è caratterizzata da un grande aumento del tempo libero.

Nella seconda il termine razza viene attribuito a quelle popolazioni ritenute inferiori (etero-razzizazione). l’accesso a diritti e posizioni sociali. quando in una società. Essi si specializzarono nell’unico mestiere disponibile. sulla base della razza. in quanto subivano forme di discriminazione sia dal punto di vista residenziale sia nell’accesso al mercato del lavoro. Selezione sessuale: Società divisa con barriere non geografiche ma sociali. il congresso passò delle leggi che ponevano fine alla discriminazione razziale. Parliamo invece di discriminazione razziale. Per contrastare la discriminazione però non bastano solo delle leggi. e questo significa che il dilemma americano. N. questo è accaduto e accade molto spesso.37 Il fatto che ci siano differenze fra razze diverse. che consistono nel riservare agli esponenti delle minoranze. e vengono ripudiati tutti quelli che ne stanno fuori (auto-razzizazione). divennero il capo espiatorio alla quale imputare tutti i mali. Infine la persecuzione subita rafforzò il movimento sionista che era nato per dare al popolo ebraico un territorio e uno stato. Deriva genetica: popolazioni che vivono geograficamente isolate e che si accoppiano fra loro. solo quando sotto la spinta del movimento non violento guidato da Martin Luther King. i neri per parecchi hanno. o posizioni sociali. ad esempio caste. La grande maggioranza della popolazione nera. Nel tardo medioevo. non implica che sia legittimo negare ad una razza di esercitare diritti. resta ancora un problema aperto. quegli atteggiamenti che discriminano. Si arrivò così alla fondazione in Palestina dello stato di Israele nella quale emigrarono ondate di ebrei. QUATTRO CASI DI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE 1: L’antisemitismo (auto-razzizazione) Il termine Antisemitismo fu adottato in Germania verso la fine del 19 secolo dai circoli nazionalisti che si opponevano di riconoscere agli ebrei uguali diritti di cittadinanza. La loro condizione cominciò a cambiare. ai margini o al di fuori delle mura cittadine. a tutti i membri di una popolazione. viene negato l’accesso a diritti e posizioni sociali. Possiamo chiamare dottrine razziste: quelle dottrine. . resta però ancora nel fondo della società. viene applicata al proprio gruppo. Agli ebrei venivano attribuite le colpe delle ricorrenti situazioni di crisi. Questo portò al tentativo di sterminio messo in atto durante la seconda guerra mondiale dal regime nazista. Per legge.B. Poi la segregazione spaziale toccò il suo vertice con la creazione del ghetto: un quartiere circondato da mura nella quale gli ebrei erano obbligati a risiedere e le cui porte venivano chiuse ogni sera. sia dall’esercizio di mestieri. Però. il prestito ad interesse (usura). dove i membri si accoppiano fra loro. Nella prima il termine di razza. gli ebrei vennero esclusi sia dalla proprietà della terra. Uno studioso ha evidenziato che è bene sapere che il concetto di razzismo può indicare due realtà diverse fra loro. gli ebrei dovevano risiedere in delle aree a loro riservate. sono restati lo strato più povero della società. quindi furono adottate delle misure che vanno sotto il nome di Azioni positive. Ciò apri un nuovo fronte di guerra fra Israele e il mondo islamico che va avanti ancora oggi. una quota di posti nell’ammissione alle scuole e nel mercato del lavoro. 2: Il dilemma americano Negli Stati Uniti.

4: L’immigrazione verso i paesi europei e L’Italia in particolare. costumi). . solo con a creazione e il rafforzamento di un grande movimento nero: L’African National Congress. credenze. alla convivenza pacifica tra i bianchi e i neri. perché gli stessi termini vengono usati con due significati diversi: Nel primo caso il concetto di nazione designa una collettività (popolo) che ha discendenza comune. seguono gli indiani. Nelle scienze sociali spesso si fa confusione fra concetti di etnia e i concetti di nazionalità e di nazione. Nel 1990. Le cose cominciarono a cambiare. sono esclusivamente riservati ai bianchi e vige una rigida discriminazione nell’accesso al lavoro. ovviamente gli immigrati incontrano atteggiamenti discriminatori nei loro confronti. diversa da quelle vicine. e infine gli altri neri. In altri paesi la percentuale è più del doppio. i malesi. mediante un nome che li contraddistingue. In Italia la presenza di stranieri (solo quelli regolari) si aggira sul 2%. Due fattori sono all’origine di questa corrente migratoria: 1: L’esplosione demografica che in molti paesi del terzo mondo ha spezzato l’equilibrio tra popolazione e risorse. il leader del movimento. Ci sono parecchie definizioni a riguardo del concetto di etnia. al vertice si trova la minoranza bianche.38 3: Il Sudafrica dal’apartheid alla convivenza (etero-razzizazione) Nel Sudafrica il regime dell’Apartheid si istaura dopo il 1948. In regime di Apartheid i diritti politici. ETNIE E NAZIONI A differenza del concetto di razza. 2: si è prodotto il mito di una comune origine o discendenza 3: si è creata una comunità che condivide certe memorie comuni 4: vi è una cultura condivisa (linguaggio. È ovvio che queste correnti migratorie tendono a produrre tensioni e conflitti. In questo caso lo stato forma la nazione e la nazione può essere composta da differenti etnie. 2: lo straordinario periodo di sviluppo dei paesi de’Europa. ma tutte hanno in comune degli elementi: In particolare. In questo caso la nazione si fonda sull’etnia e insieme formano lo stato nazione. 6: si sviluppa un sentimento di solidarietà tra i membri del gruppo. vi è un etnia o un gruppo etnico. 5: vi è un territorio (spesso solo simbolico) che i membri del gruppo considerano proprio. Anche in questo caso. Dopo che l’Europa ha cessato di essere area di emigrazione è diventata area di immigrazione. quando: 1:i membri di un gruppo designano se stessi. il concetto di etnia rimanda a differenze di ordine culturale che si trasmettono di generazione in generazione. i paesi dell’Unione Europea hanno adottato negli ultimi anni politiche di contenimento tendenti a porre un contenimento all’immigrazione. Nel secondo caso il concetto di nazione designa una collettività di cittadini che hanno comuni diritti e doveri. La società dell’apartheid è una società rigidamente gerarchizzata. Di fronte a queste tensioni. si passava da una forma di discriminazione assoluta. proprio come negli stati uniti. Nelson Mandela fu eletto presidente e il Sudafrica volto pagina. Questi elementi che costituiscono un'etnia si modificano nel tempo per effetto di fattori endogeni e esogeni. I paesi dell’Europa occidentale stanno quindi diventando società multietniche e multirazziali.

2: Famiglia instabile: piena libertà di decisione dei figli 3: Famiglia ceppo: dove uno solo dei figli. le norme sociali prescrivono anche quanti coniugi si possono avere. Il tabù dell’incesto viene spiegato in diversi modi. TIPI DI FAMIGLIA MONOGAMICA Le prime indagini empiriche sulla famiglia Europea sono state fatte da Le Play. scelto dal padre. Il secondo è quello dei paesi Arabi. Stati Uniti. Un gruppo di discendenza è detto patrilineare quando l’anello di congiunzione è solo maschile (relazioni agnatiche).: Società e stati multietnici e multinazionali più importanti: India. sta a vivere con lui una volta sposato. al contrario di poliginia. esogamia per indicare le norme che vietano invece di sposarsi con una persona all’interno del gruppo. ESOGAMIA E ENDOGAMIA Vi è un’altra importante distinzione: quella fra endogamia e esogamia. il gruppo di parentela (chiamato parentado) è formato da tutti i discendenti di una persona sia attraverso la linea maschile sia attraverso quella femminile. mentre la poliginia ha avuto grande importanza fuori dal mondo occidentale. Il primo è quello dell’India dove bisogna sposarsi con una persona della stessa casta. Si parla. lignaggio quando non è mistico. Si usa endogamia per indicare le norme sociali che prescrivono la scelta del partner all’interno di un gruppo. di poligamia quando se ne può avere più di uno. . La seconda: a causa della differenza di età e all’alto tasso di mortalità le donne si trovano presto vedove e quindi sono disponibili per altri matrimoni. Canada. Spagna. Si parla di monogamia.B. Egli prevedeva tre tipi di famiglia: 1: Famiglia patriarcale: tutti i figli sposati convivono sotto lo stesso tetto con i genitori. quando l’anello di congiunzione è femminile (relazioni uterine). Altri. le relazioni di endogamia sono definiti incesto e condannati. Ovviamente nelle società occidentali. invece. Quando una donna ha più mariti si parla di poliandria. invece. matrilineare. prevedono che una forma di endogamia.39 N. possibilmente il cugino paterno. Alcuni dicono che le relazioni fra consanguinei sono biologicamente pericolose. Svizzera. quando non si può avere più di un coniuge. fuori. Due sono i casi più famosi di società nella quale si pratica l’endogamia. Si parla di clan quando il capostipite è mistico. La poliandria si è diffusa in pochissime società. il gruppo di parentela è formato da tutti quelli che discendono da un antenato comune esclusivamente attraverso la linea maschile o quella femminile. Perché la poliginia possa esistere sono necessarie due condizioni: La prima: una forte differenza di età di matrimonio tra uomini e donne. mentre tutti gli altri. Nel sistema cognatico. Nel sistema unilineare. Belgio. nei quali bisogna sposarsi con un parente prossimo. invece. CAPITOLO 6 (FAMIGLIA E MATRIMONIO) PARENTELA E DISCENDENZA Si distinguono due tipi di discendenza: cognatico e unilineare. riduce i conflitti all’interno della famiglia. MONOGAMIA E POLIGAMIA Oltre a con chi ci si debba sposare.

vi erano due diversi modi di formazione della famiglia: Il primo tipico dell’Europa nord-occidentale. e in terzo caso. per coniugale intima una famiglia con divisione dei ruoli più flessibile. moglie) Multiple orizzontali (due o più fratelli con rispettive mogli). Infatti per quanto riguarda l’ Europa centro settentrionale. SISTEMI DI FORMAZIONE DELLA FAMIGLIA Un importante studioso. LA NASCITA DELLA FAMIGLIA MODERNA (nucleare e coniugale). prima delle nozze. madre. 5: Famiglie multiple: due o più unità coniugali: multiple verticali (padre. fra moglie e marito. In questo caso sia gli uomini che le donne si sposavano abbastanza tardi. famiglia monoparentela Molti studiosi hanno pensato che la nascita della famiglia nucleare sia dovuta al passaggio dalla società tradizionale a quella moderna. Inoltre fra marito e moglie c’era una rigida separazione dei ruoli che li portava a un massiccio distacco. Può avere estensione verticale (padre del capofamiglia) e orizzontale (fratello del capofamiglia). Residenza patrilocale: sposi con genitori del marito Residenza bilocale: gli sposi scelgono dove vivere Residenza ovunculocale: sposi vanno nella casa dello zio materno dello sposo. Per quanto riguarda invece l’Europa meridionale. figli). Per patriarcale si intende una famiglia dove vige una solida divisione dei ruoli. i giovani servivano per alcuni anni in casa di altri per guadagnare. ha sostenuto che nella società preindustriale. In questo caso uomini e donne si sposavano abbastanza presto. Ma questo è vero solo in parte.40 Troviamo diverse regole di residenza all’interno di queste famiglie: residenza matrilocale: sposi con genitori della moglie. invece classifica la famiglia in 5 tipi: 1: Famiglia nucleare: famiglia formata da una solo unità coniugale (marito moglie. dominava un modello di autorità patriarcale dove a capo c’era il capofamiglia (padre. le famiglie compresse hanno sempre avuto molta importanza. gli sposi mettevano su casa da soli creando una famiglia nucleare. E la loro importanza è cominciata a calare appunto con la nascita della società moderna. Residenza neolocale: sposi vanno a vivere per proprio conto. la nuova coppia andava a fare parte di una famiglia multipla. la maggior parte della popolazione ha sempre seguito la regola di residenza neolocale e quindi la famiglia nucleare a preceduto la nascita della società moderna (industrializzazione). In secondo caso. Da questo punto di vista troviamo la famiglia patriarcale e la famiglia coniugale intima. Con il passare del tempo sono cambiate anche le relazioni familiari. 4: Famiglia estesa: con una sola unità coniugale e uno o più parenti conviventi. In secondo luogo. Oltre che per la loro struttura le famiglie sono classificate anche in base ai loro rapporti di autorità e di affetto. marito). Il secondo modo invece è tipico di tutti gli altri paesi. Infine i genitori non mostravano affetto per i figli e li educavano fin da subito alla sottomissione. genitori e figli e fratelli e sorelle era molto diversa da oggi. . Un tempo le relazioni. Laslett. In tutti i ceti sociali. figlio. In terzo luogo. 2: Famiglia senza struttura: famiglia priva di unità coniugale (fratelli non sposati) 3: Famiglia del solitario: Famiglia costituita da una persona. i giovani non prestavano servizio nelle altre famiglie.

i modi di agire. ci fu infatti una forte diminuzione del numero delle nozze. e un forte aumento del numero dei divorzi. (convivenza senza nozze e feconda). da una generazione all’altra passano le conoscenze e i valori che possono essere trasmessi solo attraverso parole. Le famiglie ricostituite sono quelle famiglie che si formano con l'aggiunta di un genitore ai due naturali CAPITOLO 7 (EDUCAZIONE E ISTRUZIONE) Nella trasmissione del patrimonio culturale si possono distinguere tre elementi: In primo luogo. Questo è accaduto perché sono avvenuti dei mutamenti nel diritto di famiglia. I rapporti diventarono più confidenziali. Ora invece viene concesso anche se fra marito e moglie ci sono delle differenze inconciliabili che portano al fallimento del matrimonio. Infatti prima il divorzio era concesso solo se uno dei due coniugi. Per più del 99% della loro storia. gli esseri umani hanno vissuto in culture solo orali. Questo tipo di convivenza che di solito ha durata breve ed è infeconda. la famiglia coniugale ha perso importanza nei paesi occidentali. In terzo luogo si è sviluppata la convivenza more uxorio (convivenza prenunziale). In terzo luogo. il capofamiglia non aveva più l’autorità di prima e ai figli veniva dato molto affetto e confidenza.41 Poi ancor prima dell’industrializzazione la famiglia patriarcale entrò in crisi. In secondo luogo. Dai dati in possesso. fra l’introduzione della scrittura e la sua diffusione è trascorso un lunghissimo periodo di tempo. Solo dopo molti anni. Le due variabili più importanti che portano al divorzio sono: un mancato attaccamento alla religione. Si passò appunto alla famiglia coniugale intima. in moli paesi però sta venendo sostituita dalle unioni libere. nasce la prima forma di scrittura. Questo accade sostanzialmente perché: in primo luogo vi è un aumento dei giovani ch vanno a vivere da soli. alla chiesa cattolica. prima a partire dal 60 è di molto aumentato il numero dei divorzi e separazioni legali. in secondo luogo è aumentata la propensione dei giovani a restare più a lungo in casa dei genitori. L’AUMENTO DELL’INSABILITA CONIUGALE Come detto. A partire dagli anni 60 infatti. commetteva una colpa. e un aumento del tasso di attività delle popolazione femminile. Poi. ogni generazione trasmette alle seguenti. ogni generazione lascia alla successiva la cultura materiale della società in cui è vissuta (insieme di strumenti ereditati o prodotti). per via orale o scritta. Il passaggio da una cultura orale a quella scritta ha avuto conseguenze di grande portata: ad esempio ha favorito lo sviluppo dell’individualismo e della scienza.B. N. il processo di alfabetizzazione fece i suoi primi grandi passi ad Atene e a Roma. IL DECLINO DELLA FAMIGLIA CONIUGALE NEI PAESI OCCIDENTALI In tempi assai recenti. che possono essere comunicati anche senza mezzi verbali (accendere il fuoco). .

42 Inoltre. essendo le istituzioni scolastiche a fornire tale qualificazione. Secondo questi studiosi . docilità). hanno sostenuto che il sistema scolastico serve a riprodurre il sistema capitalistico. è molto importante evidenziare che il passaggio dalla cultura orale a quella scritta è stato accompagnato dalla nascita e dallo sviluppo della scuola. Teoria marxista: La teoria marxista vede nell'istruzione l'istituzione che svolge la funzione di un'arma usata dai proprietari dei mezzi di produzione per mantenere l'ordine sociale esistente. La religione: Le differenze presenti nel 20 secolo nel grado di istruzione fra le varie regioni. ad esempio la religione. trasmettendo agli allievi quegli attributi che permettano la divisione gerarchica del lavoro (passività. Più in particolare: Il livello di qualificazione richiesto in molti posti di lavoro cresce costantemente. Inoltre l’unica istituzione specializzata che fornisce qualificazione è la scuola. ma alle azioni condotte dai vari ceti sociali per mantenere la propria posizione nel sistema di stratificazione. lo sviluppo dell’istruzione che si è avuto nella società moderna non è dovuto tanto all’aumento della domanda di qualificazione tecnica. tradizionale. l’espansione dell’istruzione è legata alla modernizzazione. Sono queste azioni che hanno portato il fenomeno del credenzialismo (uso dei titoli di studio come mezzi per controllare alle posizioni chiave nella divisione del lavoro). la concezione che della scuola hanno avuto i gruppi dominanti e infine lo sviluppo dello stato nazionale. . legale-razionale. Teoria weberiana: Per Weber i tipi fondamentali di potere sono 3: carismatico. Lo fa in due diversi modi: Innanzitutto promuovendo la credenza che il successo economico dipenda dal possesso di determinate capacità. Tali studiosi. -Al potere tradizionale corrisponde l’ideale del l’uomo colto: il fine dell’educazione è in questo caso il raffinamento della persona. Questo perché i protestanti sostennero che per raggiungere la salvezza bisognava leggere da soli le sacre scritture nella propria madre lingua. e quindi. Si deduce che l’istruzione rende la forza lavoro più produttiva. Per ogni tipo di potere vi è un diverso ideale educativo: -Al potere carismatico corrisponde l’ideale dell’iniziato: La persona ha accesso a un sapere segreto tramite prove e cerimonie. aumenta anche la percentuale di popolazione che passa attraverso istituzioni scolastiche. Le ricerche storiche ci dicono che la riforma protestante diede un contributo straordinario alla diffusione della scolarizzazione. In secondo luogo. -Al potere legale-razionale corrisponde l’ideale dello specialista: l’istruzione che viene fornita ai giovani ha un’immediata utilità pratica nelle officine e negli uffici. erano riconducibili al diverso atteggiamento che cattolici e protestanti avevano nei confronti dell’alfabetizzazione. TEORIE SULL’ISTRUZIONE Le principali teorie riguardo all’educazione e ai sistemi scolastici sono: -funzionalista -marxista -weberiana Teoria funzionalista: secondo i funzionalisti. obbedienza. Molti altri fattori hanno influito sull’andamento dell’istruzione.

riuscendo a convincere la gente dell’importanza di sapere leggere. il primo competitivo. Il secondo. chi sosteneva che l’istruzione fra tutta la popolazione fosse la politica migliore da adottare. tipico dell’Europa: la scuola secondaria viene divisa in scuole che permettono la continuità di studio superiore. Da una parte si trovavano chi sosteneva che l’istruzione di massa comportava un grave pericolo. In secondo luogo che la nazione era formata da un’insieme di individui. il secondo cooptativo. in quanto l’istruzione popolare era ciò che distingueva una società civile da una barbara. si trovavano invece. In primo luogo pensavano che l’attore principale della società era l’individuo. presente negli stati uniti. Questa seconda conclusione fu quella accettata da tutti i paesi occidentali. al termine della quale si può procedere con gli studi. 2: curriculum della scuola elementare: Prima le differenze sulle materie insegnate nella scuola superiore erano molto accentuate. politici e sociali. Dall’altro lato. allontanando i fedeli dalle bibbie in volgare. rimangono invece quelle riguardanti l’istruzione secondaria superiore. prevede per tutti gli studenti una scuola secondaria unica. Lo sviluppo dello stato nazionale: La nascita e lo sviluppo degli stati nazionali. La seconda forma di disuguaglianza riguarda l’intelligenza degli allievi. in quanto avrebbe insegnato al popolo a disprezzare la loro posizione nella vita e li renderebbe ribelli.43 La chiesa cattolica reagì negativamente a quanto stava accadendo. i protestanti ebbero la meglio. Le concezioni dei gruppi dominanti: è cosa vantaggiosa o dannosa per lo stato avere contadini che sappiano leggere e scrivere? Questo problema è stato discusso moltissime volte e si è arrivati a due tipi di conclusioni proposte da sovrani o governi dell’Europa. 3: struttura interna dei sistemi scolastici: Da questo punto di vista si distinguono due tipi di sistema scolastico: il primo a selezione tardiva. a selezione precoce. In terzo luogo avevano fiducia nel progresso. però con il passare del tempo. Uno studioso americano ha sostenuto che a questi modelli corrispondono due diversi tipi di mobilità sociale. SOMIGLIANZA E DIFFERENZE Fra i paesi occidentali si trovano oggi molto differenze a livello di istruzione. fa parte il diritto-dovere dell’istruzione elementare. L’ISTRUZIONE E LE DISUGUALIANZE La prima forma di disuguaglianza scolastica è quella nel rendimento scolastico. Gli stati nazionali si basavano infatti su alcune idee di fondo che favorivano la nascita e lo sviluppo dei sistemi scolastici. fase nella quale gli individui venivano formati. Di conseguenza erano convinti che con la scuola fosse possibile creare adulti leali e produttivi. E in quarto luogo. attribuivano grande importanza all’infanzia. e in altre che non lo permettono. cioè nel diverso grado di conoscenze acquisite dagli allievi nelle materie di insegnamento. Questa è la conclusione che si deduce confrontando i diversi paesi riguardo 4 aspetti: 1: grado di diffusione dell’istruzione nella popolazione: Per quanto riguarda la scuola elementare e media inferiore le differenze poco a poco sono sparite. Nonostante questo. Il sistema competitivo incoraggia gli individui a competere con gli altri per raggiungere posizioni più elevate. Il sistema cooptativo. sono stati accompagnati dal riconoscimento di molti diritti civili. Degli ultimi. La terza invece ha a che fare con l’ambiente di . invece addestra le masse di individui a considerarsi incompetenti a dirigere la società. oggi vi è una standardizzazione dei curricula.

Egli divideva il comportamento dei soggetti in tante unità. è vero che i test dipendono sia da fattori ereditari che culturali ma è impossibile quantificarne le percentuali. Flanders . se i giovani provenienti da classi sociali più basse. Ciò che caratterizza tale società è il passaggio dall’ascrizione all’acquisizione. Inoltre per tutto il tempo che parlano gli insegnanti. il primo gruppo era quello più produttivo. Classi sociali e successo scolastico: Le ricerche condotte nell’ultimo mezzo secolo sono arrivate tutte alla stessa conclusione: fra la classe sociale di appartenenza e il successo negli studi vi è una relazione positiva. risulta che il QI è correlato sia con il rendimento scolastico. che le classi sociali più basse non hanno. Al contrario la teoria della differenza. Jensen ha scritto che ciò che i test del QI misurano. Alla fine. Per questa relazione sono state fornite spiegazioni diverse: Secondo la teoria del Deficit. trasmesso dalla famiglia. LA VITA QUOTIDIANA NELLA CLASSE SCOLASTICA Stili di leadership: il più famoso esperimento nello stile di leadership degli insegnanti è stato fatto negli stati uniti. La spiegazione più convincente è stata proposta da Bordieu. gli allievi per molto meno. ISTRUZIONE E MERITOCRAZIA Nel corso del tempo gli studiosi funzionalisti hanno ritenuto che la società moderna sia diventata sempre più meritocratica. e il terzo quello che funzionava peggio di tutti. critica la teoria del deficit perché cerca le cause dei fallimenti nei bambini e non nell’istituzione scolastica che crea delle discriminazioni sociali. il secondo quello meno aggressivo con un morale più elevato. sia con le caratteristiche dell’ambiente. Infine la quarta forma di disuguaglianza riguarda l’ambiente scolastico (caratteristiche dell’edificio. è dovuto per l’80 % a fattori ereditari e per il 20% a fattori culturali. in primo luogo i test del QI sono condizionati culturalmente e premiano coloro che hanno più familiarità con alcune idee e conoscenze. (quanto più è elevata la classe di origine. sia l’insegnante che gli allievi hanno dei fini. e a ciascun gruppo assegnarono un leader con uno stile diverso: autoritario. Secondo tale impostazione. democratico. Dalle ricerche effettuate. hanno rendimenti peggiori è perché la famiglia non trasmette loro. attrezzature disponibili). Si deduce che gli insegnanti parlano per un enorme quantità di tempo. Questa tesi viene respinta da molti studiosi. l’altra metà per mantenere il controllo sulla classe. diversi tra loro e li raggiungono elaborando delle strategie. In secondo luogo. Intelligenza e la sua origine: alcuni studiosi hanno sostenuto che l’intelligenza è ciò che viene misurato dai test del QI (il primo fu creato da Alfred Binet). le capacità e i valori che la scuola richiede. ma più aggressivo. psicologo sociale. elaborò un altro metodo per studiare l’interazione in classe. Naturalmente l’insegnante a più potere. ma per il suo dominio non è mai .44 origine degli studenti. A questo punto lo studioso avrà il compito di classificare ogni tot. se gli studenti delle classi agiate vanno meglio a scuola è perché godono di un certo capitale culturale. metà del tempo lo usano per spiegare. in quanto. Strategie e negoziazioni: Questa impostazione fa parte dell’interazionismo simbolico. Secondo questo sociologo. Questi studiosi crearono 3 gruppi di ragazzi. tanto più è elevata la probabilità che uno studente abbia un buon rendimento scolastico). Tempo i comportamenti dell’insegnante e degli allievi nelle diverse unità. e laissez-faire.

45 completo. nella quale vengano stabilite e mantenute alcune regole. La negoziazione implica il raggiungimento di un accordo. . Quindi perché l’’insegnamento possa avere luogo è necessario un processo di negoziazione fra allievi e insegnante. esse sono reali nelle loro conseguenze. Quindi l’idea di fondo del teorema formulato da Thomas è che se gli uomini definiscono certe situazioni come reali. La profezia che si autoadempie in classe: Si parla di profezia che si autoadempie quando una definizione falsa di una situazione da origine a comportamenti che la rendono vera.

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