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PROBLEMA PENALE NEL XVIII SECOLO

- Centralità del problema penale nel ‘700

- Tradizionalmente era represso il comportamento non-conformista la


misura del conformismo risiedeva nella religione

- Il sistema comincia a incrinarsi già nel ‘600 per poi entrare in crisi nel ‘700

- Affermazione della distinzione tra peccato e reato

- Ciò che è sanzionato dalla religione può essere irrilevante penalmente –


Così come ciò che è sanzionato dalla sola pubblica opinione può esserlo
ugualmente. Secondo Tarello “il diritto penale risponde all’utile della
società mondana e non al giusto religioso” (p. 387)

- Limitazione dei comportamenti sanzionati penalmente (diritto penale


minimo).

- A) Teoria utilitaristica della pena. Devono punirsi solo le azioni che è utile
siano punite.

- B)Teoria umanitaria. E’ derivata dalla precedente, in quanto afferma che


non si devono comminare pene eccedenti l’utile sociale. La pena disumana è
anche una pena inutile.

- C) Teoria proporzionalistica. Si evidenzia la necessità di proporzionare la


pena al reato.

- Le tre teorie non furono in contrasto ma contribuirono alla


razionalizzazione del diritto penale nel XVIII secolo.
- Alcuni indirizzi fondamentali:

 Irretroattività

 Legalità e tipicità del reato (nullum crimen nulla poena sine lege)

 Umanizzazione delle pene

 Uniformazione delle pene

 Diritto penale minimo (riduzione dei comportamenti da sanzionare)

 Abolizione del sistema delle prove legali

 Abolizione della tortura giudiziaria

 Introduzione del processo accusatorio

 Pubblicità e oralità dei processi

 Gratuità della giustizia (abolizione delle sportule)

 Abolizione del giuramento dell’imputato

 Campagna in favore della giuria popolare

 Ispirazione al modello inglese

 Stabilità delle giurisdizioni e obbligo della naturalità del giudice

 Obbligo di motivazione delle sentenze