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Tre gli enigmi, tre le date di Turandot: 1762 - 1917 - 1924 Gozzi - Busoni Puccini

Turandot di Giacomo Puccini: Riassunto in breve e trama... atto per atto

L'atmosfera della Turandot

Arie Celebri

Puccini e le sue opere

Tre gli enigmi, tre le date di Turandot: 1762 - 1917 - 1924 Gozzi - Busoni - Puccini

(fig 1- 2- 3)

La Turandot nasce per la prima volta sotto forma di fiaba teatrale scritta nel 1762 da Carlo Gozzi. Rimasta per quasi due secoli e mezzo in una sorta di limbo letterario, fu ripresa per il teatro lirico da due musicisti nellarco di una decina danni: Giacomo Puccini, di Lucca, e Ferruccio Busoni, di Empoli, entrambi morti nel 1924, ma entrambi anche stregati dalla crudele principessa cinese Turandot. Nel 1917 a Berlino debutt infatti la produzione di Busoni; quella del Maestro Puccini nel 1926 alla Scala. A proporre la realizzazione della fiaba a Puccini fu il veneziano Renato Simoni, gi giornalista e fortunato scrittore teatrale. Lidea che voleva sviluppare Simoni mirava alla realizzazione di un opera capace di presentare la inverosimile umanit del fiabesco. Puccini ne fu immediatamente entusiasta e calcol, la storia gli ha dato ragione, di poter sviluppare a quel modo una forte drammaticit incentrata sul personaggio chiave della principessa. Alcuni anni prima Ferruccio Busoni aveva musicato con le stesse intenzioni il personaggio della gelida Turandot, ma il risultato non pu essere nemmeno lontanamente paragonato a quello ottenuto da Giacomo Puccini. Inoltre, lo stesso Puccini con molta probabilit non conosceva lopera di Busoni e non poteva n esserne stato influenzato, n averne in alcun modo elaborato i concetti e gli espedienti teatrali. Se Busoni si attenne rigorosamente, tranne il taglio di alcuni personaggi, alla commedia scritta Gozzi, Puccini la rivolt come un calzino lasciando, di fatto, solo la struttura centrale: ossia i tre enigmi da risolvere per conquistare il cuore dellalgida principessa, pena la morte. Molte infatti sono le differenze che il musicista di Lucca impose a Giuseppe Adami e Renato Simoni nella stesura del libretto per meglio adattare la vicende alla sua visione artistica. Cos Calaf, affrontata e vinta limpresa, rimette in gioco la sua vita e sfida Turandot nel scoprire il suo nome. La principessa scopre che Li, la schiava di Calaf che accompagna suo padre ed innamorata di lui, conosce quel nome, la mette alla tortura e lei si uccide per non cedere al supplizio. Cos finalmente Turandot capisce la forza dellamore e si getta tra le sue braccia.

(figg 4 -5)

Ma nellintreccio gozziano non c nessuna Li, o meglio c una schiava innamorata di Calaf ma appartiene a Turandot e si chiama Adelma. Anche lei conosce il nome di Calaf che nella versione pucciniana da principe di Astrakan diventa figlio del sovrano dei Tartari. Adelma alla fine non solo non si toglie la vita per evitare di rivelarlo sotto tortura, ma viceversa per vendicarsi di non essere lei la prescelta, lo spiffera senza riguardo alla sua padrona. Tenter, senza riuscirci, il suicidio, solo quando scopre che Turandot non gli taglia la testa come promesso. Cambiano poi gli enigmi, se per Adami e Simoni sono la speranza, il sangue e Turandot, per Gozzi erano il sole, lanno e il leone dellAdria, cio Venezia. Lo scrittore immerso nel suo universo di commedia dellarte, circonda Altoum di quatt ro dignitari in realt maschere della tradizione. E cio Pantalone, segretario dellimperatore, Tartaglia, gran cancelliere, Brighella, maestro dei paggi, e infine Truffaldino, capo degli eunuchi del serraglio di Turandot. Per loro non ci sono dialoghi e situazioni ben definiti, bens un canovaccio dove sono indicati gli elementi di base della sceneggiatura senza entrare eccessivamente nel dettaglio, per lasciare spazio agli attori di improvvisare. In piena commedia dellarte dunque con i pochi testi per di pi scritti in dialetto veneziano. Puccini, come del resto aveva fatto anche Busoni, ne toglie uno e li trasforma in Ping, Gran Cancelliere, Pang, Gran Provveditore, e Pong, Gran Cuciniere. Quando inizi a comporre la Turandot Puccini non era certo pi giovane e una malattia minava le sue forze. I collaboratori e leditore stesso cercarono di dissuaderlo dal lavorare troppo, cercando di suggerire un riposo ristoratore. Come ben si sa non riusc per a finire lopera. Arrivato alla morte di Li, pianta da Timur insieme al coro con il celebre Li, poesia! si fermer due battute dopo. E l rimase per un anno fino a quando, stremato da un tumore alla gola, non chiuse gli occhi a Bruxelles. Qui il Maestro morto dir lamico Arturo Toscani dirigendo al prima il 25 aprile del 1926 in una serata magica per la Sala.

Turandot di Giacomo Puccini

(fig 6)

Riassunto in breve
In Cina, in un mitico tempo delle favole, viveva una bellissima e solitaria principessa (Turandot), nella quale albergava lo spirito di una sua antenata violentata e uccisa. Da ci nasceva lorrore di Turandot per gli uomini. Il popolo di Pechino e lImperatore suo padre (Altoum) le fanno per pressione affinch si sposi. Ella alla fine accetta di sposare solamente il giovane nobile che sar in grado di sciogliere i tre enigmi da lei proposti: se fallir, per, morir. Lopera si apre con lennesima testa che cade, quella del giovane Principe di Persia. Tra la folla presente in quel momento Calaf, principe tartaro spodestato, che non riesce a resistere alla bellezza di Turandot e decide di provare a risolvere gli enigmi. Fra la folla ritrova il vecchio padre (Timur) e la fedele schiava Li (da tempo segretamente innamorata di Calaf) che tentano inutilmente di fargli cambiare idea. Calaf si ritrova faccia a faccia con la bella di ghiaccio di cui riesce a risolvere tutti e tre gli enigmi. Turandot ovviamente disperata e Calaf le propone a sua volta un enigma: se prima dellalba la Principessa riuscir a scoprire il suo nome, egli morir, altrimenti diventer il suo sposo. Turandot, riesce a rintracciare Timur e Li, ma entrambi taceranno, anzi, Li sentendo di non poter resistere alle torture a cui la stanno sottoponendo, si suicida. Alla fine sar lo stesso Calaf a rivelare alla principessa il proprio nome, ma solo dopo essere riuscito a darle un bacio appassionato, bacio che sconvolger nellintimo Turandot, la quale andr con Calaf davanti allimperatore suo padre ed al popolo, annuncer trionfante di aver finalmente scoperto il nome dello straniero: Il suo nome Amor. Turandot unopera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. La partitura pucciniana incompiuta e del finale scritto da Puccini restano solo alcuni abbozzi, sparsi su 23 fogli. La prima rappresentazione di Turandot ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano, il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini, il quale, profondamente commosso, arrest la rappresentazione a met del terzo atto, due battute dopo il verso Li, poesia!, sussurrando al pubblico le parole: Qui termina la rappresentazione perch a questo punto il Maestro morto. In un primo momento il finale della Turandot venne affidato al compositore napoletano Franco Alfano e riscritto, in seguito, dal maestro Luciano Berio nel 2001.

Atto I
Quadro primo - Una piazza a Pechino, al tempo delle favole. Un Mandarino annuncia alla folla che il principe di Persia, non avendo risolto i tre enigmi proposti da Turandot, sar decapitato pubblicamente. Tra la folla ci sono un vecchio ammalato e una donna che chiede aiuto. Accorre un giovane, che riconosce nel vecchio Timur suo padre, un re tartaro spodestato dai cinesi. Ai primi chiarori lunari, entra il corteo che accompagna il condannato ed alla sua vista la folla, prima eccitata, si commuove e invoca la grazia per il condannato. Turandot allora entra , glaciale, ordina il silenzio alla folla e, con un gesto, d lordine al boia di giustiziare luomo. Calaf, impressionato dalla regale bellezza di Turandot, decide di tentare di risolvere i tre enigmi per conquistare la mano della principessa. Timur e Li tentano di fermarlo, ma lui si lancia verso il gong dellatrio del palazzo imperiale, dove anche i tre ministri del regno, Ping, Pong e Pang, tentano di fargli cambiare idea sottolineando linsensatezza dellazione che sta per compiere. Ma Calaf, quasi in una sorta di delirio, si libera di loro e suona tre volte il gong, invocando il nome di Turandot.

(fig 7)

ASCOLTA:
Popolo di pechino: https://www.youtube.com/watch?v=BbfKrdbPryY Signore Ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=lDMEmYuDmFE Non piangere Li: https://www.youtube.com/watch?v=2lTr6WVBLtY

Atto II
Quadro secondo: Notte in un padiglione vicino alla reggia. I tre ministri si lamentano di come, in qualit di sudditi, siano costretti ad assistere alle esecuzioni delle troppe sfortunate vittime di Turandot, mentre preferirebbero vivere tranquillamente nei loro possedimenti in campagna. Quadro terzo: Vasto cortile del palazzo dominato da una scalea di marmo Sul piazzale della reggia, tutto pronto per linfernale prova dei tre enigmi. Limperatore Altoum invita il principe ignoto, Calaf, a desistere, ma questultimo insiste. Il mandarino fa dunque iniziare la prova mentre entra Turandot. La bella principessa spiega il motivo del suo comportamento: molti anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari, in seguito a ci, una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero che laveva violata ed uccisa. In ricordo della sua morte, Turandot aveva giurato che non si sarebbe mai lasciata possedere da un uomo: per questo, aveva inventato il rito degli enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti. Ma Calaf riesce a risolvere gli enigmi e la principessa, disperata, si getta ai piedi del padre, supplicandolo di non consegnarla allo straniero. Per limperatore la parola data sacra, la figlia sposer il giovane. Turandot si rivolge allora al Principe e lo ammonisce che, in questo modo, egli avr solo una donna riluttante e piena dodio. Calaf, che lama, la scioglie allora dal giuramento proponendole a sua volta una sfida: se la principessa prima dellalba riuscir ad indovinare il suo nome, egli si sottoporr alla scure del boia. Il nuovo patto accettato, mentre risuona unultima volta, solenne, linno imperiale.

(fig 8)

ASCOLTA:
Ol Pang, ol Pong: https://www.youtube.com/watch?v=CPXT3zt0imI
In questa Reggia: https://www.youtube.com/watch?v=AaRh3n6PcBQ Straniero ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=PMmUikAJ3Oc

Atto III
Quadro quarto notte nel giardino della reggia. In lontananza si sentono gli araldi che portano lordine della principessa: quella notte nessuno deve dormire, il nome del principe ignoto deve essere scoperto ad ogni costo prima dellalba. Calaf intanto sogna ad occhi aperti le labbra di Turandot, finalmente libera dallodio e dallindifferenza. Giungono Ping, Pong e Pang, che offrono a Calaf qualsiasi cosa per il sapere il suo nome. Nel frattempo, Li e Timur vengono portati davanti ai tre ministri. Appare anche Turandot, che ordina loro di parlare. Li, per difendere Timur, afferma di essere la sola a conoscere il nome del principe ignoto, ma dice anche che non sveler mai questo nome. Subisce delle torture, ma continua a tacere, riuscendo a stupire Turandot che le chiede cosa le dia tanta forza per sopportare le torture; Li risponde che lamore a darle questa forza. Turandot turbata da questa dichiarazione ma, tornata ad essere la solita gelida principessa, ordina ai tre ministri di scoprire ad ogni costo il nome del principe ignoto. Li, capendo che non riuscir a tenerlo nascosto ancora, riesce a prendere un pugnale e ad uccidersi, cadendo esanime ai piedi di Calaf. Il corpo senza vita di Li viene portato via seguito dalla folla che prega. Turandot e Calaf restano soli e lui la bacia. La principessa dapprima lo respinge, ma poi ammette di aver avuto paura di lui, la prima volta che laveva visto e pur essendo travolta dalla passione lo supplica di non volerla umiliare. Calaf le fa il dono della vita e le rivela il nome: Calaf, figlio di Timur. Quadro quinto: Cortile donore della reggia. Un ampio scalone del palazzo imperiale. Il giorno dopo, davanti al palazzo reale, davanti al trono imperiale riunita una grande folla. Squillano le trombe e Turandot afferma di conoscere finalmente il nome dello straniero, ma, quando tutti attendono che lo sveli per mandare laudace alla morte, la principessa, fissando Calaf, esclama, ardendo della nuova fiamma: il suo nome Amore. Calaf raggiunge Turandot e la abbraccia tra le grida di giubilo della folla.

(fig 9)

ASCOLTA:
Nessun dorma https://www.youtube.com/watch?v=lMD_5UzjdqQ

LATMOSFERA DELLA TURANDOT


Se vero che la storia avviene in una fiabesca Pechino, anche vero che si deve respirare una reale atmosfera orientale in modo da poter aprire il nostro animo a una non meglio precisata realt esotica. Puccini riesce a rielaborare alcune melodie tipiche delloriente e a farle parte integrante della sua opera. Ma se a volte facile individuare queste melodie altre volte dobbiamo accontentarci di assorbire lesotismo attraverso gli espedienti musicali proposti dallautore, capace di creare con la musica atmosfere cos particolari da sembrare veramente appartenenti a unaltra cultura. Una volta che Puccini ci ha accompagnato dentro questa particolare realt esotica rimane difficile alienarsi da tale mondo e avvertirne la lontananza. Ogni opera di Giacomo Puccini frutto di una continuit melodica che cattura lascoltatore dalla prima nota e lo lascia solo al termine dellatto, concedendo un breve momento di distacco. Una vibrazione continua capace di ipnotizzare chiunque sia allascolto, immergendolo a fondo nel mondo creato per lui. Le varie melodie si susseguono senza soluzione di continuit in un alternarsi fluido di alti e bassi, ma senza sciogliere, neppure nei momenti di minore intensit strumentale, il legame particolare creato con lo spettatore. Non ci sono chiuse nette e, una volta trovato il registro adeguato, il maestro riesce tenere in vita leffetto creato, concedendosi una chiusa a effetto solo nel finale. Ma la componente musicale da sola non pu supportare un intero impianto intento a ricreare un esotismo cos ben marcato. a questo punto che intervengono personaggi chiave che danno spessore sia alla narrazione che colore allambientazione. I personaggi chiave di questo effetto orientale sono perlopi i tre ministri: Ping, Pang e Pong. Gi abbiamo detto di come possano risultare strani i nomi di questi tre personaggi e abbiamo sottolineato il fatto che sostituiscono personaggi tipici della cultura italiana quali Tartaglia, Pantalone, Truffaldino e Brighella. Nella trasposizione in opera lirica il loro numero ridotto a tre e i nomi scelti servono a garantire quel carattere orientale che poteva dare una maggiore resa esotica. Inoltre ai tre ministri viene associata la maggior parte delle melodie originali cinesi in modo che leffetto non sia conseguenza solo del loro nome. Durante il primo atto appare poco evidente questa caratterizzazione musicale, ma allapertura del secondo atto ci rendiamo conto che Puccini ci sta un poco alla volta immergendo in quel fantastico mondo immaginario. I tre ministri descrivono la loro vita con nostalgiche melodie e si abbandonano ai ricordi di unesistenza pi felice. Forse per la prima volta ci rendiamo conto dellambientazione orientale. Infatti nel primo atto le emozioni si susseguono a tale ritmo e con tale intensit che lascoltatore viene trascinato inconsapevole verso lesplosivo finale. solo con il secondo atto, prima che il rito inizi, che abbiamo qualche minuto per allentare la tensione e riflettere. Nella Turandot ogni personaggio gioca un ruolo ben preciso e nulla lasciato al caso. In questo modo quelli che nel primo atto sembravano i ministri della morte ora ci appaiono sotto una luce diversa, pi morbida e umana. Insieme alla piccola Li riescono a creare intorno ai due personaggi principali una specie di morbido cuscinetto e ammortizzano i duri contrasti emotivi dei due protagonisti. Non raggiungono il coinvolgimento n lo spessore emotivo della schiava Li, ma senza il loro intervento latmosfera dellintera opera risulterebbe pi opaca e meno efficace. In una storia ambientata in un mondo fiabesco importante che lascoltatore possa percepire in modo evidente la lontananza e il distacco dal proprio mondo. Solo cos

possibile accettare tutte le incongruenze che inevitabilmente si presentano e allo stesso tempo sentirsi partecipi delle vicende. I tre ministri, quindi, oltre a svolgere un importante ruolo di collegamento tra le varie parti, come la stessa Li, danno un significativo colore esotico allambientazione, ricoprendo un ruolo indispensabile per lintera struttura dellopera.

ARIE CELEBRI
Fino a ora abbiamo analizzato lopera nel suo complesso ma i momenti che rimangono impressi nella memoria generale sono quelli delle grandi arie cantate dai protagonisti principali. In Puccini non troviamo le cosiddette cavatine, momenti in cui un personaggio, isolato dal contesto generale si esibiva nel proprio pezzo, ma questi momenti particolarmente melodici sono inseriti in modo organico nel contesto generale dellopera. Le arie principali, quelle pi famose per lappunto, sono generalmente interpretate dai protagonisti della storia (non a caso molte della arie sono per tenore e soprano) e a volte pu essere significativo fare unanalisi di questo dato per renderci effettivamente conto della particolare importanza data dal compositore al ruolo stesso. Anche nella Turandot troviamo arie di altissimo livello (forse il Nessun dorma laria pi famosa a livello mondiale) e a sottolineare il discorso fin qui portato avanti interessante notare che i personaggi coinvolti sono sempre gli stessi: Li, Calaf, Turandot. La prima aria importante che troviamo proprio per la voce della piccola Li, questo a evidenziare ancora una volta il ruolo di particolare importanza ricoperto dalla giovane schiava. Calaf ha deciso di affrontare gli enigmi della principessa. Nessuno riesce a dissuaderlo. Ci prova ancora una volta Li con una commovente preghiera: Signore, ascolta! Ah, signore, ascolta! Li non regge pi, si spezza il cuor! Ahim, quanto cammino col tuo nome nellanima, col nome tuo sulle labbra! Ma se il tuo destino doman sar deciso, noi morrem sulla strada dellesilio. Ei perder suo figlio, io lombra dun sorriso. Li non regge pi! Ah! Una preghiera dolce e malinconica, ancora in ricordo di quel sorriso del suo signore, lontano nel tempo. Ma Calaf ormai deciso e cerca di alleviare il dolore della giovane, chiedendole di rimanere a fianco del padre, che dopo la sua morte non avr pi nessuno al mondo: Non piangere, Li! Se in un lontano giorno io tho sorriso, per quel sorriso, dolce mia fanciulla, mascolta: il tuo signore sar domani, forse solo al mondo Non lo lasciare, portalo via con te! [] Dellesilio addolcisci a lui le strade! Questo, o mia povera Li, al tuo piccolo cuore che non cade, chiede colui che non sorride pi! E il primo atto termina con un intreccio di emozioni cantate a pi voci da tutti i personaggi entrati in scena. Un finale maestoso e memorabile quanto unaria famosa, con gli spettatori senza fiato e travolti dalla potenza emotiva della musica. Il secondo atto si apre, come precedentemente detto, con il terzetto dei tre ministri, ma il momento cruciale inizia quando entra in scena limperatore, con lo splendido coro di giubilo daccompagno e successivamente quando prende la parola Turandot. Con il modo che la caratterizza, la principessa inizia in modo freddo, ma un poco alla volta le splendide melodie del suo canto ipnotizzano e la fredda staticit della gelida conquista anche lo spettatore: In questa reggia, or son millanni e mille, un grido disperato rison. E quel grido, traverso stirpe e stirpe qui nellanima mia si rifugi! Principessa Lou-Ling, ava dolce e serena che

regnavi nel tuo cupo silenzio in gioia pura, e sfidasti inflessibile e sicura laspro dominio, oggi rivivi in me! [] Pure nel tempo che ciascun ricorda, fu sgomento e terrore e rombo darmi. Il regno vinto! E Lou-Ling, la mia ava, trascinata da un uomo come te, come te straniero, l nella notte atroce dove si spense la sua fresca voce! [] O Principi, che a lunghe carovane dogni parte del mondo qui venite a gettar la vostra sorte, io vendico su voi, su voi quella purezza, quel grido e quella morte! Mai nessun mavr! Lorror di che luccise vivo nel cuor mi sta! No, no! Mai nessun mavr! Ah, rinasce in me lorgoglio di tanta purit! Straniero! Non tentar la fortuna! Gli enigmi sono tre, la morte una! In un crescendo senza fine la principessa arriva al termine della sua storia e alla sua voce sia affianca il calore esuberante di Calaf: Gli enigmi sono tre, una la vita! I due uniscono le voci e si raggiunge la meraviglia quando insieme ripetono lultimo verso, luna sottolineando laspetto macabro, laltro lottimismo. Gli indovinelli della principessa chiudono in parte il secondo atto. Turandot sconfitta dallignoto straniero ma non si rassegna. Puccini anticipa a questo punto la sua pi celebre aria e lo fa sempre tramite Calaf: Tre enigmi mhai proposto, e tre ne sciolsi. Uno soltanto a te ne proporr: Il mio nome non sai. Dimmi il mio nome. Dimmi il mio nome prima dellalba, e allalba morir Trionfalmente arriviamo al terzo atto dellopera. Il momento della trasformazione della principessa vicino, ma per il momento ancora intenzionata a scagliare contro il principe ignoto la propria ira. Vuole conoscere il nome dello straniero e ha ordinato che nessun dorma in Pechino: tutti devono impegnarsi per scoprire quel nome. Calaf osserva tutto con fare distaccato, sicuro della propria vittoria: Nessun dorma! Nessun dorma! Tu pure, o Principessa, nella tua fredda stanza guardi le stelle che tremano damore e di speranza Ma il mio mistero chiuso in me, il nome mio nessun sapr! No, no, sulla tua bocca lo dir, quando la luce splender Ed il mio bacio scioglier il silenzio che ti fa mia. [] Dilegua, o notte! Tramontate, stelle! Allalba vincer! Vincer! E cos si procede verso la fine. C ancora tempo per intensi duetti e momenti di alta tensione drammatica. Lo spettatore soffrir per la morte della piccola Li (Tu che di gel sei cinta, da tanta fiamma vinta, lamerai anche tu!) e patir nei momenti finali vedendo crollare la bella principessa, in un susseguirsi di duetti e leitmotiv ricorrenti, fino al finale gioioso, pure questo anomalo e fonte di tante discussioni.

PUCCINI E LE SUE OPERE


Puccini indubbiamente uno dei pi grandi compositori dOpera mai esistiti e il suo nome sinonimo di talento compositivo in tutto il mondo. Se andiamo a contare le sue opere ci rendiamo per conto che la sua produzione inversamente proporzionale al suo grande successo e talento. Molti potrebbero obiettare che nomi quali La bohme, Tosca, Turandot, Madama Butterfly possono essere pi che sufficienti a soddisfare ogni melomane, ma il discorso che attraverso questo dato fondamentale si vuole affrontare diverso. Ogni opera affrontata da Giacomo Puccini con una attenzione e una dedizione che nel mondo della composizione ha ben pochi riscontri. Altri compositori, non meno noti al grande pubblico, hanno prodotto una quantit incredibile di partiture, approfittando di vantaggiosi contratti e lavorando sulla scia di una fama senza confronti. Leggendo lettere e dichiarazioni di compositori o contemporanei possiamo apprendere che alcune opere, che potremmo pensare essere il frutto di mesi di duro lavoro, con il compositore alla ricerca dellispirazione e della migliore forma stilistica, sono invece il risultato del frenetico lavoro di poche settimane, a volte pochi giorni. Per fare un esempio possiamo parlare de Il barbiere di Siviglia di Rossini. Sembra che il compositore abbia impiegato solamente otto giorni per realizzare centinaia di pagine di partitura. Forse di tempo ce n voluto un po di pi, ma non molto, presumibilmente. Sarebbe ingenuo pensare che il lavoro di Rossini fosse del tutto originale e scritto di getto cos in pochi giorni. In effetti il discorso molto pi complesso, e avendo la possibilit di studiare a fondo la produzione rossiniana ci si rende conto che nella sua celebre opera ci sono non pochi richiami ad arie e brani di altri suoi lavori precedenti. Anche la celebre ouverture iniziale sembra appartenesse a un suo lavoro precedente. Una specie di collage, abilmente trasformato in una delle opere pi famose mai composte. Tutta questa frenesia nel comporre non la ritroviamo certo in Giacomo Puccini. Anzi, notiamo una certa riflessione, una cura a volte esasperata sia nella ricerca del tema che della forma. Naturalmente anche Puccini ha spesso attinto a temi melodici preesistenti, soprattutto quando si trattava di dover caratterizzare in modo appropriato una delle sue opere dal gusto esotico (Madama Butterfly, Turandot), per dietro c tutta una preparazione atta a integrare nella trama melodica della sua opera questi estratti esotici. Nella Madama Butterfly le note dellinno nazionale americano non danno limpressione di essere messe l a riempire un vuoto, ma caratterizzano latmosfera e il personaggio in maniera indiscutibilmente efficace. Ma per trovare altri compositori dalle sterminate produzioni possiamo menzionare Verdi, Mozart, Donizetti. Artisti di grande livello, non certo frettolosi nel comporre, tantomeno trascurati. Compositori che hanno lavorato con maggiore intensit senza trascurare per questo la forma e unattenta ricerca tematica. Tutto questo ragionamento serve solo a farci comprendere in modo chiaro quale fosse la partecipazione emotiva di Puccini nella composizione delle sue opere e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Unattenzione fuori dal normale che ci permettere di distinguere ancora una volta Puccini da tutti gli altri; cos unico, cos particolare. Nascono in questo modo personaggi di grande fascino e spessore come Rodolfo e Mim, Musetta e Marcello, Calaf e Li, Mario Cavaradossi e Floria Tosca, Pinkerton e Cio-cio-san.

E i nomi delle sue opere sono ormai passati alla storia della musica: Le villi, Edgar, Manon Lescaut, La bohme, Tosca, Madama Butterfly, La fanciulla del West, La rondine, Il tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi (queste ultime tre ad atto unico, unite sotto il nome de Il trittico), Turandot. Dodici capolavori quello che Puccini ha lasciato a tutti gli amanti dellOpera; dodici stelle tra le quali splende luminosa la meraviglia della sua ultima fatica: Turandot, naturalmente.

(fig 10)

FONTI
Cento anni fa Puccini stravolse la fiaba di Gozzi dando a Turandot l'immortalit - IlGiornale.it http://www.ilgiornale.it/news/cento-anni-fa-puccini-stravolse-fiaba-gozzi-dando-turandot. html TURANDOT - opera di GIACOMO PUCCINI - trama Turandot http://www.settemuse.it/musica/opera_turandot.htm ANDREA FRANCO - TURANDOT DI GIACOMO PUCCINI - CROCE E DELIZIA DELL'OPERA ITALIANA http://www.rodoni.ch/busoni/turandotandreafranco.html

Fonti iconografiche:
fig 1 http://www.istitutointernazionaleperlaricercateatrale.it/venezia/carlo-gozzi/ fig 2 http://web.infinito.it/utenti/h/heinrich.fleck/busoni/galleria/main_galleria_01.htm fig 3 http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/49/Puccini1908.jpg fig 4 http://www.sapere.it/enciclopedia/G%C3%B2zzi,+Carlo.html fig.5 http://gpuccini.altervista.org/opere/turandot/turandot.htm fig 6 http://www.manfredschweigkofler.com/it/_operacomix/turandot-operacomix/
fig 7 http://www.settemuse.it/musica/opera_turandot.html fig 8 http://operaomniablog.blogspot.it/2010/11/turandot-7-riassunto-dellatto-ii.html fig 9 http://www.klpteatro.it/turandot-barberio-corsetti-scala fig 10 http://iopera.es/wp-content/uploads/2012/05/1-3d09fce5a7.jpg

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