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TEO 106 Introduzione alla teologia

Introduzione al pensiero teologico


Natura e metodo della teologia Natura: La teologia l'esercizio della ragione sul messaggio della rivelazione, accolto dalla fede. Perci, alla base di questo esercizio ci sono delle tappe perch il fare teologia sia possibile. Nell'enciclica Fides et ratio, Giovanni Paolo II accenna che Nello studiare la Rivelazione e la sua credibilit insieme con il corrispondente atto di fede, la teologia fondamentale dovr mostrare come, alla luce della conoscenza per fede, emergano alcune verit che la ragione gi coglie nel suo autonomo cammino di ricerca. Insomma, la teologia il discorso di Dio e su Dio a partire della rivelazione in cui Esso, nel suo grande amore, parla agli uomini e si intrattiene con essi. Dio soggetto della teologia e non solo oggetto perch si fa conoscere anche oggi attraverso essa. Le tappe per il fare teologia sono: Auditus fides / Ascolto della fede: Attraverso la lettura della Sacra Scrittura si entra in contatto con la Parola di Dio e attraverso la Tradizione si conosce quello che la teologia ha detto (soprattutto attraverso lesperienza orale) nei secoli (quello che la chiesa chiama essere sulle spalle dei giganti padre della chiesa, Magistero) Intelectus fides / ragionamento sistematico sulla fede. Experientia fides/ vivere lesperienza della fede: Lincontro VERO con Dio dopo lesperienza del pensiero di Esso. Auditus historae: Ascolto della storia. Le domande della umanit nella storia (cercare gli strumenti storici per fare teologia) Metodo Apofatico o Catafatico: Apofatico o del non dire: Secondo l'argomento ontologico utilizzato da vari filosofi, la logica riuscirebbe al massimo ad affermare che Dio non pu non essere; per il resto, non ci si pu dire cosa Dio, ma si dice cosa Egli non . Il metodo negativo, altrimenti conosciuto come via negationis, consiste in definitiva nello studiare e nel definire una realt a partire unicamente dal suo contrario. Insomma, attraverso il metodo apofatico si considera che Dio non conoscibile perch trascende la realt fisica e la capacita cognitive delluomo ( pi grande del discorso) e perci cerca di definire cosa Esso non . SIAMO SENZA PAROLA/ RESTIAMO IN SILENZIO.

Catafatico (do greco Kataphasis = affermazione) La teologia affermativa, positiva o catafatica sostiene la conoscibilit di Dio attraverso la ragione e il contatto con la realt. Il Creato visto come opera di Dio e diventa lo strumento attraverso la quale possibile individuare gli attributi del Creatore. Rivelazione e Fede Rivelazione: Attraverso la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero, Dio rivela se stesso e allora rivela luomo. La rivelazione pu essere definita come:

Iniziativa di Dio. Lui che d il primo passo Avviene nella storia. Comincia la storia della Salvezza con la Alleanza (rapporto) fatta con il popolo dIsraele. (la storia del popolo costruita alla luce del rapporto con Dio) di carattere progressivo. Pedagogia divina/condiscendenza: si abbassa al livello delluomo/prepara il Suo popolo per accogliere il Suo messaggio. personale e comunitaria INSIEME. Appare per i profeti, ma solo con lo scopo di che il Suo messaggio arrivi a tutti. Segue una struttura temporale. C unesperienza fondante che struttura il tempo. AT: ESODO (Alleanza) /NT: CRISTO () Costituzione del rapporto con Dio.

Secondo Giovani Paolo II la rivelazione supera l'uomo, perch apre davanti a lui le prospettive soprannaturali in cui si adempie il pi profondo compimento delle aspirazioni e dei desideri radicati nella natura spirituale dell'uomo: la verit, il bene, l'amore, la gioia, la pace. Sant'Agostino ha dato espressione a questa realt nella frase famosa: Inquieto il nostro cuore finch non riposa in te (Confessioni, I, 1). San Tommaso dedica le prime questioni della seconda parte della Somma teologica a dimostrare, quasi sviluppando il pensiero di sant'Agostino, che solo nella visione e nell'amore di Dio si trova la pienezza di realizzazione della perfezione umana, e dunque il fine dell'uomo. Per questo la divina rivelazione s'incontra, nella fede, con la trascendente capacit di apertura dello spirito umano alla parola di Dio.

RIVELAZIONE DISCENDENTE Legge (Torah) Parola di Dio (Dabar) Spirito (Ruah) Sapienza (Chokma) Gloria (Kabod) Angeli

RIVELAZIONE ASCENDENTE Patriarchi (Abramo, Mos, Isaac, Jacob) Profeti (custodi e portatori dellAlleanza) Giudici Sacerdoti Re Il Messia (che legga tutte e due rivelazioni)

Approfondimento: Nel senso etimologico rivelazione vuol dire svelare, scoprire. Dio ha alzato il velo impenetrabile. Lui si manifesta in tre modi: - Attraverso la creazione, per rendere possibile alluomo scoprire e conoscere Dio in virt della sua natura spirituale e ragionevole. - Manifestazione del mistero dei nascosti eterni consigli di Dio (accessibili soltanto per via soprannaturale) - Mediante una manifestazione immediata alluomo. La rivelazione non prima parola che insegna, ma parola che crea. La parola creatrice di cielo e terra. attraverso la parola che lui uscito dalla luce e si rivelato. 1 - Rivelazione Naturale:
a) Dio ha fatto il mondo perfetto e splendido perch esso narri la sua gloria e perch nel mondo

gli uomini possano trovarlo. Non tanto la ragione delluomo che si sente attratta dalla rivelazione nella creazione, ma lintimo sentire del suo cuore (limmensit di Dio presente nella natura). Luomo avverte la presenza di qualcuno che ricompensa e punisce. Le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con lintelletto nelle opere compiute da lui. Questo svelarsi non una necessit interiore a Dio stesso, ma un atto della sua libera volont. b) La rivelazione primitiva nella parola: un modo di rivelazione per cui il Creatore si rivolge e si manifesta agli uomini con la parola, che viene trasmessa di generazione in generazione. La forma di questo rimanere della parola nellumanit la tradizione. Questo modo di rivelarsi fu scoperto dal pensiero nato dopo la rivoluzione francese. In questo periodo si contrappone laspetto sociale allindividualismo illuministico. Secondo questa corrente di pensiero, luomo pu cogliere soltanto una verit gi presente che deriva da Dio (la ragione vista come organo passivo). Chi sostiene questa questione mette in connessione autorit (essere autore) e tradizione. La tradizione in quanto trasmissione acritica include, da parte di chi la riceve, anche un appoggiarsi sullautorit, pi vicina alle origini. Questo avviene tramite la mediazione di chi ha una conoscenza diretta. La sapienza degli antichi sempre attuale per Platone. Ma la rivelazione primitiva attraverso le parole non dimostrabile storicamente (perch rimanda a un tempo preistorico). Il magistero ecclesiastico comunque ha dichiarato che Dio conoscibile, quindi dimostrabile. Il Vat I respinge la teoria che diceva che non si pu conoscere lunico vero Dio creatore. Questa possibilit si realizza difficilmente, raramente e imperfettamente. (conoscere si intende per conoscere della causa dalleffetto).

2 La rivelazione soprannaturale nella storia della salvezza. Per questo tipo di rivelazione non furono creati termini nuovi, ma si usano gli stessi termini dedicati alla rivelazione naturale nella natura e nella storia dei popoli. La rivelazione soprannaturale tratta di un intervento con cui Dio toglie il velo che lo nasconde.
a) Nella rivelazione soprannaturale, Dio si rivela intervenendo nella storia del popolo eletto e

anche apparendo (ad Abramo). Dio appare anche a Mos come aveva fatto ad Abramo e gli confida la sua volont di liberare il popolo. Siccome lapparizione di Dio era qualcosa da causare scandalo, si dice che stato langelo di Jahweh. In altri momenti, Dio si rivela anche come rifugio, come salvatore e soccorritore dIsraele (mostra la potenza). Lui rende visibile anche la sua forza, la sua ira, la sua grandezza, la sua potenza. Anche con miracoli Lui si manifesta. Il concetto per esprimere questo rivelarsi di Dio al popolo eletto kabod (gloria). Lo stesso concetto permane nel NT. La gloria di Dio rivolta alla terra. I cieli annunciano la Giustizia, ma i popoli contemplano la sua gloria. Un altro modo della rivelazione il modo con cui Jahweh stesso si presenta: Io sono Jahweh, tuo Dio. Quando Lui dice: Io sono il Dio del tuo padre, fa riferimento alla storia della salvezza del popolo eletto. Quando dice Io sono, fa capire che solo Lui aveva guidato la storia fino a quel punto. Esechiele dice: non c Dio in tutta la terra, se non in Israele. Jahweh si fa conoscere anche in Egitto con le dieci piaghe. Ogni popolo dallOccidente allOriente sapranno riconoscere le opere di Jahweh.
b) Anche nel NT la rivelazione si fa tramite le azioni di Dio. Quando Giovanni chiede a Ges

se lui il Messia, Ges parla delle sue azioni (miracoli). Nelle parabole, Ges svela la propria sorte del suo annuncio del Regno di Dio. Dio interviene nella storia anche attraverso gli eventi della vita di Ges. La predicazione un tuttuno di promessa e compimento. Epifania: modo in cui Dio si rivela sia nellAT che nel NT. La pi perfetta di tutte le rivelazione lepifania attraverso il Figlio. Il Figlio apparso per distruggere le opere d el diavolo. Giovanni usa la formula io sono per indicare lepifania di Dio realizzata in Ges. Il concetto di gloria sta in primo piano nella rivelazione di Ges. Ci si avverte da tanti passi del NT (es. trasfigurazione, Paolo a Damasco). Secondo il NT, la parola una testimonianza che ha uno scopo di salvezza (e che sono divenuti realt in Cristo). Tranne nei libri sapienziali e lettere pastorali, la parola non intesa come insegnamento, ma offre una comprensione del paradiso, di fronte alle eresie della gnosi (apostolo come maestro delle genti).
c) In Ges la rivelazione raggiunge il vertice insuperabile. Questa rivelazione si conclude con

gli apostoli. Ci consegnata alla Chiesa. La rivelazione non qualcosa che si ripete, non parola rivolta a un singolo. Questa visione non rispetta i dati della Sacra Scrittura.

3. Definizioni immanentistiche della rivelazione. Sono concezioni che si oppongono alla visione di rivelazione presentata fino adesso. La prima la razionalistica, secondo la quale la rivelazione deve avere esclusivamente un contenuto razionale. La rivelazione a servizio della ragione. In questo senso, la rivelazione non atto libero di Dio, ma un processo necessario (non pi contingente). La rivelazione il modo in cui lassoluto in suo in s giunge allin s e per s. Questa concezione, per, sbaglia perch considera la ragione umana capace di giudicare le verit che Dio manifesta. Questa concezione anche annulla il concetto di rivelazione perch la rende un processo necessario di Dio. La seconda spiegazione quella irrazionalistica della teologia dellesperienza. Questa ritiene che la rivelazione unesperienza sentimentale. Solo dopo viene la ragione. Considera lesperienza come qualcosa che sempre pu essere fatta, perch la nostra sensibilit viene colpita dalla natura e dalla storia. La terza la concezione dello storicismo, attraverso la quale si considera che la rivelazione legata a personalit della storia (Maometto, Zoroastro, i profeti dellAT, Ges). Ci conduce al relativismo. Per i cristiani, per, la rivelazione si diversifica dai fenomeni storici/religiosi. La pi recente concezione quella del circolo di Heidelberg, che intendono la rivelazione come storia (Ges come figura storica). Per i Vangeli non sono solo fonti storiche, anzi sono piuttosto fissazione del kerygma, che accettabile solo per fede. Di fronte a queste interpretazioni, il Vat I ha definito la rivelazione soprannaturale come atto libero di volont da parte di Dio. Il Concilio evidenzia il fatto che Dio parl per mezzo del suo Figlio, ma anche ai profeti. Fede: La fede rimane in un rapporto essenziale con la rivelazione. la risposta positiva al fatto che Dio rivela se stesso all'uomo, l'abbandono a Dio da parte dell'uomo, nel quale si esprime l'obbedienza della fede, che consiste innanzitutto nell'accettare come verit ci che Dio rivela. Cos con l'obbedienza della ragione e della volont a Dio che rivela, prende inizio un modo nuovo di esistere dell'intera persona umana in rapporto a Dio. La Fede punto di partenza, donno ricevuto della chiesa (mediatrice) attraverso i sacramenti e la Tradizione, ma che esige una risposta positiva. Specificamente la fede ha due significati: Fides Qua e Fides Quae. FIDES QUA: latto di fede di chi risponde positivamente. lapprovazione libera al contenuto della rivelazione che Ges trasmise agli apostoli (assenso al depositum fidei - deposito della fede). la virt cristiana che consiste nell'assentire alle verit rivelate. FIDES QUAE: il contenuto della fede professata. Il in che cosa crediamo. Ci che la Rivelazione svela all'uomo.

Rapporto tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero Attraverso la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero si pu sapere quello che la Teologia ha detto nei secoli. La Sacra Scrittura linsieme degli scritti sacri considerati inspirati alla prima alleanza (racconti profetici) e la nuova alleanza fra Dio e gli uomini (levento di Ges). La Tradizione sono le esperienze fatte allinterno della comunit cristiana che non fanno parte degli scritti biblici, ma sono passate nei secoli, di modo speciale attraverso i Padri della Chiesa. Il Magistero linsegnamento autorevole della Chiesa. lautorit che fa lesegesi della rivelazione attraverso la Sacra Scrittura e la Tradizione, in modo da conservare e trasmettere attraverso i secoli la dottrina di fede fatta agli apostoli da Ges. Il magistero diviso in ordinario (encicliche, lettere pastorali, altri atti scritti della Chiesa, o attraverso la predicazione orale da parte del papa e dei vescovi) e straordinario (concili ecumenici o di uno ex cathedra del papa, che definisce una verit di fede di natura dogmatica secondo le forme dettate dal dogma dell'infallibilit papale). Mentre la Sacra Scrittura e la Tradizione sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti. Poich ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente e rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero di Cristo, il quale ha promesso di rimanere con i suoi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20), il Magistero della Chiesa si avvale in pienezza dell'autorit che gli viene da Cristo per definire qualche dogma (verit di fede), cio, proponendo una verit contenute nella rivelazione divina, o anche verit che hanno con quelle una necessaria connessione. [Catechismo della chiesa cattolica - PARTE PRIMA - LA PROFESSIONE DELLA FEDE] Insomma attraverso il rapporto tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero, profonda unit tra legge, vita e insegnamento che si garantisce loriginalit e la attualit della esperienza cristiana.

Approccio sincronico della Sacra Scrittura Lapproccio sincronico, allo stesso tempo (syn =con-; kronos=tempo) quello che guarda una realt di modo a intuire immediatamente la sua struttura di fondo e tutta una serie deventi che si ripetono sempre allo stesso modo. Nella Sacra Scrittura questo approccio considera che la rivelazione di Dio (rapporto tra Dio e luomo) avviene nellAlleanza fatta, distrutta dagli uomini e rifatta da Dio verso essi e che ha il suo momento scatologico nellevento di Ges. Qui, quello che porta allesegesi/interpretazione degli avvenimenti presentati nella Sacra Scrittura la Fede di che, inspirati da Dio, che autore ultimo della SS, gli autori degli scritti sacri e gli eventi avvengono nella storia. In questo approccio non si guarda il discorrere del tempo, ma lavvenimento nel suo momento stesso. In questo approccio della SS si parte, nella momento dellesegesi, della coscienza di che esiste una piena unit fra Dio e gli autori del Canone, nel modo in cui Dio si rivela.

Approccio diacronico della Sacra Scrittura metodo storico-critico Lapproccio diacronico avviene nella modernit, con lermeneutica e la necessit di uno sguardo solito, che permette di dare un giudizio soltanto dopo la conoscenza dei fatti particolari, quindi del fatto A, B, C, D, E, cio lanalisi. Qui si guarda la Rivelazione attraverso le sue tappe, di maniera progressiva, guardando oggettivamente gli avvenimenti che si svolgono attraverso il tempo, che si identifica nella storia della Salvezza. Si potrebbe strutturare questo approccio in tre momenti: Primo: LAlleanza nel Sinai - dellebraico (Bert) LAuto attestazione (Dio che d il Suo nome) - JHWH: Sono quello che sono Secondo: La promulgazione e accoglienza della Legge (Torah) Il decalogo/10 comandamenti, che esige fedelt al Suo nome. Terzo: Le promesse fatte da Dio attraverso la fedelt al suo nome. Il sacrificio che sigilla. Linfedelt allAlleanza fatta con Dio permette l'invasione degli Assiri e fa con che il popolo di Israele sia deportato in varie regioni dell'impero assiro e mai riuscir a riorganizzarsi per tornare a occupare la sua terra. QuestAlleanza fatta con il popolo di Israele tende al compimento, ma dopo se strai e vai avanti fino allevento considerato scatologico con la venuta di Ges nel quale quel ciclo si ripete: Primo: LAlleanza = Eucaristia / Lauto attestazione: Chi vedi me, vedi il Padre Secondo: La legge: Amate uni gli altri come ho amato voi Terzo: Le promesse fatte da Ges: La vita eterna/Risurrezione Canone e lingue della Bibbia Canone: Il Canone, parola che proviene dal greco dal greco channe e il semitico qneh, asta per misurare, la collezione normativa dei libri considerati inspirati/sacri . la Sacra Scrittura, la memoria scritta del popolo di Dio compresa come la Parola di Dio rivolta alluomo. La scelta del canone ha una lunga storia e i libri sono il risultato di un lungo processo di formazione. Sono il frutto messo per iscritto di una storia nella quale Dio, in vario modo, ha rivelato Se stesso nella storia dIsraele, entrato in dialogo con il popolo eletto, e ha comunicato il progetto salvifico che Egli ha sullumanit. Si parla quindi di storia della salvezza: con questa espressione intendiamo tutta la serie di eventi costituiti e determinati dalla manifestazione diretta, o storica, di Dio mediante i suoi gesti e parole, e dalla risposta delluomo a questa manifestazione. Non si tratta di fatti isolati lungo un certo periodo di storia, ma di eventi strettamente collegati e, fin dallinizio, diretti a una finalit ben precisa, cosicch costituiscono una storia .

Il canone della Bibbia ebraica viene definito nel Sinodo a Jamnia (90-95 dC) dopo la distruzione del Tempio (70 dC) e l decidono di non includere 7 libri gi nel LXX (verranno considerati poi deuterocanonici). Gi la Bibbia cristiana comporta un totale di 73 libri divisi in Antico Testamento (46 libri) e Nuovo Testamento (27 libri). Le parole antico e nuovo sono da capire in relazione alla venuta di Cristo: lAntico Testamento contiene i libri scritti prima di Cristo, alcuni studiosi preferiscono lespressione Primo Testamento. Lingue: I libri dellAntico testamento sono scritti in Ebraico, ma parte anche in Aramaico e Greco. Il Nuovo Testamento scritto in greco.

Testo Masoretico (TM): il testo dellAntico Testamento in Ebraico. Lingua povera di grammatica, con poche parole astratte da cui pi facile mantenersi fedele al testo (pochi aggettivi). Targum: il testo dellAntico Testamento in Aramaico. Lingua dei commercianti e usata nella diplomazia dopo, sostituendo lebraico parlato. la lingua di Ges, parlate anche nelle trib nomadi. LXX (Settanta): il testo in greco della Bibbia. La lingua del Nuovo Testamento, ha influenza nella mentalit degli autori (Theoria). Mentre il greco riflette, lebreo obbedisce. Si chiama Settanta dal numero leggendario dei traduttori incaricati a tradurre la Bibbia per porla nella famosa Biblioteca di Alessandria. Traduzioni:

Vetus latina: La pi antica versione della Bibbia in latino ed la traduzione del testo greco (Settanta). Lipotese che questo lavoro di traduzione non sia opera di una sola persona e che sia stata scritta in diversi periodi di tempo. Il bisogno di tale traduzione si faceva sentire soprattutto in ambienti popolari dove il greco non era parlato (Gallia, Italia settentrionale, Spagna, Africa del Nord). Vulgata: Traduzione latina dellebraico, che diventa la versione ufficiale dopo il nono secolo. Sono stati inseriti per volere della Chiesa dellepoca i testi deuterocanonici. (Tobia/Tb, Giuditta/Gdt, Maccabei I e II/1Mac e 2Mac, Sapienza/Sap, Siracide/Sir, Baruc/Bar).

Dinamica della stesura (com stato scritta) la Sacra Scrittura (AT e NT) Per comprendere la stesura della Sacra Scrittura importante capire che la rivelazione di Dio tale si fa anche presente negli scritti che la costituiscono. Stesura della Bibbia ebraica Antico Testamento Gli ebrei usano la sigla TaNaK designare la Sacra Scrittura che divisa in: Torah (la Legge), Nebiim (i Profeti) e Ketubim (gli Scritti) 1. La Torah scritta = Legge = Pentateuco; essa include 5 libri: Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio. La Torah scritta occupa la posizione privilegiata nella Bibbia; secondo la tradizione ebraica era stata comunicata direttamente da Dio a Mos. Vi troviamo due grandi generi: il genere narrativo e quello legislativo. 2. I Nebiim (= i profeti) sono divisi in due gruppi: I Profeti anteriori: sono i libri storici da Giosu a 2 Re (escluso Rut posto nei Ketubiim) I Profeti posteriori: i tre grandi profeti: Isaia, Geremia ed Ezechiele (Daniele si trova nei Ketubiim), seguiti dai 12 profeti cosiddetti minori. 3. I Ketubiim (= gli scritti): sono libri sapienziali, apocalittici, didattici. Vi sono inseriti anche Rut, Daniele, 1 2 Cronache cos come i libri di Esdra e Neemia, e le Lamentazioni (Threni) Sono assenti i libri della Sapienza, 1 e 2 Maccabei, Tobia, Baruch. Quando il NT parla delle Scritture (cf. Mt 21,42; Lc 24,27; Gv 5,39) o della Scrittura (cf. Mc 15,28; Gv 2,22; ecc.), fa riferimento alla Bibbia ebraica, che solo dalla met del II sec. viene chiamato Antico Testamento, per distinguerlo dal Nuovo Testamento) Anche Ges conosce questa ripartizione della Bibbia, ad es., Mt 22,37-40 dove egli riferisce alla Scrittura come La Legge e i Profeti) Stesura della Bibbia Cristiana: Antico e Novo Testamento (= LXX cristianizzata) Antico Testamento
1. Il Pentateuco: La storia della formazione letteraria del Pentateuco una storia di secoli:

tradizioni narrative e legislative trasmesse oralmente, formazione graduale di raccolte scritte, poemi ecc. La Torah, nella sua forma finale, non opera di uno o due redattori isolati, ma anzitutto e sopratutto una letteratura di compromesso fra le principali correnti religiosi e politiche dellepoca, nonch un magistrale tentativo di sintesi delle diverse tradizioni sullIsraele antico raccolte al tempio di Gerusalemme. Il Pentateuco (5 libri) diviso cos:

Genesi: la creazione del mondo e dellumanit, lentrata e lestensione del peccato nel mondo (Caino-Abele, il diluvio, la torre di Babele). la storia dei patriarchi. Inizia con la chiamata di Abramo da parte di Dio. Dopo il ciclo di Abramo, abbiamo quello di Isacco, poi di Giacobbe (sopranominato Israele) e dei 12 figli considerati capostipiti delle 12 trib dIsraele

Esodo: la liberazione degli Israeliti dalla schiavit e la loro uscita dallEgitto, la traversata miracolosa del Mar Rosso, sotto la guida di Mos. Ai piedi del monte Sinai, avviene lalleanza di Dio che costituisce Israele come popolo suo e gli comunica il Decalogo Levitico: Leggi come contenuto; codice di Santit (Lv 17-25): un complesso di prescrizioni cultuali, morali e giuridiche. Sempre ambientato nel deserto. Numeri: la marcia nel deserto, verso la conquista della terra promessa. Deuteronomio (= seconda legge): contiene numerose direttive espresse sotto forma di 4 grandi discorsi di Mos: la parenesi deuteronomica , il codice deuteronomico , limpegno nei riguardi dellalleanza e un corpo di benedizioni/maledizioni 2. I libri storici: da Giosu ai libri dei Re, incluso il libro di Rut; seguiti da 1 e 2 Cronache + Esdra e Neemia, i libri di Ester, Tobia e Giuditta, e infine 1 e 2 Maccabei. 3. La letteratura sapienziale o agiografi: da Giobbe, Salmi e libri sapienziali. 4. I profeti: i profeti maggiori incluso Daniele (Lamentazioni e Baruch dopo il libro di Geremia); linsieme si chiude con i 12 profeti detti minori Novo testamento Nel Novo Testamento levento di Ges che avviene dallincarnazione in Maria allEvento Pasquale (morte, risurrezione e dono dello Spirito Santo) e lapparizione da Risorto agli Apostoli la scaturigine (traboccare) della fede cristiana Attraverso la predicazione e linsegnamento degli apostoli nella vita comunitaria dei credenti la Tradizione trasmessa. (in modo orale e alcuni frammenti scritti come linni e testi liturgici, racconti, detti di Ges, kerygma, circolano fra la comunit). La redazione (stesura) dei testi del Novo Testamento, fatta dallanno 60 fino al 90/100 d.C. (circa), ha in ogni suo libro il testo indirizzato a una comunit specifica Quindi, prima di essere un testo, il NT testimonia decenni di Tradizione, di vita ecclesiale in koinonia (comunione), professando (kergyma e inni, ecc.) e celebrando la fede in Ges nei sacramenti (Battesimo, Eucaristia,)

lex orandi lex credendi La liturgia fonte di teologia (luogo teologico) perch intrinsecamente connessa alla Parola di Dio e ai sacramenti(segni efficaci della presenza di Dio) La preghiera liturgica esprime ci che si crede e viceversa: c un rapporto circolare tra ci che preghiamo e ci che crediamo.

Il rapporto tra Antico Testamento e Nuovo Testamento Il rapporto tra AT e NT costituito di tre aspetti principali: Continuit, Discontinuit/Rottura e Compimento/Progresso. Il Nuovo Testamento accenna alle Scritture rivelate nellAntico Testamento che si sono effettivamente compiute nella vita di Ges, nella sua passione e nella sua risurrezione, cos come nella fondazione della Chiesa aperta a tutte le nazioni. Tutto questo lega strettamente i due libri perch il primo aspetto del compimento delle Scritture quello della conformit e della continuit. Per, Il compimento comporta anche, inevitabilmente, un aspetto di discontinuit su alcuni punti, perch, senza di questo, non ci sarebbe progresso. Questa discontinuit avviene con Ges che corregge lantica interpretazione della legge (ROTTURA), - Ges che calcia fuori del tempio i mercanti. Unulteriore, progressivo e vero significato della alleanza occorre anche con levento scatologico di Ges che colui verso il quale converge la Scrittura, il COMPIEMENTO dove essa trova il suo vero significato. Qui la Sacra Scrittura si compie di maniera a illuminare lesperienza precedente, che passa ad essere resinificata. Ma se da una parte Ges illumina lAntico Testamento, questultimo a sua volta illumina Ges: normale che gli apostoli cresciuti nel mondo della Bibbia ebraica si servissero di questo patrimonio culturale per esprimere la loro comprensione di Ges. Per descrivere i fatti, la tradizione e poi gli evangelisti si servono di immagini, schemi, vocabolario in uso nella cultura giudaico biblica. Periodi principali della storia della teologia Con la chiusura del Novo Testamento (con la morte dellultimo Apostolo, nellanno 100 d.C.), la Chiesa inizia il cammino della comprensione del mistero di Dio rivelato pienamente in Ges, assistita dallo Spirito Santo che, secondo la promessa di Ges, guida alla verit tutta intera (Gv 16,13). Cos inizia il percorso della teologia nella storia, diviso in quattro momenti:

PATRISTICA: E il periodo in cui gli apporti del NT e della predicazione apostolica vengono recepiti nella cultura del tempo (greca e latina): 8 secoli di trasmissione del messaggio biblico e sviluppo della dottrina cristiana Nella Patristica avvengono i 7 grandi Concili Ecumenici della Chiesa unita (dal Nicea I in 325 fino al Nicea II in 787) e le definizioni dogmatiche (Dogma) In questo periodo considerato FONDATIVO nota la presenza dei Padri della Chiesa: scrittori e teologi dei primi 8 secoli riconosciuti per la loro santit di vita ; ortodossia della dottrina; qualit e ampiezza dellopera teologica. Alcuni hanno ricevuto riconoscimento (nel medioevo) anche con il titolo Dottore della Chiesa, come maestri privilegiati di dottrina e esperienza cristiana (ci sono 33 Dottori della Chiesa). Padri della Chiesa Sono dal II secolo fino a Gregorio Magno (604 d.C.) o Isidoro di Siviglia (636 d.C.) in occidente e Massimo il Confessore (662 d.C.) o Giovanni Damasceno (750 d.C.) in oriente e divisi in tre gruppi: Padri apostolici, apologisti e teologi.

Padri apostolici: Espressione coniata nel XVII secolo per gli scritti della prima generazione della Chiesa (prima del 150 d.C.) nella linea predicazione apostolica. la prima generazione dopo gli Apostoli. (Alcuni scritti: La Lettera di Barnaba, Due Lettere di Clemente di Roma, Lettere di Ignazio di Antiochia, Lettere di Policarpo di Smirne, Pastore di Erme, Lettera a Diogneto e Didache). Padri apologisti: Sono quelli che rispondono alle domande poste alla comunit cristiana dal di fuori Padri teologi: Padri greci e latini che contribuiscono allo sviluppo della teologia, approfondendo la comprensione della fede, in risposta a problemi e questioni dal di dentro della comunit dei credenti e non solo. Ireneo di Lione (202 d.C.) Scrive contro gnosticismo, presentando la conoscenza di Dio in Ges Cristo come la vera gnosi. Luomo vivente la gloria di Dio, e la vita delluomo la visione di Dio (Adversus Haereses, IV, 20, 7). Come altri Padri, Ireneo sottolinea che il criterio dinterpretazione della Scrittura cos tituito, concretamente, da quella regula fidei condensata nel Simbolo battesimale.

Padri cappadoci: Contribuiscono alla formulazione dogmatica sulla Trinit formulata nei Concili successivi. Esempio: Basilio di Cesarea (detto Magno) (330-379), Gregorio di Nissa (335-394) e Gregorio di Nazianzio (il Teologo) (329-390) Padri latini: Ilario di Poitiers (315 - 367), Ambrogio (Vescovo di Milano) (340-397), Agostino dIppona (354-430): crede ut intelligas (credere per capire)

MEDIOEVO: Periodo dal 800 d.C. al 1200 d.C in cui la teologia si concentra sulla trasmissione del patrimonio degli insegnamenti dei Padri e la conoscenza della Sacra Scrittura. Lo studio della teologia avviene in scuole episcopale (Bernardo) e scuole monastiche, (la Setentra di Lombardo), da dove emergono i Libri quatuor sententiarum, raccolta degli insegnamenti dei Padri commentando la Sacra Scrittura, che posteriormente diventa testo base per gli studi teologici e viene commentato dai teologi. Un momento storico importante quello della Scolastica (1200-1300), in cui le verit di fede passarono ad essere difese attraverso luso della ragione. (La nascita delluniversit di Bologna, Napoli e Parigi). Questa svolta teologica fatta con Anselmo di Canterbury (m. 1109): fides quaerens intellectum, che dimostra le verit di fede con la ragione e Peter Abelard (m. 1142) che utilizza la dialettica per fare teologia Metodologia della teologia scolastica Lectio: Commentare la Sacra Scrittura (con lautorit dei commenti fatti dai Padri); Quaestio: investigare il dato della fede, S.S. e Padri con gli strumenti della ragione: questione, obiezioni e risposte In questo periodo in distacco il lavoro teologico fatto dai Dottore della Chiesa, titolo che attribuito alle personalit religiose che hanno mostrato nella loro vita e nelle loro opere particolari doti di illuminazione della dottrina cattolica sia per fedelt sia per divulgazione o per riflessione teologica. Es.: Tommaso dAquino, Bonaventura e ecc. Tommaso dAquino Attraverso il metodo della quaestio Tommaso riesce a dialogare con la filosofia antecedente (Platone e neoplatonismo, Aristotele), con ebraismo (Maimonide), con la Tradizione (S.S. e Padri della Chiesa, soprattutto Agostino) per approfondire il contenuto della fede. Tra sui lavori principale si accenna per il commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, commenta la Sacra Scrittura, la Summa Theologiae, come una sintesi della teologia per i principianti e la Summa contra Gentiles (che sono quaestiones disputates). Tra il 1300 e 1500 comincia il declino della Scolastica, spinta dal nominalismo (Williamo Occam, m. 1347), che nega il realismo della conoscenza umana e il tomismo (la Summa Theologica di Tommaso dAquino sostituisce le Sentenze di Pietro Lombardo come testo base per lo studio teologico) e commentari alla Summa. Ma, allo stesso tempo che la vita della Chiesa passa ad un imbatto sempre pi difficile nellambito teologico, la vita della comunit cristiana e il tes timonio dei mistici speculativi, come il tedesco Meister Eckhart (m. 1327) e il fiamingo John Rusbroeck (m. 1381), senza dimenticare dei grandi santi della Spagna e Italia: Caterina da Siena (1347-1380), Teresa dAvila (1515-1582) e Giovanni della Croce (1542-1591), sostengono il cammino spirituale della Chiesa.

MODERNIT: Influenzato dal pensiero umanista del Rinascimento (XIV-XVI sec.) suscitata anche la necessit di rinnovare il pensiero teologico. In questo contesto avviene la Riforma Protestante sulla scia di Martin Lutero (1483-1546) Sola Scriptura, che rifiutava dal di dentro il modo digradanti di fare teologia. Dal 1545 al 1563 avviene il Concilio di Trento dove si inizia la Contra Riforma nella Chiesa Cattolica, in cui la teologia speculativa si separa pian piano dalla teologia spirituale e mistica. Importanti santi di questo periodo: Ignazio di Loyola (1556) e Compagnia di Ges (gesuiti) Francesco de Sales (1622) Dopo il 1700, invece di fare commentari della Summa di Tommaso si passa a commentare i manuali, di approccio manualistica della neo-scolastica strutturati in questo modo: Tesi status quaestionis (raccolta degli opinioni pro e contro) dimostrazione autorevole (S.S., Tradizione, Documenti della Chiesa) risposte e conclusioni In questo periodo la teologia comincia a distinguersi in discipline: pastorale, dogmatica (speculativa), biblica, ecc. CONTEMPORANEO: In questo periodo comincia il Rinnovamento della teologia (XIX-XX secoli), andando alle fonti: studi biblici studi patristici studi liturgici. Esempi: H. Denzinger (m. 1883), Enchiridion (DS, Denz. o DH) o A. Vacant (m. 1901), Dictionnaire de la Thologie catholique; e J. Migne (m. 1875) che ha curato raccolta di scritti dei Padri (PG e PL); F. Vigouroux (m. 1915), Dictionnaire de la Bible. il periodo dei ultimi Concili: Vaticano I e II Concilio Vaticano I (1870): la frontiera della modernit e contemporaneit che cerca di radunare la comunit ecclesiale per affrontare questione sulla fede (nel rapporto con la ragione e il Magistero. Concilio Vaticano II (1962-1965): Cerca di affrontare temi come: Lidentit della Chiesa (LG), la rivelazione divina (DV), rapporto Chiesa-mondo (GS), rapporto cristianesimo-religioni (NA), libert religiosa (DH), ecc.

Discipline teologiche: come la teologia si articola 1) Teologia biblica: Studio della Bibbia dal punto di vista della comprensione della storia progressiva di Dio che si rivela all'umanit, a seguito della caduta dell'uomo, in tutto il Vecchio Testamento e Nuovo Testamento. 2) Teologia patristica: letteratura cristiana e percorso fatto dai Padri della Chiesa 3) Teologia liturgica: approccio teorico alla liturgia e ai sacramenti cristiani 4) Teologia sistematica: Organizzazione della conoscenza religiosa (il contenuto della propria fede, ci che si crede essere verit) in un sistema ordinato ed omogeneo, logicamente sequenziale. 5) Teologia pratica: lo studio della teologia cristiana fatto in modo tale da renderlo utile o applicabile. In altre parole, la teologia pratica lo studio della teologia finalizzato alla sua utilizzazione pratica, rilevante alla vita di tutti i giorni 6) Teologia spirituale: Basandosi sui principi della Rivelazione divina, sul commento della Chiesa e sull'esperienza dei santi, studia la vita cristiana dagli inizi fino al vertice della perfezione. 7) Storia del Chiesa/cristianesimo: Studio della storia del cristianesimo nei disegni storicosalvifici con lapproccio storiografico pi ampio e a partire da una storia della Chiesa in senso stretto realizzato di fatto da lungo tempo. 8) Diritto Canonico: Studio dell'insieme delle norme giuridiche formulate dalla Chiesa cattolica, che regolano lattivit dei fedeli nel mondo nonch le relazioni inter-ecclesiastiche e quelle con la societ esterna 9) Studi ecumenici: Studio approfondito del rapporto tra cristianesimo e le altre chiese cristiane 10) Teologia delle religioni: Studia lesperienza religiosa e scienze delle religioni Teologia sistematica Fondamentale (la rivelazione e la fede, la Tradizione e il Magistero della Chiesa) detta anche apologetica Dogmatica: Teologia Trinitaria Cristologia Pneumatologia (lo Spirito Santo) Mariologia Ecclesiologia Antropologia teologica Escatologia (dal greco eschaton, le cose ultime, definitive) Sacramentologia