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LETTERATURA ITALIANA 2

LA DIVINA COMMEDIA TITOLO ORIGINALE COMEDA (NEL 1555 AGGIUNTO L AGGETTIVO DIVINA) CONSTA DI 100 CANTI SUDDIVISI IN 3 CANTICHE: INFERNO 34 (UNO INTRODUTTIVO), PURGATORIO 33, PARADISO 33 In terzine di endecasillabi Valore simbolico del numero 3 (trinit), dei suoi multipli; e del numero 10 Domina la concezione geocentrica o tolemaica secondo cui la terra una sfera immobile al centro dell Universo (il sole ruota intorno); divisa in emisfero delle terre- al nord ed emisfero delle acque al sud. I due emisferi sono collegati dalle colonne d Ercole. Attorno alla Terra ruotano 9 cieli ; il X (Empireo) invece immobile, appagato della presenza di Dio Lopera va interpretata in 4 sensi: letterale, allegorico, anagogico, morale e nell eventuale V senso - figurale

INFERNO - Dante immagina dessersi smarrito in una selva oscura (simb. Vita peccaminosa) - Cerca di uscire e sarrampica per un colle (S. Vita virtuosa) ma viene impedito da 3 fiere (s. dei vizi umani): LONZA s. Lussuria, LUPA S. Avarizia/ cupidigia, LEONE- s. Superbia - Viene soccorso da Virgilio per intercessione di Beatrice - che lo invita al viaggio oltremondano (dalla porta dellinferno per cerchi concentrici da Lucifero- e risalendo lungo il suo corpo fino al purgatorio) - Linferno collocato nell emisfero settentrionale sotto Gerusalemme. E un cono rovesciato. Il vertice rappresenta il centro della Terra, il punto pi lontano da Dio, dove stato precipitato Lucifero

Nellantinferno ci sono gli IGNAVI coloro che vissero senza infamia n lode e sono sdegnati da Dio Nel LIMBO (I cerchio) i bimbi non battezzati e i grandi dellantichit vissuti prima di Cristo. Le pene assegnate secondo il criterio del CONTRAPPASSO corrispondono o per analogia o per opposizione al peccato commesso (es. lussuriosi- travolti in vita dal vento della passione ora anche da un vento turbinoso) I cerchi sono 9 sempre piccoli e pi dolorosi disposti secondo lo schema: dellINCONTINENZA, VIOLENZA e FRAUDOLENZA 1) INCONTINENZA - il peccato meno grave uso smodato di beni leciti; punita in 4 cerchi dal II al V: Lussuriosi, golosi, avari e prodighi, iracondi e accidiosi; Gli eretici- a parte VI cerchio- citt di Dite 2) LA VIOLENZA - peccato pi grave perch ha fine malvagio punita nel VII cerchio suddiviso in 3 gironi: a) VIOLENTI CONTRO IL PROSSIMO (nella persona- omicidi / nelle cose predoni); b) VIOLENTI CONTRO SE STESSI (nella persona- suicidi / nelle cose scialacquatori); c) VIOLENTI CONTRO DIO (nella persona bestemmiatori / nelle cose, natura ed arte- sodomiti ed usurai). 3) LA FRAUDOLENZA - peccato pi grave la punita nell VIII e IX cerchio Il cerchio VIII 10 malebolge puniti i FRAUDOLENTI CONTRO CHI NON SI FIDA: seduttori, adulatori, simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di discordia, falsari. CERCHIO IX - 4 zone puniti E FRAUDOLENTI CONTRO CHI SI FIDA O TRADITORI. Nella ghiaccia del fiume Cocito: I zona CAINA (traditori dei parenti) II zona ANTENORA (traditori della patria) III zona TOLOMEA (traditori degli ospiti) IV zona GIUDECCA (traditori dei benefattori) LUCIFERO - Nelle fauci Lucifero Mostro conficcato nel ghiaccio fino al petto, con ali di pipistrello e 3 facce e 3 bocche - vengono stritolati BRUTO- CASSIO e GIUDA traditori delle due massime potest che reggono il mondo : L IMPERATORE (CESARE) E CRISTO

CANTO I. Il canto primo dell'Inferno di Dante Alighieri funge da proemio all'intero poema, e si svolge nella selva e poi sul pendio che conduce al colle; siamo nella notte tra il 7 e l'8 aprile 1300 (Venerd Santo), o secondo altri commentatori tra il 24 e il 25 marzo 1300 (anniversario dell'Incarnazione di Ges Cristo). Qui Dante incontra Virgilio, la guida che lo accompagner nella visita dell'Inferno, prima tappa della sua purificazione dal peccato. Incomincia la Commedia di Dante Alleghieri di Fiorenza, ne la quale tratta de le pene e punimenti de vizi e de meriti e premi de le virt. Comincia il canto primo de la prima parte la quale si chiama Inferno, nel qual lautore fa proemio a tutta lopera.

Dante si smarrisce nella selva (1-30)

La notte del 7 aprile (o 24 marzo) dellanno 1300, dunque a trentacinque anni di et, Dante si smarrisce in una selva oscura e intricata, impossibile da descrivere tanto angosciosa. Lui stesso non sa dire come c finito, poich era pieno di sonno quando ha perso la giusta strada: a un tratto per, mentre sta albeggiando, si ritrova ai piedi di un colle, dalla cui vetta vede spuntare i primi raggi del sole. Questo, oltre al fatto che primavera, gli rid speranza e lo spinge a tentare la scalata del colle, dopo essersi riposato per qualche

istante e aver ripensato al pericolo appena corso (come un naufrago che guarda le acque in tempesta dalle quali appena scampato). Il poeta inizia quindi a salire la china del colle, ma con grande fatica e incertezza. Compaiono le tre fiere (31-60)

Mentre sta salendo il colle, gli appare improvvisamente una lonza dal pelo maculato, assai agile e snella, che lo spinge pi volte a tornare indietro. Allinizio lora del mattino e la stagione mite gli danno speranza di poterne avere ragione, ma subito dopo compare un leone, che gli viene incontro con fame rabbiosa e sembra far tremare laria, e una lupa famelica, tanto magra da sembrare carica di ogni bramosia. Questultima incute molta paura in Dante, che perde ogni conforto e lentamente scende verso il basso, nella zona non illuminata dal sole. Presentazione di Virgilio (61-90) Dante sta tornando verso la selva, quando intravede una figura nella penombra, appena visibile nella poca luce dellalba. Intimorito, supplica lo sconosciuto di avere piet di lui e gli chiede se sia un uomo in carne ed ossa oppure lanima di un defunto. Laltro risponde di non essere pi un uomo in vita, ma di avere avuto i genitori lombardi e di essere originario di Mantova. Si presenta come Virgilio, il poeta latino vissuto al tempo di Cesare e Augusto, ovvero durante il paganesimo, e che ha cantato le gesta di Enea nel poema a lui dedicato. Virgilio rimprovera Dante perch sta scivolando verso il male della selva, mentre dovrebbe scalare il colle che principio di felicit. Dante risponde a sua volta con ammirazione, dicendo a Virgilio che lui il pi grande poeta mai vissuto e dichiarando che il suo maestro e modello di stile poetico. Si giustifica indicando la lupa come la bestia selvaggia che gli sbarra la strada, pregando Virgilio di aiutarlo a superarla. Profezia del veltro (91-111)

Virgilio riprende la parola spiegando a Dante che, se vuole salvarsi la vita, dovr intraprendere un altro viaggio. Infatti la lupa animale particolarmente pericoloso e malefico, incapace di soddisfare la propria fame, che uccide chiunque incontri. Virgilio profetizza poi la venuta di un veltro, un cane da caccia che uccider la lupa con molto dolore e la ricaccer nellInferno da dove uscita. Costui non sar interessato alle ricchezze materiali ma ai beni spirituali, e la sua patria non sar nessuna citt in particolare. Egli sar la salvezza dellItalia, per la quale gi altri personaggi hanno dato la vita, come i troiani Eurialo e Niso, la regina dei Volsci Camilla, il re dei Rutuli Turno, tutti cantati dallo stesso Virgilio nellEneide. Il viaggio di Dante (112-136)

Virgilio conclude dicendo a Dante che dovr seguirlo in un viaggio che lo condurr nei tre regni dellOltretomba: dapprima lo condurr attraverso lInferno, dove sentir le grida disperate dei dannati; poi lo guider nel Purgatorio, dove vedr i penitenti che sono contenti di espiare le loro colpe per essere ammessi in Paradiso. Qui, per, non sar Virgilio a fargli da guida: egli non ha creduto nel Cristianesimo, quindi Dio non pu ammetterlo nel regno dei Cieli. Sar unaltra anima, pi degna di lui, a guidare Dante in Paradiso, ovvero Beatrice. Dante risponde a Virgilio pregandolo di fargli da guida in questo viaggio, poich ansioso di vedere la porta di san Pietro e le pene dei dannati. Virgilio inizia a muoversi e Dante lo segue.

CANTO V. - Il contrappasso: Sbattuti dal vento infernale come in vita si fecero trascinare dalla bufera delle passioni - I personaggi: Paolo e Francesca Minosse - Si racconta che, in seguito alla morte del re, padre adottivo di Minosse, egli costru un altare a Poseidone in riva al mare ( per dimostrare il suo diritto alla successione al trono). - Minosse preg Poseidone di inviargli un toro per il sacrificio ed il dio lo esaud. Ma Minosse non sacrific l'animale, poich era molto bello. Poseidone, adirato, fece innamorare del toro la moglie di Minosse, Pasifae. Dalla loro unione nacque il Minotauro mezzo uomo e mezzo toro. Minosse incaric dunque Dedalo di costruire un labirinto in cui nascondere il mostro. - In seguito all'assassinio del figlio, Minosse attacc e sconfisse Atene, chiedendo ad essi in tributo la consegna ogni anno di sette fanciulli e sette fanciulle, che venivano date in pasto al Minotauro. Tale sacrificio cess solo grazie all'intervento di Teseo, che con l'aiuto di Arianna, riusc ad uccidere il Minotauro. - Vv.4-10 Stavvi Mins orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l'intrata; giudica e manda secondo ch'avvinghia. Dico che quando l'anima mal nata li vien dinanzi, tutta si confessa; e quel conoscitor de le peccata vede qual loco d'inferno da essa; cignesi con la coda tante volte quantunque gradi vuol che gi sia messa. - Minosse Dante Minosse si trova all'entrata del Cerchio II. Nella mitologia dantesca Minosse ascolta i peccati delle anime e comunica loro la destinazione all'interno dell'inferno, arrotolando la coda di serpente di tante spire quanti sono i cerchi di destinazione. - Mitico re di Creta (figlio di Giove ed Europa) legislatore di Creta assunto a Giudice dellAde in Omero e Virgilio. Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. Amor cha nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer s forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense. Queste parole da lor ci fuor porte. Inferno, V , 100-10 LA LEGGENDA Le due famiglie dei da Polenta da Ravenna e dei Malatesta da Rimini erano tra le pi rinomate della Romagna e dopo una serie di scontri esterni e di instabilit politica interna decisero di allearsi unendo in matrimonio i loro figli. Il patto venne suggellato da un matrimonio che coinvolse la giovane Francesca da Polenta e il pi anziano, zoppo e rozzo, Gianciotto Malatesta.

Per guadagnare l'approvazione della giovane a questo matrimonio, la tradizione, che risale a Boccaccio (e al suo commento pubblico del 1373), dice che sia avvenuto per procura. Il procuratore fu il pi giovane e aitante fratello di Gianciotto,Paolo del quale Francesca si invagh per un malinteso, credendo che fosse lui il vero sposo (ci non poteva essere possibile perch Francesca sapeva benissimo che Paolo era gi sposato).

LA STORIA Secondo la documentazione storica sono pochi i dati veramente riscontrabili: i dati anagrafici dei protagonisti e la loro discendenza (una figlia di Francesca e Gianciotto, due figli di Paolo). Non vi traccia n della relazione adulterina n dellomicidio. Pare infatti che l'alleanza tra le due famiglie fosse cos vantaggiosa per entrambe, grazie a strategie politico-dinastiche complementari, che il fatto di sangue divent un fatto da mettere a tacere il pi presto possibile. Non si sa, per esempio, dove sia accaduto realmente il duplice omicidio. Nel cerchio dei lussuriosi, Francesca ( Francesca da Rimini) racconta a Dante la storia della sua passione adultera per Paolo Malatesta, scoppiata mentre i due stavano leggendo per diletto (divertimento) un romanzo cavalleresco in cui la regina, Ginevra, sposa di Re Art, veniva baciata dal cavaliere Lancillotto. Quando leggemmo il disato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basci tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno pi non vi leggemmo avante. Canto V, vv133-138 Il bacio dei due personaggi stimola i lettori (Paolo e Francesca) a imitarlo. Per questo Francesca afferma che il libro (il romanzo cavalleresco) stato il Galeotto tra lei e Paolo: Galehaut, infatti, era il cavaliere della regina che nel ciclo bretone faceva da testimone all'amore tra i due. L'affermazione di Francesca una condanna della letteratura cavalleresca che, secondo Dante, accende le fantasie e pu portare alla perdizione. E possibile interpretare lammonizione a Dante stesso (e chi lo scrisse) che in giovent aveva aderito alla poesia amorosa con il dolce stil novo. Oggi : galeotto / o Galeotto usato comunemente nella lingua italiana come aggettivo /sostantivo che indica l intermediario amoroso;