EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
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TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

All'inizio di gennaio. i cetacei. la cui scoperta. nel suo prossimo viaggio. se fosse stato necessario. insomma. faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ». Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. La balena franca. tendeva a sparire. contestata dall'americano Wilkes. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. si facevano rari. Il suo amor proprio. perseguitati all'eccesso. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. ma. gigantesco mammifero. e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. o quasi. L'equipaggio. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio. ossia verso la metà dell'estate australe. i cui assalti sono piuttosto pericolosi.2 La stagione. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. era in gioco. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte. come si suol dire. situato in fondo al golfo di Curaki. che per la prima volta rincasa a mani vuote. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. ed egli dovette pensare a separarsene. non era stata fortunata per il Pilgrim. L'equipaggio di rinforzo . e non la perdonava a . Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. e. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. Non si era mai fatta una pesca peggiore. di fanoni greggi e tagliati. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. porto di Auckland. verso le terre della Nuova Zelanda. però. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. che furono avvistate il 15 gennaio. Giunse a Waitemata. non era contento. il francese Dumont d'Urville. molto eccitato.un profitto maggiore.

T. Ve li aveva condotti James W.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano. Per cui. per tornare a San Francisco. scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. il piccolo Jack si era gravemente ammalato. richiamato da affari urgenti. lasciando ad Auckland la moglie. (N. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California. il figlio e il cugino Bénédict. di cinque anni. che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo.T. Poi. Ed erano passati tre mesi.3 passando da Papeiti. e doveva poi ricondurli a San Francisco.d. quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio. aveva dovuto partire. Ma. (N. e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland. ed ella desiderava partire. Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca.) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). e suo padre. quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim. il suo figlioletto Jack. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire. che si chiamava il cugino Bénédict. Nel frattempo il figlio era guarito. Weldon. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. arrivata a Panama. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto. Ora. tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere. a quel tempo. moglie dell'armatore del Pilgrim.d. e un parente della signora. 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). tre lunghi mesi di separazione. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ». ritardi e trasbordi. penosissimi per la signora Weldon. sempre scomodi per una donna e un fanciullo. Proprio in quel .

) 13 Il Pilgrim era una nave solida. D'altronde. era di costituzione forte. Questo cugino era un brav'uomo. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate. la signora Weldon era una donna coraggiosa. Desiderava che.d. doveva accompagnarla. s'intende. Bisognava approfittarne. e abituata ai viaggi di lungo corso. il cugino Bénédict e Nan. (N. . e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina. buona camminatrice. e che in lui James W. Weldon riponeva ogni fiducia. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio. Ma. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. nel Cile. sulla cinquantina. Si presentava l'occasione. (N. Aveva allora trent'anni. Ma.T. Il cugino Bénédict.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto.560 km. La signora Weldon ne approfittò.T. una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile. a bordo della nave baleniera. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli.) 4 1 lega marina = 5. una volta eseguite queste.d. durante la traversata. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. e il mare non le faceva paura.

Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque.nonostante l'età. il cranio enorme. oh. anche al di fuori della famiglia. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. né uno scioperato né un disutilaccio. Più lungo che alto. insensibile al freddo come al caldo. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. La signora Weldon lo considerava come un figlio. no! tutt'altro. però. del resto. come centenari che morissero a balia. e a morire vecchissimi. con il volto ossuto. creature inoffensive e buone. Di facile contentatura. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti). Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. la mineralogia e la geologia. unica sua passione. Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. il cugino Bénédict. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. Questo era il cugino Bénédict. la botanica. più stretto che magro. lo assorbiva interamente. era benvoluto per la sua stessa debolezza. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. geologo. si adattava a tutto. mineralogista. sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. Non che desse noia. Dire « la storia naturale » è dir molto. senza frutti e quasi senza foglie. ma che avesse un buon cuore. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita. con una selva di capelli. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale.

siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. osservato le diverse classi. Ma allora. i generi. nel teatro. aracnidi. un foralegno da una ghiandaiola. Ora. un gamberetto da una raganella. un ragno domestico da un falso scorpione. le famiglie. echinodermi. polipi.T.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo. cirropodi. molluschi. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa. acalefi. Allora. pesci. rettili. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari.d. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti. Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. scandagliandone gli ordini.T. entozoi. Erano dunque i molluschi. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. scientificamente parlando. il cugino Bénédict? Nemmeno. crostacei.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati. Dunque. spongiari. grande naturalista francese. mammiferi. aveva forse. uccelli. (N. un millepiedi da una scolopendra. ma bisogna precisare. le varietà che le distinguono? No. {N. le tribù. aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. il cugino Bénédict. Si.d.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi. anellidi. dai cefalopodi ai briozoi. nella caricatura. uno di quei profondi conoscitori. miriapodi. l'ingenuo ma studioso scienziato. che cos'era il cugino Bénédict? . articolati e radiati? Di queste quattro divisioni. le specie.

Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica.. in particolar modo. per i coleotteri. non era più che una scatola di storia naturale. è vero. che allo studio propriamente detto degli insetti. essendo irto. poiché sognava continuamente « esapodi ». entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati.Un semplice entomologo. i parassiti e i tisanuri.. che possiedono tre paia di zampe. 15 in taluni di questi ordini. Cosi.7 Ora. formiche. Dunque. in fondo al cappello e sul panciotto. era incalcolabile. lucciole ecc.. vespe. gli imenotteri. tipi: maggiolini. non era che un semplice entomologo. libellule. tipi: farfalle ecc. si sono riconosciute trentamila specie. . 7 Per gli ortotteri. per gli emitteri. nei coleotteri. per i lepidotteri. A questo si risponderà senza dubbio che. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. i ripitteri. i coleotteri. grilli ecc. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca. tipi: api. e sessantamila nei ditteri. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. pulci. i neurotteri. per gli imenotteri. Non viene applicata. dunque. forma tre segmenti distinti. i lepidotteri. tipi: formicaleoni. composto di anelli che si congiungono. nel suo significato etimologico. nient'altro. perfino le ore del sonno. A questa scienza egli dedicava tutte le ore. i ditteri. tipi: cavallette. Ma. d'insetti trafitti. per i neurotteri. siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe. fuori e dentro. tipi: cicale. tutte senza eccezione. gli emitteri. il suo prezioso copricapo. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. per esempio. Generalmente parlando. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo. non mancano dunque soggetti di studio. pidocchi. ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto.

tipi: pappataci.d. Quindi lo aveva sdegnato. la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. specie di coleotteri carnivori. tipi: stilopi. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. per conseguenza. poduri ecc.A. conducendo con sé soltanto il figlio Jack. furono licenziati. (N. per i tisanuri. per i ditteri. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso. Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. e. tipi: lepismi. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia. tipi: acari ecc. Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento. il cugino Bénédict. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. fra gli altri. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. Per fortuna. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese. che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. e. la vecchia negra. il « katipo » dei Maori. per i parassiti.E ora. pagando un forte . I domestici indigeni. zanzare. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. ha il suo posto in quello degli aracnidi. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni. tutto sarà stato detto su questo originale. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata. per i ripitteri. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. il 22 gennaio..) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. e Nan. poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. Là. mosche. In questa collezione figuravano. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari. Dunque.

il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. per mettere al coperto la mia responsabilità. — no. — rispose la signora Weldon. signora Weldon. a guardar bene. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. benché abbia fatto una misera campagna di pesca. — Poiché non si tratta che di comodità. Ho detto questo. signor Hull. signora Weldon. non penso affatto a recedere dal mio proposito. non esiterebbe. signora Weldon. mise la prua sulla costa americana. — le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. signor Hull. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa.premio. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. — Beninteso. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza. e. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. aveva fatto assicurare il suo carico. E. Al momento di salpare. — Se mio marito fosse qui. — disse il capitano Hull. signor Hull? — domandò la signora Weldon. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim. vennero messe le vele al vento. e il Pilgrim. dopo tutto. — Perché questa osservazione. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. . che teneva per mano.

Quanto al comandante del Pilgrim. Là prendeva i suoi pasti. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. Inoltre. il brigantino-goletta. per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. si conoscevano da un pezzo. però. e. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. Cosi. Tutti americani dell'Ovest. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. situata a poppa. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. buoni e robusti marinai. con il figlio e con la vecchia Nan. La signora Weldon si era dunque insediata là. il 2 febbraio. . la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili. come si sa. poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile.Tre giorni dopo la partenza. contrariato da forti venti da est. a parte i ritardi. al quale erano . cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. moglie del loro armatore. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. Ma. Gli uomini del Pilgrim. se a bordo ve ne fosse stato uno. in quell'angusta cabina. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini.

profondamente affezionati. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. Assumendolo. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. Se. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano. Questa volta. essendo in pochi. nervoso. Negoro poteva avere quarant'anni. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. Di dove venisse. Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. che si teneva in disparte. cosi intima. non faceva parola della sua famiglia. Il suo viso. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. pochissimo comunicativo. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. non gli 18 andavano del tutto a genio. non dovevano risparmiare fatiche. molto bruno di pelo. a dire il vero. e specialmente lo sguardo. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. dove avesse vissuto. allora senza impiego. non si poteva indovinarlo. Bisogna anche dire che. ma faceva il suo lavoro con abilità. non sarebbe spettato loro quasi nulla. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. Magro. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. non parlava mai del suo passato. Anzi pareva essere estraneo alle cose . di statura media. e da quando si era imbarcato. D'altronde. un po' scuro di carnagione. Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. Era un uomo taciturno. doveva essere robusto. largamente interessati nella rendita del carico della nave. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. cosi ristretta. si era offerto di prendere il suo posto. Si chiamava Negoro. Negoro. avevano navigato fino allora con ingente profitto. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf.

1 Sand in inglese significa sabbia. ma era di robusta costituzione. che aveva quindici anni. si coricava subito e dormiva. La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. e senza dubbio della sua capitale.1 che forma l'entrata del porto di New York. abbandonato fin dalla nascita. gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . di notte. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità. Quanto al nome di Sand. anche dopo il completo sviluppo. alla foce dell'Hudson. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita. spento il fornello. che passa in mare la maggior parte della sua esistenza. Dick Sand — cosi si chiamava . Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina. non lo incomodavano minimamente. che disturbano la gente che non ha mai navigato. lo si vedeva poco. però.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio. il rullio e il beccheggio della nave. poi. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone. Insomma. ma quella di uno che « sa osare ». davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. era figlio di ignoti. Si prevedeva che Dick Sand. (N. due o tre ore dopo la sua nascita. Ciononostante.d. non avrebbe oltrepassato la statura media.A. non quella di un audace. Era bruno. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo. Lo sventurato.doveva essere originario dello Stato di New York. Questo giovane allievo.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. cioè su quella punta di Sandy-Hook.

Dick aveva imparato a leggere. Dick Sand era audens. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. che in generale sorride la fortuna.3 È a chi sa osare. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli. egli era già uomo. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. Il suo aspetto. a quattro anni. aspettando di meglio. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui. aveva allevato l'orfanello. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli.. Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona.. sicuramente. dove c'è sempre. Nel tempo stesso. la passione del mare. non agli audaci. cioè dalla più giovane età. Di buon'ora. Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili. molto svelto. e come si deve impararlo. L'audace può essere irriflessivo. A quindici anni sapeva già prendere una decisione. In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo. un posto per i piccoli abbandonati.2 ma vengono citate erroneamente. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York. Non sprecava gesti o parole. e partono sempre con il piede giusto. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. colui che sa. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. in America. che Dick aveva fin dalla nascita. aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. Poi. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud. attirava l'attenzione. . vivace e serio a un tempo.. La carità pubblica. l'abbiamo detto. A otto anni. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età..

2 La fortuna aiuta gli audaci.T. di cui completò l'educazione a San Francisco. La signora Weldon.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . Weldon. gli aveva fatto da madre. ed egli considerava Jack come un fratello minore. dunque. Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon. suo protettore. a questa parte teorica della propria istruzione.T.) ' La fortuna aiuta coloro che osano. nelle condizioni più favorevoli. facendolo educare nella religione cattolica.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima. perché avrà un giorno. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. religione professata dalla sua famiglia. (N.di buon'ora. si trovava. suo benefattore. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura. alla quale doveva tutto.d. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. comandata dal capitano Hull. il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W. con la volontà. Durante il suo corso di studi.d. (N. la forza di compierle. che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte. Questi provò un vivo interesse per l'orfano. D'altra parte. Poi. per alcuni anni. Ma . È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. Weldon. — precetto della Bibbia. è superfluo. Dick Sand partiva sopra una nave di James W.

In quelle lunghe ore di ozio. poteva sembrargli divertente. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. Temeva di trovare. Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino. e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. Dick e Jack erano quasi sempre insieme. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack. quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole.terreno generoso. se fosse stato necessario. nel suo mestiere. dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. nei pressi del tropico del Capricorno. senza parlare della corrente equatoriale. Sotto l'impulso del suo sangue. il quale. avere soltanto quindici anni. chiedeva sempre di lui. quando il mare è quieto. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia. frequenti durante una traversata. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. Tuttavia. e. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. il giovane allievo non avrebbe esitato. il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. Cosi dunque andavano le cose. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. in seguito. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». Insomma. un giorno. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina. La traversata procedeva in queste condizioni. pronto a sorreggerlo e a trattenerlo.

ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. Era dunque inquieto. indicando un punto del mare. — Ma sf. per la signora Weldon soprattutto. il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. che si rizzò in piedi sui buttafuori. Disgraziatamente. Cosi. quando si verificò un primo incidente. precisamente il 2 febbraio. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. A poppa. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. per i ritardi di cui. alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto. se avesse incontrato. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. quando il bambino lo interruppe. Di là. Jack? — domandò Dick Sand. per incrociare uno steamer diretto a Panama.l'ovest. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. non potesse capovolgersi. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. mentre il cielo era del tutto sereno. non era responsabile. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio. su cui erano issate randa e controranda. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. non erano cosi frequenti come oggigiorno. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. qualche transatlantico diretto verso l'America. . verso le nove del mattino. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. sulla rotta. nondimeno. A prua. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. benché sbandasse parecchio a dritta. — Vedete qualche cosa. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco. là! — rispose il piccolo Jack. — Che cosa ho veduto là? — disse. Dick Sand e Jack.

— ma quel rottame non è una zattera. poggia di una quarta. signora Weldon. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina.. uscendo dalla sua cabina. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato. gridò: — Rottame a sopravvento. — Uno scafo rovesciato.. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. — rispose il capitano Hull. con voce forte. Indi. — rispose Dick. e subito. e di tutto l'equipaggio. — Non lo credo.. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. Bolton. gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte. — confermò il capitano.. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto. — Secondo te. — Lo sapremo. Nan. La signora Weldon. e il capitano Hull. si diresse a prua. a dritta.. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo. — Si. come il solito. — O non sarà piuttosto qualche animale marino. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict.. in modo da accostarci al rottame. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. perfino l'indifferente cugino Bénédict. . Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. infatti. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim. come ha detto il capitano. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. è uno scafo rovesciato sul fianco. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio. tutto l'equipaggio balzò in piedi.

Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. — Governa. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. — rispose il cugino Bénédict. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim. — giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. — rispose il cugino Bénédict. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. cugino Bénédict. che. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim. Bolton. Bolton. Era proprio una nave. Un quarto d'ora dopo. e in tal caso. È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. orza! La rotta del Pilgrim. il terzo del valore appartiene ai salvatori. se il carico non fosse stato avariato. Orza un poco. — osservò il capitano Hull. poiché non si muove affatto! — Eh. ch'era stata rivolta verso il rottame.— Si. venne deviata con un leggero colpo di timone. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. Sommersa fino all'impavesata. cugina Weldon. bensf di una nave. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. . 23 — È vero. signore. passa a una lunghezza di cavo. Dell'alberatura. — Vedremo. del resto. e i marinai lo osservavano attentamente. — rispose il timoniere. avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. esso potrebbe farne a noi. — Ma. Si presentava sul fianco di dritta.

a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale. si!. dopo la collisione. . Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. orza! — gridò il capitano Hull. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. — Bisogna sperarlo. a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania.non si vedeva più nulla. Bolton. — Se vi è stato abbordaggio. signora Weldon. indicando con la mano la via da seguire. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave.. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma. Orza un poco. qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. signora Weldon. ahimè. — rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. e dalle bigotte alcune catene rotte. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. — Non c'è dubbio. signora Weldon. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati. — Tuttavia.. — disse la signora Weldon. c'è da temere che non vi siano riusciti. si sia rifugiato sulle sue lance. — rispose il capitano Hull. Ma ce ne assicureremo. e. ciò che. signor Hull! — Si. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand.

mettete in panna. mamma! — Resta qui. si sforzava di aggrapparsi all'impavesata. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa. Io gli darò da mangiare!. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio. — Credo che quel povero animale debba morire di fame.. Il cane continuava ad abbaiare.Ma in quel momento. giungeva fino a loro un latrato lontano. ma ogni volta tornava a cadere sul ponte. Quasi subito. dall'interno dello scafo. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a . un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. — disse la signora Weldon. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. — Ascoltate! ascoltate! — disse. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile.. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero. Il canotto fu messo in mare. bravo cane. — Ci fosse anche solo un cane. Ognuno tese l'orecchio. Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato. e subito il capitano Hull.. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono. abbaiando più disperatamente che mai. Ma non si poteva vederlo. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik... — Forza. forse imprigionato. — Si!.. Infatti. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. e lui ci vorrà tanto bene. sf. e sia calato in mare il canotto. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!.. bimbo mio. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. signor Hull. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi. — rispose la signora Weldon sorridendo... — Ebbene. gli diano la mia minestra! — esclamò Jack. Là c'era certamente un cane vivo. lo salveremo..

a un tratto. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo.coloro che gli andavano incontro. Ma. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera. senza manifestare alcuna sorpresa. — Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. E. avanzava verso il castello di prua. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. il suo nome lo confermava. Negoro. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. il canotto aveva girato la poppa della nave. dopo aver guardato il cane. uscendo dalla cucina. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. Frattanto. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. successero latrati furiosi. al momento. Checché ne fosse. il che spiegava perché il brigantino non . Del resto. e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. per accostarsi alla parte immersa del ponte. A prua del Waldeck. mentre il canotto girava la poppa della nave. 25 Ancora pochi colpi di remo.

ora verso l'esterno. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. e la bestia si precipitò avidamente. no. rispondendo alla chiamata dell'allievo. 26 Tuttavia. e abbaiava ora verso l'interno. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. l'animale. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. che aveva lasciato l'impavesata. ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra. e a questo scopo si allontanò di . fin dove lo sguardo poteva spingersi. Il cane. i quali. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato. Sul ponte. non c'era nessuno. Con un'onda lunga un po' forte. — No. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. paterazzi e manovre. che era mezzo sommersa. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra. A bordo non ci devono più essere che cadaveri. trascinando con loro sartie. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti.fosse ancora colato a picco. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. — No certo! — rispose il capitano Hull. •— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. al momento dell'urto. e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. che era aperto. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. erano certo caduti. Lo raccolsero. s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale.

e cercò di trascinarli verso il cassero. Là. nel quadrato. rimasti a guardia del canotto. che penetrava a fiotti dall'osteriggio. — Nessuno. perché addentò Dick Sand per la giacca.giacevano sul pavimento. Alla luce del giorno. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. La stiva del Waldeck. ch'era rimasto sul ponte. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. Da quel lato.alcune braccia. I due marinai. del resto. Il cane corse verso di loro. — disse il capitano Hull all'allievo. — Risaliamo. Ma il cane. — A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. . credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora.cinque cadaveri senza dubbio . Entrambi ricomparvero sul ponte. mentre il capitano Hull e Dick Sand. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del . continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano. Fu compreso. Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra. mezzo piena d'acqua. non conteneva alcuna mercanzia. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. si issavano. andando dall'uno all'altro. il suo modo di fare. non senza fatica. cinque corpi. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. Lo seguirono. non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. — rispose l'allievo. dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. il suo latrato. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. 27 Dick Sand. dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva.

Negoro usci dalla cucina. con il pelo irto e le mascelle spalancate. issati a uno a uno. e i negri. Prima di tutto. — Negoro! — ripetè il capitano Hull. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. — È strano! — mormorò Dick Sand. facciamo bere loro un po' d'acqua. signora Weldon! Li salveremo! Si. — Aspettate che possano parlare. che non erano altro che dei corpi inerti. — Sono vivi. che alcuni marinai riuscirono a trattenere. riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. Appena si mostrò sul ponte. i cinque negri erano coricati nel canotto. volgendosi: — Negoro! — chiamò. con un colpo di mazza di cui si era armato. A quel nome. Non fu fatica da poco. il cane balzò in piedi come per slanciarsi. Ma. Venne calata una ghia dal pennone di maestra. vedendo quegli infelici. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. però. Poi. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola.cassero. il cuoco respinse l'animale. Il cane li aveva accompagnati. ma. li salveremo! — esclamò Dick Sand. e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. Alcune gocce di cordiale. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. Il cuoco non compariva. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum. due minuti più tardi. potevano forse richiamarli in vita. . — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco.

Intanto. — Si. La signora Weldon. — Può darsi! anzi. e. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull. aiutata da Nan e da Dick Sand. non è tornata indietro per . lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. di solito. della quale dovevano essere privi da molti giorni. . diciamolo pure. diverse navi. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull. Ad ogni modo. ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose.fu presto in grado di parlare.. che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. — E quella nave.poteva avere sessantanni . egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. e questo. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. cariche di schiavi. del mondo civile. Il capitano Hull non lo ignorava. insieme con un po' di nutrimento. se cosi era.. dopo l'urto. Il più vecchio di quei negri. bastò per richiamarli in vita. Benché. signore. è bene sperarlo. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. Nonostante le crociere inglesi e francesi. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave. la nostra nave è stata investita in una notte buia. Dormivamo. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri.28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte. — rispose il vecchio negro. — Dieci giorni or sono.

Purtroppo. la cura di riparare la disgrazia da loro causata. — Da Melbourne. è incredibile. può sembrare incredibile. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. per quanto mostruosi. cittadini della libera America. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. Poi. passando a bordo del brigantino americano Pilgrim. non avete certo compromesso la vostra libertà.d. Quanto ai suoi compagni. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. . — È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. invece. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. — Dunque voi non siete schiavi? — No.T. (N. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. Infatti. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. è una infamia! Tuttavia. è già cosa riprovevole. — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. cosi. hanno spesso preso la fuga.raccogliervi? — No. — Amici. — rispose il vecchio negro. è vero che certi capitani. Questo fatto. il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità. sulla pubblica via. che si eresse in tutta la sua altezza. Il più vecchio. sul mare. purtroppo non erano rari. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. e poi portato negli Stati Uniti. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione.

si erano precipitati sul ponte. guadagnando molto e. era fuggita per non tornare. Là avevano passato tre anni. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. non era colato a picco. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. nell'Australia meridionale. pagando la traversata come passeggeri ordinari. erano nati liberi.linguaggio che d'altronde è scomparso. dopo la guerra antischiavista. La sua età. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. avevano voluto tornare in America. il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. Pochi secondi dopo l'urto. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. fortunatamente. e diciassette giorni dopo. si erano arruolati presso un inglese. erano tutti scomparsi. la quale. L'alberatura della nave era caduta. . a poco a poco. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. che fu terribile. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà. dopo l'urto. venuto a scadere il loro contratto. Come ebbero modo di informare il capitano Hull. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. e liberamente vi tornavano. in una notte molto buia. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. . a milleduecento miglia da terra. e il Waldeck si era piegato sul fianco. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro.molto più giovani di lui. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti. Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. sopra uno scafo semicapovolto. I negri dormivano.

si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. poiché le botticelle dell'acqua dolce. d'altronde.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. cui la vista di Negoro sembrava fare una . che si trovavano sul ponte. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. Fin dal giorno prima. lo scafo andava lentamente alla deriva. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. erano state sfondate dall'urto. tutti e quattro di forte costituzione. senza nemmeno poterlo lasciare. perché il Waldeck. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione. Actéon e Hercule. Austin. Se avesse avuto il dono della parola. salvato sul rottame. invasa interamente dall'acqua. vigorosi. si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. e avevano crudelmente sofferto. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta. Tom e i suoi compagni. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. Benché avessero terribilmente sofferto. non avendo potuto penetrare nella cambusa. Tom e i suoi compagni. Era il cane. Ma.2 figlio del vecchio Tom. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave. aveva già dato la propria impronta. attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. spinto dalle correnti. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. mentre. senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. cui un'educazione liberale. c'era un altro essere vivente. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro. ed era tempo che il Pilgrim giungesse. dopo l'urto. avevano perduto i sensi. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. torturati dalla sete. partito da Melbourne.

Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia. dove vagava. Quell'animale. Dingo li evitava.. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro. Due anni prima. S. — era il nome del cane . sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. animale magnifico e robusto. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa. pareva piuttosto triste. e perciò.A) 31 Dingo. (N. sotto l'influenza della collera.sgradevole impressione. vagante. Di pelame folto. Forse sulla costa africana. con qualche sfumatura biancastra sul muso. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda. più alto dei cani dei Pirenei. ma li fuggiva. poteva diventare terribile. queste due lettere. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale. se non era socievole. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul . 2 Bat. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone. a bordo del Waldeck. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. Però Dingo. eguagliava la statura di un uomo. gettando la testa all'indietro. incise sul suo collare. Dingo. Dingo. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male. diminutivo di Bartholomée. mezzo morto di fame. che. non era cattivo. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. rimasto poco socievole. V. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. Il vecchio Tom.d. Quando si alzava sulle zampe posteriori. nei pressi della foce del Congo. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile.

non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere. rassicurate sul futuro. Quel giorno stesso. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. Ciononostante. Sarebbero stati trascinati. pagare quel debito di riconoscenza. verso sera.Waldeck. Là. anch'esso. il rottame fu perduto di vista. Per completare l'opera buona. e. Il capitano Hull si occupò. crudelmente la sete. quantunque fossero poveri negri. un giorno o l'altro. Certamente. non disperavano di potere. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. s'era tenuto in disparte. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta. in fondo all'oceano. V. e soffrendo. Weldon. era quanto si stava per fare. se l'arrivo insperato del Pilgrim. essi dove32 vano loro molto. nutrendosi non si sa come. Quelle brave persone. prima di tutto. dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza. . ormai cadaveri.e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. Il Pilgrim. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. CAPITOLO V S. di sistemare a . 2 febbraio.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione .

e con un bel tempo. ma egli non tardò a farsene un terzo. 33 — Allora. L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. ( . quelle brave persone. distratta un momento dalla sua monotonia. alto sei piedi. signor Jack. e ciò lo divertiva assai. Tom e i suoi compagni. quando si trattava di virare di bordo. una volta regolata la velatura. Con tutto questo. caldo e sano. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. E fu Dingo. non c'era più niente da fare. nel modo più conveniente. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. Actéon ed Hercule. come se fosse un bambolotto di sughero. — Ecco. — Spingimi molto in alto. riprese dunque il suo corso. — diceva Jack. era troppo piccolo per ospitarli. lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. La vita di bordo. Austin. Bat. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. — rispondeva Hercule. avrebbero volentieri voluto rendersi utili. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack. erano strilli di gioia che non finivano più. si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua. abituate ai lavori pesanti. non potevano essere difficili. con quei venti costanti. Ma.bordo. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. Tom. disposto sul ponte a mo' di casotto. D'altronde. Jack si vedeva grande grande.

Jack. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone. al quale quel gioco piaceva. che lasciava fare volentieri. sul cane. In breve. Un giorno. è inutile dirlo. per Dingo. l'allievo lo passava con il piccino. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. invece. senza dubbio. Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. fu tutt'altra cosa. La signora Weldon. anche se ha le rotelle alle zampe. e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. più grande soddisfazione. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo. Tuttavia. Jack galoppava dunque senza sella . si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini.Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. e ciò. e con questo istinto. — Quel ragazzo. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. suo amico d'antica data. il piccolo Jack. del resto. Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. non aveva trascurato Dick Sand. vedeva sempre tale intimità con la ) . lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare. Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. il 6 febbraio. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. Quel che sa . la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile. A bordo del Tilgrim. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. non gli faceva alcun male. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio.

non ha mai meritato un rimprovero. è un bravo ragazzo. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. — eccolo al timone. Chi non è stato mozzo. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. la strada del dovere. per conseguenza. — riprese il capitano Hull. molto superiore alla sua età. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. — Eppure. i — Si. e che. un ragazzo di cui ci si può fidare. apprezzato da tutti. signora Weldon. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. — Bisogna aggiungere. signora Weldon.già è stupefacente. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. — Si. signora Weldon. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. — Al termine di questo viaggio. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. 34 — E il signor Weldon ha ragione. — Senza dubbio. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. capitano Hull. — rispose il capitano Hull. ed è sulla buona strada. da quando lo conosciamo. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. — Guardatelo ora. almeno nella marina mercantile. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo. signora Weldon. i buoni ufficiali non mancano .

certamente. come un'anima in pena.. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. — Ma nella stiva del Pilgrim. signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di.. cugina Weldon. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. — Ehi. — rispose il capitano Hull. signor Bénédict? — chiese il capitano Hull. cugino Bénédict. sto bene.. i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. signor Bénédict. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte. facendo passare la mano fra le commessure del ponte. dove il catrame s'era scrostato.. poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no. — ma secondo me. — osservò la signora Weldon. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte. sempre assorto.. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. — No.. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict. ma non vedo l'ora di essere a terra. — Insetti? In fede mia. bisogna che vi rassegniate. — Ah.. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. — Si.. — disse — tuttavia. — Insetti. poco interessanti.. — Che cosa cercate sotto quel banco.. — Ho avuto un bel cercare!. . del resto.nella marina da guerra. quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra. frugando sotto le gabbie dei polli. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e. — Eh. — La signora Weldon esagera. e tanto poco di questo mondo. signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere. per non parlare di Nelson e di alcuni altri. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata.

— disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla. signore? — Mai a mie spese. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull. — Si„. — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano.... che giocava con Jack. — rispose il cugino Bénédict. che abitano. cugino Bénédict.. Dingo. — Suvvia. — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict. non dico di no!. — Bella regalità!. — Ma .. — Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict.— Poco interessanti. — rispose gravemente il cugino Bénédict. nella Nuova Caledonia. cugina Weldon. cugina Weldon. — Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack.. — Come! Non siete entomologo. — corresse il capitano.. ergendosi quant'era alto. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. — Che infestano. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano.. In quel momento. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No.

non è vero che Dingo. quantunque di razza neozelandese. è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 .

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i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce.. — Che avreste subito messo a morte senza misericordia. avevo sperato. che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana.. signor Bénédict. è lo zio Tobia. le disse. — Si. permettendosi di darle del tu: « Va'. eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi..— Verissimo. signore! — Ebbene.. — E un giorno. e quest'altro. — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto.. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne. — Ebbene. — E che forse.. fosse anche una zanzara. senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me ».2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole. molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. — Ah! — fece il capitano Hull.. — Signore. avevo pensato. — Capisci. qualche pulce penetrante o irritante. Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo... — rispose seccamente il cugino Bénédict. spero! ■— esclamò il capitano Hull. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. vi soffiò sopra e lo lasciò andare. — non ho potuto trovare neppure un insetto. dicendogli. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck.. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon.. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso. — disse la signora Weldon. « Il mondo è . — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict. povera diavola ».. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico. — proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie.. dando la libertà a una mosca che lo importunava..

guardando il cugino Bénédict. che non ne capivano nulla. carabi.abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». coccinelle. dunque. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. — Brav'uomo.i. (N. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict. tanto la brezza era debole. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. E tutti si misero a ridere. che valeva la pena di rischiare qualche cosa. calandre. cannonieri. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia. ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. con queste e altre conversazioni. scarabei notturni. Cosi. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. seppellitori.d. cacciatori. Tom. alate-ridi. dure e forti come una tenaglia. cervi volanti.T. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli. cicindele. — Ed è morto? — Lo credo bene. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica. Actéon. silfidi.T. anzi. poiché non è mai esistito. Per conseguenza. quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). finito per disertare le lezioni. non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule. (N. e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule. Bat e Austin avevano. carnivori. — rispose gravemente il capitano Hull.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente . Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. maggiolini. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro.) 37 Bénédict. Il mare era sempre calmo. lo scienziato si era rivolto ai negri. In mancanza di meglio. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo.

Dingo girava intorno al bambino. con giochi pratici. Di quelle diverse lettere. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme. con la mano sugli occhi. alzò la zampa destra. stampate in rosso su cubi di legno. non su un abbecedario. chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. d'improvviso. forse. Jack. necessariamente più ardue. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. Talvolta. alcune erano maiuscole. 38 — I cubi erano allineati sul ponte. si precipitò su uno di essi. ciò che permetteva di formare. o nella cabina o sul ponte. componeva una parola. a . Ora. Jack imparava a leggere. passava alcune ore. ora l'altro. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. Inoltre. quando. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio. per comporre la sua parola: un affare serio.inoperoso. accoccolato sul ponte. si fermò. alcuni di quei cubi portavano una cifra. dopo che le lettere fossero state mescolate. che. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. da alcuni istanti. I suoi occhi divennero immobili. Poi. che diamine! Ora. in tutto una cinquantina. è necessario riferirlo con qualche particolare. Tom. e gli insegnava a leggere e a scrivere. Quanto al far di conto. altre minuscole. Era la mattina del 9 febbraio. Ogni giorno. anche i numeri. ma mediante lettere mobili. e lo andò a deporre sul ponte. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. e agitò la coda convulsamente. la signora Weldon prendeva quei cubi. d'un tratto. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. lo prese in bocca. oltre le parole. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. che non con le lezioni teoriche.

Questa volta Jack gettò un grido. nei dintorni della foce del Congo. che guardava attentamente le due lettere. ma Dingo gli mostrò i denti. L'ho spesso sentito dire dal capitano. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. Nondimeno.pochi passi da Jack. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. — rispose Tom. signore. Dingo! — gridò il bambino. ricominciando la stessa manovra. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. — Curioso! — disse la signora Weldon. V. né da . prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. pareva che per lui non esistessero. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo. infatti. — S. che passeggiavano sul ponte. e a quel grido la signora Weldon. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. — Cosi. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. — Curiosissimo. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. — S. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. — Dingo! ehi. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. Dingo conosceva le lettere. Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. accorsero. — ripetè il capitano. signore. V. il capitano Hull e l'allievo. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. Ma Dingo era tornato e. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. — disse il capitano Hull. e li ricollocò fra gli altri. — disse la signora Weldon. Dingo si precipitò di nuovo. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. questa. per restituirli al suo amico Jack.

e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito. — È vero. o perché la morte l'ha colpito per via. evidentemente. — ripetè il capitano Hull. non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa.. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo. signora Weldon.. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. alle bocche del Ro-vuma. — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. questo cane? — Nessuno. — Che volete dire? — Ecco. — Più. per di più. — Si. — Che Samuel Vernon. e che sono incise sul suo collare. un esploratore francese parti. — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato. non sa spiegarsi. — Più? — disse l'allievo. .dove venisse. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla.e per conseguenza due anni or sono . e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon. riflettendo. . signora Weldon. — Si. Nel 1871. — rispose la signora Weldon. dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti. signore. o perché fatto prigioniero dagli indigeni. Ora. — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est.. signora Weldon. — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. di cui doveva discendere il corso..per iniziativa della società geografica di Parigi. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. mi ricordano qualche cosa.

— rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. le conosce certissimamente e. più fortunato del padrone. lo ripeto. se la mia ipotesi è giusta. no! — esclamò Jack. — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V. Nessuno notò da principio la sua presenza. — La mamma mi ha . — Eh. signore. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. cominciò a dare segni d'estremo furore. quasi a invitarci a leggerle con lui. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. Samuel Vernon. — Ma. — Ma. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. Ma Dingo. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. poiché là appunto. guardate. è cosa che non posso spiegare. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. — Non lo so. fu raccolto dal capitano del Waldeck. che aveva subito veduto il mastro cuoco. Negoro. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. 40 — Era dunque solo. In quel momento. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. e. ma.— E allora. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. poi. da parte vostra. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. — rispose il capitano Hull. signora Weldon. Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. è una semplice ipotesi. comparve sul ponte. infatti. le spinge avanti con la zampa. una semplice ipotesi? — Sf. quand'è partito? Non è. In quali circostanze.

Disposte le lettere sul tavolino.. — Faceva cosi. qui stava tutto il segreto. Stando a quanto mi hanno raccontato. il cagnolino andava e veniva. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. ma si fermava perché udiva un rumore. si fermava. — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. ma il suo maestro. era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. Se l'americano fosse stato assente. impercettibile a ogni altro. amico mio. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. Soltanto. di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca. ad alta o a bassa voce. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack. un americano furbo. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. signora Weldon? — chiese Dick Sand. — Sicuro. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro. — È molto semplice. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. — Come faceva. che si chiamava Munito. avendo notato la grande finezza d'udito del cane. per Munito. Quel rumore. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino. Sul tavolino.. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. aspettando che fosse pronunciata una parola. — disse la signora Weldon. non era certo un erudito come tu credi. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. — quel cane. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . Munito non sarebbe stato più Munito. — disse la signora Weldon sorridendo. — E nell'assenza del suo padrone?. 41 Sono dunque meravigliata. — disse l'allievo.

ma non se ne traevano le medesime conclusioni. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui. Quanto a parlare. — disse il timoniere Bolton — un . se ne parlava pure. A prua. andavano più in là di Dingo.padrone . quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. due lettere speciali. rispetto a Negoro. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. provò. __È vero. nell'alloggio dell'equipaggio. soprattutto. Ma. e quell'altro che. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo. In fin dei conti. — disse il capitano Hull — è molto strano. che è riservata all'uomo. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. mostrando i denti formidabili. dico. e non di una parola scelta a caso. una diffidenza istintiva. per quanto si riferisce all'intelligenza. Quest'ultimo. Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. Le altre. Si deve quindi concludere che. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere. fra la signora Weldon. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim. il capitano Hull e Dick. D'altronde. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. per una ragione che ci sfugge. capitano Hull. — Ma un bel giorno. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. sembra non le conosca nemmeno. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. — Ah. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. quei due cani. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. Li.

senza che egli vi prendesse alcun interesse. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. e seguendo soltanto il loro istinto. i topi. preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. — soltanto. che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare. i castori. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. — le 42 gazze. e bisognerà rispondergli. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. Quanto al cugino Bénédict. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . i pappagalli! Ebbene. del quale ignorano il senso. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole. o quasi al nord. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva. senza sbagliare mai. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. c'era un abisso. e invariabilmente. non si è mai visto una cosa simile. se il vento è a ovest o a nord-ovest. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. Dingo era divenuto l'eroe di bordo. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. — Però. se ne avesse voglia? Con un becco. La frase. invece. Comunque. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. senza esitare mai. È chiaro che quel cane. è soltanto una specie di canto o di grido parlato.bel giorno. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. Ma da questo. per questi animali. Per esempio.

senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. infine. si sarebbe tirato addosso qualche malanno. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore. che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No. e tanti altri animali. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. che fabbricano campane da palombaro. cacatoa che contano. e certi asini.erigono perciò le loro dighe. è perché. a prua. di Scanderberg e di Oppiano. quei cavalli di Nicomede. Checché ne sia. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti.1 le formiche. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo.d. e se se ne intende dell'alfabeto. che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. al cardinale suo padrone. Tuttavia. e inoltre protetto dalla . i ditischi acquatici. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato. questo Dingo non merita tanti elogi. le pulci. senza dubbio. pagato cento scudi d'oro. che recitava. senza sbagliare una parola. meravigliosamente addestrati. notevoli per la loro memoria. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. se non fosse stato tale da difendersi. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. senza dubbio. come un fenomeno.T. Lo trovava forse troppo intelligente. il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo.) 43 imparato la meccanica. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città. (N. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus.

non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire.d. dunque. però. Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti. il vento di nord-est. diminuì sensibilmente. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. Il fatto era davvero inesplicabile. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York.A. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. Con vento al traverso il Pilgrim. Nondimeno. e il ritardo non era considerevole. dopo l'incidente delle due lettere. Quanto ai piroscafi transpacifici. era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti.simpatia di tutto l'equipaggio.) 44 . (N. ben servito dalla sua velatura. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest. Il 10 febbraio. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato. Il Pilgrim. Quella zona del Pacifico era sempre deserta. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. nessuna nave si mostrava in quei paraggi. Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland. Negoro. per quanto il mare sia deserto. dunque. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta.

Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato. . servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. E più di una volta. Un'erba marina che galleggi ondulando. la fantasia si lancia liberamente. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare. Nondimeno. un ramo di sargasso. ! Più in alto. abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. bastano. Weldon. Qui. e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. talvolta erano stormi di pinguini. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. racchiude. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. Dick Sand. come faceva notare il capitano Hull. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli. erano procellarie bianche. allievo in tale materia come in altre di James W. albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. quei pinguini. il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. là ancora procellarie con le ali listate di bruno. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano. Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta. forse. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia.

quasi contemporaneamente al capitano Hull. Dick. — Ma sono tanto piccoli. se non m'inganno. — disse la signora. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati..Quel giorno. 45 — Cugino Bénédict. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict. — che sia causato da qualche erba marina? — No. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! . — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. — Crostacei! — disse la signora Weldon. — Guarda un po'. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. che strano colore hanno le acque del Pacifico. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. — Come. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio. Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre. e come tali. che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo. — rispose Dick Sand. signora Weldon.. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. peuh? — esclamò il capitano.

e cosi ha voluto la natura. e come per dar ragione al capitano Hull. durante la stagione di pesca. capitano Hull. In quel momento.. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim. sicché nulla può uscire. Miriadi di crostacei vi penetrano. — Come vedete. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. ragazzo mio! . . Jack. — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei. o di farina. non dimenticatelo! — Ad ogni modo. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato. si arriva in vista di un banco di questi crostacei. che non v'interessino questi crostacei..— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. quando noi balenieri. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. — disse il capitano Hull. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. Vedete. spinto dal proprio istinto di pescatore. E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. passi. e le numerose barbe dei fanoni. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. va bene. che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza. E. Jack. — Eh.— Entomologo. — Una balena! — esclamò. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. si stendono come reti da pescatore. e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena. di cui è fornito il palato dell'animale. signora Weldon. La signora Weldon. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!.

infatti. provvisto di pinna dorsale. cosa che non poteva ingannare i balenieri. per un pescatore di balene. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. più l'animale è grosso. Era una di quelle balene franche. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. cosi da assomigliare a un paio d'ali. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale . un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. dinanzi a una pendola. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo. poiché. quantunque la media non passi i sessanta. possono avere una lunghezza di ottanta piedi. cui manca la pinna dorsale. O era invece un hump-back. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio.. quanto maggiore deve essere. qualcosa come una balena volante. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo. vi sono specie alquanto diverse. mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei.. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche. a quattro miglia sopravvento. era stato avvistato un finback. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. Frattanto.Infatti. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. più verosimilmente. appartenente alla specie delle balenottere. inoltre. Dunque. Oppure.

— Io propenderei per una jubarte. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì. — annuf il capitano Hull.che era stato segnalato al largo. — Si. che a poco a poco si accalorava. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. E non vi pare. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è. — Non è una balena franca! — esclamò. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. e questo mi darebbe ragione. ascoltando. non era molto visibile. bimbo mio. Da quella distanza. D'altra parte. — fece osservare Dick Sand. Infatti. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. — rispose Dick Sand. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. Che ne dici. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. inoltre. Dick. — Certo. tu. lo zampillo. ciononostante. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. — È vero. questa è appunto la prerogativa della jubarte. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. capitano.

si mangiava le unghie. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. per completare il carico! Alcuni marinai. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. — disse Dick Sand — ma è un affare serio. si.. che non parlava più. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. però. è vero. — E con questa. se vogliamo. gettavano grida di desiderio. — mormorava il capitano Hull. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio. i bravi marinai si accaloravano e.. molto serio! — ribatté il capitano. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano.. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio.. Era chiaro che. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto. Il capitano Hull.bompresso per vedere meglio. qualche volta. mamma! — gridò allora il piccolo Jack. A sentir loro. guardando la balena. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone.. bimbo mio? E perché no.. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim. — Sarebbe un peccato non salutare questa. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. a portata di mano. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena. — Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. — Quelle balenottere hanno code formidabili. vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro. — Mamma. — Si. — È vero. pareva che la balena. come un'irresistibile calamita. CAPITOLO VII PREPARATIVI . passando. Il guadagno. ma noi soli.

pareva enorme. non insistette. . per esperienza. collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto. ma. che si erano subito offerti. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. nelle presenti circostanze. che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. né. benché il Pilgrim possedesse una lancia. Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione. era impossibile. e voleva essere preparato a tutto. come si sa. signora Weldon. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. Catturarla. — rispose il capitano Hull. e ho sempre finito con l'impadronirmene. Infatti.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. Ciò che rendeva quella cattura meno facile. un equipaggio di rinforzo. durante la stagione di pesca. La balena. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. Ora. fuori del coronamento. che galleggiava in mezzo alle acque rosse. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. Sapeva. quindi. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. e la terza a poppa. per voi stessa. più tre baleniere. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. e completare in tal modo il carico. La signora Weldon. Ve lo ripeto. non c'è alcun pericolo per noi. rassicurata. — Nessun pericolo. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. Di solito.

quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. o a prua dell'imbarcazione. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità. non era un esordiente. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. il remo di poppa. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. dall'altra. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. le braccia di un uomo fatto. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza. talvolta. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. valevano meglio delle sue. Un semplice timone. compreso il nostromo Howik. Per questo genere di pesca. Per mezzo di un congegno speciale. Bisognava prevedere ogni eventualità. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. che sarà breve. da una parte. 49 D'altra parte. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. adoperano armi da fuoco. Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. Restava dunque il capitano Hull. o palle esplosive. . lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi. Perciò si rassegnò. ma comprese che.durante l'assalto. poi finire l'animale a colpi di lancia. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai. che aveva per lui grandissime attrattive. per il servizio di una baleniera. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. a compromettere la salvezza della baleniera. signore! — rispose l'allievo. spero! — Bene. ben manovrato. i pescatori di balene. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand. — Dick. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. Perciò. il capitano Hull. nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. come aveva detto. infatti.

in accollo. calmissimo.Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore. assai difficili da maneggiare. Né ce ne vuole meno. a meno di caso urgente. sono congegni molto costosi. Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. con ragione. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. d'altronde. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. Il vento tendeva a calare e. e che misurano seicento piedi di lunghezza. si assicurò che tutto fosse in ordine. giacché spesso accade che questi cavi. e i pescatori. D'altra parte. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. le vele orientate come si doveva. . a queste armi offensive. che. assalendola con i mezzi consueti. all'arma bianca. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive. il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. Al momento d'imbarcarsi. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. e un solo posto era libero a prua della baleniera. che. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. le drizze ben disposte. legati insieme. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. ossia rampone e lancia. voleva. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare. non bastino. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. poco amici delle innovazioni. quello che doveva occupare il capitano Hull. era propizio alle manovre di una baleniera. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. segnalata a cinque miglia dalla nave. l'aveva messa in panna. tanto la balena si sprofonda. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione. che usano abilmente. Il mare. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. prima di lasciare la nave.

fa' onore al tuo grado. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. — rispose Dick Sand. — Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci. sorridendo.Prima di partire. arrossì. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. — coraggio e sangue freddo. — replicò il colosso. Soprattutto. figliolo. capitano. e se. sono certo che lo farebbero. — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. in verità è tutto qui! » Tuttavia. — gli disse — ti lascio solo. — State tranquillo. si capiva che. non perderò di vista la baleniera.. — Nulla per ora. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. — Dick. — riprese il capitano — il tempo è bello. ma. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?. — Ai vostri ordini. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. cosa impossibile. Ma un irresistibile istinto di pescatore. — Bene. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. te ne farò il segnale. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. eccoti comandante in seconda. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. nemmeno per poche ore. quantunque non vi fosse alcun pericolo. Indicando loro bene il da farsi. qualunque cosa accada. fosse necessario rimettere la nave in moto. gli fece le sue ultime raccomandazioni. — Dick. issando una bandiera in cima a una gaffa. Vigila su tutto. — Si. nulla fa prevedere che torni a frescare. da quelle insistenti raccomandazioni. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . — rispose il capitano Hull. Il vento è caduto. capitano Hull. — rispose Dick Sand sorridendo. — disse il vecchio Tom..

— Sarà fatto. — Siamo a vostra disposizione. — osservò il cugino Bénédict.. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano. è bene dire che la jubarte. quindi . quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No. Allora i marinai. Mentre saremo assenti. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. — Sf. la faccenda andrà spedita. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. signora Weldon! — Ve ne prego. capitano. al nostro ritorno. volgendosi a Tom: — Tom. calzati di stivali chiodati. in questo modo. signore. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. una volta uccisa. lo spingeva a tentare l'avventura. signor Bénédict. — approvò il capitano. — Va bene. li porteranno sul ponte e. — Dick. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. e sarà fra poco.. Per chi non lo sa. — rispose il capitano. bambino mio. conto su di voi e sui vostri compagni. con i guanti. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti. signore. Weldon a Valparaiso. — Prendetela pian pianino. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim.W. D'altronde. Egli si diresse verso la scala. — Ebbene. dalla testa alla coda. tagliandolo metodicamente a strisce parallele. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta. — rispose il vecchio negro. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. — Grazie.

La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto. dopo essere stati collocati nei barili. tutti tornarono a prua. L'equipaggio sbarca. parve voler salutare l'equipaggio. sotto l'azio52 ne del calore.divise in pezzi. e perfino Dingo. il cugino Bénédict. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione.1 Ma. egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. dovevano essere calati nella stiva. a pesca finita. cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim. la nave baleniera. Il capitano Hull scavalcò la murata e. nelle circostanze presenti. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. con i venti. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. vale a dire l'olio. Jack. per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. lascia tutta la sua parte utilizzabile. Era venuto il momento di partire. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. allo scopo di terminare le manipolazioni. . La baleniera si staccò dalla nave e. Poi. Del resto. raggiunse la prua della baleniera. scendendo per la biscaglina. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. i quali. Il Pilgrim. La signora Weldon. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. prima d'essere messo in panna. Di solito. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. e procede a terra alla fusione del grasso che. apriva automaticamente la larga bocca.

. (N. Dick. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. La signora Weldon si volse. non potendo più farsi udire. — Qui. e andò a mettersi presso il timone. e il capitano Hull. cui lambì affettuosamente la mano. signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. — cattivo segno. senza dubbio. — mormorò Tom a mezza voce. con l'intenzione. — Fidatevi di me. Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo. Dingo. cattivo segno! Ma. dirigendosi verso il castello di prua. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio. qui! — gridò Dick Sand. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione. quasi subito.d. in piedi a prua. in preda al più vivo e inesplicabile furore. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. si avvicinò lentamente alla signora Weldon. Dingo si raddrizzò. Il cane stava per saltargli alla gola.A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. In quel momento. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon. lanciò una specie di lamentoso ululato. — rispose Dick Sand. Dingo. — Non muove la coda!.— Sta' attento. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua. lanciando un latrato di collera.. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera.. capitano.

il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull. anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. — rispose semplicemente Hercule. non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre. in modo da tenerci sempre sottovento. Il cetaceo veniva cosi aggirato. poi. . La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera. affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. non era uomo da lasciare nulla al caso. — rispose il nostromo. esperto baleniere. — ragazzi.Dal canto suo. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. Ora non era più che un punto sul mare. — Siamo intesi. ma la sua faccia era leggermente impallidita. 54 Il nostromo. vogando. Negoro non aveva proferito parola. accuratamente foderati in guaine di paglia. — Attento a governare. — Hercule. — Bene. — disse il capitano Hull. il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. signore. che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. I remi. preposto a questa manovra. — disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. era marinaio dotato di gran sangue freddo. lasciando cadere la sbarra. tornò nel suo alloggio. CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. fate meno rumore possibile. — disse il capitano. Anzitutto. Howik.

che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. ragazzi. . e forza sui remi! La baleniera. ed evidentemente. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. — disse Howik. ragazzi. abilmente diretta dal nostromo. pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. Mezz'ora dopo averlo lasciato. tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. prima di destare la sua attenzione. — Su. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. — rispose il capitano Hull. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. Descrivendo quel cerchio. diretta dal nostromo. — Si. — Vogate più piano. — disse il capitano a bassa voce. sollevando il liquido rossastro. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. sembravano grondare gocce di sangue. mentre quelli di sinistra. di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. che decresceva a vista d'occhio. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse. zitti. — Vino e acqua! — disse un marinaio. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno. Cosi era del Vilgrim. era giunta al largo banco dei crostacei. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. facendo il minor rumore possibile. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù.manovravano in silenzio. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. L'imbarcazione. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata.

. La balena non si moveva e sembrava dormire. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. il capitano Hull. durante il sonno. il capitano Hull lo dondolò più volte. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. — Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza. mirando al fianco della jubarte. Ma non era più il momento di riflettere. — Si. Le balene che si sorprendono cosi. li nostromo. . A prua. sono più facile preda. c'era la prima delle cinque lenze. e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro. « Questa birbona non deve dormire. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. — rispose Howik. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità. in piedi a poppa. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale. Brandendo il rampone in mezzo all'asta. eppure!. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio. Accanto al capitano. bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo. saldamente fissata al rampone. « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull.55 Cinque minuti dopo. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale. bensì quello di assalire. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo.. in un secchio. — Ci siamo.

Evidentemente. era . In quel momento. avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. seguita dal balenotto.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico. cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. cioè duecento metri.A. misura speciale per la marina. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando. e come accade quasi sempre. risollevandosi con un balzo enorme. L'inseguimento. o meglio il rimorchiamento. il capitano Hull e il nostromo. equivale a centoventi braccia. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ». se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. la madre doveva difendersi con maggior furore. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. colpita dal rampone. (N. Infatti. Prima. la balena. Sarebbe stato davvero un peccato. Tale circostanza.d. 1 Una lunghezza di cavo. come si sarebbe potuto temere. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. entrambi in piedi. poi. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. dopo un attacco cosi felicemente cominciato. Ciononostante. E i marinai vogando tutti insieme. che avesse fatto il primo tuffo.— Indietro! indietro! — gridò subito. il capitano Hull lo sapeva benissimo. si era quasi del tutto coricata sul fianco. Al contrario. — Un balenotto! — gridò. rende la cattura della jubarte assai più difficile. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. la jubarte. però.

presto alla terza si annodò la quarta. — Non è poi un pesce. che l'animale. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. Pure. Howik. si tuffava negli strati più profondi. e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. dall'inclinazione più accentuata della lenza. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. si poteva anzi osservare. — soggiunse il nostromo.cominciato. Il capitano Hull. non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento. Infatti. Cinque minuti dopo. — questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. i cui remi erano stati sollevati. filava come una freccia sul dorso delle onde. La jubarte non si arrestava. riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. con l'occhio sulla preda. e scomparve sott'acqua. 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per . — Diavolo! — esclamò il capitano Hull. La baleniera. Howik la dirigeva imperturbabilmente. né volerne moderare la velocità. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. siccome la baleniera non correva presto come la balena. invece di tornare alla superficie. Tuttavia. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga.

— Attenzione! — gridò il capitano Hull. e due marinai si armarono. Intanto. in quel momento. Howik. allorché sembrò allentarsi. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. si dovette dar mano alla quinta lenza. si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. dopo essere fuggita con tanta rapidità. ragazzi! Ci siamo. — rispose il nostromo.la cattura da farsi. e già anch'essa era mezzo svolta. — non si perdano colpi! Mirate bene. Howik? — Sono pronto. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. Furono deposti due remi. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. com'era stato previsto. come il capitano. . e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. — Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. Ma spirava una brezza debole e irregolare. se pure avrebbe potuto raggiungerla. sempre con il rampone piantato nel fianco. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim. — ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. Howik manovrò allora abilmente. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull. ora se ne stava pressappoco immobile. aiutato da Tom e dai suoi compagni. signore. e sembrava aspettare il suo balenotto. ma andiamo avanti. a soffi brevi e di poca durata.

poi. Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. spingendo l'imbarcazione da parte. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione. bene assestati. che aveva previsto quell'assalto frontale. battendo violentemente il mare con le pinne enormi. il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia. si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera. si scagliò avanti. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. Il nostromo. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. D'un tratto. deponendo i remi. Al passaggio. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo. produssero tre nuove ferite all'animale. procedendo a balzi quasi. Howik. spaventosa a vedersi.L'imbarcazione si avvicinò ancora. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. Howik. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. Per poco la baleniera non si capovolse e. Ma. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. governa! La jubarte. si riempi a mezzo. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. imbarcando acqua. Tre nuovi colpi. al passaggio. La jubarte si arrestò e. I due marinai. cercando di ferirla in qualche organo vitale. infatti. si posero a vuotare in . senza però toccarla.

nella caduta. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. — Eccolo. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile. ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. Le tre lance. mentre il capitano tagliava la lenza. Questa. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. d'altra parte. ma di difendersi. per quanto fosse stata spinta velocemente. come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. No! L'animale. — rispose Howik. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. Riapparve il balenotto. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. e la sua . In quel momento. — Presente. Non era dunque più il caso di assalire. capitano! — rispose Howik rialzandosi. non pensava più a fuggire. a maggior ragione non poteva fuggire e. come avrebbe detto un marinaio. — Un altro remo! — disse il capitano Hull. Ma allora si accorse che. sott'acqua. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. Passando. disgraziatamente deviate dall'oscillazione. il remo di governo si era spezzato nel mezzo. ancora mezzo piena d'acqua. a poche tese soltanto dall'imbarcazione. reso furente dal dolore. diventata ormai inutile. non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e.fretta l'imbarcazione. A sua volta. assaliva. si produsse un gran gorgoglio. questa volta fallirono il loro colpo. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro. in tali condizioni. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. se non governava più. II capitano Hull lo comprese subito. e la sua agonia minacciava d'essere terribile.

in soccorso del capitano. in caso di bisogno. — Attenzione. Mettere in mare una delle barche per correre. che trascinò a rimorchio affinché. quantunque gravemente feriti. I marinai compresero d'essere perduti. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito. sarebbe stata una grande perdita di tempo. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa. che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull. con l'aiuto dei negri. sia nuotando. poiché invece di una leva. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi. per cosi dire. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. Tuttavia. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate. I disgraziati marinai. Fu impossibile. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. Ma il nostromo era. In quel momento. Questa... scagliata in aria con irresistibile violenza. coprendo il balenotto con il proprio corpo. disarmato. disgraziatamente. ricadde rotta in tre pezzi. la jubarte. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. . e il vento cominciava a gonfiarle. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. era tornata all'assalto. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. non aveva in mano che un remo relativamente corto. qualunque cosa accadesse.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera. Cercò di virare di bordo.

CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. balzò. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. quando Dick Sand. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. giunse sul luogo della catastrofe. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. Nan. cari amici. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. la signora Weldon cadde in ginocchio. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. Un quarto d'ora dopo. poiché la loro condizione era delle più . fu un misto di pietà e d'orrore. Poi. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro.Ma la jubarte. e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. — Preghiamo! — disse la pia donna. la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora. ogni essere vivente era scomparso. domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. con i negri. accecata dal furore. con le mani levate verso il cielo. si era precipitato nella lancia. quei loro poveri compagni feriti. il quale. tornò a voltarsi. con il capo chino. ma ancora vivi. Dick Sand. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. Tom e gli altri negri rimasero in piedi.

. brave persone. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim. un giovinetto di quindici anni! Capitano. questa. si. a bordo del Pilgrim. e alla quale. a centinaia di miglia dalla terra più vicina. coraggiose e zelanti senza dubbio. suo protettore. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. in balia del vento e delle onde.ed era un allievo. la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile. e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico.Dick Sand . non c'era più che un marinaio. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. per il quale sentiva un affetto filiale. marinai. nostromo. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. E a bordo si trovava una passeggera. no certamente.gravi. di solito tanto prudente. era una terribile fatalità! Infatti. una madre con il suo figliolo. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. almeno. pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. e vi erano pure alcuni negri. a braccia conserte. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si. ai quali si era votato corpo e anima. uno solo. . guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla. di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri.

nessuno avrebbe potuto dirlo. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza. A ogni modo.L'oceano era deserto. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. e cosi fece Dick Sand. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. non un punto ne turbava la superficie. e si fermò a tre passi dall'allievo. se non c'è lui. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. — Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. Ciononostante. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. e come se non lo avesse udito. al nostromo Howik. alzando le spalle. — Voi! — disse Negoro. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. si trattava di far fronte alla situazione. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. — o. Negoro comparve sul ponte. ora? — domandò Negoro con grande insolenza. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. — Chi comanda a bordo. — Voglio parlare al capitano Hull. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. — rispose freddamente Negoro. e di considerare le cose com'erano. che aveva lasciato dopo la catastrofe. . nei luoghi di pesca. facendosi incontro al mastro cuoco. Dopo la scomparsa della jubarte. — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni. si! — rispose l'allievo. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. senza uscire dal suo mutismo. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. 62 Negoro si spinse verso poppa. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile.

e la cui esattezza è assoluta. secondo le necessità. deducendone la longitudine con l'angolo orario. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. Come si vede. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto. adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno.Negoro indietreggiò.. mediante le osservazioni astronomiche. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». — Non c'è più che un capitano qui. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. e capi allora che. aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei. nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. Dick aveva preso la propria risoluzione. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta.come il suo capitano faceva ogni giorno . e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. Il firmamento. Intanto. . Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza. Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte.. evidentemente. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon. non turbate da alcuna scossa. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo. Dick Sand esaminò lo stato della velatura. Quattro o cinque anni di più. il capitano Sand. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. non possedeva ancora. in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità.il . occorreva che egli fosse tale da poterla accettare. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. e tornò nel suo alloggio. il brigantino-goletta. Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim.

la cosa sarà facile!. tutti! Si. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora. — rispose l'allievo — .. signora Weldon. invece. doveva solamente cercare la strada con la stima. almeno. non si perse d'animo. Con il bel tempo. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso. anzi deve modificare i nostri progetti originari. voi e il vostro piccolo Jack. Ciononostante. e cioè con le misure prese con il solcometro. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente. si. signora Weldon. quindi la rotta seguita. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. — rispose Dick Sand — lo tenterò. — tu comprendi bene che questa catastrofe può. -— Facilmente. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull. Dick. — Lo so.. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon. — Ma.. sulla quale puoi contare assolutamente. La sorte della nave è in mano tua! Dick. Dick. sento che lo farò. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo. La signora Weldon.. fino a un miglio di approssimazione.. e tutto il suo equipaggio è morto con lui. — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. — Senza dubbio. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme. potrò volgere la prua a est. gli disse con voce che non tremava: — Grazie. come quella da seguire. — riprese la signora Weldon. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si. Con il cattivo tempo. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. Dick. Il capitano Hull non è più. E ora. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio..punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. signora Weldon. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare.

e in 164° 13' di longitudine. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. quasi mosso. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. Era il litorale dell'America del Sud. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi. signora Weldon. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. — Laggiù. Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. e faremo molta rotta. per cosi dire. La signora Weldon si era chinata sulla carta. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. — rispose l'allievo con voce ferma. avvicinandomi alla terra. Ah. con velatura completa. in questa direzione. anzitutto. Dick. — E lo faremo. poiché da ventiquattr'ore non si era. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. a gonfie vele. dalla randa di mezzana fino al controfiocco. che rilevò mediante la bussola. L'importante è approdare. sulla destra di quel vasto oceano. poco importa. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. — D'altra parte. che le mostrava tutto un oceano. a considerarla in quel modo. È una illusione che si fa sempre chi non ha . il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi. vi sbarcherò in luogo sicuro. non possiamo non raggiungerla. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. — Ebbene. signora Weldon. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. Quella carta. conoscere la posizione del Pilgrim. Era infatti la prima cosa da fare. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim.

Ma aveva preso la propria decisione. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. Comandati da voi. e infatti. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. rappresentato in proporzioni esatte. nel mezzo di quella pagina bianca. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. e alcune nubi. — Ben detto. 65 — Si. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole. ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. Sapeva quanto fosse lontana la terra. Di tanto in tanto. e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. senza dimensioni apprezzabili. che sarebbe sembrato sperduto. Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. il Pilgrim. ecco ciò che richiedono le circostanze. — Signor Dick. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. — approvò la signora Weldon. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare. Eppure. vecchio Tom. per non compromettere nulla. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. ben detto. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. amici. ma durante queste poche . alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. e potremo dirigerlo. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. Era venuto il momento di agire. come lo era su quel pezzo di carta. Meno velocità ma maggiore sicurezza. Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. Vi indicherò. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. che andava frescando. la buona volontà non ci mancherà. Voi non siete marinai. indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo. — Amici. quanto a me.

consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. come si è detto. e. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. avremo vento favorevole! — Certo. — Quando vorrete. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. Per l'appunto. — Si. fino a stasera. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. — rispose il bambino. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni. — Ai vostri ordini. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. Fate soltanto ciò che vi dirò. con un po' di attenzione. accanto a me al timone. finché rimarrai al timone tu. — riprese l'allievo — restate qui. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca. certo. figliolo caro. se non a Valparaiso. Tom. — Ebbene. mamma. battendo le mani. signor Dick. per dedurne una media. bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. senza perdere un momento. te lo prometto. — rispose il vecchio negro. potrete subito sostituirmi per alcune ore. — E io. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. Per ciò. se la stanchezza mi vince. — Ai vostri ordini! — rispose Tom. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere.ore. e sono sicura che.

se il vento. d'uso assai facile. come sull'incappellaggio di . Non porta che una randa al tronco maggiore e. la controranda. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. la randa. l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore. L'albero maestro. Invece. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. Infatti. I fiocchi. e l'avrebbe certamente fatto. la stima sarebbe stata insufficiente. Era dunque meglio dirigersi verso l'America. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. In un brigantino-goletta. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. le vele di strallo si manovrano facilmente. arrampicarsi lungo le sartie. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. la gabbia sull'albero di gabbia. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. infatti.ed elica. a prua. sull'albero di velaccio. sopra. poteva rendere i maggiori servigi. hanno il punto di mura i tre fiocchi. Per eliminarla. sugli stragli di prua. una controranda. Ora. fino allora contrario. È necessario. poi. Fra questi due alberi. Infine. sul bompresso e il suo buttafuori. La traversata sarebbe stata meno lunga. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. ha meno velatura. l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. invece. quando si vuole spiegarle. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. e quell'utile strumento. un velaccio e un controvelaccio. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. non si fosse mutato in favorevole. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile.

Bat. . I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. il Pilgrim portava solo i fiocchi.tale albero.. scioglietela! E voi.. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone. Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa. Benissimo. Il gigante. per completare la velatura. il controvelaccio. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. — Si. il vento soffiava moderatamente. la controranda e le vele di strallo. Hercule. Per passare dalla panna alla bolina stretta. — Suvvia! — gridò — Tom. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò. Alate. cioè... manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine. non aveva avuto che da far servire.. e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi.. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato. che non comprendeva questa espressione..... lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio. la vela di trinchetto e la vela di gabbia. si era diretto verso il luogo della catastrofe. forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza.. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta. e questo.. pigliando dei terzaruoli. tocca a voi.che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. cosi.. e tutto andrà bene. . — Amici. diede un colpo da spezzare ogni cosa.. 67 Quando Dick Sancì.. senza volerlo. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom. si dovevano issare il velaccio. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto.. tenendosi con l'altra. fate lo stesso!. — Si. l'obbligo di correre sui marciapiedi. Bene!. tirate! — Cosi? — disse Bat. Per fortuna. tanto per allentarle o ammainarle. quanto per diminuirne la superficie. fanno facilmente precipitare un uomo in mare. tesate. — e di lavorare con una sola mano. Adesso. la randa. Da ciò. al segnale del capitano Hull.

girò lentamente. date volta. Questa seconda manovra fu abbastanza facile. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua.. senza però farsi alcun male.. E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto.. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo. tirate sui bracci. senza che egli avesse ancora lasciato il timone. — Ecco fatto. Tutti insieme adesso! Alate. Bene. insieme con il suo amico Actéon. senza volersi impegnare troppo. Facilissimo. — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. amici! — disse l'allievo. non c'era più che da far forza sulla drizza. e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. — Prima della fine della traversata.....— Eh.. Già il Pilgrim Slava rapidamente. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!. — rispose il colosso. con la prua a est. Tutti e tre andarono a gambe all'aria.. Ma Hercule fece forza a tal punto. Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi. bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo.. e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro. i cui bracci di sinistra erano stati filati. murare e bordare. lascate... passate la mano!.. cosi! Bene. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate.. Lascata pian piano la scotta del boma. ma non rompete nulla... gonfiando allora le vele. del resto. amici. per fortuna. impresse alla nave una certa velocità. siccome essa era caricata in modo semplice. — Ebbene. che la drizza si spezzò.. legate. Hercule! — Cercherò. — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. sarete già buoni marinai! . allentate. Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e.. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro. — Bene. poi chiamò i negri a poppa. non cosi forte... Il vento.

non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. gli uni alle drizze del controvelaccio. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. si lanciò sull'alberatura. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. si accinse a farlo egli stesso. murate e bordate dal basso. non fu che un gioco per l'allievo. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. non per le vele di strallo. E il piccolo Jack. non avremmo fatto niente di buono. strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia.— Faremo del nostro meglio. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. anzi signor Jack. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta. quindi i due pennoni vennero issati insieme. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. le due vele furono saldamente murate e bordate. avendo collocato Hercule. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. Là in base alle sue indicazioni. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. molto superbo di sé. Dick Sand. controvelaccio e vele di strallo. gli altri a quelle del velaccio. e giungere alle crocette. Actéon e Austin. di cui sciolse rapidamente la vela. Terminato questo lavoro. che potevano essere issate. si lasciò scivolare sul ponte. Bat. Poi risali sulle crocette. — rispose Tom. e Dick Sand. Poi. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo . In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. perché aveva lavorato sul serio. — Credo. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. Le mancavano quelle vele alte. Jack ricevette la sua parte di elogi. capitano Sand. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. Chiamò dunque Tom.

Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. il Pilgrim. la cui testa spariva sotto il protorace. un insetto dalle elitre piatte. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. — E adesso. l'addome arrotondato. questa volta. era una manovra difficile e. Il vento rinfrescava. egli aveva fatto quella preziosa scoperta . se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. scivolava rapidamente sulla superficie del mare. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. e la manovra fu terminata. — disse allora Dick Sand. sbandando leggermente a dritta. — Eccoci sulla buona rotta. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. ma nelle attuali circostanze. signora Weldon. appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. le ali alquanto lunghe. che Dick Sand andò a riprendere. precisamente. vegliando sul castello di prua. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. che non era sonno. con la lente d'ingrandimento. Durante tutto questo tempo. che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. E. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. non aveva spezzato nulla. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. un semplice ortottero. non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. lasciandosi dietro una scia netta. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua. Hercule. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento.

strada facendo. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso. . aveva incontrato la blatta in questione. sulle conseguenze del disastroso avvenimento.frugando nella cucina di Negoro. hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette. una collera che. senza dubbio. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina. Da ciò. si era messo allo studio. Ma lo sapeva. che provano tutti.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim. il cugino Bénédict. Per tutto il giorno. sarebbe far torto al suo cuore. notevoli per il loro colore. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. e siccome 70 egli aveva la pretesa. e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma. certamente. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto. e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. per riflettere. del resto. quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli.

i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. In tal caso. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. ad un suo cenno. e siccome era sorvegliato a vista. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile. inoltre. cosi si sarebbe. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. Dal canto suo. nella sua piccola cucina. Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. Quanto alla bussola. ecc. l'allievo. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. e una era collocata nell'abitacolo. non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. come sempre. ammainare le vele alte. D'altra parte. deciso a passare quella prima notte sul ponte. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. faceva conto di vigilare su ogni cosa. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. a bordo ve n'erano due. Ciò è prudente. Nan. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. d'altronde. al primo gesto di disobbedienza. Il vento. e specialmente. che sapeva cucinare. Occupato. filato più presto. controvelacci. velacci. controrande. Il suo . sotto gli occhi del timoniere. alla minima infrazione. Quel giorno. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. non lo si vide più di prima. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e.

infatti. per il dovuto controllo. La signora Weldon. Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. quella notte. Tranne questo. Del resto. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. Sotto questo riguardo. si staccò e cadde sul pavimento. a bordo del Pilgrim tutto andava bene. era una bussola rovesciata. La bussola rovesciata. come due cronometri. dunque. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. era stato più agitato. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. poiché ormai. il Pilgrim età sufficientemente provvisto. senza lasciare la cabina. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. Ora. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente.quadrante. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. ella non si era mai . aveva ripreso fiducia. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. In quel modo. però. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull. Ad ogni modo. Dick Sand ne fu molto contrariato. di notte da due lampade laterali. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. la bussola si era spezzata. e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. fino allora. e in modo tale da non poter essere più riparata. accadde uno spiacevole incidente. Del resto. e. L'altra. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. è vero. Ma era possibile che si fosse ossidata. il mare. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave. disgraziatamente. vedendo la calma di Dick Sand. nella notte dal 12 al 13 febbraio. che gli erano tanto necessarie. per inettitudine o negligenza.

Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. faceva assegnamento sulla bontà di Dio. perché non si sentiva troppo stanco. di giorno. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso. — Vedete. Innanzi tutto. correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. Trovava. grazie ai suoi consigli. a poco a poco. signora Weldon. I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. si confortava con la preghiera. Cosi andavano le cose a bordo. ma. Perciò.lasciata prendere dalla disperazione. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e. ma credo proprio che. diventavano discreti timonieri. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest. senza dubbio. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. Spesso. che egli rilevava con la stima. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. aveva ripreso i suoi giochi abituali. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. Non vorrei affermarlo. Tom fu naturalmente il nostromo. dormiva cinque o sei ore. e ciò pareva gli bastasse. senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco. la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. incurante come sono i bambini della sua età. poiché era proprio lui che i suoi compagni . che l'amico Dick era meno suo di un tempo. da sincera e devota cattolica. Durante quelle ore.

che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. per tal modo. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. Il cielo era coperto da fitte nuvole. gli altri vigilavano a prua. Verso le tre del mattino. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. mentre l'uno era al timone. Tuttavia. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico.avrebbero scelto per questo compito. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. Non soltanto non vedeva più. sotto la direzione di Dick Sand. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. . La notte era dunque oscurissima. Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. da temersi. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. si produsse una specie di fenomeno ipnotico. proiettando i loro chiarori lateralmente. Ora. Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore. accadde questo fatto: stanchissimo. in realtà. ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. Gli altri fanali. durante la notte dal 13 al 14 febbraio. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. durante le notti che passava interamente al timone. è probabile che non avrebbe sentito nulla. A poppa. allora la sua mano governava per puro istinto. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. immerse nelle tenebre. non navigava mai senza fanali di posizione . lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. I suoi occhi. Quando l'allievo si riposava.

i suoi occhi si portarono sulla bussola. dal 14 al 21 febbraio. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola. segnava il nordest.. Era dunque una deviazione di quattro quarte. Infatti. la direzione.Era Negoro. L'ago calamitato era stato deviato e. si era riscosso dal suo sopore. Ma. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano. il giorno dopo. poi. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso. di mezzo angolo retto. facendo centosessanta miglia in media al giorno. che egli non poteva sospettare. fu il sud-est. Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni. invece di segnare il nord magnetico. Tom. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. e il Pilgrim filava rapidamente.. credette. Giunto a poppa. si sarebbe affrettato a toglierlo. Cosi almeno credeva. modificata di quattro quarte. e forse . sotto la spinta d'un vento favorevole. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. con la deviazione dell'ago. che differisce un poco dal nord geografico. Secondo quel che pensava Dick Sand. che cercavano di passare da un emisfero all'altro. a bordo non avvenne alcun incidente. Se.. quasi subito. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. per dir meglio. Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. o. era un pezzo di ferro. L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. mentre. Cosi. si ritirò senza essere veduto. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento...

Dick Sand non poteva più controllare. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata. Dick. Ora. Nan ed io. credendo e dovendo credere di dirigersi verso est. Ciò stupiva un poco Dick Sand. il quale. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. ma questo bastava? Ciononostante. che la bussola.. l'allievo rassicurava sempre. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud.74 anche un ufficiale. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo. indicazioni che. fino a un certo punto. non potè essere segnalata alcuna nave. dopo la perdita della seconda bussola. a spingere la nave fuori strada. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. secondo. — Toccheremo la costa americana. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict. il solcometro veniva gettato regolarmente. qui o là. ma. per quanto la sorveglianza fosse attiva. signora Weldon.. la signora Weldon. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. avevano contribuito. falsata dalla mano colpevole di Negoro. non ci fossimo . Jack. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. senza che egli potesse accorgersene. e il mare continuava a rimanere deserto. verso l'Equatore. che le correnti di quei paraggi. Perciò. e i due strumenti gli permettevano. dava soltanto indicazioni inesatte. poco importa. — Ma se non fossi a bordo. come meglio sapeva. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito. E ciò per due ragioni: primo. Ma. in fin dei conti. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. la quale risalisse dal Capo Horn. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico. — È certo. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. Ma Dick Sand ignorava. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi.

ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando.imbarcati sul Pilgrim e se. — E avresti manovrato da solo? — Sf. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare. tu e Negoro!.. Il capitano Hull. L'apparenza del cielo.. dopo una lunga durata del bel tempo. al contrario. le indicazioni del barometro. solo con quell'uomo cattivo. gli aveva insegnato a consultare il barometro. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre.. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. eppure. . quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire. ma se il bel tempo ha avuto lunga durata. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere. se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto. — rispose risolutamente Dick Sand. è praticamente certo che verrà il bel tempo... guardando il suo piccolo Jack. 2° Se. buon meteorologo. la cui durata sarà tanto più lunga.. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata. Che sarebbe avvenuto di te. qui. d'altronde. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. figliolo. 15 Tuttavia. nel quale non puoi aver fiducia? Sì. molte volte ella si sentiva inquieta. con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. Dick. Allora. vi sarebbero solo due uomini. da solo. Ecco. in poche parole. gli permettevano di mettersi in guardia. da una parte. si avrà pioggia certamente. dall'altra.

per due o tre giorni. (N. precisamente verso il 20 febbraio. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi.A. se il tempo è molto caldo.d. e viceversa. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio. 5° In primavera e in autunno. ricominciasse a discendere. Dick Sand ne concluse che il . d'inverno. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. ma siccome la pioggia tardava a cadere. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata. Infatti. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo. pronostica la neve. durerà pochissimo. se. accompagnato da disgelo e da pioggia. dopo un gelo di una certa durata. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. ciò che presagiva la pioggia. D'estate. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. e viceversa. venuto il bel tempo. il bel tempo durerà molto poco. ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. annuncia uragano. 7° Verso la fine dell'autunno. e anche più. il barometro si alza. Ora. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo. annuncia bel tempo.

bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. la forza e la . Ciò che doveva accadere. ma. come la maggior parte delle navi moderne.maltempo sarebbe durato molto. ciò che facilita la manovra. una vela di gabbia doppia. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. ad ammainare il velaccio. ma finalmente la vela di gabbia. D'altra parte. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. non senza fatica. doveva presentare una certa difficoltà. 21 e 22 febbraio. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. Fu cosa difficile. e si dovette quindi operare come una volta. quanto meno è carica in alto. si deve non soltanto diminuire la velatura. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso. con un equipaggio ancora poco pratico. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. la quale. Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda. Nei tre giorni seguenti. non c'era da esitare.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. . pericolosa. Quest'ultima operazione. si comprende che. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. lunga. offri minor presa al vento. Con un tempo meno minaccioso. pigliando due terzaruoli. Il Pilgrim non portava. Terminato questo primo lavoro. ridotta. ossia trentun miglia all'ora. Ma la pioggia. ma anche l'alberatura. Dick Sand. sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. ma. accompagnato dà Bat e da Austin. È un grande sollievo per la nave. significava vento. cioè correre sui marciapiedi. e nessuno esitò. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. nondimeno.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. quando il vento si fa troppo forte. 20.

L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. l'ultimo giorno. e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. sempre silenzioso. fitte brume lo coprivano continuamente. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. sempre freddi e cupi. dormiva appena. perché'. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato. Negoro. ma Dick Sand non se ne fidò. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore. Ed ebbe ragione. che il sole non si vedeva più.3 Nulla. del resto. Dingo dormiva in qualche angolo certamente. Il loro strato era anzi cosi profondo.A. l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo. senza però cozzare una contro l'altra. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. si diressero verso il cielo. e bisognava dunque prevedere il caso.) 77 trica continuava a scendere e. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. nella mattinata. Verso le quattro. forse a pochissima distanza. intorno al Pilgrim. 23 febbraio. nel pomeriggio. poi i suoi occhi. Negoro. Il giorno seguente. i vapori si spostavano con diverse velocità. perché non abbaiò come di solito. {N. profondamente agitata. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba. abba- . parve scemare un poco. Lunghe ondate si succedevano.d. che si vedeva di rado. Infine. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. non lasciava più il ponte. Dick Sand cominciò ad impensierirsene. L'aspetto del cielo era inquietante.direzione del vento rimasero quasi immutate. il vento.

al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente. era favorevole. in fin dei conti. abbassandosi. e anzi. Ebbene. avrebbero potuto trasformare in tempesta. come avrebbe manovrato. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. ma. senza aver fatto un gesto. sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee. come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. se non avesse incontrato qualche pilota. in cui quelle pesanti masse. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi.stanza vicino. si sarebbe dovuta prendere una decisione. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana. fra tutti quei terribili avvenimenti. poi ridiscese e. Dick Sand l'avrebbe presa. lui. c'era una circostanza felice. tranquillamente. Una volta in vista della terra. Pure. forse in uragano. Tuttavia.A. vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora.d. tornò nell'alloggio dell'equipaggio. senza aver pronunciato una parola. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. anziché spiacergli. (N. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale.) 78 si fosse fatto impetuoso. Si sarebbe detto che quello stato di cose. sali sul bompresso. A un certo punto. se il tempo non si fosse volto a tempesta. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra. che avrebbe fatto. di cui ognuno a bordo doveva tener conto. ed era che quel vento. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità. venuto il momento. gli andasse a genio. non parve impressionato. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand.

era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. Scoppiarono pure grandi temporali. in compagnia delle quali viveva. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. lui. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. la costa non doveva trovarsi molto lontano. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. Per ore e ore. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. ma la sua oscillazione. e passava il tempo a studiare. ma l'allievo. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. Cosi pure. ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. che lo avvolsero in fitta nebbia. per scoprire gli indizi della terra. Quanto al cugino Bénédict. e sulla nave si camminava a tentoni. d'altronde. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. che pure era salda sulle onde. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. la signora Weldon. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini. non sa di79 . poi la pioggia cadde a torrenti. Il cielo era sempre carico di brume pesanti. assolutamente abituato. Quantunque la nave. ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. Secondo lui. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. non era più malato delle blatte americane. per quanto abbia buona vista. che inquietarono Dick Sand molto seriamente. per fortuna. compresa in una dozzina di linee. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. Il barometro risali due o tre volte. per fortuna. e tutti vigilavano con cura. il vento scemava per alcune ore. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco.marzo. e poterono continuare ad aiutare l'allievo. fosse orribilmente scrollata.

— rispose l'allievo. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. — E secondo te. da alcune parole che gli sfuggirono. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. — riprese la signora Weldon. venti miglia meno. l'orizzonte sembra schiarirsi. — Nulla. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. Era il 9 marzo. — A circa quattromila cinquecento miglia. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. — Non vedi ancora nulla. centottanta miglia al giorno.stinguere i primi contorni di una costa. — rispose l'allievo. Perciò. Dick. — E tuttavia. Dick? — gli domandò. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. che va ancora rinfrescando. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. e. di questa cifra almeno sono certo. l'allievo se ne stava a prua. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. — Sempre. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. e la signora Weldon. calcolando la . e se qualche cosa mi stupisce. specialmente fra le brume. a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. venti miglia piò. signora Weldon. signora Weldon. da quando è rinfrescato il vento. signora Weldon. sotto questo vento. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. siamo al 9 marzo. è di non averla già in vista! — Eppure. comprese quello stupore. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio. osservando ora il mare ora il cielo. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. nulla. Ciò lo meravigliava. — E qual è stata la velocità della nave? — In media.

— No. non era la legatura che era venuta meno. al punto di rottura. su questo punto non posso essermi sbagliato. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. Ecco. quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. che non volle insistere. — Che c'è. con diffidenza. 80 — Ah. Era purtroppo vero. il solcometro era ormai perduto. ma egli si chiese. Ma se la velocità del Pilgrim. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. Ad ogni modo. con il cuore grosso. Il solcometro. fu portato e gettato fuori del parapetto. E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon. per conseguenza. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. e. il . saldamente dato volta all'estremità della sagola. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente. difatti. come potè constatare Dick Sand. signora Weldon. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. Erano appena state svolte venticinque bracciate. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro. ma la sagola che si era rotta nel mezzo. e. lo farò gettare di nuovo. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. signor Dick! — gridò. e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. L'unico strumento che possedeva era una bussola. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. si ritirò nella sua cabina.

il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva. Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora. Poi. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . e in quel giorno. Dick Sand. fin dall'alba. disgraziatamente. l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. essendo stata ridotta la vela di gabbia.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. Austin. Dick Sand vide. il tempo si fece ancora più burrascoso. E nondimeno il tempo stringeva. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare. Actéon e Bat salirono sull'alberatura. e ammainata la trinchettina. Il 12. il giorno seguente.5 Si preannunciava una vera tempesta. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. non potevano più essere valutati. (NJ. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave.A. non poteva essere rapidamente eseguita. diede l'ordine di ammainarla. Dick Sand. tanto il rollio scrollava l'alberatura. e di ammainare le vele basse. che già la tempesta si scatenava con violenza. 4 716 mm. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva.cammino percorso. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi. Dopo molti sforzi. Infatti. non senza spavento.

CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO. Ferito. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere. uno di quei terribili colpi di vento. poiché. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. Un momento dopo. purché sia solidamente costruita. fu percosso dalla scotta di sinistra. {NJ. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli. e Dick Sand . la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm. che si trovava sul pennone di parrocchetto.sulla nave. e ai quali. la tempesta prese la sua forma più terribile. Tornò dunque a prua. questo era il caso del Pilgrim.) _. il 23 luglio 1825. i più robusti edifici non possono resistere. Il vento era passato al sudovest. Là. può sfidare i più violenti colpi di mare. non aveva più che un pensiero. e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora.A) 1 Circa 166 km. anche a terra. preoccupatissimo..._. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte. tornò al suo alloggio. Negoro sali sul ponte. Difatti era proprio un uragano. che gettano in costa tutte le navi di una rada. Austin. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!. anche il controfiocco fu strappato. secondo i calcoli. 82 impeto del vento e. egli potè ridiscendere sul ponte. e si rimise al timone. devastò la Guadalupa. si pensi che cosa può avvenire di una nave. gli scogli del litorale non potevano essere lontani. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro. che cioè la nave. suo malgrado. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e.. (NJ. spinta con tanta furia. Tale fu quello che.A. Dick Sand. quella dell'uragano. ma piuttosto leggermente. e strappò la vela.

avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. con il timone. Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. la cui azione era spesso impotente. si tenevano pronti a venirgli in aiuto. il suo . e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. anzi. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. lo stivaggio era stato fatto bene. Quanto alla signora Weldon. questo è un pericolo gravissimo. la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. Per fortuna. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. era spaventoso.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. legati essi pure. per disgrazia. se ne stavano nelle cabine di poppa. ma il vento investiva lo scafo. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. l'attrezzatura. minacciando di colpirlo in poppa. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. e si doveva dunque tentare di governarlo. Talora. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. mentre Tom e Bat. pareva emergere dalle onde. al piccolo Jack. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. aggrappati alle bitte. il rollio della nave. l'alberatura. vigilavano a prua. dando a credere che le sfiorasse appena. In tali condizioni. fin tanto che fosse possibile. al cugino Bénédict e a Nan. Hercule e Actéon. e in modo che. per ordine dell'allievo. qualora non si fosse alzato abbastanza presto. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta. Se. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità.

quale doveva essere sotto quel meridiano. nella notte dal 13 al 14 marzo. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si. — rispose Tom. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare.carico non si spostava. precipitandosi fuori dell'alloggio.. Dick Sand. 83 Tom gettò un grido. assai preoccupato. illuminata dalle lampade. nel timore che si ammalasse. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. accorse a poppa. dopo levato il pezzo di ferro. ma Tom e suo figlio non gli risposero. si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. fu appunto il fatto che. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. Dick Sand. e perciò la signora Weldon. per un violento colpo di rollio. in un momento d'insonnia. A queste parole. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto. Tom e Bat si trovavano a poppa. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo. — Che c'è? — domandò l'allievo. Tuttavia. che avvenne un nuovo incidente. A un tratto. che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. E fu ancora mentre egli dormiva. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. udi quel grido e. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. Negoro cadde. e sarebbe certamente precipitato in mare. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. se non si poteva rendere responsabile Negoro .. quando Negoro.. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola. e la bussola. Era in buono stato. si curvò sull'abitacolo. Già Negoro si era alzato.. temendo che la bussola si fosse spezzata. se non si fosse trattenuto all'abitacolo.

ma passando dinanzi a Hercule. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. — Ciò che mi piace. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°.della sua involontaria caduta. — rispose Dick Sand. situazione piuttosto pericolosa. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che.. — Ebbene. — ribatté Dick Sand — e proibisco. che non sono schizzinosi! — Non ancora. maledetto negro! 84 Frattanto. E costui. mormorò fra i denti: — Me la pagherai. — Capitano Sand. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento. cosa strana che colpi l'allievo. il vento era cambiato. La nave correva sempre nella stessa direzione. L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. invece di investirla direttamente a poppa. — rispose Negoro. questo regolamento lo faccio io. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla.. eppure. ma il vento e le onde. proprio a voi. e che al primo atto d'insubordinazione. egli si trovasse a poppa della nave. — Negoro. sempre cosi padrone di sé. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco. vi spezzerò il cranio! In quel momento. a quell'ora. — esclamò Dick Sand. che non potè trattenere un moto di collera. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. Negoro si rialzò. — Che fate qui? — gli chiese. — Avete detto?. fece allora un gesto di minaccia. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla .

il Pilgrim non poteva mancare di . era forse scomparsa quella terra? L'America. quella terra era l'America. Dingo. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco. Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave. d'altra parte. gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico. allora. fu messo. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo. in permanenza. Nondimeno. ella. benché non potesse scorgerlo fra le brume. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. come tutti. la sua attenzione era desta più che mai. dopo tanti giorni. se avesse ancora il senso della realtà. Negoro venne molto sorvegliato. e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. a sua insaputa. Ma. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon. se. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. per prudenza. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. dove. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. per precauzione. e la terra non compariva ancora! Eppure. Negoro non doveva desiderare. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. Dal 14 al 26 marzo. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . Il barometro continuò a scendere.tempesta. dov'era dunque.

E tese la mano verso sinistra. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand. sali sul ponte. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. Hercule. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. salvezza o perdita ch'essa apportasse. di guardia a prua. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. dal momento che quella costa. nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. In quel momento. — Signora! — gridò Dick Sand. che aveva udito il grido lanciato da Hercule. quando non era al timone. a prua. le cui indicazioni. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. Hercule. che non poteva avere occhi da marinaio.. avvenne un incidente della massima gravità. quel giorno. nonostante la sua promessa di non salirvi. — Si. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo. 21 marzo. e non vedeva nulla. Ma per quanto la interrogasse. — Là! — rispose Hercule.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. — chiese l'allievo. non potendo farsi udire... tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro. verso le otto del mattino. la signora Weldon. poiché né la . Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare.. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. — Avete veduta la terra?. e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi. causa il guasto della seconda bussola. La signora Weldon. non si sbagliava. L'allievo guardava. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali.

Questa volta. cosi tardi scoperta. tanto ardentemente desiderata! ma.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. La signora Weldon. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. si. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio. egli guardò la costa con grande attenzione. i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. Era dunque questione di poche ore soltanto. terra! — egli disse. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. e siccome erano le otto del mattino. sostenuta da Hercule. cercava di scorgere il litorale che . prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. Il Pilgrim. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. e ridiscese. Fra le brume era apparsa una specie di cima. Essendosi diradate del tutto le nuvole. vedeva quella costa. senza vele. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. Finalmente. ohimè. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. Quanto a Dick Sand. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. con tutte le sue terribili incertezze. Ma. non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. — Finalmente! — esclamò. d'un tratto. formata da quell'alta vetta. dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire. la terra sottovento significava l'arenamento. ma non poteva mancare di giungere a terra. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua. A un cenno di Dick Sand. La costa. dunque. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra.

avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza. — disse. e si precipitò nella cabina. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. ma la costa non si disegnava ancora. Nondimeno. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. Allora a Dick Sand sfuggi un grido. — rispose l'allievo. il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. Nan e il cugino Bénédict. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. il cielo andava rischiarandosi. E. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon.. — Un'isola. — Sf. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. e una costa alta. — Qui. Da prua. — Il che equivale?. alta o bassa che fosse. all'orizzonte. — La carta ce lo dirà. lasciò immediatamente il ponte. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon. tornò con la carta di bordo. se siamo ancora . signora Weldon. come precisamente doveva essere la costa americana. correndo all'alloggio dell'equipaggio. — Un'isola! non era che un'isola! — disse. — Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. qui.. molto indietro.doveva incurvarsi dietro il promontorio. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. — A circa duemila miglia. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack. — La terra che abbiamo veduta. orlata dall'enorme catena delle Ande. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua.

non posso spiegare questo incredibile ritardo!. se questa si calma. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord. e visitata da Cook e Lapérouse. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione. aveva ragione di credere che. in meno di dieci giorni. almeno. e allora. avrebbe finito per calmarsi. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand.. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa. come per concentrare le proprie idee. — non so. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. — scoperta da David nel 1686. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora. . sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. per il rilievo dell'isola di Pasqua. non posso.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon. che il tempo migliorasse un poco. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua... e bisogna ringraziare il Cielo. — che si chiama in realtà Vai-Hou. Ma non si poteva sperare. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!.. adesso conosceva la sua posizione. tuttavia.. — rispose Dick Sand. Dunque. Sf. e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. come aveva detto l'allievo. che passò un istante la mano sulla fronte.. egli si diceva che l'uragano. è l'isola di Pasqua! Si. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim.. No. che persisteva già da tanti giorni. in vista del porto. visto che. doveva. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano.. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare.

Se. stava per essere in parte giustificata. aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. Se. il Pilgrim. . né al cielo di rasserenarsi. perdita facile da riparare. si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. D'altra parte. ma la progressione parve dover essere continua. fino a un certo punto. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest. Ah. perché sarebbe stata strappata dal vento. Il giorno seguente. Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. nel tubo barometrico. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. la colonna di mercurio si alzò. solidamente costruito e attrezzato. almeno adesso non procedeva più alla cieca. Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. se il mare rimase eccesivamente tempestoso. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. 27 marzo. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. che non poteva dominare. egli era « padrone dopo Dio ». aveva reso a Dick Sand la fiducia. come per un favore della Provvidenza. a 88 bordo. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte.ripreso il dominio della nave. Dio solo comandava ai venti e alle onde. CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. fuori bordo. da questo lato. questa fiducia. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. nulla da temere. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e.

Ella venne a discorrere con l'allievo.. Dick! Ah. hai sofferto molto.. preghiere! 89 — Si. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte. il vento si moderò molto. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò. Dimagrito. dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. dunque. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. sebbene. — rispose l'allievo. infatti. . — Ah. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte. pallido sotto la tinta abbronzata del volto. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. signora Weldon. — non vi sbagliate! Da ieri. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. e il vento è diminuito. — Il mio stretto dovere. ho ragione. o stia per calmarsi! — Si calma.. durante la tempesta. povero figliolo! Hai fatto. il bravo Sand. La prima ad abbandonare la cabina. l'aveva costretta a rinchiudersi. forse. un giorno.A notte. E poi. è pur vero che essa comanda! — Dick. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. capitano mio. lasciate la cabina nonostante le sue. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. fu la signora Weldon. figliolo caro. per prudenza. dove Dick Sand. signora Weldon. infatti. — rispose la signora Weldon. in confronto di ciò che era stato fino allora. il barometro non è sceso.. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. ti disobbedisco. e se è vero che alla fiducia non si comanda. aveva fiducia.

— gridò egli quando risali sul ponte all'alba. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime. Il 29. capitano Sand. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. — È Dio che ha fatto ogni cosa. ed ora sei. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. e uomo degno di comandare. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. assicurandone la direzione.— Riposo? Non ho bisogno di riposo. amici miei. signora Weldon. . più preziosa della vita. Dopo questa conversazione. sto molto bene.. essendo un po' diminuito il vento. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa.. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. ti sei dimostrato uomo. — disse il vecchio Tom. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo. io!.. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro. e presto. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela. — Suvvia. — rispose Dick Sand. ma il cuore le traboccava. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto. ti ripeto che. Weldon! — Io. — Dick. Tom. suvvia. — Grazie a Dio. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. Dick Sand si senti più forte. figlio caro. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. — Dick.. con la tua energia morale e fisica. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza. — replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione. — rispose l'allievo.

la vela era a posto. \ nonostante la forza del vento. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. il pennone issato. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. — Tu. diretti dall'allievo. — Si. amici. — rispose l'allievo. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini. — Ora. ma va fatto! — Si farà. dopo un'ora di lavoro. Sarà forse difficile. — Quando avremo la calma. all'opera. Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone. va' al timone insieme con Bat. Jack. — Ed ora. — Buona idea. Inferire una vela al pennone di gabbia. — Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. Nondimeno. signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. la vela di gabbia e il fiocco. e lo aiuterai a governare. — disse il piccolo Jack.— Pronti a tutto. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. Jack! — osservò Dick Sand ridendo. si misero subito al lavoro. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. quel giorno. che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. — riprese Dick Sand. furono ristabiliti senza troppa fatica. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri. alle dieci del mattino. Finalmente. — soggiunse Hercule. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. amici. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . — rispose Actéon.

opinione che fece condividere dalla signora Weldon. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. riprese il governo della nave. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. tornato al timone. nell'alloggio dell'equipaggio. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta. ma il tempo andava rimettendosi al bello. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. Talora il Pilgrim ne era 1 inondato. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. II giorno seguente. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. . aiuto timoniere del Pilgrim. senza affaticare l'equipaggio. aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. erano stati aperti i boccaporti.aggiungere altre vele. Un'aria salubre penetrava nella stiva. nel quadrato di poppa. e pure il ponte fu spazzato. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. ma lasciavano fra esse grandi squarci. poi ricompariva per sparire ancora. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. fintanto che il vento non fosse scemato. dopo aver ringraziato mastro Jack. Per arieggiare un poco l'interno della nave.

ma molto più vicino a terra. signora Weldon. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. Qui è l'isola di Pasqua. e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California. come doveva fare il capitano Hull. qualunque sia. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. ne concludo che troveremo la terra ad est. ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare. Dick. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta. e poi torneremo al nostro porto di scalo. ci metteremmo in contatto con essa. in quale punto della costa approderemo. in questo momento non mi è possibile. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna. — Ebbene. che abbiamo lasciata ad ovest. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. caro Dick? — domandò la signora. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. — Qui.. Ma. signora Weldon. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave.— Ebbene. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. . — Si. dopo avervi sbarcata. quel porto sarà il benvenuto! — Si. dimmi un po'. e dalla direzione del vento. signora Weldon.. Dick. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. — Bene. — Più precisamente non potrei dirlo. Ne passasse anche una sola. sul litorale. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. un servizio organizzato molto bene. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi. sempre costante.

e la fronte gli si oscurò un istante.. se il tempo è bello e il vento moderato. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. Il vento continuava ad essere impetuoso. Per assicurare. — Sarò costretto a mettere la nave in costa. Siccome il barometro risaliva. allora. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo. presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . furono pure. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra.. che farai. Speriamo bene. perciò Dick Sand si domandava. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si. che l'aspetto del cielo è rassicurante. signora Weldon. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura.. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela.Perciò bisogna continuare ad accostarci. Per alcuni giorni.. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio... fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. la solidità degli alberi. — Allora?. che risolvette di lasciare. al bisogno. tratto d'impaccio. mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. Dick? :— Allora. E tuttavia. signora Weldon. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe. però. la quale si sarebbe fatta gravissima. Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. — rispose l'allievo. non senza apprensione. e se il vento sarà troppo forte. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota. — Ah! è una dura necessità. una o due volte. — In tal caso. fece tesare sartie e paterazzi. — E se non incontrassimo alcun pilota?. — domandò la signora Weldon.

Più volte. durante la tempesta. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. significava nuovo ritardo. non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. era stata certamente assai notevole. Eppure nessuna terra era segnalata. perciò. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando.dalla parte opposta. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. con il cannocchiale agli occhi. il dubbio non fu più possibile. a est. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. dopo un certo tempo. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. infatti. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. passando ora a nord. e là. cioè. e tale che affaticava l'alberatura. le quali sorgevano dal basso. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. ma. questi timori non si avverarono. Si era al 5 aprile. Nuova ansietà di Dick Sand. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto. il vento si stabili definitivamente ad ovest. La pretesa terra si spostava. però mantenendosi sempre forte. ora a sud. Ma il 6 aprile. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. che passasse. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. dato che la catena delle Ande è molto alta. Dopo aver variato per alcuni giorni. e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. dunque.

non era più che a tre miglia. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. tutti accorsero sul ponte. perfino il cugino Bénédict. nessun porto. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. alla distanza di circa quattro miglia. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. In quel momento. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. si allungava come una sottile lingua di terra. che si andava allungando a vista d'occhio. Due ore dopo. Ma. Del resto. da parte dell'allievo. la signora Weldon. Negoro solo non si mostrò.crocette. finalmente. non c'era errore possibile. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime. e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. si profilava una costa bassa. e a sud-est. sotto i primi raggi del sole. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. . che dominava una specie di rada temporanea. dato il carattere geografico del paese. dal canto suo. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. nessuna abitazione in vista. Allora. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. il quale. gli uni molto distintamente. il piccolo Jack. ma era evidente. A est. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. al contrario. curioso come tutti i bambini della sua età. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. o che almeno pareva tale. Tom e i suoi compagni. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. che si stagliavano contro il cielo. gli altri con gli occhi della fede.

là doveva esservi una risacca mostruosa. che andava e veniva sul ponte. Poi. La signora Weldon. ma. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. nonostante tutti i miei . Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi. che lo osservava. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. Negoro lo udì senza dubbio. In quel momento. si doveva attraversare una linea di scogli. non lo vide. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva. ma essa non sembrò spaventarlo. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. contro le quali il mare si frangeva schiumando. Fortunatamente per lui. fece udire dei lamentosi latrati. — disse. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. si slanciò verso la prua e. si mise al timone. Dingo. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. tornò a poppa e. Negoro guardava la furiosa risacca. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. con voce ferma: — Signora Weldon. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. prima di giungervi. guardando la terra. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. senza pronunciar parola. e i lineamenti contrarglisi un poco. Dingo. Dunque.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. Dick Sand. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom.

Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. nel caso che venissero precipitati in mare. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso. e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin. le molecole d'acqua. fra la salvezza vostra e la sua. Il cugino Bénédict. Ad un tratto. abili nuotatori. Jack. vale a dire che toccava quasi gli scogli. Dick Sand riconobbe. Per ultima precauzione. mare. Quanto a Negoro. ma. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. lubrificando. la signora Weldon. per cosi dire. da un cambiamento nel colore dell'acqua. — Tutto! — rispose l'allievo. tornò al timone. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. molto tranquillo del resto. Dick Sand. e . Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. Anzitutto. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. prese tutte queste precauzioni. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. Dick? — domandò la signora Weldon. olio che. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. doveva calmare per un istante 5. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e.sforzi. Tom e i negri. si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. che fra gli scogli si apriva un passo.

almeno. Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. il mare si placò come per incanto. non doveva presentare. in attesa degli ordini dell'allievo. di cui. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. .siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. non esitò. non appena si videro al sicuro. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno. ringraziarono la Provvidenza. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo. i negri si erano posti a prua. la signora Weldon e i suoi compagni. Perciò. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa. Il mare in quel luogo era ancora più furioso. Lo scafo del Pilgrim. Quanto al Pilgrim. le onde rimbalzavano fin sul ponte. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata. spaccato dall'urto. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. dunque. ormai non era più che una carcassa senza valore. dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. grazie a lui. in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe. Il loro rimpatrio. Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. fra breve. grandi difficoltà. e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale. era perduto.il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. dieci minuti dopo. accanto ai barili. la risacca avrebbe disperso i rottami. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. Infatti. la nave si era incagliata.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni . a quanto pareva.

latanie. e di conseguenza. si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab. nuovi per lui.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e. alberi del pepe di una specie particolare. Dato che quella fosse la costa del Perù. Qua e là. si sarebbe potuto discutere a lungo. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India. i porti. Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. come doveva supporre Dick Sand. pareva del tutto deserta. aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. e cento altri vegetali che un . Weldon. le borgate e i villaggi non vi mancavano. pini bianchi. perché egli sapeva. Era. . nel nord-est. seminato di rocce nere. fra essi. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta.ai quali. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua. A nord. sulla riva del Perù? Poteva darsi. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. Là. tamarindi. alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. la moglie e il figliolo di James W. le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro. chiuso da una scogliera di media altezza. Quanto a quella parte del litorale. del resto. Era un piccolo greto. sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. quanti alberi. si è attribuita a torto una longevità straordinaria .

americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né. Qua e là si levava pure qualche pernice. infine. e alcuni gabbiani. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. checché ne dicesse il piccolo Jack. fra gli alberi della fitta foresta. con riflessi azzurro acciaio. e che la costa fosse tanto abbandonata. Ma. ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. non se ne vedeva nemmeno uno. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. dal collo interamente pelato e di color grigio. circostanza piuttosto strana. . Dick Sand era molto meravigliato. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. Ma non ce n'era. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani. di cui si contano più di mille specie. nella parte superiore di quella scogliera. o almeno. venuti dal largo. Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. nere di piume. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. Di case. Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria. e non c'era indizio. per saperlo. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. Ma. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim.

Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. non c'era proprio nessuno. è strano. — Va e viene!. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. — rispose l'allievo. . ma aveva taciuto quasi subito.« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli. Il cane andava e veniva sul greto. un riparo qualsiasi. decidendo sul da farsi. brontolando sordamente. Negoro andava e veniva sul greto. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. se qualche indigeno si fosse avvicinato. — Dick. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua. si voltava. Poi. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli. probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio. Dopo tutto. — Si. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. — Fa quello che fa Dingo. io non ho più il diritto di dargli ordini. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e. Infatti. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo. maniere strane davvero. Dopo il naufragio del Pilgrim. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità. Presto. cessò di pensare a lui. qui è libero. — rispose Dick Sand. infatti. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. infatti! — mormorò la signora Welaon.. poi si sarebbe tenuto consiglio. con il naso al suolo. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio. il suo servizio è finito. la coda fra le gambe..

quando fosse stato necessario accenderlo. legna secca nei dintorni non ne mancava. Quei diversi avanzi. avrebbe battuto l'acciarino. dietro una svolta della roccia. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. E. fumatore arrabbiato. che il mare scava quando le sue onde. percuotono la costa. Dunque. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. casse di carne secca. Il vecchio Tom. e quando lo si avesse voluto. niente da temere. — se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. e gettando grida gioconde. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . chiamò la madre. era provvisto di una certa quantità di esca. ma fu una botte quella che portò il forte negro. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto.che il riflusso aveva lasciato scoperti. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. anche soltanto contro la selce del greto. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. prima di mettersi in cammino. riguardo a ciò. Riguardo al fuoco. scoperse 99 una di quelle grotte. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. messi in luogo sicuro. Inoltre. non mancava nemmeno l'acqua dolce. in verità. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. ben traforate e levigate. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. Trotterellando ai piedi della scogliera. Il piccino era entusiasta. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. ingrossate dalla tempesta. numerosi oggetti. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. e piena d'acqua fresca e pura. scatole di conserve alimentari.

tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. invadendo la grotta.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . La signora Weldon. amico mio. e approfittò certamente di quanto intese. ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. Ad ogni modo. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza.era ben asciutta. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. Senza dubbio. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta. di cui Bat aveva salvato un bariletto. tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe. . C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. non partecipò affatto alla conversazione. Tom e i suoi compagni. Dieci minuti dopo. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. la vecchia Nan. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum. e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. prese la parola. che non era stato trascurato. nondimeno ascoltò senza parere. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi. Tu sarai la nostra guida a terra. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. doveva bastare a contenere i naufraghi e. tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune. Frattanto Dingo. Ma se Negoro mangiò. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. Era l'una del pomeriggio. — Dick. com'eri il nostro capitano a bordo. evidentemente. vegliava fuori della grotta. . In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon.

potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. di informarsi. — Separarci! — disse la signora Weldon. — In ogni caso. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. signora Weldon. — rispose l'allievo. confinante con le pompasi Può darsi. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. — È da decidere. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione. per poi tornare alla grotta. dopo una notte di riposo. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. signora Weldon. Essi cercherebbero. rispose: — L'importante. il signor Bénédict e Nan. se. In tal caso. — soggiunse Dick Sand . È impossibile che.Dick Sand. cosa che sarebbe spiacevole. Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. Hercule. preferirà rimanere qui. cioè nella zona meno abitata. non dobbiate lasciare questa grotta. Jack. di incontrare qualche indigeno. senza allontanarsi troppo. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. — rispose Dick Sand. Quanto a Negoro. è anzitutto sapere dove siamo. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. dopo aver riflettuto un istante. la contrada è assolutamente deserta. — Ebbene. certamente. in un raggio di dieci miglia. vedendo questa spiaggia cosi deserta. non si trovi nessuno. credo che voi. Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana. Bat. dopo aver riflettuto alcuni istanti. per dannata ipotesi. Actéon e Austin resterebbero presso di voi. — Mi pare necessario. Domani. che fare? — ripete la signora Weldon. anzi lo crederei volentieri. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. — Il mio parere.

e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. Ma la cosa è troppo inverosimile. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. Dingo. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. ricomparve all'ingresso della grotta. il cane ci sarà utile. che non era uomo da impegnarsi troppo. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. insistendo. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione. era un esporsi a molte fatiche. sentendo pronunciare il suo nome. per . ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. — riprese l'allievo. fatta alla proposta dell'allievo. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. degli inconvenienti. dato che. meritava. ritorneremmo alla grotta. anche breve. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse.guardando il mastro cuoco. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. — D'altronde. Nondimeno. in fin dei conti. — Condurremo Dingo. in realtà. anzi affermo che non lo sarà. — ripete Dick Sand. era profonda. — durante l'esplorazione. è vero. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. — rispose Negoro. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. La separazione poteva avere. Entro due giorni al massimo. di essere discussa. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. — È probabile.

. — rispose il cugino Bénédict. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità.. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . egli. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. ve lo raccomandiamo. — per me. risalendo lungo l'argine. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. quindi. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. non portateci troppe zanzare. — disse l'allievo. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?.. hai certamente ragione. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim. tornando verso il fiume. — Non allontanatevi. vado a fare una visita agli insetti della regione. Quasi contemporaneamente. ma. discese allora verso il greto. — Si. — soggiunse il vecchio Tom. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. mi sono mancati i mezzi astronomici. — noi resteremo qui. lasciandolo sulle ginocchia di Nan. Jack continuava a dormire. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta.accertarli. che fossimo più in alto o più basso di latitudine. — Fa' come vuoi. perciò la signora Weldon. — E soprattutto. — disse il cugino Bénédict. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso. signor Bénédict. lasciava la grotta. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri. e farò quanto si vorrà. usciva anche Negoro. Pochi momenti dopo. — Siamo intesi. signor Bénédict. e non sarebbe impossibile. — Stai tranquillo. — Si.. l'entomologo. — Trovo buono ciò che si propone. e tu partirai con il vecchio Tom. ragazzo mio. — E voi.

. ma le carte di bordo. tanto in commestibili che in liquidi. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. Là. dopo l'urto. Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. che si trovavano nell'alloggio di prua. Dick Sand ne scelse sei. Hercule. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. Rivedendo la loro nave. si trovavano in quel momento all'asciutto. ma. erano fuori uso. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co.comitiva. dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. strinse loro dolorosamente il cuore. avariate dall'acqua. senza più alberi né vele. dopo tutto. era rimasta emergente. sorgeva la 102 carcassa della nave. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. e in mezzo a rottami di ogni sorta. Questo particolare meravigliò Dick Sand. contro ogni previsione. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. Grazie a Dio. Là avevano vissuto per lunghi giorni.. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile. e non dimenticò di prendere con sé un . e metterla in condizioni di resistere se. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia. coricato sul fianco come un essere privo di vita. la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa. semispaccato. l'allievo penetrò nel quadrato. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile.come pure un centinaio di cartucce. la cui poppa. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. Mentre Tom. e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. fosse stata aggredita per via dagli indiani.

inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack. ma vi si avvicinava. o erano andati dispersi o non potevano più servire. circa cinquecento dollari. D'altronde. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. egli solo doveva essere colpevole. e non si riusciva a trovarla. e. di farlo frugare non appena fosse tornato. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro. armi e munizioni. l'oscurità calò rapida. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. ma Dick Sand esitò ancora un istante. Negoro era un uomo malvagio. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si. Dick Sand. Chi dunque. Il sole tramontando. e il crepuscolo durò poco. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. noiL si poteva sospettare che di lui. se non Negoro. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. ce n'era a sufficienza. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. La signora Weldon. all'occorrenza. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. Tuttavia. Dick Sand e i negri tornarono allora . ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. per consiglio della signora Weldon.

— Al contrario. — Dove può essere? — chiese la signora Weldon. e la tempesta non può più colpirci. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. di essere naufragati. di avere sfidato la tempesta. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. — ribatté la signora Weldon. ormai? La nostra povera nave è perduta. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. Ma che importa. durante la notte. — Avremo ancora una brutta notte. — fece osservare Tom. dico! Come conclusione. c'importa di saperlo. Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi. Fu convenuto che. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. — Si. — Ah. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. scolopendre e altri miriapodi. quasi subito. che doveva essere molto buia. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. fin che se ne voleva. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone. ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. sebbene fosse notte fatta. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo. no. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. — Che importa? — disse Bat. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba.

In quel momento. non potendo accusarlo. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui.. per aspettare Negoro. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. o non voleva più tornare. il meglio da farsi. I negri si accordarono per vegliare . il cane. O era già troppo lontano per sentire. Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. come aveva detto la signora Weldon. La signora Weldon aveva ragione. e Dick Sand si arrese al suo consiglio. se ci ha lasciati di sua volontà. secondo me. sarà di nascondergli i nostri sospetti. — rispose l'allievo. Differivano soltanto su un punto. lasciandogli credere che non si sappia nulla. I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza. non si poteva. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro. non videro e non udirono nulla. ma non rispose. e. ad ogni modo. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare. — rispose Dick Sand. Dingo. taceva.104 — Certamente. e cercava inutilmente. ora.. — Bisogna assolutamente saperlo. — Se Negoro torna. — Forse è Negoro che torna! Subito. — ma. che correva sul greto. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E. Hercule. ma. nel buio fitto della notte. ma. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi. Ma. solo. signora Weldon. Bat. in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. prendendo in disparte la signora Weldon. Frattanto. Negoro fu chiamato più volte. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. abbaiò forte. arrivati all'argine. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. Dick Sand le comunicò i propri sospetti.

non giungevano direttamente alla scogliera ma. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. perché Dingo abbaierebbe con furore. — Se non è Negoro. cosi ardentemente desiderata. e i suoi raggi. le pareva che quella terra. vide Dingo correre. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. Ma la signora Weldon. signora Weldon. fino all'orizzonte occidentale. — e se non è lui. Dingo. non era più con Negoro. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. — osservò Tom. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio. 7 aprile. il suo nemico di bordo. — Dingo ha sentito un essere vivente. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. volgendosi a Bat. Poi. amici. non potè dormire. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. così armati. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. inquieta. Austin e Hercule: — Armatevi. E infatti.a turno fuori della grotta. e li. La signora Weldon. — rispose l'allievo. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. chi può essere? — Lo sapremo. — In ogni caso. che si trovava di guardia all'alba. Spuntava allora il sole. Quasi subito. non è Negoro. verso il fiumicello. continuava ad abbaiare. — disse l'allievo. immobile e come puntando una selvaggina. la signora Weldon. intercettati dalle montagne ad est. uomo o animale. come fece anche Dick Sand. abbaiando. che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. Austin. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume.

diede dapprima segni della più viva sorpresa. avanzava prudentemente lungo l'argine e. — disse a sua volta Bat. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. dopo una breve esitazione. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. durante la notte. Costui. dall'occhio vivo. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. con gesti amichevoli. — No. di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. — Non è Negoro! — disse Hercule. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. accennò a tornare indietro. vedendoli avvicinarsi. un largo cappello gli copriva il capo. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati.l'ultimo angolo della scogliera. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. non già . — disse l'allievo. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. riprese a farsi avanti. di circa quarant'anni. Era un uomo robusto. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. In un primo momento. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. Dick Sand fece un cenno di saluto. Portava un fucile a tracolla. con capelli e barba grigiastri. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. tentava di calmare Dingo. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. lo sconosciuto. D'altronde. che subito impugnò per portarlo alla spalla. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. perché. nella foresta o nella pianura. rimettendo i fucili in spalla. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio.

La risposta parve piacesse allo sconosciuto. senza rivolgere la parola. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni. senza aspettare la risposta dell'allievo. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. si limitò a far loro un cenno. ma di uno di quegli avventurieri. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. mio giovane amico. Fu lei che rispose alla sua domanda. e questa volta proprio all'americana. — Del Sud? — Del Nord. — rispose Dick Sand. Quanto ai negri. — Signore. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. di origine straniera. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. non era né un indiano né uno spagnolo. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . anzi. — E la nostra prima domanda. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. spesso poco raccomandabili. — Americani. Ad ogni modo. Poi domandò: — E posso sapere. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte.di uno di quegli indiani. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. Sembrava. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. mio giovane amico! Cosi dicendo. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. — rispose lo sconosciuto. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud. — ella disse — siamo naufraghi. abituali scorridori delle pampas. quando a Dick Sand. — Siete inglesi? — domandò all'allievo. — soggiunse l'allievo. E questo parve certo. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. 107 — Non rimane più nulla della nave. che parve meravigliarsi della domanda.

e poiché la costa era quella della bassa Bolivia. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. come voi. indicando il promontorio del nord. — Signore. Non era affatto impossibile che il Pilgrim. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti. signore. — Oh. — rispose lo sconosciuto — perché. Lima è lontana. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto.. io non l'ho potuta rilevare con precisione. perché la signora . messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. a nord! La signora Weldon. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta.— Si.. Infatti. — Non saprei dirvene il nome. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. ma non si era sbagliato di molto. D'altronde.. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte.. signora. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. sia nel suo modo di esprimersi. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua. sia nel suo fare. — Io sono americano. posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. in una cosi lunga traversata. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo. — Ah! — fece Dick Sand. avesse deviato di quel poco. mio giovane amico. questa che punta è? — chiese Dick Sand. da quella parte.. — Allora. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta. — rispose Dick Sand — Ma. e ciò non lo meravigliava del tutto. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. ma non sorprese nulla di sospetto. credo? — No. — disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto. voi non mi sembrate d'origine peruviana. — Signore. no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana.. E lo sconosciuto s'interruppe un istante.

— Oh. Mio fratello sarà felice di fornirveli. È. verso nord-est. sulla frontiera cilena. il quale. — Precisamente. signora Weldon. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. Se volete seguirmi là. Tali offerte. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù. ma ora sto recandomi ad Atacama. sarete ben ricevuti. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. signor Harris? — chiese la signora Weldon. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. — Io mi chiamo Harris. non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. fatte spontaneamente. volgendosi alla signora Weldon. — rispose vivamente la signora Weldon. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti.gli dicesse il suo nome. — Abitate in questa parte della provincia. non potevano che deporre a favore dell'americano. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti. che appartiene a un mio fratello. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. da cui differisce sotto molti aspetti. — rispose la signora. ed è da lui che mi reco per i miei affari. l'hacienda di San Felice. c'è una fattoria importante. mio giovane amico. al tempo stesso. — No. — A duecento miglia da qui. e sono nato nella Carolina del Sud. — rispose Harris — abito a sud. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. — Signora Weldon. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! . — Il deserto d'Atacama? — Si.

— Noi saremmo molto onorati di servirvi. — Non sono. il piccolo Jack. Ne chiedo scusa a queste brave persone. quando avevo soltanto sei anni. — disse allora il vecchio Tom. non avete nulla da temere. veduta sua madre. Perciò. e non sono mai stati al mio servizio. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. avvicinandosi a Jack. — Oh. su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. avete certamente sofferto per due. signora Weldon. noi non apparteniamo a nessuno. — e d'altronde. perché si strinse ancora più forte alla mamma. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. — Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. — rispose la signora Weldon. signor Harris. e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri.. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . ma mio figlio Bat.— Ah! è vero. seguito da Nan. — È mio figlio. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. corse da lei. signora Weldon. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. come noi. — Ma lo sappia il signor Harris. è vero. ho creduto. — rispose Harris. — rispose la signora Weldon. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione. Io sono stato schiavo. e venduto come tale in Africa. — Che bel bambino! — disse l'americano. — soggiunse. signore. — Volentieri.. poi. qui presente. 109 In quel momento. — rispose la signora Weldon.

non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. facendo dieci miglia al giorno. aveva offerto i propri servigi. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. credo. giunta cosi a proposito. caro piccino? — Scusate. — s'affrettò a dire la signora Weldon. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando. e del resto. seguendo il corso di questo fiume. non sarò. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. come aveva detto Harris. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. a qualche centinaio di passi dietro l'argine. La signora Weldon ringraziò l'americano. infatti. Per noi. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. poiché sono abbastanza pratico della pampa. Era. — è molto timido. — ma ho qui. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio. — Non appena all'hacienda. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . Nel frattempo. La signora Weldon. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. quando ho parlato di duecento miglia. — rispose Harris. 110 imbarazzato a camminarvi. signore. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. in tal modo. — rispose Harris. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. viaggio faticosissimo certamente. credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. con tanta cortesia. — Il viaggio è un po' lungo. di recarsi all'hacienda di San Felice. — Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. si affrettò a cambiar discorso.dunque paura. ho inteso dire la strada che ho già fatta. piuttosto contrariata.

non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. con mio grande rammarico. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta. — Ebbene. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. e voi non ne avete certo incontrate.. — si tengono molto più al largo. e che ci resti soltanto da partire.. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama. a nord o a sud? — Ma. — Ebbene. — Signor Harris. — È vero. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. mio giovane amico. — rispose Harris. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda. senza contare che. signora Weldon. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente. Dick. non potrei accompagnarvi. e saremo lieti di dividerli con voi. che si arrendeva a malincuore. — No. perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. in lui riappariva il marinaio. — rispose la signora Weldon — per fortuna.Felice. — rispose Harris. Quanto a me. e il tragitto è pressappoco eguale. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. al vostro posto. — chiederò al signor Harris in . — rispose la signora Weldon. che conosco molto imperfettamente. — rispose l'allievo. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa. — Signor Harris. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. si! — ribatté Dick Sand. — ma a sud? — A sud. — A nord. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa. signora Weldon.

— rispose Harris. signora Weldon. e tale circostanza. — Signor Harris. signora Weldon. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. e per quanto è possibile. — rispose la signora Weldon.. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. — tuttavia. In fin dei conti. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda. voi e il vostro piccolo Jack. facilitando il nostro rimpatrio.. giovane amico. vi servirete di quel cavallo. avrebbe contrariato la signora Weldon. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso. Dick Sand vide che.quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. ci cederanno le loro cavalcature. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice. D'altra parte. facendo nuove obiezioni. signor Harris. — Tutto quel che so. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. — rispose l'americano. non sono io che ritarderò la nostra carovana. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto. — Non temete di abusare di me. — Accettiamo la vostra offerta. No. — rispose il giovane allievo — sennonché. e di là. io non esito. — riprese Harris. poiché è . certo. — Signor Harris. non vorrei privarvi del vostro cavallo. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio. non saprei dirvelo. e siccome saranno a cavallo. mio giovane amico. no.. — ribatté Harris inchinandosi. io sono buona camminatrice. — disse allora la signora Weldon. -— Ed io buon camminatore. — La cattiva stagione comincia in aprile. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti.. — Parola mia. signora Weldon.

signora Weldon. però. Entrambi partirono. amici miei. D'altronde. — Sui mercati d'Africa. Scegliamo dunque. che sono ostinati predoni. vale a dire per una decina di giorni di marcia. quelle che si possono trasportare piij facilmente. Avrà ben fatto colazione. — Siete un compagno robusto.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. porteìòtutto io. — disse Hercule — se volete. — Tom. — venite. signora Weldon.. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti.. e facciamone dei carichi. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. — Prima di partire. lui! — Volete che vi accompagni. approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui. Ve la offriamo di cuore! — Accetto. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e. vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume. Hercule! — disse allora Harris. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. vi pregherò di accettare la nostra. fra le provviste di bordo. signore? — chiese Dick Sand all'americano. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità. — No. che guardava il negro come se fosse da vendere. Si. — Come vi piace. — rispose Harris. mio giovane amico. — Bene. di cui ciascuno prenderà una parte. — disse Dick Sand. volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. signor Harris. \ — Signor Dick. . — è meglio spartirci il carico. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. per affrettare la partenza. ognuno si mise al lavoro.

Là.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ». anzi. Harris staccò il cavallo. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. spalle piatte. nitri allegramente. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. frontale estremamente sfuggente. un cavallo. Nel frattempo. all'avvicinarsi del padrone. groppa allungata. che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. che di attraversare l'America intera. strada facendo. era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. accompagnato da Dick Sand. Hercule lo ricondusse. con l'aiuto di Nan. ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. Per amore o per forza. mio giovane amico. — Vedete bene. quando ebbe raggiunto l'americano. saggia precauzione prima di mettersi in marcia. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. Tuttavia. precedendo Dick Sand. e che. gli lasciassero raccogliere insetti. purché. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire. bisognava viaggiare nell'interno della regione. reni corte. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. incollatura lunga. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente. per una decina di giorni. La signora Weldon si occupò allora. stanotte non avete incontrato un . di preparare un pasto ristoratore. Harris. Era un animale vigoroso. la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. che non chiedeva niente di meglio. legato a un albero. aveva girato l'angolo della scogliera.

— Annegato. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova. — disse Dick Sand. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. — disse Harris.portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire. la signora Weldon. — Orsù... — No.. aiutata da Hercule. con il suo fucile a tracolla. Quando vorrete. Forse lo raggiungeremo per via. e occupiamoci della partenza!. signora Weldon. Harris le fece onore. era ancora con noi. — rispose l'allievo. — rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta. come la cena della sera precedente. no. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione. di corn-beef e di biscotto.. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello.. forse?. di conserve alimentari. — Ah! — fece la signora Weldon. che siete venuto da questa parte. può darsi. sali a cavallo. ieri sera. sistemato davanti alla madre.. le disse allora che egli . — Non ho incontrato nessuno. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico. rischia facilmente di smarrirsi. non lo aveste incontrato. Quando entrambi furono tornati alla grotta. la colazione era pronta. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. e l'ingrato piccolo Jack. — No. Jack. — rispose Harris. — rispose Dick Sand — ed è scomparso. Si componeva. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. e perciò vi domandavo se voi. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si. — Forse. da uomo che la natura ha dotato di forte appetito.

seguire i difficili sentieri. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. penetrò nella fitta foresta. Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. per quanto era possibile.avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola. più lamentoso che furioso. Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale.d'altronde nulla pareva dover giustificarla . ambedue armati. che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. Dingo andava e veniva e. come a Dingo. non c'era da temere di smarrirsi. l'uno del suo lungo fucile. Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo. Ecco. l'altro di un Remington. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. della quale i suoi compagni e lui dovevano. Quanto al cugino Bénédict. sebbene nessuno potesse spiegare il fatto. per dieci giorni. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione . come fece osservare Dick Sand. secondo. sempre con il fare di un cane inquieto. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano. in cerca di una traccia. anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. che sotto la direzione di Harris. Ciò fu notato da tutti. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris. poi Nan e Tom. era stato . Seguivano Bat e Austin. alla retroguardia c'erano Actéon. Al contrario.che Dick Sand. la signora Weldon era piena di fiducia. le sue maniere erano visibilmente mutate. camminavano in testa della comitiva. donna e madre. lei.

— La scatola e la rete. lo richiamò venti volte. Con la sua scatola di latta a tracolla. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace. no. ora in coda. e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. come se si fosse trattato di strappargli le viscere.. che dimenticavo! Vi ringrazio. — Pure. ma inutilmente. la signora Weldon. ora in testa. Durante la prima ora. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. a tener conto della mia raccomandazione. la reticella in mano. non osereste! — Anche i vostri occhiali. — La mia rete.. (era diventato il suo compito). o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora. nessuno dei due lo avrebbe osservato. — Quando vedrete un insetto. egli ricominciò ad allonta115 narsi. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste. passata la quale. all'occorrenza. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. per conseguenza. vale a dire che. — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. cugino Bénédict. — Cugino Bénédict. bisognò lasciarlo fare a modo suo. la grossa lente sospesa al collo. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. per l'ultima volta. preoccupata. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri. e. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. senza scatola e senza occhiali. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. poiché. l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri. .impossibile assegnargli un ordine di marcia. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. cugina.

e in ogni caso. ed Harris ebbe cura di farlo notare. più lontano. Harris aveva calcolato bene. che misuravano fino a dodici metri di diametro. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche. quel calore sarebbe stato insostenibile. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris.Stabilito ciò. lì. c'erano scotani. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. avete esplorato le coste della Columbia. molto carichi di materia colorante. almeno. prima di rispondere alla sua domanda. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. Del resto. — mai durante! miei viaggi. Qui. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. era bene armata e stava attentamente in guardia. e guaiachi. nessuno pensò più al cugino Bénédict. ma. — rispose l'allievo. come s'è visto. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. per dire il vero. c'era il bauhìnìa o legno ferro. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. identico al pterocarpo. La piccola comitiva. — Ma. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e. come ripete Harris. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. negri o bianchi. legno solido e leggero. Strada facendo. Per tal modo. in terreno scoperto. . adatto a far remi e pagaie. Tuttavia. — Mai. il molompi. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni.

che contrasta singolarmente con le regioni del Perù. Dunque..del Cile. era spiacevole che. si. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. — Gli americani non temono i viaggi e. — No. Ah. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. del Brasile e della Repubblica Argentina. e se mai si può ringraziare il caso. E. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. né i suoi prodotti... — Non credo che sia stato il caso a condurci. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. mai. ma Dio. dunque. — E neppure la signora Weldon. davvero. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda. signora Weldon. — Ebbene. si sentiva sotto i . signor Harris! — Dio. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi. — rispose la signora Weldon. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo. non ne sapeva nulla. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. Dio! — rispose Harris. quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. forse. ma la botanica non gli piaceva. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris. conosce questa parte della bassa Bolivia. la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. certamente. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. signor Harris.. nel cugino Bénédict. o della Patagonia? — No. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori. di ogni altezza. Nessuno di noi.

Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. la piccola comitiva. gli alberi. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta. Vi cresceva a profusione l'indaco e. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. un po' meno fitti. talora riuniti a gruppi. se ne . se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. ancora numerosi. Poi. Poi c'erano manghi. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo. passato l'acquitrino. quel parassita. un po' larghi. alle quali Harris diede il nome di papiri. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. Non si sbagliava. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. Non appena un campo veniva abbandonato. Alcuni di quei rigagnoli. dopo la fermata di mezzogiorno. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi. benché fossero piuttosto lontani dal mare. secondo Harris.piedi una rete di rigagnoli. più grossi dell'ebano comune. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. « Chi pianta un mango. non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. avrebbero reso 117 la marcia più facile. Qui. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. e nondimeno. cosi affermò Harris.

Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. e soprattutto la syphonia elastica. e le loro manga erano buonissime. E il piccolo Jack. Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. — è una manga. signor Harris. ed era l'albero della . la castilloa elastica. se ero buono. € io li voglio! . ciononostante. non se ne vedeva neppure uno. signora Weldon. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. e se ne lamentò. bambino caro! — rispose Harris. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. il quale si figurava che i fiaschetti. è buono. abbondano nelle province dell'America meridionale e. Ora. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. segui l'esempio di Harris. — Eccovi. che appartengono a famiglie differenti.impadroniva immediatamente. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. cosa abbastanza singolare. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma.gomma. perciò grande disinganno del piccino. Infatti. la cecropia peltata. la collophora utilis. — Pazienza. le bambole parlanti. — Tutto quello che c'è di più elastico. per rassicurarvi. A quella foresta sembrava mancare un albero. prendete. i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. e l'albero fu subito preso d'assalto. — Siete proprio sicuro. intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. — Si. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. la cameraria latifoUa. il ficus prinoides. senza farsi molto pregare. dichiarando che « quella pera » era buonissima.

hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. Gli indiani. che sanno intrecciare artisticamente le loro piume. 118 — Gli uccelli mosca.. simile a quello di un mulinello. Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. — Ah. Secondo l'americano. più lontano! — rispose Harris. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. là. — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. Jack. carino mio. — E avrete anche gli uccelli mosca. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. si era ancora troppo vicini alla costa. è « il piccolo re dei fiori ». È anche « mazzolino di pietre preziose. signore. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia.— Ne avrai. Qui. Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure.. e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano. e forando il tappeto d'erba. — insiste Jack. Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ». — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. che splende ai raggi del sole ». « il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». Già la foresta mutava aspetto. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. ma più lontano. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. Nondimeno. . — Ma non è tutto. era quello di non fermarsi per via.

e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. simile a lastre di lapislazzuli. Prima del tramonto. Un uomo di guardia. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango. Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. soltanto. dove si trattava. pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi. che fu corretta con alcune gocce di rum. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. molto fronzuti. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. — Passiamo senza far rumore. il mango offriva i suoi. all'arrivo della comitiva. e i pappagalli non . All'occorrenza. rilevato ogni due ore. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. ed anche senza molta fatica. con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. ciarlieri.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. non di stabilire un vero accampamento. — egli disse — e passeremo senza pericolo. dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto. ci si sbaglierebbe molto. per costringerli a tacere o a fuggire. formavano una specie di veranda naturale. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. attaccabrighe. eccellenti. Ma Harris lo dissuase. doveva bastare per la vigilanza notturna. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso. La cena fu subito preparata. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. e si compose di conserve e di biscotti. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. i cui larghi rami. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. Vero è che era la prima giornata di marcia. Quanto ai frutti. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte.

per fortuna. è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. — A che prò? — rispose Harris. — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. — rispose la signora Weldon. Jack. Finita la cena. mio carino. e il vento. non fremeva più fra i rami. cessando con la notte. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. cominciò a far buio. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato. — serpenti non ce ne sono. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ». — Vi sono boschi e boschi. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. Del resto. vi ripeto. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. In verità. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. e puoi dormire tranquillo! . come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. — No. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. non sono fredde. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione.li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida. e poi. — Le notti. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. mio giovane amico. Quindi niente fuoco. signor Harris. Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. come niente colpi di fucile.

i « guaras »? — domandò il piccolo Jack. vi si trovano però coguari e giaguari. lupi da burla! — rispose l'americano. e noi siamo in forza. Actéon! — rispose Dick Sand. ci sono i lupi! — Oh.. — Ma. voi starete di guardia. Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. cui già si chiudevano gli occhi. — Sono cattivi? — domandò Jack. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri. — Neanche l'ombra dei leoni. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ». — Bene! — disse il cugino Bénédict. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. — Si. uno per mano! — Tu starai bene attento. occorre che voi riposiate per tutta la notte. — Non sono nemmeno lupi. — Mai! — rispose la signora Weldon.— E leoni? — domandò Jack.. Jack. — ma io devo.. era presente alla conversazione. Austin ed io basteremo per questo compito. — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali. Hercule. aprendo la bocca armata di denti magnifici. ma specie di volpi. Bat. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. e nemmeno tigri. veglierai! — gli rispose la madre. per caso. si. — E mordono. — La morderò io. — Si. — Peuh! — rispose Harris. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. che. ciò che è verissimo. — No. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. — Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . che non voleva contrariarlo. Hercule. carino! — rispose Harris. — Hercule. lascia fare a questa brava gente. signor Dick — disse Actéon. — Grazie. signor Jack! — rispose Hercule. — No..

la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili.— Non importa. Alcuni momenti dopo. tutti erano immersi in un sonno profondo. lo riportò sotto il mango. Questi insetti. Alcuni istanti dopo. il mono gris. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. Là si trovano la piccola marikina. Quando Hercule aveva una consegna. chi latra. il più vecchio della . Di questi diversi quadrumani. La signora Weldon. a coda prensile e con faccia satanica. coricata presso di lei. che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. tranne il gigante che vegliava. Quando spunta il sole. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. chi ghigna. chi brontola. il sagoino dal muso picchiettato. che sono i cocujos o mosche luminose. Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. chi chioccia. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO. come gemme vive. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. diede un ultimo bacio al suo piccino. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. nonostante 121 le sue recriminazioni. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. chi gracida. C'è di tutto in quel concerto mattutino. i viaggiatori o scorridori dei boschi. — rispose Jack. e chi perfino « parla ». nell'America del Sud sono numerosissimi. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. che si era addossata al mango. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi. In questo modo salutano l'alba le scimmie. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. la eseguiva militarmente. i sagù. se cosi si può dire. per completare la serie di questi diversi rumori. che hanno dormito nelle foreste a del sereno. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi.

Nan si accinse a preparare il pasto.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. né i sagù. dopo la preghiera del mattino. 122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte. ma. né altri quadrumani di quella immensa foresta. Ma non si era mostrato alcun lupo. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima. soltanto. ben rimessi da quelle poche ore di riposo. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. anzitutto. intonarono. per un motivo o per l'altro. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. e la fanno perché la carne di questo animale. né i gueribas. a quanto pare. ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. è ottima. in una parola. ed è il baritono del branco. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli. le scimmie non fecero la loro preghiera. I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. poiché nessuno le udf. perciò. D'altronde. quella mattina. soprattutto quando è affumicata. Per la prima volta. Ma quel giorno. che nessun allarme era venuto a turbare. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. e nondimeno la loro voce si ode da lontano. il consueto concerto. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. e che se Hercule gli avesse . riprendere forza per una buona giornata di marcia. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. forse. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». tutti erano a digiuno come lui. e fu presa.

Oh. e il sottosuolo si manteneva umido. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. e inoltre. Alle sette del mattino. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. no. assenza d'alberi. di quella interminabile foresta. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. ora. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. secondo Harris. assenza di pietre. alberi nani. insomma. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. arboscelli spinosi. aveva lasciato il litorale. o meglio. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. ma a patto di non perderlo di vista.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. si trovavano nella regione delle pampas. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. il sole. La foresta continuava. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. Tuttavia. Invece. guidata dall'americano. passando allo zenit. un complesso. . conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. non era cosi. cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. l'avrebbe avuta a che fare con lui. e durante certi mesi d'estate. Forse che la natura. Su quel suolo vergine. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. Da quando la piccola comitiva. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. Tuttavia. come aveva detto Harris.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti. — E mi stupisco. che fanno la raccolta di china. ma il tempo stava . — disse l'americano. Sebbene siano spesso molto alti. — Certamente. Gli indiani. — Signor Harris. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. poco importa. questi alberi. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. almeno ve li facciamo di cuore! Si. non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. è assai migliore della corteccia dell'albero. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito. ma all'hacienda troverete solfato di chinino che. mio giovane amico. — Infatti. che pareva non avesse capito. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo. signora Weldon. — Certo. — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. — Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. Fino allora.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti.ringraziamenti. signora Weldon? — Per me. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si. avete perfettamente ragione. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. non aveva piovuto. mio giovane amico? — domandò Harris. contro la febbre. — riprese Harris — non è facile distinguerli. mostratemelo. pure non è facile scoprirli. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. È raro che crescano a gruppi.

alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. — No. sebbene non volesse ancora parlarne. prossimi alla stagione delle piogge. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. volle abbandonare la sua abituale prudenza.per cambiare. poi. no! non è un serpente. . si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. l'ho preso! — Ebbene. signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. — Sono io. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. perché. si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla. c'erano ancora da passare poche ore. La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. — disse Harris — e lasciateci dormire. — Ah. — Sono stato morso! — Da un serpente?. (N. Meno che mai. allorché furono destati da un grido acuto. che fu in piedi. secondo Harris. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno.) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. — E che avete? — domandò la signora Weldon.d. alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ». ma per fortuna. il giorno dopo. nel 1649. — chiese con terrore la signora Weldon..A. Benché. Si era. si presero le solite precauzioni per la notte. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. prima di tutti. perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. 1 Un tempo. infatti. schiacciate il vostro insetto. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict.. l'ho preso.

— e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile. avvicinandola al cugino Bénédict. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. Ma per gli animali. — disse Dick Sand — signor Bénédict. Dick Sand. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava.. è una mosca. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. per le antilopi. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare. ci direte che mosca è? — Questa mosca. Il suo bambino. cugina. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. . perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. no. finora. — No. — rispose l'entomologo — questa mosca. — rispose il cugino Bénédict. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. non potè più chiudere occhio per tutta la notte. cugina. almeno per l'uomo. e perfino per gli elefanti.— Niente affatto. per esempio. ebbero ripreso il sonno interrotto. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. che stringo fra le dita. — Un dittero. questa mosca. di colore smorto. è un altro paio di maniche! Oh. dopo questo incidente. per i bufali. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. adorabile insetto! — Ma insomma..

Questa era almeno l'opinione dell'allievo. e molto pallido nelle intermittenze. faceva pietà a vedersi. benché ora cominciassero a scarseggiare. e. quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. quanto ai viveri. dodici notti passate a del sereno. si! era tempo d'arrivare! Ma. gli alberi si sparpagliavano a gruppi. Ma per un bambino era ancora peggio. c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. Sua madre. la sera del 18 aprile. Oh. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda. Probabilmente. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. Dodici giorni di viaggio per una donna. al quale mancavano le cure più elementari. il viaggio era stato ripreso. meno fitta. Dick Sand. Nan. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. nessun incidente venne ad . la sera stessa di quel giorno. E. e non formavano più masse impenetrabili. Intanto. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. era bastata a spezzare la sua fibra. nondimeno. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand.molto rosso durante gli accessi di febbre. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». secondo quanto diceva l'americano. preoccupatissima. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. per quanto energica fosse. e la vista del piccolo Jack ammalato. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. Nella foresta. Harris. non erano loro mancati. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. che allora spuntava. e sembrava non provare affatto la stanchezza. senza dubbio. e la loro salute era soddisfacente. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno. Soltanto. poi.

— Oppure egli lo conosceva. fiutando le erbe e gli arbusti. com'erano un tempo. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria. e che in questo \stesso momento. non è vero? — interruppe Dick Sand.. che. dopo avere un po' esitato. — In ogni modo. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce.. gli si avvicinò: . e allora. fu il comportamento di Dingo... — O Negoro non conosceva/questo paese. In primo luogo. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi. — Negoro. talvolta furiosi. signor Dick. o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso.. non sia molto lontano! — Ma. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi. forse di non grande importanza. Fino allora. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo.... da principio. Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand. Tom. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?. interrompendosi per chiamare il cane. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo. quasi sempre con il naso al suolo. Quel giorno. — Si.aggravare le inquietudini di Dick Sand. invece. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia. infatti. i latrati dello strano animale ridiventarono forti.. — Negoro. mutò modi. perché? — disse Tomi. ma egli osservò due cose.. 131 Il cane. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese. che. è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim. o taceva. e quasi d'un tratto. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista.

— Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. — rispose il vecchio Tom scherzando. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo. — disse Harris — ma se volete. saprà anche andare più lontano. signor Harris. — a sentire Dingo. — Egli non è mai venuto in questo paese. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». non dilatava le narici. non affrettava il passo. — rispose Dick Sand. — ribatté Tom. come fanno gli animali della sua specie. Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite. Dingo. — È inutile. Quel nome fece su di lui il solito affetto. — Su. — se Negoro ha saputo venire fin qui. quasi niente. La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. batteremo il bosco. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. _ — Ah! — fece l'americano.. come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia. e si slanciò avanti. Eppure. e che doveva conoscere. — disse Harris. — Oh. 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. fosse lontana ancora centinaia di miglia. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. che si trovi in angustie. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto.■— Piglialo! — disse. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima. Harris aveva veduto tutta la scena. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. alla quale nondimeno si era recato più volte. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. come se l'hacienda. Non fiutava. — Ci sarebbe da meravigliarsi. signor Harris.. — rispose Tom. pareva indifferente. . Questo. — quel portoghese. A osservarlo bene. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto.

della quale doveva pure avere un gran bisogno. e al tempo stesso. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più.non rimanevano da percorrere che sei miglia. erano giunti vicino a una macchia. come chi non è sicuro di sé. Come! non un indigeno. la foresta. lasciavano vedere sul suolo. Dick Sand si guardò attentamente intorno. un po' acquitrinoso. e di queste sei miglia. impronte che non potevano essere né di giaguari. senza essere cosi fìtta come ad ovest. se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. ma sembrava osservasse le profondità del bosco. né di coguari. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. alle cinque di sera. Dopo una pianura larga un miglio.. Alle sei di sera. certamente. quattro erano già state certamente superate. era ricomparsa. per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo.. imprimere si larghe impronte. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. lasciare simili tracce. Del resto. e guardava a destra e a sinistra. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana. ma non vi sono . non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. Erano dunque ais o altri tardigradi. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. i rami erano strappati o spezzati. violentemente scostate. le erbe. La signora Weldon. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto.

come marinaio. quei negri. vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. fra le terribili prove che intravedeva. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. qui. Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo. prima che fosse venuto il momento di agire. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. se. e che avrebbe dovuto ancora. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. poteva agire. quel fanciullo. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando. più che mai. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. In quella situazione. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. Ad ogni modo. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. più o meno bene immaginata. con il largo muso rigonfio. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. Dunque. tutti i suoi compagni di sventura. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa.elefanti in America. Ad ogni modo. ma. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. ormai. per averne ragione. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. la cui bocca è armata di denti che ne .

■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand. Era proprio tempo di arrivare. che lo prese. — rispose Dick Sand. decorato molto rozzamente. e tutti.. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda.. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente.. formato da una larga lama ricurva.. — Infatti. erano spossati. no. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. credo. forse non sentiva la stanchezza. Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai. — ripetè Dick Sand. — rispose Harris — eppure. con la pelle senza peli e di color rossiccio. e forse ho avuto torto! — Può darsi. più o meno.escono per più di un piede.. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale. signor Harris. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta.. — ma di notte. gli indigeni non sono lontani. una specie di coltello d'una forma particolare. mi sarà difficile guidarvi. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack. Verso le quattro di sera. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti. — Farò bene. — disse Harris. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo. infissa in un manico squadrato d'avorio. ma le sue forze erano esaurite.. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi. La signora Weldon. la . — rispose Harris esitando — e non riconosco. Era un'arma. non ci separiamo. — No. che guardò Harris bene in faccia. — Eppure?. — Come vi piacerà! — disse l'americano.. — replicò Dick Sand in tono risoluto. ad andare avanti. attinta dal sentimento del dovere. Tom portò il coltello a Dick Sand. — Smarrito. tozzi sulle zampe corte.

macchie di sangue!. — Qui.signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi. dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra.. — disse Tom — su quegli alberi. Dingo. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. Il suo piccolo Jack.. Dingo fece udire furibondi latrati. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi. le faremo in un'ora! — E sia pure. e domani. ci rimetteremo in viaggio.. Vi erano. alla vista di quelle forche. — Li. taci! — disse. e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. il vecchio Tom. — Sai bene che non c'è nessuno. e chi lo avesse osservato in quel momento.. che stava occupandosi con lui di questi preparativi. tornando verso di lui: — Taci. li. Due o tre miglia ancora. a giorno fatto. — rispose Harris. Quanto ad Harris. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi. Tom. si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick. infatti. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo.. Per fortuna. Con gli occhi . membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. là per terra. le riposava fra le braccia. presso quegli avanzi umani. era rimasto immobile. di quella catena spezzata. In quel momento.. guardate! guardate! 135 — Che c'è. indi. con il tono calmo di chi è preparato a tutto. in terra. Frattanto.. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. assopito per la febbre. Ma il vecchio Tom. se ne stava in disparte. alcune forche spezzate e una catena infranta. E. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo. qui! — gridò Dick Sand. due mani recise e..

non una foglia si muoveva sugli alberi. — Per pietà della signora Weldon. Dick Sand. Tom. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro. soltanto il cugino Bénédict dormiva. rimaneva immobile. L'oscurità calò a poco a poco. mormorando queste parole: — Ho veduto. sull'orizzonte ad ovest. Fu scelto un altro luogo di fermata. con la testa china. come fosse stato atterrato da un colpo repentino.. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera. ma lo assaggiarono appena. 136 Forse. stava per parlare! — Taci.. queste forche.. si fece udire un ruggito profondo e grave. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. per noi tutti. non assopito. Tom. — ripetè Dick Sand. Essi cercavano di vedere. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune. e si dispose ogni cosa per la notte. ho veduto!. di udire. ora si fece profonda... Cessato il vento. il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. verso le undici.smisuratamente aperti...... se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta. Improvvisamente. Il pasto fu preparato. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. le mani serrate. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo. . la stanchezza vinceva la fame. E senza dubbio. e attraverso gli alberi. Cercava di ricordarsi. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni.. da piccino.. in quella profonda notte. ma assorto nei propri ricordi. satura d'elettricità. Austin e Bat vegliavano insieme. egli guardava. ho già veduto.

e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada.. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè. le catene. il dittero raccolto dal cugino Bénédict. giraffe. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. erano fuggite nella radura. e non struzzi. era stata raddoppiata. Dick Sand. che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine. situata precisamente a ovest di quel continente. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. Ma Harris non c'era più. ma qualche altra isola. Tom lo aveva riconosciuto. i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione.Tom si rizzò in piedi. aveva certamente girato il Capo Horn.. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise. verso il posto occupato da Harris. la china. Dick Sand gli afferrò il braccio. incapace di dominarsi pili a lungo. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . la bussola lo aveva ingannato. né la pampa boliviana! Sì. e con lui era scomparso il suo cavallo. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. il coltello di forma bizzarra. e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio.. si precipitò.. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare. la terribile tse-tsè. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. con il coltellaccio in mano. a sua insaputa. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia. — Il leone! — ripetè. che non era né l'altipiano di Ata-cama.

che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. dove e come si compiono codeste barbare razzie. eppure si continua a fare su larga scala. è stato proibito già da molti anni. praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani. sulla costa d'Africa. I musulmani. a profitto di chi siano fatte.Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. ed è questo che il lettore deve sapere. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. quanti incendi e saccheggi provochino. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola. ridotti in schiavitù. e. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . principalmente nell'Africa centrale. In pieno XIX secolo. quanto sangue esse costino. infine. Questo traffico abominevole. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. che occupavano in quel tempo parte del litorale. Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. e allora i portoghesi. li inseguirono con accanimento. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. dove. indovinate da Dick Sand.

il Connecticut. che vollero riscattarli a peso d'oro. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. la Virginia. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. che protestarono contro la tratta dei negri. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano. inoltre. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista. alla quale non fu estranea la questione della schiavitù. e cioè le braccia degli schiavi. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. questo odioso traffico era generalmente ammesso. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. e in tal modo in Europa nacque la tratta. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. sotto ogni punto di vista. essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. Verso la fine del XVI secolo. a ciò. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. tutti gli Stati lo proteggevano. sarebbero periti a migliaia. Diversi Stati del Nord. Presto si elevarono voci generose. Ma per quanto fosse necessaria. la fondazione di colonie oltre oceano. nel seno stesso di quell'America del Nord.ricche famiglie. Infatti.

Tuttavia. non intervennero all'atto di aboli140 zione. una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. I negrieri continuavano a correre i mari. e furono perseguitati a oltranza. La Francia e l'Inghilterra. si propagò con efficacia per tutta l'Europa. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. e nell'agosto 1838 . il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. La Francia aderì subito al nuovo trattato. Gli Stati Uniti nel 1820. Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio. dichiararono la tratta atto di pirateria. Come tali. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». La spinta era data e. imitata nel 1814 dalla Francia. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. nel 1807. e pirati coloro che la esercitavano. non si facevano più nuovi schiavi. e l'Inghilterra nel 1824. ma gli Stati dell'America del Sud. nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. si dovettero attuare misure più drastiche. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. e. Il 14 maggio 1833. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. più particolarmente. così come le colonie spagnole e portoghesi. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. Frattanto. Per mettere fine a questo commercio. essi incorrevano nella pena di morte. ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico.

tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese. e cioè duecentosessantamila negri. teatro principale delle guerre fra capi e capi. i fiumi travolgono cadaveri. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. numero che. Di questi infelici. l'altra a est. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. Nel 1861. Spelee. alla Mecca o a Mascate. Burton. verso Mozambico. Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. almeno non ne accetta più di nuovi. e i figli dei negri vi nascono liberi. Nella regione dei . gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. Livingstone. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. all'indomani di quelle cacce all'uomo. Dieci anni dopo. i campi devastati sono deserti. e le bestie feroci invadono il paese. Dopo questi spaventosi macelli.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. l'una ad ovest. compiendo l'opera di emancipazione. Grant. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. Stanley. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. la estese a tutta l'America del Nord. turchi o arabi. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. Tutti gli altri viaggiatori. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. nel 1848. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. verso la colonia portoghese dell'Angola. Il Brasile. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. sembra. la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. È nell'interno dell'Africa. Cameron.

poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale.Grandi Laghi. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. In tali condizioni. si vede lo stesso spettacolo: rovine. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. e quest'anno stesso. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra. massacri. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. durante questo secolo. e presso certi popoli dell'alto Niger. e questa via di sfogo mancherà. come al tempo di Bonaparte. Del . Pure. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. certamente. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro. i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. 1878. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. diventano spesso dei soldati. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. nei distretti dell'alto Zaire. Questi schiavi. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà. supera annualmente i quarantamila. che l'audace Stanley ha attraversato. per molti anni ancora. e viceversa. spopolamento. Molto prima della spedizione d'Egitto. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. Da allora.

. il traffico si fa regolarmente all'interno. a quel tempo non si conosceva che il litorale. e due città principali vi formano due porti.resto. dei quali alcuni ancora cannibali. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean. indigeni barbari. e. fino al Zaire a nord. anche in Egitto e nel Bornu. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. il Congo e l'Angola. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. Esso si stende dalla Nurse a sud. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo. il Benguela. Clima pernicioso. Ma in quale parte del continente africano. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. dovevano attraversare qualche anno dopo. infatti. Stanley a nord. per fornire uno schiavo. per un'inesplicabile fatalità. nel paese che Cameron a sud. terreni caldi e umidi che generano la febbre. All'interno. dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. è moneta che ha corso. Ed era là. quest'ultima capitale della colonia. che si compone di tre province. quando lo schiavo non è un soldato. e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui. Benguela e San Paolo di Loanda. circostanza aggravante. dipendente dal regno del Portogallo.

dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. parti da Zanzibar e. Nel 1872. Diciotto anni dopo. di cui non potè ridiscendere il corso. mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. e uscivano. la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. passava il Coango. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. le montagne del Bambarra. accompagnato dal dottor Dillon. fosse molto compromessa. l'uno a sud. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. passando il Tanganika. nipote di Livingstone. il Lualaba. Trentasette anni dopo. attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. l'altro a nord dell'Angola. con coraggio senza pari. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. Tuchey. Cameron. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. nel 1816. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley. a prezzo d'inaudite difficoltà. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. e di là. Il primo per ordine di data. nel novembre del 1853. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. dopo aver attraversato l'Ugogo. attraversando l'Unyanyembe. e l'offerta fu accettata.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù.

pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba. lasciava Bagamoyo sulla costa orientale. che riuscì a metterli in fuga. All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. quando Stanley. il dottor Dillon e Robert Moffat. l'Uluda. nel novembre del 1874. il coraggioso americano. il 24 agosto 1876. e assisteva alle più orribili scene di razzie. Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. come . abbandonava. ventun mesi dopo. il Kilemmba. il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». per fare il giro delle insuperabili cateratte. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù. risalendo fino al secondo . Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika. cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. l'Urua. Sotto l'Equatore. Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. mandato alla ricerca di Livingstone.spopolate dalla tratta. Quindi. che aveva soltanto intraveduto. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. le sorgenti del Lomane. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe. il Lovale.

Il 3 giugno 1877. a più di cento miglia dal litorale. il 18 luglio. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. dove né gli indigeni. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. e che. era l'Africa. e non l'America. Francis Pocok. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. dove abbondano le borgate.grado di latitudine boreale. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. dove le missioni sono ospitalmente . perdeva uno dei suoi compagni. sarebbe disceso direttamente al mare. di Cassanga e di Kazonndé. E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. il 6 agosto. di Zaire e di Congo. situata fra le Cordigliere e la costa. Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. né le belve. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. Non era la regione propizia. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia. a quattro giornate dalla costa. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. Finalmente. sotto i nomi di Lualaba. E cosi fece. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. Tuttavia. e se il Nilo è la grande arteria del nord. Due giorni dopo. seguendone il corso. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo. ed egli stesso. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. passando le cateratte di Massassa. sfuggendo alla morte per miracolo. preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. a Banza M'buko. né il clima sono davvero da temersi. riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana. dopo una traversata completa del continente africano.

CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. la situazione era terribile. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. che scorreva fra una doppia siepe di papiri. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim.aperte a qualsiasi viaggiatore. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. ma l'interno stesso della colonia. ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo. Harris. Erano Harris e Negoro. veramente. passando da San Salvador. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi. ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. La conversazione cominciava allora. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. cosi come avevano reciprocamente fissato. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa. sull'argine di un ruscello torrentizio. E. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. nel 1853. — Cosi. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. due uomini s'incontravano a tre miglia di là.

. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle. però.— No. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. ippopotami ed elefanti in America. rugge il leone.. Quanto a me. — E lo regolerai con comodo. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni. Parola mia. Negoro. è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine. una vera trovata.. e nel tempo stesso. questa. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe. — Cento miglia ancora. per farla compiuta. più gli interessi. per darmi il colpo di grazia.. Harris. camerata.. il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! . — Te lo ripeto. e davvero.. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze... — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo. — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni. durante i primi giorni di viaggio. non sapevo più che cosa immaginare e. Negoro. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai.. Negoro!. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. camerata. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna. ma la madre che voleva gli alberi della china..

sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. — Grazie! — Che vuoi. a quel cane? 146 — Niente. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. camerata. Negoro. Negoro. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. alla foce della Longa. Harris. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. hai fatto bene a mantenere le distanze. — Capiterà. dunque. dopo un istante di silenzio: — A proposito. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. Poi. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa. — rispose Harris. significano molto. — disse Harris con filosofica indifferenza — . camerata! Un bel giorno. dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. sul luogo del naufragio. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. nella nostra esistenza piena di peripezie. nel suo genere. — C'è mancato poco. Harris. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù.— Capisco! — rispose Negoro. Che cosa gli hai fatto. — Bene. mi pagherà care le sue insolenze. fra noi. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. del quale siamo umilissimi agenti. — rispose Negoro. sono costretto a confessare che. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. — Nondimeno. i viaggi non l'hanno cambiato. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto. — Quanto a te.

o forse anche impiccato. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. se fossi stato così stupido da presentarmi. Un barile d'acqua... adesso! Non vogliono più la schiavitù.. nella Nuova Zelanda.. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland. benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato. e mi hanno preso. . sorvegliato. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. che aveva leggermente esitato a rispondere. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre. — Gli inglesi? — No.. fra i quali mi ero cacciato. — rispose Negoro — ma dalla prigione. ■— E condannato? — Si. come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata. ti hanno pescato? — Si. Ah! ho sofferto terribilmente. — Hai potuto evadere? — Si. — Per mille diavoli! — esclamò Harris. quando fummo in mare! ma. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario. non essendomi voluto mostrare. volere o no. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. una cassa di conserva. i portoghesi. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. — rispose Negoro.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. — I portoghesi fanno gli smorfiosi. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda.. al mio arrivo ad Auckland.

si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione. che tardava a presentarsi. Entrambi si alzarono in piedi. aspettavo sempre un'occasione. Quando lo steamer giunse laggiù. Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland. — Povero diavolo! — Ora. Negoro s'interruppe. Negoro? — Anche quello. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò.— Ah. — Anche quello del galantuomo.. — Non c'è nulla. ma ti ci rifarai.. compare! Vitto e trasporto gratis!. — SI. — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris. che afferrò il fucile... camerata. — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore. Continua dunque il racconto delle tue avventure. ecco una cosa poco delicata. ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. In due anni.. — Ciascuno ama il proprio mestiere. è un'abitudine! — Per diciotto mesi.. pronto a far fuoco. — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. Harris. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto. — Capisco! — rispose Harris. — disse Negoro. — Infine.. discorreremo dell'avvenire. potei lasciare la nave senza che mi vedessero. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano... — disse poco dopo Harris. Quando conoscerò bene il passato. — Harris.. è passata. . però. paese dei Maori! Ma ne sei tornato.

. e pochi giorni dopo. mi accettarono. da principio. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. parla! — Il Pilgrim. suo figlio e suo cugino. Harris. comandante del Pilgrim. — rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. dopo aver riflettuto. in mancanza di meglio. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro.. Ma accadde che. uomini liberi! Non sarei stato il padrone e. e a bordo c'erano cinque robusti negri. a bordo. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. Ora. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. se ti piacerà. ma l'equipaggio era al completo. rimasi ciò che ero alla partenza. — parla caro compagno. credevo proprio di andare solo fino in Cile. il cuoco del brigantino aveva disertato. ma vedevo che diffidavano di me. dunque. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. Fortunatamente per me. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. — Era la mia intenzione. — disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. Quando m'imbarcai. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. Harris. e siccome mi sono sempre interessato di cucina. — Come. il cuoco del Pilgrim. il capitano Hull. . mi offersi perciò come cuoco e.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. — Ma. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa. nella mia qualità di ex marinaio. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. Quel giorno. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. dunque? — insistè Harris.

Harris. alla quale assomiglia veramente un poco. Harris. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. spinto da una violenta tempesta. la sua vera direzione. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. finalmente. Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia. Negoro. e una notte la bussola ha indicato un falso nord. è perché l'ho voluto io. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. e nemmeno potesse sospettarlo. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. Negoro! — Lo so. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. e la nave. fu girato il capo Horn. dove volevo trascinarli! . mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato. inesplicabile per Dick Sand. ma io. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. precisamente su queste terre dell'Angola. — Si. La lunghezza della traversata. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. Il tuo giovane amico. ha battuto rotta falsa. cosi che il Pilgrim. ancora molto novizio in fatto di navigazione. — disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. Essi si credevano. e contavo proprio di approfittare di questo errore. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. lo hanno creduto. Harris. ma. per opera mia.— E allora. Senza che l'allievo se ne accorgesse.

— No.A. i governatori non intendono più ragione. — E gli affari vanno bene? — Si. Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. e i chefes1 nemmeno. che fornisce tutto il Madagascar. camerata. vuole. — E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro.— Ma. {N. — adesso sanno dove si trovano.d. i baracconi sono pieni di schiavi. Soltanto nei dintorni di Mossamedes. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno. dicono. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita. dammi notizie del nostro padrone. — E che importa. ormai? — esclamò Negoro. Ma farli passare da Benguela. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. Harris. al sud dell'Angola. il mercante di schiavi Alvez. in questo momento. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. dirigersi verso l'Angola. — osservò Harris. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti. e . e perciò. almeno su questo litorale. Da una parte le autorità portoghesi. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. o da San Paolo di Loanda è impossibile. che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. — Prima di dirtelo. che non vedo da due anni! — Oh. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni.

Burton. l'evaso dal penitenziario di Loanda. Primo di tutti. non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto.inoltre. Negoro. Grant. — rispose Negoro. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto. — disse. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. — I negri che accompagnano la signora Weldon. Giunta la conversazione a questo punto. ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. — che farai di costoro? — Ne farò due parti. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. Speke. L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. David Livingstone. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità. vale a dire capace di qualunque azione. e se ci premono i nostri interessi. Cameron. se ne avessero. lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice. all'udire parlare questi furfanti. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni. e quella che. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni. dopo di lui.. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. Il portoghese non prosegui. riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. — E quali venderai? — domandò Harris. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi. — .. Stanley. — E ora.

— Niente!. — Quattro negri.. — No. — rispose Negoro. — È forse difficile? — chiese Negoro. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma. lo conosco. — rispose Harris — poiché è intelligente. Negoro.. Certo. — Non è « può darsi ». — riprese Harris.. di forte costituzione.rispose Negoro. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis.. 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. A dieci miglia di qui.. ma « sicuramente » che bisogna dire. ne sono certo. è come se al mio . sulla Coanza. Negoro. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto. che rifletteva. — Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. Cercherà dunque. — Vedi. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta... ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. — rispose Negoro.. — Certamente. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé. qualche centinaio di dollari soltanto. Non ha altra decisione da prendere. dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme. camerata. la prenderà. camerata? — domandò Harris. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro. — Oh. — disse Harris. io. — Si. — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm. — Quali. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni. abituati al lavoro.. — disse Harris. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe. e. dunque. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale. può darsi!.. faccio assegnamento su certe rendite.

— Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro. Harris. entrambi discendendo il corso del ruscello. ai piedi dell'argine. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. — Ah. apparve un cane. attraverso la . D'un tratto si fece udire un sordo latrato. — In cammino.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene. con le mascelle spalancate. si avviavano verso la Coanza. ma non insistette. e bisogna precederlo. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione. Harris aveva assistito. Negoro. senza pronunciar parola. lo spianò e fece fuoco. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. quando Negoro. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. — Dingo! — esclamò Harris. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino.. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. Dingo stava per avventarsi su di lui. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. Negoro discese immediatamente dall'argine. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare. Egli non perderà nemmeno un'ora. io conosco Dick Sand. afferrando il fucile di Harris. pronto a slanciarsi. Negoro non ne disse di più. Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. — Diamine. Alcuni istanti dopo. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. al tempo stesso.. a tutta la scena.

. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America. Era caduto sull'abitacolo!. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio.. E una notte. Negoro era là. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim. » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand. vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava.foresta. d'un tratto. sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa. una sola. CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze.. Non ha forse potuto turbare.. nonostante la rapida corsa della nave. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia.. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo.. della quale non potevo controllare le indicazioni!. Si ricordò pure la rottura della prima bussola. egli toccava la verità col dito. — L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand. e la rottura della sagola del solcometro.. se nel passato vi erano ancora alcuni punti . come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. la terra s'era mostrata cosi tardi.. Poi.. « Si ». gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata. mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata. pensò « rimaneva una sola bussola a bordo. adesso si spiegava perché. a poppa!.. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand.

il presente non poteva più offrirne. signor Dick. ma l'allievo non cedette. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro. e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. . — Ebbene. a rigore. Che il portoghese. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati. era ancora concepibile. che avevano insieme concertato un piano. sarebbe rimasto capitano a terra. ahimè. non una parola di ciò. troppo bene. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. a più di cento miglia dalla costa.. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. cercasse di vendicarsi di lui. di trovarsi in Africa. Dick Sand. risoluto. — Tom. Ed ora. mosso da un sentimento d'odio. i negri. Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. ahimè. lui stesso! La situazione era terribile. — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone. più numerose . Tom.oscuri. avrebbe saputo che pensare. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale.quest'ultime.Dick Sand si rialzò. A lui spettava di salvare la signora Weldon. fermo. L'allievo sapeva. si poteva ammetterlo. lo so. Capitano a bordo. né alla signora . gli strumenti del mercante di schiavi. — Si. tutti gli altri dormivano. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. ma la signora Weldon. quella madre.. era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica. sapete dunque che siamo in Africa. quel bambino. che l'aveva trattato come meritava.

del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio. e quella costa. Egli si era veduto scoperto. — rispose Tom. l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. — Lo so.. . Siamo in paese nemico. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere.. è vero. Infatti.. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai. probabilmente. signor Dick. soli a temere!... a nord o a sud. — Soli.. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi. sarebbero passate alcune ore. Quanto a Negoro. doveva essere quella dell'Angola. — Tom. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. egli doveva aver raggiunto Harris. Dopo esservi giunto. e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro. e bisognava approfittarne. Mi verrete in aiuto. In ogni caso.Weldon. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto. ed era fuggito. le stazioni portoghesi. dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. allo scopo di concertarsi con lui. né ai vostri compagni. prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita.. senza dubbio.. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. È necessario!. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. signor Dick. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto. Bisogna che siamo soli a sapere. Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire.

e in ciò doveva dar ragione ad Harris. Infatti. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura. mentre Dick Sand voleva. sarebbe stato malagevole. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso. per non dire imprudente. per fortuna. Bisognava inoltre aggiungere che. Inoltre. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza. ed ecco perché. poiché una catena di montagne . con ragione. l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. 155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. poiché Dick Sand e i suoi compagni. bene armati. quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon. non poteva risalire né molto a nord. del resto. discendendo la corrente di un fiume. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. là dove era naufragato il Pilgrim. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. Dick Sand lo credeva. dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. fino allora si erano tenute a distanza. né molto a est della regione.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. che. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. in mancanza del cavallo di Harris. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi.

— rispose Dick Sand. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. L'ultimo giorno di marcia. la natura del suolo si era modificata. di modo che. prima di quel fiume. nei due casi. — poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano . ancora assopito. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. le cui acque. o il fiume scendeva da quei monti. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. tutti i loro compagni si destarono. arrossate dall'ossido di ferro.si sarebbe incontrato qualche suo affluente. — È fuggito. i declivi si abbassavano e diventavano umidi. senza esitare: — Harris non c'è più. Fors'anche. faceva pietà. e ci ha trascinati fin qui . o si piegava verso sud e.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. e la signora Weldon depose il piccolo Jack. Evidentemente. Perciò. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. — Quell'Harris è un traditore. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. molto pallido nel periodo dell'intermittenza. — chiese. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. L'allievo giudicò che. In ogni caso.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . s'intorpidivano presso gli argini declivianti. Venuto il giorno. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. signora Weldon.abbastanza vicine . — Dick. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. — rispose. durante le ultime miglia del viaggio. Il bambino. uno dopo l'altro. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio. La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva. non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. Difatti. fra le braccia di Nan.

se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. signora Weldon. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa..... — disse Hercule. — rispose l'allievo. — rispose il vecchio Tom. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf.. io sono forte. — Dick. né villaggio. — Ve lo ripeto. — le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà. — Oh. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon. quel miserabile era sulle nostre tracce. signora Weldon. — Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare. Ancora alcune miglia a piedi. — Non lo so. guardando il vecchio negro: — Questa notte. — Quell'uomo.. quella fattoria?. — rispose Dick Sand. — Lo presentivo! E tu credi. Dick. — Camminerò! . Dick? — No. lo avrei ucciso! — E cosi. che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. — Per la stessa strada. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. senza fatica e senza pericolo. signora Weldon. un traditore! — ripetè la signora Weldon.d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale. — Non c'è né fattoria... e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero. signora Weldon. si affrettò a soggiungere. e. Perciò. bisogna tornare alla costa. né borgata nei dintorni. e non dubito.

— Andiamo! — ripetè l'allievo. Infatti. — disse Hercule. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. Camminerò! Andiamo. mi stanco. durante la marcia. a lui importava poco. per consiglio di Dick Sand. poiché non ci vedeva. ma. Il cugino Bénédict. li aveva conservati. per altro. Actéon se lo gettò sul dorso. era pronto a partire. — due rami d'albero. In tal modo. c'era da star sicuri che quel gran bambinone.. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo.. — Datemi Jack. più in là della punta del naso. Cosi. che . messo fra Actéon e Austin. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali. E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. amici. signora Weldon. il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello.. poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. senza ch'egli ne dubitasse. e d'altronde. un po' di fronde attraverso.. sarebbe rimasto tran157 quillo. — Quando non ho nulla da portare. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi. e. come si dice. Le armi furono esaminate con cura. — Grazie. in modo da formarne il carico di un solo uomo. le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare. fortunatamente. che prese il bambino dalle braccia di Nan. non si svegliò neppure. complicazione grave.Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati. con l'ingiunzione formale di non lasciarli. che.

D'altronde se è vivo. — Può darsi! — disse l'allievo. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte. sebbene meno fitta. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. nelle radure. ma erano più variati. fin dall'alba. zenzeri gialli o turchini. praticati dalla tromba di . manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo. no. Qui.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. i fiori variavano i loro colori. In certi luoghi. indice di terreni carboniferi. poi. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. Dick Sand rimaneva silenzioso. rosse orchidee. giacevano a terra. — È vero. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. tronchi enormi. Dingo non c'è! — rispose Hercule. Avanti! Faceva molto caldo. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. — rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro. già silicizzati. lobelie pallide. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. Lo sentiva vicino a noi. Erano elais. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa. — E Dingo? — disse. saprà ben ritrovarci.. l'assenza del cane era sgradevole. ma per fortuna la foresta. probabilmente. Nessun latrato gli rispose. nell'aria c'era minaccia di temporale. Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. piante di cotone. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi.. da quell'intelligente animale che è. — Harris. quasi analogo a quello di Pernambuco. come se ne incontrano spesso sul continente africano.

come ha fatto osservare Livingstone. che esse inghirlandavano. In molti altri luoghi. ma per lo più. ma. ma. con gran dispiacere di Dick Sand. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia. senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. come si doveva temere. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. ma le liane ricomparivano di continuo. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato. serpenti vegetali. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. ritardavano la comitiva. melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale.alcuni insetti. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. si capisce. con prudenza e rapidamente. che bisognava togliere di mezzo. una resina odorosa che colava fino al suolo. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. non avevano . dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. Era dunque il periodo delle febbri. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti. con la lama guarnita di lunghe spine. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. là erano disseminati limoni. scure alla mano. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. I negri. Sotto i grandi rami. molteplici ostacoli. e lo disse alla signora Weldon. sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. gli uccelli svolazzavano numerosi. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. li recidevano a grandi colpi. generalmente. si può. liberarsene. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti. Cosi si andava. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. Talvolta. abbandonando il luogo dove si sono contratte. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale.

— Bisogna mangiare qualche cosa. assai difficili da accostare. Quei veloci animali passavano rapidamente. francolini di diverse specie. signora Weldon. In lontananza. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora. parlarono poco. — le ripete più volte Dick Sand. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. Durante il pasto. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate. non si stancava di guardarlo. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido. sul lembo delle praterie. giudicando. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ». 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. con ragione. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. e non poteva mangiare. cosi pericolose in Africa. C'erano galline faraone in torme considerevoli. e in quella prima tappa. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. si videro ancora delle giraffe. Verso mezzogiorno. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. Ma. che doveva sboccare in qualche fiume più importante. ma questa volta invano. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . e Dingo non era ricomparso. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. le belve.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi.

poiché la febbre non era tornata. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. Aveva lo sguardo più vivace. perché ho la bocca dura. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. signor Jack. oh si! era tentato di curvare il capo. ma avreste torto. — rispose Hercule. io. — Il cavallo? Se n'è andato.. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. E d'altronde. — rispose Dick Sand. — rispose. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. mamma. che andò a prendere la mano del bambino. Mentre egli le parlava. — E il mio amico Dick? — domandò. donna e madre. Jack. — Eccomi. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. — Bene. ella non voleva ancora disperare. se vorrete. — Adesso il cavallo sono io.senza fatica alla costa. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca. e quanto a lui. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. aver conseguenze molto gravi. e vedendolo tale. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. sono io che vi porto. osservando quei bravi negri tanto devoti. mi metterete un morso. — Stai meglio. — E il cavallo? — domandò Jack.. — Si. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . ai suoi occhi. di cui bevve alcuni sorsi con piacere. signor Jack.

. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. cosi seminate da avanzi umani. Le carovane percorrono centinaia di miglia. facendo mulinare la scure. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. I negri lavoravano senza posa. nell'Africa centrale. — Si. — sì. e questi animali. Qua e là. e. per troncare quella conversazione. secondo un'espressione indigena. bisognò passare attraverso il boschetto. lunghe vie. a centinaia di certo. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. si vide una larga galleria. — Ci arriveremo presto. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore.una volta il piccino. ma ora quei sentieri erano « morti ». praticata attraverso il bosco. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello. Per non abbandonare il corso del ruscello. Grandi buchi. — rispose la signora Weldon. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine. sotto lo staffile degli agenti. prese la sua parte di lavoro. la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. Hercule. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. e quanti infelici cadono lungo la strada. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi. andiamo! — rispose la signora Weldon. presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. Era un passaggio di elefanti. il terreno era ingombro di ossami. decimati dalla . impiegandovi tre ore.. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. fatto il primo miglio. Jack. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. Dick. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. uccisi dalla fatica o dagli stenti.

a sciabolate. quando non li possono più nutrire. quando vengono a mancare i viveri! Si. e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. Quanto al vecchio Tom. e per un miglio. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. come se stessero attraversando un interminabile cimitero. e volteggiavano in aria. con aria meravigliata. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. il suo corso si faceva meno torrentizio. ma procedevano in silenzio. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. e il piccolo Jack. aprendosi il passo con la scure. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. fra le liane e i cespugli . la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. tributario dell'Atlantico. La signora Weldon guardava senza vedere. aveva voluto riprendere il piccino. li ammazzano a fucilate. a coltellate. occupava tutti i suoi pensieri. Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. camminava con gli occhi bassi. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. si scostò dal ruscello. risalendo obliquamente. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. e tali massacri non sono rari! Cosi. Per fortuna. dunque. Nan camminava accanto a lei.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. mettendo in fuga enormi caprimulghi. addormentato.

ma il temporale non è lontano. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. certo. — Casco!. si tappezzava di fitti muschi. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile. 162 Bat. — disse mettendosi davanti a tutti. di qualche ricco giacimento di minerale. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. ultimo affiorare. — disse Dick Sand.. e il suolo. tanto alte... più acquitrinoso. Erano lunghe pianure. signor Bénédict?. che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate.. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. cosi perfidi sotto il piede. Gli tesero la mano. Più di una volta. Dick Sand si rammentò allora.. — Hercule. che Hercule stesso non le dominava con il capo. Gli alberi andavano facendosi più radi. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo. Austin. — No. e voi. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua . Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli.inestricabilmente aggrovigliati. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. e si rialzò coperto di melma. si vedeva comparire l'ematite bruna. — disse Bat. sormontati da graziosissime felci. quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. e molto a proposito. Quel giorno. provate il suolo. l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia. la natura del terreno si modificò completamente. che era improvvisamente scomparso. ripigliate in braccio il piccolo Jack. verso le tre del pomeriggio. — State attenti. signor Bénédict. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. — prima di camminarvi sopra. Ma che fate. — Infatti.. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. amici. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace.

e gli altri tre negri portarono la barella. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. e sarebbe stato anzi insostenibile. verso le cinque di sera. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa. grazie alla sua natura argillosa. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. Bat e Austin. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. Actéon si mise accanto a lui. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. Per mezzo miglio. Frattanto. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. senza di lui. sulla quale ella acconsenti a prender posto. sorpassata la palude.preziosa scatola di entomologo. Del resto. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. scoppiando. il cugino Bénédict. Finalmente. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. Quando fu tolto dal fango. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. Tom aiutava Nan che. costruirono una barella di bambù. una gran quantità di bolle sali alla superficie. che si fece anzi cosi perfido. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. mentre Dick Sand. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. sondava il terreno. Evidentemente. Hercule. che. da costringere la signora Weldon a fermarsi. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. Il cielo cominciava . il suolo riprese una durezza sufficiente. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. Livingstone. Le difficoltà furono grandi. sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. il calore si era fatto estenuante. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope. in testa. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva.

Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. fulmini che succedono a fulmini. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco. Non si poteva passare la notte senza riparo. c'era la salvezza per tutti. poiché la pianura rischiava d'essere inondata. sopra un'ultima zona più chiara. Ora. là. verso nord. . la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. Dick Sand lo sapeva 163 bene. amici. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. — Avanti. se anche fosse mancato il riparo.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse. Allora si" fece buio quasi assoluto. in Africa. almeno. avanti! — ripeteva Dick Sand. benché il sole non fosse tramontato. Stava per scoppiare una formidabile tempesta. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno. senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. un rifugio. forse.cosa che era più da temersi . Tuttavia. si sarebbe trovato l'acqua. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione. e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. la comitiva. procedevano più spediti che al principio della tappa. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. — Forza! forza! — gridava Hercule. poiché. senza un albero. in quel bassopiano deserto. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. Tuttavia. Quando la tempesta scoppiò. a due piedi dalla superficie. Là. e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. e s'inquietò parecchio.ad essere solcato da lampi lontani.

Hercule. Tuttavia.. ma non voleva che la madre lo vedesse. Aveva tanta paura. — Se il tuono si avvicina. — rispose Tom... lo romperò in due.. per il timore di affliggerla di "più. ma un accampamento d'indigeni!. Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento. destato dal fracasso del tuono. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom.. — Niente paura.torrenziale.. e allora le nuvole. privo d'alberi. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche. — rispose il vecchio Tom crollando il capo. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. Tom.. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco. anch'io ho visto!. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack. che la pioggia trasformerà in palude! — No. dev'essere un accampamento. — Si. — ripeteva. il povero piccolo. — Un accampamento.. là. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!. Dick Sand si era bruscamente interrotto. non è vero? — Si. 164 — Continuare a camminare. condensandosi. — Che fare? — disse. si nascondeva fra le braccia di Hercule.. lo consolava come meglio sapeva. avrebbero rovesciato veri torrenti. continuando a camminare a gran passi... Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati.. a un quarto di miglio?. poiché su quel piano. la pioggia non poteva essere lontana. signor Dick. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti. — Che cosa ho veduto.. — esclamò Dick Sand. con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente. — Non possiamo rimanere su questa pianura. Jack. piccolo Jack.. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni. che occupava una parte dell'immensa . signor Dick.

rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. — disse. — No. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . — Lasciate che uno di noi vi accompagni. nel secondo. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. — rispose Tom. « Lo saprò » disse fra sé. Dick Sand era di ritorno. andrò solo. signor Dick. posso avvicinarmi senza essere veduto. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. La signora Weldon si accontentò di questa risposta. Dick Sand.. là. — Abbiamo veduto un accampamento. in attesa che passasse la tempesta. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. e il nostro capitano. si arrestò. si rizzavano un centinaio di tende coniche. forse. che Tom e Dick Sand precedevano. signor Bénédict. — Un accampamento. c'era il riparo che desiderava. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. che a questa parola rizzò le orecchie. — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. Tom.pianura. ma formicai alti almeno dodici piedi. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. La piccola comitiva. doveva fuggire al più presto. prima di condurvici. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. signora Weldon. — Non è un accampamento.. Tre minuti dopo. 165 — Sf. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso. Laggiù. qualunque fossero le minacce del tempo. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. o forse un villaggio. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. Rimanete. infatti. ha voluto andare a visitarlo. — nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento. che si avvicinò al vecchio negro. ma non si vedeva nemmeno un soldato. Poi.

Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. qualora non si fossero potute cacciare. e saranno nel loro diritto! — Andiamo. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. si apriva un buco assai stretto. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio. fatto con una specie di argilla rossastra. signor Bénédict. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo. Ben presto. Era uno di quei coni di termiti che. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto. Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. — Ci divoreranno. stando al paragone fatto dal tenente Cameron. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. e grosse gocce crepitavano sul suolo. con una specie di violenza. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. dopo pochi istanti. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. sono. si mostrò. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. migliore di una tenda e anche di una capanna indigena.— Ma allora. che pareva dovesse spegnere i lampi. tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. Con grande meraviglia del cugino Bénédict. Ai piedi di quel cono. per essere stati costruiti da . S'era levato un vento furioso. in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. e per quanto minacciose fossero le termiti.

Ciò dipende dal fatto che. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». Sotto simile urto. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. per quanto forti siano. il suolo frana. che si rovesci di colpo. tranne nella sua parte superiore. contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. contenente un intero mare. nell'interno. il formicaio. come una cateratta. ma cosi è. un Niagara! Si immagini un bacino aereo. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. di pareti molto massicce. Venne accesa la lanterna. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. i ruscelli in torrenti. innalzate dalla mano dell'uomo. misurava dodici piedi di altezza. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa. in Africa. più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. continuano per intere giornate. che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. le pianure si mutano in laghi. Quel cono che. aveva undici piedi di larghezza. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. la pioggia non cadeva a gocce separate. Difatti. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. i fiumi straripano inondando vasti territori.insetti tanto piccoli. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate. Ci fosse anche passato sopra un torrente. egli dice. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. Dappertutto lo . Per buona fortuna. era perfettamente impermeabile.

Nel Loundè. dello stampo del cugino Bénédict. fiancheggiati da campanili. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. nel N'yangwe. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. come la cupola di una cattedrale. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione. come ve ne sono nell'Africa meridionale. e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. non sarebbe bastata a contenerla. alti da quindici a venti piedi. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. ha potuto occupare. enormi coni arrotondati. S'immagini una successione di cassetti aperti. come s'è detto. ma quaranta e cinquanta. non già alti soltanto venti piedi. dovuti a industriose falangi d'insetti. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. Smeath-man. La parte centrale del cono.spessore delle pareti era di circa un piede. le pareti. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. il piccolo Jack. — aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. Nan e il cugino . con quattro dei suoi compagni. Insomma. che potevano piacere solo a un entomologo fanatico. la parte superiore di uno di quei coni. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti. erano fatte di argilla rossastra. E infatti. Come si vede. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. Un viaggiatore olandese del secolo scorso.

Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. e presto si convinse che . che. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. — Non c'è che da passare una notte. — rispose il vecchio Tom. l'aria potesse circolare liberamente nel cono. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto. finché non avremo costruito una zattera. — Ebbene. poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco.Bénédict poterono rifugiarsi. con alcune migliaia di quelle formiche. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. poiché. Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. attraverso l'orifizio aperto alla base. Ma era stato evacuato da molto tempo. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. Credo. — D'altronde. Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. sarebbe stato inabitabile. mentre Dick Sand si assicurava che. — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio. sarà meglio non lasciare questo riparo. Bat e Actéon. dove il temporale non può farci alcun danno. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono. mentre Dick Sand. composto di argilla alquanto friabile. anzi. — Amici. dopo dieci giorni.

come le celle destinate alle giovani larve.. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio. stamattina stessa. signor Bénédict? — disse Dick Sand. Era una cavità scavata nella parete. sf? vi credete tanto forte . dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. — E che volete dedurre. — Di recente o no. e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. si? — ribatté il cugino Bénédict. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire. e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no. e di succhi di piante appena solidificati. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. non lontana dalla cella reale. — disse Hercule ridendo. e stasera. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri.. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene. — rispose il cugino Bénédict. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. alla luce della lanterna. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. poiché. no! — esclamò. stizzito per questa risposta del bravo negro. — Ebbene.l'emigrazione era stata recente. In quel magazzino. — Ah. Infatti. — Ah. — Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato.

Tuttavia. non crocchiava. animandosi. poteva costituire per esse un pericolo. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. si polverizzava. — ma vivo. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. che non voleva arrendersi. che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio. furono bene accolte. anzi. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo. per ingannarsi. per alcuni minuti. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. — Ma non un miliardo. io! — Ne schiaccereste centomila.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. signor Bénédict. vivo o morto. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. per quanto grande. e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. penseremo a decidere altrimenti. All'allievo . lo credo! — rispose Hercule. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. quando la tempesta sarà cessata. se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto. e un miliardo vi divorerebbe. Domani. Fra le mascelle di Hercule. e. era come grano sotto la macina del mulino. cinquecentomila. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene. ne risultava che. abitandolo. e le conserve. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict. ne schiaccerei delle masse. poiché la stanchezza. Tutt'altro.

montato sul suo cavallo di battaglia. all'entomologo.. Ah. le cui antenne sono più lunghe della testa. le Ter-mitine e le Perlidi. l'accesso di febbre non era tornato. Forse. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. la termite a corsetto giallo. più triste che mai. in un alveolo bene imbottito di panni. — continuò. Dick Sand non sapeva che cosa pensare. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. le Mirmileoni. la distruttrice. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. il genere termite. se avesse potuto trovare una termite. il genere rafidio. e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio. — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. C'è il genere mantispo. sono Termitine. nel quale si contano la termite fatale. la termite lucifuga.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata. nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. la mordente. queste Termitine. Lo scienziato. da mandibole cornee e da una notevole robustezza. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. la dimora. le Emerobine. le mandibole molto distinte. forse indebitamente. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. una sola.. Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti. . È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori.

come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. — In Africa. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri. per eccellenza. Mai. riuscirono vittoriose. stando a Livingstone. soldati lunghi dieci. l'Africa è. né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. du Chaillu. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. Queste. del resto. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. leoni. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. Le altre. le sirafù. lunghe mezzo pollice. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. Nulla le arresta. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica. mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. che si chiamano drivers. che pure non si trastullavano per via! E perché.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. prode in guerra. elefanti. e perfino i più grossi animali. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. e per tornare alle nostre termiti . fuggono dinanzi ad esse. non senza essersi coraggiosamente difese. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. le tchungus. — Si. e che gli indigeni chiamano sirafù. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. maschi e femmine lunghi venti. presero la fuga. il paese delle formiche. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me.

( quanto a Hercule. non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate. Si accorse egli che i suoi ascoltatori. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. addormentati? No certamente. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom. durante la sua lezione d'entomologia si erano. finora. no. — Dove? — Qui. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. e.bellicose. amici miei. rannicchiati nei loro alveoli. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica.. 171 — No. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma. oltre gli occhi. poiché ho già scoperto una tse-tsè in America. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict.. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi.. tranne Dick Sand e Tom. tanto meglio. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!. signor Bénédict? — domandò Hercule. e. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano.. benché non dormisse. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento. ma egli teneva cattedra per proprio conto. — rispose il cugino Bénédict — eppure. uno dopo l'altro. le orecchie. . dopo tutto.. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò. aveva resistito più degli altri.. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. — Mai. Ah.

Immerso nei suoi pensieri. fuori. ma non Dick Sand. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro. l'inseguimento della balena. il peggiore di tutti. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. a quindici anni. poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. tornando alla costa? Evidentemente. Senza dubbio. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. si trovava incaricato del comando di una nave. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. ma infine il sonno vinse lui pure. dove aveva già eletto domicilio. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. Si rivedeva. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. l'incontro del rottame dei negri. che aveva terminato la traversata del Pilgrim. e la creduta provincia dell'America . Compariva allora il traditore Harris. mentre. Dick Sand. minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola. la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. tutti dormivano. Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. Ah. ed egli risali alla cavità superiore del cono.

evidentemente. la Bolivia diventava l'Angola terribile. senti passarsi come un alito sulla fronte. meglio cosi. con il suo clima di febbri. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. la signora Weldon sapeva. Dunque. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. e d'altronde. e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. la piccola comitiva. « Ebbene. subito dopo. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack. ed egli aveva come un presentimento che 173 . ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. tornando alla costa? E quel fiume. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ». ripetè fra sé Dick Sand. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. a questo punto dei suoi accascianti pensieri.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. forse! La coraggiosa donna non dispera. fra incessanti pericoli. Ella non voleva. che sperava di trovare. che Dick Sand cercava. poiché sapeva bene che in quella regione inospitale. mio povero Dick. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere. una mano gli si appoggiò sulla spalla. con minori fatiche? Non voleva dubitare. dire di più. I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità. li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. « La signora Weldon sa tutto ».

per ultima precauzione. con il cedere dell'argilla inzuppata. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. Tendendo l'orecchio. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. quindi. e così pure l'alba lo avrebbe destato. in basso del cono. lunghi brontolìi. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. impregnandola di anidride carbonica. Ma il giorno non spuntava ancora. e allora. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. al momento di cedervi. il che sarebbe sempre stato un riposo. poiché ne subiva già l'influenza. che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. Dovevano essere circa le undici. che lo spessore della parete rendeva sordi. l'incontro degli indigeni. Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. Si coricò. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. e intanto. chiuso ogni passaggio all'aria esterna. dandogli il modo di esplorare la pianura. Soltanto. Dick Sand vide che tutto andava bene. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. gli venne il pensiero che. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. indicavano che la tempesta non si calmava.quel corso d'acqua non doveva essere lontano. ma. forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro. accanto allo stretto orifizio. stava per invaderlo. sostituite alla colonia dei neurotteri. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. . nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. e si addormentò quasi subito. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. se non un vero sonno. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. Si doveva soprattutto evitare .

— Che c'è. . — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose. che l'acqua invadeva il formicaio. Tom. né fino a Jack. . Intanto i negri. aspettavano che Dick Sand. E probabile che.. dormiva come una vera termite. e la lanterna. o anche di più. Rassicuratevi. e anzi cosi rapidamente. — Certo. chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. — Nulla.. — rispose l'allievo. Si rialzò e notò. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione.— Si. Dick? — domandò la signora Weldon.Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo.. l'allievo taceva. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino.. dicesse quel che si doveva fare. riaccesa. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. fuori. che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom. non senza grande ansietà. dunque. Questi. l'acqua non può giungere fino a voi. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro.. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi. durante il temporale. rischiarò subito l'interno del cono. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura. allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. quanto al cugino. a Nan. — Sì. ce ne possono essere sei o sette. Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione. furono messi al corrente della nuova complicazione. signora Weldon. risvegliati da Dick Sand.

In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta. aveva avuto ragione. l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. si sarebbe compressa maggiormente. Tom. — Che fare allora? — domandò Tom.— Lo credete. signor Dick? — Credo. Dobbiamo trovarci. qui. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore. oltre a questi inconvenienti. attraverso il quale l'aria sfugga. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. che l'acqua. come operai in una campana da palombaro. se sorpassa il buco. Ma qui. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna. — Un'imprudenza può costarci la vita. salendo nell'interno del formicaio. — Riflettere bene prima di agire. in cui l'aria. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco. tanto aderiva . non rinnovata. con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. Si poteva. che non è più alla pressione normale. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o. L'osservazione dell'allievo era giustissima. — rispose Dick Sand. e paragonando il cono a una campana immersa. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa.

. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono. molto inquieto. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso. — disse Tom.fortemente al suolo con la base. l'accrescimento dell'inondazione. e difatti. ma un sordo boato. — Si. — rispose Dick Sand — e se si alza. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. era la persistenza della tempesta che portava. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. travolti gli argini. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni.. Ora. lungo e continuo. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. e che non fosse già più possibile uscirne. cercherò di passare attraverso il buco. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo. — rispose Dick Sand. — Tuffandomi. — Finora è poca cosa. si chiedeva che cosa dovesse fare. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera. . — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. nemmeno per la calotta superiore. volete che esca dal formicaio? — disse Bat. di conseguenza. a pensarci bene. — Certo. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. tutti ascoltavano. le cui acque ingrossate dal temporale. si fossero sparse nella pianura sottostante.

— andate. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. Ho tastato con la mano intorno alle pareti. signor Dick.. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo. — Turato! — disse Tom. — Va'.. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori. — Il buco è turato dai rottami. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. — rispose Bat. cosa che doveva essere eseguita rapidamente.. — disse Dick Sand. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom. Avete inteso? — Si.— No. fidatevi della sua abilità. arrestando Hercule. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. — Si. dunque. — Aspettate. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato.. — disse l'allievo. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono. il . che forse l'acqua sommergeva. dunque. Bat si tuffò nella massa liquida. — Lasciate fare a mio figlio. Era una faccenda piuttosto difficile. Bat. signor Dick. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. — disse Hercule — bisogna farne un altro. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi. — ribatté vivamente il vecchio Tom. allorché il negro tornò a emergere. non cercate di rientrarvi. che strinse la mano al figliolo. sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure. nel caso che non potesse tornare. Se il formicaio è sommerso. — Se il buco non c'è più. Ma se il cono emerge ancora. no. — Ebbene? — esclamò Dick Sand.

Bisognava dunque affrettarsi ad agire. in . nella parte superiore della calotta. Tranne la signora Weldon.quale. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. Ma se. — Ma presto! — disse il vecchio Tom. ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. si accingeva a tuffarsi. finalmente. il cugino Bénédict e Nan. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. come proponeva Dick Sand. quella per lenta asfissia? Tutto questo. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. che si erano rifugiati nelle cavità superiori. e d'altronde. E. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. Difatti. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua. suo figlio. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. poiché.. pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. sapremmo bene che pensarne. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. il livello continuava a salire a poco a poco. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo. Procediamo tastando qua e là. tutti si trovavano immersi fino alla cintola. di conseguenza a sette piedi dal suolo. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti. impugnata la scure. Dick Sand lo sapeva.. dopo avere riflettuto per alcuni istanti.

la vite morse l'argilla come un succhiello.. vale a dire sotto la massa liquida. . in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. Se l'esperienza non fosse riuscita. Ad un piede sopra il primo foro. l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. Hercule. almeno. ma bisognava affrontare quel rischio. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo.. che serviva a sgombrare la canna dell'arma. e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso. che si restringeva sempre più ad ogni istante. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. e il buco si scavò a poco a poco. L'aria sfuggiva al di fuori e. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete. Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. al tempo stesso. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli. l'acqua era rimasta ancora stazionaria. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici. ma ciò sarebbe bastato. perché l'ossigeno cominciava a mancare.. Facendola girare rapidamente. faceva lume a Dick Sand. il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. e non si doveva quindi temere che la luce. l'asfissia era già imminente. tenendo alta la lanterna. Nel cono. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh.. La respirazione diventava difficile. dovesse mancare.quello stretto spazio. ecco.. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. c'erano alcune candele di ricambio. diamine! ecco.. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso.

e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità. la morte immediata. tutti soffocavano. l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. più furbe. In quello stretto spazio. il quale. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. Bisogna fare quest'ultima esperienza. che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. 178 In quel momento. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. Ma allora. Dick. In quel momento.— Sì. se tardiamo. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. la lampada si spense. aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. le termiti. e l'acqua. sali ancora di un piede. sarebbe stata l'asfissia. La signora Weldon. all'interno. Dick Sand ritirava la bacchetta. aggrappatosi a una delle cavità laterali.. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto. . — rispose la signora Weldon. amici. Se il terzo tentativo fallisce. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. volete? — Fa' pure. Bisognava saperlo. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. ronzavano loro le orecchie. la signora Weldon. e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. che l'acqua aveva quasi raggiunta. l'aria respirabile mancherà. che istinto! Sono più furbe di noi. Jack e . vi dico! .. se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso. — Signora Weldon.

e troppo noto ai viaggiatori africani. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. ricomparve sulla cima del cono. più grossa. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. afferrando il fucile. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni. Dick Sand si affrettava. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio. per mettersi al sicuro dall'inondazione. la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule. da quella sottile apertura. si arrestò. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. poi. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. seguito da Hercule. la cima del cono emergeva. attraversò l'aria. e anche più dura. e l'acqua. non senza una terribile ansietà. in quel punto la parete.. fu meno facile da forare. l'aria pura entrò a flotti. dopo essere salita per otto pollici soltanto. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni. un accampamento. poiché. La calotta. Scoperchiato il cono.il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli. L'aria compressa sfuggi. .. lunghe barche cariche d'indigeni. all'interno. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. stava per penetrare la vita o la morte. ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. si frantumò a poco a poco.. a cento passi dal formicaio. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono. i coltellacci si misero all'opera. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. vigorosamente intaccata. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. sulla pianura inondata.. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti. e a dieci passi dal cono. da Actéon e da Bat. il buco si allargò. e un grido gli sfuggi.

dopo essere stati fatti sbarcare. da Hercule. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. Un istante dopo. accompagnate da colpi di fucile. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. la quale si diresse verso un altro punto della collina. risposero alla detonazione delle armi da fuoco. inseguito da una grandine di pallottole. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. dal vecchio Tom. ed era seguita da altre cinque barche. Resistere era impossibile. Una prima barca portò via la signora Weldon. Emergevano una ventina di . si slanciò a terra. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito. Due indigeni gli si gettarono contro. e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato. Il tragitto durò pochi minuti. da Bat. accompagnato da Nan. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese. Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. Quanto a lui. certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. La barca era montata da venti indigeni. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. ferirono alcuni soldati della carovana. Hercule. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. fu gettato in una seconda piroga.Parecchi indigeni caddero. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. si videro separati gli uni dagli altri. né di stringersi un'ultima volta la mano. e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. il figliolo. e grandi urla. era completamente mutato. da Actéon e da Austin. La signora Weldon. con un irresistibile balzo.

uno dei fiumi dell'Angola. I loro rami formano una foresta. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. era diretto al mercato di Kazonndé. dove fanno scalo gli steamers. e in vetta a quell'altura. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. la loro salvezza sarebbe stata certa.formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. Senza quell'aggressione repentina. Più lontano. non può certo farsene un'idea. si getta nell'oceano Atlantico. La Coanza. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. sorgeva un enorme fico sicomoro. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. La Coanza era straripata durante la notte. Là. a seconda del bisogno. Di là. se ne stava un'intera carovana. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. . Ma cosi non doveva essere. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. dove ci si potrebbe smarrire. gli schiavi. grossi banani. come celata in un asilo misterioso. Al riparo del sicomoro. Quel numeroso convogliò d'indigeni. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini. lo avrebbe trovato. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. un miglio più avanti. facile a costruirsi. quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale.

nonostante la più viva resistenza. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. Appena giunti all'accampamento.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. e non avrebbero potuto usarne per fuggire. entro poco. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. verso la regione dei Grandi Laghi. arabi o portoghesi. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. a suo figlio. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. Al vecchio Tom. rimanevano immobili. ad Austin. le gambe libere per camminare. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. non era stato accoppiato con altri schiavi. perché era un bianco. o a N'yangwe. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. gli indigeni. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. ad Actéon e alla povera Nan. sia nelle fattorie di Zanzibar. Disarmato. E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. aveva piedi e mani liberi. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. Dopo essere stati disarmati. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. per essere distribuiti. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte. costretti a camminare in fila. sia nell'Alto Egitto. le belve. negri d'origine. il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. uno davanti e l'altro dietro. Per eccesso di precauzione. l'isolamento. dove la fame.

Li battono senza posa. . e quelli che cadono esausti. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. Questi capi erano di origine araba o portoghese.comparire Negoro o Harris. per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. ben conosciuto dai trafficanti della provincia. molto furfanti. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. più i portatori. in condizioni troppo pietose per essere venduti. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. i guardiani. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. e non vedendo né l'uno né l'altro. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. duecento soldati. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. gli agenti. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. era composta da non meno di ottocento persone. per lo più portoghesi. Come si può ben credere. gli agenti d'origine europea. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. Li dominano cosi per mezzo del terrore. Cosi Negoro.. condannati evasi dalle carceri. dimenticava la propria condizione. La carovana. sono finiti a fucilate o a coltellate. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. José Antonio Alvez. sono furfanti rinnegati dal loro paese.. Ma la sua attesa andò delusa. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime. cosi Harris. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. gli havildar e i capi. in una parola. accampata sotto il gigantesco sicomoro. il rifiuto dell'umanità.

i re negri si fanno guerre atroci. la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. di Zanzibar e di Nata!. poi. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. la grossezza delle zanne di elefante è tale. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. Erano un'accozzaglia di banditi negri. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . Allora i vinti adulti. Con una tale scorta. principalmente avorio. Li chiamano più specialmente pagazis. allo stesso scopo. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. si minaccia di abbandonarli. con qualche schiavo. Quantunque gli schiavi. o perline rosa o rosse. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. dice Livingstone. un po' di polvere. per polvere o armi da fuoco. All'arrivo. e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. uomini o donne. un pugno di cauri . e dalle fattorie. sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. Sovente. poiché. negli anni di carestia. che consiste in una ventina di metri di percalle. quando il negriero non ha altra moneta. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. poiché i loro ordini vengono discussi. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». e spesso anche. per un po' di granturco.piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. che brandivano lunghi fucili a pietra. appena vestiti. gli agenti hanno molto da fare.

come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. mezzo morti. durante le marce.1 È inutile dire che. la cui voce non aveva più timbro.uomini maturi. e il cuore gli si spezzava. come durante le fermate. « Ah! ». sparuti. » . e non li ho uccisi!. Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati.. fanciulli magri. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. Ma allora. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale. se si deve credere al tenente Cameron. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile. è ciò che si può immaginare di più pietoso. . « scheletri d'ebano ». secondo l'espressione di Livingstone.. la vista di quegli infelici. e ciò per la ragione che. per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti. chiamati nel paese mbuzu. avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. con i piedi sanguinanti. ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. era fin troppo certo. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro. che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno. sono ancora più crudeli. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. terminata la razzia e incendiato il villaggio. Si.

ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo). tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo. .In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton. e. li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola.. » Ma egli era prigioniero. « Tali delitti. dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti. . .. si. Quante sventure la morte.B. si rispondeva Dick Sand. sua madre! ». la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo. e cadrà come loro! Ah..) 184 « Chi? Sua madre. alcuni avevano potuto fuggire. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario.Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand.d.erano periti tra le fiamme. o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie.quasi tutti .A. o morti di fame nella giungla. e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa. N. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave. sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict.. perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi. dieci villaggi erano stati distrutti. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze. ma la maggior parte. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici. {N. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. Dingo non c'era più per ritrovare le . poiché.

e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon. giungere fino a lui.orme del portoghese. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. Dick Sand. e allora. confondendosi fra quei prigionieri. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. pensava che il forte negro era libero. e Dick Sand avrebbe ripreso. avrebbe cercato di accordarsi con lui. nel Manyema. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. trascinarlo nella foresta. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. e resisteva all'abbattimento. e forse rapirlo. che Livingstone stava allora esplorando. Se verso una delle fattorie dell'Angola. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza. Ciò che anzitutto importava sapere. con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà. grazie alla sua energica natura. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. per segnalare il suo avvicinarsi. o. Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio. spezzare i suoi legami. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. nero come loro. Si. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick . Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. liberi entrambi. non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati.

e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là. l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. Raddoppiando questo tempo. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. quanto sarebbe stato difficile. conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. e.Sand. Per dire loro quanto ignoravano. o a profitto del re di quel distretto. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. al corrente dei fatti della geografia moderna. perché. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. Dick Sand. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione. anche nel caso che la signora Weldon. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. Si sa che non si sbagliava. Ora. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ . dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi. Questi particolari. però. in circostanze ordinarie. il ritorno al litorale. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. Il nome era Kazonndé. una volta giunto a N'yangwe. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza. per non dire impossibile. che egli credeva di sapere.

Presto. Dick si era scagliato contro Vhavildar. accoppiati. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. Furiosi. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. non fosse intervenuto. e i soldati. Era dunque molto chiaro. a cinquanta passi da lui. con aria di grande indifferenza. un arabo alto. Alle grida di quel forsennato. avverti i suoi compagni di stare attenti. Essi non si mossero. Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. allorché Vhavildar.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. 186 Esasperato. se uno dei capi della carovana. Dick Sand. che c'era una proibizione . poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza. e dal punto dove si trovava in quel momento. e con una parola. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand.Tom e Bat. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante. Probabilmente. quel nome di Kazonndé. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. ebbe superata quasi tutta la distanza. costretti a lasciare la preda. lo avrebbero trucidato. dalla fisionomia feroce. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. si allontanarono. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. Libero dei suoi movimenti. ma si tennero pronti a vedere e a udire. avrebbe potuto gridare. . in modo da essere udito da Tom. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. pronunciata a bassa voce. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato. si trovavano all'estremità destra del campo. gli si precipitò addosso.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

no. fra poco sarò morta!". "non rivedrò mai più la mia buona padrona. « "Morta".. la .. Io volli precipitarmi su quel bruto. a sua volta. sono appesi dei cadaveri.. « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. « Poi. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme.gli aguzzini non li lasceranno indietro.. non hanno più voce per lamentarsi. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura. è rigettata tra la folla delle schiave. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai. « Ho affrettato il passo.. mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana. Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei. le capanne bruciano ovunque. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!". avviluppata in un colpo di staffile. il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. « Scheletri viventi mi circondano. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata. signor Dick? Io. e infine: « "Voi. coraggio! " risposi. e l'infelice Nan. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate. « "No. mi sono avvicinato. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse.. io. e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei. riprese lei. « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio. Agli alberi che l'incendio ha rispettato. non ha più il bambino in braccio. È apparso il capo arabo. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo. e ne ha gettato l'estremità sulla spalla.

si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido. nessuno deve udirlo.. per fortuna!... oh. una dozzina di schiavi.. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto. la mia vita può essere utile alla signora Weldon. dopo aver spezzato le forche.. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani. ruggiscono i leoni e le iene. « È calata la notte.. la notte è nerissima. e forse. ci accampiamo sotto alti alberi. fra i papiri. Segua cosi la carovana.... Qualche belva.. Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita. «Non posso credere ai miei occhi!. Ah. « Gli restituisco le sue carezze. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani.. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. È Dingo!.. Ma sf. fermata per la notte. non c'è luna. « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti.... dare l'allarme! «Ma mi trattengo. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!. senza essere visto. La foresta è circondata da alte erbe.". forse..... Dingo.. Ah. un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò. « Ma lo calmo. occhi di iena o di leopardo! Spariscono... i campi devastati. al suo collo è attaccato. « Sono stanco.popolazione è in fuga. « Infine. egli mi comprende. poiché vi si è fatta razzia. riappaiono. buon cane.. l'istinto!. duecento assassiniL « È sera. pare che mi dica: "Ma cerca dunque!... « Ecco due occhi che brillano nel buio. che mi è vicino!. Cerco. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre... Ma.. russano in lontananza gli ippopotami. si.. nulla! Ma no. un pezzo di canna passa dentro il collare dove . bravo Dingo!. vorrebbe abbaiare... Per ottenere.... C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni. Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia..

il cui mistero è ancora per noi inesplicabile.. V. « Ma questo biglietto. Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict. Ho raccolto Dingo.. Sperate bene. Con un balzo laterale... non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta. non posso chiudere occhio. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore. ecco il giorno. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia.. Bisogna aspettare l'alba. non posso leggerlo... che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente... oh. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato. e questo biglietto. l'ho spezzata. Ma è guarito.. a matita. ma il buon animale.. e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah.sono incise le due lettere S. l'alba!. odo ancora ruggire le belve.. HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia . scompare senza rumore fra le erbe! oh. povero Dingo. che mi brucia le mani. oh. questo incidente mi ha vivamente commosso. Ha capito di aver compiuto la sua missione. ho staccato la canna. « Si.. vorrei trattenere Dingo.... quantunque continui a lambirmi le mani. dentro c'è un biglietto.. che deve essere stato ferito da una palla di fucile. Faccio in modo che non mi scorgano. e sono fuggito per esservi prd utile.... pare abbia fretta di lasciarmi. <c Tento di leggere.. « Ho letto. e quasi senz'alba. io penso a tutti voi. in queste latitudini tropicali. Harris e Negoro l'accompagnano.. signor Dick. Non ho potuto comunicare con lei...... non posso ancora..

. — Sono quasi sfinito. è una buona notizia. — La carovana continua la sua marcia. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. d'altra parte. A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. abbiamo giornate di « marcia dura ». fra tutte queste miserie. « Siamo passati accanto a un albero.. « Da ieri. i viveri . il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni. o marcia del pomeriggio.. Dal 16 al 24 maggio. sotto gli abiti laceri. La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri. Bisogna camminare più presto. sf. 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi.. Per fortuna.lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla. Ah. li avevano lasciati morire di fame!. il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle. sf.. io bisogna che arrivi... li ritroverò. i negrieri la chiamano la « tirikesa ». e il suolo si eleva in salite molto ripide. i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente. Le piogge sono cessate del tutto.. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio.. e una tenda di stoppa la ricopre. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza. ma non ho il diritto di lasciarmi vincere.. Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!.

Passando. A loro non si osa togliere nulla.. Che sia accaduta qualche sciagura. le domande affluivano. senza esservi preparati. non prova che una cosa. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello. Questo silenzio.. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO. per i negrieri l'affare era ancora buono. non lo voglio credere!.. la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana. a lui o a Hercule? No. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. Non torna!. I baracconi del litorale rigurgitavano di . che mi pare tanto lungo. « Ne segue che alcuni schiavi giovani. A quell'epoca..cominciano a mancare. « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo. Nondimeno.. l'Angola faceva un grande commercio di negri. Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire.. soldati e pagazis si ribellerebbero. e allora. muoiono senza apparenza di malattia. venti prigionieri. che non potevano più trascinarsi.. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo. vengono ridotti in schiavitù". no!. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che. II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. ha detto il capo. e se si diminuisse la loro razione. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. vi posano su le mani e cadono. « Oggi.. ancora vigorosi.

alcune hanno l'accesso libero. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi. l'altra è la residenza del re negro. si trattano gli affari. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi. che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. Una larga via centrale. Kazonndé. Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. la « tchitoka ». altre sono cintate da . al disopra di questo insieme di case. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. scorre il Luhi. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. da ogni lato gruppi di case. a pareti di terra intonacata. A Kazonndé. alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. semplici agenti al suo servizio. confinante con il quartiere commerciale. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. qualche feroce ubriacone coronato. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. di « tembè » a tetti piatti. e contiene i loro baracconi. dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. fiume il cui corso. qua e là alte palme piantate come scope. ancora indeterminato. Di tali case. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. uno dei più importanti mercati di quella provincia. portoghesi o indigeni. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. La residenza del re di Kazonndé. Kazonndé. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa. tributario dello Zaire. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. con la testa in aria. Non lontano di lf. del Congo. è probabilmente un affluente. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. è uno dei principali « lakonis ».prigionieri. nel Benguela. Sulla sua grande piazza. o almeno un subaffluente.

più giovane e più attivo. chi era questo Alvez. il quale. in tutta Kazonndé. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. che si chiama Muani Lungga. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. del resto. tagliando il naso o le orecchie agli uni. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore. la regina Muanà. un gruppo di capanne per le sue donne. ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. e cioè quel Tipo-Tipo. José Antonio Alvez. Ecco. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito. quel re era precocemente invecchiato. vale a dire un uomo di razza bianca. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. e non aveva di portoghese . laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno. non era affatto.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. come nel buon tempo antico. del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. una « tembè » più alta e più grande. gli ufficiali e i ministri. come si potrebbe credere. negro arabo di razza pura. e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. circondato da una siepe di papiri. e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. Un recinto particolare. Un solo uomo. e non potrebbe più. arso dai forti liquori. il piede o la mano agli altri. 196 D'altra parte. Egli poteva temere. uno dei re dell'Ukusù. feroce maniaco. che faceva mutilare per capriccio i sudditi. rivale di Alvez. si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé. venisse contestata. un « msungu ». già avanzato negli anni. logorato dal vizio. Egli non ha neppure quattromila soldati. uomo sui cinquant'anni.

che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi. capo dell'Urna. assai noto nell'ambiente dei negrieri. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé.che il nome. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. Nato. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. giungendo a Kazonndé. per un tragitto di settecento miglia. doveva incontrare a Kilemmba. capitale di Kassonngo. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente. verso la fine del 1874. 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. le pesanti forche erano state loro tolte. I prigionieri. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge. era mezzogiorno. per la maggior parte esausti. e si chiamava Kenndelé. Era il 26 maggio. Il convoglio di schiavi. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. I tamburi battevano. era stato condotto sulla piazza principale. Era un vero negro. infatti. . Era quell'Alvez che Cameron. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. sulle sponde della Coanza. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. ma avevano dovuto serbare le catene. a Donndo. dopo un'assenza durata quattro mesi.

e d'altronde. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. poi.soprattutto quest'ultimo . Actéon. poi tutti si erano stretta la mano.. sotto la speciale sorveglianza di un havildar.dovevano essere impazienti di rivedere il . Attraversando i diversi quartieri della città. Finalmente si trovava a Kazonndé. avevano potuto resistere. prigioniera. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo. II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane. invece. e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro. in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere. ma il vecchio Tom. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. Austin. dopo aver deposto il loro carico d'avorio. ma certo inutilmente. li aveva cercati con gli occhi. erano stati messi in uno stretto baraccone. tutti e tre forti. rotti alle dure fatiche. Dick Sand. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. e là avevano trovato un po' di cibo. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana. la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. la loro qualità di cittadini americani. ma Harris e Negoro . Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. indebolito dagli stenti. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi.I pagazis si erano fermati sulla piazza. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi. appena giunti. Ancora pochi giorni. era rimasto sulla piazza. Ma osavano appena parlare. era allo stremo. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. che non fosse una parola di disperazione? Bat..

per ogni caso. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. cosi pensando. insomma! Se non c'erano. il ragazzo s'era fatto uomo. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. torturarlo. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. ormai in loro potere. e non aveva più che da morire! Ma. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. si doveva concludere che si erano diretti altrove. il cane non era più tornato. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. Harris e Negoro a Kazonndé. poiché. Dick Sand si disse allora che. non valeva più nulla. Dick Sand la desiderava impazientemente. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito.giovane allievo. come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. vendicarsi. seguito da Dingo. Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. si era inoltrato. continuando a seguire le tracce della signora Weldon. non fosse altro che per godere del loro trionfo. sotto il colpo di tali prove. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. per insultarlo. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. preparata. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. di non perderla di vista. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . oppure Hercule.

sotto il cappello di paglia tutto lacero. cencioso.di grida. ben degno di comandare i banditi del negriero. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. con gli occhi scerpellati. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. si rialzò. con mille dimostrazioni di giubilo. apparve in fondo alla via principale. la faccia gialla. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca. figlio del maggiore Coimbra. stinta. l'anima dannata di Alvez. Era possibile che i suoi agenti. Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava. — Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. Alcuni domestici lo accompagnavano. il più grande mascalzone della provincia. fossero con lui. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. con gli occhi bene aperti. organizzatore di razzie. e. sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale. tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. e subito Dick Sand. di Bihè. doveva dunque rinunciare alla speranza . Questo Coimbra era il confidente. le narici dilatate. dritto. a dire del tenente Cameron. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. Quanto a costui. Harris e Negoro. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. un individuo sporco. la capigliatura dura e crespa. e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. Con grande disappunto dell'allievo. né Harris né Negoro seguivano Alvez. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». fermo. sbrindellata.

scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. è vero. invece.di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. Dick Sand si avvicinò lentamente. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. il capo della carovana. mentre gli altri tre. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez. Quasi subito dopo. Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. si sarebbero venduti cari. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ». che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris. Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati. un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. non voleva perdere nulla di quella scena. Austin. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. specie di croci di Sant'Andrea. Bat e Actéon. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. sul prossimo mercato di Kazonndé. l'arabo Ibn Hamis. ma infine l'affare restava ancora buono. e quanto ai portatori. . cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. una smorfia ad Alvez. Per il vecchio Tom.

. Egli rideva. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese. crollando il capo: — Si!. o forse non voleva comprendere la .. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera. — disse. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia. si!.Tom comprese le parole del negriero. si. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese. come un mercante che esamina un campione. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza. e poi era d'indole allegra. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra... spinto da un havildar. Non aveva compreso. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi. e questi. Ma Alvez li arrestò con un cenno. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano. — Si. rialzatosi. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. si trovò dinanzi ad Alvez. perciò. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra. Dick Sand. In quel momento. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti.. — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. dopo avergli palpato il petto e le spalle. oh. e rispose con una smorfia di buon umore. tornò accanto al negriero. Ma in quel momento. Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e.. yankee! — rispose Dick Sand. si avanzò subito e. Americani! benvenuti. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto.

affettando una pietà che non provava affatto — ahimè. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici. il piccolo Jack e il signor Bénédict..domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui. — E l'ultima!.. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh. In quel momento. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. che ha seguito la carovana. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. — Morta! — gridò Dick Sand. — Nan è morta! 201 — La prima. Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom.. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis. — Amici. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola. In quel mentre... un bi* glietto da Hercule. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione. — poiché noi sapremo.. Pazienza. una mano gli si posò sulla spalla. che dai suoi lineamenti. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono ... — rispose Dick Sand. si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. ecco il mio giovane amico. se non si trovano qui a Kazonndé. per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici. — Ahimè! — rispose Harris. per mezzo di Dingo. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. Dove? non lo so immaginare. dimostrava di non essere d'origine indigena. — disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose.

e glielo piantò nel cuore. più nulla gli interessava. e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale. che nessuno lo aveva potuto fermare. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. quando comparve Negoro. egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro. Là. Ciononostante. era pronto. eppure non pensò un momento a dolersene.. non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. che non erano più! Ora. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. Lo trascinarono via. — Maledizione!. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!. — gridò Harris cadendo. e stavano per massacrarlo. specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. dopo aver colpito l'americano. Era morto. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. Strettamente incatenato. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera. 202 Dunque. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro.... dove? non gli importava. qualunque fosse la sorte che lo aspettava. . Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand. Aveva vendicato coloro che amava.

mercato principale del lago Tanganika. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. e che. e proponeva lotti di schiavi. primo fra tutti. il « lakoni » è un giorno di festa. precisamente perché di razza straniera. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari. Per gli indigeni d'ambo i sessi. accompagnato da Coimbra.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. e degli arabi. ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa. Fin dal mattino. Sulle piazze delle grandi città. era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. compresi gli schiavi di Alvez. Inoltre. che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci. — che ne avevano le loro buone ragioni . e se non avevano indossato i loro abiti migliori. e perché la sua vendetta fosse completa. presso i selvaggi dell'Africa. donne. Fra quei negrieri. fanciulli. vi si vedevano numerosi indigeni. invece. anche in un giorno di grande mercato. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. si notavano alcuni meticci d'Ugigi. sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. per il genio del commercio. dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. fu aperto il mercato. Due giorni dopo. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco.portavano però i . ed è difficile darne un'idea. il grande « lakoni ». sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo. queste ultime trafficanti appassionate. Quei miseri. non gli mancava che Hercule. Presso gli inciviliti. Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone. uomini. dunque. il 28 maggio.

su quelle teste. più semplici. poiché. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. ricoperte di cuscinetti. catenelle di granturco intrecciate. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. la necessità di collocare dove e come possono. o zucchettine che servono da tabacchiere. alla moda francese. tutte queste diverse parti del corpo. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche. Il collo. coltelli. poi.loro migliori ornamenti. Alcune. stirati da quelle appendici. e come potrebbero averne? Da ciò. anche presso gli elegantoni. le caviglie. che le tirano in avanti. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. forma un mosaico di grani variatamente colorati. un mastice formato di grasso e d'argilla. lasciavano scendere i capelli sulle spalle. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. . un'infinità di spille di ferro o d'avorio. o di lucido « nkola ». con ciuffi di penne rosse. . se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. e in trecce legate a mazzocchio. Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege. alla moda inglese. i polsi. anelli di rame traforati. o a cuffia.capigliature a corna ricurve. o disposte a coda piatta sul davanti del capo. al punto che i lobi. o forse più belle. file di perline rosse. sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. Capigliature spartite in quattro parti. pipe e altri oggetti d'uso comune. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole. . o in trecce. sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. la quale. le gambe. spesso. E quasi sempre. le braccia. altre. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. impiastricciate di terra rossa e olio. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto. a che servirebbero le orecchie. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello.in quegli ammassi di capelli falsi o veri.

Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. mezzelune. sfoggiati a profusione. scaricata la mercanzia. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. nera e gialla. con quei gioielli. non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. turchina. a quel tempo assai di moda.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. se la natura ha dato agli indigeni i denti. per limarli a punta. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. ricamata in seta. quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. adorna 204 di grani di vetro o di cauris. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. uccelli. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori. poi. Inoltre. erano vestiti appena. lune piene. stoffa d'erba. E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. Quanto alle vesti propriamente dette. e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. Gli altri. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. mercanti o schiavi. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso. Cosi. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. nera o bruna. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . invece. che s'introduce nelle incisioni. praticato con una materia turchina. o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. trovato il posto. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. rappresentanti alberi. per le signore. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita.

venuto da Salem. più forte del pepe di Caienna. Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. di « malofu ». che è percalle crudo. meno cara del « diulis » di seta di Surate. C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. a piccole righe azzurre. Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. stoffa turchina di cotone. nel 1874. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. volatili. evidentemente di origine tartara. costavano perfino millecinquecento lire. sorgo. larga trentaquattro pollici. e per l'appunto sul mercato di . nel Massachusetts. in tre raccolti in otto mesi. ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. manioca. a Zanzibar o a Natal. il sesamo. La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. il pepe delPUrua. frutta il duecento per uno. a fondo verde. quel granturco che. birra dolce fatta con banane. quando è intessuto d'oro. destinato a Khar-tum. molto simmetricamente disposti. e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. rosso o giallo. noci moscate. e d'idromele. il « mericani ».lakoni » i prodotti alimentari più scelti. sale. limpido miscuglio d'acqua e miele. maiali. Vasellami. fino a ottanta dollari il taglio. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. di « pombè ». pesce. tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana. ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. il « kaniki ». che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. a fanoni e a peli. era il commercio delle stoffe e dell'avorio. fermentato con il malto. olio di palma. forte liquore molto usato. attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. In fatto di stoffe. il « sohari ». ecc. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. montoni senza lana.

Il furore dei venditori lasciati da parte. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. quei denti. e Livingstone. Questo era dunque l'aspetto di quel mercato. fatti d'un avorio opaco. invece. L'indigeno.Kazonndé. come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. e se sono rosa. moneta di Zanzibar.A) 205 Ed ora. In mancanza di grani di vetro. però. piccole conchiglie proprie della costa orientale. sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ». dolce al taglio. annettono un certo valore ai denti di mascelle umane. . la moneta. « sikunderetches ». gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. paga con' grani di vetro. e ne risultavano baruffe frequenti. che s'interponessero fra la folla urlante. come si può immaginare. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. che pesa settanta libbre. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. che vale quattro centesimi.</. di fabbrica veneziana. (N. l'animazione era giunta al più alto grado. translucido. il cui valore è grande. Cameron. Le tribù antropo-faghe. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». e i « viun-guas ». e « bubulus » quando sono neri. e il fracasso era diventato assordante. e di scorza bruna. è lo schiavo. cominciano ora ad essere fuori corso. invece. con pochi vigili. per i trafficanti d'Africa. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce. formano il « fundo ».000 kg di avorio. Verso mezzogiorno.

e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. dopo un mese di baraccone.. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi. Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si. Ma il gigante non era ricomparso. non potevano sostenere il paragone con quelli. Dopo le notizie pervenute a Dick Sand. se Hercule era morto.. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni». soffocato dai singhiozzi. che si decise ad esporli cosi com'erano. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. di donne. 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. ma le richieste della costa erano cosi numerose.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. Quello stock non era per nulla in cattivo stato. perché. Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me.. e Alvez. costretto a lavorare come uno schiavo!. di fanciulli. Intanto era cominciata la vendita.. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi .. e forse potremo. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso.. — disse quasi subito Bat. sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom. — No. povero vecchio babbo! — esclamò Bat. — disse Tom — no! Non ci separeranno. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno. — Il signor Dick non c'è. Quanto agli ultimi arrivati. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini. certo. non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. — No.

Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. stoffe o perle. mezzo ubriaco. destinati ai più duri lavori. non trovavano migliore accoglienza. il marito dalla moglie. a seconda del loro sesso. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità. il fratello dalla sorella. non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. dove le barattano con avorio. Queste. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba. Li palpavano. erano pieni di vergogna. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio. Tranne i fanciulli. Questo metodo era impiegato per tutti. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. Coimbra. E d'altronde. tutti. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. la madre dal figlio. in virtù della poligamia. o sui mercati di Mascate . e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. poi gettavano lontano un bastone. ne esaminavano i denti. Un agente camminava davanti a loro. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. che presso i musulmani è legge. Violentemente separati gli uni dagli altri. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. avevano per loro grande valore. li facevano voltare. Gli uomini.furono cosi condotti da compratore a compratore. Ma quei negri forti e intelligenti. uomini e donne. ricevano una diversa destinazione. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. Infatti.

tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. dove si fa il grande passaggio degli schiavi. Alvez batteva le mani. poiché. 207 almeno. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. Tom. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi. Bat. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. a dire il vero. il vecchio Tom. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa. ma. mentre Tom e i suoi. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. essi. infatti. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. i prezzi salivano. per loro. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar. essi non temevano questa eventualità. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. non potevano protestare.e di Madagascar. che parlavano soltanto l'inglese. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva . mentre. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza. Vi sarebbero giunti. Là.

Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. a sentire lui. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere. Muani Lungga. veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». Rimanevano da vendere numerosi schiavi. Sul suo capo. portato in un vecchio palanchino. anche in un giorno di grande rialzo. di soldati e di schiavi. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne. esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. Muani Lungga. i polsi. di « funzionari ». Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. che dimostravano l'antica nobiltà del re.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. non senza l'aiuto di una decina di braccia. Quel re aveva cinquantanni. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. in mezzo alla grande piazza. una specie di tiara. dall'orlo giallo. 208 Il re di Kazonndé. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. che Alvez gli . ne discese. e. In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. sul petto aveva molteplici tatuaggi. e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. Ma. ma ne dimostrava ottanta. intarsiati di « sofis ». le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato. Le caviglie. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. quando un gran fracasso di tamburi.

di sangue reale. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. ricamata di perle. che erano cugine o sorelle del re. Altre mogli. a un cenno del padrone. come le sue colleghe. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. Muanà. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. la prima per data. in confronto a lui erano gente sobria. poiché le disgraziate non sono altra cosa. era perché cosi gli piaceva. e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato. e del resto era impossibile che potesse bere di più. ma più giovani. I suoi ministri e i funzionari. meno riccamente vestite. due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. Se il re vuole sedersi. come . solo per il fatto che occupava un trono. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». incurabili ubriaconi. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. colei che era chiamata la regina. e rubati dalle tasche di Bat. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. una gonnella d'erba. pretendeva di avere un'origine celeste. essendo d'essenza divina. insomma.aveva regalato già da una ventina d'anni. finalmente. pronte ad assolvere. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. la capigliatura disposta a piani. era un mostro. collane dovunque era possibile metterne. la 209 loro funzione di mobili umani. Muani Lungga. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. se beveva era perché gli piaceva bere. camminavano dietro di lei. che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. era una megera di qua-rant'anni. e che se mangiava.

facevano stridere certe loro raganelle. la mutilazione o la morte. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie. mancava una parte qualunque del corpo. Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi. II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. a quell'altro il naso. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». a questo l'orecchio. poveretti. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. quanto all'uniforme propriamente detta. Quanto ai soldati. a quello un occhio. spalmati all'estremità di droghe magiche. rombare assordanti tamburi. un'amputazione qualsiasi. indossavano un panciotto rosso. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno. lance larghe e lunghe.sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. Gli stregoni. era adorno di frange. e il tutto a capriccio del re. uomini e donne. rappresentanti animali fantastici. Del resto. sono i medici del paese. I musicanti. coltelli affilati a lingua di serpe. ereditari o nominati per quattro anni. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi. perché. chiamati « mganngas ». nemmeno uno era intero. Per la minima colpa. insomma. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». specie di timpani formati da due ordini di . a un altro ancora la mano. e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite. governatori di distretti. scudi di legno di palma decorati da arabeschi. e per tutta uniforme. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. avevano in capo berretti di pelle di zebra. i suoi capitani e gli stregoni. barcollanti come il loro padrone.

se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi. che componeva il corteo reale. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. non si sa il motivo. come lo 210 chiamano in paese. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. e inoltre. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. Insieme con Alvez. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé. E aveva grande bisogno d'essere calmato. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. Gli bavildar. le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla. che significa benvenuto.zucche di varie dimensioni. Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. perché era. poi Alvez. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. Entrambi discorrevano in lingua indigena. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale. alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. che . l'erba calmante. Muanì Lungga. sorsero acclamazioni da ogni parte. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. Gli arabi. i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. Coimbra. In quella maniera passeggiò. Al di sopra di questa folla. gli dicevano « Marhaba ». dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. di pessimo umore. sventolavano bandiere e gagliardetti. si prosternarono. questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. facendosi avanti. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. in cima alle picche.

nell'Alto Zaire. — Da bere! — replicava Muani Lungga.. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare. — Si mandi quel bianco dal re Massongo. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. 211 Massongo. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez. il mio agente Harris. — Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro. — diceva il negriero. era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che. — rispose il re. presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. — riprese Negoro. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese. — Ebbene. si porti « pombé ».. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ». Inoltre.. — Si. no!.. Sulle rive del . — Ho sete. il cannibalismo è ancora largamente praticato. in certe province dell'Africa centrale.. — rispondeva il monarca. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone.. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio. esaurita da copiose libazioni. — No!.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé. idromele! — esclamò Alvez.. dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. — soggiungeva Alvez.. infatti.

— È qui. una goccia di acqua di fuoco. — Si. per quanto fosse crudele. meticcio di sangue negro. Alvez. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. la sete di sangue. cui sarebbe successa immediatamente la notte. quest'acqua. una sera senza crepuscolo. negro come loro. facevano conto di berla cosi infiammata. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima. Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e. cosi imperiosa in quei selvaggi. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. Era venuta la sera. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. sarebbe stata pure soddisfatta. ma comperano anche schiavi per divorarli. — Dove vorrai. Inoltre.Lualaba. — egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. né ad Alvez. Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. né finalmente a Negoro. dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. né a Coimbra. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. senza dubbio. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. Povero Dick Sand. era fuori di sé per la gioia. ora propizia per far . con la sete dell'alcool. Ma.

José Antonio Alvez. e fu collocato in mezzo alla piazza. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. consigliato da Negoro. gli havildar. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. e che effetto. che poteva contenere almeno duecento pinte. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. fece le cose per bene. ma assai purificato. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. fiammeggiante e scottante. e perciò le . allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez. Tutti avevano circondato il re.fiammeggiare l'alcool. e gli porse fra le mani una miccia accesa. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. Alvez generosamente lo trattenne. né le droghe. pronti a sorbire la loro parte di punch. rinchiuso nella sua buia prigione. Gli altri schiavi. Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. venduti o no. i soldati. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi. non risparmiando né la cannella. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. poi da un supplizio. si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. Che fiammata. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. e forse. Dick Sand. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione. Venne portato un largo bacino di rame.

Alvez. non meno alcolizzato di lui. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. sul luogo dove erano caduti. spaventate. a gesticolare e. rimescolava il liquido. prendendosi per mano. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. Il re e il ministro. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. uno o due pezzi di colonna vertebrale. ritirandolo pieno di punch in fiamme. che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio. giacché. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. munito di un enorme mestolone di metallo. Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. si erano date alla fuga. prese il mestolone dalle mani del negriero. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. avrebbe continuato ad ardere all'interno. . Il fuoco sviluppava poco calore. Continuando a quel modo. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. le donne. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. ma. lo immerse nel bacino e poi. Di li a poco. la danza dei negri si era subito fermata. ma bruciavano ancora. che erano caduti a terra. Muani Lungga avanzò. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere. Alcuni momenti dopo. se la diede a gambe. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio. Quei negri. quanto a Coimbra. già ubriachi fin da prima. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. cominciarono a gridare. alcune dita. lo appressò alle labbra. prese fuoco egli pure. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. però non bruciava meno. è vero.facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione. la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. A tale spettacolo.

però. atterriti. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito. Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. sarebbe stato per lui un pessimo affare. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. tanto inclini alla superstizione. se i viaggiatori dell'Africa centrale. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. 29 maggio. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. gli indigeni. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. i più vecchi. si tenevano chiusi nelle loro capanne. Questi funerali. Addebitargli la morte di Muani Lungga. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. e gli indigeni. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca.e i pollici dei piedi. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. Per suo consiglio. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. ebbe una buona idea. il 214 . Negoro. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. e doveva infatti sembrare. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. anzi. inesplicabile. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina.

Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. affluente del Coango. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale. per il fatto stesso che diventava regina. Ella fece dunque annunziare. e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. Nessuno protestò. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà. di cui lei. poiché. ella faceva atto di autorità sovrana. aveva avuto necessariamente a lagnarsi. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà. Inoltre. Si trattava di deviare quel ruscello. prima per ordine di tempo. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. e con ragione. con pochi doni e complimenti.tenente Cameron fra gli altri. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. nel tempo stesso. si sbarazzava delle più giovani. dopo la sepoltura. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . all'ultima fase della cerimonia funebre. avrebbero rotto la diga. Muanà. né a corte né fra la plebe indigena. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé. Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera.

avete finito . Al tempo stesso. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. suppose di non avere nulla da temere. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. volendo approdare al litorale americano. Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo. li. mio giovane capitano. capitano. qualunque cosa avesse potuto dire. — aggiunse. scorgendo Negoro. e armandosi di calma. indebolito dai patimenti già sopportati. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. e Negoro. Tuttavia. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. Si recò dunque. — Ho creduto mio dovere. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. per quanto potesse essere crudele. potendo appena voltarsi. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. come un termine a tanti mali. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. strettamente legato. aspettando la morte. deciso a non onorarlo di una risposta. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi.morte della signora Weldon e del piccolo Jack. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. verso mezzogiorno. — Potreste finalmente spiegarmi come. vile canaglia. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. e risolvette di andarlo a visitare. Ma ora.

in un porto amico. — Confesserete. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. che si sarebbe creduto volesse divorarlo. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. — oggi io sono il capitano. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. — rispose freddamente Dick Sand. lo sfiorava cosi da vicino. mio giovane signore! E cosi dicendo. troppo fortunati se non creperanno per . tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. divenuto a un tratto feroce. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. siete arrivato. io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. — rispose Dick Sand senza commuoversi. capitano. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. grazie a lui.per giungere all'Angola. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. Negoro. — ma sappilo. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. — Ah. nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. dove Alvez e io siamo onnipotenti.

Dingo ti saprà ritrovare. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. il . aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile. tu sei vile. Io ti conosco a fondo. fuori di sé. Negoro. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. Invece di abbatterlo. Negoro. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. Negoro. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro. Sentendosi più libero. — è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. e che tutto sarebbe finito. aggrappandosi a lui nel suo furore. Negoro. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento. Allora si raddrizzò. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto. perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice. e Dingo ti cerca.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. battendo il piede per terra.

Certo Dick Sand non sperava nulla. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. non ci teneva nemmeno più a vivere. sarebbe stata vera pazzia. La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. ahimè. scese la notte. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. Si fece buio. Si preparava dunque a morire. Trascorsero le ore. buio profondo in quel carcere. fosse perito egli pure. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. in fervida luce. e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. avvenne che. Dick Sand lo doveva credere. Ah. affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze. esposto a tanti pericoli. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. si spensero. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. a dispetto di tutte le probabilità. dopo l'immenso fracasso della sera precedente.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. era molto probabile che Hercule. e a dire il vero. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. che durò .

si doveva tentare.. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo. Negoro ha mentito. Dick Sand. Riusci a liberare dai legami un braccio. dopo le quali si svegliò. in caso di fuga. « Non è Hercule ». La notte doveva essere trascorsa per metà. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule. ancora saldo d'animo e di cuore. una zampa passò sotto la porta. Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. » In quel momento. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. gli rispose. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. accostando le labbra alla soglia. ma se il cane aveva un biglietto. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. e forse. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie.. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia. e in modo più distinto. già un po' sgonfiato. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. Un gemito. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto. e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. avrebbero potuto essergli di grande aiuto. e senza dubbio non gli rimase che darsi . specie di latrato sordo e lamentoso. Aiutandosi con il braccio libero.due ore. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone.

sia vestito dei suoi più ricchi abiti. Muani Lungga. Echeggiarono alcuni spari. e con grande apparato. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali. vi era qualche cosa di comicamente terribile. Venuta la sera. Grida. aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza.alla fuga. indigena o no. sotto pena di una mutilazione. di donne vive. e forse con vantaggio. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e. si dovette procedere diversamente. e Dick Sand. che raffigurava a sufficienza.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato. . La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce. scelte fra le schiave di Muani Lungga. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto. Di solito queste infelici sono sepolte vive. dopo un'attesa mortale. doveva assistervi. ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. poiché era stato dato l'allarme. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. cominciarono a tappezzarla. Tutta la popolazione di Kazonndé. prima di essere collocato nella tomba. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. Le acque del ruscello erano state deviate. sul fondo e lungo le pareti. vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. danze .si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. In tale mascherata. non potendo più pensare a evadere. Verso la fine della giornata. Yhavildar si risvegliò a mezzo. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. ma questa volta.

Le mogli che dovevano morire. fu messa carponi per servire da poltrona reale. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. che doveva egli pure far parte del numero delle . e vivi. non mancava nulla. era portato nelle ultime file del corteo. sbucava da terra un palo tinto di rosso. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. spari dei vecchi fucili dell'arsenale. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. Allora la fossa apparve distintamente. La regina Muanà.funebri. Negoro. all'estremità della fossa. incantesimi degli stregoni. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. erano state scelte dalla regina. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. Era tappezzata di corpi neri. pomposamente vestita. Una di quelle vittime. quella che portava il titolo di seconda moglie. fragore di strumenti. vestite come per una festa. Ma le torce di resina.i.A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello. Dinanzi al fantoccio. visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso. altre gementi di quando in quando. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. coricato su un palanchino. Coimbra. mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. la notte era ormai calata del tutto. Lo circondavano le mogli di secondo ordine. José Antonio Alvez. Il corpo del re. giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. (N. e a quel palo si vedeva legato un bianco. come era solita fare quando il re era vivo. e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio. i negrieri arabi. agitate dai portatori.

e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. sommerso fino alle ginocchia. CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti. poiché entrambi. e legato a quel palo aspettava la morte. la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti.. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. l'uomo è ancora a questo punto. Con raffinata crudeltà. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. con . invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa. fu sgozzata dal boia di Kazonndé. e non è più permesso ignorarlo. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé. Quel bianco era Dick Sand.. e il suo sangue colò nella fossa. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto.vittime di quei sanguinosi funerali. Fu il principio di uno spaventoso macello. Per mezz'ora. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re. La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà. si vide Dick Sand. A un segnale della regina. In quei tristi paesi. la quarta moglie. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami.

almeno fisicamente. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. la signora Weldon. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato. non pensava nemmeno a lamentarsi. Dei suoi compagni. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. Dopo l'assalto al formicaio. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza. Austin e Actéon. erano negri. fu fatta salire su un palanchino. dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé. Il cugino Bénédict. si trovavano. con il piccolo Jack. quanto a Dick Sand. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. Nan. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. Tom. e la signora Weldon. Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. non potè sapere nulla. La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. mancando di ogni notizia dall'esterno.il cugino Bénédict. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. camminava di buon passo. e ora stava bene. la signora Weldon non aveva più avuto notizie. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. con Jack e il cugino Bénédict. e la signora Weldon. oltre l'accampamento sulla Coanza. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. si trovavano invece a Kazonndé. Bat. in condizioni soddisfacenti. erano stati trascinati da Harris e Negoro. nella lingua del paese chiamato kitanda. mentre. dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. ignorava che ne fosse avvenuto.

La povera donna si trovava dunque a Kazonndé. la pili notevole delle . Dopo il suo arrivo. sola. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. il cugino Bénédict. con le elitre unite e taglienti. Addio. no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce.possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. raccolto alcuni insetti africani. — Eh. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. le mosche tse-tsè e altri. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America. dunque. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. le mandibole enormi. lui. in potere di Negoro. poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata.rivelarono qualche fatto nuovo. — ripeteva a sé e alla signora Weldon. come credeva. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. non erano che semplici esapodi africani. né dei funerali del re. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. alla mercé dei negrieri. e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza. ah. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto. né della morte di Muani Lungga.

che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. D'altronde. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. per il cugino Bénédict. quantunque bene cintato. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. Possedeva ancora la scatola di latta. questo. delle antidie macchiate. delle ateuchus sacre. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. si. un'alta palizzata. e del resto. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi. e le farò.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. difficile da superare. l'abbiamo detto. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi. le cui zampe sono fornite di spine. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. quando trovava qualche insetto. Perciò. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. quel chiuso non misurava . separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. l'entomologo aveva goduto. dei golia di Guinea e di Gabon. un naturalista senza lente e senza occhiali. poteva andare e venire. Oh. Checché ne sia. nello stabilimento di Alvez. in compagnia di Negoro e Harris. di una semilibertà. il cugino Bénédict. Ma. della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. ed era un grande dispiacere. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. qui ci sono da fare splendide scoperte. e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. ora sparse per tutta l'Europa.

ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. cespugli di piante tipiche dell'Africa. le erano stati risparmiati i maltrattamenti. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. Alle sue domande. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. alcuni ruscelli. che pareva esso pure averlo abbandonato. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. al piccolo Jack pareva poi immenso. temendo continuamente qualche disgrazia. egli scopri alcuni esapodi. Al momento. di Actéon o di Dingo. la signora Weldon aveva notato che. sensibilissima. tutti gli altri. Difatti. e fare. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. della vecchia Nan. se non la fortuna. e mancò poco. Alcuni alberi. di Bat. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. oggetto del suo commercio. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. al quale dare il proprio nome. la felicità del cugino Bénédict. le stoppie dei baracconi e delle capanne. che non rivedeva più da tanto tempo. non viveva che di questi ricordi. Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. di Austin. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali. Voleva rivedere il suo Dick Sand. se. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. Il bambino parlava spesso del babbo. e la sua giovane immaginazione.meno di un miglio di circonferenza. del suo amico Hercule. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . e chiedeva di tornare da lui. durante il viaggio dalla Coanza. Si informava di tutti. la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. anzi. alte erbe.

non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. e Halima. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. una specie di affetto selvaggio. Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. ma allora. era sufficiente. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. né Jack. che abitava fuori. il cugino Bénédict un'altra. anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. né il cugino Bénédict vi si trovavano. le dimostrava. Inoltre. legumi. cosicché James W. In mezzo a tante ansietà. anzi. e non ricompariva. a suo modo e come poteva. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim.stoffe e d'avorio. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. sorgo. nel recinto era rimasta poca gente. frutta del paese. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. e non vedeva mai Negoro. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. Insomma. le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. Il cibo. carne di capra o di montone. dove doveva spingere le sue . l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. manioca. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. quegli steamers arrivavano regolarmente. ma certamente sincero. e. né la signora Weldon. doveva essere in preda alla pili terribile disperazione. ora.

forse sul litorale americano. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. sotto la sorveglianza della schiava Halima. — disse la signora Weldon. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi. mai! Cosi pensava la signora Weldon. senza avere avuto la . fuggire. voleva conoscere bene i disegni di Negoro.. — gridò la signora Weldon. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà.. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera.ricerche? Evidentemente. Il 6 giugno. passeggiava nel recinto dello stabilimento. la signora Weldon era risoluta a farlo. non aveva più rimesso-piede. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure. E finalmente li conobbe. Il vecchio negro. — Nan morta! E Dick!. Ma che poteva tentare. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. assolutamente sola. e il piccolo Jack.. Ma. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé.. da quando era tornato. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. suo figlio Bat. capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero. no. — riprese Negoro. Negoro spinse la porta della capanna. Negoro 224 entrò nello stabilimento. sulle isole del Pacifico. fra mille pericoli. — Si. dove. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche. — Dio li abbia in custodia. asciugandosi una lacrima. La signora Weldon era sola. signora. Dick Sand è morto. — Nan è morta per via. ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. anzitutto. — Voi siete sola a Kazonndé. significava avventurarsi in quelle fitte foreste. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris.

senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé. 225 — Vendervi o rivendervi!. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon.. non restituire. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera. — Voi. — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon. vostro marito. Erano partiti per la regione dei Laghi.. al quale voglio. signora Weldon. suo figlio e suo cugino per giunta! . James W.. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere.consolazione di rivedere la signora Weldon. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. — rispose la signora Weldon con accento fermo. — Si chiama. — Signora Weldon. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. e da cui pochissimi ritornano. poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese. nello stabilimento di Alvez. avete un valore commerciale che intendo realizzare. — Lui in persona. che non poteva credere a quanto udiva. La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. — Voi siete schiava. guardando Negoro senza rispondere. — Mi avete udito? — riprese Negoro. Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche. ma far pagare sua moglie.. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. La signora Weldon abbassò un momento il capo. Weldon.

. — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. a Kazonndé. sfuggito dalle mani di questi selvaggi.. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé. — Soltanto. e quello era proprio un negozio. — No. dietro la vostra asserzione soltanto. quello. non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio... — Non vi baderà. se li potrà dare. voglio anche vendervi caro. — Ma se voglio vendervi presto. pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto. a Kazonndé. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon. nell'Africa centrale. Per fare il viaggio. e non sarà cosi imprudente da venire.. — Rifiutate? — esclamò Negoro. e mi dipinga come un servitore fedele.. — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. non mi mancherà il denaro. che gli dica la vostra condizione. dopo avere ricevuto il . — Mio marito non vi crederà. e anche dell'altro. — rispose Negoro con impudenza.La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello.. mio marito. James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio. — rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. — Precisamente.. — Più presto che sia possibile. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. — rispose freddamente la signora Weldon. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari.. Quando si tratta di un negozio. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. — Rifiuto. — Dove? — Qui. — Verrà. la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon. senza prove..

— Voi non siete sola qui. ma si trattava del suo interesse. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta. — Ah! state attenta! — gridò Negoro. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. la voce le mancava. come voi. ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli. è in mio potere... Il cuore le balzava forte nel petto. vostro figlio. e saprò ben io!. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa.. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé. non c'era nemmeno da pensarci. — No! — rispose ancora la signora Weldon. oppure ve ne pentirete! Ciò detto. Fra otto giorni. Circa l'onestà del portoghese. il figliolo e il cugino Bénédict di poter . dimenticando perfino il figlio. sua moglie. Ma. Dietro una lettera di sua moglie. 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA. — Signora Weldon. ella lo sapeva bene. almeno momentaneamente. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro. una volta a Kazonndé.riscatto fissato. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia.. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon. quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon.

per non rispondergli in . — No. — rispose la signora Weldon.. senza saperlo. sulla costa... — Hai qualche grande dispiacere. si. — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre. con un moto istintivo. si. del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro. mamma? — domandò il piccino. e il vecchio Tom? — Si. se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni. — Allora andremo noi da lui? — Si.. si mamma! viene qui? — No.. — rispose la signora Weldon. no.... altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare... era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio. — No. — Con il mio amico Dick.. Jack entrò nella capanna e. la quale.. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo. tesoro. Jack.. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà. Ella pensò anche che. mamma? — Si. la madre lo strinse a sé. Saresti contento di rivederlo? — Oh. — Allora gli scriverai tu.----rispose la signora Weldon.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori. forse!. in un punto determinato. abbassando il capo per nascondere le lacrime. Cosi. no! Non deve venirci. In quel momento. Jack. — Pensavo al tuo babbo. per non dire impossibilità.. ed Hercule.. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito.. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò.

le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. Livingstone. ritornati ai loro paesi. Là si erano successivamente recati Speke. diceva Alvez. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. già molto svalutato. era un'invasione! Fra poco. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi. ma. è vero. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. raccontavano esagerando.altro modo. alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. Bisogna dire. Non era. passavano. ora. non solamente all'esterno. con le crociere. ma anche all'interno del continente. tutta l'Inghilterra e tutta . si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. con grande dispiacere dei negozianti. dovevano essere ricevuti a fucilate. che una vaga speranza. e 228 questi. non senza valore. invece. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. E un po' lo si faceva davvero. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. se si uccideva qualcuno di quei curiosi. soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. con i loro missionari e i viaggiatori. alcuni altri. Grant. lo copri di baci. civili o religiosi. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. Stanley e altri. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro. molto vaga ancora. di Ugigi. gli orrori della tratta. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. Infatti. ma era qualche cosa. si aggiungeva un altro motivo.

non cosi era di Cassanga e di Bihè. fra poco. ciò che dissero. poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi. Stanley a nord. vale a dire meno visitate. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. uscirne per l'Angola. aveva ragione di temere. ciò che la signora Weldon intese. era questo: Molto probabilmente. Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley. Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. alcuni anni dopo. Ora. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. e senza che James W. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. Il negriero. seguendo quell'itinerario. Cameron a sud. David Livingstone. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola. il . dopo esservi entrato per Zanzibar. perché. ma ciò che sapevano. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. di cosi grande interesse per lei. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. villaggio della contea di Lanark. Nato il 13 marzo 1813. che non poteva mancargli. nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. e si sa che. Se Kazonndé era stata risparmiata. dove Alvez possedeva degli stabilmenti. e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. infatti. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole.

entrava a Litubaruba.secondo di sei figli. lo raggiungeva a Linyanti. Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. Il dottore parti con alcuni indigeni. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari. lo ritroviamo a Kolobeng. scopriva il lago N'gami e. i tre figli e due amici. il 31 dicembre. Dal Capo. e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra. e di li a due anni nel 1849. poi tornò a Kuruman. fondava una missione nella vallata di Mabotsa. antichi coloni olandesi. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. Oswell e Murray. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. penetrò . in modo da giungere a San Paolo di Loanda. Il loro capo. e alla fine di giugno del 1851. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. Infatti. nel paese dei Bechuana. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. diventato a forza di studio teologo e medico. lo Zambesi era scoperto. il 3 giugno 1852. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest. Questa volta si trattava. che esplorò per la prima volta. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. Sebituané. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. dopo terribili patimenti. partendo dal Capo. dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. un terzo doveva riuscire. sbarcava al Capo nel 1840. nel 1843. nel paese dei Makololo. dove sposò la figlia di 229 Moffat. Il 1° agosto del medesimo anno. Quattro anni dopo. giungeva.

che viene dall'est. visitava Katonga e Libonta. il dottore. discendeva il corso dello Chobè. dove il giovane sovrano dei Makololo. Sei giorni dopo. Da questo punto. Il 14 gennaio. Livingstone entrava a Cassanga. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. 230 Il dottore tenne duro. dopo aver attraversato il Leeba. accompagnato da ventisette Makololo. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi. L'11 novembre 1853. il dottore. che . si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. lasciò Linyanti e. giungeva allo Zambesi. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. costeggiò la riva destra di quella Coanza. dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. e riparti con i suoi. Quivi pure fu ricevuto bene. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. Sekeletu. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione. ribellione dei suoi compagni. entrava a Nanielè. trattenuto da violente febbri.nel centro del paese dei Bamanguato e. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio. Un mese dopo. il 27 dicembre. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. minacce di morte. là dove riceve il Makondo. e il 26 dello stesso mese. il 20 febbraio. esigenze degli indigeni. lo ricevette con grande onore. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. giunse alla foce del Leeba. e va a gettarsi a nord nello Zaire. e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita. tutto cospirò contro Livingstone. il più potente sovrano dei Balonda. Là. arrivava presso il re Katema. arrivò a Linyanti. paese difficile. che gli fece buona accoglienza. assalti delle tribù. il 23 maggio.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

questo. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. all'arrivo della nave sarebbe scomparso.che i prigionieri giungessero sani e salvi. egli risalf verso il nord. e d'altronde. Convenute cosi le cose. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. ammettendo che tutto andasse favorevolmente. scortato da una ventina di negri. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo. era inte235 resse di Alvez . risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé.in un giorno fissato. Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. e Negoro. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza. gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo. Jack e il cugino Bénédict. almeno. il cugino Bénédict e lei . i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. o i pericoli del ritorno. La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo. Dopo la sua partenza. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. dove suo figlio. Il giorno dopo. lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni.il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione .

forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez. non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità. Di più. prima di partire. e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. estrarre dalle drupe del mpafu. d'altronde. Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro. mondare e vagliare il granturco. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente.si trovavano in relativa sicurezza. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. raccogliere il sorgo. specie di grosso miglio. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori. i cui fili . L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ». Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. specie d'oliva. la filatura del cotone. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon.

gli uomini fumano il tabacco o la canapa. si fermava e le guardava. montoni. in cuor loro. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. sia quella del granturco sia quella degli schiavi.. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. capre. le cure degli animali domestici. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. dalle corna corte. cacciano l'elefante o il bufalo. fave. canne da zucchero. l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. fatto con banane. Mentre le donne lavorano. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato.vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. caffè indigeno. giovenche di piccola razza. arachidi con le quali si produce l'olio. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. alcune delle quali hanno una gobba. bisogna dirlo. guaiabe. non sentivano alcuna commiserazione. Di queste diverse occupazioni. il « pombé » e altri liquori. noti sotto il nome di tchilobè. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne. e che sono un importante oggetto di scambio. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. mentre esse. Qualche volta. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. la cui carne nel paese serve all'alimentazione. e finalmente. farina che si estrae dalla manioca. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. potè scambiare . la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». anzi. La sola Halima faceva eccezione. per la quale. il cui succo si trasforma in sciroppo. cipolle. dei maiali. poiché. l'allevamento del pollame. eccetera. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo.. crescono sopra alberi alti venti piedi. sesamo. bovi.

stava sempre benissimo ovunque fosse. soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. — egli rispondeva. Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. nidi di marabù. .il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. somiglianti a quelli dei tisserini. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. grattandosi a sangue.una minuscola ape. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. cugina Weldon. ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. insettivori. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. un giorno. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. il cui canto era gradevole. come poteva. drugo. e nidi di suimanga. poi vedovelle.di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. come fa il cuculo nel nido degli altri. in un enorme baobab. purché non gli mancassero gli insetti. invece. che deponeva le uova in cellule non sue. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. e uno sfeco. che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia. Ma quest'avventura. che ebbe conseguenze inattese. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. e studiava. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. con il petto e la gola scarlatta. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi. eppure c'erano li. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. costruiti con alcune bacchette.era il 17 giugno . deve . senza occhiali né lente . ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. calao.

ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali. e gli parve che quello fosse sconosciuto. Rizzatosi a sedere. D'un tratto. vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali. senza. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. in fondo alla propria capanna e il sonno. egli intese un fremito. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. aveva però l'udito assai fine. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. e perfino il cugino Bénédict. sotto quei raggi del sole meridiano. La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. perché. non si poteva dubitarne. e che l'insetto. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. Si era dunque rifugiato.essere raccontata con alcuni particolari. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo. non doveva essere un insetto qualunque. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. con suo grande rammarico. passargli tanto vicino da permet- . messo subito in allarme. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. in quella siesta involontaria. cosa che gli spiaceva molto. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. cominciava a impadronirsi di lui. soltanto dall'intensità del suo ronzio. sentiva ronzare un'infinità di insetti. però. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie.

guardando di sbieco. poteva riprendere il volo. di specie. l'insetto ronzante. sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. dopo aver girato a lungo intorno a lui. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. o almeno di varietà. peggio ancora. aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. mai. L'insetto. Tuttavia.tergli di riconoscerlo. sulla sua testa. Mio Dio. ma si trattenne e fece bene. lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano. Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. genere. dal lato dell'occipite. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. era li. da un momento all'altro. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. « No. gli farei male. cominciò a scendere il versante frontale . Infine. pensò « lo sbaglierei o. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. Un esapodo africano. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. alla punta del naso. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. andò a posarglisi sulla testa. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende. no ». e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. o anche sottovarietà nuova. senza contare che. che era molto lungo. Egli tratteneva il fiato e. come sulla cima di qualche cespuglio incolto. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli. in tutta la sua vita d'entomologo.

bisogna convenire. dopo venti piccoli circuiti. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. una cosa semplicemente eroica. L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. — la manticora tubercolosa! Però. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. — Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. era. L'insetto. o sceso al disotto? Scese. sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. e una volta giunto su quella radice. pensava il degno scienziato. non bisognava gridarlo. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. ahimè! al povero cugino. facendo convergere il loro raggio visivo. come due lenti. A quella distanza. o almeno per metterlo in fuga. si è che ogni altro. potevano. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale. i due occhi del cugino Bénédict. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? .del cugino Bénédict. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. al suo posto. Più vero ancora. dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. senza parlare per il timore di essere punti. però. al posto del cugino Bénédict. giunse sulla radice del naso. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. e non fare 239 un gesto. scenderei ». perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. cosi ben disposto per portare occhiali. che non potè trattenere un grido. rimase fra le due ali frementi.

che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. — Maledizione! — gridò. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. Giunta presso la palizzata. si trovava fuori della capanna. ciò non sarebbe stato nella sua natura. strisciando come una biscia. Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. la chiuse violentemente. Un momento dopo. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. ma non bisognava perderlo di vista. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente. evidentemente. e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. la manticora intese quel grido. la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere.Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso.del resto era cosa fatta . « No. 240 sotto il sole di mezzogiorno e. come un cane che fiuti una traccia. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. eccolo dunque carponi con il naso al suolo. il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. Giunta li. a meno di dieci pollici dai suoi occhi. un insetto della tribù dei Cicindelidi. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare. troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. per cosi dire. . che cammina più che non voli.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. stese la mano. e non gettare un grido d'ammirazione. Era meglio. . Perciò. campione rarissimo nelle collezioni. « Afferrare la manticora. egli era sempre li. è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. dopo alcuni minuti. è come arrischiare di schiacciarla ». » Aveva torto? Checché ne sia. si disse il cugino Bénédict.

E. disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. e formava una specie di galleria. ma non se ne curò punto. perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava. In mezzo minuto. essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. si precipitò subito con la . il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo. allorché frrrr!. per lui senza forma apprezzabile. Infatti. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria. della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello. il cugino Bénédict si rizzò. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte. le sue elitre si allargarono. senza dubbio. guardò. si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta. confinava con una grande foresta. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. Ma.Senza esitare. Ah. D'altra parte. essa volò via. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi. con sua grande meraviglia. ahimè! fu proprio quel che avvenne. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto.. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate.. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata.. cui era tornata la speranza di rivederla.. il cugino Bénédict. la tana era larga almeno due piedi. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui. quella parte dello stabilimento di Alvez. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno. e il cugino Bénédict temette di perderla di vista. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. le ali si spiegarono. che era situata alla estremità nord della città. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. L'insetto svolazzava sopra la sua testa. Ma la manticora.

. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta. si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto. delle sue ali di coleottero. come un nuotatore alla superficie dell'acqua. Il cugino Bénédict.. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict. volò via. Dimenticava. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. il ronzio più intenso. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene. lo sconcertato cugino. tutto questo non sarebbe avvenuto. ma l'insetto ora non volava più. ma anche più ironico. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame. a seconda che la manticora saltava qui o là. si stendevano a destra e a sinistra. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. — Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. l'insetto gli sfuggiva beffandosene. Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. procedeva a piccoli salti. e di li a poco. battendo l'aria . senza sapere nemmeno quel che si facesse. si mise egli pure a saltare. affannato. Con se stesso. arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa. si fosse impadronito dell'insetto. che sfiorò. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. Le sue braccia.faccia a terra. con le mani aperte.

con l'altra alla base della schiena e. In verità. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. fu presa da una profonda inquietudine. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. non se lo chiedeva neppure. come sarebbe tornato. nella capanna. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone. la signora Weldon conosceva il cugino. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. intatta. quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. Ora. la scatola era là. Eppure. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. senza avere avuto il tempo di riaversi. era inammissibile. mentre passava presso una siepe.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. avrebbe ricusato senza esitare un momento. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. in quella giornata del 17. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. e se sarebbe tornato. il cugino si senti trasportare attraverso le piante. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. ma tutto fu inutile. Improvvisamente. poi. D'altronde. quel giorno.

la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati. » Ma. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. Ma allora. Ma allora. . fatte con la maggior cura. « Non valeva molto quell'imbecille ». Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni.sfuggivano. diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. nelle mani di James W. contro il riscatto. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana. se lo riprendo!. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict.. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero. La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi. Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez. e s'immagini il suo furore. che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava..

Si ricorse allora agli stregoni. Si trattava di una calamità pubblica. le cose andavano di male in peggio. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. in provincia. e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. Infatti. cominciarono le piogge persistenti. che termina in aprile. Tutti i lavori della stagione erano compromessi.È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. benché il periodo della « masika ». I terreni bassi. pieno di fango e di scorze. o che dicono la buona ventura agli indigeni. e i migliori « mganngas ». Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. il cui sapere era tanto più meraviglioso. in quanto che. si videro di li a poco ridotti all'inedia. impiegare i loro più preziosi amuleti. poi. il cielo si era coperto. Verso il 19 giugno. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge. e più specialmente un corno. Intanto. furono pregati di scongiurare il pericolo. si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. per gli indigeni. che si trovava allora nel nord dell'Angola. non l'avevano mai messo alla . e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé. Era uno stregone di prim'ordine. e gli abitanti della provincia. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ». Ma ci perdettero il loro latino. fu come una calamità pubblica. coperti di messi già mature. agitare i doppi sonagli e le campanelline. Ora. fosse passato. esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. furono interamente sommersi.

Una collana di crani d'uccello al collo. la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. Un particolare. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. Di solito.prova. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. e che era pieno di conchiglie. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. poiché non c'era mai venuto. di amuleti. cinque quando percorrono i villaggi. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». di cui una zucca formava il fondo. e questi indizi di rasserenamento. il vento indicava una tendenza a cambiare. gli cattivavano tutte le simpatie. invece. era un uomo superbo. D'altra parte. gli stregoni si riuniscono in tre. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. è che quel « mgannga » era muto. Il cielo era un po' meno piovoso. più una grande quantità di palline dì fimo. coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. non si parlava che dei suoi successi. . di idoletti di legno ed altri feticci. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». di mattina. in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». fatte con la creta. era solo. negro della più bell'acqua. Quel « mgannga ». ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni. 244 Il 25 giugno. ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo. subito riconosciuto dalla folla. quattro. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio.

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

. il soccorso non sarebbe loro mancato. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule.. Ora. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. questo corso d'acqua era li. diretto a nord. Ma Hercule. e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore. no. deciso a discendere la corrente di quel fiume..di cui Cameron parla sovente . — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque. — Centomila legnate sul cranio. Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. Si trattava dunque di precedere Negoro. — Animale che sono! — esclamò Hercule. era anzi possibile che si gettasse nello Zaire.che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. quella. — rispose Dick Sand. Hercule. Là. Il primo pensiero di Dick Sand. la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume. poiché il caso lo aveva servito bene.. la larghezza i quattro. specie di isolotti galleggianti. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea. girando di notte lungo l'argine. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. Infatti. — No. . non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito. In tal caso. — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès. le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione. utilizzando la corrente di un corso d'acqua. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata.rimanere a Kazonndé. invece di giungere a San Paolo di Loanda. e d'altronde poco importava. e che numerosi rematori . era pur sempre una complicazione.

spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. Per fortuna. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica. tronchi . cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. Difatti. in mezzo a molti altri. venivano di frequente a posarvisi. Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. per scendere la corrente del fiume. aveva progettato di viaggiare solo di notte. volendo passare senza essere veduto. e forse anche. Dick Sand. Ma. « arrhingas » dalle penne nere. Inoltre. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. ma non senza pericolo. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. qualora la pesca non fosse sufficiente. Però. gabbiani dal becco rosso. E le erbe erano disposte cosi abilmente. alcioni bigi e bianchi. e vedendo li alcuni grani da beccare. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e. appunto a causa della rapidità di quella corrente. quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente. che gli uccelli stessi s'ingannavano. e l'erba. nascondeva ogni cosa. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. Dapprima. rocce. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. il tragitto doveva essere lungo. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive.

Durante i primi due giorni. del resto. la cui robusta mano teneva il timone. bassifondi del fiume. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. e inoltre. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. Quanto al piccolo Jack. Dick Sand. non c'era alcun pericolo di collisione. a valle. le braccia conserte. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. con le gambe allungate. Le rive. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione.d'alberi. sembrava fossero deserte. ma. evidentemente. aveva capito che non bisognava far rumore. Il cugino Bénédict. Dick Sand. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. dunque. quindi. Attraverso le lunghe erbe. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. sopra un letto di foglie secche. Ma non sbarcò. Nel mezzo dell'imbarcazione. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . era lì. si era collocato a prua della piroga. il suo sguardo osservava il corso del fiume. e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. pensando alla sua collezione perduta. cosa molto frequente sui fiumi africani. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora. taciturno. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto. siccome non era proibito muoversi. se qualche ostacolo non li avesse fermati. al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze.

— Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. Le loro alte cime. gigli. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. Sugli argini. Quelle scimmie. balsamine. davano alle sponde un incomparabile splendore. bauhinìa dal legno-ferro. hanno fronte bassa.frequentate dagli indigeni. Venti miglia più lontano. Asclepiadi. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa. — Si deve romperla. in quella stessa giornata. muso color giallo-chiaro. poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. — Una diga. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. felci arboree. c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. clematidi. la giornata del 27. Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. ombrellifere. anche. gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. riunendosi all'altezza di cento piedi. tenendosi per la coda. abbaiano come cani in corsa. Passando il ponte di liane. aloe. acacie a foglie rigide. orecchie disposte in alto. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. Spesso. Alberi di copale. il piccolo Jack. non senza grande ammirazione. sono brutti campioni della razza scimmiesca. Vivono in frotte di circa una decina. signor Dick? . formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali. e gli indigeni le temono. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. arbusti odoriferi. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi.

Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. Hercule. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. e non mi lascerà che con la vita! . Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. senza troppa imprudenza. quando Hercule.— Si. ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. — All'opera. dopo tutto. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua. dunque. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate. che teneva fra l'indice e il pollice. e maneggiò cosi abilmente la scure. a colpi di scure. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. Imbruniva già. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. il suo dolore era sincero. Hercule potè quindi. Cosa singolare. consegnandogliela. e il povero uomo faceva pena. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. non mi verrà contestato. il suo « alunno ». se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso. quell'insetto. il bravo negro sembrava un po' confuso. lasciare la barca. _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. almeno. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. capitano. due ore dopo. che. Neanche un insetto. la diga aveva ceduto. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. a foglie lucide. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. E in fondo. La chiamano tikatika. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto.

il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. .— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. Per un'estensione di molte miglia. 254 il paese spogliato di cosi begli alberi. In quel mentre. che né la signora Weldon. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. Erano parecchie centinaia di elefanti che. Poi. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni. l'imbarcazione andò alla deriva. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. la piroga correva sulle acque scure del fiume. sulla riva destra. la luna. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. apparendo dietro le cime degli alberi. D'improvviso. dovessero prosciugare il fiume. — Un insetto che non è né un coleottero. né un neurottero. amici! il cielo mi doveva questa gioia. né un imenottero. poi un rumore sordo. attraverso i fili delle stoppie. si udì un lontano tramestio. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. e non accadde alcun incidente. poi.

e in quel paese privo d'ogni coltura. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte.Se in quella regione mancavano gli indigeni. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. quasi sempre nel pomeriggio. essa. munito di lunghe corna ad anelli. « caama ». Era un animale lungo cinque piedi. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi. all'8 luglio. Difatti. Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva. . il granturco. che gli diede buona provvista di cacciagione. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare. Fino allora. non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. pure era considerevole. il sorgo. in complesso.cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . il percorso. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. anzi alla moda scimmiesca. i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. e la cui carne fu trovata eccellente. nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni. dopo aver . picchiettato di punti brillanti. il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile. Nella giornata del 4 luglio.gli animali però vi abbondavano. né da quelle della foresta né da quelle del fiume. bianco sul ventre. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili. di cui si udivano gli urli. e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. la frutta. giallo-rosso di pelo. e anche ai leoni. Erano zebre che giocavano sulle rive. alci. Quanto alla sua direzione. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». Ogni giorno. che balzavano fra le alte erbe. che sono specie di antilopi graziosissime.

il leone lo portò . Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. disarmato. armate di spine a guisa d'ami. si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. Era solo a terra. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. ma dapprima si limitò a guardarlo. senza battere ciglio. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. a trenta passi da lui. Quello misurava cinque piedi di altezza. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. che ricordano i « witebait » del Tamigi. Ad ogni modo. che. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. e gli aveva già inviato una palla. Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. 255 Era un grande leone. Con il salto che aveva fatto. Esitava fra le prede. delicatissimi al gusto. « usaka » neri assai pregiati. addentando il caama palpitante. E allora. Dick Sand. una bestia formidabile. sulle tracce di un « caama ». il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. rossi e luminosi. balzò un formidabile cacciatore. piccoli « dagala » amici delle acque correnti. procuravano alcuni di quei « sandjika ». il fiume forniva pure la sua parte di viveri. piegava ora verso nord-ovest. di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». e non era d'umore di abbandonarla. e non della specie senza criniera. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. affumicati. allorché. detta « leone di Nyassa ».puntato lungamente a nord. « monndè » a testa larga. Dick Sand era perduto. quella che si moveva e quella che restava immobile. che. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile. ancora pieno di vita. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. Lunghe liane. Nella giornata del 9 luglio. che senza dubbio veniva a reclamare la preda. Dick Sand diede prova di grande sangue freddo.

scomparve sotto il bosco. Tuttavia. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. Ora. che sorgeva isolato in mezzo al recinto. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. Ma secondo le abitudini degli indigeni. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo. raggiunti i compagni. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. Tre o quattro volte. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. ma. poi si allontanò e. a quell'ora. Più di una volta. in quella regione attraversata dal fiume. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. su certe depressioni del terreno. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. Quei selvaggi. se il paese era allora disabitato. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. Il bravo negro l'aveva promesso. Nondimeno. come belve fuori della tana. come ha fatto David Livingstone. trovò ossa umane mezzo calcinate. forse. avanzi di qualche orribile pasto. . Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. Forse. in qualche radura. frustando gli arbusti con la formidabile coda. e quel fico sacro.via come un cane porta una lepre e. non doveva esserlo stato sempre. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio. fra la cenere appena raffreddata. non si sarebbe ingannato. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa.

Se per disgrazia. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali.quando Dick metteva piede sulla riva. poiché. abbassando la voce. a prua. L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. Ora. Il villaggio era abitato. fra le palafitte fossero state tese delle reti. disseminato di rocce. La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. come accade di frequente. a sinistra. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca. Due indigeni. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. gettando clamori di cui non si può avere idea. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. silenzio assoluto. che discorrevano ad alta voce. non era praticabile. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente. ma anche abbastanza per essere visti. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce. e perciò. la notte era chiara. e immobilità completa. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. il fiume. Ci fu un momento terribile. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. fuorché un . mentre le tiravano su in gran fretta. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. nella piroga. Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. La sera del 10 luglio. invece. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. Dick Sand. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio.

e quando sorse il giorno. passando. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa. né sul fiume né sulle rive. Era più che probabile. per una fortuna inaudita. e per maggior precauzione. la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata. forse quei selvaggi non ne avevano. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. spinti dalla corrente. che si era trasformata in una specie di rapida. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. di sopra. la barca sarebbe passata.. Frattanto. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. nessun indigeno si mostrò.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. con un ultimo sforzo. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. Uno degli indigeni gettò un grido. dall'11 al 14 luglio. le urla da bestie feroci dei cannibali. 257 In mezzo minuto. come aveva temuto Dick Sand. e infine. tanto più che la corrente. Non vide nulla di sospetto. la barca segui costantemente la riva sinistra. la trascinava rapidamente. la piroga giunse tra le palafitte. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. Dick Sand non lo poteva affatto. Tuttavia. però. Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione. Se venivano rialzate in tempo. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. quando. Non era . nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. Durante i quattro giorni successivi.. dando un vigoroso colpo di remo. talvolta un sordo brontolio di Dingo. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. — il letto si è rifatto praticabile.

■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. molto a proposito. Dick Sand non sapeva come fare. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. che ha un sapore zuccherato. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. quando Hercule gli ricordò. che doveva . era il concerto delle rane. ma il giorno dopo. divenne difficile da risolvere. la caccia non dava più nulla. Per fortuna. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. Egli stesso. Solo le euforbie vi crescevano a profusione. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. antilopi. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca.più soltanto un paese deserto. e il midollo. specialmente dal piccolo Jack. non echeggiavano più i soliti ruggiti. in quell'arido paese. grazie al cugino Bénédict. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. La campagna. La pesca rendeva poco. perciò. Durante la notte. fu apprezzato da tutti. si fu serviti meglio. ma il deserto stesso. dei ribaditori che ribadiscono. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. Alci. su entrambe le rive. dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus. Era una sostanza poco nutriente. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. e ciò che turbava unicamente il silenzio. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari.

e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri. — non tirate. e quel giorno. Dick Sand stava per sparargli. \ Il miele fu bene accolto. cioè. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che.il che era verissimo . Dick. Messo l'insetto in posto sicuro. allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate. abbandonando all'indicatore la cera.immortalare il suo nome. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict. e ci procurerà miele in abbondanza. in mezzo a un intenso ronzare d'api. frugando fra le alte erbe. apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. è un indicatore. posandosi e volando a volta a volta. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello. che costituisce la sua parte di profitto. . che. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. se. infilzatolo. a miriadi. lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco.e fu fatta man bassa su quella manna. nella giornata del 12. Ce n'era da caricare dieci . nella fodera del cappello.. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. Alcuni minuti dopo. effettivamente. — rispose Dick Sand. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette. non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack. cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. Poi. E non ebbero da andare lontano. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. li invitava ad accompagnarlo.

Nei giorni 15. e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti.ma insomma ne mangiò. è vero. Dick Sand sperò che cosf fosse. il calore 259 eccessivo del giorno. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità . ma la direzione generale era piuttosto verso nord. l'umido della notte. — Il mare! — gridò. la barca continuò ad andare alla deriva.sospirando. Dick! — rispose la signora Weldon. Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. sulle acque . eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. d'un tratto. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. poiché se quello era lo Zaire o Congo. Si. Nondimeno. quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua. gli assalti continui delle zanzare. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce.volte la barca e. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. — No. fra un paese meno arido. Era tempo d'arrivare. 17 e 18 luglio. era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. Dick Sand era dunque molto inquieto. 16. abbrustolite a fuoco lento. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. avvenne un cambiamento di direzione. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest. avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava. allorché la mattina del 14 luglio. non ancora il mare. prima di giungere al litorale. e perciò.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. Dal canto suo. e aveva ragione di sperarlo. A questa parola. .

e ciò divenne anche troppo evidente. le . un rumore lontano. Dick Sand. Hercule tornò a poppa. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. Ma il 18 luglio. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. Ancora alcuni giorni. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. Il rumore cresceva. non un soffio agitava gli strati atmosferici. Verso le tre del mattino. volle saperne la causa e. quando. — No. A valle. ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. i cui occhi brillarono di gioia. — È il rumore del mare! — disse Hercule. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. scotendo il capo. durante la notte. ma non erano vapori. Dopo questa risposta. nondimeno. — A riva! — gridò Dick Sand. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. La notte era calma. ma vigiliamo con estrema attenzione. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. si fece udire verso ovest. ancora molto sordo. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti. al disotto del fiume. — rispose Dick. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. mentre la signora Weldon. continuando ad ascoltare. Dick Sand rimase a prua. a circa mezzo miglio. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. — Aspettiamo il giorno. A valle. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. presto si cambiò come in un lontano muggito.argentee del fiume. in grande ansia.

man mano che vi si avvicinava. — Si direbbe che pianga. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. Era. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. Né la signora Weldon. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. Un mezzo miglio più avanti. poiché la barca non poteva più seguirne il corso. e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera. come si è detto. che ormai avrebbero dovuto attraversare. Dick Sand. ma irresistibile impetuosità. V. Dingo gli sfuggi. né Dick Sand. e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. molto folti. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. CAPITOLO XIX S. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume. non si poteva nemmeno pensarvi. — esclamò il piccolo Jack. allacciando Dingo con le braccia. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. CON UN VIGOROSO colpo di remo. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. del resto. essi toccavano terra fra una verde . il suolo che veniva a mancare improvvisamente. In quel punto. né Hercule sapevano che pensarne. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). abitato dai cannibali del Congo inferiore. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso.cui acque si precipitavano con superba. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. Alcuni minuti dopo. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra.

Là sorgeva una capanna in rovina. Egli entrò nella capanna. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. Dingo rialzava la testa e. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. Hercule con la scure alla mano. con il muso a terra. un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. — E quest'uomo. sulla quale si curvavano grandi alberi. Jack. doveva essere. volarono via subito. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. — Attenzione! — disse Dick Sand. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. Il cane. già quasi cancellate. Ciò fu notato chiaramente da tutti. — Era. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. non ci lasciate! Attenzione. invitava a seguirlo. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. il suo padrone! Ah. con il fucile carico. con le assi sconnesse.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. che si potevano però distinguere ancora. Hercule! In quel momento. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. Un istante dopo. signor Bénédict. facendo udire continuamente dei latrati. e piccoli aironi. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. — Signora Weldon. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. Alcuni martin-pescatori. con piccoli salti. Dick Sand. . « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. Nella foresta non c'era alcun sentiero. che ritrovarono Dingo. bianchi come neve. seguiva una traccia. gettando un sibilo acuto. non avevano fatto dieci passi. e ognuno mise piede sulla riva.

Quel biglietto. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata.. partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa.. era guidato da Negoro. VERNON ». che decise di impadronirsene.. Negoro prese senza dubbio la fuga. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso. Aiuto!. Non terminò la frase. e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi. sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato. Dingo!.. derubato. e là era stato mortalmente colpito. e ne sfuggi un pezzo di carta. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile. Compiuto il delitto... S. Il viaggiatore francese. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome. a recarsi nella Nuova Zelanda. derubato dalla mia guida Negoro.. lo aveva chiuso in quella scatola dove..— S. La scatola fu aperta.. giunto in quel punto delle rive del Congo. V.. e non doveva più dimenticarle! Poi.! — esclamò Dick Sand. 3 dicembre 1871. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna. condotto a San Paolo di Loanda. e abbassandosi. con la data e con il movente dell'assassinio.. abbandonato. Dinanzi a quelle due lettere rosse. Samuel Vernon. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto. a centoventi miglia dalla costa. tornato alla costa. — le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!.. Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez. era stato raccolto dal capitano del .. Si sa come fosse riuscito ad evadere. che. Quelle parole dicevano tutto. dava il nome dell'assassino. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia.. con un ultimo sforzo... certamente. Dingo aveva imparato a conoscerle. si era trovato il denaro rubato e.. prima di morire. che si trovava in un angolo della capanna. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon... qui..

e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon. colto sul fatto. Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. allorché Dingo. Il miserabile. Bénédict. quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. gli era balzato alla gola. trascinandosi fino alla . nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. si slanciò fuori della capanna. colpito. gettando un urlo. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro. di furore questa volta. orribili grida si fecero udire a breve distanza. la signora Weldon. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. dove aveva ritrovato Negoro. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. Quasi subito. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. scoprendolo. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. Il portoghese non dava più segno di vita. Era Negoro. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. e tutti lo compresero. dalla giustizia divina. Jack. un uomo era alle prese con il robusto animale. si può dirlo. Nel frattempo. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. Era dunque evidente che. Ma non era senza ragione. lo videro precipitarsi sopra un uomo.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. evidentemente. quando Dingo. e Dick Sand. Si. quel bandito. che rotolò in terra. seguendo le sue tracce.

poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. Ma non importa. e senza perdere un istante. sotto una longitudine. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare. andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon. è lo Zaire. su questa riva mi pare che rischiamo di più. Fatto ormai certo. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo. Negoro non era più. vale a dire per un miglio o due. — Rimane dunque da decidere. Grandiose cascate. in quel luogo il fiume non era più praticabile. e gli indigeni sono assai temibili. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. e. — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra. poiché Negoro la seguiva. mi sembrano pericolose. fu messo nella stessa fossa del suo padrone. Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. pianto da tutti. dalla parte del fiume.capanna. almeno fino a valle delle cateratte. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. — disse la signora Weldon. Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo. e Dingo. disgraziatamente. sotto un'altra il Lualaba. quel fiume era il Congo. Entrambe. lo avrebbero evidentemente cercato. — Passiamo sull'altra riva. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. e questo era un pericolo molto serio. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. signora Weldon. ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. non possiamo . — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. o la riva destra del fiume. Tuttavia. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. . Non rivedendolo.

— Forse sarebbe meglio non separarci. Prese queste disposizioni. come se avesse qualche presentimento. aspettando 11 suo ritorno. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte .esitare! Prima. però. passerò quattrocento piedi più in su. La signora Weldon e Hercule. Il fiume. ma non abbiate alcun timore per me. Dick Sand stava per partire. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. di attraversare il fiume con voi. giungevano fino al giovane allievo. La signora Weldon. sarò di ritorno. avvezzo a maneggiare il remo. A quattrocento piedi a valle. Dick? — No. Dick. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. la seguivano con lo sguardo. la piroga. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. senza essere fortissima.. — rispose Dick Sand. attraversarlo era facile. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. Hercule! Dopo questa risposta. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate. e alcuni spruzzi. In breve. Egli fremeva al pensiero che la piroga. — soggiunse la signora Weldon. Questo era agire con prudenza. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. — Si.. lasciatemi andare solo. sollevati dal vento da ovest.. l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. — Porta con te il fucile. signora Weldon. Vegliate bene. non sbarcherò. rannicchiati nelle macchie di papiro.. — È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate. in quel punto. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto. sciolta dall'ormeggio. — No. la corrente. signora Weldon.

avendo veduto ogni cosa. Un quarto d'ora dopo. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. Padrone di sé. teneva sotto mira i cannibali. Dick Sand.precedente. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. dinanzi al fucile puntato su di loro. aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. che non pensava a sé. uno di quegli indigeni si rialzò. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume. Dick Sand si vide perduto. si sarebbe perduta in quelle cateratte. echeggiarono delle urla. ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. prima o poi. ritto a prua della barca. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. non si muovevano. erano risaliti sull'argine. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva. abilmente maneggiato. non sapendo che decisione prendere. mentre la . Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo. In quel momento. La barca stava per essere spinta al largo. con il fucile spianato. il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. Erano i cannibali del villaggio lacustre. i cannibali si accingevano a passare il fiume. però. avevano scorto i fuggitivi. che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. vale a dire una preda per essi sicura. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che.

. gli mandavano un ultimo addio. Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola. inginocchiati sull'argine. nella quale avrebbe . essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. E non esitò a farlo.piroga attraversava obliquamente il fiume. — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese.. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita. gli fu mandata. Fuggire? E a che cosa serviva. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo. del resto? Entro un'ora. cioè. aveva preso il filo dell'acqua. In quel momento. che fecero capovolgere. si gettarono fuori della piroga. Infatti. — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. poteva essere la sua salvezza. Difatti. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo. — fuggite! Né la signora Weldon. e il remo. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. che quella barca. In breve. spezzato da una palla. I cannibali gettarono un urlo di terrore. la piroga. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate.. Il piccolo Jack e sua madre. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. andò in schegge. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava. Ora. né Hercule si mossero. gli indigeni. non più governata dal remo. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso.. volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra.

L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. che Hercule aveva condotti in gran fretta. senti l'irresistibile corrente trascinarlo. però. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. il 20 luglio.. In tali condizioni.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. tornò alla superficie del fiume. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. Un quarto d'ora dopo. lo avrebbe certamente soffocato. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. giungeva alla riva sinistra. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. e vi ritrovava la signora Weldon. il fiume non è più che una serie di . con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. Non erano mercanti di schiavi. che la barca capovolta non aveva protetto. Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque. in un ultimo istinto. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. Dopo le cascate di Ntamo. la quale. Buon nuotatore. e dopo essersi tuffata profondamente. e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma. poi. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo.. essi. fino a Yellala. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. alla foce del Congo. per la rapidità della caduta.

Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama. a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict. informò James W. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim. chi può dire a quali pericoli. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. Là l'intrepido viaggiatore doveva. mandato a San Francisco. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo.rapide e di cateratte. Il 25 agosto. sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni. e tutto ciò che meritava il bravo negro.. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». Jack. Dick Sand. come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. L'11 agosto. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. Là. Stanley ne ha contate sessantadue. la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana. uno dei desiderata della scienza entomologica. Il giorno stesso del suo arrivo.. Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. dopo avere stretto la mano a James Weldon. nel suo studio tappezzato d'insetti. Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima . più a valle.. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!. il degno scienziato. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro. finalmente. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. e nessuna imbarcazione vi può passare. Un telegramma. l'altro l'amico di casa. sarebbe partito per la costa d'Africa. e una volta là. la signora Weldon. quattro anni dopo.

e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand. quando Hercule lo aveva preso. ma per fortuna guari. egli era circondato dalla stima. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. i suoi studi idrografici e. Infatti. — Sf! — ripeteva spesso. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. e non sospettava nemmeno. la fermezza.. a diciotto anni. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. . — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. munito di un diploma per merito spe268 ciale. il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni. si potrebbe dire dal rispetto di tutti. Nonostante la sua giovane età. Tre anni dopo. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. distinguendosi. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. quello dell'uomo che. il coraggio. si è trovato al disotto del proprio compito. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano. Weldon. che non se ne accorgeva affatto. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta. pur lavorando molto dal canto suo. aveva terminato. con il suo lavoro. per mancanza di sapere. Perciò. che. era perché. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. appena giunto a terra..

a Bat. grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. il 15 novembre 1877. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò.Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa. dopo essere scampate a tanti pericoli. Actéon e Austin. Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . « al capitano di quindici anni! ». e un bel giorno. ad Austin e ad Actéon. e neppure Dingo. e il brindisi migliore. quel giorno. Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. del resto. Quelle brave persone. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa. stava per essere abolita. cui tutti risposero acclamando. Erano il vecchio Tom. dagli abbracci dei loro amici. Bat.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. Abbordaggio . pensava continuamente al vecchio Tom. Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. e finalmente vi riuscirono. James Weldon. attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. furono li li per essere soffocate. è inutile dirlo. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon. ma James W. dove la schiavitù.

Aggottare . Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre. e che termina con una cuffia girevole di ottone. Albero .Togliere l'acqua da un'imbarcazione.L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. Accostare. Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora.L'iniziarsi del moto di una nave. Alberetto di maestra .essa e iniziare il combattimento ad armi corte. Acconsentire . così che non può piti riprendere la sua funzione.Francesismo. Accelerare. Alare . ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di . 4.Fusto di abete. Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra.Colonna fissata al ponte della nave. Abbrivare. sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola. È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave. Alberetti . Alberare . Affaticato . Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave. Abitacolo (della bussola) .Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela. e manovra per eseguirla.Vedi albero.Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità. 2. Alberatura .Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente. Accecare {una falla) . hanno U seguente nome: 1.Tappare una via d'acqua con stoppa. di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela. Sui velieri. 3.Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica. era in uso nei combattimenti navali del passato.Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra. allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi.Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso. Alberi attelati . Abbordare . Alambardata . tela o altro materiale adatto. accostata . ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione. quando gli alberi sono più di uno.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso. 5. abbrivo .Vedi albero di maestra.

Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora. Alloggio . Anca . imbarcazioni. velaccio e belvedere.ALBERO DI PARROCCHETTO . a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO . ecc. dove i fianchi si incurvano per formare la poppa.Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza. Ammiraglio .Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele.ALBERO DI CONTROMEZZANA . Ammutinamento . Ammainate .ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO. Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano. passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro.ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO.Il reato di marinai che. a dritta o a sinistra. gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. generalmente in cavo di acciaio. Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi. Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti. Ancora .). serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi.ASTA DI CONTROFIOCCO.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa. 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto. Allineamento .L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale. Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre.ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE. TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA . Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie. ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni.Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile. pennoni.ASTA DI FIOCCO . Altezza (di un astro) . compreso fra l'astro e l'orizzonte. Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini. TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA .una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche.La parte della nave. bandiere.Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul . Allievo . in un numero di quattro o più.Massimo grado della Marina militare.

che ruota a mano o a motore. è composta da un cilindro. Attrezzare. Argano . B . dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore.Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana. campana (v.Mettere a posto ogni arnese marinaresco. Attraccare . tirata l'intera catena. tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata. Aspa . Si dice anche arriva. Arrancare . Si chiama anche.Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo. Arare . Angolo orario .L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco.Vogare con la massima forza. Armare . Avaria .).Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione. A riva . molinello (v.L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina. Ancoraggio .Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera.L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera.L'operazione di dar fondo all'ancora.) o verricello. l'ancora emerge. Antenna . Ancorare . Ardente . Asta della bandiera . se ad asse orizzontale. ancora a riva: quando. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo. Non è perpendicolare all'albero ma inclinata.Vedi orziero. ad asse verticale od orizzontale. Attelare .Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento. Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori.fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene. approntare una nave. è lungo quanto è profonda l'acqua.In alto sull'alberatura.Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento.

Si dice anche trevi.Baglio . essere o dare alla banda: essere sbandata. Baleniera (nave) .Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. Banda (Alla) . Beccheggiare.Vedi campana. Barometro . Barcarizzo .Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa.Nave. Barbetta . Baleniera (lancia) .Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere.Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone. barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. Batteria .) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria. Battagliola . La vela ad esso invergata prende lo . Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano.Nella struttura di una nave in legno. cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova.Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v. una volta a vela e oggi a propulsione meccanica.Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera. mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto.Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi. Belvedere . Salire in batteria: salire sul ponte omonimo. Battura (della chiglia) . Barra .). Basse vele . Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio. beccheggio . è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure.L'imbarcazione più grande di bordo.Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v. destinata alla caccia delle balene. Barcaccia .Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini. Battere i quarti . maestra e mezzana. Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore.Posizione inclinata della nave.

viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco.Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio. L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v. b.bordeggiare (v.) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai. Prende nome dalla sua ubicazione. Bordeggiare . Bracciare .).)]. b. Biscaglina . Bolina . Boccaporto . Bitta .stesso nome.L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v.). legata al gratile di sopravvento di una vela quadra.) da un lato e tirarli dall'altro per .Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag. Bordare .Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire. Bordata . Biga .)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile. quest'ultimo detto anche gran boccaporto. Bordo .Allentare i bracci (v.Cima che. È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {.Nome dato in marina alla carrucola.Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento. {Stringere il vento (v. Bolina (Di) .Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi.Il fianco della nave. del centrò. tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v. Bozzello . di poppa. da ormeggio). Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni.Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento. Bompresso . Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina.).) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v. b. Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa. Biscotto . generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente. di prora.È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento. Si chiama anche galletta.Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v.Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli.

Bugna . Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia. Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave.far ruotare i pennoni (v.) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare). Bratto (Remo a) .). Braccio .Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo.Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle. Candeliere . serve a sostenere le tende.).Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v. Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo. Anche l'angolo di una tenda.Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta. Brulotto .Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti. Calafatare . Cambio del quarto . al quale si legano le scotte (v.L'angolo inferiore di una vela.).Abbassare o mettere giù.) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma .Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v.Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo. Buttiverga . Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v.) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto. cioè nel senso della larghezza della nave. Branda . Cappa . Vedi anche cuccetta.Letto pensile di tela dei marinai. quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche.Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare. altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola.)].Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive. serviva per provocare incendi e distruzioni.) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento. e bompresso con fiocchi.Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana.Veliero a due alberi. Campana (Colpi di) . C Cala . Campana (dell'argano) . Carabottino . Brigantino-goletta .Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v. Calare .Parte girevole del-Vargano (v. a volte smontabile. Calare a picco: affondare.Voce antiquata per varea (v. Campagna (di pesca) . Alzare la bugna equivale a smurare (v.).

Casotto di rotta . alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio. sopraelevato alla coperta (v. Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio . manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa. sopraelevato rispetto al cassero (v. che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v.Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v. Caviglia della ruota del timone .).Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata.). Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v. mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento.).).Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente. sopraelevato alla coperta. Caviglia a dritta: spostare il timone a destra. Cavo . manovra). Cavigliera .).Manovra corrente per caricare i pennoni (v. Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio.Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v. Caviglia .).L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v.)] a poppa.Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v. al-lorza: ordine dato al timoniere (v. Castello .)] e il casse-retto (v.) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v. e.È il ponte parziale.La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa. al centro della nave (cassero centrale). 274 Caricascotte . Prendono il nome dai rispettivi pennoni. Cassero .) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v. Caricamezzi . compresa tra l'albero centrale {.dell'acqua.) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e.Manovra corrente per caricare i pennoni volanti.).Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave). Carena .albero di maestra (v. Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale. Si dice anche opera viva (v. Casseretto .

Contento . che porta lo stesso nome.Gruppi di navi che procedono insieme.Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole.). proteggendosi reciprocamente.La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave.È la spina dorsale dello scafo.Tesare un cavo il più possibile.Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. .). Controvelaccio . Coronamento di poppa .Giro completo di una cima attorno ad un oggetto.L'azione di dare ai pennoni (v.marinaresco.Antica nave da guerra a tre alberi.).Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave. Collo .S la seconda vela. si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v. Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave. con batterie coperte e scoperte. Coperta o ponte di coperta .La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri. Cazzare .Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi. Crocetta . al quale è inferita la vela quadra più alta.Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre. Coltellaccio . Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera. che partendo dal basso. l'inclinazione opposta all'attuale. Posto di vedetta.). con l'effetto di far retrocedere il veliero. Controfiocco . situata nella parte più bassa della carena (v. Controbracciare . un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore. Corvetta . Conserva (Navigare di) . Commodoro .Vela àurica trapezoidale o triangolare.L'orlo superiore della poppa. con la parte rotonda rivolta verso la propra. nel senso orizzontale.)]. Contromezzana . Controranda . Chiesuola .Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave. Chiglia . La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. Quella pili bassa si chiama coffa (v.Il più alto pennone dell'albero di maestra. più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto. Coffa .

cioè sinistra. Fanale di via . di vigilanza o bellici. Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento. Dritto .Fanale a luce bianca sulla estrema prora. Fasciame . scapolare.Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde. Cubia . Deriva {Alla. mentre ia branda (v.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura .Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo.Il lettino fisso di bordo. vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v.L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. Cuccetta .Lato destro della nave guardando verso prora.Oltrepassare. dritto di poppa. Fare vela . « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco. Droma . girare un capo o una punta della costa. Il verbo « legare » in Marina non è usato. F Falla . Fare il punto . Si dice anche occhio di cubia.Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici. D Dare fondo . Si dice anche montare.Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo.)]. Dritta . che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina.Apertura nella carena (v. Disincagliare .) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua. Lo stesso si dica per « babordo ». dritto di prua.Crociera {di navi da guerra) . Duro . in) . che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone.Partire (detto di nave a vela). fuori della rotta stabilita. Fanale di fonda .Ancorarsi. Dare volta . visibile da ogni lato.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave.Lo spostamento laterale.Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora. Doppiare .) è smontabile. Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio.Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare).Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga. il lato sinistro. In deriva.

nel caso di una manovra o per cattivo governo. la catena dell'ancora) . gran fiocco. A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna. Fileggiare o sfileggiare .L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale. le scotte: manovra corrente per serrare le vele.Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola.della nave. Essere alla fonda: essere ormeggiato. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 .Lo sbattere o palpitare delle vele quando. controfiocco. F.Striscia di tela che.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi. mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi. La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale.). secondo fiocco. i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi. unita con le altre. forma una vela o tenda. cioè piegarle e arrotolarle.Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. ancorato. Ferzo .Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v. Vengono usati per proteggere le murate. Filare {una sàgola. Formaggetta . Fonda . Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce. detta di Beaufort.) e che vanno al bompresso (v. Forza del vento . F. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie. Fiocco . arrotolate strettamente. Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare. una cima.

di maestra. Per estensione con lo stesso termine si designano la secca. della durata di due ore soltanto. di tutta l'attrezzatura marinaresca. Gaffa . e in genere.Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello.La seconda vela.L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo. Gaettone . Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20.Piccola asta con due uncini in punta che serve per . a cominciare dal basso.). Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione. una secca o scogli affioranti. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti. Gabbia . Franco .Marinai addestrati nel maneggio delle vele.) Gabbieri . in navigazione. Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v.). anziché di quattro come negli altri turni.).Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. Fresco .Vedi controranda. Freccia . dev'albero di maestra (v. Nave a vela' da guerra del passato.Libero dal servizio. (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele .Turno di guardia (v. di bompresso. Frangente . (Vedi guardia franca). g. Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g. Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni. il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde.

lunga. diana. Governare . fornita di remi.. Guardia . Golfare .» 18 » 20 5.» 20 » 24 6. rimorchio <v. Guadagnare al vento . per significare turno di guardia. Griselle . Ghia . Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v. prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) .... guardia del pomeriggio » 12 » 16 3.Strutture in ferro. » 0 » 4 7. Galea o galera ... agganciare paranchi (v.Vedi ralinga.. ecc.Guardia libera dal servizio. » 16 » 18 4. con circa cinquecento uomini di equipaggio.) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v.Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso. Guardia franca . ormeggio e rimorchio. Gherlino . .L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza.). ecc. due alberi e vele latine.Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta. e guardia pari..Antica nave da guerra. Gratile . che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi..). Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. 277 Gru o grue delle imbarcazioni .» 4 » 8 La parola « quarto ». . con il bordo assai basso.. non è più usata nel gergo marinaresco italiano. dall'approdo. In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1.Anello di ferro imperniato in coperta.accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo. seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) .Dirigere una nave usando il timone. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2. ecc. ricurve alle estremità superiori. Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. .).Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio. fissate e sporgenti lungo il bordo. Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari. secondo gaettone . primo gaettone . . che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri.

)]. Legnoli .È la baleniera delle navi mercantili.Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle. Inferitura .Vedi inferitura.Allacciare. Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v. per il loro uso immediato. ecc. Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v. disporlo. pennoni.Guarnire . Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela. Letto . Levare barra . Guarnire un paranco. vele. un caricabbasso.Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ».Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici. con cinque od otto banchi di voga.). Intestatura . Linee d'acqua . all'antenna. Nel letto d. In navigazione sono tenute alzate dalle gru. Imbrogliare . Lunghezza . Iole .Imbarcazione a remi con poppa quadrata.Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. Impiombatura . Inferire .Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave.Mettere il pennone nella sua posizione normale. Imbroglio . Lancia . Si dice anche scappavia.)] delle estremità. ecc.Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto. Incappellaggio . .Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v. Incrociare . ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze.el vento: nella direzione da cui proviene il vento. perpendicolare all'albero.Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli.Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone. o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v. quella voluta inizialmente.).Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo. per mezzo di cordicelle [matafioni (v.Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di.).).Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela. con i matafioni (v. fissare una vela ad un pennone (v. vuol dire prepararlo. uno in prolungamento dell'altro. Invergatura . ecc. ad una antenna. i bozzelli ecc. allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento.) in modo da rimanervi impigliati. Vedi barra.Sistemare gli accessori degli alberi. Linea di galleggiamento .

Mare lungo . stragli (v.Il maggiore degli alberi di una nave.Fenomeno. ecc. Marea . fisse o dormienti.)]. marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. Manovrare . imbrogli.sàrtie. e verso il largo quando il livello si abbassa. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea. fissato mediante avviatura o copiglia. Anche albero maestro.) e di tutte le cime che si usano a bordo. Mascone . bozzelli. cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {. ossia con andatura che . i pennoni [bracci.): è la vela maggiore della nave.La vela pili bassa dell'albero di maestra (v.)]. cavi d'ormeggio. Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. paranchi. marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. Le manovre si distinguono in: m.La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante.). del timone.Nome generico di tutti i cavi (v. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente.Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele. Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone. (v. corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi. golfari.Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. m. Maestra (Albero di) . bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. Alta marea: il livello del mare più elevato. ecc. ecc. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. Mangiavento . dovuto al fenomeno di marea.278 M Maestra . o per fissare manovre. correnti o volanti. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. Maniglia . marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea. Manovra .

di maestra (v. Mollare (le vele) .Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili.Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v.provoca minor disagio alla nave con mare grosso.). Mezzana (Albero dì) .)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v.Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni.) orizzontale. Mezzi . Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. destinato a legare vele o tende. Cambiare le mure: cambiare.Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi. Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza. Montare .Vedi doppiare. Dicesi anche caricamezzi (v.Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate. Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra. possa colpire la superficie della vela stessa. Mettere alla vela .Unità di misura delle distanze in mare.55.Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo. Si chiama anche sbovo.).Manovra corrente per caricare i pennoni (v. Mettere tela .Salire sull'alberatura. Mastro . Montare a riva . quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave.Argano (v. H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v. Mettere alla cappa .). virare di bordo (v. Miglio (marino) . Mozzo . 279 Mura . Murate .Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi.Vedi altezza. .). Matafione . cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra. di trinchetto e v. È lungo metri 1851.)].Mare sulle mure per tesarle.Vedi ralinga. serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento.Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave.Vedi nostromo. Mettere in ralinga .Spiegare alcune vele.Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Mastra . Meridiana . Morsa . Molinello (per salpare) .

Ormeggio .Ciascuno dei due fianchi della nave. di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile.) per indicare la velocità di una nave. Nostromo .) del solcometro (v. L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy. stringendo quindi il vento al massimo. Orientare il pennone .) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v.Si usa questa parola invece di miglio (v. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla .) Orientare il timone (alla bolina) . È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v.).Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora.Veliero con tre alberi a vele quadre. Nodo .Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento.Disporre le vele in modo che.). Le posizioni fondamentali sono due: in croce.Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave.).Lato della nave dal quale spira il vento. legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti. si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre.)].Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile. capo dell'equipaggio.Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. Olio (per calmare le onde) .Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi). Navigare di bolina .Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente. Vedi cubia. Navigare in poppa: avere il vento favorevole. N Nave (attrezzatura) .Murata . cioè perpendicolari alla chiglia. Orientare le vele . O Occhio di cubia . Orza . sopra la linea di galleggiamento (v. Ormeggiare .Navigare con le boline. in relazione all'andatura della nave. Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro. nelle vicinanze della nave. Opera viva . (Vedi bracciare.Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v. guarnite. Opera morta . l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile.Il sottufficiale più anziano di òordo.

Serve per sollevare pesi e. Si dice anche ardente. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento. Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi. ossia ad avvicinarla alla direzione del vento.). Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v. Paranco . tende a venire con la prua all'orza. Paterazzo .Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi). Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al . Orzare .) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. Ossatura .Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). 280 Panna .L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v.) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v. Pagliolo . alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente. a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. P Pagliolato . Orza quanto leva.Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento. che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente.) e delle imbarcazioni. Parasàrtie .) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele. e da. Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata.Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele. Pennone . senza azione del timone. Paramezzale .L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave.) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v.direzione del vento.Pezzo di costruzione che come una chiglia (v.L'insieme delle tavole dei ponti. Prende il nome dalle vele che regge. una fissa e l'altra mobile. Parrocchetto . più in generale.Si dice di nave a vela che.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela. È il contrario di poggiare (v.Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre. è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele. un cavo che passa per ambedue. Mettere m panna: la manovra relativa. Orziero .Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi.

« di poppa ». Prendere a collo . a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo. Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero. Pie d'albero .). Portello . Poppa .Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave.Vedi vele a collo.Asta appoggiata ad un albero.Estremità posteriore della nave. Presentare. poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento. inclinata rispetto ad esso. senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia. per far poggiare tutto.Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). sul tavolato. Picco . Prendere il vento .Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ».La base dell'albero. ecc. Poggiero . Portare . venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. È il contrario di orzare. Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda.Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave. Ponte . Ponte di comando . ecc.Si dice di un veliero quando. alla corrente. Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento.Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora. Pozzo delle catene .Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente.Vedi quartiere. Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa. ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. presentarsi al vento.). ecc.pennone con i matafioni (v. « a dritta ».Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. . Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi .L'essere immerso. Pescare . riferito all'opera viva di una nave. « a sinistra ». Poggiare . Prora o prua • Estremità anteriore della nave. la corrente. che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti. Il ponte superiore scoperto si chiama coperta.

Vedi marea. Il suo lato anteriore è addossato all'albero. Quadratura . Si chiama anche gratile.Vela di taglio (v.Identificare la zona della costa in vista per mezzo . Rialberare .all'albero di trinchetto (v. R Raddobbo . Randa . di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna. Si distinguono in: primo. dove (nelle navi di un tempo.Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza. Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo.Vedi alberare. Quadro di poppa . Riconoscere . R. Randeggiare . Quadrato . Ralinga o relinga .Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa. Raffio .È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa. Ricavo dei paranchi . secondo. e il lato inferiore ad un trave detto boma.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v.Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali.Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo. a forma trapezoidale. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco.) della specie chiamata « àurica ».Cima o bozzello per alzare i paranchi. Q Quadrante . Quartiere (di boccaporto) . sopra la linea di galleggiamento della poppa.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna.Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola.) delle stive. e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione.) dei ponti. Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga.Grossa fiocina usata per la caccia alle balene.Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro.Navigare lungo la costa alla minima distanza.Lo spazio centrale. Puntali . terzo e quarto quadrante. Punto (nave) .). di caduta: quelle dei due lati verticali. r. quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v. tra i vari ponti della nave. Rampone .

L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per .Sostituire una persona in un servizio di guardia. Rizzare .La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone. Sàrtia . Rimorchiare .L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare. Salto (di vento) . Rollare.Trascinare.Cambiamento repentino della direzione del vento. rollio . Ridondare .Cavetto di canapa usato per scandagli.Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. Sartiame . Rizzatura . Santabarbara . per mezzo di rizze (cavi). Si dice anche ritegno. Rimontare (il vento) . Per estensione: lasciare l'ancoraggio.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua.Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata.Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. Rispetto (Materiale di. un galleggiante privo di mezzi di propulsione. il deposito delle munizioni. Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione. Rinfrescare . bandiere.Sulle navi da guerra.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione. Rimorchio . Risacca .Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura.delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano.Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v. degli oggetti a bordo. Vele di) . Rotta .).Il fissare in modo che risultino solidali con la nave.) o del beccheggio (v. più genericamente tutti i cordami di una nave.Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa. 282 Ruota del timone . partire.Navigare contro vento o sui bordi. Sbandare .Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato. ecc. S Sàgola . Ritenuta .L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato. Rilevare . per mezzo di gómene o catene.Direzione della nave. Salpare .

).Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v.)].Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. Scrociare .Strumento per misurare la profondità delle acque.cattiva disposizione del carico. Scarrocciare.Togliere un pennone dalla sua posizione normale. arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata). Scandagliare . che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v. palischermo.Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v.Vedi doppiare. Scotta . Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno.La parte più profonda della stiva (v.Lo spostamento laterale. Scadere .Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione.). scarroccio .Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno. Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. Scopamare .Misurare la profondità delle acque. per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra.Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa.) o da altra causa. Prende il nome dalla vela cui si riferisce. Serretta . Scafo . come diminuzione di velocità. Sbandata . perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta.Piccola imbarcazione. Schifo .Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto. Scapolare . Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele. indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature.Chiudere. serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è . Scontro . Sestante . suH'albe-ratura e sulle vele. Sentina . Serrare . È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v.)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento).Strumento per misurare gli angoli. Scandaglio . cioè in croce. fuori della rotta stabilita.

Allentare quei cavi [mure (v. battello fluviale a vapore.La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio. dà la velocità della nave. Straglio . Sizigie . Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano. durante il quale il livello del mare rimane costante. Staminale . Sezioni a posto . manovre. dove la curvatura è maggiore. Smagliare .)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v.Determinazione del punto nave (v.Generalmente piroscafo: nel nostro caso.) fatta in base alla rotta seguita.Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora. Solcometro .) graduata con nodi che.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa. in genere metallici.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea.Vedi fileggiare.Pezzo dell'ossatura della nave.Staccare i cavi o ritegni. Stivare .in vista della costa. svolgendosi. . Straorzare . Steamboat . battello fluviale a vapore. Stiva dell'acqua: nei velieri.Lo spazio destinato a contenere il carico.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. e di una sàgola (v. per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua. Spiccare le ritenute . 283 Smurare . alla velocità mantenuta e allo scarroccio.Venire con la nave rapidamente all'orza. Si dice anche smanigliare. Sopravvento . Sinistra . cavi d'ormeggio. Sfileggiare . Stipetto .Lato da cui spira il vento. il deposito dell'acqua potabile.Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive.Vedi aggottare.) per eseguire le mansioni assegnate. che costituisce la parte delle coste. Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento. Vedi marea. che sostengono gli alberi verso prua. Stiva . che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua.Apparecchio per misurare la velocità della nave. Steamer .Ordine dato alla guardia (v. È composto di un galleggiante. Sottovento . paranchi e golfari. Stanca .Lato opposto a quello da cui spira il vento. Stima . Sgottare .Piccolo armadio di bordo per vari usi.Ognuno di quei cavi.

Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v.L'atto dello straorzare. Tallone .Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra. stringendo quindi al massimo il vento.). naviga completamente privo di vele. Tavole di marea . Tela (A secco di) . l'ora dell'alta e bassa marea. Timoniere .Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare.Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento. Tavolato . navigando con le boline guarnite. Stringere 3 vento .Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana.Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia. Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque. 284 Trasbordare . Timone .Il marinaio addetto al governo del timone. all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento.Superficie mobile a forma di pala. Mettere il timone alla puggia. sistemata a poppa (v. di una rada. T Tallonare .Si dice di veliero che.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti. agita violentemente le acque. Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v. Traversia .) di una nave.Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro. Serve a produrre i moti angolari necessari per governare. Sud-ovest . a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta.) o con altre parti della chiglia. la sua ampiezza e la velocità della corrente.La parte estrema del dritto di poppa di una nave.Insieme di tavole. quel vento di forte intensità che. in una qualsiasi località. . Orientare il timone alla bolina: governare il timone.Si dice traversia di una costa. Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta. Tonneggiare . Tesare .Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento. Tambuccio .Straorzata . dato l'orientamento delle stesse. ecc. Terzarolo .

La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave. Ridurre al minimo le vele. Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. questa direzione serve per indicare la direzione del vento.) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne.L'estremità dei pennoni.Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta. Trozza . l'inclinazione opposta. su una nave. sistemati in più ordini di ponti. Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare. L'altra metà è costituita dalla gola. di grande stazza. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. ha la responsabilità di un servizio tecnico.Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave. Trevi . Tuga .L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v. secondo) . Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio. prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni.Vedi basse vele. Imbrogliare le vele: . Aveva tre alberi. Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele. vele di straglio. Le vele di taglio si suddividono in: focchi.). dei secoli XVII-XIX. nel senso orizzontale. Prolungata a dritta e a sinistra. Trinca . Vela . Armato con 90-120 cannoni. costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte. Trinchetto (Albero di) . Le. Vascello .Traverso . Tre alberi .L'albero più vicino alla prua (v. In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda.La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto. del mare. U Ufficiale (primo. vele latine e vele àuriche. Trinchetto (Vela di) . ecc. della corrente.Persona che. Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto.Nave da guerra a vela.Forte legatura fatta con molte passate di cavo. V Varea .

Vela quadra. velaccino e belvedere. mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- . sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira. indicato nella rosa dei venti. Vele di caccia . il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave. Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano.) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele.L'insieme delle vele di una nave. La prima maniera è la più normale.L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento.raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento. Velatura . situazione che fa indietreggiare la nave.La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre.Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci). inferita ai pennoni. Virare (di bordo) .Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento. Vento . piuttosto forte. Si dice anche letto del vento. Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera. vento teso: vento con intensità costante. Vele a collo . con l'effetto di far retrocedere il veliero. prende il nome dell'albero che la sostiene. Si può virare in prora oppure virare in poppa. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne. Velaccio .). Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v. il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. Velaccino . Vento fresco: costante. il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole. Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti. Velacci .Spostamento della massa d'aria. riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento. Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio.

...... e accostare poi... 82 XIII Terra! Terra!....... 49 VIII La )ubarte.. 54 IX Capitano Sand........Imbarcazione da diporto a vela o a motore. 8064 286 INDICE Presentazione. orzando sino a stringere il vento dall'altro lato.. V. 61 X I quattro giorni successivi.. Zavorra ...) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente.......... Volta (Levare) .........Materiali vari (sabbia.. 106 . Virare in poppa: virare. 66 XI Tempesta.. 42 VII Preparativi... Yacht .....sibile fare altrimenti.. Volta (Dare) ...... 23 IV I superstiti del Waldeck.. scostando la prua dal vento....... 97 XV Harris..... 33 VI Una balena in vista..... 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim............ poggiando.. 89 XIV Che cosa conviene fare..... 74 XII All'orizzonte.. ghiaia.... mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato.. Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua........ 11 II Dick Sand...... compiuto il giro........... Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato. perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità..... 29 V S......Legare un cavo o fissare una catena.............. 18 III II rottame... ecc........ mentre si stringe il vento da un lato...........Slegare un cavo o liberare una catena....

. 153 IV Le cattive strade dell'Angola....... ..... ... 122 XVIII La terribile parola........... IX Kazonndé.............. 114 XVII Cento miglia in dieci giorni... 167 VI La campana da palombaro....... 187 ....... 131 PARTE SECONDA I La tratta.............. 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio. 287 195 .......XVI In cammino...... 139 II Harris e Negoro..... 181 VIII Alcune note di Dick Sand. 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza ... 145 III In marcia.............

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