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Jules Verne - Un capitano di 15 anni.doc

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EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
\s~\
TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

e. L'equipaggio di rinforzo . ossia verso la metà dell'estate australe. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. come si suol dire. però. contestata dall'americano Wilkes. di fanoni greggi e tagliati. o quasi. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. i cui assalti sono piuttosto pericolosi. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata. la cui scoperta. se fosse stato necessario. La balena franca. gigantesco mammifero. All'inizio di gennaio. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. Giunse a Waitemata. tendeva a sparire. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ». i cetacei. porto di Auckland. non era contento. Il suo amor proprio. molto eccitato. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. insomma. era in gioco. perseguitati all'eccesso. si facevano rari. e non la perdonava a . Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. che furono avvistate il 15 gennaio. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte.un profitto maggiore. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. nel suo prossimo viaggio. situato in fondo al golfo di Curaki. L'equipaggio. Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. che per la prima volta rincasa a mani vuote. non era stata fortunata per il Pilgrim. ed egli dovette pensare a separarsene. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. verso le terre della Nuova Zelanda. e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. ma. il francese Dumont d'Urville. Non si era mai fatta una pesca peggiore.2 La stagione.

Weldon.3 passando da Papeiti. Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca. il suo figlioletto Jack. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California.d. Ma. Ora. Nel frattempo il figlio era guarito.T.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. che si chiamava il cugino Bénédict. moglie dell'armatore del Pilgrim. Ve li aveva condotti James W. a quel tempo. tre lunghi mesi di separazione. tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere. penosissimi per la signora Weldon. per tornare a San Francisco. scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania. il piccolo Jack si era gravemente ammalato. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ». 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). sempre scomodi per una donna e un fanciullo. quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim. ritardi e trasbordi. (N. di cinque anni. il figlio e il cugino Bénédict. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire. e doveva poi ricondurli a San Francisco. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo. aveva dovuto partire. ed ella desiderava partire. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. (N. e un parente della signora.T. Ed erano passati tre mesi. Per cui. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano. arrivata a Panama. quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio. e suo padre. che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama. Proprio in quel .d. Poi. richiamato da affari urgenti. lasciando ad Auckland la moglie.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto.) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland.

T. Ma. D'altronde.) 4 1 lega marina = 5. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. una volta eseguite queste. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. Bisognava approfittarne.d. era di costituzione forte. a bordo della nave baleniera. . Desiderava che. Il cugino Bénédict. Si presentava l'occasione. il cugino Bénédict e Nan.T. Questo cugino era un brav'uomo. e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio.d.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio. (N.) 13 Il Pilgrim era una nave solida. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni. durante la traversata.560 km. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate. e che in lui James W. sulla cinquantina. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile. e abituata ai viaggi di lungo corso. (N. una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane. Ma. doveva accompagnarla. s'intende. La signora Weldon ne approfittò. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli. la signora Weldon era una donna coraggiosa. Weldon riponeva ogni fiducia. nel Cile. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. e il mare non le faceva paura. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto. buona camminatrice. Aveva allora trent'anni.

una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. Questo era il cugino Bénédict. ma che avesse un buon cuore. con il volto ossuto. né uno scioperato né un disutilaccio. Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. il cugino Bénédict. anche al di fuori della famiglia. insensibile al freddo come al caldo. più stretto che magro. Non che desse noia. del resto. Dire « la storia naturale » è dir molto. Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . si adattava a tutto. era benvoluto per la sua stessa debolezza. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque. Di facile contentatura. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro. con una selva di capelli. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti). La signora Weldon lo considerava come un figlio. la mineralogia e la geologia. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe. sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. lo assorbiva interamente. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. no! tutt'altro. però. come centenari che morissero a balia. unica sua passione. Più lungo che alto. geologo. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. creature inoffensive e buone. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita. il cranio enorme. senza frutti e quasi senza foglie.nonostante l'età. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. la botanica. mineralogista. oh. e a morire vecchissimi. dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano.

nella caricatura. {N. Ma allora. i generi.T. Erano dunque i molluschi. uno di quei profondi conoscitori. le famiglie. che cos'era il cugino Bénédict? . Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. il cugino Bénédict? Nemmeno. rettili. un gamberetto da una raganella. dai cefalopodi ai briozoi. pesci. crostacei. anellidi.d. Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti. (N. acalefi. entozoi. capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi. aracnidi. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. le varietà che le distinguono? No. molluschi. scientificamente parlando. polipi. aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. l'ingenuo ma studioso scienziato.T. nel teatro. Allora.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati. Ora. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari. le tribù. cirropodi. spongiari. un ragno domestico da un falso scorpione. Si. osservato le diverse classi. mammiferi. Dunque.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo. grande naturalista francese. articolati e radiati? Di queste quattro divisioni. siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati. le specie. un millepiedi da una scolopendra. il cugino Bénédict. ma bisogna precisare. miriapodi. aveva forse. scandagliandone gli ordini. un foralegno da una ghiandaiola. echinodermi. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). uccelli.d.

nei coleotteri. tipi: cicale. perfino le ore del sonno. per i neurotteri. tipi: api. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. pulci.. Non viene applicata. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. libellule. nel suo significato etimologico. per i lepidotteri. siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe. tipi: cavallette. Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica. che possiedono tre paia di zampe. grilli ecc. pidocchi. i ditteri. per gli emitteri. tipi: formicaleoni. lucciole ecc. d'insetti trafitti. era incalcolabile. . non mancano dunque soggetti di studio. i lepidotteri. per gli imenotteri.. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca.7 Ora. il suo prezioso copricapo. non era più che una scatola di storia naturale. A questa scienza egli dedicava tutte le ore. ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto. forma tre segmenti distinti. si sono riconosciute trentamila specie. la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. i ripitteri. dunque. non era che un semplice entomologo.. per i coleotteri. Generalmente parlando. che allo studio propriamente detto degli insetti. composto di anelli che si congiungono. è vero. in particolar modo. 15 in taluni di questi ordini. tipi: maggiolini. essendo irto. tipi: farfalle ecc. gli emitteri. in fondo al cappello e sul panciotto. entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati. per esempio. A questo si risponderà senza dubbio che. e sessantamila nei ditteri. i neurotteri. gli imenotteri. vespe. poiché sognava continuamente « esapodi ». fuori e dentro. formiche. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». i coleotteri. nient'altro. i parassiti e i tisanuri.Un semplice entomologo. Cosi. 7 Per gli ortotteri. Ma. Dunque. tutte senza eccezione. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo.

il cugino Bénédict. e. tipi: lepismi. specie di coleotteri carnivori. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. conducendo con sé soltanto il figlio Jack. per i ripitteri. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata.A. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia. tutto sarà stato detto su questo originale.) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. I domestici indigeni. la vecchia negra.d. zanzare. per i tisanuri. la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta. per i parassiti. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. e Nan. mosche. pagando un forte . il 22 gennaio. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari. che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. In questa collezione figuravano. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. furono licenziati. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. tipi: stilopi. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso. Per fortuna. e. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. per i ditteri. Là. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. ha il suo posto in quello degli aracnidi. Quindi lo aveva sdegnato. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni.. tipi: acari ecc. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata. tipi: pappataci. Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. per conseguenza.E ora. il « katipo » dei Maori. fra gli altri. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. Dunque. poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim. (N. poduri ecc. Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento.

— le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. non penso affatto a recedere dal mio proposito. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. — Poiché non si tratta che di comodità. il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. benché abbia fatto una misera campagna di pesca. non esiterebbe.premio. . che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim. Ho detto questo. a guardar bene. signora Weldon. vennero messe le vele al vento. — Se mio marito fosse qui. — disse il capitano Hull. aveva fatto assicurare il suo carico. per mettere al coperto la mia responsabilità. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. signor Hull. signora Weldon. E. e. — Perché questa osservazione. — no. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa. — Beninteso. e il Pilgrim. — rispose la signora Weldon. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. mise la prua sulla costa americana. che teneva per mano. signor Hull. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. Al momento di salpare. signor Hull? — domandò la signora Weldon. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza. signora Weldon. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. dopo tutto.

Ma. La signora Weldon si era dunque insediata là. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. Tutti americani dell'Ovest. e. poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. moglie del loro armatore. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. contrariato da forti venti da est. buoni e robusti marinai. Inoltre. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. si conoscevano da un pezzo. Là prendeva i suoi pasti.Tre giorni dopo la partenza. Gli uomini del Pilgrim. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. Cosi. se a bordo ve ne fosse stato uno. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. come si sa. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. situata a poppa. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. il brigantino-goletta. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. però. il 2 febbraio. . La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile. a parte i ritardi. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. Quanto al comandante del Pilgrim. in quell'angusta cabina. con il figlio e con la vecchia Nan. per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. al quale erano . la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili.

non dovevano risparmiare fatiche. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. e da quando si era imbarcato. essendo in pochi. cosi intima. ma faceva il suo lavoro con abilità. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf. non gli 18 andavano del tutto a genio. Si chiamava Negoro. nervoso. che si teneva in disparte. avevano navigato fino allora con ingente profitto. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. dove avesse vissuto. non sarebbe spettato loro quasi nulla. un po' scuro di carnagione. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. a dire il vero. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. non si poteva indovinarlo. Assumendolo. Era un uomo taciturno. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. Di dove venisse. Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. di statura media. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. Negoro. allora senza impiego. non parlava mai del suo passato.profondamente affezionati. cosi ristretta. Bisogna anche dire che. largamente interessati nella rendita del carico della nave. pochissimo comunicativo. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. e specialmente lo sguardo. Se. molto bruno di pelo. Negoro poteva avere quarant'anni. si era offerto di prendere il suo posto. Il suo viso. Magro. Anzi pareva essere estraneo alle cose . Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. Questa volta. non faceva parola della sua famiglia. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. D'altronde. doveva essere robusto.

ma quella di uno che « sa osare ». davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. Ciononostante.doveva essere originario dello Stato di New York.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. che passa in mare la maggior parte della sua esistenza. che disturbano la gente che non ha mai navigato. Lo sventurato. Era bruno. spento il fornello. poi. non lo incomodavano minimamente. Dick Sand — cosi si chiamava . (N. di notte. gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. e senza dubbio della sua capitale. non quella di un audace. però. due o tre ore dopo la sua nascita. ma era di robusta costituzione. Insomma. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . si coricava subito e dormiva. 1 Sand in inglese significa sabbia. Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina. che aveva quindici anni.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. era figlio di ignoti. alla foce dell'Hudson. Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . il rullio e il beccheggio della nave. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone. Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio. non avrebbe oltrepassato la statura media. Questo giovane allievo. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo.A. abbandonato fin dalla nascita. lo si vedeva poco. cioè su quella punta di Sandy-Hook. anche dopo il completo sviluppo.1 che forma l'entrata del porto di New York.d. La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. Si prevedeva che Dick Sand. Quanto al nome di Sand.

attirava l'attenzione. A quindici anni sapeva già prendere una decisione. L'audace può essere irriflessivo. cioè dalla più giovane età. Dick Sand era audens.. molto svelto. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. Nel tempo stesso. un posto per i piccoli abbandonati. l'abbiamo detto. e come si deve impararlo. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. la passione del mare. A otto anni.2 ma vengono citate erroneamente. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York. egli era già uomo.. e partono sempre con il piede giusto. In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo. dove c'è sempre.. non agli audaci. Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili. aspettando di meglio. Poi. vivace e serio a un tempo. . sicuramente. Di buon'ora. Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona.3 È a chi sa osare. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli. Il suo aspetto. aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé. che Dick aveva fin dalla nascita. Dick aveva imparato a leggere.. a quattro anni. in America. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui. colui che sa. che in generale sorride la fortuna. Non sprecava gesti o parole.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. La carità pubblica. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud. aveva allevato l'orfanello.

dunque. si trovava. D'altra parte. Questi provò un vivo interesse per l'orfano. Dick Sand partiva sopra una nave di James W. suo protettore. Poi.di buon'ora. perché avrà un giorno.d. è superfluo.T. che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte. religione professata dalla sua famiglia. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo. Weldon. Durante il suo corso di studi. Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon. La signora Weldon.) ' La fortuna aiuta coloro che osano. la forza di compierle. — precetto della Bibbia. 2 La fortuna aiuta gli audaci. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. nelle condizioni più favorevoli. di cui completò l'educazione a San Francisco.T.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. alla quale doveva tutto. Ma . facendolo educare nella religione cattolica. ed egli considerava Jack come un fratello minore. suo benefattore. che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. (N. con la volontà.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico. a questa parte teorica della propria istruzione. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima. comandata dal capitano Hull. il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W. (N. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. Weldon.d. per alcuni anni. gli aveva fatto da madre.

In quelle lunghe ore di ozio. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». chiedeva sempre di lui. frequenti durante una traversata. avere soltanto quindici anni. Cosi dunque andavano le cose. nel suo mestiere. Sotto l'impulso del suo sangue. quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. nei pressi del tropico del Capricorno.terreno generoso. pronto a sorreggerlo e a trattenerlo. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . Dick e Jack erano quasi sempre insieme. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. Temeva di trovare. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack. Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. il quale. il giovane allievo non avrebbe esitato. quando il mare è quieto. se fosse stato necessario. un giorno. poteva sembrargli divertente. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. in seguito. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse. senza parlare della corrente equatoriale. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. e. La traversata procedeva in queste condizioni. Insomma. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. Tuttavia. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina.

il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio. su cui erano issate randa e controranda. non potesse capovolgersi. non erano cosi frequenti come oggigiorno. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto. nondimeno. per la signora Weldon soprattutto. — Vedete qualche cosa. indicando un punto del mare. Di là. Era dunque inquieto. verso le nove del mattino. per i ritardi di cui. qualche transatlantico diretto verso l'America. non era responsabile. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. quando il bambino lo interruppe. Cosi. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. — Che cosa ho veduto là? — disse. per incrociare uno steamer diretto a Panama. Disgraziatamente. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. Jack? — domandò Dick Sand. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. che si rizzò in piedi sui buttafuori. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco. A poppa.l'ovest. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. precisamente il 2 febbraio. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico. là! — rispose il piccolo Jack. — Ma sf. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. sulla rotta. quando si verificò un primo incidente. mentre il cielo era del tutto sereno. A prua. benché sbandasse parecchio a dritta. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. Dick Sand e Jack. . se avesse incontrato.

Nan. poggia di una quarta. con voce forte. — Si. come ha detto il capitano. in modo da accostarci al rottame. perfino l'indifferente cugino Bénédict. — Secondo te. — rispose Dick. si diresse a prua. e subito. come il solito. — O non sarà piuttosto qualche animale marino. uscendo dalla sua cabina. gridò: — Rottame a sopravvento. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. . gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte. Bolton.. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim. e di tutto l'equipaggio... — Uno scafo rovesciato. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato.. La signora Weldon. — Non lo credo. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. tutto l'equipaggio balzò in piedi. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. — rispose il capitano Hull. Indi. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina. — ma quel rottame non è una zattera. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. signora Weldon. infatti. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo. — Lo sapremo. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto.. a dritta. — confermò il capitano. è uno scafo rovesciato sul fianco. e il capitano Hull.. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand.

— giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. Bolton. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. — Vedremo. 23 — È vero. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. — rispose il timoniere. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. passa a una lunghezza di cavo. Era proprio una nave. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. venne deviata con un leggero colpo di timone. Un quarto d'ora dopo. ch'era stata rivolta verso il rottame. Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. del resto. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. e i marinai lo osservavano attentamente. avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. bensf di una nave. orza! La rotta del Pilgrim. cugina Weldon. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim. — Ma. Dell'alberatura. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim. signore. — rispose il cugino Bénédict. — rispose il cugino Bénédict. — Governa. Orza un poco. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. che. Bolton. esso potrebbe farne a noi. È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame. poiché non si muove affatto! — Eh. se il carico non fosse stato avariato. . e in tal caso. Sommersa fino all'impavesata. cugino Bénédict. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. il terzo del valore appartiene ai salvatori. Si presentava sul fianco di dritta. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. — osservò il capitano Hull.— Si.

qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. — Tuttavia. indicando con la mano la via da seguire. ciò che. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand. — rispose il capitano Hull. — disse la signora Weldon.. a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. orza! — gridò il capitano Hull. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. signora Weldon. — rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio. — Bisogna sperarlo. c'è da temere che non vi siano riusciti. e dalle bigotte alcune catene rotte. si sia rifugiato sulle sue lance. . Orza un poco. signora Weldon. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma. Bolton.non si vedeva più nulla. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. Ma ce ne assicureremo. signor Hull! — Si. si!. — Se vi è stato abbordaggio. e. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave. Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. signora Weldon. — Non c'è dubbio. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata.. ahimè. dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati. dopo la collisione. a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale.

. Ma non si poteva vederlo.. bravo cane. sf. — rispose la signora Weldon sorridendo. — Si!. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale. forse imprigionato...Ma in quel momento. mettete in panna. ma ogni volta tornava a cadere sul ponte.. Infatti. Là c'era certamente un cane vivo. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik. Il canotto fu messo in mare. — Ci fosse anche solo un cane. — Ascoltate! ascoltate! — disse. — Credo che quel povero animale debba morire di fame.. lo salveremo. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. Quasi subito. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand.. — Forza. dall'interno dello scafo. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio. e subito il capitano Hull. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a . bimbo mio. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono. abbaiando più disperatamente che mai. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!. mamma! — Resta qui. signor Hull. Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato.. Ognuno tese l'orecchio. un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. e lui ci vorrà tanto bene. si sforzava di aggrapparsi all'impavesata. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi. Io gli darò da mangiare!. — disse la signora Weldon. Il cane continuava ad abbaiare. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. gli diano la mia minestra! — esclamò Jack.. — Ebbene.. e sia calato in mare il canotto. giungeva fino a loro un latrato lontano. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero.

Del resto. il canotto aveva girato la poppa della nave. avanzava verso il castello di prua. Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. E. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. uscendo dalla cucina. dopo aver guardato il cane. mentre il canotto girava la poppa della nave. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. A prua del Waldeck. senza manifestare alcuna sorpresa. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera. il suo nome lo confermava. Ma. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. Negoro. e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. Frattanto. — Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. per accostarsi alla parte immersa del ponte. il che spiegava perché il brigantino non . al momento. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. Checché ne fosse. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. successero latrati furiosi. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. 25 Ancora pochi colpi di remo. Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo. una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. a un tratto.coloro che gli andavano incontro.

26 Tuttavia. — No certo! — rispose il capitano Hull. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand. erano certo caduti. che era mezzo sommersa. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. Con un'onda lunga un po' forte. s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. •— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. e a questo scopo si allontanò di . i quali. e la bestia si precipitò avidamente. Il cane. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti. l'animale. paterazzi e manovre.fosse ancora colato a picco. il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. che era aperto. Sul ponte. e abbaiava ora verso l'interno. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato. al momento dell'urto. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra. — No. trascinando con loro sartie. che aveva lasciato l'impavesata. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. no. fin dove lo sguardo poteva spingersi. non c'era nessuno. Lo raccolsero. rispondendo alla chiamata dell'allievo. ora verso l'esterno. A bordo non ci devono più essere che cadaveri.

Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra. andando dall'uno all'altro. mentre il capitano Hull e Dick Sand. 27 Dick Sand.giacevano sul pavimento. il suo modo di fare. I due marinai. Ma il cane. La stiva del Waldeck. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri. erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. Alla luce del giorno. Da quel lato. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. — disse il capitano Hull all'allievo. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora. e cercò di trascinarli verso il cassero. del resto. il suo latrato. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva. mezzo piena d'acqua. si issavano. Là.cinque cadaveri senza dubbio . Il cane corse verso di loro. . Entrambi ricomparvero sul ponte. che penetrava a fiotti dall'osteriggio.alcune braccia. continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano. cinque corpi. perché addentò Dick Sand per la giacca. dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. Fu compreso. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del . — Nessuno. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. ch'era rimasto sul ponte. non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. rimasti a guardia del canotto. non conteneva alcuna mercanzia. nel quadrato. non senza fatica. — A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull. — Risaliamo. — rispose l'allievo. Lo seguirono.

. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. A quel nome. e i negri. — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco. i cinque negri erano coricati nel canotto. signora Weldon! Li salveremo! Si. il cuoco respinse l'animale.cassero. il cane balzò in piedi come per slanciarsi. Venne calata una ghia dal pennone di maestra. Negoro usci dalla cucina. li salveremo! — esclamò Dick Sand. Il cuoco non compariva. — È strano! — mormorò Dick Sand. ma. — Sono vivi. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola. vedendo quegli infelici. — Aspettate che possano parlare. Alcune gocce di cordiale. issati a uno a uno. Appena si mostrò sul ponte. Il cane li aveva accompagnati. Prima di tutto. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. però. che non erano altro che dei corpi inerti. Poi. Ma. e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata. con il pelo irto e le mascelle spalancate. riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. con un colpo di mazza di cui si era armato. — Negoro! — ripetè il capitano Hull. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. Non fu fatica da poco. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. due minuti più tardi. che alcuni marinai riuscirono a trattenere. potevano forse richiamarli in vita. facciamo bere loro un po' d'acqua. volgendosi: — Negoro! — chiamò.

e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte.. Dormivamo. — E quella nave. e. che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. Benché. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. signore. insieme con un po' di nutrimento. . — Dieci giorni or sono. — Si. Il capitano Hull non lo ignorava. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri. bastò per richiamarli in vita. La signora Weldon. Intanto. aiutata da Nan e da Dick Sand. non è tornata indietro per . ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. Il più vecchio di quei negri. di solito. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. — Può darsi! anzi.28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull.. dopo l'urto. Ad ogni modo. — rispose il vecchio negro. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull. Nonostante le crociere inglesi e francesi. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. la nostra nave è stata investita in una notte buia. del mondo civile. e questo. egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. è bene sperarlo. diverse navi. cariche di schiavi.fu presto in grado di parlare. diciamolo pure. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave.poteva avere sessantanni . della quale dovevano essere privi da molti giorni. se cosi era.

senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. Purtroppo. può sembrare incredibile. — Amici. cosi. — Da Melbourne. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. è incredibile.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. e poi portato negli Stati Uniti. purtroppo non erano rari. Questo fatto.raccogliervi? — No.d. per quanto mostruosi. Poi. — È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. — Dunque voi non siete schiavi? — No. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. Il più vecchio. è già cosa riprovevole. passando a bordo del brigantino americano Pilgrim. non avete certo compromesso la vostra libertà. la cura di riparare la disgrazia da loro causata. è vero che certi capitani.T. è una infamia! Tuttavia. sul mare. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. hanno spesso preso la fuga. invece. cittadini della libera America. che si eresse in tutta la sua altezza. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. . Quanto ai suoi compagni. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. — rispose il vecchio negro. Infatti. sulla pubblica via. (N. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873.

avevano voluto tornare in America. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. . L'alberatura della nave era caduta.linguaggio che d'altronde è scomparso. guadagnando molto e. nell'Australia meridionale. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. Là avevano passato tre anni. si erano arruolati presso un inglese. dopo l'urto. la quale. in una notte molto buia. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. a milleduecento miglia da terra. che fu terribile. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. La sua età. . Come ebbero modo di informare il capitano Hull. il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. e il Waldeck si era piegato sul fianco. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. erano nati liberi. e diciassette giorni dopo. fortunatamente. Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro. Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. e liberamente vi tornavano. sopra uno scafo semicapovolto. si erano precipitati sul ponte. erano tutti scomparsi. era fuggita per non tornare. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. non era colato a picco. venuto a scadere il loro contratto. sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. I negri dormivano. dopo la guerra antischiavista.molto più giovani di lui. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà. Pochi secondi dopo l'urto. pagando la traversata come passeggeri ordinari. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. a poco a poco.

non avendo potuto penetrare nella cambusa. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave. cui un'educazione liberale. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. ed era tempo che il Pilgrim giungesse.2 figlio del vecchio Tom. partito da Melbourne. Fin dal giorno prima. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione. e avevano crudelmente sofferto. erano state sfondate dall'urto. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. Se avesse avuto il dono della parola. poiché le botticelle dell'acqua dolce. c'era un altro essere vivente. senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. Austin. Tom e i suoi compagni. Era il cane. Ma. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro. tutti e quattro di forte costituzione. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. d'altronde. dopo l'urto. Tom e i suoi compagni. mentre. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta. torturati dalla sete. Benché avessero terribilmente sofferto. senza nemmeno poterlo lasciare. lo scafo andava lentamente alla deriva.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. perché il Waldeck. invasa interamente dall'acqua. spinto dalle correnti. vigorosi. avevano perduto i sensi. aveva già dato la propria impronta. Actéon e Hercule. cui la vista di Negoro sembrava fare una . che si trovavano sul ponte. salvato sul rottame.

d. se non era socievole. sotto l'influenza della collera. Dingo li evitava. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale.. eguagliava la statura di un uomo. con qualche sfumatura biancastra sul muso. Però Dingo. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere.sgradevole impressione. — era il nome del cane . Quell'animale. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. ma li fuggiva. gettando la testa all'indietro. e perciò. Dingo. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul .A) 31 Dingo. diminutivo di Bartholomée. Quando si alzava sulle zampe posteriori. Dingo. animale magnifico e robusto. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male. pareva piuttosto triste. sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone. Di pelame folto. Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile. Forse sulla costa africana. rimasto poco socievole. più alto dei cani dei Pirenei. poteva diventare terribile. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda. 2 Bat. Il vecchio Tom. vagante. queste due lettere. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone. a bordo del Waldeck. incise sul suo collare. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. dove vagava. (N. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. mezzo morto di fame. V. che. Due anni prima. S. nei pressi della foce del Congo. non era cattivo.

non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. Weldon. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. CAPITOLO V S. quantunque fossero poveri negri. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. se l'arrivo insperato del Pilgrim. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere. dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. Ciononostante. Il capitano Hull si occupò. pagare quel debito di riconoscenza.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione .e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. anch'esso. di sistemare a . rassicurate sul futuro. verso sera. in fondo all'oceano. crudelmente la sete. Là. essi dove32 vano loro molto. 2 febbraio.Waldeck. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. Certamente. V. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W. era quanto si stava per fare. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. il rottame fu perduto di vista. . Quelle brave persone. Il Pilgrim. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. e. non disperavano di potere. La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. Per completare l'opera buona. s'era tenuto in disparte. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. prima di tutto. ormai cadaveri. un giorno o l'altro. nutrendosi non si sa come. Sarebbero stati trascinati. Quel giorno stesso. e soffrendo. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta.

Jack si vedeva grande grande. si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. La vita di bordo. — rispondeva Hercule. lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. avrebbero volentieri voluto rendersi utili. Ma. una volta regolata la velatura. 33 — Allora. riprese dunque il suo corso. Austin. come se fosse un bambolotto di sughero. — Ecco. era troppo piccolo per ospitarli. quelle brave persone. Bat. abituate ai lavori pesanti. Con tutto questo. non c'era più niente da fare. ( . D'altronde. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. non potevano essere difficili. — Spingimi molto in alto. erano strilli di gioia che non finivano più. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. ma egli non tardò a farsene un terzo. Tom. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. con quei venti costanti. Actéon ed Hercule. Tom e i suoi compagni. — diceva Jack. E fu Dingo. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack.bordo. nel modo più conveniente. quando si trattava di virare di bordo. alto sei piedi. signor Jack. e con un bel tempo. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. distratta un momento dalla sua monotonia. disposto sul ponte a mo' di casotto. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio. e ciò lo divertiva assai. caldo e sano.

Jack galoppava dunque senza sella . In breve. e ciò. del resto. il 6 febbraio. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo. Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. suo amico d'antica data. è inutile dirlo. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio. l'allievo lo passava con il piccino. Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare.Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. non gli faceva alcun male. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. il piccolo Jack. Tuttavia. che lasciava fare volentieri. e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. al quale quel gioco piaceva. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. sul cane. anche se ha le rotelle alle zampe. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone. invece. — Quel ragazzo. più grande soddisfazione. Jack. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. La signora Weldon. si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini. non aveva trascurato Dick Sand. senza dubbio. Un giorno. la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile. A bordo del Tilgrim. per Dingo. vedeva sempre tale intimità con la ) . e con questo istinto. Quel che sa . Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. fu tutt'altra cosa.

già è stupefacente. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. è un bravo ragazzo. la strada del dovere. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. — eccolo al timone. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. 34 — E il signor Weldon ha ragione. da quando lo conosciamo. — Bisogna aggiungere. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. i buoni ufficiali non mancano . Chi non è stato mozzo. — rispose il capitano Hull. signora Weldon. per conseguenza. signora Weldon. — riprese il capitano Hull. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo. — Al termine di questo viaggio. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. e che. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. i — Si. capitano Hull. signora Weldon. un ragazzo di cui ci si può fidare. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. molto superiore alla sua età. non ha mai meritato un rimprovero. signora Weldon. — Eppure. ed è sulla buona strada. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. apprezzato da tutti. — Guardatelo ora. — Senza dubbio. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. almeno nella marina mercantile. — Si.

facendo passare la mano fra le commessure del ponte. — ma secondo me. frugando sotto le gabbie dei polli. ma non vedo l'ora di essere a terra. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. — No. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata. certamente... poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di.. sempre assorto.. — Insetti? In fede mia. — osservò la signora Weldon.. — Ehi. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere. come un'anima in pena. cugino Bénédict. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. — Che cosa cercate sotto quel banco.. — Ah. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. signor Bénédict. — Ma nella stiva del Pilgrim.. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte. — Ho avuto un bel cercare!. quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e. poco interessanti. e tanto poco di questo mondo. per non parlare di Nelson e di alcuni altri. sto bene. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict. — Si. — Eh. . del resto. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte. dove il catrame s'era scrostato.. — La signora Weldon esagera.nella marina da guerra. — rispose il capitano Hull. signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict. signor Bénédict? — chiese il capitano Hull.. bisogna che vi rassegniate.. cugina Weldon. — disse — tuttavia. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. — Insetti.

— Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack. — Ma . non dico di no!. Dingo.. che abitano. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. signore? — Mai a mie spese. — Suvvia.. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano. In quel momento. cugino Bénédict. — Che infestano. ergendosi quant'era alto. nella Nuova Caledonia.— Poco interessanti. — rispose il cugino Bénédict. che giocava con Jack. cugina Weldon. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict. cugina Weldon. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No. — Bella regalità!. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull.. — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict. — Si„.. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict. — Come! Non siete entomologo. — disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla. — rispose gravemente il cugino Bénédict.. — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano... — corresse il capitano. — Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale..

quantunque di razza neozelandese.non è vero che Dingo. è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 .

.

dicendogli. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck. — Ebbene.. vi soffiò sopra e lo lasciò andare. povera diavola ». eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso. dando la libertà a una mosca che lo importunava. fosse anche una zanzara.. — Ah! — fece il capitano Hull. molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce. permettendosi di darle del tu: « Va'.... — disse la signora Weldon. — Si. spero! ■— esclamò il capitano Hull. signor Bénédict... Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo. avevo sperato.. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne. — non ho potuto trovare neppure un insetto.... — Che avreste subito messo a morte senza misericordia.. signore! — Ebbene. avevo pensato. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico.2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole. — Signore. che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana. — proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie. — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto.. — Capisci.— Verissimo. senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me ». — E che forse. e quest'altro. « Il mondo è . — E un giorno. qualche pulce penetrante o irritante. è lo zio Tobia.. le disse. — rispose seccamente il cugino Bénédict.

) 37 Bénédict. che non ne capivano nulla. non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule.T. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. con queste e altre conversazioni. silfidi. E tutti si misero a ridere. cervi volanti. tanto la brezza era debole. poiché non è mai esistito. cannonieri. (N. calandre.T. la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente .abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). carnivori. carabi. lo scienziato si era rivolto ai negri. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). scarabei notturni. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica. — rispose gravemente il capitano Hull. finito per disertare le lezioni. cicindele. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo. seppellitori. Tom. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. guardando il cugino Bénédict. — Brav'uomo. cacciatori. Per conseguenza. dunque. coccinelle. che valeva la pena di rischiare qualche cosa.i. e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule.d. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. (N. anzi. In mancanza di meglio. maggiolini. Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. dure e forti come una tenaglia. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict. Bat e Austin avevano. Il mare era sempre calmo. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro. Cosi. alate-ridi. Actéon. — Ed è morto? — Lo credo bene.

Era la mattina del 9 febbraio. e lo andò a deporre sul ponte. per comporre la sua parola: un affare serio. alcuni di quei cubi portavano una cifra. Inoltre. anche i numeri. alzò la zampa destra. Ora. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. a . Dingo girava intorno al bambino. o nella cabina o sul ponte. con giochi pratici. Poi. in tutto una cinquantina. accoccolato sul ponte. con la mano sugli occhi. e gli insegnava a leggere e a scrivere. alcune erano maiuscole. che diamine! Ora. Ogni giorno. Jack imparava a leggere. che. la signora Weldon prendeva quei cubi. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. si precipitò su uno di essi. lo prese in bocca. Tom. passava alcune ore. da alcuni istanti. Jack. ciò che permetteva di formare. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio.inoperoso. d'improvviso. forse. è necessario riferirlo con qualche particolare. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. quando. ora l'altro. Talvolta. componeva una parola. d'un tratto. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. Di quelle diverse lettere. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. e agitò la coda convulsamente. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. non su un abbecedario. 38 — I cubi erano allineati sul ponte. I suoi occhi divennero immobili. necessariamente più ardue. che non con le lezioni teoriche. altre minuscole. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. dopo che le lettere fossero state mescolate. oltre le parole. si fermò. Quanto al far di conto. chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. ma mediante lettere mobili. stampate in rosso su cubi di legno. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme.

prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. per restituirli al suo amico Jack. né da . V. — ripetè il capitano. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. il capitano Hull e l'allievo. Nondimeno. — Cosi.pochi passi da Jack. — disse la signora Weldon. infatti. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. Dingo conosceva le lettere. — Dingo! ehi. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. che guardava attentamente le due lettere. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. nei dintorni della foce del Congo. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. questa. e a quel grido la signora Weldon. accorsero. signore. L'ho spesso sentito dire dal capitano. — Curioso! — disse la signora Weldon. Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. pareva che per lui non esistessero. che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. Dingo! — gridò il bambino. — S. V. Questa volta Jack gettò un grido. — disse il capitano Hull. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. — rispose Tom. che passeggiavano sul ponte. — Curiosissimo. ma Dingo gli mostrò i denti. Dingo si precipitò di nuovo. e li ricollocò fra gli altri. ricominciando la stessa manovra. signore. Ma Dingo era tornato e. — S. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo.

per di più. mi ricordano qualche cosa. signora Weldon. e che sono incise sul suo collare. di cui doveva discendere il corso. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. . — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito. dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti. signora Weldon. non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa..e per conseguenza due anni or sono . — Si. Ora. non sa spiegarsi. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla. — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato. — Più? — disse l'allievo. questo cane? — Nessuno. — Si. — Che Samuel Vernon. Nel 1871. — È vero. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. un esploratore francese parti. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est. . questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon. riflettendo. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo.per iniziativa della società geografica di Parigi. signora Weldon. — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. — ripetè il capitano Hull.. e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore..dove venisse. o perché fatto prigioniero dagli indigeni. — Più. o perché la morte l'ha colpito per via. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. signore. — Che volete dire? — Ecco.. evidentemente. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. alle bocche del Ro-vuma. — rispose la signora Weldon.

Negoro. è una semplice ipotesi. ma. — Ma. signora Weldon. — rispose il capitano Hull. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. — Non lo so. quasi a invitarci a leggerle con lui. quand'è partito? Non è. poi. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. Nessuno notò da principio la sua presenza. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. In quali circostanze. le conosce certissimamente e. uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. cominciò a dare segni d'estremo furore. guardate. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. — La mamma mi ha . né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. è cosa che non posso spiegare. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. In quel momento. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. se la mia ipotesi è giusta. signore. che aveva subito veduto il mastro cuoco. infatti. Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. — Ma. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. comparve sul ponte. le spinge avanti con la zampa. lo ripeto. — rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. 40 — Era dunque solo. poiché là appunto.— E allora. e. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. no! — esclamò Jack. più fortunato del padrone. Ma Dingo. fu raccolto dal capitano del Waldeck. da parte vostra. — Eh. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. Samuel Vernon. una semplice ipotesi? — Sf. — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V.

che si chiamava Munito. ad alta o a bassa voce. Stando a quanto mi hanno raccontato. Sul tavolino. alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. Munito non sarebbe stato più Munito.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino.. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. Se l'americano fosse stato assente. si fermava. — E nell'assenza del suo padrone?. impercettibile a ogni altro. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. per Munito. un americano furbo. — disse l'allievo. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack. signora Weldon? — chiese Dick Sand. avendo notato la grande finezza d'udito del cane. era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. 41 Sono dunque meravigliata. aspettando che fosse pronunciata una parola. — disse la signora Weldon sorridendo. Soltanto. qui stava tutto il segreto. — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. ma il suo maestro. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. Disposte le lettere sul tavolino. — quel cane. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. — Faceva cosi. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. Quel rumore. amico mio. — disse la signora Weldon.. — Come faceva. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. — È molto semplice. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. il cagnolino andava e veniva. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta. non era certo un erudito come tu credi. ma si fermava perché udiva un rumore. — Sicuro. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca.

per quanto si riferisce all'intelligenza. fra la signora Weldon. ma non se ne traevano le medesime conclusioni. nell'alloggio dell'equipaggio. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. A prua. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. che è riservata all'uomo. e non di una parola scelta a caso. Ma. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim. Quanto a parlare. rispetto a Negoro. dico. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. D'altronde. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno. mostrando i denti formidabili. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. Si deve quindi concludere che. — disse il timoniere Bolton — un . per una ragione che ci sfugge.padrone . Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. — Ma un bel giorno. Le altre. — disse il capitano Hull — è molto strano. quei due cani. sembra non le conosca nemmeno. soprattutto. e quell'altro che. Quest'ultimo. __È vero. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo. una diffidenza istintiva.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere. il capitano Hull e Dick. In fin dei conti. quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. Li. provò. capitano Hull. — Ah. andavano più in là di Dingo. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. due lettere speciali. se ne parlava pure. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui.

del quale ignorano il senso. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. Quanto al cugino Bénédict. senza che egli vi prendesse alcun interesse. — soltanto. se ne avesse voglia? Con un becco. Comunque. i topi. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento. non si è mai visto una cosa simile. È chiaro che quel cane. Dingo era divenuto l'eroe di bordo. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. è soltanto una specie di canto o di grido parlato. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. i pappagalli! Ebbene. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. per questi animali. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. se il vento è a ovest o a nord-ovest. invece. e bisognerà rispondergli. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate. preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. La frase. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole. o quasi al nord. che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare. — Però. Per esempio. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . — le 42 gazze. Ma da questo. i castori. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. e invariabilmente. senza esitare mai. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva. senza sbagliare mai. e seguendo soltanto il loro istinto. c'era un abisso.bel giorno.

come un fenomeno. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. senza dubbio. i ditischi acquatici.) 43 imparato la meccanica. infine. e certi asini. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane. è perché.1 le formiche. che fabbricano campane da palombaro. notevoli per la loro memoria. Lo trovava forse troppo intelligente. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore. meravigliosamente addestrati. (N. e inoltre protetto dalla . il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo. pagato cento scudi d'oro. senza dubbio. appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. che recitava. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus. senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. Tuttavia. al cardinale suo padrone. le pulci. e se se ne intende dell'alfabeto.erigono perciò le loro dighe. a prua. cacatoa che contano. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato.T. se non fosse stato tale da difendersi. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. senza sbagliare una parola. che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No.d. e tanti altri animali. si sarebbe tirato addosso qualche malanno. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti. quei cavalli di Nicomede. questo Dingo non merita tanti elogi. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città. di Scanderberg e di Oppiano. che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. Checché ne sia.

) 44 . era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti. il vento di nord-est. che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. Quanto ai piroscafi transpacifici. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland.d. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. e il ritardo non era considerevole. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York. Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti. diminuì sensibilmente. Il fatto era davvero inesplicabile. non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire. dunque. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta. Il Pilgrim. Nondimeno. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. Negoro. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest. (N. ben servito dalla sua velatura. dunque.simpatia di tutto l'equipaggio. dopo l'incidente delle due lettere. però. Quella zona del Pacifico era sempre deserta.A. nessuna nave si mostrava in quei paraggi. per quanto il mare sia deserto. Con vento al traverso il Pilgrim. Il 10 febbraio.

quei pinguini. servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. Qui. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia. Dick Sand. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde. Un'erba marina che galleggi ondulando. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli. forse. come faceva notare il capitano Hull. albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. Nondimeno. bastano. la fantasia si lancia liberamente. Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. talvolta erano stormi di pinguini. un ramo di sargasso. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. allievo in tale materia come in altre di James W. Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta. E più di una volta. racchiude. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. . e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. Weldon. ! Più in alto. erano procellarie bianche. abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. là ancora procellarie con le ali listate di bruno. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura.

Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. — Crostacei! — disse la signora Weldon. peuh? — esclamò il capitano. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. Dick. quasi contemporaneamente al capitano Hull. — Guarda un po'. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! . che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. 45 — Cugino Bénédict. — Ma sono tanto piccoli. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei. che strano colore hanno le acque del Pacifico. signora Weldon. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. — rispose Dick Sand.. se non m'inganno. — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. e come tali. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati. — Come. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. — disse la signora. — che sia causato da qualche erba marina? — No. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio. e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo.Quel giorno. si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue. Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre.. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict.

E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. — Eh. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!. si stendono come reti da pescatore. o di farina. si arriva in vista di un banco di questi crostacei. In quel momento. e le numerose barbe dei fanoni.— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. va bene. E. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim.. signora Weldon. — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei. . spinto dal proprio istinto di pescatore. Vedete. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. sicché nulla può uscire. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. Jack. Jack. non dimenticatelo! — Ad ogni modo. quando noi balenieri. che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza.— Entomologo. ragazzo mio! . e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena. la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. La signora Weldon. — Come vedete. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. — Una balena! — esclamò. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. e cosi ha voluto la natura. Miriadi di crostacei vi penetrano.. durante la stagione di pesca. capitano Hull. passi. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. che non v'interessino questi crostacei. — disse il capitano Hull. di cui è fornito il palato dell'animale. e come per dar ragione al capitano Hull.

mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. per un pescatore di balene. infatti. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo.. più verosimilmente. cui manca la pinna dorsale. quantunque la media non passi i sessanta. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche. provvisto di pinna dorsale. dinanzi a una pendola. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio.Infatti. Oppure.. poiché. qualcosa come una balena volante. Era una di quelle balene franche. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. appartenente alla specie delle balenottere. Dunque. cosa che non poteva ingannare i balenieri. inoltre. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. quanto maggiore deve essere. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale . O era invece un hump-back. a quattro miglia sopravvento. Frattanto. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo. un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. vi sono specie alquanto diverse. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. più l'animale è grosso. possono avere una lunghezza di ottanta piedi. era stato avvistato un finback. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. cosi da assomigliare a un paio d'ali. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei.

— Non è una balena franca! — esclamò. Che ne dici. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. — rispose Dick Sand. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è. Da quella distanza. — annuf il capitano Hull. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì. se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. tu. Dick. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si. ascoltando. — Io propenderei per una jubarte. lo zampillo. — fece osservare Dick Sand. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo. Infatti.che era stato segnalato al largo. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. ciononostante. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. che a poco a poco si accalorava. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. inoltre. non era molto visibile. — Certo. D'altra parte. — È vero. e questo mi darebbe ragione. bimbo mio. capitano. — Si. E non vi pare. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. questa è appunto la prerogativa della jubarte.

CAPITOLO VII PREPARATIVI . Il capitano Hull. — Quelle balenottere hanno code formidabili. vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro. come un'irresistibile calamita. bimbo mio? E perché no. — E con questa. — disse Dick Sand — ma è un affare serio. è vero. — Si. molto serio! — ribatté il capitano. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. — Sarebbe un peccato non salutare questa. passando. pareva che la balena. — mormorava il capitano Hull. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. si. ma noi soli.. — Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. qualche volta. A sentir loro. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone.. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena.. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim. — È vero.. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano.. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio.bompresso per vedere meglio. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio. però. Il guadagno. per completare il carico! Alcuni marinai. gettavano grida di desiderio. a portata di mano. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio. che non parlava più. i bravi marinai si accaloravano e. Era chiaro che. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto. se vogliamo.. guardando la balena. si mangiava le unghie. mamma! — gridò allora il piccolo Jack. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. — Mamma.

Di solito. durante la stagione di pesca. Sapeva. La signora Weldon. fuori del coronamento. che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. per esperienza. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione. nelle presenti circostanze. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. signora Weldon. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. Ciò che rendeva quella cattura meno facile. — rispose il capitano Hull. Infatti.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. né. e completare in tal modo il carico. non insistette. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. che galleggiava in mezzo alle acque rosse. e la terza a poppa. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. pareva enorme. benché il Pilgrim possedesse una lancia. Ora. collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto. Catturarla. ma. era impossibile. rassicurata. che si erano subito offerti. La balena. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. non c'è alcun pericolo per noi. più tre baleniere. e ho sempre finito con l'impadronirmene. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. per voi stessa. — Nessun pericolo. quindi. come si sa. un equipaggio di rinforzo. Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. . e voleva essere preparato a tutto. Ve lo ripeto.

Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. Per questo genere di pesca. compreso il nostromo Howik. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. valevano meglio delle sue. infatti. Per mezzo di un congegno speciale. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. da una parte. come aveva detto. che aveva per lui grandissime attrattive. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza. poi finire l'animale a colpi di lancia. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. Un semplice timone. o a prua dell'imbarcazione. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi.durante l'assalto. lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. Restava dunque il capitano Hull. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità. che sarà breve. adoperano armi da fuoco. ben manovrato. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. il remo di poppa. le braccia di un uomo fatto. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. non era un esordiente. 49 D'altra parte. a compromettere la salvezza della baleniera. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand. i pescatori di balene. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. dall'altra. — Dick. talvolta. o palle esplosive. . nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. per il servizio di una baleniera. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. Perciò. Bisognava prevedere ogni eventualità. ma comprese che. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai. signore! — rispose l'allievo. Perciò si rassegnò. spero! — Bene. quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. il capitano Hull.

Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. si assicurò che tutto fosse in ordine. a meno di caso urgente. che usano abilmente. non bastino.Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. con ragione. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. segnalata a cinque miglia dalla nave. Né ce ne vuole meno. sono congegni molto costosi. giacché spesso accade che questi cavi. le vele orientate come si doveva. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. che. assalendola con i mezzi consueti. che. e i pescatori. d'altronde. le drizze ben disposte. quello che doveva occupare il capitano Hull. D'altra parte. voleva. Al momento d'imbarcarsi. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione. a queste armi offensive. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. poco amici delle innovazioni. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. assai difficili da maneggiare. legati insieme. tanto la balena si sprofonda. il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive. Il vento tendeva a calare e. e che misurano seicento piedi di lunghezza. . ossia rampone e lancia. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore. all'arma bianca. calmissimo. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. in accollo. prima di lasciare la nave. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. Il mare. era propizio alle manovre di una baleniera. l'aveva messa in panna. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. e un solo posto era libero a prua della baleniera. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare.

— State tranquillo. — coraggio e sangue freddo. non perderò di vista la baleniera. da quelle insistenti raccomandazioni. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. quantunque non vi fosse alcun pericolo. cosa impossibile. — Si. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. — disse il vecchio Tom. — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. — Dick. Il vento è caduto. issando una bandiera in cima a una gaffa. — gli disse — ti lascio solo. nulla fa prevedere che torni a frescare. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. qualunque cosa accada.. Indicando loro bene il da farsi. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. te ne farò il segnale. sono certo che lo farebbero. capitano Hull. capitano. — replicò il colosso. — Dick. figliolo. nemmeno per poche ore. arrossì. ma. — riprese il capitano — il tempo è bello. eccoti comandante in seconda. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. si capiva che. Vigila su tutto. — rispose Dick Sand sorridendo. e se.. Ma un irresistibile istinto di pescatore. — Bene. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. — Ai vostri ordini. fa' onore al tuo grado.Prima di partire. — rispose Dick Sand. fosse necessario rimettere la nave in moto. sorridendo. in verità è tutto qui! » Tuttavia. Soprattutto. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . — Nulla per ora. — rispose il capitano Hull. gli fece le sue ultime raccomandazioni. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. — Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci.

signore. — rispose il capitano. — approvò il capitano. Weldon a Valparaiso. — Va bene. quindi .W. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No. — Dick. D'altronde. tagliandolo metodicamente a strisce parallele. conto su di voi e sui vostri compagni. la faccenda andrà spedita. — Sarà fatto. signor Bénédict.. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano. quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. — Prendetela pian pianino. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. li porteranno sul ponte e. — Ebbene. Per chi non lo sa. — Grazie. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim. Allora i marinai. Egli si diresse verso la scala. è bene dire che la jubarte. volgendosi a Tom: — Tom. lo spingeva a tentare l'avventura. signore. — rispose il vecchio negro. Mentre saremo assenti. con i guanti. e sarà fra poco. — Sf. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti. — osservò il cugino Bénédict. dalla testa alla coda. calzati di stivali chiodati.. signora Weldon! — Ve ne prego. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. — Siamo a vostra disposizione. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. capitano. una volta uccisa. bambino mio. al nostro ritorno. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta. in questo modo.

vale a dire l'olio. . tutti tornarono a prua.1 Ma. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. Il capitano Hull scavalcò la murata e. L'equipaggio sbarca. Era venuto il momento di partire. Poi. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. Del resto. che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. il cugino Bénédict. sotto l'azio52 ne del calore. Jack. a pesca finita. La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. La signora Weldon. per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. raggiunse la prua della baleniera. la nave baleniera. e procede a terra alla fusione del grasso che. parve voler salutare l'equipaggio.divise in pezzi. apriva automaticamente la larga bocca. scendendo per la biscaglina. prima d'essere messo in panna. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. Di solito. dovevano essere calati nella stiva. lascia tutta la sua parte utilizzabile. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto. La baleniera si staccò dalla nave e. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. Il Pilgrim. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». i quali. con i venti. nelle circostanze presenti. dopo essere stati collocati nei barili. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione. egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. e perfino Dingo. allo scopo di terminare le manipolazioni. e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano. cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim.

Dick. Dingo. (N. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua. — Non muove la coda!. non potendo più farsi udire. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. si avvicinò lentamente alla signora Weldon. Dingo. cattivo segno! Ma. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo. In quel momento. Il cane stava per saltargli alla gola.d. e andò a mettersi presso il timone. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione. senza dubbio. Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva. — Fidatevi di me. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione. — mormorò Tom a mezza voce. in piedi a prua. lanciò una specie di lamentoso ululato.. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio. quasi subito. con l'intenzione. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera. La signora Weldon si volse. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. cui lambì affettuosamente la mano. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. e il capitano Hull. . — cattivo segno. dirigendosi verso il castello di prua. signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. — Qui.A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. lanciando un latrato di collera. capitano. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. Dingo si raddrizzò. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon. qui! — gridò Dick Sand.. — rispose Dick Sand. in preda al più vivo e inesplicabile furore.— Sta' attento.

affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. tornò nel suo alloggio. — Bene. 54 Il nostromo. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. vogando. in modo da tenerci sempre sottovento. il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. Anzitutto. — ragazzi. anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. — disse il capitano Hull. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. — rispose il nostromo. — rispose semplicemente Hercule. preposto a questa manovra. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre. I remi. non era uomo da lasciare nulla al caso. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull. — Siamo intesi. signore. esperto baleniere. Il cetaceo veniva cosi aggirato. che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. Howik. . — disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. Negoro non aveva proferito parola. accuratamente foderati in guaine di paglia. poi. — Hercule. Ora non era più che un punto sul mare. lasciando cadere la sbarra. era marinaio dotato di gran sangue freddo. non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione. il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte.Dal canto suo. fate meno rumore possibile. — Attento a governare. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. — disse il capitano. ma la sua faccia era leggermente impallidita. La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera.

di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno. prima di destare la sua attenzione. e forza sui remi! La baleniera. diretta dal nostromo. tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. Mezz'ora dopo averlo lasciato. che decresceva a vista d'occhio.manovravano in silenzio. era giunta al largo banco dei crostacei. ragazzi. — rispose il capitano Hull. che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. — disse il capitano a bassa voce. facendo il minor rumore possibile. ed evidentemente. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. zitti. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. . pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. sollevando il liquido rossastro. — Si. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata. mentre quelli di sinistra. L'imbarcazione. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù. Descrivendo quel cerchio. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. Cosi era del Vilgrim. — Vino e acqua! — disse un marinaio. — Vogate più piano. sembravano grondare gocce di sangue. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. — Su. abilmente diretta dal nostromo. ragazzi. — disse Howik.

il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale.. bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo.. e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. durante il sonno. bensì quello di assalire. — Si. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale. sono più facile preda. il capitano Hull.55 Cinque minuti dopo. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque. Le balene che si sorprendono cosi. Accanto al capitano. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro. Brandendo il rampone in mezzo all'asta. La balena non si moveva e sembrava dormire. — Ci siamo. Ma non era più il momento di riflettere. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità. in un secchio. il capitano Hull lo dondolò più volte. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. eppure!. — Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. mirando al fianco della jubarte. — rispose Howik. c'era la prima delle cinque lenze. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. li nostromo. saldamente fissata al rampone. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull. in piedi a poppa. . A prua. « Questa birbona non deve dormire. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio.

equivale a centoventi braccia. però.d.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ». avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. misura speciale per la marina. come si sarebbe potuto temere.— Indietro! indietro! — gridò subito. Sarebbe stato davvero un peccato. poi. cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. L'inseguimento. E i marinai vogando tutti insieme. Evidentemente. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. entrambi in piedi. 1 Una lunghezza di cavo. la madre doveva difendersi con maggior furore. seguita dal balenotto. (N. In quel momento. e come accade quasi sempre. Al contrario. risollevandosi con un balzo enorme. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga. si era quasi del tutto coricata sul fianco. Infatti. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. cioè duecento metri. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico. il capitano Hull lo sapeva benissimo. era . se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. dopo un attacco cosi felicemente cominciato. o meglio il rimorchiamento. Ciononostante. — Un balenotto! — gridò. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. il capitano Hull e il nostromo. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. Tale circostanza. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. la jubarte. colpita dal rampone.A. la balena. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando. che avesse fatto il primo tuffo. Prima. rende la cattura della jubarte assai più difficile. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo.

— Diavolo! — esclamò il capitano Hull. la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento. La jubarte non si arrestava. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. — soggiunse il nostromo. né volerne moderare la velocità. Howik. con l'occhio sulla preda. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga. Il capitano Hull. presto alla terza si annodò la quarta. Cinque minuti dopo. invece di tornare alla superficie. Infatti. — questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. si tuffava negli strati più profondi. filava come una freccia sul dorso delle onde. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. si poteva anzi osservare. — Non è poi un pesce. i cui remi erano stati sollevati. dall'inclinazione più accentuata della lenza. e scomparve sott'acqua. Tuttavia. e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. Howik la dirigeva imperturbabilmente. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per . 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. che l'animale. Pure.cominciato. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. siccome la baleniera non correva presto come la balena. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. La baleniera. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità. riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta.

e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. — non si perdano colpi! Mirate bene. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. — Attenzione! — gridò il capitano Hull. — rispose il nostromo. Howik manovrò allora abilmente. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. come il capitano. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. Howik. — ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. com'era stato previsto. ragazzi! Ci siamo. Furono deposti due remi. signore. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull. dopo essere fuggita con tanta rapidità. . se pure avrebbe potuto raggiungerla. e sembrava aspettare il suo balenotto. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. allorché sembrò allentarsi. e due marinai si armarono. si dovette dar mano alla quinta lenza. in quel momento. Intanto. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. a soffi brevi e di poca durata. Ma spirava una brezza debole e irregolare. si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. — Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza.la cattura da farsi. e già anch'essa era mezzo svolta. aiutato da Tom e dai suoi compagni. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. ora se ne stava pressappoco immobile. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. sempre con il rampone piantato nel fianco. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. ma andiamo avanti. Howik? — Sono pronto.

Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. imbarcando acqua. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. Il nostromo. si scagliò avanti. D'un tratto. produssero tre nuove ferite all'animale. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. Al passaggio. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. spingendo l'imbarcazione da parte. il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione. si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera. deponendo i remi. spaventosa a vedersi. manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. governa! La jubarte. battendo violentemente il mare con le pinne enormi. cercando di ferirla in qualche organo vitale. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. infatti. Tre nuovi colpi. Ma. senza però toccarla. Howik. si posero a vuotare in . che aveva previsto quell'assalto frontale. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. Per poco la baleniera non si capovolse e. al passaggio. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. Howik. La jubarte si arrestò e. I due marinai. poi. si riempi a mezzo.L'imbarcazione si avvicinò ancora. bene assestati. procedendo a balzi quasi.

capitano! — rispose Howik rialzandosi. in tali condizioni. ma di difendersi. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. assaliva. disgraziatamente deviate dall'oscillazione. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. Ma allora si accorse che. Questa. Le tre lance. II capitano Hull lo comprese subito. questa volta fallirono il loro colpo. mentre il capitano tagliava la lenza. diventata ormai inutile. reso furente dal dolore. come avrebbe detto un marinaio. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. non pensava più a fuggire. In quel momento. sott'acqua. non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e. No! L'animale. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. — Eccolo. ancora mezzo piena d'acqua. si produsse un gran gorgoglio. Non era dunque più il caso di assalire.fretta l'imbarcazione. A sua volta. Riapparve il balenotto. — Un altro remo! — disse il capitano Hull. nella caduta. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. Passando. e la sua agonia minacciava d'essere terribile. se non governava più. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. — Presente. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. a maggior ragione non poteva fuggire e. d'altra parte. per quanto fosse stata spinta velocemente. a poche tese soltanto dall'imbarcazione. — rispose Howik. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile. e la sua . ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. il remo di governo si era spezzato nel mezzo. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro.

con l'aiuto dei negri. Questa. qualunque cosa accadesse. poiché invece di una leva.. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. la jubarte. che trascinò a rimorchio affinché. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa. coprendo il balenotto con il proprio corpo. che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. quantunque gravemente feriti. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. In quel momento. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate.. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera. Fu impossibile. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. disarmato. Tuttavia. non aveva in mano che un remo relativamente corto. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. sia nuotando. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi. . in soccorso del capitano. Cercò di virare di bordo. sarebbe stata una grande perdita di tempo. — Attenzione. I disgraziati marinai. era tornata all'assalto. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. Mettere in mare una delle barche per correre. I marinai compresero d'essere perduti. disgraziatamente. in caso di bisogno. e il vento cominciava a gonfiarle. ricadde rotta in tre pezzi. per cosi dire. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. Ma il nostromo era. scagliata in aria con irresistibile violenza.

con le mani levate verso il cielo. la signora Weldon cadde in ginocchio. e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. con il capo chino. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro. giunse sul luogo della catastrofe. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. Un quarto d'ora dopo. Dick Sand. poiché la loro condizione era delle più . balzò.Ma la jubarte. Tom e gli altri negri rimasero in piedi. tornò a voltarsi. la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora. Poi. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. quei loro poveri compagni feriti. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. quando Dick Sand. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. fu un misto di pietà e d'orrore. domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. cari amici. si era precipitato nella lancia. il quale. ogni essere vivente era scomparso. accecata dal furore. — Preghiamo! — disse la pia donna. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. Nan. ma ancora vivi. con i negri.

ai quali si era votato corpo e anima. E a bordo si trovava una passeggera. a bordo del Pilgrim.Dick Sand . si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri. nostromo. guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. di solito tanto prudente. un giovinetto di quindici anni! Capitano. brave persone. questa. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. . la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim. era una terribile fatalità! Infatti.ed era un allievo. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si.gravi. ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile. una madre con il suo figliolo. pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. a braccia conserte. non c'era più che un marinaio. marinai. e alla quale. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. e vi erano pure alcuni negri. uno solo. no certamente. in balia del vento e delle onde. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. almeno. coraggiose e zelanti senza dubbio. . si. e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico. La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla. per il quale sentiva un affetto filiale. a centinaia di miglia dalla terra più vicina. suo protettore.

ora? — domandò Negoro con grande insolenza. si! — rispose l'allievo. 62 Negoro si spinse verso poppa. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon.L'oceano era deserto. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. — Chi comanda a bordo. e come se non lo avesse udito. senza uscire dal suo mutismo. . nei luoghi di pesca. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. e cosi fece Dick Sand. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza. e di considerare le cose com'erano. A ogni modo. — Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. — Voglio parlare al capitano Hull. Ciononostante. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. e si fermò a tre passi dall'allievo. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. si trattava di far fronte alla situazione. Dopo la scomparsa della jubarte. — o. — Voi! — disse Negoro. nessuno avrebbe potuto dirlo. facendosi incontro al mastro cuoco. non un punto ne turbava la superficie. alzando le spalle. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. Negoro comparve sul ponte. che aveva lasciato dopo la catastrofe. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile. — rispose freddamente Negoro. al nostromo Howik. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. se non c'è lui. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura.

. e tornò nel suo alloggio. e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. non turbate da alcuna scossa. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim. Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». Dick aveva preso la propria risoluzione. Quattro o cinque anni di più. e capi allora che. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. Intanto. occorreva che egli fosse tale da poterla accettare. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno. secondo le necessità. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire. — Non c'è più che un capitano qui.come il suo capitano faceva ogni giorno .Negoro indietreggiò. adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. Dick Sand esaminò lo stato della velatura. il capitano Sand. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. deducendone la longitudine con l'angolo orario. .il . e la cui esattezza è assoluta. Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte. aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei. non possedeva ancora. il brigantino-goletta. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta.. mediante le osservazioni astronomiche. nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. Come si vede. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo. evidentemente. in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. Il firmamento.

sento che lo farò. potrò volgere la prua a est. fino a un miglio di approssimazione. gli disse con voce che non tremava: — Grazie. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. La sorte della nave è in mano tua! Dick. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso. invece. tutti! Si. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme. voi e il vostro piccolo Jack. Con il cattivo tempo. E ora. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora. — Senza dubbio. Dick. almeno. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. — rispose l'allievo — . sulla quale puoi contare assolutamente. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente. — Lo so. signora Weldon.. Dick. -— Facilmente. quindi la rotta seguita. — tu comprendi bene che questa catastrofe può. signora Weldon. Il capitano Hull non è più. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull.. la cosa sarà facile!.. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo. — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon. La signora Weldon.punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. doveva solamente cercare la strada con la stima.. signora Weldon. e cioè con le misure prese con il solcometro. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio. — riprese la signora Weldon.. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare. non si perse d'animo. Ciononostante. Con il bel tempo. e tutto il suo equipaggio è morto con lui.. anzi deve modificare i nostri progetti originari. come quella da seguire. — rispose Dick Sand — lo tenterò. si. — Ma. Dick.

le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim. e in 164° 13' di longitudine. Era il litorale dell'America del Sud. Quella carta. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. vi sbarcherò in luogo sicuro. poiché da ventiquattr'ore non si era. — Laggiù. signora Weldon. che le mostrava tutto un oceano. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva. — E lo faremo. dalla randa di mezzana fino al controfiocco. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. È una illusione che si fa sempre chi non ha . Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. sulla destra di quel vasto oceano. che rilevò mediante la bussola. La signora Weldon si era chinata sulla carta. e faremo molta rotta. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. Era infatti la prima cosa da fare. Ah. in questa direzione. anzitutto. signora Weldon. non possiamo non raggiungerla. per cosi dire. avvicinandomi alla terra. quasi mosso. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. con velatura completa. — rispose l'allievo con voce ferma. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi. — Ebbene. Dick. conoscere la posizione del Pilgrim. poco importa. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. — D'altra parte. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. a gonfie vele. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. a considerarla in quel modo.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi. L'importante è approdare.

e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. Vi indicherò. nel mezzo di quella pagina bianca. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele. come lo era su quel pezzo di carta. — Ben detto. indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo. vecchio Tom. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. Comandati da voi. amici. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. — approvò la signora Weldon. Voi non siete marinai. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. il Pilgrim.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. Meno velocità ma maggiore sicurezza. Ma aveva preso la propria decisione. che sarebbe sembrato sperduto. e alcune nubi. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. Sapeva quanto fosse lontana la terra. ma durante queste poche . ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. rappresentato in proporzioni esatte. e infatti. Eppure. Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. la buona volontà non ci mancherà. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. Era venuto il momento di agire. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole. — Signor Dick. — Amici. 65 — Si. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. ecco ciò che richiedono le circostanze. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. quanto a me. Di tanto in tanto. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. che andava frescando. senza dimensioni apprezzabili. e potremo dirigerlo. per non compromettere nulla. ben detto. Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare.

Tom. — E io. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. — Ai vostri ordini! — rispose Tom. avremo vento favorevole! — Certo. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. — rispose il vecchio negro. — riprese l'allievo — restate qui. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. — Quando vorrete. se non a Valparaiso. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave. con un po' di attenzione. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. senza perdere un momento. Fate soltanto ciò che vi dirò. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . per dedurne una media. come si è detto. mamma. — Ebbene. potrete subito sostituirmi per alcune ore. e. consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. se la stanchezza mi vince. — Si. fino a stasera. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere. e sono sicura che. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca.ore. accanto a me al timone. — rispose il bambino. bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. signor Dick. era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. Per ciò. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. finché rimarrai al timone tu. certo. — Ai vostri ordini. Per l'appunto. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. battendo le mani. figliolo caro. te lo prometto. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni.

d'uso assai facile. fino allora contrario. e quell'utile strumento. Non porta che una randa al tronco maggiore e. La traversata sarebbe stata meno lunga. le vele di strallo si manovrano facilmente. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. un velaccio e un controvelaccio. sugli stragli di prua. poi. la randa. In un brigantino-goletta. L'albero maestro. e l'avrebbe certamente fatto. sull'albero di velaccio. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. Era dunque meglio dirigersi verso l'America. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile. la controranda. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. se il vento. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. una controranda. Infine. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. Fra questi due alberi. la gabbia sull'albero di gabbia. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. quando si vuole spiegarle. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. ha meno velatura. invece. Per eliminarla. poteva rendere i maggiori servigi. non si fosse mutato in favorevole. sul bompresso e il suo buttafuori. sopra. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. come sull'incappellaggio di . l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore.ed elica. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. infatti. la stima sarebbe stata insufficiente. l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. Ora. Invece. arrampicarsi lungo le sartie. I fiocchi. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. hanno il punto di mura i tre fiocchi. È necessario. a prua. Infatti.

— e di lavorare con una sola mano. Il gigante. l'obbligo di correre sui marciapiedi. scioglietela! E voi. al segnale del capitano Hull. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom. forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza.... quanto per diminuirne la superficie. .tale albero. la randa. fanno facilmente precipitare un uomo in mare.. — Si. che non comprendeva questa espressione. tocca a voi.. per completare la velatura.che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. tanto per allentarle o ammainarle. — Si. senza volerlo. e questo. Per passare dalla panna alla bolina stretta.. pigliando dei terzaruoli. Hercule. non aveva avuto che da far servire. Adesso. cioè. tesate.. Per fortuna. il Pilgrim portava solo i fiocchi. il vento soffiava moderatamente. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone. Benissimo. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto. — Suvvia! — gridò — Tom. Da ciò. la controranda e le vele di strallo.... I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. il controvelaccio. . Bat. manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine. fate lo stesso!. la vela di trinchetto e la vela di gabbia... — Amici.. Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato. si era diretto verso il luogo della catastrofe. 67 Quando Dick Sancì.. e tutto andrà bene. lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. tirate! — Cosi? — disse Bat. si dovevano issare il velaccio. Bene!. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta.. diede un colpo da spezzare ogni cosa. e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi. cosi.. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio. Alate. tenendosi con l'altra.

senza che egli avesse ancora lasciato il timone. bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo. murare e bordare.. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro. Lascata pian piano la scotta del boma. Hercule! — Cercherò.. — Bene.. — Ebbene.. — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. del resto.. ma non rompete nulla. amici! — disse l'allievo.. passate la mano!.. non c'era più che da far forza sulla drizza. cosi! Bene. non cosi forte. Tutti insieme adesso! Alate. Già il Pilgrim Slava rapidamente.. lascate. senza volersi impegnare troppo.. che la drizza si spezzò. e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro. tirate sui bracci... poi chiamò i negri a poppa. Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi.... — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. legate. senza però farsi alcun male. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e. Questa seconda manovra fu abbastanza facile. e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. siccome essa era caricata in modo semplice. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!. allentate. amici. insieme con il suo amico Actéon. impresse alla nave una certa velocità. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo.. per fortuna. E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto. gonfiando allora le vele. date volta. — Prima della fine della traversata. — rispose il colosso.. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua. Bene.. sarete già buoni marinai! .. Tutti e tre andarono a gambe all'aria.. girò lentamente. Facilissimo. con la prua a est. Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand.— Eh. — Ecco fatto. Il vento.. i cui bracci di sinistra erano stati filati. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate. Ma Hercule fece forza a tal punto.

e giungere alle crocette. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. Poi. Chiamò dunque Tom. gli altri a quelle del velaccio. anzi signor Jack. Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. Le mancavano quelle vele alte. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. murate e bordate dal basso. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo . controvelaccio e vele di strallo. si lasciò scivolare sul ponte. Dick Sand. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. E il piccolo Jack. Terminato questo lavoro. gli uni alle drizze del controvelaccio. quindi i due pennoni vennero issati insieme. avendo collocato Hercule. non avremmo fatto niente di buono. Jack ricevette la sua parte di elogi. Là in base alle sue indicazioni. perché aveva lavorato sul serio. la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. capitano Sand. Bat. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. Actéon e Austin. — rispose Tom. — Credo. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. si lanciò sull'alberatura. Poi risali sulle crocette. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. molto superbo di sé. e Dick Sand. di cui sciolse rapidamente la vela. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. non fu che un gioco per l'allievo. In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. che potevano essere issate.— Faremo del nostro meglio. le due vele furono saldamente murate e bordate. non per le vele di strallo. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia. si accinse a farlo egli stesso. strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta.

Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo. sbandando leggermente a dritta. un semplice ortottero. questa volta. con la lente d'ingrandimento. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane. precisamente. il Pilgrim. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento. un insetto dalle elitre piatte.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. E. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. Il vento rinfrescava. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. — E adesso. Durante tutto questo tempo. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. vegliando sul castello di prua. Hercule. e la manovra fu terminata. le ali alquanto lunghe. scivolava rapidamente sulla superficie del mare. che non era sonno. ma nelle attuali circostanze. — disse allora Dick Sand. non aveva spezzato nulla. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. egli aveva fatto quella preziosa scoperta . lasciandosi dietro una scia netta. che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. l'addome arrotondato. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. la cui testa spariva sotto il protorace. era una manovra difficile e. signora Weldon. che Dick Sand andò a riprendere. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua. — Eccoci sulla buona rotta.

quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. . aveva incontrato la blatta in questione. strada facendo. ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale. per riflettere. e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. e siccome 70 egli aveva la pretesa. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto. senza dubbio. Da ciò. certamente. si era messo allo studio. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. Per tutto il giorno. notevoli per il loro colore. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli. che provano tutti. del resto. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso. una collera che. il cugino Bénédict. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. sarebbe far torto al suo cuore. Ma lo sapeva. sulle conseguenze del disastroso avvenimento. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim.frugando nella cucina di Negoro.

La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. Nan. faceva conto di vigilare su ogni cosa. non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. deciso a passare quella prima notte sul ponte. alla minima infrazione. Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. In tal caso. Occupato. controvelacci. controrande. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. nella sua piccola cucina. inoltre. filato più presto. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile. Ciò è prudente. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. cosi si sarebbe. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento. ad un suo cenno. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. velacci. e specialmente. che sapeva cucinare. ammainare le vele alte. sotto gli occhi del timoniere. non lo si vide più di prima. come sempre. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. e siccome era sorvegliato a vista. a bordo ve n'erano due. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e. Il vento. d'altronde. ecc. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata. D'altra parte. al primo gesto di disobbedienza. Quanto alla bussola. l'allievo. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. Dal canto suo. Quel giorno. e una era collocata nell'abitacolo. i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. Il suo .

è vero. era una bussola rovesciata. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. In quel modo. però. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. a bordo del Pilgrim tutto andava bene. il Pilgrim età sufficientemente provvisto.quadrante. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente. come due cronometri. nella notte dal 12 al 13 febbraio. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. La signora Weldon. Tranne questo. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. dunque. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. si staccò e cadde sul pavimento. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. e. e in modo tale da non poter essere più riparata. senza lasciare la cabina. ella non si era mai . Ma era possibile che si fosse ossidata. e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull. quella notte. L'altra. la bussola si era spezzata. Ad ogni modo. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. aveva ripreso fiducia. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. il mare. Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. che gli erano tanto necessarie. era stato più agitato. per inettitudine o negligenza. infatti. accadde uno spiacevole incidente. di notte da due lampade laterali. Del resto. vedendo la calma di Dick Sand. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. Del resto. per il dovuto controllo. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave. poiché ormai. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. Sotto questo riguardo. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. Ora. La bussola rovesciata. disgraziatamente. fino allora. Dick Sand ne fu molto contrariato.

Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. ma. perché non si sentiva troppo stanco. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e. aveva ripreso i suoi giochi abituali. senza dubbio. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest. e ciò pareva gli bastasse. — Vedete. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. Spesso. Innanzi tutto. dormiva cinque o sei ore. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. Tom fu naturalmente il nostromo. di giorno. a poco a poco. da sincera e devota cattolica. Perciò. correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. Trovava. poiché era proprio lui che i suoi compagni . la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. incurante come sono i bambini della sua età. Non vorrei affermarlo. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. che egli rilevava con la stima. senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. ma credo proprio che. Cosi andavano le cose a bordo. diventavano discreti timonieri. si confortava con la preghiera.lasciata prendere dalla disperazione. grazie ai suoi consigli. Durante quelle ore. signora Weldon. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». faceva assegnamento sulla bontà di Dio. tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. che l'amico Dick era meno suo di un tempo.

Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. durante la notte dal 13 al 14 febbraio. mentre l'uno era al timone. da temersi. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. Gli altri fanali. Il cielo era coperto da fitte nuvole. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. immerse nelle tenebre. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. A poppa. non navigava mai senza fanali di posizione . Ora. Verso le tre del mattino. Tuttavia. durante le notti che passava interamente al timone. allora la sua mano governava per puro istinto. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. . ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. Quando l'allievo si riposava. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore. è probabile che non avrebbe sentito nulla. accadde questo fatto: stanchissimo. che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. gli altri vigilavano a prua.avrebbero scelto per questo compito. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. proiettando i loro chiarori lateralmente. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. per tal modo. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. sotto la direzione di Dick Sand. in realtà. La notte era dunque oscurissima. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. si produsse una specie di fenomeno ipnotico. Non soltanto non vedeva più. lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. I suoi occhi.

Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni. si ritirò senza essere veduto. e forse . che differisce un poco dal nord geografico. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. sotto la spinta d'un vento favorevole. modificata di quattro quarte. Cosi. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso. Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est. i suoi occhi si portarono sulla bussola. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. Era dunque una deviazione di quattro quarte. facendo centosessanta miglia in media al giorno. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. dal 14 al 21 febbraio. Giunto a poppa. fu il sud-est. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo.. per dir meglio. il giorno dopo. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano. L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. o. si sarebbe affrettato a toglierlo. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. Se. con la deviazione dell'ago.Era Negoro. Infatti. la direzione. L'ago calamitato era stato deviato e. Ma. credette. quasi subito. invece di segnare il nord magnetico. mentre. segnava il nordest. Cosi almeno credeva. si era riscosso dal suo sopore. Tom. e il Pilgrim filava rapidamente. Secondo quel che pensava Dick Sand. poi. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola.. era un pezzo di ferro. a bordo non avvenne alcun incidente. che egli non poteva sospettare.. di mezzo angolo retto. che cercavano di passare da un emisfero all'altro...

avevano contribuito. signora Weldon. dopo la perdita della seconda bussola. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. in fin dei conti. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. Ora. verso l'Equatore. — Ma se non fossi a bordo. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. e i due strumenti gli permettevano. Nan ed io. — È certo. Perciò.. non ci fossimo . che la bussola. la quale risalisse dal Capo Horn. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. non potè essere segnalata alcuna nave. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito. Ciò stupiva un poco Dick Sand. Ma. fino a un certo punto. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo.. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict. ma. secondo. — Toccheremo la costa americana. poco importa. Dick. Ma Dick Sand ignorava. la signora Weldon. indicazioni che. qui o là. ma questo bastava? Ciononostante. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. Dick Sand non poteva più controllare. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. il solcometro veniva gettato regolarmente. Jack. senza che egli potesse accorgersene. che le correnti di quei paraggi. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. falsata dalla mano colpevole di Negoro. e il mare continuava a rimanere deserto. credendo e dovendo credere di dirigersi verso est. dava soltanto indicazioni inesatte. il quale. l'allievo rassicurava sempre. E ciò per due ragioni: primo.74 anche un ufficiale. a spingere la nave fuori strada. come meglio sapeva. per quanto la sorveglianza fosse attiva.

2° Se. figliolo. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente. da una parte. . tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». in poche parole. si avrà pioggia certamente. al contrario. da solo. è praticamente certo che verrà il bel tempo. — rispose risolutamente Dick Sand.. Dick.. solo con quell'uomo cattivo. qui. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre. buon meteorologo. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. guardando il suo piccolo Jack. dopo una lunga durata del bel tempo. Allora. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare.imbarcati sul Pilgrim e se. gli aveva insegnato a consultare il barometro. molte volte ella si sentiva inquieta. il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. 15 Tuttavia. gli permettevano di mettersi in guardia. con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. tu e Negoro!. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere. la cui durata sarà tanto più lunga. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata. ma se il bel tempo ha avuto lunga durata. quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire.. L'apparenza del cielo. Ecco. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. Che sarebbe avvenuto di te. eppure. — E avresti manovrato da solo? — Sf. Il capitano Hull. le indicazioni del barometro. dall'altra... se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto. ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando. nel quale non puoi aver fiducia? Sì.. d'altronde. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore. vi sarebbero solo due uomini.

accompagnato da disgelo e da pioggia. se. Ora. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. (N. ma siccome la pioggia tardava a cadere. d'inverno. D'estate. annuncia bel tempo. venuto il bel tempo. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica. e anche più. se il tempo è molto caldo.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo. precisamente verso il 20 febbraio. per due o tre giorni. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata.A.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. Dick Sand ne concluse che il . e viceversa. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. annuncia uragano. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. ciò che presagiva la pioggia. 7° Verso la fine dell'autunno. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento. il barometro si alza. annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. pronostica la neve. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento.d. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura. durerà pochissimo. ricominciasse a discendere. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento. il bel tempo durerà molto poco. Infatti. dopo un gelo di una certa durata. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo. 5° In primavera e in autunno. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. e viceversa.

Dick Sand. ma anche l'alberatura. quanto meno è carica in alto. con un equipaggio ancora poco pratico. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. offri minor presa al vento. lunga. quando il vento si fa troppo forte. cioè correre sui marciapiedi.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. e si dovette quindi operare come una volta. e nessuno esitò. Terminato questo primo lavoro.maltempo sarebbe durato molto. ad ammainare il velaccio. Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda. doveva presentare una certa difficoltà. ossia trentun miglia all'ora. non senza fatica. ma. Ciò che doveva accadere. si deve non soltanto diminuire la velatura. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. 21 e 22 febbraio.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. ma finalmente la vela di gabbia. È un grande sollievo per la nave. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. la forza e la . sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. Nei tre giorni seguenti. come la maggior parte delle navi moderne. accompagnato dà Bat e da Austin. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. una vela di gabbia doppia. Fu cosa difficile. 20. la quale. D'altra parte. significava vento. bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. ridotta. . non c'era da esitare. Quest'ultima operazione. pigliando due terzaruoli. ciò che facilita la manovra. Il Pilgrim non portava. Con un tempo meno minaccioso. ma. si comprende che. pericolosa. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. nondimeno. Ma la pioggia.

abba- . il vento. fitte brume lo coprivano continuamente. L'aspetto del cielo era inquietante.A. i vapori si spostavano con diverse velocità. nel pomeriggio. e bisognava dunque prevedere il caso. Lunghe ondate si succedevano. Ed ebbe ragione. parve scemare un poco. 23 febbraio. L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. Il loro strato era anzi cosi profondo. perché'. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. senza però cozzare una contro l'altra.direzione del vento rimasero quasi immutate. non lasciava più il ponte. profondamente agitata. Il giorno seguente. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo.d. Verso le quattro. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato. sempre freddi e cupi. Infine. poi i suoi occhi. perché non abbaiò come di solito. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba. l'ultimo giorno. che il sole non si vedeva più. forse a pochissima distanza.3 Nulla. intorno al Pilgrim. che si vedeva di rado. l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. del resto. {N. Dingo dormiva in qualche angolo certamente. ma Dick Sand non se ne fidò. nella mattinata. sempre silenzioso. dormiva appena. Negoro. si diressero verso il cielo. Negoro. Dick Sand cominciò ad impensierirsene.) 77 trica continuava a scendere e.

Una volta in vista della terra. ma. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra. tornò nell'alloggio dell'equipaggio. che avrebbe fatto. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. in fin dei conti. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale. avrebbero potuto trasformare in tempesta. ed era che quel vento. abbassandosi. si sarebbe dovuta prendere una decisione. gli andasse a genio.d. come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. se non avesse incontrato qualche pilota.stanza vicino. A un certo punto. (N. tranquillamente. e anzi. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand. non parve impressionato. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. Dick Sand l'avrebbe presa. lui.) 78 si fosse fatto impetuoso. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità. senza aver fatto un gesto. Tuttavia.A. c'era una circostanza felice. poi ridiscese e. senza aver pronunciato una parola. vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora. era favorevole. come avrebbe manovrato. Pure. venuto il momento. se il tempo non si fosse volto a tempesta. anziché spiacergli. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi. fra tutti quei terribili avvenimenti. sali sul bompresso. forse in uragano. al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente. sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee. di cui ognuno a bordo doveva tener conto. Si sarebbe detto che quello stato di cose. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . Ebbene. in cui quelle pesanti masse. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano.

era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. Il cielo era sempre carico di brume pesanti. in compagnia delle quali viveva. fosse orribilmente scrollata. d'altronde. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. non era più malato delle blatte americane. la costa non doveva trovarsi molto lontano. per scoprire gli indizi della terra. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. e passava il tempo a studiare. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. la signora Weldon. che lo avvolsero in fitta nebbia. ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. per fortuna. Quanto al cugino Bénédict. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. e sulla nave si camminava a tentoni. per fortuna. Secondo lui. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. Per ore e ore. assolutamente abituato. lui. e tutti vigilavano con cura. compresa in una dozzina di linee. ma la sua oscillazione. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini. Scoppiarono pure grandi temporali. ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. non sa di79 . che inquietarono Dick Sand molto seriamente. Il barometro risali due o tre volte. poi la pioggia cadde a torrenti. per quanto abbia buona vista.marzo. e poterono continuare ad aiutare l'allievo. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. che pure era salda sulle onde. Quantunque la nave. ma l'allievo. Cosi pure. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. il vento scemava per alcune ore.

Ciò lo meravigliava. sotto questo vento. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. Era il 9 marzo. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. — E secondo te. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. — Non vedi ancora nulla. comprese quello stupore. a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. e la signora Weldon. e se qualche cosa mi stupisce. che va ancora rinfrescando. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. siamo al 9 marzo. da quando è rinfrescato il vento. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. Dick? — gli domandò. venti miglia meno. — rispose l'allievo. — E qual è stata la velocità della nave? — In media. — rispose l'allievo. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. calcolando la . osservando ora il mare ora il cielo. — E tuttavia. signora Weldon. signora Weldon. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. venti miglia piò. l'orizzonte sembra schiarirsi. e. centottanta miglia al giorno. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. — A circa quattromila cinquecento miglia. nulla. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. Perciò. di questa cifra almeno sono certo. — riprese la signora Weldon. — Nulla. — Sempre. Dick. è di non averla già in vista! — Eppure.stinguere i primi contorni di una costa. signora Weldon. specialmente fra le brume. l'allievo se ne stava a prua. da alcune parole che gli sfuggirono.

ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. come potè constatare Dick Sand. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. Era purtroppo vero. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. — Che c'è. Ecco. quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. il solcometro era ormai perduto. il . ma la sagola che si era rotta nel mezzo. Ad ogni modo. signor Dick! — gridò. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. per conseguenza. con il cuore grosso. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro. 80 — Ah. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. si ritirò nella sua cabina. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. Ma se la velocità del Pilgrim. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. su questo punto non posso essermi sbagliato. E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. Erano appena state svolte venticinque bracciate. L'unico strumento che possedeva era una bussola. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon. ma egli si chiese. che non volle insistere. e. non era la legatura che era venuta meno. lo farò gettare di nuovo. al punto di rottura. difatti. signora Weldon. Il solcometro. con diffidenza. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. — No. saldamente dato volta all'estremità della sagola. e. fu portato e gettato fuori del parapetto.

l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. Il 12.5 Si preannunciava una vera tempesta. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. e in quel giorno. che già la tempesta si scatenava con violenza. Poi. Dick Sand vide. Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia. Dick Sand. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. Austin. ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . non senza spavento. il tempo si fece ancora più burrascoso. disgraziatamente. Dick Sand. e di ammainare le vele basse.cammino percorso. Infatti. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. Actéon e Bat salirono sull'alberatura. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura.A. tanto il rollio scrollava l'alberatura. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi. E nondimeno il tempo stringeva.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte. non poteva essere rapidamente eseguita. essendo stata ridotta la vela di gabbia. diede l'ordine di ammainarla. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. (NJ. il giorno seguente. fin dall'alba. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora. 4 716 mm. non potevano più essere valutati. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. Dopo molti sforzi. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. e ammainata la trinchettina.

e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora. Dick Sand. CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO.A. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte. purché sia solidamente costruita. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra. (NJ. anche il controfiocco fu strappato. Tale fu quello che. la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm. i più robusti edifici non possono resistere. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e. poiché. il 23 luglio 1825. si pensi che cosa può avvenire di una nave. Tornò dunque a prua.A) 1 Circa 166 km. Là._. gli scogli del litorale non potevano essere lontani. e strappò la vela. devastò la Guadalupa. e Dick Sand . egli potè ridiscendere sul ponte. Difatti era proprio un uragano. 82 impeto del vento e. che si trovava sul pennone di parrocchetto.. che cioè la nave. fu percosso dalla scotta di sinistra. Ferito. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. non aveva più che un pensiero. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere.) _. questo era il caso del Pilgrim.sulla nave. {NJ. Austin. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli. spinta con tanta furia. Un momento dopo. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!. ma piuttosto leggermente.. che gettano in costa tutte le navi di una rada. Negoro sali sul ponte. tornò al suo alloggio. uno di quei terribili colpi di vento. Il vento era passato al sudovest. anche a terra. secondo i calcoli. può sfidare i più violenti colpi di mare. e ai quali. preoccupatissimo. e si rimise al timone. la tempesta prese la sua forma più terribile. quella dell'uragano. suo malgrado..

Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. fin tanto che fosse possibile. e si doveva dunque tentare di governarlo. al cugino Bénédict e a Nan. ma il vento investiva lo scafo. minacciando di colpirlo in poppa. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. In tali condizioni. se ne stavano nelle cabine di poppa. e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. Hercule e Actéon. la cui azione era spesso impotente. legati essi pure. il suo . la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. qualora non si fosse alzato abbastanza presto. Talora. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. Per fortuna. con il timone. il rollio della nave. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. vigilavano a prua. pareva emergere dalle onde. si tenevano pronti a venirgli in aiuto. e in modo che. Quanto alla signora Weldon. per disgrazia. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. anzi. l'attrezzatura. al piccolo Jack. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. era spaventoso. per ordine dell'allievo. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. questo è un pericolo gravissimo. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. lo stivaggio era stato fatto bene. Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. Se. ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. mentre Tom e Bat.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. l'alberatura. avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità. dando a credere che le sfiorasse appena. aggrappati alle bitte.

dopo levato il pezzo di ferro. — Che c'è? — domandò l'allievo. Era in buono stato. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo. A un tratto. E fu ancora mentre egli dormiva. che avvenne un nuovo incidente. e perciò la signora Weldon. in un momento d'insonnia. illuminata dalle lampade. udi quel grido e. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare. assai preoccupato.. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. se non si poteva rendere responsabile Negoro . si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. Tuttavia.carico non si spostava. Dick Sand.. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si. accorse a poppa. A queste parole.. nella notte dal 13 al 14 marzo. se non si fosse trattenuto all'abitacolo. che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. Tom e Bat si trovavano a poppa. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. Negoro cadde. quando Negoro. ma Tom e suo figlio non gli risposero. temendo che la bussola si fosse spezzata. Dick Sand. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto. precipitandosi fuori dell'alloggio. per un violento colpo di rollio. quale doveva essere sotto quel meridiano. fu appunto il fatto che. si curvò sull'abitacolo.. — rispose Tom. Già Negoro si era alzato. nel timore che si ammalasse. e sarebbe certamente precipitato in mare. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. 83 Tom gettò un grido. e la bussola.

— rispose Dick Sand. ma il vento e le onde. maledetto negro! 84 Frattanto. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla . Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che. a quell'ora. proprio a voi. — Ciò che mi piace. invece di investirla direttamente a poppa. che non potè trattenere un moto di collera. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. Negoro si rialzò. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. fece allora un gesto di minaccia. — esclamò Dick Sand. — Negoro. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento. — Capitano Sand.della sua involontaria caduta. E costui. che non sono schizzinosi! — Non ancora. questo regolamento lo faccio io. mormorò fra i denti: — Me la pagherai. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco.. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. — ribatté Dick Sand — e proibisco. La nave correva sempre nella stessa direzione. — rispose Negoro. cosa strana che colpi l'allievo. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla. — Che fate qui? — gli chiese. ma passando dinanzi a Hercule. e che al primo atto d'insubordinazione. — Avete detto?. egli si trovasse a poppa della nave. il vento era cambiato. vi spezzerò il cranio! In quel momento.. sempre cosi padrone di sé. L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. eppure. — Ebbene. situazione piuttosto pericolosa. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte.

e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon.tempesta. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. Dal 14 al 26 marzo. dopo tanti giorni. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo. Negoro venne molto sorvegliato. e la terra non compariva ancora! Eppure. gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . benché non potesse scorgerlo fra le brume. allora. Negoro non doveva desiderare. Il barometro continuò a scendere. come tutti. la sua attenzione era desta più che mai. Nondimeno. se avesse ancora il senso della realtà.il Pilgrim non poteva mancare di . dove. ella. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. a sua insaputa. non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. d'altra parte. in permanenza. fu messo. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. Dingo. era forse scomparsa quella terra? L'America. Ma. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. per precauzione. Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. per prudenza. dov'era dunque. quella terra era l'America. se.

— Avete veduta la terra?. Ma per quanto la interrogasse. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. L'allievo guardava. quel giorno. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. sali sul ponte. le cui indicazioni. che non poteva avere occhi da marinaio.. che aveva udito il grido lanciato da Hercule. — Si. avvenne un incidente della massima gravità. — Là! — rispose Hercule. verso le otto del mattino. nonostante la sua promessa di non salirvi.. la signora Weldon. causa il guasto della seconda bussola. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. non potendo farsi udire. quando non era al timone. non si sbagliava. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. — chiese l'allievo. a prua. 21 marzo. La signora Weldon. Hercule. poiché né la . nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. — Signora! — gridò Dick Sand. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che.. Hercule. e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi.. tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. E tese la mano verso sinistra. di guardia a prua.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. dal momento che quella costa. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. salvezza o perdita ch'essa apportasse. Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. e non vedeva nulla. In quel momento. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand.

dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire. A un cenno di Dick Sand. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. Finalmente. la terra sottovento significava l'arenamento. cercava di scorgere il litorale che . terra! — egli disse. Essendosi diradate del tutto le nuvole. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. e siccome erano le otto del mattino. senza vele. dunque. d'un tratto. Fra le brume era apparsa una specie di cima. — Finalmente! — esclamò. Ma. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. La costa. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. cosi tardi scoperta. sostenuta da Hercule. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra. Il Pilgrim. prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra. Era dunque questione di poche ore soltanto. vedeva quella costa. ohimè. tanto ardentemente desiderata! ma. i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. formata da quell'alta vetta. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. con tutte le sue terribili incertezze. La signora Weldon. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua. Questa volta. Quanto a Dick Sand. egli guardò la costa con grande attenzione. ma non poteva mancare di giungere a terra. non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. e ridiscese. si. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave.

alta o bassa che fosse. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. — Il che equivale?. come precisamente doveva essere la costa americana. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon.. signora Weldon. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack. Nan e il cugino Bénédict.. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. all'orizzonte. se siamo ancora . tornò con la carta di bordo. — Un'isola. correndo all'alloggio dell'equipaggio. — La terra che abbiamo veduta. lasciò immediatamente il ponte.doveva incurvarsi dietro il promontorio. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon. e si precipitò nella cabina. avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza. Da prua. — A circa duemila miglia. — Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. qui. il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. orlata dall'enorme catena delle Ande. — disse. — rispose l'allievo. Nondimeno. e una costa alta. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. Allora a Dick Sand sfuggi un grido. — Sf. — La carta ce lo dirà. — Qui. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua. molto indietro. — Un'isola! non era che un'isola! — disse. il cielo andava rischiarandosi. ma la costa non si disegnava ancora. E.

non posso. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare.. in vista del porto. che passò un istante la mano sulla fronte. per il rilievo dell'isola di Pasqua. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire. tuttavia. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. — rispose Dick Sand. avrebbe finito per calmarsi. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim. e bisogna ringraziare il Cielo. sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. — che si chiama in realtà Vai-Hou. che il tempo migliorasse un poco. aveva ragione di credere che. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. e allora.. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione. Ma non si poteva sperare. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano. Sf. adesso conosceva la sua posizione. No. non posso spiegare questo incredibile ritardo!. almeno. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!. — non so. essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora. in meno di dieci giorni.. e visitata da Cook e Lapérouse. come aveva detto l'allievo. doveva.. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est.. egli si diceva che l'uragano. visto che. che persisteva già da tanti giorni. Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua.. . e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. — scoperta da David nel 1686. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand. Dunque.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon.. come per concentrare le proprie idee. se questa si calma. è l'isola di Pasqua! Si..

fino a un certo punto. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. stava per essere in parte giustificata. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. Se. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. D'altra parte. ma la progressione parve dover essere continua. se il mare rimase eccesivamente tempestoso. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. che non poteva dominare. Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. almeno adesso non procedeva più alla cieca. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e. egli era « padrone dopo Dio ». fuori bordo. . aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. come per un favore della Provvidenza. Se. non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte. CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. nulla da temere. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. aveva reso a Dick Sand la fiducia. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest. perché sarebbe stata strappata dal vento. nel tubo barometrico. da questo lato. né al cielo di rasserenarsi. 27 marzo. perdita facile da riparare.ripreso il dominio della nave. questa fiducia. la colonna di mercurio si alzò. Ah. Il giorno seguente. L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. a 88 bordo. solidamente costruito e attrezzato. Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. Dio solo comandava ai venti e alle onde. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. il Pilgrim.

Dick! Ah. — non vi sbagliate! Da ieri. infatti. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. e se è vero che alla fiducia non si comanda. — Ah. sebbene. l'aveva costretta a rinchiudersi. dunque. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte. — Il mio stretto dovere. La prima ad abbandonare la cabina. lasciate la cabina nonostante le sue. . Dimagrito.. — rispose la signora Weldon. E poi..A notte. il vento si moderò molto. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. Ella venne a discorrere con l'allievo. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte. in confronto di ciò che era stato fino allora. hai sofferto molto. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo. dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. figliolo caro. capitano mio. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò.. — rispose l'allievo. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. povero figliolo! Hai fatto. il barometro non è sceso.. il bravo Sand. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. è pur vero che essa comanda! — Dick. durante la tempesta. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. e il vento è diminuito. signora Weldon. preghiere! 89 — Si. un giorno. pallido sotto la tinta abbronzata del volto. dove Dick Sand. forse. aveva fiducia. fu la signora Weldon. ti disobbedisco. per prudenza. ho ragione. o stia per calmarsi! — Si calma. signora Weldon. infatti.

— replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione. e presto. — disse il vecchio Tom. — Grazie a Dio. Weldon! — Io. Tom. assicurandone la direzione. ti ripeto che. — Dick.. . essendo un po' diminuito il vento. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto. figlio caro. ti sei dimostrato uomo. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. — rispose Dick Sand. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. Dick Sand si senti più forte. amici miei. — rispose l'allievo. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza. sto molto bene. con la tua energia morale e fisica. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. Il 29. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. — È Dio che ha fatto ogni cosa. — Dick. Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. signora Weldon. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime. Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti. più preziosa della vita.. ma il cuore le traboccava.— Riposo? Non ho bisogno di riposo.. e uomo degno di comandare. Dopo questa conversazione. io!.. — Suvvia. ed ora sei. suvvia. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. — gridò egli quando risali sul ponte all'alba. capitano Sand. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo.

— Buona idea. alle dieci del mattino. — disse il piccolo Jack. — Tu. Inferire una vela al pennone di gabbia. — Ed ora. il pennone issato. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone. — soggiunse Hercule. Nondimeno. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. Jack. dopo un'ora di lavoro. — rispose Actéon. quel giorno. — Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini. furono ristabiliti senza troppa fatica. Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. — riprese Dick Sand. ma va fatto! — Si farà. all'opera. Finalmente. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. — Quando avremo la calma. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . Jack! — osservò Dick Sand ridendo. \ nonostante la forza del vento. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri. la vela di gabbia e il fiocco. — rispose l'allievo. amici. — Si. si misero subito al lavoro. va' al timone insieme con Bat. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco. diretti dall'allievo.— Pronti a tutto. che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. — Ora. Sarà forse difficile. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. e lo aiuterai a governare. amici. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. la vela era a posto.

ma lasciavano fra esse grandi squarci. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. Per arieggiare un poco l'interno della nave. riprese il governo della nave. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. Un'aria salubre penetrava nella stiva. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. erano stati aperti i boccaporti. aiuto timoniere del Pilgrim. ma il tempo andava rimettendosi al bello. fintanto che il vento non fosse scemato. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. . perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta.aggiungere altre vele. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. senza affaticare l'equipaggio. nel quadrato di poppa. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. tornato al timone. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. dopo aver ringraziato mastro Jack. e pure il ponte fu spazzato. poi ricompariva per sparire ancora. nell'alloggio dell'equipaggio. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. opinione che fece condividere dalla signora Weldon. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. II giorno seguente. Talora il Pilgrim ne era 1 inondato.

e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. e poi torneremo al nostro porto di scalo.. ne concludo che troveremo la terra ad est. signora Weldon. Ne passasse anche una sola. Qui è l'isola di Pasqua. — Si. caro Dick? — domandò la signora. qualunque sia. — Ebbene. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi. in questo momento non mi è possibile. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. .— Ebbene. ma molto più vicino a terra. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. quel porto sarà il benvenuto! — Si. ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California. dimmi un po'. signora Weldon. — Più precisamente non potrei dirlo. in quale punto della costa approderemo. sempre costante. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. sul litorale. Dick. un servizio organizzato molto bene. — Qui. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna.. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. ci metteremmo in contatto con essa. signora Weldon. come doveva fare il capitano Hull. Ma. Dick. e dalla direzione del vento. che abbiamo lasciata ad ovest. dopo avervi sbarcata. — Bene. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare.

mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. una o due volte. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. Speriamo bene. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo.. e la fronte gli si oscurò un istante. che risolvette di lasciare. che farai. perciò Dick Sand si domandava. — rispose l'allievo. Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. furono pure. la quale si sarebbe fatta gravissima. — E se non incontrassimo alcun pilota?.Perciò bisogna continuare ad accostarci. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra. — In tal caso. — Ah! è una dura necessità... la solidità degli alberi. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela.. che l'aspetto del cielo è rassicurante. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota. tratto d'impaccio. al bisogno. — Sarò costretto a mettere la nave in costa. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si. se il tempo è bello e il vento moderato. Siccome il barometro risaliva. — domandò la signora Weldon. signora Weldon. Per assicurare. fece tesare sartie e paterazzi. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura. e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. signora Weldon. E tuttavia... però. fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. Per alcuni giorni. allora. e se il vento sarà troppo forte. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio. non senza apprensione. — Allora?. Il vento continuava ad essere impetuoso. Dick? :— Allora.

ma. dato che la catena delle Ande è molto alta. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto. era stata certamente assai notevole. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando.dalla parte opposta. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. ora a sud. il dubbio non fu più possibile. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile. Ma il 6 aprile. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. significava nuovo ritardo. durante la tempesta. cioè. e tale che affaticava l'alberatura. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. e là. Si era al 5 aprile. a est. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. Eppure nessuna terra era segnalata. Più volte. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. il vento si stabili definitivamente ad ovest. però mantenendosi sempre forte. La pretesa terra si spostava. le quali sorgevano dal basso. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. passando ora a nord. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. infatti. che passasse. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai. con il cannocchiale agli occhi. dopo un certo tempo. Dopo aver variato per alcuni giorni. Nuova ansietà di Dick Sand. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. dunque. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta. questi timori non si avverarono. perciò.

che si stagliavano contro il cielo. Del resto. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. alla distanza di circa quattro miglia. che si andava allungando a vista d'occhio. Due ore dopo. Ma. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. il quale. accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. al contrario. perfino il cugino Bénédict. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. tutti accorsero sul ponte. gli uni molto distintamente. e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. nessun porto. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. o che almeno pareva tale.crocette. . si profilava una costa bassa. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. curioso come tutti i bambini della sua età. che dominava una specie di rada temporanea. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. sotto i primi raggi del sole. Tom e i suoi compagni. Allora. da parte dell'allievo. non era più che a tre miglia. neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. ma era evidente. non c'era errore possibile. dato il carattere geografico del paese. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. finalmente. nessuna abitazione in vista. In quel momento. dal canto suo. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. Negoro solo non si mostrò. A est. gli altri con gli occhi della fede. il piccolo Jack. la signora Weldon. e a sud-est. si allungava come una sottile lingua di terra. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime.

contro le quali il mare si frangeva schiumando. La signora Weldon.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. Poi. In quel momento. ma essa non sembrò spaventarlo. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. si slanciò verso la prua e. tornò a poppa e. — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. che lo osservava. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. Fortunatamente per lui. con voce ferma: — Signora Weldon. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. Negoro guardava la furiosa risacca. fece udire dei lamentosi latrati. Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva. Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco. non lo vide. si mise al timone. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. là doveva esservi una risacca mostruosa. Dingo. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. Dick Sand. e i lineamenti contrarglisi un poco. nonostante tutti i miei . che andava e veniva sul ponte. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. guardando la terra. — disse. si doveva attraversare una linea di scogli. prima di giungervi. senza pronunciar parola. Dunque. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. ma. Negoro lo udì senza dubbio. Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. Dingo. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom.

per cosi dire. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. olio che. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack. Tom e i negri. Quanto a Negoro. vale a dire che toccava quasi gli scogli. Dick? — domandò la signora Weldon. si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. Per ultima precauzione. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. Dick Sand riconobbe. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e. prese tutte queste precauzioni. e . doveva calmare per un istante 5. e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin. Ad un tratto. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. Anzitutto. da un cambiamento nel colore dell'acqua. — Tutto! — rispose l'allievo. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento.sforzi. Jack. che fra gli scogli si apriva un passo. nel caso che venissero precipitati in mare. lubrificando. ma. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca. abili nuotatori. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. tornò al timone. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. Il cugino Bénédict. le molecole d'acqua. fra la salvezza vostra e la sua. molto tranquillo del resto. Dick Sand. la signora Weldon. mare. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso.

di cui. Infatti. Il loro rimpatrio. non appena si videro al sicuro. il mare si placò come per incanto. grazie a lui. Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. le onde rimbalzavano fin sul ponte. la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. dieci minuti dopo. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo. non esitò. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa. non doveva presentare. i negri si erano posti a prua. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe.il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. spaccato dall'urto. ormai non era più che una carcassa senza valore. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. la nave si era incagliata. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. ringraziarono la Provvidenza. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. almeno. era perduto.siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand. la signora Weldon e i suoi compagni. dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. grandi difficoltà. Il mare in quel luogo era ancora più furioso. a quanto pareva. la risacca avrebbe disperso i rottami. Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. Lo scafo del Pilgrim. . dunque. in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. accanto ai barili. fra breve. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni . D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata. Quanto al Pilgrim. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno. in attesa degli ordini dell'allievo. Perciò.

tamarindi. si è attribuita a torto una longevità straordinaria . . Quanto a quella parte del litorale. Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. i porti. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India. A nord. Dato che quella fosse la costa del Perù. sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. come doveva supporre Dick Sand. la moglie e il figliolo di James W. quanti alberi. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. Era. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta. si sarebbe potuto discutere a lungo. alberi del pepe di una specie particolare. perché egli sapeva.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e. del resto.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. le borgate e i villaggi non vi mancavano. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. fra essi. sulla riva del Perù? Poteva darsi. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta. latanie. si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab. nuovi per lui. chiuso da una scogliera di media altezza. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua. seminato di rocce nere. Qua e là. le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro.ai quali. pareva del tutto deserta. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento. Weldon. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. e cento altri vegetali che un . pini bianchi. e di conseguenza. Là. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. nel nord-est. Era un piccolo greto.

ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. Ma non ce n'era. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. non se ne vedeva nemmeno uno. fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. fra gli alberi della fitta foresta. circostanza piuttosto strana. e che la costa fosse tanto abbandonata. Di case. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. di cui si contano più di mille specie. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né. infine. dal collo interamente pelato e di color grigio. Dick Sand era molto meravigliato. Qua e là si levava pure qualche pernice. Ma. checché ne dicesse il piccolo Jack. Ma. per saperlo. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. nere di piume. con riflessi azzurro acciaio. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim. sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire. . La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. o almeno. Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. e alcuni gabbiani. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. venuti dal largo. nella parte superiore di quella scogliera.americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. e non c'era indizio. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani.

« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua. — Va e viene!. io non ho più il diritto di dargli ordini. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e. si voltava. Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. ma aveva taciuto quasi subito. Presto. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. maniere strane davvero. — Si. — rispose Dick Sand. se qualche indigeno si fosse avvicinato. il suo servizio è finito. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. Dopo tutto. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli. Infatti. cessò di pensare a lui. infatti! — mormorò la signora Welaon. un riparo qualsiasi. decidendo sul da farsi. Dopo il naufragio del Pilgrim. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo. qui è libero. — rispose l'allievo. — Fa quello che fa Dingo. Poi. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio. è strano. poi si sarebbe tenuto consiglio. la coda fra le gambe. Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità.. Il cane andava e veniva sul greto.. non c'era proprio nessuno. con il naso al suolo. — Dick. . probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. brontolando sordamente. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. infatti. Negoro andava e veniva sul greto. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli.

Il vecchio Tom. ma fu una botte quella che portò il forte negro. Quei diversi avanzi. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. Dunque. numerosi oggetti.che il riflusso aveva lasciato scoperti. quando fosse stato necessario accenderlo. Riguardo al fuoco. era provvisto di una certa quantità di esca. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. legna secca nei dintorni non ne mancava. e piena d'acqua fresca e pura. E. messi in luogo sicuro. che il mare scava quando le sue onde. scoperse 99 una di quelle grotte. Trotterellando ai piedi della scogliera. avrebbe battuto l'acciarino. niente da temere. Inoltre. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . ingrossate dalla tempesta. in verità. riguardo a ciò. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. Il piccino era entusiasta. e quando lo si avesse voluto. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. ben traforate e levigate. anche soltanto contro la selce del greto. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto. non mancava nemmeno l'acqua dolce. prima di mettersi in cammino. chiamò la madre. — se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. fumatore arrabbiato. casse di carne secca. percuotono la costa. scatole di conserve alimentari. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. e gettando grida gioconde. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. dietro una svolta della roccia.

e approfittò certamente di quanto intese. di cui Bat aveva salvato un bariletto. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune. che non era stato trascurato. . prese la parola. invadendo la grotta. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. vegliava fuori della grotta. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera.era ben asciutta. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi. tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. nondimeno ascoltò senza parere. tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . Tu sarai la nostra guida a terra. Frattanto Dingo. Senza dubbio. la vecchia Nan. . amico mio. Ad ogni modo. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione. Ma se Negoro mangiò. Era l'una del pomeriggio. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. Tom e i suoi compagni. tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. Dieci minuti dopo. com'eri il nostro capitano a bordo. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. non partecipò affatto alla conversazione. In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon. doveva bastare a contenere i naufraghi e. evidentemente. La signora Weldon. ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. — Dick.

cioè nella zona meno abitata. — rispose Dick Sand. Quanto a Negoro. — Separarci! — disse la signora Weldon. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. vedendo questa spiaggia cosi deserta. è anzitutto sapere dove siamo. Actéon e Austin resterebbero presso di voi. cosa che sarebbe spiacevole. rispose: — L'importante. — Mi pare necessario. È impossibile che. dopo una notte di riposo. Domani. per dannata ipotesi. — soggiunse Dick Sand . Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione. di incontrare qualche indigeno. — Il mio parere. anzi lo crederei volentieri. in un raggio di dieci miglia. se. che fare? — ripete la signora Weldon. dopo aver riflettuto un istante. dopo aver riflettuto alcuni istanti. — È da decidere. la contrada è assolutamente deserta. Bat. non dobbiate lasciare questa grotta. confinante con le pompasi Può darsi. — rispose l'allievo. Jack. Essi cercherebbero. Hercule. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. senza allontanarsi troppo. signora Weldon. potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. per poi tornare alla grotta. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. signora Weldon. preferirà rimanere qui. il signor Bénédict e Nan.Dick Sand. non si trovi nessuno. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. In tal caso. Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. credo che voi. — In ogni caso. certamente. di informarsi. — Ebbene.

in fin dei conti. — Condurremo Dingo. per . — rispose Negoro. Entro due giorni al massimo. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. il cane ci sarà utile. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. insistendo. ritorneremmo alla grotta. in realtà. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. era profonda. anche breve. Nondimeno. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione. anzi affermo che non lo sarà. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. — riprese l'allievo. degli inconvenienti. ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. Dingo. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. sentendo pronunciare il suo nome. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. — durante l'esplorazione. dato che. è vero. meritava. — D'altronde. e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. che non era uomo da impegnarsi troppo. era un esporsi a molte fatiche. e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. fatta alla proposta dell'allievo. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. La separazione poteva avere. di essere discussa. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand.guardando il mastro cuoco. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. Ma la cosa è troppo inverosimile. — È probabile. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina. ricomparve all'ingresso della grotta. — ripete Dick Sand.

— rispose il cugino Bénédict.. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. perciò la signora Weldon.accertarli. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri. — Non allontanatevi. che fossimo più in alto o più basso di latitudine. discese allora verso il greto.. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . l'entomologo. — soggiunse il vecchio Tom. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim.. non portateci troppe zanzare. ve lo raccomandiamo. ma. — Stai tranquillo. vado a fare una visita agli insetti della regione. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso. risalendo lungo l'argine. signor Bénédict. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta. — Siamo intesi. e tu partirai con il vecchio Tom. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?. — Si. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. Quasi contemporaneamente. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. — E voi. e non sarebbe impossibile. e farò quanto si vorrà. usciva anche Negoro. — per me. hai certamente ragione. Pochi momenti dopo. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità. quindi. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. Jack continuava a dormire. — disse il cugino Bénédict. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. — noi resteremo qui. mi sono mancati i mezzi astronomici. ragazzo mio. — Trovo buono ciò che si propone. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. lasciandolo sulle ginocchia di Nan. tornando verso il fiume. — Fa' come vuoi. lasciava la grotta.. signor Bénédict. egli. — disse l'allievo. — Si. — E soprattutto.

Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. senza più alberi né vele. dopo tutto. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. Dick Sand ne scelse sei. contro ogni previsione. ma le carte di bordo. la cui poppa. dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. e in mezzo a rottami di ogni sorta. Grazie a Dio. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. Là. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile. strinse loro dolorosamente il cuore. erano fuori uso. . Questo particolare meravigliò Dick Sand. Mentre Tom. coricato sul fianco come un essere privo di vita. l'allievo penetrò nel quadrato.comitiva. tanto in commestibili che in liquidi. si trovavano in quel momento all'asciutto. avariate dall'acqua. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia.come pure un centinaio di cartucce. Hercule. Là avevano vissuto per lunghi giorni. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. e metterla in condizioni di resistere se. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co. ma. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. sorgeva la 102 carcassa della nave. semispaccato. e non dimenticò di prendere con sé un . Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. fosse stata aggredita per via dagli indiani. dopo l'urto. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile.. era rimasta emergente. e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. che si trovavano nell'alloggio di prua. la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa. Rivedendo la loro nave.

e non si riusciva a trovarla. se non Negoro. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si. e il crepuscolo durò poco. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. circa cinquecento dollari. all'occorrenza. l'oscurità calò rapida. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. ce n'era a sufficienza. era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. Dick Sand e i negri tornarono allora . per consiglio della signora Weldon. Negoro era un uomo malvagio. di farlo frugare non appena fosse tornato. Chi dunque.inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. o erano andati dispersi o non potevano più servire. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. Il sole tramontando. armi e munizioni. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. ma vi si avvicinava. Dick Sand. ma Dick Sand esitò ancora un istante. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro. noiL si poteva sospettare che di lui. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. La signora Weldon. e. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. egli solo doveva essere colpevole. Tuttavia. D'altronde.

— Dove può essere? — chiese la signora Weldon. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. e la tempesta non può più colpirci. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. — Che importa? — disse Bat. — Ah. ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. quasi subito. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. dico! Come conclusione. scolopendre e altri miriapodi. Ma che importa. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. no. — Al contrario. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. di essere naufragati. — fece osservare Tom. fin che se ne voleva.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. ormai? La nostra povera nave è perduta. di avere sfidato la tempesta. che doveva essere molto buia. — Avremo ancora una brutta notte. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena. durante la notte. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo. sebbene fosse notte fatta. — Si. c'importa di saperlo. Fu convenuto che. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. — ribatté la signora Weldon.

ma. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare. solo. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi. ma. — Bisogna assolutamente saperlo. il meglio da farsi. Dingo. Differivano soltanto su un punto. ad ogni modo. signora Weldon. il cane. In quel momento. — Forse è Negoro che torna! Subito. — rispose l'allievo. Bat. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro.104 — Certamente. Dick Sand le comunicò i propri sospetti. non videro e non udirono nulla. Frattanto. I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza. come aveva detto la signora Weldon. nel buio fitto della notte. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E. sarà di nascondergli i nostri sospetti. per aspettare Negoro. arrivati all'argine. secondo me. in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. prendendo in disparte la signora Weldon. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. che correva sul greto. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. abbaiò forte. e cercava inutilmente. Ma. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. ora. — ma. o non voleva più tornare. ma non rispose. taceva. e Dick Sand si arrese al suo consiglio. Hercule. — Se Negoro torna. lasciandogli credere che non si sappia nulla. Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. — rispose Dick Sand. Negoro fu chiamato più volte. se ci ha lasciati di sua volontà. I negri si accordarono per vegliare . La signora Weldon aveva ragione. e... non potendo accusarlo. non si poteva. O era già troppo lontano per sentire.

Austin e Hercule: — Armatevi. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume. perché Dingo abbaierebbe con furore. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. vide Dingo correre. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. — disse l'allievo. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. così armati. intercettati dalle montagne ad est. Austin. non è Negoro. — Dingo ha sentito un essere vivente. — Se non è Negoro. non era più con Negoro. come fece anche Dick Sand.a turno fuori della grotta. chi può essere? — Lo sapremo. Dingo. le pareva che quella terra. — osservò Tom. E infatti. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. non giungevano direttamente alla scogliera ma. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. non potè dormire. la signora Weldon. abbaiando. immobile e come puntando una selvaggina. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno. e i suoi raggi. signora Weldon. il suo nemico di bordo. Quasi subito. — rispose l'allievo. inquieta. Spuntava allora il sole. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio. cosi ardentemente desiderata. Ma la signora Weldon. — e se non è lui. che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . Poi. fino all'orizzonte occidentale. verso il fiumicello. — In ogni caso. amici. volgendosi a Bat. uomo o animale. che si trovava di guardia all'alba. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. 7 aprile. continuava ad abbaiare. il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. e li. La signora Weldon.

durante la notte. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. In un primo momento. Portava un fucile a tracolla. di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio. Dick Sand fece un cenno di saluto. accennò a tornare indietro. avanzava prudentemente lungo l'argine e. perché. dall'occhio vivo. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. — No. Era un uomo robusto. — Non è Negoro! — disse Hercule. Costui. tentava di calmare Dingo. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. con capelli e barba grigiastri. — disse l'allievo. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. non già . riprese a farsi avanti. diede dapprima segni della più viva sorpresa. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. lo sconosciuto. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. dopo una breve esitazione. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. nella foresta o nella pianura. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. D'altronde. di circa quarant'anni. con gesti amichevoli. un largo cappello gli copriva il capo. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. rimettendo i fucili in spalla. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. vedendoli avvicinarsi. che subito impugnò per portarlo alla spalla. — disse a sua volta Bat.l'ultimo angolo della scogliera.

La risposta parve piacesse allo sconosciuto. Poi domandò: — E posso sapere. che parve meravigliarsi della domanda. — Siete inglesi? — domandò all'allievo. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . senza aspettare la risposta dell'allievo. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. anzi. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. si limitò a far loro un cenno.di uno di quegli indiani. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. quando a Dick Sand. e questa volta proprio all'americana. — Signore. — E la nostra prima domanda. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. non era né un indiano né uno spagnolo. di origine straniera. E questo parve certo. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. senza rivolgere la parola. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. Quanto ai negri. abituali scorridori delle pampas. mio giovane amico! Cosi dicendo. 107 — Non rimane più nulla della nave. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni. Ad ogni modo. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. — rispose lo sconosciuto. ma di uno di quegli avventurieri. spesso poco raccomandabili. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud. — Americani. — rispose Dick Sand. — Del Sud? — Del Nord. — ella disse — siamo naufraghi. mio giovane amico. — soggiunse l'allievo. Sembrava. Fu lei che rispose alla sua domanda.

signora. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo. — Io sono americano. posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. — Signore. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta.. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte. Non era affatto impossibile che il Pilgrim. avesse deviato di quel poco. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti. questa che punta è? — chiese Dick Sand.. ma non si era sbagliato di molto. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. indicando il promontorio del nord.. Infatti. — Oh. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito. — disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto.— Si. a nord! La signora Weldon. mio giovane amico. E lo sconosciuto s'interruppe un istante. D'altronde. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta.. — rispose Dick Sand — Ma. perché la signora . e poiché la costa era quella della bassa Bolivia. io non l'ho potuta rilevare con precisione. — Ah! — fece Dick Sand. — Signore. voi non mi sembrate d'origine peruviana. Lima è lontana. signore. e ciò non lo meravigliava del tutto. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. sia nel suo modo di esprimersi. come voi. no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana. — rispose lo sconosciuto — perché.. ma non sorprese nulla di sospetto. da quella parte. poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. — Allora. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua. credo? — No. in una cosi lunga traversata.. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. — Non saprei dirvene il nome. sia nel suo fare.

al tempo stesso. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. volgendosi alla signora Weldon. — rispose Harris — abito a sud. verso nord-est. — Io mi chiamo Harris. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. — rispose la signora. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. — Oh. — Signora Weldon. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. l'hacienda di San Felice. Tali offerte. il quale. ma ora sto recandomi ad Atacama. È. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti. mio giovane amico. che appartiene a un mio fratello. — No. Se volete seguirmi là. — Precisamente. ed è da lui che mi reco per i miei affari. sulla frontiera cilena.gli dicesse il suo nome. — Abitate in questa parte della provincia. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. non potevano che deporre a favore dell'americano. fatte spontaneamente. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. — rispose vivamente la signora Weldon. da cui differisce sotto molti aspetti. c'è una fattoria importante. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti. — A duecento miglia da qui. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. Mio fratello sarà felice di fornirveli. signor Harris? — chiese la signora Weldon. — Il deserto d'Atacama? — Si. sarete ben ricevuti. e sono nato nella Carolina del Sud. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! . non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. signora Weldon.

— Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. avete certamente sofferto per due.. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . signore. veduta sua madre. seguito da Nan. è vero. — Noi saremmo molto onorati di servirvi. — rispose la signora Weldon. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. Ne chiedo scusa a queste brave persone.— Ah! è vero. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. il piccolo Jack. — Ma lo sappia il signor Harris. — rispose Harris. — rispose la signora Weldon. quando avevo soltanto sei anni. 109 In quel momento. su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. e venduto come tale in Africa. — soggiunse. — rispose la signora Weldon. — Non sono. — Che bel bambino! — disse l'americano. — Oh. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo. non avete nulla da temere. signora Weldon. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. avvicinandosi a Jack. Io sono stato schiavo. e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. come noi. signora Weldon. ho creduto.. noi non apparteniamo a nessuno. — È mio figlio. poi. perché si strinse ancora più forte alla mamma. qui presente. corse da lei. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. — disse allora il vecchio Tom. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. Perciò. ma mio figlio Bat. — e d'altronde. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione. e non sono mai stati al mio servizio. Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. — Volentieri. signor Harris.

credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. signore. — rispose Harris. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. si affrettò a cambiar discorso. ho inteso dire la strada che ho già fatta. aveva offerto i propri servigi. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. — Non appena all'hacienda. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. quando ho parlato di duecento miglia. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. 110 imbarazzato a camminarvi. La signora Weldon ringraziò l'americano. come aveva detto Harris. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. giunta cosi a proposito. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . di recarsi all'hacienda di San Felice. La signora Weldon. piuttosto contrariata. viaggio faticosissimo certamente. a qualche centinaio di passi dietro l'argine. non sarò. L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. — Il viaggio è un po' lungo. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. in tal modo. e del resto. — s'affrettò a dire la signora Weldon. Nel frattempo. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio.dunque paura. seguendo il corso di questo fiume. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. caro piccino? — Scusate. — Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando. Era. — è molto timido. poiché sono abbastanza pratico della pampa. credo. facendo dieci miglia al giorno. — rispose Harris. — ma ho qui. con tanta cortesia. Per noi. infatti.

— chiederò al signor Harris in . Quanto a me. al vostro posto. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. Dick. non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina.. — si tengono molto più al largo. — rispose la signora Weldon — per fortuna. — Ebbene. — rispose l'allievo. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. — rispose la signora Weldon.Felice. — Ebbene. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa. non potrei accompagnarvi. si! — ribatté Dick Sand. — No. — A nord. in lui riappariva il marinaio. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon. e voi non ne avete certo incontrate. signora Weldon. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente.. — rispose Harris. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama. e che ci resti soltanto da partire. — È vero. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda. — ma a sud? — A sud. e saremo lieti di dividerli con voi. a nord o a sud? — Ma. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. mio giovane amico. — Signor Harris. perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. — Signor Harris. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi. — rispose Harris. e il tragitto è pressappoco eguale. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. senza contare che. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. che conosco molto imperfettamente. signora Weldon. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. che si arrendeva a malincuore. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta. con mio grande rammarico. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa.

io sono buona camminatrice. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. — rispose Harris. — rispose la signora Weldon. D'altra parte. — tuttavia. no. e di là. non vorrei privarvi del vostro cavallo. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. — rispose il giovane allievo — sennonché. è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda.. vi servirete di quel cavallo. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti. e siccome saranno a cavallo. mio giovane amico. poiché è . signora Weldon. — Signor Harris. facilitando il nostro rimpatrio. non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto. — disse allora la signora Weldon. — riprese Harris. certo. e per quanto è possibile. facendo nuove obiezioni. No. voi e il vostro piccolo Jack. — Accettiamo la vostra offerta. -— Ed io buon camminatore. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio.. e tale circostanza. — Parola mia.quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. — Non temete di abusare di me. signor Harris. — Tutto quel che so. signora Weldon. — Signor Harris. Dick Sand vide che. — La cattiva stagione comincia in aprile. ci cederanno le loro cavalcature.. — ribatté Harris inchinandosi. signora Weldon. In fin dei conti. io non esito. non sono io che ritarderò la nostra carovana. avrebbe contrariato la signora Weldon. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. — rispose l'americano. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso. giovane amico.. non saprei dirvelo.

però. mio giovane amico. — rispose Harris. — Siete un compagno robusto.. signore? — chiese Dick Sand all'americano. — Come vi piace. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti. . vi pregherò di accettare la nostra. vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume. \ — Signor Dick. Si. lui! — Volete che vi accompagni. fra le provviste di bordo. — Bene. che guardava il negro come se fosse da vendere. Avrà ben fatto colazione. D'altronde. — disse Hercule — se volete. ognuno si mise al lavoro. — disse Dick Sand. — Sui mercati d'Africa. amici miei. approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. — venite. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e. Entrambi partirono. vale a dire per una decina di giorni di marcia. signora Weldon. signor Harris. e facciamone dei carichi. — Prima di partire. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. Ve la offriamo di cuore! — Accetto. per affrettare la partenza. — Tom. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. — No. porteìòtutto io. — è meglio spartirci il carico. Hercule! — disse allora Harris. volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. che sono ostinati predoni. quelle che si possono trasportare piij facilmente. signora Weldon. di cui ciascuno prenderà una parte. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità.. Scegliamo dunque.

era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. saggia precauzione prima di mettersi in marcia. purché. Harris staccò il cavallo. bisognava viaggiare nell'interno della regione. all'avvicinarsi del padrone. stanotte non avete incontrato un . ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. legato a un albero. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. strada facendo. precedendo Dick Sand. incollatura lunga. gli lasciassero raccogliere insetti. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. mio giovane amico. per una decina di giorni. Per amore o per forza. di preparare un pasto ristoratore. Era un animale vigoroso. Hercule lo ricondusse. quando ebbe raggiunto l'americano. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire. Harris. che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente. groppa allungata. Nel frattempo. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. con l'aiuto di Nan. — Vedete bene. anzi. aveva girato l'angolo della scogliera. un cavallo. Tuttavia. Là. La signora Weldon si occupò allora. che di attraversare l'America intera. spalle piatte. che non chiedeva niente di meglio. accompagnato da Dick Sand. frontale estremamente sfuggente. L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. e che. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. nitri allegramente. reni corte.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ».

. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. — rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta. — Non ho incontrato nessuno.. ieri sera. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si.. di conserve alimentari. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione.. Harris le fece onore. era ancora con noi. Si componeva. Quando vorrete. con il suo fucile a tracolla. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico.. sali a cavallo. la signora Weldon. — Ah! — fece la signora Weldon. rischia facilmente di smarrirsi. Quando entrambi furono tornati alla grotta. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. la colazione era pronta. aiutata da Hercule. Jack. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. e occupiamoci della partenza!. da uomo che la natura ha dotato di forte appetito. no. — No. e perciò vi domandavo se voi. — disse Dick Sand. Forse lo raggiungeremo per via. e l'ingrato piccolo Jack.. — No. non lo aveste incontrato. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello. — Orsù. di corn-beef e di biscotto. sistemato davanti alla madre. che siete venuto da questa parte. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova. — Annegato. — disse Harris.portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire. come la cena della sera precedente. le disse allora che egli . — rispose l'allievo. può darsi. forse?. — rispose Harris. signora Weldon. — Forse. — rispose Dick Sand — ed è scomparso.

anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. alla retroguardia c'erano Actéon. poi Nan e Tom. che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. camminavano in testa della comitiva. Seguivano Bat e Austin.d'altronde nulla pareva dover giustificarla . sebbene nessuno potesse spiegare il fatto. in cerca di una traccia. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano. Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. donna e madre. lei. Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo. come fece osservare Dick Sand. le sue maniere erano visibilmente mutate. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. l'uno del suo lungo fucile. non c'era da temere di smarrirsi.avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». Al contrario. Ciò fu notato da tutti. Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale. sempre con il fare di un cane inquieto. penetrò nella fitta foresta. Quanto al cugino Bénédict. armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. più lamentoso che furioso. la signora Weldon era piena di fiducia. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione . seguire i difficili sentieri. era stato . per quanto era possibile. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. per dieci giorni. Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. l'altro di un Remington. che sotto la direzione di Harris. Dingo andava e veniva e. Ecco.che Dick Sand. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris. secondo. come a Dingo. ambedue armati. della quale i suoi compagni e lui dovevano.

ora in testa. preoccupata. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. poiché. lo richiamò venti volte. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. la signora Weldon. che dimenticavo! Vi ringrazio. senza scatola e senza occhiali. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. la grossa lente sospesa al collo. all'occorrenza. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri. nessuno dei due lo avrebbe osservato. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». passata la quale. come se si fosse trattato di strappargli le viscere. Durante la prima ora. a tener conto della mia raccomandazione. — Cugino Bénédict. e. ora in coda. bisognò lasciarlo fare a modo suo. cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste. vale a dire che. Con la sua scatola di latta a tracolla. — La scatola e la rete. — La mia rete. la reticella in mano. ma inutilmente. cugina.. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. — Quando vedrete un insetto. per conseguenza. cugino Bénédict. e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. (era diventato il suo compito). Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. . no. non osereste! — Anche i vostri occhiali. — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri. per l'ultima volta. egli ricominciò ad allonta115 narsi.impossibile assegnargli un ordine di marcia.. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace. — Pure. o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora.

e guaiachi. Strada facendo. era bene armata e stava attentamente in guardia. — Mai. negri o bianchi. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche. Qui. .Stabilito ciò. adatto a far remi e pagaie. Harris aveva calcolato bene. nessuno pensò più al cugino Bénédict. ma. avete esplorato le coste della Columbia. Tuttavia. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. prima di rispondere alla sua domanda. più lontano. Del resto. che misuravano fino a dodici metri di diametro. molto carichi di materia colorante. Per tal modo. c'erano scotani. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. legno solido e leggero. — mai durante! miei viaggi. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. quel calore sarebbe stato insostenibile. — Ma. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che. in terreno scoperto. ed Harris ebbe cura di farlo notare. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. per dire il vero. e in ogni caso. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni. come ripete Harris. c'era il bauhìnìa o legno ferro. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. almeno. identico al pterocarpo. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. lì. — rispose l'allievo. come s'è visto. La piccola comitiva. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. il molompi.

di ogni altezza.. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta. si.. o della Patagonia? — No. del Brasile e della Repubblica Argentina. quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori. Ah. e se mai si può ringraziare il caso. mai. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. Dunque. — Non credo che sia stato il caso a condurci. — Ebbene. Dio! — rispose Harris. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. Nessuno di noi. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo. la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. nel cugino Bénédict. ma la botanica non gli piaceva. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. era spiacevole che. — E neppure la signora Weldon. dunque. forse. né i suoi prodotti. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. certamente. — No. signor Harris! — Dio. che contrasta singolarmente con le regioni del Perù. signor Harris. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. signora Weldon. si sentiva sotto i . — rispose la signora Weldon. ma Dio. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi. — Gli americani non temono i viaggi e.. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris.del Cile.. davvero. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. conosce questa parte della bassa Bolivia. non ne sapeva nulla. E. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda.

non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. dopo la fermata di mezzogiorno. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. talora riuniti a gruppi. Poi. muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. più grossi dell'ebano comune. se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo. Poi c'erano manghi. benché fossero piuttosto lontani dal mare. « Chi pianta un mango. Alcuni di quei rigagnoli. passato l'acquitrino. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi.piedi una rete di rigagnoli. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. avrebbero reso 117 la marcia più facile. quel parassita. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. Qui. un po' meno fitti. Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. ancora numerosi. e nondimeno. cosi affermò Harris. Vi cresceva a profusione l'indaco e. Non appena un campo veniva abbandonato. gli alberi. certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. se ne . Non si sbagliava. la piccola comitiva. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. alle quali Harris diede il nome di papiri. secondo Harris. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta. un po' larghi.

i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. il quale si figurava che i fiaschetti. è buono. — è una manga. Ora. prendete. cosa abbastanza singolare. bambino caro! — rispose Harris. e soprattutto la syphonia elastica. se ero buono. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma. Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. — Siete proprio sicuro. Infatti. la collophora utilis. abbondano nelle province dell'America meridionale e. Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. segui l'esempio di Harris. perciò grande disinganno del piccino. € io li voglio! . signor Harris. per rassicurarvi. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. — Pazienza. senza farsi molto pregare. che appartengono a famiglie differenti. la cecropia peltata. il ficus prinoides. le bambole parlanti.impadroniva immediatamente. ed era l'albero della . che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. la cameraria latifoUa. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. — Eccovi. E il piccolo Jack. ciononostante.gomma. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. e l'albero fu subito preso d'assalto. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. e le loro manga erano buonissime. la castilloa elastica. dichiarando che « quella pera » era buonissima. — Tutto quello che c'è di più elastico. intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. e se ne lamentò. signora Weldon. A quella foresta sembrava mancare un albero. — Si. non se ne vedeva neppure uno.

carino mio. Già la foresta mutava aspetto. Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ». Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. signore. Gli indiani. — insiste Jack.. « il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. era quello di non fermarsi per via. — E avrete anche gli uccelli mosca. Jack.— Ne avrai. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. simile a quello di un mulinello. — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. là. si era ancora troppo vicini alla costa. hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano.. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. — Ah. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. che splende ai raggi del sole ». che sanno intrecciare artisticamente le loro piume. Qui. Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure. e forando il tappeto d'erba. È anche « mazzolino di pietre preziose. ma più lontano. è « il piccolo re dei fiori ». — Ma non è tutto. 118 — Gli uccelli mosca. per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. . Nondimeno. Secondo l'americano. come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì. più lontano! — rispose Harris.

con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. molto fronzuti. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. All'occorrenza. doveva bastare per la vigilanza notturna. — egli disse — e passeremo senza pericolo. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. Quanto ai frutti. formavano una specie di veranda naturale. che fu corretta con alcune gocce di rum. Un uomo di guardia. soltanto. e si compose di conserve e di biscotti. ci si sbaglierebbe molto. Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. Prima del tramonto. e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. ciarlieri. Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. e i pappagalli non . Ma Harris lo dissuase. i cui larghi rami. il mango offriva i suoi. pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. — Passiamo senza far rumore. ed anche senza molta fatica. La cena fu subito preparata. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte. dove si trattava. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. non di stabilire un vero accampamento. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi. Vero è che era la prima giornata di marcia. simile a lastre di lapislazzuli. all'arrivo della comitiva. rilevato ogni due ore. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. per costringerli a tacere o a fuggire. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. attaccabrighe. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso. dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e. eccellenti.

— rispose la signora Weldon. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. mio giovane amico. cominciò a far buio. come niente colpi di fucile. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. signor Harris. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato.li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida. è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack. vi ripeto. Del resto. non sono fredde. — serpenti non ce ne sono. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. per fortuna. Jack. Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. Quindi niente fuoco. — No. mio carino. come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ». e poi. — A che prò? — rispose Harris. Finita la cena. — Le notti. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. e il vento. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. cessando con la notte. — Vi sono boschi e boschi. non fremeva più fra i rami. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione. e puoi dormire tranquillo! . — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. In verità. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani.

— ma io devo. — Non sono nemmeno lupi. uno per mano! — Tu starai bene attento. — No. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio. Hercule. cui già si chiudevano gli occhi. Actéon! — rispose Dick Sand. lupi da burla! — rispose l'americano.. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ». e nemmeno tigri. ci sono i lupi! — Oh.. voi starete di guardia. — Peuh! — rispose Harris. per caso.. vi si trovano però coguari e giaguari. — Grazie. veglierai! — gli rispose la madre. — Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . — La morderò io. ciò che è verissimo. — Si.— E leoni? — domandò Jack. si. signor Dick — disse Actéon. 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri. lascia fare a questa brava gente. — Bene! — disse il cugino Bénédict. carino! — rispose Harris. — E mordono. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. — No. — Hercule. signor Jack! — rispose Hercule. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. i « guaras »? — domandò il piccolo Jack. — Sono cattivi? — domandò Jack. — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali. — Mai! — rispose la signora Weldon. Austin ed io basteremo per questo compito. — Si. che non voleva contrariarlo.. era presente alla conversazione. Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. — Neanche l'ombra dei leoni. — Ma. che. Hercule. occorre che voi riposiate per tutta la notte. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. aprendo la bocca armata di denti magnifici. Jack. Bat. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. e noi siamo in forza. ma specie di volpi.

che si era addossata al mango. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi. a coda prensile e con faccia satanica. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi. chi latra. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. tutti erano immersi in un sonno profondo. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. per completare la serie di questi diversi rumori. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. come gemme vive. i viaggiatori o scorridori dei boschi. Quando spunta il sole. nonostante 121 le sue recriminazioni. Alcuni istanti dopo. Questi insetti. chi chioccia. la eseguiva militarmente. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. La signora Weldon. e chi perfino « parla ». che hanno dormito nelle foreste a del sereno. chi brontola. — rispose Jack. chi ghigna. lo riportò sotto il mango. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili. nell'America del Sud sono numerosissimi. Di questi diversi quadrumani. i sagù. il sagoino dal muso picchiettato.— Non importa. C'è di tutto in quel concerto mattutino. il mono gris. In questo modo salutano l'alba le scimmie. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. se cosi si può dire. Quando Hercule aveva una consegna. diede un ultimo bacio al suo piccino. Là si trovano la piccola marikina. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. coricata presso di lei. il più vecchio della . tranne il gigante che vegliava. Alcuni momenti dopo. chi gracida. che sono i cocujos o mosche luminose. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO.

nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. né altri quadrumani di quella immensa foresta. soprattutto quando è affumicata. riprendere forza per una buona giornata di marcia. Nan si accinse a preparare il pasto. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. soltanto. Per la prima volta. e fu presa. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. e che se Hercule gli avesse . ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. D'altronde. Ma non si era mostrato alcun lupo. intonarono. né i gueribas. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». e nondimeno la loro voce si ode da lontano. ben rimessi da quelle poche ore di riposo. e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. 122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima. I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. poiché nessuno le udf. tutti erano a digiuno come lui. è ottima. né i sagù. che nessun allarme era venuto a turbare. forse. in una parola. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. e la fanno perché la carne di questo animale. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. Ma quel giorno. perciò. le scimmie non fecero la loro preghiera. il consueto concerto. a quanto pare. ma. anzitutto. il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli. dopo la preghiera del mattino. quella mattina.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. per un motivo o per l'altro. ed è il baritono del branco.

cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. Alle sette del mattino. come aveva detto Harris.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. assenza d'alberi. alberi nani. o meglio. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. guidata dall'americano. . passando allo zenit. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste. l'avrebbe avuta a che fare con lui. aveva lasciato il litorale. ora. un complesso. arboscelli spinosi. Da quando la piccola comitiva. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. Forse che la natura. quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. Su quel suolo vergine. conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. Oh. e inoltre. assenza di pietre. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. si trovavano nella regione delle pampas. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. e il sottosuolo si manteneva umido. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. di quella interminabile foresta. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. Invece. Tuttavia. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. secondo Harris. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. ma a patto di non perderlo di vista. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. non era cosi. il sole. Tuttavia. insomma. e durante certi mesi d'estate. La foresta continuava. no.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

— riprese Harris — non è facile distinguerli.ringraziamenti. — Certamente. È raro che crescano a gruppi. — Signor Harris. Gli indiani. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. mio giovane amico. — disse l'americano. ma il tempo stava . — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. avete perfettamente ragione. non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. questi alberi. ma all'hacienda troverete solfato di chinino che. bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti. pure non è facile scoprirli. signora Weldon. mostratemelo. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. che fanno la raccolta di china. — Infatti. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. — Certo. non aveva piovuto. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo. signora Weldon? — Per me. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. che pareva non avesse capito. Fino allora. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si. contro la febbre. Sebbene siano spesso molto alti. — E mi stupisco. poco importa. mio giovane amico? — domandò Harris. è assai migliore della corteccia dell'albero. — Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. almeno ve li facciamo di cuore! Si. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito.

si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. secondo Harris. prima di tutti. il giorno dopo. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict.d. perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. Si era. alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi. sebbene non volesse ancora parlarne. volle abbandonare la sua abituale prudenza.) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. — No.per cambiare. — Sono io. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. c'erano ancora da passare poche ore. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. poi. perché. l'ho preso! — Ebbene.. alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ». Meno che mai. si presero le solite precauzioni per la notte. .A. — E che avete? — domandò la signora Weldon. nel 1649. prossimi alla stagione delle piogge. — disse Harris — e lasciateci dormire. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla. — Ah. — Sono stato morso! — Da un serpente?. Benché. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. ma per fortuna. 1 Un tempo. si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. l'ho preso. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle. che fu in piedi.. no! non è un serpente. infatti. (N. allorché furono destati da un grido acuto. — chiese con terrore la signora Weldon. schiacciate il vostro insetto.

finora. almeno per l'uomo. — rispose l'entomologo — questa mosca. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava. no. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. avvicinandola al cugino Bénédict. ebbero ripreso il sonno interrotto. — No. per esempio. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. è un altro paio di maniche! Oh. adorabile insetto! — Ma insomma. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo. Dick Sand. perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon.. questa mosca. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. dopo questo incidente. Il suo bambino. . — rispose il cugino Bénédict. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. Ma per gli animali. cugina. — Un dittero. e perfino per gli elefanti. per i bufali. per le antilopi.— Niente affatto. — e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile. cugina.. ci direte che mosca è? — Questa mosca. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. — disse Dick Sand — signor Bénédict. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare. che stringo fra le dita. è una mosca. di colore smorto. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. non potè più chiudere occhio per tutta la notte.

quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. Oh. si! era tempo d'arrivare! Ma. benché ora cominciassero a scarseggiare. senza dubbio. meno fitta. faceva pietà a vedersi. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. era bastata a spezzare la sua fibra. Dick Sand. per quanto energica fosse. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». Intanto. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima. gli alberi si sparpagliavano a gruppi. la sera del 18 aprile. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. quanto ai viveri. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. dodici notti passate a del sereno. che allora spuntava. nessun incidente venne ad . la sera stessa di quel giorno. al quale mancavano le cure più elementari. e molto pallido nelle intermittenze. e non formavano più masse impenetrabili. preoccupatissima. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. e sembrava non provare affatto la stanchezza. Nella foresta. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. e. Probabilmente. Dodici giorni di viaggio per una donna. e la vista del piccolo Jack ammalato. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. E. poi. Sua madre. Questa era almeno l'opinione dell'allievo. nondimeno. c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno. Nan.molto rosso durante gli accessi di febbre. non erano loro mancati. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. il viaggio era stato ripreso. Ma per un bambino era ancora peggio. Harris. Soltanto. e la loro salute era soddisfacente. secondo quanto diceva l'americano. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda.

da principio. interrompendosi per chiamare il cane. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese. — Oppure egli lo conosceva. fu il comportamento di Dingo.. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria. — Negoro. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi. e che in questo \stesso momento.. quasi sempre con il naso al suolo.. i latrati dello strano animale ridiventarono forti.. non sia molto lontano! — Ma.. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce. che. non è vero? — interruppe Dick Sand. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia.. dopo avere un po' esitato. è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. signor Dick. perché? — disse Tomi. e quasi d'un tratto. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. gli si avvicinò: . Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand. ma egli osservò due cose. e allora. o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso. — In ogni modo.. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim. infatti. mutò modi. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista. 131 Il cane.aggravare le inquietudini di Dick Sand.. — Si. Fino allora. — O Negoro non conosceva/questo paese. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo. fiutando le erbe e gli arbusti.. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. In primo luogo. talvolta furiosi. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo. Tom. — Negoro.. Quel giorno. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?. o taceva. invece. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi. com'erano un tempo. che. forse di non grande importanza.

— Oh. — quel portoghese. — rispose Tom. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. come se l'hacienda. — Ci sarebbe da meravigliarsi. 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. come fanno gli animali della sua specie. che si trovi in angustie. — Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. Quel nome fece su di lui il solito affetto. fosse lontana ancora centinaia di miglia. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. — a sentire Dingo. come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia. Dingo. — È inutile. e che doveva conoscere. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto. — rispose il vecchio Tom scherzando. quasi niente.. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto. — rispose Dick Sand. A osservarlo bene. Harris aveva veduto tutta la scena. non dilatava le narici. signor Harris. e si slanciò avanti. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite. . non affrettava il passo. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. — Su. Questo. pareva indifferente. alla quale nondimeno si era recato più volte. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima. — ribatté Tom. Eppure. — disse Harris — ma se volete. saprà anche andare più lontano. — disse Harris.■— Piglialo! — disse.. — se Negoro ha saputo venire fin qui. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. Non fiutava. batteremo il bosco. — Egli non è mai venuto in questo paese. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. signor Harris. _ — Ah! — fece l'americano. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo.

e di queste sei miglia. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. senza essere cosi fìtta come ad ovest. se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. come chi non è sicuro di sé.. La signora Weldon. le erbe. la foresta. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. ma sembrava osservasse le profondità del bosco. Erano dunque ais o altri tardigradi. lasciavano vedere sul suolo. impronte che non potevano essere né di giaguari. della quale doveva pure avere un gran bisogno. Del resto. né di coguari. Come! non un indigeno. lasciare simili tracce. un po' acquitrinoso. Dopo una pianura larga un miglio. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. erano giunti vicino a una macchia. alle cinque di sera. non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto. Alle sei di sera. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. quattro erano già state certamente superate. imprimere si larghe impronte. e al tempo stesso. ma non vi sono . Dick Sand si guardò attentamente intorno. certamente. i rami erano strappati o spezzati. violentemente scostate..non rimanevano da percorrere che sei miglia. per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. era ricomparsa. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più. e guardava a destra e a sinistra.

era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. quei negri. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo.elefanti in America. con il largo muso rigonfio. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando. come marinaio. Ad ogni modo. più o meno bene immaginata. e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. In quella situazione. Ad ogni modo. prima che fosse venuto il momento di agire. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. fra le terribili prove che intravedeva. tutti i suoi compagni di sventura. qui. la cui bocca è armata di denti che ne . poteva agire. ormai. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. e che avrebbe dovuto ancora. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. per averne ragione. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. ma. Dunque. quel fanciullo. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. se. più che mai. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa. vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione.

Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda. — Come vi piacerà! — disse l'americano. che lo prese. — Eppure?.. la .. gli indigeni non sono lontani. ma le sue forze erano esaurite. no. attinta dal sentimento del dovere. Verso le quattro di sera. — rispose Harris esitando — e non riconosco. — disse Harris. signor Harris. — ma di notte. forse non sentiva la stanchezza. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale.escono per più di un piede. — Infatti. — replicò Dick Sand in tono risoluto. che guardò Harris bene in faccia. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti.. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente. e tutti. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack. — No. decorato molto rozzamente. ad andare avanti. ■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand. una specie di coltello d'una forma particolare. — ripetè Dick Sand.. formato da una larga lama ricurva. Tom portò il coltello a Dick Sand. e forse ho avuto torto! — Può darsi. La signora Weldon.. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. erano spossati.. — Smarrito. con la pelle senza peli e di color rossiccio.. infissa in un manico squadrato d'avorio. — rispose Harris — eppure. — rispose Dick Sand. più o meno. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo.. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta. mi sarà difficile guidarvi. tozzi sulle zampe corte. — Farò bene. Era proprio tempo di arrivare. Era un'arma. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai. non ci separiamo. credo.

si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick.. a giorno fatto. taci! — disse. le faremo in un'ora! — E sia pure. tornando verso di lui: — Taci. Dingo. Ma il vecchio Tom. con il tono calmo di chi è preparato a tutto. assopito per la febbre.. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. Il suo piccolo Jack.. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi... dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata. che stava occupandosi con lui di questi preparativi. di quella catena spezzata. e chi lo avesse osservato in quel momento. presso quegli avanzi umani. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi. alla vista di quelle forche. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. — Sai bene che non c'è nessuno. era rimasto immobile..signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi. li. due mani recise e. Quanto ad Harris. — Li. guardate! guardate! 135 — Che c'è. macchie di sangue!. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra. il vecchio Tom. Tom. e domani. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo. Con gli occhi . e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo. indi. le riposava fra le braccia. Vi erano. qui! — gridò Dick Sand. membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. — disse Tom — su quegli alberi.. ci rimetteremo in viaggio. In quel momento. Due o tre miglia ancora. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo. Per fortuna. E. là per terra.. Frattanto. Dingo fece udire furibondi latrati. infatti. in terra. — Qui. — rispose Harris. alcune forche spezzate e una catena infranta. se ne stava in disparte.

. e si dispose ogni cosa per la notte. Austin e Bat vegliavano insieme. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro.. queste forche.. ma assorto nei propri ricordi. — Per pietà della signora Weldon. Fu scelto un altro luogo di fermata.. in quella profonda notte. E senza dubbio. mormorando queste parole: — Ho veduto. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. Tom. ho già veduto. — ripetè Dick Sand. ora si fece profonda. Essi cercavano di vedere. verso le undici. stava per parlare! — Taci.. Tom.. rimaneva immobile. Dick Sand.. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta. se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. ma lo assaggiarono appena. e attraverso gli alberi. sull'orizzonte ad ovest. il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. egli guardava. per noi tutti. ho veduto!. le mani serrate. 136 Forse. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. come fosse stato atterrato da un colpo repentino. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune. con la testa china.. Improvvisamente. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo..smisuratamente aperti. Cercava di ricordarsi. L'oscurità calò a poco a poco.. Il pasto fu preparato. di udire. da piccino. si fece udire un ruggito profondo e grave. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. la stanchezza vinceva la fame. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera... non una foglia si muoveva sugli alberi. . satura d'elettricità. Cessato il vento. non assopito. soltanto il cugino Bénédict dormiva. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni.

che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine.. i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione. il coltello di forma bizzarra. la china. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia. e non struzzi. erano fuggite nella radura. che non era né l'altipiano di Ata-cama.. situata precisamente a ovest di quel continente. Ma Harris non c'era più. il dittero raccolto dal cugino Bénédict. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. ma qualche altra isola. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè. con il coltellaccio in mano. Dick Sand gli afferrò il braccio. verso il posto occupato da Harris. né la pampa boliviana! Sì. Dick Sand. giraffe. Tom lo aveva riconosciuto. e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada.. era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. le catene. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . a sua insaputa. e con lui era scomparso il suo cavallo. incapace di dominarsi pili a lungo..Tom si rizzò in piedi. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. era stata raddoppiata. aveva certamente girato il Capo Horn. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise. la terribile tse-tsè. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. la bussola lo aveva ingannato. si precipitò. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare. — Il leone! — ripetè. e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio.

è stato proibito già da molti anni. I musulmani. praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. indovinate da Dick Sand. ridotti in schiavitù. Questo traffico abominevole. quanto sangue esse costino. formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . eppure si continua a fare su larga scala. quanti incendi e saccheggi provochino.Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. che occupavano in quel tempo parte del litorale. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. e allora i portoghesi. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. dove e come si compiono codeste barbare razzie. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. dove. a profitto di chi siano fatte. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. ed è questo che il lettore deve sapere. principalmente nell'Africa centrale. infine. li inseguirono con accanimento. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola. Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. sulla costa d'Africa. In pieno XIX secolo. e. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani.

alla quale non fu estranea la questione della schiavitù. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. Presto si elevarono voci generose. Diversi Stati del Nord. sotto ogni punto di vista.ricche famiglie. che vollero riscattarli a peso d'oro. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. Ma per quanto fosse necessaria. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista. Infatti. questo odioso traffico era generalmente ammesso. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. e cioè le braccia degli schiavi. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. sarebbero periti a migliaia. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri. Verso la fine del XVI secolo. il Connecticut. a ciò. che protestarono contro la tratta dei negri. e in tal modo in Europa nacque la tratta. la fondazione di colonie oltre oceano. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. inoltre. la Virginia. tutti gli Stati lo proteggevano. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . nel seno stesso di quell'America del Nord.

Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio. non intervennero all'atto di aboli140 zione. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». I negrieri continuavano a correre i mari. Frattanto. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. Gli Stati Uniti nel 1820. e pirati coloro che la esercitavano. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. e. nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. imitata nel 1814 dalla Francia. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. e nell'agosto 1838 . La Francia aderì subito al nuovo trattato. Il 14 maggio 1833.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. essi incorrevano nella pena di morte. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. Come tali. La spinta era data e. si dovettero attuare misure più drastiche. nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. e l'Inghilterra nel 1824. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico. nel 1807. dichiararono la tratta atto di pirateria. così come le colonie spagnole e portoghesi. più particolarmente. non si facevano più nuovi schiavi. ma gli Stati dell'America del Sud. ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. e furono perseguitati a oltranza. Per mettere fine a questo commercio. Tuttavia. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. La Francia e l'Inghilterra. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo. si propagò con efficacia per tutta l'Europa. andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali.

Livingstone. Nella regione dei . all'indomani di quelle cacce all'uomo. almeno non ne accetta più di nuovi. tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese. nel 1848. È nell'interno dell'Africa. Di questi infelici. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. Dieci anni dopo. Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. verso Mozambico. la estese a tutta l'America del Nord. e cioè duecentosessantamila negri. i fiumi travolgono cadaveri. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. Spelee. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. numero che. l'altra a est. turchi o arabi. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. Burton. alla Mecca o a Mascate. Tutti gli altri viaggiatori. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. verso la colonia portoghese dell'Angola. Il Brasile. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. Dopo questi spaventosi macelli. teatro principale delle guerre fra capi e capi. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi. Grant. i campi devastati sono deserti. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. Cameron. sembra. compiendo l'opera di emancipazione. Stanley. e i figli dei negri vi nascono liberi. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. Nel 1861. l'una ad ovest.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. e le bestie feroci invadono il paese. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione.

e quest'anno stesso. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. In tali condizioni. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. Pure. nei distretti dell'alto Zaire. Molto prima della spedizione d'Egitto. poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. per molti anni ancora. 1878. le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. e presso certi popoli dell'alto Niger. supera annualmente i quarantamila. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. spopolamento. Da allora. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. che l'audace Stanley ha attraversato. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. certamente. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra. e viceversa. e questa via di sfogo mancherà. come al tempo di Bonaparte. durante questo secolo. si vede lo stesso spettacolo: rovine.Grandi Laghi. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. Questi schiavi. diventano spesso dei soldati. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. massacri. Del . e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro.

dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. dipendente dal regno del Portogallo. Ma in quale parte del continente africano. il Benguela. indigeni barbari. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. a quel tempo non si conosceva che il litorale. il traffico si fa regolarmente all'interno. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. Ed era là. fino al Zaire a nord. Clima pernicioso. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. nel paese che Cameron a sud. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean. il Congo e l'Angola. Benguela e San Paolo di Loanda. quest'ultima capitale della colonia. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. circostanza aggravante. All'interno. per fornire uno schiavo. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. terreni caldi e umidi che generano la febbre. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. che si compone di tre province. Esso si stende dalla Nurse a sud. quando lo schiavo non è un soldato. . Stanley a nord. è moneta che ha corso. dovevano attraversare qualche anno dopo. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. e. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. infatti. e due città principali vi formano due porti. anche in Egitto e nel Bornu. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui.resto. dei quali alcuni ancora cannibali. per un'inesplicabile fatalità.

Cameron. le montagne del Bambarra. l'uno a sud. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. nel novembre del 1853. nel 1816. Il primo per ordine di data. l'altro a nord dell'Angola. accompagnato dal dottor Dillon. Nel 1872. Tuchey. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. attraversando l'Unyanyembe. parti da Zanzibar e. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. nipote di Livingstone.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. il Lualaba. e l'offerta fu accettata. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. con coraggio senza pari. di cui non potè ridiscendere il corso. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. dopo aver attraversato l'Ugogo. passava il Coango. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. fosse molto compromessa. a prezzo d'inaudite difficoltà. passando il Tanganika. e di là. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. Diciotto anni dopo. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. e uscivano. la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. Trentasette anni dopo.

Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. abbandonava. Sotto l'Equatore. le sorgenti del Lomane. cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. l'Uluda. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba.pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. quando Stanley. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe. che riuscì a metterli in fuga. ventun mesi dopo. il coraggioso americano. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika. nel novembre del 1874.spopolate dalla tratta. lasciava Bagamoyo sulla costa orientale. il dottor Dillon e Robert Moffat. mandato alla ricerca di Livingstone. il Kilemmba. l'Urua. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela. grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. come . che aveva soltanto intraveduto. il Lovale. per fare il giro delle insuperabili cateratte. Quindi. il 24 agosto 1876. risalendo fino al secondo . Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». e assisteva alle più orribili scene di razzie.

E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. di Cassanga e di Kazonndé. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. dopo una traversata completa del continente africano. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. a più di cento miglia dal litorale. Due giorni dopo. di Zaire e di Congo. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. e se il Nilo è la grande arteria del nord. dove né gli indigeni. Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale. Non era la regione propizia. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia. sotto i nomi di Lualaba. Il 3 giugno 1877. E cosi fece. ed egli stesso. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. sfuggendo alla morte per miracolo. preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. passando le cateratte di Massassa. riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. e che. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. a Banza M'buko. anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana. era l'Africa. il 18 luglio. a quattro giornate dalla costa. dove abbondano le borgate. sarebbe disceso direttamente al mare. seguendone il corso. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. dove le missioni sono ospitalmente . Finalmente. e non l'America.grado di latitudine boreale. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. Francis Pocok. il 6 agosto. né le belve. né il clima sono davvero da temersi. Tuttavia. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. perdeva uno dei suoi compagni. situata fra le Cordigliere e la costa. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico.

e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo. veramente. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi. ma l'interno stesso della colonia. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. La conversazione cominciava allora. Harris. passando da San Salvador. nel 1853. sull'argine di un ruscello torrentizio. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo.aperte a qualsiasi viaggiatore. che scorreva fra una doppia siepe di papiri. e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. E. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. cosi come avevano reciprocamente fissato. — Cosi. ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. Erano Harris e Negoro. due uomini s'incontravano a tre miglia di là. la situazione era terribile. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa.

. Negoro. e nel tempo stesso... camerata.— No. questa. — Te lo ripeto. Negoro. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. per darmi il colpo di grazia. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro.. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. — Cento miglia ancora. Quanto a me. ippopotami ed elefanti in America. rugge il leone. ma la madre che voleva gli alberi della china. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! . e davvero. per farla compiuta. — E lo regolerai con comodo. è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe.. — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo. una vera trovata... — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato. camerata. Harris. Negoro!. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna. non sapevo più che cosa immaginare e. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni. Parola mia. però. più gli interessi. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai. il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. durante i primi giorni di viaggio.... era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto.

sono costretto a confessare che. mi pagherà care le sue insolenze. sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù. Negoro. del quale siamo umilissimi agenti. alla foce della Longa. — rispose Negoro. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. dunque. — Grazie! — Che vuoi. i viaggi non l'hanno cambiato. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. sul luogo del naufragio. nel suo genere. — C'è mancato poco. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. camerata! Un bel giorno. a quel cane? 146 — Niente. — rispose Harris. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. Harris. — Bene. significano molto. camerata. — Quanto a te. Harris. Poi. dopo un istante di silenzio: — A proposito. — disse Harris con filosofica indifferenza — . dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. — Capiterà. Negoro. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. hai fatto bene a mantenere le distanze. Che cosa gli hai fatto. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto. — Nondimeno. nella nostra esistenza piena di peripezie. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. fra noi. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente.— Capisco! — rispose Negoro.

.. — rispose Negoro — ma dalla prigione. una cassa di conserva. nella Nuova Zelanda. Ah! ho sofferto terribilmente. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda.. o forse anche impiccato. se fossi stato così stupido da presentarmi. benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato. volere o no. . mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. quando fummo in mare! ma. i portoghesi. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. — I portoghesi fanno gli smorfiosi. adesso! Non vogliono più la schiavitù. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata.. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e.. — Gli inglesi? — No. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre. che aveva leggermente esitato a rispondere.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. ■— E condannato? — Si. non essendomi voluto mostrare. Un barile d'acqua. — Per mille diavoli! — esclamò Harris. fra i quali mi ero cacciato. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito.. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. ti hanno pescato? — Si. e mi hanno preso. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland. — Hai potuto evadere? — Si. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario. sorvegliato. al mio arrivo ad Auckland. — rispose Negoro.

è passata. compare! Vitto e trasporto gratis!.— Ah. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto. che tardava a presentarsi. paese dei Maori! Ma ne sei tornato. — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore. discorreremo dell'avvenire. Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland. In due anni.. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. — disse poco dopo Harris. Negoro? — Anche quello.. — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. — SI.. camerata. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano.. aspettavo sempre un'occasione. — Capisco! — rispose Harris. potei lasciare la nave senza che mi vedessero. ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri.. ma ti ci rifarai. è un'abitudine! — Per diciotto mesi. — Ciascuno ama il proprio mestiere. Negoro s'interruppe. Quando lo steamer giunse laggiù. — Non c'è nulla. — Infine. — Anche quello del galantuomo. . Harris. che afferrò il fucile.. però. — Povero diavolo! — Ora... Quando conoscerò bene il passato. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland. — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò. pronto a far fuoco.. — Harris. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta. ecco una cosa poco delicata. Continua dunque il racconto delle tue avventure. si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione.. — disse Negoro. Entrambi si alzarono in piedi.

— disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. ma l'equipaggio era al completo. Ora. comandante del Pilgrim. in mancanza di meglio. e siccome mi sono sempre interessato di cucina. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. Harris. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. a bordo. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. Fortunatamente per me.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto. suo figlio e suo cugino. se ti piacerà. dopo aver riflettuto. vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. il cuoco del brigantino aveva disertato. parla! — Il Pilgrim. ma vedevo che diffidavano di me. nella mia qualità di ex marinaio. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. e a bordo c'erano cinque robusti negri. dunque? — insistè Harris. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. il capitano Hull. credevo proprio di andare solo fino in Cile. — Ma. mi accettarono. rimasi ciò che ero alla partenza. Quel giorno. mi offersi perciò come cuoco e. — parla caro compagno. e pochi giorni dopo.. Quando m'imbarcai. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. Harris. — rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. . Ma accadde che. uomini liberi! Non sarei stato il padrone e.. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. — Era la mia intenzione. dunque. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. da principio. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. — Come. il cuoco del Pilgrim.

ma io. spinto da una violenta tempesta. è perché l'ho voluto io. fu girato il capo Horn. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia. Harris. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. dove volevo trascinarli! . è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. Senza che l'allievo se ne accorgesse. e contavo proprio di approfittare di questo errore. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. Negoro. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. — disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno.— E allora. Essi si credevano. precisamente su queste terre dell'Angola. Harris. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. inesplicabile per Dick Sand. la sua vera direzione. e una notte la bussola ha indicato un falso nord. Harris. La lunghezza della traversata. Negoro! — Lo so. e la nave. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. per opera mia. — Si. finalmente. mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato. ancora molto novizio in fatto di navigazione. lo hanno creduto. alla quale assomiglia veramente un poco. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. ma. ha battuto rotta falsa. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. e nemmeno potesse sospettarlo. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. cosi che il Pilgrim. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. Il tuo giovane amico.

Da una parte le autorità portoghesi. i baracconi sono pieni di schiavi. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. Harris. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole. — adesso sanno dove si trovano. che fornisce tutto il Madagascar.A. — E gli affari vanno bene? — Si. e i chefes1 nemmeno. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. almeno su questo litorale.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest. — osservò Harris. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita. o da San Paolo di Loanda è impossibile. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. ormai? — esclamò Negoro. che non vedo da due anni! — Oh. — No. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. camerata. Soltanto nei dintorni di Mossamedes. i governatori non intendono più ragione. — Prima di dirtelo. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti. — E che importa. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni. dammi notizie del nostro padrone. e . Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. il mercante di schiavi Alvez. — E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro. Ma farli passare da Benguela. che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. in questo momento. al sud dell'Angola. e perciò. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno.— Ma. vuole. dirigersi verso l'Angola. {N. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. dicono.d.

riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto. dopo di lui. Cameron. all'udire parlare questi furfanti.inoltre. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni. vale a dire capace di qualunque azione. David Livingstone. ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. — rispose Negoro. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni. — E ora. Primo di tutti. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice. e quella che. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. Grant. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. Burton. — . se ne avessero. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi. l'evaso dal penitenziario di Loanda. — disse. — I negri che accompagnano la signora Weldon. lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. Il portoghese non prosegui. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. Negoro. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità.. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. — E quali venderai? — domandò Harris. Stanley. Speke. L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. Giunta la conversazione a questo punto.. — che farai di costoro? — Ne farò due parti. e se ci premono i nostri interessi.

. 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé.. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni. — Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. — Vedi. Cercherà dunque. camerata. che rifletteva. dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. — Quattro negri. Non ha altra decisione da prendere. io.. — Certamente. — Si. — Quali. ne sono certo. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe. Negoro. la prenderà... è come se al mio . assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. — rispose Negoro. — Non è « può darsi ». — rispose Negoro. abituati al lavoro. di forte costituzione. ma « sicuramente » che bisogna dire. — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma. — disse Harris. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta.. — riprese Harris. può darsi!. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis.. — È forse difficile? — chiese Negoro.. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale. — Niente!. — No. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme. faccio assegnamento su certe rendite. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto. Certo. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza. — rispose Harris — poiché è intelligente. sulla Coanza. camerata? — domandò Harris. Negoro. qualche centinaio di dollari soltanto. e. — Oh.. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro. lo conosco. — disse Harris.. A dieci miglia di qui.rispose Negoro. ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. dunque.

Negoro discese immediatamente dall'argine. — Diamine. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. io conosco Dick Sand. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino. si avviavano verso la Coanza. lo spianò e fece fuoco. con le mascelle spalancate. — Ah.. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. senza pronunciar parola. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. Negoro non ne disse di più. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene. ai piedi dell'argine. e bisogna precederlo. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. quando Negoro. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione. attraverso la . Harris aveva assistito. Alcuni istanti dopo. Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare. Harris. al tempo stesso. pronto a slanciarsi. afferrando il fucile di Harris. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. — Dingo! — esclamò Harris. D'un tratto si fece udire un sordo latrato. Egli non perderà nemmeno un'ora. ma non insistette.. a tutta la scena. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris. Negoro. — Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro. — In cammino. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri. Dingo stava per avventarsi su di lui. apparve un cane. entrambi discendendo il corso del ruscello.

— L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand.. nonostante la rapida corsa della nave. vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo. Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro.. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America. della quale non potevo controllare le indicazioni!.. d'un tratto. come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand. pensò « rimaneva una sola bussola a bordo.. se nel passato vi erano ancora alcuni punti . Si ricordò pure la rottura della prima bussola. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia. sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. egli toccava la verità col dito.. mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata. e la rottura della sagola del solcometro. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. a poppa!.. » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand. CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze.foresta. Era caduto sull'abitacolo!.... E una notte. la terra s'era mostrata cosi tardi. adesso si spiegava perché. una sola. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim. Non ha forse potuto turbare. « Si ».. Poi. Negoro era là.

perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. il presente non poteva più offrirne. né alla signora . lui stesso! La situazione era terribile. sarebbe rimasto capitano a terra. fermo. signor Dick. ma l'allievo non cedette. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. L'allievo sapeva. Tom.oscuri. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta.. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. più numerose . quella madre. — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro. ahimè. — Si. e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. ma la signora Weldon. mosso da un sentimento d'odio. di trovarsi in Africa. a più di cento miglia dalla costa. a rigore. troppo bene. cercasse di vendicarsi di lui.quest'ultime. Capitano a bordo. gli strumenti del mercante di schiavi.. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati. era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica. che avevano insieme concertato un piano. non una parola di ciò. A lui spettava di salvare la signora Weldon. Dick Sand. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. ahimè. tutti gli altri dormivano. era ancora concepibile. che l'aveva trattato come meritava. — Ebbene. . sapete dunque che siamo in Africa. risoluto. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. Ed ora. si poteva ammetterlo. — Tom. lo so. Che il portoghese. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo.Dick Sand si rialzò. i negri. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. avrebbe saputo che pensare. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore. quel bambino.

senza dubbio.. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto. — rispose Tom. sarebbero passate alcune ore. signor Dick. egli doveva aver raggiunto Harris. probabilmente. In ogni caso.. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti. Quanto a Negoro.. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. ed era fuggito. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. le stazioni portoghesi.. Dopo esservi giunto. — Soli. e bisognava approfittarne. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza. Bisogna che siamo soli a sapere.. né ai vostri compagni. allo scopo di concertarsi con lui. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro. e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia. prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. Egli si era veduto scoperto. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato. È necessario!. . Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire..Weldon. doveva essere quella dell'Angola. Mi verrete in aiuto. a nord o a sud. Siamo in paese nemico. e quella costa. — Tom. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi. soli a temere!. Infatti. signor Dick.. dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere. del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai. — Lo so.. l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. è vero.

ed ecco perché. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera. Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso. bene armati. in mancanza del cavallo di Harris. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. 155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi. che. Bisognava inoltre aggiungere che. Infatti. mentre Dick Sand voleva. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. con ragione. poiché Dick Sand e i suoi compagni. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. né molto a est della regione. fino allora si erano tenute a distanza. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. sarebbe stato malagevole. Inoltre. per fortuna. quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. del resto. per non dire imprudente. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. e in ciò doveva dar ragione ad Harris. là dove era naufragato il Pilgrim. Dick Sand lo credeva. discendendo la corrente di un fiume. non poteva risalire né molto a nord. poiché una catena di montagne . che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza.

La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. In ogni caso. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. Fors'anche. ancora assopito. Venuto il giorno. che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. — chiese.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . Evidentemente. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile. molto pallido nel periodo dell'intermittenza. s'intorpidivano presso gli argini declivianti. uno dopo l'altro. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. — poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano .abbastanza vicine . faceva pietà. Difatti. e la signora Weldon depose il piccolo Jack. fra le braccia di Nan. durante le ultime miglia del viaggio. tutti i loro compagni si destarono. non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. signora Weldon.si sarebbe incontrato qualche suo affluente. o si piegava verso sud e. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. Perciò. — rispose Dick Sand. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. arrossate dall'ossido di ferro. o il fiume scendeva da quei monti. — È fuggito. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. di modo che. le cui acque. L'allievo giudicò che. — rispose. la natura del suolo si era modificata. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio. — Quell'Harris è un traditore. — Dick. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. i declivi si abbassavano e diventavano umidi. nei due casi. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. senza esitare: — Harris non c'è più. Il bambino. L'ultimo giorno di marcia. prima di quel fiume. e ci ha trascinati fin qui .

— le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà. — Camminerò! . se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. — Oh. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. — Dick. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon. signora Weldon. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito.. quella fattoria?. — rispose Dick Sand. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf. — rispose il vecchio Tom. né villaggio.. quel miserabile era sulle nostre tracce.. Perciò. — Per la stessa strada. e non dubito.. signora Weldon. — Non lo so. — Quell'uomo.... Dick? — No.. — Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni. senza fatica e senza pericolo. — rispose l'allievo. io sono forte. signora Weldon. né borgata nei dintorni. si affrettò a soggiungere. bisogna tornare alla costa. — disse Hercule. — Non c'è né fattoria. che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa. signora Weldon. e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero. Ancora alcune miglia a piedi. — Ve lo ripeto. guardando il vecchio negro: — Questa notte. e. — Lo presentivo! E tu credi. un traditore! — ripetè la signora Weldon. lo avrei ucciso! — E cosi. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare.d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. Dick. non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale.

più in là della punta del naso. senza ch'egli ne dubitasse. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare.. in modo da formarne il carico di un solo uomo. fortunatamente. Il cugino Bénédict. poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. ma. che prese il bambino dalle braccia di Nan... amici. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati. con l'ingiunzione formale di non lasciarli. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti. a lui importava poco. le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica. era pronto a partire. Actéon se lo gettò sul dorso. Camminerò! Andiamo. In tal modo. E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. per consiglio di Dick Sand. poiché non ci vedeva. li aveva conservati. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. — due rami d'albero. che. — Datemi Jack. Infatti.. — Andiamo! — ripetè l'allievo. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo. mi stanco. — disse Hercule. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi. signora Weldon. che . complicazione grave.Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio. — Quando non ho nulla da portare. Cosi. e. non si svegliò neppure. c'era da star sicuri che quel gran bambinone. Le armi furono esaminate con cura. — Grazie. come si dice. un po' di fronde attraverso. per altro. durante la marcia. e d'altronde. sarebbe rimasto tran157 quillo. messo fra Actéon e Austin.

Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi. — Può darsi! — disse l'allievo. Avanti! Faceva molto caldo. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom. ma per fortuna la foresta. sebbene meno fitta.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. — rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi. come se ne incontrano spesso sul continente africano. Erano elais. — È vero. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa. indice di terreni carboniferi. nelle radure.. i fiori variavano i loro colori. fin dall'alba. nell'aria c'era minaccia di temporale. quasi analogo a quello di Pernambuco.. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. zenzeri gialli o turchini. rosse orchidee. piante di cotone. no. tronchi enormi. manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo. Dingo non c'è! — rispose Hercule. — Harris. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. Qui. l'assenza del cane era sgradevole. Nessun latrato gli rispose. Lo sentiva vicino a noi. D'altronde se è vivo. praticati dalla tromba di . probabilmente. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. Dick Sand rimaneva silenzioso. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. da quell'intelligente animale che è. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori. poi. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. lobelie pallide. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. ma erano più variati. In certi luoghi. già silicizzati. — E Dingo? — disse. giacevano a terra. saprà ben ritrovarci.

ritardavano la comitiva. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. ma. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. e lo disse alla signora Weldon. con la lama guarnita di lunghe spine. scure alla mano. gli uccelli svolazzavano numerosi. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. molteplici ostacoli. Cosi si andava. là erano disseminati limoni. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. Talvolta. melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale. ma le liane ricomparivano di continuo. Era dunque il periodo delle febbri. li recidevano a grandi colpi. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. con gran dispiacere di Dick Sand. si può. serpenti vegetali. come ha fatto osservare Livingstone. senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. liberarsene. abbandonando il luogo dove si sono contratte. I negri. ma per lo più.alcuni insetti. una resina odorosa che colava fino al suolo. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. ma. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti. con prudenza e rapidamente. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale. Sotto i grandi rami. che bisognava togliere di mezzo. non avevano . si capisce. che esse inghirlandavano. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. come si doveva temere. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti. generalmente. In molti altri luoghi.

giudicando. assai difficili da accostare. Ma. sul lembo delle praterie. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. signora Weldon. — le ripete più volte Dick Sand. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ». le belve.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . In lontananza. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. parlarono poco. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi. con ragione. non si stancava di guardarlo. Quei veloci animali passavano rapidamente. si videro ancora delle giraffe. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. cosi pericolose in Africa. 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. Verso mezzogiorno. C'erano galline faraone in torme considerevoli. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora. Durante il pasto. francolini di diverse specie. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. ma questa volta invano. e in quella prima tappa. che doveva sboccare in qualche fiume più importante. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate. e non poteva mangiare. — Bisogna mangiare qualche cosa. e Dingo non era ricomparso.

che andò a prendere la mano del bambino. — rispose. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. signor Jack. ma avreste torto. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. — rispose Hercule. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . Jack.senza fatica alla costa. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. e quanto a lui. — E il cavallo? — domandò Jack. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso. — Il cavallo? Se n'è andato. di cui bevve alcuni sorsi con piacere. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. poiché la febbre non era tornata. mi metterete un morso. donna e madre. signor Jack. Mentre egli le parlava. se vorrete. e vedendolo tale. sono io che vi porto. — Si. io. E d'altronde. ai suoi occhi. — E il mio amico Dick? — domandò. — Bene.. — Eccomi. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. — rispose Dick Sand. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. — Adesso il cavallo sono io. — Stai meglio. ella non voleva ancora disperare. perché ho la bocca dura. aver conseguenze molto gravi.. oh si! era tentato di curvare il capo. mamma. osservando quei bravi negri tanto devoti. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. Aveva lo sguardo più vivace. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca.

e questi animali. Hercule. secondo un'espressione indigena. — Ci arriveremo presto. lunghe vie. sotto lo staffile degli agenti. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi. Era un passaggio di elefanti. Per non abbandonare il corso del ruscello.. — Si. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. e quanti infelici cadono lungo la strada. si vide una larga galleria. la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte. ma ora quei sentieri erano « morti ». cosi seminate da avanzi umani. uccisi dalla fatica o dagli stenti. praticata attraverso il bosco. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. Grandi buchi. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello. Le carovane percorrono centinaia di miglia. bisognò passare attraverso il boschetto. prese la sua parte di lavoro. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. per troncare quella conversazione. e. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. Jack. fatto il primo miglio. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. nell'Africa centrale. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. Qua e là. — sì. presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. il terreno era ingombro di ossami.una volta il piccino. decimati dalla . Dick. impiegandovi tre ore. — rispose la signora Weldon. I negri lavoravano senza posa. a centinaia di certo. andiamo! — rispose la signora Weldon. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore. facendo mulinare la scure.. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio.

e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. dunque. addormentato. e tali massacri non sono rari! Cosi. aprendosi il passo con la scure. La signora Weldon guardava senza vedere. a coltellate. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. Nan camminava accanto a lei.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. quando non li possono più nutrire. risalendo obliquamente. fra le liane e i cespugli . come se stessero attraversando un interminabile cimitero. camminava con gli occhi bassi. e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi. e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. e volteggiavano in aria. il suo corso si faceva meno torrentizio. tributario dell'Atlantico. ma procedevano in silenzio. e per un miglio. aveva voluto riprendere il piccino. occupava tutti i suoi pensieri. si scostò dal ruscello. con aria meravigliata. Quanto al vecchio Tom. li ammazzano a fucilate. mettendo in fuga enormi caprimulghi. e il piccolo Jack. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. Per fortuna. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. a sciabolate. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. quando vengono a mancare i viveri! Si. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi.

l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini.. certo. e molto a proposito.. signor Bénédict?. ultimo affiorare. Ma che fate. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone. Quel giorno. — Hercule. — Casco!. Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli. ma il temporale non è lontano. — Infatti. e voi. — disse Dick Sand. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. si vedeva comparire l'ematite bruna. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua . e il suolo. sormontati da graziosissime felci. quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto.. signor Bénédict.. tanto alte. provate il suolo. Erano lunghe pianure. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. verso le tre del pomeriggio. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo.. Gli alberi andavano facendosi più radi. Più di una volta. Gli tesero la mano. Austin. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. si tappezzava di fitti muschi. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. che Hercule stesso non le dominava con il capo. e si rialzò coperto di melma..inestricabilmente aggrovigliati. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile. — State attenti. più acquitrinoso. — No. 162 Bat. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace. la natura del terreno si modificò completamente. cosi perfidi sotto il piede. che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. di qualche ricco giacimento di minerale. — disse mettendosi davanti a tutti. — prima di camminarvi sopra. che era improvvisamente scomparso. ripigliate in braccio il piccolo Jack. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. — disse Bat. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia. Dick Sand si rammentò allora. amici.

Per mezzo miglio. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. grazie alla sua natura argillosa. Il cielo cominciava . sorpassata la palude. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. da costringere la signora Weldon a fermarsi. verso le cinque di sera. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. sulla quale ella acconsenti a prender posto. e gli altri tre negri portarono la barella. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa. che. scoppiando.preziosa scatola di entomologo. Livingstone. Actéon si mise accanto a lui. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva. sondava il terreno. mentre Dick Sand. il suolo riprese una durezza sufficiente. senza di lui. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. una gran quantità di bolle sali alla superficie. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. Finalmente. Bat e Austin. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica. Le difficoltà furono grandi. Del resto. e sarebbe stato anzi insostenibile. Quando fu tolto dal fango. il cugino Bénédict. in testa. che si fece anzi cosi perfido. Frattanto. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope. Tom aiutava Nan che. sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. costruirono una barella di bambù. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. Hercule. il calore si era fatto estenuante. Evidentemente.

Stava per scoppiare una formidabile tempesta. un rifugio. Dick Sand lo sapeva 163 bene. verso nord. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. c'era la salvezza per tutti. amici.ad essere solcato da lampi lontani. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . avanti! — ripeteva Dick Sand. Tuttavia. Là. senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. procedevano più spediti che al principio della tappa. la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. . poiché la pianura rischiava d'essere inondata. benché il sole non fosse tramontato. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. e s'inquietò parecchio. — Avanti. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione.cosa che era più da temersi . poiché. e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. in quel bassopiano deserto. Tuttavia. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo. sopra un'ultima zona più chiara. Non si poteva passare la notte senza riparo. se anche fosse mancato il riparo. — Forza! forza! — gridava Hercule. si sarebbe trovato l'acqua. Quando la tempesta scoppiò. fulmini che succedono a fulmini. cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. Allora si" fece buio quasi assoluto. la comitiva. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa. e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno. Ora. Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse. a due piedi dalla superficie. in Africa. senza un albero. là. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. forse. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. almeno.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche.

con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente..torrenziale. — Si. Tom. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom.. Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento.. il povero piccolo.. lo romperò in due. a un quarto di miglio?. privo d'alberi. che occupava una parte dell'immensa . per il timore di affliggerla di "più. la pioggia non poteva essere lontana. ma un accampamento d'indigeni!. Tuttavia. 164 — Continuare a camminare. si nascondeva fra le braccia di Hercule. Jack. destato dal fracasso del tuono. continuando a camminare a gran passi. — rispose Tom. — Che fare? — disse. che la pioggia trasformerà in palude! — No. — rispose il vecchio Tom crollando il capo. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti.. lo consolava come meglio sapeva. non è vero? — Si.. piccolo Jack.. — Non possiamo rimanere su questa pianura.. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. — Che cosa ho veduto. — Un accampamento. — Niente paura. poiché su quel piano. Dick Sand si era bruscamente interrotto.. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche.. condensandosi. e allora le nuvole.. dev'essere un accampamento.. Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati. ma non voleva che la madre lo vedesse. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco. avrebbero rovesciato veri torrenti. — ripeteva. anch'io ho visto!. — esclamò Dick Sand... signor Dick. Aveva tanta paura. — Se il tuono si avvicina. là. signor Dick. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack. Hercule.

che a questa parola rizzò le orecchie. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. — No. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. Dick Sand.. ha voluto andare a visitarlo. ma formicai alti almeno dodici piedi. Laggiù. si arrestò. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso. — disse. signora Weldon. Dick Sand era di ritorno. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. si rizzavano un centinaio di tende coniche.. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. doveva fuggire al più presto. — Abbiamo veduto un accampamento. Rimanete. che Tom e Dick Sand precedevano. Poi. Tom. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. in attesa che passasse la tempesta. signor Dick. — Un accampamento. o forse un villaggio. forse. posso avvicinarmi senza essere veduto. 165 — Sf. andrò solo. La piccola comitiva.pianura. rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. prima di condurvici. e il nostro capitano. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. Tre minuti dopo. infatti. La signora Weldon si accontentò di questa risposta. « Lo saprò » disse fra sé. — rispose Tom. — Lasciate che uno di noi vi accompagni. signor Bénédict. nel secondo. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. là. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. che si avvicinò al vecchio negro. — Non è un accampamento. qualunque fossero le minacce del tempo. c'era il riparo che desiderava. ma non si vedeva nemmeno un soldato. — nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento.

uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto. Ben presto. Con grande meraviglia del cugino Bénédict. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. Ai piedi di quel cono. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. per essere stati costruiti da . si mostrò. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. stando al paragone fatto dal tenente Cameron.— Ma allora. Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. che pareva dovesse spegnere i lampi. andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. e grosse gocce crepitavano sul suolo. si apriva un buco assai stretto. signor Bénédict. tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. migliore di una tenda e anche di una capanna indigena. sono. e per quanto minacciose fossero le termiti. — Ci divoreranno. fatto con una specie di argilla rossastra. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio. Era uno di quei coni di termiti che. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no. con una specie di violenza. S'era levato un vento furioso. dopo pochi istanti. in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. qualora non si fossero potute cacciare. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. e saranno nel loro diritto! — Andiamo.

Difatti. contenente un intero mare. innalzate dalla mano dell'uomo. tranne nella sua parte superiore. Venne accesa la lanterna. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. Ciò dipende dal fatto che. la pioggia non cadeva a gocce separate. i ruscelli in torrenti. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. egli dice. un Niagara! Si immagini un bacino aereo.insetti tanto piccoli. per quanto forti siano. ma cosi è. come una cateratta. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. continuano per intere giornate. le pianure si mutano in laghi. contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. Sotto simile urto. che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. aveva undici piedi di larghezza. era perfettamente impermeabile. il suolo frana. nell'interno. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». misurava dodici piedi di altezza. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. che si rovesci di colpo. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. di pareti molto massicce. Dappertutto lo . in Africa. il formicaio. Ci fosse anche passato sopra un torrente. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. Per buona fortuna. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate. i fiumi straripano inondando vasti territori. più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. Quel cono che. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa.

— aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. non sarebbe bastata a contenerla. ha potuto occupare. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. come ve ne sono nell'Africa meridionale. la parte superiore di uno di quei coni. che potevano piacere solo a un entomologo fanatico. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. dello stampo del cugino Bénédict. Smeath-man. E infatti. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. Come si vede. Insomma. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. con quattro dei suoi compagni. come s'è detto. erano fatte di argilla rossastra. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno. le pareti. S'immagini una successione di cassetti aperti. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti. e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. Nel Loundè. dovuti a industriose falangi d'insetti. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione.spessore delle pareti era di circa un piede. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. fiancheggiati da campanili. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. alti da quindici a venti piedi. come la cupola di una cattedrale. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. Un viaggiatore olandese del secolo scorso. La parte centrale del cono. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. il piccolo Jack. enormi coni arrotondati. non già alti soltanto venti piedi. nel N'yangwe. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. Nan e il cugino . ma quaranta e cinquanta.

Bénédict poterono rifugiarsi. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono. Credo. Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. Bat e Actéon. che. sarà meglio non lasciare questo riparo. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. anzi. — D'altronde. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. mentre Dick Sand. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. con alcune migliaia di quelle formiche. e presto si convinse che . sarebbe stato inabitabile. finché non avremo costruito una zattera. mentre Dick Sand si assicurava che. composto di argilla alquanto friabile. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. — Ebbene. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto. — Non c'è che da passare una notte. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. attraverso l'orifizio aperto alla base. dove il temporale non può farci alcun danno. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco. dopo dieci giorni. — rispose il vecchio Tom. poiché. Ma era stato evacuato da molto tempo. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. — Amici. — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. l'aria potesse circolare liberamente nel cono.

non lontana dalla cella reale. — Ah. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri. — rispose il cugino Bénédict. dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante. sf? vi credete tanto forte . l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato. — E che volete dedurre. si? — ribatté il cugino Bénédict. come le celle destinate alle giovani larve.. e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. no! — esclamò. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. — Ah. Infatti. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma. stamattina stessa. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene. In quel magazzino. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. — Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. — Di recente o no. e di succhi di piante appena solidificati.l'emigrazione era stata recente. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. stizzito per questa risposta del bravo negro. poiché. signor Bénédict? — disse Dick Sand. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no.. — disse Hercule ridendo. — Ebbene. e stasera. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve. e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. Era una cavità scavata nella parete. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire. alla luce della lanterna. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio.

e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. quando la tempesta sarà cessata. Tuttavia. furono bene accolte. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. penseremo a decidere altrimenti. cinquecentomila. per ingannarsi. per quanto grande. e. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. abitandolo. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. che non voleva arrendersi. io! — Ne schiaccereste centomila. se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto. anzi. poiché la stanchezza. non crocchiava. lo credo! — rispose Hercule. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. Tutt'altro. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. Domani. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. Fra le mascelle di Hercule. e le conserve. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio. — ma vivo. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. per alcuni minuti. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. era come grano sotto la macina del mulino. animandosi. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo. All'allievo . si polverizzava. ne schiaccerei delle masse. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. poteva costituire per esse un pericolo. vivo o morto. signor Bénédict. e un miliardo vi divorerebbe. ne risultava che. — Ma non un miliardo.

Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict.. Forse.. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. più triste che mai. una sola. nel quale si contano la termite fatale. Dick Sand non sapeva che cosa pensare. C'è il genere mantispo. forse indebitamente. È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. le cui antenne sono più lunghe della testa. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto. le Ter-mitine e le Perlidi. la termite a corsetto giallo. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. le Mirmileoni. la distruttrice. la termite lucifuga. Lo scienziato. da mandibole cornee e da una notevole robustezza. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata. — continuò. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. se avesse potuto trovare una termite. il genere termite. l'accesso di febbre non era tornato. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori. sono Termitine. nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. . le Emerobine. queste Termitine. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. Ah. la dimora. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. montato sul suo cavallo di battaglia. in un alveolo bene imbottito di panni. la mordente. — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. il genere rafidio. Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti. e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio. le mandibole molto distinte. all'entomologo.

— In Africa. le tchungus.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. che si chiamano drivers. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. per eccellenza. riuscirono vittoriose. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. le sirafù. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito. stando a Livingstone. mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. Queste. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. il paese delle formiche. come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. — Si. prode in guerra. che pure non si trastullavano per via! E perché. e per tornare alle nostre termiti . Le altre. fuggono dinanzi ad esse. non senza essersi coraggiosamente difese. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri. du Chaillu. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. Mai. il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica. del resto. lunghe mezzo pollice. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. elefanti. né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. e che gli indigeni chiamano sirafù. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. soldati lunghi dieci. e perfino i più grossi animali. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. presero la fuga. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me. l'Africa è. leoni. maschi e femmine lunghi venti. Nulla le arresta. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano.

tranne Dick Sand e Tom. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi. tanto meglio. no. le orecchie. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano. oltre gli occhi. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!. addormentati? No certamente. uno dopo l'altro. durante la sua lezione d'entomologia si erano. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento.. signor Bénédict? — domandò Hercule.. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict.. — Mai. . e.bellicose. dopo tutto. Ah. poiché ho già scoperto una tse-tsè in America.. rannicchiati nei loro alveoli. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. finora. non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate. 171 — No. aveva resistito più degli altri. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera. e. — Dove? — Qui. Si accorse egli che i suoi ascoltatori. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma. benché non dormisse. — rispose il cugino Bénédict — eppure. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica.. ( quanto a Hercule. ma egli teneva cattedra per proprio conto. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. amici miei..

ed egli risali alla cavità superiore del cono. ma infine il sonno vinse lui pure. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. l'incontro del rottame dei negri. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. Immerso nei suoi pensieri. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio. e la creduta provincia dell'America . minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. dove aveva già eletto domicilio. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. Compariva allora il traditore Harris. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro. mentre. Ah. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. l'inseguimento della balena. Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario. Senza dubbio. fuori. la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. ma non Dick Sand. Dick Sand. tornando alla costa? Evidentemente. e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. a quindici anni. tutti dormivano. Si rivedeva. che aveva terminato la traversata del Pilgrim. si trovava incaricato del comando di una nave. il peggiore di tutti. poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco.

poiché sapeva bene che in quella regione inospitale. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere. la piccola comitiva. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. fra incessanti pericoli. con minori fatiche? Non voleva dubitare. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. Ella non voleva. la signora Weldon sapeva. ripetè fra sé Dick Sand. che Dick Sand cercava. subito dopo. che sperava di trovare. Dunque. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. forse! La coraggiosa donna non dispera. « Ebbene. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. ed egli aveva come un presentimento che 173 . le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. « La signora Weldon sa tutto ». e d'altronde. meglio cosi. dire di più. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. tornando alla costa? E quel fiume. ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. a questo punto dei suoi accascianti pensieri. mio povero Dick. senti passarsi come un alito sulla fronte. una mano gli si appoggiò sulla spalla. con il suo clima di febbri. la Bolivia diventava l'Angola terribile. I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità. evidentemente. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ».

quel corso d'acqua non doveva essere lontano. forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro. che lo spessore della parete rendeva sordi. accanto allo stretto orifizio. Ma il giorno non spuntava ancora. Si coricò. se non un vero sonno. l'incontro degli indigeni. poiché ne subiva già l'influenza. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. sostituite alla colonia dei neurotteri. con il cedere dell'argilla inzuppata. e si addormentò quasi subito. indicavano che la tempesta non si calmava. si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. Soltanto. Dick Sand vide che tutto andava bene. impregnandola di anidride carbonica. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. dandogli il modo di esplorare la pianura. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. al momento di cedervi. e intanto. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. in basso del cono. stava per invaderlo. per ultima precauzione. quindi. e così pure l'alba lo avrebbe destato. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. gli venne il pensiero che. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. chiuso ogni passaggio all'aria esterna. e allora. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. il che sarebbe sempre stato un riposo. che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. Dovevano essere circa le undici. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. ma. Si doveva soprattutto evitare . Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. lunghi brontolìi. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. Tendendo l'orecchio. .

Rassicuratevi. — Nulla. dormiva come una vera termite. Dick? — domandò la signora Weldon.. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. né fino a Jack. Tom. dunque. Questi. non senza grande ansietà. dicesse quel che si doveva fare. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. . durante il temporale. ce ne possono essere sei o sette. qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura.. — rispose l'allievo. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi. — Certo. quanto al cugino. a Nan. l'acqua non può giungere fino a voi.Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo. o anche di più. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino. fuori. che l'acqua invadeva il formicaio..— Si. furono messi al corrente della nuova complicazione. — Che c'è. Si rialzò e notò. e anzi cosi rapidamente. allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione. risvegliati da Dick Sand. signora Weldon. Intanto i negri.. Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose. E probabile che. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro. rischiarò subito l'interno del cono. — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. aspettavano che Dick Sand. chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom. e la lanterna. . l'allievo taceva. che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom.. riaccesa. — Sì.

che non è più alla pressione normale. signor Dick? — Credo. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o. l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore. oltre a questi inconvenienti. — Un'imprudenza può costarci la vita. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. — Che fare allora? — domandò Tom. L'osservazione dell'allievo era giustissima. Si poteva. in cui l'aria. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. — Riflettere bene prima di agire. si sarebbe compressa maggiormente. tanto aderiva . con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. aveva avuto ragione. — rispose Dick Sand. se sorpassa il buco. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. Dobbiamo trovarci. attraverso il quale l'aria sfugga. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand. non rinnovata. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta. In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. Tom. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna.— Lo credete. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. salendo nell'interno del formicaio. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa. come operai in una campana da palombaro. e paragonando il cono a una campana immersa. che l'acqua. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. qui. Ma qui.

— Certo. ma un sordo boato. — rispose Dick Sand — e se si alza. di conseguenza. — Si. — Finora è poca cosa.. — rispose Dick Sand. e difatti. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. si fossero sparse nella pianura sottostante. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. nemmeno per la calotta superiore. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso. volete che esca dal formicaio? — disse Bat. . molto inquieto. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. — Tuffandomi. l'accrescimento dell'inondazione. era la persistenza della tempesta che portava. tutti ascoltavano. le cui acque ingrossate dal temporale.. a pensarci bene. cercherò di passare attraverso il buco.fortemente al suolo con la base. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. lungo e continuo. travolti gli argini. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono. — disse Tom. e che non fosse già più possibile uscirne. Ora. — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. si chiedeva che cosa dovesse fare. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera.

Era una faccenda piuttosto difficile. signor Dick. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori. sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure. — Aspettate. fidatevi della sua abilità. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi. che strinse la mano al figliolo. — andate. — rispose Bat. — disse Dick Sand. — Il buco è turato dai rottami. dunque. Avete inteso? — Si. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. — Turato! — disse Tom. signor Dick. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. Bat. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla.. il . Ho tastato con la mano intorno alle pareti. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. — ribatté vivamente il vecchio Tom. Se il formicaio è sommerso.. Ma se il cono emerge ancora. che forse l'acqua sommergeva. — Va'. Bat si tuffò nella massa liquida. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo. — disse l'allievo.. no. nel caso che non potesse tornare. dunque. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. — Si. non cercate di rientrarvi. — Ebbene? — esclamò Dick Sand. cosa che doveva essere eseguita rapidamente. allorché il negro tornò a emergere. — disse Hercule — bisogna farne un altro. — Lasciate fare a mio figlio.. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono.— No. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. — Se il buco non c'è più. arrestando Hercule.

Dick Sand lo sapeva. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. finalmente. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. il cugino Bénédict e Nan. Bisognava dunque affrettarsi ad agire. — Ma presto! — disse il vecchio Tom.. come proponeva Dick Sand.. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua.quale. suo figlio. Difatti. Tranne la signora Weldon. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. e d'altronde. si accingeva a tuffarsi. il livello continuava a salire a poco a poco. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono. Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. poiché. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti. e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. impugnata la scure. che si erano rifugiati nelle cavità superiori. pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante. quella per lenta asfissia? Tutto questo. ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. E. Procediamo tastando qua e là. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. nella parte superiore della calotta. dopo avere riflettuto per alcuni istanti. in . altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. Ma se. sapremmo bene che pensarne. di conseguenza a sette piedi dal suolo. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno. tutti si trovavano immersi fino alla cintola.

che si restringeva sempre più ad ogni istante..quello stretto spazio. L'aria sfuggiva al di fuori e. .. Nel cono. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo.. Ad un piede sopra il primo foro. c'erano alcune candele di ricambio. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. almeno. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli. tenendo alta la lanterna. e non si doveva quindi temere che la luce. faceva lume a Dick Sand.. Se l'esperienza non fosse riuscita. perché l'ossigeno cominciava a mancare. Facendola girare rapidamente. diamine! ecco. in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica. l'acqua era rimasta ancora stazionaria. Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile. al tempo stesso. vale a dire sotto la massa liquida. ma bisognava affrontare quel rischio. dovesse mancare. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua. ma ciò sarebbe bastato. e il buco si scavò a poco a poco. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. Hercule. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete. che serviva a sgombrare la canna dell'arma.. l'asfissia era già imminente. l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. ecco. La respirazione diventava difficile. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello. il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici. e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso. la vite morse l'argilla come un succhiello.. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore.

l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. sarebbe stata l'asfissia. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. Bisognava saperlo. Jack e . le termiti.— Sì. ronzavano loro le orecchie. Ma allora. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. 178 In quel momento. — Signora Weldon. Dick Sand ritirava la bacchetta. vi dico! . La signora Weldon. . e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità. che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. In quel momento. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione.. la morte immediata. l'aria respirabile mancherà. se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. la lampada si spense. Se il terzo tentativo fallisce. Dick. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. — rispose la signora Weldon. In quello stretto spazio. la signora Weldon. aggrappatosi a una delle cavità laterali. all'interno. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. che istinto! Sono più furbe di noi. il quale.. Bisogna fare quest'ultima esperienza. e l'acqua. amici. che l'acqua aveva quasi raggiunta. sali ancora di un piede. e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. volete? — Fa' pure. se tardiamo. aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. più furbe. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto. tutti soffocavano.

la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule. e anche più dura.. Scoperchiato il cono. e a dieci passi dal cono. ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. ricomparve sulla cima del cono. da quella sottile apertura. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. fu meno facile da forare. più grossa. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti. sulla pianura inondata.. L'aria compressa sfuggi. in quel punto la parete. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni. l'aria pura entrò a flotti. Dick Sand si affrettava. un accampamento. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. vigorosamente intaccata. da Actéon e da Bat. la cima del cono emergeva. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. il buco si allargò. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono. per mettersi al sicuro dall'inondazione.. a cento passi dal formicaio. lunghe barche cariche d'indigeni. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. e l'acqua. poiché. seguito da Hercule.. afferrando il fucile. all'interno. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. attraversò l'aria. La calotta. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. stava per penetrare la vita o la morte. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. si frantumò a poco a poco. dopo essere salita per otto pollici soltanto. i coltellacci si misero all'opera. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. poi. si arrestò. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. e troppo noto ai viaggiatori africani.il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli. e un grido gli sfuggi. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio. non senza una terribile ansietà. .

certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. era completamente mutato. il figliolo. La signora Weldon. e grandi urla. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese. né di stringersi un'ultima volta la mano. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. la quale si diresse verso un altro punto della collina. Due indigeni gli si gettarono contro. da Hercule. risposero alla detonazione delle armi da fuoco. dal vecchio Tom. Un istante dopo. si videro separati gli uni dagli altri. ed era seguita da altre cinque barche. accompagnato da Nan. inseguito da una grandine di pallottole. Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato.Parecchi indigeni caddero. si slanciò a terra. fu gettato in una seconda piroga. ferirono alcuni soldati della carovana. Il tragitto durò pochi minuti. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. Hercule. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. accompagnate da colpi di fucile. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. da Bat. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito. con un irresistibile balzo. Emergevano una ventina di . dopo essere stati fatti sbarcare. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. da Actéon e da Austin. Una prima barca portò via la signora Weldon. Resistere era impossibile. Quanto a lui. La barca era montata da venti indigeni. e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti.

a seconda del bisogno. strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. sorgeva un enorme fico sicomoro. un miglio più avanti. non può certo farsene un'idea. uno dei fiumi dell'Angola. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. La Coanza era straripata durante la notte. I loro rami formano una foresta. grossi banani. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. . Di là. Là. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. Quel numeroso convogliò d'indigeni. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi.formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. come celata in un asilo misterioso. lo avrebbe trovato. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. Più lontano. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale. Ma cosi non doveva essere. la loro salvezza sarebbe stata certa. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. dove fanno scalo gli steamers. facile a costruirsi. e in vetta a quell'altura. quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. Al riparo del sicomoro. dove ci si potrebbe smarrire. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini. La Coanza. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. si getta nell'oceano Atlantico. gli schiavi. È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. Senza quell'aggressione repentina. se ne stava un'intera carovana. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. era diretto al mercato di Kazonndé.

il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. per essere distribuiti. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. Disarmato. non era stato accoppiato con altri schiavi. aveva piedi e mani liberi. a suo figlio. rimanevano immobili. Appena giunti all'accampamento.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. l'isolamento. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. sia nell'Alto Egitto. Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. dove la fame. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. nonostante la più viva resistenza. Per eccesso di precauzione. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. o a N'yangwe. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. le gambe libere per camminare. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. gli indigeni. verso la regione dei Grandi Laghi. perché era un bianco. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. negri d'origine. entro poco. che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. ad Actéon e alla povera Nan. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. arabi o portoghesi. e non avrebbero potuto usarne per fuggire. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. Al vecchio Tom. uno davanti e l'altro dietro. Dopo essere stati disarmati. ad Austin. sia nelle fattorie di Zanzibar. le belve. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri. E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. costretti a camminare in fila. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte.

cosi Harris. in una parola. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. dimenticava la propria condizione. duecento soldati. Cosi Negoro. Come si può ben credere. sono finiti a fucilate o a coltellate. gli agenti d'origine europea. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. accampata sotto il gigantesco sicomoro. più i portatori. e quelli che cadono esausti. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. ben conosciuto dai trafficanti della provincia. Li battono senza posa. i guardiani. era composta da non meno di ottocento persone. in condizioni troppo pietose per essere venduti. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. gli agenti. molto furfanti. condannati evasi dalle carceri. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. José Antonio Alvez.. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. per lo più portoghesi. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi. . Li dominano cosi per mezzo del terrore.. gli havildar e i capi. Ma la sua attesa andò delusa.comparire Negoro o Harris. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime. il rifiuto dell'umanità. sono furfanti rinnegati dal loro paese. Questi capi erano di origine araba o portoghese. La carovana. e non vedendo né l'uno né l'altro.

Allora i vinti adulti. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. Con una tale scorta. uomini o donne. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis. per un po' di granturco. Sovente. alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. All'arrivo. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. poiché. con qualche schiavo. o perline rosa o rosse. di Zanzibar e di Nata!. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. un po' di polvere. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . Li chiamano più specialmente pagazis. per polvere o armi da fuoco. quando il negriero non ha altra moneta.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. la grossezza delle zanne di elefante è tale. i re negri si fanno guerre atroci. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». gli agenti hanno molto da fare. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. principalmente avorio. la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum. si minaccia di abbandonarli. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. e spesso anche. e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. allo stesso scopo. Erano un'accozzaglia di banditi negri. poi. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. dice Livingstone. poiché i loro ordini vengono discussi. Quantunque gli schiavi. appena vestiti. un pugno di cauri .piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. e dalle fattorie. che consiste in una ventina di metri di percalle. che brandivano lunghi fucili a pietra. negli anni di carestia.

secondo l'espressione di Livingstone. per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani. . « Ah! ». e non li ho uccisi!.1 È inutile dire che. chiamati nel paese mbuzu.. fanciulli magri. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. e ciò per la ragione che. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti. mezzo morti. « scheletri d'ebano ». che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. Si. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. era fin troppo certo. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. la cui voce non aveva più timbro. » . terminata la razzia e incendiato il villaggio. se si deve credere al tenente Cameron. durante le marce.. sono ancora più crudeli. ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. è ciò che si può immaginare di più pietoso. la vista di quegli infelici. come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro. Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. come durante le fermate. e il cuore gli si spezzava. sparuti. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon. Ma allora. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno.uomini maturi. con i piedi sanguinanti.

perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi.. tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo. . li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. « Tali delitti. e cadrà come loro! Ah. .quasi tutti . sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo).. dieci villaggi erano stati distrutti. la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo. e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa. Dingo non c'era più per ritrovare le .B. o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie. o morti di fame nella giungla. alcuni avevano potuto fuggire.d. N. ma la maggior parte..A. si.In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton. {N. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict.erano periti tra le fiamme. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio. Quante sventure la morte.. .) 184 « Chi? Sua madre. si rispondeva Dick Sand. dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario.Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand. e. sua madre! ». poiché. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici. » Ma egli era prigioniero. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze.

là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. Se verso una delle fattorie dell'Angola. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. trascinarlo nella foresta. pensava che il forte negro era libero. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare. confondendosi fra quei prigionieri. con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà. spezzare i suoi legami. o. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. Dick Sand. Ciò che anzitutto importava sapere. Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick .orme del portoghese. per segnalare il suo avvicinarsi. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata. che Livingstone stava allora esplorando. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali. giungere fino a lui. e allora. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. e forse rapirlo. e resisteva all'abbattimento. nero come loro. Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza. nel Manyema. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. grazie alla sua energica natura. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. liberi entrambi. avrebbe cercato di accordarsi con lui. Si. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. e Dick Sand avrebbe ripreso. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati. e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon.

l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. Dick Sand. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. che egli credeva di sapere. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. Raddoppiando questo tempo. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. però. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. il ritorno al litorale. una volta giunto a N'yangwe. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. Si sa che non si sbagliava. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. anche nel caso che la signora Weldon. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. Questi particolari. per non dire impossibile. o a profitto del re di quel distretto. e. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ . conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi. Ora. in circostanze ordinarie. perché. Per dire loro quanto ignoravano. Il nome era Kazonndé. quanto sarebbe stato difficile. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza.Sand. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. al corrente dei fatti della geografia moderna. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza.

un arabo alto. Essi non si mossero. costretti a lasciare la preda. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. Libero dei suoi movimenti. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand. se uno dei capi della carovana. lo avrebbero trucidato. Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza. poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. gli si precipitò addosso. Era dunque molto chiaro. 186 Esasperato. Presto. a cinquanta passi da lui. che c'era una proibizione . e con una parola. e i soldati. quel nome di Kazonndé. allorché Vhavildar. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. ma si tennero pronti a vedere e a udire. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. ebbe superata quasi tutta la distanza. pronunciata a bassa voce. Dick si era scagliato contro Vhavildar. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato. e dal punto dove si trovava in quel momento. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. in modo da essere udito da Tom. Furiosi. Dick Sand. avrebbe potuto gridare. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. accoppiati. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. non fosse intervenuto. Alle grida di quel forsennato. dalla fisionomia feroce. Probabilmente. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. . avverti i suoi compagni di stare attenti.Tom e Bat. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. con aria di grande indifferenza. si allontanarono. si trovavano all'estremità destra del campo.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

e ne ha gettato l'estremità sulla spalla. « Poi. « "Morta".. le capanne bruciano ovunque. sono appesi dei cadaveri. e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei.. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse. non ha più il bambino in braccio. è rigettata tra la folla delle schiave. signor Dick? Io. Io volli precipitarmi su quel bruto. e l'infelice Nan. il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. Agli alberi che l'incendio ha rispettato. la . « Scheletri viventi mi circondano. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai...gli aguzzini non li lasceranno indietro. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata. non hanno più voce per lamentarsi. no. mi sono avvicinato.. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo. a sua volta. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme. È apparso il capo arabo. Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei. e infine: « "Voi. "non rivedrò mai più la mia buona padrona. « "No. « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio.. fra poco sarò morta!". io. avviluppata in un colpo di staffile. « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!". « Ho affrettato il passo. riprese lei. coraggio! " risposi. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura.

Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia... al suo collo è attaccato. È Dingo!. si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido.. C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni. la notte è nerissima. i campi devastati. « Gli restituisco le sue carezze... dopo aver spezzato le forche. Per ottenere...popolazione è in fuga. una dozzina di schiavi.... Ah. « Ma lo calmo. egli mi comprende. « Sono stanco. senza essere visto. « È calata la notte.. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah.... che mi è vicino!. nessuno deve udirlo.. ci accampiamo sotto alti alberi. e forse. poiché vi si è fatta razzia. si. per fortuna!. Qualche belva.. non c'è luna. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi.. nulla! Ma no.. l'istinto!.". Cerco. forse. buon cane. « Ecco due occhi che brillano nel buio.. vorrebbe abbaiare. « Infine. Segua cosi la carovana. ruggiscono i leoni e le iene. «Non posso credere ai miei occhi!. La foresta è circondata da alte erbe.. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. occhi di iena o di leopardo! Spariscono. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani... « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti.. pare che mi dica: "Ma cerca dunque!. duecento assassiniL « È sera. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto.. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!. Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita.. Ah. un pezzo di canna passa dentro il collare dove .. fermata per la notte. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre. Ma sf. la mia vita può essere utile alla signora Weldon. dare l'allarme! «Ma mi trattengo... Dingo. riappaiono... oh.. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani.. bravo Dingo!.. russano in lontananza gli ippopotami. Ma. un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò.. fra i papiri..

. non posso chiudere occhio. scompare senza rumore fra le erbe! oh. <c Tento di leggere.. povero Dingo. a matita. oh... Faccio in modo che non mi scorgano.. non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. Ha capito di aver compiuto la sua missione. vorrei trattenere Dingo. signor Dick. quantunque continui a lambirmi le mani. ho staccato la canna. questo incidente mi ha vivamente commosso.. non posso leggerlo... che mi brucia le mani. l'alba!... e sono fuggito per esservi prd utile. pare abbia fretta di lasciarmi. Con un balzo laterale. « Ma questo biglietto. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia...... non posso ancora.. in queste latitudini tropicali.. « Ho letto.. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore. l'ho spezzata. Sperate bene.. Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict. io penso a tutti voi.... e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda.. Harris e Negoro l'accompagnano.. Bisogna aspettare l'alba. infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta. e questo biglietto. il cui mistero è ancora per noi inesplicabile.. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah. « Si. ecco il giorno.sono incise le due lettere S. V. HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia . Ma è guarito. dentro c'è un biglietto. Non ho potuto comunicare con lei. che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente.. ma il buon animale. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato... Ho raccolto Dingo. e quasi senz'alba. odo ancora ruggire le belve. che deve essere stato ferito da una palla di fucile. oh.

d'altra parte. li avevano lasciati morire di fame!. io bisogna che arrivi. « Da ieri. Bisogna camminare più presto.. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. Le piogge sono cessate del tutto.. — La carovana continua la sua marcia. abbiamo giornate di « marcia dura ». Dal 16 al 24 maggio. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni. sf. fra tutte queste miserie. e il suolo si eleva in salite molto ripide. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio. li ritroverò. e una tenda di stoppa la ricopre. « Siamo passati accanto a un albero. A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi.. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri. i viveri . i negrieri la chiamano la « tirikesa ». — Sono quasi sfinito. il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza.. è una buona notizia. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue.lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla... i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente. sf. Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!.. il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!.. o marcia del pomeriggio. Per fortuna. 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi. ma non ho il diritto di lasciarmi vincere.. e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici. La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda. Ah. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. sotto gli abiti laceri..

muoiono senza apparenza di malattia. A loro non si osa togliere nulla. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto.. le domande affluivano. che mi pare tanto lungo.. Che sia accaduta qualche sciagura. vengono ridotti in schiavitù".. urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana. Questo silenzio. I baracconi del litorale rigurgitavano di . ha detto il capo. e se si diminuisse la loro razione. Non torna!. l'Angola faceva un grande commercio di negri.cominciano a mancare. soldati e pagazis si ribellerebbero.. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. Passando. per i negrieri l'affare era ancora buono. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello. non prova che una cosa. II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. ancora vigorosi. non lo voglio credere!. senza esservi preparati. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo. vi posano su le mani e cadono. e allora.. a lui o a Hercule? No.. « Oggi. « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo. A quell'epoca. che non potevano più trascinarsi. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che. « Ne segue che alcuni schiavi giovani. Nondimeno. e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire. no!. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO.. la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé.. venti prigionieri.

si trattano gli affari. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. di « tembè » a tetti piatti. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. Kazonndé. a pareti di terra intonacata. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa. è uno dei principali « lakonis ». Di tali case. con la testa in aria. Non lontano di lf. altre sono cintate da . portoghesi o indigeni. e contiene i loro baracconi.prigionieri. tributario dello Zaire. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. scorre il Luhi. nel Benguela. del Congo. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. l'altra è la residenza del re negro. Una larga via centrale. A Kazonndé. al disopra di questo insieme di case. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. confinante con il quartiere commerciale. Kazonndé. alcune hanno l'accesso libero. qualche feroce ubriacone coronato. Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. da ogni lato gruppi di case. è probabilmente un affluente. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. Sulla sua grande piazza. la « tchitoka ». che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. uno dei più importanti mercati di quella provincia. fiume il cui corso. o almeno un subaffluente. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. ancora indeterminato. semplici agenti al suo servizio. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. La residenza del re di Kazonndé. qua e là alte palme piantate come scope.

morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. non era affatto. rivale di Alvez. feroce maniaco. che si chiama Muani Lungga. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. chi era questo Alvez. si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé. arso dai forti liquori. del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. Egli non ha neppure quattromila soldati. vale a dire un uomo di razza bianca. venisse contestata. Ecco. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. del resto. quel re era precocemente invecchiato. come nel buon tempo antico. Un solo uomo. uno dei re dell'Ukusù. uomo sui cinquant'anni. José Antonio Alvez. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. il piede o la mano agli altri. ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. circondato da una siepe di papiri. e non aveva di portoghese . e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. la regina Muanà. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. già avanzato negli anni. un gruppo di capanne per le sue donne. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore. come si potrebbe credere. che faceva mutilare per capriccio i sudditi. e cioè quel Tipo-Tipo. laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito. una « tembè » più alta e più grande. e non potrebbe più. Egli poteva temere. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. logorato dal vizio. in tutta Kazonndé. 196 D'altra parte. il quale. Un recinto particolare. gli ufficiali e i ministri. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. tagliando il naso o le orecchie agli uni. più giovane e più attivo. negro arabo di razza pura. un « msungu ». decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno.

capo dell'Urna. verso la fine del 1874. per la maggior parte esausti. assai noto nell'ambiente dei negrieri. a Donndo. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. e si chiamava Kenndelé. doveva incontrare a Kilemmba. . 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. I prigionieri. Era il 26 maggio. Nato. Era un vero negro. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente. per un tragitto di settecento miglia. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi.che il nome. che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. I tamburi battevano. dopo un'assenza durata quattro mesi. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. Il convoglio di schiavi. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. Era quell'Alvez che Cameron. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. era stato condotto sulla piazza principale. e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. era mezzogiorno. ma avevano dovuto serbare le catene. aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. giungendo a Kazonndé. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. sulle sponde della Coanza. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. le pesanti forche erano state loro tolte. capitale di Kassonngo. infatti. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge.

. sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana. li aveva cercati con gli occhi. ma Harris e Negoro . era rimasto sulla piazza. in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere.. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. rotti alle dure fatiche. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. avevano potuto resistere. Dick Sand. ma certo inutilmente.I pagazis si erano fermati sulla piazza. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. poi tutti si erano stretta la mano. e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro. dopo aver deposto il loro carico d'avorio.soprattutto quest'ultimo . la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. Ancora pochi giorni. appena giunti. erano stati messi in uno stretto baraccone. Ma osavano appena parlare. e là avevano trovato un po' di cibo. tutti e tre forti. II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane. sotto la speciale sorveglianza di un havildar.dovevano essere impazienti di rivedere il . e d'altronde. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. invece. era allo stremo. Austin. prigioniera. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. Actéon. la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. la loro qualità di cittadini americani. che non fosse una parola di disperazione? Bat. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo. Attraversando i diversi quartieri della città. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. Finalmente si trovava a Kazonndé. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi. Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi. ma il vecchio Tom. poi. indebolito dagli stenti.

si doveva concludere che si erano diretti altrove. Dick Sand si disse allora che. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. il ragazzo s'era fatto uomo. Harris e Negoro a Kazonndé. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. ormai in loro potere. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. torturarlo.giovane allievo. poiché. sotto il colpo di tali prove. Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. continuando a seguire le tracce della signora Weldon. di non perderla di vista. e non aveva più che da morire! Ma. vendicarsi. insomma! Se non c'erano. seguito da Dingo. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito. oppure Hercule. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. il cane non era più tornato. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. Dick Sand la desiderava impazientemente. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. cosi pensando. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. non valeva più nulla. preparata. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. si era inoltrato. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. non fosse altro che per godere del loro trionfo. per insultarlo. per ogni caso.

sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale. a dire del tenente Cameron. Harris e Negoro. stinta. l'anima dannata di Alvez. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. con gli occhi bene aperti. sbrindellata. doveva dunque rinunciare alla speranza . la capigliatura dura e crespa. Alcuni domestici lo accompagnavano. organizzatore di razzie. si rialzò. né Harris né Negoro seguivano Alvez. e.di grida. Era possibile che i suoi agenti. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava. cencioso. figlio del maggiore Coimbra. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. un individuo sporco. sotto il cappello di paglia tutto lacero. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. Con grande disappunto dell'allievo. tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. — Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. e subito Dick Sand. Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. Quanto a costui. il più grande mascalzone della provincia. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. con mille dimostrazioni di giubilo. dritto. con gli occhi scerpellati. le narici dilatate. fermo. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. apparve in fondo alla via principale. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. di Bihè. ben degno di comandare i banditi del negriero. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca. Questo Coimbra era il confidente. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. la faccia gialla. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. fossero con lui.

di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. l'arabo Ibn Hamis. Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. è vero. specie di croci di Sant'Andrea. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. sul prossimo mercato di Kazonndé. Bat e Actéon. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez. mentre gli altri tre. Dick Sand si avvicinò lentamente. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. una smorfia ad Alvez. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ». un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. e quanto ai portatori. cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. ma infine l'affare restava ancora buono. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. invece. José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris. Quasi subito dopo. e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. Austin. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati. . si sarebbero venduti cari. Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. non voleva perdere nulla di quella scena. Per il vecchio Tom. sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. il capo della carovana. che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire.

e questi. si!.. — Si. Ma in quel momento. o forse non voleva comprendere la . perciò. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi. Ma Alvez li arrestò con un cenno. dopo avergli palpato il petto e le spalle. — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. e rispose con una smorfia di buon umore. Americani! benvenuti. Egli rideva. si. yankee! — rispose Dick Sand. come un mercante che esamina un campione. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza. e poi era d'indole allegra. crollando il capo: — Si!.. — disse. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. tornò accanto al negriero. rialzatosi. Non aveva compreso. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano. In quel momento. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti.. si avanzò subito e. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra. spinto da un havildar. si trovò dinanzi ad Alvez. Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e. Dick Sand.. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia.. oh.Tom comprese le parole del negriero. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera.. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese.

— poiché noi sapremo. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose. In quel mentre. — disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici..domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione. — Ahimè! — rispose Harris. si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis. affettando una pietà che non provava affatto — ahimè. — Morta! — gridò Dick Sand. dimostrava di non essere d'origine indigena.... — rispose Dick Sand. ecco il mio giovane amico. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola. In quel momento. un bi* glietto da Hercule. Pazienza.. — E l'ultima!. che dai suoi lineamenti.. — Nan è morta! 201 — La prima. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono .. il piccolo Jack e il signor Bénédict. Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. per mezzo di Dingo. — Amici.. che ha seguito la carovana. una mano gli si posò sulla spalla. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh. se non si trovano qui a Kazonndé. Dove? non lo so immaginare. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici.

non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. e stavano per massacrarlo. Era morto. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand. dove? non gli importava. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre. Là. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare.. qualunque fosse la sorte che lo aspettava. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim.. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. era pronto. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera. dopo aver colpito l'americano. Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. Ciononostante. Aveva vendicato coloro che amava. che nessuno lo aveva potuto fermare. . e glielo piantò nel cuore. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso.. Strettamente incatenato.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro. che non erano più! Ora. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. eppure non pensò un momento a dolersene. Lo trascinarono via. più nulla gli interessava. specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto. — Maledizione!. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!.. e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale. quando comparve Negoro. — gridò Harris cadendo. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. 202 Dunque.

si notavano alcuni meticci d'Ugigi. il « lakoni » è un giorno di festa. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. invece. accompagnato da Coimbra. — che ne avevano le loro buone ragioni . sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo. che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci. Fra quei negrieri. mercato principale del lago Tanganika. Per gli indigeni d'ambo i sessi. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. Sulle piazze delle grandi città. il 28 maggio. Due giorni dopo. dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. donne. presso i selvaggi dell'Africa. il grande « lakoni ». sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. e se non avevano indossato i loro abiti migliori. l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. non gli mancava che Hercule. per il genio del commercio. fanciulli. fu aperto il mercato. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone. e proponeva lotti di schiavi. uomini. queste ultime trafficanti appassionate. Inoltre. dunque. ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa. e perché la sua vendetta fosse completa. Presso gli inciviliti. e degli arabi. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari. Fin dal mattino.portavano però i . primo fra tutti.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. compresi gli schiavi di Alvez. ed è difficile darne un'idea. anche in un giorno di grande mercato. Quei miseri. precisamente perché di razza straniera. vi si vedevano numerosi indigeni. Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. e che.

stirati da quelle appendici. . spesso. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. più semplici. pipe e altri oggetti d'uso comune. i polsi. o zucchettine che servono da tabacchiere. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. catenelle di granturco intrecciate. .in quegli ammassi di capelli falsi o veri.loro migliori ornamenti. poiché. con ciuffi di penne rosse. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. Il collo. tutte queste diverse parti del corpo. o forse più belle. forma un mosaico di grani variatamente colorati. un'infinità di spille di ferro o d'avorio. Alcune. alla moda francese. su quelle teste. la necessità di collocare dove e come possono. la quale. o disposte a coda piatta sul davanti del capo. coltelli. o in trecce. al punto che i lobi. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello. file di perline rosse. e come potrebbero averne? Da ciò. le gambe. sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. alla moda inglese. o di lucido « nkola ». Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege.capigliature a corna ricurve. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. e in trecce legate a mazzocchio. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. le braccia. . altre. ricoperte di cuscinetti. se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. anelli di rame traforati. a che servirebbero le orecchie. le caviglie. che le tirano in avanti. E quasi sempre. impiastricciate di terra rossa e olio. o a cuffia. un mastice formato di grasso e d'argilla. anche presso gli elegantoni. Capigliature spartite in quattro parti. poi. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. lasciavano scendere i capelli sulle spalle. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini.

invece. mercanti o schiavi. Quanto alle vesti propriamente dette. stoffa d'erba. erano vestiti appena. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. nera e gialla. per le signore. con quei gioielli. scaricata la mercanzia. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori. lune piene. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». ricamata in seta. turchina. nera o bruna. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. rappresentanti alberi. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. mezzelune. poi. Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. adorna 204 di grani di vetro o di cauris. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. praticato con una materia turchina. se la natura ha dato agli indigeni i denti. Inoltre. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso. per limarli a punta. Gli altri. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. uccelli. Cosi. trovato il posto. che s'introduce nelle incisioni.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. a quel tempo assai di moda. E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita. sfoggiati a profusione.

birra dolce fatta con banane. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. destinato a Khar-tum. nel Massachusetts. forte liquore molto usato. venuto da Salem. era il commercio delle stoffe e dell'avorio. il « sohari ». tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana. a Zanzibar o a Natal. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. fino a ottanta dollari il taglio. ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. quando è intessuto d'oro. noci moscate. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre. sorgo. larga trentaquattro pollici. limpido miscuglio d'acqua e miele. a piccole righe azzurre. il sesamo. in tre raccolti in otto mesi. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. evidentemente di origine tartara. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. frutta il duecento per uno. e d'idromele. attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. Vasellami. il « kaniki ». ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. In fatto di stoffe. a fondo verde. pesce. che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. costavano perfino millecinquecento lire. il pepe delPUrua. montoni senza lana. di « pombè ». stoffa turchina di cotone. La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. manioca. maiali. e per l'appunto sul mercato di . meno cara del « diulis » di seta di Surate. ecc. più forte del pepe di Caienna. il « mericani ». di « malofu ». che è percalle crudo. quel granturco che. sale.lakoni » i prodotti alimentari più scelti. Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. nel 1874. molto simmetricamente disposti. rosso o giallo. e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. volatili. fermentato con il malto. a fanoni e a peli. olio di palma.

sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ». la moneta. Cameron. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. per i trafficanti d'Africa. « sikunderetches ». quei denti. che vale quattro centesimi. il cui valore è grande. e ne risultavano baruffe frequenti. L'indigeno. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. che pesa settanta libbre. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. paga con' grani di vetro. Le tribù antropo-faghe. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». come si può immaginare. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce. moneta di Zanzibar. Questo era dunque l'aspetto di quel mercato. Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. (N.</. annettono un certo valore ai denti di mascelle umane.A) 205 Ed ora. Il furore dei venditori lasciati da parte. piccole conchiglie proprie della costa orientale. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta.000 kg di avorio. In mancanza di grani di vetro. translucido. invece. Verso mezzogiorno. formano il « fundo ». cominciano ora ad essere fuori corso. e i « viun-guas ». invece. l'animazione era giunta al più alto grado. come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. e Livingstone. che s'interponessero fra la folla urlante. gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. e « bubulus » quando sono neri. .Kazonndé. però. dolce al taglio. e il fracasso era diventato assordante. e di scorza bruna. è lo schiavo. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. fatti d'un avorio opaco. e se sono rosa. di fabbrica veneziana. con pochi vigili.

ma le richieste della costa erano cosi numerose.. costretto a lavorare come uno schiavo!. di fanciulli. 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. — No. non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi . Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si.. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom.. povero vecchio babbo! — esclamò Bat. non potevano sostenere il paragone con quelli. e Alvez. — disse Tom — no! Non ci separeranno.. perché. — No. — Il signor Dick non c'è. Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me. dopo un mese di baraccone. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi. se Hercule era morto. e forse potremo. Quanto agli ultimi arrivati.. e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. soffocato dai singhiozzi. Quello stock non era per nulla in cattivo stato. Ma il gigante non era ricomparso. Intanto era cominciata la vendita.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. di donne. — disse quasi subito Bat. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». Dopo le notizie pervenute a Dick Sand. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini. non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno. che si decise ad esporli cosi com'erano.. senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. certo. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni».

destinati ai più duri lavori. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità. la madre dal figlio. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba. uomini e donne. ne esaminavano i denti. li facevano voltare. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. stoffe o perle. Questo metodo era impiegato per tutti. Ma quei negri forti e intelligenti. il fratello dalla sorella.furono cosi condotti da compratore a compratore. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. dove le barattano con avorio. E d'altronde. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. poi gettavano lontano un bastone. non trovavano migliore accoglienza. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. Li palpavano. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. Violentemente separati gli uni dagli altri. Infatti. a seconda del loro sesso. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. Un agente camminava davanti a loro. Gli uomini. in virtù della poligamia. o sui mercati di Mascate . Coimbra. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. ricevano una diversa destinazione. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. il marito dalla moglie. erano pieni di vergogna. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. tutti. Tranne i fanciulli. e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. Queste. che presso i musulmani è legge. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. mezzo ubriaco. avevano per loro grande valore.

mentre. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. mentre Tom e i suoi. Bat. i prezzi salivano. 207 almeno. poiché. non potevano protestare. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar. attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza. ma. essi. che parlavano soltanto l'inglese. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. essi non temevano questa eventualità. Tom. per loro. Vi sarebbero giunti. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato. di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. infatti. tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. Là. dove si fa il grande passaggio degli schiavi.e di Madagascar. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. il vecchio Tom. a dire il vero. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva . Alvez batteva le mani. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi.

In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. in mezzo alla grande piazza. ne discese. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro. e. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne. intarsiati di « sofis ». quando un gran fracasso di tamburi. Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. di « funzionari ». che dimostravano l'antica nobiltà del re. i polsi. Muani Lungga. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. dall'orlo giallo. Rimanevano da vendere numerosi schiavi. di soldati e di schiavi. anche in un giorno di grande rialzo. una specie di tiara. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. Muani Lungga.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. che Alvez gli . 208 Il re di Kazonndé. non senza l'aiuto di una decina di braccia. Ma. le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. a sentire lui. sul petto aveva molteplici tatuaggi. Sul suo capo. e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. ma ne dimostrava ottanta. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato. Quel re aveva cinquantanni. veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». Le caviglie. portato in un vecchio palanchino.

ricamata di perle. Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. era un mostro. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. Altre mogli. Muanà. era perché cosi gli piaceva. e che se mangiava. ma più giovani. e del resto era impossibile che potesse bere di più. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». era una megera di qua-rant'anni. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. se beveva era perché gli piaceva bere. la capigliatura disposta a piani. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. a un cenno del padrone. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. essendo d'essenza divina. poiché le disgraziate non sono altra cosa. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. che erano cugine o sorelle del re. Se il re vuole sedersi. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. collane dovunque era possibile metterne.aveva regalato già da una ventina d'anni. incurabili ubriaconi. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle. due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato. una gonnella d'erba. in confronto a lui erano gente sobria. insomma. camminavano dietro di lei. colei che era chiamata la regina. meno riccamente vestite. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. come le sue colleghe. la 209 loro funzione di mobili umani. finalmente. Muani Lungga. come . di sangue reale. la prima per data. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. solo per il fatto che occupava un trono. e rubati dalle tasche di Bat. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. pretendeva di avere un'origine celeste. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. pronte ad assolvere. I suoi ministri e i funzionari.

mancava una parte qualunque del corpo. insomma. e il tutto a capriccio del re. specie di timpani formati da due ordini di . a quello un occhio. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie. rombare assordanti tamburi. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. era adorno di frange. poveretti. barcollanti come il loro padrone. ereditari o nominati per quattro anni. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite. a un altro ancora la mano. uomini e donne. Del resto. Quanto ai soldati. nemmeno uno era intero. lance larghe e lunghe. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. perché. II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. Gli stregoni. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. chiamati « mganngas ». avevano in capo berretti di pelle di zebra. rappresentanti animali fantastici. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». e per tutta uniforme. facevano stridere certe loro raganelle. coltelli affilati a lingua di serpe.sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. spalmati all'estremità di droghe magiche. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi. Per la minima colpa. i suoi capitani e gli stregoni. sono i medici del paese. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. la mutilazione o la morte. Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi. un'amputazione qualsiasi. e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. I musicanti. governatori di distretti. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». indossavano un panciotto rosso. a quell'altro il naso. a questo l'orecchio. quanto all'uniforme propriamente detta. scudi di legno di palma decorati da arabeschi. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno.

si prosternarono. Al di sopra di questa folla. E aveva grande bisogno d'essere calmato. gli dicevano « Marhaba ». alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. Muanì Lungga. perché era. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. e inoltre. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. in cima alle picche. Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. sorsero acclamazioni da ogni parte. dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. di pessimo umore. come lo 210 chiamano in paese. Coimbra. Gli arabi. Entrambi discorrevano in lingua indigena. che significa benvenuto. se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi. facendosi avanti.zucche di varie dimensioni. In quella maniera passeggiò. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. l'erba calmante. sventolavano bandiere e gagliardetti. poi Alvez. Insieme con Alvez. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. che . che componeva il corteo reale. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. non si sa il motivo. Gli bavildar. le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla.

il cannibalismo è ancora largamente praticato.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate.. — Si. presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. esaurita da copiose libazioni... Sulle rive del .. — Da bere! — replicava Muani Lungga. nell'Alto Zaire.. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone. no!. Inoltre. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. — riprese Negoro. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez... — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ». il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare. — rispose il re. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese. era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che. — No!. — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga. dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. infatti.. — Si mandi quel bianco dal re Massongo. — Ebbene. si porti « pombé ». — soggiungeva Alvez. idromele! — esclamò Alvez. — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. — diceva il negriero. il mio agente Harris. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. — rispondeva il monarca. — Ho sete. in certe province dell'Africa centrale. 211 Massongo. — Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro.

— È qui. Alvez. una sera senza crepuscolo. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. quest'acqua. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga. era fuori di sé per la gioia. senza dubbio. negro come loro.Lualaba. una goccia di acqua di fuoco. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. Era venuta la sera. Povero Dick Sand. ora propizia per far . dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. — egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. né a Coimbra. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. la sete di sangue. né finalmente a Negoro. Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e. — Dove vorrai. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. per quanto fosse crudele. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. — Si. meticcio di sangue negro. Ma. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue. con la sete dell'alcool. sarebbe stata pure soddisfatta. facevano conto di berla cosi infiammata. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. Inoltre. Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. né ad Alvez. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. cui sarebbe successa immediatamente la notte. ma comperano anche schiavi per divorarli. Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. cosi imperiosa in quei selvaggi. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima.

poi da un supplizio. si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. Dick Sand. venduti o no. Alvez generosamente lo trattenne. Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. José Antonio Alvez. ma assai purificato. e che effetto. che poteva contenere almeno duecento pinte. allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. e gli porse fra le mani una miccia accesa. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. i soldati. gli havildar. rinchiuso nella sua buia prigione. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. Gli altri schiavi. né le droghe. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. Venne portato un largo bacino di rame. fiammeggiante e scottante.fiammeggiare l'alcool. e fu collocato in mezzo alla piazza. consigliato da Negoro. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. non risparmiando né la cannella. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. pronti a sorbire la loro parte di punch. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. fece le cose per bene. e forse. Tutti avevano circondato il re. e perciò le . Che fiammata.

uno o due pezzi di colonna vertebrale. ritirandolo pieno di punch in fiamme. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. spaventate. Quei negri. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. prese il mestolone dalle mani del negriero. lo appressò alle labbra. ma bruciavano ancora. alcune dita. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. Il re e il ministro. la danza dei negri si era subito fermata. A tale spettacolo. prese fuoco egli pure. Alvez. Continuando a quel modo. ma. Il fuoco sviluppava poco calore. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. lo immerse nel bacino e poi. Muani Lungga avanzò. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. quanto a Coimbra. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere. Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. però non bruciava meno. a gesticolare e. rimescolava il liquido.facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. munito di un enorme mestolone di metallo. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio. già ubriachi fin da prima. che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio. è vero. la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. se la diede a gambe. giacché. Alcuni momenti dopo. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. prendendosi per mano. cominciarono a gridare. si erano date alla fuga. non meno alcolizzato di lui. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. avrebbe continuato ad ardere all'interno. Di li a poco. . le donne. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. sul luogo dove erano caduti. che erano caduti a terra.

accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca. sarebbe stato per lui un pessimo affare. e gli indigeni. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava. i più vecchi. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. il 214 . e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. atterriti. se i viaggiatori dell'Africa centrale. Per suo consiglio.e i pollici dei piedi. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. inesplicabile. si tenevano chiusi nelle loro capanne. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. gli indigeni. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina. Questi funerali. ebbe una buona idea. però. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. tanto inclini alla superstizione. anzi. e doveva infatti sembrare. Addebitargli la morte di Muani Lungga. 29 maggio. Negoro.

fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. Nessuno protestò. si sbarazzava delle più giovani. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. di cui lei. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. aveva avuto necessariamente a lagnarsi. Inoltre. nel tempo stesso. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». Ella fece dunque annunziare. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà. ella faceva atto di autorità sovrana. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . poiché. all'ultima fase della cerimonia funebre. allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. né a corte né fra la plebe indigena. Muanà. Si trattava di deviare quel ruscello. Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. affluente del Coango. per il fatto stesso che diventava regina. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. e con ragione. e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. prima per ordine di tempo. avrebbero rotto la diga. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale.tenente Cameron fra gli altri. dopo la sepoltura. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. con pochi doni e complimenti. Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé.

mio giovane capitano. volendo approdare al litorale americano. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. e risolvette di andarlo a visitare. qualunque cosa avesse potuto dire. e Negoro. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. — aggiunse. Ma ora. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. Al tempo stesso. — Ho creduto mio dovere. aspettando la morte. e armandosi di calma. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. suppose di non avere nulla da temere.morte della signora Weldon e del piccolo Jack. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo. Tuttavia. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. come un termine a tanti mali. potendo appena voltarsi. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. Si recò dunque. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. strettamente legato. scorgendo Negoro. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. verso mezzogiorno. — Potreste finalmente spiegarmi come. capitano. avete finito . indebolito dai patimenti già sopportati. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. deciso a non onorarlo di una risposta. vile canaglia. li. per quanto potesse essere crudele. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi.

nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. — Ah. gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. — oggi io sono il capitano. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. — rispose freddamente Dick Sand. capitano. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. mio giovane signore! E cosi dicendo. che si sarebbe creduto volesse divorarlo. tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. divenuto a un tratto feroce. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. — Confesserete. — rispose Dick Sand senza commuoversi.per giungere all'Angola. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. lo sfiorava cosi da vicino. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. Negoro. in un porto amico. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. siete arrivato. dove Alvez e io siamo onnipotenti. grazie a lui. — ma sappilo. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. troppo fortunati se non creperanno per .

battendo il piede per terra. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. e che tutto sarebbe finito. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. Allora si raddrizzò. Negoro. Io ti conosco a fondo. il . Negoro. Dingo ti saprà ritrovare. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio. perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. e Dingo ti cerca. Negoro. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo. Negoro. morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro. aggrappandosi a lui nel suo furore. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. Invece di abbatterlo. Sentendosi più libero. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. — è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. fuori di sé. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. tu sei vile.

buio profondo in quel carcere. Si preparava dunque a morire. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. che durò . e a dire il vero. Si fece buio. Ah. ahimè. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. Trascorsero le ore. Dick Sand lo doveva credere. avvenne che. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. era molto probabile che Hercule. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. a dispetto di tutte le probabilità. in fervida luce. scese la notte. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. sarebbe stata vera pazzia. si spensero. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. dopo l'immenso fracasso della sera precedente. e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. fosse perito egli pure. e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. Certo Dick Sand non sperava nulla. esposto a tanti pericoli. non ci teneva nemmeno più a vivere. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa.

Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. Aiutandosi con il braccio libero. una zampa passò sotto la porta. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. e forse. » In quel momento. Dick Sand. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia. Un gemito. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone. specie di latrato sordo e lamentoso. e in modo più distinto. gli rispose. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo. « Non è Hercule ». già un po' sgonfiato. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. in caso di fuga.due ore. Riusci a liberare dai legami un braccio. ma se il cane aveva un biglietto. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule... dopo le quali si svegliò. e senza dubbio non gli rimase che darsi . ancora saldo d'animo e di cuore. accostando le labbra alla soglia. La notte doveva essere trascorsa per metà. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. Negoro ha mentito. si doveva tentare. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. avrebbero potuto essergli di grande aiuto.

Le acque del ruscello erano state deviate. non potendo più pensare a evadere. dopo un'attesa mortale. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. . Verso la fine della giornata. Venuta la sera. La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. scelte fra le schiave di Muani Lungga. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali. vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. cominciarono a tappezzarla. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto.alla fuga. Di solito queste infelici sono sepolte vive. doveva assistervi. ma questa volta. sia vestito dei suoi più ricchi abiti. Muani Lungga. ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. Tutta la popolazione di Kazonndé. poiché era stato dato l'allarme. prima di essere collocato nella tomba. Yhavildar si risvegliò a mezzo. Grida. danze . aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza. sotto pena di una mutilazione. Echeggiarono alcuni spari. che raffigurava a sufficienza. sul fondo e lungo le pareti. vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. indigena o no. vi era qualche cosa di comicamente terribile. e con grande apparato. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. e Dick Sand. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone. In tale mascherata.si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. di donne vive. e forse con vantaggio. si dovette procedere diversamente.

i. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. erano state scelte dalla regina. e a quel palo si vedeva legato un bianco. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. fragore di strumenti. che doveva egli pure far parte del numero delle . fu messa carponi per servire da poltrona reale. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. La regina Muanà. Dinanzi al fantoccio. e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio. pomposamente vestita. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. vestite come per una festa. come era solita fare quando il re era vivo. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. Lo circondavano le mogli di secondo ordine. sbucava da terra un palo tinto di rosso. altre gementi di quando in quando. i negrieri arabi. era portato nelle ultime file del corteo. Le mogli che dovevano morire. Coimbra. Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. all'estremità della fossa. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. non mancava nulla. la notte era ormai calata del tutto.funebri. Il corpo del re. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello. Negoro. e vivi. agitate dai portatori.A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». Era tappezzata di corpi neri. mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. spari dei vecchi fucili dell'arsenale. quella che portava il titolo di seconda moglie. giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. incantesimi degli stregoni. visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso. Ma le torce di resina. Una di quelle vittime. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. (N. coricato su un palanchino. José Antonio Alvez. Allora la fossa apparve distintamente.

la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti. e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. sommerso fino alle ginocchia. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. con . e non è più permesso ignorarlo. l'uomo è ancora a questo punto. Con raffinata crudeltà. poiché entrambi. La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà. Fu il principio di uno spaventoso macello.vittime di quei sanguinosi funerali.. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. si vide Dick Sand. e legato a quel palo aspettava la morte. Quel bianco era Dick Sand. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti. A un segnale della regina. Per mezz'ora. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti. la quarta moglie. e il suo sangue colò nella fossa. invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. In quei tristi paesi. fu sgozzata dal boia di Kazonndé. Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto.. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re.

ignorava che ne fosse avvenuto. dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. in condizioni soddisfacenti. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. quanto a Dick Sand. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato. non pensava nemmeno a lamentarsi. Dopo l'assalto al formicaio. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. Dei suoi compagni. la signora Weldon non aveva più avuto notizie. nella lingua del paese chiamato kitanda. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. Tom. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . con il piccolo Jack. Il cugino Bénédict. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. e la signora Weldon. e la signora Weldon. Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. mancando di ogni notizia dall'esterno. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. erano negri. mentre. erano stati trascinati da Harris e Negoro. oltre l'accampamento sulla Coanza. Bat. Austin e Actéon. Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza. non potè sapere nulla. almeno fisicamente.il cugino Bénédict. La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. si trovavano invece a Kazonndé. la signora Weldon. e ora stava bene. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. camminava di buon passo. con Jack e il cugino Bénédict. fu fatta salire su un palanchino. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. Nan. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. si trovavano.

le mandibole enormi. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. né della morte di Muani Lungga. La povera donna si trovava dunque a Kazonndé.possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». — ripeteva a sé e alla signora Weldon. dunque. con le elitre unite e taglienti. raccolto alcuni insetti africani. e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. alla mercé dei negrieri. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America.rivelarono qualche fatto nuovo. Addio. gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . il cugino Bénédict. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. le mosche tse-tsè e altri. Dopo il suo arrivo. no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. né dei funerali del re. non erano che semplici esapodi africani. sola. e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero. la pili notevole delle . lui. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto. che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. in potere di Negoro. ah. — Eh. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza. come credeva.

le cui zampe sono fornite di spine. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. ora sparse per tutta l'Europa. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica. dei golia di Guinea e di Gabon. Possedeva ancora la scatola di latta. nello stabilimento di Alvez. Oh. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. D'altronde. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. di una semilibertà. e del resto. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. quantunque bene cintato. l'abbiamo detto. della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. il cugino Bénédict. in compagnia di Negoro e Harris. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi. quel chiuso non misurava . un naturalista senza lente e senza occhiali. questo. Checché ne sia. si. delle ateuchus sacre. quando trovava qualche insetto. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi. per il cugino Bénédict. l'entomologo aveva goduto. delle antidie macchiate. Ma. e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. e le farò. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. ed era un grande dispiacere. poteva andare e venire.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. Perciò. difficile da superare. qui ci sono da fare splendide scoperte. che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. un'alta palizzata.

Il bambino parlava spesso del babbo. alcuni ruscelli. di Bat. al quale dare il proprio nome. di Actéon o di Dingo. sensibilissima. non viveva che di questi ricordi. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. che pareva esso pure averlo abbandonato. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. anzi. se non la fortuna. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. la felicità del cugino Bénédict. Si informava di tutti. Voleva rivedere il suo Dick Sand. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. che non rivedeva più da tanto tempo. di Austin.meno di un miglio di circonferenza. tutti gli altri. la signora Weldon aveva notato che. ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. del suo amico Hercule. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. al piccolo Jack pareva poi immenso. e la sua giovane immaginazione. le erano stati risparmiati i maltrattamenti. Alle sue domande. se. Alcuni alberi. e mancò poco. e fare. della vecchia Nan. temendo continuamente qualche disgrazia. alte erbe. cespugli di piante tipiche dell'Africa. egli scopri alcuni esapodi. le stoppie dei baracconi e delle capanne. e chiedeva di tornare da lui. Difatti. Al momento. durante il viaggio dalla Coanza. oggetto del suo commercio. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali.

doveva essere in preda alla pili terribile disperazione. Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. era sufficiente. una specie di affetto selvaggio. le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. che abitava fuori. Inoltre. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. le dimostrava. sorgo. quegli steamers arrivavano regolarmente. frutta del paese. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. In mezzo a tante ansietà. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. ma allora. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. Insomma. ora. e Halima. né Jack. l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. né il cugino Bénédict vi si trovavano. manioca. Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. nel recinto era rimasta poca gente. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. cosicché James W. il cugino Bénédict un'altra. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. ma certamente sincero. a suo modo e come poteva. e non ricompariva. dove doveva spingere le sue . non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco. anzi. carne di capra o di montone. e. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. né la signora Weldon. e non vedeva mai Negoro. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. legumi. Il cibo.stoffe e d'avorio.

— Dio li abbia in custodia. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure. sulle isole del Pacifico. — Nan morta! E Dick!. — gridò la signora Weldon. mai! Cosi pensava la signora Weldon. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche. e il piccolo Jack. Ma che poteva tentare. no. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. suo figlio Bat. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé. La signora Weldon era sola. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera. — Si...ricerche? Evidentemente. — riprese Negoro. Dick Sand è morto. dove. — Voi siete sola a Kazonndé. anzitutto. E finalmente li conobbe. Il 6 giugno. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. sotto la sorveglianza della schiava Halima. Ma. non aveva più rimesso-piede. significava avventurarsi in quelle fitte foreste. passeggiava nel recinto dello stabilimento. fuggire. ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. signora. capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero. da quando era tornato. asciugandosi una lacrima. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. — disse la signora Weldon. Negoro 224 entrò nello stabilimento. senza avere avuto la . Il vecchio negro. assolutamente sola. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. — Nan è morta per via. voleva conoscere bene i disegni di Negoro.. forse sul litorale americano.. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris. la signora Weldon era risoluta a farlo. fra mille pericoli. Negoro spinse la porta della capanna.

— Si chiama. — Voi. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese. che non poteva credere a quanto udiva.. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. e da cui pochissimi ritornano. guardando Negoro senza rispondere. 225 — Vendervi o rivendervi!. — Signora Weldon. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon. nello stabilimento di Alvez. vostro marito. — rispose la signora Weldon con accento fermo. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. La signora Weldon abbassò un momento il capo... La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. Erano partiti per la regione dei Laghi.consolazione di rivedere la signora Weldon. — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere. signora Weldon. suo figlio e suo cugino per giunta! . non restituire. avete un valore commerciale che intendo realizzare.. Weldon. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera. Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. — Voi siete schiava. James W. — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon. ma far pagare sua moglie. — Mi avete udito? — riprese Negoro. senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé. al quale voglio. — Lui in persona.

— Più presto che sia possibile.. — Rifiuto. la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon. — Rifiutate? — esclamò Negoro. non mi mancherà il denaro. Per fare il viaggio.. quello. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari. non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon. — Ma se voglio vendervi presto. nell'Africa centrale. — Precisamente. dopo avere ricevuto il . — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. a Kazonndé. — rispose freddamente la signora Weldon.. se li potrà dare. pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto. voglio anche vendervi caro. a Kazonndé. — No.. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. — rispose Negoro con impudenza. e non sarà cosi imprudente da venire. Quando si tratta di un negozio. — Non vi baderà. — rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. e mi dipinga come un servitore fedele. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio. e quello era proprio un negozio... — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. mio marito.La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello. e anche dell'altro. dietro la vostra asserzione soltanto. — Verrà. — Soltanto. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio... sfuggito dalle mani di questi selvaggi. senza prove. — Mio marito non vi crederà... — Dove? — Qui. che gli dica la vostra condizione. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé.

ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli.. sua moglie. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. come voi. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA. Circa l'onestà del portoghese. Ma.. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia. non c'era nemmeno da pensarci. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. — No! — rispose ancora la signora Weldon. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa.. è in mio potere. almeno momentaneamente. o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon. Fra otto giorni. dimenticando perfino il figlio. oppure ve ne pentirete! Ciò detto. il figliolo e il cugino Bénédict di poter . 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. — Signora Weldon. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta. e saprò ben io!. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla.riscatto fissato. Dietro una lettera di sua moglie. ma si trattava del suo interesse.. la voce le mancava. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. Il cuore le balzava forte nel petto. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo. quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. vostro figlio. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon. — Voi non siete sola qui. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé. — Ah! state attenta! — gridò Negoro. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro. una volta a Kazonndé. ella lo sapeva bene.

... del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro. mamma? — domandò il piccino. tesoro. altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare. Jack.. in un punto determinato. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito.. no! Non deve venirci. Jack. era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio.. — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack. abbassando il capo per nascondere le lacrime. e il vecchio Tom? — Si. sulla costa. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo. si. In quel momento. — rispose la signora Weldon. la quale.. con un moto istintivo... forse!.----rispose la signora Weldon.. ed Hercule.. — Pensavo al tuo babbo. — Allora gli scriverai tu. si mamma! viene qui? — No. per non rispondergli in . se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni. Ella pensò anche che... Jack entrò nella capanna e. — No. si. mamma? — Si. no.. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò. — rispose la signora Weldon.. — No. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà. la madre lo strinse a sé. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre. Cosi.. — Con il mio amico Dick.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori. — Allora andremo noi da lui? — Si. per non dire impossibilità. senza saperlo. Saresti contento di rivederlo? — Oh. — Hai qualche grande dispiacere.

alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. Là si erano successivamente recati Speke. con grande dispiacere dei negozianti. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. passavano. ritornati ai loro paesi. Livingstone. non senza valore. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. civili o religiosi. già molto svalutato. Infatti. Bisogna dire. gli orrori della tratta. ma anche all'interno del continente. molto vaga ancora. dovevano essere ricevuti a fucilate. si aggiungeva un altro motivo. se si uccideva qualcuno di quei curiosi. che una vaga speranza.altro modo. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. lo copri di baci. tutta l'Inghilterra e tutta . e 228 questi. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi. Grant. Non era. E un po' lo si faceva davvero. ma era qualche cosa. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. invece. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro. con le crociere. diceva Alvez. di Ugigi. era un'invasione! Fra poco. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. è vero. soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. raccontavano esagerando. si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. ora. non solamente all'esterno. ma. alcuni altri. Stanley e altri. con i loro missionari e i viaggiatori.

Il negriero. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. fra poco. Se Kazonndé era stata risparmiata. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. dove Alvez possedeva degli stabilmenti. il . e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. Nato il 13 marzo 1813. Stanley a nord. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. ma ciò che sapevano.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. uscirne per l'Angola. aveva ragione di temere. non cosi era di Cassanga e di Bihè. seguendo quell'itinerario. vale a dire meno visitate. di cosi grande interesse per lei. Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley. Ora. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. perché. era questo: Molto probabilmente. villaggio della contea di Lanark. e si sa che. poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole. e senza che James W. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. dopo esservi entrato per Zanzibar. infatti. David Livingstone. Cameron a sud. alcuni anni dopo. ciò che la signora Weldon intese. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest. ciò che dissero. che non poteva mancargli. Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola.

Dal Capo. dove sposò la figlia di 229 Moffat. la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. scopriva il lago N'gami e. nel paese dei Makololo. Infatti. Il loro capo. un terzo doveva riuscire. Il dottore parti con alcuni indigeni. penetrò . il 31 dicembre. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. lo Zambesi era scoperto. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. in modo da giungere a San Paolo di Loanda. Il 1° agosto del medesimo anno. dopo terribili patimenti. sbarcava al Capo nel 1840. di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest. Sebituané. entrava a Litubaruba. lo raggiungeva a Linyanti. nel 1843. il 3 giugno 1852. partendo dal Capo. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. lo ritroviamo a Kolobeng. Questa volta si trattava. nel paese dei Bechuana. e di li a due anni nel 1849. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. poi tornò a Kuruman. dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. diventato a forza di studio teologo e medico. che esplorò per la prima volta.secondo di sei figli. antichi coloni olandesi. e alla fine di giugno del 1851. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. Quattro anni dopo. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. i tre figli e due amici. fondava una missione nella vallata di Mabotsa. giungeva. Oswell e Murray.

lo ricevette con grande onore. e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita. dopo aver attraversato il Leeba. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio. minacce di morte. L'11 novembre 1853. Il 14 gennaio. tutto cospirò contro Livingstone. esigenze degli indigeni. che gli fece buona accoglienza. il 27 dicembre. il 20 febbraio. e riparti con i suoi. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. Sekeletu. si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. il dottore. Da questo punto. dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. e il 26 dello stesso mese. giunse alla foce del Leeba. costeggiò la riva destra di quella Coanza. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. discendeva il corso dello Chobè. Là. Livingstone entrava a Cassanga.nel centro del paese dei Bamanguato e. e va a gettarsi a nord nello Zaire. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi. dove il giovane sovrano dei Makololo. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo. paese difficile. arrivava presso il re Katema. che . assalti delle tribù. accompagnato da ventisette Makololo. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. arrivò a Linyanti. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. Un mese dopo. 230 Il dottore tenne duro. il 23 maggio. il più potente sovrano dei Balonda. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. là dove riceve il Makondo. ribellione dei suoi compagni. visitava Katonga e Libonta. entrava a Nanielè. il dottore. lasciò Linyanti e. che viene dall'est. Sei giorni dopo. si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione. giungeva allo Zambesi. Quivi pure fu ricevuto bene. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. trattenuto da violente febbri.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé. lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo. dove suo figlio. questo. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. o i pericoli del ritorno. La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. almeno. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. Jack e il cugino Bénédict. era inte235 resse di Alvez . e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. scortato da una ventina di negri. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo. e d'altronde. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. egli risalf verso il nord. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo. il cugino Bénédict e lei . gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto. Dopo la sua partenza. e Negoro. Il giorno dopo.in un giorno fissato.che i prigionieri giungessero sani e salvi. ammettendo che tutto andasse favorevolmente. Convenute cosi le cose. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza.il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione . all'arrivo della nave sarebbe scomparso. Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante.

senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. la filatura del cotone. Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. estrarre dalle drupe del mpafu. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule.si trovavano in relativa sicurezza. non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ». Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon. raccogliere il sorgo. specie d'oliva. mondare e vagliare il granturco. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez. e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. i cui fili . Di più. specie di grosso miglio. d'altronde. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità. prima di partire. Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro.

anzi. in cuor loro. canne da zucchero. noti sotto il nome di tchilobè. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. sia quella del granturco sia quella degli schiavi. e finalmente. Mentre le donne lavorano.. eccetera. si fermava e le guardava. la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». alcune delle quali hanno una gobba. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne. arachidi con le quali si produce l'olio. cipolle. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. montoni. capre. caffè indigeno. crescono sopra alberi alti venti piedi. fave. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca. La sola Halima faceva eccezione. la cui carne nel paese serve all'alimentazione. le cure degli animali domestici. guaiabe. cacciano l'elefante o il bufalo. fatto con banane. mentre esse. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. poiché. il « pombé » e altri liquori. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. sesamo.vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. gli uomini fumano il tabacco o la canapa. l'allevamento del pollame. bovi. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. giovenche di piccola razza. potè scambiare . non sentivano alcuna commiserazione. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato. per la quale. Di queste diverse occupazioni. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo. l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. dei maiali. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. dalle corna corte. il cui succo si trasforma in sciroppo. Qualche volta. farina che si estrae dalla manioca. bisogna dirlo. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne.. e che sono un importante oggetto di scambio.

una minuscola ape. che ebbe conseguenze inattese. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. costruiti con alcune bacchette. ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. deve . con il petto e la gola scarlatta. soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. poi vedovelle. Ma quest'avventura. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. insettivori. ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. il cui canto era gradevole. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia. nidi di marabù. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. stava sempre benissimo ovunque fosse. eppure c'erano li. drugo. purché non gli mancassero gli insetti. come fa il cuculo nel nido degli altri. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi. invece.il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile. — egli rispondeva.era il 17 giugno . . che deponeva le uova in cellule non sue. come poteva. e studiava. cugina Weldon. grattandosi a sangue. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. calao. somiglianti a quelli dei tisserini. senza occhiali né lente .di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. e nidi di suimanga. che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. un giorno. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. in un enorme baobab. e uno sfeco. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto.

cosa che gli spiaceva molto. non si poteva dubitarne. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. passargli tanto vicino da permet- . D'un tratto. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. Si era dunque rifugiato. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. in fondo alla propria capanna e il sonno. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. egli intese un fremito. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. soltanto dall'intensità del suo ronzio. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. perché. senza. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. cominciava a impadronirsi di lui. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali. aveva però l'udito assai fine. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. sentiva ronzare un'infinità di insetti. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto.essere raccontata con alcuni particolari. Rizzatosi a sedere. però. ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali. e che l'insetto. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie. sotto quei raggi del sole meridiano. La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. con suo grande rammarico. non doveva essere un insetto qualunque. e gli parve che quello fosse sconosciuto. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo. e perfino il cugino Bénédict. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. in quella siesta involontaria. messo subito in allarme.

L'insetto. dal lato dell'occipite. anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. che era molto lungo. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. l'insetto ronzante. ma si trattenne e fece bene. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano. guardando di sbieco. gli farei male. sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. o anche sottovarietà nuova. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine. Un esapodo africano. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. dopo aver girato a lungo intorno a lui. andò a posarglisi sulla testa. peggio ancora. genere. Infine. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. poteva riprendere il volo. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. era li. in tutta la sua vita d'entomologo. senza contare che. mai. di specie. Egli tratteneva il fiato e. sulla sua testa.tergli di riconoscerlo. lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. cominciò a scendere il versante frontale . no ». pensò « lo sbaglierei o. Tuttavia. aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. alla punta del naso. Mio Dio. o almeno di varietà. « No. come sulla cima di qualche cespuglio incolto. da un momento all'altro. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli.

— Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. — la manticora tubercolosa! Però. dopo venti piccoli circuiti. come due lenti. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. rimase fra le due ali frementi. o sceso al disotto? Scese. si è che ogni altro. valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. cosi ben disposto per portare occhiali. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? .del cugino Bénédict. perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. giunse sulla radice del naso. sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. A quella distanza. potevano. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. al posto del cugino Bénédict. e una volta giunto su quella radice. L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. L'insetto. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. bisogna convenire. i due occhi del cugino Bénédict. Più vero ancora. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale. pensava il degno scienziato. al suo posto. dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. era. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. non bisognava gridarlo. però. scenderei ». che non potè trattenere un grido. o almeno per metterlo in fuga. senza parlare per il timore di essere punti. ahimè! al povero cugino. e non fare 239 un gesto. una cosa semplicemente eroica. facendo convergere il loro raggio visivo.

. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. stese la mano. il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. Era meglio. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente. Perciò. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare.del resto era cosa fatta . campione rarissimo nelle collezioni. la manticora intese quel grido. avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. — Maledizione! — gridò. la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere. Giunta li. e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso.Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. per cosi dire. a meno di dieci pollici dai suoi occhi. e non gettare un grido d'ammirazione.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. che cammina più che non voli. . è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. » Aveva torto? Checché ne sia. strisciando come una biscia. evidentemente. un insetto della tribù dei Cicindelidi. Giunta presso la palizzata. dopo alcuni minuti. troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. si disse il cugino Bénédict. la chiuse violentemente. si trovava fuori della capanna. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. egli era sempre li. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere. Un momento dopo. ma non bisognava perderlo di vista. ciò non sarebbe stato nella sua natura. è come arrischiare di schiacciarla ». eccolo dunque carponi con il naso al suolo. come un cane che fiuti una traccia. 240 sotto il sole di mezzogiorno e. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. « No. « Afferrare la manticora.

disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano. che era situata alla estremità nord della città. il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. confinava con una grande foresta. quella parte dello stabilimento di Alvez.Senza esitare. perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava. e il cugino Bénédict temette di perderla di vista.. Ah.. senza dubbio. cui era tornata la speranza di rivederla. il cugino Bénédict si rizzò. ahimè! fu proprio quel che avvenne. si precipitò subito con la . la tana era larga almeno due piedi. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo.. Ma la manticora. essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta. le sue elitre si allargarono. essa volò via. della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi. L'insetto svolazzava sopra la sua testa. Ma. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate. D'altra parte. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. le ali si spiegarono. In mezzo minuto. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. guardò. allorché frrrr!. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. e formava una specie di galleria. per lui senza forma apprezzabile. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero.. il cugino Bénédict. Infatti. ma non se ne curò punto. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. con sua grande meraviglia. E.

— Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame. Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. lo sconcertato cugino. ma anche più ironico. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. Con se stesso. cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene.faccia a terra. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. volò via. come un nuotatore alla superficie dell'acqua. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. il ronzio più intenso. delle sue ali di coleottero. procedeva a piccoli salti. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict.. tutto questo non sarebbe avvenuto. battendo l'aria . si mise egli pure a saltare. Dimenticava. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta.. arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. con le mani aperte. si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. Le sue braccia. a seconda che la manticora saltava qui o là. senza sapere nemmeno quel che si facesse. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto. e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. ma l'insetto ora non volava più. si stendevano a destra e a sinistra. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». che sfiorò. affannato. Il cugino Bénédict. il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa. l'insetto gli sfuggiva beffandosene. e di li a poco. si fosse impadronito dell'insetto.

nella capanna. in quella giornata del 17. Eppure. il cugino si senti trasportare attraverso le piante. e se sarebbe tornato. quel giorno. la signora Weldon conosceva il cugino. Improvvisamente. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. avrebbe ricusato senza esitare un momento. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei. In verità.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. non se lo chiedeva neppure. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. con l'altra alla base della schiena e. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . senza avere avuto il tempo di riaversi. intatta. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. fu presa da una profonda inquietudine. come sarebbe tornato. poi. un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. la scatola era là. ma tutto fu inutile. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. mentre passava presso una siepe. D'altronde. era inammissibile. Ora.

. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero. « Non valeva molto quell'imbecille ». contro il riscatto. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. e s'immagini il suo furore. Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. Ma allora. fatte con la maggior cura. diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. se lo riprendo!. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi.. la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati. perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. » Ma. . Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea. nelle mani di James W. che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana.sfuggivano. Ma allora. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva.

che si trovava allora nel nord dell'Angola. Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. fu come una calamità pubblica. allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ». in quanto che. esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. il cui sapere era tanto più meraviglioso. cominciarono le piogge persistenti. Era uno stregone di prim'ordine. impiegare i loro più preziosi amuleti. le cose andavano di male in peggio. Ma ci perdettero il loro latino. e gli abitanti della provincia. Si ricorse allora agli stregoni.È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. Si trattava di una calamità pubblica. furono pregati di scongiurare il pericolo. o che dicono la buona ventura agli indigeni. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. in provincia. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. non l'avevano mai messo alla . per gli indigeni. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. coperti di messi già mature. I terreni bassi. Intanto. fosse passato. agitare i doppi sonagli e le campanelline. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. che termina in aprile. si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. e i migliori « mganngas ». Infatti. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. e più specialmente un corno. benché il periodo della « masika ». che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge. pieno di fango e di scorze. Verso il 19 giugno. Tutti i lavori della stagione erano compromessi. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. il cielo si era coperto. poi. e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé. si videro di li a poco ridotti all'inedia. Ora. furono interamente sommersi.

più una grande quantità di palline dì fimo. gli cattivavano tutte le simpatie. è che quel « mgannga » era muto. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». e che era pieno di conchiglie. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. Quel « mgannga ». la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. poiché non c'era mai venuto. fatte con la creta. D'altra parte. di amuleti. Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. di mattina. ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni. il vento indicava una tendenza a cambiare. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio. Il cielo era un po' meno piovoso. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. . Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. Di solito. cinque quando percorrono i villaggi. era solo. gli stregoni si riuniscono in tre. e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. 244 Il 25 giugno. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». negro della più bell'acqua. e questi indizi di rasserenamento.prova. di cui una zucca formava il fondo. di idoletti di legno ed altri feticci. subito riconosciuto dalla folla. quattro. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. non si parlava che dei suoi successi. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. invece. coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». Una collana di crani d'uccello al collo. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. era un uomo superbo. ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo. Un particolare.

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé. specie di isolotti galleggianti. era pur sempre una complicazione. utilizzando la corrente di un corso d'acqua. — Animale che sono! — esclamò Hercule. Ma Hercule. la larghezza i quattro. girando di notte lungo l'argine. — No. no. — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès. la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume. — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque. e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore. questo corso d'acqua era li. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule. invece di giungere a San Paolo di Loanda. deciso a discendere la corrente di quel fiume. — Centomila legnate sul cranio. poiché il caso lo aveva servito bene. quella.di cui Cameron parla sovente . e d'altronde poco importava... Il primo pensiero di Dick Sand. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. — rispose Dick Sand.rimanere a Kazonndé. Si trattava dunque di precedere Negoro. diretto a nord. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea.. In tal caso.. Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata. Ora. non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito.che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. il soccorso non sarebbe loro mancato. Là. Infatti. . era anzi possibile che si gettasse nello Zaire. Hercule. e che numerosi rematori .

occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. qualora la pesca non fosse sufficiente. quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole.spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. tronchi . ma non senza pericolo. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. il tragitto doveva essere lungo. Dapprima. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e. Inoltre. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. appunto a causa della rapidità di quella corrente. che gli uccelli stessi s'ingannavano. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive. E le erbe erano disposte cosi abilmente. Per fortuna. cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. Ma. in mezzo a molti altri. venivano di frequente a posarvisi. Difatti. Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. alcioni bigi e bianchi. nascondeva ogni cosa. volendo passare senza essere veduto. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. e l'erba. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. Dick Sand. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente. aveva progettato di viaggiare solo di notte. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica. rocce. Però. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. per scendere la corrente del fiume. e vedendo li alcuni grani da beccare. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. gabbiani dal becco rosso. « arrhingas » dalle penne nere. e forse anche.

e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze. che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. pensando alla sua collezione perduta. era lì. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto. aveva capito che non bisognava far rumore. sopra un letto di foglie secche. siccome non era proibito muoversi. Nel mezzo dell'imbarcazione. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. dunque. Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione. taciturno. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. Quanto al piccolo Jack. Attraverso le lunghe erbe. sembrava fossero deserte. non c'era alcun pericolo di collisione. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. Il cugino Bénédict. se qualche ostacolo non li avesse fermati. Dick Sand. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. cosa molto frequente sui fiumi africani. la cui robusta mano teneva il timone. Ma non sbarcò. le braccia conserte. ma.d'alberi. quindi. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. Dick Sand. e inoltre. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. Durante i primi due giorni. Le rive. a valle. evidentemente. si era collocato a prua della piroga. del resto. con le gambe allungate. bassifondi del fiume. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. il suo sguardo osservava il corso del fiume. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora.

Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. — Si deve romperla. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. Spesso. gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. Sugli argini. non senza grande ammirazione. il piccolo Jack. Le loro alte cime. Quelle scimmie. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa. la giornata del 27. Alberi di copale. formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. hanno fronte bassa. poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. sono brutti campioni della razza scimmiesca. — Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. orecchie disposte in alto. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. Passando il ponte di liane. aloe. muso color giallo-chiaro.frequentate dagli indigeni. c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. abbaiano come cani in corsa. bauhinìa dal legno-ferro. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi. arbusti odoriferi. in quella stessa giornata. e gli indigeni le temono. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. anche. Vivono in frotte di circa una decina. — Una diga. tenendosi per la coda. Venti miglia più lontano. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. acacie a foglie rigide. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. felci arboree. ombrellifere. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. clematidi. riunendosi all'altezza di cento piedi. davano alle sponde un incomparabile splendore. gigli. signor Dick? . Asclepiadi. balsamine. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali.

consegnandogliela. Hercule. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. a colpi di scure. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate. lasciare la barca. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. quell'insetto. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso.— Si. e non mi lascerà che con la vita! . Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. il suo « alunno ». ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. che teneva fra l'indice e il pollice. il bravo negro sembrava un po' confuso. Imbruniva già. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. il suo dolore era sincero. due ore dopo. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. Neanche un insetto. quando Hercule. Hercule potè quindi. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. dunque. Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. almeno. Cosa singolare. La chiamano tikatika. che. e il povero uomo faceva pena. non mi verrà contestato. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. a foglie lucide. senza troppa imprudenza. capitano. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. — All'opera. e maneggiò cosi abilmente la scure. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua. la diga aveva ceduto. dopo tutto. E in fondo. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto.

D'improvviso. la piroga correva sulle acque scure del fiume. dovessero prosciugare il fiume. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. Poi. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI. poi. l'imbarcazione andò alla deriva.— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. amici! il cielo mi doveva questa gioia. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. In quel mentre. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. la luna. né un imenottero. né un neurottero. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni. Erano parecchie centinaia di elefanti che. . poi un rumore sordo. il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. — Un insetto che non è né un coleottero. 254 il paese spogliato di cosi begli alberi. si udì un lontano tramestio. sulla riva destra. Per un'estensione di molte miglia. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. che né la signora Weldon. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. e non accadde alcun incidente. apparendo dietro le cime degli alberi. attraverso i fili delle stoppie.

cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . che balzavano fra le alte erbe. e in quel paese privo d'ogni coltura. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. quasi sempre nel pomeriggio. munito di lunghe corna ad anelli. e anche ai leoni. nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. Nella giornata del 4 luglio. dopo aver . non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi. pure era considerevole. il granturco. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. giallo-rosso di pelo. Quanto alla sua direzione.gli animali però vi abbondavano. alci. che sono specie di antilopi graziosissime. Erano zebre che giocavano sulle rive. di cui si udivano gli urli. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare. « caama ». che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni. e la cui carne fu trovata eccellente. Fino allora. che gli diede buona provvista di cacciagione. picchiettato di punti brillanti. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte. in complesso. Difatti. anzi alla moda scimmiesca. essa. bianco sul ventre. all'8 luglio. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. la frutta. il sorgo.Se in quella regione mancavano gli indigeni. . Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. né da quelle della foresta né da quelle del fiume. il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile. il percorso. Ogni giorno. e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». Era un animale lungo cinque piedi. Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva.

il fiume forniva pure la sua parte di viveri. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. e gli aveva già inviato una palla. Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. piegava ora verso nord-ovest. e non era d'umore di abbandonarla. il leone lo portò . addentando il caama palpitante. a trenta passi da lui. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile. disarmato. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. Nella giornata del 9 luglio.puntato lungamente a nord. Era solo a terra. che. Esitava fra le prede. e non della specie senza criniera. ancora pieno di vita. piccoli « dagala » amici delle acque correnti. che ricordano i « witebait » del Tamigi. « usaka » neri assai pregiati. delicatissimi al gusto. senza battere ciglio. procuravano alcuni di quei « sandjika ». Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. « monndè » a testa larga. ma dapprima si limitò a guardarlo. Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. 255 Era un grande leone. che senza dubbio veniva a reclamare la preda. Dick Sand diede prova di grande sangue freddo. Quello misurava cinque piedi di altezza. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. armate di spine a guisa d'ami. quella che si moveva e quella che restava immobile. balzò un formidabile cacciatore. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. rossi e luminosi. Lunghe liane. Dick Sand era perduto. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. affumicati. E allora. di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». allorché. detta « leone di Nyassa ». che. sulle tracce di un « caama ». si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. una bestia formidabile. Dick Sand. Ad ogni modo. Con il salto che aveva fatto.

a quell'ora. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. forse. trovò ossa umane mezzo calcinate.via come un cane porta una lepre e. non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. come belve fuori della tana. Nondimeno. frustando gli arbusti con la formidabile coda. come ha fatto David Livingstone. fra la cenere appena raffreddata. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. su certe depressioni del terreno. Quei selvaggi. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo. che sorgeva isolato in mezzo al recinto. non doveva esserlo stato sempre. ma. in quella regione attraversata dal fiume. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. avanzi di qualche orribile pasto. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa. se il paese era allora disabitato. Più di una volta. e quel fico sacro. Ora. in qualche radura. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. scomparve sotto il bosco. non si sarebbe ingannato. Ma secondo le abitudini degli indigeni. Tre o quattro volte. raggiunti i compagni. Il bravo negro l'aveva promesso. poi si allontanò e. Tuttavia. perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. Forse. .

La sera del 10 luglio. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. la notte era chiara. a prua. invece. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. nella piroga. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio.quando Dick metteva piede sulla riva. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente. il fiume. e perciò. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. a sinistra. silenzio assoluto. disseminato di rocce. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. fra le palafitte fossero state tese delle reti. Ci fu un momento terribile. Due indigeni. Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. gettando clamori di cui non si può avere idea. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio. fuorché un . e immobilità completa. abbassando la voce. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio. mentre le tiravano su in gran fretta. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. come accade di frequente. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca. non era praticabile. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce. Il villaggio era abitato. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. ma anche abbastanza per essere visti. Ora. Dick Sand. La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. che discorrevano ad alta voce. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. poiché. Se per disgrazia.

Tuttavia. con un ultimo sforzo. nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. e infine. Non era . e quando sorse il giorno. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione. Uno degli indigeni gettò un grido. per una fortuna inaudita. la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata.. Durante i quattro giorni successivi. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. che si era trasformata in una specie di rapida. però. passando. 257 In mezzo minuto. talvolta un sordo brontolio di Dingo. le urla da bestie feroci dei cannibali.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. e per maggior precauzione. Non vide nulla di sospetto. — il letto si è rifatto praticabile. Frattanto. la trascinava rapidamente. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. tanto più che la corrente.. spinti dalla corrente. dall'11 al 14 luglio. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. come aveva temuto Dick Sand. Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. nessun indigeno si mostrò. Era più che probabile. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. dando un vigoroso colpo di remo. né sul fiume né sulle rive. Dick Sand non lo poteva affatto. la barca sarebbe passata. la piroga giunse tra le palafitte. Se venivano rialzate in tempo. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa. di sopra. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. forse quei selvaggi non ne avevano. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti. la barca segui costantemente la riva sinistra. quando. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza.

bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. specialmente dal piccolo Jack. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus. e il midollo. che ha un sapore zuccherato. Durante la notte. ma il deserto stesso. dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. grazie al cugino Bénédict. Alci. perciò. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. La pesca rendeva poco. che doveva .più soltanto un paese deserto. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca. poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. ma il giorno dopo. e ciò che turbava unicamente il silenzio. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. antilopi. Dick Sand non sapeva come fare. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. Per fortuna. ■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. quando Hercule gli ricordò. molto a proposito. divenne difficile da risolvere. La campagna. si fu serviti meglio. la caccia non dava più nulla. Era una sostanza poco nutriente. dei ribaditori che ribadiscono. Egli stesso. non echeggiavano più i soliti ruggiti. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio. era il concerto delle rane. Solo le euforbie vi crescevano a profusione. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. fu apprezzato da tutti. in quell'arido paese. su entrambe le rive.

cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette. se. Poi. effettivamente. in mezzo a un intenso ronzare d'api. che costituisce la sua parte di profitto. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. nella fodera del cappello.immortalare il suo nome. e ci procurerà miele in abbondanza.. Alcuni minuti dopo. E non ebbero da andare lontano. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. infilzatolo. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che. — non tirate. è un indicatore. abbandonando all'indicatore la cera. che. allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate. non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack.il che era verissimo . Dick. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. posandosi e volando a volta a volta. lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco. frugando fra le alte erbe. a miriadi. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict. Ce n'era da caricare dieci . se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. cioè. — rispose Dick Sand. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello. Dick Sand stava per sparargli. apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie. li invitava ad accompagnarlo. nella giornata del 12. .e fu fatta man bassa su quella manna. e quel giorno. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. Messo l'insetto in posto sicuro. \ Il miele fu bene accolto.

è vero. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità . e perciò. era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare. . Era tempo d'arrivare. abbrustolite a fuoco lento. avvenne un cambiamento di direzione. Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. prima di giungere al litorale. Si. 16. non ancora il mare. fra un paese meno arido. avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. sulle acque . A questa parola. Nondimeno. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti. la barca continuò ad andare alla deriva. Dick Sand era dunque molto inquieto. Dick Sand sperò che cosf fosse. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. il calore 259 eccessivo del giorno.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. d'un tratto. ma la direzione generale era piuttosto verso nord. — No. allorché la mattina del 14 luglio. eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. 17 e 18 luglio. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce. — Il mare! — gridò. Dal canto suo. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. Dick! — rispose la signora Weldon.sospirando. gli assalti continui delle zanzare. e aveva ragione di sperarlo.volte la barca e. l'umido della notte. poiché se quello era lo Zaire o Congo. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest. Nei giorni 15.ma insomma ne mangiò. quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua.

Dopo questa risposta. Dick Sand. a circa mezzo miglio. Dick Sand rimase a prua. — A riva! — gridò Dick Sand. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. al disotto del fiume. — È il rumore del mare! — disse Hercule. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti. A valle. le . si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. Il rumore cresceva. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. non un soffio agitava gli strati atmosferici. i cui occhi brillarono di gioia. un rumore lontano. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. presto si cambiò come in un lontano muggito. ma non erano vapori. La notte era calma. durante la notte. continuando ad ascoltare. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. scotendo il capo. Ma il 18 luglio. mentre la signora Weldon. ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. Ancora alcuni giorni. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. ancora molto sordo. Hercule tornò a poppa. A valle. quando. e ciò divenne anche troppo evidente. in grande ansia. volle saperne la causa e. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. — No. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. — rispose Dick. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. Verso le tre del mattino.argentee del fiume. ma vigiliamo con estrema attenzione. — Aspettiamo il giorno. nondimeno. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. si fece udire verso ovest.

Era. e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. come si è detto. molto folti. Dingo gli sfuggi. — Si direbbe che pianga. il suolo che veniva a mancare improvvisamente. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. CAPITOLO XIX S. essi toccavano terra fra una verde . man mano che vi si avvicinava. allacciando Dingo con le braccia. Né la signora Weldon. né Hercule sapevano che pensarne. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. né Dick Sand. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. ma irresistibile impetuosità. non si poteva nemmeno pensarvi. che ormai avrebbero dovuto attraversare. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. Un mezzo miglio più avanti. — esclamò il piccolo Jack. del resto. V. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. In quel punto. poiché la barca non poteva più seguirne il corso. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). Dick Sand. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. Alcuni minuti dopo.cui acque si precipitavano con superba. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. CON UN VIGOROSO colpo di remo. abitato dai cannibali del Congo inferiore. ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra.

un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. Egli entrò nella capanna. Jack. Ciò fu notato chiaramente da tutti. Dingo rialzava la testa e. Dick Sand. Il cane. gettando un sibilo acuto. Alcuni martin-pescatori. Hercule con la scure alla mano.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. doveva essere. bianchi come neve. Hercule! In quel momento. . non avevano fatto dieci passi. e ognuno mise piede sulla riva. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. seguiva una traccia. — Signora Weldon. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. con il muso a terra. già quasi cancellate. invitava a seguirlo. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. e piccoli aironi. che si potevano però distinguere ancora. Nella foresta non c'era alcun sentiero. Un istante dopo. — E quest'uomo. Là sorgeva una capanna in rovina. sulla quale si curvavano grandi alberi. con il fucile carico. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. — Attenzione! — disse Dick Sand. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. con piccoli salti. volarono via subito. con le assi sconnesse. — Era. il suo padrone! Ah. che ritrovarono Dingo. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. signor Bénédict. facendo udire continuamente dei latrati. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. non ci lasciate! Attenzione.

. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna. Dingo aveva imparato a conoscerle. 3 dicembre 1871. Quel biglietto..! — esclamò Dick Sand. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile. Il viaggiatore francese. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto.. tornato alla costa. era guidato da Negoro. che si trovava in un angolo della capanna. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia. prima di morire. Aiuto!.. dava il nome dell'assassino. si era trovato il denaro rubato e.. a recarsi nella Nuova Zelanda. Dinanzi a quelle due lettere rosse.— S. che decise di impadronirsene. condotto a San Paolo di Loanda... a centoventi miglia dalla costa.. Compiuto il delitto. derubato dalla mia guida Negoro. Non terminò la frase. derubato. certamente. abbandonato. Samuel Vernon. Dingo!. e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi..... — le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!. e ne sfuggi un pezzo di carta. VERNON ».. V. e non doveva più dimenticarle! Poi.. lo aveva chiuso in quella scatola dove.. con un ultimo sforzo. che. Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata. qui. sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato. Si sa come fosse riuscito ad evadere. S. e abbassandosi. e là era stato mortalmente colpito. partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso.... con la data e con il movente dell'assassinio. giunto in quel punto delle rive del Congo. La scatola fu aperta. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome.. era stato raccolto dal capitano del .. Negoro prese senza dubbio la fuga. Quelle parole dicevano tutto.

trascinandosi fino alla . scoprendolo. orribili grida si fecero udire a breve distanza. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. Ma non era senza ragione. gettando un urlo. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. Nel frattempo. colpito. e tutti lo compresero. gli era balzato alla gola. la signora Weldon. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. allorché Dingo. quando Dingo. nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. Il miserabile. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America. Era dunque evidente che. lo videro precipitarsi sopra un uomo. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. Jack. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. quel bandito. e Dick Sand. dove aveva ritrovato Negoro. si può dirlo. Si. di furore questa volta. colto sul fatto. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. evidentemente. seguendo le sue tracce. Quasi subito. un uomo era alle prese con il robusto animale. dalla giustizia divina. che rotolò in terra. Il portoghese non dava più segno di vita. si slanciò fuori della capanna. quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. Bénédict. Era Negoro.

mi sembrano pericolose. è lo Zaire. sotto una longitudine. signora Weldon. quel fiume era il Congo. Fatto ormai certo. e senza perdere un istante. Grandiose cascate. o la riva destra del fiume. — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. dalla parte del fiume. Ma non importa. in quel luogo il fiume non era più praticabile. — Passiamo sull'altra riva. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. vale a dire per un miglio o due. poiché Negoro la seguiva. — Rimane dunque da decidere. almeno fino a valle delle cateratte. Non rivedendolo. disgraziatamente. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. — disse la signora Weldon. pianto da tutti. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che. sotto un'altra il Lualaba. e gli indigeni sono assai temibili. poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. e Dingo.capanna. Negoro non era più. . fu messo nella stessa fossa del suo padrone. Entrambe. e. su questa riva mi pare che rischiamo di più. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. e questo era un pericolo molto serio. lo avrebbero evidentemente cercato. non possiamo . Tuttavia. Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare. — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo.

lasciatemi andare solo. Hercule! Dopo questa risposta. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo.esitare! Prima.. sarò di ritorno. In breve. rannicchiati nelle macchie di papiro. senza essere fortissima. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. ma non abbiate alcun timore per me. però. Vegliate bene. Prese queste disposizioni. A quattrocento piedi a valle. sciolta dall'ormeggio. — Porta con te il fucile. Dick? — No. attraversarlo era facile. non sbarcherò. Questo era agire con prudenza. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte .. signora Weldon. Dick Sand stava per partire. l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. avvezzo a maneggiare il remo. Dick. — È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. come se avesse qualche presentimento. di attraversare il fiume con voi. la seguivano con lo sguardo. la corrente. — Forse sarebbe meglio non separarci. La signora Weldon e Hercule. passerò quattrocento piedi più in su. — No.. La signora Weldon. — Si.. sollevati dal vento da ovest. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. e alcuni spruzzi. Egli fremeva al pensiero che la piroga. signora Weldon. in quel punto. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. Il fiume. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. — soggiunse la signora Weldon. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. — rispose Dick Sand. la piroga. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto. aspettando 11 suo ritorno. giungevano fino al giovane allievo.

In quel momento. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. abilmente maneggiato. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. Dick Sand. prima o poi. ritto a prua della barca. Dick Sand si vide perduto. non sapendo che decisione prendere. uno di quegli indigeni si rialzò. dinanzi al fucile puntato su di loro. il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. Erano i cannibali del villaggio lacustre. erano risaliti sull'argine. Padrone di sé. si sarebbe perduta in quelle cateratte. che non pensava a sé. mentre la . avevano scorto i fuggitivi. aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. vale a dire una preda per essi sicura. teneva sotto mira i cannibali. non si muovevano. avendo veduto ogni cosa. con il fucile spianato. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che. però. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. Un quarto d'ora dopo. La barca stava per essere spinta al largo. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo.precedente. i cannibali si accingevano a passare il fiume. che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume. echeggiarono delle urla. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva. ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata.

poteva essere la sua salvezza. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese. I cannibali gettarono un urlo di terrore. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola. Ora. E non esitò a farlo.. In breve. si gettarono fuori della piroga... volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra. Difatti. gli fu mandata. — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. Infatti.piroga attraversava obliquamente il fiume. In quel momento.. e il remo. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita. Fuggire? E a che cosa serviva. nella quale avrebbe . ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo. andò in schegge. gli mandavano un ultimo addio. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. non più governata dal remo. Il piccolo Jack e sua madre. inginocchiati sull'argine. — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava. la piroga. spezzato da una palla. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. aveva preso il filo dell'acqua. essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. che fecero capovolgere. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. — fuggite! Né la signora Weldon. né Hercule si mossero. cioè. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso. che quella barca. gli indigeni. del resto? Entro un'ora.

il piccolo Jack e il cugino Bénédict. che la barca capovolta non aveva protetto. e vi ritrovava la signora Weldon. Dopo le cascate di Ntamo. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo. e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso. Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia. Un quarto d'ora dopo.. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma. in un ultimo istinto. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. che Hercule aveva condotti in gran fretta. la quale. essi. e dopo essersi tuffata profondamente. Buon nuotatore. il fiume non è più che una serie di .. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. In tali condizioni. alla foce del Congo. poi. tornò alla superficie del fiume. Non erano mercanti di schiavi. il 20 luglio. però. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. giungeva alla riva sinistra. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. lo avrebbe certamente soffocato. per la rapidità della caduta. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. fino a Yellala. L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. senti l'irresistibile corrente trascinarlo.

Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. Il giorno stesso del suo arrivo. dopo avere stretto la mano a James Weldon. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo. e nessuna imbarcazione vi può passare.. Dick Sand. il degno scienziato. come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima. uno dei desiderata della scienza entomologica. Stanley ne ha contate sessantadue. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. Jack. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». più a valle. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo. chi può dire a quali pericoli. e tutto ciò che meritava il bravo negro. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro. Il 25 agosto. e una volta là. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma. Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama. Là l'intrepido viaggiatore doveva. sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni. informò James W. Un telegramma. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. l'altro l'amico di casa. sarebbe partito per la costa d'Africa. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. nel suo studio tappezzato d'insetti. L'11 agosto. finalmente. quattro anni dopo. a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. Là. la signora Weldon.. Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima . la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana. mandato a San Francisco.rapide e di cateratte..

munito di un diploma per merito spe268 ciale. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. distinguendosi. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. quando Hercule lo aveva preso. Nonostante la sua giovane età. il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni. Infatti.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo. si è trovato al disotto del proprio compito. quello dell'uomo che. Perciò. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. la fermezza. per mancanza di sapere. — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. Weldon. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. era perché. — Sf! — ripeteva spesso. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. che non se ne accorgeva affatto. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand. ma per fortuna guari. a diciotto anni. aveva terminato. si potrebbe dire dal rispetto di tutti. egli era circondato dalla stima.. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. . appena giunto a terra. Tre anni dopo. che. il coraggio. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta. pur lavorando molto dal canto suo. con il suo lavoro. i suoi studi idrografici e. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano.. e non sospettava nemmeno. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia.

e il brindisi migliore. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo. Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar. quel giorno. e un bel giorno. « al capitano di quindici anni! ». James Weldon. Abbordaggio . Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. dopo essere scampate a tanti pericoli. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione. e neppure Dingo. Erano il vecchio Tom. a Bat. è inutile dirlo. furono li li per essere soffocate.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . del resto. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa.Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. Bat. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon. ad Austin e ad Actéon. Actéon e Austin. dagli abbracci dei loro amici. pensava continuamente al vecchio Tom. cui tutti risposero acclamando. Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. e finalmente vi riuscirono. stava per essere abolita. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. Quelle brave persone. Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò. Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. ma James W. dove la schiavitù. il 15 novembre 1877.

Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente. era in uso nei combattimenti navali del passato. hanno U seguente nome: 1.Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela.Vedi albero.Vedi albero di maestra. Alberatura . allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. 3. tela o altro materiale adatto. Alberetto di maestra .Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso. Accostare. Affaticato .Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica.Colonna fissata al ponte della nave. abbrivo . Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre. e che termina con una cuffia girevole di ottone. Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave.essa e iniziare il combattimento ad armi corte. 5. Abbordare . È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave. Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi. Abbrivare. Abitacolo (della bussola) .L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. e manovra per eseguirla. Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora. Aggottare . Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra. Alambardata . accostata . Alberi attelati . Alberare .Francesismo. Alberetti .L'iniziarsi del moto di una nave. così che non può piti riprendere la sua funzione. Albero . Acconsentire . ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di . quando gli alberi sono più di uno. Accecare {una falla) . 2.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso. Alare .Tappare una via d'acqua con stoppa. sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola. Accelerare.Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra. 4. di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela. Sui velieri.Fusto di abete.Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità. ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione.Togliere l'acqua da un'imbarcazione.

TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA . 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto.ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE. compreso fra l'astro e l'orizzonte. Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre. Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti. bandiere. pennoni.Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele. generalmente in cavo di acciaio. dove i fianchi si incurvano per formare la poppa.ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO. velaccio e belvedere.ASTA DI FIOCCO . Ancora .Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul .Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA .ALBERO DI PARROCCHETTO . Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora.una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche. a dritta o a sinistra. Altezza (di un astro) .ASTA DI CONTROFIOCCO. Ammainate . a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO . Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano. Allineamento . ecc. Anca . Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie.Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile.ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO.Massimo grado della Marina militare. passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro. Allievo .La parte della nave.Il reato di marinai che. imbarcazioni.ALBERO DI CONTROMEZZANA . ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni. Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini. Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi. gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi. Alloggio . in un numero di quattro o più.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa.). TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza. serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. Ammutinamento .L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale. Ammiraglio .

è lungo quanto è profonda l'acqua. Aspa . Ancorare .) o verricello. Arrancare . Asta della bandiera . Antenna .Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento. Si chiama anche. Si dice anche arriva. Arare . Non è perpendicolare all'albero ma inclinata. Argano . B .L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco. Angolo orario .fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione.In alto sull'alberatura.Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione. Attelare . molinello (v.). Ancoraggio . se ad asse orizzontale. ancora a riva: quando. tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata.Vogare con la massima forza.Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera.L'operazione di dar fondo all'ancora. Avaria .L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera. Ardente .L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina. A riva . è composta da un cilindro. approntare una nave. Attrezzare.Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo. Armare . che ruota a mano o a motore. ad asse verticale od orizzontale.Vedi orziero. l'ancora emerge.Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana. dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore. campana (v. Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori. Attraccare .Mettere a posto ogni arnese marinaresco.Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento. tirata l'intera catena.

). Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano.) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria.Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa. Barometro . Batteria . cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova. La vela ad esso invergata prende lo .Posizione inclinata della nave.Nella struttura di una nave in legno. Barbetta . Belvedere .Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v. essere o dare alla banda: essere sbandata. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone. Barra .Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene. mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento. Basse vele . Banda (Alla) . Beccheggiare. Barcarizzo .Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio. una volta a vela e oggi a propulsione meccanica. Si dice anche trevi. Battagliola . Barcaccia . Battura (della chiglia) . barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento.Vedi campana.Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi. Baleniera (lancia) . Baleniera (nave) .Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera.Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere.Baglio .Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini. beccheggio .Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v.Nave.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame. è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto.L'imbarcazione più grande di bordo. maestra e mezzana. Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore. destinata alla caccia delle balene. Battere i quarti . Salire in batteria: salire sul ponte omonimo.

Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina.) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai. Bracciare .) da un lato e tirarli dall'altro per . {Stringere il vento (v. Biscotto .Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v. È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco. di prora. Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni. Bordata . viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta. Bitta . Prende nome dalla sua ubicazione. Bordare . Si chiama anche galletta. Bordo . Bordeggiare . Bolina (Di) .)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile. generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente.Allentare i bracci (v. di poppa. da ormeggio).).Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi. Boccaporto .Nome dato in marina alla carrucola. del centrò. b.Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento. legata al gratile di sopravvento di una vela quadra. L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v.Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag. Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa.)]. Bolina . quest'ultimo detto anche gran boccaporto.Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento.bordeggiare (v. Biscaglina .stesso nome. Biga .Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli.Cima che.Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio.È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento. b.L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v.).Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire. tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v.) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v.Il fianco della nave.). Bozzello . b. Bompresso .

Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia.Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana.)]. Campana (dell'argano) . Calafatare .).Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare.Voce antiquata per varea (v. cioè nel senso della larghezza della nave. Campana (Colpi di) . Vedi anche cuccetta.).). altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola. Carabottino .Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v. Campagna (di pesca) .Veliero a due alberi.Parte girevole del-Vargano (v.Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo. Branda . Cambio del quarto .) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare). Buttiverga . Alzare la bugna equivale a smurare (v.Letto pensile di tela dei marinai. C Cala . Brulotto . al quale si legano le scotte (v. Calare .Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v. e bompresso con fiocchi. Brigantino-goletta .Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v. Bugna . Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v.) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento.) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma .Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive. a volte smontabile. serve a sostenere le tende. Calare a picco: affondare.far ruotare i pennoni (v.Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti.Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo. serviva per provocare incendi e distruzioni.) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto. Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave.).Abbassare o mettere giù.Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle.L'angolo inferiore di una vela. Braccio . Bratto (Remo a) . Cappa .Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta. Candeliere . Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo. Anche l'angolo di una tenda. quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche.

Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v. Caviglia della ruota del timone .). Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale. Casotto di rotta .Manovra corrente per caricare i pennoni (v. Caviglia a dritta: spostare il timone a destra.).Manovra corrente per caricare i pennoni volanti.). manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse. Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v.).) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v. al centro della nave (cassero centrale).). Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio.Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata. Caricamezzi . Cavigliera .albero di maestra (v.Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v. Casseretto . manovra).È il ponte parziale.L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v. compresa tra l'albero centrale {. alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio.). mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento. Prendono il nome dai rispettivi pennoni. sopraelevato rispetto al cassero (v.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa. 274 Caricascotte .) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v.)] e il casse-retto (v. sopraelevato alla coperta.).Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente. Cassero . Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio .dell'acqua.La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa.)] a poppa. al-lorza: ordine dato al timoniere (v. Castello .) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e. e.Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave). Carena . Si dice anche opera viva (v.Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v. sopraelevato alla coperta (v. Cavo . Caviglia . che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v.

Commodoro . con l'effetto di far retrocedere il veliero. Contromezzana .Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole. Quella pili bassa si chiama coffa (v. Coronamento di poppa .).Vela àurica trapezoidale o triangolare. Posto di vedetta. Chiglia .L'azione di dare ai pennoni (v.)].Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre. un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore. Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera. Conserva (Navigare di) .È la spina dorsale dello scafo.). che porta lo stesso nome. l'inclinazione opposta all'attuale. proteggendosi reciprocamente.Giro completo di una cima attorno ad un oggetto. .Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. al quale è inferita la vela quadra più alta. situata nella parte più bassa della carena (v.).marinaresco.Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi. con batterie coperte e scoperte.Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave.S la seconda vela. con la parte rotonda rivolta verso la propra. Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave.La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v. La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. Chiesuola .L'orlo superiore della poppa.La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri. Controbracciare . Controfiocco . Controvelaccio . Cazzare . nel senso orizzontale.Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave. più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto. Coffa . si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v. Corvetta . Controranda . Crocetta .Antica nave da guerra a tre alberi.Gruppi di navi che procedono insieme.). Contento . Coperta o ponte di coperta .Tesare un cavo il più possibile.Il più alto pennone dell'albero di maestra. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave. Coltellaccio . Collo . che partendo dal basso.

che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina.Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare). Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio. « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco. Fare il punto .Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave.Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde. scapolare. Si dice anche occhio di cubia. cioè sinistra.)].L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. Fare vela . dritto di poppa.Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo.Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga. Deriva {Alla. Lo stesso si dica per « babordo ».Oltrepassare. visibile da ogni lato.Crociera {di navi da guerra) .Apertura nella carena (v. Disincagliare .Ancorarsi.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura . In deriva.Lato destro della nave guardando verso prora. fuori della rotta stabilita. Dare volta .Fanale a luce bianca sulla estrema prora.Il lettino fisso di bordo. Droma . Cubia .Partire (detto di nave a vela). vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone. Dritta . Duro .Lo spostamento laterale. Fasciame . girare un capo o una punta della costa. Si dice anche montare. Fanale di via . Cuccetta .Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici. Il verbo « legare » in Marina non è usato. Dritto . mentre ia branda (v. il lato sinistro. Doppiare . in) . di vigilanza o bellici. dritto di prua. Fanale di fonda . Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento. che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda.) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua.Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora.) è smontabile. D Dare fondo . F Falla .

F. F.della nave.Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. ancorato. arrotolate strettamente. unita con le altre. controfiocco. Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare. Vengono usati per proteggere le murate. forma una vela o tenda. detta di Beaufort. le scotte: manovra corrente per serrare le vele. la catena dell'ancora) .Striscia di tela che. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 . i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi. Essere alla fonda: essere ormeggiato.Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v. cioè piegarle e arrotolarle.Lo sbattere o palpitare delle vele quando. mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi. Fileggiare o sfileggiare . Fonda . una cima. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola.L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale. Ferzo . La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie. Forza del vento . secondo fiocco. nel caso di una manovra o per cattivo governo. Formaggetta . Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce. Fiocco .) e che vanno al bompresso (v. Filare {una sàgola.Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita.). gran fiocco. A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna.

Frangente . Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni.L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo.La seconda vela. Gabbia . (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta.Marinai addestrati nel maneggio delle vele. di tutta l'attrezzatura marinaresca. a cominciare dal basso. il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde. in navigazione. e in genere.) Gabbieri . Gaettone . Franco .Piccola asta con due uncini in punta che serve per . anziché di quattro come negli altri turni.Vedi controranda. Gaffa . g. Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione.). Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v. una secca o scogli affioranti. (Vedi guardia franca). della durata di due ore soltanto. Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20.). Freccia . dev'albero di maestra (v. Nave a vela' da guerra del passato.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele . Per estensione con lo stesso termine si designano la secca. Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g.).Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello. di bompresso. di maestra.Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. Fresco .Turno di guardia (v. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti.Libero dal servizio.

Antica nave da guerra. secondo gaettone .. ecc.). ormeggio e rimorchio..Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso. dall'approdo. due alberi e vele latine. primo gaettone .) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi. prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) .Guardia libera dal servizio. Galea o galera . lunga. Guardia ..Strutture in ferro. 277 Gru o grue delle imbarcazioni .. Governare . Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari. Guardia franca . ricurve alle estremità superiori. rimorchio <v.. . Golfare . seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) . . Gherlino . con il bordo assai basso. ecc. .).Vedi ralinga..Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio.accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo. Guadagnare al vento .).Dirigere una nave usando il timone.» 4 » 8 La parola « quarto ».» 20 » 24 6.L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza.» 18 » 20 5. Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. » 16 » 18 4. .. fornita di remi. con circa cinquecento uomini di equipaggio. ecc. agganciare paranchi (v. non è più usata nel gergo marinaresco italiano.Anello di ferro imperniato in coperta. Ghia . Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v... che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. per significare turno di guardia.. Griselle . Gratile . Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1. diana.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v. e guardia pari.Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2. » 0 » 4 7. che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri. nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi. guardia del pomeriggio » 12 » 16 3. fissate e sporgenti lungo il bordo.

) in modo da rimanervi impigliati.Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ». Inferitura . quella voluta inizialmente. Lancia . uno in prolungamento dell'altro.Mettere il pennone nella sua posizione normale.). Imbrogliare . Linee d'acqua . per mezzo di cordicelle [matafioni (v. ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze. ecc. con cinque od otto banchi di voga. pennoni. Vedi barra. Legnoli .Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo. o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento. Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v. . ecc. vuol dire prepararlo. vele.)]. per il loro uso immediato. con i matafioni (v. Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela. Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v.Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave.Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici. un caricabbasso. disporlo.).).Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto.el vento: nella direzione da cui proviene il vento. allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento. Incappellaggio . ecc. Levare barra .Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela. In navigazione sono tenute alzate dalle gru. Letto .Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v. Imbroglio . Si dice anche scappavia. Linea di galleggiamento . i bozzelli ecc.Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. Invergatura . Inferire . Nel letto d. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v. perpendicolare all'albero. Guarnire un paranco.Imbarcazione a remi con poppa quadrata.Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di.Vedi inferitura. Incrociare .Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli.Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone.Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle.Sistemare gli accessori degli alberi. Lunghezza . ad una antenna.)] delle estremità. Iole . all'antenna.). Impiombatura .Guarnire . fissare una vela ad un pennone (v.Allacciare. Intestatura .È la baleniera delle navi mercantili.

La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante.). Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore.Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea.Nome generico di tutti i cavi (v. e verso il largo quando il livello si abbassa. Marea . cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {. Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone. ossia con andatura che . ecc. marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. bozzelli. Mascone .278 M Maestra .Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. ecc. paranchi.Il maggiore degli alberi di una nave. fisse o dormienti. (v. del timone.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente.)]. Manovra .Fenomeno. imbrogli. Mare lungo . Maniglia . marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea. cavi d'ormeggio. dovuto al fenomeno di marea.) e di tutte le cime che si usano a bordo. Manovrare . Maestra (Albero di) . nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. m. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. stragli (v. correnti o volanti.sàrtie.)]. Alta marea: il livello del mare più elevato. ecc.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi. o per fissare manovre. bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. fissato mediante avviatura o copiglia.La vela pili bassa dell'albero di maestra (v. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. golfari. marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. Mangiavento . i pennoni [bracci. Anche albero maestro. corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza. Le manovre si distinguono in: m.): è la vela maggiore della nave.

destinato a legare vele o tende. quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave. . Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza. Montare . Morsa .). di maestra (v.Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi. Mastra .)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v. Mezzana (Albero dì) . Mastro . virare di bordo (v.Vedi altezza. Mezzi . Mollare (le vele) .Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave. Mettere alla vela .Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve. È lungo metri 1851.) orizzontale. Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v. Matafione .Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo.Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi. Mozzo .Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v.Salire sull'alberatura. Cambiare le mure: cambiare.Unità di misura delle distanze in mare. 279 Mura .Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate. Molinello (per salpare) . Mettere in ralinga .Manovra corrente per caricare i pennoni (v. Mettere tela .Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili. di trinchetto e v. possa colpire la superficie della vela stessa. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni. Meridiana .).Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Murate . Dicesi anche caricamezzi (v.55. Miglio (marino) .).Vedi doppiare.Vedi nostromo.provoca minor disagio alla nave con mare grosso. cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra. Montare a riva .). Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra.Mare sulle mure per tesarle.Vedi ralinga.)].Spiegare alcune vele. serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento. Mettere alla cappa .Argano (v. Si chiama anche sbovo.

nelle vicinanze della nave.Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi). Orientare le vele .Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente.Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile.) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v. cioè perpendicolari alla chiglia.Ciascuno dei due fianchi della nave.) del solcometro (v. Ormeggiare . Navigare in poppa: avere il vento favorevole.Murata . in relazione all'andatura della nave. Olio (per calmare le onde) . sopra la linea di galleggiamento (v. Orientare il pennone . si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre. Navigare di bolina . N Nave (attrezzatura) . Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro.Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento.Il sottufficiale più anziano di òordo.). Opera viva . di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile. legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti.) per indicare la velocità di una nave.) Orientare il timone (alla bolina) .Disporre le vele in modo che. Opera morta . (Vedi bracciare. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla . Le posizioni fondamentali sono due: in croce.)].Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v. Nostromo .Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave.Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora. È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v.Veliero con tre alberi a vele quadre. L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy.Navigare con le boline.).Si usa questa parola invece di miglio (v. Vedi cubia. guarnite. stringendo quindi il vento al massimo. l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile.Lato della nave dal quale spira il vento.Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. capo dell'equipaggio. O Occhio di cubia .). Orza . Nodo . Ormeggio .

Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre. 280 Panna . Paranco .) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v. Orzare . P Pagliolato . che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente. è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele.Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi).direzione del vento. tende a venire con la prua all'orza. Parasàrtie . un cavo che passa per ambedue.Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). Orza quanto leva.) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v.L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v. Serve per sollevare pesi e. a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. ossia ad avvicinarla alla direzione del vento. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento. È il contrario di poggiare (v. Ossatura . Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata. senza azione del timone. Mettere m panna: la manovra relativa. una fissa e l'altra mobile.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela.L'insieme delle tavole dei ponti. Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v. Pennone .) e delle imbarcazioni. Parrocchetto . Paterazzo . più in generale. Prende il nome dalle vele che regge.). Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al .Si dice di nave a vela che.Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento.Pezzo di costruzione che come una chiglia (v.) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele. alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente. Paramezzale . Orziero . Si dice anche ardente.) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. e da. Pagliolo .Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele.L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave.Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi. Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi.

a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo. Prora o prua • Estremità anteriore della nave.Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. Pescare .pennone con i matafioni (v. Il ponte superiore scoperto si chiama coperta. Poppa . Pozzo delle catene .Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora. che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti. Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. alla corrente. ecc. Poggiare .Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi . ecc. . Ponte di comando . per far poggiare tutto.Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente. « a sinistra ».L'essere immerso. Prendere il vento . riferito all'opera viva di una nave. Presentare. È il contrario di orzare. inclinata rispetto ad esso. Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero. Portare .Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ». sul tavolato. ecc.Asta appoggiata ad un albero. Poggiero . Pie d'albero .Estremità posteriore della nave. Portello . la corrente. venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia.Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave. Prendere a collo .). « a dritta ».Vedi vele a collo. presentarsi al vento. Picco .Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave.Si dice di un veliero quando.). Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento. « di poppa ». Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa.Vedi quartiere. Ponte . poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento.La base dell'albero.

r. Rialberare . Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga.Identificare la zona della costa in vista per mezzo .Vedi alberare. e il lato inferiore ad un trave detto boma.).) delle stive. Si distinguono in: primo.Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza. Randa . Ralinga o relinga .) dei ponti. Quadratura . Si chiama anche gratile. Riconoscere . Rampone .Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa. Quadro di poppa . Quadrato .Lo spazio centrale. quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v. Randeggiare .Cima o bozzello per alzare i paranchi.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v. Raffio .Grossa fiocina usata per la caccia alle balene. R Raddobbo . Quartiere (di boccaporto) . Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo.all'albero di trinchetto (v. a forma trapezoidale. Puntali . e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna.Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro. R. terzo e quarto quadrante. Q Quadrante . Vedi marea.Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo. dove (nelle navi di un tempo. Punto (nave) . tra i vari ponti della nave. di caduta: quelle dei due lati verticali. di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna.È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa.Vela di taglio (v. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco. Ricavo dei paranchi . Il suo lato anteriore è addossato all'albero. secondo.Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali. sopra la linea di galleggiamento della poppa.Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola.Navigare lungo la costa alla minima distanza.) della specie chiamata « àurica ».

Ridondare . Rimorchiare . rollio .Navigare contro vento o sui bordi.).) o del beccheggio (v. Sàrtia . più genericamente tutti i cordami di una nave. Rinfrescare .Cavetto di canapa usato per scandagli.Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua. Rimorchio . Rotta . Rimontare (il vento) .delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano. Si dice anche ritegno.L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare. Rollare. Ritenuta . per mezzo di gómene o catene. S Sàgola .L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per .Il fissare in modo che risultino solidali con la nave. degli oggetti a bordo. Salpare . Risacca . Salto (di vento) .Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato.Sostituire una persona in un servizio di guardia.La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone.Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura.L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato.Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata. Sbandare .Cambiamento repentino della direzione del vento. per mezzo di rizze (cavi). Rispetto (Materiale di. 282 Ruota del timone .Trascinare. il deposito delle munizioni. Santabarbara .Direzione della nave.Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v. partire. bandiere.Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. Rizzare .Sulle navi da guerra. Sartiame . Vele di) .Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. un galleggiante privo di mezzi di propulsione.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione. Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione. Rilevare . ecc. Rizzatura . Per estensione: lasciare l'ancoraggio.

).Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v. per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra. Scontro .Chiudere.Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v. Scopamare . Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. fuori della rotta stabilita.cattiva disposizione del carico.Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione. indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature. arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata).Strumento per misurare gli angoli. Schifo .Strumento per misurare la profondità delle acque. Scotta . Scafo . scarroccio .Togliere un pennone dalla sua posizione normale.Vedi doppiare. Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza.Lo spostamento laterale. Scarrocciare.Misurare la profondità delle acque.)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento). Prende il nome dalla vela cui si riferisce.)].Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa.Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. cioè in croce. Sestante . Scandaglio . Scapolare . Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele. Sentina . suH'albe-ratura e sulle vele.).La parte più profonda della stiva (v. Sbandata . Serretta . Scandagliare . Scadere .) o da altra causa. serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è .Piccola imbarcazione. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno. che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v. perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta. È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v. Serrare .Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto. come diminuzione di velocità. Scrociare .Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno. palischermo.

che sostengono gli alberi verso prua. Stima . Stiva .Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive. Sopravvento . È composto di un galleggiante. dove la curvatura è maggiore.Vedi aggottare.Ognuno di quei cavi.Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora. che costituisce la parte delle coste.Venire con la nave rapidamente all'orza. Sfileggiare . dà la velocità della nave.Ordine dato alla guardia (v.in vista della costa. per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone.) per eseguire le mansioni assegnate. Sgottare . 283 Smurare .Lo spazio destinato a contenere il carico.Generalmente piroscafo: nel nostro caso.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa. e di una sàgola (v.Pezzo dell'ossatura della nave.Allentare quei cavi [mure (v. Vedi marea.Apparecchio per misurare la velocità della nave. durante il quale il livello del mare rimane costante. battello fluviale a vapore. Si dice anche smanigliare.Determinazione del punto nave (v. Stivare . il deposito dell'acqua potabile. svolgendosi. Steamboat . che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua. Straglio . Steamer . Stanca . paranchi e golfari.La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio. .Vedi fileggiare.Piccolo armadio di bordo per vari usi. alla velocità mantenuta e allo scarroccio.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. Straorzare .Lato opposto a quello da cui spira il vento. Sezioni a posto .) graduata con nodi che. Sottovento . Smagliare . Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano. Spiccare le ritenute . battello fluviale a vapore.)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v. Sizigie . Staminale . manovre.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua. Stiva dell'acqua: nei velieri. in genere metallici.Lato da cui spira il vento. Sinistra . Stipetto .Staccare i cavi o ritegni. Solcometro . Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento.) fatta in base alla rotta seguita. cavi d'ormeggio.

la sua ampiezza e la velocità della corrente. naviga completamente privo di vele. stringendo quindi al massimo il vento. l'ora dell'alta e bassa marea.L'atto dello straorzare. Tesare .Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro.Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento. Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta.Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento.Si dice traversia di una costa. Stringere 3 vento . T Tallonare .Superficie mobile a forma di pala.Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v. Tonneggiare . Tavolato .) di una nave. a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta.La parte estrema del dritto di poppa di una nave. Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque.Il marinaio addetto al governo del timone. Orientare il timone alla bolina: governare il timone. navigando con le boline guarnite. Sud-ovest . ecc. sistemata a poppa (v.Si dice di veliero che. Traversia . di una rada.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti. Timoniere . Mettere il timone alla puggia.Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia. Tallone . Timone .Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana.) o con altre parti della chiglia. Tavole di marea . quel vento di forte intensità che. Tela (A secco di) . Terzarolo . .Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra. 284 Trasbordare . Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v. Serve a produrre i moti angolari necessari per governare. dato l'orientamento delle stesse.Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare. Tambuccio . in una qualsiasi località. all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento. agita violentemente le acque.).Insieme di tavole.Straorzata .

Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare.La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. V Varea . Aveva tre alberi. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio. Trevi .).L'albero più vicino alla prua (v. vele latine e vele àuriche. prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta.Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari. ecc. Tre alberi . Trinchetto (Albero di) . Ridurre al minimo le vele. l'inclinazione opposta.Traverso . vele di straglio.) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. Tuga . Trinchetto (Vela di) . dei secoli XVII-XIX. sistemati in più ordini di ponti.L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v. costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte. Le. Armato con 90-120 cannoni. di grande stazza. della corrente.Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave.La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto. nel senso orizzontale. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. Le vele di taglio si suddividono in: focchi. ha la responsabilità di un servizio tecnico. Imbrogliare le vele: . Trozza . su una nave. L'altra metà è costituita dalla gola. Prolungata a dritta e a sinistra. del mare. Trinca .L'estremità dei pennoni. In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda. questa direzione serve per indicare la direzione del vento. Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele. Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto.Forte legatura fatta con molte passate di cavo.Vedi basse vele. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave.Persona che. U Ufficiale (primo. Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. Vascello . Vela . secondo) . le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne.Nave da guerra a vela.

indicato nella rosa dei venti. Velacci . sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. La prima maniera è la più normale.).Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera. con l'effetto di far retrocedere il veliero. Vele di caccia . Velatura . Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano. Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti. il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole. Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v. Velaccio .Vela quadra. velaccino e belvedere.L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. Vento fresco: costante.Spostamento della massa d'aria. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento. il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave. Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne. riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. vento teso: vento con intensità costante.raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento.) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele. piuttosto forte. prende il nome dell'albero che la sostiene. Si può virare in prora oppure virare in poppa. Si dice anche letto del vento. inferita ai pennoni.Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci). situazione che fa indietreggiare la nave. Velaccino . Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- .La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre.L'insieme delle vele di una nave. Vento . Vele a collo . il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento.Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento. Virare (di bordo) .

.sibile fare altrimenti... 82 XIII Terra! Terra!......Slegare un cavo o liberare una catena... 89 XIV Che cosa conviene fare.... 49 VIII La )ubarte.. Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato... 66 XI Tempesta........ 33 VI Una balena in vista. mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato. 42 VII Preparativi. Zavorra . 61 X I quattro giorni successivi... Volta (Dare) ............... poggiando............ V. compiuto il giro...... 23 IV I superstiti del Waldeck..Imbarcazione da diporto a vela o a motore. ecc.Legare un cavo o fissare una catena......... 97 XV Harris...... 18 III II rottame... ghiaia...Materiali vari (sabbia. scostando la prua dal vento............... perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità. Volta (Levare) ... 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim........... Virare in poppa: virare...... Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua.. e accostare poi......... orzando sino a stringere il vento dall'altro lato........... 29 V S.. 54 IX Capitano Sand....... 8064 286 INDICE Presentazione....... 106 ....... Yacht ... mentre si stringe il vento da un lato...... 11 II Dick Sand.) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente........ 74 XII All'orizzonte....

145 III In marcia... 122 XVIII La terribile parola.......... 139 II Harris e Negoro... .............. 153 IV Le cattive strade dell'Angola... 187 ............. 167 VI La campana da palombaro. 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio........ 287 195 ................. IX Kazonndé........XVI In cammino.. 114 XVII Cento miglia in dieci giorni. 131 PARTE SECONDA I La tratta.. 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza ....... 181 VIII Alcune note di Dick Sand............... .

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