EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
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TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

L'equipaggio. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. verso le terre della Nuova Zelanda.2 La stagione. non era stata fortunata per il Pilgrim. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. che per la prima volta rincasa a mani vuote. nel suo prossimo viaggio. faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. molto eccitato. contestata dall'americano Wilkes. e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. tendeva a sparire. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. Non si era mai fatta una pesca peggiore. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte. però. Il suo amor proprio.un profitto maggiore. L'equipaggio di rinforzo . se fosse stato necessario. Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. non era contento. ossia verso la metà dell'estate australe. gigantesco mammifero. i cui assalti sono piuttosto pericolosi. porto di Auckland. situato in fondo al golfo di Curaki. o quasi. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. e. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. La balena franca. Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. che furono avvistate il 15 gennaio. Giunse a Waitemata. ma. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio. perseguitati all'eccesso. i cetacei. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. come si suol dire. era in gioco. si facevano rari. di fanoni greggi e tagliati. insomma. la cui scoperta. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. il francese Dumont d'Urville. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. e non la perdonava a . sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. All'inizio di gennaio. ed egli dovette pensare a separarsene.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ».

penosissimi per la signora Weldon. moglie dell'armatore del Pilgrim. ritardi e trasbordi.) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio. scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania. Weldon. (N. Proprio in quel . che si chiamava il cugino Bénédict. Ora. tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere.d. che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama. il suo figlioletto Jack.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon. arrivata a Panama. il piccolo Jack si era gravemente ammalato. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ». 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). lasciando ad Auckland la moglie. aveva dovuto partire. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim.d. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire. e doveva poi ricondurli a San Francisco. il figlio e il cugino Bénédict. Poi. Ed erano passati tre mesi. (N. di cinque anni. richiamato da affari urgenti. Ve li aveva condotti James W. per tornare a San Francisco. ed ella desiderava partire. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano. e suo padre. e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland.T. Nel frattempo il figlio era guarito. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto.T. e un parente della signora. Per cui. Ma. tre lunghi mesi di separazione. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California.3 passando da Papeiti. sempre scomodi per una donna e un fanciullo. Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca. a quel tempo.

La signora Weldon ne approfittò. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina. D'altronde.560 km. s'intende. . doveva accompagnarla.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio.d. una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. il cugino Bénédict e Nan. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane. e che in lui James W.) 13 Il Pilgrim era una nave solida.T. durante la traversata.d. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto. la signora Weldon era una donna coraggiosa. Aveva allora trent'anni. sulla cinquantina. una volta eseguite queste. nel Cile. Desiderava che. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli. (N. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. era di costituzione forte. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate.) 4 1 lega marina = 5.T. e il mare non le faceva paura. Ma. Ma. Si presentava l'occasione. e abituata ai viaggi di lungo corso. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio. Bisognava approfittarne. Il cugino Bénédict. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. Questo cugino era un brav'uomo. Weldon riponeva ogni fiducia. buona camminatrice. (N. a bordo della nave baleniera.

la botanica. né uno scioperato né un disutilaccio. Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia.nonostante l'età. del resto. sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. la mineralogia e la geologia. Di facile contentatura. e a morire vecchissimi. senza frutti e quasi senza foglie. il cugino Bénédict. ma che avesse un buon cuore. Più lungo che alto. anche al di fuori della famiglia. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. creature inoffensive e buone. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. però. Non che desse noia. geologo. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale. Questo era il cugino Bénédict. unica sua passione. Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . insensibile al freddo come al caldo. oh. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita. una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. con il volto ossuto. era benvoluto per la sua stessa debolezza. il cranio enorme. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti). Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. no! tutt'altro. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. come centenari che morissero a balia. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. La signora Weldon lo considerava come un figlio. con una selva di capelli. Dire « la storia naturale » è dir molto. più stretto che magro. si adattava a tutto. dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano. lo assorbiva interamente. mineralogista. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe.

molluschi. uno di quei profondi conoscitori. aveva forse. polipi. entozoi. il cugino Bénédict. Allora. un gamberetto da una raganella. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. echinodermi.d. siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati. spongiari. nel teatro.d. le famiglie. le specie. dai cefalopodi ai briozoi. Dunque. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati. articolati e radiati? Di queste quattro divisioni.T. miriapodi. rettili. uccelli. osservato le diverse classi. cirropodi. (N. Si. scientificamente parlando. che cos'era il cugino Bénédict? . le varietà che le distinguono? No. il cugino Bénédict? Nemmeno. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa. grande naturalista francese. acalefi. pesci. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. nella caricatura. ma bisogna precisare. capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi.T. un foralegno da una ghiandaiola. mammiferi. un millepiedi da una scolopendra. aracnidi. le tribù. crostacei. l'ingenuo ma studioso scienziato. i generi. anellidi. Erano dunque i molluschi. Ma allora.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti. {N. Ora. aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. un ragno domestico da un falso scorpione. scandagliandone gli ordini.

per gli imenotteri. nei coleotteri. per esempio. tutte senza eccezione. Generalmente parlando. poiché sognava continuamente « esapodi ». i neurotteri. A questo si risponderà senza dubbio che. vespe. i ripitteri. per i lepidotteri. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». nel suo significato etimologico. forma tre segmenti distinti. fuori e dentro. gli emitteri.Un semplice entomologo. grilli ecc. siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe.. lucciole ecc. il suo prezioso copricapo. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo. i lepidotteri. nient'altro. libellule. Dunque. tipi: farfalle ecc. Cosi. 7 Per gli ortotteri. ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto. gli imenotteri.. tipi: cavallette.7 Ora. tipi: maggiolini. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. Non viene applicata.. dunque. non era più che una scatola di storia naturale. essendo irto. 15 in taluni di questi ordini. era incalcolabile. non mancano dunque soggetti di studio. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca. formiche. i coleotteri. che allo studio propriamente detto degli insetti. per gli emitteri. non era che un semplice entomologo. Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica. in fondo al cappello e sul panciotto. la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. composto di anelli che si congiungono. è vero. tipi: api. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. per i neurotteri. A questa scienza egli dedicava tutte le ore. che possiedono tre paia di zampe. tipi: cicale. e sessantamila nei ditteri. Ma. . pidocchi. tipi: formicaleoni. entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati. in particolar modo. per i coleotteri. i ditteri. d'insetti trafitti. pulci. i parassiti e i tisanuri. perfino le ore del sonno. si sono riconosciute trentamila specie.

Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento. per i ditteri. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari. per i ripitteri. per i parassiti. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta.. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. il cugino Bénédict. poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. poduri ecc. fra gli altri. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. ha il suo posto in quello degli aracnidi.) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. per i tisanuri. specie di coleotteri carnivori. I domestici indigeni. Per fortuna. tipi: lepismi. il 22 gennaio. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata. il « katipo » dei Maori. Dunque. In questa collezione figuravano. mosche. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. tipi: stilopi. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. tipi: pappataci. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. conducendo con sé soltanto il figlio Jack. Là. che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. furono licenziati. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata. zanzare. la vecchia negra. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia. tipi: acari ecc. e. e Nan. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni. Quindi lo aveva sdegnato. per conseguenza.A. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese.d. (N. e. tutto sarà stato detto su questo originale. pagando un forte .E ora.

che teneva per mano. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. — Perché questa osservazione. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. e il Pilgrim. — disse il capitano Hull. Ho detto questo. aveva fatto assicurare il suo carico. signora Weldon. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. Al momento di salpare. e. signora Weldon. il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. E. dopo tutto. mise la prua sulla costa americana. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. .premio. ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. — le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. signor Hull. che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim. benché abbia fatto una misera campagna di pesca. — no. signor Hull. non penso affatto a recedere dal mio proposito. — Beninteso. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. vennero messe le vele al vento. a guardar bene. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. signor Hull? — domandò la signora Weldon. signora Weldon. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. per mettere al coperto la mia responsabilità. — Poiché non si tratta che di comodità. — Se mio marito fosse qui. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. — rispose la signora Weldon. non esiterebbe. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza.

Là prendeva i suoi pasti. Quanto al comandante del Pilgrim. però. con il figlio e con la vecchia Nan. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. il brigantino-goletta. per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. . Cosi. al quale erano . e. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini. buoni e robusti marinai. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. Ma. La signora Weldon si era dunque insediata là. come si sa. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. in quell'angusta cabina. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello.Tre giorni dopo la partenza. Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. a parte i ritardi. si conoscevano da un pezzo. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. moglie del loro armatore. Tutti americani dell'Ovest. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile. cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. Inoltre. se a bordo ve ne fosse stato uno. contrariato da forti venti da est. il 2 febbraio. Gli uomini del Pilgrim. situata a poppa.

D'altronde. un po' scuro di carnagione. e specialmente lo sguardo. dove avesse vissuto. Si chiamava Negoro. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. Il suo viso. Negoro poteva avere quarant'anni. essendo in pochi. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. Bisogna anche dire che. Di dove venisse. molto bruno di pelo. largamente interessati nella rendita del carico della nave. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. Negoro. allora senza impiego. nervoso. Anzi pareva essere estraneo alle cose . Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. cosi ristretta. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. non dovevano risparmiare fatiche. cosi intima. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. non faceva parola della sua famiglia. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. Assumendolo. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. non gli 18 andavano del tutto a genio. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. di statura media. ma faceva il suo lavoro con abilità. Se. non si poteva indovinarlo. Era un uomo taciturno. avevano navigato fino allora con ingente profitto. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf. a dire il vero. doveva essere robusto. non sarebbe spettato loro quasi nulla. non parlava mai del suo passato. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. pochissimo comunicativo. si era offerto di prendere il suo posto. che si teneva in disparte. e da quando si era imbarcato. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano.profondamente affezionati. Magro. Questa volta.

non quella di un audace. Ciononostante.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. Dick Sand — cosi si chiamava . La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina. Lo sventurato. Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . che aveva quindici anni. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità. lo si vedeva poco. davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. di notte.1 che forma l'entrata del porto di New York. 1 Sand in inglese significa sabbia.A. (N.doveva essere originario dello Stato di New York. due o tre ore dopo la sua nascita. Insomma. però. ma quella di uno che « sa osare ». non lo incomodavano minimamente. Era bruno. abbandonato fin dalla nascita. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente. poi. alla foce dell'Hudson. era figlio di ignoti. Questo giovane allievo. gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. non avrebbe oltrepassato la statura media.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. cioè su quella punta di Sandy-Hook. Si prevedeva che Dick Sand. anche dopo il completo sviluppo. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. si coricava subito e dormiva. Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio. che passa in mare la maggior parte della sua esistenza. e senza dubbio della sua capitale. ma era di robusta costituzione. Quanto al nome di Sand. il rullio e il beccheggio della nave.d. spento il fornello.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . che disturbano la gente che non ha mai navigato.

non agli audaci. a quattro anni.3 È a chi sa osare. Dick aveva imparato a leggere. Poi. In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli. Non sprecava gesti o parole. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. Dick Sand era audens. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. in America. Il suo aspetto.. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York.2 ma vengono citate erroneamente. egli era già uomo. Nel tempo stesso. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. e come si deve impararlo. sicuramente. che in generale sorride la fortuna. A otto anni. L'audace può essere irriflessivo.. attirava l'attenzione. Di buon'ora. che Dick aveva fin dalla nascita. aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé.. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli. la passione del mare. colui che sa. aspettando di meglio. l'abbiamo detto. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età. aveva allevato l'orfanello. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui. cioè dalla più giovane età. dove c'è sempre. un posto per i piccoli abbandonati. A quindici anni sapeva già prendere una decisione.. vivace e serio a un tempo. . Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona. La carità pubblica. molto svelto. Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. e partono sempre con il piede giusto.

il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W. per alcuni anni. Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon.T. alla quale doveva tutto. (N. ed egli considerava Jack come un fratello minore.T. che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte. (N. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima.d.) ' La fortuna aiuta coloro che osano. suo benefattore.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . D'altra parte. Dick Sand partiva sopra una nave di James W. comandata dal capitano Hull. Weldon. di cui completò l'educazione a San Francisco. suo protettore. È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. facendolo educare nella religione cattolica. 2 La fortuna aiuta gli audaci. religione professata dalla sua famiglia. Questi provò un vivo interesse per l'orfano.di buon'ora. Ma . La signora Weldon. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. è superfluo. a questa parte teorica della propria istruzione.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico.d. perché avrà un giorno. Durante il suo corso di studi. nelle condizioni più favorevoli. — precetto della Bibbia. si trovava. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. dunque. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo. Weldon. con la volontà. gli aveva fatto da madre. la forza di compierle. Poi.

dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. e. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. chiedeva sempre di lui. Dick e Jack erano quasi sempre insieme. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». se fosse stato necessario. e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. avere soltanto quindici anni. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. La traversata procedeva in queste condizioni. poteva sembrargli divertente. Sotto l'impulso del suo sangue. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . nel suo mestiere. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole. nei pressi del tropico del Capricorno. pronto a sorreggerlo e a trattenerlo. In quelle lunghe ore di ozio. il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina. il quale. Temeva di trovare. quando il mare è quieto. quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. Tuttavia. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack.terreno generoso. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia. Cosi dunque andavano le cose. in seguito. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. il giovane allievo non avrebbe esitato. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. Insomma. un giorno. senza parlare della corrente equatoriale. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. frequenti durante una traversata.

— Che cosa ho veduto là? — disse. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. indicando un punto del mare. mentre il cielo era del tutto sereno. A poppa. . egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. qualche transatlantico diretto verso l'America. per incrociare uno steamer diretto a Panama. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. benché sbandasse parecchio a dritta. quando il bambino lo interruppe. ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. se avesse incontrato. non era responsabile. Era dunque inquieto. su cui erano issate randa e controranda. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. Jack? — domandò Dick Sand. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio. nondimeno. là! — rispose il piccolo Jack. non erano cosi frequenti come oggigiorno. per la signora Weldon soprattutto. verso le nove del mattino. Disgraziatamente. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. A prua. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. — Ma sf. per i ritardi di cui. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. precisamente il 2 febbraio. sulla rotta. il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. quando si verificò un primo incidente. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. Cosi. non potesse capovolgersi. Di là. Dick Sand e Jack. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico.l'ovest. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. che si rizzò in piedi sui buttafuori. — Vedete qualche cosa. alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto.

— ma quel rottame non è una zattera. Nan. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto. — Lo sapremo. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina. è uno scafo rovesciato sul fianco. e il capitano Hull. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. e subito.. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. perfino l'indifferente cugino Bénédict. uscendo dalla sua cabina. — rispose Dick. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. si diresse a prua. gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte... — confermò il capitano.. Bolton. — Non lo credo. — O non sarà piuttosto qualche animale marino. tutto l'equipaggio balzò in piedi. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim.. — Uno scafo rovesciato. La signora Weldon. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio. . in modo da accostarci al rottame. — Si. e di tutto l'equipaggio. poggia di una quarta. infatti. gridò: — Rottame a sopravvento. signora Weldon. a dritta. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict. — rispose il capitano Hull.. come il solito. come ha detto il capitano. Indi.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato. Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. — Secondo te. con voce forte. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo.

Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. — rispose il timoniere. — rispose il cugino Bénédict. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. bensf di una nave. Orza un poco. Si presentava sul fianco di dritta. orza! La rotta del Pilgrim. È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame.— Si. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. — giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. signore. Bolton. — osservò il capitano Hull. Dell'alberatura. — Ma. Bolton. avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. — Vedremo. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. esso potrebbe farne a noi. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. — rispose il cugino Bénédict. se il carico non fosse stato avariato. passa a una lunghezza di cavo. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. venne deviata con un leggero colpo di timone. del resto. e i marinai lo osservavano attentamente. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim. ch'era stata rivolta verso il rottame. e in tal caso. — Governa. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. Sommersa fino all'impavesata. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. 23 — È vero. il terzo del valore appartiene ai salvatori. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. Era proprio una nave. che. cugina Weldon. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. poiché non si muove affatto! — Eh. . cugino Bénédict. Un quarto d'ora dopo. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim.

— rispose il capitano Hull. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand. — Non c'è dubbio. — Bisogna sperarlo. signor Hull! — Si. a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. ahimè. ciò che. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania. c'è da temere che non vi siano riusciti. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma.non si vedeva più nulla. e dalle bigotte alcune catene rotte. signora Weldon. Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. Bolton.. Orza un poco. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. — Tuttavia. signora Weldon. e. orza! — gridò il capitano Hull. qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. signora Weldon. . dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati. si!. — disse la signora Weldon. Ma ce ne assicureremo. dopo la collisione. si sia rifugiato sulle sue lance. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. — Se vi è stato abbordaggio.. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave. indicando con la mano la via da seguire. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata. — rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio.

Io gli darò da mangiare!. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a . — disse la signora Weldon. e lui ci vorrà tanto bene. sf. mettete in panna. Quasi subito. e sia calato in mare il canotto. — Ebbene. bimbo mio.. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. — Ci fosse anche solo un cane. lo salveremo. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. Il canotto fu messo in mare. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa. — Ascoltate! ascoltate! — disse. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand. abbaiando più disperatamente che mai.. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik... Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato. — Credo che quel povero animale debba morire di fame.. — Si!. Là c'era certamente un cane vivo. mamma! — Resta qui. forse imprigionato.. si sforzava di aggrapparsi all'impavesata. signor Hull. Infatti. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono. ma ogni volta tornava a cadere sul ponte.. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi. Ognuno tese l'orecchio. — rispose la signora Weldon sorridendo. dall'interno dello scafo.. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile.. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. — Forza. gli diano la mia minestra! — esclamò Jack. e subito il capitano Hull. Ma non si poteva vederlo. un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. giungeva fino a loro un latrato lontano. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile.Ma in quel momento. Il cane continuava ad abbaiare. bravo cane..

il suo nome lo confermava. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck. a un tratto. avanzava verso il castello di prua. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo. Checché ne fosse. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. 25 Ancora pochi colpi di remo. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. — Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull. Negoro. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. il che spiegava perché il brigantino non . Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. Ma. dopo aver guardato il cane. Del resto. E. A prua del Waldeck. per accostarsi alla parte immersa del ponte. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. Frattanto.coloro che gli andavano incontro. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera. il canotto aveva girato la poppa della nave. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. successero latrati furiosi. senza manifestare alcuna sorpresa. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. uscendo dalla cucina. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. mentre il canotto girava la poppa della nave. al momento.

s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale. 26 Tuttavia. che era aperto. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. no. e la bestia si precipitò avidamente. — No certo! — rispose il capitano Hull. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra. — No. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. i quali. trascinando con loro sartie. ora verso l'esterno. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. rispondendo alla chiamata dell'allievo. l'animale. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. al momento dell'urto. che era mezzo sommersa. paterazzi e manovre. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato. e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. Sul ponte. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra. e a questo scopo si allontanò di .fosse ancora colato a picco. erano certo caduti. A bordo non ci devono più essere che cadaveri. Il cane. •— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. Con un'onda lunga un po' forte. fin dove lo sguardo poteva spingersi. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti. non c'era nessuno. il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. e abbaiava ora verso l'interno. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. che aveva lasciato l'impavesata. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. Lo raccolsero. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand.

— A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull. — Nessuno. Il cane corse verso di loro. Da quel lato. Ma il cane. mentre il capitano Hull e Dick Sand. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva. Là. I due marinai. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. ch'era rimasto sul ponte. non conteneva alcuna mercanzia. cinque corpi. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. andando dall'uno all'altro. non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora. il suo modo di fare. rimasti a guardia del canotto. . erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. — rispose l'allievo. perché addentò Dick Sand per la giacca. che penetrava a fiotti dall'osteriggio. — disse il capitano Hull all'allievo. non senza fatica. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del . nel quadrato. mezzo piena d'acqua.giacevano sul pavimento.cinque cadaveri senza dubbio . dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. si issavano.alcune braccia. Lo seguirono. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. — Risaliamo. del resto. Entrambi ricomparvero sul ponte. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. Alla luce del giorno. e cercò di trascinarli verso il cassero. il suo latrato. continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano. Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri. Fu compreso. 27 Dick Sand. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. La stiva del Waldeck.

i cinque negri erano coricati nel canotto. signora Weldon! Li salveremo! Si. Poi. ma. Non fu fatica da poco. e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. però. — Aspettate che possano parlare. Il cuoco non compariva. — È strano! — mormorò Dick Sand. Prima di tutto. Il cane li aveva accompagnati. volgendosi: — Negoro! — chiamò. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola. — Sono vivi. vedendo quegli infelici. . Venne calata una ghia dal pennone di maestra. Negoro usci dalla cucina. — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco. con un colpo di mazza di cui si era armato. con il pelo irto e le mascelle spalancate. facciamo bere loro un po' d'acqua. che alcuni marinai riuscirono a trattenere. il cuoco respinse l'animale. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. potevano forse richiamarli in vita. — Negoro! — ripetè il capitano Hull.cassero. il cane balzò in piedi come per slanciarsi. Alcune gocce di cordiale. li salveremo! — esclamò Dick Sand. che non erano altro che dei corpi inerti. e i negri. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum. Appena si mostrò sul ponte. due minuti più tardi. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. issati a uno a uno. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata. Ma. A quel nome.

del mondo civile. — rispose il vecchio negro. lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave. diverse navi.28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. insieme con un po' di nutrimento.. — Dieci giorni or sono. signore. che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. . ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose. Dormivamo. Il capitano Hull non lo ignorava. Nonostante le crociere inglesi e francesi. diciamolo pure.poteva avere sessantanni . — Si. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. e questo. è bene sperarlo. dopo l'urto. cariche di schiavi. Il più vecchio di quei negri. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. di solito. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. Benché. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull. non è tornata indietro per .fu presto in grado di parlare. se cosi era. della quale dovevano essere privi da molti giorni. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri. e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte. La signora Weldon. Ad ogni modo. Intanto. aiutata da Nan e da Dick Sand. egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. bastò per richiamarli in vita. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. e. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull. la nostra nave è stata investita in una notte buia. — E quella nave. — Può darsi! anzi..

— Da Melbourne. la cura di riparare la disgrazia da loro causata. passando a bordo del brigantino americano Pilgrim. è già cosa riprovevole. Il più vecchio. invece. hanno spesso preso la fuga. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873. sulla pubblica via. — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. cosi. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. Infatti. Poi. — Amici. — rispose il vecchio negro. sul mare. per quanto mostruosi. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. è incredibile.d. che si eresse in tutta la sua altezza. . il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità.raccogliervi? — No. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. può sembrare incredibile. Purtroppo. — È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. è una infamia! Tuttavia. cittadini della libera America. — Dunque voi non siete schiavi? — No.T. (N. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. Questo fatto. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. purtroppo non erano rari.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. è vero che certi capitani. e poi portato negli Stati Uniti. senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri. Quanto ai suoi compagni. non avete certo compromesso la vostra libertà.

Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. a poco a poco. sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. si erano precipitati sul ponte. Come ebbero modo di informare il capitano Hull. . il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. non era colato a picco. La sua età. si erano arruolati presso un inglese. in una notte molto buia. che fu terribile. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. era fuggita per non tornare. venuto a scadere il loro contratto. la quale. . e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà. L'alberatura della nave era caduta. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. I negri dormivano. Pochi secondi dopo l'urto. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro. a milleduecento miglia da terra. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. nell'Australia meridionale. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. Là avevano passato tre anni. guadagnando molto e. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. fortunatamente. sopra uno scafo semicapovolto. e diciassette giorni dopo. erano nati liberi.linguaggio che d'altronde è scomparso. erano tutti scomparsi. dopo l'urto. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. e liberamente vi tornavano. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. e il Waldeck si era piegato sul fianco.molto più giovani di lui. pagando la traversata come passeggeri ordinari. dopo la guerra antischiavista. avevano voluto tornare in America. Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti.

salvato sul rottame. Austin. c'era un altro essere vivente. Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. torturati dalla sete. d'altronde. avevano perduto i sensi. Era il cane. Actéon e Hercule. si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. Tom e i suoi compagni. partito da Melbourne. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. perché il Waldeck. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione. Se avesse avuto il dono della parola. Ma. che si trovavano sul ponte. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. e avevano crudelmente sofferto. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave.2 figlio del vecchio Tom. Fin dal giorno prima. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. aveva già dato la propria impronta. Tom e i suoi compagni. tutti e quattro di forte costituzione. erano state sfondate dall'urto. cui la vista di Negoro sembrava fare una . senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. lo scafo andava lentamente alla deriva. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. dopo l'urto. vigorosi. poiché le botticelle dell'acqua dolce. attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. Benché avessero terribilmente sofferto. cui un'educazione liberale. ed era tempo che il Pilgrim giungesse. non avendo potuto penetrare nella cambusa. spinto dalle correnti. senza nemmeno poterlo lasciare. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. mentre. invasa interamente dall'acqua. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato.

vagante. V.A) 31 Dingo.sgradevole impressione. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. rimasto poco socievole. — era il nome del cane . sotto l'influenza della collera. poteva diventare terribile. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. e perciò. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male. con qualche sfumatura biancastra sul muso.d. eguagliava la statura di un uomo. sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone. Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale. diminutivo di Bartholomée. a bordo del Waldeck. Dingo li evitava. (N. animale magnifico e robusto. incise sul suo collare. S. Di pelame folto. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. dove vagava. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa. se non era socievole. Quell'animale. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere. mezzo morto di fame. più alto dei cani dei Pirenei. che. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile. pareva piuttosto triste. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro. Forse sulla costa africana. Quando si alzava sulle zampe posteriori. Due anni prima. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. gettando la testa all'indietro. queste due lettere. Il vecchio Tom. 2 Bat. ma li fuggiva. non era cattivo.. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul . Però Dingo. nei pressi della foce del Congo. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. Dingo. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. Dingo. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda.

dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. 2 febbraio. nutrendosi non si sa come. V. CAPITOLO V S. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. quantunque fossero poveri negri. . prima di tutto. non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. in fondo all'oceano. Il capitano Hull si occupò. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. rassicurate sul futuro. Weldon. pagare quel debito di riconoscenza. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. ormai cadaveri. crudelmente la sete. Sarebbero stati trascinati. e soffrendo. essi dove32 vano loro molto. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere. verso sera. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. Quel giorno stesso. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. di sistemare a . un giorno o l'altro. Per completare l'opera buona. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W. non disperavano di potere. Certamente. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. s'era tenuto in disparte.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione . se l'arrivo insperato del Pilgrim. non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. era quanto si stava per fare. e. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta. Là. il rottame fu perduto di vista. anch'esso.Waldeck. Il Pilgrim. Quelle brave persone. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza.e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. Ciononostante.

lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. Bat. era troppo piccolo per ospitarli. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. D'altronde. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. distratta un momento dalla sua monotonia. Tom. ma egli non tardò a farsene un terzo. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. erano strilli di gioia che non finivano più. non potevano essere difficili. quelle brave persone. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack. e ciò lo divertiva assai. Jack si vedeva grande grande. alto sei piedi. e con un bel tempo. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. non c'era più niente da fare. disposto sul ponte a mo' di casotto. E fu Dingo.bordo. — rispondeva Hercule. Tom e i suoi compagni. — Ecco. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. caldo e sano. signor Jack. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. avrebbero volentieri voluto rendersi utili. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. Actéon ed Hercule. riprese dunque il suo corso. ( . L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. come se fosse un bambolotto di sughero. quando si trattava di virare di bordo. La vita di bordo. con quei venti costanti. Con tutto questo. — diceva Jack. Austin. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio. nel modo più conveniente. una volta regolata la velatura. — Spingimi molto in alto. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. 33 — Allora. si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua. Ma. abituate ai lavori pesanti.

più grande soddisfazione. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. fu tutt'altra cosa. il piccolo Jack. per Dingo. al quale quel gioco piaceva. Tuttavia. Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. che lasciava fare volentieri. Un giorno. In breve. La signora Weldon. Jack. — Quel ragazzo. non aveva trascurato Dick Sand. si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini. vedeva sempre tale intimità con la ) . supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio. invece. Jack galoppava dunque senza sella .Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. non gli faceva alcun male. suo amico d'antica data. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone. e ciò. anche se ha le rotelle alle zampe. lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare. e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. sul cane. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. Quel che sa . Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. il 6 febbraio. A bordo del Tilgrim. e con questo istinto. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. è inutile dirlo. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. del resto. l'allievo lo passava con il piccino. Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile. senza dubbio. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo.

apprezzato da tutti. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. — eccolo al timone. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. Chi non è stato mozzo. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. i — Si. signora Weldon. non ha mai meritato un rimprovero. un ragazzo di cui ci si può fidare. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo. signora Weldon. ed è sulla buona strada. signora Weldon.già è stupefacente. da quando lo conosciamo. — Guardatelo ora. — Eppure. — riprese il capitano Hull. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. 34 — E il signor Weldon ha ragione. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. per conseguenza. — rispose il capitano Hull. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. molto superiore alla sua età. — Si. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. — Senza dubbio. i buoni ufficiali non mancano . almeno nella marina mercantile. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. — Bisogna aggiungere. e che. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. la strada del dovere. signora Weldon. è un bravo ragazzo. — Al termine di questo viaggio. capitano Hull. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere.

signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict.. e tanto poco di questo mondo. — Ho avuto un bel cercare!. — Insetti. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. — Ehi. — La signora Weldon esagera. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere. del resto. signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di.. — osservò la signora Weldon. cugino Bénédict.... i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata. — Ma nella stiva del Pilgrim. — ma secondo me. bisogna che vi rassegniate.. quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra. . — No. dove il catrame s'era scrostato. — disse — tuttavia. — Ah. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. — Insetti? In fede mia.. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte.nella marina da guerra. signor Bénédict? — chiese il capitano Hull.. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. come un'anima in pena. poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no. facendo passare la mano fra le commessure del ponte. signor Bénédict. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. frugando sotto le gabbie dei polli. poco interessanti.. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict. certamente. cugina Weldon. sto bene. ma non vedo l'ora di essere a terra. — rispose il capitano Hull. — Che cosa cercate sotto quel banco. — Eh. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e.. per non parlare di Nelson e di alcuni altri. sempre assorto. — Si.

— Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale. In quel momento. cugina Weldon. — rispose gravemente il cugino Bénédict. cugino Bénédict.. — Si„. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. non dico di no!. che giocava con Jack. che abitano... cugina Weldon. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. — Suvvia. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict. — corresse il capitano. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No. — Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack. signore? — Mai a mie spese. — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull. — rispose il cugino Bénédict. — disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla... — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict.— Poco interessanti.. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano. nella Nuova Caledonia. — Come! Non siete entomologo... — Ma . — Che infestano. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si. Dingo. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict. ergendosi quant'era alto. — Bella regalità!.

è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 . quantunque di razza neozelandese.non è vero che Dingo.

.

.. fosse anche una zanzara. dando la libertà a una mosca che lo importunava. molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. le disse. Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo.. permettendosi di darle del tu: « Va'. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne..2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole.. spero! ■— esclamò il capitano Hull.. avevo pensato. che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana.. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico.. senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me ».. — disse la signora Weldon. — Ah! — fece il capitano Hull. — Signore. i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon. dicendogli. — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto. — Capisci. — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict. « Il mondo è . eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi.. — E un giorno. — proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie. — rispose seccamente il cugino Bénédict. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso.— Verissimo. è lo zio Tobia. — non ho potuto trovare neppure un insetto. signor Bénédict. povera diavola ».. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. e quest'altro.. — E che forse. avevo sperato. — Si. — Ebbene.. signore! — Ebbene. — Che avreste subito messo a morte senza misericordia. qualche pulce penetrante o irritante.. vi soffiò sopra e lo lasciò andare.

cervi volanti. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli. cacciatori. dure e forti come una tenaglia. calandre. cannonieri. anzi. con queste e altre conversazioni. — Ed è morto? — Lo credo bene. lo scienziato si era rivolto ai negri. Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari. alate-ridi. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia. quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule. Cosi. Bat e Austin avevano. guardando il cugino Bénédict. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro. scarabei notturni. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo. cicindele.T.i.) 37 Bénédict.d. tanto la brezza era debole. finito per disertare le lezioni. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict. E tutti si misero a ridere. seppellitori. carabi.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. che valeva la pena di rischiare qualche cosa. maggiolini. poiché non è mai esistito. silfidi. (N. la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente . Actéon. che non ne capivano nulla. Il mare era sempre calmo. — Brav'uomo.abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule. Tom. Per conseguenza.T. coccinelle. carnivori. (N. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. In mancanza di meglio. dunque. — rispose gravemente il capitano Hull.

oltre le parole. Quanto al far di conto. con giochi pratici. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. I suoi occhi divennero immobili. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. che. e agitò la coda convulsamente. dopo che le lettere fossero state mescolate. Ogni giorno. d'improvviso. anche i numeri. Tom. che diamine! Ora. Dingo girava intorno al bambino. Di quelle diverse lettere. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme. Inoltre. si precipitò su uno di essi. 38 — I cubi erano allineati sul ponte. e lo andò a deporre sul ponte. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. alcune erano maiuscole. o nella cabina o sul ponte. per comporre la sua parola: un affare serio. altre minuscole. non su un abbecedario. da alcuni istanti. quando. a . lo prese in bocca.inoperoso. necessariamente più ardue. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. Talvolta. alcuni di quei cubi portavano una cifra. con la mano sugli occhi. e gli insegnava a leggere e a scrivere. la signora Weldon prendeva quei cubi. in tutto una cinquantina. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. che non con le lezioni teoriche. Ora. ora l'altro. accoccolato sul ponte. Jack imparava a leggere. alzò la zampa destra. forse. stampate in rosso su cubi di legno. passava alcune ore. si fermò. d'un tratto. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio. ma mediante lettere mobili. Era la mattina del 9 febbraio. è necessario riferirlo con qualche particolare. Jack. componeva una parola. chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. ciò che permetteva di formare. Poi.

V. Dingo conosceva le lettere. Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. Dingo si precipitò di nuovo. pareva che per lui non esistessero. Questa volta Jack gettò un grido. — disse il capitano Hull. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. — S. e li ricollocò fra gli altri. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. — Curioso! — disse la signora Weldon. che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. questa. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. — rispose Tom. accorsero. prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. che passeggiavano sul ponte. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo. il capitano Hull e l'allievo. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. signore. e a quel grido la signora Weldon. ricominciando la stessa manovra. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. Ma Dingo era tornato e. nei dintorni della foce del Congo. V. — ripetè il capitano. — Dingo! ehi. — S. — Cosi. per restituirli al suo amico Jack. infatti. L'ho spesso sentito dire dal capitano. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. che guardava attentamente le due lettere.pochi passi da Jack. Nondimeno. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. — Curiosissimo. — disse la signora Weldon. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. signore. né da . ma Dingo gli mostrò i denti. Dingo! — gridò il bambino.

Ora. — ripetè il capitano Hull. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. o perché la morte l'ha colpito per via. — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. signora Weldon. signora Weldon. — Che volete dire? — Ecco. evidentemente.. — Si. di cui doveva discendere il corso.dove venisse.per iniziativa della società geografica di Parigi. .. riflettendo. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla. e che sono incise sul suo collare. Nel 1871. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. — rispose la signora Weldon. un esploratore francese parti. non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato. per di più.e per conseguenza due anni or sono . — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore.. questo cane? — Nessuno. . — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo. — Che Samuel Vernon. non sa spiegarsi. e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. o perché fatto prigioniero dagli indigeni.. — Più? — disse l'allievo. — Si. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito. signora Weldon. — È vero. signore. alle bocche del Ro-vuma. — Più. mi ricordano qualche cosa. dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti. questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon.

uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. infatti. — La mamma mi ha . — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V. Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. 40 — Era dunque solo. no! — esclamò Jack. — rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni. guardate. — Non lo so. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. — Ma. comparve sul ponte. cominciò a dare segni d'estremo furore. quand'è partito? Non è. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. è cosa che non posso spiegare. lo ripeto.— E allora. più fortunato del padrone. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. ma. che aveva subito veduto il mastro cuoco. signore. le spinge avanti con la zampa. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. le conosce certissimamente e. da parte vostra. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. e. In quali circostanze. Nessuno notò da principio la sua presenza. poi. Ma Dingo. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. poiché là appunto. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. se la mia ipotesi è giusta. fu raccolto dal capitano del Waldeck. Samuel Vernon. — rispose il capitano Hull. Negoro. è una semplice ipotesi. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. una semplice ipotesi? — Sf. quasi a invitarci a leggerle con lui. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. signora Weldon. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. — Eh. In quel momento. — Ma.

alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. — Come faceva. 41 Sono dunque meravigliata. avendo notato la grande finezza d'udito del cane. ma il suo maestro.. Stando a quanto mi hanno raccontato. Disposte le lettere sul tavolino. un americano furbo. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. Sul tavolino. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. — È molto semplice. Soltanto. si fermava. — Sicuro. per Munito. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca. — disse l'allievo. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack. Munito non sarebbe stato più Munito. Quel rumore. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. — quel cane. — disse la signora Weldon sorridendo. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. amico mio. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro. qui stava tutto il segreto. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. — E nell'assenza del suo padrone?. Se l'americano fosse stato assente. era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. ad alta o a bassa voce. il cagnolino andava e veniva.. che si chiamava Munito. — Faceva cosi. — disse la signora Weldon. non era certo un erudito come tu credi. signora Weldon? — chiese Dick Sand.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. ma si fermava perché udiva un rumore. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. aspettando che fosse pronunciata una parola. impercettibile a ogni altro.

se ne parlava pure. capitano Hull. sembra non le conosca nemmeno. mostrando i denti formidabili. A prua. Ma. rispetto a Negoro. In fin dei conti. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. ma non se ne traevano le medesime conclusioni. Quest'ultimo. quei due cani. fra la signora Weldon. D'altronde. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. __È vero. e quell'altro che. — disse il timoniere Bolton — un . e non di una parola scelta a caso.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. per quanto si riferisce all'intelligenza. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. provò. che è riservata all'uomo. una diffidenza istintiva.padrone . il capitano Hull e Dick. Quanto a parlare. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. Si deve quindi concludere che. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto. soprattutto. — Ma un bel giorno. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui. Li. — Ah. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. per una ragione che ci sfugge. — disse il capitano Hull — è molto strano. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. andavano più in là di Dingo. nell'alloggio dell'equipaggio. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere. due lettere speciali. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. dico. Le altre. Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno.

e invariabilmente. o quasi al nord. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. Quanto al cugino Bénédict. i topi. c'era un abisso. senza esitare mai. — soltanto. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. Per esempio. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. La frase. Ma da questo. senza sbagliare mai. senza che egli vi prendesse alcun interesse. Comunque. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. è soltanto una specie di canto o di grido parlato. se ne avesse voglia? Con un becco. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. per questi animali. È chiaro che quel cane. del quale ignorano il senso. i pappagalli! Ebbene. e bisognerà rispondergli. i castori. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva. preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. se il vento è a ovest o a nord-ovest. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. Dingo era divenuto l'eroe di bordo. — le 42 gazze. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. — Però. e seguendo soltanto il loro istinto. invece. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento.bel giorno. non si è mai visto una cosa simile. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare.

pagato cento scudi d'oro. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo. i ditischi acquatici. le pulci. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città. che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. che fabbricano campane da palombaro. senza sbagliare una parola. al cardinale suo padrone. che recitava. di Scanderberg e di Oppiano. Checché ne sia. senza dubbio. questo Dingo non merita tanti elogi. e inoltre protetto dalla . quei cavalli di Nicomede.1 le formiche. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. cacatoa che contano.T. infine. senza dubbio.) 43 imparato la meccanica. Tuttavia. a prua. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo. che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No.erigono perciò le loro dighe. senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore. (N.d. e se se ne intende dell'alfabeto. meravigliosamente addestrati. Lo trovava forse troppo intelligente. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. è perché. notevoli per la loro memoria. si sarebbe tirato addosso qualche malanno. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane. appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus. come un fenomeno. e tanti altri animali. se non fosse stato tale da difendersi. e certi asini.

che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. Quella zona del Pacifico era sempre deserta. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest.) 44 . Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland. Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. dopo l'incidente delle due lettere. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni.A. dunque. e il ritardo non era considerevole. nessuna nave si mostrava in quei paraggi. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. Il fatto era davvero inesplicabile. Nondimeno. diminuì sensibilmente. Negoro.simpatia di tutto l'equipaggio. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York. Con vento al traverso il Pilgrim. per quanto il mare sia deserto. Il 10 febbraio. però. Quanto ai piroscafi transpacifici. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta. ben servito dalla sua velatura. dunque. il vento di nord-est. Il Pilgrim. era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti. (N.d.

Dick Sand. servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. ! Più in alto. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura. albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano. un ramo di sargasso. quei pinguini. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. Weldon. Qui. come faceva notare il capitano Hull. E più di una volta. il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. allievo in tale materia come in altre di James W. Un'erba marina che galleggi ondulando. erano procellarie bianche. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia. . Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. la fantasia si lancia liberamente. Nondimeno. e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. forse. bastano. Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato. là ancora procellarie con le ali listate di bruno. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. talvolta erano stormi di pinguini. racchiude.

Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! .Quel giorno. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict. 45 — Cugino Bénédict. peuh? — esclamò il capitano. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei. — disse la signora.. — che sia causato da qualche erba marina? — No. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio. quasi contemporaneamente al capitano Hull. se non m'inganno. e come tali.. di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati. si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue. — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. — Ma sono tanto piccoli. — rispose Dick Sand. che strano colore hanno le acque del Pacifico. — Guarda un po'. Dick. signora Weldon. — Come. — Crostacei! — disse la signora Weldon.

la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato.— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. spinto dal proprio istinto di pescatore. si stendono come reti da pescatore. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. — Eh. non dimenticatelo! — Ad ogni modo. Miriadi di crostacei vi penetrano. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. e cosi ha voluto la natura. — Una balena! — esclamò. In quel momento. che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza. e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena.. e le numerose barbe dei fanoni. E. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim. — disse il capitano Hull. Jack. signora Weldon. — Come vedete. sicché nulla può uscire. e come per dar ragione al capitano Hull. durante la stagione di pesca. di cui è fornito il palato dell'animale. ragazzo mio! . — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei.. La signora Weldon. o di farina. che non v'interessino questi crostacei.— Entomologo. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!. E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. si arriva in vista di un banco di questi crostacei. . passi. Vedete. capitano Hull. Jack. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. va bene. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. quando noi balenieri.

era stato avvistato un finback. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo. Era una di quelle balene franche.. Dunque. mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. più verosimilmente. infatti. più l'animale è grosso. Frattanto. possono avere una lunghezza di ottanta piedi.Infatti. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale . cosa che non poteva ingannare i balenieri. O era invece un hump-back. inoltre.. cosi da assomigliare a un paio d'ali. cui manca la pinna dorsale. Oppure. poiché. quanto maggiore deve essere. dinanzi a una pendola. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. provvisto di pinna dorsale. appartenente alla specie delle balenottere. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo. vi sono specie alquanto diverse. a quattro miglia sopravvento. per un pescatore di balene. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. qualcosa come una balena volante. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei. quantunque la media non passi i sessanta.

che era stato segnalato al largo. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. Infatti. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. ascoltando. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo. lo zampillo. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. tu. ciononostante. Dick. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. — È vero. che a poco a poco si accalorava. e questo mi darebbe ragione. — Io propenderei per una jubarte. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. capitano. — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. — Certo. non era molto visibile. — Non è una balena franca! — esclamò. — fece osservare Dick Sand. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. E non vi pare. D'altra parte. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. — Si. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì. Da quella distanza. inoltre. questa è appunto la prerogativa della jubarte. Che ne dici. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . — annuf il capitano Hull. bimbo mio. se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. — rispose Dick Sand.

Il capitano Hull. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone. per completare il carico! Alcuni marinai.. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. come un'irresistibile calamita. — È vero.. — Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. mamma! — gridò allora il piccolo Jack. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. Era chiaro che. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. si mangiava le unghie. gettavano grida di desiderio. se vogliamo. passando. molto serio! — ribatté il capitano. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano. si. — Quelle balenottere hanno code formidabili. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. — Mamma.. Il guadagno. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena. guardando la balena. che non parlava più. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio. qualche volta. — Sarebbe un peccato non salutare questa.. — E con questa. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio. A sentir loro. pareva che la balena. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. — disse Dick Sand — ma è un affare serio. CAPITOLO VII PREPARATIVI . è vero.. bimbo mio? E perché no. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto. però. vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro.. — Si.bompresso per vedere meglio. — mormorava il capitano Hull. ma noi soli. a portata di mano. i bravi marinai si accaloravano e. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio.

Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. non c'è alcun pericolo per noi. e completare in tal modo il carico. un equipaggio di rinforzo. che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. per voi stessa. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. ma. fuori del coronamento. signora Weldon. Ciò che rendeva quella cattura meno facile.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. per esperienza. La signora Weldon. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. — Nessun pericolo. e la terza a poppa. benché il Pilgrim possedesse una lancia. non insistette. rassicurata. né. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. era impossibile. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. più tre baleniere. Di solito. e ho sempre finito con l'impadronirmene. nelle presenti circostanze. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. pareva enorme. Ora. Ve lo ripeto. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. e voleva essere preparato a tutto. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione. Sapeva. quindi. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. Infatti. durante la stagione di pesca. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. — rispose il capitano Hull. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. che si erano subito offerti. Catturarla. . che galleggiava in mezzo alle acque rosse. come si sa. La balena. collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto.

i pescatori di balene. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. Un semplice timone. poi finire l'animale a colpi di lancia. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. Perciò. — Dick.durante l'assalto. il capitano Hull. ma comprese che. spero! — Bene. lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. a compromettere la salvezza della baleniera. 49 D'altra parte. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. infatti. adoperano armi da fuoco. Per questo genere di pesca. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi. o palle esplosive. dall'altra. Per mezzo di un congegno speciale. come aveva detto. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. Perciò si rassegnò. . talvolta. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. Bisognava prevedere ogni eventualità. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. da una parte. le braccia di un uomo fatto. non era un esordiente. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand. ben manovrato. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. che sarà breve. nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. o a prua dell'imbarcazione. compreso il nostromo Howik. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità. per il servizio di una baleniera. il remo di poppa. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. che aveva per lui grandissime attrattive. valevano meglio delle sue. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. Restava dunque il capitano Hull. Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. signore! — rispose l'allievo. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza.

sono congegni molto costosi. Il mare. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. che. il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. giacché spesso accade che questi cavi. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. a meno di caso urgente. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. che usano abilmente. Al momento d'imbarcarsi. l'aveva messa in panna. d'altronde. legati insieme. a queste armi offensive. assai difficili da maneggiare. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. voleva. .Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. calmissimo. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore. tanto la balena si sprofonda. assalendola con i mezzi consueti. quello che doveva occupare il capitano Hull. poco amici delle innovazioni. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. all'arma bianca. Il vento tendeva a calare e. che. e i pescatori. era propizio alle manovre di una baleniera. con ragione. Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. e un solo posto era libero a prua della baleniera. in accollo. non bastino. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. prima di lasciare la nave. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive. Né ce ne vuole meno. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. le vele orientate come si doveva. e che misurano seicento piedi di lunghezza. si assicurò che tutto fosse in ordine. D'altra parte. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. segnalata a cinque miglia dalla nave. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. le drizze ben disposte. ossia rampone e lancia. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione.

capitano Hull. — State tranquillo. Indicando loro bene il da farsi. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. quantunque non vi fosse alcun pericolo. — Nulla per ora. sono certo che lo farebbero. fosse necessario rimettere la nave in moto. — rispose il capitano Hull. da quelle insistenti raccomandazioni. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. — replicò il colosso. — Dick. capitano. qualunque cosa accada.Prima di partire. Ma un irresistibile istinto di pescatore.. issando una bandiera in cima a una gaffa. eccoti comandante in seconda. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. — Si. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. cosa impossibile. nulla fa prevedere che torni a frescare. — rispose Dick Sand sorridendo. Vigila su tutto. si capiva che.. arrossì. ma. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. figliolo. — gli disse — ti lascio solo. — rispose Dick Sand. te ne farò il segnale. e se. gli fece le sue ultime raccomandazioni. — Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci. sorridendo. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?. nemmeno per poche ore. Soprattutto. in verità è tutto qui! » Tuttavia. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. — coraggio e sangue freddo. — riprese il capitano — il tempo è bello. — disse il vecchio Tom. Il vento è caduto. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. — Ai vostri ordini. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. fa' onore al tuo grado. non perderò di vista la baleniera. — Dick. — Bene.

— Sf. capitano. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta.. — Ebbene. — osservò il cugino Bénédict. — Siamo a vostra disposizione. e sarà fra poco. in questo modo. dalla testa alla coda. tagliandolo metodicamente a strisce parallele. Mentre saremo assenti. è bene dire che la jubarte. — Va bene. quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. — rispose il capitano. al nostro ritorno. signore. quindi . li porteranno sul ponte e. signore. — rispose il vecchio negro. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. conto su di voi e sui vostri compagni. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. — Grazie. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. D'altronde. Egli si diresse verso la scala. bambino mio. signor Bénédict. — approvò il capitano. — Sarà fatto. lo spingeva a tentare l'avventura. Weldon a Valparaiso. Per chi non lo sa. Allora i marinai. la faccenda andrà spedita. con i guanti. calzati di stivali chiodati. — Dick. signora Weldon! — Ve ne prego. una volta uccisa. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano.. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. — Prendetela pian pianino. volgendosi a Tom: — Tom.W. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No.

che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. Del resto. Il capitano Hull scavalcò la murata e. la nave baleniera. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. allo scopo di terminare le manipolazioni. L'equipaggio sbarca. Il Pilgrim. lascia tutta la sua parte utilizzabile. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione. La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. parve voler salutare l'equipaggio. e perfino Dingo. dopo essere stati collocati nei barili. per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. tutti tornarono a prua. cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim. . e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano. La baleniera si staccò dalla nave e. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. e procede a terra alla fusione del grasso che. Poi.divise in pezzi. prima d'essere messo in panna. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. a pesca finita. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». raggiunse la prua della baleniera. Jack. Di solito. dovevano essere calati nella stiva. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. i quali. sotto l'azio52 ne del calore. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto. con i venti. scendendo per la biscaglina. Era venuto il momento di partire. nelle circostanze presenti. La signora Weldon. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. il cugino Bénédict. apriva automaticamente la larga bocca. vale a dire l'olio.1 Ma.

A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. Dingo. quasi subito. capitano. — Non muove la coda!. lanciando un latrato di collera. si avvicinò lentamente alla signora Weldon. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù. (N. dirigendosi verso il castello di prua. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo. e andò a mettersi presso il timone.d. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. e il capitano Hull. — Fidatevi di me. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon. Dingo. non potendo più farsi udire. — mormorò Tom a mezza voce. — rispose Dick Sand. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione. senza dubbio. Dick. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. Il cane stava per saltargli alla gola. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. Dingo si raddrizzò. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. con l'intenzione. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera. cui lambì affettuosamente la mano. — Qui. in preda al più vivo e inesplicabile furore. In quel momento. lanciò una specie di lamentoso ululato. Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva.. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. La signora Weldon si volse. . signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio. qui! — gridò Dick Sand. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua.— Sta' attento. cattivo segno! Ma. — cattivo segno. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. in piedi a prua. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione..

signore. era marinaio dotato di gran sangue freddo. accuratamente foderati in guaine di paglia. — Siamo intesi. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. esperto baleniere. in modo da tenerci sempre sottovento. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre. Anzitutto. Howik. La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera. . il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. — disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. 54 Il nostromo. il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte. preposto a questa manovra. — Attento a governare. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. poi. che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. Il cetaceo veniva cosi aggirato. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. lasciando cadere la sbarra. — Bene. Ora non era più che un punto sul mare. — disse il capitano Hull. anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. vogando.Dal canto suo. non era uomo da lasciare nulla al caso. tornò nel suo alloggio. — ragazzi. — rispose il nostromo. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. fate meno rumore possibile. I remi. — disse il capitano. CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. Negoro non aveva proferito parola. — rispose semplicemente Hercule. — Hercule. ma la sua faccia era leggermente impallidita. affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione.

abilmente diretta dal nostromo. sollevando il liquido rossastro. — rispose il capitano Hull. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno. L'imbarcazione. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. — disse Howik. che decresceva a vista d'occhio. — disse il capitano a bassa voce. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata. mentre quelli di sinistra. facendo il minor rumore possibile.manovravano in silenzio. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù. prima di destare la sua attenzione. Mezz'ora dopo averlo lasciato. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. era giunta al largo banco dei crostacei. ragazzi. — Vogate più piano. Cosi era del Vilgrim. che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. sembravano grondare gocce di sangue. di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. — Si. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. zitti. e forza sui remi! La baleniera. diretta dal nostromo. pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. . tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. ed evidentemente. ragazzi. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. Descrivendo quel cerchio. — Su. — Vino e acqua! — disse un marinaio.

— Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza.. Ma non era più il momento di riflettere. in piedi a poppa. in un secchio. eppure!. . e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. sono più facile preda. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro.. La balena non si moveva e sembrava dormire. « Questa birbona non deve dormire.55 Cinque minuti dopo. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo. — Ci siamo. « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull. li nostromo. durante il sonno. A prua. il capitano Hull lo dondolò più volte. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. Accanto al capitano. saldamente fissata al rampone. c'era la prima delle cinque lenze. mirando al fianco della jubarte. — rispose Howik. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale. — Si. bensì quello di assalire. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque. Brandendo il rampone in mezzo all'asta. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale. Le balene che si sorprendono cosi. bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. il capitano Hull.

equivale a centoventi braccia. misura speciale per la marina. e come accade quasi sempre. Tale circostanza. il capitano Hull lo sapeva benissimo. se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. o meglio il rimorchiamento. Infatti. che avesse fatto il primo tuffo. cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. la jubarte. avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. colpita dal rampone.d. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando.A. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico. — Un balenotto! — gridò. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. rende la cattura della jubarte assai più difficile. cioè duecento metri. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. però. In quel momento. Evidentemente.— Indietro! indietro! — gridò subito. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. Sarebbe stato davvero un peccato. 1 Una lunghezza di cavo. la madre doveva difendersi con maggior furore. si era quasi del tutto coricata sul fianco. entrambi in piedi. Al contrario. come si sarebbe potuto temere. Prima. il capitano Hull e il nostromo. poi. seguita dal balenotto. (N. era . dopo un attacco cosi felicemente cominciato. risollevandosi con un balzo enorme. L'inseguimento. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ». Ciononostante. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. la balena. E i marinai vogando tutti insieme.

e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. invece di tornare alla superficie. Howik la dirigeva imperturbabilmente. si poteva anzi osservare. presto alla terza si annodò la quarta. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. Tuttavia. i cui remi erano stati sollevati. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. Il capitano Hull. né volerne moderare la velocità. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per . riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta. — questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. siccome la baleniera non correva presto come la balena. La baleniera. Howik. — soggiunse il nostromo. Pure. — Non è poi un pesce. dall'inclinazione più accentuata della lenza. si tuffava negli strati più profondi. 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. con l'occhio sulla preda.cominciato. che l'animale. e scomparve sott'acqua. Cinque minuti dopo. la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. La jubarte non si arrestava. filava come una freccia sul dorso delle onde. non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. — Diavolo! — esclamò il capitano Hull. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga. Infatti. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità.

allorché sembrò allentarsi. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. ragazzi! Ci siamo. Howik? — Sono pronto. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim.la cattura da farsi. Furono deposti due remi. e sembrava aspettare il suo balenotto. come il capitano. e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. in quel momento. ora se ne stava pressappoco immobile. — Attenzione! — gridò il capitano Hull. se pure avrebbe potuto raggiungerla. — Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. . — rispose il nostromo. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. signore. e già anch'essa era mezzo svolta. si dovette dar mano alla quinta lenza. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. a soffi brevi e di poca durata. Ma spirava una brezza debole e irregolare. — non si perdano colpi! Mirate bene. Howik manovrò allora abilmente. Intanto. ma andiamo avanti. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. com'era stato previsto. aiutato da Tom e dai suoi compagni. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. sempre con il rampone piantato nel fianco. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. Howik. dopo essere fuggita con tanta rapidità. Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza. — ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull. e due marinai si armarono.

Howik. governa! La jubarte. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione. spingendo l'imbarcazione da parte. infatti. I due marinai. si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera. bene assestati. cercando di ferirla in qualche organo vitale. Tre nuovi colpi. Per poco la baleniera non si capovolse e. si scagliò avanti. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. Ma. senza però toccarla. si riempi a mezzo. al passaggio. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia. Il nostromo. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. Al passaggio.L'imbarcazione si avvicinò ancora. Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. battendo violentemente il mare con le pinne enormi. si posero a vuotare in . manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. imbarcando acqua. che aveva previsto quell'assalto frontale. spaventosa a vedersi. produssero tre nuove ferite all'animale. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. procedendo a balzi quasi. D'un tratto. poi. La jubarte si arrestò e. Howik. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. deponendo i remi.

non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e. II capitano Hull lo comprese subito. Le tre lance. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. diventata ormai inutile. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. Non era dunque più il caso di assalire. ma di difendersi. d'altra parte. e la sua . capitano! — rispose Howik rialzandosi. No! L'animale. — Eccolo. Riapparve il balenotto. In quel momento. come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. e la sua agonia minacciava d'essere terribile. se non governava più. ancora mezzo piena d'acqua. mentre il capitano tagliava la lenza. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro. per quanto fosse stata spinta velocemente. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. assaliva. — Un altro remo! — disse il capitano Hull. in tali condizioni. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. non pensava più a fuggire. a poche tese soltanto dall'imbarcazione. Ma allora si accorse che. questa volta fallirono il loro colpo. il remo di governo si era spezzato nel mezzo.fretta l'imbarcazione. Passando. A sua volta. sott'acqua. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. si produsse un gran gorgoglio. nella caduta. reso furente dal dolore. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. — Presente. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile. Questa. disgraziatamente deviate dall'oscillazione. ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. a maggior ragione non poteva fuggire e. come avrebbe detto un marinaio. — rispose Howik.

scagliata in aria con irresistibile violenza. poiché invece di una leva. per cosi dire. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito. non aveva in mano che un remo relativamente corto. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. disgraziatamente. Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. I disgraziati marinai. sarebbe stata una grande perdita di tempo. e il vento cominciava a gonfiarle.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera. In quel momento. Fu impossibile. disarmato.. Tuttavia. la jubarte. ricadde rotta in tre pezzi. coprendo il balenotto con il proprio corpo. Ma il nostromo era. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. Mettere in mare una delle barche per correre. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. in caso di bisogno. che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull. . qualunque cosa accadesse. Cercò di virare di bordo. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. in soccorso del capitano. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi. I marinai compresero d'essere perduti. era tornata all'assalto. sia nuotando. che trascinò a rimorchio affinché. Questa. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate. quantunque gravemente feriti. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa.. con l'aiuto dei negri. — Attenzione.

giunse sul luogo della catastrofe. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. Dick Sand. con le mani levate verso il cielo. ma ancora vivi.Ma la jubarte. la signora Weldon cadde in ginocchio. il quale. Nan. e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. quando Dick Sand. fu un misto di pietà e d'orrore. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. con il capo chino. poiché la loro condizione era delle più . la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. si era precipitato nella lancia. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. balzò. Tom e gli altri negri rimasero in piedi. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. con i negri. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro. quei loro poveri compagni feriti. Un quarto d'ora dopo. domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. tornò a voltarsi. ogni essere vivente era scomparso. Poi. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. accecata dal furore. — Preghiamo! — disse la pia donna. cari amici.

. ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile.gravi. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si. una madre con il suo figliolo. ai quali si era votato corpo e anima. nostromo. . no certamente. ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. a centinaia di miglia dalla terra più vicina. per il quale sentiva un affetto filiale. a bordo del Pilgrim. uno solo. si. questa. e alla quale. guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim. coraggiose e zelanti senza dubbio. di solito tanto prudente. non c'era più che un marinaio. si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. brave persone. marinai.ed era un allievo. a braccia conserte. suo protettore. pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. almeno. in balia del vento e delle onde. e vi erano pure alcuni negri. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. un giovinetto di quindici anni! Capitano.Dick Sand . e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico. di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. era una terribile fatalità! Infatti. E a bordo si trovava una passeggera. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla.

e come se non lo avesse udito. e cosi fece Dick Sand. ora? — domandò Negoro con grande insolenza. non un punto ne turbava la superficie. — o. A ogni modo. se non c'è lui. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. — Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. 62 Negoro si spinse verso poppa. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. si! — rispose l'allievo. facendosi incontro al mastro cuoco. al nostromo Howik. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. — rispose freddamente Negoro. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. — Voglio parlare al capitano Hull. che aveva lasciato dopo la catastrofe. Negoro comparve sul ponte. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza. si trattava di far fronte alla situazione. Ciononostante. . — Chi comanda a bordo. — Voi! — disse Negoro. nei luoghi di pesca. nessuno avrebbe potuto dirlo. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile. e di considerare le cose com'erano. senza uscire dal suo mutismo. Dopo la scomparsa della jubarte. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni.L'oceano era deserto. e si fermò a tre passi dall'allievo. alzando le spalle.

Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. Dick aveva preso la propria risoluzione. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno. Il firmamento. e capi allora che. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. evidentemente. occorreva che egli fosse tale da poterla accettare. e tornò nel suo alloggio. secondo le necessità. adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. deducendone la longitudine con l'angolo orario. non turbate da alcuna scossa. e la cui esattezza è assoluta. il brigantino-goletta. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità. . in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta.il . Intanto. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire.come il suo capitano faceva ogni giorno . — Non c'è più che un capitano qui. Quattro o cinque anni di più. Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon.. Come si vede.. mediante le osservazioni astronomiche. Dick Sand esaminò lo stato della velatura.Negoro indietreggiò. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto. non possedeva ancora. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei. il capitano Sand.

signora Weldon.. — tu comprendi bene che questa catastrofe può.. Con il bel tempo. signora Weldon. quindi la rotta seguita. Ciononostante. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. tutti! Si. sento che lo farò. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora. voi e il vostro piccolo Jack. sulla quale puoi contare assolutamente. — rispose Dick Sand — lo tenterò. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme.. almeno. — riprese la signora Weldon. e cioè con le misure prese con il solcometro. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si. gli disse con voce che non tremava: — Grazie. potrò volgere la prua a est. E ora.. — rispose l'allievo — . anzi deve modificare i nostri progetti originari. la cosa sarà facile!.. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo.. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. — Lo so. come quella da seguire. La sorte della nave è in mano tua! Dick. Il capitano Hull non è più. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon.punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. fino a un miglio di approssimazione. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare. e tutto il suo equipaggio è morto con lui. La signora Weldon. Con il cattivo tempo. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull. — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. si. — Ma. Dick. — Senza dubbio. invece. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente. non si perse d'animo. signora Weldon. -— Facilmente. Dick. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. doveva solamente cercare la strada con la stima. Dick.

— rispose l'allievo con voce ferma. dalla randa di mezzana fino al controfiocco. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. L'importante è approdare. È una illusione che si fa sempre chi non ha . Dick. conoscere la posizione del Pilgrim. Era il litorale dell'America del Sud. con velatura completa. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale. Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. — E lo faremo. Era infatti la prima cosa da fare. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. quasi mosso. — Laggiù. vi sbarcherò in luogo sicuro. che le mostrava tutto un oceano. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. avvicinandomi alla terra. a considerarla in quel modo. e in 164° 13' di longitudine. Ah. La signora Weldon si era chinata sulla carta. — D'altra parte. non possiamo non raggiungerla. poiché da ventiquattr'ore non si era. e faremo molta rotta. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. in questa direzione. Quella carta. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. per cosi dire. signora Weldon. sulla destra di quel vasto oceano. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim. — Ebbene. il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. a gonfie vele. anzitutto. che rilevò mediante la bussola.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. poco importa. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. signora Weldon. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva.

indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. Meno velocità ma maggiore sicurezza. ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. per non compromettere nulla. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. quanto a me. — Amici. che andava frescando. Voi non siete marinai. e potremo dirigerlo. — Ben detto. Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. e alcune nubi. Comandati da voi. Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. nel mezzo di quella pagina bianca. e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. senza dimensioni apprezzabili. ma durante queste poche . — approvò la signora Weldon. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. Era venuto il momento di agire. come lo era su quel pezzo di carta. ben detto. la buona volontà non ci mancherà. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. il Pilgrim. che sarebbe sembrato sperduto. Vi indicherò. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. ecco ciò che richiedono le circostanze.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. — Signor Dick. amici. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. Eppure. Ma aveva preso la propria decisione. 65 — Si. e infatti. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele. rappresentato in proporzioni esatte. Sapeva quanto fosse lontana la terra. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare. vecchio Tom. Di tanto in tanto. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole.

bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. e. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. — rispose il bambino. se la stanchezza mi vince. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. Per ciò. potrete subito sostituirmi per alcune ore. Fate soltanto ciò che vi dirò. mamma. — E io.ore. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. accanto a me al timone. — Quando vorrete. battendo le mani. se non a Valparaiso. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. — rispose il vecchio negro. per dedurne una media. finché rimarrai al timone tu. era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. senza perdere un momento. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni. — Ai vostri ordini. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. certo. Per l'appunto. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . — Ai vostri ordini! — rispose Tom. Tom. — Si. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere. — Ebbene. consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. signor Dick. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave. figliolo caro. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. — riprese l'allievo — restate qui. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. fino a stasera. con un po' di attenzione. te lo prometto. avremo vento favorevole! — Certo. e sono sicura che. come si è detto.

Infine. e l'avrebbe certamente fatto. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile. Non porta che una randa al tronco maggiore e. una controranda. quando si vuole spiegarle. un velaccio e un controvelaccio. hanno il punto di mura i tre fiocchi. e quell'utile strumento. arrampicarsi lungo le sartie. la stima sarebbe stata insufficiente. la randa. la gabbia sull'albero di gabbia. Era dunque meglio dirigersi verso l'America. sull'albero di velaccio. se il vento. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. invece. La traversata sarebbe stata meno lunga.ed elica. Invece. I fiocchi. d'uso assai facile. la controranda. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. poteva rendere i maggiori servigi. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. Per eliminarla. non si fosse mutato in favorevole. sugli stragli di prua. sul bompresso e il suo buttafuori. poi. L'albero maestro. Fra questi due alberi. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. ha meno velatura. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. come sull'incappellaggio di . sopra. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. infatti. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. a prua. È necessario. l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore. Ora. Infatti. In un brigantino-goletta. l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. le vele di strallo si manovrano facilmente. fino allora contrario.

Alate. e questo.. — Si. il vento soffiava moderatamente. la randa.. Benissimo. manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine. tenendosi con l'altra. il Pilgrim portava solo i fiocchi. Per fortuna.. tocca a voi.. cioè. Bene!. la vela di trinchetto e la vela di gabbia. — Si. Bat. fate lo stesso!. Il gigante..tale albero. I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco.. diede un colpo da spezzare ogni cosa. senza volerlo.. Per passare dalla panna alla bolina stretta. e tutto andrà bene. . tesate. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta. tanto per allentarle o ammainarle. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto. Da ciò. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato. per completare la velatura. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom... forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza. . il controvelaccio. — Amici. e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi.. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. — e di lavorare con una sola mano. scioglietela! E voi.. Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa.che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. quanto per diminuirne la superficie. tirate! — Cosi? — disse Bat. fanno facilmente precipitare un uomo in mare. cosi. l'obbligo di correre sui marciapiedi.. pigliando dei terzaruoli.. — Suvvia! — gridò — Tom. non aveva avuto che da far servire. si era diretto verso il luogo della catastrofe. si dovevano issare il velaccio. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò.. al segnale del capitano Hull. 67 Quando Dick Sancì. che non comprendeva questa espressione. Adesso. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio. Hercule.. la controranda e le vele di strallo..

Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand. Tutti insieme adesso! Alate. girò lentamente. impresse alla nave una certa velocità. per fortuna.. del resto. — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua..— Eh. non cosi forte. Questa seconda manovra fu abbastanza facile. amici.. allentate. amici! — disse l'allievo. insieme con il suo amico Actéon. date volta. senza che egli avesse ancora lasciato il timone. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo.. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate... legate.. E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto. — Bene.. gonfiando allora le vele. non c'era più che da far forza sulla drizza. Facilissimo. siccome essa era caricata in modo semplice. — Prima della fine della traversata.. sarete già buoni marinai! . bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo. con la prua a est... tirate sui bracci. Bene. lascate. murare e bordare.. i cui bracci di sinistra erano stati filati. — Ecco fatto... Ma Hercule fece forza a tal punto. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro. passate la mano!. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!.. ma non rompete nulla. — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. poi chiamò i negri a poppa.. Lascata pian piano la scotta del boma. cosi! Bene.. Tutti e tre andarono a gambe all'aria. Il vento. — Ebbene... — rispose il colosso. Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi. che la drizza si spezzò. Hercule! — Cercherò.. senza volersi impegnare troppo. e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. senza però farsi alcun male. Già il Pilgrim Slava rapidamente. e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro.

Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. capitano Sand. si lasciò scivolare sul ponte. si accinse a farlo egli stesso. molto superbo di sé. Jack ricevette la sua parte di elogi. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. murate e bordate dal basso. Bat. perché aveva lavorato sul serio. In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. non per le vele di strallo. gli uni alle drizze del controvelaccio. — rispose Tom. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. Dick Sand. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo . la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia. non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. Là in base alle sue indicazioni. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. avendo collocato Hercule. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. e Dick Sand. quindi i due pennoni vennero issati insieme. Actéon e Austin. Chiamò dunque Tom. gli altri a quelle del velaccio. Poi. Terminato questo lavoro. E il piccolo Jack. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. anzi signor Jack. non fu che un gioco per l'allievo. si lanciò sull'alberatura. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. non avremmo fatto niente di buono. e giungere alle crocette. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta. che potevano essere issate. controvelaccio e vele di strallo. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. Le mancavano quelle vele alte. Poi risali sulle crocette.— Faremo del nostro meglio. — Credo. le due vele furono saldamente murate e bordate. di cui sciolse rapidamente la vela.

appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane. Durante tutto questo tempo. non aveva spezzato nulla. sbandando leggermente a dritta. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. ma nelle attuali circostanze. non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. la cui testa spariva sotto il protorace. E. lasciandosi dietro una scia netta. era una manovra difficile e. Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. precisamente. — Eccoci sulla buona rotta. Hercule. egli aveva fatto quella preziosa scoperta . che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. con la lente d'ingrandimento. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. vegliando sul castello di prua. il Pilgrim. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua. l'addome arrotondato. — E adesso. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. che non era sonno. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. le ali alquanto lunghe. Il vento rinfrescava. che Dick Sand andò a riprendere. — disse allora Dick Sand. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. un semplice ortottero. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. un insetto dalle elitre piatte. signora Weldon. scivolava rapidamente sulla superficie del mare. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento. questa volta. se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. e la manovra fu terminata.

. il cugino Bénédict. Per tutto il giorno. si era messo allo studio. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. Ma lo sapeva. sarebbe far torto al suo cuore. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . strada facendo. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale. una collera che.frugando nella cucina di Negoro. senza dubbio. e siccome 70 egli aveva la pretesa. e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma. sulle conseguenze del disastroso avvenimento. che provano tutti.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. per riflettere. Da ciò. ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina. certamente. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. del resto. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto. notevoli per il loro colore. aveva incontrato la blatta in questione. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso.

non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. deciso a passare quella prima notte sul ponte. e specialmente. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. alla minima infrazione. controvelacci. al primo gesto di disobbedienza. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e. Ciò è prudente. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. e siccome era sorvegliato a vista. controrande. che sapeva cucinare. a bordo ve n'erano due. Nan. d'altronde. D'altra parte. l'allievo. come sempre. faceva conto di vigilare su ogni cosa. i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. inoltre. filato più presto. Occupato. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. In tal caso. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. Quanto alla bussola. ammainare le vele alte. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. nella sua piccola cucina. Il suo . avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. e una era collocata nell'abitacolo. velacci. non lo si vide più di prima. Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. Quel giorno. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. sotto gli occhi del timoniere. ecc. cosi si sarebbe. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. Il vento. ad un suo cenno. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. Dal canto suo.

di notte da due lampade laterali. nella notte dal 12 al 13 febbraio. ella non si era mai . Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. accadde uno spiacevole incidente. il Pilgrim età sufficientemente provvisto. infatti. Tranne questo. però. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. aveva ripreso fiducia. dunque. quella notte.quadrante. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente. e. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. Ma era possibile che si fosse ossidata. fino allora. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave. per il dovuto controllo. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. La bussola rovesciata. la bussola si era spezzata. era una bussola rovesciata. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. Del resto. per inettitudine o negligenza. è vero. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. Del resto. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull. disgraziatamente. senza lasciare la cabina. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. il mare. Ora. vedendo la calma di Dick Sand. e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. Sotto questo riguardo. a bordo del Pilgrim tutto andava bene. In quel modo. e in modo tale da non poter essere più riparata. che gli erano tanto necessarie. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. La signora Weldon. come due cronometri. era stato più agitato. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. Ad ogni modo. poiché ormai. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. Dick Sand ne fu molto contrariato. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. L'altra. si staccò e cadde sul pavimento.

a poco a poco. signora Weldon. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». Durante quelle ore. Innanzi tutto. e ciò pareva gli bastasse. Non vorrei affermarlo. Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. ma credo proprio che. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. ma. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. Trovava. Perciò. poiché era proprio lui che i suoi compagni . correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. Tom fu naturalmente il nostromo. si confortava con la preghiera. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e. dormiva cinque o sei ore. senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. senza dubbio. aveva ripreso i suoi giochi abituali. tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. — Vedete. la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. da sincera e devota cattolica. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. diventavano discreti timonieri. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. Cosi andavano le cose a bordo. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. faceva assegnamento sulla bontà di Dio. di giorno. Spesso. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest.lasciata prendere dalla disperazione. che l'amico Dick era meno suo di un tempo. che egli rilevava con la stima. grazie ai suoi consigli. incurante come sono i bambini della sua età. perché non si sentiva troppo stanco. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco.

I suoi occhi. Tuttavia. Il cielo era coperto da fitte nuvole. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. gli altri vigilavano a prua. sotto la direzione di Dick Sand. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. proiettando i loro chiarori lateralmente. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. immerse nelle tenebre. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. da temersi. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico. si produsse una specie di fenomeno ipnotico. Ora. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore. Quando l'allievo si riposava. A poppa. Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. La notte era dunque oscurissima. Non soltanto non vedeva più. Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. è probabile che non avrebbe sentito nulla. mentre l'uno era al timone. Gli altri fanali. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. . Verso le tre del mattino. non navigava mai senza fanali di posizione . durante la notte dal 13 al 14 febbraio. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. durante le notti che passava interamente al timone. per tal modo. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. in realtà. lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. allora la sua mano governava per puro istinto.avrebbero scelto per questo compito.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. accadde questo fatto: stanchissimo.

sotto la spinta d'un vento favorevole. invece di segnare il nord magnetico. per dir meglio. con la deviazione dell'ago. Cosi almeno credeva. poi.. Cosi. Tom. modificata di quattro quarte. il giorno dopo. che cercavano di passare da un emisfero all'altro.Era Negoro.. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo. i suoi occhi si portarono sulla bussola. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano. e il Pilgrim filava rapidamente. facendo centosessanta miglia in media al giorno. Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola. o. e forse . dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. Se.. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. dal 14 al 21 febbraio. L'ago calamitato era stato deviato e. di mezzo angolo retto. segnava il nordest. che differisce un poco dal nord geografico. la direzione. Giunto a poppa. Era dunque una deviazione di quattro quarte.. che egli non poteva sospettare. si era riscosso dal suo sopore. quasi subito. credette. Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est. L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. a bordo non avvenne alcun incidente. fu il sud-est. mentre. si sarebbe affrettato a toglierlo. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. era un pezzo di ferro. si ritirò senza essere veduto. Infatti. Secondo quel che pensava Dick Sand. Ma. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso..

non potè essere segnalata alcuna nave. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata. il solcometro veniva gettato regolarmente. Ma. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico. poco importa. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito. che la bussola. a spingere la nave fuori strada. falsata dalla mano colpevole di Negoro. Dick.. secondo. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo. indicazioni che. non ci fossimo . dopo la perdita della seconda bussola. credendo e dovendo credere di dirigersi verso est. Ma Dick Sand ignorava. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi. Ora. senza che egli potesse accorgersene. la quale risalisse dal Capo Horn. come meglio sapeva. la signora Weldon. avevano contribuito. signora Weldon. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. — Ma se non fossi a bordo. il quale.. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. fino a un certo punto. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. Ciò stupiva un poco Dick Sand. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. ma. dava soltanto indicazioni inesatte.74 anche un ufficiale. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. verso l'Equatore. — È certo. Perciò. e i due strumenti gli permettevano. ma questo bastava? Ciononostante. l'allievo rassicurava sempre. e il mare continuava a rimanere deserto. Nan ed io. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud. in fin dei conti. E ciò per due ragioni: primo. qui o là. per quanto la sorveglianza fosse attiva. — Toccheremo la costa americana. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. Jack. Dick Sand non poteva più controllare. che le correnti di quei paraggi.

da solo. dopo una lunga durata del bel tempo. 15 Tuttavia. le indicazioni del barometro. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata. Allora.. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. al contrario. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. Che sarebbe avvenuto di te.imbarcati sul Pilgrim e se. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». si avrà pioggia certamente. guardando il suo piccolo Jack. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente.. in poche parole. gli aveva insegnato a consultare il barometro. 2° Se. il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore. qui. — rispose risolutamente Dick Sand. da una parte. quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire. ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre. molte volte ella si sentiva inquieta. — E avresti manovrato da solo? — Sf. solo con quell'uomo cattivo... buon meteorologo. d'altronde. Ecco. tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. eppure. la cui durata sarà tanto più lunga. gli permettevano di mettersi in guardia. tu e Negoro!. figliolo. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere. se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto. L'apparenza del cielo. nel quale non puoi aver fiducia? Sì. dall'altra. . Il capitano Hull. vi sarebbero solo due uomini. ma se il bel tempo ha avuto lunga durata... Dick. è praticamente certo che verrà il bel tempo. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia.

se il tempo è molto caldo. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo. e viceversa. annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo. ma siccome la pioggia tardava a cadere. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse.d. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. accompagnato da disgelo e da pioggia. (N. per due o tre giorni. Dick Sand ne concluse che il . d'inverno. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi. e viceversa. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. il barometro si alza. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento. precisamente verso il 20 febbraio. Ora. 5° In primavera e in autunno. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. pronostica la neve. 7° Verso la fine dell'autunno. annuncia bel tempo. ricominciasse a discendere. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio. dopo un gelo di una certa durata. ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. D'estate. e anche più. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. annuncia uragano. Infatti. durerà pochissimo. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. venuto il bel tempo. se. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica. il bel tempo durerà molto poco. ciò che presagiva la pioggia.A.

ad ammainare il velaccio. significava vento. sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. È un grande sollievo per la nave. lunga. Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. nondimeno. quanto meno è carica in alto. ma. Fu cosa difficile. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. quando il vento si fa troppo forte. una vela di gabbia doppia. e si dovette quindi operare come una volta. Con un tempo meno minaccioso. si comprende che. doveva presentare una certa difficoltà. Ciò che doveva accadere. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. accompagnato dà Bat e da Austin. la forza e la . Ma la pioggia. pericolosa. D'altra parte. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. ma. ma anche l'alberatura. . tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. Nei tre giorni seguenti. come la maggior parte delle navi moderne. ossia trentun miglia all'ora.maltempo sarebbe durato molto. bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. non c'era da esitare. con un equipaggio ancora poco pratico. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. cioè correre sui marciapiedi. ridotta. si deve non soltanto diminuire la velatura. offri minor presa al vento. Quest'ultima operazione. Dick Sand. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. ciò che facilita la manovra. e nessuno esitò. 21 e 22 febbraio. non senza fatica. 20. Terminato questo primo lavoro. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. Il Pilgrim non portava. ma finalmente la vela di gabbia. pigliando due terzaruoli. la quale.

perché'.) 77 trica continuava a scendere e. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. e bisognava dunque prevedere il caso.3 Nulla. abba- . 23 febbraio.direzione del vento rimasero quasi immutate. perché non abbaiò come di solito. senza però cozzare una contro l'altra. e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. del resto. profondamente agitata.A. L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. che il sole non si vedeva più. sempre silenzioso. nella mattinata. ma Dick Sand non se ne fidò. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato. Il giorno seguente. intorno al Pilgrim. parve scemare un poco. sempre freddi e cupi. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba. nel pomeriggio. Negoro. l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. dormiva appena. non lasciava più il ponte. i vapori si spostavano con diverse velocità. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. Dick Sand cominciò ad impensierirsene. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore.d. il vento. {N. forse a pochissima distanza. si diressero verso il cielo. Lunghe ondate si succedevano. Verso le quattro. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte. Negoro. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. Ed ebbe ragione. fitte brume lo coprivano continuamente. che si vedeva di rado. Infine. Il loro strato era anzi cosi profondo. poi i suoi occhi. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo. L'aspetto del cielo era inquietante. l'ultimo giorno. Dingo dormiva in qualche angolo certamente.

come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. e anzi. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. che avrebbe fatto.A. vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora. avrebbero potuto trasformare in tempesta. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand. tranquillamente. se non avesse incontrato qualche pilota. anziché spiacergli. fra tutti quei terribili avvenimenti. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . Si sarebbe detto che quello stato di cose. se il tempo non si fosse volto a tempesta. Pure. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. A un certo punto. si sarebbe dovuta prendere una decisione. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. Ebbene. senza aver pronunciato una parola. di cui ognuno a bordo doveva tener conto.stanza vicino. in cui quelle pesanti masse. Dick Sand l'avrebbe presa. venuto il momento. forse in uragano. Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi. tornò nell'alloggio dell'equipaggio. Una volta in vista della terra. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale. era favorevole. c'era una circostanza felice. come avrebbe manovrato. ed era che quel vento. in fin dei conti. sali sul bompresso. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana.) 78 si fosse fatto impetuoso. poi ridiscese e. non parve impressionato. (N.d. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano. lui. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra. al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente. abbassandosi. Tuttavia. sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo. gli andasse a genio. senza aver fatto un gesto. ma.

e tutti vigilavano con cura. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. compresa in una dozzina di linee. per fortuna. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. e sulla nave si camminava a tentoni. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. Il cielo era sempre carico di brume pesanti.marzo. poi la pioggia cadde a torrenti. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. d'altronde. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. non era più malato delle blatte americane. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. Per ore e ore. Quantunque la nave. Secondo lui. non sa di79 . che inquietarono Dick Sand molto seriamente. ma l'allievo. che pure era salda sulle onde. la costa non doveva trovarsi molto lontano. che lo avvolsero in fitta nebbia. era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. fosse orribilmente scrollata. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco. Il barometro risali due o tre volte. e passava il tempo a studiare. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. assolutamente abituato. Quanto al cugino Bénédict. per quanto abbia buona vista. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. il vento scemava per alcune ore. in compagnia delle quali viveva. per scoprire gli indizi della terra. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo. Scoppiarono pure grandi temporali. lui. ma la sua oscillazione. la signora Weldon. per fortuna. e poterono continuare ad aiutare l'allievo. Cosi pure.

siamo al 9 marzo. — riprese la signora Weldon. comprese quello stupore. specialmente fra le brume. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. e la signora Weldon. centottanta miglia al giorno. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. da quando è rinfrescato il vento. signora Weldon. nulla. l'allievo se ne stava a prua. — E tuttavia. Dick? — gli domandò. osservando ora il mare ora il cielo. — rispose l'allievo. — Non vedi ancora nulla. che va ancora rinfrescando. calcolando la . venti miglia piò. Dick. sotto questo vento. a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. l'orizzonte sembra schiarirsi. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. Perciò.stinguere i primi contorni di una costa. da alcune parole che gli sfuggirono. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. venti miglia meno. — E qual è stata la velocità della nave? — In media. signora Weldon. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. — E secondo te. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. di questa cifra almeno sono certo. — rispose l'allievo. — Sempre. signora Weldon. e se qualche cosa mi stupisce. — Nulla. è di non averla già in vista! — Eppure. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio. e. Ciò lo meravigliava. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. Era il 9 marzo. — A circa quattromila cinquecento miglia.

con diffidenza. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. e. si ritirò nella sua cabina. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. il solcometro era ormai perduto. e. lo farò gettare di nuovo. Erano appena state svolte venticinque bracciate. il . Il solcometro. 80 — Ah.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon. Ad ogni modo. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. signor Dick! — gridò. per conseguenza. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. — Che c'è. con il cuore grosso. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. signora Weldon. ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. su questo punto non posso essermi sbagliato. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro. E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli. fu portato e gettato fuori del parapetto. non era la legatura che era venuta meno. ma la sagola che si era rotta nel mezzo. — No. Ma se la velocità del Pilgrim. L'unico strumento che possedeva era una bussola. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. che non volle insistere. ma egli si chiese. come potè constatare Dick Sand. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente. difatti. Era purtroppo vero. Ecco. al punto di rottura. saldamente dato volta all'estremità della sagola.

Infatti. Dopo molti sforzi. fin dall'alba. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. e in quel giorno. Dick Sand. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. Austin. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora. Dick Sand. diede l'ordine di ammainarla. e di ammainare le vele basse. che già la tempesta si scatenava con violenza. ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . il giorno seguente. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. non poteva essere rapidamente eseguita. il tempo si fece ancora più burrascoso.5 Si preannunciava una vera tempesta. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. non potevano più essere valutati. tanto il rollio scrollava l'alberatura. e ammainata la trinchettina. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. Poi.A. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi. essendo stata ridotta la vela di gabbia. E nondimeno il tempo stringeva.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura. 4 716 mm. Il 12. Actéon e Bat salirono sull'alberatura. Dick Sand vide. Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia. disgraziatamente.cammino percorso. (NJ. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare. non senza spavento.

82 impeto del vento e. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli. preoccupatissimo. si pensi che cosa può avvenire di una nave. Ferito. devastò la Guadalupa.) _. Un momento dopo. gli scogli del litorale non potevano essere lontani.A) 1 Circa 166 km. Difatti era proprio un uragano. CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO. uno di quei terribili colpi di vento. che cioè la nave. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro.. Tale fu quello che. (NJ. che gettano in costa tutte le navi di una rada.A. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere. la tempesta prese la sua forma più terribile. ma piuttosto leggermente. la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra.sulla nave. tornò al suo alloggio. Austin. Tornò dunque a prua. secondo i calcoli.. e ai quali. {NJ. spinta con tanta furia. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. Dick Sand. fu percosso dalla scotta di sinistra.. questo era il caso del Pilgrim. i più robusti edifici non possono resistere. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!. egli potè ridiscendere sul ponte. Negoro sali sul ponte. poiché. e si rimise al timone. anche il controfiocco fu strappato. non aveva più che un pensiero. che si trovava sul pennone di parrocchetto. e strappò la vela. anche a terra. può sfidare i più violenti colpi di mare. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e. e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora. purché sia solidamente costruita. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte. quella dell'uragano. e Dick Sand . Il vento era passato al sudovest. suo malgrado._. il 23 luglio 1825. Là.

dando a credere che le sfiorasse appena. per ordine dell'allievo. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. mentre Tom e Bat. Se. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta. ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. vigilavano a prua. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. ma il vento investiva lo scafo. se ne stavano nelle cabine di poppa.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. minacciando di colpirlo in poppa. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. fin tanto che fosse possibile. In tali condizioni. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. con il timone. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. il suo . Talora. al piccolo Jack. l'alberatura. Hercule e Actéon. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. era spaventoso. e in modo che. al cugino Bénédict e a Nan. questo è un pericolo gravissimo. anzi. la cui azione era spesso impotente. Quanto alla signora Weldon. legati essi pure. e si doveva dunque tentare di governarlo. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. aggrappati alle bitte. il rollio della nave. Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. Per fortuna. l'attrezzatura. pareva emergere dalle onde. avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. si tenevano pronti a venirgli in aiuto. per disgrazia. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. lo stivaggio era stato fatto bene. qualora non si fosse alzato abbastanza presto.

temendo che la bussola si fosse spezzata. nel timore che si ammalasse. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. Era in buono stato. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare. dopo levato il pezzo di ferro. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si. illuminata dalle lampade. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. se non si poteva rendere responsabile Negoro . che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. in un momento d'insonnia. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. Dick Sand. ma Tom e suo figlio non gli risposero. quale doveva essere sotto quel meridiano. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo.. per un violento colpo di rollio. A queste parole. si curvò sull'abitacolo. Già Negoro si era alzato. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. precipitandosi fuori dell'alloggio. — rispose Tom.. accorse a poppa. fu appunto il fatto che. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto. E fu ancora mentre egli dormiva. quando Negoro. 83 Tom gettò un grido. nella notte dal 13 al 14 marzo. che avvenne un nuovo incidente. assai preoccupato. — Che c'è? — domandò l'allievo.. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola. Tuttavia. e sarebbe certamente precipitato in mare. A un tratto. Dick Sand.carico non si spostava. e la bussola. udi quel grido e. Negoro cadde.. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. e perciò la signora Weldon. se non si fosse trattenuto all'abitacolo. Tom e Bat si trovavano a poppa.

sempre cosi padrone di sé. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. cosa strana che colpi l'allievo. e che al primo atto d'insubordinazione. — Capitano Sand. mormorò fra i denti: — Me la pagherai. — Ciò che mi piace.della sua involontaria caduta.. eppure. egli si trovasse a poppa della nave. proprio a voi. vi spezzerò il cranio! In quel momento. questo regolamento lo faccio io. E costui. fece allora un gesto di minaccia. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. — Ebbene.. invece di investirla direttamente a poppa. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. — Che fate qui? — gli chiese. che non potè trattenere un moto di collera. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla. — esclamò Dick Sand. — rispose Negoro. — Avete detto?. L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. maledetto negro! 84 Frattanto. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. ma passando dinanzi a Hercule. Negoro si rialzò. a quell'ora. — rispose Dick Sand. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. che non sono schizzinosi! — Non ancora. — Negoro. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento. La nave correva sempre nella stessa direzione. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte. il vento era cambiato. Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che. — ribatté Dick Sand — e proibisco. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla . situazione piuttosto pericolosa. ma il vento e le onde.

come tutti. Ma. dov'era dunque. per precauzione. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. ella. quella terra era l'America. Dal 14 al 26 marzo. fu messo. a sua insaputa. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. dopo tanti giorni. se avesse ancora il senso della realtà. gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico. in permanenza. d'altra parte. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. Nondimeno. Negoro non doveva desiderare. Il barometro continuò a scendere. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon.il Pilgrim non poteva mancare di . se. era forse scomparsa quella terra? L'America. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco.tempesta. allora. Negoro venne molto sorvegliato. benché non potesse scorgerlo fra le brume. dove. Dingo. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. la sua attenzione era desta più che mai. e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. per prudenza. e la terra non compariva ancora! Eppure. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo.

tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro. quando non era al timone. che aveva udito il grido lanciato da Hercule. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. — Signora! — gridò Dick Sand. a prua. salvezza o perdita ch'essa apportasse. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali. avvenne un incidente della massima gravità. verso le otto del mattino. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che. — chiese l'allievo. poiché né la . — Là! — rispose Hercule. quel giorno.. Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo.. Ma per quanto la interrogasse. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. che non poteva avere occhi da marinaio. La signora Weldon. nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. sali sul ponte. di guardia a prua. le cui indicazioni. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. causa il guasto della seconda bussola. 21 marzo. E tese la mano verso sinistra. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. e non vedeva nulla. — Si. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi... non potendo farsi udire. non si sbagliava.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. In quel momento. dal momento che quella costa. L'allievo guardava. — Avete veduta la terra?. Hercule. la signora Weldon. Hercule. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. nonostante la sua promessa di non salirvi.

i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano. si. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra. Finalmente. con tutte le sue terribili incertezze. ohimè. egli guardò la costa con grande attenzione. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. cercava di scorgere il litorale che . Era dunque questione di poche ore soltanto. Ma. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. dunque. sostenuta da Hercule. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua. Questa volta. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire. senza vele. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. la terra sottovento significava l'arenamento. terra! — egli disse. e ridiscese. La costa. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. tanto ardentemente desiderata! ma. — Finalmente! — esclamò. Il Pilgrim. ma non poteva mancare di giungere a terra. formata da quell'alta vetta. e siccome erano le otto del mattino. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. Fra le brume era apparsa una specie di cima. Quanto a Dick Sand. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. cosi tardi scoperta. La signora Weldon. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. vedeva quella costa. Essendosi diradate del tutto le nuvole. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. d'un tratto. non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave. A un cenno di Dick Sand. prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra.

Nan e il cugino Bénédict. — Un'isola. molto indietro. — Sf.. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. ma la costa non si disegnava ancora. — La terra che abbiamo veduta. correndo all'alloggio dell'equipaggio. e una costa alta. il cielo andava rischiarandosi. il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza.. Nondimeno. — rispose l'allievo. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. E. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon. all'orizzonte. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua. e si precipitò nella cabina. signora Weldon. lasciò immediatamente il ponte. se siamo ancora . Allora a Dick Sand sfuggi un grido. — Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. — La carta ce lo dirà. — Qui. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. alta o bassa che fosse. come precisamente doveva essere la costa americana. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack. Da prua. — disse.doveva incurvarsi dietro il promontorio. — A circa duemila miglia. qui. — Il che equivale?. — Un'isola! non era che un'isola! — disse. orlata dall'enorme catena delle Ande. tornò con la carta di bordo.

. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. adesso conosceva la sua posizione. e bisogna ringraziare il Cielo. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire. — non so. che persisteva già da tanti giorni. è l'isola di Pasqua! Si. non posso. in vista del porto.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. almeno. Sf. se questa si calma.. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand. aveva ragione di credere che. doveva. avrebbe finito per calmarsi. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare. essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. che passò un istante la mano sulla fronte. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano. sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!. — scoperta da David nel 1686. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa. come aveva detto l'allievo. tuttavia. non posso spiegare questo incredibile ritardo!. che il tempo migliorasse un poco. e allora. No.. — rispose Dick Sand. — che si chiama in realtà Vai-Hou.. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora. visto che. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione. e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. in meno di dieci giorni. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord... egli si diceva che l'uragano. Dunque. per il rilievo dell'isola di Pasqua. . Ma non si poteva sperare. e visitata da Cook e Lapérouse... come per concentrare le proprie idee. Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua.

Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. fuori bordo. Se. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. D'altra parte. stava per essere in parte giustificata. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. se il mare rimase eccesivamente tempestoso. Il giorno seguente. Dio solo comandava ai venti e alle onde. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte. né al cielo di rasserenarsi. fino a un certo punto. L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. perché sarebbe stata strappata dal vento. aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. perdita facile da riparare. CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. Se. si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. aveva reso a Dick Sand la fiducia. . non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. questa fiducia. come per un favore della Provvidenza. Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. Ah. solidamente costruito e attrezzato. 27 marzo. Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. nulla da temere. ma la progressione parve dover essere continua. egli era « padrone dopo Dio ». nel tubo barometrico. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest. la colonna di mercurio si alzò. che non poteva dominare. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e. il Pilgrim. almeno adesso non procedeva più alla cieca. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. da questo lato. a 88 bordo.ripreso il dominio della nave.

— Il mio stretto dovere. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò.. Dimagrito. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. il bravo Sand. dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. infatti. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte. — rispose l'allievo. pallido sotto la tinta abbronzata del volto.A notte. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. ti disobbedisco.. aveva fiducia. sebbene. povero figliolo! Hai fatto. o stia per calmarsi! — Si calma. signora Weldon. figliolo caro. E poi. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. Dick! Ah. durante la tempesta. dove Dick Sand. e se è vero che alla fiducia non si comanda. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. in confronto di ciò che era stato fino allora. Ella venne a discorrere con l'allievo. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. ho ragione. La prima ad abbandonare la cabina. fu la signora Weldon. hai sofferto molto. un giorno... capitano mio. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. preghiere! 89 — Si. dunque. per prudenza. l'aveva costretta a rinchiudersi. . — Ah. il vento si moderò molto. è pur vero che essa comanda! — Dick. forse. e il vento è diminuito. — non vi sbagliate! Da ieri. signora Weldon. — rispose la signora Weldon. il barometro non è sceso. lasciate la cabina nonostante le sue. infatti. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo.

sto molto bene. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. — Dick. signora Weldon.— Riposo? Non ho bisogno di riposo.. Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. ed ora sei. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. — replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione. . — gridò egli quando risali sul ponte all'alba. ti sei dimostrato uomo. suvvia. con la tua energia morale e fisica. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto. più preziosa della vita. Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela. Weldon! — Io. assicurandone la direzione. e presto. essendo un po' diminuito il vento. capitano Sand. io!. amici miei.. — disse il vecchio Tom. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. Il 29. — rispose l'allievo. ti ripeto che.. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa. — Dick. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. Dick Sand si senti più forte. figlio caro. — Grazie a Dio. e uomo degno di comandare. — È Dio che ha fatto ogni cosa. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. ma il cuore le traboccava. Dopo questa conversazione. — Suvvia.. Tom. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime. — rispose Dick Sand.

— Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. — Buona idea. — Tu. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco.— Pronti a tutto. — disse il piccolo Jack. Jack. — Si. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini. il pennone issato. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. all'opera. amici. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . la vela di gabbia e il fiocco. quel giorno. ma va fatto! — Si farà. — rispose Actéon. — soggiunse Hercule. e lo aiuterai a governare. va' al timone insieme con Bat. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. — Ora. \ nonostante la forza del vento. Inferire una vela al pennone di gabbia. Finalmente. — riprese Dick Sand. furono ristabiliti senza troppa fatica. si misero subito al lavoro. — Quando avremo la calma. la vela era a posto. amici. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone. che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. Jack! — osservò Dick Sand ridendo. signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. Sarà forse difficile. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri. Nondimeno. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. — Ed ora. alle dieci del mattino. dopo un'ora di lavoro. diretti dall'allievo. Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. — rispose l'allievo.

ma lasciavano fra esse grandi squarci. opinione che fece condividere dalla signora Weldon. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta. Per arieggiare un poco l'interno della nave. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. aiuto timoniere del Pilgrim. poi ricompariva per sparire ancora. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. II giorno seguente. ma il tempo andava rimettendosi al bello. riprese il governo della nave. aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. nel quadrato di poppa. Un'aria salubre penetrava nella stiva. erano stati aperti i boccaporti.aggiungere altre vele. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. tornato al timone. fintanto che il vento non fosse scemato. dopo aver ringraziato mastro Jack. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. Talora il Pilgrim ne era 1 inondato. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. . e pure il ponte fu spazzato. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. nell'alloggio dell'equipaggio. senza affaticare l'equipaggio.

Dick. — Ebbene. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave. signora Weldon.— Ebbene. quel porto sarà il benvenuto! — Si. ne concludo che troveremo la terra ad est. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. sul litorale. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna. caro Dick? — domandò la signora. e poi torneremo al nostro porto di scalo. e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. . La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. e dalla direzione del vento. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. sempre costante. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. Dick. Ne passasse anche una sola. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. dopo avervi sbarcata. un servizio organizzato molto bene. ma molto più vicino a terra. — Bene. come doveva fare il capitano Hull. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. dimmi un po'. signora Weldon.. ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi.. — Più precisamente non potrei dirlo. — Si. Ma. qualunque sia. — Qui. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. Qui è l'isola di Pasqua. in quale punto della costa approderemo. in questo momento non mi è possibile. ci metteremmo in contatto con essa. che abbiamo lasciata ad ovest. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. signora Weldon.

— Ah! è una dura necessità.. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe. se il tempo è bello e il vento moderato. perciò Dick Sand si domandava. — E se non incontrassimo alcun pilota?. presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . Per assicurare. signora Weldon. Per alcuni giorni. che l'aspetto del cielo è rassicurante. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. Siccome il barometro risaliva. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. che farai. che risolvette di lasciare.. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela. signora Weldon. furono pure. sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. allora. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota. non senza apprensione. fece tesare sartie e paterazzi. Il vento continuava ad essere impetuoso... — In tal caso. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo. — rispose l'allievo. e se il vento sarà troppo forte. la solidità degli alberi. e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. però. Speriamo bene. E tuttavia. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. Dick? :— Allora. — domandò la signora Weldon.Perciò bisogna continuare ad accostarci. — Allora?. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si. fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. — Sarò costretto a mettere la nave in costa. Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura.. tratto d'impaccio. la quale si sarebbe fatta gravissima. e la fronte gli si oscurò un istante. una o due volte. al bisogno..

dopo un certo tempo. dunque. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando. però mantenendosi sempre forte. le quali sorgevano dal basso. non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile.dalla parte opposta. che passasse. e tale che affaticava l'alberatura. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. ma. Eppure nessuna terra era segnalata. e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. cioè. questi timori non si avverarono. perciò. Dopo aver variato per alcuni giorni. era stata certamente assai notevole. e là. infatti. significava nuovo ritardo. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. Ma il 6 aprile. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. a est. passando ora a nord. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. Più volte. il dubbio non fu più possibile. il vento si stabili definitivamente ad ovest. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. Nuova ansietà di Dick Sand. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. dato che la catena delle Ande è molto alta. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto. con il cannocchiale agli occhi. La pretesa terra si spostava. durante la tempesta. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . ora a sud. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. Si era al 5 aprile. benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta.

e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. Negoro solo non si mostrò. non era più che a tre miglia. che dominava una specie di rada temporanea. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. al contrario. perfino il cugino Bénédict. gli altri con gli occhi della fede. A est. alla distanza di circa quattro miglia. dato il carattere geografico del paese. da parte dell'allievo. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. In quel momento. o che almeno pareva tale. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. Due ore dopo. il piccolo Jack. nessun porto. tutti accorsero sul ponte. finalmente. non c'era errore possibile. dal canto suo. Ma. neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. curioso come tutti i bambini della sua età. si profilava una costa bassa. e a sud-est. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. si allungava come una sottile lingua di terra. sotto i primi raggi del sole. ma era evidente. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. Tom e i suoi compagni. la signora Weldon. Allora. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. gli uni molto distintamente. nessuna abitazione in vista.crocette. che si stagliavano contro il cielo. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime. che si andava allungando a vista d'occhio. Del resto. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. il quale. .

Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. Fortunatamente per lui. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. Dingo. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. contro le quali il mare si frangeva schiumando. — disse. In quel momento. che andava e veniva sul ponte. Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva. Dunque. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. Negoro lo udì senza dubbio. senza pronunciar parola. Poi. guardando la terra. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. si slanciò verso la prua e. con voce ferma: — Signora Weldon. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. ma. — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. si doveva attraversare una linea di scogli. ma essa non sembrò spaventarlo. La signora Weldon. nonostante tutti i miei . Dingo. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. fece udire dei lamentosi latrati. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom. Negoro guardava la furiosa risacca. si mise al timone. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. che lo osservava. Dick Sand. là doveva esservi una risacca mostruosa. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. tornò a poppa e. non lo vide. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. e i lineamenti contrarglisi un poco. prima di giungervi. Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi.

Per ultima precauzione. Dick Sand riconobbe. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. molto tranquillo del resto. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. vale a dire che toccava quasi gli scogli. Quanto a Negoro. — Tutto! — rispose l'allievo. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. Dick? — domandò la signora Weldon. Dick Sand. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack. abili nuotatori. Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. mare. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. e . Ad un tratto. ma. che fra gli scogli si apriva un passo. lubrificando. tornò al timone. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca. nel caso che venissero precipitati in mare. doveva calmare per un istante 5. Anzitutto. la signora Weldon. da un cambiamento nel colore dell'acqua. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. per cosi dire. olio che. si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. Tom e i negri. fra la salvezza vostra e la sua.sforzi. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento. prese tutte queste precauzioni. Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. Jack. le molecole d'acqua. Il cugino Bénédict. e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin.

D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni . in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. la signora Weldon e i suoi compagni. spaccato dall'urto.il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. la nave si era incagliata. non esitò. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. il mare si placò come per incanto. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. di cui. in attesa degli ordini dell'allievo. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. Quanto al Pilgrim. era perduto. Il loro rimpatrio. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand. grazie a lui. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. le onde rimbalzavano fin sul ponte. la risacca avrebbe disperso i rottami. non appena si videro al sicuro. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale. non doveva presentare. i negri si erano posti a prua. grandi difficoltà. dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. ormai non era più che una carcassa senza valore. Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. accanto ai barili. almeno. la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. Infatti. . Perciò.siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa. dunque. dieci minuti dopo. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. ringraziarono la Provvidenza. Il mare in quel luogo era ancora più furioso. e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno. a quanto pareva. Lo scafo del Pilgrim. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo. fra breve.

alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. come doveva supporre Dick Sand. Là. sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. Era. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. e cento altri vegetali che un . si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab. pini bianchi. latanie.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. Era un piccolo greto. i porti. Quanto a quella parte del litorale. tamarindi. . le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. quanti alberi. e di conseguenza. le borgate e i villaggi non vi mancavano. fra essi. perché egli sapeva. chiuso da una scogliera di media altezza. aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. seminato di rocce nere. nuovi per lui. pareva del tutto deserta. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento. nel nord-est. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. del resto. si sarebbe potuto discutere a lungo. A nord. si è attribuita a torto una longevità straordinaria . Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. sulla riva del Perù? Poteva darsi. alberi del pepe di una specie particolare. Qua e là.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e. la moglie e il figliolo di James W. Weldon. Dato che quella fosse la costa del Perù.ai quali. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua.

fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. Di case. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. circostanza piuttosto strana. con riflessi azzurro acciaio. per saperlo. o almeno. e che la costa fosse tanto abbandonata. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. nella parte superiore di quella scogliera. Ma non ce n'era. Ma. non se ne vedeva nemmeno uno. Ma. . Qua e là si levava pure qualche pernice.americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. di cui si contano più di mille specie. certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire. Dick Sand era molto meravigliato. infine. checché ne dicesse il piccolo Jack. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. e alcuni gabbiani. e non c'era indizio. nere di piume. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. fra gli alberi della fitta foresta. dal collo interamente pelato e di color grigio. Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. venuti dal largo. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani.

Presto. — rispose Dick Sand. — Fa quello che fa Dingo. — Va e viene!. la coda fra le gambe. Dopo il naufragio del Pilgrim. cessò di pensare a lui. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo. un riparo qualsiasi. io non ho più il diritto di dargli ordini. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. — Dick. poi si sarebbe tenuto consiglio. probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. . Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. brontolando sordamente. si voltava. con il naso al suolo. Poi. infatti! — mormorò la signora Welaon. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. il suo servizio è finito.. infatti. maniere strane davvero. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. è strano. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e. Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. non c'era proprio nessuno. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli. Il cane andava e veniva sul greto. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli..« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. se qualche indigeno si fosse avvicinato. Dopo tutto. — rispose l'allievo. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio. ma aveva taciuto quasi subito. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. qui è libero. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. Infatti. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua. Negoro andava e veniva sul greto. — Si. decidendo sul da farsi.

— se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. E. era provvisto di una certa quantità di esca. ben traforate e levigate. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. quando fosse stato necessario accenderlo. casse di carne secca. percuotono la costa. che il mare scava quando le sue onde. dietro una svolta della roccia. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. Dunque. numerosi oggetti. in verità. messi in luogo sicuro.che il riflusso aveva lasciato scoperti. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto. Inoltre. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. anche soltanto contro la selce del greto. legna secca nei dintorni non ne mancava. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. ingrossate dalla tempesta. niente da temere. Il vecchio Tom. Trotterellando ai piedi della scogliera. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. e gettando grida gioconde. Quei diversi avanzi. riguardo a ciò. Riguardo al fuoco. ma fu una botte quella che portò il forte negro. e piena d'acqua fresca e pura. e quando lo si avesse voluto. avrebbe battuto l'acciarino. scoperse 99 una di quelle grotte. scatole di conserve alimentari. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . prima di mettersi in cammino. Il piccino era entusiasta. fumatore arrabbiato. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. non mancava nemmeno l'acqua dolce. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. chiamò la madre.

prese la parola. doveva bastare a contenere i naufraghi e. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi. Tu sarai la nostra guida a terra. evidentemente. tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. non partecipò affatto alla conversazione. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta. Senza dubbio. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. — Dick. ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. Ma se Negoro mangiò. Tom e i suoi compagni. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune. e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. invadendo la grotta. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione.era ben asciutta. e approfittò certamente di quanto intese. amico mio. Era l'una del pomeriggio. . In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon. Ad ogni modo. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. che non era stato trascurato. La signora Weldon. com'eri il nostro capitano a bordo. nondimeno ascoltò senza parere. Frattanto Dingo. la vecchia Nan. di cui Bat aveva salvato un bariletto.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . vegliava fuori della grotta. C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. . tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe. Dieci minuti dopo.

di informarsi. il signor Bénédict e Nan. la contrada è assolutamente deserta. — soggiunse Dick Sand . rispose: — L'importante. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. In tal caso. Bat. Essi cercherebbero. Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana. se. dopo una notte di riposo. — rispose Dick Sand. di incontrare qualche indigeno. Actéon e Austin resterebbero presso di voi.Dick Sand. per dannata ipotesi. non si trovi nessuno. — Mi pare necessario. potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. dopo aver riflettuto un istante. cosa che sarebbe spiacevole. vedendo questa spiaggia cosi deserta. È impossibile che. — Separarci! — disse la signora Weldon. certamente. signora Weldon. dopo aver riflettuto alcuni istanti. per poi tornare alla grotta. signora Weldon. che fare? — ripete la signora Weldon. — È da decidere. — rispose l'allievo. Hercule. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. confinante con le pompasi Può darsi. Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. anzi lo crederei volentieri. Quanto a Negoro. — In ogni caso. Jack. — Il mio parere. senza allontanarsi troppo. in un raggio di dieci miglia. Domani. preferirà rimanere qui. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. credo che voi. è anzitutto sapere dove siamo. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. cioè nella zona meno abitata. — Ebbene. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. non dobbiate lasciare questa grotta.

anzi affermo che non lo sarà. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. — È probabile. degli inconvenienti. — ripete Dick Sand. — D'altronde. che non era uomo da impegnarsi troppo. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. ritorneremmo alla grotta. anche breve. Dingo. fatta alla proposta dell'allievo. — Condurremo Dingo. sentendo pronunciare il suo nome. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. Nondimeno. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. il cane ci sarà utile. di essere discussa. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. in realtà. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. ricomparve all'ingresso della grotta. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. per . in fin dei conti. era un esporsi a molte fatiche. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta. insistendo. Ma la cosa è troppo inverosimile. — rispose Negoro. — riprese l'allievo. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. meritava. dato che. La separazione poteva avere. ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. era profonda. — durante l'esplorazione. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse. è vero.guardando il mastro cuoco. Entro due giorni al massimo. e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina.

egli. — Trovo buono ciò che si propone. Quasi contemporaneamente. quindi. — per me. ragazzo mio. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. risalendo lungo l'argine. lasciandolo sulle ginocchia di Nan. mi sono mancati i mezzi astronomici. tornando verso il fiume. — noi resteremo qui. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso. — E voi. ve lo raccomandiamo. signor Bénédict.. e non sarebbe impossibile. e farò quanto si vorrà. Jack continuava a dormire. lasciava la grotta. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim. discese allora verso il greto. — Fa' come vuoi. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri. — E soprattutto. — Siamo intesi. hai certamente ragione. e tu partirai con il vecchio Tom. — soggiunse il vecchio Tom. signor Bénédict. perciò la signora Weldon. — Non allontanatevi. — Stai tranquillo. vado a fare una visita agli insetti della regione.. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. — disse l'allievo. — rispose il cugino Bénédict.. ma. — disse il cugino Bénédict. che fossimo più in alto o più basso di latitudine.. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . Pochi momenti dopo.accertarli. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità. — Si. — Si. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta. usciva anche Negoro. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. non portateci troppe zanzare. l'entomologo.

erano fuori uso.come pure un centinaio di cartucce. semispaccato. fosse stata aggredita per via dagli indiani.comitiva.. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. Rivedendo la loro nave. e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. la cui poppa. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co. e non dimenticò di prendere con sé un . Mentre Tom. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile. avariate dall'acqua. l'allievo penetrò nel quadrato. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. ma. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. coricato sul fianco come un essere privo di vita. e in mezzo a rottami di ogni sorta. senza più alberi né vele. si trovavano in quel momento all'asciutto. Grazie a Dio. contro ogni previsione. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. dopo tutto. Dick Sand ne scelse sei. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa. ma le carte di bordo. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. Là avevano vissuto per lunghi giorni. tanto in commestibili che in liquidi. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. e metterla in condizioni di resistere se. Là. Questo particolare meravigliò Dick Sand. Hercule. . strinse loro dolorosamente il cuore. che si trovavano nell'alloggio di prua. sorgeva la 102 carcassa della nave. era rimasta emergente. dopo l'urto.

ma vi si avvicinava. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. Dick Sand. Dick Sand e i negri tornarono allora . Negoro era un uomo malvagio. di farlo frugare non appena fosse tornato. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. e il crepuscolo durò poco. La signora Weldon.inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack. Chi dunque. era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. ma Dick Sand esitò ancora un istante. noiL si poteva sospettare che di lui. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. l'oscurità calò rapida. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si. ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. ce n'era a sufficienza. Tuttavia. o erano andati dispersi o non potevano più servire. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. all'occorrenza. D'altronde. e non si riusciva a trovarla. e. Il sole tramontando. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. se non Negoro. egli solo doveva essere colpevole. armi e munizioni. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. per consiglio della signora Weldon. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro. circa cinquecento dollari.

ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. dico! Come conclusione. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba. durante la notte. che doveva essere molto buia. — Si. e la tempesta non può più colpirci. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . c'importa di saperlo.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. di essere naufragati. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena. — Ah. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. — fece osservare Tom. — Dove può essere? — chiese la signora Weldon. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. — Che importa? — disse Bat. no. — Avremo ancora una brutta notte. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. — Al contrario. fin che se ne voleva. ormai? La nostra povera nave è perduta. — ribatté la signora Weldon. sebbene fosse notte fatta. il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. di avere sfidato la tempesta. scolopendre e altri miriapodi. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. Ma che importa. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia. quasi subito. Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. Fu convenuto che. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi.

I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza.104 — Certamente. per aspettare Negoro. arrivati all'argine. In quel momento. non potendo accusarlo. Frattanto. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. — Bisogna assolutamente saperlo. — Se Negoro torna. se ci ha lasciati di sua volontà. e Dick Sand si arrese al suo consiglio. e. signora Weldon.. abbaiò forte. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. non videro e non udirono nulla. Negoro fu chiamato più volte. il cane. ad ogni modo. Bat. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. il meglio da farsi. prendendo in disparte la signora Weldon. nel buio fitto della notte. che correva sul greto. ma. Ma. O era già troppo lontano per sentire. taceva. non si poteva. lasciandogli credere che non si sappia nulla. Dick Sand le comunicò i propri sospetti. solo. — rispose Dick Sand. come aveva detto la signora Weldon. in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. — Forse è Negoro che torna! Subito. I negri si accordarono per vegliare . ma non rispose. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E.. La signora Weldon aveva ragione. ma. Hercule. e cercava inutilmente. Differivano soltanto su un punto. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. Dingo. Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. o non voleva più tornare. ora. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro. secondo me. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare. — ma. sarà di nascondergli i nostri sospetti. — rispose l'allievo. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi.

Ma la signora Weldon. non potè dormire. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. Austin e Hercule: — Armatevi. amici. fino all'orizzonte occidentale. le pareva che quella terra. — disse l'allievo. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. il suo nemico di bordo. continuava ad abbaiare. il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. chi può essere? — Lo sapremo. vide Dingo correre. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno. — Se non è Negoro.a turno fuori della grotta. non era più con Negoro. Quasi subito. che si trovava di guardia all'alba. intercettati dalle montagne ad est. E infatti. che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . e i suoi raggi. come fece anche Dick Sand. così armati. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. Poi. — rispose l'allievo. non è Negoro. — In ogni caso. — Dingo ha sentito un essere vivente. e li. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. uomo o animale. verso il fiumicello. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. La signora Weldon. signora Weldon. volgendosi a Bat. Austin. non giungevano direttamente alla scogliera ma. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. — e se non è lui. perché Dingo abbaierebbe con furore. Spuntava allora il sole. inquieta. — osservò Tom. 7 aprile. cosi ardentemente desiderata. Dingo. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio. la signora Weldon. abbaiando. immobile e come puntando una selvaggina.

l'ultimo angolo della scogliera. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. avanzava prudentemente lungo l'argine e. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. non già . di circa quarant'anni. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. Era un uomo robusto. lo sconosciuto. — No. accennò a tornare indietro. Portava un fucile a tracolla. Dick Sand fece un cenno di saluto. — Non è Negoro! — disse Hercule. un largo cappello gli copriva il capo. riprese a farsi avanti. — disse a sua volta Bat. durante la notte. vedendoli avvicinarsi. rimettendo i fucili in spalla. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. — disse l'allievo. diede dapprima segni della più viva sorpresa. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. In un primo momento. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. Costui. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. nella foresta o nella pianura. che subito impugnò per portarlo alla spalla. perché. di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. con capelli e barba grigiastri. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. con gesti amichevoli. tentava di calmare Dingo. D'altronde. dopo una breve esitazione. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. dall'occhio vivo.

di origine straniera. Quanto ai negri. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. spesso poco raccomandabili. — rispose lo sconosciuto. si limitò a far loro un cenno. senza rivolgere la parola. Sembrava. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni. E questo parve certo. mio giovane amico. — Americani. Fu lei che rispose alla sua domanda. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. ma di uno di quegli avventurieri. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. e questa volta proprio all'americana. 107 — Non rimane più nulla della nave. — E la nostra prima domanda. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte.di uno di quegli indiani. La risposta parve piacesse allo sconosciuto. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. — ella disse — siamo naufraghi. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. Ad ogni modo. non era né un indiano né uno spagnolo. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. anzi. quando a Dick Sand. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . che parve meravigliarsi della domanda. senza aspettare la risposta dell'allievo. — Signore. — Del Sud? — Del Nord. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. — rispose Dick Sand. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. Poi domandò: — E posso sapere. — Siete inglesi? — domandò all'allievo. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. — soggiunse l'allievo. mio giovane amico! Cosi dicendo. abituali scorridori delle pampas. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud.

poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta.. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo. Lima è lontana. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito.. — Allora. signore. D'altronde. posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. — Io sono americano. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta. — rispose Dick Sand — Ma. — disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto. — Signore. Infatti. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto. da quella parte. e poiché la costa era quella della bassa Bolivia. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte. — Signore.. E lo sconosciuto s'interruppe un istante. mio giovane amico. come voi.— Si. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. a nord! La signora Weldon. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. avesse deviato di quel poco. e ciò non lo meravigliava del tutto. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti. ma non si era sbagliato di molto. voi non mi sembrate d'origine peruviana. — Oh. questa che punta è? — chiese Dick Sand. indicando il promontorio del nord. Non era affatto impossibile che il Pilgrim.. sia nel suo modo di esprimersi. — Ah! — fece Dick Sand. — rispose lo sconosciuto — perché. in una cosi lunga traversata. io non l'ho potuta rilevare con precisione. signora... sia nel suo fare. — Non saprei dirvene il nome. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua. messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. credo? — No. perché la signora . ma non sorprese nulla di sospetto.

ed è da lui che mi reco per i miei affari. — Precisamente. — No. sarete ben ricevuti. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. — Abitate in questa parte della provincia. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti. — Signora Weldon. È. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. il quale. fatte spontaneamente. — Oh. verso nord-est. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. c'è una fattoria importante. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù. Mio fratello sarà felice di fornirveli. e sono nato nella Carolina del Sud. Tali offerte. che appartiene a un mio fratello. — Il deserto d'Atacama? — Si. non potevano che deporre a favore dell'americano. volgendosi alla signora Weldon. — A duecento miglia da qui. al tempo stesso.gli dicesse il suo nome. — rispose la signora. non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. sulla frontiera cilena. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. l'hacienda di San Felice. — Io mi chiamo Harris. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. — rispose Harris — abito a sud. da cui differisce sotto molti aspetti. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! . mio giovane amico. signora Weldon. Se volete seguirmi là. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. signor Harris? — chiese la signora Weldon. ma ora sto recandomi ad Atacama. — rispose vivamente la signora Weldon.

— Volentieri. Perciò. signora Weldon. — Non sono. e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. — rispose la signora Weldon. su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. — Che bel bambino! — disse l'americano. Io sono stato schiavo. — Oh. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo. noi non apparteniamo a nessuno. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. e non sono mai stati al mio servizio. — disse allora il vecchio Tom. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. poi. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. — rispose Harris. signora Weldon. signore. e venduto come tale in Africa. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. — soggiunse. — e d'altronde. avete certamente sofferto per due. — Ma lo sappia il signor Harris. — rispose la signora Weldon. avvicinandosi a Jack. — Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. Ne chiedo scusa a queste brave persone. corse da lei.— Ah! è vero. ma mio figlio Bat. veduta sua madre. qui presente. non avete nulla da temere. quando avevo soltanto sei anni. è vero. ho creduto. seguito da Nan. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri. il piccolo Jack. signor Harris. perché si strinse ancora più forte alla mamma. come noi. — rispose la signora Weldon.. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. — È mio figlio. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. — Noi saremmo molto onorati di servirvi. 109 In quel momento. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione..

L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio. caro piccino? — Scusate. facendo dieci miglia al giorno. — s'affrettò a dire la signora Weldon. giunta cosi a proposito. in tal modo. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. — rispose Harris. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. 110 imbarazzato a camminarvi. seguendo il corso di questo fiume. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. — Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. infatti. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. come aveva detto Harris. aveva offerto i propri servigi. si affrettò a cambiar discorso. La signora Weldon. — rispose Harris. Era. di recarsi all'hacienda di San Felice. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando. credo. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. — è molto timido. — Il viaggio è un po' lungo. viaggio faticosissimo certamente. Per noi. quando ho parlato di duecento miglia. signore. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. — ma ho qui. ho inteso dire la strada che ho già fatta. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. Nel frattempo. poiché sono abbastanza pratico della pampa. non sarò.dunque paura. a qualche centinaio di passi dietro l'argine. La signora Weldon ringraziò l'americano. — Non appena all'hacienda. e del resto. piuttosto contrariata. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. con tanta cortesia.

signora Weldon.Felice. — Signor Harris. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. — È vero. e voi non ne avete certo incontrate. — ma a sud? — A sud. in lui riappariva il marinaio. — rispose la signora Weldon — per fortuna. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda. perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. non potrei accompagnarvi. — A nord. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. e il tragitto è pressappoco eguale. al vostro posto. che conosco molto imperfettamente. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa.. con mio grande rammarico. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina. che si arrendeva a malincuore. senza contare che. — rispose Harris. mio giovane amico. — Ebbene. signora Weldon. — rispose la signora Weldon. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama.. — No. — Signor Harris. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. Dick. Quanto a me. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. — si tengono molto più al largo. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente. — rispose Harris. si! — ribatté Dick Sand. a nord o a sud? — Ma. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon. non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi. e che ci resti soltanto da partire. — chiederò al signor Harris in . e saremo lieti di dividerli con voi. — rispose l'allievo. — Ebbene.

no. — Tutto quel che so. — rispose la signora Weldon. — Signor Harris. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. In fin dei conti. signor Harris. — La cattiva stagione comincia in aprile. Dick Sand vide che.. — ribatté Harris inchinandosi. ci cederanno le loro cavalcature. — rispose Harris. — tuttavia. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. signora Weldon. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. voi e il vostro piccolo Jack. non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto. — Signor Harris. — rispose l'americano. e tale circostanza. signora Weldon. No. — riprese Harris. e per quanto è possibile. — Parola mia. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti. avrebbe contrariato la signora Weldon. certo. poiché è . — Accettiamo la vostra offerta. signora Weldon. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso. facendo nuove obiezioni. — disse allora la signora Weldon.. io non esito. non sono io che ritarderò la nostra carovana. e siccome saranno a cavallo. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. non saprei dirvelo. D'altra parte. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio. — Non temete di abusare di me. giovane amico. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice...quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. vi servirete di quel cavallo. — rispose il giovane allievo — sennonché. facilitando il nostro rimpatrio. non vorrei privarvi del vostro cavallo. mio giovane amico. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. e di là. è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda. io sono buona camminatrice. -— Ed io buon camminatore.

Scegliamo dunque. che sono ostinati predoni. vi pregherò di accettare la nostra. — No. per affrettare la partenza. però. D'altronde. — Tom. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. — venite. — disse Dick Sand. amici miei. Hercule! — disse allora Harris. che guardava il negro come se fosse da vendere. signora Weldon. vale a dire per una decina di giorni di marcia. \ — Signor Dick. Entrambi partirono. mio giovane amico.. porteìòtutto io. . volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza.. — Come vi piace. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e. ognuno si mise al lavoro.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. fra le provviste di bordo. — è meglio spartirci il carico. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti. Ve la offriamo di cuore! — Accetto. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui. signora Weldon. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. signore? — chiese Dick Sand all'americano. — rispose Harris. Si. — Sui mercati d'Africa. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. — Prima di partire. — Siete un compagno robusto. vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume. di cui ciascuno prenderà una parte. lui! — Volete che vi accompagni. e facciamone dei carichi. signor Harris. — disse Hercule — se volete. quelle che si possono trasportare piij facilmente. — Bene. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. Avrà ben fatto colazione.

saggia precauzione prima di mettersi in marcia. Tuttavia. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. che di attraversare l'America intera.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ». aveva girato l'angolo della scogliera. e che. La signora Weldon si occupò allora. L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. Per amore o per forza. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente. strada facendo. Nel frattempo. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire. Hercule lo ricondusse. mio giovane amico. groppa allungata. che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. quando ebbe raggiunto l'americano. all'avvicinarsi del padrone. per una decina di giorni. di preparare un pasto ristoratore. Harris. Harris staccò il cavallo. incollatura lunga. precedendo Dick Sand. accompagnato da Dick Sand. bisognava viaggiare nell'interno della regione. un cavallo. anzi. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. Là. la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. gli lasciassero raccogliere insetti. con l'aiuto di Nan. che non chiedeva niente di meglio. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. frontale estremamente sfuggente. purché. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. Era un animale vigoroso. stanotte non avete incontrato un . reni corte. legato a un albero. nitri allegramente. — Vedete bene. spalle piatte.

e occupiamoci della partenza!. Si componeva. e perciò vi domandavo se voi. Quando entrambi furono tornati alla grotta. — rispose Dick Sand — ed è scomparso.. sistemato davanti alla madre.. — disse Harris. non lo aveste incontrato. era ancora con noi. — disse Dick Sand. Forse lo raggiungeremo per via. signora Weldon.. e l'ingrato piccolo Jack. — Forse. — Annegato. — No. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si. rischia facilmente di smarrirsi. la signora Weldon.. — rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta.. no. con il suo fucile a tracolla. — Orsù. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico. come la cena della sera precedente. aiutata da Hercule. la colazione era pronta. — rispose Harris. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. forse?. — Ah! — fece la signora Weldon. di corn-beef e di biscotto.portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire. Quando vorrete. Jack. di conserve alimentari. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello. Harris le fece onore. — rispose l'allievo. che siete venuto da questa parte. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova.. le disse allora che egli . — No. può darsi. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. ieri sera. da uomo che la natura ha dotato di forte appetito. — Non ho incontrato nessuno. sali a cavallo.

secondo. più lamentoso che furioso. Quanto al cugino Bénédict. sempre con il fare di un cane inquieto. era stato . per dieci giorni. armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola. le sue maniere erano visibilmente mutate. donna e madre. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. ambedue armati. che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. lei. per quanto era possibile. Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale. Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano. poi Nan e Tom.d'altronde nulla pareva dover giustificarla .avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». Ecco. seguire i difficili sentieri. Seguivano Bat e Austin. come fece osservare Dick Sand. che sotto la direzione di Harris. Al contrario. Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. in cerca di una traccia. Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. alla retroguardia c'erano Actéon. la signora Weldon era piena di fiducia. l'uno del suo lungo fucile. della quale i suoi compagni e lui dovevano. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione . penetrò nella fitta foresta. sebbene nessuno potesse spiegare il fatto.che Dick Sand. anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. camminavano in testa della comitiva. l'altro di un Remington. Ciò fu notato da tutti. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. come a Dingo. Dingo andava e veniva e. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. non c'era da temere di smarrirsi. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris.

egli ricominciò ad allonta115 narsi. la grossa lente sospesa al collo. e. nessuno dei due lo avrebbe osservato. per l'ultima volta. — Quando vedrete un insetto.. bisognò lasciarlo fare a modo suo. Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. la reticella in mano.impossibile assegnargli un ordine di marcia. no. che dimenticavo! Vi ringrazio. cugina. ora in testa. Durante la prima ora. a tener conto della mia raccomandazione. cugino Bénédict. (era diventato il suo compito). ora in coda. . — La scatola e la rete. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace.. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri. e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». passata la quale. all'occorrenza. la signora Weldon. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. preoccupata. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. ma inutilmente. — Pure. — La mia rete. lo richiamò venti volte. poiché. l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri. come se si fosse trattato di strappargli le viscere. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. senza scatola e senza occhiali. non osereste! — Anche i vostri occhiali. o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora. — Cugino Bénédict. vale a dire che. per conseguenza. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. Con la sua scatola di latta a tracolla. cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste.

il molompi. in terreno scoperto. — Ma. Strada facendo. ed Harris ebbe cura di farlo notare. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni. che misuravano fino a dodici metri di diametro. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. c'erano scotani. Harris aveva calcolato bene. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e.Stabilito ciò. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. quel calore sarebbe stato insostenibile. più lontano. — mai durante! miei viaggi. . La piccola comitiva. adatto a far remi e pagaie. come s'è visto. legno solido e leggero. nessuno pensò più al cugino Bénédict. Per tal modo. — rispose l'allievo. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. — Mai. e guaiachi. Tuttavia. c'era il bauhìnìa o legno ferro. per dire il vero. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. almeno. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. prima di rispondere alla sua domanda. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. ma. Qui. come ripete Harris. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. e in ogni caso. Del resto. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche. identico al pterocarpo. avete esplorato le coste della Columbia. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. negri o bianchi. era bene armata e stava attentamente in guardia. lì. molto carichi di materia colorante.

signor Harris. ma la botanica non gli piaceva. era spiacevole che. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. E. e se mai si può ringraziare il caso.del Cile. conosce questa parte della bassa Bolivia. o della Patagonia? — No. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta. ma Dio. Dunque.. certamente. — rispose la signora Weldon. né i suoi prodotti. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. Dio! — rispose Harris. nel cugino Bénédict. che contrasta singolarmente con le regioni del Perù. signora Weldon. — E neppure la signora Weldon. quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. del Brasile e della Repubblica Argentina. — No. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori. non ne sapeva nulla. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi.. Ah... la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. — Non credo che sia stato il caso a condurci. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. dunque. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo. di ogni altezza. — Ebbene. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. signor Harris! — Dio. si sentiva sotto i . si. Nessuno di noi. mai. forse. — Gli americani non temono i viaggi e. davvero.

passato l'acquitrino. avrebbero reso 117 la marcia più facile. alle quali Harris diede il nome di papiri. se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato.piedi una rete di rigagnoli. Non si sbagliava. certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. la piccola comitiva. dopo la fermata di mezzogiorno. secondo Harris. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. ancora numerosi. un po' larghi. Poi. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta. più grossi dell'ebano comune. un po' meno fitti. talora riuniti a gruppi. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. Vi cresceva a profusione l'indaco e. gli alberi. quel parassita. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. « Chi pianta un mango. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. Poi c'erano manghi. benché fossero piuttosto lontani dal mare. Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. cosi affermò Harris. Non appena un campo veniva abbandonato. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. e nondimeno. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. Qui. se ne . Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. Alcuni di quei rigagnoli.

che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. Infatti. non se ne vedeva neppure uno. A quella foresta sembrava mancare un albero.impadroniva immediatamente. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. signor Harris. signora Weldon. — Si. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. la cecropia peltata. dichiarando che « quella pera » era buonissima. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. il ficus prinoides. cosa abbastanza singolare. E il piccolo Jack. i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. Ora. ciononostante. è buono. perciò grande disinganno del piccino. la collophora utilis. intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. la cameraria latifoUa. Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. e le loro manga erano buonissime. se ero buono. prendete. le bambole parlanti. bambino caro! — rispose Harris. segui l'esempio di Harris. e soprattutto la syphonia elastica. — è una manga. per rassicurarvi. — Tutto quello che c'è di più elastico. senza farsi molto pregare. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. ed era l'albero della . Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. la castilloa elastica. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. il quale si figurava che i fiaschetti. — Eccovi. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma. che appartengono a famiglie differenti. e se ne lamentò. e l'albero fu subito preso d'assalto. — Siete proprio sicuro.gomma. — Pazienza. abbondano nelle province dell'America meridionale e. € io li voglio! .

« il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano.. È anche « mazzolino di pietre preziose. simile a quello di un mulinello. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. Gli indiani. Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. Qui. Secondo l'americano. più lontano! — rispose Harris. era quello di non fermarsi per via. signore. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì. si era ancora troppo vicini alla costa. — E avrete anche gli uccelli mosca. — Ma non è tutto. là. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. Nondimeno. ma più lontano. per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia. 118 — Gli uccelli mosca. è « il piccolo re dei fiori ». Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure. hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. che sanno intrecciare artisticamente le loro piume.. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. carino mio. .— Ne avrai. — insiste Jack. — Ah. come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. che splende ai raggi del sole ». Jack. e forando il tappeto d'erba. Già la foresta mutava aspetto. Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ».

ci si sbaglierebbe molto. formavano una specie di veranda naturale. il mango offriva i suoi. La cena fu subito preparata. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango. ed anche senza molta fatica. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. ciarlieri. rilevato ogni due ore. simile a lastre di lapislazzuli. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. i cui larghi rami. attaccabrighe. soltanto. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso. Vero è che era la prima giornata di marcia. che fu corretta con alcune gocce di rum. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. Prima del tramonto. doveva bastare per la vigilanza notturna. Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. Un uomo di guardia. per costringerli a tacere o a fuggire. all'arrivo della comitiva. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. dove si trattava. e si compose di conserve e di biscotti. All'occorrenza. molto fronzuti. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. — Passiamo senza far rumore. Ma Harris lo dissuase.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. — egli disse — e passeremo senza pericolo. pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte. eccellenti. Quanto ai frutti. e i pappagalli non . Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. non di stabilire un vero accampamento. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi.

Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ».li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida. signor Harris. come niente colpi di fucile. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. — Le notti. e poi. non fremeva più fra i rami. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione. vi ripeto. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani. — Vi sono boschi e boschi. mio carino. — A che prò? — rispose Harris. — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. Quindi niente fuoco. mio giovane amico. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. cessando con la notte. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. Jack. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. cominciò a far buio. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. per fortuna. non sono fredde. Finita la cena. le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. Del resto. — rispose la signora Weldon. e puoi dormire tranquillo! . In verità. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. e il vento. è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. — No. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. — serpenti non ce ne sono.

— Mai! — rispose la signora Weldon. — E mordono. — La morderò io. — Hercule. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. occorre che voi riposiate per tutta la notte. ma specie di volpi. Hercule. voi starete di guardia. — Peuh! — rispose Harris. Austin ed io basteremo per questo compito. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ».. Jack. i « guaras »? — domandò il piccolo Jack. — Bene! — disse il cugino Bénédict. 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. per caso. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. — No. vi si trovano però coguari e giaguari. — Grazie. signor Jack! — rispose Hercule. — Si.. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio.— E leoni? — domandò Jack. Bat. signor Dick — disse Actéon. — Sono cattivi? — domandò Jack. e nemmeno tigri. si. veglierai! — gli rispose la madre. aprendo la bocca armata di denti magnifici. — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali. cui già si chiudevano gli occhi. carino! — rispose Harris. — ma io devo. lascia fare a questa brava gente. e noi siamo in forza. Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. che non voleva contrariarlo. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. lupi da burla! — rispose l'americano. — Non sono nemmeno lupi.. che. uno per mano! — Tu starai bene attento. — No. — Neanche l'ombra dei leoni. Actéon! — rispose Dick Sand. ciò che è verissimo. — Si. ci sono i lupi! — Oh. — Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . Hercule.. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. — Ma. era presente alla conversazione. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri.

Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. chi brontola. Di questi diversi quadrumani. il mono gris. tutti erano immersi in un sonno profondo. i viaggiatori o scorridori dei boschi. diede un ultimo bacio al suo piccino. nonostante 121 le sue recriminazioni. coricata presso di lei. C'è di tutto in quel concerto mattutino. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. In questo modo salutano l'alba le scimmie. chi gracida. che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. la eseguiva militarmente. la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili. a coda prensile e con faccia satanica. che si era addossata al mango. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. Alcuni istanti dopo. come gemme vive. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi. che sono i cocujos o mosche luminose. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. i sagù. chi latra. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. per completare la serie di questi diversi rumori. — rispose Jack. nell'America del Sud sono numerosissimi. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO. il sagoino dal muso picchiettato. Alcuni momenti dopo. se cosi si può dire. La signora Weldon. lo riportò sotto il mango. chi ghigna. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori.— Non importa. Quando spunta il sole. Questi insetti. chi chioccia. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. e chi perfino « parla ». tranne il gigante che vegliava. Quando Hercule aveva una consegna. il più vecchio della . che hanno dormito nelle foreste a del sereno. Là si trovano la piccola marikina.

e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte. né altri quadrumani di quella immensa foresta. 122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia. a quanto pare. riprendere forza per una buona giornata di marcia. ma. Per la prima volta. perciò. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. e la fanno perché la carne di questo animale. soprattutto quando è affumicata. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. il consueto concerto. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima. per un motivo o per l'altro.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. le scimmie non fecero la loro preghiera. nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. né i sagù. e fu presa. dopo la preghiera del mattino. e nondimeno la loro voce si ode da lontano. soltanto. ed è il baritono del branco. Ma non si era mostrato alcun lupo. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». è ottima. in una parola. Ma quel giorno. forse. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. Nan si accinse a preparare il pasto. quella mattina. né i gueribas. tutti erano a digiuno come lui. e che se Hercule gli avesse . intonarono. che nessun allarme era venuto a turbare. il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. poiché nessuno le udf. ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. anzitutto. ben rimessi da quelle poche ore di riposo. D'altronde.

secondo Harris. Su quel suolo vergine. Oh. Tuttavia. ma a patto di non perderlo di vista. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. Forse che la natura. assenza d'alberi. aveva lasciato il litorale. passando allo zenit. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. arboscelli spinosi. non era cosi. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. Alle sette del mattino. guidata dall'americano. insomma. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. Tuttavia. e inoltre. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. il sole. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. no. si trovavano nella regione delle pampas. . quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. come aveva detto Harris. un complesso. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. e durante certi mesi d'estate. assenza di pietre. o meglio. conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. l'avrebbe avuta a che fare con lui. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. La foresta continuava. Da quando la piccola comitiva. Invece. di quella interminabile foresta. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. e il sottosuolo si manteneva umido.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. ora. cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. alberi nani. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

— Certamente. ma il tempo stava . avete perfettamente ragione. Fino allora. È raro che crescano a gruppi. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi. — Certo. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si. — Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. poco importa. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. non aveva piovuto. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. Gli indiani. — Infatti. — Signor Harris. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. — disse l'americano. non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. signora Weldon. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. contro la febbre. — riprese Harris — non è facile distinguerli. mio giovane amico. questi alberi. — E mi stupisco. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito. che pareva non avesse capito. è assai migliore della corteccia dell'albero. bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti. Sebbene siano spesso molto alti.ringraziamenti. — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. mostratemelo. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti. pure non è facile scoprirli. ma all'hacienda troverete solfato di chinino che. signora Weldon? — Per me. che fanno la raccolta di china. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. almeno ve li facciamo di cuore! Si. mio giovane amico? — domandò Harris.

. ma per fortuna. perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. c'erano ancora da passare poche ore.) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. l'ho preso! — Ebbene. allorché furono destati da un grido acuto. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. Si era. — E che avete? — domandò la signora Weldon. La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi.A. prima di tutti. Benché. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle. no! non è un serpente. poi. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. infatti. nel 1649. — Sono io.per cambiare. — No. sebbene non volesse ancora parlarne. perché. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla. — Sono stato morso! — Da un serpente?. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict. il giorno dopo. che fu in piedi. signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. — chiese con terrore la signora Weldon. secondo Harris. alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. l'ho preso.d. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. Meno che mai. 1 Un tempo. si presero le solite precauzioni per la notte. volle abbandonare la sua abituale prudenza. .. — Ah. si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. prossimi alla stagione delle piogge. — disse Harris — e lasciateci dormire. schiacciate il vostro insetto. si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. (N. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno. alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ».

— disse Dick Sand — signor Bénédict. adorabile insetto! — Ma insomma. finora. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. — No. questa mosca. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. Dick Sand. non potè più chiudere occhio per tutta la notte. per esempio. cugina. Il suo bambino.. . — rispose l'entomologo — questa mosca. no.— Niente affatto. cugina. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. avvicinandola al cugino Bénédict. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. dopo questo incidente. per le antilopi. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. è una mosca. e perfino per gli elefanti. — Un dittero. ebbero ripreso il sonno interrotto. ci direte che mosca è? — Questa mosca. almeno per l'uomo. per i bufali. — rispose il cugino Bénédict. è un altro paio di maniche! Oh. di colore smorto. che stringo fra le dita. perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. Ma per gli animali. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava.. — e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo.

nondimeno. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». gli alberi si sparpagliavano a gruppi. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. benché ora cominciassero a scarseggiare. Sua madre. e la vista del piccolo Jack ammalato. per quanto energica fosse. senza dubbio. dodici notti passate a del sereno. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. Ma per un bambino era ancora peggio. Intanto. e. Nan. Oh. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. Dodici giorni di viaggio per una donna. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand. era bastata a spezzare la sua fibra. quanto ai viveri. Nella foresta. la sera stessa di quel giorno. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. poi. e la loro salute era soddisfacente. il viaggio era stato ripreso. e non formavano più masse impenetrabili. che allora spuntava. Harris. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. al quale mancavano le cure più elementari. Probabilmente. nessun incidente venne ad . c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda. la sera del 18 aprile. faceva pietà a vedersi. si! era tempo d'arrivare! Ma. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. e molto pallido nelle intermittenze. Questa era almeno l'opinione dell'allievo. preoccupatissima. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima. Dick Sand. non erano loro mancati. e sembrava non provare affatto la stanchezza. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. Soltanto.molto rosso durante gli accessi di febbre. quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. secondo quanto diceva l'americano. E. meno fitta. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno.

è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. Quel giorno. o taceva. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce.. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?.. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia.. Tom. — In ogni modo. che. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim. i latrati dello strano animale ridiventarono forti. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo.. dopo avere un po' esitato. non è vero? — interruppe Dick Sand. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo.aggravare le inquietudini di Dick Sand. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi. quasi sempre con il naso al suolo.. e allora. infatti. forse di non grande importanza. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. perché? — disse Tomi. invece. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria... gli si avvicinò: . In primo luogo. — Negoro. fu il comportamento di Dingo. che.. talvolta furiosi. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi. e che in questo \stesso momento. interrompendosi per chiamare il cane. — O Negoro non conosceva/questo paese. — Negoro. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso.. ma egli osservò due cose. da principio. 131 Il cane. Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand. non sia molto lontano! — Ma. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese.. — Oppure egli lo conosceva. Fino allora. fiutando le erbe e gli arbusti. e quasi d'un tratto. mutò modi. — Si. com'erano un tempo. signor Dick.

Quel nome fece su di lui il solito affetto. — rispose il vecchio Tom scherzando. _ — Ah! — fece l'americano. Eppure. — a sentire Dingo.. — rispose Dick Sand.. 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima. — Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. Non fiutava. Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite. — Oh. non dilatava le narici. Dingo. alla quale nondimeno si era recato più volte. A osservarlo bene. — se Negoro ha saputo venire fin qui. e che doveva conoscere. — rispose Tom. — Su. — disse Harris. — Egli non è mai venuto in questo paese. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». pareva indifferente. signor Harris. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. . fosse lontana ancora centinaia di miglia. Harris aveva veduto tutta la scena. come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia. — quel portoghese. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. Questo. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto. come se l'hacienda.■— Piglialo! — disse. quasi niente. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. non affrettava il passo. e si slanciò avanti. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo. che si trovi in angustie. — disse Harris — ma se volete. batteremo il bosco. come fanno gli animali della sua specie. — ribatté Tom. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto. — È inutile. — Ci sarebbe da meravigliarsi. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. saprà anche andare più lontano. signor Harris.

per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo. e di queste sei miglia. certamente.. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più. senza essere cosi fìtta come ad ovest. era ricomparsa. Dopo una pianura larga un miglio. i rami erano strappati o spezzati. né di coguari. ma non vi sono .non rimanevano da percorrere che sei miglia. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. la foresta. erano giunti vicino a una macchia. Come! non un indigeno. e al tempo stesso. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. quattro erano già state certamente superate. imprimere si larghe impronte. e guardava a destra e a sinistra.. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. lasciavano vedere sul suolo. impronte che non potevano essere né di giaguari. La signora Weldon. lasciare simili tracce. Erano dunque ais o altri tardigradi. le erbe. non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. come chi non è sicuro di sé. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. un po' acquitrinoso. Del resto. Dick Sand si guardò attentamente intorno. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. Alle sei di sera. violentemente scostate. ma sembrava osservasse le profondità del bosco. alle cinque di sera. se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. della quale doveva pure avere un gran bisogno. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana.

più o meno bene immaginata. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa. prima che fosse venuto il momento di agire. la cui bocca è armata di denti che ne . come marinaio. e che avrebbe dovuto ancora. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. qui. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. ma. con il largo muso rigonfio. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo.elefanti in America. Ad ogni modo. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. quel fanciullo. In quella situazione. per averne ragione. fra le terribili prove che intravedeva. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. Ad ogni modo. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. ormai. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. quei negri. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. poteva agire. tutti i suoi compagni di sventura. Dunque. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. se. Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. più che mai.

. credo. che lo prese. erano spossati. — rispose Harris esitando — e non riconosco.. attinta dal sentimento del dovere. — Eppure?. decorato molto rozzamente. Verso le quattro di sera. forse non sentiva la stanchezza. la . formato da una larga lama ricurva. e forse ho avuto torto! — Può darsi. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda..escono per più di un piede. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi. — disse Harris. Era un'arma. una specie di coltello d'una forma particolare. più o meno. Era proprio tempo di arrivare. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack.. — ripetè Dick Sand. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti. — Farò bene.. — Come vi piacerà! — disse l'americano. — rispose Dick Sand. gli indigeni non sono lontani. ad andare avanti. che guardò Harris bene in faccia. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai. mi sarà difficile guidarvi. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale. tozzi sulle zampe corte. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta. e tutti. ■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand. La signora Weldon. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente.. — Infatti. — Smarrito. — ma di notte. non ci separiamo. Tom portò il coltello a Dick Sand. — No.. Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. ma le sue forze erano esaurite.. no. — replicò Dick Sand in tono risoluto. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. signor Harris. con la pelle senza peli e di color rossiccio. infissa in un manico squadrato d'avorio. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo. — rispose Harris — eppure.

con il tono calmo di chi è preparato a tutto. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo.. assopito per la febbre. Dingo. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo. — Li. guardate! guardate! 135 — Che c'è. Il suo piccolo Jack. dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata.. alcune forche spezzate e una catena infranta. In quel momento. si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick. Quanto ad Harris. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi.. le faremo in un'ora! — E sia pure. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. li. Con gli occhi .. se ne stava in disparte. e domani. e chi lo avesse osservato in quel momento. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo. il vecchio Tom... in terra.. taci! — disse. là per terra. — Qui. membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. infatti. Dingo fece udire furibondi latrati. macchie di sangue!. Vi erano. tornando verso di lui: — Taci. — rispose Harris. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi. era rimasto immobile.. due mani recise e. presso quegli avanzi umani. indi. qui! — gridò Dick Sand. E. e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. Frattanto. Tom. Per fortuna. le riposava fra le braccia. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. che stava occupandosi con lui di questi preparativi.signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi. Ma il vecchio Tom. di quella catena spezzata. ci rimetteremo in viaggio. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. Due o tre miglia ancora. — Sai bene che non c'è nessuno. a giorno fatto. — disse Tom — su quegli alberi. alla vista di quelle forche.

Dick Sand. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni. di udire. Tom. Il pasto fu preparato. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune. le mani serrate.. ma lo assaggiarono appena. non una foglia si muoveva sugli alberi. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. si fece udire un ruggito profondo e grave. se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. Cessato il vento. Cercava di ricordarsi.. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. ho veduto!.. per noi tutti. la stanchezza vinceva la fame. e si dispose ogni cosa per la notte.. in quella profonda notte. ma assorto nei propri ricordi. sull'orizzonte ad ovest.. mormorando queste parole: — Ho veduto. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro. con la testa china. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta. da piccino. 136 Forse. stava per parlare! — Taci. — Per pietà della signora Weldon. L'oscurità calò a poco a poco. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui.. come fosse stato atterrato da un colpo repentino. Austin e Bat vegliavano insieme. — ripetè Dick Sand.. il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. queste forche. Improvvisamente.smisuratamente aperti.. soltanto il cugino Bénédict dormiva. . Essi cercavano di vedere.. E senza dubbio. egli guardava.. Fu scelto un altro luogo di fermata.. non assopito. rimaneva immobile. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera. Tom. ora si fece profonda.. satura d'elettricità. verso le undici. ho già veduto. e attraverso gli alberi. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo.

né la pampa boliviana! Sì. situata precisamente a ovest di quel continente. Dick Sand gli afferrò il braccio. le catene. il coltello di forma bizzarra. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise..Tom si rizzò in piedi. e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio. a sua insaputa.. Ma Harris non c'era più. il dittero raccolto dal cugino Bénédict. giraffe. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto.. aveva certamente girato il Capo Horn. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito. la terribile tse-tsè. incapace di dominarsi pili a lungo. Tom lo aveva riconosciuto. e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada. la china. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. era stata raddoppiata. erano fuggite nella radura. — Il leone! — ripetè. e non struzzi. con il coltellaccio in mano. che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine. e con lui era scomparso il suo cavallo. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. la bussola lo aveva ingannato. ma qualche altra isola. verso il posto occupato da Harris.. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia. Dick Sand. si precipitò. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. che non era né l'altipiano di Ata-cama.

Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. quanti incendi e saccheggi provochino. In pieno XIX secolo. dove. e. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola. formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. e allora i portoghesi. infine. Questo traffico abominevole. ed è questo che il lettore deve sapere. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. li inseguirono con accanimento. è stato proibito già da molti anni. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . indovinate da Dick Sand. a profitto di chi siano fatte. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani. sulla costa d'Africa. eppure si continua a fare su larga scala. quanto sangue esse costino. dove e come si compiono codeste barbare razzie. principalmente nell'Africa centrale. ridotti in schiavitù. I musulmani. che occupavano in quel tempo parte del litorale.

e in tal modo in Europa nacque la tratta. la fondazione di colonie oltre oceano. poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. tutti gli Stati lo proteggevano. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . che protestarono contro la tratta dei negri.ricche famiglie. essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. Ma per quanto fosse necessaria. e cioè le braccia degli schiavi. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. questo odioso traffico era generalmente ammesso. la Virginia. sarebbero periti a migliaia. nel seno stesso di quell'America del Nord. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. che vollero riscattarli a peso d'oro. Presto si elevarono voci generose. inoltre. sotto ogni punto di vista. Verso la fine del XVI secolo. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. a ciò. e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. Diversi Stati del Nord. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. alla quale non fu estranea la questione della schiavitù. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. Infatti. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano. il Connecticut. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista.

si dovettero attuare misure più drastiche. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico. il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. La Francia aderì subito al nuovo trattato. imitata nel 1814 dalla Francia. dichiararono la tratta atto di pirateria. Il 14 maggio 1833. e. non si facevano più nuovi schiavi. nel 1807. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. Come tali. Per mettere fine a questo commercio. e l'Inghilterra nel 1824. più particolarmente. ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. I negrieri continuavano a correre i mari. non intervennero all'atto di aboli140 zione. Frattanto. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. Gli Stati Uniti nel 1820. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. Tuttavia. nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. essi incorrevano nella pena di morte. Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio. ma gli Stati dell'America del Sud.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. così come le colonie spagnole e portoghesi. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo. si propagò con efficacia per tutta l'Europa. e nell'agosto 1838 . andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali. La Francia e l'Inghilterra. e pirati coloro che la esercitavano. e furono perseguitati a oltranza. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. La spinta era data e.

la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese. Tutti gli altri viaggiatori. sembra. gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. Stanley. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. È nell'interno dell'Africa. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. Dopo questi spaventosi macelli. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. compiendo l'opera di emancipazione. i fiumi travolgono cadaveri. Nella regione dei . e i figli dei negri vi nascono liberi. verso Mozambico. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. Il Brasile. all'indomani di quelle cacce all'uomo. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. la estese a tutta l'America del Nord. i campi devastati sono deserti.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. e cioè duecentosessantamila negri. verso la colonia portoghese dell'Angola. nel 1848. Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. Livingstone. Nel 1861. Grant. turchi o arabi. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione. almeno non ne accetta più di nuovi. alla Mecca o a Mascate. teatro principale delle guerre fra capi e capi. Spelee. l'altra a est. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. Burton. Dieci anni dopo. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. Cameron. Di questi infelici. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. numero che. e le bestie feroci invadono il paese. l'una ad ovest. Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi.

e quest'anno stesso. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. durante questo secolo. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. spopolamento. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. Da allora.Grandi Laghi. i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. diventano spesso dei soldati. nei distretti dell'alto Zaire. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar. Del . che l'audace Stanley ha attraversato. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. come al tempo di Bonaparte. per molti anni ancora. certamente. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà. Questi schiavi. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. supera annualmente i quarantamila. Pure. le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. e viceversa. massacri. e presso certi popoli dell'alto Niger. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. 1878. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro. e questa via di sfogo mancherà. Molto prima della spedizione d'Egitto. si vede lo stesso spettacolo: rovine. In tali condizioni. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale.

e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. per fornire uno schiavo. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean. anche in Egitto e nel Bornu. è moneta che ha corso. e. dovevano attraversare qualche anno dopo. il Benguela. Benguela e San Paolo di Loanda. e due città principali vi formano due porti. quest'ultima capitale della colonia. Stanley a nord. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui. dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. Ed era là. All'interno. fino al Zaire a nord. circostanza aggravante. infatti.resto. indigeni barbari. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. . Ma in quale parte del continente africano. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. per un'inesplicabile fatalità. il Congo e l'Angola. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. Clima pernicioso. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. Esso si stende dalla Nurse a sud. dipendente dal regno del Portogallo. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo. il traffico si fa regolarmente all'interno. nel paese che Cameron a sud. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. quando lo schiavo non è un soldato. che si compone di tre province. terreni caldi e umidi che generano la febbre. a quel tempo non si conosceva che il litorale. dei quali alcuni ancora cannibali.

e uscivano. con coraggio senza pari. passando il Tanganika. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. accompagnato dal dottor Dillon. nipote di Livingstone. Il primo per ordine di data. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. l'altro a nord dell'Angola. nel novembre del 1853. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. nel 1816. a prezzo d'inaudite difficoltà. attraversando l'Unyanyembe. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. le montagne del Bambarra. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. Trentasette anni dopo. fosse molto compromessa. Cameron. l'uno a sud. passava il Coango. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. dopo aver attraversato l'Ugogo. parti da Zanzibar e. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley. di cui non potè ridiscendere il corso. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. il Lualaba. e di là. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. Diciotto anni dopo. Tuchey. Nel 1872. la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. e l'offerta fu accettata.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese.

Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika. l'Uluda. All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. il 24 agosto 1876. che aveva soltanto intraveduto. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». lasciava Bagamoyo sulla costa orientale. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. l'Urua. come . che riuscì a metterli in fuga. ventun mesi dopo. abbandonava. Sotto l'Equatore. Quindi. mandato alla ricerca di Livingstone. il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. il dottor Dillon e Robert Moffat. cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù.spopolate dalla tratta. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. risalendo fino al secondo . le sorgenti del Lomane. grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. il coraggioso americano.pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. quando Stanley. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba. nel novembre del 1874. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. il Lovale. il Kilemmba. Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela. e assisteva alle più orribili scene di razzie. per fare il giro delle insuperabili cateratte.

anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana. invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. e non l'America. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. a più di cento miglia dal litorale. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. Francis Pocok. passando le cateratte di Massassa. e che. dove abbondano le borgate. era l'Africa. perdeva uno dei suoi compagni. dove né gli indigeni. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo. Il 3 giugno 1877. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia. né le belve. sfuggendo alla morte per miracolo. E cosi fece. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. il 18 luglio. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. Finalmente. ed egli stesso. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. di Zaire e di Congo. e se il Nilo è la grande arteria del nord. preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale. dopo una traversata completa del continente africano. Tuttavia. a Banza M'buko. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. di Cassanga e di Kazonndé. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. Non era la regione propizia. E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. sotto i nomi di Lualaba. a quattro giornate dalla costa. situata fra le Cordigliere e la costa.grado di latitudine boreale. Due giorni dopo. né il clima sono davvero da temersi. il 6 agosto. seguendone il corso. dove le missioni sono ospitalmente . riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. sarebbe disceso direttamente al mare.

e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. che scorreva fra una doppia siepe di papiri. sull'argine di un ruscello torrentizio. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. due uomini s'incontravano a tre miglia di là. Erano Harris e Negoro. La conversazione cominciava allora. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. E. e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim. ma l'interno stesso della colonia. ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi. nel 1853. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. cosi come avevano reciprocamente fissato. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo. la situazione era terribile. perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. Harris. veramente.aperte a qualsiasi viaggiatore. passando da San Salvador. — Cosi.

per farla compiuta.. e nel tempo stesso. una vera trovata. Negoro. ma la madre che voleva gli alberi della china. Negoro. camerata.. — Te lo ripeto. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna. questa. Harris.... era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto. — Cento miglia ancora.. Negoro!. il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe.— No. più gli interessi. non sapevo più che cosa immaginare e. Parola mia. e davvero.. — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze. per darmi il colpo di grazia. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. Quanto a me. ippopotami ed elefanti in America. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde.. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. — E lo regolerai con comodo. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. rugge il leone.. — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo. è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine. però. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! .. durante i primi giorni di viaggio. camerata.

sono costretto a confessare che. dopo un istante di silenzio: — A proposito. fra noi. — Quanto a te. Negoro. — rispose Negoro. i viaggi non l'hanno cambiato. alla foce della Longa. a quel cane? 146 — Niente. Negoro. — Grazie! — Che vuoi. — rispose Harris. sul luogo del naufragio. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. — C'è mancato poco. significano molto. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto.— Capisco! — rispose Negoro. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. Poi. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. — Capiterà. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. camerata! Un bel giorno. camerata. hai fatto bene a mantenere le distanze. nella nostra esistenza piena di peripezie. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. — Bene. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente. Harris. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù. nel suo genere. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. — disse Harris con filosofica indifferenza — . sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa. dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. — Nondimeno. mi pagherà care le sue insolenze. dunque. Harris. Che cosa gli hai fatto. del quale siamo umilissimi agenti.

volere o no. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. una cassa di conserva. sorvegliato.. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata. — rispose Negoro. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. — Gli inglesi? — No.. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre. o forse anche impiccato. fra i quali mi ero cacciato. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland. — Per mille diavoli! — esclamò Harris. Ah! ho sofferto terribilmente. al mio arrivo ad Auckland. Un barile d'acqua.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato. se fossi stato così stupido da presentarmi. come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e. ■— E condannato? — Si. e mi hanno preso. adesso! Non vogliono più la schiavitù. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario. che aveva leggermente esitato a rispondere.. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me.. . non essendomi voluto mostrare. ti hanno pescato? — Si.. — rispose Negoro — ma dalla prigione. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. — I portoghesi fanno gli smorfiosi. nella Nuova Zelanda. — Hai potuto evadere? — Si.. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda. i portoghesi. quando fummo in mare! ma.

Continua dunque il racconto delle tue avventure. — Non c'è nulla. — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris. ma ti ci rifarai. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland. — Povero diavolo! — Ora. — Harris.. — disse poco dopo Harris. aspettavo sempre un'occasione. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. — Ciascuno ama il proprio mestiere.— Ah.. — Capisco! — rispose Harris. paese dei Maori! Ma ne sei tornato. Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland. Negoro s'interruppe. — SI. pronto a far fuoco... — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta... In due anni. che afferrò il fucile. però... camerata. discorreremo dell'avvenire. — Anche quello del galantuomo. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto.. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò. Entrambi si alzarono in piedi. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano. potei lasciare la nave senza che mi vedessero. Harris. — disse Negoro. Quando lo steamer giunse laggiù. è passata. Quando conoscerò bene il passato. . Negoro? — Anche quello. è un'abitudine! — Per diciotto mesi. si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione. che tardava a presentarsi.. — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. — Infine. compare! Vitto e trasporto gratis!. ecco una cosa poco delicata. ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri.

— Era la mia intenzione. — Come. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. ma vedevo che diffidavano di me. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. parla! — Il Pilgrim. — rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. dunque. ma l'equipaggio era al completo. e siccome mi sono sempre interessato di cucina.. credevo proprio di andare solo fino in Cile. Quel giorno.. Ora. a bordo. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro. il cuoco del brigantino aveva disertato. il capitano Hull. in mancanza di meglio. nella mia qualità di ex marinaio. — parla caro compagno. Ma accadde che. — Ma. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. e a bordo c'erano cinque robusti negri. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. e pochi giorni dopo. suo figlio e suo cugino. rimasi ciò che ero alla partenza. uomini liberi! Non sarei stato il padrone e. mi offersi perciò come cuoco e.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto. — disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. Quando m'imbarcai. dopo aver riflettuto. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. il cuoco del Pilgrim. dunque? — insistè Harris. mi accettarono. . vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. da principio. comandante del Pilgrim. Harris. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. Fortunatamente per me. se ti piacerà. Harris. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa.

e una notte la bussola ha indicato un falso nord. per opera mia. ma. Negoro. dove volevo trascinarli! . fu girato il capo Horn. trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato.— E allora. la sua vera direzione. Harris. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. Negoro! — Lo so. spinto da una violenta tempesta. ma io. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. e nemmeno potesse sospettarlo. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. e contavo proprio di approfittare di questo errore. La lunghezza della traversata. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. precisamente su queste terre dell'Angola. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. ancora molto novizio in fatto di navigazione. Harris. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. alla quale assomiglia veramente un poco. ha battuto rotta falsa. è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. e la nave. cosi che il Pilgrim. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. lo hanno creduto. Senza che l'allievo se ne accorgesse. — Si. inesplicabile per Dick Sand. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia. Il tuo giovane amico. finalmente. — disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno. è perché l'ho voluto io. Harris. Essi si credevano.

Soltanto nei dintorni di Mossamedes. che fornisce tutto il Madagascar. e perciò.A.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole. che non vedo da due anni! — Oh. — No. in questo momento. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita. dammi notizie del nostro padrone. almeno su questo litorale. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti. Da una parte le autorità portoghesi. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno.d. Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa. i baracconi sono pieni di schiavi. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. o da San Paolo di Loanda è impossibile. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. {N. i governatori non intendono più ragione. — adesso sanno dove si trovano. — osservò Harris. al sud dell'Angola. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. ormai? — esclamò Negoro. Harris. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. vuole.— Ma. — E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie. Ma farli passare da Benguela. camerata. — E che importa. dirigersi verso l'Angola. dicono. il mercante di schiavi Alvez. e i chefes1 nemmeno. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. e . — Prima di dirtelo. — E gli affari vanno bene? — Si.

L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. Giunta la conversazione a questo punto. ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni. David Livingstone. Grant.. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità. Il portoghese non prosegui. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. Cameron. — I negri che accompagnano la signora Weldon. all'udire parlare questi furfanti. — disse. non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto.inoltre. Stanley. dopo di lui. — rispose Negoro. Burton. — . riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. Negoro. Speke. — che farai di costoro? — Ne farò due parti. — E ora. Primo di tutti. lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. vale a dire capace di qualunque azione. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. — E quali venderai? — domandò Harris. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice.. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. se ne avessero. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. l'evaso dal penitenziario di Loanda. e se ci premono i nostri interessi. e quella che. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi.

— Non è « può darsi ». dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. — disse Harris. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza. — rispose Negoro. Cercherà dunque. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe. ne sono certo. è come se al mio .. A dieci miglia di qui. — rispose Negoro. faccio assegnamento su certe rendite. Non ha altra decisione da prendere. che rifletteva. e. — Quali. qualche centinaio di dollari soltanto. Negoro. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. può darsi!. — No. — Vedi. la prenderà.. Certo. camerata? — domandò Harris.... sulla Coanza. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta.rispose Negoro... 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. abituati al lavoro.. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma. di forte costituzione.. — È forse difficile? — chiese Negoro. ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. lo conosco.. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé. — disse Harris. assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro. dunque. — Certamente. — Niente!. — riprese Harris. camerata. Negoro. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis. — Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. ma « sicuramente » che bisogna dire. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto. — Quattro negri. — Si. io. — Oh. — rispose Harris — poiché è intelligente. — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm.

afferrando il fucile di Harris. Negoro discese immediatamente dall'argine. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. — Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro. al tempo stesso. senza pronunciar parola. ai piedi dell'argine. Dingo stava per avventarsi su di lui. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri. io conosco Dick Sand. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. — Ah.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene. lo spianò e fece fuoco. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris.. quando Negoro. Egli non perderà nemmeno un'ora. pronto a slanciarsi. Alcuni istanti dopo. Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. Harris aveva assistito. con le mascelle spalancate. — Diamine. Harris. a tutta la scena. ma non insistette. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione.. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. e bisogna precederlo. si avviavano verso la Coanza. attraverso la . — Dingo! — esclamò Harris. apparve un cane. — In cammino. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. Negoro non ne disse di più. entrambi discendendo il corso del ruscello. D'un tratto si fece udire un sordo latrato. Negoro. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare.

. gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa. egli toccava la verità col dito. Poi. sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. della quale non potevo controllare le indicazioni!... se nel passato vi erano ancora alcuni punti . E una notte. — L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand.. pensò « rimaneva una sola bussola a bordo. CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze. Si ricordò pure la rottura della prima bussola. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America.. » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand. Era caduto sull'abitacolo!. mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata. nonostante la rapida corsa della nave. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. a poppa!. Non ha forse potuto turbare. adesso si spiegava perché. Negoro era là. la terra s'era mostrata cosi tardi.foresta. « Si ». vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava. una sola.. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand.. come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. d'un tratto.. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio. e la rottura della sagola del solcometro... Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro.

Tom. gli strumenti del mercante di schiavi. Capitano a bordo. risoluto. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore.. di trovarsi in Africa. — Tom. ahimè. ma la signora Weldon. A lui spettava di salvare la signora Weldon. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. ma l'allievo non cedette. che avevano insieme concertato un piano. non una parola di ciò. quella madre. perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro.quest'ultime. — Ebbene. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale. quel bambino. che l'aveva trattato come meritava. L'allievo sapeva..Dick Sand si rialzò. sapete dunque che siamo in Africa. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati. Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. lo so. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta. Ed ora. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. a più di cento miglia dalla costa. fermo. avrebbe saputo che pensare. era ancora concepibile. — Si. ahimè. era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica. troppo bene. si poteva ammetterlo. . i negri. tutti gli altri dormivano. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo. — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone. sarebbe rimasto capitano a terra. Che il portoghese. il presente non poteva più offrirne. più numerose . lui stesso! La situazione era terribile. e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. Dick Sand. né alla signora . signor Dick.oscuri. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. cercasse di vendicarsi di lui. mosso da un sentimento d'odio. a rigore.

prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato.. e quella costa. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere. Bisogna che siamo soli a sapere. — Lo so. ed era fuggito. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto. Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi. probabilmente. sarebbero passate alcune ore. Infatti. doveva essere quella dell'Angola.. signor Dick. Siamo in paese nemico.. allo scopo di concertarsi con lui. Mi verrete in aiuto. del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai. — Soli. signor Dick.Weldon.. dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. — rispose Tom. a nord o a sud.. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia.. Quanto a Negoro. egli doveva aver raggiunto Harris. e bisognava approfittarne. soli a temere!. né ai vostri compagni. In ogni caso. Egli si era veduto scoperto. Dopo esservi giunto. È necessario!. è vero.. — Tom. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. . l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro. le stazioni portoghesi.. senza dubbio.

quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. né molto a est della regione. l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. sarebbe stato malagevole. 155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. Dick Sand lo credeva. Inoltre. poiché una catena di montagne . dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. mentre Dick Sand voleva. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. per fortuna. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. con ragione. discendendo la corrente di un fiume. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza. ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura. e in ciò doveva dar ragione ad Harris. del resto. che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. là dove era naufragato il Pilgrim. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. Bisognava inoltre aggiungere che. che. bene armati. poiché Dick Sand e i suoi compagni. in mancanza del cavallo di Harris. fino allora si erano tenute a distanza. Infatti. Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso. ed ecco perché. non poteva risalire né molto a nord. per non dire imprudente.

abbastanza vicine . — Quell'Harris è un traditore. tutti i loro compagni si destarono. Perciò. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. — poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano . ancora assopito. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . i declivi si abbassavano e diventavano umidi. — È fuggito. faceva pietà. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. nei due casi.si sarebbe incontrato qualche suo affluente. la natura del suolo si era modificata. Difatti. durante le ultime miglia del viaggio. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. molto pallido nel periodo dell'intermittenza. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. o il fiume scendeva da quei monti. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon. Il bambino. signora Weldon. arrossate dall'ossido di ferro. che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva. Evidentemente. La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. s'intorpidivano presso gli argini declivianti. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. L'allievo giudicò che. o si piegava verso sud e. L'ultimo giorno di marcia. e ci ha trascinati fin qui . uno dopo l'altro. senza esitare: — Harris non c'è più. In ogni caso. fra le braccia di Nan. Fors'anche. — Dick. prima di quel fiume. e la signora Weldon depose il piccolo Jack. — rispose. Venuto il giorno. — chiese. non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. — rispose Dick Sand. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. le cui acque. di modo che.

non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale. né villaggio. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. — Quell'uomo. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon. — Per la stessa strada. — Lo presentivo! E tu credi. — Non lo so. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa. e. e non dubito.. — Non c'è né fattoria. signora Weldon. Perciò. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito. e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero.. Dick? — No. se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. — Oh. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf. quella fattoria?. — Camminerò! . signora Weldon. — disse Hercule. signora Weldon. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. lo avrei ucciso! — E cosi.. — rispose il vecchio Tom. bisogna tornare alla costa. Ancora alcune miglia a piedi. — Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni. guardando il vecchio negro: — Questa notte. quel miserabile era sulle nostre tracce. che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. — le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà... un traditore! — ripetè la signora Weldon.. io sono forte. — Dick.d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. — rispose l'allievo. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare. signora Weldon.. senza fatica e senza pericolo. Dick. — rispose Dick Sand.. né borgata nei dintorni. si affrettò a soggiungere. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. — Ve lo ripeto.

a lui importava poco. Actéon se lo gettò sul dorso. amici. signora Weldon. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello. per consiglio di Dick Sand. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti.. durante la marcia. era pronto a partire. Infatti. poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi.. Il cugino Bénédict. con l'ingiunzione formale di non lasciarli. poiché non ci vedeva. che prese il bambino dalle braccia di Nan. come si dice. fortunatamente. per altro. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati. non si svegliò neppure. In tal modo. E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica. e d'altronde. in modo da formarne il carico di un solo uomo. Camminerò! Andiamo. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali.. che . li aveva conservati. c'era da star sicuri che quel gran bambinone. e. il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio. più in là della punta del naso. — disse Hercule. messo fra Actéon e Austin.. complicazione grave. senza ch'egli ne dubitasse. — Andiamo! — ripetè l'allievo.Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. un po' di fronde attraverso. Le armi furono esaminate con cura. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo. che. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare. mi stanco. — Quando non ho nulla da portare. Cosi. — Grazie. ma. — due rami d'albero. sarebbe rimasto tran157 quillo. — Datemi Jack.

— rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori. — Può darsi! — disse l'allievo. praticati dalla tromba di . come se ne incontrano spesso sul continente africano. rosse orchidee. — E Dingo? — disse. Dingo non c'è! — rispose Hercule. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa. no. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. D'altronde se è vivo. i fiori variavano i loro colori. In certi luoghi. già silicizzati. probabilmente. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi. nell'aria c'era minaccia di temporale. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. quasi analogo a quello di Pernambuco. Dick Sand rimaneva silenzioso. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat. Nessun latrato gli rispose.. saprà ben ritrovarci. piante di cotone. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. Lo sentiva vicino a noi. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. lobelie pallide. Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. poi. tronchi enormi.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. da quell'intelligente animale che è. ma per fortuna la foresta. giacevano a terra. sebbene meno fitta. Erano elais. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte. — È vero. fin dall'alba. ma erano più variati. nelle radure. indice di terreni carboniferi. zenzeri gialli o turchini. Qui. manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo.. — Harris. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. Avanti! Faceva molto caldo. l'assenza del cane era sgradevole.

non avevano . melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale. là erano disseminati limoni. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. Era dunque il periodo delle febbri. si può. li recidevano a grandi colpi. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. generalmente. si capisce. ma per lo più. scure alla mano. gli uccelli svolazzavano numerosi. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. Sotto i grandi rami. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. che bisognava togliere di mezzo. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale. I negri. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti. che esse inghirlandavano. con la lama guarnita di lunghe spine. liberarsene. con gran dispiacere di Dick Sand. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. ma le liane ricomparivano di continuo. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti.alcuni insetti. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. come si doveva temere. una resina odorosa che colava fino al suolo. Cosi si andava. come ha fatto osservare Livingstone. abbandonando il luogo dove si sono contratte. In molti altri luoghi. Talvolta. molteplici ostacoli. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato. con prudenza e rapidamente. e lo disse alla signora Weldon. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. ma. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. ritardavano la comitiva. sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. serpenti vegetali. ma. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia.

— Bisogna mangiare qualche cosa. In lontananza. con ragione. e Dingo non era ricomparso. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ». sul lembo delle praterie. assai difficili da accostare. ma questa volta invano. non si stancava di guardarlo. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora. giudicando. le belve. Verso mezzogiorno. parlarono poco. francolini di diverse specie.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. Durante il pasto. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. — le ripete più volte Dick Sand. 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. Ma. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. che doveva sboccare in qualche fiume più importante. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi. C'erano galline faraone in torme considerevoli. Quei veloci animali passavano rapidamente. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . si videro ancora delle giraffe. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. cosi pericolose in Africa. e in quella prima tappa. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. signora Weldon. non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. e non poteva mangiare. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate.

di cui bevve alcuni sorsi con piacere. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. — Il cavallo? Se n'è andato. donna e madre. io. ella non voleva ancora disperare. signor Jack. — Bene. aver conseguenze molto gravi. ma avreste torto. — Si. Aveva lo sguardo più vivace. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. — Stai meglio. ai suoi occhi. Jack. tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. che andò a prendere la mano del bambino. perché ho la bocca dura. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. Mentre egli le parlava. oh si! era tentato di curvare il capo. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso. poiché la febbre non era tornata. mamma. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca. — rispose. e quanto a lui. signor Jack. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. osservando quei bravi negri tanto devoti. — Eccomi.. se vorrete. — E il mio amico Dick? — domandò. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. mi metterete un morso. — Adesso il cavallo sono io.. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . sono io che vi porto. e vedendolo tale. — rispose Dick Sand. — E il cavallo? — domandò Jack.senza fatica alla costa. E d'altronde. — rispose Hercule.

Era un passaggio di elefanti. ma ora quei sentieri erano « morti ». a centinaia di certo. bisognò passare attraverso il boschetto.. — Ci arriveremo presto. Jack. fatto il primo miglio. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. per troncare quella conversazione. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore. decimati dalla . la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine. Grandi buchi. impiegandovi tre ore. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. Le carovane percorrono centinaia di miglia. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio. e. — sì. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. uccisi dalla fatica o dagli stenti. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. e questi animali. il terreno era ingombro di ossami. sotto lo staffile degli agenti. secondo un'espressione indigena. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. Per non abbandonare il corso del ruscello. — rispose la signora Weldon. prese la sua parte di lavoro. andiamo! — rispose la signora Weldon. Hercule. si vide una larga galleria. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. Qua e là. — Si. Dick. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. e quanti infelici cadono lungo la strada..una volta il piccino. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. facendo mulinare la scure. cosi seminate da avanzi umani. I negri lavoravano senza posa. lunghe vie. praticata attraverso il bosco. nell'Africa centrale. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi.

e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. mettendo in fuga enormi caprimulghi. tributario dell'Atlantico. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. e il piccolo Jack. li ammazzano a fucilate. fra le liane e i cespugli . Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo. quando vengono a mancare i viveri! Si. Per fortuna. e per un miglio. Nan camminava accanto a lei. risalendo obliquamente. quando non li possono più nutrire. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. e volteggiavano in aria. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. addormentato. come se stessero attraversando un interminabile cimitero. la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi. e tali massacri non sono rari! Cosi.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. con aria meravigliata. ma procedevano in silenzio. Quanto al vecchio Tom. La signora Weldon guardava senza vedere. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi. a coltellate. aprendosi il passo con la scure. il suo corso si faceva meno torrentizio. aveva voluto riprendere il piccino. e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. a sciabolate. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. si scostò dal ruscello. camminava con gli occhi bassi. dunque. occupava tutti i suoi pensieri.

che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate. — Hercule. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. più acquitrinoso. — State attenti.. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. tanto alte.. — No. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile. ultimo affiorare. e si rialzò coperto di melma. che era improvvisamente scomparso. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua .. — prima di camminarvi sopra. ripigliate in braccio il piccolo Jack. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. — disse mettendosi davanti a tutti. signor Bénédict?.. — disse Dick Sand. Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. Austin. amici. 162 Bat. Quel giorno. — Casco!. la natura del terreno si modificò completamente. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. Dick Sand si rammentò allora.inestricabilmente aggrovigliati. — Infatti. certo.. e il suolo.. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo. ma il temporale non è lontano. Più di una volta. verso le tre del pomeriggio. provate il suolo. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. e voi. si vedeva comparire l'ematite bruna. cosi perfidi sotto il piede. Gli tesero la mano. signor Bénédict. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia. — disse Bat. e molto a proposito. di qualche ricco giacimento di minerale. Ma che fate. Erano lunghe pianure. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace. quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto. sormontati da graziosissime felci. che Hercule stesso non le dominava con il capo. l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini. si tappezzava di fitti muschi. Gli alberi andavano facendosi più radi.

Per mezzo miglio. Finalmente. grazie alla sua natura argillosa. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. Bat e Austin. da costringere la signora Weldon a fermarsi. Livingstone. Del resto. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope. sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. in testa. una gran quantità di bolle sali alla superficie. Evidentemente. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica. e sarebbe stato anzi insostenibile. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. Actéon si mise accanto a lui. e gli altri tre negri portarono la barella. Hercule. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. Frattanto. senza di lui.preziosa scatola di entomologo. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. sondava il terreno. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. che. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. il calore si era fatto estenuante. scoppiando. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. Le difficoltà furono grandi. sulla quale ella acconsenti a prender posto. il suolo riprese una durezza sufficiente. che si fece anzi cosi perfido. Il cielo cominciava . sorpassata la palude. costruirono una barella di bambù. verso le cinque di sera. Quando fu tolto dal fango. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva. Tom aiutava Nan che. il cugino Bénédict. mentre Dick Sand. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa.

poiché la pianura rischiava d'essere inondata. Tuttavia. in quel bassopiano deserto. — Forza! forza! — gridava Hercule. . cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. senza un albero. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. amici. Ora. là. forse. avanti! — ripeteva Dick Sand. Stava per scoppiare una formidabile tempesta. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. procedevano più spediti che al principio della tappa. se anche fosse mancato il riparo. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco. e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. un rifugio.cosa che era più da temersi . — Avanti. la comitiva. Tuttavia. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. Allora si" fece buio quasi assoluto. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche. la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. a due piedi dalla superficie. benché il sole non fosse tramontato. senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. c'era la salvezza per tutti. in Africa. almeno. fulmini che succedono a fulmini. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno. e s'inquietò parecchio. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione. Quando la tempesta scoppiò. Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. poiché. Là. verso nord.ad essere solcato da lampi lontani. sopra un'ultima zona più chiara. Non si poteva passare la notte senza riparo. si sarebbe trovato l'acqua. Dick Sand lo sapeva 163 bene. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa.

signor Dick. privo d'alberi. Dick Sand si era bruscamente interrotto. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack... il povero piccolo. Aveva tanta paura. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!. 164 — Continuare a camminare. — Si. si nascondeva fra le braccia di Hercule. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche. — Niente paura. Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati. — Che cosa ho veduto. e allora le nuvole. che la pioggia trasformerà in palude! — No. — Se il tuono si avvicina. — esclamò Dick Sand. destato dal fracasso del tuono. poiché su quel piano. dev'essere un accampamento. — rispose il vecchio Tom crollando il capo. continuando a camminare a gran passi. non è vero? — Si. — Un accampamento.. anch'io ho visto!. la pioggia non poteva essere lontana. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco. — Non possiamo rimanere su questa pianura. ma un accampamento d'indigeni!.. — rispose Tom.... lo romperò in due. lo consolava come meglio sapeva. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti.. per il timore di affliggerla di "più. — Che fare? — disse.. a un quarto di miglio?. Tuttavia. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom. Hercule. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni. con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente. avrebbero rovesciato veri torrenti.. piccolo Jack. là. ma non voleva che la madre lo vedesse.. Tom. che occupava una parte dell'immensa .. Jack.. Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento. condensandosi. — ripeteva..torrenziale. signor Dick.

« Lo saprò » disse fra sé. che si avvicinò al vecchio negro. in attesa che passasse la tempesta. — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . La piccola comitiva. — nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento. Dick Sand era di ritorno. prima di condurvici. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. e il nostro capitano. — No. — rispose Tom. forse. Dick Sand. ma formicai alti almeno dodici piedi. rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. ma non si vedeva nemmeno un soldato. o forse un villaggio. ha voluto andare a visitarlo. qualunque fossero le minacce del tempo. signor Bénédict.. Tom. là. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. Poi. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. si arrestò. — Lasciate che uno di noi vi accompagni. che Tom e Dick Sand precedevano. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. signor Dick. nel secondo. Rimanete. signora Weldon. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. — Non è un accampamento. La signora Weldon si accontentò di questa risposta.pianura. doveva fuggire al più presto. — Abbiamo veduto un accampamento.. 165 — Sf. c'era il riparo che desiderava. andrò solo. posso avvicinarmi senza essere veduto. — disse. infatti. Tre minuti dopo. che a questa parola rizzò le orecchie. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. si rizzavano un centinaio di tende coniche. — Un accampamento. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. Laggiù.

e per quanto minacciose fossero le termiti. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no. andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. migliore di una tenda e anche di una capanna indigena. e grosse gocce crepitavano sul suolo. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. Era uno di quei coni di termiti che. e saranno nel loro diritto! — Andiamo. sono. con una specie di violenza. qualora non si fossero potute cacciare. stando al paragone fatto dal tenente Cameron. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. fatto con una specie di argilla rossastra. in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. per essere stati costruiti da . Ai piedi di quel cono. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. si mostrò.— Ma allora. si apriva un buco assai stretto. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. signor Bénédict. che pareva dovesse spegnere i lampi. uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo. tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. S'era levato un vento furioso. — Ci divoreranno. Con grande meraviglia del cugino Bénédict. dopo pochi istanti. Ben presto.

Dappertutto lo . contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. come una cateratta. Quel cono che. per quanto forti siano. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. aveva undici piedi di larghezza. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. il suolo frana. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. che si rovesci di colpo. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». egli dice. le pianure si mutano in laghi. contenente un intero mare.insetti tanto piccoli. i ruscelli in torrenti. un Niagara! Si immagini un bacino aereo. la pioggia non cadeva a gocce separate. continuano per intere giornate. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. i fiumi straripano inondando vasti territori. Ci fosse anche passato sopra un torrente. più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. tranne nella sua parte superiore. che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. il formicaio. Ciò dipende dal fatto che. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. Venne accesa la lanterna. era perfettamente impermeabile. Per buona fortuna. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. Difatti. misurava dodici piedi di altezza. innalzate dalla mano dell'uomo. ma cosi è. Sotto simile urto. nell'interno. di pareti molto massicce. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa. in Africa.

e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. E infatti.spessore delle pareti era di circa un piede. che potevano piacere solo a un entomologo fanatico. non già alti soltanto venti piedi. Insomma. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. enormi coni arrotondati. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno. ha potuto occupare. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. fiancheggiati da campanili. alti da quindici a venti piedi. La parte centrale del cono. Smeath-man. Nan e il cugino . — aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. erano fatte di argilla rossastra. come s'è detto. S'immagini una successione di cassetti aperti. come ve ne sono nell'Africa meridionale. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. con quattro dei suoi compagni. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. dello stampo del cugino Bénédict. Un viaggiatore olandese del secolo scorso. nel N'yangwe. come la cupola di una cattedrale. le pareti. Come si vede. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione. Nel Loundè. la parte superiore di uno di quei coni. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti. dovuti a industriose falangi d'insetti. ma quaranta e cinquanta. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. non sarebbe bastata a contenerla. il piccolo Jack.

poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. dove il temporale non può farci alcun danno. che. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono.Bénédict poterono rifugiarsi. e presto si convinse che . attraverso l'orifizio aperto alla base. sarebbe stato inabitabile. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. Bat e Actéon. — D'altronde. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. finché non avremo costruito una zattera. poiché. — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. l'aria potesse circolare liberamente nel cono. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. — Non c'è che da passare una notte. Credo. Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. anzi. — rispose il vecchio Tom. sarà meglio non lasciare questo riparo. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. — Amici. dopo dieci giorni. Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto. Ma era stato evacuato da molto tempo. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. mentre Dick Sand. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco. composto di argilla alquanto friabile. mentre Dick Sand si assicurava che. con alcune migliaia di quelle formiche. — Ebbene.

si? — ribatté il cugino Bénédict. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante.. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire. — rispose il cugino Bénédict. Era una cavità scavata nella parete. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve. — Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. e stasera. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. — Ebbene. alla luce della lanterna. e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. — Ah. l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato. e di succhi di piante appena solidificati. no! — esclamò. poiché. come le celle destinate alle giovani larve. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. non lontana dalla cella reale. sf? vi credete tanto forte . dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. In quel magazzino. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. stizzito per questa risposta del bravo negro.l'emigrazione era stata recente. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. — E che volete dedurre. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. Infatti.. signor Bénédict? — disse Dick Sand. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. — Di recente o no. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene. — Ah. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio. stamattina stessa. — disse Hercule ridendo. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri.

e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. vivo o morto. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. Domani. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene. furono bene accolte. cinquecentomila. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. animandosi. abitandolo. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. All'allievo . Tutt'altro. ne risultava che. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto. quando la tempesta sarà cessata. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict. e le conserve. penseremo a decidere altrimenti. Tuttavia. io! — Ne schiaccereste centomila. poteva costituire per esse un pericolo. Fra le mascelle di Hercule. era come grano sotto la macina del mulino. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. signor Bénédict. non crocchiava. e un miliardo vi divorerebbe. per ingannarsi. ne schiaccerei delle masse. — ma vivo. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo. si polverizzava. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. e. che non voleva arrendersi. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. lo credo! — rispose Hercule. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. per quanto grande. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. anzi. per alcuni minuti. — Ma non un miliardo. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. poiché la stanchezza.

Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict. le Ter-mitine e le Perlidi. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. una sola. l'accesso di febbre non era tornato. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. più triste che mai. Ah. le Emerobine. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. la dimora. le Mirmileoni. le mandibole molto distinte. . nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. Dick Sand non sapeva che cosa pensare. Forse. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto. la termite a corsetto giallo. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori. Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. le cui antenne sono più lunghe della testa. e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio. il genere rafidio. la distruttrice. — continuò. queste Termitine. la mordente.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata... — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. C'è il genere mantispo. Lo scienziato. sono Termitine. forse indebitamente. il genere termite. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. montato sul suo cavallo di battaglia. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. nel quale si contano la termite fatale. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri. È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. all'entomologo. la termite lucifuga. se avesse potuto trovare una termite. da mandibole cornee e da una notevole robustezza. in un alveolo bene imbottito di panni.

non senza essersi coraggiosamente difese. mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. prode in guerra. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. che si chiamano drivers. Le altre. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. Nulla le arresta. elefanti. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. l'Africa è. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. — In Africa. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. per eccellenza. riuscirono vittoriose. e per tornare alle nostre termiti . il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. presero la fuga. maschi e femmine lunghi venti. e perfino i più grossi animali. le tchungus. che pure non si trastullavano per via! E perché. del resto. e che gli indigeni chiamano sirafù. le sirafù. stando a Livingstone. — Si. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me. fuggono dinanzi ad esse. Queste. né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. leoni. il paese delle formiche. Mai. du Chaillu. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. lunghe mezzo pollice. come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. soldati lunghi dieci. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri.

signor Bénédict? — domandò Hercule. ( quanto a Hercule. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma.. no. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò. tranne Dick Sand e Tom. Ah. — rispose il cugino Bénédict — eppure. rannicchiati nei loro alveoli. si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento. durante la sua lezione d'entomologia si erano. e.. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!. — Mai.. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict.. benché non dormisse. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom. addormentati? No certamente.bellicose. non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate. — Dove? — Qui.. amici miei. e. 171 — No. poiché ho già scoperto una tse-tsè in America. ma egli teneva cattedra per proprio conto. dopo tutto. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica. tanto meglio. Si accorse egli che i suoi ascoltatori.. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. finora. uno dopo l'altro. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. le orecchie. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. . aveva resistito più degli altri. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano. oltre gli occhi. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera.

Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. il peggiore di tutti. Compariva allora il traditore Harris. che aveva terminato la traversata del Pilgrim. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco. e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. ma infine il sonno vinse lui pure. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. mentre. Ah. Senza dubbio. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario. tutti dormivano. Si rivedeva. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. Immerso nei suoi pensieri. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. l'incontro del rottame dei negri. tornando alla costa? Evidentemente. Dick Sand. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. e la creduta provincia dell'America . la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. dove aveva già eletto domicilio. a quindici anni. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio. ed egli risali alla cavità superiore del cono. si trovava incaricato del comando di una nave. minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. fuori. l'inseguimento della balena. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. ma non Dick Sand.

la piccola comitiva. ed egli aveva come un presentimento che 173 . I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità. evidentemente. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack. le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. dire di più. che Dick Sand cercava. Ella non voleva. subito dopo. fra incessanti pericoli. con minori fatiche? Non voleva dubitare. e d'altronde. meglio cosi. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. poiché sapeva bene che in quella regione inospitale. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. senti passarsi come un alito sulla fronte. la Bolivia diventava l'Angola terribile. forse! La coraggiosa donna non dispera. li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. a questo punto dei suoi accascianti pensieri. mio povero Dick. Dunque. con il suo clima di febbri. una mano gli si appoggiò sulla spalla. ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. « Ebbene. la signora Weldon sapeva. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. tornando alla costa? E quel fiume. che sperava di trovare. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ». « La signora Weldon sa tutto ». ripetè fra sé Dick Sand.

se non un vero sonno. con il cedere dell'argilla inzuppata. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. dandogli il modo di esplorare la pianura. e si addormentò quasi subito.quel corso d'acqua non doveva essere lontano. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. l'incontro degli indigeni. si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. Dick Sand vide che tutto andava bene. e allora. accanto allo stretto orifizio. Tendendo l'orecchio. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. Dovevano essere circa le undici. sostituite alla colonia dei neurotteri. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. Soltanto. Si coricò. lunghi brontolìi. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. in basso del cono. chiuso ogni passaggio all'aria esterna. per ultima precauzione. Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. . Si doveva soprattutto evitare . e così pure l'alba lo avrebbe destato. quindi. ma. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. il che sarebbe sempre stato un riposo. poiché ne subiva già l'influenza. che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. stava per invaderlo. che lo spessore della parete rendeva sordi. Ma il giorno non spuntava ancora. al momento di cedervi. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. gli venne il pensiero che. nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. impregnandola di anidride carbonica. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. indicavano che la tempesta non si calmava. e intanto. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro.

Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione. qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro. risvegliati da Dick Sand. . che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom. Tom. durante il temporale. o anche di più. fuori. rischiarò subito l'interno del cono.. quanto al cugino. chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. — Che c'è. dormiva come una vera termite... a Nan. — Nulla. né fino a Jack. non senza grande ansietà. — Certo. dicesse quel che si doveva fare. Questi. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino. Intanto i negri.— Si. . Dick? — domandò la signora Weldon. furono messi al corrente della nuova complicazione. E probabile che. e la lanterna. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi. — rispose l'allievo. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. signora Weldon. aspettavano che Dick Sand. l'allievo taceva. — Sì.Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo. l'acqua non può giungere fino a voi. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. Rassicuratevi.. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. ce ne possono essere sei o sette. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione. dunque. riaccesa. e anzi cosi rapidamente. — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. Si rialzò e notò. — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom.. allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. che l'acqua invadeva il formicaio.

— rispose Dick Sand. aveva avuto ragione. attraverso il quale l'aria sfugga. si sarebbe compressa maggiormente. come operai in una campana da palombaro. Si poteva. l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. signor Dick? — Credo. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. tanto aderiva . — Un'imprudenza può costarci la vita. Tom. non rinnovata. — Che fare allora? — domandò Tom. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. L'osservazione dell'allievo era giustissima. oltre a questi inconvenienti. con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. e paragonando il cono a una campana immersa. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o. — Riflettere bene prima di agire. se sorpassa il buco. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. Dobbiamo trovarci. qui. In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. in cui l'aria. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa. salendo nell'interno del formicaio. che l'acqua. che non è più alla pressione normale. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand.— Lo credete. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna. Ma qui. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore.

. lungo e continuo. Ora. — Finora è poca cosa. — rispose Dick Sand — e se si alza. ma un sordo boato. molto inquieto. era la persistenza della tempesta che portava. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera. nemmeno per la calotta superiore. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. volete che esca dal formicaio? — disse Bat. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo. — Certo. — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. — disse Tom.fortemente al suolo con la base. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. tutti ascoltavano. l'accrescimento dell'inondazione. le cui acque ingrossate dal temporale.. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. si chiedeva che cosa dovesse fare. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono. travolti gli argini. e che non fosse già più possibile uscirne. cercherò di passare attraverso il buco. di conseguenza. e difatti. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. — Tuffandomi. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. a pensarci bene. — Si. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. — rispose Dick Sand.. si fossero sparse nella pianura sottostante.

Era una faccenda piuttosto difficile. — Turato! — disse Tom. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. arrestando Hercule. no. — disse Dick Sand. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori. signor Dick.— No. — andate. cosa che doveva essere eseguita rapidamente. il . Ma se il cono emerge ancora. — Il buco è turato dai rottami. — Va'. Bat si tuffò nella massa liquida. Se il formicaio è sommerso. — Lasciate fare a mio figlio. — Si. fidatevi della sua abilità. Ho tastato con la mano intorno alle pareti. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom.. che strinse la mano al figliolo. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. — disse l'allievo. — rispose Bat. — Ebbene? — esclamò Dick Sand. dunque. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. non cercate di rientrarvi.. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi. dunque. allorché il negro tornò a emergere. — ribatté vivamente il vecchio Tom. sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure.. — Aspettate. Avete inteso? — Si. Bat. che forse l'acqua sommergeva.. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. — disse Hercule — bisogna farne un altro. nel caso che non potesse tornare. signor Dick. — Se il buco non c'è più.

Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo. pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. dopo avere riflettuto per alcuni istanti. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. in . nella parte superiore della calotta.. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. Procediamo tastando qua e là. Dick Sand lo sapeva. — Ma presto! — disse il vecchio Tom. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. tutti si trovavano immersi fino alla cintola. Ma se. finalmente. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. E. e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno. e d'altronde. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. Difatti. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. che si erano rifugiati nelle cavità superiori. il cugino Bénédict e Nan. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua.. di conseguenza a sette piedi dal suolo. si accingeva a tuffarsi.quale. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. quella per lenta asfissia? Tutto questo. poiché. sapremmo bene che pensarne. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti. Tranne la signora Weldon. impugnata la scure. come proponeva Dick Sand. il livello continuava a salire a poco a poco. Bisognava dunque affrettarsi ad agire. suo figlio.

L'aria sfuggiva al di fuori e. e non si doveva quindi temere che la luce. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile. Nel cono.. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore. e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso.. tenendo alta la lanterna.. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua. Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica. l'acqua era rimasta ancora stazionaria. ecco. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. c'erano alcune candele di ricambio. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli. ma bisognava affrontare quel rischio. . la vite morse l'argilla come un succhiello. al tempo stesso. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh. diamine! ecco. che serviva a sgombrare la canna dell'arma. faceva lume a Dick Sand. che si restringeva sempre più ad ogni istante. perché l'ossigeno cominciava a mancare. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo.. l'asfissia era già imminente.. ma ciò sarebbe bastato. Ad un piede sopra il primo foro. e il buco si scavò a poco a poco. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. Se l'esperienza non fosse riuscita.. Hercule. dovesse mancare.quello stretto spazio. il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco. La respirazione diventava difficile. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. almeno. Facendola girare rapidamente. vale a dire sotto la massa liquida.

che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. amici. che l'acqua aveva quasi raggiunta. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. sarebbe stata l'asfissia. le termiti. più furbe.. la morte immediata. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. Jack e . sali ancora di un piede. Bisognava saperlo. In quello stretto spazio.. tutti soffocavano. la signora Weldon. — Signora Weldon. In quel momento. 178 In quel momento. Dick Sand ritirava la bacchetta. vi dico! . se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso. l'aria respirabile mancherà. se tardiamo. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. volete? — Fa' pure. Bisogna fare quest'ultima esperienza. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione. La signora Weldon. all'interno. . il quale. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. che istinto! Sono più furbe di noi.— Sì. e l'acqua. Dick. e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità. Ma allora. Se il terzo tentativo fallisce. — rispose la signora Weldon. la lampada si spense. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto. aggrappatosi a una delle cavità laterali. e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. ronzavano loro le orecchie.

per mettersi al sicuro dall'inondazione. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono.. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni. la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule. La calotta. Scoperchiato il cono. da quella sottile apertura. i coltellacci si misero all'opera. l'aria pura entrò a flotti. stava per penetrare la vita o la morte. ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. attraversò l'aria. da Actéon e da Bat. e l'acqua. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti. si arrestò. seguito da Hercule.. e troppo noto ai viaggiatori africani.. poiché. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. afferrando il fucile. dopo essere salita per otto pollici soltanto. fu meno facile da forare. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. ricomparve sulla cima del cono. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio.. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni. e un grido gli sfuggi. il buco si allargò. lunghe barche cariche d'indigeni. a cento passi dal formicaio. più grossa. e anche più dura. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. L'aria compressa sfuggi. in quel punto la parete. .il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. poi. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. e a dieci passi dal cono. si frantumò a poco a poco. all'interno. la cima del cono emergeva. non senza una terribile ansietà. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. sulla pianura inondata. un accampamento. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. vigorosamente intaccata. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. Dick Sand si affrettava.

ed era seguita da altre cinque barche. La barca era montata da venti indigeni. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. risposero alla detonazione delle armi da fuoco. e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. Un istante dopo. dal vecchio Tom. dopo essere stati fatti sbarcare. la quale si diresse verso un altro punto della collina. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito. da Actéon e da Austin. Due indigeni gli si gettarono contro. accompagnate da colpi di fucile. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. Una prima barca portò via la signora Weldon. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti. con un irresistibile balzo. accompagnato da Nan. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. Resistere era impossibile. fu gettato in una seconda piroga. La signora Weldon. Hercule. da Bat. inseguito da una grandine di pallottole. certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. né di stringersi un'ultima volta la mano.Parecchi indigeni caddero. Emergevano una ventina di . e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. era completamente mutato. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese. si slanciò a terra. da Hercule. si videro separati gli uni dagli altri. e grandi urla. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato. il figliolo. Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. ferirono alcuni soldati della carovana. Il tragitto durò pochi minuti. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. Quanto a lui. il piccolo Jack e il cugino Bénédict.

È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini. . gli schiavi. dove fanno scalo gli steamers. facile a costruirsi. Quel numeroso convogliò d'indigeni. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. lo avrebbe trovato. era diretto al mercato di Kazonndé. la loro salvezza sarebbe stata certa. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. a seconda del bisogno. sorgeva un enorme fico sicomoro. e in vetta a quell'altura.formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. grossi banani. un miglio più avanti. Di là. quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. I loro rami formano una foresta. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. come celata in un asilo misterioso. Al riparo del sicomoro. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. Più lontano. La Coanza. si getta nell'oceano Atlantico. non può certo farsene un'idea. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. uno dei fiumi dell'Angola. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. Ma cosi non doveva essere. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. se ne stava un'intera carovana. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale. La Coanza era straripata durante la notte. Là. Senza quell'aggressione repentina. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. dove ci si potrebbe smarrire.

aveva piedi e mani liberi. uno davanti e l'altro dietro. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. entro poco. l'isolamento. perché era un bianco. E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. Dopo essere stati disarmati. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. sia nelle fattorie di Zanzibar. costretti a camminare in fila. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. o a N'yangwe. e non avrebbero potuto usarne per fuggire.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. verso la regione dei Grandi Laghi. sia nell'Alto Egitto. a suo figlio. Per eccesso di precauzione. ad Actéon e alla povera Nan. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. negri d'origine. il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. gli indigeni. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri. le gambe libere per camminare. ad Austin. rimanevano immobili. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. dove la fame. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte. quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. Appena giunti all'accampamento. le belve. nonostante la più viva resistenza. Al vecchio Tom. Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione. arabi o portoghesi. per essere distribuiti. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. non era stato accoppiato con altri schiavi. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. Disarmato.

José Antonio Alvez.. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime. gli agenti d'origine europea. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. Cosi Negoro. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. Questi capi erano di origine araba o portoghese. Ma la sua attesa andò delusa. ben conosciuto dai trafficanti della provincia. duecento soldati. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. e quelli che cadono esausti. Li battono senza posa. per lo più portoghesi. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. dimenticava la propria condizione. La carovana. il rifiuto dell'umanità. condannati evasi dalle carceri. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. in una parola. sono furfanti rinnegati dal loro paese.comparire Negoro o Harris. . in condizioni troppo pietose per essere venduti. accampata sotto il gigantesco sicomoro. più i portatori. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi. per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. sono finiti a fucilate o a coltellate. Come si può ben credere.. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. i guardiani. molto furfanti. Li dominano cosi per mezzo del terrore. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. gli agenti. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. era composta da non meno di ottocento persone. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. gli havildar e i capi. cosi Harris. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. e non vedendo né l'uno né l'altro.

la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum. Li chiamano più specialmente pagazis. poi. si minaccia di abbandonarli. gli agenti hanno molto da fare. o perline rosa o rosse. principalmente avorio. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. che consiste in una ventina di metri di percalle. quando il negriero non ha altra moneta. e dalle fattorie. per un po' di granturco. per polvere o armi da fuoco. Con una tale scorta. i re negri si fanno guerre atroci. un pugno di cauri . appena vestiti. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi. Quantunque gli schiavi. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. uomini o donne. Allora i vinti adulti. poiché. negli anni di carestia. di Zanzibar e di Nata!.piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. allo stesso scopo. e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. che brandivano lunghi fucili a pietra. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. un po' di polvere. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. poiché i loro ordini vengono discussi. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». la grossezza delle zanne di elefante è tale. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . dice Livingstone. Sovente. sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. con qualche schiavo. e spesso anche. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. Erano un'accozzaglia di banditi negri. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. All'arrivo. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis.

mezzo morti. se si deve credere al tenente Cameron. per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani.uomini maturi. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale. « scheletri d'ebano ».. e non li ho uccisi!. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. chiamati nel paese mbuzu. la vista di quegli infelici. con i piedi sanguinanti. è ciò che si può immaginare di più pietoso.. sono ancora più crudeli. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. e ciò per la ragione che. fanciulli magri. la cui voce non aveva più timbro. » . terminata la razzia e incendiato il villaggio. come durante le fermate. avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. « Ah! ».1 È inutile dire che. sparuti. e il cuore gli si spezzava. . Si. ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga. durante le marce. era fin troppo certo. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti. Ma allora. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile. secondo l'espressione di Livingstone.

dieci villaggi erano stati distrutti. ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo). la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. N. si rispondeva Dick Sand. e. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave.A.B.) 184 « Chi? Sua madre.quasi tutti . « Tali delitti.. » Ma egli era prigioniero. tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze. e cadrà come loro! Ah. .. sua madre! ». li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola. ma la maggior parte.Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand.In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario. poiché. sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. {N. dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti.. o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie.. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio.d. o morti di fame nella giungla. e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa. . . perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi. alcuni avevano potuto fuggire.erano periti tra le fiamme. Quante sventure la morte. si. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict. Dingo non c'era più per ritrovare le .

Dick Sand. e forse rapirlo. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. liberi entrambi. che Livingstone stava allora esplorando. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza. là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. Ciò che anzitutto importava sapere. Si. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali.orme del portoghese. trascinarlo nella foresta. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. o. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick . nel Manyema. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare. pensava che il forte negro era libero. spezzare i suoi legami. Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. e Dick Sand avrebbe ripreso. con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà. e allora. Se verso una delle fattorie dell'Angola. e resisteva all'abbattimento. grazie alla sua energica natura. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. avrebbe cercato di accordarsi con lui. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. giungere fino a lui. per segnalare il suo avvicinarsi. confondendosi fra quei prigionieri. e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon. non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. nero come loro. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata.

anche nel caso che la signora Weldon. o a profitto del re di quel distretto. Il nome era Kazonndé. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. al corrente dei fatti della geografia moderna. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ . Ora. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. e. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza. il ritorno al litorale. però. Questi particolari. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi. Per dire loro quanto ignoravano. o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. Si sa che non si sbagliava. perché. l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. per non dire impossibile. una volta giunto a N'yangwe. notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione.Sand. Raddoppiando questo tempo. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano. che egli credeva di sapere. Dick Sand. in circostanze ordinarie. quanto sarebbe stato difficile. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza.

Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza. se uno dei capi della carovana. in modo da essere udito da Tom. con aria di grande indifferenza. allorché Vhavildar. ma si tennero pronti a vedere e a udire. Dick Sand. poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. Probabilmente. avrebbe potuto gridare. Libero dei suoi movimenti. Essi non si mossero. 186 Esasperato. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato.Tom e Bat. e dal punto dove si trovava in quel momento. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. pronunciata a bassa voce. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. non fosse intervenuto. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. e con una parola. che c'era una proibizione . Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. accoppiati. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. a cinquanta passi da lui. lo avrebbero trucidato. costretti a lasciare la preda. Furiosi. si allontanarono. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. ebbe superata quasi tutta la distanza. Era dunque molto chiaro. dalla fisionomia feroce. un arabo alto. gli si precipitò addosso. Presto. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. . quel nome di Kazonndé. Alle grida di quel forsennato.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. si trovavano all'estremità destra del campo. e i soldati. Dick si era scagliato contro Vhavildar. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand. avverti i suoi compagni di stare attenti.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

avviluppata in un colpo di staffile. le capanne bruciano ovunque. mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana.gli aguzzini non li lasceranno indietro. e l'infelice Nan. a sua volta. « Poi.. il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. non hanno più voce per lamentarsi. la . « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio. fra poco sarò morta!". non ha più il bambino in braccio. no. Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei. riprese lei. « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai. « Ho affrettato il passo. e infine: « "Voi. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!".. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate. è rigettata tra la folla delle schiave. e ne ha gettato l'estremità sulla spalla. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme. signor Dick? Io. È apparso il capo arabo.. e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata.. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura. "non rivedrò mai più la mia buona padrona. sono appesi dei cadaveri. mi sono avvicinato. « Scheletri viventi mi circondano. « "Morta". Agli alberi che l'incendio ha rispettato.. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. coraggio! " risposi. « "No. Io volli precipitarmi su quel bruto.. io.

senza essere visto.. La foresta è circondata da alte erbe. « Ma lo calmo. oh. « Ecco due occhi che brillano nel buio. Ma. Dingo. al suo collo è attaccato.. « È calata la notte.. si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido.. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre. forse. occhi di iena o di leopardo! Spariscono. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani. fermata per la notte. dopo aver spezzato le forche.. fra i papiri. un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò.. buon cane. un pezzo di canna passa dentro il collare dove . ci accampiamo sotto alti alberi. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. nessuno deve udirlo.popolazione è in fuga.. una dozzina di schiavi. per fortuna!. si.. « Sono stanco. riappaiono. Per ottenere.. russano in lontananza gli ippopotami. « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti.. dare l'allarme! «Ma mi trattengo. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani. vorrebbe abbaiare.... pare che mi dica: "Ma cerca dunque!. la notte è nerissima. Ma sf. la mia vita può essere utile alla signora Weldon. poiché vi si è fatta razzia.. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!.... Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita.... Segua cosi la carovana. È Dingo!... ruggiscono i leoni e le iene. i campi devastati. bravo Dingo!. nulla! Ma no... Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia. « Infine. «Non posso credere ai miei occhi!.. duecento assassiniL « È sera. e forse. Qualche belva. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi.. l'istinto!. Cerco. C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni. non c'è luna..". « Gli restituisco le sue carezze...... Ah.... Ah. che mi è vicino!. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah. egli mi comprende. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto.

il cui mistero è ancora per noi inesplicabile... Non ho potuto comunicare con lei. pare abbia fretta di lasciarmi. Sperate bene. quantunque continui a lambirmi le mani. e sono fuggito per esservi prd utile.. Ma è guarito.. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah. Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict. e questo biglietto. <c Tento di leggere. Faccio in modo che non mi scorgano... oh. che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato. non posso leggerlo. povero Dingo. Ha capito di aver compiuto la sua missione. che mi brucia le mani... ho staccato la canna. vorrei trattenere Dingo. infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta. l'alba!. « Ho letto. signor Dick. « Si... ecco il giorno. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia.. non posso chiudere occhio... Con un balzo laterale.. in queste latitudini tropicali. HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia ... dentro c'è un biglietto. scompare senza rumore fra le erbe! oh.. e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda.. io penso a tutti voi. l'ho spezzata. che deve essere stato ferito da una palla di fucile.. « Ma questo biglietto. Harris e Negoro l'accompagnano... e quasi senz'alba. non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. V.. odo ancora ruggire le belve. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore... questo incidente mi ha vivamente commosso.. oh. ma il buon animale....sono incise le due lettere S. non posso ancora. Ho raccolto Dingo. Bisogna aspettare l'alba. a matita.

Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!. Dal 16 al 24 maggio. e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici. ma non ho il diritto di lasciarmi vincere. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio. è una buona notizia. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. sf... Bisogna camminare più presto. sotto gli abiti laceri.. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza. i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente.lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla. sf. Le piogge sono cessate del tutto. li avevano lasciati morire di fame!... 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi. li ritroverò. o marcia del pomeriggio. fra tutte queste miserie. e una tenda di stoppa la ricopre. « Siamo passati accanto a un albero. il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!. abbiamo giornate di « marcia dura »... d'altra parte. La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda. io bisogna che arrivi. — La carovana continua la sua marcia. i viveri .. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue. « Da ieri. Ah. — Sono quasi sfinito.. Per fortuna. e il suolo si eleva in salite molto ripide. il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle.. i negrieri la chiamano la « tirikesa ». A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri.

la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé. vengono ridotti in schiavitù".. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello.. non lo voglio credere!. Nondimeno. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. vi posano su le mani e cadono.. e se si diminuisse la loro razione.. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire. Non torna!. « Ne segue che alcuni schiavi giovani. Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. ha detto il capo. A loro non si osa togliere nulla. non prova che una cosa.. le domande affluivano. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. venti prigionieri. muoiono senza apparenza di malattia. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che.. I baracconi del litorale rigurgitavano di . per i negrieri l'affare era ancora buono. soldati e pagazis si ribellerebbero. II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. no!. Passando. urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana. Questo silenzio. l'Angola faceva un grande commercio di negri. senza esservi preparati. A quell'epoca. che non potevano più trascinarsi. che mi pare tanto lungo. « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo.cominciano a mancare. e allora. « Oggi. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto. Che sia accaduta qualche sciagura. ancora vigorosi.. a lui o a Hercule? No.. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo.

del Congo. altre sono cintate da . Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. nel Benguela. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. fiume il cui corso. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. scorre il Luhi. l'altra è la residenza del re negro. di « tembè » a tetti piatti. Una larga via centrale. ancora indeterminato. si trattano gli affari. Di tali case. confinante con il quartiere commerciale. da ogni lato gruppi di case. qua e là alte palme piantate come scope. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi. qualche feroce ubriacone coronato. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. semplici agenti al suo servizio. alcune hanno l'accesso libero. e contiene i loro baracconi. tributario dello Zaire. Non lontano di lf. al disopra di questo insieme di case. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. la « tchitoka ». Sulla sua grande piazza. è uno dei principali « lakonis ». dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. Kazonndé. è probabilmente un affluente. alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. con la testa in aria. A Kazonndé. uno dei più importanti mercati di quella provincia. o almeno un subaffluente. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. La residenza del re di Kazonndé. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. Kazonndé. portoghesi o indigeni.prigionieri. a pareti di terra intonacata. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi.

che faceva mutilare per capriccio i sudditi. che si chiama Muani Lungga. Un solo uomo. gli ufficiali e i ministri. un « msungu ». del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe. tagliando il naso o le orecchie agli uni. il piede o la mano agli altri. il quale. la regina Muanà. uomo sui cinquant'anni. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. logorato dal vizio. e non aveva di portoghese . e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. 196 D'altra parte.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. più giovane e più attivo. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno. una « tembè » più alta e più grande. Ecco. in tutta Kazonndé. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. vale a dire un uomo di razza bianca. già avanzato negli anni. si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé. uno dei re dell'Ukusù. non era affatto. José Antonio Alvez. come si potrebbe credere. chi era questo Alvez. un gruppo di capanne per le sue donne. rivale di Alvez. e cioè quel Tipo-Tipo. e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. del resto. morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. feroce maniaco. Egli non ha neppure quattromila soldati. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. negro arabo di razza pura. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito. circondato da una siepe di papiri. Un recinto particolare. arso dai forti liquori. come nel buon tempo antico. e non potrebbe più. Egli poteva temere. venisse contestata. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. quel re era precocemente invecchiato. laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore.

le pesanti forche erano state loro tolte. che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. capitale di Kassonngo. dopo un'assenza durata quattro mesi. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. . per la maggior parte esausti. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. a Donndo. Era il 26 maggio. Era un vero negro. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. era stato condotto sulla piazza principale. aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. doveva incontrare a Kilemmba. era mezzogiorno. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge. giungendo a Kazonndé. I tamburi battevano. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. Nato. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. infatti. verso la fine del 1874. Era quell'Alvez che Cameron. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. capo dell'Urna. sulle sponde della Coanza.che il nome. 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. e si chiamava Kenndelé. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. assai noto nell'ambiente dei negrieri. I prigionieri. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. ma avevano dovuto serbare le catene. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé. per un tragitto di settecento miglia. Il convoglio di schiavi. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi.

dovevano essere impazienti di rivedere il . ma certo inutilmente. Austin. e d'altronde. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. e là avevano trovato un po' di cibo. Dick Sand. prigioniera. invece. ma Harris e Negoro . poi. sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana.. appena giunti.I pagazis si erano fermati sulla piazza. la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!. Actéon. avevano potuto resistere. tutti e tre forti. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi. che non fosse una parola di disperazione? Bat. era rimasto sulla piazza. rotti alle dure fatiche.. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. ma il vecchio Tom. in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere. II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane. la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. era allo stremo. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. poi tutti si erano stretta la mano. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro. indebolito dagli stenti. Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. Ancora pochi giorni.soprattutto quest'ultimo . la loro qualità di cittadini americani. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. li aveva cercati con gli occhi. Attraversando i diversi quartieri della città. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo. sotto la speciale sorveglianza di un havildar. Finalmente si trovava a Kazonndé. erano stati messi in uno stretto baraccone. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi. dopo aver deposto il loro carico d'avorio. Ma osavano appena parlare.

come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. cosi pensando. non fosse altro che per godere del loro trionfo. di non perderla di vista. non valeva più nulla. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. ormai in loro potere. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. preparata. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. si doveva concludere che si erano diretti altrove. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. oppure Hercule. continuando a seguire le tracce della signora Weldon. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . Dick Sand si disse allora che. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. si era inoltrato. vendicarsi. per insultarlo. Harris e Negoro a Kazonndé. seguito da Dingo. sotto il colpo di tali prove. Dick Sand la desiderava impazientemente. poiché. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito. e non aveva più che da morire! Ma. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. torturarlo. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. insomma! Se non c'erano. Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso.giovane allievo. per ogni caso. il ragazzo s'era fatto uomo. il cane non era più tornato. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo.

apparve in fondo alla via principale. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. Questo Coimbra era il confidente. doveva dunque rinunciare alla speranza . Con grande disappunto dell'allievo. organizzatore di razzie. cencioso. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. un individuo sporco. Alcuni domestici lo accompagnavano. tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. dritto. con mille dimostrazioni di giubilo. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca. sbrindellata. si rialzò. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. fossero con lui. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. figlio del maggiore Coimbra. sotto il cappello di paglia tutto lacero. e. le narici dilatate. con gli occhi bene aperti. di Bihè. la capigliatura dura e crespa. con gli occhi scerpellati. né Harris né Negoro seguivano Alvez. Era possibile che i suoi agenti. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. — Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale. a dire del tenente Cameron. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. la faccia gialla. Harris e Negoro. il più grande mascalzone della provincia. Quanto a costui. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. l'anima dannata di Alvez. ben degno di comandare i banditi del negriero. Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. fermo. stinta.di grida. e subito Dick Sand.

Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. Per il vecchio Tom. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. ma infine l'affare restava ancora buono. cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. specie di croci di Sant'Andrea.di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. è vero. José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. sul prossimo mercato di Kazonndé. . Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris. Quasi subito dopo. scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. Austin. Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. e quanto ai portatori. Dick Sand si avvicinò lentamente. l'arabo Ibn Hamis. che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire. il capo della carovana. una smorfia ad Alvez. invece. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. si sarebbero venduti cari. Bat e Actéon. sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. mentre gli altri tre. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ». e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. non voleva perdere nulla di quella scena.

In quel momento. rialzatosi.. e questi. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi. — Si. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto. e poi era d'indole allegra. e rispose con una smorfia di buon umore. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra. tornò accanto al negriero.. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano. oh. o forse non voleva comprendere la . — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. Ma Alvez li arrestò con un cenno. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti. Non aveva compreso. come un mercante che esamina un campione. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. si!.. Dick Sand. crollando il capo: — Si!.. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera. yankee! — rispose Dick Sand. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza. Americani! benvenuti.Tom comprese le parole del negriero. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese. — disse.. si avanzò subito e. si trovò dinanzi ad Alvez. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. perciò. Egli rideva. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra.. spinto da un havildar. dopo avergli palpato il petto e le spalle. Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e. si. Ma in quel momento.

— disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici. — poiché noi sapremo. il piccolo Jack e il signor Bénédict. che dai suoi lineamenti. — rispose Dick Sand. per mezzo di Dingo. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose. — Nan è morta! 201 — La prima..domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui.. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh... In quel mentre. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono . si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. se non si trovano qui a Kazonndé. che ha seguito la carovana. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. una mano gli si posò sulla spalla. un bi* glietto da Hercule. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola. — E l'ultima!. Pazienza.. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. affettando una pietà che non provava affatto — ahimè. — Amici. ecco il mio giovane amico. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis... per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici. Dove? non lo so immaginare.. In quel momento. — Morta! — gridò Dick Sand. — Ahimè! — rispose Harris. Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom. dimostrava di non essere d'origine indigena. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione.

Aveva vendicato coloro che amava. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso. . specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. Era morto. dove? non gli importava. che non erano più! Ora.. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand. quando comparve Negoro. — Maledizione!. Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. Là. 202 Dunque. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim.. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera.. e stavano per massacrarlo. Ciononostante. più nulla gli interessava.. Lo trascinarono via.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre. era pronto. — gridò Harris cadendo. eppure non pensò un momento a dolersene. e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale. egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro. non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. Strettamente incatenato. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. che nessuno lo aveva potuto fermare. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand. e glielo piantò nel cuore. dopo aver colpito l'americano. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare. qualunque fosse la sorte che lo aspettava.

Sulle piazze delle grandi città. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco. il 28 maggio. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. e se non avevano indossato i loro abiti migliori. ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa. dunque. e degli arabi. fanciulli. precisamente perché di razza straniera. — che ne avevano le loro buone ragioni . il « lakoni » è un giorno di festa. il grande « lakoni ». Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. primo fra tutti. era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. mercato principale del lago Tanganika. queste ultime trafficanti appassionate. Due giorni dopo. dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. Presso gli inciviliti. sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo. fu aperto il mercato. uomini. e proponeva lotti di schiavi. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. e che. invece. Fin dal mattino. presso i selvaggi dell'Africa.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. per il genio del commercio. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone. vi si vedevano numerosi indigeni. e perché la sua vendetta fosse completa. Fra quei negrieri. ed è difficile darne un'idea.portavano però i . Per gli indigeni d'ambo i sessi. che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci. Inoltre. l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. donne. si notavano alcuni meticci d'Ugigi. sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. anche in un giorno di grande mercato. accompagnato da Coimbra. Quei miseri. compresi gli schiavi di Alvez. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari. non gli mancava che Hercule.

tutte queste diverse parti del corpo. stirati da quelle appendici. o in trecce. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. forma un mosaico di grani variatamente colorati. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche. sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. le caviglie. se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. al punto che i lobi. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. . anche presso gli elegantoni. sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. e in trecce legate a mazzocchio. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. i polsi. o zucchettine che servono da tabacchiere. file di perline rosse. Alcune. o di lucido « nkola ». Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. o forse più belle. spesso. che le tirano in avanti. le braccia. con ciuffi di penne rosse. coltelli. Il collo. su quelle teste. poi. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole.in quegli ammassi di capelli falsi o veri. un mastice formato di grasso e d'argilla. pipe e altri oggetti d'uso comune. impiastricciate di terra rossa e olio. la quale. alla moda francese. . alla moda inglese. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. un'infinità di spille di ferro o d'avorio. ricoperte di cuscinetti. o disposte a coda piatta sul davanti del capo. Capigliature spartite in quattro parti. . le gambe.loro migliori ornamenti. e come potrebbero averne? Da ciò. più semplici. altre. lasciavano scendere i capelli sulle spalle.capigliature a corna ricurve. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto. E quasi sempre. o a cuffia. a che servirebbero le orecchie. anelli di rame traforati. la necessità di collocare dove e come possono. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. poiché. catenelle di granturco intrecciate.

o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. Inoltre. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. adorna 204 di grani di vetro o di cauris. Gli altri. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. mezzelune. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita. Cosi. che s'introduce nelle incisioni. che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. ricamata in seta. sfoggiati a profusione. praticato con una materia turchina. lune piene. quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. trovato il posto. poi. turchina. nera o bruna. per limarli a punta.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». rappresentanti alberi. si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. per le signore. nera e gialla. Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. erano vestiti appena. uccelli. invece. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. stoffa d'erba. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori. a quel tempo assai di moda. mercanti o schiavi. scaricata la mercanzia. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. Quanto alle vesti propriamente dette. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. se la natura ha dato agli indigeni i denti. con quei gioielli.

fermentato con il malto. frutta il duecento per uno. ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. noci moscate. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. stoffa turchina di cotone. il pepe delPUrua. nel 1874. che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. sale. a piccole righe azzurre. e per l'appunto sul mercato di . maiali. quando è intessuto d'oro. C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. olio di palma. il « mericani ». era il commercio delle stoffe e dell'avorio. pesce. di « malofu ». il « sohari ». La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. più forte del pepe di Caienna. larga trentaquattro pollici. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. rosso o giallo. sorgo. che è percalle crudo. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre. e d'idromele. in tre raccolti in otto mesi. venuto da Salem. il « kaniki ». ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. nel Massachusetts. quel granturco che. molto simmetricamente disposti. attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. a fondo verde. meno cara del « diulis » di seta di Surate. Vasellami. ecc. In fatto di stoffe. di « pombè ». e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. il sesamo. forte liquore molto usato. manioca. a fanoni e a peli. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. fino a ottanta dollari il taglio. costavano perfino millecinquecento lire. volatili. birra dolce fatta con banane. evidentemente di origine tartara. destinato a Khar-tum. a Zanzibar o a Natal. limpido miscuglio d'acqua e miele.lakoni » i prodotti alimentari più scelti. montoni senza lana. tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana.

che s'interponessero fra la folla urlante. annettono un certo valore ai denti di mascelle umane. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. con pochi vigili. Il furore dei venditori lasciati da parte. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. (N. quei denti. la moneta. che pesa settanta libbre. . Questo era dunque l'aspetto di quel mercato.A) 205 Ed ora. « sikunderetches ». In mancanza di grani di vetro. è lo schiavo.</. invece. e i « viun-guas ». e Livingstone. il cui valore è grande. Cameron. per i trafficanti d'Africa. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ». l'animazione era giunta al più alto grado. gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. e se sono rosa. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce. Le tribù antropo-faghe. e di scorza bruna. però. come si può immaginare. dolce al taglio. e « bubulus » quando sono neri. fatti d'un avorio opaco.000 kg di avorio. paga con' grani di vetro.Kazonndé. che vale quattro centesimi. translucido. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. e il fracasso era diventato assordante. di fabbrica veneziana. come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. piccole conchiglie proprie della costa orientale. invece. e ne risultavano baruffe frequenti. moneta di Zanzibar. formano il « fundo ». Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. Verso mezzogiorno. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. L'indigeno. cominciano ora ad essere fuori corso.

— disse quasi subito Bat. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni». Quello stock non era per nulla in cattivo stato. senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. e forse potremo. — Il signor Dick non c'è. e Alvez. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me. 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. — No. dopo un mese di baraccone. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. di fanciulli. certo.. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. povero vecchio babbo! — esclamò Bat. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini. sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi .. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. Intanto era cominciata la vendita.. perché. ma le richieste della costa erano cosi numerose. — disse Tom — no! Non ci separeranno. di donne.. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi... che si decise ad esporli cosi com'erano. soffocato dai singhiozzi. Ma il gigante non era ricomparso. costretto a lavorare come uno schiavo!. Quanto agli ultimi arrivati. Dopo le notizie pervenute a Dick Sand. e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. se Hercule era morto. Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si. non potevano sostenere il paragone con quelli. non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. — No.

non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. Un agente camminava davanti a loro. Ma quei negri forti e intelligenti. Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. Infatti. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. li facevano voltare. il marito dalla moglie. dove le barattano con avorio. destinati ai più duri lavori. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. Violentemente separati gli uni dagli altri. a seconda del loro sesso. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio. stoffe o perle. che presso i musulmani è legge. Li palpavano. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. avevano per loro grande valore. Tranne i fanciulli. ricevano una diversa destinazione. Gli uomini. in virtù della poligamia. ne esaminavano i denti. Queste. e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. Questo metodo era impiegato per tutti. tutti. uomini e donne. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. il fratello dalla sorella. erano pieni di vergogna. la madre dal figlio. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. Coimbra. E d'altronde. non trovavano migliore accoglienza. o sui mercati di Mascate . poi gettavano lontano un bastone. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba.furono cosi condotti da compratore a compratore. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. mezzo ubriaco.

di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato. ma. Vi sarebbero giunti. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. che parlavano soltanto l'inglese. tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa.e di Madagascar. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva . Tom. il vecchio Tom. Là. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. mentre Tom e i suoi. 207 almeno. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. per loro. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. essi non temevano questa eventualità. mentre. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi. a dire il vero. Alvez batteva le mani. non potevano protestare. Bat. i prezzi salivano. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. infatti. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. essi. dove si fa il grande passaggio degli schiavi. poiché.

ne discese. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. in mezzo alla grande piazza. di « funzionari ». e. Muani Lungga. ma ne dimostrava ottanta. che Alvez gli . e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. intarsiati di « sofis ». esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. i polsi. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. non senza l'aiuto di una decina di braccia. portato in un vecchio palanchino. le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. quando un gran fracasso di tamburi. Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. Rimanevano da vendere numerosi schiavi. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. a sentire lui. dall'orlo giallo. Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. Muani Lungga. Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro. Quel re aveva cinquantanni. veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». Ma. In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. che dimostravano l'antica nobiltà del re. sul petto aveva molteplici tatuaggi. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. Sul suo capo. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. una specie di tiara. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne. anche in un giorno di grande rialzo. di soldati e di schiavi. 208 Il re di Kazonndé. le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. Le caviglie. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere.

Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. di sangue reale. camminavano dietro di lei. due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. a un cenno del padrone. era una megera di qua-rant'anni. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. in confronto a lui erano gente sobria. era perché cosi gli piaceva. Muanà. solo per il fatto che occupava un trono. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. la 209 loro funzione di mobili umani. I suoi ministri e i funzionari. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. ricamata di perle. la capigliatura disposta a piani. pronte ad assolvere. come . Se il re vuole sedersi. poiché le disgraziate non sono altra cosa. una gonnella d'erba. finalmente. era un mostro. la prima per data. insomma. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle. che erano cugine o sorelle del re. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. collane dovunque era possibile metterne. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. e del resto era impossibile che potesse bere di più. come le sue colleghe. colei che era chiamata la regina. incurabili ubriaconi. Altre mogli. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. e che se mangiava.aveva regalato già da una ventina d'anni. meno riccamente vestite. pretendeva di avere un'origine celeste. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. essendo d'essenza divina. Muani Lungga. che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. ma più giovani. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». e rubati dalle tasche di Bat. se beveva era perché gli piaceva bere. e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato.

e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno. barcollanti come il loro padrone. uomini e donne. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. I musicanti. lance larghe e lunghe. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». specie di timpani formati da due ordini di .sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. sono i medici del paese. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie. a quell'altro il naso. Gli stregoni. governatori di distretti. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». facevano stridere certe loro raganelle. II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. a questo l'orecchio. insomma. era adorno di frange. Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi. nemmeno uno era intero. perché. ereditari o nominati per quattro anni. i suoi capitani e gli stregoni. poveretti. spalmati all'estremità di droghe magiche. e il tutto a capriccio del re. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. Quanto ai soldati. a un altro ancora la mano. chiamati « mganngas ». mancava una parte qualunque del corpo. Per la minima colpa. a quello un occhio. un'amputazione qualsiasi. avevano in capo berretti di pelle di zebra. Del resto. scudi di legno di palma decorati da arabeschi. coltelli affilati a lingua di serpe. e per tutta uniforme. rombare assordanti tamburi. quanto all'uniforme propriamente detta. rappresentanti animali fantastici. la mutilazione o la morte. indossavano un panciotto rosso. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi.

Al di sopra di questa folla. non si sa il motivo. che . Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. e inoltre. dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. sorsero acclamazioni da ogni parte. l'erba calmante. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. perché era. alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. Entrambi discorrevano in lingua indigena. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. si prosternarono. Coimbra. Gli arabi. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. gli dicevano « Marhaba ». in cima alle picche. Gli bavildar. Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla. i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. In quella maniera passeggiò. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé.zucche di varie dimensioni. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. Insieme con Alvez. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. di pessimo umore. se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi. come lo 210 chiamano in paese. Muanì Lungga. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. che significa benvenuto. poi Alvez. sventolavano bandiere e gagliardetti. E aveva grande bisogno d'essere calmato. che componeva il corteo reale. facendosi avanti. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale.

. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone. nell'Alto Zaire. — Si. dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio. — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga. — Ebbene. in certe province dell'Africa centrale. — soggiungeva Alvez. il cannibalismo è ancora largamente praticato. il mio agente Harris. — rispose il re. esaurita da copiose libazioni. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. — rispondeva il monarca.. Sulle rive del . presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. — No!.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate. infatti. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. — Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro. — Ho sete.. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. si porti « pombé ». — Si mandi quel bianco dal re Massongo.. Inoltre. era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che. — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé. no!. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ». — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. — Da bere! — replicava Muani Lungga. — diceva il negriero. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese. il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare.. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez.. 211 Massongo. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite. — riprese Negoro... idromele! — esclamò Alvez.

Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. per quanto fosse crudele. Ma. con la sete dell'alcool. — Si. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. cosi imperiosa in quei selvaggi. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. Alvez. — È qui. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. ma comperano anche schiavi per divorarli. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia. Era venuta la sera. una sera senza crepuscolo. né finalmente a Negoro. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. era fuori di sé per la gioia. Inoltre. negro come loro. la sete di sangue. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. sarebbe stata pure soddisfatta. senza dubbio. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue. — Dove vorrai. né ad Alvez. una goccia di acqua di fuoco. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. facevano conto di berla cosi infiammata. — egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. ora propizia per far . Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e. meticcio di sangue negro. cui sarebbe successa immediatamente la notte. Povero Dick Sand. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. né a Coimbra. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. quest'acqua.Lualaba. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga.

Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. ma assai purificato. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. consigliato da Negoro.fiammeggiare l'alcool. i soldati. e gli porse fra le mani una miccia accesa. e che effetto. fiammeggiante e scottante. non risparmiando né la cannella. gli havildar. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. e fu collocato in mezzo alla piazza. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. e perciò le . José Antonio Alvez. e forse. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. Dick Sand. Tutti avevano circondato il re. che poteva contenere almeno duecento pinte. poi da un supplizio. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. Che fiammata. Alvez generosamente lo trattenne. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. rinchiuso nella sua buia prigione. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. né le droghe. Gli altri schiavi. allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez. fece le cose per bene. Venne portato un largo bacino di rame. pronti a sorbire la loro parte di punch. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. venduti o no. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione.

la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. munito di un enorme mestolone di metallo. la danza dei negri si era subito fermata. non meno alcolizzato di lui. che erano caduti a terra. Il re e il ministro. è vero. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione. A tale spettacolo. cominciarono a gridare. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. lo immerse nel bacino e poi. giacché. rimescolava il liquido. ma. ritirandolo pieno di punch in fiamme. si erano date alla fuga. già ubriachi fin da prima. a gesticolare e. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. ma bruciavano ancora. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. Alcuni momenti dopo. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. .facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. prendendosi per mano. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. Di li a poco. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. spaventate. però non bruciava meno. le donne. Il fuoco sviluppava poco calore. prese fuoco egli pure. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. Continuando a quel modo. quanto a Coimbra. uno o due pezzi di colonna vertebrale. lo appressò alle labbra. sul luogo dove erano caduti. se la diede a gambe. Alvez. Quei negri. alcune dita. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. prese il mestolone dalle mani del negriero. avrebbe continuato ad ardere all'interno. che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio. Muani Lungga avanzò. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere.

inesplicabile. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. atterriti. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. anzi.e i pollici dei piedi. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina. Per suo consiglio. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. si tenevano chiusi nelle loro capanne. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. tanto inclini alla superstizione. sarebbe stato per lui un pessimo affare. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. Questi funerali. e doveva infatti sembrare. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. se i viaggiatori dell'Africa centrale. il 214 . e gli indigeni. Addebitargli la morte di Muani Lungga. ebbe una buona idea. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava. gli indigeni. Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. però. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito. Negoro. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. 29 maggio. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte. i più vecchi.

aveva avuto necessariamente a lagnarsi. dopo la sepoltura. con pochi doni e complimenti. di cui lei. allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. Nessuno protestò. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. prima per ordine di tempo. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. per il fatto stesso che diventava regina. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. all'ultima fase della cerimonia funebre. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale. Muanà. poiché. nel tempo stesso. Ella fece dunque annunziare. né a corte né fra la plebe indigena. avrebbero rotto la diga. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà. affluente del Coango. si sbarazzava delle più giovani. fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. e con ragione. ella faceva atto di autorità sovrana. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé. Si trattava di deviare quel ruscello. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera. e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. Inoltre.tenente Cameron fra gli altri.

potendo appena voltarsi. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. qualunque cosa avesse potuto dire. non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. e armandosi di calma. vile canaglia. e Negoro. Si recò dunque. Al tempo stesso. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. mio giovane capitano. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. li. Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo. verso mezzogiorno. strettamente legato. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. suppose di non avere nulla da temere. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. Ma ora. scorgendo Negoro. indebolito dai patimenti già sopportati. avete finito . volendo approdare al litorale americano. e risolvette di andarlo a visitare. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. — Potreste finalmente spiegarmi come. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. per quanto potesse essere crudele. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. come un termine a tanti mali. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi. capitano. — Ho creduto mio dovere. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime.morte della signora Weldon e del piccolo Jack. — aggiunse. deciso a non onorarlo di una risposta. Tuttavia. aspettando la morte.

capitano. — oggi io sono il capitano. siete arrivato. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. — rispose freddamente Dick Sand. Negoro. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. — rispose Dick Sand senza commuoversi. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. — ma sappilo. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. — Ah. io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. grazie a lui. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. troppo fortunati se non creperanno per . che si sarebbe creduto volesse divorarlo. dove Alvez e io siamo onnipotenti.per giungere all'Angola. in un porto amico. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. divenuto a un tratto feroce. — Confesserete. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. lo sfiorava cosi da vicino. mio giovane signore! E cosi dicendo.

morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. Negoro. Negoro. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro. tu sei vile. Dingo ti saprà ritrovare. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. Invece di abbatterlo. — è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. il . e che tutto sarebbe finito. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. Negoro. aggrappandosi a lui nel suo furore. Sentendosi più libero. Io ti conosco a fondo. disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. e Dingo ti cerca. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. Negoro. Allora si raddrizzò. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. fuori di sé. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento. battendo il piede per terra. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio.

Trascorsero le ore. dopo l'immenso fracasso della sera precedente. affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze. non ci teneva nemmeno più a vivere. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. Ah.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. e a dire il vero. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. Certo Dick Sand non sperava nulla. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. Dick Sand lo doveva credere. a dispetto di tutte le probabilità. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani. buio profondo in quel carcere. che durò . e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. si spensero. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. scese la notte. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa. era molto probabile che Hercule. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. sarebbe stata vera pazzia. ahimè. esposto a tanti pericoli. avvenne che. Si fece buio. fosse perito egli pure. Si preparava dunque a morire. in fervida luce.

Aiutandosi con il braccio libero. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie. Riusci a liberare dai legami un braccio. già un po' sgonfiato. in caso di fuga. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. avrebbero potuto essergli di grande aiuto. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule. Un gemito. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto. « Non è Hercule ». Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. La notte doveva essere trascorsa per metà. dopo le quali si svegliò. Dick Sand. ma se il cane aveva un biglietto. gli rispose. e in modo più distinto. ancora saldo d'animo e di cuore.. » In quel momento. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. specie di latrato sordo e lamentoso. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. accostando le labbra alla soglia. Negoro ha mentito. e forse. e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. una zampa passò sotto la porta.due ore.. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. si doveva tentare. e senza dubbio non gli rimase che darsi .

vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. Grida. Echeggiarono alcuni spari. indigena o no.si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. scelte fra le schiave di Muani Lungga. e con grande apparato. poiché era stato dato l'allarme. dopo un'attesa mortale. che raffigurava a sufficienza. prima di essere collocato nella tomba. In tale mascherata. danze . aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza. Venuta la sera. Di solito queste infelici sono sepolte vive. Verso la fine della giornata. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. Le acque del ruscello erano state deviate. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto. si dovette procedere diversamente. Muani Lungga. . di donne vive. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali. non potendo più pensare a evadere. Yhavildar si risvegliò a mezzo. Tutta la popolazione di Kazonndé. doveva assistervi. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. e forse con vantaggio.alla fuga. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. cominciarono a tappezzarla. vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. e Dick Sand. ma questa volta. sia vestito dei suoi più ricchi abiti. sul fondo e lungo le pareti. sotto pena di una mutilazione. vi era qualche cosa di comicamente terribile. La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce.

spari dei vecchi fucili dell'arsenale. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. Dinanzi al fantoccio. e a quel palo si vedeva legato un bianco. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. che doveva egli pure far parte del numero delle . non mancava nulla. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. Allora la fossa apparve distintamente. agitate dai portatori. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. era portato nelle ultime file del corteo. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. incantesimi degli stregoni. la notte era ormai calata del tutto. altre gementi di quando in quando. come era solita fare quando il re era vivo. quella che portava il titolo di seconda moglie. coricato su un palanchino. pomposamente vestita. (N. Lo circondavano le mogli di secondo ordine.i. visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso.A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. Coimbra. Una di quelle vittime. i negrieri arabi. giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. Le mogli che dovevano morire. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello. erano state scelte dalla regina. e vivi. Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. Il corpo del re. all'estremità della fossa. La regina Muanà. vestite come per una festa. sbucava da terra un palo tinto di rosso. José Antonio Alvez. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. Negoro. Era tappezzata di corpi neri.funebri. Ma le torce di resina. fragore di strumenti. fu messa carponi per servire da poltrona reale. e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio.

La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà. invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa..vittime di quei sanguinosi funerali. e legato a quel palo aspettava la morte. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé. e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti.. l'uomo è ancora a questo punto. poiché entrambi. la quarta moglie. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. Quel bianco era Dick Sand. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. sommerso fino alle ginocchia. e non è più permesso ignorarlo. A un segnale della regina. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami. Con raffinata crudeltà. In quei tristi paesi. la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti. si vide Dick Sand. con . CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. Fu il principio di uno spaventoso macello. Per mezz'ora. fu sgozzata dal boia di Kazonndé. e il suo sangue colò nella fossa. Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto.

fu fatta salire su un palanchino. mentre. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. non pensava nemmeno a lamentarsi. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. Dopo l'assalto al formicaio. e ora stava bene. e la signora Weldon. la signora Weldon. Dei suoi compagni. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza. dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. ignorava che ne fosse avvenuto. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. quanto a Dick Sand. La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. nella lingua del paese chiamato kitanda. Bat. mancando di ogni notizia dall'esterno. Tom. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. Il cugino Bénédict.il cugino Bénédict. erano negri. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. camminava di buon passo. e la signora Weldon. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. con il piccolo Jack. Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. con Jack e il cugino Bénédict. si trovavano invece a Kazonndé. Nan. non potè sapere nulla. oltre l'accampamento sulla Coanza. si trovavano. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. in condizioni soddisfacenti. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. almeno fisicamente. Austin e Actéon. erano stati trascinati da Harris e Negoro. la signora Weldon non aveva più avuto notizie. dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé.

che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore. alla mercé dei negrieri. poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. in potere di Negoro. dunque. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . il cugino Bénédict. come credeva. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce. ah. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. — ripeteva a sé e alla signora Weldon.possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. Addio. e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero. La povera donna si trovava dunque a Kazonndé. le mosche tse-tsè e altri. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America. la pili notevole delle . e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. sola. gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. né della morte di Muani Lungga. — Eh. né dei funerali del re. raccolto alcuni insetti africani. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. lui. Dopo il suo arrivo. con le elitre unite e taglienti. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose.rivelarono qualche fatto nuovo. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza. non erano che semplici esapodi africani. le mandibole enormi.

delle ateuchus sacre. Perciò. D'altronde. qui ci sono da fare splendide scoperte. ora sparse per tutta l'Europa. l'entomologo aveva goduto. che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. Oh. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. e del resto. difficile da superare. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi. dei golia di Guinea e di Gabon. delle antidie macchiate. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. questo. l'abbiamo detto. per il cugino Bénédict. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. un naturalista senza lente e senza occhiali. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga. quando trovava qualche insetto. Possedeva ancora la scatola di latta. Ma. il cugino Bénédict. e le farò. di una semilibertà. poteva andare e venire. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. Checché ne sia. le cui zampe sono fornite di spine. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. si. ed era un grande dispiacere. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. quantunque bene cintato. quel chiuso non misurava . della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. nello stabilimento di Alvez. un'alta palizzata. in compagnia di Negoro e Harris. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica.

di Bat. temendo continuamente qualche disgrazia. la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. al piccolo Jack pareva poi immenso. Difatti. le erano stati risparmiati i maltrattamenti. e mancò poco. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. le stoppie dei baracconi e delle capanne. di Actéon o di Dingo. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. al quale dare il proprio nome. tutti gli altri. se. e fare. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. alcuni ruscelli. egli scopri alcuni esapodi. anzi. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. cespugli di piante tipiche dell'Africa. non viveva che di questi ricordi. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. del suo amico Hercule. Si informava di tutti. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. la signora Weldon aveva notato che. Voleva rivedere il suo Dick Sand. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. Alle sue domande. della vecchia Nan. e chiedeva di tornare da lui. oggetto del suo commercio. di Austin. durante il viaggio dalla Coanza.meno di un miglio di circonferenza. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. Al momento. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali. che pareva esso pure averlo abbandonato. sensibilissima. Il bambino parlava spesso del babbo. che non rivedeva più da tanto tempo. la felicità del cugino Bénédict. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. alte erbe. se non la fortuna. e la sua giovane immaginazione. Alcuni alberi.

ora. nel recinto era rimasta poca gente. né la signora Weldon. ma allora. cosicché James W. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. era sufficiente. frutta del paese. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. Inoltre. una specie di affetto selvaggio. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim. non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. le dimostrava. a suo modo e come poteva. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. sorgo. il cugino Bénédict un'altra. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. né Jack. e Halima. anzi. le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. né il cugino Bénédict vi si trovavano. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. ma certamente sincero. Insomma. dove doveva spingere le sue . Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. e.stoffe e d'avorio. Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. legumi. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. Il cibo. Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. quegli steamers arrivavano regolarmente. anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. carne di capra o di montone. In mezzo a tante ansietà. doveva essere in preda alla pili terribile disperazione. che abitava fuori. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. e non vedeva mai Negoro. e non ricompariva. l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. manioca.

anzitutto. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. — Dio li abbia in custodia. Ma. sotto la sorveglianza della schiava Halima. — Nan morta! E Dick!.. no. La signora Weldon era sola. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé. dove. ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. — Si. signora. sulle isole del Pacifico. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà. — disse la signora Weldon. Negoro spinse la porta della capanna. — riprese Negoro. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon. suo figlio Bat. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche. e il piccolo Jack.. E finalmente li conobbe. Il vecchio negro. — Voi siete sola a Kazonndé. da quando era tornato. Negoro 224 entrò nello stabilimento. Dick Sand è morto. — Nan è morta per via. senza avere avuto la .ricerche? Evidentemente. Ma che poteva tentare. asciugandosi una lacrima. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera. assolutamente sola. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi.. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure. mai! Cosi pensava la signora Weldon. voleva conoscere bene i disegni di Negoro. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris.. passeggiava nel recinto dello stabilimento. fra mille pericoli. — gridò la signora Weldon. significava avventurarsi in quelle fitte foreste. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero. non aveva più rimesso-piede. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. Il 6 giugno. forse sul litorale americano. la signora Weldon era risoluta a farlo. fuggire.

James W. che non poteva credere a quanto udiva. — Voi. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere. La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. avete un valore commerciale che intendo realizzare. signora Weldon. — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche.. — Mi avete udito? — riprese Negoro. poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese.. nello stabilimento di Alvez. Weldon. non restituire. — Signora Weldon. — rispose la signora Weldon con accento fermo. — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé. — Lui in persona. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò. ma far pagare sua moglie. suo figlio e suo cugino per giunta! . al quale voglio. 225 — Vendervi o rivendervi!. vostro marito. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. e da cui pochissimi ritornano. guardando Negoro senza rispondere.. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera.. — Si chiama.consolazione di rivedere la signora Weldon. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. La signora Weldon abbassò un momento il capo. Erano partiti per la regione dei Laghi. — Voi siete schiava. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon.

— rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio. — rispose freddamente la signora Weldon. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé. — Rifiuto.. — Dove? — Qui. mio marito. — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. — Verrà. — Mio marito non vi crederà. Quando si tratta di un negozio... sfuggito dalle mani di questi selvaggi. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. a Kazonndé. — rispose Negoro con impudenza. dietro la vostra asserzione soltanto. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio.. nell'Africa centrale. Per fare il viaggio. — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. — No. dopo avere ricevuto il . che gli dica la vostra condizione. — Ma se voglio vendervi presto. — Precisamente.... a Kazonndé. quello. non mi mancherà il denaro. e mi dipinga come un servitore fedele. se li potrà dare. e anche dell'altro. senza prove. e non sarà cosi imprudente da venire. voglio anche vendervi caro. — Soltanto. e quello era proprio un negozio.. la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon..La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello. pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto.. — Rifiutate? — esclamò Negoro. — Più presto che sia possibile. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari. — Non vi baderà. non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon.

Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli. sua moglie. e saprò ben io!. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon. oppure ve ne pentirete! Ciò detto. — Voi non siete sola qui. come voi.. una volta a Kazonndé. dimenticando perfino il figlio. è in mio potere. ella lo sapeva bene. Circa l'onestà del portoghese. il figliolo e il cugino Bénédict di poter . quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. ma si trattava del suo interesse. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa.. vostro figlio. Ma. — No! — rispose ancora la signora Weldon. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé. la voce le mancava. o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. Fra otto giorni. Il cuore le balzava forte nel petto. — Signora Weldon. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia. Dietro una lettera di sua moglie.. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro. non c'era nemmeno da pensarci.. — Ah! state attenta! — gridò Negoro. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo.riscatto fissato. almeno momentaneamente. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta.

— Allora andremo noi da lui? — Si. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito.. del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro... per non dire impossibilità. forse!.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori. sulla costa. — rispose la signora Weldon. mamma? — domandò il piccino.. — Allora gli scriverai tu. — No.. abbassando il capo per nascondere le lacrime. si mamma! viene qui? — No. no! Non deve venirci. — Con il mio amico Dick. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò.----rispose la signora Weldon.. altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre. Saresti contento di rivederlo? — Oh. la quale. — rispose la signora Weldon.. Jack. senza saperlo.. se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni. Jack. Jack entrò nella capanna e. — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack.. in un punto determinato.. era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio.. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo. Ella pensò anche che. si. — Pensavo al tuo babbo. tesoro. per non rispondergli in . no. In quel momento. e il vecchio Tom? — Si. — No.. la madre lo strinse a sé. — Hai qualche grande dispiacere. con un moto istintivo. ed Hercule... Cosi. si.. mamma? — Si..

era un'invasione! Fra poco. è vero. raccontavano esagerando. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. Bisogna dire. dovevano essere ricevuti a fucilate. tutta l'Inghilterra e tutta . Infatti. diceva Alvez. molto vaga ancora. E un po' lo si faceva davvero. civili o religiosi. ma. e 228 questi. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. non solamente all'esterno. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. gli orrori della tratta. con le crociere. alcuni altri. ora. passavano. Stanley e altri.altro modo. lo copri di baci. ma era qualche cosa. non senza valore. soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe. Livingstone. Non era. che una vaga speranza. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. con grande dispiacere dei negozianti. invece. con i loro missionari e i viaggiatori. Grant. già molto svalutato. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. ritornati ai loro paesi. Là si erano successivamente recati Speke. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. ma anche all'interno del continente. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro. le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. di Ugigi. si aggiungeva un altro motivo. alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. se si uccideva qualcuno di quei curiosi.

aveva ragione di temere. ciò che dissero. seguendo quell'itinerario. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. che non poteva mancargli. David Livingstone. uscirne per l'Angola. infatti. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. dopo esservi entrato per Zanzibar. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole. Cameron a sud. fra poco. il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley. e senza che James W. vale a dire meno visitate. Se Kazonndé era stata risparmiata. ciò che la signora Weldon intese. nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. di cosi grande interesse per lei. Nato il 13 marzo 1813. non cosi era di Cassanga e di Bihè. era questo: Molto probabilmente. villaggio della contea di Lanark. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. perché. Il negriero. Ora. e si sa che. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola. e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. alcuni anni dopo. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. il . dove Alvez possedeva degli stabilmenti. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. Stanley a nord. poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. ma ciò che sapevano.

dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. penetrò . e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra. Oswell e Murray. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari. nel paese dei Bechuana. antichi coloni olandesi. Dal Capo. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. lo raggiungeva a Linyanti. nel paese dei Makololo. Il 1° agosto del medesimo anno. che esplorò per la prima volta. di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest. Questa volta si trattava. dove sposò la figlia di 229 Moffat. diventato a forza di studio teologo e medico. sbarcava al Capo nel 1840. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. i tre figli e due amici. Il loro capo. e alla fine di giugno del 1851. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. giungeva. fondava una missione nella vallata di Mabotsa. Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. Infatti. nel 1843. un terzo doveva riuscire. la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. partendo dal Capo. Il dottore parti con alcuni indigeni. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. scopriva il lago N'gami e. Sebituané. in modo da giungere a San Paolo di Loanda. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. lo ritroviamo a Kolobeng. il 3 giugno 1852.secondo di sei figli. Quattro anni dopo. lo Zambesi era scoperto. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. e di li a due anni nel 1849. entrava a Litubaruba. il 31 dicembre. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. poi tornò a Kuruman. dopo terribili patimenti.

giunse alla foce del Leeba. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi. Da questo punto. e il 26 dello stesso mese. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. paese difficile. e va a gettarsi a nord nello Zaire. tutto cospirò contro Livingstone. il dottore. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. lo ricevette con grande onore. dopo aver attraversato il Leeba. Sekeletu. trattenuto da violente febbri. Quivi pure fu ricevuto bene. il dottore. arrivò a Linyanti. assalti delle tribù. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. discendeva il corso dello Chobè. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. che viene dall'est. e riparti con i suoi. si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo. dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. Il 14 gennaio. costeggiò la riva destra di quella Coanza. Livingstone entrava a Cassanga. il 23 maggio. il più potente sovrano dei Balonda. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. che gli fece buona accoglienza. il 27 dicembre. 230 Il dottore tenne duro. Sei giorni dopo. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. là dove riceve il Makondo. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio.nel centro del paese dei Bamanguato e. arrivava presso il re Katema. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione. si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. lasciò Linyanti e. il 20 febbraio. ribellione dei suoi compagni. L'11 novembre 1853. minacce di morte. accompagnato da ventisette Makololo. dove il giovane sovrano dei Makololo. giungeva allo Zambesi. esigenze degli indigeni. entrava a Nanielè. Là. Un mese dopo. visitava Katonga e Libonta. che . e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé. gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. Jack e il cugino Bénédict. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo.che i prigionieri giungessero sani e salvi. il cugino Bénédict e lei . lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni. almeno. dove suo figlio. ammettendo che tutto andasse favorevolmente. o i pericoli del ritorno. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. all'arrivo della nave sarebbe scomparso. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. egli risalf verso il nord. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza. La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. scortato da una ventina di negri. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante. i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto.in un giorno fissato. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. era inte235 resse di Alvez . Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. Convenute cosi le cose. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo.il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione . Dopo la sua partenza. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. e d'altronde. Il giorno dopo. questo. e Negoro. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo.

L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. specie d'oliva. raccogliere il sorgo. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. estrarre dalle drupe del mpafu. mondare e vagliare il granturco. la filatura del cotone. Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità.si trovavano in relativa sicurezza. Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro. prima di partire. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. d'altronde. e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori. Di più. specie di grosso miglio. forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ». non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule. i cui fili .

. Mentre le donne lavorano. bisogna dirlo. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne. le cure degli animali domestici. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. montoni. fatto con banane. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. capre. potè scambiare . sia quella del granturco sia quella degli schiavi. poiché. mentre esse..vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. cipolle. Di queste diverse occupazioni. sesamo. gli uomini fumano il tabacco o la canapa. il « pombé » e altri liquori. e che sono un importante oggetto di scambio. noti sotto il nome di tchilobè. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. caffè indigeno. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. bovi. si fermava e le guardava. non sentivano alcuna commiserazione. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato. La sola Halima faceva eccezione. fave. canne da zucchero. alcune delle quali hanno una gobba. per la quale. dalle corna corte. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. e finalmente. anzi. il cui succo si trasforma in sciroppo. guaiabe. cacciano l'elefante o il bufalo. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. eccetera. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne. la cui carne nel paese serve all'alimentazione. Qualche volta. l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. l'allevamento del pollame. farina che si estrae dalla manioca. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. crescono sopra alberi alti venti piedi. arachidi con le quali si produce l'olio. la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». dei maiali. giovenche di piccola razza. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. in cuor loro.

un giorno.il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile.di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. il cui canto era gradevole. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia. ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. cugina Weldon. . come fa il cuculo nel nido degli altri. come poteva. Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. invece. e uno sfeco. nidi di marabù. grattandosi a sangue. — egli rispondeva. ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. insettivori. poi vedovelle. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. che deponeva le uova in cellule non sue. senza occhiali né lente . e studiava. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi.era il 17 giugno . che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. drugo. con il petto e la gola scarlatta. purché non gli mancassero gli insetti. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. eppure c'erano li. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. costruiti con alcune bacchette. deve . calao.una minuscola ape. simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. stava sempre benissimo ovunque fosse. in un enorme baobab. che ebbe conseguenze inattese. somiglianti a quelli dei tisserini. Ma quest'avventura. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. e nidi di suimanga.

sentiva ronzare un'infinità di insetti. Rizzatosi a sedere. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo. però. non doveva essere un insetto qualunque.essere raccontata con alcuni particolari. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. non si poteva dubitarne. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. passargli tanto vicino da permet- . D'un tratto. La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto. senza. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. messo subito in allarme. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. con suo grande rammarico. egli intese un fremito. e perfino il cugino Bénédict. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. e che l'insetto. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. cosa che gli spiaceva molto. ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. in fondo alla propria capanna e il sonno. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. in quella siesta involontaria. aveva però l'udito assai fine. soltanto dall'intensità del suo ronzio. Si era dunque rifugiato. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. sotto quei raggi del sole meridiano. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo. e gli parve che quello fosse sconosciuto. cominciava a impadronirsi di lui. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. perché.

poteva riprendere il volo. Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. dal lato dell'occipite. ma si trattenne e fece bene. L'insetto. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. o almeno di varietà. peggio ancora. era li. cominciò a scendere il versante frontale . mai. aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. o anche sottovarietà nuova. Tuttavia. gli farei male. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. dopo aver girato a lungo intorno a lui. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine. guardando di sbieco. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. Infine. sulla sua testa. pensò « lo sbaglierei o. come sulla cima di qualche cespuglio incolto. andò a posarglisi sulla testa. senza contare che. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano.tergli di riconoscerlo. genere. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. no ». lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. Egli tratteneva il fiato e. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. alla punta del naso. in tutta la sua vita d'entomologo. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende. e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. l'insetto ronzante. sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. che era molto lungo. di specie. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. Mio Dio. « No. da un momento all'altro. Un esapodo africano.

e non fare 239 un gesto. perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. era. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. rimase fra le due ali frementi. i due occhi del cugino Bénédict. non bisognava gridarlo. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. facendo convergere il loro raggio visivo. senza parlare per il timore di essere punti. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. pensava il degno scienziato. — Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. una cosa semplicemente eroica. Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. che non potè trattenere un grido. o sceso al disotto? Scese. ahimè! al povero cugino. o almeno per metterlo in fuga. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale. però. giunse sulla radice del naso. L'insetto. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. e una volta giunto su quella radice. al posto del cugino Bénédict. come due lenti. Più vero ancora. L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. — la manticora tubercolosa! Però. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? . dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. potevano. A quella distanza. scenderei ». valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. si è che ogni altro.del cugino Bénédict. al suo posto. cosi ben disposto per portare occhiali. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. dopo venti piccoli circuiti. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. bisogna convenire.

il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. « No. la chiuse violentemente. come un cane che fiuti una traccia. — Maledizione! — gridò. campione rarissimo nelle collezioni. il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. si trovava fuori della capanna. ciò non sarebbe stato nella sua natura. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez. ma non bisognava perderlo di vista. stese la mano. che cammina più che non voli. e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. Perciò. egli era sempre li.del resto era cosa fatta . . 240 sotto il sole di mezzogiorno e. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare. strisciando come una biscia. per cosi dire. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. Giunta presso la palizzata. dopo alcuni minuti. » Aveva torto? Checché ne sia. evidentemente. troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere. « Afferrare la manticora. è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. Giunta li. e non gettare un grido d'ammirazione.Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. Era meglio.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. è come arrischiare di schiacciarla ». e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. . avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. la manticora intese quel grido. Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere. a meno di dieci pollici dai suoi occhi. Un momento dopo. un insetto della tribù dei Cicindelidi. eccolo dunque carponi con il naso al suolo. si disse il cugino Bénédict. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente.

Ma la manticora. il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento. si precipitò subito con la . perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui.Senza esitare. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. allorché frrrr!. Infatti. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate. Ah. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata. Ma. quella parte dello stabilimento di Alvez. disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. che era situata alla estremità nord della città.. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte.. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. guardò. con sua grande meraviglia. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano. e il cugino Bénédict temette di perderla di vista. e formava una specie di galleria. per lui senza forma apprezzabile. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno. ahimè! fu proprio quel che avvenne. D'altra parte. ma non se ne curò punto. la tana era larga almeno due piedi. il cugino Bénédict. E. le ali si spiegarono.. della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello. L'insetto svolazzava sopra la sua testa. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi.. senza dubbio. In mezzo minuto. confinava con una grande foresta. le sue elitre si allargarono. il cugino Bénédict si rizzò. essa volò via. cui era tornata la speranza di rivederla. si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria.

arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. ma l'insetto ora non volava più. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. il ronzio più intenso. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. delle sue ali di coleottero. che sfiorò. Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. senza sapere nemmeno quel che si facesse. ma anche più ironico. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto... tutto questo non sarebbe avvenuto. e di li a poco. procedeva a piccoli salti. cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. volò via. Il cugino Bénédict. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict. affannato. si fosse impadronito dell'insetto. — Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. lo sconcertato cugino. battendo l'aria . l'insetto gli sfuggiva beffandosene. il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa. con le mani aperte. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. Dimenticava. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. Le sue braccia. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. si mise egli pure a saltare. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. a seconda che la manticora saltava qui o là. come un nuotatore alla superficie dell'acqua. Con se stesso. si stendevano a destra e a sinistra.faccia a terra.

il cugino si senti trasportare attraverso le piante. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . la scatola era là. quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. D'altronde. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. era inammissibile. un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita. senza avere avuto il tempo di riaversi. nella capanna.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. quel giorno. fu presa da una profonda inquietudine. e se sarebbe tornato. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. Improvvisamente. in quella giornata del 17. In verità. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. Ora. con l'altra alla base della schiena e. come sarebbe tornato. Eppure. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. ma tutto fu inutile. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. non se lo chiedeva neppure. la signora Weldon conosceva il cugino. avrebbe ricusato senza esitare un momento. intatta. poi. mentre passava presso una siepe. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei.

e s'immagini il suo furore. se lo riprendo!. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea. Ma allora.sfuggivano. fatte con la maggior cura. Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni. Ma allora. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. nelle mani di James W. . » Ma. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. contro il riscatto.. che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via. La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero.. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. « Non valeva molto quell'imbecille ». nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati. perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia.

o che dicono la buona ventura agli indigeni. cominciarono le piogge persistenti. impiegare i loro più preziosi amuleti. Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. fu come una calamità pubblica. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. Intanto. benché il periodo della « masika ». allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ». e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. furono pregati di scongiurare il pericolo. I terreni bassi. le cose andavano di male in peggio. Si trattava di una calamità pubblica. il cui sapere era tanto più meraviglioso. non l'avevano mai messo alla . in provincia. il cielo si era coperto. che termina in aprile. si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge.È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. Ma ci perdettero il loro latino. Ora. e i migliori « mganngas ». che si trovava allora nel nord dell'Angola. Infatti. in quanto che. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. furono interamente sommersi. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. poi. Verso il 19 giugno. Si ricorse allora agli stregoni. agitare i doppi sonagli e le campanelline. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. fosse passato. e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. per gli indigeni. e più specialmente un corno. Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. coperti di messi già mature. Tutti i lavori della stagione erano compromessi. si videro di li a poco ridotti all'inedia. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. pieno di fango e di scorze. e gli abitanti della provincia. Era uno stregone di prim'ordine.

coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». 244 Il 25 giugno. ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni. Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. Un particolare. era solo. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. negro della più bell'acqua. di mattina. era un uomo superbo.prova. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. di idoletti di legno ed altri feticci. di amuleti. quattro. fatte con la creta. il vento indicava una tendenza a cambiare. in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. gli stregoni si riuniscono in tre. subito riconosciuto dalla folla. Di solito. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo. di cui una zucca formava il fondo. la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». . più una grande quantità di palline dì fimo. non si parlava che dei suoi successi. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. D'altra parte. poiché non c'era mai venuto. invece. e che era pieno di conchiglie. gli cattivavano tutte le simpatie. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». è che quel « mgannga » era muto. Una collana di crani d'uccello al collo. e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. cinque quando percorrono i villaggi. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. Il cielo era un po' meno piovoso. e questi indizi di rasserenamento. Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. Quel « mgannga ».

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

Hercule.che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé. — No. specie di isolotti galleggianti.. era pur sempre una complicazione. girando di notte lungo l'argine. invece di giungere a San Paolo di Loanda.rimanere a Kazonndé. no. quella. — Centomila legnate sul cranio.di cui Cameron parla sovente .. e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore. era anzi possibile che si gettasse nello Zaire. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. . — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea. diretto a nord.. Infatti. la larghezza i quattro. utilizzando la corrente di un corso d'acqua. Ma Hercule. — rispose Dick Sand. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo.. la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume. e che numerosi rematori . Si trattava dunque di precedere Negoro. In tal caso. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. Il primo pensiero di Dick Sand. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata. — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque. il soccorso non sarebbe loro mancato. e d'altronde poco importava. le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione. — Animale che sono! — esclamò Hercule. questo corso d'acqua era li. non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito. Là. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. Ora. deciso a discendere la corrente di quel fiume. poiché il caso lo aveva servito bene.

ma non senza pericolo. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. rocce. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. appunto a causa della rapidità di quella corrente. e vedendo li alcuni grani da beccare. per scendere la corrente del fiume. volendo passare senza essere veduto. Dapprima. Dick Sand. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. alcioni bigi e bianchi. Per fortuna. nascondeva ogni cosa. il tragitto doveva essere lungo. che gli uccelli stessi s'ingannavano. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. « arrhingas » dalle penne nere. venivano di frequente a posarvisi. cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica. tronchi . Ma. aveva progettato di viaggiare solo di notte. in mezzo a molti altri. gabbiani dal becco rosso. Però. e l'erba. Inoltre. occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive. e forse anche. E le erbe erano disposte cosi abilmente. quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole. Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e.spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. qualora la pesca non fosse sufficiente. Difatti. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo.

e inoltre. evidentemente. siccome non era proibito muoversi. Il cugino Bénédict. che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. pensando alla sua collezione perduta. bassifondi del fiume. e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. sembrava fossero deserte. dunque. del resto. Ma non sbarcò. si era collocato a prua della piroga. al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze. Durante i primi due giorni. sopra un letto di foglie secche. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. ma. cosa molto frequente sui fiumi africani. Le rive. quindi. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . a valle. le braccia conserte. Dick Sand. Attraverso le lunghe erbe. taciturno. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora. la cui robusta mano teneva il timone. Dick Sand. Quanto al piccolo Jack. il suo sguardo osservava il corso del fiume. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto. aveva capito che non bisognava far rumore. Nel mezzo dell'imbarcazione. non c'era alcun pericolo di collisione. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. con le gambe allungate.d'alberi. Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. era lì. la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. se qualche ostacolo non li avesse fermati.

hanno fronte bassa. Spesso. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. anche. balsamine. davano alle sponde un incomparabile splendore. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa. ombrellifere. non senza grande ammirazione. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali. riunendosi all'altezza di cento piedi. aloe. bauhinìa dal legno-ferro. felci arboree. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. il piccolo Jack. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. Vivono in frotte di circa una decina. — Si deve romperla. clematidi. arbusti odoriferi. Alberi di copale. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. Venti miglia più lontano. sono brutti campioni della razza scimmiesca. abbaiano come cani in corsa. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. muso color giallo-chiaro. signor Dick? . poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. Le loro alte cime. tenendosi per la coda. Passando il ponte di liane. gigli. Quelle scimmie.frequentate dagli indigeni. e gli indigeni le temono. in quella stessa giornata. Asclepiadi. la giornata del 27. formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. acacie a foglie rigide. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. — Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. — Una diga. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi. orecchie disposte in alto. Sugli argini.

ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. Imbruniva già. lasciare la barca. Hercule. Hercule potè quindi. Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. dopo tutto. almeno. Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. E in fondo. non mi verrà contestato. a colpi di scure. la diga aveva ceduto. se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso. che teneva fra l'indice e il pollice. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. che. Neanche un insetto. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. a foglie lucide. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. il bravo negro sembrava un po' confuso. _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. — All'opera. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. consegnandogliela. e maneggiò cosi abilmente la scure. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. dunque. il suo « alunno ». Cosa singolare. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. La chiamano tikatika. quando Hercule. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua.— Si. il suo dolore era sincero. quell'insetto. due ore dopo. senza troppa imprudenza. e il povero uomo faceva pena. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. capitano. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto. e non mi lascerà che con la vita! .

il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. né un imenottero. attraverso i fili delle stoppie. Erano parecchie centinaia di elefanti che. sulla riva destra. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. dovessero prosciugare il fiume. l'imbarcazione andò alla deriva. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi. .— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. 254 il paese spogliato di cosi begli alberi. e non accadde alcun incidente. poi un rumore sordo. amici! il cielo mi doveva questa gioia. la piroga correva sulle acque scure del fiume. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni. — Un insetto che non è né un coleottero. si udì un lontano tramestio. D'improvviso. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. Poi. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. che né la signora Weldon. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. poi. Per un'estensione di molte miglia. apparendo dietro le cime degli alberi. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. la luna. In quel mentre. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. né un neurottero. dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI.

il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile. Quanto alla sua direzione. picchiettato di punti brillanti. giallo-rosso di pelo. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare. la frutta. Era un animale lungo cinque piedi. di cui si udivano gli urli. le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi.gli animali però vi abbondavano. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte. alci. pure era considerevole. essa. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. il percorso.Se in quella regione mancavano gli indigeni. il sorgo. anzi alla moda scimmiesca.cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . e la cui carne fu trovata eccellente. i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. Nella giornata del 4 luglio. quasi sempre nel pomeriggio. in complesso. e in quel paese privo d'ogni coltura. dopo aver . che gli diede buona provvista di cacciagione. bianco sul ventre. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. all'8 luglio. . munito di lunghe corna ad anelli. Erano zebre che giocavano sulle rive. Difatti. né da quelle della foresta né da quelle del fiume. « caama ». il granturco. Fino allora. che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni. e anche ai leoni. che sono specie di antilopi graziosissime. non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. che balzavano fra le alte erbe. Ogni giorno. Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva.

Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. che. che. Ad ogni modo. Lunghe liane. a trenta passi da lui.puntato lungamente a nord. che senza dubbio veniva a reclamare la preda. balzò un formidabile cacciatore. ancora pieno di vita. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. 255 Era un grande leone. allorché. Dick Sand. Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile. Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. Era solo a terra. E allora. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. armate di spine a guisa d'ami. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. e non era d'umore di abbandonarla. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. quella che si moveva e quella che restava immobile. « usaka » neri assai pregiati. detta « leone di Nyassa ». che ricordano i « witebait » del Tamigi. disarmato. Dick Sand diede prova di grande sangue freddo. addentando il caama palpitante. e non della specie senza criniera. Dick Sand era perduto. il fiume forniva pure la sua parte di viveri. di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». Quello misurava cinque piedi di altezza. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. il leone lo portò . procuravano alcuni di quei « sandjika ». e gli aveva già inviato una palla. piegava ora verso nord-ovest. affumicati. rossi e luminosi. Nella giornata del 9 luglio. Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. piccoli « dagala » amici delle acque correnti. il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. una bestia formidabile. delicatissimi al gusto. ma dapprima si limitò a guardarlo. sulle tracce di un « caama ». « monndè » a testa larga. Con il salto che aveva fatto. si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. senza battere ciglio. Esitava fra le prede.

che sorgeva isolato in mezzo al recinto. non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. Ma secondo le abitudini degli indigeni. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. Più di una volta. su certe depressioni del terreno. e quel fico sacro. trovò ossa umane mezzo calcinate. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. come belve fuori della tana. se il paese era allora disabitato. . poi si allontanò e. Ora. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. forse. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio. Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. Quei selvaggi. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa. Forse. non si sarebbe ingannato. ma. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo.via come un cane porta una lepre e. frustando gli arbusti con la formidabile coda. perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. scomparve sotto il bosco. come ha fatto David Livingstone. a quell'ora. Il bravo negro l'aveva promesso. avanzi di qualche orribile pasto. in quella regione attraversata dal fiume. Nondimeno. fra la cenere appena raffreddata. raggiunti i compagni. Tre o quattro volte. in qualche radura. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. non doveva esserlo stato sempre. Tuttavia.

La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. fra le palafitte fossero state tese delle reti. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. Ora. che discorrevano ad alta voce. e immobilità completa. La sera del 10 luglio. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. abbassando la voce. il fiume. e perciò. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. Dick Sand. a prua. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio.quando Dick metteva piede sulla riva. come accade di frequente. Due indigeni. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. fuorché un . disseminato di rocce. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente. Il villaggio era abitato. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali. poiché. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio. silenzio assoluto. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. Se per disgrazia. nella piroga. ma anche abbastanza per essere visti. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce. la notte era chiara. a sinistra. Ci fu un momento terribile. gettando clamori di cui non si può avere idea. invece. non era praticabile. mentre le tiravano su in gran fretta.

di sopra. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. forse quei selvaggi non ne avevano. Non era . Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. la trascinava rapidamente. dando un vigoroso colpo di remo. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. dall'11 al 14 luglio. la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. Se venivano rialzate in tempo. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. Era più che probabile. passando. Frattanto. talvolta un sordo brontolio di Dingo. e infine. né sul fiume né sulle rive. Uno degli indigeni gettò un grido. con un ultimo sforzo. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. Tuttavia. e per maggior precauzione. la barca segui costantemente la riva sinistra. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. che si era trasformata in una specie di rapida. come aveva temuto Dick Sand. la barca sarebbe passata. Durante i quattro giorni successivi. spinti dalla corrente. Non vide nulla di sospetto. per una fortuna inaudita. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti. 257 In mezzo minuto. tanto più che la corrente. Dick Sand non lo poteva affatto. — il letto si è rifatto praticabile. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. nessun indigeno si mostrò. però. le urla da bestie feroci dei cannibali.. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa.. quando. la piroga giunse tra le palafitte. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza. e quando sorse il giorno.

specialmente dal piccolo Jack. su entrambe le rive. La pesca rendeva poco. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca. ma il deserto stesso. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. grazie al cugino Bénédict. divenne difficile da risolvere. dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. Dick Sand non sapeva come fare. si fu serviti meglio. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. la caccia non dava più nulla. in quell'arido paese. poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. ma il giorno dopo.più soltanto un paese deserto. Durante la notte. Era una sostanza poco nutriente. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. Egli stesso. dei ribaditori che ribadiscono. antilopi. ■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. non echeggiavano più i soliti ruggiti. e ciò che turbava unicamente il silenzio. bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. che ha un sapore zuccherato. Alci. Solo le euforbie vi crescevano a profusione. era il concerto delle rane. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus. e il midollo. perciò. quando Hercule gli ricordò. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. Per fortuna. fu apprezzato da tutti. La campagna. che doveva . molto a proposito.

la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette. nella fodera del cappello. cioè. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. in mezzo a un intenso ronzare d'api. Messo l'insetto in posto sicuro. Poi. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict. frugando fra le alte erbe. abbandonando all'indicatore la cera. Dick. Dick Sand stava per sparargli. . e quel giorno. E non ebbero da andare lontano. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri. \ Il miele fu bene accolto. li invitava ad accompagnarlo.il che era verissimo . e ci procurerà miele in abbondanza. se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. nella giornata del 12. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. Alcuni minuti dopo. se. infilzatolo. che costituisce la sua parte di profitto. apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie.e fu fatta man bassa su quella manna. a miriadi. che. Ce n'era da caricare dieci . lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco. non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack.. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello.immortalare il suo nome. effettivamente. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate. — non tirate. cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. posandosi e volando a volta a volta. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. è un indicatore. e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. — rispose Dick Sand. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che.

avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. prima di giungere al litorale. 16. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava. il calore 259 eccessivo del giorno. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. la barca continuò ad andare alla deriva. avvenne un cambiamento di direzione. l'umido della notte. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. gli assalti continui delle zanzare. — Il mare! — gridò. Dal canto suo. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce. poiché se quello era lo Zaire o Congo. e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti. eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. è vero. A questa parola. allorché la mattina del 14 luglio. non ancora il mare. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. d'un tratto. Dick! — rispose la signora Weldon. ma la direzione generale era piuttosto verso nord. Nei giorni 15. Era tempo d'arrivare. era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare.ma insomma ne mangiò. — No.volte la barca e. e aveva ragione di sperarlo.sospirando. e perciò. abbrustolite a fuoco lento. 17 e 18 luglio. . Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie. Nondimeno. fra un paese meno arido. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. Si. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità . sulle acque . quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua. Dick Sand era dunque molto inquieto. Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. Dick Sand sperò che cosf fosse.

ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli. Ancora alcuni giorni. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. i cui occhi brillarono di gioia. — È il rumore del mare! — disse Hercule. ma vigiliamo con estrema attenzione. Dick Sand rimase a prua. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. al disotto del fiume. a circa mezzo miglio. volle saperne la causa e. e ciò divenne anche troppo evidente. continuando ad ascoltare. un rumore lontano.argentee del fiume. si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. durante la notte. — rispose Dick. ma non erano vapori. Dick Sand. Hercule tornò a poppa. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. — A riva! — gridò Dick Sand. Dopo questa risposta. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. ancora molto sordo. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. nondimeno. quando. si fece udire verso ovest. Ma il 18 luglio. non un soffio agitava gli strati atmosferici. in grande ansia. Il rumore cresceva. — Aspettiamo il giorno. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. scotendo il capo. A valle. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti. La notte era calma. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. Verso le tre del mattino. le . mentre la signora Weldon. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. A valle. presto si cambiò come in un lontano muggito. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. — No.

ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). il suolo che veniva a mancare improvvisamente. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. — esclamò il piccolo Jack. e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. V. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. ma irresistibile impetuosità. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. — Si direbbe che pianga. né Hercule sapevano che pensarne. essi toccavano terra fra una verde . non si poteva nemmeno pensarvi. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume. Alcuni minuti dopo.cui acque si precipitavano con superba. che ormai avrebbero dovuto attraversare. Dingo gli sfuggi. Era. Un mezzo miglio più avanti. CAPITOLO XIX S. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. Dick Sand. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra. né Dick Sand. come si è detto. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. molto folti. man mano che vi si avvicinava. poiché la barca non poteva più seguirne il corso. del resto. abitato dai cannibali del Congo inferiore. CON UN VIGOROSO colpo di remo. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. In quel punto. allacciando Dingo con le braccia. Né la signora Weldon. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso.

— Signora Weldon. Dingo rialzava la testa e. e ognuno mise piede sulla riva. . « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. Alcuni martin-pescatori. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. Ciò fu notato chiaramente da tutti. il suo padrone! Ah. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. Jack. Là sorgeva una capanna in rovina. non avevano fatto dieci passi. invitava a seguirlo. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. signor Bénédict. con il fucile carico. facendo udire continuamente dei latrati. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. e piccoli aironi. già quasi cancellate. Egli entrò nella capanna. volarono via subito. — Era. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. Un istante dopo. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. — Attenzione! — disse Dick Sand.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. con le assi sconnesse. gettando un sibilo acuto. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. Dick Sand. che si potevano però distinguere ancora. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. Il cane. bianchi come neve. sulla quale si curvavano grandi alberi. Hercule con la scure alla mano. con il muso a terra. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. che ritrovarono Dingo. — E quest'uomo. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. Hercule! In quel momento. seguiva una traccia. doveva essere. non ci lasciate! Attenzione. con piccoli salti. Nella foresta non c'era alcun sentiero.

. e ne sfuggi un pezzo di carta. e non doveva più dimenticarle! Poi.. VERNON ». dava il nome dell'assassino. con la data e con il movente dell'assassinio.. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia... Compiuto il delitto. e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi. qui. Dinanzi a quelle due lettere rosse. che. e là era stato mortalmente colpito. Non terminò la frase. Quelle parole dicevano tutto. prima di morire.. si era trovato il denaro rubato e. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna... Dingo!. era stato raccolto dal capitano del . Dingo aveva imparato a conoscerle. tornato alla costa. La scatola fu aperta..... Il viaggiatore francese.. era guidato da Negoro. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile. Samuel Vernon. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso. lo aveva chiuso in quella scatola dove. Quel biglietto. derubato dalla mia guida Negoro. con un ultimo sforzo... partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa.. abbandonato. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto. giunto in quel punto delle rive del Congo. Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez... Aiuto!. — le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon. S. e abbassandosi. Si sa come fosse riuscito ad evadere..! — esclamò Dick Sand. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome..— S. derubato. a centoventi miglia dalla costa. sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato. condotto a San Paolo di Loanda. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata. Negoro prese senza dubbio la fuga. 3 dicembre 1871. V. che decise di impadronirsene. che si trovava in un angolo della capanna. certamente. a recarsi nella Nuova Zelanda.

quel bandito. lo videro precipitarsi sopra un uomo. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. Si. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. evidentemente. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. Il miserabile.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. un uomo era alle prese con il robusto animale. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. allorché Dingo. Ma non era senza ragione. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. si slanciò fuori della capanna. si può dirlo. Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. quando Dingo. Jack. e Dick Sand. Era dunque evidente che. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. di furore questa volta. quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. orribili grida si fecero udire a breve distanza. Il portoghese non dava più segno di vita. Quasi subito. trascinandosi fino alla . scoprendolo. nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. Nel frattempo. la signora Weldon. colto sul fatto. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. gli era balzato alla gola. dalla giustizia divina. dove aveva ritrovato Negoro. Era Negoro. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. che rotolò in terra. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. colpito. gettando un urlo. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. e tutti lo compresero. Bénédict. seguendo le sue tracce. e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon.

Ma non importa. Fatto ormai certo. ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. e questo era un pericolo molto serio. vale a dire per un miglio o due. Entrambe. poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. pianto da tutti. Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo. — Passiamo sull'altra riva. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che. in quel luogo il fiume non era più praticabile. e Dingo. Non rivedendolo. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. almeno fino a valle delle cateratte. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare. su questa riva mi pare che rischiamo di più. quel fiume era il Congo. fu messo nella stessa fossa del suo padrone. o la riva destra del fiume. . non possiamo . lo avrebbero evidentemente cercato. signora Weldon.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. disgraziatamente. Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. Grandiose cascate. Negoro non era più. Tuttavia. sotto una longitudine. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo. poiché Negoro la seguiva. e senza perdere un istante. è lo Zaire. sotto un'altra il Lualaba.capanna. — Rimane dunque da decidere. e gli indigeni sono assai temibili. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. dalla parte del fiume. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. — disse la signora Weldon. e. — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. mi sembrano pericolose. — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra. andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon.

— È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. — Si. Prese queste disposizioni. e alcuni spruzzi. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate. — Forse sarebbe meglio non separarci. Dick Sand stava per partire. l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. La signora Weldon. signora Weldon. rannicchiati nelle macchie di papiro. signora Weldon. la corrente. di attraversare il fiume con voi. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo.. Dick. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. A quattrocento piedi a valle. giungevano fino al giovane allievo. attraversarlo era facile. Dick? — No. la piroga.. ma non abbiate alcun timore per me. — No. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. — Porta con te il fucile... aspettando 11 suo ritorno. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. sollevati dal vento da ovest. Vegliate bene. La signora Weldon e Hercule. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. In breve. — soggiunse la signora Weldon. in quel punto. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. Il fiume. Hercule! Dopo questa risposta. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto. come se avesse qualche presentimento. senza essere fortissima. però. sciolta dall'ormeggio. lasciatemi andare solo. la seguivano con lo sguardo. passerò quattrocento piedi più in su. non sbarcherò. avvezzo a maneggiare il remo. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte .esitare! Prima. Egli fremeva al pensiero che la piroga. — rispose Dick Sand. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate. sarò di ritorno. Questo era agire con prudenza.

aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. Dick Sand. con il fucile spianato. Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. avendo veduto ogni cosa. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. prima o poi. Un quarto d'ora dopo. Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. echeggiarono delle urla. non sapendo che decisione prendere. Padrone di sé. La barca stava per essere spinta al largo. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata. il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. erano risaliti sull'argine. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume. Erano i cannibali del villaggio lacustre. che non pensava a sé. però.precedente. teneva sotto mira i cannibali. dinanzi al fucile puntato su di loro. si sarebbe perduta in quelle cateratte. uno di quegli indigeni si rialzò. i cannibali si accingevano a passare il fiume. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. abilmente maneggiato. Dick Sand si vide perduto. mentre la . ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. avevano scorto i fuggitivi. In quel momento. ritto a prua della barca. non si muovevano. vale a dire una preda per essi sicura. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva.

Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. Fuggire? E a che cosa serviva. Infatti. non più governata dal remo. I cannibali gettarono un urlo di terrore. essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. — fuggite! Né la signora Weldon. che quella barca.. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita. e il remo. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate. Ora. E non esitò a farlo. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. In breve. gli indigeni. ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo. del resto? Entro un'ora. Difatti. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso.. spezzato da una palla. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola. aveva preso il filo dell'acqua. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese.piroga attraversava obliquamente il fiume.. inginocchiati sull'argine. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. Il piccolo Jack e sua madre. — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. gli fu mandata. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo. — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. cioè. volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra. gli mandavano un ultimo addio. si gettarono fuori della piroga. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. la piroga. andò in schegge. né Hercule si mossero.. nella quale avrebbe . In quel momento. poteva essere la sua salvezza. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. che fecero capovolgere.

giungeva alla riva sinistra. Dopo le cascate di Ntamo. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. senti l'irresistibile corrente trascinarlo. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. la quale. Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. Buon nuotatore. e dopo essersi tuffata profondamente. L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma. fino a Yellala. In tali condizioni. essi. per la rapidità della caduta.. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia.. il fiume non è più che una serie di . anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso. però. il 20 luglio. che la barca capovolta non aveva protetto.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. in un ultimo istinto. tornò alla superficie del fiume. e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. e vi ritrovava la signora Weldon. alla foce del Congo. che Hercule aveva condotti in gran fretta. poi. Un quarto d'ora dopo. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. Non erano mercanti di schiavi. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. lo avrebbe certamente soffocato.

sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim. quattro anni dopo. Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. chi può dire a quali pericoli. uno dei desiderata della scienza entomologica. Dick Sand. Jack. e tutto ciò che meritava il bravo negro. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. dopo avere stretto la mano a James Weldon. e una volta là. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!.. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama. come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima. informò James W. Il 25 agosto. l'altro l'amico di casa. nel suo studio tappezzato d'insetti. sarebbe partito per la costa d'Africa. finalmente. più a valle. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima .. Un telegramma. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo. Là l'intrepido viaggiatore doveva. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». Là. L'11 agosto. mandato a San Francisco. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict. il degno scienziato. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma. Stanley ne ha contate sessantadue. la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana.. e nessuna imbarcazione vi può passare. Il giorno stesso del suo arrivo. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo.rapide e di cateratte. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. la signora Weldon.

i suoi studi idrografici e. — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. distinguendosi. aveva terminato. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. Perciò. . che. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta. il coraggio. che non se ne accorgeva affatto. egli era circondato dalla stima. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. quando Hercule lo aveva preso. si è trovato al disotto del proprio compito.. con il suo lavoro. a diciotto anni. ma per fortuna guari. appena giunto a terra. munito di un diploma per merito spe268 ciale. Infatti. Nonostante la sua giovane età.. per mancanza di sapere. era perché. pur lavorando molto dal canto suo. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia. Weldon. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. quello dell'uomo che. la fermezza. e non sospettava nemmeno. e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. Tre anni dopo. — Sf! — ripeteva spesso. si potrebbe dire dal rispetto di tutti.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo. il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni.

Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. furono li li per essere soffocate. e finalmente vi riuscirono. il 15 novembre 1877. e il brindisi migliore. che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . Abbordaggio . Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. James Weldon. dove la schiavitù. attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. è inutile dirlo. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. Bat. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa. dopo essere scampate a tanti pericoli. e un bel giorno. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. cui tutti risposero acclamando. stava per essere abolita.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . dagli abbracci dei loro amici. Actéon e Austin. ma James W. quel giorno. pensava continuamente al vecchio Tom.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. Quelle brave persone. Erano il vecchio Tom. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa. quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione. grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo. e neppure Dingo. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon. ad Austin e ad Actéon. a Bat. del resto. Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. « al capitano di quindici anni! ». Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar.

Alberetti .Colonna fissata al ponte della nave. Alare . 3.Fusto di abete.Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso. Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora. Accecare {una falla) .Togliere l'acqua da un'imbarcazione. 2.Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità. e che termina con una cuffia girevole di ottone. Alberetto di maestra . era in uso nei combattimenti navali del passato.Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente. Acconsentire .L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. abbrivo . ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di .essa e iniziare il combattimento ad armi corte.L'iniziarsi del moto di una nave. 5.Tappare una via d'acqua con stoppa. e manovra per eseguirla. hanno U seguente nome: 1. Sui velieri.Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica. Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave. È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso. così che non può piti riprendere la sua funzione.Vedi albero. Abbrivare. accostata . allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione. Abbordare . Accelerare. quando gli alberi sono più di uno. sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola. Alambardata . Accostare.Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra. Alberi attelati . Alberatura . di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela. Alberare . Affaticato . 4. Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi. Aggottare . Albero .Vedi albero di maestra. tela o altro materiale adatto. Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre.Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela. Abitacolo (della bussola) .Francesismo. Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra.

dove i fianchi si incurvano per formare la poppa. Ancora . imbarcazioni.Massimo grado della Marina militare. Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano. Allineamento . serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre. TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA . Altezza (di un astro) . Allievo . si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza.ALBERO DI PARROCCHETTO .Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele. 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto. generalmente in cavo di acciaio.ASTA DI FIOCCO . Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti.una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche.ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE. Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora. in un numero di quattro o più. bandiere. TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA .L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale.Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul . ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni. a dritta o a sinistra. Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi.Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie. Ammainate . ecc.).Il reato di marinai che. passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro. Ammiraglio . compreso fra l'astro e l'orizzonte.ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO.ALBERO DI CONTROMEZZANA .La parte della nave. Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini. a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO . gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. Alloggio .ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO. Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi. Ammutinamento . pennoni. Anca .ASTA DI CONTROFIOCCO. velaccio e belvedere.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa.Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile.

Attraccare . Arare .Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento.Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera. Ancoraggio . Armare .Mettere a posto ogni arnese marinaresco. Antenna .Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana.Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento.) o verricello. Attrezzare.). l'ancora emerge. A riva . B .fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene. Aspa . che ruota a mano o a motore. Avaria . Ancorare .Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo.L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina. tirata l'intera catena. è composta da un cilindro.L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco. Si chiama anche. ad asse verticale od orizzontale. Angolo orario . Ardente . dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore.Vogare con la massima forza.Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione. tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata. Arrancare .L'operazione di dar fondo all'ancora. Non è perpendicolare all'albero ma inclinata. Si dice anche arriva. approntare una nave. molinello (v. se ad asse orizzontale.Vedi orziero. Argano .L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera. campana (v.In alto sull'alberatura. Asta della bandiera . Attelare . ancora a riva: quando. è lungo quanto è profonda l'acqua.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione. Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo.

Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v.Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi.Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera. maestra e mezzana.Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v. La vela ad esso invergata prende lo . Si dice anche trevi.Vedi campana. essere o dare alla banda: essere sbandata. barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento.Baglio . beccheggio . Barra . destinata alla caccia delle balene. mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento.Nella struttura di una nave in legno.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto. Battagliola . Baleniera (nave) .). Barcaccia . Belvedere . una volta a vela e oggi a propulsione meccanica. Barbetta . Basse vele .Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere. Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano.) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria. cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova. Beccheggiare. è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure. Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio. Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore.Posizione inclinata della nave. Barometro . Battura (della chiglia) .Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone. Battere i quarti . Banda (Alla) .Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame. Barcarizzo .Nave. Batteria .Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini. Baleniera (lancia) .L'imbarcazione più grande di bordo.Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. Salire in batteria: salire sul ponte omonimo.

bordeggiare (v.Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi.Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag.Cima che. Bracciare . b.) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai.È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento. da ormeggio). Bordare . di poppa. di prora. del centrò.Allentare i bracci (v.Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli. Boccaporto . Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni.)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile.).) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v.stesso nome. quest'ultimo detto anche gran boccaporto. generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente. {Stringere il vento (v. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco.).L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v. Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina. legata al gratile di sopravvento di una vela quadra. Bolina . Bitta .Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento. Si chiama anche galletta. Bordo . Bompresso . viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta. Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa. Biscaglina . b. Prende nome dalla sua ubicazione.). L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v.)]. Bolina (Di) . tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v. Biscotto . Bordata .Il fianco della nave.Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v. Bordeggiare .Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio.Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire. Biga . Bozzello .Nome dato in marina alla carrucola.) da un lato e tirarli dall'altro per .Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento. b. È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {.

quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche. Calafatare .) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto. Anche l'angolo di una tenda. serve a sostenere le tende. Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo. Bratto (Remo a) . Campana (Colpi di) . Alzare la bugna equivale a smurare (v.Parte girevole del-Vargano (v.Voce antiquata per varea (v. Campana (dell'argano) .Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v. cioè nel senso della larghezza della nave.Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo.Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare.) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma . C Cala . Brulotto .Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive.Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v. Braccio . Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave.Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta. Cappa . Campagna (di pesca) .Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v.) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento. al quale si legano le scotte (v. Candeliere .L'angolo inferiore di una vela.). Branda . Carabottino . Brigantino-goletta .Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle. Cambio del quarto .Veliero a due alberi.)].Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti.).far ruotare i pennoni (v.).Letto pensile di tela dei marinai. altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola. e bompresso con fiocchi.) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare). Calare . Bugna . Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v. a volte smontabile. Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia.).Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo. Buttiverga . Calare a picco: affondare.Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana. Vedi anche cuccetta. serviva per provocare incendi e distruzioni.Abbassare o mettere giù.

La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa. Cassero .Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v.).) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e. Castello .). manovra). sopraelevato rispetto al cassero (v. Si dice anche opera viva (v. che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v. e. Casseretto .).Manovra corrente per caricare i pennoni volanti. mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento. Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio. Carena .È il ponte parziale.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa. Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale. Cavigliera . Caviglia a dritta: spostare il timone a destra.).).Manovra corrente per caricare i pennoni (v. sopraelevato alla coperta.) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v.Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente. Cavo . al-lorza: ordine dato al timoniere (v. Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v. Caricamezzi . Caviglia .L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v.). manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse. sopraelevato alla coperta (v.albero di maestra (v. alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio. compresa tra l'albero centrale {.Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata.Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v.Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave).Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v.)] a poppa.) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v. 274 Caricascotte . Prendono il nome dai rispettivi pennoni.dell'acqua.)] e il casse-retto (v. al centro della nave (cassero centrale). Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio .). Casotto di rotta . Caviglia della ruota del timone .

S la seconda vela.Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave. Commodoro . .La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri. si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v. nel senso orizzontale. Chiesuola . Contromezzana . proteggendosi reciprocamente. Coffa .La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v.Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre.Antica nave da guerra a tre alberi.Gruppi di navi che procedono insieme.Giro completo di una cima attorno ad un oggetto.). Coronamento di poppa . Coltellaccio . Conserva (Navigare di) .Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole. che partendo dal basso. Cazzare . Quella pili bassa si chiama coffa (v. Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave. Collo . che porta lo stesso nome. al quale è inferita la vela quadra più alta. situata nella parte più bassa della carena (v. Coperta o ponte di coperta . Controfiocco .).). Chiglia . con la parte rotonda rivolta verso la propra. Controbracciare .)].L'azione di dare ai pennoni (v. Posto di vedetta. con l'effetto di far retrocedere il veliero.Tesare un cavo il più possibile. Crocetta .Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi.).marinaresco.Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua.Il più alto pennone dell'albero di maestra. Controvelaccio . più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto. con batterie coperte e scoperte. Corvetta . l'inclinazione opposta all'attuale. La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave. Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera. un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore.Vela àurica trapezoidale o triangolare. Contento .Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave.L'orlo superiore della poppa.È la spina dorsale dello scafo. Controranda .

che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina. scapolare. Disincagliare .Crociera {di navi da guerra) .Partire (detto di nave a vela). Si dice anche occhio di cubia. Cuccetta . D Dare fondo . Fare vela .Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo. Droma .Oltrepassare.) è smontabile. Doppiare . il lato sinistro. cioè sinistra. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave. Fasciame . che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda.) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua. girare un capo o una punta della costa.)].Ancorarsi.Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde. Dritto .Fanale a luce bianca sulla estrema prora. dritto di poppa. Si dice anche montare. In deriva.Apertura nella carena (v.Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga. Deriva {Alla. Cubia . Fanale di via . Duro . mentre ia branda (v.Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare). Dare volta . fuori della rotta stabilita.Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici. Il verbo « legare » in Marina non è usato.Lo spostamento laterale. Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento. Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura . F Falla . « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco.Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora. Lo stesso si dica per « babordo ».Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo. Fare il punto .Il lettino fisso di bordo.Lato destro della nave guardando verso prora. vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v. Fanale di fonda . dritto di prua. in) .L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. di vigilanza o bellici. Dritta . visibile da ogni lato.

nel caso di una manovra o per cattivo governo. Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce. le scotte: manovra corrente per serrare le vele. Filare {una sàgola.) e che vanno al bompresso (v. Essere alla fonda: essere ormeggiato. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola. unita con le altre. i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi. Fiocco . F. F. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie. mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi.Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. Formaggetta . secondo fiocco.). Vengono usati per proteggere le murate.Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita.L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale. una cima.Striscia di tela che. controfiocco. arrotolate strettamente. Fileggiare o sfileggiare .Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v. la catena dell'ancora) . Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare. gran fiocco. Ferzo . La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 .Lo sbattere o palpitare delle vele quando.della nave. Fonda . detta di Beaufort. Forza del vento . cioè piegarle e arrotolarle. forma una vela o tenda. A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna. ancorato.

Gaffa . in navigazione.L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo.Vedi controranda. Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni.Piccola asta con due uncini in punta che serve per .Libero dal servizio.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele . anziché di quattro come negli altri turni. Gabbia . il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde. di maestra.). Frangente .La seconda vela. (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta.Marinai addestrati nel maneggio delle vele. di tutta l'attrezzatura marinaresca. una secca o scogli affioranti. di bompresso. dev'albero di maestra (v. Per estensione con lo stesso termine si designano la secca. della durata di due ore soltanto. Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione.Turno di guardia (v.Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. Gaettone .Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello. a cominciare dal basso. Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20. e in genere. Freccia . Fresco . Nave a vela' da guerra del passato. Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v.). Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g. (Vedi guardia franca).) Gabbieri .). Franco . g. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti.

Guardia franca .accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo. lunga. ormeggio e rimorchio..). Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v. nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi.). Guadagnare al vento . che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. . Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. ecc. dall'approdo. ricurve alle estremità superiori. seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) . per significare turno di guardia.). Ghia . » 0 » 4 7..Vedi ralinga.L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza.Antica nave da guerra. agganciare paranchi (v. fornita di remi.Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio.Guardia libera dal servizio. .. diana. Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari... rimorchio <v.» 18 » 20 5. guardia del pomeriggio » 12 » 16 3. Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento.Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso. Governare . Gherlino .. 277 Gru o grue delle imbarcazioni . con il bordo assai basso. con circa cinquecento uomini di equipaggio.Strutture in ferro.. Gratile . . secondo gaettone . due alberi e vele latine. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2. . In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1. Galea o galera ..» 4 » 8 La parola « quarto ». Golfare . prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) . ecc.. e guardia pari. che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri.Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta. primo gaettone . fissate e sporgenti lungo il bordo.Dirigere una nave usando il timone. » 16 » 18 4.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v. Guardia . Griselle ..» 20 » 24 6. ecc.) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi. non è più usata nel gergo marinaresco italiano.Anello di ferro imperniato in coperta.

i bozzelli ecc. fissare una vela ad un pennone (v.Guarnire . ad una antenna. Inferitura . quella voluta inizialmente.Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle.). ecc. ecc. per il loro uso immediato.Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo.Allacciare.) in modo da rimanervi impigliati.Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di.Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. Legnoli . Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela. ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v.Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave. Imbroglio . Guarnire un paranco. pennoni.Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone.)] delle estremità. un caricabbasso. Linee d'acqua .Sistemare gli accessori degli alberi. Impiombatura . Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v. allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento.Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ».). con cinque od otto banchi di voga.el vento: nella direzione da cui proviene il vento. per mezzo di cordicelle [matafioni (v. .). Lunghezza . con i matafioni (v. Lancia . Iole . vuol dire prepararlo.Vedi inferitura. perpendicolare all'albero.). disporlo. Linea di galleggiamento .È la baleniera delle navi mercantili.Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela. all'antenna. vele.Imbarcazione a remi con poppa quadrata. ecc.Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto. Intestatura . uno in prolungamento dell'altro.Mettere il pennone nella sua posizione normale. Incrociare . Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v. Invergatura . Inferire . Levare barra . Vedi barra.Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli.)]. o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento. Incappellaggio . Letto . Si dice anche scappavia. In navigazione sono tenute alzate dalle gru. Imbrogliare . Nel letto d.Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici.Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v.

correnti o volanti.Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele. golfari. Le manovre si distinguono in: m. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore.) e di tutte le cime che si usano a bordo.)].La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante. Alta marea: il livello del mare più elevato. Manovrare . Marea . marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea. Mangiavento . ossia con andatura che . stragli (v. ecc. Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. Anche albero maestro. fisse o dormienti. Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi. fissato mediante avviatura o copiglia. cavi d'ormeggio. bozzelli. e verso il largo quando il livello si abbassa. dovuto al fenomeno di marea.). ecc.278 M Maestra . bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {.Fenomeno.): è la vela maggiore della nave. marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. paranchi. Maniglia .Il maggiore degli alberi di una nave. imbrogli.)].La vela pili bassa dell'albero di maestra (v. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. Manovra . Mare lungo .Nome generico di tutti i cavi (v. (v. del timone.sàrtie. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. i pennoni [bracci. ecc. nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea. m.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente.Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. Maestra (Albero di) . o per fissare manovre. marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza. Mascone .

Molinello (per salpare) . Mettere alla vela . Cambiare le mure: cambiare.). Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. Dicesi anche caricamezzi (v. Mettere in ralinga .Vedi nostromo. Mezzana (Albero dì) .). Montare . Mollare (le vele) .).Salire sull'alberatura. virare di bordo (v.) orizzontale. Matafione . .Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. di trinchetto e v.Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v.Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili.Unità di misura delle distanze in mare.Argano (v. cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra. Morsa . 279 Mura . Si chiama anche sbovo.Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi.Mare sulle mure per tesarle.Spiegare alcune vele.Manovra corrente per caricare i pennoni (v.Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve.Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave.Vedi ralinga. Mastro . Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza.)]. Mettere alla cappa . Miglio (marino) . destinato a legare vele o tende. Murate . Mettere tela . H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v.Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi. di maestra (v.Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate.Vedi altezza. Montare a riva . possa colpire la superficie della vela stessa. Mastra . quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave.Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo. serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento.Vedi doppiare. Mozzo .)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v.). Mezzi .55. Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra. Meridiana .provoca minor disagio alla nave con mare grosso. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni. È lungo metri 1851.

Si usa questa parola invece di miglio (v.Lato della nave dal quale spira il vento. in relazione all'andatura della nave. Olio (per calmare le onde) .) Orientare il timone (alla bolina) .). Nodo . stringendo quindi il vento al massimo.Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla . Nostromo . Ormeggio . L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy.Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile.Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. Opera morta .Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre. Orientare il pennone . cioè perpendicolari alla chiglia.Veliero con tre alberi a vele quadre. Navigare in poppa: avere il vento favorevole.Murata . Vedi cubia.Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora. di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile. O Occhio di cubia .Ciascuno dei due fianchi della nave. guarnite. Opera viva .). È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v. l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile. legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti.Navigare con le boline. Orientare le vele .Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave. nelle vicinanze della nave. N Nave (attrezzatura) . capo dell'equipaggio.) per indicare la velocità di una nave. Orza .Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi). Le posizioni fondamentali sono due: in croce.Il sottufficiale più anziano di òordo. (Vedi bracciare.) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v. Ormeggiare .) del solcometro (v.Disporre le vele in modo che.)]. Navigare di bolina . Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro.Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente.). sopra la linea di galleggiamento (v.

Si dice anche ardente. P Pagliolato .Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele. più in generale. un cavo che passa per ambedue. Paramezzale . senza azione del timone. che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente. Paterazzo .Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele.) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v.Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi.Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi). Orza quanto leva. e da.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela. una fissa e l'altra mobile.) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele. Ossatura .L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v. Serve per sollevare pesi e.L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave. Parasàrtie . Pennone .) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v.).) e delle imbarcazioni.Si dice di nave a vela che.Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre.L'insieme delle tavole dei ponti. Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi. Orzare . Pagliolo . a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al .Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento. Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata. Mettere m panna: la manovra relativa. tende a venire con la prua all'orza. Prende il nome dalle vele che regge. Paranco .) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento. Parrocchetto .Pezzo di costruzione che come una chiglia (v.direzione del vento. Orziero . ossia ad avvicinarla alla direzione del vento. alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente. È il contrario di poggiare (v. Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v. 280 Panna .

Vedi quartiere. alla corrente. « a dritta ».pennone con i matafioni (v. sul tavolato.L'essere immerso.Si dice di un veliero quando. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. Pozzo delle catene .Asta appoggiata ad un albero.Estremità posteriore della nave. Prora o prua • Estremità anteriore della nave.La base dell'albero. senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia. poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento. ecc. Pescare . È il contrario di orzare. Presentare. Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi . riferito all'opera viva di una nave. Poppa .Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente. Ponte .Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave. Prendere il vento . venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa. Ponte di comando .Vedi vele a collo. Poggiare . Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento. . a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo. ecc.). Poggiero . ecc. Portello . Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero. Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda. « di poppa ».Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora. Pie d'albero .Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. « a sinistra ». per far poggiare tutto.Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). la corrente. Portare . Prendere a collo .Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave. presentarsi al vento.). inclinata rispetto ad esso. che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti.Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ». Picco . ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. Il ponte superiore scoperto si chiama coperta.

Riconoscere .Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo.Vela di taglio (v.all'albero di trinchetto (v.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v.Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola.Identificare la zona della costa in vista per mezzo . di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna. Il suo lato anteriore è addossato all'albero. Ralinga o relinga . Rialberare . e il lato inferiore ad un trave detto boma. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco. Quadrato .Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa. tra i vari ponti della nave. di caduta: quelle dei due lati verticali. Quartiere (di boccaporto) . Q Quadrante . dove (nelle navi di un tempo. Puntali . Raffio . Punto (nave) . Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo. Rampone . r.) delle stive. sopra la linea di galleggiamento della poppa.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna. Si distinguono in: primo. e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione. Randa .Grossa fiocina usata per la caccia alle balene.Navigare lungo la costa alla minima distanza. R Raddobbo . Ricavo dei paranchi .Lo spazio centrale. Randeggiare .Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro.Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali. terzo e quarto quadrante. Quadro di poppa . a forma trapezoidale.Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza. secondo. Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga. R. Quadratura .) della specie chiamata « àurica ».Vedi alberare.) dei ponti.).Cima o bozzello per alzare i paranchi. Si chiama anche gratile.È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa. quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v. Vedi marea.

S Sàgola . Rinfrescare .Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v. Rimorchiare .Il fissare in modo che risultino solidali con la nave. un galleggiante privo di mezzi di propulsione.L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato.Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. Rispetto (Materiale di. Rollare. Rizzatura . per mezzo di rizze (cavi).Cambiamento repentino della direzione del vento. partire.L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per . Sartiame .Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura.L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare.Sostituire una persona in un servizio di guardia.Navigare contro vento o sui bordi. degli oggetti a bordo. Sbandare . Per estensione: lasciare l'ancoraggio. Rizzare . rollio .Cavetto di canapa usato per scandagli. per mezzo di gómene o catene.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua.Sulle navi da guerra.Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa.delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione.Direzione della nave. Salto (di vento) . 282 Ruota del timone . Si dice anche ritegno. Rimontare (il vento) . Salpare .). il deposito delle munizioni.La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone.Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato. Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione. Risacca . ecc. più genericamente tutti i cordami di una nave. Ridondare .) o del beccheggio (v. Sàrtia . Rilevare . Ritenuta . Rimorchio .Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata. Rotta . Santabarbara . Vele di) .Trascinare. bandiere.

Scapolare . Scontro .Chiudere.)].). Sbandata .Misurare la profondità delle acque. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno.)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento). Sentina . Schifo .cattiva disposizione del carico. Sestante .Lo spostamento laterale. come diminuzione di velocità.Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v. Scandaglio . Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza.Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v. Scopamare .Vedi doppiare. palischermo. indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature.Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa.Togliere un pennone dalla sua posizione normale. Scandagliare .Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto. fuori della rotta stabilita. che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v. Scotta . Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele. Prende il nome dalla vela cui si riferisce.Strumento per misurare la profondità delle acque. Serrare . È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v. cioè in croce. Scrociare . arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata). suH'albe-ratura e sulle vele.Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno.) o da altra causa.). per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra. Serretta .La parte più profonda della stiva (v.Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione.Piccola imbarcazione.Strumento per misurare gli angoli.Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. Scafo . serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è . scarroccio . Scarrocciare. perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta. Scadere .

il deposito dell'acqua potabile.Apparecchio per misurare la velocità della nave. Stivare . Si dice anche smanigliare.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea. 283 Smurare .Vedi fileggiare.Lato da cui spira il vento. dove la curvatura è maggiore.) graduata con nodi che. Sopravvento .) fatta in base alla rotta seguita.Vedi aggottare. battello fluviale a vapore.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. Sfileggiare .Lato opposto a quello da cui spira il vento.)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v.Pezzo dell'ossatura della nave.Staccare i cavi o ritegni. manovre.Ognuno di quei cavi. Steamer . È composto di un galleggiante. Stima .Allentare quei cavi [mure (v. Straorzare . Smagliare . che costituisce la parte delle coste. e di una sàgola (v. Stiva . Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento.La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio. per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone. durante il quale il livello del mare rimane costante.Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive.Ordine dato alla guardia (v. Sizigie . paranchi e golfari. . Straglio . Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano. Vedi marea.Lo spazio destinato a contenere il carico. Stanca . Steamboat . Sottovento . dà la velocità della nave. Sgottare . cavi d'ormeggio. Staminale . alla velocità mantenuta e allo scarroccio. Sezioni a posto .in vista della costa. battello fluviale a vapore.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua.Piccolo armadio di bordo per vari usi.Venire con la nave rapidamente all'orza. svolgendosi. Sinistra .Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora.) per eseguire le mansioni assegnate. Spiccare le ritenute . che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua. che sostengono gli alberi verso prua. Stiva dell'acqua: nei velieri. Solcometro . in genere metallici.Determinazione del punto nave (v.Generalmente piroscafo: nel nostro caso. Stipetto .

) di una nave. Tavolato .Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento. agita violentemente le acque. Timone . 284 Trasbordare . a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti. Tambuccio . Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque.Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare. stringendo quindi al massimo il vento.Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra.) o con altre parti della chiglia. all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento. Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v. T Tallonare .Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento. ecc. Tonneggiare .L'atto dello straorzare.Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana. Tallone . Stringere 3 vento .). Tavole di marea . in una qualsiasi località. naviga completamente privo di vele. Tela (A secco di) .Superficie mobile a forma di pala. Tesare . l'ora dell'alta e bassa marea. Terzarolo . Traversia .Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro.Si dice di veliero che. quel vento di forte intensità che.Straorzata . Serve a produrre i moti angolari necessari per governare. dato l'orientamento delle stesse. Mettere il timone alla puggia. la sua ampiezza e la velocità della corrente. .La parte estrema del dritto di poppa di una nave.Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v. di una rada.Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia. Orientare il timone alla bolina: governare il timone.Insieme di tavole.Il marinaio addetto al governo del timone. navigando con le boline guarnite.Si dice traversia di una costa. sistemata a poppa (v. Sud-ovest . Timoniere . Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta.

Forte legatura fatta con molte passate di cavo.La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto. ha la responsabilità di un servizio tecnico. sistemati in più ordini di ponti. Le vele di taglio si suddividono in: focchi. del mare. costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte. le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne.La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. nel senso orizzontale. Vascello . l'inclinazione opposta. L'altra metà è costituita dalla gola. vele di straglio. Aveva tre alberi. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio. Tre alberi . In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda. questa direzione serve per indicare la direzione del vento.Vedi basse vele.Nave da guerra a vela. Trozza .Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave. su una nave. vele latine e vele àuriche. Imbrogliare le vele: .L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v.) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. Trinchetto (Vela di) . Trinca .L'estremità dei pennoni.Persona che. dei secoli XVII-XIX. U Ufficiale (primo.Traverso .). di grande stazza. Ridurre al minimo le vele. Trinchetto (Albero di) . Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele. Tuga . ecc. Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare. Le. V Varea . della corrente. Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta. secondo) . Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. Vela .Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari. Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto. prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni. Trevi . Armato con 90-120 cannoni.L'albero più vicino alla prua (v. Prolungata a dritta e a sinistra.

Si può virare in prora oppure virare in poppa.Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera. vento teso: vento con intensità costante. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento.Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento. sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. piuttosto forte. Velaccino . velaccino e belvedere. Si dice anche letto del vento.La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre. il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. indicato nella rosa dei venti. Vento fresco: costante. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne. Vele di caccia . Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v. Vele a collo .Vela quadra. Vento . Velaccio . Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento.). situazione che fa indietreggiare la nave. La prima maniera è la più normale. il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave. Velacci .) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele. Velatura . essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira. I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano.Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci).L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio.L'insieme delle vele di una nave. il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole. Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento. inferita ai pennoni. Virare (di bordo) . Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. con l'effetto di far retrocedere il veliero. mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- . prende il nome dell'albero che la sostiene.Spostamento della massa d'aria.

.. orzando sino a stringere il vento dall'altro lato. Virare in poppa: virare. ecc........ 42 VII Preparativi...........................sibile fare altrimenti.. Yacht ....... 106 . poggiando. 33 VI Una balena in vista............. Volta (Levare) ..Slegare un cavo o liberare una catena......Materiali vari (sabbia.. 66 XI Tempesta..... 82 XIII Terra! Terra!. perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità............ 29 V S........ scostando la prua dal vento.....Imbarcazione da diporto a vela o a motore. 11 II Dick Sand......... 61 X I quattro giorni successivi... compiuto il giro. 49 VIII La )ubarte.. Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua....) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente....... 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim...... 89 XIV Che cosa conviene fare.... Volta (Dare) . ghiaia....... V...... mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato...... Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato... 8064 286 INDICE Presentazione.. 54 IX Capitano Sand... mentre si stringe il vento da un lato...... 97 XV Harris..... 23 IV I superstiti del Waldeck... 74 XII All'orizzonte....Legare un cavo o fissare una catena. e accostare poi..... 18 III II rottame..... Zavorra ..

.. 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza ......... 187 ............................ 122 XVIII La terribile parola... 145 III In marcia... 167 VI La campana da palombaro........ 181 VIII Alcune note di Dick Sand......XVI In cammino... 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio... 153 IV Le cattive strade dell'Angola.... ............ 139 II Harris e Negoro.......... ......... 287 195 .... 131 PARTE SECONDA I La tratta.. IX Kazonndé. 114 XVII Cento miglia in dieci giorni.