EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
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TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

L'equipaggio.2 La stagione. perseguitati all'eccesso. non era stata fortunata per il Pilgrim.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ». nel suo prossimo viaggio.un profitto maggiore. La balena franca. che furono avvistate il 15 gennaio. verso le terre della Nuova Zelanda. tendeva a sparire. molto eccitato. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata. Non si era mai fatta una pesca peggiore. ed egli dovette pensare a separarsene. e. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. che per la prima volta rincasa a mani vuote. All'inizio di gennaio. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. di fanoni greggi e tagliati. o quasi. ossia verso la metà dell'estate australe. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. Il suo amor proprio. insomma. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. ma. la cui scoperta. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. come si suol dire. porto di Auckland. Giunse a Waitemata. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte. si facevano rari. situato in fondo al golfo di Curaki. L'equipaggio di rinforzo . sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio. gigantesco mammifero. Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. era in gioco. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. contestata dall'americano Wilkes. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. i cui assalti sono piuttosto pericolosi. se fosse stato necessario. però. i cetacei. il francese Dumont d'Urville. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. e non la perdonava a . non era contento.

quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim. e un parente della signora. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire. Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca. Nel frattempo il figlio era guarito. e suo padre. richiamato da affari urgenti. Ve li aveva condotti James W. a quel tempo. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. che si chiamava il cugino Bénédict. e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland.3 passando da Papeiti. Weldon. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ». che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama. Per cui. per tornare a San Francisco. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto. arrivata a Panama. di cinque anni. il suo figlioletto Jack. quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio. lasciando ad Auckland la moglie.) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). Proprio in quel . scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania. Poi. aveva dovuto partire. sempre scomodi per una donna e un fanciullo. Ma. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. penosissimi per la signora Weldon. tre lunghi mesi di separazione. ed ella desiderava partire. il figlio e il cugino Bénédict. tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere. (N. Ora. ritardi e trasbordi. moglie dell'armatore del Pilgrim.d.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon. e doveva poi ricondurli a San Francisco. (N.T. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano.T.d.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo. 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). Ed erano passati tre mesi. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California. il piccolo Jack si era gravemente ammalato.

e abituata ai viaggi di lungo corso. una volta eseguite queste. a bordo della nave baleniera. doveva accompagnarla. Weldon riponeva ogni fiducia. e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio.) 13 Il Pilgrim era una nave solida.560 km. La signora Weldon ne approfittò. sulla cinquantina. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. Bisognava approfittarne. Ma. s'intende. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto. (N. Questo cugino era un brav'uomo. nel Cile. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. buona camminatrice. . una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. Desiderava che. e che in lui James W. Ma. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. era di costituzione forte. durante la traversata. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile.) 4 1 lega marina = 5.T. Aveva allora trent'anni. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio. (N.d. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate.d. Si presentava l'occasione.T. il cugino Bénédict e Nan. D'altronde. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli. Il cugino Bénédict. la signora Weldon era una donna coraggiosa. e il mare non le faceva paura.

dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano. oh. Di facile contentatura. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque. Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia. con una selva di capelli. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. si adattava a tutto. il cugino Bénédict. la botanica. lo assorbiva interamente. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro.nonostante l'età. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale. Non che desse noia. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. come centenari che morissero a balia. più stretto che magro. una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. no! tutt'altro. La signora Weldon lo considerava come un figlio. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. Più lungo che alto. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita. del resto. né uno scioperato né un disutilaccio. era benvoluto per la sua stessa debolezza. anche al di fuori della famiglia. creature inoffensive e buone. insensibile al freddo come al caldo. Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe. mineralogista. con il volto ossuto. Dire « la storia naturale » è dir molto. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti). Questo era il cugino Bénédict. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. però. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. e a morire vecchissimi. Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . la mineralogia e la geologia. il cranio enorme. ma che avesse un buon cuore. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. geologo. sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. senza frutti e quasi senza foglie. unica sua passione.

grande naturalista francese. Allora. i generi. articolati e radiati? Di queste quattro divisioni. un foralegno da una ghiandaiola. aracnidi. le famiglie. le tribù. Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. Erano dunque i molluschi.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). uno di quei profondi conoscitori. nel teatro. miriapodi. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa. entozoi. spongiari. che cos'era il cugino Bénédict? . il cugino Bénédict? Nemmeno.T. rettili. un millepiedi da una scolopendra. le specie. cirropodi. echinodermi. le varietà che le distinguono? No.d. nella caricatura. mammiferi. aveva forse. osservato le diverse classi. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari. scandagliandone gli ordini. un ragno domestico da un falso scorpione. pesci. Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo. l'ingenuo ma studioso scienziato. polipi. ma bisogna precisare. Dunque. uccelli. (N. {N. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. Ma allora. un gamberetto da una raganella. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati.d. il cugino Bénédict. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. dai cefalopodi ai briozoi. acalefi. Ora.T. Si.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati. anellidi. crostacei. molluschi. capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi. scientificamente parlando.

. fuori e dentro. nel suo significato etimologico. A questo si risponderà senza dubbio che. .. tipi: cavallette. siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe. per i coleotteri. non mancano dunque soggetti di studio. per i neurotteri. tipi: formicaleoni. poiché sognava continuamente « esapodi ». ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. Cosi. tipi: farfalle ecc. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». pulci. gli imenotteri. lucciole ecc. nei coleotteri. entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati. i parassiti e i tisanuri. che possiedono tre paia di zampe. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. forma tre segmenti distinti. composto di anelli che si congiungono. non era che un semplice entomologo. la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. formiche. gli emitteri. in fondo al cappello e sul panciotto. era incalcolabile. tipi: api. si sono riconosciute trentamila specie. e sessantamila nei ditteri. pidocchi.Un semplice entomologo. vespe. per esempio. 15 in taluni di questi ordini. essendo irto. 7 Per gli ortotteri. per gli emitteri. dunque. A questa scienza egli dedicava tutte le ore. in particolar modo. Dunque. per i lepidotteri. Generalmente parlando. tutte senza eccezione.. Ma. i ripitteri. libellule.7 Ora. grilli ecc. i coleotteri. i lepidotteri. per gli imenotteri. nient'altro. che allo studio propriamente detto degli insetti. i ditteri. tipi: cicale. tipi: maggiolini. i neurotteri. Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica. il suo prezioso copricapo. Non viene applicata. è vero. perfino le ore del sonno. d'insetti trafitti. non era più che una scatola di storia naturale.

Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. per i ripitteri. poduri ecc. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. il « katipo » dei Maori. Dunque. tipi: lepismi. Per fortuna. mosche. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata. tutto sarà stato detto su questo originale.) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. In questa collezione figuravano. per i parassiti. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso. tipi: pappataci. e. il 22 gennaio. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. ha il suo posto in quello degli aracnidi.. Là. Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento. per i tisanuri. poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim.A. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. zanzare. tipi: stilopi. conducendo con sé soltanto il figlio Jack. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. e.E ora. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. per conseguenza. specie di coleotteri carnivori. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni. pagando un forte . la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta. per i ditteri. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata. tipi: acari ecc. (N. fra gli altri. furono licenziati. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari. il cugino Bénédict. I domestici indigeni. e Nan. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese. Quindi lo aveva sdegnato. la vecchia negra.d. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia.

non esiterebbe. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. mise la prua sulla costa americana. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. — le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. signora Weldon. Al momento di salpare. aveva fatto assicurare il suo carico. . benché abbia fatto una misera campagna di pesca. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. signor Hull? — domandò la signora Weldon. e. non penso affatto a recedere dal mio proposito. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. vennero messe le vele al vento. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. per mettere al coperto la mia responsabilità. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa. signora Weldon. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. — no. ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. Ho detto questo. E. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. dopo tutto. signor Hull. che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim.premio. signora Weldon. che teneva per mano. — Se mio marito fosse qui. — disse il capitano Hull. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. — Perché questa osservazione. — Beninteso. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza. e il Pilgrim. a guardar bene. signor Hull. — Poiché non si tratta che di comodità. — rispose la signora Weldon.

poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. si conoscevano da un pezzo. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello. il 2 febbraio. se a bordo ve ne fosse stato uno. buoni e robusti marinai. in quell'angusta cabina. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. però. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. Quanto al comandante del Pilgrim. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. contrariato da forti venti da est.Tre giorni dopo la partenza. Inoltre. Cosi. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. a parte i ritardi. con il figlio e con la vecchia Nan. come si sa. Là prendeva i suoi pasti. al quale erano . moglie del loro armatore. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. Ma. il brigantino-goletta. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. situata a poppa. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile. . per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. e. La signora Weldon si era dunque insediata là. Tutti americani dell'Ovest. Gli uomini del Pilgrim.

molto bruno di pelo. largamente interessati nella rendita del carico della nave. Bisogna anche dire che. doveva essere robusto. cosi ristretta. Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. nervoso. e da quando si era imbarcato. essendo in pochi. dove avesse vissuto. e specialmente lo sguardo. Era un uomo taciturno. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. cosi intima. Il suo viso. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. non parlava mai del suo passato. Assumendolo. si era offerto di prendere il suo posto. non faceva parola della sua famiglia. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. allora senza impiego. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. Negoro. Magro. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. Si chiamava Negoro. Di dove venisse. avevano navigato fino allora con ingente profitto. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano.profondamente affezionati. non gli 18 andavano del tutto a genio. non dovevano risparmiare fatiche. non sarebbe spettato loro quasi nulla. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. non si poteva indovinarlo. Negoro poteva avere quarant'anni. di statura media. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. un po' scuro di carnagione. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. che si teneva in disparte. Se. D'altronde. ma faceva il suo lavoro con abilità. pochissimo comunicativo. Anzi pareva essere estraneo alle cose . a dire il vero. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. Questa volta.

di notte.doveva essere originario dello Stato di New York. non avrebbe oltrepassato la statura media. 1 Sand in inglese significa sabbia. due o tre ore dopo la sua nascita. e senza dubbio della sua capitale. Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . che passa in mare la maggior parte della sua esistenza. era figlio di ignoti. si coricava subito e dormiva. abbandonato fin dalla nascita. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita. La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. che disturbano la gente che non ha mai navigato. non lo incomodavano minimamente. che aveva quindici anni. cioè su quella punta di Sandy-Hook. Dick Sand — cosi si chiamava . Lo sventurato. ma quella di uno che « sa osare ». Insomma.d. Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio. gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. alla foce dell'Hudson. Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. Questo giovane allievo.A. ma era di robusta costituzione. Ciononostante. anche dopo il completo sviluppo. (N. poi. lo si vedeva poco.1 che forma l'entrata del porto di New York. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente. non quella di un audace. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . Era bruno. Si prevedeva che Dick Sand. Quanto al nome di Sand. spento il fornello. il rullio e il beccheggio della nave. davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. però.

Dick Sand era audens. molto svelto. dove c'è sempre. e partono sempre con il piede giusto. sicuramente.3 È a chi sa osare. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. A otto anni. Poi. colui che sa. Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona. aspettando di meglio. Nel tempo stesso... Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili. In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York. Non sprecava gesti o parole. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui. A quindici anni sapeva già prendere una decisione. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età. La carità pubblica. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. l'abbiamo detto. aveva allevato l'orfanello.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. non agli audaci.. egli era già uomo. . aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli.. la passione del mare. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. Dick aveva imparato a leggere. cioè dalla più giovane età. Il suo aspetto. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. Di buon'ora. attirava l'attenzione. e come si deve impararlo. a quattro anni.2 ma vengono citate erroneamente. in America. che in generale sorride la fortuna. vivace e serio a un tempo. che Dick aveva fin dalla nascita. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud. un posto per i piccoli abbandonati. L'audace può essere irriflessivo.

comandata dal capitano Hull. Poi. alla quale doveva tutto. Durante il suo corso di studi. 2 La fortuna aiuta gli audaci. religione professata dalla sua famiglia. D'altra parte. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. nelle condizioni più favorevoli. con la volontà. si trovava. facendolo educare nella religione cattolica. di cui completò l'educazione a San Francisco. Questi provò un vivo interesse per l'orfano. suo benefattore. (N. — precetto della Bibbia.d. La signora Weldon. Weldon. gli aveva fatto da madre. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima. ed egli considerava Jack come un fratello minore. a questa parte teorica della propria istruzione. (N. suo protettore.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon. dunque. È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. è superfluo. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. perché avrà un giorno.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico. Dick Sand partiva sopra una nave di James W.) ' La fortuna aiuta coloro che osano.T.di buon'ora. che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W. la forza di compierle. che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte. Ma . Weldon. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo. per alcuni anni.d. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura.T.

Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino. Dick e Jack erano quasi sempre insieme. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. nel suo mestiere. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia.terreno generoso. senza parlare della corrente equatoriale. Temeva di trovare. La traversata procedeva in queste condizioni. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. poteva sembrargli divertente. chiedeva sempre di lui. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse. nei pressi del tropico del Capricorno. In quelle lunghe ore di ozio. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. Insomma. pronto a sorreggerlo e a trattenerlo. se fosse stato necessario. frequenti durante una traversata. un giorno. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. Tuttavia. e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. in seguito. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. quando il mare è quieto. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina. il giovane allievo non avrebbe esitato. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. il quale. Sotto l'impulso del suo sangue. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». avere soltanto quindici anni. e. quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. Cosi dunque andavano le cose.

Disgraziatamente. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio. qualche transatlantico diretto verso l'America. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. — Ma sf. — Vedete qualche cosa. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. benché sbandasse parecchio a dritta. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco.l'ovest. Era dunque inquieto. il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. . che si rizzò in piedi sui buttafuori. verso le nove del mattino. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico. Jack? — domandò Dick Sand. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. Dick Sand e Jack. per i ritardi di cui. non era responsabile. se avesse incontrato. sulla rotta. per la signora Weldon soprattutto. indicando un punto del mare. quando si verificò un primo incidente. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. precisamente il 2 febbraio. Di là. mentre il cielo era del tutto sereno. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. Cosi. là! — rispose il piccolo Jack. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. — Che cosa ho veduto là? — disse. non erano cosi frequenti come oggigiorno. A poppa. nondimeno. alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. quando il bambino lo interruppe. su cui erano issate randa e controranda. per incrociare uno steamer diretto a Panama. A prua. non potesse capovolgersi.

gridò: — Rottame a sopravvento. a dritta. e il capitano Hull. in modo da accostarci al rottame.. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo. e di tutto l'equipaggio. — ma quel rottame non è una zattera.. — Uno scafo rovesciato. come il solito. e subito.. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. uscendo dalla sua cabina. . — confermò il capitano. La signora Weldon. — Lo sapremo. con voce forte. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. Indi.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato. — Si. perfino l'indifferente cugino Bénédict. infatti. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio. signora Weldon. — Non lo credo. — Secondo te. come ha detto il capitano. è uno scafo rovesciato sul fianco. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina. — O non sarà piuttosto qualche animale marino.. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. poggia di una quarta. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim. gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte. si diresse a prua. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame. Bolton... — rispose il capitano Hull. — rispose Dick. tutto l'equipaggio balzò in piedi. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. Nan. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand. Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto.

avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. signore. — rispose il cugino Bénédict. orza! La rotta del Pilgrim. — giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. cugina Weldon. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. esso potrebbe farne a noi. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. passa a una lunghezza di cavo. — Vedremo. Bolton. venne deviata con un leggero colpo di timone. 23 — È vero. — rispose il cugino Bénédict. poiché non si muove affatto! — Eh. Bolton.— Si. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. . — rispose il timoniere. se il carico non fosse stato avariato. bensf di una nave. — Ma. — Governa. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame. il terzo del valore appartiene ai salvatori. cugino Bénédict. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim. — osservò il capitano Hull. del resto. che. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. Si presentava sul fianco di dritta. Un quarto d'ora dopo. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. Dell'alberatura. Sommersa fino all'impavesata. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. ch'era stata rivolta verso il rottame. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim. e i marinai lo osservavano attentamente. Era proprio una nave. e in tal caso. Orza un poco.

signora Weldon. ciò che.. Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. signor Hull! — Si. signora Weldon. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale. si!.non si vedeva più nulla. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. ahimè. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. — disse la signora Weldon. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. orza! — gridò il capitano Hull. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave. dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati.. — Non c'è dubbio. Bolton. — rispose il capitano Hull. dopo la collisione. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. — Bisogna sperarlo. si sia rifugiato sulle sue lance. — rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio. qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. — Tuttavia. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai. indicando con la mano la via da seguire. c'è da temere che non vi siano riusciti. penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand. a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. Orza un poco. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania. — Se vi è stato abbordaggio. signora Weldon. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata. . e. e dalle bigotte alcune catene rotte. Ma ce ne assicureremo.

ma ogni volta tornava a cadere sul ponte. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. Il cane continuava ad abbaiare. Ma non si poteva vederlo.. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi. dall'interno dello scafo. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero. — rispose la signora Weldon sorridendo.. Là c'era certamente un cane vivo.. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono. — disse la signora Weldon. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. — Forza.. mamma! — Resta qui. bravo cane. — Credo che quel povero animale debba morire di fame. Io gli darò da mangiare!. — Si!. e subito il capitano Hull.. — Ascoltate! ascoltate! — disse. gli diano la mia minestra! — esclamò Jack. sf. Il canotto fu messo in mare. Ognuno tese l'orecchio. si sforzava di aggrapparsi all'impavesata.. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. Quasi subito. giungeva fino a loro un latrato lontano.. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa. forse imprigionato. Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato. Infatti. signor Hull. bimbo mio. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand. abbaiando più disperatamente che mai. e sia calato in mare il canotto.Ma in quel momento. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a .. — Ebbene. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio.. lo salveremo. mettete in panna. — Ci fosse anche solo un cane. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile.. e lui ci vorrà tanto bene.

e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. A prua del Waldeck. per accostarsi alla parte immersa del ponte. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo. senza manifestare alcuna sorpresa. avanzava verso il castello di prua. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. uscendo dalla cucina. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera.coloro che gli andavano incontro. il che spiegava perché il brigantino non . una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. dopo aver guardato il cane. a un tratto. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. Del resto. al momento. Negoro. 25 Ancora pochi colpi di remo. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. mentre il canotto girava la poppa della nave. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. successero latrati furiosi. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. E. Ma. Frattanto. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. il canotto aveva girato la poppa della nave. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. Checché ne fosse. il suo nome lo confermava. — Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck.

•— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. ora verso l'esterno. e a questo scopo si allontanò di . l'animale. e abbaiava ora verso l'interno. che era aperto. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. rispondendo alla chiamata dell'allievo. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra. A bordo non ci devono più essere che cadaveri. — No. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. fin dove lo sguardo poteva spingersi. e la bestia si precipitò avidamente. Sul ponte. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. non c'era nessuno. Lo raccolsero. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale. i quali. 26 Tuttavia. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato.fosse ancora colato a picco. no. al momento dell'urto. erano certo caduti. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. che aveva lasciato l'impavesata. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. Con un'onda lunga un po' forte. che era mezzo sommersa. il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. Il cane. — No certo! — rispose il capitano Hull. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. trascinando con loro sartie. e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. paterazzi e manovre. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra.

— Risaliamo. il suo modo di fare. mezzo piena d'acqua. Alla luce del giorno. continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano. Fu compreso. non senza fatica. I due marinai. rimasti a guardia del canotto. Entrambi ricomparvero sul ponte. — Nessuno. cinque corpi. si issavano. e cercò di trascinarli verso il cassero. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del . Da quel lato.alcune braccia. il suo latrato. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. non conteneva alcuna mercanzia. — rispose l'allievo. dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. che penetrava a fiotti dall'osteriggio.giacevano sul pavimento. — A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull. nel quadrato. dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. perché addentò Dick Sand per la giacca. Ma il cane. — disse il capitano Hull all'allievo. Il cane corse verso di loro. del resto. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. andando dall'uno all'altro. Là. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. ch'era rimasto sul ponte. Lo seguirono. La stiva del Waldeck.cinque cadaveri senza dubbio . erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. 27 Dick Sand. mentre il capitano Hull e Dick Sand. . Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra.

che alcuni marinai riuscirono a trattenere. ma. — Negoro! — ripetè il capitano Hull. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola. però. . e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. Appena si mostrò sul ponte. li salveremo! — esclamò Dick Sand. Prima di tutto. con il pelo irto e le mascelle spalancate. riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. issati a uno a uno. con un colpo di mazza di cui si era armato. Alcune gocce di cordiale.cassero. due minuti più tardi. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. il cuoco respinse l'animale. — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco. Negoro usci dalla cucina. Non fu fatica da poco. i cinque negri erano coricati nel canotto. il cane balzò in piedi come per slanciarsi. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. Il cane li aveva accompagnati. signora Weldon! Li salveremo! Si. potevano forse richiamarli in vita. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. Ma. che non erano altro che dei corpi inerti. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. A quel nome. — È strano! — mormorò Dick Sand. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. facciamo bere loro un po' d'acqua. — Sono vivi. Il cuoco non compariva. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum. e i negri. volgendosi: — Negoro! — chiamò. vedendo quegli infelici. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata. — Aspettate che possano parlare. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. Poi. Venne calata una ghia dal pennone di maestra.

che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. non è tornata indietro per .28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. — Si.. Il più vecchio di quei negri. e. — Può darsi! anzi. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull. e questo. lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. — E quella nave. — Dieci giorni or sono. diverse navi. bastò per richiamarli in vita. aiutata da Nan e da Dick Sand. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose. cariche di schiavi. signore. se cosi era. la nostra nave è stata investita in una notte buia. La signora Weldon. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull. e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte. di solito.poteva avere sessantanni . della quale dovevano essere privi da molti giorni. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. insieme con un po' di nutrimento. Il capitano Hull non lo ignorava. è bene sperarlo. Ad ogni modo. Benché. dopo l'urto. Nonostante le crociere inglesi e francesi. . diciamolo pure.fu presto in grado di parlare.. del mondo civile. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. Dormivamo. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. — rispose il vecchio negro. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave. Intanto.

— È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. — Da Melbourne. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. hanno spesso preso la fuga. cittadini della libera America. non avete certo compromesso la vostra libertà. sul mare. può sembrare incredibile. Questo fatto. Poi. — Dunque voi non siete schiavi? — No. invece. è incredibile.d. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. . la cura di riparare la disgrazia da loro causata. passando a bordo del brigantino americano Pilgrim. Infatti.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. — Amici.raccogliervi? — No. che si eresse in tutta la sua altezza. senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. cosi. sulla pubblica via. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. per quanto mostruosi. — rispose il vecchio negro. — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. Quanto ai suoi compagni. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. è già cosa riprovevole. e poi portato negli Stati Uniti.T. è vero che certi capitani. purtroppo non erano rari. Purtroppo. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873. è una infamia! Tuttavia. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità. Il più vecchio. (N.

che fu terribile. e liberamente vi tornavano. dopo l'urto. I negri dormivano. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. erano tutti scomparsi. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. Come ebbero modo di informare il capitano Hull. avevano voluto tornare in America. era fuggita per non tornare. dopo la guerra antischiavista. Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. a poco a poco. erano nati liberi. il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà. venuto a scadere il loro contratto.molto più giovani di lui. e il Waldeck si era piegato sul fianco. la quale. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. fortunatamente. . Pochi secondi dopo l'urto. L'alberatura della nave era caduta. e diciassette giorni dopo.linguaggio che d'altronde è scomparso. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. nell'Australia meridionale. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. La sua età. . sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. si erano precipitati sul ponte. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro. a milleduecento miglia da terra. guadagnando molto e. Là avevano passato tre anni. non era colato a picco. si erano arruolati presso un inglese. sopra uno scafo semicapovolto. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. in una notte molto buia. pagando la traversata come passeggeri ordinari.

attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. Era il cane. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. ed era tempo che il Pilgrim giungesse. avevano perduto i sensi.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. cui la vista di Negoro sembrava fare una . si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. Actéon e Hercule. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro. senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. poiché le botticelle dell'acqua dolce. invasa interamente dall'acqua. perché il Waldeck. aveva già dato la propria impronta. Tom e i suoi compagni. d'altronde. senza nemmeno poterlo lasciare. che si trovavano sul ponte. Austin. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. torturati dalla sete. mentre. cui un'educazione liberale. Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. c'era un altro essere vivente. vigorosi. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato. Benché avessero terribilmente sofferto. Fin dal giorno prima. spinto dalle correnti. lo scafo andava lentamente alla deriva. Tom e i suoi compagni.2 figlio del vecchio Tom. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione. partito da Melbourne. dopo l'urto. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. tutti e quattro di forte costituzione. e avevano crudelmente sofferto. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. erano state sfondate dall'urto. si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. salvato sul rottame. Se avesse avuto il dono della parola. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave. Ma. non avendo potuto penetrare nella cambusa.

2 Bat. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone.d. con qualche sfumatura biancastra sul muso. Quando si alzava sulle zampe posteriori. poteva diventare terribile. queste due lettere. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. Forse sulla costa africana. nei pressi della foce del Congo. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa. — era il nome del cane . Dingo li evitava. Dingo. vagante. ma li fuggiva. mezzo morto di fame. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale. non era cattivo. eguagliava la statura di un uomo. più alto dei cani dei Pirenei. dove vagava. gettando la testa all'indietro. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile. a bordo del Waldeck. Due anni prima. incise sul suo collare. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male. se non era socievole. Però Dingo.A) 31 Dingo.. S. Quell'animale. V. che.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda. sotto l'influenza della collera. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia. e perciò. Dingo. animale magnifico e robusto. Il vecchio Tom.sgradevole impressione. pareva piuttosto triste. (N. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro. rimasto poco socievole. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul . Di pelame folto. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere. diminutivo di Bartholomée. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone.

non disperavano di potere. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W. s'era tenuto in disparte.e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. il rottame fu perduto di vista. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. se l'arrivo insperato del Pilgrim. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta. in fondo all'oceano. Weldon. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. . La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. nutrendosi non si sa come. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. Il Pilgrim. Certamente.Waldeck. non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. 2 febbraio. Quelle brave persone. essi dove32 vano loro molto. verso sera. Quel giorno stesso. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. anch'esso. Per completare l'opera buona.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione . Il capitano Hull si occupò. quantunque fossero poveri negri. e soffrendo. dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. Là. ormai cadaveri. non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. CAPITOLO V S. crudelmente la sete. pagare quel debito di riconoscenza. Sarebbero stati trascinati. V. un giorno o l'altro. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza. di sistemare a . rassicurate sul futuro. Ciononostante. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. era quanto si stava per fare. prima di tutto. e. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere.

si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua. — diceva Jack. Tom. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack. era troppo piccolo per ospitarli. erano strilli di gioia che non finivano più. quando si trattava di virare di bordo. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. D'altronde. Tom e i suoi compagni. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. e con un bel tempo. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. Bat. come se fosse un bambolotto di sughero. — Spingimi molto in alto. abituate ai lavori pesanti. alto sei piedi. La vita di bordo. signor Jack. non potevano essere difficili. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. Con tutto questo. Ma. una volta regolata la velatura. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. e ciò lo divertiva assai. con quei venti costanti. distratta un momento dalla sua monotonia. caldo e sano. Austin. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. — Ecco. nel modo più conveniente. ( . lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. avrebbero volentieri voluto rendersi utili. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. riprese dunque il suo corso. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. quelle brave persone. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio.bordo. ma egli non tardò a farsene un terzo. — rispondeva Hercule. disposto sul ponte a mo' di casotto. Actéon ed Hercule. 33 — Allora. Jack si vedeva grande grande. non c'era più niente da fare. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. E fu Dingo.

e con questo istinto. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio. per Dingo. al quale quel gioco piaceva. — Quel ragazzo. suo amico d'antica data. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. fu tutt'altra cosa. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. non aveva trascurato Dick Sand. Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. Un giorno. anche se ha le rotelle alle zampe. A bordo del Tilgrim. l'allievo lo passava con il piccino. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo. Quel che sa .Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone. Tuttavia. Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. il 6 febbraio. Jack. che lasciava fare volentieri. lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare. senza dubbio. e ciò. Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. più grande soddisfazione. vedeva sempre tale intimità con la ) . Jack galoppava dunque senza sella . del resto. invece. è inutile dirlo. si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini. sul cane. non gli faceva alcun male. In breve. supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. La signora Weldon. il piccolo Jack. la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile.

— Si. non ha mai meritato un rimprovero. un ragazzo di cui ci si può fidare. — Eppure. è un bravo ragazzo. — Senza dubbio. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. da quando lo conosciamo. signora Weldon. — riprese il capitano Hull. apprezzato da tutti. signora Weldon. la strada del dovere.già è stupefacente. i — Si. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. i buoni ufficiali non mancano . capitano Hull. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. per conseguenza. — rispose il capitano Hull. signora Weldon. 34 — E il signor Weldon ha ragione. — eccolo al timone. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere. — Guardatelo ora. e che. — Bisogna aggiungere. almeno nella marina mercantile. Chi non è stato mozzo. signora Weldon. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. ed è sulla buona strada. — Al termine di questo viaggio. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo. molto superiore alla sua età. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo.

signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di. — Insetti... — rispose il capitano Hull. bisogna che vi rassegniate.. facendo passare la mano fra le commessure del ponte. — Ho avuto un bel cercare!. signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict. i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. sto bene. — Che cosa cercate sotto quel banco. dove il catrame s'era scrostato.nella marina da guerra. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte. — disse — tuttavia. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. cugino Bénédict. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte. — osservò la signora Weldon.. ma non vedo l'ora di essere a terra. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. signor Bénédict? — chiese il capitano Hull. quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra. certamente. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata.. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no. signor Bénédict.. del resto. — ma secondo me. — Insetti? In fede mia. frugando sotto le gabbie dei polli. — No. . come un'anima in pena. — Ah. — Ehi. sempre assorto. cugina Weldon.. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere... poco interessanti. — Si. — La signora Weldon esagera. — Eh.. — Ma nella stiva del Pilgrim. e tanto poco di questo mondo. per non parlare di Nelson e di alcuni altri.

— Suvvia. cugina Weldon... — Ma . — rispose il cugino Bénédict. — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict. — rispose gravemente il cugino Bénédict. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict... — disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla.. In quel momento. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si.— Poco interessanti. signore? — Mai a mie spese. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano. ergendosi quant'era alto. nella Nuova Caledonia. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. Dingo. — corresse il capitano. — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano. — Bella regalità!.. — Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale... che giocava con Jack. — Che infestano. cugino Bénédict. — Si„. — Come! Non siete entomologo. cugina Weldon. non dico di no!. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No. che abitano. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull. — Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict.

quantunque di razza neozelandese.non è vero che Dingo. è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 .

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che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana. — Ebbene.. — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict.. avevo pensato. spero! ■— esclamò il capitano Hull. povera diavola ». — non ho potuto trovare neppure un insetto.— Verissimo. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck. e quest'altro. dicendogli. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon. avevo sperato. — E un giorno. « Il mondo è . — disse la signora Weldon. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso. qualche pulce penetrante o irritante. — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto. — Che avreste subito messo a morte senza misericordia. — Signore.. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. vi soffiò sopra e lo lasciò andare.. le disse. è lo zio Tobia.. signor Bénédict. — Si. — proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie. molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. — Capisci. signore! — Ebbene.. fosse anche una zanzara.. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne. senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me ». — E che forse. eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi. — rispose seccamente il cugino Bénédict... Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo.. dando la libertà a una mosca che lo importunava...2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole. permettendosi di darle del tu: « Va'... — Ah! — fece il capitano Hull. i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico.

Cosi. non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule. lo scienziato si era rivolto ai negri. dunque. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia.) 37 Bénédict. (N. che valeva la pena di rischiare qualche cosa. tanto la brezza era debole. Actéon.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). carabi. che non ne capivano nulla. ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. E tutti si misero a ridere. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica. finito per disertare le lezioni. Per conseguenza. Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. Bat e Austin avevano. e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo. cacciatori. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. seppellitori. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. — Brav'uomo. maggiolini.T. In mancanza di meglio. scarabei notturni. Il mare era sempre calmo. — rispose gravemente il capitano Hull.i. — Ed è morto? — Lo credo bene. cervi volanti. cannonieri.T. silfidi. (N. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari. Tom. cicindele. carnivori. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict. alate-ridi. coccinelle.d. dure e forti come una tenaglia.abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente . calandre. anzi. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. guardando il cugino Bénédict. poiché non è mai esistito. quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). con queste e altre conversazioni.

la signora Weldon prendeva quei cubi. Talvolta. non su un abbecedario. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. con la mano sugli occhi. Jack. o nella cabina o sul ponte.inoperoso. Inoltre. si precipitò su uno di essi. Era la mattina del 9 febbraio. che diamine! Ora. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. alzò la zampa destra. che. per comporre la sua parola: un affare serio. I suoi occhi divennero immobili. stampate in rosso su cubi di legno. in tutto una cinquantina. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. dopo che le lettere fossero state mescolate. Quanto al far di conto. anche i numeri. chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. da alcuni istanti. Ora. che non con le lezioni teoriche. con giochi pratici. Di quelle diverse lettere. ciò che permetteva di formare. passava alcune ore. alcuni di quei cubi portavano una cifra. e gli insegnava a leggere e a scrivere. lo prese in bocca. 38 — I cubi erano allineati sul ponte. Ogni giorno. quando. altre minuscole. componeva una parola. a . ma mediante lettere mobili. necessariamente più ardue. Poi. accoccolato sul ponte. Dingo girava intorno al bambino. Jack imparava a leggere. e lo andò a deporre sul ponte. Tom. alcune erano maiuscole. e agitò la coda convulsamente. forse. si fermò. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio. d'improvviso. d'un tratto. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. oltre le parole. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. ora l'altro. è necessario riferirlo con qualche particolare.

Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. — Cosi. — disse il capitano Hull. prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. — rispose Tom. V. — disse la signora Weldon. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. — S. né da . infatti. che guardava attentamente le due lettere. signore. accorsero. questa. per restituirli al suo amico Jack. — Curiosissimo. ricominciando la stessa manovra. pareva che per lui non esistessero. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. Dingo conosceva le lettere. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. il capitano Hull e l'allievo. Nondimeno. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. Dingo! — gridò il bambino. — S. Dingo si precipitò di nuovo. Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. ma Dingo gli mostrò i denti. e a quel grido la signora Weldon. Questa volta Jack gettò un grido. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. — Dingo! ehi. L'ho spesso sentito dire dal capitano. che passeggiavano sul ponte. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. nei dintorni della foce del Congo. — Curioso! — disse la signora Weldon. e li ricollocò fra gli altri. — ripetè il capitano. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo.pochi passi da Jack. che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. Ma Dingo era tornato e. V. signore.

dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti. — È vero. evidentemente. questo cane? — Nessuno. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla. — Che Samuel Vernon. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato. signore. e che sono incise sul suo collare. Nel 1871. .e per conseguenza due anni or sono . non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa. signora Weldon. — Si. o perché fatto prigioniero dagli indigeni. non sa spiegarsi. alle bocche del Ro-vuma. — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. per di più.dove venisse.. — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. signora Weldon. questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon.. — Che volete dire? — Ecco. e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. Ora. mi ricordano qualche cosa. — Si.. signora Weldon. — Più. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est. di cui doveva discendere il corso.per iniziativa della società geografica di Parigi. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. riflettendo. un esploratore francese parti. — Più? — disse l'allievo. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. o perché la morte l'ha colpito per via. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo. . — rispose la signora Weldon. — ripetè il capitano Hull. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito.. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore.

comparve sul ponte. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. più fortunato del padrone. no! — esclamò Jack. è una semplice ipotesi. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. fu raccolto dal capitano del Waldeck. Nessuno notò da principio la sua presenza. poi. — Eh. quand'è partito? Non è. — Non lo so. Ma Dingo.— E allora. e. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. cominciò a dare segni d'estremo furore. che aveva subito veduto il mastro cuoco. signore. Negoro. una semplice ipotesi? — Sf. signora Weldon. ma. le conosce certissimamente e. 40 — Era dunque solo. né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. infatti. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. In quali circostanze. poiché là appunto. — rispose il capitano Hull. guardate. Samuel Vernon. quasi a invitarci a leggerle con lui. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. — La mamma mi ha . Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. In quel momento. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. — Ma. è cosa che non posso spiegare. da parte vostra. le spinge avanti con la zampa. se la mia ipotesi è giusta. — Ma. lo ripeto. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V. — rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni.

un americano furbo. qui stava tutto il segreto. amico mio. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta. per Munito. — È molto semplice. — E nell'assenza del suo padrone?. — quel cane.. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. — disse l'allievo. Sul tavolino. — Faceva cosi. Quel rumore. — disse la signora Weldon. Soltanto. aspettando che fosse pronunciata una parola. avendo notato la grande finezza d'udito del cane.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino. 41 Sono dunque meravigliata. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack. era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. impercettibile a ogni altro. signora Weldon? — chiese Dick Sand. che si chiamava Munito.. si fermava. — Come faceva. Disposte le lettere sul tavolino. ad alta o a bassa voce. alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. il cagnolino andava e veniva. ma si fermava perché udiva un rumore. — disse la signora Weldon sorridendo. non era certo un erudito come tu credi. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro. — Sicuro. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. Stando a quanto mi hanno raccontato. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. Se l'americano fosse stato assente. ma il suo maestro. Munito non sarebbe stato più Munito.

andavano più in là di Dingo. quei due cani. Quest'ultimo. Si deve quindi concludere che. se ne parlava pure. capitano Hull. provò. — Ma un bel giorno. Le altre. il capitano Hull e Dick. sembra non le conosca nemmeno.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. Quanto a parlare. che è riservata all'uomo. quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. due lettere speciali. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui.padrone . mostrando i denti formidabili. Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. A prua. per una ragione che ci sfugge. nell'alloggio dell'equipaggio. per quanto si riferisce all'intelligenza. In fin dei conti. D'altronde. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno. e quell'altro che. __È vero. Ma. — disse il timoniere Bolton — un . — Ah. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. dico. e non di una parola scelta a caso. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. ma non se ne traevano le medesime conclusioni. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto. rispetto a Negoro. fra la signora Weldon. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim. soprattutto. Li. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. — disse il capitano Hull — è molto strano. una diffidenza istintiva. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo.

— Però. senza sbagliare mai. i pappagalli! Ebbene. La frase. e invariabilmente. Per esempio. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. senza che egli vi prendesse alcun interesse. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . c'era un abisso. e seguendo soltanto il loro istinto. che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento. i topi. È chiaro che quel cane. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. per questi animali. è soltanto una specie di canto o di grido parlato. i castori. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. o quasi al nord. non si è mai visto una cosa simile. — soltanto. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. Ma da questo. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. se il vento è a ovest o a nord-ovest. del quale ignorano il senso. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole. se ne avesse voglia? Con un becco. e bisognerà rispondergli. invece. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. Comunque. — le 42 gazze. Quanto al cugino Bénédict. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva.bel giorno. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. Dingo era divenuto l'eroe di bordo. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. senza esitare mai.

che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. senza sbagliare una parola. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. senza dubbio. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane.) 43 imparato la meccanica. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. notevoli per la loro memoria. (N. cacatoa che contano.T. il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo. di Scanderberg e di Oppiano. infine. e certi asini. come un fenomeno.d. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore. pagato cento scudi d'oro. senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. le pulci. Tuttavia. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. meravigliosamente addestrati. al cardinale suo padrone. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. che recitava. e se se ne intende dell'alfabeto. i ditischi acquatici. e inoltre protetto dalla . appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. che fabbricano campane da palombaro. che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città.1 le formiche. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti. se non fosse stato tale da difendersi. Lo trovava forse troppo intelligente. quei cavalli di Nicomede. si sarebbe tirato addosso qualche malanno.erigono perciò le loro dighe. Checché ne sia. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato. senza dubbio. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo. è perché. a prua. questo Dingo non merita tanti elogi. e tanti altri animali.

Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. Il 10 febbraio. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. dunque.simpatia di tutto l'equipaggio. Quella zona del Pacifico era sempre deserta. Il fatto era davvero inesplicabile. dunque. Quanto ai piroscafi transpacifici. dopo l'incidente delle due lettere. (N. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti. non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire. Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland. per quanto il mare sia deserto.) 44 . nessuna nave si mostrava in quei paraggi.d. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni. però.A. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato. Con vento al traverso il Pilgrim. che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. e il ritardo non era considerevole. Il Pilgrim. Negoro. Nondimeno. ben servito dalla sua velatura. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. il vento di nord-est. diminuì sensibilmente.

albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia. un ramo di sargasso. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. Un'erba marina che galleggi ondulando.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare. allievo in tale materia come in altre di James W. ! Più in alto. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. talvolta erano stormi di pinguini. Nondimeno. E più di una volta. Dick Sand. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura. come faceva notare il capitano Hull. Qui. racchiude. . abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. la fantasia si lancia liberamente. bastano. il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. quei pinguini. forse. là ancora procellarie con le ali listate di bruno. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. Weldon. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. erano procellarie bianche. e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta.

di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. che strano colore hanno le acque del Pacifico. Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. — Crostacei! — disse la signora Weldon. peuh? — esclamò il capitano. che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. — disse la signora. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati. — che sia causato da qualche erba marina? — No.. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei. Dick. signora Weldon.Quel giorno. — Ma sono tanto piccoli. 45 — Cugino Bénédict. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! . e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo. e come tali. — Guarda un po'. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. se non m'inganno. — rispose Dick Sand. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio. — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue.. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. quasi contemporaneamente al capitano Hull. Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre. — Come.

o di farina. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!. che non v'interessino questi crostacei.— Entomologo. la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. — Eh. La signora Weldon. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. — Una balena! — esclamò. signora Weldon. ragazzo mio! . si arriva in vista di un banco di questi crostacei.. Jack. Vedete. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. e le numerose barbe dei fanoni.— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. . — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. e come per dar ragione al capitano Hull. — disse il capitano Hull. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim. durante la stagione di pesca. che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza. e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena. spinto dal proprio istinto di pescatore. passi. Miriadi di crostacei vi penetrano. non dimenticatelo! — Ad ogni modo. sicché nulla può uscire. di cui è fornito il palato dell'animale. e cosi ha voluto la natura. si stendono come reti da pescatore.. Jack. In quel momento. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. capitano Hull. E. — Come vedete. va bene. quando noi balenieri.

. provvisto di pinna dorsale. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. poiché. dinanzi a una pendola. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale . possono avere una lunghezza di ottanta piedi. cosi da assomigliare a un paio d'ali. più l'animale è grosso. quantunque la media non passi i sessanta. quanto maggiore deve essere. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. era stato avvistato un finback.. più verosimilmente. mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche.Infatti. infatti. Era una di quelle balene franche. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero. appartenente alla specie delle balenottere. inoltre. per un pescatore di balene. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. cosa che non poteva ingannare i balenieri. qualcosa come una balena volante. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. Dunque. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. vi sono specie alquanto diverse. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. a quattro miglia sopravvento. O era invece un hump-back. cui manca la pinna dorsale. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo. un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei. Frattanto. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio. Oppure.

questa è appunto la prerogativa della jubarte. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì. — Io propenderei per una jubarte. — È vero. non era molto visibile. Che ne dici. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. inoltre. D'altra parte. — Non è una balena franca! — esclamò. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è. — rispose Dick Sand. lo zampillo. ciononostante. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo.che era stato segnalato al largo. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. bimbo mio. Dick. Da quella distanza. e questo mi darebbe ragione. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. — Certo. che a poco a poco si accalorava. tu. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. Infatti. se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. ascoltando. — fece osservare Dick Sand. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. capitano. — annuf il capitano Hull. — Si. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . E non vi pare. — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si.

è vero. come un'irresistibile calamita. si mangiava le unghie. molto serio! — ribatté il capitano. guardando la balena. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. A sentir loro. che non parlava più... se vogliamo. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. — Sarebbe un peccato non salutare questa. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio. — È vero. però. passando. — Quelle balenottere hanno code formidabili. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. bimbo mio? E perché no.bompresso per vedere meglio. pareva che la balena. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio. Il guadagno. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. — Mamma. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio. si. mamma! — gridò allora il piccolo Jack. — mormorava il capitano Hull. i bravi marinai si accaloravano e.. per completare il carico! Alcuni marinai. CAPITOLO VII PREPARATIVI . ma noi soli. — Si. qualche volta. — E con questa. Era chiaro che. a portata di mano. — Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. Il capitano Hull. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim. vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro.. gettavano grida di desiderio. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto... — disse Dick Sand — ma è un affare serio.

come si sa. signora Weldon. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. Infatti. per voi stessa. rassicurata. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. che si erano subito offerti. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. benché il Pilgrim possedesse una lancia. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. né. durante la stagione di pesca. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. Ciò che rendeva quella cattura meno facile. quindi. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione. non c'è alcun pericolo per noi. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. e voleva essere preparato a tutto. e ho sempre finito con l'impadronirmene. Ve lo ripeto. — Nessun pericolo. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. nelle presenti circostanze. e la terza a poppa. più tre baleniere. che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. Sapeva. per esperienza.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. La balena. un equipaggio di rinforzo. fuori del coronamento. era impossibile. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. La signora Weldon. . collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. — rispose il capitano Hull. Catturarla. che galleggiava in mezzo alle acque rosse. ma. non insistette. pareva enorme. Ora. e completare in tal modo il carico. Di solito.

Perciò si rassegnò. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. i pescatori di balene. infatti. dall'altra. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. Bisognava prevedere ogni eventualità. valevano meglio delle sue. nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza. lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. signore! — rispose l'allievo. o palle esplosive. come aveva detto. compreso il nostromo Howik. ma comprese che. il remo di poppa. per il servizio di una baleniera. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. non era un esordiente. poi finire l'animale a colpi di lancia. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand. o a prua dell'imbarcazione. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. Perciò. . — Dick. a compromettere la salvezza della baleniera. che aveva per lui grandissime attrattive. Per questo genere di pesca. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. spero! — Bene. da una parte. talvolta. che sarà breve. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. ben manovrato. le braccia di un uomo fatto. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. Restava dunque il capitano Hull. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. 49 D'altra parte. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. Per mezzo di un congegno speciale. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità. adoperano armi da fuoco. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi. Un semplice timone.durante l'assalto. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. il capitano Hull. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai.

Al momento d'imbarcarsi. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. le vele orientate come si doveva. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. l'aveva messa in panna. tanto la balena si sprofonda. . ossia rampone e lancia. e un solo posto era libero a prua della baleniera. non bastino. segnalata a cinque miglia dalla nave. le drizze ben disposte. assai difficili da maneggiare. che. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. giacché spesso accade che questi cavi. e che misurano seicento piedi di lunghezza. Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare. era propizio alle manovre di una baleniera. calmissimo. a queste armi offensive. a meno di caso urgente. che. poco amici delle innovazioni. d'altronde. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. assalendola con i mezzi consueti. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. sono congegni molto costosi. prima di lasciare la nave. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. D'altra parte. si assicurò che tutto fosse in ordine. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. e i pescatori. quello che doveva occupare il capitano Hull. con ragione. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. voleva. il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. legati insieme. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive.Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. Il mare. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. Né ce ne vuole meno. all'arma bianca. in accollo. che usano abilmente. Il vento tendeva a calare e.

te ne farò il segnale. cosa impossibile. Il vento è caduto. — replicò il colosso. in verità è tutto qui! » Tuttavia. da quelle insistenti raccomandazioni. fosse necessario rimettere la nave in moto. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?.Prima di partire. — Dick.. fa' onore al tuo grado. issando una bandiera in cima a una gaffa. sono certo che lo farebbero. arrossì. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. — rispose Dick Sand. sorridendo. — Ai vostri ordini.. — rispose il capitano Hull. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. capitano. figliolo. — Dick. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. — Si. — State tranquillo. — Bene. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. nulla fa prevedere che torni a frescare. — Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci. — rispose Dick Sand sorridendo. — gli disse — ti lascio solo. quantunque non vi fosse alcun pericolo. Indicando loro bene il da farsi. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. gli fece le sue ultime raccomandazioni. eccoti comandante in seconda. si capiva che. ma. — disse il vecchio Tom. Ma un irresistibile istinto di pescatore. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . e se. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. Vigila su tutto. — riprese il capitano — il tempo è bello. capitano Hull. — coraggio e sangue freddo. Soprattutto. non perderò di vista la baleniera. — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. nemmeno per poche ore. — Nulla per ora. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. qualunque cosa accada.

— Grazie. è bene dire che la jubarte. — rispose il capitano. conto su di voi e sui vostri compagni. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti. signore. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. — Sarà fatto. — Prendetela pian pianino. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim. li porteranno sul ponte e. signora Weldon! — Ve ne prego. — Dick. signor Bénédict. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. la faccenda andrà spedita.. D'altronde. al nostro ritorno. capitano. — Siamo a vostra disposizione. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No. — Ebbene. — osservò il cugino Bénédict. Allora i marinai. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano. Egli si diresse verso la scala. e sarà fra poco. tagliandolo metodicamente a strisce parallele. quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. — approvò il capitano. signore. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta.. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. Mentre saremo assenti. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. in questo modo. con i guanti. calzati di stivali chiodati. bambino mio. — Va bene. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. Per chi non lo sa. lo spingeva a tentare l'avventura. Weldon a Valparaiso. quindi . — rispose il vecchio negro.W. una volta uccisa. — Sf. volgendosi a Tom: — Tom. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. dalla testa alla coda.

a pesca finita.1 Ma. lascia tutta la sua parte utilizzabile. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. tutti tornarono a prua. che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano. raggiunse la prua della baleniera. Il capitano Hull scavalcò la murata e. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. La baleniera si staccò dalla nave e. dopo essere stati collocati nei barili. e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. Di solito. scendendo per la biscaglina. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto.divise in pezzi. parve voler salutare l'equipaggio. il cugino Bénédict. Del resto. i quali. Era venuto il momento di partire. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. Il Pilgrim. Poi. Jack. La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». apriva automaticamente la larga bocca. e perfino Dingo. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. dovevano essere calati nella stiva. per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. La signora Weldon. nelle circostanze presenti. con i venti. la nave baleniera. e procede a terra alla fusione del grasso che. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. sotto l'azio52 ne del calore. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. . cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. vale a dire l'olio. allo scopo di terminare le manipolazioni. L'equipaggio sbarca. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione. prima d'essere messo in panna.

qui! — gridò Dick Sand. — Fidatevi di me. e andò a mettersi presso il timone. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. — Non muove la coda!. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon. capitano. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. Dingo. Il cane stava per saltargli alla gola. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. Dick. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo. Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva. in preda al più vivo e inesplicabile furore. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione. cattivo segno! Ma. lanciando un latrato di collera.— Sta' attento.. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. in piedi a prua. (N. lanciò una specie di lamentoso ululato. Dingo. si avvicinò lentamente alla signora Weldon. dirigendosi verso il castello di prua. — mormorò Tom a mezza voce. quasi subito. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera. non potendo più farsi udire.A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua. La signora Weldon si volse. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio.. cui lambì affettuosamente la mano. — cattivo segno. — Qui. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù.d. . Dingo si raddrizzò. con l'intenzione. e il capitano Hull. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. senza dubbio. In quel momento. — rispose Dick Sand.

— disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. Howik. — Siamo intesi. ma la sua faccia era leggermente impallidita. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull. anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. poi. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera. CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. — rispose il nostromo. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. . che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. Il cetaceo veniva cosi aggirato. preposto a questa manovra. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. in modo da tenerci sempre sottovento. — disse il capitano. Ora non era più che un punto sul mare. Anzitutto. signore. accuratamente foderati in guaine di paglia. vogando.Dal canto suo. — Hercule. tornò nel suo alloggio. — disse il capitano Hull. era marinaio dotato di gran sangue freddo. fate meno rumore possibile. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. lasciando cadere la sbarra. — Attento a governare. 54 Il nostromo. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. — Bene. — ragazzi. Negoro non aveva proferito parola. — rispose semplicemente Hercule. non era uomo da lasciare nulla al caso. esperto baleniere. il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte. affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. I remi. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre.

— Su. ragazzi. diretta dal nostromo. era giunta al largo banco dei crostacei. ed evidentemente. zitti. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. — Si.manovravano in silenzio. Cosi era del Vilgrim. prima di destare la sua attenzione. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. L'imbarcazione. e forza sui remi! La baleniera. mentre quelli di sinistra. . sembravano grondare gocce di sangue. ragazzi. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata. di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse. pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. — disse Howik. abilmente diretta dal nostromo. che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. — rispose il capitano Hull. Mezz'ora dopo averlo lasciato. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. — Vogate più piano. — disse il capitano a bassa voce. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. che decresceva a vista d'occhio. — Vino e acqua! — disse un marinaio. Descrivendo quel cerchio. sollevando il liquido rossastro. facendo il minor rumore possibile.

— Si. il capitano Hull. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. — Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza. bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo. sono più facile preda. li nostromo. il capitano Hull lo dondolò più volte.. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale. saldamente fissata al rampone. « Questa birbona non deve dormire. mirando al fianco della jubarte. Accanto al capitano. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. in piedi a poppa. il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale. — rispose Howik. eppure!. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. Ma non era più il momento di riflettere. . Brandendo il rampone in mezzo all'asta. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. bensì quello di assalire. in un secchio. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità. La balena non si moveva e sembrava dormire. — Ci siamo. A prua. Le balene che si sorprendono cosi..55 Cinque minuti dopo. durante il sonno. c'era la prima delle cinque lenze. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro. « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque.

la balena. Prima. Ciononostante. colpita dal rampone. Sarebbe stato davvero un peccato. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ».d. L'inseguimento. E i marinai vogando tutti insieme. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. la madre doveva difendersi con maggior furore. Evidentemente. entrambi in piedi. In quel momento. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga. era .— Indietro! indietro! — gridò subito. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. il capitano Hull lo sapeva benissimo. — Un balenotto! — gridò. dopo un attacco cosi felicemente cominciato. però. cioè duecento metri. e come accade quasi sempre. Al contrario. Infatti.A. il capitano Hull e il nostromo. 1 Una lunghezza di cavo. si era quasi del tutto coricata sul fianco. misura speciale per la marina. poi. la jubarte. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando. che avesse fatto il primo tuffo. seguita dal balenotto. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. come si sarebbe potuto temere. (N. cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. risollevandosi con un balzo enorme. Tale circostanza. equivale a centoventi braccia. o meglio il rimorchiamento. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo. rende la cattura della jubarte assai più difficile.

non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. con l'occhio sulla preda. invece di tornare alla superficie. e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. Cinque minuti dopo. e scomparve sott'acqua. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. Pure. La jubarte non si arrestava. — soggiunse il nostromo. né volerne moderare la velocità. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. filava come una freccia sul dorso delle onde. — questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. Il capitano Hull. Tuttavia. si tuffava negli strati più profondi.cominciato. i cui remi erano stati sollevati. — Non è poi un pesce. Infatti. che l'animale. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. siccome la baleniera non correva presto come la balena. dall'inclinazione più accentuata della lenza. 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. presto alla terza si annodò la quarta. si poteva anzi osservare. Howik la dirigeva imperturbabilmente. — Diavolo! — esclamò il capitano Hull. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità. la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta. La baleniera. Howik. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per .

— ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza. aiutato da Tom e dai suoi compagni. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. si dovette dar mano alla quinta lenza. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. — non si perdano colpi! Mirate bene. — Attenzione! — gridò il capitano Hull. com'era stato previsto. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. allorché sembrò allentarsi. signore. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. — rispose il nostromo. Howik manovrò allora abilmente.la cattura da farsi. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. ora se ne stava pressappoco immobile. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull. e già anch'essa era mezzo svolta. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. e due marinai si armarono. e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. Howik? — Sono pronto. dopo essere fuggita con tanta rapidità. a soffi brevi e di poca durata. ma andiamo avanti. Ma spirava una brezza debole e irregolare. sempre con il rampone piantato nel fianco. Intanto. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. se pure avrebbe potuto raggiungerla. come il capitano. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. Furono deposti due remi. . ragazzi! Ci siamo. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. Howik. — Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. e sembrava aspettare il suo balenotto. in quel momento.

Al passaggio. Il nostromo. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione. si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera. manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. si posero a vuotare in . I due marinai. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo. Per poco la baleniera non si capovolse e. spingendo l'imbarcazione da parte. infatti. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. senza però toccarla. La jubarte si arrestò e. che aveva previsto quell'assalto frontale. Howik. D'un tratto. imbarcando acqua. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. si riempi a mezzo. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia.L'imbarcazione si avvicinò ancora. procedendo a balzi quasi. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. cercando di ferirla in qualche organo vitale. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. Tre nuovi colpi. spaventosa a vedersi. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. deponendo i remi. al passaggio. bene assestati. poi. Howik. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. governa! La jubarte. si scagliò avanti. Ma. produssero tre nuove ferite all'animale. battendo violentemente il mare con le pinne enormi.

come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. mentre il capitano tagliava la lenza. Ma allora si accorse che. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. nella caduta. Questa. capitano! — rispose Howik rialzandosi. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. d'altra parte. a maggior ragione non poteva fuggire e. ancora mezzo piena d'acqua. reso furente dal dolore. assaliva. il remo di governo si era spezzato nel mezzo. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. e la sua agonia minacciava d'essere terribile. questa volta fallirono il loro colpo. e la sua . se non governava più. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. disgraziatamente deviate dall'oscillazione.fretta l'imbarcazione. Non era dunque più il caso di assalire. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro. sott'acqua. si produsse un gran gorgoglio. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. In quel momento. — Un altro remo! — disse il capitano Hull. diventata ormai inutile. ma di difendersi. II capitano Hull lo comprese subito. in tali condizioni. Le tre lance. Passando. per quanto fosse stata spinta velocemente. a poche tese soltanto dall'imbarcazione. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. A sua volta. come avrebbe detto un marinaio. Riapparve il balenotto. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. No! L'animale. non pensava più a fuggire. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile. non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e. — Eccolo. — rispose Howik. — Presente.

. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. disarmato. I disgraziati marinai. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. scagliata in aria con irresistibile violenza. Questa. Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. poiché invece di una leva. Fu impossibile. In quel momento. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. I marinai compresero d'essere perduti. quantunque gravemente feriti. ricadde rotta in tre pezzi. non aveva in mano che un remo relativamente corto. in caso di bisogno. che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. in soccorso del capitano.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. per cosi dire. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. era tornata all'assalto. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. sarebbe stata una grande perdita di tempo.. e il vento cominciava a gonfiarle. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate. la jubarte. qualunque cosa accadesse. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito. Ma il nostromo era. coprendo il balenotto con il proprio corpo. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. disgraziatamente. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi.. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. che trascinò a rimorchio affinché. con l'aiuto dei negri. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull. Cercò di virare di bordo. Mettere in mare una delle barche per correre. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa. Tuttavia. — Attenzione. sia nuotando.

domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. balzò. ma ancora vivi. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. la signora Weldon cadde in ginocchio. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. — Preghiamo! — disse la pia donna. Un quarto d'ora dopo. Nan. Dick Sand. e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. ogni essere vivente era scomparso. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. cari amici. tornò a voltarsi. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro. con il capo chino. Tom e gli altri negri rimasero in piedi. quei loro poveri compagni feriti. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. fu un misto di pietà e d'orrore. giunse sul luogo della catastrofe. accecata dal furore. CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. si era precipitato nella lancia. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. con i negri. poiché la loro condizione era delle più . con le mani levate verso il cielo. quando Dick Sand.Ma la jubarte. il quale. Poi. la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora.

ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri.gravi. . . di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. e vi erano pure alcuni negri. a bordo del Pilgrim. di solito tanto prudente. a braccia conserte. la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. no certamente. marinai. brave persone. La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla. almeno. e alla quale. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si. nostromo. un giovinetto di quindici anni! Capitano. a centinaia di miglia dalla terra più vicina.Dick Sand . una madre con il suo figliolo. ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile. era una terribile fatalità! Infatti. si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. non c'era più che un marinaio. e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico. questa. per il quale sentiva un affetto filiale. E a bordo si trovava una passeggera. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. si. coraggiose e zelanti senza dubbio. suo protettore. in balia del vento e delle onde. pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. uno solo.ed era un allievo. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim. guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. ai quali si era votato corpo e anima.

al nostromo Howik. si trattava di far fronte alla situazione. — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni. — Voglio parlare al capitano Hull. se non c'è lui. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. . — o.L'oceano era deserto. e cosi fece Dick Sand. nei luoghi di pesca. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. — Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. non un punto ne turbava la superficie. e si fermò a tre passi dall'allievo. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. ora? — domandò Negoro con grande insolenza. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura. Dopo la scomparsa della jubarte. A ogni modo. Ciononostante. — rispose freddamente Negoro. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. senza uscire dal suo mutismo. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. facendosi incontro al mastro cuoco. si! — rispose l'allievo. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon. 62 Negoro si spinse verso poppa. Negoro comparve sul ponte. che aveva lasciato dopo la catastrofe. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. e come se non lo avesse udito. nessuno avrebbe potuto dirlo. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. — Chi comanda a bordo. — Voi! — disse Negoro. alzando le spalle. e di considerare le cose com'erano.

Dick aveva preso la propria risoluzione. deducendone la longitudine con l'angolo orario. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta. — Non c'è più che un capitano qui. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. e tornò nel suo alloggio. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità.. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza. evidentemente. e la cui esattezza è assoluta. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. non turbate da alcuna scossa. il brigantino-goletta. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo. il capitano Sand.come il suo capitano faceva ogni giorno . Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto. e capi allora che. Quattro o cinque anni di più. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon. mediante le osservazioni astronomiche. Come si vede.. in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. Dick Sand esaminò lo stato della velatura. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno. Il firmamento. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim. . secondo le necessità. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. non possedeva ancora. Intanto. aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei.Negoro indietreggiò.il . occorreva che egli fosse tale da poterla accettare.

e tutto il suo equipaggio è morto con lui. voi e il vostro piccolo Jack. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. Dick.. e cioè con le misure prese con il solcometro. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si. Ciononostante. la cosa sarà facile!. — rispose l'allievo — . anzi deve modificare i nostri progetti originari. quindi la rotta seguita. — Senza dubbio. Dick. — rispose Dick Sand — lo tenterò. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso. Il capitano Hull non è più. signora Weldon. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. E ora. Dick. — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. La sorte della nave è in mano tua! Dick. fino a un miglio di approssimazione. sulla quale puoi contare assolutamente.. doveva solamente cercare la strada con la stima. Con il cattivo tempo.. signora Weldon. si. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. come quella da seguire. La signora Weldon. invece. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio. potrò volgere la prua a est. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull. signora Weldon. — Lo so. gli disse con voce che non tremava: — Grazie.. tutti! Si. — Ma. non si perse d'animo. — riprese la signora Weldon. almeno. — tu comprendi bene che questa catastrofe può. Con il bel tempo. -— Facilmente. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon..punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare. sento che lo farò. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo..

Era il litorale dell'America del Sud. Era infatti la prima cosa da fare.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. che le mostrava tutto un oceano. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. conoscere la posizione del Pilgrim. e in 164° 13' di longitudine. il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. signora Weldon. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. per cosi dire. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. — Laggiù. — E lo faremo. poiché da ventiquattr'ore non si era. vi sbarcherò in luogo sicuro. Ah. sulla destra di quel vasto oceano. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. con velatura completa. Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. — Ebbene. che rilevò mediante la bussola. e faremo molta rotta. — rispose l'allievo con voce ferma. poco importa. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. È una illusione che si fa sempre chi non ha . dalla randa di mezzana fino al controfiocco. Quella carta. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva. signora Weldon. anzitutto. — D'altra parte. non possiamo non raggiungerla. a considerarla in quel modo. La signora Weldon si era chinata sulla carta. in questa direzione. Dick. a gonfie vele. le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim. quasi mosso. L'importante è approdare. avvicinandomi alla terra. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale.

alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. ecco ciò che richiedono le circostanze. Era venuto il momento di agire. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. Voi non siete marinai. — Amici. ben detto. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. — approvò la signora Weldon. quanto a me. Di tanto in tanto. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele. che andava frescando. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. la buona volontà non ci mancherà. e infatti.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. che sarebbe sembrato sperduto. come lo era su quel pezzo di carta. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. — Ben detto. il Pilgrim. indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo. vecchio Tom. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare. e alcune nubi. — Signor Dick. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. 65 — Si. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. Comandati da voi. Sapeva quanto fosse lontana la terra. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. Ma aveva preso la propria decisione. nel mezzo di quella pagina bianca. Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. Vi indicherò. Meno velocità ma maggiore sicurezza. Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. rappresentato in proporzioni esatte. ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. senza dimensioni apprezzabili. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. Eppure. ma durante queste poche . e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole. amici. per non compromettere nulla. e potremo dirigerlo.

e. fino a stasera. Per l'appunto. — Ai vostri ordini. signor Dick. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. come si è detto. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca. Per ciò. con un po' di attenzione. consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. potrete subito sostituirmi per alcune ore. Tom. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. — rispose il vecchio negro. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . accanto a me al timone. avremo vento favorevole! — Certo. battendo le mani. era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. per dedurne una media. — riprese l'allievo — restate qui. se la stanchezza mi vince. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. senza perdere un momento. — Si. — rispose il bambino. bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. mamma. Fate soltanto ciò che vi dirò.ore. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. — Ai vostri ordini! — rispose Tom. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni. — Quando vorrete. finché rimarrai al timone tu. figliolo caro. te lo prometto. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. e sono sicura che. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave. — Ebbene. se non a Valparaiso. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. certo. — E io.

La traversata sarebbe stata meno lunga. la gabbia sull'albero di gabbia. sugli stragli di prua. Infatti. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. la randa. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. sull'albero di velaccio. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. come sull'incappellaggio di . e l'avrebbe certamente fatto. poi. Invece. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. un velaccio e un controvelaccio. fino allora contrario. l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile. Era dunque meglio dirigersi verso l'America. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. se il vento. Ora. Infine. I fiocchi. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. le vele di strallo si manovrano facilmente. l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore. la stima sarebbe stata insufficiente. arrampicarsi lungo le sartie. quando si vuole spiegarle. una controranda. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. la controranda. poteva rendere i maggiori servigi.ed elica. Fra questi due alberi. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. In un brigantino-goletta. Per eliminarla. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. ha meno velatura. d'uso assai facile. non si fosse mutato in favorevole. invece. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. infatti. Non porta che una randa al tronco maggiore e. sopra. sul bompresso e il suo buttafuori. L'albero maestro. a prua. e quell'utile strumento. È necessario. hanno il punto di mura i tre fiocchi.

. Per fortuna. Benissimo. tenendosi con l'altra... Alate. non aveva avuto che da far servire. Per passare dalla panna alla bolina stretta. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom. si era diretto verso il luogo della catastrofe. I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. tanto per allentarle o ammainarle.. 67 Quando Dick Sancì. Il gigante. . che non comprendeva questa espressione. — Si.. senza volerlo. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò. — e di lavorare con una sola mano.. manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine.. si dovevano issare il velaccio. — Suvvia! — gridò — Tom. tocca a voi... Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa. lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone. Bene!. Bat. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. e questo. al segnale del capitano Hull. la vela di trinchetto e la vela di gabbia. Hercule. l'obbligo di correre sui marciapiedi.. tesate. scioglietela! E voi. pigliando dei terzaruoli. la randa. il Pilgrim portava solo i fiocchi.. Adesso. quanto per diminuirne la superficie. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto... la controranda e le vele di strallo. — Si. il vento soffiava moderatamente. Da ciò. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato.che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. cosi.. . cioè. il controvelaccio. e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi. — Amici. e tutto andrà bene. per completare la velatura.. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta. tirate! — Cosi? — disse Bat. forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza. fanno facilmente precipitare un uomo in mare. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio.tale albero.. diede un colpo da spezzare ogni cosa. fate lo stesso!.

bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo. siccome essa era caricata in modo semplice. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro. ma non rompete nulla. — rispose il colosso. non c'era più che da far forza sulla drizza. non cosi forte... senza che egli avesse ancora lasciato il timone... Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi. — Bene. Tutti e tre andarono a gambe all'aria.. Bene. — Ebbene.— Eh. Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand. con la prua a est. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e. sarete già buoni marinai! . senza volersi impegnare troppo.... Questa seconda manovra fu abbastanza facile. legate. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!.. poi chiamò i negri a poppa. del resto. Facilissimo. cosi! Bene. — Ecco fatto. impresse alla nave una certa velocità. Tutti insieme adesso! Alate. date volta. allentate. i cui bracci di sinistra erano stati filati. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua. girò lentamente..... per fortuna. E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto. che la drizza si spezzò. amici. — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. Già il Pilgrim Slava rapidamente. Il vento. — Prima della fine della traversata. Hercule! — Cercherò..... senza però farsi alcun male. — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. Lascata pian piano la scotta del boma.. tirate sui bracci. e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro. e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. insieme con il suo amico Actéon. amici! — disse l'allievo. Ma Hercule fece forza a tal punto. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate.. murare e bordare. passate la mano!. gonfiando allora le vele.. lascate.

Poi. non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. molto superbo di sé. che potevano essere issate.— Faremo del nostro meglio. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. murate e bordate dal basso. Le mancavano quelle vele alte. non avremmo fatto niente di buono. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia. Bat. Chiamò dunque Tom. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. si lanciò sull'alberatura. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. Terminato questo lavoro. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. avendo collocato Hercule. E il piccolo Jack. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. Jack ricevette la sua parte di elogi. anzi signor Jack. quindi i due pennoni vennero issati insieme. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo . e giungere alle crocette. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta. le due vele furono saldamente murate e bordate. Actéon e Austin. gli uni alle drizze del controvelaccio. In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. si accinse a farlo egli stesso. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. non fu che un gioco per l'allievo. strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. capitano Sand. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. perché aveva lavorato sul serio. e Dick Sand. non per le vele di strallo. di cui sciolse rapidamente la vela. — Credo. si lasciò scivolare sul ponte. — rispose Tom. Là in base alle sue indicazioni. controvelaccio e vele di strallo. gli altri a quelle del velaccio. Dick Sand. Poi risali sulle crocette.

Durante tutto questo tempo. scivolava rapidamente sulla superficie del mare. Il vento rinfrescava. le ali alquanto lunghe. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. un semplice ortottero. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. un insetto dalle elitre piatte. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo. sbandando leggermente a dritta. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. E. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. signora Weldon. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. la cui testa spariva sotto il protorace. che non era sonno. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. che Dick Sand andò a riprendere. — disse allora Dick Sand. ma nelle attuali circostanze. egli aveva fatto quella preziosa scoperta . Hercule. vegliando sul castello di prua. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. questa volta. precisamente. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento. che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. lasciandosi dietro una scia netta. era una manovra difficile e. se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. — Eccoci sulla buona rotta. appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua. non aveva spezzato nulla. Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. e la manovra fu terminata. il Pilgrim. non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. l'addome arrotondato.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. con la lente d'ingrandimento. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. — E adesso.

sulle conseguenze del disastroso avvenimento. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. senza dubbio. notevoli per il loro colore. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso. hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. sarebbe far torto al suo cuore. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. Per tutto il giorno. aveva incontrato la blatta in questione. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli. strada facendo. una collera che. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. certamente. e siccome 70 egli aveva la pretesa. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. per riflettere. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. si era messo allo studio. del resto. che provano tutti. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. . il cugino Bénédict. ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim.frugando nella cucina di Negoro. quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina. Ma lo sapeva. Da ciò. e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma.

Il vento. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. Nan. Quanto alla bussola. Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. al primo gesto di disobbedienza. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. a bordo ve n'erano due. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata. Quel giorno. come sempre. nella sua piccola cucina.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. Ciò è prudente. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento. Il suo . La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. In tal caso. e una era collocata nell'abitacolo. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. velacci. e siccome era sorvegliato a vista. avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. Occupato. l'allievo. filato più presto. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e. ammainare le vele alte. che sapeva cucinare. sotto gli occhi del timoniere. cosi si sarebbe. e specialmente. non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. inoltre. ad un suo cenno. d'altronde. D'altra parte. ecc. controrande. Dal canto suo. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. deciso a passare quella prima notte sul ponte. non lo si vide più di prima. alla minima infrazione. controvelacci. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. faceva conto di vigilare su ogni cosa. i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto.

e. come due cronometri. Del resto. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. che gli erano tanto necessarie. quella notte. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. la bussola si era spezzata. infatti. Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. dunque. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave. Ad ogni modo. La signora Weldon. era una bussola rovesciata. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. senza lasciare la cabina. Ora. Sotto questo riguardo.quadrante. il Pilgrim età sufficientemente provvisto. La bussola rovesciata. il mare. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente. poiché ormai. accadde uno spiacevole incidente. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. vedendo la calma di Dick Sand. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. si staccò e cadde sul pavimento. Ma era possibile che si fosse ossidata. per il dovuto controllo. ella non si era mai . e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. L'altra. per inettitudine o negligenza. e in modo tale da non poter essere più riparata. è vero. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. fino allora. di notte da due lampade laterali. però. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. disgraziatamente. Dick Sand ne fu molto contrariato. In quel modo. Tranne questo. aveva ripreso fiducia. a bordo del Pilgrim tutto andava bene. Del resto. era stato più agitato. nella notte dal 12 al 13 febbraio. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull.

Spesso. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso. Tom fu naturalmente il nostromo. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. senza dubbio. grazie ai suoi consigli. che egli rilevava con la stima. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e.lasciata prendere dalla disperazione. Innanzi tutto. si confortava con la preghiera. e ciò pareva gli bastasse. signora Weldon. Trovava. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». Non vorrei affermarlo. che l'amico Dick era meno suo di un tempo. dormiva cinque o sei ore. correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest. di giorno. da sincera e devota cattolica. I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. Durante quelle ore. la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. Perciò. incurante come sono i bambini della sua età. tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. ma. senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. aveva ripreso i suoi giochi abituali. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. Cosi andavano le cose a bordo. a poco a poco. perché non si sentiva troppo stanco. faceva assegnamento sulla bontà di Dio. ma credo proprio che. poiché era proprio lui che i suoi compagni . Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. diventavano discreti timonieri. — Vedete.

allora la sua mano governava per puro istinto. per tal modo. Tuttavia. che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. durante le notti che passava interamente al timone. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. è probabile che non avrebbe sentito nulla. . sotto la direzione di Dick Sand. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico. La notte era dunque oscurissima. da temersi. Ora. durante la notte dal 13 al 14 febbraio. accadde questo fatto: stanchissimo. Non soltanto non vedeva più.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. I suoi occhi. gli altri vigilavano a prua. non navigava mai senza fanali di posizione . Verso le tre del mattino. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. immerse nelle tenebre. in realtà. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. Il cielo era coperto da fitte nuvole. lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. si produsse una specie di fenomeno ipnotico. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. Gli altri fanali. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. A poppa. Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. proiettando i loro chiarori lateralmente. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. Quando l'allievo si riposava.avrebbero scelto per questo compito. mentre l'uno era al timone. Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse.

si sarebbe affrettato a toglierlo. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. dal 14 al 21 febbraio. L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. Cosi almeno credeva. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo. Infatti.Era Negoro... Giunto a poppa. credette. Secondo quel che pensava Dick Sand. a bordo non avvenne alcun incidente. si era riscosso dal suo sopore. Cosi. Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni. segnava il nordest. facendo centosessanta miglia in media al giorno. sotto la spinta d'un vento favorevole. mentre. che differisce un poco dal nord geografico. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano. Tom. per dir meglio.. e il Pilgrim filava rapidamente. poi. Era dunque una deviazione di quattro quarte. Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est. modificata di quattro quarte. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento. invece di segnare il nord magnetico. con la deviazione dell'ago. che cercavano di passare da un emisfero all'altro. o. Se. che egli non poteva sospettare. era un pezzo di ferro. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. i suoi occhi si portarono sulla bussola. Ma. fu il sud-est. di mezzo angolo retto. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. L'ago calamitato era stato deviato e. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso. dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. il giorno dopo. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola. e forse . si ritirò senza essere veduto.. quasi subito.. la direzione.

Perciò. — È certo. poco importa. — Toccheremo la costa americana.74 anche un ufficiale. — Ma se non fossi a bordo. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico. indicazioni che. l'allievo rassicurava sempre. Ora. signora Weldon. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud. Nan ed io. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. non ci fossimo . secondo. ma. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. credendo e dovendo credere di dirigersi verso est.. Dick. che le correnti di quei paraggi. il quale. dopo la perdita della seconda bussola. senza che egli potesse accorgersene. la signora Weldon. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. Dick Sand non poteva più controllare. come meglio sapeva. verso l'Equatore. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. fino a un certo punto. che la bussola. la quale risalisse dal Capo Horn. a spingere la nave fuori strada. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi. qui o là. ma questo bastava? Ciononostante. falsata dalla mano colpevole di Negoro. non potè essere segnalata alcuna nave. per quanto la sorveglianza fosse attiva. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict. e il mare continuava a rimanere deserto. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo. dava soltanto indicazioni inesatte. avevano contribuito. E ciò per due ragioni: primo. Ma Dick Sand ignorava. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. Ma. Jack. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata.. il solcometro veniva gettato regolarmente. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. Ciò stupiva un poco Dick Sand. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. in fin dei conti. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. e i due strumenti gli permettevano.

con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. d'altronde. eppure. — rispose risolutamente Dick Sand. Ecco. buon meteorologo. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. le indicazioni del barometro. molte volte ella si sentiva inquieta. ma se il bel tempo ha avuto lunga durata. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata... 15 Tuttavia. tu e Negoro!. il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. dopo una lunga durata del bel tempo. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. solo con quell'uomo cattivo.. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente. 2° Se. figliolo. ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando. da una parte. la cui durata sarà tanto più lunga. si avrà pioggia certamente. vi sarebbero solo due uomini. dall'altra. Dick. . quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire. nel quale non puoi aver fiducia? Sì. Che sarebbe avvenuto di te. gli aveva insegnato a consultare il barometro. se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto.. L'apparenza del cielo. Allora. gli permettevano di mettersi in guardia. guardando il suo piccolo Jack. è praticamente certo che verrà il bel tempo. da solo. Il capitano Hull.imbarcati sul Pilgrim e se. — E avresti manovrato da solo? — Sf. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore.. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare.. al contrario. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». qui. in poche parole.

ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo. 7° Verso la fine dell'autunno. precisamente verso il 20 febbraio. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica.d. D'estate. ciò che presagiva la pioggia. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse. e viceversa. se. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. durerà pochissimo. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. e viceversa. accompagnato da disgelo e da pioggia. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento. (N. se il tempo è molto caldo. Infatti. dopo un gelo di una certa durata.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. Ora. per due o tre giorni.A. il barometro si alza. d'inverno. ma siccome la pioggia tardava a cadere. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. e anche più.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. Dick Sand ne concluse che il . il bel tempo durerà molto poco. pronostica la neve. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. 5° In primavera e in autunno. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata. venuto il bel tempo. annuncia uragano. ricominciasse a discendere. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. annuncia bel tempo. annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo.

ma anche l'alberatura. Dick Sand. e si dovette quindi operare come una volta. Terminato questo primo lavoro. pigliando due terzaruoli. . lunga. nondimeno. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. con un equipaggio ancora poco pratico. accompagnato dà Bat e da Austin. non c'era da esitare. come la maggior parte delle navi moderne. ma. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. si comprende che. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso. Quest'ultima operazione. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. quando il vento si fa troppo forte. Ma la pioggia. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. È un grande sollievo per la nave. ciò che facilita la manovra. ridotta. Con un tempo meno minaccioso. offri minor presa al vento. Ciò che doveva accadere. quanto meno è carica in alto. si deve non soltanto diminuire la velatura. 20. Fu cosa difficile. ma.maltempo sarebbe durato molto. una vela di gabbia doppia. doveva presentare una certa difficoltà. Nei tre giorni seguenti. ossia trentun miglia all'ora. significava vento. 21 e 22 febbraio.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. ad ammainare il velaccio. la quale. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. D'altra parte. e nessuno esitò. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. pericolosa. non senza fatica. ma finalmente la vela di gabbia. la forza e la . Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. Il Pilgrim non portava. cioè correre sui marciapiedi.

l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. il vento. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato.direzione del vento rimasero quasi immutate. nella mattinata. fitte brume lo coprivano continuamente. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. parve scemare un poco. si diressero verso il cielo. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. e bisognava dunque prevedere il caso. {N. dormiva appena. perché'. Negoro. perché non abbaiò come di solito. Verso le quattro. sempre silenzioso. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. profondamente agitata. i vapori si spostavano con diverse velocità. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte. del resto. senza però cozzare una contro l'altra. abba- . e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. Dick Sand cominciò ad impensierirsene. non lasciava più il ponte. sempre freddi e cupi.d. Dingo dormiva in qualche angolo certamente. intorno al Pilgrim.A. Il giorno seguente. nel pomeriggio. che si vedeva di rado. forse a pochissima distanza. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. Il loro strato era anzi cosi profondo. l'ultimo giorno. ma Dick Sand non se ne fidò.3 Nulla. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. Infine. Negoro. 23 febbraio. poi i suoi occhi. che il sole non si vedeva più. L'aspetto del cielo era inquietante.) 77 trica continuava a scendere e. Lunghe ondate si succedevano. Ed ebbe ragione. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo.

Una volta in vista della terra. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. che avrebbe fatto. Dick Sand l'avrebbe presa. fra tutti quei terribili avvenimenti. lui. forse in uragano. era favorevole. tranquillamente. e anzi. in fin dei conti. anziché spiacergli. in cui quelle pesanti masse. Pure. se non avesse incontrato qualche pilota. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee. ma. abbassandosi. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. c'era una circostanza felice. non parve impressionato. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra.d. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano. se il tempo non si fosse volto a tempesta. ed era che quel vento. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi. senza aver pronunciato una parola. si sarebbe dovuta prendere una decisione. come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. come avrebbe manovrato. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. Si sarebbe detto che quello stato di cose. di cui ognuno a bordo doveva tener conto. senza aver fatto un gesto. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand. sali sul bompresso. al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale. poi ridiscese e.A. venuto il momento. gli andasse a genio. sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo.stanza vicino. Ebbene. A un certo punto. Tuttavia.) 78 si fosse fatto impetuoso. avrebbero potuto trasformare in tempesta. tornò nell'alloggio dell'equipaggio. (N.

ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. Per ore e ore. poi la pioggia cadde a torrenti. Cosi pure. Scoppiarono pure grandi temporali. il vento scemava per alcune ore. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. e tutti vigilavano con cura. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. compresa in una dozzina di linee. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. che inquietarono Dick Sand molto seriamente. la signora Weldon. Il barometro risali due o tre volte. era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. Il cielo era sempre carico di brume pesanti. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. non era più malato delle blatte americane. assolutamente abituato. per scoprire gli indizi della terra. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. e sulla nave si camminava a tentoni. ma la sua oscillazione. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. Secondo lui. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. non sa di79 . ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. lui. fosse orribilmente scrollata. d'altronde. e poterono continuare ad aiutare l'allievo.marzo. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. per fortuna. la costa non doveva trovarsi molto lontano. ma l'allievo. che lo avvolsero in fitta nebbia. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. in compagnia delle quali viveva. che pure era salda sulle onde. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. Quantunque la nave. per quanto abbia buona vista. Quanto al cugino Bénédict. per fortuna. e passava il tempo a studiare. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini.

Dick? — gli domandò. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. comprese quello stupore. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. — Sempre. è di non averla già in vista! — Eppure. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. Dick. l'orizzonte sembra schiarirsi. signora Weldon. — rispose l'allievo. a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. — Nulla. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. Ciò lo meravigliava. — E qual è stata la velocità della nave? — In media. — E secondo te. osservando ora il mare ora il cielo. l'allievo se ne stava a prua. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio. signora Weldon. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. venti miglia meno. centottanta miglia al giorno. da alcune parole che gli sfuggirono. e la signora Weldon.stinguere i primi contorni di una costa. siamo al 9 marzo. Era il 9 marzo. e. — rispose l'allievo. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. che va ancora rinfrescando. Perciò. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. e se qualche cosa mi stupisce. — Non vedi ancora nulla. sotto questo vento. da quando è rinfrescato il vento. — riprese la signora Weldon. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. nulla. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. venti miglia piò. — E tuttavia. — A circa quattromila cinquecento miglia. specialmente fra le brume. calcolando la . signora Weldon. di questa cifra almeno sono certo.

non era la legatura che era venuta meno. ma egli si chiese. al punto di rottura. Era purtroppo vero. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. Il solcometro. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro. il . — Che c'è. come potè constatare Dick Sand. per conseguenza. che non volle insistere. Erano appena state svolte venticinque bracciate. difatti. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. Ecco. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. su questo punto non posso essermi sbagliato. e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente. con il cuore grosso. quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. Ma se la velocità del Pilgrim. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. Ad ogni modo. ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. signora Weldon. lo farò gettare di nuovo. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. 80 — Ah. — No. saldamente dato volta all'estremità della sagola. con diffidenza. e. signor Dick! — gridò. ma la sagola che si era rotta nel mezzo. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. fu portato e gettato fuori del parapetto. si ritirò nella sua cabina. il solcometro era ormai perduto. L'unico strumento che possedeva era una bussola.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon. e.

il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva.A.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. Il 12. Dopo molti sforzi. non poteva essere rapidamente eseguita. diede l'ordine di ammainarla. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. che già la tempesta si scatenava con violenza. Dick Sand vide. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte. Poi. Dick Sand. tanto il rollio scrollava l'alberatura. Actéon e Bat salirono sull'alberatura. Austin. non senza spavento. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. E nondimeno il tempo stringeva.cammino percorso. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi.5 Si preannunciava una vera tempesta. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare. 4 716 mm. non potevano più essere valutati. ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . il giorno seguente. l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. fin dall'alba. Infatti. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. e ammainata la trinchettina. Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. (NJ. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave. e di ammainare le vele basse. il tempo si fece ancora più burrascoso. essendo stata ridotta la vela di gabbia. disgraziatamente. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura. e in quel giorno. Dick Sand.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora.

gli scogli del litorale non potevano essere lontani. e Dick Sand .. che si trovava sul pennone di parrocchetto. la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm. e ai quali. poiché. Negoro sali sul ponte. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli.. purché sia solidamente costruita. Là. fu percosso dalla scotta di sinistra. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. e strappò la vela. uno di quei terribili colpi di vento.. e si rimise al timone. che cioè la nave. Tornò dunque a prua. non aveva più che un pensiero. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro. secondo i calcoli. i più robusti edifici non possono resistere. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere. (NJ. la tempesta prese la sua forma più terribile. anche il controfiocco fu strappato. egli potè ridiscendere sul ponte. preoccupatissimo. Ferito. Il vento era passato al sudovest. {NJ. e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora. suo malgrado. Un momento dopo. si pensi che cosa può avvenire di una nave. devastò la Guadalupa. quella dell'uragano. Tale fu quello che. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra. tornò al suo alloggio. Austin. 82 impeto del vento e.sulla nave. anche a terra. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e. ma piuttosto leggermente. il 23 luglio 1825.) _.A. che gettano in costa tutte le navi di una rada. questo era il caso del Pilgrim. può sfidare i più violenti colpi di mare. Dick Sand. spinta con tanta furia. CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!.A) 1 Circa 166 km. Difatti era proprio un uragano._.

e in modo che. Talora.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. il suo . per ordine dell'allievo. era spaventoso. con il timone. anzi. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. l'attrezzatura. si tenevano pronti a venirgli in aiuto. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. fin tanto che fosse possibile. lo stivaggio era stato fatto bene. e si doveva dunque tentare di governarlo. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. al piccolo Jack. minacciando di colpirlo in poppa. per disgrazia. e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. al cugino Bénédict e a Nan. ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. aggrappati alle bitte. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. la cui azione era spesso impotente. ma il vento investiva lo scafo. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. Hercule e Actéon. vigilavano a prua. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. questo è un pericolo gravissimo. In tali condizioni. mentre Tom e Bat. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. pareva emergere dalle onde. Quanto alla signora Weldon. se ne stavano nelle cabine di poppa. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. qualora non si fosse alzato abbastanza presto. l'alberatura. dando a credere che le sfiorasse appena. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità. Se. Per fortuna. Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. il rollio della nave. legati essi pure. Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta.

. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. Già Negoro si era alzato. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. A queste parole. Era in buono stato. — rispose Tom. se non si fosse trattenuto all'abitacolo. dopo levato il pezzo di ferro. e la bussola. Negoro cadde. si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. nel timore che si ammalasse. e sarebbe certamente precipitato in mare. — Che c'è? — domandò l'allievo. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto. 83 Tom gettò un grido. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. fu appunto il fatto che. Dick Sand. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. assai preoccupato. Tuttavia.carico non si spostava. accorse a poppa. udi quel grido e. E fu ancora mentre egli dormiva. precipitandosi fuori dell'alloggio. in un momento d'insonnia. Dick Sand. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. ma Tom e suo figlio non gli risposero. temendo che la bussola si fosse spezzata. e perciò la signora Weldon. se non si poteva rendere responsabile Negoro .. Tom e Bat si trovavano a poppa. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola. si curvò sull'abitacolo. illuminata dalle lampade. nella notte dal 13 al 14 marzo. A un tratto... quando Negoro. per un violento colpo di rollio. quale doveva essere sotto quel meridiano. che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare. che avvenne un nuovo incidente. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si.

che non potè trattenere un moto di collera. maledetto negro! 84 Frattanto. L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. sempre cosi padrone di sé. vi spezzerò il cranio! In quel momento. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte. Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che. eppure. — Che fate qui? — gli chiese. fece allora un gesto di minaccia.. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco.. il vento era cambiato. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla. e che al primo atto d'insubordinazione. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. invece di investirla direttamente a poppa. ma il vento e le onde. La nave correva sempre nella stessa direzione. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. questo regolamento lo faccio io. che non sono schizzinosi! — Non ancora. — Capitano Sand. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. cosa strana che colpi l'allievo. egli si trovasse a poppa della nave. E costui. a quell'ora. situazione piuttosto pericolosa. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento.della sua involontaria caduta. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. — Ciò che mi piace. Negoro si rialzò. — esclamò Dick Sand. ma passando dinanzi a Hercule. — rispose Dick Sand. proprio a voi. — ribatté Dick Sand — e proibisco. — Negoro. — Ebbene. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla . — rispose Negoro. — Avete detto?. mormorò fra i denti: — Me la pagherai.

la sua attenzione era desta più che mai. per precauzione. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . d'altra parte. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. Il barometro continuò a scendere. Negoro venne molto sorvegliato. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon. per prudenza. a sua insaputa. dov'era dunque. fu messo. non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco. ella. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo. e la terra non compariva ancora! Eppure. Nondimeno. Dingo.tempesta. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. come tutti. allora. Ma. benché non potesse scorgerlo fra le brume. Dal 14 al 26 marzo. era forse scomparsa quella terra? L'America. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. Negoro non doveva desiderare. dove. quella terra era l'America. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. dopo tanti giorni. Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico. se.il Pilgrim non poteva mancare di . se avesse ancora il senso della realtà. in permanenza. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave.

. E tese la mano verso sinistra.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. Hercule. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo. — Si. Hercule. e non vedeva nulla. — Signora! — gridò Dick Sand. verso le otto del mattino. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. Ma per quanto la interrogasse. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. sali sul ponte. quel giorno. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. avvenne un incidente della massima gravità. Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare. quando non era al timone. dal momento che quella costa. L'allievo guardava. non si sbagliava. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand.. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. — Avete veduta la terra?. che aveva udito il grido lanciato da Hercule.. nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. a prua. causa il guasto della seconda bussola. di guardia a prua. che non poteva avere occhi da marinaio. — chiese l'allievo. le cui indicazioni. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. In quel momento. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali. — Là! — rispose Hercule.. non potendo farsi udire. La signora Weldon. nonostante la sua promessa di non salirvi. tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro. la signora Weldon. 21 marzo. e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi. poiché né la . salvezza o perdita ch'essa apportasse.

Fra le brume era apparsa una specie di cima. cercava di scorgere il litorale che . senza vele. ohimè. — Finalmente! — esclamò.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. Questa volta. i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra. dunque. terra! — egli disse. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. cosi tardi scoperta. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. La signora Weldon. Il Pilgrim. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. tanto ardentemente desiderata! ma. e siccome erano le otto del mattino. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio. con tutte le sue terribili incertezze. Quanto a Dick Sand. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. Finalmente. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano. d'un tratto. A un cenno di Dick Sand. dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire. e ridiscese. egli guardò la costa con grande attenzione. Era dunque questione di poche ore soltanto. vedeva quella costa. Essendosi diradate del tutto le nuvole. la terra sottovento significava l'arenamento. sostenuta da Hercule. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra. ma non poteva mancare di giungere a terra. Ma. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave. formata da quell'alta vetta. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. si. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. La costa. non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua.

— Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. come precisamente doveva essere la costa americana. e una costa alta. molto indietro. Allora a Dick Sand sfuggi un grido. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. correndo all'alloggio dell'equipaggio. qui. — A circa duemila miglia. il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. e si precipitò nella cabina. — La carta ce lo dirà. — La terra che abbiamo veduta. ma la costa non si disegnava ancora. — Qui. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon. — rispose l'allievo. Nondimeno. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua. tornò con la carta di bordo. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. il cielo andava rischiarandosi. E. — Sf. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon. avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza. all'orizzonte. lasciò immediatamente il ponte. signora Weldon. — Un'isola! non era che un'isola! — disse.. — Il che equivale?. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. — Un'isola.. orlata dall'enorme catena delle Ande. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. Da prua. — disse. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. se siamo ancora . Nan e il cugino Bénédict.doveva incurvarsi dietro il promontorio. alta o bassa che fosse. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack.

e allora.. in meno di dieci giorni. in vista del porto.. e visitata da Cook e Lapérouse. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione. che persisteva già da tanti giorni. — rispose Dick Sand. Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua. Dunque. aveva ragione di credere che. sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord. visto che. . se questa si calma. essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. adesso conosceva la sua posizione. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand. doveva.. non posso spiegare questo incredibile ritardo!. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire.... — che si chiama in realtà Vai-Hou. No. come aveva detto l'allievo.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon. almeno. tuttavia. e bisogna ringraziare il Cielo. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare. — non so. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa. avrebbe finito per calmarsi. Sf. che passò un istante la mano sulla fronte. come per concentrare le proprie idee. che il tempo migliorasse un poco.. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim. Ma non si poteva sperare. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. egli si diceva che l'uragano. per il rilievo dell'isola di Pasqua. e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. è l'isola di Pasqua! Si.. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano. — scoperta da David nel 1686. non posso.

solidamente costruito e attrezzato. perdita facile da riparare. questa fiducia. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. che non poteva dominare. né al cielo di rasserenarsi.ripreso il dominio della nave. Il giorno seguente. almeno adesso non procedeva più alla cieca. Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. ma la progressione parve dover essere continua. 27 marzo. Se. la colonna di mercurio si alzò. Ah. se il mare rimase eccesivamente tempestoso. Dio solo comandava ai venti e alle onde. stava per essere in parte giustificata. non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. da questo lato. il Pilgrim. fino a un certo punto. come per un favore della Provvidenza. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte. aveva reso a Dick Sand la fiducia. si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. perché sarebbe stata strappata dal vento. egli era « padrone dopo Dio ». Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. D'altra parte. a 88 bordo. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. nel tubo barometrico. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. nulla da temere. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest. . L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. Se. fuori bordo.

E poi. l'aveva costretta a rinchiudersi. e il vento è diminuito. figliolo caro. durante la tempesta. — Ah. Ella venne a discorrere con l'allievo. il vento si moderò molto. in confronto di ciò che era stato fino allora. pallido sotto la tinta abbronzata del volto. un giorno. per prudenza.. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. — Il mio stretto dovere. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò. signora Weldon. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. o stia per calmarsi! — Si calma. infatti. aveva fiducia. . signora Weldon. — non vi sbagliate! Da ieri. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. hai sofferto molto. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo. capitano mio. infatti. preghiere! 89 — Si. fu la signora Weldon. ho ragione. povero figliolo! Hai fatto. ti disobbedisco. — rispose l'allievo. dunque. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. Dick! Ah. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. il bravo Sand.A notte.. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. sebbene. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte.. — rispose la signora Weldon. e se è vero che alla fiducia non si comanda. forse. il barometro non è sceso. dove Dick Sand.. è pur vero che essa comanda! — Dick. La prima ad abbandonare la cabina. lasciate la cabina nonostante le sue. Dimagrito.

essendo un po' diminuito il vento. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza.— Riposo? Non ho bisogno di riposo. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. figlio caro. Dopo questa conversazione. e presto. — Suvvia. Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela. Il 29. Dick Sand si senti più forte. — rispose l'allievo. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto. — Dick. . più preziosa della vita. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime.. capitano Sand. Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti.. signora Weldon. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo. amici miei. sto molto bene. — gridò egli quando risali sul ponte all'alba. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. — replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione. e uomo degno di comandare. ed ora sei. — disse il vecchio Tom.. — Grazie a Dio. assicurandone la direzione. con la tua energia morale e fisica. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. — Dick. ti sei dimostrato uomo. Tom. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa. ma il cuore le traboccava. io!. Weldon! — Io. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. ti ripeto che. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. — È Dio che ha fatto ogni cosa. — rispose Dick Sand. suvvia..

Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. all'opera. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco. — Ed ora. — Buona idea. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. e lo aiuterai a governare. — disse il piccolo Jack. che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. \ nonostante la forza del vento. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . — rispose l'allievo. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. amici.— Pronti a tutto. dopo un'ora di lavoro. Jack. — soggiunse Hercule. va' al timone insieme con Bat. furono ristabiliti senza troppa fatica. — riprese Dick Sand. la vela di gabbia e il fiocco. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. il pennone issato. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. Finalmente. — Si. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. — rispose Actéon. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. si misero subito al lavoro. Jack! — osservò Dick Sand ridendo. alle dieci del mattino. Inferire una vela al pennone di gabbia. — Ora. — Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. Sarà forse difficile. quel giorno. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri. diretti dall'allievo. — Quando avremo la calma. signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. la vela era a posto. Nondimeno. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini. — Tu. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone. ma va fatto! — Si farà. amici.

nel quadrato di poppa. ma lasciavano fra esse grandi squarci. Un'aria salubre penetrava nella stiva. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. . aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. riprese il governo della nave. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. Talora il Pilgrim ne era 1 inondato. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. senza affaticare l'equipaggio. ma il tempo andava rimettendosi al bello.aggiungere altre vele. opinione che fece condividere dalla signora Weldon. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. tornato al timone. e pure il ponte fu spazzato. perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. nell'alloggio dell'equipaggio. poi ricompariva per sparire ancora. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. fintanto che il vento non fosse scemato. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. II giorno seguente. erano stati aperti i boccaporti. aiuto timoniere del Pilgrim. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. dopo aver ringraziato mastro Jack. Per arieggiare un poco l'interno della nave.

caro Dick? — domandò la signora. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. ci metteremmo in contatto con essa. — Si. signora Weldon. Dick. dimmi un po'. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna.— Ebbene. ma molto più vicino a terra. Dick. Ne passasse anche una sola.. che abbiamo lasciata ad ovest. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi. ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare. ne concludo che troveremo la terra ad est.. signora Weldon. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. — Più precisamente non potrei dirlo. dopo avervi sbarcata. in questo momento non mi è possibile. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. Ma. sul litorale. . qualunque sia. — Qui. un servizio organizzato molto bene. — Ebbene. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. come doveva fare il capitano Hull. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. signora Weldon. e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. Qui è l'isola di Pasqua. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. quel porto sarà il benvenuto! — Si. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta. — Bene. sempre costante. in quale punto della costa approderemo. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. e dalla direzione del vento. e poi torneremo al nostro porto di scalo.

furono pure. Il vento continuava ad essere impetuoso. Siccome il barometro risaliva. la quale si sarebbe fatta gravissima. che farai. — Allora?. fece tesare sartie e paterazzi. — rispose l'allievo. fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. — Sarò costretto a mettere la nave in costa. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura.Perciò bisogna continuare ad accostarci. Speriamo bene. E tuttavia. signora Weldon. non senza apprensione. mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. signora Weldon. e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. — domandò la signora Weldon. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . una o due volte. al bisogno. Per alcuni giorni.. e se il vento sarà troppo forte. — In tal caso. — Ah! è una dura necessità. sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. però. allora. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra.. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. che risolvette di lasciare. se il tempo è bello e il vento moderato. — E se non incontrassimo alcun pilota?. perciò Dick Sand si domandava. Dick? :— Allora. tratto d'impaccio. che l'aspetto del cielo è rassicurante. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota... Per assicurare. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo. la solidità degli alberi. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si.. e la fronte gli si oscurò un istante..

non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando. dunque. Eppure nessuna terra era segnalata. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. il vento si stabili definitivamente ad ovest. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. dato che la catena delle Ande è molto alta. Si era al 5 aprile. Più volte. ora a sud. infatti. durante la tempesta. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai. questi timori non si avverarono. però mantenendosi sempre forte. e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. a est. e là. passando ora a nord. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta. Nuova ansietà di Dick Sand. ma. cioè. era stata certamente assai notevole. Dopo aver variato per alcuni giorni. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. perciò. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. che passasse. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto. e tale che affaticava l'alberatura. con il cannocchiale agli occhi. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. La pretesa terra si spostava. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. Ma il 6 aprile. significava nuovo ritardo. le quali sorgevano dal basso. il dubbio non fu più possibile. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . dopo un certo tempo.dalla parte opposta.

Tom e i suoi compagni. A est. In quel momento. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime. gli altri con gli occhi della fede. dato il carattere geografico del paese. o che almeno pareva tale. ma era evidente. gli uni molto distintamente. che si andava allungando a vista d'occhio. finalmente. perfino il cugino Bénédict. Negoro solo non si mostrò. neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. la signora Weldon. il quale. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. al contrario. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. nessun porto. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. si profilava una costa bassa. e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. da parte dell'allievo. e a sud-est. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. che si stagliavano contro il cielo. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. . alla distanza di circa quattro miglia. tutti accorsero sul ponte. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. si allungava come una sottile lingua di terra. il piccolo Jack. Allora. sotto i primi raggi del sole. Due ore dopo. Ma. Del resto. nessuna abitazione in vista. non c'era errore possibile. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. che dominava una specie di rada temporanea.crocette. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. non era più che a tre miglia. curioso come tutti i bambini della sua età. dal canto suo.

si slanciò verso la prua e. con voce ferma: — Signora Weldon. — disse. Dunque. Negoro lo udì senza dubbio. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. In quel momento. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. Dick Sand. si mise al timone. contro le quali il mare si frangeva schiumando. La signora Weldon. ma.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. ma essa non sembrò spaventarlo. che lo osservava. là doveva esservi una risacca mostruosa. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva. prima di giungervi. Dingo. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi. e i lineamenti contrarglisi un poco. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. che andava e veniva sul ponte. guardando la terra. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza. fece udire dei lamentosi latrati. tornò a poppa e. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom. nonostante tutti i miei . — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. Poi. Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. Dingo. si doveva attraversare una linea di scogli. Negoro guardava la furiosa risacca. senza pronunciar parola. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. non lo vide. Fortunatamente per lui. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco.

da un cambiamento nel colore dell'acqua. per cosi dire. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. Il cugino Bénédict. Quanto a Negoro. le molecole d'acqua. prese tutte queste precauzioni. abili nuotatori. molto tranquillo del resto. Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. lubrificando. vale a dire che toccava quasi gli scogli. tornò al timone. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. olio che. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento. e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin.sforzi. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. Dick Sand. mare. Anzitutto. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e. fra la salvezza vostra e la sua. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. nel caso che venissero precipitati in mare. ma. Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. doveva calmare per un istante 5. la signora Weldon. — Tutto! — rispose l'allievo. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. e . Per ultima precauzione. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso. Tom e i negri. che fra gli scogli si apriva un passo. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. Jack. Dick? — domandò la signora Weldon. Ad un tratto. Dick Sand riconobbe. si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca.

e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno. non doveva presentare. era perduto. dieci minuti dopo. D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata. non appena si videro al sicuro. a quanto pareva. di cui.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni .il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. spaccato dall'urto. la signora Weldon e i suoi compagni. Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. grandi difficoltà. Il mare in quel luogo era ancora più furioso. la nave si era incagliata. Il loro rimpatrio. i negri si erano posti a prua. grazie a lui. ormai non era più che una carcassa senza valore. Lo scafo del Pilgrim. ringraziarono la Provvidenza. Quanto al Pilgrim. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. . dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. fra breve. e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale. in attesa degli ordini dell'allievo. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. il mare si placò come per incanto. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. Infatti. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo.siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. Perciò. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand. la risacca avrebbe disperso i rottami. dunque. accanto ai barili. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe. almeno. le onde rimbalzavano fin sul ponte. la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. non esitò. in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa.

come doveva supporre Dick Sand.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta. Weldon. e cento altri vegetali che un . sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. sulla riva del Perù? Poteva darsi. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento. aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. nuovi per lui. si è attribuita a torto una longevità straordinaria . Era un piccolo greto. tamarindi. Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. pareva del tutto deserta. pini bianchi. alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. si sarebbe potuto discutere a lungo. la moglie e il figliolo di James W. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro. Dato che quella fosse la costa del Perù. perché egli sapeva. latanie. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. fra essi. nel nord-est. si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. del resto. i porti. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India.ai quali.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. . chiuso da una scogliera di media altezza. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua. quanti alberi. seminato di rocce nere. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta. Quanto a quella parte del litorale. Là. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. alberi del pepe di una specie particolare. A nord. Qua e là. Era. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. le borgate e i villaggi non vi mancavano. e di conseguenza.

Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria. La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. venuti dal largo. fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. non se ne vedeva nemmeno uno. Qua e là si levava pure qualche pernice. infine. Di case.americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. Ma non ce n'era. nella parte superiore di quella scogliera. e alcuni gabbiani. nere di piume. per saperlo. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani. checché ne dicesse il piccolo Jack. Ma. con riflessi azzurro acciaio. e non c'era indizio. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. fra gli alberi della fitta foresta. o almeno. e che la costa fosse tanto abbandonata. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. dal collo interamente pelato e di color grigio. ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. di cui si contano più di mille specie. . sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. Ma. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim. circostanza piuttosto strana. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. Dick Sand era molto meravigliato. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire.

Infatti. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. io non ho più il diritto di dargli ordini. Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio. maniere strane davvero. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo. — Si.. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. cessò di pensare a lui. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli. un riparo qualsiasi. ma aveva taciuto quasi subito. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. — rispose l'allievo. qui è libero. — rispose Dick Sand. Poi. si voltava. con il naso al suolo. non c'era proprio nessuno. — Dick. Dopo il naufragio del Pilgrim.. infatti! — mormorò la signora Welaon. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli. poi si sarebbe tenuto consiglio. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. Negoro andava e veniva sul greto. è strano. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. decidendo sul da farsi. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità. — Fa quello che fa Dingo. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. Dopo tutto. Presto.« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. infatti. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. la coda fra le gambe. Il cane andava e veniva sul greto. il suo servizio è finito. . quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua. — Va e viene!. se qualche indigeno si fosse avvicinato. brontolando sordamente. probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e.

Trotterellando ai piedi della scogliera. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. chiamò la madre. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. ingrossate dalla tempesta. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. Dunque. ma fu una botte quella che portò il forte negro. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. scatole di conserve alimentari. messi in luogo sicuro. Riguardo al fuoco. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto. riguardo a ciò. Il piccino era entusiasta. in verità. Il vecchio Tom. E. non mancava nemmeno l'acqua dolce. ben traforate e levigate. niente da temere. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. numerosi oggetti. casse di carne secca. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . Quei diversi avanzi. e quando lo si avesse voluto. quando fosse stato necessario accenderlo. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. percuotono la costa. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. e piena d'acqua fresca e pura.che il riflusso aveva lasciato scoperti. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. avrebbe battuto l'acciarino. era provvisto di una certa quantità di esca. — se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. legna secca nei dintorni non ne mancava. anche soltanto contro la selce del greto. fumatore arrabbiato. Inoltre. e gettando grida gioconde. che il mare scava quando le sue onde. scoperse 99 una di quelle grotte. dietro una svolta della roccia. prima di mettersi in cammino.

nondimeno ascoltò senza parere. invadendo la grotta. e approfittò certamente di quanto intese. evidentemente. che non era stato trascurato. — Dick. Ad ogni modo. doveva bastare a contenere i naufraghi e. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune.era ben asciutta. In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon. La signora Weldon. vegliava fuori della grotta.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. Ma se Negoro mangiò. com'eri il nostro capitano a bordo. amico mio. ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. Senza dubbio. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione. Tom e i suoi compagni. la vecchia Nan. . tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe. di cui Bat aveva salvato un bariletto. e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. non partecipò affatto alla conversazione. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi. Era l'una del pomeriggio. . prese la parola. Dieci minuti dopo. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. Frattanto Dingo. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum. C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. Tu sarai la nostra guida a terra.

Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. credo che voi. è anzitutto sapere dove siamo. — Separarci! — disse la signora Weldon. — È da decidere. per dannata ipotesi. cioè nella zona meno abitata. In tal caso. non dobbiate lasciare questa grotta. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione. cosa che sarebbe spiacevole. di informarsi. di incontrare qualche indigeno. Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. Quanto a Negoro. il signor Bénédict e Nan.Dick Sand. Bat. vedendo questa spiaggia cosi deserta. che fare? — ripete la signora Weldon. dopo una notte di riposo. preferirà rimanere qui. in un raggio di dieci miglia. dopo aver riflettuto alcuni istanti. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. Actéon e Austin resterebbero presso di voi. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. — Il mio parere. per poi tornare alla grotta. — In ogni caso. senza allontanarsi troppo. È impossibile che. Hercule. se. — rispose l'allievo. Domani. certamente. — Mi pare necessario. signora Weldon. non si trovi nessuno. Essi cercherebbero. signora Weldon. potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. dopo aver riflettuto un istante. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. Jack. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. rispose: — L'importante. — soggiunse Dick Sand . — Ebbene. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. la contrada è assolutamente deserta. anzi lo crederei volentieri. confinante con le pompasi Può darsi. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. — rispose Dick Sand.

ricomparve all'ingresso della grotta. ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta. anche breve. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. che non era uomo da impegnarsi troppo. Ma la cosa è troppo inverosimile. in realtà. — ripete Dick Sand. e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. era un esporsi a molte fatiche. è vero. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. — D'altronde. meritava. di essere discussa. degli inconvenienti. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. La separazione poteva avere. il cane ci sarà utile. per . Nondimeno. Entro due giorni al massimo. — È probabile.guardando il mastro cuoco. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. era profonda. e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. — rispose Negoro. — Condurremo Dingo. — riprese l'allievo. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. insistendo. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse. anzi affermo che non lo sarà. ritorneremmo alla grotta. fatta alla proposta dell'allievo. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. in fin dei conti. dato che. — durante l'esplorazione. Dingo. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. sentendo pronunciare il suo nome.

quindi. — Si.. Jack continuava a dormire. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim. lasciandolo sulle ginocchia di Nan. signor Bénédict. — Trovo buono ciò che si propone. ve lo raccomandiamo. — noi resteremo qui. — soggiunse il vecchio Tom. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. — Non allontanatevi. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. usciva anche Negoro. egli. l'entomologo.. Pochi momenti dopo. perciò la signora Weldon. che fossimo più in alto o più basso di latitudine.. — per me. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. — Si. — disse l'allievo. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri. — E voi. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta. ragazzo mio. signor Bénédict.accertarli. hai certamente ragione. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?. lasciava la grotta.. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. e farò quanto si vorrà. vado a fare una visita agli insetti della regione. risalendo lungo l'argine. non portateci troppe zanzare. mi sono mancati i mezzi astronomici. — rispose il cugino Bénédict. e non sarebbe impossibile. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . tornando verso il fiume. — Stai tranquillo. Quasi contemporaneamente. — disse il cugino Bénédict. — E soprattutto. ma. — Fa' come vuoi. e tu partirai con il vecchio Tom. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. — Siamo intesi. discese allora verso il greto. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso.

dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. Questo particolare meravigliò Dick Sand. che si trovavano nell'alloggio di prua. e metterla in condizioni di resistere se. Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. . senza più alberi né vele. e non dimenticò di prendere con sé un . e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile. erano fuori uso.comitiva. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. dopo l'urto. l'allievo penetrò nel quadrato. la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile. si trovavano in quel momento all'asciutto. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. fosse stata aggredita per via dagli indiani. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. Là avevano vissuto per lunghi giorni. semispaccato. contro ogni previsione. sorgeva la 102 carcassa della nave. la cui poppa. era rimasta emergente. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co. Hercule. avariate dall'acqua. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. Rivedendo la loro nave.come pure un centinaio di cartucce. dopo tutto. ma le carte di bordo. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. Là.. Mentre Tom. Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. coricato sul fianco come un essere privo di vita. e in mezzo a rottami di ogni sorta. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. tanto in commestibili che in liquidi. Grazie a Dio. Dick Sand ne scelse sei. strinse loro dolorosamente il cuore. ma.

ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. e il crepuscolo durò poco. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. armi e munizioni. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. e non si riusciva a trovarla. Tuttavia. Negoro era un uomo malvagio. Dick Sand e i negri tornarono allora . poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. l'oscurità calò rapida. ma Dick Sand esitò ancora un istante. se non Negoro. egli solo doveva essere colpevole. Il sole tramontando. Dick Sand. era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. e.inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack. all'occorrenza. per consiglio della signora Weldon. Chi dunque. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. circa cinquecento dollari. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. ce n'era a sufficienza. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. La signora Weldon. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. D'altronde. noiL si poteva sospettare che di lui. ma vi si avvicinava. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. di farlo frugare non appena fosse tornato. o erano andati dispersi o non potevano più servire.

Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. — Al contrario. quasi subito. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. — Ah. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba. di avere sfidato la tempesta. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone. sebbene fosse notte fatta. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi. c'importa di saperlo. — Si. durante la notte. e la tempesta non può più colpirci. ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. Ma che importa. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo. il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena. — Avremo ancora una brutta notte. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. no. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia. — Che importa? — disse Bat. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. dico! Come conclusione. — fece osservare Tom. che doveva essere molto buia. Fu convenuto che. fin che se ne voleva. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . — Dove può essere? — chiese la signora Weldon. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. ormai? La nostra povera nave è perduta. — ribatté la signora Weldon. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. scolopendre e altri miriapodi. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. di essere naufragati.

Differivano soltanto su un punto. Dingo. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. il meglio da farsi. non potendo accusarlo. Negoro fu chiamato più volte. e Dick Sand si arrese al suo consiglio. arrivati all'argine. non videro e non udirono nulla. nel buio fitto della notte. o non voleva più tornare. taceva. La signora Weldon aveva ragione. prendendo in disparte la signora Weldon. — Bisogna assolutamente saperlo. ad ogni modo. abbaiò forte. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi. non si poteva. se ci ha lasciati di sua volontà. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui. O era già troppo lontano per sentire. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro. — rispose l'allievo. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. Ma. come aveva detto la signora Weldon. In quel momento. Bat. — rispose Dick Sand. Hercule. Frattanto. I negri si accordarono per vegliare . ma. sarà di nascondergli i nostri sospetti. e cercava inutilmente. in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. ma. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza. Dick Sand le comunicò i propri sospetti. il cane. ora. — Se Negoro torna. lasciandogli credere che non si sappia nulla. Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. e. per aspettare Negoro.. — Forse è Negoro che torna! Subito. che correva sul greto. secondo me. ma non rispose. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare.104 — Certamente. — ma. signora Weldon.. solo.

Spuntava allora il sole. che si trovava di guardia all'alba. — rispose l'allievo. non potè dormire. inquieta. la signora Weldon. Austin. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. perché Dingo abbaierebbe con furore. Ma la signora Weldon. signora Weldon. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. vide Dingo correre. amici. Austin e Hercule: — Armatevi. E infatti.a turno fuori della grotta. — Se non è Negoro. uomo o animale. cosi ardentemente desiderata. La signora Weldon. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno. e li. — e se non è lui. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. — disse l'allievo. volgendosi a Bat. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume. — In ogni caso. fino all'orizzonte occidentale. 7 aprile. Quasi subito. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. e i suoi raggi. continuava ad abbaiare. non era più con Negoro. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. abbaiando. Poi. che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . il suo nemico di bordo. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. chi può essere? — Lo sapremo. il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. intercettati dalle montagne ad est. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. — osservò Tom. come fece anche Dick Sand. Dingo. non giungevano direttamente alla scogliera ma. non è Negoro. verso il fiumicello. — Dingo ha sentito un essere vivente. così armati. le pareva che quella terra. immobile e come puntando una selvaggina. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio.

che subito impugnò per portarlo alla spalla. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. dopo una breve esitazione. — disse l'allievo. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. durante la notte. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati. non già .l'ultimo angolo della scogliera. — No. lo sconosciuto. — disse a sua volta Bat. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. un largo cappello gli copriva il capo. nella foresta o nella pianura. D'altronde. Costui. tentava di calmare Dingo. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. di circa quarant'anni. In un primo momento. rimettendo i fucili in spalla. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. vedendoli avvicinarsi. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio. avanzava prudentemente lungo l'argine e. Dick Sand fece un cenno di saluto. dall'occhio vivo. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. Era un uomo robusto. con capelli e barba grigiastri. — Non è Negoro! — disse Hercule. con gesti amichevoli. perché. accennò a tornare indietro. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. riprese a farsi avanti. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. Portava un fucile a tracolla. diede dapprima segni della più viva sorpresa.

— ella disse — siamo naufraghi. senza rivolgere la parola. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. che parve meravigliarsi della domanda. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. anzi. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. La risposta parve piacesse allo sconosciuto. E questo parve certo. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud. — Americani. Ad ogni modo. non era né un indiano né uno spagnolo. si limitò a far loro un cenno. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. spesso poco raccomandabili. Quanto ai negri. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . — Siete inglesi? — domandò all'allievo. e questa volta proprio all'americana. — rispose Dick Sand. senza aspettare la risposta dell'allievo. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. Poi domandò: — E posso sapere. ma di uno di quegli avventurieri. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. — rispose lo sconosciuto. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. — Signore. Fu lei che rispose alla sua domanda. — soggiunse l'allievo. mio giovane amico! Cosi dicendo. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. quando a Dick Sand. Sembrava. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte. 107 — Non rimane più nulla della nave.di uno di quegli indiani. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. — Del Sud? — Del Nord. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. abituali scorridori delle pampas. di origine straniera. — E la nostra prima domanda. mio giovane amico.

— disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto. D'altronde. — Signore. mio giovane amico. Lima è lontana. sia nel suo fare. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto. — Allora.. ma non si era sbagliato di molto.. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. Infatti. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. perché la signora . posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. signora.... — Non saprei dirvene il nome. no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. ma non sorprese nulla di sospetto. indicando il promontorio del nord. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte. a nord! La signora Weldon. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. sia nel suo modo di esprimersi. E lo sconosciuto s'interruppe un istante. messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. — rispose lo sconosciuto — perché. — Oh. signore. voi non mi sembrate d'origine peruviana. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta. da quella parte. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta. — Signore. credo? — No. e poiché la costa era quella della bassa Bolivia. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito. — Io sono americano. — Ah! — fece Dick Sand. in una cosi lunga traversata. — rispose Dick Sand — Ma. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti. questa che punta è? — chiese Dick Sand.— Si. Non era affatto impossibile che il Pilgrim. avesse deviato di quel poco. poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. come voi. io non l'ho potuta rilevare con precisione.. e ciò non lo meravigliava del tutto.

— rispose la signora. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! . — Signora Weldon. verso nord-est. non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. c'è una fattoria importante. Tali offerte. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti. — rispose vivamente la signora Weldon. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. signora Weldon. sulla frontiera cilena.gli dicesse il suo nome. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. — rispose Harris — abito a sud. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. da cui differisce sotto molti aspetti. È. — Il deserto d'Atacama? — Si. il quale. che appartiene a un mio fratello. sarete ben ricevuti. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. — Oh. — Io mi chiamo Harris. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. fatte spontaneamente. — No. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. ma ora sto recandomi ad Atacama. al tempo stesso. mio giovane amico. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù. signor Harris? — chiese la signora Weldon. volgendosi alla signora Weldon. — Precisamente. Mio fratello sarà felice di fornirveli. non potevano che deporre a favore dell'americano. — A duecento miglia da qui. ed è da lui che mi reco per i miei affari. e sono nato nella Carolina del Sud. — Abitate in questa parte della provincia. Se volete seguirmi là. l'hacienda di San Felice. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti.

— Noi saremmo molto onorati di servirvi. — Non sono. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo. Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. — È mio figlio.— Ah! è vero. il piccolo Jack. come noi. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri. seguito da Nan. Ne chiedo scusa a queste brave persone. non avete nulla da temere. quando avevo soltanto sei anni. avvicinandosi a Jack. — soggiunse. poi. — e d'altronde. signor Harris. — Oh. — Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. — rispose la signora Weldon. su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. veduta sua madre. signore. ma mio figlio Bat. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. — disse allora il vecchio Tom. corse da lei. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. perché si strinse ancora più forte alla mamma. e non sono mai stati al mio servizio. signora Weldon. avete certamente sofferto per due. qui presente. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. — Volentieri. Perciò. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. e venduto come tale in Africa. — rispose Harris. Io sono stato schiavo. — rispose la signora Weldon.. — Ma lo sappia il signor Harris.. ho creduto. è vero. 109 In quel momento. — rispose la signora Weldon. — Che bel bambino! — disse l'americano. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. noi non apparteniamo a nessuno. signora Weldon. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione.

— s'affrettò a dire la signora Weldon. viaggio faticosissimo certamente. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. in tal modo. seguendo il corso di questo fiume. come aveva detto Harris. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. poiché sono abbastanza pratico della pampa. — rispose Harris. infatti. e del resto. non sarò. — Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. Era. quando ho parlato di duecento miglia. 110 imbarazzato a camminarvi. giunta cosi a proposito. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . a qualche centinaio di passi dietro l'argine. La signora Weldon.dunque paura. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. La signora Weldon ringraziò l'americano. — Il viaggio è un po' lungo. aveva offerto i propri servigi. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. — rispose Harris. L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. signore. credo. piuttosto contrariata. — è molto timido. non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. ho inteso dire la strada che ho già fatta. — ma ho qui. — Non appena all'hacienda. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio. caro piccino? — Scusate. Nel frattempo. Per noi. di recarsi all'hacienda di San Felice. si affrettò a cambiar discorso. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. con tanta cortesia. facendo dieci miglia al giorno.

— si tengono molto più al largo. — rispose l'allievo. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi. mio giovane amico. perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. — Signor Harris. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta. — Ebbene.. — A nord. che si arrendeva a malincuore. — ma a sud? — A sud. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. in lui riappariva il marinaio. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina. — rispose la signora Weldon. a nord o a sud? — Ma. e il tragitto è pressappoco eguale. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa. signora Weldon. — rispose Harris. al vostro posto. — No. Quanto a me. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente. — Signor Harris. Dick. — rispose Harris.Felice. e che ci resti soltanto da partire. — Ebbene. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. — chiederò al signor Harris in . non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. e voi non ne avete certo incontrate. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa. si! — ribatté Dick Sand. che conosco molto imperfettamente. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. — rispose la signora Weldon — per fortuna. signora Weldon. senza contare che. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda. non potrei accompagnarvi.. e saremo lieti di dividerli con voi. — È vero. con mio grande rammarico. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon.

— Non temete di abusare di me. è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda.quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. vi servirete di quel cavallo. e siccome saranno a cavallo. avrebbe contrariato la signora Weldon. facilitando il nostro rimpatrio.. mio giovane amico. giovane amico. voi e il vostro piccolo Jack. io sono buona camminatrice. non sono io che ritarderò la nostra carovana. — Signor Harris. — disse allora la signora Weldon.. — tuttavia. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice. e tale circostanza. non vorrei privarvi del vostro cavallo. Dick Sand vide che. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. non saprei dirvelo. e di là. — La cattiva stagione comincia in aprile. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. D'altra parte. — rispose la signora Weldon. signor Harris.. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. facendo nuove obiezioni. — riprese Harris. — rispose Harris.. — Signor Harris. In fin dei conti. -— Ed io buon camminatore. certo. — Accettiamo la vostra offerta. signora Weldon. ci cederanno le loro cavalcature. — rispose il giovane allievo — sennonché. io non esito. No. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. — Parola mia. — ribatté Harris inchinandosi. e per quanto è possibile. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. signora Weldon. no. — Tutto quel che so. signora Weldon. poiché è . non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto. — rispose l'americano.

approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui.. — disse Dick Sand. — Come vi piace. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. per affrettare la partenza. \ — Signor Dick. — rispose Harris. — venite. di cui ciascuno prenderà una parte. Hercule! — disse allora Harris. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e. quelle che si possono trasportare piij facilmente. — Bene. signor Harris. vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume. — Siete un compagno robusto. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. lui! — Volete che vi accompagni. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. Ve la offriamo di cuore! — Accetto.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. — è meglio spartirci il carico. signore? — chiese Dick Sand all'americano. amici miei. che guardava il negro come se fosse da vendere. ognuno si mise al lavoro. e facciamone dei carichi. fra le provviste di bordo. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. Si. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità. — Prima di partire. vi pregherò di accettare la nostra. — Sui mercati d'Africa. Scegliamo dunque. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. però. Entrambi partirono. — No. — Tom. signora Weldon. Avrà ben fatto colazione. — disse Hercule — se volete. mio giovane amico. porteìòtutto io. . vale a dire per una decina di giorni di marcia.. D'altronde. volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza. che sono ostinati predoni. signora Weldon. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti.

purché. aveva girato l'angolo della scogliera. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. per una decina di giorni. legato a un albero. frontale estremamente sfuggente. Nel frattempo. e che. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. reni corte. Harris staccò il cavallo. groppa allungata. saggia precauzione prima di mettersi in marcia. che di attraversare l'America intera. precedendo Dick Sand. stanotte non avete incontrato un . Hercule lo ricondusse. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ». che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. incollatura lunga. bisognava viaggiare nell'interno della regione. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. strada facendo. era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. Harris. di preparare un pasto ristoratore. gli lasciassero raccogliere insetti. Era un animale vigoroso. nitri allegramente. Per amore o per forza. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. un cavallo. con l'aiuto di Nan. accompagnato da Dick Sand. mio giovane amico. che non chiedeva niente di meglio. La signora Weldon si occupò allora. — Vedete bene. spalle piatte. L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. Là. anzi. Tuttavia. quando ebbe raggiunto l'americano. all'avvicinarsi del padrone. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire.

— rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta.. che siete venuto da questa parte. — Non ho incontrato nessuno. — Ah! — fece la signora Weldon. Jack. e perciò vi domandavo se voi. era ancora con noi. — disse Dick Sand. Harris le fece onore. Quando vorrete. può darsi. Quando entrambi furono tornati alla grotta. — No. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico. come la cena della sera precedente.. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si. la colazione era pronta.. le disse allora che egli . — Orsù. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. Forse lo raggiungeremo per via. — No. con il suo fucile a tracolla. sistemato davanti alla madre. Si componeva. da uomo che la natura ha dotato di forte appetito. — rispose l'allievo. aiutata da Hercule. — disse Harris. no. — rispose Dick Sand — ed è scomparso.. forse?. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova. non lo aveste incontrato.. e occupiamoci della partenza!. di conserve alimentari. — rispose Harris. — Annegato. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione.portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. rischia facilmente di smarrirsi. e l'ingrato piccolo Jack. ieri sera. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello. signora Weldon. la signora Weldon. di corn-beef e di biscotto. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. — Forse.. sali a cavallo.

lei. Dingo andava e veniva e. che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. seguire i difficili sentieri. ambedue armati. per dieci giorni. come a Dingo. anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. secondo. Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale. sebbene nessuno potesse spiegare il fatto. Ciò fu notato da tutti. non c'era da temere di smarrirsi. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. della quale i suoi compagni e lui dovevano. Ecco. camminavano in testa della comitiva. donna e madre. le sue maniere erano visibilmente mutate. l'uno del suo lungo fucile. era stato . Seguivano Bat e Austin. che sotto la direzione di Harris. la signora Weldon era piena di fiducia. sempre con il fare di un cane inquieto. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano. in cerca di una traccia. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione . alla retroguardia c'erano Actéon. l'altro di un Remington. poi Nan e Tom. penetrò nella fitta foresta.avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola.che Dick Sand. per quanto era possibile.d'altronde nulla pareva dover giustificarla . Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. Quanto al cugino Bénédict. più lamentoso che furioso. come fece osservare Dick Sand. Al contrario.

e. la grossa lente sospesa al collo. nessuno dei due lo avrebbe osservato. vale a dire che. a tener conto della mia raccomandazione. preoccupata. senza scatola e senza occhiali. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. — La mia rete. — La scatola e la rete. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. non osereste! — Anche i vostri occhiali. la signora Weldon. poiché. ora in coda. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. per l'ultima volta. Durante la prima ora. come se si fosse trattato di strappargli le viscere. per conseguenza. — Pure. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace. la reticella in mano. lo richiamò venti volte. ora in testa. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. cugina. cugino Bénédict. bisognò lasciarlo fare a modo suo. Con la sua scatola di latta a tracolla. all'occorrenza. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora.. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. . ma inutilmente. egli ricominciò ad allonta115 narsi. — Cugino Bénédict. o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. che dimenticavo! Vi ringrazio. — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. (era diventato il suo compito). Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale.impossibile assegnargli un ordine di marcia. no. passata la quale. cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri.. — Quando vedrete un insetto.

— Mai. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. negri o bianchi. avete esplorato le coste della Columbia. almeno. — mai durante! miei viaggi. Per tal modo. il molompi. ed Harris ebbe cura di farlo notare. identico al pterocarpo. era bene armata e stava attentamente in guardia. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. più lontano. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. Del resto. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. Strada facendo. adatto a far remi e pagaie. lì. La piccola comitiva.Stabilito ciò. Harris aveva calcolato bene. che misuravano fino a dodici metri di diametro. ma. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e. prima di rispondere alla sua domanda. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. c'erano scotani. — rispose l'allievo. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. nessuno pensò più al cugino Bénédict. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. — Ma. c'era il bauhìnìa o legno ferro. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. molto carichi di materia colorante. come ripete Harris. e in ogni caso. per dire il vero. Tuttavia. in terreno scoperto. Qui. legno solido e leggero. e guaiachi. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che. quel calore sarebbe stato insostenibile. . come s'è visto.

Ah. che contrasta singolarmente con le regioni del Perù.. — Non credo che sia stato il caso a condurci. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. si sentiva sotto i . quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. mai. — No. la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta.. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. di ogni altezza. e se mai si può ringraziare il caso.. forse. era spiacevole che. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda. si. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris.. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo. Nessuno di noi. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. non ne sapeva nulla. del Brasile e della Repubblica Argentina. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. Dio! — rispose Harris. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. conosce questa parte della bassa Bolivia. né i suoi prodotti. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. nel cugino Bénédict. — Gli americani non temono i viaggi e. signora Weldon. ma Dio. — rispose la signora Weldon. — Ebbene.del Cile. E. dunque. signor Harris. certamente. Dunque. o della Patagonia? — No. — E neppure la signora Weldon. signor Harris! — Dio. davvero. ma la botanica non gli piaceva.

muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. alle quali Harris diede il nome di papiri. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. la piccola comitiva. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo. benché fossero piuttosto lontani dal mare. « Chi pianta un mango. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta. disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. passato l'acquitrino. Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. Poi. Non si sbagliava. Poi c'erano manghi. Vi cresceva a profusione l'indaco e. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. se ne . più grossi dell'ebano comune. ancora numerosi. Qui. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. quel parassita. cosi affermò Harris. non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. e nondimeno. un po' larghi. secondo Harris. Alcuni di quei rigagnoli.piedi una rete di rigagnoli. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi. dopo la fermata di mezzogiorno. talora riuniti a gruppi. Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato. Non appena un campo veniva abbandonato. avrebbero reso 117 la marcia più facile. un po' meno fitti. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. gli alberi.

e l'albero fu subito preso d'assalto. € io li voglio! . — Tutto quello che c'è di più elastico. cosa abbastanza singolare. — Pazienza. perciò grande disinganno del piccino. la cecropia peltata.impadroniva immediatamente. — Siete proprio sicuro. è buono. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. il ficus prinoides. per rassicurarvi. abbondano nelle province dell'America meridionale e. la castilloa elastica. bambino caro! — rispose Harris. se ero buono. signor Harris. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma. e le loro manga erano buonissime. la collophora utilis. A quella foresta sembrava mancare un albero. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. — è una manga. le bambole parlanti. ed era l'albero della . dichiarando che « quella pera » era buonissima. signora Weldon. senza farsi molto pregare. — Eccovi. la cameraria latifoUa. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. E il piccolo Jack. segui l'esempio di Harris. Infatti.gomma. che appartengono a famiglie differenti. ciononostante. prendete. — Si. intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. non se ne vedeva neppure uno. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. Ora. e soprattutto la syphonia elastica. il quale si figurava che i fiaschetti. e se ne lamentò.

Secondo l'americano. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. — Ma non è tutto. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. Gli indiani. — Ah. — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì. È anche « mazzolino di pietre preziose. là. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. Già la foresta mutava aspetto. che sanno intrecciare artisticamente le loro piume. hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. ma più lontano.. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. era quello di non fermarsi per via. . Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ».. Nondimeno. Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. — insiste Jack. è « il piccolo re dei fiori ». — E avrete anche gli uccelli mosca. Qui. 118 — Gli uccelli mosca. Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure. Jack. « il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». si era ancora troppo vicini alla costa. che splende ai raggi del sole ». come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. signore. e forando il tappeto d'erba. — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. simile a quello di un mulinello.— Ne avrai. e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano. più lontano! — rispose Harris. carino mio.

molto fronzuti. formavano una specie di veranda naturale. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi. doveva bastare per la vigilanza notturna. — Passiamo senza far rumore. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. Quanto ai frutti. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. e si compose di conserve e di biscotti. All'occorrenza. rilevato ogni due ore. Prima del tramonto. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. dove si trattava. simile a lastre di lapislazzuli. La cena fu subito preparata. Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. il mango offriva i suoi.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso. all'arrivo della comitiva. pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. Ma Harris lo dissuase. soltanto. e i pappagalli non . Un uomo di guardia. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango. ed anche senza molta fatica. ciarlieri. non di stabilire un vero accampamento. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte. per costringerli a tacere o a fuggire. ci si sbaglierebbe molto. attaccabrighe. eccellenti. — egli disse — e passeremo senza pericolo. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. Vero è che era la prima giornata di marcia. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. che fu corretta con alcune gocce di rum. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. i cui larghi rami. Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto.

è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack. come niente colpi di fucile. In verità. Del resto. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani. mio carino. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. e puoi dormire tranquillo! . — A che prò? — rispose Harris. Finita la cena. cominciò a far buio. non fremeva più fra i rami. mio giovane amico. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. Quindi niente fuoco. non sono fredde. Jack. per fortuna. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione. e il vento. signor Harris. — Le notti. — serpenti non ce ne sono. le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. e poi. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. vi ripeto. cessando con la notte. come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. — Vi sono boschi e boschi. — No. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. — rispose la signora Weldon. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ».li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida.

uno per mano! — Tu starai bene attento. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. Actéon! — rispose Dick Sand. aprendo la bocca armata di denti magnifici. Hercule. signor Jack! — rispose Hercule. ciò che è verissimo. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri. Bat. — Sono cattivi? — domandò Jack. che non voleva contrariarlo.. signor Dick — disse Actéon. — No. — ma io devo. — Neanche l'ombra dei leoni. per caso. i « guaras »? — domandò il piccolo Jack.. — Non sono nemmeno lupi. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. — Hercule. — Bene! — disse il cugino Bénédict. lupi da burla! — rispose l'americano. voi starete di guardia. — E mordono. carino! — rispose Harris. occorre che voi riposiate per tutta la notte. — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali. cui già si chiudevano gli occhi. si. vi si trovano però coguari e giaguari. Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. — La morderò io. — Si. lascia fare a questa brava gente. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. Austin ed io basteremo per questo compito. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ». — No. — Ma. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio. — Si.. e noi siamo in forza. ma specie di volpi. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. — Grazie.. Hercule. 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. ci sono i lupi! — Oh. — Peuh! — rispose Harris. era presente alla conversazione. — Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . che. e nemmeno tigri. veglierai! — gli rispose la madre.— E leoni? — domandò Jack. Jack. — Mai! — rispose la signora Weldon.

a coda prensile e con faccia satanica. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO. il mono gris. per completare la serie di questi diversi rumori. chi gracida. In questo modo salutano l'alba le scimmie. coricata presso di lei. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. — rispose Jack. tutti erano immersi in un sonno profondo. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. Questi insetti. i sagù. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi. chi brontola. che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. tranne il gigante che vegliava. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. Là si trovano la piccola marikina. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. che sono i cocujos o mosche luminose. Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. nell'America del Sud sono numerosissimi. C'è di tutto in quel concerto mattutino. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. la eseguiva militarmente. i viaggiatori o scorridori dei boschi.— Non importa. lo riportò sotto il mango. che hanno dormito nelle foreste a del sereno. diede un ultimo bacio al suo piccino. Alcuni istanti dopo. il più vecchio della . Quando spunta il sole. chi ghigna. come gemme vive. chi chioccia. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. La signora Weldon. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. nonostante 121 le sue recriminazioni. Alcuni momenti dopo. se cosi si può dire. Di questi diversi quadrumani. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. Quando Hercule aveva una consegna. la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili. il sagoino dal muso picchiettato. e chi perfino « parla ». che si era addossata al mango. chi latra.

il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. è ottima. Nan si accinse a preparare il pasto. Ma quel giorno. e nondimeno la loro voce si ode da lontano. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. e che se Hercule gli avesse . intonarono. ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. in una parola. a quanto pare. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. dopo la preghiera del mattino. Per la prima volta. ben rimessi da quelle poche ore di riposo. e la fanno perché la carne di questo animale. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. D'altronde. il consueto concerto. ed è il baritono del branco. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. Ma non si era mostrato alcun lupo. e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte. anzitutto. tutti erano a digiuno come lui. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. riprendere forza per una buona giornata di marcia. soprattutto quando è affumicata. le scimmie non fecero la loro preghiera. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. e fu presa. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli. 122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. né i gueribas. né i sagù. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». poiché nessuno le udf. che nessun allarme era venuto a turbare. ma. né altri quadrumani di quella immensa foresta. per un motivo o per l'altro. forse. soltanto. quella mattina. perciò. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima.

quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. e durante certi mesi d'estate. aveva lasciato il litorale. Forse che la natura. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. . di quella interminabile foresta. ma a patto di non perderlo di vista. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. Tuttavia. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. e il sottosuolo si manteneva umido. o meglio. cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. non era cosi. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. un complesso. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. insomma. conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. Invece. Alle sette del mattino. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. secondo Harris. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. assenza di pietre. Tuttavia. alberi nani. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. si trovavano nella regione delle pampas. come aveva detto Harris. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. il sole. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. arboscelli spinosi. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. La foresta continuava. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. guidata dall'americano. passando allo zenit. e inoltre.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. Da quando la piccola comitiva. no. Oh. assenza d'alberi. Su quel suolo vergine. ora. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. l'avrebbe avuta a che fare con lui.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. contro la febbre. mio giovane amico. signora Weldon. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti.ringraziamenti. — disse l'americano. che fanno la raccolta di china. pure non è facile scoprirli. ma il tempo stava . ma all'hacienda troverete solfato di chinino che.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti. — Certamente. mio giovane amico? — domandò Harris. È raro che crescano a gruppi. — Signor Harris. — Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. Gli indiani. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. è assai migliore della corteccia dell'albero. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. — E mi stupisco. che pareva non avesse capito. non aveva piovuto. — riprese Harris — non è facile distinguerli. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. signora Weldon? — Per me. Fino allora. — Certo. Sebbene siano spesso molto alti. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. avete perfettamente ragione. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito. questi alberi. almeno ve li facciamo di cuore! Si. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si. poco importa. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi. — Infatti. mostratemelo.

La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi.. prima di tutti. si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. Si era. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ». — chiese con terrore la signora Weldon. — No. l'ho preso.. si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. l'ho preso! — Ebbene. secondo Harris. — E che avete? — domandò la signora Weldon. allorché furono destati da un grido acuto. Meno che mai. — Ah. alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. — Sono io. poi. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle. . perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. sebbene non volesse ancora parlarne. prossimi alla stagione delle piogge. Benché. (N. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. si presero le solite precauzioni per la notte.) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. — Sono stato morso! — Da un serpente?. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla.A. 1 Un tempo. infatti.per cambiare. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict. perché.d. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno. no! non è un serpente. nel 1649. volle abbandonare la sua abituale prudenza. ma per fortuna. il giorno dopo. schiacciate il vostro insetto. — disse Harris — e lasciateci dormire. che fu in piedi. c'erano ancora da passare poche ore.

almeno per l'uomo. ci direte che mosca è? — Questa mosca. che stringo fra le dita. — Un dittero. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare. — No.— Niente affatto. — rispose il cugino Bénédict. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon. perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. Il suo bambino. avvicinandola al cugino Bénédict. di colore smorto. . è una mosca. Ma per gli animali. questa mosca. no.. cugina. — rispose l'entomologo — questa mosca. e perfino per gli elefanti. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. finora. — disse Dick Sand — signor Bénédict. è un altro paio di maniche! Oh. ebbero ripreso il sonno interrotto. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. adorabile insetto! — Ma insomma. — e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile.. per i bufali. dopo questo incidente. cugina. per le antilopi. per esempio. Dick Sand. non potè più chiudere occhio per tutta la notte. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo.

poi. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. preoccupatissima. quanto ai viveri. e. c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. al quale mancavano le cure più elementari. Intanto.molto rosso durante gli accessi di febbre. e non formavano più masse impenetrabili. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». e la vista del piccolo Jack ammalato. il viaggio era stato ripreso. e molto pallido nelle intermittenze. faceva pietà a vedersi. Ma per un bambino era ancora peggio. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. la sera stessa di quel giorno. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. Soltanto. nondimeno. senza dubbio. Dick Sand. Nella foresta. si! era tempo d'arrivare! Ma. benché ora cominciassero a scarseggiare. nessun incidente venne ad . E. e sembrava non provare affatto la stanchezza. Oh. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. e la loro salute era soddisfacente. che allora spuntava. Probabilmente. meno fitta. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. Harris. era bastata a spezzare la sua fibra. Questa era almeno l'opinione dell'allievo. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda. per quanto energica fosse. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand. non erano loro mancati. Nan. la sera del 18 aprile. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno. gli alberi si sparpagliavano a gruppi. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. Sua madre. secondo quanto diceva l'americano. Dodici giorni di viaggio per una donna. dodici notti passate a del sereno. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima.

— Si. 131 Il cane. e che in questo \stesso momento. gli si avvicinò: . quasi sempre con il naso al suolo.. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria. non è vero? — interruppe Dick Sand. — Oppure egli lo conosceva. non sia molto lontano! — Ma. Quel giorno.. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista. o taceva. e allora. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi.aggravare le inquietudini di Dick Sand... com'erano un tempo. fu il comportamento di Dingo. ma egli osservò due cose. e quasi d'un tratto. — Negoro. o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. che. è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. signor Dick. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo. Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim. — Negoro. interrompendosi per chiamare il cane.. Tom. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce. dopo avere un po' esitato. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?.. — O Negoro non conosceva/questo paese. fiutando le erbe e gli arbusti. infatti. forse di non grande importanza. talvolta furiosi. da principio. perché? — disse Tomi. invece. — In ogni modo.. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. In primo luogo. i latrati dello strano animale ridiventarono forti. Fino allora.. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo. mutò modi... che. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia.

La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. — quel portoghese. e che doveva conoscere. quasi niente.. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. — rispose Tom. — È inutile. Harris aveva veduto tutta la scena. saprà anche andare più lontano. — se Negoro ha saputo venire fin qui. signor Harris. _ — Ah! — fece l'americano. — Su.■— Piglialo! — disse. Dingo. come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia. fosse lontana ancora centinaia di miglia. signor Harris. — Egli non è mai venuto in questo paese. alla quale nondimeno si era recato più volte. batteremo il bosco. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima. Quel nome fece su di lui il solito affetto. Eppure. — disse Harris. — Oh. che si trovi in angustie. A osservarlo bene. — Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. — a sentire Dingo. Questo. non affrettava il passo. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite.. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto. — Ci sarebbe da meravigliarsi. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. Non fiutava. . pareva indifferente. Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. — rispose Dick Sand. — disse Harris — ma se volete. — ribatté Tom. non dilatava le narici. e si slanciò avanti. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. — rispose il vecchio Tom scherzando. come se l'hacienda. come fanno gli animali della sua specie.

violentemente scostate. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. erano giunti vicino a una macchia. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. certamente. Dick Sand si guardò attentamente intorno. senza essere cosi fìtta come ad ovest. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più. e di queste sei miglia. era ricomparsa.non rimanevano da percorrere che sei miglia.. lasciare simili tracce. e guardava a destra e a sinistra. né di coguari. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto. la foresta. Del resto. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. della quale doveva pure avere un gran bisogno. Dopo una pianura larga un miglio. La signora Weldon. non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. Erano dunque ais o altri tardigradi. ma non vi sono . un po' acquitrinoso. imprimere si larghe impronte. Alle sei di sera. le erbe. se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. e al tempo stesso. quattro erano già state certamente superate. alle cinque di sera. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. i rami erano strappati o spezzati.. impronte che non potevano essere né di giaguari. lasciavano vedere sul suolo. Come! non un indigeno. ma sembrava osservasse le profondità del bosco. come chi non è sicuro di sé.

ma. e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. poteva agire. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. quei negri. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. Ad ogni modo. fra le terribili prove che intravedeva. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. per averne ragione. In quella situazione. prima che fosse venuto il momento di agire. come marinaio. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. e che avrebbe dovuto ancora. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando.elefanti in America. era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo. con il largo muso rigonfio. Dunque. Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione. Ad ogni modo. se. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. più o meno bene immaginata. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. la cui bocca è armata di denti che ne . vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. ormai. più che mai. qui. tutti i suoi compagni di sventura. quel fanciullo.

Era un'arma. Era proprio tempo di arrivare. e forse ho avuto torto! — Può darsi. — ma di notte. una specie di coltello d'una forma particolare.. — rispose Dick Sand. non ci separiamo. — Eppure?. — rispose Harris — eppure. più o meno. ma le sue forze erano esaurite. Verso le quattro di sera. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale. attinta dal sentimento del dovere. — disse Harris. Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. — Smarrito. — Farò bene. — Infatti. La signora Weldon. formato da una larga lama ricurva.. infissa in un manico squadrato d'avorio.. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo. — ripetè Dick Sand. credo.. con la pelle senza peli e di color rossiccio... la .escono per più di un piede. che lo prese. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti. erano spossati. e tutti. — replicò Dick Sand in tono risoluto. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta.. tozzi sulle zampe corte. ■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand. no. gli indigeni non sono lontani.. mi sarà difficile guidarvi. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente. forse non sentiva la stanchezza. Tom portò il coltello a Dick Sand. signor Harris. — rispose Harris esitando — e non riconosco. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. ad andare avanti. decorato molto rozzamente. che guardò Harris bene in faccia. — Come vi piacerà! — disse l'americano. — No. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai.

indi. ci rimetteremo in viaggio. e domani. presso quegli avanzi umani. e chi lo avesse osservato in quel momento. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi.signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi.. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra. era rimasto immobile. Tom. si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick. — Qui. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. il vecchio Tom. In quel momento. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo.. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo. taci! — disse.. Frattanto. le faremo in un'ora! — E sia pure.. e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. alcune forche spezzate e una catena infranta. Dingo fece udire furibondi latrati. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. Il suo piccolo Jack. — rispose Harris. due mani recise e. le riposava fra le braccia. infatti. tornando verso di lui: — Taci. li. E. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. guardate! guardate! 135 — Che c'è. assopito per la febbre. di quella catena spezzata. a giorno fatto. Vi erano. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo.. che stava occupandosi con lui di questi preparativi. alla vista di quelle forche. Dingo. in terra. qui! — gridò Dick Sand. macchie di sangue!.. là per terra. con il tono calmo di chi è preparato a tutto. Ma il vecchio Tom. — Li. Quanto ad Harris. — disse Tom — su quegli alberi. — Sai bene che non c'è nessuno.. Con gli occhi . Due o tre miglia ancora. dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata.. se ne stava in disparte. Per fortuna.

mormorando queste parole: — Ho veduto. . se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. L'oscurità calò a poco a poco. non assopito. Dick Sand. con la testa china. Cercava di ricordarsi.smisuratamente aperti. — ripetè Dick Sand. rimaneva immobile. soltanto il cugino Bénédict dormiva. ma assorto nei propri ricordi.. Cessato il vento. Essi cercavano di vedere. Improvvisamente.... il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. ho veduto!.. di udire. in quella profonda notte. ma lo assaggiarono appena. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. e si dispose ogni cosa per la notte. Il pasto fu preparato. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. Tom. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui. sull'orizzonte ad ovest. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune.. ora si fece profonda. non una foglia si muoveva sugli alberi.. 136 Forse. stava per parlare! — Taci. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera. verso le undici.. satura d'elettricità. si fece udire un ruggito profondo e grave. le mani serrate. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro. E senza dubbio... Austin e Bat vegliavano insieme. la stanchezza vinceva la fame. come fosse stato atterrato da un colpo repentino.. ho già veduto. Fu scelto un altro luogo di fermata. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo. e attraverso gli alberi. egli guardava. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta. da piccino.. — Per pietà della signora Weldon. Tom. queste forche. per noi tutti. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto.

e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada.. le catene.. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare. i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione. verso il posto occupato da Harris.. il coltello di forma bizzarra. Tom lo aveva riconosciuto. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto. che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine. la terribile tse-tsè. a sua insaputa. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. erano fuggite nella radura. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. era stata raddoppiata. si precipitò. Dick Sand gli afferrò il braccio. la china. incapace di dominarsi pili a lungo. e non struzzi. e con lui era scomparso il suo cavallo. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. aveva certamente girato il Capo Horn. giraffe. era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . con il coltellaccio in mano. — Il leone! — ripetè. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. situata precisamente a ovest di quel continente. la bussola lo aveva ingannato. ma qualche altra isola. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise. Ma Harris non c'era più. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito. né la pampa boliviana! Sì. Dick Sand. che non era né l'altipiano di Ata-cama. e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio.Tom si rizzò in piedi.. il dittero raccolto dal cugino Bénédict.

che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. a profitto di chi siano fatte. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. In pieno XIX secolo. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. quanti incendi e saccheggi provochino. quanto sangue esse costino. infine. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. principalmente nell'Africa centrale. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. è stato proibito già da molti anni. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. li inseguirono con accanimento. eppure si continua a fare su larga scala. Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. dove e come si compiono codeste barbare razzie. Questo traffico abominevole. dove. indovinate da Dick Sand. I musulmani. sulla costa d'Africa.Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili. e allora i portoghesi. che occupavano in quel tempo parte del litorale. ed è questo che il lettore deve sapere. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. ridotti in schiavitù. e. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola.

il Connecticut.ricche famiglie. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. Diversi Stati del Nord. tutti gli Stati lo proteggevano. sotto ogni punto di vista. a ciò. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. la Virginia. che vollero riscattarli a peso d'oro. alla quale non fu estranea la questione della schiavitù. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. Ma per quanto fosse necessaria. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. e in tal modo in Europa nacque la tratta. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri. Verso la fine del XVI secolo. che protestarono contro la tratta dei negri. e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. Infatti. questo odioso traffico era generalmente ammesso. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. e cioè le braccia degli schiavi. inoltre. nel seno stesso di quell'America del Nord. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. sarebbero periti a migliaia. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano. la fondazione di colonie oltre oceano. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. Presto si elevarono voci generose. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista.

una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. e l'Inghilterra nel 1824. La spinta era data e. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. Il 14 maggio 1833. si propagò con efficacia per tutta l'Europa. e furono perseguitati a oltranza. Come tali. nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. La Francia e l'Inghilterra. nel 1807. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. e.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. dichiararono la tratta atto di pirateria. Per mettere fine a questo commercio. Gli Stati Uniti nel 1820. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo. non intervennero all'atto di aboli140 zione. imitata nel 1814 dalla Francia. così come le colonie spagnole e portoghesi. ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. e nell'agosto 1838 . nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. essi incorrevano nella pena di morte. il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. I negrieri continuavano a correre i mari. Tuttavia. andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali. Frattanto. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». e pirati coloro che la esercitavano. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. non si facevano più nuovi schiavi. più particolarmente. La Francia aderì subito al nuovo trattato. ma gli Stati dell'America del Sud. si dovettero attuare misure più drastiche.

Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. È nell'interno dell'Africa. all'indomani di quelle cacce all'uomo. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. e le bestie feroci invadono il paese. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. Spelee. e cioè duecentosessantamila negri. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. la estese a tutta l'America del Nord. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. Dieci anni dopo. alla Mecca o a Mascate. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione. e i figli dei negri vi nascono liberi. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. Tutti gli altri viaggiatori. i fiumi travolgono cadaveri. Nel 1861. Cameron. compiendo l'opera di emancipazione. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. Grant. teatro principale delle guerre fra capi e capi. l'una ad ovest. Burton. Di questi infelici. verso la colonia portoghese dell'Angola. l'altra a est. Dopo questi spaventosi macelli. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. Stanley.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese. Nella regione dei . Livingstone. Il Brasile. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. nel 1848. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. verso Mozambico. almeno non ne accetta più di nuovi. numero che. la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. i campi devastati sono deserti. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. sembra. turchi o arabi. gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi.

le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. e quest'anno stesso. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra. spopolamento. Pure. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. che l'audace Stanley ha attraversato. massacri. supera annualmente i quarantamila. Molto prima della spedizione d'Egitto. In tali condizioni. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. diventano spesso dei soldati. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà.Grandi Laghi. Questi schiavi. e viceversa. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. per molti anni ancora. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. e questa via di sfogo mancherà. poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale. Del . 1878. si vede lo stesso spettacolo: rovine. come al tempo di Bonaparte. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. certamente. i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar. nei distretti dell'alto Zaire. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. Da allora. durante questo secolo. e presso certi popoli dell'alto Niger.

Ed era là. terreni caldi e umidi che generano la febbre. All'interno. infatti. dei quali alcuni ancora cannibali. il traffico si fa regolarmente all'interno. per un'inesplicabile fatalità. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean. Benguela e San Paolo di Loanda. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. fino al Zaire a nord. quest'ultima capitale della colonia. circostanza aggravante.resto. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. e. Stanley a nord. . il Congo e l'Angola. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. il Benguela. quando lo schiavo non è un soldato. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui. a quel tempo non si conosceva che il litorale. dovevano attraversare qualche anno dopo. Esso si stende dalla Nurse a sud. dipendente dal regno del Portogallo. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. Ma in quale parte del continente africano. Clima pernicioso. anche in Egitto e nel Bornu. indigeni barbari. dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. e due città principali vi formano due porti. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. per fornire uno schiavo. è moneta che ha corso. che si compone di tre province. nel paese che Cameron a sud. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo.

fosse molto compromessa. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. Cameron. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. accompagnato dal dottor Dillon. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. dopo aver attraversato l'Ugogo. a prezzo d'inaudite difficoltà. e l'offerta fu accettata. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese. dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. nel novembre del 1853. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley. è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. Diciotto anni dopo. il Lualaba. Tuchey. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. nipote di Livingstone. nel 1816. con coraggio senza pari. attraversando l'Unyanyembe. e di là. mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. parti da Zanzibar e. passava il Coango. Il primo per ordine di data. Trentasette anni dopo. Nel 1872. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. le montagne del Bambarra. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. l'uno a sud. di cui non potè ridiscendere il corso.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. passando il Tanganika. attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. e uscivano. l'altro a nord dell'Angola.

mandato alla ricerca di Livingstone. lasciava Bagamoyo sulla costa orientale. Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. il coraggioso americano. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. Sotto l'Equatore. che aveva soltanto intraveduto. ventun mesi dopo. il Kilemmba. Quindi. il dottor Dillon e Robert Moffat. lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela.spopolate dalla tratta.pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù. quando Stanley. nel novembre del 1874. l'Urua. che riuscì a metterli in fuga. il Lovale. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba. All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. per fare il giro delle insuperabili cateratte. e assisteva alle più orribili scene di razzie. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. le sorgenti del Lomane. come . il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. abbandonava. cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe. l'Uluda. il 24 agosto 1876. risalendo fino al secondo .

a quattro giornate dalla costa. ed egli stesso. seguendone il corso. E cosi fece. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. Non era la regione propizia. invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. né il clima sono davvero da temersi. Francis Pocok. dove le missioni sono ospitalmente . preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. sotto i nomi di Lualaba. e non l'America. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. di Cassanga e di Kazonndé. sarebbe disceso direttamente al mare. a Banza M'buko. sfuggendo alla morte per miracolo. passando le cateratte di Massassa. Due giorni dopo. Tuttavia. e che. il 6 agosto. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. dopo una traversata completa del continente africano. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. e se il Nilo è la grande arteria del nord. a più di cento miglia dal litorale. Finalmente. dove abbondano le borgate. Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo. anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana.grado di latitudine boreale. riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. era l'Africa. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico. né le belve. situata fra le Cordigliere e la costa. E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. il 18 luglio. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. Il 3 giugno 1877. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. dove né gli indigeni. di Zaire e di Congo. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. perdeva uno dei suoi compagni.

ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi.aperte a qualsiasi viaggiatore. ma l'interno stesso della colonia. Erano Harris e Negoro. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. sull'argine di un ruscello torrentizio. cosi come avevano reciprocamente fissato. perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. Harris. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . che scorreva fra una doppia siepe di papiri. veramente. due uomini s'incontravano a tre miglia di là. La conversazione cominciava allora. passando da San Salvador. — Cosi. e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. nel 1853. e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. E. CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. la situazione era terribile.

è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine.. — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro.. più gli interessi. rugge il leone.. Harris.— No. e davvero.. camerata. Parola mia. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato. durante i primi giorni di viaggio. questa. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! .. era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto. una vera trovata. Negoro!. Quanto a me. — Cento miglia ancora... per farla compiuta.. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna. ma la madre che voleva gli alberi della china. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni.. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. però. — E lo regolerai con comodo.. non sapevo più che cosa immaginare e. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde. — Te lo ripeto. ippopotami ed elefanti in America. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. Negoro. e nel tempo stesso. — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni. il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. Negoro. camerata. per darmi il colpo di grazia. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe.

Harris. dopo un istante di silenzio: — A proposito. — rispose Harris. — Quanto a te. — rispose Negoro. sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. camerata. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto. nella nostra esistenza piena di peripezie. — disse Harris con filosofica indifferenza — . i viaggi non l'hanno cambiato. sul luogo del naufragio. — C'è mancato poco. dunque. dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. fra noi. sono costretto a confessare che. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. — Nondimeno. mi pagherà care le sue insolenze.— Capisco! — rispose Negoro. — Bene. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. del quale siamo umilissimi agenti. nel suo genere. Harris. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. Che cosa gli hai fatto. Poi. Negoro. — Capiterà. hai fatto bene a mantenere le distanze. camerata! Un bel giorno. alla foce della Longa. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù. — Grazie! — Che vuoi. Negoro. significano molto. a quel cane? 146 — Niente. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa.

Un barile d'acqua. al mio arrivo ad Auckland. mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. i portoghesi. Ah! ho sofferto terribilmente. benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario.. — Per mille diavoli! — esclamò Harris. che aveva leggermente esitato a rispondere.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. sorvegliato. non essendomi voluto mostrare. nella Nuova Zelanda. quando fummo in mare! ma.. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. o forse anche impiccato. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland.. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. .. se fossi stato così stupido da presentarmi. una cassa di conserva. come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito. — I portoghesi fanno gli smorfiosi. ■— E condannato? — Si. — Hai potuto evadere? — Si. — rispose Negoro — ma dalla prigione. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. volere o no. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre.. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. — Gli inglesi? — No. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me. adesso! Non vogliono più la schiavitù. ti hanno pescato? — Si. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e. e mi hanno preso. — rispose Negoro.. fra i quali mi ero cacciato. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda.

si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione. ... è un'abitudine! — Per diciotto mesi.. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. — Capisco! — rispose Harris. Negoro s'interruppe. — Ciascuno ama il proprio mestiere. Quando conoscerò bene il passato. — Harris.. In due anni. camerata.. — Infine. che tardava a presentarsi. ecco una cosa poco delicata. Continua dunque il racconto delle tue avventure. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland.— Ah. potei lasciare la nave senza che mi vedessero. ma ti ci rifarai. pronto a far fuoco. — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto. che afferrò il fucile. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano. — SI. — disse Negoro. però..... Harris. — Non c'è nulla. paese dei Maori! Ma ne sei tornato. compare! Vitto e trasporto gratis!. — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland. — Povero diavolo! — Ora. Negoro? — Anche quello. — disse poco dopo Harris. — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris. aspettavo sempre un'occasione.. Quando lo steamer giunse laggiù. è passata. Entrambi si alzarono in piedi. ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri. discorreremo dell'avvenire. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. — Anche quello del galantuomo.

. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. Quando m'imbarcai. vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro. in mancanza di meglio. — Era la mia intenzione. ma l'equipaggio era al completo. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. rimasi ciò che ero alla partenza.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa. Ma accadde che. dunque. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. parla! — Il Pilgrim. dopo aver riflettuto. — rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. — Ma. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. — parla caro compagno. da principio. e pochi giorni dopo. a bordo. Fortunatamente per me. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. Harris. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. comandante del Pilgrim. il cuoco del Pilgrim. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. — Come. credevo proprio di andare solo fino in Cile. Quel giorno. mi accettarono.. se ti piacerà. suo figlio e suo cugino. il capitano Hull. Harris.. il cuoco del brigantino aveva disertato. — disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. nella mia qualità di ex marinaio. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. uomini liberi! Non sarei stato il padrone e. mi offersi perciò come cuoco e. e siccome mi sono sempre interessato di cucina. dunque? — insistè Harris. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. Ora. ma vedevo che diffidavano di me. e a bordo c'erano cinque robusti negri.

precisamente su queste terre dell'Angola. ha battuto rotta falsa. La lunghezza della traversata. ma io. ma. e la nave. inesplicabile per Dick Sand. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. Negoro. Harris. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. cosi che il Pilgrim. Il tuo giovane amico. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato. la sua vera direzione. lo hanno creduto. e contavo proprio di approfittare di questo errore. Harris. è perché l'ho voluto io. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. e nemmeno potesse sospettarlo. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. alla quale assomiglia veramente un poco. è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. fu girato il capo Horn.— E allora. e una notte la bussola ha indicato un falso nord. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. Harris. — disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno. trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. Senza che l'allievo se ne accorgesse. finalmente. per opera mia. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia. ancora molto novizio in fatto di navigazione. Essi si credevano. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. — Si. spinto da una violenta tempesta. Negoro! — Lo so. dove volevo trascinarli! .

— E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro. che fornisce tutto il Madagascar. Soltanto nei dintorni di Mossamedes. i baracconi sono pieni di schiavi. che non vedo da due anni! — Oh. e perciò. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest. ormai? — esclamò Negoro. — osservò Harris.A.d. il mercante di schiavi Alvez. almeno su questo litorale. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti. Ma farli passare da Benguela.— Ma. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. {N. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. vuole. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. dicono. e . o da San Paolo di Loanda è impossibile. che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. — Prima di dirtelo. al sud dell'Angola. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita. — adesso sanno dove si trovano. Harris. camerata. dammi notizie del nostro padrone. — No. — E gli affari vanno bene? — Si. Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. e i chefes1 nemmeno. — E che importa. Da una parte le autorità portoghesi. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole. in questo momento. i governatori non intendono più ragione. dirigersi verso l'Angola. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni.

— E ora. — disse. — E quali venderai? — domandò Harris. riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità. e quella che. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto.. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi. Giunta la conversazione a questo punto. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni. ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. Cameron. all'udire parlare questi furfanti. dopo di lui. Negoro. e se ci premono i nostri interessi. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. vale a dire capace di qualunque azione. Stanley. Il portoghese non prosegui. — che farai di costoro? — Ne farò due parti. — I negri che accompagnano la signora Weldon. se ne avessero. Speke. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto.. — . Burton. David Livingstone. l'evaso dal penitenziario di Loanda. L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. Primo di tutti.inoltre. — rispose Negoro. lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. Grant. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni.

— Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. — Oh.rispose Negoro. dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni. 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. qualche centinaio di dollari soltanto. — Certamente. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. A dieci miglia di qui. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto. — Non è « può darsi ». — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm. lo conosco. Cercherà dunque. — Si. — Quattro negri. — Niente!. la prenderà. — riprese Harris. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe. è come se al mio . camerata? — domandò Harris. — rispose Harris — poiché è intelligente. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta. — disse Harris.. — disse Harris.. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé. Negoro. Certo. dunque. Negoro. e. sulla Coanza. — Quali. ma « sicuramente » che bisogna dire. io... — rispose Negoro. abituati al lavoro. che rifletteva. ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. Non ha altra decisione da prendere. faccio assegnamento su certe rendite.... — No. — rispose Negoro. camerata. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro.. di forte costituzione. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme.. assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. — Vedi. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale. — È forse difficile? — chiese Negoro. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma.. può darsi!. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza. ne sono certo.

Harris. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri. Dingo stava per avventarsi su di lui. lo spianò e fece fuoco. e bisogna precederlo.. Negoro. D'un tratto si fece udire un sordo latrato. senza pronunciar parola. quando Negoro. — Dingo! — esclamò Harris. — Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris. — Ah. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. apparve un cane. — Diamine. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. Egli non perderà nemmeno un'ora. con le mascelle spalancate. — In cammino.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene. entrambi discendendo il corso del ruscello. al tempo stesso. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. a tutta la scena. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare. si avviavano verso la Coanza. Alcuni istanti dopo. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione.. Negoro non ne disse di più. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. Harris aveva assistito. afferrando il fucile di Harris. Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. ma non insistette. io conosco Dick Sand. Negoro discese immediatamente dall'argine. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. ai piedi dell'argine. pronto a slanciarsi. attraverso la .

sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. una sola. adesso si spiegava perché. gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim. pensò « rimaneva una sola bussola a bordo. mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata...foresta. Negoro era là. se nel passato vi erano ancora alcuni punti . vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. Era caduto sull'abitacolo!. E una notte. la terra s'era mostrata cosi tardi. come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. Si ricordò pure la rottura della prima bussola. Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro. « Si ».. Non ha forse potuto turbare. » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo. a poppa!. Poi. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand... CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze.. della quale non potevo controllare le indicazioni!. d'un tratto. nonostante la rapida corsa della nave. egli toccava la verità col dito. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia... — L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio.. e la rottura della sagola del solcometro..

quella madre. — Ebbene. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore. quel bambino. ahimè. più numerose . tutti gli altri dormivano. era ancora concepibile. sapete dunque che siamo in Africa. ma l'allievo non cedette. lo so. . era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica. A lui spettava di salvare la signora Weldon. il presente non poteva più offrirne. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. avrebbe saputo che pensare. fermo. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo. a rigore. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale.Dick Sand si rialzò. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. si poteva ammetterlo. non una parola di ciò. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. ahimè. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta.oscuri.. mosso da un sentimento d'odio. Che il portoghese. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati.quest'ultime. — Si. e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. signor Dick. ma la signora Weldon. — Tom. i negri. gli strumenti del mercante di schiavi. Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. lui stesso! La situazione era terribile. Tom. troppo bene. cercasse di vendicarsi di lui. che avevano insieme concertato un piano. L'allievo sapeva. Dick Sand. che l'aveva trattato come meritava. Capitano a bordo. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. risoluto.. di trovarsi in Africa. a più di cento miglia dalla costa. sarebbe rimasto capitano a terra. Ed ora. né alla signora . — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone.

doveva essere quella dell'Angola. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro.. e bisognava approfittarne. e quella costa. Dopo esservi giunto. signor Dick. le stazioni portoghesi. senza dubbio.. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto. — Tom. Mi verrete in aiuto. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai. . prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. Bisogna che siamo soli a sapere. In ogni caso. e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza. — Lo so. è vero. probabilmente... egli doveva aver raggiunto Harris. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato. Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire.Weldon. ed era fuggito. soli a temere!. sarebbero passate alcune ore. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto.. Siamo in paese nemico. a nord o a sud. — rispose Tom. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti. del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio. — Soli. Infatti. Quanto a Negoro... l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. né ai vostri compagni. dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. allo scopo di concertarsi con lui. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. signor Dick. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. È necessario!.. Egli si era veduto scoperto.

155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. del resto. che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi. non poteva risalire né molto a nord. in mancanza del cavallo di Harris. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera. mentre Dick Sand voleva. con ragione. Inoltre. sarebbe stato malagevole. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura. dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. poiché Dick Sand e i suoi compagni. che. Dick Sand lo credeva. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. là dove era naufragato il Pilgrim.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. discendendo la corrente di un fiume. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon. né molto a est della regione. fino allora si erano tenute a distanza. bene armati. Bisognava inoltre aggiungere che. per fortuna. poiché una catena di montagne . e in ciò doveva dar ragione ad Harris. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. Infatti. per non dire imprudente. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. ed ecco perché. ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza.

— poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano . — chiese. L'allievo giudicò che. la natura del suolo si era modificata. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. i declivi si abbassavano e diventavano umidi. — rispose Dick Sand. s'intorpidivano presso gli argini declivianti. Il bambino. Fors'anche. — rispose. nei due casi. ancora assopito. prima di quel fiume. Perciò. Difatti. e la signora Weldon depose il piccolo Jack.abbastanza vicine . o si piegava verso sud e. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile. fra le braccia di Nan. non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. signora Weldon. durante le ultime miglia del viaggio. tutti i loro compagni si destarono. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. Venuto il giorno. e ci ha trascinati fin qui . — Dick. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. di modo che.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. — Quell'Harris è un traditore. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. molto pallido nel periodo dell'intermittenza. In ogni caso. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio.si sarebbe incontrato qualche suo affluente. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. — È fuggito. senza esitare: — Harris non c'è più. L'ultimo giorno di marcia. Evidentemente. arrossate dall'ossido di ferro. faceva pietà.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . le cui acque. o il fiume scendeva da quei monti. uno dopo l'altro. che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva.

— Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni. né borgata nei dintorni. Perciò. signora Weldon. — Quell'uomo.. — Camminerò! . signora Weldon. Ancora alcune miglia a piedi. lo avrei ucciso! — E cosi. e non dubito. — le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà.. — Dick. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. — Non lo so. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito. e... — rispose il vecchio Tom. che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. — Per la stessa strada. — Lo presentivo! E tu credi. si affrettò a soggiungere. guardando il vecchio negro: — Questa notte. — Ve lo ripeto. né villaggio. e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. io sono forte. — Oh. non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale... — rispose Dick Sand. signora Weldon.. — disse Hercule. quella fattoria?. bisogna tornare alla costa. senza fatica e senza pericolo.d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare. Dick.. quel miserabile era sulle nostre tracce. Dick? — No. signora Weldon. se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. — rispose l'allievo. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. — Non c'è né fattoria. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf. un traditore! — ripetè la signora Weldon.

amici. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati. poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi. non si svegliò neppure. in modo da formarne il carico di un solo uomo.. con l'ingiunzione formale di non lasciarli. In tal modo. durante la marcia. messo fra Actéon e Austin..Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. — Grazie. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello.. fortunatamente. per altro. Infatti. — disse Hercule. signora Weldon. a lui importava poco. c'era da star sicuri che quel gran bambinone. che. era pronto a partire. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. per consiglio di Dick Sand. — due rami d'albero. come si dice. Actéon se lo gettò sul dorso. poiché non ci vedeva. che . E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. e. mi stanco. che prese il bambino dalle braccia di Nan. ma. — Quando non ho nulla da portare. complicazione grave. li aveva conservati. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti. un po' di fronde attraverso. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo. Camminerò! Andiamo. il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio. Il cugino Bénédict.. Cosi. e d'altronde. sarebbe rimasto tran157 quillo. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare. senza ch'egli ne dubitasse. Le armi furono esaminate con cura. più in là della punta del naso. le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali. — Datemi Jack. — Andiamo! — ripetè l'allievo.

praticati dalla tromba di . ma erano più variati. In certi luoghi. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. già silicizzati. l'assenza del cane era sgradevole.. sebbene meno fitta. ma per fortuna la foresta. da quell'intelligente animale che è. Dingo non c'è! — rispose Hercule. — Può darsi! — disse l'allievo. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. piante di cotone. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom.. Nessun latrato gli rispose. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte. come se ne incontrano spesso sul continente africano. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. — È vero. Qui. Erano elais. fin dall'alba. lobelie pallide. indice di terreni carboniferi. quasi analogo a quello di Pernambuco. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. poi. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa. zenzeri gialli o turchini. no. probabilmente. rosse orchidee. — E Dingo? — disse. giacevano a terra. nelle radure. i fiori variavano i loro colori. — rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro. Dick Sand rimaneva silenzioso. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi. tronchi enormi. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. Avanti! Faceva molto caldo. D'altronde se è vivo. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi. Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. — Harris. manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. saprà ben ritrovarci. Lo sentiva vicino a noi. nell'aria c'era minaccia di temporale.

Cosi si andava. abbandonando il luogo dove si sono contratte. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale. serpenti vegetali. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato. con gran dispiacere di Dick Sand. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. Sotto i grandi rami. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti. ritardavano la comitiva. I negri. come si doveva temere. con prudenza e rapidamente. dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. scure alla mano. liberarsene. si capisce. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. Era dunque il periodo delle febbri. come ha fatto osservare Livingstone. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. li recidevano a grandi colpi. melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti. generalmente. ma. che bisognava togliere di mezzo. senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia. non avevano .alcuni insetti. che esse inghirlandavano. e lo disse alla signora Weldon. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. con la lama guarnita di lunghe spine. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. gli uccelli svolazzavano numerosi. Talvolta. ma per lo più. là erano disseminati limoni. una resina odorosa che colava fino al suolo. sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. ma. In molti altri luoghi. molteplici ostacoli. ma le liane ricomparivano di continuo. si può.

non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. Durante il pasto. con ragione. non si stancava di guardarlo. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. — le ripete più volte Dick Sand. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido. — Bisogna mangiare qualche cosa. Verso mezzogiorno. assai difficili da accostare. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate. francolini di diverse specie. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. signora Weldon. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. ma questa volta invano. 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. parlarono poco. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. le belve. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi. Ma. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . giudicando. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. Quei veloci animali passavano rapidamente. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. C'erano galline faraone in torme considerevoli. In lontananza. e in quella prima tappa.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. sul lembo delle praterie. e Dingo non era ricomparso. che doveva sboccare in qualche fiume più importante. e non poteva mangiare. cosi pericolose in Africa. si videro ancora delle giraffe. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ».

poiché la febbre non era tornata. — rispose Hercule. donna e madre. osservando quei bravi negri tanto devoti.. — Si. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. — rispose Dick Sand. ai suoi occhi. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. — Stai meglio. mamma. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. Jack. — E il mio amico Dick? — domandò. — Adesso il cavallo sono io. — E il cavallo? — domandò Jack. Mentre egli le parlava. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. Aveva lo sguardo più vivace. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. — Eccomi. — rispose. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. sono io che vi porto. signor Jack. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . e quanto a lui. — Bene. che andò a prendere la mano del bambino.senza fatica alla costa. ma avreste torto. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. oh si! era tentato di curvare il capo. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca. — Il cavallo? Se n'è andato. di cui bevve alcuni sorsi con piacere.. io. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. ella non voleva ancora disperare. perché ho la bocca dura. signor Jack. aver conseguenze molto gravi. e vedendolo tale. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. se vorrete. mi metterete un morso. E d'altronde.

praticata attraverso il bosco. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. sotto lo staffile degli agenti. e. per troncare quella conversazione. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi. a centinaia di certo. si vide una larga galleria. andiamo! — rispose la signora Weldon. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. — Ci arriveremo presto. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. impiegandovi tre ore. nell'Africa centrale. Per non abbandonare il corso del ruscello. e quanti infelici cadono lungo la strada. Era un passaggio di elefanti. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. — sì. facendo mulinare la scure. bisognò passare attraverso il boschetto. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. — rispose la signora Weldon. il terreno era ingombro di ossami. Grandi buchi. Jack.. secondo un'espressione indigena. prese la sua parte di lavoro. e questi animali. lunghe vie. la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte.. fatto il primo miglio. Hercule. uccisi dalla fatica o dagli stenti. Le carovane percorrono centinaia di miglia. decimati dalla . presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. — Si. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore. I negri lavoravano senza posa. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. cosi seminate da avanzi umani. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine.una volta il piccino. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. Dick. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. Qua e là. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. ma ora quei sentieri erano « morti ».

e tali massacri non sono rari! Cosi. e il piccolo Jack. camminava con gli occhi bassi. ma procedevano in silenzio. Per fortuna. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. il suo corso si faceva meno torrentizio. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. Quanto al vecchio Tom. occupava tutti i suoi pensieri. li ammazzano a fucilate. quando non li possono più nutrire. a coltellate. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi. risalendo obliquamente. La signora Weldon guardava senza vedere. e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. Nan camminava accanto a lei. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. aveva voluto riprendere il piccino. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. addormentato. Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo. dunque. come se stessero attraversando un interminabile cimitero. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. con aria meravigliata. la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. si scostò dal ruscello. aprendosi il passo con la scure. e per un miglio. fra le liane e i cespugli . quando vengono a mancare i viveri! Si. mettendo in fuga enormi caprimulghi. e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. tributario dell'Atlantico. a sciabolate. e volteggiavano in aria.

provate il suolo. ma il temporale non è lontano. signor Bénédict?. e si rialzò coperto di melma. si vedeva comparire l'ematite bruna. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua . — Casco!. — disse Bat. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia.. — disse Dick Sand.inestricabilmente aggrovigliati. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. Gli tesero la mano. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. più acquitrinoso.. che Hercule stesso non le dominava con il capo. 162 Bat. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. — Hercule. quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto. che era improvvisamente scomparso. e voi. Più di una volta. Dick Sand si rammentò allora. Ma che fate. certo. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo. — prima di camminarvi sopra. ultimo affiorare. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace. e molto a proposito. verso le tre del pomeriggio.. che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate. Gli alberi andavano facendosi più radi. Erano lunghe pianure. amici. di qualche ricco giacimento di minerale. e il suolo. ripigliate in braccio il piccolo Jack. sormontati da graziosissime felci. Quel giorno. la natura del terreno si modificò completamente. — No. si tappezzava di fitti muschi.. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone.. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile.. signor Bénédict. Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli. l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini. — State attenti. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. — Infatti. — disse mettendosi davanti a tutti. Austin. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. tanto alte. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. cosi perfidi sotto il piede.

sorpassata la palude. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. Finalmente. sondava il terreno. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. costruirono una barella di bambù. Tom aiutava Nan che. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica. Evidentemente. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. senza di lui. che si fece anzi cosi perfido. Quando fu tolto dal fango. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. scoppiando. Del resto. Il cielo cominciava . Bat e Austin. il cugino Bénédict. da costringere la signora Weldon a fermarsi. sulla quale ella acconsenti a prender posto. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. una gran quantità di bolle sali alla superficie. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. e sarebbe stato anzi insostenibile. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. in testa. Hercule. Livingstone. e gli altri tre negri portarono la barella. Actéon si mise accanto a lui. grazie alla sua natura argillosa. Per mezzo miglio. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope.preziosa scatola di entomologo. mentre Dick Sand. sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. il calore si era fatto estenuante. il suolo riprese una durezza sufficiente. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva. Le difficoltà furono grandi. Frattanto. verso le cinque di sera. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. che. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa.

amici. cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. Non si poteva passare la notte senza riparo. la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. verso nord. — Avanti. in quel bassopiano deserto. Ora. sopra un'ultima zona più chiara. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. Tuttavia. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno. e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia. se anche fosse mancato il riparo. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . Stava per scoppiare una formidabile tempesta. senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. si sarebbe trovato l'acqua. poiché la pianura rischiava d'essere inondata. poiché. là. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo.cosa che era più da temersi . e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. . Là. e s'inquietò parecchio. senza un albero. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco. Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. a due piedi dalla superficie. procedevano più spediti che al principio della tappa. fulmini che succedono a fulmini. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione.ad essere solcato da lampi lontani. benché il sole non fosse tramontato. Tuttavia. forse. Allora si" fece buio quasi assoluto. — Forza! forza! — gridava Hercule. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche. un rifugio. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. Dick Sand lo sapeva 163 bene. c'era la salvezza per tutti. Quando la tempesta scoppiò. la comitiva. almeno. in Africa. avanti! — ripeteva Dick Sand.

— Si. Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati. — rispose il vecchio Tom crollando il capo.. — ripeteva. Jack. che la pioggia trasformerà in palude! — No. condensandosi. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!. si nascondeva fra le braccia di Hercule. privo d'alberi. lo romperò in due. signor Dick.. il povero piccolo. non è vero? — Si. — esclamò Dick Sand.. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco. poiché su quel piano. ma non voleva che la madre lo vedesse. la pioggia non poteva essere lontana. avrebbero rovesciato veri torrenti. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti. là. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. continuando a camminare a gran passi. destato dal fracasso del tuono. a un quarto di miglio?.. dev'essere un accampamento.. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche.torrenziale. — rispose Tom.. — Un accampamento.. signor Dick. — Che fare? — disse. — Che cosa ho veduto. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom. anch'io ho visto!. Dick Sand si era bruscamente interrotto. lo consolava come meglio sapeva.. — Non possiamo rimanere su questa pianura. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni.. Aveva tanta paura.. ma un accampamento d'indigeni!. — Se il tuono si avvicina. Hercule.. e allora le nuvole. — Niente paura.. per il timore di affliggerla di "più. piccolo Jack.. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack.. 164 — Continuare a camminare. Tom. che occupava una parte dell'immensa . Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento. con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente. Tuttavia.

— nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento.. — Non è un accampamento. che si avvicinò al vecchio negro. Tom. ma formicai alti almeno dodici piedi. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. doveva fuggire al più presto. signor Bénédict. Dick Sand. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. si arrestò. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. — Un accampamento. « Lo saprò » disse fra sé. andrò solo. Poi. o forse un villaggio. — No. si rizzavano un centinaio di tende coniche. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso.pianura. ha voluto andare a visitarlo. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. — Abbiamo veduto un accampamento. infatti. rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. — Lasciate che uno di noi vi accompagni. Laggiù. posso avvicinarmi senza essere veduto. Dick Sand era di ritorno. — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. forse. — disse. che Tom e Dick Sand precedevano. La signora Weldon si accontentò di questa risposta. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. là. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. qualunque fossero le minacce del tempo. prima di condurvici. c'era il riparo che desiderava. signor Dick. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. Rimanete. che a questa parola rizzò le orecchie. La piccola comitiva. nel secondo. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . — rispose Tom. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. in attesa che passasse la tempesta. ma non si vedeva nemmeno un soldato. e il nostro capitano. 165 — Sf.. signora Weldon. Tre minuti dopo.

migliore di una tenda e anche di una capanna indigena. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. e per quanto minacciose fossero le termiti. fatto con una specie di argilla rossastra. Ai piedi di quel cono. che pareva dovesse spegnere i lampi. S'era levato un vento furioso. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. signor Bénédict. stando al paragone fatto dal tenente Cameron. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio. e grosse gocce crepitavano sul suolo. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo.— Ma allora. per essere stati costruiti da . tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. e saranno nel loro diritto! — Andiamo. sono. Ben presto. con una specie di violenza. Era uno di quei coni di termiti che. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto. in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. qualora non si fossero potute cacciare. dopo pochi istanti. si apriva un buco assai stretto. si mostrò. — Ci divoreranno. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. Con grande meraviglia del cugino Bénédict. Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no.

che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». contenente un intero mare. che si rovesci di colpo. la pioggia non cadeva a gocce separate. i fiumi straripano inondando vasti territori. misurava dodici piedi di altezza. egli dice. il formicaio. era perfettamente impermeabile. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. il suolo frana. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. un Niagara! Si immagini un bacino aereo. più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. nell'interno. per quanto forti siano. Per buona fortuna. innalzate dalla mano dell'uomo. in Africa. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. Quel cono che. i ruscelli in torrenti. Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. Dappertutto lo . contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. Ci fosse anche passato sopra un torrente. come una cateratta. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate.insetti tanto piccoli. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. tranne nella sua parte superiore. ma cosi è. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. di pareti molto massicce. aveva undici piedi di larghezza. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. Venne accesa la lanterna. Sotto simile urto. le pianure si mutano in laghi. continuano per intere giornate. Ciò dipende dal fatto che. Difatti.

— aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno. Un viaggiatore olandese del secolo scorso. come s'è detto. Come si vede. fiancheggiati da campanili. le pareti. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. ha potuto occupare. e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. alti da quindici a venti piedi. con quattro dei suoi compagni. Insomma. Nel Loundè. come ve ne sono nell'Africa meridionale. nel N'yangwe. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. Nan e il cugino . che potevano piacere solo a un entomologo fanatico.spessore delle pareti era di circa un piede. la parte superiore di uno di quei coni. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. erano fatte di argilla rossastra. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. La parte centrale del cono. dello stampo del cugino Bénédict. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. non già alti soltanto venti piedi. ma quaranta e cinquanta. E infatti. non sarebbe bastata a contenerla. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. enormi coni arrotondati. dovuti a industriose falangi d'insetti. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti. S'immagini una successione di cassetti aperti. come la cupola di una cattedrale. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. il piccolo Jack. Smeath-man.

Credo. dove il temporale non può farci alcun danno. Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. anzi. — D'altronde. Ma era stato evacuato da molto tempo. Bat e Actéon. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. poiché. attraverso l'orifizio aperto alla base. finché non avremo costruito una zattera. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. composto di argilla alquanto friabile. — rispose il vecchio Tom. Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. sarà meglio non lasciare questo riparo. l'aria potesse circolare liberamente nel cono. che. poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. sarebbe stato inabitabile. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio.Bénédict poterono rifugiarsi. — Amici. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. mentre Dick Sand si assicurava che. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. — Non c'è che da passare una notte. dopo dieci giorni. — Ebbene. e presto si convinse che . Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. con alcune migliaia di quelle formiche. mentre Dick Sand.

— Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene. — Di recente o no. — E che volete dedurre. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. non lontana dalla cella reale. Era una cavità scavata nella parete. si? — ribatté il cugino Bénédict. — disse Hercule ridendo. e di succhi di piante appena solidificati. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. — Ebbene. alla luce della lanterna. — rispose il cugino Bénédict.l'emigrazione era stata recente. l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire.. — Ah. dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. In quel magazzino. stamattina stessa. no! — esclamò. come le celle destinate alle giovani larve. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. signor Bénédict? — disse Dick Sand. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. sf? vi credete tanto forte . poiché. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante. stizzito per questa risposta del bravo negro. e stasera. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. — Ah.. e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. Infatti. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma.

che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. era come grano sotto la macina del mulino. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene. lo credo! — rispose Hercule. penseremo a decidere altrimenti. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. io! — Ne schiaccereste centomila. poteva costituire per esse un pericolo. quando la tempesta sarà cessata. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict. Domani. Fra le mascelle di Hercule. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. per alcuni minuti. si polverizzava. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. — Ma non un miliardo. per ingannarsi. animandosi. e. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. non crocchiava. poiché la stanchezza. signor Bénédict. — ma vivo. e un miliardo vi divorerebbe. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. furono bene accolte. e le conserve. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto. abitandolo. ne schiaccerei delle masse. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. ne risultava che. Tutt'altro. All'allievo . anzi. cinquecentomila. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio. vivo o morto. per quanto grande. Tuttavia.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. che non voleva arrendersi. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo.

la mordente. in un alveolo bene imbottito di panni. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. una sola. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. Ah. . e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio. se avesse potuto trovare una termite. la termite lucifuga. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. le cui antenne sono più lunghe della testa. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. le Mirmileoni. Lo scienziato. — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. da mandibole cornee e da una notevole robustezza. — continuò. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. il genere termite. all'entomologo.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata. Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict. C'è il genere mantispo. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto. più triste che mai. l'accesso di febbre non era tornato. sono Termitine. Dick Sand non sapeva che cosa pensare. montato sul suo cavallo di battaglia. Forse. il genere rafidio. È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. la dimora. Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti.. nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. le Emerobine. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri. queste Termitine. la distruttrice. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. nel quale si contano la termite fatale. la termite a corsetto giallo. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori. forse indebitamente.. le Ter-mitine e le Perlidi. le mandibole molto distinte.

mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. il paese delle formiche. il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. — In Africa. del resto. come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. l'Africa è. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. lunghe mezzo pollice. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri. le sirafù. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. leoni. presero la fuga. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. Nulla le arresta. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. per eccellenza. che si chiamano drivers. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. maschi e femmine lunghi venti. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. le tchungus. e per tornare alle nostre termiti . riuscirono vittoriose. elefanti. né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. Queste. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. soldati lunghi dieci. e che gli indigeni chiamano sirafù. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. e perfino i più grossi animali. stando a Livingstone. Le altre. prode in guerra. Mai. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. fuggono dinanzi ad esse. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. — Si. du Chaillu. che pure non si trastullavano per via! E perché. non senza essersi coraggiosamente difese.

non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate. Si accorse egli che i suoi ascoltatori. uno dopo l'altro. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. Ah.. — rispose il cugino Bénédict — eppure. aveva resistito più degli altri.. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!.. 171 — No.. benché non dormisse. amici miei.bellicose. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom. finora. oltre gli occhi. tanto meglio. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. no. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica. addormentati? No certamente. e. durante la sua lezione d'entomologia si erano. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano. — Dove? — Qui. ( quanto a Hercule. . si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò. ma egli teneva cattedra per proprio conto... poiché ho già scoperto una tse-tsè in America. — Mai. tranne Dick Sand e Tom. e. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. le orecchie. signor Bénédict? — domandò Hercule. dopo tutto. rannicchiati nei loro alveoli.

che aveva terminato la traversata del Pilgrim. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario. Si rivedeva. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio. dove aveva già eletto domicilio.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. l'incontro del rottame dei negri. a quindici anni. poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. ma infine il sonno vinse lui pure. Immerso nei suoi pensieri. Compariva allora il traditore Harris. tutti dormivano. Dick Sand. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. fuori. e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro. l'inseguimento della balena. ed egli risali alla cavità superiore del cono. tornando alla costa? Evidentemente. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. Ah. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. ma non Dick Sand. minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola. Senza dubbio. il peggiore di tutti. mentre. e la creduta provincia dell'America . si trovava incaricato del comando di una nave.

si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ». li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. dire di più. e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. Ella non voleva. Dunque. evidentemente. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. « La signora Weldon sa tutto ». le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. la Bolivia diventava l'Angola terribile. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. poiché sapeva bene che in quella regione inospitale.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. subito dopo. una mano gli si appoggiò sulla spalla. « Ebbene. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. con minori fatiche? Non voleva dubitare. senti passarsi come un alito sulla fronte. con il suo clima di febbri. ripetè fra sé Dick Sand. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack. fra incessanti pericoli. che Dick Sand cercava. ed egli aveva come un presentimento che 173 . ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità. a questo punto dei suoi accascianti pensieri. e d'altronde. forse! La coraggiosa donna non dispera. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere. la signora Weldon sapeva. meglio cosi. mio povero Dick. la piccola comitiva. tornando alla costa? E quel fiume. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. che sperava di trovare.

dandogli il modo di esplorare la pianura. nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. indicavano che la tempesta non si calmava. Ma il giorno non spuntava ancora. Tendendo l'orecchio. si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. lunghi brontolìi. Soltanto. Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. se non un vero sonno. e intanto. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. . e allora. per ultima precauzione. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. il che sarebbe sempre stato un riposo. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. Dovevano essere circa le undici. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro. Si coricò. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. sostituite alla colonia dei neurotteri. in basso del cono. accanto allo stretto orifizio. Dick Sand vide che tutto andava bene. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. Si doveva soprattutto evitare . l'incontro degli indigeni. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. che lo spessore della parete rendeva sordi. e così pure l'alba lo avrebbe destato. poiché ne subiva già l'influenza. con il cedere dell'argilla inzuppata. impregnandola di anidride carbonica. e si addormentò quasi subito. quindi. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. al momento di cedervi. chiuso ogni passaggio all'aria esterna. gli venne il pensiero che. che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. ma.quel corso d'acqua non doveva essere lontano. stava per invaderlo.

. che l'acqua invadeva il formicaio. risvegliati da Dick Sand. Si rialzò e notò. fuori.. — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione.Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo. dormiva come una vera termite. durante il temporale.— Si. allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. ce ne possono essere sei o sette. dicesse quel che si doveva fare. l'acqua non può giungere fino a voi.. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom. — rispose l'allievo. aspettavano che Dick Sand. Questi. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione. qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. l'allievo taceva. . chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. signora Weldon. — Certo. non senza grande ansietà. e la lanterna. dunque. riaccesa. a Nan... rischiarò subito l'interno del cono. né fino a Jack. E probabile che. Rassicuratevi. . Dick? — domandò la signora Weldon. che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi. — Nulla. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose. o anche di più. Tom. — Sì. e anzi cosi rapidamente. quanto al cugino. — Che c'è. Intanto i negri. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. furono messi al corrente della nuova complicazione.

Si poteva. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. se sorpassa il buco. aveva avuto ragione. — Un'imprudenza può costarci la vita. salendo nell'interno del formicaio. Tom. — Che fare allora? — domandò Tom. tanto aderiva . In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. e paragonando il cono a una campana immersa. Dobbiamo trovarci. attraverso il quale l'aria sfugga. che l'acqua. si sarebbe compressa maggiormente. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand. non rinnovata. Ma qui. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore. qui. L'osservazione dell'allievo era giustissima. in cui l'aria. — Riflettere bene prima di agire. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. oltre a questi inconvenienti. signor Dick? — Credo. come operai in una campana da palombaro. che non è più alla pressione normale. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. — rispose Dick Sand.— Lo credete.

e difatti. — rispose Dick Sand — e se si alza. . — Certo. si fossero sparse nella pianura sottostante. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso.fortemente al suolo con la base. — Si. — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. l'accrescimento dell'inondazione. — Finora è poca cosa. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. era la persistenza della tempesta che portava. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. molto inquieto. — rispose Dick Sand.. cercherò di passare attraverso il buco. — Tuffandomi. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni. ma un sordo boato. si chiedeva che cosa dovesse fare. tutti ascoltavano. di conseguenza. le cui acque ingrossate dal temporale. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo. nemmeno per la calotta superiore. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. e che non fosse già più possibile uscirne.. travolti gli argini. Ora. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. volete che esca dal formicaio? — disse Bat. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. — disse Tom. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. a pensarci bene. lungo e continuo. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono.

sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure. signor Dick. no. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. — Lasciate fare a mio figlio. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. — Se il buco non c'è più. Era una faccenda piuttosto difficile. Bat si tuffò nella massa liquida. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom. — disse Hercule — bisogna farne un altro. — Va'. che forse l'acqua sommergeva. — andate. — rispose Bat. — disse l'allievo. fidatevi della sua abilità. — disse Dick Sand. Se il formicaio è sommerso. signor Dick. Bat. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo. cosa che doveva essere eseguita rapidamente. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori.. Ma se il cono emerge ancora. — Turato! — disse Tom. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi.. dunque. — Aspettate. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. — Si. arrestando Hercule. — ribatté vivamente il vecchio Tom. il . non cercate di rientrarvi.— No. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato. che strinse la mano al figliolo.. dunque. Avete inteso? — Si. — Ebbene? — esclamò Dick Sand. — Il buco è turato dai rottami. Ho tastato con la mano intorno alle pareti. allorché il negro tornò a emergere.. nel caso che non potesse tornare.

quella per lenta asfissia? Tutto questo. Ma se. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. tutti si trovavano immersi fino alla cintola. si accingeva a tuffarsi. altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. finalmente. Bisognava dunque affrettarsi ad agire.quale. pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante. dopo avere riflettuto per alcuni istanti. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. Procediamo tastando qua e là. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti. suo figlio. che si erano rifugiati nelle cavità superiori. e d'altronde.. E. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. Difatti. poiché. Tranne la signora Weldon. sapremmo bene che pensarne. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. di conseguenza a sette piedi dal suolo. — Ma presto! — disse il vecchio Tom. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. il cugino Bénédict e Nan. Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo. e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. nella parte superiore della calotta. il livello continuava a salire a poco a poco. impugnata la scure. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno.. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono. Dick Sand lo sapeva. ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. in . come proponeva Dick Sand.

Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. tenendo alta la lanterna. il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco. Ad un piede sopra il primo foro. almeno. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello.. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso. in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica... l'acqua era rimasta ancora stazionaria. perché l'ossigeno cominciava a mancare. e non si doveva quindi temere che la luce. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli. L'aria sfuggiva al di fuori e. dovesse mancare. e il buco si scavò a poco a poco. La respirazione diventava difficile. Facendola girare rapidamente.. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. che si restringeva sempre più ad ogni istante. diamine! ecco. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. al tempo stesso. che serviva a sgombrare la canna dell'arma. la vite morse l'argilla come un succhiello. vale a dire sotto la massa liquida. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo. . ecco. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore.quello stretto spazio. ma bisognava affrontare quel rischio. l'asfissia era già imminente.. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh. l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. c'erano alcune candele di ricambio.. Nel cono. ma ciò sarebbe bastato. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione. Se l'esperienza non fosse riuscita. Hercule. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. faceva lume a Dick Sand. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile. e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete.

che l'acqua aveva quasi raggiunta. aggrappatosi a una delle cavità laterali. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. Ma allora. ronzavano loro le orecchie. e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. e l'acqua. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. la signora Weldon. l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. volete? — Fa' pure. amici.. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. all'interno. — Signora Weldon.. Jack e . Se il terzo tentativo fallisce. Dick Sand ritirava la bacchetta. tutti soffocavano. le termiti. In quello stretto spazio. aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. la morte immediata. sali ancora di un piede. se tardiamo. Bisogna fare quest'ultima esperienza. e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità. il quale. che istinto! Sono più furbe di noi.— Sì. la lampada si spense. l'aria respirabile mancherà. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. Dick. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. sarebbe stata l'asfissia. — rispose la signora Weldon. che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. vi dico! . . più furbe. In quel momento. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. Bisognava saperlo. La signora Weldon. 178 In quel momento. se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso.

ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. poi. . un accampamento. da quella sottile apertura. in quel punto la parete. e l'acqua. all'interno. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. Dick Sand si affrettava. la cima del cono emergeva. afferrando il fucile. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio. fu meno facile da forare. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni. attraversò l'aria. il buco si allargò. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni. La calotta. si frantumò a poco a poco. e un grido gli sfuggi. seguito da Hercule. e anche più dura. si arrestò. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. ricomparve sulla cima del cono. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. i coltellacci si misero all'opera. dopo essere salita per otto pollici soltanto. per mettersi al sicuro dall'inondazione. a cento passi dal formicaio.. poiché. lunghe barche cariche d'indigeni. più grossa. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule. L'aria compressa sfuggi. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. e a dieci passi dal cono. sulla pianura inondata. l'aria pura entrò a flotti. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. Scoperchiato il cono. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. e troppo noto ai viaggiatori africani. da Actéon e da Bat. vigorosamente intaccata.. non senza una terribile ansietà.. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. stava per penetrare la vita o la morte. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti.il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli..

La barca era montata da venti indigeni. Il tragitto durò pochi minuti. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato. certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. Emergevano una ventina di . e grandi urla. si slanciò a terra. con un irresistibile balzo. inseguito da una grandine di pallottole. ed era seguita da altre cinque barche. Resistere era impossibile. Una prima barca portò via la signora Weldon. La signora Weldon. accompagnate da colpi di fucile.Parecchi indigeni caddero. Un istante dopo. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti. da Hercule. si videro separati gli uni dagli altri. era completamente mutato. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. da Bat. il figliolo. dal vecchio Tom. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. dopo essere stati fatti sbarcare. e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. Quanto a lui. accompagnato da Nan. risposero alla detonazione delle armi da fuoco. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese. ferirono alcuni soldati della carovana. Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. Hercule. e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. fu gettato in una seconda piroga. da Actéon e da Austin. né di stringersi un'ultima volta la mano. la quale si diresse verso un altro punto della collina. Due indigeni gli si gettarono contro. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito.

Là. dove fanno scalo gli steamers. era diretto al mercato di Kazonndé. come celata in un asilo misterioso. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. gli schiavi. a seconda del bisogno. Più lontano. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. si getta nell'oceano Atlantico. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. sorgeva un enorme fico sicomoro. strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. grossi banani. Al riparo del sicomoro. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. . quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. La Coanza. e in vetta a quell'altura.formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. Di là. È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. lo avrebbe trovato. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. se ne stava un'intera carovana. non può certo farsene un'idea. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi. Quel numeroso convogliò d'indigeni. un miglio più avanti. I loro rami formano una foresta. la loro salvezza sarebbe stata certa. dove ci si potrebbe smarrire. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. facile a costruirsi. Senza quell'aggressione repentina. uno dei fiumi dell'Angola. La Coanza era straripata durante la notte. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. Ma cosi non doveva essere.

Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. costretti a camminare in fila. sia nell'Alto Egitto. ad Actéon e alla povera Nan. quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. Al vecchio Tom. aveva piedi e mani liberi. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. non era stato accoppiato con altri schiavi. negri d'origine. ad Austin. le belve. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. o a N'yangwe. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. uno davanti e l'altro dietro. rimanevano immobili. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. le gambe libere per camminare. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. arabi o portoghesi. l'isolamento. Appena giunti all'accampamento. dove la fame. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. verso la regione dei Grandi Laghi. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. entro poco. e non avrebbero potuto usarne per fuggire.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. a suo figlio. sia nelle fattorie di Zanzibar. Per eccesso di precauzione. gli indigeni. Dopo essere stati disarmati. Disarmato. nonostante la più viva resistenza. il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. perché era un bianco. per essere distribuiti. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte. che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione.

ben conosciuto dai trafficanti della provincia. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime.comparire Negoro o Harris. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. José Antonio Alvez. Cosi Negoro.. era composta da non meno di ottocento persone. gli havildar e i capi. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. Li dominano cosi per mezzo del terrore. duecento soldati. il rifiuto dell'umanità. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi. dimenticava la propria condizione. Ma la sua attesa andò delusa. Li battono senza posa.. accampata sotto il gigantesco sicomoro. in condizioni troppo pietose per essere venduti. e non vedendo né l'uno né l'altro. gli agenti d'origine europea. . in una parola. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. sono furfanti rinnegati dal loro paese. Questi capi erano di origine araba o portoghese. per lo più portoghesi. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. La carovana. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. Come si può ben credere. sono finiti a fucilate o a coltellate. per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. molto furfanti. condannati evasi dalle carceri. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. gli agenti. più i portatori. i guardiani. cosi Harris. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. e quelli che cadono esausti.

Li chiamano più specialmente pagazis. e spesso anche. per un po' di granturco. e dalle fattorie. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi. principalmente avorio. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. per polvere o armi da fuoco. un pugno di cauri . poiché i loro ordini vengono discussi.piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. appena vestiti. con qualche schiavo. che consiste in una ventina di metri di percalle. dice Livingstone. sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. poi.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. poiché. Con una tale scorta. i re negri si fanno guerre atroci. la grossezza delle zanne di elefante è tale. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. All'arrivo. allo stesso scopo. gli agenti hanno molto da fare. o perline rosa o rosse. la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum. negli anni di carestia. Erano un'accozzaglia di banditi negri. Sovente. quando il negriero non ha altra moneta. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. uomini o donne. di Zanzibar e di Nata!. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. Allora i vinti adulti. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. si minaccia di abbandonarli. un po' di polvere. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». Quantunque gli schiavi. che brandivano lunghi fucili a pietra.

« Ah! ». ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti. la vista di quegli infelici. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. la cui voce non aveva più timbro. » .. Si. e ciò per la ragione che. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile. che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga.. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon. se si deve credere al tenente Cameron. e il cuore gli si spezzava. è ciò che si può immaginare di più pietoso. sparuti. era fin troppo certo.uomini maturi. . come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. e non li ho uccisi!. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. Ma allora. secondo l'espressione di Livingstone. sono ancora più crudeli. fanciulli magri. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno. durante le marce. mezzo morti. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro. con i piedi sanguinanti.1 È inutile dire che. « scheletri d'ebano ». terminata la razzia e incendiato il villaggio. Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati. per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani. chiamati nel paese mbuzu. avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. come durante le fermate.

li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola. » Ma egli era prigioniero. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave.erano periti tra le fiamme. ma la maggior parte. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio. si. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze. Quante sventure la morte. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. . e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa.In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton.. tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo.. Dingo non c'era più per ritrovare le . alcuni avevano potuto fuggire. si rispondeva Dick Sand. e cadrà come loro! Ah. dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti.A. sua madre! ». la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo. . e. o morti di fame nella giungla.. o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie.B. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici.quasi tutti . {N. ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo). dieci villaggi erano stati distrutti.d. .Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand. sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict. poiché..) 184 « Chi? Sua madre. N. « Tali delitti.

con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà. per segnalare il suo avvicinarsi. Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. che Livingstone stava allora esplorando. Se verso una delle fattorie dell'Angola. confondendosi fra quei prigionieri.orme del portoghese. là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata. e resisteva all'abbattimento. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. o. avrebbe cercato di accordarsi con lui. non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati. e allora. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick . liberi entrambi. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. trascinarlo nella foresta. e Dick Sand avrebbe ripreso. Si. e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon. spezzare i suoi legami. nel Manyema. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. Dick Sand. pensava che il forte negro era libero. e forse rapirlo. grazie alla sua energica natura. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. Ciò che anzitutto importava sapere. giungere fino a lui. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. nero come loro. Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio.

il ritorno al litorale. e. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza. in circostanze ordinarie. e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. Questi particolari. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ . Ora. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. quanto sarebbe stato difficile. Dick Sand. anche nel caso che la signora Weldon. perché. una volta giunto a N'yangwe. o a profitto del re di quel distretto. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. però. al corrente dei fatti della geografia moderna. conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. Si sa che non si sbagliava. l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. Il nome era Kazonndé. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi.Sand. per non dire impossibile. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza. Raddoppiando questo tempo. o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. Per dire loro quanto ignoravano. che egli credeva di sapere.

e i soldati. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. si trovavano all'estremità destra del campo. ma si tennero pronti a vedere e a udire. e con una parola. avverti i suoi compagni di stare attenti. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. Probabilmente. che c'era una proibizione . Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza. dalla fisionomia feroce. Libero dei suoi movimenti. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. accoppiati. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. quel nome di Kazonndé. Era dunque molto chiaro. Dick si era scagliato contro Vhavildar.Tom e Bat. costretti a lasciare la preda. e dal punto dove si trovava in quel momento. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. 186 Esasperato. Presto. . gli si precipitò addosso.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. ebbe superata quasi tutta la distanza. se uno dei capi della carovana. Alle grida di quel forsennato. un arabo alto. a cinquanta passi da lui. lo avrebbero trucidato. con aria di grande indifferenza. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato. in modo da essere udito da Tom. avrebbe potuto gridare. Essi non si mossero. Dick Sand. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. si allontanarono. poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand. Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. pronunciata a bassa voce. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. Furiosi. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. non fosse intervenuto. allorché Vhavildar.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

e l'infelice Nan. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura. io. le capanne bruciano ovunque. « "Morta". « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà.. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata. il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. mi sono avvicinato. « Ho affrettato il passo. « "No. signor Dick? Io. avviluppata in un colpo di staffile. fra poco sarò morta!".gli aguzzini non li lasceranno indietro.. a sua volta. "non rivedrò mai più la mia buona padrona. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo.. Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei. « Poi. e infine: « "Voi. è rigettata tra la folla delle schiave... riprese lei. no. non ha più il bambino in braccio. sono appesi dei cadaveri. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!". e ne ha gettato l'estremità sulla spalla. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai. È apparso il capo arabo. non hanno più voce per lamentarsi. la . e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei. coraggio! " risposi. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. Agli alberi che l'incendio ha rispettato. « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme.. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate. « Scheletri viventi mi circondano. Io volli precipitarmi su quel bruto. mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana.

fra i papiri.. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre. l'istinto!. e forse. « Gli restituisco le sue carezze.. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani. duecento assassiniL « È sera... si. nessuno deve udirlo.. «Non posso credere ai miei occhi!. si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido. « Ma lo calmo..... ruggiscono i leoni e le iene. È Dingo!. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto.. « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti.. « Ecco due occhi che brillano nel buio. la notte è nerissima. vorrebbe abbaiare. i campi devastati. Ma sf.... un pezzo di canna passa dentro il collare dove .. La foresta è circondata da alte erbe. Qualche belva. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah. Ah.. Cerco. Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia. al suo collo è attaccato. ci accampiamo sotto alti alberi. che mi è vicino!. Ah. Per ottenere.. forse. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani.. C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni.... un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò....popolazione è in fuga. « Sono stanco. bravo Dingo!. una dozzina di schiavi. Ma. Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita. la mia vita può essere utile alla signora Weldon. egli mi comprende. poiché vi si è fatta razzia. buon cane. per fortuna!. occhi di iena o di leopardo! Spariscono. senza essere visto. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi. russano in lontananza gli ippopotami. dare l'allarme! «Ma mi trattengo.".. riappaiono.... non c'è luna... nulla! Ma no. Segua cosi la carovana. oh. fermata per la notte. pare che mi dica: "Ma cerca dunque!... dopo aver spezzato le forche.. « È calata la notte. « Infine. Dingo...

. « Ma questo biglietto. l'ho spezzata. non posso leggerlo. ecco il giorno.. oh.. questo incidente mi ha vivamente commosso.sono incise le due lettere S.. Ma è guarito.. io penso a tutti voi. Sperate bene.. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato. povero Dingo. il cui mistero è ancora per noi inesplicabile. quantunque continui a lambirmi le mani. « Si.. che deve essere stato ferito da una palla di fucile.. ho staccato la canna. l'alba!.. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia... e quasi senz'alba. signor Dick.. oh. Bisogna aspettare l'alba. Harris e Negoro l'accompagnano... infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta. a matita.... HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia . Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict. Faccio in modo che non mi scorgano. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah. e questo biglietto. e sono fuggito per esservi prd utile.. non posso chiudere occhio... Non ho potuto comunicare con lei. Con un balzo laterale. dentro c'è un biglietto.. <c Tento di leggere.. che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente.. V. che mi brucia le mani... Ho raccolto Dingo. in queste latitudini tropicali. pare abbia fretta di lasciarmi. ma il buon animale. Ha capito di aver compiuto la sua missione. « Ho letto. non posso ancora. non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore.... vorrei trattenere Dingo. odo ancora ruggire le belve. scompare senza rumore fra le erbe! oh. e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda.

i viveri . il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni.... La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda.. i negrieri la chiamano la « tirikesa ». sotto gli abiti laceri. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza.. i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente. sf. è una buona notizia. abbiamo giornate di « marcia dura ». ma non ho il diritto di lasciarmi vincere. io bisogna che arrivi. il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle. 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi. o marcia del pomeriggio. « Siamo passati accanto a un albero. d'altra parte. sf. fra tutte queste miserie. Le piogge sono cessate del tutto. — La carovana continua la sua marcia. Ah. — Sono quasi sfinito. e il suolo si eleva in salite molto ripide. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio. Bisogna camminare più presto. Dal 16 al 24 maggio. li ritroverò. e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici. Per fortuna. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue. e una tenda di stoppa la ricopre... Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri... li avevano lasciati morire di fame!..lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. « Da ieri.

Questo silenzio. « Ne segue che alcuni schiavi giovani. ancora vigorosi. a lui o a Hercule? No. Non torna!. II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. e allora.. e se si diminuisse la loro razione.. Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. vengono ridotti in schiavitù". che mi pare tanto lungo.. urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana. la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé. soldati e pagazis si ribellerebbero. no!. non lo voglio credere!.. « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo. e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire. venti prigionieri. non prova che una cosa. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". Passando. senza esservi preparati.cominciano a mancare.. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che.. Che sia accaduta qualche sciagura. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto.. ha detto il capo. A quell'epoca. A loro non si osa togliere nulla. I baracconi del litorale rigurgitavano di . « Oggi. che non potevano più trascinarsi. Nondimeno. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. per i negrieri l'affare era ancora buono. vi posano su le mani e cadono. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO.. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo. muoiono senza apparenza di malattia. le domande affluivano. l'Angola faceva un grande commercio di negri.

alcune hanno l'accesso libero. e contiene i loro baracconi. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. uno dei più importanti mercati di quella provincia. scorre il Luhi. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. è uno dei principali « lakonis ». Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. altre sono cintate da . tributario dello Zaire. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. fiume il cui corso. con la testa in aria. Sulla sua grande piazza. nel Benguela.prigionieri. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. è probabilmente un affluente. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. portoghesi o indigeni. la « tchitoka ». alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. del Congo. Non lontano di lf. Di tali case. qualche feroce ubriacone coronato. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. si trattano gli affari. a pareti di terra intonacata. semplici agenti al suo servizio. o almeno un subaffluente. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. l'altra è la residenza del re negro. da ogni lato gruppi di case. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. confinante con il quartiere commerciale. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. qua e là alte palme piantate come scope. La residenza del re di Kazonndé. A Kazonndé. al disopra di questo insieme di case. di « tembè » a tetti piatti. Kazonndé. che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. ancora indeterminato. dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. Kazonndé. Una larga via centrale. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa.

più giovane e più attivo. uno dei re dell'Ukusù. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. del resto. gli ufficiali e i ministri. una « tembè » più alta e più grande. venisse contestata. un « msungu ». il quale. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito. uomo sui cinquant'anni. Egli non ha neppure quattromila soldati. 196 D'altra parte. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé. non era affatto. ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. che si chiama Muani Lungga. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. Un recinto particolare. Un solo uomo. un gruppo di capanne per le sue donne. che faceva mutilare per capriccio i sudditi. decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno. feroce maniaco. del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe. il piede o la mano agli altri. laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. negro arabo di razza pura. già avanzato negli anni. logorato dal vizio. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. circondato da una siepe di papiri. rivale di Alvez. e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. chi era questo Alvez. José Antonio Alvez. arso dai forti liquori. la regina Muanà. e cioè quel Tipo-Tipo. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore. e non potrebbe più. tagliando il naso o le orecchie agli uni. Ecco. Egli poteva temere. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. come si potrebbe credere. e non aveva di portoghese . in tutta Kazonndé.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. come nel buon tempo antico. quel re era precocemente invecchiato. e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. vale a dire un uomo di razza bianca.

e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. capitale di Kassonngo. le pesanti forche erano state loro tolte. Il convoglio di schiavi. assai noto nell'ambiente dei negrieri. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. per un tragitto di settecento miglia. che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. Nato. a Donndo. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. per la maggior parte esausti. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. era stato condotto sulla piazza principale. Era quell'Alvez che Cameron. sulle sponde della Coanza. e si chiamava Kenndelé. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. Era il 26 maggio. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi. . verso la fine del 1874. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge. I prigionieri. ma avevano dovuto serbare le catene.che il nome. 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. era mezzogiorno. Era un vero negro. infatti. I tamburi battevano. giungendo a Kazonndé. doveva incontrare a Kilemmba. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. capo dell'Urna. dopo un'assenza durata quattro mesi.

tutti e tre forti. ma il vecchio Tom. Austin. in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi.soprattutto quest'ultimo . II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane. Dick Sand. appena giunti. prigioniera. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. e là avevano trovato un po' di cibo. la loro qualità di cittadini americani. Ancora pochi giorni. che non fosse una parola di disperazione? Bat. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. poi tutti si erano stretta la mano.I pagazis si erano fermati sulla piazza. ma certo inutilmente. Ma osavano appena parlare. sotto la speciale sorveglianza di un havildar. Attraversando i diversi quartieri della città. indebolito dagli stenti. e d'altronde. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. poi. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. Actéon. invece. avevano potuto resistere. sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana. Finalmente si trovava a Kazonndé.. rotti alle dure fatiche. li aveva cercati con gli occhi. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo. era rimasto sulla piazza. erano stati messi in uno stretto baraccone.dovevano essere impazienti di rivedere il . la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. dopo aver deposto il loro carico d'avorio. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. ma Harris e Negoro .. e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro. era allo stremo.

per insultarlo. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. Harris e Negoro a Kazonndé. preparata. ormai in loro potere. non fosse altro che per godere del loro trionfo. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo. Dick Sand si disse allora che. seguito da Dingo. torturarlo. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. vendicarsi. sotto il colpo di tali prove. cosi pensando. come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. poiché. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. il ragazzo s'era fatto uomo. si doveva concludere che si erano diretti altrove. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. si era inoltrato. di non perderla di vista.giovane allievo. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. oppure Hercule. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. insomma! Se non c'erano. non valeva più nulla. e non aveva più che da morire! Ma. Dick Sand la desiderava impazientemente. il cane non era più tornato. continuando a seguire le tracce della signora Weldon. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. per ogni caso. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito.

Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. apparve in fondo alla via principale. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. si rialzò. con gli occhi bene aperti. doveva dunque rinunciare alla speranza . la faccia gialla. tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. Harris e Negoro. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale. il più grande mascalzone della provincia. stinta. organizzatore di razzie. cencioso. dritto. con gli occhi scerpellati. la capigliatura dura e crespa. fossero con lui. un individuo sporco. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. con mille dimostrazioni di giubilo. l'anima dannata di Alvez. sbrindellata. né Harris né Negoro seguivano Alvez. di Bihè. e subito Dick Sand. fermo. sotto il cappello di paglia tutto lacero. Alcuni domestici lo accompagnavano. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. Questo Coimbra era il confidente. figlio del maggiore Coimbra. e. ben degno di comandare i banditi del negriero. le narici dilatate. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. Quanto a costui. a dire del tenente Cameron. Era possibile che i suoi agenti. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava.di grida. era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. — Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. Con grande disappunto dell'allievo. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca.

Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. e quanto ai portatori. mentre gli altri tre. Per il vecchio Tom. il capo della carovana. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. una smorfia ad Alvez. specie di croci di Sant'Andrea. Dick Sand si avvicinò lentamente. cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris. è vero. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire. sul prossimo mercato di Kazonndé. . Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez. l'arabo Ibn Hamis. Austin. Quasi subito dopo. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. si sarebbero venduti cari. sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. invece. scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. ma infine l'affare restava ancora buono. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ».di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. Bat e Actéon. non voleva perdere nulla di quella scena.

come un mercante che esamina un campione. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti. Egli rideva. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto.. In quel momento.. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra. — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra. si!. Americani! benvenuti. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi. perciò. Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e. Dick Sand. si trovò dinanzi ad Alvez. si avanzò subito e. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese.. — disse. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano. dopo avergli palpato il petto e le spalle. Ma Alvez li arrestò con un cenno.Tom comprese le parole del negriero. tornò accanto al negriero. oh. rialzatosi.. Ma in quel momento. e questi. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra. e poi era d'indole allegra. spinto da un havildar. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. o forse non voleva comprendere la . crollando il capo: — Si!. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese. e rispose con una smorfia di buon umore. Non aveva compreso. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia.. si. yankee! — rispose Dick Sand. — Si. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera..

— disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. un bi* glietto da Hercule. dimostrava di non essere d'origine indigena. In quel momento. — Morta! — gridò Dick Sand.. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. che ha seguito la carovana. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono . si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. se non si trovano qui a Kazonndé.. una mano gli si posò sulla spalla. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh..domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui. — rispose Dick Sand. — Amici. — Nan è morta! 201 — La prima. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola. il piccolo Jack e il signor Bénédict. affettando una pietà che non provava affatto — ahimè.. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. ecco il mio giovane amico.. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose. Dove? non lo so immaginare.. In quel mentre. per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici.. — poiché noi sapremo. — E l'ultima!.. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis. — Ahimè! — rispose Harris. Pazienza. che dai suoi lineamenti. per mezzo di Dingo. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici.

e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand. quando comparve Negoro. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare.. — Maledizione!. Aveva vendicato coloro che amava. specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro. che nessuno lo aveva potuto fermare. Lo trascinarono via. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. 202 Dunque. era pronto. non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. Là.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. e stavano per massacrarlo. più nulla gli interessava. che non erano più! Ora. . dopo aver colpito l'americano. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim.. — gridò Harris cadendo. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. Ciononostante. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand. eppure non pensò un momento a dolersene. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso. e glielo piantò nel cuore.. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!. Era morto. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro.. qualunque fosse la sorte che lo aspettava. dove? non gli importava. Strettamente incatenato. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre.

il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. accompagnato da Coimbra. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. per il genio del commercio.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. Sulle piazze delle grandi città. e che. Inoltre. e degli arabi. che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci. il 28 maggio. compresi gli schiavi di Alvez. e perché la sua vendetta fosse completa. ed è difficile darne un'idea. invece. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone.portavano però i . era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. Fin dal mattino. donne. anche in un giorno di grande mercato. vi si vedevano numerosi indigeni. il grande « lakoni ». dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari. si notavano alcuni meticci d'Ugigi. sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo. fanciulli. mercato principale del lago Tanganika. non gli mancava che Hercule. il « lakoni » è un giorno di festa. primo fra tutti. presso i selvaggi dell'Africa. fu aperto il mercato. e proponeva lotti di schiavi. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco. sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. queste ultime trafficanti appassionate. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. uomini. Presso gli inciviliti. ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa. e se non avevano indossato i loro abiti migliori. Fra quei negrieri. Quei miseri. precisamente perché di razza straniera. Due giorni dopo. Per gli indigeni d'ambo i sessi. — che ne avevano le loro buone ragioni . l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. dunque.

un'infinità di spille di ferro o d'avorio. anche presso gli elegantoni. o disposte a coda piatta sul davanti del capo. alla moda francese. tutte queste diverse parti del corpo. le gambe. sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. lasciavano scendere i capelli sulle spalle. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole. file di perline rosse. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. o in trecce.in quegli ammassi di capelli falsi o veri. e come potrebbero averne? Da ciò. o a cuffia. forma un mosaico di grani variatamente colorati. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto. Il collo. i polsi. altre. . sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. anelli di rame traforati. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche. impiastricciate di terra rossa e olio. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello. stirati da quelle appendici. alla moda inglese. E quasi sempre. a che servirebbero le orecchie. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. le caviglie. Capigliature spartite in quattro parti. o di lucido « nkola ». o zucchettine che servono da tabacchiere. spesso. con ciuffi di penne rosse. che le tirano in avanti. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. le braccia. ricoperte di cuscinetti. al punto che i lobi. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. . Alcune. pipe e altri oggetti d'uso comune. un mastice formato di grasso e d'argilla. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. su quelle teste. Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini. . coltelli.capigliature a corna ricurve. poi.loro migliori ornamenti. poiché. e in trecce legate a mazzocchio. catenelle di granturco intrecciate. o forse più belle. la quale. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. più semplici. la necessità di collocare dove e come possono.

sfoggiati a profusione. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». adorna 204 di grani di vetro o di cauris. se la natura ha dato agli indigeni i denti. uccelli. che s'introduce nelle incisioni. Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. stoffa d'erba. per limarli a punta. Inoltre. trovato il posto. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. rappresentanti alberi.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. invece. ricamata in seta. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. Cosi. si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. scaricata la mercanzia. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso. nera e gialla. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita. quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. Gli altri. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. lune piene. Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. a quel tempo assai di moda. mercanti o schiavi. mezzelune. con quei gioielli. turchina. erano vestiti appena. per le signore. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. poi. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. praticato con una materia turchina. Quanto alle vesti propriamente dette. nera o bruna.

che è percalle crudo. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. a fanoni e a peli. larga trentaquattro pollici. il « kaniki ». attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. di « malofu ». C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. manioca. frutta il duecento per uno. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. più forte del pepe di Caienna. stoffa turchina di cotone. costavano perfino millecinquecento lire. In fatto di stoffe. limpido miscuglio d'acqua e miele. nel Massachusetts. sorgo. a piccole righe azzurre. Vasellami. quando è intessuto d'oro. La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. venuto da Salem. molto simmetricamente disposti. noci moscate. olio di palma. il pepe delPUrua. quel granturco che. destinato a Khar-tum. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre. volatili. meno cara del « diulis » di seta di Surate. birra dolce fatta con banane. evidentemente di origine tartara. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. maiali. il sesamo. pesce. sale. nel 1874. rosso o giallo. ecc. era il commercio delle stoffe e dell'avorio. fermentato con il malto. che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. fino a ottanta dollari il taglio.lakoni » i prodotti alimentari più scelti. forte liquore molto usato. e per l'appunto sul mercato di . Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. il « mericani ». il « sohari ». Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. a Zanzibar o a Natal. in tre raccolti in otto mesi. e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. a fondo verde. montoni senza lana. di « pombè ». e d'idromele.

per i trafficanti d'Africa. In mancanza di grani di vetro. invece. la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta. cominciano ora ad essere fuori corso. . Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. che vale quattro centesimi. sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ».Kazonndé. di fabbrica veneziana. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». e il fracasso era diventato assordante. e di scorza bruna. che pesa settanta libbre. Le tribù antropo-faghe. L'indigeno. la moneta. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce. con pochi vigili. Verso mezzogiorno. l'animazione era giunta al più alto grado.000 kg di avorio. e i « viun-guas ». annettono un certo valore ai denti di mascelle umane. Il furore dei venditori lasciati da parte. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. dolce al taglio. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. paga con' grani di vetro. il cui valore è grande. gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. come si può immaginare. formano il « fundo ». è lo schiavo. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. Questo era dunque l'aspetto di quel mercato. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. e « bubulus » quando sono neri. translucido. come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. e se sono rosa. (N. Cameron. e Livingstone. però. quei denti. che s'interponessero fra la folla urlante. invece. moneta di Zanzibar.</. « sikunderetches ». piccole conchiglie proprie della costa orientale.A) 205 Ed ora. e ne risultavano baruffe frequenti. fatti d'un avorio opaco.

Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si. e Alvez. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini. certo. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno. perché. sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom. Dopo le notizie pervenute a Dick Sand. di donne. — disse quasi subito Bat. ma le richieste della costa erano cosi numerose. e forse potremo.. non potevano sostenere il paragone con quelli. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso.... non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. — No.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. che si decise ad esporli cosi com'erano. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi. — disse Tom — no! Non ci separeranno. se Hercule era morto. Ma il gigante non era ricomparso. costretto a lavorare come uno schiavo!. Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me. Quello stock non era per nulla in cattivo stato. Quanto agli ultimi arrivati. soffocato dai singhiozzi. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi . povero vecchio babbo! — esclamò Bat. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni». senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. di fanciulli. — No. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. Intanto era cominciata la vendita.. dopo un mese di baraccone.. — Il signor Dick non c'è.

furono cosi condotti da compratore a compratore. Infatti. avevano per loro grande valore. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. Questo metodo era impiegato per tutti. ricevano una diversa destinazione. poi gettavano lontano un bastone. li facevano voltare. il marito dalla moglie. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. il fratello dalla sorella. tutti. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba. Un agente camminava davanti a loro. che presso i musulmani è legge. o sui mercati di Mascate . e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio. E d'altronde. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. la madre dal figlio. mezzo ubriaco. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. destinati ai più duri lavori. Queste. Tranne i fanciulli. uomini e donne. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. in virtù della poligamia. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. Ma quei negri forti e intelligenti. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. Gli uomini. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. Violentemente separati gli uni dagli altri. Coimbra. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. ne esaminavano i denti. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. a seconda del loro sesso. non trovavano migliore accoglienza. e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. Li palpavano. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. erano pieni di vergogna. stoffe o perle. Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. dove le barattano con avorio.

attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. essi non temevano questa eventualità. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi. mentre Tom e i suoi. mentre. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. essi. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa. infatti. di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. Alvez batteva le mani. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi. Tom. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato.e di Madagascar. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. che parlavano soltanto l'inglese. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. i prezzi salivano. per loro. ma. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. a dire il vero. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. non potevano protestare. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar. Là. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. dove si fa il grande passaggio degli schiavi. poiché. 207 almeno. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva . Bat. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. Vi sarebbero giunti. il vecchio Tom.

anche in un giorno di grande rialzo. Rimanevano da vendere numerosi schiavi. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne. in mezzo alla grande piazza. esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. ma ne dimostrava ottanta. Muani Lungga. sul petto aveva molteplici tatuaggi. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. 208 Il re di Kazonndé. Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. i polsi. a sentire lui. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. ne discese. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. Muani Lungga. Ma. le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. intarsiati di « sofis ». Le caviglie. e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. dall'orlo giallo. e. Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. Sul suo capo. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. non senza l'aiuto di una decina di braccia. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. una specie di tiara. Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. che Alvez gli . le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato. Quel re aveva cinquantanni. di soldati e di schiavi. portato in un vecchio palanchino. di « funzionari ». veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». quando un gran fracasso di tamburi. che dimostravano l'antica nobiltà del re.

e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato. ma più giovani. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. era un mostro. essendo d'essenza divina. era una megera di qua-rant'anni. che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». a un cenno del padrone. colei che era chiamata la regina. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. di sangue reale. e del resto era impossibile che potesse bere di più. e rubati dalle tasche di Bat. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. e che se mangiava. pretendeva di avere un'origine celeste. due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. Altre mogli. in confronto a lui erano gente sobria. insomma. una gonnella d'erba. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. incurabili ubriaconi. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. la 209 loro funzione di mobili umani. I suoi ministri e i funzionari. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. solo per il fatto che occupava un trono.aveva regalato già da una ventina d'anni. se beveva era perché gli piaceva bere. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. collane dovunque era possibile metterne. ricamata di perle. era perché cosi gli piaceva. finalmente. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. Muanà. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. pronte ad assolvere. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. come le sue colleghe. Muani Lungga. la prima per data. poiché le disgraziate non sono altra cosa. la capigliatura disposta a piani. camminavano dietro di lei. meno riccamente vestite. come . Se il re vuole sedersi. che erano cugine o sorelle del re.

perché. a un altro ancora la mano. nemmeno uno era intero. ereditari o nominati per quattro anni. uomini e donne. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. governatori di distretti. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite. e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. e il tutto a capriccio del re. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi. specie di timpani formati da due ordini di . quanto all'uniforme propriamente detta. Del resto. coltelli affilati a lingua di serpe. rombare assordanti tamburi. spalmati all'estremità di droghe magiche. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie. Per la minima colpa. lance larghe e lunghe. barcollanti come il loro padrone. facevano stridere certe loro raganelle. II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. i suoi capitani e gli stregoni. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». scudi di legno di palma decorati da arabeschi. era adorno di frange. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». sono i medici del paese. mancava una parte qualunque del corpo.sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. un'amputazione qualsiasi. a quello un occhio. insomma. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. la mutilazione o la morte. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. indossavano un panciotto rosso. chiamati « mganngas ». poveretti. rappresentanti animali fantastici. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. Quanto ai soldati. Gli stregoni. e per tutta uniforme. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. I musicanti. avevano in capo berretti di pelle di zebra. a quell'altro il naso. a questo l'orecchio. Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi.

Coimbra. di pessimo umore. sventolavano bandiere e gagliardetti. In quella maniera passeggiò. gli dicevano « Marhaba ». i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. perché era. Insieme con Alvez. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. Entrambi discorrevano in lingua indigena. poi Alvez. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale. Gli arabi. non si sa il motivo. alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. che componeva il corteo reale. facendosi avanti. l'erba calmante. Al di sopra di questa folla. Muanì Lungga. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi.zucche di varie dimensioni. che significa benvenuto. Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. come lo 210 chiamano in paese. E aveva grande bisogno d'essere calmato. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. Gli bavildar. questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. si prosternarono. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. che . in cima alle picche. e inoltre. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. sorsero acclamazioni da ogni parte.

— Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro. il cannibalismo è ancora largamente praticato. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio. in certe province dell'Africa centrale. si porti « pombé ». — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga.. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite. infatti... — Si. esaurita da copiose libazioni.. era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che. — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. Inoltre. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. — Si mandi quel bianco dal re Massongo. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. idromele! — esclamò Alvez.. — rispose il re.. 211 Massongo. no!. — No!. — riprese Negoro. — Da bere! — replicava Muani Lungga. Sulle rive del . dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ». — rispondeva il monarca. — soggiungeva Alvez. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone. — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate. il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. — Ebbene.. — diceva il negriero. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez.. — Ho sete. nell'Alto Zaire. presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. il mio agente Harris.

— egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. ora propizia per far . né a Coimbra. meticcio di sangue negro. per quanto fosse crudele. cosi imperiosa in quei selvaggi. — Dove vorrai. ma comperano anche schiavi per divorarli. Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. la sete di sangue. una goccia di acqua di fuoco. Ma. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. Inoltre. negro come loro. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. senza dubbio. cui sarebbe successa immediatamente la notte. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. né finalmente a Negoro. sarebbe stata pure soddisfatta. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima.Lualaba. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue. Era venuta la sera. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. né ad Alvez. una sera senza crepuscolo. con la sete dell'alcool. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga. Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. facevano conto di berla cosi infiammata. era fuori di sé per la gioia. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. — È qui. quest'acqua. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. — Si. Alvez. Povero Dick Sand. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente.

si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. e forse. fece le cose per bene. e fu collocato in mezzo alla piazza. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. pronti a sorbire la loro parte di punch. e perciò le . e gli porse fra le mani una miccia accesa. José Antonio Alvez. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. gli havildar. ma assai purificato. allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez. Dick Sand. che poteva contenere almeno duecento pinte. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione. Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. fiammeggiante e scottante. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi. né le droghe.fiammeggiare l'alcool. Che fiammata. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. rinchiuso nella sua buia prigione. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. consigliato da Negoro. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. non risparmiando né la cannella. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. Tutti avevano circondato il re. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. Alvez generosamente lo trattenne. Gli altri schiavi. i soldati. Venne portato un largo bacino di rame. poi da un supplizio. venduti o no. e che effetto.

che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio. però non bruciava meno. Alvez. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. Di li a poco. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. si erano date alla fuga. Il re e il ministro. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. Quei negri. giacché. spaventate. ma bruciavano ancora. Il fuoco sviluppava poco calore. uno o due pezzi di colonna vertebrale. A tale spettacolo. alcune dita. avrebbe continuato ad ardere all'interno. è vero. . prese fuoco egli pure. se la diede a gambe. ma. prese il mestolone dalle mani del negriero. Continuando a quel modo. la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. sul luogo dove erano caduti. rimescolava il liquido. le donne. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. lo appressò alle labbra. quanto a Coimbra. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere. Muani Lungga avanzò. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. già ubriachi fin da prima. Alcuni momenti dopo.facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. prendendosi per mano. che erano caduti a terra. a gesticolare e. la danza dei negri si era subito fermata. non meno alcolizzato di lui. lo immerse nel bacino e poi. Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. munito di un enorme mestolone di metallo. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. cominciarono a gridare. ritirandolo pieno di punch in fiamme. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio.

ebbe una buona idea. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito.e i pollici dei piedi. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. e doveva infatti sembrare. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. inesplicabile. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. Per suo consiglio. si tenevano chiusi nelle loro capanne. e gli indigeni. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. Negoro. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. atterriti. i più vecchi. Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. se i viaggiatori dell'Africa centrale. anzi. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. tanto inclini alla superstizione. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. Addebitargli la morte di Muani Lungga. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. Questi funerali. il 214 . sarebbe stato per lui un pessimo affare. accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca. e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte. 29 maggio. gli indigeni. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava. però. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina.

Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera. all'ultima fase della cerimonia funebre. l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. Muanà. né a corte né fra la plebe indigena. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. Nessuno protestò. Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà.tenente Cameron fra gli altri. prima per ordine di tempo. ella faceva atto di autorità sovrana. Inoltre. si sbarazzava delle più giovani. con pochi doni e complimenti. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà. affluente del Coango. Si trattava di deviare quel ruscello. poiché. aveva avuto necessariamente a lagnarsi. Ella fece dunque annunziare. di cui lei. dopo la sepoltura. Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. avrebbero rotto la diga. e con ragione. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». nel tempo stesso. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto. per il fatto stesso che diventava regina. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale.

indebolito dai patimenti già sopportati. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. e armandosi di calma. qualunque cosa avesse potuto dire. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. come un termine a tanti mali. avete finito . Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo.morte della signora Weldon e del piccolo Jack. deciso a non onorarlo di una risposta. aspettando la morte. — aggiunse. — Potreste finalmente spiegarmi come. Tuttavia. Ma ora. Si recò dunque. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. — Ho creduto mio dovere. non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. volendo approdare al litorale americano. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. verso mezzogiorno. capitano. suppose di non avere nulla da temere. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. mio giovane capitano. potendo appena voltarsi. vile canaglia. strettamente legato. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. li. e Negoro. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. per quanto potesse essere crudele. Al tempo stesso. scorgendo Negoro. e risolvette di andarlo a visitare.

io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. — Confesserete. Negoro.per giungere all'Angola. mio giovane signore! E cosi dicendo. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. capitano. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. — Ah. tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. lo sfiorava cosi da vicino. troppo fortunati se non creperanno per . gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. — oggi io sono il capitano. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. in un porto amico. che si sarebbe creduto volesse divorarlo. — rispose freddamente Dick Sand. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. dove Alvez e io siamo onnipotenti. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. — rispose Dick Sand senza commuoversi. nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. — ma sappilo. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. grazie a lui. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. divenuto a un tratto feroce. siete arrivato.

Negoro. tu sei vile. aggrappandosi a lui nel suo furore. Sentendosi più libero. e che tutto sarebbe finito. Negoro. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. Allora si raddrizzò. disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo. battendo il piede per terra. e Dingo ti cerca. fuori di sé. Dingo ti saprà ritrovare. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. Negoro. aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. Io ti conosco a fondo. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto. il . perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. Invece di abbatterlo. — è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. Negoro. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro.

e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. Trascorsero le ore. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. avvenne che. a dispetto di tutte le probabilità. Dick Sand lo doveva credere. e a dire il vero. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. che durò . esposto a tanti pericoli. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. buio profondo in quel carcere. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani. Certo Dick Sand non sperava nulla. La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze. si spensero. era molto probabile che Hercule. Si fece buio. fosse perito egli pure.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. ahimè. scese la notte. in fervida luce. non ci teneva nemmeno più a vivere. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. Ah. sarebbe stata vera pazzia. dopo l'immenso fracasso della sera precedente. Si preparava dunque a morire.

ma se il cane aveva un biglietto. una zampa passò sotto la porta. Riusci a liberare dai legami un braccio. in caso di fuga. La notte doveva essere trascorsa per metà. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule. « Non è Hercule ». Un gemito. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie.. ancora saldo d'animo e di cuore.due ore. Aiutandosi con il braccio libero. e forse. già un po' sgonfiato. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia. Negoro ha mentito. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. dopo le quali si svegliò. avrebbero potuto essergli di grande aiuto. Dick Sand. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo.. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. accostando le labbra alla soglia. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. si doveva tentare. e in modo più distinto. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone. e senza dubbio non gli rimase che darsi . e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. » In quel momento. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. gli rispose. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. specie di latrato sordo e lamentoso. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto.

In tale mascherata. e Dick Sand. Echeggiarono alcuni spari. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone. Venuta la sera. sia vestito dei suoi più ricchi abiti. e con grande apparato. Grida. sul fondo e lungo le pareti. doveva assistervi. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. cominciarono a tappezzarla. aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza. si dovette procedere diversamente. indigena o no. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e. prima di essere collocato nella tomba. dopo un'attesa mortale. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. Le acque del ruscello erano state deviate. di donne vive. ma questa volta. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. Di solito queste infelici sono sepolte vive. Yhavildar si risvegliò a mezzo.si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. vi era qualche cosa di comicamente terribile. non potendo più pensare a evadere. vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato. Tutta la popolazione di Kazonndé. che raffigurava a sufficienza. . poiché era stato dato l'allarme. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali.alla fuga. ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. danze . vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. scelte fra le schiave di Muani Lungga. La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce. Muani Lungga. sotto pena di una mutilazione. Verso la fine della giornata. e forse con vantaggio.

Lo circondavano le mogli di secondo ordine. agitate dai portatori. incantesimi degli stregoni. sbucava da terra un palo tinto di rosso. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. Negoro. mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. vestite come per una festa. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. e vivi. i negrieri arabi.A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». non mancava nulla. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello. Dinanzi al fantoccio. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. erano state scelte dalla regina. coricato su un palanchino. Allora la fossa apparve distintamente. la notte era ormai calata del tutto. Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. spari dei vecchi fucili dell'arsenale. all'estremità della fossa. pomposamente vestita. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso. (N. Le mogli che dovevano morire. Era tappezzata di corpi neri. La regina Muanà.i.funebri. era portato nelle ultime file del corteo. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. quella che portava il titolo di seconda moglie. José Antonio Alvez. Ma le torce di resina. altre gementi di quando in quando. Il corpo del re. e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio. giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. fu messa carponi per servire da poltrona reale. come era solita fare quando il re era vivo. Coimbra. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. Una di quelle vittime. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. fragore di strumenti. e a quel palo si vedeva legato un bianco. che doveva egli pure far parte del numero delle .

la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. e non è più permesso ignorarlo. fu sgozzata dal boia di Kazonndé. Quel bianco era Dick Sand. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti. con . In quei tristi paesi. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re. sommerso fino alle ginocchia. La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà.vittime di quei sanguinosi funerali. Per mezz'ora. e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé. l'uomo è ancora a questo punto. e legato a quel palo aspettava la morte. e il suo sangue colò nella fossa. A un segnale della regina. Fu il principio di uno spaventoso macello. invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti. Con raffinata crudeltà. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. la quarta moglie.. poiché entrambi. si vide Dick Sand.. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti.

e la signora Weldon. Tom. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. erano stati trascinati da Harris e Negoro. con Jack e il cugino Bénédict. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. e la signora Weldon. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. mancando di ogni notizia dall'esterno. ignorava che ne fosse avvenuto.il cugino Bénédict. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza. non pensava nemmeno a lamentarsi. oltre l'accampamento sulla Coanza. la signora Weldon non aveva più avuto notizie. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé. Il cugino Bénédict. Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. Austin e Actéon. nella lingua del paese chiamato kitanda. Nan. camminava di buon passo. la signora Weldon. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. con il piccolo Jack. si trovavano. e ora stava bene. erano negri. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. fu fatta salire su un palanchino. Bat. in condizioni soddisfacenti. si trovavano invece a Kazonndé. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. mentre. dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. non potè sapere nulla. Dei suoi compagni. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. Dopo l'assalto al formicaio. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. quanto a Dick Sand. almeno fisicamente. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato.

poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata. — ripeteva a sé e alla signora Weldon. che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore.possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero. e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. La povera donna si trovava dunque a Kazonndé. non erano che semplici esapodi africani. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . le mosche tse-tsè e altri. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. lui.rivelarono qualche fatto nuovo. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. Addio. come credeva. la pili notevole delle . né dei funerali del re. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza. — Eh. le mandibole enormi. in potere di Negoro. alla mercé dei negrieri. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce. con le elitre unite e taglienti. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. dunque. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose. raccolto alcuni insetti africani. ah. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. il cugino Bénédict. sola. né della morte di Muani Lungga. Dopo il suo arrivo.

ora sparse per tutta l'Europa. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. delle antidie macchiate. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. di una semilibertà. della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. il cugino Bénédict. Ma. D'altronde. in compagnia di Negoro e Harris. un naturalista senza lente e senza occhiali. le cui zampe sono fornite di spine. quel chiuso non misurava . questo. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. nello stabilimento di Alvez. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga. Checché ne sia. delle ateuchus sacre. e le farò. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica. difficile da superare. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi. separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. per il cugino Bénédict. qui ci sono da fare splendide scoperte. si. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. quando trovava qualche insetto. l'abbiamo detto. dei golia di Guinea e di Gabon. e del resto. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. Oh. Possedeva ancora la scatola di latta. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. quantunque bene cintato. poteva andare e venire. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. un'alta palizzata. Perciò. ed era un grande dispiacere. l'entomologo aveva goduto.

le erano stati risparmiati i maltrattamenti. di Bat. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. al piccolo Jack pareva poi immenso. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. se non la fortuna. della vecchia Nan. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. temendo continuamente qualche disgrazia. la signora Weldon aveva notato che. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. Il bambino parlava spesso del babbo. egli scopri alcuni esapodi. che non rivedeva più da tanto tempo. Difatti. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. tutti gli altri. Alcuni alberi. e chiedeva di tornare da lui. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. la felicità del cugino Bénédict. sensibilissima. Voleva rivedere il suo Dick Sand. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . e fare. Si informava di tutti. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. se. alcuni ruscelli. di Actéon o di Dingo. non viveva che di questi ricordi. Alle sue domande. anzi. di Austin. che pareva esso pure averlo abbandonato. alte erbe. del suo amico Hercule. le stoppie dei baracconi e delle capanne. al quale dare il proprio nome. e mancò poco. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali. ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. durante il viaggio dalla Coanza. cespugli di piante tipiche dell'Africa.meno di un miglio di circonferenza. Al momento. e la sua giovane immaginazione. oggetto del suo commercio.

anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. In mezzo a tante ansietà. legumi. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. e. ma allora. nel recinto era rimasta poca gente. non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco. doveva essere in preda alla pili terribile disperazione. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. Il cibo. l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. carne di capra o di montone. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. cosicché James W. anzi. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. manioca. frutta del paese. né Jack. e non ricompariva. Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. e Halima. ora. e non vedeva mai Negoro. né il cugino Bénédict vi si trovavano. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. ma certamente sincero. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. le dimostrava. il cugino Bénédict un'altra. Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. una specie di affetto selvaggio. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim.stoffe e d'avorio. quegli steamers arrivavano regolarmente. Inoltre. né la signora Weldon. che abitava fuori. dove doveva spingere le sue . le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. Insomma. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. sorgo. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. era sufficiente. a suo modo e come poteva.

sulle isole del Pacifico. la signora Weldon era risoluta a farlo. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris. significava avventurarsi in quelle fitte foreste. suo figlio Bat. Negoro spinse la porta della capanna. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. Dick Sand è morto. fra mille pericoli.. passeggiava nel recinto dello stabilimento. e il piccolo Jack. Il 6 giugno. forse sul litorale americano. La signora Weldon era sola. assolutamente sola. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi. Il vecchio negro.. Ma. dove. voleva conoscere bene i disegni di Negoro. — gridò la signora Weldon. — disse la signora Weldon. no. mai! Cosi pensava la signora Weldon. anzitutto. senza avere avuto la . E finalmente li conobbe. non aveva più rimesso-piede. — riprese Negoro. — Nan morta! E Dick!. fuggire.. da quando era tornato. — Dio li abbia in custodia. Negoro 224 entrò nello stabilimento. Ma che poteva tentare. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon.ricerche? Evidentemente. asciugandosi una lacrima.. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera. — Si. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà. ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. — Nan è morta per via. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure. signora. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé. — Voi siete sola a Kazonndé. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero. sotto la sorveglianza della schiava Halima. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche.

— Mi avete udito? — riprese Negoro. non restituire. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. — rispose la signora Weldon con accento fermo.. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon. — Si chiama. guardando Negoro senza rispondere. 225 — Vendervi o rivendervi!. che non poteva credere a quanto udiva. ma far pagare sua moglie. La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. James W. Weldon. suo figlio e suo cugino per giunta! . poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese. al quale voglio. — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon. — Signora Weldon. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò. nello stabilimento di Alvez. avete un valore commerciale che intendo realizzare.... Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. — Voi siete schiava. Erano partiti per la regione dei Laghi. La signora Weldon abbassò un momento il capo. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera.consolazione di rivedere la signora Weldon. — Voi. — Lui in persona. signora Weldon. vostro marito. e da cui pochissimi ritornano. senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé.

— Non vi baderà.. — rispose Negoro con impudenza. — Precisamente. che gli dica la vostra condizione... James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio. sfuggito dalle mani di questi selvaggi. — Ma se voglio vendervi presto. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé. — Rifiutate? — esclamò Negoro.. — Mio marito non vi crederà. dietro la vostra asserzione soltanto... non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon. e non sarà cosi imprudente da venire. e mi dipinga come un servitore fedele. — Dove? — Qui. se li potrà dare.. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. quello. e anche dell'altro.La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello. nell'Africa centrale. la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon.. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon.. pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto. — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. — rispose freddamente la signora Weldon. — No. e quello era proprio un negozio. senza prove. — Soltanto. Per fare il viaggio. a Kazonndé. — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. a Kazonndé. — Rifiuto. Quando si tratta di un negozio. — Più presto che sia possibile. dopo avere ricevuto il . — Verrà. — rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. voglio anche vendervi caro. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio. mio marito. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari. non mi mancherà il denaro..

— Ah! state attenta! — gridò Negoro. una volta a Kazonndé. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon. ella lo sapeva bene. Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. — Signora Weldon. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro.. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo.riscatto fissato. Circa l'onestà del portoghese. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon. Il cuore le balzava forte nel petto. la voce le mancava. almeno momentaneamente. dimenticando perfino il figlio. come voi. ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli. non c'era nemmeno da pensarci. — Voi non siete sola qui. vostro figlio. Dietro una lettera di sua moglie. sua moglie. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa. Fra otto giorni.. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA. quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. e saprò ben io!. Ma. — No! — rispose ancora la signora Weldon. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. ma si trattava del suo interesse. il figliolo e il cugino Bénédict di poter .. oppure ve ne pentirete! Ciò detto. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta.. è in mio potere.

— Pensavo al tuo babbo.. forse!. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito.----rispose la signora Weldon.. In quel momento. la madre lo strinse a sé. Jack. si mamma! viene qui? — No. no. tesoro. Saresti contento di rivederlo? — Oh. — Hai qualche grande dispiacere.. no! Non deve venirci. Ella pensò anche che. — Allora gli scriverai tu. era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio. si. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo. — No.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori.. — No.. — Allora andremo noi da lui? — Si. sulla costa.. — rispose la signora Weldon... si. Jack entrò nella capanna e. per non dire impossibilità. mamma? — domandò il piccino. altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare. — Con il mio amico Dick. e il vecchio Tom? — Si. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà. la quale. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre... in un punto determinato. — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack.... con un moto istintivo. se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni. Cosi. — rispose la signora Weldon.. del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro. ed Hercule. senza saperlo. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò. mamma? — Si.. per non rispondergli in . abbassando il capo per nascondere le lacrime. Jack..

soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe. E un po' lo si faceva davvero. era un'invasione! Fra poco. dovevano essere ricevuti a fucilate. Stanley e altri. invece. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. Livingstone. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. raccontavano esagerando. di Ugigi. se si uccideva qualcuno di quei curiosi. gli orrori della tratta. è vero. con grande dispiacere dei negozianti. si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. che una vaga speranza. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. già molto svalutato. non solamente all'esterno. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. diceva Alvez. civili o religiosi. Non era. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro.altro modo. si aggiungeva un altro motivo. tutta l'Inghilterra e tutta . Bisogna dire. Grant. ma anche all'interno del continente. alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. lo copri di baci. ora. passavano. le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. ritornati ai loro paesi. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi. ma era qualche cosa. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. Là si erano successivamente recati Speke. alcuni altri. non senza valore. molto vaga ancora. Infatti. con le crociere. e 228 questi. con i loro missionari e i viaggiatori. ma.

poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi. aveva ragione di temere. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola. alcuni anni dopo. seguendo quell'itinerario. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. il . il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. ciò che dissero. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. Stanley a nord. villaggio della contea di Lanark. David Livingstone. perché. e senza che James W. infatti. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. e si sa che. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. ciò che la signora Weldon intese. e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. Nato il 13 marzo 1813. Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley. Cameron a sud. non cosi era di Cassanga e di Bihè. Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. fra poco. era questo: Molto probabilmente. ma ciò che sapevano. Ora. dove Alvez possedeva degli stabilmenti. dopo esservi entrato per Zanzibar. Se Kazonndé era stata risparmiata.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. che non poteva mancargli. vale a dire meno visitate. uscirne per l'Angola. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. Il negriero. di cosi grande interesse per lei.

di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest.secondo di sei figli. Oswell e Murray. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. Il 1° agosto del medesimo anno. partendo dal Capo. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. in modo da giungere a San Paolo di Loanda. nel paese dei Makololo. antichi coloni olandesi. e alla fine di giugno del 1851. sbarcava al Capo nel 1840. Il loro capo. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. Sebituané. che esplorò per la prima volta. Infatti. nel paese dei Bechuana. la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. Dal Capo. scopriva il lago N'gami e. un terzo doveva riuscire. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. il 3 giugno 1852. Questa volta si trattava. Quattro anni dopo. i tre figli e due amici. Il dottore parti con alcuni indigeni. Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. dove sposò la figlia di 229 Moffat. e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra. entrava a Litubaruba. lo Zambesi era scoperto. poi tornò a Kuruman. diventato a forza di studio teologo e medico. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. lo raggiungeva a Linyanti. fondava una missione nella vallata di Mabotsa. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. lo ritroviamo a Kolobeng. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. penetrò . e di li a due anni nel 1849. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. nel 1843. dopo terribili patimenti. il 31 dicembre. giungeva.

dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. tutto cospirò contro Livingstone. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione. là dove riceve il Makondo. Sei giorni dopo. Da questo punto. il dottore. Un mese dopo. Là. e va a gettarsi a nord nello Zaire. che gli fece buona accoglienza. Livingstone entrava a Cassanga. costeggiò la riva destra di quella Coanza. giungeva allo Zambesi. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. arrivava presso il re Katema. trattenuto da violente febbri. accompagnato da ventisette Makololo. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi.nel centro del paese dei Bamanguato e. dopo aver attraversato il Leeba. che . L'11 novembre 1853. 230 Il dottore tenne duro. arrivò a Linyanti. assalti delle tribù. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. Il 14 gennaio. Quivi pure fu ricevuto bene. entrava a Nanielè. e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita. ribellione dei suoi compagni. e il 26 dello stesso mese. Sekeletu. esigenze degli indigeni. e riparti con i suoi. il dottore. giunse alla foce del Leeba. discendeva il corso dello Chobè. che viene dall'est. si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. lo ricevette con grande onore. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. il più potente sovrano dei Balonda. visitava Katonga e Libonta. dove il giovane sovrano dei Makololo. minacce di morte. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. paese difficile. lasciò Linyanti e. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. il 20 febbraio. il 27 dicembre. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. il 23 maggio.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione . almeno. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé. lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni. egli risalf verso il nord. dove suo figlio. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo.in un giorno fissato. gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto. e Negoro. Il giorno dopo. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. era inte235 resse di Alvez . ammettendo che tutto andasse favorevolmente. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante. o i pericoli del ritorno. scortato da una ventina di negri. Jack e il cugino Bénédict. questo. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo. la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. Dopo la sua partenza. e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. all'arrivo della nave sarebbe scomparso. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. e d'altronde. Convenute cosi le cose. il cugino Bénédict e lei . Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo.che i prigionieri giungessero sani e salvi. La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza.

i cui fili . Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro. L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. estrarre dalle drupe del mpafu. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. specie d'oliva. Di più. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. prima di partire. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità. Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ». Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. specie di grosso miglio. mondare e vagliare il granturco. d'altronde. Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori.si trovavano in relativa sicurezza. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon. raccogliere il sorgo. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule. la filatura del cotone. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez.

alcune delle quali hanno una gobba. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. sia quella del granturco sia quella degli schiavi. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. in cuor loro. Di queste diverse occupazioni. il « pombé » e altri liquori. eccetera. la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». le cure degli animali domestici. capre. poiché. l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. montoni. sesamo.. crescono sopra alberi alti venti piedi. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. noti sotto il nome di tchilobè. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. mentre esse. fatto con banane. Qualche volta. caffè indigeno. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne. bovi. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. per la quale. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato. e finalmente. dei maiali. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo. farina che si estrae dalla manioca. gli uomini fumano il tabacco o la canapa. giovenche di piccola razza. potè scambiare . cipolle. cacciano l'elefante o il bufalo.. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. e che sono un importante oggetto di scambio. La sola Halima faceva eccezione. canne da zucchero. l'allevamento del pollame. arachidi con le quali si produce l'olio. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca. Mentre le donne lavorano.vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. la cui carne nel paese serve all'alimentazione. guaiabe. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne. il cui succo si trasforma in sciroppo. anzi. non sentivano alcuna commiserazione. dalle corna corte. fave. si fermava e le guardava. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. bisogna dirlo.

soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. grattandosi a sangue. simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. che deponeva le uova in cellule non sue.il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. un giorno. senza occhiali né lente . Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto. il cui canto era gradevole. nidi di marabù. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi. ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. costruiti con alcune bacchette. come fa il cuculo nel nido degli altri. che ebbe conseguenze inattese. con il petto e la gola scarlatta. in un enorme baobab. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. poi vedovelle. somiglianti a quelli dei tisserini. — egli rispondeva.era il 17 giugno . deve . . calao. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. invece. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. come poteva.di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. stava sempre benissimo ovunque fosse. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile. che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. drugo. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia. insettivori. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. purché non gli mancassero gli insetti. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. eppure c'erano li. e nidi di suimanga. e uno sfeco.una minuscola ape. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. Ma quest'avventura. cugina Weldon. e studiava.

non doveva essere un insetto qualunque. con suo grande rammarico. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. cominciava a impadronirsi di lui. sentiva ronzare un'infinità di insetti. cosa che gli spiaceva molto. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. e gli parve che quello fosse sconosciuto. non si poteva dubitarne. Si era dunque rifugiato. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. aveva però l'udito assai fine. passargli tanto vicino da permet- . D'un tratto. in quella siesta involontaria. e che l'insetto. La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali.essere raccontata con alcuni particolari. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie. Rizzatosi a sedere. però. egli intese un fremito. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. in fondo alla propria capanna e il sonno. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo. messo subito in allarme. soltanto dall'intensità del suo ronzio. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. e perfino il cugino Bénédict. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. sotto quei raggi del sole meridiano. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. perché. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. senza. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali.

anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. cominciò a scendere il versante frontale . andò a posarglisi sulla testa. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano. Mio Dio. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. « No. come sulla cima di qualche cespuglio incolto.tergli di riconoscerlo. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli. di specie. guardando di sbieco. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. in tutta la sua vita d'entomologo. L'insetto. lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. o almeno di varietà. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. genere. dopo aver girato a lungo intorno a lui. dal lato dell'occipite. aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. pensò « lo sbaglierei o. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. gli farei male. mai. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine. poteva riprendere il volo. alla punta del naso. no ». Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. ma si trattenne e fece bene. che era molto lungo. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. o anche sottovarietà nuova. era li. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. Tuttavia. Un esapodo africano. senza contare che. da un momento all'altro. l'insetto ronzante. Egli tratteneva il fiato e. peggio ancora. sulla sua testa. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. Infine.

Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. pensava il degno scienziato. valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. — Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? . sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. al posto del cugino Bénédict. al suo posto. una cosa semplicemente eroica. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. si è che ogni altro. come due lenti. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale.del cugino Bénédict. facendo convergere il loro raggio visivo. giunse sulla radice del naso. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. non bisognava gridarlo. dopo venti piccoli circuiti. ahimè! al povero cugino. perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. bisogna convenire. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. A quella distanza. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. — la manticora tubercolosa! Però. L'insetto. scenderei ». rimase fra le due ali frementi. o almeno per metterlo in fuga. i due occhi del cugino Bénédict. dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. e non fare 239 un gesto. era. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. Più vero ancora. e una volta giunto su quella radice. cosi ben disposto per portare occhiali. senza parlare per il timore di essere punti. però. o sceso al disotto? Scese. che non potè trattenere un grido. potevano.

egli era sempre li. evidentemente. Giunta li. 240 sotto il sole di mezzogiorno e.del resto era cosa fatta . « Afferrare la manticora. a meno di dieci pollici dai suoi occhi. eccolo dunque carponi con il naso al suolo. la chiuse violentemente. . Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere. e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso. . che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. Era meglio. Un momento dopo. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. Giunta presso la palizzata. la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere. è come arrischiare di schiacciarla ». troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. Perciò. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez. « No. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. dopo alcuni minuti. si disse il cugino Bénédict. campione rarissimo nelle collezioni. e non gettare un grido d'ammirazione. stese la mano. il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. strisciando come una biscia.Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. che cammina più che non voli. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. » Aveva torto? Checché ne sia. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente. come un cane che fiuti una traccia. — Maledizione! — gridò. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. ma non bisognava perderlo di vista.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. ciò non sarebbe stato nella sua natura. la manticora intese quel grido. un insetto della tribù dei Cicindelidi. per cosi dire. si trovava fuori della capanna.

che era situata alla estremità nord della città. il cugino Bénédict.Senza esitare. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte. D'altra parte. le ali si spiegarono. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano. la tana era larga almeno due piedi. Ma la manticora. e formava una specie di galleria. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui. il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento. con sua grande meraviglia. essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. le sue elitre si allargarono. guardò. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. quella parte dello stabilimento di Alvez. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. allorché frrrr!. Infatti. In mezzo minuto. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate. ma non se ne curò punto. cui era tornata la speranza di rivederla. il cugino Bénédict si rizzò. Ma. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno.. senza dubbio. confinava con una grande foresta. E. Ah. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. ahimè! fu proprio quel che avvenne. disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. per lui senza forma apprezzabile.. si precipitò subito con la . e il cugino Bénédict temette di perderla di vista. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto. L'insetto svolazzava sopra la sua testa. essa volò via. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo. si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta. perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava... della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello.

cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict. l'insetto gli sfuggiva beffandosene.faccia a terra. e di li a poco. affannato. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto. arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. procedeva a piccoli salti. Le sue braccia. ma anche più ironico. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. ma l'insetto ora non volava più. — Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame. e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. il ronzio più intenso. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. con le mani aperte. volò via. delle sue ali di coleottero. che sfiorò. Il cugino Bénédict.. Con se stesso.. come un nuotatore alla superficie dell'acqua. battendo l'aria . a seconda che la manticora saltava qui o là. si stendevano a destra e a sinistra. senza sapere nemmeno quel che si facesse. si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. lo sconcertato cugino. Dimenticava. Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. si fosse impadronito dell'insetto. si mise egli pure a saltare. tutto questo non sarebbe avvenuto.

quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. fu presa da una profonda inquietudine. la signora Weldon conosceva il cugino. mentre passava presso una siepe. Improvvisamente. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita. In verità. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone. quel giorno. Ora. il cugino si senti trasportare attraverso le piante. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. poi. intatta. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. con l'altra alla base della schiena e. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei. nella capanna. un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. ma tutto fu inutile. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. era inammissibile. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . in quella giornata del 17. e se sarebbe tornato. senza avere avuto il tempo di riaversi. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. avrebbe ricusato senza esitare un momento.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. come sarebbe tornato. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. Eppure. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. non se lo chiedeva neppure. D'altronde. la scatola era là.

Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea.sfuggivano. e s'immagini il suo furore. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni. fatte con la maggior cura. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava. . perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia. diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta.. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict. Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez. « Non valeva molto quell'imbecille ». La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via. la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati. nelle mani di James W. se lo riprendo!. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. Ma allora. » Ma. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah.. contro il riscatto. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. Ma allora. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero.

cominciarono le piogge persistenti. il cielo si era coperto. il cui sapere era tanto più meraviglioso. o che dicono la buona ventura agli indigeni. pieno di fango e di scorze. Ma ci perdettero il loro latino. che termina in aprile. Ora. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. coperti di messi già mature. che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. Infatti. I terreni bassi. benché il periodo della « masika ». fosse passato.È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. e gli abitanti della provincia. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. le cose andavano di male in peggio. si videro di li a poco ridotti all'inedia. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. Si trattava di una calamità pubblica. impiegare i loro più preziosi amuleti. furono interamente sommersi. allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ». non l'avevano mai messo alla . Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. e i migliori « mganngas ». si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. in quanto che. furono pregati di scongiurare il pericolo. fu come una calamità pubblica. agitare i doppi sonagli e le campanelline. Era uno stregone di prim'ordine. Intanto. Tutti i lavori della stagione erano compromessi. Verso il 19 giugno. Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. e più specialmente un corno. per gli indigeni. in provincia. poi. che si trovava allora nel nord dell'Angola. Si ricorse allora agli stregoni. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé.

cinque quando percorrono i villaggi. era un uomo superbo. non si parlava che dei suoi successi. coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». e che era pieno di conchiglie. negro della più bell'acqua. Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. Un particolare. la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo. più una grande quantità di palline dì fimo. gli stregoni si riuniscono in tre. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. di amuleti. quattro. era solo. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». subito riconosciuto dalla folla. 244 Il 25 giugno. e questi indizi di rasserenamento. ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni.prova. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. invece. D'altra parte. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. di cui una zucca formava il fondo. il vento indicava una tendenza a cambiare. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. di idoletti di legno ed altri feticci. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. . fatte con la creta. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». gli cattivavano tutte le simpatie. Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. Di solito. Una collana di crani d'uccello al collo. in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. poiché non c'era mai venuto. Quel « mgannga ». Il cielo era un po' meno piovoso. di mattina. è che quel « mgannga » era muto.

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

In tal caso.. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé.che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. . invece di giungere a San Paolo di Loanda. Hercule. Là. Ora. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. — Animale che sono! — esclamò Hercule. il soccorso non sarebbe loro mancato. — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque.. e che numerosi rematori . e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore.rimanere a Kazonndé. la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume. specie di isolotti galleggianti. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo.. no.. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule. era anzi possibile che si gettasse nello Zaire. — rispose Dick Sand. Ma Hercule. era pur sempre una complicazione. diretto a nord. — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès. Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. Il primo pensiero di Dick Sand.di cui Cameron parla sovente . deciso a discendere la corrente di quel fiume. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. girando di notte lungo l'argine. — Centomila legnate sul cranio. e d'altronde poco importava. poiché il caso lo aveva servito bene. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea. — No. questo corso d'acqua era li. utilizzando la corrente di un corso d'acqua. quella. Infatti. la larghezza i quattro. le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione. Si trattava dunque di precedere Negoro.

quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole. e l'erba. Ma.spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica. E le erbe erano disposte cosi abilmente. venivano di frequente a posarvisi. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. rocce. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo. aveva progettato di viaggiare solo di notte. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. appunto a causa della rapidità di quella corrente. gabbiani dal becco rosso. « arrhingas » dalle penne nere. qualora la pesca non fosse sufficiente. per scendere la corrente del fiume. Dapprima. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e. volendo passare senza essere veduto. cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. tronchi . e vedendo li alcuni grani da beccare. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. ma non senza pericolo. in mezzo a molti altri. Difatti. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. Per fortuna. il tragitto doveva essere lungo. che gli uccelli stessi s'ingannavano. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive. alcioni bigi e bianchi. Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. Però. Dick Sand. nascondeva ogni cosa. occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. e forse anche. Inoltre.

si era collocato a prua della piroga. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. se qualche ostacolo non li avesse fermati. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto. sopra un letto di foglie secche. non c'era alcun pericolo di collisione. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione. dunque. ma. quindi. Attraverso le lunghe erbe. e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . evidentemente. le braccia conserte. Ma non sbarcò. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze. aveva capito che non bisognava far rumore. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. la cui robusta mano teneva il timone. sembrava fossero deserte. a valle. il suo sguardo osservava il corso del fiume. e inoltre. Le rive.d'alberi. Quanto al piccolo Jack. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. Il cugino Bénédict. cosa molto frequente sui fiumi africani. Dick Sand. bassifondi del fiume. Nel mezzo dell'imbarcazione. era lì. pensando alla sua collezione perduta. taciturno. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora. siccome non era proibito muoversi. del resto. Dick Sand. con le gambe allungate. Durante i primi due giorni.

gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. Quelle scimmie. hanno fronte bassa. davano alle sponde un incomparabile splendore. Venti miglia più lontano. c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. ombrellifere. — Si deve romperla. balsamine. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi. il piccolo Jack. anche. formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali. gigli. Sugli argini. poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. Vivono in frotte di circa una decina. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. bauhinìa dal legno-ferro. — Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. la giornata del 27. abbaiano come cani in corsa. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. Asclepiadi. sono brutti campioni della razza scimmiesca. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa. felci arboree. Le loro alte cime. tenendosi per la coda.frequentate dagli indigeni. orecchie disposte in alto. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. Passando il ponte di liane. acacie a foglie rigide. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. in quella stessa giornata. non senza grande ammirazione. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. — Una diga. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. riunendosi all'altezza di cento piedi. muso color giallo-chiaro. aloe. Spesso. clematidi. signor Dick? . Alberi di copale. e gli indigeni le temono. arbusti odoriferi.

ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. non mi verrà contestato. Imbruniva già. quando Hercule. a colpi di scure. _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. il bravo negro sembrava un po' confuso. e maneggiò cosi abilmente la scure. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua. almeno. due ore dopo. e il povero uomo faceva pena. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. e non mi lascerà che con la vita! . E in fondo. quell'insetto.— Si. Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. il suo « alunno ». Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso. Cosa singolare. che. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. consegnandogliela. — All'opera. La chiamano tikatika. la diga aveva ceduto. Hercule. senza troppa imprudenza. dunque. dopo tutto. che teneva fra l'indice e il pollice. capitano. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. lasciare la barca. a foglie lucide. Hercule potè quindi. Neanche un insetto. il suo dolore era sincero. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate.

254 il paese spogliato di cosi begli alberi. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. poi. — Un insetto che non è né un coleottero. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. D'improvviso. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. la piroga correva sulle acque scure del fiume. sulla riva destra. . dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI. e non accadde alcun incidente.— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. In quel mentre. né un neurottero. il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. apparendo dietro le cime degli alberi. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. la luna. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite. Poi. Per un'estensione di molte miglia. né un imenottero. Erano parecchie centinaia di elefanti che. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi. amici! il cielo mi doveva questa gioia. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. l'imbarcazione andò alla deriva. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. attraverso i fili delle stoppie. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. poi un rumore sordo. dovessero prosciugare il fiume. si udì un lontano tramestio. che né la signora Weldon.

né da quelle della foresta né da quelle del fiume. Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva. quasi sempre nel pomeriggio. il percorso. non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. Difatti. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. « caama ».gli animali però vi abbondavano. nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. di cui si udivano gli urli.cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . anzi alla moda scimmiesca. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. la frutta.Se in quella regione mancavano gli indigeni. munito di lunghe corna ad anelli. essa. alci. e anche ai leoni. i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. il granturco. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte. che sono specie di antilopi graziosissime. Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. pure era considerevole. Ogni giorno. il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. e in quel paese privo d'ogni coltura. . picchiettato di punti brillanti. Quanto alla sua direzione. Era un animale lungo cinque piedi. che balzavano fra le alte erbe. che gli diede buona provvista di cacciagione. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. e la cui carne fu trovata eccellente. all'8 luglio. le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi. in complesso. Fino allora. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili. Erano zebre che giocavano sulle rive. Nella giornata del 4 luglio. dopo aver . bianco sul ventre. giallo-rosso di pelo. il sorgo. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare.

Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. armate di spine a guisa d'ami. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. che. il fiume forniva pure la sua parte di viveri. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. Era solo a terra. rossi e luminosi. delicatissimi al gusto. che senza dubbio veniva a reclamare la preda.puntato lungamente a nord. ma dapprima si limitò a guardarlo. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. che ricordano i « witebait » del Tamigi. a trenta passi da lui. il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. piegava ora verso nord-ovest. e gli aveva già inviato una palla. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile. e non era d'umore di abbandonarla. di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». Esitava fra le prede. Con il salto che aveva fatto. che. sulle tracce di un « caama ». 255 Era un grande leone. si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. senza battere ciglio. « usaka » neri assai pregiati. Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. disarmato. balzò un formidabile cacciatore. piccoli « dagala » amici delle acque correnti. detta « leone di Nyassa ». affumicati. quella che si moveva e quella che restava immobile. e non della specie senza criniera. Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. « monndè » a testa larga. ancora pieno di vita. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. una bestia formidabile. Quello misurava cinque piedi di altezza. procuravano alcuni di quei « sandjika ». Nella giornata del 9 luglio. Ad ogni modo. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. Dick Sand. Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. allorché. Dick Sand era perduto. E allora. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. Dick Sand diede prova di grande sangue freddo. Lunghe liane. addentando il caama palpitante. il leone lo portò .

ma. fra la cenere appena raffreddata.via come un cane porta una lepre e. Ma secondo le abitudini degli indigeni. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo. su certe depressioni del terreno. Nondimeno. . non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. Forse. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa. frustando gli arbusti con la formidabile coda. non si sarebbe ingannato. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. che sorgeva isolato in mezzo al recinto. raggiunti i compagni. Tre o quattro volte. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. scomparve sotto il bosco. Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. in quella regione attraversata dal fiume. non doveva esserlo stato sempre. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. poi si allontanò e. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio. in qualche radura. perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. come ha fatto David Livingstone. Più di una volta. Ora. forse. e quel fico sacro. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. se il paese era allora disabitato. Il bravo negro l'aveva promesso. Quei selvaggi. a quell'ora. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. come belve fuori della tana. Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. avanzi di qualche orribile pasto. trovò ossa umane mezzo calcinate. Tuttavia.

Due indigeni. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. gettando clamori di cui non si può avere idea. abbassando la voce. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. nella piroga. disseminato di rocce. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. il fiume. Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. che discorrevano ad alta voce. ma anche abbastanza per essere visti. poiché. Ci fu un momento terribile. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio. La sera del 10 luglio. la notte era chiara. a sinistra. fra le palafitte fossero state tese delle reti. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. Se per disgrazia. L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. invece. silenzio assoluto. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. mentre le tiravano su in gran fretta. Ora. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. come accade di frequente. e immobilità completa. fuorché un . Dick Sand. e perciò. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio. a prua. non era praticabile. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce.quando Dick metteva piede sulla riva. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio. Il villaggio era abitato.

257 In mezzo minuto. però. talvolta un sordo brontolio di Dingo. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. Non era . di sopra. la trascinava rapidamente. la piroga giunse tra le palafitte. Frattanto. né sul fiume né sulle rive. nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. le urla da bestie feroci dei cannibali. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. forse quei selvaggi non ne avevano. — il letto si è rifatto praticabile. la barca segui costantemente la riva sinistra. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. quando. come aveva temuto Dick Sand. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. Se venivano rialzate in tempo. con un ultimo sforzo. Dick Sand non lo poteva affatto. Durante i quattro giorni successivi.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa. che si era trasformata in una specie di rapida. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. e per maggior precauzione. spinti dalla corrente. dall'11 al 14 luglio. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. Tuttavia. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. dando un vigoroso colpo di remo. Non vide nulla di sospetto. Era più che probabile. la barca sarebbe passata. tanto più che la corrente. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione.. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. per una fortuna inaudita. e quando sorse il giorno. e infine. nessun indigeno si mostrò. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti. Uno degli indigeni gettò un grido. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza.. passando. la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata.

■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. ma il deserto stesso. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. La campagna. La pesca rendeva poco. molto a proposito. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. specialmente dal piccolo Jack. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari. dei ribaditori che ribadiscono. Egli stesso. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus. e il midollo. grazie al cugino Bénédict. quando Hercule gli ricordò. la caccia non dava più nulla. bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. Solo le euforbie vi crescevano a profusione. che doveva . era il concerto delle rane. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. antilopi. si fu serviti meglio.più soltanto un paese deserto. su entrambe le rive. Dick Sand non sapeva come fare. divenne difficile da risolvere. Alci. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. e ciò che turbava unicamente il silenzio. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca. Per fortuna. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. ma il giorno dopo. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. che ha un sapore zuccherato. fu apprezzato da tutti. perciò. Durante la notte. in quell'arido paese. Era una sostanza poco nutriente. non echeggiavano più i soliti ruggiti. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio.

posandosi e volando a volta a volta. Poi. Alcuni minuti dopo. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. \ Il miele fu bene accolto. — non tirate. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. che. è un indicatore. se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. che costituisce la sua parte di profitto. non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack. nella fodera del cappello. infilzatolo. nella giornata del 12.il che era verissimo . Messo l'insetto in posto sicuro. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict. e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che.immortalare il suo nome.. apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie. li invitava ad accompagnarlo. e ci procurerà miele in abbondanza. cioè. cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. Dick Sand stava per sparargli. effettivamente. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. frugando fra le alte erbe. allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate.e fu fatta man bassa su quella manna. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri. la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette. Ce n'era da caricare dieci . — rispose Dick Sand. in mezzo a un intenso ronzare d'api. e quel giorno. lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco. a miriadi. se. Dick. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. E non ebbero da andare lontano. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. . abbandonando all'indicatore la cera.

Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. Dick! — rispose la signora Weldon.ma insomma ne mangiò. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. gli assalti continui delle zanzare. eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio. avvenne un cambiamento di direzione. Dick Sand sperò che cosf fosse. poiché se quello era lo Zaire o Congo. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava.sospirando. Si. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce. Dal canto suo. il calore 259 eccessivo del giorno. 16. A questa parola. Dick Sand era dunque molto inquieto. la barca continuò ad andare alla deriva. non ancora il mare. prima di giungere al litorale. d'un tratto. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest. . e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. — Il mare! — gridò. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua. è vero. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità . ma la direzione generale era piuttosto verso nord. e aveva ragione di sperarlo.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. Nei giorni 15. sulle acque . era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare. 17 e 18 luglio. abbrustolite a fuoco lento. l'umido della notte. allorché la mattina del 14 luglio. — No. fra un paese meno arido. Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie.volte la barca e. Era tempo d'arrivare. e perciò. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. Nondimeno.

Ancora alcuni giorni. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. continuando ad ascoltare. Dick Sand rimase a prua. in grande ansia. Hercule tornò a poppa. A valle. non un soffio agitava gli strati atmosferici. quando. — No. scotendo il capo. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. ma vigiliamo con estrema attenzione. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. si fece udire verso ovest. si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. e ciò divenne anche troppo evidente. Dick Sand. — rispose Dick. — A riva! — gridò Dick Sand.argentee del fiume. un rumore lontano. ancora molto sordo. presto si cambiò come in un lontano muggito. — È il rumore del mare! — disse Hercule. durante la notte. nondimeno. Verso le tre del mattino. volle saperne la causa e. Ma il 18 luglio. La notte era calma. ma non erano vapori. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. Il rumore cresceva. i cui occhi brillarono di gioia. al disotto del fiume. a circa mezzo miglio. Dopo questa risposta. le . mentre la signora Weldon. — Aspettiamo il giorno. A valle. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli.

né Hercule sapevano che pensarne. come si è detto. Dingo gli sfuggi. Né la signora Weldon. Era. CON UN VIGOROSO colpo di remo. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. non si poteva nemmeno pensarvi. il suolo che veniva a mancare improvvisamente. e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. poiché la barca non poteva più seguirne il corso. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. né Dick Sand. Un mezzo miglio più avanti. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. ma irresistibile impetuosità. man mano che vi si avvicinava. abitato dai cannibali del Congo inferiore. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. In quel punto. V. che ormai avrebbero dovuto attraversare. essi toccavano terra fra una verde . del resto. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. Alcuni minuti dopo. — esclamò il piccolo Jack. — Si direbbe che pianga. molto folti. allacciando Dingo con le braccia. e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. Dick Sand. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). CAPITOLO XIX S.cui acque si precipitavano con superba. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera.

non avevano fatto dieci passi. « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. Dick Sand. già quasi cancellate. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. con il fucile carico. volarono via subito. Ciò fu notato chiaramente da tutti. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. Jack. seguiva una traccia. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. con piccoli salti. . — Signora Weldon. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. che ritrovarono Dingo. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. gettando un sibilo acuto.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. bianchi come neve. invitava a seguirlo. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. — E quest'uomo. il suo padrone! Ah. Nella foresta non c'era alcun sentiero. non ci lasciate! Attenzione. Un istante dopo. sulla quale si curvavano grandi alberi. e piccoli aironi. signor Bénédict. Dingo rialzava la testa e. Egli entrò nella capanna. con il muso a terra. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. che si potevano però distinguere ancora. Il cane. facendo udire continuamente dei latrati. e ognuno mise piede sulla riva. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. Là sorgeva una capanna in rovina. — Attenzione! — disse Dick Sand. doveva essere. con le assi sconnesse. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. Alcuni martin-pescatori. Hercule con la scure alla mano. Hercule! In quel momento. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. — Era.

con la data e con il movente dell'assassinio. che si trovava in un angolo della capanna.! — esclamò Dick Sand.. 3 dicembre 1871.. dava il nome dell'assassino. tornato alla costa. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata. Dingo aveva imparato a conoscerle. Dinanzi a quelle due lettere rosse. Compiuto il delitto. condotto a San Paolo di Loanda. V. VERNON ».. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon.. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso. Il viaggiatore francese.. a centoventi miglia dalla costa. Non terminò la frase. sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato.. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna. e ne sfuggi un pezzo di carta. era guidato da Negoro. derubato dalla mia guida Negoro. giunto in quel punto delle rive del Congo. Quel biglietto. Quelle parole dicevano tutto. Negoro prese senza dubbio la fuga. che.. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome. partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa. che decise di impadronirsene.. qui. Si sa come fosse riuscito ad evadere.. Dingo!.. Aiuto!. La scatola fu aperta. si era trovato il denaro rubato e.. e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi. era stato raccolto dal capitano del .. lo aveva chiuso in quella scatola dove. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile.. e là era stato mortalmente colpito. prima di morire.— S... derubato. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto.. Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez... Samuel Vernon. certamente. con un ultimo sforzo. e non doveva più dimenticarle! Poi. a recarsi nella Nuova Zelanda. e abbassandosi. — le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!. abbandonato... S.

Era dunque evidente che. quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. un uomo era alle prese con il robusto animale. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. dove aveva ritrovato Negoro. Il miserabile. orribili grida si fecero udire a breve distanza. si può dirlo. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. Ma non era senza ragione. gettando un urlo. nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. colpito. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. Era Negoro. di furore questa volta. si slanciò fuori della capanna. quel bandito. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. Il portoghese non dava più segno di vita. Nel frattempo. evidentemente. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon. lo videro precipitarsi sopra un uomo. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro. quando Dingo. e Dick Sand. e tutti lo compresero. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. Si. allorché Dingo. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. gli era balzato alla gola. che rotolò in terra. la signora Weldon. Quasi subito. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America. Jack. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. Bénédict. dalla giustizia divina. trascinandosi fino alla . colto sul fatto. seguendo le sue tracce. scoprendolo.

Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. e. è lo Zaire. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. non possiamo . — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra. sotto una longitudine. Grandiose cascate. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. — Passiamo sull'altra riva. dalla parte del fiume. poiché Negoro la seguiva. . Tuttavia. — Rimane dunque da decidere. e senza perdere un istante. lo avrebbero evidentemente cercato. fu messo nella stessa fossa del suo padrone. vale a dire per un miglio o due.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. Non rivedendolo. Fatto ormai certo. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo. — disse la signora Weldon. signora Weldon. quel fiume era il Congo. poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. pianto da tutti. e questo era un pericolo molto serio. e gli indigeni sono assai temibili. o la riva destra del fiume. — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. disgraziatamente. Entrambe. su questa riva mi pare che rischiamo di più. mi sembrano pericolose.capanna. Ma non importa. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. in quel luogo il fiume non era più praticabile. andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo. e Dingo. Negoro non era più. almeno fino a valle delle cateratte. sotto un'altra il Lualaba. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che.

l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. signora Weldon. giungevano fino al giovane allievo. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto. in quel punto. Dick? — No. Hercule! Dopo questa risposta. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. senza essere fortissima. signora Weldon. però. passerò quattrocento piedi più in su. — No. come se avesse qualche presentimento. — rispose Dick Sand.esitare! Prima. Dick Sand stava per partire. e alcuni spruzzi. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate. sollevati dal vento da ovest. la seguivano con lo sguardo. sciolta dall'ormeggio. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte . rannicchiati nelle macchie di papiro. — soggiunse la signora Weldon. Egli fremeva al pensiero che la piroga. — Si. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. — Forse sarebbe meglio non separarci. la piroga. Prese queste disposizioni. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. — Porta con te il fucile. lasciatemi andare solo. di attraversare il fiume con voi.. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo.. la corrente.. aspettando 11 suo ritorno. Il fiume. Dick. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. — È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. Questo era agire con prudenza. attraversarlo era facile. sarò di ritorno.. In breve. A quattrocento piedi a valle. non sbarcherò. avvezzo a maneggiare il remo. ma non abbiate alcun timore per me. La signora Weldon. Vegliate bene. La signora Weldon e Hercule. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate.

il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. avendo veduto ogni cosa. però. si sarebbe perduta in quelle cateratte. In quel momento. che non pensava a sé. Padrone di sé. che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. prima o poi. Erano i cannibali del villaggio lacustre. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. ritto a prua della barca. con il fucile spianato. erano risaliti sull'argine. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. Un quarto d'ora dopo.precedente. aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. non si muovevano. avevano scorto i fuggitivi. teneva sotto mira i cannibali. ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. vale a dire una preda per essi sicura. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata. uno di quegli indigeni si rialzò. i cannibali si accingevano a passare il fiume. La barca stava per essere spinta al largo. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva. non sapendo che decisione prendere. mentre la . Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. dinanzi al fucile puntato su di loro. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. abilmente maneggiato. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. echeggiarono delle urla. Dick Sand si vide perduto. Dick Sand.

Ora. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. spezzato da una palla. inginocchiati sull'argine. essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. Difatti. che fecero capovolgere. aveva preso il filo dell'acqua. ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo. In quel momento.. non più governata dal remo. che quella barca. del resto? Entro un'ora. I cannibali gettarono un urlo di terrore. volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra. — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita.. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate. Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. E non esitò a farlo. Fuggire? E a che cosa serviva. gli mandavano un ultimo addio. andò in schegge. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. gli fu mandata.piroga attraversava obliquamente il fiume. poteva essere la sua salvezza. si gettarono fuori della piroga. e il remo. Infatti. In breve. — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. né Hercule si mossero. — fuggite! Né la signora Weldon. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola.. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava. gli indigeni. Il piccolo Jack e sua madre. la piroga. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo.. nella quale avrebbe . cioè.

e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso. fino a Yellala. che la barca capovolta non aveva protetto. Buon nuotatore.. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia. il 20 luglio. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. lo avrebbe certamente soffocato. Dopo le cascate di Ntamo. essi. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo. tornò alla superficie del fiume. per la rapidità della caduta. che Hercule aveva condotti in gran fretta. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. in un ultimo istinto. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. giungeva alla riva sinistra. alla foce del Congo. Non erano mercanti di schiavi. con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. poi. L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga. anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. il fiume non è più che una serie di . In tali condizioni.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. e vi ritrovava la signora Weldon. però. e dopo essersi tuffata profondamente. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. la quale. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma.. senti l'irresistibile corrente trascinarlo. Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque. Un quarto d'ora dopo.

Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima . a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict.. sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni. Un telegramma. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo. dopo avere stretto la mano a James Weldon.. informò James W. e tutto ciò che meritava il bravo negro. sarebbe partito per la costa d'Africa. finalmente. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. Là. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. Il giorno stesso del suo arrivo. chi può dire a quali pericoli. Stanley ne ha contate sessantadue. Jack. il degno scienziato. più a valle. Là l'intrepido viaggiatore doveva. l'altro l'amico di casa. L'11 agosto. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. e una volta là. e nessuna imbarcazione vi può passare. uno dei desiderata della scienza entomologica. Dick Sand. quattro anni dopo. Il 25 agosto. Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama. mandato a San Francisco. la signora Weldon. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim.rapide e di cateratte. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!. la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana. Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro. nel suo studio tappezzato d'insetti.. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima.

il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni. e non sospettava nemmeno. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. era perché. che non se ne accorgeva affatto. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia. a diciotto anni. i suoi studi idrografici e. Perciò. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. che. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. — Sf! — ripeteva spesso. Nonostante la sua giovane età. con il suo lavoro. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand. . appena giunto a terra. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. la fermezza. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. Infatti.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano. distinguendosi. — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. per mancanza di sapere. Weldon. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. quello dell'uomo che. il coraggio. Tre anni dopo.. ma per fortuna guari. pur lavorando molto dal canto suo. egli era circondato dalla stima. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. munito di un diploma per merito spe268 ciale. quando Hercule lo aveva preso.. si potrebbe dire dal rispetto di tutti. aveva terminato. si è trovato al disotto del proprio compito.

il 15 novembre 1877. grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo.Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. « al capitano di quindici anni! ». del resto. stava per essere abolita. e un bel giorno. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. pensava continuamente al vecchio Tom. e finalmente vi riuscirono. Erano il vecchio Tom. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa. e neppure Dingo. quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione. che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò. attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. è inutile dirlo.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. Actéon e Austin. dopo essere scampate a tanti pericoli. ad Austin e ad Actéon. ma James W. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . cui tutti risposero acclamando. e il brindisi migliore. Quelle brave persone.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . a Bat. quel giorno. Bat. Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. Abbordaggio . James Weldon. furono li li per essere soffocate. dove la schiavitù. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa. Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon. dagli abbracci dei loro amici.

sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola.Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità.Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra. Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra. Alberatura . Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora. Aggottare . 3. di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela.Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica. Acconsentire . Alberare . e manovra per eseguirla. Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso. Abbrivare. tela o altro materiale adatto.Togliere l'acqua da un'imbarcazione. quando gli alberi sono più di uno. allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. Abitacolo (della bussola) . e che termina con una cuffia girevole di ottone.Tappare una via d'acqua con stoppa.Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso.Colonna fissata al ponte della nave. Affaticato . ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di . Sui velieri.L'iniziarsi del moto di una nave. Alberi attelati . era in uso nei combattimenti navali del passato.Vedi albero.Francesismo.Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente. 5. Alare .Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela. abbrivo . accostata . ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione. Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave. 2. Albero .L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. Accostare. Accelerare.Fusto di abete. hanno U seguente nome: 1.essa e iniziare il combattimento ad armi corte. Alberetti . Alambardata . Alberetto di maestra . Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre. È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave. 4.Vedi albero di maestra. così che non può piti riprendere la sua funzione. Abbordare . Accecare {una falla) .

Ammiraglio . imbarcazioni.). dove i fianchi si incurvano per formare la poppa.Il reato di marinai che. Ammutinamento . ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni. Allievo . TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie. TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA .ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE. velaccio e belvedere. Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre.ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO. Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa. Ancora . a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO . TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA .ASTA DI FIOCCO . Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi. serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. pennoni.Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul .Massimo grado della Marina militare. Altezza (di un astro) . 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto.ASTA DI CONTROFIOCCO.ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO. in un numero di quattro o più. gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. Ammainate . generalmente in cavo di acciaio.La parte della nave. Alloggio .ALBERO DI PARROCCHETTO . Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini. Allineamento .una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche. Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora.Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile. compreso fra l'astro e l'orizzonte. si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza. bandiere.L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale.Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano.ALBERO DI CONTROMEZZANA .Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele. passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro. Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi. ecc. Anca . a dritta o a sinistra.

).fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene. ad asse verticale od orizzontale. Avaria .Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana. Si chiama anche. ancora a riva: quando.) o verricello. Argano . se ad asse orizzontale.L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina.In alto sull'alberatura. Attelare . Ancorare . Aspa .L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco. Attraccare . Antenna .Vogare con la massima forza.L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera.Vedi orziero.Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento. Angolo orario .Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione.L'operazione di dar fondo all'ancora.Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione. campana (v.Mettere a posto ogni arnese marinaresco. molinello (v.Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento. è lungo quanto è profonda l'acqua. approntare una nave. Armare . A riva . Asta della bandiera . Arare . dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore. Non è perpendicolare all'albero ma inclinata. è composta da un cilindro. Attrezzare. Ancoraggio . Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori. tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo. che ruota a mano o a motore. tirata l'intera catena. Ardente .Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo. B . l'ancora emerge. Si dice anche arriva. Arrancare .

Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere.Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. essere o dare alla banda: essere sbandata.Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera. Beccheggiare. cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova.Vedi campana.) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria. maestra e mezzana. Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano. beccheggio . Basse vele . Batteria . Salire in batteria: salire sul ponte omonimo. La vela ad esso invergata prende lo . Barcaccia .). Battere i quarti .Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini.Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto.Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene.Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v.Nella struttura di una nave in legno. mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone.Posizione inclinata della nave.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame. Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore. Barra .Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa. Belvedere . Baleniera (nave) . è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure. Battagliola .L'imbarcazione più grande di bordo. una volta a vela e oggi a propulsione meccanica. Si dice anche trevi.Nave. Battura (della chiglia) . destinata alla caccia delle balene. Barometro . Barbetta .Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi. barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. Barcarizzo . Baleniera (lancia) .Baglio . Banda (Alla) . Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio.

tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v.Nome dato in marina alla carrucola. Biscaglina . b.bordeggiare (v.L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v. Bordeggiare .Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento.)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile. b.) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v.) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai. Bolina . Bracciare . {Stringere il vento (v.Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire. del centrò.stesso nome. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco. Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni.Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio. Prende nome dalla sua ubicazione. di prora. Biscotto . quest'ultimo detto anche gran boccaporto. viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta.Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag. Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina.Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli.). Bozzello . Bordata .) da un lato e tirarli dall'altro per . Biga . Boccaporto .Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento. Bolina (Di) . Bordare . b. legata al gratile di sopravvento di una vela quadra.). generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente. da ormeggio).Cima che. È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {.).Allentare i bracci (v. L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v. di poppa.Il fianco della nave. Si chiama anche galletta.È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento.Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v. Bitta . Bordo . Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa.)].Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi. Bompresso .

).Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta.). C Cala . Brulotto . Cappa . Alzare la bugna equivale a smurare (v. cioè nel senso della larghezza della nave. Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave. a volte smontabile.) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto. e bompresso con fiocchi. Braccio . Calare . Bratto (Remo a) .Parte girevole del-Vargano (v.L'angolo inferiore di una vela.Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti.) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma . Buttiverga .Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo.Veliero a due alberi.Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v.Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare.). Calafatare . Calare a picco: affondare.) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento. Campana (Colpi di) . Bugna .Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v.Letto pensile di tela dei marinai. Campana (dell'argano) . al quale si legano le scotte (v. Brigantino-goletta .)].Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo.Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana. Branda . Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo.Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive.Abbassare o mettere giù. Cambio del quarto . quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche. Candeliere . Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia. Vedi anche cuccetta. altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola.). Carabottino . Anche l'angolo di una tenda.) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare).far ruotare i pennoni (v.Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v.Voce antiquata per varea (v. serve a sostenere le tende. Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v.Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle. Campagna (di pesca) . serviva per provocare incendi e distruzioni.

albero di maestra (v. Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale.)] a poppa.Manovra corrente per caricare i pennoni volanti.)] e il casse-retto (v. 274 Caricascotte .Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata. al centro della nave (cassero centrale). Carena .Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave).Manovra corrente per caricare i pennoni (v. sopraelevato rispetto al cassero (v.L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v.) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e.La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa.Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v.) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v. Caviglia a dritta: spostare il timone a destra. Si dice anche opera viva (v.). sopraelevato alla coperta (v. Castello . che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v.È il ponte parziale.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa.Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v. Casseretto . Cavigliera . Cavo . Casotto di rotta . Cassero . Caricamezzi .). e. compresa tra l'albero centrale {.Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente. mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento. Prendono il nome dai rispettivi pennoni. manovra).).) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v. Caviglia della ruota del timone . al-lorza: ordine dato al timoniere (v.Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v. Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v. Caviglia .). alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio.). manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse.dell'acqua.). Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio.). sopraelevato alla coperta. Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio .

Gruppi di navi che procedono insieme.).).Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre. Controvelaccio . l'inclinazione opposta all'attuale. al quale è inferita la vela quadra più alta.). con l'effetto di far retrocedere il veliero.Il più alto pennone dell'albero di maestra. Posto di vedetta. con batterie coperte e scoperte. Controfiocco .). che partendo dal basso. Chiesuola . Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave. Quella pili bassa si chiama coffa (v.S la seconda vela.Tesare un cavo il più possibile. si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v. Collo .Antica nave da guerra a tre alberi. situata nella parte più bassa della carena (v.Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi.L'azione di dare ai pennoni (v.Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave. Coffa . Cazzare .L'orlo superiore della poppa. Coltellaccio .La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri. che porta lo stesso nome. Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera. Coperta o ponte di coperta .Vela àurica trapezoidale o triangolare. Coronamento di poppa .La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v. proteggendosi reciprocamente. nel senso orizzontale.marinaresco. Contento . Chiglia . Conserva (Navigare di) .Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. Contromezzana . un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore. Controranda .Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole.Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave. Crocetta . Commodoro . Corvetta .È la spina dorsale dello scafo. più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave. . Controbracciare .)].Giro completo di una cima attorno ad un oggetto. con la parte rotonda rivolta verso la propra.

Duro . vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v. Il verbo « legare » in Marina non è usato.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura . visibile da ogni lato.Ancorarsi.) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua. Fare il punto . Si dice anche occhio di cubia. Doppiare .) è smontabile.Partire (detto di nave a vela). mentre ia branda (v. Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio. Dritto . girare un capo o una punta della costa. Droma .Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde. cioè sinistra.Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora. Dare volta . dritto di poppa.Fanale a luce bianca sulla estrema prora.L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. Deriva {Alla. Disincagliare . Si dice anche montare.Lato destro della nave guardando verso prora.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave. scapolare. Fanale di via . Fasciame .Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare). Dritta .Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga.Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici.Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo.Oltrepassare.Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo.Apertura nella carena (v. Cuccetta . il lato sinistro. Fare vela . che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda. di vigilanza o bellici. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone.Lo spostamento laterale. « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco. Cubia . Lo stesso si dica per « babordo ». In deriva. D Dare fondo . dritto di prua. F Falla . Fanale di fonda . Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento.Il lettino fisso di bordo.Crociera {di navi da guerra) .)]. che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina. in) . fuori della rotta stabilita.

la catena dell'ancora) .). mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi. una cima. Fiocco . le scotte: manovra corrente per serrare le vele. nel caso di una manovra o per cattivo governo.Lo sbattere o palpitare delle vele quando. Ferzo .Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita. secondo fiocco. La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale. Vengono usati per proteggere le murate.) e che vanno al bompresso (v. i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 . Fonda . cioè piegarle e arrotolarle. F. ancorato.Striscia di tela che. unita con le altre. controfiocco. F.L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale. Forza del vento . Fileggiare o sfileggiare . A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna. Essere alla fonda: essere ormeggiato. gran fiocco. forma una vela o tenda. Formaggetta .della nave.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi. detta di Beaufort. arrotolate strettamente. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie.Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v.Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola. Filare {una sàgola. Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare.

Nave a vela' da guerra del passato. (Vedi guardia franca). (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta. una secca o scogli affioranti. Fresco . Per estensione con lo stesso termine si designano la secca.Marinai addestrati nel maneggio delle vele.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele .Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello.). g. anziché di quattro come negli altri turni.Piccola asta con due uncini in punta che serve per . Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione.L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo.Vedi controranda. Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20. Frangente . Gaffa .Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. Gabbia .La seconda vela. Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni. in navigazione. Freccia . di bompresso. Franco . a cominciare dal basso.Turno di guardia (v. della durata di due ore soltanto. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti. Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v. di tutta l'attrezzatura marinaresca. e in genere. dev'albero di maestra (v. Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g. Gaettone . di maestra.) Gabbieri .). il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde.).Libero dal servizio.

che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri. ricurve alle estremità superiori.) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi.).» 4 » 8 La parola « quarto ». Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v.. Gratile . diana. lunga.L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza. guardia del pomeriggio » 12 » 16 3. primo gaettone .Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta. Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. non è più usata nel gergo marinaresco italiano. Governare ..Dirigere una nave usando il timone. Gherlino .Guardia libera dal servizio.Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio.. per significare turno di guardia.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2.Strutture in ferro. con il bordo assai basso.Antica nave da guerra. Golfare . agganciare paranchi (v. ormeggio e rimorchio. nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi. fornita di remi. Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. .. secondo gaettone . prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) . Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari. In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1. 277 Gru o grue delle imbarcazioni . che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. .Vedi ralinga.Anello di ferro imperniato in coperta. Ghia . due alberi e vele latine.). dall'approdo.. con circa cinquecento uomini di equipaggio. ecc. ... ecc.). . Galea o galera . » 16 » 18 4. seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) . rimorchio <v.» 18 » 20 5. e guardia pari.accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo. ecc. Guardia franca . Griselle .» 20 » 24 6. » 0 » 4 7.Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso. Guardia .. Guadagnare al vento . fissate e sporgenti lungo il bordo...

Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo.Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. all'antenna. Guarnire un paranco.È la baleniera delle navi mercantili. Lunghezza . un caricabbasso.Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici. disporlo. i bozzelli ecc. Si dice anche scappavia. ecc.Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v. per mezzo di cordicelle [matafioni (v.Vedi inferitura. Impiombatura . .Guarnire . ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze.Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone. o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento. allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento. Inferire . con i matafioni (v. ecc. Linea di galleggiamento .Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto.Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli. Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela. Invergatura .).). con cinque od otto banchi di voga.Mettere il pennone nella sua posizione normale. Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v.Sistemare gli accessori degli alberi.Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ».Imbarcazione a remi con poppa quadrata. Imbroglio . Iole . ad una antenna. Imbrogliare .). Legnoli .)] delle estremità.Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela. pennoni. Intestatura .Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave. ecc. Incappellaggio . perpendicolare all'albero. Incrociare .)].Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle. Letto . per il loro uso immediato. vele. vuol dire prepararlo. Lancia . fissare una vela ad un pennone (v. Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v.) in modo da rimanervi impigliati. uno in prolungamento dell'altro.Allacciare.). Vedi barra. In navigazione sono tenute alzate dalle gru. quella voluta inizialmente. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v.el vento: nella direzione da cui proviene il vento.Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di. Nel letto d. Inferitura . Levare barra . Linee d'acqua .

Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone.)].278 M Maestra .Fenomeno.Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. o per fissare manovre.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi. bozzelli.Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele.): è la vela maggiore della nave. cavi d'ormeggio.)]. Anche albero maestro. ecc. stragli (v. Manovrare .) e di tutte le cime che si usano a bordo. marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. Maestra (Albero di) . corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza. golfari. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. correnti o volanti.Nome generico di tutti i cavi (v. imbrogli. dovuto al fenomeno di marea. cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {.sàrtie. e verso il largo quando il livello si abbassa. Le manovre si distinguono in: m. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea.La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente. fisse o dormienti. bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. Mare lungo . ecc. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea. marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. ossia con andatura che . (v. Alta marea: il livello del mare più elevato. paranchi. Maniglia .La vela pili bassa dell'albero di maestra (v.). Manovra .Il maggiore degli alberi di una nave. ecc. i pennoni [bracci. Marea . fissato mediante avviatura o copiglia. m. Mascone . Mangiavento . nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. del timone. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore.

destinato a legare vele o tende.). Dicesi anche caricamezzi (v. Molinello (per salpare) .). Murate . . Mettere tela . Si chiama anche sbovo. 279 Mura . quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave. Mollare (le vele) .Mare sulle mure per tesarle. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni.Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo. possa colpire la superficie della vela stessa. Mettere alla cappa .)]. virare di bordo (v.Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v.Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi.Vedi altezza. Mettere in ralinga . Mezzana (Albero dì) .Vedi doppiare. Mettere alla vela . Meridiana . Matafione .Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi.Manovra corrente per caricare i pennoni (v.Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate.Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili.Vedi nostromo.) orizzontale. di maestra (v. serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento. cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra.Unità di misura delle distanze in mare. Mezzi . Miglio (marino) .Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve.Vedi ralinga.).provoca minor disagio alla nave con mare grosso. Mastro .Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave.Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra. Montare a riva . Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza.55. Mastra .Salire sull'alberatura.). H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v. Cambiare le mure: cambiare.Argano (v. Morsa .Spiegare alcune vele. È lungo metri 1851.)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v. Mozzo . di trinchetto e v. Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. Montare .

Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile. Orientare il pennone . cioè perpendicolari alla chiglia.Lato della nave dal quale spira il vento. Orza .Si usa questa parola invece di miglio (v. di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile. legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti. O Occhio di cubia . Nostromo .Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v. nelle vicinanze della nave. stringendo quindi il vento al massimo. sopra la linea di galleggiamento (v. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla .Veliero con tre alberi a vele quadre. in relazione all'andatura della nave.Navigare con le boline. Opera morta .Ciascuno dei due fianchi della nave. Le posizioni fondamentali sono due: in croce.Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave.) per indicare la velocità di una nave. Navigare di bolina .) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v. N Nave (attrezzatura) . Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro.)]. Olio (per calmare le onde) . Nodo . l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile. capo dell'equipaggio. Opera viva . guarnite. Orientare le vele .) Orientare il timone (alla bolina) . L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy.Il sottufficiale più anziano di òordo.) del solcometro (v. si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre.Murata . Ormeggiare .).Disporre le vele in modo che.). (Vedi bracciare.Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora.Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente. Navigare in poppa: avere il vento favorevole.Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. Vedi cubia.Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi). Ormeggio .Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v.).

Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v. ossia ad avvicinarla alla direzione del vento. Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata.) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele. Pennone .Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento. 280 Panna .) e delle imbarcazioni.). Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi. Parasàrtie .Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele.Pezzo di costruzione che come una chiglia (v. Orziero . Paterazzo .Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre. tende a venire con la prua all'orza.Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). È il contrario di poggiare (v. Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al . alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente.Si dice di nave a vela che. a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. Serve per sollevare pesi e. un cavo che passa per ambedue. Paranco .) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v. senza azione del timone.Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi.Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi). Orzare .) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v. che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente. Prende il nome dalle vele che regge. è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento.) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. più in generale. Si dice anche ardente. Mettere m panna: la manovra relativa.L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v. Ossatura .L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave.L'insieme delle tavole dei ponti. Paramezzale . una fissa e l'altra mobile. Pagliolo .direzione del vento. P Pagliolato . e da.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela. Parrocchetto . Orza quanto leva.

senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia.Asta appoggiata ad un albero. Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento. « a sinistra ». Il ponte superiore scoperto si chiama coperta. Ponte . Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero.Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente. che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti.Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave. ecc. inclinata rispetto ad esso. Poppa .Vedi quartiere. Prendere il vento .Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora. .Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ». ecc. poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento.). « di poppa ». Presentare. Poggiare . Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa. « a dritta ».Si dice di un veliero quando.La base dell'albero. venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. ecc. Picco .Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave. sul tavolato.Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda. Portello .Vedi vele a collo.L'essere immerso. Poggiero . alla corrente. riferito all'opera viva di una nave. per far poggiare tutto. È il contrario di orzare. Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi .). Pozzo delle catene .Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo.pennone con i matafioni (v. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. la corrente. Ponte di comando . Prendere a collo . Prora o prua • Estremità anteriore della nave. Pescare . presentarsi al vento. Portare .Estremità posteriore della nave. Pie d'albero .

quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v.Grossa fiocina usata per la caccia alle balene. Si chiama anche gratile.Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola.Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa. Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco. Il suo lato anteriore è addossato all'albero. r. Ricavo dei paranchi . e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione.Vedi alberare. Rampone . Q Quadrante .Navigare lungo la costa alla minima distanza. Punto (nave) .all'albero di trinchetto (v. di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna. R.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v. dove (nelle navi di un tempo.Vela di taglio (v.Lo spazio centrale.).Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo. Si distinguono in: primo. terzo e quarto quadrante. Quartiere (di boccaporto) . Randa .Identificare la zona della costa in vista per mezzo . di caduta: quelle dei due lati verticali.Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali.Cima o bozzello per alzare i paranchi. secondo. e il lato inferiore ad un trave detto boma. Randeggiare . tra i vari ponti della nave.È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa. Quadro di poppa . Raffio .Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro. R Raddobbo . Quadratura . Quadrato . Rialberare .Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza.) dei ponti. Puntali . Riconoscere . sopra la linea di galleggiamento della poppa. a forma trapezoidale.) delle stive.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna. Vedi marea.) della specie chiamata « àurica ». Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga. Ralinga o relinga .

Il fissare in modo che risultino solidali con la nave. Salto (di vento) . Rispetto (Materiale di. partire.Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. degli oggetti a bordo. Rimorchiare .).Direzione della nave. Risacca .Cavetto di canapa usato per scandagli. il deposito delle munizioni.Cambiamento repentino della direzione del vento. più genericamente tutti i cordami di una nave.Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura. per mezzo di gómene o catene.Sulle navi da guerra.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua.Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato.L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare. Si dice anche ritegno.delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano. Rilevare . Vele di) .La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone. per mezzo di rizze (cavi). Rollare. rollio .Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. bandiere.Navigare contro vento o sui bordi. Ritenuta .Trascinare. Rimontare (il vento) . Sartiame . Sbandare . 282 Ruota del timone .) o del beccheggio (v.Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa. Rizzare . S Sàgola .Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata. Ridondare . Santabarbara . ecc.L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per . Sàrtia . Per estensione: lasciare l'ancoraggio. un galleggiante privo di mezzi di propulsione. Rizzatura .Sostituire una persona in un servizio di guardia. Rimorchio .L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato.Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v. Rinfrescare . Salpare . Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione. Rotta .

Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. cioè in croce. scarroccio .Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v. serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è .cattiva disposizione del carico. come diminuzione di velocità. Sbandata . suH'albe-ratura e sulle vele.Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa. fuori della rotta stabilita. Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza.). per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra.Strumento per misurare gli angoli. Scontro . Scandagliare .Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione. Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele.)].Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto.La parte più profonda della stiva (v. arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata). indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature. Scotta . Scarrocciare.Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. Serrare . Scopamare . palischermo.Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno.)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento).) o da altra causa.Vedi doppiare. Schifo .Togliere un pennone dalla sua posizione normale. Sentina . Scafo . Scapolare .Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v. Scandaglio .Lo spostamento laterale. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno. Scrociare .).Misurare la profondità delle acque. che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v. Sestante . È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v. Prende il nome dalla vela cui si riferisce. Scadere . perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta. Serretta .Strumento per misurare la profondità delle acque.Piccola imbarcazione.Chiudere.

Allentare quei cavi [mure (v.Pezzo dell'ossatura della nave.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa. svolgendosi.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea.Staccare i cavi o ritegni.Apparecchio per misurare la velocità della nave. Stanca .La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio.Venire con la nave rapidamente all'orza. . che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua. Staminale .Ordine dato alla guardia (v. Si dice anche smanigliare. Spiccare le ritenute . alla velocità mantenuta e allo scarroccio. e di una sàgola (v. Sfileggiare . battello fluviale a vapore. dove la curvatura è maggiore.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. Vedi marea.Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora. per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone. Straorzare . Sottovento .)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v. manovre. Stivare . Stima . il deposito dell'acqua potabile.Ognuno di quei cavi. che sostengono gli alberi verso prua. Solcometro .Lo spazio destinato a contenere il carico. che costituisce la parte delle coste. Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano. Smagliare .Determinazione del punto nave (v. Stipetto . Stiva .Piccolo armadio di bordo per vari usi. Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento. dà la velocità della nave. Sezioni a posto . paranchi e golfari. Sgottare .) fatta in base alla rotta seguita. Sinistra . battello fluviale a vapore.Vedi fileggiare. È composto di un galleggiante. Steamboat . Straglio .in vista della costa. durante il quale il livello del mare rimane costante.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua.Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive.) per eseguire le mansioni assegnate.) graduata con nodi che.Vedi aggottare. in genere metallici. Stiva dell'acqua: nei velieri. Sopravvento . Sizigie . Steamer .Lato opposto a quello da cui spira il vento. 283 Smurare . cavi d'ormeggio.Lato da cui spira il vento.Generalmente piroscafo: nel nostro caso.

T Tallonare .Insieme di tavole. Mettere il timone alla puggia. dato l'orientamento delle stesse.) di una nave. Sud-ovest .Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro.Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento. quel vento di forte intensità che.Superficie mobile a forma di pala.Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia.Il marinaio addetto al governo del timone. naviga completamente privo di vele.Straorzata . Tambuccio . 284 Trasbordare . Orientare il timone alla bolina: governare il timone. la sua ampiezza e la velocità della corrente.) o con altre parti della chiglia.). Tesare . sistemata a poppa (v. navigando con le boline guarnite. Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v.Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana. stringendo quindi al massimo il vento. a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta. Terzarolo . Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque.Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra. Serve a produrre i moti angolari necessari per governare. Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta.Si dice traversia di una costa.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti.Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare.L'atto dello straorzare. in una qualsiasi località. . l'ora dell'alta e bassa marea. Tela (A secco di) . Timoniere .Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento.La parte estrema del dritto di poppa di una nave. ecc. agita violentemente le acque. Tonneggiare .Si dice di veliero che. all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento. Tavole di marea . Stringere 3 vento .Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v. Timone . Tavolato . di una rada. Tallone . Traversia .

ha la responsabilità di un servizio tecnico. Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto. V Varea . Prolungata a dritta e a sinistra. ecc.Vedi basse vele. vele latine e vele àuriche. l'inclinazione opposta.L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v. Vascello . Trinchetto (Vela di) .La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. vele di straglio. su una nave. Ridurre al minimo le vele.Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda.L'estremità dei pennoni. Imbrogliare le vele: . Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare. Vela . Trinchetto (Albero di) . questa direzione serve per indicare la direzione del vento.) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne.Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari. secondo) .Forte legatura fatta con molte passate di cavo. L'altra metà è costituita dalla gola. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave. sistemati in più ordini di ponti. Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele.Persona che. nel senso orizzontale. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio. costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte. Trevi . Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. Armato con 90-120 cannoni. Le. U Ufficiale (primo. del mare. di grande stazza.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta.L'albero più vicino alla prua (v.). Trozza . della corrente.Nave da guerra a vela. dei secoli XVII-XIX. prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni. Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. Aveva tre alberi. Tuga . Tre alberi . Trinca .Traverso . Le vele di taglio si suddividono in: focchi.La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto.

Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti. Vento . Si può virare in prora oppure virare in poppa. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento. prende il nome dell'albero che la sostiene.). Vele a collo .Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci). indicato nella rosa dei venti. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento. La prima maniera è la più normale.raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento. Virare (di bordo) . il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole.L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio. essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira.Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera.) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele.Spostamento della massa d'aria. Velatura .L'insieme delle vele di una nave.Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.Vela quadra. velaccino e belvedere. piuttosto forte. riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. Velacci . I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano. sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. situazione che fa indietreggiare la nave. il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave. Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. Vento fresco: costante. il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. Velaccio . inferita ai pennoni. Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Si dice anche letto del vento. con l'effetto di far retrocedere il veliero. vento teso: vento con intensità costante. Vele di caccia .La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre. mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- . Velaccino . Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v.

.... 61 X I quattro giorni successivi....... perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità........ 74 XII All'orizzonte.... Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato... 23 IV I superstiti del Waldeck... 89 XIV Che cosa conviene fare.. 18 III II rottame..... 42 VII Preparativi.......... Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua... 82 XIII Terra! Terra!.sibile fare altrimenti........... ecc.... 11 II Dick Sand. Volta (Levare) ...... Zavorra ................... scostando la prua dal vento.... 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim. 106 ... 33 VI Una balena in vista.. 49 VIII La )ubarte.......... 66 XI Tempesta.. Yacht ... e accostare poi......) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente.. mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato...... V..... ghiaia. 29 V S........ poggiando....... Virare in poppa: virare...Legare un cavo o fissare una catena..Materiali vari (sabbia. orzando sino a stringere il vento dall'altro lato... mentre si stringe il vento da un lato... 97 XV Harris..... Volta (Dare) .................Slegare un cavo o liberare una catena....... compiuto il giro..Imbarcazione da diporto a vela o a motore.. 54 IX Capitano Sand... 8064 286 INDICE Presentazione.

..... .. 181 VIII Alcune note di Dick Sand.... 145 III In marcia.... 287 195 ................ 167 VI La campana da palombaro.......... IX Kazonndé.. 131 PARTE SECONDA I La tratta............. ........ 122 XVIII La terribile parola.. 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio. 153 IV Le cattive strade dell'Angola............. 139 II Harris e Negoro.......... 114 XVII Cento miglia in dieci giorni... 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza ...... 187 ..XVI In cammino.......

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