EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
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TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

gigantesco mammifero. o quasi. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. verso le terre della Nuova Zelanda. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. All'inizio di gennaio. ed egli dovette pensare a separarsene. non era contento. L'equipaggio. la cui scoperta. ma. sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. era in gioco. tendeva a sparire. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte. se fosse stato necessario. perseguitati all'eccesso. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. Il suo amor proprio. e non la perdonava a . si facevano rari. contestata dall'americano Wilkes. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio.un profitto maggiore. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. porto di Auckland. i cui assalti sono piuttosto pericolosi. molto eccitato. situato in fondo al golfo di Curaki. però. Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. che per la prima volta rincasa a mani vuote. L'equipaggio di rinforzo . il francese Dumont d'Urville. Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. insomma. faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata.2 La stagione. i cetacei. che furono avvistate il 15 gennaio. di fanoni greggi e tagliati. non era stata fortunata per il Pilgrim. come si suol dire. Giunse a Waitemata. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. e. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. nel suo prossimo viaggio. Non si era mai fatta una pesca peggiore.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ». La balena franca. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. ossia verso la metà dell'estate australe.

Ed erano passati tre mesi. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. ritardi e trasbordi. Proprio in quel . aveva dovuto partire. (N. 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca. e doveva poi ricondurli a San Francisco. e un parente della signora.d. penosissimi per la signora Weldon. lasciando ad Auckland la moglie. il piccolo Jack si era gravemente ammalato. sempre scomodi per una donna e un fanciullo.3 passando da Papeiti. arrivata a Panama. quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim.T. tre lunghi mesi di separazione. Poi.) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). a quel tempo. il figlio e il cugino Bénédict. Weldon. Nel frattempo il figlio era guarito. scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania. (N. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire. quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio.T. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano. moglie dell'armatore del Pilgrim. tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere. che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama. richiamato da affari urgenti. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ». che si chiamava il cugino Bénédict. di cinque anni. Ve li aveva condotti James W. Ora. il suo figlioletto Jack. per tornare a San Francisco.d. e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California. Ma. Per cui. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. ed ella desiderava partire. e suo padre.

e abituata ai viaggi di lungo corso. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio. Ma. a bordo della nave baleniera. e che in lui James W. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. (N. Aveva allora trent'anni.) 4 1 lega marina = 5. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. sulla cinquantina. il cugino Bénédict e Nan. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane. Il cugino Bénédict. s'intende. . Si presentava l'occasione. era di costituzione forte. La signora Weldon ne approfittò. Weldon riponeva ogni fiducia. una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. Questo cugino era un brav'uomo. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli. Desiderava che. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile.d. nel Cile.560 km. una volta eseguite queste. e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina.d.T. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. durante la traversata. Ma. buona camminatrice.T.) 13 Il Pilgrim era una nave solida. doveva accompagnarla. (N. Bisognava approfittarne. D'altronde. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto. la signora Weldon era una donna coraggiosa. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. e il mare non le faceva paura.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio.

e a morire vecchissimi. La signora Weldon lo considerava come un figlio. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. no! tutt'altro. dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale. si adattava a tutto. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. lo assorbiva interamente. il cranio enorme. il cugino Bénédict. Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. però. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. Questo era il cugino Bénédict. oh. senza frutti e quasi senza foglie. del resto. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti). sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. era benvoluto per la sua stessa debolezza. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque. Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia. la mineralogia e la geologia. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. più stretto che magro. Non che desse noia. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. né uno scioperato né un disutilaccio. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe. una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. Dire « la storia naturale » è dir molto. insensibile al freddo come al caldo. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita. geologo. Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . con una selva di capelli. unica sua passione. creature inoffensive e buone. mineralogista. ma che avesse un buon cuore. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. con il volto ossuto. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. come centenari che morissero a balia. anche al di fuori della famiglia.nonostante l'età. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. la botanica. Più lungo che alto. Di facile contentatura.

scientificamente parlando. il cugino Bénédict. i generi. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. aracnidi. Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa. un millepiedi da una scolopendra. che cos'era il cugino Bénédict? . nel teatro. Ma allora. mammiferi. Ora.T. siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. le varietà che le distinguono? No. uccelli. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari. un gamberetto da una raganella. pesci. osservato le diverse classi.d. echinodermi. capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi. ma bisogna precisare. Si. cirropodi.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati. le famiglie. spongiari. le tribù. anellidi. Erano dunque i molluschi. rettili. entozoi. il cugino Bénédict? Nemmeno. le specie. polipi.d. Allora. (N. aveva forse. uno di quei profondi conoscitori. molluschi. miriapodi.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo. Dunque. dai cefalopodi ai briozoi.T. acalefi. l'ingenuo ma studioso scienziato. grande naturalista francese. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. un ragno domestico da un falso scorpione. Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti. nella caricatura. articolati e radiati? Di queste quattro divisioni. crostacei.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. scandagliandone gli ordini. {N. un foralegno da una ghiandaiola.

nei coleotteri. per i neurotteri. d'insetti trafitti. perfino le ore del sonno. vespe. i lepidotteri. Non viene applicata. la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. pulci. i ripitteri. i neurotteri. per esempio. nient'altro. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca. i coleotteri. A questa scienza egli dedicava tutte le ore. ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto. per i lepidotteri.. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. tipi: formicaleoni. tipi: maggiolini. nel suo significato etimologico. Dunque. non era che un semplice entomologo.7 Ora. tipi: farfalle ecc. libellule. grilli ecc. pidocchi. i ditteri. non mancano dunque soggetti di studio. forma tre segmenti distinti. essendo irto. tipi: api.. per gli emitteri. lucciole ecc.. tipi: cavallette. 15 in taluni di questi ordini. era incalcolabile. il suo prezioso copricapo. siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe. gli imenotteri. entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati. Generalmente parlando. poiché sognava continuamente « esapodi ». in fondo al cappello e sul panciotto. dunque. si sono riconosciute trentamila specie. Cosi. tipi: cicale. che possiedono tre paia di zampe. formiche. per i coleotteri. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». gli emitteri.Un semplice entomologo. i parassiti e i tisanuri. è vero. tutte senza eccezione. non era più che una scatola di storia naturale. Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica. Ma. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo. . 7 Per gli ortotteri. fuori e dentro. per gli imenotteri. che allo studio propriamente detto degli insetti. composto di anelli che si congiungono. e sessantamila nei ditteri. A questo si risponderà senza dubbio che. in particolar modo.

tutto sarà stato detto su questo originale. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. specie di coleotteri carnivori. per i ditteri. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta. il 22 gennaio. I domestici indigeni. pagando un forte . che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. tipi: lepismi.d. ha il suo posto in quello degli aracnidi. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia. poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim.E ora. e. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. tipi: stilopi. zanzare. tipi: acari ecc. per i tisanuri. conducendo con sé soltanto il figlio Jack. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. Dunque. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari.A. il « katipo » dei Maori. Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. fra gli altri. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata. Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento. Per fortuna. per i parassiti. per i ripitteri. Là. mosche. tipi: pappataci. poduri ecc. la vecchia negra. Quindi lo aveva sdegnato. (N.. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. e. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. furono licenziati. In questa collezione figuravano. per conseguenza. e Nan. il cugino Bénédict.) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso.

ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. signor Hull. che teneva per mano. non esiterebbe. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. signor Hull? — domandò la signora Weldon. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. . benché abbia fatto una misera campagna di pesca. a guardar bene. — Beninteso. aveva fatto assicurare il suo carico. il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. — Se mio marito fosse qui. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. — le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. per mettere al coperto la mia responsabilità. signora Weldon. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. non penso affatto a recedere dal mio proposito. — no. mise la prua sulla costa americana. dopo tutto. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. E. — Perché questa osservazione. che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim. e il Pilgrim. — disse il capitano Hull. signor Hull. Al momento di salpare. vennero messe le vele al vento. — Poiché non si tratta che di comodità. — rispose la signora Weldon. e. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. signora Weldon. signora Weldon. Ho detto questo. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza.premio.

il 2 febbraio. moglie del loro armatore. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. situata a poppa. però. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. Gli uomini del Pilgrim. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. come si sa. Tutti americani dell'Ovest. al quale erano . in quell'angusta cabina. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. si conoscevano da un pezzo. il brigantino-goletta. La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile. e. Quanto al comandante del Pilgrim. cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. Inoltre. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. Cosi. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. La signora Weldon si era dunque insediata là. Ma.Tre giorni dopo la partenza. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello. poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. buoni e robusti marinai. . Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. a parte i ritardi. la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. se a bordo ve ne fosse stato uno. con il figlio e con la vecchia Nan. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. contrariato da forti venti da est. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. Là prendeva i suoi pasti.

Magro. Negoro. a dire il vero. ma faceva il suo lavoro con abilità. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. essendo in pochi. non parlava mai del suo passato. doveva essere robusto. e da quando si era imbarcato. cosi intima. Questa volta. Se. Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. Anzi pareva essere estraneo alle cose . dove avesse vissuto. avevano navigato fino allora con ingente profitto. Si chiamava Negoro. non dovevano risparmiare fatiche. non faceva parola della sua famiglia. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. nervoso. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. Negoro poteva avere quarant'anni. che si teneva in disparte. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf. pochissimo comunicativo. Bisogna anche dire che. cosi ristretta. non si poteva indovinarlo. Era un uomo taciturno. D'altronde. largamente interessati nella rendita del carico della nave. Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. non gli 18 andavano del tutto a genio.profondamente affezionati. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. Il suo viso. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. allora senza impiego. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. non sarebbe spettato loro quasi nulla. Assumendolo. un po' scuro di carnagione. Di dove venisse. di statura media. molto bruno di pelo. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. si era offerto di prendere il suo posto. e specialmente lo sguardo.

Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . 1 Sand in inglese significa sabbia. lo si vedeva poco. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. Ciononostante. il rullio e il beccheggio della nave. (N.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . di notte. Era bruno. due o tre ore dopo la sua nascita. si coricava subito e dormiva.doveva essere originario dello Stato di New York. Insomma. poi. alla foce dell'Hudson. ma quella di uno che « sa osare ». che disturbano la gente che non ha mai navigato.A. che passa in mare la maggior parte della sua esistenza.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. cioè su quella punta di Sandy-Hook.1 che forma l'entrata del porto di New York. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente. che aveva quindici anni. non quella di un audace.d. Lo sventurato. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone. Quanto al nome di Sand. spento il fornello. davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. Questo giovane allievo. Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina. non lo incomodavano minimamente. anche dopo il completo sviluppo. e senza dubbio della sua capitale. però. non avrebbe oltrepassato la statura media. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità. La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. Dick Sand — cosi si chiamava . era figlio di ignoti.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. Si prevedeva che Dick Sand. ma era di robusta costituzione. abbandonato fin dalla nascita. Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio. gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo.

aveva allevato l'orfanello. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. Di buon'ora. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud. la passione del mare. e come si deve impararlo.. Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona. in America.2 ma vengono citate erroneamente. In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo.. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. dove c'è sempre. che Dick aveva fin dalla nascita. Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili. egli era già uomo. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. Non sprecava gesti o parole. vivace e serio a un tempo. L'audace può essere irriflessivo. La carità pubblica. Dick Sand era audens. che in generale sorride la fortuna. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. . aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. e partono sempre con il piede giusto.. attirava l'attenzione. non agli audaci. A otto anni. A quindici anni sapeva già prendere una decisione.3 È a chi sa osare. cioè dalla più giovane età. sicuramente. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. molto svelto. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. Nel tempo stesso. Il suo aspetto. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York. l'abbiamo detto. aspettando di meglio. Dick aveva imparato a leggere. colui che sa. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. un posto per i piccoli abbandonati. Poi.. a quattro anni. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui.

nelle condizioni più favorevoli. per alcuni anni.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico. D'altra parte. a questa parte teorica della propria istruzione. si trovava. La signora Weldon. Dick Sand partiva sopra una nave di James W.T. — precetto della Bibbia. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. (N.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . ed egli considerava Jack come un fratello minore.d. suo protettore. È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. la forza di compierle. 2 La fortuna aiuta gli audaci. di cui completò l'educazione a San Francisco. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. perché avrà un giorno. comandata dal capitano Hull. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima.T. dunque. Questi provò un vivo interesse per l'orfano. suo benefattore. è superfluo. gli aveva fatto da madre.d. il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura. Weldon. alla quale doveva tutto.di buon'ora. Weldon.) ' La fortuna aiuta coloro che osano. Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. facendolo educare nella religione cattolica. Poi. religione professata dalla sua famiglia. Ma . che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. con la volontà. Durante il suo corso di studi. (N. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo. che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte.

quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. chiedeva sempre di lui. Cosi dunque andavano le cose. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. il giovane allievo non avrebbe esitato. Dick e Jack erano quasi sempre insieme. In quelle lunghe ore di ozio. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. poteva sembrargli divertente. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole. nel suo mestiere. Insomma. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. il quale. il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . pronto a sorreggerlo e a trattenerlo. frequenti durante una traversata. avere soltanto quindici anni. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino. Temeva di trovare. senza parlare della corrente equatoriale. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse.terreno generoso. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. se fosse stato necessario. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia. quando il mare è quieto. Tuttavia. e. Sotto l'impulso del suo sangue. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. nei pressi del tropico del Capricorno. in seguito. un giorno. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. La traversata procedeva in queste condizioni.

alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto. non erano cosi frequenti come oggigiorno. Jack? — domandò Dick Sand. per la signora Weldon soprattutto. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. Era dunque inquieto. qualche transatlantico diretto verso l'America. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. quando si verificò un primo incidente. . per i ritardi di cui. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico. se avesse incontrato. — Che cosa ho veduto là? — disse. mentre il cielo era del tutto sereno. — Ma sf. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. A prua. Cosi. su cui erano issate randa e controranda. benché sbandasse parecchio a dritta. egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. non potesse capovolgersi. ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. quando il bambino lo interruppe. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. che si rizzò in piedi sui buttafuori.l'ovest. per incrociare uno steamer diretto a Panama. Disgraziatamente. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. Di là. indicando un punto del mare. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. precisamente il 2 febbraio. non era responsabile. — Vedete qualche cosa. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. A poppa. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. sulla rotta. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio. verso le nove del mattino. nondimeno. là! — rispose il piccolo Jack. Dick Sand e Jack.

. e di tutto l'equipaggio. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina. Nan.. poggia di una quarta. Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. — O non sarà piuttosto qualche animale marino. — Lo sapremo. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio. infatti. La signora Weldon. come il solito.. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim. — Si. — rispose il capitano Hull.. Bolton. — rispose Dick. perfino l'indifferente cugino Bénédict. uscendo dalla sua cabina. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto. come ha detto il capitano. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo. — Uno scafo rovesciato. a dritta. e il capitano Hull. — ma quel rottame non è una zattera. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand. e subito. si diresse a prua.. tutto l'equipaggio balzò in piedi. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. con voce forte.. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. gridò: — Rottame a sopravvento. in modo da accostarci al rottame. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame. . — Non lo credo. è uno scafo rovesciato sul fianco. — Secondo te. signora Weldon. Indi. — confermò il capitano. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato. gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte.

Era proprio una nave. — Vedremo. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. e i marinai lo osservavano attentamente. — rispose il cugino Bénédict. del resto. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim. — osservò il capitano Hull. e in tal caso. È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame. venne deviata con un leggero colpo di timone. che. — rispose il timoniere. . passa a una lunghezza di cavo. se il carico non fosse stato avariato. — rispose il cugino Bénédict. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. Si presentava sul fianco di dritta. Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. — Ma. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. il terzo del valore appartiene ai salvatori. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. — Governa. Bolton. Dell'alberatura. Un quarto d'ora dopo. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. ch'era stata rivolta verso il rottame. — giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. cugino Bénédict. poiché non si muove affatto! — Eh.— Si. cugina Weldon. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. 23 — È vero. Bolton. bensf di una nave. Orza un poco. Sommersa fino all'impavesata. orza! La rotta del Pilgrim. esso potrebbe farne a noi. signore.

— rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai. si sia rifugiato sulle sue lance. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. signora Weldon. e dalle bigotte alcune catene rotte. Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. Bolton. signora Weldon. dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati. — Non c'è dubbio. ahimè. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata. e. signora Weldon. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand.. — Se vi è stato abbordaggio. orza! — gridò il capitano Hull. qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave. c'è da temere che non vi siano riusciti. si!. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale. Orza un poco.. ciò che. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. indicando con la mano la via da seguire. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. — rispose il capitano Hull. a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. — Tuttavia. penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma. signor Hull! — Si. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. . a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania.non si vedeva più nulla. — disse la signora Weldon. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. Ma ce ne assicureremo. — Bisogna sperarlo. dopo la collisione.

.. Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato. mamma! — Resta qui. e lui ci vorrà tanto bene. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a . mettete in panna. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile. forse imprigionato. e subito il capitano Hull. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. — Forza. e sia calato in mare il canotto. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand. abbaiando più disperatamente che mai. signor Hull. — Ci fosse anche solo un cane. Ma non si poteva vederlo. ma ogni volta tornava a cadere sul ponte. Là c'era certamente un cane vivo. Ognuno tese l'orecchio. Il canotto fu messo in mare. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio. Io gli darò da mangiare!.Ma in quel momento. giungeva fino a loro un latrato lontano. Il cane continuava ad abbaiare. — Ascoltate! ascoltate! — disse. un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. — Ebbene. Infatti... gli diano la mia minestra! — esclamò Jack. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero. bimbo mio.. — Credo che quel povero animale debba morire di fame. — rispose la signora Weldon sorridendo. dall'interno dello scafo. bravo cane. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!. sf. — disse la signora Weldon... lo salveremo... Quasi subito. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono.. — Si!. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile. si sforzava di aggrapparsi all'impavesata. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa.

Ma. una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. — Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull.coloro che gli andavano incontro. Frattanto. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. al momento. senza manifestare alcuna sorpresa. il suo nome lo confermava. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. per accostarsi alla parte immersa del ponte. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. Checché ne fosse. uscendo dalla cucina. 25 Ancora pochi colpi di remo. il che spiegava perché il brigantino non . Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck. mentre il canotto girava la poppa della nave. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. dopo aver guardato il cane. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera. successero latrati furiosi. E. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. il canotto aveva girato la poppa della nave. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. A prua del Waldeck. Del resto. Negoro. a un tratto. Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. avanzava verso il castello di prua.

il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. e la bestia si precipitò avidamente. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. no. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra. i quali. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. che era mezzo sommersa. rispondendo alla chiamata dell'allievo. erano certo caduti. e abbaiava ora verso l'interno. fin dove lo sguardo poteva spingersi. al momento dell'urto. 26 Tuttavia. trascinando con loro sartie. che era aperto. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato. A bordo non ci devono più essere che cadaveri. e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. l'animale. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra. ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. non c'era nessuno. s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale.fosse ancora colato a picco. e a questo scopo si allontanò di . Il cane. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. — No certo! — rispose il capitano Hull. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. paterazzi e manovre. •— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. — No. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. Sul ponte. Con un'onda lunga un po' forte. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. Lo raccolsero. che aveva lasciato l'impavesata. ora verso l'esterno.

giacevano sul pavimento. che penetrava a fiotti dall'osteriggio. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. del resto. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. non senza fatica. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del .alcune braccia. 27 Dick Sand. mentre il capitano Hull e Dick Sand. mezzo piena d'acqua. Lo seguirono. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. andando dall'uno all'altro. non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra. Ma il cane. Da quel lato. I due marinai. non conteneva alcuna mercanzia. credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora. si issavano. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. ch'era rimasto sul ponte. — Risaliamo. . e cercò di trascinarli verso il cassero. rimasti a guardia del canotto. nel quadrato. — A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull.cinque cadaveri senza dubbio . dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri. cinque corpi. dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. — rispose l'allievo. perché addentò Dick Sand per la giacca. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva. Entrambi ricomparvero sul ponte. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. Il cane corse verso di loro. Fu compreso. La stiva del Waldeck. Là. Alla luce del giorno. il suo latrato. — Nessuno. il suo modo di fare. — disse il capitano Hull all'allievo. continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano.

riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. Non fu fatica da poco. Alcune gocce di cordiale. Ma. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. due minuti più tardi. che non erano altro che dei corpi inerti. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. vedendo quegli infelici. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. volgendosi: — Negoro! — chiamò. con un colpo di mazza di cui si era armato. . signora Weldon! Li salveremo! Si. che alcuni marinai riuscirono a trattenere. ma. i cinque negri erano coricati nel canotto. Negoro usci dalla cucina. — Aspettate che possano parlare. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. A quel nome. Prima di tutto. facciamo bere loro un po' d'acqua. li salveremo! — esclamò Dick Sand. issati a uno a uno. con il pelo irto e le mascelle spalancate. — Sono vivi. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. — È strano! — mormorò Dick Sand. Il cuoco non compariva. e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata. — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco. — Negoro! — ripetè il capitano Hull. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola. Appena si mostrò sul ponte. il cuoco respinse l'animale. il cane balzò in piedi come per slanciarsi. Poi. però. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum.cassero. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. potevano forse richiamarli in vita. e i negri. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. Venne calata una ghia dal pennone di maestra. Il cane li aveva accompagnati.

Nonostante le crociere inglesi e francesi. diciamolo pure.. La signora Weldon. Benché. cariche di schiavi. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. bastò per richiamarli in vita. egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. non è tornata indietro per . Il più vecchio di quei negri. ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose. — E quella nave. — Dieci giorni or sono. Il capitano Hull non lo ignorava.. Ad ogni modo. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. — rispose il vecchio negro. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri. dopo l'urto. e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte. diverse navi. del mondo civile. della quale dovevano essere privi da molti giorni. signore.28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. aiutata da Nan e da Dick Sand. la nostra nave è stata investita in una notte buia. e. . Intanto. è bene sperarlo. insieme con un po' di nutrimento. se cosi era.poteva avere sessantanni . di solito. — Si. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull. che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. e questo. Dormivamo. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. — Può darsi! anzi.fu presto in grado di parlare.

Questo fatto. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. invece.raccogliervi? — No. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. Poi. purtroppo non erano rari. — Dunque voi non siete schiavi? — No. è già cosa riprovevole. sulla pubblica via. (N. cittadini della libera America. che si eresse in tutta la sua altezza. non avete certo compromesso la vostra libertà. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. è una infamia! Tuttavia. per quanto mostruosi. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. la cura di riparare la disgrazia da loro causata. è vero che certi capitani. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. passando a bordo del brigantino americano Pilgrim.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. Il più vecchio. cosi. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. . è incredibile. senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri. e poi portato negli Stati Uniti.d. — È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. — Amici. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. sul mare. — rispose il vecchio negro. Infatti.T. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità. hanno spesso preso la fuga. — Da Melbourne. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873. Purtroppo. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione. Quanto ai suoi compagni. può sembrare incredibile.

L'alberatura della nave era caduta.molto più giovani di lui. a milleduecento miglia da terra. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. che fu terribile. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. La sua età. fortunatamente. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. erano nati liberi. I negri dormivano. guadagnando molto e. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro. sopra uno scafo semicapovolto. erano tutti scomparsi. dopo la guerra antischiavista. si erano precipitati sul ponte. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. dopo l'urto. Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. nell'Australia meridionale. era fuggita per non tornare. si erano arruolati presso un inglese. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. Come ebbero modo di informare il capitano Hull. . avevano voluto tornare in America. Pochi secondi dopo l'urto. pagando la traversata come passeggeri ordinari. venuto a scadere il loro contratto. Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. e liberamente vi tornavano. Là avevano passato tre anni. . a poco a poco. sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. la quale. e diciassette giorni dopo. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. e il Waldeck si era piegato sul fianco. non era colato a picco.linguaggio che d'altronde è scomparso. in una notte molto buia. il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà.

poiché le botticelle dell'acqua dolce. vigorosi. erano state sfondate dall'urto.2 figlio del vecchio Tom. lo scafo andava lentamente alla deriva. e avevano crudelmente sofferto. invasa interamente dall'acqua. avevano perduto i sensi. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro. Austin. torturati dalla sete. perché il Waldeck. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. Benché avessero terribilmente sofferto. si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. cui la vista di Negoro sembrava fare una . partito da Melbourne. Se avesse avuto il dono della parola. c'era un altro essere vivente. senza nemmeno poterlo lasciare. ed era tempo che il Pilgrim giungesse. salvato sul rottame. spinto dalle correnti. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. Tom e i suoi compagni.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione. Era il cane. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. d'altronde. Fin dal giorno prima. non avendo potuto penetrare nella cambusa. aveva già dato la propria impronta. Actéon e Hercule. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. cui un'educazione liberale. mentre. che si trovavano sul ponte. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. dopo l'urto. attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. tutti e quattro di forte costituzione. Ma. Tom e i suoi compagni. Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta.

Quell'animale. sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. ma li fuggiva. Quando si alzava sulle zampe posteriori.sgradevole impressione. (N. Di pelame folto. V. dove vagava. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. pareva piuttosto triste.A) 31 Dingo. e perciò. che. animale magnifico e robusto. rimasto poco socievole. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile. gettando la testa all'indietro. con qualche sfumatura biancastra sul muso.d. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. Il vecchio Tom. Forse sulla costa africana. poteva diventare terribile. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. 2 Bat. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul . Dingo.. sotto l'influenza della collera. mezzo morto di fame. a bordo del Waldeck. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone. Dingo. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro. Due anni prima. — era il nome del cane . più alto dei cani dei Pirenei. nei pressi della foce del Congo. S. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male. se non era socievole. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda. queste due lettere. vagante. diminutivo di Bartholomée. non era cattivo. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere. Dingo li evitava. incise sul suo collare. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia. Però Dingo. eguagliava la statura di un uomo.

essi dove32 vano loro molto. 2 febbraio. Sarebbero stati trascinati. crudelmente la sete. Ciononostante. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. ormai cadaveri.Waldeck. se l'arrivo insperato del Pilgrim. La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. non disperavano di potere. Quel giorno stesso. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. verso sera. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta. e soffrendo. Il capitano Hull si occupò. e. nutrendosi non si sa come. il rottame fu perduto di vista. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione . anch'esso. in fondo all'oceano. non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere.e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. Là. Per completare l'opera buona. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. pagare quel debito di riconoscenza. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. CAPITOLO V S. quantunque fossero poveri negri. Il Pilgrim. Weldon. era quanto si stava per fare. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. s'era tenuto in disparte. dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. Quelle brave persone. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza. prima di tutto. Certamente. di sistemare a . non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. V. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. un giorno o l'altro. . rassicurate sul futuro.

L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack. alto sei piedi. — rispondeva Hercule. e con un bel tempo. abituate ai lavori pesanti. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. E fu Dingo. D'altronde. quelle brave persone. 33 — Allora. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. Austin. e ciò lo divertiva assai. ( . La vita di bordo. non c'era più niente da fare. Actéon ed Hercule. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. — diceva Jack. — Spingimi molto in alto. una volta regolata la velatura. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. caldo e sano. — Ecco. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. signor Jack. era troppo piccolo per ospitarli. si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua.bordo. con quei venti costanti. Tom e i suoi compagni. distratta un momento dalla sua monotonia. ma egli non tardò a farsene un terzo. riprese dunque il suo corso. Bat. Con tutto questo. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. non potevano essere difficili. disposto sul ponte a mo' di casotto. come se fosse un bambolotto di sughero. Jack si vedeva grande grande. erano strilli di gioia che non finivano più. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. Ma. quando si trattava di virare di bordo. nel modo più conveniente. Tom. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. avrebbero volentieri voluto rendersi utili.

Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone.Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. è inutile dirlo. per Dingo. vedeva sempre tale intimità con la ) . supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini. non gli faceva alcun male. e ciò. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. più grande soddisfazione. l'allievo lo passava con il piccino. Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. che lasciava fare volentieri. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. La signora Weldon. Jack galoppava dunque senza sella . e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. senza dubbio. sul cane. Tuttavia. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. il piccolo Jack. e con questo istinto. invece. lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo. Quel che sa . Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. anche se ha le rotelle alle zampe. il 6 febbraio. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. suo amico d'antica data. non aveva trascurato Dick Sand. al quale quel gioco piaceva. — Quel ragazzo. Un giorno. Jack. fu tutt'altra cosa. la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile. A bordo del Tilgrim. del resto. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. In breve.

almeno nella marina mercantile. signora Weldon. per conseguenza. i buoni ufficiali non mancano . — Bisogna aggiungere. signora Weldon. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. apprezzato da tutti. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. da quando lo conosciamo. molto superiore alla sua età. 34 — E il signor Weldon ha ragione. — Al termine di questo viaggio. un ragazzo di cui ci si può fidare. i — Si. ed è sulla buona strada. è un bravo ragazzo. capitano Hull. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere. — Senza dubbio. — Si.già è stupefacente. e che. signora Weldon. — Eppure. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo. non ha mai meritato un rimprovero. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. Chi non è stato mozzo. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. — Guardatelo ora. — eccolo al timone. — rispose il capitano Hull. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. signora Weldon. la strada del dovere. — riprese il capitano Hull. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo.

i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. certamente. frugando sotto le gabbie dei polli.. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict. — Che cosa cercate sotto quel banco. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. e tanto poco di questo mondo. — disse — tuttavia... — No. signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di.. — La signora Weldon esagera.. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. facendo passare la mano fra le commessure del ponte. — Ma nella stiva del Pilgrim. — Eh. bisogna che vi rassegniate... signor Bénédict? — chiese il capitano Hull. sempre assorto. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte. signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict. poco interessanti. del resto. — Insetti. come un'anima in pena.. — rispose il capitano Hull. — osservò la signora Weldon.. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere. cugino Bénédict. — ma secondo me. sto bene. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte. — Ah. . signor Bénédict. per non parlare di Nelson e di alcuni altri. — Insetti? In fede mia. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. — Ho avuto un bel cercare!. poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata. dove il catrame s'era scrostato. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e.nella marina da guerra. — Si. — Ehi. cugina Weldon.. quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra. ma non vedo l'ora di essere a terra.

— disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla. — rispose il cugino Bénédict. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano. — Come! Non siete entomologo. cugino Bénédict. cugina Weldon. nella Nuova Caledonia. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull. — rispose gravemente il cugino Bénédict. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict. che abitano. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No.. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict. cugina Weldon. — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict. — Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack. — Ma .— Poco interessanti. — corresse il capitano.... — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano. signore? — Mai a mie spese. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. — Bella regalità!.. — Si„. — Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale. In quel momento.. — Suvvia. Dingo.. — Che infestano. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si. che giocava con Jack.. ergendosi quant'era alto. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. non dico di no!.

è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 .non è vero che Dingo. quantunque di razza neozelandese.

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— E un giorno. e quest'altro.— Verissimo. — rispose seccamente il cugino Bénédict. signor Bénédict. avevo pensato. permettendosi di darle del tu: « Va'.... avevo sperato. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso.. — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict. dicendogli. che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me ». vi soffiò sopra e lo lasciò andare. — Capisci.. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne. i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce.. le disse.. — proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie.. — Si. spero! ■— esclamò il capitano Hull. — Signore. — non ho potuto trovare neppure un insetto. « Il mondo è . fosse anche una zanzara. qualche pulce penetrante o irritante... Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo. — Ah! — fece il capitano Hull. — disse la signora Weldon. eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi. — Ebbene.. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck... molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. dando la libertà a una mosca che lo importunava. signore! — Ebbene. — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico. è lo zio Tobia.2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon. povera diavola ». — E che forse.. — Che avreste subito messo a morte senza misericordia.

abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia. ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. dure e forti come una tenaglia. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. carnivori.T. scarabei notturni. finito per disertare le lezioni. anzi. seppellitori. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli. (N. tanto la brezza era debole. calandre. maggiolini. carabi. Tom. Bat e Austin avevano.d. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari. Per conseguenza.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). (N. quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. guardando il cugino Bénédict. Cosi.T. con queste e altre conversazioni. e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule. — rispose gravemente il capitano Hull. silfidi. alate-ridi. che valeva la pena di rischiare qualche cosa. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. Actéon. cannonieri. Il mare era sempre calmo. E tutti si misero a ridere. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro. — Ed è morto? — Lo credo bene. dunque. coccinelle.) 37 Bénédict. — Brav'uomo. In mancanza di meglio. che non ne capivano nulla. cacciatori. poiché non è mai esistito. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo. cervi volanti.i. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente . cicindele. lo scienziato si era rivolto ai negri. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica.

38 — I cubi erano allineati sul ponte. che non con le lezioni teoriche. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. necessariamente più ardue. da alcuni istanti. a . d'improvviso. Ora. dopo che le lettere fossero state mescolate. che. Poi. I suoi occhi divennero immobili. in tutto una cinquantina. e gli insegnava a leggere e a scrivere. alcune erano maiuscole. la signora Weldon prendeva quei cubi. lo prese in bocca. forse. oltre le parole. ora l'altro. che diamine! Ora. Jack. e lo andò a deporre sul ponte. si precipitò su uno di essi. Quanto al far di conto. chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. Di quelle diverse lettere. Jack imparava a leggere. Talvolta. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio. alzò la zampa destra. Era la mattina del 9 febbraio. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. con la mano sugli occhi. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. componeva una parola. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. si fermò.inoperoso. accoccolato sul ponte. Inoltre. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. non su un abbecedario. per comporre la sua parola: un affare serio. è necessario riferirlo con qualche particolare. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. Dingo girava intorno al bambino. e agitò la coda convulsamente. altre minuscole. Tom. Ogni giorno. o nella cabina o sul ponte. ciò che permetteva di formare. quando. con giochi pratici. stampate in rosso su cubi di legno. passava alcune ore. anche i numeri. ma mediante lettere mobili. alcuni di quei cubi portavano una cifra. d'un tratto.

Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. — disse la signora Weldon. Dingo si precipitò di nuovo. ma Dingo gli mostrò i denti. signore. Dingo! — gridò il bambino. che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. il capitano Hull e l'allievo. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. V. questa. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. Dingo conosceva le lettere. e a quel grido la signora Weldon. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. signore. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. e li ricollocò fra gli altri. — ripetè il capitano. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. — rispose Tom. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo. Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. per restituirli al suo amico Jack. — Cosi. Questa volta Jack gettò un grido. pareva che per lui non esistessero. Nondimeno. che passeggiavano sul ponte. — Curiosissimo. L'ho spesso sentito dire dal capitano. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. — S. Ma Dingo era tornato e. prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. infatti. — Curioso! — disse la signora Weldon.pochi passi da Jack. — disse il capitano Hull. ricominciando la stessa manovra. accorsero. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. che guardava attentamente le due lettere. — Dingo! ehi. V. nei dintorni della foce del Congo. — S. né da .

per iniziativa della società geografica di Parigi. evidentemente. — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. — Si. o perché fatto prigioniero dagli indigeni. e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. — Più. — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. Ora. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est. signore.e per conseguenza due anni or sono . non sa spiegarsi. per di più. e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore. di cui doveva discendere il corso. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. — rispose la signora Weldon. alle bocche del Ro-vuma. . e che sono incise sul suo collare. signora Weldon. signora Weldon. un esploratore francese parti. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito. riflettendo. Nel 1871. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo. — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. . — Più? — disse l'allievo. questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon. — Che Samuel Vernon. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla. — ripetè il capitano Hull. — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. — Che volete dire? — Ecco. o perché la morte l'ha colpito per via. questo cane? — Nessuno. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti...dove venisse. non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa. mi ricordano qualche cosa... — Si. — È vero. signora Weldon.

Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. le conosce certissimamente e. 40 — Era dunque solo. fu raccolto dal capitano del Waldeck. signore. da parte vostra. guardate. Nessuno notò da principio la sua presenza. comparve sul ponte. né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. poiché là appunto. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. Samuel Vernon. le spinge avanti con la zampa. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. quasi a invitarci a leggerle con lui. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. lo ripeto. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. — Ma. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. più fortunato del padrone. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. ma. Ma Dingo. uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. In quel momento. Negoro. che aveva subito veduto il mastro cuoco. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. — rispose il capitano Hull. signora Weldon. una semplice ipotesi? — Sf. poi. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. — rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni. — Non lo so. infatti. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. In quali circostanze. — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V.— E allora. — La mamma mi ha . — Eh. è cosa che non posso spiegare. cominciò a dare segni d'estremo furore. è una semplice ipotesi. se la mia ipotesi è giusta. no! — esclamò Jack. e. quand'è partito? Non è. — Ma.

. — E nell'assenza del suo padrone?. di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca. — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. per Munito.. Sul tavolino. Disposte le lettere sul tavolino. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino. amico mio. ma si fermava perché udiva un rumore. — Faceva cosi. alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. avendo notato la grande finezza d'udito del cane. — disse la signora Weldon sorridendo. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. qui stava tutto il segreto. Soltanto. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. Se l'americano fosse stato assente. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. — Sicuro. ad alta o a bassa voce. non era certo un erudito come tu credi. — quel cane. che si chiamava Munito. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. il cagnolino andava e veniva. — disse l'allievo. ma il suo maestro. 41 Sono dunque meravigliata. Stando a quanto mi hanno raccontato. Quel rumore. si fermava. impercettibile a ogni altro. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. Munito non sarebbe stato più Munito. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro. — Come faceva. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. — È molto semplice. aspettando che fosse pronunciata una parola. signora Weldon? — chiese Dick Sand. — disse la signora Weldon. un americano furbo.

— Ah. A prua. fra la signora Weldon. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. In fin dei conti. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. D'altronde. quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. — disse il timoniere Bolton — un . e quell'altro che. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim. Li. due lettere speciali. sembra non le conosca nemmeno. per quanto si riferisce all'intelligenza. quei due cani. che è riservata all'uomo. soprattutto. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. una diffidenza istintiva. mostrando i denti formidabili. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. Quest'ultimo. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui. nell'alloggio dell'equipaggio. capitano Hull. Le altre. se ne parlava pure. e non di una parola scelta a caso.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. provò. — Ma un bel giorno. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. il capitano Hull e Dick. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. Ma. per una ragione che ci sfugge. Quanto a parlare. — disse il capitano Hull — è molto strano. dico. ma non se ne traevano le medesime conclusioni. Si deve quindi concludere che. Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. rispetto a Negoro. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere.padrone . andavano più in là di Dingo. __È vero.

preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. non si è mai visto una cosa simile. invece. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva. per questi animali. — le 42 gazze. La frase. e bisognerà rispondergli. del quale ignorano il senso. se il vento è a ovest o a nord-ovest. Quanto al cugino Bénédict. c'era un abisso. i castori. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. — soltanto. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. se ne avesse voglia? Con un becco. i pappagalli! Ebbene. e seguendo soltanto il loro istinto. — Però. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. senza sbagliare mai. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . Dingo era divenuto l'eroe di bordo. senza esitare mai. Comunque. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. i topi. Ma da questo. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. È chiaro che quel cane. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole.bel giorno. che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare. e invariabilmente. o quasi al nord. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. Per esempio. è soltanto una specie di canto o di grido parlato. senza che egli vi prendesse alcun interesse. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate.

senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. meravigliosamente addestrati. notevoli per la loro memoria. come un fenomeno. senza dubbio. cacatoa che contano.d. si sarebbe tirato addosso qualche malanno.erigono perciò le loro dighe. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo. e certi asini. che fabbricano campane da palombaro. appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città. e tanti altri animali. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti. (N. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. senza dubbio. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. se non fosse stato tale da difendersi. Lo trovava forse troppo intelligente. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. questo Dingo non merita tanti elogi. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane.) 43 imparato la meccanica. i ditischi acquatici. Tuttavia. pagato cento scudi d'oro. al cardinale suo padrone. senza sbagliare una parola. il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo. le pulci. quei cavalli di Nicomede. Checché ne sia. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus.T. che recitava. a prua. infine. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato. di Scanderberg e di Oppiano. è perché. e inoltre protetto dalla . che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No.1 le formiche. e se se ne intende dell'alfabeto.

nessuna nave si mostrava in quei paraggi. era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti. (N. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. Nondimeno. Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti.) 44 .simpatia di tutto l'equipaggio. dopo l'incidente delle due lettere. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. dunque. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. Il 10 febbraio.d. Negoro. il vento di nord-est. diminuì sensibilmente. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. e il ritardo non era considerevole. ben servito dalla sua velatura. però. Il Pilgrim. Quella zona del Pacifico era sempre deserta. dunque. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest. Il fatto era davvero inesplicabile. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. per quanto il mare sia deserto.A. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York. Quanto ai piroscafi transpacifici. non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire. Con vento al traverso il Pilgrim. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni.

là ancora procellarie con le ali listate di bruno. Weldon. quei pinguini. Dick Sand. Un'erba marina che galleggi ondulando. Nondimeno. bastano. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde. ! Più in alto. Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. . il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. forse. talvolta erano stormi di pinguini. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli. la fantasia si lancia liberamente. erano procellarie bianche. servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. racchiude. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. come faceva notare il capitano Hull. allievo in tale materia come in altre di James W. un ramo di sargasso. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato. e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. E più di una volta. Qui. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano.

quasi contemporaneamente al capitano Hull. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! .Quel giorno.. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio. Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. Dick. Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre. che strano colore hanno le acque del Pacifico. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati. — rispose Dick Sand. 45 — Cugino Bénédict. — disse la signora. — Ma sono tanto piccoli. signora Weldon. — Guarda un po'. che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. peuh? — esclamò il capitano. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. — che sia causato da qualche erba marina? — No. di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei.. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. — Come. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue. e come tali. se non m'inganno. e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. — Crostacei! — disse la signora Weldon. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict.

che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. che non v'interessino questi crostacei. Miriadi di crostacei vi penetrano. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. si arriva in vista di un banco di questi crostacei. si stendono come reti da pescatore. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. — Come vedete. spinto dal proprio istinto di pescatore. — Una balena! — esclamò. e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!. E. non dimenticatelo! — Ad ogni modo. Jack. E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. ragazzo mio! . passi. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim. e come per dar ragione al capitano Hull. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. Jack. o di farina. quando noi balenieri. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato. . di cui è fornito il palato dell'animale. va bene. capitano Hull. e le numerose barbe dei fanoni. — Eh. Vedete. signora Weldon. durante la stagione di pesca. e cosi ha voluto la natura.. La signora Weldon.— Entomologo.. — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei. sicché nulla può uscire.— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. — disse il capitano Hull. In quel momento.

vi sono specie alquanto diverse. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. infatti. più verosimilmente. mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. a quattro miglia sopravvento. Oppure. provvisto di pinna dorsale. O era invece un hump-back... inoltre. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. dinanzi a una pendola. Dunque. cui manca la pinna dorsale. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale .Infatti. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio. qualcosa come una balena volante. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo. appartenente alla specie delle balenottere. era stato avvistato un finback. cosa che non poteva ingannare i balenieri. cosi da assomigliare a un paio d'ali. Era una di quelle balene franche. poiché. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo. per un pescatore di balene. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. più l'animale è grosso. un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. quantunque la media non passi i sessanta. Frattanto. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. possono avere una lunghezza di ottanta piedi. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero. quanto maggiore deve essere.

— Io propenderei per una jubarte. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. — annuf il capitano Hull.che era stato segnalato al largo. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . tu. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. lo zampillo. ciononostante. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. Che ne dici. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. — Si. ascoltando. non era molto visibile. Infatti. Da quella distanza. questa è appunto la prerogativa della jubarte. — rispose Dick Sand. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. E non vi pare. D'altra parte. bimbo mio. se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è. inoltre. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. e questo mi darebbe ragione. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. — È vero. che a poco a poco si accalorava. — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si. — Non è una balena franca! — esclamò. — Certo. Dick. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. — fece osservare Dick Sand. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. capitano. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì.

si mangiava le unghie. a portata di mano. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim. ma noi soli. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. — disse Dick Sand — ma è un affare serio. per completare il carico! Alcuni marinai. qualche volta. — E con questa.. Il guadagno. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. CAPITOLO VII PREPARATIVI . vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro. se vogliamo. — Quelle balenottere hanno code formidabili. passando.. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio. gettavano grida di desiderio. mamma! — gridò allora il piccolo Jack. — Si. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio. — mormorava il capitano Hull. però. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto.. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena. molto serio! — ribatté il capitano. bimbo mio? E perché no.. Il capitano Hull. pareva che la balena. guardando la balena. A sentir loro. come un'irresistibile calamita. i bravi marinai si accaloravano e. è vero.. che non parlava più.. Era chiaro che. si.bompresso per vedere meglio. — Sarebbe un peccato non salutare questa. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. — Mamma. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. — È vero. — Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano.

che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. come si sa. e la terza a poppa. benché il Pilgrim possedesse una lancia.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. — rispose il capitano Hull. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. Infatti. rassicurata. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione. Catturarla. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. non c'è alcun pericolo per noi. e ho sempre finito con l'impadronirmene. Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. La signora Weldon. Ciò che rendeva quella cattura meno facile. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. ma. né. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. per esperienza. era impossibile. un equipaggio di rinforzo. La balena. — Nessun pericolo. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. Ora. Sapeva. più tre baleniere. durante la stagione di pesca. e completare in tal modo il carico. e voleva essere preparato a tutto. collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto. Ve lo ripeto. per voi stessa. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. fuori del coronamento. signora Weldon. che galleggiava in mezzo alle acque rosse. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. non insistette. quindi. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. pareva enorme. nelle presenti circostanze. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. Di solito. che si erano subito offerti. .

durante l'assalto. — Dick. come aveva detto. valevano meglio delle sue. ben manovrato. adoperano armi da fuoco. quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. o a prua dell'imbarcazione. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità. i pescatori di balene. che aveva per lui grandissime attrattive. dall'altra. le braccia di un uomo fatto. Per questo genere di pesca. Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. il capitano Hull. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. signore! — rispose l'allievo. nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. che sarà breve. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai. spero! — Bene. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. o palle esplosive. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza. . il remo di poppa. 49 D'altra parte. Perciò. non era un esordiente. poi finire l'animale a colpi di lancia. da una parte. Restava dunque il capitano Hull. ma comprese che. infatti. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. Perciò si rassegnò. lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. Bisognava prevedere ogni eventualità. compreso il nostromo Howik. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. Per mezzo di un congegno speciale. per il servizio di una baleniera. a compromettere la salvezza della baleniera. Un semplice timone. talvolta. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand.

si assicurò che tutto fosse in ordine. Il mare. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. a meno di caso urgente. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. tanto la balena si sprofonda. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. Al momento d'imbarcarsi. legati insieme. poco amici delle innovazioni. a queste armi offensive. che. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. e un solo posto era libero a prua della baleniera. ossia rampone e lancia. che usano abilmente. . il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. che. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. segnalata a cinque miglia dalla nave. Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. con ragione. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione. le drizze ben disposte. assai difficili da maneggiare. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. in accollo. giacché spesso accade che questi cavi. prima di lasciare la nave. sono congegni molto costosi.Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. e i pescatori. voleva. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive. calmissimo. le vele orientate come si doveva. quello che doveva occupare il capitano Hull. l'aveva messa in panna. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. all'arma bianca. assalendola con i mezzi consueti. non bastino. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. D'altra parte. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. Né ce ne vuole meno. d'altronde. e che misurano seicento piedi di lunghezza. era propizio alle manovre di una baleniera. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare. Il vento tendeva a calare e.

— Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci. — rispose Dick Sand. sono certo che lo farebbero.. — Bene.Prima di partire. — replicò il colosso. quantunque non vi fosse alcun pericolo. qualunque cosa accada. sorridendo. — State tranquillo. nulla fa prevedere che torni a frescare. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. ma. issando una bandiera in cima a una gaffa. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. Il vento è caduto. capitano. — Dick. — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. cosa impossibile. — gli disse — ti lascio solo. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. — Ai vostri ordini. fa' onore al tuo grado. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. — Si. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. Ma un irresistibile istinto di pescatore. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . non perderò di vista la baleniera. fosse necessario rimettere la nave in moto. arrossì. te ne farò il segnale. si capiva che. — riprese il capitano — il tempo è bello. e se. eccoti comandante in seconda. figliolo. — Nulla per ora. gli fece le sue ultime raccomandazioni. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?. in verità è tutto qui! » Tuttavia. Vigila su tutto. da quelle insistenti raccomandazioni. — coraggio e sangue freddo. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. capitano Hull. nemmeno per poche ore. — rispose il capitano Hull. Soprattutto. — disse il vecchio Tom. — rispose Dick Sand sorridendo. — Dick.. Indicando loro bene il da farsi.

D'altronde. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. bambino mio. — rispose il capitano. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. volgendosi a Tom: — Tom. — Ebbene. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. la faccenda andrà spedita. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta. quindi . signora Weldon! — Ve ne prego. — approvò il capitano. signore. Allora i marinai. in questo modo. al nostro ritorno. conto su di voi e sui vostri compagni. — Siamo a vostra disposizione.. quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. e sarà fra poco.W. è bene dire che la jubarte. — Sarà fatto. Egli si diresse verso la scala. calzati di stivali chiodati. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. — Dick. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No. lo spingeva a tentare l'avventura. — osservò il cugino Bénédict. signor Bénédict. Per chi non lo sa. signore. capitano. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. li porteranno sul ponte e. con i guanti. — Va bene. dalla testa alla coda. Weldon a Valparaiso. una volta uccisa. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano. Mentre saremo assenti. — Sf. — rispose il vecchio negro.. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. — Grazie. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. — Prendetela pian pianino. tagliandolo metodicamente a strisce parallele.

La signora Weldon. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim. per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. sotto l'azio52 ne del calore. Era venuto il momento di partire. e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. dovevano essere calati nella stiva. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. vale a dire l'olio.divise in pezzi. scendendo per la biscaglina. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto. che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. lascia tutta la sua parte utilizzabile. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. e perfino Dingo. Poi. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. il cugino Bénédict. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. Il capitano Hull scavalcò la murata e. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. a pesca finita. allo scopo di terminare le manipolazioni. con i venti. dopo essere stati collocati nei barili. raggiunse la prua della baleniera. tutti tornarono a prua. e procede a terra alla fusione del grasso che. i quali.1 Ma. La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. . parve voler salutare l'equipaggio. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. prima d'essere messo in panna. Jack. L'equipaggio sbarca. nelle circostanze presenti. Il Pilgrim. apriva automaticamente la larga bocca. la nave baleniera. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. La baleniera si staccò dalla nave e. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione. Di solito. Del resto. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano.

signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. — Qui. cattivo segno! Ma. .d. e il capitano Hull. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio.. in piedi a prua. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione.. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. dirigendosi verso il castello di prua. — cattivo segno. in preda al più vivo e inesplicabile furore.A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. — Fidatevi di me. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. lanciò una specie di lamentoso ululato. non potendo più farsi udire. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. Dingo si raddrizzò. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua. capitano. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon. (N. — rispose Dick Sand.— Sta' attento. e andò a mettersi presso il timone. Dick. — Non muove la coda!. Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva. Dingo. cui lambì affettuosamente la mano. con l'intenzione. La signora Weldon si volse. si avvicinò lentamente alla signora Weldon. Dingo. — mormorò Tom a mezza voce. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. quasi subito. In quel momento. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. Il cane stava per saltargli alla gola. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. senza dubbio. qui! — gridò Dick Sand. lanciando un latrato di collera. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo.

non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. — ragazzi. Howik. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. fate meno rumore possibile. poi. — rispose semplicemente Hercule. Negoro non aveva proferito parola. Ora non era più che un punto sul mare. era marinaio dotato di gran sangue freddo. — Siamo intesi. 54 Il nostromo. il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte. signore. preposto a questa manovra. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. . CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. tornò nel suo alloggio. La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera. — disse il capitano. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. accuratamente foderati in guaine di paglia. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre.Dal canto suo. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. ma la sua faccia era leggermente impallidita. in modo da tenerci sempre sottovento. anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. vogando. Il cetaceo veniva cosi aggirato. non era uomo da lasciare nulla al caso. — Hercule. il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. — disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. — Bene. — rispose il nostromo. Anzitutto. — Attento a governare. che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. I remi. — disse il capitano Hull. esperto baleniere. lasciando cadere la sbarra. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull.

di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. — Vino e acqua! — disse un marinaio. e forza sui remi! La baleniera. diretta dal nostromo. zitti. . — rispose il capitano Hull. sollevando il liquido rossastro. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù. — Si. prima di destare la sua attenzione. — disse Howik. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata. che decresceva a vista d'occhio. tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse.manovravano in silenzio. pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. ragazzi. era giunta al largo banco dei crostacei. ed evidentemente. — Su. Descrivendo quel cerchio. Mezz'ora dopo averlo lasciato. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. — Vogate più piano. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. facendo il minor rumore possibile. Cosi era del Vilgrim. che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. mentre quelli di sinistra. ragazzi. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. sembravano grondare gocce di sangue. — disse il capitano a bassa voce. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. L'imbarcazione. abilmente diretta dal nostromo. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno.

— Ci siamo. eppure!. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque. « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull.. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale.55 Cinque minuti dopo. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. in piedi a poppa. e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. il capitano Hull. — Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza. A prua. mirando al fianco della jubarte. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. Ma non era più il momento di riflettere. il capitano Hull lo dondolò più volte. Le balene che si sorprendono cosi.. li nostromo. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo. bensì quello di assalire. La balena non si moveva e sembrava dormire. durante il sonno. sono più facile preda. — rispose Howik. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. — Si. « Questa birbona non deve dormire. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. Brandendo il rampone in mezzo all'asta. il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro. . bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio. in un secchio. saldamente fissata al rampone. c'era la prima delle cinque lenze. Accanto al capitano. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità.

— Indietro! indietro! — gridò subito. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga. Tale circostanza. avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. e come accade quasi sempre. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. dopo un attacco cosi felicemente cominciato. Sarebbe stato davvero un peccato. (N. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. equivale a centoventi braccia. era . la balena. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico. Evidentemente. seguita dal balenotto. la jubarte. o meglio il rimorchiamento. Prima. però.d. L'inseguimento. si era quasi del tutto coricata sul fianco. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. il capitano Hull e il nostromo. Al contrario. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo. come si sarebbe potuto temere. 1 Una lunghezza di cavo. E i marinai vogando tutti insieme. la madre doveva difendersi con maggior furore. colpita dal rampone. misura speciale per la marina. — Un balenotto! — gridò. entrambi in piedi.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. In quel momento. che avesse fatto il primo tuffo. rende la cattura della jubarte assai più difficile. Ciononostante. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. Infatti. cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. cioè duecento metri. risollevandosi con un balzo enorme. il capitano Hull lo sapeva benissimo. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ».A. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando. poi.

— soggiunse il nostromo. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. Howik. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. invece di tornare alla superficie. riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta. con l'occhio sulla preda. e scomparve sott'acqua.cominciato. Il capitano Hull. La baleniera. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. si poteva anzi osservare. la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. Cinque minuti dopo. che l'animale. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità. siccome la baleniera non correva presto come la balena. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga. Tuttavia. Pure. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per . dall'inclinazione più accentuata della lenza. — Non è poi un pesce. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. Infatti. si tuffava negli strati più profondi. presto alla terza si annodò la quarta. La jubarte non si arrestava. filava come una freccia sul dorso delle onde. né volerne moderare la velocità. i cui remi erano stati sollevati. Howik la dirigeva imperturbabilmente. 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. — Diavolo! — esclamò il capitano Hull. — questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento.

Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull. — Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. allorché sembrò allentarsi. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. — rispose il nostromo. signore. e sembrava aspettare il suo balenotto. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. se pure avrebbe potuto raggiungerla. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. ma andiamo avanti. — Attenzione! — gridò il capitano Hull. come il capitano. — non si perdano colpi! Mirate bene. e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. dopo essere fuggita con tanta rapidità.la cattura da farsi. sempre con il rampone piantato nel fianco. e già anch'essa era mezzo svolta. Furono deposti due remi. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. Howik? — Sono pronto. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. . si dovette dar mano alla quinta lenza. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim. ora se ne stava pressappoco immobile. com'era stato previsto. ragazzi! Ci siamo. in quel momento. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. Howik manovrò allora abilmente. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. aiutato da Tom e dai suoi compagni. Howik. a soffi brevi e di poca durata. Intanto. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. e due marinai si armarono. — ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. Ma spirava una brezza debole e irregolare.

il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. deponendo i remi. manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. spaventosa a vedersi. si scagliò avanti. Howik. produssero tre nuove ferite all'animale. si posero a vuotare in . spingendo l'imbarcazione da parte. al passaggio. infatti. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. senza però toccarla. bene assestati. Ma. Howik. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. Al passaggio. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. poi. Tre nuovi colpi. imbarcando acqua. che aveva previsto quell'assalto frontale. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. Il nostromo. governa! La jubarte. battendo violentemente il mare con le pinne enormi. Per poco la baleniera non si capovolse e. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. si riempi a mezzo. D'un tratto. La jubarte si arrestò e. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. procedendo a balzi quasi. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. I due marinai. cercando di ferirla in qualche organo vitale. si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera.L'imbarcazione si avvicinò ancora. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione.

se non governava più. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. per quanto fosse stata spinta velocemente. assaliva. Le tre lance. capitano! — rispose Howik rialzandosi. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro. diventata ormai inutile. disgraziatamente deviate dall'oscillazione. No! L'animale. In quel momento. come avrebbe detto un marinaio. ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. A sua volta. — Un altro remo! — disse il capitano Hull. — rispose Howik. Non era dunque più il caso di assalire.fretta l'imbarcazione. non pensava più a fuggire. il remo di governo si era spezzato nel mezzo. Ma allora si accorse che. d'altra parte. in tali condizioni. ancora mezzo piena d'acqua. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. a maggior ragione non poteva fuggire e. Questa. Riapparve il balenotto. reso furente dal dolore. come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. mentre il capitano tagliava la lenza. si produsse un gran gorgoglio. ma di difendersi. II capitano Hull lo comprese subito. Passando. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. e la sua agonia minacciava d'essere terribile. e la sua . — Presente. nella caduta. — Eccolo. sott'acqua. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile. questa volta fallirono il loro colpo. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. a poche tese soltanto dall'imbarcazione.

Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. la jubarte. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito. Cercò di virare di bordo. che trascinò a rimorchio affinché. disarmato. che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. ricadde rotta in tre pezzi. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. . in caso di bisogno.. quantunque gravemente feriti. disgraziatamente. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. sia nuotando. per cosi dire. con l'aiuto dei negri. Mettere in mare una delle barche per correre. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. Fu impossibile. Ma il nostromo era. sarebbe stata una grande perdita di tempo. e il vento cominciava a gonfiarle. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. in soccorso del capitano.. era tornata all'assalto. non aveva in mano che un remo relativamente corto. poiché invece di una leva. I disgraziati marinai. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa. — Attenzione. qualunque cosa accadesse. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. scagliata in aria con irresistibile violenza. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. coprendo il balenotto con il proprio corpo. Questa. I marinai compresero d'essere perduti. In quel momento. Tuttavia. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull.

la signora Weldon cadde in ginocchio. giunse sul luogo della catastrofe. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. balzò. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. Dick Sand. quando Dick Sand. Tom e gli altri negri rimasero in piedi. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. fu un misto di pietà e d'orrore. tornò a voltarsi. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. si era precipitato nella lancia. con i negri. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. ma ancora vivi. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. il quale. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. Poi. ogni essere vivente era scomparso. quei loro poveri compagni feriti. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. cari amici. poiché la loro condizione era delle più . e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. Un quarto d'ora dopo.Ma la jubarte. Nan. domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. con il capo chino. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. — Preghiamo! — disse la pia donna. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. con le mani levate verso il cielo. la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora. accecata dal furore.

la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. questa. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. almeno. . pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. per il quale sentiva un affetto filiale. un giovinetto di quindici anni! Capitano.Dick Sand . e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico. non c'era più che un marinaio. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. e vi erano pure alcuni negri. uno solo. suo protettore. una madre con il suo figliolo. . era una terribile fatalità! Infatti. a centinaia di miglia dalla terra più vicina.ed era un allievo. nostromo. si. ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri. marinai. no certamente. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. a bordo del Pilgrim. brave persone. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. a braccia conserte. coraggiose e zelanti senza dubbio. La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla. ai quali si era votato corpo e anima. guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim.gravi. in balia del vento e delle onde. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si. ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile. di solito tanto prudente. si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. e alla quale. E a bordo si trovava una passeggera.

Dopo la scomparsa della jubarte. — Voglio parlare al capitano Hull. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. e come se non lo avesse udito. si! — rispose l'allievo. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. non un punto ne turbava la superficie. al nostromo Howik. e di considerare le cose com'erano. — Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. ora? — domandò Negoro con grande insolenza. — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon. se non c'è lui.L'oceano era deserto. — o. nessuno avrebbe potuto dirlo. . 62 Negoro si spinse verso poppa. Negoro comparve sul ponte. — rispose freddamente Negoro. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. A ogni modo. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. — Chi comanda a bordo. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. si trattava di far fronte alla situazione. — Voi! — disse Negoro. senza uscire dal suo mutismo. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. e cosi fece Dick Sand. Ciononostante. nei luoghi di pesca. che aveva lasciato dopo la catastrofe. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile. facendosi incontro al mastro cuoco. alzando le spalle. e si fermò a tre passi dall'allievo. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza.

Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim. Dick aveva preso la propria risoluzione.Negoro indietreggiò. secondo le necessità. e capi allora che. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». deducendone la longitudine con l'angolo orario.. in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo.. adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. . e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. Il firmamento. Dick Sand esaminò lo stato della velatura. aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei. non possedeva ancora. Intanto. e la cui esattezza è assoluta. mediante le osservazioni astronomiche. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto. non turbate da alcuna scossa.il . nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità. — Non c'è più che un capitano qui. Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza. occorreva che egli fosse tale da poterla accettare. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno. il brigantino-goletta. Come si vede. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. evidentemente. Quattro o cinque anni di più. e tornò nel suo alloggio. il capitano Sand.come il suo capitano faceva ogni giorno . Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta.

— Ma. — rispose l'allievo — . — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. potrò volgere la prua a est. Ciononostante. non si perse d'animo. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo. gli disse con voce che non tremava: — Grazie.. — Senza dubbio. — riprese la signora Weldon. sulla quale puoi contare assolutamente. La sorte della nave è in mano tua! Dick. signora Weldon.. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso.punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. e tutto il suo equipaggio è morto con lui. — rispose Dick Sand — lo tenterò. anzi deve modificare i nostri progetti originari. Il capitano Hull non è più. tutti! Si. Con il bel tempo. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente.. fino a un miglio di approssimazione.. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. invece. quindi la rotta seguita. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio.. si. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare. Con il cattivo tempo. — Lo so. signora Weldon. la cosa sarà facile!. signora Weldon. doveva solamente cercare la strada con la stima. sento che lo farò. Dick. -— Facilmente. La signora Weldon. voi e il vostro piccolo Jack. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora. Dick. Dick. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon. come quella da seguire. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme.. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. E ora. — tu comprendi bene che questa catastrofe può. e cioè con le misure prese con il solcometro. almeno.

avvicinandomi alla terra. in questa direzione. — Laggiù. sulla destra di quel vasto oceano. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi. a gonfie vele. poiché da ventiquattr'ore non si era. — Ebbene. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. Dick. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. signora Weldon. e faremo molta rotta. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim. È una illusione che si fa sempre chi non ha . anzitutto. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva. che rilevò mediante la bussola. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. che le mostrava tutto un oceano. Quella carta. conoscere la posizione del Pilgrim. L'importante è approdare. a considerarla in quel modo. e in 164° 13' di longitudine. dalla randa di mezzana fino al controfiocco. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. con velatura completa. Era infatti la prima cosa da fare. quasi mosso. Era il litorale dell'America del Sud. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. Ah. signora Weldon. vi sbarcherò in luogo sicuro. per cosi dire. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. — E lo faremo. Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. non possiamo non raggiungerla. — rispose l'allievo con voce ferma. La signora Weldon si era chinata sulla carta. poco importa. — D'altra parte. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi.

ecco ciò che richiedono le circostanze. quanto a me. e infatti. Sapeva quanto fosse lontana la terra. amici. Vi indicherò. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. ben detto. — approvò la signora Weldon. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare. per non compromettere nulla. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. — Amici. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. Era venuto il momento di agire. Voi non siete marinai. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. che sarebbe sembrato sperduto. nel mezzo di quella pagina bianca. Comandati da voi. ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. Eppure. alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele. senza dimensioni apprezzabili. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. Di tanto in tanto. 65 — Si. Ma aveva preso la propria decisione. ma durante queste poche . Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. e alcune nubi. Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole. vecchio Tom. — Signor Dick. il Pilgrim. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. e potremo dirigerlo. che andava frescando. rappresentato in proporzioni esatte. come lo era su quel pezzo di carta. la buona volontà non ci mancherà. Meno velocità ma maggiore sicurezza. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. — Ben detto.

e. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca. e sono sicura che. accanto a me al timone. consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. signor Dick. Per l'appunto. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. — Ai vostri ordini. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere. bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. con un po' di attenzione. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. te lo prometto. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. — rispose il vecchio negro. per dedurne una media. era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . se la stanchezza mi vince. — Ai vostri ordini! — rispose Tom. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni. senza perdere un momento. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. Fate soltanto ciò che vi dirò. finché rimarrai al timone tu. certo. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. come si è detto. — Quando vorrete. avremo vento favorevole! — Certo. Per ciò. — rispose il bambino.ore. — riprese l'allievo — restate qui. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. potrete subito sostituirmi per alcune ore. fino a stasera. — Ebbene. figliolo caro. — E io. Tom. se non a Valparaiso. — Si. battendo le mani. mamma.

I fiocchi. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile. e quell'utile strumento. Era dunque meglio dirigersi verso l'America.ed elica. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. fino allora contrario. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. invece. L'albero maestro. Non porta che una randa al tronco maggiore e. a prua. Per eliminarla. poi. una controranda. come sull'incappellaggio di . l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. Fra questi due alberi. ha meno velatura. d'uso assai facile. La traversata sarebbe stata meno lunga. Invece. È necessario. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. sul bompresso e il suo buttafuori. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. hanno il punto di mura i tre fiocchi. sull'albero di velaccio. Infatti. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. infatti. la gabbia sull'albero di gabbia. quando si vuole spiegarle. poteva rendere i maggiori servigi. la stima sarebbe stata insufficiente. sopra. le vele di strallo si manovrano facilmente. se il vento. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. arrampicarsi lungo le sartie. la randa. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. non si fosse mutato in favorevole. In un brigantino-goletta. e l'avrebbe certamente fatto. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. sugli stragli di prua. un velaccio e un controvelaccio. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. la controranda. l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. Infine. Ora.

.. Per fortuna. Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa. e questo. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone..tale albero. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta. tirate! — Cosi? — disse Bat. Il gigante. tesate. il controvelaccio. Hercule.. non aveva avuto che da far servire. la randa. . e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio. e tutto andrà bene.. diede un colpo da spezzare ogni cosa. Alate. Adesso. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. la controranda e le vele di strallo. Per passare dalla panna alla bolina stretta.. I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. — Amici. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto...che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò. tenendosi con l'altra. cosi. si era diretto verso il luogo della catastrofe.. si dovevano issare il velaccio. Bat... senza volerlo. l'obbligo di correre sui marciapiedi. la vela di trinchetto e la vela di gabbia. quanto per diminuirne la superficie. lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco. per completare la velatura. che non comprendeva questa espressione. 67 Quando Dick Sancì. tanto per allentarle o ammainarle. al segnale del capitano Hull. Bene!. Benissimo. fanno facilmente precipitare un uomo in mare. — e di lavorare con una sola mano. fate lo stesso!. Da ciò. tocca a voi... forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza. — Si. pigliando dei terzaruoli. cioè. il Pilgrim portava solo i fiocchi. il vento soffiava moderatamente. scioglietela! E voi.. ... manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine. — Si. — Suvvia! — gridò — Tom.

Facilissimo. E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto.. senza che egli avesse ancora lasciato il timone. ma non rompete nulla.. Tutti e tre andarono a gambe all'aria. del resto.. impresse alla nave una certa velocità... Lascata pian piano la scotta del boma. date volta. non c'era più che da far forza sulla drizza... — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. amici. bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo. Tutti insieme adesso! Alate. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo. — rispose il colosso.. sarete già buoni marinai! . e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. per fortuna. che la drizza si spezzò. murare e bordare. lascate. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate. girò lentamente. senza volersi impegnare troppo.. allentate. Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi. amici! — disse l'allievo.. Questa seconda manovra fu abbastanza facile. — Ebbene. Già il Pilgrim Slava rapidamente... e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro. senza però farsi alcun male. Bene. i cui bracci di sinistra erano stati filati.. insieme con il suo amico Actéon.. — Ecco fatto. tirate sui bracci. — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. non cosi forte. legate.— Eh. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e.. poi chiamò i negri a poppa. con la prua a est. cosi! Bene.. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua.. Ma Hercule fece forza a tal punto... — Bene. Il vento.. — Prima della fine della traversata. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro. gonfiando allora le vele. passate la mano!. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!. Hercule! — Cercherò. Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand. siccome essa era caricata in modo semplice.

la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. si lasciò scivolare sul ponte. Le mancavano quelle vele alte. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia. Poi risali sulle crocette. Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. Chiamò dunque Tom. perché aveva lavorato sul serio. — Credo. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta. controvelaccio e vele di strallo. E il piccolo Jack. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. Dick Sand. e giungere alle crocette. Bat. si accinse a farlo egli stesso.— Faremo del nostro meglio. avendo collocato Hercule. In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. le due vele furono saldamente murate e bordate. Actéon e Austin. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. di cui sciolse rapidamente la vela. che potevano essere issate. molto superbo di sé. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. gli altri a quelle del velaccio. anzi signor Jack. Là in base alle sue indicazioni. non per le vele di strallo. Poi. non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. Terminato questo lavoro. — rispose Tom. murate e bordate dal basso. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. gli uni alle drizze del controvelaccio. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. non fu che un gioco per l'allievo. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. e Dick Sand. si lanciò sull'alberatura. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. Jack ricevette la sua parte di elogi. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. non avremmo fatto niente di buono. quindi i due pennoni vennero issati insieme. capitano Sand. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo .

non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. vegliando sul castello di prua. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. questa volta. e la manovra fu terminata. Hercule. Il vento rinfrescava. se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane. il Pilgrim. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. — Eccoci sulla buona rotta. — E adesso. signora Weldon. ma nelle attuali circostanze. E. sbandando leggermente a dritta. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. con la lente d'ingrandimento. la cui testa spariva sotto il protorace. Durante tutto questo tempo. egli aveva fatto quella preziosa scoperta . Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. le ali alquanto lunghe. lasciandosi dietro una scia netta. precisamente. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. non aveva spezzato nulla. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. — disse allora Dick Sand. un insetto dalle elitre piatte. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. un semplice ortottero. scivolava rapidamente sulla superficie del mare. che Dick Sand andò a riprendere. che non era sonno.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo. era una manovra difficile e. l'addome arrotondato. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua.

Da ciò. e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale. Ma lo sapeva. si era messo allo studio. certamente. del resto. che provano tutti. e siccome 70 egli aveva la pretesa. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim. senza dubbio. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. sulle conseguenze del disastroso avvenimento. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. una collera che. il cugino Bénédict.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette. notevoli per il loro colore. quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli. . Per tutto il giorno. strada facendo.frugando nella cucina di Negoro. e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma. sarebbe far torto al suo cuore. per riflettere. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. aveva incontrato la blatta in questione. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina.

Quanto alla bussola. controvelacci. cosi si sarebbe. d'altronde. ammainare le vele alte. i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto. a bordo ve n'erano due. al primo gesto di disobbedienza.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. l'allievo. non lo si vide più di prima. Occupato. avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. Dal canto suo. alla minima infrazione. nella sua piccola cucina. sotto gli occhi del timoniere. faceva conto di vigilare su ogni cosa. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. inoltre. In tal caso. non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. ad un suo cenno. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. Ciò è prudente. e specialmente. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. e siccome era sorvegliato a vista. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. che sapeva cucinare. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. Nan. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. Il suo . deciso a passare quella prima notte sul ponte. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile. filato più presto. La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. Il vento. Quel giorno. velacci. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. D'altra parte. controrande. come sempre. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. e una era collocata nell'abitacolo. ecc.

era una bussola rovesciata. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave. la bussola si era spezzata. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. però. Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. Ora. Ma era possibile che si fosse ossidata. La bussola rovesciata.quadrante. fino allora. Dick Sand ne fu molto contrariato. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. nella notte dal 12 al 13 febbraio. il mare. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. poiché ormai. disgraziatamente. In quel modo. Del resto. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. Tranne questo. che gli erano tanto necessarie. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull. il Pilgrim età sufficientemente provvisto. Sotto questo riguardo. per inettitudine o negligenza. e. come due cronometri. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. e in modo tale da non poter essere più riparata. Ad ogni modo. si staccò e cadde sul pavimento. vedendo la calma di Dick Sand. era stato più agitato. è vero. ella non si era mai . a bordo del Pilgrim tutto andava bene. dunque. La signora Weldon. quella notte. senza lasciare la cabina. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. di notte da due lampade laterali. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. per il dovuto controllo. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. L'altra. aveva ripreso fiducia. Del resto. infatti. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. accadde uno spiacevole incidente.

ma credo proprio che. tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. ma. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». Durante quelle ore. aveva ripreso i suoi giochi abituali. Cosi andavano le cose a bordo. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. dormiva cinque o sei ore. senza dubbio. la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. Innanzi tutto. grazie ai suoi consigli. poiché era proprio lui che i suoi compagni . senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. e ciò pareva gli bastasse. Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. da sincera e devota cattolica. Perciò. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. faceva assegnamento sulla bontà di Dio. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e. Spesso. Non vorrei affermarlo. che egli rilevava con la stima. — Vedete. perché non si sentiva troppo stanco. di giorno. Trovava. si confortava con la preghiera. incurante come sono i bambini della sua età. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. signora Weldon. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso.lasciata prendere dalla disperazione. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest. diventavano discreti timonieri. correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. Tom fu naturalmente il nostromo. I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. a poco a poco. che l'amico Dick era meno suo di un tempo.

Ora. gli altri vigilavano a prua. non navigava mai senza fanali di posizione . Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico.avrebbero scelto per questo compito. Non soltanto non vedeva più. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. accadde questo fatto: stanchissimo. Gli altri fanali. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. . Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. allora la sua mano governava per puro istinto. Tuttavia. per tal modo. A poppa. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. sotto la direzione di Dick Sand. proiettando i loro chiarori lateralmente. durante la notte dal 13 al 14 febbraio. durante le notti che passava interamente al timone. lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. in realtà. Il cielo era coperto da fitte nuvole. immerse nelle tenebre. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. mentre l'uno era al timone. da temersi. ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. è probabile che non avrebbe sentito nulla. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. Quando l'allievo si riposava. I suoi occhi. che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. Verso le tre del mattino. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. La notte era dunque oscurissima. si produsse una specie di fenomeno ipnotico.

Infatti. Giunto a poppa. dal 14 al 21 febbraio.. dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. e il Pilgrim filava rapidamente. che egli non poteva sospettare. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso. e forse . Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est. mentre. si sarebbe affrettato a toglierlo. la direzione. quasi subito. con la deviazione dell'ago. Cosi. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. segnava il nordest.. L'ago calamitato era stato deviato e. il giorno dopo. modificata di quattro quarte. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento.Era Negoro. poi. facendo centosessanta miglia in media al giorno. per dir meglio. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano... credette. o. Cosi almeno credeva. era un pezzo di ferro. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola. Era dunque una deviazione di quattro quarte. Secondo quel che pensava Dick Sand. Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni.. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. di mezzo angolo retto. Ma. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. che differisce un poco dal nord geografico. che cercavano di passare da un emisfero all'altro. sotto la spinta d'un vento favorevole. a bordo non avvenne alcun incidente. invece di segnare il nord magnetico. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. si ritirò senza essere veduto. si era riscosso dal suo sopore. Se. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. Tom. L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. i suoi occhi si portarono sulla bussola. fu il sud-est.

dava soltanto indicazioni inesatte. l'allievo rassicurava sempre. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict. — È certo. Jack. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. il quale. non potè essere segnalata alcuna nave. secondo. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. che la bussola. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud. e il mare continuava a rimanere deserto. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. fino a un certo punto. come meglio sapeva. a spingere la nave fuori strada. ma questo bastava? Ciononostante. dopo la perdita della seconda bussola. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. indicazioni che. Ora. senza che egli potesse accorgersene. signora Weldon. non ci fossimo . credendo e dovendo credere di dirigersi verso est. avevano contribuito. — Ma se non fossi a bordo. che le correnti di quei paraggi. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi. verso l'Equatore. — Toccheremo la costa americana. Ma Dick Sand ignorava. poco importa. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. Nan ed io. Ma. qui o là. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. la signora Weldon. E ciò per due ragioni: primo.74 anche un ufficiale. in fin dei conti. Perciò. Dick Sand non poteva più controllare. falsata dalla mano colpevole di Negoro. ma. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. la quale risalisse dal Capo Horn. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. per quanto la sorveglianza fosse attiva. Ciò stupiva un poco Dick Sand. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito.. il solcometro veniva gettato regolarmente. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata. Dick. e i due strumenti gli permettevano. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico..

. dopo una lunga durata del bel tempo. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire. Dick. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere. da una parte. — rispose risolutamente Dick Sand. le indicazioni del barometro. al contrario. dall'altra...imbarcati sul Pilgrim e se. buon meteorologo. Che sarebbe avvenuto di te. Il capitano Hull. qui. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata. vi sarebbero solo due uomini. con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. Ecco. ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando. 2° Se. si avrà pioggia certamente.. nel quale non puoi aver fiducia? Sì. guardando il suo piccolo Jack. da solo. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente. gli permettevano di mettersi in guardia.. la cui durata sarà tanto più lunga.. d'altronde. 15 Tuttavia. tu e Negoro!. eppure. in poche parole. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia. . il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre. Allora. molte volte ella si sentiva inquieta. ma se il bel tempo ha avuto lunga durata. figliolo. L'apparenza del cielo. se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto. — E avresti manovrato da solo? — Sf. è praticamente certo che verrà il bel tempo. gli aveva insegnato a consultare il barometro. tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». solo con quell'uomo cattivo.

annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo. d'inverno. accompagnato da disgelo e da pioggia. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. il bel tempo durerà molto poco. ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura. 5° In primavera e in autunno. Infatti. D'estate. venuto il bel tempo. ciò che presagiva la pioggia. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. ricominciasse a discendere. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento. e anche più. precisamente verso il 20 febbraio. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. 7° Verso la fine dell'autunno. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. se il tempo è molto caldo. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse. il barometro si alza. per due o tre giorni.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. dopo un gelo di una certa durata. e viceversa. pronostica la neve.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio.A. (N. Ora. annuncia bel tempo. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento. durerà pochissimo. annuncia uragano.d. Dick Sand ne concluse che il . se. e viceversa. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata. ma siccome la pioggia tardava a cadere. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo.

accompagnato dà Bat e da Austin. Dick Sand. doveva presentare una certa difficoltà. ciò che facilita la manovra. quando il vento si fa troppo forte. ma finalmente la vela di gabbia. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. ma. non senza fatica. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. ma anche l'alberatura. bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. ma. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. e si dovette quindi operare come una volta. non c'era da esitare. . quanto meno è carica in alto. Quest'ultima operazione. e nessuno esitò. si deve non soltanto diminuire la velatura. Terminato questo primo lavoro. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. una vela di gabbia doppia. tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. nondimeno. Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. cioè correre sui marciapiedi.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. D'altra parte. ridotta. pigliando due terzaruoli. È un grande sollievo per la nave. offri minor presa al vento. la quale. ad ammainare il velaccio. significava vento.maltempo sarebbe durato molto. pericolosa. Con un tempo meno minaccioso. lunga. la forza e la . ossia trentun miglia all'ora. con un equipaggio ancora poco pratico. Nei tre giorni seguenti. Ciò che doveva accadere. si comprende che. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. Il Pilgrim non portava. 20. 21 e 22 febbraio. Ma la pioggia. Fu cosa difficile. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. come la maggior parte delle navi moderne.

Ed ebbe ragione. ma Dick Sand non se ne fidò. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. nella mattinata. che il sole non si vedeva più. l'ultimo giorno. Negoro. perché'. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore. Lunghe ondate si succedevano. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba.) 77 trica continuava a scendere e. Negoro. intorno al Pilgrim. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. Il loro strato era anzi cosi profondo. dormiva appena. 23 febbraio. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. parve scemare un poco. poi i suoi occhi. l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. Dingo dormiva in qualche angolo certamente.d. L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato. e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. che si vedeva di rado. del resto. senza però cozzare una contro l'altra.A. si diressero verso il cielo. L'aspetto del cielo era inquietante. Infine.3 Nulla. non lasciava più il ponte. nel pomeriggio. il vento. {N. abba- . e bisognava dunque prevedere il caso. Il giorno seguente. profondamente agitata.direzione del vento rimasero quasi immutate. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. sempre freddi e cupi. forse a pochissima distanza. sempre silenzioso. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo. perché non abbaiò come di solito. Verso le quattro. i vapori si spostavano con diverse velocità. Dick Sand cominciò ad impensierirsene. fitte brume lo coprivano continuamente. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte.

poi ridiscese e. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee.A.) 78 si fosse fatto impetuoso. Ebbene. ed era che quel vento. (N. c'era una circostanza felice. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra.d. e anzi. che avrebbe fatto. A un certo punto. ma. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. Dick Sand l'avrebbe presa. se non avesse incontrato qualche pilota.stanza vicino. al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente. gli andasse a genio. di cui ognuno a bordo doveva tener conto. non parve impressionato. lui. senza aver fatto un gesto. Pure. Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. abbassandosi. come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. venuto il momento. senza aver pronunciato una parola. anziché spiacergli. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. avrebbero potuto trasformare in tempesta. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . Si sarebbe detto che quello stato di cose. in fin dei conti. vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora. sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo. sali sul bompresso. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand. tornò nell'alloggio dell'equipaggio. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale. Tuttavia. forse in uragano. Una volta in vista della terra. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. tranquillamente. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano. in cui quelle pesanti masse. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana. come avrebbe manovrato. se il tempo non si fosse volto a tempesta. era favorevole. fra tutti quei terribili avvenimenti. si sarebbe dovuta prendere una decisione. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità.

Il barometro risali due o tre volte. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. d'altronde. non era più malato delle blatte americane. Secondo lui. ma la sua oscillazione. per fortuna. che pure era salda sulle onde. lui. Quantunque la nave. che lo avvolsero in fitta nebbia. ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. Quanto al cugino Bénédict. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. la signora Weldon. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco. per quanto abbia buona vista. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. la costa non doveva trovarsi molto lontano. ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. e passava il tempo a studiare. il vento scemava per alcune ore. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. assolutamente abituato. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. Cosi pure. era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. per fortuna. Il cielo era sempre carico di brume pesanti. e poterono continuare ad aiutare l'allievo. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. ma l'allievo. Per ore e ore. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. e sulla nave si camminava a tentoni. compresa in una dozzina di linee. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. in compagnia delle quali viveva. fosse orribilmente scrollata. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. che inquietarono Dick Sand molto seriamente. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. poi la pioggia cadde a torrenti. non sa di79 .marzo. per scoprire gli indizi della terra. Scoppiarono pure grandi temporali. e tutti vigilavano con cura.

che va ancora rinfrescando. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. comprese quello stupore. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. — E tuttavia. — riprese la signora Weldon. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. — Non vedi ancora nulla. — rispose l'allievo. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. da alcune parole che gli sfuggirono. da quando è rinfrescato il vento. Era il 9 marzo. e se qualche cosa mi stupisce. — Nulla. Perciò. — E secondo te. è di non averla già in vista! — Eppure. Dick. signora Weldon. venti miglia piò. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. siamo al 9 marzo. e. signora Weldon. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. osservando ora il mare ora il cielo. venti miglia meno. Dick? — gli domandò. di questa cifra almeno sono certo. — A circa quattromila cinquecento miglia. — Sempre. l'allievo se ne stava a prua. signora Weldon. — rispose l'allievo. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio.stinguere i primi contorni di una costa. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. l'orizzonte sembra schiarirsi. Ciò lo meravigliava. e la signora Weldon. — E qual è stata la velocità della nave? — In media. nulla. centottanta miglia al giorno. sotto questo vento. specialmente fra le brume. calcolando la .

e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. non era la legatura che era venuta meno. per conseguenza. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. — No. Era purtroppo vero. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. 80 — Ah. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. signor Dick! — gridò. signora Weldon. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. Il solcometro. Erano appena state svolte venticinque bracciate. su questo punto non posso essermi sbagliato. fu portato e gettato fuori del parapetto. che non volle insistere.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon. lo farò gettare di nuovo. L'unico strumento che possedeva era una bussola. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. si ritirò nella sua cabina. con il cuore grosso. come potè constatare Dick Sand. il solcometro era ormai perduto. — Che c'è. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro. Ecco. al punto di rottura. Ad ogni modo. ma egli si chiese. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. e. ma la sagola che si era rotta nel mezzo. Ma se la velocità del Pilgrim. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. saldamente dato volta all'estremità della sagola. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente. difatti. con diffidenza. quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. il . E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli. e.

Actéon e Bat salirono sull'alberatura. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. Il 12. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare. e di ammainare le vele basse.cammino percorso. Dick Sand. Dick Sand vide. Infatti. fin dall'alba. ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave. e ammainata la trinchettina. E nondimeno il tempo stringeva. non poteva essere rapidamente eseguita. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. Poi. Dopo molti sforzi. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva. non potevano più essere valutati. l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. il giorno seguente. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. disgraziatamente. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi. il tempo si fece ancora più burrascoso. il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. tanto il rollio scrollava l'alberatura. 4 716 mm.5 Si preannunciava una vera tempesta. non senza spavento. che già la tempesta si scatenava con violenza. Dick Sand.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora. e in quel giorno. Austin. diede l'ordine di ammainarla. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli.A. (NJ. essendo stata ridotta la vela di gabbia.

suo malgrado. tornò al suo alloggio. anche il controfiocco fu strappato. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!. si pensi che cosa può avvenire di una nave. può sfidare i più violenti colpi di mare.) _. e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora. poiché. (NJ. i più robusti edifici non possono resistere. che cioè la nave. e strappò la vela. purché sia solidamente costruita. questo era il caso del Pilgrim. ma piuttosto leggermente. la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm.A. gli scogli del litorale non potevano essere lontani. secondo i calcoli. e ai quali. Ferito.. {NJ.. non aveva più che un pensiero. Là. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra. Un momento dopo._. il 23 luglio 1825.sulla nave. Il vento era passato al sudovest. fu percosso dalla scotta di sinistra. Negoro sali sul ponte. Dick Sand. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli. Austin. e si rimise al timone. quella dell'uragano. anche a terra. Tale fu quello che. CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO. che gettano in costa tutte le navi di una rada. 82 impeto del vento e. la tempesta prese la sua forma più terribile. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere. Tornò dunque a prua. preoccupatissimo. Difatti era proprio un uragano. che si trovava sul pennone di parrocchetto. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e. e Dick Sand . devastò la Guadalupa. egli potè ridiscendere sul ponte.. spinta con tanta furia. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte.A) 1 Circa 166 km. uno di quei terribili colpi di vento.

ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. mentre Tom e Bat. si tenevano pronti a venirgli in aiuto.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. pareva emergere dalle onde. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. Talora. per disgrazia. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. In tali condizioni. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. legati essi pure. e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta. Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. il suo . per ordine dell'allievo. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. lo stivaggio era stato fatto bene. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. anzi. al cugino Bénédict e a Nan. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. Quanto alla signora Weldon. e in modo che. ma il vento investiva lo scafo. e si doveva dunque tentare di governarlo. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. questo è un pericolo gravissimo. Se. Hercule e Actéon. la cui azione era spesso impotente. minacciando di colpirlo in poppa. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. con il timone. al piccolo Jack. aggrappati alle bitte. l'attrezzatura. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità. qualora non si fosse alzato abbastanza presto. se ne stavano nelle cabine di poppa. il rollio della nave. avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. fin tanto che fosse possibile. dando a credere che le sfiorasse appena. era spaventoso. Per fortuna. vigilavano a prua. l'alberatura.

udi quel grido e. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. Tuttavia. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. assai preoccupato. precipitandosi fuori dell'alloggio. quando Negoro. accorse a poppa. Era in buono stato.. in un momento d'insonnia. E fu ancora mentre egli dormiva. per un violento colpo di rollio. 83 Tom gettò un grido. Dick Sand. Già Negoro si era alzato. Tom e Bat si trovavano a poppa. — rispose Tom. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. — Che c'è? — domandò l'allievo. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo. che avvenne un nuovo incidente. si curvò sull'abitacolo. fu appunto il fatto che. dopo levato il pezzo di ferro. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto.. e perciò la signora Weldon. si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. temendo che la bussola si fosse spezzata. A queste parole. nella notte dal 13 al 14 marzo. Negoro cadde. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. illuminata dalle lampade. A un tratto. se non si poteva rendere responsabile Negoro . e la bussola. ma Tom e suo figlio non gli risposero.carico non si spostava. Dick Sand. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola.. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si. se non si fosse trattenuto all'abitacolo. quale doveva essere sotto quel meridiano. nel timore che si ammalasse.. e sarebbe certamente precipitato in mare. che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare.

— rispose Negoro. Negoro si rialzò. questo regolamento lo faccio io. situazione piuttosto pericolosa. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che. — Che fate qui? — gli chiese. — Avete detto?. proprio a voi. ma il vento e le onde. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla . L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. — rispose Dick Sand. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. — Capitano Sand. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. sempre cosi padrone di sé.. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte. e che al primo atto d'insubordinazione. ma passando dinanzi a Hercule. invece di investirla direttamente a poppa. La nave correva sempre nella stessa direzione.. il vento era cambiato. vi spezzerò il cranio! In quel momento. maledetto negro! 84 Frattanto. — Ciò che mi piace. — esclamò Dick Sand. egli si trovasse a poppa della nave. fece allora un gesto di minaccia.della sua involontaria caduta. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco. che non sono schizzinosi! — Non ancora. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°. che non potè trattenere un moto di collera. — Ebbene. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento. cosa strana che colpi l'allievo. — Negoro. a quell'ora. — ribatté Dick Sand — e proibisco. E costui. mormorò fra i denti: — Me la pagherai. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. eppure.

Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. d'altra parte. in permanenza. se avesse ancora il senso della realtà. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. per prudenza. Dal 14 al 26 marzo. dove. Dingo. fu messo. Ma. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. dov'era dunque. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave. non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco. era forse scomparsa quella terra? L'America.tempesta.il Pilgrim non poteva mancare di . ella. Negoro venne molto sorvegliato. Negoro non doveva desiderare. a sua insaputa. e la terra non compariva ancora! Eppure. quella terra era l'America. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. benché non potesse scorgerlo fra le brume. dopo tanti giorni. se. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. la sua attenzione era desta più che mai. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. per precauzione. come tutti. Il barometro continuò a scendere. Nondimeno. allora.

e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi. e non vedeva nulla. di guardia a prua. — Signora! — gridò Dick Sand. tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. che aveva udito il grido lanciato da Hercule. — Avete veduta la terra?. Hercule.. salvezza o perdita ch'essa apportasse. dal momento che quella costa. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali.. che non poteva avere occhi da marinaio. In quel momento. quel giorno. nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. causa il guasto della seconda bussola. verso le otto del mattino. — chiese l'allievo. le cui indicazioni. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. — Si. 21 marzo. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. — Là! — rispose Hercule. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. La signora Weldon... nonostante la sua promessa di non salirvi. la signora Weldon. avvenne un incidente della massima gravità. L'allievo guardava. non potendo farsi udire. sali sul ponte. poiché né la . quando non era al timone. Hercule. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. Ma per quanto la interrogasse. E tese la mano verso sinistra. a prua. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. non si sbagliava. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare.

Il Pilgrim. e ridiscese. ma non poteva mancare di giungere a terra. si. formata da quell'alta vetta. Quanto a Dick Sand. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. terra! — egli disse. e siccome erano le otto del mattino. Finalmente. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. senza vele. con tutte le sue terribili incertezze. sostenuta da Hercule. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. tanto ardentemente desiderata! ma. Fra le brume era apparsa una specie di cima. La signora Weldon. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. Essendosi diradate del tutto le nuvole. vedeva quella costa. — Finalmente! — esclamò. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. ohimè. La costa. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra. Questa volta. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. d'un tratto. A un cenno di Dick Sand. la terra sottovento significava l'arenamento.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. dunque. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio. cosi tardi scoperta. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano. cercava di scorgere il litorale che . Ma. egli guardò la costa con grande attenzione. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua. Era dunque questione di poche ore soltanto. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire.

e si precipitò nella cabina. — Sf. lasciò immediatamente il ponte. — La terra che abbiamo veduta. Nondimeno. qui. Nan e il cugino Bénédict. se siamo ancora . il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. — rispose l'allievo. e una costa alta.. all'orizzonte. avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza. — Un'isola! non era che un'isola! — disse.. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. — Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. il cielo andava rischiarandosi. Da prua. — Il che equivale?. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. signora Weldon. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon. alta o bassa che fosse. — disse. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack.doveva incurvarsi dietro il promontorio. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. come precisamente doveva essere la costa americana. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon. orlata dall'enorme catena delle Ande. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. — Qui. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua. Allora a Dick Sand sfuggi un grido. E. tornò con la carta di bordo. — A circa duemila miglia. molto indietro. correndo all'alloggio dell'equipaggio. — La carta ce lo dirà. ma la costa non si disegnava ancora. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. — Un'isola.

essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. No.. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord. come per concentrare le proprie idee. che il tempo migliorasse un poco. adesso conosceva la sua posizione.. non posso spiegare questo incredibile ritardo!. e bisogna ringraziare il Cielo. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano. tuttavia... Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand. — non so. avrebbe finito per calmarsi. aveva ragione di credere che. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!. — rispose Dick Sand.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon.. egli si diceva che l'uragano. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim. per il rilievo dell'isola di Pasqua. e allora. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. doveva. e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare. . almeno. — scoperta da David nel 1686.. non posso.. e visitata da Cook e Lapérouse. visto che. sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. che persisteva già da tanti giorni. Sf. se questa si calma. Dunque. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione.. che passò un istante la mano sulla fronte. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora. Ma non si poteva sperare. come aveva detto l'allievo. in vista del porto. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire. è l'isola di Pasqua! Si. in meno di dieci giorni. — che si chiama in realtà Vai-Hou.

Se. CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. fuori bordo. Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. che non poteva dominare. Se. fino a un certo punto. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest.ripreso il dominio della nave. nulla da temere. da questo lato. egli era « padrone dopo Dio ». Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. come per un favore della Provvidenza. Il giorno seguente. Ah. . se il mare rimase eccesivamente tempestoso. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. Dio solo comandava ai venti e alle onde. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte. almeno adesso non procedeva più alla cieca. D'altra parte. questa fiducia. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e. a 88 bordo. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. stava per essere in parte giustificata. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. aveva reso a Dick Sand la fiducia. solidamente costruito e attrezzato. ma la progressione parve dover essere continua. né al cielo di rasserenarsi. perdita facile da riparare. aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. 27 marzo. nel tubo barometrico. la colonna di mercurio si alzò. perché sarebbe stata strappata dal vento. il Pilgrim.

dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. e il vento è diminuito. povero figliolo! Hai fatto. dunque. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. signora Weldon. La prima ad abbandonare la cabina. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. — Ah. signora Weldon. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte. Ella venne a discorrere con l'allievo. fu la signora Weldon.. e se è vero che alla fiducia non si comanda. — rispose l'allievo.. un giorno. — Il mio stretto dovere. . Dick! Ah. ho ragione. in confronto di ciò che era stato fino allora. pallido sotto la tinta abbronzata del volto. E poi. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte. figliolo caro.A notte. Dimagrito. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. forse. infatti. — rispose la signora Weldon. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. il vento si moderò molto. preghiere! 89 — Si. il bravo Sand. è pur vero che essa comanda! — Dick. sebbene. hai sofferto molto. — non vi sbagliate! Da ieri.. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. aveva fiducia. per prudenza. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò. o stia per calmarsi! — Si calma.. durante la tempesta. ti disobbedisco. infatti. l'aveva costretta a rinchiudersi. il barometro non è sceso. capitano mio. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. dove Dick Sand. lasciate la cabina nonostante le sue.

e presto. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza. con la tua energia morale e fisica. sto molto bene. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro. signora Weldon. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. essendo un po' diminuito il vento. Il 29. suvvia. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. — rispose Dick Sand. — rispose l'allievo... Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. ma il cuore le traboccava. più preziosa della vita. amici miei. — È Dio che ha fatto ogni cosa. .. ed ora sei. — Dick. — Grazie a Dio. Dick Sand si senti più forte. Dopo questa conversazione. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti. — replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. io!. ti ripeto che. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. — disse il vecchio Tom. Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela.— Riposo? Non ho bisogno di riposo.. e uomo degno di comandare. capitano Sand. Weldon! — Io. figlio caro. — gridò egli quando risali sul ponte all'alba. — Suvvia. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime. ti sei dimostrato uomo. — Dick. Tom. assicurandone la direzione.

Finalmente. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. diretti dall'allievo. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone. — Si. — riprese Dick Sand. — Ora. Jack! — osservò Dick Sand ridendo. Sarà forse difficile. amici. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. — rispose l'allievo. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. quel giorno. ma va fatto! — Si farà. all'opera. Nondimeno. e lo aiuterai a governare. si misero subito al lavoro. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. — disse il piccolo Jack. amici. — soggiunse Hercule. — Ed ora. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco. — Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. Inferire una vela al pennone di gabbia. la vela era a posto. \ nonostante la forza del vento. — Quando avremo la calma. Jack. — Tu. furono ristabiliti senza troppa fatica. il pennone issato. — Buona idea. la vela di gabbia e il fiocco. — rispose Actéon. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. dopo un'ora di lavoro. alle dieci del mattino. Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri.— Pronti a tutto. va' al timone insieme con Bat. che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini.

senza affaticare l'equipaggio. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. ma lasciavano fra esse grandi squarci.aggiungere altre vele. II giorno seguente. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. dopo aver ringraziato mastro Jack. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. aiuto timoniere del Pilgrim. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. opinione che fece condividere dalla signora Weldon. aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. e pure il ponte fu spazzato. poi ricompariva per sparire ancora. ma il tempo andava rimettendosi al bello. erano stati aperti i boccaporti. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. tornato al timone. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. fintanto che il vento non fosse scemato. Per arieggiare un poco l'interno della nave. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. riprese il governo della nave. Un'aria salubre penetrava nella stiva. nell'alloggio dell'equipaggio. . perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta. Talora il Pilgrim ne era 1 inondato. nel quadrato di poppa.

dopo avervi sbarcata. qualunque sia. — Bene. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. e poi torneremo al nostro porto di scalo. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. un servizio organizzato molto bene. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. — Più precisamente non potrei dirlo. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. — Qui.. signora Weldon. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. — Ebbene. in quale punto della costa approderemo. caro Dick? — domandò la signora. e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. — Si. signora Weldon. quel porto sarà il benvenuto! — Si. La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. Qui è l'isola di Pasqua. e dalla direzione del vento. Dick. signora Weldon. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna. ne concludo che troveremo la terra ad est. Ma. sempre costante. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi. ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare.— Ebbene. Dick. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. Ne passasse anche una sola. dimmi un po'. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave. ma molto più vicino a terra. che abbiamo lasciata ad ovest. . in questo momento non mi è possibile. come doveva fare il capitano Hull. ci metteremmo in contatto con essa. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California.. sul litorale. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta.

Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. perciò Dick Sand si domandava. non senza apprensione. Speriamo bene... presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . signora Weldon. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra. — rispose l'allievo. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si. la solidità degli alberi. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo.Perciò bisogna continuare ad accostarci. che farai. la quale si sarebbe fatta gravissima. però. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. — Ah! è una dura necessità. furono pure.. Per alcuni giorni.. se il tempo è bello e il vento moderato. fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. che risolvette di lasciare. Dick? :— Allora. Il vento continuava ad essere impetuoso. e se il vento sarà troppo forte. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. e la fronte gli si oscurò un istante. e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. fece tesare sartie e paterazzi. che l'aspetto del cielo è rassicurante. — domandò la signora Weldon. signora Weldon. sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio. mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. una o due volte. — Allora?.. E tuttavia. — Sarò costretto a mettere la nave in costa.. — E se non incontrassimo alcun pilota?. al bisogno. allora. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. — In tal caso. Per assicurare. Siccome il barometro risaliva. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe. tratto d'impaccio.

dato che la catena delle Ande è molto alta. significava nuovo ritardo. perciò. Ma il 6 aprile. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. La pretesa terra si spostava. però mantenendosi sempre forte. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. dunque. questi timori non si avverarono. ma. durante la tempesta. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. cioè. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. Dopo aver variato per alcuni giorni. Eppure nessuna terra era segnalata. che passasse. le quali sorgevano dal basso. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . passando ora a nord. a est.dalla parte opposta. benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta. Si era al 5 aprile. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. e tale che affaticava l'alberatura. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. ora a sud. Nuova ansietà di Dick Sand. infatti. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. dopo un certo tempo. non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile. e là. il vento si stabili definitivamente ad ovest. era stata certamente assai notevole. il dubbio non fu più possibile. Più volte. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. con il cannocchiale agli occhi. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto.

crocette. A est. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. dal canto suo. non c'era errore possibile. o che almeno pareva tale. dato il carattere geografico del paese. . neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. che si stagliavano contro il cielo. e a sud-est. sotto i primi raggi del sole. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. si profilava una costa bassa. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. In quel momento. nessuna abitazione in vista. non era più che a tre miglia. gli uni molto distintamente. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. Tom e i suoi compagni. si allungava come una sottile lingua di terra. ma era evidente. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. perfino il cugino Bénédict. finalmente. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. al contrario. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. curioso come tutti i bambini della sua età. alla distanza di circa quattro miglia. il quale. e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. tutti accorsero sul ponte. Negoro solo non si mostrò. che dominava una specie di rada temporanea. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime. accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. che si andava allungando a vista d'occhio. la signora Weldon. nessun porto. Ma. Del resto. da parte dell'allievo. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. il piccolo Jack. Allora. gli altri con gli occhi della fede. Due ore dopo.

Negoro guardava la furiosa risacca. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. Negoro lo udì senza dubbio. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. là doveva esservi una risacca mostruosa. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. guardando la terra. Poi. che andava e veniva sul ponte. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. — disse. si slanciò verso la prua e. si mise al timone. si doveva attraversare una linea di scogli. non lo vide. e i lineamenti contrarglisi un poco. nonostante tutti i miei . Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. ma. ma essa non sembrò spaventarlo. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. senza pronunciar parola. contro le quali il mare si frangeva schiumando. fece udire dei lamentosi latrati. Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi. Dunque. In quel momento. prima di giungervi. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. Dick Sand. Dingo. che lo osservava. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom. Dingo. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza. La signora Weldon. con voce ferma: — Signora Weldon. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco. Fortunatamente per lui. Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. tornò a poppa e.

nel caso che venissero precipitati in mare. per cosi dire. Quanto a Negoro. Ad un tratto. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. prese tutte queste precauzioni. abili nuotatori. Il cugino Bénédict. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. olio che. Jack. le molecole d'acqua. Tom e i negri. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. Dick Sand. Per ultima precauzione. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. lubrificando. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. Anzitutto. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso. mare. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. la signora Weldon. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. doveva calmare per un istante 5. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento. Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. Dick Sand riconobbe. ma. e . e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin. da un cambiamento nel colore dell'acqua. molto tranquillo del resto. — Tutto! — rispose l'allievo. Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. fra la salvezza vostra e la sua.sforzi. che fra gli scogli si apriva un passo. vale a dire che toccava quasi gli scogli. Dick? — domandò la signora Weldon. tornò al timone.

fra breve. la risacca avrebbe disperso i rottami. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. dieci minuti dopo. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . Il mare in quel luogo era ancora più furioso. dunque. Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. la signora Weldon e i suoi compagni. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo. Infatti.il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. Quanto al Pilgrim. grazie a lui. spaccato dall'urto. grandi difficoltà.siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand. e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale. . non appena si videro al sicuro. accanto ai barili. le onde rimbalzavano fin sul ponte. Lo scafo del Pilgrim. i negri si erano posti a prua. Perciò. non doveva presentare. Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe. in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa. la nave si era incagliata. era perduto. la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. Il loro rimpatrio. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. a quanto pareva. almeno. di cui. ormai non era più che una carcassa senza valore. non esitò. e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. in attesa degli ordini dell'allievo.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni . ringraziarono la Provvidenza. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata. il mare si placò come per incanto.

come doveva supporre Dick Sand. Dato che quella fosse la costa del Perù. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua. sulla riva del Perù? Poteva darsi. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. chiuso da una scogliera di media altezza. alberi del pepe di una specie particolare. quanti alberi. le borgate e i villaggi non vi mancavano. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. pareva del tutto deserta. . Era. seminato di rocce nere. sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento. nuovi per lui. del resto. Weldon. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab. Era un piccolo greto. e cento altri vegetali che un . A nord. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta. aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. Quanto a quella parte del litorale. i porti.ai quali. Qua e là. pini bianchi. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India. latanie. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. tamarindi.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. perché egli sapeva. si è attribuita a torto una longevità straordinaria . la moglie e il figliolo di James W. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. si sarebbe potuto discutere a lungo. e di conseguenza. nel nord-est. si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. Là. alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. fra essi.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e.

certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. circostanza piuttosto strana. Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria. fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. nere di piume. o almeno. Ma. e non c'era indizio. checché ne dicesse il piccolo Jack. non se ne vedeva nemmeno uno. Di case. Ma. e che la costa fosse tanto abbandonata. infine. nella parte superiore di quella scogliera. venuti dal largo.americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. di cui si contano più di mille specie. Dick Sand era molto meravigliato. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. per saperlo. La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. fra gli alberi della fitta foresta. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani. con riflessi azzurro acciaio. e alcuni gabbiani. Ma non ce n'era. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. dal collo interamente pelato e di color grigio. . Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. Qua e là si levava pure qualche pernice. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né.

decidendo sul da farsi. Presto. si voltava. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. — rispose Dick Sand. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio. ma aveva taciuto quasi subito. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli. Negoro andava e veniva sul greto. Infatti. infatti. qui è libero. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo.. con il naso al suolo. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. Dopo tutto. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli. io non ho più il diritto di dargli ordini. se qualche indigeno si fosse avvicinato. brontolando sordamente. Poi. non c'era proprio nessuno. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. la coda fra le gambe.. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. maniere strane davvero. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e. Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. — Va e viene!. quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. — rispose l'allievo. Dopo il naufragio del Pilgrim. . probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. — Si. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità. infatti! — mormorò la signora Welaon. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. — Dick. è strano. cessò di pensare a lui.« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. il suo servizio è finito. poi si sarebbe tenuto consiglio. un riparo qualsiasi. Il cane andava e veniva sul greto. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. — Fa quello che fa Dingo. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio.

quando fosse stato necessario accenderlo. Riguardo al fuoco. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. era provvisto di una certa quantità di esca. niente da temere. casse di carne secca. Inoltre. in verità. Il piccino era entusiasta. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. e piena d'acqua fresca e pura. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. E. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. e quando lo si avesse voluto. ma fu una botte quella che portò il forte negro. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. riguardo a ciò. anche soltanto contro la selce del greto. prima di mettersi in cammino. scoperse 99 una di quelle grotte. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. messi in luogo sicuro. ingrossate dalla tempesta. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. fumatore arrabbiato. — se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. dietro una svolta della roccia. ben traforate e levigate. Dunque. Trotterellando ai piedi della scogliera. Il vecchio Tom. non mancava nemmeno l'acqua dolce. legna secca nei dintorni non ne mancava. che il mare scava quando le sue onde.che il riflusso aveva lasciato scoperti. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto. chiamò la madre. Quei diversi avanzi. avrebbe battuto l'acciarino. numerosi oggetti. e gettando grida gioconde. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . percuotono la costa. scatole di conserve alimentari.

che non era stato trascurato. . ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. la vecchia Nan. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. di cui Bat aveva salvato un bariletto. tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. La signora Weldon. Frattanto Dingo. vegliava fuori della grotta. C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. Senza dubbio. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . Ad ogni modo.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. invadendo la grotta. Tom e i suoi compagni. . com'eri il nostro capitano a bordo.era ben asciutta. Ma se Negoro mangiò. e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta. Dieci minuti dopo. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum. — Dick. amico mio. evidentemente. prese la parola. e approfittò certamente di quanto intese. Era l'una del pomeriggio. tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza. Tu sarai la nostra guida a terra. doveva bastare a contenere i naufraghi e. nondimeno ascoltò senza parere. In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. non partecipò affatto alla conversazione. tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe.

In tal caso. dopo aver riflettuto alcuni istanti. in un raggio di dieci miglia. Hercule. — Separarci! — disse la signora Weldon. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. — Ebbene. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. è anzitutto sapere dove siamo. Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. vedendo questa spiaggia cosi deserta. Domani. per poi tornare alla grotta. per dannata ipotesi. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. preferirà rimanere qui. non si trovi nessuno. Jack. — rispose l'allievo. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. se. Quanto a Negoro. di incontrare qualche indigeno. anzi lo crederei volentieri. cosa che sarebbe spiacevole. potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. non dobbiate lasciare questa grotta. Actéon e Austin resterebbero presso di voi. credo che voi. confinante con le pompasi Può darsi. certamente. signora Weldon. È impossibile che. senza allontanarsi troppo. signora Weldon. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. — rispose Dick Sand. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione.Dick Sand. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. che fare? — ripete la signora Weldon. — È da decidere. Essi cercherebbero. di informarsi. — Il mio parere. la contrada è assolutamente deserta. — In ogni caso. il signor Bénédict e Nan. — Mi pare necessario. dopo una notte di riposo. — soggiunse Dick Sand . dopo aver riflettuto un istante. cioè nella zona meno abitata. Bat. rispose: — L'importante. Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana.

ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. ricomparve all'ingresso della grotta. e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. anzi affermo che non lo sarà. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. — rispose Negoro. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand. anche breve. fatta alla proposta dell'allievo. Ma la cosa è troppo inverosimile. — È probabile. meritava. ritorneremmo alla grotta. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta. — ripete Dick Sand. il cane ci sarà utile. — riprese l'allievo. — durante l'esplorazione. Nondimeno. Dingo. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. dato che. per . era profonda. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. in realtà. che non era uomo da impegnarsi troppo. — D'altronde. degli inconvenienti. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina. e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. è vero. La separazione poteva avere. insistendo. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. di essere discussa. era un esporsi a molte fatiche. sentendo pronunciare il suo nome. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. — Condurremo Dingo. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione.guardando il mastro cuoco. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. Entro due giorni al massimo. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse. in fin dei conti.

.. ragazzo mio. ve lo raccomandiamo. — Si. — Trovo buono ciò che si propone. — disse il cugino Bénédict. egli. — rispose il cugino Bénédict. — E voi.. signor Bénédict. — Si. e tu partirai con il vecchio Tom. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. ma. — noi resteremo qui. — per me. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. usciva anche Negoro. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. perciò la signora Weldon.accertarli. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità. risalendo lungo l'argine. — disse l'allievo. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. e farò quanto si vorrà. — Siamo intesi. Pochi momenti dopo. che fossimo più in alto o più basso di latitudine. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. — soggiunse il vecchio Tom. non portateci troppe zanzare. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri. discese allora verso il greto. — Stai tranquillo. — Non allontanatevi. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso. — Fa' come vuoi. — E soprattutto. mi sono mancati i mezzi astronomici. l'entomologo. Quasi contemporaneamente. hai certamente ragione. e non sarebbe impossibile. vado a fare una visita agli insetti della regione. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta. lasciandolo sulle ginocchia di Nan. lasciava la grotta. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . Jack continuava a dormire. signor Bénédict. quindi. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim.. tornando verso il fiume.

Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. strinse loro dolorosamente il cuore. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. coricato sul fianco come un essere privo di vita.comitiva. tanto in commestibili che in liquidi. erano fuori uso. Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. ma le carte di bordo. fosse stata aggredita per via dagli indiani. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co. Là. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile. era rimasta emergente. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. dopo l'urto. contro ogni previsione. Dick Sand ne scelse sei. e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. semispaccato.. e in mezzo a rottami di ogni sorta. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. sorgeva la 102 carcassa della nave. Questo particolare meravigliò Dick Sand. si trovavano in quel momento all'asciutto. senza più alberi né vele. la cui poppa. avariate dall'acqua. Mentre Tom. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. e metterla in condizioni di resistere se.come pure un centinaio di cartucce. che si trovavano nell'alloggio di prua. ma. dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. . e non dimenticò di prendere con sé un . Grazie a Dio. Là avevano vissuto per lunghi giorni. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. Hercule. l'allievo penetrò nel quadrato. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. dopo tutto. Rivedendo la loro nave. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa.

poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. Il sole tramontando. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. D'altronde. armi e munizioni. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. l'oscurità calò rapida. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. di farlo frugare non appena fosse tornato. La signora Weldon. o erano andati dispersi o non potevano più servire. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. ce n'era a sufficienza. ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. ma Dick Sand esitò ancora un istante. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. Tuttavia.inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack. circa cinquecento dollari. noiL si poteva sospettare che di lui. e. se non Negoro. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro. e non si riusciva a trovarla. e il crepuscolo durò poco. per consiglio della signora Weldon. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. Dick Sand e i negri tornarono allora . ma vi si avvicinava. Negoro era un uomo malvagio. Chi dunque. all'occorrenza. egli solo doveva essere colpevole. era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. Dick Sand. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si.

il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. fin che se ne voleva. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. di essere naufragati. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone. ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. — Avremo ancora una brutta notte. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi. — Dove può essere? — chiese la signora Weldon. quasi subito. durante la notte. Fu convenuto che. — Si. Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. Ma che importa. che doveva essere molto buia. — Al contrario. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. no. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . — Che importa? — disse Bat. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. sebbene fosse notte fatta. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. ormai? La nostra povera nave è perduta. di avere sfidato la tempesta. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. — fece osservare Tom. c'importa di saperlo. dico! Come conclusione. — Ah. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba. — ribatté la signora Weldon. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata. e la tempesta non può più colpirci. scolopendre e altri miriapodi. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia.

ma non rispose. ma. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare. Differivano soltanto su un punto. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E. per aspettare Negoro. come aveva detto la signora Weldon. ora. lasciandogli credere che non si sappia nulla. — Forse è Negoro che torna! Subito. e cercava inutilmente. signora Weldon.. In quel momento. — Se Negoro torna. ma. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. ad ogni modo. I negri si accordarono per vegliare . in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. secondo me. — ma. arrivati all'argine. se ci ha lasciati di sua volontà. non si poteva. solo. non videro e non udirono nulla. — rispose Dick Sand. Negoro fu chiamato più volte. Hercule. che correva sul greto. Frattanto. il cane. I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza. Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. — rispose l'allievo. taceva.104 — Certamente. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. O era già troppo lontano per sentire. Ma. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui. non potendo accusarlo. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro. Dick Sand le comunicò i propri sospetti. sarà di nascondergli i nostri sospetti. il meglio da farsi. — Bisogna assolutamente saperlo. e Dick Sand si arrese al suo consiglio.. nel buio fitto della notte. La signora Weldon aveva ragione. prendendo in disparte la signora Weldon. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. o non voleva più tornare. abbaiò forte. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi. Bat. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. e. Dingo.

— In ogni caso. non è Negoro. vide Dingo correre. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. e i suoi raggi. 7 aprile. Spuntava allora il sole. — osservò Tom. Quasi subito. Austin. non giungevano direttamente alla scogliera ma. — Se non è Negoro. abbaiando. le pareva che quella terra. Poi. La signora Weldon. uomo o animale. non potè dormire. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. chi può essere? — Lo sapremo. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. come fece anche Dick Sand. Dingo. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. — rispose l'allievo. che si trovava di guardia all'alba. signora Weldon. e li. perché Dingo abbaierebbe con furore. fino all'orizzonte occidentale. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio. il suo nemico di bordo. intercettati dalle montagne ad est. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. verso il fiumicello. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume. — disse l'allievo. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno. la signora Weldon. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. continuava ad abbaiare. — e se non è lui. Austin e Hercule: — Armatevi. amici. immobile e come puntando una selvaggina. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. — Dingo ha sentito un essere vivente. volgendosi a Bat. così armati. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . E infatti. inquieta.a turno fuori della grotta. non era più con Negoro. Ma la signora Weldon. cosi ardentemente desiderata.

di circa quarant'anni. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio. che subito impugnò per portarlo alla spalla. avanzava prudentemente lungo l'argine e. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. — Non è Negoro! — disse Hercule. — disse a sua volta Bat. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati. Era un uomo robusto. rimettendo i fucili in spalla. — No. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. Costui. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. Dick Sand fece un cenno di saluto. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. In un primo momento. con capelli e barba grigiastri. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. dopo una breve esitazione. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. non già . vedendoli avvicinarsi. riprese a farsi avanti. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. nella foresta o nella pianura. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. D'altronde.l'ultimo angolo della scogliera. tentava di calmare Dingo. Portava un fucile a tracolla. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. dall'occhio vivo. durante la notte. perché. di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. un largo cappello gli copriva il capo. lo sconosciuto. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. con gesti amichevoli. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. diede dapprima segni della più viva sorpresa. accennò a tornare indietro. — disse l'allievo.

mio giovane amico! Cosi dicendo. — Siete inglesi? — domandò all'allievo. ma di uno di quegli avventurieri. che parve meravigliarsi della domanda. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. — rispose Dick Sand. La risposta parve piacesse allo sconosciuto. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud.di uno di quegli indiani. — Signore. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. E questo parve certo. — Americani. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. — Del Sud? — Del Nord. Ad ogni modo. 107 — Non rimane più nulla della nave. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte. senza aspettare la risposta dell'allievo. anzi. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. e questa volta proprio all'americana. abituali scorridori delle pampas. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . Fu lei che rispose alla sua domanda. quando a Dick Sand. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. — rispose lo sconosciuto. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. — ella disse — siamo naufraghi. Quanto ai negri. di origine straniera. Poi domandò: — E posso sapere. si limitò a far loro un cenno. mio giovane amico. — soggiunse l'allievo. spesso poco raccomandabili. Sembrava. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. senza rivolgere la parola. — E la nostra prima domanda. non era né un indiano né uno spagnolo.

. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. come voi. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua.. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo.. — rispose Dick Sand — Ma. — rispose lo sconosciuto — perché.. mio giovane amico. e poiché la costa era quella della bassa Bolivia. indicando il promontorio del nord. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. — Io sono americano. voi non mi sembrate d'origine peruviana. — Allora. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti.. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte. a nord! La signora Weldon. posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. perché la signora . in una cosi lunga traversata. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. avesse deviato di quel poco. da quella parte. — Non saprei dirvene il nome. D'altronde. no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana. Non era affatto impossibile che il Pilgrim. — Signore. E lo sconosciuto s'interruppe un istante. Lima è lontana. Infatti. ma non sorprese nulla di sospetto. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito. poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. — Oh. ma non si era sbagliato di molto. sia nel suo fare. signora. — Ah! — fece Dick Sand. questa che punta è? — chiese Dick Sand. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta. — disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto. io non l'ho potuta rilevare con precisione. credo? — No. — Signore.. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto. e ciò non lo meravigliava del tutto. signore.— Si. sia nel suo modo di esprimersi.

— A duecento miglia da qui. È. — Il deserto d'Atacama? — Si. non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. ma ora sto recandomi ad Atacama. — rispose la signora. — Signora Weldon. — No. — Precisamente. al tempo stesso. — rispose vivamente la signora Weldon. ed è da lui che mi reco per i miei affari. il quale. Tali offerte. da cui differisce sotto molti aspetti. — rispose Harris — abito a sud. e sono nato nella Carolina del Sud. signor Harris? — chiese la signora Weldon. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti. signora Weldon. non potevano che deporre a favore dell'americano. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. — Abitate in questa parte della provincia. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! .gli dicesse il suo nome. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. verso nord-est. sarete ben ricevuti. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. volgendosi alla signora Weldon. — Io mi chiamo Harris. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù. Mio fratello sarà felice di fornirveli. l'hacienda di San Felice. fatte spontaneamente. c'è una fattoria importante. sulla frontiera cilena. Se volete seguirmi là. mio giovane amico. — Oh. che appartiene a un mio fratello.

. poi. Perciò. seguito da Nan. perché si strinse ancora più forte alla mamma. 109 In quel momento. — Non sono. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. ho creduto. e venduto come tale in Africa.. — Oh. — Noi saremmo molto onorati di servirvi. — Volentieri. e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. — rispose Harris. — e d'altronde. — Che bel bambino! — disse l'americano. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri. signore. — Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. avvicinandosi a Jack. — soggiunse. Io sono stato schiavo. non avete nulla da temere. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. come noi. qui presente. avete certamente sofferto per due. — rispose la signora Weldon. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. — rispose la signora Weldon. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione. è vero. il piccolo Jack. — disse allora il vecchio Tom. signora Weldon. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. — Ma lo sappia il signor Harris. Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. signora Weldon. — È mio figlio. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. quando avevo soltanto sei anni. ma mio figlio Bat. e non sono mai stati al mio servizio. corse da lei. signor Harris. Ne chiedo scusa a queste brave persone. veduta sua madre. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . — rispose la signora Weldon. noi non apparteniamo a nessuno. su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo.— Ah! è vero.

— Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. — Il viaggio è un po' lungo. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando. come aveva detto Harris. — ma ho qui. Nel frattempo. Era. caro piccino? — Scusate. con tanta cortesia. facendo dieci miglia al giorno. credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. si affrettò a cambiar discorso. piuttosto contrariata. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . di recarsi all'hacienda di San Felice. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. — è molto timido. — Non appena all'hacienda. La signora Weldon ringraziò l'americano.dunque paura. La signora Weldon. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. seguendo il corso di questo fiume. in tal modo. viaggio faticosissimo certamente. non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. credo. ho inteso dire la strada che ho già fatta. infatti. — rispose Harris. non sarò. — rispose Harris. giunta cosi a proposito. e del resto. quando ho parlato di duecento miglia. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. aveva offerto i propri servigi. poiché sono abbastanza pratico della pampa. — s'affrettò a dire la signora Weldon. Per noi. a qualche centinaio di passi dietro l'argine. signore. L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. 110 imbarazzato a camminarvi.

— È vero. Dick. — ma a sud? — A sud. — Ebbene. non potrei accompagnarvi. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. e saremo lieti di dividerli con voi. — chiederò al signor Harris in . al vostro posto. — Ebbene. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama. e il tragitto è pressappoco eguale.. — rispose la signora Weldon — per fortuna.. che conosco molto imperfettamente. e voi non ne avete certo incontrate. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. mio giovane amico. in lui riappariva il marinaio. — No. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina. — rispose Harris. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon. — rispose la signora Weldon. signora Weldon. senza contare che. Quanto a me. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. — A nord. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. — Signor Harris. non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. e che ci resti soltanto da partire. con mio grande rammarico. — Signor Harris. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi.Felice. che si arrendeva a malincuore. perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. si! — ribatté Dick Sand. signora Weldon. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa. — rispose l'allievo. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. a nord o a sud? — Ma. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente. — rispose Harris. — si tengono molto più al largo. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta.

è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda. — Non temete di abusare di me. io sono buona camminatrice. no. — Parola mia. e per quanto è possibile.. — Accettiamo la vostra offerta. No. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti. vi servirete di quel cavallo. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. non saprei dirvelo. — Tutto quel che so. voi e il vostro piccolo Jack. non vorrei privarvi del vostro cavallo.. io non esito. — rispose l'americano. — La cattiva stagione comincia in aprile.. -— Ed io buon camminatore. — disse allora la signora Weldon. — rispose la signora Weldon. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. — rispose il giovane allievo — sennonché. facendo nuove obiezioni. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto. certo. — Signor Harris. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice. signor Harris. D'altra parte. — riprese Harris. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. avrebbe contrariato la signora Weldon. mio giovane amico. signora Weldon. e di là. e siccome saranno a cavallo. e tale circostanza. Dick Sand vide che. non sono io che ritarderò la nostra carovana. — rispose Harris.quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso. signora Weldon. In fin dei conti. signora Weldon. — Signor Harris. — ribatté Harris inchinandosi. ci cederanno le loro cavalcature. poiché è .. giovane amico. facilitando il nostro rimpatrio. — tuttavia. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio.

vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume.. — disse Dick Sand. signora Weldon. Scegliamo dunque. Avrà ben fatto colazione. Hercule! — disse allora Harris. — Come vi piace. amici miei. quelle che si possono trasportare piij facilmente. — Sui mercati d'Africa. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. — rispose Harris. \ — Signor Dick. lui! — Volete che vi accompagni. vale a dire per una decina di giorni di marcia. — disse Hercule — se volete. Entrambi partirono. signore? — chiese Dick Sand all'americano. però. porteìòtutto io. che guardava il negro come se fosse da vendere. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. — Siete un compagno robusto. ognuno si mise al lavoro. — Bene. di cui ciascuno prenderà una parte.. volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza. vi pregherò di accettare la nostra. Si. . e facciamone dei carichi. che sono ostinati predoni. — venite. — Prima di partire. approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui. — Tom. signor Harris. Ve la offriamo di cuore! — Accetto. — No. fra le provviste di bordo. per affrettare la partenza. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. mio giovane amico. D'altronde. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. — è meglio spartirci il carico.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. signora Weldon. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e.

aveva girato l'angolo della scogliera. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. nitri allegramente. che non chiedeva niente di meglio. Harris staccò il cavallo. Là. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. Nel frattempo. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. reni corte. era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. Harris. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire. anzi. di preparare un pasto ristoratore. groppa allungata. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. saggia precauzione prima di mettersi in marcia. bisognava viaggiare nell'interno della regione. strada facendo. gli lasciassero raccogliere insetti. accompagnato da Dick Sand. ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. mio giovane amico. e che. — Vedete bene.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ». la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente. precedendo Dick Sand. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. spalle piatte. legato a un albero. un cavallo. Tuttavia. purché. Hercule lo ricondusse. frontale estremamente sfuggente. L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. Per amore o per forza. che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. La signora Weldon si occupò allora. all'avvicinarsi del padrone. incollatura lunga. con l'aiuto di Nan. quando ebbe raggiunto l'americano. stanotte non avete incontrato un . che di attraversare l'America intera. Era un animale vigoroso. per una decina di giorni.

da uomo che la natura ha dotato di forte appetito. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico. — Ah! — fece la signora Weldon. la colazione era pronta. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si. Quando vorrete. non lo aveste incontrato. — Orsù. — No. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. — rispose l'allievo.. con il suo fucile a tracolla.. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. la signora Weldon. Jack.. — rispose Dick Sand — ed è scomparso.. — Forse. Si componeva. sistemato davanti alla madre. che siete venuto da questa parte. forse?. sali a cavallo. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova. come la cena della sera precedente. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. rischia facilmente di smarrirsi. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione. Harris le fece onore. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello. signora Weldon. — rispose Harris. — Non ho incontrato nessuno. aiutata da Hercule. — disse Dick Sand. Forse lo raggiungeremo per via. ieri sera. e occupiamoci della partenza!. no. — Annegato.. le disse allora che egli . — No. — disse Harris. e perciò vi domandavo se voi. di corn-beef e di biscotto.portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire.. di conserve alimentari. e l'ingrato piccolo Jack. può darsi. — rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta. era ancora con noi. Quando entrambi furono tornati alla grotta.

anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. camminavano in testa della comitiva. la signora Weldon era piena di fiducia. che sotto la direzione di Harris. era stato . per dieci giorni. seguire i difficili sentieri. sebbene nessuno potesse spiegare il fatto. della quale i suoi compagni e lui dovevano. più lamentoso che furioso. Quanto al cugino Bénédict. come a Dingo. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione .che Dick Sand. ambedue armati. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano. in cerca di una traccia. donna e madre. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris. Ciò fu notato da tutti.d'altronde nulla pareva dover giustificarla . che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. Seguivano Bat e Austin. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. penetrò nella fitta foresta. Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale. per quanto era possibile. lei. Dingo andava e veniva e. Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. non c'era da temere di smarrirsi. sempre con il fare di un cane inquieto. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. poi Nan e Tom. l'altro di un Remington. Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. Ecco. secondo.avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». come fece osservare Dick Sand. alla retroguardia c'erano Actéon. l'uno del suo lungo fucile. Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo. Al contrario. le sue maniere erano visibilmente mutate.

e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. che dimenticavo! Vi ringrazio. cugino Bénédict. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. lo richiamò venti volte.. Durante la prima ora. a tener conto della mia raccomandazione. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». preoccupata. bisognò lasciarlo fare a modo suo. (era diventato il suo compito). poiché. la signora Weldon. no. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale. vale a dire che. l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri. ora in coda. — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. egli ricominciò ad allonta115 narsi. ma inutilmente. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. all'occorrenza. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. — La mia rete. o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. la grossa lente sospesa al collo. nessuno dei due lo avrebbe osservato. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace. la reticella in mano. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora. — Quando vedrete un insetto. cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste. Con la sua scatola di latta a tracolla. — La scatola e la rete. e.impossibile assegnargli un ordine di marcia. — Pure. non osereste! — Anche i vostri occhiali. passata la quale. senza scatola e senza occhiali. . cugina. per conseguenza. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. ora in testa. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri.. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. per l'ultima volta. come se si fosse trattato di strappargli le viscere. — Cugino Bénédict.

molto carichi di materia colorante. lì. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. ma. — Mai. prima di rispondere alla sua domanda. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche.Stabilito ciò. Per tal modo. legno solido e leggero. che misuravano fino a dodici metri di diametro. . c'erano scotani. — mai durante! miei viaggi. Strada facendo. come ripete Harris. in terreno scoperto. — rispose l'allievo. e in ogni caso. c'era il bauhìnìa o legno ferro. adatto a far remi e pagaie. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che. La piccola comitiva. almeno. era bene armata e stava attentamente in guardia. per dire il vero. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. Harris aveva calcolato bene. Tuttavia. come s'è visto. Qui. — Ma. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. identico al pterocarpo. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e. il molompi. nessuno pensò più al cugino Bénédict. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. quel calore sarebbe stato insostenibile. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. ed Harris ebbe cura di farlo notare. e guaiachi. negri o bianchi. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. Del resto. avete esplorato le coste della Columbia. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. più lontano.

si. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi. — Ebbene. certamente. E. e se mai si può ringraziare il caso. era spiacevole che.. ma la botanica non gli piaceva. ma Dio. Dunque.. — E neppure la signora Weldon. signora Weldon. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. nel cugino Bénédict. — rispose la signora Weldon. o della Patagonia? — No. Ah. — Gli americani non temono i viaggi e. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori. conosce questa parte della bassa Bolivia. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta. del Brasile e della Repubblica Argentina. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda. la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. forse.. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo.del Cile. — Non credo che sia stato il caso a condurci. di ogni altezza. Nessuno di noi. mai. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. signor Harris. quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. davvero. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. dunque. che contrasta singolarmente con le regioni del Perù. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. signor Harris! — Dio. né i suoi prodotti.. si sentiva sotto i . non ne sapeva nulla. — No. Dio! — rispose Harris.

disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi. non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. e nondimeno. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. avrebbero reso 117 la marcia più facile. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. più grossi dell'ebano comune. secondo Harris. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo. gli alberi. Qui.piedi una rete di rigagnoli. benché fossero piuttosto lontani dal mare. talora riuniti a gruppi. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. Vi cresceva a profusione l'indaco e. certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. passato l'acquitrino. muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. cosi affermò Harris. « Chi pianta un mango. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. la piccola comitiva. Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. alle quali Harris diede il nome di papiri. dopo la fermata di mezzogiorno. Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. se ne . Non appena un campo veniva abbandonato. quel parassita. Poi. Poi c'erano manghi. Non si sbagliava. un po' meno fitti. un po' larghi. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. ancora numerosi. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. Alcuni di quei rigagnoli. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta.

e se ne lamentò. Ora. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. — è una manga. Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. il quale si figurava che i fiaschetti. dichiarando che « quella pera » era buonissima. non se ne vedeva neppure uno. la cecropia peltata. — Pazienza. Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. ed era l'albero della . e soprattutto la syphonia elastica. e l'albero fu subito preso d'assalto. signor Harris. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma. E il piccolo Jack. il ficus prinoides. i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. ciononostante. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. che appartengono a famiglie differenti. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. signora Weldon. è buono. le bambole parlanti. cosa abbastanza singolare. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. per rassicurarvi. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. se ero buono. senza farsi molto pregare. bambino caro! — rispose Harris. prendete. — Si. — Tutto quello che c'è di più elastico. A quella foresta sembrava mancare un albero. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. perciò grande disinganno del piccino.impadroniva immediatamente. — Eccovi.gomma. — Siete proprio sicuro. la castilloa elastica. la cameraria latifoUa. intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. abbondano nelle province dell'America meridionale e. la collophora utilis. segui l'esempio di Harris. Infatti. € io li voglio! . e le loro manga erano buonissime.

. Gli indiani. come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. carino mio. Qui. che sanno intrecciare artisticamente le loro piume. si era ancora troppo vicini alla costa. È anche « mazzolino di pietre preziose. . — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. signore. 118 — Gli uccelli mosca. che splende ai raggi del sole ».. per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia.— Ne avrai. Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ». hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano. e forando il tappeto d'erba. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. « il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». Nondimeno. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. — Ma non è tutto. simile a quello di un mulinello. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. — E avrete anche gli uccelli mosca. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. Secondo l'americano. Jack. là. — Ah. era quello di non fermarsi per via. ma più lontano. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. più lontano! — rispose Harris. Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. — insiste Jack. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. è « il piccolo re dei fiori ». Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure. Già la foresta mutava aspetto. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì.

pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. Vero è che era la prima giornata di marcia. all'arrivo della comitiva. ci si sbaglierebbe molto. molto fronzuti. — egli disse — e passeremo senza pericolo. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e. ed anche senza molta fatica. — Passiamo senza far rumore. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. e si compose di conserve e di biscotti. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango. il mango offriva i suoi. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. dove si trattava. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. rilevato ogni due ore. con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. simile a lastre di lapislazzuli. per costringerli a tacere o a fuggire. attaccabrighe. Prima del tramonto. Ma Harris lo dissuase. dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto. Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi. che fu corretta con alcune gocce di rum. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. Quanto ai frutti. soltanto. non di stabilire un vero accampamento. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. Un uomo di guardia. i cui larghi rami. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. e i pappagalli non . Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. eccellenti. ciarlieri. formavano una specie di veranda naturale. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. La cena fu subito preparata. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. All'occorrenza. doveva bastare per la vigilanza notturna. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte.

— No. e poi. — Le notti. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. non fremeva più fra i rami. cessando con la notte. — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. e il vento. cominciò a far buio. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ». Finita la cena. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. non sono fredde. — A che prò? — rispose Harris. mio giovane amico. Quindi niente fuoco.li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida. — serpenti non ce ne sono. In verità. vi ripeto. come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. per fortuna. come niente colpi di fucile. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. — Vi sono boschi e boschi. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. e puoi dormire tranquillo! . le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. Jack. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. mio carino. signor Harris. è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. — rispose la signora Weldon. Del resto.

— Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. si. occorre che voi riposiate per tutta la notte. aprendo la bocca armata di denti magnifici. — Hercule. ciò che è verissimo. voi starete di guardia. vi si trovano però coguari e giaguari. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio. — ma io devo. Hercule. ma specie di volpi. che. Austin ed io basteremo per questo compito. — Si. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. — No. Jack. Actéon! — rispose Dick Sand. e noi siamo in forza. — Mai! — rispose la signora Weldon. ci sono i lupi! — Oh. — No. Hercule.— E leoni? — domandò Jack. era presente alla conversazione. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. — Si. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. che non voleva contrariarlo. signor Dick — disse Actéon. e nemmeno tigri. — Bene! — disse il cugino Bénédict. — Grazie. cui già si chiudevano gli occhi. lupi da burla! — rispose l'americano. carino! — rispose Harris. — La morderò io. — E mordono. — Sono cattivi? — domandò Jack. veglierai! — gli rispose la madre. i « guaras »? — domandò il piccolo Jack. — Neanche l'ombra dei leoni. — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali.. — Peuh! — rispose Harris.. uno per mano! — Tu starai bene attento. — Ma. Bat. — Non sono nemmeno lupi.. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ». Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri. lascia fare a questa brava gente. signor Jack! — rispose Hercule. per caso..

come gemme vive. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. chi chioccia. Alcuni momenti dopo. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. Là si trovano la piccola marikina. coricata presso di lei. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. il sagoino dal muso picchiettato. Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. In questo modo salutano l'alba le scimmie. tutti erano immersi in un sonno profondo. diede un ultimo bacio al suo piccino. chi brontola. Quando Hercule aveva una consegna. lo riportò sotto il mango. Di questi diversi quadrumani. il più vecchio della . i sagù. tranne il gigante che vegliava. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. la eseguiva militarmente. Questi insetti. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO. nonostante 121 le sue recriminazioni. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi.— Non importa. i viaggiatori o scorridori dei boschi. C'è di tutto in quel concerto mattutino. che si era addossata al mango. nell'America del Sud sono numerosissimi. chi latra. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. chi gracida. se cosi si può dire. a coda prensile e con faccia satanica. il mono gris. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. chi ghigna. che hanno dormito nelle foreste a del sereno. per completare la serie di questi diversi rumori. e chi perfino « parla ». che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. La signora Weldon. Quando spunta il sole. che sono i cocujos o mosche luminose. — rispose Jack. Alcuni istanti dopo.

I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. riprendere forza per una buona giornata di marcia. ma. e la fanno perché la carne di questo animale. e che se Hercule gli avesse . Ma non si era mostrato alcun lupo. a quanto pare. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». le scimmie non fecero la loro preghiera. né altri quadrumani di quella immensa foresta. poiché nessuno le udf. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. e nondimeno la loro voce si ode da lontano. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte. nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. quella mattina. ben rimessi da quelle poche ore di riposo. è ottima.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. soltanto. né i gueribas. ed è il baritono del branco. anzitutto. dopo la preghiera del mattino. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. né i sagù. Nan si accinse a preparare il pasto. e fu presa. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. in una parola. tutti erano a digiuno come lui. che nessun allarme era venuto a turbare. Per la prima volta. D'altronde. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. soprattutto quando è affumicata. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. il consueto concerto. 122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia. per un motivo o per l'altro. intonarono. Ma quel giorno. forse. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli. perciò.

e inoltre. conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. insomma. Tuttavia. arboscelli spinosi. l'avrebbe avuta a che fare con lui. cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. Tuttavia. come aveva detto Harris. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. ma a patto di non perderlo di vista. assenza di pietre. Invece. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. non era cosi. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. guidata dall'americano. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. secondo Harris. passando allo zenit. La foresta continuava. . alberi nani. Alle sette del mattino. Da quando la piccola comitiva. si trovavano nella regione delle pampas.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. Forse che la natura. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. aveva lasciato il litorale. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. un complesso. di quella interminabile foresta. e il sottosuolo si manteneva umido. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. Su quel suolo vergine. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. o meglio. assenza d'alberi. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. no. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. il sole. Oh. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste. e durante certi mesi d'estate. ora.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

— disse l'americano. poco importa. Gli indiani. bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. signora Weldon? — Per me. avete perfettamente ragione. che fanno la raccolta di china. contro la febbre. che pareva non avesse capito. Sebbene siano spesso molto alti. Fino allora. — E mi stupisco. non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. almeno ve li facciamo di cuore! Si. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. signora Weldon. ma il tempo stava . È raro che crescano a gruppi. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si.ringraziamenti. questi alberi. mio giovane amico. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. — riprese Harris — non è facile distinguerli. — Certamente. mio giovane amico? — domandò Harris. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. mostratemelo. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo. — Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. — Signor Harris. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. pure non è facile scoprirli. ma all'hacienda troverete solfato di chinino che. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti. — Certo. — Infatti. non aveva piovuto. — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. è assai migliore della corteccia dell'albero.

1 Un tempo. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle. Benché. che fu in piedi. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. .per cambiare. — E che avete? — domandò la signora Weldon. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict. sebbene non volesse ancora parlarne. perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. c'erano ancora da passare poche ore. perché. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla.. — Sono io. — chiese con terrore la signora Weldon. il giorno dopo. poi. si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno. prima di tutti. alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ».) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. prossimi alla stagione delle piogge. no! non è un serpente. alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. ma per fortuna. nel 1649. Meno che mai. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. l'ho preso. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. Si era. — Sono stato morso! — Da un serpente?. schiacciate il vostro insetto. volle abbandonare la sua abituale prudenza. secondo Harris. La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi. — disse Harris — e lasciateci dormire. (N. signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. infatti.. — Ah. si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. l'ho preso! — Ebbene.d. — No.A. si presero le solite precauzioni per la notte. allorché furono destati da un grido acuto.

cugina. dopo questo incidente. perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon. ci direte che mosca è? — Questa mosca. — No. finora. cugina. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. almeno per l'uomo. — rispose l'entomologo — questa mosca. per i bufali. — disse Dick Sand — signor Bénédict. per le antilopi. ebbero ripreso il sonno interrotto.. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. — Un dittero. di colore smorto. — rispose il cugino Bénédict. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. avvicinandola al cugino Bénédict. per esempio. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare.. non potè più chiudere occhio per tutta la notte. Il suo bambino. adorabile insetto! — Ma insomma. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava. questa mosca. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. e perfino per gli elefanti. Dick Sand. . — e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile. è una mosca. che stringo fra le dita. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. Ma per gli animali. è un altro paio di maniche! Oh.— Niente affatto. no.

nessun incidente venne ad . senza dubbio. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». preoccupatissima. che allora spuntava. era bastata a spezzare la sua fibra. Soltanto. e non formavano più masse impenetrabili. quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. non erano loro mancati. e. e molto pallido nelle intermittenze. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. Questa era almeno l'opinione dell'allievo. Oh. Harris. per quanto energica fosse. benché ora cominciassero a scarseggiare. la sera stessa di quel giorno. meno fitta. Nan. gli alberi si sparpagliavano a gruppi. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima. Nella foresta. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. e sembrava non provare affatto la stanchezza. e la loro salute era soddisfacente. e la vista del piccolo Jack ammalato. Sua madre. poi. faceva pietà a vedersi. secondo quanto diceva l'americano. Probabilmente. il viaggio era stato ripreso. E. la sera del 18 aprile. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno. dodici notti passate a del sereno. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda. Dodici giorni di viaggio per una donna. al quale mancavano le cure più elementari. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. Intanto. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. si! era tempo d'arrivare! Ma. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. Dick Sand. c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. nondimeno. quanto ai viveri.molto rosso durante gli accessi di febbre. Ma per un bambino era ancora peggio.

Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand.. 131 Il cane. non è vero? — interruppe Dick Sand. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. Quel giorno. è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo. che. che. non sia molto lontano! — Ma.. — O Negoro non conosceva/questo paese. dopo avere un po' esitato. forse di non grande importanza. quasi sempre con il naso al suolo. o taceva. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria.. infatti. talvolta furiosi.. Tom. i latrati dello strano animale ridiventarono forti. — Oppure egli lo conosceva. perché? — disse Tomi. interrompendosi per chiamare il cane.. — In ogni modo. ma egli osservò due cose. — Negoro. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia.. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese. — Negoro.. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?. da principio. In primo luogo. — Si. invece. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim.. Fino allora. com'erano un tempo. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi.. signor Dick. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo.aggravare le inquietudini di Dick Sand. mutò modi. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi. e che in questo \stesso momento. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce. fu il comportamento di Dingo. gli si avvicinò: . o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso. e allora. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista. fiutando le erbe e gli arbusti.. e quasi d'un tratto.

— Su. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». — Ci sarebbe da meravigliarsi. alla quale nondimeno si era recato più volte. — ribatté Tom. _ — Ah! — fece l'americano. — rispose Dick Sand. — Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. Harris aveva veduto tutta la scena. La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo. — rispose Tom. — È inutile. Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. — Oh. — Egli non è mai venuto in questo paese. 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. non dilatava le narici. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. Quel nome fece su di lui il solito affetto. Non fiutava. Questo. che si trovi in angustie. e che doveva conoscere. non affrettava il passo. — disse Harris — ma se volete. .■— Piglialo! — disse. e si slanciò avanti. fosse lontana ancora centinaia di miglia.. come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia.. — rispose il vecchio Tom scherzando. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima. saprà anche andare più lontano. signor Harris. pareva indifferente. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. Dingo. — disse Harris. A osservarlo bene. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. come fanno gli animali della sua specie. Eppure. — quel portoghese. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto. quasi niente. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto. batteremo il bosco. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. — se Negoro ha saputo venire fin qui. — a sentire Dingo. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. signor Harris. come se l'hacienda.

se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. quattro erano già state certamente superate. La signora Weldon. Alle sei di sera. un po' acquitrinoso. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto. come chi non è sicuro di sé. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. della quale doveva pure avere un gran bisogno.non rimanevano da percorrere che sei miglia. erano giunti vicino a una macchia. ma non vi sono . Dick Sand si guardò attentamente intorno. lasciare simili tracce. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. Dopo una pianura larga un miglio. e guardava a destra e a sinistra. Del resto. era ricomparsa. e di queste sei miglia. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana. ma sembrava osservasse le profondità del bosco.. imprimere si larghe impronte. né di coguari. Erano dunque ais o altri tardigradi. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. certamente. impronte che non potevano essere né di giaguari. Come! non un indigeno. le erbe. senza essere cosi fìtta come ad ovest. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più. non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo. violentemente scostate.. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. e al tempo stesso. i rami erano strappati o spezzati. la foresta. alle cinque di sera. lasciavano vedere sul suolo.

Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione. più che mai. In quella situazione. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. quei negri. e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. tutti i suoi compagni di sventura. Dunque. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. Ad ogni modo. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. se. prima che fosse venuto il momento di agire. per averne ragione. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa. qui. ormai. con il largo muso rigonfio. poteva agire. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo. ma. Ad ogni modo.elefanti in America. vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. la cui bocca è armata di denti che ne . era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. come marinaio. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. quel fanciullo. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. fra le terribili prove che intravedeva. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. e che avrebbe dovuto ancora. più o meno bene immaginata.

— ripetè Dick Sand. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi.. erano spossati. e forse ho avuto torto! — Può darsi.. — rispose Harris esitando — e non riconosco. — rispose Harris — eppure. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale. — Come vi piacerà! — disse l'americano. forse non sentiva la stanchezza. Verso le quattro di sera. Tom portò il coltello a Dick Sand. decorato molto rozzamente. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai. — Smarrito. — disse Harris. La signora Weldon. mi sarà difficile guidarvi. la . ma le sue forze erano esaurite. che guardò Harris bene in faccia. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. — No. ad andare avanti. — Farò bene. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda.. — Infatti... — ma di notte. — replicò Dick Sand in tono risoluto. attinta dal sentimento del dovere. — rispose Dick Sand. con la pelle senza peli e di color rossiccio.. più o meno.. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo. Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. gli indigeni non sono lontani. signor Harris. credo. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta.. non ci separiamo. — Eppure?. e tutti. infissa in un manico squadrato d'avorio. che lo prese. formato da una larga lama ricurva. una specie di coltello d'una forma particolare. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack.escono per più di un piede. Era un'arma. no. tozzi sulle zampe corte. ■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand. Era proprio tempo di arrivare.

assopito per la febbre. E. era rimasto immobile. se ne stava in disparte. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. — Li. macchie di sangue!. qui! — gridò Dick Sand. Ma il vecchio Tom. due mani recise e. infatti.. presso quegli avanzi umani. tornando verso di lui: — Taci. in terra.. Quanto ad Harris. Frattanto. Dingo. con il tono calmo di chi è preparato a tutto. le faremo in un'ora! — E sia pure. là per terra.. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra. — rispose Harris. Tom.. le riposava fra le braccia. Dingo fece udire furibondi latrati. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo. — Sai bene che non c'è nessuno. membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi. taci! — disse. alla vista di quelle forche.signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi. — disse Tom — su quegli alberi. Due o tre miglia ancora.. In quel momento. Con gli occhi . — Qui. dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo. alcune forche spezzate e una catena infranta. Vi erano. ci rimetteremo in viaggio.. indi. li. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo. il vecchio Tom.. guardate! guardate! 135 — Che c'è. e chi lo avesse osservato in quel momento. a giorno fatto. di quella catena spezzata. e domani. Il suo piccolo Jack. Per fortuna. che stava occupandosi con lui di questi preparativi.. si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick.

. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo. se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. Il pasto fu preparato. in quella profonda notte. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro.. Cessato il vento. egli guardava. Cercava di ricordarsi. le mani serrate... il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. sull'orizzonte ad ovest.. Tom. non una foglia si muoveva sugli alberi. Austin e Bat vegliavano insieme. e attraverso gli alberi. 136 Forse. ho veduto!. non assopito.. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto. di udire. Tom. ora si fece profonda. Improvvisamente. verso le undici.smisuratamente aperti. si fece udire un ruggito profondo e grave. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui. e si dispose ogni cosa per la notte.. Dick Sand. mormorando queste parole: — Ho veduto. — ripetè Dick Sand. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. — Per pietà della signora Weldon. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. Fu scelto un altro luogo di fermata. con la testa china.. ho già veduto. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni. Essi cercavano di vedere. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. da piccino. satura d'elettricità. stava per parlare! — Taci... queste forche. rimaneva immobile.. per noi tutti. come fosse stato atterrato da un colpo repentino. la stanchezza vinceva la fame. ma lo assaggiarono appena. L'oscurità calò a poco a poco.. ma assorto nei propri ricordi. E senza dubbio. soltanto il cugino Bénédict dormiva..

e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio. — Il leone! — ripetè. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare.Tom si rizzò in piedi. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. era stata raddoppiata. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito.. Ma Harris non c'era più. aveva certamente girato il Capo Horn. la china. le catene. che non era né l'altipiano di Ata-cama. e con lui era scomparso il suo cavallo. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. ma qualche altra isola. Tom lo aveva riconosciuto. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine. verso il posto occupato da Harris. né la pampa boliviana! Sì. la terribile tse-tsè. il dittero raccolto dal cugino Bénédict. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè.. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. Dick Sand gli afferrò il braccio.. i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione. il coltello di forma bizzarra. incapace di dominarsi pili a lungo. giraffe.. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. e non struzzi. la bussola lo aveva ingannato. Dick Sand. e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. con il coltellaccio in mano. situata precisamente a ovest di quel continente. erano fuggite nella radura. si precipitò. a sua insaputa. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise.

formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. sulla costa d'Africa. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. I musulmani. e allora i portoghesi. infine. a profitto di chi siano fatte. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. indovinate da Dick Sand. che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola. dove e come si compiono codeste barbare razzie. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. principalmente nell'Africa centrale. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. In pieno XIX secolo. praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. che occupavano in quel tempo parte del litorale. quanto sangue esse costino. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . eppure si continua a fare su larga scala. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. ridotti in schiavitù. è stato proibito già da molti anni. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. dove. quanti incendi e saccheggi provochino. e. ed è questo che il lettore deve sapere. Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. li inseguirono con accanimento. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. Questo traffico abominevole.Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili.

poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . Presto si elevarono voci generose. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. la Virginia. il Connecticut. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. che protestarono contro la tratta dei negri. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. e cioè le braccia degli schiavi. alla quale non fu estranea la questione della schiavitù. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. Ma per quanto fosse necessaria. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano.ricche famiglie. e in tal modo in Europa nacque la tratta. la fondazione di colonie oltre oceano. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. inoltre. a ciò. nel seno stesso di quell'America del Nord. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. sotto ogni punto di vista. che vollero riscattarli a peso d'oro. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. sarebbero periti a migliaia. Verso la fine del XVI secolo. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. questo odioso traffico era generalmente ammesso. tutti gli Stati lo proteggevano. Diversi Stati del Nord. essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. Infatti. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri.

La Francia aderì subito al nuovo trattato. e pirati coloro che la esercitavano. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. Come tali. La spinta era data e. andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali. così come le colonie spagnole e portoghesi. nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. I negrieri continuavano a correre i mari. non intervennero all'atto di aboli140 zione. Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. imitata nel 1814 dalla Francia. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». e l'Inghilterra nel 1824. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. non si facevano più nuovi schiavi. dichiararono la tratta atto di pirateria. Per mettere fine a questo commercio. più particolarmente. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. Frattanto. e nell'agosto 1838 . e furono perseguitati a oltranza. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo. si dovettero attuare misure più drastiche. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico. La Francia e l'Inghilterra. Tuttavia. Gli Stati Uniti nel 1820. nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. e. essi incorrevano nella pena di morte. una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. ma gli Stati dell'America del Sud. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. nel 1807. si propagò con efficacia per tutta l'Europa. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. Il 14 maggio 1833.

Il Brasile.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. Di questi infelici. numero che. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. verso Mozambico. Nel 1861. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. compiendo l'opera di emancipazione. Cameron. Burton. Nella regione dei . Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. la estese a tutta l'America del Nord. l'una ad ovest. Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. teatro principale delle guerre fra capi e capi. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi. i campi devastati sono deserti. i fiumi travolgono cadaveri. Stanley. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. all'indomani di quelle cacce all'uomo. la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. almeno non ne accetta più di nuovi. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. l'altra a est. e i figli dei negri vi nascono liberi. turchi o arabi. Tutti gli altri viaggiatori. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. È nell'interno dell'Africa. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione. nel 1848. Livingstone. Dopo questi spaventosi macelli. Grant. sembra. verso la colonia portoghese dell'Angola. e le bestie feroci invadono il paese. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. alla Mecca o a Mascate. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. Dieci anni dopo. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. e cioè duecentosessantamila negri. gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. Spelee. tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese.

poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. Del . diventano spesso dei soldati. nei distretti dell'alto Zaire. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro. che l'audace Stanley ha attraversato. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. Questi schiavi. Pure. 1878. si vede lo stesso spettacolo: rovine. e presso certi popoli dell'alto Niger. e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà. In tali condizioni. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. durante questo secolo. e questa via di sfogo mancherà. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. supera annualmente i quarantamila. e viceversa. massacri. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar. e quest'anno stesso. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. come al tempo di Bonaparte. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. spopolamento. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. per molti anni ancora. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. certamente. Molto prima della spedizione d'Egitto. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra.Grandi Laghi. Da allora.

anche in Egitto e nel Bornu. Esso si stende dalla Nurse a sud. indigeni barbari. e. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo. quando lo schiavo non è un soldato. All'interno. Ma in quale parte del continente africano. circostanza aggravante. quest'ultima capitale della colonia. terreni caldi e umidi che generano la febbre. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. dei quali alcuni ancora cannibali.resto. e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. Clima pernicioso. Ed era là. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. . per fornire uno schiavo. infatti. a quel tempo non si conosceva che il litorale. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. fino al Zaire a nord. e due città principali vi formano due porti. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. che si compone di tre province. dipendente dal regno del Portogallo. dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. è moneta che ha corso. Benguela e San Paolo di Loanda. per un'inesplicabile fatalità. il Congo e l'Angola. nel paese che Cameron a sud. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. il Benguela. Stanley a nord. il traffico si fa regolarmente all'interno. dovevano attraversare qualche anno dopo.

attraversando l'Unyanyembe. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. a prezzo d'inaudite difficoltà. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese. l'uno a sud. la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. e di là. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. l'altro a nord dell'Angola. Tuchey. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. nel 1816. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. Trentasette anni dopo. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. le montagne del Bambarra. mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. Diciotto anni dopo. Nel 1872. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. il Lualaba. parti da Zanzibar e. passava il Coango. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. con coraggio senza pari. Il primo per ordine di data. passando il Tanganika. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. nipote di Livingstone. Cameron. è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. accompagnato dal dottor Dillon. e l'offerta fu accettata. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù. nel novembre del 1853. dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . di cui non potè ridiscendere il corso. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. fosse molto compromessa. e uscivano. dopo aver attraversato l'Ugogo.

come . e assisteva alle più orribili scene di razzie. ventun mesi dopo. il Lovale. il 24 agosto 1876. Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. l'Uluda. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù. Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. mandato alla ricerca di Livingstone. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba. abbandonava. nel novembre del 1874. Quindi. il dottor Dillon e Robert Moffat. che aveva soltanto intraveduto. quando Stanley. il coraggioso americano. l'Urua. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. che riuscì a metterli in fuga. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. Sotto l'Equatore. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe.pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. risalendo fino al secondo . il Kilemmba. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika.spopolate dalla tratta. per fare il giro delle insuperabili cateratte. grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. le sorgenti del Lomane. All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. lasciava Bagamoyo sulla costa orientale.

Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale.grado di latitudine boreale. dove né gli indigeni. seguendone il corso. sarebbe disceso direttamente al mare. Francis Pocok. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo. invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. passando le cateratte di Massassa. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico. e non l'America. e se il Nilo è la grande arteria del nord. a quattro giornate dalla costa. sfuggendo alla morte per miracolo. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. a Banza M'buko. perdeva uno dei suoi compagni. situata fra le Cordigliere e la costa. il 18 luglio. E cosi fece. dove le missioni sono ospitalmente . Non era la regione propizia. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. dove abbondano le borgate. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. né le belve. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. Tuttavia. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. il 6 agosto. era l'Africa. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. ed egli stesso. Il 3 giugno 1877. di Zaire e di Congo. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. sotto i nomi di Lualaba. preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. dopo una traversata completa del continente africano. Finalmente. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. di Cassanga e di Kazonndé. e che. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. a più di cento miglia dal litorale. né il clima sono davvero da temersi. E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. Due giorni dopo. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia.

e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. nel 1853. sull'argine di un ruscello torrentizio. ma l'interno stesso della colonia.aperte a qualsiasi viaggiatore. E. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa. CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi. cosi come avevano reciprocamente fissato. Erano Harris e Negoro. — Cosi. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. passando da San Salvador. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. la situazione era terribile. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. Harris. che scorreva fra una doppia siepe di papiri. due uomini s'incontravano a tre miglia di là. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . La conversazione cominciava allora. ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. veramente. ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim. perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo.

il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. più gli interessi. non sapevo più che cosa immaginare e. era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto. — Cento miglia ancora.. e davvero. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni.— No. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. per darmi il colpo di grazia. — E lo regolerai con comodo.. — Te lo ripeto. Parola mia. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle.. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze.. e nel tempo stesso. Harris.. Negoro. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro.. però. Negoro. rugge il leone. una vera trovata. ippopotami ed elefanti in America. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. ma la madre che voleva gli alberi della china. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! . camerata.. — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo. questa. Quanto a me.. per farla compiuta.. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde. camerata. è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine. durante i primi giorni di viaggio. Negoro!. — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni.. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna.

i viaggi non l'hanno cambiato. Negoro. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. alla foce della Longa. — Grazie! — Che vuoi. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa. Harris. camerata. nella nostra esistenza piena di peripezie. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù. sul luogo del naufragio. — Nondimeno. — Bene. sono costretto a confessare che. Negoro. dunque. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. mi pagherà care le sue insolenze. hai fatto bene a mantenere le distanze. Che cosa gli hai fatto. nel suo genere. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto. dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. significano molto. sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. Harris. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente. — Capiterà. — disse Harris con filosofica indifferenza — . dopo un istante di silenzio: — A proposito. — Quanto a te. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. — rispose Negoro. fra noi. Poi.— Capisco! — rispose Negoro. del quale siamo umilissimi agenti. — rispose Harris. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. camerata! Un bel giorno. a quel cane? 146 — Niente. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. — C'è mancato poco.

come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito. e mi hanno preso. — rispose Negoro. o forse anche impiccato.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. Un barile d'acqua. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. ti hanno pescato? — Si. sorvegliato. Ah! ho sofferto terribilmente. — Per mille diavoli! — esclamò Harris... benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato... mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. una cassa di conserva. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda. fra i quali mi ero cacciato. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. che aveva leggermente esitato a rispondere. — I portoghesi fanno gli smorfiosi. al mio arrivo ad Auckland. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me. non essendomi voluto mostrare. nella Nuova Zelanda. se fossi stato così stupido da presentarmi. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland. — Gli inglesi? — No. — rispose Negoro — ma dalla prigione. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e. quando fummo in mare! ma. adesso! Non vogliono più la schiavitù. ■— E condannato? — Si. — Hai potuto evadere? — Si. ... i portoghesi. volere o no.

In due anni. ecco una cosa poco delicata..— Ah. Continua dunque il racconto delle tue avventure. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto. è un'abitudine! — Per diciotto mesi. — Non c'è nulla. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano.. — disse poco dopo Harris. si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione. Quando lo steamer giunse laggiù. Negoro s'interruppe. — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore.. Harris. — Infine... ma ti ci rifarai. però. è passata. — Anche quello del galantuomo. — disse Negoro. Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland... — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò. — Povero diavolo! — Ora.. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland. — Capisco! — rispose Harris. potei lasciare la nave senza che mi vedessero.. — Ciascuno ama il proprio mestiere. — Harris. Entrambi si alzarono in piedi. compare! Vitto e trasporto gratis!. Negoro? — Anche quello. . — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta. che afferrò il fucile. paese dei Maori! Ma ne sei tornato. camerata. — SI. discorreremo dell'avvenire. pronto a far fuoco. che tardava a presentarsi. Quando conoscerò bene il passato.. ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri. aspettavo sempre un'occasione.

— rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. ma l'equipaggio era al completo. da principio. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. Quel giorno. Ora. Quando m'imbarcai. — Come. — Ma. il cuoco del Pilgrim.. il cuoco del brigantino aveva disertato. . uomini liberi! Non sarei stato il padrone e. Harris. a bordo. suo figlio e suo cugino. Ma accadde che. — parla caro compagno. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa. e siccome mi sono sempre interessato di cucina. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. — disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. se ti piacerà. vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. parla! — Il Pilgrim. e a bordo c'erano cinque robusti negri. dopo aver riflettuto. mi accettarono. il capitano Hull.. — Era la mia intenzione. rimasi ciò che ero alla partenza. dunque? — insistè Harris. Harris. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro. mi offersi perciò come cuoco e. comandante del Pilgrim. dunque. nella mia qualità di ex marinaio. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. in mancanza di meglio. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. Fortunatamente per me. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. credevo proprio di andare solo fino in Cile. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. e pochi giorni dopo. ma vedevo che diffidavano di me.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto.

e contavo proprio di approfittare di questo errore. la sua vera direzione. Harris. dove volevo trascinarli! . trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. Il tuo giovane amico. La lunghezza della traversata. Senza che l'allievo se ne accorgesse. ma. fu girato il capo Horn. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. Negoro. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. lo hanno creduto. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. e la nave. finalmente. Negoro! — Lo so. spinto da una violenta tempesta. Harris. — disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno. e nemmeno potesse sospettarlo. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. alla quale assomiglia veramente un poco. Essi si credevano. Harris. ha battuto rotta falsa. — Si. cosi che il Pilgrim. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato. e una notte la bussola ha indicato un falso nord. precisamente su queste terre dell'Angola. ma io. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. per opera mia. ancora molto novizio in fatto di navigazione. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. è perché l'ho voluto io.— E allora. inesplicabile per Dick Sand. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia.

che non vedo da due anni! — Oh. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. — osservò Harris. al sud dell'Angola. — Prima di dirtelo. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno. Da una parte le autorità portoghesi. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni. — No. dirigersi verso l'Angola. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. vuole. Ma farli passare da Benguela. i baracconi sono pieni di schiavi. in questo momento. camerata. {N. e perciò. — E che importa. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie. i governatori non intendono più ragione. Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa.d. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita.A. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole. — E gli affari vanno bene? — Si. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. il mercante di schiavi Alvez. che fornisce tutto il Madagascar. dammi notizie del nostro padrone. o da San Paolo di Loanda è impossibile. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. — E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro. ormai? — esclamò Negoro. — adesso sanno dove si trovano. e . e i chefes1 nemmeno. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti.— Ma. dicono. Harris. che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. Soltanto nei dintorni di Mossamedes. almeno su questo litorale.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest.

all'udire parlare questi furfanti. ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni. — rispose Negoro.inoltre. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. Giunta la conversazione a questo punto. riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice. — . non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto. — E ora. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni.. L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. e se ci premono i nostri interessi. Primo di tutti. — I negri che accompagnano la signora Weldon. dopo di lui. e quella che. vale a dire capace di qualunque azione.. se ne avessero. — disse. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità. Cameron. Grant. Burton. lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. Stanley. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto. — che farai di costoro? — Ne farò due parti. l'evaso dal penitenziario di Loanda. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. — E quali venderai? — domandò Harris. Negoro. Speke. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi. David Livingstone. Il portoghese non prosegui.

camerata. dunque. — Non è « può darsi ». Cercherà dunque. può darsi!. — Oh. — Vedi. Negoro. di forte costituzione.. e.. sulla Coanza.. che rifletteva. — riprese Harris. — rispose Negoro. ma « sicuramente » che bisogna dire. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma. ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. abituati al lavoro. dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. camerata? — domandò Harris. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza. — Certamente. la prenderà.. Non ha altra decisione da prendere. ne sono certo. — No. — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm.. — disse Harris.. — rispose Negoro. — È forse difficile? — chiese Negoro. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe.. — Niente!. — Si. — Quali. faccio assegnamento su certe rendite.rispose Negoro. Negoro. 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. — rispose Harris — poiché è intelligente.. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto.. — Quattro negri. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme. Certo. — Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro. è come se al mio . A dieci miglia di qui. lo conosco. assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni.. qualche centinaio di dollari soltanto. io. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé. — disse Harris.

Harris aveva assistito. — In cammino. con le mascelle spalancate. D'un tratto si fece udire un sordo latrato. a tutta la scena. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. — Dingo! — esclamò Harris. afferrando il fucile di Harris. al tempo stesso. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare. apparve un cane. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. quando Negoro. Egli non perderà nemmeno un'ora. Alcuni istanti dopo. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris. — Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro.. lo spianò e fece fuoco. Dingo stava per avventarsi su di lui. si avviavano verso la Coanza.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene.. Harris. ma non insistette. Negoro discese immediatamente dall'argine. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro. entrambi discendendo il corso del ruscello. — Diamine. Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. e bisogna precederlo. pronto a slanciarsi. Negoro non ne disse di più. Negoro. io conosco Dick Sand. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. attraverso la . senza pronunciar parola. — Ah. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. ai piedi dell'argine.

della quale non potevo controllare le indicazioni!.. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America.. sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim.. Negoro era là. nonostante la rapida corsa della nave. a poppa!. se nel passato vi erano ancora alcuni punti . mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa. Si ricordò pure la rottura della prima bussola. e la rottura della sagola del solcometro. Non ha forse potuto turbare. una sola. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo.. egli toccava la verità col dito. « Si ». pensò « rimaneva una sola bussola a bordo... » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia. — L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand.foresta. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. d'un tratto. Poi. come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata. E una notte. adesso si spiegava perché. vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava. Era caduto sull'abitacolo!.... Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand.. la terra s'era mostrata cosi tardi. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio.

— Ebbene. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro. Ed ora. i negri. cercasse di vendicarsi di lui. lo so. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale.oscuri. mosso da un sentimento d'odio. risoluto. avrebbe saputo che pensare. L'allievo sapeva. a più di cento miglia dalla costa. il presente non poteva più offrirne.quest'ultime. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo.Dick Sand si rialzò. che l'aveva trattato come meritava. ma la signora Weldon. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. ahimè. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati.. tutti gli altri dormivano. — Si. di trovarsi in Africa. Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. a rigore. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore. più numerose . Che il portoghese. sapete dunque che siamo in Africa. Tom.. signor Dick. troppo bene. che avevano insieme concertato un piano. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. — Tom. sarebbe rimasto capitano a terra. Dick Sand. A lui spettava di salvare la signora Weldon. quella madre. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. era ancora concepibile. ma l'allievo non cedette. perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. . fermo. lui stesso! La situazione era terribile. ahimè. si poteva ammetterlo. quel bambino. era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica. non una parola di ciò. Capitano a bordo. né alla signora . e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone. gli strumenti del mercante di schiavi.

Quanto a Negoro. e bisognava approfittarne. ed era fuggito.Weldon. dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. Infatti. probabilmente. allo scopo di concertarsi con lui. del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio.. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi. le stazioni portoghesi. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto. — Lo so. prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. Bisogna che siamo soli a sapere. né ai vostri compagni.. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai.. . e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia. doveva essere quella dell'Angola. e quella costa. soli a temere!. senza dubbio. Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire. È necessario!. egli doveva aver raggiunto Harris. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. Siamo in paese nemico. — rispose Tom. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. è vero. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto. signor Dick.. — Soli... Egli si era veduto scoperto. a nord o a sud.. Mi verrete in aiuto. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti.. In ogni caso. signor Dick. sarebbero passate alcune ore. — Tom. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza. Dopo esservi giunto.

ed ecco perché. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. Bisognava inoltre aggiungere che. che. discendendo la corrente di un fiume. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza. là dove era naufragato il Pilgrim. sarebbe stato malagevole. Dick Sand lo credeva. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. e in ciò doveva dar ragione ad Harris. del resto. l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. né molto a est della regione. in mancanza del cavallo di Harris. non poteva risalire né molto a nord. Infatti. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon. Inoltre. poiché una catena di montagne . ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. fino allora si erano tenute a distanza. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. bene armati. per fortuna. per non dire imprudente. con ragione.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. poiché Dick Sand e i suoi compagni. 155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. mentre Dick Sand voleva. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura. Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso.

molto pallido nel periodo dell'intermittenza. L'allievo giudicò che. o si piegava verso sud e.si sarebbe incontrato qualche suo affluente. Fors'anche. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. Evidentemente. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. s'intorpidivano presso gli argini declivianti. In ogni caso. o il fiume scendeva da quei monti. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. — Dick. — chiese. e la signora Weldon depose il piccolo Jack. arrossate dall'ossido di ferro. tutti i loro compagni si destarono. Venuto il giorno. Difatti. — rispose Dick Sand. Perciò. La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. — È fuggito.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. di modo che. e ci ha trascinati fin qui . — Quell'Harris è un traditore. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile. senza esitare: — Harris non c'è più. L'ultimo giorno di marcia. le cui acque. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon. prima di quel fiume. fra le braccia di Nan. uno dopo l'altro. — rispose. i declivi si abbassavano e diventavano umidi.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. Il bambino. nei due casi.abbastanza vicine . ancora assopito. — poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano . che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva. la natura del suolo si era modificata. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. durante le ultime miglia del viaggio. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. signora Weldon. faceva pietà.

. guardando il vecchio negro: — Questa notte. — rispose Dick Sand... — Lo presentivo! E tu credi. e non dubito. — Non lo so. Ancora alcune miglia a piedi. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa. — disse Hercule. — rispose l'allievo. signora Weldon. — Non c'è né fattoria. Dick? — No. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf... si affrettò a soggiungere. che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. — rispose il vecchio Tom. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare.. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. senza fatica e senza pericolo. né villaggio. se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. signora Weldon. io sono forte. — Per la stessa strada. non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale. quel miserabile era sulle nostre tracce. — Oh. Dick. e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero. signora Weldon.. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito. bisogna tornare alla costa. quella fattoria?. — Ve lo ripeto. — Camminerò! . lo avrei ucciso! — E cosi. un traditore! — ripetè la signora Weldon. — le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà. né borgata nei dintorni. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. — Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni. signora Weldon. — Quell'uomo. e.d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon.. Perciò. — Dick.

non si svegliò neppure. sarebbe rimasto tran157 quillo. e d'altronde. complicazione grave. mi stanco. durante la marcia. era pronto a partire. che. che . le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica.Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. e. Cosi. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati.. c'era da star sicuri che quel gran bambinone. un po' di fronde attraverso. con l'ingiunzione formale di non lasciarli.. Actéon se lo gettò sul dorso. in modo da formarne il carico di un solo uomo. più in là della punta del naso. — disse Hercule. — Quando non ho nulla da portare. a lui importava poco. messo fra Actéon e Austin. che prese il bambino dalle braccia di Nan. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello. li aveva conservati.. E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. per consiglio di Dick Sand. per altro. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo. Le armi furono esaminate con cura. poiché non ci vedeva. fortunatamente. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali. poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. amici. senza ch'egli ne dubitasse. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti. — Datemi Jack. Camminerò! Andiamo. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare. — due rami d'albero. il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio.. In tal modo. come si dice. — Grazie. — Andiamo! — ripetè l'allievo. Il cugino Bénédict. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi. ma. signora Weldon. Infatti.

saprà ben ritrovarci. fin dall'alba. manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo. quasi analogo a quello di Pernambuco. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. sebbene meno fitta. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. Avanti! Faceva molto caldo. nelle radure. Qui. ma erano più variati. indice di terreni carboniferi. Dingo non c'è! — rispose Hercule. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom. l'assenza del cane era sgradevole. probabilmente. rosse orchidee. praticati dalla tromba di . Lo sentiva vicino a noi. piante di cotone. nell'aria c'era minaccia di temporale. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. lobelie pallide. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. giacevano a terra. no. poi. Nessun latrato gli rispose. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. da quell'intelligente animale che è. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. zenzeri gialli o turchini. — E Dingo? — disse. — rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi.. Erano elais. — Harris. — È vero. D'altronde se è vivo. i fiori variavano i loro colori. come se ne incontrano spesso sul continente africano. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. tronchi enormi. Dick Sand rimaneva silenzioso. Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. — Può darsi! — disse l'allievo. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori. già silicizzati. In certi luoghi.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat.. ma per fortuna la foresta. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte.

là erano disseminati limoni. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato.alcuni insetti. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti. ma le liane ricomparivano di continuo. con prudenza e rapidamente. In molti altri luoghi. si capisce. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. una resina odorosa che colava fino al suolo. ma. non avevano . sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. liberarsene. scure alla mano. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. Cosi si andava. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale. gli uccelli svolazzavano numerosi. con la lama guarnita di lunghe spine. molteplici ostacoli. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. ma. li recidevano a grandi colpi. come ha fatto osservare Livingstone. con gran dispiacere di Dick Sand. serpenti vegetali. come si doveva temere. Talvolta. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. Era dunque il periodo delle febbri. si può. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia. abbandonando il luogo dove si sono contratte. che bisognava togliere di mezzo. e lo disse alla signora Weldon. generalmente. Sotto i grandi rami. che esse inghirlandavano. I negri. ritardavano la comitiva. melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale. ma per lo più. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti.

— Bisogna mangiare qualche cosa. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. le belve. — le ripete più volte Dick Sand. 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. signora Weldon. Verso mezzogiorno. Quei veloci animali passavano rapidamente. e in quella prima tappa. giudicando. francolini di diverse specie. assai difficili da accostare. cosi pericolose in Africa. sul lembo delle praterie. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora. non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. e non poteva mangiare. e Dingo non era ricomparso. Durante il pasto. C'erano galline faraone in torme considerevoli. si videro ancora delle giraffe. ma questa volta invano. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . con ragione. non si stancava di guardarlo. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. parlarono poco. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. In lontananza. Ma. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ». che doveva sboccare in qualche fiume più importante. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido.

— rispose Hercule.. — E il cavallo? — domandò Jack. e quanto a lui. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. — Bene. signor Jack. Aveva lo sguardo più vivace. — rispose. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. — Il cavallo? Se n'è andato. e vedendolo tale. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. se vorrete. io. ella non voleva ancora disperare. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. E d'altronde. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. — Adesso il cavallo sono io. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. Mentre egli le parlava. ma avreste torto. che andò a prendere la mano del bambino. — Stai meglio. poiché la febbre non era tornata. — Si. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. aver conseguenze molto gravi. signor Jack. donna e madre. — Eccomi. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. sono io che vi porto.. Jack. mi metterete un morso.senza fatica alla costa. — E il mio amico Dick? — domandò. di cui bevve alcuni sorsi con piacere. perché ho la bocca dura. mamma. oh si! era tentato di curvare il capo. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca. osservando quei bravi negri tanto devoti. — rispose Dick Sand. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. ai suoi occhi. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso.

— Si. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore. a centinaia di certo. — sì. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. secondo un'espressione indigena. Per non abbandonare il corso del ruscello. uccisi dalla fatica o dagli stenti. il terreno era ingombro di ossami. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. nell'Africa centrale. prese la sua parte di lavoro. e questi animali. la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte. Era un passaggio di elefanti. — Ci arriveremo presto. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi. facendo mulinare la scure. decimati dalla .. fatto il primo miglio. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. Dick. Hercule. Qua e là. sotto lo staffile degli agenti. praticata attraverso il bosco. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. — rispose la signora Weldon. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. Le carovane percorrono centinaia di miglia. e. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello.una volta il piccino. Jack. andiamo! — rispose la signora Weldon. bisognò passare attraverso il boschetto. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. e quanti infelici cadono lungo la strada. I negri lavoravano senza posa. per troncare quella conversazione. presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. lunghe vie. cosi seminate da avanzi umani.. Grandi buchi. ma ora quei sentieri erano « morti ». impiegandovi tre ore. si vide una larga galleria.

con aria meravigliata. dunque. come se stessero attraversando un interminabile cimitero. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. La signora Weldon guardava senza vedere. quando non li possono più nutrire. aveva voluto riprendere il piccino. e tali massacri non sono rari! Cosi. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. e volteggiavano in aria. si scostò dal ruscello. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. tributario dell'Atlantico. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi. il suo corso si faceva meno torrentizio. la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi. a coltellate. Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. addormentato. a sciabolate. e il piccolo Jack. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. aprendosi il passo con la scure. fra le liane e i cespugli . e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. li ammazzano a fucilate. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. Per fortuna. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. mettendo in fuga enormi caprimulghi. risalendo obliquamente. e per un miglio. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. camminava con gli occhi bassi. quando vengono a mancare i viveri! Si. Nan camminava accanto a lei. ma procedevano in silenzio. e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. Quanto al vecchio Tom. occupava tutti i suoi pensieri.

. Austin. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile. signor Bénédict. Erano lunghe pianure. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone. più acquitrinoso. la natura del terreno si modificò completamente. — Hercule. di qualche ricco giacimento di minerale.. Ma che fate. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia.. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua . quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto. si vedeva comparire l'ematite bruna.inestricabilmente aggrovigliati. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo. — No. Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli. si tappezzava di fitti muschi. — Casco!. e voi. Gli tesero la mano. signor Bénédict?. e il suolo. che era improvvisamente scomparso. — prima di camminarvi sopra. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. ma il temporale non è lontano. certo. Gli alberi andavano facendosi più radi. cosi perfidi sotto il piede. che Hercule stesso non le dominava con il capo. amici. — disse mettendosi davanti a tutti. e si rialzò coperto di melma... — disse Dick Sand. ultimo affiorare. che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. provate il suolo. verso le tre del pomeriggio. ripigliate in braccio il piccolo Jack.. sormontati da graziosissime felci. — State attenti. e molto a proposito. Dick Sand si rammentò allora. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. — disse Bat. Quel giorno. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace. l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini. tanto alte. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. 162 Bat. — Infatti. Più di una volta.

da costringere la signora Weldon a fermarsi. senza di lui. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. mentre Dick Sand. Per mezzo miglio. scoppiando. che si fece anzi cosi perfido. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. e gli altri tre negri portarono la barella. sondava il terreno. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. Finalmente. una gran quantità di bolle sali alla superficie. Frattanto. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. Le difficoltà furono grandi. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. Il cielo cominciava . Actéon si mise accanto a lui. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. costruirono una barella di bambù. sulla quale ella acconsenti a prender posto. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. Del resto. Hercule. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. grazie alla sua natura argillosa. Tom aiutava Nan che. il cugino Bénédict. Quando fu tolto dal fango. e sarebbe stato anzi insostenibile. il calore si era fatto estenuante. che. in testa. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva. il suolo riprese una durezza sufficiente. Livingstone. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. Bat e Austin.preziosa scatola di entomologo. Evidentemente. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. sorpassata la palude. verso le cinque di sera. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica.

senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. a due piedi dalla superficie. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. benché il sole non fosse tramontato. Quando la tempesta scoppiò. c'era la salvezza per tutti. sopra un'ultima zona più chiara. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo. poiché la pianura rischiava d'essere inondata. in quel bassopiano deserto. là. amici. la comitiva. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione.ad essere solcato da lampi lontani. un rifugio. verso nord. cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. procedevano più spediti che al principio della tappa. Tuttavia. Ora. — Avanti. Tuttavia. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse. e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. senza un albero. . la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. Stava per scoppiare una formidabile tempesta. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia. se anche fosse mancato il riparo. almeno. Non si poteva passare la notte senza riparo. e s'inquietò parecchio. in Africa. fulmini che succedono a fulmini. avanti! — ripeteva Dick Sand. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. Là. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . forse. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco.cosa che era più da temersi . si sarebbe trovato l'acqua. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. Dick Sand lo sapeva 163 bene. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche. — Forza! forza! — gridava Hercule. Allora si" fece buio quasi assoluto. poiché.

Tom.. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack. condensandosi. privo d'alberi. Dick Sand si era bruscamente interrotto. Aveva tanta paura. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco. Jack. — Se il tuono si avvicina. destato dal fracasso del tuono.. la pioggia non poteva essere lontana.. — rispose Tom. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti.. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni.. dev'essere un accampamento. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. che occupava una parte dell'immensa . — Un accampamento.. Tuttavia. anch'io ho visto!. là.. — rispose il vecchio Tom crollando il capo. e allora le nuvole. — Niente paura. per il timore di affliggerla di "più.. il povero piccolo. avrebbero rovesciato veri torrenti. Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!.. Hercule. con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente. — ripeteva. signor Dick. — esclamò Dick Sand. — Che cosa ho veduto. si nascondeva fra le braccia di Hercule.. poiché su quel piano. non è vero? — Si. piccolo Jack. lo romperò in due. — Si. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom. Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati. — Non possiamo rimanere su questa pianura. che la pioggia trasformerà in palude! — No. ma un accampamento d'indigeni!. ma non voleva che la madre lo vedesse.. — Che fare? — disse. continuando a camminare a gran passi.torrenziale. lo consolava come meglio sapeva. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche.. signor Dick.. a un quarto di miglio?. 164 — Continuare a camminare..

ma formicai alti almeno dodici piedi. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. Dick Sand era di ritorno. « Lo saprò » disse fra sé. prima di condurvici. e il nostro capitano. andrò solo. qualunque fossero le minacce del tempo.pianura. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. Tom. La piccola comitiva. là. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. nel secondo. infatti. — No. Tre minuti dopo. signor Bénédict. che Tom e Dick Sand precedevano. — rispose Tom. in attesa che passasse la tempesta. o forse un villaggio. si rizzavano un centinaio di tende coniche. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. c'era il riparo che desiderava. — Non è un accampamento. Poi. che si avvicinò al vecchio negro. si arrestò. 165 — Sf. forse. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso. doveva fuggire al più presto. posso avvicinarmi senza essere veduto. — Un accampamento. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. — Abbiamo veduto un accampamento. — Lasciate che uno di noi vi accompagni. che a questa parola rizzò le orecchie. Rimanete. Dick Sand. — disse. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. — nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento. signora Weldon. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. Laggiù.. signor Dick. ha voluto andare a visitarlo.. La signora Weldon si accontentò di questa risposta. ma non si vedeva nemmeno un soldato.

andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio. Ben presto. qualora non si fossero potute cacciare. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. dopo pochi istanti. per essere stati costruiti da . Con grande meraviglia del cugino Bénédict. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. Ai piedi di quel cono. fatto con una specie di argilla rossastra. in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. con una specie di violenza. Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. che pareva dovesse spegnere i lampi. migliore di una tenda e anche di una capanna indigena. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. sono. e per quanto minacciose fossero le termiti. — Ci divoreranno. e grosse gocce crepitavano sul suolo. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. stando al paragone fatto dal tenente Cameron. signor Bénédict. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto. e saranno nel loro diritto! — Andiamo. si apriva un buco assai stretto.— Ma allora. S'era levato un vento furioso. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. Era uno di quei coni di termiti che. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo. si mostrò.

più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. nell'interno. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. come una cateratta. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. le pianure si mutano in laghi. misurava dodici piedi di altezza. Quel cono che. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. di pareti molto massicce. un Niagara! Si immagini un bacino aereo. innalzate dalla mano dell'uomo. egli dice. i ruscelli in torrenti. era perfettamente impermeabile. la pioggia non cadeva a gocce separate. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. Sotto simile urto.insetti tanto piccoli. Venne accesa la lanterna. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». Per buona fortuna. continuano per intere giornate. che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa. Difatti. Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. Ciò dipende dal fatto che. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. ma cosi è. in Africa. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. il formicaio. il suolo frana. per quanto forti siano. Ci fosse anche passato sopra un torrente. tranne nella sua parte superiore. che si rovesci di colpo. contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. aveva undici piedi di larghezza. i fiumi straripano inondando vasti territori. Dappertutto lo . contenente un intero mare.

non già alti soltanto venti piedi. Smeath-man. con quattro dei suoi compagni. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. erano fatte di argilla rossastra. Nan e il cugino . come la cupola di una cattedrale. dello stampo del cugino Bénédict. che potevano piacere solo a un entomologo fanatico. la parte superiore di uno di quei coni. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. — aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. Come si vede. e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. La parte centrale del cono. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. ha potuto occupare. come ve ne sono nell'Africa meridionale. dovuti a industriose falangi d'insetti. S'immagini una successione di cassetti aperti. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. Insomma. alti da quindici a venti piedi. le pareti. il piccolo Jack. Nel Loundè. fiancheggiati da campanili. ma quaranta e cinquanta. nel N'yangwe. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno.spessore delle pareti era di circa un piede. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. E infatti. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. come s'è detto. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. non sarebbe bastata a contenerla. enormi coni arrotondati. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. Un viaggiatore olandese del secolo scorso. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti.

Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. e presto si convinse che . anzi. Ma era stato evacuato da molto tempo. — Non c'è che da passare una notte. — Amici. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. che. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. — D'altronde. Bat e Actéon. poiché. sarebbe stato inabitabile. Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. sarà meglio non lasciare questo riparo. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. attraverso l'orifizio aperto alla base. finché non avremo costruito una zattera. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. — Ebbene. mentre Dick Sand si assicurava che. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco.Bénédict poterono rifugiarsi. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio. — rispose il vecchio Tom. Credo. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono. l'aria potesse circolare liberamente nel cono. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. dove il temporale non può farci alcun danno. dopo dieci giorni. con alcune migliaia di quelle formiche. poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. mentre Dick Sand. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. composto di argilla alquanto friabile. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto.

e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. signor Bénédict? — disse Dick Sand. no! — esclamò. — Di recente o no.l'emigrazione era stata recente. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. poiché. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no. — Ah. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. stizzito per questa risposta del bravo negro. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio. stamattina stessa. Era una cavità scavata nella parete. dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. e stasera.. — E che volete dedurre. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri. — rispose il cugino Bénédict. l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. — Ah. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. In quel magazzino. — Ebbene. Infatti. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve.. alla luce della lanterna. — disse Hercule ridendo. — Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. non lontana dalla cella reale. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire. come le celle destinate alle giovani larve. sf? vi credete tanto forte . e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. si? — ribatté il cugino Bénédict. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante. e di succhi di piante appena solidificati.

se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. era come grano sotto la macina del mulino. e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. io! — Ne schiaccereste centomila. poiché la stanchezza. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio. che non voleva arrendersi. si polverizzava. — ma vivo. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. abitandolo. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. per ingannarsi. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. e le conserve. ne schiaccerei delle masse. — Ma non un miliardo. per alcuni minuti. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. lo credo! — rispose Hercule. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo. furono bene accolte. che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. cinquecentomila. poteva costituire per esse un pericolo. non crocchiava. Tuttavia. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. All'allievo . Domani. Fra le mascelle di Hercule. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. anzi. ne risultava che. quando la tempesta sarà cessata. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict. e un miliardo vi divorerebbe. e. penseremo a decidere altrimenti. per quanto grande. Tutt'altro. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene. animandosi. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. signor Bénédict. vivo o morto.

queste Termitine. la mordente. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri. più triste che mai. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. montato sul suo cavallo di battaglia. le cui antenne sono più lunghe della testa. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto. Dick Sand non sapeva che cosa pensare. Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. le mandibole molto distinte. le Emerobine. il genere termite. la termite lucifuga. C'è il genere mantispo. da mandibole cornee e da una notevole robustezza. in un alveolo bene imbottito di panni. — continuò. — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. ... forse indebitamente. Forse. Lo scienziato. la distruttrice.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. la termite a corsetto giallo. Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict. nel quale si contano la termite fatale. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. l'accesso di febbre non era tornato. all'entomologo. Ah. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori. nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. il genere rafidio. la dimora. sono Termitine. una sola. se avesse potuto trovare una termite. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. le Ter-mitine e le Perlidi. le Mirmileoni. È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio.

riuscirono vittoriose. che pure non si trastullavano per via! E perché. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri. il paese delle formiche. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. le sirafù. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. du Chaillu. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. stando a Livingstone. Mai. che si chiamano drivers.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. maschi e femmine lunghi venti. il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica. leoni. come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. elefanti. Queste. mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. e per tornare alle nostre termiti . né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. e perfino i più grossi animali. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. le tchungus. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me. — In Africa. lunghe mezzo pollice. prode in guerra. e che gli indigeni chiamano sirafù. Le altre. l'Africa è. soldati lunghi dieci. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. del resto. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. presero la fuga. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. per eccellenza. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito. non senza essersi coraggiosamente difese. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. Nulla le arresta. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. fuggono dinanzi ad esse. — Si.

durante la sua lezione d'entomologia si erano. amici miei.. non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate. finora. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. e. tanto meglio. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom. ma egli teneva cattedra per proprio conto.. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict..bellicose. uno dopo l'altro.. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma. Ah. — Dove? — Qui. Si accorse egli che i suoi ascoltatori. signor Bénédict? — domandò Hercule. — Mai. benché non dormisse. ( quanto a Hercule. no. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. rannicchiati nei loro alveoli.. aveva resistito più degli altri. le orecchie. si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. 171 — No. — rispose il cugino Bénédict — eppure. . oltre gli occhi. addormentati? No certamente. tranne Dick Sand e Tom. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi. e. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò.. poiché ho già scoperto una tse-tsè in America. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera. dopo tutto.

poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. dove aveva già eletto domicilio. Immerso nei suoi pensieri. la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. l'inseguimento della balena. Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. ma infine il sonno vinse lui pure. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. si trovava incaricato del comando di una nave. l'incontro del rottame dei negri. tornando alla costa? Evidentemente. ed egli risali alla cavità superiore del cono. e la creduta provincia dell'America . alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. Ah. Compariva allora il traditore Harris. ma non Dick Sand. mentre. il peggiore di tutti. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. che aveva terminato la traversata del Pilgrim. minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola. Si rivedeva. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. Senza dubbio. fuori.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. Dick Sand. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio. tutti dormivano. a quindici anni.

la piccola comitiva. mio povero Dick.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. che Dick Sand cercava. poiché sapeva bene che in quella regione inospitale. ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ». e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. la signora Weldon sapeva. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack. una mano gli si appoggiò sulla spalla. con il suo clima di febbri. le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. con minori fatiche? Non voleva dubitare. subito dopo. e d'altronde. la Bolivia diventava l'Angola terribile. tornando alla costa? E quel fiume. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. Dunque. che sperava di trovare. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere. ed egli aveva come un presentimento che 173 . fra incessanti pericoli. « La signora Weldon sa tutto ». Ella non voleva. forse! La coraggiosa donna non dispera. a questo punto dei suoi accascianti pensieri. dire di più. evidentemente. « Ebbene. ripetè fra sé Dick Sand. I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità. senti passarsi come un alito sulla fronte. meglio cosi.

in basso del cono. poiché ne subiva già l'influenza. indicavano che la tempesta non si calmava. Si doveva soprattutto evitare . Dovevano essere circa le undici. e così pure l'alba lo avrebbe destato. e allora. e si addormentò quasi subito. lunghi brontolìi. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. Dick Sand vide che tutto andava bene. gli venne il pensiero che. quindi. Si coricò. chiuso ogni passaggio all'aria esterna. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. con il cedere dell'argilla inzuppata.quel corso d'acqua non doveva essere lontano. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. Soltanto. al momento di cedervi. impregnandola di anidride carbonica. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. che lo spessore della parete rendeva sordi. per ultima precauzione. e intanto. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. stava per invaderlo. sostituite alla colonia dei neurotteri. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. Ma il giorno non spuntava ancora. Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. dandogli il modo di esplorare la pianura. . che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. accanto allo stretto orifizio. ma. il che sarebbe sempre stato un riposo. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. l'incontro degli indigeni. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. Tendendo l'orecchio. se non un vero sonno.

a Nan. durante il temporale.. l'acqua non può giungere fino a voi. . allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. Si rialzò e notò.. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi.. — Sì. — Che c'è. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. riaccesa. Intanto i negri. che l'acqua invadeva il formicaio. fuori. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione. Rassicuratevi. ce ne possono essere sei o sette. non senza grande ansietà. Questi. furono messi al corrente della nuova complicazione.Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo. — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino. aspettavano che Dick Sand. qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura. — Nulla. E probabile che. . — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom. e la lanterna. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose.. quanto al cugino. dicesse quel che si doveva fare. Dick? — domandò la signora Weldon. o anche di più. chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. dunque. che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom.. e anzi cosi rapidamente. rischiarò subito l'interno del cono. — Certo. signora Weldon.— Si. — rispose l'allievo. Tom. dormiva come una vera termite. risvegliati da Dick Sand. l'allievo taceva. né fino a Jack.

Si poteva. — Un'imprudenza può costarci la vita. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna. — rispose Dick Sand. che non è più alla pressione normale. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. L'osservazione dell'allievo era giustissima. come operai in una campana da palombaro. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand. e paragonando il cono a una campana immersa. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa. in cui l'aria. Tom. — Riflettere bene prima di agire. Ma qui. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco.— Lo credete. — Che fare allora? — domandò Tom. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. se sorpassa il buco. che l'acqua. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. qui. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. salendo nell'interno del formicaio. tanto aderiva . signor Dick? — Credo. aveva avuto ragione. non rinnovata. si sarebbe compressa maggiormente. l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. oltre a questi inconvenienti. con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. attraverso il quale l'aria sfugga. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o. In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore. Dobbiamo trovarci. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta.

fortemente al suolo con la base. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. volete che esca dal formicaio? — disse Bat. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso. cercherò di passare attraverso il buco. — rispose Dick Sand. si fossero sparse nella pianura sottostante. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. tutti ascoltavano. nemmeno per la calotta superiore. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. — rispose Dick Sand — e se si alza. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo.. si chiedeva che cosa dovesse fare. — Certo. molto inquieto. ma un sordo boato. di conseguenza. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni. e difatti. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. . l'accrescimento dell'inondazione. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. Ora. In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. — Tuffandomi. travolti gli argini. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. le cui acque ingrossate dal temporale. a pensarci bene. — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. — Si.. — Finora è poca cosa. era la persistenza della tempesta che portava. — disse Tom. lungo e continuo. e che non fosse già più possibile uscirne. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera.

signor Dick. non cercate di rientrarvi. — Lasciate fare a mio figlio. che forse l'acqua sommergeva. Ma se il cono emerge ancora. no. Avete inteso? — Si. — Se il buco non c'è più. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori. — Aspettate. — Va'. — Ebbene? — esclamò Dick Sand. nel caso che non potesse tornare.. — Il buco è turato dai rottami.. Ho tastato con la mano intorno alle pareti. — Turato! — disse Tom. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. Bat. dunque. — disse Dick Sand. — disse Hercule — bisogna farne un altro. — andate. Bat si tuffò nella massa liquida. — ribatté vivamente il vecchio Tom. fidatevi della sua abilità. il . Era una faccenda piuttosto difficile.— No. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi.. cosa che doveva essere eseguita rapidamente. Se il formicaio è sommerso. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. — rispose Bat. dunque. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. signor Dick.. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono. sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato. arrestando Hercule. — disse l'allievo. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo. — Si. che strinse la mano al figliolo. allorché il negro tornò a emergere.

ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. che si erano rifugiati nelle cavità superiori. — Ma presto! — disse il vecchio Tom. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti. nella parte superiore della calotta. Difatti. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua. Dick Sand lo sapeva. Procediamo tastando qua e là. Bisognava dunque affrettarsi ad agire. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. poiché. impugnata la scure. quella per lenta asfissia? Tutto questo. suo figlio.. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. tutti si trovavano immersi fino alla cintola. e d'altronde. come proponeva Dick Sand.quale. sapremmo bene che pensarne. si accingeva a tuffarsi. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. dopo avere riflettuto per alcuni istanti. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno. Ma se. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono.. E. Tranne la signora Weldon. in . e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante. il cugino Bénédict e Nan. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. il livello continuava a salire a poco a poco. finalmente. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. di conseguenza a sette piedi dal suolo. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo.

e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo.. Facendola girare rapidamente. che serviva a sgombrare la canna dell'arma. e il buco si scavò a poco a poco. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh. ma bisognava affrontare quel rischio. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli. perché l'ossigeno cominciava a mancare. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. al tempo stesso. in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica. tenendo alta la lanterna. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. l'acqua era rimasta ancora stazionaria. diamine! ecco. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile... che si restringeva sempre più ad ogni istante. l'asfissia era già imminente. ma ciò sarebbe bastato. ecco. almeno. L'aria sfuggiva al di fuori e. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione. Hercule. Se l'esperienza non fosse riuscita. c'erano alcune candele di ricambio. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua.quello stretto spazio. . Ad un piede sopra il primo foro... l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. faceva lume a Dick Sand. il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco. la vite morse l'argilla come un succhiello. e non si doveva quindi temere che la luce. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete. Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. La respirazione diventava difficile. dovesse mancare. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore. vale a dire sotto la massa liquida. Nel cono..

vi dico! . aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. amici. Dick Sand ritirava la bacchetta. Bisognava saperlo. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. Dick. tutti soffocavano. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto. se tardiamo.— Sì. sarebbe stata l'asfissia. sali ancora di un piede. la morte immediata. . La signora Weldon. la signora Weldon. e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità. Se il terzo tentativo fallisce. In quel momento. che istinto! Sono più furbe di noi. le termiti. e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. Bisogna fare quest'ultima esperienza. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione. volete? — Fa' pure. che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. In quello stretto spazio. aggrappatosi a una delle cavità laterali. più furbe... 178 In quel momento. — rispose la signora Weldon. — Signora Weldon. ronzavano loro le orecchie. Jack e . la lampada si spense. il quale. all'interno. Ma allora. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. che l'acqua aveva quasi raggiunta. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. e l'acqua. l'aria respirabile mancherà.

a cento passi dal formicaio. L'aria compressa sfuggi. lunghe barche cariche d'indigeni. Scoperchiato il cono. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. un accampamento. più grossa. poiché. seguito da Hercule. e anche più dura. la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule.. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono. poi. i coltellacci si misero all'opera. la cima del cono emergeva. La calotta. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. per mettersi al sicuro dall'inondazione. si frantumò a poco a poco. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. e l'acqua. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. e un grido gli sfuggi. da quella sottile apertura. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio. si arrestò.. sulla pianura inondata. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti. stava per penetrare la vita o la morte. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni. fu meno facile da forare. Dick Sand si affrettava. e a dieci passi dal cono. attraversò l'aria. ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. . non senza una terribile ansietà. il buco si allargò. dopo essere salita per otto pollici soltanto. e troppo noto ai viaggiatori africani. l'aria pura entrò a flotti. ricomparve sulla cima del cono. all'interno. vigorosamente intaccata. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. afferrando il fucile... da Actéon e da Bat.il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli. in quel punto la parete. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni.

Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. dal vecchio Tom. accompagnato da Nan. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato. era completamente mutato. Quanto a lui. ferirono alcuni soldati della carovana. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. la quale si diresse verso un altro punto della collina. Il tragitto durò pochi minuti. Resistere era impossibile. Un istante dopo. Hercule. Due indigeni gli si gettarono contro. si videro separati gli uni dagli altri. e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. fu gettato in una seconda piroga. con un irresistibile balzo. accompagnate da colpi di fucile. dopo essere stati fatti sbarcare. Emergevano una ventina di . e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. da Bat. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. da Hercule. ed era seguita da altre cinque barche. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. da Actéon e da Austin. certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese.Parecchi indigeni caddero. si slanciò a terra. Una prima barca portò via la signora Weldon. il figliolo. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. né di stringersi un'ultima volta la mano. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. La barca era montata da venti indigeni. e grandi urla. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti. inseguito da una grandine di pallottole. La signora Weldon. risposero alla detonazione delle armi da fuoco.

quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. sorgeva un enorme fico sicomoro. dove ci si potrebbe smarrire. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. Quel numeroso convogliò d'indigeni. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi. grossi banani. Più lontano. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. come celata in un asilo misterioso. I loro rami formano una foresta. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale. È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. si getta nell'oceano Atlantico. uno dei fiumi dell'Angola.formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. Senza quell'aggressione repentina. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. gli schiavi. . strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. lo avrebbe trovato. La Coanza era straripata durante la notte. Al riparo del sicomoro. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. La Coanza. un miglio più avanti. a seconda del bisogno. dove fanno scalo gli steamers. se ne stava un'intera carovana. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. non può certo farsene un'idea. era diretto al mercato di Kazonndé. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. Di là. Ma cosi non doveva essere. la loro salvezza sarebbe stata certa. facile a costruirsi. e in vetta a quell'altura. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. Là. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini.

che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. dove la fame. sia nelle fattorie di Zanzibar. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. Per eccesso di precauzione. negri d'origine. Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. le belve. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. uno davanti e l'altro dietro. sia nell'Alto Egitto. aveva piedi e mani liberi. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. le gambe libere per camminare. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. ad Actéon e alla povera Nan. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. costretti a camminare in fila. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. Disarmato. non era stato accoppiato con altri schiavi. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. a suo figlio. nonostante la più viva resistenza. arabi o portoghesi. verso la regione dei Grandi Laghi. Al vecchio Tom. e non avrebbero potuto usarne per fuggire. il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. o a N'yangwe. per essere distribuiti. rimanevano immobili. ad Austin. Dopo essere stati disarmati. E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. l'isolamento. Appena giunti all'accampamento. perché era un bianco. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. entro poco. gli indigeni. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri.

condannati evasi dalle carceri. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. Questi capi erano di origine araba o portoghese. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. cosi Harris. e non vedendo né l'uno né l'altro. per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. più i portatori.. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. gli agenti. il rifiuto dell'umanità. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. era composta da non meno di ottocento persone. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. Li dominano cosi per mezzo del terrore.. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. in condizioni troppo pietose per essere venduti. sono finiti a fucilate o a coltellate. i guardiani. La carovana. molto furfanti. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. Li battono senza posa. dimenticava la propria condizione. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. ben conosciuto dai trafficanti della provincia. gli agenti d'origine europea. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. in una parola. Cosi Negoro. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. Ma la sua attesa andò delusa. per lo più portoghesi. gli havildar e i capi. e quelli che cadono esausti. .comparire Negoro o Harris. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. sono furfanti rinnegati dal loro paese. duecento soldati. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi. accampata sotto il gigantesco sicomoro. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. José Antonio Alvez. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime. Come si può ben credere.

un pugno di cauri . la grossezza delle zanne di elefante è tale. e spesso anche. poiché i loro ordini vengono discussi. Con una tale scorta. Sovente.piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. poiché. principalmente avorio. la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum. di Zanzibar e di Nata!. appena vestiti. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». All'arrivo. per un po' di granturco. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi. Erano un'accozzaglia di banditi negri. negli anni di carestia. Quantunque gli schiavi. Li chiamano più specialmente pagazis. un po' di polvere. i re negri si fanno guerre atroci. o perline rosa o rosse. si minaccia di abbandonarli. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. allo stesso scopo. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. gli agenti hanno molto da fare. alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. dice Livingstone. con qualche schiavo. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. Allora i vinti adulti. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. poi. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. uomini o donne. che brandivano lunghi fucili a pietra. e dalle fattorie. che consiste in una ventina di metri di percalle. per polvere o armi da fuoco. quando il negriero non ha altra moneta.

. la cui voce non aveva più timbro. » . secondo l'espressione di Livingstone. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. e il cuore gli si spezzava. « scheletri d'ebano ». Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati.1 È inutile dire che. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale. ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon. « Ah! ». per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani. come durante le fermate. se si deve credere al tenente Cameron. Si. chiamati nel paese mbuzu. fanciulli magri. avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. sono ancora più crudeli. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga. e ciò per la ragione che. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro. e non li ho uccisi!. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. la vista di quegli infelici. sparuti. è ciò che si può immaginare di più pietoso. che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. mezzo morti. . con i piedi sanguinanti. terminata la razzia e incendiato il villaggio. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. era fin troppo certo.. durante le marce.uomini maturi. come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. Ma allora. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti.

. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. si rispondeva Dick Sand.. {N. ma la maggior parte. poiché. ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo). Quante sventure la morte. sua madre! ». o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie.erano periti tra le fiamme. Dingo non c'era più per ritrovare le . dieci villaggi erano stati distrutti. o morti di fame nella giungla. la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo.Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict. tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo.) 184 « Chi? Sua madre.A. si. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio.. perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi. alcuni avevano potuto fuggire. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave.B. « Tali delitti. e cadrà come loro! Ah. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze.d. N. sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici.. dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti. .quasi tutti . e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario. ..In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton. e. » Ma egli era prigioniero. li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola.

non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati. Se verso una delle fattorie dell'Angola. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. giungere fino a lui. Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio. e resisteva all'abbattimento. Ciò che anzitutto importava sapere. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata. con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà. per segnalare il suo avvicinarsi. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali. grazie alla sua energica natura. e forse rapirlo. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. trascinarlo nella foresta. che Livingstone stava allora esplorando. e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon. confondendosi fra quei prigionieri. là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. Dick Sand. nel Manyema. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. nero come loro. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. spezzare i suoi legami. Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. Si. avrebbe cercato di accordarsi con lui. e allora. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. liberi entrambi. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick . e Dick Sand avrebbe ripreso. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. pensava che il forte negro era libero. o. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare.orme del portoghese. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza.

o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. Raddoppiando questo tempo. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza. Questi particolari. Si sa che non si sbagliava. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi. quanto sarebbe stato difficile. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. e. o a profitto del re di quel distretto. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano. perché. anche nel caso che la signora Weldon. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. il ritorno al litorale. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. in circostanze ordinarie. però. Ora. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ .Sand. Per dire loro quanto ignoravano. al corrente dei fatti della geografia moderna. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. Il nome era Kazonndé. una volta giunto a N'yangwe. per non dire impossibile. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. che egli credeva di sapere. Dick Sand.

un arabo alto. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. e i soldati. Essi non si mossero. accoppiati. Dick Sand. costretti a lasciare la preda. pronunciata a bassa voce. poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza. lo avrebbero trucidato. Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. con aria di grande indifferenza. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. che c'era una proibizione . dalla fisionomia feroce. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. Dick si era scagliato contro Vhavildar. quel nome di Kazonndé. Era dunque molto chiaro. 186 Esasperato. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. Furiosi. si trovavano all'estremità destra del campo. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. in modo da essere udito da Tom. Probabilmente. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. avrebbe potuto gridare. e dal punto dove si trovava in quel momento. ebbe superata quasi tutta la distanza. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato. a cinquanta passi da lui. gli si precipitò addosso. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. se uno dei capi della carovana. ma si tennero pronti a vedere e a udire. Presto. allorché Vhavildar. avverti i suoi compagni di stare attenti.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. Libero dei suoi movimenti. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand.Tom e Bat. e con una parola. si allontanarono. non fosse intervenuto. . Alle grida di quel forsennato.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana.. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura.. « Poi.. signor Dick? Io. Agli alberi che l'incendio ha rispettato. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!". « Ho affrettato il passo. a sua volta.. fra poco sarò morta!". Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei.. "non rivedrò mai più la mia buona padrona. la . coraggio! " risposi. io. Io volli precipitarmi su quel bruto.. sono appesi dei cadaveri. e l'infelice Nan. « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio. riprese lei. no. è rigettata tra la folla delle schiave. e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei.gli aguzzini non li lasceranno indietro. mi sono avvicinato. È apparso il capo arabo. « Scheletri viventi mi circondano. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate. « "Morta". il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. le capanne bruciano ovunque. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse. e ne ha gettato l'estremità sulla spalla. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai. « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà. « "No. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo. non hanno più voce per lamentarsi. e infine: « "Voi. avviluppata in un colpo di staffile. non ha più il bambino in braccio.

... duecento assassiniL « È sera. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!...".. che mi è vicino!. oh. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto.. dopo aver spezzato le forche.. « È calata la notte. Segua cosi la carovana. la notte è nerissima. Ma. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi... al suo collo è attaccato. e forse... Ah. C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni. Ma sf.popolazione è in fuga. Dingo. una dozzina di schiavi. « Ecco due occhi che brillano nel buio... « Ma lo calmo. la mia vita può essere utile alla signora Weldon. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. ruggiscono i leoni e le iene.. Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia.. vorrebbe abbaiare. pare che mi dica: "Ma cerca dunque!. fermata per la notte..... i campi devastati. Per ottenere. «Non posso credere ai miei occhi!. È Dingo!. « Infine.. russano in lontananza gli ippopotami.. dare l'allarme! «Ma mi trattengo... « Sono stanco.. La foresta è circondata da alte erbe. Qualche belva.. « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti.. l'istinto!. occhi di iena o di leopardo! Spariscono. riappaiono. Ah. buon cane. egli mi comprende. Cerco. si.. bravo Dingo!. un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò. nessuno deve udirlo.. nulla! Ma no. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani. non c'è luna. si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido.. forse. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani. Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita. « Gli restituisco le sue carezze. senza essere visto. per fortuna!. poiché vi si è fatta razzia. ci accampiamo sotto alti alberi. un pezzo di canna passa dentro il collare dove . fra i papiri......

sono incise le due lettere S. l'ho spezzata. Ma è guarito.. e quasi senz'alba. <c Tento di leggere. « Ho letto. dentro c'è un biglietto. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia... che mi brucia le mani... l'alba!. Harris e Negoro l'accompagnano. in queste latitudini tropicali. non posso leggerlo. quantunque continui a lambirmi le mani. Sperate bene.... Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict.. questo incidente mi ha vivamente commosso. Ha capito di aver compiuto la sua missione. non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. che deve essere stato ferito da una palla di fucile... ma il buon animale. non posso chiudere occhio... « Si. oh. HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia .. non posso ancora.. che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente. signor Dick. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah. ho staccato la canna. Non ho potuto comunicare con lei. Ho raccolto Dingo. Con un balzo laterale. Faccio in modo che non mi scorgano.. V. e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda. infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta.. vorrei trattenere Dingo.. pare abbia fretta di lasciarmi..... ecco il giorno. Bisogna aspettare l'alba.. povero Dingo. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato. io penso a tutti voi. e questo biglietto.. odo ancora ruggire le belve. e sono fuggito per esservi prd utile. il cui mistero è ancora per noi inesplicabile. oh.. scompare senza rumore fra le erbe! oh. « Ma questo biglietto.... a matita.

. io bisogna che arrivi. il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. Ah.. i viveri . 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi. Per fortuna. Le piogge sono cessate del tutto. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue... — Sono quasi sfinito.lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. abbiamo giornate di « marcia dura ». il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle. « Da ieri. La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda. « Siamo passati accanto a un albero. li avevano lasciati morire di fame!. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri. sotto gli abiti laceri. d'altra parte. li ritroverò.. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. sf. e il suolo si eleva in salite molto ripide. sf.. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni.. Bisogna camminare più presto. e una tenda di stoppa la ricopre. fra tutte queste miserie. — La carovana continua la sua marcia. Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!. o marcia del pomeriggio. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio. è una buona notizia. Dal 16 al 24 maggio. ma non ho il diritto di lasciarmi vincere.. i negrieri la chiamano la « tirikesa ». e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici.. i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente.. A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi.

. l'Angola faceva un grande commercio di negri. Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. che mi pare tanto lungo. a lui o a Hercule? No. che non potevano più trascinarsi. vengono ridotti in schiavitù". « Ne segue che alcuni schiavi giovani. Che sia accaduta qualche sciagura. no!.. venti prigionieri. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto. « Oggi.. A loro non si osa togliere nulla. vi posano su le mani e cadono. Questo silenzio. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". I baracconi del litorale rigurgitavano di . Passando. non prova che una cosa.. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo.. e se si diminuisse la loro razione. e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire.. II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. e allora. ancora vigorosi. le domande affluivano. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. Non torna!. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello.cominciano a mancare. « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo. A quell'epoca. soldati e pagazis si ribellerebbero. la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO. per i negrieri l'affare era ancora buono. Nondimeno. ha detto il capo. muoiono senza apparenza di malattia. urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana.. senza esservi preparati.. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che. non lo voglio credere!.

scorre il Luhi. e contiene i loro baracconi. Kazonndé. qua e là alte palme piantate come scope. si trattano gli affari. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. è probabilmente un affluente. confinante con il quartiere commerciale. che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. La residenza del re di Kazonndé. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. Di tali case. di « tembè » a tetti piatti. A Kazonndé. da ogni lato gruppi di case. alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. la « tchitoka ». semplici agenti al suo servizio.prigionieri. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. o almeno un subaffluente. Sulla sua grande piazza. con la testa in aria. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. Una larga via centrale. l'altra è la residenza del re negro. al disopra di questo insieme di case. fiume il cui corso. del Congo. alcune hanno l'accesso libero. altre sono cintate da . Kazonndé. uno dei più importanti mercati di quella provincia. Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. portoghesi o indigeni. nel Benguela. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. ancora indeterminato. dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. tributario dello Zaire. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. è uno dei principali « lakonis ». qualche feroce ubriacone coronato. a pareti di terra intonacata. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. Non lontano di lf. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi.

del resto. e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. venisse contestata. e cioè quel Tipo-Tipo. quel re era precocemente invecchiato. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. negro arabo di razza pura. decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno. morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. un « msungu ». e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito. chi era questo Alvez.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe. rivale di Alvez. già avanzato negli anni. che faceva mutilare per capriccio i sudditi. che si chiama Muani Lungga. vale a dire un uomo di razza bianca. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. circondato da una siepe di papiri. più giovane e più attivo. il quale. arso dai forti liquori. gli ufficiali e i ministri. logorato dal vizio. laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. Egli non ha neppure quattromila soldati. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. Un solo uomo. uno dei re dell'Ukusù. feroce maniaco. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. in tutta Kazonndé. come nel buon tempo antico. e non potrebbe più. non era affatto. Egli poteva temere. 196 D'altra parte. uomo sui cinquant'anni. la regina Muanà. e non aveva di portoghese . una « tembè » più alta e più grande. Un recinto particolare. Ecco. come si potrebbe credere. un gruppo di capanne per le sue donne. José Antonio Alvez. il piede o la mano agli altri. tagliando il naso o le orecchie agli uni.

per la maggior parte esausti. I tamburi battevano. Il convoglio di schiavi. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. . le pesanti forche erano state loro tolte. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé. Era un vero negro. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi. per un tragitto di settecento miglia. capo dell'Urna. ma avevano dovuto serbare le catene. 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. doveva incontrare a Kilemmba. sulle sponde della Coanza. a Donndo. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge. aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. infatti. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. dopo un'assenza durata quattro mesi. e si chiamava Kenndelé. capitale di Kassonngo. assai noto nell'ambiente dei negrieri. e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. verso la fine del 1874.che il nome. era stato condotto sulla piazza principale. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. Nato. era mezzogiorno. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. I prigionieri. Era quell'Alvez che Cameron. giungendo a Kazonndé. Era il 26 maggio.

e d'altronde. rotti alle dure fatiche. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. Finalmente si trovava a Kazonndé. Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. sotto la speciale sorveglianza di un havildar. sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo. indebolito dagli stenti. erano stati messi in uno stretto baraccone. che non fosse una parola di disperazione? Bat. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. Actéon.dovevano essere impazienti di rivedere il . li aveva cercati con gli occhi..I pagazis si erano fermati sulla piazza. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi. poi tutti si erano stretta la mano. appena giunti. II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane. avevano potuto resistere. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. poi. Ancora pochi giorni. tutti e tre forti. ma il vecchio Tom. ma Harris e Negoro .soprattutto quest'ultimo . in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere. ma certo inutilmente. invece. la loro qualità di cittadini americani. era rimasto sulla piazza. Dick Sand. Austin.. Attraversando i diversi quartieri della città. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. era allo stremo. Ma osavano appena parlare. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi. e là avevano trovato un po' di cibo. dopo aver deposto il loro carico d'avorio. prigioniera. la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!.

continuando a seguire le tracce della signora Weldon. seguito da Dingo. il cane non era più tornato. come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. il ragazzo s'era fatto uomo. insomma! Se non c'erano. di non perderla di vista. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. vendicarsi. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. si doveva concludere che si erano diretti altrove. si era inoltrato. preparata. e non aveva più che da morire! Ma. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. ormai in loro potere. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. torturarlo. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. per ogni caso. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. non valeva più nulla. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. poiché. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. Dick Sand la desiderava impazientemente. oppure Hercule. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso. non fosse altro che per godere del loro trionfo. Harris e Negoro a Kazonndé.giovane allievo. cosi pensando. Dick Sand si disse allora che. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. sotto il colpo di tali prove. per insultarlo.

stinta. Era possibile che i suoi agenti. a dire del tenente Cameron. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. e. si rialzò. sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale.di grida. il più grande mascalzone della provincia. con mille dimostrazioni di giubilo. — Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. la faccia gialla. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. un individuo sporco. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. organizzatore di razzie. Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. Alcuni domestici lo accompagnavano. con gli occhi bene aperti. di Bihè. Harris e Negoro. le narici dilatate. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. cencioso. né Harris né Negoro seguivano Alvez. dritto. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. Questo Coimbra era il confidente. doveva dunque rinunciare alla speranza . ben degno di comandare i banditi del negriero. con gli occhi scerpellati. figlio del maggiore Coimbra. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. fossero con lui. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava. sotto il cappello di paglia tutto lacero. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». apparve in fondo alla via principale. e subito Dick Sand. tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. la capigliatura dura e crespa. e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. l'anima dannata di Alvez. sbrindellata. Con grande disappunto dell'allievo. Quanto a costui. fermo.

scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. invece. e quanto ai portatori. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati.di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. l'arabo Ibn Hamis. sul prossimo mercato di Kazonndé. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. specie di croci di Sant'Andrea. Per il vecchio Tom. Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. Austin. e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. una smorfia ad Alvez. ma infine l'affare restava ancora buono. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris. . sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. Bat e Actéon. è vero. il capo della carovana. non voleva perdere nulla di quella scena. mentre gli altri tre. Quasi subito dopo. Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. si sarebbero venduti cari. Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire. ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ». Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. Dick Sand si avvicinò lentamente.

Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e. e questi. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera. si. — disse. crollando il capo: — Si!.. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. come un mercante che esamina un campione. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese. Ma Alvez li arrestò con un cenno. si avanzò subito e. Dick Sand. Non aveva compreso. Egli rideva. dopo avergli palpato il petto e le spalle. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza.. — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra.. si!. In quel momento. rialzatosi. si trovò dinanzi ad Alvez. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia. Ma in quel momento. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra.. Americani! benvenuti.Tom comprese le parole del negriero. oh. e poi era d'indole allegra.. tornò accanto al negriero. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra. o forse non voleva comprendere la . — Si. perciò. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese. yankee! — rispose Dick Sand. spinto da un havildar. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano.. e rispose con una smorfia di buon umore. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi.

— Morta! — gridò Dick Sand.. Pazienza. — Ahimè! — rispose Harris. se non si trovano qui a Kazonndé. — Nan è morta! 201 — La prima. — E l'ultima!.. che dai suoi lineamenti. una mano gli si posò sulla spalla. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono . Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom.. il piccolo Jack e il signor Bénédict. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola.. — Amici. per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. affettando una pietà che non provava affatto — ahimè. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. In quel momento. — rispose Dick Sand. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici. Dove? non lo so immaginare. si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. — poiché noi sapremo. ecco il mio giovane amico. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. — disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto... un bi* glietto da Hercule.domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui... In quel mentre. che ha seguito la carovana. per mezzo di Dingo. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione. dimostrava di non essere d'origine indigena.

egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro. specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto.. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand. Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. più nulla gli interessava. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!. Era morto. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. dopo aver colpito l'americano. qualunque fosse la sorte che lo aspettava. era pronto. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera. Strettamente incatenato. 202 Dunque. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand.. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre. che non erano più! Ora. Là. — gridò Harris cadendo. — Maledizione!. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. quando comparve Negoro. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro. e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale.. eppure non pensò un momento a dolersene. .. che nessuno lo aveva potuto fermare. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. e glielo piantò nel cuore. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare. e stavano per massacrarlo.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. dove? non gli importava. Aveva vendicato coloro che amava. Lo trascinarono via. Ciononostante.

ed è difficile darne un'idea.portavano però i . Fin dal mattino. Sulle piazze delle grandi città. e perché la sua vendetta fosse completa. e degli arabi. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari. sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo. primo fra tutti. Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. mercato principale del lago Tanganika. anche in un giorno di grande mercato. fu aperto il mercato. e se non avevano indossato i loro abiti migliori. compresi gli schiavi di Alvez. fanciulli. Inoltre. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone. uomini. precisamente perché di razza straniera. invece. e che. il 28 maggio. dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. — che ne avevano le loro buone ragioni . l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. non gli mancava che Hercule. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. Presso gli inciviliti. era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. Fra quei negrieri. Per gli indigeni d'ambo i sessi. ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. dunque. il grande « lakoni ». che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco. Due giorni dopo. donne. il « lakoni » è un giorno di festa. si notavano alcuni meticci d'Ugigi. queste ultime trafficanti appassionate. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. e proponeva lotti di schiavi. vi si vedevano numerosi indigeni. Quei miseri. per il genio del commercio. presso i selvaggi dell'Africa. accompagnato da Coimbra.

alla moda inglese. catenelle di granturco intrecciate. su quelle teste. e come potrebbero averne? Da ciò. impiastricciate di terra rossa e olio. spesso. o forse più belle. poiché. tutte queste diverse parti del corpo.capigliature a corna ricurve. Capigliature spartite in quattro parti. stirati da quelle appendici. un mastice formato di grasso e d'argilla. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. Il collo. e in trecce legate a mazzocchio. più semplici.loro migliori ornamenti. anelli di rame traforati. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole. . poi. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. le caviglie. . o di lucido « nkola ». un'infinità di spille di ferro o d'avorio. che le tirano in avanti. al punto che i lobi. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. le braccia. la necessità di collocare dove e come possono. o zucchettine che servono da tabacchiere. E quasi sempre. Alcune. o in trecce. le gambe. Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto. alla moda francese.in quegli ammassi di capelli falsi o veri. . o disposte a coda piatta sul davanti del capo. se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. o a cuffia. a che servirebbero le orecchie. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. file di perline rosse. anche presso gli elegantoni. con ciuffi di penne rosse. sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. forma un mosaico di grani variatamente colorati. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini. altre. coltelli. ricoperte di cuscinetti. lasciavano scendere i capelli sulle spalle. i polsi. pipe e altri oggetti d'uso comune. la quale. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche.

ricamata in seta. E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. nera e gialla. e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. Gli altri. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. Inoltre. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita. con quei gioielli. non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». Cosi. che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. mercanti o schiavi. Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. stoffa d'erba. mezzelune. a quel tempo assai di moda. scaricata la mercanzia. uccelli. praticato con una materia turchina. invece. si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. se la natura ha dato agli indigeni i denti. sfoggiati a profusione. adorna 204 di grani di vetro o di cauris. o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. che s'introduce nelle incisioni. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso. poi. lune piene. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. per limarli a punta. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». per le signore. Quanto alle vesti propriamente dette. rappresentanti alberi. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . turchina. erano vestiti appena. trovato il posto. nera o bruna.

volatili. stoffa turchina di cotone. nel 1874. che è percalle crudo. Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. meno cara del « diulis » di seta di Surate. e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. in tre raccolti in otto mesi. era il commercio delle stoffe e dell'avorio. C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. limpido miscuglio d'acqua e miele. ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. maiali. il « mericani ». sale. quando è intessuto d'oro. larga trentaquattro pollici. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. e d'idromele. a piccole righe azzurre. a fanoni e a peli. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre. fermentato con il malto. venuto da Salem. fino a ottanta dollari il taglio. di « malofu ». il pepe delPUrua. montoni senza lana. ecc. evidentemente di origine tartara. che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. olio di palma. sorgo. il sesamo. destinato a Khar-tum. frutta il duecento per uno. ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. costavano perfino millecinquecento lire. forte liquore molto usato.lakoni » i prodotti alimentari più scelti. pesce. di « pombè ». La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. il « kaniki ». il « sohari ». e per l'appunto sul mercato di . molto simmetricamente disposti. tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana. a Zanzibar o a Natal. quel granturco che. a fondo verde. birra dolce fatta con banane. più forte del pepe di Caienna. nel Massachusetts. In fatto di stoffe. manioca. Vasellami. rosso o giallo. noci moscate.

quei denti. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta. sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ». Questo era dunque l'aspetto di quel mercato. annettono un certo valore ai denti di mascelle umane. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce.Kazonndé. per i trafficanti d'Africa. paga con' grani di vetro. e i « viun-guas ». L'indigeno. . Verso mezzogiorno. formano il « fundo ». l'animazione era giunta al più alto grado. fatti d'un avorio opaco. di fabbrica veneziana.</. e di scorza bruna. e ne risultavano baruffe frequenti.000 kg di avorio. gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. In mancanza di grani di vetro. come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. e « bubulus » quando sono neri. il cui valore è grande. Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. moneta di Zanzibar. è lo schiavo. invece. (N.A) 205 Ed ora. però. che pesa settanta libbre. con pochi vigili. la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. invece. cominciano ora ad essere fuori corso. dolce al taglio. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. e se sono rosa. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. Cameron. la moneta. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». che s'interponessero fra la folla urlante. « sikunderetches ». Il furore dei venditori lasciati da parte. come si può immaginare. e il fracasso era diventato assordante. Le tribù antropo-faghe. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. che vale quattro centesimi. piccole conchiglie proprie della costa orientale. translucido. e Livingstone.

Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si. Intanto era cominciata la vendita.. certo. se Hercule era morto. — disse Tom — no! Non ci separeranno. Dopo le notizie pervenute a Dick Sand. di donne. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni». — No.. Ma il gigante non era ricomparso. e forse potremo.. — No. costretto a lavorare come uno schiavo!. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. Quello stock non era per nulla in cattivo stato.. povero vecchio babbo! — esclamò Bat. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. Quanto agli ultimi arrivati. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi . 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. dopo un mese di baraccone. — disse quasi subito Bat. e Alvez. Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. non potevano sostenere il paragone con quelli. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom. di fanciulli. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso. ma le richieste della costa erano cosi numerose. non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. perché. — Il signor Dick non c'è. soffocato dai singhiozzi. non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini.. che si decise ad esporli cosi com'erano.. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi.

Questo metodo era impiegato per tutti. poi gettavano lontano un bastone. Gli uomini. li facevano voltare. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. uomini e donne. destinati ai più duri lavori. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. erano pieni di vergogna. a seconda del loro sesso. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. Violentemente separati gli uni dagli altri. mezzo ubriaco. Coimbra. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. in virtù della poligamia. il fratello dalla sorella. non trovavano migliore accoglienza. o sui mercati di Mascate . e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. ne esaminavano i denti.furono cosi condotti da compratore a compratore. stoffe o perle. Li palpavano. avevano per loro grande valore. dove le barattano con avorio. Queste. che presso i musulmani è legge. ricevano una diversa destinazione. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. il marito dalla moglie. tutti. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. Tranne i fanciulli. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio. non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. Infatti. e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. E d'altronde. Ma quei negri forti e intelligenti. Un agente camminava davanti a loro. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. la madre dal figlio. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità.

mentre. poiché. Bat. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato. di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi.e di Madagascar. essi non temevano questa eventualità. attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. a dire il vero. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva . 207 almeno. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. mentre Tom e i suoi. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza. dove si fa il grande passaggio degli schiavi. essi. Vi sarebbero giunti. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. Là. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa. il vecchio Tom. ma. i prezzi salivano. infatti. che parlavano soltanto l'inglese. per loro. Tom. non potevano protestare. tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. Alvez batteva le mani. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar.

veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». una specie di tiara. Le caviglie.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. portato in un vecchio palanchino. che dimostravano l'antica nobiltà del re. che Alvez gli . Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. dall'orlo giallo. ma ne dimostrava ottanta. e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. Ma. Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro. In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. intarsiati di « sofis ». Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere. quando un gran fracasso di tamburi. Muani Lungga. non senza l'aiuto di una decina di braccia. sul petto aveva molteplici tatuaggi. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne. esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. i polsi. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. di « funzionari ». Quel re aveva cinquantanni. le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato. le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. anche in un giorno di grande rialzo. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. in mezzo alla grande piazza. Rimanevano da vendere numerosi schiavi. a sentire lui. Sul suo capo. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. di soldati e di schiavi. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. Muani Lungga. e. 208 Il re di Kazonndé. ne discese.

se beveva era perché gli piaceva bere. era una megera di qua-rant'anni.aveva regalato già da una ventina d'anni. come . pretendeva di avere un'origine celeste. collane dovunque era possibile metterne. solo per il fatto che occupava un trono. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. e che se mangiava. come le sue colleghe. e del resto era impossibile che potesse bere di più. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. colei che era chiamata la regina. I suoi ministri e i funzionari. camminavano dietro di lei. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. essendo d'essenza divina. la capigliatura disposta a piani. Altre mogli. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. insomma. era perché cosi gli piaceva. e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato. che erano cugine o sorelle del re. Muani Lungga. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. pronte ad assolvere. poiché le disgraziate non sono altra cosa. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. di sangue reale. che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. ma più giovani. Muanà. Se il re vuole sedersi. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. e rubati dalle tasche di Bat. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. una gonnella d'erba. la 209 loro funzione di mobili umani. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. incurabili ubriaconi. ricamata di perle. finalmente. in confronto a lui erano gente sobria. era un mostro. a un cenno del padrone. la prima per data. meno riccamente vestite. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle.

spalmati all'estremità di droghe magiche. e il tutto a capriccio del re. chiamati « mganngas ». Del resto. Gli stregoni. a quell'altro il naso. quanto all'uniforme propriamente detta. rappresentanti animali fantastici. i suoi capitani e gli stregoni. facevano stridere certe loro raganelle. lance larghe e lunghe. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». la mutilazione o la morte. Per la minima colpa. mancava una parte qualunque del corpo. specie di timpani formati da due ordini di . Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. indossavano un panciotto rosso. barcollanti come il loro padrone. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie. ereditari o nominati per quattro anni. sono i medici del paese. a questo l'orecchio. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno. Quanto ai soldati. a quello un occhio. poveretti. uomini e donne. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite. scudi di legno di palma decorati da arabeschi. a un altro ancora la mano. coltelli affilati a lingua di serpe. avevano in capo berretti di pelle di zebra. e per tutta uniforme. perché. rombare assordanti tamburi.sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. I musicanti. governatori di distretti. insomma. un'amputazione qualsiasi. nemmeno uno era intero. era adorno di frange.

Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. sorsero acclamazioni da ogni parte. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. Gli bavildar. Gli arabi. Coimbra. e inoltre. poi Alvez.zucche di varie dimensioni. E aveva grande bisogno d'essere calmato. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. in cima alle picche. di pessimo umore. che significa benvenuto. dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. Al di sopra di questa folla. che . sventolavano bandiere e gagliardetti. come lo 210 chiamano in paese. che componeva il corteo reale. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé. In quella maniera passeggiò. Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. Muanì Lungga. gli dicevano « Marhaba ». le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla. Insieme con Alvez. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. non si sa il motivo. Entrambi discorrevano in lingua indigena. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale. perché era. se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. l'erba calmante. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. si prosternarono. facendosi avanti.

in certe province dell'Africa centrale. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone... il mio agente Harris. — Da bere! — replicava Muani Lungga. nell'Alto Zaire. esaurita da copiose libazioni. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. — Ebbene. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese. — No!. — rispose il re. — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga. Inoltre. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. — Si.. Sulle rive del . — riprese Negoro.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate. — Si mandi quel bianco dal re Massongo.. — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare. dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. il cannibalismo è ancora largamente praticato. — Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro. 211 Massongo. idromele! — esclamò Alvez. no!. — Ho sete. si porti « pombé ». era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. infatti. — rispondeva il monarca. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. — diceva il negriero. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ».. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio.. — soggiungeva Alvez... presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite.

né a Coimbra. Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia.Lualaba. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. era fuori di sé per la gioia. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. — Si. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. negro come loro. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga. né ad Alvez. dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente. cosi imperiosa in quei selvaggi. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. una goccia di acqua di fuoco. facevano conto di berla cosi infiammata. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. per quanto fosse crudele. ma comperano anche schiavi per divorarli. Alvez. — È qui. una sera senza crepuscolo. — egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. Era venuta la sera. ora propizia per far . né finalmente a Negoro. Ma. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. sarebbe stata pure soddisfatta. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. — Dove vorrai. meticcio di sangue negro. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. Inoltre. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima. senza dubbio. la sete di sangue. Povero Dick Sand. con la sete dell'alcool. quest'acqua. cui sarebbe successa immediatamente la notte. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e.

allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez.fiammeggiare l'alcool. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. e che effetto. che poteva contenere almeno duecento pinte. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. Venne portato un largo bacino di rame. gli havildar. pronti a sorbire la loro parte di punch. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. rinchiuso nella sua buia prigione. venduti o no. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. Alvez generosamente lo trattenne. Dick Sand. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi. Che fiammata. fece le cose per bene. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. ma assai purificato. e forse. e gli porse fra le mani una miccia accesa. non risparmiando né la cannella. José Antonio Alvez. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. Tutti avevano circondato il re. né le droghe. consigliato da Negoro. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. poi da un supplizio. i soldati. fiammeggiante e scottante. e perciò le . e fu collocato in mezzo alla piazza. Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. Gli altri schiavi.

munito di un enorme mestolone di metallo. rimescolava il liquido. prendendosi per mano. Alvez. Quei negri. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere. avrebbe continuato ad ardere all'interno. Alcuni momenti dopo. giacché. ma bruciavano ancora. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. già ubriachi fin da prima. uno o due pezzi di colonna vertebrale. prese il mestolone dalle mani del negriero. prese fuoco egli pure. Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. la danza dei negri si era subito fermata. A tale spettacolo. che erano caduti a terra. quanto a Coimbra. è vero. lo immerse nel bacino e poi. che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio. le donne. però non bruciava meno. a gesticolare e. ritirandolo pieno di punch in fiamme. Continuando a quel modo. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. non meno alcolizzato di lui. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. cominciarono a gridare. alcune dita. Il re e il ministro. ma. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. Il fuoco sviluppava poco calore. spaventate. sul luogo dove erano caduti. si erano date alla fuga. Di li a poco. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. lo appressò alle labbra. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione.facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. Muani Lungga avanzò. . se la diede a gambe.

i più vecchi. Addebitargli la morte di Muani Lungga. gli indigeni. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. tanto inclini alla superstizione. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. Per suo consiglio. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. però. ebbe una buona idea. accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. e doveva infatti sembrare. e gli indigeni. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. inesplicabile. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. si tenevano chiusi nelle loro capanne. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte.e i pollici dei piedi. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. sarebbe stato per lui un pessimo affare. il 214 . Negoro. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava. 29 maggio. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. atterriti. Questi funerali. anzi. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. se i viaggiatori dell'Africa centrale.

per il fatto stesso che diventava regina. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». di cui lei. fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto.tenente Cameron fra gli altri. Ella fece dunque annunziare. all'ultima fase della cerimonia funebre. Inoltre. Nessuno protestò. Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. Muanà. aveva avuto necessariamente a lagnarsi. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà. e con ragione. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà. Si trattava di deviare quel ruscello. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. ella faceva atto di autorità sovrana. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. né a corte né fra la plebe indigena. dopo la sepoltura. e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé. affluente del Coango. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. prima per ordine di tempo. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. avrebbero rotto la diga. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale. l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. nel tempo stesso. si sbarazzava delle più giovani. Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera. poiché. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . con pochi doni e complimenti.

non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. — Ho creduto mio dovere. deciso a non onorarlo di una risposta. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. avete finito . vile canaglia. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. Ma ora. aspettando la morte. volendo approdare al litorale americano. mio giovane capitano. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. per quanto potesse essere crudele. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. potendo appena voltarsi. — aggiunse. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi. indebolito dai patimenti già sopportati. Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. qualunque cosa avesse potuto dire. verso mezzogiorno. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. li. suppose di non avere nulla da temere. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime. come un termine a tanti mali. — Potreste finalmente spiegarmi come. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. strettamente legato. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. e Negoro. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. e risolvette di andarlo a visitare. Al tempo stesso. e armandosi di calma. Si recò dunque. scorgendo Negoro. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. capitano.morte della signora Weldon e del piccolo Jack. Tuttavia.

— rispose Dick Sand senza commuoversi. — Confesserete. troppo fortunati se non creperanno per . Negoro. siete arrivato. che si sarebbe creduto volesse divorarlo. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. mio giovane signore! E cosi dicendo.per giungere all'Angola. gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. lo sfiorava cosi da vicino. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. grazie a lui. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. capitano. divenuto a un tratto feroce. nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. in un porto amico. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. dove Alvez e io siamo onnipotenti. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. — oggi io sono il capitano. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. — Ah. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. — rispose freddamente Dick Sand. — ma sappilo. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso.

— è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. Negoro. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. aggrappandosi a lui nel suo furore. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. fuori di sé. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice. Negoro. Allora si raddrizzò. Io ti conosco a fondo. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. il . disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. Invece di abbatterlo. tu sei vile. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. Negoro. Negoro. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. e che tutto sarebbe finito. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo. e Dingo ti cerca. battendo il piede per terra. Dingo ti saprà ritrovare. Sentendosi più libero.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento.

La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. fosse perito egli pure. Ah. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. Si fece buio. e a dire il vero. non ci teneva nemmeno più a vivere. ahimè. Trascorsero le ore. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani. sarebbe stata vera pazzia. si spensero. era molto probabile che Hercule. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. esposto a tanti pericoli. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. Si preparava dunque a morire. Certo Dick Sand non sperava nulla. avvenne che. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. dopo l'immenso fracasso della sera precedente. Dick Sand lo doveva credere. e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. scese la notte. buio profondo in quel carcere. a dispetto di tutte le probabilità. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. in fervida luce. che durò .

. specie di latrato sordo e lamentoso. già un po' sgonfiato. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. « Non è Hercule ». accostando le labbra alla soglia. » In quel momento. Aiutandosi con il braccio libero. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. Negoro ha mentito. Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule. una zampa passò sotto la porta. Un gemito. La notte doveva essere trascorsa per metà. Dick Sand. gli rispose. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie.. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia. in caso di fuga. ancora saldo d'animo e di cuore. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo. e forse. si doveva tentare. ma se il cane aveva un biglietto.due ore. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. dopo le quali si svegliò. e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. Riusci a liberare dai legami un braccio. e in modo più distinto. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto. avrebbero potuto essergli di grande aiuto. e senza dubbio non gli rimase che darsi .

Di solito queste infelici sono sepolte vive. ma questa volta. sia vestito dei suoi più ricchi abiti. scelte fra le schiave di Muani Lungga. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. si dovette procedere diversamente. ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. indigena o no. che raffigurava a sufficienza. Venuta la sera.alla fuga.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. sul fondo e lungo le pareti. dopo un'attesa mortale. Verso la fine della giornata. di donne vive. Muani Lungga. sotto pena di una mutilazione. vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. e Dick Sand. e con grande apparato. In tale mascherata. Echeggiarono alcuni spari. Tutta la popolazione di Kazonndé. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e. danze . prima di essere collocato nella tomba. Le acque del ruscello erano state deviate. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto.si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. cominciarono a tappezzarla. aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato. . e forse con vantaggio. doveva assistervi. poiché era stato dato l'allarme. non potendo più pensare a evadere. La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce. Grida. vi era qualche cosa di comicamente terribile. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali. Yhavildar si risvegliò a mezzo.

A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». i negrieri arabi. non mancava nulla. e a quel palo si vedeva legato un bianco. sbucava da terra un palo tinto di rosso. Allora la fossa apparve distintamente. all'estremità della fossa. Le mogli che dovevano morire. Negoro. giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. Era tappezzata di corpi neri. Ma le torce di resina. Il corpo del re.funebri. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. spari dei vecchi fucili dell'arsenale.i. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. quella che portava il titolo di seconda moglie. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello. Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. Lo circondavano le mogli di secondo ordine. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. Dinanzi al fantoccio. erano state scelte dalla regina. Coimbra. la notte era ormai calata del tutto. e vivi. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. incantesimi degli stregoni. José Antonio Alvez. vestite come per una festa. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. altre gementi di quando in quando. e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. agitate dai portatori. Una di quelle vittime. che doveva egli pure far parte del numero delle . fragore di strumenti. come era solita fare quando il re era vivo. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. fu messa carponi per servire da poltrona reale. pomposamente vestita. visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso. mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. era portato nelle ultime file del corteo. (N. coricato su un palanchino. La regina Muanà.

Fu il principio di uno spaventoso macello.. e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. e il suo sangue colò nella fossa. La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re. fu sgozzata dal boia di Kazonndé.vittime di quei sanguinosi funerali. poiché entrambi. e non è più permesso ignorarlo. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti. Con raffinata crudeltà. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami. In quei tristi paesi. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti. la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa.. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé. Per mezz'ora. la quarta moglie. A un segnale della regina. l'uomo è ancora a questo punto. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. si vide Dick Sand. Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto. con . Quel bianco era Dick Sand. e legato a quel palo aspettava la morte. sommerso fino alle ginocchia. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti.

La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato. mancando di ogni notizia dall'esterno. dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. non pensava nemmeno a lamentarsi. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. e ora stava bene. quanto a Dick Sand. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . si trovavano. con il piccolo Jack. erano negri. camminava di buon passo. e la signora Weldon. si trovavano invece a Kazonndé. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. in condizioni soddisfacenti. erano stati trascinati da Harris e Negoro. la signora Weldon. e la signora Weldon. dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé. Bat. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. Il cugino Bénédict. Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. oltre l'accampamento sulla Coanza. mentre. con Jack e il cugino Bénédict. la signora Weldon non aveva più avuto notizie. Dopo l'assalto al formicaio. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. Austin e Actéon. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. almeno fisicamente. non potè sapere nulla. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. nella lingua del paese chiamato kitanda. Tom. Nan. Dei suoi compagni. ignorava che ne fosse avvenuto. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. fu fatta salire su un palanchino.il cugino Bénédict.

dunque. raccolto alcuni insetti africani. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. Addio. come credeva. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore. ah. Dopo il suo arrivo. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . La povera donna si trovava dunque a Kazonndé. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America. sola. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose. no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. — ripeteva a sé e alla signora Weldon. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto.rivelarono qualche fatto nuovo. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. né dei funerali del re. né della morte di Muani Lungga. — Eh. con le elitre unite e taglienti. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. la pili notevole delle . il cugino Bénédict. non erano che semplici esapodi africani. le mosche tse-tsè e altri. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza.possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». le mandibole enormi. in potere di Negoro. alla mercé dei negrieri. lui. poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata. gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero.

separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. e del resto. Oh. delle ateuchus sacre. difficile da superare. ora sparse per tutta l'Europa. D'altronde. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi. l'entomologo aveva goduto. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. di una semilibertà. poteva andare e venire. qui ci sono da fare splendide scoperte. ed era un grande dispiacere. delle antidie macchiate. che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. nello stabilimento di Alvez. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. Ma. si. per il cugino Bénédict. della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. dei golia di Guinea e di Gabon. Perciò. e le farò. un'alta palizzata. e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. un naturalista senza lente e senza occhiali. questo. Possedeva ancora la scatola di latta. quando trovava qualche insetto. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica. Checché ne sia.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. il cugino Bénédict. in compagnia di Negoro e Harris. quel chiuso non misurava . quantunque bene cintato. l'abbiamo detto. le cui zampe sono fornite di spine. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga.

la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. della vecchia Nan. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. e fare. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali. tutti gli altri. Difatti. sensibilissima. la felicità del cugino Bénédict. che pareva esso pure averlo abbandonato. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. Alle sue domande. al quale dare il proprio nome. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. le erano stati risparmiati i maltrattamenti. alte erbe. e mancò poco. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. egli scopri alcuni esapodi. e la sua giovane immaginazione. di Austin. anzi. alcuni ruscelli. se non la fortuna. se. oggetto del suo commercio. Il bambino parlava spesso del babbo. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. che non rivedeva più da tanto tempo. al piccolo Jack pareva poi immenso. Al momento. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . di Actéon o di Dingo. non viveva che di questi ricordi. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. temendo continuamente qualche disgrazia. cespugli di piante tipiche dell'Africa. durante il viaggio dalla Coanza. del suo amico Hercule. Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. e chiedeva di tornare da lui. Alcuni alberi. Si informava di tutti.meno di un miglio di circonferenza. di Bat. la signora Weldon aveva notato che. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. le stoppie dei baracconi e delle capanne. ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. Voleva rivedere il suo Dick Sand.

Inoltre. che abitava fuori. cosicché James W. né il cugino Bénédict vi si trovavano. né la signora Weldon. Insomma. una specie di affetto selvaggio. sorgo. e non vedeva mai Negoro. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. anzi. Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. manioca. ma certamente sincero. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. nel recinto era rimasta poca gente. e. anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. il cugino Bénédict un'altra. né Jack. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. era sufficiente. legumi. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. dove doveva spingere le sue . e non ricompariva. non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco. le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. quegli steamers arrivavano regolarmente. a suo modo e come poteva. Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. Il cibo. carne di capra o di montone. le dimostrava. ma allora. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. In mezzo a tante ansietà. doveva essere in preda alla pili terribile disperazione.stoffe e d'avorio. Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. ora. e Halima. frutta del paese.

ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé. signora. Ma. La signora Weldon era sola. non aveva più rimesso-piede. — Si. asciugandosi una lacrima. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà. Negoro 224 entrò nello stabilimento. assolutamente sola. mai! Cosi pensava la signora Weldon. no. sulle isole del Pacifico. la signora Weldon era risoluta a farlo. Ma che poteva tentare. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera. capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero.ricerche? Evidentemente. — riprese Negoro.. da quando era tornato. sotto la sorveglianza della schiava Halima. fuggire. voleva conoscere bene i disegni di Negoro. anzitutto. Il vecchio negro. passeggiava nel recinto dello stabilimento. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. — Nan morta! E Dick!. Il 6 giugno. significava avventurarsi in quelle fitte foreste. — Dio li abbia in custodia. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure. — Nan è morta per via... fra mille pericoli. — Voi siete sola a Kazonndé. suo figlio Bat. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris. dove. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. Dick Sand è morto. Negoro spinse la porta della capanna. E finalmente li conobbe. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon. forse sul litorale americano. — gridò la signora Weldon. senza avere avuto la .. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. — disse la signora Weldon. e il piccolo Jack.

al quale voglio. 225 — Vendervi o rivendervi!. — Mi avete udito? — riprese Negoro. guardando Negoro senza rispondere. non restituire. che non poteva credere a quanto udiva.. — rispose la signora Weldon con accento fermo. Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. — Voi. vostro marito. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò..consolazione di rivedere la signora Weldon.. poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese. e da cui pochissimi ritornano. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. James W. La signora Weldon abbassò un momento il capo. nello stabilimento di Alvez. signora Weldon. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. suo figlio e suo cugino per giunta! . — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche.. avete un valore commerciale che intendo realizzare. — Lui in persona. Weldon. senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé. Erano partiti per la regione dei Laghi. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon. La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. — Voi siete schiava. — Signora Weldon. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. — Si chiama. ma far pagare sua moglie.

pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto. non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon.. — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. a Kazonndé. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari. dopo avere ricevuto il . e anche dell'altro. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon. e non sarà cosi imprudente da venire... — Rifiuto. — rispose Negoro con impudenza. dietro la vostra asserzione soltanto. James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio. sfuggito dalle mani di questi selvaggi. la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon.. — Mio marito non vi crederà. Per fare il viaggio. — Verrà.. — Dove? — Qui. — Non vi baderà. e quello era proprio un negozio. se li potrà dare.. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. — Ma se voglio vendervi presto.. mio marito. — Rifiutate? — esclamò Negoro. — Precisamente. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé.. — rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. che gli dica la vostra condizione. — No.. — Più presto che sia possibile. nell'Africa centrale. senza prove. Quando si tratta di un negozio.. non mi mancherà il denaro.La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio. — rispose freddamente la signora Weldon. — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. — Soltanto. e mi dipinga come un servitore fedele. voglio anche vendervi caro. a Kazonndé. quello.

o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon.. come voi. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. non c'era nemmeno da pensarci. una volta a Kazonndé. ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro. — Signora Weldon. sua moglie. — Voi non siete sola qui. Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. — No! — rispose ancora la signora Weldon. 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. dimenticando perfino il figlio. — Ah! state attenta! — gridò Negoro. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon.. Circa l'onestà del portoghese. è in mio potere. quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa. ella lo sapeva bene. Fra otto giorni. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA.. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé.riscatto fissato.. almeno momentaneamente. ma si trattava del suo interesse. Dietro una lettera di sua moglie. Ma. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. il figliolo e il cugino Bénédict di poter . oppure ve ne pentirete! Ciò detto. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta. Il cuore le balzava forte nel petto. la voce le mancava. e saprò ben io!. vostro figlio.

forse!. in un punto determinato. si. era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio. sulla costa. la madre lo strinse a sé. Jack.. mamma? — domandò il piccino. — rispose la signora Weldon. — Con il mio amico Dick... tesoro... per non dire impossibilità. se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni.. mamma? — Si. — Pensavo al tuo babbo. si.. per non rispondergli in .. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito. e il vecchio Tom? — Si.. Saresti contento di rivederlo? — Oh. — No. con un moto istintivo. altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare. — Allora andremo noi da lui? — Si.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori. del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro. In quel momento. — rispose la signora Weldon. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà.. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre. — No.. — Hai qualche grande dispiacere. Ella pensò anche che. — Allora gli scriverai tu. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò. — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack.----rispose la signora Weldon.. si mamma! viene qui? — No.. Cosi... ed Hercule.. senza saperlo. Jack. la quale. abbassando il capo per nascondere le lacrime. Jack entrò nella capanna e. no. no! Non deve venirci. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo.

Bisogna dire. alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi. tutta l'Inghilterra e tutta . si aggiungeva un altro motivo. era un'invasione! Fra poco. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. non solamente all'esterno. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. Livingstone. ora. civili o religiosi.altro modo. le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. non senza valore. di Ugigi. se si uccideva qualcuno di quei curiosi. alcuni altri. che una vaga speranza. E un po' lo si faceva davvero. invece. è vero. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro. si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. ritornati ai loro paesi. lo copri di baci. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. ma era qualche cosa. Non era. Grant. con i loro missionari e i viaggiatori. ma anche all'interno del continente. già molto svalutato. raccontavano esagerando. molto vaga ancora. passavano. e 228 questi. diceva Alvez. Stanley e altri. dovevano essere ricevuti a fucilate. ma. gli orrori della tratta. Infatti. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. Là si erano successivamente recati Speke. soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe. con grande dispiacere dei negozianti. con le crociere.

Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. aveva ragione di temere. villaggio della contea di Lanark. e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. e si sa che. non cosi era di Cassanga e di Bihè. il . nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. Cameron a sud. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola. ma ciò che sapevano. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. fra poco. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley. poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi. alcuni anni dopo. vale a dire meno visitate. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. dopo esservi entrato per Zanzibar. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. Il negriero. seguendo quell'itinerario. Nato il 13 marzo 1813. uscirne per l'Angola. il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. Se Kazonndé era stata risparmiata. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. dove Alvez possedeva degli stabilmenti. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. e senza che James W. ciò che dissero. ciò che la signora Weldon intese. che non poteva mancargli. David Livingstone. di cosi grande interesse per lei. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. infatti. Ora. perché. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. Stanley a nord. era questo: Molto probabilmente.

che esplorò per la prima volta. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari.secondo di sei figli. dopo terribili patimenti. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. il 31 dicembre. lo ritroviamo a Kolobeng. Il loro capo. dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. sbarcava al Capo nel 1840. il 3 giugno 1852. un terzo doveva riuscire. dove sposò la figlia di 229 Moffat. Il dottore parti con alcuni indigeni. nel paese dei Makololo. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. partendo dal Capo. entrava a Litubaruba. Infatti. in modo da giungere a San Paolo di Loanda. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. penetrò . lo raggiungeva a Linyanti. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. Sebituané. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. scopriva il lago N'gami e. nel 1843. giungeva. Dal Capo. e di li a due anni nel 1849. antichi coloni olandesi. Oswell e Murray. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. diventato a forza di studio teologo e medico. Il 1° agosto del medesimo anno. la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. i tre figli e due amici. Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. nel paese dei Bechuana. Questa volta si trattava. poi tornò a Kuruman. Quattro anni dopo. lo Zambesi era scoperto. e alla fine di giugno del 1851. fondava una missione nella vallata di Mabotsa.

Il 14 gennaio. lo ricevette con grande onore. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. là dove riceve il Makondo. e il 26 dello stesso mese. il 27 dicembre. il 20 febbraio. arrivò a Linyanti. arrivava presso il re Katema. Da questo punto. discendeva il corso dello Chobè. giungeva allo Zambesi. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione. il 23 maggio. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. che . si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. e va a gettarsi a nord nello Zaire. Sekeletu. il dottore. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. esigenze degli indigeni. Livingstone entrava a Cassanga. lasciò Linyanti e. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo. Sei giorni dopo. e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita. giunse alla foce del Leeba. che viene dall'est.nel centro del paese dei Bamanguato e. 230 Il dottore tenne duro. tutto cospirò contro Livingstone. dopo aver attraversato il Leeba. costeggiò la riva destra di quella Coanza. il più potente sovrano dei Balonda. L'11 novembre 1853. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi. visitava Katonga e Libonta. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. minacce di morte. assalti delle tribù. dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. Un mese dopo. paese difficile. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio. Quivi pure fu ricevuto bene. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. che gli fece buona accoglienza. ribellione dei suoi compagni. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. il dottore. entrava a Nanielè. e riparti con i suoi. trattenuto da violente febbri. dove il giovane sovrano dei Makololo. accompagnato da ventisette Makololo. Là.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. e d'altronde. i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto. era inte235 resse di Alvez .in un giorno fissato. o i pericoli del ritorno. Jack e il cugino Bénédict. risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo. Dopo la sua partenza. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza.che i prigionieri giungessero sani e salvi.il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione . Il giorno dopo. Convenute cosi le cose. dove suo figlio. questo. e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. almeno. Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni. la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo. all'arrivo della nave sarebbe scomparso. ammettendo che tutto andasse favorevolmente. scortato da una ventina di negri. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. il cugino Bénédict e lei . e Negoro. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante. egli risalf verso il nord.

senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. specie d'oliva. Di più. i cui fili . Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. specie di grosso miglio. mondare e vagliare il granturco. raccogliere il sorgo. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. prima di partire. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. d'altronde. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità. non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ».si trovavano in relativa sicurezza. Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule. Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. estrarre dalle drupe del mpafu. la filatura del cotone. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez. Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro.

la cui carne nel paese serve all'alimentazione. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca.vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. cipolle. e che sono un importante oggetto di scambio. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. fave. capre. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. eccetera. arachidi con le quali si produce l'olio. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. poiché. noti sotto il nome di tchilobè. sia quella del granturco sia quella degli schiavi. guaiabe. cacciano l'elefante o il bufalo. sesamo. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne.. dei maiali. farina che si estrae dalla manioca. canne da zucchero. dalle corna corte. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. crescono sopra alberi alti venti piedi. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. Qualche volta. Mentre le donne lavorano. La sola Halima faceva eccezione. in cuor loro. bovi. il « pombé » e altri liquori. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. per la quale. non sentivano alcuna commiserazione. caffè indigeno.. il cui succo si trasforma in sciroppo. si fermava e le guardava. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne. fatto con banane. e finalmente. potè scambiare . gli uomini fumano il tabacco o la canapa. la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. l'allevamento del pollame. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo. bisogna dirlo. anzi. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. Di queste diverse occupazioni. alcune delle quali hanno una gobba. montoni. giovenche di piccola razza. mentre esse. le cure degli animali domestici.

simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. drugo.era il 17 giugno .di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. un giorno.una minuscola ape. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. poi vedovelle. deve . ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. come poteva. soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. . senza occhiali né lente . come fa il cuculo nel nido degli altri. somiglianti a quelli dei tisserini. grattandosi a sangue. cugina Weldon. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia. costruiti con alcune bacchette. — egli rispondeva. che deponeva le uova in cellule non sue.il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. stava sempre benissimo ovunque fosse. e uno sfeco. in un enorme baobab. e nidi di suimanga. il cui canto era gradevole. Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. con il petto e la gola scarlatta. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. insettivori. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. invece. Ma quest'avventura. nidi di marabù. calao. e studiava. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. che ebbe conseguenze inattese. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi. purché non gli mancassero gli insetti. eppure c'erano li.

vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto. Rizzatosi a sedere. non doveva essere un insetto qualunque. senza. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. aveva però l'udito assai fine. però. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo.essere raccontata con alcuni particolari. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. non si poteva dubitarne. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. D'un tratto. La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. messo subito in allarme. e che l'insetto. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. soltanto dall'intensità del suo ronzio. in fondo alla propria capanna e il sonno. e gli parve che quello fosse sconosciuto. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. Si era dunque rifugiato. sotto quei raggi del sole meridiano. perché. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali. in quella siesta involontaria. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. passargli tanto vicino da permet- . cosa che gli spiaceva molto. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. sentiva ronzare un'infinità di insetti. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. cominciava a impadronirsi di lui. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali. egli intese un fremito. con suo grande rammarico. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. e perfino il cugino Bénédict.

Infine. lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. poteva riprendere il volo. no ».tergli di riconoscerlo. peggio ancora. cominciò a scendere il versante frontale . sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. che era molto lungo. andò a posarglisi sulla testa. mai. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. Mio Dio. alla punta del naso. L'insetto. in tutta la sua vita d'entomologo. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano. « No. aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. dopo aver girato a lungo intorno a lui. Tuttavia. genere. dal lato dell'occipite. anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. di specie. e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. pensò « lo sbaglierei o. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli. l'insetto ronzante. senza contare che. o anche sottovarietà nuova. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. guardando di sbieco. sulla sua testa. ma si trattenne e fece bene. gli farei male. da un momento all'altro. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. era li. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. Egli tratteneva il fiato e. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. o almeno di varietà. Un esapodo africano. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende. come sulla cima di qualche cespuglio incolto. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine.

scenderei ».del cugino Bénédict. rimase fra le due ali frementi. o sceso al disotto? Scese. una cosa semplicemente eroica. non bisognava gridarlo. e non fare 239 un gesto. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. al posto del cugino Bénédict. bisogna convenire. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. pensava il degno scienziato. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? . L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. come due lenti. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. si è che ogni altro. giunse sulla radice del naso. o almeno per metterlo in fuga. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale. Più vero ancora. era. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. al suo posto. facendo convergere il loro raggio visivo. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. ahimè! al povero cugino. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. potevano. e una volta giunto su quella radice. — la manticora tubercolosa! Però. cosi ben disposto per portare occhiali. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. i due occhi del cugino Bénédict. L'insetto. dopo venti piccoli circuiti. che non potè trattenere un grido. — Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. però. A quella distanza. valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. senza parlare per il timore di essere punti.

ma non bisognava perderlo di vista. egli era sempre li. e non gettare un grido d'ammirazione. Un momento dopo. la manticora intese quel grido. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. Era meglio. che cammina più che non voli. il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. strisciando come una biscia. a meno di dieci pollici dai suoi occhi. si disse il cugino Bénédict. stese la mano. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. Giunta presso la palizzata. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez.Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. ciò non sarebbe stato nella sua natura. è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. eccolo dunque carponi con il naso al suolo. 240 sotto il sole di mezzogiorno e. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. » Aveva torto? Checché ne sia. dopo alcuni minuti. troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. — Maledizione! — gridò. che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere.del resto era cosa fatta . Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. evidentemente. campione rarissimo nelle collezioni. un insetto della tribù dei Cicindelidi. avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. come un cane che fiuti una traccia. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare. Giunta li.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. la chiuse violentemente. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente. per cosi dire. è come arrischiare di schiacciarla ». . « No. Perciò. si trovava fuori della capanna. « Afferrare la manticora. . e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso.

Infatti. allorché frrrr!.. D'altra parte. si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta.. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. le ali si spiegarono. confinava con una grande foresta. che era situata alla estremità nord della città. ma non se ne curò punto. In mezzo minuto.Senza esitare. il cugino Bénédict si rizzò. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria. le sue elitre si allargarono. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno. ahimè! fu proprio quel che avvenne. per lui senza forma apprezzabile. senza dubbio. E. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. Ma. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero. essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento. con sua grande meraviglia.. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. la tana era larga almeno due piedi. disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. Ah. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano. si precipitò subito con la . perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava. guardò. quella parte dello stabilimento di Alvez. essa volò via. e formava una specie di galleria. il cugino Bénédict. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo. Ma la manticora. L'insetto svolazzava sopra la sua testa.. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto. e il cugino Bénédict temette di perderla di vista. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. cui era tornata la speranza di rivederla. della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello.

si stendevano a destra e a sinistra. — Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. Il cugino Bénédict. battendo l'aria . si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa.faccia a terra. si fosse impadronito dell'insetto. tutto questo non sarebbe avvenuto. Le sue braccia. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». a seconda che la manticora saltava qui o là. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto. con le mani aperte. lo sconcertato cugino. l'insetto gli sfuggiva beffandosene. volò via. e di li a poco. Con se stesso. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame. procedeva a piccoli salti. ma anche più ironico. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. che sfiorò. arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. il ronzio più intenso. delle sue ali di coleottero. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta. e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. Dimenticava. si mise egli pure a saltare. ma l'insetto ora non volava più. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. affannato. senza sapere nemmeno quel che si facesse. come un nuotatore alla superficie dell'acqua...

mentre passava presso una siepe. era inammissibile. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . D'altronde. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. nella capanna. come sarebbe tornato. Eppure. Ora. quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. con l'altra alla base della schiena e. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. ma tutto fu inutile. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita. un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. il cugino si senti trasportare attraverso le piante. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. In verità. quel giorno. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei. avrebbe ricusato senza esitare un momento. e se sarebbe tornato. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. senza avere avuto il tempo di riaversi. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. Improvvisamente. fu presa da una profonda inquietudine. la signora Weldon conosceva il cugino. in quella giornata del 17. non se lo chiedeva neppure. intatta. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. poi. la scatola era là.

contro il riscatto. la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati. Ma allora. diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva. Ma allora. La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. fatte con la maggior cura. » Ma. « Non valeva molto quell'imbecille ».. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. nelle mani di James W. Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via.. e s'immagini il suo furore. perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. se lo riprendo!. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict.sfuggivano. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero. . Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez.

furono interamente sommersi. in quanto che. e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé. Ma ci perdettero il loro latino. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. per gli indigeni. furono pregati di scongiurare il pericolo. Si trattava di una calamità pubblica. esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. che si trovava allora nel nord dell'Angola. fu come una calamità pubblica. e gli abitanti della provincia. o che dicono la buona ventura agli indigeni. benché il periodo della « masika ». Tutti i lavori della stagione erano compromessi. il cui sapere era tanto più meraviglioso. impiegare i loro più preziosi amuleti. si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. Si ricorse allora agli stregoni. Era uno stregone di prim'ordine. pieno di fango e di scorze. Infatti. allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ».È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. non l'avevano mai messo alla . Verso il 19 giugno. le cose andavano di male in peggio. il cielo si era coperto. e più specialmente un corno. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. cominciarono le piogge persistenti. e i migliori « mganngas ». non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. Intanto. poi. fosse passato. Ora. che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge. Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. agitare i doppi sonagli e le campanelline. si videro di li a poco ridotti all'inedia. in provincia. I terreni bassi. che termina in aprile. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. coperti di messi già mature.

di amuleti. Un particolare. subito riconosciuto dalla folla. coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». e questi indizi di rasserenamento. D'altra parte. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». il vento indicava una tendenza a cambiare. quattro. Quel « mgannga ». di cui una zucca formava il fondo. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. e che era pieno di conchiglie. la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. fatte con la creta. Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. 244 Il 25 giugno. Una collana di crani d'uccello al collo.prova. . è che quel « mgannga » era muto. era un uomo superbo. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. poiché non c'era mai venuto. più una grande quantità di palline dì fimo. Di solito. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». gli stregoni si riuniscono in tre. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. invece. di mattina. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. Il cielo era un po' meno piovoso. e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. di idoletti di legno ed altri feticci. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. non si parlava che dei suoi successi. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo. Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. era solo. negro della più bell'acqua. gli cattivavano tutte le simpatie. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio. cinque quando percorrono i villaggi. ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni.

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. Là. — No. Ora. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea. il soccorso non sarebbe loro mancato. Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. e d'altronde poco importava. quella. Ma Hercule. invece di giungere a San Paolo di Loanda. era pur sempre una complicazione. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé. — rispose Dick Sand. la larghezza i quattro. diretto a nord. e che numerosi rematori . era anzi possibile che si gettasse nello Zaire. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo. Hercule. Il primo pensiero di Dick Sand. Si trattava dunque di precedere Negoro. — Centomila legnate sul cranio. deciso a discendere la corrente di quel fiume. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata.rimanere a Kazonndé. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. no. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. In tal caso. utilizzando la corrente di un corso d'acqua.di cui Cameron parla sovente . la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume.. Infatti. e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore. specie di isolotti galleggianti. . non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito. questo corso d'acqua era li. poiché il caso lo aveva servito bene. girando di notte lungo l'argine. — Animale che sono! — esclamò Hercule.. — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès. — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque. le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione...

Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. appunto a causa della rapidità di quella corrente. nascondeva ogni cosa. e forse anche. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica.spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. ma non senza pericolo. Dapprima. e l'erba. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo. il tragitto doveva essere lungo. in mezzo a molti altri. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e. Ma. per scendere la corrente del fiume. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. alcioni bigi e bianchi. « arrhingas » dalle penne nere. tronchi . rocce. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive. aveva progettato di viaggiare solo di notte. Dick Sand. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. Però. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. E le erbe erano disposte cosi abilmente. Difatti. Per fortuna. occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. qualora la pesca non fosse sufficiente. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole. volendo passare senza essere veduto. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. venivano di frequente a posarvisi. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. gabbiani dal becco rosso. e vedendo li alcuni grani da beccare. che gli uccelli stessi s'ingannavano. Inoltre. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente.

al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. Dick Sand. che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. quindi. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. era lì. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. del resto. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. non c'era alcun pericolo di collisione. Dick Sand. con le gambe allungate. siccome non era proibito muoversi. Nel mezzo dell'imbarcazione. Le rive. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. evidentemente. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto. taciturno. cosa molto frequente sui fiumi africani. ma. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. Quanto al piccolo Jack. a valle.d'alberi. il suo sguardo osservava il corso del fiume. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora. Il cugino Bénédict. la cui robusta mano teneva il timone. Ma non sbarcò. e inoltre. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. bassifondi del fiume. sopra un letto di foglie secche. pensando alla sua collezione perduta. aveva capito che non bisognava far rumore. se qualche ostacolo non li avesse fermati. le braccia conserte. sembrava fossero deserte. dunque. si era collocato a prua della piroga. Attraverso le lunghe erbe. Durante i primi due giorni.

e gli indigeni le temono. aloe. Alberi di copale. Spesso. signor Dick? . c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. hanno fronte bassa. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali. abbaiano come cani in corsa. davano alle sponde un incomparabile splendore. anche. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. non senza grande ammirazione. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. in quella stessa giornata. ombrellifere. — Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. Sugli argini. Passando il ponte di liane.frequentate dagli indigeni. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. — Si deve romperla. orecchie disposte in alto. arbusti odoriferi. Quelle scimmie. Vivono in frotte di circa una decina. formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. Le loro alte cime. — Una diga. balsamine. clematidi. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. acacie a foglie rigide. sono brutti campioni della razza scimmiesca. riunendosi all'altezza di cento piedi. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. gigli. felci arboree. poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. bauhinìa dal legno-ferro. gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. Asclepiadi. il piccolo Jack. muso color giallo-chiaro. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. tenendosi per la coda. la giornata del 27. Venti miglia più lontano. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa.

dopo tutto. a foglie lucide. il bravo negro sembrava un po' confuso. due ore dopo. il suo dolore era sincero. se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso. e maneggiò cosi abilmente la scure. Neanche un insetto. non mi verrà contestato. — All'opera. lasciare la barca. consegnandogliela. quell'insetto. La chiamano tikatika. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto. dunque. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. e non mi lascerà che con la vita! . Cosa singolare. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. almeno. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. che. che teneva fra l'indice e il pollice. quando Hercule. ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. e il povero uomo faceva pena. Hercule. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. Hercule potè quindi. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua. E in fondo. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. il suo « alunno ». senza troppa imprudenza. la diga aveva ceduto. Imbruniva già. capitano.— Si. a colpi di scure.

Poi. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. né un neurottero. poi un rumore sordo. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni. né un imenottero. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. e non accadde alcun incidente. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. Per un'estensione di molte miglia. sulla riva destra. poi. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi. — Un insetto che non è né un coleottero. attraverso i fili delle stoppie. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. . dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. D'improvviso. si udì un lontano tramestio. 254 il paese spogliato di cosi begli alberi. dovessero prosciugare il fiume. amici! il cielo mi doveva questa gioia. la piroga correva sulle acque scure del fiume. il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. apparendo dietro le cime degli alberi. In quel mentre. Erano parecchie centinaia di elefanti che.— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. la luna. che né la signora Weldon. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. l'imbarcazione andò alla deriva. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite.

giallo-rosso di pelo. e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. Quanto alla sua direzione. picchiettato di punti brillanti. alci.cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . Ogni giorno. di cui si udivano gli urli. anzi alla moda scimmiesca. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. essa. quasi sempre nel pomeriggio. la frutta. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». che gli diede buona provvista di cacciagione. dopo aver . i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. che sono specie di antilopi graziosissime. Nella giornata del 4 luglio. il percorso. che balzavano fra le alte erbe. Erano zebre che giocavano sulle rive. il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile.gli animali però vi abbondavano. all'8 luglio.Se in quella regione mancavano gli indigeni. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare. il granturco. le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva. Difatti. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili. e in quel paese privo d'ogni coltura. « caama ». non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. pure era considerevole. Fino allora. e anche ai leoni. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. munito di lunghe corna ad anelli. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte. Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. Era un animale lungo cinque piedi. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. in complesso. il sorgo. e la cui carne fu trovata eccellente. . nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. bianco sul ventre. né da quelle della foresta né da quelle del fiume. che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni.

Dick Sand diede prova di grande sangue freddo. si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. Con il salto che aveva fatto. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. che. Nella giornata del 9 luglio. « monndè » a testa larga. allorché.puntato lungamente a nord. il fiume forniva pure la sua parte di viveri. e non della specie senza criniera. E allora. e gli aveva già inviato una palla. una bestia formidabile. addentando il caama palpitante. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. quella che si moveva e quella che restava immobile. Lunghe liane. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. ancora pieno di vita. Ad ogni modo. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. piccoli « dagala » amici delle acque correnti. senza battere ciglio. ma dapprima si limitò a guardarlo. Quello misurava cinque piedi di altezza. Esitava fra le prede. delicatissimi al gusto. di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». procuravano alcuni di quei « sandjika ». Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. 255 Era un grande leone. sulle tracce di un « caama ». Dick Sand era perduto. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. balzò un formidabile cacciatore. che ricordano i « witebait » del Tamigi. armate di spine a guisa d'ami. affumicati. Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. Era solo a terra. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. il leone lo portò . a trenta passi da lui. Dick Sand. Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. che senza dubbio veniva a reclamare la preda. disarmato. « usaka » neri assai pregiati. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile. piegava ora verso nord-ovest. e non era d'umore di abbandonarla. rossi e luminosi. detta « leone di Nyassa ». Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. che.

Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. raggiunti i compagni. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. che sorgeva isolato in mezzo al recinto. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. . Forse. Ma secondo le abitudini degli indigeni. forse. Tre o quattro volte. Più di una volta. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. in qualche radura. non doveva esserlo stato sempre. poi si allontanò e. non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. Ora. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. frustando gli arbusti con la formidabile coda. a quell'ora. come belve fuori della tana. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. Tuttavia. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. trovò ossa umane mezzo calcinate. non si sarebbe ingannato. ma. se il paese era allora disabitato. Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. su certe depressioni del terreno. e quel fico sacro. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. come ha fatto David Livingstone. in quella regione attraversata dal fiume. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa. fra la cenere appena raffreddata. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. avanzi di qualche orribile pasto. Nondimeno. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. Quei selvaggi. scomparve sotto il bosco. Il bravo negro l'aveva promesso.via come un cane porta una lepre e. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio.

abbassando la voce. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. e immobilità completa. ma anche abbastanza per essere visti. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. a sinistra. Due indigeni. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. La sera del 10 luglio. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio. Dick Sand. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. mentre le tiravano su in gran fretta. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce. invece. Ora. e perciò. Il villaggio era abitato. a prua. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente.quando Dick metteva piede sulla riva. la notte era chiara. gettando clamori di cui non si può avere idea. Ci fu un momento terribile. disseminato di rocce. poiché. fra le palafitte fossero state tese delle reti. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. silenzio assoluto. nella piroga. La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. che discorrevano ad alta voce. Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. Se per disgrazia. non era praticabile. fuorché un . L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. il fiume. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. come accade di frequente.

come aveva temuto Dick Sand. 257 In mezzo minuto. per una fortuna inaudita. che si era trasformata in una specie di rapida. la piroga giunse tra le palafitte.. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione. Non era . la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata. tanto più che la corrente. talvolta un sordo brontolio di Dingo. nessun indigeno si mostrò. Non vide nulla di sospetto. la barca sarebbe passata. Dick Sand non lo poteva affatto. e per maggior precauzione. di sopra. Uno degli indigeni gettò un grido. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. quando. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. Durante i quattro giorni successivi. però. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. dando un vigoroso colpo di remo. dall'11 al 14 luglio.. spinti dalla corrente. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. passando. Tuttavia. la barca segui costantemente la riva sinistra. — il letto si è rifatto praticabile. e quando sorse il giorno. nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. con un ultimo sforzo. Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza. Frattanto. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. né sul fiume né sulle rive. forse quei selvaggi non ne avevano. Se venivano rialzate in tempo. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. Era più che probabile. le urla da bestie feroci dei cannibali. la trascinava rapidamente. e infine.

poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. Per fortuna. dei ribaditori che ribadiscono. divenne difficile da risolvere. la caccia non dava più nulla. grazie al cugino Bénédict. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. ma il giorno dopo. Alci. antilopi. fu apprezzato da tutti. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca. e il midollo. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. ma il deserto stesso. che ha un sapore zuccherato. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. ■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. Egli stesso. e ciò che turbava unicamente il silenzio. bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. su entrambe le rive. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus. che doveva . molto a proposito. Era una sostanza poco nutriente. quando Hercule gli ricordò. La campagna. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio. Dick Sand non sapeva come fare. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. era il concerto delle rane. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. Durante la notte. perciò. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. Solo le euforbie vi crescevano a profusione.più soltanto un paese deserto. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. in quell'arido paese. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. si fu serviti meglio. specialmente dal piccolo Jack. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. La pesca rendeva poco. non echeggiavano più i soliti ruggiti.

lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco. nella fodera del cappello. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. Dick. li invitava ad accompagnarlo. — non tirate. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che.immortalare il suo nome. E non ebbero da andare lontano. la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette. e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict.il che era verissimo . Dick Sand stava per sparargli. effettivamente. \ Il miele fu bene accolto. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello. abbandonando all'indicatore la cera. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri. Poi. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. e quel giorno. Ce n'era da caricare dieci . che costituisce la sua parte di profitto. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. cioè. infilzatolo.e fu fatta man bassa su quella manna.. cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. e ci procurerà miele in abbondanza. posandosi e volando a volta a volta. in mezzo a un intenso ronzare d'api. se. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack. apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie. nella giornata del 12. a miriadi. frugando fra le alte erbe. Alcuni minuti dopo. è un indicatore. che. Messo l'insetto in posto sicuro. . allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate. — rispose Dick Sand.

ma insomma ne mangiò. Dick Sand sperò che cosf fosse. Era tempo d'arrivare. . gli assalti continui delle zanzare. non ancora il mare. sulle acque . Nei giorni 15. Dick! — rispose la signora Weldon. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava.sospirando. Dal canto suo. prima di giungere al litorale. e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti. quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua. A questa parola. il calore 259 eccessivo del giorno. Nondimeno.volte la barca e. la barca continuò ad andare alla deriva. 17 e 18 luglio. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce. poiché se quello era lo Zaire o Congo. e aveva ragione di sperarlo. — No. eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio. e perciò. è vero. avvenne un cambiamento di direzione.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. Dick Sand era dunque molto inquieto. ma la direzione generale era piuttosto verso nord. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità . l'umido della notte. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. — Il mare! — gridò. Si. fra un paese meno arido. allorché la mattina del 14 luglio. era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare. Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie. Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. d'un tratto. 16. abbrustolite a fuoco lento. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest.

mentre la signora Weldon. ma vigiliamo con estrema attenzione. in grande ansia. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. Ma il 18 luglio. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. a circa mezzo miglio. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. — rispose Dick. — No. Dick Sand. Il rumore cresceva. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. durante la notte. ancora molto sordo. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. scotendo il capo. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. Dick Sand rimase a prua. un rumore lontano. ma non erano vapori.argentee del fiume. — Aspettiamo il giorno. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. e ciò divenne anche troppo evidente. nondimeno. A valle. non un soffio agitava gli strati atmosferici. si fece udire verso ovest. le . La notte era calma. Dopo questa risposta. quando. i cui occhi brillarono di gioia. — È il rumore del mare! — disse Hercule. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. al disotto del fiume. Hercule tornò a poppa. continuando ad ascoltare. Ancora alcuni giorni. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti. Verso le tre del mattino. A valle. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. volle saperne la causa e. presto si cambiò come in un lontano muggito. ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli. — A riva! — gridò Dick Sand.

e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. Dick Sand. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. Un mezzo miglio più avanti. del resto. molto folti. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). né Dick Sand. che ormai avrebbero dovuto attraversare. Dingo gli sfuggi. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso. poiché la barca non poteva più seguirne il corso.cui acque si precipitavano con superba. V. CAPITOLO XIX S. allacciando Dingo con le braccia. come si è detto. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. Era. non si poteva nemmeno pensarvi. man mano che vi si avvicinava. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra. — esclamò il piccolo Jack. e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. Alcuni minuti dopo. CON UN VIGOROSO colpo di remo. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. Né la signora Weldon. il suolo che veniva a mancare improvvisamente. abitato dai cannibali del Congo inferiore. ma irresistibile impetuosità. — Si direbbe che pianga. In quel punto. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. essi toccavano terra fra una verde . né Hercule sapevano che pensarne. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume.

Hercule con la scure alla mano. con il fucile carico. Nella foresta non c'era alcun sentiero. che ritrovarono Dingo. doveva essere. gettando un sibilo acuto. — Signora Weldon. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. — Era. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. seguiva una traccia.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. non avevano fatto dieci passi. Jack. che si potevano però distinguere ancora. — E quest'uomo. Dick Sand. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. volarono via subito. signor Bénédict. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. il suo padrone! Ah. con piccoli salti. Dingo rialzava la testa e. un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. Egli entrò nella capanna. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. invitava a seguirlo. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. Alcuni martin-pescatori. non ci lasciate! Attenzione. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. sulla quale si curvavano grandi alberi. già quasi cancellate. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. bianchi come neve. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. con il muso a terra. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. Un istante dopo. facendo udire continuamente dei latrati. — Attenzione! — disse Dick Sand. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. e ognuno mise piede sulla riva. Ciò fu notato chiaramente da tutti. Là sorgeva una capanna in rovina. Il cane. e piccoli aironi. con le assi sconnesse. Hercule! In quel momento. .

— le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!... abbandonato. Il viaggiatore francese. giunto in quel punto delle rive del Congo. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon. e ne sfuggi un pezzo di carta.. Quel biglietto. Dingo!. e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi. Quelle parole dicevano tutto.! — esclamò Dick Sand. La scatola fu aperta. era stato raccolto dal capitano del . sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia. Compiuto il delitto. con un ultimo sforzo. che si trovava in un angolo della capanna.. condotto a San Paolo di Loanda. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto. Negoro prese senza dubbio la fuga. lo aveva chiuso in quella scatola dove. partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa. con la data e con il movente dell'assassinio. Dinanzi a quelle due lettere rosse. e non doveva più dimenticarle! Poi.. certamente... Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez. VERNON ». che. Si sa come fosse riuscito ad evadere. si era trovato il denaro rubato e. prima di morire. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata.. Non terminò la frase. a centoventi miglia dalla costa. derubato... derubato dalla mia guida Negoro.. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome. S. e là era stato mortalmente colpito.— S. che decise di impadronirsene. 3 dicembre 1871.. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso. V. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna. qui.. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile. era guidato da Negoro.. Aiuto!. e abbassandosi. tornato alla costa.... dava il nome dell'assassino.. Samuel Vernon.. Dingo aveva imparato a conoscerle.. a recarsi nella Nuova Zelanda.

Era dunque evidente che. evidentemente. Era Negoro. un uomo era alle prese con il robusto animale. e tutti lo compresero. lo videro precipitarsi sopra un uomo. e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon. Il miserabile. allorché Dingo. trascinandosi fino alla . quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. colpito. Nel frattempo. scoprendolo. di furore questa volta. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi. seguendo le sue tracce. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. la signora Weldon. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. che rotolò in terra. Quasi subito. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. si può dirlo. dalla giustizia divina. gettando un urlo. nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. dove aveva ritrovato Negoro. Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. quando Dingo. Il portoghese non dava più segno di vita. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. Jack. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. e Dick Sand. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America. si slanciò fuori della capanna.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. orribili grida si fecero udire a breve distanza. gli era balzato alla gola. colto sul fatto. Si. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. Bénédict. Ma non era senza ragione. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. quel bandito.

— disse la signora Weldon. — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. Fatto ormai certo. e Dingo. Ma non importa. fu messo nella stessa fossa del suo padrone. — Rimane dunque da decidere. — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra. Negoro non era più. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo. Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. Non rivedendolo. dalla parte del fiume. sotto un'altra il Lualaba. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. . Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo. signora Weldon. e. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare.capanna. o la riva destra del fiume. Tuttavia. su questa riva mi pare che rischiamo di più. sotto una longitudine. disgraziatamente. Entrambe. e senza perdere un istante. pianto da tutti. Grandiose cascate. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. in quel luogo il fiume non era più praticabile. mi sembrano pericolose. lo avrebbero evidentemente cercato. almeno fino a valle delle cateratte. e questo era un pericolo molto serio.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. quel fiume era il Congo. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. vale a dire per un miglio o due. poiché Negoro la seguiva. non possiamo . andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon. è lo Zaire. e gli indigeni sono assai temibili. — Passiamo sull'altra riva.

e alcuni spruzzi. La signora Weldon. ma non abbiate alcun timore per me. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. non sbarcherò.esitare! Prima. la seguivano con lo sguardo. la piroga. signora Weldon. — È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte . — Porta con te il fucile. signora Weldon. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. sarò di ritorno. La signora Weldon e Hercule. Dick.. sciolta dall'ormeggio. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto. — rispose Dick Sand. aspettando 11 suo ritorno. sollevati dal vento da ovest. Dick? — No. però. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate. senza essere fortissima. — Forse sarebbe meglio non separarci. — No. rannicchiati nelle macchie di papiro. Questo era agire con prudenza. di attraversare il fiume con voi. passerò quattrocento piedi più in su. l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. — soggiunse la signora Weldon.. avvezzo a maneggiare il remo. in quel punto. lasciatemi andare solo. Egli fremeva al pensiero che la piroga. giungevano fino al giovane allievo. la corrente. Prese queste disposizioni.. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo.. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate. — Si. attraversarlo era facile. come se avesse qualche presentimento. Il fiume. Dick Sand stava per partire. Vegliate bene. Hercule! Dopo questa risposta. A quattrocento piedi a valle. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. In breve.

Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. Un quarto d'ora dopo. avevano scorto i fuggitivi. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. uno di quegli indigeni si rialzò. prima o poi. vale a dire una preda per essi sicura. Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. Padrone di sé. però. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. dinanzi al fucile puntato su di loro. teneva sotto mira i cannibali. ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. erano risaliti sull'argine. Dick Sand. avendo veduto ogni cosa. ritto a prua della barca. che non pensava a sé. non sapendo che decisione prendere. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo. Erano i cannibali del villaggio lacustre. Dick Sand si vide perduto. La barca stava per essere spinta al largo. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata. abilmente maneggiato.precedente. mentre la . che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. i cannibali si accingevano a passare il fiume. In quel momento. non si muovevano. si sarebbe perduta in quelle cateratte. echeggiarono delle urla. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva. con il fucile spianato. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume.

volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra. essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. gli mandavano un ultimo addio. Difatti.. del resto? Entro un'ora. Il piccolo Jack e sua madre. Infatti. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese. andò in schegge. poteva essere la sua salvezza. E non esitò a farlo. non più governata dal remo. — fuggite! Né la signora Weldon. In quel momento. spezzato da una palla. e il remo. che fecero capovolgere. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso. Ora. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo. gli fu mandata.. nella quale avrebbe . — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava.piroga attraversava obliquamente il fiume. né Hercule si mossero. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita. — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. I cannibali gettarono un urlo di terrore. Fuggire? E a che cosa serviva.. ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo.. si gettarono fuori della piroga. gli indigeni. In breve. inginocchiati sull'argine. Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. che quella barca. cioè. la piroga. aveva preso il filo dell'acqua.

Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque. anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. il 20 luglio. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia. Un quarto d'ora dopo. poi. che Hercule aveva condotti in gran fretta. per la rapidità della caduta. Buon nuotatore. e dopo essersi tuffata profondamente. Dopo le cascate di Ntamo. e vi ritrovava la signora Weldon. Non erano mercanti di schiavi. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. lo avrebbe certamente soffocato. il fiume non è più che una serie di . senti l'irresistibile corrente trascinarlo.. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo.. alla foce del Congo. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. la quale. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. tornò alla superficie del fiume. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. fino a Yellala. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. In tali condizioni. in un ultimo istinto. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. però. che la barca capovolta non aveva protetto. giungeva alla riva sinistra. L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. essi.

Là. l'altro l'amico di casa. sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni.. finalmente. Il 25 agosto. a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!. sarebbe partito per la costa d'Africa. Un telegramma. nel suo studio tappezzato d'insetti. Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro.. informò James W. più a valle. L'11 agosto. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim. mandato a San Francisco. e una volta là. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. Dick Sand. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima. la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana. quattro anni dopo. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. il degno scienziato. uno dei desiderata della scienza entomologica. Jack. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». dopo avere stretto la mano a James Weldon. Stanley ne ha contate sessantadue. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo.rapide e di cateratte. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. e nessuna imbarcazione vi può passare.. Il giorno stesso del suo arrivo. Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima . Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. chi può dire a quali pericoli. Là l'intrepido viaggiatore doveva. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo. la signora Weldon. e tutto ciò che meritava il bravo negro.

Infatti. era perché. appena giunto a terra. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. Tre anni dopo. con il suo lavoro. . si è trovato al disotto del proprio compito. Weldon. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo.. quando Hercule lo aveva preso. e non sospettava nemmeno. ma per fortuna guari. — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. Nonostante la sua giovane età. pur lavorando molto dal canto suo. si potrebbe dire dal rispetto di tutti. e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. il coraggio. — Sf! — ripeteva spesso. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. a diciotto anni. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. munito di un diploma per merito spe268 ciale. che. la fermezza. per mancanza di sapere. Perciò. aveva terminato. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand. i suoi studi idrografici e. il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia. quello dell'uomo che.. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. egli era circondato dalla stima. che non se ne accorgeva affatto. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. distinguendosi.

Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. Abbordaggio . Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. « al capitano di quindici anni! ». quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione. pensava continuamente al vecchio Tom. Actéon e Austin. dagli abbracci dei loro amici. dopo essere scampate a tanti pericoli. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. del resto. ma James W. che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò. attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. ad Austin e ad Actéon. il 15 novembre 1877. e il brindisi migliore. Bat. quel giorno. grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. James Weldon. Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. dove la schiavitù.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. stava per essere abolita. e neppure Dingo.Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. cui tutti risposero acclamando. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa. Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar. e un bel giorno. e finalmente vi riuscirono. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . a Bat. è inutile dirlo. Erano il vecchio Tom. furono li li per essere soffocate. Quelle brave persone.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa.

L'iniziarsi del moto di una nave. Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave. Alberi attelati . Abitacolo (della bussola) . Alambardata . abbrivo . e che termina con una cuffia girevole di ottone.Vedi albero di maestra. Abbordare . Alberatura . era in uso nei combattimenti navali del passato.Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente.Colonna fissata al ponte della nave. Accecare {una falla) . tela o altro materiale adatto.Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica. 5.L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione.Tappare una via d'acqua con stoppa. Sui velieri. hanno U seguente nome: 1. 2. sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola. Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre. Albero . Acconsentire . Abbrivare. Accelerare. Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora. Affaticato . di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela.Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela. ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di .Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità. Aggottare . allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. Alare .Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra.Fusto di abete. così che non può piti riprendere la sua funzione. 4. accostata . Alberetto di maestra .Vedi albero.essa e iniziare il combattimento ad armi corte. È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave. Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra. quando gli alberi sono più di uno. Alberetti . Accostare. 3.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso.Francesismo. e manovra per eseguirla.Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso. Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi. Alberare .Togliere l'acqua da un'imbarcazione.

ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE.una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche.ASTA DI FIOCCO . Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre.Il reato di marinai che. Ammutinamento .Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul . Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi. imbarcazioni.Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni.Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele. Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano. Ammiraglio . dove i fianchi si incurvano per formare la poppa.). Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora. Alloggio . passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro.La parte della nave. Anca . Ancora . Altezza (di un astro) .ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO. serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. compreso fra l'astro e l'orizzonte. TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . Ammainate . Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa. Allineamento .ALBERO DI CONTROMEZZANA . ecc. TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA .ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO. pennoni.Massimo grado della Marina militare. gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. bandiere. in un numero di quattro o più. generalmente in cavo di acciaio. a dritta o a sinistra. 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto. si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza. Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie. a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO .Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile. TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA . Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini.L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale.ALBERO DI PARROCCHETTO . Allievo . velaccio e belvedere. Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti.ASTA DI CONTROFIOCCO.

Attraccare . Ancorare .Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana. Attrezzare.Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo.In alto sull'alberatura. Si dice anche arriva.L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina. B . approntare una nave.Mettere a posto ogni arnese marinaresco.L'operazione di dar fondo all'ancora. Argano . Aspa . che ruota a mano o a motore. Arare . è lungo quanto è profonda l'acqua.Vedi orziero.). Si chiama anche. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo. Avaria .Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento. Ardente . ancora a riva: quando. Angolo orario . molinello (v.Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera. Asta della bandiera .Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione. Antenna . dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore. se ad asse orizzontale.Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento.fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene. Attelare . Arrancare . Armare . tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata. l'ancora emerge.Vogare con la massima forza. è composta da un cilindro.L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera.L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco. Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori. ad asse verticale od orizzontale.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione. campana (v.) o verricello. Ancoraggio . Non è perpendicolare all'albero ma inclinata. tirata l'intera catena. A riva .

Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio. Belvedere .Baglio . Baleniera (nave) . Barcaccia . La vela ad esso invergata prende lo . essere o dare alla banda: essere sbandata. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone. beccheggio .Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene.) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria.Nave.Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa.Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini. Battagliola .Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore.Nella struttura di una nave in legno.Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi. una volta a vela e oggi a propulsione meccanica. Batteria .L'imbarcazione più grande di bordo. è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame.Vedi campana. Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano. Banda (Alla) . destinata alla caccia delle balene. Basse vele . Baleniera (lancia) . Barra .Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v. Beccheggiare. Battura (della chiglia) . maestra e mezzana.Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v.Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto. cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova. Barbetta .Posizione inclinata della nave. Barcarizzo . barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento. Battere i quarti . Si dice anche trevi. Barometro .). Salire in batteria: salire sul ponte omonimo.Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere.

L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v.) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai. Boccaporto . Bordeggiare . Biga . quest'ultimo detto anche gran boccaporto. Bolina .)].Allentare i bracci (v. Biscaglina .Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento. b.Il fianco della nave.Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v. Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina. b.Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli. {Stringere il vento (v. tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v. Si chiama anche galletta.bordeggiare (v.stesso nome. Bitta . Bompresso . generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente. Prende nome dalla sua ubicazione. Bozzello .) da un lato e tirarli dall'altro per . Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa. di prora.Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi.Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento.)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile. legata al gratile di sopravvento di una vela quadra. Bordo . Bolina (Di) . viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta.È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento. da ormeggio).). Biscotto . È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {.Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire.Nome dato in marina alla carrucola.Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio. di poppa.). Bordata . del centrò.).Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco. Bordare . Bracciare .) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v.Cima che. b. Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni.L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v.

).Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle. Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v. Anche l'angolo di una tenda. Campagna (di pesca) . a volte smontabile. C Cala . Braccio .Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v.).far ruotare i pennoni (v.Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta.L'angolo inferiore di una vela. Buttiverga .) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma .Voce antiquata per varea (v. cioè nel senso della larghezza della nave. altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola.Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo. serviva per provocare incendi e distruzioni.Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti. Cappa . Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave.Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v.)]. Campana (dell'argano) . Bugna . Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo.Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana.Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo.Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v. Brulotto . Carabottino .Letto pensile di tela dei marinai. e bompresso con fiocchi.).Veliero a due alberi. Cambio del quarto .) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento. Campana (Colpi di) .) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare).) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto. Calare .Parte girevole del-Vargano (v. Branda . serve a sostenere le tende. Alzare la bugna equivale a smurare (v. Brigantino-goletta . Vedi anche cuccetta.). quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche.Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare. al quale si legano le scotte (v. Calare a picco: affondare. Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia. Calafatare .Abbassare o mettere giù. Candeliere .Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive. Bratto (Remo a) .

). Cassero .Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v. Caviglia . Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio . compresa tra l'albero centrale {.) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v. Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio.).).È il ponte parziale. Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale. e. sopraelevato rispetto al cassero (v. Cavo .Manovra corrente per caricare i pennoni volanti.).).L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v. Caviglia a dritta: spostare il timone a destra.Manovra corrente per caricare i pennoni (v. Carena . mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento. Caviglia della ruota del timone .albero di maestra (v. 274 Caricascotte .)] e il casse-retto (v.) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v. Si dice anche opera viva (v.dell'acqua. sopraelevato alla coperta.).). Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v. sopraelevato alla coperta (v. Casotto di rotta . alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio.Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v.)] a poppa. Castello . Cavigliera . al-lorza: ordine dato al timoniere (v.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa. che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v. manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse.) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e. Casseretto .Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente.Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave). Prendono il nome dai rispettivi pennoni.Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata. al centro della nave (cassero centrale). manovra).Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v.La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa. Caricamezzi .

nel senso orizzontale.). Coffa . Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave.). Chiglia . Corvetta . Conserva (Navigare di) .Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole.L'azione di dare ai pennoni (v.).Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave.marinaresco.)]. Controranda .L'orlo superiore della poppa.Tesare un cavo il più possibile. con batterie coperte e scoperte. . al quale è inferita la vela quadra più alta. Commodoro . situata nella parte più bassa della carena (v.Giro completo di una cima attorno ad un oggetto. più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto. La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. Posto di vedetta. Quella pili bassa si chiama coffa (v. Crocetta .Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave. Cazzare .Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. Coronamento di poppa . che partendo dal basso. Chiesuola .Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi. Controvelaccio . Controbracciare . Contromezzana . Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera.Vela àurica trapezoidale o triangolare. Controfiocco .Il più alto pennone dell'albero di maestra.Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave. proteggendosi reciprocamente.S la seconda vela.La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri.).La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v.È la spina dorsale dello scafo. con l'effetto di far retrocedere il veliero. con la parte rotonda rivolta verso la propra. Contento . Collo .Gruppi di navi che procedono insieme. si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v. l'inclinazione opposta all'attuale. che porta lo stesso nome. Coltellaccio .Antica nave da guerra a tre alberi. Coperta o ponte di coperta . un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore.

Fanale di fonda .Ancorarsi. in) .Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare). F Falla . Fanale di via .Lo spostamento laterale. mentre ia branda (v.Fanale a luce bianca sulla estrema prora. fuori della rotta stabilita. D Dare fondo . Disincagliare . Deriva {Alla.L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. Si dice anche montare. il lato sinistro. Dare volta .Crociera {di navi da guerra) . Lo stesso si dica per « babordo ».)]. In deriva. Dritta . cioè sinistra. visibile da ogni lato. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone.Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo. dritto di prua. di vigilanza o bellici. Cubia . scapolare. Cuccetta . girare un capo o una punta della costa.Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga. Doppiare . « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco.Il lettino fisso di bordo.Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde.Apertura nella carena (v. Si dice anche occhio di cubia. vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v. che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda.Partire (detto di nave a vela).Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici. Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio.Oltrepassare. che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina. Il verbo « legare » in Marina non è usato.) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua. Fare il punto . Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento. Dritto .) è smontabile. Duro . Fasciame .Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura . Fare vela .Lato destro della nave guardando verso prora.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave. dritto di poppa. Droma .Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora.

la catena dell'ancora) . Ferzo .) e che vanno al bompresso (v. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola. Fiocco . forma una vela o tenda. Vengono usati per proteggere le murate. Forza del vento . La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 . Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare. mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi. A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna.della nave. unita con le altre. Fonda . cioè piegarle e arrotolarle. nel caso di una manovra o per cattivo governo. Filare {una sàgola. Essere alla fonda: essere ormeggiato. gran fiocco. Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi.Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie. arrotolate strettamente.Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v. F. controfiocco.Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita. F. i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi.). Fileggiare o sfileggiare .L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale.Lo sbattere o palpitare delle vele quando. una cima. detta di Beaufort.Striscia di tela che. Formaggetta . le scotte: manovra corrente per serrare le vele. secondo fiocco. ancorato.

L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo. Nave a vela' da guerra del passato. Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v. anziché di quattro come negli altri turni. dev'albero di maestra (v. Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20. a cominciare dal basso. Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti.). Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni.Marinai addestrati nel maneggio delle vele.Vedi controranda. Gaffa .La seconda vela.Libero dal servizio. (Vedi guardia franca). il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde.Piccola asta con due uncini in punta che serve per .Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello. Fresco . Gabbia . Gaettone . e in genere.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele . una secca o scogli affioranti. Franco .). di maestra. Freccia . Per estensione con lo stesso termine si designano la secca. della durata di due ore soltanto. di tutta l'attrezzatura marinaresca.). Frangente . g. Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione.Turno di guardia (v. di bompresso. in navigazione.Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta.) Gabbieri .

. Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari. secondo gaettone . ecc. 277 Gru o grue delle imbarcazioni . Ghia . due alberi e vele latine.). .Antica nave da guerra.Vedi ralinga. Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. guardia del pomeriggio » 12 » 16 3..) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi. che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. Golfare . ormeggio e rimorchio. In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1. agganciare paranchi (v.Dirigere una nave usando il timone. .Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio. Gratile .).. Governare .Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso.. ricurve alle estremità superiori. .» 20 » 24 6.» 4 » 8 La parola « quarto ».. ecc..Strutture in ferro. primo gaettone . non è più usata nel gergo marinaresco italiano. . Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2. Galea o galera .accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo. lunga. diana.Anello di ferro imperniato in coperta.. Gherlino .L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza. Guardia .Guardia libera dal servizio. Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v.. ecc. » 0 » 4 7.» 18 » 20 5. seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) .. con circa cinquecento uomini di equipaggio. Guadagnare al vento .). prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) . rimorchio <v. nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi. per significare turno di guardia. che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri.. e guardia pari. dall'approdo. fissate e sporgenti lungo il bordo.Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v. con il bordo assai basso. fornita di remi. Guardia franca . Griselle . » 16 » 18 4.

allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento.Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v. Incrociare .Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto. Iole . ad una antenna. Nel letto d.È la baleniera delle navi mercantili. Incappellaggio . con cinque od otto banchi di voga. Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela.Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ». Legnoli .). Levare barra . per mezzo di cordicelle [matafioni (v. Intestatura . Impiombatura .Vedi inferitura.Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela.)] delle estremità. ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze. Imbrogliare . Linea di galleggiamento . ecc.Allacciare. vele. o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento.) in modo da rimanervi impigliati. Vedi barra.Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. vuol dire prepararlo.Mettere il pennone nella sua posizione normale. per il loro uso immediato. un caricabbasso.)]. Letto . Guarnire un paranco. In navigazione sono tenute alzate dalle gru. Lunghezza .Imbarcazione a remi con poppa quadrata. pennoni. Inferitura .Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone. . Invergatura .Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di. ecc. disporlo.). Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v. fissare una vela ad un pennone (v. Inferire .Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo. Imbroglio . i bozzelli ecc. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v.el vento: nella direzione da cui proviene il vento. Lancia . uno in prolungamento dell'altro.Sistemare gli accessori degli alberi. Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v.Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave.Guarnire . quella voluta inizialmente.Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle. con i matafioni (v.). ecc.Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici. perpendicolare all'albero.Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli. all'antenna.). Si dice anche scappavia. Linee d'acqua .

cavi d'ormeggio.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea. m.) e di tutte le cime che si usano a bordo. ecc. Maestra (Albero di) . marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. ecc.Il maggiore degli alberi di una nave. dovuto al fenomeno di marea. Manovra .La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante.)]. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore. paranchi. corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. Marea . marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. Mangiavento . Alta marea: il livello del mare più elevato. del timone. golfari. bozzelli. ecc. (v. Le manovre si distinguono in: m. fissato mediante avviatura o copiglia. fisse o dormienti.La vela pili bassa dell'albero di maestra (v.Nome generico di tutti i cavi (v. stragli (v.Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. Manovrare . Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. ossia con andatura che .Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele. o per fissare manovre. Anche albero maestro.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi. Mare lungo .)]. marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea.). Mascone . Maniglia . e verso il largo quando il livello si abbassa.278 M Maestra .): è la vela maggiore della nave. cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {. nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. correnti o volanti.sàrtie.Fenomeno. imbrogli. i pennoni [bracci. bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone.

279 Mura .Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v. . Cambiare le mure: cambiare.Vedi doppiare. Molinello (per salpare) . Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza.Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili. Mettere tela . quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave. Mezzi .Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi. di trinchetto e v.) orizzontale.Mare sulle mure per tesarle.Argano (v. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni. Mastra . È lungo metri 1851. Mastro .Vedi altezza.Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo. Miglio (marino) . Si chiama anche sbovo. di maestra (v. Murate .Vedi ralinga.Manovra corrente per caricare i pennoni (v. H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v.Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi.Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave. Mettere alla cappa . Dicesi anche caricamezzi (v. possa colpire la superficie della vela stessa. destinato a legare vele o tende. Montare a riva . Montare . Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra.Unità di misura delle distanze in mare.Vedi nostromo. Mezzana (Albero dì) .)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v.)]. virare di bordo (v. cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra.Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve.). Matafione . serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento.).provoca minor disagio alla nave con mare grosso.55. Mettere in ralinga . Mollare (le vele) .Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate. Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. Mettere alla vela .).Spiegare alcune vele.). Meridiana .Salire sull'alberatura. Morsa .Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Mozzo .

di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile. stringendo quindi il vento al massimo.Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave.Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. Opera viva . Olio (per calmare le onde) .Il sottufficiale più anziano di òordo. l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile.Veliero con tre alberi a vele quadre. N Nave (attrezzatura) . cioè perpendicolari alla chiglia.Disporre le vele in modo che.) Orientare il timone (alla bolina) . O Occhio di cubia .Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla . Nostromo . legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti.). si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre. Navigare di bolina . Ormeggiare . Orza . Opera morta . Vedi cubia.). (Vedi bracciare.) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v.Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente. Ormeggio . È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v.) del solcometro (v.)]. L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy. Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro.Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora.Lato della nave dal quale spira il vento.) per indicare la velocità di una nave. Orientare le vele . guarnite.Navigare con le boline. Orientare il pennone . capo dell'equipaggio.).Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. sopra la linea di galleggiamento (v. Nodo . in relazione all'andatura della nave.Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile. nelle vicinanze della nave. Le posizioni fondamentali sono due: in croce.Ciascuno dei due fianchi della nave.Si usa questa parola invece di miglio (v.Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi).Murata . Navigare in poppa: avere il vento favorevole.

Paterazzo . Serve per sollevare pesi e. P Pagliolato . Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v.) e delle imbarcazioni.L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave. Paranco . Orza quanto leva. e da.) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele.) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele.Pezzo di costruzione che come una chiglia (v. Orzare . Si dice anche ardente. Paramezzale .Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele. senza azione del timone. che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente. una fissa e l'altra mobile. È il contrario di poggiare (v.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela.Si dice di nave a vela che. Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi. alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente.Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). più in generale.).Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento.L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento.) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v. un cavo che passa per ambedue. Orziero . Parasàrtie . Parrocchetto .Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi. Ossatura . Prende il nome dalle vele che regge.direzione del vento. tende a venire con la prua all'orza. Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata.L'insieme delle tavole dei ponti. Mettere m panna: la manovra relativa. 280 Panna . Pennone . Pagliolo . ossia ad avvicinarla alla direzione del vento. a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al .) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v.Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre.Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi).

Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave. Poggiare . venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. Pozzo delle catene .Si dice di un veliero quando. riferito all'opera viva di una nave. . presentarsi al vento. Il ponte superiore scoperto si chiama coperta. ecc. Prora o prua • Estremità anteriore della nave. Prendere a collo .Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave. Presentare. sul tavolato. Portare . Poppa .pennone con i matafioni (v. « a sinistra ».Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. Ponte . Pescare . inclinata rispetto ad esso. Poggiero .Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente. a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo.Asta appoggiata ad un albero. ecc.Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ».Vedi vele a collo.L'essere immerso.).Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora. Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa. Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero. la corrente. per far poggiare tutto.Estremità posteriore della nave. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento. Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda. Ponte di comando . Portello .La base dell'albero. Prendere il vento . che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti.). È il contrario di orzare.Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento. Picco . ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. ecc. « di poppa ». « a dritta ». Pie d'albero . alla corrente. senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia. Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi .Vedi quartiere.

Il suo lato anteriore è addossato all'albero. Punto (nave) .Navigare lungo la costa alla minima distanza. di caduta: quelle dei due lati verticali. r. Puntali . Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga. a forma trapezoidale. Quartiere (di boccaporto) . Rialberare .Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa. sopra la linea di galleggiamento della poppa.Vedi alberare.Identificare la zona della costa in vista per mezzo . R Raddobbo . secondo. e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione. R.Grossa fiocina usata per la caccia alle balene.È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa. Ralinga o relinga . terzo e quarto quadrante.) della specie chiamata « àurica ». Si chiama anche gratile. Randa . Vedi marea.Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza. tra i vari ponti della nave. dove (nelle navi di un tempo.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna.) dei ponti.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v. Raffio . Si distinguono in: primo.Lo spazio centrale.Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo.Cima o bozzello per alzare i paranchi. Quadro di poppa .Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola. Rampone . Randeggiare . Riconoscere .) delle stive. Quadrato . di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna.Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali. Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo. quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v.). e il lato inferiore ad un trave detto boma. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco. Quadratura . Ricavo dei paranchi . Q Quadrante .all'albero di trinchetto (v.Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro.Vela di taglio (v.

Sbandare . 282 Ruota del timone .Cambiamento repentino della direzione del vento. Rotta .Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. Santabarbara . S Sàgola . Rizzare .Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura. Sàrtia .Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v.Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato. il deposito delle munizioni. per mezzo di gómene o catene. Si dice anche ritegno.La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone.Sulle navi da guerra.L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per . Ritenuta . Rizzatura .Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa.L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare.Trascinare. Risacca . Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione.). Salto (di vento) .Sostituire una persona in un servizio di guardia.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua. Rispetto (Materiale di. un galleggiante privo di mezzi di propulsione.Navigare contro vento o sui bordi.Il fissare in modo che risultino solidali con la nave. Per estensione: lasciare l'ancoraggio. rollio .Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. Vele di) . Salpare . Rimontare (il vento) . più genericamente tutti i cordami di una nave. Ridondare . Rilevare .delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano. Rinfrescare . per mezzo di rizze (cavi). partire.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione. ecc. Sartiame . Rimorchiare . Rollare.) o del beccheggio (v.Cavetto di canapa usato per scandagli. degli oggetti a bordo. bandiere. Rimorchio .Direzione della nave.L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato.Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata.

scarroccio .Chiudere.Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa.Lo spostamento laterale. Prende il nome dalla vela cui si riferisce. perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta. Serretta . che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v.Strumento per misurare la profondità delle acque.La parte più profonda della stiva (v.)]. cioè in croce. Sentina .Togliere un pennone dalla sua posizione normale. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno.Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno. Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza.Misurare la profondità delle acque. Serrare .Piccola imbarcazione. Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. Scafo .Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. Scotta .Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v.Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione. Sbandata . Scopamare . per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra. Sestante . Scandaglio . serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è .cattiva disposizione del carico. indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature. arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata).Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v. Scandagliare . fuori della rotta stabilita. come diminuzione di velocità.Strumento per misurare gli angoli. suH'albe-ratura e sulle vele.Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto. Scontro . È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v.) o da altra causa. palischermo.). Schifo . Scapolare . Scrociare .).Vedi doppiare. Scarrocciare. Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele. Scadere .)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento).

Stivare . Stiva dell'acqua: nei velieri.) graduata con nodi che.Lato opposto a quello da cui spira il vento. Stiva . Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento. dove la curvatura è maggiore. che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua.in vista della costa.Ordine dato alla guardia (v. Si dice anche smanigliare. che sostengono gli alberi verso prua.Ognuno di quei cavi. Straorzare . Sezioni a posto .Generalmente piroscafo: nel nostro caso.Apparecchio per misurare la velocità della nave. cavi d'ormeggio. Sizigie . Spiccare le ritenute . durante il quale il livello del mare rimane costante. Straglio . per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone. Solcometro .) fatta in base alla rotta seguita. e di una sàgola (v.Venire con la nave rapidamente all'orza.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua. paranchi e golfari.Staccare i cavi o ritegni.Lo spazio destinato a contenere il carico.Vedi fileggiare. svolgendosi.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea. È composto di un galleggiante.Determinazione del punto nave (v. Sgottare . Stanca .Vedi aggottare. dà la velocità della nave.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa. 283 Smurare . battello fluviale a vapore. Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano. . Sinistra . che costituisce la parte delle coste.Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive. Sopravvento . Stipetto . Sfileggiare . in genere metallici. Vedi marea. Smagliare . Stima .Allentare quei cavi [mure (v.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. Sottovento .Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora.Piccolo armadio di bordo per vari usi.)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v.) per eseguire le mansioni assegnate.La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio. Steamer . Steamboat .Lato da cui spira il vento.Pezzo dell'ossatura della nave. battello fluviale a vapore. manovre. alla velocità mantenuta e allo scarroccio. Staminale . il deposito dell'acqua potabile.

quel vento di forte intensità che. Serve a produrre i moti angolari necessari per governare.Straorzata . di una rada.Superficie mobile a forma di pala.) di una nave. sistemata a poppa (v. l'ora dell'alta e bassa marea. Tavolato . T Tallonare . Tavole di marea . Stringere 3 vento . Tela (A secco di) . ecc.Si dice di veliero che. Tambuccio .Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v. .Insieme di tavole. Timoniere .) o con altre parti della chiglia. dato l'orientamento delle stesse. Tallone . Terzarolo . Traversia . 284 Trasbordare .Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia. Orientare il timone alla bolina: governare il timone.). Tesare .Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare. Mettere il timone alla puggia.Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento. Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta. stringendo quindi al massimo il vento. Sud-ovest .Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro. Timone . Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque.La parte estrema del dritto di poppa di una nave.Il marinaio addetto al governo del timone.Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra. in una qualsiasi località. a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta.Si dice traversia di una costa. naviga completamente privo di vele. Tonneggiare . agita violentemente le acque.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti.Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento.Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana. navigando con le boline guarnite. Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v. la sua ampiezza e la velocità della corrente. all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento.L'atto dello straorzare.

Traverso . L'altra metà è costituita dalla gola. Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave. Vascello . sistemati in più ordini di ponti. l'inclinazione opposta.Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave. vele di straglio. della corrente. vele latine e vele àuriche. Imbrogliare le vele: . Le. Tuga . prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni.) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. Trevi . Vela . le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne. Prolungata a dritta e a sinistra. del mare.Nave da guerra a vela.Persona che. Aveva tre alberi. V Varea . di grande stazza. secondo) . costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte. Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. nel senso orizzontale.La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. Trinchetto (Albero di) . Le vele di taglio si suddividono in: focchi. Trozza .La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto.). In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda. questa direzione serve per indicare la direzione del vento.Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari. Ridurre al minimo le vele. ecc. Armato con 90-120 cannoni.L'estremità dei pennoni.L'albero più vicino alla prua (v.Forte legatura fatta con molte passate di cavo. Trinca . Trinchetto (Vela di) .L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v. Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele. Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto. U Ufficiale (primo. Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. ha la responsabilità di un servizio tecnico.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio. dei secoli XVII-XIX. Tre alberi .Vedi basse vele. su una nave.

Si può virare in prora oppure virare in poppa.Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento.Vela quadra. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento.La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre. sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.L'insieme delle vele di una nave.Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci).raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento. il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. Virare (di bordo) . Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. Si dice anche letto del vento. velaccino e belvedere. Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti.Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera. situazione che fa indietreggiare la nave. il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne. indicato nella rosa dei venti.). Vele di caccia . essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira. vento teso: vento con intensità costante. Velacci . prende il nome dell'albero che la sostiene. il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave.) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele. riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano. Vele a collo . con l'effetto di far retrocedere il veliero. Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v. Velaccio . piuttosto forte.L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento. Vento .Spostamento della massa d'aria. La prima maniera è la più normale. mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- . Vento fresco: costante. Velatura . inferita ai pennoni. Velaccino .

.. 66 XI Tempesta.......... e accostare poi..... Volta (Levare) . Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato..... 8064 286 INDICE Presentazione. 106 .................... mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato. ghiaia.... perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità............. Virare in poppa: virare... poggiando.... 29 V S..... Yacht .... 82 XIII Terra! Terra!.. Volta (Dare) .......... mentre si stringe il vento da un lato.. 74 XII All'orizzonte......Slegare un cavo o liberare una catena................sibile fare altrimenti. 42 VII Preparativi.. 23 IV I superstiti del Waldeck... ecc... V.. 18 III II rottame.. 97 XV Harris.. 61 X I quattro giorni successivi........ compiuto il giro. orzando sino a stringere il vento dall'altro lato... 49 VIII La )ubarte.. 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim. Zavorra . 54 IX Capitano Sand.. 89 XIV Che cosa conviene fare...Imbarcazione da diporto a vela o a motore.Legare un cavo o fissare una catena..........) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente..Materiali vari (sabbia.......... 11 II Dick Sand. 33 VI Una balena in vista...... scostando la prua dal vento....... Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua.............

....... ........... 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio.................. 167 VI La campana da palombaro.... 187 .. 181 VIII Alcune note di Dick Sand......... ......... 153 IV Le cattive strade dell'Angola..... 114 XVII Cento miglia in dieci giorni... 122 XVIII La terribile parola... 139 II Harris e Negoro.......XVI In cammino..... 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza ... 131 PARTE SECONDA I La tratta.......... IX Kazonndé... 145 III In marcia... 287 195 ......

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