EDIZIONE INTEGRALE DI TUTTI

« I viaggi straordinari » di Jules Verne
L'opera completa - nella edizione francese Hetzel - comprende 65 romanzi. Nel nostro piano generale è prevista la pubblicazione di 50 volumi, in quanto talvolta abbiamo ritenuto opportuno raggruppare in un unico volume due romanzi, ed è altresì prevista la pubblicazione di tutti i racconti, in due volumi. Diamo qui di seguito l'elenco delle opere già pubblicate o in corso di pubblicazione; i CINQUE SETTIMANE IN PALLONE (1863) n VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864) ni DALLA TERRÀ ALLA LUNA (1865) - INTORNO ALLA LUNA (1870) iv LE AVVENTURE DEL CAPITANO HATTERAS (1866) v I FIGLI DEL CAPITANO GRANI (Viaggio intorno al mondo) (1867-1868) vi VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (1870) VII L'ISOLA MISTERIOSA (1875) VIII UNA CITTA GALLEGGIANTE (1871) - AVVENTURE DI TRE RUSSI E TRE INGLESI NELL'AFRICA AUSTRALE (1872) rx II GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1873) x II PAESE DELLE PELLICCE (1873)
XI
XII

I NAUFRAGHI DEL « CHANCELLOR » (1875) - LE INDIE NERE (1877)

MICHELE STROGOFF (Da Mosca a Irkutsk) (1876) xin LE AVVENTURE DI ETTORE SERVADAC (Attraverso il mondo solare) (1877) xiv UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI (1878) xv I CINQUECENTO MILIONI DELLA BEGUM (1879) - LE TRIBOLAZIONI DI UN CINESE IN CINA (1879) xvi LA CASA A VAPORE (Viaggio attraverso l'India Settentrionale) (1880) XVII LA JANGADA (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni) (1881) XVIII LA SCUOLA DEI ROBINSON (1882) - IL RAGGIO VERDE (1882) xix KÉRABAN IL TESTARDO (1883) xx LA STELLA DEL SUD (1884) - L'ARCIPELAGO IN FIAMME (1884) xxi MATHIAS SANDORF (1885) xxii ROBUR IL CONQUISTATORE (1886) - UN BIGLIETTO DELLA LOTTERIA (1886) xxm NORD CONTRO SUD (1887) xxiv LA STRADA PER LA FRANCIA (1887) - IL MONDO SOTTOSOPRA (1889) xxv DUE ANNI DI VACANZE (1888) xxvi FAMIGLIA SENZA NOME (1889) xxvii CESAR CASCABEL (1890) XXVIII MISTRESS BRANICAN (1891) xxix II CASTELLO DEI CARPAZI (1892) - CLAUDIUS BOMBARNAC (1893) xxx AVVENTURE DI UN RAGAZZO (P'tit Bonhomme) (1893) xxxi MIRABOLANTI AVVENTURE DI MASTRO ANTIFER (1894) xxxii L'ISOLA A ELICA (1895) xxxin Di FRONTE ALLA BANDIERA (1896) - CLOVIS DARDENTOR (1896) xxxiv LA SFINGE DEI GHIACCI (1897)

xxxv II SUPERBO ORINOCO (1898) xxxvi II TESTAMENTO DI UNO STRAVAGANTE (1899) xxxvn SECONDA PATRIA (1900) XLI PADRONE DEL MONDO (1904) - UN DRAMMA IN LIVONIA (1904) XLII II FARO IN CAPO AL MONDO (1905) - L'INVASIONE DEL MARE (1905) XLIX TUTTI I RACCONTI - I. Un dramma nell'aria e altri racconti (18511874) L TUTTI I RACCONTI - IL Racconti di ieri e di domani (1879-1910)

JULES VERNE

Un capitano

di quindici
Stilili
Disegni di H. Meyer incisi da Ch. Barbant Copertina di Bruno Faganello

MURSIA
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TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA

UN CAPITAINE DE QUINZE ANS
Traduzione integrale dal francese di GIUSEPPE MINA

Proprietà letteraria e artìstica riservata - Vrinted in Italy © Copyright 1969-1981 U. Mursia editore S.p.A. 939/AC/V - U. Mursia editore - Milano - Via Tadino, 29 PRESENTAZIONE È un'idea piuttosto comune che i libri per ragazzi debbano avere per protagonista un ragazzo. Ma non è sempre cosi.

Anzi, molte volte, i protagonisti sono adulti, personaggi in cui il lettore ragazzo tende a identificarsi ma proiettato nel suo futuro di uomo. I libri di Verne, ad esempio, assai raramente hanno come protagonista un ragazzo. Tra le poche eccezioni vi è il lungo e avventuroso romanzo che qui pubblichiamo, Un capitano di quindici anni, apparso nel 1878. E, bisogna proprio dirlo, si tratta di una felice eccezione. Dick Sand, è vero, non è un ragazzino; è piuttosto un giovinetto cresciuto in fretta attraverso molteplici e dure esperienze (infatti è un orfano che ha poi trovato la sua strada sulla via del mare), sicché nel libro ci appare già come un personaggio che da tempo ha lasciato alle spalle l'infanzia per entrare di prepotenza nella vita. La definizione migliore di questo ragazzo ce la dà naturalmente Verne stesso: « Avere soltanto quindici anni, ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand ». Eppure, nonostante questo, molti tratti della sua psicologia, come l'ingenuità, l'entusiasmo, lo spirito avventuroso, la lealtà senza sottintesi né scaltrezze di sorta, rivelano in pieno la freschezza e l'ardore dei suoi giovani anni. Sotto questo aspetto Dick Sand è indubbiamente uno dei personaggi più riusciti di Verne, che bada bene di non farne un eroe con gli ingredienti di una facile retorica, ma piuttosto ne disegna al vivo la più segreta umanità. Dick ha un suo carattere già ben definito: è coraggioso, onesto e leale; ma tali qualità, più che declamate, hanno risalto e si scoprono proprio nel vivo degli avvenimenti, che sono spesso imprevisti, oscuri e drammatici, e mettono a dura prova le sue virtù e la sua fermezza. Proprio in questi momenti di tensione, Dick ci appare con i suoi crucci, le sue delusioni, le sue amarezze, e rivela al lettore gli aspetti più intimi e segreti della sua natura. Non un eroe « facile », dunque, ma un ragazzo con il quale la vita è stata anche troppo esigente, chiedendogli a volte cose più grandi di lui. Verne fa gravitare attorno alla sua figura l'intero romanzo, e, si badi bene, non si tratta questa volta di un romanzo

d'avventure piuttosto semplice e lineare, come in certi libri a sfondo prevalentemente didascalico; si tratta piuttosto di un libro fortemente contrastato, dall'intreccio complesso, in cui è presente e agisce, quasi su uno sfondo tenebroso, lo spirito del male, incarnato in Negoro. Negoro è il vero, astuto, malvagio antagonista di Dick. 5 È l'altro polo del romanzo che, appunto per contrasto, si sviluppa di avventura in avventura, in un clima di attesa e di suspense, fatti inspiegabili e misteriosi (che avvengono nei momenti più impensati del giorno e della notte) hanno in Negoro il loro segreto protagonista. Ma solo verso la fine si scoprirà la logica perversa che li ispira e li sorregge. Tra Dick e Negoro, questi due personaggi che tengono i fili dell'intero romanzo, ruotano numerose altre figure, tutte ritratte al vivo con quella abilità di caratterizzazione che distingue Verne. Sono particolarmente significative, ad esempio, le figure del negro Hercule, uno dei superstiti salvati dal relitto del Waldeck, che nutre per Dick ammirazione e riconoscenza; e il negriero Harris, complice di Negoro, ma che si differenzia da lui per l'impudenza delle sue parole e dei suoi gesti (riesce persino a convincere i naufraghi del Pilgrim d'essere sbarcati nell'America meridionale mentre sono sulla costa e nell'entroterra dell'Angola!). Né poteva mancare, come sempre nei romanzi di Verne, la figura dello scienziato o del naturalista che, anche nelle situazioni più critiche, smania magari per un raro esemplare di farfalla... Neppure a farlo apposta, questa volta si tratta appunto di un accanito entomologo, sempre a caccia di esapodi: si chiama Benedici ed è un lontano parente della signora Weldon, moglie dell'armatore del Pilgrim. Potrebbe cascargli il mondo addosso che neppure se ne accorgerebbe. C'è poi, caso non raro in Verne, un cane misterioso, Dingo, che nell'avventura ha un suo posto importante e che ricorda da vicino il fantomatico « captain-dog » del capitano Hatteras. Resta piuttosto da chiedersi come mai Dick Sand, allievo

sul brigantino-goletta Pilgrim capitanato dal vecchio lupo di mare Hull, si trovi all'improvviso a dover guidare il veliero. La risposta è nei primi capitoli del libro, in quella rapida e impressionante « caccia alla balena » che apre sull'oceano un gorgo ribollente in cui si inabissano il capitano Hull e l'intero equipaggio. Allora l'allievo Dick Sand diviene indispensabile. E l'unico marinaio sopravvissuto e a lui si affidano fiduciosi i passeggeri. Ma non hanno fatto i conti con Negoro, il cupo cuoco portoghese, e con le sue infernali macchinazioni. Cosi, per quanto la cosa possa sembrare strana (ma Verne è sempre abilissimo e ne esce con tutte le carte in regola) il Pilgrim, che faceva rotta verso le coste dell'America, si trova inspiegabilmente lungo le coste dell'Africa occidentale. L'avventura nell'Angola (e tutta la « parte africana » del romanzo) è estremamente interessante: segna un brillante risveglio di Verne divulgatore, sia per le notizie storiche e geografiche di cui è ricca, sia per la rievocazione di taluni esploratori abilmente inserita nel ritmo narrativo, sia ancora per l'esame diligente della famosa tratta degli schiavi, questa dolorosa piaga sociale in cui i protagonisti stessi del romanzo vengono a un tratto invischiati per opera di Negoro. Dal momento poi che fra i protagonisti vi è anche il naturalista « cugino Benedici», in questa parte dell'opera prendono un singolare sviluppo le nozioni di botanica e di zoologia, con particolare predilezione per l'entomo6 logia. Caratteristico, e nel suo genere stupendo, il capitolo dedicato alle termiti, che acquista una sua efficacia anche tutta visiva per il fatto stesso che i protagonisti sono in quel momento rifugiati in un termitaio abbandonato. In Africa, del resto, attraverso una serie dì cólpi dì scena, si sciolgono tutti i nodi del mistero che incombe sul romanzo. Anche il segreto del cane Dingo trova qui la sua spiegazione in un drammatico epilogo. Ma il romanzo è a lieto fine e ancora una volta registra il trionfo di Dick Sand, il capitano di quindici anni, vincitore del mare e

delle tempeste e, titolo ancora più meritorio, vincitore delle ingiustizie, delle infamie e delle subdole arti det malvagi. 7
JULES VEENE nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto in famiglia. A vent'anni si trasferi a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Tentò dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cainbio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei <t Viaggi straordinari -1 mondi conosciuti e sconosciuti » e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Balla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica e Verne, nel 1872, si stabili definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

UN CAPITANO DI QUINDICI ANNI
PARTE PRIMA CAPITOLO I IL BRIGANTINO-GOLETTA « PILGRIM » IL 2 FEBBRAIO 1873, il brigantino-goletta Pilgrim si trovava a 43° 57' di latitudine sud, e a 165° 19' di longitudine ovest del meridiano di Greenwich. Questa nave, di quattrocento tonnellate, armata a San

Francisco per la pesca d'alto mare nei mari australi, apparteneva a James W. Weldon, ricco armatore californiano, che già da molti anni ne aveva affidato il comando al capitano Hull. Il Pilgrim era una delle più piccole, ma anche una delle migliori navi della flottiglia che James W. Weldon mandava, ogni stagione, tanto di là dallo stretto di Behring, fino ai mari boreali, quanto nei paraggi della Tasmania, o del Capo Horn, fino all'Oceano antartico. Filava in modo eccellente; l'attrezzatura, molto maneggevole, gli permetteva di avventurarsi, con pochi uomini, fino in vista degli impenetrabili banchi di ghiaccio dell'emisfero australe. Il capitano Hull sapeva « sbrogliarsela », come dicono i marinai, fra quei ghiacci che, in estate, vanno alla deriva davanti alle coste della Nuova Zelanda, o del Capo di Buona Speranza, a una latitudine che è molto più bassa di quella a cui arrivavano nei mari settentrionali. In quel caso però non si trattava che di iceberg di mediocri dimensioni, già logorati dagli urti, corrosi dalle acque calde e che vanno in gran parte a dissolversi nel Pacifico o nell'Atlantico. Agli ordini del capitano Hull, buon marinaio e anche uno dei più abili fiocinieri della flottiglia, si trovava un equipaggio composto di cinque marinai e di un allievo. Non era molto, per la pesca della balena, che richiede un personale numeroso. Tanto per la manovra delle imbarcazioni da caccia, quanto per lo squartamento degli animali catturati, ci vuole parecchia gente. James W. Weldon, però, seguendo l'esempio di alcuni armatori, trovava più economico imbarcare a San Francisco soltanto il numero di marinai necessari per la manovra della nave. La Nuova Zelanda non mancava di fiocinieri, marinai di tutte le nazionalità, disertori o altro, che cercavano lavoro per la stagione, disimpegnando abilmente il mestiere di pescatori. Passato il periodo utile, venivano pagati, sbarcati, e aspettavano che i balenieri dell'anno se11 guente venissero a chiedere i loro servigi. Tale metodo permetteva un impiego migliore dei marinai disponibili e

non era stata fortunata per il Pilgrim. Il Pilgrim volse dunque la prua a nord-ovest. appartiene definitivamente all'illustre a> mandante ddì'Astrolabe e della Zélée. che per la prima volta rincasa a mani vuote. sulla costa orientale dell'isola settentrionale. situato in fondo al golfo di Curaki. Il suo amor proprio. se fosse stato necessario. il capitano Hull era stato costretto ad abbandonare i luoghi di pesca. cui si dà il nome di Nord-caper nell'Oceano boreale. Al carico del Pilgrim mancavano ancora almeno duecento barili di olio. Non si era mai fatta una pesca peggiore. Il capitano Hull se ne tornava con la delusione di un emerito cacciatore. ossia verso la metà dell'estate australe. nel suo prossimo viaggio. non era contento. porto di Auckland. molto eccitato. ma. L'equipaggio. sebbene per i balenieri l'epoca del ritorno non fosse ancora giunta. Cosi era stato fatto a bordo del Pilgrim. Il brigantino-goletta aveva appena terminato la sua stagione ai confini del circolo polare antartico. tendeva a sparire. e. di fanoni greggi e tagliati. era in gioco. Cosi aveva fatto il capitano Hull durante quella stagione. perseguitati all'eccesso.un profitto maggiore.2 La stagione. e non la perdonava a . faceva conto di spingersi a una latitudine più elevata. o quasi. che furono avvistate il 15 gennaio. All'inizio di gennaio. i cetacei. L'equipaggio di rinforzo . e sbarcò i pescatori che erano stati reclutati per la stagione. si facevano rari. Già allora la pesca cominciava a farsi difficile. i cui assalti sono piuttosto pericolosi.un'accozzaglia di pessimi soggetti — gli diede « parecchi grattacapi ». però. il francese Dumont d'Urville. insomma. come si suol dire. Giunse a Waitemata. e di Sulpher-boltone1 nei mari del Sud. verso le terre della Nuova Zelanda. gigantesco mammifero. la cui scoperta. La balena franca. fino in vista delle terre Clarie e Adelie. I pescatori avevano dovuto rivolgersi alla caccia del fin-back o jubarte. ed egli dovette pensare a separarsene. contestata dall'americano Wilkes. Ma non aveva ancora completato il proprio carico di barili d'olio.

tre lunghi mesi di separazione. Ma. Weldon. avrebbe dovuto aspettare la partenza dello steamer americano. Nel frattempo il figlio era guarito. ritardi e trasbordi. alla quale non poteva rispondere con un rifiuto. contrammiraglio francese ed esploratore che compi per ben tre volte il giro del mondo.3 passando da Papeiti.d. quando gli fu rivolta una richiesta di passaggio.) 12 Ad Auckland si trovavano in quel periodo la signora Weldon. in una sua visita d'affari nella Nuova Zelanda. 1 Cosi nel testo originale: la denominazione esatta sarebbe Sulphur bottom (ventre sulfureo). per tornare a San Francisco. scrisse Viaggio al Polo Sud e in Oceania. (N. il suo figlioletto Jack. arrivata a Panama. aveva dovuto partire. che fa servizio da Melbourne all'istmo di Panama.T. il piccolo Jack si era gravemente ammalato. quando appunto venne segnalato l'arrivo del Pilgrim. (N. lasciando ad Auckland la moglie. e suo padre. Si dovette rinunciare alla speranza di completare il carico del Pilgrim. moglie dell'armatore del Pilgrim. penosissimi per la signora Weldon.T. Ve li aveva condotti James W. Inutilmente si cercò di reclutare ad Auckland un nuovo equipaggio da pesca. Proprio in quel . tutti i marinai disponibili si erano imbarcati sulle altre navi baleniere. Per cui. richiamato da affari urgenti. di cinque anni. che si chiamava il cugino Bénédict. la signora Weldon avrebbe dovuto andare ad imbarcarsi in Australia su qualche nave della Compagnia transoceanica del « Golden Age ».) 2 Dumont d'Urville Jules Sébastien Cesar (1790-1842). a quel tempo. e un parente della signora. che stabilisce una comunicazione regolare fra l'istmo e la California. ed ella desiderava partire. e doveva poi ricondurli a San Francisco. sempre scomodi per una donna e un fanciullo. il figlio e il cugino Bénédict. e il capitano Hull stava per lasciare definitivamente Auckland. al momento in cui tutta la famiglia stava per partire.d. Poi.quei mascalzoni che con la loro insubordinazione avevano compromesso il risultato della pesca. Ed erano passati tre mesi. Ora.

) 13 Il Pilgrim era una nave solida. nel Cile. La signora Weldon ne approfittò. Ma.) 4 1 lega marina = 5. s'intende. (N.T. Si presentava l'occasione. . Ma. per aver diviso con il marito le fatiche di molte traversate.560 km. il cugino Bénédict e Nan. la signora Weldon era una donna coraggiosa. Il cugino Bénédict. e che in lui James W. Weldon riponeva ogni fiducia. e abituata ai viaggi di lungo corso. non avrebbero più avuto che da risalire la costa americana. s Non bisogna dimenticare che siamo nel 1873: a quell'epoca il Canale di Panama non era ancora nemmeno in progetto. Desiderava che. Vi erano dunque molti vantaggi per la signora Weldon a fare il viaggio in tali condizioni. buona camminatrice. una volta eseguite queste. sotto la spinta di venti di terra che rendono quelle zone assai gradevoli. a bordo della nave baleniera. durante la traversata.d. una vecchia negra che era al suo servizio fin da quando la signora era bambina. era di costituzione forte. perciò non temeva le sorti più o meno aleatorie di un imbarco a bordo di una nave di medio tonnellaggio. Aveva allora trent'anni.d. sulla cinquantina. doveva accompagnarla. Tremila leghe marine4 da percorrere a bordo di un veliero! Ma la nave del capitano Hull era cosi ben tenuta. la signora Weldon si trovasse sistemata il meglio possibile.T.momento il Pilgrim venne a far scalo ad Auckland: ella allora non esitò a chiedere al capitano Hull di prenderla a bordo per ricondurla a San Francisco insieme con il figlio. D'altronde. e il mare non le faceva paura. che poteva durare da quaranta a cinquanta giorni. Questo cugino era un brav'uomo. Bisognava approfittarne. L'unico inconveniente era che la traversata doveva essere allungata per il fatto che il Pilgrim doveva effettuare le operazioni di scarico a Valparaiso. (N. e la stagione di qua e di là dell'Equatore ancora tanto bella! Il capitano Hull accettò e mise subito a disposizione della passeggera la propria cabina. Sapeva che il capitano Hull era un ottimo marinaio. una delle migliori della flottiglia delle navi baleniere americane.

Di facile contentatura. né uno scioperato né un disutilaccio. destinate a rimanere bambini per tutta la vita. e a morire vecchissimi. Era dunque uno zoologo nell'accezione completa della . Il « cugino Bénédict » (cosi veniva chiamato invariabilmente. del resto. la mineralogia e la geologia. Dire « la storia naturale » è dir molto. insensibile al freddo come al caldo. Il cugino Bénédict non era per nulla botanico. tanto che sembrava appartenere più al regno vegetale che a quello animale. Si sa che le diverse parti di cui consta tale scienza sono la zoologia. Egli si sarebbe molto volentieri fatto in quattro per chiunque. geologo. con il volto ossuto. inetto tanto a nutrire che a riparare dal sole. continuamente impacciato dalle lunghe braccia e dalle lunghe gambe. Più lungo che alto. sarebbe stato assolutamente incapace di cavarsela da solo. senza frutti e quasi senza foglie. oh. con una selva di capelli. una specie di lungo fratello maggiore del suo piccolo Jack. Non che desse noia. ma che avesse un buon cuore. La signora Weldon lo considerava come un figlio. era facile ravvisare in tutta la sua ^terminabile persona uno di quei degni scienziati con gli occhiali d'oro. se (direbbe il signor Prudhomme5) fosse stato in grado di farlo! Infine. no! tutt'altro. era benvoluto per la sua stessa debolezza. più stretto che magro. non sarebbe stato prudente lasciarlo solo. la botanica. lo assorbiva interamente. il cranio enorme. ma riusciva d'impaccio agli altri e a se stesso. Questo era il cugino Bénédict. si adattava a tutto. Ci s'immagini un albero assolutamente inutile. però. unica sua passione. dimenticandosi di bere e di mangiare se non gliene portavano. Qui bisogna aggiungere che il cugino Bénédict non era. come centenari che morissero a balia. il cugino Bénédict. anche al di fuori della famiglia. mineralogista. creature inoffensive e buone. e in verità era proprio una di quelle brave persone che hanno l'aria di essere nati cugini di tutti).nonostante l'età. Era anzi un lavoratore: la storia naturale. perfino nelle più ordinarie circostanze della vita.

nella caricatura. entozoi. rettili. versati nello 5 II «signor Prudhomme» è il tipo del borghese poco intelligente e pretenzioso: venne creato da Henri Monnier nel 1830 e divenne presto figura popolare nella narrativa. cirropodi. va da sé che l'unica passione del cugino Bénédict si era appunto esercitata su questo ramo. miriapodi.d.T. le specie. che avevano avuto la sua preferenza? La malacologia non aveva più segreti per lui? Neppure. scientificamente parlando. anellidi. molluschi. spongiari. un foralegno da una ghiandaiola. (N. uccelli. {N. aracnidi. le tribù. polipi. Ora. un ragno domestico da un falso scorpione.) ' Cuvier Qeorges (1769-1832). dai cefalopodi ai briozoi. aveva forse. infusori? Bisogna confessare che non erano i radiolari. Si. uno di quei profondi conoscitori. crostacei. il cugino Bénédict. siccome in zoologia non rimane da citare che la divisione degli articolati.parola? una specie di Cuvier6 del Nuovo Mondo. echinodermi. le varietà che le distinguono? No. capace di scomporre un animale con l'analisi e ricomporlo con la sintesi. non avrebbe saputo distinguere un verme da una sanguisuga. i generi. aveva consumato a lungo l'olio della sua lucerna da studio sui radiolari. Il ramo degli articolati consta di sei classi: insetti. l'ingenuo ma studioso scienziato. il cugino Bénédict? Nemmeno.) 14 studio dei quattro ordini ai quali la scienza moderna riferisce tutto ciò che è animale: vertebrati.T. ma bisogna precisare. un millepiedi da una scolopendra. Allora. Erano dunque i molluschi. che cos'era il cugino Bénédict? . Si era forse dedicato allo studio dei vertebrati. pesci. articolati e radiati? Di queste quattro divisioni.d. scandagliandone gli ordini. acalefi. osservato le diverse classi. grande naturalista francese. Ma allora. mammiferi. un gamberetto da una raganella. nel teatro. le famiglie. Dunque.

Non viene applicata. pulci. d'insetti trafitti. fuori e dentro. essendo irto. entomologia significa quella parte delle scienze naturali che comprende tutti gli articolati. cioè di « tutti quegli animali articolati il cui corpo. era incalcolabile. . A questo si risponderà senza dubbio che. per i lepidotteri. nient'altro. i coleotteri. libellule. i neurotteri. tutte senza eccezione. tipi: api. composto di anelli che si congiungono. 15 in taluni di questi ordini. il suo prezioso copricapo. gli emitteri. nei coleotteri. ma ormai si usa attribuire a questa parola un senso più ristretto. lucciole ecc. Il numero di spilli che portava sulle maniche e sul bavero della giacca. in particolar modo. gli imenotteri. Quando il cugino Bénédict tornava da qualche passeggiata scientifica. per gli imenotteri. vespe. tipi: cavallette. si sono riconosciute trentamila specie. è vero. forma tre segmenti distinti. Cosi. i ditteri.. perfino le ore del sonno.7 Ora.. pidocchi. per i coleotteri. la vita del cugino Bénédict era interamente e unicamente consacrata all'entomologia. nel suo significato etimologico. formiche. tipi: farfalle ecc. dunque. e sessantamila nei ditteri.. poiché sognava continuamente « esapodi ». siccome il cugino Bénédict si era esclusivamente dedicato allo studio degli articolati di questa classe. non era più che una scatola di storia naturale. attenti a non sbagliarci! In questa classe d'insetti non si contano meno di dieci ordini: gli ortotteri. Ma. per i neurotteri. A questa scienza egli dedicava tutte le ore.Un semplice entomologo. tipi: formicaleoni. Generalmente parlando. 7 Per gli ortotteri. i parassiti e i tisanuri. e bisogna convenire che c'è in questo di che occupare un uomo. non mancano dunque soggetti di studio. ciò che ha valso loro il nome di esapodi ». i ripitteri. che possiedono tre paia di zampe. tipi: maggiolini. non era che un semplice entomologo. Dunque. per esempio. tipi: cicale. in fondo al cappello e sul panciotto. grilli ecc. i lepidotteri. per gli emitteri. che allo studio propriamente detto degli insetti.

poiché la signora Weldon e il figlio tornavano in America sul Pilgrim. tipi: pappataci. zanzare. nulla di più naturale che il cugino Bénédict li accompagnasse nella traversata. Il cugino Bénédict portava in una scatola speciale tutta la sua collezione d'insetti. specie di coleotteri carnivori.) 16 Non occorre dire che il cugino Bénédict. perché non voleva ritardare la partenza del brigantino-goletta. il cui morso è spesso mortale per gli indigeni. per i tisanuri. Durante i tre giorni di scalo del Pilgrim a Waitemata.A. (N. mosche. e si capirà facilmente come egli avesse fretta di andare a classificarli nelle bacheche del suo studio di San Francisco. Gli era stato anche molto raccomandato un certo ragno velenoso. fra gli altri. Ma su di lui la signora Weldon non doveva fare assegnamento. che hanno gli occhi collocati al disopra della testa. il cugino Bénédict. si trattava di un viaggio facile a compiere durante la buona stagione. per i ripitteri. e. e che fino a quel tempo sembravano propri della Nuova Caledonia. alcuni esemplari di quei nuovi stafilini. Dunque. Quindi lo aveva sdegnato. la sua collezione si era arricchita di alcuni campioni rari. tipi: lepismi. e a bordo di una nave il cui capitano meritava tutta la sua fiducia. tipi: stilopi. Per fortuna. pagando un forte .d. furono licenziati. ha il suo posto in quello degli aracnidi. che la servivano nella sua abitazione ad Auckland. Là. per i parassiti. per i ditteri. e Nan. I domestici indigeni. per conseguenza. poduri ecc. nel caso in cui si fosse trovata in una situazione critica. In questa collezione figuravano. e. tipi: acari ecc. il 22 gennaio. la signora Weldon fece i suoi preparativi in gran fretta. conducendo con sé soltanto il figlio Jack.. quando si saprà che aveva accompagnato i signori Weldon in Nuova Zelanda unicamente per la sua passione entomologica. ella s'imbarcò a bordo del Pilgrim. Ma un ragno non appartiene all'ordine degli insetti propriamente detti. il « katipo » dei Maori. agli occhi del cugino Bénédict non valeva nulla. la vecchia negra. tutto sarà stato detto su questo originale. e il più bel gioiello della sua collezione rimaneva un notevole stafilino neozelandese.E ora.

signor Hull. — Perché questa osservazione. non penso affatto a recedere dal mio proposito. che gli sembrava di gran lunga più prezioso di tutto il carico d'olio e di fanoni sistemato nella stiva del Pilgrim. e.premio. signora Weldon. e il Pilgrim. — Se mio marito fosse qui. — Perché non ho ricevuto alcun ordine in proposito da vostro marito. — disse il capitano Hull. — le disse — che se v'imbarcate a bordo del Pilgrim. vennero messe le vele al vento. manovrando in modo da uscire dal golfo per la via più breve. aveva fatto assicurare il suo carico. e per ripetervi che non troverete a bordo le comodità cui siete avvezza. E. dopo tutto. un brigantino-goletta non può offrirvi garanzie di buona traversata come può farlo una buona nave adibita appositamente al trasporto dei passeggeri. signor Hull! Subito furono dati gli ordini per la partenza. per mettere al coperto la mia responsabilità. signora Weldon. il capitano Hull si accostò alla sua passeggera. non esiterebbe. — Poiché non si tratta che di comodità. signora Weldon. allorché la signora Weldon e i suoi compagni di viaggio furono sul ponte del brigantinogoletta. ne sono sicuro quanto può esserlo un marinaio della nave che comanda da molti anni. — rispose la signora Weldon. che teneva per mano. signor Hull? — domandò la signora Weldon. — Beninteso. credete che esiterebbe a imbarcarsi sul Pilgrim insieme con sua moglie e suo figlio? — No. dopo aver guardato per alcuni istanti il suo piccolo Jack. . Al momento di salpare. che si lagnano di continuo della strettezza delle cabine o dell'insufficienza della mensa. la signora Weldon soggiunse: — Partiamo. — Io non sono una di quelle passeggere difficili. ciò avviene sotto la vostra propria responsabilità. a guardar bene. certamente! come non esiterei neppure io! Il Pilgrim è una buona nave. signor Hull. benché abbia fatto una misera campagna di pesca. Ho detto questo. mise la prua sulla costa americana. — no.

Inoltre. se a bordo ve ne fosse stato uno. si era accomodato in una cabina dell'alloggio dell'equipaggio. dovette procedere con mure a sinistra per avanzare controvento. Gli uomini del Pilgrim. era stato necessario che il capitano insistesse per fargliela accettare. situata a poppa. però. contrariato da forti venti da est. a parte i ritardi. Dovette accontentarsi di quella del capitano Hull. e nella situazione di un marinaio che cercasse piuttosto di doppiare il Capo Horn. La signora Weldon si era dunque insediata là. che costituiva tutto il suo modesto alloggio di marinaio. Ma. cabina che sarebbe stata occupata dal secondo. poiché appartenevano al medesimo litorale dello Stato di California. Quella stagione di pesca era la quarta che facevano insieme. Cosi. al quale erano . la navigazione procedeva in condizioni molto sopportabili. buoni e robusti marinai.Tre giorni dopo la partenza. il brigantino-goletta navigava in condizioni che avevano permesso di economizzare i servizi di un secondo ufficiale. come si sa. Quanto al comandante del Pilgrim. si conoscevano da un pezzo. il 2 febbraio. il capitano Hull si trovava ancora a ima latitudine più settentrionale di quanto avrebbe voluto. che di raggiungere per la via più corta il nuovo continente. Il retroponte non era occupato né dal cassero né dal cas-seretto: perciò la passeggera non poteva essere ospitata in alcuna cabina di poppa. e. si mostravano molto uniti per comunanza d'idee e d'abitudini. Tutti americani dell'Ovest. insieme con il capitano e il cugino Bénédict. Là prendeva i suoi pasti. La signora Weldon era stata sistemata a bordo del Pilgrim nel modo più comodo possibile. Queste brave persone si mostravano molto premurose verso la signora Weldon. moglie del loro armatore. con il figlio e con la vecchia Nan. 17 CAPITOLO II DICK SAND TUTTAVIA il mare era bello. il brigantino-goletta. . per il quale era stata preparata una specie di camera li accanto. in quell'angusta cabina.

a dire il vero. avevano navigato fino allora con ingente profitto. Se. lo si vedeva da certe osservazioni che talora gli sfuggivano. non sarebbe spettato loro quasi nulla. Si chiamava Negoro. non parlava mai del suo passato. si era offerto di prendere il suo posto. Era un uomo taciturno. dove avesse vissuto. cosi ristretta. che si teneva in disparte. Siccome il cuoco del Pilgrim aveva disertato ad Auckland. cosi intima. non gli 18 andavano del tutto a genio. pochissimo comunicativo. Dichiarava soltanto la sua intenzione di sbarcare a Valparaiso. e quando si tratta di far entrare uno sconosciuto nella vita di bordo. largamente interessati nella rendita del carico della nave. ma faceva il suo lavoro con abilità. Certo era un uomo strano: ad ogni modo non sembrava marinaio. ed era portoghese di nascita: parlava però correttamente l'inglese e disimpegnava a bordo del brigantino-goletta le modeste funzioni di cuoco. Assumendolo. Negoro.profondamente affezionati. e specialmente lo sguardo. Bisogna anche dire che. ogni lavoro aumentava la loro quota nel regolamento dei conti che si faceva a termine di stagione. e da quando si era imbarcato. allora senza impiego. Quale sarebbe stato il suo avvenire? Non si sapeva nemmeno quello. D'altronde. il capitano Hull pareva aver avuto la mano felice. Questa volta. non si poteva indovinarlo. A bordo c'era soltanto un uomo di origine non americana. Aveva ricevuto qualche istruzione? Sf. non faceva parola della sua famiglia. molto bruno di pelo. essendo in pochi. Pure il capitano Hull si doleva di non avere avuto il tempo d'informarsi abbastanza sul suo passato. un po' scuro di carnagione. non si dovrebbe trascurare nulla per accertarsi dei suoi precedenti. Il suo viso. nervoso. Anzi pareva essere estraneo alle cose . doveva essere robusto. Magro. non dovevano risparmiare fatiche. il mastro cuoco non si era meritato alcun rimprovero. Negoro poteva avere quarant'anni. di statura media. e ciò li faceva giustamente brontolare contro quei furfanti della Nuova Zelanda. Di dove venisse.

spento il fornello. due o tre ore dopo la sua nascita. si coricava subito e dormiva. Il suo mestiere di marinaio l'aveva già convenientemente preparato alle lotte della vita. Insomma. con occhi azzurri che brillavano d'un fuoco ardente. abbandonato fin dalla nascita. di notte. (N. Di giorno rimaneva per lo più confinato nella sua piccola cucina. anche dopo il completo sviluppo. La sua fisionomia intelligente rivelava l'energia. Negoro ritornava nel « capanno » che gli era stato riservato in fondo all'alloggio dell'equipaggio.) 19 Spesso vengono citate queste tre parole di un verso . gli fu dato in memoria del luogo dov'era stato trovato. non quella di un audace. Dick Sand — cosi si chiamava . che disturbano la gente che non ha mai navigato. che aveva quindici anni. che passa in mare la maggior parte della sua esistenza. Si prevedeva che Dick Sand. Questo giovane allievo. era stato raccolto e allevato dalla pubblica carità.A.di mare più ancora di quanto lo sia solitamente un mastro cuoco. non lo incomodavano minimamente. alla foce dell'Hudson. e senza dubbio della sua capitale. Non si poteva certo dubitare che non fosse d'origine anglosassone. poi. ma quella di uno che « sa osare ». il rullio e il beccheggio della nave.doveva essere originario dello Stato di New York. Quanto al nome di Sand. era figlio di ignoti. Abbiamo detto che l'equipaggio del Pilgrim si componeva di cinque marinai e di un allievo. 1 Sand in inglese significa sabbia. Ciononostante. però. Al piccolo orfano era stato dato il nome Dick — abbreviativo di quello di Richard . davanti al fornello di ghisa che ne occupava la più gran parte. cioè su quella punta di Sandy-Hook. Era bruno. ma era di robusta costituzione.1 che forma l'entrata del porto di New York. ed è già qualche cosa per un cuoco di bordo.d. non avrebbe oltrepassato la statura media.perché tale era il nome del caritatevole passante che lo aveva raccolto. Lo sventurato. lo si vedeva poco.

Non sprecava gesti o parole. A otto anni. molto svelto. . In tal modo il mozzo non aveva tardato a diventare allievo. a scrivere e a far di conto in una di quelle scuole dello Stato di New York. la passione del mare. Il fanciullo che fin dal principio comprende che il lavoro è la legge della vita. dove c'è sempre.. l'abbiamo detto.. abilissimo in tutti gli esercizi fisici. l'aveva fatto imbarcare come mozzo su una nave di lungo corso dei mari del Sud..2 ma vengono citate erroneamente. chi sa osare prima pensa e agisce poi: la differenza è qui. sicuramente. Il poeta ha scritto: Audentes fortuna ad juvat. in un periodo della vita in cui non si discutono affatto i problemi dell'esistenza. aveva guardato in faccia la propria miserabile condizione e si era ripromesso di « farsi » da sé. A poco a poco si era istruito sotto la direzione di ufficiali interessatisi di lui. e come si deve impararlo. egli era già uomo. cioè dalla più giovane età. Dick Sand era audens. Il suo aspetto.3 È a chi sa osare. che in generale sorride la fortuna. La carità pubblica. E si era fatto infatti: all'età in cui gli altri sono ancora fanciulli. Nel tempo stesso. ed eseguire sino alla fine ciò che il suo animo risoluto aveva deliberato di fare. A quindici anni sapeva già prendere una decisione. e partono sempre con il piede giusto. come ordinariamente fanno i ragazzi della sua età.. aveva allevato l'orfanello. Qui aveva imparato il mestiere del marinaio. aspettando di meglio. colui che sa. a quattro anni. fondate e sorrette tanto generosamente dalle sottoscrÌ2Ìoni di persone caritatevoli. un posto per i piccoli abbandonati. Dick aveva imparato a leggere. Dick Sand era uno di quegli esseri privilegiati che si possono dire nati con due piedi sinistri e due mani destre: cosi essi fanno tatto con la mano buona. Dapprima era stato messo in uno di quegli ospizi infantili.incompleto di Virgilio: Audaces fortuna juvat. in America. attirava l'attenzione. vivace e serio a un tempo. non agli audaci. Di buon'ora. L'audace può essere irriflessivo. che Dick aveva fin dalla nascita. Poi.

facendolo educare nella religione cattolica.) ' La fortuna aiuta coloro che osano. Ciò è -una buona preparazione a quanto può capitare nella carriera marittima. Dick Sand si appassionò specialmente per la geografia e per i viaggi. (N. Poi. che è la regola dell'umanità — è probabilmente predestinato a grandi cose. pur tenendo conto della propria condizione di fronte al figlio del ricco armatore. gli aveva fatto da madre. la forza di compierle. comandata dal capitano Hull. suo protettore. La signora Weldon. aspettando d'avere l'età necessaria per poter apprendere quella parte delle scienze matematiche che si riferisce alla navigazione. alla quale doveva tutto. Questi provò un vivo interesse per l'orfano. a questa parte teorica della propria istruzione. con la volontà. religione professata dalla sua famiglia. il bravo marinaio prese subito a voler bene al simpatico giovinetto e lo fece conoscere più tardi al proprio armatore James W.T. si trovava. Weldon.d. è superfluo. suo benefattore.d. non trascurò di aggiungere la parte pratica: s'imbarcò per la prima volta sul Pilgrim in qualità di allievo.e i suoi protettori lo sapevano bene — il buon seme che avevano gettato era caduto in un . che il suo pane non potrà esser guadagnato se non con il sudore della fronte. di cui completò l'educazione a San Francisco. Ma . per alcuni anni. nelle condizioni più favorevoli. perché avrà un giorno. ed egli considerava Jack come un fratello minore.) 20 Il capitano Hull notò Dick Sand quando era mozzo a bordo di una nave da carico. Dire fino a che punto giungesse la sua devozione per la famiglia Weldon.T.di buon'ora. Durante il suo corso di studi. Dick Sand partiva sopra una nave di James W. dunque. — precetto della Bibbia. Weldon. giacché un buon marinaio deve conoscere la pesca d'alto mare cosi come la navigazione d'altura. È meglio lasciar parlare i fatti: ma si comprenderà quanto il giovane allievo fosse felice allorché seppe che la signora Weldon stava per imbarcarsi a bordo del Pilgrim. (N. 2 La fortuna aiuta gli audaci. D'altra parte.

chiedeva sempre di lui. ancora deboluccio e pallido per la recente malattia. Insomma. né i passeggeri né l'equipaggio del Pilgrim avrebbero avuto di che lamentarsi. poteva sembrargli divertente. delle calme che gli sarebbero state avverse anch'esse. avere soltanto quindici anni. La traversata procedeva in queste condizioni. poteva senza alcuna inquietudine affidargli il piccolo Jack. Dick e Jack erano quasi sempre insieme. Dick Sand precedeva o seguiva sempre il piccino.terreno generoso. arrampicarsi fino alla gabbia dell'albero di trinchetto o ai buttafuori dell'alberetto di velaccio. frequenti durante una traversata. sentendosi amato da quel « fratello maggiore ». quando le vele ben stabilite non richiedono alcuna manovra. se le piccole braccia di cinque anni s'indebolivano durante quegli esercizi. nel suo mestiere. pronto a sorreggerlo e a trattenerlo. Tuttavia. e ridiscendere come frecce lungo i paterazzi. grazie alla ginnastica quotidiana e alla fortificante brezza marina. In quelle lunghe ore di ozio. Sotto l'impulso del suo sangue. se fosse stato necessario. senza parlare della corrente equatoriale. La signora Weldon vedeva senza paura Jack con Dick Sand slanciarsi sulle sartie. La signora Weldon sapeva quanto valesse il suo protetto. e. Temeva di trovare. Tutto ciò tornava a vantaggio del piccolo Jack. Dick Sand voleva molto bene a quel piccino. ma agire e pensare come a trenta: ecco Dick Sand. quando il mare è quieto. dare la vita per coloro che gli avevano insegnato a istruirsi e ad amare Dio. in seguito. il giovane allievo non avrebbe esitato. nei pressi del tropico del Capricorno. il quale. un giorno. Cosi dunque andavano le cose. quella persistenza dei venti dell'est continuava a preoccupare il capitano Hull: non riusciva a mettere la nave sulla buona rotta. che lo avrebbe irresistibilmente sospinto verso . il cuore dell'orfano si riempiva di riconoscenza. ma i bei colori 21 gli ritornarono presto a bordo del Pilgrim. Il giovane allievo mostrava al bambino tutto ciò che. e se non fosse stato per il tempo poco favorevole.

Era dunque inquieto. per i ritardi di cui. nello spazio visibile fra gli stralli del gran fiocco e del controfiocco. A prua. sulla rotta. Dick Sand stava spiegando a Jack come il Pilgrim. vedevano allungarsi sulle onde l'ombra del bompresso. Bisognava dunque lasciar andare le cose come piacesse a Dio.l'ovest. benché sbandasse parecchio a dritta. per incrociare uno steamer diretto a Panama. precisamente il 2 febbraio. si erano installati sui buttafuori dell'alberetto di velaccio. Di là. — Ma sf. che si rizzò in piedi sui buttafuori. alla latitudine e longitudine indicate al principio di questo racconto. ben zavorrato e ben equilibrato in ogni parte. — Che cosa ho veduto là? — disse. e pareva che nulla dovesse turbare la monotona traversata. qualche transatlantico diretto verso l'America. fra l'Australia e il Nuovo Mondo. il perimetro dell'orizzonte era troncato ai loro occhi solo dall'albero maestro. non erano cosi frequenti come oggigiorno. indicando un punto del mare. per la signora Weldon soprattutto. la cui ralinga tremolava al soffio della brezza. Tale complesso di vele nascondeva loro parte del cielo e del mare. quando si verificò un primo incidente. A poppa. dominavano tutta la nave e una porzione dell'oceano per un largo raggio. non era responsabile. su cui erano issate randa e controranda. Disgraziatamente. nondimeno. Dick Sand e Jack. — Vedete qualche cosa. se avesse incontrato. non potesse capovolgersi. quando il bambino lo interruppe. con i suoi tre fiocchi che si stendevano come tre grandi ali disuguali. pensava già di consigliare la sua passeggera a imbarcarvisi. e in quel tempo le comunicazioni attraverso il Pacifico. egli si trovava in latitudini troppo settentrionali. Jack? — domandò Dick Sand. Cosi. Al disotto si gonfiava la vela di trinchetto e al disopra la vela di parrocchetto e quella di velaccio. mentre il cielo era del tutto sereno. Il brigantino-goletta correva dunque con mure a sinistra e stringeva il vento il più possibile. . verso le nove del mattino. là! — rispose il piccolo Jack.

. fu l'unico che l'incontro di un rottame sembrasse non interessare affatto. signora Weldon. — Uno scafo rovesciato.. tutto l'equipaggio balzò in piedi. e il capitano Hull. andarono ad appoggiarsi al listone dell'impavesata di dritta. Soltanto Negoro non si mosse dal capanno che gli serviva da cucina. Indi. — Si. che cos'è allora? — domandò la signora Weldon. — rispose Dick. con voce forte. qualche grosso mammifero? — fece osservare il cugino Bénédict. Bolton. Tutti guardavano attentamente l'oggetto galleggiante. — confermò il capitano. per poter veder bene il rottame segnalato dal giovane allievo. — ma quel rottame non è una zattera. che le onde cullavano a tre miglia dal Pilgrim. perfino l'indifferente cugino Bénédict.. — Ma che cosa può essere? — domandava un marinaio. — rispose il capitano Hull. uscendo dalla sua cabina. a dritta.. come il solito. — Secondo te. Mi pare anzi di veder luccicare al sole la carena di rame. come ha detto il capitano.. — Lo sapremo. — Non lo credo. — O non sarà piuttosto qualche animale marino. in modo da accostarci al rottame. e subito.. — Qualche zattera abbandonata! — rispondeva un altro. rivolgendosi al timoniere: — Barra sopravvento. poggia di una quarta.Dick Sand guardò attentamente verso il punto indicato. La signora Weldon. si diresse a prua. di prora! 22 CAPITOLO III IL ROTTAME AL GRIDO gettato da Dick Sand.. gli uomini che non erano di guardia salirono sul ponte. Nan. è uno scafo rovesciato sul fianco. — Che ci siano dei poveri naufraghi su quella zattera? — disse la signora Weldon. infatti. gridò: — Rottame a sopravvento. e di tutto l'equipaggio.

È proprio un animale! — Allora dovrebbe essere un cetaceo di rame. — aggiunse la signora Weldon — ci concederete almeno che quel cetaceo sarebbe morto. cugina Weldon. Orza un poco. Se non possiamo fare un gran male a quello scafo. che si ostinava — non sarebbe la prima volta che s'incontra una balena addormentata sulla-superficie delle onde. esso potrebbe farne a noi. — rispose il timoniere. — Vedremo. e in tal caso. orza! La rotta del Pilgrim. gli uomini dell'equipaggio avrebbero fatto quel che si dice una buona marea\ Sarebbe stata una piccola consolazione per la loro pesca incompleta. Bolton. signore. — Governa. — rispose il cugino Bénédict. . cugino Bénédict. governa! — gridò di nuovo il capitano Hull — e non accostarti al rottame. avrebbe dato tutti i mammiferi dei mari artici e antartici per un insetto di specie rara. Bolton. che. 23 — È vero. Sommersa fino all'impavesata. Dell'alberatura. ch'era stata rivolta verso il rottame. sbandava in tal modo che era quasi impossibile tenersi ritti sul ponte. — Ma. Era proprio una nave. bensf di una nave. — giacché lo vedo veramente brillare al sole! — A ogni modo. — riprese il cugino Bénédict — rimango della mia opinione. passa a una lunghezza di cavo. — rispose il cugino Bénédict. Il brigantino-goletta si trovava ancora a un miglio dallo scafo rovesciato. Si presentava sul fianco di dritta. se il carico non fosse stato avariato. e i marinai lo osservavano attentamente. venne deviata con un leggero colpo di timone. il terzo del valore appartiene ai salvatori. poiché non si muove affatto! — Eh. — disse il capitano Hull — ma oggi non si tratta di una balena. Chissà che non contenesse un prezioso carico da potersi trasbordare sul Pilgrim? Si sa che in questi salvataggi. e non voglio urtarvi i fianchi del Pilgrim.— Si. Un quarto d'ora dopo. il rottame era a meno di mezzo miglio dal Pilgrim. del resto. — osservò il capitano Hull.

penso che essi abbiano tentato di arrivare a terra! Ma. signora Weldon. Ma ce ne assicureremo. — Se vi è stato abbordaggio. nel caso che l'altra nave abbia proseguito la sua rotta. — disse la signora Weldon. a meno che gli uomini di bordo siano stati raccolti. qualche volta succede! — Possibile! Sarebbe dimostrare una ben grande crudeltà. — rispose il capitano Hull — a meno che l'equipaggio. si sia rifugiato sulle sue lance. ciò che. orza! — gridò il capitano Hull. — Forse il segreto di questa catastrofe non si conoscerà mai.non si vedeva più nulla. — Tuttavia. può darsi che qualche uomo dell'equipaggio si trovi ancora a bordo! — Non è probabile. Orza un poco. e gli esempi non mancano! Quanto all'equipaggio di questa nave. — Questa nave è stata abbordata! — esclamò Dick Sand.. — fece osservare la signora Weldon — c'è da sperare che l'equipaggio di questa nave sia stato raccolto da coloro che l'hanno abbordata. a questa distanza dal continente americano o dalle isole dell'Oceania. dopo la collisione. c'è da temere che non vi siano riusciti. Sul mascone di dritta si apriva una larga falla tra le costole e il fasciame sfondato. dai parasartie penzolavano soltanto alcuni cavi spezzati. è il fatto che non vedo più nemmeno un'imbarcazione di salvataggio. signora Weldon. e dalle bigotte alcune catene rotte. Il Pilgrim non era più ormai che a tre lunghezze di cavo dal rottame. ahimè.. — 24 si sarebbero già accorti del nostro avvicinarsi e ci farebbero qualche segnale. — Non c'è dubbio. . — rispose il capitano Hull. indicando con la mano la via da seguire. — Bisogna sperarlo. e non si poteva più dubitare che quello scafo fosse stato interamente abbandonato da tutto il suo equipaggio. ciò che mi fa credere che esso l'abbia abbandonata. si!. signor Hull! — Si. — rispose il capitano Hull — ed è un miracolo che non sia colata a fondo subito. e. signora Weldon. Bolton.

si sforzava di aggrapparsi all'impavesata. — rispose la signora Weldon sorridendo. poiché era possibile che i boccaporti fossero ermeticamente chiusi.. forse imprigionato.. — Credo che quel povero animale debba morire di fame. lo salveremo. Trecento piedi al massimo separavano le due navi. signor Hull. — Forza. Là c'era certamente un cane vivo. e lui ci vorrà tanto bene. Ma non si poteva vederlo. — disse la signora Weldon. a meno di una mezza lunghezza di cavo dal rottame. — Ascoltate! ascoltate! — disse. Si sarebbe detto che i suoi latrati non si rivolgessero più a .. — Ci fosse anche solo un cane. Dick Sand fece un gesto che ordinava imperiosamente il silenzio.. Il cane parve rispondergli con un abbaiare quasi soffocato.. e sia calato in mare il canotto. e al tuo pezzo di zucchero preferirà una buona zuppa. bravo cane. Dick Sand e due marinai vi si imbarcarono. — gridò il piccolo Jack — lo salveremo!. perché il ponte della nave semisommersa non era ancora visibile... e subito il capitano Hull. Vado a prendergli un pezzetto di zucchero. Ognuno tese l'orecchio. — Si!. Il cane continuava ad abbaiare. abbaiando più disperatamente che mai. sf. un cane molto grosso apparve alla impavesata di dritta e vi si aggrappò. Quasi subito.. giungeva fino a loro un latrato lontano. tieni duro! — gridò il piccolo Jack all'animale... bimbo mio. Il canotto fu messo in mare. gli diano la mia minestra! — esclamò Jack. — Ebbene. La velatura del Pilgrim fu rapidamente orientata in modo che la nave rimanesse pressappoco immobile.Ma in quel momento. mettete in panna. Io gli darò da mangiare!. Infatti. Il capitano Hull si volse al mastro dell'equipaggio del Pilgrim: — Howik. dall'interno dello scafo. — Io posso benissimo farne a meno! Intanto i latrati si udivano sempre più distintamente. — Sento come un abbaiare! — esclamò Dick Sand. mamma! — Resta qui. ma ogni volta tornava a cadere sul ponte.

— Che cosa può avere quel cane? — disse il capitano Hull. una larga apertura indicava il punto dove era avvenuto l'urto. e il canotto del Pilgrim avrebbe raggiunto lo scafo semisommerso. fu il fatto che il furore del cane si manifestò precisamente nel momento in cui Negoro. al momento. dopo aver guardato il cane. da certi particolari che un marinaio distingue alla prima occhiata. In seguito all'inclinazione assunta dallo scafo. senza manifestare alcuna sorpresa. Si rivolgevano forse a marinai o a passeggeri imprigionati nella nave? « Che ci sia a bordo qualche naufrago superstite? » si chiese la signora Weldon. per accostarsi alla parte immersa del ponte. rientrò nell'alloggio dell'equipaggio. a un tratto. 25 Ancora pochi colpi di remo. Sul quadro era scritto questo solo nome: Waldeck. il capitano Hull aveva chiaramente riconosciuto che la nave era di costruzione americana. Ciò che in quel momento il capitano Hull non poteva osservare. quello scafo rappresentava tutto ciò che rimaneva di un grande brigantino di cinquecento tonnellate. Il cane conosceva e riconosceva dunque il mastro cuoco? Era proprio inverosimile. avanzava verso il castello di prua. che tuttavia aveva per un istante aggrottato le sopracciglia. successero latrati furiosi. Negoro. l'apertura si trovava allora cinque o sei piedi al disopra dell'acqua. A prua del Waldeck. E. il suo nome lo confermava. uscendo dalla cucina. Frattanto. mentre il canotto girava la poppa della nave. lo strano animale sembrava invaso da violenta collera. Del resto.coloro che gli andavano incontro. il che spiegava perché il brigantino non . il canotto aveva girato la poppa della nave. i modi del cane mutarono: al primo abbaiare che invitava i salvatori ad accorrere. Waldeck e nessuna designazione del porto di provenienza! Ma dalla forma dello scafo. e che non potè essere notato nemmeno a bordo del Pilgrim. Checché ne fosse. Ma.

ma verso un bugliolo che conteneva un po' d'acqua dolce. 26 Tuttavia. l'animale. — disse il capitano — è probabile che abbia dovuto soccombere per la fame o la sete. i quali. e abbaiava ora verso l'interno. Il canotto avanzò allora costeggiando l'impavesata di sinistra. Il canotto cercò allora un punto favorevole per accostarsi più facilmente al Waldeck. fin dove lo sguardo poteva spingersi. erano certo caduti. il Waldeck sarebbe certamente colato a picco in pochi istanti. al momento dell'urto. trascinando con loro sartie. e la bestia si precipitò avidamente. no. Sul ponte. Il cane. che il capitano Hull vedeva in tutta la sua estensione. non c'era nessuno. e a questo scopo si allontanò di . e ciò faceva supporre che la catastrofe risalisse già a molti giorni addietro. si lasciò scivolare in mare e nuotò a gran fatica verso il canotto: pareva sfinito. paterazzi e manovre. non su un pezzo di pane che Dick Sand gli aveva subito presentato. ora verso l'esterno.fosse ancora colato a picco. — No certo! — rispose il capitano Hull. che aveva lasciato l'impavesata. Lo raccolsero. A bordo non ci devono più essere che cadaveri. nessun rottame si vedeva intorno al Waldeck. — È certissimo che quell'animale non è solo a bordo! — fece osservare Dick Sand. Vi restavano solo i tronconi dell'albero di maestra e dell'albero di trinchetto. s'era lasciato scivolare fino al boccaporto centrale. — No. Il ponte del brigantino era stato spazzato dalle onde da un estremo all'altro. •— Se qualche infelice è sopravvissuto all'urto. — Questa povera bestia muore di sete! — esclamò Dick Sand. che era aperto. — Devono esserci dei vivi! In quel momento. Con un'onda lunga un po' forte. il cane non abbaierebbe a quel modo! — disse Dick Sand. che era mezzo sommersa. rispondendo alla chiamata dell'allievo. poiché l'acqua ha certamente invaso la cambusa. entrambi spezzati a due piedi sopra la mastra.

credette di percepire che i disgraziati respirassero ancora. Da quel lato. dopo essersi inoltrato fino alla parte anteriore della stiva. Il canotto si avanzò subito fino alla grua di sinistra.cinque cadaveri senza dubbio . non c'era dunque alcun salvataggio da compiere. non conteneva alcuna mercanzia. Fu compreso. si issavano. fino al boccaporto che si apriva fra i tronconi dei due alberi. Attraverso il boccaporto penetrarono cosi nella stiva. Là. e i suoi lamentosi latrati ricominciarono con nuovo vigore. Il brigantino navigava sotto zavorra: zavorra di sabbia ch'era scivolata a sinistra e contribuiva a mantenere la nave sul fianco. perché addentò Dick Sand per la giacca. 27 Dick Sand. mentre il capitano Hull e Dick Sand. Alla luce del giorno. il suo modo di fare. non senza fatica. Ma il cane. furono chiamati e aiutarono a trasportare i naufraghi fuori del . — disse il capitano Hull all'allievo. mezzo piena d'acqua. ch'era rimasto sul ponte. — Nessuno. il capitano Hull riconobbe i corpi di cinque negri.giacevano sul pavimento. — Risaliamo. I due marinai. La stiva del Waldeck. andando dall'uno all'altro. il suo latrato. e cercò di trascinarli verso il cassero. dove due marinai lo ormeggiarono solidamente. che penetrava a fiotti dall'osteriggio. erano chiari quanto avrebbe potuto esserlo il linguaggio di un uomo. — Qui non c'è nessuno! — disse il capitano Hull. rimasti a guardia del canotto. . — rispose l'allievo. — A bordo! a bordo! — gridò il capitano Hull. Il cane corse verso di loro. Lo seguirono.alcune braccia. Entrambi ricomparvero sul ponte. mettendo piede sul ponte contemporaneamente al cane. del resto. nel quadrato. continuava ad abbaiare e sembrava chiamasse più imperiosamente l'attenzione del capitano. Il cane dovette certamente credere che i suoi salvatori non volessero salire a bordo. cinque corpi.

— Aspettate che possano parlare. issati a uno a uno. — Io? non l'ho mai visto! — rispose Negoro. potevano forse richiamarli in vita. e i negri. che alcuni marinai riuscirono a trattenere. ma. Il cane li aveva accompagnati. due minuti più tardi. Non fu fatica da poco. — È strano! — mormorò Dick Sand. Negoro usci dalla cucina. vedendo quegli infelici. II Pilgrìm si manteneva a mezza lunghezza di cavo dal rottame. Il cane diede di nuovo segni di estremo furore. poi un po' d'acqua fresca prudentemente somministrata.cassero. però. e il canotto non tardò ad avvicinarglisi. . il cane balzò in piedi come per slanciarsi. il cane gli si avventò contro tentando di saltargli alla gola. signora Weldon! Li salveremo! Si. Il cuoco non compariva. Ma. i cinque negri erano coricati nel canotto. con il pelo irto e le mascelle spalancate. — Negoro! — ripetè il capitano Hull. riposarono finalmente sul ponte del Pilgrìm. Prima di tutto. — Ma conoscete questo cane? — domandò il capitano Hull al mastro cuoco. — rispose il capitano Hull — e allora ci racconteranno la loro storia. senza che alcuno di essi avesse coscienza di quanto si stava facendo per salvarli. — Sono vivi. facciamo bere loro un po' d'acqua. Alcune gocce di cordiale. — Che cosa è loro accaduto? — domandò il cugino Bénédict. A quel nome. volgendosi: — Negoro! — chiamò. il cuoco respinse l'animale. — Poveretti! — esclamò la signora Weldon. Venne calata una ghia dal pennone di maestra. con un colpo di mazza di cui si era armato. alla quale aggiungeremo alcune gocce di rum. Poi. Appena si mostrò sul ponte. che non erano altro che dei corpi inerti. li salveremo! — esclamò Dick Sand.

— E quella nave. quei negri ritornavano a essere liberi per il solo fatto di aver messo piede a bordo della sua nave.28 CAPITOLO IV I SUPERSTITI DEL «WALDECK» LA TRATTA dei negri si fa ancora su larga scala1 in tutta l'Africa equinoziale. la nostra nave è stata investita in una notte buia. Ad ogni modo. diverse navi. e potè rispondere in inglese alle domande che gli furono rivolte.poteva avere sessantanni . di solito. cariche di schiavi. dopo l'urto. della quale dovevano essere privi da molti giorni. diciamolo pure. signore.fu presto in grado di parlare. — Allora l'equipaggio ha potuto saltare a bordo della nave che ha investito il Waldeck? — chiese il capitano Hull.. che il Waldeck trasportava per vendere a qualche colonia del Pacifico. Il capitano Hull non lo ignorava. . del mondo civile. bastò per richiamarli in vita.. Intanto. — rispose il vecchio negro. Nonostante le crociere inglesi e francesi. e non vedeva l'ora di farlo sapere loro. aveva somministrato loro un po' di quella buona acqua fresca. — Ma che cosa è avvenuto dell'equipaggio del Waldeck? — Non c'era più nessuno. — Può darsi! anzi. ai naufraghi del Waldeck erano state prodigate le cure più premurose. insieme con un po' di nutrimento. — Dieci giorni or sono. quei paraggi non fossero frequentati dai negrieri. La signora Weldon. — Si. Dormivamo. è bene sperarlo. egli si chiese se i negri che aveva salvato non fossero i superstiti di un carico di schiavi. e questo. quando io e i miei compagni siamo saliti sul ponte. e. aiutata da Nan e da Dick Sand. non è tornata indietro per . Benché. Il più vecchio di quei negri. lasciano ogni anno le coste dell'Angola o del Mozambico per trasportare negri in diversi punti del mondo. se cosi era. — La nave che vi trasportava è stata abbordata? — domandò per prima cosa il capitano Hull.

passando a bordo del brigantino americano Pilgrim. che fu confermato da tutti i superstiti del Waldeck. che si eresse in tutta la sua altezza. riprendendo: — Da dove veniva il Waldeck? — domandò. è vero che certi capitani. — È dunque colata a picco anch'essa? — Non è colata a picco. Ma che gli uomini abbandonino altri uomini. la cura di riparare la disgrazia da loro causata.raccogliervi? — No. — Dunque voi non siete schiavi? — No. dopo qual1 Non si dimentichi che il romanzo si svolge nel 1873. invece. per quanto mostruosi. Il più vecchio. era già stato affrancato da molti anni con l'atto di emancipazione. e dovette ripetere alla signora Weldon che tali fatti. cittadini della libera America. è una infamia! Tuttavia. . — Siamo sudditi dello Stato di Pennsylvania. venduto in Africa come schiavo all'età di sei anni. sul mare. sulla pubblica via. crollando il capo — perché abbiamo potuto vederla fuggire nella notte. cosi. è già cosa riprovevole. e poi portato negli Stati Uniti. il capitano Hull conosceva parecchi esempi di simile inumanità. Quanto ai suoi compagni. i cinque negri provenienti dal Waldeck appartenevano allo Stato di Pennsylvania. signore! — rispose vivamente il vecchio negro. hanno spesso preso la fuga. — rispose il vecchio negro. — Amici. Infatti. — rispose il capitano Hull — state sicuri che. purtroppo non erano rari.) 29 che terribile collisione dovuta alla loro imprudenza. Questo fatto. Purtroppo. senza curarsi degli infelici da loro colpiti. è incredibile. Poi. — Da Melbourne. può sembrare incredibile. ma almeno le loro vittime sono certe di trovare immediati soccorsi. (N.T. non avete certo compromesso la vostra libertà. senza tentare di soccorrerli! Che alcuni cocchieri facciano altrettanto e lascino ad altri.d.

Si erano perciò imbarcati sul Waldeck. sia che gli altri si fossero aggrappati alle attrezzature della nave investitrice. sopra uno scafo semicapovolto. figli di schiavi liberati prima che essi nascessero. come pure il suo carattere energico e l'esperienza. si erano precipitati sul ponte. in una notte molto buia. nell'Australia meridionale. e diciassette giorni dopo. facevano di lui il capo naturale dei compagni che si erano arruolati con lui. avevano voluto tornare in America. e liberamente vi tornavano. erano tutti scomparsi.molto più giovani di lui. I negri dormivano. Pochi secondi dopo l'urto. Non parlavano nemmeno quel linguaggio « negro » che non fa uso degli articoli e adopera i verbi all'infinito. Là avevano passato tre anni. e il Waldeck si era piegato sul fianco. dopo l'urto.linguaggio che d'altronde è scomparso. Come ebbero modo di informare il capitano Hull. la quale. che fu terribile. il quale possedeva una grossa azienda presso Melbourne. Il 5 dicembre avevano lasciato Melbourne. venuto a scadere il loro contratto. guadagnando molto e. a milleduecento miglia da terra. il Waldeck era stato investito da un grosso piroscafo. La sua età. . pagando la traversata come passeggeri ordinari. II più vecchio di quei negri si chiamava Tom. spesso messa a prova durante una lunga vita di lavoro. I cinque negri erano rimasti soli a bordo. era fuggita per non tornare. Quei negri avevano dunque lasciato liberamente gli Stati Uniti. si erano arruolati presso un inglese. 30 sia che gli uni fossero stati precipitati in mare. non era colato a picco. a poco a poco. L'alberatura della nave era caduta. perché l'acqua non aveva invaso la stiva in proporzione sufficiente. fortunatamente. erano nati liberi. dopo la guerra antischiavista. Quanto al capitano e all'equipaggio del Waldeck. e nessun bianco aveva avuto su di loro alcun diritto di proprietà. .

cui la vista di Negoro sembrava fare una . Ciò spiegava il fatto di averlo incontrato cosi fuori rotta. torturati dalla sete. senza nemmeno poterlo lasciare. si erano dunque trovati soli a bordo del Waldeck. poiché le due imbarcazioni di bordo erano state fracassate nella collisione.Gli altri negri erano giovani dai venticinque ai trent'anni e si chiamavano Bat. senza avere la possibilità di risollevare lo scafo inerte. i fatti parlavano in favore di quei poveretti. invasa interamente dall'acqua. vigorosi. attinta alle numerose scuole dell'America del Nord. Actéon e Hercule. si poteva benissimo riconoscere in loro magnifici esemplari di quella forte razza. avrebbe dovuto trovarsi a una latitudine molto più meridionale. salvato sul rottame. avevano perduto i sensi. cui un'educazione liberale. Tom e i suoi compagni. mentre. Fin dal giorno prima. ed era tempo che il Pilgrim giungesse. perché il Waldeck. d'altronde. Questo fu il racconto che Tom fece in poche parole al capitano Hull. Tom e i suoi compagni. aveva già dato la propria impronta. Era il cane. Erano ridotti ad aspettare il passaggio di qualche nave. lo scafo andava lentamente alla deriva. partito da Melbourne. non avendo potuto penetrare nella cambusa. e avevano crudelmente sofferto. Se avesse avuto il dono della parola. tutti e quattro di forte costituzione. Durante i dieci giorni passati fra l'urto e il momento in cui il Pilgrim era giunto in vista della nave naufragata. i cinque negri si erano nutriti con il poco cibo che avevano trovato nel magazzino del quadrato. e tali che avrebbero avuto un bel prezzo sui mercati dell'Africa centrale. che si trovavano sul ponte. dopo l'urto. c'era un altro essere vivente.2 figlio del vecchio Tom. Ma. erano state sfondate dall'urto. I suoi compagni confermarono tutto ciò che egli aveva detto. e non c'era ragione di dubitare della veracità del vecchio negro. erano rimasti privi di qualsiasi liquido per calmare la sete. poiché le botticelle dell'acqua dolce. che avrebbe senza dubbio parlato con la medesima franchezza. Austin. spinto dalle correnti. Benché avessero terribilmente sofferto.

Quell'animale. e perciò. 2 Bat. Il capitano del Waldeck aveva raccolto quel bell'animale. (N. Dingo era in quasi tutto il corpo di color fulvo scuro. Di pelame folto. sembrava sempre rimpiangere qualche antico padrone. C'era in questo una antipatia davvero inesplicabile. V.A) 31 Dingo. non era cattivo. dove vagava. Dingo. Dingo. per quanto Tom e i suoi compagni fossero brave persone.. mezzo morto di fame. era dunque uno splendido esemplare della razza dei mastini della Nuova Olanda. eguagliava la statura di un uomo. pareva piuttosto triste. Forse sulla costa africana. Due anni prima. rimasto poco socievole. con lunga coda ben fornita e ispida come quella del leone. con qualche sfumatura biancastra sul muso. a bordo del Waldeck. aveva subito qualche maltrattamento da parte degli indigeni. era stato trovato sul litorale ovest della costa d'Africa. animale magnifico e robusto. diminutivo di Bartholomée.sgradevole impressione. incise sul suo collare. era tutto quanto riannodava quell'animale a un passato di cui inutilmente si sarebbe cercato il segreto. La sua agilità e la forza muscolare avevano dovuto renderlo uno di quegli animali che non esitano ad assalire giaguari o pantere. più alto dei cani dei Pirenei. Quando si alzava sulle zampe posteriori. gettando la testa all'indietro. e non temono nemmeno di far fronte a un orso. se non era socievole. che. da cui doveva essere stato violentemente separato e che gli doveva essere stato impossibile ritrovare in quella regione deserta. aveva potuto osservare che quel cane non pareva amare i negri: non cercava di far loro del male.d. vagante. queste due lettere. ma li fuggiva. Dingo li evitava. sotto l'influenza della collera. nei pressi della foce del Congo. — era il nome del cane . S. e si capirà come Negoro non fosse soddisfatto dell'accoglienza fattagli da quel vigoroso campione della razza canina. Il vecchio Tom. Tuttavia il capitano del Waldeck non lo aveva trovato in Australia.apparteneva a quella razza di mastini caratteristica della Nuova Olanda. poteva diventare terribile. Nei dieci giorni che i naufraghi avevano passato sul . Però Dingo.

crudelmente la sete. V. il rottame fu perduto di vista. i quali nel naufragio avevano perduto i risparmi di tre anni di lavoro. la signora Weldon non si lagnava e accettava filosoficamente il contrattempo con grande pazienza. Sarebbero stati trascinati. dopo aver effettuato le operazioni di scarico a Valparaiso. Questi erano dunque i superstiti di quel relitto. non avesse permesso al capitano Hull di compiere un'opera di umanità. Il Pilgrim. cercando di guadagnare cammino il più possibile verso est. Là. Certamente. quantunque fossero poveri negri. Per completare l'opera buona. ma per la maggior fatica che tale ritardo poteva cagionare alla sua passeggera. e. Ciononostante. non disperavano di potere. CAPITOLO V S. verso sera. che il primo colpo di mare avrebbe potuto sommergere. 2 febbraio. era quanto si stava per fare. se l'arrivo insperato del Pilgrim. un giorno o l'altro. . ormai cadaveri. rassicurate sul futuro. prima di tutto. Tom e i suoi compagni sarebbero stati bene accolti da James W.la generosa consorte dell'armatore aveva dato loro assicurazione . pagare quel debito di riconoscenza. e soffrendo. non c'era più che da rimpatriare i naufraghi del Waldeck. anch'esso.Waldeck. ritardato esso pure dalle calme e dai venti contrari. in fondo all'oceano. INTANTO il Pilgrim aveva ripreso la propria rotta. La spiacevole persistenza delle calme non poteva non impensierire il capitano Hull: non già ch'egli si inquietasse per una o due settimane di ritardo nella traversata dalla Nuova Zelanda a Valparaiso. nutrendosi non si sa come. Quelle brave persone. Weldon. Quel giorno stesso. non ebbero dunque che da ringraziare la signora Weldon e il capitano Hull. Il capitano Hull si occupò. s'era tenuto in disparte.e sarebbero stati forniti di quanto fosse loro necessario per tornarsene nello Stato di Pennsylvania. doveva risalire la costa americana fino all'altezza del litorale californiano. di sistemare a . essi dove32 vano loro molto.

quelle brave persone. nel modo più conveniente. Actéon ed Hercule. e bisogna confessare che quando il colossale Hercule interveniva in qualche manovra. ( . era troppo piccolo per ospitarli. lo faceva andare in giro come fa un ginnasta in un circo. erano strilli di gioia che non finivano più. Tom e i suoi compagni. L'alloggio dell'equipaggio del Pilgrim. Tom. tenendo i due piedini del bimbo nella sua larga mano. caldo e sano. Bat. Con tutto questo. più in alto ancora! All'estremità del tuo braccio! j Ed Hercule. tutti se ne accorgevano subito! Quel robusto negro. come se fosse un bambolotto di sughero. non potevano essere difficili. — rispondeva Hercule. avrebbero volentieri voluto rendersi utili. D'altronde. disposto sul ponte a mo' di casotto. Jack si vedeva grande grande. — diceva Jack. Egli si sforzava anche di rendersi pesante. si stabili perciò di alloggiarli sotto il castello di prua. abituate ai lavori pesanti. — Spingimi molto in alto. signor Jack. La vita di bordo. quell'alloggio poteva loro bastare per tutta la traversata. con quei venti costanti. distratta un momento dalla sua monotonia. valeva da solo quanto un paranco! E che festa per il piccolo Jack guardare quel gigante! Non ne aveva assolutamente paura. — Sono molto pesante? — Non vi sento nemmeno. 33 — Allora.bordo. il vecchio negro e i suoi compagni si affrettavano a dare una mano all'equipaggio. ma il colosso non se ne accorgeva neppure. Austin. quando si trattava di virare di bordo. alto sei piedi. — Ecco. e ciò lo divertiva assai. ma egli non tardò a farsene un terzo. Dick Sand ed Hercule: ecco due amici per il piccolo Jack. e con un bel tempo. riprese dunque il suo corso. Ma. e quando Hercule se lo faceva saltare sulle braccia. E fu Dingo. non c'era più niente da fare. una volta regolata la velatura.

A bordo del Tilgrim. suo amico d'antica data. e con questo istinto. al quale quel gioco piaceva. Quello non tardò a prendere gusto a gioJ care con il piccino. e ciò. per Dingo. Un giorno. supplisce a quanto ancora non sa della teoria del mestiere. senza dubbio. ed è lecito affermare che un cavallo di questa specie è di gran lunga superiore a un quadrupede di cartone. ella stava parlando di Dick Sand al capitano Hull. del resto. Negoro solf tanto continuò a evitare ogni incontro con l'animale. sul cane. l'allievo lo passava con il piccino. e il capitano faceva i più grandi elogi del giovane allievo. il piccolo Jack. fu tutt'altra cosa. Tutto il tempo che non era reclamato dal servizio di bordo. più grande soddisfazione. Con ogni probabilità Jack seppe entrare nelle simpatie del bell'animale. era dovuto al fatto che la società del Waldeck non gli piaceva. e in verità il bimbo non pesava per lui che la metà di quel che pesa un fantino su un cavallo da corsa. Quel che sa . non aveva trascurato Dick Sand.Si è detto che Dingo era un cane poco socievole. Il suo più gran divertimento era quello di trasformare Dingo in veloce cavallo. Tuttavia. vedeva sempre tale intimità con la ) . è inutile dirlo. si riconobbe che Dingo era uno di quei cani che si affezionano particolarmente ai bambini. — Quel ragazzo. che lasciava fare volentieri. lo garantisco io! Ha proprio l'istinto del mare. invece. In breve. — diceva alla signora Weldon — un giorno sarà buon ) marinaio. il 6 febbraio. Ma che breccia veniva fatta ogni giorno nelle provviste di zucchero della cambusa! { Dingo diventò ben presto il favorito di tutto l'equipaggio. Jack galoppava dunque senza sella . la cui antipatia per lui continuava a essere violenta quanto inesplicabile. anche se ha le rotelle alle zampe. Jack. non gli faceva alcun male. La signora Weldon.

Chi non è stato mozzo.già è stupefacente. signora Weldon. tanto la risoluzione da prendere quanto la manovra da compiere. — Guardatelo ora. in L modo che possa ottenere più avanti il brevetto di capitano. ed è sulla buona strada. signora Weldon. i buoni ufficiali non mancano . i — Si. signora Weldon. quando si pensa al poco tempo che ha avuto per impararlo. — Questo povero orfano ha cominciato cosi dolorosamente la vita! È stato a una dura scuola! — osservò la. — riprese il capitano Hull — e giustamente amato. — Eppure. e perciò nessuna alambardata alla nave! Dick Sand ha già la sicurezza di un vecchio timoniere! Buon inizio per un marinaio! Il nostro mestiere. — eccolo al timone. Bisogna che tutto diventi lezione per l'uomo di mare e. la strada del dovere. signora Weldon. per conseguenza. — disse la signora Weldon — che è anche un ottimo carattere. da quando lo conosciamo. — Al termine di questo viaggio. non ha mai meritato un rimprovero. e che. — Si. — disse la signora Weldon — so che mio marito ha intenzione di fargli frequentare alcuni corsi d'idrografia. un ragazzo di cui ci si può fidare. non riuscirà mai ad essere un marinaio perfetto. molto superiore alla sua età. — rispose il capitano Hull. è un bravo ragazzo. apprezzato da tutti. ma le lezioni non sono andate perdute! Ha compreso che doveva sbrigarsela da solo nella vita. almeno nella marina mercantile. capitano Hull. l'occhio fisso all'albero di trinchetto. 34 — E il signor Weldon ha ragione. — Dick Sand farà onore un giorno alla marina americana. che tutto sia in pari tempo istintivo e ragionato. è di quelli che bisogna cominciare da piccoli. — Senza dubbio. — riprese il capitano Hull. — Bisogna aggiungere. Nessuna distrazione da parte del giovane allievo.

signor Bénédict. — Si. sto bene. — No. . cugino Bénédict. — Eh. frugando sotto le gabbie dei polli. — Insetti? In fede mia. signore! Che cosa volete che cerchi se non insetti? — ribatté il cugino Bénédict. continuate sempre a stare bene? — domandò la signora Weldon. che tornerete a mani vuote dalla vostra caccia! Il capitano Hull si mise a ridere. — rispose il capitano Hull. del resto. poiché non è in mare che arricchirete la vostra collezione! — E perché no... quanto lo sarà il profeta Elia quando tornerà sulla terra.. — ma secondo me. purtroppo! — esclamò il cugino Bénédict alzando le spalle. per non parlare di Nelson e di alcuni altri.. facendo passare la mano fra le commessure del ponte. bisogna che vi rassegniate. poco interessanti. sempre assorto. — Insetti. — soggiunse il capitano — forse troverete alcune blatte.. cugina Weldon.. ma non vedo l'ora di essere a terra. Il cugino Bénédict prese ad andare e venire sul ponte.nella marina da guerra. scandagliando con lo sguardo gli interstizi dell'impavesata. — Ah. — Ho avuto un bel cercare!. i migliori hanno quasi tutti cominciato nella carriera ancora giovanissimi e. — Prendete35 vela allora con il capitano Hull! La sua nave è tenuta cosi pulita. e tanto poco di questo mondo. credo che a frugare nelle nostre cabine perdereste tempo. — osservò la signora Weldon.. i peggiori non sono quelli che hanno esordito da mozzi. dove il catrame s'era scrostato... — disse — tuttavia. signore? Non è impossibile trovare a bordo qualche esemplare di. cugino Bénédict! — esclamò la signora Weldon. signor Bénédict? — chiese il capitano Hull. — Che cosa cercate sotto quel banco. come un'anima in pena. certamente. — La signora Weldon esagera. — Ehi.. — Ma nella stiva del Pilgrim. In quel momento si vide sbucare dal tambuccio di poppa il cugino Bénédict.

cugina Weldon. — Ma che volete? Questo diavolo di animale non ha fatto realizzare le speranze che il suo incontro mi aveva fatto concepire! — Gran Dio! — esclamò la signora Weldon. signore? — Mai a mie spese. — Bella regalità!. — rispose gravemente il cugino Bénédict. prendendo fra le sue manine la grossa testa di Dingo. — Ma . — Si„. — Come! Non siete entomologo. In quel momento. cugina Weldon. — rispose il focoso entomologo — tranne di poter aggiungere alla mia collezione qualche esemplare raro che le faccia onore! — Non siete soddisfatto delle conquiste che avete fatto nella Nuova Zelanda? — Veramente si. — Oh! signor Bénédict! — Un buon cane come questo! — disse il piccolo Jack. cugino Bénédict... che abitano. — corresse il capitano. non dico di no!. nella Nuova Caledonia. — Poco interessanti questi parenti prossimi della periplaneta orientate e del kakerlac americano. si avvicinò saltellando al cugino Bénédict.. — Amare le blatte e detestare i cani! — esclamò il capitano Hull. — speravate forse di catalogarlo nell'ordine dei ditteri o degli imenotteri? — No.. — Vattene! vattene! — disse questi respingendo l'animale. quegli ortotteri notturni che sono incorsi nella maledizione di Virgilio e di Orazio! — ribatté il cugino Bénédict. — rispose il cugino Bénédict. — Che regnano a bordo — replicò con fierezza il cugino Bénédict.... — disse la signora Weldon sorridendo — non augurateci di essere divorati per amore della scienza! — Io non auguro nulla.. — Che infestano. — Suvvia.— Poco interessanti. Dingo. Sono stato tanto fortunato da mettere le mani su uno di quei nuovi stanimi che finora erano stati trovati soltanto qualche centinaio di miglia più lontano. che giocava con Jack. ergendosi quant'era alto.

è stato raccolto sulla costa occidentale dell'Africa? 36 .non è vero che Dingo. quantunque di razza neozelandese.

.

— proseguì il cugino Bénédict — di nuova specie. eppure non esiterete a convenire che sir John Franklin era un uomo di mare che valeva bene qualsiasi altro! — Certo! — disse il capitano Hull inchinandosi. è lo zio Tobia... senza nemmeno dargli del tu: « Andatevene! Il mondo è abbastanza grande per voi e per me »... che questo cane avrebbe potuto procurarmi qualche campione di emitteri propri della fauna africana... — sappiate che sir John Franklin1 aveva scrupolo di uccidere il più piccolo insetto. vi soffiò sopra e lo lasciò andare... signore! — Ebbene. — Ebbene. — rispose il capitano — un altro aveva detto lo stesso. avevo pensato. — Signore. — Si. signor Bénédict. — e Tom lo ha sentito dire più volte dal capitano del Waldeck.2 e quel degno zio ha precisamente pronunciato le stesse parole. — Un entomologo? — domandò vivamente il cugino Bénédict... qualche pulce penetrante o irritante. — Ah! — fece il capitano Hull. — E un giorno. — Che avreste subito messo a morte senza misericordia. permettendosi di darle del tu: « Va'. e quest'altro. — disse la signora Weldon. — No! Fu lo zio Tobia di Sterne. spero! ■— esclamò il capitano Hull.. fosse anche una zanzara. avevo sperato. dicendogli. dopo essere stato orribilmente tormentato da un dittero. — non ho potuto trovare neppure un insetto. — rispose seccamente il cugino Bénédict.. molto prima di sir John Franklin! — Un altro! — Sf. dando la libertà a una mosca che lo importunava. i cui assalti sono ben più pericolosi di quelli di una pulce... Dingo? — disse il capitano Hull — capisci? Hai mancato a tutti i tuoi doveri! — Ma ho avuto un bello spulciarlo. — Capisci. povera diavola ». « Il mondo è . le disse.— Verissimo. — E che forse. — Bontà del cielo! — esclamò la signora Weldon. — soggiunse l'entomologo con tono di profondo rammarico.

dunque.i. portate invariabilmente su qualche punto della scienza entomologica.) 1 Celebre umorista inglese (1713-1768). calandre. — rispose gravemente il capitano Hull. studiando tutta la collezione del cugino Bénédict. carnivori. Actéon. ma le correnti atmosferiche costringevano il brigantino-goletta a procedere di bolina stretta. quando vi partecipava il cugino 1 Ammiraglio ed esploratore inglese (1786-1847). E tutti si misero a ridere. (N. maggiolini. — Brav'uomo. Il Pilgrim avanzava pochissimo verso est. cicindele. poiché non è mai esistito. Cosi. e il professore si era trovato ridotto al solo Hercule.T. Per conseguenza. dure e forti come una tenaglia. Bat e Austin avevano.d. il gigantesco negro viveva nel mondo dei coleotteri. silfidi. anzi. Tom. che non ne capivano nulla. trascorrevano le lunghe ore di quella navigazione con venti contrari. tanto la brezza era debole. Ma Dick Sand si era dimostrato alquanto refrattario a quei tentativi. Bisogna dire a questo punto che il cugino Bénédict aveva tentato di iniziare il giovane allievo ai misteri dell'entomologia. Ma il colossale alunno ascoltava le lezioni del professore con tanta docilità. cacciatori. lo scienziato si era rivolto ai negri. seppellitori. — Ed è morto? — Lo credo bene. cervi volanti. Il mare era sempre calmo. quello zio Tobia! — disse il cugino Bénédict.) 37 Bénédict. scarabei notturni. (N. Mentre ii cugino Bénédict lavorava in questo modo. coccinelle. In mancanza di meglio. con queste e altre conversazioni. guardando il cugino Bénédict. la signora Weldon non lasciava il piccolo Jack assolutamente . carabi. finito per disertare le lezioni. non senza fremiti dello scienziato nel vedere i suoi fragili esemplari fra le grosse dita di Hercule.abbastanza grande per contenerci tutti e due! ». che valeva la pena di rischiare qualche cosa. il quale gli pareva avere qualche naturale disposizione a distinguere un parassita da un tisanuro. alate-ridi. e non vedeva l'ora di giungere in quei paraggi in cui i venti gli sarebbero stati più favorevoli.T. cannonieri.

chi gliene faceva conoscere i primi elementi era il suo amico Dick. alzò la zampa destra. Quanto al far di conto. Talvolta. All'età di cinque anni si è ancora bambini e ci si istruisce meglio. Inoltre. la signora Weldon prendeva quei cubi. Poi. da alcuni istanti. altre minuscole. necessariamente più ardue. e gli insegnava a leggere e a scrivere. Jack. con la mano sugli occhi. si fermò. che diamine! Ora. anche i numeri. con giochi pratici. 38 — I cubi erano allineati sul ponte. ciò che permetteva di formare. lo prese in bocca. ora l'altro. alcuni di quei cubi portavano una cifra. e agitò la coda convulsamente. I suoi occhi divennero immobili. Era la mattina del 9 febbraio. a . stampate in rosso su cubi di legno. alcune erano maiuscole. d'un tratto. si divertiva a formare una parola che il vecchio Tom doveva rimettere insieme. è necessario riferirlo con qualche particolare.inoperoso. non doveva vedere nulla e non vedeva nulla infatti di ciò che stava facendo il piccino. che non con le lezioni teoriche. quando. e il piccolo Jack prendeva ora l'uno. d'improvviso. Dingo girava intorno al bambino. accoccolato sul ponte. non su un abbecedario. e lo andò a deporre sul ponte. componeva una parola. a ordinare e a buttare all'aria le lettere del suo alfabeto. ch'egli si divertiva a disporre in modo da formare parole. che. o nella cabina o sul ponte. Questo modo d'imparare a leggere piaceva moltissimo al piccino. dopo che le lettere fossero state mescolate. Jack imparava a leggere. forse. passava alcune ore. Ogni giorno. oltre le parole. Tom. ma mediante lettere mobili. Ora. per comporre la sua parola: un affare serio. Di quelle diverse lettere. appunto questo fatto provocò un giorno un cosi straordinario incidente. si precipitò su uno di essi. poi li rimescolava e Jack doveva ricollocarli nell'ordine voluto. in tutto una cinquantina.

— disse il capitano Hull. signore. Dingo si precipitò di nuovo. — E non avete soggiunto che il capitano del Waldeck aveva raccolto questo cane sulla costa occidentale dell'Africa? — Si. Quanto alle altre lettere dell'alfabeto. ma Dingo gli mostrò i denti. accorsero. che passeggiavano sul ponte. Su quel secondo cubo era stampata una V maiuscola. ricominciando la stessa manovra. Dingo conosceva le lettere. e li ricollocò fra gli altri. — S. Dingo sapeva leggere! Era una cosa certa. che guardava attentamente le due lettere. nei dintorni della foce del Congo. l'allievo riusci a impadronirsi dei due cubi. V. Ma Dingo era tornato e. questa. pareva che per lui non esistessero. II piccolo Jack raccontò allora ciò che era accaduto. Quel cubo portava la lettera maiuscola S. — disse — non mi avete detto che questo cane apparteneva al capitano del Waldeck da poco tempo? — Si. signore. il capitano Hull e l'allievo. Nondimeno. prese ancora le due medesime lettere e le tornò a portare in disparte. — Ma sono precisamente le lettere che sono incise sul collare di Dingo! Poi. — disse la signora Weldon. Questa volta ci posò sopra le zampe e parve risoluto a conservarle a ogni costo. — rispose Tom. — Dingo! ehi. e a quel grido la signora Weldon.pochi passi da Jack. L'ho spesso sentito dire dal capitano. infatti. — Cosi. nessuno ha mai saputo a chi appartenesse. — S. l'aveva veduto Jack! Dick Sand volle andare a riprendere i cubi. Questa volta Jack gettò un grido. né da . che aveva dapprima temuto che il cane gli avesse mangiato la sua S. — Curioso! — disse la signora Weldon. voltandosi improvvisamente verso il vecchio negro: — Tom. Dingo! — gridò il bambino. — ripetè il capitano. prese un altro cubo e andò a deporlo accanto al primo. V. per restituirli al suo amico Jack. Dingo si trovava a bordo da due anni al massimo. — Curiosissimo.

signore. o piuttosto un riavvicinamento di cose molto strano. — Più? — disse l'allievo. signora Weldon.. . — Quale? — Queste due lettere potrebbero avere benissimo un significato.. — Si. Il suo punto di partenza era precisamente la foce del Congo.dove venisse. riflettendo. 39 Il capitano Hull aveva taciuto. e che sono incise sul suo collare. . o perché fatto prigioniero dagli indigeni. Un cane trovato è peggio di un bambino! Non ha documenti e. o perché la morte l'ha colpito per via. — Che Samuel Vernon. — Si. e i suoi due nomi cominciano precisamente con le due lettere che Dingo ha scelto fra tutte le altre. non ha potuto arrivare alla costa orientale dell'Africa.e per conseguenza due anni or sono . Ora. di cui doveva discendere il corso. — Più. un esploratore francese parti. evidentemente. — rispose la signora Weldon. per di più. con l'intenzione di compiere la traversata dell'Africa dall'ovest all'est.per iniziativa della società geografica di Parigi. — Che volete dire? — Ecco. — Queste due lettere vi ricordano qualche cosa? — domandò la signora Weldon al capitano. questo cane? — Nessuno. dopo averlo lasciato riflettere alcuni istanti. signora Weldon. non sa spiegarsi. — Samuel Vernon! — ripete la signora Weldon. e il suo punto di arrivo doveva essere possibilmente il Capo Delgado. alle bocche del Ro-vuma. — È vero. — E che ne concludete? — chiese la signora Weldon. e informarci della sorte di un intrepido viaggiatore.. — ripetè il capitano Hull. — E quel viaggiatore? — Quel viaggiatore è partito. mi ricordano qualche cosa. Nel 1871. e dopo la sua partenza non se n'è più saputo nulla. signora Weldon.. questo viaggiatore francese si chiamava Samuel Vernon.

no! — esclamò Jack. signore. una semplice ipotesi? — Sf. — rispose il capitano Hull.— E allora. quando scorse le due lettere dinanzi alle quali la bestia sembrava essere appostata. che aveva subito veduto il mastro cuoco. le spinge avanti con la zampa. questo animale avrebbe imparato a distinguerle. signora Weldon. — Non lo so. ma. da parte vostra. poiché là appunto. Negoro ritornò subito nell'alloggio dell'equipaggio. che sono precisamente le iniziali del viaggiatore francese. quasi a invitarci a leggerle con lui. lo ripeto. non è strano che un cane possa riconoscere le lettere dell'alfabeto? — disse l'allievo. non senza che gli fosse sfuggito un gesto di minaccia verso il cane. né potè osservare la strana occhiata che egli lanciò al cane. se la mia ipotesi è giusta. fu raccolto dal capitano del Waldeck. In quali circostanze. — rispose il capitano — ma è probabile che abbia condotto con sé una scorta d'indigeni. Samuel Vernon. — C'è qualche mistero! — mormorò il capitano Hull. quand'è partito? Non è. è una semplice ipotesi. In quel momento. quando ha lasciato il litorale del Congo? — domandò Dick Sand. questo cane? — Questo cane gli sarebbe appartenuto. le conosce certissimamente e. — Ma. — fece osservare la signora Weldon — non sapete se quel viaggiatore francese fosse accompagnato da un cane. comparve sul ponte. e nel tempo in cui questi fatti avrebbero dovuto accadere. uscendo dall'alloggio dell'equipaggio. Infatti non ci si poteva ingannare sull'intenzione di Dingo. è cosa che non posso spiegare. 40 — Era dunque solo. Ma Dingo. più fortunato del padrone. poi. Negoro. avrebbe potuto raggiungere il litorale del Congo. — Eh. e. — Ma. guardate. che non aveva perduto nulla di quella breve scena. Nessuno notò da principio la sua presenza. cominciò a dare segni d'estremo furore. infatti. — La mamma mi ha . — Ma è certo che Dingo conosce le due lettere S e V.

avendo notato la grande finezza d'udito del cane. alcune lettere simili a queste venivano disposte sopra un tavolino. — rispose la signora Weldon — ed ecco perché. Munito non avrebbe potuto distinguere una dall'altra le lettere che gli servivano a formare le sue parole. — quel cane. Stando a quanto mi hanno raccontato. che si chiamava Munito. proprio come un maestro di scuola! — Bambino caro.. Munito andava e veniva fra quell'alfabeto. Sul tavolino. ma il suo maestro. per Munito. — Il cane non avrebbe potuto fare nulla. si fermava. impercettibile a ogni altro. — Come faceva. ma si fermava perché udiva un rumore. signora Weldon? — chiese Dick Sand. — Ed ecco tutto il segreto! — esclamò Dick Sand. — Sicuro. Quando arrivava davanti a una delle lettere che doveva scegliere per formare la parola richiesta. Disposte le lettere sul tavolino. Quando Munito doveva « lavorare » davanti al pubblico. — Faceva cosi. qui stava tutto il segreto. Soltanto. amico mio. non era certo un erudito come tu credi. al quale la storia interessava quasi quanto al piccolo Jack. — E nell'assenza del suo padrone?. Quel rumore. il cagnolino andava e veniva. aspettando che fosse pronunciata una parola. come tutto ciò che si fa in materia di prestidigitazione. ad alta o a bassa voce. — disse la signora Weldon sorridendo. un americano furbo. 41 Sono dunque meravigliata. — disse la signora Weldon. poiché il suo padrone non c'è ammesso che il viaggiatore Samuel Vernon sia stato il suo . era il segnale di prendere la lettera e di andarla a collocare nell'ordine convenuto. — disse l'allievo. era condizione essenziale che il suo padrone conoscesse la parola. Se l'americano fosse stato assente. s'era dedicato a esercitare quel senso e a trarne risultati assai curiosi. di uno stuzzicadenti che l'americano faceva scricchiolare nella propria tasca. — È molto semplice.raccontato tante volte la storia di un cane che sapeva leggere e scrivere e perfino giocare a domino. Munito non sarebbe stato più Munito..

andavano più in là di Dingo. Si deve quindi concludere che. rifiutava di fare il lavoro quando non toccava a lui. mostrando i denti formidabili. e forse anche scrivere meglio di un marinaio di bordo. sembra non le conosca nemmeno. e quell'altro che. una diffidenza istintiva. Dingo ha scelto soltanto queste: S e V. e perché ha conservato tanto rancore contro il mastro cuoco! — E che rancore! —rispose il capitano osservando Dingo che spalancava la bocca. nell'alloggio dell'equipaggio. — Ah. CAPITOLO VI UNA BALENA IN VISTA COME si può credere. quantunque la condotta del cuoco non meritasse alcun rimprovero. rispetto a Negoro. — Forse ci direbbe che cosa significano queste due lettere. che è riservata all'uomo. qui siamo in presenza di un fatto indiscutibile: fra tutte le lettere dell'alfabeto.padrone . Quanto a parlare. due lettere speciali. questo strano incidente fu spesso l'argomento delle conversazioni che si tenevano a poppa del Pilgrim.che Dingo abbia potuto riconoscere queste due lettere. per una ragione che ci sfugge. __È vero. se non parlava probabilmente era perché aveva le sue buone ragioni per tacere. se ne parlava pure. fra la signora Weldon. In fin dei conti. e non di una parola scelta a caso. se Dingo potesse parlare! — esclamò l'allievo. quei due cani. incaricato con uno dei suoi simili di far girare lo spiedo un giorno si e un giorno no per turno. A prua. la sua attenzione sia stata particolarmente attirata da queste due lettere. soprattutto. Dingo era ritenuto semplicemente un cane che sapeva leggere. dico. notate bene che qui si tratta soltanto di due sole lettere. ma non se ne traevano le medesime conclusioni. il capitano Hull e Dick. per quanto si riferisce all'intelligenza. Quest'ultimo. — disse il capitano Hull — è molto strano. Li. capitano Hull. D'altronde. — disse il timoniere Bolton — un . — Ma un bel giorno. Ma. provò. quel cane che tirava il cordone del campanello di un convento per impadronirsi della scodella di minestra destinata ai poveri. Le altre.

È chiaro che quel cane. — le 42 gazze. è più difficile parlare che con una bocca! — Sicuro! — rispose il nostromo Howik. e che uno scienziato danese possedeva un cane che pronunciava distintamente una ventina di parole. e seguendo soltanto il loro istinto. — si degnò di dire un giorno — non bisogna credere che il privilegio di essere intelligenti a questo modo spetti solo ai cani! Ci sono altri animali che li eguagliano. preso a prestito da un linguaggio per loro estraneo. La frase. — soltanto. se qualcuno avesse detto loro che questo si era visto. quell'esperimento fu spesso rinnovato davanti a lui. non si è mai visto una cosa simile. perbacco! ^ — Ci sono animali che parlano! — interloquì un altro marinaio. — Però. perché un cane non potrebbe fare altrettanto. senza esitare mai. i pappagalli! Ebbene. a dire che quell'animale comprendesse quel che diceva. i topi. che abbandonano la nave destinata ad affondare in mare. c'era un abisso. Quelle brave persone sarebbero rimaste molto meravigliate. se il vento è a ovest o a nord-ovest. Quanto al cugino Bénédict. e nessun'altra attirò mai la sua attenzione. Per esempio. per questi animali. Più volte il capitano Hull ricominciò l'esperimento.bel giorno. o quasi al nord. Ma da questo. Comunque. questo cane verrà a domandarci dove siamo diretti. ma ciò non era per lui un pretesto di cui insuperbirsi. e bisognerà rispondergli. è soltanto una specie di canto o di grido parlato. i castori. la cui glottide era fatta in modo da poter emettere suoni regolari. non capiva le sue parole più che non capisca le proprie un pappagallo o una gazza. senza che egli vi prendesse alcun interesse. I cubi di legno dell'alfabeto furono ricollocati dinanzi a Dingo. del quale ignorano il senso. le due lettere S e V furono scelte dal bizzarro animale fra tutte le altre. se ne avesse voglia? Con un becco. Dingo era divenuto l'eroe di bordo. invece. che sanno prevedere la crescita delle acque ed . e invariabilmente. senza sbagliare mai.

che sono stati l'onore del regno animale! Non si sono forse veduti uccelli. il legittimo orgoglio di un entomologo non deve salire al colmo. cacatoa che contano.erigono perciò le loro dighe. Tuttavia. che tirano carrozze come veri cavalli da tiro. che alla morte dei loro padroni morirono di crepacuore.) 43 imparato la meccanica. e se se ne intende dell'alfabeto. tutto il Simbolo degli Apostoli? Finalmente. che recitava. appartiene a una specie di mastini non ancora classificata dagli zoologi: il canis alfabeticus della Nuova Zelanda! Nonostante questi discorsi e altri ancora dell'invidioso entomologo. (N. bene quanto un calcolatore dell'Ufficio delle longitudini. e certi asini. e tanti altri animali. come un fenomeno. senza dubbio. quando vede semplici insetti dare prova di una intelligenza superiore e confermare eloquentemente l'assioma: In minimis maximus Deus. e fanno le esercitazioni come veri e propri tiratori. che scrivono senza errori parole dettate dai loro insegnanti. Lo trovava forse troppo intelligente. senza aver mai 1 Dio si rivela grandissimo nelle cose pili piccole. che sparano cannoni meglio degli artiglieri brevettati di West Point?2 No. questo Dingo non merita tanti elogi. senza dubbio. notevoli per la loro memoria. al cardinale suo padrone. di Scanderberg e di Oppiano. quei cavalli di Nicomede. infine. che fabbricano campane da palombaro. è perché. i ditischi acquatici. Checché ne sia. le pulci. e inoltre protetto dalla .T. se non fosse stato tale da difendersi. pagato cento scudi d'oro. a prua.1 le formiche. è probabile che Negoro non partecipasse affatto all'entusiasmo degli uomini di bordo per il cane. si sarebbe tirato addosso qualche malanno.d. Dingo dimostrava sempre contro il mastro cuoco la medesima animosità e. senza sbagliare una parola. Dingo non decadde affatto dalla pubblica stima e continuò a essere trattato. che darebbero lezioni agli architetti delle più grandi città. il numero delle persone presenti in una sala? Non è esistito un pappagallo. meravigliosamente addestrati.

diminuì sensibilmente. Le navi baleniere dei mari australi non si arrischiavano ancora a sorpassare il tropico. Per quanto monotono possa sembrare ad animi disattenti. l'antipatia reciproca fra l'uomo e il cane si era accresciuta. non è perciò meno infinitamente variato per chi lo sa capire. Il Pilgrim.A. (N. era una latitudine veramente abbandonata dai naviganti. ben servito dalla sua velatura. ma Dick Sand non aveva mancato di osservare che. abbiamo già detto che nelle loro traversate fra l'Australia e il continente americano non seguivano mai un parallelo cosi elevato.simpatia di tutto l'equipaggio.d. dunque. Erano solo diciannove giorni da quando era partito dal porto di Auckland. dopo l'incidente delle due lettere. si doveva aspettare ancora qualche giorno che le brezze si fossero stabilite in modo deciso verso ovest. Il capitano Hull potè dunque sperare che nelle correnti atmosferiche avvenisse un cambiamento. Quanto ai piroscafi transpacifici. che circostanze particolari avevano costretto a lasciare i luoghi di pesca prima della fine della stagione. non si deve tralasciare di osservarlo fino agli estremi limiti dell'orizzonte. Nondimeno.) 44 . Con vento al traverso il Pilgrim. il vento di nord-est. Negoro. doveva facilmente recuperare il tempo perduto. e il ritardo non era considerevole. evitava più che mai di trovarsi in presenza di Dingo. Quella zona del Pacifico era sempre deserta. nessuna nave si mostrava in quei paraggi. Il fatto era davvero inesplicabile. Le sue più impercettibili variazioni affascinano le imma2 Scuola militare dello Stato di New York. però. Il 10 febbraio. e che forse il brigantino-goletta avrebbe potuto procedere con il vento in poppa. che fino allora era sempre succeduto a quelle calme lunghe e accascianti durante le quali il Pilgrim s'immobiliz-zava. per quanto il mare sia deserto. dunque. non doveva aspettarsi d'incrociare alcuna nave adibita alle sue stesse mansioni.

il segreto di qualche i catastrofe! Perciò come sono invidiabili coloro il cui intimo pensiero sa interrogare i misteri dell'oceano. la cui lieve scia solchi la superficie delle onde. la fantasia si lancia liberamente. al punto che i marinai li hanno talvolta scambiati con i boriiti. Qui. Weldon. Nondimeno. come faceva notare il capitano Hull. mostrò la sua prodigiosa destrezza nel tiro al fucile o alla pistola. la vita si manifesta sempre tanto al disopra come al disotto dei mari. . erano procellarie bianche. forse. I passeggeri del Pilgrim potevano vedere accanirsi all'inseguimento dei pesci più minuti stormi di quegli uccelli che fuggono prima dell'inverno l'aspro clima dei poli.t ginazioni che hanno il senso della poesia dell'oceano. Ciascuna di quelle molecole d'acqua. quelle anime che s'innalzano dalla sua mobile superficie fino alle altezze del cielo! D'altronde. che l'evaporazione scambia di continuo fra il cielo e il mare. e lo avrebbero trovato monotono soltanto certi spiriti refrattari al fascino della natura. Dick Sand. e scendevano poi a posarsi sulla superficie delle acque. talvolta erano stormi di pinguini. la cui apertura raggiungeva i dieci piedi. scandagliandola a colpi di becco per cercarsi il cibo. albatri giganteschi battevano l'aria con grandi colpi d'ala. bastano. le cui mosse sulla terra sono tanto impacciate e ridicole. abbattendo qualcuno di quei veloci volatili. un pezzo di tavola di cui si vorrebbe indovinare la storia. racchiude. quei pinguini. possono sfidare a nuoto i più rapidi pesci. allievo in tale materia come in altre di James W. là ancora procellarie con le ali listate di bruno. ! Più in alto. Dinanzi a quell'infinito l'anima non si arresta. Un'erba marina che galleggi ondulando. E più di una volta. servendosi dei loro monconi come di vere pinne natatorie. un ramo di sargasso. Tutte queste scene costituivano uno spettacolo variato.

e come tali. — Come.. di cui abitualmente si nutrono i grandi mammiferi. Dick. 45 — Cugino Bénédict. quasi contemporaneamente al capitano Hull. che si potrebbe quasi chiamarli insetti di mare. — Guarda un po'. — rispose Dick Sand. — Ma voi non avete diritto di dimostrare un'indifferenza simile! Questi crostacei formano una delle sei classi degli articolati. signora Weldon. — O bella! vi trovo alquanto schizzinoso per essere un entomologo! . si sarebbe potuto credere che fossero state tinte di sangue. e quel colore inesplicabile si estendeva fin dove poteva giungere lo sguardo. I pescatori lo chiamano il cibo di balena. — Questo colore è prodotto da miriadi di piccoli crostacei. la signora Weldon stava passeggiando a poppa del Pilgrim. Dick Sand si trovava con il piccolo Jack presso la signora Weldon. — disse la signora.. Le acque del mare s'erano fatte quasi d'un tratto rossastre. — Crostacei! — disse la signora Weldon. — Ma sono tanto piccoli. — Peuh! — ripetè il cugino Bénédict crollando il capo. che strano colore hanno le acque del Pacifico.Quel giorno. è una bella occasione per studiare questa curiosa specie di crostacei! — Peuh! — fece l'entomologo. Il cugino Bénédict forse sarebbe lietissimo di farne una collezione! E chiamò: — Cugino Bénédict! Il cugino Bénédict sbucò dal tambuccio del boccaporto. se non m'inganno. — Toh! — disse il capitano Hull — ecco qui del cibo di balenai Signor Bénédict. 1 quando la sua attenzione fu attratta da un fenomeno alquanto bizzarro. peuh? — esclamò il capitano. — che sia causato da qualche erba marina? — No. — disse la signora Weldon — osservate questo immenso banco rossastro che si stende a perdita d'occhio.

La signora Weldon. Vedete. capitano Hull. Jack. ma sarebbe diverso se aveste uno stomaco di balena! Che banchetto allora!. prepariamo immediatamente i ramponi e le fiocine! Siamo certi che la preda non è lontana! — Ma è possibile che bestioline cosi piccole possano nutrire bestiacce cosi grosse? — esclamò Jack. — disse il capitano Hull. In quel momento. ragazzo mio! .— Entomologo. si stendono come reti da pescatore.. signora Weldon. — rispose il cugino Bénédict — ma più specialmente esapodologo. passi. o di farina. — Come vedete. e la massa dei crostacei va a inabissarsi nell'ampio stomaco della balena. e cosi ha voluto la natura. si arriva in vista di un banco di questi crostacei. di cui è fornito il palato dell'animale. la sua zuppa è bell'e pronta e le basta spalancare la bocca immensa. Miriadi di crostacei vi penetrano. Dick Sand e perfino il cugino Bénédict lo seguirono. quando noi balenieri. e le numerose barbe dei fanoni. così come la minestra entra nel tuo a pranzo. che non v'interessino questi crostacei. E quello è il momento per lanciarle il rampone con successo. come fate voi con i gamberetti! — Aggiungo che è appunto quando questa enorme ghiottona è occupata in tal modo. si precipitò sul castello di prua del Pilgrim. si udì la voce di un marinaio a prua: — Balena a dritta da prua! Il capitano Hull si era raddrizzato. — Una balena! — esclamò. — fece osservare Dick Sand — la signora balena non perde tempo a sgusciare a uno a uno questi crostacei. o di fecola polverizzata non formano forse delle zuppe eccellenti? Sì. e come per dar ragione al capitano Hull. spinto dal proprio istinto di pescatore. E. — Eh. va bene. Jack.— rispose il capitano Hull — tanti granelli di semola. durante la stagione di pesca. che è più facile avvicinarla senza provocare la sua diffidenza. . non dimenticatelo! — Ad ogni modo. Quando una balena nuota fra queste acque rosse. sicché nulla può uscire..

quantunque la media non passi i sessanta. appartenente alla specie delle balenottere. più verosimilmente. più l'animale è grosso. vi sono specie alquanto diverse.. Se è vero che un orologiaio non può trovarsi in una sala. Dunque. possono avere una lunghezza di ottanta piedi. Oppure. l'imperioso desiderio di impadronirsi di una balena che si vede dinanzi! Si dice che i cacciatori di grossa selvaggina sono più ardenti dei cacciatori di selvaggina minuta. e allora uno solo di questi mostri fornisce fino a cento barili d'olio. qualcosa come una balena volante. cosa che non poteva ingannare i balenieri. lo scontento che provava tutto l'equipaggio del 'Pilgrim nel tornarsene con carico incompleto!. ma guardavano l'animale con bramosia più ancora che con ammirazione. mammifero che si conosce pure sotto il nome di jubarte. più eccita la loro bramosia! Che cosa devono allora provare i cacciatori di elefanti e i pescatori di balene? Si aggiunga. cosi da assomigliare a un paio d'ali. cui manca la pinna dorsale. Era una di quelle balene franche. per un pescatore di balene. e la cui lunghezza può eguagliare quella della balena franca? Il capitano Hull e il suo equipaggio non potevano ancora dir nulla. il capitano Hull cercava di riconoscere l'animale . un certo gorgoglio indicava che 46 un grosso mammifero marino si moveva fra le acque rosse. a quattro miglia sopravvento. designazione la cui desinenza avrebbe dovuto meritargli la stima dell'entomologo? Questi animali hanno le pinne dorsali bianche. ricercate particolarmente dai pescatori dei mari del Nord? Tali cetacei. che si prolungano per mezza lunghezza del corpo.Infatti. dinanzi a una pendola. provvisto di pinna dorsale. poiché. senza provare l'irresistibile desiderio di ricaricarla. era stato avvistato un finback. quanto maggiore deve essere. Ma la distanza era ancora troppa per poter riconoscere la specie di quel mammifero.. ma la cui pelle ricopre un denso strato di lardo. infatti. inoltre. Frattanto. O era invece un hump-back.

questa è appunto la prerogativa della jubarte. basterebbero! — replicò il capitano Hull salendo sul . Da quella distanza. capitano. D'altra parte. lo zampillo. considerando alcuni particolari più facili a notarsi da lontano. non era molto visibile. non si può più dubitarne! — rispose il capitano Hull. — fece osservare Dick Sand. inoltre. ascoltando. — rispose Dick Sand. che lo zam47 pillo contenga piò acqua che vapore condensato? Se non mi sbaglio. — Certo. senza sospettare d'essere guardato da pescatori di balene! — Oserei affermare che è una jubarte molto grossa. — annuf il capitano Hull. si può sentire che il rumore è del tutto diverso. doveva attirare l'attenzione del capitano Hull e fargli conoscere la specie di quel cetaceo. ciononostante. Infatti. E non vi pare. — Osservate con che violenza i suoi sfiatatoi rigettano in aria quella colonna liquida. e questo mi darebbe ragione. — Non è una balena franca! — esclamò. Che ne dici. — È vero. — il suo zampillo sarebbe più alto e di minor volume. che a poco a poco si accalorava. Dick? — domandò il capitano Hull volgendosi all'allievo. bimbo mio. — È proprio una jubarte che galleggia sulle acque rosse! — Com'è bella! — esclamò il piccolo Jack. — Le do almeno settanta piedi di lunghezza! — Bene! — aggiunse il nostromo. e cioè quella colonna di vapore e d'acqua che la balena lancia dai suoi sfiatatoi. — Si. — Io propenderei per una jubarte. E quando si pensa che il bestione se ne sta pranzando lì. Dick. sarei per credere che si tratti di un bump-back: ma non è.che era stato segnalato al largo. l'occhio esercitato di un pescatore di balene non poteva ingannarsi. tu. se il rumore che fa quello zampillo potesse essere paragonato al rumore lontano di un colpo di cannone. — Basterebbero mezza dozzina di balene grosse cosi per riempire una nave grande come la nostra! — Si.

— Si! si! — gridarono i marinai ad una voce. ma noi soli. bimbo mio? E perché no.. — aggiunse il capitano Hull — e vedrete se so ancora lanciare il rampone. saliti sulle griselle delle sartie dell'albero di trinchetto. attirasse il Pilgrim e tutto il suo equipaggio. — È vero. Il guadagno. CAPITOLO VII PREPARATIVI . molto serio! — ribatté il capitano. qualche volta. si. — disse Dick Sand — ma è un affare serio. — vorrei avere quella balena laggiù per vedere com'è fatta! — Ah! vuoi avere quella balena. però.. se vogliamo. avere a che fare con queste enormi jubarte\ — Molto serio. Era chiaro che.. Il capitano Hull. i bravi marinai si accaloravano e. — E con questa. vale il rischio! — Bah! — disse uno dei marinai — una bella jubarte è sempre una bella preda! — E che dà un bel guadagno! — aggiunse un altro. — Quelle balenottere hanno code formidabili. — Mamma. passando. per completare il carico! Alcuni marinai. — Si. — soggiunse il nostromo — potremmo imbarcare in poche ore la metà dei duecento barili d'olio che ci mancano. — mormorava il capitano Hull. amici? — rispose il capitano Hull cedendo finalmente al suo segreto desiderio. — È vero che ci mancano i pescatori di rinforzo. guardando la balena. pareva che la balena. alle quali non ci si deve avvicinare con troppa confidenza! La più robusta lancia da pesca non resisterebbe a un colpo bene assestato. — Evviva! evviva! evviva! — rispose l'equipaggio. gettavano grida di desiderio. — Sarebbe un peccato non salutare questa. A sentir loro.bompresso per vedere meglio. si mangiava le unghie. è vero. a portata di mano.. che non parlava più.. mamma! — gridò allora il piccolo Jack.. come un'irresistibile calamita. 48 — Non sarà la prima volta che avrò fatto il fiociniere. era tutto un carico d'olio che galleggiava li. non c'era che da calare quei barili d'olio nella stiva del Pilgrim.

e ho sempre finito con l'impadronirmene. . e completare in tal modo il carico. di cui due rizzate sulle grue di dritta e di sinistra. il Pilgrim non poteva fornire che i cinque marinai di bordo. e la terza a poppa. un equipaggio di rinforzo. signora Weldon. Infatti. Un colpo di timone o di remo sbagliati basterebbero. — Nessun pericolo. Ciò che rendeva quella cattura meno facile. né.Si COMPRENDERÀ come la vista di quel prodigioso mammifero fosse tale da produrre tanta eccitazione fra gli uomini del Pilgrim. non insistette. rassicurata. Sapeva. vale a dire quel tanto bastante per mettere in mare una sola baleniera. che si erano subito offerti. era proprio una grande ten tazione! Potevano dei pescatori lasciarsi sfuggire un'occasione simile? Tuttavia. Di solito. La signora Weldon. Ora. collocata sulle sue morse fra l'albero maestro e quello di trinchetto. arruolato nei porti della Nuova Zelanda. per esperienza. nelle presenti circostanze. che l'inseguimento di questa balenottera non è privo di difficoltà. che galleggiava in mezzo alle acque rosse. Ve lo ripeto. Catturarla. e voleva essere preparato a tutto. non c'è alcun pericolo per noi. Il capitano Hull prese subito le sue disposizioni per catturare la jubarte. La balena. durante la stagione di pesca. la signora Weldon credette bene domandare al capitano Hull se assalire una balena in quelle condizioni non fosse pericoloso per i suoi uomini e per lui. più tre baleniere. ma. quelle tre baleniere erano impiegate simultaneamente per l'inseguimento dei cetacei. per voi stessa. come si sa. — Più di una volta m'è accaduto di cacciare la balena con una sola imbarcazione. Utilizzare il concorso di Tom e dei suoi compagni. fuori del coronamento. benché il Pilgrim possedesse una lancia. pareva enorme. veniva in aiuto ai marinai del Pilgrim. — rispose il capitano Hull. era impossibile. la manovra di una lancia da pesca esige marinai esercitati in modo del tutto particolare. quindi. era il fatto che l'equipaggio del brigantino-goletta poteva servirsi per quella caccia di una sola imbarcazione.

dall'altra. Bisognava prevedere ogni eventualità. può mettere la baleniera al sicuro dai colpi del mostro. ma comprese che. lanciano o un rampone che trascina con sé il cavo fissato alla sua estremità. talvolta. spero! — Bene. specie di cannoncino piazzato o a bordo della nave. da una parte. Egli si era riservato il posto di fiociniere e. che per armare la baleniera era costretto a scegliere robusti marinai. i pescatori di balene. il capitano Hull. quando fosse tornato alla superficie dell'oceano. Perciò si rassegnò. o a prua dell'imbarcazione. . poi finire l'animale a colpi di lancia. — Dick. Perciò. che producono grandi ferite nel corpo dell'animale. 49 D'altra parte. come aveva detto. a compromettere la salvezza della baleniera. senza lasciarvi almeno un uomo dell'equipaggio di sua fiducia. che sarà breve. ben manovrato. che serve a dirigere le imbarcazioni di quel genere. infatti. che formavano tutto l'equipaggio del Pilgrim. adoperano armi da fuoco. valevano meglio delle sue. L'equipaggio della baleniera doveva essere costituito dai cinque uomini. il capitano Hull non voleva allontanarsi dalla nave. I quattro marinai dovevano mettersi ai remi. non avrebbe un'azione altrettanto pronta e. Un semplice timone. o palle esplosive. signore! — rispose l'allievo. Per questo genere di pesca. Restava dunque il capitano Hull. che aveva per lui grandissime attrattive. non era un esordiente. — gli disse — incarico te di restare a bordo durante la mia assenza. Per mezzo di un congegno speciale. nel caso in cui i remi laterali fossero messi fuori servizio. che egli solo poteva sostituire il capitano Hull. doveva necessariamente affidare la cura del Pilgrim a Dick Sand. mentre Howik avrebbe tenuto il remo di poppa. il remo di poppa. compreso il nostromo Howik.durante l'assalto. le braccia di un uomo fatto. per il servizio di una baleniera. Dick Sand avrebbe volentieri partecipato alla pesca. Era lui che doveva anzitutto lanciare il rampone e sorvegliare lo svolgersi del lungo cavo fissato alla sua estremità.

giacché spesso accade che questi cavi. Tali erano i diversi arnesi che furono collocati con cura a prua dell'imbarcazione. Dick Sand non avesse da eseguire alcuna manovra. mentre l'equipaggio sarebbe stato occupato al largo. e che misurano seicento piedi di lunghezza. all'arma bianca. le drizze ben disposte. in accollo. e i quattro marinai vi s'imbarcarono. cioè i pennoni erano stati bracciati in modo che le vele. a meno di caso urgente. Il capitano Hull dunque si preparava a catturare la jubarte. Howik e i quattro marinai aspettavano soltanto l'ordine di togliere l'or-meggio. Il vento tendeva a calare e. il Pilgrim sarebbe andato appena insensibilmente alla deriva. La baleniera di sinistra fu subito messa in mare. era propizio alle manovre di una baleniera. prima di lasciare la nave. non bastino. il capitano Hull diede un'ultima occhiata alla nave. calmissimo. Il mare. d'altronde. quello che doveva occupare il capitano Hull. Al momento d'imbarcarsi. l'aveva messa in panna. D'altra parte. voleva. poco amici delle innovazioni. Né ce ne vuole meno. che usano abilmente. assalendola con i mezzi consueti. e un solo posto era libero a prua della baleniera. sembra preferiscano servirsi delle armi primitive. e i pescatori. Howik consegnò loro due di quei grandi giavellotti che servono da ramponi. a queste armi offensive. legati insieme. segnalata a cinque miglia dalla nave. con ragione. la spedizione doveva essere favorita dal tempo. . ossia rampone e lancia. tanto la balena si sprofonda. che. si assicurò che tutto fosse in ordine. poi due lunghe lance dalla punta aguzza e. mantenevano il brigantino-goletta pressappoco stazionario. S'intende che l'equipaggio del Pilgrim. sono congegni molto costosi. ag50 giunse cinque rotoli di quel cavo morbido e resistente che i balenieri chiamano lenza. le vele orientate come si doveva. che.Ma il Pilgrim non era munito di apparecchi di tale genere. assai difficili da maneggiare. poiché lasciava a bordo l'allievo per un'assenza che poteva durare molte ore.

— riprese il capitano — il tempo è bello. — rispose Dick Sand sorridendo. fa' onore al tuo grado. Ma un irresistibile istinto di pescatore. cosa impossibile. — Dick. qualunque cosa accada.Prima di partire. Il vento è caduto. capitano. in verità è tutto qui! » Tuttavia. non mettere imbarcazioni in mare e non lasciare la nave! — È inteso. Tom e i suoi compagni potrebbero benissimo venirti in aiuto. — Se fosse necessario che il Pilgrim venisse a raggiungerci. — disse il vecchio Tom. sono certo che lo farebbero. — Nulla per ora. arrossì. Indicando loro bene il da farsi. nel caso in cui fossimo trascinati troppo lontani nell'inseguimento della jubarte. il capitano non lasciava volentieri la sua nave. — rispose il capitano Hull. — Si. — abbiamo tanto desiderio di renderci utili! — Che cosa bisogna tirare?. issando una bandiera in cima a una gaffa. Il capitano comprese quel rossore e il sorriso. figliolo. — Dick. — rispose Dick Sand. — Ordinate! ordinate! — esclamò Bat. te ne farò il segnale. fosse necessario rimettere la nave in moto.. eccoti comandante in seconda. — coraggio e sangue freddo. — replicò il colosso. nemmeno per poche ore. ma. Nessuno ne ha avuto uno simile alla tua età! 51 Dick Sand non rispose. Soprattutto. nulla fa prevedere che torni a frescare. e se. — State tranquillo. — Ai vostri ordini. gli fece le sue ultime raccomandazioni. sorridendo. e soprattutto l'immenso desiderio di completare il suo carico d'olio per non restare al disotto di ciò che si era impegnato con James . Vigila su tutto. quantunque non vi fosse alcun pericolo. — Bene. capitano Hull. — il signor Dick può fare assegnamento su di noi. si capiva che. — domandò Hercule rimboccandosi le larghe maniche della camicia. — gli disse — ti lascio solo.. « Bravo ragazzo! » disse fra sé « modestia e buon umore. non perderò di vista la baleniera. da quelle insistenti raccomandazioni.

bambino mio. Poi quelle strisce dovevano essere tagliate a fette di un piede e mezzo. Jack! — Qualche volta si trovano insetti molto curiosi sul dorso di codesti grandi mammiferi. per aiutarci a squartare la balena quando sarà ormeggiata allo scafo della nave. Weldon a Valparaiso. signor Bénédict.. con i guanti. signore. — Ebbene. e né lui né il suo equipaggio avrebbero potuto resistere a simile tentazione. — Dick. avrete il diritto di « en-tomologizzare »! Poi. Egli si diresse verso la scala. conto su di voi e sui vostri compagni. lo spingeva a tentare l'avventura. e sarà fra poco. D'altronde. questa brava gente ti aiuterà a preparare i barili vuoti.. — Grazie. Mentre saremo assenti. — Sarà fatto.W. e quest'ultima considerazione soprattutto stava a cuore al capitano. La campagna di pesca sarebbe finalmente stata completa. tagliandolo metodicamente a strisce parallele. — rispose il vecchio negro. — Va bene. — Sf. — rispose ridendo il capitano — quando la nostra jubarte sarà lungo la murata del Pilgrim. quindi . signora Weldon! — Ve ne prego. capitano. è bene dire che la jubarte. signore. — approvò il capitano. in questo modo. dalla testa alla coda. calzati di stivali chiodati. doveva essere rimorchiata fino al Pilgrim e saldamente ormeggiata alla murata di dritta. una volta uccisa. Per chi non lo sa. al nostro ritorno. — osservò il cugino Bénédict. quel mare cosi bello si prestava magnificamente all'inseguimento di un cetaceo. volgendosi a Tom: — Tom. non fate troppo male alla povera balena! — gridò Jack — No. — Siamo a vostra disposizione. la faccenda andrà spedita. Allora i marinai. si sarebbero insediati sul dorso dell'enorme cetaceo. — Buona fortuna! — gli augurò la signora Weldon. — Prendetela pian pianino. — rispose il capitano. li porteranno sul ponte e.

1 Ma. dopo essere stati collocati nei barili. tutti tornarono a prua. Tom e i suoi compagni augurarono un'ultima volta buona fortuna al capitano. dovevano essere calati nella stiva. il cugino Bénédict. il capitano Hull non poteva pensare a tornare indietro per compiere tale operazione. cominciò ad allontanarsi dal Pilgrim. parve voler salutare l'equipaggio. che fra poco avrebbero soffiato all'ovest. lascia tutta la sua parte utilizzabile. nelle circostanze presenti. poiché non c'era dubbio che essa non fosse una balena « da combattimento ». per non perdere nulla delle vicende interessanti di una simile pesca. egli sperava di essere in vista della costa americana entro una ventina di giorni. Di solito. L'equipaggio sbarca. La baleniera si staccò dalla nave e. i quali. raggiunse la prua della baleniera. e questo periodo non poteva compromettere i risultati della pesca. prima d'essere messo in panna. e perfino Dingo. Stando a ciò che dicevano gli intenditori di bordo. e procede a terra alla fusione del grasso che. con i venti. a pesca finita. si regola in modo da giungere a terra al più presto possibile. la nave baleniera. rizzandosi sulle zampe e sporgendo la testa al disopra del parapetto. . Il Pilgrim. spinta da quattro remi vigorosamente maneggiati. si era avvicinato un poco al luogo dove la jubarte continuava a segnalare la sua presenza con zampilli di vapore e d'acqua. e contava di sciogliere quel complesso di grasso soltanto a Valparaiso. sotto l'azio52 ne del calore. Era venuto il momento di partire. apriva automaticamente la larga bocca.divise in pezzi. Il capitano Hull scavalcò la murata e. allo scopo di terminare le manipolazioni. vale a dire l'olio. non c'era affatto da temere che pensasse ad andarsene. assorbendo a ogni sorsata miriadi d'animaletti. scendendo per la biscaglina. Poi. Jack. Del resto. La jubarte continuava a nuotare in mezzo al vasto campo rosso di crostacei. La signora Weldon.

si avvicinò lentamente alla signora Weldon. — Non muove la coda!. — mormorò Tom a mezza voce. il grasso della balena perde circa un terzo del suo peso. qui! — gridò Dick Sand.. Dingo. Dick. non potendo più farsi udire. — Dingo! — ella disse — Dingo! è cosi che incoraggi i tuoi amici? Orsù. — cattivo segno.d. sta' bene attento! — gridò un'ultima volta il capitano Hull all'allievo.— Sta' attento. cattivo segno! Ma. Dingo si avventò contro il mastro cuoco. senza dubbio. con le zampe anteriori sempre appoggiate sul parapetto. (N. Dingo si raddrizzò. cui lambì affettuosamente la mano. signore! — Un occhio alla nave e uno alla baleniera. . Negoro afferrò una sbarra di ferro e si mise sulla difensiva. che avrebbe sfavorevolmente impressionato chi fosse stato un po' incline alla superstizione. e andò a mettersi presso il timone. Negoro aveva lasciato l'alloggio dell'equipaggio. capitano.A) 53 Ma il cane non abbaiò più e. quasi subito. — Fidatevi di me. lasciandosi ricadere sulle quattro zampe. In quel momento. La signora Weldon si volse. Dingo. in preda al più vivo e inesplicabile furore. in piedi a prua. di seguire egli pure con l'occhio le manovre della baleniera. dirigendosi verso il castello di prua. un bel latrato che si senta che sia allegro! 1 In questa operazione. ragazzo mio! Non dimenticarlo! — Sarà fatto. lasciando per un istante il suo posto di osservazione e correndo a prua. lanciando un latrato di collera. con l'intenzione. Quell'ululato fece trasalire perfino la signora Weldon.. — rispose Dick Sand. Già la leggera imbarcazione si trovava a parecchie centinaia di piedi dalla nave. rinnovava le sue raccomandazioni con i gesti più espressivi. Il cane stava per saltargli alla gola. — Qui. lanciò una specie di lamentoso ululato. e il capitano Hull.

lasciando cadere la sbarra. fate meno rumore possibile. come nessuna fu trascurata nella presente circostanza. — rispose il nostromo. — Siamo intesi. affinché nessun rumore le rivelasse l'avvicinarsi dell'imbarcazione. — rispose semplicemente Hercule. Howik. ma la sua faccia era leggermente impallidita. La signora Weldon e Dick riportarono allora gli sguardi sulla baleniera. Anzitutto. — disse il capitano Hull. Ora non era più che un punto sul mare. chiudendo i due pugni enormi in segno di assentimento. non era uomo da lasciare nulla al caso. — Bene. — Hercule. . anche la signora Weldon cercava di calmare il cane. il capitano Hull manovrò in modo da accostarsi alla balena sottovento. Negoro non aveva proferito parola. che sotto la spinta dei remi andava allontanandosi rapidamente. La cattura di una jubarte è una cosa difficile e non si deve trascurare alcuna precauzione. signore. poi. Il cetaceo veniva cosi aggirato. — disse il capitano. preposto a questa manovra. — Seguirò l'orlo di queste acque rossastre. accuratamente foderati in guaine di paglia. — disse allora Dick Sand — incarico voi di vigilare in modo speciale su quell'uomo! — Vigilerò. tornò nel suo alloggio. in modo da tenerci sempre sottovento.Dal canto suo. Howik diresse perciò la baleniera facendo una curva assai allungata. che ispirava la massima fiducia al capitano Hull. esperto baleniere. era marinaio dotato di gran sangue freddo. non c'era da temere dal canto suo né un'esitazione né una distrazione. — ragazzi. Non smascheriamoci che quando saremo a tiro di fiocina. Dingo obbedì a malincuore e tornò verso l'allievo brontolando. il cui solco si scorgeva fra il banco rossastro nel mezzo del quale galleggiava la jubarte. CAPITOLO Vili LA «JUBARTE» IL CAPITANO HULL. vogando. 54 Il nostromo. — Attento a governare. — Dobbiamo cercare di sorprendere la jubarte. I remi.

Cosi era del Vilgrim. . pare di guardarli via via con un cannocchiale rovesciato. — rispose il capitano Hull. — disse Howik. ma acqua che non si può bere e vino che non si può mandar giù. sembravano grondare gocce di sangue. ragazzi. — Su. — Vino e acqua! — disse un marinaio. come galleggiasse sopra uno strato d'olio. Mezz'ora dopo averlo lasciato. e forza sui remi! La baleniera. Ci si poteva accostare al fianco dell'animale e lanciare il rampone a buona portata. di modo che essa era situata in un punto intermedio fra la nave e l'imbarcazione. L'imbarcazione. sembrando molto più lontano di quanto in realtà non fosse. — Si. sollevando il liquido rossastro. che la distanza rimpiccioliva a poco a poco. Descrivendo quel cerchio. — Soffia con minor violenza di prima! — Silenzio! silenzio! — ripetè il capitano Hull. Era dunque giunto il momento di awicinarlesi. che decresceva a vista d'occhio. tale illusione ottica è dovuta al fatto che su quel vasto spazio mancano i punti di paragone. diretta dal nostromo. facendo il minor rumore possibile. ragazzi. mentre quelli di sinistra. prima di destare la sua attenzione. ed evidentemente. I remi di dritta affondavano ancora nell'acqua verde e limpida. era giunta al largo banco dei crostacei. È sempre di un bizzarro effetto la rapidità con la quale gli oggetti vanno rimpicciolendo in mare. — disse il capitano a bassa voce.manovravano in silenzio. — Vogate più piano. — Mi pare che quella briccona abbia sentito qualche cosa. zitti. il capitano andava sempre più allontanandosi dal Vilgrim. il capitano Hull e i suoi compagni si trovavano esattamente sottovento della balena. scivolava in silenzio sulla superficie di quelle acque semigrasse. La jubarte rimaneva immobile e pareva non essersi minimamente accorta dell'imbarcazione che le descriveva un cerchio intorno. abilmente diretta dal nostromo.

Brandendo il rampone in mezzo all'asta.. — Ci siamo. ma evitando con la massima cura di passare a tiro della formidabile coda. mirando al fianco della jubarte. qualora la balena si fosse tuffata a grande profondità. e si poteva fare assegnamento sulla sua destrezza. Le balene che si sorprendono cosi. ragazzi? — mormorò il capitano Hull. C'è sotto qualche cosa! » Cosi pure la pensava il nostromo.. manovrò in modo da accostarsi al fianco del mammifero. — Accosta! accosta! Il nostromo obbedf all'ordine e la baleniera si accostò al fianco del cetaceo a meno di dieci piedi di distanza. eppure!. in un secchio. sicuri che il rampone sarebbe andato a piantarsi nella grossa massa che emergeva dalle acque. . « Molto strana questa immobilità! » pensò il capitano Hull. Accanto al capitano. A prua. in piedi a poppa. — Si. — rispose Howik. per assicurarsi della giustezza del proprio colpo. con le gambe un po' allargate per meglio tenersi in equilibrio. il quale cercava di vedere il fianco opposto dell'animale. « Questa birbona non deve dormire.55 Cinque minuti dopo. bilanciava il rampone con il quale doveva dare il primo colpo. sono più facile preda. la baleniera si trovava a una lunghezza di cavo1 dalla jubarte. stringendo solidamente il remo nelle larghe mani. li nostromo. Ma non era più il momento di riflettere. il capitano Hull. bensì quello di assalire. durante il sonno. La balena non si moveva e sembrava dormire. c'era la prima delle cinque lenze. e alla quale si dovevano legare successivamente le altre quattro. un solo colpo della quale sarebbe bastato per mandare a pezzi l'imbarcazione. e spesso accade che il primo colpo sia per esse mortale. il capitano Hull lo dondolò più volte. saldamente fissata al rampone. poi lo lanciò con tutta la vigoria del suo braccio.

e come accade quasi sempre. la sua pelle bruno-giallastra era come cosparsa di numerose macchie di un bruno più carico. risollevandosi con un balzo enorme. Sarebbe stato davvero un peccato. che avesse fatto il primo tuffo. E i marinai vogando tutti insieme. Infatti. Era veramente una balena delle maggiori dimensioni. come si sarebbe potuto temere. la jubarte. poi. 1 Una lunghezza di cavo. tanto per sé come per proteggere il suo « piccolo ». equivale a centoventi braccia. o meglio il rimorchiamento. si tuffò seguendo dapprima una linea molto obliqua. era . cominciò a fuggire sotto il pelo dell'acqua con estrema velocità. entrambi in piedi. la madre doveva difendersi con maggior furore.d. il capitano Hull lo sapeva benissimo. e non fu necessario recidere di colpo la lenza per prendere la fuga. dalla testa alla coda non misurava meno di ottanta piedi. dopo un attacco cosi felicemente cominciato. il capitano Hull e il nostromo. Tale circostanza. Ciononostante. cioè duecento metri.) 56 se pure si può applicare tale epiteto a un animale che misura poco meno di venti piedi. se fosse stato necessario abbandonare una preda tanto ricca. misura speciale per la marina. un grido del nostromo fece comprendere il motivo della strana immobilità della balena alla superficie delle acque. scoprendo cosi un balenotto che stava allattando. avevano avuto il tempo di vederla e di stimare quanto valesse realmente. la balena. fecero rapidamente indietreggiare la baleniera per metterla al sicuro dai colpi di coda del cetaceo. si era quasi del tutto coricata sul fianco. Prima. L'inseguimento. (N. Evidentemente.A. — Un balenotto! — gridò. In quel momento. colpita dal rampone.— Indietro! indietro! — gridò subito. la jubarte non si precipitò immediatamente sull'imbarcazione. però. seguita dal balenotto. rende la cattura della jubarte assai più difficile. Al contrario.

— questa sciagurata ci mangerà tutte e cinque le lenze! — E ci trascinerà a una bella distanza dal Pilgrìm. si tuffava negli strati più profondi. 57 — Dovrà però tornare a respirare alla superficie! — ribatté il capitano. e scomparve sott'acqua. La jubarte non si arrestava. dall'inclinazione più accentuata della lenza. e anch'essa fu subito trascinata con la stessa velocità. i cui remi erano stati sollevati. anche la terza lenza fu annodata alla seconda. la lenza continuava a svolgersi con eguale velocità. né volerne moderare la velocità. perciò il capitano Hull aveva cura di tenerla bagnata. Pure. Il capitano Hull. presto alla terza si annodò la quarta. si poteva anzi osservare. Howik la dirigeva imperturbabilmente. e anche ad essa occorre una provvista d'aria come a chiunque altro! — Avrà trattenuto il fiato per correre meglio! — disse ridendo un marinaio. Tuttavia. con l'occhio sulla preda. chiaro segno che il rampone non era penetrato in una parte vitale del suo corpo. Cinque minuti dopo. — Non è poi un pesce. non cessava di ripetere il suo ritornello: — Attento. che l'animale. siccome la baleniera non correva presto come la balena. La baleniera. nonostante le rapide e pericolose oscillazioni che subiva. Infatti.cominciato. invece di tornare alla superficie. — soggiunse il nostromo. — Diavolo! — esclamò il capitano Hull. quindi venne data volta la seconda lenza all'estremità della prima. attento! E si poteva essere certi che l'attenzione del nostromo non sarebbe venuta meno un istante. cosa che cominciò a preoccupare un poco i marinai circa la loro futura quota per . la lenza del rampone si svolgeva con tale rapidità da far temere che dovesse pigliare fuoco per lo sfregamento contro il fianco della baleniera. la jubarte non pareva doversi arrestare nella fuga. filava come una freccia sul dorso delle onde. riempiendo d'acqua il secchio in cui era raccolta. Howik.

— Bene! bene! — esclamò il capitano Hull. se pure avrebbe potuto raggiungerla. Il capitano Hull issò una bandiera su una gaffa e ne fece il segnale di avvicinarsi. adesso è troppo tranquilla! — Infatti. in quel momento. Ma spirava una brezza debole e irregolare. ma andiamo avanti. Howik? — Sono pronto. com'era stato previsto. — ma c'è una cosa che mi preoccupa! Questa bestia. che nella corsa furiosa aveva certo dovuto distanziare. — la lenza è meno tesa! La jubarte si stanca! Il Pilgrim. — Diavolo! diavolo! — mormorava il capitano Hull.la cattura da farsi. allorché sembrò allentarsi. la jubarte età tornata a respirare alla superficie. — rispose il nostromo. e due marinai si armarono. Quasi subito potè vedere che Dick Sand. Howik. Intanto. Furono deposti due remi. signore. — non si perdano colpi! Mirate bene. a soffi brevi e di poca durata. la cosa mi pare sospetta! — Diffidiamo! — Si. Howik manovrò allora abilmente. Il capitano Hull si entusiasmava sempre più. — Attenzione! — gridò il capitano Hull. e si tenne pronto a far girare rapidamente la barca. . si trovava a più di cinque miglia sottovento dalla baleniera. dopo essere fuggita con tanta rapidità. come il capitano. ragazzi! Ci siamo. Il capitano Hull fece far forza sui remi per raggiungerla e presto ne fu a breve distanza. di lunghe lance destinate a colpire l'animale. — non ho mai veduto una cosa simile! Dannata balena! Infine. certo il Pilgrim avrebbe stentato un poco a raggiungere la baleniera. e già anch'essa era mezzo svolta. aiutato da Tom e dai suoi compagni. si dovette dar mano alla quinta lenza. cominciava a bracciare i pennoni così da orientarli per la bolina stretta. ora se ne stava pressappoco immobile. sempre con il rampone piantato nel fianco. qualora la balena vi si fosse d'un tratto avventata contro. e sembrava aspettare il suo balenotto.

si era voltata in modo da collocarsi di fronte alla baleniera. il capitano Hull e i due marinai le vibrarono tre vigorosi colpi di lancia. spingendo l'imbarcazione da parte. manovrò in modo che la jubarte rasentò l'imbarcazione. Howik. gettando a grande altezza due colonne d'acqua mista a sangue. Howik. si riempi a mezzo. bene assestati. La jubarte si arrestò e. — Il secchio! il secchio! — gridò il capitano Hull. Bisognava che quei marinai fossero pescatori ben risoluti per non perdere la testa in simile circostanza. Tre nuovi colpi. senza però toccarla. procedendo a balzi quasi. — la balena sta prendendo lo slancio per awentarrìsi contro! Governa. spaventosa a vedersi. Al passaggio. I due marinai. D'un tratto. questo sferzò l'acqua con la formidabile coda in modo cosi violento che sollevò un'ondata enorme. infatti. al passaggio. si avventò nuovamente contro l'imbarcazione. Per poco la baleniera non si capovolse e. Stava forse per ricominciare la fuga e si sarebbe dovuto ricominciare l'interminabile inseguimento alla superficie delle onde? — Attenzione! — gridò il capitano Hull. governa! La jubarte. evitò ancora abilmente l'assalto della jubarte. la jubarte non faceva che girare su 58 se stessa. Il nostromo. si scagliò avanti. che aveva previsto quell'assalto frontale. produssero tre nuove ferite all'animale. deponendo i remi. cercando di ferirla in qualche organo vitale. poi. si posero a vuotare in . Ma. imbarcando acqua. battendo violentemente il mare con le pinne enormi.L'imbarcazione si avvicinò ancora. come se il mare si fosse fatto di colpo burrascoso. sferrò un colpo di coda che la distanziò di una trentina di piedi. il suo balenotto non le era più accanto e forse essa cercava di trovarlo.

— Un altro remo! — disse il capitano Hull. ma il terzo assalto dell'animale non potè essere interamente parato. Passando. No! L'animale. poiché la jubarte era adesso in procinto di battersi per due. Ma allora si accorse che. e la sua agonia minacciava d'essere terribile. il remo di governo si era spezzato nel mezzo. sott'acqua. ancora mezzo piena d'acqua. Per la terza volta ruotò su se stesso di 180°. — rispose Howik. ma di difendersi. disgraziatamente deviate dall'oscillazione. II capitano Hull lo comprese subito. e si precipitò nuovamente contro la baleniera. A sua volta. non poteva più manovrare con la stessa facilità di prima e. e la sua . — Eccolo.fretta l'imbarcazione. la rapida jubarte l'avrebbe senz'altro raggiunta in pochi balzi. ma con tanta violenza che Howik fu rovesciato dal suo banco. In quel momento. a poche tese soltanto dall'imbarcazione. come avrebbe potuto evitare l'urto che la minacciava? Inoltre. mentre il capitano tagliava la lenza. se non governava più. — Howik! Howik! — gridò il capitano Hull che aveva egli stesso stentato a tenersi ritto. la balena sfiorò la baleniera con 59 l'enorme pinna dorsale. si produsse un gran gorgoglio. — Presente. come avrebbe detto un marinaio. Il capitano Hull guardò dalla parte del Pilgrim. La jubarte lo vide e gli si precipitò incontro. a maggior ragione non poteva fuggire e. in tali condizioni. non pensava più a fuggire. diventata ormai inutile. assaliva. per quanto fosse stata spinta velocemente. nella caduta. d'altra parte. Non era dunque più il caso di assalire. capitano! — rispose Howik rialzandosi. reso furente dal dolore. Riapparve il balenotto. questa volta fallirono il loro colpo. Le tre lance. Questa. Tale circostanza non poteva che dare alla lotta un carattere più terribile.

che forse fu inteso sul Pilgriml Una formidabile codata del mostro aveva colpito il disotto della baleniera. per cosi dire. la jubarte. Questa. poiché invece di una leva. era tornata all'assalto. qualunque cosa accadesse. non aveva in mano che un remo relativamente corto. 60 Appunto questo riusci a fare il capitano Hull. e questa volta si comportò in modo da poter colpire direttamente la baleniera. sia aggrappandosi a qualche tavola galleggiante. Ma il nostromo era. In quel momento. Cercò di virare di bordo. quantunque gravemente feriti. Tuttavia. Tutti si alzarono e gettarono un terribile grido. il capitano e i suoi compagni potessero rifugiarvisi.. fra le onde furiosamente sconvolte dai balzi della balena. il brigantino-goletta non possedeva un'elica che gli desse l'impulso per procedere più spedito.. in soccorso del capitano. con l'aiuto dei negri. Howik! — gridò un'ultima volta il capitano Hull. scagliata in aria con irresistibile violenza. e il vento cominciava a gonfiarle. I disgraziati marinai. il quale fu visto un istante issare il nostromo su un rottame. sia nuotando. Ma che mai poteva fare Dick Sand oltre a quello che aveva già fatto? Le vele del Pilgrim erano state orientate. disarmato. coprendo il balenotto con il proprio corpo. avrebbero forse avuto la forza di sostenersi ancora alla superficie. — Attenzione. disgraziatamente. I marinai compresero d'essere perduti. egli fece calare dalle sue grue la lancia di poppa. Fu impossibile. sarebbe stata una grande perdita di tempo. in caso di bisogno. che trascinò a rimorchio affinché. e d'altronde l'allievo aveva ricevuto l'ordine di non abbandonare la nave. la cui lunghezza dava la forza d'impulso. ricadde rotta in tre pezzi. . Mettere in mare una delle barche per correre.mano agitò freneticamente la gaffa che portava la bandiera.

Tom e gli altri negri rimasero in piedi. quei loro poveri compagni feriti. con le mani levate verso il cielo. accecata dal furore. e con la coda percosse in modo formidabile le acque già sconvolte in cui gli infelici nuotavano ancora! Per alcuni minuti si vide solo una tromba liquida che si sparpagliava in zampilli da ogni parte. balzò. Alla superficie delle acque rosse di sangue non rimanevano più che alcuni rottami della baleniera. quando Dick Sand. e per opporre lo scafo del Pilgrim ai formidabili colpi della jubarteì II capitano Hull e i suoi uomini erano scomparsi per sempre. Un quarto d'ora dopo. si era precipitato nella lancia. con i negri. domandiamo al cielo forza e coraggio per noi stessi! Oh. Tutti ripeterono la preghiera che la signora Weldon rivolse a Dio. forse nelle ultime convulsioni di una terribile agonia. L'orribile scena si era svolta quasi sotto i loro occhi. si! Essi non avrebbero potuto mai implorare abbastanza l'aiuto di Colui che tutto può. senza che potessero far nulla per salvarli! Non avevano potuto neppure giungere in tempo per raccogliere l'equipaggio della baleniera. CAPITOLO IX CAPITANO SAND LA PRIMA impressione che provarono i passeggeri del Pilgrim nel vedere quella terribile catastrofe. Dick Sand. — Preghiamo! — disse la pia donna. la signora Weldon cadde in ginocchio.Ma la jubarte. Quando il brigantino-goletta raggiunse il luogo del sinistro. la signora Weldon si volse verso i suoi compagni dicendo: — E ora. con il capo chino. raccomandando alla Sua infinita bontà coloro che gli erano appena comparsi dinanzi. fu un misto di pietà e d'orrore. ogni essere vivente era scomparso. cari amici. Poi. il quale. Non pensarono che alla spaventosa morte del capitano Hull e dei cinque marinai di bordo. ma ancora vivi. poiché la loro condizione era delle più . giunse sul luogo della catastrofe. tornò a voltarsi. Il piccolo Jack la imitò inginocchiandosi accanto a lei e piangendo: il povero piccino aveva compreso tutto. Nan.

un giovinetto di quindici anni! Capitano. una madre con il suo figliolo. Quale fatalità aveva dunque condotto la balena sul passaggio del Pilgrim? 61 E quale fatalità ancora maggiore aveva spinto il disgraziato capitano Hull. di tanto in tanto i suoi occhi percorrevano l'orizzonte cercando di scoprire qualche nave cui domandare aiuto e assistenza. ed egli non avrebbe avuto più da temere per quei due esseri. a bordo del Pilgrim. coraggiose e zelanti senza dubbio. la cui presenza doveva rendere la situazione ancora pài difficile. in balia del vento e delle onde. E a bordo si trovava una passeggera. almeno. era una terribile fatalità! Infatti. per il quale sentiva un affetto filiale. guardando il punto in cui era stato inghiottito il capitano Hull. e vi erano pure alcuni negri. pronte a obbedire a chi fosse stato in grado di saper comandare. avrebbe potuto affidare la signora Weldon. ad arrischiare ogni cosa per completare il suo carico? Che catastrofe! tale da ascriversi fra le più rare degli annali della pesca d'alto mare. senza aver tentato di tutto per condurlo in porto! Ma almeno la signora Weldon e il suo piccino sarebbero stati al sicuro. Egli non avrebbe abbandonato per questo il Pilgrim. questa. a braccia conserte. marinai. . uno solo. a centinaia di miglia dalla terra più vicina. no certamente.ed era un allievo. . ma senza la più piccola nozione del mestiere di marinaio! Dick Sand era rimasto immobile. brave persone. non c'era più che un marinaio. e si trovava in mezzo all'immenso oceano Pacifico.Dick Sand . La nave che li portava non aveva più capitano per comandarla né l'equipaggio per manovrarla. che non aveva permesso di salvare nemmeno uno dei marinai della baleniera! Si. ai quali si era votato corpo e anima. si. suo protettore. nostromo.gravi. si può dire che adesso tutto l'equipaggio si riassumeva in lui. di solito tanto prudente. e alla quale.

— Volete parlare con me? — chiese Dick Sand. Che risoluzione stava per prendere? In quel momento. la quale aveva pregato per l'equipaggio annegato. Ciononostante. ma se in quel momento qualcuno avesse potuto pensare ad osservarlo. e sapeva che le altre navi baleniere navigavano ancora molto lontano. e di considerare le cose com'erano. — o. non aveva risposto al pio richiamo della signora Weldon. si trattava di far fronte alla situazione. e si fermò a tre passi dall'allievo. non un punto ne turbava la superficie. nessuno avrebbe potuto dirlo. e cosi fece Dick Sand. — Voi! — disse Negoro. — Lo sapete pure che sono morti entrambi! — esclamò l'allievo. fatto si è che aveva contemplato il disastro senza fare un gesto. nei luoghi di pesca. Il suo occhio ne aveva colto tutti i particolari. Il giovane allievo sapeva troppo bene di trovarsi fuori delle strade battute dalle navi mercantili. domandando a Dio dal più profondo del cuore aiuto e assistenza. 62 Negoro si spinse verso poppa. — Chi comanda a bordo. intorno al Pilgrim tutto era cielo e acqua. che aveva lasciato dopo la catastrofe. là appunto dove Dick Sand se ne stava immobile. e come se non lo avesse udito. sarebbe rimasto per lo meno meravigliato nel vedere che non un muscolo si contraeva sul suo viso impassibile. facendosi incontro al mastro cuoco.L'oceano era deserto. alzando le spalle. che cosa avesse provato quell'uomo tanto enigmatico allo spettacolo di quella irrimediabile sciagura. A ogni modo. Negoro comparve sul ponte. senza uscire dal suo mutismo. . — Voi! un capitano di quindici anni! — Un capitano di quindici anni. al nostromo Howik. — Voglio parlare al capitano Hull. — Io! — rispose Dick Sand senza esitare. se non c'è lui. ora? — domandò Negoro con grande insolenza. si! — rispose l'allievo. Dopo la scomparsa della jubarte. — rispose freddamente Negoro.

non turbate da alcuna scossa. il capitano Sand. Il sole sarebbe divenuto il suo consigliere di ogni giorno. e Dick Sand avrebbe conosciuto a fondo il bel mestiere del marinaio! Avrebbe saputo servirsi del sestante. nel quale le stelle si muovono come lancette di un perfetto orologio. Poi i suoi occhi si abbassarono sul ponte. ed è bene che ognuno si convinca che egli saprà farsi obbedire! Negoro s'inchinò. e tornò nel suo alloggio. sotto la spinta della brezza che cominciava a frescare. Il firmamento. e capi allora che. se da quel momento incombeva su di lui una terribile responsabilità. — Non dimenticatelo! — disse allora la signora Weldon. occorreva che egli fosse tale da poterla accettare. in poche parole li assicurò che anch'essi potevano contare su di lui. mormorando in tono ironico parole che non si poterono udire. mediante le osservazioni astronomiche. non possedeva ancora. . e la cui esattezza è assoluta.. Quattro o cinque anni di più. quindi osò guardare i superstiti del Pilgrim. aveva già sorpassato il vasto banco di crostacei. e la luna e i pianeti gli avrebbero detto: « La tua nave si trova in questo preciso punto dell'oceano! ». adoperando le braccia di Tom e dei suoi compagni. che il capitano Hull maneggiava ogni giorno e che gli dava l'altezza degli astri! Avrebbe letto sul cronometro l'ora del meridiano di Greenwich. secondo le necessità. Leggendo nei loro sguardi che egli poteva fare assegnamento su di loro. il brigantino-goletta. Intanto. Dick aveva preso la propria risoluzione. i cui occhi adesso erano fissi su di lui. — Non c'è più che un capitano qui. evidentemente.il . deducendone la longitudine con l'angolo orario. Dick Sand esaminò lo stato della velatura. Dick Sand aveva fatto sinceramente il proprio esame di coscienza.come il suo capitano faceva ogni giorno .Negoro indietreggiò. tutte le cognizioni necessarie per determinare la sua posizione mediante il calcolo. Se era capace di modificare o di disporre la velatura del brigantino-goletta.. Come si vede. il firmamento gli avrebbe fatto conoscere ore e distanze! Avrebbe riconosciuto.

signora Weldon.. sulla quale il punto è stato segnato ieri dal capitano Hull. gli disse con voce che non tremava: — Grazie. signora Weldon. — E potrai mettere la nave sulla buona rotta? — Si. ne farò dei marinai e faremo la manovra insieme. pressappoco verso il punto del litorale americano dove dobbiamo approdare. La signora Weldon.. signora Weldon. E ripete: — Con l'aiuto di Dio! — E ora.. sulla quale puoi contare assolutamente. sento che lo farò. — Senza dubbio. Dick. ormai il suo porto d'arrivo è quello più vicino della costa americana. la cosa sarà facile!. anzi deve modificare i nostri progetti originari.punto in cui 63 si trovava il Pilgrim. — Lo so. — riprese la signora Weldon. E ora. non è vero? Non si tratta più di condurre il Pilgrim a Valparaiso. puoi sapere qual è la posizione del Pilgrim? — domandò la signora Weldon. Con il bel tempo. — Ma. con l'aiuto di Dio! — Tom e i suoi compagni sono brava gente... Ciononostante. doveva solamente cercare la strada con la stima. Il capitano Hull non è più. Dick. fino a un miglio di approssimazione. e tutto il suo equipaggio è morto con lui. tu salverai la nave e coloro che trasporta! — Si.. — rispose l'allievo — basterà che consulti la carta di bordo. quindi la rotta seguita. La sorte della nave è in mano tua! Dick. si. tutti! Si. ebbene con il cattivo tempo lotteremo e a ogni modo vi salveremo. voi e il vostro piccolo Jack. Con il cattivo tempo. Dick. — tu comprendi bene che questa catastrofe può. -— Facilmente. rilevate sull'indicazione della bussola e corrette con la valutazione dello scarroccio. almeno. — rispose l'allievo — . non si perse d'animo. — rispose Dick Sand — lo tenterò. come quella da seguire. potrò volgere la prua a est. che aveva compreso quanto gli si agitava in cuore. invece. e cioè con le misure prese con il solcometro.

per cosi dire. le dava l'impressione che fosse facile rimpatriare i passeggeri del Pilgrim. che rilevò mediante la bussola. conoscere la posizione del Pilgrim. signora Weldon. Ah. e potè allora mostrare alla signora Weldon che il brigantino-goletta si trovava in 43° 35' di latitudine. Era infatti la prima cosa da fare. vi sbarcherò in luogo sicuro. che le mostrava tutto un oceano. e nella buona direzione! Fileremo speditamente. Dick Sand si recò nella cabina del capitano per prendere la carta su cui era stato segnato il punto il giorno prima. poiché da ventiquattr'ore non si era. Quella carta. È una illusione che si fa sempre chi non ha . con velatura completa. — Dov'è? — chiese la signora Weldon. una nave di cui è padrone sotto tutti gli aspetti. — Laggiù. dal Capo Horn fino alle rive della Columbia. che si giunga a Valparaiso o a qualsiasi altro punto del litorale. L'importante è approdare. quando la signora Weldon gli ricordò che egli doveva. dalla randa di mezzana fino al controfiocco. non possiamo non raggiungerla. poco importa. a considerarla in quel modo. avvicinandomi alla terra. La signora Weldon si era chinata sulla carta. Dick Sand aveva parlato con la fiducia del marinaio che si sente una buona nave sotto i piedi.perciò non temete nulla! La costa americana si estende molto lontano nel Sud. — rispose Dick Sand indicando con il dito l'est. immensa barriera gettata fra il Pacifico e l'Atlantico. non rinuncio alla speranza d'incontrare qualche nave di quelle che fanno il cabotaggio lungo la costa. Dick. signora Weldon. Stava per prendere il timone e chiamare i compagni per orientare convenientemente le vele. — Ebbene. quasi mosso. — D'altra parte. sulla destra di quel vasto oceano. in questa direzione. il vento comincia a stabilirsi 64 da nord-ovest! Dio voglia che duri cosi. — rispose l'allievo con voce ferma. anzitutto. e faremo molta rotta. — E lo faremo. a gonfie vele. Guardava la tinta bruna che indicava la terra. e in 164° 13' di longitudine. Era il litorale dell'America del Sud.

ma avete buone braccia: mettetele dunque al servizio del Pilgrim. per non compromettere nulla. la buona volontà non ci mancherà. sparpagliate allo zenit sotto forma di cirri. nel mezzo di quella pagina bianca. alcune ore di sonno basteranno a rimettermi. Vi indicherò. La salvezza di tutti dipende dall'ordine e dalla disciplina di bordo. — Signor Dick. — Ben detto. Sapeva quanto fosse lontana la terra. Il vento contrario aveva ceduto al vento favorevole. e alcune nubi. — rispose Tom — i miei compagni e io siamo i vostri marinai. che andava frescando. 65 — Si. come lo era su quel pezzo di carta. e sotto la responsabilità che gli incombeva era diventato un uomo. e potremo dirigerlo. quanto a me. e infatti. ciò che ognuno dovrà fare nella manovra. Voi non siete marinai. Comandati da voi. — approvò la signora Weldon. resterò al timone finché la stanchezza non mi costringerà a lasciarlo. vecchio Tom. Ma aveva preso la propria decisione. Eppure. si sarebbe dovuto segnare con un punto più piccolo del più microscopico degli infusori! Punto matematico. e io non posso manovrare senza il vostro aiuto. senza dimensioni apprezzabili. alla signora Weldon sembrava che la terra dovesse essere in vista. rappresentato in proporzioni esatte. il Pilgrim. indicavano che esso sarebbe durato un certo tempo. com'era sperduto infatti nell'immensità del Pacifico! Ma Dick Sand non aveva provato la medesima impressione della signora Weldon. Di tanto in tanto. Si doveva approfittare della brezza di nord-ovest. e che molte centinaia di miglia non bastavano a misurarne la distanza. — Amici. ecco ciò che richiedono le circostanze. — disse — la nave non ha altro equipaggio che voi. che sarebbe sembrato sperduto.familiarità con il rapporto indicato dalle scale delle carte marine. amici. — riprese Dick Sand — ma bisogna usare prudenza e io non impiegherò troppe vele. ma durante queste poche . Dick Sand chiamò Tom e i suoi compagni. faremo tutto ciò che è umanamente possibile fare. ben detto. Meno velocità ma maggiore sicurezza. Era venuto il momento di agire.

Per l'appunto. con un po' di attenzione. per dedurne una media. vi insegnerò a governare: con l'aiuto della bussola non è difficile e. potrete subito sostituirmi per alcune ore. Era ovvio che i passeggeri non potessero avere che una sola speranza: quella di giungere. era di riconoscere la velocità e la direzione del Pilgrim. — disse il piccolo Jack — non potrò aiutare un pochino il mio amico Dick? — Si. senza perdere un momento. te lo prometto. Tom. rivolgendosi a Tom e agli altri negri: — Amici. fino a stasera. — Si. figliolo caro. Per ciò. almeno a un porto qualsiasi del litorale americano. — Quando vorrete. bastava riportare ogni giorno sulla carta la rotta seguita. 66 <:'era a bordo uno di quei solcometri brevettati a quadrante . — rispose il bambino. bisognerà che qualcuno di voi mi sostituisca. finché rimarrai al timone tu. Ciò che Dick Sand si proponeva di fare. — E io. — Ebbene. Fate soltanto ciò che vi dirò. consultando la bussola e con l'aiuto del solcometro. — disse — dobbiamo bracciare al lasco i pennoni. — rispose la signora "Weldon abbracciando strettamente Jack — ti insegneranno a governare. — Ai vostri ordini. se la stanchezza mi vince. mamma. se non a Valparaiso. avremo vento favorevole! — Certo. — disse l'allievo sorridendo — i buoni mozzi sanno mantenere il vento favorevole! Lo sanno bene i vecchi marinai! Poi. e sono sicura che.ore. — riprese l'allievo — restate qui. signor Dick. prese le disposizioni necessarie per far spiegare tutte le vele. accanto a me al timone. certo. battendo le mani. — rispose il vecchio negro. — Ai vostri ordini! — rispose Tom. capitano Sand! CAPITOLO X I QUATTRO GIORNI SUCCESSIVI DICK SAND era dunque capitano del Pilgrim e. e. come si è detto. imparerete presto a mantenere sulla buona rotta la prua della nave.

una controranda. e quell'utile strumento. ha meno velatura. le vele di strallo si manovrano facilmente. Infine. invece. arrampicarsi lungo le sartie. un velaccio e un controvelaccio. Invece. Dick Sand si dispose perciò a mettere il Pilgrim al gran lasco. Fra questi due alberi. possono essere issate dal ponte senza che sia necessario arrampicarsi sull'alberatura. Non porta che una randa al tronco maggiore e. che i negri erano perfettamente capaci di manovrare. Dick Sand aveva avuto per un istante il pensiero di ricondurre il Pilgrim in Nuova Zelanda. come sull'incappellaggio di . poteva rendere i maggiori servigi. hanno il punto di mura i tre fiocchi. poiché soltanto le osservazioni astronomiche potevano farla valutare esattamente. poi. d'uso assai facile. infatti. se il vento. che fanno conoscere con molta esattezza la velocità per un tempo determinato. fino allora contrario. a prua. I fiocchi. È necessario. non si fosse mutato in favorevole.ed elica. la controranda. sopra. L'albero maestro. Una sola causa d'errore sarebbe rimasta: le correnti. giacché non sono inferiti ai pennoni con matafioni che occorra prima allentare. la stima sarebbe stata insufficiente. la gabbia sull'albero di gabbia. sull'albero di velaccio. Si doveva dunque approfittarne per fare più strada che fosse possibile. tanto sulla gabbia di trinchetto quanto sulle crocette dell'albero di velaccio. Ora. Infatti. In un brigantino-goletta. sugli stragli di prua. si può ancora disporre una triplice serie di vele triangolari. la manovra delle vele dell'albero di trinchetto richiede maggior pratica del mestiere marinaresco. il vento aveva fatto un salto di quasi 180° e ora soffiava da nord-ovest con tendenza a frescare. la randa. Per eliminarla. l'allievo non era ancora in grado di fare osservazioni simili. Era dunque meglio dirigersi verso l'America. quando si vuole spiegarle. La traversata sarebbe stata meno lunga. e l'avrebbe certamente fatto. l'albero di trinchetto porta quattro vele quadrer la vela di trinchetto sul tronco maggiore. sul bompresso e il suo buttafuori.

. Le oscillazioni dovute al rollio e al beccheggio..... Hercule.. Da ciò. fate lo stesso!. lascate volentieri quella manovra! — Lascate? — disse Tom. il controvelaccio. cioè da controbracciare l'albero e i pennoni di trinchetto. la randa. Dick Sand era rimasto alla ruota del timone. senza volerlo. l'obbligo di correre sui marciapiedi. non aveva avuto che da far servire.. per completare la velatura. — disse l'allievo ai cinque negri — fate quel che vi ordinerò.. . forza! Un buon colpo! Dire « forza! » a Hercule era forse imprudenza.. al segnale del capitano Hull. e il mare non aveva ancora avuto il tempo di agitarsi. tirate! — Cosi? — disse Bat. manovra pericolosa per chi non ne ha l'abitudine..che sono cavi volanti tesi sotto i pennoni. accresciute di molto dalla lunghezza dell'asta.. — Si. tanto per allentarle o ammainarle.tale albero. Per Tom e i suoi compagni era dunque un'operazione davvero pericolosa. scioglietela! E voi. Adesso si trattava dunque di orientare al gran lasco e. e questo.. fanno facilmente precipitare un uomo in mare. I colpi di rollio o di beccheggio si mantenevano di un'ampiezza moderata. cioè. diede un colpo da spezzare ogni cosa.. 67 Quando Dick Sancì. Bat. il vento soffiava moderatamente. Alate. e tutto andrà bene. Benissimo. tenendosi con l'altra.. Bene!. cosi. — Amici. Per fortuna. — Suvvia! — gridò — Tom. quanto per diminuirne la superficie. la vela di trinchetto e la vela di gabbia. lo sbattere delle vele sotto un vento un po' fresco. Adesso. che non comprendeva questa espressione. . tocca a voi.. — Si. si dovevano issare il velaccio.. pigliando dei terzaruoli. — e di lavorare con una sola mano. Per passare dalla panna alla bolina stretta. tesate. la controranda e le vele di strallo. si era diretto verso il luogo della catastrofe. il Pilgrim portava solo i fiocchi. Il gigante. In tale manovra i negri lo avevano facilmente aiutato.

per fortuna.. ma non rompete nulla. Tutti e tre andarono a gambe all'aria. — Ebbene... — Bene. la randa prese il vento più normalmente e aggiunse la sua potente azione a quella delle vele di prua. — Prima della fine della traversata. Il vento. amici. con la prua a est. che la drizza si spezzò. insieme con il suo amico Actéon. impresse alla nave una certa velocità... Questa seconda manovra fu abbastanza facile. Facilissimo. Ma Hercule fece forza a tal punto. — rispose il colosso. — Tirerete abbasso l'alberatura! — Ma se ho appena tirato! — rispose Hercule. girò lentamente. senza che egli avesse ancora lasciato il timone. Lascata pian piano la scotta del boma. Dick Sand fece quindi filare le scotte dei fiocchi. Cosi fu fatto sotto gli occhi di Dick Sand. Jack era in estasi! 68 — Non è nulla! non è nulla! — gridò l'allievo.... bravo amico! — gridò Dick Sand sorridendo. senza volersi impegnare troppo. — Ecco fatto. gonfiando allora le vele. non cosi forte. poi chiamò i negri a poppa. legate. murare e bordare. senza contare il piccolo Jack che si era unito a loro...— Eh.. siccome essa era caricata in modo semplice. e fatto bene! Ora occupiamoci dell'albero maestro.. e non c'era che da mantenerlo in quella direzione. allentate. senza però farsi alcun male. del resto. — Riannodate provvisoriamente i due capi e issate piano. Già il Pilgrim Slava rapidamente.... E tutta l'attrezzatura dell'albero di trinchetto. poiché il vento era moderato e non c'erano da temere alambardate.. cosi! Bene.. allora fingete soltanto di tirare! Vedrete che basterà!. i cui bracci di sinistra erano stati filati. passate la mano!.. amici! — disse l'allievo. Bene. non c'era più che da far forza sulla drizza. lascate. tirate sui bracci. Tutti insieme adesso! Alate. Sopra la randa venne allora disposta la controranda e. date volta. sarete già buoni marinai! . Hercule! — Cercherò...

strinse vigorosamente la mano del suo amico Hercule. e giungere alle crocette. non per le vele di strallo. e Dick Sand. — Credo. non fu che un gioco per l'allievo. si accinse a farlo egli stesso. Chiamò dunque Tom. che potevano essere issate. — rispose Tom. Bisognava salire fino alle crocette per lascarle. Poi risali sulle crocette. si lasciò scivolare sul ponte. Jack ricevette la sua parte di elogi. e si arrampicò sul pennone del controvelaccio. Terminato questo lavoro. avendo collocato Hercule. — disse Hercule sorridendo — che siate stato voi a spezzare la drizza! Che polso robusto avete! Senza di voi. ma per le vele quadre dell'albero di trinchetto. afferrandosi a uno dei paterazzi di dritta. capitano Sand. Questa manovra doveva essere più difficile delle altre. la cui azione non si deve sdegnare quando si procede al gran lasco. controvelaccio e vele di strallo. Bat. si lanciò sull'alberatura. Actéon e Austin. lo mise alla ruota del timone e gli insegnò come si doveva fare per mantenere la nave nella direzione voluta. le due vele furono saldamente murate e bordate.— Faremo del nostro meglio. gli altri a quelle del velaccio. Ma la velatura del Pilgrim non era stata ancora completata. Vennero da ultimo disposte le vele di strallo . molto superbo di sé. quindi i due pennoni vennero issati insieme. murate e bordate dal basso. di cui sciolse rapidamente la vela. non volendo esporre nessuno degli uomini del suo improvvisato equipaggio. gli uni alle drizze del controvelaccio. anzi signor Jack. Poi. Il brigantinogoletta doveva guadagnare parecchio a spiegare velaccio. non avremmo fatto niente di buono. In un minuto fu sul marciapiede del pennone di velaccio e sciolse i matafioni che tenevano serrata la vela. Le mancavano quelle vele alte. Dick Sand. sulle aste e sulle griselle dell'albero di gabbia. perché aveva lavorato sul serio. E il piccolo Jack. Arrampicarsi lungo le griselle delle sartie di trinchetto. La signora Weldon lodò ella pure quelle brave persone. perciò Dick Sand risolvette di stabilirli. Là in base alle sue indicazioni.

lasciandosi dietro una scia netta. tornò nella sua cabina e cadde in una specie di penoso assopimento. e la manovra fu terminata. che non era sonno. un semplice ortottero. l'addome arrotondato. E. Il Pilgrim portava allora tutte le vele che componevano la sua attrez69 2atura. che Dio ci conservi questo vento favorevole! La signora Weldon strinse la mano al giovane allievo. questa volta. Hercule. non aveva spezzato nulla. sbandando leggermente a dritta. Il nuovo equipaggio rimase sul ponte del brigantinogoletta. non si sarebbe potuto farlo con sufficiente rapidità. e cioè a modificare l'orientamento delle vele secondo le variazioni del vento. che Dick Sand andò a riprendere. appartenente alla famiglia delle blatte e alla specie delle blatte americane. la cui testa spariva sotto il protorace. pronto ad eseguire gli ordini di Dick Sand. signora Weldon. un articolato che aveva finalmente scoperto a bordo. — disse allora Dick Sand. ma nelle attuali circostanze. le ali alquanto lunghe. Perciò l'allievo si accontentò di quel che s'era fatto. Tom fu allora rilevato dal suo posto alla ruota del timone. ma fintanto che il vento avesse conservato quella forza e quella direzione. scivolava rapidamente sulla superficie del mare.fra l'albero maestro e l'albero di trinchetto. il Pilgrim. — Eccoci sulla buona rotta. che dimostrava la perfezione delle sue linee d'acqua. precisamente. era una manovra difficile e. Durante tutto questo tempo. che n'era del cugino Bénédict? Il cugino Bénédict era occupato a studiare. un insetto dalle elitre piatte. se fosse stato necessario ammainarli in caso di groppi. — E adesso. vegliando sul castello di prua. poi stanca di tutte le emozioni di quell'ultima ora. con la lente d'ingrandimento. non ci sarebbe stato assolutamente nulla da fare. Il vento rinfrescava. Dick Sand avrebbe certo potuto aggiungervi gli scopamare di trinchetto a sinistra. egli aveva fatto quella preziosa scoperta .

e le energiche misure che si dovevano prendere! Ma. quale mutamento era avvenuto a bordo dopo che il capitano Hull e i suoi compagni avevano iniziato la sciagurata caccia alla jubarteì Sf. notevoli per il loro colore. del resto. e che l'infelice era perito col proprio equipaggio! La blatta lo assorbiva interamente! L'ammirava e la teneva da conto. quantunque ciascuno dovesse rimanere ancora molto tempo sotto l'impressione di una catastrofe tanto imprevista e repentina. strada facendo. si era messo allo studio. ed era andato a stringere la mano alla signora Weldon come per dirle: Non temete. Egli aveva certamente provato la pietà per il prossimo. hanno costumi molto diversi dalle blatte propriamente dette.frugando nella cucina di Negoro. certamente. poiché era sul ponte quando il Pilgrim giunse in vista dei rottami della baleniera. . ci sono io! Poi il cugino Bénédict s'era avviato verso la propria cabina. aveva incontrato la blatta in questione. Negoro lasciò sfogare molto freddamente. sulle conseguenze del disastroso avvenimento. proprio nel momento in cui il mastro cuoco stava per schiacciare senza misericordia quell'insetto.giustificata d'altronde contro taluni entomologi — di dimostrare che le blatte del genere forasfate. come se quell'orribile insetto fosse stato uno scarabeo d'oro. Si era pure commosso per la situazione che veniva cosi a crearsi per sua cugina. Dick Sand si moltiplicò affinché tutto . una collera che. per riflettere. il cugino Bénédict. e siccome 70 egli aveva la pretesa. sarebbe far torto al suo cuore. che provano tutti. dimenticando e che c'era stato un capitano Hull comandante del Pilgrim. Ma lo sapeva. La vita di bordo aveva ripreso dunque il suo andamento abituale. Per tutto il giorno. senza dubbio. Pretendere che una simile catastrofe non lo avesse commosso. L'equipaggio del brigantino-goletta era dunque perito sotto i suoi ocelli. Da ciò.

ammainare le vele alte. e specialmente. non rese necessario alcun cambiamento nella velatura del Pilgrim. caso mai qualche raffica piombi repentinamente sulla nave. Occupato. ad un suo cenno. come sempre. che sapeva cucinare. sotto gli occhi del timoniere. controvelacci. a bordo ve n'erano due. l'allievo fece gettare il solcometro ogni mezz'ora e annotò le indicazioni fornite dallo strumento. ecc. filato più presto. ma Dick Sand giudicò di poter fare a meno di prendere tale precauzione. controrande. Dick Sand aveva risoluto di cacciarlo in fondo alla stiva per il resto della traversata.fosse a posto e per essere pronto ad ogni evento. Abbiamo detto che il solcometro e la bussola erano i soli strumenti di cui Dick Sand potesse servirsi per stimare approssimativamente la rotta percorsa dal Pilgrim. Ciò è prudente. D'altra parte. Hercule avrebbe afferrato il mastro cuoco per il collo e non sarebbe stata una cosa lunga. avrebbe sostituito il cuoco nelle sue funzioni. e siccome era sorvegliato a vista. velacci. Dal canto suo. Lo stato dell'atmosfera non faceva presagire nulla di sgradevole e. Il suo . Si poteva dunque sperare che tutto sarebbe andato bene. parve che non volesse dare alcun appiglio contro di sé. Durante la notte si usa spesso diminuire il numero delle vele. deciso a passare quella prima notte sul ponte. In tal caso. faceva conto di vigilare su ogni cosa. Quanto alla bussola. Il vento. alla minima infrazione. Quel giorno. Negoro dunque doveva pensare che non era indispensabile. Nan. benché fosse andato sempre più rinfrescando fino a sera. i negri gli obbedivano con zelo e a bordo regnava l'ordine più perfetto. Negoro non fece più alcun tentativo per sottrarsi all'autorità di Dick Sand. anzi parve l'avesse tacitamente riconosciuta. d'altronde. inoltre. cosi si sarebbe. La sua solida alberatura e l'attrezzatura di ferro lo mettevano in grado di sopportare anche un vento più forte. l'allievo. e una era collocata nell'abitacolo. e il giovane non vedeva l'ora di trovarsi in paraggi meno deserti. nella sua piccola cucina. non lo si vide più di prima. al primo gesto di disobbedienza.

e. era ridotto a regolarsi unicamente sulla bussola dell'abitacolo. ma esso poteva avere conseguenze spiacevoli. Ma era possibile che si fosse ossidata. L'allievo prese dunque tutte le precauzioni. Sotto questo riguardo. aveva ripreso fiducia. accadde uno spiacevole incidente.quadrante. poiché è necessario confrontare le indicazioni dell'uno con quelle dell'altro strumento. L'altra. La signora Weldon. Tranne questo. e che un colpo di beccheggio o di rollio l'avesse staccata dall'inferriata. e Dick Sand raccomandò ai suoi uomini di avere la massima cura delle due bussole. il Pilgrim età sufficientemente provvisto. e in modo tale da non poter essere più riparata. a bordo del Pilgrim tutto andava bene. è vero. poiché ormai. dunque. infatti. fino allora. rischiarato di 71 giorno dalla luce solare. per inettitudine o negligenza. vedendo la calma di Dick Sand. era una bussola rovesciata. era stato più agitato. perché la bussola che rimaneva fosse al sicuro da ogni incidente. quella notte. Nessuno era responsabile del guasto della seconda bussola. che gli erano tanto necessarie. La bussola rovesciata. però. la bussola si era spezzata. ella non si era mai . il mare. lasciasse fare alla nave eccessive alam-bardate. Del resto. Nessuno se ne accorse fino al giorno dopo. In quel modo. Del resto. nella notte dal 12 al 13 febbraio. fissa alla inferriata della cabina già occupata dal capitano Hull. Ora. Come mai quella ghiera si fosse rotta era un fatto alquanto inesplicabile. si staccò e cadde sul pavimento. Ad ogni modo. come due cronometri. disgraziatamente. senza lasciare la cabina. che era fissata con una ghiera di rame all'inferriata della cabina. egli poteva sempre sapere se la direzione indicata fosse esattamente seguita e se l'uomo al timone. per il dovuto controllo. mentre l'allievo era di guardia e teneva la ruota del timone. Dick Sand ne fu molto contrariato. non c'è nave adibita a viaggi di lungo corso che non abbia almeno due bussole. di notte da due lampade laterali. indicava ad ogni istante la direzione seguita dalla nave.

e ciò pareva gli bastasse. tenendo solamente conto della direzione e della velocità della nave. ma credo proprio che. Tom o Bat lo sostituivano alla ruota del timone e. Trovava. siccome la madre gli aveva fatto capire che si doveva lasciare l'allievo interamente alle sue occupazioni. da sincera e devota cattolica. signora Weldon. incurante come sono i bambini della sua età. quando la nostra nave giungerà in vista della terra. aveva ripreso i suoi giochi abituali.lasciata prendere dalla disperazione. che egli rilevava con la stima. specialmente favorita com'era dai venti di nord-ovest. diventavano discreti timonieri. Ogni giorno le mostrava sulla carta di bordo il cammino percorso. Ma quanto le sembrava che il Pilgrim fosse ancora lontano dal litorale americano! Quanti pericoli fra lui e la terraferma. Non vorrei affermarlo. grazie ai suoi consigli. senza dubbio. senza contare quelli che potevano provenire da un cambiamento del mare o del cielo! Jack. Innanzi tutto. non possiamo non arrivare al litorale dell'America meridionale. il piccino si era arreso a queste ragioni e non disturbava più il « capitano Sand ». Tom fu naturalmente il nostromo. non sarà molto lontana da Valparaiso! La signora Weldon non poteva dubitare che la direzione del Pilgrim non fosse buona. la signora Weldon e l'allievo discorrevano insieme. di giorno. e Dick Sand riceveva volentieri consigli da quella donna intelligente e coraggiosa. — le ripeteva spesso — con questi venti 72 in poppa. correndo sul ponte e divertendosi con Dingo. a poco a poco. si confortava con la preghiera. faceva assegnamento sulla bontà di Dio. ma. che l'amico Dick era meno suo di un tempo. poiché era proprio lui che i suoi compagni . I negri sbrigavano con intelligenza le loro mansioni. Durante quelle ore. Perciò. Cosi andavano le cose a bordo. — Vedete. perché non si sentiva troppo stanco. Dick Sand aveva disposto le cose in modo da rimanere sempre al timone di notte. dormiva cinque o sei ore. acquistando sempre maggior pratica del mestiere marinaresco. Spesso.

allora la sua mano governava per puro istinto. mentre l'uno era al timone. sotto la direzione di Dick Sand. Non soltanto non vedeva più.avrebbero scelto per questo compito. Dick Sand si sentiva invadere talvolta da un irresistibile accasciamento. Ora. egli comandava la guardia e aveva con sé il figlio Bat e Austin. durante la notte dal 13 al 14 febbraio. perdettero 73 a un tratto il senso della visione. Non vide dunque un'ombra che scivolava sul ponte. di cui il vecchio Tom non ebbe nemmeno coscienza. che a sera s'erano abbassate sotto l'influenza dell'aria fredda. si produsse una specie di fenomeno ipnotico. Il cielo era coperto da fitte nuvole. che si erano troppo a lungo fissati su un punto luminoso dell'abitacolo. l'allievo esigeva di notte una sorveglianza rigorosa. Quando l'allievo si riposava. è probabile che non avrebbe sentito nulla. da temersi. . A poppa. La notte era dunque oscurissima. I suoi occhi. Dick Sand dovette andare a riposarsi per alcune ore. Actéon e Hercule formavano l'altra guardia. ed egli s'immerse in una vera sonnolenza da anestetico. Hercule e Actéon erano di guardia sul castello di prua. per tal modo. in realtà. Quantunque quei paraggi fossero deserti e nessuna collisione fosse. gli altri vigilavano a prua. durante le notti che passava interamente al timone. non navigava mai senza fanali di posizione . accadde questo fatto: stanchissimo. immerse nelle tenebre. e sarebbe stato impossibile distinguere le vele alte. Tuttavia.verde a dritta e rosso a sinistra -e in ciò si comportava saggiamente. e fu sostituito al timone dal vecchio Tom. Era effetto di una stanchezza di cui non voleva tener conto. ma se anche lo avessero scosso o pizzicato fortemente. Gli altri fanali. il fanale dell'abitacolo non lasciava filtrare se non un vago chiarore blandamente riflesso dalla guarnizione metallica della ruota del timone. lasciavano il ponte della nave in una oscurità profonda. Verso le tre del mattino. proiettando i loro chiarori lateralmente.

credette. dopo aver osservato un istante il quadrante luminoso della bussola.. oppure di chiedere in prestito alcuni marinai di rinforzo. si sarebbe affrettato a toglierlo. Dick Sand avesse scorto quell'oggetto collocato da Negoro sotto l'abitacolo. il brigantino-goletta doveva dunque avvicinarsi ai paraggi più frequentati dalle navi di lungo corso. per dir meglio. e forse . L'allievo sperava sempre di incontrare una di quelle navi. si ritirò senza essere veduto. camminava invece con un errore di 45°! CAPITOLO XI TEMPESTA NELLA SETTIMANA che segui questo avvenimento. con la deviazione dell'ago. Era dunque una deviazione di quattro quarte. il Pilgrim pareva seguire la rotta voluta. sotto la spinta d'un vento favorevole. Se. Cosi almeno credeva. Infatti.Era Negoro. invece di segnare il nord magnetico. Ma. fu il sud-est. facendo centosessanta miglia in media al giorno. modificata di quattro quarte. Il vento di nord-ovest andava a poco a poco trescando. di mezzo angolo retto. dovette credere che il Pilgrim non fosse più nella buona direzione. il giorno dopo. la cui influenza aveva alterato le indicazioni della bussola. a bordo non avvenne alcun incidente. Giunto a poppa. che egli non poteva sospettare. o. e il Pilgrim filava rapidamente. i suoi occhi si portarono sulla bussola. segnava il nordest. la direzione. Diede dunque un colpo di timone per rimettere la prua della nave all'est.. Cosi. e aveva la ferma intenzione di trasbordarvi i suoi passeggeri. era un pezzo di ferro. Secondo quel che pensava Dick Sand. il mastro cuoco collocò sotto l'abitacolo un oggetto piuttosto pesante che teneva in mano. che differisce un poco dal nord geografico. Era pressappoco tutto quanto si poteva chiedere a una nave di quelle dimensioni. L'ago calamitato era stato deviato e. si era riscosso dal suo sopore.. dal 14 al 21 febbraio. che cercavano di passare da un emisfero all'altro. poi. mentre. Tom.. quasi subito..

fino a un certo punto. senza che egli potesse accorgersene. e se dovessimo rispondere soltanto di noi. avevano contribuito. che avrei l'animo più tranquillo se non foste a bordo. Nan ed io. che certo non poteva non essere un poco impensierita dagli incidenti di quella traversata. — Ma se non fossi a bordo. era raro che non si mostrasse qualche nave inglese o americana. o ridiscendesse verso la punta estrema dell'America del Sud. che la bussola. Dick Sand non poteva più controllare. credendo e dovendo credere di dirigersi verso est. non poteva nemmeno supporre che il Pilgrim fosse in una latitudine più alta. di dirigere il Pilgrim e di stimare il numero delle miglia percorse. ma questo bastava? Ciononostante. Jack. Ma Dick Sand ignorava. e cioè molto più a sud di quanto egli giudicava. aveva attraversato più volte quella parte del Pacifico. ma. Ora. a spingere la nave fuori strada. dopo la perdita della seconda bussola. E ciò per due ragioni: primo. — È certo. Ciò stupiva un poco Dick Sand. la signora Weldon. per quanto la sorveglianza fosse attiva. qui o là. come meglio sapeva. dava soltanto indicazioni inesatte. in realtà camminava verso sud-est! La bussola gli stava sempre sott'occhio. la quale risalisse dal Capo Horn. e i due strumenti gli permettevano. ma non possiamo non giungere a terra! — Non ne dubito. il solcometro veniva gettato regolarmente. l'allievo rassicurava sempre. nella latitudine e longitudine in cui giudicava di trovarsi. verso l'Equatore. poco importa. Dick. in fin dei conti.. che le correnti di quei paraggi. Ma. non potè essere segnalata alcuna nave. di cui l'allievo poteva stimare la velocità soltanto imperfettamente. — Arriveremo! arriveremo! — ripeteva. — rispose la signora Weldon — se il cugino Bénédict.74 anche un ufficiale. Perciò. falsata dalla mano colpevole di Negoro. signora Weldon. e il mare continuava a rimanere deserto. non ci fossimo . secondo. indicazioni che. — Toccheremo la costa americana.. il quale. durante le sue tre campagne di pesca nei mari australi.

ciò che contengono le notizie relative alla osservazione del barometro:1 1° Quando. Che sarebbe avvenuto di te. il barometro comincia a scendere in modo brusco e continuo. nel quale non puoi aver fiducia? Sì. le indicazioni del barometro. possedeva un vero istinto di marinaio quando si trattava di « sentire il tempo ». se il giovane allievo non era abbastanza inoltrato negli studi idrografici per calcolare il suo punto. al contrario. molte volte ella si sentiva inquieta. durante un tempo piovoso che già ebbe lunga durata. 15 Tuttavia.. buon meteorologo. dopo una lunga durata del bel tempo.. si avrà pioggia certamente. non riusciva però sempre a impedire che una segreta angoscia le stringesse il cuore. quanto maggiore sarà stato il tempo impiegato dal mercurio per risalire. 2° Se. il mercurio può scendere per due o tre giorni nel tubo barometrico prima che si scorga un cambiamento nello stato dell'atmosfera. solo con quell'uomo cattivo. in poche parole. è praticamente certo che verrà il bel tempo. da solo. qui. da una parte. Se non voleva lasciar trapelare nulla di ciò che provava come madre. eppure. Ecco. i cui pronostici sono notevolmente sicuri. il barometro comincia a salire lentamente e regolarmente. L'apparenza del cielo. dall'altra. tanto più lunga sarà la durata del tempo piovoso. . Il capitano Hull. guardando il suo piccolo Jack. figliolo. la cui durata sarà tanto più lunga. vi sarebbero solo due uomini. tu e Negoro!.imbarcati sul Pilgrim e se. gli aveva insegnato a consultare il barometro. d'altronde. Tom e i suoi compagni non fossero stati raccolti in mare. con l'aiuto di Dio! La fermezza di queste parole era tale da infondere speranza nella signora Weldon. Allora. — rispose risolutamente Dick Sand... ma se il bel tempo ha avuto lunga durata. gli permettevano di mettersi in guardia. Dick. che ne sarebbe stato di te? — Avrei cominciato con il mettere Negoro in stato di non nuocere.. — E avresti manovrato da solo? — Sf. quanto più tempo intercorre dalla caduta del mercurio al sopraggiungere della pioggia..

se il tempo è molto caldo. annuncia il passaggio del vento a nord e "l'avvicinarsi del gelo.) 76 constatato egli stesso in diverse circostanze della sua vita di marinaio. il barometro incominciò ad abbassarsi in modo lento e continuo. ma siccome la pioggia tardava a cadere. una improvvisa caduta del barometro pronostica vento. ma se il barometro sale per due o tre giorni durante la pioggia e poi. il bel tempo durerà molto poco. d'inverno. Ora. e anche più. che ogni giorno le rilevava con estrema attenzione. e tutto ciò Dick Sand lo sapeva benissimo. durante un gelo che ha già persistito per un certo tempo. annuncia bel tempo. D'estate. anche se in questi due o tre giorni la pioggia non cessasse. Infatti. dopo un gelo di una certa durata. dopo un tempo piovoso e ventoso prolungato. Tali indicazioni sono date esclusivamente dall'alzarsi o dall'abbassarsi lento e continuo. ciò che presagiva la pioggia. durerà pochissimo. pronostica la neve. 7° Verso la fine dell'autunno. se segue immediatamente il movimento della colonna barometrica. venuto il bel tempo. Tali sono le conseguenze generali che si ricavano dalle indicazioni del prezioso strumento.A. avendolo 1 Dal Dictionnaìre illustre di Vonpierre. e viceversa. e viceversa. un rapido abbassamento della colonna barometrica indica cambiamento di vento. le oscillazioni della colonna barometrica cominciarono a impensierire l'allievo. il barometro si alza.3° Nei due casi che precedono il cambiamento di tempo. ricominciasse a discendere. se. Dick Sand ne concluse che il . (N. 5° In primavera e in autunno. ma il sopraggiungere di un alzarsi della temperatura. 6° Le rapide oscillazioni del barometro non devono mai essere interpretate come presagi di tempo asciutto o piovoso di una certa durata. accompagnato da disgelo e da pioggia. per due o tre giorni.d. 4° Se il barometro sale con lentezza e di continuo. precisamente verso il 20 febbraio. e ciò lo rendeva molto atto a mettersi in guardia contro ogni evento. annuncia uragano.

significava vento. bracciare una vela sbattuta dal vento e serrarla solidamente con le sue gaschette. prevedendo che probabilmente sarebbe stato obbligato a calar giù l'albero stesso.che richiese due ore Dick Sand e i suoi compagni si occuparono di ridurre la vela di gabbia. Nei tre giorni seguenti.maltempo sarebbe durato molto. 21 e 22 febbraio. avrebbe lasciato i due pennoni sull'albero. doveva presentare una certa difficoltà. la quale. . 20. ma finalmente la vela di gabbia.2 Dick Sand dovette prendere allora alcune precauzioni per non compromettere l'alberatura e la velatura del Pìlgrim. tanto meno è affaticata dai colpi di rollio e di beccheggio. offri minor presa al vento. ad ammainare il velaccio. una vela di gabbia doppia. Il Filgrim si trovò allora nelle condizioni di navigabilità richieste dallo stato dell'atmosfera al quale si è data la qualifica di vento molto fresco. Quest'ultima operazione. con un equipaggio ancora poco pratico. ciò che facilita la manovra. Il Pilgrim non portava. Terminato questo primo lavoro. Ciò che doveva accadere. È un grande sollievo per la nave. Aveva già fatto serrare il controvelaccio e la controranda. poi di prendere due terzaruoli della vela di gabbia. cioè correre sui marciapiedi. sali sull'attrezzatura dell'albero di trinchetto e riusci. pigliando due terzaruoli. e il brigantino-goletta ne fu molto sollevato. staccò i pennoni e li lasciò cadere sul ponte. e difatti il vento rinfrescò abbastanza perché l'aria si spostasse con una velocità di sessanta piedi al secondo. si comprende che. ma. si deve non soltanto diminuire la velatura. e si dovette quindi operare come una volta. Fu cosa difficile. ossia trentun miglia all'ora. ma anche l'alberatura. nondimeno. lunga. Dick Sand ridiscese con Bat e Austin. ma. come la maggior parte delle navi moderne. Ma la pioggia. e risolvette di fare altrettanto del velaccio. pericolosa. D'altra parte. quanto meno è carica in alto. Dick Sand. non senza fatica. Con un tempo meno minaccioso. e nessuno esitò. ridotta. accompagnato dà Bat e da Austin. la forza e la . quando il vento si fa troppo forte. non c'era da esitare.

forse a pochissima distanza. Dingo dormiva in qualche angolo certamente. che si vedeva di rado. {N. ed erano più alte di quanto la forza del vento comportasse. e bisognava dunque prevedere il caso. ma il mercurio nella colonna barome2 51 chilometri e mezzo. senza però cozzare una contro l'altra. parve scemare un poco.direzione del vento rimasero quasi immutate. l'allievo notò che si teneva continuamente al disotto di ventotto pollici e sette decimi. abba- . Lunghe ondate si succedevano. Negoro. L'aspetto del cielo era inquietante.) 77 trica continuava a scendere e. Il giorno seguente. del resto. i vapori si spostavano con diverse velocità. non lasciava più il ponte. perché non abbaiò come di solito. Verso le quattro. lasciava supporre che il barometro dovesse risalire presto. l'ultimo giorno. profondamente agitata. Infine. ma Dick Sand non se ne fidò. Il loro strato era anzi cosi profondo. perché'. usci dal suo alloggio e sali sul castello di prua. Negoro. e nondimeno la sua energia morale gli permetteva di reprimere le proprie paure nel più profondo del cuore.A. dormiva appena. Ed ebbe ragione. Se ne doveva concludere che a ovest c'era tempo pessimo. L'aspetto del cielo era cupo ed estremamente ventoso. intorno al Pilgrim. Le nuvole delle zone superiori correvano più rapidamente di quelle dei bassi strati dell'atmosfera. che il sole non si vedeva più. nella mattinata. il vento. il vento tornò a frescare e il mare si fece più agitato.d. si diressero verso il cielo.3 Nulla. Negoro guardò quella vasta distesa di mare. sempre silenzioso. sempre freddi e cupi. Dick Sand cominciò ad impensierirsene. poi i suoi occhi. fitte brume lo coprivano continuamente. nel pomeriggio. rimase una mezz'ora ad osservare l'orizzonte. 23 febbraio. e che il Pilgrim non avrebbe tardato a trovarsi in quei paraggi. e sarebbe stato difficile determinare il punto del tramonto e dell'alba.

ed era che quel vento. arrampicandosi fino alle trinche per vedere più lontano. se il tempo non si fosse volto a tempesta. non parve impressionato. ma.A. avrebbero potuto trasformare in tempesta. senza aver fatto un gesto. A un certo punto. in fin dei conti. che avrebbe fatto. in modo che il Pilgrim sembrava avvicinarsi rapidamente alla costa americana. sali sul bompresso. E ciò appunto si chiedeva Dick Sand.d. in cui quelle pesanti masse. forse in uragano. e anzi. al quale quel litorale era assolutamente ignoto? Certamente.) 78 si fosse fatto impetuoso. o un uomo pratico della costa? Nel caso in cui il maltempo lo avesse costretto a cercare un porto di rifugio. la navigazione avrebbe potuto proseguire senza gran pericolo. Ebbene. ciò che ancora non era se non una brezza allo stato di vento molto fresco. per quanto 3 I barometri inglesi e americani sono graduati in pollici e linee. di cui ognuno a bordo doveva tener conto. tranquillamente. senza aver pronunciato una parola. Sia che Negoro non fosse uomo da spaventarsi. non doveva ancora preoccuparsi d'una simile eventualità. un cattivo sorriso gli affiorò alle labbra. I veri pericoli si sarebbero presentati soltanto qualora si fosse trattato di approdare in un punto mal determinato del litorale. vale a dire uno spostamento d'aria in ragione di quarantatre miglia all'ora. venuto il momento. (N. anziché spiacergli. gli andasse a genio. come avrebbe manovrato. era favorevole. Una volta in vista della terra. come se cercasse qualche indizio all'orizzonte. Si sarebbe detto che quello stato di cose. abbassandosi. Pure. Ventotto pollici e sette decimi equivalgono a 728 mm. Dick Sand l'avrebbe presa. si sarebbe dovuta prendere una decisione. poi ridiscese e. tornò nell'alloggio dell'equipaggio.stanza vicino. Tuttavia. fra tutti quei terribili avvenimenti. c'era una circostanza felice. se non avesse incontrato qualche pilota. Durante i tredici giorni che trascorsero dal 24 febbraio al 9 . sia che non avesse compreso nulla delle minacce del tempo. lui.

per scoprire gli indizi della terra. d'altronde. che pure era salda sulle onde. era troppo improvvisa per annunciare un cambiamento di tempo e un ritorno a venti più moderati. sicché nulla faceva sperare la prossima fine del maltempo. come si fosse trovato tranquillamente seduto nel suo studio di San Francisco. compresa in una dozzina di linee. non sa di79 . che lo avvolsero in fitta nebbia. non era più malato delle blatte americane. ma l'allievo. Il barometro risali due o tre volte. Quantunque la nave. non poteva fidarsi degli occhi dei suoi compagni. e già Dick Sand prevedeva la necessità di ridurla ancora. l'uomo di vedetta non vedeva più nulla. e tutti vigilavano con cura. e passava il tempo a studiare. lo stato dell'atmosfera non si modificò in modo sensibile. la colonna barometrica ridiscendeva quasi subito. per fortuna. lui. Tom e i suoi compagni erano poco sensibili al mal di mare. Cosi pure. Scoppiarono pure grandi temporali. che inquietarono Dick Sand molto seriamente. ma voleva tener duro finché l'avesse potuto senza pericolo.marzo. Il Pilgrim correva rapido con la velatura ridotta. Il cielo era sempre carico di brume pesanti. ne sopportava il rollio e il beccheggio senza esserne incomodata. fosse orribilmente scrollata. la costa non doveva trovarsi molto lontano. ma poi tornava a soffiare con la forza di prima. la signora Weldon. Quanto al cugino Bénédict. Per ore e ore. e poterono continuare ad aiutare l'allievo. ma la sua oscillazione. in compagnia delle quali viveva. e intorno al Pilgrim venne ad addensarsi un turbine di vapori semicondensati. Ma il suo piccino ne fu molto tormentato. per fortuna. poi la pioggia cadde a torrenti. ed ella dovette dedicargli tutte le proprie cure. per quanto abbia buona vista. il vento scemava per alcune ore. e sulla nave si camminava a tentoni. assolutamente abituato. due o tre volte il fulmine colpi le onde a poche lunghezze di cavo dalla nave. Secondo lui. ai disordinati movimenti che fa una nave fuggendo davanti al maltempo. Chi non è abituato a interrogare gli orizzonti marini.

a che distanza eravamo dalla costa? — domandò la signora Weldon. signora Weldon. e spesso saliva fin sulle crocette per veder meglio. dunque sono passati ventisette giorni! — Ma il 10 febbraio. ed ora guardando l'alberatura del Pilgrim che cominciava ad essere affaticata sotto la forza del vento. l'orizzonte sembra schiarirsi. osservando ora il mare ora il cielo. venti miglia piò. siamo al 9 marzo.stinguere i primi contorni di una costa. nulla. da quando è rinfrescato il vento. la nave ha sempre filato nella direzione voluta. comprese quello stupore. in un momento in cui aveva abbandonato il cannocchiale. Dick. sotto questo vento. Dick Sand dovette vegliare egli stesso. calcolando la . di questa cifra almeno sono certo. — rispose l'allievo. che va ancora rinfrescando. Era il 9 marzo. — E qual è stata la velocità della nave? — In media. — A circa quattromila cinquecento miglia. l'allievo se ne stava a prua. Se ci sono cose delle quali posso dubitare. e la signora Weldon. e se qualche cosa mi stupisce. — E tuttavia. da che il vento s'è levato da nord-ovest — rispose Dick Sand — e cioè dal giorno in cui abbiamo perduto il nostro povero capitano e il suo equipaggio! Era il 10 febbraio. — riprese la signora Weldon. signora Weldon. è di non averla già in vista! — Eppure. — Nulla. Dick? — gli domandò. non incontriamo nemmeno una nave di quelle che di solito frequentano questi paraggi! — Non è possibile che tu ti sia sbagliato. Perciò. specialmente fra le brume. e. — Sempre. centottanta miglia al giorno. — Non vedi ancora nulla. la costa americana deve essere vicina? — Non può essere lontana. — rispose l'allievo. venti miglia meno. — E secondo te. da alcune parole che gli sfuggirono. — Ed è perciò che sono sorpreso di non vedere la terra! E quel che è ancora più straordinario. Ciò lo meravigliava. ma non appariva ancora nulla del litorale americano. signora Weldon.

Ma se la velocità del Pilgrim. al punto di rottura. ma la sagola che si era rotta nel mezzo. — Che c'è. si ritirò nella sua cabina. fu portato e gettato fuori del parapetto. ma egli si chiese. non era la legatura che era venuta meno. lo farò gettare di nuovo. Tom? — La sagola si è spezzata! — Spezzata! — esclamò Dick Sand. saldamente dato volta all'estremità della sagola. e. e Dick Sand non aveva più alcun mezzo per valutare esattamente la velocità della nave. su questo punto non posso essermi sbagliato. Erano appena state svolte venticinque bracciate. Ad ogni modo. operazione cui il vecchio negro era ormai abituato. — E il solcometro è perduto! Il vecchio Tom mostrò l'estremità della sagola che gli era rimasta fra le mani. con diffidenza. signora Weldon. con il cuore grosso. Era purtroppo vero. il solcometro era ormai perduto. per conseguenza. fossero stati singolarmente logorati! Lo erano. se quel logorio fosse realmente dovuto all'uso. difatti. che non volle insistere. Ecco. Il solcometro è stato gettato ogni mezz'ora. e vedrete che filiamo adesso in ragione di dieci miglia all'ora. e non sapeva che le sue indicazioni erano false! La signora Weldon lo vide cosi addolorato da questo incidente. ciò che ci darebbe più di duecento miglia al giorno. Il solcometro. quando la sagola si allentò improvvisamente fra le mani di Tom. signor Dick! — gridò. E tuttavia essa era quasi nuova! Bisognava dunque che i trefoli. e. il . quando ebbe fra le mani l'estremità della sagola. ne ho rilevato molto esattamente le indicazioni. 80 — Ah. — No. L'unico strumento che possedeva era una bussola. come potè constatare Dick Sand. Dick Sand chiamò Tom e gli ordinò di gettare il solcometro.velocità del Pilgrim? — insistette la signora Weldon.

ma invano: una raffica pili violenta si abbatté in quel momento . Dick Sand. Dick Sand. Austin. Poi. il Pilgrim continuò a filare con velocità eccessiva.cammino percorso. non potevano più essere valutati. Divenne urgente modificare ancora una volta lo stato della velatura. e di ammainare le vele basse. disgraziatamente. essendo stata ridotta la vela di gabbia. non senza che quelle brave persone avessero cento volte corso il rischio di essere precipitate in mare.4 Ciò annunciava uno di quei colpi di vento che percorrono fino sessanta miglia all'ora. e in quel giorno. Chiamò Tom e i suoi compagni perché lo aiutassero nella difficile operazione che. fu facile constatare che la scia della nave non diminuiva. vedendo che la vela di gabbia stava per essere lacerata. il brigantino-goletta portò soltanto il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. per navigare soltanto con il controfiocco e la vela di gabbia con due mani di terzaruoli. Infatti. non senza spavento.5 Si preannunciava una vera tempesta. Dick Sand vide. Dopo molti sforzi. per lascare le drizze non appena ne avesse ricevuto l'ordine. mentre Tom restava al timone ed Hercule sul ponte. Actéon e Bat salirono sull'alberatura. diede l'ordine di ammainarla. tanto il rollio scrollava l'alberatura. che il barometro discendeva a ventisette pollici e nove decimi. 4 716 mm. e ammainata la trinchettina. allo scopo di non compromettere la sicurezza della nave. fin dall'alba.) 81 Quantunque la velatura fosse cosi estremamente ridotta. e tale che il Pilgrim non poteva nemmeno portare quel po' di tela che gli rimaneva. (NJ. non poteva essere rapidamente eseguita. il tempo si fece ancora più burrascoso. E nondimeno il tempo stringeva. che già la tempesta si scatenava con violenza. il giorno seguente. Dick Sand risolvette di calare l'albero di velaccio e l'albero di freccia. Il 12. l'albero di freccia e quello di velaccio furono calati. il barometro scese a ventotto pollici e due decimi.A.

(NJ. senza dir nulla di ciò che aveva potuto vedere. devastò la Guadalupa. uno di quei terribili colpi di vento. che si trovava sul pennone di parrocchetto. Negoro sali sul ponte. e Dick Sand . Dick Sand. il 23 luglio 1825. Austin. si pensi che cosa può avvenire di una nave. può sfidare i più violenti colpi di mare. si sarebbe da un momento all'altro spezzata. che gettano in costa tutte le navi di una rada. fu percosso dalla scotta di sinistra. Tale fu quello che. questo era il caso del Pilgrim.A. Là. quella dell'uragano. Tornò dunque a prua. e l'aria si spostava con una velocità di novanta miglia1 all'ora. e si rimise al timone._. Ancora una volta ebbe un sorriso sinistro e. suo malgrado.sulla nave.. Quando si vedono sollevati dal vento dei pesanti cannoni da ventiquattro. spinta con tanta furia. i più robusti edifici non possono resistere. Un momento dopo. non aveva più che un pensiero.) _. gli scogli del litorale non potevano essere lontani. 82 impeto del vento e. Difatti era proprio un uragano. il suo braccio si tese improvvisamente verso un punto dell'orizzonte. Pochi minuti dopo che la vela di gabbia era stata fatta a brandelli. tornò al suo alloggio.. anche il controfiocco fu strappato. poiché. purché sia solidamente costruita. anche a terra. secondo i calcoli. e ai quali. ma non vide nulla che avesse l'apparenza di una terra. e strappò la vela. Ferito.. che cioè la nave. la quale non ha altro punto d'appoggio che un mare tempestoso! E nondimeno è alla sua sola mobilità che essa può dovere la propria salvezza! Cede allo 5 709 mm. la tempesta prese la sua forma più terribile.A) 1 Circa 166 km. Si sarebbe detto che egli avesse riconosciuto qualche alta terra fra le brume!. preoccupatissimo. ma piuttosto leggermente. {NJ. CAPITOLO XII ALL'ORIZZONTE IN QUEL MOMENTO. egli potè ridiscendere sul ponte. Il vento era passato al sudovest.

Il Pilgrim correva dunque a secco di vele. nonostante lo spaventoso sbandamento del brigantino-goletta. avessero ceduto al peso delle valanghe liquide. ma Dick Sand vi si era opposto fermamente. e c'era da sperare che avrebbero resistito nel caso che qualche formidabile ondata fosse piombata sulla coperta. Per fortuna. poiché le montagne d'acqua correvano più presto del brigantino-goletta. Tutti i boccaporti erano stati ermeticamente chiusi. questo è un pericolo gravissimo. Talora. qualora non si fosse alzato abbastanza presto. e si doveva dunque tentare di governarlo. il rollio della nave. piccola vela di solida tela che avrebbe resa la nave più facile ad essere governata. poiché sarebbe stato un esporsi senza necessità. Per una nave che fugge dinanzi alla tempesta. minacciando di colpirlo in poppa. In tali condizioni. con il timone. Se. dando a credere che le sfiorasse appena. l'alberatura. e c'era il rischio di ricevere qualche mostruoso colpo di mare in poppa. legati essi pure. aggrappati alle bitte. Hercule e Actéon. si tenevano pronti a venirgli in aiuto. la nave poteva riempirsi d'acqua e colare a fondo. mentre Tom e Bat. e ciò bastava per imprimergli una eccessiva rapidità. al piccolo Jack. per disgrazia. il suo . al cugino Bénédict e a Nan. e in modo che. lo stivaggio era stato fatto bene.dovette allora rinunciare a stabilire anche solo un mangiavento. La signora Weldon avrebbe preferito rimanere sul ponte. per ordine dell'allievo. Quanto alla signora Weldon. poiché non avrebbe conservato nemmeno un brandello di tela. vigilavano a prua. vi si era legato a mezzo corpo per non essere portato via da qualche colpo di mare. ma il vento investiva lo scafo. pareva emergere dalle onde. Ma che fare per evitare simile eventualità? Non si poteva imprimere al Pilgrim una velocità maggiore. fin tanto che fosse possibile. era spaventoso. se ne stavano nelle cabine di poppa. sballottata sulle ondate enormi sollevate dalla tempesta. Dick Sand non lasciava più un istante la ruota. l'attrezzatura. la cui azione era spesso impotente. anzi.

. E fu ancora mentre egli dormiva. ma teneva in mano il pezzo di ferro che aveva tolto di sotto l'abitacolo. illuminata dalle lampade. quando Negoro. Dick Sand aveva ancora diminuito il numero delle ore che consacrava al sonno. udi quel grido e.. nella notte dal 13 al 14 marzo. e lo fece sparire prima che Dick Sand lo avesse scorto. l'ago aveva ripreso la sua posizione normale e indicava esattamente il nord magnetico. — rispose Tom. Dick Sand.. Tuttavia. Era in buono stato. assai preoccupato. Negoro cadde. Negoro aveva dunque interesse a che l'ago calamitato riprendesse la giusta direzione? Si. precipitandosi fuori dell'alloggio. Tom e Bat si trovavano a poppa. Il cuore dell'allievo si allargò: il guasto dell'unica bussola di bordo sarebbe stato una disgrazia irreparabile. si curvò sull'abitacolo. — C'è che quel cuoco della malora è caduto sulla bussola. posava sempre sui suoi due circoli concentrici. fu appunto il fatto che. e la bussola. che avvenne un nuovo incidente.. Già Negoro si era alzato. dopo levato il pezzo di ferro. in un momento d'insonnia. e perciò la signora Weldon. poiché quei venti di sud-ovest ora gli servivano!. nel timore che si ammalasse. ottenne che accettasse di riposarsi un poco. quale doveva essere sotto quel meridiano. Dick Sand. Ma ciò che Dick Sand non aveva potuto osservare. A un tratto. che di rado si faceva vedere su quella parte del ponte. si avvicinò e parve anzi volesse discorrere con loro. temendo che la bussola si fosse spezzata. A queste parole. se non si poteva rendere responsabile Negoro . 83 Tom gettò un grido. se non si fosse trattenuto all'abitacolo. e sarebbe certamente precipitato in mare. accorse a poppa. ma Tom e suo figlio non gli risposero. per un violento colpo di rollio.carico non si spostava. — Che c'è? — domandò l'allievo.

— Ciò che mi piace. che espone una nave a ricevere cattivi colpi di mare. — rispose Negoro. nulla nello stato del mare indicava tale cambiamento. • era Hercule che gli aveva semplicemente posato la sua pesante mano sulla spalla. proprio a voi.. che non sono schizzinosi! — Non ancora. adesso la percuotevano nel fianco di sinistra. — Negoro. il vento era cambiato. — Avete detto?.della sua involontaria caduta. che non potè trattenere un moto di collera. — Che fate qui? — gli chiese. Non appena la mano del negro fu tolta dalla sua spalla. ma passando dinanzi a Hercule. L'allievo trasse di tasca una rivoltella e la puntò sul mastro cuoco. Negoro si rialzò. cosa strana che colpi l'allievo. La nave correva sempre nella stessa direzione. situazione piuttosto pericolosa. maledetto negro! 84 Frattanto. ma il vento e le onde. a quell'ora. Dick Sand aveva ragione di meravigliarsi che. eppure. egli si trovasse a poppa della nave. perciò Dick Sand fu costretto a lasciar portare di quattro quarte per continuare a fuggire davanti alla . — Ebbene. — Dico che non esiste un regolamento per cui mi sia proibito di passeggiare a poppa! — ribatté il mastro cuoco.. invece di investirla direttamente a poppa. di venire a poppa! — Davvero? — disse Negoro. vi spezzerò il cranio! In quel momento. e che al primo atto d'insubordinazione. — ribatté Dick Sand — e proibisco. sempre cosi padrone di sé. o almeno sembrava aver fatto un balzo di 45°. fece allora un gesto di minaccia. Negoro si senti irresistibilmente curvato fino al ponte. — disse il gigante — volete che getti questo furfante in mare? Sarà una festa per i pesci. — Capitano Sand. — rispose Dick Sand. mormorò fra i denti: — Me la pagherai. — esclamò Dick Sand. — disse — è bene che sappiate che questa rivoltella non mi lascia mai. questo regolamento lo faccio io. E costui.

se. Dal 14 al 26 marzo.tempesta. Il Pìlgrim fuggiva verso nord-est con una velocità che non poteva essere inferiore a duecento miglia ogni ventiquattr'ore. non potè trovare un motivo plausibile a quella che sarebbe stata una criminosa premeditazione da parte del mastro cuoco. se avesse ancora il senso della realtà. si chiedeva se non c'era qualche rapporto fra la caduta di Negoro e il guasto della prima bussola. Negoro venne molto sorvegliato. allora. in permanenza. ella. Per tutta la settimana la tempesta non diminuì. fu impossibile approfittare di un momento di calma per spiegare qualche vela. per una lunghezza di centoventi gradi! Dick Sand si chiese se non fosse pazzo. per precauzione. di avvicinarsi il più presto possibile alla costa d'America? Quando Dick Sand parlò di quell'incidente alla signora Weldon. d'altra parte. e il cuoco si guardò bene dall'awicinarglisi. fu messo.il Pilgrim non poteva mancare di . quella terra era l'America. la sua attenzione era desta più che mai. non avesse percorso una falsa rotta! No! Non poteva accusarsi a tal punto! Il sole. benché non potesse scorgerlo fra le brume. Il barometro continuò a scendere. e la terra non compariva ancora! Eppure. Che cosa era venuto a fare li il cuoco? Aveva forse qualche interesse a guastare la seconda bussola? E quale interesse? Era cosa che non si spiegava in alcun modo. Nondimeno. Dingo. Negoro non doveva desiderare. sugli scogli della quale forse la nave si sarebbe spezzata. ma egli si tenne per detto ciò che gli aveva ordinato l'allievo e non arrischiò più di farsi vedere a poppa della nave. quantunque partecipasse in una certa misura alla sua diffidenza. dopo tanti giorni. era forse scomparsa quella terra? L'America. dov'era dunque. Ma. dove. a sua insaputa. come tutti. continuava a levarsi davanti a lui e a tramontare dietro di lui! Ma. per prudenza. se non era là? Fosse il continente sud o il continente nord — poiché tutto era possibile in simile confusione . gettata come immensa barriera fra l'Atlantico e il Pacifico.

avvenne un incidente della massima gravità. — chiese l'allievo. sali sul ponte.. nella posizione in cui lo aveva messo Negoro. fece udire questo grido: ■— Terra! terra! Dick Sand balzò verso il castello di prua. — rispose Hercule con un moto affermativo del capo. Hercule. poiché solo un fatto simile poteva giustificare la mancanza di qualsiasi terra! 85 Perciò. poiché né la .. L'allievo guardava. era incomprensibile per lui come lo sarebbe stata per chiunque altro! Intanto. verso le otto del mattino. forse? — La terra? — esclamò Dick Sand. — Avete veduta la terra?. mostrando un punto quasi impercettibile all'orizzonte a nord-est. la signora Weldon. quel giorno. Dick Sand continuava ad esaminare avidamente la carta. E tese la mano verso sinistra. di guardia a prua. nonostante la sua promessa di non salirvi. egli non aveva potuto controllare? E davvero questo timore lo assali. La signora Weldon. — Signora! — gridò Dick Sand. e non vedeva nulla. a prua. Fra i muggiti del mare e del cielo la voce si udiva appena. la carta non gli poteva dare la chiave di un enigma che. tentò anche lei di scorgere la terra segnalata dal negro. Ma per quanto la interrogasse. non appariva? Poteva Dick Sand immaginare di essere stato ingannato dalla sua bussola. 21 marzo. quando non era al timone.giungere o all'uno o all'altro! Che cos'era accaduto dopo lo scatenarsi di quella spaventosa tempesta? Che cosa accadeva. dal momento che quella costa. In quel momento. — Là! — rispose Hercule. e pareva aver concentrata tutta la vita negli occhi. Bisogna credere che la mano di Hercule indicasse male il punto dell'orizzonte che voleva mostrare. che aveva udito il grido lanciato da Hercule.. che non poteva avere occhi da marinaio. Hercule. non si sbagliava. causa il guasto della seconda bussola.. salvezza o perdita ch'essa apportasse. non potendo farsi udire. — Si. le cui indicazioni.

non era in condizione di poter dirigersi da quella parte. — Finalmente! E si aggrappò febbrilmente al parapetto. si. Dick Sand stese a sua volta il braccio: — Si. sostenuta da Hercule. La costa. cosi tardi scoperta. Trascorsero due ore: il promontorio si mostrò allora a fianco della nave. non cessava di guardare quella terra quasi insperata. con tutte le sue terribili incertezze. In quel momento si vide salire sul ponte Negoro. e siccome erano le otto del mattino. d'un tratto. nelle condizioni in cui si trovava il Pilgrim. Questa volta. poiché ella non avrebbe potuto resistere alla violenza del beccheggio. vedeva quella costa. tanto ardentemente desiderata! ma. egli guardò la costa con grande attenzione. vale a dire fuggendo dinanzi alla tempesta. A un cenno di Dick Sand. cercava di scorgere il litorale che . terra! — egli disse. fu possibile rivederla più distintamente: era senza dubbio qualche promontorio del continente americano. Fra le brume era apparsa una specie di cima.signora Weldon né l'allievo poterono vedere nulla. senza vele. i suoi occhi di marinaio non potevano sbagliarsi. ma non poteva mancare di giungere a terra. Il Pilgrim. crollò il capo come uomo che sa di che si tratta. Essendosi diradate del tutto le nuvole. la vedeva con un senso di terrore! Infatti. dopo aver pronunciato un nome che nessuno potè udire. 86 L'allievo rimase ancora un istante a prua. prima di mezzogiorno il Pilgrim si sarebbe certamente trovato vicino a terra. dunque. formata da quell'alta vetta. Finalmente. — Finalmente! — esclamò. Ma. ohimè. e ridiscese. si rialzava in quel momento a dieci miglia sottovento a sinistra. poi tornò al timone presso il vecchio Tom. la terra sottovento significava l'arenamento. Quanto a Dick Sand. Hercule ricondusse a poppa la signora Weldon. La signora Weldon. Era dunque questione di poche ore soltanto.

alta o bassa che fosse. il cielo andava rischiarandosi. ogni traccia di terra era scomparsa dietro la poppa del Pilgrim. E. qui. ma la costa non si disegnava ancora. Da prua. — rispose l'allievo.doveva incurvarsi dietro il promontorio. La signora Weldon guardava attentamente l'isola di Pasqua. — Qui. — A circa duemila miglia. — Il che equivale?. Nan e il cugino Bénédict. — Un'isola! non era che un'isola! — disse. — La carta ce lo dirà. — Ma allora il Pilgrim non ha proceduto. orlata dall'enorme catena delle Ande. Altre due ore passarono: il promontorio adesso si drizzava a sinistra di poppa. — Sf. — E a che distanza si trova dalla costa americana? — A trentacinque gradi. dove si trovavano la signora Weldon con il piccolo Jack. se siamo ancora .. Nondimeno. la quale non formava sulla carta che un punto impercettibile. signora Weldon. il cannocchiale non poteva scorgere alcun profilo di costa. come precisamente doveva essere la costa americana. tornò con la carta di bordo. molto indietro. correndo all'alloggio dell'equipaggio. Dick! Ma quale? — domandò la signora Weldon. — La terra che abbiamo veduta. non può essere che questo punto sperduto in mezzo al Pacifico! Non può essere che l'isola di Pasqua! Non ce ne sono altre in questi paraggi! — E l'abbiamo già lasciata indietro? — domandò la signora Weldon. — disse. Nulla! non vedeva più nulla! Alle due dopo mezzogiorno. avrebbe dovuto essere visibile a più di venti miglia di distanza.. e una costa alta. lasciò immediatamente il ponte. Dick Sand prese il cannocchiale e lo girò lentamente su tutto l'orizzonte ad est. e si precipitò nella cabina. Allora a Dick Sand sfuggi un grido. — Un'isola. all'orizzonte.

e perfino la signora Weldon si lasciò convincere. Pareva davvero che quei poveretti fossero alla fine delle loro pene e che il Pilgrim. visto che. in meno di dieci giorni. Dunque. aveva ragione di credere che. tuttavia. non aspettasse che l'alta marea per entrarvi! L'isola di Pasqua. quando si sarebbe avvistata la terra? Cosi sperava Dick Sand. non posso. avrebbe finito per calmarsi.. che il tempo migliorasse un poco. essa dista duemila miglia dalla costa! So finalmente dove ci ha spinti la tempesta e. — scoperta da David nel 1686. dinanzi alla quale aveva dovuto fuggire. per il rilievo dell'isola di Pasqua. è l'isola di Pasqua! Si. — rispose Dick Sand. . No. e visitata da Cook e Lapérouse. cosi da rendere possibile lo spiegare alcune vele. — non so.. giungere a un punto qualunque del litorale sud-americano. — che si chiama in realtà Vai-Hou. poiché siamo certo fuggiti con il vento in poppa verso nord-est. Ma non si poteva sperare.. Se il brigantino-goletta era stato trascinato cosi per più di 15° a nord. e allora. ciò si doveva certamente alla tempesta da sud-ovest. in vista del porto. potremo avvicinarci con probabilità di salvezza al continente americano! Ora.tanto lontani dal continente! 87 — Signora Weldon. che persisteva già da tanti giorni. come per concentrare le proprie idee.. come aveva detto l'allievo. non posso spiegare questo incredibile ritardo!. egli si diceva che l'uragano. Sf. che mi ha permesso di rilevare la nostra posizione. a meno che non siano state falsate le indicazioni della bussola!. Ma quest'isola non può essere che l'isola di Pasqua. è situata a 27° di latitudine sud e 112° di longitudine est. almeno. sotto l'impulso di quel vento estremamente impetuoso. e bisogna ringraziare il Cielo. il Pilgrim era ancora a duemila miglia dalla costa.... adesso conosceva la sua posizione. la nostra nave non è più smarrita nell'immensità del Pacifico! Questa fiducia del giovane allievo fu condivisa da quanti lo udivano parlare.. doveva. che passò un istante la mano sulla fronte. se questa si calma.

CAPITOLO XIII TERRA! TERRA! TUTTAVIA. Se egli era stato trascinato dal capriccio dell'uragano. solidamente costruito e attrezzato. aveva sofferto poco per gli aspri assalti della tempesta. Dio solo comandava ai venti e alle onde. il Pilgrim. Se. egli era « padrone dopo Dio ». si! l'aver riconosciuto quel punto isolato nel mare. di cui era istintivamente riboccante il cuore di Dick Sand. Dick Sand non poteva ancora pensare a spiegare la più piccola vela. Il giorno seguente. Ah. Rimaneva soltanto quell'interminabile uragano di cui nulla sembrava dover moderare il furore. e le pompe erano in ottimo stato: dunque. L'oscillazione non fu né brusca né considerevole: soltanto poche linee. né al cielo di rasserenarsi. 27 marzo. almeno adesso non procedeva più alla cieca. nel tubo barometrico. perdita facile da riparare. Le sue avarie si riducevano unicamente alla perdita della vela di gabbia e del controfiocco. perché sarebbe stata strappata dal vento. tuttavia sperava di poter spiegare entro ventiquattro ore un mangiavento. che non poteva dominare. nulla da temere. aveva reso a Dick Sand la fiducia. Non una goccia d'acqua era penetrata attraverso la carena o il ponte. fuori bordo. stava per essere in parte giustificata.ripreso il dominio della nave. se il mare rimase eccesivamente tempestoso. avrebbe potuto guidarla in porto sicuro. D'altra parte. da questo lato. . questa fiducia. fino a un certo punto. come per un favore della Provvidenza. ma la progressione parve dover essere continua. la colonna di mercurio si alzò. si potè però constatare che il vento andava diminuendo e risalendo leggermente verso ovest. a 88 bordo. Se. Dick Sand poteva mettere la sua nave in condizione di lottare contro la burrasca. non poteva però ordinare al vento e alle onde di placarsi. Era evidente che la tempesta stava per entrare in fase di decrescenza e.

dunque. — non vi sbagliate! Da ieri. fu la signora Weldon.A notte. o stia per calmarsi! — Si calma. e la nave fu meno squassata dagli impetuosi colpi di rollio che avevano minacciato di spaccarla. e la signora Weldon lo trovò più energico di quanto non fosse mai stato. — disse la signora Weldon porgendo la mano all'allievo. e il vento è diminuito. un giorno. aveva fiducia. forse. il barometro non è sceso. capitano mio. Dick! Ah. Dimagrito. pallido sotto la tinta abbronzata del volto. — ma ho come un presentimento che la tempesta si calmi. — Ma potrai finalmente prendere un po' di riposo.. in confronto di ciò che era stato fino allora. — Il mio stretto dovere. durante la tempesta. — Ah. l'aveva costretta a rinchiudersi. — rispose l'allievo. ti disobbedisco. signora Weldon. e se è vero che alla fiducia non si comanda. preghiere! 89 — Si. — rispose la signora Weldon. il bravo Sand. dove Dick Sand. ho ragione. di credere che le nostre prove più aspre siano passate! — Il Cielo ti ascolti. E poi. dove non arrischiavano più di essere travolti in mare da qualche ondata. che una volontà veramente sovrumana aveva reso capace di resistere a tante fatiche. signora Weldon! — esclamò Dick Sand sorridendo — voi disobbedite al vostro capitano! Tornate sul ponte. infatti. La prima ad abbandonare la cabina. sebbene.. Ella venne a discorrere con l'allievo. povero figliolo! Hai fatto.. avrebbe pagato caro quel periodo di eccessiva fatica! Ma non era il momento di lasciarsi abbattere! Dick Sand si era detto tutto ciò. signora Weldon. tanto necessario alla sua età! Ma no! la sua robusta costituzione resisteva a tutto. per prudenza. infatti. I passeggeri cominciarono a riapparire sul ponte.. figliolo caro. lasciate la cabina nonostante le sue. . il vento si moderò molto. egli avrebbe dovuto essere indebolito per la privazione del sonno. è pur vero che essa comanda! — Dick. hai sofferto molto.

— È Dio che ha fatto ogni cosa. ti ripeto che. Tom. e uomo degno di comandare. capitano Sand. ti sei dimostrato uomo. figlio caro. essendo un po' diminuito il vento. — Suvvia. non dubitava di poter dirigere la nave verso un porto. e presto. — esclamò Dick Sand con gli occhi pieni di lacrime. ti abbraccio per mio marito e per me! La coraggiosa donna non avrebbe voluto intenerirsi stringendo il giovane allievo fra le braccia. amici miei. che dovevano accrescere la velocità del Pilgrim. appena avrai finito i tuoi studi (mio marito non mi smentirà) tu comanderai per la casa James W. io!. — Ha fatto tutto lui! — Figliolo. — Grazie a Dio. più preziosa della vita. Dick Sand pensò di ristabilire la vela di trinchetto e la vela di gabbia. — replicò la signora Weldon — tu sei già nostro figlio di adozione.— Riposo? Non ho bisogno di riposo. — disse il vecchio Tom. — Dick. Il 29. Dopo questa conversazione. assicurandone la direzione. chi potrebbe descriverli? Egli si chiedeva se non c'era qualche cosa.. Dick Sand si senti più forte. — rispose l'allievo. — qui da me: ho bisogno delle vostre braccia! — Siamo pronti. signora Weldon. il salvatore di tua madre e del tuo fratello minore Jack! Caro Dick. sto molto bene.. — Dick. — gridò egli quando risali sul ponte all'alba. . Solo che il vento si fosse moderato e gli fosse permesso di spiegare qualche vela. — rispose Dick Sand. Weldon! — Io. — riprese la signora Weldon — mio marito ed io non dimenticheremo mai ciò che hai fatto... con la tua energia morale e fisica. ed ora sei. Quanto ai sentimenti che provava Dick Sand. da dare per i suoi benefattori e accettava anticipatamente ogni prova che gli sarebbe stata imposta per l'avvenire. e bisogna che vada fino alla fine! Voi mi avete nominato capitano. suvvia. dove tutti coloro che si trovavano a bordo avrebbero trovato la salvezza. ma il cuore le traboccava. e rimarrò capitano fino al momento in cui tutti i passeggeri del Pilgrim saranno al sicuro.

che prima della tempesta avevano dovuto essere ammainati. — Ed ora. perché la vela di gabbia se l'è portata via la tempesta. all'opera. poiché si trattava di issare dapprima la vela arrotolata su se stessa e poi di inferirla al pennone.— Pronti a tutto. e lo aiuterai a governare. — rispose Actéon. \ nonostante la forza del vento. — riprese l'allievo — cominciamo a inferire una vela di ricambio. amici. — Ora. amici. Nondimeno. — soggiunse Hercule. — Si. — Non c'era niente da fare durante la tempesta e cominciavo ad arrugginirmi! 90 — Dovevi soffiare con la tua gran bocca! Scommetto che saresti stato forte quanto il vento. ma va fatto! — Si farà. Jack! — osservò Dick Sand ridendo. era piuttosto difficile per Tom e i suoi compagni. Dick Sand comandò cosi bene e fu cosi bene obbedito che. — disse il piccolo Jack. furono ristabiliti senza troppa fatica. si misero subito al lavoro. faremo soffiare a Hercule nelle vele! — Ai vostri ordini. — Posso aiutarvi? — domandò il piccolo Jack sempre disposto alla manovra. — rispose l'allievo. È inutile dire quanto fosse superbo il piccino della sua qualifica di aiuto timoniere del Pilgrim. — Tu. alle dieci del mattino. signor Dick! — rispose il bravo negro gonfiando le guance come un gigantesco Borea. Finalmente. Inferire una vela al pennone di gabbia. — Buona idea. Sarà forse difficile. e la vela di gabbia convenientemente stabilita con due mani di terzaruoli. diretti dall'allievo. il Pilgrim filava con la vela di trinchetto. quel giorno. va' al timone insieme con Bat. dopo un'ora di lavoro. — Quando avremo la calma. il pennone issato. Jack. la vela era a posto. Quanto alle vele di trinchetto e al secondo fiocco. — Badate di esporvi il meno possibile! I negri. — riprese Dick Sand. poiché Dick Sand non aveva giudicato opportuno . la vela di gabbia e il fiocco.

ma lasciavano fra esse grandi squarci. riprese il governo della nave. L'allievo fu veramente soddisfatto quando. ma il tempo andava rimettendosi al bello. e pure il ponte fu spazzato. e dunque era certo di essere in vista della terra entro sette giorni. tornato al timone. dopo averle mostrato sulla carta la probabile posizione della nave. attraverso i quali il sole faceva giungere i suoi raggi fino alla superficie delle acque. Per arieggiare un poco l'interno della nave. Egli non si trovava più in balia delle onde e filava bene. senza affaticare l'equipaggio. II giorno seguente. Un'aria salubre penetrava nella stiva.aggiungere altre vele. Le vele umide furono messe ad asciugare stendendole sui pennoni di rispetto. poi ricompariva per sparire ancora. nell'alloggio dell'equipaggio. opinione che fece condividere dalla signora Weldon. Bella cosa quella luce vivificante! Talvolta scompariva dietro una 91 ) grande massa di vapori che correvano verso est. Quelle che portava dovevano \ assicurargli. Per quanto l'allievo non potesse più gettare il solcometro. nel quadrato di poppa. la pulizia totale sarebbe stata condotta a termine bene. La sua soddisfazione sarà compresa da tutti coloro che hanno una certa familiarità con le cose di mare. e non gli abbisognava di più per giungere alla costa americana entro una decina di giorni. aiuto timoniere del Pilgrim. perché Dick Sand non voleva che la nave giungesse in porto senza aver fatto un po' di toeletta. aveva una sufficiente pratica per giudicare dalla scia di una nave quale fosse pressappoco la sua velocità. dopo aver ringraziato mastro Jack. una velocità di almeno duecento miglia ogni ventiquattro ore. . Talora il Pilgrim ne era 1 inondato. fintanto che il vento non fosse scemato. le nuvole correvano ancora con la medesima rapidità. Dedicando qualche ora ogni giorno a questo lavoro. erano stati aperti i boccaporti.

— Ebbene. in questo momento non mi è possibile. La Compagnia di navigazione del Pacifico ha. Ne passasse anche una sola. I suoi steamers toccano i principali punti della costa. dopo avervi sbarcata. signora Weldon. e niente di più facile per voi imbarcarvi per la California. come doveva fare il capitano Hull. Dick. Qui è l'isola di Pasqua.— Ebbene. Se possiamo procurarci un ufficiale e un equipaggio. signora Weldon. ma in questi paraggi spero di incontrare qualche nave. ci metteremmo in contatto con essa. ma molto più vicino a terra. signora Weldon.. e benché mi dispiaccia tanto separarmi da voi. — Si.. — Non fai dunque conto di ricondurre il Pilgrim a San Francisco? — domandò la signora Weldon. e ci comunicherebbe la nostra posizione esatta. Ma. sempre costante. e dalla direzione del vento. il che faciliterebbe molto il nostro arrivo in vista della terra. — Più precisamente non potrei dirlo. Sulla costa i porti sono abbastanza numerosi. che abbiamo lasciata ad ovest. e poi torneremo al nostro porto di scalo. qualunque sia. — rispose l'allievo indicando la lunga linea del litorale che si stende dal Perii al Cile. caro Dick? — domandò la signora. non sembravi temere i pericoli che presenta la terra? — Infatti mi preoccupano. . ma dire quale avremo in vista quando staremo per approdare. Dick. e anzi sono meravigliato di non vederne nessuna. — Qui. — Non vi sono piloti che facciano servizio presso la costa? 92 — Ce ne devono essere. e voi vi troverete certo i mezzi per tornare prontamente a San Francisco. Ma ciò ritarderebbe troppo il vostro arrivo. un servizio organizzato molto bene. sul litorale. in quale punto della costa approderemo. andremo a sbarcare il nostro carico a Valparaiso. — Bene. — interruppe la signora Weldon — vedremo più tardi quel che si dovrà fare. dimmi un po'. ne concludo che troveremo la terra ad est. quel porto sarà il benvenuto! — Si.

Per assicurare. la quale si sarebbe fatta gravissima. se non sarebbe stato ancora costretto a fuggire a secco di tela. che insisteva per sapere come l'allievo si sarebbe.. — Sarò costretto a mettere la nave in costa. dunque! Ci dirigiamo verso terra e fra poco la vedremo! Si. nelle condizioni in cui si trova il Pilgrim. vi furono nello stato dell'atmosfera alternative che di nuovo preoccupavano molto l'allievo. e certe oscillazioni nella colonna barometrica indicavano che tendeva a crescere. una o due volte. fece tesare sartie e paterazzi. presi dal timore che il vento mutasse del tutto soffiando . e Dio voglia che non siamo ridotti a tal punto! Ma vi ripeto. E tuttavia. signora Weldon. — domandò la signora Weldon.. signora Weldon. al bisogno.. e se il vento sarà troppo forte. gli premeva conservare almeno la vela di gabbia. fintanto che vi fossero probabilità di evitarla. Soprattutto non si doveva compromettere la situazione. — Ah! è una dura necessità. Dick? :— Allora. tratto d'impaccio. — E se non incontrassimo alcun pilota?. la solidità degli alberi.. perciò Dick Sand si domandava. che farai. che l'aspetto del cielo è rassicurante. Siccome il barometro risaliva. furono pure. — rispose Dick Sand — una volta che esso si sia troppo avvicinato alla terra.. — rispose l'allievo. Per alcuni giorni. se il tempo è bello e il vento moderato. non senza apprensione. e non è possibile non incontrare una nave o un battello-pilota.Perciò bisogna continuare ad accostarci. sarà molto difficile allontanarlo! — E che farai? — ripete la signora Weldon. allora. — Allora?. Il vento continuava ad essere impetuoso. — In tal caso. cercherò di risalire la costa abbastanza da vicino per trovarvi un rifugio. mettere la nave in costa è la soluzione estrema alla quale il più energico marinaio non si risolve senza terrore! Perciò appunto Dick Sand non voleva prevederla. però. Speriamo bene.. qualora il Pilgrim fosse rimasto privo dell'alberatura. e la fronte gli si oscurò un istante. finché il vento non avesse minacciato di strapparla. che risolvette di lasciare.

dopo un certo tempo. le quali sorgevano dal basso. erano trascorsi più di due mesi da quando il 93 Pilgrim aveva lasciato la Nuova Zelanda. a est. e là. ora a sud. dato che la catena delle Ande è molto alta. nel qual caso sarebbe stato necessario procedere bordeggiando. perciò. Si era al 5 aprile. Per venti giorni la sua rotta era stata ritardata dal vento contrario e da lunghe bonacce. era stata certamente assai notevole. passando ora a nord. che passasse. però mantenendosi sempre forte. se si voleva scorgere all'orizzone qualche picco emergere fra i vapori. ma. non era ancora giunto in vista della costa? Forse questa fuggiva dinanzi al Pilgrim} Era assolutamente inesplicabile. Ma il 6 aprile. durante la tempesta. cercava di scoprire qualche accenno di montagne. significava nuovo ritardo. Spesso Dick Sand vi saliva egli stesso. il vento si stabili definitivamente ad ovest. Bisognava dunque osservare nella zona delle nuvole. Tom e i suoi compagni furono ingannati da falsi indizi di terra. con il cannocchiale agli occhi. erano costrette a riconoscere d'essere state vittime di un'illusione ottica. Dopo aver variato per alcuni giorni. poi si era trovato in condizioni favorevoli per giungere rapidamente a terra: la sua velocità. questi timori non si avverarono. e con il rischio d'essere respinto al largo! Per fortuna. La pretesa terra si spostava. mentre non erano che nubi di forme bizzarre. Accadde anzi che quelle brave persone si ostinassero talvolta nelle loro affermazioni. cioè. e Dick Sand stimava la sua media a non meno di duecento miglia al giorno! Come mai.dalla parte opposta. cambiava forma e finiva con lo sparire del tutto. benché uno dei negri stesse continuamente sulle crocette di vedetta. dunque. Nuova ansietà di Dick Sand. il dubbio non fu più possibile. Che avrebbe fatto con un vento contrario? Bordeggiare. Eppure nessuna terra era segnalata. Più volte. infatti. Erano le otto di mattina e Dick Sand era salito sulle . e tale che affaticava l'alberatura.

il quale.crocette. si profilava una costa bassa. le nebbie si condensarono e l'orizzonte si trovò abbastanza rischiarato. curioso come tutti i bambini della sua età. tutti accorsero sul ponte. ma era evidente. Allora. Alcuni alberi coronavano una successione di rupi poco alte. si allungava come una sottile lingua di terra. che finalmente stavano per rimettere piede sul continente americano. Quella parte della costa terminava a nord-est con un capo piuttosto 94 elevato. gli altri con gli occhi della fede. Doveva essere dominata più indietro dall'alta catena delle Ande. In quel momento. Due ore dopo. perfino il cugino Bénédict. le cui sofferenze stavano per cessare toccando terra. dato il carattere geografico del paese. che dominava una specie di rada temporanea. cosi avvezzo ad osservare gli orizzonti marini. Del resto. dal canto suo. finalmente. nessun porto. che l'alta catena delle Ande formava il loro piano posteriore. Tom e i suoi compagni. Tutti videro ciò che Dick Sand aveva veduto. o che almeno pareva tale. Il Pilgrim correva dritto e veloce verso quel litorale. dalla bocca di Dick Sand sfuggi. sotto i primi raggi del sole. alla distanza di circa quattro miglia. neppure una foce di fiume che potesse servire di rifugio a una nave. e un'ora dopo si doveva convenire che egli non si era sbagliato. la signora Weldon. Negoro solo non si mostrò. Ma. e a sud-est. nessuna abitazione in vista. ma l'ultima zona di nuvole non permetteva di scorgerne le cime. non era più che a tre miglia. il grido tanto aspettato: — Terra! terra davanti a noi! A quel grido. che si stagliavano contro il cielo. che si andava allungando a vista d'occhio. . accarezzava la speranza di raccogliere tutta una collezione d'insetti per lui nuovi. da parte dell'allievo. gli uni molto distintamente. il piccolo Jack. A est. al contrario. non c'era errore possibile.

là doveva esservi una risacca mostruosa. si doveva attraversare una linea di scogli. si mise al timone. senza pronunciar parola. Dick Sand non avrebbe potuto impedirlo. non lo vide. prima di giungervi. e i lineamenti contrarglisi un poco. che andava e veniva sul ponte.Il Pilgrim continuava a correre dritto verso terra. ma essa non sembrò spaventarlo. — ho perduto ogni speranza di trovare un rifugio! Entro mezz'ora. e si vedevano le onde spingersi fino a mezza altezza. e che l'istinto gli avesse ricordato qualche cosa di doloroso. Dick Sand scorse allora una specie di piccolo seno nel quale decise di rifugiarsi. che lo osservava. i cui lamentosi latrati continuavano ad essere rivolti verso la terra. guardando la terra. fra i quali sarebbe stato difficile trovare uno spazio libero. perché un irresistibile sentimento lo spinse fuori della cabina e. tornò a poppa e. Negoro guardava la furiosa risacca. credette di vedere la sua faccia arrossire leggermente. — disse. Dingo. Con la velatura ridotta di cui disponeva e i venti che lo investivano di fianco. con voce ferma: — Signora Weldon. Dingo. Dick Sand. Dunque. Si sarebbe detto che il cane avesse riconosciuto quel litorale. Poi. nonostante tutti i miei . In quel momento. si slanciò verso la prua e. fece udire dei lamentosi latrati. andò quasi subito dopo ad appoggiarsi al parapetto. La signora Weldon. contro le quali il mare si frangeva schiumando. Negoro lo udì senza dubbio. dopo essere rimasto sul castello di prua a osservare la costa. A prua si disegnava una lunga linea di scogliere. e venne per un'ultima volta a guardare il seno che si apriva a poco a poco. qualsiasi cosa avesse da temere dal cane. La risacca indicava che l'acqua mancava dappertutto. Negoro conosceva quel punto del continente dove i venti spingevano il P il grimi In quel momento Dick Sand lasciò il timone affidandolo al vecchio Tom. ma. Fortunatamente per lui. Il vento andava sempre più rinfrescando e il brigantinogoletta si trovò presto a soltanto un miglio dalla riva.

Dick Sand fece anche portare sul castello di prua una decina di barili del carico d'olio di balena che avevano a bordo. la sua strana calma dimostrava chiaramente che non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno. Jack. molto tranquillo del resto. olio che. non devo esitare! — Hai fatto tutto quanto dipendeva da te. mare. il cugino Bénédict e Nan dovettero indossare delle cinture di salvataggio. Il Pilgrim si trovava a solo due lunghezze di cavo dalla costa. Tom e i negri. vale a dire che toccava quasi gli scogli. ma. versato a proposito al momento in cui il Pilgrim si fosse trovato in mezzo alla risacca. doveva calmare per un istante 5. Dick Sand riconobbe. lubrificando. — Tutto! — rispose l'allievo. la signora Weldon. ed io non potrò condurre la nave in porto! Sono costretto a perderla per salvare voi. da un cambiamento nel colore dell'acqua. le molecole d'acqua. e . si misero anch'essi in condizioni di giungere alla costa. Anzitutto. ricomparve sul ponte con la sua scatola d'entomologo a tracolla. Tale manovra avrebbe forse facilitato il passaggio della nave fra gli scogli. nel caso che venissero precipitati in mare. fra la salvezza vostra e la sua. già il suo fianco di dritta era bagnato dalla bianca schiuma della risacca. che fra gli scogli si apriva un passo. Ad un tratto. Per ultima precauzione. e ad ogni istante l'allievo aveva l'impressione che la chiglia della nave stesse per cozzare contro qualche fondo roccioso. tornò al timone. Dick Sand. per cosi dire. Quanto a Negoro. Dick? — domandò la signora Weldon. Il cugino Bénédict. abili nuotatori. mentre l'allievo si incaricava del piccolo Jack.sforzi. Hercule doveva vegliare soprattutto sulla signora Weldon. e l'allievo lo raccomandò a Bat e ad Austin. prese tutte queste precauzioni. il Pilgrim sarà sugli scogli! Dobbiamo metterci in costa. Dick Sand non voleva tralasciare nulla di quanto forse poteva assicurare la salvezza comune e. • 95 E subito fece i preparativi per l'incagliamento.

Sotto quell'olio che vi si versava a fiotti. dieci minuti dopo. il mare si placò come per incanto. la signora Weldon e i suoi compagni. dunque. . spaccato dall'urto. non doveva presentare. grazie a lui. Il loro rimpatrio. fra breve. le onde rimbalzavano fin sul ponte. Il Pilgrim scivolò rapidamente sulle acque lubrificate e puntò verso la riva. fu invaso dall'acqua con estrema violenza. almeno. perché sarebbe stato impossibile salvare qualcosa. tutti coloro che il Pilgrim portava erano in salvo ai piedi della rupe. i negri si erano posti a prua.il Pilgrim era andato ad incagliarsi! Nondimeno. 96 CAPITOLO XIV CHE COSA CONVIENE FARE Cosi. in attesa degli ordini dell'allievo. per arenarsi quanto più possibile vicino alla riva. a quanto pareva. Quanto al Pilgrim. Lo scafo del Pilgrim. salvo ridiventare piti spaventoso un momento dopo. in qualsiasi punto dell'America del Sud fossero approdati. la nave si era incagliata. era perduto. ringraziarono la Provvidenza. D'improvviso vi fu un urto: sollevata da una formidabile ondata.traversata che non era durata meno di settantaquattro giorni . Ma se Dick Sand non aveva la gioia di ricondurre al suo armatore una nave intatta. grandi difficoltà. Infatti. e una catena di piccole rocce nerastre permetteva di giungervi abbastanza facilmente. Perciò. accanto ai barili. non esitò. la risacca avrebbe disperso i rottami. dopo una traversata tanto a lungo contrariata dalle calme. e tutta l'alberatura precipitò senza ferire nessuno.siccome non bisognava esitare a cacciarvisi arditamente. poco favorita dai venti di nord-est e di sudovest . la tempesta li aveva gettati su un continente e non su una delle funeste isole della Polinesia. non appena si videro al sicuro. ormai non era più che una carcassa senza valore. Ma la spiaggia era solo a mezza lunghezza di cavo. Il mare in quel luogo era ancora più furioso. e con un colpo di timone lanciò la nave nello stretto e sinuoso canale. di cui. — Versate l'olio! versate! — gridò Dick Sand.

A nord. . perché egli sapeva. Dal quarantatreesimo grado di latitudine. del resto. specie di manghi essenzialmente distinti dai loro consimili dell'India. se il cugino Bénédict fosse stato botanico. Era. pareva del tutto deserta. Dato che quella fosse la costa del Perù. e di conseguenza. scavata molto irregolarmente da larghe gallerie dovute alla rottura della roccia. non avrebbero mancato di attirare la sua ammirazione! 97 Erano alti baobab.coloro che essa aveva trasportato si trovavano sani e salvi su qualche costa ospitale e. Là. alcuni dolci pendii permettevano l'accesso fino alla sua cima. i porti. la moglie e il figliolo di James W. si apriva la foce di un fiumicello che dal largo non si era potuta scorgere. alberi del pepe di una specie particolare. e cento altri vegetali che un . aveva potuto benissimo andare alla deriva fino al quindicesimo. nuovi per lui. latanie. tamarindi. si sarebbe potuto discutere a lungo. nel nord-est. come doveva supporre Dick Sand. fra essi. sulla riva del Perù? Poteva darsi. seminato di rocce nere. le borgate e i villaggi non vi mancavano. Qua e là. che il Pilgrim era stato respinto dai venti. dallo stesso rilievo dell'isola di Pasqua. chiuso da una scogliera di media altezza. a un quarto di miglio dal luogo dell'incagliamento.la cui scorza assomiglia alla sienite egiziana. Era un piccolo greto. Era importante dunque sapere il più presto possibile in quale punto della costa si era perduto il brigantino-goletta. Quanto a quella parte del litorale.ai quali. si è attribuita a torto una longevità straordinaria . sarebbe stato facile giungere a qualche luogo abitato. La cresta della scogliera — cosa che si riconobbe subito — era dominata da una fitta foresta. le cui masse verdeggianti ondeggiavano davanti agli occhi e si stendevano fino alle montagne che sorgevano più indietro. quanti alberi. Sulle sue rive si curvavano numerosi rizofori. Quanto poi al sapere in quale punto del litorale americano si era incagliato il brigantino-goletta. come pure per l'influenza delle correnti della zona equatoriale. Weldon. pini bianchi.

Dick Sand era molto meravigliato. certo senza contare il gran numero d'insetti interessanti che il cugino Bénédict non avrebbe tardato a scoprire. casupole o capanne non se ne scorgevano né a nord né di là dal fiumi-cello né a sud né. Qua e là si levava pure qualche pernice. circostanza piuttosto strana. che la detonazione di un'arma da fuoco non vi si fosse mai fatta udire? Sul margine degli scogli camminavano alcuni pellicani della specie del pellican minor. per saperlo. . sparse a profusione su quasi tutta la superficie del globo. ma di un biondo-castano sulla parte superiore del capo. non se ne vedeva nemmeno uno. appartenenti per la maggior parte a diverse varietà di rondini. dal collo interamente pelato e di color grigio. Di case. non si poteva chiedere loro il nome del paese e. traccia o impronta alcuna che indicasse che quella parte del continente fosse visitata da esseri umani. e alcuni gabbiani. Al disopra della regione volteggiava un gran numero di uccelli molto chiassosi. nere di piume. venuti dal largo. bisognava necessariamente rivolgersi a qualche indigeno. Ma. e non c'era indizio. occupati a riempire di pesciolini il sacco che portavano fra le branche della mandibola inferiore. fra gli alberi della fitta foresta. Ma quegli uccelli parevano essere i soli esseri viventi che frequentassero qualle parte del litorale. infine. o almeno. e che la costa fosse tanto abbandonata. cominciavano ad aggirarsi intorno al Pilgrim. nella parte superiore di quella scogliera. di cui si contano più di mille specie. Che non avessero ancora imparato a temere la presenza dell'uomo. e che si lasciavano avvicinare senza mostrare alcun timore. Ma. La signora Weldon e Dick Sand osservarono che quei differenti volatili non sembravano essere troppo selvatici. con riflessi azzurro acciaio. Ma non ce n'era. fra quelle piante esotiche non si sarebbe incontrato neppure un campione della numerosa famiglia delle palme. checché ne dicesse il piccolo Jack.americano non è affatto abituato a vedere nella regione settentrionale del nuovo continente. Nemmeno un po' di fumo saliva nell'aria.

ma aveva taciuto quasi subito. dove ci si potesse sistemare provvisoriamente e nutrirsi in qualche modo. « Che diamine! Nessuno con cui parlare! » E in verità. Ora si doveva pensare a ciò che più urgeva. ma che non annunciavano l'avvicinarsi né di un uomo né di un animale qualsiasi. qui è libero. Infatti. se qualche indigeno si fosse avvicinato. Dingo aveva latrato non poco quando il cuoco era giunto sulla riva. brontolando sordamente. Poi. decidendo sul da farsi. il suo servizio è finito.. maniere strane davvero. Negoro andava e veniva sul greto. io non ho più il diritto di dargli ordini. — Pare che cerchi di ritrovare una traccia! 98 — Molto strano. poi si sarebbe tenuto consiglio. — Dick. probabilmente avrebbe rifiutato di rispondere. — rispose l'allievo. La risacca aveva gettato qua e là fra gli scogli. Presto. era meglio non curarsi di quell'individuo cosi poco socievole. un riparo qualsiasi. si voltava. Conosceva dunque quel luogo? Se la domanda gli fosse stata fatta. infatti. Dopo il naufragio del Pilgrim. senza parlare delle risorse che doveva offrire il paese. Per i viveri non c'era da preoccuparsi. Dick Sand lo vide dirigersi verso il fiumicello e. infatti! — mormorò la signora Welaon. — Si.« Dove siamo? Dove possiamo essere? » si chiedeva. non c'era proprio nessuno. riprendendo: — Che fa Negoro? — demandò. — Va e viene!. Dingo lo avrebbe sentito e annunciato con un latrato. — Fa quello che fa Dingo. . — rispose Dick Sand. guarda un po' Dingo! — disse la signora Weldon. con il naso al suolo. Dopo tutto. è strano. e la cosa più necessaria era trovare un rifugio.. Il cane andava e veniva sul greto. la coda fra le gambe. la cambusa della nave era stata vuotata a profitto degli scampati dal naufragio. cessò di pensare a lui. e guardava la spiaggia e la scogliera come uno che cercasse di riafferrare dei ricordi e di ordinarli. quando Negoro fu scomparso alla svolta del corso d'acqua.

Inoltre. mostrandole trionfalmente la propria scoperta. e quando lo si avesse voluto. casse di carne secca. Tom e i suoi compagni avevano già raccolto alcuni barili di biscotto. quando fosse stato necessario accenderlo. non potevano più essere ripresi dall'alta marea. Trotterellando ai piedi della scogliera. ingrossate dalla tempesta. era provvisto di una certa quantità di esca. L'acqua non aveva affatto avariato le provviste. Dunque. E. — se fossimo dei Robinson destinati a vivere per molto tempo su questa riva. perché Dick Sand aveva avuto subito cura di mandare Hercule ad attingerne alcune pinte al fiumi-cello. legna secca nei dintorni non ne mancava. Riguardo al fuoco. e piena d'acqua fresca e pura. anche soltanto contro la selce del greto. niente da temere. messi in luogo sicuro. Rimaneva dunque da scoprire il buco dove la comitiva potesse cacciarsi. ben conservata in una scatola ermeticamente chiusa. non ci dimenticheremmo di dare alla grotta il tuo nome! . che il mare scava quando le sue onde. ma fu una botte quella che portò il forte negro. riguardo a ciò. in verità. numerosi oggetti. prima di mettersi in cammino. percuotono la costa. avrebbe battuto l'acciarino. nel caso in cui le fosse necessario riposarsi per una notte. e la piccola comitiva ne aveva senza dubbio per un tempo maggiore di quello necessario per giungere a una borgata o a un villaggio. che il riflusso della marea lasciava perfettamente potabile. Quei diversi avanzi. e gettando grida gioconde. scatole di conserve alimentari.che il riflusso aveva lasciato scoperti. fu il piccolo Jack che trovò la camera da letto in parola. fumatore arrabbiato. e le radici dei vecchi manghi dovevano fornire tutto il combustibile di cui ci fosse stato bisogno. Il piccino era entusiasta. scoperse 99 una di quelle grotte. chiamò la madre. ben traforate e levigate. __ Bravo Jack! — disse la signora Weldon. non mancava nemmeno l'acqua dolce. Il vecchio Tom. dietro una svolta della roccia.

Tom e i suoi compagni. Era l'una del pomeriggio. — ella disse — a nome di tutti ti ringrazio della devozione che ci hai dimostrato finora. . Dieci minuti dopo. attraverso la quale si cacciava il sinuoso fiumicello. Senza dubbio.La grotta non aveva che dieci o dodici piedi di profondità e altrettanti di larghezza. evidentemente. Ma se Negoro mangiò. di cui Bat aveva salvato un bariletto. ciò che stava per rispondere Dick Sand lo interessava in modo particolare. Ne-goro stesso aveva creduto bene di raggiungere la comitiva e di prendere parte al pasto che si stava per fare in comune. non aveva giudicato opportuno avventurarsi da solo nella fitta foresta. durante la quale furono discussi i provvedimenti da prendersi dai naufraghi nella loro situazione. non partecipò affatto alla conversazione. ma agli occhi del piccolo Jack era una caverna enorme. com'eri il nostro capitano a bordo. tenendo il piccolo Jack semi coricato e quasi addormentato sulle ginocchia. La luna si trovava nel suo primo quarto e non c'era da temere che le maree delle quadrature giungessero ai piedi della scogliera. Si poteva essere tranquilli: nessun essere vivente si sarebbe mostrato sul greto senza che il fedele animale avesse dato l'allarme. — Dick. Ad ogni modo. ma non ti riteniamo ancora libero dai tuoi obblighi. amico mio. vegliava fuori della grotta. Tu sarai la nostra guida a terra. Frattanto Dingo. e approfittò certamente di quanto intese. La signora Weldon. che non era stato trascurato. invadendo la grotta. C'era dunque il necessario per riposare alcune ore. biscotto e acqua dolce mista ad alcune gocce di rum. nondimeno ascoltò senza parere. prese la parola. . e le spese del pasto furono fatte da carne conservata. In te è riposta tutta la nostra fiducia! Che cosa dobbiamo fare? La signora Weldon.era ben asciutta.fatto che la signora Weldon e Nan constatarono con soddisfazione . doveva bastare a contenere i naufraghi e. perfino Negoro lo guardava con bizzarra insistenza. la vecchia Nan. tutti avevano gli occhi fissi sull'allievo. tutti erano coricati sopra un tappeto di alghe.

dopo una notte di riposo. Bat. Hercule. credo che voi. per poi tornare alla grotta. certamente. signora Weldon. — Il mio parere. Ma ci troviamo qui in 100 3936 qualche provincia meridionale del Peni. — rispose Dick Sand. — E chi di noi andrebbe in ricognizione? — domandò la signora Weldon. Credo che la nostra nave non possa avere approdato se non su quella parte del litorale americano che forma la costa peruviana. — È da decidere. dopo aver riflettuto alcuni istanti. Jack. che dev'essere inoltre pochissimo frequentata. il signor Bénédict e Nan. In tal caso. mentre Tom e io c'inoltreremmo nella regione.Dick Sand. rispose: — L'importante. — riprese Dick Sand — sarebbe quello di non lasciare questo rifugio prima di esserci accertati circa il punto in cui ci troviamo. ebbene! penseremo a trarci d'impaccio in altro modo. Domani. — Ebbene. — Se non si può raccogliere alcuna indicazione. è anzitutto sapere dove siamo. — Separarci! — disse la signora Weldon. che fare? — ripete la signora Weldon. — Mi pare necessario. di incontrare qualche indigeno. È impossibile che. la contrada è assolutamente deserta. di informarsi. Essi cercherebbero. in un raggio di dieci miglia. preferirà rimanere qui. Actéon e Austin resterebbero presso di voi. confinante con le pompasi Può darsi. giacché i venti e le correnti ci hanno certamente trascinati a questa latitudine. — soggiunse Dick Sand . non si trovi nessuno. signora Weldon. Quanto a Negoro. anzi lo crederei volentieri. cosa che sarebbe spiacevole. per dannata ipotesi. cioè nella zona meno abitata. due di noi potrebbero recarsi a riconoscere i luoghi. — In ogni caso. se. vedendo questa spiaggia cosi deserta. non dobbiate lasciare questa grotta. dopo aver riflettuto un istante. potrebbe darsi che fossimo abbastanza lontani dalla più vicina borgata. — rispose l'allievo. senza allontanarsi troppo.

e che non c'era da temere una probabile aggressione da parte loro. in realtà. anche breve. La sua ripugnanza per l'idea di una separazione. e prima di aver percorso venti miglia nell'interno della regione. sentendo pronunciare il suo nome. Entro due giorni al massimo. è vero. sia al nord sia al sud? E nel caso in cui alcuni predoni di naufraghi si fossero presentati. anzi affermo che non lo sarà. — Condurremo Dingo. — D'altronde. Posso essermi ingannato nei miei calcoli. — riprese l'allievo. qualora Tom ed io non dovessimo incontrare né abitazioni né abitanti. era un esporsi a molte fatiche. Ma inoltrarsi in quel paese senza nemmeno sapere a quale provincia dell'America del Sud appartenesse. che fece osservare come gli indiani d'America non dovevano essere confusi con i selvaggi dell'Africa o della Polinesia. fatta alla proposta dell'allievo. Non poteva darsi che il naufragio del Pilgrim fosse presto risaputo dalle tribù indiane che frequentavano il litorale. né a quale distanza si trovasse la borgata più vicina. di essere discussa. ma sempre meno di 101 quella marcia alla cieca in mezzo a una foresta che pareva si prolungasse fino ai piedi delle montagne. la signora Weldon s'era fatta pensierosa. e sembrò approvare con un leggero latrato i progetti di Dick Sand. era profonda. il cane ci sarà utile. La separazione poteva avere. per .guardando il mastro cuoco. degli inconvenienti. — ripete Dick Sand. non era meglio essere tutti uniti per respingerli? Questa obiezione. Nondimeno. Ma la cosa è troppo inverosimile. essa cadde di fronte agli argomenti di Dick Sand. — È probabile. meritava. — durante l'esplorazione. — rispose Negoro. che non era uomo da impegnarsi troppo. — non posso ammettere che questa separazione sia di lunga durata. dato che. in fin dei conti. Dingo. insistendo. ricomparve all'ingresso della grotta. ritorneremmo alla grotta. ci saremo evidentemente accertati circa la sua posizione geografica. Dopo che l'allievo ebbe fatta questa proposta.

lasciandolo sulle ginocchia di Nan.. quindi. ragazzo mio. — rispose il cugino Bénédict. — domandò Dick Sand — che ne pensate di questo progetto? — Io?. Si trattava di vedere se lo stato del mare permetteva di giungere fino allo scafo del Pilgrim. non portateci troppe zanzare. che fossimo più in alto o più basso di latitudine. — soggiunse il vecchio Tom. hai certamente ragione. si allontanava a lenti passi e spariva una seconda volta. ve lo raccomandiamo. signor Bénédict. Pochi momenti dopo. perciò la signora Weldon. — noi resteremo qui. — Stai tranquillo.accertarli. — Fa' come vuoi. mi sono mancati i mezzi astronomici. ma. signor Bénédict. discese allora verso il greto. egli. usciva anche Negoro. — Si. dove si trovavano ancora molti oggetti che potevano essere utili alla piccola . risalendo lungo l'argine.. — Si. — disse il cugino Bénédict. con la sua preziosa scatola di latta a tracolla. e farò quanto si vorrà. qual è il vostro parere? — Io non ho pareri.. Si vuole restare qui un giorno o due? La cosa mi piace e impiegherò il tempo a studiare questa spiaggia dal punto di vista puramente entomologico. — Trovo buono ciò che si propone. — per me. l'entomologo. dunque — disse a Dick Sand la signora Weldon. — E soprattutto. figliolo! — rispose la signora Weldon molto ansiosa. tornando verso il fiume. e tu partirai con il vecchio Tom. Quasi contemporaneamente.. vado a fare una visita agli insetti della regione. e Dick Sand e i suoi compagni la seguirono. — disse il cugino Bénédict con la massima tranquillità. lasciava la grotta. — disse l'allievo. — E voi. mentre il cugino Bénédict saliva lungo il pendio della scogliera per recarsi ad esplorare il margine della foresta. e non sarebbe impossibile. — Non allontanatevi. — Siamo intesi. A costui pareva semplicissimo non occuparsi d'altro che di se stesso. Jack continuava a dormire.

la signora Weldon e i suoi compagni provarono una impressione penosa. coricato sul fianco come un essere privo di vita. tale fenomeno poteva spiegarsi con il furore del vento che batteva la costa. Dick Sand trovò quattro fucili in buono stato. Bat e Austin si occupavano di ritirare dalla cambusa tutto ciò che poteva essere utile. che l'alta marea aveva in parte ricoperta. l'acqua non aveva fatto irruzione fino a questa parte della nave. Là avevano vissuto per lunghi giorni. e metterla in condizioni di resistere se. fosse stata aggredita per via dagli indiani. semispaccato. sorgeva la 102 carcassa della nave. si trovavano in quel momento all'asciutto. erano fuori uso. e in mezzo a rottami di ogni sorta. . che si trovavano nell'alloggio di prua. Dick Sand ne scelse sei.come pure un centinaio di cartucce. era rimasta emergente. accuratamente chiuse nelle loro cartucciere. avariate dall'acqua. dopo l'urto. Dick Sand e i negri poterono facilmente introdursi nel suo interno. e avevano sofferto! L'aspetto di quel povero scafo. ma le carte di bordo. dopo tutto. Mentre Tom. dopo essersi issati sul ponte mediante le manovre che penzolavano sul fianco del Pilgrim. Grazie a Dio. l'allievo penetrò nel quadrato.comitiva. ma. il quale sapeva quanto fossero mediocri le maree sul litorale americano del Pacifico. L'allievo non trascurò nemmeno di prendere una lampadina tascabile. Hercule. Gli scogli sui quali il brigantino-goletta era naufragato. Ma occorreva visitare quello scafo prima che il mare lo demolisse del tutto. contro ogni previsione. eccellenti Re-mington della fabbrica Purdey & Co. strinse loro dolorosamente il cuore. C'era di che armare tutta la sua piccola compagnia. Là. la cui poppa. Rivedendo la loro nave. destinati a completare l'armamento dei suoi compagni. senza più alberi né vele.. tanto in commestibili che in liquidi. Nell'arsenale del Pilgrim c'erano pure alcuni di quei solidi coltellacci che servono a fare a pezzi la balena. Questo particolare meravigliò Dick Sand. e non dimenticò di prendere con sé un .

era inutile caricarsi eccessivamente per i pochi giorni che sarebbe durato il viaggio: quanto a viveri. alla quale il male altrui poteva strappare un sorriso! Si. ciò che confermò l'allievo nella supposizione di avere approdato su un punto del litorale situato fra il tropico del Capricorno e l'Equatore. Ciò che egli sapeva e che intravedeva circa la personalità di costui lo avvertiva che c'era tutto da temere da quella strana natura. Quanto agli altri oggetti che la nave conteneva ancora. Era poco davvero! La signora Weldon aveva portato a bordo una somma superiore. se non Negoro. D'altronde. non aveva ancora passato l'Equatore per andare a portar luce e calore nell'emisfero boreale. non trascurò di prendere tutto il denaro che si trovava a bordo. noiL si poteva sospettare che di lui. quei bravi negri non avevano lasciato neppure un momento la grotta. all'occorrenza. eppure si poteva forse sospettare qualche altro? No. armi e munizioni. La signora Weldon. e. ma Dick Sand esitò ancora un istante. per consiglio della signora Weldon. aveva potuto precederli in questa visita alla nave e far man bassa sui fondi di riserva del capitano Hull e della signora Weldon? Certo. ma vi si avvicinava. Cadde dunque quasi perpendicolarmente su quella linea circolare in cui si confondono cielo e mare. e il crepuscolo durò poco. ce n'era a sufficienza. Dick Sand e i negri tornarono allora . egli solo doveva essere colpevole. poiché voleva assolutamente sincerarsi della cosa. mentre Negoro s'era messo a girare sul greto. ma si doveva concludere che fosse un malfattore? Al carattere di Dick Sand ripugnava troppo 103 pensarlo. o erano andati dispersi o non potevano più servire. Dick Sand. Chi dunque. di farlo frugare non appena fosse tornato. Il sole tramontando. e non si riusciva a trovarla. l'oscurità calò rapida. Negoro era un uomo malvagio. Tuttavia. circa cinquecento dollari. Dick Sand stabili quindi d'interrogare Negoro.inoffensivo fucile da ragazzi che apparteneva al piccolo Jack.

no. di essere naufragati. Il cugino Bénédict era letteralmente furibondo. perché nella foresta non aveva trovato neppure un insetto nuovo. Hercule lo chiamò con tutta la forza dei suoi vigorosi polmoni e. — Ah. Si accorsero allora che il cugino Bénédict non era ancora tornato. scolopendre e altri miriapodi. — rispose Dick Sand — il vento sarà forte. si vide l'entomologo ridiscendere lungo il pendio della scogliera a rischio di rompersi l'osso del collo. e la tempesta non può più colpirci. durante la notte. — egli soggiunse — non valeva la pena di fare cinque o seimila miglia. — Che importa? — disse Bat. nemmeno uno che fosse degno di figurare nella sua collezione! Scorpioni. — Sia fatta la volontà di Dio! — disse la signora Weldon. il cugino Bénédict chiedeva di andarsene. Gli si fece sperare maggior fortuna per l'indomani. — fece osservare Tom. — Preferirei che fosse qui accanto a noi! . — ribatté la signora Weldon. — Si. La signora Weldon calmò quel suo gran ranchinone.alla grotta dove si recavano per riposare alcune ore. per il bel sugo di non incontrare neppure uno di quegli esapodi americani che sono l'onore di un museo entomologico! No! non valeva la pena. di avere sfidato la tempesta. — Al contrario. — Avremo ancora una brutta notte. e tutti erano già avviati alla grotta per dormirvi fino all'alba. — Dove può essere? — chiese la signora Weldon. indicando l'orizzonte carico di fitte nuvole. Ma che importa. inoltre si poteva fare assegnamento sulla buona guardia di Dingo. fin che se ne voleva. quasi subito. allorché Tom fece osservare che Negoro non era ancora tornato. c'importa di saperlo. e anche di più! Ma si sa che il cugino Bénédict non se la intendeva con i miriapodi. sebbene fosse notte fatta. Fu convenuto che. che doveva essere molto buia. ciascuno dei negri avrebbe vegliato a turno all'ingresso della grotta. poiché non voleva restare un'ora di più su quella spiaggia detestata. dico! Come conclusione. ormai? La nostra povera nave è perduta.

non potendo accusarlo. senza meravigliarsi affatto nell'accorgersi che ella li aveva avuti al pari di lui. — Se Negoro torna. ora. abbaiò forte. — rispose l'allievo. il cane. il meglio da farsi. arrivati all'argine. Dick Sand le comunicò i propri sospetti. — rispose Dick Sand. — Forse è Negoro che torna! Subito. ma. ma. egli era forse più da temere lontano che vicino! E poi. e Dick Sand si arrese al suo consiglio. — Che ha Dingo? — chiese la signora Weldon. e. secondo me. non si poteva. prendendo in disparte la signora Weldon. ad ogni modo. come spiegare che Negoro avesse voluto avventurarsi. non videro e non udirono nulla. ma non rispose. o non voleva più tornare. e cercava inutilmente. Austin e Dick Sand si diressero verso la foce del fiume. Hercule. nel buio fitto della notte. privarsi di un riposo cosi necessario a tutti. non vedo come potremmo costringerlo a tornare! Chissà che non abbia le sue buone ragioni per evitarci per sempre! E. lasciandogli credere che non si sappia nulla. I negri si accordarono per vegliare . Dick Sand e i negri tornarono alla grotta e i preparativi per la notte furono organizzati nel miglior modo possibile. per aspettare Negoro. Ma.. la via della grotta? La signora Weldon e Dick Sand non sapevano che pensare. solo. — disse la signora Weldon — vorrà dire che ha messo il prodotto del suo furto in luogo sicuro. signora Weldon. come aveva detto la signora Weldon. che correva sul greto. taceva. — ma. In quel momento. O era già troppo lontano per sentire. Differivano soltanto su un punto. — Bisogna assolutamente saperlo. Dingo. sarà di nascondergli i nostri sospetti. in quella regione sconosciuta? Si era forse smarrito. Frattanto.104 — Certamente.. Negoro fu chiamato più volte. se ci ha lasciati di sua volontà. La signora Weldon aveva ragione. Bat. I negri non si dolevano d'essere liberati della sua presenza.

che aveva a che fare: un uomo girava in quel momento . continuava ad abbaiare. — osservò Tom. Poi. fino all'orizzonte occidentale. inquieta. Ma la signora Weldon. verso il fiumicello. si diressero tutti e quattro verso l'argine del fiume. non potè dormire. uomo o animale.a turno fuori della grotta. 7 aprile. ognuno introdusse una cartuccia nella culatta dei Remington e. Tom e Actéon rimasero all'entrata della grotta. Dick Sand e i negri uscirono dalla grotta. — Dingo ha sentito un essere vivente. E infatti. dove si trovavano ancora il piccolo Jack con Nan. non è Negoro. il suo nemico di bordo. signora Weldon. — In ogni caso. perché Dingo abbaierebbe con furore. non le concedesse ciò che aveva potuto sperare: sicurezza per i suoi cari e riposo per sé. Austin e Hercule: — Armatevi. — Se non è Negoro. non era più con Negoro. vide Dingo correre. immobile e come puntando una selvaggina. amici. Dingo. la signora Weldon. — rispose l'allievo. cosi ardentemente desiderata. non giungevano direttamente alla scogliera ma. dove può trovarsi? — chiese la signora Weldon rivolgendo a Dick Sand uno sguardo che fu compreso da lui solo. La signora Weldon. intercettati dalle montagne ad est. volgendosi a Bat. Vi doveva essere assolutamente qualche cosa. chi può essere? — Lo sapremo. e i suoi raggi. Quasi subito. — disse l'allievo. le pareva che quella terra. che si trovava di guardia all'alba. — e se non è lui. come fece anche Dick Sand. abbaiando. così armati. Austin. Dick Sand e i suoi compagni seguivano lungo il greto la spiaggia che si curvava fino alla foce del fiume. Spuntava allora il sole. 105 CAPITOLO XV HARRIS IL GIORNO SEGUENTE. il mare scintillava sotto le prime luci del giorno. e venite! I negri presero ognuno un fucile e un coltellaccio. e li. Era evidente che vedeva o sentiva qualche indigeno.

perché. nella foresta o nella pianura. In un primo momento. Dick Sand fece un cenno di saluto. alti stivaloni di cuoio gli salivano fin sopra il ginocchio. che lo sconosciuto indubbiamente comprese. — è probabilmente qualche indigeno che ci risparmierà una penosa separazione. Una specie di camiciotto di pelle conciata gli serviva da giustacuore. Era evidente che non se la sentiva di affrontarcela collera del forte animale. avanzava prudentemente lungo l'argine e. — Non è Negoro! — disse Hercule. dopo una breve esitazione. — Non abbiamo nulla da perdere nel cambio. tentava di calmare Dingo. che subito impugnò per portarlo alla spalla. Portava un fucile a tracolla. Costui. vedendoli avvicinarsi. si capisce che non doveva sentirsi molto sicuro. e speroni a larga rotella risuonavano ai suoi alti tacchi. la risacca aveva terminato di demolire la carcassa della nave. Dick Sand riconobbe subito di essere in presenza. eppurre certamente non aveva ancora scorto i rottami del Pilgrim. carnagione abbronzata come quella di un nomade che avesse sempre vissuto all'aria aperta. vedendosi venire incontro i quattro uomini armati. non già . di cui non rimanevano che pochi rottami galleggianti al largo. un largo cappello gli copriva il capo. rimettendo i fucili in spalla. diede dapprima segni della più viva sorpresa. dall'occhio vivo. — No. riprese a farsi avanti. — disse l'allievo. con capelli e barba grigiastri. di circa quarant'anni. altrimenti si sarebbe subito naturalmente spiegata la presenza dei naufraghi. Era un uomo robusto. lo sconosciuto. D'altronde. durante la notte. — disse a sua volta Bat. accennò a tornare indietro.l'ultimo angolo della scogliera. certamente non si aspettava d'incontrare degli stranieri in quella parte 106 della costa. Sapremo finalmente con precisione dove siamo! E tutti e quattro. si diressero rapidamente verso lo sconosciuto. con gesti amichevoli.

— Del Sud? — Del Nord. senza rivolgere la parola. — ella disse — siamo naufraghi. ma di uno di quegli avventurieri. mio giovane amico! Cosi dicendo. la nostra nave si è spezzata ieri su questi scogli! Un sentimento di pietà si dipinse sul volto dello sconosciuto. — Siete inglesi? — domandò all'allievo. — E la nostra prima domanda. lo sconosciuto si levò il cappello e salutò. abituali scorridori delle pampas. E questo parve certo. Sembrava. Fu lei che rispose alla sua domanda. 107 — Non rimane più nulla della nave.di uno di quegli indiani. che cercò con lo sguardo la nave naufragata. il quale strinse più calorosamente la mano dell'allievo. Poi domandò: — E posso sapere. e questa volta proprio all'americana. dal fare piuttosto rigido e da alcuni peli della barba color rossiccio. Ad ogni modo. si limitò a far loro un cenno. senza aspettare la risposta dell'allievo. La signora Weldon si era portata sull'argine e si trovava di fronte a lui. — Ma siete sul litorale dell'America del Sud. di origine straniera. — soggiunse l'allievo. — Avete forse avuto qualche dubbio in proposito? . — Americani. anzi. che lo sconosciuto fosse d'origine anglosassone. quando a Dick Sand. — Signore. spesso poco raccomandabili. Quanto ai negri. — rispose lo sconosciuto. La risposta parve piacesse allo sconosciuto. avanzò verso l'allievo e gli strinse la mano. — rispose Dick Sand. mio giovane amico. — riprese la signora Weldon — sarà per chiedervi dove siamo. che parve meravigliarsi della domanda. come vi trovate su questa costa? Ma in quel momento. — La risacca l'ha demolita del tutto durante la notte. che gli disse in inglese: « Benvenuto! » egli rispose nella stessa lingua. non era né un indiano né uno spagnolo. e con perfetta pronuncia: — Benvenuto a voi. che si incontrano di frequente in quelle lontane regioni.

— Signore. da quella parte. Dick Sand rifletteva su quanto aveva udito. sia nel suo modo di esprimersi. come voi. non c'era da stupirsi di trovarla cosi deserta. indicando il promontorio del nord. — E vi trovate in quella parte meridionale della Bolivia che confina con il Cile. questa che punta è? — chiese Dick Sand. — rispose lo sconosciuto — perché. e poiché la costa era quella della bassa Bolivia.. nulla autorizzava a dubitare delle asserzioni dello sconosciuto. — Io sono americano. io non l'ho potuta rilevare con precisione. — Ah! — fece Dick Sand. se conosco abbastanza bene l'interno del paese per averlo percorso più volte. credo? — No. — rispose Dick Sand — Ma. egli si credeva pressappoco tra il 27° e il 30° parallelo. D'altronde. — Non saprei dirvene il nome. — Signore. ma non si era sbagliato di molto. devo concludere che siamo a una grande distanza da Lima. è invece la prima volta che visito questa spiaggia. posso chiedervi di indicarci con esattezza il punto in cui ci troviamo? Sulla costa del Perù. signora.. — ella disse — la mia domanda è certo indiscreta. e ciò non lo meravigliava del tutto. a nord! La signora Weldon. messa da principio in^diffidenza per la scomparsa di Negoro. stando al rilievo fatto dell'isola di Pasqua. voi non mi sembrate d'origine peruviana.... — disse allora Dick Sand — da quanto mi avete detto.. mio giovane amico.— Si. I suoi calcoli avevano potuto e anzi dovuto essere errati in quanto concerneva le correnti. perché la signora . no! Un po' più a sud! Siete naufragato sulla costa boliviana. Non era affatto impossibile che il Pilgrim. E lo sconosciuto s'interruppe un istante. e invece aveva naufragato sul 25° parallelo. avesse deviato di quel poco. sia nel suo fare. — Oh. Lima è lontana. signore. poiché la tempesta ha potuto farci deviare dalla nostra rotta. osservava con la massima attenzione il nuovo venuto. — Allora. in una cosi lunga traversata. Infatti. ma non sorprese nulla di sospetto.

— Abitate in questa parte della provincia. e non vi mancheranno mezzi di trasporto per giungere alla città di Atacama. — Precisamente. l'hacienda di San Felice. Mio fratello sarà felice di fornirveli. ma ora sto recandomi ad Atacama. — rispose Harris — abito a sud. da cui differisce sotto molti aspetti. la parte più curiosa e meno conosciuta del continente. non è la prima volta che faccio questo viaggio! — rispose l'americano. — Signora Weldon. — Il deserto d'Atacama? — Si. — Siamo dunque sul margine del deserto di questo nome? — domandò Dick Sand. fatte spontaneamente. È. ■— E viaggiate solo? — domandò la signora Weldon. sarete ben ricevuti. e sono nato nella Carolina del Sud. ed è da lui che mi reco per i miei affari. e questo deserto si estende molto di là dalle montagne che chiudono l'orizzonte. Se volete seguirmi là. — Il Nord ha da molto tempo abolito la schiavitù.gli dicesse il suo nome. non potevano che deporre a favore dell'americano. signor Harris? — chiese la signora Weldon. — Oh. — A duecento miglia da qui. Tali offerte. al tempo stesso. che appartiene a un mio fratello. riprese: — Questi negri sono vostri schiavi? E indicò Tom e i suoi compagni. mio giovane amico. il quale. — Non abbiamo più schiavi negli Stati Uniti. verso nord-est. questo deserto è come un paese a parte in questa vasta America del Sud. sulla frontiera cilena. c'è una fattoria importante. ma sono 108 già vent'anni che ho lasciato il mio paese per le pampas della Bolivia. — rispose la signora. — No. — Io mi chiamo Harris. e il Sud ha dovuto seguire l'esempio del Nord! . signora Weldon. e mi fa piacere incontrare dei compatrioti. — rispose vivamente la signora Weldon. volgendosi alla signora Weldon.

su questa terra di Bolivia non abbiamo schiavi. signor Harris. — Toh! — fece Harris — non volete che vi baci? Vi faccio . signora Weldon. poi. — Ma vedendo questi gentlemen al vostro servizio. — Non sono. è vero. — rispose la signora Weldon. poiché vostro figlio è stato esposto a tante prove! -— Dio lo ha fatto uscire sano e salvo. — rispose la signora Weldon. avvicinandosi a Jack.— Ah! è vero. — Volentieri. signore. non avete nulla da temere. — rispose Harris. Ne chiedo scusa a queste brave persone. come noi. — Me ne rallegro con voi! — rispose Harris con un tono che la signora Weldon non trovò molto serio. corse da lei. Ma la faccia del signor Harris parve non piacere affatto al piccolo Jack. — È mio figlio. veduta sua madre. — Avevo dimenticato che la guerra del 1862 ha troncato questa grave questione. — soggiunse. — Mi permettete che lo baci sulle sue guance cosi fresche? — domandò Harris. La signora Weldon lo abbracciò teneramente. e qui potete andare e venire tranquillamente come negli Stati della Nuova Inghilterra. seguito da Nan. usci dalla grotta stropicciandosi gli occhi. ma mio figlio Bat. perché si strinse ancora più forte alla mamma. il piccolo Jack. — disse allora il vecchio Tom.. — e d'altronde. è nato da padre affrancato e i nostri compagni sono nati da genitori liberi. — rispose la signora Weldon. 109 In quel momento. Perciò. noi non apparteniamo a nessuno. e non sono mai stati al mio servizio. — Oh. — Che bel bambino! — disse l'americano. e venduto come tale in Africa. Io sono stato schiavo. avete certamente sofferto per due. qui presente. signora Weldon. ho creduto. quando avevo soltanto sei anni. — Ma lo sappia il signor Harris. con quella piccola punta d'ironia che doveva mettere nel proprio accento un americano del Sud parlando a dei negri. — Noi saremmo molto onorati di servirvi..

seguendo il corso di questo fiume. infatti. un cavallo che conta di mettere a disposizione della signora Weldon e di suo figlio. il nostro viaggio sarà abbreviato di almeno ottanta miglia. in tal modo. facendo dieci miglia al giorno. si affrettò a cambiar discorso. Nel frattempo. L'allievo fece quindi alcune osservazioni in proposito e aspettarla risposta dell'americano. non si doveva arrischiare di offendere un uomo che. Ma c'è la questione più grave dei viveri: io ho appena lo stretto necessario per arrivare all'hacienda di San . — ma ho qui. ho inteso dire la strada che ho già fatta. — rispose Harris. quando ho parlato di duecento miglia. aveva offerto i propri servigi. credo che arriveremo all'hacienda senza stancarci troppo. signore. viaggio faticosissimo certamente. come aveva detto Harris. si divertirà a montare qualche grazioso poney che gli parlerà bene di me. La signora Weldon ringraziò l'americano. — s'affrettò a dire la signora Weldon. Ma l'offerta del « grazioso poney » non riusci ad ammansire Jack. 110 imbarazzato a camminarvi. perché i mezzi di trasporto mancavano in modo assoluto. Era. — Non appena all'hacienda. giunta cosi a proposito. più che non l'avesse fatto la proposta di dare un bacio al signor Harris. — rispose Harris. un tragitto di più di duecento miglia attraverso foreste e pianure. caro piccino? — Scusate. e del resto.dunque paura. di recarsi all'hacienda di San Felice. Ma se ci incamminiamo attraverso la foresta. con tanta cortesia. — Bene! ci conosceremo meglio in seguito! — rispose Harris. a qualche centinaio di passi dietro l'argine. La signora Weldon. non è difficile né molto faticoso fare la strada a piedi. Per noi. credo. — Sebbene io non abbia mai attraversato questa foresta. Dick Sand andava riflettendo sulla proposta. — Il viaggio è un po' lungo. non sarò. poiché sono abbastanza pratico della pampa. — è molto timido. piuttosto contrariata. — Non potete ringraziarmi meglio che accettando.

perché non potremmo seguire il litorale? Distanza per distanza. — Ebbene. senza contare che. Quanto a me. — si tengono molto più al largo. aggrottando leggermente le sopracciglia — mi pare che su questa costa. si! — ribatté Dick Sand. a nord o a sud? — Ma. con mio grande rammarico.. che si arrendeva a malincuore. All'allievo non piaceva affatto lasciare il litorale per cacciarsi nell'interno del paese sotto quella interminabile foresta. non sarebbe meglio cercare di giungere alla città più vicina. — rispose l'allievo. — Le navi che vanno dal Cile al Perù dunque. mi pare che tutto si metta nel migliore dei modi. — rispose Harris. e voi non ne avete certo incontrate.. — rispose Harris. — Signor Harris. non si trovino città a meno di tre o quattrocento miglia. — Ebbene. e saremo lieti di dividerli con voi. non passano in vista di questa costa? — domandò allora la signora Weldon. e che ci resti soltanto da partire. signora Weldon. e il tragitto è pressappoco eguale. — ribatté l'americano — bisognerebbe ridiscendere fino al Cile. non potrei accompagnarvi. al vostro posto. noi abbiamo viveri in quantità più che sufficiente.Felice. — È vero. hai ancora qualche domanda da rivolgere al signor Harris? — Una sola. signora Weldon. — ma a sud? — A sud. E Harris già stava dirigendosi verso l'argine. Dick. non mi piacerebbe affatto costeggiare le pampas della Repubblica Argentina. — rispose la signora Weldon. — No. — A nord. che avrebbe preferito risalire o ridiscendere la costa. — Signor Harris. — rispose la signora Weldon — per fortuna. — chiederò al signor Harris in . mio giovane amico. — disse — invece di viaggiare per centoventi miglia nel deserto d'Atacama. che conosco molto imperfettamente. con l'intenzione di andare a riprendere il suo cavallo nel luogo dove l'aveva lasciato. in lui riappariva il marinaio. quando Dick Sand lo fermò ancora rivolgendogli una domanda.

No. poiché è . — rispose il giovane allievo — sennonché. signora Weldon. — Signor Harris.quale porto crede che potremo trovare una nave per tornare a San Francisco. e di là. certo. non sono io che ritarderò la nostra carovana. non vorrei privarvi del vostro cavallo. signor Harris. no. signora Weldon. voi e il vostro piccolo Jack. e siccome saranno a cavallo. — Signor Harris. facendo nuove obiezioni. — La cattiva stagione comincia in aprile. il cammino attraverso la foresta è sempre il più corto e forse anche il più sicuro. non saprei dirvelo.. vi servirete di quel cavallo. è possibile che ci s'imbatta per via in qualche gruppo di domestici dell'hacienda. In fin dei conti. — ribatté Harris inchinandosi. io non esito. avrebbe contrariato la signora Weldon. — rispose Harris. mio giovane amico. è che all'hacienda di San Felice vi forniremo i mezzi per arrivare alla città di Atacama. — Accettiamo la vostra offerta. — Abituato alle lunghe marce attraverso le pampas. facilitando il nostro rimpatrio. — Non temete di abusare di me. ci avrebbe evitato di ricorrere alla cortesia del signor Harris. non posso fare a meno di dolermi per non aver dato in secca qualche grado più a nord o più a sud! Ci saremmo trovati vicino 111 a un porto.. — rispose la signora Weldon.. — non crediate che Dick Sand esiti ad accettare le vostre offerte! — No. -— Ed io buon camminatore.. D'altra parte. io sono buona camminatrice. ci cederanno le loro cavalcature. e che per me è un vero piacere potervi rendere servizio. giovane amico. signora Weldon. — disse allora la signora Weldon. — tuttavia. — rispose l'americano. occorre che prima siate giunti all'hacienda di San Felice. e per quanto è possibile. — vi ripeto che ho di rado l'occasione di incontrare dei compatrioti. Dick Sand vide che. — Parola mia. e tale circostanza. — Tutto quel che so. — riprese Harris. — disse allora — quando partiremo? — Oggi stesso.

per affrettare la partenza. di cui ciascuno prenderà una parte. signora Weldon. — Siete un compagno robusto. amici miei. lui! — Volete che vi accompagni. — Bene. — Prima di partire. dovranno correre parecchio per pigliarmi! Tutto era convenuto e. Ve la offriamo di cuore! — Accetto. porteìòtutto io. — è meglio spartirci il carico. — Sui mercati d'Africa. non c'era da preoccuparsi per l'approvvigionamento della piccola comitiva se non per il viaggio dal litorale all'hacienda. signora Weldon. Entrambi partirono. signore? — chiese Dick Sand all'americano. volgendosi ai negri — non ci rimane che fare i preparativi per la partenza. e facciamone dei carichi. approfitterò di questi pochi minuti per andare a riprendere il mio cavallo e condurlo qui.. vi pregherò di accettare la nostra. Hercule! — disse allora Harris. Scegliamo dunque. — disse la signora Weldon — prima di accettare la vostra ospitalità. quelle che si possono trasportare piij facilmente. signor Harris. Frattanto Hercule fu mandato in cerca dell'entomologo. mio bravo Hercule! — rispose l'allievo. — disse Hercule — se volete. — No. — rispose Harris. D'altronde. Avrà ben fatto colazione. — venite.. però. 112 — La colazione sarà pronta fra pochi minuti. vi farò conoscere il corso inferiore di questo fiume. accetto con premura! — rispose allegramente Harris. Si. ognuno si mise al lavoro. — Tom. sareste costato caro! — Costo quel che costo! — rispose Hercule ridendo — e i compratori. che sono ostinati predoni. vale a dire per una decina di giorni di marcia. — Come vi piace.meno esposto della costa alle incursioni degli indiani nomadi. . mio giovane amico. — disse Dick Sand. \ — Signor Dick. fra le provviste di bordo. che guardava il negro come se fosse da vendere.

gli lasciassero raccogliere insetti. Per amore o per forza. lo prese per la briglia e ridiscese l'argine. precedendo Dick Sand. bisognava viaggiare nell'interno della regione. e che. era un cavallo che nondimeno presentava i segni che distinguono le razze alle quali si attribuisce un'origine araba. La signora Weldon si occupò allora. con l'aiuto di Nan. accompagnato da Dick Sand. Tuttavia. aveva girato l'angolo della scogliera. che del resto non riusciva assolutamente a trovare. reni corte. Il cugino Bénédict rispose che era pronto a partire. un cavallo. spalle piatte. per una decina di giorni. legato a un albero. che non chiedeva niente di meglio. incollatura lunga. strada facendo. saggia precauzione prima di mettersi in marcia. d'una razza che Dick Sand non potè riconoscere. e la signora Weldon lo informò che si era deciso di partire. groppa allungata. di preparare un pasto ristoratore. che costui non poteva aspettarsi: — Signor Harris. nitri allegramente. e potete stare sicuro che non ci tradirà per via. gli rivolse a bruciapelo la domanda seguente. ed entrambi camminarono lungo l'argine per uno spazio di trecento passi. Hercule lo ricondusse. che di attraversare l'America intera. — disse Harris — che si tratta di un animale robusto. la quale cingeva le due rive ma non vide nulla che gli desse motivo di preoccuparsi. Era un animale vigoroso. — Vedete bene. anzi. Là.il cugino Bénédict era proprio quello che si preoccupava di ciò che avveniva intorno a lui! In quel momento egli stava vagando sulla sommità della scogliera in cerca di un insetto « introvabile ». Harris. frontale estremamente sfuggente. quando ebbe raggiunto l'americano. Nel frattempo. Harris staccò il cavallo. stanotte non avete incontrato un . L'allievo aveva gettato un rapido sguardo tanto verso il fiume che verso la foresta. all'avvicinarsi del padrone. mio giovane amico. purché.

e perciò vi domandavo se voi. Si componeva.. signora Weldon. — Annegato. Quando entrambi furono tornati alla grotta. — No. inforcò l'ottimo animale senza pensare a ringraziare colui che lo aveva messo a sua disposizione. Harris le fece onore. — rispose Harris. — Ah! — fece la signora Weldon. e occupiamoci della partenza!. da uomo che la natura ha dotato di forte appetito. le disse allora che egli . con il suo fucile a tracolla. sali a cavallo. sistemato davanti alla madre. — Non ho incontrato nessuno.. la colazione era pronta. — rispose l'allievo. aiutata da Hercule. Quando vorrete. ieri sera. Jack. — disse Harris. di corn-beef e di biscotto. — Orsù. forse?. — Desideravo sapere se il signor Harris lo avesse incontrato. — lasciamo dunque quel disertore dove si trova. — Forse.. e l'ingrato piccolo Jack. no. di conserve alimentari. — rispose Dick Sand — ed è scomparso. — disse — vedo che non moriremo di fame per via! Non dirò altrettanto di quel povero diavolo di portoghese di cui m'ha parlato il mio giovane amico. — Che cos'è questo Negoro? — Era il cuoco di bordo. Forse lo raggiungeremo per via. — disse Dick Sand. che siete venuto da questa parte. può darsi.. come la cena della sera precedente. — rispose l'americano — e se il vostro cuoco si è avventurato da solo nella foresta. — Dick Sand vi ha detto che non abbiamo più riveduto Negoro? — Si..portoghese di nome Negoro? — Negoro? — rispose Harris con il tono di un uomo che non capisce che cosa si voglia dire. ma durante la notte ci ha 113 lasciati e ha risalito probabilmente l'argine di questo fiume. signora Weldon! Ciascuno prese il proprio fardello. era ancora con noi. — No. non lo aveste incontrato. la signora Weldon.. rischia facilmente di smarrirsi.

seguire i difficili sentieri. della quale i suoi compagni e lui dovevano. Quanto al cugino Bénédict. armato del quarto Remington e Hercule con un'ascia alla cintola. \ CAPITOLO XVI IN CAMMINO NON FU senza una certa apprensione . Da quando il naufragio del Pilgrim lo aveva gettato su quel litorale. per dieci giorni. Al contrario. alla retroguardia c'erano Actéon. la signora Weldon era piena di fiducia. Pareva agitato e faceva udire quasi di continuo un sordo brontolio. anch'essi armati di fucile e di coltellaccio. che quella regione delle pampas non era molto temibile né da parte degli indigeni 114 né da parte degli animali che ospitava. penetrò nella fitta foresta. sebbene nessuno potesse spiegare il fatto. lei. guida cosi sicura di sé come pareva essere l'americano.che Dick Sand. più lamentoso che furioso. che i pericoli avrebbero dovuto impensierire doppiamente. Ciò fu notato da tutti. ambedue armati. secondo. dopo aver risalito per trecento passi l'argine del fiume. come a Dingo. l'uno del suo lungo fucile. camminavano in testa della comitiva. le sue maniere erano visibilmente mutate. come fece osservare Dick Sand. Due motivi molto seri avevano contribuito a rassicurarla: primo.avrebbe saputo benissimo guidare il « cavallo del signore ». che sotto la direzione di Harris. Gli furono date le briglie in mano ed egli non dubitò un momento di essere il vero capo della carovana. donna e madre. per quanto era possibile. era stato . Dietro a loro venivano la signora Weldon e il piccolo Jack a cavallo. Ecco. sempre con il fare di un cane inquieto. l'altro di un Remington. l'ordine di marcia che doveva essere tenuto durante il viaggio: Dick Sand e Harris. in cerca di una traccia. non c'era da temere di smarrirsi. Dingo andava e veniva e. Seguivano Bat e Austin.d'altronde nulla pareva dover giustificarla . poi Nan e Tom.

come se si fosse trattato di strappargli le viscere. la signora Weldon. Durante la prima ora. l'entomologo si cacciava fra le alte erbe spiando gli ortotteri. cugina. — Quando vedrete un insetto. no. o mi costringerete a farvi togliere la vostra scatola. — La mia rete. e. lo avrebbe pigliato con tutta la delicatezza usata dal cugino nel pigliare il più raro dei lepidotteri.impossibile assegnargli un ordine di marcia. lo richiamò venti volte. — Pure. a tener conto della mia raccomandazione. ma inutilmente. per conseguenza. o qualsiasi altro insetto con la desinenza in « teri ». la reticella in mano. ora in coda. e siccome avrebbe fatto altrettanto anche senza rete. cugina! E perché non gli occhiali? Voi non osereste. (era diventato il suo compito). Ma Hercule s'incaricò di sorvegliarlo in modo speciale.. — riprese la signora Weldon — avrete la bontà di lasciarlo andare in pace. senza scatola e senza occhiali. la grossa lente sospesa al collo. bisognò lasciarlo fare a modo suo. Con la sua scatola di latta a tracolla. . — rispose l'intrattabile entomologo — quando vedrò un insetto. preoccupata. — La scatola e la rete. di avermi ricordato che avevo il mezzo di rendervi cieco. ora in testa. — Cugino Bénédict. che dimenticavo! Vi ringrazio.. — fini per dirgli — vi prego sul serio di non allontanarvi e vi invito. egli ricominciò ad allonta115 narsi. vale a dire che. — aggiunse spietatamente la signora Weldon. all'occorrenza. passata la quale. a rischio di farsi morsicare da qualche serpente velenoso. di rendervi savio! Questa triplice minaccia ebbe per effetto di mettere tranquillo l'insubordinato cugino per circa mezz'ora. cugino Bénédict. per l'ultima volta. — Togliermi la mia scatola! — esclamò il cugino Bénédict. non osereste! — Anche i vostri occhiali. poiché. e fu convenuto che egli si sarebbe comportato con lui come il cugino Bénédict con un insetto. a meno d'essere tenuti a guinzaglio. nessuno dei due lo avrebbe osservato.

adatto a far remi e pagaie. e in ogni caso. non c'era da temere che l'incontro degli indiani nomadi. e guaiachi. era bene armata e stava attentamente in guardia. Per tal modo. ma sotto l'impenetrabile cortina di fronde si sopportava facilmente e impunemente. La maggior parte degli alberi di quella foresta erano sconosciuti tanto alla signora Weldon quanto ai suoi compagni. mi si è offerta l'occasione di visitare queste coste e. . come ripete Harris. che misuravano fino a dodici metri di diametro. identico al pterocarpo. più lontano. almeno. il molompi. Strada facendo. Tuttavia. Del resto. lì. — Mai. prima di rispondere alla sua domanda. Dick Sand domandava ad Harris il nome di quelle diverse piante. ma. per dire il vero. — Ma. — Non siete dunque mai venuto sul litorale dell'America del Sud? — gli chiese Harris. c'era il bauhìnìa o legno ferro. il tempo era bellissimo: il sole saliva verso lo zenit diffondendo a ondate i suoi raggi quasi a picco cosi che.Stabilito ciò. — rispose l'allievo. ma di qualità inferiore a quella dei guaiachi ordinari. molto carichi di materia colorante. La piccola comitiva. nessuno pensò più al cugino Bénédict. Harris aveva calcolato bene. in terreno scoperto. che probabilmente non si sarebbero nemmeno incontrati. le disposizioni prese sarebbero bastate a tenerli in rispetto. quel calore sarebbe stato insostenibile. calcolando soltanto a cinque miglia la media del cammino che la comitiva avrebbe potuto compiere in dodici ore. avete esplorato le coste della Columbia. e il tronco del quale trasuda resina abbondante. negri o bianchi. un uomo pratico avrebbe osservato che essi erano più notevoli per la loro qualità che per l'altezza. ed Harris ebbe cura di farlo notare. c'erano scotani. — mai durante! miei viaggi. Qui. I sentieri tracciati attraverso la foresta non meritavano questo nome: erano piuttosto passaggi di animali e non permettevano d'inoltrarsi se non a prezzo di grandi fatiche. legno solido e leggero. non credo che nessuno me ne abbia mai parlato da competente. come s'è visto.

. davvero. — gli interessi commerciali di mio marito non lo hanno mai chiamato che nella Nuova 116 Zelanda. — Ebbene. certamente. E. Nessuno di noi. e naturalmente aveva in avversione anche i fiori.. dunque. la cui esistenza non era ancora constatata nelle foreste tropicali del Nuovo Mondo. la sua flora e la sua fauna stupirebbero un naturalista. conosce questa parte della bassa Bolivia. non ne sapeva nulla. che contrasta singolarmente con le regioni del Perù.. Talvolta la foresta si faceva acquitrinosa. nel cugino Bénédict. ed io non ho mai avuto occasione di accompagnarlo in altri luoghi. signor Harris. Harris si affrettò cortesemente a fare il nome dei più curiosi alberi della foresta. ha mai visitato questa parte del continente? — domandò Harris. di ogni altezza. poiché nessuno della comitiva conosceva il paese. e se mai si può ringraziare il caso. si sentiva sotto i .del Cile. o della Patagonia? — No. — No. con l'accento di un uomo che non ammette l'intervento divino nelle cose di questo mondo. Ah. del Brasile e della Repubblica Argentina. Il cugino Bénédict avrebbe certo dato il proprio nome a una scoperta di quel genere. signora Weldon.. si può dire che siete naufragati in un bel luogo. ma la botanica non gli piaceva. — rispose la signora Weldon. voi e i vostri compagni vedrete uno strano paese. era spiacevole che. con il pretesto che alcuni di essi si permettono di imprigionare nelle loro corolle gli insetti e di avvelenarli con i loro succhi. forse. signor Harris! — Dio. Dio! — rispose Harris. ma Dio. l'entomologo non avesse qualche infarinatura di botanica! Se fino allora non aveva trovato insetti rari o nuovi. — Gli americani non temono i viaggi e. si. mai. né i suoi prodotti. — E neppure la signora Weldon. quante belle scoperte avrebbe fatto tra i vegetali! Ce n'erano a profusione. Dunque. — Non credo che sia stato il caso a condurci.

certamente alimentati dagli affluenti del fiumicello. il folto degli alberi ricopriva di nuovo gli stretti sentieri della foresta. la piccola comitiva. secondo Harris. se ne . ancora numerosi. e quelle piante erbacee crescevano abbondantemente alla base degli argini umidi. cosi affermò Harris. alle quali Harris diede il nome di papiri. un po' meno fitti. disdegnato al pari del cardo e dell'ortica. Non appena un campo veniva abbandonato. Vi cresceva a profusione l'indaco e. La vegetazione sembrava meno lussureggiante che nella bassa vallata del fiumicello. non poterono essere attraversati se non scegliendo passaggi guadabili. Harris fece osservare alla signora Weldon e a Dick Sand bellissimi ebani. Poi c'erano manghi. passato l'acquitrino. e una specie d'imbottitura di oricello saliva fino ai loro rami. « Chi pianta un mango. dopo la fermata di mezzogiorno. si sarebbe creduto di trovarsi nelle giungle dell'India orientale. se il suolo non fosse stato invaso da piante erbacee. gli alberi. muore! » dice il superstizioso proverbio del paese. quel parassita. e nondimeno. talora riuniti a gruppi. i quali forniscono un legno più nero e più duro di quello messo in commercio. avrebbero reso 117 la marcia più facile. ma una specie di altipiano ondulato che congiungeva la pianura alla montagna. Non erano ancora i declivi della catena del piano inferiore. benché fossero piuttosto lontani dal mare. Non si sbagliava. ma era sempre superiore a quella delle regioni temperate dell'Antico o del Nuovo Mondo.piedi una rete di rigagnoli. questa leguminosa era considerata a ragione come la pianta più invadente del paese. Durante la seconda metà del primo giorno di viaggio. più grossi dell'ebano comune. Qui. Sulle loro rive crescevano ciuffi di canne. non un indigeno avrebbe osato propagarne la specie. Alcuni di quei rigagnoli. cominciò a salire su per un terreno leggermente inclinato. Poi. La loro ombra fitta e i deliziosi frutti ne facevano alberi preziosi. un po' larghi.

intanto: volete un tuon frutto per levarvi la sete? E ciò dicendo. Ora.gomma. per rassicurarvi. dichiarando che « quella pera » era buonissima. e soprattutto la syphonia elastica. e le loro manga erano buonissime. E il piccolo Jack. la cameraria latifoUa. nei dintorni dell'hacienda! — Belli? Molto elastici? — domandò Jack. che avrebbe dovuto essere comunissimo in quella parte del nuovo continente. il ficus prinoides. è buono! — diceva il piccolo Jack a bocca piena. che appartengono a famiglie differenti. Harris andò a cogliere da un albero^alcuni frutti che «rano saporiti come quelli del pesco. — Tutto quello che c'è di più elastico. signora Weldon. segui l'esempio di Harris. il quale si figurava che i fiaschetti. — Si. Dick Sand aveva precisamente promesso al suo amico Jack di mostrargli gli alberi della gomma. senza farsi molto pregare.impadroniva immediatamente. prendete. non se ne vedeva neppure uno. — è una manga. — rispose l'americano mordendo in pieno uno di quei frutti. e l'albero fu subito preso d'assalto. se ero buono. è buono. signor Harris. Infatti. perciò grande disinganno del piccino. cosa abbastanza singolare. ed era l'albero della . ciononostante. abbondano nelle province dell'America meridionale e. che questi frutti non possano far male? — chiese la signora Weldon. — Eccovi. mentre altri non li fanno maturare che in settembre. bambino caro! — rispose Harris. Quei manghi appartenevano alla specie i cui frutti maturano in marzo € aprile. la collophora utilis. — Ma il mio amico Dick mi ha promesso gli alberi della gomma. — Siete proprio sicuro. — Ne troveremo di alberi della gomma e a centinaia. — Pazienza. la castilloa elastica. e se ne lamentò. le bambole parlanti. A quella foresta sembrava mancare un albero. € io li voglio! . i pulcinella articolati € le palle elastiche crescessero naturalmente su quegli alberi. la cecropia peltata.

Il mezzo più sicuro per giungere all'hacienda di San Felice. più lontano! — rispose Harris.. . per quanto numerosi dovessero essere gli uccelli mosca nelle foreste della Bolivia. il mio amico Dick mi ha promesso un'altra cosa. ma più lontano. « il fiore celeste che nel suo volo accarezza il fiore terrestre ». — E avrete anche gli uccelli mosca. Già la foresta mutava aspetto. è « il piccolo re dei fiori ». — Che cosa ha promesso l'amico Dick? — domandò Harris sorridendo. — Ah. carino mio. che sanno intrecciare artisticamente le loro piume. che splende ai raggi del sole ». Gli indiani. Li chiamano i « raggi » o i « capelli del sole ». signore. la presenza dell'uomo non li spaventava e all'hacienda si udiva tutto il giorno il loro grido di « ter ter » e il ronzio delle loro ali. e ai colibrì non andavano a genio quei deserti nelle vicinanze dell'oceano. poiché si trovava in un paese in cui dovevano abbondare. — Ma non è tutto. — rispose la signora Weldon — poiché il signor Harris te lo assicura. — insiste Jack.— Ne avrai. È anche « mazzolino di pietre preziose. Jack.. e forando il tappeto d'erba. Fatto sta che il piccolo Jack aveva il diritto di chiedere alcuni di quei graziosi colibrf. si era ancora troppo vicini alla costa. Si può anzi credere che la loro immaginazione abbia saputo fornire un nuovo epiteto poetico per ciascuna delle centocinquanta specie che costituiscono la meravigliosa tribù dei colibrì. Tra gli alberi meno fitti si aprivano qua e là larghe radure. e perciò la signora Weldon e i suoi compagni non si fermavano che il tempo assolutamente necessario al riposo. Secondo l'americano. Qui. Nondimeno. là. il piccolo Jack dovette di nuovo accontentarsi della promessa di Harris. 118 — Gli uccelli mosca. come mi piacerebbe esserci! — esclamò il piccolo Jack. hanno prodigato a questi gioielli volanti i più poetici nomi. era quello di non fermarsi per via. simile a quello di un mulinello.

La cena fu subito preparata. Quanto ai frutti. — Passiamo senza far rumore. soltanto. feroci volatili che aggrediscono gli uccelli e.si vedeva l'ossatura di granito rosa e di sienite del suolo. Era certo meglio la foresta con i suoi stretti sentieri. 119 Quei pappagalli facevano un tale chiasso. che fu corretta con alcune gocce di rum. ci si sbaglierebbe molto. e che senza dubbio le tappe successive sarebbero state più aspre. senza che vi fosse bisogno di cucinare gli alimenti. All'occorrenza. per costringerli a tacere o a fuggire. attaccabrighe. formavano una specie di veranda naturale. Un ruscelletto che serpeggiava fra le erbe forni l'acqua potabile. Il mango serviva da abitazione a una colonia di pappagalli grigi. non di stabilire un vero accampamento. Un uomo di guardia. poiché né gli indigeni né le belve erano veramente da temersi. Prima del tramonto. ci si sarebbe potuti rannicchiare tra il suo fogliame. Vero è che era la prima giornata di marcia. Sopra alcune alture cresceva la salsapariglia. ciarlieri. pianta a tubercoli carnosi che formava un inestricabile viluppo. all'arrivo della comitiva. ed anche senza molta fatica. eccellenti. i cui larghi rami. — egli disse — e passeremo senza pericolo. simile a lastre di lapislazzuli. e i pappagalli non . dalla cima dell'albero si alzò un assordante concerto. Per riparo non si trovò niente di meglio di un enorme mango. rilevato ogni due ore. dove si trattava. che Dick Sand pensò di inviare 'loro un colpo di fucile. la piccola comitiva si trovava a circa otto miglia dal punto di partenza. Fu deciso di comune accordo di fermarsi in quel luogo. e si compose di conserve e di biscotti. con il pretesto che in quelle solitudini era meglio non rivelare la propria presenza con lo sparo di un'arma da fuoco. a volerli paragonare a quelli che in Europa si tengono in gabbia. Il tragitto si era effettuato senza incidenti. il mango offriva i suoi. doveva bastare per la vigilanza notturna. Ma Harris lo dissuase. molto fronzuti. ma di disporre semplicemente le cose per passare la notte.

cessando con la notte. — disse allora la signora Weldon — e nemmeno da quegli scorridori dei boschi di cui ci avete parlato. — serpenti non ce ne sono. per fortuna. e puoi dormire tranquillo! . le tenebre salirono lentamente dal suolo alla cima degli alberi. — A che prò? — rispose Harris. non sono fredde. Perfino i pappagalli erano ammutoliti. Jack. Del resto. non è senza ragione che gli indiani dicono di questo paese « Es corno el Paraiso ». Finita la cena. Quindi niente fuoco. mio carino. ciò che vi dissi poco fa: passiamo in incbanito. — rispose la signora Weldon. — No. Non abbiamo da temere né la frescura né l'umidità. e questo enorme mango preserverà il suolo da ogni evaporazione. cominciò a far buio. è come il paradiso terrestre! — Ci sono dunque i serpenti? — interrogò Jack.li lasciavano cogliere senza protestare con le loro abominevoli grida. — disse Jack — e in un bosco ci sono sempre delle bestie. e il vento. la natura stava per addormentarsi e invitava ogni essere vivente a imitarla in quel sonno profondo. — Vi sono boschi e boschi. Le prime stelle sembravano essere splendidi fiori che scintillassero alle estremità dei rami più alti. e poi. non fremeva più fra i rami. — rispose l'americano — voi fate troppo onore alle belve di questo paese! Proprio! Esse temono l'uomo molto più di quanto non le tema l'uomo! — Siamo in un bosco. — Immaginatevi di essere in mezzo a un grande parco. il cui fogliame si disegnò subito sullo sfondo più luminoso del cielo come sottile frastaglio. i preparativi per la nottata dovevano essere semplicissimi. — Non accendiamo un gran fuoco per la notte? — domandò Dick Sand all'americano. In verità. Ma non vi sono altri scorridori a quattro zampe che la vista d'un fuoco contribuirebbe ad allontanare? — Signora Weldon. come vi sono bestie e bestie! — rispose Harris ridendo. se è possibile! — Credo proprio che non abbiamo nulla da temere dagli indiani. — Le notti. come niente colpi di fucile. signor Harris. mio giovane amico. vi ripeto.

— Neanche l'ombra dei leoni. per caso. 120 ■— Allora tigri? — Domandate alla mamma se ha mai inteso dire che vi siano tigri su questo continente. — No. Austin ed io basteremo per questo compito. — Si. e nemmeno tigri.— E leoni? — domandò Jack. Hercule. — La morderò io. — Bene! — disse il cugino Bénédict. — No. — Hercule. signor Dick — disse Actéon. veglierai! — gli rispose la madre. — Bah! Dingo farebbe un solo boccone di quelle bestie! . — Un indigeno non teme affatto di assalire simili animali. caro Dick! — disse allora la signora Weldon. — disse allora il piccolo Jack — e se venisse qualche bestia per mordere. lupi da burla! — rispose l'americano.. i « guaras »? — domandò il piccolo Jack. vi si trovano però coguari e giaguari. uno per mano! — Tu starai bene attento. — Non sono nemmeno lupi. lascia fare a questa brava gente. Actéon! — rispose Dick Sand. signor Jack! — rispose Hercule. — Sono cattivi? — domandò Jack. — Mai! — rispose la signora Weldon. — Grazie. si. Guardate: Hercule sarebbe abbastanza robusto per strozzare due giaguari in una sola volta. che non voleva contrariarlo. era presente alla conversazione.. che. ciò che è verissimo. — disse l'allievo — ma i vostri compagni ed io vi daremo il cambio. — Si. Jack. cui già si chiudevano gli occhi. Hercule. Bat.. — Anch'io veglierò! — aggiunse il piccolo Jack. — Ma. — ma io devo. e noi siamo in forza. — E mordono. aprendo la bocca armata di denti magnifici. occorre che voi riposiate per tutta la notte. — disse ancora il bambino — se in questa foresta non ci sono leoni. o piuttosto cani selvatici che si chiamano « guaras ». ci sono i lupi! — Oh. — Ma se nel Nuovo Mondo non vi sono né leoni né tigri. voi starete di guardia.. carino! — rispose Harris. — Peuh! — rispose Harris. ma specie di volpi.

— rispose Jack. Di questi diversi quadrumani. Hercule riconduceva all'accampamento il cugino Bénédict. Il cugino Bénédict faceva conto dunque di farne una buona provvista. nonostante 121 le sue recriminazioni. con un ultimo sbadiglio — i « guaras » sono lupi. In questo modo salutano l'alba le scimmie. che hanno dormito nelle foreste a del sereno. chi brontola. chi ghigna. che proiettano una luce viva e azzurrognola da due macchie poste alla base del loro corsetto. Là si trovano la piccola marikina. C'è di tutto in quel concerto mattutino. chi latra. come gemme vive. e i suoi occhi stanchi non tardarono a chiudersi. Questi insetti. sono risvegliati da urla tanto bizzarre quanto sgradevoli. chi chioccia. Gli elegantoni se le mettono fra i capelli. i sagù. Quando spunta il sole. i gueribas sono incontestabilmente i più notevoli. chi gracida. tranne il gigante che vegliava. coricata presso di lei. La signora Weldon. i viaggiatori o scorridori dei boschi. riconoscibili dai due lunghi ciuffi pelosi. la cui pelle serve agli indiani per coprire le batterie dei fucili. e questo salvò senza dubbio dall'incarcerazione nella scatola di latta dell'entomologo una notevole quantità di mosche luminose. il mono gris. se cosi si può dire. e molti altri esemplari di questa numerosa famiglia. nell'America del Sud sono numerosissimi. Alcuni istanti dopo. che si era addossata al mango. ma Hercule non gliene lasciò il tempo e. il sagoino dal muso picchiettato. Alcuni momenti dopo. lo riportò sotto il mango. CAPITOLO XVII CENTO MIGLIA IN DIECI GIORNI Di SOLITO. per completare la serie di questi diversi rumori. e chi perfino « parla ».— Non importa. il più vecchio della . tutti erano immersi in un sonno profondo. diede un ultimo bacio al suo piccino. a coda prensile e con faccia satanica. che sono i cocujos o mosche luminose. la eseguiva militarmente. perché li chiamano lupi! E Jack si addormentò tranquillamente fra le braccia di Nan. che si era allontanato per cominciare una caccia di pirofori. Quando Hercule aveva una consegna.

122 Il piccolo Jack fu l'ultimo a stirare le braccia. nessuno pensava a fare lo schizzinoso: bisognava. ed è il baritono del branco. Nan si accinse a preparare il pasto. Per la prima volta. Ma quel giorno. quella mattina. e per conseguenza Hercule non aveva ancora fatto colazione. né altri quadrumani di quella immensa foresta. ma. altrimenti si sarebbero meravigliati di non udirli.banda intona con voce imponente e sinistra una monotona salmodia. Si svegliarono dunque uno dopo l'altro. a quanto pare. Ciò non sarebbe garbato agli indiani nomadi. le scimmie non fecero la loro preghiera. Dick Sand e i suoi compagni non erano certo al corrente delle abitudini dei gueribas. per un motivo o per l'altro. La lista dei cibi fu come quella del giorno prima. I giovani tenori ripetono dopo di lui la sinfonia del mattino. perciò. dichiarò che egli non era venuto a « visitare » quella regione per andarvi a passeggio con le mani in tasca. e non già perché questi indigeni apprezzino quel genere di musica corale. riprendere forza per una buona giornata di marcia. dopo la preghiera del mattino. Ma non si era mostrato alcun lupo. poiché è prodotta dalla rapida vibrazione d'una specie di tamburo osseo formato da un rigonfiamento dell'osso ioide del collo. intonarono. che nessun allarme era venuto a turbare. e la fanno perché la carne di questo animale. in una parola. con l'appetito aguzzato dall'aria mattutina della foresta. il consueto concerto. e che se Hercule gli avesse . né i gueribas. è ottima. e nondimeno la loro voce si ode da lontano. ma per la ragione che essi fanno volentieri la caccia alla scimmie. tutti erano a digiuno come lui. D'altronde. forse. il cugino Bénédict comprese che mangiare non era per nulla un atto indifferente o inutile della vita. e fu presa. né i sagù. soprattutto quando è affumicata. soltanto. poiché nessuno le udf. anzitutto. e gli indiani dicono allora che i gueribas « recitano il loro paternoster ». ben rimessi da quelle poche ore di riposo. e la sua prima domanda fu per chiedere se Hercule avesse mangiato qualche lupo durante la notte.

. Alle sette del mattino. abbondanza lussureggiante di cardi nella stagione delle piogge. secondo Harris. assenza d'alberi. la signora Weldon lo prese in disparte e gli disse che forse avrebbe potuto lasciare correre il suo fanciullone a destra e a sinistra. si trovavano nella regione delle pampas. non era cosi. vi dardeggiava i suoi raggi perpendicolarmente. ma a patto di non perderlo di vista. l'avrebbe avuta a che fare con lui. poiché non bisognava privare del tutto il cugino Bénédict di piaceri tanto naturali alla sua età. Invece. In quei terreni era dunque immagazzinata una enorme quantità di calore. e il sottosuolo si manteneva umido. quella non era la pampa quale l'allievo la immaginava. Quella minaccia non parve atterrire eccessivamente il gigante. Dick Sand non aveva mancato di osservare che. la piccola comitiva si avviò di nuovo verso est. guidata dall'americano. insomma. E se i suoi ricordi non lo ingannavano. Tuttavia. e durante certi mesi d'estate. Su quel suolo vergine. il sole. conservando l'ordine di marcia che aveva adottato il giorno prima. no. arboscelli spinosi. Forse che la natura. dove il calore e l'umidità si accordavano per accelerare la vegetazione. e inoltre. si doveva ben credere che il regno vegetale sarebbe apparso in tutta la sua potenza. passando allo zenit. Oh. e perciò nulla di più stupendo di quella successione di foreste. Da quando la piccola comitiva. Il parallelo di quel vasto altipiano si confondeva quasi con le latitudini tropicali. o meglio. di quella interminabile foresta. assenza di pietre. cardi che diventano quasi arboscelli nella stagione calda e formano allora macchie impenetrabili. un complesso. alberi nani.ancora impedito di dar la caccia ai cocujos e ad altre mosche luminose. Tuttavia. pampa è una parola della lingua « Quichna » che significa pianura. come aveva detto Harris. La foresta continuava. credeva di rammentarsi che queste pianure presentano le caratteristiche seguenti: mancanza d'acqua. che dà a dette pianure un aspetto piuttosto arido e desolato. aveva lasciato il litorale. ora. la foresta aveva continuato a estendersi fino ai confini dell'orizzonte.

si era 123 compiaciuta di fare una regione del tutto distinta, su quell'altipiano d'Ata-cama, del quale, del resto, egli nulla sapeva, se non che costituiva uno dei più grandi deserti dell'America del Sud, fra le Ande e l'oceano Pacifico? Quel giorno, Dick Sand fece alcune domande in proposito, esprimendo all'americano la meraviglia che gli causava quel curioso aspetto della pampa. Ma Harris lo disingannò subito, dandogli su quella parte della Bolivia i più precisi particolari, e dimostrando in tal modo la sua profonda conoscenza del paese. — Avete ragione, mio giovane amico, — disse egli all'allievo. — La vera pampa è proprio cosi come i libri di viaggi ve l'hanno descritta, vale a dire una pianura alquanto arida e la cui traversata è spesso difficile. Ricorda le nostre savane dell'America del Nord, con la sola differenza che queste sono un po' più acquitrinose. Si, tale è la pampa del Rio Colorado, tali i llanos dell'Orenoco e del Venezuela. Ma qui, siamo in una regione il cui aspetto stupisce me pure. È vero che è la prima volta che seguo questa via attraverso l'altipiano, via che ha il merito di abbreviare il nostro viaggio, ma, se non l'ho ancora veduto, so che contrasta straordinariamente con la vera pampa. Quanto a questa, la trovereste, non già fra la Cordigliera dell'ovest e l'alta catena delle Ande, ma di là dalle montagne, su tutta quella parte orientale del continente che si stende fino all'Atlantico. — Dovremo dunque valicare la catena delle Ande? — domandò vivamente Dick Sand. — No, mio giovane amico, no, — rispose sorridendo l'americano — e perciò vi ho detto « la trovereste », non « la troverete ». Rassicuratevi, non lasceremo questo altipiano, le cui cime più alte non superano i millecinquecento piedi. Ah! se avessimo dovuto attraversare la Cordigliera con i soli mezzi di trasporto di cui disponiamo, non vi avrei mai trascinato in una simile avventura. — Infatti, — osservò Dick Sand — sarebbe stato meglio risalire o ridiscendere la costa.

— Cento volte! — replicò Harris. — Ma l'hacienda di San Felice è situata al di qua della Cordigliera, e il nostro viaggio, sia nella prima sia nella seconda parte, non presenterà nessuna vera difficoltà. — E non temete di smarrirvi in queste foreste che attraversate per la prima volta? — domandò Dick Sand. — No, mio giovane amico, no. So bene che questa foresta è come un immenso mare, o per dir meglio, come il disotto di un mare, dove anche un marinaio non potrebbe calcolarne l'altezza né riconoscerne la posizione, ma, abituato a viaggiare nei boschi, so trovare la mia strada anche soltanto per la disposizione di certi alberi, per la direzione delle loro foglie, per il movimento o la composizione del suolo, per mille particolari che a voi sfuggono. Siate certo che condurrò voi e i vostri dove dovete andare! Tutte queste cose, Harris le diceva molto chiaramente. Dick Sand e lui, 124 in testa alla comitiva, discorrevano spesso, senza che nessuno prendesse parte alla loro conversazione, e se l'allievo provava qualche inquietudine che l'americano non sempre riusciva a dissipare, preferiva serbarla per sé soltanto. L'8, il 9, il 10, ni e il 12 aprile, trascorsero cosi senza che il viaggio fosse turbato dal minimo incidente. Non si facevano più di otto o nove miglia ogni dodici ore; gli istanti dedicati ai pasti o al riposo si succedevano regolarmente, e benché si cominciasse a sentire un po' di stanchezza, lo stato di salute era ancora soddisfacente. Però, il piccolo Jack cominciava a soffrire un po' per quella vita fra i boschi cui non era abituato e che per lui era assai monotona, e poi non gli avevano mantenute tutte le promesse che gli avevano fatto, che i pupazzi di gomma, gli uccelli mosca, tutto era continuamente differito. Avevano anche promesso di mostrargli i più bei pappagalli del mondo, che non dovevano mancare in quelle ricche foreste. Dov'erano dunque i pappagalli dal verde piumaggio, quasi tutti originari di quelle regioni, gli arara

dalle guance nude, dalle lunghe code a punta, dai colori splendidi, le cui zampe non si posano mai a terra, e i camindi, che frequentano più specialmente le regioni tropicali, e i pappagallini multicolori, dalla testa pennuta, e finalmente tutti quegli uccelli ciarlieri che, a dire degli indiani, parlano ancora la lingua delle estinte tribù? In fatto di pappagallini, Jack non vedeva che gli jakos grigio-cenerognoli, a coda rossa, che pullulavano sotto gli alberi, ma gli jakos non erano nuovi per lui, perché sono stati trasportati in ogni parte del mondo. Sui due continenti, essi riempiono le case del loro insopportabile cicaleccio, e di tutta la famiglia dei pappagalli, sono quelli che imparano più facilmente a parlare. E bisogna dire che, se Jack non era contento, il cugino Bénédict non lo era più di lui. Durante la marcia, lo avevano lasciato correre un po' a destra e a sinistra, eppure non gli riusciva di trovare un insetto degno della sua collezione. La sera, perfino i pirofori rifiutavano ostinatamente di mo-strarglisi e di attirarlo con le fosforescenze del loro corsetto. La natura sembrava veramente farsi beffe del disgraziato entomologo, il cui umore diveniva bisbetico all'eccesso. Per quattro giorni ancora la marcia continuò verso nord-est nelle medesime condizioni. Il 16 aprile non si poteva valutare a meno di cento miglia il cammino già compiuto dalla costa. Se Harris non si era smarrito, - e lo affermava senza esitare — l'hacienda di San Felice si trovava soltanto a venti miglia dal luogo di fermata di quel giorno, ed entro quarantott'ore, la comitiva avrebbe finalmente potuto riposarsi in una comoda abitazione. Frattanto, sebbene l'altipiano fosse stato quasi interamente attraversato nella sua parte mediana, nemmeno un indigeno, nemmeno un nomade era stato incontrato sotto l'immensa foresta. Dick Sand si dolse più di una volta, senza dir nulla, di non aver potuto incagliarsi su un altro punto del litorale. Più a sud e più a nord, i villaggi, 125 le borgate o le piantagioni non sarebbero mancati, e già da

molto tempo la signora Weldon e i suoi compagni avrebbero trovato un asilo. Ma, se la regione pareva abbandonata dagli uomini, in quegli ultimi giorni gli animali si mostrarono più di frequente. Talora si udiva una specie di lungo grido lamentoso che Harris attribuiva a qualcuno di quei grossi tardigradi, ospiti abituali di quelle vaste regioni boschive, cui fu dato il nome di ais. Inoltre, quel giorno, durante la fermata del mezzogiorno, l'aria fu attraversata da un fischio, che inquietò la signora Weldon, tanto era strano. — Che cos'è? — domandò alzandosi precipitosamente. — Un serpente! — esclamò Dick Sand, e si gettò con il fucile carico davanti alla signora Weldon. Infatti, si poteva temere che qualche rettile si fosse insinuato tra le erbe fino al luogo di fermata. Nulla di strano che si fosse trattato di uno di quegli enormi sucuru, specie di boa, che talvolta misurano quaranta piedi di lunghezza. Ma Harris richiamò subito Dick Sand, che i negri già seguivano, e rassicurò la signora Weldon. Secondo lui, quel fischio non poteva essere stato emesso da un sucuru, perché questo serpente non fischia; bensì indicava la presenza di certi quadrupedi inoffensivi, assai numerosi in quella regione. — Rassicuratevi dunque, — egli disse — e non fate alcun movimento che possa spaventare questi animali. — Ma che animali sono? — domandò Dick Sand, che si faceva una specie di scrupolo di coscienza d'interrogare e di far parlare l'americano,^ quale, d'altronde, non si faceva mai pregare per rispondergli. — Sono antilopi, mio giovane amico, — rispose Harris. — Oh, quanto mi piacerebbe vederle! — gridò Jack. — È molto difficile, bambino caro, — gli rispose l'americano. — Molto difficile! — Si può tentare di avvicinare queste antilopi fischiami? — riprese Dick Sand. — Oh, non avreste fatto tre passi, — rispose Harris crollando il capo — che tutto il branco avrebbe preso la

fuga! Vi consiglio quindi di non disturbarvi! Dick Sand, però, aveva le sue ragioni per essere curioso. Volle vedere e, con il fucile alla mano, si cacciò fra le erbe, e subito, una dozzina di graziose gazzelle, dalle corna piccole e aguzze, passarono con la rapidità di una folata di vento. Il pelame, d'un rosso ardente, disegnò come una nuvola di fuoco sotto gli alti tronchi della foresta. — Vi avevo avvertito, — disse Harris quando l'allievo tornò al suo posto. Se era stato veramente impossibile distinguere quelle antilopi, cosi veloci nella corsa, non fu cosf di un altro branco di animali che fu segnalato quel giorno stesso. Questi si potè vederli, imperfettamente, è vero, - ma la 126 loro apparizione provocò fra Harris e qualcuno dei suoi compagni una discussione piuttosto strana. La comitiva, verso le quattro di sera, si era fermata un istante presso una radura, allorché tre o quattro alti animali sbucarono da un macchione, a un centinaio di passi, e fuggirono subito a grande velocità. Nonostante le raccomandazioni dell'americano, questa volta l'allievo, spianando rapidamente il fucile, fece fuoco su uno di quegli animali, ma, nel momento in cui il colpo partiva, l'arma era stata velocemente deviata da Harris, e Dick Sand, per quanto fosse abile, aveva fallito il colpo. — Niente spari! niente spari! — aveva detto l'americano. — Oh, bella! ma sono giraffe! — esclamò Dick Sand, senza rispondere altrimenti all'osservazione di Harris. — Giraffe! — ripetè Jack raddrizzandosi sulla sella del cavallo. — Dove sono quelle grandi bestie? — Giraffe! — disse la signora Weldon. — Ti sbagli, caro Dick; non ci sono giraffe in America! — Infatti, — disse Harris che pareva piuttosto meravigliato — non ci possono essere giraffe in questo paese! — Ma allora?... — ribatté Dick Sand. — Non so davvero che pensare! — rispose l'americano. — Non vi avranno ingannato i vostri occhi, mio giovane amico? Non saranno stati struzzi, alle volte?

— Struzzi! — ripeterono Dick Sand e la signora Weldon guardandosi, assai stupiti. — Si, semplicemente struzzi, — ripete Harris. — Ma gli struzzi sono uccelli, — replicò Dick Sand, — e per conseguenza non hanno che due zampe! — Ebbene, — rispose Harris — io ho precisamente creduto di vedere che gli animali cosi rapidamente fuggiti, fossero bipedi! — Bipedi! — ripetè l'allievo. — A me pare di aver veduto animali a quattro zampe, — disse allora la signora Weldon. — Anch'io, — soggiunse il vecchio Tom. Bat, Actéon e Austin confermarono le sue parole. — Struzzi a quattro zampe! — esclamò Harris scoppiando a ridere. — Sarebbe proprio bella! — Appunto perciò, — ribatté Dick Sand — abbiamo creduto che fossero giraffe, e non struzzi! — No, mio giovane amico, no! — disse Harris; — avete certamente veduto male, il che, del resto, si spiega, data la velocità con cui quegli animali sono fuggiti. D'altra parte, è accaduto più di una volta ai cacciatori d'ingannarsi come voi, e assolutamente in buona fede! Ciò che diceva l'americano era molto plausibile. Fra un grande struzzo e una giraffa di medie proporzioni, visti da una certa distanza, è facile in127 gannarsi. Abbiano un becco o un muso, hanno entrambi un lungo collo rovesciato all'indietro, e a rigore si può dire che uno struzzo è una giraffa; non gli mancano che le zampe posteriori; dunque, tanto il bipede che il quadrupede, passando all'improvviso e rapidamente, possono essere scambiati l'uno per l'altro. Del resto, la miglior prova che la signora Weldon e gli altri si sbagliavano, era che in America di giraffe non ce ne sono. Dick Sand fece allora questa riflessione: — Ma io credevo che, come le giraffe, nemmeno gli struzzi si trovassero nel Nuovo Mondo! — Ve ne sono, mio giovane amico, — disse Harris — e

precisamente l'America del Sud ne possiede una specie particolare. A questa specie appartiene il nandù che avete veduto! Harris diceva il vero; il nandù è un trampoliere piuttosto comune nelle pianure dell'America del Sud, e la sua carne, quand'è giovane, è buona. Questo robusto animale, la cui statura supera qualche volta i due metri, ha il becco dritto, le ali lunghe e formate da ciuffi di penne d'un colore azzurrastro, i piedi costituiti da tre dita munite di unghie, cosa questa che lo distingue essenzialmente dagli struzzi dell'Africa. Questi particolari, esattissimi, furono dati da Harris, il quale pareva essere molto al corrente, per quanto riguardava i costumi dei nandù, e tanto la signora Weldon che i suoi compagni dovettero convenire che si erano sbagliati. — D'altronde, — soggiunse Harris — è possibile che incontriamo un altro branco di struzzi, e allora, questa volta, guardate meglio, per non esporvi a scambiare degli uccelli per-quadrupedi! Ma, soprattutto, mio giovane amico, non dimenticate le mie raccomandazioni, e non sparate più su un animale, qualunque sia! Noi non abbiamo bisogno di cacciare per procurarci i viveri e, lo ripeto, non bisogna che uno sparo di fucile riveli la nostra presenza in questa foresta. Dick Sand, però, rimaneva pensieroso; una volta ancora, un dubbio gli si affacciava alla mente. Il giorno seguente, 17 aprile, la marcia fu ripresa, e l'americano affermò che entro ventiquattr'ore la piccola comitiva si sarebbe trovata all'hacienda di San Felice. — Là, signora Weldon,. — soggiunse — riceverete tutte le cure necessarie alla vostra posizione, e pochi giorni di riposo vi rimetteranno completamente. Forse non troverete alla fattoria il lusso al quale siete abituata nella vostra dimora a San Francisco, ma vedrete che i nostri luoghi di traffico nell'interno non mancano di comodità: non siamo poi selvaggi del tutto. — Signor Harris, — rispose la signora Weldon, — se per il vostro generoso soccorso non possiamo farvi che dei

— Gli alberi che forniscono la preziosa corteccia sono originari di qui. questi alberi. — disse allora Dick Sand — ma dappertutto la natura è sempre previdente. bisogna confessare che in marzo e in aprile vi regnano le febbri intermittenti. con foglie grandi e fiori rosa e odorosi. mostratemelo. non possono riconoscerli che dal loro fogliame sempre verde. almeno ve li facciamo di cuore! Si. pure non è facile scoprirli. — E mi stupisco. È raro che crescano a gruppi. — rispose Harris — e quantunque il clima di questo altipiano sia molto salubre. e sono piuttosto disseminati nelle foreste. Giunse la sera e fu organizzata la sosta per la notte come il solito. è tempo di arrivare! 128 — Siete molto stanca. — riprese Dick Sand — di non averne ancora veduto nemmeno uno! — Ah. Gli indiani. — riprese Harris — non è facile distinguerli. — Signor Harris. signora Weldon. che fanno la raccolta di china. poco importa. è assai migliore della corteccia dell'albero.1 Quest'ultima giornata di viaggio passò senza altri incidenti. ma all'hacienda troverete solfato di chinino che. mio giovane amico. — disse la signora Weldon — se vedete uno di questi alberi. — Certo. signora Weldon? — Per me.ringraziamenti. contro la febbre. ma mi accorgo che il mio piccolo Jack va deperendo a poco a poco! In certe ore comincia a coglierlo la febbre! — Si. — Infatti. — disse l'americano. Sebbene siano spesso molto alti. — Non siamo nella regione della china? — chiese Dick Sand. non aveva piovuto. che pareva non avesse capito. mio giovane amico? — domandò Harris. Fino allora. e ha messo accanto al male il rimedio! — In che modo. ma il tempo stava . avete perfettamente ragione. — Certamente.

alla quale si dava il nome di « Polvere dei Gesuiti ». — disse Harris — e lasciateci dormire.per cambiare. ma per fortuna. il giorno dopo. sebbene non volesse ancora parlarne. Benché. c'erano ancora da passare poche ore. volle abbandonare la sua abituale prudenza. perché una vampata di calore si levò dal suolo formando in breve una fitta nebbia. no! non è un serpente. poi. . signor Bénédict! — Schiacciare un insetto? — esclamò il cugino Bénédict. (N.. 1 Un tempo. — E che avete? — domandò la signora Weldon. Si era. che fu in piedi.d. poiché in proposito Dick Sand dispose in modo che non si trascurasse nulla. prima di tutti. Tom e i suoi compagni dovevano vegliare per turno. infatti. il quale non poteva fare il suo calcolo che giudicando dal tempo che era durato il viaggio. — Ah. ma un insetto! — rispose il cugino Bénédict. e già la stanchezza aveva chiuso gli occhi alla signora Weldon e ai suoi compagni. — No. prossimi alla stagione delle piogge. — chiese con terrore la signora Weldon.. schiacciate il vostro insetto.A. perché già un terribile sospetto non gli dava requie. allorché furono destati da un grido acuto. l'ho preso. Meno che mai. si limitavano a ridurre questa corteccia in polvere. — Sono stato morso! — Da un serpente?. La fermata era stata fatta ai piedi di un gruppo di alti alberi. — Sono io. perché. i Gesuiti di Roma ne ricevettero dalla lore missione d'America una grande quantità. io che ho gridato! — rispose il cugino Bénédict. nel 1649. si dovesse essere soltanto a sei miglia dall'hacienda. secondo Harris. alla piccola comitiva sarebbe stato ospitalmente offerto un comodo riparo. si presero le solite precauzioni per la notte.) 129 — Ehi! che c'è? — domandò vivamente Dick Sand. l'ho preso! — Ebbene. — Ohibò! ohibò! Bisogna vedere che cos'è! — Qualche zanzara! — disse Harris alzando le spalle.

per le antilopi..— Niente affatto. di colore smorto. dopo questo incidente. — Non è velenosa questa mosca? — domandò la signora Weldon. per i bufali. per esempio. cugina. Il suo bambino. Dick Sand. è una mosca. un famoso dittero! E il cugino Bénédict mostrò una mosca più piccola di un'ape. — disse Dick Sand — signor Bénédict. adorabile insetto! — Ma insomma. questa mosca. — Ma che cos'è dunque? — domandò la signora Weldon. 130 CAPITOLO XVIII LA TERRIBILE PAROLA ERA TEMPO di arrivare. avvicinandola al cugino Bénédict. ebbero ripreso il sonno interrotto. rigata di giallo nella parte inferiore del corpo.. — rispose l'entomologo — questa mosca. — Un dittero. — No. non potè più chiudere occhio per tutta la notte. è una tse-tsè! È quel famoso dittero che forma l'onore di un paese e. nonostante la stanchezza che lo opprimeva. è un altro paio di maniche! Oh. . — rispose il cugino Bénédict. ci direte che mosca è? — Questa mosca. perché una estrema stanchezza metteva la signora Weldon nell'impossibilità di continuare un viaggio fatto in cosi penose condizioni. Ma per gli animali. cugina. \ — Bontà divina! — gridò l'entomologo — ecco ciò che mi consola di tutti i miei disinganni! Ho fatto finalmente una scoperta! Il brav'uomo delirava. e guardava la sua mosca con aria trionfante! L'avrebbe volentieri baciata. che stringo fra le dita. — e una mosca che deve essere curiosissima! Dick Sand aveva acceso una piccola lanterna portatile. finora. e perfino per gli elefanti. almeno per l'uomo. non si è mai trovata alcuna mosca tse-tsè in America! Dick Sand non osò domandare al cugino Bénédict quale fosse l'unica parte del mondo in cui si trovava quella pericolosa tse-tsè! E quando i suoi compagni. no.

faceva pietà a vedersi. per quanto energica fosse. Harris. e.molto rosso durante gli accessi di febbre. e lo teneva semicoricato fra le proprie braccia. Dick Sand osservò che egli si faceva più inquieto e meno disinvolto di prima. e la vista del piccolo Jack ammalato. Tom e i suoi compagni avevano sopportato meglio le fatiche del viaggio. Soltanto. Era questa dunque la vera pampa di cui Harris aveva parlato? Nelle prime ore del giorno. preoccupatissima. quella diffidenza lo rendeva ancora più taciturno con il « suo giovane amico ». Dodici giorni di viaggio per una donna. Nan. Ma per un bambino era ancora peggio. al quale mancavano le cure più elementari. la sera del 18 aprile. poi. il viaggio era stato ripreso. non aveva voluto abbandonare Jack nemmeno alle cure della buona Nan. secondo quanto diceva l'americano. dodici notti passate a del sereno. Dick Sand. era bastata a spezzare la sua fibra. Nella foresta. Probabilmente. a mano a mano che andava avvicinandosi all'hacienda. la comitiva si sarebbe trovata al riparo nell'hacienda di San Felice. e molto pallido nelle intermittenze. la sera stessa di quel giorno. Sua madre. senza dubbio. meno fitta. non erano loro mancati. E. che allora spuntava. Oh. benché ora cominciassero a scarseggiare. l'americano si sentiva malvisto da Dick Sand. Questa era almeno l'opinione dell'allievo. pareva abituato alle fatiche di quei lunghi viaggi attraverso le foreste. e non formavano più masse impenetrabili. pure sorvegliava attentamente e da vicino la loro guida. si! era tempo d'arrivare! Ma. mentre il contrario sarebbe stato più naturale. gli alberi si sparpagliavano a gruppi. Intanto. il quale era diventato più che diffidente nei riguardi dell'americano. quale interesse avrebbe avuto Harris ad ingannarlo? Dick Sand non avrebbe saputo spiegarlo. e sembrava non provare affatto la stanchezza. quanto ai viveri. e la loro salute era soddisfacente. c'era veramente di che estenuare la signora Weldon. nondimeno. nessun incidente venne ad .

. gli si avvicinò: . non è vero? — interruppe Dick Sand. è agitato e il suo pelo è irto! Si direbbe che senta da lontano. che. signor Dick. che afferrò il braccio del negro facendogli cenno di parlare a bassa voce. o taceva. quando Negoro si mostrava sul ponte del Pilgrim. Tom. Fino allora. — rispose Dick Sand — e allora gli premeva assai di non perderci di vista.. attrasse specialmente l'attenzione dell'allievo. com'erano un tempo. infatti. — Si. — Negoro.aggravare le inquietudini di Dick Sand. e Tom lo confermò nel sospetto dicendogli: — Ecco una cosa strana. quasi sempre con il naso al suolo. 131 Il cane. forse di non grande importanza.. — Oppure egli lo conosceva. che. — Oppure? — chiese Tom guardando con ansietà l'allievo. dopo avere un po' esitato.. — In ogni modo. da principio.. e quasi d'un tratto. In primo luogo... Un sospetto attraversò la mente di Dick Sand. Non può darsi che abbia seguito le nostre tracce?. mutò modi.. che durante tutto il viaggio pareva avesse seguito una traccia. — Ma come mai Negoro conoscerebbe questo paese. o faceva intendere una specie di basso latrato lamentoso. interrompendosi per chiamare il cane. come fosse l'espressione di un dolore o di un rimpianto. i latrati dello strano animale ridiventarono forti. Quel giorno.. — O Negoro non conosceva/questo paese. — Negoro. fu il comportamento di Dingo. e che in questo \stesso momento. non sia molto lontano! — Ma. è un fatto incontestabile che Dingo si comporta come se quell'uomo che detesta si fosse avvicinato a noi! Poi.. invece. e allora. se non c'è mai venuto? — Non c'è mai venuto? — mormorò Dick Sand. fiutando le erbe e gli arbusti. ma egli osservò due cose. signor Dick! Dingo non fiuta più il suolo come faceva ieri! Ha il naso in aria. talvolta furiosi. perché? — disse Tomi. sennonché nella situazione presente nessun particolare era da trascurarsi.

come se Negoro fosse stato nascosto dietro qualche macchia. che si trovi in angustie. Con le labbra un po' strette si accostò all'allievo: — Che cosa chiedete a Dingo? — domandò. Dingo. — Oh. — se Negoro ha saputo venire fin qui. Questo. quel cuoco di bordo di cui mi avete parlato? — Si. secondo ciò che Harris aveva detto il giorno prima.. saprà anche andare più lontano. non affrettava il passo.. — Negoro! Negoro! Dingo rispose con un furibondo abbaiare. La seconda osservazione che fu fatta dall'allievo si riferiva al cavallo dell'americano. Eppure. — È inutile. È l'uomo che sa trarsi d'impaccio! — Come preferite. — quel portoghese. e che doveva conoscere. ch'io sappia! — A meno che ce l'abbia tenuto nascosto. come fanno gli animali della sua specie.■— Piglialo! — disse. — Gli domandiamo notizie di quel compagno di bordo che abbiamo perduto. non sembrava affatto che « sentisse la scuderia ». — rispose Tom. — rispose il vecchio Tom scherzando. — disse Harris. — ribatté Tom. fosse lontana ancora centinaia di miglia. quasi niente. pareva indifferente. Non fiutava. alla quale nondimeno si era recato più volte. « Non è un cavallo che sta per arrivare! » pensò l'allievo. Harris aveva veduto tutta la scena. si direbbe che Negoro sia nelle vicinanze. — rispose Dick Sand. batteremo il bosco. . — Egli non è mai venuto in questo paese. signor Harris. né mandava quei nitriti che indicano la fine di un viaggio. _ — Ah! — fece l'americano. come se l'hacienda. signor Harris. A osservarlo bene. — Ci sarebbe da meravigliarsi. zitto! — aggiunse brevemente Dick Sand per terminare la conversazione. Quel nome fece su di lui il solito affetto. non dilatava le narici. e si slanciò avanti. è possibile che quel povero diavolo abbia bisogno di soccorso. 132 — Come avrebbe potuto arrivare fin qui? — rispose Harris. — disse Harris — ma se volete. — Su. — a sentire Dingo.

per quanto fosse indifferente in quei momenti a tutto ciò che non riguardasse il suo figliolo. Dopo una pianura larga un miglio. Del resto. A un'altezza che sorpassava 133 di molto la statura umana. della quale doveva pure avere un gran bisogno.. o della propria strada! La signora Weldon chiuse gli occhi per non vederlo più. Dick Sand si guardò attentamente intorno. non c'era nemmeno alcun indizio che indicasse la vicinanza di un grande possedimento coltivato come doveva essere l'hacienda di San Felice. Alle sei di sera. era ricomparsa. alle cinque di sera. fare si larga breccia nell'impenetrabile boschetto. come chi non è sicuro di sé. i rami erano strappati o spezzati.. se il cavallo non sentiva per nulla la scuderia. violentemente scostate. lasciavano vedere sul suolo. Come! non un indigeno. ma sembrava osservasse le profondità del bosco. senza essere cosi fìtta come ad ovest. e di queste sei miglia.non rimanevano da percorrere che sei miglia. lasciare simili tracce. né di coguari. e la comitiva si cacciò di nuovo sotto i grandi alberi. e guardava a destra e a sinistra. e al tempo stesso. Erano dunque ais o altri tardigradi. il cui piede si era impresso in quel modo nel terreno? Ma come spiegare allora il guasto dei rami a tale altezza? Un gruppo di elefanti avrebbe potuto. ma non vi sono . quattro erano già state certamente superate. la foresta. certamente. La signora Weldon. erano giunti vicino a una macchia. imprimere si larghe impronte. impronte che non potevano essere né di giaguari. le erbe. la quale sembrava essere stata attraversata di recente da una frotta di grossissimi animali. fu colpita nel vedere ancora il paese cosi deserto. non uno dei domestici dell'hacienda a cosi poca distanza! Si era forse smarrito Harris? no! Ella respinse questa idea: un nuovo ritardo sarebbe stato la morte del suo piccolo Jack! Intanto Harris continuava ad andare avanti. un po' acquitrinoso.

quel fanciullo. Ad ogni modo.elefanti in America. non volle dir nulla che potesse impaurire quella povera madre! E non pronunciò parola nemmeno quando. Dunque. con il largo muso rigonfio. l'ipotesi che di li fossero passati degli elefanti era assolutamente inammissibile. fra le terribili prove che intravedeva. precedendo la piccola comitiva di un centinaio di passi. prima che fosse venuto il momento di agire. che non avrebbe per nulla cambiato la situazione. e che avrebbe dovuto ancora. più che mai. poteva agire. Che cosa doveva aspettarsi da un uomo che aveva tentato di fargli prendere giraffe per struzzi? Harris avrebbe ancora dato qualche spiegazione. qual partito pigliare? Dinanzi alla spaventosa realtà. vide degli enormi animali che si precipitavano sotto le alte erbe dell'argine. quei negri. la cui bocca è armata di denti che ne . e tutto gli diceva che questa occasione era vicina. era egli solo che li doveva salvare! Ma se a bordo poteva tentare qualche cosa. Dick Sand non fece conoscere ciò che gli fece pensare quel fatto inesplicabile e non interrogò in proposito nemmeno l'americano. più o meno bene immaginata. Dick sapeva che cosa pensare di Harris: in lui indovinava un traditore! Non aspettava che un'occasione per smascherarlo. ridiventava il capitano di quindici anni ch'era stato sul Pilgrim. che ad ogni istante si rendeva più indiscutibile. Ma quale poteva essere l'astuto segreto di Harris? Quale avvenire attendeva dunque i superstiti del Pilgrim? Dick Sand si ripeteva che con il naufragio la sua responsabilità non era cessata. Ed erano proprio quei pachidermi dalla grossa testa. Questi enormi pachidermi non sono originari del Nuovo Mondo e non vi furono nemmeno acclimatati. qui. ormai. Ad ogni modo. per averne ragione. come marinaio. tutti i suoi compagni di sventura. Dick Sand non volle chiudere gli occhi. giunto sulle sponde di un corso d'acqua abbastanza largo. se. ma. — Gli ippopotami! gli ippopotami! — stava per gridare. provvedere alla salvezza di coloro che l'incagliamento aveva gettato su quella costa! Quella donna. In quella situazione.

— Come vi piacerà! — disse l'americano. — Dovremmo essere vicinissimi all'hacienda. — Eppure?. decorato molto rozzamente. — rispose Dick Sand.escono per più di un piede.. signor Harris. Ippopotami in America! Continuarono a camminare tutta la giornata. mi sarà difficile guidarvi. e tutti. infissa in un manico squadrato d'avorio. lo esaminò e finalmente lo mostrò all'americano dicendo: — Certamente. forse non sentiva la stanchezza. ma faticosamente: la stan134 chezza cominciava a far rallentare il passo anche ai più forti. credo. — rispose Harris esitando — e non riconosco. erano spossati. non ci separiamo. il vecchio Tom trovò fra l'erba un oggetto che attrasse la sua attenzione. gli indigeni non sono lontani. Dick Sand resisteva grazie a mia eccezionale energia morale. — ripetè Dick Sand. con la pelle senza peli e di color rossiccio. formato da una larga lama ricurva. no. ma le sue forze erano esaurite. ad andare avanti. — Non importa! — rispose Dick Sand — ci fermeremo. — ma di notte. la . La signora Weldon. L'hacienda non deve essere a più di tre miglia ormai.. altrimenti sarebbero stati costretti a fermarsi. — replicò Dick Sand in tono risoluto.. che guardò Harris bene in faccia.. — Farò bene. Era un'arma. Era proprio tempo di arrivare. — disse Harris. — Smarrito. che lo prese. Tom portò il coltello a Dick Sand.. tozzi sulle zampe corte. una specie di coltello d'una forma particolare. e forse ho avuto torto! — Può darsi. ma ho voluto prendere la via più breve attraverso la foresta. Verso le quattro di sera.. preoccupata unicamente per il suo piccolo Jack.. — Infatti. — No. attinta dal sentimento del dovere. — rispose Harris — eppure.. più o meno. ■— Vi siete dunque smarrito? — domandò vivamente Dick Sand.

due mani recise e. Dingo fece udire furibondi latrati. Il suo viso aveva qualche cosa di feroce. e chi lo avesse osservato in quel momento. se ne stava in disparte. Quanto ad Harris.. come se i suoi piedi avessero messo le radici in terra. Frattanto. che stava occupandosi con lui di questi preparativi. presso quegli avanzi umani. L'allievo fece gran fatica ad allontanarlo.. e che siamo nel deserto! Fu dunque decisa l'ultima sosta. guardate! guardate! 135 — Che c'è. Si cercò il luogo migliore per passarvi la notte e lo trovarono sotto un grande gruppo di alberi. li. a giorno fatto. di quella catena spezzata. tornando verso di lui: — Taci. in terra.. sarebbe stato colpito dal cambiamento avvenuto in lui. la signora Weldon non aveva veduto nulla di quell'orribile spettacolo. con il tono calmo di chi è preparato a tutto. alcune forche spezzate e una catena infranta. — rispose Harris. e domani. — Li. Dingo. macchie di sangue!. E. si arrestò a un tratto esclamando: — Signor Dick. membra recise! Dick Sand si precipitò verso il luogo indicato dal vecchio Tom. Due o tre miglia ancora. Dingo aveva raggiunto Dick Sand e abbaiava rabbiosamente davanti a quegli avanzi sanguinosi. indi. — Sai bene che non c'è nessuno. dove Dick Sand pensò di disporre le cose per la nottata. Tom.. e la signora Weldon lasciò fare ai compagni senza dir verbo. il vecchio Tom. Ma il vecchio Tom. assopito per la febbre.. — Qui. qui! — gridò Dick Sand. alla vista di quelle forche. Per fortuna. ci rimetteremo in viaggio.. Vi erano.. là per terra. mio vecchio Tom? — domandò Dick Sand. le faremo in un'ora! — E sia pure. le riposava fra le braccia. taci! — disse. — disse Tom — su quegli alberi. Il suo piccolo Jack. infatti. Con gli occhi .signora Weldon acconsentirà a passare un'ultima notte sotto gli alberi.. In quel momento. era rimasto immobile.

. un silenzio assoluto teneva dietro ai rumori del giorno e si sarebbe potuto credere che la pesante atmosfera. la sua facoltà di presentire non andava così lontano. stava per parlare! — Taci. E senza dubbio. egli guardava. Il pasto fu preparato. Dick Sand. non una foglia si muoveva sugli alberi. per noi tutti. Cercava di ricordarsi. ora si fece profonda. e attraverso gli alberi. se una luce qualsiasi o qualche rumore sospetto giungesse loro agli occhi o alle orecchie. ho già veduto.. Cessato il vento. si fece udire un ruggito profondo e grave. taci! E l'allievo condusse via il vecchio negro. Fu scelto un altro luogo di fermata. queste forche. il cielo era coperto da grandi nuvole tempestose. Improvvisamente. e si dispose ogni cosa per la notte. La signora Weldon cullava il suo bambino fra le braccia e non pensava che a lui. in quella profonda notte.. Ma nulla turbava la calma e il buio della foresta.. e tutti si trovavano sotto un'indefinibile impressione d'inquietudine che confinava con il terrore. satura d'elettricità.. Austin e Bat vegliavano insieme. L'oscurità calò a poco a poco.. si vedevano guizzare alcuni lampi di caldo.. poiché solo fra tutti non subiva l'impressione comune. Tom. — ripetè Dick Sand. al quale si mescolava una specie di fremito più acuto. i lontani ricordi della sua prima infanzia gli si affacciavano vagamente. le mani serrate.smisuratamente aperti. diventasse inadatta alla trasmissione dei suoni. mormorando queste parole: — Ho veduto. Tom. ma lo assaggiarono appena. sull'orizzonte ad ovest. come fosse stato atterrato da un colpo repentino. 136 Forse.. — Per pietà della signora Weldon... soltanto il cugino Bénédict dormiva. non assopito. Essi cercavano di vedere. ma assorto nei propri ricordi. ho veduto!. da piccino. rimaneva immobile. verso le undici.. con la testa china. la stanchezza vinceva la fame. . di udire..

i prodotti dell'America meridionale mancavano in quella regione. il coltello di forma bizzarra. e la sua mano si stese verso un folto macchione distante poco più di un miglio. la bussola lo aveva ingannato. né la pampa boliviana! Sì. verso il posto occupato da Harris.Tom si rizzò in piedi. e dall'oceano Pacifico era passato nell'Atlantico! La velocità della nave. — Il leone! — ripetè. Ma Harris non c'era più. per la violenza dell'uragano! Ecco perché gli alberi della gomma. non sulla costa americana era naufragato il Pilgriml Non era l'isola di Pasqua quella di cui l'allievo aveva rilevato la posizione in mare. e non struzzi. e si sa perché! Trascinato dalla tempesta su falsa strada. Dick Sand gli afferrò il braccio. situata precisamente a ovest di quel continente. che egli aveva tante volte inteso nella sua infanzia.. con il coltellaccio in mano. che non era né l'altipiano di Ata-cama. aveva certamente girato il Capo Horn. erano elefanti che avevano attraversato il fitto boschetto. la terribile tse-tsè.. giraffe.. era stata raddoppiata. ed erano ippopotami quelli di cui Dick Sand aveva turbato il riposo sotto le alte erbe! Era la tse-tsè. erano gli utensili del mercante di schiavi! E le mani recise. erano fuggite nella radura. la china. e con lui era scomparso il suo cavallo. ma non potè impedire che il negro gridasse ad alta voce: — Il leone! il leone! Quél ruggito. le catene. incapace di dominarsi pili a lungo. come l'isola di Pasqua è situata a ovest dell'America! Durante una parte del viaggio. che fa perire con le sue punture gli animali delle carovane! Infine. erano mani di infelici ridotti in schiavitù! . il dittero raccolto dal cugino Bénédict. era proprio il ruggito del leone che aveva echeggiato attraverso la foresta! E quelle forche. che egli non poteva se non imperfettamente calcolare. Dick Sand.. si precipitò. Una specie di rivoluzione avvenne nello spirito di Dick Sand. Tom lo aveva riconosciuto. ma qualche altra isola. Egli non era dove aveva creduto di essere! Dunque. a sua insaputa.

ridotti in schiavitù. le quali minacciano di spopolare tutto un continente per mantenere alcune colonie di schiavi. dopo essere stati cacciati dalla Spagna. è stato proibito già da molti anni. a profitto di chi siano fatte. Si potrebbe credere che la tratta non si faccia più. principalmente nell'Africa centrale. si erano rifugiati dall'altra parte dello stretto. ed è questo che il lettore deve sapere. gli sfuggirono dalle labbra: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! 137 PARTE SECONDA CAPITOLO I LA TRATTA LA TRATTA! Nessuno ignora il significato di questa parola. quanto sangue esse costino. In pieno XIX secolo. dove e come si compiono codeste barbare razzie. quanti incendi e saccheggi provochino. Un certo numero di questi fuggitivi furono fatti prigionieri e ricondotti in Portogallo. indovinate da Dick Sand.Il portoghese Negoro e l'americano Harris dovevano essere d'accordo! Queste parole terribili. e allora i portoghesi. Ma quei musulmani appartenevano nella maggior parte a . Bisogna che egli sappia quelle che sono ancora attualmente le cacce all'uomo. La tratta dei negri si comincia a vedere esercitata nel XV secolo. sulla costa d'Africa. che occupavano in quel tempo parte del litorale. se vuole interessarsi più intimamente alla seconda parte di questa storia. che la vendita e la compera di creature umane siano cessate! E invece no. formarono il primo nucleo di schiavi africani costituito nell'Europa occidentale dall'inizio dell'era cristiana. infine. all'abolizione della schiavitù manca ancora l'adesione di alcuni Stati che si dicono cristiani. dove. li inseguirono con accanimento. praticato per lungo tempo a profitto delle nazioni europee che possedevano colonie oltre oceano. che non avrebbe mai dovuto trovar posto nel linguaggio umano. ed ecco in quali occasioni fu stabilita. Questo traffico abominevole. e. eppure si continua a fare su larga scala. I musulmani.

che vollero riscattarli a peso d'oro. sotto ogni punto di vista. e cioè le braccia degli schiavi. erano le braccia indispensabili al lavoro delle colonie nascenti. male acclimatati e ancora incapaci di sopportare il calore dei climi intertropicali. domandando ai governi europei di decretarne l'abolizione in nome dei principi di umanità. Nel 1715 i quaccheri si misero a capo del movimento abolizionista. a ciò. Presto si elevarono voci generose. nel seno stesso di quell'America del Nord. poiché non sapevano che farne dell'oro straniero! Ciò che loro mancava. rifiuto dei portoghesi di accettare alcun riscatto per rilevante che fosse. dei 139 quali non era troppo facile impadronirsi. tutti gli Stati lo proteggevano. che protestarono contro la tratta dei negri. le famiglie musulmane offersero allora di barattarli contro un maggior numero di negri africani. Ma per quanto fosse necessaria. Infatti. e i costumi ancora barbari non vi ripugnavano. essa non poteva giustificare questi mercati di carne umana. Verso la fine del XVI secolo. Diversi Stati del Nord. I portoghesi accettarono l'offerta del cambio che trovavano vantaggioso. La « mercanzia » costava poco al paese di produzione e i benefici erano considerevoli. dove cent'anni dopo doveva scoppiare la guerra di secessione. la Virginia. Non potendo riscattare i loro parenti prigionieri. alla quale non fu estranea la questione della schiavitù.ricche famiglie. il Massachusetts e la Pennsylvania decretarono Pabolizione della tratta e affrancarono gli . il Connecticut. Il trasporto dei negri alle colonie d'America si fece dunque regolarmente a mezzo di navi speciali. sarebbero periti a migliaia. inoltre. gli schiavi negri potevano resistere là dove i bianchi. la fondazione di colonie oltre oceano. allo scopo di colonizzare in modo rapido e sicuro le isole del Nuovo Mondo. questo odioso traffico era generalmente ammesso. e questo ramo del commercio transatlantico creò uffici importanti su diversi punti del litorale americano. e in tal modo in Europa nacque la tratta.

e nell'agosto 1838 . e furono perseguitati a oltranza. una dichiarazione generale emancipò tutti i negri delle colonie della Gran Bretagna. Frattanto. si dovettero attuare misure più drastiche. più particolarmente. Tuttavia. e l'esportazione dei negri continuò a profitto loro. l'Inghilterra abolì nelle sue colonie la tratta dei negri. Ma la campagna cominciata dai quaccheri non si limitò alle province settentrionali del Nuovo Mondo. il quale si limitava alla verifica delle bandiere delle navi sospette. I negrieri continuavano a correre i mari. non si facevano più nuovi schiavi. nonostante i grandi interessi politici e commerciali annessi a tale questione. così come le colonie spagnole e portoghesi. e l'Inghilterra nel 1824. imitata nel 1814 dalla Francia.schiavi che furono trasportati con ingenti spese nei loro territori. La Francia e l'Inghilterra. questa non era ancora che una dichiarazione puramente teorica. andando a scaricare il loro « carico d'ebano » nei porti coloniali. e pirati coloro che la esercitavano. La spinta era data e. dichiararono la tratta atto di pirateria. nonostante il diritto di visita generalmente riconosciuto. ma gli Stati dell'America del Sud. non intervennero all'atto di aboli140 zione. Il 14 maggio 1833. e gli schiavisti furono vivacemente attaccati fino al di là dell'Atlantico. Le due potenti nazioni si scambiarono un trattato in proposito. essi incorrevano nella pena di morte. la nuova legge di abolizione non aveva avuto effetto retroattivo. Gli Stati Uniti nel 1820. e il motto trovò eco in tutto il Vecchio Mondo. reclutarono per questa giusta causa dei partigiani con questo motto: « Periscano le colonie piuttosto che un principio ». ma i vecchi non avevano ancora ricuperato la libertà. e. La Francia aderì subito al nuovo trattato. Fu in tali circostanze che l'Inghilterra diede l'esempio. Come tali. e quel trattato fu confermato da Napoleone durante i Cento Giorni. Per mettere fine a questo commercio. nel 1807. si propagò con efficacia per tutta l'Europa.

e cioè duecentosessantamila negri. gli altri nelle province arabe o turche dell'Asia. la guerra che scoppiò tra i federali e i confederati degli Stati Uniti. all'indomani di quelle cacce all'uomo. Ma la cifra di queste odiose esportazioni è ancora grande? Sì. Grant. la estese a tutta l'America del Nord. teatro principale delle guerre fra capi e capi. l'una ad ovest. almeno non ne accetta più di nuovi. Stanley. non si calcola a meno di ottantamila il numero di schiavi che giunge al litorale. Nel 1861. Burton. verso la colonia portoghese dell'Angola. in seguito alle guerre sanguinose che si fanno i capi africani per questa caccia all'uomo. i fiumi travolgono cadaveri. Di questi infelici. le borgate incendiate rimangono vuote d'abitanti. Le crociere inglesi e francesi non possono impedire questo traffico che in piccola parte. Dopo questi spaventosi macelli. gli uni sono spediti o a Cuba o a Madagascar. Il Brasile. Nella regione dei . tanto è difficile ottenere una sorveglianza efficace di coste cosi estese. Tutti gli altri viaggiatori. e oggigiorno la tratta non si esercita più se non a profitto delle colonie spagnole o portoghesi. e le bestie feroci invadono il paese.seicentosettantamila schiavi furono dichiarati liberi. che intere tribù vengono ridotte in schiavitù. Alle carovane vengono allora date due opposte direzioni. sembra. la Repubblica emancipava gli schiavi delle colonie francesi. turchi o arabi. i campi devastati sono deserti. Livingstone. verso Mozambico. compiendo l'opera di emancipazione. non rappresenta che la decima parte degli indigeni trucidati. dei quali una piccola parte soltanto giunge a destinazione. È nell'interno dell'Africa. l'altra a est. e i figli dei negri vi nascono liberi. non riconosceva più le province che aveva visitato alcuni mesi prima. nel 1848. Spelee. Le tre grandi potenze avevano dunque compiuto quest'opera di umanità. Cameron. Dieci anni dopo. numero che. non parlano diversamente di quell'altipiano boschivo dell'Africa centrale. e per sopperire ai bisogni delle popolazioni dell'Oriente. se non ha ancora reso la libertà ai suoi vecchi schiavi. alla Mecca o a Mascate.

i cui quattro quinti sono oramai trascorsi. In tali condizioni. perché popoli civili non possono tollerare più a lungo la tratta! Sf. spopolamento. e infatti è verso di esse che si avvia la più numerosa emigrazione di negri. La schiavitù dun141 que non finirà in Africa che con la scomparsa della razza negra. Pure. Questi schiavi. deve vedere l'affrancamento di tutti gli schiavi ancora posseduti da Stati cristiani. nel Bornu e nel Fezzan più a sud. Del . Da allora. Molto prima della spedizione d'Egitto.Grandi Laghi. e sulle rive del Nyassa e dello Zambesi più a ovest. 1878. massacri. durante questo secolo. la loro sorte non è sensibilmente inferiore a quella degli uomini liberi. Essi portano in tal modo un supplemento di popolazione a razze che si spengono e che un giorno spariranno perché non si rigenerano con il lavoro. come al tempo di Bonaparte. il commercio degli schiavi in Africa non è diminuito. compongono per metà gli eserciti dei capi africani. e questa via di sfogo mancherà. Il generale Bonaparte potè anzi comperare un buon numero di questi negri di cui fece dei soldati ordinati sul tipo dei mammalucchi. certamente. per molti anni ancora. poiché la cifra degli indigeni strappati alle loro province e mandati verso la costa orientale. e questa razza subirà la sorte della razza australiana nella Nuova Olanda! Ma il mercato delle colonie spagnole e portoghesi un giorno si chiuderà. nei distretti dell'alto Zaire. le nazioni musulmane mantennero un traffico che spopola il continente africano. diventano spesso dei soldati. supera annualmente i quarantamila. tut-t'altro! E difatti l'islamismo è favorevole alla tratta: nelle province musulmane fu necessario sostituire lo schiavo bianco d'un tempo con lo schiavo nero. e viceversa. che l'audace Stanley ha attraversato. e quest'anno stesso. e presso certi popoli dell'alto Niger. si vede lo stesso spettacolo: rovine. i negri del Sennar venivano venduti a migliaia ai negri del Darfur. perciò negrieri d'ogni origine esercitano in grande l'esecrabile traffico. su tutta quell'ampia zona che alimenta il mercato di Zanzibar.

quando lo schiavo non è un soldato. periscono dieci negri! Si comprenderà dunque ora ciò che avevano di terribile le parole pronunciate da Dick Sand: — L'Africa! l'Africa equatoriale! L'Africa dei negrieri e degli schiavi! E non s'ingannava: era l'Africa con tutti i suoi pericoli per i suoi compagni e per lui. e mentre le crociere sorvegliano le coste dell'Atlantico e dell'oceano Indiano. nel paese che Cameron a sud. e. dipendente dal regno del Portogallo. . Benguela e San Paolo di Loanda. e due città principali vi formano due porti. Stanley a nord. le carovane marciano sotto gli occhi di certi funzionari. è moneta che ha corso. Ed era là. a quel tempo non si conosceva che il litorale. il traffico si fa regolarmente all'interno. dove giungono le carovane che forniscono tutta quella parte dell'Africa. indigeni barbari. il Benguela. All'interno. e in epoche determinate si fanno le stragi in cui. la regione era a quell'epoca quasi sconosciuta. l'allievo era ridotto a pensare che il Pilgrim si fosse precisamente inca142 giiato sul litorale dell'Angola. Bisogna aggiungere che molti agenti di grandi potenze europee non si vergognano di mostrare per questo commercio una deplorevole indulgenza? Eppure è verissimo. Esso si stende dalla Nurse a sud. anche in Egitto e nel Bornu. terreni caldi e umidi che generano la febbre. Ma in quale parte del continente africano. dei quali alcuni ancora cannibali. circostanza aggravante. perché pochi viaggiatori avevano osato awenturarvisi. per un'inesplicabile fatalità. che si compone di tre province. Clima pernicioso. erano stati gettati? Evidentemente sulla costa ovest. per fornire uno schiavo. fino al Zaire a nord.resto. infatti. quest'ultima capitale della colonia. e a prezzo di quali sforzi! Di quel vasto territorio. il Congo e l'Angola. Questo è dunque lo stato attuale della tratta. dovevano attraversare qualche anno dopo. gli ufficiali e i funzionari sono pagati con questa moneta: lo vide e lo disse Guillaume Lejean.

nel 1816. mandata alla ricerca di Livingstone nella regione dei Grandi Laghi. attraversava l'Africa da sud a nord-ovest. con coraggio senza pari. uno degli affluenti del Congo e giungeva il 31 maggio 1854 a San Paolo di Loanda. Il primo per ordine di data. dopo aver visitato tutte quelle province devastate dalla guerra e . passava il Coango. nipote di Livingstone. passando il Tanganika. a prezzo d'inaudite difficoltà. ma per un tratto di duecento miglia al massimo. e di là. una delle più pericolose dell'Africa equatoriale. Trentasette anni dopo. nel novembre del 1853. e l'offerta fu accettata. Il tenente Cameron si offerse allora di ritrovare le sue tracce. il Lualaba. e nondimeno aveva causato la morte della maggior parte degli scienziati e degli ufficiali che componevano la spedizione. l'altro a nord dell'Angola. Era il primo passo che si faceva nell'ignoto della grande colonia portoghese. Tuchey. parti da Zanzibar e. Cameron. la diffidenza dei negrieri contro ogni straniero che cerchi di penetrare i segreti del loro infame commercio. accompagnato dal dottor Dillon. il dottor Livingstone si era spinto dal Capo di Buona Speranza fino all'alto Zambesi. incontrò il corpo di Livingstone che i suoi fedeli domestici riportavano alla costa orientale. l'uno a sud. aveva risalito il Congo fino oltre le cascate di Yellala. e uscivano. due audaci esploratori attraversavano l'Africa da est a ovest. Nel 1872. Diciotto anni dopo. Continuando allora la sua strada verso ovest con l'irremovibile volontà di passare da un litorale all'altro. ecco le difficoltà da superare e i pericoli da vincere nella provincia dell'Angola. dopo aver attraversato l'Ugogo.la guerra allo stato permanente fra tribù e tribù. attraversando l'Unyanyembe. l'Uganda e Kahuele dove raccolse le carte del grande viaggiatore. dal tenente Cecil Murphy e da Robert Moffat. le montagne del Bambarra. di cui non potè ridiscendere il corso. è il tenente della marina inglese Verney-Lovett Cameron. Questa semplice tappa non poteva dare una seria conoscenza del paese. si aveva motivo di credere che la spedizione dell'americano Stanley. fosse molto compromessa.

che aveva soltanto intraveduto. 143 dopo aver passato la Coanza e le immense foreste dove Harris aveva fatto smarrire Dick Sand e i suoi compagni. Stanley si mise allora in grado di riconoscere il corso del Lualaba e di discenderlo fino alla foce. cinquantaquattro barche montate da molte centinaia di indigeni assalirono la piccola flottiglia di Stanley. il Lovale. Quel viaggio di tre anni e quattro mesi era costato la vita a due dei suoi compagni. e assisteva alle più orribili scene di razzie. Ugigi decimata da una epidemia di vaiolo. il coraggioso americano. quando Stanley. Si sa che questo intrepido corrispondente del « New York Herald ». All'inglese Cameron doveva quasi subito succedere nella via delle scoperte l'americano Henry Morton Stanley. Quindi. effettuava in settantaquattro giorni il tragitto del lago a N'yangwe. lasciava Bagamoyo sulla costa orientale. risalendo fino al secondo . abbandonava.spopolate dalla tratta. Sotto l'Equatore.pure accingersi fin da principio al trasporto delle barche. e dovette lottare fin da principio contro gli antropofagi del-l'Ukusù. nel novembre del 1874. eseguite nel paese dei Marungu e dei Manyema dagli ufficiali del sultano di Zanzibar. nel punto in cui il Lualaba si piega verso nord nord-est. il dottor Dillon e Robert Moffat. Ma ciò che aveva fatto cosi felicemente dal punto di vista dell'umanità. ventun mesi dopo. Cameron era ancora perduto nelle province dell'Africa centrale. le sorgenti del Lomane. mandato alla ricerca di Livingstone. grande mercato di schiavi già visitato da Livingstone e da Cameron. l'Urua. Stanley volle ricominciarlo nell'interesse della scienza geografica e il suo obiettivo fu allora l'esplorazione totale del Lualaba. l'energico Cameron vedeva finalmente l'oceano Atlantico e giungeva a San Filippo di Benguela. l'Uluda. per fare il giro delle insuperabili cateratte. il materiale e il personale della sua spedizione era formato da diciannove imbarcazioni e da centoquaranta portatori presi a N'yangwe. il Kilemmba. come . lo aveva ritrovato il 30 ottobre 1871 a Ugigi sulle rive del lago Tanganika. il 24 agosto 1876. che riuscì a metterli in fuga.

invecchiato a trentacinque anni dalle fatiche e dagli stenti. battendosi quasi ogni giorno contro le tribù rivierasche. a quattro giornate dalla costa. anno in cui il Pilgrim era naufragato sulla costa africana. E Dick Sand era stato trascinato in quella regione. si sa ormai che l'Africa possiede anche all'ovest il terzo dei più grandi fiumi del mondo.grado di latitudine boreale. il 18 luglio. sfuggendo alla morte per miracolo. se lo Zambesi è la grande arteria dell'est. Henry Stanley arrivava al villaggio di Ni Sanda. fu trascinato con la sua barca nelle cascate di M'belo. dove abbondano le borgate. Ma il corso del Lualaba era riconosciuto fino all'Atlantico. dove le missioni sono ospitalmente . e che. perdeva uno dei suoi compagni. preda additata alla rapacità dei mercanti di schiavi! Si. la provincia d'Angola era ancora quasi sconosciuta nel 1873. e se il Nilo è la grande arteria del nord. E cosi fece. trovava le provviste mandate da due negozianti di Emboma. grazie ai suoi mercati importanti di Bihè. sarebbe disceso direttamente al mare. Francis Pocok. passando le cateratte di Massassa. sotto i nomi di Lualaba. ed egli stesso. Tuttavia. fra i due itinerari di Stanley e di Cameron. né le belve. un fanciullo morente e alcuni compagni negri di origine. seguendone il corso. Finalmente. in cui aveva impiegato due anni e nove mesi. dopo una traversata completa del continente africano. situata fra le Cordigliere e la costa. quello che per un corso 144 di duemilanovecento miglia. Non era la regione propizia. di Cassanga e di Kazonndé. constatava che il Lualaba non era che l'alto Zaire o Congo. a Banza M'buko. riunisce la regione dei Laghi all'oceano Atlantico. e non l'America. Due giorni dopo. il 6 agosto. con una donna spossata per la stanchezza e il dolore. né il clima sono davvero da temersi. Il 3 giugno 1877. e finalmente si riposava in quella piccola città del litorale. Si sapeva soltanto che era il teatro della tratta occidentale. a più di cento miglia dal litorale. era l'Africa. dove né gli indigeni. di Zaire e di Congo.

sull'argine di un ruscello torrentizio. — Cosi. se una mano colpevole non ne avesse sviata la rotta. come essi chiamano quell'allievo di quindici anni? . Harris. e si era subito portata sui fatti accaduti in quelle ultime ore. e questo poco sarebbe bastato per abbattere un animo meno forte del suo.aperte a qualsiasi viaggiatore. ma l'interno stesso della colonia. cosi come avevano reciprocamente fissato. ciò che ne aveva riferito il dottor Livingstone al tempo del suo viaggio. e dove i naufraghi avrebbero trovato tante facilità per rimpatriare! Era la terribile Angola. — disse Negoro — non hai potuto trascinare più lontano nell'Angola la piccola comitiva del capitano Sand. CAPITOLO II HARRIS E NEGORO L'INDOMANI del giorno in cui Dick Sand e i suoi compagni si erano fermati per l'ultima volta nella foresta. Erano ben lontane le province del Perù e della Bolivia. si vedrà a che cosa si riducesse la parte del caso che aveva messo in presenza sul litorale dell'Angola il portoghese venuto dalla Nuova Zelanda e l'americano che il suo mestiere di negriero obbligava a percorrere spesso quella provincia dell'Africa dell'Ovest. veramente. 145 Harris e Negoro si erano seduti ai piedi di un enorme banano. dove la tempesta avrebbe certamente portato il Pilgrim. la situazione era terribile. perché il portoghese e l'americano si erano appena incontrati. nel 1853. e i mercanti portoghesi che frequentavano la via da San Paolo di Loanda allo Zaire. due uomini s'incontravano a tre miglia di là. La conversazione cominciava allora. Che sapeva Dick Sand di quel paese dove lo aveva gettato il tradimento? Poca cosa. ciò che ne avevano detto i missionari del XVI e XVII secolo. solcato dalle carovane di schiavi sotto gli staffili degli aguzzini. e non quella parte della costa direttamente sorvegliata dalle autorità portoghesi. E. passando da San Salvador. che scorreva fra una doppia siepe di papiri. Erano Harris e Negoro.

. per farla compiuta.. che non ci scappino! — E come lo potrebbero? — rispose Harris alzando le spalle. e nel tempo stesso.. ma la madre che voleva gli alberi della china. per darmi il colpo di grazia. non sapevo più che cosa immaginare e. camerata.. durante i primi giorni di viaggio. rugge il leone. Harris... ippopotami ed elefanti in America. e poi siamo capitati su tracce di elefanti! E poi son venuti ad aggiungersi gli ippopotami! E tu sai. dopo aver fatto loro ingoiare a gran fatica struzzi per giraffe. Negoro. sono ottimamente riuscito a fargli scambiare questa provincia per il deserto di Atacama che un tempo ho visitato.. più gli interessi. non sapevo più che cosa inventare! D'altronde. ed io ho uno stomaco troppo delicato per digerire quel tipo di prugne! — Bene! — disse Negoro.— No. ecco il vecchio negro che va a stanare ai piedi di un albero forche e catene di cui alcuni schiavi si sono liberati per fuggire. — rispose Harris — e anzi c'è da meravigliarsi che sia riuscito a condurla almeno a cento miglia dalla costa! Da parecchi giorni. però. ma il cugino che si ostinava a trovare i cocujosl. il mio giovane amico Dick Sand mi guardava con occhio diffidente. vedevo bene che il mio giovane amico non accettava più le mie spiegazioni. Negoro!.. camerata. Quanto a me. era tempo che me ne venissi via! Ho letto negli occhi del mio giovane amico la sua intenzione di piantarmi una palla in petto. Negoro. ed è difficile far scambiare il suo ruggito per un miagolio d'un gatto inoffensivo! Non ho dunque avuto che il tempo di saltare sul cavallo e di svignarmela fin qui! . — ho anch'io un conto da regolare con quell'allievo.. — Cento miglia ancora. ma il marmocchio che reclamava gli alberi della gomma e gli uccelli-mosca. e i suoi sospetti si cambiavano a poco a poco in certezze. è come pretendere che ci siano galantuomini nei penitenziari di Benguela! Infine.. una vera trovata. e sarebbero stati più sicuramente in nostre mani! Bisogna. — Te lo ripeto. Parola mia. — E lo regolerai con comodo. e davvero. questa.

dopo un istante di silenzio: — A proposito. sulla cui faccia si dipinse un'implacabile crudeltà. — rispose Negoro — ma fra poco riceverà qualche palla nella testa. ma non mi hai detto quel che hai fatto in questi due anni! Due anni. — disse Harris con filosofica indifferenza — . nel suo genere. significano molto. — rispose Harris. nella nostra esistenza piena di peripezie. — C'è mancato poco. camerata. hai lasciato Cassanga e non si è più sentito parlare di te! Ho creduto che avessi avuto qualche spiacevole incontro con la crociera inglese e che ti avessero impiccato. — Come ne avresti ricevuta una da Dick Sand per poco che tu avessi mostrato la tua persona a duecento passi dal suo fucile! Ah! il guaio si è che tira bene il mio giovane amico e. Harris. sono costretto a confessare che. avrei voluto averli cento miglia più avanti nella regione! — Si fa quel che si può. hai fatto bene a mantenere le distanze. poiché ti indovinavano li! C'è un certo Dingo che pare non ti voglia bene. — mormorò Harris — il mio compagno è rimasto tale quale l'ho sempre conosciuto. a quel cane? 146 — Niente. pregandomi di condurla più lontano che fosse possibile attraverso questa pretesa Bolivia. — Nondimeno. — Quanto a te. hai avuto appena il tempo di raccomandarmi quella brava gente.— Capisco! — rispose Negoro. alla foce della Longa. Negoro. che seguivi la nostra carovana fin dalla costa. Che cosa gli hai fatto. — rispose Negoro. Negoro. camerata! Un bel giorno. dopo esserti incaricato di condurre una carovana di schiavi per conto del vecchio Alvez. fra noi. — diss'egli — quando ti ho incontrato cosi inopinatamente laggiù. — Grazie! — Che vuoi. — Capiterà. Poi. sul luogo del naufragio. — Bene. è un ragazzo di fegato! — Per quanto di fegato sia. mi pagherà care le sue insolenze. dunque. Harris. i viaggi non l'hanno cambiato. del quale siamo umilissimi agenti.

. — un penitenziario non è certo un luogo sano per gente avvezza come noi a vivere all'aria aperta! Quanto a me. — Prima o dopo aver consegnato il carico? — Dopo. Ah! ho sofferto terribilmente. e mi hanno preso. adesso! Non vogliono più la schiavitù. ti hanno pescato? — Si.è uno degli incerti del mestiere! non si fa la tratta sulla costa d'Africa senza il rischio di morire in un luogo diverso dal letto! ma insomma. — Per mille diavoli! — esclamò Harris. condannato a vita nel penitenziario di San Paolo di Loanda. — rispose Negoro.. la tortura sarebbe stata la stessa! Inoltre. avrei preferito essere impiccato! — Dalla forca non si fugge. ho potuto nascondermi nel fondo di una stiva di uno steamer 147 inglese in partenza per Auckland. i portoghesi. mi avrebbero mandato di nuovo in fondo alla stiva e. al mio arrivo ad Auckland. e ricondotto da ultimo al penitenziario di Loanda. quando fummo in mare! ma. m'hanno fornito da mangiare e da bere per tutta la traversata. ■— E condannato? — Si.. nella Nuova Zelanda. mi avrebbero riconsegnato alle autorità inglesi. — Hai potuto evadere? — Si. — Gli inglesi? — No. sorvegliato. — rispose Negoro — ma dalla prigione. che aveva leggermente esitato a rispondere... una cassa di conserva. non essendomi voluto mostrare. volere o no. come dicevi tu! Ecco perché ho preferito viaggiare in incognito. Harris! Dopo soli quindici giorni da che mi avevano spedito al penitenziario. — I portoghesi fanno gli smorfiosi.. — E senza pagare il viaggio! — esclamò Harris ridendo. . benché se ne siano giovati per tanto tempo! Io ero denunciato. Un barile d'acqua. o forse anche impiccato. se fossi stato così stupido da presentarmi. fra i quali mi ero cacciato.

— Ah..... si guardarono d'intorno e ascoltarono con la più grande attenzione. quando la nave baleniera Pilgrim arrivò al porto di Auckland.... Il portoghese continuò in questi termini: — Per diciotto mesi ho vegetato ad Auckland. — Povero diavolo! — Ora. — Harris. però.. Negoro! Eccoti dunque partito per la Nuova Zelanda. Quando lo steamer giunse laggiù. — Non c'è nulla. potei lasciare la nave senza che mi vedessero. — Ciascuno ama il proprio mestiere. Negoro e Harris erano tornati ai piedi del banano. pronto a far fuoco. — ma trenta giorni di traversata in una stiva!. Entrambi si alzarono in piedi. afferrò il braccio del suo compagno e ascoltò. Quando conoscerò bene il passato. ma ti ci rifarai. — Anche quello del galantuomo. che tardava a presentarsi. Negoro s'interruppe. — Capisco! — rispose Harris. è passata. paese dei Maori! Ma ne sei tornato. Negoro? — Anche quello. hai perduto l'abitudine dei rumori della foresta. . ma non avevo in tasca né una piastra né un dollaro! Per campare ho dovuto fare tutti i mestieri. Harris. camerata. aspettavo sempre un'occasione. — SI. — disse Negoro. In due anni. — diss'egli abbassando la voce — non hai sentito come un fremito in quel cespuglio di papiri? — Ma si! — rispose Harris.. discorreremo dell'avvenire. compare! Vitto e trasporto gratis!.. — Infine. — disse poco dopo Harris. Continua dunque il racconto delle tue avventure. che afferrò il fucile. — È il ruscello ingrossato dal temporale che scorre con più rumore. è un'abitudine! — Per diciotto mesi. ecco una cosa poco delicata. Capirai bene che laggiù non avevo più che un'idea: tornare all'Angola e riprendere il mio mestiere di mercante di schiavi. Forse il ritorno s'è fatto nelle stesse condizioni? — Niente affatto.

ma l'equipaggio era al completo.— È la nave che si è incagliata sulla costa d'Angola? — Per l'appunto. e potrai riferirlo al tuo giovane amico. da principio. nella mia qualità di ex marinaio. dopo aver riflettuto. il che era sempre una buona metà della strada fra la Nuova Zelanda e l'Angola. Harris. uomini liberi! Non sarei stato il padrone e. se ti piacerà. Fortunatamente per me. rimasi ciò che ero alla partenza. vi è giunto? — Dick Sand certamente non lo ha ancora capito e forse non lo capirà mai. — parla caro compagno. ma vedevo che diffidavano di me. dunque? — insistè Harris. e siccome mi sono sempre interessato di cucina. tre settimane dopo aver lasciato Auckland. il Pilgrim non faceva vela per la costa d'Africa! Come. suo figlio e suo cugino. in mancanza di meglio. — disse Harris — stando a ciò che il mio giovane amico mi ha raccontato. — Era la mia intenzione. il capitano Hull.. il cuoco del brigantino aveva disertato. mi accettarono. Ma accadde che. rimasero dunque soltanto due marinai: l'allievo e il cuoco Negoro. Ora. — riprese Negoro — faceva rotta per Valparaiso. e mi riawi-cinavo di molte migliaia di miglia alla costa d'Africa. — Come. .. e a bordo c'erano cinque robusti negri. comandante del Pilgrim. dunque. non ero imbarazzato a riprendere servizio su una nave. e pochi giorni dopo. Harris. il Pilgrim aveva perduto di vista le terre della Nuova Zelanda. scomparve con tutto il suo equipaggio cacciando una balena. credevo proprio di andare solo fino in Cile. mi offersi perciò come cuoco e. il cuoco del Pilgrim. — Ma. parla! — Il Pilgrim. e sulla quale stavano per imbarcarsi la signora 148 Weldon. essendo anche stato secondo a bordo di un negriero. Mi presentai allora al capitano del Pilgrim. Quando m'imbarcai. — E tu hai preso il comando della nave? — chiese Harris. Quel giorno. — rispose Negoro — ma ora ti spiegherò quello che è accaduto. a bordo.

— disse Harris — il caso mi ha condotto là per riceverti e guidare quella brava gente all'interno. Negoro! — Lo so. Ebbene! un giorno il solcometro è colato a fondo. sarebbe stata inesplicabile anche per il più pratico marinaio. non poteva rilevare la sua posizione se non per mezzo del solcometro e della bussola. Negoro. mentre invece passavamo in vista di Tristan da Cunha! — Chiunque si sarebbe ingannato. — Si. finalmente. Essi si credevano. ha battuto rotta falsa. Harris. e nemmeno potesse sospettarlo. La lunghezza della traversata. inesplicabile per Dick Sand. dovevano credersi in America e mi è stato facile far loro scambiare questa provincia per la bassa Bolivia. precisamente su queste terre dell'Angola.— E allora. fu girato il capo Horn. Harris. dove volevo giungere! — E in quel momento stesso. è venuta a gettarsi sulla costa d'Africa. ma io. l'ho riconosciuto in mezzo alla nebbia! Allora l'ago della bussola ha ripreso. ma. è stato il caso a condurre la nave sulla costa d'Africa? — No. ecco la signora Weldon e i suoi compagni a cento miglia nell'interno di quest'Africa. dove volevo trascinarli! . Ma se sono arrivato in vista dell'Angola. per opera mia. ancora molto novizio in fatto di navigazione. — rispose Negoro — in tutta questa avventura non c'è altro caso che quello di averti incontrato durante uno dei tuoi giri di negriero. spinto da una violenta tempesta. e la nave. e precisamente su questa parte del litorale dove è naufragato il Pilgrim. Harris. lo hanno creduto. cosi che il Pilgrim. alla quale assomiglia veramente un poco. Il tuo giovane amico. la sua vera direzione. come il tuo giovane amico aveva creduto di rilevare l'isola di Pasqua. e una notte la bussola ha indicato un falso nord. Senza che l'allievo se ne accorgesse. la cosa è avvenuta per mia segreta volontà. è perché l'ho voluto io. trascinata al nord-est dallo spaventoso 149 uragano. e contavo proprio di approfittare di questo errore.

Ma farli passare da Benguela. Gli affari sono sempre lucrosi con l'alto Egitto e la costa di Mozambico. Bisognerà quindi tornare a rivolgersi alle fattorie dell'interno. i governatori non intendono più ragione. — E che importa.— Ma. da un anno si trova al suo stabilimento di Kazonndé. dirigersi verso l'Angola. — osservò Harris. il mercante di schiavi Alvez. i baracconi sono pieni di schiavi. e . che Dio lo confonda! dopo aver terminato di esplorare la regione dei Laghi. per mille diavoli! — esclamò Harris — quantunque la tratta diventi sempre più difficile. o da San Paolo di Loanda è impossibile. e perciò.) 150 propone di attraversare il continente da est a ovest. in attesa delle navi che devono imbarcarli per le colonie spagnole. — Prima di dirtelo. — È al mercato di Bihè? — domandò Negoro. dammi notizie del nostro padrone.A. in questo momento. Egli andrà dalla parte di N'yangwe e del Tanganika a barattare le sue stoffe con avorio e con schiavi. che non vedo da due anni! — Oh. — adesso sanno dove si trovano. e i missionari si avanzano e ci sono contro! Quel Livingstone. — E che ne farai? — Che ne farò? — rispose Negoro. Gli inglesi fanno grandi progressi nell'interno dell'Africa. — E gli affari vanno bene? — Si. ormai? — esclamò Negoro. che fornisce tutto il Madagascar. ed è ciò che intende fare il vecchio Alvez. E poi si parla di un tenente Cameron che si 1 Titolo che si dà ai governatori portoghesi delle stazioni secondarie. almeno su questo litorale.d. {N. Da una parte le autorità portoghesi. dicono. al sud dell'Angola. e i chefes1 nemmeno. dall'altra le crociere inglesi disturbano le esportazioni. Harris. si possono imbarcare i negri con qualche speranza di riuscita. — No. vuole. Soltanto nei dintorni di Mossamedes. Ma ho paura che venga il tempo in cui la tratta non si potrà più fare. camerata. il vecchio furfante sta benissimo! — rispose Harris — e sarà lietissimo di rivederti.

ma la sua faccia truce parlava abbastanza chiaro. e se ci premono i nostri interessi. Ma Harris aveva ragione quando diceva che la civiltà penetrava a poco a poco in quelle selvagge regioni. Negoro. tutti eroi che lasceranno fama imperitura di benefattori dell'umanità.inoltre. Il portoghese non prosegui. Speke. l'evaso dal penitenziario di Loanda. Harris sapeva com'erano trascorsi gli ultimi due anni della vita di Negoro. — disse. — E ora. — . lo perderebbero presto fra le spaventevoli atrocità della tratta africana. all'udire parlare questi furfanti.. — E quali venderai? — domandò Harris. se ne avessero. riappariva tale quale lo aveva sempre conosciuto. dopo di lui. da uomo che da un pezzo ha formato il suo piano — quella di coloro che venderò come schiavi. che discorressero come onesti negozianti i cui affari fossero momentaneamente intralciati da una crisi commerciale? Chi avrebbe creduto che invece di sacchi di caffè o di fusti di zucchero. e quella che. si teme che l'americano Stanley voglia fare altrettanto! Tutte queste visite finiranno per nuocere alle nostre operazioni. — rispose Negoro. Grant. non uno di questi visitatori tornerà a raccontare in Europa ciò che avrà avuto l'indiscrezione di venire a vedere in Africa! Non si sarebbe detto. Burton. Primo di tutti. poiché manca loro assolutamente ogni senso morale e. Cameron. Ma quale decisione voleva prendere Negoro circa i naufraghi del P il grimi Harris non lo sapeva ancora e interrogò il suo complice. vale a dire capace di qualunque azione. L'ex agente del mercante di schiavi Alvez. seguendo gli arditi viaggiatori il cui nome si lega indissolubilmente alle scoperte nell'Africa equatoriale. Stanley. Giunta la conversazione a questo punto. — che farai di costoro? — Ne farò due parti.. — I negri che accompagnano la signora Weldon. si trattasse di esseri umani da spedire come una mercanzia qualunque? Questi negrieri non hanno più il sentimento del giusto e dell'ingiusto. David Livingstone.

. — rispose Negoro.. può darsi!. — Vedi. che li venderai cari! Schiavi nati in America e mandati sui mercati dell'Angola sono una mercanzia rara! Ma. — Ma l'avrà quest'idea? — chiese Negoro. la prenderà. Dick Sand non può pensare a tornare alla costa per la strada che abbiamo fatta insieme.. in modo da ridiscenderne il corso su una chiatta. Negoro. — disse Harris. — Oh. e. 151 — Rimane ora da impadronirci di questa tanto preziosa mercanzia. — No. ne sono certo. — rispose Negoro. — Quali. faccio assegnamento su certe rendite. Negoro.. — È forse difficile? — chiese Negoro.. ma « sicuramente » che bisogna dire.. Basta dunque che il mio giovane amico abbia l'idea di dirigersi verso la Coanza.. Non ha altra decisione da prendere. ma gli altri quattro sono uomini robusti e verranno pagati molto cari sul mercato di Kazonndé! — Lo credo bene. è come se al mio . qualche centinaio di dollari soltanto. abituati al lavoro. — Il vecchio Tom non ha forse un gran valore. di giungere a uno dei fiumi che scorrono verso il litorale.rispose Negoro. il quale aspetta il mio ritorno per avviarsi a Kazonndé. assomigliano ben poco a quei bruti che ci vengono mandati dall'interno. — soggiunse l'americano — non mi hai detto se c'erano denari a bordo del Pilgrìm. che rifletteva. dei quali ho operato il salvataggio! Per fortuna. e non può sospettare il pericolo che lo aspetta. camerata? — domandò Harris. lo conosco. Cercherà dunque. camerata. poiché in mezzo a queste immense foreste si smarrirebbe. — Certamente. A dieci miglia di qui.. è accampata una carovana di schiavi condotta dall'arabo Ibn Hamis. — disse Harris. — rispose Harris — poiché è intelligente. dunque. Là ci sono più soldati indigeni di quanti ne occorrano per catturare Dick Sand e i suoi compagni. — Non è « può darsi ».. io.. — Si. — Quattro negri. di forte costituzione. che parve pentirsi di aver detto più di quanto avesse voluto. Certo. — riprese Harris. — Niente!. sulla Coanza.

Dingo stava per avventarsi su di lui. entrambi discendendo il corso del ruscello. a tutta la scena. Era un fremito degli steli fra gli alti papiri.. Alcuni istanti dopo. — Finalmente quel maledetto animale ha ricevuto il fatto suo! — esclamò Negoro. Negoro. Egli non perderà nemmeno un'ora. — diss'egli — quel cane ce l'aveva dunque proprio con te! — Pare. pronto a slanciarsi. senza pronunciar parola. con le mascelle spalancate. Harris. — In cammino. e bisogna precederlo. ma non insistette. — Dingo! — esclamò Harris. questa volta non mi sfuggirà! — rispose Negoro. Negoro discese immediatamente dall'argine. — rispose Negoro — mettiamoci in cammino. apparve un cane. ai piedi dell'argine. — Diamine. D'un tratto si fece udire un sordo latrato. lo spianò e fece fuoco. Harris aveva assistito. e Dingo scomparve fra la doppia fila d'arbusti che costeggiava il ruscello. io conosco Dick Sand. — Ah. quando Negoro.giovane amico avessi dato appuntamento sulle rive della Coanza! — Ebbene. al tempo stesso. camerata? — Oh! un vecchio conto da regolare fra lui e me! — Un vecchio conto?. camerata! Harris e Negoro stavano alzandosi entrambi. ma non ce l'avrà più! 152 — E perché ti detestava tanto. Negoro si fermò e afferrò la mano di Harris. allorché si ripete il rumore che aveva già destata l'attenzione del portoghese. attraverso la . Alcune gocce di sangue macchiavano gli steli di papiro e una lunga striscia rossa si disegnava sui ciottoli del ruscello. Un lungo ululato di dolore rispose alla detonazione. afferrando il fucile di Harris. e Harris ne concluse che il portoghese gli avesse taciuto qualche avventura del suo passato. si avviavano verso la Coanza. Negoro non ne disse di più..

« Si ».. a poppa!. della quale non potevo controllare le indicazioni!. Quando l'allievo riandava con la mente agli avvenimenti di poche settimane addietro. Non ha forse potuto turbare. la terra s'era mostrata cosi tardi. CAPITOLO III IN MARCIA L'AFRICA! Questo nome cosi terribile nelle presenti circostanze. questo nome che si doveva ormai sostituire a quello d'America. incidente che gli aveva impedito di verificare la velocità del Pilgrim. egli toccava la verità col dito. mentre evocava con volontà tenace tutti gli incidenti di quella inesplicabile traversata. giacché la lunghezza del percorso che avrebbe dovuto fare per giungere alla costa americana era stata raddoppiata a sua insaputa.... E una notte. non poteva cancellarsi un istante dal pensiero di Dick Sand. Poi.foresta. vedeva la mano di lui in quella serie di accidenti che avevano provocato la perdita del Pilgrim e cosi spaventevolmente compromesso la sicurezza di coloro che la nave trasportava. gli balenò l'idea che la sua bussola fosse stata falsata... come avesse girato il Capo Horn passando da un oceano all'altro! Certo. quantunque lo avesse sempre nascosto? Era capace di avere immaginato quell'odiosa macchinazione che doveva gettare la nave sulle coste d'Africa? 153 Ad ogni modo.. — L'Africa! l'Africa! — ripeteva Dick Sand. e la rottura della sagola del solcometro. adesso si spiegava perché. Ma chi era dunque quel miserabile? Era stato marinaio. Era caduto sull'abitacolo!. Si ricordò pure la rottura della prima bussola. Negoro era là. comprendeva finalmente quanto vi fosse stato di sospetto nella condotta di Negoro. sono stato destato da un grido del vecchio Tom!. d'un tratto.. se nel passato vi erano ancora alcuni punti .. una sola. pensò « rimaneva una sola bussola a bordo. » La luce cominciava a farsi nello spirito di Dick Sand.. nonostante la rapida corsa della nave. era per domandarsi come mai il Pilgrim avesse finito con l'accostarsi a quella pericolosa spiaggia.

avrebbe saputo che pensare. cercasse di vendicarsi di lui. gli strumenti del mercante di schiavi. e sapeva pure che il tradimento di Harris non poteva esser messo in dubbio. risoluto. era ancora concepibile. ahimè.. che l'aveva trattato come meritava. di trovarsi in Africa.. ahimè. il cui risultato doveva essere funesto ai naufraghi del Pilgrim. — gli disse a bassa voce — voi avete riconosciuto il ruggito del leone. Dick Sand. e molto probabilmente in quella funesta provincia dell'Angola. a più di cento miglia dalla costa. perché quell'odioso modo di agire? Che Negoro volesse. L'allievo sapeva. quella madre. sapete dunque che siamo in Africa. — Si. tutti gli altri dormivano. Da ciò a concludere che l'americano e il portoghese si conoscevano da un pezzo.oscuri. che ne voleva fare il miserabile? Se Dick Sand avesse potuto sorprendere qualche brano della conversazione svoltasi fra Harris e Negoro. e quali pericoli minacciassero la signora Weldon. a rigore. quel bambino. Ed ora. . che avevano insieme concertato un piano. si poteva ammetterlo. signor Dick. che un caso fatale li aveva riuniti su quel litorale. mosso da un sentimento d'odio. Tom. il piccolo Jack e tutti coloro che il cielo gli aveva affidati. — Tom. Dick Sand si avvicinò al vecchio negro. Che il portoghese. Capitano a bordo. sarebbe rimasto capitano a terra.quest'ultime. lo so.Dick Sand si rialzò. ma la signora Weldon. ma l'allievo non cedette. fermo. troppo bene. — Ebbene. i negri. né alla signora . Le prime luci dell'alba rischiaravano le alte cime della foresta e tranne l'allievo e Tom. il suo compito cominciava allora e lo avrebbe condotto sino alla fine! Dopo due o tre ore. lui stesso! La situazione era terribile. il presente non poteva più offrirne. durante le quali il presente e l'avvenire presentarono al suo spirito le buone e le cattive probabilità di salvezza. non una parola di ciò. impadronirsi di Tom e dei suoi compagni e venderli come schiavi in quel paese dove vigeva la tratta. più numerose . A lui spettava di salvare la signora Weldon. era cosa che a suggerirla bastava la più semplice logica.

È necessario!. — riprese l'allievo — dobbiamo vigilare più severamente che mai. Infatti. almeno l'allievo e i suoi compagni non avevano da temere un pericolo immediato.. — rispose Tom. senza dubbio. prima che Dick Sand e i suoi fossero assaliti. del quale Dingo aveva certamente riconosciuta la presenza durante gli ultimi giorni di viaggio. — Potete assolutamente fare assegnamento sul loro coraggio e la loro devozione. era stata la scoperta dei ferri abbandonati da alcuni schiavi.. Siamo in paese nemico. e che nemici! che paese! Perché i nostri compagni stiano in guardia. Egli si era veduto scoperto... — Lo so. — Soli. . dove i suoi compagni avrebbero potuto con tutta sicurezza aspettare qualche mezzo per rimpatriare. prima che la comitiva da lui guidata fosse giunta al luogo in cui doveva essere assalita. l'allievo aveva ogni ragione di crederlo. basterà dir loro che Harris ci ha traditi. era stato l'inatteso ruggito del leone che avevano provocato l'improvvisa scomparsa dell'americano. 154 La decisione presa da Dick Sand fu approvata dal vecchio negro. a nord o a sud. e quella costa. egli doveva aver raggiunto Harris. è vero.. signor Dick. come faccio assegnamento sul vostro buon senso e la vostra esperienza.Weldon. In ogni caso. probabilmente. Dick Sand avrebbe cercato di raggiungere. ed era fuggito. sarebbero passate alcune ore. né ai vostri compagni. Quanto a Negoro. e bisognava approfittarne. mio vecchio Tom? — In tutto e dappertutto. Dopo esservi giunto. Bisogna che siamo soli a sapere.. — Tom. Mi verrete in aiuto. allo scopo di concertarsi con lui. Crederanno che si abbia a temere qualche assalto di indiani nomadi e questo basterà. le stazioni portoghesi. doveva essere quella dell'Angola. soli a temere!. L'unico piano era di ritornare alla costa al più presto... Se Harris si era veduto cogliere in flagrante tradimento prima che fosse venuto il momento di agire. signor Dick.

Il mezzo di passare senza lasciare tracce lo offriva soltanto un fiume del quale si sarebbe potuto ridiscendere il corso. li avrebbe fatti soltanto tornare al punto di partenza. una volta che si fossero imbarcati su una solida zattera. né molto a est della regione. E anche una aggressione da parte degli indigeni in tali circostanze avrebbe presentato meno gravità. per non dire imprudente. per fortuna. Dick Sand lo credeva. Bisognava inoltre aggiungere che. Tutto stava nel trovare un corso d'acqua. ed ecco perché. del resto. si sarebbero trovati in migliori condizioni per difendersi. il quale aveva chiaramente intravisto che le circostanze avrebbero costretto l'allievo a seguire la via più breve. quel mezzo di trasporto era assai più conveniente. mentre Dick Sand voleva. che. bene armati. 155 Il fiume che si gettava nell'Adantico. dato lo stato in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack. ed era inoltre come permettere ai complici di Negoro di seguire una traccia sicura. sarebbe stato malagevole. che tutti i suoi compagni avessero le braccia libere nel caso di un assalto improvviso. discendendo la corrente di un fiume. si doveva rifare la strada già percorsa? Dick Sand non lo giudicava opportuno. in mancanza del cavallo di Harris. ricominciare la difficile marcia attraverso la foresta. fino allora si erano tenute a distanza. e nello stesso tempo si sarebbe potuto temere meno gli assalti delle fiere che. sulla quale si sarebbe portata la signora Weldon.Ma per effettuare quel ritorno al litorale. con ragione. si sarebbe potuto costruire una barella di rami. Ma per questo trasporto si sarebbero impiegati due negri sui cinque. e in ciò doveva dar ragione ad Harris. È vero che le braccia non mancavano per portare il bambino ammalato e. Inoltre. là dove era naufragato il Pilgrim. La questione si riduceva dunque a sapere se nei dintorni vi fosse qualche corso d'acqua utilizzabile. poiché una catena di montagne . l'allievo si sarebbe ritrovato nel proprio elemento. Infatti. non poteva risalire né molto a nord. poiché Dick Sand e i suoi compagni.

o si piegava verso sud e. prima di quel fiume. la carovana aveva costeggiato uno di quei ruscelli. che indicavano come il sottosuolo racchiudesse tutta una rete d'acqua. — rispose Dick Sand. Il bambino.chiudeva l'orizzonte da quelle due parti. o il fiume scendeva da quei monti. Dick Sand non poteva tardare ad incontrare il corso. e la signora Weldon depose il piccolo Jack. le cui acque. — Quell'Harris è un traditore. i declivi si abbassavano e diventavano umidi. la natura del suolo si era modificata. — È fuggito. faceva pietà. — chiese. ancora assopito. uno dopo l'altro. tutti i loro compagni si destarono. Fors'anche. Difatti. La signora Weldon si avvicinò a Dick Sand. pur lasciando credere ai compagni di trovarsi in Bolivia. Venuto il giorno. nei due casi. mentre qua e là correvano sottili rivoletti. non doveva nasconder loro il tradimento dell'americano. durante le ultime miglia del viaggio. L'ultimo giorno di marcia. ma sarebbe stato facile seguirlo fino allo sbocco in qualche affluente più importante e perciò più navigabile. fra le braccia di Nan. — È andato avanti? — insistè la signora Weldon.abbastanza vicine . Evidentemente. che sarebbe bastato al trasporto della piccola comitiva. Perciò. — Dick. un corso d'acqua qualunque non doveva essere lontano. non si sarebbe potuto scendere il suo corso torrentizio. In ogni caso. senza esitare: — Harris non c'è più. Questo fu il semplicissimo piano che Dick Sand decise di mettere in esecuzione dopo averne parlato con il vecchio Tom. s'intorpidivano presso gli argini declivianti. molto pallido nel periodo dell'intermittenza. L'allievo giudicò che. e ritrovarlo non sarebbe stato cosa né lunga né difficile. dopo averlo guardato — dov'è Harris? Non lo vedo. arrossate dall'ossido di ferro. — poiché meritava questo nome come diretto tributario dell'oceano . di modo che. — rispose. signora Weldon.si sarebbe incontrato qualche suo affluente.quelle stesse che avevano potuto essere scambiate per le Cordigliere . e ci ha trascinati fin qui .

che egli sia d'accordo con Negoro? — Cosi dev'essere. e non dubito. — rispose il vecchio Tom. ma discendendo un corso d'acqua che ci ricondurrà al mare. signora Weldon. e il caso ha fatto che quelle due canaglie s'incontrassero. né borgata nei dintorni. si affrettò a soggiungere. — Quell'uomo. Ancora alcune miglia a piedi. — Dick. un traditore! — ripetè la signora Weldon. signora Weldon.. bisogna tornare alla costa. — Oh. signora Weldon..d'accordo con Negoro! — A che scopo? — chiese vivamente la signora Weldon. non appena si avvicinerà alla parte più salubre del litorale. — rispose Dick Sand. Dick? — No. né villaggio. Perciò. — Romperò la testa dell'uno con la testa dell'altro! — aggiunse il gigante mostrando i suoi formidabili pugni.. se non avesse preso la fuga balzando sul suo cavallo. quella fattoria?.. Dick. quel miserabile era sulle nostre tracce. — le cure che speravo di potergli prodigare all'hacienda di San Felice! — Jack guarirà. — Ve lo ripeto. guardando il vecchio negro: — Questa notte. il quale avrebbe voluto evitare ogni spiegazione in proposito. — Lo presentivo! E tu credi. senza fatica e senza pericolo. io sono forte. signora Weldon. — Non lo so... — Per la stessa strada. — Non c'è né fattoria. 156 — Ma il mio figliolo! — esclamò la signora Weldon.. — Camminerò! . e. — disse Hercule.. — riprese la signora Weldon — sei sicuro che Harris ci abbia traditi? — Sf. — Spero bene che saranno ancora insieme quando li troverò. — rispose l'allievo. Dick! — disse la signora Weldon che s'irrigidì contro la propria debolezza. Tom ed io abbiamo scoperto il tradimento e. ma quel che so è che bisogna tornare senz'altro alla costa. lo avrei ucciso! — E cosi.

poiché si trovava sotto il colpo di una delle più terribili catastrofi che avessero potuto capitargli. — Quando non ho nulla da portare. — Datemi Jack. sarebbe rimasto tran157 quillo. — Andiamo! — ripetè l'allievo. Infatti. signora Weldon. — rispose la signora Weldon — ma io voglio camminare. le cui lunghe gambe d'acciaio sfidavano ogni fatica... il povero Bénédict non si abbandonò ad alcuna recriminazione e si tenne al suo posto come un cieco condotto con tanto di guinzaglio. era pronto a partire. Bat aveva trovato i due preziosi strumenti fra le alte erbe su cui si erano coricati. che prese il bambino dalle braccia di Nan. e. amici. per altro. fortunatamente. — disse Hercule. In tal modo. come si dice. un po' di fronde attraverso. Ma la piccola comitiva non aveva fatto cinquanta passi. Aveva notato la scomparsa di Harris? Sarebbe imprudente affermarlo. durante la marcia. per consiglio di Dick Sand. e le provviste che rimanevano furono riunite in un solo fardello. e i suoi compagni rimasero cosi liberi dei loro movimenti. — due rami d'albero. che . mi stanco. e d'altronde. Le armi furono esaminate con cura.Porterò il mio bambino! — Siamo qui noi. messo fra Actéon e Austin. — Grazie. più in là della punta del naso. li aveva conservati. non si svegliò neppure. E il bravo negro prese delicatamente fra le robuste braccia il bambino addormentato. il cugino Bénédict aveva perduto la lente e gli occhiali. in modo da formarne il carico di un solo uomo. Actéon se lo gettò sul dorso. ma. complicazione grave. che. Camminerò! Andiamo. con l'ingiunzione formale di non lasciarli. c'era da star sicuri che quel gran bambinone.. a lui importava poco. senza ch'egli ne dubitasse.. Il cugino Bénédict. Cosi. — disse Bat — e porteremo anche voi! — Sf! si! — soggiunse Austin. poiché non ci vedeva.

Dick Sand rimaneva silenzioso. già silicizzati. giacché esso avrebbe evitato alla comitiva ogni sorpresa. tronchi enormi. ma erano più variati. probabilmente. manteneva un po' di freschezza sulla superficie del suolo. nelle radure. che formavano cespugli alti da otto a dieci piedi. Lo sentiva vicino a noi.. — Harris. fin dall'alba. — È vero. l'assenza del cane era sgradevole. giacevano a terra. specie di palme da cui si ricava un olio assai ricercato in Africa.. zenzeri gialli o turchini. alcuni copali lasciavano trasudare da certi fori. D'altronde se è vivo. Qui. come se ne incontrano spesso sul continente africano. Qua e là alti alberi chiudevano praterie coperte d'erba alta e fitta. da quell'intelligente animale che è. lobelie pallide. i fiori variavano i loro colori. sebbene meno fitta. Ora gli alberi non formavano più masse impenetrabili. grosse nuvole sbarravano l'orizzonte. no. la giornata non sarebbe trascorsa senza qualche scoppio di tuono. — A meno che Dingo non lo strozzi prima! — ribatté Bat. al cui tappeto verdeggiante si mescolavano rosei ramoscelli. — rispose Dick Sand — ma forse si è gettato sulle tracce di Negoro.il vecchio Tom la fermò d'improvviso con una parola. Dingo non c'è! — rispose Hercule. — Quel cuoco della malora gli pianterà una palla in corpo! — esclamò Hercule. piante di cotone. E con la sua voce potente il negro chiamò il cane più volte. Erano elais. — E Dingo? — disse. rosse orchidee. e i cui steli legnosi producevano un cotone a lunghi fiocchi. Nessun latrato gli rispose. — ma non possiamo aspettare il ritorno di Dingo. indice di terreni carboniferi. Avanti! Faceva molto caldo. — Può darsi! — disse l'allievo. ma per fortuna la foresta. — Che Dingo abbia seguito Harris? — suppose Tom. In certi luoghi. praticati dalla tromba di . quasi analogo a quello di Pernambuco. nell'aria c'era minaccia di temporale. saprà ben ritrovarci. continuamente visitate dagli insetti che li fecondavano. poi.

ma. con prudenza e rapidamente. dopo aver notato che l'accesso periodico non era tornato.alcuni insetti. una resina odorosa che colava fino al suolo. che bisognava togliere di mezzo. là erano disseminati limoni. come si doveva temere. che esse inghirlandavano. Cosi si andava. molteplici ostacoli. serpenti vegetali. lunghi da cinquanta a sessanta piedi. si capisce. e lo disse alla signora Weldon. come ha fatto osservare Livingstone. che hanno la proprietà di rimbalzare per pungere i passanti con i loro dardi acuti. li recidevano a grandi colpi. non avevano . senza che si potesse scoprire da quale pianta esalasse. In molti altri luoghi. l'odorato era gradevolmente solleticato da un sottile profumo di vaniglia. scure alla mano. Sotto i grandi rami. ritardavano la comitiva. si vedevano recenti tracce del passaggio di uomini o di animali. con la lama guarnita di lunghe spine. ma per lo più. abbandonando il luogo dove si sono contratte. Talvolta. e allora i rami dei cespugli scostati o rotti permettevano di camminare con passo più eguale. si può. quantunque si fosse nella piena stagione della secca e sebbene rari temporali dovessero 158 annaffiare quei terreni cosi lussureggianti. generalmente. gli uccelli svolazzavano numerosi. Dick Sand conosceva questa osservazione del grande viaggiatore. certi sarmenti simili a scimitarre ricurve. liberarsene. sperava che il piccolo Jack non l'avrebbe smentita. I negri. Il regno animale non era meno curioso del regno vegetale in quella parte della provincia. Erano liane intrecciate che si potevano giustamente paragonare all'attrezzatura in disordine di una nave. ma le liane ricomparivano di continuo. dove s'immagazzinava per il bisogno degli indigeni. Tutto questo insieme d'erbe e di piante verdeggiava. Era dunque il periodo delle febbri. con gran dispiacere di Dick Sand. ma. e che il piccino riposava tranquillamente fra le braccia di Hercule. da rasente terra fin alla cima dei più alti alberi. melograni selvatici e venti altre piante arboree attestanti la prodigiosa fertilità di quell'altipiano dell'Africa centrale.

cosi pericolose in Africa. si videro ancora delle giraffe. Verso mezzogiorno. francolini di diverse specie. 159 L'accampamento fu stabilito in un folto di bambù che riparò benissimo la piccola comitiva. erano state fatte tre miglia senza cattivi incontri. sorgeva talvolta un denso nugolo di polvere causato da una mandria di bufali che galoppava con un rumore di carrette pesantemente caricate. ahimè! ormai sapevano dove si trovavano! Fino allora.da temere alcun colpo di fucile da parte di chi voleva passare altrettanto silenziosamente che rapidamente. che Harris avrebbe certamente designate con il nome di struzzi. la signora Weldon aveva ripreso il suo piccino fra le braccia. parlarono poco. ma questa volta invano. — Che sarebbe di voi se le forze vi mancassero? Mangiate! mangiate! Presto ci rimetteremo in marcia e una buona corrente ci porterà . Durante il pasto. giudicando. e Dingo non era ricomparso. non c'era alcuna traccia di Harris o di Negoro. Dick Sand e Tom avrebbero potuto realmente credersi in qualche provincia del nuovo continente. Dick Sand segui cosi per due miglia il corso del ruscello. Ma. C'erano galline faraone in torme considerevoli. non si erano minimamente avvicinate alla piccola comitiva. tre sillabe che riproducono esattamente il loro grido. In lontananza. non gli pareva l'ora di vedere i suoi compagni sulla rapida corrente di uno dei fiumi del litorale. e qualcuno di quegli uccelli che gli americani del Nord hanno chiamato per onomatopea « vhip-poor-will ». che doveva sboccare in qualche fiume più importante. e non poteva mangiare. e in quella prima tappa. — le ripete più volte Dick Sand. con ragione. che i pericoli e le fatiche sarebbero stati minori. sul lembo delle praterie. Bisognò fermarsi per riposare e mangiare. assai difficili da accostare. Quei veloci animali passavano rapidamente. spaventati dall'apparizione di una carovana sotto quelle foreste cosi poco frequentate. signora Weldon. — Bisogna mangiare qualche cosa. le belve. non si stancava di guardarlo.

ai suoi occhi. signor Jack. — Adesso il cavallo sono io. — Ma la fattoria del signor Harris? — domandò ancora . signor Jack. Jack. e vedendolo tale. osservando quei bravi negri tanto devoti. — disse Hercule spalancando l'ampia bocca. che andò a prendere la mano del bambino. Aveva lo sguardo più vivace.. Mentre egli le parlava. la signora Weldon guardava Dick Sand bene in viso. il gigante spingendo avanti il suo viso bonario. mi metterete un morso. — Bene. — E il cavallo? — domandò Jack. perché ho la bocca dura. Dick Sand indovinava il corso dei suoi pensieri. — rispose Dick Sand. — e potrete tirare finché vorrete! — Sai bene che tirerò pian pianino. E d'altronde. — Si. tesoro? — domandò la signora Weldon stringendosi al cuore il figliolo malato. — Il cavallo? Se n'è andato.senza fatica alla costa. poiché la febbre non era tornata. se vorrete. io. mamma. oh si! era tentato di curvare il capo. e quanto a lui. donna e madre. — Eccomi. — rispose il piccolo jack — ma allora non avrò più la briglia da tenere? 160 — Oh. Non si potè dare al piccino che un po' d'acqua fresca. — rispose Jack — ma ho un po' di sete. Gli occhi accesi del giovane allievo esprimevano tutto il coraggio dal quale si sentiva animato. ma avreste torto. sono io che vi porto. di cui bevve alcuni sorsi con piacere. ella non voleva ancora disperare.. — E il mio amico Hercule? — Hercule è presente. — rispose Hercule. CAPITOLO IV LE CATTIVE STRADE DELL'ANGOLA IN QUEL MOMENTO il piccolo Jack si svegliò e gettò le braccia al collo della madre. — Stai meglio. perché si sarebbe data per vinta? Non si credeva su una terra ospitale? Il tradimento di Harris non poteva. aver conseguenze molto gravi. Forse trovate che ho il trotto troppo duro? — No. — E il mio amico Dick? — domandò. — rispose.

uccisi dalla fatica o dagli stenti. cosi seminate da avanzi umani. L'accampamento fu levato e si riprese la via con lo stesso ordine. — Si. il terreno era ingombro di ossami. avevano l'abitudine di ridiscendere quella parte della foresta. Fu subito evidente che quel passaggio non serviva soltanto a quei giganteschi animali. Era un passaggio di elefanti. bisognò passare attraverso il boschetto. e quanti infelici cadono lungo la strada. — sì. Qua e là. e. I negri lavoravano senza posa. prese la sua parte di lavoro. crivellavano il suolo bagnato al tempo delle piogge. Per fortuna quel faticoso lavoro non doveva durare. In tali penose condizioni si dovette fare un miglio. a centinaia di certo. Esseri umani dovevano più di una volta aver percorso quella strada. decimati dalla .una volta il piccino. sotto lo staffile degli agenti. fatti dai piedi degli enormi pachidermi. Grandi buchi. per troncare quella conversazione. che sboccava obliquamente al ruscello e ne seguiva l'argine. fatto il primo miglio. Le carovane percorrono centinaia di miglia. secondo un'espressione indigena. — rispose la signora Weldon. lunghe vie.. di avanzi di scheletri semidivorati dalle fiere. Dick. nell'Africa centrale. Per non abbandonare il corso del ruscello. Jack. facendo mulinare la scure. la cui natura spugnosa si prestava a quelle larghe impronte. si vide una larga galleria. e questi animali. Hercule. e cioè erano invasi da rovi e cespugli. dopo aver deposto il piccolo Jack fra le braccia di Nan. Qui c'erano stati un tempo alcuni sentieri. praticata attraverso il bosco. — Ci arriveremo presto. impiegandovi tre ore. alcuni dei quali portavano ancora le catene dello schiavo! Vi sono. e che parte! Mandava certi « ahn! » vigorosi. presto! — Volete che ripartiamo? — disse allora Dick Sand. ma esattamente come usano procedere le mandrie brutalmente condotte al macello.. andiamo! — rispose la signora Weldon. e dinanzi a lui si apriva una breccia come egli fosse stato un fuoco divoratore. ma ora quei sentieri erano « morti ».

risalendo obliquamente. la signora Weldon non si rendeva conto di ciò che si vedeva sotto gli occhi. come se stessero attraversando un interminabile cimitero. Dick Sand e i suoi compagni urtarono con il piede ad ogni passo quegli ossami sparsi. con aria meravigliata. quando vengono a mancare i viveri! Si. La comitiva si inoltrò dunque ancora una volta nel bosco fitto. si scostò dal ruscello. e perciò non esitò ad abbandonare la galleria quando questa. e tali massacri non sono rari! Cosi. fra le liane e i cespugli . a sciabolate. e il piccolo Jack. Quanto al vecchio Tom. e per un miglio. dunque. e volteggiavano in aria. tributario dell'Atlantico.malattia! Quanti ancora finiscono trucidati dagli stessi negrieri. occupava tutti i suoi pensieri. e né l'una né l'altra fecero all'allievo le terribili domande che egli temeva. Frattanto il letto del ruscello si faceva più profondo e si allargava a un tempo. ma procedevano in silenzio. il suo corso si faceva meno torrentizio. L'allievo era deciso a seguire ad ogni costo quel corso d'acqua. addormentato. le carovane di schiavi avevano seguito quella strada. aprendosi il passo con la scure. Nan camminava accanto a lei. a coltellate. e Dick Sand tremava all'idea 161 che ella lo interrogasse. camminava con gli occhi bassi. capiva troppo bene perché quella galleria fosse seminata di ossami umani. che al loro avvicinarsi si innalzavano con volo pesante. poiché conservava la speranza di ricondurla sulla costa senza dirle che il tradimento di Harris li aveva fatti smarrire in una provincia africana. La signora Weldon guardava senza vedere. aveva voluto riprendere il piccino. mettendo in fuga enormi caprimulghi. le cui tombe fossero state scoperchiate da un cataclisma. Per fortuna. I suoi compagni guardavano a destra e a sinistra. li ammazzano a fucilate. e Dick Sand sperava che entro poco divenisse navigabile o si gettasse in qualche fiume più importante. quando non li possono più nutrire.

verso le tre del pomeriggio. ma soddisfattissimo di non aver guastato la sua . di qualche ricco giacimento di minerale. come se sotto i piedi gli si fosse a un tratto spalancata una botola. Dick Sand si rammentò allora. e voi. tenetevi accanto alla signora Weldon per sorreggerla se fosse necessario. — Casco!. signor Bénédict?. e si era sprofondato fino a mezzo corpo in un fango tenace. Ma che fate. — Infatti. Il passaggio della piccola comitiva non sarebbe stato rilevato che dall'agitarsi di quegli steli. provate il suolo. la natura del terreno si modificò completamente. che durante la stagione delle piogge dovevano essere interamente inondate. soltanto grandi mazzi di bambù si ergevano al disopra delle erbe. signor Bénédict. — Hercule.inestricabilmente aggrovigliati. non era più però la fitta foresta che confinava con il litorale. Infatti il pover'uomo si era avventurato sopra una specie di terreno mobile. che era improvvisamente scomparso. si vedeva comparire l'ematite bruna. ultimo affiorare. Se si rialzava in alcuni luoghi con qualche tumescenza a ripido declivio. cosi perfidi sotto il piede.. ma il temporale non è lontano. — disse Tom — si direbbe che questi terreni siano stati stemperati dalla pioggia. Quel giorno. Gli alberi andavano facendosi più radi. — Ragione di più per affrettarci a superare questa palude prima che scoppi. e il suolo. 162 Bat. Ma se quei vegetali ostruivano il suolo.. — disse mettendosi davanti a tutti.. Più di una volta. più acquitrinoso.. l'audace dottore aveva corso il rischio di rimanere in quegli acquitrini. e si rialzò coperto di melma. tanto alte. che Hercule stesso non le dominava con il capo. Austin. di ciò che aveva letto nei viaggi di Livingstone. sormontati da graziosissime felci. certo. — prima di camminarvi sopra. e molto a proposito.. Gli tesero la mano. amici. ripigliate in braccio il piccolo Jack. si tappezzava di fitti muschi. — rispose semplicemente il cugino Bénédict. Erano lunghe pianure. — No. quantunque in questi ultimi giorni non abbia piovuto.. — State attenti. — disse Bat. — disse Dick Sand.

sarebbe più volte scomparsa in qualche fenditura. Bat e Austin. Livingstone. paragonava quei terreni a un insieme di enormi spugne fatte di terra nera e porosa. che si fece anzi cosi perfido. da costringere la signora Weldon a fermarsi. Del resto. il suolo riprese una durezza sufficiente. e sarebbe stato anzi insostenibile. Per mezzo miglio. Il cielo cominciava . sondava il terreno. Dick Sand e i suoi compagni dovettero camminare su quel suolo spugnoso. ma spesso il punto d'appoggio mancava e si sprofondava fino al ginocchio nella melma. e bisognava camminare di preferenza sugli orli coperti da un'erba fitta e coriacea. grazie alla sua natura argillosa. se dense nubi tempestose non si fossero interposte fra i raggi ardenti e il suolo. La scelta del punto dove si doveva posare il piede non si faceva senza fatica. una gran quantità di bolle sali alla superficie. ma si sentiva benissimo che sotto era umido. nello scegliere quel buco pantanoso per affondarvi. e gli altri tre negri portarono la barella. sorpassata la palude. Evidentemente. aveva fatto una scelta piuttosto cattiva. Tom aiutava Nan che. che. quei terreni erano a un livello più basso dei fiumi vicini e l'acqua scorreva fra i loro pori. costruirono una barella di bambù. poiché sprofondava nel pantano fino a mezza gamba. senza di lui. sulla quale ella acconsenti a prender posto. con l'incarico di impedire una seconda caduta del malcapitato miope. Il suo piccolo Jack le fu posto fra le braccia e si pensò soltanto ad attraversare al più presto quella palude pestilenziale. Quei passaggi erano sempre pericolosissimi. verso le cinque di sera. mentre Dick Sand. Quando fu tolto dal fango. lasciarono sfuggire certi gas d'un odore soffocante. in testa. Finalmente. volendole risparmiare più ancora le molestie che la fatica d'un passaggio attraverso quella pianura paludosa. il calore si era fatto estenuante. Actéon si mise accanto a lui. Frattanto. che di quella mota ne ebbe talora fino al petto. Le difficoltà furono grandi. Actéon sosteneva vigorosamente il cugino Bénédict. il cugino Bénédict. dalla quale il piede faceva scaturire numerosi rivoli d'acqua. Hercule. scoppiando.preziosa scatola di entomologo.

là. avanti! — ripeteva Dick Sand. benché il sole non fosse tramontato. ma la cupola dei vapori scendeva a poco a poco. sopra un'ultima zona più chiara. Stava per scoppiare una formidabile tempesta. ed era come l'orlo di quella depressione del terreno. procedevano più spediti che al principio della tappa. Non si poteva passare la notte senza riparo. senza un cespuglio? Le stesse viscere del suolo non lo avrebbero offerto. senza un albero. — Forza! forza! — gridava Hercule. una serie di colline poco elevate sembrava limitare la pianura paludosa. poiché. verso nord. fulmini che succedono a fulmini. questi cataclismi sono terribili: piogge torrenziali. Tuttavia. e nonostante la stanchezza di una giornata di marcia.ad essere solcato da lampi lontani. Queste parole incitavano quegli uomini coraggiosi. — Ancora tre miglia e saremo più al sicuro che nelle zone basse. amici. se anche fosse mancato il riparo. raffiche alle quali non resistono gli alberi più saldi. e non presentava un solo rialzo sul quale fosse possibile rifugiarsi! Ma dove cercarlo. e s'inquietò parecchio.cosa che era più da temersi . Vi si profilavano inoltre alcuni alberi. non avrebbe più corso il rischio di essere colta da una possibile inondazione. Ora. c'era la salvezza per tutti. in Africa. almeno. Il bravo negro avrebbe voluto prendere tutti in braccio e portarli egli solo. — Avanti. Quando la tempesta scoppiò. in quel bassopiano deserto. Là. la comitiva. Allora si" fece buio quasi assoluto.la pioggia non accompagnò i primi lampi che furono scambiati fra il suolo e le nubi elettriche. come minacciasse di piombare risolvendosi in pioggia . un rifugio. Dick Sand lo sapeva 163 bene. la meta da raggiungere si trovava ancora a più di due miglia. ecco la lotta degli elementi sotto quella latitudine. poiché la pianura rischiava d'essere inondata. a due piedi dalla superficie. forse. che le nuvole lasciavano sulla linea dell'orizzonte. . Tuttavia. cui tenevano dietro sordi brontolìi di tuono. si sarebbe trovato l'acqua.

— Un accampamento. continuando a camminare a gran passi.. Tuttavia... Venti volte Dick Sand e i suoi compagni corsero il rischio d'essere fulminati. Aveva tanta paura. là.. per il timore di affliggerla di "più. ma non voleva che la madre lo vedesse. — Che cosa ho veduto. se non avessero trovato un riparo? Dick Sand si fermò un istante presso il vecchio Tom. 164 — Continuare a camminare. — esclamò Dick Sand. avvolgendo la pianura in un'inestricabile rete di fuoco..torrenziale. — Se il tuono si avvicina. — Niente paura. Lampi rossi o turchini la solcavano in mille punti. e allora le nuvole. — ripeteva. il povero piccolo. avrebbero rovesciato veri torrenti. privo d'alberi. lo romperò in due. la pioggia non poteva essere lontana. che occupava una parte dell'immensa ... ma un accampamento d'indigeni!. a un quarto di miglio?. Jack.. la forza del gigante rassicurava un pochino il piccolo Jack.. si nascondeva fra le braccia di Hercule. — rispose Tom. no! Ma un riparo! Dove? Quale? Foss'anche un tana!. Tom.. — Non possiamo rimanere su questa pianura.. un lampo più bianco aveva illuminato tutta intera la pianura. piccolo Jack.. con una sola mano! Io sono più forte di lui! E veramente. signor Dick. condensandosi. anch'io ho visto!. dev'essere un accampamento. essi formavano i soli punti salienti che potessero attirare le scariche elettriche. Dick Sand si era bruscamente interrotto. poiché su quel piano. che la pioggia trasformerà in palude! — No. Un nuovo lampo permise di distinguere pili nettamente quell'accampamento... — Che fare? — disse. destato dal fracasso del tuono. non è vero? — Si. Che sarebbe avvenuto della signora Weldon e dei suoi compagni. — rispose il vecchio Tom crollando il capo. Hercule. signor Dick. — Si. lo consolava come meglio sapeva.

Rimanete. che era profonda quando i lampi non solcavano le nubi. ha voluto andare a visitarlo. si arrestò. La signora Weldon si accontentò di questa risposta. c'era il riparo che desiderava. — Lasciate che uno di noi vi accompagni. — Un accampamento. che a questa parola rizzò le orecchie. o forse un villaggio. 165 — Sf. si rizzavano un centinaio di tende coniche. signora Weldon. in attesa che passasse la tempesta. ma non si vedeva nemmeno un soldato. che si avvicinò al vecchio negro. ma formicai alti almeno dodici piedi. Dick Sand era di ritorno. Laggiù. qualunque fossero le minacce del tempo. infatti. — nessuno mi segua! Andrò a perlustrare quell'accampamento. prima di condurvici. — Abbiamo veduto un accampamento.pianura. rivolgendosi al vecchio Tom: — Restate qui. — Venite! venite! — gridò con voce che esprimeva tutta la sua contentezza. Poi.. Erano dunque rinchiusi sotto le tende. — rispose Tom. — L'accampamento è abbandonato? — domandò Tom. e dentro i quali cercheremo di rannicchiarci! . signor Bénédict. — Che c'è? — chiese la signora Weldon. L'allievo si allontanò subito e scomparve nell'oscurità. doveva fuggire al più presto. Dick Sand. La piccola comitiva. « Lo saprò » disse fra sé. Tre minuti dopo. posso avvicinarmi senza essere veduto. — No. — disse. andrò solo. signor Dick. oppure l'accampamento era abbandonato? Nel primo caso. Cominciavano a cadere alcuni goccioloni di pioggia. e il nostro capitano. nel secondo. Tom.. — Non è un accampamento. — rispose l'allievo — e nemmeno una borgata! Sono formicai! — Formicai! — gridò il cugino Bénédict. simmetricamente allineate e alte da dodici a quindici piedi. là. forse. che Tom e Dick Sand precedevano.

in modo da lasciar passare anche un uomo come lui. ed Hercule vi scomparve per l'ultimo. Era uno di quei coni di termiti che. nel momento in cui la pioggia cadeva con tale violenza. le raffiche sarebbero divenute insostenibili. tanto temeva che la signora Weldon avesse udito l'ultima parola pronunciata dall'entomologo. non si doveva esitare a spartire con esse la loro casa. sono. e grosse gocce crepitavano sul suolo. Con grande meraviglia del cugino Bénédict. Ben presto. dopo pochi istanti. Tutti seguirono in fretta Dick Sand. fatto con una specie di argilla rossastra. Dick Sand e i suoi compagni vi si cacciarono dentro. con una specie di violenza. — ribatté il cugino Bénédict — sarebbero i formicai della termite bellicosa o della termite divoratrice! Non vi sono che questi insetti di genio capaci di innalzare simili monumenti. signor Bénédict. e per quanto minacciose fossero le termiti. — rispose Dick Sand — bisogna sloggiarle e prendere il loro posto. — Ci divoreranno. che pareva dovesse spegnere i lampi. che i più grandi architetti non disprezzerebbero! — Siano termiti o no. Ma non c'era più nulla da temere da quelle raffiche! Un caso fortunato aveva offerto alla piccola comitiva quel saldo riparo. si apriva un buco assai stretto. che Hercule allargò in pochi istanti con il coltellaccio. si mostrò. andiamo! — Un momento! — disse il cugino Bénédict — io credevo che questi formicai esistessero soltanto in Africa! — Andiamo! — gridò un'ultima volta Dick Sand. non una sola delle migliaia di termiti che avrebbero dovuto occupare il formicaio.— Ma allora. qualora non si fossero potute cacciare. stando al paragone fatto dal tenente Cameron. per essere stati costruiti da . Il cono era dunque abbandonato? Allargato il buco. Ai piedi di quel cono. S'era levato un vento furioso. migliore di una tenda e anche di una capanna indigena. e saranno nel loro diritto! — Andiamo. uno di quei coni che si rizzava nella pianura fu raggiunto.

per quanto forti siano. era perfettamente impermeabile. » U6 CAPITOLO V LEZIONE SULLE FORMICHE IN UN FORMICAIO IN QUEL MOMENTO il temporale scoppiava con una violenza completamente sconosciuta nelle latitudini temperate. Dappertutto lo . Era stata davvero una provvidenza per Dick Sand e i suoi compagni l'aver trovato quel rifugio. misurava dodici piedi di altezza. i fiumi straripano inondando vasti territori. ma a rivoli d'acqua di varia grossezza. si occuparono di riconoscerne la disposizione interna. nell'interno. e ci si può credere trasportati nelle epoche straordinarie del periodo diluviale. ma cosi è. «una delle più alte cime della catena k delTHimalaya. « È come se un popolo avesse fabbricato il monte Everest ». tranne nella sua parte superiore. più meravigliosi delle piramidi d'Egitto. un Niagara! Si immagini un bacino aereo. la pioggia non cadeva a gocce separate. contenente un intero mare. Come mai tanta elettricità può immagazzinarsi nelle nuvole? E come mai hanno potuto accumularsi tanti vapori? È difficile capirlo. Per buona fortuna. innalzate dalla mano dell'uomo. le pianure si mutano in laghi. il suolo frana. i ruscelli in torrenti. come una cateratta. Ci fosse anche passato sopra un torrente. e una luce sufficiente rischiarò il formicaio. che si rovesci di colpo. il formicaio. Difatti. Venne accesa la lanterna. Ciò dipende dal fatto che. che si arrotondava a mo' di pan di zucchero. aveva undici piedi di larghezza. Quel cono che. Non appena Dick Sand e i suoi compagni ebbero preso possesso del cono. contrariamente a quanto avviene nelle zone temperate. egli dice.insetti tanto piccoli. non una goccia d'acqua sarebbe filtrata attraverso i suoi pori. continuano per intere giornate. di pareti molto massicce. Sotto simile urto. talvolta era una massa compatta che veniva giù a distesa. dove la violenza dei temporali è in ragione inversa della loro durata. in Africa.

non sarebbe bastata a contenerla. Smeath-man. Egli si è anzi fermato ai piedi di veri edifici. alti da quindici a venti piedi. nel N'yangwe. con quattro dei suoi compagni. enormi coni arrotondati. i cassetti erano disposti come le cuccette di una cabina di nave. e in fondo a questi cassetti milioni di alveoli già occupati dalle formiche. come ve ne sono nell'Africa meridionale. Il tenente Cameron ha molte volte scambiato per un accampamento gli agglomerati di coni che si rizzavano nella pianura. S'immagini una successione di cassetti aperti. che potevano piacere solo a un entomologo fanatico. Un viaggiatore olandese del secolo scorso. A quale specie di formiche era dunque dovuta l'erezione prodigiosa di quei formicai? 167 — Alla termite bellicosa. non già alti soltanto venti piedi. Nel Loundè. e fu nelle cuccette superiori che la signora Weldon. ma alcune larghe cavità sovrapposte formavano altrettante caselle entro le quali una persona di media statura avrebbe potuto rannicchiarsi. non appena ebbe riconosciuto la natura dei materiali impiegati nella loro costruzione. e fra i piani di cellule che lo tappezzavano esisteva un vuoto. La parte centrale del cono. erano fatte di argilla rossastra. dello stampo del cugino Bénédict. le pareti. come s'è detto. il piccolo Jack. la parte superiore di uno di quei coni. ha potuto occupare. si avrebbe dovuto attribuirle alla termes mordax o alla termes atrox. non è meno vero che nell'interno dell'Africa se ne trovano di frequente. Se fossero state formate di terra alluvionale grigia o nera. Come si vede. Per quanto ci meravigli la costruzione di simili monumenti. fiancheggiati da campanili. E infatti. come la cupola di una cattedrale. Livingstone ha osservato molti di codesti formicai costruiti di argilla rossa. — aveva risposto senza esitare il cugino Benedici. dovuti a industriose falangi d'insetti. Nan e il cugino . Insomma. questi insetti hanno nomi poco rassicuranti. ma quaranta e cinquanta.spessore delle pareti era di circa un piede. e si avrà un'idea della disposizione interna del formicaio. nella quale la piccola comitiva si era da principio cacciata e che formava il vuoto interno.

composto di argilla alquanto friabile. — Amici. — D'altronde. — rispose il vecchio Tom. dopo dieci giorni. e rialzò cosi di un buon piede la parte interna del terreno pantanoso sul quale sorgeva il formicaio. Ma era stato evacuato da molto tempo. Rendiamo dunque il suolo piò resistente e più asciutto. la prima volta che non avremo dormito a del sereno! — Dieci giorni! — ripetè Tom. anzi. poiché non si deve arrischiare di asfissiarci qui dentro. attraverso l'orifizio aperto alla base. Il cugino Bénédict se l'era fatta prima di tutti. o i voraci neurot-teri lo avevano appena lasciato? Rivolgersi tale domanda non era per nulla superfluo. sarà meglio non lasciare questo riparo. l'aria potesse circolare liberamente nel cono. Era davvero una felice combinazione che il formicaio fosse stato abbandonato dalle termiti. e presto si convinse che . — disse allora Dick Sand ai due negri — il suolo comincia a inzupparsi. — Ebbene. Tom e Hercule rimasero nella parte inferiore del cono. — Non c'è che da passare una notte. Hercule fece franare con la scure il primo piano di alveoli. Bat e Actéon.Bénédict poterono rifugiarsi. Al piano di mezzo si rannicchiarono Austin. tanto era meravigliato 168 di un simile abbandono. Bisogna perciò rassodarlo facendo franare l'argilla della base ma stiamo bene attenti a non ostruire il buco per il quale penetra l'aria esterna. Credo. con alcune migliaia di quelle formiche. facciamo in modo che essa ci riposi di tante fatiche! Ecco. che. converrà forse rimanervi per ventiquattr'ore. mentre Dick Sand si assicurava che. poiché. nel frattempo io andrò a riconoscere il corso d'acqua che cerchiamo e che non può essere lontano. dove il temporale non può farci alcun danno. finché non avremo costruito una zattera. — aggiunse Dick Sand — poiché questo cono offre un solido riparo. Gli ordini di Dick Sand furono subito eseguiti. mentre Dick Sand. sarebbe stato inabitabile.

. si mise a frugare gli angoli più segreti del formicaio. dico! questo formicaio non è stato abbandonato da molto tempo! — Chi vi dice il contrario. — Ah. e ciò dimostrava che le termiti li avevano portati di recente dal di fuori. poiché. e che i perspicaci insetti prevedevano qualche pericolo vicino. signor Bénédict? — disse Dick Sand. stizzito per questa risposta del bravo negro.. alla luce della lanterna. — Di recente o no. e stasera. stamattina stessa. Scopri cosi quello che egli chiamò il « magazzino generale » delle termiti. si? — ribatté il cugino Bénédict. che il lavoro di Hercule aveva fatto sparire. ripeto che tutto ciò non lo hanno fatto senza motivo. l'importante per noi è che le termiti lo abbiano lasciato. delle quali non posso trovarne neppure una! Ebbene.l'emigrazione era stata recente. — Ah. — Che un presentimento segreto ha dovuto spingerle ad abbandonare il formicaio. non lontana dalla cella reale. il cugino Bénédict raccolse una certa quantità di particelle di gomma. ma hanno avuto perfino la cura di portar con loro le giovani larve. — no! — come avesse ribattuto qualche contraddizione che gli fosse stata fatta — no. vale a dire il luogo dove quegli industriosi insetti immagazzinavano le provviste della colonia. — Prevedevano che noi stavamo per invadere la loro casa. visto che dovevamo prendere il loro posto! — L'importante. Era una cavità scavata nella parete. codesti sagaci neurotteri lo abitavano ancora. non solo nessuna delle termiti è rimasta nelle celle. sf? vi credete tanto forte . come le celle destinate alle giovani larve. — E che volete dedurre. signor Bénédict? — domandò Dick Sand. — disse Hercule ridendo. e di succhi di piante appena solidificati. poiché ecco qui alcuni succhi liquidi. — Ebbene. — sarebbe di sapere per quale ragione lo hanno abbandonato! Ieri. Infatti. egli non tardò a ridiscendere nella parte inferiore del cono e là. no! — esclamò. — rispose il cugino Bénédict. In quel magazzino.

per alcuni minuti. Tuttavia. non dimentichiamo d'aver portato le nostre e ceniamo. vivo o morto. non crocchiava. — ma vivo. che non voleva arrendersi. abitandolo. Soltanto la signora Weldon mangiò poco. siccome non si poteva pensare ad abbandonare quel rifugio nel momento in cui il temporale si scatenava con intensità senza pari. Dick Sand non cercò la spiegazione di ciò che gli pareva inesplicabile e si accontentò di rispondere: — Ebbene. per ingannarsi. signor Bénédict. era come grano sotto la macina del mulino. e se affermava che un segreto istinto le aveva da poco avvertite di lasciare il formicaio. non aveva potuto diminuire l'appetito di quei forti camminatori. poteva costituire per esse un pericolo. quando la tempesta sarà cessata. si polverizzava. Si accinsero allora a preparare il pasto serale. animandosi. fino all'ultima particella! Durante questa discussione. anzi. penseremo a decidere altrimenti. ne schiaccerei delle masse. e. Tutt'altro. e le conserve. Il biscotto non era stato intaccato dall'umidità. — Ma non un miliardo. se vi avessero trovato morto sulla loro strada! — Morto. che era assai meno oziosa di quanto si possa credere. per quanto grande. lo credo! — rispose Hercule. poiché la stanchezza. Non 169 si poteva dubitare che lo scienziato non conoscesse abbastanza gli usi delle termiti. cinquecentomila. e un miliardo vi divorerebbe.da poter rappresentare un pericolo per questi coraggiosi insetti? Poche migliaia di questi neurotteri vi avrebbero ridotto in breve allo stato di scheletro. Domani. ne risultava che. un milione! — ribatté il cugino Bénédict. lo si senti crocchiare sotto i robusti denti di Dick Sand e dei suoi compagni. All'allievo . e anche quel poco per le insistenti preghiere di Dick Sand. Fra le mascelle di Hercule. furono bene accolte. se le termiti hanno lasciato le loro provviste in questo formicaio. che dovevano loro bastare ancora per due giorni. io! — Ne schiaccereste centomila. Dick Sand rifletteva sull'osservazione fatta dal cugino Bénédict.

Quest'ordine si divide in cinque tribù: le Panorparti. la mordente. C'è il genere mantispo. se avesse potuto trovare una termite. più triste che mai. e nondimeno il suo piccolo Jack stava meglio. le cui antenne sono più lunghe della testa. Lo scienziato. l'incontro di quelle termiti aveva fatto balenare l'idea di trovarsi sul continente africano senza sapere per quale fatalità vi fosse potuto giungere? L'allievo era ansiosissimo di rendersene conto.. le Mirmileoni. l'accesso di febbre non era tornato. il genere termite. la termite lucifuga. queste Termitine. sono Termitine. — disse senza curarsi di sapere se gli altri ascoltassero — questi fantastici insetti appartengono all'ordine meraviglioso dei neurotteri. le ali inferiori per lo più eguali alle superiori. È inutile aggiungere che gli insetti di cui occupiamo. le Ter-mitine e le Perlidi. le mandibole molto distinte. una sola. — sono caratterizzate da quattro 170 articolazioni ai tarsi. la dimora. da mandibole cornee e da una notevole robustezza.. e in quel momento dormiva sotto gli occhi di sua madre. Forse. la termite a corsetto giallo. nel quale si contano la termite fatale. — continuò. . Dick Sand ascoltava con molta attenzione il cugino Bénédict. continuava a cavalcare focosamente: — Ora. nel formicaio abbandonato! Ma niente! — Questi fantastici insetti. È inutile dire che il cugino Bénédict fece onore al pasto. le Emerobine. — E quelle che hanno costruito questo formicaio? — domandò Dick Sand. Dick Sand non sapeva che cosa pensare.sembrava che la coraggiosa donna fosse più preoccupata. spesso conosciuto sotto il nome di formiche bianche. all'entomologo. forse indebitamente. la distruttrice. il genere rafidio. ma per il motivo che aveva trovato una favorevole occasione di fare un corso di entomologia sulle termiti. Ah. non perché badasse alla qualità o alla quantità dei commestibili che divorava. montato sul suo cavallo di battaglia. in un alveolo bene imbottito di panni.

e che gli indigeni chiamano sirafù. per eccellenza. il dottore ha potuto assistere a una battaglia omerica. du Chaillu. e per tornare alle nostre termiti . lunghe mezzo pollice. soldati lunghi dieci. Bisogna leggere ciò che ne dice Livingstone nelle ultime sue note portate da Stanley! Più fortunato di me. vi si incontrano pure una specie ben altrimenti curiosa. né presso l'uomo né presso l'animale! Con la loro tenace mandibola che strappa a brani. fuggono dinanzi ad esse. Mai. vide sfilare per dodici ore una colonna di queste formiche. mai lo spirito battagliero è stato portato così lontano. riuscirono vittoriose. pronunciando questo nome con la stessa enfasi con cui avrebbe detto « i Macedoni » o il nome di un altro popolo antico. Se fra essi vi sono operaie lunghe cinque millimetri. leoni. né i ruscelli che valicano facendo ponte con i loro corpi aggrappati gli uni agli altri! E quante sono! Un altro viaggiatore africano. e se un pescecane si trovasse alle prese con delle sirafù. stando a Livingstone. prode in guerra. bellicose e delle più grosse! Fra Hercule e un nano. stupirsi alla vista di quantità cosi immense? La fecondità degli insetti è stupefacente. Queste. — Si. presero la fuga. — In Africa. non senza essersi coraggiosamente difese. le tchungus. maschi e femmine lunghi venti. la differenza sarebbe minore che non fra il più grosso e il più piccolo di questi insetti. Nulla le arresta. portando con sé le loro uova e i loro piccoli. fra un esercito di formiche nere e un esercito di formiche rosse. che si chiamano drivers. — rispose il cugino Bénédict — nelle province centrali e meridionali. le sirafù.— Sono le bellicose! — rispose il cugino Bénédict. né gli alberi su cui si arrampicano fino alla cima. Le altre. del resto. e perfino i più grossi animali. l'Africa è. elefanti. che hanno delle tenaglie per mandibole e una testa più grossa dele corpo. io terrei per le sirafùì — E dove si trovano più comunemente queste sirafùì — domandò Dick Sand. che pure non si trastullavano per via! E perché. come i pescecani! E sono appunto i pescecani degli insetti. il paese delle formiche. queste sirafù fanno indietreggiare l'uomo più ardito.

e. Dick Sand aveva smesso di interrogarlo e rimaneva immobile. durante la sua lezione d'entomologia si erano. ecco come sono i viaggiatori! Non sanno vedere nulla! Ma. — Dove? — Qui. — rispose il dotto professore — ma ne mangerò. si credevano e dovevano credersi là dove non erano. ora a questa gloria aggiungerò quella di aver segnalato la presenza delle termiti bellicose sullo stesso continente! Che materia per redigere un memoriale che farà sensazione nell'Europa scientifica.. ma egli teneva cattedra per proprio conto. — Qui non siamo in Africa! — disse piuttosto vivacemente Tom.. Il pover'uomo e tutti i suoi compagni. le termiti bellicose e i loro villaggi di formicai sono stati osservati soltanto sul continente africano. — rispose il cugino Bénédict — eppure. benché non dormisse.bellicose.. le orecchie. signor Bénédict? — domandò Hercule. oltre gli occhi.. ma la stanchezza fini per chiudergli gli occhi. uno dopo l'altro. Ci volevano altre eventualità e fatti ben più gravi di certe curiosità scientifiche per disingannarli! Erano allora le nove di sera. dopo tutto. Si accorse egli che i suoi ascoltatori. 171 — No. tanto meglio. addormentati? No certamente. e forse per qualche infolio con tavole e incisioni fuori testo!. si è constatato che una femmina deponeva fino a sessantamila uova al giorno! Perciò codesti neurotteri forniscono agli indigeni un cibo succulento. no. aveva resistito più degli altri. poiché il cugino Bénédict aveva parlato un pezzo. tranne Dick Sand e Tom. — Mai. ( quanto a Hercule. rannicchiati nei loro alveoli. finora. Era evidente che la verità non si era ancora presentata alla mente del cugino Bénédict.. amici miei. e. . poiché ho già scoperto una tse-tsè in America. Ah.. non conosco niente di più squisito delle formiche abbrustolite! — Ne avete mangiate.

ma infine il sonno vinse lui pure. ed egli risali alla cavità superiore del cono. si trovava incaricato del comando di una nave. minacciando di metterlo ai ferri o di fargli saltare 172 le cervella con un colpo di pistola.Il cugino Bénédict continuò a dissertare per qualche tempo ancora. Senza dubbio. la burrasca empiva lo spazio di fracasso e di lampi. dove aveva già eletto domicilio. Si rivedeva. Compariva allora il traditore Harris. volgeva la mente ai compagni che voleva salvare ad ogni costo. l'inseguimento della balena. Immerso nei suoi pensieri. il peggiore di tutti. mentre. Dick Sand. poi essi si soffermarono un istante sul naufragio. se fossero caduti nelle mani degli indigeni! E come evitare tale pericolo. ma non Dick Sand. facendo atto di autorità in faccia all'insolente cuoco. Questo era il corso dei pensieri del giovane allievo. Allora nell'interno del formicaio si fece un profondo silenzio. Il naufragio del Pilgrim non aveva segnato la fine delle loro prove crudeli: altre ben più terribili li minacciavano. perché la sua mano aveva esitato? Il cadavere di Negoro sarebbe stato gettato a mare e tante catastrofi sarebbero state evitate. che aveva terminato la traversata del Pilgrim. tutti dormivano. alla quale la bussola e il solcometro dovevano presto mancare per l'atto criminoso di Negoro. tornando alla costa? Evidentemente. Nulla sembrava indicare che il cataclisma stesse per cessare. fuori. l'incontro del rottame dei negri. Harris e Negoro non li avevano condotti a cento miglia nell'interno dell'Angola senza il segreto disegno d'impadronirsi di loro! Ma che meditava dunque quel miserabile portoghese? Chi odiava? L'allievo si ripeteva che egli solo era incorso nell'odio di quell'uomo. la lanterna si era spenta e l'interno del cono era immerso in una oscurità assoluta. la scomparsa del capitano Hull e del suo equipaggio! E allora. e la creduta provincia dell'America . e allora passava in esame tutti gli incidenti capitati durante la traversata del Pilgrim. a quindici anni. Ah. il quale non cercava nel sonno quel riposo che pure gli sarebbe stato tanto necessario.

senti passarsi come un alito sulla fronte. Dunque. e d'altronde. ma Dio può ancora salvarci! Sia fatta la sua volontà! CAPITOLO VI LA CAMPANA DA PALOMBARO A TALE INATTESA rivelazione. poiché sapeva bene che in quella regione inospitale. e forse a causa di quella parola: « Africa! » cosi disgraziatamente pronunciata il giorno prima dal cugino Bénédict. la signora Weldon sapeva. « Ebbene. una mano gli si appoggiò sulla spalla. Dick Sand non avrebbe potuto rispondere. che sperava di trovare. una marcia di cento miglia non era più possibile! « Per fortuna ». ed egli aveva come un presentimento che 173 . Ella non voleva. con minori fatiche? Non voleva dubitare. forse! La coraggiosa donna non dispera. e che Harris ci ha trascinati nelle profondità dell'Angola! » Dick Sand. e una voce commossa mormorò al suo orecchio queste parole: — So tutto. ripetè fra sé Dick Sand. evidentemente. e nemmeno io dispererò!» Adesso Dick Sand non vedeva l'ora che giungesse il giorno per poter esplorare i dintorni di quel villaggio di termiti. si diceva « la signora Weldon e tutti gli altri ignorano la gravità della situazione! Il vecchio Tom ed io siamo i soli a sapere che Negoro ci ha gettati sulla costa d'Africa. « La signora Weldon sa tutto ». con il suo clima di febbri. che Dick Sand cercava. subito dopo. mio povero Dick. la piccola comitiva. dire di più. I diversi incidenti della marcia le avevano suggerito la verità.meridionale andava a poco a poco trasformandosi. la Bolivia diventava l'Angola terribile. fra incessanti pericoli. Un fiume tributario dell'Atlantico e il suo rapido corso era quanto bisognava trovare per trasportare tutta la sua piccola comitiva. tornando alla costa? E quel fiume. a questo punto dei suoi accascianti pensieri. le bestie feroci e gli indigeni più feroci ancora! Avrebbe potuto sfuggirli. meglio cosi. li avrebbe condotti al litorale con maggior sicurezza. e l'allievo non avrebbe avuto il coraggio di trattenerla. la signora Weldon era tornata al suo posto presso il piccolo Jack.

si doveva concluderne che tutta la pianura fosse inondata. Soltanto. dandogli il modo di esplorare la pianura. e si addormentò quasi subito. con la testa addossata alla parete e il fucile a portata di mano. e allora. che lo spessore della parete rendeva sordi. Quel pavimento era ancora perfettamente asciutto e l'orifìzio del tutto libero. sostituite alla colonia dei neurotteri. Si coricò. e siccome le grosse gocce non battevano più sopra terreno duro. nessun pericolo immediato sembrava minacciare quelle termiti umane. stava per invaderlo. che una pioggia diluviale non poteva spegnere. e intanto. Tendendo l'orecchio. per ultima precauzione. indicavano che la tempesta non si calmava. Dick Sand si coricò su quel pavimento di argilla. l'orifizio inferiore rischiava di ostruirsi. che era stato rialzato con l'argilla del primo piano d'alveoli. il che sarebbe sempre stato un riposo. L'allievo pensò allora a rinfrancare le proprie forze con alcune ore di sonno. al momento di cedervi. e così pure l'alba lo avrebbe destato. Si doveva soprattutto evitare . forse già lanciati al loro inseguimento sotto la direzione di Harris e di Negoro. la respirazione di dieci persone avrebbe presto viziato l'aria dell'interno. poiché ne subiva già l'influenza. l'aria penetrava liberamente nell'interno del cono e con essa qualche bagliore di lampo e le sonorità reboanti della tempesta. con il cedere dell'argilla inzuppata. chiuso ogni passaggio all'aria esterna.quel corso d'acqua non doveva essere lontano. in tal modo si sarebbe accorto subito qualora qualche accidente fosse accaduto all'esterno. Ma il giorno non spuntava ancora. Dick Sand sentì allora che una specie di torpore. impregnandola di anidride carbonica. . Dick Sand udiva la pioggia cadere con violenza alla base del formicaio. ma. Dovevano essere circa le undici. accanto allo stretto orifizio. gli venne il pensiero che. quindi. se non un vero sonno. nessuna luce filtrava attraverso l'orifizio inferiore nell'interno del cono. Dick si lasciò dunque scivolare fino al suolo. lunghi brontolìi. Dick Sand vide che tutto andava bene. l'incontro degli indigeni. in basso del cono.

qualche fiume vicino sia straripato sulla pianura. — rispose l'allievo. quanto al cugino. E probabile che.. ma se abbiamo cinque piedi d'acqua qui dentro. — Sì. Intanto i negri.. . — la parte inferiore del cono è stata 174 inondata. l'acqua non può giungere fino a voi. — Non potremmo fare un buco nella parete al disopra del livello dell'acqua? — chiese il vecchio negro. — L'acqua è entrata dall'orifizio? — domandò Tom..Quanto durò il suo sopore? Non avrebbe potuto dirlo. furono messi al corrente della nuova complicazione. Dick? — domandò la signora Weldon. e anzi cosi rapidamente. — Nulla. Rassicuratevi. Si rialzò e notò. dicesse quel che si doveva fare.. dunque. — Bene! — disse Hercule — ciò dimostra che il fiume è vicino. e la lanterna. che l'acqua invadeva il formicaio. non senza grande ansietà. ce ne possono essere sei o sette. — rispose Dick Sand — ed è quello che ci porterà alla costa. e al signor Bénédict! La signora Weldon non rispose. Dopo aver fatto mettere le provviste e le armi al sicuro dall'inondazione. rischiarò subito l'interno del cono.. — Che c'è. il quale stava misurando l'altezza dell'inondazione. a Nan. riaccesa. . fuori. o anche di più. allorché si destò sotto una viva sensazione di frescura. aspettavano che Dick Sand. Questi.— Si. chini su quello specchio d'acqua che rifletteva la luce della lanterna. Tom. signora Weldon. durante il temporale. L'acqua si era fermata a una altezza di circa cinque piedi e rimaneva stazionaria. né fino a Jack. — rispose Dick Sand — e ora impedisce all'aria interna di rinnovarsi. che in pochi secondi raggiunse il piano d'alveoli occupato da Hercule e da Tom. dormiva come una vera termite. risvegliati da Dick Sand. — Certo. l'allievo taceva.

e paragonando il cono a una campana immersa. e che quest'aria ora fa ostacolo a un suo maggiore innalzamento: ma se pratichiamo nella parete un buco. con la differenza che in quest'apparecchio l'aria è continuamente rinnovata a mezzo di pompe e i palombari respirano bene. mentre l'aria si poteva rinnovare soltanto mediante un buco che la mettesse in comunicazione con l'atmosfera esterna. sale fino al punto in cui l'aria compressa la trattiene ancora. non subendo altri inconvenienti tranne quelli che possono risultare da un prolungato soggiorno in una atmosfera compressa. oltre a questi inconvenienti. salendo nell'interno del formicaio. praticare questo buco senza aggravare la situazione? Certo è che l'acqua si manteneva a un livello che soltanto due cause potevano farlo sorpassare: o qualora si fosse praticato un buco. aveva avuto ragione. o quando l'altezza dell'inondazione fosse ancora cresciuta. se sorpassa il buco. attraverso il quale l'aria sfugga. in cui l'aria. ha dovuto comprimere l'aria nella sua parte superiore. L'osservazione dell'allievo era giustissima. come operai in una campana da palombaro. — Un'imprudenza può costarci la vita. che l'acqua. Dobbiamo trovarci. Ma qui. Tom. signor Dick? — Credo.— Lo credete. si sarebbe compressa maggiormente. non più che si fosse potuto sradicare una tana di castoro. In questi due casi all'interno del cono non sarebbe più rimasto che uno stretto spazio. non rinnovata. qui. senza correre i pericoli di cui aveva parlato Dick Sand. — Riflettere bene prima di agire. mentre il 175 livello dell'inondazione al di fuori fosse stato superiore. Si poteva. — Che fare allora? — domandò Tom. Ma il formicaio non avrebbe potuto essere strappato dal suolo e travolto dall'inondazione con estremo pericolo di coloro che vi erano rinchiusi? No. — rispose Dick Sand. che non è più alla pressione normale. tanto aderiva . l'invasione dell'acqua aveva già ridotto lo spazio di un terzo. o l'acqua sale fino ad avere raggiunto il livello esterno o.

In quel momento il vecchio Tom fece osservare che il livello dell'acqua andava a poco a poco innalzandosi. che pure sarebbe stato facile demolire? Dick Sand. le cui acque ingrossate dal temporale. e che non fosse già più possibile uscirne. era la persistenza della tempesta che portava. Era bene aspettare o provocare subito lo scioglimento della situazione. — Si. è segno che la piena aumenta e la spinge sempre di più. Trenta piedi d'acqua sulla pianura avrebbero coperto il cono. si fossero sparse nella pianura sottostante. Dick Sand fu indotto a temere che l'inondazione non avesse a prendere un grande sviluppo. non doveva essere soltanto provocata dal diluvio proveniente dalle nuvole: infatti sembrava più probabile che fosse dovuta anche allo straripamento di un fiume dei dintorni. molto inquieto. nemmeno per la calotta superiore. Dunque ciò che costituiva la possibilità da temersi maggiormente. — disse Tom. — disse Dick Sand — ma a che punto si arresterà questo livello? — Signor Dick. di conseguenza. Ora. — rispose Dick Sand. travolti gli argini. — Certo.. a pensarci bene. dopo aver riconosciuto la stato delle cose? Erano allora le tre del mattino: immobili e silenziosi. superandolo di diciotto piedi e spinta nel suo interno l'aria alla pressione di un'atmosfera. — rispose Dick Sand — e se si alza. — Tuffandomi.fortemente al suolo con la base. cercherò di passare attraverso il buco. tutti ascoltavano. e difatti. E chi poteva dire che il formicaio non fosse interamente sommerso. si chiedeva che cosa dovesse fare. quantunque l'aria non possa più sfuggire al di fuori. I rumori esterni non giungevano che molto indeboliti attraverso l'orifizio ostruito. indicava che la lotta degli elementi non era cessata. — Finora è poca cosa. lungo e continuo.. . volete che esca dal formicaio? — disse Bat. — È meglio che lo tenti io stesso questo esperimento. l'accrescimento dell'inondazione. ma un sordo boato.

Avete inteso? — Si. — Turato! — disse Tom. che strinse la mano al figliolo. no. che forse l'acqua sommergeva. Bat si tuffò nella massa liquida.. — Va'.. non cercate di rientrarvi. signor Dick. — disse l'allievo. signor Dick.— No.. — rispose Bat appena potè ripigliar fiato. allorché il negro tornò a emergere. cosa che doveva essere eseguita rapidamente. — Ebbene? — esclamò Dick Sand. e noi tenteremo di uscirne come avrete fatto voi. — Si. Era una faccenda piuttosto difficile.. — ribatté vivamente il vecchio Tom. — disse Hercule — bisogna farne un altro. fidatevi della sua abilità. — Aspettate. Bat. nel caso che non potesse tornare. il . dunque. — andate. Trascorse quasi mezzo minuto e già Dick Sand pensava che Bat fosse riuscito a passare al di fuori. giovanotto! — soggiunse il vecchio Tom. — Se il buco non c'è più. — disse Dick Sand. picchiate sulla sua calotta a gran colpi di scure: vi sentiremo e sarà il segnale di demolirla dal canto nostro. — rispose Bat. per poi risalire alla superficie esterna delle acque. la cui profondità oltrepassava allora i cinque piedi. — Il buco è turato dai rottami. arrestando Hercule. Se il formicaio è sommerso. Ho tastato con la mano intorno alle pareti. poiché egli doveva cercare l'orifizio inferiore e insinuarvisi. — Lasciate fare a mio figlio. I suoi compagni e lui erano ermeticamente sequestrati in quel cono. Dopo aver fatto buona provvista d'aria con una lunga inspirazione. dunque. la vostra presenza è necessaria qui! Poi. — rispose Bat — l'acqua ha probabilmente stemperato l'argilla. Ma se il cono emerge ancora. sottovoce: 176 — Non dimenticate la signora Weldon e Jack! — Sia pure. Non c'è più buco! Dick Sand crollò il capo.

pure il suo sangue freddo non lo abbandonò un istante.quale. e che l'inondazione aveva sommerso tutto il villaggio delle termiti! E allora quale probabilità sarebbe rimasta ai prigionieri del formicaio di sfuggire alla più spaventosa delle morti. Se con quel foro si fosse stati in comunicazione con l'aria estema. e d'altronde. sarebbe stato impossibile aspettare ancora. che si erano rifugiati nelle cavità superiori.. poiché. Bisognava dunque affrettarsi ad agire. Dick Sand riprese: — Procederemo in altro modo. di conseguenza a sette piedi dal suolo. impugnata la scure. Dick Sand lo sapeva. — Ma presto! — disse il vecchio Tom. il livello continuava a salire a poco a poco. Difatti. ciò avrebbe significato che nella pianura vi erano più di quindici piedi d'acqua. non si fosse ancora incontrata l'aria estema. e nell'interno del cono c'erano ormai sei piedi di acqua.. E. altrimenti l'ac177 qua dell'interno si sarebbe alzata fino al suo orifizio. ciò avrebbe indicato che il cono emergeva. finalmente. in . tutti si trovavano immersi fino alla cintola. e se invece quel buco fosse stato al disotto del livello esterno dell'acqua. come proponeva Dick Sand. ma nel caso che il formicaio fosse sommerso. Tranne la signora Weldon. quella per lenta asfissia? Tutto questo. tutto sta nel sapere se l'acqua copre il formicaio o no. Ma se. si accingeva a tuffarsi. Se facessimo una piccola apertura al sommo del cono. L'allievo risolvette di praticare un foro nella parete d'argilla a un piede sopra il livello interno. e in questo caso bisognava chiuderlo rapidamente. sapremmo bene che pensarne. Procediamo tastando qua e là. dopo avere riflettuto per alcuni istanti. nella parte superiore della calotta. l'aria sarebbe stata ricacciata all'interno. Aveva esattamente calcolato le conseguenze della sua esperienza. suo figlio. il cugino Bénédict e Nan. l'acqua lo invaderebbe per intero e saremmo perduti.

il livello d'acqua all'interno sali fermandosi all'altezza del buco.. al tempo stesso. si udì ad un tratto il cugino Bénédict esclamare: — Eh. ma bisognava affrontare quel rischio. tenendo alta la lanterna.. che serviva a sgombrare la canna dell'arma. che si restringeva sempre più ad ogni istante. — Ricominciamo! — disse freddamente l'allievo. Ciò dimostrava che si era forato troppo in basso. almeno.quello stretto spazio. Se l'esperienza non fosse riuscita. l'asfissia era già imminente. Un minuto dopo l'inizio dell'operazione. L'aria sfuggiva al di fuori e. Nel cono. dovesse mancare. diamine! ecco. e non si doveva quindi temere che la luce.. La respirazione diventava difficile. perché l'ossigeno cominciava a mancare. e l'aria avrebbe potuto passarvi agevolmente attraverso. ma lo spazio libero era diminuito più di otto pollici.. la vite morse l'argilla come un succhiello. munita alla sua estremità d'un cavaturaccioli.. dopo avere turato in fretta il buco con un pugno di argilla. simile a quello che fanno delle bollicine d'aria sfuggendo attraverso una colonna d'acqua. Hercule. vale a dire sotto la massa liquida. Facendola girare rapidamente. Mentre Dick Sand manovrava il succhiello. l'acqua era rimasta ancora stazionaria. l'acqua all'interno sarebbe salita ancora. ecco perché! Hercule alzò la lanterna e ne diresse la luce sul cugino Bénédict. faceva lume a Dick Sand. Dick Sand cominciò subito a praticarne un secondo con il medesimo sistema. ciò si vedeva anche osservando la luce della lampada che arrossava e perdeva parte del proprio splendore. . c'erano alcune candele di ricambio. Esso non doveva avere un diametro maggiore di quello della bacchetta. Ad un piede sopra il primo foro. in un ambiente ormai saturo d'anidride carbonica. e il buco si scavò a poco a poco. il cui viso esprimeva la più alta soddisfazione.. ecco. ma ciò sarebbe bastato. Subito si produsse un rumore piuttosto sordo. la bacchetta affondò liberamente attraverso la parete. Il migliore utensile per aprire un buco nella parete parve a Dick Sand una bacchetta di fucile.

e l'acqua avrebbe colmato interamente il cono. se il risultato di quell'ultimo tentativo fosse stato infruttuoso. la lampada si spense. Dick Sand si era arrampicato sulle spalle di Hercule. — Dunque il cono si trova completamente sott'acqua? — mormorò Dick Sand. il quale. Jack e . la morte immediata. sali ancora di un piede. tutti soffocavano. La signora Weldon. l'acqua riempirà tutto questo spazio e la sola probabilità di scampo che ci rimane è che la sommità del cono sorpassi il livello dell'inondazione. L'ambiente era già divenuto inadatto alla combustione. — disse allora Dick Sand — voi siete al corrente della situazione. Dick Sand ritirava la bacchetta. Ma allora. Dick.. più furbe. — rispose la signora Weldon. vi dico! . e di colpo la signora Weldon e i suoi compagni si trovarono immersi nella più profonda oscurità.— Sì. ronzavano loro le orecchie. — Signora Weldon. Il buco non aveva ancora trovato all'esterno l'aria libera! La situazione era spaventosa. che aveva attraversato la parete: si udì un sibilo. Bisognava saperlo. Bisogna fare quest'ultima esperienza. In quello stretto spazio. e la lanterna non gettava più che una luce insufficiente. . le termiti. Se il terzo tentativo fallisce. volete? — Fa' pure. e perciò fare un terzo buco al sommo della stessa calotta. l'aria respirabile mancherà. emergeva dall'acqua con la testa soltanto. e l'acqua. 178 In quel momento. all'interno. che l'acqua aveva quasi raggiunta. se tardiamo. E questa fu tutta la morale che il cugino Bénédict ricavò dalla situazione. poiché l'aria che ancora rimaneva all'interno sarebbe sfuggita attraverso la zona superiore. In quel momento. che istinto! Sono più furbe di noi. la signora Weldon. aveva sollevato fra le braccia il piccolo Jack. amici. — egli disse — ecco perché queste termiti intelligenti hanno lasciato il formicaio! Avevano presentito l'inondazione! Ah! che istinto.. sarebbe stata l'asfissia. aggrappatosi a una delle cavità laterali.

da Actéon e da Bat. stava per penetrare la vita o la morte. non senza una terribile ansietà. attraversò l'aria. e a dieci passi dal cono. il buco si allargò. e si sarebbe poi pen179 sato al mezzo per raggiungere qualche altura vicina. la cima del cono emergeva. poiché.il cugino Bénédict erano rinserrati nell'ultimo piano d'alveoli. e un grido gli sfuggi. L'aria compressa sfuggi.. a cento passi dal formicaio. Dick Sand si affrettava. La calotta. e l'acqua. fu meno facile da forare.. Quel rumore particolare che fanno le frecce sibilando. poi. si arrestò.. in quel punto la parete. nel momento in cui la testa dell'allievo si mostrava fuori del buco. sulla pianura inondata. e con essa entrarono i primi raggi del sole nascente. seguito da Hercule. Dick Sand aveva avuto il tempo di vedere. Il nugolo di frecce era partito da una di quelle barche. da quella sottile apertura. e anche più dura. l'aria pura entrò a flotti. e tutti fecero fuoco su una delle imbarcazioni. la signora Weldon e i suoi compagni erano salvi! Subito dopo un frenetico evviva nel quale dominò la voce tonante di Hercule. e troppo noto ai viaggiatori africani. all'interno. Dick Sand intaccò la parete e la sua bacchetta passò rapidamente attraverso l'argilla. un accampamento. afferrando il fucile. Dick Sand sali per il primo sulla cima del cono. doveva essere facile arrampicarsi su per le sue pareti. Fra il livello interno e l'esterno si era fatto l'equilibrio. si frantumò a poco a poco. per mettersi al sicuro dall'inondazione. Con brevi parole Dick Sand aveva informato i suoi compagni.. senza che Dick Sand avesse avuto bisogno di richiudere il buco. più grossa. Scoperchiato il cono. . vigorosamente intaccata. dopo essere salita per otto pollici soltanto. a seconda che fosse entrata l'aria o l'acqua! E subito si udì un sibilo acuto. lunghe barche cariche d'indigeni. i coltellacci si misero all'opera. ma un raggio di luce filtrò attraverso la parete. ricomparve sulla cima del cono.

dal vecchio Tom. ma nel momento in cui la barca si accostava alla riva. da Bat. venivano incatenati come schiavi! 180 CAPITOLO VII UN ACCAMPAMENTO SULLE RIVE DELLA COANZA L'ASPETTO del paese. Ma che potevano fare Dick Sand e i suoi compagni contro un centinaio di africani che li circondavano da ogni parte? Il formicaio fu assalito. e grandi urla. Hercule. La barca era montata da venti indigeni. si slanciò a terra. Un istante dopo. da Actéon e da Austin. e Dick Sand li vide scomparire in mezzo all'accampamento. era completamente mutato. se non vi fosse stato preciso ordine di risparmiarli. La signora Weldon. accompagnato da Nan. la quale si diresse verso un altro punto della collina. né di stringersi un'ultima volta la mano. inseguito da una grandine di pallottole. Il tragitto durò pochi minuti. Una prima barca portò via la signora Weldon. risposero alla detonazione delle armi da fuoco. e certamente avrebbero pagato tale resistenza con la vita. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. ferirono alcuni soldati della carovana. Resistere era impossibile. Quanto a lui. dopo che l'inondazione aveva ridotto a un lago la pianura dove sorgeva il villaggio delle termiti. Emergevano una ventina di . e senza avere il tempo né di rivolgersi parola. il figliolo. nel momento in cui Dick Sand e i suoi compagni. accompagnate da colpi di fucile. Due indigeni gli si gettarono contro. certamente in seguito ad ordini già ricevuti in anticipo. ed era seguita da altre cinque barche. si videro separati gli uni dagli altri.Parecchi indigeni caddero. Hercule scompariva sotto il fitto degli alberi. e nondimeno Dick Sand e i suoi compagni lo tentarono. ma il gigante fece mulinare il fucile come una mazza e gli indigeni caddero con il cranio fracassato. fu gettato in una seconda piroga. da Hercule. il cugino Bénédict e tutti gli altri ne furono brutalmente strappati. dopo essere stati fatti sbarcare. con un irresistibile balzo.

era diretto al mercato di Kazonndé. e non passeranno dieci anni senza che essi facciano il servizio del corso superiore. si sarebbe imbarcato con i suoi compagni su una zattera. la loro salvezza sarebbe stata certa. È il fiume che il tenente Cameron doveva attraversare alcuni anni dopo per giungere a Ben-guela. contro la quale nulla aveva potuto metterlo in guardia. Già alcuni steamers risalgono il suo corso inferiore. nel quale la fatalità lo aveva gettato come in una trappola. come celata in un asilo misterioso. grossi banani. .formicai con i loro coni e formavano i soli punti salienti su quel vasto bacino. I loro rami formano una foresta. Dick Sand aveva dunque agito saggiamente. strappati ai loro villaggi dagli agenti del mercante di schiavi Alvez. Là. Senza quell'aggressione repentina. a causa dei suoi affluenti ingrossati dal temporale. Quel numeroso convogliò d'indigeni. se ne stava un'intera carovana. Più lontano. Di là. quella di cui Harris aveva annunciato l'arrivo a Negoro. un miglio più avanti. cercando a nord un fiume navigabile: il ruscello da lui seguito andava a gettarsi proprio nella Coanza. a seconda del bisogno. gli schiavi. Ma cosi non doveva essere. La Coanza è destinata a diventare il veicolo del transito interno di quella parte della colonia portoghese. La Coanza era straripata durante la notte. sorgeva un enorme fico sicomoro. si getta nell'oceano Atlantico. dove ci si potrebbe smarrire. e in vetta a quell'altura. facile a costruirsi. che sotto i suoi immensi rami avrebbe riparato facilmente cinquecento uomini. La Coanza. a cento miglia dal punto dov'era naufragato il Pilgrim. Al riparo del sicomoro. non può certo farsene un'idea. Chi non ha visto questi alberi giganteschi dell'Africa centrale. e avrebbero molto probabilmente potuto ridiscendere la Coanza fino ai villaggi portoghesi. L'accampamento veduto da Dick Sand era situato sopra un'altura vicina al formicaio. uno dei fiumi dell'Angola. dove fanno scalo gli steamers. completavano il quadro di quel vasto paesaggio. di quelli i cui grani non si trasformano in frutti. lo avrebbe trovato.

l'isolamento. nonostante la più viva resistenza. costretti a camminare in fila. quantunque non appartenessero 181 alla raz2a africana. rimanevano immobili. a ciascuna delle quali vennero legati due di loro. riserbarono il trattamento degli schiavi indigeni. per essere distribuiti. tutto era contro di lui? Non si sarebbe ridotto. a suo figlio. Avevano dunque le braccia libere per portare fardelli. negri d'origine. una pesante catena li legava l'uno all'altro cingendo loro la cintola. Appena giunti all'accampamento. verso la regione dei Grandi Laghi. che parlavano una lingua che gli infelici non potevano comprendere. sia nell'Alto Egitto. Egli osservava l'accampamento e ad ogni istante si aspettava di veder . perché era un bianco. senza poter scostarsi né a destra né a sinistra. dove la fame. Per eccesso di precauzione. Disarmato. E cosi dovevano percorrere centinaia di miglia. le belve.sarebbero stati mandati o nei baracconi del litorale ovest. gli indigeni. entro poco. aveva piedi e mani liberi. non era stato accoppiato con altri schiavi. che c'era da sperare per il fuggitivo? Per quanto forte egli fosse. sotto le frustate degli aguzzini! Sdraiati in disparte. le gambe libere per camminare. e non avrebbero potuto usarne per fuggire. ad invidiare la sorte dei suoi compagni? Eppure. uno davanti e l'altro dietro. ad Actéon e alla povera Nan. arabi o portoghesi. e come tale non avevano certamente osato infliggergli il trattamento comune. e non comunicavano con loro se non con sguardi e gesti minacciosi! Quanto a Dick Sand. ad Austin. sfiniti per la reazione che aveva seguito i primi istanti della loro lotta contro i negri. questi non potevano aspettarsi alcuna pietà da parte dei capi della carovana. Dopo essere stati disarmati. ma un havildar lo sorvegliava in modo speciale. o a N'yangwe. sia nelle fattorie di Zanzibar. Al vecchio Tom. Perché non avevano potuto seguire Hercule nella sua fuga? E tuttavia. Dick Sand e i suoi compagni erano stati trattati come schiavi. il loro collo venne fatto passare fra il biforcamento di pertiche lunghe sei o sette piedi. che ne sarebbe stato di lui in quella inospitale regione.

. e quelli che cadono esausti. sia perché le lunghe strade 182 che conducono dall'interno alla costa sono state seminate dagli ossami dei morti. e sul conto del quale il tenente Cameron ha riferito curiose informazioni. accampata sotto il gigantesco sicomoro. La carovana. il rifiuto dell'umanità. Dove le conduceyano? Che cosa volevano farne? Questo era il suo più amaro pensiero: Dick Sand. sì diceva che forse i due complici accompagnavano le loro vittime. e cioè cinquecento schiavi dei due sessi. Cosi Negoro. Li dominano cosi per mezzo del terrore. ma il risultato di questo sistema è che all'arrivo della carovana. i guardiani. e difficilmente s'immaginerebbero le crudeltà che quegli esseri disumani esercitano sui loro schiavi.comparire Negoro o Harris. più i portatori.. gli agenti. in condizioni troppo pietose per essere venduti. sono furfanti rinnegati dal loro paese. José Antonio Alvez. era composta da non meno di ottocento persone. . per pensare soltanto alla signora Weldon e ai suoi. e non vedendo né l'uno né l'altro. in una parola. Come si può ben credere. il piccolo Jack e il cugino Bénédict fossero stati trascinati separatamente per ordine dell'americano o del portoghese. al servizio di uno dei più grossi mercanti di schiavi dell'Africa centrale. sono finiti a fucilate o a coltellate. quantunque egli non dubitasse che a dirigere l'attacco contro il formicaio fossero stati quei due miserabili. sia che alcuni abbiano potuto fuggire. antichi negrieri sfuggiti all'impiccagione. molto furfanti. per lo più portoghesi. duecento soldati. gli agenti d'origine europea. Questi capi erano di origine araba o portoghese. Cosi pure si era immaginato che la signora Weldon. il cinquanta per cento degli schiavi manca sul conto del mercante. dimenticava la propria condizione. Ma la sua attesa andò delusa. condannati evasi dalle carceri. ben conosciuto dai trafficanti della provincia. Li battono senza posa. gli havildar e i capi. cosi Harris.

per polvere o armi da fuoco.I soldati che scortano gli schiavi sono generalmente indigeni al servizio dei negrieri. che consiste in una ventina di metri di percalle. Erano un'accozzaglia di banditi negri. uomini o donne. con la canna guarnita d'un gran numero di anelli di rame. dice Livingstone. e dalle fattorie. Sovente. che brandivano lunghi fucili a pietra. un pugno di cauri . alla quale si aggiungono certe canaglie che non valgono meglio. i re negri si fanno guerre atroci. appena vestiti. quando il negriero non ha altra moneta. le donne e i fanciulli ridotti in schiavitù. la preziosa merce prosegue per i mercati di Khartum. Li chiamano più specialmente pagazis. e non è raro che siano costretti a cedere alle esigenze di quella soldatesca. siano generalmente soggetti a portare fardelli mentre la carovana è in cammino. o perline rosa o rosse. Quantunque gli schiavi. All'arrivo. (qualcuna pesa perfino centosessanta libbre) che per portarle alle fattorie ci vogliono due di questi pagazis. poiché. Allora i vinti adulti. e costoro si caricano di involti contenenti oggetti preziosi. di Zanzibar e di Nata!. vengono loro imposti i luoghi e le ore delle fermate. sono venduti dai vincitori ai negrieri per pochi metri di percalle. con qualche schiavo. e spesso anche. i pagazis vengono pagati secondo il prezzo convenuto. negli anni di carestia. Fra i cinquecento schiavi della carovana si vedevano pochi . allo stesso scopo. si conta ancora un certo numero di « portatori » che l'accompagnano. gli agenti hanno molto da fare. Con una tale scorta. ma costoro non hanno il monopolio delle razzie con le quali si procurano gli schiavi. la grossezza delle zanne di elefante è tale. I soldati che scortavano la carovana del vecchio Alvez potevano dare una giusta idea di quel che sono gli eserciti africani. poiché i loro ordini vengono discussi. principalmente avorio. un po' di polvere. o di quella stoffa cui si dà il nome di « meri-kani ». per un po' di granturco.piccole conchiglie che sono le monete d'uso comune nel paese — alcune perle o. si minaccia di abbandonarli. di cui le misere condizioni di salute rendono difficile la vendita. poi.

Soltanto i giovani dei due sessi e i fanciulli sono destinati a fornire i mercati. » . avrebbe commosso il cuore delle bestie feroci. Ma allora. era fin troppo certo. durante le marce. e il cuore gli si spezzava. . come durante le fermate.. pensando ai pericoli d'ogni sorta che minacciavano la signora Weldon. fanciulli magri. ma tante miserie lasciavano insensibili quegli arabi induriti e quei portoghesi che. ma egli non poteva dubitare dell'intervento di Negoro. la vista di quegli infelici.uomini maturi. i prigionieri erano custoditi molto severamente e Dick Sand non tardò a capire che non era nemmeno possibile tentare la fuga. donne coperte di piaghe lasciate dallo staffile degli havildar. e perciò si spiega lo spa183 ventoso spopolamento che trasforma in deserti i vasti territori dell'Africa equatoriale. la cui voce non aveva più timbro. come ritrovare la signora Weldon? Che il suo piccino e lei fossero stati rapiti da Negoro. si diceva « quando penso che ho avuto tanto l'uno che l'altro di quei miserabili davanti alla canna del mio fucile. è ciò che si può immaginare di più pietoso. Si. sono ancora più crudeli. Il portoghese aveva voluto separarla dai suoi compagni per ragioni che all'allievo sfuggivano ancora. mezzo morti.. se si deve credere al tenente Cameron. chiamati nel paese mbuzu. sparuti.giovani con ribadita al collo quella forca più torturante della catena del bagno.1 È inutile dire che. ogni indigeno di età superiore ai quarant'anni viene massacrato senza misericordia e impiccato agli alberi circostanti. che le madri tentano di portare oltre al loro fardello. « scheletri d'ebano ». e ciò per la ragione che. con i piedi sanguinanti. in modo che a queste cacce all'uomo a malapena sopravvive il decimo dei vinti. e non li ho uccisi!. secondo l'espressione di Livingstone. « Ah! ». terminata la razzia e incendiato il villaggio. Qui i fanciulli e gli adulti erano appena vestiti di un lembo di quella stoffa di corteccia che producono certi alberi. per tal modo l'aspetto di quel gregge di esseri umani.

N. Dio voglia che mi ritrovi in faccia con questi carnefici. sia la madre sia il fanciullo non potevano contare sul cugino Bénédict. ma la maggior parte. perpetrati nel centro dell'Africa da uomini che si vantano del nome di cristiani e si qualificano portoghesi.In Portogallo si fecero vive proteste contro queste asserzioni di Came-ton. il pover'uomo poteva appena bastare a se stesso! Senza dubbio.) 184 « Chi? Sua madre.quasi tutti . alcuni avevano potuto fuggire.d. li trascinavano in qualche distretto remoto della provincia dell'Angola. « Tali delitti.. contava solo come un capo di bestiame! Non sapeva neppure se Negoro ed Harris dirigessero essi stessi il convoglio di cui facevano parte le loro vittime. « ella avrà ritrovato per lui un po' di forze! Avrà fatto ciò che fanno queste infelici schiave. e fra quel gregge che gli havildar spingevano verso l'interno dell'Africa.A. sembrerebbero incredibili agli abitanti dei paesi civili. dieci villaggi erano stati distrutti. . o erano stati uccisi mentre difendevano le loro famiglie. a meno che le belve non avessero più prontamente troncato le loro sofferenze. la giusta morte di Harris e di Negoro avrebbe evitate! Quante miserie di meno per coloro che quei mercanti di carne umana trattavano al presente come schiavi! E subito dopo. sua madre! ». . Quante sventure la morte. ma chi portava il fanciullo ancora ammalato? 1 Ecco ciò che dice Cameron: « Per ottenere le cinquanta donne di cui Alvez si diceva proprietario. o morti di fame nella giungla..B. Dingo non c'era più per ritrovare le . dieci villaggi che contavano ciascuno da cento a duecento anime: un totale di millecinquecento abitanti. tutto l'orrore della situazione in cui si trovavano la signora Weldon e il piccolo Jack si affacciava alla mente dell'allievo.. ed è impossibile che il governo di Lisbona conosca le atrocità commesse da gente che innalza la sua bandiera e si vanta di essere suo suddito » {Il giro del mondo). e. {N.. . e cadrà come loro! Ah. si.Questo pensiero era quello che più ostinatamente degli altri si presentava allo spirito di Dick Sand. poiché.erano periti tra le fiamme. » Ma egli era prigioniero. si rispondeva Dick Sand.

Ma c'era una grande distanza dall'accampamento della Coanza a quel villaggio. trascinarlo nella foresta. e soltanto Hercule avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'infelice signora Weldon. non avrebbe potuto ingannare la vigilanza dei soldati. liberarlo con la forza! Durante le fermate notturne. Ciò che anzitutto importava sapere. grazie alla sua energica natura. là dove si stende la regione dei Grandi Laghi. Se verso una delle fattorie dell'Angola. con nuove probabilità di riuscita e maggiore esperienza delle difficoltà.orme del portoghese. nero come loro. Ma si poteva sperare un simile miracolo? Dick Sand si aggrappava a questa idea. Dick Sand. e forse rapirlo. per segnalare il suo avvicinarsi. oppure Hercule avrebbe tentato di ritrovare le loro tracce e di comunicare con loro. Questa era una delle più gravi preoccupazioni di Dick . confondendosi fra quei prigionieri. certo si sarebbe trattato di poche tappe soltanto. sul meridiano che divide il continente africano in due parti quasi uguali. e resisteva all'abbattimento. e della sua devozione non si poteva dubitare! Tutto ciò che si fosse potuto umanamente tentare. che cosa non avrebbero fatto per salvare la signora Weldon? Un corso d'acqua avrebbe loro permesso di scendere fino al litorale. che Livingstone stava allora esplorando. e allora. e mesi interi di viaggio non sarebbero bastati per giungervi. o. era verso quale mercato gli agenti dirigevano il convoglio di schiavi. l'esecuzione di un disegno cosi disgraziatamente interrotto dall'assalto degli indigeni! Cosi l'allievo si lasciava andare ad alternative di timore e di speranza. e Dick Sand avrebbe ripreso. spezzare i suoi legami. se gli fosse venuta a mancare anche tale traccia. pronto a trarre profitto della minima occasione che gli si fosse presentata. avrebbe cercato di accordarsi con lui. Si. Oppure il convoglio avrebbe proceduto ancora per centinaia di miglia attraverso l'Africa centrale? Il mercato principale dei negrieri è quello di N'yangwe. pensava che il forte negro era libero. giungere fino a lui. nel Manyema. Hercule lo avrebbe tentato nell'interesse della signora Weldon. liberi entrambi.

notò che veniva spesso pronunciato il nome di un importante mercato di quella regione. che egli credeva di sapere. o per conto di qualche ricco mercante di schiavi di quel paese. e perciò fu naturalmente indotto a credere che la sorte dei prigionieri si sarebbe decisa là.Sand. Dick Sand. l'allievo avrebbe voluto comunicarli a Tom e ai suoi compagni. Dick Sand stabiliva approssimativamente il suo calcolo prendendo per base il tragitto fatto dalla piccola comitiva sotto la guida di Harris. tale tragitto non richiedeva che dieci o dodici giorni. quanto sarebbe stato difficile. Hercule e gli altri negri con lui fossero riusciti a fuggire. per non dire impossibile. poiché per loro sarebbe stata una specie di conforto la sicurezza di non essere trascinati nel centro dell'Africa. Dick Sand poteva stimare la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé a tre settimane. La distanza di questa città da San Paolo di Loanda non supera le quattrocento miglia. Si sa che non si sbagliava. una volta giunto a N'yangwe. dove l'allievo sapeva che si faceva grandissimo commercio di schiavi. Ora. o a profitto del re di quel distretto. ma sarebbe riuscito a dirle? ••■■ . Raddoppiando questo tempo. però. Questi particolari. e quindi soltanto duecentocinquanta miglia al massimo la separavano dall'accampamento stabilito sul corso della Coanza. bastava che egli pronunciasse poche parole passando. e. ebbe presto motivo di credere che il convoglio sarebbe giunto in breve a destinazione. Il nome era Kazonndé. conosceva con sufficiente esattezza quanto si sapeva di Kazonndé. il ritorno al litorale. in circostanze ordinarie. anche nel caso che la signora Weldon. Per dire loro quanto ignoravano. fra i pericoli di un cosi lungo percorso! Dick Sand. perché. al corrente dei fatti della geografia moderna. Quantunque non conoscesse la lingua che 185 parlavano i capi della carovana. per i bisogni d'una carovana già sfinita da una lunga strada. in quelle funeste regioni dalle quali è il tornare vivi vana speranza. e cioè ora l'arabo ora l'idioma africano.

dalla fisionomia feroce. a cinquanta passi da lui. che c'era una proibizione . Quel capo era il capo Ibn Hamis di cui aveva parlato Harris. Essi non si mossero. ma si tennero pronti a vedere e a udire. Dick Sand.la sorte aveva riunito il padre e il figlio Actéon e Austin. allorché Vhavildar. Dick si era scagliato contro Vhavildar. accoppiati. e con una parola. un arabo alto. Dick Sand risolvette di diminuire a poco a poco la distanza che lo separava dal gruppo dei suoi compagni. con aria di grande indifferenza. Continuò dunque ad avvicinarsi e già il suo cuore batteva di speranza.Tom e Bat. dieci soldati accorsero e Dick Sand fu brutalmente respinto. dicendogli quale sarebbe stata la probabile durata del viaggio. mentre Tom e i suoi erano trascinati all'altra estremità dell'accampamento. Libero dei suoi movimenti. sorvegliati da un havildar e da una dozzina di soldati. poiché si trovava soltanto a pochi passi dal punto desiderato. ed era già riuscito a spezzare nelle mani di costui il fucile che gli aveva quasi strappato. Alle grida di quel forsennato. . non fosse intervenuto. Presto. costretti a lasciare la preda. il vecchio Tom indovinò il pensiero di Dick Sand. e i soldati. lo avrebbero trucidato. 186 Esasperato. pronunciata a bassa voce. avverti i suoi compagni di stare attenti. come avesse improvvisamente indovinato la sua intenzione. e cominciò subito a manovrare a tale scopo. avrebbe potuto gridare. se uno dei capi della carovana. Egli pronunciò alcune parole che Dick Sand non comprese. Ma completare le sue informazioni e intendersi con loro sul modo di comportarsi durante il viaggio sarebbe stato ancora meglio. gli si precipitò addosso. e dal punto dove si trovava in quel momento. Furiosi. quando sette od otto soldati lo assalirono contemporaneamente ed egli fu costretto a lasciare il furfante. Probabilmente. ebbe superata quasi tutta la distanza. in modo da essere udito da Tom. si trovavano all'estremità destra del campo. Era dunque molto chiaro. si allontanarono. quel nome di Kazonndé.

formale, da una parte, di lasciare comunicare l'allievo con i suoi compagni, dall'altra, che si attentasse alla sua vita; e chi poteva aver dato tali ordini se non Harris o Negoro? In quel momento, - erano le nove antimeridiane del 19 aprile - si udi il rauco squillo di un corno di cudù1 e il tamburo rullò: la sosta stava per finire. Tutti, capi, soldati, portatori, schiavi, furono subito in piedi, e caricati i fardelli, si formarono parecchi gruppi di schiavi sotto la guida di un havildar, il quale spiegò una bandiera dai colori sgargianti. Fu dato il segnale della partenza, e allora si alzarono nell'aria dei canti, ma erano i vinti, non i vincitori che cantavano cosi. E, minaccia improntata d'ingenua fede degli schiavi contro i loro oppressori, contro i carnefici, quei canti dicevano: Mi avete rimandato alla costa, Ma, quando sarò morto, Il giogo più non avrò, E a uccidervi tornerò! CAPITOLO Vili ALCUNE NOTE DI DICK SAND QUANTUNQUE il temporale del giorno prima fosse cessato, il tempo era ancora profondamente turbato. Del resto, era il periodo della « masika », secondo della stagione delle piogge sotto quella zona del cielo africano. Per una, due o tre settimane, le notti specialmente dovevano essere piovose, il che doveva accrescere le miserie della carovana. Questa parti quel giorno con tempo coperto e, lasciate le sponde della Coanza, s'inoltrò quasi direttamente verso est. 1 Specie di ruminante africano. (NJ.A.) 187 In testa camminavano una cinquantina di soldati, un centinaio su ciascuno dei due lati del convoglio, il resto seguiva alla retroguardia. Quando anche non fossero stati incatenati, sarebbe stata difficile la fuga per i prigionieri! Donne, fanciulli, uomini camminavano alla rinfusa e gli havilàar ne affrettavano il passo a staffilate. C'erano madri infelici che, mentre allattavano un bambino, ne portavano un secondo con il braccio che era loro rimasto libero; altre trascinavano i loro piccini nudi, scalzi, sulle erbe pungenti del suolo. Il capo della carovana, il feroce Ibn Hamis, che era

intervenuto nella lotta di Dick Sand contro il suo havilàar, sorvegliava tutto quel gregge, andando e venendo da un capo all'altro della lunga colonna, e se tanto lui che i suoi agenti poco si curavano dei patimenti dei loro prigionieri, avevano però molti seri fastidi da parte dei soldati che reclamavano un supplemento di razione, o da parte dei pagazis che volevano fermarsi. Da ciò discussioni in gran numero, spesso con reciproco scambio di brutalità, e l'irritazione costante degli havilàar si rovesciava sugli schiavi. Non si udivano che minacce da un lato e grida di dolore dall'altro, e coloro che camminavano nelle ultime file calpestavano un suolo che i primi avevano macchiato di sangue. I compagni di Dick Sand, sempre tenuti con attenzione dinanzi al convoglio, non potevano avere alcuna comunicazione con lui, e procedevano, uno dietro l'altro, il collo serrato nella forca pesante, che non permetteva loro alcun movimento del capo. Gli staffili non li risparmiavano più che non risparmiassero i loro poveri compagni di sventura. Bat, accoppiato con il padre, camminava dinanzi a lui, ingegnandosi di non dare scosse alla forca, scegliendo il miglior punto dove posare il piede, poiché il vecchio Tom doveva passarvi dopo di lui. Di tanto in tanto, allorché Yhavilàar rimaneva un po' indietro, mormorava qualche parola di incoraggiamento, di cui qualcuna giungeva all'orecchio del vecchio Tom. Cercava anche di rallentare il passo, se sentiva che il padre si stancava, ma era un supplizio, per quel buon figliolo, non poter volgere il viso verso il buon genitore che tanto amava! Tom aveva invece la soddisfazione di vedere il figlio, ma la pagava ben cara, poiché, quante volte grosse lacrime gli colavano dagli occhi nel vedere lo staffile àéll'havilàar abbattersi su Bat! Era un supplizio peggiore che se quello staffile fosse caduto su lui stesso. Austin e Actéon camminavano alcuni passi indietro, legati l'uno all'altro, seviziati ad ogni istante. Ah, quanto invidiavano la sorte di Hercule! Qualsiasi pericolo avesse minacciato Hercule in quel paese selvaggio, egli poteva

almeno far uso della sua forza e difendere la propria vita. Nei primi momenti della prigionia, il vecchio Tom aveva detto ai suoi compagni tutta la verità, e con loro stupore essi avevano saputo che si trovavano in Africa, che ve li aveva prima gettati e poi trascinati il doppio tradimento di Negoro e Harris, e che da parte dei loro padroni non c'era da aspettarsi alcuna pietà. 188 Nan non era trattata meglio. Ella faceva parte di un gruppo di donne che occupava la parte centrale del convoglio; l'avevano incatenata con una giovane madre di due bambini, uno lattante, l'altro di soli tre anni, che camminava appena. Mossa da pietà, Nan aveva preso in braccio il poverino, e l'infelice schiava l'aveva ringraziata con una lacrima. Nan portava dunque il bambino risparmiando all'altra la fatica alla quale altrimenti avrebbe dovuto soccombere, e al tempo stesso le percosse che Yhavilàar non le avrebbe lesinate, ma era un grave peso per la vecchia negra, ed ella temeva che le forze di lì a poco le venissero a mancare, e allora pensava al piccolo Jack. Se l'immaginava fra le braccia di sua madre! La malattia l'aveva molto dimagrito, eppure doveva essere molto pesante per le braccia indebolite della signora Weldon! Dov'era? Che ne sarebbe stato? L'avrebbe più riveduta, la sua vecchia domestica? Dick Sand era stato messo quasi in coda al convoglio; non poteva scorgere né Tom, né i suoi compagni, né Nan, e non gli riusciva di scorgere la testa della carovana se non quando attraversava qualche spianata. Egli camminava immerso nei più tristi pensieri, dai quali le grida degli agenti riuscivano appena a strapparlo. Non pensava né a sé, né alle fatiche che avrebbe dovuto ancora sopportare, né alle torture che forse Negoro gli riservava! Pensava solamente alla signora Weldon, e invano, sul suolo, sulle spine dei sentieri, sui bassi rami degli alberi, cercava tracce del passaggio di lei. Eppure ella non doveva aver preso una strada diversa, se, come tutto lasciava credere, veniva condotta a Kazonndé. Che cosa avrebbe dato per trovare qualche indizio del cammino della madre di Jack sulla

strada che egli pure stava percorrendo! Queste erano le condizioni di corpo e di spirito dell'allievo e dei suoi compagni. Ma, per quanti motivi avessero da temere per se stessi, per quanto grandi fossero le loro sofferenze, in essi la pietà prendeva il sopravvento alla vista della spaventosa miseria di quel povero gregge di schiavi e della rivoltante brutalità dei capi; e, ahimè! non potevano fare nulla per soccorrere gli uni, per resistere agli altri! Tutto il paese situato a est della Coanza era soltanto una foresta che si stendeva per una ventina di miglia, e nondimeno, gli alberi, sia che deperissero sotto il morso dei numerosi insetti di quella regione, sia che frotte di elefanti li atterrassero quand'erano ancora giovani, vi erano meno fitti che nella regione vicina al litorale. Perciò la marcia nel bosco non ne sarebbe stata ostacolata, se gli arbusti non fossero stati più ingombranti degli alberi. Vi erano infatti moltissime piante di cotone, alte da sei a sette piedi, il cui cotone serve a fabbricare le stoffe rigate di nero e di bianco usate nell'interno della provincia. In certi punti, il suolo si trasformava in fitti giuncheti, fra i quali il convoglio scompariva, e di tutti gli animali della regione, solo gli elefanti e le giraffe avrebbero dominato con il capo quei canneti che assomigliavano 189 a bambù, e quelle erbe il cui stelo misurava un pollice di diametro. Gli agenti dovevano certo conoscere il paese a palmo a palmo per non smarrirvisi. Ogni giorno, la carovana partiva all'alba e non si fermava che a mezzogiorno, per un'ora. Venivano allora aperti alcuni fardelli contenenti manioca, e questo cibo veniva distribuito parsimoniosamente agli schiavi. Vi aggiungevano alcune patate, o un po' di carne di capra o di vitello, ma solo quando i soldati, passando, avevano saccheggiato qualche villaggio. Però la stanchezza era tale, il riposo cosi insufficiente, e anzi cosi impossibile durante quelle notti piovose, che, venuta l'ora della distribuzione dei viveri, i prigionieri potevano appena mangiare. Cosi, otto giorni dopo la partenza dalla Coanza, un'altra ventina dì essi era

caduta per strada, in balia delle belve che tenevano dietro al convoglio. Leoni, pantere e leopardi aspettavano le vittime che non potevano loro mancare, e ogni sera, dopo il tramonto, il loro ruggito si faceva sentire a cosi breve distanza, che se ne poteva temere un assalto improvviso. Udendo quei ruggiti, che l'oscurità rendeva ancora più formidabili, Dick Sand pensava con terrore agli ostacoli che simili incontri potevano costituire per i tentativi di Hercule, ai pericoli che lo minacciavano ad ogni passo; tuttavia, se si fosse presentata anche a lui l'occasione di fuggire, non avrebbe esitato. Del resto, ecco le note che Dick Sand prese durante quel viaggio dalla Coanza a Kazonndé. Per compiere quel tragitto di duecentocinquanta miglia, furono impiegate « venticinque marce », essendo la marcia nel linguaggio dei mercanti di schiavi un tragitto di dieci miglia con le fermate del giorno e della notte. Dal 25 ài 27 aprile. — Visto un villaggio, circondato da mura di canne alte otto o nove piedi. Campi coltivati a granturco, fave, sorgo e diverse arachidi. Due negri presi e fatti prigionieri, quindici uccisi; popolazione in fuga. « Il giorno dopo, attraversato un fiume tumultuoso, largo centocinquanta iarde. Ponte galleggiante fatto con tronchi d'alberi legati con liane; palafitte quasi tutte rotte. Due donne, legate alla medesima forca, precipitate nelle acque; una di esse portava il suo bambino; le acque si agitano, si tingono di sangue. I coccodrilli si insinuano fra i rami del ponte; si rischia di mettere i piedi nelle loro bocche spalancate. » 28 aprile. — Attraversata una foresta di babuinìa, alberi di alto fusto, che forniscono il legno-ferro ai portoghesi. « Piove molto; terreno stemperato; marcia faticosissima. « Veduta, verso il centro del convoglio, la povera Nan, che porta un piccino negro in braccio. Si trascina avanti con difficoltà; la schiava incatenata con lei zoppica, e il sangue le sgorga dalle spalle lacerate dallo staffile. « Accampati, la sera, sotto un enorme baobab con. fiori bianchi e foglie verde-tenero. 190

« La notte, ruggiti di leoni e leopardi. Uno degli indigeni spara su una pantera. Che ne è di Hercule? » 29 e 30 aprile. — Primi freddi di quello che si chiama inverno africano; rugiada molto abbondante. Fine della stagione delle piogge, cominciata in novembre, con il mese di aprile; pianure ancora molto inondate; venti da est che bloccano la traspirazione e rendono più sensibili alle febbri delle paludi. « Nessuna traccia della signora Weldon, né del signor Bénédict. Dove li potrebbero condurre, se non a Kazonndé? Certo, o ci hanno preceduti, o ci seguono; ma sono preoccupatissimo. Il piccolo Jack deve aver ripreso la febbre in questa regione insalubre. Ma è ancora vivo?... » Dal T al 6 maggio. — Attraversate in parecchie tappe lunghe pianure non ancora asciugate dalla evaporazione. Acqua, talvolta fino alla cintola; miriadi di sanguisughe aderenti alla pelle, ma bisogna andare avanti. Su qualche altura che emerge, loti e papiri. In fondo, sott'acqua, altre piante a grandi foglie di cavolo, sulle quali il piede scivola, e ciò causa numerose cadute. « In queste acque, moltissimi piccoli pesci della specie dei siluri; gli indigeni li pigliano a migliaia e li vendono alle carovane. « Impossibile trovare un luogo ove accamparsi per la notte; la pianura è inondata a perdita d'occhio, si è costretti a camminare al buio. Domani, molti schiavi mancheranno al convoglio! Quante miserie! Quando si cade, perché rialzarsi? Alcuni attimi di più sotto quest'acqua e tutto sarebbe finito! Nel buio, il bastone dell'havildar non mi colpirebbe! « Ma allora, la signora Weldon e suo figlio? Non ho diritto di abbandonarli! Resisterò sino alla fine! È mio dovere! « Odo grida spaventose nelle tenebre! « Una ventina di soldati hanno strappato alcuni rami resinosi che emergevano: luci vivide nella notte. « Ecco la causa delle grida; un assalto di coccodrilli. Dodici o quindici di questi mostri si sono avventati nel buio sul fianco della carovana. Alcune donne e alcuni fanciulli sono stati afferrati e trascinati dai sauriani fino ai loro

"luoghi di pastura", cosi chiama Livingstone le profonde buche dove i coccodrilli vanno a deporre la preda, dopo averla annegata, poiché non la mangiano se non è giunta a un certo grado di decomposizione. « Uno di questi coccodrilli mi ha urtato violentemente con le scaglie del suo corpo; accanto a me, uno schiavo adulto è stato afferrato e strappato dalla forca che gli teneva serrato il collo: la forca s'è spezzata. Ah, mi pare di udire ancora quel terribile urlo di disperazione e di dolore! » 7 e 8 maggio. — Oggi si contano le vittime. Venti schiavi sono scomparsi. All'alba ho cercato con lo sguardo Tom e i suoi compagni! Sia lodato Iddio, sono vivi! Ahimè, occorre lodarne Iddio? Non sarebbe stato meglio finirla con tante miserie? « Tom è in testa al convoglio. A un certo momento, suo figlio Bat ha 191 fatto un passo falso, la forca si è presentata obliquamente e Tom ha potuto vedermi. « Ma cerco invano la vecchia Nan! È confusa nel gruppo centrale, o è perita in questa spaventevole notte? « Abbiamo superato il confine della pianura inondata; sono ventiquattro ore che ci troviamo nell'acqua, e il sole ci asciuga un po', dato che ci fermiamo sulla collina. Si mangia. Oh, misero cibo! Un po' di manioca, alcune manciate di granturco! E da bere soltanto acqua sporca! Quanti dei prigionieri sdraiati in terra non si rialzeranno mai più! « No, non è possibile che la signora Weldon con Jack abbiano sofferto tante miserie! Dio avrà fatto loro la grazia di essere condotti a Kazonndé per una diversa strada! Quell'infelice madre non avrebbe potuto resistere!... «Nuovi casi di vaiolo bianco nella carovana, gli indigeni lo chiamano la "nduè". Gli ammalati non potranno andar lontano... Saranno abbandonati? » 9 maggio. — Ci si è rimessi in marcia all'alba. Nessuno ritarda; lo staffile déH'havildar ha fatto rialzare coloro che la stanchezza o la malattia accasciava! Gli schiavi costano; valgono denaro, e finché rimarrà loro forza per camminare,

avviluppata in un colpo di staffile. coraggio! " risposi. « "Morta".. le capanne bruciano ovunque. « Poi. ma ha ancora la catena intorno ai fianchi. Avrei considerato come una grazia di vedermi legato con lei. e ne ha gettato l'estremità sulla spalla. « Ho finalmente veduto la vecchia Nan! Fa pietà. Che! si sarebbe detto che non mi riconoscesse più! Sono dunque cosi cambiato? « "Nan! " chiamai. e infine: « "Voi. signor Dick? Io. il mio piccolo Jack! Dio! Dio! pietà di me!" « Volli sostenere la vecchia Nan. è rigettata tra la folla delle schiave. Io volli precipitarmi su quel bruto. Agli alberi che l'incendio ha rispettato. « Scheletri viventi mi circondano. poiché il suo corpo tremava sotto le vesti lacerate.. la . « "No. no. mi sono avvicinato. e i miei occhi si abbassarono per non vedere ciò che non era più se non lo spettro esangue della sventurata.. « Quale sorte mi è riservata? » 192 10 maggio. fra poco sarò morta!". « Ho affrettato il passo..gli aguzzini non li lasceranno indietro. io.. non hanno più voce per lamentarsi. e poi è sola! Sarà meno doloroso per lei. ha pronunciato questo nome: «"Negoro!". mi ha afferrato per il braccio e mi ha trattenuto finché non mi sono trovato all'ultima fila della carovana.. « Negoro! È dunque per ordine del portoghese che egli agisce e mi tratta in diverso modo dei miei compagni di sventura. non ha più il bambino in braccio. riprese lei. per portare la mia parte di quella catena di cui ella reggeva tutto il peso dopo la morte della sua compagna! « Ma un braccio vigoroso mi respinse. e l'infelice Nan. a sua volta. "non rivedrò mai più la mia buona padrona. « La vecchia domestica mi ha guardato a lungo. È apparso il capo arabo. sono appesi dei cadaveri. — Oggi sono passato presso due villaggi in fiamme.

duecento assassiniL « È sera.. egli mi comprende. buon cane. « Sono stanco.. Come mai mi è restituito? Come ha potuto ritrovarmi? Ah. « Infine... forse.. Per ottenere. la mia vita può essere utile alla signora Weldon.. dopo aver spezzato le forche... pare che mi dica: "Ma cerca dunque!. « Ieri alcuni prigionieri sono fuggiti. non c'è luna... i campi devastati. La foresta è circondata da alte erbe. fra i papiri. Là sorveglianza degli havildar e dei soldati raddoppia. la notte è nerissima.. bravo Dingo!. si.. Ma sf. Ma. ormai mio solo amico! Dunque non ti avevano ucciso!..... Segua cosi la carovana. poiché vi si è fatta razzia. vorrebbe abbaiare..". ci accampiamo sotto alti alberi. riappaiono. per fortuna!. Ma l'istinto basta a spiegare simili miracoli di fedeltà? Mi lecca le mani. « Ma lo calmo. un animale passa fra i canneti! E sono senza armi! Ma mi difenderò! Chiamerò. russano in lontananza gli ippopotami. oh. « Gli restituisco le sue carezze. Ma li hanno ripresi e trattati con una crudeltà inaudita. un pezzo di canna passa dentro il collare dove . e forse. « È calata la notte... Ah.. ma non posso dormire! Penso a tante cose! E poi. nulla! Ma no. mi pare che qualcuno gironzoli fra le alte erbe. ruggiscono i leoni e le iene.. senza essere visto. C'è dunque qualche corso d'acqua nei dintorni. fermata per la notte. l'istinto!. che c'è? strofina ostinatamente il collo contro le mie mani.. Ah. ai miei compagni! « Guardo nelle fitte tenebre. Qualche belva.. Cerco.. nessuno deve udirlo. forse? Che osi forzare l'entrata dell'accampamento? « Ascolto. È Dingo!. al suo collo è attaccato.. « Ecco due occhi che brillano nel buio. Dingo.. dare l'allarme! «Ma mi trattengo. si ode un fruscio fra l'erba: un animale si getta su di me! sto per gettare un grido... occhi di iena o di leopardo! Spariscono... che mi è vicino!..popolazione è in fuga. «Non posso credere ai miei occhi!.. una dozzina di schiavi....

. povero Dingo. questo incidente mi ha vivamente commosso. Non ho potuto comunicare con lei. HERCULE" « Ah! la signora Weldon e suo figlio sono vivi! Dio sia .. o mi dà soltanto notizie di coloro che mi sono cari? Checché ne sia. non posso chiudere occhio. scompare senza rumore fra le erbe! oh.. ma il buon animale.. Con un balzo laterale. Harris e Negoro l'accompagnano. dentro c'è un biglietto..sono incise le due lettere S. ho staccato la canna....... odo ancora ruggire le belve. oh.... e questo biglietto. infine! È Hercule che scrive! « Ha scritto su un pezzo di carta.... non posso ancora leggerlo! Chi l'ha scritto? Verrà forse dalla signora Weldon? da Hercule? E come il fedele animale ha potuto incontrare l'una o l'altro? Che cosa mi dirà questo biglietto? 193 Mi porta un piano d'evasione. « Ho letto. « Ma questo biglietto. e sono fuggito per esservi prd utile. oh. Bisogna aspettare l'alba. signor Dick. e dice: « "Signora Weldon trasportata con il piccolo Jack in una kitanda. « Si. l'ho spezzata. Ho raccolto Dingo. che mi brucia le mani. Sperate bene. io penso a tutti voi. a matita. in queste latitudini tropicali.. ha posto una tregua alle mie miserie! « Ah. pare abbia fretta di lasciarmi. ecco il giorno. che tu possa essere loro sfuggito! « Finalmente. che deve essere stato ferito da una palla di fucile... Ha capito di aver compiuto la sua missione... l'alba!. Faccio in modo che non mi scorgano.. Dio gli eviti il dente dei leoni e delle iene! « Dingo certamente è tornato presso chi me l'ha mandato.. Precedono la carovana di tre o quattro 'marce' con il cugino Bénédict. <c Tento di leggere. come tarda il giorno a spuntare! « Spio all'orizzonte il minimo chiarore... il cui mistero è ancora per noi inesplicabile.. non posso leggerlo. e quasi senz'alba. non posso ancora. Ma è guarito. vorrei trattenere Dingo.. V. quantunque continui a lambirmi le mani.

i viveri .. la maggior parte di essi lasciano sui loro passi tracce di sangue. La signora Weldon e suo figlio si trovano in una kitanda. — La carovana continua la sua marcia.. « Siamo passati accanto a un albero. Ah. o marcia del pomeriggio. e una tenda di stoppa la ricopre. è una gioia che Dingo mi ha recato! » Dall'11 al 15 maggio. Dal 16 al 24 maggio. ma non ho il diritto di lasciarmi vincere. A quell'albero erano legati per il collo alcuni schiavi. il cui stelo mi scortica la faccia e i cui pungenti granelli mi scivolano fin sulla pelle. e arriverò! « È atroce! Vi sono nel convoglio delle infelici.. abbiamo giornate di « marcia dura ». i prigionieri si trascinano sempre più faticosamente..... sf. una madre porta in braccio il suo bambino morto di fame. i negrieri la chiamano la « tirikesa ».lodato! Non hanno da soffrire come noi le fatiche di queste tappe! Una kitanda è una specie di barella di erbe secche sospesa a un lungo bambù che due uomini portano sulla spalla. fra tutte queste miserie.. li avevano lasciati morire di fame!. il corpo delle quali non è più che una piaga! Le corde che le legano entrano loro nelle carni!. io bisogna che arrivi. Ma quanti avranno cessato di soffrire prima di giungervi! Però. Bisogna camminare più presto.. 194 « Si passa attraverso alte erbe molto resistenti e il nyassi. sf. è una buona notizia. sotto gli abiti laceri. Le piogge sono cessate del tutto. d'altra parte. Calcolo che per giungere a Kazonndé occorrano ancora dieci giorni. — Sono quasi sfinito.. « Da ieri. non vuole separarsene! « La nostra strada si semina di cadaveri. Per fortuna. Che ne vogliono fare Harris e Negoro? I miserabili li conducono a Kazonndé certamente!. e il suolo si eleva in salite molto ripide. i miei forti stivaloni hanno resistito! « Gli agenti cominciano ad abbandonare gli schiavi troppo ammalati per tenerci dietro. il vaiolo bianco riprende con nuova violenza. li ritroverò.

che mi pare tanto lungo. A quell'epoca.cominciano a mancare. Le auto19? rità portoghesi di San Paolo di Loanda o di Benguela avrebbero potuto ben difficilmente ostacolarlo. vi posano su le mani e cadono. a lui o a Hercule? No. « Oggi. senza esservi preparati.. I baracconi del litorale rigurgitavano di . Questo silenzio. tanto peggio per gli schiavi! « "Si mangino fra loro". le domande affluivano... che non potevano più trascinarsi. soldati e pagazis si ribellerebbero.. no!. Nondimeno. l'Angola faceva un grande commercio di negri. muoiono senza apparenza di malattia. e sui mercati dell'Africa il prezzo degli schiavi doveva salire. la carovana di schiavi giungeva a Kazonndé. « La scena è stata spaventosa! « La povera vecchia Nan è caduta sotto il coltello in questo orribile macello. Mi rammento ciò che il dottor Livingstone ha detto in proposito: "Quegli infelici accusano un mal di cuore. bisogna che sia prudente e stia bene in guardia! » CAPITOLO IX KAZONNDÉ IL 26 MAGGIO. non lo voglio credere!... « Essa è la prima dei superstiti del Pilgrim che Dio ha chiamato a sé! Povera creatura! Povera Nan! « Ogni notte spio la venuta di Dingo. « Ne segue che alcuni schiavi giovani. perché i convogli si dirigevano verso l'interno del continente africano. non prova che una cosa. urto nel suo cadavere! Non posso nemmeno dargli una sepoltura cristiana... II cinquanta per cento dei prigionieri fatti in quell'ultima razzia erano caduti lungo la strada. e cioè che Hercule non ha ancora niente di nuovo da farmi sapere! Del resto. per i negrieri l'affare era ancora buono. È precisamente il cuore che si spezza! Ciò è proprio degli uomini liberi che. ha detto il capo. ancora vigorosi. e se si diminuisse la loro razione. vengono ridotti in schiavitù". Passando. Che sia accaduta qualche sciagura. e allora. sono stati massacrati a colpi di scure dagli bavildarl II capo arabo non vi si è minimamente opposto. Non torna!. A loro non si osa togliere nulla. venti prigionieri.

che regna con il terrore e vive di sovvenzioni in natura che i mercanti di schiavi non gli fanno mancare. a pareti di terra intonacata. Le carovane che si dirigono verso la regione dei Grandi Laghi si irradiano da questo punto. Li si trovava il principale stabilimento di questo mercante di schiavi. di « tembè » a tetti piatti. A Kazonndé. qua e là alte palme piantate come scope. qualche feroce ubriacone coronato. e qui vengono esposti e venduti gli schiavi. semplici agenti al suo servizio. il quartiere commerciale apparteneva allora a quel José Antonio Alvez di cui si era parlato fra Harris e Negoro. fiume il cui corso. il quale ne possedeva un secondo a Bihè e un terzo a Cassanga. confinante con il quartiere commerciale. alcuni enormi banani dai rami superbamente sviluppati. al disopra di questo insieme di case. La residenza del re di Kazonndé. ancora indeterminato. del Congo. Kazonndé. Sulla sua grande piazza. all'estremità della via la « tchitoka » circondata da baracconi. portoghesi o indigeni. non bastavano a imbarcarli per le colonie spagnole dell'America. come tutte le grandi città dell'Africa centrale. fra la polvere della via una ventina di uccelli di rapina preposti alla sanità pubblica. alcune hanno l'accesso libero. ecco il quartiere commerciale di Kazonndé. altre sono cintate da . uno dei più importanti mercati di quella provincia. e le poche navi negriere che riuscivano a passare fra le crociere della costa. Non lontano di lf.prigionieri. Una larga via centrale. Kazonndé. non è che un'accozzaglia di sudice capanne che si stendono su uno spazio di un miglio quadrato. o almeno un subaffluente. si trattano gli affari. Di tali case. la « tchitoka ». tributario dello Zaire. è uno dei principali « lakonis ». da ogni lato gruppi di case. nel Benguela. scorre il Luhi. dove il tenente Cameron lo avrebbe incontrato alcuni anni dopo. situata a trecento miglia dalla foce della Coanza. si divide in due parti distinte: una è il quartiere dei negozianti arabi. e contiene i loro baracconi. l'altra è la residenza del re negro. il cui cortile quadrato serve da parco al bestiame. con la testa in aria. è probabilmente un affluente.

si era già impossessato di alcuni villaggi dipendenti dal governo di Kazonndé.palizzate di canna o circondate da siepi di fichi. e cioè quel Tipo-Tipo. tagliando il naso o le orecchie agli uni. di cui aveva sviluppato e sfruttato i vizi. circondato da una siepe di papiri. ed era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. negro arabo di razza pura. già avanzato negli anni. Un solo uomo. decretare l'immolazione di venticinque o trenta schiavi al giorno. venisse contestata. il piede o la mano agli altri. gli ufficiali e i ministri. in tutta Kazonndé. arso dai forti liquori. non era affatto. che gli stati di Muani Lungga fossero invasi da un vicino competitore. più giovane e più attivo. Un recinto particolare. e la cui morte attesa prossimamente doveva essere accolta senza alcun rimpianto. quel re era precocemente invecchiato. Egli non ha neppure quattromila soldati. aveva forse da perdere alla morte di Muani Lungga. che si chiama Muani Lungga. uno dei re dell'Ukusù. del quale Cameron doveva poco dopo ricevere la visita a N'yangwe. come nel buon tempo antico. Ecco. una trentina di case che servono da abitazione agli schiavi del sovrano. logorato dal vizio. come si potrebbe credere. e non potrebbe più. una « tembè » più alta e più grande. chi era questo Alvez. e non aveva di portoghese . ed è già assai decaduto dalla condizione dei suoi predecessori. rivale di Alvez. un gruppo di capanne per le sue donne. 196 D'altra parte. un « msungu ». morto il re e qualora l'assunzione al trono della prima moglie. uomo sui cinquant'anni. che faceva mutilare per capriccio i sudditi. Egli poteva temere. feroce maniaco. il quale se la intendeva molto bene con l'ubriacone di cui tutta la provincia riconosceva l'autorità. del resto. la regina Muanà. seminascosta fra piantagioni di manioca: questa è la residenza del re di Kazonndé. il quale. vale a dire un uomo di razza bianca. e che aveva fra i suoi favoriti un altro mercante di schiavi. laddove i primi negrieri portoghesi ne contarono ventimila. José Antonio Alvez. il vero sovrano sotto il regno del negro abbrutito.

aveva cominciato con l'essere semplice agente dei sensali di schiavi. capitale di Kassonngo. verso la fine del 1874. .che il nome. I soldati della carovana scaricavano i fucili in aria. infatti. Il convoglio di schiavi. preso certamente a prestito per i bisogni del suo commercio. assai noto nell'ambiente dei negrieri. i corni di cudù echeggiavano fra le detonazioni delle armi da fuoco. giungendo a Kazonndé. ma avevano dovuto serbare le catene. doveva incontrare a Kilemmba. Era un vero negro. I prigionieri. I tamburi battevano. dopo un'assenza durata quattro mesi. Cinque settimane delle più spaventose miserie che a esseri umani sia dato sopportare! Quando la carovana entrò in Kazonndé. 197 dovevano essere chiusi in quei baracconi che i fittavoli d'America non avrebbero voluto per stalle. per la maggior parte esausti. e si chiamava Kenndelé. era mezzogiorno. I baracconi furono riempiti con gli schiavi della carovana. e doveva finire come negriero d'alta rinomanza. che doveva condurlo con la sua carovana fino al proprio stabilimento di Bihè. e i calcoli di Dick Sand si erano avverati: il viaggio era durato trentotto giorni dalla partenza dall'accampamento stabilito sulle rive della Coanza. Era quell'Alvez che Cameron. Tutti quei banditi erano felici di rivedersi. per un tragitto di settecento miglia. che dovevano essere esposti due giorni dopo sul grande mercato di Kazonndé. formavano ancora un totale di duecentocinquanta capi. era stato condotto sulla piazza principale. Li li aspettavano altri milleduecento o millecinquecento schiavi. Era il 26 maggio. sulle sponde della Coanza. e dopo essere stati spinti avanti come un gregge. capo dell'Urna. Nato. vale a dire nella pelle d'un vecchio furfante che si diceva l'uomo più onesto del mondo. le pesanti forche erano state loro tolte. a Donndo. Ora stavano infine per riposarsi e per riguadagnare il tempo perduto nell'orgia e nell'ubriachezza. e i domestici di José Antonio Alvez rispondevano entusiasticamente.

Finalmente si trovava a Kazonndé. Ancora pochi giorni. II vecchio Tom e i suoi compagni erano dunque stati liberati dal grave peso che portavano da cinque settimane.soprattutto quest'ultimo . e il suo cadavere sarebbe stato abbandonato come quello della vecchia Nan in pasto alle belve della regione! Tutti e quattro.. la cui porta si era immediatamente richiusa alle loro spalle. Ma osavano appena parlare. ma certo inutilmente.I pagazis si erano fermati sulla piazza. prigioniera. erano stati messi in uno stretto baraccone. « Ma dove sarebbe? No! Hercule non ha potuto ingannarsi. poiché che cosa avrebbero potuto dirsi. dove era certo che lo avevano preceduto la signora Weldon. e là avevano trovato un po' di cibo. rotti alle dure fatiche. e d'altronde. Eppure non vedo nemmeno loro! » Una grande ansietà aveva invaso Dick Sand. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. appena giunti.. Attraversando i diversi quartieri della città. poi tutti si erano stretta la mano. in attesa della visita del negriero presso il quale intendevano far valere. la loro qualità di cittadini americani. Dick Sand. che doveva essere preso in consegna dai negozianti di Kazonndé. Austin. tutti e tre forti. La signora Weldon non c'era! « Che non l'abbiano condotta qui? » si chiese Dick Sand. Bat e suo padre si erano finalmente gettati l'uno nelle braccia dell'altro. avevano potuto resistere. invece. guardando fino in fondo alle « tembè » che costeggiavano le vie e sulla « tchitoka » in quel momento quasi deserta. sotto la speciale sorveglianza di un havildar. ma Harris e Negoro . era allo stremo. ma il vecchio Tom. dopo aver deposto il loro carico d'avorio. la cosa doveva rientrare nei piani segreti di Harris e Negoro!. indebolito dagli stenti. poi. pagati con alcuni metri di percalle o di altra stoffa di maggior prezzo.dovevano essere impazienti di rivedere il . sarebbero tornati ad unirsi a qualche altra carovana. Actéon. che non fosse una parola di disperazione? Bat. egli si spiegava che gli fosse ancora tenuta nascosta la signora Weldon. li aveva cercati con gli occhi. era rimasto sulla piazza.

vendicarsi.giovane allievo. che il non vederli gli fece provare sul principio una terribile angoscia. il cane non era più tornato. Se la sua vita non doveva essere più utile a coloro che amava. per insultarlo. insomma! Se non c'erano. se infatti né la signora Weldon né i suoi rapitori si trovavano lì? Si era creduto cosi certo — forse a torto -di ritrovarli a Kazonndé. poiché. Dick Sand si sbagliava sul proprio carattere stesso. torturarlo. Dick Sand la desiderava impazientemente. con la speranza di giungere a qualche fattoria dell'interno? Che poteva immaginare Dick Sand. per ogni caso. continuando a seguire le tracce della signora Weldon. nelle profondità di quel piano boscoso dell'Africa. Dick Sand si disse allora che. di non perderla di vista. trascinando la signora Weldon verso qualche altro punto dell'Africa centrale? Se anche la presenza del portoghese e dell'americano avesse dovuto essere il segnale del suo sup198 plizio. Harris e Negoro a Kazonndé. sarebbe stata per lui la certezza che vi si trovavano pure la signora Weldon e il suo figliolo. come al suo posto avrebbe fatto Dick Sand. perché Hercule non glielo aveva fatto fare una seconda? Forse il fedele animale era soggiaciuto a un tentativo fallito. e non aveva più che da morire! Ma. seguito da Dingo. sotto il colpo di tali prove. e cosi l'allievo non aveva potuto far giungere a destinazione una risposta che aveva. cosi pensando. si doveva concludere che si erano diretti altrove. e nella quale raccomandava a Hercule di non pensare che alla signora Weldon. Ciò che Dingo aveva potuto fare una prima volta. oppure Hercule. e lo scoramento in lui non poteva essere che un accidentale tributo pagato alla natura umana. si era inoltrato. il ragazzo s'era fatto uomo. ormai in loro potere. ed ebbe un gesto di disperazione che non potè dominare. e cioè insinuarsi tra le linee della carovana. non fosse altro che per godere del loro trionfo. dopo la notte in cui Dingo gli aveva portato il biglietto di Hercule. In quel momento si udì un formidabile concerto di fanfare e . preparata. non valeva più nulla.

— Alvez! Alvez! — questo nome era ripetuto da una folla di indigeni e di soldati che andavano invadendo la grande piazza. il più grande mascalzone della provincia. Ne discese un vecchio negro: era il mercante di schiavi José Antonio Alvez. sbrindellata. doveva dunque rinunciare alla speranza . tuttavia non dava un'alta idea di quei capi di fattorie commerciali che fanno la tratta in grande. con gli occhi bene aperti. organizzatore di razzie. fossero con lui. la capigliatura dura e crespa. Con grande disappunto dell'allievo. apparve in fondo alla via principale. dritto. sotto il cappello di paglia tutto lacero. con mille dimostrazioni di giubilo. Lo si sarebbe creduto un'orribile vecchia. si rialzò. Alcuni domestici lo accompagnavano. ben degno di comandare i banditi del negriero. né Harris né Negoro seguivano Alvez. con gli occhi scerpellati. in atto di guardarli bene in faccia! Non sarebbe stato il capitano del Pilgrim a tremare davanti all'ex cuoco di bordo! Un'amaca. e il disperato di pochi momenti prima non disperava più. vestito di una camicia a brandelli e 199 di una gonnella di erbe. la faccia gialla. le narici dilatate. era forse d'aspetto un po' meno sordido del suo accolito. Questo Coimbra era il confidente. e subito Dick Sand. quindi Dick Sand si era rizzato in piedi. sotto gli abiti di vecchio turco all'indomani di un carnevale. un individuo sporco. Insieme con Alvez apparve il suo amico Coimbra. stinta.di grida. Ogni nuovo incidente poteva metterlo sulle tracce di coloro che egli cercava. che abbiamo visto accasciato nella polvere della « tchitoka ». e. Harris e Negoro. l'anima dannata di Alvez. I due traditori avrebbero trovato quel giovane allievo di quindici anni dinanzi a loro. specie di kitanda ricoperta da una sudicia tenda rattoppata. Quanto a costui. cencioso. figlio del maggiore Coimbra. Era possibile che i suoi agenti. L'uomo dal quale dipendeva la sorte di tanti infelici stava per comparire. a dire del tenente Cameron. fermo. di Bihè.

José Antonio Alvez e Coimbra parlavano una specie di portoghese misto con l'idioma indigeno. sul prossimo mercato di Kazonndé. . ad un cenno dell'arabo Ibn Hamis. Bat e Actéon. specie di croci di Sant'Andrea. Avevano forse parlato dei suoi compagni e di lui. Per il vecchio Tom. ma infine l'affare restava ancora buono. Con la mercanzia umana che il negriero possedeva nei baracconi. i quattro americani furono condotti dinanzi ad Alvez.di ritrovarli a Kazonndé? Frattanto. il capo della carovana. Austin. e tanto meno Dick Sand poteva comprendere ciò che dicevano fra loro quei « negozianti ». si sarebbero venduti cari. sotto la quale forma si esporta il rame nel centro dell'Africa. che un nativo di Lisbona avrebbe stentato parecchio a capire. La faccia di José Antonio Alvez si illuminò quando vide quei negri ben formati. invece. una smorfia ad Alvez. avrebbe potuto soddisfare alle richieste dell'interno e barattare i suoi schiavi con denti di avorio e « hannas » di rame. Quasi subito dopo. un havildar si diresse verso il baraccone dove erano stati rinchiusi Tom. Allora Alvez ritrovò nella sua memoria qualche parola d'inglese. poiché l'età gli toglieva ogni pregio. e quanto ai portatori. cui il riposo e un cibo più abbondante dovevano presto restituire il naturale vigore. mentre gli altri tre. non voleva perdere nulla di quella scena. Dick Sand si avvicinò lentamente. Il cinquanta per cento di schiavi che mancavano al conto totale fece fare. scambiava strette di mano con Alvez e Coimbra e riceveva mille rallegramenti. non ebbe che uno sguardo di disprezzo. il mercante diede ordine perché fossero immediatamente pagati. Anche agli havildar non furono risparmiati i complimenti. e il vecchio scimmione credette di dover dare ironicamente il benvenuto ai nuovi schiavi. è vero. aggiunti con tanto vile tradimento al personale del convoglio? L'allievo non ne dubitò più allorché. l'arabo Ibn Hamis. appresa da agenti dello stampo dell'americano Harris.

tornò accanto al negriero. Il negriero sapeva evidentemente chi era il giovane allievo. mentre alcuni soldati si gettavano su Austin che stava forse per pagar caro quell'impeto di collera. volle fargli aprire la bocca per vedergli i denti. crollando il capo: — Si!.Tom comprese le parole del negriero. il senor Coimbra ricevette sul muso il più magistrale pugno che un figlio di maggiore avesse mai ricevuto.. si. Il figlio del maggiore di Bihè si avanzò allora verso Austin e. e questi. come un mercante che esamina un campione. o forse non voleva comprendere la .. si!. — Si. Dick Sand. e inoltre era tanto tempo che non aveva riso cosi di gusto! Consolò tuttavia il suo amico Coimbra. Ma in quel momento. oh. da dove venisse e come era stato preso all'accampamento presso la Coanza. mostrando i compagni e se stesso: — Noi siamo uomini liberi. che aveva perduto due denti dei cinque o sei che gli rimanevano! José Antonio Alvez non intendeva che gli deteriorassero la propria mercanzia. non senza fare un gesto minaccioso verso l'audace Austin. e poi era d'indole allegra. rideva della disavventura capitata al suo amico Coimbra. yankee! — rispose Dick Sand. perciò. benvenuti! 200 — Benvenuti! — aggiunse Coimbra. dopo averlo guardato con occhio alquanto astioso: — Il piccolo yankee! — disse in cattivo inglese. — cittadini degli Stati Uniti! Alvez certamente lo comprese.. Egli rideva. si trovò dinanzi ad Alvez. rialzatosi. Non aveva compreso. spinto da un havildar. Americani! benvenuti. e rispose con una smorfia di buon umore. — Che si vuol fare dei miei compagni e di me? — Yankee! Yankee! Piccolo yankee! — ripeteva Alvez. Ma Alvez li arrestò con un cenno. si avanzò subito e.. dopo avergli palpato il petto e le spalle. — disse... In quel momento. Il confidente di Alvez andò a razzolare dieci passi lontano.

— disse Dick Sand sottovoce e come avesse parlato a se stesso — alcune parole soltanto! Ho ricevuto. che ha seguito la carovana.domanda che gli era stata rivolta? Dick Sand tornò a ripetere la domanda relativa ai suoi compagni e a lui. coraggio e tenetevi pronti per ogni occasione. — rispose Dick Sand. povera madre! Come avrebbe potuto sopravvivere!. — Amici. se non mi sbaglio! Felicissimo di rivedervi! Dick Sand si volse: dinanzi a lui si trovava Harris. per mezzo di Dingo. — poiché noi sapremo.. Alvez discorreva vivacemente con l'arabo Ibn Hamis. ed egli udì queste parole pronunciate con quel tono amabile da lui anche troppo conosciuto: — Oh. Harris e Negoro scortavano la signora Weldon. — Nan è morta! 201 — La prima. Che Dio finalmente abbia pietà di noi! — E Nan? — domandò il vecchio Tom. Senza dubbio stavano per separarli di nuovo e chissà se si sarebbe più offerta loro l'occasione di scambiare qualche parola. si rivolse nel tempo stesso a Coimbra. una mano gli si posò sulla spalla. che dai suoi lineamenti.. In quel momento.. affettando una pietà che non provava affatto — ahimè. — Morta! — gridò Dick Sand. Coimbra rinnovò il gesto di minaccia già fatto ad Austin e non rispose.. un bi* glietto da Hercule. Pazienza. — Ahimè! — rispose Harris.. dimostrava di non essere d'origine indigena. — Dov'è la signora Weldon? — domandò Dick Sand facendosi incontro all'americano. il piccolo Jack e il signor Bénédict. e di cose che evidentemente concernevano Dick Sand e i suoi amici.. — E suo figlio? — Povero bimbo! — rispose Harris con il medesimo tono . Dove? non lo so immaginare. — E l'ultima!... ecco il mio giovane amico. se non si trovano qui a Kazonndé. In quel mentre. per quanto abbrutiti per l'abuso di alcolici.

. ma Negoro disse loro a bassa voce che non avrebbero perduto nulla con l'aspettare. e per la prima volta dopo la sua partenza dal litorale. non poteva avere più alcuna comunicazione con l'esterno. tutto ciò che Dick Sand amava non era più! Che avvenne in lui? Un irresistibile moto di collera. e glielo piantò nel cuore. Ciononostante. Alvez e Coimbra reclamavano la morte immediata di Dick Sand. con la raccomandazione di non perderlo di vista un istante. dove? non gli importava. egli sdegnò di rivolgere una sola parola a Negoro.. era pronto. e stavano per massacrarlo. Là. e fu dato ordine di condurre via l'allievo. una sete di vendetta che ad ogni costo voleva essere saziata lo invase! Balzò su Harris. l'allievo fu gettato in fondo a un baraccone senza finestre. afferrò un coltellaccio che strappò dalla cintola dell'americano. CAPITOLO X UN GIORNO DI GRANDE MERCATO Cosi RAPIDO era stato il movimento di Dick Sand.— come fatiche del genere avrebbero potuto non ucciderlo? Cosi. Strettamente incatenato. Harris aveva detto che la signora Weldon e suo figlio erano morti!. 202 Dunque. che non erano più! Ora. nemmeno ciò che avrebbero fatto di lui. . Era morto. Alcuni indigeni gli si scagliarono addosso. — Maledizione!. eppure non pensò un momento a dolersene. dopo aver colpito l'americano. — gridò Harris cadendo... specie di carcere dove il negriero Alvez rinchiudeva gli schiavi condannati a morte per ribellione o vie di fatto. quando comparve Negoro. Ad un cenno del portoghese gli indigeni si scostarono e portarono via il cadavere di Harris. e doveva odiarlo più ancora del suo complice. Aveva vendicato coloro che amava. Finalmente Dick Sand aveva riveduto Negoro. più nulla gli interessava. che nessuno lo aveva potuto fermare. Lo trascinarono via. sapeva che quel miserabile era l'unico colpevole della catastrofe del Pilgrim. qualunque fosse la sorte che lo aspettava.

e che. l'offerta era fatta con altrettanta passione della domanda. accompagnato da Coimbra. sulla grande « tchitoka » di Kazonndé l'animazione era al colmo.Si può immaginare che se Negoro aveva arrestato gli indigeni che stavano per punire l'uccisione di Harris. Quei miseri. era perché serbava a Dick Sand uno di quei terribili supplizi di cui gli indigeni hanno il segreto. Fra quei negrieri. fu aperto il mercato. Presso gli inciviliti. fanciulli. mercato principale del lago Tanganika. Due giorni dopo. si notavano alcuni meticci d'Ugigi. invece. Quel mercato non era specialmente riservato alla vendita degli schiavi. e degli arabi. presso i selvaggi dell'Africa. Sulle piazze delle grandi città. dovevano essere più ricercati dai sensali di carne umana! Alvez era là. donne. avrebbero dato dei punti ai loro simili di colore bianco. che in quel genere di commercio sono molto superiori ai meticci. sul quale si dovevano trovare i mercanti di schiavi dei principali stabilimenti commerciali dell'interno e gli indigeni delle province vicine. fra i quali figuravano Tom e i suoi compagni. e proponeva lotti di schiavi. dunque. con i quali i negrieri dell'interno dovevano formare una carovana. il « lakoni » è un giorno di festa. compresi gli schiavi di Alvez. Fin dal mattino. — che ne avevano le loro buone ragioni . ma bensì dovevano pure affluirvi con i produttori tutti i prodotti della fertile Africa.portavano però i . primo fra tutti. vi si vedevano numerosi indigeni. Inoltre. per il genio del commercio. ed è difficile darne un'idea. il 28 maggio. anche in un giorno di grande mercato. precisamente perché di razza straniera. Il cuoco di bordo teneva in suo potere il capitano di quindici anni. Per gli indigeni d'ambo i sessi. e perché la sua vendetta fosse completa. il grande « lakoni ». uomini. e se non avevano indossato i loro abiti migliori. non gli mancava che Hercule. queste ultime trafficanti appassionate. Vi erano affluite quattro o cinquemila persone. il bisogno di vendere ha il sopravvento forse sul desiderio di comperare. non si fa maggior chiasso né c'è maggior movimento d'affari.

ricoperte di cuscinetti. Non ci si deve però immaginare che un simile lusso d'ornamenti fosse applicato esclusivamente alle capigliature. anche presso gli elegantoni. i polsi.capigliature a corna ricurve. e in trecce legate a mazzocchio. la quale. un coltello da tatuaggio infilzato nella massa 203 crespa. Capigliature spartite in quattro parti. spesso. forma un mosaico di grani variatamente colorati. un'infinità di spille di ferro o d'avorio. le cui estremità formavano un disegno in rilievo. e come potrebbero averne? Da ciò. poi. le gambe. o zucchettine che servono da tabacchiere. di modo che le elegantissime sembravano avere sul capo delle tegole. ecco gli edifici che si vedevano ordinariamente sul capo degli uomini. o a cuffia.in quegli ammassi di capelli falsi o veri. li portavano a frangetta tagliata sulla fronte. . impiastricciate di terra rossa e olio. o di lucido « nkola ». Le donne preferivano spartire i loro capelli in fiocchettini grossi come ciliege. Alcune. poiché. file di perline rosse. altre. i selvaggi dell'Africa non hanno tasche. avendo una perla di cristallo infilzata in ogni capello. Il collo. su quelle teste. la necessità di collocare dove e come possono. un mastice formato di grasso e d'argilla. sostanza rossa che ricavano dal legno di sandalo. simile al minio che serve a saldare le giunture delle macchine. più semplici. alla moda francese. con ciuffi di penne rosse. o disposte a coda piatta sul davanti del capo. corna traforate e adorne di brillanti bottoni. catenelle di granturco intrecciate. al punto che i lobi. penzolano talvolta fin sulle spalle delle loro proprietarie? Dopo tutto.loro migliori ornamenti. le caviglie. o in ricciolini cadenti lungo la faccia. le braccia. . sono incontestabilmente destinate a portare braccialetti di rame o di bronzo. se non vi si passassero attraverso cavigliette di legno prezioso. coltelli. E quasi sempre. o in trecce. pipe e altri oggetti d'uso comune. che le tirano in avanti. anelli di rame traforati. o forse più belle. stirati da quelle appendici. a che servirebbero le orecchie. tutte queste diverse parti del corpo. alla moda inglese. . lasciavano scendere i capelli sulle spalle.

trovato il posto. e permette di riconoscere a quale tribù e a quale famiglia essi appartengono. come i denti dei crotali? Se la natura ha immesso le unghie alle estremità delle dita. poi. che sostenevano a mezzo di una correggia passata sulla fronte. praticato con una materia turchina. i ricchi del luogo parevano vetrine ambulanti. era una cintura di perle che sosteneva una gonnella verde. La meravigliosa fertilità del paese faceva affluire al « . Le donne servivano per lo più da portatrici e giungevano al mercato con enormi ceste sul dorso. nera o bruna. si compendiavano per quei signori in qualche grembiule di cuoio d'antilope che scendeva fino alle ginocchia. se la natura ha dato agli indigeni i denti. o per incurvarli a mo' di uncini aguzzi. uccelli. scaricata la mercanzia. mezzelune. sfoggiati a profusione. che qualche volta era invece una di quelle fasce di « lambba ». nera e gialla. Quanto alle vesti propriamente dette. turchina. invece. quando non si può dipingerlo sugli sportelli di una carrozza! Ecco dunque la parte ornamentale di queste mode indigene. erano vestiti appena. Inoltre. che s'introduce nelle incisioni. per limarli a punta. stoffa d'erba. o anche in un gonnellino di tessuto d'erba a vivaci colori. non è forse perché si strappino gli incisivi mediani dell'alto e del basso.che chiamano « samé-samé » o « talakas ». si rannicchiavano dentro le loro ceste vuote. mercanti o schiavi. ricamata in seta. per le signore. a quel tempo assai di moda. E qui non si tratta che dei negri d'alto ceto. rappresentanti alberi. con quei gioielli. Cosi. ricopre l'insieme delle ossa e dei muscoli umani. lune piene. tanto ricercata dalle donne di Zanzibar. Bisogna stamparsi bene il proprio blasone sul petto. non è per tagliuzzarla per farne « temmbos » o tatuaggi. o di quelle linee ondulate in cui Livingstone ha creduto ravvisare i disegni dell'antico Egitto? Quel tatuaggio dei padri. non è per lasciarle crescere cosi smisuratamente da rendere impossibile l'uso della mano? Se la pelle. si « stampa » punto per punto sul corpo dei fanciulli. adorna 204 di grani di vetro o di cauris. Gli altri.

ma ve ne sono che pesano centosessantacinque libbre. a Zanzibar o a Natal. Le bibite diverse che i piccoli indigeni offrivano con grida acute. pesce. Si immagini quanti elefanti si uccidono per fornire i cinquecentomila chilogrammi d'avorio1 che l'esportazione getta annualmente sui mercati d'Europa e principalmente in Inghilterra! Ne occorrono quarantamila soltanto per il Regno Unito. birra dolce fatta con banane. che è percalle crudo. quando è intessuto d'oro. e la sola costa occidentale dell'Africa produce centoquaranta tonnellate di questa preziosa sostanza. attiravano lo sguardo con i loro sgargianti colori. e d'idromele. il pepe delPUrua. si contava a migliaia di « chukkas » o di braccia. a piccole righe azzurre. quel granturco che. La media è di ventotto lire per un paio di denti d'elefante che. montoni senza lana. nel 1874. nel Massachusetts. noci moscate. destinato a Khar-tum. e per l'appunto sul mercato di . il « sohari ». in tre raccolti in otto mesi. ecc. meno cara del « diulis » di seta di Surate. il sesamo. era il commercio delle stoffe e dell'avorio. stoffa a scacchi azzurri e bianchi con orlo rosso. larga trentaquattro pollici. fino a ottanta dollari il taglio. Vasellami. a fanoni e a peli. evidentemente di origine tartara. più forte del pepe di Caienna. Ma ciò che rendeva il mercato di Kazonndé ancora più curioso. ed erano molti i negozianti che si dedicavano esclusivamente a questo ramo del commercio africano. rosso o giallo. olio di palma. volatili. fermentato con il malto. molto simmetricamente disposti. costavano perfino millecinquecento lire. di « pombè ». il « mericani ». sorgo. tentavano gli amatori sotto forma di vino di banana. stoffa turchina di cotone. In fatto di stoffe. manioca. che vale da sette dollari il taglio di tre iarde. C'era a profusione quel riso che dà il cento per uno. Vi si erano date ritrovo alcune centinaia di capre.lakoni » i prodotti alimentari più scelti. maiali. di « malofu ». forte liquore molto usato. venuto da Salem. L'avorio affluiva da tutti i punti dell'Africa centrale. frutta il duecento per uno. a fondo verde. limpido miscuglio d'acqua e miele. il « kaniki ». sale.

annettono un certo valore ai denti di mascelle umane. invece. fatti d'un avorio opaco. e se sono rosa. La folla si trovò cosi accresciuta di duemila infelici d'ogni età. invece. e i « viun-guas ». quei denti. però. sui mercati del continente africano hanno corso il « picè ». che pesa settanta libbre. la collera degli avventori imbrogliati non si potrebbero descrivere. Fu appunto verso mezzogiorno che Alvez diede ordine di condurre in piazza gli schiavi di cui voleva disfarsi. che vale quattro centesimi. translucido. Questo era dunque l'aspetto di quel mercato. che conserva la sua bianchezza e non ingiallisce con il tempo come gli avori di altre provenienze. dolce al taglio. e il fracasso era diventato assordante. piccole conchiglie proprie della costa orientale. con pochi vigili. « sikunderetches ». L'indigeno. come si può immaginare. per i trafficanti d'Africa. (N. In mancanza di grani di vetro. e « bubulus » quando sono neri. moneta di Zanzibar. La più usuale misura di queste perle è il « frasilah ». è lo schiavo.A) 205 Ed ora.</. di fabbrica veneziana.000 kg di avorio. e ne risultavano baruffe frequenti.Kazonndé. la moneta. e al « lakoni » si vedevano simili collane al collo di qualche indigeno che senza dubbio aveva mangiato i produttori. Cameron. Stanley hanno avuto sempre cura di munirsi in abbondanza di questa moneta. Il furore dei venditori lasciati da parte. Le tribù antropo-faghe. cominciano ora ad essere fuori corso. . e di scorza bruna. Questi grani o perle riuniti su dieci fili o « khetes » che fanno due volte il giro del collo. il cui valore è grande. Verso mezzogiorno. gli amatori ne avrebbero trovato di magnifici. 1 La coltelleria di Sheffield consuma 170. formano il « fundo ». come si regolavano quelle diverse operazioni di commercio fra compratori e venditori? Quale era la moneta corrente? L'abbiamo detto. chiamati « catchokolos » quando sono di colore bianco calce. paga con' grani di vetro. l'animazione era giunta al più alto grado. che s'interponessero fra la folla urlante. e Livingstone.

Intanto era cominciata la vendita. non potevano sostenere il paragone con quelli. sempre che sia ancora vivo! — disse il vecchio Tom.. Gli agenti di Alvez facevano passeggiare tra la folla alcuni lotti di uomini. se Hercule era morto. non appena ebbe girato gli occhi in tutti i lati della grande piazza di Kazonndé. senza curarsi di separare o meno le madri dai loro piccoli: si possono proprio chiamare cosi. perché. Quello stock non era per nulla in cattivo stato. — disse Tom — no! Non ci separeranno. di fanciulli. Erano solidamente incatenati e i loro sguardi dicevano abbastanza tutto il furore e la vergogna da cui erano invasi. costretto a lavorare come uno schiavo!. e cioè che lo stesso mercante ci comperi insieme. — Quanto a noi abbiamo una sola speranza. di donne.che il negriero teneva nei suoi baracconi da parecchi mesi. poiché un lungo riposo e un cibo sufficiente avevano messo gli schiavi in condizioni di figurare vantaggiosamente sul «lakoni». Sarebbe un conforto non essere separati! — Ah! saperti lontano da me. e forse potremo. — rispose Actéon — egli non sarà messo in vendita! — Sarà ucciso... — disse quasi subito Bat. Quanto agli ultimi arrivati. 206 — Se Hercule fosse qui! — esclamò Austin. almeno non aveva portato le catene della schiavitù. soffocato dai singhiozzi. povero vecchio babbo! — esclamò Bat. Fu una disgrazia per Tom e i suoi tre compagni. e Alvez. dopo un mese di baraccone. certo. non si era più sentito parlare né di Dingo né di lui. li avrebbe certamente venduti con maggior guadagno. Gli havildar li spinsero fra il gregge che invase la « tchitoka ». Dopo le notizie pervenute a Dick Sand.. Si doveva dunque invidiare la sua sorte? Si.. che si decise ad esporli cosi com'erano. questi infelici trattati come animali domestici! Tom e i suoi . — No. Ma il gigante non era ricomparso. — Il signor Dick non c'è. ma le richieste della costa erano cosi numerose.. — No.

Infatti. e di là sono esportati o nelle colonie spagnole. stoffe o perle. gridando il prezzo al quale il loro lotto sarebbe stato aggiudicato. e alcuni sensali arabi o meticci delle province centrali si avvicinarono per esaminarli. Queste. a seconda del loro sesso. mezzo ubriaco. o sui mercati di Mascate . destinati ai più duri lavori. il marito dalla moglie. Coimbra. obbligando gli schiavi a correre per andarlo a raccattare. eppure su quel « lakoni » si vedevano per l'ultima volta. la madre dal figlio. i bisogni della tratta esigono che gli schiavi. formandosi cosi un giudizio dalle loro mosse. Tranne i fanciulli. e gli agenti di Alvez li trattavano con estrema brutalità. tutti. E d'altronde. non era concesso che si scambiassero una ultima carezza né un ultimo bacio. vanno agii stabilimenti commerciali delle due coste. Un agente camminava davanti a loro. e tutti dovevano sottostare a quelle prove umilianti. che non potevano capire a quale stato di degradazione fossero ridotti. Non ritrovavano in loro le caratteristiche particolari alla razza africana. E non si creda che gli infelici se ne stessero indifferenti al vedersi trattati a quel modo! No. erano pieni di vergogna. non trovavano migliore accoglienza. Li palpavano. ne esaminavano i denti. sono specialmente dirette verso i paesi arabi. caratteristiche alquanto modificate in quegli americani fin dalla seconda generazione. Ma quei negri forti e intelligenti. ricevano una diversa destinazione. cosi come fanno gli intenditori dei cavalli che vogliono comperare. uomini e donne. Violentemente separati gli uni dagli altri. che presso i musulmani è legge. il fratello dalla sorella. avevano per loro grande valore. molto diversi dai negri venuti dalle rive dello Zambesi o del Lualaba. poi gettavano lontano un bastone. non venivano risparmiate loro né le ingiurie né le percosse. e presso i nuovi padroni che li avevano pagati con avorio.furono cosi condotti da compratore a compratore. dove le barattano con avorio. Gli uomini. in virtù della poligamia. I mercanti di schiavi che acquistano gli uomini non sono quelli che acquistano le donne. li facevano voltare. Questo metodo era impiegato per tutti.

essi. se fossero stati trattenuti in una provincia centrale dell'Africa. ma. evidentemente gli premeva di aver cura di una mercanzia da cui si riprometteva un grosso guadagno sul mercato di Zanzibar. Alvez batteva le mani. Tale separazione provoca dunque scene strazianti fra coloro che gli agenti dividono e che moriranno senza più rivedersi. non potevano protestare. che entro alcuni giorni li avrebbe esportati sul lago Tanganika. essi non temevano questa eventualità. Là. Bat. Tom. Il loro lotto fu vivamente disputato da molti mercanti di schiavi di Ugigi. di sopportare tali patimenti? O sarebbe morto per via come la vecchia Nan? Ma quei miseri non erano separati. era meglio fossero stati trasportati in una colonia di schiavi. infatti. che parlavano soltanto l'inglese. e di là verso gli stabilimenti commerciali di Zanzibar. avrebbero dovuto rinunciare ad ogni speranza di ridiventare liberi! Avvenne come avevano desiderato. mentre Tom e i suoi. i prezzi salivano. ed ebbero anzi la consolazione quasi insperata di non essere separati. mentre. avrebbero avuto qualche occasione di poter reclamare. Il loro padrone fu un ricco negriero arabo. Actéon e Austin lasciarono dunque la piazza e non poterono vedere né sapere nulla della scena che doveva .e di Madagascar. a dire il vero. e la catena che li legò tutti insieme parve loro meno pesante da portare! Il negriero arabo li fece condurre in un baraccone appartato. Vi sarebbero giunti. 207 almeno. tra le frequenti guerre che si fanno i capi africani. il vecchio Tom. poiché. sotto un clima omicida! Avrebbe avuto la forza. per loro. Tom e i suoi compagni dovevano subire a loro volta la sorte comune. la folla faceva ressa per vedere quegli schiavi d'un valore sconosciuto sul mercato di Kazonndé. dove si fa il grande passaggio degli schiavi. attraverso le più malsane e più pericolose regioni dell'Africa centrale? Mille e cinquecento miglia da superare in quelle condizioni. e dei quali Alvez si era guardato bene di dire la provenienza.

Le caviglie. intarsiati di « sofis ». le braccia di Sua Maestà erano cinti da braccialetti di rame. anche in un giorno di grande rialzo. Dalla cintola gli pendevano due gonnelle di cuoio di cudù. dall'orlo giallo. di cembali e di altri strumenti di origine africana risuonò in fondo alla via principale. che Alvez gli . le transazioni furono sospese e gli urlatori poterono ripigliare fiato. la genealogia dei Muani Lungga si perdeva nella notte dei tempi. Sul suo capo. veniva a onorare con la sua presenza il grande « lakoni ». Ma. i polsi. al discordante concerto che si fece improvvisamente udire. orlate di perle e più raggrinzite del grembiule di un fabbro. di « funzionari ». 208 Il re di Kazonndé. sul petto aveva molteplici tatuaggi. esagerando naturalmente gli omaggi cui quell'abbrutito personaggio teneva in modo particolare. che dimostravano l'antica nobiltà del re. portato in un vecchio palanchino. né rotto le braccia e le gambe a quegli indemoniati negozianti. in mezzo alla grande piazza.mettere fine al grande « la-koni » di Kazonndé. a sentire lui. e. Alvez e altri negrieri gli si fecero incontro. ma ne dimostrava ottanta. una specie di tiara. Muani Lungga. e i mercanti se li disputavano con un ardore di cui la Borsa di Londra non avrebbe dato che un'idea imperfetta. ne discese. ornata d'artigli di leopardo dipinti in rosso e abbellita da un ciuffo di peli bianchicci: era la corona dei sovrani di Kazonndé. Si immagini un vecchio scimmione giunto all'estrema decrepitezza. Muani Lungga. quando un gran fracasso di tamburi. di soldati e di schiavi. non senza l'aiuto di una decina di braccia. Rimanevano da vendere numerosi schiavi. CAPITOLO XI UN PUNCH OFFERTO AL RE DI KAZONNDÉ ERANO le quattro di sera. In tutti gli angoli del mercato l'animazione era giunta al colmo: una mezza giornata di grida e di baruffe non aveva né spento la voce. e i piedi erano calzati da un paio di stivaloni da cocchiere. Quel re aveva cinquantanni. accompagnato da un seguito abbastanza numeroso di donne.

in confronto a lui erano gente sobria.aveva regalato già da una ventina d'anni. li avrebbe mandati ad assicurarsene all'altro mondo. era perché cosi gli piaceva. che faceva da enorme cornice alla piccola testa. pretendeva di avere un'origine celeste. e rubati dalle tasche di Bat. a un cenno del padrone. era una megera di qua-rant'anni. se beveva era perché gli piaceva bere. e che se mangiava. Altre mogli. ma più giovani. pronte ad assolvere. e la maggior parte lo accompagnava in quella visita al « lakoni ». e del resto era impossibile che potesse bere di più. due di quelle donne si mettono carponi sul suolo e gli servono da seggiole. era un mostro. insomma. solo per il fatto che occupava un trono. la prima per data. come le sue colleghe. al collo e sul naso del monarca la lente e il paio di occhiali di cui aveva tanto bisogno il cugino Bénédict. Si aggiunga nella mano sinistra del re un gran bastone dal pomo argentato. e coloro fra i suoi sudditi che ne avessero dubitato. come . che faceva tremare il paese per un perimetro di cento miglia. colei che era chiamata la regina. e si avrà un fedele ritratto di questo re negro. Muani Lungga contava nel suo harem mogli di ogni età e condizione. la 209 loro funzione di mobili umani. poiché le disgraziate non sono altra cosa. camminavano dietro di lei. Muani Lungga. di sangue reale. I suoi ministri e i funzionari. sopra la testa uno di quei vecchi ombrelli rappezzati che sembrano essere stati tagliati in un paio di calzoni d'Arlecchino. di « pombé » e soprattutto di una certa acquavite che Alvez gli forniva a profusione. Se il re vuole sedersi. Muanà. collane dovunque era possibile metterne. essendo d'essenza divina. incurabili ubriaconi. la capigliatura disposta a piani. Diceva di non essere legato ad alcuno dei bisogni terrestri. Portava una specie di abito di stoffa scozzese a vivi colori. meno riccamente vestite. mentre i piedi di lui posano su altri corpi di donne. una gonnella d'erba. Era un re alcolizzato fin sopra i capelli e continuamente imbevuto di birra forte. ricamata di perle. in quella destra uno scacciamosche con il manico incrostato di perle. finalmente. che erano cugine o sorelle del re.

e il tutto a capriccio del re. o fremere sotto bacchette con una pallina di gomma in punta le « marimebas ». barcollanti come il loro padrone. uomini e donne. non costava neppure un centesimo al tesoro di Sua Maestà. Gli stregoni. era adorno di frange. e i più gravemente puniti sono quelli senza orecchie. governatori di distretti. quegli stregoni non erano meno mutilati degli altri cortigiani e senza dubbio quello era il compenso che dava loro il re per cure mal riuscite.sopra un tappeto d'ebano! Nel seguito di Muanì Lungga c'erano anche i suoi funzionari. o facce di uomini e di donne intagliate in legno. brandivano poi lunghi bastoni di rotang. avevano per armi offensive o difensive archi il cui legno. insomma. indossavano un panciotto rosso. poveretti. agli incantesimi e ai feticci: figure d'argilla picchiettate di bianco e di rosso. specie di timpani formati da due ordini di . la mutilazione o la morte. chiamati « mganngas ». a questo l'orecchio. facevano stridere certe loro raganelle. rappresentanti animali fantastici. nemmeno uno era intero. I musicanti. a quell'altro il naso. mancava una parte qualunque del corpo. ereditari o nominati per quattro anni. un'amputazione qualsiasi. Si notava fin dalla prima occhiata che a quei selvaggi. rombare assordanti tamburi. spalmati all'estremità di droghe magiche. Per la minima colpa. a un altro ancora la mano. lance larghe e lunghe. perché. II corteo del re comprendeva infine gli stregoni di corte e i musicanti. coltelli affilati a lingua di serpe. avevano in capo berretti di pelle di zebra. a quello un occhio. non possono più portare orecchini! I capitani dei « kilolos ». sono i medici del paese. Quanto ai soldati. intorno al quale era arrotolata la corda di ricambio. i suoi capitani e gli stregoni. Del resto. scudi di legno di palma decorati da arabeschi. quanto all'uniforme propriamente detta. Ciò era dovuto al fatto che a Kazonndé si applicano soltanto due specie di castighi. e per tutta uniforme. e i selvaggi prestano cieca fede alle cerimonie divinatorie.

questi non temevano meno di cascare nelle unghie di un simile bruto. l'erba calmante. Gli arabi. che componeva il corteo reale. Gli bavildar. Insieme con Alvez. o piuttosto ruzzolò in mezzo agli schiavi. Muanì Lungga. con una parola della loro lingua dell'Africa centrale. sorsero acclamazioni da ogni parte. di pessimo umore. e se i mercanti potevano temere che gli saltasse il ticchio di aggiudicarsi qualcuno dei prigionieri. in cima alle picche. gli dicevano « Marhaba ». le cui deboli detonazioni non riuscivano a dominare le vociferazioni della folla. che . facendosi avanti. il tutto in modo da rendere balordo chiunque non possegga un paio di orecchie africane. Muani Lungga guardava appena tutti costoro e camminava a gambe larghe. Al di sopra di questa folla. come se il terreno avesse avuto movimenti di rollio o di beccheggio. se pure la parola « discorrere » può applicarsi a una conversazione alla quale Muani Lungga non partecipava se non con monosillabi. che significa benvenuto. come lo 210 chiamano in paese. Ibn Hamis e i negrieri arabi o meticci. alcuni s'impiastricciavano di mota e prodigavano a quella schifosa Maestà i segni del più degradante servilismo. e inoltre. Entrambi discorrevano in lingua indigena. E aveva grande bisogno d'essere calmato. Coimbra. i soldati delle carovane scaricarono i loro vecchi fucili. Negoro non aveva lasciato un momento Alvez e insieme con lui presentava al re i suoi omaggi. sventolavano bandiere e gagliardetti. gli altri battevano le mani e si curvavano fino a terra. poi Alvez. consegnò al re una provvista di tabacco fresco. In quella maniera passeggiò.zucche di varie dimensioni. dopo essersi strofinato il nero muso con una polvere di cinabro che portavano in un sacco. Quando il re ebbe lasciato il suo palanchino. i pochi crani imbiancati dei re rivali che Muani Lungga aveva vinto. non si sa il motivo. perché era. vennero a fare la loro corte al potente sovrano di Kazonndé. si prosternarono.

— Da bere! — replicava Muani Lungga. — disse il negriero — e la sua morte deve essere vendicata. esaurita da copiose libazioni. presso gli Assua! Lo taglieranno a pezzi. — Si mandi quel bianco dal re Massongo. si porti « pombé ». — rispondeva il monarca. — Ebbene.. in certe province dell'Africa centrale. e lo mangeranno vivo! Essi non hanno dimenticato il sapore della carne umana! — gridò Muanì Lungga. no!. e io gli darò per ogni goccia della sua acqua di fuoco. — soggiungeva Alvez. Lo afferma Livingstone nelle sue note di viaggio. — rispose il re. — No!.. — Questo bianco ha ucciso un agente di Alvez. — Il re Lungga è il benvenuto sul mercato di Kazonndé.. i cui feroci istinti si risvegliarono alla proposta del portoghese.. — Il mio amico Negoro è felice di rivedere il re di Kazonndé dopo cosi lunga assenza. Sulle rive del . — Si. il quale sapeva bene dove Muani Lungga voleva arrivare. che tramandava da tutta la persona un ripugnante odore di alcool. dopo aver fatto ad Alvez un cenno che costui comprese e approvò. — Un bianco! mettere a morte un bianco! — replicò Muani Lungga. idromele! — esclamò Alvez. — Una goccia di sangue di un bianco! — esclamò Negoro. — riprese Negoro. — Egli avrà la sua parte degli utili del grande « lakoni ». Inoltre. infatti.. il mio agente Harris. — diceva il negriero.appena potevano passare fra le sue labbra avvinazzate. egli non chiedeva all'amico Alvez se non di rinnovargli la provvista di acquavite. era il re di una tribù di antropofago ed è verissimo che.. — Ho sete.. — Da bere! — ripeteva l'ubriacone. il cannibalismo è ancora largamente praticato.. 211 Massongo. — Voglio l'acquavite del mio amico Alvez. nell'Alto Zaire.

né ad Alvez. ma comperano anche schiavi per divorarli. Ma. quest'acqua. si comprende a che punto possano giungere certi barbari. era fuori di sé per la gioia. negro come loro.Lualaba. evidentemente molto diffusi fra le tribù del centro. facevano conto di berla cosi infiammata. con la sete dell'alcool. Non avevano mai visto fiammeggiare l'acquavite e. dicendo che la carne umana è leggermente salata ed esige poco condimentol Cameron ha trovato questi cannibali presso Moenè Bugga. né finalmente a Negoro. poiché si può ben credere come il pensiero di torturare un bianco non potesse dispiacere né ad alcuno degli indigeni. la sete di sangue. il genere di morte proposto dal re per Dick Sand non poteva convenire a Negoro. animato da odio feroce contro i suoi simili di pelle bianca. Povero Dick Sand. i Manyema mangiano non soltanto gli uomini uccisi in guerra. — rispose il negriero — ti darò l'acqua di fuoco. Inoltre. cui sarebbe successa immediatamente la notte. — Si. ora propizia per far . Stanley ha pure trovato presso gli abitanti dell'Ukusu i costumi dell'antropofagia. Alvez. che non voleva lasciarsi sfuggire di mano la propria vittima. senza dubbio. dove si mangiano i cadaveri dopo averli fatti macerare per parecchi giorni nell'acqua corrente. una goccia di acqua di fuoco. una sera senza crepuscolo. sarebbe stata pure soddisfatta. poiché José Antonio Alvez offrirà un punch al re Muani Lungga! L'ubriacone picchiò le mani sulle palme del suo amico Alvez. quale orrendo supplizio lo aspettava! Quando si pensa agli effetti terribili o grotteschi dell'ubriachezza nei paesi civili. e oggi vedrai che merita tale nome! Noi la faremo fiammeggiare. per quanto fosse crudele. né a Coimbra. — È qui. — egli disse — che il bianco ha ucciso il nostro compagno Harris. — Dove vorrai. Era venuta la sera. — E qui deve morire! — soggiunse Alvez. Le sue donne e i cortigiani partecipavano al suo delirio. meticcio di sangue negro. cosi imperiosa in quei selvaggi. — rispose Muani Lungga — ma per ogni goccia di sangue.

che poteva contenere almeno duecento pinte. Dick Sand. si sarebbe detto che quel recipiente lo affascinasse e che egli stesse per precipitarvisi. pronti a sorbire la loro parte di punch. Era veramente una splendida idea quella che aveva avuto Alvez di offrire a quella maestà negra un punch. consigliato da Negoro. e che effetto. né le droghe. e di fargli cosi amare l'acquavite sotto un nuovo aspetto! Muani Lungga cominciava a trovare che l'acqua di fuoco non giustificava sufficientemente il suo nome. e gli porse fra le mani una miccia accesa. fiammeggiante e scottante. Alvez generosamente lo trattenne. i soldati. non doveva uscirne che 212 per andare alla morte. venduti o no. Gli altri schiavi. Dunque il programma della serata era composto dapprima da un punch. fece le cose per bene. non risparmiando né la cannella. Venne portato un largo bacino di rame. e fu collocato in mezzo alla piazza. certo per rendere quell'alcool ancora più acre. se il re e la sua corte ne avessero lasciato loro. Muani Lungga avanzò titubando verso il bacino. Tutti avevano circondato il re. poi si versarono nel bacino barili contenenti alcool di qualità inferiore. rinchiuso nella sua buia prigione. vi aveva disciolto alcune manate di sale marino. e sulla « tchitoka » rimanevano soltanto i negrieri. José Antonio Alvez. né alcuno degli ingredienti che potevano rendere ancora più forte quel punch da selvaggi.fiammeggiare l'alcool. erano stati fatti rientrare nei loro baracconi. poi da un supplizio. allorché le fiamme azzurrognole volteggiarono alla superficie del bacino! Alvez. — Fuoco! — rispose Muani Lungga frustando il liquido con l'estremità della miccia. ma assai purificato. gli havildar. e forse. avrebbe più gradevolmente solleticato le insensibilizzate papille del suo palato. — Fuoco! — gridò egli con una smorfia di soddisfazione. Che fiammata. e perciò le .

Muani Lungga e il suo funzionario erano morti. uno o due pezzi di colonna vertebrale. ritirandolo pieno di punch in fiamme. un ministro di Muani Lungga si precipitò sul suo sovrano per spegnere il fuoco. alcune dita. lo immerse nel bacino e poi. ma. già ubriachi fin da prima. prendendosi per mano. le donne. spaventate. Il re e il ministro. quanto a Coimbra. Quei negri. giacché. quando i liquori hanno penetrato tutti i tessuti. non meno alcolizzato di lui. se la diede a gambe. prese fuoco egli pure. ma bruciavano ancora. che erano caduti a terra. la combu213 stione produsse solo una fiamma leggera e azzurrognola. avrebbe continuato ad ardere all'interno. la corte di Muani Lungga correva il rischio di bruciare tutta quanta! Alvez e Negoro non sapevano come porgere aiuto a Sua Maestà. non esiste alcun mezzo per arrestarne la combustione. Muani Lungga avanzò. Nei corpi cosi profondamente alcolizzati. poiché conosceva quanto la propria natura fosse infiammabile. prese il mestolone dalle mani del negriero. non rimanevano più che alcuni leggeri carboni. munito di un enorme mestolone di metallo. Il fuoco sviluppava poco calore. però non bruciava meno. formarono un immenso circolo intorno al re di Kazonndé. Che grido gettò allora il re di Kazonndé! Si era prodotta una specie di combustione spontanea: il re aveva preso fuoco come un barile di petrolio. la danza dei negri si era subito fermata. Di li a poco.facce degli astanti presero quel lividore da spettri che l'immaginazione attribuisce ai fantasmi. A tale spettacolo. è vero. Alcuni momenti dopo. rimescolava il liquido. Alvez. si erano date alla fuga. cominciarono a gridare. a gesticolare e. ma tale che l'acqua non sarebbe riuscita a spegnere. e se anche l'avessero soffocata all'esterno. lo appressò alle labbra. . Continuando a quel modo. si contorcevano in preda ad atroci sofferenze. sul luogo dove erano caduti. che gettava grandi bagliori lividi su quelle scimmie in delirio.

Era tutto quello che restava del re di Kazonndé e del suo ministro. Non già che non avessero bruciato qualcuno dei loro simili. gli indigeni. che nei casi di combustione spontanea il fuoco non consuma. inesplicabile. i più vecchi. poiché poteva temere che lo rendessero responsabile dell'incidente. però. ma ricopre soltanto di una fuliggine infetta e puzzolente. Addebitargli la morte di Muani Lungga. José Antonio Alvez se ne stava sprangato in casa. accettarono volentieri di credere a questa fanfaluca. e forse non se la sarebbe cavata senza grande danno. Per suo consiglio. e Negoro gli aveva spiegato ciò che era accaduto avvertendolo di stare bene in guardia. il 214 . 29 maggio. Alvez fece spargere la voce che la morte del sovrano di Kazonndé era soprannaturale. Il fuoco che usciva dai corpi del re e del suo ministro divenne un fuoco sacro. si tenevano chiusi nelle loro capanne. la città di Kazonndé presentava un aspetto insolito. ed ecco che il loro xe e il suo ministro erano bruciati da soli! La cosa sembrava.e i pollici dei piedi. erano l'occasione offerta a Negoro di far rappresentare a Dick Sand una parte. e gli indigeni. sarebbe stato per lui un pessimo affare. ebbe una buona idea. non potevano dimenticare certi preparativi culinari relativi al cannibalismo. anzi. CAPITOLO XII UNA SEPOLTURA REALE IL GIORNO SEGUENTE. e doveva infatti sembrare. Sapevano dunque quanto difficilmente si compia l'incenerimento di un corpo umano. Quanto sangue doveva costare la morte del re Muani Lungga! Sarebbe diffìcile a credersi. che il grande Manitu la riserbava soltanto ai suoi eletti. con tutto il cerimoniale che richiedono presso le popolazioni africane. Non avevano mai visto né un re che si diceva d'essenza divina. tanto inclini alla superstizione. Negoro. Questi funerali. e non rimaneva altro che onorare Muani Lungga con funerali degni di un uomo innalzato nella categoria degli dèi. né un semplice ministro morire di quella orribile morte. atterriti. se i viaggiatori dell'Africa centrale.

e perciò l'eredità reale si trasmise senza difficoltà. ella faceva atto di autorità sovrana. Alvez e gli altri negrieri non avevano nulla da temere dall'assunzione al trono della regina Muanà. Gli indigeni si accinsero alacremente a costruire una diga che obbligava il ruscello ad aprirsi un letto provvisorio attraverso la pianura di Kazonndé. Inoltre. fra cui quel re dell'Ukusu che tendeva ad usurpare i diritti dei sovrani di Kazonndé. l'avrebbero agevolmente sottomessa alla loro influeraa. Muanà. il ruscello doveva essere restituito al suo corso naturale. non avessero riferito fatti che non possono essere messi in dubbio. di cui lei. e il torrente avrebbe ripreso il suo antico letto.tenente Cameron fra gli altri. Procedendo senza indugio alle cerimonie funebri. aveva avuto necessariamente a lagnarsi. con pochi doni e complimenti. dopo la sepoltura. si sbarazzava delle più giovani. che i funerali del re defunto avrebbero avuto luogo l'indomani sera con tutto il cerimoniale d'uso. Tale risultato conveniva particolarmente alla feroce indole della megera. affluente del Coango. e poteva per tal modo tenere lontano i competitori. e con ragione. Egli aveva assistito all'irresistibile moto di collera del giovane allievo allorché Harris gli aveva comunicato la . Ella fece dunque annunziare. Nessuno protestò. Negoro destinava Dick Sand a completare il numero delle vittime che dovevano essere sacrificate sulla tomba del re. all'ultima fase della cerimonia funebre. Si trattava di deviare quel ruscello. Alla estremità della grande via di Kazonndé scorreva un ruscello profondo e torrentizio. poiché. né a corte né fra la plebe indigena. al suono dei corni di cudù e delle « marimebas ». prima per ordine di tempo. Soltanto nell'harem le donne furono invase dal terrore. poiché appunto in quel letto doveva essere scavata la fossa reale. per il fatto stesso che diventava regina. nel tempo stesso. evitava la sorte crudele riservata alle altre spose del defunto e. I lavori preparatori dei funerali ebbero inizio quel giorno stesso. allo scopo di mettere il suo letto all'asciutto. avrebbero rotto la diga. L'erede naturale del re di Kazonndé era la regina Muanà.

e armandosi di calma. giaceva l'allievo quasi interamente privato di cibo da ventiquattr'ore. qualunque cosa avesse potuto dire. — Potreste finalmente spiegarmi come. scorgendo Negoro. e di fargli sapere quanto mi dolga per lui che egli non comandi più qui come comandava a bordo del Pilgrim. bisogna che godano anche delle loro sofferenze. di fronte a un prigioniero solidamente legato mani e piedi. Tuttavia. volendo approdare al litorale americano. l'allievo si limitò a guardare Negoro bene in faccia. capitano. Si recò dunque. E vedendo che Dick Sand non rispondeva: — Come. come un termine a tanti mali. deciso a non onorarlo di una risposta. potendo appena voltarsi. li. Negoro urtava brutalmente con il piede il giovane allievo disteso sul suolo. tutto il suo essere fremette e fece uno 215 sforzo istintivo per spezzare i legami che gli impedivano di gettarsi su quel miserabile per vendicarsi. — Ho creduto mio dovere. suppose di non avere nulla da temere. mio giovane capitano. Al tempo stesso. verso mezzogiorno. torturato dai legami che gli entravano nelle carni. — aggiunse. — disse Negoro per cominciare — di venire a salutare per l'ultima volta il mio giovane capitano. vile canaglia. per quanto potesse essere crudele. e Negoro. non riconoscete più il vostro ex cuoco? Nondimeno. aspettando la morte. al baraccone dove Dick Sand era sorvegliato a vista da un havildar. Ma Hercule stesso non sarebbe riuscito a romperli. egli è venuto a chiedere i vostri ordini e a domandarvi che cosa vi deve servire per colazione. e risolvette di andarlo a visitare. Ma ora. non si sarebbe esposto a subire la sorte del suo complice. avete finito .morte della signora Weldon e del piccolo Jack. quindi Dick Sand comprese che fra di loro stava per impegnarsi un <liverso genere di lotta. — Avrei inoltre un'altra domanda da farvi. strettamente legato. Negoro era uno di quei miserabili cui non basta torturare le loro vittime. indebolito dai patimenti già sopportati.

— ma sappilo. — e la morte non mi fa paura! — Lo vedremo! — urlò Negoro. sei pazzo! Pensi che forse i tuoi compagni siano ancora qui. Il furore di quel bandito non potè contenersi più a lungo. dove Alvez e io siamo onnipotenti. — oggi io sono il capitano. divenuto a un tratto feroce.per giungere all'Angola. grazie a lui. quel vecchio Tom e gli altri! Non illuderti! È già un pezzo che sono stati venduti e sono partiti per Zanzibar. aveva accostato il suo viso a Dick Sand: il suo viso. ed egli rispose soltanto con un silenzio sprezzante. capitano. lo sfiorava cosi da vicino. dove ora vi trovate? Dick Sand non aveva già più bisogno che il portoghese parlasse per comprendere di aver indovinato la verità quando aveva infine riconosciuto che la bussola del Pilgrim doveva essere stata falsata da quel traditore. vi è in cielo un Dio vendicatore di ogni delitto. la cui calma apparente non era se non il risultato di un immenso sforzo. — riprese Negoro — che è stata una fortuna per voi che a bordo si sia trovato un marinaio. — Ah. la dovete al marinaio che avete avuto il torto di disprezzare. e se mai dovete a qualcuno la vostra presente sicurezza. nel parossismo della furiosa rabbia che eccitava in lui la calma della sua vittima. io il padrone! La tua vita di mozzo mancato è fra le mie mani! — Prendila. siete arrivato. Ma la domanda di Negoro era una confessióne. un vero marinaio! Dove saremmo senza di lui. troppo fortunati se non creperanno per . gran Dio! Invece di perire contro qualche scogliera dove vi avrebbe gettato la tempesta. — rispose freddamente Dick Sand. — Confesserete. mio giovane signore! E cosi dicendo. e la tua punizione non è lontana! — Se Dio si occupa degli uomini. Negoro. è tempo che pensi a te! 21f — Io sono pronto a comparire dinanzi al Giudice supremo. — Ognuno al suo momento! — gridò improvvisamente. tu conti forse su qualche aiuto? Un aiuto a Kazonndé. che si sarebbe creduto volesse divorarlo. in un porto amico. — rispose Dick Sand senza commuoversi.

— è da molto tempo che Hercule è perito sotto i denti dei leoni e delle pantere. e che tutto sarebbe finito. aveva forse allentato un poco i legami che fino allora gli avevano impedito di fare qualsiasi movimento? È probabile.via! — Dio ha mille mezzi per fare giustizia. il . Negoro. Negoro. fuori di sé. il cui tranquillo sguardo faceva diventare livido il portoghese. Hercule è libero! — Hercule! — gridò Negoro. gli raccomandò di sorvegliare severamente il prigioniero e usci dal baraccone. un giorno morrai sotto i suoi denti! — Miserabile! — esclamò il portoghese esasperato. Sentendosi più libero. quando un'improvvisa riflessione lo arrestò. — rispose Dick Sand — Dingo è vivo! E un cane come quello. è più di quel che occorre per mettere a posto un uomo del tuo stampo. — Dingo l'ho ucciso io con una palla! È morto come la signora Weldon e suo figlio. e mi dispiace soltanto che le bestie feroci abbiano anticipato la mia vendetta! — Se Hercule è morto. Negoro. fu sul punto di passare dalle parole ai fatti strangolando il prigioniero inerme con le sue stesse mani. tu sei vile. disse alcune parole all'havildar rimasto impassibile. — ribatté Dick Sand — il minimo strumento può bastargli. aggrappandosi a lui nel suo furore. Negoro. risparmiandole cosi le ventiquattr'ore di tortura che stava per prepararle. Dingo ti saprà ritrovare. Comprese che stava per uccidere la sua vittima. Io ti conosco a fondo. La sua energia fisica ne subì un felice contraccolpo e riprese al tempo stesso il sopravvento. e Dingo ti cerca. Allora si raddrizzò. Invece di abbatterlo. questa scena aveva restituito a Dick Sand tutta la sua forza morale. morto come moriranno tutti i superstiti del Pilgriml — E come morrai tu stesso fra poco! — rispose Dick Sand. battendo il piede per terra. Già si era avventato su di lui e lo scuoteva con furore. perché Dick Sand si accorse subito che le sue membra erano più libere di quanto non lo fossero prima dell'arrivo del suo carnefice.

affidandosi a Dio e domandandogli il coraggio di andare sino alla fine senza debolezze. Negoro gli aveva ripetuto quello che Harris gli aveva già detto : la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti! E inoltre. era molto probabile che Hercule. ahimè. e di una morte crudele! Tom e i suoi compagni erano lontani. in fervida luce. e quando Dick Sand ebbe offerto interamente il sacrificio di se stesso. si spensero. che durò . Dick Sand lo doveva credere. dopo l'immenso fracasso della sera precedente. e per lui perduti per sempre! Sperare altra cosa che non fosse la fine dei suoi mali grazie a una morte che non poteva essere più terribile della sua vita. e gli ultimi rumori della « tchitoka » che quel giorno era stata molto silenziosa. Sorvegliato com'era in una prigione ermeticamente chiusa. Pensava a tutti coloro che lo avevano preceduto nella morte e non aspirava che a 217 raggiungerli. avvenne che. fosse perito egli pure. Certo Dick Sand non sperava nulla. buono e nobile pensiero quello di Dio! Non invano si innalza la propria anima fino a Colui che può tutto. esposto a tanti pericoli. Trascorsero le ore. ma vi sono momenti nella vita in cui il minimo benessere è inestimabile. Si preparava dunque a morire. a dispetto di tutte le probabilità. e ben presto nella città di Kazonndé regnò il silenzio. Ah. vi si sarebbe forse scoperto un ultimo lampo di speranza. sarebbe stata vera pazzia. Si fece buio. quel bagliore che un soffio di lassù può mutare. non ci teneva nemmeno più a vivere. se si fosse potuto penetrare fino nel fondo del suo cuore. e a dire il vero. l'aver libere le mani avrebbe rappresentato ben poca cosa.giovane allievo pensò che non gli sarebbe stato difficile liberare le braccia dai legami senza troppi sforzi. La luce del giorno che filtrava attraverso le stoppie del baraccone svani a poco a poco. e allora da dove avrebbe potuto giungergli? Era dunque rassegnato. Dick Sand si addormentò di un sonno ristoratore. buio profondo in quel carcere. Nessun soccorso umano poteva venirgli dall'esterno. scese la notte.

. Fissò gli occhi sul suo guardiano: era immobile e sotto l'influenza di un sonno di piombo. ma in quel momento gli parve di sentire un leggero grattare contro la parte inferiore della porta del baraccone. Pareva che dall'esterno qualcuno frugasse il suolo sotto la porta. Riusci a liberare dai legami un braccio. Il fedele animale era stato scoperto dai cani indigeni. una zampa passò sotto la porta. pensò Dick Sand « è Dingo! Mi ha sentito in questo baraccone! Che mi porti ancora un biglietto di Hercule? Ma se Dingo non è morto. specie di latrato sordo e lamentoso. dopo le quali si svegliò. Dick Sand non si era sbagliato: il rumore continuava. ancora saldo d'animo e di cuore. Ma appena Dick Sand ebbe cominciato a scavare il suolo con le unghie. accostando le labbra alla soglia. Dick Sand ebbe allora il pensiero di impadronirsi delle armi del suo carceriere che. e senza dubbio non gli rimase che darsi . in caso di fuga. già un po' sgonfiato. Dick Sand. Era un animale o un uomo? « Hercule! se fosse Hercule? » pensò l'allievo. Come fare? Era possibile allargare il buco in modo che Dingo potesse passarvi la testa? A ogni modo. credette di potersi arrischiare a mormorare il nome di Hercule.due ore. Aiutandosi con il braccio libero. riusci a trascinarsi fino alla soglia senza avere risvegliato Yhavildar. « Non è Hercule ». e in modo più distinto.. Negoro ha mentito. Dick la palpò e riconobbe la zampa di Dingo. ma se il cane aveva un biglietto. gli rispose. » In quel momento. La notte doveva essere trascorsa per metà. si doveva tentare. Un gemito. e forse. e il poterlo stendere e ridistendere a piacere fu per lui come una delizia. questo biglietto 218 non poteva portarlo che attaccato al collo. sulla piazza si udirono alcuni latrati che non erano quelli di Dingo. avrebbero potuto essergli di grande aiuto. Yhavildar dormiva di un sonno pesante dovuto a una bottiglia d'acquavite che stringeva ancora nella mano: il selvaggio l'aveva vuotata fino all'ultima goccia.

ma in occasione della strana e forse miracolosa morte di Muani Lungga. sul fondo e lungo le pareti. Grida. . danze . Venuta la sera. dopo un'attesa mortale.si sa che quegli stracci non costavano caro -e non si dimenticò di adornarlo con i famosi occhiali del cugino Bénédict. poiché era stato dato l'allarme. di donne vive. sotto pena di una mutilazione. un lungo corteo discese la via principale della « tchitoka » fino al luogo d'inumazione. Tutta la popolazione di Kazonndé. giacché la nuova sovrana prometteva di seguire punto per punto le crudeltà del defunto marito. dovette trascinarsi ancora nel suo angolo e. scelte fra le schiave di Muani Lungga. e con grande apparato. ma questa volta.1 L'usanza vuole pure che il re defunto. doveva assistervi. La cerimonia doveva farsi alla luce delle torce. vi era qualche cosa di comicamente terribile. cominciarono a tappezzarla. Le acque del ruscello erano state deviate. prima di essere collocato nella tomba. vi furono cacciati dentro gli avanzi che la combustione aveva risparmiato. Venne fabbricato un fantoccio di vimini. Verso la fine della giornata. In tale mascherata. aveva cinquanta piedi di lunghezza e dieci di larghezza. Di solito queste infelici sono sepolte vive.alla fuga. Tutto doveva essere pronto all'ora fissata. Muani Lungga. Echeggiarono alcuni spari. dopo di che il fantoccio fu ricoperto delle vesti regali. e forse con vantaggio. indigena o no. vide riapparire quel giorno che per lui doveva essere senza domani! Per tutta quella giornata i lavori dei seppellitori vennero continuati alacremente e ad essi si dedicarono moltissimi indigeni sotto la direzione del primo ministro della regina Muanà. e la grande fossa fu scavata a una profondità di dieci piedi nel suo letto messo all'asciutto. Yhavildar si risvegliò a mezzo. che raffigurava a sufficienza. si dovette procedere diversamente. poiché della persona reale rimanevano soltanto poche ossa calcinate. sia vestito dei suoi più ricchi abiti. e Dick Sand. non potendo più pensare a evadere. era stato deciso di annegarle accanto al corpo del loro padrone.

giacché si muovevano sotto le catene che li trattenevano al suolo. Coimbra. e a quel palo si vedeva legato un bianco. Allora la fossa apparve distintamente. Negoro. spari dei vecchi fucili dell'arsenale. pomposamente vestita. all'estremità della fossa. quella che portava il titolo di seconda moglie. gettavano sulla folla grandi sprazzi di luce. coricato su un palanchino. i negrieri arabi. vestite come per una festa. che doveva egli pure far parte del numero delle . e la terza moglie si occupò di sorreggere il fantoccio. Le mogli che dovevano morire. gli havildar avevano ingrossato le file del popolo di Kazonndé. mentre la quarta gli si sdraiava sotto i piedi a mo' di tappeto. sbucava da terra un palo tinto di rosso. come era solita fare quando il re era vivo. altre gementi di quando in quando.funebri. fu messa carponi per servire da poltrona reale. e vivi. agitate dai portatori. erano state scelte dalla regina. era portato nelle ultime file del corteo. José Antonio Alvez. Il corpo del re. incantesimi degli stregoni. e non sarebbe stata prudenza disobbedire agli ordini di colei che cominciava a esercitare allora il suo mestiere di sovrana. fragore di strumenti. quando si tratta di onorare degnamente la memoria di un potente capo presso le tribù dell'Africa centrale. (N. Dinanzi al fantoccio. Cameron dice che ai funerali del padre del re di Kassonngo furono sacrificati in questo modo più di cento vittime. Ma le torce di resina.A) 219 ancora lasciato il grande « lakoni ». visto che la regina Muanà non l'avrebbe permesso. Una di quelle vittime. non mancava nulla. veniva dietro quel coso che si poteva chiamare catafalco. Lo circondavano le mogli di secondo ordine. poiché nessuno aveva 1 Non si può immaginare che cosa siano queste terribili ecatombi. Cinquanta schiave attendevano che il torrente si richiudesse su di loro: nella maggior parte erano giovani indigene: alcune mute e rassegnate. Era tappezzata di corpi neri. la notte era ormai calata del tutto. alcune delle quali dovevano accompagnarlo nell'aldilà. La regina Muanà. e quando tutti furono arrivati sugli argini del ruscello.i.

Ma il momento di rompere la diga non era ancora giunto. 220 Ma l'acqua saliva e le ultime teste scomparvero sotto il torrente che riprendeva il suo corso. e invano si sarebbe cercato fra quella folla un sentimento di ripugnanza o di pietà! Finalmente la regina Muanà fece un cenno e la diga che tratteneva le acque cominciò ad aprirsi a poco a poco. Per mezz'ora. sommerso fino alle ginocchia. poiché entrambi. e non è più permesso ignorarlo. CAPITOLO XIII L'INTERNO DI UNO STABILIMENTO COMMERCIALE HARRIS e Negoro avevano mentito dicendo che la signora Weldon e il piccolo Jack erano morti. Con raffinata crudeltà. come uomo che non spera più se non in un'altra vita!. le grida delle vittime si mescolarono alle vociferazioni degli astanti. In quei tristi paesi.vittime di quei sanguinosi funerali. A un segnale della regina. tentare un ultimo sforzo per spezzare i suoi legami. nulla indicò più che sul fondo di quel fiume fosse stata scavata una tomba nella quale erano morte cento vittime in onore del xe di Kazonndé.. cinquanta schiave caddero sotto il coltello degli sgozzatori e nel letto del ruscello scorsero rivi di sangue. e si videro quelle vive lottare contro l'asfissia con orribili sussulti. quella che si era sdraiata sotto i piedi del re. e legato a quel palo aspettava la morte. fu sgozzata dal boia di Kazonndé. e il suo sangue colò nella fossa. Il suo corpo seminudo portava le tracce delle torture che Negoro gli aveva già fatto subire. con . si vide Dick Sand.. l'uomo è ancora a questo punto. invece di precipitarla con l'istantanea rottura della diga: la morte lenta invece della morte rapida! L'acqua annegò dapprima il tappeto di schiave che copriva il fondo della fossa. la quarta moglie. Fu il principio di uno spaventoso macello. la corrente venne lasciata filtrare dall'alto. Quel bianco era Dick Sand. La penna si rifiuterebbe di descrivere tali orrori se l'amore della verità non imponesse il dovere di rappresentarli nella loro abominevole realtà.

Nan. Perché tante premure da parte di un uomo come Negoro? La signora Weldon non osava spiegarselo. Dei suoi compagni. Tom. La comitiva giunse a Kazonndé otto giorni prima della carovana di Ibn Hamis. Né lui né sua madre non avrebbero certamente potuto sopportare le fatiche della carovana. Dopo l'assalto al formicaio. dove li aveva gettati il tradimento! Quando la carovana di Ibn Hamis fu giunta a Kazonndé. erano stati trascinati da Harris e Negoro. La strada che conduce dalla Coanza a Kazonndé fu percorsa rapidamente e senza fatica. nella lingua del paese chiamato kitanda. durante il quale non erano state loro rifiutate certe cure. non potè sapere nulla. il suo stato di salute era a poco a poco migliorato. mentre. fu fatta salire su un palanchino. fu rinchiusa nello stabilimento di Alvez. camminava di buon passo. e la signora Weldon. Bisogna dire subito che il piccolo Jack stava molto meglio. Bat. Dopo aver veduto Hercule fuggire nella foresta. Lasciando la regione paludosa dove aveva contratto la febbre. nelle condizioni in cui avevano compiuto quel viaggio. ignorava che ne fosse avvenuto. sperava che la sua qualità d'uomo bianco gli risparmiasse forse qualche maltrattamento. si trovavano invece a Kazonndé. con il piccolo Jack. Austin e Actéon. e certamente li avrebbero trattati come tali! Infelici! Non avrebbero mai 221 dovuto mettere piede sulla terra d'Africa. la signora Weldon. con Jack e il cugino Bénédict. quanto a Dick Sand. e nemmeno i rumori del « lakoni » le . dal momento che Harris e Negoro non erano vicini a lui per torturarlo. Il cugino Bénédict. erano negri. oltre l'accampamento sulla Coanza. in condizioni soddisfacenti. la signora Weldon non aveva più avuto notizie.il cugino Bénédict. e la signora Weldon. non pensava nemmeno a lamentarsi. almeno fisicamente. accompagnati da una dozzina di soldati indigeni. si trovavano. e siccome lo lasciavano far bottino a destra e a sinistra. e ora stava bene. mancando di ogni notizia dall'esterno. il quale pareva insensibile a ogni sofferenza.

possedeva incomparabili ricchezze entomologiche e perciò non ci perdeva nulla se non si trovava sulla « terra degli Incas ». in potere di Negoro. raccolto alcuni insetti africani. con le elitre unite e taglienti. la pili notevole delle . il cugino Bénédict. e per sfuggirgli non poteva neanche pensare a morire. e per tutta la durata del viaggio dalla Coanza a Kazonndé Harris e Negoro non le avevano rivolto una sola parola. le mosche tse-tsè e altri. il cugino Bénédict? È cosa che si capisce. È forse necessario dire che la signora Weldon non aveva trovato alcun aiuto nel suo grande fanciullone. non aveva riveduto né l'uno né l'altro. no! Il suo primo movimento fu un gesto di dispetto. non si preoccupò minimamente di sapere come ciò fosse avvenuto. ah. Quando il degno scienziato seppe di non essere sul continente americano. di quei coleotteri dalle lunghe zampe villose. lui. che molti naturalisti avevano trovato prima di lui nei loro luoghi d'origine. non seppe nulla dell'uccisione di Harris. — ripeteva a sé e alla signora Weldon. Dopo il suo arrivo. poiché aveva con sé suo figlio! Ignorava assolutamente quale sorte le fosse riserbata. gloria di dare il proprio nome a tali scoperte! E in verità. né dei funerali del re. dunque. alle vittime dei quali si era aggiunto anche Dick Sand. come credeva. non erano che semplici esapodi africani. poiché gli insetti che aveva creduto di avere scoperto per il primo in America. dal momento che si trovava in Africa? Ma passato il primo istante di stizza.rivelarono qualche fatto nuovo. — Eh. Non seppe che Tom e i suoi erano stati venduti a un negriero di Ugigi e che dovevano presto partire. il cugino Bénédict si disse che la « terra dei Faraoni » — egli la chiamava ancora così . sola. e non poteva lasciare il recinto che chiudeva lo stabilimento particolare del ricco negriero. alla mercé dei negrieri. che non gli prestava ascolto — questa è la patria delle manticore. che ci poteva essere di meraviglioso nel fatto di avere. né della morte di Muani Lungga. Addio. le mandibole enormi. La povera donna si trovava dunque a Kazonndé.

e la lente non gli pendeva più dal collo! Ora. e le « Idias Bigoti » di cui i senegalesi della costa temono in particolar modo le punture. difficile da superare. e l'ingenuo era stato commosso da tale condiscendenza. qui ci sono da fare splendide scoperte. poiché erano stati seppelliti con il fantoccio reale. le cui zampe sono fornite di spine. poteva andare e venire. Infine il cugino Bénédict sarebbe stato il più felice degli entomologi. dei golia di Guinea e di Gabon. il cugino Bénédict. non può resistere! E pertanto era scritto che il cugino Bénédict non potesse più rivedere quei due strumenti d'ottica. di una semilibertà. ed era un grande dispiacere. l'abbiamo detto. se non avesse subito una perdita alla quale era estremamente sensibile. si. che avrebbe pagato caro un paio di occhiali! Però quest'oggetto sul « lakoni » di Kazonndé non si trovava in vendita. e del resto. Perciò. perché si sapeva che era incapace di tentare la fuga. quel chiuso non misurava . ora sparse per tutta l'Europa. Checché ne sia. Oh. della quale Dick Sand 222 lo aveva invece assolutamente privato durante il viaggio dalla costa alla Coanza. separava lo stabilimento dagli altri quartieri della città. delle antidie macchiate. che gli egiziani dell'Alto Egitto veneravano come dèi! Qui sono nate le sfingi dalla testa di morto. quantunque bene cintato. Possedeva ancora la scatola di latta.quali è la manticora tubercolosa! È il paese delle calosome dalla punta d'oro. se queste brave persone me lo permetteranno! Si sa chi erano le « brave persone » di cui il cugino Bénédict non pensava affatto a lamentarsi. nello stabilimento di Alvez. che depongono le uova nel guscio vuoto delle chiocciole. e le farò. ma gli occhiali non erano più a cavalcioni del suo naso. un'alta palizzata. in compagnia di Negoro e Harris. delle ateuchus sacre. Ma. era ridotto a cacciarselo quasi negli occhi per distinguerne le più elementari particolarità. l'entomologo aveva goduto. quando trovava qualche insetto. D'altronde. un naturalista senza lente e senza occhiali. per il cugino Bénédict. questo.

Difatti. ed egli non avrebbe desiderato più nulla al mondo! Se lo stabilimento di Alvez era sufficientemente grande per le passeggiate scientifiche del cugino Bénédict. Con la signora erano rimasti soltanto gli schiavi al servizio del negriero. alcuni ruscelli. al quale dare il proprio nome. la signora Weldon non poteva rispondere che abbracciandolo stretto e coprendolo di baci. i magazzini dello stabilimento rigurgitavano di . alte erbe. e chiedeva di tornare da lui. e fare. Che la sua buona stella gli avesse fatto scoprire un insetto nuovo. di Austin. Voleva rivedere il suo Dick Sand. anzi. e la sua giovane immaginazione. sensibilissima. Si informava di tutti. e il piccino poteva andare in giro in piena libertà. durante il viaggio dalla Coanza. e mancò poco. Alle sue domande. ma in compenso arricchì la sua preziosa collezione e gettò le basi di una grande opera sull'entomologia africana. Il bambino parlava spesso del babbo. le erano stati risparmiati i maltrattamenti. del suo amico Hercule. erano stati rinchiusi nei baracconi della 223 « tchitoka » poi venduti ai mercanti dell'interno. egli scopri alcuni esapodi.meno di un miglio di circonferenza. la felicità del cugino Bénédict. che si accecasse per volerli studiare senza occhiali. se. tutti gli altri. tutto quel che poteva fare era di non piangere dinanzi a lui! Frattanto. le stoppie dei baracconi e delle capanne. che pareva esso pure averlo abbandonato. ce n'era più del necessario per stanare i più rari insetti del continente. di Bat. alla quale non piaceva lasciarlo andare solo. oggetto del suo commercio. Al momento. che non rivedeva più da tanto tempo. la signora Weldon aveva notato che. cespugli di piante tipiche dell'Africa. temendo continuamente qualche disgrazia. Ma Jack ricercava poco i piaceri cosi naturali alla sua età e lasciava di rado la madre. di Actéon o di Dingo. della vecchia Nan. se non la fortuna. non viveva che di questi ricordi. nulla indicava che nello stabilimento di Alvez si dovesse mutare condotta a suo riguardo. Alcuni alberi. al piccolo Jack pareva poi immenso.

Weldon doveva ormai averlo considerato nella categoria delle navi supposte perdute per mancanza di notizie. una giovane schiava particolarmente addetta al servizio della signora Weldon. Inoltre. né il cugino Bénédict vi si trovavano. e Halima. le dimostrava. sorgo. la signora Weldon non poteva dimenticare che suo marito. quegli steamers arrivavano regolarmente. dove doveva spingere le sue . Il signor Weldon non poteva sapere che la moglie aveva avuto la funesta idea di imbarcarsi sul Pilgrim. Essi non comunicavano affatto con il servidorame del negriero e mangiavano insieme. non vedendo tornare né la moglie né il figlio a San Francisco.stoffe e d'avorio. né la signora Weldon. anzi. « Perché ci ha trascinati a Kazonndé? » Così erano trascorsi gli otto giorni che precedettero l'arrivo della carovana di Ibn Hamis. e. doveva essere in preda alla pili terribile disperazione. e doveva credere che ella fosse salita su qualche steamer della compagnia transpacifica. In mezzo a tante ansietà. La signora Weldon vedeva assai di rado José Antonio Alvez. ma certamente sincero. ma allora. anche il Pilgrim avrebbe dovuto essere già tornato in porto. E che terribile colpo il giorno in cui aveva dovuto ricevere dai suoi corrispondenti di Auckland l'avviso della partenza del Pilgrim. era sufficiente. Tale riservatezza la stupiva e la inquietava a un tempo. nel recinto era rimasta poca gente. e non ricompariva. Insomma. e non vedeva mai Negoro. il cugino Bénédict un'altra. « Che vuol fare? Che aspetta? » si chiedeva. ora. una specie di affetto selvaggio. il quale occupava l'edificio principale dello stabilimento. l'avorio ad essere esportato sui principali mercati del continente. Il cibo. cosicché James W. le stoffe destinate ad essere barattate nelle province dell'interno. a suo modo e come poteva. legumi. carne di capra o di montone. né Jack. La signora Weldon occupava con jack una capanna in disparte. manioca. con a bordo la signora Weldon! Che aveva fatto? Si era rifiutato di credere che il figlio e la moglie fossero periti in mare. e la cui assenza le pareva decisamente inesplicabile. che abitava fuori. frutta del paese.

capite? Ciò che diceva Negoro non era che troppo vero. — Nan morta! E Dick!. Negoro 224 entrò nello stabilimento. — disse — Tom e i suoi compagni sono stati venduti per i mercati di Ugigi. senza avere avuto la . fuggire. passeggiava nel recinto dello stabilimento. dove.. — riprese Negoro. mai! Cosi pensava la signora Weldon. significava avventurarsi in quelle fitte foreste.. tre giorni dopo il seppellimento del re di Kazonndé. se nessun altro mezzo le si fosse offerto di recuperare la libertà. non aveva più rimesso-piede.. anzitutto. — gridò la signora Weldon. sotto la sorveglianza della schiava Halima. e senz'altro preambolo: — Signora Weldon. voleva conoscere bene i disegni di Negoro. Ma che poteva tentare. sola in potere dell'ex cuoco del Pilgrim. Negoro spinse la porta della capanna.ricerche? Evidentemente. ma certo non gli sarebbe mai venuto in mente che la nave avesse potuto naufragare sulla costa di quell'Africa funesta. Il vecchio negro. assolutamente sola. forse sul litorale americano. — disse la signora Weldon. era giusto che il vostro capitano di quindici anni pagasse con la vita l'assassinio di Harris. il cugino Bénédict stava facendo una delle sue passeggiate scientifiche. Ma. — Voi siete sola a Kazonndé. anche per quel che concerneva Tom e i suoi. la signora Weldon era risoluta a farlo. sulle isole del Pacifico. La signora Weldon era sola. — Nan è morta per via. suo figlio Bat. Actéon e Austin erano partiti il giorno prima con la carovana del negriero di Ugigi. no. Dick Sand è morto. da quando era tornato. lei? Fuggire? E come? Era sorvegliata a vista! E poi. signora. Il 6 giugno. asciugandosi una lacrima. — Si. e si recò subito alla capanna occupata dalla sua prigioniera. fra mille pericoli. tentare un viaggio di più di duecento miglia per giungere alla costa! Eppure.. — Dio li abbia in custodia. E finalmente li conobbe. e il piccolo Jack.

non restituire. avete un valore commerciale che intendo realizzare. al quale voglio. — riprese il portoghese con voce asciutta — potrei vendicarmi su di voi dei maltrattamenti che ho subito a bordo del Pilgriml Ma alla mia vendetta basterà la morte di Dick Sand. intraprendendo un viaggio di centinaia di miglia che pochi possono compiere. poiché sapeva che tutto era possibile in quell'orribile paese. — Lui in persona. — continuò il portoghese — vostro figlio e quest'altro imbecille che corre dietro alle mosche. La signora Weldon continuava a guardarlo senza pronunciare parola. — Mi avete udito? — riprese Negoro. perciò vi venderò! — Io sono di razza libera. vostro marito. La signora Weldon abbassò un momento il capo. signora Weldon. ma far pagare sua moglie. che non poteva credere a quanto udiva. — Come si chiama? — chiese la signora Weldon. — Voi. 225 — Vendervi o rivendervi!. Ora ridivengo mercante e vi dirò quali sono i miei progetti a vostro riguardo. — Si chiama. Weldon. Erano partiti per la regione dei Laghi. guardando Negoro senza rispondere. suo figlio e suo cugino per giunta! . — Chi è quest'uomo al quale pretendete di vendermi? — riprese la signora Weldon.. vostro marito! — Mio marito! — esclamò la signora Weldon. James W. — Voi siete schiava...consolazione di rivedere la signora Weldon. Almeno lo suppongo! — aggiunse il portoghese ghignando. — rispose la signora Weldon con accento fermo. e da cui pochissimi ritornano.. — Signora Weldon. — Ebbene? — mormorò la signora Weldon. senza nemmeno sapere che la loro compagna di miseria si trovava a Kazonndé. se io lo voglio! — E chi comprerebbe una bianca? — Un uomo che la pagherà quanto gli chiederò. nello stabilimento di Alvez.

Quando si tratta di un negozio. — Dove? — Qui.. — Rifiutate? — esclamò Negoro. mio marito.. e non sarà cosi imprudente da venire. — Il denaro rubato a bordo del Pilgrim? — Si. — Mio marito non vi crederà. dopo avere ricevuto il . la facilità che costui avrebbe avuto di trattenere James Weldon. pare che ci si possa fidare di un miserabile per il quale il denaro è tutto.. non mi mancherà il denaro. — Non vi baderà. — Precisamente. — Soltanto. — Ma se voglio vendervi presto. voglio anche vendervi caro.La signora Weldon si chiese se Negoro non le tendesse un tranello. — E quando vi proponete di fare questa operazione? — domandò la signora Weldon. e mi dipinga come un servitore fedele. al quale direte certamente che io sono trattenuta prigioniera a Kazonndé. il poco conto che bisognava fare delle promesse del portoghese. e anche dell'altro. James Weldon certamente non esiterà a venire a prendere la moglie e il figlio. e quello era proprio un negozio. — rispose Negoro con impudenza... dietro la vostra asserzione soltanto. non esiterà! Ma chi lo avvertirà? — Io! Mi recherò a San Francisco a trovare James Weldon. senza prove. — Verrà.. — rispose Negoro — se gli porterò una lettera scritta da voi. se li potrà dare. — rispose freddamente la signora Weldon. Per fare il viaggio. — Non scriverò mai una lettera simile! — rispose più freddamente la signora Weldon. tuttavia le parve che egli parlasse molto sul serio.. che gli dica la vostra condizione.. quello. Il pensiero dei pericoli che avrebbe corso il marito venendo fino a Kazonndé. — Rifiuto. a Kazonndé. — Più presto che sia possibile.. a Kazonndé. sfuggito dalle mani di questi selvaggi. nell'Africa centrale.. Penso che James Weldon non starà li a guardare a centomila dollari. — No.

— Voi non siete sola qui. Circa l'onestà del portoghese. James Weldon sarebbe partito e avrebbe sfidato i pericoli di quel viaggio nelle più pericolose regioni dell'Africa. a rifiutare decisamente la proposta di Negoro. La signora Weldon avrebbe voluto rispondere che ciò le sarebbe stato impossibile. — disse Negoro — rifletterete all'offerta che vi ho fatta. contro qualsiasi tentativo che potesse metterla in pericolo. dimenticando perfino il figlio. è in mio potere. o mi avrete consegnata una lettera indirizzata a James Weldon. la signora Weldon si aggrappò subito al pensiero che Negoro non sarebbe tornato se non dopo otto giorni a chiedere una risposta definitiva. non c'era nemmeno da pensarci. — Ah! state attenta! — gridò Negoro. sua moglie. Il valore commerciale che egli attribuiva alla sua prigioniera doveva evidentemente risparmiare costei e premunirla. quale garanzia avrebbero avuto James Weldon. Fra otto giorni. una volta a Kazonndé. Aveva tempo di riflettere e di prendere una decisione. il portoghese se ne andò senza avere sfogato la propria rabbia. tutte queste ragioni indussero nel primo impeto la signora Weldon.. Il cuore le balzava forte nel petto. almeno momentaneamente.. ma era facile vedere che nulla lo avrebbe arrestato per costringere la signora Weldon ad obbedirgli. e saprò ben io!. vostro figlio. Ma. ma si trattava del suo interesse. Forse ella avrebbe trovato un mezzo termine che le permettesse di essere restituita al marito senza che James Weldon fosse costretto a recarsi a Kazonndé. quando Negoro avesse avuto fra le mani la somma di centomila dollari. il figliolo e il cugino Bénédict di poter . come voi.. CAPITOLO XIV ALCUNE NOTIZIE DEL DOTTOR LIVINGSTONE RIMASTA SOLA. — No! — rispose ancora la signora Weldon. la voce le mancava.. ella lo sapeva bene.riscatto fissato. — Signora Weldon. Dietro una lettera di sua moglie. 226 — Voi scriverete la lettera! — disse questi. oppure ve ne pentirete! Ciò detto.

con un moto istintivo.. Jack entrò nella capanna e. — rispose la signora Weldon. Jack. mamma? — domandò il piccino.ripartire? Un capriccio della regina Muanà non poteva impedirglielo? La consegna della signora Weldon e dei suoi non si sarebbe potuta fare in condizioni migliori. — rispose la signora Weldon. la quale. si. ed Hercule. — No... in un punto determinato.. se Negoro aveva differito la sua seconda visita di otto giorni.. la madre lo strinse a sé. — Che voglia davvero separarmi da mio figlio? — mormorò. — Allora gli scriverai tu. mamma? — Si. — Pensavo al tuo babbo. — No. si mamma! viene qui? — No. per non rispondergli in . per non dire impossibilità. tesoro. — Hai qualche grande dispiacere. Saresti contento di rivederlo? — Oh. altrimenti sarebbe tornato pili presto per costringerla ad accettare... Ella pensò anche che. no! Non deve venirci.. senza saperlo. e cioè di consegnargli una lettera indirizzata al marito. Jack.... — Ti ha scritto il babbo? — domandò il piccolo Jack. — Con il mio amico Dick. no. In quel momento.. come se Negoro fosse stato li per strapparglielo. era certamente perché 227 gli occorreva questo tempo per preparare il proprio viaggio... del ritorno? A questo stava appunto riflettendo la signora Weldon e per questo aveva rifiutato da principio di accettare la proposta di Negoro. sulla costa. forse!.----rispose la signora Weldon. si. Cosi. abbassando il capo per nascondere le lacrime.. — Allora andremo noi da lui? — Si.. il bambino interveniva direttamente nel pensiero di sua madre. e il vecchio Tom? — Si. risparmiando a James Weldon i pericoli di un viaggio all'interno e le difficoltà.

gli orrori della tratta. che alle diverse considerazioni per cui la signora Weldon si era indotta a resistere alle pretese di Negoro. non solamente all'esterno. raccontavano esagerando. dovevano essere ricevuti a fucilate. ritornati ai loro paesi. Non era. non senza valore. diceva Alvez. La signora Weldon aveva forse una probabilità inaspettata di essere resa alla libertà senza l'intervento del marito e anche a dispetto di Negoro. con le crociere. ma anche all'interno del continente. ma era qualche cosa. Livingstone. se si uccideva qualcuno di quei curiosi. e 228 questi. Bisogna dire. con grande dispiacere dei negozianti. lo copri di baci. di Ugigi. invece. Discutevano l'avvenire riservato al loro commercio ed erano preoccupati per gli sforzi che facevano gli inglesi per distruggerlo. tutta l'Inghilterra e tutta . alcuni altri. e difatti i due sensali di carne umana parlavano di affari. soprattutto per ciò che concerneva i mercati di N'yangwe.altro modo. le avevano fatto intravedere un possibile e prossimo soccorso. ma. già molto svalutato. ora. che una vaga speranza. era un'invasione! Fra poco. civili o religiosi. Il meticcio ne conveniva e lo deplorava. passavano. è vero. Stanley e altri. molto vaga ancora. con i loro missionari e i viaggiatori. si potrebbe dire un soccorso provvidenziale. cosa che nuoceva enormemente a quel commercio. Nessuno si meraviglierà che la conversazione fra quei due stimabili negozianti avesse per argomento la tratta dei negri. Alvez e un meticcio di Ugigi stavano discorrendo a pochi passi dalla capanna occupata dalla signora Weldon. Jose Antonio Alvez trovava che le esplorazioni di quegli arditi pionieri non potevano che nuocere alla libertà delle operazioni commerciali. Là si erano successivamente recati Speke. si aggiungeva un altro motivo. Infatti. E un po' lo si faceva davvero. il suo interlocutore condivideva in tutto la sua opinione e pensava che tutti quei visitatori. Grant. alcune parole di una conversazione che ella aveva sorpreso per caso molti giorni prima. di Zanzibar e di tutta la regione dei Grandi Laghi.

Il negriero. di cosi grande interesse per lei. alcuni anni dopo. e senza che James W. fra poco. Ma c'era qualche probabilità che il dottor Livingstone dovesse prossimamente visitare quella parte del continente? Si. aveva ragione di temere. il dottor David Livingstone sarebbe giunto a Kazonndé. vale a dire meno visitate. svelando le colpevoli complicità degli agenti stranieri. perché. era questo: Molto probabilmente. Se Kazonndé era stata risparmiata. seguendo quell'itinerario. uscirne per l'Angola. ciò che dissero. però l'epidemia dei viaggiatori cominciava ad estendersi. descrivendo le mostruosità permanenti della tratta. il soccorso delle autorità portoghesi dell'Angola. il quale avrebbe potuto avere anche la tracotanza di attraversare l'Africa da una costa all'altra e. completava l'esplorazione dell'Africa centrale. poteva dar luogo al rilascio della signora Weldon e dei suoi. non cosi era di Cassanga e di Bihè. Ci si ricorda anzi che Harris aveva parlato a Negoro di un certo tenente Cameron. nonostante Negoro e nonostante Alvez! Era forse il suo prossimo rimpatrio. dopo esservi entrato per Zanzibar. ciò che la signora Weldon intese. facendone ricadere la responsabilità su coloro cui toccava. Ora. David Livingstone. Cameron a sud. ma ciò che sapevano. e che l'aveva sorretta nel rifiuto di aderire immediatamente alle richieste di Negoro. dove Alvez possedeva degli stabilmenti. villaggio della contea di Lanark. Nato il 13 marzo 1813. infatti. che non poteva mancargli. la grande influenza di cui l'illustre viaggiatore godeva in Africa. Si sa quale sia stata l'eroica esistenza del figlio del piccolo negoziante di tè di Blantyre. Weldon dovesse arrischiare la vita in un viaggio il cui risultato non poteva essere che deplorevole. Stanley a nord.l'America avrebbero occupato il paese! Alvez compiangeva sinceramente il collega e confessava che le province dell'Africa occidentale erano state fino allora meno maltrattate. si recarono a esplorare le province poco conosciute dell'ovest. e si sa che. l'arrivo di Livingstone con la sua scorta. il . Né Alvez né il meticcio potevano conoscere l'esplorazione di Cameron e di Stanley.

Livingstone lasciò Litubaruba il 15 gennaio 1853. l'intrepido Livingstone voleva essere solo ad arrischiare la vita nell'audace viaggio che stava per intraprendere. mancanza di viveri e di acqua che quasi costò la vita ai suoi figlioli. e alla fine di giugno del 1851. fondava una missione nella vallata di Mabotsa.secondo di sei figli. il 31 dicembre. Sebituané. il futuro viaggiatore si recò nel paese dei Bechuana. nel 1843. Il 1° agosto del medesimo anno. dopo aver fatto il proprio noviziato nella London Missionary Society. i tre figli e due amici. mentre un secondo tentativo non fu fortunato. duecentoventicinque miglia a nord di Kuruman. Livingstone lasciava Kolobeng con la moglie. dove sposò la figlia di 229 Moffat. Questa volta si trattava. lo Zambesi era scoperto. dopo terribili patimenti. antichi coloni olandesi. il 3 giugno 1852. un terzo doveva riuscire. partendo dal Capo. Il dottore parti con alcuni indigeni. Quattro anni dopo. penetrò . la valorosa compagna che doveva essere degna di lui e. poi tornò a Kuruman. scopriva il lago N'gami e. e trovava il paese dei Bechuana saccheggiato dai boeri. in modo da giungere a San Paolo di Loanda. che esplorò per la prima volta. lo ritroviamo a Kolobeng. costeggiando lo Chobè affluente dello Zambesi. Il loro capo. entrava a Litubaruba. Arrivò a Kuruman e costeggiò il deserto del Kalahari. Oswell e Murray. Infatti. Ripigliando allora la via del nord con la sua famiglia e Oswell. nel paese dei Bechuana. nel paese dei Makololo. e di li a due anni nel 1849. giungeva. lo raggiungeva a Linyanti. diventato a forza di studio teologo e medico. Dal Capo. con l'intenzione di raggiungere il missionario Moffart nell'Africa meridionale. di attraversare obliquamente l'Africa da sud a ovest. sbarcava al Capo nel 1840. padróni del Capo prima che se ne impossessasse l'Inghilterra. e il dottore tornava al Capo per condurre la sua famiglia in Inghilterra.

esigenze degli indigeni. Era la prima volta che un uomo bianco penetrava in quella regione.nel centro del paese dei Bamanguato e. e il 26 dello stesso mese. minacce di morte. e un uomo meno energico avrebbe abbandonato la partita. l'Africa era stata attraversata obliquamente da sud a ovest. si diede a studiare i costumi del luogo e per la prima volta potè constatare il flagello della tratta in Africa. giunse alla foce del Leeba. arrivava alla confluenza dello Zambesi e del Leeba. il 20 febbraio. accompagnato da ventisette Makololo. Da questo punto. discendeva il corso dello Chobè. Livingstone entrava nella residenza di Shinté. assalti delle tribù. Livingstone entrava a Cassanga. e il 4 aprile giungeva sulle rive del Coango. che viene dall'est. giungeva allo Zambesi. paese difficile. là dove riceve il Makondo. il 27 dicembre. Il 24 settembre dello stesso anno David Livingstone lasciò Loanda. visitava Katonga e Libonta. lo ricevette con grande onore. tutto cospirò contro Livingstone. lasciò Linyanti e. trattenuto da violente febbri. e va a gettarsi a nord nello Zaire. grande corso d'acqua che forma la frontiera est dei possedimenti portoghesi. Questo corso d'acqua fu risalito fino al territorio dei Balonda. dopo aver attraversato il Leeba. il più potente sovrano dei Balonda. costeggiò la riva destra di quella Coanza. Il 14 gennaio. dove il negriero Alvez l'aveva visto al suo passaggio. che . Sekeletu. e riparti con i suoi. il 23 maggio. ribellione dei suoi compagni. arrivò a Linyanti. Là. arrivava presso il re Katema. Sei giorni dopo. 230 Il dottore tenne duro. L'11 novembre 1853. dove il giovane sovrano dei Makololo. entrava a Nanielè. Per la prima volta e dopo due anni di viaggio. il dottore. il dottore. Quivi pure fu ricevuto bene. Un mese dopo. dopo nove settimane di assenza per prepararvisi. si riproponeva di risalire questo corso fino ai possedimenti portoghesi dell'ovest e ritornava a Linyanti. e il 31 maggio arrivava a San Paolo di Loanda. che gli fece buona accoglienza. andando ad accamparsi sulle sponde del lago Dilolo.

doveva essere cosi funesta a Dick Sand e ai suoi, giunse alla confluenza del Lombé, incontrando numerose carovane di schiavi, ripassò per Cassanga, ne parti il 20 febbraio, attraversò il Coango e giunse allo Zambesi a Kawawa. L'8 giugno, ritrovava il lago Dilolo, rivedeva Shinté, discendeva lo Zambesi e rientrava a Linyanti, che lasciava il 3 novembre 1855. Questa seconda parte del viaggio, che doveva ricondurre il dottore verso la costa orientale, doveva fargli portare a termine la traversata dell'Africa da ovest a est. Dopo aver visitato le famose cascate Vittoria, il « fumo tonante », David Livingstone abbandonò lo Zambesi per prendere la direzione di nord-est. Passaggio attraverso il territorio dei Batoka; indigeni abbrutiti dalle inalazioni di canapa; visita a Semalembuè, capo potente della regione; traversata del Kafuè, poi dello Zambesi; visita al re Mburuma; vista delle rovine di Zumbo, antica città portoghese; incontro del capo Mpendè, allora in guerra con i portoghesi, il 17 gennaio 1856; e infine arrivo a Tetè, sulle rive dello Zambesi, il 2 marzo! ecco le tappe principali di quell'itinerario. Il 22 aprile, Livingstone lasciava questa stazione, un tempo assai ricca, discendeva fino al delta del fiume, e giungeva a Quilimanè, alla sua foce, il 20 maggio, quattro anni dopo aver lasciato il Capo. Il 12 luglio, si imbarcava per Mauritius, e, il 22 dicembre, era di ritorno in Inghilterra, dopo sedici anni di assenza. Premio della Società Geografica di Parigi, gran medaglia della Società Geografica di Londra, splendidi ricevimenti, nulla mancò all'illustre viaggiatore. Un altro avrebbe forse pensato che il riposo gli era ben dovuto. Il dottore non lo pensò, e parti il 1° marzo 1858, accompagnato dal fratello Charles, dal capitano Bedindfield, dai dottori Kirk e Meller, dai signori Thorn-ton e Baines, e arrivò in maggio sulla costa di Mozambico, con l'obiettivo di giungere al bacino dello Zambesi. Non tutti dovevano tornare da quel viaggio. Un piccolo steamer, il Ma-Robert, permise agli esploratori di risalire il grande fiume per la foce del Kongonè. Arrivarono a Tetè l'8 settembre. Esplorazione del basso

corso dello Zambesi e dello Chirè, suo affluente di sinistra, nel gennaio 1859; visita del lago Chirna in aprile; ricognizione del territorio dei Manganja; scoperta del lago Nyassa il 10 settembre; ritorno alle cascate Vittoria il 9 agosto 1860; arrivo del vescovo Mackenzie e dei 231

suoi missionari alla foce dello Zambesi il 31 gennaio 1861; esplorazione del Rovuma sul Pionnier in marzo; ritorno al lago Nyassa nel settembre 1861 e quivi residenza fino alla fine di ottobre; arrivo, il 30 gennaio 1862, della signora Livingstone e di un secondo steamer, il Lady Nyassa, ecco i fatti che segnalarono i primi anni di quella nuova spedizione. A quel tempo, il vescovo Mackenzie e uno dei missionari avevano già soggiaciuto alle intemperie del clima, e il 27 aprile, la signora Livingstone moriva fra le braccia del marito. In maggio, il dottore tentò una seconda esplorazione del Rovuma, poi, alla fine di novembre, rientrava nello Zambesi; risaliva lo Chirè; perdeva, nell'aprile del 1863, il suo compagno Thomton; rimandava in Europa il fratello Charles e il dottor Kirk, esausti dalle malattie; e il 10 novembre, per la terza volta, rivedeva il Nyassa, di cui completava l'idrografia. Tre mesi dopo, si ritrovava alla foce dello Zambesi, passava a Zanzibar, e il 20 luglio 1864, dopo cinque anni di assenza, arrivava a Londra, dove pubblicava la sua opera intitolata Esplorazione dello Zambesi e dei suoi affluenti. Il 28 gennaio 1866, Livingstone sbarcava di nuovo a Zanzibar; era il suo quarto viaggio che cominciava! L'8 agosto, dopo avere assistito alle orribili scene provocate dalla tratta degli schiavi in quel paese, il dottore, non conducendo con sé questa volta che alcuni cipayes e pochi negri, si ritrovava a Mokalosè, sulle rive del Nyassa. Sei settimane dopo, la maggior

parte degli uomini di scorta si dava alla fuga, tornava a Zanzibar e vi spargeva la falsa voce della morte di Livingstone. Nondimeno, il viaggiatore non arretrava: voleva visitare il paese compreso fra il Nyassa e il lago Tanganika. Il 10 dicembre, guidato da alcuni indigeni, attraversò il fiume Loangua, e, il 2 aprile 1867, scoperse il lago Liemmba. Li rimase per un mese tra la vita e la morte. Appena ristabilito, il 30 agosto, giunse al lago Moèro, di cui visitò la riva settentrionale, e il 21 novembre entrava nella città di Cazembè, dove rimase quaranta giorni, durante i quali rinnovò due volte la sua esplorazione del lago Moèro. Da Cazembè, Livingstone si diresse verso il nord, con l'intenzione di giungere alla importante città di Ugigi sul Tanganika. Sorpreso da piene, abbandonato dalle sue guide, dovette tornare a Cazembè; ridiscese a sud, il 6 giugno, e, sei settimane dopo, giunse al grande lago Banguelo, dove rimase fino al 9 agosto, e cercò allora di risalire fino al Tanganika. Che viaggio! A. partire dal 7 gennaio 1869, la debolezza dell'eroico viaggiatore era tale, che bisognava portarlo. In febbraio giunse finalmente al lago e arrivò a Ugigi, dove trovò alcuni oggetti mandati al suo indirizzo dalla compagnia orientale di Calcutta. Livingstone non aveva più che un'idea: giungere alle sorgenti o alla vallata del Nilo risalendo il Tanganika. Il 21 settembre, era a Bambarra, nel Manyema, paese di cannibali, e giungeva al Lualaba, quel Lualaba di cui Cameron doveva sospettare l'esistenza e Stanley scoprire che non era se
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non l'alto Zaire o Congo. A Mamohela il dottore rimase per ottanta giorni ammalato, non avendo con

sé che tre domestici. Il 21 luglio 1871, ripartiva infine per il Tanganika, e soltanto il 23 ottobre ritornava a Ugigi. Ma era diventato uno scheletro. Frattanto, prima di quest'epoca, si era già da tempo senza notizie del viaggiatore. In Europa si poteva crederlo morto ed egli stesso aveva quasi perduto la speranza di essere aiutato. Undici giorni dopo il suo ritomo a Ugigi, il 3 novembre, si odono degli spari a un quarto di miglio dal lago. Il dottore accorre e si trova di fronte a un bianco. — Il dottor Livingstone, suppongo... — Si, — risponde il viaggiatore levandosi il casco e con un benevolo sorriso. E si strinsero le mani con effusione. — Ringrazio Iddio, — riprese l'uomo bianco — che mi ha permesso d'incontrarvi. — Sono lieto di essere qui per ricevervi, — disse Livingstone. Il bianco era l'americano Stanley, corrispondente del « New-York Herald », che il signor Bennet, direttore del giornale, aveva mandato alla ricerca di David Livingstone. Nell'ottobre del 1870, questo americano, senza una esitazione, senza una frase, semplicemente, da eroe, si era imbarcato a Bombay per Zanzibar, e riprendendo pressappoco l'itinerario di Speke e di Burton, dopo infinite sofferenze, avendo esposto più volte la vita, giungeva a Ugigi. I due viaggiatori, diventati amici, fecero allora una spedizione a nord del Tanganika. Si imbarcarono, si spinsero fino al capo Magai e, dopo una minuziosa esplorazione, furono dell'opinione che il grande lago avesse per sbocco un affluente del Lualaba; ed è quanto Cameron e lo stesso Stanley dovevano

assolutamente riconoscere alcuni anni dopo. Il 12 dicembre, Livingstone e il suo compagno erano di ritorno a Ugigi. Stanley si preparò a partire. Il 27 dicembre, dopo otto giorni di navigazione, il dottore e lui giunsero a Urimba, poi, il 23 febbraio, entravano a Kuihara. II 12 marzo si salutarono. — Voi avete compiuto ciò che pochi uomini avrebbero fatto, — disse il dottore — e molto meglio di certi grandi viaggiatori. Io ve ne sono molto riconoscente. Dio vi accompagni, amico mio, e vi benedica! E Stanley, stringendogli la mano, rispose: — Che Dio vi faccia tornare sano e salvo fra noi, caro dottore! E Stanley si sottrasse vivamente da quella stretta, volgendosi subito per non mostrare le lacrime. — Addio, dottore, amico caro, — disse con voce soffocata. — Addio! — rispose debolmente Livingstone. Stanley parti, e il 12 luglio 1872 sbarcava a Marsiglia.
233 i Livingstone si accingeva a riprendere le sue esplorazioni. Il 25 agosto, dopo cinque mesi passati a Kuihara, accompagnato dai suoi domestici negri, Suzi, Chuma e Amoda, da due altri servi, da Jacob Wainwright, e da cinquantasei uomini mandati da Stanley, si diresse verso il sud del Tanganika. Un mese dopo, la carovana arrivava a M'ura, fra l'imperversare di temporali prodotti da una estrema siccità. Poi vennero le piogge, il malvolere degli indigeni, la perdita delle bestie da soma che cadevano sotto le punture delle tse-tsè. 11 24 gennaio 1873, la piccola comitiva era a Tchitunkè; il 27 aprile, dopo aver costeggiato a est il lago Banguelo, si dirigeva verso il villaggio di Tchitambo. Questo è il punto dove alcuni negrieri avevano lasciato

Livingstone, ed ecco ciò che avevano saputo da costoro Alvez e il suo collega di Ugigi. Si, avevano serie ragioni di credere che il dottore, dopo aver esplorato il sud del lago, si avventurasse attraverso il Loanda e venisse a cercare a ovest qualche provincia sconosciuta. Di là, a risalire verso l'Angola, visitare quelle regioni infestate dalla tratta e spingersi fino a Kazonndé, l'itinerario pareva proprio indicato, ed era verosimile che Livingstone lo seguisse. La signora Weldon poteva dunque fare assegnamento sul prossimo arrivo del grande viaggiatore, poiché, al principio di giugno, egli doveva essere ormai giunto da più di due mesi a sud del lago di Banguelo. Ora, il 13 giugno, la vigilia del giorno in cui Negoro doveva tornare dalla signora Weldon per chiederle la lettera che doveva metterlo in possesso di centomila dollari, si sparse una triste notizia, di cui Alvez e i negrieri non ebbero che a rallegrarsi. Il 1° maggio 1873, all'alba, il dottor David Livingstone era morto! Infatti, il 29 aprile, la piccola carovana era giunta al villaggio di Tchitambo, a sud del lago; gli uomini portavano il dottore su una barella. Il 30 notte, « torturato da un eccessivo dolore, egli emise questo lamento che appena si intese: "Oh! dearl dear!"1 e ricadde nel sopore. Un'ora dopo, chiamava il suo domestico Suzi, chiedeva alcune medicine, poi mormorava con voce debole: — Bene; ora potete andarvene. Verso le quattro del mattino, Suzi e cinque uomini della scorta entravano nella capanna del dottore. David Livingstone, inginocchiato presso il letto, con la fronte appoggiata contro le mani, pareva pregare. Suzi gli toccò dolcemente la guancia con il dito: era freddo. David Livingstone non era più. Nove mesi dopo, il suo corpo, trasportato dai suoi fidi domestici a prezzo di fatiche inaudite, giungeva a Zanzibar e, il 12 aprile 1874, era inumato nell'abbazia di Westminster, fra i grandi uomini che l'Inghilterra onora a] pari dei suoi re.

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Oh! cara! cara! (N.d.T.) 234 CAPITOLO XV DOVE PUÒ CONDURRE UNA MANTICORA A QUALE TAVOLA di salvezza non si aggrappa un infelice? Quale bagliore di speranza, per incerto che sia, non cercano di cogliere gli occhi del condannato? Cosi era avvenuto della signora Weldon, e si comprenderà quel che ella dovesse provare quando seppe, dalla bocca stessa di Alvez, che il dottor Livingstone era morto in un piccolo villaggio del Banguelo. Le parve di essere più sola che mai, che i fili invisibili, con i quali era legata al viaggiatore e con lui al mondo civile, si fossero spezzati. La tavola di salvezza le sfuggiva sotto la mano, la luce di speranza si spegneva. Tom e i suoi compagni avevano lasciato Kazonndé per la regione dei Laghi, e di Hercule nessuna notizia. La signora Weldon non poteva assolutamente più fare assegnamento su nessuno... Bisognava dunque tornare alla proposta di Negoro, tentando di modificarla, e assicurarne il risultato definitivo. Il 14 giugno, e cioè il giorno da lui fissato, Negoro si presentò nella capanna della signora Weldon. Il portoghese fu, come sempre, - cosi diceva perfettamente pratico, e d'altronde non ebbe nulla da cedere circa l'importanza del riscatto, che la prigioniera non discusse nemmeno. La signora Weldon, però, si dimostrò molto pratica ella pure dicendogli: — Se volete fare un affare, non rendetelo impossibile mettendogli condizioni inaccettabili. Lo scambio della nostra libertà contro la somma che esigete, si può ottenere senza che mio marito venga in un paese dove vedete quel che si può fare di un bianco! Ora, io non voglio assolutamente che egli ci venga! Dopo qualche esitazione, Negoro si arrese e la signora Weldon riusci ad ottenere che James Weldon non sarebbe venuto fino a Kazonndé. Una nave lo avrebbe sbarcato a Mossamedès, piccolo porto della costa meridionale dell'Angola, di solito frequentato dai negrieri e notissimo a Negoro. Il portoghese avrebbe condotto là James Weldon e,

che i prigionieri giungessero sani e salvi. Convenute cosi le cose. o i pericoli del ritorno. la signora Weldon non doveva temere che un po' di strapazzo. facendole nel modo in cui aveva viaggiato lasciando la Coanza.il quale aveva la sua parte di guadagno in quella contrattazione . e Negoro prese la lettera grazie alla quale James Weldon non avrebbe esitato a seguirlo fino a Mossamedès. che di fronte a James Weldon avrebbe fatto la figura di un perfetto galantuomo. almeno. Il giorno dopo. erano sempre tre o quattro mesi: l'andata e il ritorno di Negoro non esigevano meno. scortato da una ventina di negri. Quanto alle seicento miglia che separavano Kazonndé da Mossamedès. La signora Weldon aveva ottenuto una cosa molto importante. dove suo figlio. fu il pretesto che egli addusse ad Alvez. questo. egli risalf verso il nord. era inte235 resse di Alvez . e Negoro. gli agenti di Alvez vi avrebbero condotto la signora Weldon. i rischi d'esservi trattenuto dopo aver versato il riscatto convenuto. Dopo la sua partenza. risparmiava al marito i pericoli di un viaggio a Kazonndé. all'arrivo della nave sarebbe scomparso. ammettendo che tutto andasse favorevolmente. la signora Weldon scrisse al marito in questo senso. Era intenzione della signora Weldon di non allontanarsi dallo stabilimento. la signora Weldon dovette cercare un sistema di vita che le facesse passare nel miglior modo possibile il tempo che doveva ancora rimanere a Kazonndé. La somma sarebbe stata pagata a tali agenti contro la consegna dei prigionieri. Perché prendeva quella direzione? Aveva dunque intenzione di andare a imbarcarsi sopra una delle navi che frequentano le foci del Congo. Jack e il cugino Bénédict. in modo da evitare le stazioni portoghesi e i penitenziari di cui era stato ospite involontario? È probabile. e d'altronde.in un giorno fissato. lasciando provvisoriamente a Negoro la cura di far la parte del servo fedele che fosse riuscito a fuggire dalle mani degli indigeni. il cugino Bénédict e lei .

Le donne dello stabilimento lavoravano come avrebbero fatto in città per soddisfare alle esigenze dei mariti o dei padroni. d'altronde. la filatura del cotone. Il negriero aveva perfettamente compreso una situazione dalla quale dipendeva una buona somma di dollari e rispondeva della signora Weldon come della propria cassa. i cui fili . e Coimbra era andato a sostituirlo nella spedizione di nuove razzie. raccogliere il sorgo. Negoro aveva fatto ad Alvez le più vive raccomandazioni circa la signora Weldon. Di più. non era verosimile che Alvez le permettesse di uscire dallo stabilimento. l'olio odoroso la cui essenza costituisce un profumo assai ricercato dagli indigeni. estrarre dalle drupe del mpafu. Ciò che accadeva in quel recinto riproduceva esattamente quello che facevano gli indigeni al di fuori. mondare e vagliare il granturco. e se egli non era perito in quella terribile provincia di Kazonndé. Il grosso premio che gli doveva procurare il riscatto della prigioniera valeva bene la pena che ella fosse custodita severamente. specie d'oliva.si trovavano in relativa sicurezza. la cui maturità in quell'epoca era stata dichiarata con grande solennità. poiché era necessario sorvegliarla rigorosamente. Non si sapeva che ne fosse stato di Hercule. poiché Alvez non seguiva altre usanze se non quelle dei nativi di Kazonndé. Era anzi una fortuna che Alvez non fosse costretto a lasciare Kazonndé per visitare gli altri due suoi stabilimenti di Bihè e di Cassanga. forse avrebbe tentato di riawicinarsi alla prigioniera e di strapparla dalle mani di Alvez. L'esistenza della prigioniera continuò dunque con la stessa monotonia dei primi giorni in cui era arrivata alla fattoria. Preparare il riso a grandi colpi di pestello nei mortai di legno fino a perfetta decorticazione. senza che vi fosse alcun motivo per dolersi dell'assenza di quell'ubriacone. Le cure di Halima mitigavano un poco i rigori di quel sequestro. specie di grosso miglio. con tutte le manipolazioni necessarie per trarne una sostanza granulosa che serve a fare quella minestra che si chiama nel paese 236 « mytella ». prima di partire.

eccetera. gli uomini fumano il tabacco o la canapa. dalle corna corte. cacciano l'elefante o il bufalo. di quelle mucche che si lasciano mungere soltanto in presenza dei loro vitelli o di un vitello impagliato. sesamo. poiché. e i cui fiori servono a correggere il gusto un po' scipito del brodo di sorgo. cipolle. non sentivano alcuna commiserazione. il cui succo si trasforma in sciroppo. guaiabe. arachidi con le quali si produce l'olio. cui le filatrici imprimono un rapido movimento di rotazione. si potrebbe dire una moneta corrente come lo schiavo. giovenche di piccola razza. l'allevamento del pollame. fatto con banane. La sola Halima faceva eccezione. fave. dei maiali. sono sempre raccolte che si fanno in stagioni determinate. Mentre le donne lavorano. canne da zucchero. potè scambiare . mentre esse. alcune delle quali hanno una gobba. montoni.. crescono sopra alberi alti venti piedi.. per la quale. bovi. il « pombé » e altri liquori. poiché l'istinto di razza spingeva le infelici a odiare una bianca. l'estrazione delle radici di manioca e la preparazione della terra per i diversi prodotti della regione: cassava. e la signora Weldon avendo appreso certe parole della lingua indigena. i cui baccelli lunghi quindici pollici e chiamati mositsani. le cure degli animali domestici. Di queste diverse occupazioni. le rispondevano con smorfie poco incoraggianti. noleggiano i propri servizi ai negrieri per le razzie. noti sotto il nome di tchilobè. piselli vivaci d'un azzurro chiaro. la fabbricazione con il mazzuolo di stoffe di scorza d'albero. sia quella del granturco sia quella degli schiavi. Qualche volta. la signora Weldon conosceva nello stabilimento di Alvez soltanto la parte spettante alle donne. si fermava e le guardava.vengono torti con un fuso lungo un piede e mezzo. in cuor loro. la preparazione delle bevande fermentate: il « malofu ». e che sono un importante oggetto di scambio. capre. bisogna dirlo. cocomeri i cui semi si fanno abbrustolire come castagne. questa lunga enumerazione dimostra quali dure fatiche spettino al sesso debole nelle regioni selvagge del continente africano. anzi. la cui carne nel paese serve all'alimentazione. farina che si estrae dalla manioca. caffè indigeno. e finalmente.

purché non gli mancassero gli insetti. cugina Weldon.di li a poco alcune frasi con la giovane schiava. ma avrebbe volentieri voluto andar fuori. che costruiva i suoi alveari nelle fessure del legno. Qua e là svolazzavano pure centinaia di farfalle di specie differenti. che ebbe conseguenze inattese. Quando la signora Weldon lo rimproverava di lasciarsi divorare da quei malefici insetti: — È il loro istinto. costruiti con alcune bacchette. Ma quest'avventura. pappagallini grigio-chiaro a coda rossa. che deponeva le uova in cellule non sue.il cugino Bénédict fu sul punto di essere il più felice degli entomologi. Ahimè! dov'era il suo povero amico Dick Sand. invece. — egli rispondeva. soprattutto nelle vicinanze dei ruscelli che attraversavano lo stabilimento. in un enorme baobab. grattandosi a sangue. simili a fanelli grigi ma con un grosso becco rosso. come poteva. che spogliavano le stoppie a profitto della propria famiglia.una minuscola ape. poi vedovelle. e queste lo coprivano di punture fino a renderlo irriconoscibile. e nidi di suimanga. con il petto e la gola scarlatta. e uno sfeco.era il 17 giugno . il cui canto era gradevole. calao. eppure c'erano li. Sulle rive dei rigagnoli non mancavano neppure le zanzare. e studiava. che nel Manyema chiamano russ e danno il loro nome ai capi- 237 tribù. la cui cima si elevava a più di cento piedi! Come si sarebbero divertiti insieme! Il cugino Bénédict. Aveva fortunatamente scoperto nello stabilimento. drugo. senza occhiali né lente . insettivori. deve . un giorno. somiglianti a quelli dei tisserini. . come fa il cuculo nel nido degli altri. nidi di marabù. stava sempre benissimo ovunque fosse. Il piccolo Jack accompagnava spesso la madre quando passeggiava nel recinto. — È il loro istinto e non bisogna aversene a male! Infine. il quale si doleva di non essere più alto per poter guardare di là dai muri. ma ciò riguardava più il cugino Bénédict che il piccolo Jack. che lo faceva salire cosi in alto sugli alberi del Pilgrimì E lo avrebbe anche seguito sui rami di quegli alberi.

D'un tratto. Si era dunque rifugiato. — Che esapodo sarà? — si domandò il cugino Bénédict. e passando dalla posizione orizzontale alla verticale. cosa che gli spiaceva molto. sotto quei raggi del sole meridiano. sentiva ronzare un'infinità di insetti. Ed eccolo cercare di scorgere l'insetto. messo subito in allarme. cosi provvidenzialmente entrato nella capanna. egli intese un fremito. 238 Il suo istinto d'entomologo lo avverti che li c'era da fare un bel colpo. Erano circa le undici del mattino e un insopportabile calore aveva costretto gli abitanti dello stabilimento a rimanere nelle loro capanne. soltanto dall'intensità del suo ronzio. senza. e neppure nelle vie di Kazonndé si sarebbe incontrato un solo indigeno. in fondo alla propria capanna e il sonno. quantunque non potesse essere prodotto che da un gigante della specie. e che l'insetto. cominciava a impadronirsi di lui. aveva però l'udito assai fine. non si poteva dubitarne. vale a dire uno di quegli insopportabili ronzii d'insetto. Rizzatosi a sedere. il cugino Bénédict non si muoveva: ascoltava. in quella siesta involontaria. e gli parve che quello fosse sconosciuto. cosa assai difficile per i suoi occhi senza occhiali. Ma se il cugino Bénédict era miopissimo. — Un esapodo! — esclamò il cugino Bénédict. e i suoi occhi scorsero allora un grosso punto nero che volteggiava. non doveva essere un insetto qualunque. con suo grande rammarico. mentre i suoi occhi si chiudevano a mezzo. Alcuni raggi di sole giungevano fino a lui. tanto da distinguere perfino un insetto da un altro. Che fosse un esapodo quello che ronzava nella sua capanna. però. aveva rinunciato alle sue cacce favorite. passargli tanto vicino da permet- . La signora Weldon era assopita accanto al piccolo Jack. alcuni dei quali possono far contare quindici o sedicimila battiti d'ala al secondo.essere raccontata con alcuni particolari. ma tentare soprattutto di riconoscerlo dal fremito delle ali. e perfino il cugino Bénédict. subendo l'influenza di quella temperatura tropicale. perché.

aveva passato un quarto d'ora cosi emozionante. no ». sulla sua testa. ma si trattenne e fece bene. l'insetto ronzante. cominciò a scendere il versante frontale . dopo aver girato a lungo intorno a lui. poteva riprendere il volo. L'insetto. lasciare la capanna e perdersi sotto quei raggi solari in cui passava certamente la vita. la preghiera del cugino Bénédict doveva essere esaudita. andò a posarglisi sulla testa. Tuttavia. in mezzo al ronzio dei suoi congeneri. mai. ma vi era un bel tratto dal suo cranio che era parecchio aguzzo. di specie. era li. Un esapodo africano. e che sorriso! Sentiva il leggero animale corrergli sui capelli. dopo aver camminato su quella capigliatura quasi irta. gli farei male. che dovevano chiamarlo fuori! Questi pensieri s'affollarono tutti nella mente del cugino Bénédict. sento le sue zampettine correre sul cranio! Dev'essere un esapodo grosso. peggio ancora. « No. o almeno di varietà. senza contare che. Mio Dio. Lasciamo che venga più vicino! Ecco che cammina! Scende.tergli di riconoscerlo. specie o varietà appartiene! » Cosi pensava il cugino Bénédict. come sulla cima di qualche cespuglio incolto. guardando di sbieco. pensò « lo sbaglierei o. genere. era risoluto a non fare nessun movimento che lo mettesse in fuga. e quelle strade lo avrebbero allontanato dagli occhi dello scienziato. o anche sottovarietà nuova. in tutta la sua vita d'entomologo. che era molto lungo. dal lato dell'occipite. e non poteva riconoscerlo se non a patto che l'insetto in parola si fosse degnato di passeggiare a meno d'un pollice di distanza dai suoi occhi. da un momento all'altro. La bocca del cugino Bénédict si allargò un istante come per abbozzare un sorriso. alla punta del naso. Quante altre strade poteva prendere il capriccioso insetto! dalla parte delle orecchie. Egli tratteneva il fiato e. fate soltanto che mi scenda sulla punta del naso e li. potrò forse vederlo e stabilire a che ordine. anche si fosse sentito pungere in qualche parte del viso o delle mani. Infine. e lo prese una voglia irresistibile di portarvi la mano.

dopo venti piccoli circuiti. al suo posto. come due lenti. o almeno per metterlo in fuga. A quella distanza. L'insetto non prese né a destra né a sinistra. giunse sulla radice del naso. ahimè! al povero cugino. o sceso al disotto? Scese. si è che ogni altro. non bisognava gridarlo. rimase fra le due ali frementi. dardeggiare sull'insetto il loro doppio sguardo. senza parlare per il timore di essere punti. — Dio onnipotente! — esclamò il cugino Bénédict. e si fermò proprio sull'estremità dell'appendice nasale. facendo convergere il loro raggio visivo. pensava il degno scienziato. Più vero ancora. si doveva pensarlo soltanto! Ma non sarebbe stato chiedere troppo al più entusiasta degli entomologi? . scenderei ». i due occhi del cugino Bénédict. cosi ben disposto per portare occhiali. che non potè trattenere un grido. si sarebbe affibbiato una violenta manata sulla fronte per schiacciare l'insetto importuno. Era il miglior posto che quell'esapodo avesse potuto scegliere. e li ebbe un istante di esitazione che fece affluire al cuore tutto il sangue del cugino Bénédict. perché non sarebbe sceso verso le basi? « Io. Lo spartano che si lasciava divorare il petto da una volpe. Il cugino Bénédict senti le sue zampette villose avanzare verso la punta del naso. era.del cugino Bénédict. potevano. al posto del cugino Bénédict. e non fare 239 un gesto. facendogli finalmente concepire la speranza che si avventurasse sulla radice del naso. L'esapodo sarebbe risalito oltre la linea degli occhi. sulla cresta leggermente volta all'insti dì quel naso di scienziato. bisogna convenire. L'insetto. valicò il piccolo incavo prodotto dal continuo uso di questo strumento d'ottica cosi necessario. non erano più padroni di sé del cugino Bénédict. una cosa semplicemente eroica. che incontestabilmente discendeva da quei due eroi. e una volta giunto su quella radice. — la manticora tubercolosa! Però. il romano che stringeva nella mano dei carboni ardenti. Sentire sei zampe passeggiare sulla propria pelle. però.

. un insetto della tribù dei Cicindelidi. e messo quel baluardo fra il suo adoratore e lei? No. « No. è troppo superiore alle forze umane! Disgraziatamente. stese la mano. si trovava fuori della capanna. è come arrischiare di schiacciarla ». il punto nero che scivolava rapidamente in un raggio di sole. la manticora intese quel grido. egli era sempre li. Ma allora egli mostrò una grande freddezza d'animo. che sembra proprio di quelle parti meridionali dell'Africa. si disse il cugino Bénédict. dopo alcuni minuti. eccolo dunque carponi con il naso al suolo. » Aveva torto? Checché ne sia. Giunta li. evidentemente. Un momento dopo. studiare l'insetto in quel suo andare indipendente. Giunta presso la palizzata. ai piedi della palizzata che chiudeva il recinto di Alvez. che cammina più che non voli. e non gettare un grido d'ammirazione. e riuscì soltanto ad afferrare la punta del proprio naso. troppo lontano per riconoscere entomologicamente l'insetto. ciò non sarebbe stato nella sua natura.del resto era cosa fatta .Avere sulla punta del naso una manticora tubercolosa dalle larghe elitre. Il cugino Bénédict volle impadronirsene. campione rarissimo nelle collezioni. strisciando come una biscia. Perciò. che fu quasi subito seguito da uno starnuto. ma non bisognava perderlo di vista. avrebbe la manticora superato d'un balzo il recinto. Si mise dunque in ginocchio e riusci a scorgere.ma abbastanza vicino per continuare a scorgere quel grosso punto mobile che camminava sul suolo. — Maledizione! — gridò. . la seguirò! l'ammirerò! Ho tutto il tempo di poterla prendere. Sapeva che la manticora tubercolosa non fa che svolazzare. seguendo a sette od otto pollici di distanza il superbo esapodo. il quale scrollò l'appendice dove essa riposava. come un cane che fiuti una traccia. « Afferrare la manticora. la manticora aveva incontrato la larga tana di una talpa che si apriva ai piedi del recinto. per cosi dire. la chiuse violentemente. e il cugino Bénédict lo sapeva bene. 240 sotto il sole di mezzogiorno e. Era meglio. a meno di dieci pollici dai suoi occhi.

si doveva rinunciare ad ogni speranza di farla figurare nella famosa scatola di latta. si precipitò subito con la . essa si cacciò in quel condotto sotterraneo. ne aveva abbastanza di quella lunga camminata. Il cugino Bénédict indovinò il pericolo e con la mano a conca stava per dare alla manticora una prigione provvisoria. essa volò via. Ma. allorché frrrr!. che copriva il territorio di Kazonndé per un'estensione di parecchie miglia quadrate. perché tutta la sua ammirazione era per l'elegante insetto che lo guidava. e si slanciò tendendo ambo le mani aperte. disgraziatamente per lo sfortunato scienziato. la tana era larga almeno due piedi. ma non se ne curò punto. La manticora si era posata di nuovo sul suolo. poiché è sua abitudine cercare i luoghi bui. che era situata alla estremità nord della città. dove il suo lungo e magro corpo potè cacciarsi. e formava una specie di galleria. e il cugino Bénédict temette di perderla di vista. il cugino Bénédict. il cugino Bénédict si rizzò. guardò. della quale sarebbe stata il più prezioso gioiello. egli metteva in quella caccia l'ardore di un furetto. per lui senza forma apprezzabile..Senza esitare. cui era tornata la speranza di rivederla. Infatti. confinava con una grande foresta. le ali si spiegarono. le sue elitre si allargarono. E. In mezzo minuto. Ma la manticora. ahimè! fu proprio quel che avvenne. dopo aver tracciato alcuni circoli capricciosi intorno alla testa arruffata del cugino Bénédict? Tutto lo faceva credere. ed egli non scorgeva più che un grosso punto nero. e non si accorse nemmeno che sotterrandosi a quel modo passava al disotto della palizzata. la tana della talpa stabiliva una comunicazione naturale fra l'interno e l'esterno.. con sua grande meraviglia. Ah. Si sarebbe la manticora posata di nuovo in terra. quella parte dello stabilimento di Alvez. e se là si fosse messa a svolazzare di ramo in ramo. D'altra parte. senza dubbio. disperazione! Ma la manticora non poteva andare lontano... L'insetto svolazzava sopra la sua testa. Se la manticora si fosse cacciata nel fitto degli alberi. il cugino Bénédict si trovò fuori dello stabilimento.

Tutta fatica inutile! Le sue mani stringevano sempre il vuoto. l'insetto gli sfuggiva beffandosene. e avrebbe posseduto quel meraviglioso campione di manticora africana. a seconda che la manticora saltava qui o là. con le mani aperte. Si trovava nella foresta e sotto gli alberi la manticora era volata via! Voleva riaverla ad ogni costo! Eccolo dunque correre attraverso la fitta foresta. con le ginocchia e le unghie sanguinanti. Le sue braccia. — Mi sfugge! Ingrato esapodo! Tu. che i suoi occhi di miope non gli permettevano di scoprire la manticora tra il fogliame... battendo l'aria . Dimenticava. dopo aver lanciato all'orecchio del cugino Bénédict.faccia a terra. Ma era fuori di sé: il dispetto e la collera lo rendevano pazzo. si stendevano a destra e a sinistra. arrivato sotto le fresche fronde degli alberi. si sarebbe 241 detto che egli stesse agitandosi sotto quel sole ardente. no! non ti lascerò! Ti inseguirò finché non ti abbia preso!. immaginandosi continuamente di vedere il prezioso insetto. cui riservavo un posto d'onore nella mia collezione! Ebbene. lo sconcertato cugino. Il cugino Bénédict. affannato. Non pensava che quella tana di talpa in cui si era cacciato gli aveva aperto un'uscita e che egli aveva lasciato lo stabilimento di Alvez. il ronzio più intenso. volò via. che sfiorò. procedeva a piccoli salti. si fosse impadronito dell'insetto. delle sue ali di coleottero. senza sapere nemmeno quel che si facesse. Con se stesso. — Maledizione! — gridò una seconda volta il cugino Bénédict. come un nuotatore alla superficie dell'acqua. solo con se stesso doveva prendersela! Se invece di seguirlo nel « suo andare indipendente ». ma anche più ironico. si mise egli pure a saltare. ma l'insetto ora non volava più. il cui nome è quello di un animale favoloso che aveva testa umana e corpo di leone! Il cugino Bénédict aveva perduto la testa. non immaginava affatto che la circostanza più imprevista gli aveva ridato la libertà. e di li a poco. tutto questo non sarebbe avvenuto.

In verità. non vide ricomparire il cugino Bénédict all'ora solita.con le lunghe braccia come un gigantesco falciatore! Dove andasse. non se lo chiedeva neppure. poi. quell'essere lo afferrò con una mano alla nuca. e se sarebbe tornato. come il cugino Bénédict avrebbe fatto con la manticora. Improvvisamente. mentre passava presso una siepe. Eppure. il cugino Bénédict aveva perduto una bella occasione di potersi proclamare il più felice entomologo delle cinque parti del mondo! 242 CAPITOLO XVI UN « MGANNGA » QUANDO la signora "Weldon. ed era inammissibile che egli fosse riuscito a fuggire dallo stabilimento il cui recinto era assolutamente insuperabile. Ora. La signora Weldon fu allora costretta ad ammettere l'ipotesi poco rassicurante che il prigioniero fosse stato portato altrove per ordine del negriero e per motivi che le . con l'altra alla base della schiena e. la signora Weldon conosceva il cugino. fu presa da una profonda inquietudine. Se si fosse proposto a quell'originale di fuggire abbandonando la scatola di latta e la collezione d'insetti africani. intatta. e per un buon miglio andò sempre inoltrandosi. in quella giornata del 17. quel giorno. Non poteva immaginarsi che cosa fosse accaduto al suo gran fanciullone. Supporre che egli si fosse volontariamente separato dai suoi tesori entomologici. come sarebbe tornato. nella capanna. a rischio d'incontrare qualche indigeno o di venire assalito da qualche belva. la signora Weldon lo cercò ostinatamente. avrebbe ricusato senza esitare un momento. con dentro tutto ciò che lo scienziato aveva potuto raccogliere dopo il suo arrivo sul continente. senza avere avuto il tempo di riaversi. il cugino Bénédict non era più nello stabilimento di José Antonio Alvez! Durante tutto quel giorno. ma tutto fu inutile. il cugino si senti trasportare attraverso le piante. il piccolo Jack e la schiava Halima si unirono a lei. D'altronde. un essere gigantesco balzò e gli si fece addosso. la scatola era là. era inammissibile.

diminuendo di un tanto il premio che gli doveva toccare nell'affare. le ricerche di Alvez e dei suoi domestici. dopo la convenzione stipulata fra la signora Weldon e Negoro. parve evidente che solamente il caso gli aveva fatto scoprire l'esistenza di quella tana. contro il riscatto. ma non pensò minimamente ad aversene a male contro il pover'uomo. Weldon? Se la signora Weldon avesse potuto essere testimone della collera di Alvez. nonostante le ricerche che furono fatte all'esterno. quando costui apprese la scomparsa del prigioniero. e Alvez potè mettere il lutto per il suo prigioniero. la quale comprendeva il cugino Bénédict nel numero dei prigionieri che il negriero doveva condurre a Mossamedès per essere consegnati.sfuggivano.. e benché i boschi fossero battuti per un vasto raggio. egli pensava « ma me lo faranno pagare caro! Ah. fu impossibile ritrovare alcuna traccia 243 del fuggitivo. . che ne aveva fatto Alvez? Lo aveva incarcerato in uno dei baracconi della grande piazza? Perché condurlo via. fatte con la maggior cura. » Ma. se il cugino Bénédict era fuggito volontariamente. La signora Weldon fu costretta a confessarsi che doveva essere cosi. perché non l'aveva messa a parte del segreto della sua fuga? Tuttavia. condussero alla scoperta di quella tana di talpa che metteva lo stabilimento in diretta comunicazione con la vicina foresta. quando pensò che quella fuga gli sarebbe stata addebitata. « Poveretto! che ne sarà di lui? » si chiedeva. assolutamente irresponsabile delle proprie azioni. se lo riprendo!. Ma allora. Ma allora. La signora Weldon dovette rassegnarsi alla perdita del cugino Bénédict. e s'immagini il suo furore. Siccome non si poteva ammettere che il cugino avesse stabilito relazioni con l'esterno. Il negriero non dubitò più che il cercatore di mosche fosse fuggito per quella stretta galleria sotterranea.. « Non valeva molto quell'imbecille ». nelle mani di James W. e che egli avesse preso la fuga senza pensare a coloro che lasciava. avrebbe compreso che tale scomparsa era avvenuta all'insaputa del negriero.

per gli indigeni. e più specialmente un corno. ella dovette rinunciare alle passeggiate nell'interno del recinto. Ciò fu assai sgradevole per la signora Weldon. o che dicono la buona ventura agli indigeni. I terreni bassi. furono pregati di scongiurare il pericolo. si videro di li a poco ridotti all'inedia. cominciarono le piogge persistenti. Ma ci perdettero il loro latino. si era prodotto nella regione un fatto climaterico rarissimo in quella stagione dell'anno. le cose andavano di male in peggio. Era uno stregone di prim'ordine.È inutile dire che il giorno stesso la tana era stata turata con la massima cura. cui d'un tratto veniva a mancare il raccolto. la cui punta termina in tre piccoli cornetti. Si trattava di una calamità pubblica. e la regina Muanà non sapeva più dei suoi ministri come far fronte alla catastrofe. agitare i doppi sonagli e le campanelline. Verso il 19 giugno. in provincia. che hanno il privilegio di provocare o di arrestare le piogge. Ora. coperti di messi già mature. e continui acquazzoni inondavano il territorio di Kazonndé. pieno di fango e di scorze. furono interamente sommersi. e gli abitanti della provincia. allorché la regina Muanà ebbe l'idea di far venire un celebre « mgannga ». Cosi per la signora Weldon e suo figlio la monotona vita di prigionieri continuò. in quanto che. che si trovava allora nel nord dell'Angola. non riuscirono affatto a scacciare i malefici spiriti che presiedono alla formazione delle nubi. ma non a quelli che fanno il mestiere di guarire i malati con gli incantesimi. Ebbero un bell'intonare i loro canti monotoni. Si ricorse allora agli stregoni. Intanto. e che la sorveglianza raddoppiò all'interno come all'esterno dello stabilimento. impiegare i loro più preziosi amuleti. il cielo si era coperto. poi. non l'avevano mai messo alla . esorcizzare lanciando pallottoline di fimo e sputando in faccia ai più alti dignitari di corte. il cui sapere era tanto più meraviglioso. benché il periodo della « masika ». fu come una calamità pubblica. che termina in aprile. fosse passato. Tutti i lavori della stagione erano compromessi. e i migliori « mganngas ». Infatti.

coincidenti con l'arrivo del « mgannga ». fatte con la creta. Era alto almeno sei piedi e doveva essere straordinariamente forte. Ma quanto a ciò che egli era capace di fare nelle stagioni della « masika ». D'altra parte. Un particolare. invece. non si parlava che dei suoi successi. il nuovo « mgannga » annunciò con grande fragore di sonagli e di campanelli il suo ingresso a Kazonndé. era un uomo superbo. di cui una zucca formava il fondo. Una collana di crani d'uccello al collo. più una grande quantità di palline dì fimo. Quel « mgannga ». e questi indizi di rasserenamento. attorno alle reni una cintura di cuoio dalla quale pendevano alcune centinaia di campanelli più rumorosi della sonagliera d'una mula spagnola. . ma tale infermità non poteva che accrescere la considerazione di cui stavano per circondarlo.prova. è che quel « mgannga » era muto. la parte inferiore del corpo scompariva sotto una larga gonnella di stoffa d'erba. e subito la folla degli indigeni accorse intorno a lui. di idoletti di legno ed altri feticci. Tutto il materiale della sua arte consisteva in una specie di paniere. accessorio importante degli incantesimi e delle pratiche divinatorie nel centro dell'Africa. 244 Il 25 giugno. negro della più bell'acqua. di amuleti. Tutto il suo petto era solcato da strisce bianche. gli cattivavano tutte le simpatie. più un certo numero di accoliti o di compari che fanno loro corteggio. in testa una specie di casco di cuoio a piumaccioli ornati di perle. Di solito. cinque quando percorrono i villaggi. il vento indicava una tendenza a cambiare. poiché non c'era mai venuto. subito riconosciuto dalla folla. Tale sua prestanza fisica si imponeva già da sola alla folla. era solo. di mattina. ecco come era vestito quel magnifico campione dell'associazione degli indovini indigeni. di cui un'elegante signora moderna non avrebbe disprezzato lo « strascico ». quattro. e che era pieno di conchiglie. Quello stregone si avviò difilato alla « tchitoka ». gli stregoni si riuniscono in tre. Il cielo era un po' meno piovoso.

Non faceva intendere che un suono gutturale, basso e strascicante, che non aveva alcun significato: ragione di più per essere ben compresi in materia di sortilegi. Il « mgannga » fece dapprima il giro della grande piazza, eseguendo una specie di tarantella che metteva sottosopra tutto il suo armamento di campanelli, e la folla lo segui, imitando tutti i suoi movimenti. Si sarebbe detta una torma di scimmie che seguissero un gigantesco quadrumane. Poi, d'un tratto, lo stregone, infilando la via principale di Kazonndé, si diresse verso la residenza reale. Appena la regina Muanà fu avvertita dell'arrivo del nuovo indovino, comparve, seguita dai suoi cortigiani. Il « mgannga » s'inchinò fin nella polvere, poi rialzò il corpo mostrando la sua superba statura. Stese allora le braccia verso il cielo che era solcato da rapidi lembi di nuvole. Lo stregone indicò con la mano quelle nuvole, imitò i loro movimenti con una animata pantomima, mostrò che fuggivano verso ovest, ma per tornare a est, con un movimento di rotazione che nessuna potenza poteva arrestare. 245 Poi, all'improvviso, con grande meraviglia della città e della corte, lo stregone prese per mano la terribile sovrana di Kazonndé. Alcuni cortigiani vollero opporsi a quell'atto contrario a ogni etichetta, ma il vigoroso « mgannga », atterrando il più vicino per il collo, lo mandò a ruzzolare quindici passi lontano. La regina non parve disapprovare quel fiero modo di agire; una specie di smorfia, che doveva essere un sorriso, fu rivolta all'indovino, il quale trasse con sé la sovrana a rapidi passi, mentre la folla si precipitava dietro a lui. Questa volta lo stregone si diresse verso lo stabilimento di Alvez, giunse ben presto alla porta che era chiusa e, con un semplice colpo di spalla, la sfondò, facendo entrare la regina soggiogata nell'interno del recinto. Il negriero, i suoi soldati e gli schiavi erano accorsi per punire l'insolente che si permetteva di gettar giù le porte senza aspettare che gli aprissero, sennonché, alla vista della regina, che non protestava, si fermarono in attitudine

rispettosa. Alvez, senza dubbio, stava per domandare alla sovrana che cosa gli procurasse l'onore della sua visita, ma lo stregone non gliene lasciò il tempo e, facendo indietreggiare la folla in modo che lasciasse un largo spazio libero intorno a lui, ricominciò la sua pantomima con animazione ancora maggiore. Mostrò con la mano le nuvole, le minacciò, le esorcizzò, fece il gesto, prima di fermarle, poi di disperderle. Le sue enormi guance si gonfiarono, ed egli soffiò su quel cumulo di pesanti vapori come se avesse avuto la forza di dissiparli. Poi si raddrizzò, parve volerle arrestare nella loro corsa, e si sarebbe detto che la sua gigantesca statura dovesse permettergli di afferrarle. La superstiziosa Muanà, dominata dalla commedia di quel grande commediante, non stava più in sé. Le sfuggivano frequenti grida, delirava ella pure e ripeteva istintivamente i gesti del « mgannga ». I cortigiani e la folla facevano come lei, e i suoni gutturali del muto si perdevano allora fra i canti, le grida e gli strilli forniti con tanta prodigalità dal linguaggio indigeno. Forse le nubi cessarono di levarsi sull'orizzonte orientale e di velare il sole dei tropici? Svanirono dinanzi agli esorcismi del nuovo indovino? No. E precisamente quando la regina e il suo popolo già s'immaginavano di aver vinto gli spiriti malefici che li innaffiavano con tanti acquazzoni, ecco che il cielo, un po' schiarito dall'alba, si oscurò di più e grosse gocce di temporale caddero crepitando sul suolo. Allora un rivolgimento si fece nella folla: tutti se la presero con quel « mgannga » che non valeva più degli altri, e da un certo corrugare di sopracciglia della regina si comprese che egli arrischiava per lo meno le orecchie. Gli indigeni avevano stretto il circolo intorno a lui, tutti i pugni lo minacciavano e stavano per fargli passare un brutto quarto d'ora, quando un imprevisto incidente mutò il corso di quelle disposizioni ostili. 246 Il « mgannga », che dominava di tutta la testa la folla urlante, aveva steso un braccio verso un punto del recinto, e quel gesto fu cosi imperioso, che tutti si voltarono.

La signora Weldon e il piccolo Jack, attirati da quel tumulto e da quei clamori, erano usciti dalla loro capanna; ed era verso di loro che lo stregone, in gesto di collera, accennava con il braccio sinistro, mentre sollevava la mano destra verso il cielo. Essi! erano essi! Erano quella bianca, quel fanciullo che causavano tutto il male! Quella era la sorgente dei malefici! Essi avevano portato quelle nubi dai loro paesi piovosi per inondare i territori di Kazonndé. Ognuno lo comprese. La regina Muanà, mostrando la signora Weldon, fece un gesto di minaccia, e gli indigeni, gettando le più terribili grida, si precipitarono verso di lei. La signora Weldon si vide perduta e, stringendosi il figlio al petto,, rimase immobile come una statua davanti alla folla sovreccitata. Il « mgannga » le andò incontro; tutti si fecero da parte davanti all'indovino che, con la causa del male, pareva aver trovato il rimedio. Il negriero Alvez, per il quale la vita della prigioniera era preziosa,, si avvicinò egli pure, non sapendo bene che cosa dovesse fare. Il « mgannga » aveva afferrato Jack e, strappandolo dalle braccia della madre, lo tese verso il cielo. Si potè credere che volesse spezzargli la testa contro terra per placare gli dèi! La signora Weldon gettò un grido terribile, e cadde a terra, svenuta. Ma il « mgannga », dopo aver fatto alla regina un cenno, che senza dubbio la rassicurò sulle sue intenzioni, aveva rialzato la sventurata madre, e la portava con sé con il suo figliolo, mentre la folla, assolutamente dominata,, si faceva da parte per lasciarlo passare. Alvez, furioso, non l'intendeva affatto cosi. Avere perduto un prigioniero su tre e poi vedere andarsene il deposito affidato alla sua custodia, e, con il deposito, il grosso premio che gli riservava Negoro: questo mai! nemmeno se tutto il territorio di Kazonndé avesse dovuto essere sommerso dal diluvio! Fece dunque per opporsi a quel ratto, ma allora fu contro di

lui che si ammutinarono gli indigeni. La regina lo fece arrestare dalle sue guardie e, sapendo ciò che la cosa gli avrebbe potuto costare, il negriero dovette starsene calmo, pur maledicendo la stupida credulità dei sudditi dell'augusta Muanà. Infatti, quei selvaggi si aspettavano di vedere le nuvole sparire con coloro che le avevano attirate, non dubitando che lo stregone avrebbe spento nel sangue degli stranieri le piogge che avevano loro causato si grande danno. Intanto il « mgannga » portava via le sue vittime, come un leone avrebbe portato una coppia di capretti che non pesano nulla fra le sue possenti mascelle, - il piccolo Jack spaventato e la signora Weldon, priva di sensi, — mentre la folla, in preda a un inaudito furore, lo inseguiva con le sue urla; ma egli usci dal recinto, attraversò Kazonndé, rientrò nella foresta, percorse 247 quasi tre miglia, senza che il suo passo rallentasse un istante, e rimasto finalmente solo, poiché gli indigeni avevano compreso che non voleva essere più seguito, giunse presso un fiume, la cui rapida corrente fuggiva verso il nord. Là, nel fondo di una larga cavità, dietro le lunghe erbe pendenti da un cespuglio che nascondevano l'argine, era amarrata una piroga, ricoperta da una specie di stoppia. Il « mgannga » vi depose il suo doppio fardello, respinse con il piede l'imbarcazione che la corrente trascinava rapidamente, e allora, con voce ben chiara: — Capitano, — disse — eccovi la signora Weldon e il piccolo Jack! Andiamo, e che tutte le nuvole del cielo versino acqua a cateratte su quegli idioti di Kazonndé! CAPITOLO XVII ALLA DERIVA CHI PARLAVA cosi era Hercule, irriconoscibile sotto il travestimento di stregone, ed era a Dick Sand che si rivolgeva, a Dick Sand, ancora cosi debole •da aver bisogno di appoggiarsi al cugino Bénédict, presso il quale se ne stava accucciato Dingo. La signora Weldon, che aveva ripreso i sensi, potè appena pronunciare queste parole:

— Tu, Dick, tu! Il giovane allievo si rizzò, ma la signora Weldon lo stringeva al cuore, € Jack gli prodigava le sue carezze. — Il mio amico Dick! il mio amico Dick! — ripeteva il piccino. Indi, volgendosi a Hercule: — E io, — aggiunse — che non ti ho riconosciuto! — Eh! che travestimento! — rispose Hercule, strofinandosi il petto per cancellarne le strisce che lo solcavano. — Eri troppo brutto! — disse il piccolo Jack. — Diamine! ero il diavolo, e il diavolo non è certo bello! — Hercule! — disse la signora Weldon stendendo la mano al bravo negro. — Ha liberato voi, come ha salvato me, — disse Dick Sand — quantunque non voglia riconoscerlo. — Salvati! salvati! non lo siamo ancora, — rispose Hercule. — E del

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resto, senza il signor Bénédict, che è venuto a dirci dove eravate, signora Weldon, non avremmo potuto far nulla! Era Hercule infatti, che, cinque giorni prima, era balzato sullo scienziato, nel momento in cui, dopo essersi allontanato dallo stabilimento più di due miglia, correva all'inseguimento della sua preziosa manticora. Senza questo incidente, né Dick Sand né il negro avrebbero saputo dove si trovava la signora Weldon, e Hercule non avrebbe potuto avventurarsi a Kazonndé, sotto gli orpelli d'uno stregone. Mentre la barca procedeva rapidamente alla deriva in quella parte rinserrata del fiume, Hercule raccontò ciò che era accaduto dopo la sua fuga dall'accampamento sulla Coanza; come aveva seguito, senza lasciarsi scorgere, la kitanda dove si trovavano la signora Weldon e suo figlio; come aveva trovato Dingo ferito; come entrambi erano giunti nei dintorni di Kazonndé; come un biglietto di Hercule, portato dal cane, aveva fatto sapere a Dick Sand ciò che era avvenuto della signora Weldon; come, dopo l'inaspettato arrivo del cugino Bénédict, aveva tentato di penetrare nello stabilimento, più severamente custodito che

mai; come infine aveva trovato l'occasione che si era offerta quel giorno stesso. Un « mgannga », che faceva il suo giro di stregonerie, - il celebre stregone atteso con tanta impazienza - si trovò a passare attraverso la foresta nella quale Hercule gironzolava ogni notte spiando, pronto a tutto. Saltare addosso al « mgannga », spogliarlo dei suoi orpelli e dei suoi arnesi, legarlo ai piedi di un albero con nodi di liana che gli stessi Davenport non avrebbero potuto sciogliere, dipingersi il corpo prendendo a modello lo stregone, e rappresentare la sua parte per scongiurare la pioggia, tutto ciò era stata la faccenda di poche ore, ma c'era voluta l'incredibile credulità degli indigeni, perché costoro si lasciassero gabbare a quel modo. In questo racconto fatto da Hercule, non si era affatto parlato di Dick Sand. — E tu, Dick? — domandò la signora Weldon. — Io, signora Weldon, non posso dirvi nulla! — rispose il giovane allievo. — Il mio ultimo pensiero era stato per voi e per Jack!... Tentai inutilmente di spezzare i legami che mi trattenevano al palo... l'acqua mi ha coperto il capo... ho perduto i sensi... Quando sono rinvenuto, un buco perduto fra i papiri di questo argine mi serviva di rifugio, ed Hercule, inginocchiato accanto a me, mi prodigava le sue cure!... — Diamine! — disse Hercule — visto che sono medico, indovino, stregone, mago, dicitore della buona ventura!... — Hercule, — pregò la signora Weldon — ditemi come avete potuto salvare Dick Sand. — Sono stato proprio io, signora Weldon? — disse Hercule. — Non può, la corrente, avere spezzato la trave alla quale era legato il nostro capitano, e, nel cuore della notte, averlo trascinato su quella trave stessa 249 dove l'ho raccolto mezzo morto? D'altra parte, era poi tanto difficile, nelle tenebre, scivolare fra le vittime che tappezzavano la fossa, aspettare che rompessero la diga, nuotare sotto il pelo dell'acqua e, con un po' di forza, strappare con un buon colpo di mano il nostro capitano insieme con il palo al quale quei furfanti lo avevano legato?

Non c'era niente di straordinario in questo! Chiunque avrebbe fatto altrettanto; il signor Bénédict stesso, o Dingo... Anzi, perché non sarebbe stato Dingo? Si udì un latrato di gioia, e Jack, prendendo fra le mani la grossa testa del cane, gli diede alcuni bei colpettini amichevoli. Poi: — Dingo, — domandò — sei stato tu a salvare il nostro amico Dick? E nello stesso tempo fece muovere la testa al cane a sinistra e a destra. — Dice di no, Hercule! — riprese Jack. — Vedi bene che non è stato lui... Dingo, è stato Hercule a salvare il nostro capitano? E il piccino costrinse la grossa testa del cane a muoversi cinque o sei volte dall'alto in basso. — Dice di sf, Hercule! dice di si! — esclamò il piccolo Jack. — Vedi dunque che sei stato tu! — Amico Dingo, — rispose Hercule accarezzando il cane, — fai male! Eppure mi avevi promesso di non tradirmi! Si, era proprio Hercule che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di Dick Sand. Ma era fatto cosi, e la sua modestia non gli permetteva di riconoscerlo. D'altronde, la trovava una cosa semplicissima, e ripete che nessuno dei suoi compagni avrebbe esitato ad agire come aveva agito lui in quella circostanza. Ciò condusse la signora Weldon a parlare del vecchio Tom, di suo figlio, di Actéon, di Austin, suoi sventurati compagni! Erano partiti per la regione dei Laghi; Hercule li aveva visti passare con la carovana di schiavi e li aveva seguiti, ma non gli si era offerta alcuna occasione di poter comunicare con loro. Erano partiti! Erano perduti! E al buon ridere di Hercule avevano tenuto dietro grosse lacrime, che egli non cercava minimamente di trattenere. — Non piangete, amico mio, — gli disse allora la signora Weldon; — chissà che Dio non ci faccia la grazia di rivederli un giorno! In poche parole, quindi, la signora Weldon raccontò a Dick Sand quanto le era accaduto nella fattoria di Alvez. — Forse, — ella soggiunse — sarebbe stato meglio

Dick Sand aveva finalmente messo in esecuzione il piano che aveva da tanto immaginato: giungere cioè al litorale. utilizzando la corrente di un corso d'acqua. le autorità portoghesi ci daranno aiuto e protezione. la signora Weldon e i suoi sarebbero giunti alle bocche di quel grande fiume. Infatti. deciso a discendere la corrente di quel fiume. la larghezza i quattro. Hercule. era stato d'imbarcarsi su una di quelle zattere erbose. benché la signora Weldon non potesse neppure pensare di tornare a Kazonndé. — Centomila legnate sul cranio.rimanere a Kazonndé. era pur sempre una complicazione. — Animale che sono! — esclamò Hercule.. specie di isolotti galleggianti. e tutti i progetti futuri di Dick Sand dovevano tendere a questo scopo. — Quei miserabili avrebbero trovato il mezzo di attirare il signor Weldon in qualche tranello! Fuggiamo tutti insieme e senza indugio! Arriveremo alla costa prima che Negoro sia di ritorno a Mossamedès.di cui Cameron parla sovente . Ma Hercule. poiché il caso lo aveva servito bene.. e che numerosi rematori . In tal caso. quella. . — rispose Dick Sand.che vanno alla deriva in grande numero alla superficie dei fiumi africani. il soccorso non sarebbe loro mancato. questo corso d'acqua era li. Ora. Il primo pensiero di Dick Sand. poiché anche in quelle colonie della bassa Guinea.. — No. e quando Alvez si presenterà per riscuotere i centomila dollari. la piroga trovata da Hercule era di quelle la cui lunghezza supera i trenta piedi. e Dick Sand non avrebbe potuto augurarsene una migliore. Si trattava dunque di precedere Negoro. invece di giungere a San Paolo di Loanda. diretto a nord.. aveva avuto la fortuna di trovare un'imbarcazione abbandonata. era anzi possibile che si gettasse nello Zaire. no. a quel vecchio furfante! — esclamò Hercule. non era una di quelle strette barche che gli indigeni usano di solito. e d'altronde poco importava. girando di notte lungo l'argine. Là. — E m'incarico io di regolargli il conto! 250 Comunque.

E le erbe erano disposte cosi abilmente. ma non senza pericolo. Si sarebbe detto un lungo isolotto che sé ne andasse alla deriva. « arrhingas » dalle penne nere. occorreva una continua sorveglianza per evitare gli ostacoli. Un viaggio eseguito in quelle condizioni poteva dunque compiersi quasi senza fatica. passando la canna 251 del fucile attraverso le stoppie della piroga avrebbe potuto tirare con maggior sicurezza. Dick Sand. volendo passare senza essere veduto.spingono rapidamente sulle acque dei Grandi Laghi. appunto a causa della rapidità di quella corrente. Difatti. alcioni bigi e bianchi. venivano di frequente a posarvisi. quel tetto verdeggiante costituiva un riparo contro gli ardori del sole. e sarebbe stato necessario procurarsi di che nutrirsi ogni giorno. Intanto la piroga andava alla deriva spinta da una corrente che Dick Sand stimava avere una velocità non inferiore alle due miglia all'ora. rocce. il tragitto doveva essere lungo. Dapprima. Inoltre. Però. Dick Sand ebbe l'idea di far coprire la piroga con una cupola di lunghe erbe sostenute da una pertica che si allungava da un capo all'altro dell'imbarcazione. era raddoppiare la durata di un tragitto che poteva essere lungo. tronchi . in mezzo a molti altri. che gli uccelli stessi s'ingannavano. sarebbe bastato tenerla con un timone nel filo della corrente. e forse anche. aveva progettato di viaggiare solo di notte. Ma. egli faceva conto di non sciupare nemmeno un colpo. gabbiani dal becco rosso. ma andare alla deriva dodici ore soltanto su ventiquattro. penzolando dai due lati fino a toccare le acque. e Dick Sand non possedeva che il fucile portato via da Hercule dopo l'assalto del formicaio. cosicché sperava di percorrere una cinquantina di miglia ogni ventiquattro ore. come fa chi caccia le anitre selvatiche appostato nella botte. La signora Weldon e i suoi potevano dunque starvi comodamente e. e l'erba. per scendere la corrente del fiume. qualora la pesca non fosse sufficiente. Per fortuna. e vedendo li alcuni grani da beccare. nascondeva ogni cosa. da ciò ia necessità di cacciare sulle rive.

al quale la gioia di aver riveduto la signora Weldon e il suo figliolo aveva reso le forze. si era collocato a prua della piroga. la cui robusta mano teneva il timone. non volendo farlo altro che quando ve lo avesse costretto la necessità di rifornirsi di viveri. Durante i primi due giorni. ciò che si doveva fare per tenere la buona direzione. imitava il suo amico Dingo e correva a quattro zampe da un capo all'altro della barca. Dick Sand. Attraverso le lunghe erbe. quelle zone del territorio di Kazonndé erano poco . che misurava in complesso più di centocinquanta piedi di larghezza. non c'era alcun pericolo di collisione. Il cugino Bénédict. taciturno. Dick Sand. Quanto al piccolo Jack. pensando alla sua collezione perduta. dunque. si fermò soltanto alcune ore durante la notte per concedersi un po' di riposo. quindi. alle sue note d'entomologo di cui gli indigeni di Kazonndé non avrebbero apprezzato il valore. se qualche ostacolo non li avesse fermati. sembrava fossero deserte. aggrottando le sopracciglia vedendo Hercule. sopra un letto di foglie secche. ma. e talvolta faceva il gesto istintivo di rialzare sul naso gli occhiali che non portava più. Ma non sbarcò. aveva capito che non bisognava far rumore. al quale non perdonava il suo intervento nella faccenda della manticora. le braccia conserte.d'alberi. evidentemente. Le rive. Nel mezzo dell'imbarcazione. cosa molto frequente sui fiumi africani. Alcuni isolotti andavano alla deriva alla superficie e correvano con la medesima velocità dell'imbarcazione. i pasti della signora Weldon e dei suoi compagni furono fatti a spese delle riserve che Hercule aveva potuto procurarsi prima della partenza. del resto. c'era da temere che la corrente si mutasse in rapide e in cateratte. e inoltre. con le gambe allungate. bassifondi del fiume. era lì. e con la voce o con il gesto indicava a Hercule. il suo sguardo osservava il corso del fiume. la signora Weldon era assorta nelle proprie riflessioni. a valle. siccome non era proibito muoversi. Nessun incidente segnalò il principio di quel viaggio lungo un fiume sconosciuto.

Spesso. poiché perfino quelle bestie perspicaci s'ingannavano. hanno fronte bassa. — Che c'è? — domandò Hercule che teneva sempre il timone. Asclepiadi. non senza grande ammirazione. orecchie disposte in alto. perché talvolta rapiscono i fanciulli per morderli e graffiarli. abbaiano come cani in corsa. Passando il ponte di liane. gigli. arbusti odoriferi. — Una diga. acacie a foglie rigide. gettavano un ponte di liane da una riva all'altra e. della specie dei piccoli scimpanzé chiamati nell'Africa centrale soko. ombrellifere.frequentate dagli indigeni. Le loro alte cime. — rispose Dick Sand — ma una diga naturale. balsamine. bauhinìa dal legno-ferro. muso color giallo-chiaro. la giornata del 27. in quella stessa giornata. l'imbarcazione fu d'un tratto arrestata nella sua corsa. aloe. felci arboree. sono brutti campioni della razza scimmiesca. Alcune foreste venivano pure a bagnare i loro margini in quelle rapide acque. Quelle scimmie. fichi che si ergevano su radici disposte a 252 mo' di palafitte come i manghi. e altri alberi magnifici si curvavano sul fiume. Alberi di copale. e gli indigeni le temono. riunendosi all'altezza di cento piedi. tenendosi per la coda. molte piante selvatiche si riproducevano a profusione e si tingevano dei più vivi colori. non dubitavano minimamente che sotto quel mucchio di erbe trascinate dalla corrente. il cui tronco era fasciato da un rivestimento di licheni dalla parte esposta ai venti più freddi. anche. c'era proprio un bambino con il quale avrebbero potuto divertirsi. — Si deve romperla. clematidi. Venti miglia più lontano. Il sistema immaginato da Dick Sand era dunque ben escogitato. signor Dick? . il piccolo Jack. vide una frotta di scimmie attraversare una di quelle passerelle vegetali. davano alle sponde un incomparabile splendore. formavano allora un padiglione che i raggi del sole non potevano attraversare. nel caso che la passerella dovesse rompersi sotto il loro peso. Sugli argini. Vivono in frotte di circa una decina.

due ore dopo. la diga aveva ceduto. Quella diga era formata dall'allacciamento di un'erba tenace. giungeva perfino a rimpiangere lo stabilimento di José Antonio Alvez e la capanna dove si trovava ancora la sua preziosa scatola di entomologo. che. a foglie lucide. e la piroga riprendeva il filo dell'acqua. il suo « alunno ». _ ^ Ma che esclamazioni gettò il cugino Bénédict quando ebbe avvicinato il più possibile ai suoi occhi da miope. che si avvolge su se stessa formando dei viluppi e diventa resistentis-sima. Neanche un insetto. e non mi lascerà che con la vita! . dopo tutto. La chiamano tikatika. capitano. quando Hercule. E in fondo. e il povero uomo faceva pena. gli portò un'orribile bestiolina che aveva raccolta sopra un filo 253 di quella tikatika. Hercule potè quindi. il bravo negro sembrava un po' confuso. Un simile viaggio gli sembrava fastidioso. che teneva fra l'indice e il pollice. Magnifiche ramificazioni di loto ricoprivano la superficie di quell'ostacolo. quell'insetto. consegnandogliela.— Si. a colpi di scure. Hercule. — Hercule! — gridò — Hercule! Ecco che meriti il mio perdono! Cu gina Weldon! Dick! Un esapodo unico nel suo genere e d'origine africana! Questo. Cosa singolare. il suo dolore era sincero. ai quali né occhiali né lenti potevano più venire in aiuto. Alcuni isolotti vi hanno derivato contro e ha resistito. dunque. — All'opera. e per mezzo suo si attraversano grandi fiumi a piede asciutto. e maneggiò cosi abilmente la scure. senza troppa imprudenza. almeno. Imbruniva già. Bisogna confessarlo? Quel gran bambinone d'un cugino Bénédict aveva sperato per un momento che non si potesse passare. se però non si teme di sprofondare per una dozzina di pollici nel suo strato erboso. non mi verrà contestato. nemmeno uno che è uno! Quale non fu la sua gioia. all'opera! — rispose Hercule che venne a collocarsi a prua della piroga. la corrente ripiegava sulle rive le sue due metà spezzate. lasciare la barca.

254 il paese spogliato di cosi begli alberi. che non appartiene a nessuno dei dieci ordini riconosciuti dagli scienziati. proiettò il suo mite chiarore fino nell'interno dell'imbarcazione. sulla riva destra. e io darò finalmente il mio nome a una scoperta scientifica! Questo insetto si chiamerà l'esapodo Benedictus! L'entusiasta scienziato era cosi felice. spinta dalla corrente nelle condizioni che si sono riferite. lasciava estendersi i giuncheti fino ai limiti dell'orizzonte. e non accadde alcun incidente. CAPITOLO XVIII INCIDENTI VARI PER OTTO GIORNI. la luna. si udì un lontano tramestio. venivano a dissetarsi prima dell'ora del riposo. D'improvviso. poi. Erano parecchie centinaia di elefanti che. la piroga correva sulle acque scure del fiume. Per un'estensione di molte miglia. né un imenottero. abbassandosi e rialzandosi con lo stesso movimento automatico. dovessero prosciugare il fiume. — Se è prezioso! — esclamò il cugino Bénédict. sazi delle radici legnose divorate durante il giorno. l'imbarcazione andò alla deriva. . attraverso i fili delle stoppie. Poi. che sarebbe ragno se avesse otto zampe e che pure è un esapodo perché non ne ha che sei! Ah. poi un rumore sordo. né un neurottero. apparendo dietro le cime degli alberi. il silenzio della notte non era turbato che dallo scricchiolare delle scaglie dei coccodrilli o dal russare degli ippopotami che si sollazzavano presso gli argini. il fiume bagnava il margine di superbe foreste. e che si sarebbe tentati di collocare piuttosto nella seconda sezione degli aracnidi! Una specie di ragno. In quel mentre. che né la signora Weldon. Si sarebbe veramente potuto credere che tutte quelle proboscidi.— È dunque molto prezioso? — domandò la signora Weldon. amici! il cielo mi doveva questa gioia. dimenticava così bene tante sofferenze passate e future. — Un insetto che non è né un coleottero. come se nell'oscurità funzionassero pompe gigantesche. né Dick Sand gli risparmiarono le felicitazioni.

« caama ». all'8 luglio. non si poteva fare assegnamento sulla manioca. Quanto alla sua direzione. pure era considerevole. il cui corso assorbiva fino allora soltanto piccoli affluenti e non si allargava in modo sensibile. il sorgo. Erano zebre che giocavano sulle rive. di cui si udivano gli urli.gli animali però vi abbondavano. Tenendo conto quindi di quegli sbarchi quasi quotidiani e delle ore di riposo che bisognava prendere di notte. vi sbarcava ed esplorava le zone vicine all'argine. che sono specie di antilopi graziosissime. picchiettato di punti brillanti. Dick Sand riusci anzi a uccidere con una sola palla un « poku ». le quali alla notte sparivano per lasciare il posto ai leopardi. e poi si cucinava per parecchi giorni un pezzo di carne d'alce o di antilope. Fino allora. bianco sul ventre. . quasi sempre nel pomeriggio. che balzavano fra le alte erbe. né da quelle della foresta né da quelle del fiume. essa. Si produceva il fuoco facendo girare un bastoncino in una bacchetta di fico selvatico alla maniera indigena. non doveva essere stimato superiore alle cento miglia. i fuggiaschi non avevano ricevuto alcun danno da quelle bestie feroci. munito di lunghe corna ad anelli.Se in quella regione mancavano gli indigeni. il percorso. che costituiscono l'alimento vegetale degli indigeni. la frutta. dopo aver . alci. e la cui carne fu trovata eccellente. che gli diede buona provvista di cacciagione. giacché si afferma che certi gorilla si procurino il fuoco in tale modo. il granturco. e già Dick Sand si chiedeva dove lo avrebbe trascinato quel fiume interminabile. anzi alla moda scimmiesca. Era un animale lungo cinque piedi. in complesso. Ogni giorno. era necessario rinnovare i viveri quotidiani. giallo-rosso di pelo. e anche ai leoni. nonostante il pericolo che gli spari gli procurassero qualche cattivo incontro. Difatti. Questi vegetali in quella zona crescevano solo allo stato selvatico e non erano commestibili.cosa di cui Dick Sand non si lagnava di certo . Dick Sand si accostava all'una o all'altra riva. Nella giornata del 4 luglio. Perciò Dick Sand era costretto a cacciare. e in quel paese privo d'ogni coltura.

Quello misurava cinque piedi di altezza. il leone lo portò . piccoli « dagala » amici delle acque correnti. si rammentò che in simili occasioni l'immobilità può essere la salvezza. Era solo a terra. Ad ogni modo. Con il salto che aveva fatto.puntato lungamente a nord. Dick Sand riusci a dominarsi abbastanza per rimanere immobile. Trascorsero cosi due minuti: il leone fissava Dick Sand e Dick Sand fissava il leone. disarmato. che. che senza dubbio veniva a reclamare la preda. « monndè » a testa larga. si trasportano agevolmente in ogni punto della regione. senza battere ciglio. delicatissimi al gusto. il fiume forniva pure la sua parte di viveri. Dick Sand era perduto. « usaka » neri assai pregiati. addentando il caama palpitante. Esitava fra le prede. e gli aveva già inviato una palla. che. Non tentò di ricaricare l'arma e neppure cercò di fuggire. allorché. quella che si moveva e quella che restava immobile. le cui gengive hanno per denti setole da spazzola. rossi e luminosi. ancora pieno di vita. palpitava e tremava sotto gli artigli del terribile animale. Lunghe liane. una bestia formidabile. Il leone continuava a fissarlo con i suoi occhi da gatto. Se il caama non si fosse dibattuto sotto i suoi artigli. sulle tracce di un « caama ». che ricordano i « witebait » del Tamigi. e non era d'umore di abbandonarla. Il leone lo aveva scorto subito alla prima occhiata. Dick Sand. a trenta passi da lui. Dick Sand diede prova di grande sangue freddo. ma dapprima si limitò a guardarlo. Nella giornata del 9 luglio. le cui corna si mostravano al disopra di un boschetto. detta « leone di Nyassa ». di quegli che gli indigeni chiamano « karamos ». il leone era piombato sul caama atterrato dalla palla di Dick Sand. e non della specie senza criniera. balzò un formidabile cacciatore. procuravano alcuni di quei « sandjika ». piegava ora verso nord-ovest. affumicati. 255 Era un grande leone. armate di spine a guisa d'ami. E allora. non aveva avuto il tempo di far scivolare una seconda cartuccia nel fucile.

non uno dei superstiti del Vilgrim sarebbe stato vivo. scomparve sotto il bosco. Più di una volta. Dick Sand non poteva dubitare di trovarsi proprio nel paese degli antropofagi. i fuggiaschi avessero dovuto passare attraverso le pianure e le foreste frequentate da simili fiere. Ora. Il bravo negro l'aveva promesso. a quell'ora. e gli uni sono altrettanto temibili da incontrare che le altre. Tuttavia. Tre o quattro volte. come ha fatto David Livingstone. Nel vedere quelle alte palizzate d'euforbie che sopravvivevano alle capanne di stoppia. quei cannibali dell'alto Kazonndé potevano essere condotti da un funesto caso su quelle rive nel-momento in cui 256 Dick Sand vi sbarcava. forse. Ma secondo le abitudini degli indigeni. frustando gli arbusti con la formidabile coda. Dick Sand rimase immobile ancora per alcuni istanti. si sarebbero potute trovare tracce di antichi villaggi. su certe depressioni del terreno. Ma se invece di andare alla deriva su quella corrente. in qualche radura. non doveva esserlo stato sempre. avrebbe affermato che là era esistita una borgata. ma. non disse nulla del pericolo che aveva corso e al quale era sfuggito unicamente grazie al suo sangue freddo. che sorgeva isolato in mezzo al recinto. poi si allontanò e. fra la cenere appena raffreddata. Un viaggiatore abituato a percorrere quelle regioni. avanzi di qualche orribile pasto. non si sarebbe ingannato. posti all'ultimo gradino dell'umanità non si mostrano che di notte fuori dei loro buchi. e quel fico sacro. la morte di un capo era bastata a costringere gli abitanti ad abbandonare la loro dimora e a trasportarla in un altro punto del territorio. Nondimeno. se il paese era allora disabitato. raggiunti i compagni. . perciò non si fermava se non in caso di grande necessità e non senza aver fatto promettere a Hercule che al minimo allarme l'imbarcazione sarebbe stata spinta al largo. Forse.via come un cane porta una lepre e. Quei selvaggi. come belve fuori della tana. trovò ossa umane mezzo calcinate. c'erano anche tribù che vivevano sottoterra come in altre parti dell'Africa. in quella regione attraversata dal fiume.

Dick Sand dovette raddoppiare di prudenza. a prua. invece. L'allargarsi del letto aveva formato in quel punto una specie di lago. silenzio assoluto. nella piroga. sopra le palafitte fra le quali la corrente trascinava la barca.quando Dick metteva piede sulla riva. la notte era chiara. fuorché un . il fiume. ma anche abbastanza per essere visti. Ci fu un momento terribile. Cinque o sei altri negri scivolarono subito giù per le palafitte e si collocarono sulle travi trasversali. La sera del 10 luglio. Sotto le capanne brillavano alcuni fuochi e si udivano voci che assomigliavano a ruggiti. poiché. dava le indicazioni per evitare ogni urto contro le tarlate palafitte. Dick Sand. abbassando la voce. Due indigeni. Rimaneva da percorrere uno spazio di cento piedi al più. se ne stavano accoccolati rasente l'acqua. fra le palafitte fossero state tese delle reti. gli abitanti avrebbero potuto dare l'allarme. gettando clamori di cui non si può avere idea. mentre le tiravano su in gran fretta. e perciò. nascondeva a gran fatica alla signora Weldon la sua mortale inquietudine. L'uno mostrava all'altro il mucchio erboso che andava alla deriva e minacciava di lacerare le reti di liane che entrambi stavano tendendo in quel momento. Il villaggio era abitato. non era praticabile. Se per disgrazia. poiché sulla riva destra del fiume sorgeva un villaggio di abitazioni lacustri. le cui acque bagnavano una trentina di capanne erette su palafitte. a sinistra. ci si vedeva abbastanza per dirigersi. la cui direzione non si poteva modificare a motivo dello strettissimo passaggio. come accade di frequente. chiamarono i compagni perché venissero ad aiutarli. La corrente passava sotto quelle capanne e la barca doveva seguire la corrente. com'era possibile che non la vedessero? E alle loro grida non c'era da temere che accorresse tutto il villaggio. che discorrevano ad alta voce. mentre la piroga avrebbe cercato di forzare il passaggio. e immobilità completa. Ora. allorché Dick Sand udì i due indigeni che si interpellavano più vivamente. disseminato di rocce. tranne alcuni ordini mormorati da Dick Sand a bassa voce.

. spinti dalla corrente. che si era trasformata in una specie di rapida. Non era . Durante i quattro giorni successivi. e quando sorse il giorno. Dick Sand andò a collocarsi presso di lui e osservò la superficie delle acque che la luna rischiarava vivamente. Non vide nulla di sospetto.movimento del braccio di Hercule che maneggiava il remo. forse quei selvaggi non ne avevano. Era più che probabile. talvolta un sordo brontolio di Dingo.. con un ultimo sforzo. passando. dando un vigoroso colpo di remo. Tuttavia. la signora Wel-don e i suoi compagni notarono che quella zona di territorio si era sensibilmente modificata. la trascinava rapidamente. e per maggior precauzione. Frattanto. la barca segui costantemente la riva sinistra. al quale Jack teneva chiusa la bocca con le manine. gli indigeni erano riusciti a tirare su le reti. la piroga giunse tra le palafitte. di sopra. Dick Sand non lo poteva affatto. e al di fuori il mormorio della corrente che si frangeva contro le palafitte. — Alla riva sinistra! — ripete Hercule. per una fortuna inaudita. e infine. la barca sarebbe passata. però. nessun indigeno si mostrò. quando. — il letto si è rifatto praticabile. più forte ancora sotto quella stretta sostruzione. avevano perduto di vista il villaggio lacustre. Se venivano rialzate in tempo. Uno degli indigeni gettò un grido. come aveva temuto Dick Sand. altrimenti vi si sarebbe impigliata e tutti coloro che con essa andavano alla deriva sarebbero stati spacciati! Quanto a modificare o a interrompere quella corsa. né sul fiume né sulle rive. 257 In mezzo minuto. nemmeno una piroga si era messa ad inseguirli. — Alla riva sinistra! — ordinò Dick Sand per prudenza. tanto più che la corrente. le urla da bestie feroci dei cannibali. la barca fu spogliata di una parte delle erbe che ricoprivano il suo fianco destro. Ma Dick Sand e i suoi si trovavano già fuori di tiro e in pochi istanti. dall'11 al 14 luglio. Aveva forse avuto il tempo di riconoscere ciò che nascondevano quelle erbe e di avvertire i compagni?. gli indigeni ritiravano in fretta le loro reti.

che ha un sapore zuccherato. ■e delle riserve precedenti non rimaneva nulla. divenne difficile da risolvere. Alci. era piatta e nuda d'alberi fino alle più lontane colline che la limitavano ad est e ad ovest. La campagna. Per fortuna. quando Hercule gli ricordò. Dopo la scoperta dell'esapodo Benedictus.più soltanto un paese deserto. lungo gli argini le felci e i papiri abbondavano. Egli stesso. ma il deserto stesso. che Cameron paragona al rumore dei calafati che calafatano. bensi di quelle dalle quali si estrae soltanto un olio che non può servire all'alimentazione. cui si poteva giustamente dare il nome di fiume. specialmente dal piccolo Jack. mentre seguiva attraverso la foresta la carovana di 258 Ibn Hamis. molto a proposito. poku e altri animali in quel deserto non avrebbero trovato da vivere. e il midollo. poiché pareva avesse la foce nell'Atlantico stesso! Il problema dei viveri. perciò. dei ribaditori che ribadiscono. antilopi. ma non quelle euforbiacee che producono la cassava o farina di manioca. e con essi erano scomparsi anche i carnivori. E nondimeno bisognava procacciarsi viveri. ma il giorno dopo. era il concerto delle rane. si fu serviti meglio. su entrambe le rive. grazie al cugino Bénédict. L'arido suolo non rammentava per nulla le fertili campagne della regione alta. che gli indigeni mangiavano spesso giovani germogli di felci e il midollo contenuto dallo stelo del papiro. Durante la notte. che doveva . dei foratori che forano in un cantiere di costruzioni navali. Dick Sand non sapeva come fare. La pesca rendeva poco. non echeggiavano più i soliti ruggiti. e ciò che turbava unicamente il silenzio. esplorato da Livingstone durante il suo primo viaggio. Solo le euforbie vi crescevano a profusione. E sempre quell'interminabile corso d'acqua. era stato ridotto più di una volta a questo espediente per calmare la fame. Era una sostanza poco nutriente. fu apprezzato da tutti. in quell'arido paese. la caccia non dava più nulla. e si sarebbe potuto paragonarlo al Kalahari.

non tirate! Un uccello per cinque persone sarebbe insufficiente! — Basterà per Jack.il che era verissimo . Dick.immortalare il suo nome. fece alzare un uccello le cui penne attrassero la sua attenzione. è un indicatore. il cugino Bénédict aveva ripreso il suo consueto modo di comportarsi. Dick Sand abbassò il fucile giudicando che. — No! no! — ribatté il cugino Bénédict. lo scienziato si era rimesso in caccia durante le ore di sbarco. alcune libbre di miele sarebbero servite meglio di un uccello. e subito il cugino Bénédict e lui si misero a seguire l'indicatore. abbandonando all'indicatore la cera. e quel giorno. che costituisce la sua parte di profitto. — non tirate. cioè. . apparvero alcuni vecchi tronchi nascosti tra le euforbie. \ Il miele fu bene accolto. li invitava ad accompagnarlo. Esse coprivano in due o tre schiere il suolo e gli arbusti. effettivamente. E non ebbero da andare lontano. se. Poi. infilzatolo. tornando a mirare l'uccello che ancora non si affrettava a volar via. Alcuni minuti dopo. Il cugino Bénédict non aveva tralasciato di dire che gli indigeni si nutrono di frequente con quegli ortotteri.. e ci procurerà miele in abbondanza. Forse il cugino Bénédict non avrebbe voluto spogliare quegli industriosi imenotteri del frutto del loro lavoro. cosi egli si espresse — ma Dick Sand la pensava diversamente: affumicò le api con erbe secche e s'impadronì di una considerevole quantità di miele. ma sarebbe stato pochino e tutti avrebbero \ sofferto la fame. la piroga non si fosse fermata presso un'insenatura dove pullulavano le cavallette.e fu fatta man bassa su quella manna. Messo l'insetto in posto sicuro. nella giornata del 12. posandosi e volando a volta a volta. — rispose Dick Sand. frugando fra le alte erbe. allorché il cugino Bénédict gridò: — Non tirate. in mezzo a un intenso ronzare d'api. se ne tornò con il cugino Bénédict all'imbarcazione. Dick Sand stava per sparargli. Ce n'era da caricare dieci . nella fodera del cappello. a miriadi. che.

Dick Sand sperò che cosf fosse. Si. Nondimeno. 16. Era tempo d'arrivare.ma insomma ne mangiò. Sarebbe durato otto giorni? o un mese? nulla lo indicava. Dal canto suo. Se il corso del fiume fosse stato diritto verso ovest. gli assalti continui delle zanzare. è vero. . Dick Sand era dunque molto inquieto. l'umido della notte.* quelle cavallette commestibili sarebbero sembrate eccellenti anche a gente meno affamata. e del quale questo non è che un affluente! Forse è lo stesso Zaire! — Dio ti ascolti. A questa parola. fra un paese meno arido. — Il mare! — gridò. Dick Sand sussultò e accorse presso Jack. era tempo che questa lunga serie di prove morali e fisiche avesse a terminare. e perciò. che Stanley doveva riconoscere alcuni anni dopo. Il piccolo Jack si trovava a prua della piroga e guardava attraverso le stoppie. non ancora il mare. prima di giungere al litorale. sulle acque . avvenne un cambiamento di direzione. poiché se quello era lo Zaire o Congo. Dick! — rispose la signora Weldon. — disse — ma un fiume che scorre verso ovest. e aveva ragione di sperarlo. i fuggiaschi sarebbero già arrivati alla costa nord dell'Angola. Nei giorni 15. eppure Dick Sand non poteva ancora assegnare alcun termine di viaggio. tutto rendeva molto penosa anche quella discesa del corso d'acqua. — No. allorché la mattina del 14 luglio. d'un tratto. 17 e 18 luglio. abbrustolite a fuoco lento.sospirando. non c'era più che da discendere il suo corso per giungere alle borgate portoghesi alla sua foce. Quantunque andare alla deriva su quel rapido fiume non fosse faticoso come la marcia nelle prime foreste del litorale. ma la direzione generale era piuttosto verso nord. il calore 259 eccessivo del giorno.volte la barca e. quando all'orizzonte apparve una grande distesa d'acqua. la barca continuò ad andare alla deriva. avrebbero potuto continuare a quel modo indefinitamente. il cugino Bénédict ne mangiò una buona quantità .

Dick Sand. ancora molto sordo. furono prese le medesime precauzioni e parve sempre che la corrente trascinasse alla deriva un cumulo di erbe. Quelle nuvole non sono che acqua polverizzata! A riva. e ciò divenne anche troppo evidente. al disotto del fiume. ai primi raggi del sole che si rifransero attraversandoli. si vide svolgersi dall'uno all'altro argine uno splendido arcobaleno. in grande ansia. la cui voce destò la signora Weldon — ci sono delle cateratte. a circa mezzo miglio. — A riva! — gridò Dick Sand. continuando ad ascoltare. La notte era calma. si fece udire verso ovest. le . Ancora alcuni giorni. presto si cambiò come in un lontano muggito. il suolo veniva a mancare per oltre cento piedi di sotto al letto del fiume. — rispose Dick. quando. Hercule tornò a poppa. Dopo questa risposta. i cui occhi brillarono di gioia. — È il rumore del mare! — disse Hercule. — Aspettiamo il giorno. Jack e il cugino Bénédict dormivano sul fondo della barca. ma vigiliamo con estrema attenzione.argentee del fiume. chiamò Hercule a prua e gli raccomandò di ascoltare con la più grande attenzione. un rumore lontano. mentre la signora Weldon. Dick Sand rimase a prua. volle saperne la causa e. una specie di nuvola galleggiava nell'atmosfera. non un soffio agitava gli strati atmosferici. Verso le tre del mattino. A valle. Allora a ognuno sarebbe toccato il premio della propria devozione e se il giovane allievo non ne avesse rivendicata la maggiore. nondimeno. la signora Weldon avrebbe ben saputo rivendicarla per lui. A valle. ma non erano vapori. Il rumore cresceva. scotendo il capo. e certamente i superstiti del "Pilgrìm avrebbero visto la fine delle loro sofferenze. Hercule! Dick Sand non si sbagliava. 260 Il giorno sorse quasi senz'alba. — Che cos'è allora? — domandò Hercule. durante la notte. — No. Ma il 18 luglio. avvenne un incidente che rischiò di compromettere la salvezza di tutti.

Né la signora Weldon. — esclamò il piccolo Jack. molto folti. poiché la barca non poteva più seguirne il corso. e l'imbarcazione sarebbe stata trascinata nell'abisso.cui acque si precipitavano con superba. Eppure si erano aiutati! Non sarebbe il cielo venuto in loro aiuto? La barca giunse in breve alla riva sinistra del fiume. man mano che vi si avvicinava. — Si direbbe che pianga. V. essi toccavano terra fra una verde . Era. del resto. forse alla vigilia di giungere alle borgate portoghesi della foce. Dingo gli sfuggi. Sulla riva sinistra sorgevano grandi boschi. e l'attrazione non si faceva sentire che a tre o quattrocento piedi a monte della cateratta. CON UN VIGOROSO colpo di remo. il suolo che veniva a mancare improvvisamente. CAPITOLO XIX S. Era dunque un colpo terribile per quegli infelici. Un mezzo miglio più avanti. che ormai avrebbero dovuto attraversare. ma irresistibile impetuosità. come si è detto. Dick Sand. la corrente non era veloce e il letto del fiume conservava fino alle cascate il suo normale pendio. nessuna luce filtrava attraverso la loro impenetrabile cortina e Dick Sand guardava non senza terrore quel territorio. si chiese se qualche belva o qualche indigeno non fossero nascosti fra gli alti papiri dell'argine. giunse all'argine e scomparve fra le alte erbe. Alcuni minuti dopo. né Dick Sand. Hercule si era lanciato verso la riva sinistra. Dingo aveva mostrato strani segni d'impazienza e di dolore a un tempo. non si poteva nemmeno pensarvi. In quel punto. che l'osservava (tutto poteva essere pericolo). e saltando nell'acqua allorché la piroga non era più 261 che a venti piedi dalla riva. ma di li a poco riconobbe che l'animale non era mosso da un sentimento di collera. né Hercule sapevano che pensarne. e quanto a trasportarla di là dalle cascate. allacciando Dingo con le braccia. abitato dai cannibali del Congo inferiore.

— E quest'uomo. sulla quale si curvavano grandi alberi. — Era. con il fucile carico. guardate! Dick Sand mostrava in fondo alla capanna il tronco denudato del sicomoro. Un istante dopo. Là sorgeva una capanna in rovina. che si potevano però distinguere ancora. non avevano fatto dieci passi. . doveva essere. Un primo presentimento inesplicabile lo aveva attirato su quella parte della riva. Nella foresta non c'era alcun sentiero. « Chi c'è dunque li? » si domandò Dick Sand. con il muso a terra. Dingo lo conosceva! — rispose Dick Sand. Il suolo era sparso di ossa già sbiancate sotto l'azione decolorante dell'atmosfera. un secondo lo spingeva adesso nelle profondità del bosco. signor Bénédict. che ritrovarono Dingo. Ciò fu notato chiaramente da tutti. — Signora Weldon. Hercule! In quel momento. non ci lasciate! Attenzione. Hercule ormeggiò saldamente la barca a un ceppo di mango. Hercule con la scure alla mano. e ognuno mise piede sulla riva. Il cane. davanti alla quale Dingo latrava lamentosamente. Dingo rialzava la testa e. Vi apparivano sopra due grandi lettere rosse. e piccoli aironi. facendo udire continuamente dei latrati. la signora Weldon e gli altri lo seguirono. gettando un sibilo acuto.schiuma di conferve e altre piante acquatiche. con le assi sconnesse. la signora Weldon e i suoi compagni lo raggiungevano ai piedi di un vecchio sicomoro perduto nel più fitto del bosco. eppure alcuni muschi calpestati indicavano che quel luogo era stato visitato di recente dagli indigeni o dagli animali. bianchi come neve. con piccoli salti. Jack. Egli entrò nella capanna. seguiva una traccia. Dick Sand. invitava a seguirlo. volarono via subito. — Attenzione! — disse Dick Sand. Alcuni martin-pescatori. — In questa capanna è morto un uomo! — disse la signora Weldon. il suo padrone! Ah. Dingo aveva appoggiato la zampa destra contro l'albero e pareva che le indicasse. già quasi cancellate.

si era trovato il denaro rubato e.. VERNON ». Non terminò la frase.. V. abbandonato.. che si trovava in un angolo della capanna. era guidato da Negoro. Si sa come fosse riuscito ad evadere. Il denaro che egri portava aveva eccitato la bramosia del miserabile. a centoventi miglia dalla costa. raccolse una scatoletta di rame tutta ossidata... — le lettere che Dingo ha riconosciuto fra tutte! Le iniziali che porta sul collare!. Riconosciuto come uno degli agenti del negriero Alvez. e come si fosse imbarcato sul Pilgrim per sventura di coloro che dovevano compiere la traversata con esso. e non doveva più dimenticarle! Poi. partito con il suo cane Dingo per esplorare il centro dell'Africa.. Dingo aveva imparato a conoscerle. che decise di impadronirsene. tornato alla costa. prima di morire. Negoro prese senza dubbio la fuga.. S. con la data e con il movente dell'assassinio. e abbassandosi. Dingo!.. era stato raccolto dal capitano del . dava il nome dell'assassino. La scatola fu aperta.. Aiuto!.— S. e ne sfuggi un pezzo di carta. certamente. Samuel Vernon.... lo aveva chiuso in quella scatola dove. Quel biglietto.... e fu allora che cadde nelle mani dei portoghesi. e là era stato mortalmente colpito. a recarsi nella Nuova Zelanda. derubato. sul quale Dick Sand lesse queste poche parole: 262 «Assassinato.! — esclamò Dick Sand. qui.. che. condotto a San Paolo di Loanda.. giunto in quel punto delle rive del Congo. con un ultimo sforzo. derubato dalla mia guida Negoro. aveva stabilito il suo accampamento in quella capanna.. fu condannato a vita in uno dei penitenziari della colonia. Compiuto il delitto. Ma che cosa era accaduto dopo il delitto? Nulla che non fosse facile comprendere! L'infelice Vernon. Dinanzi a quelle due lettere rosse. 3 dicembre 1871. Quelle parole dicevano tutto. Il viaggiatore francese.. aveva evidentemente avuto il tempo di scrivere il biglietto.. il suo dito insanguinato aveva tracciato come un epitaffio le iniziali del proprio nome.

Ma il cane fedele aveva ricevuto un colpo mortale e. trascinandosi fino alla . Era Negoro. quando Dingo. e Dick Sand e Hercule già si accingevano a dare una sepoltura cristiana ai resti di Samuel Vernon. Hercule fece come Dingo: balzò a sua volta fuori della capanna. quel bandito. si era recato nel luogo stesso dove aveva assassinato il viaggiatore che si era affidato a lui. bandito! Finalmente potrò strozzarti! Era già cosa fatta. le ossa del viaggiatore imbiancavano in fondo a quella foresta sperduta dell'Africa centrale. aveva tratto il coltellaccio e colpito il cane. colpito. lo videro precipitarsi sopra un uomo. Negoro aveva ben nascosto la 263 refurtiva con l'intenzione di tornare un giorno a riprenderla. le cose dovevano essere avvenute in questo modo. e sul luogo stesso dove il delitto era stato commesso. dopo aver lasciato indietro la sua scorta. e Dick Sand. seguendo le sue tracce. che rotolò in terra. di furore questa volta. dove aveva ritrovato Negoro. orribili grida si fecero udire a breve distanza. scoprendolo.Waldeck e infine a bordo del Pilgrim. Si. Jack. quando videro alcune manciate di monete d'oro francesi che brillavano in un buco scavato di recente ai piedi di un albero. dalla giustizia divina. Il portoghese non dava più segno di vita. si slanciò fuori della capanna. la signora Weldon. gli era balzato alla gola. un uomo era alle prese con il robusto animale. e stava per impadronirsi di tutto quell'oro. colto sul fatto. evidentemente. e tutti lo compresero. allorché Dingo. nel momento in cui Hercule si gettava su di lui gridando: — Ah. ed egli non viveva più se non nella memoria del suo cane. Era dunque evidente che. afferrato alla gola dai denti formidabili del cane. si può dirlo. Il miserabile. gettando un urlo. Bénédict. Nel frattempo. dopo l'assassinio e prima di cadere nelle mani dei portoghesi. Quasi subito. Ma non era senza ragione. Recandosi alla foce dello Zaire per imbarcarsi per l'America.

fu messo nella stessa fossa del suo padrone. signora Weldon. Hercule seppellì profondamente i resti del viaggiatore. dalla parte del fiume. quel fiume era il Congo. — Passiamo sull'altra riva. non possiamo . ma -gli indigeni che lo accompagnavano da Ka-zonndé non potevano essere lontani. — Rimane dunque da decidere.capanna. Era dunque necessario seguire l'una o l'altra riva. sotto una longitudine. Ma se non si poteva più dubitare che non fosse il Congo. poiché abbiamo da temere di incontrare la scorta di Negoro. salvo poi costruire una zattera per lasciarsi andare ancora una volta alla deriva. Ma non importa. e questo era un pericolo molto serio. o la riva destra del fiume. Non rivedendolo. Dick Sand e la signora Weldon tennero dunque consiglio su quanto conveniva fare. — È praticabile? — fece osservare Dick Sand. e senza perdere un istante. — disse la signora Weldon. andò a morire là dov'era morto Samuel Vernon. Grandiose cascate. Negoro non era più. poiché Negoro la seguiva. quello che gli indigeni chiamano Kwango o Ikutuya Kongo e che. Era proprio quella grande arteria dell'Africa centrale alla quale l'eroico Stanley ha imposto il nome glorioso di Livingstone. su questa riva mi pare che rischiamo di più. e Dingo. — La via delle bocche del Congo è piuttosto sulla riva sinistra.molto probabilmente la cascata di Nta-mo — ne vietavano la discesa a qualsiasi imbarcazione. e. vale a dire per un miglio o due. . Fatto ormai certo. e gli indigeni sono assai temibili. Entrambe. il biglietto del viaggiatore francese indicava però che la sua foce era ancora a centoventi miglia da quel punto. — disse concludendo Dick Sand — se dobbiamo scendere lungo la riva sinistra sulla quale ci troviamo. almeno fino a valle delle cateratte. è lo Zaire. disgraziatamente. mi sembrano pericolose. Tuttavia. ma che i geografi avrebbero forse dovuto sostituire con il suo. in quel luogo il fiume non era più praticabile. lo avrebbero evidentemente cercato. pianto da tutti. sotto un'altra il Lualaba.

signora Weldon. Questo era agire con prudenza. senza essere fortissima.. — Porta con te il fucile. come se avesse qualche presentimento. Hercule! Dopo questa risposta.. — Forse sarebbe meglio non separarci. Dick? — No. vi si accentuava un poco per l'attrazione delle cascate. la corrente. attraversarlo era facile. — Ma sull'altra riva? * — Se vedo il minimo pericolo. sciolta dall'ormeggio. portò Dick Sand verso l'altra riva dello Zaire. In breve. ma non abbiate alcun timore per me. non sbarcherò.. giungevano fino al giovane allievo. La signora Weldon e Hercule. non misurava più di tre o quattrocento piedi 264 di larghezza e per l'allievo. aspettando 11 suo ritorno. di attraversare il fiume con voi. bisogna che io sappia se possiamo discenderlo fin sotto le cascate. Egli fremeva al pensiero che la piroga. Vegliate bene. — È necessario per la salvezza di tutti! Entro un'ora. sollevati dal vento da ovest.. passerò quattrocento piedi più in su. La signora Weldon. — rispose Dick Sand. la piroga. — Si. — No. — soggiunse la signora Weldon. lasciatemi andare solo. Il fiume. in quel punto. Dick. e alcuni spruzzi. sarò di ritorno. Dick Sand stava per partire. Jack e il cugino Bénédict dovevano rimanere sotto la guardia di Hercule. Dick Sand giunse nel mezzo del fiume. se vi fosse stata minor sorveglianza durante la notte . signora Weldon. Prese queste disposizioni. però. avvezzo a maneggiare il remo. la seguivano con lo sguardo. e Dick Sand volle mettere senz'altro in esecuzione il suo progetto.esitare! Prima. A quattrocento piedi a valle. l'imponente muggito delle acque riempiva lo spazio. rannicchiati nelle macchie di papiro. quando la signora Weldon gli disse: — Non hai paura di essere trascinato verso le cascate.

con il fucile spianato. il loro disinganno si manifestò con spa265 ventose vociferazioni. avevano scorto i fuggitivi. bastava a mantenerla in una direzione un po' obliqua alla corrente. avendo veduto ogni cosa. prima o poi. quegli infelici a sbarcare sull'una o sull'altra riva. abilmente maneggiato. ritto a prua della barca. uno di quegli indigeni si rialzò. tese il braccio verso la riva sinistra e mostrò la signora Weldon e i suoi compagni che. dinanzi al fucile puntato su di loro. Erano i cannibali del villaggio lacustre. aspettava dal cielo un'ispirazione che potesse salvarli. che avrebbero restituito solo dei cadaveri! Ma ciò non era più da temersi e in quel momento il remo. Intanto costoro avevano strappato tutta la stoppia sotto la quale credevano di trovare altre vittime. Dick Sand si vide perduto.precedente. Dick Sand. Un quarto d'ora dopo. teneva sotto mira i cannibali. non si muovevano. non sapendo che decisione prendere. vale a dire una preda per essi sicura. poiché l'ostacolo delle cascate avrebbe costretto. In quel momento. però. mentre la . Dick Sand aveva raggiunto la riva opposta e si disponeva a saltare sull'argine. per otto giorni avevano seguito la riva destra del fiume. Padrone di sé. conoscendo l'effetto delle armi da fuoco. Un ragazzo di quindici anni per dieci commensali! Ma allora. echeggiarono delle urla. Sotto le erbe che si erano lacerate contro le palafitte della loro borgata. si sarebbe perduta in quelle cateratte. e una decina di indigeni si precipitarono sul cumulo di erbe che nascondevano ancora la barca. ma si chiese se il sacrificio della propria vita non potesse salvare i suoi compagni. i cannibali si accingevano a passare il fiume. Ma uno di loro aveva afferrato il remo e lo manovrava da uomo che sapeva servirsene. La barca stava per essere spinta al largo. e quando furono convinti che era caduto in mano loro solo il giovane allievo. che non pensava a sé. erano risaliti sull'argine.

nella quale avrebbe . la piroga. Dick Sand non aveva minimamente perduto il suo sangue freddo di fronte alla morte che lo minacciava. volendo tentare di raggiungere a nuoto la riva sinistra. Intravide la possibilità di salvare tutti coloro che amava facendo il sacrificio della propria vita. non più governata dal remo. del resto? Entro un'ora. e questo la trascinava con crescente velocità: in pochi istanti non fu più che a cento piedi dalle cascate. La signora Weldon e Hercule avevano compreso tutto: Dick Sand tentava di salvarli precipitando i cannibali con sé nell'abisso. per la ragione stessa che galleggiava con la chiglia per aria. In quel momento. Difatti. che fecero capovolgere. — fuggite! Né la signora Weldon. mentre la mano impotente di Hercule si tendeva verso di lui!. andò in schegge. gli fu mandata. essa non fu più che a cento piedi dalla riva sinistra. si sarebbe detto che fossero inchiodati al suolo.. gli mandavano un ultimo addio. Gli balenò allora alla mente un ultimo pensiero. inginocchiati sull'argine... — Fuggite! — gridò Dick Sand alla signora Weldon. In breve. Infatti. cioè.. che quella barca. Dick Sand prese di mira con il fucile l'indigeno che manovrava la barca. I cannibali gettarono un urlo di terrore. due pericoli si dovevano temere nel momento in cui Dick Sand si fosse inabissato nella cateratta: l'asfissia per l'acqua e l'asfissia per l'aria. — Dio li protegga! — mormorò — e nella Sua bontà infinita abbia pietà di me! Nello stessa istante. gli indigeni. poteva essere la sua salvezza. ma allora l'ispirazione suprema che domandava al cielo. si gettarono fuori della piroga. Fuggire? E a che cosa serviva. lo scafo rovesciato della piroga sarebbe stato come una scatola.piroga attraversava obliquamente il fiume. Ora. e il remo. aveva preso il filo dell'acqua. sarebbero caduti nelle mani dei cannibali! Dick Sand lo comprese. spezzato da una palla. Il piccolo Jack e sua madre. né Hercule si mossero. E non esitò a farlo.

essi. poi. ma onesti negozianti portoghesi che facevano il commercio dell'avorio. per la rapidità della caduta. In tali condizioni. Un quarto d'ora dopo. giungeva alla riva sinistra. fino a Yellala. Dick Sand pensò tutto ciò in un attimo e. poiché Dick Sand non avrebbe potuto riprendere su una zattera la discesa dello Zaire. Ma ormai i cannibali erano scomparsi nel tumulto delle acque.forse potuto mantenere la testa fuori dell'acqua nel tempo stesso che sarebbe stato al riparo dall'aria esterna. Buon nuotatore. e i loro corpi andavano ora a lacerarsi sulle rocce aguzze contro le quali s'infrangeva la corrente inferiore del fiume. anche precipitando nelle cateratte d'un Niagara. Ai fuggitivi venne fatta un'ottima accoglienza. Non erano mercanti di schiavi.. il piccolo Jack e il cugino Bénédict. però. senti l'irresistibile corrente trascinarlo. che Hercule aveva condotti in gran fretta. e dopo essersi tuffata profondamente. tornò alla superficie del fiume. alla foce del Congo. avevano cessato di vivere prima ancora di aver toccato le profondità dell'abisso. Dick Sand comprese allora che la sua salvezza consisteva ormai nel vigore delle proprie braccia. e vi ritrovava la signora Weldon. L'incontro di quella carovana era stato veramente un aiuto del cielo. lo avrebbe certamente soffocato. sembra che 266 un uomo possa avere qualche probabilità di sfuggire alla doppia asfissia. CAPITOLO XX CONCLUSIONE DUE GIORNI dopo. La piroga affondò nell'abisso scavato dalle acque al piede della cateratta. la signora Weldon e i suoi compagni incontravano una carovana che si dirigeva verso Emboma. con la testa fuori dell'acqua sotto lo scafo rovesciato. in un ultimo istinto. e l'ultima parte del viaggio si compi in condizioni sopportabili. il fiume non è più che una serie di . Dopo le cascate di Ntamo. che la barca capovolta non aveva protetto. la quale.. senti che precipitava quasi perpendicolarmente. il 20 luglio. s'aggrappò alla panca che congiungeva le due fiancate della piroga.

Stanley ne ha contate sessantadue. dopo avere stretto la mano a James Weldon. il degno scienziato. Il 25 agosto. chi può dire a quali pericoli. Giusto cielo! Che grido di disperazione gli sfuggi la prima .. finalmente. e una volta là. la ferrovia deponeva i naufraghi nella capitale della California! Ah! se il vecchio Tom e i suoi compagni fossero stati con loro!. sfuggendo poi soltanto per miracolo ai pericoli delle cascate di M'belo. si era chiuso nel suo studio e rimesso al lavoro. la signora Weldon..rapide e di cateratte. dove i signori Motta Viega e Harrisson li ricevevano con generosa ospitalità. quattro anni dopo. più a valle. Weldon del ritorno insperato della moglie e del figlio. uno dei desiderata della scienza entomologica. L'11 agosto. poiché avrebbe dato tutta la propria fortuna per riscattare la moglie e il figliolo. la signora Weldon e i suoi compagni vi si imbarcarono e giunsero felicemente sulla terra americana. dei quali aveva inutilmente cercato le tracce in tutti i punti dove poteva credere che fosse stato gettato il Pilgrim. informò James W. a quali perfidie sarebbe stato esposto? Una sola parola sul cugino Bénédict. Che dire ora di Dick Sand e di Hercule? L'uno divenne il figlio. l'altro l'amico di casa. Jack. sarebbe partito per la costa d'Africa. si munf dapprima di una lente e di un paio di occhiali. Là l'intrepido viaggiatore doveva. Egli era lietissimo davvero che Negoro non fosse giunto fino a lui. Egli meditava un'enorme opera sull'« esapodo Benedictus ». e tutto ciò che meritava il bravo negro. Là. e nessuna imbarcazione vi può passare. sostenere l'ultimo dei trentadue combattimenti che egli dovette fare contro gli indigeni. Il giorno stesso del suo arrivo. Dick Sand. Un telegramma. come se avesse continuato una frase interrotta il giorno prima. nel suo studio tappezzato d'insetti. mandato a San Francisco. James Weldon sapeva di quanto era debitore verso il giovane allievo. Hercule e il cugino Bénédict giungevano a Emboma.. Uno steamer stava per partire per 267 l'istmo di Panama.

egli era circondato dalla stima. Weldon. si è trovato al disotto del proprio compito. e lo relegava nella classe degli aracnidi più comuni. — Sf! — ripeteva spesso.. che. pur lavorando molto dal canto suo. distinguendosi. si disponeva ad assumere un comando per la casa James W. questa mutilazione riduceva il preteso « esapodo Benedictus » allo stato d'invalido. Era un volgaris-simo ragno! E se non aveva che sei zampe invece di otto. — se a bordo del Pilgrim avessi saputo tutto ciò che un marinaio deve sapere. Nonostante la sua giovane età. ma la semplicità e la modestia erano tanto naturali in lui. a diciotto anni. la fermezza. ciò era dovuto al fatto che le due zampe anteriori gli mancavano! E se quelle zampe gli mancavano. munito di un diploma per merito spe268 ciale. per mancanza di sapere. era perché. l'orfanello raccolto sul ponte di Sandy-Hook. i suoi studi idrografici e. e non sospettava nemmeno. si era applicato allo studio con una specie di rimorso. si potrebbe dire dal rispetto di tutti. con il suo lavoro. il piccolo Jack aveva otto anni e Dick Sand gli faceva ripetere le sue lezioni. Perciò. la costanza dimostrate nelle sue prove avessero fatto di lui una specie d'eroe. appena giunto a terra. . il coraggio. gliele aveva disgraziatamente spezzate! Ora. aveva terminato.. Infatti. che non se ne accorgeva affatto. comprendendo tutto ciò che gli era mancato. quello dell'uomo che. cosa che la miopia aveva impedito al cugino Bénédict di riconoscere prima! Egli ne fece una malattia. quando Hercule lo aveva preso. Tre anni dopo. quantunque non gli si potesse attribuire nessuna di quelle azioni che chiamiamo meravigliose. Ecco a quale punto era giunto con la sua condotta.volta che se ne servi per studiare l'unico campione che gli avesse fornito l'entomologia africana! L'« esapodo Benedictus » non era affatto un esapodo. ma per fortuna guari. quante sciagure sarebbero state risparmiate! Cosi parlava Dick Sand.

attribuendosi la responsabilità della loro sciagura. che pensava sempre alla condizione in cui si trovavano i suoi vecchi compagni di sventura! Perciò. James Weldon. del resto. è inutile dirlo. e finalmente vi riuscirono. Erano il vecchio Tom. Weldon non la intendeva cosi: uno dei suoi corrispondenti trattò l'affare. Soltanto la povera Nan mancava fra coloro che il Pilgrim aveva gettato sulla funesta costa d'Africa. Ma la vecchia fantesca non poteva essere richiamata in vita. dove la schiavitù. ad Austin e ad Actéon. Quelle brave persone. pensava continuamente al vecchio Tom. ed era certamente un miracolo che soltanto quei due esseri fossero soggiaciuti a così terribili vicende! Quel giorno. E quell'argomento era pure causa di grave tristezza per la signora Weldon.Manovre per affiancare la propria nave a quella nemica in modo da permettere agli uomini di saltare su di . Abbordaggio . stava per essere abolita. Actéon e Austin. dagli abbracci dei loro amici. cui tutti risposero acclamando. grazie ai corrispondenti che il ricco armatore aveva in tutto il mondo. \ 269 SPIEGAZIONE DEI TERMINI MARINARESCHI USATI IN QUESTO LIBRO A Abbasso da riva . Nei rari momenti d'ozio che i suoi studi gli lasciavano. a Bat. Il vecchio Tom e i suoi compagni erano stati venduti nel Madagascar. e neppure Dingo. quattro negri bussavano alla porta della sua abitazione. Dick Sand voleva consacrare tutte le sue piccole economie per riscattarli. dopo essere scampate a tanti pericoli. e un bel giorno. e il brindisi migliore. il 15 novembre 1877. Bat.Tuttavia un pensiero non gli dava requie. Dick Sand e Hercule misero sottosopra cielo e terra per ritrovare le loro tracce. fu quello che la signora Weldon fece a Dick Sand. furono li li per essere soffocate. ma James W. nella casa del commerciante californiano si fece grande festa.Scendere dalle alberature dopo aver eseguito le manovre. « al capitano di quindici anni! ». quel giorno.

L'iniziarsi del moto di una nave. di pino o di ferro che serve a sostenere i pennoni e le vele delle navi a vela.L'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori. ma entrato nell'uso: oscillazione brusca e improvvisa a dritta o a sinistra della prua rispetto alla rotta seguita in navigazione. quando gli alberi sono più di uno. 4.Alzare e sistemare gli alberi di una nave a vela. Accecare {una falla) .Il deformarsi di un trave oltre il suo limite di elasticità. allo scopo di permettere agli uomini di saltare su di essa e iniziare il combattimento a corpo a corpo. Alberatura .Tappare una via d'acqua con stoppa.Fusto di abete. Aggottare . Accostare. Affaticato .Bastimento che naviga con difficoltà in mare fortemente ondoso. e che termina con una cuffia girevole di ottone.Affiancamento o collisione volontaria di una nave contro una nave nemica. Abbordare . così che non può piti riprendere la sua funzione. 3. 2. Alberi attelati . era in uso nei combattimenti navali del passato. Sui velieri.Vedi albero. Abitacolo (della bussola) .Francesismo. Abbrivare. Albero di maestra: l'albero più alto di tutti al centro della nave. hanno U seguente nome: 1. accostata .Vedi albero di maestra.Colonna fissata al ponte della nave.Togliere l'acqua da un'imbarcazione. Alberetti . Bompresso: l'albero non verticale che sporge di prora e destinato a sostenere il lato inferiore dei fiocchi. Palo: è il nome che prende la mezzana quando non ha vele quadre. ma solo vele àuriche e in generale l'albero poppiero di . Acconsentire .essa e iniziare il combattimento ad armi corte. abbrivo . Alberare . Alare .Il movimento angolare che compie una nave a dritta o a sinistra di una rotta per prenderne un'altra.Tirare con forza un cavo per portarlo alla tensione voluta o per sollevare un peso. Accelerare.Gli alberi con le vele spiegate o disposte ordinatamente. Albero di mezzana: l'albero a poppa della maestra. tela o altro materiale adatto. È provocata generalmente da mare grosso che batte nei quartieri poppieri della nave. 5. Trinchetto: il primo albero verticale a cominciare dalla prora. e manovra per eseguirla. Alambardata . sulla quale poggia con sospensione cardanica la parte inferiore (mortaio) della scatola della bussola. Alberetto di maestra . Albero .

Massimo grado della Marina militare.Linea retta che congiunge due oggetti cospicui (anche segnali appositamente costruiti) sulla costa. passante per lo zenit dell'osservatore e per il centro dell'astro. Quelli che fissano lateralmente e alquanto verso poppa i tronchi maggiori e gli alberi di gabbia si chiamano sàrtie.ALBERETTO DI MEZZANA O ALBERETTO DI BELVEDERE. velaccio e belvedere. Ancora .Strumento di ferro con raffi uncinati per far presa sul .La parte della nave.Voce generica che indica i locali destinati al riposo e ai pasti dell'equipaggio sulle navi mercantili. Alloggio . 271 Con espressione generica si dice alberi di gabbia per indicare quelli di parrocchetto. Ammutinamento . Allievo .). Nei punti di congiunzione degli alberi verticali vi sono dei terrazzini.Giovane che ha compiuto gli studi per l'abilitazione a ufficiale nella Marina mercantile. ma che compie a bordo il tirocinio per poter esercitare le sue funzioni.ASTA DI FIOCCO .L'ampiezza in gradi dell'arco del cerchio verticale. imbarcazioni. in un numero di quattro o più. Ammainate .Far discendere qualsiasi oggetto sospeso a cavi (vele. compreso fra l'astro e l'orizzonte. TRONCO MAGGIORE DI TRINCHETTO . pennoni. dove i fianchi si incurvano per formare la poppa. TRONCO MAGGIORE DI MAESTRA . a seconda degli alberi cui appartengono: TRONCO MAGGIORE DEL BOMPRESSO . Meridiana è l'altezza di un astro nell'istante in cui passa al meridiano.Il reato di marinai che. Quelli più bassi si chiamano coffe e quelli più ulti crocette o barre.ALBERO DI GABBIA ALBERETTO DI MAESTRA O ALBE-RETTO DI GRAN VELACCIO. Gli alberi sono tenuti fissi e assicurati allo scafo mediante un sistema di tiranti. Ammiraglio . bandiere.ALBERO DI CONTROMEZZANA . Allineamento . ecc. Anca .ALBERETTO DI TRINCHETTO O ALBERETTO DI VELACCINO. generalmente in cavo di acciaio. si rifiutano di eseguire un ordine o si ostinano nel fare una domanda o sporgere una lagnanza. a dritta o a sinistra. Quelli che fissano allo stesso modo gli alberettì si chiamano paterazzi. gabbia e contromezzana e alberettì per indicare gli alberi di velaccino. serve generalmente per indicare alla nave che atterra una rotta sicura da ogni pericolo. Gli alberi destinati a portare vele quadre sono costituiti in tre pezzi che hanno i seguenti nomi. TRONCO MAGGIORE DI MEZZANA .ASTA DI CONTROFIOCCO. Si_ chiamano stralli quelli che sostengono gli alberi verso prora. Altezza (di un astro) .una nave a vele quadre quando sia guarnito di vele àuriche.ALBERO DI PARROCCHETTO .

Percorso compiuto da un astro dal momento del suo passaggio al semidiametro inferiore dell'osservatore fino all'istante che si considera. Ancora a picco: quando il tratto di catena che rimane fuori. Avaria . Argano . dal mare e con buon fondo per la presa delle ancore. Si chiama anche.Si dice della nave e della sua ancora quando per forza di vento o di corrente l'ancora non riesce a trattenere la nave e striscia sul fondo. se ad asse orizzontale.L'asta di legno che fa da pennone alla vela latina. è lungo quanto è profonda l'acqua. ad asse verticale od orizzontale.Macchina per sollevare pesi e in genere per compiere un grande sforzo di trazione. Arare .) o verricello. è composta da un cilindro. Angolo orario . l'ancora emerge. tirata l'intera catena. e intorno al quale si avvolge il cavo o la catena che compie lo sforzo. Si dice anche arriva.Qualunque danno sofferto dalla 272 nave o dal carico durante le operazioni di carico o scarico o durante la navigazione.L'avvicinarsi di una nave o ài una imbarcazione a una banchina o a un'altra nave fino a toccarla per compiere operazioni di imbarco e sbarco. Arrancare . B . Armare . che ruota a mano o a motore.Disporre le vele degli alberi in modo che si spieghino e si tendano al vento. Attraccare . Attelare . Aspa . approntare una nave. tra il pelo dell'acqua e l'ancora affondata. Non è perpendicolare all'albero ma inclinata.fondo del mare e trattenere la nave mediante catene o gomene.Asta di legno o barra di ferro che si innesta orizzontalmente sulla testa del-Yargano per farlo girare con la forza umana.L'asta che si trova sull'estrema poppa delle navi per alzarvi la bandiera.L'operazione di dar fondo all'ancora. A riva . Antenna . Attrezzare.In alto sull'alberatura. ancora a riva: quando. Ancorare .Vogare con la massima forza. Ardente .Vedi orziero. campana (v. molinello (v. Asta della bandiera . Ancoraggio .Mettere a posto ogni arnese marinaresco.).Sono tutti gli specchi d'acqua dove è possibile ancorarsi perché riparati dal vento.

Banda (Alla) .Ciascuna delle aperture praticate nei fianchi della nave alle quali si applicano le scale di accesso a bordo. maestra e mezzana. La vela ad esso invergata prende lo .Ringhiera di protezione lungo i bordi del ponte di coperta (v.Posizione inclinata della nave. Serve per ormeggio o per prendere a rimorchio.Nave. una volta a vela e oggi a propulsione meccanica. Barometro . Belvedere . Barcarizzo .Nella struttura di una nave in legno.L'imbarcazione più grande di bordo. Levare o mettere barra: diminuire o aumentare l'inclinazione del timone. Barcaccia . Battura (della chiglia) . Barbetta . mollare la barra: togliere le mani dalla barra in modo che il timone non opponga resistenza al movimento angolare della nave quando questa allontana la prua dalla direzione da cui spira il vento. destinata alla caccia delle balene. Beccheggiare. Si dice anche trevi.Baglio .Imbarcazione di forme molto snelle che viene messa in mare dalle navi baleniere per la caccia con la fiocina alle balene. Serve anche a sostenere i ponti e i pesi che essi sopportano.Il movimento oscillatorio di una nave che solleva alternativamente la prora e la poppa. Baleniera (nave) . essere o dare alla banda: essere sbandata. Baleniera (lancia) .). Battere i quarti . Barometro alto o basso a seconda che la pressione sia maggiore o minore.Vedi campana.Sulle navi che hanno più ponti si dà questo nome allo spazio compreso fra il ponte di coperta (v.Strumento per misurare la pressione dell'atmosfera. Salire in batteria: salire sul ponte omonimo. Basse vele .Leva o manovella che serve a far ruotare il timone sui suoi cardini.Sulle navi a vele quadre è il nome generico delle vele di trinchetto.Cima lunga dai 10 ai 12 metri che si fissa per un'estremità sulla prora delle imbarcazioni a remi.Scanalatura ad angolo che corre lungo tutta la chiglia e in cui si innesta il primo corso del fasciame. Battagliola . è un trave in uno o più pezzi che unisce le opposte ossataure.) e quello immediatamente di sotto che si chiama ponte di batteria. Barra . beccheggio . Batteria .Nelle navi è il penultimo pennone in altezza dell'albero di mezzana e precisamente è incrociato all'alberetto di mezzana o di belvedere. cambiare barra: disporre il timone dal lato opposto a quello cui si trova. barra alla puggia: orientata in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento.

) e quindi nel sottostante locale destinato ad alloggio dei marinai.Rotta a zigzag che un veliero deve seguire quando ha il vento in direzione contraria alla rotta voluta stringendo il vento. È anche uno di quei percorsi a zigzag che un veliero compie per raggiungere un punto dalla parte di dove proviene il vento {. La sua parte mediana si chiama asta di fiocco. Si dice anche: correre o navigare o stringere la bolina. di prora. Biscaglina . quest'ultimo detto anche gran boccaporto. b. Asta di fiocco è anche il bastone che sostituisce il bompresso nelle navi più piccole e nelle imbarcazioni. Bozzello .)] Di bolina stretta: stringere il vento quanto è possibile. Bordo .È l'andatura che segue la nave per andare verso la direzione del vento. Bordare a segno: tirare quanto è possibile le scotte di una vela per tendere al massimo gli orli della vela stessa.Pane reso ben secco dalla cottura in modo che possa durare a lungo senza ammuffire.Nome dato in marina alla carrucola.) da un lato e tirarli dall'altro per .Apertura rettangolare o quadrata sui ponti (v.Cima che. del centrò.). b. Bordare . b. Si chiama anche galletta.bordeggiare (v. Biscotto . di poppa.Allentare i bracci (v. Boccaporto . tirando gli angoli inferiori mediante le scotte (v.) per dare accesso ai ponti sottostanti e alle stive (v.Mollare e spiegare le vele in modo che prendano bene il vento.Bassa colonna in ferro solidamente fissata al ponte scoperto della nave che serve per dar volta a cavi che debbono esercitare un grande sforzo (da rimorchio.)]. Bordeggiare .Navigare contro vento percorrendo una rotta a zigzag. Bracciare . Bolina . legata al gratile di sopravvento di una vela quadra. Biga . {Stringere il vento (v.Il fianco della nave. generalmente è data volta al capo superiore e si lascia pendere liberamente.Scaletta portatile costituita da due cavi paralleli nei quali sono inseriti dei pioli.).L'albero che sporge obliquamente dalla prua e su cui si distendono i 273 lati inferiori di quelle vele triangolari dette fiocchi (v.stesso nome. Bolina (Di) . da ormeggio). Bitta . Bordata . L'estremità inferiore del bompresso penetra in quel ponte parziale sopraelevato a prua detto castello (v. Bompresso . viene tesata in modo da far portare la vela al massimo dopo che i pennoni sono stati bracciati di punta.).Apparecchio che serve ad alzare grossi pesi. Prende nome dalla sua ubicazione.

Scafo di nave o galleggiante zavorrato con materie infiammabili ed esplosive. Brigantino-goletta .Cavo agganciato all'estremità dei pennoni (v.Graticolato di legno usato o per la copertura dei boccaporti (v. Calare . Si fa questa manovra quando il veliero deve stringere il vento [andatura di bolina (v. Branda . serviva per provocare incendi e distruzioni. Bugna . Buttiverga . Carabottino .Parte girevole del-Vargano (v.far ruotare i pennoni (v. Alzare la bugna equivale a smurare (v.) intorno alla quale si avvolge la cima su cui far forza (cavo da alare).Sistema usato a bordo per annunciare ie ore mediante il suono di una campana.Voce antiquata per designare il cambio della guardia (v.Abbassare o mettere giù.Asta di ferro posta a murata sul ponte di coperta. Calare a picco: affondare. serve a sostenere le tende.) per dar loro (e quindi alle vele) l'orientamento voluto.Periodo di tempo fra l'uscita dal porto e il rientro di una nave impiegata nella pesca d'alto mare.).Magazzino dove si conservano i materiali di dotazione di bordo. C Cala . Bracciare di punta: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano longitudinale della nave.). Cappa .Letto pensile di tela dei marinai. Cambio del quarto . Vedi anche cuccetta.). cioè nel senso della larghezza della nave. e bompresso con fiocchi. quello di prora a vele quadre e quello di poppa a vele àuriche.L'angolo inferiore di una vela. Campana (dell'argano) . Bratto (Remo a) .) o per poter stare all'asciutto là dove si ferma . Brulotto . Campana (Colpi di) . altrimenti i cavetti d'acciaio o le catenelle che formano la battagliola.Veliero a due alberi.) e quindi dare alle vele l'orientamento voluto in modo che piglino o non piglino il vento.Remo unico usato su piccole imbarcazioni a poppa quadra per farle avanzare e dirigerle. Mettere alla cappa: ridurre le vele al minimo per affrontare il maltempo. Anche l'angolo di una tenda. al quale si legano le scotte (v. Calafatare .Andatura che una nave deve prendere per affrontare con il minimo danno il cattivo tempo.).Rendere stagni il fasciame della nave o il rivestimento dei ponti. Campagna (di pesca) .)]. Candeliere . Bracciare in croce: portare i pennoni perpendicolarmente alla chiglia.Voce antiquata per varea (v. a volte smontabile. Braccio .

Caviglia a dritta: spostare il timone a destra. sopraelevato alla coperta. Le parole « corda » e « fune » sono assolutamente estranee al linguaggio .).). 274 Caricascotte .Specie di rastrelliera di legno o di ferro fissata nei punti della nave dove scendono dall'alberatura quei cavi detti manovre correnti (v. Prendono il nome dai rispettivi pennoni.Perno mobile di legno duro o metallo che s'infila nei fori della cavigliera (v. Lo spazio sottostante è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio. manovra): vi si infilano le caviglie per legarvi le manovre correnti stesse. Castello .L'estremità sporgente dei raggi della ruota del timone (v.) e che serve a legare quei cavi detti manovre correnti (v.Manovra corrente per caricare i pennoni (v. al centro della nave (cassero centrale).La parte dello scafo di una nave o di una qualsiasi altra imbarcazione che rimane normalmente immersa. Caricamezzi . Cassero . Caviglia .).albero di maestra (v. sopraelevato rispetto al cassero (v. Contiene gli alloggi degli ufficiali e funge da ponte di comando (v.) per portare la prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento: e.). Si dice anche opera viva (v. e. Caviglia della ruota del timone . manovra). al-lorza: ordine dato al timoniere (v.) che viene impugnata per far girare la ruota stessa. mettere una caviglia sottovento: disporre il timone al lato opposto da quello in cui spira il vento. Oggi questa denominazione è usata spesso in luogo di casseretto o anche per indicare un ponte parziale. alla puggia: governare il timone per allontanare la prua dalla direzione del vento per riceverlo meglio.).Camera nella quale si eseguono i calcoli nautici e in cui si custodiscono le carte e gli strumenti nautici di uso frequente. compresa tra l'albero centrale {.)] a poppa.) che va dall'estrema prora fin quasi all'albero di trinchetto (v.Nei velieri è il ponte parziale (circa un quarto di tutta la lunghezza della nave). Cavigliera .)] e il casse-retto (v.Nelle navi a vela del passato è la parte scoperta del ponte superiore [coperta (v.). sopraelevato alla coperta (v. Casseretto .).È il ponte parziale.dell'acqua. che va dall'estrema poppa all'albero di mezzana (v.Manovra corrente per caricare i pennoni volanti. Casotto di rotta .Nome dato a qualsiasi tipo di corda di qualsiasi materia sia formata. Carena . Cavo .

L'azione di dare ai pennoni (v. l'inclinazione opposta all'attuale. Coronamento di poppa . Cazzare .Il più alto pennone dell'albero di maestra. con batterie coperte e scoperte.Titolo che si dà al capitano di vascello comandante di un gruppo di navi. Collo .Giro completo di una cima attorno ad un oggetto. Coperta o ponte di coperta . al quale è inferita la vela quadra più alta.)]. Chiglia .). che porta lo stesso nome. Contento . che partendo dal basso.Il ponte superiore che si estende per tutta la lunghez275 za della nave. un po' sotto l'estremità superiore del tronco maggiore. Si chiama cosi perché copre tutti i piani inferiori della nave. Chiesuola . con la parte rotonda rivolta verso la propra. situata nella parte più bassa della carena (v. Conserva (Navigare di) .Vela àurica trapezoidale o triangolare.Linea di giunzione fra le tavole in legno che costituiscono il fasciame della nave.Tesare un cavo il più possibile.S la seconda vela. Commodoro .Antica nave da guerra a tre alberi.marinaresco. si trova nell'albero più vicino alla poppa [albero di mezzana (v.La piattaforma semicircolare che «i trova più in alto su ogni albero dei velieri. Controvelaccio .Vela che si aggiunge lateralmente alla vela di gabbia con bel tempo e vento favorevole.L'orlo superiore della poppa.). Corvetta . nel senso orizzontale. Controfiocco . proteggendosi reciprocamente. È formata da una cuffia d'ottone girevole sostenuta da una colonnina fissa al ponte della nave. Controbracciare . Quella pili bassa si chiama coffa (v. più alta della randa e inferita inferiormente al picco di randa e lateralmente all'alberetto.Il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. Posto di vedetta.).Gruppi di navi che procedono insieme. Controranda . Coltellaccio . con l'effetto di far retrocedere il veliero. Coffa .Piattaforma semicircolare che si trova su ogni albero dei velieri a vele quadre.La custodia nella quale è collocata la bussola del timoniere (v. .). Contromezzana . La parola « tolda » è di uso letterario e non è usata nel linguaggio marinaresco. Crocetta .È la spina dorsale dello scafo. Vele a collo: quando le vele prendono il vento sulla loro faccia prodiera.

Lo stesso si dica per « babordo ». Fanale di via . In deriva. Disincagliare . Si dice anche montare. il lato sinistro.Lato destro della nave guardando verso prora.Oltrepassare. Cubia . dritto di poppa. Lo spostamento dovuto all'azione del vento si chiama scarroccio. Dritto .L'insieme delle parti di rispetto dell'alberatura delle navi a vela. Dare volta . « Tribordo » è francesismo non usato nel linguaggio marinaresco. cioè sinistra. che un galleggiante subisce per effetto della corrente marina.Il lettino fisso di bordo. Fasciame .Liberare la nave la cui chiglia si è posata o incastrata in un bassofondo. dritto di prua. visibile da ogni lato.) prodotta da una collisione nella quale penetra acqua.Lo spostamento laterale. Droma . Dritta .Avvolgere un cavo in modo che non si sciolga. Fare il punto . D Dare fondo .Fanale che tutte le navi devono portare durante la notte in navigazione per evitare collisioni {abbordi in mare).) è smontabile. di vigilanza o bellici. Doppiare . Deriva {Alla.Navigazione secondo determinati itinerari per particolari scopi politici.)]. fuori della rotta stabilita. mentre ia branda (v.Partire (detto di nave a vela). Si dice anche occhio di cubia. Duro . che le navi devono tenere la notte quando sono alla fonda. vuol dire essere in balia del vento e del mare senza avere la possibilità di dirigere la nave o l'imbarcazione [governare (v.Rivestimento di tavole o lamiere che ricopre l'ossatura .Ciascuno di quei fori di prua per i quali passano le catene dell'ancora.Le osservazioni e i calcoli necessari per la determinazione della posizione della nave.Ancorarsi.Ciascuno dei pezzi della costruzione che limitano lo scafo. scapolare. Cuccetta .Si dice che una nave è dura quando in mare grosso è lenta nel rialzarsi dal cavo delle onde. Dare volta alla bolina di gabbia: infilare una cima nel foro del gratile di sopravvento della vela di gabbia e inferirla nel pennone.Crociera {di navi da guerra) . F Falla . Fare vela .Fanale a luce bianca sulla estrema prora. in) . girare un capo o una punta della costa.Apertura nella carena (v. Fanale di fonda . Abbandonare alla deriva: lasciare qualcosa in balia del mare e del vento. Il verbo « legare » in Marina non è usato.

Lasciarla scorrere con lentezza e continuità facendola obbedire alla sua gravità o a una forza qualunque che la sollecita. cosi graduata: Velocità in miglia Grado o forza per ora 0 : 1 : 2 : 3 : 4 : 5 : 6 calma bava di vento brezza leggera » tesa meno di 1 da 1 a 3 » 4» 6 » 7 » 10 vento moderato » teso » fresco » 11 » 16 » 17 » 21 » 22 » 27 . i paranchi: mollare i sistemi di bozzelli e cime che formano i paranchi. Fileggiare o sfileggiare . la catena dell'ancora) . detta di Beaufort. ancorato.Striscia di tela che. Fonda . Essere alla fonda: essere ormeggiato. nel caso di una manovra o per cattivo governo. forma una vela o tenda.). Scotta del fiocco: manovra corrente he serve a tesare. Formaggetta . Filare {una sàgola.della nave.Lo sbattere o palpitare delle vele quando. F. La fiocina è usata per catturare pesci di medie e grandi dimensioni: viene lanciata in modo che il dardo si conficchi nelle carni dell'animale. controfiocco. secondo fiocco. Terzi lardati: strisce di tela riempite di filacce. F. cioè piegarle e arrotolarle. le scotte: manovra corrente per serrare le vele. Vengono usati per proteggere le murate. 276 Fiocina • Arnese da pesca formato da una asta di legno che porta a un'estremità un dardo e dall'altra una lunga sàgola.L'intensità del vento è misurata secondo una scala convenzionale. unita con le altre. Fiocco .Ciascuna delle vele triangolari che si alzano dagli stragli (v.) e che vanno al bompresso (v. Ferzo .Punto nel quale una nave affonda l'ancora o si ormeggia a una boa. Forza del vento . mettere alla fonda: l'atto di ancorarsi. una cima. ricevono il vento da una direzione parallela alla loro superficie. A cominciare dal più interno si chiamano: trinchetta o trinchettina di fortuna.Pomo appiattito alle due basi che si pone all'estremità superiore dell'asta della bandiera e degli alberi. gran fiocco. arrotolate strettamente.

di maestra. Fresco .Il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente quando il tempo è bello.).) Gabbieri .).Libero dal servizio. a cominciare dal basso. Per estensione con lo stesso termine si designano la secca. (Bolina di gabbia: cima che data volta al gratile di sopravvento viene tesata per far portare al massimo la vela dopo che i pennoni sono stati brac-ciati di punta.La seconda vela. Nave a vela' da guerra del passato. Franco .L'insieme delle onde del mare che si rompono su un bassofondo. Corrisponde alla « forza sei » nella scala della forza del pento (v. Gabbia . dev'albero di maestra (v.).Detto del vento quando è costante e abbastanza forte. di bompresso. una secca o scogli affioranti. Frangente . Gaffa . in navigazione. (Vedi guardia franca). Nel passato prendevano il nome dall'albero cui erano addetti: g.Vedi controranda. Primo gaettone dalle 16 alle 18 e secondo gaettone dalle 18 alle 20.Turno di guardia (v.: 7 » forte » 28 » 33 : 8 burrasca moderata » 34 » 40 : 9 » forte » 41 » 47 : 1 » fortissima » 48 » 55 0 : 1 fortunale » 56 » 63 1 : 3 uragano » 64 » 71 2 : Forza di vele . Gaettone .Piccola asta con due uncini in punta che serve per .Marinai addestrati nel maneggio delle vele. Gabbie è il nome generico dato alla vela di gabbia e agli altri alberi che si trovano nella stessa posizione. Le gabbie possono essere due per ogni albero: in questo caso le più basse sono le basse gabbie o gabbie fisse e le più alte le gabbie volanti. g. di tutta l'attrezzatura marinaresca. Freccia . Aveva tre alberi a vele quadre ed era armata con una sessantina di cannoni. anziché di quattro come negli altri turni. della durata di due ore soltanto. il bassofondo e gli scogli sui quali si formano i frangenti delle onde. e in genere.

accostare o distaccare una imbarcazione dal bordo.L'insieme dei servizi nautici e di sorveglianza.Procedere bordeggiando con nave a vela in modo da portarsi in posizione sopravvento rispetto alla meta.. con il bordo assai basso. Griselle . » 16 » 18 4. per significare turno di guardia. e guardia pari...Guardia libera dal servizio.Antica nave da guerra.Cavetti tesi e legati attraverso le sàrtie (v..Vedi ralinga. che servono ad alzare le imbarcazioni e tenervele in navigazione. Governare alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prora dalla direzione del vento. lunga.). . prima guardia di notte (o prima veglia o prima comandata) . In navigazione i turni di guardia (tutti di quattro ore tranne i gaettoni) sono i seguenti: 1. Ai fini del servizio tutto l'equipaggio è diviso in due metà: guardia di dritta o guardia dispari.. agganciare paranchi (v. ecc.. Galea o galera . 277 Gru o grue delle imbarcazioni . ormeggio e rimorchio.). .» 20 » 24 6.Anello di ferro imperniato in coperta. Ghia ..Strutture in ferro. Guardia . ricurve alle estremità superiori. con circa cinquecento uomini di equipaggio. Gherlino . due alberi e vele latine.» 18 » 20 5.).Dirigere una nave usando il timone. fornita di remi. fissate e sporgenti lungo il bordo. Guadagnare al vento . che può essere cosi facilmente raggiunta prendendo poi il vento nei quartieri poppieri. non è più usata nel gergo marinaresco italiano. secondo gaettone . Governa?: domanda per sapere se la nave obbedisce o no al timone. ecc. guardia del pomeriggio » 12 » 16 3. guardia del mattino dalle 8 alle 12 2. Gratile . » 0 » 4 7. ecc. Golfare . rimorchio <v.. seconda guardia di notte (o seconda veglia o seconda comandata) . Guardia franca . primo gaettone . dall'approdo.» 4 » 8 La parola « quarto ». nell'alberatura o altrove per fissarvi cavi. Governare . .Sistema funicolare formato da uà cavo passante per la puleggia di un bozzello fisso. Gómena Il più grosso cavo di canapa usato a bordo per ormeggio (v..) in modo da formare degli scalini per salire sugli alberi..Grosso cavo torticcio in canapa usato per tonneggio. . diana.

o per fissare in testa d'albero (o tronco d'albero) le manovre dormienti che concorrono al suo sostentamento. Nel letto d.Le linee che rappresentano l'intersezione della superficie esterna dello scafo con piani paralleli al piano di galleggiamento della nave. Intestatura . allo scopo di sottrarre le vele stesse all'azione del vento. un caricabbasso. Inferitura .Diminuire l'angolo del timone per far compiere alla prua della nave una rotazione {accostata) meno accentuata di. Incagliare o incagliarsi Toccare il fondo con la carena (v. con i matafioni (v.).).)].Mettere il pennone nella sua posizione normale. Vedi barra. Incrociare .Riferito a vento e simili vuol dire « direzione ». Ogni imbroglio ha un nome particolare a seconda del tipo di vela.el vento: nella direzione da cui proviene il vento. per il loro uso immediato.Guarnire .Le catene delle ancore non sono di un sol pezzo. Sono di 25 metri ciascuna e sono unite tra loro con maniglie (v.Vedi inferitura. Impiombatura .Il lato della vela che si allaccia (si inferisce) al pennone.È la baleniera delle navi mercantili.Particolare attrezzatura generalmente formata da un anello con ghiere che serve a unire fra loro i vari tronchi di un albero di una nave a vela. ma costituite da diversi pezzi che si chiamano lunghezze. fissare una vela ad un pennone (v.Sistemare gli accessori degli alberi. quella voluta inizialmente. Inferire . uno in prolungamento dell'altro.). . vele. ecc. Guarnire un paranco. Incappellaggio .Raccogliere le vele a festoni tirando quei cavi detti imbrogli.Unione di due pezzi di cavo fatto intrecciandone le filacce \legno-li (v. ad una antenna.Cavetti fatti di filacce o di fili metallici di cui sono formati i cavi di canapa o metallici. perpendicolare all'albero.Manovra corrente applicata alle vele per imbrogliarle. Lunghezza . ecc.). Legnoli .Linea formata dall'intersezione della carena della nave con la superficie dell'acqua. Imbroglio . ecc. pennoni. all'antenna.Imbarcazione a remi con poppa quadrata. disporlo. per mezzo di cordicelle [matafioni (v. Linee d'acqua . In navigazione sono tenute alzate dalle gru. Letto . i bozzelli ecc. Inferire la bolina: dar volta alla bolina (v.)] delle estremità. Imbrogliare . Linea di galleggiamento . Iole . Lancia .Il punto in cui due pezzi di costruzione di una nave vengono a contatto. con cinque od otto banchi di voga. Invergatura . Levare barra . vuol dire prepararlo. Si dice anche scappavia.Allacciare.) in modo da rimanervi impigliati.

Anche albero maestro. dovuto all'attrazione della luna e a quella del sole combinate con il moto di rotazione della terra. per il quale il livello del mare in una data località si alza e si abbassa periodicamente quattro volte nelle ventiquattro ore. marea crescente o flusso: l'innalzarsi del livello del mare dopo la bassa marea. Maestra (Albero di) . ossia con andatura che . m. cioè quei cavi che tengono in posizione fissa l'alberatura {. fisse o dormienti. e cioè quei cavi che servono per manovrare le vele. Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora. corrente di marea: la corrente marina che si produce verso costa quando il livello si alza.Nome generico di tutti i cavi (v. Prendere il mare al mascone: navigare in modo che il mare batta su un mascone. ecc. marea delle sizigie: quella che si verifica nel plenilunio e nel novilunio e che presenta il massimo dislivello fra alta e bassa marea. o per fissare manovre.Fenomeno. Mascone .)].). nelle navi a tre alberi è quello di mezzo e in quelle a due è quello di poppa. golfari. paranchi. (v. Marea . Alta marea: il livello del mare più elevato. correnti o volanti. bassa marea: il livello del mare più basso dovuto al fenomeno di marèa. Mangiavento .Fiocco che si alza al posto della trinchettina a uno stallo più interno nell'andatura alla cappa (v. imbrogli.Maglia a forma di « U » che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi.Il maggiore degli alberi di una nave.La vela pili bassa dell'albero di maestra (v. marea delle quadrature: quella che si verifica nel primo e ultimo quarto della lunazione e che presenta il minimo dislivello fra alta e bassa marea. fissato mediante avviatura o copiglia. cavi d'ormeggio. marea calante o riflusso: l'abbassarsi del livello del mare dopo l'alta marea. e verso il largo quando il livello si abbassa. bozzelli. Mare lungo . Le manovre si distinguono in: m.): è la vela maggiore della nave. Maniglia .La parte laterale della prua di una nave dove comincia il profilo tondeggiante. del timone. i pennoni [bracci.Onde lunghe senza spuma che si susseguono lentamente.) e di tutte le cime che si usano a bordo.sàrtie. stragli (v.278 M Maestra .Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere scopi prefissi servendosi delle vele. Manovra .)]. ecc. Manovrare . dovuto al fenomeno di marea. ecc.

Mezzi . Ve ne sono due per ogni imbarcazione e sono sagomate in modo da adattarsi alla forma della carena. destinato a legare vele o tende.Spiegare alcune vele.).Salire sull'alberatura.Ridurre le vele al minimo per affrontare con il minor danno il maltempo. Matafione .Mare sulle mure per tesarle.Sostegno delle imbarcazioni quando queste vengono rientrate nella nave.Cavo fissato a ciascuno degli angoli inferiori [bugne (v. . Si chiama anche sbovo. Matafioni d'inferitura: sono fissati negli occhielli della testata della vela per legarla (inferirla) ai pennoni. Morsa . Mettere alla vela .Il grado minore nella gerarchia del personale di coperta delle navi mercantili. cioè con il vento proveniente da dritta o sinistra. Mastro .).Manovra corrente per caricare i pennoni (v.Vedi doppiare. Cambiare le mure: cambiare.Vedi altezza.Il più piccolo e il più a poppa degli alberi di una nave a tre alberi. Mastra .Argano (v.) orizzontale. Mozzo .Piccolo cavo intrecciato in genere già fisso nel punto dove serve. possa colpire la superficie della vela stessa. Montare . Posto a prua serve per salpare le ancore ed eseguire anche altri lavori di forza.).). quando spira da una direzione obliqua rispetto a quella della nave. Mure a dritta o mure a sinistra vuol dire navigare con le mure a dritta o sinistra. Meridiana . Montare a riva . Mettere in ralinga . Dicesi anche caricamezzi (v. Murate .Unità di misura delle distanze in mare.Foro praticato attraverso i vari ponti della nave per dare passaggio e sostenere gli alberi. di trinchetto e v. 279 Mura .)]. Mettere tela . È lungo metri 1851. Mettere alla cappa .Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate.Vedi ralinga. serve ad alare e fermare verso prua l'angolo della vela per far si che il vento.provoca minor disagio alla nave con mare grosso.Spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. H cavo che tira invece le bugne verso poppa si chiama scotta (v.)] delle due vele quadre più basse e più grandi [v. Mezzana (Albero dì) . Mollare (le vele) .55. virare di bordo (v. Miglio (marino) . di maestra (v.Vedi nostromo. Molinello (per salpare) .

cioè perpendicolari alla chiglia. capo dell'equipaggio. Ormeggio .Si usa questa parola invece di miglio (v. Navigare di bolina .Disporre le vele in modo che. N Nave (attrezzatura) . Filare i nodi: lasciar scorrere la sàgola del solcometro. È dovuto ai nodi con i quali è graduata la sàgola (v.Il sottufficiale più anziano di òordo. Olio (per calmare le onde) . Nodo . nelle vicinanze della nave. Ormeggiare .Disporre il timone in modo che in relazione all'andatura della nave l'azione del vento possa esercitarsi sulle vele con il massimo effetto utile. guarnite.).) del solcometro (v. l'azione del vento possa esercitarsi su di esse con massimo effetto utile.Disporre i pennoni in modo che le vele facciano con l'azione del vento l'angolo pili favorevole al cammino della nave.Il nome di ogni cavo usato per ormeggiare. Orza . Orientare il pennone .Nome di tutta la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento.Navigare con le boline.Murata .Con una certa quantità di olio versato opportunamente si può ottenere che il mare grosso frangente. Le posizioni fondamentali sono due: in croce. (Vedi bracciare. Opera morta . di punta: cioè in modo che facciano con la chiglia il minimo angolo possibile.) in contrapposto alla parte immersa detta opera viva (v. stringendo quindi il vento al massimo.)].). si muti in mare a onda lunga: ciò diminuisce il tormento alla nave e ne facilita le manovre. O Occhio di cubia . Navigare in poppa: avere il vento favorevole.Il foro attraverso il le passa la catena dell'ancora.).Veliero con tre alberi a vele quadre. sopra la linea di galleggiamento (v. Nostromo .Fermare la nave con ancore e cavi (ormeggi).Nome di tutte le parti dello scafo immerse nell'acqua [carena (v.Ciascuno dei due fianchi della nave. Andare all'orza significa manovrare con il timone per avvicinare la prua alla . L'insieme delle due murate costituisce quella parte emersa dello scafo detta opera morta iy. in relazione all'andatura della nave.) Orientare il timone (alla bolina) . Vedi cubia.) per indicare la velocità di una nave.Lato della nave dal quale spira il vento. Orientare le vele . legati a punti fissi in modo che la nave non subisca l'azione del vento e delle correnti. Opera viva .

Filare i paranchi: mollare bozzelli e cavi che formano i paranchi. Bracciare i pennoni: la manovra per far ruotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento e per ottenere il massimo moto progressivo oppure i movimenti di accostata. 280 Panna . tende a venire con la prua all'orza. Orziero .direzione del vento.L'insieme delle tavole dei ponti. Caviglia all'orza: ordine dato al timoniere per portare la prua della nave verso la direzione del vento.Tavola orizzontale posta fuori bordo delle navi a vela.Vela di una nave a vele quadre sostenuta dall'albero di parrocchetto (vedi).Trave orizzontale che assicurato agli alberi sostiene le vele quadre. Prende il nome dalle vele che regge. Pagliolo . Parrocchetto . Mettere m panna: la manovra relativa.L'insieme delle tavole o delle lamiere mobili che costituiscono il pavimento delle stive (v.) nei limiti consentiti dalle sàrtie (v. alla quale sono fissate per ogni lato le sàrtie dell'albero corrispondente.Attrezzo formato da due carrucole (bozzelli). una fissa e l'altra mobile. Paranco . Inferitura dei pennoni: lato della vela che si allaccia al . Serve per sollevare pesi e. un cavo che passa per ambedue. Si dice anche ardente.) può compiere movimenti angolari mediante i bracci (v. che ha la funzione di trattenere l'albero verso poppa e lateralmente.) e dai paterazzi e orientare in questo modo le vele.Pezzo di costruzione che come una chiglia (v.Lo stato di relativa immobilità nel quale si può tenere un veliero con un opportuno orientamento delle vele.). e da.L'insieme degli elementi di costruzione fondamentali di una nave. Parasàrtie .) interna si sovrappone alle ordinate e le serra contro la chiglia. Orzare . È il contrario di poggiare (v. ossia ad avvicinarla alla direzione del vento. Sospeso per mezzo delle drizze e tenuto aderente all'albero per mezzo delle trozze (v. Pennone . è il comando dato al timoniere per orzare al massimo senza far sbattere le vele. a ridurre la forza necessaria per vincere una resistenza. più in generale. senza azione del timone. Ossatura .Manovra fissa dei tronchi minori degli alberi. P Pagliolato . Orza quanto leva. Paramezzale .Dirigere una nave portando la sua prua ad avvicinarsi alla direzione di dove spira il vento. Paterazzo .Si dice di nave a vela che.) e delle imbarcazioni.

sul tavolato. a causa dell'equilibrio velico o delle forme dello scafo. poggiare alla banda: dare la massima inclinazione al timone dalla parte donde spira il vento. Poggiero . È il contrario di orzare. venire alla puggia: portare la prua verso la direzione opposta a quella del vento. Ponte di comando .Si dice di un veliero quando.Vedi quartiere. che è sorretta da drizze e amantigli ed è orientabile in alcuni casi con venti.Essere con la nave in posizione tale che la prua sia rivolta verso il vento. . ecc. Portare . ecc. Questo stato delle vele si distingue da quello in cui le vele sbattono o sono a collo dell'albero.Asta appoggiata ad un albero.).pennone con i matafioni (v. Governare o mettere il timone alla puggia: orientare il timone in modo da allontanare la prua dalla direzione del vento. Mettere in croce i pennoni: mettere il pennone perpendicolare all'albero. inclinata rispetto ad esso. Ponte . Presentare.Vedi vele a collo. riferito all'opera viva di una nave.Avere il vento proveniente da una determinata direzione (« di prua ». Pie d'albero . Prora o prua • Estremità anteriore della nave.Ciascuno dei cassoni situati nella parte più bassa dell'estrema prua per contenere le catene dell'ancora.Ciascuno dei piani orizzontali in cui si divide la nave. Il ponte superiore scoperto si chiama coperta.Soprastruttura al di sopra del ponte più elevato destinato al comando della manovra e alla direzione della navigazione (plancia). Pozzo delle catene . « a dritta ». Prendere il vento . Pescare . Diritto di poppa: parti della costruzione che limitano lo scafo a poppa.La base dell'albero.Estremità posteriore della nave. ossia ad accostare nella direzione opposta a quella del vento. Poppa . Castello dì prora: è il ponte parziale sopraelevato alla coperta che va fin quasi . senza che il timone venga manovrato tende a venire alla poggia. Picco . Portello . alla corrente. ecc. Prendere a collo . « di poppa ».Si dice delle vele che si gonfiano ricevendo il vento in senso favorevole alla rotta della nave. Poggiare .Dirigere una nave in modo che la sua prua si allontani dalla direzione del vento per riceverlo più favorevolmente. la corrente. « a sinistra ». per far poggiare tutto. Può servire per inferire il lato superiore della vela di randa di mezzana e quello inferiore della controranda.L'essere immerso.). presentarsi al vento.

R. il lato superiore è iegato a un'asta inclinata detta picco.Ognuna delle tavole mobili che servono per chiudere i boccaporti (v.È la posizione di una nave sia geografica (latitudine e longitudine) sia riferita alla costa. e il lato inferiore ad un trave detto boma.Identificare la zona della costa in vista per mezzo .) delle stive. secondo. Quadro di poppa .Colonnette di ferro o di legno che 281 sostengono nel mezzo. quelle travi trasversali (bagli) che a loro volta uniscono l'ossatura dei due fianchi della nave stessa e che sopportano il tavolato (v. Puntali . terzo e quarto quadrante. Ralinga o relinga .Locale destinato a mensa e a luogo di ritrovo per gli ufficiali e i sottufficiali. Il suo lato anteriore è addossato all'albero. Punto (nave) . Randa .Riparazione delle avarie che una nave può aver sofferto per incidenti o altro. Riconoscere . di caduta: quelle dei due lati verticali. Quadratura . r. tra i vari ponti della nave. e ora solo nelle navi mercantili) è scritto il nome e il compartimento di iscrizione.La fase del primo e dell'ultimo quarto di luna. Mettere una vela in ralinga: volgere una vela in modo che presenti al vento soltanto il filo della ralinga. Ricavo dei paranchi . Rialberare .) della specie chiamata « àurica ».Grosso uncino di foggia varia che si usa per far presa.).all'albero di trinchetto (v.Ciascuno dei quattro settori di 90° che insieme compongono il cerchio graduato della bussola. sopra la linea di galleggiamento della poppa. Raffio . Randeggiare .Vela di taglio (v.Vedi alberare. a forma trapezoidale.Cima o bozzello per alzare i paranchi. Si distinguono in: primo.Lo spazio centrale. di inferitura: quella che si fissa al pennone o antenna.Navigare lungo la costa alla minima distanza. Q Quadrante . Dare volta ai puntali: avvolgere un cavo intorno ai puntali in modo da assicurarlo. dove (nelle navi di un tempo.Grossa fiocina usata per la caccia alle balene. Vedi marea. Quartiere (di boccaporto) . Si chiama anche gratile. R Raddobbo . Rampone .Cavo cucito agli orli delle vele per aumentarne la resistenza. Quadrato .) dei ponti.

Per estensione: lasciare l'ancoraggio. Rimorchiare . Rispetto (Materiale di.Cavo che serve per guidare o frenare un oggetto mobile mentre viene sollevato o spostato.L'inclinarsi della nave per l'azione del vento o per . Ritenuta . ecc.La ruota con la quale si fa girare direttamente il tamburo sul quale si avvolgono il servomotore che a sua volta muove il timone. Rimorchio .Si dice del vento quando aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura.Trascinare.) o del beccheggio (v.Il fissare in modo che risultino solidali con la nave. Sartiame . Rotta . 282 Ruota del timone . rollio .L'atto del rimorchiare o il galleggiante rimorchiato.Cambiamento repentino della direzione del vento. Rizzatura . Vele di) . partire.Ciascuno dei cavi che sostengono gli alberi lateralmente verso poppa.Cavetto di canapa usato per scandagli.Tirar l'ancora dal fondo e portarla fuori acqua.Sostituire una persona in un servizio di guardia. Rizzare .Assicurare solidamente oggetti che potrebbero muoversi per effetto del rollio (v. il deposito delle munizioni. Salto (di vento) .Direzione della nave. Salpare . Santabarbara . Sbandare .Cosi è definito il ritornare dell'onda verso un ostacolo che l'aveva fermata.Si dice del vento quando gira prendendo una direzione più favorevole alla rotta della nave. degli oggetti a bordo. Rollare. Rinfrescare .delle sue particolari caratteristiche con l'ausilio della carta e del portolano. Si dice anche ritegno. Rimontare (il vento) .Sulle navi da guerra. bandiere.Il complesso di tutti i cavi fissi che sostengono l'alberatura. Togliere le ritenute: preparare i cavi per ammainare una imbarcazione. S Sàgola .Navigare contro vento o sui bordi. Ridondare . un galleggiante privo di mezzi di propulsione. Rilevare . per mezzo di gómene o catene. Risacca .L'oscillazione alternata della nave da un fianco all'altro per effetto del moto ondoso del mare. Sàrtia .). più genericamente tutti i cordami di una nave.Ogni oggetto che viene tenuto a bordo come riserva per sostituire l'eguale in funzione in caso di inutilizzazione. per mezzo di rizze (cavi).

fuori della rotta stabilita.cattiva disposizione del carico. Scotta . suH'albe-ratura e sulle vele.)].Ciascuna delle quattro vele addizionali (forza di vele) triangolari o rettangolari che si spiegano lateralmente alla vela di maestra e a quella di trinchetto. Schifo .)] della vela per bordarla (cioè per spiegarla e distenderla al vento). arrotolare una vela sul pennone o sull'asta dopo averla raccolta (imbrogliata). Scontro . Serretta . Prende il nome dalla vela cui si riferisce. Con il cattivo tempo si scrociano i velacci e i controvelacci dopo averli già serrati in precedenza.) o da altra causa.). Scopamare . cioè in croce. Serrare .Misurare la profondità delle acque.Particolare di un meccanismo che serve per arrestare la corsa di una sua parte mobile o per fissarla in una data posizione. come diminuzione di velocità. Sentina .Il cavo con il quale si tira e si fissa in basso e verso poppa l'angolo inferiore [bugna (v. palischermo. Scafo .).Chiudere. Scrociare . Scadere . Scarrocciare. Sbandata . Scapolare . indipendentemente dalle soprastrutture e dalle attrezzature.Lo spostamento laterale. È ricoperta da un tavolato mobile [pagliolo (v. che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta (v. Sestante .Togliere un pennone dalla sua posizione normale.Vedi doppiare. Scandagliare .Tutto il corpo della nave o di un galleggiante ossia l'ossatura e il suo rivestimento. serve per l'osservazione degli astri e per fare il punto nave quando non si è .Strumento per misurare gli angoli.Ogni singola oscillazione della nave prodotta da rollio (v.Strumento per misurare la profondità delle acque. perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta.Piccola imbarcazione. dove scolano le acque di scarico e quelle che penetrano dall'esterno. Scandaglio . scarroccio .Ognuno dei corsi di fasciame interno di una nave in legno. Il tipo più semplice è costituito da un peso di piombo attaccato ad una sàgola graduata. per effetto del vento o della corrente o anche (rispetto ad altro galleggiante) per prooria manovra.Lo spostarsi di un galleggiante rispetto a un altro o rispetto a un punto a terra o boa.La parte più profonda della stiva (v. Mollare mure e scotte: sciogliere i cavi semplici fissati a ciascuna delle basse vele.

. Passare al sopravvento: governare nella direzione in cui spira il vento.Pezzo dell'ossatura della nave. Stipetto . manovre.Piccolo armadio di bordo per vari usi.Vedi fileggiare. Sgottare . Stima . Sizigie .Allentare quei cavi [mure (v.In genere imbarcazione a vapore: nel nostro caso. battello fluviale a vapore.Disporre opportunamente il carico della nave nelle stive. per azione del mare grosso in poppa o per cattivo governo del timone. Il francesismo « babordo » per indicare la sinistra non è usato nel linguaggio marinaresco italiano.Venire con la nave rapidamente all'orza. che sostengono gli alberi verso prua. svolgendosi. Sopravvento .Lo spazio destinato a contenere il carico. alla velocità mantenuta e allo scarroccio.Vedi aggottare. Stiva dell'acqua: nei velieri.Ognuno di quei cavi. Sfileggiare . Straglio . Steamer .) per eseguire le mansioni assegnate.Lato opposto a quello da cui spira il vento.La fase lunare che corrisponde al plenilunio o al novilunio.in vista della costa. cavi d'ormeggio. Staminale . 283 Smurare .Determinazione del punto nave (v.Generalmente piroscafo: nel nostro caso. durante il quale il livello del mare rimane costante.Staccare le lunghezze delle catene dell'ancora. che una volta messo in mare di poppa tende a restare fisso nell'acqua. Stanca .Lato da cui spira il vento. È composto di un galleggiante.Ordine dato alla guardia (v.L'intervallo tra il flusso e il riflusso della marea. paranchi e golfari. dà la velocità della nave.Il fianco sinistro della nave guardando verso prua. il deposito dell'acqua potabile. Si dice anche smanigliare. Stivare . Smagliare . dove la curvatura è maggiore. che costituisce la parte delle coste. Stiva .Staccare i cavi o ritegni.) graduata con nodi che. Sinistra . Vedi marea. Steamboat . in genere metallici.) fatta in base alla rotta seguita. Sezioni a posto . Spiccare le ritenute . battello fluviale a vapore.)] che tengono distesi verso prua gli angoli inferiori [bugne (v.Apparecchio per misurare la velocità della nave. Solcometro . e di una sàgola (v.)] di una vela quadra e alzare questi angoli per annullare l'effetto della vela stessa. Straorzare . Sottovento .

dato l'orientamento delle stesse. Orientare il timone alla bolina: governare il timone.Insieme di tavole. Timoniere . a causa di sinistro o per sottrarsi il pili possibile alla furia del vento durante una tempesta.Tendere un cavo o distendere bene una vela per diminuirne la curvatura che subisce per l'azione del vento. sistemata a poppa (v. Tesare .Straorzata . Andare o correre alla traversia: navigare con vento violento che agita fortemente le acque.Urtare ripetutamente sul fondo marino con il tallone (v. 284 Trasbordare . Tavolato della coperta: l'insieme delle tavole che ricoprono la coperta. naviga completamente privo di vele.Il marinaio addetto al governo del timone. Tonneggiare . Terzarolo .Porzione di vela che può essere ripiegata per diminuire la superficie di tela esposta al vento. Traversia . all'orza: disporre il timone in modo da far ruotare la nave verso la direzione del vento. Mettere il timone alla puggia.Spostare la nave da un luogo d'ormeggio a un altro manovrando da bordo cavi dati volta a boe o a prese a terra. quel vento di forte intensità che. Tavole di marea .Far passare persone o cose da un galleggiante all'altro. Tavolato .La parte estrema del dritto di poppa di una nave. ecc.Copricapo di tela cerata usato a bordo per riparare dalla pioggia. stringendo quindi al massimo il vento. di una rada. in una qualsiasi località. Stringere 3 vento . la sua ampiezza e la velocità della corrente.Si dice traversia di una costa.) di una nave.). Tallone . navigando con le boline guarnite.) o con altre parti della chiglia.Sono quelle che forniscono gli elementi per calcolare. Tesare i bracci: dare tensione ai cavi agganciati ai pennoni (v.L'atto dello straorzare. . Tambuccio . l'ora dell'alta e bassa marea.Si dice di veliero che. Tela (A secco di) . agita violentemente le acque. T Tallonare . Timone .Superficie mobile a forma di pala.Specie di casotto sistemato intorno e sopra i boccaporti per impedire l'accesso di vento o acqua piovana.Si dice quando un veliero dirige la prua in una direzione che forma con quella del vento l'angolo minimo che permette di far portare le vele e di ottenere il moto in avanti. Sud-ovest . Serve a produrre i moti angolari necessari per governare.

Traverso .) e l'estremità di ogni picco al proprio albero. costituì per un lungo periodo il nerbo delle flotte.). Trozza . Trevi . Trinca . Trinchetto (Vela di) . ha la responsabilità di un servizio tecnico.Veliero con tre alberi a vele quadre che nel XIX secolo dominò i mari. Tuga . Alla trinca: andatura che una nave deve prendere per affrontare con minor danno possibile il maltempo. Imbrogliare le vele: . Vela . Vascello . V Varea . del mare. Ridurre al minimo le vele.La vela più grande e più bassa dell'albero di trinchetto. U Ufficiale (primo. di grande stazza.L'albero più vicino alla prua (v. nel senso orizzontale. dei secoli XVII-XIX. Può essere un mezzo collare di ferro o formato con cavo di canapa e di acciaio. Trinchetto (Albero di) .Direzione perpendicolare alla chiglia e quindi al fianco stesso e alla rotta della nave.Persona che. prime sono di forma trapezoidale e si inferiscono (si allacciano) a quelle travi orizzontali incrociate sugli alberi dette pennoni. Controbracciare le vele: manovra per dare alle vele. su una nave. Aveva tre alberi. e il secondo ufficiale l'ufficiale di grado immediatamente inferiore. L'altra metà è costituita dalla gola.La superficie formata dall'unione di più strisce (ferzi) di tela Olona che utilizza la pressione del vento per imprimere il moto ad un galleggiante. sistemati in più ordini di ponti.Forte legatura fatta con molte passate di cavo. secondo) . In particolare il primo ufficiale è il comandante in seconda.Nave da guerra a vela. Vento di traverso: vento che viene in direzione perpendicolare. vele latine e vele àuriche.L'estremità dei pennoni. Le vele si dividono in due specie: vele quadre e vele di taglio.L'attrezzo che unisce il centro di ogni pennone (v. della corrente. picchi) o a cavi fissi (stragli e draglie) lungo il piano longitudinale della nave. l'inclinazione opposta. questa direzione serve per indicare la direzione del vento. Le.Passaggio coperto oppure piccolo locale (casotto) costruito sopra il ponte di coperta. Prolungata a dritta e a sinistra. Le vele di taglio si suddividono in: focchi.Vedi basse vele. le seconde sono in genere triangolari e sono inferite a verghe oblique (antenne. ecc. Tre alberi . Trinchetto (Pennone di) • Il pennone più basso dev'albero di trinchetto sul quale è inferita la vela di trinchetto. Armato con 90-120 cannoni. vele di straglio.

il vento spira dallo stesso quadrante: rimane costante. vento teso: vento con intensità costante.L'insieme delle vele di una nave. Prendere a collo: quando le vele prendono il vento sulla faccia prodiera. Far portare le vele: si dice delle vele quando ricevono il vento dal lato favorevole per ottenere il moto in avanti. La prima maniera è la più normale.raccogliere le vele a festoni (gli imbrogli) allo scopo di sottrarre le vele all'azione del vento. il vento gira il quadrante: cambiamento della direzione in cui spira: vento in poppa: navigare con vento favorevole.Si dice delle vele quando prendono il vento sulla loro faccia prodiera. situazione che fa indietreggiare la nave. Virare (di bordo) . Ciascuno ha un nome tramandatoci dai primi navigatori mediterranei. essere al vento: trovarsi nella direzione in cui spira.). Velaccino . riferendosi ai punti cardinali e intercardinali. inferita ai pennoni. Si dice anche letto del vento.Sono quelle della forza di vele (scopamare e coltellacci).L'insieme delle seguenti vele quadre: gran velaccio.La penultima vela in altezza e dimensioni di una nave a vele quadre. indicato nella rosa dei venti. Vele di caccia . il vento ridonda: il vento gira prendendo una direzione più favorevole per la rotta della nave.Vela quadra. il vento rinfresca: aumenta di forza senza alcun riferimento alla temperatura. Vele a collo .Spostamento della massa d'aria. sostenuta daìl'alberetto di trinchetto e inferita al pennone di velaccino. Vento fresco: costante. Vento . I 285 venti si indicano con la direzione dalla quale spirano. con l'effetto di far retrocedere il veliero. Serrare le vele: piegare e arrotolare le vele lungo i pennoni e le antenne.) Vento a collo: lo spirare del vento sulla faccia prodiera delle vele. piuttosto forte. Questa manovra si effettua ^andatura dì bolina (v. Velatura . mentre la seconda si effettua in circostanze eccezionali e quando non sia pos- .Manovrare per far voltare la nave in modo che cambi il lato (bordo) dal quale prende il vento. Si può virare in prora oppure virare in poppa. cadere il vento: la diminuzione o la cessazione del vento. La sua intensità è misurata secondo una scala convenzionale (Vedi forza del vento. Mettere alla vela: spiegare le vele per lasciare l'ancoraggio. velaccino e belvedere. prende il nome dell'albero che la sostiene. Velacci . Velaccio .

. 106 .. Zavorra .... 11 II Dick Sand.... perché possa raggiungere la giusta linea d'immersione e rimanere cosi nel suo centro di gravità.Imbarcazione da diporto a vela o a motore.................sibile fare altrimenti. Virare dì bordo in prora: virare stringendo il vento da un lato. ecc. mettere la prua nella direzione del vento e scostarla quindi fino a stringerlo dall'altro lato.... scostando la prua dal vento...... V.......... 61 X I quattro giorni successivi..... 8064 286 INDICE Presentazione.........Materiali vari (sabbia. Volta (Levare) .. Yacht .............Legare un cavo o fissare una catena........... 97 XV Harris. 54 IX Capitano Sand... e accostare poi....) che si mettono nella stiva di una nave che non ha un carico sufficiente... 66 XI Tempesta. 18 III II rottame..... 89 XIV Che cosa conviene fare..Slegare un cavo o liberare una catena. ghiaia..... 49 VIII La )ubarte....... compiuto il giro......... Volta (Dare) . Virare a picco: virare finché un tratto del timone rimane fuori del pelo dell'acqua..... 5 PARTE PRIMA I II brigantino-goletta Pilgrim..... 74 XII All'orizzonte. 33 VI Una balena in vista................... Virare in poppa: virare.. 82 XIII Terra! Terra!....... 23 IV I superstiti del Waldeck..... 42 VII Preparativi....... 29 V S..... orzando sino a stringere il vento dall'altro lato.... mentre si stringe il vento da un lato.. poggiando...

IX Kazonndé........ .....XVI In cammino.. 153 IV Le cattive strade dell'Angola........ ... 287 195 ..... 160 V Lezione sulle formiche in un formicaio.... 173 VII Un accampamento sulle rive della Coanza .... 187 ...................... 145 III In marcia......... 114 XVII Cento miglia in dieci giorni. 181 VIII Alcune note di Dick Sand..... 167 VI La campana da palombaro...... 139 II Harris e Negoro... 131 PARTE SECONDA I La tratta...... 122 XVIII La terribile parola.................

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