Sei sulla pagina 1di 4

Costruire la vita manageriale del futuro Il Futuro non pi quello di una volta! Arthur C.

C. Clarke, (scrittore, autore di 2001 Odissea nello Spazio). Neanche la vita manageriale del prossimo futuro potr essere quello di oggi! Il futuro richiede un nuovo manager, che sappia armonizzare, e scientificamente ottimizzare, le relazioni intercorrenti tra obiettivi, merito, partecipazione, motivazione, salute e vita. Per poter ottimizzare tali relazioni, il nuovo manager si distinguer dallattuale soprattutto per una nuova etica, professionale ed esistenziale, che superi obsolete etiche, quali quelle delle (buone) intenzioni, oppure delle conseguenze sempre pi in balia di fenomeni complessi, quindi caotici e imprevedibili. Sar necessaria una pi matura Etica della Conoscenza per spronare il costante aggiornamento culturale e, soprattutto, scientifico, al fine di mantenere viva la consapevolezza dei fenomeni tecnologici, economici e sociali che rapidamente forgeranno nuovi futuri, sempre pi incombenti e imprevedibili! Le conoscenze semplicemente tecniche e tecnologiche si sono dimostrate insufficienti a maneggiare gli aspetti essenziali, gi citati, della vita manageriale, mentre discipline scientifiche ancora relativamente giovani, non hanno avuto modo e tempo di penetrare nella cultura aziendale. Le talvolta rivoluzionarie comprensioni della realt fisica e umana degli ultimi 40 anni permetterebbero di affrontare scientificamente problematiche e questioni riguardanti: - gli Obiettivi: come definire obiettivi che, per essere raggiunti, non comportino effetti collaterali inaspettati, o persino superiori ai benefici ottenuti? Come ripristinare la loro originaria funzione di bussola operativa? - il Merito: come stimolare, senza drogaggi economici, la piena espressione del merito individuale o di gruppo, anzich scoraggiarlo con inconsapevoli messaggi verbali e non? - la Motivazione e la Partecipazione aspetti assolutamente inscindibili: come assicurare la fruizione di questi piaceri psicofisici a quanti pi collaboratori possibile, senza corromperli con succedanei stock options, bonus o pacche sulle spalle.? - la Salute e la Vita anchessi assolutamente indissolubili: come arricchire entrambe queste predestinate vittime dei precedenti valori manageriali elencati? Come renderle sinergiche con i veri ideali aziendali del merito, della partecipazione e degli obiettivi, senza invece asservirle a (falsi) idoli professionali? Occorre essere vivi mentre si lavora! Sempre pi il manager del futuro dovr attingere a tutte le proprie capacit psicofisiche, spesso sprecate nel dipanare complicazioni e confusioni ingenerate dalla crescente complessit strutturale, nel dirimere dilemmi con pi variabili contrastanti, e nellinterpretare il reale significato di parole, pensieri e azioni dei suoi superiori. Tutto ci contribuisce a superare l'Errore di Cartesio, ossia la dissociazione tra Corpo e Mente, e a risvegliare una atrofizzata Intelligenza Olistica - per lo sviluppo di una benefica e proficua comprensione della realt complessa, molto complessa... Il manager del futuro potr serenamente conciliare tutti i valori necessari alla sua vita, vissuta pienamente, solo se sapr guardare sia al futuro, sia al passato.

Al futuro, con una conoscenza scientifica fornita da discipline che hanno forgiato la modernit, ed essenziali quindi per capire le sue ulteriori evoluzioni, quali (Vedi tabella A): - la neonata Teoria del Caos (o della Complessit), indispensabile per gestire le perturbazioni e le turbolenze fisiche, economiche o sociali anzich subirle; - la pi consolidata e matematica Teoria dei Giochi, necessaria per dirimere dilemmi complessi, anzich affidarsi a un decisionismo empirico ed emotivo; - la psicologica Pragmatica della Comunicazione Umana, illuminante, nonch terapeutica, nellaffrontare relazioni umane spesso ingabbiate in paradossali e dannosi circoli viziosi. Al passato, con la consapevolezza che per parafrasare Arthur C. Clarke - neanche il passato mai stato lo stesso, cos come il concetto stesso di lavoro. Concetto che soffre nella nostra cultura di una profonda e millenaria ambiguit. Ambiguit rilevante sotto numerosi aspetti, e pertanto ancora pi dannosa, qualora non compresa, sia per lambiente e i risultati lavorativi, sia per la salute. Ambiguit che trova la sua origine in Genesi 3, 23: Il Signore Dio lo scacci [Adamo] dal giardino di Eden, perch lavorasse il suolo da cui era stato tratto. Da questo singolo verso della Bibbia scaturisce lassociazione lavoro = condanna. Tale visione si rafforza nella sofisticata plis di Atene, quando gli uomini liberi liberi di pensare, discutere e votare - erano appunto tali perch liberi dal lavoro attivit adibita agli schiavi! Laristocrazia, il clero e il popolo di tutti i tempi e luoghi non hanno mai avuto dubbi su quanto fosse ignobile per un aristocratico lavorare, e quanto invece il volgo fosse destinato a servire questi ultimi col duro lavoro necessario alla propria sopravvivenza tutti con la serenit di condividere una legge di natura, nonch la benedizione divina! Poi, a partire dalla rivoluzione borghese del XVIII secolo, il lavoro ha assunto forti valenze positive, diventando: condizione di affermazione personale e di crescita sociale (Il lavoro nobilita luomo); un possibile epitaffio (ha dedicato la propria vita al lavoro); fondamento di repubbliche (il primo articolo della costituzione italiana), e sul versante ironico - conditio sine qua non sessuale (chi non lavora, non fa lamore. - Celentano dixit, proprio durante la stagione di scioperi dellautunno caldo guarda caso). Limprimatur filosofico a questimpensato nuovo status del lavoro stato conferito da Karl Marx, con la sua rivoluzionaria affermazione: Il lavoro crea luomo. Da quel momento lessere umano non tale, non esiste, nulla senza il lavoro! Com stata possibile una cos repentina e sconvolgente trasvalutazione del lavoro, da valore molto negativo a valore assolutamente positivo, e soprattutto a quale scopo? E in quale misura il nostro sistema psicofisico e cognitivo riuscito ad assorbire la nuova concezione del lavoro, oppure con quali sintomi mostra di patire tale evidente ambiguit storico-culturale? Vedremo in futuri articoli come tale idea del lavoro determini ideali di merito, di obiettivi, di motivazione e di partecipazione non coerenti con la realt - sia fisica, sia psicologica. La disattenzione nei riguardi delle discipline scientifiche citate, comporta lignoranza delle basilari leggi scientifiche della circolarit delle nostre azioni, del loro condizionamento da parte dellambiente culturale circostante, dei legami psicologici che vincolano i comportamenti, e del ruolo vincente delle - spesso represse - doti emotive e irrazionali.

Forse non il momento economico e storico pi opportuno per porre questioni sui benefici esistenziali ed economici che possono derivare da un approccio scientificamente coerente al lavoro, e ai suoi dogmi del merito e degli obiettivi. Forse lattuale tendenza epocale a rendere lEssere Umano una commodity, una merce di scambio al pari di tante altre, inarrestabile. Forse, invece, si pu e si deve acquisire consapevolezza dei moderni fondamenti scientifici che sottendono i meccanismi di gestione delle risorse aziendali e umane, perch queste ultime diventino sempre pi una ricchezza anzich depauperarsi in merce. La difficolt di un tale cambiamento molto minore di quanto sembri, perch non tanto importante fare qualcosa, quanto essere consapevoli di quanto stato recentemente compreso sul comportamento umano. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo ammoniva Gandhi. Questo il primo, umile, atto necessario per ricomporre la contrapposizione tra lavoro e vita in un circolo virtuoso (lavorare meglio per vivere meglio per lavorare ancora meglio per.); ci richiede una profonda fede nel possibile reciproco arricchimento tra lavoro e vita la contropartita un fossato che induce conflitto, miseria e malattia. Proprio questo momento di profonda difficolt economica integra in s, analogamente allideogramma cinese di crisi, palesi pericoli e inespresse opportunit; agli imprenditori e managers pi consapevoli il compito di pro-vocare queste ultime! Mi ritorna in mente Imagine di John Lennon: Forse pensi che io sia un sognatore, ma non sono lunico. Nicola Antonucci nicola.antonucci@libero.it Tabella A: Cosa insegnano ai nuovi managers, insieme, la Teoria del Caos, la Teoria dei Giochi e la Pragmatica della Comunicazione Umana: Teoria del Caos Anche le turbolenze, nel loro disordine, hanno una logica e un ordine. Teoria dei Giochi Pragmatica della Comunicazione Umana Anche le situazioni pi squilibrate e patologiche (schizofreniche) possono creare equilibri relazionali molto stabili. Disturbi comportamentali, dalla catatonia alla paranoia, nascono allaumentare dellimportanza che attribuiamo agli altri. Anche le relazioni palesemente patologiche (schizofreniche) non possono essere migliorate con interventi

Anche le emotivit, le passioni, e i disturbi psicosomatici, hanno una profonda razionalit e funzionalit. Turbolenze e caos nascono Decisioni fallimentari ed allaumentare della escalations distruttive velocit di fenomeni nascono allaumentare complessi (sistemi con della nostra coerenza e almeno 3 variabili). tenacia. Anche i sistemi complessi meglio descritti matematicamente, non sono mai prevedibili diventano per Anche le situazioni negoziali e i dilemmi pi chiari e meglio definiti, non sono ottimizzabili con strategie predefinite e

comprensibili.

predeterminate, bens con deterministici dallesterno, strategie ma richiedono graduali probabilistiche (1). tentativi di riequilibrio. Limprevedibilit dellevoluzione di situazioni complesse pu essere comunque ottimizzabile mediante lindividuazione di strategie miste (1). Comportamenti volubili e significativamente differenziati, influenzati da emotivit, passionalit, marcatori somatici, disturbi psicosomatici, favoriscono la realizzazione di ottimali e vincenti strategie miste (1). La circolarit delle <--------------------------- La circolarit delle relazioni di causa-effetto relazioni di causa-effetto insita in tutti i fenomeni insita in tutti i fenomeni fisici e psicologici, e pu fisici e psicologici, e pu determinare una determinare una significativa sensibilit significativa sensibilit alle condizioni alle condizioni iniziali(2). Diventa iniziali(2). Diventa quindi inutile chiedersi quindi inutile chiedersi quale sia la causa, o di chi quale sia la causa, o di chi sia la colpa sia la colpa Il divenire, con i suoi perenni e costanti cambiamenti, il contesto gestibile scientificamente - che richiede: a) sempre maggiore consapevolezza dei singoli momenti, anzich doti di preveggenza; b) sempre pi fantasia nellipotizzare scenari, strategie e comportamenti diversi, e persino inconciliabili, anche a breve-medio termine (1-2 anni), anzich pianificare possibili evoluzioni a medio-lungo (3-5 anni); c) comportamenti umani sani, produttivi ed efficienti garantiti da maggiore trasparenza e dialettica dei rapporti, anzich irrigiditi in rigidi schemi relazionali che dominano sui contenuti; d) che si sia pienamente vivi mentre si lavora! (1) Strategie Miste: serie di comportamenti caratterizzata dallalternanza probabilistica (tirando i dadi.) di comportamenti tra loro diversi, e persino opposti. La Teoria dei Giochi dimostra matematicamente (John Nash e altri) che le strategie ottimali comportamenti che raggiungono risultati ottimali - sono perseguibili soltanto con strategie miste, anzich con strategie pure (caratterizzati da sequenze di comportamenti pianificati e predeterminati in base alle possibili risposte dellantagonista). (2) Sensibilit alle condizioni iniziali: Aspetto caratteristico dei sistemi dinamici caotici, che comporta evoluzioni significativamente diverse a causa di minime variazioni delle condizioni iniziali. Ci contraddice il dogma della fisica laplaciana a newtoniana, imperante dal 700 fino agli anni 60 del XX secolo (a parte la geniale intuizione in tal senso di J-H. Poincar del 1908). Il nuovo paradigma fisico riassunto dal titolo di un celebre articolo del 1979 del meteorologo Edward Lorenz: (Pu il battito dali di una farfalla in Brasile scatenare un tornado in Texas?).