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GESU’: LA REINCARNAZIONE E LA RESURREZIONE di Dolores Cannon

Fu un’esperienza incredibile parlare con un uomo di nome Suddi, un grande maestro presente all’epoca in cui visse Gesù. Suddi rivelò dettagli complessi riguardanti la comunità essena che visse a Qumran, dove Gesù fece i suoi studi.

Egli descrisse anche i difficili particolari della crocifissione di Gesù. È un argomento che interessa molte persone, ma io trovo che indugiare troppo su questo avvenimento distolga dal suo messaggio.

Ho scoperto un allontanamento dalla dottrina cristiana che penso sia importante: il concetto di responsabilità personale. Durante le numerose regressioni che ho condotto con Katie, che rivisse una sua vita passata nei panni di Suddi, chiesi informazioni sul ruolo di Gesù come il Salvatore.

Ottenni come risposta più di quanto mi aspettassi: “Come poté morire per i peccati degli altri? Ognuno deve pagare per sé! Se non questa volta, allora la seguente, oppure la volta dopo ancora. Ma alla fine dovremo sopportare quello che noi abbiamo fatto sopportare agli altri a causa nostra!”, sentenziò Suddi.

Dato che si tratta di una credenza fondamentale del Cristianesimo, dovetti chiedere di nuovo a Suddi dei chiarimenti. Rispose: “Una legge della grazia esiste, ma non nel senso che Gesù ha pagato per i nostri peccati, ma nel senso di averlo accettato come un degno messaggero di Dio. La legge della grazia riguarda l’amore che Dio ha per noi, ma non perché Gesù morì a causa dei nostri peccati.”

Suddi proseguì: “Gesù fece vedere che la grazia era possibile, pertanto deve essere ammirato, ma non adorato. Non deve essere deificato, perché siamo tutti parte di Dio. Alcuni ne sono più consapevoli di altri e Gesù era una di queste persone. È sbagliato divinizzarlo separatamente dagli altri.”

Io credo che lo scopo della crocifissione fu di mostrare il vivido contrasto con il percorso da prendere. Credo che tramite l’incarnazione di Gesù, Dio abbia offerto all’umanità una scelta:

rimanere sulla strada dell’egoismo o cercare di modellare le nostre vite secondo la sua, superando il caos e la violenza di questo mondo. Nessun’altro può fare questa scelta per noi. Alla fine dovremo prendere una decisione.

In questo senso, Gesù è veramente morto per l’umanità. Se non fosse vissuto, senza il luminoso esempio della sua vita perfetta molti starebbero ancora brancolando nel buio. Credo che lo scopo della resurrezione sia andato perso per molte persone. Dio ha voluto mostrarci che esiste molto di più del mondo fisico e che lo spirito è eterno.

Poiché sulla Terra Gesù ha raggiunto l’illuminazione, non ha più avuto bisogno di reincarnarsi qui. A differenza di molti di noi che vita dopo vita stanno ancora apprendendo le loro lezioni e stanno lavorando con questo obiettivo, Gesù è diventato un Maestro.

La resurrezione di Gesù ha avuto luogo per insegnarci che la nostra anima è eterna e che non possiamo morire.