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Caduti gli dei, non sono per cadute le ipostasi - ammonisce Roberto Calasso - allora il mondo finisce per

darsi a quel goffo, sinistro corteo che Stirner aveva descritto: alla Ragione, alla Libert, allUmanit, alla Causa. Aggiunge la Rubrica: al Mercato. Ma il risveglio da quelle ipostasi amaro, pi che da qualsiasi altra superstizione. Non sappiamo se Calasso conosce Roger Gifford, banchiere e Lord Mayor della corporation che amministra la City di Londra. Ma lintervista che questultimo ha rilasciato al Corriere della sera, lo scorso 10 febbraio, ha suonato un brusco risveglio per coloro - in Italia, tanti, tantissimi - che pretendono di programmare la politica nazionale secondo il giudizio del Mercato. Nellintervista - che trae spunto dallannunciato referendum di David Cameron sulla adesione della Gran Bretagna alla Unione europea - luomo che governa il Miglio Quadrato, dove si concentra la pi grande ricchezza finanziaria al mondo ha dichiarato che il sogno della City un grande mercato senza politica comune. Il de profundis dellunione politica europea. Non si dica che il Mercato una ipostasi; in tanti si ergono ad interpreti del Mercato e il giudizio del Mercato stato invocato anche dalle pi alte cariche dello Stato. Adesso, il Mercato fa sentire la sua voce: quella del rappresentante della City, una delle maggiori piazze finanziarie del mondo, certamente la pi grande in Europa. Ed una voce che ha clamorosamente smentito coloro che, in questi mesi, in suo nome hanno accelerato lintegrazione europea comprimendo le sovranit nazionali. Lintervista smaschera anche il refrain dellincertezza politica come causa di quella dei mercati. Dinanzi allosservazione per la quale luscita di Londra dallUnione significa creare lincertezza nei mercati, Gifford lapidario: I mercati non ragionano cos. Ai mercati lincertezza e la volatilit piacciono quanto si accompagnano a dibattiti seri e approfonditi. Che paura si pu avere se si discute di Europa s o Europa no? Guardi il referendum sullindipendenza scozzese. Per il Regno Unito una pagina di storia. E i mercati stanno soffrendo? No, perch si ragiona. Il dibattito positivo e fa bene ai mercati. Noi, servizi finanziari, siamo ben contenti perch in definitiva di che cosa si parla? Si parla di ottimizzare il mercato. Come si vede, il Lord Mayor non ha pudore a rivendicare che lunico interesse del Mercato il mercato stesso. La considerazione (che tante volte abbiamo sentito in questi anni) per la quale Se lEuropa collassa, sulla City rischia di abbattersi uno tsunami liquidata, con sufficienza, da Gifford: Primo: lEuropa non collassa. Ci saranno litigi ma non divorzi. Secondo: se anche dovesse accadere, sa che cosa dico? Che molto difficile distruggere il denaro. Il denaro pu scappare ma non pu essere distrutto. Londra e la City sono lhub dellEuropa e lo resteranno. E in ogni caso qui che arrivano i capitali cinesi, asiatici, arabi, americani. La City solidissima. E un vero peccato che il Corriere abbia relegato lintervista a pagina 12, taglio basso. E una vera lezione di politica economica: il Mercato ha come fine il Mercato. Essenzialmente: guarda alla politica come strumento per la sua espansione e

consolidamento e ne giudica le scelte solo in questa prospettiva. LUnione europea non un obiettivo del Mercato, ma pu esserlo qualora utile al suo potenziamento. La City pronta a scommettere sulla crescita dellEuropa? chiede il Corriere. Noi siamo pronti, replica il capo della City, ma quella a cui il Mercato , dichiaratamente, interessato solo lEuropa che discute senza paura su come oliare il suo mercato, su come accendere il motore e su come abbattere le barriere burocratiche. Sono caduti gli dei e il loro posto stato preso dal sinistro corteo delle ipostasi stirneriane. Ma, come avvertito da Calasso, il risveglio amaro, amarissimo dopo lintervista di Roger Gifford che ha svelato le fragili fondamenta dellideologia della sovranit del mercato che, in questi anni, ha plasmato le politiche di governo in Italia e in Europa. Antonio Maria Leozappa Formiche 3.2013