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D'ANNUNZIO: MARIO LUZI, GRANDE INGEGNO INGIUSTAMENTE DIMENTICATO IL POETA RIVALUTA LA GENIALITA' DEL VATE Firenze, 31 ott.

(Adnkronos) - Gabriele D'Annunzio? ''Un grande ingegno, un grande poeta'' ingiustamente dimenticato, trascurato o addirittura liquidato frettolosamente dalla critica per taluni suoi eccessi vitali. A tessere l'elogio del Vate e a suggerire una rilettura piu' attenta della sua opera e della sua importanza nell'ambito della letteratura del Novecento e' Mario Luzi, il maggiore poeta italiano contemporaneo vivente, in un libro-intervista intitolato ''Frammenti di Novecento'' con il giornalista Renzo Cassigoli, pubblicato dalla casa editrice fiorentine Le Lettere. Luzi sottolinea come D'Annunzio sia ''una figura molto complessa'', ma che al tempo stesso e' stata anche la societa' dell'epoca ''un po' bacchettona'' a essere incapace di accettare le geniali intuizioni dell'artista abruzzese. ''E' l'Italia che e' goffa e si scandalizza piu' del dovuto, D'Annunzio e' un uomo di quella societa' -afferma Luzi- e lui non solo l'ha riflessa, ma e' anche stato capace di proclamarla. Tutto e' diventato dannunziano anche perche' tutto era gia' dannunziano. Bastava solo dargli un nome''. Luzi trova anche fuori luogo lo scandalismo con il quale si cerca di dipingere quasi sempre la figura di D'Annunzio, che a suo parere rispetto alla sua produzione letteraria e' ''marginale''. Per il grande poeta fiorentino D'Annunzio e' paragonabile per ingegno e originalita' a Oscar Wilde. E lo definisce ''un poeta notevole, ammirevole''. E a suo giudizio D'Annunzio ha dato anche ''un contributo importante, magari sul piano dell'estetica, della sessualita', in un mondo che sembra, piu' che altro, di superfice. Ma, in questo senso, anche l'estetica puo' assolvere ad un grande compito''