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Gli Effetti collaterali


Facebook, solo
book)? Ora, cari lettori, devo chiedervi di essere indulgenti e seguire con pazienza i miei ragionamenti. Da giornalista della carta stampata, ho sempre visto il mondo attraverso i caratteri tipografici di quotidiani, mensili, inserti, allegati, tutte cose concrete che recavano firme a volte conosciute e note. Insomma, lattendibilit della fonte, lautorevolezza e il mestiere non erano - e non sono ancora oggi - solo parole per me. Ero seriamente preoccupata di mettere alla berlina, sulla pubblica piazza oltretutto, la credibilit e la professionalit cos faticosamente costruite in anni di gavetta. Anni durante i quali alle conferenze stampa non mi salutava nessuno e dovevo spiegare profusamente per quale testata lavoravo e precisare che, no, non si trattava di quella on line, mentre i fotografi mi si piazzavano davanti strattonandomi senza tanti complimenti. Questa, per, unaltra storia di cui parleremo magari in un altro articolo Dunque, ero anch io online, su Facebook. La registrazione non richiese pi di qualche minuto, fu la ricerca di una foto da inserire nel profilo che si rivel una vera e propria impresa. Non avevo foto recenti, anzi per meglio dire non avevo foto che non fossero state scattate in situazioni conviviali, con le amiche, con le nipotine Quelle con le amiche non potevano essere pubblicate senza il loro consenso e, poi, in nessuna di queste mi piacevo: o facevo smorfie strane, o la mise scelta per loccasione non mi sconfinferava, oppure mi ricordavano momenti della vita non proprio felici. Delle foto con le nipotine neanche a parlarne, pendeva sul mio capo il veto inflessibile di mia figlia che temeva (secondo me, a ragione) che pubblicarle su una vetrina globale potesse essere rischiosa. Si sa gli orchi sono sempre in agguato E quindi? Dintesa con la figlia contestatrice, quella che inorridiva per la mia assenza da Facebook, decisi di farne alcune alluopo, insomma, una foto che idonea alla bisogna. No, no niente da fare. Le foto in posa - perch nonostante gli sforzi si capisce perfettamente che uno si messo in ghingheri proprio per fare quella foto - erano ancora peggio della peggio foto con le amiche. Quindi, con le poche nozioni di Photoshop acquisite da autodidatta, ne ho ritoccata una ripresa in una pizzeria, con piatti e tovaglioli sullo sfondo ma dove sfoggio un sorriso davvero naturale. Soddisfatta, andai a dormire i miei sonni tranquilli di neo-internauta. Niente di pi sbagliato! Infatti, avrei imparato qualche tempo dopo di quanto sia pubblica la piazza virtuale e quanto lazione apparentemente pi innocua possa, invece, diventare unarma a doppio taglio.Tuttavia, nelle prime settimane dopo la registrazione sul mio profilo Facebook regnava la calma piatta. Occasionalmente andavo a visitare la mia pagina, che quasi subito appresi chiamarsi bacheca, e ne uscivo un po delusa, ma anche piuttosto perplessa circa lutilit della mia presenza sul social network. I primi amici virtuali mi furono inviati dalla figlia ribelle che li preg di concedermi tale privilegio, in nome dellamicizia che nutrivano per lei e anche perch mossi a compassione da questa immigrata digitale di seconda scelta. Poco per volta coinvolsi anche altri amici e coetanei che, loro malgrado, si lasciarono persuadere da me e finirono

del social network


facce da libro?
per creare a loro volta un profilo su Facebook. Finalmente la bacheca cominciava ad animarsi, anche se permanevano due grosse problematiche: la mancanza quasi totale di tempo da trascorrere sul network (condizione essenziale, per costituire una rete efficace per scambi e di relazioni che generino a loro volta contenuti interessanti che coinvolgano anche gli altri utenti) e la sostanziale mancanza di una motivazione. Insomma - mi chiedevo - ma perch diavolo le persone perdono il loro tempo per scrivere a una moltitudine di sconosciuti?. Questa, sinceramente, una risposta che non sono ancora riuscita a darmi. Posso tuttavia affermare che un primo effetto collaterale della mia presenza sulla community virtuale arriv quasi subito, con una bella critica sulla foto che avevo scelto per il profilo. Il critico in questione si lament dello sfondo, quasi che il soggetto in primo piano, cio io, non fosse neanche da prendere in considerazione. Regola numero uno del social network: soppesate attentamente ogni singola azione, informazione, foto, immagine, commento prima di clikkarne la pubblicazione. S, perch nella pi completa privacy, nel silenzio del vostro salotto o del vostro ufficio, difficile (diciamo pure impossibile) arrivare a percepire in tutta la sua portata, la pubblicit delle vostre azioni. Riuscite a immaginare la vastit delle persone che visiteranno il vostro profilo e che vedranno, conoscer tutto quello che riguarda la vostra vita? E tra queste persone ci saranno amici veri (rari), conoscenti (molti), nemici (Tanti? Pochi?) e perfetti estranei (a migliaia che, attratti da qualche particolare, decideranno di farsi un po di fatti vostri. E non cadete nellerrore di credervi al sicuro grazie alle limitazioni che porrete allaccesso sul vostro profilo, alle flag che sceglierete per impedire a chi non fa parte della vostra rete di amicizie di curiosare tra le vostre informazioni. Finirete per cedere al desiderio di vedere il numero delle vostre amicizie lievitare ai tre zeri, pur di dimostrare al mondo intero la vostra popolarit e concederete lamicizia anche a chi amico non . Qualche volta lo farete solo per il timore di non offendere qualcuno, o perch non sta bene ignorare le richieste di amicizia. Gi, questo fatto per far in modo che al vostro profilo possa accedere un bel numero di persone che a malapena conoscete, anzi, diciamo la verit, se le incontraste per strada sicuramente non le riconoscereste n tantomeno salutereste. Non finisce mica qui: avete mai pensato che i vostri amici hanno, a loro volta, la loro schiera di amici, degli amici, degli amici? qui che ci si rende conto della validit della teoria dei sei gradi di separazione, lipotesi secondo la quale qualsiasi persona pu essere collegata a qualunque altra persona nel mondo attraverso una catena di conoscenze costituita di non pi di cinque intermediari. In sintesi: il mondo piccolo e un vostro commento potrebbe essere letto da un abitante della Nuova Zelanda in tempo reale. Il che non sarebbe poi questo gran danno se, al posto del neozelandese, il commento magari un po politicizzato, o scollacciato, o rivelatore di vostri gusti personali un po discutibili o non accettati secondo il comune senso del pudore, non fosse letto dal vostro futuro datore di lavoro, o potenziale cliente, o fidanzato/marito/figlio/genitore/suocera/genero e cos via lungo la scala di ogni grado e parentela. E torniamo alle foto. Io mi diverto tantissimo a guardare quelle pubblicate dagli amici/amiche, perch vedi casa loro, i loro cani, gatti e perfino i loro canarini. Vedi la vista di cui godono dal loro terrazzo, vedi gli amici invitati a cena una sera destate, vedi il marito/compagno in ciabatte mentre legge il giornale, o fa

- di Patrizia Kopsch -

Sappiate che tutto, ma proprio tutto quello che pubblicherete, pu influire sulla vostra vita reale

La saggezza popolare recita che ci vogliono anni per costruirsi una buona reputazione, pochi secondi per distruggerla. Niente cos vero come il social network. La mia personale esperienza con la Community fondata da Mark Zuckerberg, cominciata qualche anno fa, un giorno in cui mia figlia esord dicendo: Mamma, tu che sei una giornalista e che lavori nel campo della comunicazione devi essere aggiornata su tutto quello che riguarda la comunicazione, i nuovi media, le tecnologie non puoi non avere un profilo su Facebook!. Presi molto seriamente lappunto della figlia e, di buon grado, mi apprestai a creare il mio profilo sul noto social network. Devo ammettere che sulle prime dovetti vincere non poche resistenze interiori: ma che senso aveva per una persona della mia et inserirsi in una comunit virtuale composta di ragazzini e studenti del liceo (al tempo non avevo la minima idea di quanto fosse variegato luniverso Face-

Info: cell.347 9117488

Solbiate Olona - via IV Novembre,70

colazione, o impegnato in qualche buffa faccenda casalinga. Vedi le foto scattate in vacanza e, qualche volta magari, sospiri perch tu in vacanza non ci vai da un po di tempo e ti piacerebbe proprio trascorrere qualche giorno al mare. Spaccati di vita, per dirla con gergo tecnico. Per te, tutto finisce l, con qualche malinconica considerazione su quanto sia pi verde lerba del vicino. A quanto sembra, la nostra vita pubblica ha fatto gola al business, che spia i nostri profili per trarre informazioni, proporre le sue merci, fare ricerche di mercato, carpirci i segreti per fabbricare il prodotto di successo della prossima stagione, quello che meglio incontra i nostri desiderata pi nascosti e impellenti: chiss, forse anche il nostro Super Mario sta formulando qualche pensierino su quella formidabile fonte di notizie che Facebook: dopo Cortina e le vie della moda di Milano, saranno forse il social network il prossimo rivelatore di reddito degli italianiE la mia reputazione? Posso dire Finora non ne ha risentito tantissimo. Sono consapevole, tuttavia, di essere divenuta mio malgrado un personaggio pubblico. Chi avrebbe mai detto, appena ventanni fa, che Internet, la rete globale, avrebbe avuto un successo cos dirompente? Ve lo ricordate lesordio di Internet? Io s! Il resto, per, nella prossima puntata