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INDICE

Introduzione 1. Architettura ed Ecologia 2. Il nuovo ruolo dellArchitettura 3. La Bioarchitettura come risposta 4. Sostenibilit architettonica tra LOW-TECH e HIGH-TECH 5. Conclusioni Bibliografia

Abstract 01// Corso Teoria dellArchitettura 2010 // Prof. Renato Nicolini

1. ARCHITETTURA ED ECOLOGICA

Lo sviluppo di molte culture urbane, con le proprie popolazioni e costruzioni, ha spesso comportato la rottura dellequilibrio con lambiente, soprattutto per labuso delle risorse locali causandone il consequenziale esaurimento. Da tutto quello che si detto si evince perci, che il progresso stato sino ad oggi inversamente proporzionale allequilibrio ambientale, perch si sempre ragionato secondo una logica lineare di produzioneconsumoesaurimento e non secondo una logica pi sostenibile, quella circolare di produzioneconsumoripristino o riciclo, in cui si cerca di ristabilire gli equilibri sconvolti.

Al giorno doggi la questione ambientale ormai unemergenza improrogabile, perch laumento dei consumi energetici, laccelerazione dei livelli di inquinamento, i processi di esaurimento delle riserve energetiche sono ad un livello tale da preoccupare la globalit e non possono essere pi ignorati. Tutto questo ha reso lorientamento alla sostenibilit non pi un semplice sentire comune, ma una scelta di campo definitiva e strategica per conciliare benessere e tutela dellambiente futuri. Questa situazione critica, che si spera abbia raggiunto lapice ad oggi in quanto ancora recuperabile, ha preso il via in seguito alla prima rivoluzione industriale, alla sua conseguente urbanizzazione sfrenata e allimpiego spropositato di combustibili fossili nella produzione. La prima crisi internazionale che ha spostato lattenzione sulla questione ecologica , purtroppo, derivata da una crisi economica e non dalla consapevole focalizzazione sul problema. Nel 1973, al seguito della Guerra dello Yom Kippur (conflitto Arabo-Israeliano), ma soprattutto allembargo petrolifero derivatone contro gli USA e gli altri paesi sostenitori di Israele, sono state avviate le prime ricerche sulle fonti alternative al petrolio per il rifornimento di energia delle abitazioni (privilegiando quella solare) e sullefficienza energetica.

Successivamente furono riconosciuti come estremamente nocivi i clorofluorocarburi (CFC) principale minaccia dello strato di ozono ed a seguito del protocollo di Montral (1987/1989),

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lONU viet limpiego di queste sostanze (utilizzati in refrigerazione e climatizzazione). In Europa, con il trattato di Maastricht (1992) furono gettate importanti basi per politiche di sostenibilit: ambiente, salute, uso equilibrato delle risorse, impatto controllato su scala globale. Questi primi assi portarono alla formulazione del principio di precauzione e di risarcimento per danno ambientale, che dovrebbero essere applicati alla e dalla Comunit. In questo stesso anno venne pubblicato il rapporto della Commissione Brundtland dellONU in cui compare per la prima volta il nuovo termine sviluppo sostenibile, con cui si intende la riduzione al minimo dellimpiego di risorse non rinnovabili. Nel 1997 con il Protocollo di Kyoto, si data una maggiore rilevanza alla questione ecologica e sono state introdotte pratiche normative in questa direzione con lobiettivo di ridurre dell8% la produzione dei gas serra rispetto ai livelli degli anni Novanta. stato sottoscritto da pi di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.

La crisi energetica che da qui a pochi anni investir le zone pi sviluppate del pianeta costituisce la premessa fondamentale per lincentivazione e la sperimentazione di nuove alternative energetiche efficienti e virtuose. In un contesto caratterizzato da una profonda necessit di rinnovamento del nostro modo di concepire e di gestire la realt, (per cui) larchitettura diventa uno dei linguaggi pi autorevoli per porre rimedio al disequilibrio ecologico dando forma ad un nuovo andamento in grado di conciliare il rispetto della natura e la ricerca di nuovi gusti estetici e valori spaziali. Di fronte allesaurimento delle risorse e alla crisi energetica, si sta affermando una rinnovata cultura dellabitare e del costruire che pu essere interpretata come leffetto non tanto di una scelta personale, quanto di una riflessione critica condivisa sullimportanza dellambiente e del benessere collettivo. Lemergenza ambientale, infatti, non pi una prospettiva, ma un problema effettivo da risolvere che richiede la collaborazione di tutte le parti sociali, dagli enti pubblici alle imprese, fino ai privati cittadini, e che si appella alla sperimentazione di politiche e strategie alternative.

Seguendo il modello della sostenibilit oggi possibile effettuare dei riscontri e valutare dei risultati efficienti, negli esperimenti di alcune comunit, nei saggi architettonici di alcuni architetti e nelle sperimentazioni su diversa scala: di edifici sostenibili, di eco-quartieri e di citt sostenibili.

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2. IL NUOVO RUOLO DELLARCHITETTURA

Coscienti della situazione economica odierna, dellapertura di nuovi mercati e della diffusione di problematiche ecologiche, il termine sviluppo sostenibile non si interpreta pi come il solo miglioramento ambientale, ma come una nuova concezione, che comprende ogni tipo di attivit, consumi e comportamenti allinterno del sistema produttivo.

Lo Sviluppo sostenibile uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilit delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni .

Per la salvaguardia dellambiente e delle risorse il ruolo dellarchitettura fondamentale. Per tale situazione lintensa attivit di ricerca e sperimentazione progettuale sviluppatasi in campo architettonico per ristabilire gli equilibri alterati, assume sempre pi importanti valenze socio culturale. Larchitettura ha una grande influenza sulle condizioni dellabitare, del vivere, non deve essere autoreferenziale o incentrata sulla genialit del singolo (sulla sua firma intesa come brand commerciabile). La precedente tendenza a stupire, i grandi progetti architettonici con forme seducenti e strabilianti, forme stupefacenti e fantastiche, forme portate allestremo, oggi si scontrano fortemente con la nuova tendenza verde pi rispettosa dellambiente e dellabitante. Si affermata una nuova consapevolezza, per cui i modelli architettonici influenzano sempre pi la vita delle persone. Gli edifici e la loro conformazione impattano sul modo di percepire lo spazio e sul modo in cui gli individui lo vivono ed in parte condizionano il loro modo di relazionarsi con gli altri e con la natura. Adesso si cerca di adottare una maggiore sensibilit nei confronti della destinazione ed del contesto che deve accogliere le nuove strutture.

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Di fronte alle forme eccezionali concepite sino ad oggi, tutto sembra essere possibile, ma non per questo tutto dovrebbe essere realizzato.

Le scelte progettuali compiono trasformazioni delle nostre citt, per cui sarebbe giusto studiarne i possibili impatti e considerare un numero maggiore di alternative al fine di compiere la scelta pi adatta al contesto interessato. Si sempre pi coscienti che ledificio un organismo vivente che alla nascita richiede un grande impiego di risorse umane, ambientali e tecniche, che nel contempo esso sviluppa emissioni dannose; nel corso della sua vita continua a consumare energia e risorse; alla sua morte, per la sua dismissione o per il suo recupero, sono impiegate ulteriori risorse energetiche e vi una perdita di materiali. Essendo ledificio un organismo ENERGIVORO la sua progettazione deve essere

intelligentemente pensata affinch si sviluppi il miglior rapporto consumo-prestazione. Il mutamento tecnico nel corso del tempo ha interessato ed influenzato molto lattivit architettonica. Inconsapevolmente si sono verificati problemi di carattere ambientale e sociale, riscontrabili in ogni fase del processo costruttivo (dallestrazione delle materie prime a quelle di costruzione e uso), con un conseguente consumo eccessivo, sia per quantit sia per la velocit, di molte risorse naturali.

Per fornire una soluzione a questi problemi si cercato di adottare nuovi concetti, strumenti e metodologie in architettura, per realizzare una maggiore efficienza nellimpiego di risorse. Un approccio innovativo basato sulla ricerca continua di una reale sostenibilit nellambiente costruito. Una formula valida lessere pi sensibili alle caratteristiche del luogo dintervento e dei materiali impiegati, alle esigenze energetiche, alla gestione e allutilizzo dellacqua, alla qualit degli ambienti interni. Ledificio deve essere in grado di soddisfare i propri bisogni energetici e di acqua con risorse rinnovabili captate direttamente dal sito.

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3. LA BIOARCHITETTURA COME RISPOSTA La risposta a questa richiesta di consapevolezza nei confronti dellambiente in cui viviamo e che dovr fornire ancora risorse in futuro, la Bioarchitettura.

La bioarchitettura rispettosa dei principi della sostenibilit, ha l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future. La bioedilizia nata in seguito alla grande crisi energetica che nel 1973 ha coinvolto tutto il mondo, perci molti studiosi hanno iniziato ad interessarsi alle fonti alternative al petrolio per il rifornimento di energia alle abitazioni, privilegiando quella solare. Come fenomeno collettivo iniziato nelle aree con maggior inquinamento industriale, come la Ruhr in Germania.

Alcuni dei principi che fanno capo alla bioarchitettura sono: la creazione di luoghi significativi per aiutare luomo ad abitare, come sosteneva larchitetto e teorico norvegese Christian Norberg-Schulz, nel pieno rispetto del genius loci (lo spirito del sito); lutilizzo di materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale. privilegiare la qualit della vita ed il benessere psico-fisico delluomo; salvaguardare l'ecosistema; impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima); non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti); concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o cambiamento di destinazione d'uso; prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili;

Gli architetti di questa nuova eco-scuola, negli anni, fecero significativi passi avanti sperimentando e dando importanza allombreggiamento, allisolamento termico, alla ventilazione, alla deumidificazione, alla protezione da precipitazioni atmosferiche, e pi attenzione allilluminazione naturale e a quella derivante da fonte solare. Il sapiente impiego delle risorse naturali hanno dato vita a caratteristiche abitative di tipo reattivo, in grado, cio, di adattarsi allambiente esterno e ai

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cambiamenti climatici, e ad una forte sperimentazione di materiali da costruzione poveri o non tradizionalmente impiegati in questo settore: la pietra, il legno, il gesso, la calce e, al posto di vernici, colle, smalti e pitture di derivazione chimica, altri completamente naturali. Il processo progettuale comincia considerando attentamente lesposizione della facciata dingresso, preferibilmente rivolta a Sud per usufruire al massimo della luce e del calore del sole: anche gli altri ambienti vengono situati in aree idonee, scelte secondo una giusta combinazione di luce ed ombra.

Affinch tali principi possano integrarsi tra loro necessaria una progettazione che si avvalga del contributo di numerosi specialisti. Contemporaneamente allo sviluppo della bioarchitettura si sono definite delle nuove figure specialistiche nei vari settori tecnici ed ambientali, garantendo nel processo costruttivo la qualit dei controlli e la correttezza dei risultati. L'industria delle costruzioni ha un forte impatto ambientale a causa dell'altissimo consumo energetico, delle sue emissioni nell'atmosfera, dell'inarrestabile consumo del territorio e del diffuso utilizzo di materiali di origine petrolchimica che determinano gravi problemi di inquinamento durante tutto il loro ciclo di vita;difatti per comprendere e poter contenere le emissioni sono necessari numerosi controlli da parte dei tecnici specialisti. Fine primario della bioarchitettura dare all'edilizia un nuovo indirizzo rivolto al rispetto delle esigenze dell'abitante e dell'ambiente.

4. SOSTENIBILIT ARCHITETTONICA TRA LOW-TECH E HIGH-TECH Nel settore delledilizia ecosostenibile si possono distinguere due indirizzi architettonici. Uno segue le regole dellorientamento solare e della semplicit costruttiva, impiegando tecniche tradizionali; il secondo adotta in maniera innovativa i sistemi esistenti e sperimenta nuove tecnologie per favorire lefficienza energetica. I pionieri del low-tech Fin dagli anni Settanta, in risposta alle inquietudini suscitate dalla prima crisi petrolifera, qualche pioniere idealista propose delle alternative ecologiche, soprattutto nei settori delle abitazioni e delle

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piccole strutture educative e culturali. Sullonda del movimento di contestazione del maggio 68, alcuni architetti contestando la rigidit e la freddezza delle costruzioni moderniste incoraggiarono gli utenti a partecipare al progetto, e perfino alla realizzazione, di edifici pi conviviali. Questa filosofia antiautoritaria ha ispirato la realizzazione delle case popolari di Joachim Eble in Germania; il progetto immobiliare Tinngarden del gruppo Vandkunsten, vicino a Copenaghen; le realizzazioni di Lucien Kroll, in Belgio; le scuole e la casa dei ragazzi in autocostruzione di Peter Hbner nei dintorni di Stoccarda. Il legno, materiale caldo, leggero e facile da lavorare era presente nella maggior parte di questi progetti.

Lucien Kroll, Dormitori per studenti, Universit di Louvain, Bruxelles 1970 1976.

Lucien Kroll si impegnato sui temi della partecipazione, del recupero urbano e della sostenibilit ambientale, antiaccademico per antonomasia, anti-star nellepoca delle archistar, guru dellecologia concreta e dellarchitettura a misura duomo. Larchitettura di Kroll si modella sullo spirito dei luoghi e su chi li abita, non mai gerarchica e organizzata rigidamente, si sviluppa in strutture irregolari, organiche, sospese e quasi incompiute, in costante evoluzione, non ripetitive, privilegiando il processo creativo continuo. Nel decennio seguente, molti architetti hanno lavorato con altri materiali naturali. Il norvegese Sverre Fehn e i francesi Jourda e Perraudin hanno realizzato costruzioni in terra. Alcuni progettisti hanno sviluppato edifici con facciate e tetti vegetalizzati. Il profeta del low-tech, o per meglio dire del no-tech, tuttavia Paolo Soleri (Torino 1919), allievo di Frank Lloyd Wright, inizi a sperimentare ad Arcosanti, una nuova forma di architettura ecologica. Arcosanti un complesso, per 500 abitanti, costruito sul pendio meridionale di un

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piccolo canyon (nel deserto di Sonora, in Arizona, USA) che si sviluppa non in senso orizzontale, ma per stratificazioni, in modo da ottimizzare gli spostamenti, la protezione dell'ambiente, il risparmio energetico. Dall'unione delle parole "Architettura" e "Ecologia", che sono alla base della sua filosofia, nasce l'Arcologia: sistema urbano tridimensionale, che si contrappone alle grandi metropoli e alle loro periferie degradate, per risolvere senza sprechi le relazioni temporali, spaziali e i problemi energetici. Uno degli aspetti di maggior interesse per questa citt infatti proprio quello della qualit della vita, sia dal punto di vista architettonico che sociale. La forma dei vari edifici strettamente connessa a quella urbana, tanto da rendere difficile la distinzione fra l'una e l'altra. Soleri immaginava la citt come un unico organismo simile a un alveare, in grado di concentrare la distribuzione delle risorse e preservare la terra.

In questa citt utopica, diventata realt, Soleri ha realizzato una forma insediativa basata non solo su considerazioni relative all'uso dell'energia, allo sfruttamento del territorio, all'ottimizzazione del tempo, ma anche su una consapevolezza dell'abitare e del creare spazi urbani che si costruita nei millenni ma che qui viene proiettata verso il futuro. Dall'organizzazione degli spazi alle relazioni sociali, Arcosanti rappresenta un'esperienza emblematica di tutto ci che l'abitare. Le stelle dellhigh-tech Larchitettura high-tech simboleggiata i complessi per uffici e dalle grandi spettacolari costruzioni in metallo e vetro dei protagonisti dellarchitettura internazionale. Molti di questi progettisti, come Norman Foster, Renzo Piano, Richard Rogers, Thomas Herzog, Franoise-Helene Jourda e Gilles Perraudin hanno dato vita allassociazione Read per riflettere sullutilizzo delle energie rinnovabili in architettura. Ufficialmente riconosciuta nel 1993, dopo la Conferenza internazionale di Firenze sullenergia solare nellarchitettura e nellurbanistica, questa associazione ha ricevuto il sostegno della Comunit Europea.

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I simboli delleco-tech , ovvero limpiego di soluzioni altamente tecnologiche nel settore ecosostenibile, sono la torre della Commerzbank (fig.1) a Francoforte sul Meno e la cupola del Parlamento tedesco (fig.2) a Berlino nel rinnovato Reichstag, entrambi progetti di Norman Foster.

Fig.1

Fig.2

Larchitettura internazionalizzata, che si vuole ecologica grazie allimpiego della tecnologia e dellinformatica, non tuttavia sempre convincente, in particolare rispetto al comfort termico in estate e ai consumi di energia in inverno. Queste realizzazioni molto pubblicizzate hanno comunque il merito di aver avuto un effetto trascinante: molte innovazioni applicate per la prima volta in questi progetti, come la facciata vetrata a doppio involucro, sono state poi utilizzate in progetti pi modesti dove si sono rivelati molto efficaci.

Tra i due estremi del low-tech e dellhigh-tech esiste una terza via, in cui si abbinano in maniera intelligente i materiali e le tecniche della tradizione con prodotti industriali innovativi. Si pu anche ragionare sullimpiego di materiali locali grezzi che permetto un elevato risparmio energetico secondo modelli ispirati direttamente alle costruzioni tradizionali e neo-regionaliste. Si pensi alla tecnica adobe che viene usata da molti secoli. L'adobe tradizionale un materiale di costruzione sostenibile realizzato con la terra e la paglia locale. Per le costruzioni in adobe tradizionali il suolo umido e la paglia sminuzzata vengono versati in delle forme singole o raggruppate. Una volte estratte dalla forma il mattone deve rimanere integro altrimenti la mistura

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va riproporzionata nelle dosi. Una volta che i mattoni hanno raggiunto un certo livello di secchezza ed hanno resistito alla crepatura, vengono lasciati asciugare completamente. In alcuni casi si sceglie di aggiungere degli stabilizzanti che servono per aumentare il volume globale, la resistenza e la durezza del mattone. I mattoni in seguito vengono impilati utilizzando il fango come calcina tra essi. I muri pi massicci tendono a mantener il fresco d'estate e il caldo d'inverno, ma, come per il pis, l'adobe non un ottimo isolante. Nelle regioni pi fredde si inserisce, esternamente o internamente uno strato isolante. In altri casi sufficiente creare un intercapedine di 4-5 cm tra il muro interno e quello esterno. Per sostenere tetti piani, per le finestre e le porte si utilizzano assi di legno. Tutt'intorno ai muri viene poi spalmato uno strato di fango, che rifinisce le pareti come lo stucco. Nel metodo moderno di costruzione adobe, le pareti sono rinforzate con aste di ferro.

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Abstract 01// Corso Teoria dellArchitettura 2010 // Prof. Renato Nicolini 5. CONCLUSIONI
Il processo di diffusione e di infiltrazione di questa nuova sensibilit nel pensiero corrente testimoniato dalluso sempre pi ricorrente di termini come verde, ecologico, sostenibile. Queste parole esprimono i valori attorno a cui si stanno sviluppando le nuove ricerche dellarchitettura e dellurbanistica contemporanea, di nuovi rimedi per la citt contemporanea, e nuovi principi organizzativi per le nuove espansioni urbane, di fronte al continuo aggravarsi delle condizioni ambientali globali. Il concetto di sostenibilit, con tutte le sue accezioni alle diverse scale, esprime una buona idea, ha una valenza culturale, sociale, politica, economica e ambientale.

Il tema della sostenibilit oggi non pu pi essere ignorato, come non possono essere ignorati i cambiamenti climatici, che stanno stravolgendo le nostre vite ed il nostro territorio. Le teorie sulla sostenibilit in architettura sono in continuo aggiornamento e sono innumerevoli gli esempi applicativi. Ad oggi ,spesso, vengono riconosciute strutture moderne definite eco-mostri (un edificio o un complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l'ambiente naturale circostante) e diffondendo maggiormente il principio culturale della sostenibilit si potr migliorare la partecipazione della popolazione ed evitare futuri errori, perch saranno gli utenti a denigrare quei professionisti che si spacciano per sostenibili.

BIBLIOGRAFIA

Bianca Bottero (a cura di), Progettare e costruire nella complessit. Lezioni di Bioarchitettura , Liguori, Napoli, 1994 Lloyd Jones, Atlante di Bioarchitettura, Utet, Torino, 1998 Gauzin-Muller D., Architettura sostenibile, Edizioni Ambiente, Milano 2007 Uwe Wienke, Manuale di bioedilizia, DEI, Tipografia del Genio Civile, 2008 Franco La Cecla, Contro larchitettura, Bollati Boringhieri, Torino, 2008 Renzo Piano, Renzo Cassigoli, La responsabilit dellarchitetto conversazioni con Renzo Cassigoli, Passigli Editore, Firenze, 2010

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