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Anguanamadre

STORIE DI ANGUANE
Liberamente tratte da miti e leggende popolari del Veneto e del Nord-Est italico

Anguanamadre

Storie di Anguane

Anguana Edizioni

Copyright by Anguana Edizioni 2010 ISBN 978-88-905374-0-0 Via Palladio 4 36040- Sossano ( VI ) Anguanamadre @ yahoo.it www.anguanaedizioni.it 1 ristampa Tutti i diritti riservati. E vietata la riproduzione totale o parziale dellopera in qualsiasi forma e su qualsiasi supporto.

Testi e disegni di Anguanamadre

Agli Spiriti del Luogo; e a tutti coloro che, come me, percorrono i Sentieri Selvaggi delle Anguane; antichi Sentieri, che hanno un Cuore Celtico

PRESENTAZIONE

Questa raccolta di racconti sulle Anguane va a spaziare un po in tutte le situazioni topiche classiche, in cui la tradizione popolare collocava /colloca le figure mitiche delle Anguane.e a volte si spinge anche un pochino oltre. I racconti e le storie sulle Anguane, raccolti dalle testimonianze orali della civilt contadina, voci ancora udibili fino agli ultimi decenni del secolo scorso, presentano spesso trame, fatti e svolgimenti molto simili , se non uguali, anche in localit molto lontane e diverse tra loro. Per tale motivo, troverete, in alcune storie, elementi e situazioni ricorrenti, e, nellintroduzione, la ridondanzadi informazioni tra le varie sezioni della stessa; necessaria, a mio avviso, per la completa trattazione dellargomento in oggetto.
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Ovviamente, non riveler le mie fonti ( altrimenti, se rivelassi i miei segreti, che Anguana sarei?). Ho sentito la necessit di raccogliere e scrivere queste storie, perch mi sono resa conto, da accanita vecchia lettrice e studiosa quale sono, che in circolazione non esiste alcun volume dedicato esclusivamente alle Signore Anguane; esse vengono citate / trattate, a volte anche un po sommariamente, insieme al pout-pourri, costituito da tutte le altre figure mitiche e fatate, nei trattati dotti sul folklore popolare, di questa o quella regione, o zona montana, o nelle raccolte di fiabe e leggende popolari, di questo o quellaltro Autore. Eppure le Anguane hanno sempre esercitato, ed esercitano tuttora un fascino irresistibile, costituito da un mix unico di sensualit, magia, mistero, pericolosit e, soprattutto, indefinibilit completa e multiformit, che le altre figure del folklore assolutamente non riescono a pareggiare.

Forse, esercitano un fascino cos magnetico, perch esse sono lultimo retaggio, sopravvissuto, e molto ben radicato nella civilt contadina del Veneto e del Nord-Est italico fino alla met del secolo scorso, e da qui giunto fino a noi, della figura della Grande Madre, la Dea Bianca, Unica e Molteplice, giovane e vecchia, datrice di vita e dispensatrice di morte, manifestazione del Potere della Vita e della Natura, nei cui confronti luomo, in fin dei conti, impotente. Le Anguane rappresentano lEterno Femminino, nella sua veste pi selvaggia, indomita, libera, e, per certi aspetti, sacra. I nostri nonni ben lo sapevano; e, a mio avviso, le Signore Anguane andrebbero riscoperte e rivalutate; soprattutto dalla parte femminile delle nostre giovani generazioni, sempre pi perse tra i flutti delle maree mediatiche, ed in bala di falsi miti e vane mode, e sempre pi schiave, nella loro illusione di libert. Ecco, quindi, il mio umile contributo.

E, ovviamente, come sempre, ogni riferimento a persone, luoghi, fatti e situazioni reali, note o conosciute, puramente casuale.

Anguanamadre 30 aprile 2010 ( Beltane )

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INTRODUZIONE

I - CHI SONO LE ANGUANE

Cos unAnguana? Euna domanda che mi sono sentita rivolgere spesso,in questi ultimi anni, da persone di tutte le et. Ed anche una domanda a cui non facile rispondere velocemente, cos su due piedi, perch le Anguane sono molte cose insieme; e a complicare le cose ci si aggiunge anche il fatto che le loro caratteristiche variano da zona a zona. Esistono molti tipi di Anguane. Ma di questo parleremo pi avanti. Intanto, partiamo col dire che le Anguane sono delle figure mitiche femminili e soprannaturali, che si incontrano nel folklore popolare di tutta lItalia settentrionale, e in particolare nel Veneto, in Friuli e nel Trentino, e gi fino al Po, con
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diramazioni e riferimenti perfino nelle tradizioni popolari dellEuropa dellEst ( Slovenia, Bosnia, Albania ). Le Anguane erano chiamate in molti modi, a seconda delle varie zone e del dialetto locale: -Auguanes-Aguane-Angane-Anganes-AganesAgane -Subiane-Zubiane-Aiguane-Aganas-Aganis -Ongane-Ogane-Gane-Oane-Guane -Gnes -Vagana -Agane (nome celtico) -Aguis-Fane -Aquane-Acquane -Anghine ( perch abitavano nelle ghiane, piccole spelonche e crepacci del Combra ) -Pagane -Pantegane ( Val Badia )
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-Vivane-Vivene ( Val di Fassa) -Sagane-Saganas-Ssana-Bagne -Lagane-Longane-Langane ( Cadore ) -Salinghe ( Dolomiti ) -Anguani-Anguanis-Linguani-Linguana -Fade-Stre-Beate Donnette-Ble Butele -Salvadghe-Salvrghe Nei fil, una volta, si parlava e si raccontava moltissimo sulle Anguane; molti giuravano di averle incontrate, e raccontavano le loro avventure a rapiti ascoltatori, abbellendole sempre un pochettino, per renderle pi favolose ed interessanti. Le Anguane sono esseri femminili che vivono soprattutto in prossimit, e a volte nelle profondit, di fiumi, ruscelli, sorgenti, laghi e stagni, di cui sono le custodi e gli Spiriti del Luogo.

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Si possono incontrare anche nei recessi di boschi, colline e montagne, spesso vicine a sorgenti o corsi dacqua. Esse possono manifestarsi essenzialmente in due modi:

A come donne giovani e bellissime, dotate di un


fascino seducente irresistibile, pi o meno eteree, o pi o meno umane, ma sempre con lunghissimi capelli, spesso biondi, a volte rossi, quasi sempre abbigliate con sensuali abiti bianchi, lunghi, vaporosi e velati. Esse nuotavano nellacqua, o si sedevano sulla riva, cantando e pettinandosi i lunghi capelli alla luce della luna; oppure ancora danzavano nude sugli argini di corsi e specchi dacqua. La loro principale occupazione notturna, per, era quella di fare il bucato, il bianchissimo bucato delle Anguane, nei fiumi, nei ruscelli, perfino nei lavatoi e nelle fontane pubbliche, cantando magiche melodie, e di stenderlo poi ad asciugare sui prati, o su fili del bucato che stendevano da una parte allaltra delle vallate alpine.
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Spesso seducevano i viandanti, a volte rapendoli per un periodo, o per sempre.

B come vecchie megere inquietanti, vestite di


stracci, neri o multicolori; alcuni dicono avessero lunghi seni penduli, che si gettavano dietro la schiena. Quando comparivano in questa forma, spesso predicevano il futuro, o pronunciavano profezie, o lanciavano qualche maledizione. Altre volte, usavano il loro Potere per curare. Una caratteristica per accomunava le Anguane in entrambi gli aspetti, cio sia quando si presentavano come giovani che quando si manifestavano come vecchie, e le distingueva dalle donne normali, umane: esse avevano sempre qualche malformazione ad uno o ad entrambi i piedi: potevano avere un piede (spesso il sinistro) malformato o ritorto allindietro; o, al posto di entrambi i piedi, presentare zoccoli caprini, o piedi palmati, come le oche. Alcune leggende le descrivono addirittura con zoccoli ed arti inferiori caprini, e pelose dal ventre in gi.
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In ogni caso, per nascondere le malformazioni ai piedi, esse portavano sempre lunghe ed ampie vesti, bellissime, iridescenti e bianche, o a volte verdi, se giovani; spesso lacere, nere, e fatte di stracci, se anziane. Erano signore della magia, della profezia, e della trasformazione, o metamorfosi. Si dice avessero una doppia natura di rettile, e che a volte si presentassero come serpenti dalla cintola in gi. Potevano trasformarsi velocemente e a loro piacimento in grossi serpenti, spesso neri, e fuggire via in un batter docchio. Erano in grado di assumere anche laspetto di lontra, gatto, salamandra. Vengono descritte velocissime nei movimenti e nelle loro trasmutazioni;principalmente da donna a serpente, o viceversa; da qui deriva lantico detto popolare veneto ndar via come nAnguana ( andar via veloce come unAnguana).
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Si dice inoltre che, a volte, fuggendo via cos velocemente, lasciassero delle tracce umide come le lumache. Conoscevano il passato ed il futuro degli uomini, e sapevano leggere nei loro cuori; se volevano, potevano fare profezie, predire loro il futuro, o cambiare il loro destino, con semplici incantesimi. Dotate di grandi poteri magici, conoscevano il linguaggio degli animali, e i poteri curativi di tutte le erbe; potevano, con i loro incantesimi, influire sul clima, scatenando tempeste o siccit, e sulla fertilit della terra, del bestiame e degli uomini. Sapevano lanciare incantesimi o maledizioni con alte grida. Le loro grida erano molto acute e forti, e in grado di stordire; da qui lantico detto veneto sigar come nAnguana ( gridare come unAnguana ). Sono descritte come ottime, sopraffine e impareggiabili, massaie, ricamatrici, tessitrici, allevatrici, casare.e quindi detentrici della Magia del Fare, uno dei grandi Poteri ed insegnamenti druidici.
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Le Anguane hanno tipicamente un carattere molto irascibile, e sono tremendamente vendicative; in virt di tutti i loro poteri, descritti sopra, quindi sconsigliabile infastidirle od offenderle, o anche maltrattare o danneggiare i luoghi e gli animali posti sotto la loro protezione: le loro vendette possono essere tremende, e arrivano sempre. La tradizione, ovunque, vuole che abitino in varie cavit naturali ( spurghe, busi, cvoli), che si trovano disseminate un po ovunque su montagne e colline. Le loro attivit si svolgevano prevalentemente di notte, soprattutto con la luna piena, e, come gli orchi, le streghe, i folletti, e gli altri esseri fatati, si ritiravano e scomparivano senza lasciare alcuna traccia quando suonava lAve Maria del mattino. Spesso, narrano le leggende, le Anguane si sposavano con un mortale, ponendo per delle condizioni al matrimonio. Il patto matrimoniale prevedeva quasi sempre che il marito non dovesse mai compiere una certa azione nei confronti della moglie ( non doveva
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toccarla con il dorso della mano, o non doveva chiamarla per nome, o col nome del suo popolo, o non doveva mettere i suoi capelli sul cuscino mentre dormiva, o altro ), pena lo scioglimento immediato del matrimonio. Dopo un certo lasso di tempo in cui tutto era proceduto per il meglio, il tab, spesso, ahim, veniva infranto dal marito, scellerato e superficiale, come tutti gli uomini. LAnguana, quindi, lo malediceva e, trasformandosi subitaneamente in serpente, fuggiva via per mai pi ricomparire.

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II - ORIGINE ED ETIMOLOGIA

Lorigine etimologica del termine Anguana contempla sostanzialmente tre ipotesi, nessuna delle quali, tuttavia, esclude laltra:

1 si ritiene, in base alletimologia popolare,


possa derivare da anguis, cio serpente, biscia dacqua, animale in cui le Anguane si trasformano spesso, e di cui condividono la natura.

2 i vari nomi sotto cui sono conosciute le


Anguane appaiono essere semplici variazioni locali, derivanti tutte dal termine Aquana( o Aquane, al plurale ), che significa ondina, creatura dellacqua ( o dacqua ), donna delle acque.

3 si ritiene che le varie divinit venerate in


questi luoghi, dalla celtica Adgana, alle Dee
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Acquane, e alle divinit Adganee, non abbiano in realt mai abbandonato i loro Luoghi sacri, e non siano mai state dimenticate dalle loro popolazioni, divenendo le favolose Signore Anguane. In ogni caso, la denominazione di origine antichissima, e sta ad indicare lo stretto legame di questi esseri magici e multiformi con lelemento acquatico, elemento sacro al femminile. Le Anguane presentano grandi affinit con le Ondine delle saghe germaniche, le Samodive balcaniche, le Banshee irlandesi e scozzesi, le Sibille dei Monti appennini, le Ninfe romane, le Nereidi, le Naiadi, le Driadi celtiche, e forti somiglianze isomorfiche con Salinghe, Fade e Fate, fin quasi, e a volte anche senza quasi, al sincretismo. Rispetto a tutti questi altri esseri femminili fatati, per, esse presentano, nelle varie fole e leggende popolari che le vedono protagoniste, un maggior carattere, una personalit pi forte, che si staglia e proprio emerge dalla narrazione del racconto.
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Le Anguane sono spesso donne di carattere, forti, scaltre, intelligenti, spesso colte. A differenza delle esangui ed eteree Ninfe e Driadi, esse sono passionali, spesso carnali e carnalmente coinvolte, e, quindi, molto pi fisiche, rispetto alle altre fanciulle fatate. E presentano, oltre a questo, anche il resto del corteo di caratteristiche tipico dellanimo femminile: sono di buon cuore, ma gelose, permalose, vanitose, e vendicative fino al parossismo. Con ogni probabilit, le Anguane sono le antiche divinit femminili venerate un tempo dalle antiche popolazioni celtiche dellItalia Settentrionale; divinit dei boschi e delle acque, dispensatrici di fertilit e benessere, e per questo protettrici dei campi, del bestiame e del focolare domestico. A riprova di questo, basti pensare alla coincidenza di antichi luoghi di culto, celtici e venetici, come Lagole, con i siti indicati dalle tradizioni popolari come dimore di Anguane.

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A questo proposito, ricordo, molto succintamente, che i Veneti Antichi avevano una vasta area di influenza, che andava dai Colli Berici ed Euganei, con le pianure circostanti, fino al litorale veneziano. A loro volta, i Cimbri, nel periodo della loro massima estensione, coprivano un territorio che andava dai 13 comuni veronesi della Lessinia, ai 7 comuni vicentini dellAltopiano di Asiago, passando da Recoaro. Molto probabilmente, per il loro ruolo di Signore delle Acque, dispensatrici di fecondit, le Anguane erano connesse anche al culto di un dio maschile, in quanto paredro (controparte maschile della Dea, con cui forma la coppia divina), come il dio Silvano, a sua volta connesso con il celtico Taranis, o con qualche altro dio pagano, fecondatore e signore delle foreste e delle tempeste. Ma le Anguane sono documentate, come presenza antica, anche in Lombardia; in questa regione, infatti, sono state ritrovate incisioni latine riportanti i termini agganaicus e adceneicus
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(forse riferimenti o aggettivi per qualche importante divinit), e iscrizioni riportanti dediche alle matronae adganai. E gi nel XIII secolo si ritrova la parola aiguana ( De Jerusalem Celesti, di Frate Jakouin da Verona). Inoltre, spicca molto netta laffinit con il termine provenzale aigua e con lantico francese aigue. Il Cristianesimo attribu una connotazione malvagia a queste antiche divinit, sue dirette concorrenti sul territorio, e attribu loro caratteristiche fisiche che ne intaccavano lo smalto ed il fascino, e le indicavano come chiare filiazioni diaboliche, come i piedi caprini o palmati, o il corpo peloso o cavo, celati da abiti sontuosi e sfavillanti. Il mito dei piedi di capra delle Anguane, comunque, potrebbe anche derivare dalle tipiche antiche calzature di pelle di capra usate da alcune popolazioni montane, dette calzari etruschi.

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La civilt Paleoveneta caratterizzata dallaver conservato il culto per la loro divinit femminile, anche dopo aver subito linvasione, e la successiva fusione, con i popoli guerrieri, sciamati in ondate successive dalle steppe russe, e devoti alle loro divinit maschili. Uno dei luoghi di culto pi grandi e famosi era ad Este ( Padova ); qui i Veneti Antichi veneravano la loro Dea, chiamata Reitia. Reitia molto raramente veniva raffigurata con sembianze umane, perch, in quanto Grande Dea, Grande Madre, dispensatrice di vita e salute, essa pervadeva con il suo soffio vitale ogni cosa vivente, e viveva attraverso ogni essere vivente. Il culto di Reitia aveva le sue grandi sacerdotesse; donne che godevano di grande autorit e prestigio. Il Cristianesimo cerc di sradicare il culto della divinit femminile delle popolazioni convertite ma, non riuscendovi mai completamente, cerc di far buon viso a cattivo gioco, incoraggiando il culto per la Vergine Maria, la madre di Ges, e
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trasfondendo cos, a poco a poco, la devozione viscerale e millenaria del popolo dal culto di Reitia, la Grande Madre, al culto mariano. In questo modo, il culto pagano ( da pagus= villaggio)delle campagne, inestirpabile, veniva legittimato; e chiese vennero costruite dove prima cerano luoghi sacri dedicati alla Dea, con i suoi molti nomi, e al dio suo consorte. Un esempio tipico il Santuario della Madonna del Covolo a Crespano del Grappa, costruito nei pressi di una fonte salutifera, o la chiesetta della Madonna della Salute, nei pressi del Lago di Lagole, le cui acque sono note da secoli per i poteri curativi; ma moltissimi altri esempi potrebbero essere fatti. Ma la Vergine Maria, pur oggetto di grande devozione popolare, accoglie in s soltanto laspetto pi spirituale e trascendentale della Grande Madre pre-cristiana, datrice di vita, ma anche di morte, e signora della fertilit, e quindi anche della seduzione, del sesso e della magia.

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Tutti questi aspetti della Grande Dea, quindi, sono stati perpetuati dallimmaginario popolare, riversandoli nelle figure mitiche, magiche e caleidoscopiche delle Anguane, che hanno continuato a vivere per secoli, di generazione in generazione, nonostante tutti gli sforzi del Cristianesimo per estirparle o sopprimerle in qualche modo. Ancora nel 1920, il Papa raccomandava che .se non possibile sopprimere quelle congreghe denominate fil dove, rivivono divinit e spauracchi ancestrali,.di chiudere la serata almeno con un rosario. In queste zone molte antiche divinit sono sopravvissute, attraverso secoli e secoli di sovrapposizioni e sincretismi con altre divinit importate e imposte, e declassamenti pi o meno umilianti o da baraccone fieristico, fino al secolo scorso: il Massriol, el Salvanl, le Anguane, la Bissaboga, la Marantega, e altre. A Calalzo di Cadore, in prossimit del Lago di Lagole, fu scoperto, nel secolo scorso, un
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importante santuario situato su un rilievo roccioso alla base di un pendio. Nei pressi vi sono una miriade di laghetti e polle dacqua solfureo-ferruginosa, e anche le famose caverne delle Lagane, come qui vengono chiamate le Anguane. Il santuario di Lagole, e le acque del suo lago, era sicuramente connesso al culto di Ecate, una delle altre forme sotto cui era venerata la Grande Madre, questa volta in epoca romana. Ecate, venerata dai Romani e spesso rappresentata con tre facce ( i tre aspetti della Dea: giovinetta, madre, vecchia ), e Signora Oscura della Magia e della Medicina, era invocata a Lagole sotto laspetto di Ecate Sanante, dispensatrice della salute. Molto probabilmente, il Cristianesimo trasfer nella figura della malefica Lagana laspetto oscuro e magico di Ecate, troppo inquietante e difficile da gestire, e tenne per s il suo potere salutifero, trasferendolo alla Madonna della

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Salute, a cui dedicata una chiesetta molto antica nelle vicinanze del lago.

La sacralit delle acque


Nelle epoche preistoriche e proto-storiche, e anche nei secoli passati, lacqua sempre stata elemento vitale per le popolazioni. Da essa dipendeva la vita e la morte, in pratica. E quindi, il culto delle acque sempre stato molto diffuso e importante, da sempre. Lacqua un elemento che ha un grande potere purificatore, terapeutico, generante e rigenerante; ma ha anche una natura ambivalente; infatti, cos come pu dare la vita a terreni, piante, animali e uomini assetati, pu anche essere portatrice di morte e devastazione, con temporali e grandinate violente, inondazioni, esondazioni, maremoti. I popoli primitivi, animisti e dotati di un istinto sciamanico naturale, davano aspetto e caratteristiche umane a questo o quel fiume, lago, fonte, corso dacqua, che alla fine si identificava e sintetizzava con la divinit, o Spirito del Luogo, che la presiedeva.
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Spesso le acque avevano nome, caratteristiche e volto femminile. Cos, per esempio, il fiume Brenta una volta era chiamato la Brenta. Ancora oggi il folklore popolare narra come certi piccoli laghi, certe paludi, certe fonti e fontane siano privi di fondo, e porte di accesso per l Altro Mondo, ben noto agli sciamani di tutte le epoche e di tutte le culture, in cui ogni tanto scompaiono uomini e animali. Molti santuari e luoghi di culto, non solo in Italia, sono legati alla presenza di fonti o acque miracolose, che tali erano considerate gi molto prima dellavvento del Cristianesimo, e che il Cristianesimo fece propri , legandoli al culto mariano, come la grotta della Poscola nei Lessini, o il Santuario della Madonna del Covolo a crespano del Grappao Lourdes. Parimenti, nella zona di Buoro di Ciano, nel Montello, al culto dellAnguana Ciane fu sostituito, nel medioevo, quello di San Memetro. Il culto delle acque, e la loro funzione sacra di purificazione , rigenerazione, santificazione, ben
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documentato nel Veneto, e in genere in tutto il Nord-Est; basti pensare al centro termale di Montegrotto Terme, che, oltre alle moderne terme, conserva ancora larea archeologica del primitivo centro termale Paleoveneto.

Leggende celtiche
Alcune leggende, diffuse soprattutto nelle zone alpine, narrano invece di come le Anguane derivassero da antiche popolazioni di origine celtica, poi estintesi, quasi a voler dare una precisa collocazione storica ad un mito che, invece, ha radici molto pi profonde, archetipiche, ed indefinibili completamente, per loro stessa natura. Per esempio, a Belluno si narra che le Anguane furono le ultime donne celtiche, dai capelli rossi. Esse, per sfuggire ai colonizzatori e dominatori romani, si rifugiarono nelle grotte vicino a laghi e torrenti montani. Per questo, esse sono chiamate anche Angane, che il loro nome celtico. Col tempo, e col passare delle generazioni, esse divennero creature misteriose e affascinanti, e
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numerose storie narrano di esse ritraendole con caratteristiche a volte opposte e tra loro contrastanti, come abbiamo visto sopra. Altre fole, pi o meno dotte, suggeriscono altre ipotesi sullorigine e lappartenenza etnica delle favolose Anguane:

A alcuni pensano che abbiano avuto origine


dalle antiche popolazioni euganee, che abitarono le Alpi e le Prealpi. Le leggende le descrivono come donne alte, snelle, dagli occhi azzurri e dal piede caprino, e che portavano i loro bimbi sul dorso.

B in Cadore si racconta che le Anguane erano


le ultime donne di una razza mista, nata dallunione di Tauisci ed Euganei.

C altre storie raccontano della loro origine


celtica o scandinava.

D altre ancora le descrivono di stirpe etrusca.

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Fatto sta che, comunque, qualunque fosse la loro origine, respinte dalla pressione esercitata dalle nuove popolazioni, soprattutto dopo la conquista e la colonizzazione romana della Gallia Cisalpina, le Anguane dovettero, per sopravvivere, rintanarsi in posti sempre pi impervi ed inaccessibili, e diventare selvagge (Slvadeghe, appunto); loro che, in epoche precedenti, erano state venerate come divinit, forse anche per aver portato un po di benessere e civilt a popolazioni primitive, come ben descrivono ancora oggi le storie sulle Anguane casare e massare.

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INDICE
Presentazione Introduzione: I - Chi sono le Anguane II - Origine ed etimologia - La sacralitadelle acque - Leggende celtiche III - Caratteristiche delle Anguane IV - I vari tipi di Anguane V - I luoghi delle Anguane VI - Un mito ricorrente VII - La Magia del Fare VIII - Lunga vita alle Anguane! 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. LAnguana madre Le Anguane e il latte Le Anguane del MonteTurigi Le Anguane di Zovencedo La fontana delle Anguane La Montagna Spaccata Il Monte Summano Le Anguane dei Colli Euganei La promessa
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7 13 22 31 33 36 44 53 76 89 95 101 108 112 121 129 137 147 155 159

10. La buona vecchina 11. Gli abiti delle Anguane 12. Piede di capra 13. Le carte della fortuna 14. Pu Pu 15. Sangue di Anguana 16. LAnguana innamorata 17. I libri delle Anguane 18. La benedizione del raccolto 19. La caccia 20. Le Anguane dei laghi alpini 21. La cucina delle Anguane 22. Le Anguane dellAstico 23. Il prete e lAnguana 24. Le Anguane del Piave 25. Le Anguane del Lago di Lagole 26. La Danza delle spade 27. Il bucato fatato 28. LAnguana mascherata 29. Il tesoro delle Anguane 30. Il cacciatore pentito 31. Merisana 32. Neve 33. LAnguanamadre Commiato

173 188 196 201 207 217 223 229 238 249 257 263 268 279 290 297 304 315 321 329 334 347 353 365 373

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