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A cloud

Designer di professione e autore di libri per bambini da quando, nel 1990, diventa padre, Katsumi
Komagata ha dichiarato di essere stato influenzato, fra le altre, dall’opera di Munari e in particolare
di aver rilevato l’impegno nella creazione di lavori che incoraggiano la creatività nei bambini.
Come l’artista milanese, organizza workshop creativi in giro per il mondo, partendo dall’idea che lo
sviluppo creativo del bambino non deve essere soffocato da modelli culturali che impongono
un'unica interpretazione della realtà. Questa poetica si ritrova anche nei suoi volumi: il libro per lui
è un oggetto a tre dimensioni, con forme e colori che si trasformano in gioco, creando un mondo
pieno di scoperte e sorprese, diverse a seconda degli occhi che lo rendono, di volta in volta, vivo.
Komagata, come Munari, porta forma e struttura al limite: l’unico e vero protagonista è il bambino.
Ma può essere definito “libro” un volume dove la materia riveste un ruolo comprimario rispetto alla
parola?
Nelle sue opere spesso il nucleo narrativo è costituito da un “buco” nella pagina, una forma
disegnata dalla “non-materia” e tuttavia capace –al pari della parola scritta- di evocare storie,
richiamare ricordi, comporre versi di una poesia. La lettura si arricchisce diventando un’esperienza
tattile e visiva per gli adulti, siano essi genitori che condividono questo piacere con i bambini o
semplici estimatori del creativo giapponese.
Il suo ultimo lavoro, A cloud, ha un testo breve e diluito in tredici fogli di carta di diverse
grammature, textures e tonalità di bianco, con buchi di forme varie a rappresentare una nuvola che
portata dal vento si trasforma, si unisce ad altre, viaggia senza conoscere la meta, che è puro
appannaggio del vento.
Poi si dilegua, ma ci saranno ancora altre nuvole da accompagnare con lo sguardo.
Chi di noi non si è perso a seguire i loro movimenti, portato sulle ali della fantasia? L’autore,
nell’ultima pagina, spiega che a causa degli impegni della vita quotidiana qualche volta si dimentica
di alzare gli occhi al cielo per guardare le nuvole; per questo motivo le ha “portate” dentro un libro
così, mentre sfogliamo le pagine, “memories come back with the view of clouds that we have seen
before”.
L’unico rammarico è che, a parte eventi a tema –come Minimondi, festival di letteratura e
illustrazione per ragazzi, appena conclusosi a Parma – le opere di Komagata hanno una
distribuzione limitata nei canali tradizionali, a dispetto della sua fama che ormai è planetaria e
consolidata dai premi che, dagli Stati Uniti all’Europa, gli sono stati tributati.
Emiliana Murgia
KATSUMI KOMAGATA, A cloud, Tokio, One Stroke,
2007, pp. 13, € 30,00