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Critica della ragion pratica (1788) Ha come scopo quello di chiarire il fondamento su cui si basa lesistenza di una legge morale, dimostrataci dallesperienza, e di definire le condizioni formali della moralit, in base al presupposto che le leggi sono tali in virt della forma e non del contenuto. La legge morale valida solo per gli enti che possiedono una volont, gli uomini, cio per coloro che possono agire in base alle proprie rappresentazioni, scegliendo per se stessi massime soggettive e particolari da seguire. Occorre tuttavia trovare il fondamento di una legge morale che sia oggettiva e universale. Essa dunque non pu derivare dallesperienza sensibile, poich da essa non si pu ricavare la necessit di una legge, ma dovr essere a priori. Essa inoltre prescrive che cosa si debba volere. Limperativo tu devi dipende dalla duplicit della natura umana, divisa fra razionalit e irrazionalit. In lui la massima soggettiva dovr essere subordinata alla legge oggettiva e la volont dovr essere determinata nellobbedienza allimperativo morale. Esistono due tipi di imperativi: 1. Limperativo ipotetico, che prescrive i mezzi necessari per raggiungere determinati fini, e pu essere a) Regola di abilit (se riguarda i mezzi in rapporto a fini che un individuo si pone ed un altro no) b) Consiglio della prundenza (se riguarda i mezzi necessari per uno scopo, che si pongono tutti gli uomini, cio la felicit) 2. Limperativo categorico, che descrive il dovere per se stesso, incondizionatamente, e riguarda quindi lintenzione, cio il principio formale di determinazione della volont. E reso possibile dalla libert, intesa come qualit trascendentale di possibilit della vita morale, e che ci viene rivelata dalla legge morale stessa, non essendo possibile conoscerla in modo oggettivo. Prevede tre formule: a) La legge fondamentale della ragion pratica: agisci unicamente secondo quella massima che puoi volere nello stesso tempo che essa divenga legge universale b) Agisci in modo da trattare lumanit, tanto nella tua persona quanto nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come un fine e mai unicamente come un mezzo. Solo luomo come valore assoluto pu essere il vero fine. c) Agisci in modo che la tua volont possa, in forza della massima, considerare se stessa come istituente nello stesso tempo una legge universale. Luomo legge a se stesso. La rivoluzione copernicana in ambito morale sta nel ribaltamento dellidea tradizionale della moralit come adeguamento della volont ad un oggetto esterno qualificato come bene. La moralit un modo di essere della volont stessa. Per comprendere la concezione di uomo libero, bisogna distinguere due aspetti delluomo: lhomo phaenomenon, il cui essere soggetto alla causalit naturale, e lhomo noumenon, capace di libert e autonomia allinterno del regno dei fini, chiamato cos poich in esso gli uomini sono intelligenze che si rapportano come fini in s e come cooperanti a un fine comune. Anche in campo pratico, oltre che teoretico, la ragione aspira a raggiungere la totalit del bene, cio lunione di virt e felicit, il sommo bene.