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VALUTAZIONE DIRETTA DEL CAMPIONE ANALISI PER VIA SECCA Valutazione preliminare della sostanza in esame solida o in soluzione

e ricerca specifica di uno o pi componenti (anione o catione). Sono saggi specifici che in genere non presentano rischio di interferenza da parte di altri componenti potenzialmente presenti. In alcuni casi i risultati ottenuti forniscono un dato preliminare orientativo ed in altri casi un risultato sufficientemente certo da evitare la ricerca per via umida del componente trovato . Colori Tra le specie cationiche colorate allo stato idratato, sia allo stato solido che in soluzione acquosa: Cu+2 azzurro; Fe+2 verde-celeste; Fe+3 giallo; Cr+3 violetto; Mn+2 rosa chiaro; Co+2 rosa intenso; Ni+2 verde I principali ossidi colorati sono: Cr2O3 verde; MnO2 marrone; Fe2O3 rosso; HgO giallo; PbO2 marrone Le principali specie anioniche colorate, sia allo stato solido che in soluzione acquosa, sono le seguenti: MnO4- violetto-scuro; Cr2O7-2 arancione; CrO4-2 giallo Le principali sostanze colorate di carattere neutro (elementi) sono le seguenti: S8 giallo-chjaro; J2 violetto scuro; Br2 arancione scuro; C nero Odori Alcuni sostanze emanano odori caratteristici anche a temperatura ambiente; alcuni sali per reazione di idrolisi con lumidit atmosferica assorbita liberano sostanze volatili di odore caratteristico sali d 'ammonio NH4+ + H2O NH3 + H3O+ acetati CH3COO- + H2O CH3COOH + OH-

1) Valutazione diretta di colore e odore del campione 2) Esposizione diretta alla fiamma su filo di platino 3) Preparazione di perle colorate 4) Riscaldamento a secco in tubicino. 5) Riscaldamento in tubicino con opportuni di reattivi. 6) Fusione in capsula con o senza opportuni reattivi. 7) Ricerca diretta di anioni o cationi con saggi specifici

Esposizione diretta alla fiamma Premesse teoriche Fornendo ad un atomo una opportuna quantit di energia, sufficiente a consentire una transizione di uno o pi elettroni dello strato esterno in un orbitale a contenuto energetico superiore, esso la assorbe e passa ad uno stato energetico eccitato A + h A* Lo stato A* termodinamicamente instabile e l'elettrone che ha compiuto la transizione tende a ritornare allo stato fondamentale riemettendo, l'energia assorbita sottoforma di energia radiante (radiazioni elettromagnetiche di varia natura: visibili o ultraviolette a seconda del loro contenuto di energia). Ad ogni diversa transizione elettronica, avvenuta per assorbimento di energia.. corrisponde. una emissione caratterizzata da una particolare frequenza di energia radiante: E2-E1 = E = h E = differenza di E fra i due orbitali; h = costante di PIanck; = frequenza dellenergia radiante. La velocit di propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto (c 3x105Km/s) uguale al rapporto fra la lunghezza d'onda e il periodo T dell'oscillazione (c = /T) e la frequenza della radiazione = 1/T: c = cio = c/ quindi E = h = hc/ Ad ogni salto energetico E corrisponde una radiazione con una determinata lunghezza donda : maggiore energia - minore lunghezza donda; minore energia - maggiore lunghezza donda.

Ad ogni salto elettronico corrisponde una differenza d'energia dell'ordine di alcuni elettron-volt (1 eV = 1,6x10-19 J) per la relazione di Planck le frequenze delle radiazioni ottenute sono del visibile (=380-800nm) o UV (=100-300nm). Gli spettri d'emissione/assorbimento delle sostanze allo stato solido o liquido sono generalmente spettri continui (ampio intervallo di radiazioni con valori vicini di ) mentre gli spettri d'emissione delle sostanze allo stato gassoso prevalentemente sono spettri discontinui (costituiti da radiazioni di sensibilmente differente). Nel caso in cui i valori delle delle radiazioni emesse sono ben differenziati, all'esame spettroscopico s'osserva uno spettro a righe. (atomi o gli ioni gassosi). Nel caso in cui i valori delle lunghezze d'onda interessate al fenomeno arrivano ad essere molto vicini, all'esame spettroscopico s'osserva uno spettro a bande, formato da gruppi di righe tanto ravvicinate da costituire delle bande. Fra le righe spettrali date da un elemento, si dicono fondamentali quelle che derivano dal salto dal livello immediatamente superiore al livello fondamentale (pi probabile). Le righe fondamentali sono le pi intense. Nelle molecole l'eccitazione causa non solo svariatissimi, per numero, salti elettronici (n d'elettroni del sistema) ma anche variazioni di livelli energetici dovuti a fenomeni rotazionali e/o vibrazionali degli atomi presenti. Si verificano perci pi numerose variazioni energetiche tra livelli molto pi vicini tra loro e gli spettri di emissione/assorbimento sono di tipo continuo.

Spettro delle radiazioni elettromagnetiche

I tipi di radiazione che interessano di pi al chimico sono: radiazione infrarosso (IR) visibile (Vis) ultravioletto (UV) lunghezza d'onda l 9 x 10-2 8 x 10-5 cm 8 x 10-5 4 x 10-5 cm 4 x 10-5 2 x 10-6 c

per il settore della strutturistica chimica (indagini roentegenografiche su cristalli), interessano al chimico anche i raggi X, di energia molto pi elevata.

Enegia di 1a ionizzazione

Stati eccitati

Stato fondamentale

Ogni atomo ha una sua particolare struttura di livelli elettronici, diversa dagli altri e del tutto caratteristica anche i E fra i vari livelli energetici interessati alle transizioni sono specifici e corrispondono, in fase di emissione, a fotoni di diversa energia, perci di diversa lunghezza donda.

LAMPADE A GAS Alcune operazioni d'analisi per via secca richiedono una lampada a gas, che sfrutta la combustione di idrocarburi gassosi che bruciano con l'ossigeno dell'aria (o altro comburente) sviluppando energia termica e luminosa trasformandosi in CO2 e H2O. La luminosit della fiamma dovuta a piccole quantit di idrocarburi insaturi (etilene C2H4, acetilene C2H2 e propilene C3H6), che ad alta temperatura decompongono liberando carbonio, le cui particelle, arroventandosi, conferiscono luminosit alla fiamma: C2H4 CH4 + C Se viene introdotta una notevole quantit d'aria, il carbonio formatosi brucia a CO2 (fiamma oscura o fiamma ossidante). La piu usata la lampada o becco Bunsen costituita da un tubo di ottone (a) avvitato ad una base di sostegno (b), alla quale, arriva il gas che fluisce attraverso il foro (c) all'interno del tubo. All'altezza del foro c vi sono due aperture che si possono aprire o chiudere muovendo opportunamente un nottolino forato (d), a seconda che si voglia permettere od evitare l'accesso dell'aria. Se non si lascia entrare aria, si ha fiamma luminosa (fiamma riducente per lo presenza del carbonio, meno calda). Se invece si lascia entrare l'aria tutto il carbonio brucia. Perci la fiamma risulta ossidante e pi calda.

Alcune di queste radiazioni cadono nel campo della luce visibile e, fra di esse, la pi intensa, cio la pi probabile, conferisce il colore dominante e specifico al corpo stesso della fiamma.

Il fenomeno di assorbimento/emissione da parte dellatomo un fenomeno di risonanza a carattere continuo e perci la emissione della radiazione colorata continua e persiste per un certo periodo di tempo finch tutta la sostanza evapora e si disperde nell'atmosfera circostante.

il becco teclu che porta una vite per regolare l'accesso del gas ed un altro dispositivo per dosare l'aria

la soffieria con cui si realizzano temperature molto alte, facendo arrivare contemporaneamente alla combustione, mediante due tubi concentrici, il gas e l'aria sotto pressione.

La fiamma Nella fiamma ossidante si distinguono due parti essenziali: - cono interno ACB: combustione incompleta (temperatura pi bassa, contiene gas incombusto mescolato a circa il 60-70% d'aria); - il mantello esterno ADBCA: combustione completa del gas, temperatura pi alta. Nella fiamma ossidante distinguono pi zone, diverse per temperatura e tipo di reazione (ossidante o riducente): 1) Base della fiamma (), (~300C) la corrente d'aria fredda immessa dal basso e l'orlo della lampada sottraggono calore. Adatta per osservare le colorazioni che impartite alla fiamma da sostanze volatili. 2) Zona di fusione (), (~1500C) a circa un terzo dell'altezza della fiamma. Adatta per saggi di fusibilit e di volatilit ad alta temperatura. 3) Zona inferiore di ossidazione (), orlo esterno del mantello (in corrispondenza della zona di fusione). Adatta per osservare la colorazione delle perle in ambiente ossidante. 4) Zona inferiore di riduzione (), orlo interno della zona di fusione; Adatta per osservare la colorazione delle perle in ambiente riducente. 5) Zona superiore di ossidazione (), apice del mantello, l' ossidazione avverr tanto pi efficacemente quanto pi abbondante l'entrata dell'aria. 6) Zona superiore di riduzione (): apice del cono interno. Si utilizza per ridurre ossidi metallici a metalli.

Saggi alla fiamma Natura dei saggi ed elementi che vi sono interessati Si basano sull' osservazione di colorazioni caratteristiche conferite alla fiamma di un becco bunsen da alcuni elementi. Per riscaldamento nella fiamma di un bunsen emettono radiazioni cromatiche caratteristiche i metalli alcalini (Li, Na e K), alcalinoterrosi (Ca, Sr e Ba), rame, sali d'ammonio , alcuni composti del boro (H3BO3 e BF3). Altri elementi (AsIII: SbIII, BiIII, PbII ed HgI) emettono radiazioni cromatiche, che possono interferire i precedenti elementi. Tali radiazioni non sono cos caratteristiche ed intense da costituire un sicuro riscontro analitico. Se sono presenti pi elementi le cui colorazioni si sovrappongono mascherandosi, si pu osservare la fiamma attraverso vetri colorati (es. vetro azzurro al cobalto e vetro verde) che assorbono determinate radiazioni, mentre ne lasciano passare altre.

Esecuzione dei saggi Si umetta una piccola porzione di sostanza (~2 mg) con 1-2 gocce di HCl conc. e se ne fa aderire una piccola quantit all'estremit d'un filo di platino ben pulito. S'introduce il filo nella fiamma, prima verso la base, cio nella zona meno calda, dove si possono osservare colorazioni dei metalli alcalini, i cui composti sono pi volatili; poi, scomparsa la colorazione di questi, si porta il filo gradatamente nella zona di fusione, dove volatilizzano i sali alcalino-terrosi, meno volatili. In tal modo si riescono a vedere, successivamente, le diverse colorazioni provocate da sali di diversa volatilit. opportuno operare in ambiente non molto luminoso ed osservare la fiamma contro uno sfondo scuro. Fondamentale la pulizia del filo di platino che deve essere effettuata dopo lesecuzione di ogni saggio. Si umetta il filo in HCl conc. e lo si porta alla fiamma ripetendo loperazione pi volte fino a quando la fiamma rimane incolore. E necessario sostituire lHCl dopo alcuni cicli di pulizia.

Saggio alla fiamma su un sale di calcio CaX2 CaX2 (s) + 2HCl CaCl2 (s) + 2HX

Eccezioni alluso dellHCl Fra i composti degli elementi identificabili col saggio alla fiamma ve ne sono alcuni insolubili in acido cloridrico: Es.: BaSO4, pu essere ridotto a BaS solubile in HCl Per introduzione nella zona riducente della fiamma avviene: BaSO4 + 2C BaS + 2CO2

Questo equilibrio si sposta a destra poich i cloruri dei metalli analizzati sono volatili ed evaporano nel flusso dei gas caldi della fiamma, sotto forma molecolare e con legami a prevalente natura covalente: CaCl2 (s) CaCl2 (v)

nella medio-alta del mantello della fiamma (T>1000 C) i due legami covalenti (Ca-Cl della molecola subiscono una scissione omolitica e si formano atomi di calcio e di cloro: CaCl2 Ca. + 2Cl .

si umetta il preparato con HCl e si trasforma il BaS in BaCl2. Riportando il filo di platino alla fiamma questa si colora nella maniera caratteristica.

L'atomo di calcio assume, la sua struttura elettronica fondamentale Ca = Ar4s2 e a quella temperatura pu assorbire l'energia termica disponibile per far compiere agli elettroni 4s delle transizioni su orbitali a livelli energetici superiori passando ad uno stato eccitato: Ca* Ca + E Ca* Ca + h

Anche il boro non d colorazione alla fiamma, dopo trattamento con HCl, se contenuto nella sostanza in esame come borace. Per il borace indicato il trattamento con H2SO4, allo scopo di trasformare il borace in acido borico: Na2B4O7 . 10H2O + H2SO4 Na2SO4 + 5H2O + 4H3BO3

Ca* riemette lenergia assorbita dalla fiamma sottoforma di radiazione luminosa con specifica lunghezza donda

Saggi alla perla Sfruttano la propriet di alcuni sali (borace, sal di fosforo), di formare per fusione in masse vetrose, limpide ed incolori, che, in presenza di alcuni ossidi metallici, danno vetri di diverso colore. Il borace il tetraborato sodico decaidrato, che esposto alla fiamma, fonde rigonfiandosi, per ulteriore riscaldamento elimina tutta 1'acqua di cristallizzazione, e si decompone formando una massa vetrosa da metaborato sodico e anidride borica: Na2B4O7.10H2O Na2B4O7 Na2B4O7 + 10H2O

2NaBO2 + B2O3

B2O3 per fusione con alcuni ossidi metallici (o composti che liberano ossidi metallici) forma metaborati vetrosi di vario colore. CuO + B2O3 Co(NO3)2 CoO + B2O3 Cu(BO2)2 CoO + 2NO2 verde-azzurro + 1/2 O2

Co(BO2) azzurro cobalto

Nella fiamma riducente si pu formare una fine dispersione del metallo che conferisce una particolare colorazione alle perle (perla rossastra del rame e quella grigia del nichel). 2CuO + C(s) 2Cu + CO2

Il sal di fosforo, ortofosfato acido di sodio e ammonio tetraidrato (NaNH4HPO44H2O). Per esposizione alla

fiamma, perde acqua e ammoniaca trasformandosi in metafosfato sodico, il quale per fusione con ossidi metallici forma ortofosfati doppi, vetrosi di vario colore: NaNH4HPO4 4H2O NiO + NaPO3 NaPO3 + 5H2O + NH3

NiNaPO4 rosso-bruno a caldo e giallorossastro a freddo

Preparazione delle perle di borace e pulizia del filo S'immerge la punta del filo di platino, arroventata, nel borace. Una certa quantit di borace rimane aderente al filo; riscalda il preparato nella zona di fusione della fiamma fino ad ottenere una perla limpida ed incolore del diametro di almeno 1,5-2 mm. Formata la perla, si fa aderire ad essa qualche granellino della sostanza finemente polverizzata (con troppa sostanza essa diviene torbida o troppo scura), si riscalda la perla sia nella fiamma inferiore di ossidazione, sia nella fiamma inferiore di riduzione. In entrambi i casi si osservano le colorazioni a caldo e a freddo. Per favorire la riduzione, si puo anche aggiungere un riducente che non alteri 1'aspetto della perla (ad esempio, cloruro stannoso per i sali di rame). Aspetto delle perle al borace.
A fiamma ossidante Elementi a caldo Cobalto Nickel Ferro azzurra rosso-bruna giallorossastra a freddo azzurra bruno chiara giallina, quasi incolore verde violetta verdeazzurra a caldo azzurra grigia verdastra a freddo azzurra grigia verde tenue A fiamma riducente

Le colorazioni delle perle al sal di fosforo sono generalmente simili a quelle delle perle al borace; per altro in alcuni casi il colore cambia d'intensita e di sfumatura. Si osserva netta differenza tra i due tipi di perle solo per la silice ed i silicati, che provocano perle al borace limpide ed incolori e perle al sal di fosforo con scheletro siliceo: si tratta di silice (SiO2) sospesa in granuli bianco opachi allinterno della perla.
Cromo Manganese Rame

verdastra violetta verde

verdastra incolore verdastra Incolore

verde smeraldo incolore rosso mattone (opaca)

Per pulire il filo, si stacca la perla del saggio precedente, facendola scivolare verso lestremit del filo e scuotendola via, quindi si fa formare una nuova perla e la si fa scorrere ripetutamente lungo tutto il filo riscaldandolo dall'estremit a cui si trova la perla all'estremit opposta Giunta la perla allestremit libera del filo, la si fa cadere. Si ripete questa operazione, finche 1'ultima perla di pulitura sia del tutto incolore. II filo di platino resta pronto per il successive saggio alla perla. E importante non produrre troppe pieghe sul filo poich queste non permetterebbero lo scorrimento delle perle. Se il filo deve essere utilizzato per i saggi alla fiamma necessario eliminare il sottile involucro vetroso rimasto aderente al filo. Allo scopo si arroventa il filo nella zona di fusione alternando con immersioni in HCl, fino a scomparsa della fiamma gialla del sodio.

Saggi per riscaldamento in tubicino Si eseguono in tubicini di vetro lunghi 5-6 cm, con diametro di 0,5 cm circa, chiusi ad una estremit o, piu raramente, aperti alle due estremit. In quest'ultimo caso si riscalda la sostanza in corrente d'aria. Si effettuano introducendo una piccola porzione di sostanza in tubicino asciutto e riscaldando il tubicino fino al calor rosso. Si osservano quali fenomeni si verificano. Questi saggi possono dare utili indicazioni nei casi in cui non si verifichino interferenze apprezzabili, o quando sia richiesta l'indagine analitica su una sola sostanza. Sostanza riscaldata da sola in tubicino: pu rimanere inalterata o alterarsi eliminando acqua, carbonizzando, sviluppando gas o vapori, sublimando e cambiando colore. Sostanza riscaldata in tubicino mescolata con opportuni reattivi: sviluppo di gas o di vapori riconoscibili dall'odore o colore caratteristico, oppure a formazione di sublimati, oppure a cambiamento di colore.

Svolgimento di vapori vapor d'acqua, condensa in goccioline sulle pareti fredde del tubicino: sali contenenti acqua di cristallizzazione (fosfati, borati, cromati, ecc.); biossido di zolfo, che odora di zolfanello e rende verde una cartina al bicromato: solfiti, solfuri, riduzione di solfati; acido solfidrico, che odora di uova marce, annerisce una cartina all'acetato di piombo: solfuri, riduzione di composti solforati; ipoazotide (NO2), vapori rossi di odore acre: nitrati, nitriti; iodio, vapori violetti che colorano in blu una cartina alla salda d'amido: ioduri; bromo, vapori rossi che colorano in giallo una cartina alla salda d'amido: bromuri. cloro, vapori gialli-verdi: cloruri; vapori ammoniacali, che rendono azzurra la cartina indicatrice: ammonio; acido acetico, di odore caratteristico: acetati; biossido di carbonio, che intorbida una goccia di acqua di barite sospesa a una bacchettina di vetro: carbonati.

Formazione di sublimato sulle pareti della provettina: bianco con odore di ammoniaca e solubile in acqua: alogenuri ammoniacali; bianco cristallino: insolubile in acqua fredda As2O3 , Sb2O3; bianco che con una goccia di KOH diventa giallo: HgCl2 HgCl2 + 2OHHg2Cl2 + 2NH3 Hg2Cl2 + 2OHHgO (giallo) + 2Cl- + H2O Hg(NH2)Cl + Hg (nero) + NH4Cl HgO (giallo) + Hg (nero) + 2Cl- + H2O bianco che diventa nero con KOH o con NH3: Hg2Cl2

giallo, solubile in solfuro di carbonio: zolfo elementare; giallo, che per sfregamento diventa rosso: HgI2 , il cambiamento di colore dovuto ad una trasformazione di fase (la modificazione cristallina gialla meno stabile e si trasforma in quella rossa pi stabile). Questa trasformazione innescata dallo sfregamento. giallo arancione: As2S3; bruno rossastro: Sb2S3; nero, che per sfregamento diventa rosso: HgS; grigio violaceo: iodio.

Riscaldamento diretto in capsulina Le variazioni cromatiche sono in genere attribuite agli elementi sottoforma di ossidi poich queste sono le specie generalmente pi stabili alle temperature di riscaldamento. Nessun cambiamento: ossidi di metalli alcalino-terrosi. Fusione: generalmente sali di metalli alcalini. Carbonizzazione e svolgimento di vapori empireumatici (infiammabili e di odore caratteristico): sostanze organiche. Decrepitazione: sostanze contenenti acqua. Cambiamento di colore (termocromismo): - annerimento: sali di rame, di manganese, di nichel; es.: CuSO4.5H2O di colore azzurro si trasforma nel sale anidro incolore e per ulteriore riscaldamento in CuO nero - bianco a freddo, giallo a caldo: ZnO; TiO2; - rosso a freddo, nerastro a caldo: HgO; - rosso a freddo, azzurro a caldo: sali di cobalto; - verde a freddo, giallo a caldo: sali di nichel; - rosso-bruno a freddo, nero a caldo: ossido di ferro; - viola a freddo, verde a caldo: ossido di cromo; - bianco a freddo, rosso a caldo: ossido di piombo; - bianco a freddo, bruno a caldo: ossido di stagno;

Saggi con H2SO4 conc. o con KHSO4 Piccola quantit di sostanza + H2SO4conc. o KHSO4 e si riscalda. KHSO4 reagisce a caldo liberando ac. Solforico 2KHSO4 K2SO4 + H2SO4 H2SO4 libera gli acidi corrispondenti agli anioni presenti e questi per riscaldamento possono dare prodotti di reazione. Sviluppo di: - biossido di carbonio (effervescenza): da carbonati; Na2CO3 + H2SO4 Na2SO4 + CO2 + 2H2O - biossido di zolfo (odore caratteristico): da zolfo, solfiti, solfuri; - acido solfidrico: da solfuri, annerisce la cartina +Pb(CH3COO)2 H2S + Pb(CH3COO)2 - acido acetico: da acetati; - acido cloridrico, intorbida una goccia di AgNO3 sospesa ad una bacchettina e d fumi con una goccia di ammoniaca : cloruri; - cloro: da cloruri in presenza di ossidanti; - bromo: da bromuri (vapori rossi che virano al rosa una certina imbevuta di fluoresceina); - ipoazotide (NO2): da nitrati (vapori rossi dallodore acre); - iodio: da ioduri vapori violetti; - cloruro di cromile, goccioline rosse sulle pareti della provetta: da cloruri in presenza di cromati o bicromati; Cr2O72- + 4Cl- + 6H+ 3H2O + 2 CrO2Cl2 2CH3COOH + PbS (nero)

Saggi con tiosolfato Il tiosolfato di sodio (Na2S2O3 2O) per riscaldamento in tubicino fonde, perde acqua di cristallizazione e si decompone in solfato di sodio e pentasolfuro di sodio. 4 Na2S2O3.5H2O 3 Na2SO4 + Na2S5 Questo per ulteriore riscaldamento decompone ulteriormente a solfuro di sodio e solfo elementare. Na2S5 Na2S + 4 S Il solfuro di sodio reagisce con numerosi ossidi metallici per formare i corrispondenti solfuri, che in alcuni casi per riscaldamento ulteriore danno sublimati colorati. Na2S + MeCl2 2 NaCl + MeS Sublimato giallo: presenza di As (As2S3 e As2S5) Sublimato arancione: presenza di Sb (Sb2S3 e Sb2S5) Sublimato nero separato dalla massa fusa: presenza di Hg (HgS) Molti altri metalli danno solfuri neri i quali per non danno sublimati. Sul fondo del tubicino da saggio rimane comunque una massa gialla di S elementare da non confondere con i sublimati di arsenico.
.5H

Cationi ed anioni che si ricercano direttamente sul campione Alcuni cationi ed anioni possono essere ricercati direttamente nel campione allo stato secco. Ricerca dello ione ammonio Una piccola porzione di sostanza in esame posta in provetta con NaOH o KOH 2N e si riscalda a bagnomaria. Si sviluppa ammoniaca dai corrispondenti sali di ammonio e ci pu essere evidenziato dal caratteristico odore e perch i suoi vapori fanno virare allalcalino una cartina indicatrice. NaOH + NH4X NaX + H2O + NH3

Ricerca dello ione acetato Una piccola quantit della sostanza viene triturata in mortaio in presenza di KHSO4 , lo ione acetato eventualmente presente evidenziato dallo sviluppo di odore caratteristico. CH3COOMe + KHSO4 Ricerca dello ione borato L'acido borico o i borati, riscaldati con poco acido solforico concentrato e metanolo (o etanolo), subiscono una reazione di esterificazione (catalizzata dallambiente acido e dalla temperatura elevata) formando borato di metile (o etile) volatile e identificabile dal colore verde dei suoi vapori incendiati alla fiamma: 2Me3BO3 +3H2SO4 H3BO3 + 3 CH3OH 3Me2SO4 + 2 H3BO3 B(OCH3)3 + 3H2O KMeSO4 + CH3COOH

Prova di fusione ossidante al coccio. Piccola porzione del campione d'analisi in capsula di porcellana mescolata con 5 parti di miscela NaKCO3/KNO3 (3 a 1), si espone alla fiamma bunsen fino a fusione completa. Si osserva. dopo raffreddamento, il colore della massa: se sono presenti composti di cromo, la massa sar gialla perch si formano cromati alcalini:
Cr2O3+3KNO3+2Na2CO3 2NaKCrO4(giallo) +3KNO2+2CO2

Ricerca dello ione carbonato/bicarbonato Una piccola quantit di sostanza in esame, posta in provetta viene addizionata di HCl 6N (H2SO4 6N), se sono presenti sostanze contenenti ioni carbonato o bicarbonato si osserver effervescenza dovuta allo sviluppo di CO2. Questultima pu esser fatta gorgogliare in una seconda provetta contenente una soluzione di Ba(OH)2 dove si osserver la formazione di un precipitato bianco di BaCO3. Na2CO3+2HCl 2NaCl+H2CO3 Ba(OH)2+CO2 BaCO3 +H2O H2CO3 CO2 +H2O

La massa apparir di color verde per ossidazione del manganese a manganati alcalini verdi:
MnSO4+2KNO3+2NaKCO3 Na2MnO4(verde)+2KNO2+2CO2+Na2SO4

Quando contemporaneamente presenti cromo e manganese si osserva esclusivamente il verde dei manganati. Per confermare il cromo si frantuma in acqua la massa in modo da asportare per lisciviazione il cromato ed il manganato alcalini che sono solubili. Quindi si acidifica con acido acetico e si filtra. L'acidificazione provoca la dismutazione del manganato in acido permanganico e biossido di manganese idrato che si separa in fiocchetti bruni:
3MnO42- + 4H+ 2MnO4- (violetto) + MnO2 . nH2O + HzO

In presenza di un eccesso di CO2 il precipitato inizialmente formatosi si pu disciogliere per formazione di bicarbonato di bario solubile, il quale precipita nuovamente per prolungato riscaldamento in bagnomaria. BaCO3 +CO2+H2O Ba(HCO3)2 E necessario confernare che il precipitato ottenuto sia effettivamente BaCO3 verificandone la solubilit in HCl 2N.

La filtrazione poi fa scomparire o quasi la colorazione violetta dello ione permanganato, in quanto la cellulosa della carta da filtro lo riduce a Mn2+ incoloro. Rester visibile la colorazione gialla del cromato, il quale pu essere confermato, in ambiente acetico, con acetato di piombo, formazione di un caratteristico precipitato giallo di cromato di piombo.
Na2CrO4 + Pb(CH3COO)2 PbCrO4 + CH3COONa